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Valle di Suèssola

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Sanfelice Oggi

Anno XXXI n.03

Andrea Piscitelli do lo zoccolo duro del movimento civico-territoriale creato negli anni ’70 dall’illustre fratello per dare seguito e continuità ad un progetto politico che aveva avuto il battesimo ufficiale con la prima affermazione di Carlo e che ha segnato poi la storia del nostro Comune nell’ultimo trentennio. Il parto non è stato indolore perché c’era da smussare latenti velleità di tanti vecchi e nuovi componenti del movimento, arginare propositi di rivalsa di qualche scontento ed ammansire la sete di protagonismo di qualche “ parvenu “ dell’ultim’ora. La nuova compagine si presenta ai nastri di partenza con la benedizione del presidente della Provincia e sarà integrata da eventuali candidati locali dell’area di centrodestra. Stratega di questa minirivoluzione Giovanni Sgambato, gran continua a pag. 2

Il presidente del Consiglio Comunale si è particolarmente interessato per aiutare i minori

A S. Maria a Vico la clinica San Padre Pio Funzionante il Poliambulatorio. Per informazioni rivolgersi tutte le mattine nella ex sede del Centro Praxis

vrebbe ridare le convenzioni che la ex Life Hospital aveva. Tutto ciò non fa altro che confermare quanto di buono era stato fatto prima del decesso del dott. Carlo Piscitelli, promotore della ripresa delle attività al centro.

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Necessari alcuni accorgimenti al piano traffico. Installazione della nuova segnaletica stradale. Ripristino del fotored. A fine aprile: isola pedonale non solo in piazza Roma Questa mattina (domenica 18 Le difficoltà non ci spaventano e andiamo avanti consci del man- marzo, n.d.a.) abbiamo dato una dato popolare - Così inizia Car- ulteriore dimostrazione di come mine Ruotolo, assessore alla vogliamo il nostro paese: accoPolizia Minicipale, alla viabilità ed gliente, ordinato, con i cittadini rispettosi della propria e dell’alal cimitero. trui incolumità e tutti uniti perché l’unione fa la forza. Oggi è un giorno speciale! L’amministrazione comunale, di cui faccio parte, vuole che ogni giorno sia speciale nel nostro paese. Guardatevi attorno: nonostante “i guai” procurati dagli operatori ecologici (che non sono di S. Maria a Vico), questa amministrazione attraverso l’assessore delegato Ernesto Savinelli sta sopperendo al grave inconveniente della mancanza di raccolta dei rifiuti. continua a pag. 2 Carmine Ruotolo

S. Felice a Cancello

Il 30 marzo del 2011 cessava di battere il cuore del dott. Carlo Piscitelli, sindaco di Cervino e consigliere provinciale. Il giornale Valle di Suèssola lo ricorda con stima e con affetto ed invita tutti a continuare la sua opera di difesa dell’ambiente ed unione dei Comuni della Valle di Suèssola. Il primo passo per l’unione dei nostri Comuni fu l’istituzione dell’ATS.

e paesi limitrofi

in bombole e serbatoi

Ruotolo: nonostante le In 700 alla CorriAmo difficoltà, procediamo spediti insieme contro l’autismo

In ricordo di Carlo Piscitelli Esposito: dalla Regione un aiuto per l’oratorio di san Giovanni

Un gruppo di una cinquantina di medici, fra cui alcuni specialisti di Roma, di Napoli e della nostra provincia, ha deciso di riprendere l’attività nella struttura del vecchio Centro Praxis in Via Nazionale. A breve la regione Campania do-

Marzo 2012

Fondatore Arturo Morgillo

(Arienzo, Cervino, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico)

Candidatura in rosa per la Campana

Ippolita Piscitelli

Direttore Alfonso Morgillo

Distribuzione gratuita presso gli inserzionisti dei Comuni della Valle di Suèssola

Cervino

Su proposta del gruppo consiliare di maggioranza e incoraggiata dalla quasi totalità dei componenti ha ufficialmente formalizzato la sua discesa in campo Ippolita Piscitelli quale candidato sindaco della Campana per le amministrative del 6 e 7 maggio prossimo. Ha preso corpo quindi quella che era solo una illazione dei mesi scorsi secondo la quale la sorella dell’ex sindaco Carlo stava ricompattan-

Gas liquidi

Periodico d’informazione fondato nel 1981, edito dall’Associazione Culturale Valle di Suèssola

Una buona notizia per la parrocchia di San Giovanni Evangelista gestita dai Padri Barnabiti. La Regiona Campania, grazie all’interessamento e all’impegno del presidente del consiglio comunale sanfeliciano, Giovanni Esposito, ha assegnato un cospicuo contributo economico alla parrocchia di San Giovanni che potrà essere utilizzato per meglio sostenere tutte le iniziative a favore dei minori. Il contributo potrà servire per una serie dui nobili cause ed è quindi un sostegno importantissimo perché, come recita il Bollettino ufficiale della Regione Campania -è a favore di attività oratoriali finalizzate a promuovere l’attivazione e la realizzazione di spazi parrocchiali quali luoghi di promozione di attività sportive dilettantistiche, sociali, assistenziali, culturali, turistiche, ricreative e di formazione extra-scolastiche. Al momento del mio insediamento sulla casa comunale - dichiara il presidente Esposito - mi sono impegnato a lavorare quotidianamente per il bene di San Fe-

Giovanni Esposito lice a Cancello e di cercare di superare, grazie appunto all’impegno quotidiano e concreto, le difficoltà economiche, che non mancano mai. Il presidente del consiglio comunale si dichiara soddisfatto perché, insieme al sindaco Emilio Nuzzo e a tutta l’amministrazione comunale, si sta portando avanti un’azione politica responsabile, operando in maniera coesa nonostante le difficoltà finanziarie. Emanuela

Una meravigliosa giornata primaverile ha fatto da cornice alla Prima edizione di CorriAmo insieme ... contro l’autismo, manifestazione podistica competitiva solidale di km 10,2 svoltasi domenica 18 marzo scorso a Santa Maria a Vico ed organizzata dall’A.S.D. Suèssola Runners, di cui è presidente Vincenzo De Lucia (per gli amici Giuvann’ ‘o vìggile) con il supporto tecnico-logistico dell’Amministrazione Comunale santamariana e della Protezione Civile. Da tutta la Campania, ed anche dal Nord Italia (da Cremona in particolare) sono venuti nella nostra valle per onorare questa manifestazione. Su un percorso di km. 5,1 ripetuto due volte, completamente chiuso al traffico i vincitori sono stati: per gli uomini Pasquale Scala con il tempo di 32’ 42”, per le donne Alessandra Insogna col tempo di 38’ 42”. Dalle immagini che presentiamo in alto, l’attimo precedente la par-

tenza e subito i primi passi della corsa, avvenuti allo start dato dal sindaco dr. Alfonso Piscitelli dopo la benedizione impartita dal parroco don Carmine Pirozzi. Un augurio di vero cuore ai ragazzi/e della Suèssola Runners per essersi cimentati nell’organizzazione di una corsa podistica con la speranza di vederli sempre più numerosi non solo sulle strade a correre, ma anche a continuare la tradizione podistica santamariana e suessolana iniziata alle ore 15,02 della domenica delle palme, nel lontano 23 marzo 1975, con la disputa della Prima Marcialonga al Centro Sud Italia e che vide alla partenza ben cento partecipanti, tra maschi e femmine, e due ultra sessantenni: i sigg. Agostino Morgillo (papà dei proff. Alfonso ed Arturo) e Luigi De Lucia, (custode della Polisportiva Appia). Una cosa impensabile per quei tempi. Di nuovo auguri e... non scoraggiatevi! E.P

Nel 1865 la massoneria cambiò lo stemma prossimamente comunale di S. Maria a Vico Bar

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SANTA MARIA A VICO

cerimonia donna Santa Maria a Vico

Il progetto del Casino di Arienzo porta la firma di Mastro Bartolomeo Tritta. Monsignor Flaminio Danza dei Duchi di Faicchio ampliò il Casino e lo abbellì. In esso, fino al 1855, hanno avuto continua o saltuaria dimora i Vescovi della Diocesi di S. Agata dei Goti e, successivamente, quelli di Acerra. S. Alfonso Maria de’ Liguori, anche a causa della forte artrosi, da cui era affetto, vi ha dimorato ininterrottamente per circa 9 anni. Qui avvenne il fenomeno singolare della sua bilocazione, in occasione della morte di Papa Clemente XIV.

S. MARIA A VICO

Il Palazzo vescovile di Arienzo Insieme con alcuni oggetti appartenenti al Santo, tra cui la più importante è la Croce, resta a ricordarne la memoria la cappella affrescata di epoca. Nel corso dei tempi il Casino ha subìto diverse, alterne e non sempre felici vicende. Quelle dei nostri giorni sono ben note, e perciò, ci dispensiamo dal descriverle. Legate al palazzo vescovile sono alcune epigrafi. Le riportiamo fedelmente, dandone, quando occorre, una nostra traduzione.

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Marzo 2012

Valle di Suèssola dalla prima pagina... dalla prima

‘A ballata elettorale Mò accummencia n’ata vòta ‘a battaglia pe nu voto ; mò se scannano dint’ ‘e case, dint’ ‘e piazze d’o paese. Mò so ancora cchiù agguerriti, stanno tutti ‘ntussecati ; chistu muzzeco ‘e paese mò è ancora cchiù confuso. E tutti chisti prufessuri nun so cchiù tanto sicuri; hannu fatto quatte liste pe vvedè chi è cchiù ‘nzisto . E cu tutti chisti candidati addò nisciuno è meglio ‘e n’ato, simme juti in confusione, tenimmo ‘a capa dint’ ‘o pallone. Pe nu posto ‘e cumandante hannu fatto ‘o passo annante belli, brutti e malamente pe vvedè che ddice ‘a ggente . Nce sta ‘a sora d’o Sceriffo e chi ‘a paricchio ha perzo ‘e staffe ; po’ ce sta pure l’avvocato e chillo ca tène ‘o patronato. Facce vecchie e facce nove comm’a niente mò t’e truove azzeccate ‘n’faccia ‘o muro oppure ‘a sera dint’o scuro.

E po’ ‘e programmi elettorali songhe sempe tali e quali ; cagneno sulo ‘e musicanti e chi te fa na capa tanta. Si faje caso a ‘e candidati pe se spartere quatte voti so capaci ‘e qualsiasi cosa pure ‘e se vennere ‘o paese. Fanno ‘nciuci e paranzielli mò cu chisti e mò cu chilli ; gira e vota so sempe ‘e stessi pecchè ‘o popolo è chino ‘e fessi. Chi se venne pe na licenza e chi se scorda ‘e na crianza ; chi aspetta ancora ‘o posto e chi nun dice maje abbasta. Chi se lagna pe nu tuorto e chi nun supporta ‘e ccose storte ; chi se cagna pe nu piacere e chi se scorda chi era ajeri. Chi se dimostra affezionato e chi se venne ‘a mamma e ‘o pate; chi fa ‘e chiacchiere a vacante e chi nun se ne fotte ‘e niente. Dint’a chistu mmesca-mmesca staje appiso a cchiù ‘e na frasca e te guardi da luntano chesta sagra paisana. Denara

Candidatura in rosa per la Campana ciambellano di corte, vecchio braccio destro del compianto ex sindaco e gran tessitore di accordi preelettorali, che di concerto con Maria Letizia ha proposto questa nuova avventura. A dare man forte alla neo candidata , come detto , figure istituzionali dell’Ente che nell’ultima legislatura hanno ricoperto cariche a vario titolo e desiderose di continuare ad espletare un mandato interrotto precoce-

mente. A questi si sono aggiunti giovani volenterosi, espressioni della comunità, che ne hanno sposato gli intenti e che offrendo la propria disponibilità hanno mostrato umiltà e nello stesso tempo entusiasmo per ottimizzare un lavoro di gruppo ed una crescita esponenziale sul territorio. E questo per non banalizzare i buoni propositi e sgombrare il campo dai tanti luoghi comuni, pane quotidiano di ogni

A scuola di Politica Consiglieri Regionali per un giorno, anzi, per un’ora. E’ stato questo il regalo fantastico che le maestre del plesso Valletta di Arienzo hanno fatto a noi bambini delle classi quinte! Una gita speciale, quest’anno che é per tutti noi un anno speciale perché terminiamo il primo ciclo e ci avviamo ad affrontare il secondo. Ci siamo preparati con cura con l’aiuto delle maestre e abbiamo ideato un Progetto di legge sulla scuola, dicendo come la vorremmo non solo per noi, ma per tutti, “La Scuola Fantastica”. Una scuola con armadietti personali , una palestra ben attrezzata, una sala teatro per imparare a recitare e con uno schermo per vedere i films istruttivi, un orto per imparare a coltivare la verdura, una mensa con tavoli e sedie comode, un cortile con giostrine. Una scuola fantastica, appunto. Finalmente, il 13 marzo scorso siamo partiti, tutti

eccitatissimi e pieni di entusiasmo e siamo arrivatl al palazzo del Consiglio Regionale, siamo entrati e ci siamo seduti nei banchi dei consiglieri, pronti a chiedere la parola e presentare il nostro progetto. Che emozione! Ci sembrava di vivere un sogno, di essere già grandi, già dei politici veri! Il Presidente non era presente, ma una sua delegata ci ha accolto e ci ha dato la parola chiamandoci per nome. Pian piano abbiamo presentato il nostro progetto, ma purtroppo non abbiamo ricevuto garanzie sulla sua realizzazione. Alla fine abbiamo fatto delle foto che sono visibili sul sito del Consiglio Regionale, siamo stati intervistati dalla TV Lunasat e poi abbiamo concluso la nostra gita in pizzeria. Non so se qualcuno di noi diventerà un politico e non so se ci sarà mai una “Scuola Fantastica”, ma questa esperienza é stata fantastica davvero! Andrea De DonatoV C

Ruotolo: nonostante le difficoltà, procediamo ... Per quanto riguarda il suo settore... ...Come i cittadini hanno potuto osservare abbiamo installato una nuova cartellonistica stradale, doverosa in molti punti. La segnaletica, se è aggiornata meglio ancora, è indice di civiltà. La nostra Via Nazionale ogni giorno è attraversata da migliaia e migliaia di auto: le indicazioni sono indispensabili per tutti, dal pedone all’automobilista frettoloso, dai forestieri che vengono nel nostro paese ai residenti, ecc. A proposito di automobilisti ... ... Prendo al volo la sua domanda; a giorni verranno ripristinati i fotored: in direzione est-ovest vicino ad Ottica Casalino; in direzione ovest-est vicino ad Atheneo abbiglimento. Da qualche giorno è in funzione l’autovelox con i vigili urbani. Vigili urbani: sempre pochi, anzi pochissimi. E’ vero, ma non dipende da noi; e a settembre andrà in pensione anche il maresciallo Tocco. In compenso fra poco o più di un mese circa verranno assunti cinque vigili stagionali che lavoreranno per sei mesi, proprio nel periodo in cui nel nostro paese ci sarà più bisogno di vigilanza in concomintanza con le numerosissime feste patronali; con l’arrivo dei forestieri, degli emigranti; con lo svolgimento di tutte le altre manifestazioni culturali, sportive, ricreative. E.P.

campagna elettorale, con la convinzione e la consapevolezza che non sarà un aborto del pensiero frutto di una scontata demagogia. Tocca ad Ippolita catalizzare i consensi, rabbonire gli animi e tenere alta la guardia in una competizione per niente facile per la naturale frammentazione del voto, causa ed effetto della proliferazione di candidati e di capi cordata. Cercando di mantenere la giusta distanza e per non incorrere in facili commenti di piaggeria spic-

ciola , implicita o palese, invitiamo i cittadini ad esprimere in tutta libertà e in piena autonomia d’intenti il loro attestato di stima e convinzione con la certezza di una maturità acquisita senza condizionamenti di sorta. La politica è servizio, e chi viene designato a tale compito è investito di una grande responsabilità; non è assolutamente retorica nè un impegno da prendere sottogamba ma un onere che sottende uno spirito di altruismo ed abnegazione veramente a 360°

San Felice a Cancello

Il Codacons vince contro la I.A.P. Non si paga il canone depurazione 2008 e 2009 Il Giudice di Pace di Arienzo con la pronuncia delle prime sentenze la n.° 901, la n.°1053, la n.° 1337, la n.° 1344, la n.° 1393 ecc. tutte del 2011 che vedono coinvolti un campione limitato di cittadini, accoglie a pieno la tesi dell’avv. Michela Izzo resp.le Legale del CODACONS. Il Giudice accoglie le richieste del Codacons e dichiara la nullita’ della fattura emessa dalla I.A.P. s.r.l. . Il CODACONS di “Valle di Suessola” e “Galatia” commenta: finalmente gli utenti hanno trovato tutela dei propri diritti.... Specificando di aver inoltrato all’Ente Comune tantissimi ricorsi in autotutela, all’indomani della comunicazione ricevuta dagli utenti, rappresentando l’ illegittimità della pretesa creditoria. Puntualmente l’Ente Comunale e la I.A.P. s.r.l., a torto, hanno inteso non accogliere le istanze procedendo arbitrariamente alle fatturazioni, oggi dichiarate illegittime dal Giudice competente. Siamo certi-sostiene l’avv. Michela Izzo che i cittadini abbiano il diritto di essere garantiti dalla P.A. e mai la stessa debba esercitare il potere d’imperio al fine di riempire le proprie casse in dispregio delle norme del codice civile e della normativa di settore e ciò rientra nei fini del Coordinamento Codacons. Siano, quindi, tali sentenze, di monito per l’annullamento delle centinaia pretese creditorie le cui cartelle esattoriali non risultano ancora emesse. Il CODACONS avvisa tutti i Cittadini che anche chi ha gia’ pagato per l’anno 2008 puo’ chiedere il rimborso. Tutti coloro che vogliono ricorrere saranno ricevuti dallo staff del Codacons tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00 in via Napoli 720 a Cancello Scalo.

SESE OCULIS VIATORUM COMMENDAT HUMILE OLIM ET VETUSTATE FATISCENS PHILIPPUS ALBINUS S. AGATHA E GOTHORUM PRAESUL ANNO MDCCXIX INFRA PARIUM TERMINORUM MODULIQUE UT ANTE NEGLECTIORIS ANGUSTIAS REPARAVERAT POSTREMO FLAMINIUS DANZA TRANENSIS ET CAMPANUS PATRICIUS SEDIS EIUSDEM PONTIFEX IN SUI ET SUCCESSORUM USUM LAXIORIBUS HISCE FINIBUS A FUNDAMENTIS EXTRUXIT OMNIQUE OPERUM SPLENDORE ILLUSTRAVIT ANNO REP(ARATAE). SALUTIS MDCCLIII

Traduzione: Questo palazzo vescovile, un tempo modesto e fatiscente per vetustà, ma che ora si presenta gradevole agli occhi dei viandanti per ampiezza e splendore, Filippo Albini Vescovo di S. Agata nell’anno 1719, negli stretti limiti dei propri confini e conformazione aveva ristrutturato, in seguito Flaminio Danza patrizio tranense e campano Vescovo della stessa sede, per uso proprio e dei successori, dalle fondamenta, in questi confini più ampi costruì e abbellì con ogni ornamento di opere, nell’anno della riacquistata salvezza 1753.

Palazzo vescovile lato ovest Sulla parete della scala, fatta costruire da S. E. Monsignor Flaminio Danza, fu apposta la seguente lapide:

RESTAURATUM A JOSEPHO ROMANO EPISCOPO ACERRARUM AN(NO) DOM(INI) 1855 e cioè: Restaurato dal Vescovo di Acerra Giuseppe Romano nell’anno del Signore 1855. Nel 1854, per la efficace opera svolta da S. E. Mons. Francesco lavarone, la Diocesi di Acerra, che era stata unita dal 1818 aeque principaliter con quella di S. Agata dei Goti, ottenne la sua autonomia. In quella occasione Acerra “stracciò” dalla Diocesi di S. Agata tutta la Valle di Suèssola o Terra di Arienzo (Comuni di Arienzo, San Felice a Cancello, S. Maria a Vico, Cervino).

Valle di Suèssola

Sanfelice Oggi Periodico d’informazione fondato nel 1981, edito dall’Associazione Culturale Valle di Suèssola Direttore: Alfonso Morgillo Direttore Responsabile: Arturo Morgillo

Via Nazionale, 92 - 81028 SANTA MARIA A VICO (Ce) tel. 0823. 808160 - 808360, fax 0823. 808160 - 808360 www.lavalledisuessola.net E-mail: ass.valledisuessola@libero.it Collaboratori: Mario Campagnuolo; Antonio Crisci; Vincenzo Crisci; Alfredo D’Addio; Asmà Es-Souni; Alfonso, Clemente e Mayra Ferrara; Carmela e Fortuna Fico; Vincenzo Guadagnino; Domenico, Aldo e Vincenzo Guida; Vincenzo Isernio; Diego Martinisi; Maria Sofia Massaro; Marco Mauro; Luigi Mazzone; Ivan e Selenia Morgillo; Tiziana Morgillo; Valerio Nobile; Gelsomina Nuzzo; Claudio Onorati; Pasquale Onorati; Antonio Passariello; Francesco e Maria Perrotta; Andrea Piscitelli; Alfonso Russo; Antonio Solli. Gli articoli firmati esprimono il pensiero dell’autore. La collaborazione, aperta a tutti, è a titolo completamente gratuita. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non si restituiscono.

Stampa: Segni s.r.l. - 81100 CASERTA Registr.: Tribunale di S. Maria Capua Vetere n. 275 del 29.1. 1982 Vietata la riproduzione di qualsiasi parte del giornale con qualsiasi mezzo

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Marzo 2012

Valle di Suèssola

Maro’ che c... che tengo, so’ Napulitane Domenico Guida Concludiamo la breve passeggiata tra parole che sembrano antiche ma che, in realtà, non lo sono poi tanto. Non dobbiamo mai dimenticare chi eravamo, chi siamo e chi vogliamo continuare a essere. Quello che è certo, è che senza radici e senza la cultura della nostra storia, non andremo da nessuna parte. Mappine di canape: Straccio di canapa per lavare i pavimenti; cencio per spolverare. Martora: In napoletano martora e màrtola. Era una grossa cassa rettangolare di legno con l’apertura superiore più ampia del fondo. “Madia”,di dice anche matra ed ha varianti regionali come “màttara e màttora. Vi si impastava la farina da servire per la confezione dei pezzi di pane, che nella misura napoletana erano distinti in “palata”, “palatella” e “palatone”. Nella canzone classica napoletana è ricordata, come martola dal compositore Capasso nella bella “Comme facette màmmeta?”; Maschiature: “Mascatura” ,serratura, buco della serratura; Da maschiatura, operazione di eseguire filettature di fori col maschio.

stello si triturava nel mortaio sale o altro. Orinali di vetro: Vaso da notte, pitale, per le orine (il moderno “pappagalo”) si tenevano generalmente sotto il letto o in una apposita cassetta. Più genericamente ruagno che indicava qualunque vaso di creta o di legno e che si riferiva in particolare al pitale che era chiamato “pisciaturo e rinale”. Pettorale: Finimento per cavalli. Striscia raddoppiata di cuoio che correva sul petto. Quando il “trasporto su strada” era affidato a “carrettieri”,”carrette” e “cavalli”, era in uso una canzonetta. La cantavano i carrettieri che per incitare i cavalli a metterla tutta per superare una strada in salita. “…cavallo si me faje sta sagliuta, t’accatto ‘o petturale e ‘a sonagliera…” Il cavallo rispondeva: “…la sonagliera a mme nun m’abbisogna, j’ vaco truvann’ ‘o murale cu’ vrenna e sciuscèlle…” (‘a vrenna è l’avena e ‘e sciuscèlle sono le carrube che da ragazzi mangiavamo con golosità e, che in via di estinzione, ancora oggi, durante qualche festa o fiera di paese, le si possono trovare ancora in vendita su qualche bancarella. Ma chi le compra più? E chi ne ricorda ancora il sapore?

NETTI - Caricando il traino Mesale: Tovaglia per la tavola la pranzo; Mensaletti: Tovaglioli per il mesale; Montano: Frantoio. Stanza dove si fa l’olio, cioè, dov’è la macina per frangere le olive e lo strettoio per cavarne l’olio. Nel passato, i contadini, secondo un’antica consuetudine, per non pagare i diritti di molitura al frantoio ducale, si facevano l’olio in casa in un modo molto semplice. Mettevano un sacco di olive in una vasca e vi versavano sopra acqua molto calda. Facevano passare qualche ora ed iniziavano a pestare il sacco fino ad espellere l’acqua e l’olio dalle olive. Il resto dell’operazione è facile immaginare. Non so se anche per Cancello, come per Morcone, da parte del Duca di Maddaloni, che ne era proprietario, sia stato mai emesso il Bando della proibizione di farsi l’olio in casa ma di portare le olive al frantoio ducale sotto pena di “ docati sei e carcere”; Un diritto di origine feudale questo, che provocò spesso furiose proteste.; Mortale con pesatoio: Mortaio e pestello. Il primo generalmente di pietra viva Ma anche di metallo pesante, mentre il pestello era generalmente di legno. Con il pe-

Murale, invece era il sacco che con vrenna e sciuscelle che, sospeso con una cinghia alla testa del cavallo, gli permetteva di mangiare. Polzonetti: Pozonetto o pozzonetto. Una piccola sartaggine (tiella), detto anche sartariello (sempre da sartaggine). Una vera e propria tiella (padella) con un manico lungo circa 50 cm. Portiero per il balcone: Portiéra, “tendaggio, tenda (che si applica dietro le porte o le finestre), dal latino medioevale porterium. Per nascondere le porte erano spesso riccamente decorati e di stoffa pesante come ben si vede bel dipinto di M. Regolia, “Interno di una casa patrizia seicentesca napoletana” Pregne: Prèna “incinta, pregna” Retretto: Camerino; si crede derivi dal francese. Retrostanzino, dove “ le Signore tengono i lor bidè, i vasi immondi, talor la toeletta”. Saccone Pagliericcio, dal latino medioevale sacconus = Pagliericcio. Era usualmente riempito con le “sbreglie” foglie secche di granone che venivano regolarmente vendute al grido “ ‘e sbreglie p’’ò saccone”. Sartaggine di rame e di

ferro:Sartagna; padella, sartaggine, dal latino sartago. Quella che oggi in napoletano chiamo “tiella”. Sporte: Grossa cesta intessuta di stecche sottili di castagno. Stanghe: Stanga; ciascuno dei due lunghi bracci di un carro ai quali si attacca la bestia da tiro. Stipo: Armadio, stipo. Da stipare “conservare”.”Stipo dentro muro”, armadio a muro intagliato nello spessore delle pareti. Striglia: arnese piatto di ferro, provvisto di laminette dentate e manico di legno, per pulire la pelle e il pelo dei cavalli dalla polvere e dal fango. Tompagno: Fondo della botte ma anche muro di mattoni con cui si chiudono vani. Con riferimento al “deretano”, ha significato offensivo e si richiama a quello di “fondo della botte”.

Carrettiere, asino e murale Traìno: Traino, carro, carretto per il trasporto di merci. Dal francese train (tirare) Ziro: Dall’arabo zir; “grosso orcio”. Orcio panciuto di terracotta dove si conserva l’olio. Zoccola/o: Coperte di zoccolo”, “antesini (grembiuli) di zoccola per mungere”. Si tratta dello stesso tipo di pelle, o stoffa dura e resistente, ma di scarsa qualità, che, inchiodata, faceva da tomaia allo “zoccolo”, calzatura con la pianta di legno in uso alla popolazione poco abbiente. Per concludere ricordo Nzurà (l’atto del prendere moglie) che viene dal latino “uxor” (donna, sposa, moglie)” che è lo “sposarsi” dell’uomo, rispetto allo sposarsi della donna che invece si dice “mmarità” (atto del prendere marito).

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I messaggi di Gesù e di sua mamma Chi ha ascoltato questi messaggi, e chi per la prima volta li leggerà, sappia che devono essere custoditi con amore, perché, rileggendoli nella bisogna, possa ritrovarsi in essi.

8 maggio 2009 ore 4 “Figli che siete qui raccolti, vi porgo la benedizione del Figlio mio. Siate i benvenuti a questo ascolto, siate con il cuore vostro vicino al mio cuore, siate con amore dinanzi a Dio, perché amore Egli ricambia con generosità, quando è invocato. Creature che siete qui, lo, la vostra Mamma, oggi, vi esorto a pregare per tutti coloro che vivono lontani dalla voce del bene, dovete pregare per quelli che hanno in seno alla propria famiglia creature che hanno nel cuore solo negatività e non la voce dell’amore, dovete pregare per coloro che hanno perduto la Ia pace a causa di quelli che pensano di vivere nella verità di Dio, ma sono creature servite dal maligno. Pregate voi che siete qui, per tutti coloro che pur dichiarandosi figli devoti del Signore covano nel cuore serpi velenosi, che non danno tregua allo spirito di chi è di Dio. Figli diletti, la vostra generazione non serve l’amore al proprio fratello, ma la cattiveria, perché oggi domina in gran parte dell’umanità un cuore intriso dall’egoismo, dal desiderio di possesso, dall’invidia, dal potere, potere che non si arresta neppure davanti alla sofferenza, neppure dinanzi alla

morte. Creature che mi ascoltate, bisogna che il vostro pensiero, la vostra mente, siano con quelle del Figlio mio, per non servire il male, nell’operato che volete innalzare a Dio. Mi rivolgo a voi giovani, figli diletti, figli così attenti alla mia parola,a voi giovani, io mi appello: siate dinanzi a Dio custodi della sua luce, pronti per riscattare questa umanità che non conserva nulla di quanto Dio ha creato a sua immagine. Voi siete la speranza per la sopravvivenza di una generazione nuova, che deve vivere della parola, dell’amore del Figlio mio, il Quale vi esorta a manifestare con tutto l’ardore dei vostri giovani anni quanto nel Vangelo Egli ha tramandato. Siate, genitori qui presenti, sostegno per i figli che sono deboli nella fede, per quelli che si ribellano alla vita che gli offrite, con quelli che si allontanano dalla vostra casa, ma che sentendosi soli ed emarginati nel loro percorso di vita, non hanno il coraggio di tornare a voi: aprite loro le braccia e Dio vi ricompenserà con il suo amore. lo, la Mamma vostra, figli che mi ascoltate, parlo a voi, uomini che dopo anni di lavoro, ora vi riposate: offrite il vostro sostegno a chi è nella bisogna, a chi non ha la forza di risollevarsi da una caduta materiale o spirituale, perché voi possedete la saggezza di anni vissuti in questa società odierna, discernendo il bene dal male, ma soprattutto la fede che avete riposto in Dio, ogni giorno che affrontavate per vivere onestamente nel quotidiano. Non sciupate i vostri giorni avvenire, nonni, zii, ma sia il vostro tempo libero, a disposizione dei giovani, della comunità o contesto in cui vivete. lo, la Mamma vostra, conosco il vostro cuore generoso, per cui date ascolto a questa Mamma, perché a tale generosità, Dio ricompenserà con al-

trettanta generosità ed amore, nei vostri giorni avvenire. Figliuoli, qui raccolti, ascoltatemi fate attenzione alle mie parole: quanto più il vostro cuore si apre alla voce del Figlio mio, quanto più sentite che Gesù vi elargisce la pace interiore, tanto più dovete stare attenti a chi avvicinate, o vi avvicina. In molti di questi si cela il maligno, che con il suo comportamento, con la sua grazia, e la sua parola, tenta di strapparvi alla volontà al bene. Vi meravigliate se lo, la vostra Mamma celeste, fo riferimento a satana, che, per molti non esiste, ma egli è tra voi, e tra voi creature della terra, pronto a cogliere in voi la debolezza di un attimo per insinuarsi nel vostro cuore. Giovani, qui riuniti, ascoltatemi: per tenere il male lontano da voi, lo, la vostra Mamma, vi consiglio di guardarvi intorno; sono tanti i giovani che offrono il loro tempo libero, il loro amore, la loro solidarietà, sostituendo le ore trascorse in modo non consone ad una creatura di Dio, offrendo il proprio aiuto a chi è in difficoltà; non ci siano nel vostro quotidiano ore di ozio, perché l’ozio porta a vivere male dinanzi a Dio. Creature che siete state così attente alle mie parole, fate tesoro di quanto lo vi ho detto, perché è il Figlio mio che ha desiderato che dicessi quanto avete ascoltato. Sia con voi la pace oggi, e nei giorni avvenire, perché possa questa accompagnare l’operato per quanto con amore volete innalzare a Dio, Padre mio e vostro. Alzate il vostro capo verso me, perché ora accanto a me c’è il vostro Gesù, il Figlio mio diletto, che benedice quanto ora sta salendo dal vostro cuore al suo cuore. La sua mano si alza ora su di voi segnandovi : Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Andate in pace”. www.gesuparlaallecreature.net

Non sanno più cosa inventarsi

Ed ora il “Tutto Tranne” Pasquale Onorati

Ricoverateli alla neuro

Arienzo, Cervino, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico: ecco la “Valle AD NOVAS”… Con queste parole, la testata giornalistica La Tribuna in rete, nel gennaio 2011, annunciava la prossima pubblicazione di un ampio servizio sulla nostra Valle. A distanza di un anno, l’annuncio è sempre sul sito, ma di questo servizio non c’è ancora traccia. Nel frattempo però, sulle colonne del nostro mensile sono comparsi ben due articoli, uno di Mons. Francesco Maria Perrotta e l’altro del sottoscritto, con cui si è provato ampiamente che questa nuova denominazione, coniata in ambito universitario solo pochi anni addietro, non ha alcun fondamento storico. Dimostrazione ne è il fatto che, da qualche settimana, sul sito della suddetta testata on-line, le Notizie dalla Valle di Ad Novas hanno lasciato spazio alle Notizie dalla Valle tifatina.

Come è successo per il precedente toponimo, anche questa volta gli ideatori del nuovo nome non hanno speso una parola per spiegare le motivazioni della loro scelta. Proverò io, dunque, a chiarire perché anche questo nome non è appropriato. Il toponimo adottato fa riferimento ai monti della catena del Tifata, le cui ultime diramazioni sarebbero proprio le colline che sovrastano Santa Maria a Vico e arrivano fino alla gola di Arpaia. Bisogna precisare, però, che il Comune di Valle di Maddaloni, per distinguersi dalla città calatina, nel novembre scorso, ha ottenuto, con legge regionale, la prima autorizzazione a cambiare la propria denominazione precisamente in Valle Tifatina. La Regione Campania ha avvalorato la tesi secondo cui il monte Garzano ad est e il monte Longano ad ovest, uniti a partire dal ‘700 dai famosi Ponti della Valle, apparterrebbero en-

trambi alla catena dei Monti Tifatini. E’ evidente, quindi, la confusione che comporterebbe l’adozione di un nome identico per il nostro territorio, visto che non si può certo affermare che Valle di Maddaloni e Santa Maria a Vico si trovino nella medesima vallata. Inoltre, se è accettato quasi da tutti che i monti a nord di Santa Maria a Vico siano le ultime propaggini del Monte Tifata è invece certo che le montagne che si trovano a sud fanno parte del grande Massiccio del Partenio che da Montevergine arriva fino a Cancello. Per questo motivo i comuni di Arienzo e San Felice a Cancello sono entrati a far parte del Parco Regionale del Partenio e per lo stesso motivo non si capisce perché il nome della nostra Valle debba fare riferimento solo a una delle due catene di monti che la sovrastano. Personalmente, ritengo che questa nuova denominazione sia il risultato di una scelta affrettata di quel partito che io chiamo del Tutto Tranne; un gruppo di persone che

“per principio” negano il fatto che nell’antichità il nostro era il territorio di Suessola e che, dal Medioevo fino all’eversione della feudalità (1806), Santa Maria a Vico, Arienzo e San Felice a Cancello, pur godendo di autonomia amministrativa propria, facevano tutte parte continua a pag. 4

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Marzo 2012

Valle di Suèssola

Frammenti di storia a cura di Mario Vigliotti

Florilegio poetico proposto da Claudio Onorati

‘A scusa aggrava ‘o sgarro

Nella foto d’epoca, che pubblichiamo a lato, è La Via Appia dal Cellaio alla Parrocchia. Sul lato sinistro, alle spalle di quei ragazzi, è la villa del dott. Alessandro Guida. Subito dopo, il muro che arrivava al viale della ferrovia. A seguire il palazzo Migliore. Sullo sfondo il campanile di San Nicola Magno. A destra, il marciapiede ed il muretto che arrivava alla Taverna dell’Olmo, di fronte all’inizio del viale ferrovia. Come si può notare era storto verso sinistra.

La Via consolare Appia in S. Maria a Vico Dopo l’umiliazione subita alle Forche Caudine nel 321 a.C., i Romani decisero di sferrare un duro attacco ai Sanniti. A tale scopo il censore Appio Claudio il cieco fece costruire la via consolare Appia, il cui primo tratto, nel 312 a.C., congiunse Roma con Capua. Col proseguire delle conquiste nel Sannio, l’Appia venne prolungata fino a Benevento e attorno al 276 a.C. sul suo percorso a poche miglia da quelle che furono le fatidiche Forche Caudine, venne realizzata una Mutatio (stazione di sosta breve) denominata Ad Novas; essa disimpegnava un’antica cittadina, poi scomparsa, denominata Novae, ubicata nell’area compresa tra i Figliarini, il Grottale e le Mandre. Ultimata la conquista del Sannio, l’Appia raggiunse Brindisi, porto

d’imbarco per le conquiste romane in Oriente. La consolare Appia era nota come Regina delle Vie perché fu la prima arteria stradale costruita in Europa, prototipo di una fitta rete viaria successiva che da Roma, come una stella, si irradiava per tutta la penisola (si dice ancora che tutte le strade portano a Roma). Inizialmente le consolari furono realizzate a scopo politico-militare; infatti, oltre a permettere la conquista dell’Italia, contribuirono al mantenimento dell’ordine e della pace fra le popolazioni vinte. Successivamente favorirono il progresso socio-economico in quanto vennero adibite al traffico normale. In questo periodo, nei pressi della Mutatio, sorsero abitazioni e botteghe (taverne) che a

La tassa sui ricchi Diego Martinisi Il contributo di solidarietà del 3%, la cosiddetta “tassa sui ricchi “, trova i primi chiarimenti da parte del Fisco. Con Circolare n. 4 del 28 febbraio 2012, l’Agenzia delle Entrate ha illustrato le novità sul contributo di solidarietà del 3% dovuto per il triennio 2011/2013 dalle persone fisiche titolari di redditi superiori a 300 mila euro. E’ importante precisare che la base imponibile del contributo di solidarietà è diversa dalla base imponibile IRPEF, in quanto prende in considerazione il reddito complessivo al lordo degli oneri deducibili, oltre ad essere costituita dalla sola parte che supera i 300 mila euro. Il reddito complessivo è costituito dalla somma dei redditi di ogni categoria che concorrono a formarlo (fondiario, di capitale, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, di impresa e redditi diversi), meno le perdite derivanti dall’eser-

cizio di imprese commerciali e quelle derivanti dall’esercizio di arti e professioni. Il nuovo tributo, introdotto per gli anni 2011, 2012 e 2013, è dovuto dai contribuenti con reddito complessivo superiore a 300 mila euro, nella misura del 3% da applicare sulla parte di reddito che supera il predetto importo. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 21 novembre 2011, sono state indicate le modalità tecniche di attuazione delle norme relative al contributo di solidarietà. Una delle regole prevede l’esonero dalla dichiarazione dei redditi per i contribuenti che possiedono esclusivamente redditi da lavoro dipendente conguagliati da un unico sostituto di imposta , che dovrà adempiere agli obblighi relativi alla determinazione e versamento del contributo di solidarietà. In questi casi, i sostituti d’imposta devono versare l’importo trattenuto a titolo di contributo di solidarietà entro il giorno 16 del mese

mano a mano originarono il Vico Novanese di cui non si conosce l’esatta ubicazione e che, probabilmente, venne distrutto attorno al V secolo durante le guerre gotico-bizantine. La caratteristica delle vie consolari, insigne opera dell’ingegneria romana, era costituita dalla pavimentazione con lastre di pietra con un percorso rettilineo (evitava i centri abitati), da un perfetto drenaggio, da una segnaletica (pietre miliari), dalle Statio (fermate per la notte), dalle Mutatio intermedie, da una larghezza che permetteva il transito dei carri nei due sensi e da una continua manutenzione; caratteristiche in parte presenti ancora nelle moderne autostrade.

Nel 1866 la Giunta Comunale di Santa Maria a Vico presieduta dal sindaco Gabriele Iadaresta, per dare lustro alla sua cittadina deliberò di assegnare il toponimo Strada Provinciale Appia al tronco di 2.250 metri della via Messercola, compreso tra le zone Pizzone, Parrocchia, S. Maria, Ponte di Arienzo. L’antica consolare, a seguito di alluvioni verificatisi nel corso del primo millennio, giace sepolta sotto gli orti e le case di S. Maria a Vico, a circa cinque, dieci o quindici metri a monte dell’attuale Appia cittadina, che nelle moderne targhe stradali erroneamente è indicata come Appia Antica.

successivo a quello in cui la trattenuta è stata effettuata. Negli altri casi, il contributo di solidarietà è determinato in sede di dichiarazione dei redditi ed è versato in unica soluzione unitamente al saldo dell’IRPEF. L’importo determinato si versa in unica soluzione entro gli stessi termini stabiliti per il versamento del saldo IRPEF e, quindi, entro il 16 giugno dell’anno di presentazione della dichiarazione dei redditi; diversamente dall’IRPEF, no sono dovuti versamenti a titolo di acconto. Per il 2012 la scadenza è fissata al 18 giugno, in quanto il 16 giugno, giorno di scadenza, è sabato e il 17 è domenica. Si può anche pagare dal 19 giugno al 18 luglio, con lo 0,40% in più. Il contributo di solidarietà può essere compensato con i crediti spettanti al contribuente e può essere versato in modo rateale fino al mese di novembre secondo le modalità previste per il versamento dell’IRPEF. Nel caso di pensione o di retribuzione già soggetta a riduzioni, il

contributo del 3% è dovuto solo sui redditi di natura diversa. Infatti, i dipendenti pubblici ed i pensionati con stipendio o pensioni elevati, subiscono già una riduzione del 5% della quota di reddito che supera i 90 mila euro e del 10% della quota che supera i 150 mila euro. Sulle somme assoggettate a queste riduzioni è perciò esclusa la l’applicazione del 3% che, invece, scatta sugli altri redditi ulteriori, diversi da quelli già soggetti a riduzioni. Come si è detto, il contributo di solidarietà è considerato un onere deducibile e, in quanto, il contribuente ha diritto ad uno sconto IRPEF pari alla misura percentuale che si applica al reddito. Considerato che, a partire dai redditi superiori a 75 mila euro, si applica l’aliquota IRPEF del 41%, il contribuente, che deve un contributo pari a 1.500 euro(3% su 50 mila euro eccedenti i 300 mila) ha diritto ad uno sconto IRPEF di 645 euro, restando cioè inciso di 855 euro, pari al 57% dei 1500 euro di contributo di solidarietà.

sentimento di “expansio animi ad magna” , tanto giovevole in quest’ epoca connotata da “diarrea verbale e stitichezza concettuale”. Non a caso, l’avvocato Renato de Falco, ”la Cassazione della Lingua Napoletana, alla fine della sua prefazione alla 1a Edizione del 2009, formulava l’augurio che del contenuto del libro: ”n’hanna piglià

‘e frutte chille ca veneno appriesso” , mutuando da Virgilio : “Carpent tua poma nepotes” (Bucoliche 9,50). La prefazione a questa seconda edizione è scritta da un’altro illustre studioso di “napoletanità”, il dott. Pietro Gargano, redattore capo de “Il Mattino” e autore di numerose pubblicazioni di successo tra cui la Nuova Enciclopedia Illustrata della Canzone Napoletana, in sette volumi ,scritta sulla scia della famosa “Enciclopedia della Canzone Napoletana, in tre volumi, di Ettore De Mura (1969). Bacone, nei suoi Saggi, così si esprimeva sui libri : ”Alcuni libri vanno assaggiati, altri inghiottiti, pochi masticati e digeriti, e il libro di Roberto Vigliotti è da annoverarsi, certamente, tra quei pochi che vanno masticati e digeriti”, e, aggiungo io, con benefici effetti.

Novità in libreria Claudio Onorati Il grande successo unanime di critica e di lettori che ha meritatamente arriso alla prima edizione (anno 2009) del libro del concittadino Roberto Vigliotti “Antiquae sententiae nun falliscene maje”, ha spinto l’autore ad elaborarne una seconda edizione, riveduta ed ampliata ,che di recente ha visto la luce. Le mastodontiche proporzioni del testo (916 pagine !) sembrerebbero, a colpo d’occhio e senza entrare nel merito del contenuto, evocare l’antica espressione, derivata da un frammento di Callimaco, : “Grande libro grande male” (Mega biblìon mega cacòn). Ingannevole e del tutto falsa tale affrettata sensazione, che viene

immediatamente fugata sin dall ‘apertura della prima pagina del libro che - al contrario fa gustare la ”sempre verde sapienza della tradizione”. Una miniera di 4400 proverbi, sentenze, motti, aforismi, modi di dire e frasi idiomatiche della “Lingua Napoletana” comparati con la ”Lingua Latina” ed i “Classici” (Cicerone, Lucrezio, Seneca, Ovidio, Orazio ecc. ecc .) , che sanno restare sempre giovani e non deludono mai nessuno. La piacevole ed interessantissima lettura di quest’ opera costituisce veramente un allargarsi dell ‘anima verso spazi e tempi che superano il breve arco della nostra vita. Si realizza, insomma, quello che i filosofi definivano un Macchine utensili - Ferramenta Prodotti siderurgici-Policarbonati e pannelli coibentati - Taglio plasma - Asolati - Zanzariere Ferro battuto - Legno alluminio Pvc

Celentano nella sua seconda uscita al Festival di Sanremo, ha maldestramente tentato di mettere “una pezza a colori” al suo “predicozzo” sconclusionato e fuori bersaglio del 14/2, Rai consensiente! Ma non ci è riuscito. Anzi, le sue finte scuse, tra i fischi e le proteste degli spettatori del Teatro Ariston, altro effetto non hanno sortito che quello di peggiorare lo sbaglio (‘o sgarro) già clamorosamente consumato. D’altronde anche la Rai non ha altro obiettivo che quello di far lievitare oltremodo “gli indici di ascolto”, anche se a totale discapito della qualità dei programmi. E con Sanremo c’è riuscita! Gli spettatori sono stati 12 milioni e 700 mila, con uno “share” del 45,62 per cento nella prima parte della trasmissione del 18/2 (sabato), e di oltre il 57% nella seconda parte. “Niente ottiene successo come l’eccesso”, scriveva Oscar Wilde, ed i fatti lo confermano. Anche Trilussa, ai suoi tempi, bacchettò quella parte della Chiesa non certo fedele alla sua missione terrena. Lo fece, però, con stile e garbo, servendosi della sua penna ironica e tagliente, ed in poesia.. “Chi sei fa la differenza e lascia un’impronta!”

Riunione clericale La sala indove fanno la riunione è un sito senza lusso e senza boria: nun c’è che un Papa in sedia gestatoria e un Gesucristo in croce in un cantone. Don Pietro, er presidente, fa la storia de come vanno l’organizzazione; dice: - Co��� li tranvieri va benone, co’ li scopini è stata una vittoria. Poi parla de le cariche sociali, de l’elettori, de l’affari sui, e de banche e de sconti e de cambiali... De tutto parla meno che d’Iddio, e forse Cristo penserà fra lui: - Se so’ scordati che ce so’ pur’ io!

da pag. 3

Trilussa

Ed ora il “Tutto Tranne”

della Terra di Arienzo ed avevano un unico governatore nominato dal Marchese Carafa. Costoro sono pronti a inventare tutti i nomi possibili e immaginabili per la nostra Valle, basta che non si adottino i nomi storici di Valle di Suessola o Valle di Arienzo.

A queste persone mi permetto di dare un consiglio; se proprio non volete chiamare questo luogo con il suo nome, limitatevi a chiamare genericamente la vostra rubrica Notizie dalla Valle, eviterete così di fare delle scelte quanto meno discutibili.

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Marzo 2012

Valle di Suèssola

Il Creatore giusto giudice Carmela Fico Dio non è una creatura, ma il Creatore. Questo è molto importante, perché nessun uomo deve adorare una creatura, ma solo il Creatore. Per questo le immagini sono vietate, perché non appena si cerca di raffigurare Dio, inevitabilmente lo si rende simile ad una creatura, e ciò è idolatria. Si diventa idolatri quando si dà a qualsiasi cosa creata, il posto che spetta a Dio. Dio ha una volontà, pensa, parla, prende delle decisioni e le porta a compimento, ha un cuore; per cui non può che essere una persona. Egli è potente, basta solo che parli perchè la cosa accada e questo è un potere che solo Dio possiede e siamo in grado di costatarne la potenza sia nel piccolo sia nel grande. Egli è sovrano, è creativo, ha una grande immaginazione, basta pensare alla creazione ed a tutto ciò che concerne il mondo e la vita. Dio è buono, odia il male, non è responsabile del male del mondo. La Bibbia ci presenta Dio come Creatore e Re, ma ci mostra Dio anche nella veste di Giudice. E’ importante per noi conoscerlo anche sotto questa luce, perchè Lui è il Creatore dal quale veniamo e il giudice al quale andremo. Molti dicono che la condanna non si accorda con la giustizia, la misericordia e l’amore. Ma ciò è dovuto al fatto che non capiscono la natura di Dio che ci viene rivelata dalla Bibbia. E’ impossibile che vi sia giustizia senza condanna. La legge

non può esistere senza una punizione. Migliaia di persone malvagie hanno vissuto praticando il male ai danni di altri senza apparentemente scontare nessuna condanna in questa vita. Ma vi sarà un momento in cui i sentieri distorti saranno raddrizzati. La condanna si armonizza con la misericordia. Essere misericordiosi senza essere giusti, costituisce una contraddizione. Il giudice che amministra la giustizia deve basare i suoi atti sulla legge. L’infrazione alla legge esige una punizione. Mostrare misericordia davanti alla legge non rispettata, significa distruggere l’ordine e creare il caos. Un Dio d’amore deve essere un Dio di giustizia. Iddio è giusto in quanto ama. Iddio non potrebbe essere coerente se amasse gli uomini senza provvedere alla condanna dei malvagi. La punizione del malvagio e la separazione del giusto, costituisce una manifestazione del grande amore di Dio. Sul buio sfondo del giudizio dobbiamo vedere sempre la croce. L’intenso amore di Dio per l’uomo gli fece dare il proprio Figlio perchè l’uomo non affrontasse il giudizio. Sta scritto in 2 Corinzi 5:21 : “Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l’ha fatto essere peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in Lui.” Per questa ragione la Bibbia insegna: “Non v’è dunque alcuna condanna, per quelli che credono in Cristo Gesù” (Romani 8:1). In altre parole il giudizio per il peccato che io meritavo, è già sta-

Email: chiesaevangelicasmav@hotmail.it cell. 333. 2792848 Face book: Chiesa Evangelica Santa Maria a Vico

to emesso; Cristo ha preso su di se la croce, la mia condanna. La legge è stata completamente soddisfatta nell’offerta di Se stesso per i peccati, fatta da Cristo. “L’Eterno ha fatto cadere su di Lui l’iniquità di noi tutti”. (Isaia 53:6) “Egli ha portato i nostri peccati”. (1Pietro 2:24). “Gesù, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio” (Ebrei 10.12) Io meritavo il giudizio e la morte, ma Cristo ha subito il giudizio e la morte per me. Cristo stesso ha detto: “Chi ascolta le mie parole e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio ma è passato dalla morte alla vita” (Giovanni 5:24) Nessuna affermazione potrebbe dire in maniera più chiara che il vero credente in Gesù, non verrà in giudizio. Quel giudizio è già avvenuto. “Ti sei gettato dietro alle spalle tutti i miei peccati” (Isaia 38:17). Dio ha detto attraverso il profeta Geremia: “Non mi ricorderò più del loro peccato.” (Geremia 31:34) Cristo si è caricato dei nostri peccati. Egli ha portato a termine l’opera di redenzione. Io non sono salvata per un’opera o per merito personale. Andrò in cielo interamente per merito dell’opera di Cristo. Non comparirò davanti al tribunale di Dio per essere giudicata. Tutto questo è passato. Se crediamo in Gesù e accettiamo il suo sacrificio abbiamo già superato la tempesta del giudizio. Essa si è abbattuta sulla croce. Rifletti....

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La favola de “il Laboratorio”dei giovani di Cancello: teatro e passione. Novembre 2009. Un pugno di ragazzi dai quattordici ai vent’anni si incontrano con quattro fogli tra le mani e tanta voglia di mettersi in gioco. Nessun palco, o platee. Qualche sedia e un punto di riferimento, il professor Angelo Borzillo. Un maestro. Di teatro, e non solo. Il gruppo si amalgama, si compatta, si esibisce puntualmente dentro la loro Scala, il teatro delle scuole medie “Aldo Moro” di Cancello Scalo. Commedie inizialmente semplici (Aria paesana di Peppino de Filippo, Febbraio 2010, e poi alla fine dello stesso anno, Amori e balestre, dello stesso autore). Ma i ragazzi sono davvero un bel gruppo, la gente del luogo inizia a conoscerli e ad apprezzarli. Una grande mano proviene dall’associazione “il Risveglio”, mettendo a disposizione strumenti ed esperienza. E’ tempo di crescere. Perché non riunirci in un’associazione dove poter fare queste attività ed altre? Nasce, nell’ottobre 2010, l’organizzazione di volontariato “Il laboratorio”. E’attualmente riconosciuta a livello comunale e iscritta all’interno dell’albo regionale delle associazioni non profit. Non solo teatro, ma anche attività di giornalismo, protezione civile, progettazione sociale. Nel tempo numerose le reti

e le concertazioni createsi con le associazioni del territorio, ma anche oltre. 8 e 9 Ottobre 2011 “48, o’muort che parla” di Carla Le Rose, due serate e tantissime risate. Il gruppo si toglie tante soddisfazioni, tanti suoi membri si lanciano in performance extra teatrali, spesso a scopo benefico per far fruttare davvero il talento di questi amatori della settima arte, o a scopo culturale, come le serate tenutesi tra

dicembre e gennaio nella chiesa di S. Agostino ad Arienzo per raccontare la storia della nostra terra con l’associazione “Fatti per volare”. A narrare le vicende sanfeliciane, sempre i ragazzi del Laboratorio . Adesso il Laboratorio proporrà una nuove rappresentazione per la fine di maggio, una commedia brillante in tre atti. Tutti sono invitati a partecipare all’evento, per una serata di divertimento e arte. Matteo Maria Piscitelli

Le donne … per le donne Un successo annunciato il convegno delle donne per le donne , tenutosi mercoledì 7 marzo, presso il Convento dei PP.Oblati di Maria SS. Assunta. Una sala gremita di donne ma anche di uomini i quali, intervenuti per curiosità, hanno gradito l’iniziativa partecipando con disinvoltura alla performance. La serata è stata animata da piacevoli conversazioni tenute dalle ospiti , intercalate da letture di passi e poesie di donne celebri del nostro ‘900 come Alda Merini e Rita Levi Montalcini, reinterpretate dalle giovani presenti in sala. Frizzante la relazione di Nadia Verdile la quale, “ironizzando “ sul ge-

Per bambini, studenti ed adulti

nere grammaticale femminile, ha elencato una serie suggerimenti per abbattere alcuni stereotipi e luoghi comuni. Pregevole il contributo del Viceprefetto, toccante quello di Anna Finelli.., tecnico e concreto l’intervento di Lucia Esposito. Puntuali gli interventi delle donne del PD, le quali hanno privilegiato il racconto della propria esperienza di vita come donne, mamme, dirigenti, professioniste, rimarcando il loro impegno nel sociale a prescindere . Il clima conviviale ha animato la serata senza affaticare l’ascolto del pubblico che ha partecipato fino alla fine come ad una festa

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dalle famiglie... Francesco Il 23 gennaio

è venuto ad allietare la casa dei coniugi Auguri a: Felice Di Benedetto Pino Saccone, e Aurora Cancellara. Peppe Accardo, Auguri dai nonni Giuseppe Affinita (Fenya Colori) Nicola e Carmela, Italo e Grazia, dott. Giuseppe Nuzzo dalla zia Sabina Giuseppe Nuzzo Assicurazioni, e dai nipoti Arianna e Mariano avv. Giuseppe Nuzzo sig.ra Pina Pesce in Verlezza, Peppino Piscitelli (computer) sig.ra Pina (VV.UU. S.Maria), sig.ra Giuseppina Lettieri (vedova Pasquale Nuzzo), sig.ra Geppina Cangiano in Falco, Peppuccio De Falco, don Peppino Crisci, Giuseppe Fincato, Giuseppe Valentino (Astolella) prof. Giuseppe Guadagno, prof.ssa Pina Liguori, prof.ssa Pina Vinciguerra, Giuseppe Ferrara, manager Imco Il giorno 11 marzo 2012 Giuseppe Rivetti, pres. S.C.Suèssola Alessia Di Benedetto Peppino Capasso,Gioielli & Moda Sig.ra Giuseppina Crisci ha spento la sua 1a candelina. (La Grande Patisserie), Auguri Peppe Arzano (Italia Service) da papà Carlo, da mamma Irene Martone, dai nonni, dagli zii e dalla cuginetta Antonia

19 marzo san Giuseppe

Il 12 aprile 1994 nacque un bambino speciale, sorridente e allegro: Andrea Piscitelli. Da allora sono trascorsi 18 anni e il 12 aprile 2012 raggiungerai la maggiore età. Il mio più grande augurio è che possa essere esaudito tutto ciò che desideri; meriti tutto ciò che di bello la vita e il mondo possono donare perché sei veramente speciale. Rimani sempre così: semplice, sorridente, allegro e soprattutto felice. Auguri, amore, da Paola e zio Mario

I coniugi

Pietro Carfora e Giuseppa Ruotolo il 22 marzo hanno festeggiato il loro 50° anniversario di matrimonio. Auguri dai figli

Il 14 marzo la piccola Annarita D’Addio ha ricevuto una graditissima sorpresa: la cicogna le ha portato la sorellina

19 marzo Auguri a

Giusy Saccone per il suo onomastico dal papà Pino, dalla mamma Raffaella, dai nonni Giuseppe e Imma, dalla zia Marianna.

Aldo e Domenico Guida porgono al dott. Aniello

Vinciguerra le più vive felicitazioni ed i migliori auguri per l’apertura dello studio odontoiatrico in Via Fruggieri, 10 di Santa Maria a Vico

tra amici di vecchia data. Una gradita sorpresa la presenza del sindaco dott. Alfonso Piscitelli, presente più come “marito e accompagnatore”, che in vesti istituzionali. Non sono mancati esponenti della Segreteria del PD prov.le dove la piacevole presenza del segretario prov.le Dario Abbate e del Presidente Arcangelo Correra, hanno dato pregio alla serata. Grazie a tutti quanti hanno partecipato e grazie soprattutto alla disponibilità di Padre Santino, che ci ha ospitati nel chiostro regalando un tocco di classe ad una manifestazione di qualità. La coordinatrice del PD Antonia Scognamiglio

Elisabetta. Felicitazioni vivissime ai coniugi Alfredo (nostro collaboratore) ed alla signora Giovanna Ruotolo dal giornale Valle di Suèssola

Laurea in scienze del turismo alla Scuola Calcio Suèssola Arienzo, che è fonte di gioco e di divetimento Festa grande per il mister Gianfranco Della Morte che, alcuni giorni or sono, si è brillantemente laureato alla Seconda Università degli Studi di Napoli in scienze del turismo. I dirigenti tutti, i tecnici ed i ragazzi della Scuola Calcio gli porgono i più sentiti auguri e gli augurano un prospero e radioso avvenire.

D’Addio Alfonso anni 108 Ha cessato di battere il cuore di Alfonso D’Addio, di anni 108. Nella foto a lato Alfonso tre anni fa fu festeggiato nel giorno del suo 105° compleanno dal Circolo Sociale di S. Maria a Vico.

Padre Giovanni Maria Buonomano Il 17 febbraio Padre Giovanni Maria Buonomano, dei Chierici Regolari di San Paolo detti Barnabiti, ha raggiunto la casa del Padre celeste. Nativo di San Felice a Cancello, ove nacque il 10 ottobre 1950, aveva ricoperto varie cariche all’interno della sua congregazione, come rettore del collegio Denza a Capo Posillipo, e succesivamente rettore del collegio Bianchi a piazza Montesanto. Il giornale Valle di Suèssola porge le più sentite condoglianze ai familiari

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Marzo 2012

Valle di Suèssola

Roberto Casalino a Fa Re Musica Un successo al di là di ogni previsione Sono venuti da Napoli, ma anche da Cassino e Frosinone. E poi, ovviamente, c’erano gli iscritti dell’associazione. E’ stato un successo il seminario organizzato dall’associazione “Fa Re Musica” di Santa Maria a Vico con l’autore di canzoni Roberto Casalino. «E’ importante – ha affermato – per i giovani talenti frequentare scuole come queste, soprattutto se organizzano incontri con gente del settore che può indirizzarli e dare loro consigli utili, senza secondi fini». «Il seminario con Casalino – affermano i fondatori Daniele Dogali e Carlo Feola – è il primo progetto importante per la classe di canto. E’ importante che i ragazzi incontrino persone che non danno loro illusioni, per entrare in un circuito di cantautorato. E’ una grande occasione per i ragazzi e magari in futuro ricorderemo questo giorno come importante per un primo disco prodotto da ”Fa Re Musica”». Nel corso del seminario Casalino ha anticipato e risposto ai dubbi dei partecipanti sulla composizione di una canzone. «Si scrive – ha chiesto ai ragazzi – prima la musica o le parole? Non c’è una regola: a volte prima una, a volte l’altra, altre ancora vengono fuori contemporaneamente. Inizialmen-

te – ha detto, raccontando dei suoi inizi – non volevo dare le mie canzoni a nessuno, volevo essere un cantautore. Poi la svolta: nel 2005 ho scritto una canzone, su un epi-

sodio della mia vita privata che mi ha molto ferito. Ma l’ho lasciata lì. Ed ho imparato che, con costanza e pazienza, a volte con il tempo diventano anche più belle. E tre anni dopo ebbe un successo, anche per me che pure avevo già avuto qualche collaborazione importante come quella con Syria, inaspettato: era ”Non ti scordar mai di me”. Sentirla per la prima volta alla radio, cantata da Giusy Ferreri fu indimenticabile. Perché alla fine sfondare è come giocare alla roulette: tutte

tanti sogni, mi sentivo bellissima e felice. Una mattina iniziarono dei fastidiosi dolori al collo. Nessuno, nemmeno i medici, seppero dirmi di cosa si trattasse. Da quel giorno la mia vita è diventata una corsa contro il tempo per evitare che la malattia si impossessasse del tutto di me, finendomi. Ho attraversato anni terribili, ho conosciuto il dolore e lo sconforto, la tristezza profonda. La mia giovane età è stata travolta dalla malattia come uno tsunami travolge e distrugge un intero paese. Porto ancora dentro e fuori di me i segni: la mia schiena curva e ruotata, la mia anca extra ruotata, la mia crescita bloccata, ma quello che mi fa più male è l’indifferenza e la cattiveria delle per-

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na Zilli: quando ho scritto ”Per sempre” avevo posto dei paletti. Per me era una canzone importante che avrei dato solo per Sanremo. E spero anche nella collaborazione con Annalisa. Tornando a voi – ha consigliato – cercate di fare squadra con altri artisti, non andate dietro a nomi che vi promettono facili successi ma credete in voi stessi. Non lasciate niente per strada, coltivate tutti i vostri interessi ma sempre con impegno. Non abbiate paraocchi sullo stile: bisogna trovare il giu-

Cara Nunzia,

Ciao Nunzia Pochi giorni fa è venuta a mancare la giovane Nunzia Carissimo. Frequentava la classe V A Chimici dell’IPIA “Ettore Majorana” di S. Maria a Vico. Nunzia era una ragazza che amava e apprezzava la vita nonostante le sue numerose difficoltà. Faceva parte del gruppo teatrale dell’IPIA e ha recitato nel musical Its time to change sulla discriminazione sociale e razziale, presentato nell’auditorium dei PP. Oblati di S. Maria a Vico il giorno prima delle vacanze natalizie, per il dirigente scolastico, professori ed alunni dell’Istituto. Nello spettacolo molto apprezzato, era felicissima della sua prima partecipazione, provocando insieme ai suoi compagni grande commozione. Amava dedicarsi a tante attività ed era consapevole che doveva rinunciarne a molte. A chi la incoraggiva, dava il massimo, come nel musical. In quell’occasione ha letto una lettera scritta di suo pugno sui suoi percorsi di vita e sulla sua malattia. Eccola: Mi chiamo Nunzia Carissimo, ho 19 anni. All’età di 9 anni la mia vita è stata sconvolta da un uragano di nome epedinoma. Ero una fanciulla serena, allegra e molto vivace e, come tutte le ragazzine della mia età, aveva

le puntate sono importanti, anche se non vincenti; e quando poi fai centro, anche quelle acquistano nuova luce. Poi ho avuto altre collaborazioni, come quella con Ni-

sto compromesso tra ciò che piace a voi e quello che gradisce la gente. E questo potete farlo solo scrivendo tanto, non rimandando mai un’ispirazione. Siate trasparenti, autentici e diretti, trovate un modo personale di dire le cose, sappiate fare autocritica ma non perdete ma l’autenticità e la pazienza». Al termine del seminario, Casalino è stato salutato da cinque ragazze dell’associazione che hanno cantato la sua “Distratto”, la canzone con cui Francesca Michielin ha trionfato a “X Factor” per cui le musiche sono state scritte da Elisa. Dopo aver ascoltato i brani di tre partecipanti («Il loro livello è stato molto soddisfacente, sono tutti bravissimi», ha dichiarato Casalino), l’autore ha ringraziato con una sua personale interpretazione di “Per sempre” cantato da Nina Zilli. In serata poi tutti al “Black cat” di Caserta per il concerto, in cui lo stesso Casalino ha cantato molte delle canzoni scritte, oltre che per Nina Zilli, Giusy Ferreri e Francesca Michielin, anche per artisti del calibro di Emma Marrone, Alessandra Amoroso. Si coglie l’occasione per ricordare l’appuntamento del 27 maggio quando, insieme al “Centro Chitarre” di Cristiano Ceruti, “Fa Re Musica” presenterà anche il concerto dello “Scott Henderson Trio”. L’evento è alle ore 22.00 sempre presso il “Black Cat”. E.P.

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hai lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi, non eravamo pronti a questa perdita, siamo tutti sconvolti. Eravamo tutti intenti a preparare il tuo ritorno trionfante, invece abbiamo dovuto, improvvisamente prendere atto di ciò che è successo. Sai, Nunzia, sarà difficile ora senza di te, mancherà il motore alla nostra macchina, mancherà chi ci metteva di fronte all’enormità della grandezza di DIO, quest’enorme grandezza si manifestava quotidianamente… nel tuo incedere difficoltoso, ma maestoso; nel tuo volto solare e perfettamente curato, nel tuo difendere i tuoi diritti, nel tuo pretendere ciò che ti spettava, nella tua serena e nello stesso tempo bellicosa voglia di vivere, ma soprattutto nella tua grande dignità e nell’essere stata dispensatrice di serenità e di amore per chi ha avuto la fortuna ed il piacere, come me, di perdersi nei tuoi meravigliosi occhi per qualche secondo… ed io di questo ti sarò sempre grata. Per tutto ciò ti sei guadagnata il titolo di PRINCIPESSA! Ora PRINCIPESSA, che hai raggiunto il tuo trono, ti chiedo di non abbandonarci, perché noi, qui, su questa terra abbiamo tanto tanto bisogno anche di te. Ai tuoi genitori voglio dire: “CORAGGIO… la PRINCIPESSA veglierà su di voi dal PARADISO… per ripagarvi di tutto quello che avete fatto per lei… Vi abbraccio con profondo affetto, prof.ssa Francesca Passariello

Il gruppo teatrale Nunzia, non ci dovevi lasciare,avevamo in programma tante cose belle che a te piacevano molto… Eri il motivo principale del nostro spettacolo; ed ora come proseguiremo senza te? Il gruppo teatrale è smarrito, senza i tuoi continui sone, come se quello che mi è successo fosse colpa mia. Ma io ho il rimedio a tutto questo: mi specchio negli occhi di mia madre e scopro un oceano di amore che mi ripaga di tutto il male che ho subito e che purtroppo subisco ancora. Nunzia Carissimo

input, le tue continue riflessioni, i tuoi continui cambiamenti di scena. Pensavi continuamente a come renderlo sempre più interessante. Passavi pomeriggi interi a riflettere ,scrivere e tradurre in inglese ciò che volevi venisse detto. Anche in ospedale hai continuato ed eri pronta per il grande finale…… Ora senza di te sarà difficile, molto difficile… Se andremo avanti, ci sarà sicuramente il tuo aiuto e tu continuerai con noi la nostra meravigliosa esperienza…. Ti vogliamo tanto bene, PRINCIPESSA!!!!

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da un bosco”

C’è una piccola zolla di terra, nel cuore di Suèssola, poco lontana da qui; non è un bosco, ma tutti anticamente e ancora oggi la chiamano “Il bosco...”. Qui nascono le Lettere da un bosco del sociologo dott. Carlo Petrella Cara Ersilia, ti scrivo una lettera dal bosco per tanti motivi. Tu fai parte delle pietre della Locanda. Tu ed Angelo siete entrati nella storia di questo posto. Le vostre visite serali,ora diventate più rare, riducono un po’ la nostra solitudine. So che già sei cavaliere al merito della Repubblica, io non posso darti altri titoli. Spesso ho pensato di darti un seme di zucca, d’oro, per le zucche che vendi. Una patata d’oro, per le patate. Ed una medaglia anche per le buste di mammarelle. I nostri carciofi. Quest’anno sei stata la prima a venire in Locanda per il carico di carciofi. Io sono contento del tuo impegno per La Locanda e quando avverto un calo, mi preoccupo molto. Ho sempre paura della tua stanchezza. Ho sempre paura che la Locanda ti scada. Devo dirti la verità, campo un po’ di paura. Quando il tuo parroco don Mimì Papa disse ad un mio amico che il Vescovo mi pagava per La Locanda, fui molto ferito per la calunnia del sacerdote. Ma ebbi paura che potesse incidere su di te e sul tuo impegno. Cara Ersilia ed Angelo, noi non abbiamo nessuno fondo occulto. La mia forza è Mimmo Valio, Giuseppe e Laura, Veronica, Alfonso, Angelo, Mimmo, Ranieri, un mondo di persone che come te comprano patate, carciofi, zucche, carciofini … Andiamo avanti così con i prodotti della nostra terra, quelli che tu ci aiuti a vendere. Non voglio convincere il tuo parroco. Non mi interessa rincorrere le calunnie. Voglio entrare nel cuore delle persone. Nei loro interessi e nei loro amori. Io so bene che nel paese di Santa Maria a Vico ci sono belle persone che amano la mia piccola terra. C’è Felice con la carovana degli Sgambati, c’è Mimmo, Ranieri, Attilio, Simone, Padre Santino, la preside Genovesi... Ci sono anche quelli che mi odiano, anche per reati non commessi. Ma non posso incidere sulle loro nevrosi e cattiverie. Cara Ersilia, se una persona ti ama, presto o tardi l’amore inventa, crea, produce, si sente. Se una persona ti odia, presto o tardi l’odio viene a galla. Io voglio investire il mio tempo a coltivare l’amore. E vorrei che anche il tuo impegno fosse motivato dall’amore. Una donna che sa amare è una bella donna. Io ripeto a tutti un ritornello. Per me è una straordinaria verità. “Se vuoi costruire una barca, non preoccuparti dei soldi, degli operai, dell’organizzazione. Devi solo preoccuparti che ai tuoi amici venga la voglia del mare”. Cara Ersilia è il mio lavoro quotidiano: produrre nelle persone che incontro la voglia di Locanda. Voglia di Locanda. La voglia procura azioni, doni, solidarietà. A valanga. Se non c’è la voglia prevalgono i conflitti, gli interessi, le dicerie. Ersilia ricordati: “Chi ama, dona. Chi ama, partecipa. Chi ama è bella”. Buona fortuna. Carlo Petrella

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Marzo 2012

Valle di Suèssola

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Il Real S. Felice si aggiudica il derby col S. Marco. Il Real Suèssola S. Maria: la fase ad orologio manda in campo la Juniores e perde di brutto. Il Real Cervino comincia bene, anzi benissimo accorcia le distanze dall’Acerrana sconfitta ad Ariano Clemente Ferrara Il tanto atteso derby stracittadino tra il S. Marco Trotti ed il Real San Felice si è disputato a porte chiuse perché la società ospitante deve scontare due giornate di squalifica a seguito di intemperanze di un proprio sostenitore. Ma i tifosi dell’una e dell’altra squa-

dra, nonché gli osservatori ed appassionati sportivi, hanno seguito l’incontro andandosi a piazzare sulle balze del Monticello Volpone, che sovrasta il terreno di gioco. Dall’alto si è visto veramente un bell’incontro. Il Real San Felice, che da quando è sotto la guida di mister Santonastaso sta disputando veramente un bel campionato,

Dalla CorriAmo insieme ... un omaggio ai vincitori

Qui sopra: Alessandra Insogna. Le primavere per lei non passano mai. A sn.: Pasquale Scala In alto: Un momento della premiazione

All’Aris: 1° special class Grande successo alla palestra Aris di Alessandro Iadaresta per la prima edizione della Special Class a livello nazionale Group cycling ICYFF Gruppo Technogym. Nel centro di Via Schiavetti si sono esibiti alcuni istruttori del Gruppo Campania come Vincenzo De Maria, Francesco Iadaresta, Simona Barbone, Pasquale Feola, davanti a più di cinquanta allievi provenienti da vari Comuni campani come Arienzo, San Felice a Cancello, Cervino, Benevento, Forchia, Napoli, Maddaloni, Durazzano, Caserta, San Nicola La Strada e S. Maria a Vico, mostrando a tutti la loro capacità d’insegnamento usando con bravura le varie tecniche dell’indoor cycling. Bravi soprattutto gli allievi capaci di captare le emozioni e le

sensazioni degli istruttori dimostrando tutta la loro forza sia fisica che mentale. Francesco Iadaresta, organiz-

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Battuto fuori casa il Matera per 71-60. In evidenza i giovani Moniello, Martone e Mirotto

tiene banco per circa trenta minuti dimostrando di essere squadra e ben amalgamata in ogni reparto. Il San Marco, in questa prima parte di gara, è sembrato impacciato, impaurito e non è riuscito ad organizzarsi a causa le numerosissime assenze per infortuni e squalifiche; ma dopo la mezz’ora ha cominciato a giocare meglio e a tenere testa agli avversari. Sul finire del primo tempo, un batti e ribatti in area sanmarchese, consente al San Felice di andare in vantaggio su autorete. L’inizio della ripresa vede gli atleti del presidente Savinelli sciupare una grandissima occasione per raddoppiare. E come recita un antico adagio del calcio - goal sprecato, goal subito. Il San Marco è più incisivo e mette alle corde il San Felice. Insiste nella sua azione di sfondamento ed ottiene il pareggio con Merola. Ottenuto il pareggio, la formazione del presidente Nuzzo - nonostante le numerose assenze - continua nel suo forcing, ma viene trafitta in contropiede. Al 12’ il San Felice conduce per 2-1. Nemmeno il tempo di rabberciare un’azione che per il San Marco arriva la doccia fredda. Il San Felice usufruisce di un calcio di punizione dalla tre quarti nei pressi della panchina del San Marco. C’è un fastidoso venticello che disturba. Il pallone viene lanciato in area, il portiere si appresta a parare in alto, ma viene beffato dalla strana traiettoria subita dalla sfera a causa del vento. Quindi al 20’ 3-1 per il Real San Felice e partita chiusa senza più azioni degne di nota fino al termine della gara. zatore della manifestazione, dà appuntamento per la VII edizione (I carismatici) per il 10 giugno prossimo e ringrazia sia i partecipanti che il presidente del Group Cycling Alfredo Venturi creatore di un gruppo innovativo e sperciale. Questi i partecipanti: Anzalone Maria, Basilicata Carlo, Castorio Giuseppe, Crisci Rosa, Calabrese Giuseppe, Caricchio Angela, Colangelo Enzo, Ciccone Erasmo, Di Cecco Ilaria, Della Morte Michela, De Lucia Assunta, De Pinto Antonio, Coppa Ida Aurora, Caiazza Emilia, Giangregorio Mariagrazia, Ruotolo Luana, Ruotolo Viviana, Panno Clety, Maccariello Nicola, Papa Giuseppe, Letterese Patrizia, Perna Tiziana, Piscitelli Giovanni, Pascarella Marchilia, Piscitelli Nunzia e Raffaella, Romanzotti Marco, Loffredo Carmela, Savino Antonietta, Papa Vincenzo, Lettieri Marco, Nobile Giulio, Piscitelli Giusy, Seano Rita, Sebastianelli Domenico, Morgillo Antonella, Nuzzo Francesca, Macchia Annamaria, Guida Annalisa, Masiello Ottavio, Razzano Mario, Schettino Carla, Tortora Ivana, Petrelli Antonio, Ruotolo Francesca, Tedesco Bruna, Mandato Fabrizio, Masone Nicolino, Simeone Carmine, Vecchiolla Maria Giovanna. E.P.

Il Real Messercola va a Lioni con la squadra juniores perché ha molti infortunati e squalificati. Viene sonoramente sconfitto per 7-1. Alcuni fotogrammi di S. Marco-Real san Felice

prima...

...e dopo il pareggio

il 2-1

il 3-1

In questa fase puntiamo sui giovani. Così esordisce Giovanni Nuzzo, tecnico della Pallacanestro S. Maria a Vico. La vittoria a Matera ci consente di aumentare di altri due punti la nostra classifica che, nella prima fase, ci ha visto dietro al Senise ed al Savoia. La fase ad orologio è composta da solo sei gare, che sono: 17/3: Matera - S. Maria a Vico 24/3: S.Maria -D. Bosco Arzano 31/3: S. Maria - Cala Moresca 04/4: Maddaloni - S. Maria 14/4: Scafati- S. Maria 22/4: S. Maria - Montescaglioso Al termine di queste sei gare ci sarà l’accesso ai play off (=spareggi per la promozione). La partita col Matera è stata molto sofferta nella prima parte. Infatti, al termine dei primi due tempi il S. Maria era nettamente in svantaggio. Nel terzo tempo ha effettuato una poderosa rimonta che si è conclusa in vantaggio di un solo punto. Nel quarto tempo, poi, c’è stato un ulteriore allungo che ha consentito ai santamariani di aggiudicarsi l’incontro per 71-60. Come sempre Lettieri in regia è una garanzia e lo testimoniano i 18 punti realizzati. L’ariete Auriemma ha messo a segno ben 12 punti. In evidenza, come detto dal tecnico Nuzzo, i giovani a cominciare da Moniello, autore di 9 punti, Martone 7, Mirotto 4. Della vecchia guardia: Valentino 8, Fucci 5. Forray, lo straniero del S. Maria a Vico, ha realizzato 8 punti. In ogni gare c’è sempre il suo contributo, spesso nei momenti critici. La gara con la Virtus Arzano, vinta per 66 a 57, è stata un’altra prova gagliarda della banda bassotti del S. Maria a Vico. Il tecnico Nuzzo ha dato massima fiducia ai suoi giovani piccoletti. Con in campo Lettieri ed Auriemma hanno giocato a rotazione, per ben tre tempi, i vari Moniello, Martone, Mirotto, Stravino, Cafarelli. L’incontro è stato sempre in equilibrio: un punto avanti tu, uno io, fino al quarto tempo quando sono entrati definitivamente Forray, Fucci ed an-

Calcio, seconda categoria

La Virtus Talanico sogna Nel girone B della seconda categoria c’è una formazione della nostra valle che si sta facendo onore: è la Virtus Talanico soccer (unione delle due società sanfeliciane S. Felice soccer e Virtus Talanico). I due presidenti Guadagnino e De Rosa hanno puntato sulla esperienza e capacità del mister manager Nicola Perrotta che, con le sue doti, ha portato la squadra ai vertici del difficile girone, composto da quasi tutte società napoletane. Il mister ha portato con sé alcuni atleti locali di

Nicola Perrotta

Forray lo straniero del S. Maria che Valentino. Il S. Maria riusciva a prendere tre/quattro punti di vantaggio perché l’avversario non demordeva mai fino ad un paio di minuti dalla fine quando, su un fallo dell’Arzano il n. 5 protestava energicamente e si vedeva affibbiare anche un fallo tecnico. Dalla lunetta dei tiri liberi Valentino, con una calma ed una precisione infallibile laddove prima i suoi compagni avevano buttato al vento ben cinque tiri liberi su sei, realizzava un quattro su quattro che portava a nove punti il vantaggio degli atleti del presidente Raffaele Laudiero. Con questa seconda vittoria nella fase ad orologio la Pallacanestro S. Maria a Vico è sempre terza e mantiene i due punti di distanza dalla seconda in classifica, il Savoia, anch’esso vincitore di due incontri. La fase ad orologio serve solo per definire la griglia degli incontri per gli spareggi promozione in serie C 1. E.P.

valore come Della Rocca, Ciccozzi, Della Marca, Erra, Bove, Esposito, Migliore, Di Palo, Letterese, Petillo che, insieme al blocco di atleti che la passata stagione sportiva erano con il Talanico, ora stanno disputando, come detto, un grande campionato e contano di dare quelle soddisfazioni che un po’ tutti si aspettano. Restiamo con i piedi per terra - dichiara mister Perrotta - i conti li faremo al termine del campionato. Però devo fare un plauso a tutti i calciatori per il grande impegno che stanno profondendo in ogni partita e per i risultati fin qui ottenuti. Emanuela

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