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Valle di Suèssola Sanfelice Oggi

Le dimissioni del Papa e la fine dei tempi Per san Malachia il prossimo papa sarà Petrus Romanus Alfonso Morgillo A dare retta ad alcune profezie saremmo vicini non alla fine del mondo, ma alla fine dei tempi. Dei vecchi tempi, diciamo noi, dove per tempi si intendono, quelle catene che tengono legati, sottomessi, sfruttati i popoli del nostro pianeta. Catene religiose, economiche, politiche, culturali, razziali, di costume. Le dimissioni di Papa Ratzinger, che per un breve periodo lascerà vacante il trono di Pietro e si prestano ad ogni tipo di interpretazione, sono la spia, l’allarme rosso in cui è sprofondata la Chiesa e sono legate a questa fine dei tempi. Infatti, il peso delle Iobby delle congregazioni religiose, la rete trasversale della

pedofilia e degli scandali sessuali, gli oscuri affari dello IOR (Istituto Opere di Religione = banca del Vaticano) con il mondo della finanza hanno costituito un fardello troppo pesante per un papa coraggioso ma, ormai sfibrato, come Ratzinger. Tutto il mondo si chiede timoroso cosa sia diventata, oggi, la Chiesa di Cristo e se questo marcio sia circoscritto soltanto alle alte sfere oppure si estenda anche in periferia, nelle varie diocesi con Vescovi tuttofare, nelle numerose parrocchie con sacerdoti con abiti griffati e tecnologia in mano a l’ultimo grido, a bordo di auto o in motocicletta in compagnia di belle continua a pag. 2

Valle di Suèssola

Stravince Berlusconi Arienzo Cervino S. Felice S. Maria Totale CAMERA Arienzo Cervino S. Felice S. Maria Totale

Ingroia

SENATO

Monti

Chiesa cattolica. C’è riuscito? Le dimissioni dicono di no. Un altro papa, nel millennio scorso, dette le dimissioni dalla cattedra di San Pietro: Celestino V (1290) su pressione di quello che poi avrebbe preso il suo posto, Bonifacio VIII. Anche Benedetto XVI è stato costretto a dare le dimissioni? E chi lo avrebbe costretto? Un bertone qualsiasi che ha una quarantina di preferenze fra i 117 cardinali papabili? Il 28 febbraio è vicinissimo... O.P.

Fondatore Arturo Morgillo

Grillo

Segnale forte di Benedetto XVI per porre un freno agli scandali della Chiesa Cattolica: dimissioni irrevocabili per il 28 febbraio p.v. alle ore 20,00 - Un anno fa mons. Romeo, durante una visita in Cina, disse che il papa sarebbe morto dopo 12 mesi! Quale bertone gestisce la Chiesa?

Direttore Alfonso Morgillo

Bersani

Anno XXXII n.02

Santità, si’ nu babà!

Santità, si’ nu babà. Così Michele Campolattano, molti anni or sono bidello alla Quinta Scuola Media di Maddaloni, si rivolse a Sua Santità Giovanni Paolo II mentre il vicario di Cristo in terra gli passava davanti nella basilica di San Pietro in Vaticano. E noi, presenti allora, riprendiamo quella frase e la rivolgiamo, con tutto il cuore, al papa Benedetto XVI per il tentativo, forse non riuscito del tutto, di togliere il marcio dalla Chiesa cattolica. Papa Joseph Ratzinger non ha spiegato tale gesto, clamoroso per i più, ma non per noi che viviamo e mettiamo in pratica quotidianamente la parola di Cristo. Questo anziano sacerdote assurto al soglio pontificio probabilmente contro la sua volontà, innamorato pazzo del Padre celeste, ha tentato delicatamente di mettere un freno al dilagare del marcio che è nella

Gas liquidi in bombole e serbatoi

Periodico d’informazione fondato nel 1981, edito dall’Associazione Culturale Valle di Suèssola Distribuzione gratuita presso gli inserzionisti dei Comuni della Valle di Suèssola (Arienzo, Cervino, S. Felice a Cancello, S. Maria a Vico)

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Regione Campania: cosa fai! Autorizzata la realizzazione di una cava estrattiva sopra i monti di Rosciano A tutti i proprietari di terreno in quella località:

nessuno vi può espropriare il terreno. Se vi minacciano, denunciateli alle Forze dell’Ordine a pag. 6

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Codacons: in Valle di Suèssola il dipartimento “Anti Equitalia” Michela Izzo: a difesa e garanzia dei cittadini - Sconfitte Equitalia e l’Agenzia delle Entrate che pretendevano un milione di euro da una società; rinato il proprietario - Mario Piscitelli: cultura della corretta informazione e legalità L’avv. Michela Izzo nella veste di legale del CODACONS, contrariamente a quanti la volevano, per forza, incastrare nei banchi della politica locale, decide di restare a difesa e garanzia dei propri concittadini dando vita al dipartimento Codacons “ANTI EQUITALIA” per tutta la Valle di Suessola, in modo da poter contrastare incisivamente le ingiustizie poste in essere da Equitalia verso i cittadini . continua a pag. 2

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Il Presidente della Repubblica scioglie A il Consiglio Comunale di San Feliceu g u S. Maria a Vico r Un ragazzo e il suo sogno i

Non è stato uno scherzo di carnevale, ma la decisione del Capo dello Stato Giorgio Napolitano su espressa richiesta del Prefetto di Caserta, dott. Carmela Pagano. Si voterà il 26 e 27 maggio p.v.

Elena Lullo

E’ ufficiale, Pasquale Di Nuzzo, ballerino formatosi alla scuola “Reggia della Danza”, è entrato a far parte, a pieno titolo, di Amici di Maria De Filippi; il 19 gennaio scorso ha conquistato il suo banco nella scuola di Canale 5 grazie alle tantissime persone che hanno votato per lui nel concorso indetto dalla Fanta. Ma chi è Pasquale Di Nuzzo? A chi lo conosce bene, come me, viene spontaneo chiamarlo Lino; un ragazzo di vent’anni di Santa Maria a Vico che ha studiato nel locale Istituto Professionale “Ettore Majorana” e fin da bambino ha svolto volontariato cattolico prima nel Centro Giovanile Faro di Maddaloni, poi in quello di Santa Maria a Vico, all’epoca in cui questo era ospitato nella parrocchia di San Nicola Magno dall’allora parroco don Gregorio Crisci. Successivamente, come membro del movimento Regnum Christi, ha partecipato più volte alle missioni di evangelizzazione di Pasqua con Famiglia e Gioventù Missionaria e nell’estate del 2011 alla sua seconda missione

umanitaria in India, a Calcutta, con l’Organizzazione V.I.D.A. Onlus per rivivere un’esperienza unica nel suo genere, aiutare i più poveri tra i poveri. “Nella mia vita ho sempre visto realizzare i sogni degli altri sperando un giorno di poter realizzare il mio”. Ora il suo sogno lo sta realizzando e speriamo per lui che possa dare sempre il meglio come ha sempre fatto. I tuoi fans (attualmente quasi 40.000 solo su Facebook) sono tutti con te, Lino!

Durazzano: apertura piscina comunale 1° marzo Associazione Sportiva Atlantide Nuoto nuovo gestore Nella piscina semiolimpionica di Viale dello sport, sotto la direzione tecnica del prof. Nicola Dragone, inizierà il primo marzo l’attività natatoria. Nuova gestione dell’impianto sportivo comunale con l’Associazione Sportiva Atlentide Nuoto vincitrice del bando di gara. continua a pag. 7

Arienzo

Diglio: la verità non si infoiba

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La legge 92 del 30 marzo 2004 istituì il giorno del ricordo in memoria dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati; ma quanti ricordano tutti i defunti e non solo quelli al 27 gennaio? ‘A livella del principe De Curtis non ha insegnato niente? Il massacro degli italiani in Istria, nella ex Jugoslavia, dimenticato da tutti. L’assessore Raffaele Diglio ci tiene a ricordarlo “Questa pagina di storia è stata dimenticata per oltre 60 anni.Nelle tragiche cavità carsiche furono sotterrati vivi dai partigiani comunisti del maresciallo Tito

decine di migliaia di italiani i quali avevano la sola colpa di essereItaliani.Oltre alla tragedia dei massacri perpetrati ai danni dei nostri connazionali, 350.000 italiani furono costretti a scappare via dalle loro terre per evitare la morte, cacciati dalla furia slavocontinua a pag. 2

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A proposito di politica... Claudio Onorati “A proposito di politica... ci sarebbe qualcosa da mangiare ?” (Totò) “L’uomo politico nasce nelle promesse e vive nel non mantenerle. Quando le promette con pervicace costanza e non le mantiene con caparbietà, allora div enta onorevole e senatore” “I politici sono dei tipi strani: una volta uno di loro, offeso da una mia battura, mi ha detto: appena esco dalla galera la querelo (Bepe Grillo). “I politici sono uguali dappertutto. Promettono di costruire uin ponte laddove non c’è un fiume”. “Ogni cinque anni gli elettori fanno la loro croce, e dopo la devono portare”. “Se le elezioni in Italia servissero a qualcosa sarebbero già state abolite”.

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Dimissioni del Papa donne, nelle sperdute campagne con i curati avvinghiati a un bel fiasco di vino. E qui la fantasia e i ricordi personali, e non solo, spaziano liberamente nell’esercizio della denigrazione di questo o quello, nell’attacco a principi e valori religiosi impersonificati da taluni soggetti invisi alla vox populi (voce di popolo voce di Dio). Siamo del parere che sia sempre sbagliato fare di tutte le erbe un fascio e, perciò, attendiamo il lavoro della differenziata da farsi in Vaticano e nella Chiesa tutta. Ma attendiamo curiosi questo evolversi dei tempi, sicuri che ciò che verrà e accadrà non lascerà nulla come prima. Finiscono alcuni tempi, dicevamo, e sono i tempi che tengono legati i popoli a concetti, fatti passare per verità assolute, ma che si scontrano con la realtà quotidiana. I voti di povertà, castità, obbedienza obbligatori per chi indossa l’abito talare (perché solo per i religiosi, e non anche per i secolari?) hanno dimostrato di essere anacronistici e insopportabili ..., ma se si decide di seguire Cristo spontaneamente è tutto gioia, anche se, come la scienza proclama, la natura e fisiologia umana non può essere soffocata. Finiscono i tempi della schiavitù dei popoli, delle donne, del depredamento impunito delle risorse di altri territori per cui i difensori delle proprie case, della propria terra, della propria famiglia vengono additati e qualificati quali terroristi che non si lasciano depredare e violentare. E qui tutti dobbiamo porci una domanda: è giusto andare girando

per il mondo, depredare, rubare le ricchezze altrui, uccidere, per portarle a casa nostra, consumarle, sprecarle? E’ giusto considerare le donne ancora come oggetto sessuale di divertimento, di godimento, sottometterle, violentarle, ucciderle? E’ giusto guardarsi in cagnesco, bisticciarsi, odiarsi, criminalizzare le differenze, fare le guerre? Qualcuno può obiettare che il pesce grande mangia sempre il pesce piccolo! Ma questo che accade tra i pesci (nel mondo animale), è giusto che accada anche tra gli uomini? L’evoluzione biologica e la sete di sapere ci ha portati a sviluppare il nostro cervello (del quale conosciamo solo un 15 % di potenzialità) e il nostro senso critico, la nostra libertà di pensiero, di azione, di religione, di costume, di rapporti umani: perché si vuole, con ogni mezzo, soffocare questa libertà? L’era di internet ha accorciato le distanze, bypassato censure e barriere, eliminato vincoli e gerarchie avvicinando gli uomini e le loro realtà e necessità quotidiane: è un processo di liberazione in tutti i campi che si estende e si moltiplica in modo esponenziale e non potrà essere fermato da lobby finanziarie o istituzioni religiose, governi nazionali, dittature militari o altro. E’ il cambiamento di un’epoca, anzi la fine dei vecchi tempi con inizio di tempi nuovi. Prepariamoci ad affrontarli con giudizio e serenità, superando rancori, egoismi e differenze: tempi nuovi vogliono uomini nuovi, liberi, protagonisti della vita su questa terra, unica e bella.

Piedarienzo

Clemente Basilicata rieletto presidente

Domenica 10 febbraio scorso si sono svolte le elezioni nell’ Associazione Circolo Socio Culturale di Piedarienzo per eleggere il Presidente, il Direttivo e il tesoriere. I soci hanno deposto nell’urna le preferenze ed è risultato eletto e riconfermato alla

Presidenza Clemente Basilicata, che tanto ha dato nei due anni trascorsi, e ha dichiarato di volersi impegnare per puntare sempre più in alto dando spazio ai giovani e alle donne. Come vice presidente è stato eletto Alfonso Bernardo, tesoriere Giuseppe Nuzzo, segretario Antonio Basilicata, responsabile di sala Clemente Di Marzo, resp, giovani Antonio Esposito. Consiglieri: Espedito Di Marzo, Nunzio Migliore, Gianfranco De Rosa. L’Associazione Circolo Socio Culturale di Piedarienzo sin dalla sua nascita ha sempre approntato iniziative tendenti non solo a valorizzare la popolosa frazione sanfeliciana, ma anche ad illustrare il proprio passato. Basta ricordare l’annuale edizione del calendario, la realizzazione di cartoline di Piedarienzo, il degno riconoscimento all’attività degli sportellari (che per secoli ha fatto campare gli abitanti della frazione). O.P.

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Valle di Suèssola Codacons: in Valle di Suèssola il dipartimento “Anti Equitalia” Infatti, si rilevano ancora, nell’operato di tale organismo, delle illegittimità gravi e pregiudizievoli per gli utenticonsumatori, in particolare l’iscrizione di ipoteche su immobili e/o fermi amministrativi su autovetture di proprietà del contribuente allo scadere di 60/90 giorni, nei casi di mancato pagamento di somme di modesta entità, in dispregio della legge. Parlare di “anti Equitalia” vuol dire rivolgersi solo alla legge. Infatti il progetto e’ inserito nella strutturazione organizzativa Codacons, quale dipartimento che si avvale di legali specializzati in materia, che mirano a non far cadere i cittadini nel torto, bensì gli stessi vengono spinti ad informarsi per ottenere giustizia. Il responsabile del Codacons “Valle di Suessola”, il dr. Mario Piscitelli, che da sempre dà una corretta lettura dell’evoluzione sociale del territorio e per primo ha intravisto l’emergenza di proteggere famiglie, individui ed imprese dagli attacchi contra legem di Enti ed Equitalia, che inevitabilmente minano la stabilità dell’economia e dell’assetto sociale di un territorio ampio di ben 4 comuni, dichiara:”La cultura della corretta informazione, insieme alla

legalità, è lo strumento per combattere e difendersi da ogni tipo di speculazione e sperequazione, garantendo giustizia e legalità ai cittadini che pagano le tasse in modo onesto, e tale progetto è proprio la risposta “. Il Codacons Valle di Suessola ha oramai acquisito ampia esperienza e specializzazione nella materia de qua attraverso anche l’intesa di una forte e costante collaborazione su scala nazionale tra pool di avvocati. E’ divenuto, infatti, il Coordinamento Associativo testata d’angolo nella difesa degli utenti contribuenti contro la condotta illegittima e gli abusi sia del concessionario che degli Enti impositori. Non da ultimo, a riprova di ciò, l’avv. Michela Izzo, quale Legale del CODACONS, ha inflitto un durissimo colpo ad Equitalia e all’Agenzia delle Entrate della provincia di Napoli facendo letteralmente rinascere una società e il proprio titolare, soffocati da una pretesa creditoria di tributi illegittimi, divenuta di 1.000.000,00 (un milione di euro) a causa di sanzioni , interessi di mora e aggio (vedi Comm trib. di Napoli sent. 706/21/2012). Per gli addetti ai lavori… tale sentenza farà inevitabilmente giurisprudenza tributaria! O.P.

Il 22 marzo di 15 anni fa moriva P.Saverio Di Nunzio Un infarto stroncò la sua permanenza sua questa terra ladomenica 22 marzo di quindici anni or sono. Padre Di Nunzio: il piccolo grande uomo venuto dal Sannio per dare onore alla Vergine Maria SS. Assunta, al suo sacro tempio facendolo prima diventare parrocchia e poi basilica. Padre Di Nunzio: il religioso che bussava a tutte le porte pur di ottenere una sistemazione per quanti ricorrevano a lui e chiedevano aiuto. Padre Di Nunzio: un benefattore di S. Maria a Vico dimenticato da tutti i santamariani.

l’attuale piazza non esisteva: c’era aperta campagna a ridosso della Via Appia e della nuova chiesa di San Nicola. Ebbene nel 1793 i due parroci di San Nicola cedettero all’Universitas (=Comune) le stanze contigue alla chiesa. Praticamente dove ora si trova la Protezione Civile, l’ingresso al Comune, l’Ufficio Tributi, il tabacchino e la rosticceria. O.P.

All’ombra delle palme del 458 di Ocean drive, il sapore e i colori italiani la fanno da padroni. “Gelato-go” ha aperto i battenti al pubblico di Miami il 18 gennaio 2013 riscuotendo un notevole successo di pubblico. La varia offerta dei gelati realizzati con prodotti selezionati, dal sapore inequivocabile di ciò che è preparato con sapienza e passione, hanno letteralmente preso per la gola i clienti, entusiasti, indecisi e sorpresi davanti al bancone dei gelati. Titolare dell’attività è il giovane santamariano Antonio Arminio che lasciato “orfano” (ma solo per l’inverno) il reparto gelateria del bar di famiglia sito in località Cellaio, a Santa Maria a Vico, ha intrapreso questo nuovo percorso oltreoceano. Un percorso che diventa simbolo e sprone affinché i giovani diventino imprenditori di se stessi e non si lascino trascinare dalla crisi e dal pessimismo dilagante, ma, al contrario, reagiscano attingendo alle risorse che gli sono proprie.

Il sogno americano di questo ragazzo è composto da una materia ben definita. Si tratta del risultato di anni di studio, applicazione costante, determinazione, competenze specifiche, disponibilità al sacrificio e coraggio. Anche se il peso della lontananza da casa diventa, spesso, un macigno. Ma è il prezzo da pagare affinché il sogno si trasformi in Futuro. Un sentito “ad maiora” aspettando che arrivi maggio per gustare, ancora, il “nostro” gelato. O.P.

Diglio: la verità non si infoiba comunista. Far conoscere questa tragedia italiana a chi non ne ha mai sentito parlare, a chi sui libri di scuola non ha trovato il capitolo “foibe”, a chi non ha mai avuto risposte alla domanda cosa sono le foibe. E’ una pagina dimenticata nella storia d’Italia. E’ una pagina spesso dimenticata anche a Trieste: da chi l’ ha vissuta per il desiderio di cancellare il ricordo di un incubo. E da chi, più giovane, non ha potuto sentirne parlare alla televisione o sui libri di scuola. Il silenzio, durato per troppi anni, è giusto che finisca”. Ancora una volta il giornale Valle di Suèssola stigmatizza l’operato di quanti ci tengono a fare suddivisioni fra i morti. Il principe Antonio De Curtis, in arte Totò,

con la sublime ‘A livella denunziò a tutti che nel regno dei morti non ci sono classificazioni; non ci sono morti di serie A, di serie B, o altre categorie. Ma nella società italiana ciò non è vero. Persino nelle scuole si insegna agli alunni che il giorno 27 gennaio è il giorno dei morti ebrei, è il giorno del massacro degli ebrei, è il giorno del ricordo degli ebrei chei morirono di stenti nei campi di concentramento ad opera dei tedeschi. Perché si dimenticano volutamente tutti i morti a causa delle efferatezze anglo-americane e loro alleati? La chiesa cattolica ricorda tutti i defunti, senza distinzione alcuna, il 2 novembre: giorno universale a loro dedicato. O.P.

Direttore: Alfonso Morgillo Direttore Responsabile: Arturo Morgillo

Via Nazionale, 92 - 81028 SANTA MARIA A VICO (Ce) tel. 0823. 808160 - 808360, fax 0823. 808160 - 808360 www.lavalledisuessola.net E-mail: ass.valledisuessola@libero.it Collaboratori: Mario Campagnuolo; Antonio Crisci; Vincenzo Crisci; Alfredo D’Addio; Asmà Es-Souni; Alfonso, Clemente e Mayra Ferrara; Carmela e Fortuna Fico; Vincenzo Guadagnino; Domenico, Aldo e Vincenzo Guida; Vincenzo Isernio; Diego Martinisi; Marco Mauro; Luigi Mazzone; Mario Mennella; Ivan e Selenia Morgillo; Tiziana Morgillo; Valerio Nobile; Gelsomina Nuzzo; Claudio Onorati; Pasquale Onorati; Antonio Passariello; Francesco e Maria Perrotta; Andrea Piscitelli; Alfonso Russo; Antonio Solli, Mario Vigliotti. Gli articoli firmati esprimono il pensiero dell’autore. La collaborazione, aperta a tutti, è a titolo completamente gratuita. Foto e manoscritti, anche se non pubblicati, non si restituiscono.

Stampa: Segni s.r.l. - 81100 CASERTA Registr.: Tribunale di S. Maria Capua Vetere n. 275 del 29.1. 1982 Vietata la riproduzione di qualsiasi parte del giornale con qualsiasi mezzo

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Sanfelice Oggi Periodico d’informazione fondato nel 1981, edito dall’Associazione Culturale Valle di Suèssola

220 anni fa il Comune si trasferiva negli attuali locali in Piazza Roma Ancora una pillola di storia santamariana. Il 2013, anno particolare per la chiesa parrocchiale di San Nicola Magno di Santa Maria a Vico iniziata a costruire il 19 marzo 1763 da sant’Alfonso M. dei Liguori in persona con la posa della prima pietra, ricorre anche il 220° anno del trasferimento del Comune negli attuali locali in Piazza Roma. Infatti

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Le famiglie storiche della Valle di Suèssola - 6 parte

I Puoti di S. Maria a Vico Pasquale M. M. Onorati Ancora fiorente ai giorni nostri e molto numeroso è l’altro ramo della famiglia Puoti, discendente dal suaccennato Alfonso e anch’esso rappresentato nei secoli da una lunga serie di dottori in legge. Questo Alfonso generò Gaspare che nel 1593 acquistò da Vespasiano Migliarese una masseria con 22 moggi di terreno al Fogliarino seu alle grotte delli mayelli (1), inglobata nell’attuale Villa Puoti al centro di Santa Maria a Vico. Da Gaspare nacque Alfonso che generò a sua volta Carlo, sposato con Flavia Lettieri. Da questo matrimonio nacquero sette figli, Alfonso seniore, Ernando, Giulia, Aniello, Gaspare, Tommaso e Carlo. Quest’ultimo Gaspare era proprietario di una casa avita nella Terra Murata, accanto al pozzo ed alle case di proprietà del ramo marchesale della famiglia. Ebbe tre figli, Francesco, Elena, e don Giuseppe, sacerdote secolare che alla fine del ‘700 viveva nella predetta casa. Fra gli altri fratelli di Gaspare, il dottor Alfonso seniore (+ 1712) sposò Cecilia De Blasio da cui ebbe i seguenti figli: Carlo (1691 - 1759), Orsola (1692), Ernando (1693), don Tommaso (1695) che fu primicerio della collegiata di Sant’Andrea Apostolo, Anna Maria, Teresa, Nicoletta, Angela e Antonia, le ultime due monache rocchettine nel monastero della Terra Murata. Il magnifico Carlo (1691 – 1759), dottore in legge, fu giudice nei tribunali regi di Somma, Gaeta e Aversa, uditore a Lucera e caporuota (cioè presidente) a Cosenza, Trani e infine nuovamente a Lucera (2). Ricco proprietario terriero, nel 1727 affittò dal Gran Priorato di Capua dell’Ordine di Malta tutti i 140 moggi della grancia d’Arienzo (3). Amante delle antichità, nel far scavare una cantina in tufo sotto la sua casa di Santa Maria a Vico, rinvenne una magnifica piscina sotterranea, fabbricata a volta, con grossi condotti per l’acqua e poco lontano i resti di un antico acquedotto con i doccioni in piombo (4). Dal suo matrimonio con Cassandra Vairo nacquero Giovanni Alfonso (+ 1779), Giovanni Paolo, Cecilia,

della nuova parrocchia di San Nicola Magno fortemente voluta da Sant’ Alfonso Maria de’ Liguori, con cui era in corrispondenza epistolare (6), e fornì il terreno su cui fu costruita la chiesa che gli fu pagato 381 ducati. Sposò Maria Antonietta Riccio (+ 1816), da cui nacquero Maria Rosa, Vittoria, Faustino e Carlo Pasquale (1769 – 1854). Quest’ultimo, dottore in legge, incrementò notevolmente il già cospicuo patrimonio familiare, divenendo proprietario della collina detta Il boschetto, ribattezzata Colle Puoti, già di proprietà del marchese di Arienzo, con annesso casino di caccia, e acquistando terre e un palazzetto nella Terra Murata. Durante il Decennio francese fu a capo della Commissione per la Soppressione dei Monasteri del Dipartimento di Arienzo, svolgendo questo incarico in modo davvero zelante. Nel 1811 collaborò alla redazione della Statistica del Regno di Napoli con la stesura di una relazione sulla topografia fisica del circondario di Arienzo (7). Nello stesso anno, con due rescritti, ottenne il permesso di erigere un oratorio privato dedicato alla Madonna delle Grazie sia nella casa di Santa Maria a Vico, sia in quella che aveva a Napoli nella zona dei Tribunali, a via Sansevero alla Pietrasanta n. 11 (8). Nel 1816 ottenne l’investitura a cavaliere di devozione dell’Ordine di Malta, vista la comune ascendenza tra il suo ramo e quello dei marchesi Puoti allora ancora fiorente, da cui volle distinguersi adottando come stemma personale d’azzurro al monte al naturale di tre cime su cui poggia un leone d’oro in atto di avventarsi ad un braccio al naturale movente dal lato destro dello scudo, sotto al quale sono poste tre croci di Malta ordinate in banda e nel capo la scritta NEC

Un angolo di Villa Puoti

Maria Maddalena, Nicolangelo, Vittoria, Angelica, Domenico Antonio e Francesca. Quattro delle cinque figlie presero il velo nel monastero di Arienzo, secondo le dinamiche famigliari del tempo, evidenziate parlando di altre famiglie locali (5); Giovanni Paolo fu governatore regio e sposò Matilde de Curtis, da cui ebbe Antonio, Alfonso, Giovanni Paolo, Maria Giuseppina e Maria Cassandra; Giovanni Alfonso (+ 1779), infine, fu deputato nella commissione per l’edificazione

LAEDITUR. Tale impresa si trova ancora oggi scolpita sulla facciata del suo palazzetto nella Terra Murata e dipinta, con alcune modifiche, sotto l’androne della Villa di Santa Maria a Vico. Nel 1825 eresse nella chiesa di San Nicola Magno la cappella dell’Addolorata con una sepoltura per sé ed i suoi eredi e l’altare in marmo su cui, poche settimane fa è stata ricollocata una bella tela della Madonna dei Sette Dolori, risalente alla fine del‘700, insieme ad un quadro raffigurante la

Vergine col Bambino coronata da dodici stelle dei primi dell’800 racchiusa in un tondo dorato e proveniente dall’oratorio privato della famiglia. Entrambi i quadri, sono stati restaurati a regola d’arte dal maestro Aldo Guida, grazie alla donazione fatta dall’onorevole Pasquale Puoti, pronipote del fondatore della cappella, il predetto Carlo Pasquale. Dal matrimonio (1806) di questi con Anna de Falco (1785 – 1856) nacquero Alfonso, Francesco, Pasquale, Nicola, Antonia, Tommaso, Maddalena e Carolina. Alfonso (1809 – 1872), cavaliere di devozione dell’Ordine di Malta (1843), sposò Elisabetta Andriana da cui ebbe sei figli, Antonio, Carlo, Prospero, Angelica, Vincenza e Rosa. Francesco, educato nel Real Collegio di Maddaloni, consegui la laurea in diritto a Napoli e sposò (1856) Elisabetta de Ciutiis dei baroni di Santa Patrizia da cui ebbe tre figli, Enrico, Edoardo e Maria. Enrico (1859 - 1917) fu consigliere comunale di Napoli dal 1890, subcommissario all’epoca della gestione straordinaria del senatore Giuseppe Saredo; assessore all’Istruzione, Economato, Patrimonio e Tasse e vicepresidente della Commissione Comunale delle Imposte Dirette; avvocato del Banco di Napoli e dell’Orfanotrofio Militare, fu nominato cavaliere della

Corona d’Italia (1895). Dal suo matrimonio con la nobildonna Beatrice Petti Caracciolo dei marchesi di Sant’Agapito nacquero sei figli. Il primogenito, Francesco (1892 – 1962), partecipò alla Prima Guerra Mondiale come tenente dei bersaglieri; fu ferito e decorato con la medaglia d’argento al valor militare. Suo nipote Francesco è l’attuale capofamiglia. Degli altri figli di Carlo Pasquale e Anna de Falco, Pasquale (1812 – 1906) fu cavaliere di onore e devozione dell’Ordine di Malta; sposò Maria Rocchi (1844 – 1927) da cui ebbe ben otto figli maschi che hanno dato vita ad altrettanti rami famigliari. Vediamoli uno per uno. Il primo figlio, Carlo (1866 – 1922), fu viceprefetto del Regno d’Italia e cavaliere mauriziano; dal suo secondo matrimonio con Blandina Girardi (1883 – 1953) nacque tra gli altri Adolfo (1907 – 1942), capitano pilota dell’Aeronautica Militare, caduto in volo durante la Seconda Guerra Mondiale; questi era sposato con Lidia Nuzzo Mauro (1916 – 1943). Il secondo, Giuseppe (1870 – 1948), sposò Beatrice Folliero di Torello da cui nacque Renato (1910 – 1949), sposato con Anna Nuzzo Mauro. Avvocato, fu eletto nel 1946 all’Assemblea Costituente nel collegio XXIII (Napoli) per il Fronte Liberale Democratico dell’Uomo Qualunque, al cui gruppo parlamentare fu iscritto dal 06 luglio 1946 al 15 novembre 1947, data in cui s’iscrisse al gruppo Unione Nazionale, in cui restò fino alla fine del mandato (31 gennaio 1948). Partecipò, dunque, alla stesura della Costituzione Italiana,

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I messaggi di Gesù e di sua mamma Chi ha ascoltato questi messaggi, e chi per la prima volta li leggerà, sappia che devono essere custoditi con amore, perché, rileggendoli nella bisogna, possa ritrovarsi in essi.

31 luglio 2009 ore 3.45 “Sono qui, figli miei, sono qui Io, la Mamma celeste, pronta a rispondere alle vostre domande, formulate in questi giorni, perché possiate innalzare con il mio aiuto, quanto con amore dovete a Dio, il Signore, il Creatore del cielo e della terra. Oggi parlo, in particolar modo, ad alcune creature, che hanno chiesto al mio cuore l’aiuto per essere degne di servire me e iI Figlio mio, per cui Io dico loro: non imitate, figlie del mio cuore, coloro che inneggiano a questo Rosario ‘“riparatore”, come molti di voi lo hanno definito, perché Io mi domando, e vi domando: chi diffonde con scritti e parole, questa riunione settimanale, perché non è qui tra voi a pregare’? Oggi, figli che mi ascoltate, non bastano le parole per manifestare la propria fede dinanzi al prossimo, ma occorre sbandierarla con coraggio, perché questa fede possa essere accettata da Dio, nostro Padre, e dal suo Figliuolo. Oggi come oggi, I’ uomo che possiede Dio non nasconde il capo dinanzi al proprio fratello, nel contesto in cui vive, ma difende non solo la parola della Mamma celeste, ma anche voi che siete qui in preghiera, perché egli non teme il giudizio dell’ uomo, ma quello di Dio. Oggi, figli diletti, siate in preghiera, siate uniti nelle famiglie, siate con l’amore del Figlio mio, per non smarrirvi. Pregate, pregate con fervore il cuore di Gesù, di Colui che

attende solo di essere invocato, per trarvi al suo cuore, per darvi l’amore da trasmettere agli altri, perché in questi giorni molte delle creature che sono state qui, stanno vivendo male agli occhi di Dio. Pregate per costoro, chiedete al mio cuore il sostegno perché non si smarriscano, perché non abbiano a deviare, con il loro comportamento, quanto è scritto nel libro della vita. Sii serena, creatura che ricevi la mia voce: tu sei iI tramite che serve il Figlio mio con amore, trasmetti a chi ne ha bisogno la sua parola, infondi loro fede e coraggio. Non amareggiarti per quanto il tuo orecchio sente, ma continua a pregare, per quelli che si so no allontanati dal suo cuore. Io, la Mamma celeste, mi rivolgo a te, creatura diletta, che attendi una conferma per quanto innalzi a Dio: Io ti assicuro che le tue preci arrivano al suo cuore, ma tu sai, figlia mia, che iI Signore concede la sua misericordia nel tempo e nell’ ora che Egli ritiene giusti per la sua creatura. Figli del mio cuore, creature che volete crescere nell’amore di Dio, amate questo Dio che vi osserva sempre con gratitudine, che vi elargisce e vi avvolge con il suo amore, perché Dio ricambia, siatene certe, centuplicato, quanto arriva al suo cuore. Figli, che siete qui in preghiera, anche quando non siete ai miei piedi a pregare, tenetevi per mano, spiritualmente, perché Io sarò con voi per sostenere questa catena di amore, perché possa raggiungere il cuore del Figlio mio. Pregate, figli diletti, perché in questi giorni, il cuore di molte creature sarà a contatto con iI male, seminato da satana; pregate, quindi, pregate voi che avete nel cuore il mio Gesù, perché Io, la vostra Mamma celeste, invocata, vi aiuterò a non far smarrire la strada che Ie conduce al Padre, Padre Ie cui braccia sono sempre aperte, per stringere quel figlio che pentito ritorna al suo cuore. Amate Gesù, amate questo Figlio mio, che vigila sulla vostra crescita spirituale con Ie sue Creature celesti, perché nessuno

www.gesuparlaallecreature.net intervenendo in aula sui rapporti economici (titolo III) e sulle garanzie costituzionali (titolo VI). Fu sepolto nel cimitero di Santa Maria a Vico nella cappella di famiglia eretta nel 1912 dal padre e dai sette fratelli di quest’ultimo. Chi scrive ha recentemente proposto l’intitolazione di una strada cittadina a questo padre costituente (9). Il terzo, Federico (1873 – 1959), avvocato, sposò Livia Folliero di Torello, sorella di Beatrice, da cui nacquero quattro femmine e quattro maschi con discendenza. Il quarto, Giovanni (1878 – 1937), era docente di patologia medica nell’Università di Napoli, colonnello medico, consulente dell’Ordine di Malta, commendatore della Corona Italia; sposò Liduina Girardi (1885-1963). La coppia ebbe tre figli Laura, Antonio e Carlo. Antonio (1914 – 1990) seguì le orme paterne facendo il medico e insegnando malattie tropicali all’Università di Roma; sposò Dora Fresa che gli diede quattro figli, Giovanni, Ambra, Claudio e Maria Enrica. Giovanni (1944), nato a Roma, entra nella magistratura militare e successivamente nel TAR; lasciato l’ordine giudiziario si dedica alla carriera universitaria, divenendo

professore ordinario di diritto tributario a La Sapienza e dal 2010 magnifico rettore dell’Università privata Niccolò Cusano di Roma. Già sottosegretario di stato per i trasporti nel Governo Dini (199596), è stato membro del Consiglio Superiore delle Finanze e di altri importanti organismi pubblici e privati; inoltre è titolare di un importante studio legale. Fondatore nonchè direttore responsabile di due riviste di diritto tributario, ha al suo attivo numerose pubblicazioni di carattere scientifico. Sposato con un figlio, Francesco, dal 2003 è console onorario del Principato di Monaco a Roma. Il fratello Claudio (1954) è docente di Gastroenterologia all’Università di Roma e primario epatologo dell’Ospedale di Genzano; molte delle notizie qui riportate sono (continua sul prossimo numero)

abbia a sentirsi solo o abbandona-to, su questa terra sì contaminata dal male. Sia il vostro cuore, creature in ascolto, sempre in simbiosi con quello di Gesù, il Figlio di Dio, perché é sempre Egli che lo alimenta con il suo amore, e sempre Egli che, invocato, dà sostegno a questo amore che, custodito dalla creatura, non si spegne con la morte, ma continua a vivere nella vita eterna. Io, Ia vostra Mamma, mi rivolgo a voi, figli miei, qui raccolti, a non disperare per quanto Ie nuove conoscenze, Ie nuove amicizie, vi coinvolgeranno in questi giorni, facendovi soffrire, perché tutto Io, invocata, devolvo al cuore del Padre. Non abbiate quindi, a temere per quanto potrà accadere nella vostra esistenza, perché Io veglio su di voi, ma voi dovete perdonare quando vi feriscono con ingiurie, quando vi chiamano eretici, ma soprattutto quando non sentite I’ amore che scaturisce da una creatura di Dio. Ricordate Ie parole di Gesù? “Non c’è conquista senza sofferenza”, e voi potete conquistare il cuore di Dio, se in cambio di quanta vi coinvolge Gli offrite amore, amore che, innalzato al suo cuore, prevaricherà su quanto dalla terra sale di negativo al suo cuore. Io, la Mamma del Figlio mio adorato, vi prego di avvertire coloro che nel futuro, vorranno partecipare a questo Santo Rosario, e mi riferisco ai grandi, non ai piccoli, che sono tanto cari a Gesù, di non venire qui, soltanto per soddisfare la propria curiosità, perché alla mia presenza si prega, si prega, non si pensa ad altro, non si disturbano i fratelli in preghiera, non si può spezzare, senza la condanna di Dio, quel filo che collega il cuore della creatura al suo cuore. Mi accomiato da voi, figli tanto cari al mio ascolto, mi allontano sì, ma sono accanto a voi quando mi chiamate, perché, anche lontana, Io, la vostra Mamma, veglio su di voi e accorro quando mi invocate. Vi benedico e vi stringo al cuore uno per uno, perché possiate sentire il mio all’unisono con il vostro. Andate in pace”.

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Febbraio 2013

Valle di Suèssola

Florilegio poetico letterario a cura di Claudio Onorati

Frammenti di storia a cura di Mario Vigliotti

“Se tutti i partiti hanno vinto, gli elettori di nuovo hanno perso”

La Ferrovia Benevento-Cancello -”Ferrovia di cartone? La Ferrovia BeneventoCancello fu progettata nel lontano ann0 1839, durante il tempo dei Borbone, ma il suo primo tratto fu inaugurato soltanto nel 1910. Per molto tempo, e fino agli anni cinquanta, venne comunemente chiamata “Ferrovia di cartone”; secondo alcuni tale nome derivava dall’essere stata progettata da un ingegnere francese, tale “Carton “. Ma il capostazione Augusto AIighieri, autore del volume “Storia della ferrovia BeneventoNapoli Via Valle Caudina -Edizioni “II nostro cammino”, Benevento 1983, frutto di un’accorata ricerca storica, afferma che, dai documenti consultati, non è emerso alcun personaggio di nome Carton. A nostro avviso iI popolare epiteto Ie potrebbe essere stato appioppato, in senso dispregiativo, per la sua vecchia ben nota scarsa efficienza ed i continui guasti, sia alla linea che alle vetture e macchine motrici (Ie Littorine). La ragione di tale appellativo è stato più voile ampiamente valuta-ta anche in altri scritti, di cui si riportano qui di

seguito alcuni esempi. Dal giornale “ROMA “.. <La denominazione di “cartone” proviene dalla generazione del nome del progettista: il francese Ing.Carton, che agli albori del ‘900 ebbe a creare il tracciato>. Aldo Gambatesa Dalla rivista “Clam”-<Cartòn: chi era costui? La storia della ferrovia non lo dice, tuttavia, secondo la tradizione, Cartòn (o Càrton) sarebbe stato un ingegnere francese ideatore di questa linea che attraversa la Valle Caudina. Da qui l’etichetta: -”ferrovia di cartone”- che negli anni ha accompagnato la Cancello-Benevento. La scherzosa definizione troverebbe però, più verosimilmente, la propria origine nel fatto che durante I’ultimo conflitto per Ie vaporiere veniva impiegato combustibile di pessima qualità che comportava I’emissione dal camino di una considerevole quantità di scorie infuocate che finivano talora per provocare l’incendio appunto come se fosse di “cartone”, degli imperiali delle

Doppo l’elezzioni

Archivio Vigliotti

vetture trainate.> Alfredo Falcone. Nell’anno 1910 venne aperto all’esercizio pubblico il suo 1° tratto, da S. Martino Valle Caudina alla Stazione di Cancello. La rivista “L’ ingegneria Ferroviaria” del gennaio 1910 così ne descrive il percorso: “La linea, uscendo dalla stazione di Cancello (quota m.36), corre per circa quattro chilometri parallela alla strada provinciale; volge a nord, dopo Ia stazione di S.Felice a Cancello, e, attraversando la Via Appia nell’abitato di S. Maria a Vico, ripiega su se stessa; descrive sopra la contrada Messercola un tourniquet salendo

Detrazioni d’imposta

Comunicazione per i lavori lunghi Diego Martinisi I lavori per la sostituzione degli infissi sono iniziati nel 2011 e sono terminati a maggio 2012 . Il pagamento è stato effettuato con acconti nel 2012, per i quali ho beneficiato della detrazione fiscale del 55%, mentre per la fattura di saldo del 31 maggio 2012, pagata in data 11 luglio 2012, vorrei sapere a quale detrazione fiscale avrò diritto. L’agevolazione per il risparmio energetico non ha subito modifiche: la detrazione compete nella

misura del 55% fino al 30 giugno 2013. E’ quindi possibile fruire su entrambi i pagamenti dello sconto, il primo già dal modello Unico 2012 che doveva essere presentato l’anno scorso, per i redditi 2011, e il secondo dal modello Unico 2013, per i redditi 2012. Condizione per poter beneficiare della detrazione è l’invio entro 90 giorni dalla fine dei lavori della documentazione all’Enea. E per le spese sostenute nel 2011, la comunicazione all’Agenzia delle Entrate degli interventi che proseguono oltre il periodo

Verso il secolo di Dante Alighieri Marco Mauro Preside Riprendiamo, con Dante, il discorso dell’articolo, dedicato a Virgilio: per la quarta Egloga.

Dante Dante, nel canto XXII del Purgatorio, traduce in lingua italica i versi virgiliani dell’Egloga: Secol si rinnova / torna giustizia e primo tempo umano; / e progenie scende dal Ciel nuova. Nel secolo XIII, presso Benevento, era sconfitto ed ucciso Manfredi, figlio naturale di Federico II di Svevia (anno 1266). Il papa Urbano IV aveva chiesto aiuto a Carlo d’Angiò, che vinse e sconfisse Manfredi ; nel 1260, a Montaperti, era stata vinta dall’Angioino una fortunata

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battaglia. Dante ne cantava il ricordo nel Purgatorio, creando uno dei migliori episodi della Divina Commedia. L’anima di Manfredi, a sua volta, esaltava la divina Misericordia, che prende ciò che si rivolge a Lei. La voce di Manfredi, moribondo, si diffondeva dai pressi del fiume Calore verso l’Appia, la via che divide i Colli Tifatini e Sussolani ... Ed ora, una parentesi. L’Appia e sue vicende Non soltanto la voce di Manfredi, morente e grato alla Bontà divina (che) ha sì gran braccia /che prende ciò che si rivolge a Lei; ma, anche una leggenda popolare narra la Misericordia di Dio verso le creature, in Terra. La quiete e la rifioritura in terra, dopo devastazione della Valle Suessolana Si legge, nella leggenda popolare della Valle di Suèssola (‘O vient’ ‘e terra): il Creatore dall’alto guardò sulla terra / e notò la furia d’ ‘o vient’ ‘e terra, che distruggeva il lavoro dell’uomo ... comandò ad un frammento di stella cadente / di poggiarsi al centro della Valle (di Suèssola) ... e gli diede il nome di “Monticelli”: /essa attutiva, così, l’urto devastante della furia d’ ‘o Prodotti siderurgici, Ferro battuto, Ferramenta per ferro e alluminio, Policarbonati, Pannelli coibendati, Macchine utensili, Porte blindate, Infissi prodotti finiti, Pvc, Legno, Alluminio, Persiane blindate, Zanzariere

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d’imposta. In mancanza di quest’ultima comunicazione non si decade dal beneficio ma si è sggetti ad una sanzione di • 258, norma penalizzante. La tassa sulle plusvalenze Nell’atto di acquisto di un immobile è stato indicato l’importo effettivo con la richiesta di applicare le imposte sul valore catastale, come previsto dalla normativa. In caso di vendita, entro cinque anni, si deve pagare la tassa sulla plusvalenza. Come costo iniziale vale l’importo pagato o il valore catastale? Come stabilito dall’art. 68 del Testo unico delle imposte sui redditi, la plusvalenza da tassare

con pendenza del 20%, onde raggiungere la mezzacosta, su cui si svolge per dieci chilometri con pendenza quasi costante del 20% fino al Colle di Arpaia (m.284), punto culminante della linea. Dopo un tratto orizzontale di 400 metri in corrispondenza della Stazione Arpaia-Airola, sita presso Ie storiche Forche Caudine, al trivio di Montesarchio-Airola e Paolisi, la linea si accosta alla strada intercomunale Paolisi-S. Martino e percorre con andamento facile la pianura fino a Cervinara e S. Martino, ove termina il tronco aperto finora all’esercizio”. nel caso di vendita entro i 5 anni, è data dalla differenza tra i corrispettivi percepiti e il prezzo d’acquisto dell’immobile aumentato di ogni altro costo inerente il bene medesimo. Il valore iniziale di riferimento è l’importo effettivamente pagato. Se il regolamento del condominio è contrattuale, vale a dire approvato ed accettato da tutti i condomini, le norme in esso contenute prevalgono sulla legge. Questa forma di regolamento può introdurre limitazioni all’uso delle cose comuni o di proprietà esclusiva, più severe di quelle previste dalla legge(Cass., sent. N. 3169/78).

Il colle Cappuccini con l’eremo francescano

vient’ ‘e terra, dando alla Valle un manto sempre verdeggiante / Vensi e poi edificato l’Eremo francescano. Nasceva il luogo di

pace, di ospitalità e di cultura / nonché faro di civiltà della Valle di Arienzo! Omnia vincit amor!

Fra le altre

a cura di Claudio Onorati

Riconosco l’inizio del vento quando viene da Ponente. Riconosco l’inizio della pioggia quando il cielo si fa buio. Riconosco l’ inizio della neve quando si sente il freddo che viene dal Nord. Riconosco fra una marea di donne, “la mia donna” Perché il suo amore mi trascina a lei come la voragine del mare inghiotte chi entra nel suo vortice ed io entrando non esco che pieno del suo amore, e mi sovrasta carico di vento carico di pioggia carico non di freddo, ma d’intenso caldo amore Alighieri Augusto I - 4-1986

S. Valentino 2013 Sulla scia del comune sentire con Augusto Alighieri, che ha fatto la differenza lasciando un’impronta: “Il vero amore: la vecchiaia lo rende ancor più forte, la morte lo consacra, l’eternità lo fa continuare (Victor Hugo) “Il marito deve dire a sua moglie: Il tuo amore è per me più dolce e più caro di tutto il resto. Se dovessi perdere tutto, se dovessi soffrire, non avrò paura se solo conservo il tuo amore. (San Giovanni Crisostomo).

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Nun c’era un muro senza un manifesto, Roma s’era vestita d’Arlecchino; ogni passo trovavi un attacchino ch’appiccicava un candidato onesto, còr programma politico a colori pe’ sbarbajà (*) la vista a l’elettori. Promesse in verde, affermazioni in rosso, convincimenti in giallo e in ogni idea ce se vedeva un pezzo de livrea ch’er candidato s’era messa addosso co’ la speranza de servì er Paese... (Viaggi pagati e mille lire ar mese) Ma ringrazziamo Iddio! Sta vorta puro la commedia è finita, e in settimana farà giustizia la Nettezza Urbana che lesto e presto raschierà dar muro l’ideali attaccati co’ la colla, che so’ serviti a ingarbujà la folla. De tanta carta resterà, se mai, schiaffato su per aria, Dio sa come, quarche avviso sbiadito con un nome, d’un candidato che sià speso assai... Ma eletto o no, finché l’avviso dura, sarà er ricordo d’una fregatura. Trilussa (1871 - 1950) (*) sbarbajà = abbaggliare

‘E politiche

di Denara

Nc’hannu chiammato pe gghì a vutà cu ‘a speranza ‘e putè cagnà sta vecchia classe dirigente che nc’ha lassato cu ‘e scolle ‘n’fronte. Chesta vòta è ll’occasione pe ffà overo ‘a rivoluzione pecchè ‘a ggente s’è schifata ‘e tutte chesti pagliacciate. ‘E politici, tutti quanti vanno sempe ‘n’culo ‘a ggente; penzano ‘o seggio a ‘o Parlamento e se ne fottono ‘e chi nun tène niente. ‘E prubblemi ‘e tutt’e juorni rappresentano nu scuorno; è comme fosse nu latuorno pe sta banda ‘e chini ‘e corna. Finchè ‘a musica è sempe ‘a stessa nc’hanna fà cuntienti e fessi; s e so ‘mparata bbona ‘a canzona ca simme na banda ‘e pecuruni. Tutt’e leggi elettorali so rimaste tali e quali, e accussì pure ‘e candidati: e stessi ‘a Cammera, ‘e stessi ‘o Senato. Nun è cagnato proprio niente a dispietto ‘e tanta ggente che s’affanna e che s’azzuffa pe se luvà ‘a culo stu stantuffo. Nun c’è cchiù democrazia, se sò arrubbata ‘a fantasia; pe nun ce fa scegliere gli eletti nc’hannu miso pure ‘e manette. Pecchè l’unica preoccupazione E nuje subimmo tutt’e tuorti è chella ‘e mantenè ‘a pultrona, jastemmanno pure ‘e muorti; accussì p’e prossimi cinch’anni nc’è rimasta n’arma sultanto ponno fà chello che vonno . p’e mannà tutti a ‘o campusanto!


Febbraio 2013

Valle di Suèssola

La preghiera: privilegio di chi crede Carmela Fico Pregare non è l’assolvimento di un dovere, ma il privilegio di ogni credente: per intercedere, per curare la comunione con il Padre. La vita del credente inizia con una preghiera: “Signore Gesù entra nel mio cuore, ti voglio accettare come mio personale Salvatore”, e finisce con una preghiera:”Signore accoglimi fra le tue braccia”. I credenti non fanno le preghiere, non le recitano, ma pregano. La vera preghiera non è un rituale, ma è quella che nasce dal cuore, spinta dal desiderio di tenersi in comunione con Dio. Dio manifesta la sua potenza ed il suo amore in risposta alla preghiera presentata con fede dai suoi figliuoli, perciò possiamo affermare che la preghiera è potenza che trasforma (Giacomo 5:13). La fede e la preghiera devono procedere di pari passo (Ebrei 11:6). A Dio possiamo dire tutto quello che abbiamo nel cuore in ogni momento e situazione: dalle nostre preoccupazioni, tormenti, delusioni, sofferenze. In questo modo noteremo con quale amore e misericordia ci alleggerisce il peso che portiamo. Questo è possibile proprio affidando tutto nella preghiera con vera fiducia e speranza. Quando ci siamo affidati totalmente a Lui, Egli ci rivela la Sua volontà, il disegno che ha su ciascuno di noi. E’ molto importante confidare nel Suo aiuto ed

essere consapevoli che Lui ascolta ogni nostra parola e che a Lui tutto è possibile: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto (Matteo 7:7). La nostra preghiera deve essere Certezza, Amore e Fede verso Colui che ci ha creato e ha dato la Sua vita per salvarci dal peccato non dimenticando mai di ringraziare Dio, la Sua generosità e pensare che senza di Lui non siamo nulla. La maggior parte della gente concepisce la preghiera come un chiedere qualcosa a Dio. Ciò è comprensibile, poiché questa è la più semplice e la più naturale forma di preghiera. Se crediamo che Dio può aiutarci, non c’è niente di più naturale del chiedergli di farlo. Il fatto stesso di chiedere è che siamo convinti che Dio è in grado di soddisfare la nostra richiesta. Il chiedere aiuto è un implicito atto di fede. Non sempre la nostra volontà e la volontà di Dio coincidono, ma quando la Sua volontà e la nostra convengono nella preghiera, la combinazione crea potenza. Supponendo che abbiamo veramente bisogno dell’aiuto di Dio, si pone un’altra domanda: ciò che chiedo è qualcosa che Dio vuole che io abbia? Quindi alla fine della preghiera bisogna dire:

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S. Maria a Vico

Restaurata la Madonna addolorata Domenico Guida Opera meritoria e dovere civico sono la tutela e la salvaguardia dei beni culturali, e le due cose abbiamo avuto la gioia di riscontrare a Santa Maria a Vico nella chiesa di San Nicola Magno. Grazie all’impegno del parroco Don Carmine Pirozzi e alla munificenza della famiglia del dr. Pasquale Puoti, che ne ha sponsorizzato il restauro, è tornata, nella sua originale bellezza alla ammirazione e devozione dei fedeli, la bellissima “Madonna addolorata tra angeli”, un olio su tela del XVIII secolo. La tela, (che fa parte di un gruppo di quattro tutte in pessime condizioni che, con un progetto approvato dalla Diocesi di Acerra, sono state affidate per il reastauro alla Soc. Cooperativa a r.l. “L’Arco Restauro e Conservazione” di Acerra) è stata la prima ad essere ultimata e ricollocata nella chiesa. Il restauro è stato eseguito nei locali della stessa Parrocchia sotto la direzione tecnica del Dr. Orsola Angela Carletti collaborata anche dal restauratore Aldo Guida. Il restauro ultimato della Madonna addolorata con angeli ha permesso, dopo un accurato studio e mirate comparazioni ad opera del restauratore Aldo Guida, di attribuirne l’esecuzione al pittore Angelo Mozzillo per imparentarsi l’opera, sia per gli elementi figurativi che stilisticamente e coloristicamente, alla sua più

famosa “Pietà” di San Giuseppe Vesuviano. Il Guida, esaminado altre due tele, tra le tre rimaste da restaurare, “Il primato di S. Pietro” e “Il battesimo di Gesù”, con certosina ricerca e mirate comparazioni documenta, in uno studio di prossima pubblicazione, anche l’attribuzione delle altre due, allo stesso Angelo Mozzillo che avrebbe eseguito così, per la chiesa di San Nicola Magno, almeno quattro dipinti considerando anche il “San Giuseppe con in braccio Gesù tra San Vito e Sant’Agata” che è appunto firmato: “A. MOZZILLO F. 1798”. Elementi descrittivi delle immagini, i colori, la composizione dei soggetti raffigurati, non solo si imparentano tra di loro, ma anche

“secondo la Tua volontà”. A noi possono sembrare richieste perfettamente legittime, ma Dio che sa tutto, compreso il futuro, può sapere che non sono giuste per noi o comunque non idonee per noi in quel momento, ma non dobbiamo esitare a pregare nel momento del bisogno. Gesù ci insegna che la risposta di Dio è sicura quando c’è fede, è la fede la chiave della preghiera. “Tutto quello che domandate nella preghiera, se avete fede, l’otterrete”. Quando preghiamo per un malato, quando imploriamo per un peccatore, è la nostra fede che conta, è la fede di chi chiede che conta (Es. Luca 5:17 : Il paralitico che viene calato dal tetto da quattro persone) Sentiamo di avere poca fede? Chiediamola con insistenza a Dio e Lui ce la darà. La fede è un dono di Dio, bisogna implorarla, ma la nostra volontà è il terreno dove la nostra fede può attecchire o inaridire. Dio mette a prova la nostra preghiera e la nostra fede. Se la preghiera fosse come un distributore automatico, diventerebbe la scappatoia di tutti i nostri problemi, i nostri egoismi sarebbero tutti soddisfatti. Dio fa silenzio come se non sentisse, ma il Suo silenzio non dura sempre, non stancarti mai di pregare, non smettere mai di chiedere. Rifletti…

Chiesa Cristiana Evangelica Via Appia, 462 SANTA MARIA A VICO con il San Pietro, dello stesso autore, di Montecorvino Rovella e, riguardo alla quarta tela, benchè sia quasi totalmente distrutta, non meraviglierebbe più esserne, anche di qesta, il Mozzillo l’autore. Opere totalmente inedite e sconosciute a critici e storici dell’arte, un privilegio per la nostra chiesa e per tutto il paese; ben quattro opere di Angelo Mozzillo, databili quindi all’ultimo decennio del XVIII secolo, a S. Maria a Vico. Angelo Mozzillo nacque il 20 ottobre del 1736 ad Afragola da Crescenzo e Maria Abate e andò “a bottega”da Giuseppe Bonito, detto “Peppariello”, che a sua volta era stato allievo di Francesco Solimena. La sua morte è ipotizzata tra il 1806 e il 1808 nell’agro Nolano. Pittore e decoratore, eseguì per varie chiese e conventi, molte opere (tele ed affreschi) spesso accademiche, attinte dal repertorio della pittura di Luca Giordano e del Solimena. Sia nel disegno, che nella sua scelta dei colori, si nota sempre il senso dell’equilibrio e dell’armonia e, nelle sue composizioni sono gli Angeli, che maggiormente dipinge con eleganza, grazia e freschezza di colori al fine, di sottolinearne l’innocenza. Nelle sue equilibrate composizioni artistiche, un ruolo importante giocano le sfumature dei verdi e degli azzurri tipiche dell’artista. Gli storici dell’arte lo inseriscono in quello che è chiamato Rococò napoletano, tardo erede del più famoso Barocco di Solimena e Giordano.

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dalle famiglie... Auguri

21 febbraio 2013

Marisa Piscitelli Domenico Savino Auguri dalle figlie Tina e Ada, dai generi Dario e Antonio, dai parenti tutti, e dal giornale Valle di Suèssola

Il 6 febbraio

Alessandro Biagio Abbatiello è venuto ad allietare la casa dei coniugi Massimo e Antonietta di Durazzano. Auguri dal giornale Valle di Suèssola

Auguri a coloro che credono nell’amore eterno (e ne sono tanti)

Il 18 febbaio ha spento la sua 4a candelina

Bruno Di Vico. Auguri dal papà Alfonso, dalla mamma Filomena. Il 27 gennaio hanno festeggiato le nozze

d’oro

Sabatino Biondillo Angelina Gioia.

Auguri da figli Antonio, Imma, Elisa, Adriana, Nando, e i nipoti

In occasione del trigesimo della scomparsa di Guida Assunta Antonio Crisci (genero) Un sentito grazie a nome mio, di mia moglie e dei miei figli a tutti voi ed a quanti, pur non presenti questa sera, nelle trascorse settimane, ci hanno fatto sentire la loro confortevole vicinanza. Un grazie speciale ai sacerdoti: ... , speciale perché in forza dell’ ordine presbiterale ricevuto ci offrono il nutrimento che dona all’uomo la vita. II distacco pone tanti interrogativi alla ragione; numerosi sono i perché; Ie coscienze sono scosse; un’umana risposta vorremmo al dolore. Essa ci é data dalla fede che illumina i nostri passi terreni; placa Ie tante inquietudini della ricerca esistenziale; ci fa celebrare Ia vittoria della vita dinanzi al vuoto della morte. In questa visione della vita eterna prende forza l’umano conforto, assumono imperituro significato le nostre parole. Questo mio intervento, in occasione della celebrazione del trigesimo, vuole rendere testimonianza, per far memoria, a una persona che con sacrificio, fede e amore ha onorato i suoi terreni giorni. Mia suocera mi dava il voi, io Ia chiamavo Assunta, così come spesso chiamavo mia madre

La redazione del giornale Valle di Suèssola partecipa al lutto dello sponsor

Gigino Florese per la perdita dell’adorata e cara mamma

Pasqualina Di Caprio Condoglianze alla famiglia tutta

Per bambini, studenti ed adulti

Checchina, Alla base del nostro rapporto, al di là del pronome o del nome, c’era il rispetto ed un affetto schietto che veniva da una lontana educazione che abbiamo sempre coltivata. Io per non farle sentire troppo il peso degli anni, ogni giorno usavo batture scherzose dal significato equivoco; lei, come a dimenticare i suoi acciacchi, rispondeva con altrettanto umorismo. Oggi affiorano i tanti ricordi del trascorso insieme; Ie vicissitudini e Ie gioie della sua vita; numerose sono le riflessioni che ci fanno sentire anche smarriti; colmare il vuoto non é semplice. Nel profondo silenzio del dolore echeggiano Ie sussurranti parole rivolte alIa figliola: “quando muoio non devi piangere”. Espressione forte e piena di potenza e amore di Assunta per la figlia. Invito a proseguire il cammino; a non soffrire alla sua dipartita; a non sentirci privi della sua presenza. Noi ci stiamo provando, é veramente difficile. Donna che aveva poca istruzione, possedeva però la raffinata cultura della bontà, della semplicità, della tolleranza: era buona. Le sue aule scolastiche erano i campi e i monti frustati dal vento e

bruciati dal sole. Ha vissuto i suoi anni migliori, in un periodo storico e sociale molto duro, quando, mancava finanche il pane. Ogni sforzo ha compiuto, unitamente all’adorato marito, per non far mancare niente lla figlia e mantenerla negli studi. Tra tanta povertà c’era una ricchezza: la famiglia. In essa e per essa la fatica e il sudore delle quotidianità si elevavano in preghiera e amore, A noi tocca prendere atto. Queste persone, queste mamme, unite nel sacrificio e in una vita fatta di cristiano sì, meritano incondizionata riconoscenza! A me viene in mente, senza Ia pretesa di canonizzare qualcuno, la festa del 1° novembre, tutti i Santi. Mi é dolce e caro concludere ricordando l’hobby che mia Suocera aveva per il giardino e i fiori. Una passione per cose semplici che sanno di gentilezza e profumo di vita. Sono certo che lei, nella Luce dell’Eden celeste, li sta continuando a coltivare e raccogliere senza sudare; a godere il loro profumo senza calarsi per recidere il gambo; a elevare il suo inno di lode a Cristo morto e risorto; a implorare per noi, in cammino su questa terra di lacrime, benedizioni e grazie.

Il 7 marzo del 2012 cessava di battere il cuore di Alfonso D’Addio,alla veneranda età di 108 anni; era nato il 2 febbraio 1904. Onn’Affonzo era un uomo semplice, uomo del popolo, uomo che in vita non aveva mai rivestito cariche pubbliche importanti, né si era mai distinto per avere svolto azioni particolari. Era, tuttavia, un uomo che si distingueva per l’educazione, il garbo e la sobrietà. Desideriamo ricordarlo perché ci dimostra che si può avere distinzione nella società, nelle virtù, senza clamori e grandi onori.

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Febbraio 2013

Valle di Suèssola

Regione Campania: cosa fai! Autorizzata la realizzazione di una cava estrattiva sopra i monti di Rosciano A tutti i proprietari di terreno in quella località:

nessuno vi può espropriare il terreno. Se vi minacciano, denunciateli alle Forze dell’Ordine Da diversi mesi - esordisce il prof. Clemente Affinita assessore comunale santamariano - seguo la vicenda in uno con il collega vice sindaco durazzanese prof. Antonio Diglio. In primo momento, gli imprenditori del settore (Moccia) avevano individuato un’area accanto al costruendo centro ippico a ridosso

del monte Burrano, ma dopo le vibrate proteste dell’amministrazione comunale di Durazzano, pare che il progetto di aprire la cava fosse stato abbandonato. In realtà noi non abbiamo mai creduto a questa eventualità. Cosa fa l’Amministrazione Comunale Santamariana? Noi come Comune rimaniamo in

stato di allerta e siamo convinti che, affinché la cava non si realizzi, sarà necessaria una vigorosa mobilitazione di tutti i cittadini. Non basteranno semplici incontri con i tecnici confidando sulla normativa vigente. E la Regione Campania? Pare che secondo il piano Regionale, (tra l’altro l’ente in questione ha già dato i relativi permessi), in quella zona è prevista un’area estrattiva. Cosa si sente di dire ai santamariani? Una cosa i miei concittadini la potrebbero fare: molti proprietari di terreni interessati alla costruzione della cava sono di S. Maria a Vico, a loro dico NON VENDETE IL

TERRENO A NESSUNO. Con questa semplice operazione salvaguarderete la devastazione del nostro territorio nonché la salute di tutti e dei nostri figli! Assessore... ...bisogna prendere coscienza che il pericolo è reale, sulle nostre teste incombe una ennesima bomba ecologica; una per tutte....basta ricordare che le nostre risorse idriche sono proprio sotto il sito estrattivo! Nel frattempo si è alzata vibrante la protesta di alcuni parlamentari. Ma ci chiediamo: perché la Regione è caduta così in basso? Chi o che cosa l’ha fatta sprofondare? O.P.

Carnevale Santamariano

I Ragni: il popolo ci decreta il successo La sfilata di domenica è piaciuta di più - Incomincia a vedersi un segno di civiltà Un’esortazione all’Amministrazione Comunale: divieto annuale su tutto il territoriocomunale di vendita ed uso di bombolette spray, nocive alla salute e all’ambiente Rinviata a domenica 17 febbraio, a causa delle cattive condizioni atmosferiche, la sfilata dei carri carnevaleschi ancora una volta ha richiamato lungo le strade principali di Santa Maria a Vico una marea di gente, a dimostrazione che il popolo vuole questo tipo di divertimento. Ed allora cominciamo a ringraziare ancora una volta tutti i componenti del Comitato I Ragni.

Noi che da quarant’anni organizziamo manifestazioni sportive, culturali, ricreative, nella Valle di Suèssola, sappiamo bene le difficoltà che si incontrano quotidianamente per allestire questo tipo di manifestazioni; e quindi ancora una volta un elogio al Comitato I Ragni. Un secondo ringraziamento a tutte quelle famiglie che, pazientemente, riescono a far

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capire ai propri figli che il Carnevale deve essere un periodo di sano divertimento e non un momento di offesa: e ciò è un segno di civiltà. Un terzo ringraziamento va all’Amministrazione Comunale Santamariana che, nonostante le ristrettezze economiche e varie oggettive difficoltà, riesce a garantire un servizio d’ordine certamente degno di tal nome. Polizia Municipale, Protezione Civile, Nucleo di supporto alla Polizia Locale: tutti uniti per garantire alla cittadinanza e a moltissimi forestieri uno spensierato svago. Passiamo ora alla sfilata. Q u a n t e mamme, giovani e meno giovani, con i propri figli a far da cornice alla sfilata, a camminare per le vie del paese libere dalle auto. Gli anziani, abituati a vedere sempre e solo “ ‘o carro ‘e Vicienze muorte”, non credevano ai lori occhi perché questo tipo di sfilata l’avevano visto solo in televisione. Quanti bimbi in preda ad una gioia immensa per i lanci continui di coriandoli (in modo particolare)

( e quanti stupidi ad imbrattare tutto e tutti). Invitiamo ufficialmente l’Amministrazione Comunale a proibire l’uso di bombolette spray in questione su tutto il territorio comunale per tutti i 365 giorni dell’anno: è un ulteriore segno di civiltà ). Mentre i carri sfilavano per il paese, in piazza Roma c’era il momento di intrattenimento curato dal dj Teo (=Mimmì Campagnuolo attuale presidente della Pro Loco Santa Maria a Vico), dj della gloriosa prima discoteca suessolana negli anni SettantaOttanta del secolo scorso, Albatros. Intorno alle ore 18,00 qualche

goccia d’acqua dal cielo aveva fatto temere ad una sospensione della “festa”, ma i timori sono svaniti poco dopo. E con l’arrivo dei carri e di moltissimi cittadini, è iniziata la festa carnevalesca, che è piaciuta ancora di più perché, causa il maltempo del martedì grasso, si è svolta di domenica. Il resto è nella memoria di tutti i presenti in piazza Roma e lungo il percorso della sfilata. O.P.

Pilastri divini nel fango finiti Pasquale Cice Quasi tutti noi siamo persone normali, non abbiamo né chiamate dall’ Alto e né incarichi speciali. Anzi spesso pecchiamo e anche se ce ne rammarichiamo dopo torniamo ai nostri compiti quotidiani, ai nostri progetti per cercare di migliorare un poco il grado di benessere di chi ci è più vicino: familiari, parenti ed il prossimo in generale. Progetti e valori che ci sono stati tramandati dai nostri genitori, nonni e dai nostri avi. La nostra non è una scelta di vita, ma un continuo della strada da loro tracciata, anche se spesso non facile, anzi con grande difficoItà proprio in questa di oggi realtà. Mi capita spesso però di vedere, (la mia vuole essere una constatazione e per niente giudicare), che i progetti celesti, divini sono divenuti astratti quasi per tutti noi. La carità ad esempio, virtù essenziale per realizzare il Suo credo; oppure la sofferenza, quale prova di avvicinamento al

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Calvario di nostro Signore; non cedere a certe tentazioni convinti che Dio sarà loro molto più vicino quanto più forti si dimostreranno; il tener presente che e più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che un ricco entri nel Suo Regno. Questa non trasparenza è dovuta ai loro costruttori, uomini di fede, assertori di sani principi e dei sacri valori religiosi, che poco hanno a che fare con la vita mondana su questa misera terra, che per niente a loro appartiene. Sono prescelti e testimoni della vita divina, dalla Chiesa acclamata, sicuramente non per mestiere ma per chiamata che dall’ Alto si è calata divenendo vocazione e missione: conoscitori delle tante sofferenze che per giungere alla Sua Verità, il cammino è infinitamente pesante e duro, quasi come il doloroso percorso e quella croce mortale fu per l ‘Essere fatto uomo, non per una proposta ma una sua scelta, per rendere tutti liberi dal peccato e vivere nella Sua Grazia.

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lavandosi in questo modo Ie mani davanti ai tanti bisognosi, come fece Ponzio Pilato davanti al Cristo sofferente e innocente. Solo in qualche giorno speciale fanno qualcosa di straordinario come il santo Natale o il cenone di fine anno, cosi facendo in un lurido fango vanno a finire quei solidi pilastri ai quali si erano legati e sui quali avevano giurato eterna fedeltà. FedeItà come fede in colui che ha e da vita eterna, seminando e coltivando il seme dei suoi progetti come il promuovere il bene comune indistintamente dal ceto, razza o religione. Ricordando sempre che su uno dei più robusti pilastri divini lampeggia eterna la scritta che per entrare nel Suo Regno devi donare tutte Ie ricchezze che hai. Un trono spogliato, povero, ma ricco di altruismo; fatto di vera fratellanza e maggiormente con gli “ultimi” fare un’alleanza, dal profondo del cuore e non solo a parole. Solo mettendo in essere questo insegnamento la Chiesa si può ergere su pilastri costruiti sulla roccia e non nel fango, per non sprofondare con tutti i popoli del mondo.

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Perciò per coloro che sono stati chiamati non per firmare un contratto di lavoro a tempo determinato, ma etemo, deve rimanere la certezza nel donare anche la vita se motivo di accettazione della Sua testimonianza. Mi capita di vedere però che ciò viene a mancare perché superficiali, tradizionalisti, non convinti e deboli sia pure a pressanti provocazioni o tentazioni: denari in virtù di potere, che nulla ha a che vedere con Giuda Iscariota; o favoritismi per certe scalate politiche di persone altolocate; “spintoni” per superare barriere che ostacolano la vita del lavoro a familiari e loro conoscenti. Viaggiano in comode auto spesso profumate per renderle più accoglienti; oppure sprofondano in comode poItrone in luoghi sacri come sacrestie, abbellite tutt’intorno di oggetti costosi e apparecchiature sempre più moderne. Ancor più grave è chiudersi nel proprio mantello, ammesso che qualcuno l’abbia ancora conservato e non ancora sostituito con qualcosa di lusso firmato…;

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Cara Camilla, quando Pina, la tua splendida sorella, mi ha annunciato la tua candidatura, un po’ ero sorpreso. Non ero abituato a vederti nella veste di candidata al Parlamento. Ora faccio il tifo per te e sogno di vederti vittoriosa. Cara Camilla, io non sono un animale politico. Sono un animale, ma uccello di bosco. Ho lottato per idee, valori, persone. Ho lottato sempre, non ho vinto mai. Ora desidero che tu vinca. Io conosco la tua pulizia, le tue sensibilità. E poi sei figlia d’arte. Papà Felice è stato un leader, anche senza partito e senza bandiere. Tu sei figlia di un leader. E credimi, questa è la tua ricchezza e la tua bellezza. Non sono bravo ad organizzare le campagne elettorali. Ma una cosa voglio che tu sappia. Votare non è capire. Votare è amare. Il voto è un gesto d’amore, non è una scelta razionale. Se desideri i voti, devi farti amare. Devi essere simpatica. Devi sedurre con il tuo fascino. Devi assomigliare ai sogni che ognuno di noi coltiva nella sua anima. Non spaventarti. Tu puoi. Cara Camilla, tu puoi. Conosco tanta gente di questi paesi. La valle di Suessola è popolata di gente che ha voglia di bello, di pulito, di sogni. Tu puoi essere la loro Camilla. Quando per la prima volta mettesti piede in Locanda, i ragazzi della Locanda dissero di te: “Dottore, quella professoressa è simpatica”. Cura la tua simpatia. O meglio conserva la tua simpatia. Non diventare un’attrice della politica. Perderesti il tuo fascino. Conserva l’impronta della tua famiglia. Porta con orgoglio i segni del Direttore Sgambato. Non sono un profeta. Non so quanti voti prenderai e se basteranno per essere eletta. Per me, comunque sei onorevole. Carlo Petrella

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Febbraio 2013

Valle di Suèssola

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Calcio - Il maltempo la fa da padrone: rinviate varie gare - In Promozione il San Marco ancora in lotta per gli spareggi nell’Eccellenza. Il Real Sanfelice a corrente alternata - In 2a categoria l’ASD Costa a -2 dal Talanico - In 3a ctg il Santa Maria a Vico a metà classifica. Il Forchia batte la capolista Samnium Clemente Ferrara Causa il maltempo il Real San Felice ha disputato tre gare in sei giorni ed è salito dalle stalle alle stelle. Infatti, se la non prevista sconfitta interna per 3-2 contro il Villa Literno (che faceva seguito alla sconfitta contro la capolista Quarto per 3-0) aveva scoraggiato non poco l’ambiente, la successiva gara contro il San Pio Mondragone ha riportato un po’ di sereno nella dirigenza e fra i tifosi. Contro il Villa Literno i sanfeliciani, sotto di due reti ad inizio gara, riuscivano nell’intento di agguantare la parità prima del termine del primo tempo. Nella seconda parte della gara subivano il terszo goal e non riuscivano più nell’impresa di pareggiare; anzi varie volte sono stati sul punto di capitolare per la quarta volta. Contro il Mondragone gli uomini

del presidente Savinelli al 35° del primo tempo riuscivano a realizzare la rete del vantaggio con Ottaiano, lesto a ribadire in rete la respinta della difesa ospite su una precedente punizione calciata dallo stesso atleta. Nella ripresa al 63° Fabio Esposito, con un ben azzeccato colpo di testa, realizzava il raddoppio su preciso cross di Della Marca, ma il tutto veniva annullato su segnalazione del segnalinee. All’80° altra rete annullata, questa volta a Ventrone, da poco entrato, per fallo dello stesso atleta. Con questa vittoria il Real SanFelice sale in classifica raggiungendo quota trenta punti. A metà febbraio il San Marco Trotti, reduce dalla inopinata sconfitta per 1-0 contro la Puteolana navigante nei bassifondi della classifica, batte fra le mura amiche il Monte di

Procida per 2-1 e continua ad alimentare le proprie speranze di spareggi per la promozione, anche se si vede scavalcare dal Casagiove. Purtroppo il cattivo tempo di questo mese di febbraio lo costringe a non disputare la gara a Sessa Aurunca contro la Sessana in programma sabato 23. Domenica 3 marzo al campo sportivo di Via Limite arriverà il Casagiove e sarà la partita della verità; i Sanmarchesi ora devono guardarsi le spalle perché prepotentemente avanza il Vitulazio. La classifica vede il duo Quarto e Frattese a contendersi la prima posizione, a seguire il Casagiove, il San Marco, il Vitulazio. In seconda categoria si fa aspro il confronto fra le nostre due rappresentanti: l’ASD Costa ed il Talanico. I Costani, dopo il brutto

capitombolo a Melizzano, sono stati scavalcati in classifica dai castellani del Talanico. Il successivo derby disputatosi al campo sportivo comunale sanfeliciano ha visto un nulla di fatto, 0-0, fra le due compagini. Nell’ultima giornata di febbraio l’ASD Costa ha vinto a Luzzano per 5-0 ed il Talanico ha pareggiato fuori casa col Real Pagani per 1-1. La classifica vede sempre il Talanico in testa con 34 punti e l’ASD Costa a 32. La lotta fra le due terminerà, probabilmente, all’ultima di campionato. In Terza categoria il Real Santa Maria a Vico si è posizionato poco sopra la metà classifica e conta di migliorare il piazzamento. Il nostro assiduo lettore nonché mister Luigi Salvatore, tecnico del Forchia in 3 a ctg sannitica, ha battuto la capolista Samnium per 2-1 e si porta a ridosso delle prime.

Ambizioso progetto per il San Marco Cancello volley Un progetto ambizioso costruito per la maggior parte da ragazzi della Valle di Suessola. E’ questa la realtà che vuole costruire il Centro Volley San Marco e un passo alla volta ci sta riuscendo. E’ il secondo anno consecutivo che i nostri ragazzi disputano il campionato di serie C con l’obiettivo di ottenere la salvezza e continuare a crescere tecnicamente per arrivare in futuro a lottare per i primi posti. Ragazzi che sono riusciti a conquistare una serie C e ogni giorno, nonostante gli infortuni, continuano a dare il meglio di se’. Il 16 febbraio hanno dimostrato di essere una vera squadra ricevendo, difendendo e attaccando qualsiasi palla, ma purtroppo è arrivata una sconfitta per 3-2; continuano però a crederci perché ad ogni partita migliorano grazie alla guida tecnica del mister Franco Carusone. Nell’ultima di campionato altra sconfitta per 3-2 contro l’Atellana. In classifica il San Marco è terzultimo con 10 punti. Grandi soddisfazioni dalla 1° Divisione Femminile,squadra che è riuscita a dimostrare di aver grande carattere in campo e, nonostante alcune sconfitte, è

riuscita ad rialzarsi uscendo da ogni partita a testa alta e attualmente occupa il 3°posto. Grande dimostrazione di carattere si è avuta nel derby con il Red Volley Maddaloni che le ha viste vittoriose per 3-0, mostrando al numerosissimo pubblico presente tutta voglia di essere protagoniste in questo campionato e centrare il sogno promozione, grazie al costante impegno e dedizione sotto la guida del coach Domenico di Nuzzo. Ottimo lavoro svolto da coach Adriano Affinito che con i suoi ragazzi disputa il campionato di 1° Divisione Maschile da campioni in carica. Campionato che darà tanta esperienza a ragazzi giovani che sperano di entrare a far parte della rosa della serie C e continuare a coltivare la loro passione. Fondamentale attività svolta dagli allenatori del settore giovanile, Antonio Nuzzo e Costantino Perrotta, e del minivolley, Adriano Affinito e Matilde de Matteis, che permettono a tanti ragazzi di appassionarsi sempre più a questo sport e pian piano costruire futuri campioni. O.P.

Il 17 marzo CorriAmo contro Il vescovo di Acerra ne ha le leucemie pediatriche combinato un’altra delle sue Ribellina: sofferta, ma meritata vittoria contro la 2a in classifica Pallavolo femminile serie

Sul numero scorso abbiamo dato ampio spazio alla manifestazione podistica in programma a metà marzo a Santa Maria a Vico. Tutti coloro interessati a partecipare alla gara devono

contattare la segreteria organizzativa rivolgendosi a: Vincenzo De Lucia: 348. 8634960 - mailto: deluvi@inwind.it Luigi De Lucia: 333. 7405620 mailto: deluxluigi@libero.it www.suessolarunners.it

Il Festival delle Corti Suessolane Lo scenografo Enzo Gagliardi, promotore ed anima del Festival delle Corti Suèssolane, ha reso noto il logo della prossima kermesse che prenderà il via nel mese di maggio. A lato il simbolo estivo delle giornate e serate dedicate alla musica, al canto, al teatro, all’archeologia, alle visite guidate, agli incontri d’autore, alle rievocazioni; in poche parole: a tutto ciò che serve per far conoscere la nostra storia. Buon divertimento. O.P. dalla prima pagina

Durazzano: apertura piscina comunale 1° marzo Il coordinatore tecnico prof. Nicola Dragone, della F.I.N. (=Federazione Italiana Nuoto), ha invitato istruttori federali qualificati per le lezioni. E quindi Raffaele, Fabrizio, Vincenzo, Cinzia saranno sempre presenti a bordo vasca ad impartire, a quanti volessero partecipare alle lezioni, i primi elementi del saper nuotare. A proposito di coloro intenzionati a frequentare i corsi: le iscrizioni si ricevono tutti i giorni nella saletta della segreteria della piscina comunale e riguarderanno i bimbi

dai quattro anni in su fino agli anziani di qualsiasi età. La piscina, come già, detto è semiolimpionica e cioè ha le seguenti dimensioni: metri 25 per 12, è coperta, è facilmente raggiungibile, ha un ampio parcheggio, un angolo bar, una sala attesa si trova nello spazio del campo sportivo di Durazzano. Tutti coloro che parteciperanno ai corsi saranno assicurati. La quota mensile sarà pagata una volta ogni due mesi. Buona nuotata. O.P.

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Compito del cronista è di riportare fedelmente quanto vede e quanto sente, dopo averne verificato la fonte. E’ ancora negli occhi, nelle orecchie, nella mente, nel cuore e nell’animo di moltissimi Santamariani quanto fatto dal vescovo acerrano a don Gregorio Crisci, parroco di San Nicola Magno. E tutti erano e sono convinti che il tiro al massacro intrapreso da mons. Giovanni Rinaldi, per cercare di allontanare il più possibile i fedeli dalla Chiesa cattolica, non era terminato. Avevamo dato notizia, qualche giorno fa, dell’ennesima pugnalata alle spalle dei sacerdoti perpetrata dal prelato. Ebbene, Sua Eccellenza ha ottenuto quanto desiderava: l’allontanamento del parroco di Cancello, don Silvano Vigliotti, che non ha ancora compiuto i 75 anni. Sembra che alla base di quest’altro “fattaccio di cronaca nera” ci sia una storia di soldi. Il sacerdote aveva realizzato lavori nella sua parrocchia chiedendo un aiuto al vescovo. L’aiuto c’ è stato. Ma dopo un po’ il vescovo ha detto al parroco più o meno così: “Restituiscimi i soldi che ti ho dato perché il 50% della somma che hai avuto te l’ha data Roma, l’altra metà è mia e me la devi restituire” Il sacerdote, incredulo ed inorridito da tanta cattiveria, ha fatto le valigie e se n’ è ritornato presso i suoi familiari a Cervino. Consentiteci, cari lettori, qualche osservazione. Non siamo qui per giudicare, ma rendervi edotti della prostrazione che è in moltissimi di noi fedeli. Questa chiesa non è la chiesa che ci ha lasciato in eredità Gesù Cristo; questa

chiesa è un mandrulo porcorum. Il Santo Padre Benedetto XVI, come ben sapete, ha dato le proprie dimissioni: secondo noi per dare un segnale forte a tutti quei “preti” (cardinali, arcivescovi, vescovi, monsignori, sacerdoti, religiosi, …) che hanno fatto della chiesa di Dio il loro “ufficio per gestire il proprio tornaconto”. Costoro hanno scambiato la Chiesa cattolica per una qualsiasi azienda in cui fare carriera, gestire soldi, … Molti nostri lettori ricorderanno che varie volte, in tempi non sospetti, dalle colonne del nostro periodico cartaceo avevamo invitato Sua Santità Benedetto XVI a fare pulizia del marcio che è nella Chiesa cattolica. Qualcuno aveva gridato allo scandalo dandoci del “presuntuoso, superbo, chi ti credi di essere”: mai dentro di noi c’era stata e c’è nemmeno una piccola parvenza di quanto ci veniva detto. C’era e c’è solo ed esclusivamente l’amore fraterno per avere una società diversa, quella che desidera il nostro Padre celeste, basata sull’amore reciproco. E noi cristiani cattolici dobbiamo starcene con le mani in mano ad assistere al dilagare costante delle nefandezze, oppure dobbiamo darci da fare per eliminare – con l’aiuto del Padre celeste – il marcio che è nella nostra Chiesa? Il Padre celeste da noi non vuole solo preghiere, ma principalmente operatività nel suo nome, con l’amore che Lui ci ha inculcato, ed in modo particolare con l’esempio. A tutti i cristiani, a tutti i fratelli in Cristo, che mi leggono: non perdiamo più tempo. Diamo anche noi un segnale forte. Alfonso Morgillo

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Bis a Casagiove per 3-2 dopo un inizio veemente Tutto è cominciato nei peggiori dei modi: un primo set strabordante per le ragazze del Pomigliano d’Arco, che si aggiudicano il gioco con un perentorio 25-18. Nulla da dire. Gioco spumeggiante, ricezione quasi perfetta, la schiacciatrice Annamaria mostruosa. E le nostre? Hanno tenuto la barca a galla solo Melania Pulcrano, Sara Crisci ed il libero Nigriello. Anna Jovino, quando è stata chiamata a sostituire Nigriello, ha fatto del suo meglio sia a muro, sia nella battuta. Al giro di campo il tecnico Enzo Valentino della Ribellina ha strigliato a dovere le proprie atlete. Il secondo gioco ha riservato la sorpresa più gradita per il pubblico. Il tecnico avversario ha mandato in campo quasi tutte le atlete della panchina pensando di fare un solo boccone delle santamariane. Invece Melania e compagne hanno stretto i denti, si sono difese a viso aperto e si sono aggiudicate il set per 25-23. Castigata, così, la presunzione delle avversarie. Terzo set ancora più clamoroso perché le ragazze del febbricitante presidente Antonio Iaia hanno fatto un piccolo allungo ad inizio gioco e l’hanno conservato fino alla fine aggiudicandosi il set per 2520: roba da non credere! Il quarto set ha visto le titolarissime del Pomigliano d’Arco giocare con maggiore grinta, cercare di non far cadere nessun pallone a terra ed il risultato si è visto: 25-18. Così si giunge al quinto gioco. telefax: 0823 755516

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Partono favorite le avversarie, ma Sara Crisci è in giornata di grazia, Melania indovina un paio di volte il lungo linea e la shiacciata, Nigriello riceve come un’espertissima atleta, Jovino porge una strenua difesa a muro, Jessica Pascarella si controlla un po’ di più nel passare la palla alle schiacciatrici, e poi … un paio di punti presi per i capelli… ed il gioco è vinto: 15-8. Chi se lo sarebbe mai immaginato! Con questa vittoria la Ribellina raggiunge il quinto posto in classifica, con 13 punti, superando il Casagiove fermo ad 11. Ed il prossimo futuro comincia a diventare più roseo! E lo è, perché nella serata della domenica delle elezioni politiche la Ribellina sbanca Casagiove e restitusice alla locale formazione pallavolistica quanto toltale ad inizio campionato a santa Maria a Vico. Le ragazze di Enzo Valentino partono fortissime e si aggiudicano il primo gioco per 25 a 22. Anche il secondo gioco è appannaggio delle santamariane sempre per 25 a 22. Poi arriva uno sbandamento che consente al Casagiove di vincere col minimo scarto il terzo gioco. La storia si ripete anche nel quarto gioco perché la Ribellina soccombe per 27 a 25. Ma nel quinto gioco le santamariane strapazzano le avversarie per 15 a 5. La classifica vede al comando Avellino con 30 punti seguito dal Pomigliano a 28; Campagna e Sorrento a 18, la Ribellina a 15, Benevento 14, ecc. O.P.

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