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Valle di Suèssola Sanfelice Oggi

Periodico d’informazione fondato nel 1981, edito dall’Associazione Culturale Valle di Suèssola

Anno XXXI n.10

Direttore Alfonso Morgillo

(Arienzo, Cervino, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico)

Intitolate Ncopp’ ‘o cellaro a Cesare Saccavino La legge che regola la materia delle intitolazioni consente la deroga per quei cittadini che hanno onorato e/o ben illustrato il proprio paese. Sue le iniziative per la realizzazione delle statue del calzolaio, della ricamatrice e dell’emigrante; della fontanina e delle ceramiche installate nella piazza che non porta nessun nome. Eliminare l’intitolazione della piazzetta che porta il nome di Umberto I: la famiglia dei Savoia ha distrutto il Sud ed ancora oggi ne paghiamo le conseguenze Il 21 luglio scorso è deceduto, titolazione della piazza grande ‘e all’improvviso, Cesare Saccavicopp’ ‘o cellaro, che non ha nome, no, da tutti conosciuto come Cea lui che è stato il promotore della sare ‘o farmacista. Titolare, con la realizzazione delle statue ivi colsua famiglia, della farmacia omolocate. nima nel nostro Comune, la sua Cesare, con il suo saper fare, dipartita ha lasciato sgomenti tutti chiedendo contributi ad amici, cocoloro che lo conoscevano e che noscenti e semplici cittadini, è riulo stimavano. scito a far realizzare non solo le Il giornale Valle di Suèssola si tre statue (calzolaio, ricamatrice, fa promotore presso l’Amministraemigrante), ma anche il fontanino zione Comunale e presso la nonché le ceramiche che si trovacostituenda Commissione Comuno ai piedi del muretto che deliminale per la Toponomastica per l’inta il marciapiede dalla piazza.

Inquietudine nella nostra Valle La gioventù in odore di rottamatori e di grillini centrosinistra ed ha fatto breccia in moltissimi italiani di ogni età: ciò a dimostrazione che quando le idee sono sane e pulite si possono raggiungere alti traguardi (facendo moltissimi proseliti anche nella nostra Valle). A dare uno scossone all’apatica gente italica,”soporificata” (perdonateci questo termine) da un sistema che ha fatto e continua a fare comodo alla nostra classe dirigente, a tentare di rivoluzionare l’Itacontinua a pag. 2

Per tutti ‘e pied’ janche e per coloro che negano l’esistenza della cultura nella nostra valle

Successo del Festival delle Corti La rassegna che ha colorato le serate estive della Valle di Suessola, portando musica, arte e poesia nelle corti e nelle piazze, si è conclusa il 22 Settembre con la rievocazione dell’accampamento romano di piazza Castra Marcelli. Ideatore e direttore artistico il prof. Enzo Gagliardi. Il Festival delle Corti ha fatto seguito alla rassegna Noi Suessolani. Assenti, come sempre, ‘e pied’ janche. Eliana Riva Dal 26 Giugno l’associazione Fatti per Volare, in collaborazione con l’Archeoclub di Acerra, il continua a pag. 5

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Ed a proposito di piazza: l’intitolazione di piazza Umberto I riguarda solo lo spazio racchiuso tra i due bar e l’esercizio di generi alimentari (ex forno Vigliotti). Praticamente pochi metri quadrati. Invece la piazza grande, quella per intenderci dove sono la statua del calzolaio, la fontanina, ed il parcheggio, non ha nome. Non è nemmeno opportuno chiamare tutta la piazza Umberto I per vari motivi, a cominciare da quello che Umberto I apparteneva alla famiglia Savoia, famiglia che ha distrutto il Sud Italia derubandolo di tutto ciò che aveva e, cosa ancora più grave, cancellando per almeno venti anni le scuole di ogni ordine e grado per far sì che i giovani del Sud crescessero ignoranti. Alfonso Morgillo

Una prece ed un ricordo per i morti volutamente dimenticati All’indomani dell’Unità d’Italia, 1861, più di cinquantaseimila italiani(fra soldati e cittadini) dell’Italia del Sud furono imprigionati e uccisi dai Piemontesi nel carcere di Fenestrelle (sulle Alpi): bruciati vivi nella calce. Di questa atrocità la storia non ne fa menzione; ancora oggi lo Stato Italiano ha paura di dire la verità. E continua a non dire la verità nemmeno per quanto riguarda le porcherie commesse dagli angloamericani e loro alleati durante l’ultimo conflitto mondiale. Per l’occasione si menzionano solo le efferatezze commesse dai tedeschi inritirata e volutamente si è fatto scendere il velo pietoso dell’ignomia su quanto commesso dai soldati anglo-americani e loro alleati nella nostra Valle di Suèssola, e maggiormente ad Esperia, in provincia di Frosinone, ove ben 900(novecento) fra donne e bambine furono stuprate, violentate e

moltissime uccise dai soldati anglo-americani e loro alleati. Ed ogni anno, subito dopo l’Epifania, veniamo importunati fino alla nausea per una ventina di giorni dagli organi di informazione dei padroni (Stato e privati). Inoltre bisogna ricordare che molti italiani hanno impiegato circa cinquant’anni affinché venisse detta la verità sulle centinaia di nostri connazionali trucidati e lasciati morire nelle foibe jugoslave (= fosse profondissime a forma di imbuto ove venivano buttati, vivi o morti, gli italiani). Il giornale Valle di Suèssola invita tutte le persone di buona volontà a ricordare questi morti, e tutti gli altri, nella ricorrenza del 2 novembre, giorno universale dedicato dalla Chiesa cattolica a tutti i defunti, senza distinzione alcuna. E ripropone la bellissima lirica del prof. Gaetano Aceto, testimone oculare della barbarie anglo-americana ed alleata ad Esperia. O.P.

16 maggio 1944 Tragica notte del sedici maggio chi dimenticherà le urla strazianti che lacerarono l’aria della valle buia?

sulle balze aurunche, separò quella notte le donne dagli uomini, le stuprò le rapino delle sue auree cose, pugnalò chi si oppose.

Come il leopardo divide il branco e sbrana la cerbiatta mite, la belva alleata operante

Offesa orrenda al genere umano, ferita cocente recata nell’anima di centinaia di donne fino alla morte.

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All’Amministrazione Comunale Santamariana ed alla Commissione Comunale per la Toponomastica

Oramai non è più uno sparuto numero di esagitati o di cani sciolti. La nostra gioventù (e per giovani non si intendono solo coloro che anagraficamente hanno pochi anni) non resta insensibile al vento di cambiamento proveniente dal Centro-Nord. A Firenze, il giovane sindaco Renzi ha sconquassato con le sue idee rivoluzionarie il mai omogeneo PD locale e nazionale, schierandosi apertamente contro i mammasantissima della politica di

Ottobre 2012

Fondatore Arturo Morgillo

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I nostri giovani si fanno onore in Italia e all’estero

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Antonio Campagnuolou

Cresciuto all’ombra della basilica di Maria SS. Assunta in Santa Maria a Vico, laureatosi in ingegneria navale a Napoli, partì dal suo paesello con un valiggetta piena di sogni. Ora è l’After Sales Manager &Service Director della Ferretti s.p.a., uno dei più grandi gruppi al mondo in fatto di Yachts, Mochi Craft e Custom Line. Si occupa anche dell’organizzazione, formazione e potenziamento della efficiente rete mondiale di Service Point. Pasquale Onorati “Per una mamma avere un figlio lontano - ci dice la signora Maria è sempre poco piacevole, ma l’amarezza della lontananza è mitigata dal grande successo che Antonio sta avendo. E poi, appena può, ritorna a casa. E lo zio Pasquale Piscitelli, già dipendente comunale di S. Maria a Vico,”Antonio è generosissimo, ci confida, e non si è dimenticato dei suoi amici e compagni: ha chiamato a lavorare con sé una diecina fra amici e compagni universitari: A fare compagnia alla signora Maria Piscitelli ed al papà Aniello ci ha pensato l’altro figlio, Agostino. Antonio, appena laureato in Ingegneria Navale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II,

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conseguita nel marzo 1998 con votazione 109/110 , dopo una breve esperienza in studi di progettazione ha iniziato la sua collaborazione con il Gruppo Onorato/Moby (importante Gruppo Armatoriale del Mediterraneo specializzato in tracontinua a pag. 2

Il Codacons vince, TeleTu paga “Credere e’ una bella cosa, ma mettere in atto le cose in cui si crede e’ una prova di forza.” Queste sono le parole con le quali esordisce il responsabile del Codacons, dr. Mario Piscitelli, serio e schivo, ma fermo di carattere, che con caparbietà lavora dalle otto del mattino e fino alle 21,00 di sera per dare risposte serie e professionali a tutti quei cittadini che si rivolgono con fiducia al Codacons. Ed è proprio su questa scia che i responsabili nazionali del Codacons hanno affidato al dr. Mario Piscitelli e all’ avv. Michela Izzo la responsabilità di individuare ed aprire anche sul territorio di Marigliano ed Acerra una nuova sede che attivamente andrà ad occuparsi, con la stessa sensibilità e professionalità già dimostrata per il territorio di Valle di Suèssola e

avv. Michela Izzo dr. Mario Piscitelli

Galatia, delle numerose e articolate problematiche esistenti su questa parte di territorio Acerrano e Mariglianese. Il sig. Nicola Mauro, Polizia Municipale di S. Felice, ci dice l’avv. Izzo, si è rivolto al Codacons nel mese di novembre 2011 avendo ricevuto da uno studio legale di Milano una missiva che gli intimava di versare un certo importo per fatture, a loro dire, insolute a seguito di contratto stipulato con la continua a pag. 5

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Male chi va truvanne salute e giustizia

Gli errori giudiziari Claudio Onorati

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SANTA MARIA A VICO

cerimonia donna Santa Maria a Vico

Ho provato sincera commozione nel vedere in televisione l’incredibile Caso Tortora (19831987), un uomo onesto ammazzato dalla malagiustizia ad opera scellerata di cattivi giudici che, per giunta, hanno fatto carriera (e che carriera!!!), ed i cui nomi non sono - ovviamente - comparsi sullo schermo televisivo. Questi nomi, che io ricordo, erano all’epoca dei fatti i P.M. Felice Di Persia e Lucio Di Pietro, i quali raccolsero, sic et simpliciter, le dichiarazioni di tre pentiti: Gianni Melluso (‘o bbello!), Giuseppe Barra e Pasquale Pandico, gli infami accusatori di Tortora. A questi “magistrati” non è stata data nemmeno la più blanda ammonizione per le loro negligen-

EnzoTortora: il tempo non cancella. Un monito per la giustizia. “Legge e giustizia non sono sinonimi” - Voltaire: “La demenza della canaglia era bastata, in mancanza di prove, per condannare un uomo alla ruota”. ze, omissioni e pressappochismo dimostrati nella conduzione del caso Tortora, nonostante l’impulso a tanto dato dall’allora Ministro della Giustizia, il tecnico/giurista prof. Giuliano Vassallo. Il Consiglio Superiore della Magistratura fece, come al solito, quadrato intorno a costoro, che non vennero sanzionati con provvedimento almeno disciplinare (“Cuorve e cuorve nun se cecano ll’uocchie ll’uno cu ll’auto!” - Similes cum continua a pag. 2

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Protocollate le firme raccolte per l’IMU Il Movimento Santamariano chiede al Sindaco e agli amministratori di abbassare l’IMU al minimo previsto dalla legge: 2x1.000 Il 2 0ttobre 2012 un rappresentante del Movimento Santamariano ha presentato, all’Ufficio Protocollo del Comune di Santa Maria a Vico, una richesta di delibera sottoscritta da circa 400 firmatari che chiede all’amministrazione di rendere meno gravosa sui cittadini l’aliquota IMU. La richiesta è di stabilire l’aliquota al 2x1000 per la prima casa e di considerare, per quanto riguarda l’IMU sulla seconda casa, situazioni di particolare disagio da parte dei contribuenti. La raccolta firme è stata effettuata tra i mesi di maggio ed aprile di questo anno ed ha ricevuto molti consensi e approvazione da parte dei cittadini, stanchi di dover mettere mano alle tasche in maniera così continuativa ed annosa. “Siamo certi che il Sindaco e l’amministrazione comunale si mostreranno sensibili a questa richiesta. – dichiara Valentina Crisci, componente del Movimento – In un recente Consiglio Comunale, il sindaco ha affermato di aver reso esecutivo il progetto di rifacimento della Via Appia grazie ad una richiesta pervenutagli da circa 400 cittadini. Se questo numero di firme posso-

no dare il via ad un lavoro pubblico, quelle di altrettanti capifamiglia saranno sicuramente più che sufficienti affinché gli amministratori decidano di alleggerire la pressione fiscale che grava sull’intera cittadinanza”. Le azioni di opposizione critica e costruttiva effettuata dal Mov. Sant. vede come proprie colonne portanti la trasparenza e la partecipazione. Per questo motivo la maggior parte delle attività fatte finora hanno previsto delle raccolte firme e dei volantini informativi che stanno rendendo consapevoli i cittadini delle scelte effettuate dall’amministrazione, dei motivi per cui sono state prese e che sono corredati da suggerimenti e consigli per rendere la nostra cittadina più vivibile.

Inquietudine nella... lia, prima di lui ci aveva già pensato Beppe Grillo, denigrato dai pennivendoli del potere (gente che di mestiere si prostituisce al padrone di turno o a chi la paga di più), pennivendoli sia della carta stampata che bellimbusti del ex tubo catodico. L’attore ligure in giovane età, oltre a battute salaci e mordenti che scatenavano l’ilarità di

Valle di Suèssola Il Movimento Santamariano attacca il sindaco Piscitelli Riceviamo e pubblichiamo. Il Sindaco di Santa Maria a Vico ha affermato di non poter rispondere ad un gruppo che non ha rappresentanti. Questo gruppo, però, di rappresentanti ne ha eccome, e deve chiarire bene cosa intende con il termine “rappresentanti”. Ognuno è rappresentante di se stesso ed ogni componente del Movimento Santamariano, in qualità di cittadino ha ben presente quali sono gli errori, le superficialità e le mancanze dell’attuale amministrazione. Ognuno di noi ha la capacità di interagire con i propri concittadini e di far propri i disagi ed i problemi che, a quanto pare, sono lontani dalla visione del dott. Piscitelli e della sua squadra. Le attività, le raccolte firme, il volantinaggio sono un modo per coinvolgere ed informare i cittadini sull’attività amministrativa e, inoltre, uno sprono all’amministrazione affinché agisca per il bene e nell’interesse di questi ultimi.

Non in ultimo ci teniamo a sottolineare che, se per il Sindaco di S. Maria a Vico i rappresentanti sono solamente coloro che siedono nel civico consesso, dobbiamo correggerlo anche in questo caso: in Consiglio Comunale ci sono componenti del Movimento Santamariano. Consiglieri che hanno abbracciato la causa del gruppo e che sono pronti a portare la nostra voce in Consiglio con atti e comunicazioni frutto della sinergia e collaborazione interne al Movimento. Vorremmo approfittare, inoltre, di questo messaggio per invitare chiunque voglia partecipare alle attività a scrivere all’indirizzo e-mail movimentosantamariano@gmail.com.

Chiunque voglia può partecipare al Movimento, non ci sono discriminazioni né politiche né di qualsiasi altro genere. Il gruppo è aperto a tutto il supporto possibile. I gesti contano più dei nomi e la nostra attività dovrebbe solo spronare il Sindaco a fare meglio, ...

dalla prima pagina... dalla prima pagina ... dalla quanti assistevano ai suoi spettacoli, cominciò una pulizia morale nei confronti di coloro che avevano sporcato e continuavano a sporcare il Bel Paese. Ma Grillo non aveva il potere, non aveva i mezzi di informazione che entrano gratuitamente in ogni casa. Ed allora decise di seminare partendo da lontano. E da un po’ di tempo ha cominciato a raccogliere i frutti. La

sua idea di paese libero, cosciente e coscienzioso, ha attecchito nella mente e nell’animo di molti cittadini. Il Movimento Cinque Stelle, la sua creatura, si sta espandendo oltre l’immaginabile grazie ai moderni mezzi di informazione e comunicazione in dotazione a moltissini cittadini, ed ha messo le radici anche nella nostra Valle. O.P.

I nostri giovani si fanno onore in Italia e all’estero: Antonio Campagnuolo

L’ing. Antonio Campagnuolo con il suo team sporto passeggeri, attività di rimorchio, supporto a piattaforme petrolifere, salvataggi navali, antinquinamento, fire fighting ecc): in un primo momento presso la Navalmeccanica Elbana dove, dopo un breve training, si è interessato della manutenzione programmata delle navi in esercizio (sistema AMOS) e del Safety Management System (ISM code) successivamente presso i Rimorchiatori Sardi dove, oltre che di manutenzione programmata e di Sefety Management System, si è occupato con crescenti responsabilità di antinqui-namento (Rec Oil) e salvataggi navali.

Nel 2000 è approdato nel Gruppo Ferretti a gestire l’After Sales per il mercato italiano del marchio Ferretti Yachts. (Il Gruppo Ferretti è tra i leader mondiali nella progettazione, costruzione e vendita di Motoryachts di lusso con un portafoglio di alcuni dei marchi più esclusivi del mondo nautico mondiale: Ferretti Yachts, Pershing, Itama, Bertram, Riva, Mochi Craft, Custom Line e CRN. Il Gruppo ha sedi operative in Italia, Nord America, Brasile, Cina e Hong Kong e, grazie a un esclusivo network di circa 60 selezionatissimi dealer e di circa 120 service point autorizzati, è presente in più di 80 paesi).

Nel 2001, grazie ai risultati ottenuti ed all’ottimo lavoro svolto nel potenziamento del Service Network italiano, riceve l’incarico di Responsabile After Sales mondiale per il marchio Ferretti Yachts. In questo nuovo ruolo lavora per creare un forte e capillare Service Network mondiale. Nel 2002 crea la Service University, scuola di formazione tecnica e manageriale per dealer e service point. Oggi, dopo circa dieci anni, la Service University prevede un programma con attività di formazione (dealer, service point ed equipaggi) svolte in Italia (Forlì, Marotta, Ancona, La Spezia) prevalentemente per il mercato EMEA, in Florida (Miami e Ft Lauderdale) per il mercato Americas, Hong Kong e SanYa per il mercato APAC . Executive Master in Business Administration conseguito nel 2004 presso l’Università degli studi di Bologna. Nel 2004 riceve l’incarico di Responsabile After Sales mondiale anche per il marchio Mochi Craft che si affianca al marchio Ferretti Yachts. Continuando il suo impegno nella creazione e formazione del service network dei due marchi e lavorando al potenziamento dei service offerti ai Clienti, nel 2006 riceve l’incarico di Vice President After Sales and Customer Service per Ferretti Yachts, Mochi Craft e Custom Line.

Nel 2008 riceve l’incarico di Vice President After Sales and Technical Services del Gruppo Ferretti (cioè dei marchi Ferretti Yachts, Mochi Craft, Custom Line, Pershing, Itama, Apreamare, Bertram, Riva e CRN) ed esegue uno spin-off di tutte le risorse After

Ottobre 2012

Ambiente e territorio a San Felice Il Circolo PD di San Felice a Cancello ha organizzato il 17 settembre “Ambiente & Territorio”. L’incontro, innanzitutto, ha chiarito ai cittadini sanfeliciani come il PD intende interpretare la propria azione politica: 1. porre attenzione su problemi di interesse per tutta la comunità e su tutto il territorio sanfeliciano (da Polvica a Piedarienzo così come da Talanico e Grotticella). 2. basare l’analisi su dati incontrovertibili 3. coinvolgere esperti del problema a prescindere dalla loro visione politica I dati riportati dai relatori fanno riferimento a solide fonti come l’Istituto Superiore di Sanità (citato in particolare dal dott. V. Palmieri) e l’ARPAC (citata in particolare dal dott. A. Magliocca) oltre a pubblicazioni su prestigiose riviste scientifiche internazionali The Lancet Oncology ha pubblicato studi del dott. A. Mazza che coniava per la prima volta il termine

Triangolo della Morte e dalle cui indagini ha tratto ispirazione Roberto Saviano per il libro “Gomorra”). Tutte le relazioni illustrate concordano che la mortalità per tumori sul nostro territorio è superiore al dato nazionale: a San Felice a Cancello si piangono più morti per tumori rispetto al resto dell’Italia, eppure siamo soggetti alle stesse leggi, paghiamo le stesse tasse e dovremmo essere protetti allo stesso modo. I politici che rivestono ruoli di responsabilità nell’amministrazione del territorio hanno il dovere di metter in atto tutte le azioni per abbassare il livello di mortalità del nostro territorio, al pari del resto dell’Italia. Infine si chiarisce come il PD si rapporta ai politici presenti a questi eventi, qualsiasi sia l’area da cui provengono. Niente passerelle: il compito che viene loro affidato è di prendersi carico dei problemi esposti. O.P.

Repetita iuvant I concetti ripetuti più volte vengono appresi meglio! Questo devono aver pensato nella redazione de La Tribuna quando hanno deciso di ripubblicare a pagina 5 del numero di settembre, con il titolo La farmacia in P. Umberto I e a firma di Giovanna Vigliotti, l’articolo comparso a pagina 3 del numero di agosto di questo periodico, nella rubrica Frammenti di Storia curata da Mario Vigliotti, per ricordare il dott. Cesare Saccavino, recentemente scomparso, e la storica farmacia della sua famiglia.

La cosa ci fa piacere, visto che stiamo parlando di un bell’articolo che merita di essere proposto ad un vasto pubblico. Questo lo abbiamo capito per primi! Quello che però non abbiamo capito è il perché a La Tribuna non abbiano precisato, per correttezza verso i loro lettori, prima ancora che nei nostri confronti, che l’articolo, diverso nel titolo, ma identico per tutto il resto, anche nella punteggiatura, era stato già pubblicato sulla nostra testata. Sarà per la prossima volta? Lo speriamo vivamente. O.P.

Gli errori giudiziari

A noi altro non resta che meditare su queste tre amare verità, da me scelte tra le tante negative sulla giustizia: 1) “Fanno meno danno cento delinquenti che un cattivo giudice” (F.G. Quevedo Y Vilegas 1580/1645); 2) “Per avere paura dei magistrati non bisogna essere necessariamente colpevoli” (J.L. Borges). 3) Solo i signori Magistrati quando rompono (spesso!) non pagano, e vanno pure al governo!”. Vergogna! E’ un’indecenza!

similibus congregantur!). Ai funerali di Tortora in sant’Ambrogio di Milano, tra le sue mani nella bara venne messa una copia del libro emblema della persecuzione giudiziaria La Storia della Colonna Infame di Alessandro Manzoni. “Che non sia un’illusione” è l’epitaffio sulla sua tomba nel famedio del Cimitero Monumentale di Milano dove riposa, cremato.

Valle di Suèssola

Sanfelice Oggi Periodico d’informazione fondato nel 1981, edito dall’Associazione Culturale Valle di Suèssola Direttore: Alfonso Morgillo Direttore Responsabile: Arturo Morgillo La pagina di una rivista straniera, specializzata nel settore Yachts di lusso: si parla di Antonio Campagnuolo, realtà vincente

Sales presenti nel Gruppo Ferretti facendo nascere Easea>Yachting SpA di cui assume la guida in qualità di Amministratore Delegato. Entro fine anno 2012 assumerà anche l’incarico di Product Manager Officer per i prodotti Ferretti Yachts, Mochi Craft, Custom Line, Pershing, Itama, Bertram e Riva. Antonio, ad majora...!

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Stampa: Segni s.r.l. - 81100 CASERTA Registr.: Tribunale di S. Maria Capua Vetere n. 275 del 29.1. 1982 Vietata la riproduzione di qualsiasi parte del giornale con qualsiasi mezzo

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Ottobre 2012 Le famiglie storiche della nostra Valle

I Carfora Pasquale Onorati La famiglia Carfora era presente nella Terra di Arienzo già nel 1488; infatti, nella numerazione dei fuochi di quell’anno, erano riportati ben quattordici capifamiglia con questo cognome, otto nella Terra Murata, tre a Caianello e tre a Piedarienzo (1); inoltre, la gens già poteva contare tra le sue fila un religioso agostiniano, Frater Minichellus, e un sacerdote, Donnus Petrus de Carfora, che nel 1514 sarà parroco di San Nicola di Arienzo. Successivamente, altri cinque sacerdoti dello stesso cognome ressero questa parrocchia tra il ‘500 e il ‘700, prima e dopo il trasferimento della stessa a Santa Maria a Vico (2). Il cognome deriva molto probabilmente dall’uso al femminile del nome di persona Carforo, attestato già nei primi secoli dell’era cristiana; infatti, un San Carforo (altre volte chiamato Carpoforo, nome di origine greca che significa “che porta frutto”, da Karpòs = frutto e Phéro = portare), militare romano, fu martirizzato in Roma, sotto Diocleziano, insieme a San Claudio ed altri compagni che si festeggiano il 7 luglio (3); infine, un certo Carforo Machiavelli, ferrarese, era menzionato in un testo del 1498 (4). Si tratta dunque, quasi certamente, di un cognome di origine matronimica. La famiglia, per tradizione, sarebbe originaria della Spagna, come confermerebbe il soprannome catalano dato ad un suo membro menzionato nella numerazione predetta. A questo proposito, sappiamo che gruppi di catalani si trasferirono nel Regno di Napoli già a partire dalla fine del ‘200 ed erano principalmente mercanti e soldati mercenari al servizio degli Angioini (5). Per cui, vista la notevole presenza numerica dei Carfora nella Valle alla fine del ‘400 (ben ottantacinque individui) è ipotizzabile che i loro progenitori si trasferissero nella Terra di Arienzo poco tempo dopo che il feudo venisse concesso agli Stendardo (1269), discesi in Italia con Carlo I d’Angiò. Con diploma del 5 dicembre 1588, Donato Carfora, che diceva di avere appunto origini spagnole, ma risiedeva in Napoli, fu dichiarato nobile con tutti i suoi discendenti maschi e femmine; inoltre gli fu riconosciuto il seguente stemma, di azzurro a due leoni di oro controrampanti ad un albero di pino al naturale, sormontato dalla corona di oro (6). Tale stemma è scolpito in marmo ai lati dell’altare maggiore della Basilica Assunta che, danneggiato durante il terremoto del 1805, fu restaurato a spese del dottor Pasquale Carfora nel 1819. Col tempo la famiglia adottò per la propria servitù anche la seguente livrea: “panciotto d’azzurro, calzoni, calze e giubba di giallo, bottoni d’argento e gallone d’oro dell’altezza di tre centimetri” (7). Nel 1645 il dottor Lelio Carfora acquistò in asta pubblica per ventiduemila ducati le terre di Castelvenere, S. Salvatore, le due Masse ed il feudo di Pugliano. Nel 1666

Valle di Suèssola Carlo Carfora, proprietario della cappella gotica di Corte Maggiore; suo nipote Lelio la vendette nel 1919 a questi successe il figlio, il dottor Aniello. Per oltre un secolo la famiglia Carfora fu feudataria di questi luoghi, ma solo nominalmente, di fronte al Fisco; infatti, nel 1768 Carlo Carfora, erede di Lelio, suo zio, dichiarò che l’acquisto era stato fatto con danaro e nell’interesse dei Carafa, duchi di Maddaloni, cui furono dunque trasferiti i relativi diritti feudali (8). Figlio del dottor Aniello fu il dottor Carlo seniore che a sua volte ebbe due figli Lelio ed Aniello. Quest’ultimo annoverava tre figlie monache rocchettine nel monastero di Arienzo, una delle quali, Emilia, fu eletta badessa. Il dottor Lelio, invece, ebbe addirittura sei figlie monache. Tutte queste vocazioni non devono meravigliare, poiché spesso le famiglie benestanti forzavano alcuni dei figli ad abbracciare lo stato clericale per consolidare il patrimonio famigliare in testa agli altri figli sposati, uno o due al massimo (9). Tra i figli maschi, invece, il dottor Francesco fu un noto giurista, governatore di Pozzuoli e successivamente uditore generale degli stati farnesiani, morì

Lo stemma dei Carfora nel 1765 quando era decano della Real Camera di Santa Chiara. Suo fratello, il dottor Aniello, ebbe quattro maschi, tutti viventi a Napoli, Carlo juniore, sposato con Virginia di Corduba, e Giuseppe, sposato con Carmela Marciano, entrambi avvocati, Domenico e don Girolamo, sacerdote (10). Giuseppe, procreò due figli, frà Francesco, che nel 1797 fu ammesso nel Gran Priorato di Capua dell’Ordine Gerosolomitano come Cavaliere di Giustizia, con la prova dei quattro quarti di nobiltà, e il fratello Aniello Maria (1768-1851), che sposò Silvia dei marchesi Puoti con cui risiedeva in Napoli nel palazzo di Via Costantinopoli n. 84. Questi fu Giudice della Gran Corte Civile di Napoli, Decurione della capitale (11) e autore di alcune poesie e di un breve saggio sull’economia del Regno; inoltre, era socio dell’Accademia Pontaniana e Cavaliere di Grazia dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio. Il suo stemma affrescato, corroso dall’incuria del tempo e degli uomini, si può ammirare ancora oggi sotto la volta dell’androne della casa di famiglia nella Terra Murata di Arienzo (fig.1). Le armi dei Carfora sono inquartate con quelle dei Marciano (avo materno) e con quelle degli Spina (ava paterna); dallo scudo pende la croce di Cavaliere del Real Ordine di Francesco I, di cui pure era insignito, e lo stemma, sormontato da una corona nobilia-

10 luglio 2009 ore 3 Sono qui, figli diletti. Benedico tutti coloro che con amore seguono la mia parola, e, come Mamma di tutte le creature affidatemi dal Figlio mio, lo imploro da Dio misericordia e perdono, per quelli che non sono stati costanti nella preghiera da innalzare al suo cuore di Padre. Oggi lo, la Mamma celeste, vi parlo a nome di Gesù, di questo Figlio che, per anni, ha servito la sua parola ed elargito il suo amore a migliaia di creature, che hanno ricambiato tradendoLo, disconoscendoLo dinanzi al prossimo. Voi che siete qui in preghiera, vi prego, creature che mi ascoltate, di far partecipi tutti coloro che hanno ascoltato la parola del Figlio mio o letto scritti, dettati a creature segnate da Dio, di ricordare loro quanto lo, la Mamma celeste, vi sto dicendo nel suo nome, perché costoro non giudichino il Cristo, immolato dal Padre, come atto d’amore a salvezza di questa umanità, che continua a vivere servendo il male al posto del bene. Dite loro di non sfidare la collera di Dio, perché sarà troppo tardi, per rimediare al mal fatto, per qualcuno che persiste nel rinnegare o allontanare chi vuole avvicinarsi al suo cuore. lo, la vostra Mamma, faccio ora da tramite tra voi creature della terra e il Figlio di Dio, del Quale si è dimenticato l’amore che ha donato alle creature, che vivono in questo angolo di terra, segnato da Dio. Ascoltate me, la vostra Mamma, figliuoli, vi supplico: fate arrestare con la vostra preghiera e la mia parola, la corsa al male di queste creature, poiché satana è sulla terra con tutti i suoi adepti, satana è pronto ad agire con chi non ha ancora salda la sua fede in Dio. Voi che siete qui al mio ascolto, voi che state crescendo con l’aiuto e l’amore del Figlio mio, difendete la vostra fede, invocando lo Spirito Santo, perché la renda salda al cospetto del male, non solo per voi, ma anche per coloro che l’hanno messa a tacere. Attente creature che mi ascoltate, re d’oro all’antica, è accollato alla croce di Malta; infatti, nel 1801, Aniello Maria e il fratello, unitamente al padre Giuseppe, furono iscritti nel Registro delle famiglie dei Cavalieri di Malta di Giustizia, riconosciute come tali dal Tribunale Conservatore della Nobiltà del Regno di Napoli. Nel 1844, allo stesso Registro furono iscritti anche i tre figli di Aniello, Lelio, Carlo e Nicola (12). Lelio (1809-1850), morto prematuramente, fu Giudice soprannumerario del Tribunale Civile di Napoli, ma anche autore di alcuni testi di linguistica, tra cui un interessante Dizionario da tasca napolitano-toscano pubblicato nel 1846. Carlo (1811-1900), avvocato, visse diversi anni a Firenze dove entrò nella loggia massonica Concordia, raggiungendo il grado 32°, il penultimo del Rito scozzese. Fu autore di alcuni scritti politici e dopo l’Unità partecipò alle elezioni del 1867, risultando eletto alla Camera dei Deputati per il collegio di Acerra, che comprendeva anche la sezione di Arienzo; l’elezione, però, venne annullata perché furo-

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I messaggi di Gesù e di sua mamma Chi ha ascoltato questi messaggi, e chi per la prima volta li leggerà, sappia che devono essere custoditi con amore, perché, rileggendoli nella bisogna, possa ritrovarsi in essi.

dite a coloro che combattano il Figlio del Creatore della vita, di non continuare ad abiurare la parola di Dio, perché questo Padre Iddio è stanco di perdonare chi non ha fatto sua la sua voce, chi continua a combattere il suo Figliuolo, chi osa dichiararsi figlio suo e non ha fatto sua la volontà al bene. Figli che siete qui in preghiera, Gesù, il mio Figliuolo, che molti hanno rinnegato, e dubitato della sua presenza accanto a me, lungo la recita del Santo Rosario, lo, la vostra Mamma celeste, ricordo a coloro che osano giudicare questa misericordia, che Gesù è lo stesso che invocano nella Casa del Signore, è lo stesso Gesù che dicono di amare, di venerare, di osservare la sua parola, di fare la sua volontà. Mentono costoro a se stessi, creature che rifuggono la verità predicata da Gesù, perché la creatura che ama veramente il Figlio di Dio, Lo sente nel cuore, Lo ritrova in ogni scritto che parla di Lui o da chi opera nel suo nome. Gesù è uno solo, ricordate, figli che siete dinanzi a me, Gesù è uno solo, che ha parlato alle creature della terra millenni fa, e lo fa tuttora, per cui non si può amare l’uno senza tradire l’altro, e chi persiste a vivere in questo dilemma, vuoI dire che non conosce il mio Figliuolo, e, quindi, pecca dinanzi a Dio, quando si erge a giudicarLo senza

aver letto o ascoltato la sua parola. Al Figlio mio ci si avvicina aprendoGli il proprio cuore, perché Egli ha il potere di leggere e valutare ogni suo palpito, anche se la bocca rimane chiusa. Figli miei, a Dio, il Signore dell’universo, dovete il vostro operato, per cui non dovete temere il giudizio dell’uomo della terra, di colui che non vive ed opera come dovrebbe dinanzi a Dio, perché egli non sa che al Signore della vita, si arriva soltanto attraverso Gesù, immolato dal Padre, perché le creature della terra potessero ancorarsi a questo Olocausto del Figlio, per salvarsi in eterno. Chi sono dunque, queste persone, che osano proibire alle creature di fare un cammino di fede con me, la Mamma celeste, la Mamma che non verrà mai meno alla promessa fatta al Padre Onnipotente, di guidare al suo cuore le creature, attraverso il Santo Rosario e la parola, concessa a me, Serva Maria, da Dio mio Padre e vostro. Ricordate figli qui raccolti, quanto ho citato la volta scorsa, perché lo ora lo ripeto: nella vostra generazione vige un credo fatto a misura d’uomo, un credo che serve all’uomo, in circostanze e luoghi confacenti la sua volontà, un credo che rifiuta la parola di Dio ed impedisce alle creature di sostare qui in preghiera. Figli che mi ascoltate con tanta attenzione, siate apostoli presso coloro che vengono ostacolati nel voler partecipare a questo Rosario o sentire la mia parola, perché si sappia che si è responsabili in prima persona dinanzi a Dio. Guai a coloro che seminano il male, nel cuore delle creature, distogliendole dal desiderio di avvicinarsi al cuore del Creatore della vita, perché Dio li punirà con la sofferenza del corpo, per permettere loro di riscattarsi, un giorno, volendo, dinanzi a Dio. Non spaventi il mio linguaggio, figli al mio ascolto, perché dovete

www.gesuparlaallecreature.net no accertati brogli elettorali e Carlo fu escluso dal Parlamento (13). Liberale ed anticlericale, nel 1869 fu, insieme alla moglie Marianna Baresi, tra i promotori dell’Anticoncilio massonico di Napoli. Era inoltre proprietario della cappella gotica di Corte Maggiore, un tempo ricca di affreschi di scuola giottesca, che fu venduta nel 1919 dal nipote Lelio. Nicola (1812–1880), autore di un romanzo storico dal titolo Angiolo della Rocca, sposò Luisa Gagliani dei marchesi di San Mauro. I figli e i nipoti di Carlo e Nicola furono ascritti con decreto dell’11 gennaio 1900 nell’Elenco Regionale delle Famiglie Nobili e Titolate del Napoletano e nel 1922 nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano (14)._____________ (1) D.Guida - F. M. Perrotta, Le taverne e i fuochi, 2008, pp. 101 (2) F. M. Perrotta, La Parrocchia di San Nicola Magno, inedito; (3) AA.VV., Prima parte delle vite dei santi, 1561, p. 46t; (4) J. Hopkins, The eclogues of Baptista Mantuanus, 1911, p. 26; (5) G. Riccio, Ispanismi nel dia-

letto napoletano, 2005, p. 11; (6) L’Araldo. Almanacco nobiliare del napoletano, 1890, p. 114; (7) C. Padiglione, Delle livree, del modo di comporle, 1889, p. CCXLI (8) R. A. Ricciardi, Un apprezzo feudale di Castelvenere, S. Salvatore e casali su http://asmvpiedimonte. altervista.org; (9) M. Campanelli, Centralismo romano e “policentrismo” periferico, 2003, pp. 131 ss; (10) N. Lettieri, Storia di Suessola e di Arienzo, 1778 (ristampa 2010), pp. 214 ss; (11) Almanacco Reale del Regno delle Due Sicilie per l’anno 1841, pp. 218, 392; (12) Registro delle famiglie dei Cavalieri di Malta di Giustizia riconosciute per tali dal Tribunale Conservatore della Nobiltà del Regno in L’Araldo, 1879, p. 90; (13) AA. VV., La massoneria italiana nel decennio postunitario, 1998, p. 84; (14) L’Araldo, 1901, p. 73 e http:/ / w w w. i l p o r t a l e d e l s u d . o r g / cognomi_c.htm

conoscere e meditare la realtà che sta coinvolgendo non solo voi, ma anche le persone a voi care. lo, la Mamma vostra, ho il compito di mettervi in guardia su quanto scorre di negativo nella vita odierna, per cautelarvi dal male, per non farvi sbagliare dinanzi a Dio e al Figlio mio. A voi giovani, lo, la vostra Mamma celeste, devo riferire quanto il Figlio mio desidera da voi, che trattengo ancora nelle mie braccia, di non temere di parlare di Lui, di Gesù, del Figlio mio, di riferire le sue e le mie parole, a chi vi taccia di paranoici, perché gli interlocutori, creature segnate da Dio, devono sentire la forza della vostra fede, l’amore elargitovi da Gesù, che, alimentato da Dio, oscurerà la voce di costoro che, invece di servire l’amore per il Figlio mio, di accostarvi al cuore del divino Padre, ostacolano la presenza di chi vuole avvicinarsi a questa misericordia concessa dal Signore. Non vi meravigli il comportamento di questi segnati da Dio, perché non sanno che Dio ha voltato il capo, come segno di rifiuto, per il loro operato non confacente a quanto sono tenuti a servire nel suo nome. Figli diletti, il mio Figliuolo desidera che voi innalziate al suo cuore le vostre preghiere, per questi rinnegati che con il loro comportamento sono diventati, nel momento in cui vi allontanano dalla sua Persona, adepti del maligno. Tu, creatura, figlia diletta, che mi invochi sempre nel tuo quotidiano, lavora nella vigna del Signore, con l’amore che il Figlio mio alimenterà, perché tu non abbia a rallentare il tuo operato, che innalzi al suo cuore. Gesù il diletto Figlio mio ti benedice. Tu, mamma, che soffri perché vedi i tuoi figli lontani dal cuore di Gesù, il Figlio mio, non disperare, la tua sofferenza, offerta a Dio, servirà un giorno a riportarli al Signore della misericordia e del perdono. Abbi fede, sii costante nella preghiera, abbandonati al mio Figliuolo, che non delude mai quando è invocato dalla sua creatura. ... Pace e amore partono dal mio cuore, in questo momento, per il vostro cuore. Andate in pace”.

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Ottobre 2012

Valle di Suèssola

Florilegio poetico a cura di Claudio Onorati

Frammenti di storia a cura di Mario Vigliotti ‘O cellaro Nel corretto italiano la dizione esatta è “cellario”: sta a significare, in generale, una cantina ove si fa o si dispensa il vino. Per antonomasia con lo stesso termine si indicava il monaco o frate addetto alla dispensa, dove si conservava il vino. Nella parlata dialettale, specialmente locale, il termine comunemente usato è “cellaro”, e con esso si definisce più propriamente il vasto locale, al piano strada o del cortile, dove era collocato il grosso torchio in legno, con tutte le altre attrezzature, per la vinificazione. Esso precedeva, quasi come un’anticamera, la profonda grotta vinaria, scavata nel banco di tufo, con una lunga rampa di discesa, formata da gradini nella parte centrale e da due scivoli laterali; questi ultimi servivano per farvi rotolare le grosse botti di legno, mediante doppie funi azionate da un verricello fissato all’imbocco della lunga discesa. In S. Maria a Vico, presso i grossi antichi palazzi, esistono molte grotte vinarie, con relativi antistanti “celIari”; esse venivano scavate dai “cavamonti” per ricavare le pietre di tufo necessarie alla costruzione del fabbricato.

Ma il “cellaro” per eccellenza era quello presso il quadrivio da dove la Via Appia veniva intersecata da nord a sud dalla Via Brecciale e da Via Napoli. Il lato est di Via Appia porta alla Parrocchia (un tempo fiancheggiata da “chioppetelle” e da una processione di grossi pini), il lato ovest va verso la località Grottale. La Via Brecciale viene dalla collina, la Via Napoli è il tratto superiore della vecchia “Cementara”; esso dava il proprio nome alla Piazzetta. Alcuni decenni dopo l’unificazione d’Italia, il sito venne nobilitato con il toponimo di “Piazza Umberto I”, in memoria del secondo Re d’Italia, tragicamente ucciso il 29 luglio 1900 nell’attentato di Monza. Anche se chiamata enfaticamente “Piazza”, il luogo era, ed è tuttora, uno spiazzo, che bastava per la sosta del fruttaiolo con il carrettino, del gelataio, che rinfrescava le gole arse dalla calura estiva, o delle prime automobili. Alle prime luci dell’alba vi confluivano i braccianti, in attesa di un sensale che li indirizzasse al lavoro presso il podere amministrato dal fattore di qualche “signorotto”. Sotto i lampioni, nelle sere d’estate, gli artigiani si riposavano e prendevano il fresco. Gli anziani abitanti del posto ri-

Amore spensierato

(Archivio M.Vigliotti)

cordano sicuramente le cantate notturne di “Pappagone” al chiaro di luna ed i balli di “Sarachiello”, antesignano di Celentano nei suoi movimenti. Una farmacia, una panetteria, un bar, il salone di un barbiere, il tabacchino di Donna Carolina, erano quanto bastava a farne meta obbligata degli abitanti di un’area piuttosto vasta del paese, centro di confluenza di S. Maria di sotto, separata dalla “Parrocchia” dall’altra parte del paese, che gravitava verso Piazza Aragona. Chi faceva una passeggiata dalla Parrocchia in giù, non andava più in là del Cellaio; anzi forse proprio il tabacchino costituiva il punto di riferimento per i pochi studenti del posto, che vi acquistavano le prime sigarette sfuse. Spesso, dopo i furiosi temporali

Il NO all’autotutela si può impugnare Diego Martinisi A mia madre è stato notificato un avviso di accertamento tre mesi fa. Visto che è decorso il termine per impugnarlo, ho pensato di chiedere l’annullamento in autotutela all’ Agenzia delle entrate perché, secondo me, ci potrebbero essere alcuni errori. Qualche giorno fa è pervenuta la risposta con la quale l’Amministrazione ha rigettato la mia richiesta: posso impugnare tale diniego? Il diniego di autotutela è impugnabile davanti alle Commissioni Tributarie a determinate condizioni. E invero, la Corte di Cassazione ha affermato che la risposta negativa all’istanza del contribuente da parte dell’Agenzia delle entrate può essere impugnata solamente per addurre profili di ille-

Genitore defunto e pendenze col fisco gittimità del rifiuto. In particolare i giudici di legittimità hanno ribadito un orientamento ormai consolidato secondo il quale avverso il diniego dell’Amministrazione finanziaria di procedere all’ esercizio discrezionale del potere di autotutela non può essere proposta impugnazione per contrastare la fondatezza della pretesa tributaria. In particolare, il contribuente che chiede all’Amministrazione finanziaria di annullare, in via di autotutela, un avviso di accertamento divenuto definitivo, deve prospettare l’ esistenza di un interesse di rilevanza generale dell’Amministrazione alla rimozione dell’atto. Nel caso di specie, pertanto, il lettore può impugnare il diniego di autotutela soltanto in presenza di evidenti errori commessi dall’ Agen-

zia dell’entrate, non potendo utilizzare tale strumento come escamotage per contestare il merito dell’accertamento.

Genitore defunto e pendenze col fisco Mio padre, purtroppo, è mancato qualche mese fa e ritengo avesse delle pendenze con il fisco. Vorrei sapere come mi devo comportare, insieme agli altri miei fratelli, nei confronti deIl’ Agenzia delle entrate. Devo comunicare qualcosa? In che modo? Occorre, innanzitutto, evidenziare che gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del contribuente. A tal proposito si precisa che si acquisisce la qualità di erede sol-

Leggiamo, su una pagine internet del comune di Arienzo, che “…Nella chiesa (di Sant’Agostino) è stata riportata di recente l’antica statua della Madonna del Soccorso, venerata nel vecchio castello di Arienzo. Scolpita in legno nel XV secolo, quasi con certezza in una bottega affiancata a Pietro e Giovanni Alemanno…”, come pure sul sito della Pro Loco dello stesso Comune, che: “… Nella chiesa è stata riportata di recente l’antica statua della Madonna del Soccorso,venerata nel vecchio castello di Arienzo”, ed ancora,”… Nella chiesa è stata riportata l’an-

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tica statua della Madonna del Soccorso, venerata nel vecchio castello di Arienzo. Scolpita in legno nel XV secolo in una bottega che lavorava per Pietro e Giovanni Alemanno”, si può leggere nella pagina dell’Associazione Storico Culturale Sant’Agostino, sempre di Arienzo. Il Barone Gaetano Colletta, nella sua relazione del 1837 scrive che “…narra la storia (?) che nel 1256 il popolo di Arienzo venerava la Vergine del Soccorso…” e, solo per non tirarla alla lunga, nella Guida d’Italia, Campania, del Touring Club Italiano Ed. 1981, a pag. 297, leggiamo che “ :... Madonna del Soccorso, statua lignea Prodotti siderurgici, Ferro battuto, Ferramenta per ferro e alluminio, Policarbonati, Pannelli coibendati, Macchine utensili, Porte blindate, Infissi prodotti finiti, Pvc, Legno, Alluminio, Persiane blindate, Zanzariere

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tanto con “accettazione dell’eredità. Senza la qualifica di erede nessuno può essere obbligato a pagare i debiti tributari di soggetti defunti. E opportuno, inoltre, ricordare che gli eredi non rispondono delle eventuali sanzioni irrogate al de cuius, giacché intrasmissibili. Per quanto attiene agli aspetti pratici il lettore dovrà comunicare all’Agenzia delle entrate, anche tramite raccomandata con avviso di ricevimento, le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale. In caso di omissione di tali adempimenti, gli atti intestati al de cuius potranno essere notificati impersonalmente e collettivamente nell’ultimo domicilio del defunto. A seguito della morte del contribuente, tutti i termini pendenti o in scadenza entro quattro mesi dall’evento, compresi il termine per la presentazione della dichiarazione e il termine per ricorrere contro eventuali accertamenti, sono prorogati di sei mesi. il castello che fu distrutto da Re Ruggiero (il normanno) , alla vigilia del suo rientro in Sicilia, nel 1135. La popolazione di quel castello, scese a valle e edificò , tra il 1135 e il 1154, la Terra Murata. La chiesa di Sant’Agostino affonda le sue radici certamente tra il XIII e il XIV secolo come documenterebbero i resti degli antichi affreschi della Vergine con Bambino e Santo Vescovo ma, quello che a noi interessa, è che il culto della Vergine del Soccorso nacque a

Arienzo: Statua Madonna del Soccorso non prima del 1306 Domenico Guida

estivi, da Via Brecciale veniva giù, provenendo dai valloni collinari, una lava d’acqua fangosa, che si dirigeva verso la Cementara; essa costituiva per qualche ora una barriera divisoria tra la Via Appia; si divertivano a saltarla, con acrobatici salti, i baldanzosi giovanotti del paese: essi trovavano l’occasione di dare spettacolo della propria agilità alle ragazze che, “passata la tempesta”, curiosavano nei dintorni. Fu la piazza sede dei primi infuocati comizi del 1946 e poi del 1948, che videro nascere contrasti e fazioni, tra chi parteggiava per “Baffone” e chi per la “Croce”. Da allora molte cose sono cambiate, attigua c’è una grande piazza, ma la zona per gli amici e i frequentatori è rimasta ‘o cellaro

del sec. XVI “ che secondo alcune fonti (?) la statua sarebbe invece più antica e sarebbe stata venerata nel Castello di Arienzo prima della sua distruzione ad opera dei normanni.” La statua quindi, a seconda di chi scrive, sarebbe del XIII, poi del XV e infine del XVI secolo; Approssimazione e confusione, altro non si attinge da queste indicazioni. Semplificando il tutto e, procedendo con ordine, possiamo dire che: Sul monte Argentarium, c’era

Palermo nel 1306, quando al padre agostiniano Nicola la Bruna, in punto di morte, apparve la Ma-

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Io non voglio saper quel che ci sia sotto la chioma al bacio mio donata e se nel bianco sen, ragazza mia, tu chiuda un cuor di santa o di dannata. Che cosa importa a me se una bugia tra una promessa e l’altra t’è scappata? Che cosa importa far l’anatomia a quell’ora d’amor che tu m’hai data? Non cercherò se dentro al vin bevuto ci fosse qualche droga forestiera: il tuo vino era buono e m’è piaciuto. Io non voglio saper quanto sei casta, ci amammo veramente un’ora intera, fummo felici quasi un giorno e basta. Lorenzo Stecchetti (1845-1916)

------------------------------------------------------------Al “vescovo” di Acerra (anni 75 e mesi 5), che in barba al Canone n.401/1 del Codice di Diritto Canonico, (Vaticano compiacente), dice nei fatti: Hic manebo optime (A ccà nun me movo!). “In vesta di pastor lupi rapaci si veggion di qua su per tutti i paschi (le diocesi): o difesa di Dio, perché pur giaci?” (perché non vieni in aiuto?). Dante Alighieri, Paradiso, Canto XXVII - 55/57)

“Chi fugge il giudizio (ancor peggio il confronto, il dialogo) dimostra essere colpevole!” (Fatetur facinus, quisquis iudicium fugit. Publilio Sirio, sec. 1 a.C.)

NATURA, AMBIENTE, DENARO “Custodire e coltivare la terra” (Genesi 2, 15) “Quando l’ultimo albero sarà stato tagliato, l’ultimo animale abbattuto, l’ultimo pesce pescato, l’ultimo fiore avvelenato, allora ci accorgeremo che il denaro non si può mangiare”. - Meditiamo tutti, applichiamo e facciamo sapone! _______________________________

Nuovi nonni per nuovi nipoti La gioia di un incontro “I nonni sono persone con l’argento nei capelli e l’oro nel cuore” “La sintonia che unisce nonni e nipoti fa convergere i loro sguardi verso un futuro incontaminato, carico di attese e di possibilità. Accanto ad un bambino che cresce non c’è posto per la vecchiaia” Silvia Veggetti Finzi dre di Dio, che lo guarì dal male. La Madonna chiese al monaco di rendere pubblico il miracolo e di essere invocata come ‘Signora del Soccorso’. Da allora gli agostiniani ne promossero il culto e collocarono statue della Vergine del Soccorso nelle chiese dei loro monasteri. Questo significa che la nostra statua NON poteva essere venerata sul vecchio castello ed essere poi scesa, in piano, dopo la sua distruzione perché, il suo culto nacque ben 156 anni dopo la data indicativa della costruzione della Terra Murata di Arienzo. L’attribuzione della statua alla bottega di Pietro e Giovanni Alemanno, l’apprendiamo dal catalogo della Mostra delle Sculture Lignee Campane (Napoli 1950) curata da Raffaele Causa e Ferdinando Bologna, dove si legge anche che: “…non si espone alla mostra perché fatta irriconoscibile da un recente rifacimento” e infatti, la sua pesante ridipintura in oro fa stentare ogni suo probabile riconoscimento stilistico. Ci si chiede però, se la statua, per il suo “recente rifacimento” è “irriconoscibile”, come la si accosta alla bottega di Pietro e Giovanni Alemanno, padre e figlio, scul-

tori di provenienza nordica, tra Francia e Germania, e noti a Napoli per il Presepe della Cappella di Jaconello Pepe in San Giovanni a Carbonara, commissionato nel 1478 e terminato nel 1484? L’interrogativo appare legittimo se, alcuni anni dopo la mostra napoletana, Francesco Abbate, nella sua Storia dell’Arte nell’Italia Meridionale, Il Sud angioino e aragonese (1998), agli Alemanno NON accosta la statua di Arienzo, e quando, di Arienzo parla, lo fa solo per il sepolcro di Giovannella Stendardo opera di Pietro da Milano. La scultura, che mostra la “rozzezza dei tempi” , come sostiene nella sua relazione Gaetano Colletta, denota la sua antichità e, la compatta struttura dell’insieme, la sua concezione lineare e verticalistica e la sua rigidità non ci dispongono ad essere benevoli verso l’ipotesi di opera del XVI secolo. Solo un restauro degno di tale nome e analisi mirate sul manufatto potrebbero restituirci la vera immagine della nostra Madonna del Soccorso, permettendone una sua datazione ed una classificazione artistica stilistica perché, nello stato in cui si trova, non potrà mai raccontarci niente della sua storia.


Ottobre 2012

Valle di Suèssola

Come guarire dalla depressione Carmela Fico La depressione è considerata la malattia del secolo; secondo gli scienziati, entro il 2020 sarà la malattia più diffusa al mondo ed è chiamata anche malattia della volontà, perché la annulla. Tristezza, cattivo umore, mancanza di gioia: questi sono alcuni dei sintomi che l’accompagnano, una malattia reale, ma al tempo stesso soggettiva. Pensieri bui, affrontare il giorno neanche a pensarci e perfino le più piccole difficoltà diventano insormontabili, perfino andare a fare la spesa, a pagare le bollette diventa un’impresa per chi si sente una nullità. C’è l’angoscia, la perdita d’interesse per tutte le cose; una sofferenza struggente che impedisce di vivere normalmente o perlomeno in maniera accettabile. “Chiedete ai cinesi se si sentono depressi e per lo più non capiranno neanche cosa vuol dire quella parola”. Depressione è non aver voglia di niente, non desiderare niente, essere incapace di provare piacere e soddisfazione; si sente stanco di rivestire i soliti ruoli; è un soggetto noioso, pessimista alla continua ricerca di conforto, di es-

sere capito (per poi sentirsi peggio di prima) o al contrario chiuso nel proprio malessere. Se parla, si lamenta. Ma la depressione può essere affrontata da un punto di vista cristiano. Come? La depressione ci porta a scendere, ad inoltrarci in una buca dalla quale è difficile risalire; ma quando cadiamo in una buca e qualcuno ci tende una mano, ecco, solo allora possiamo uscire dalla buca! Chi soffre di depressione non riesce a “tirarsi su da solo” e stare meglio; è un tunnel dal quale è difficile uscirne! Ma con assoluta certezza posso dichiarare che c’è una Persona che è in grado di risolvere in modo definitivo: Cristo Gesù, Colui che può ogni cosa. Dio può guarire ogni malattia, bisogna solo riporre tutta la fiducia in Lui, e dove gli altri non possono, Lui solo può raggiungere le profondità del tuo cuore, dove nessuno può arrivare, dove nessun medico può leggere. Ancora oggi Egli non esita a chiedere a chi soffre: “Cosa vuoi che Io ti faccia?” (Marco 10:51). Si aspetta solo un’esplicita dimostrazione di fiducia da parte tua. Il depresso non ha pace, cerca e desidera la pace, ma Gesù è la

Email: chiesaevangelicasmav@hotmail.it cell. 333. 2792848 Face book: Chiesa Evangelica Santa Maria a Vico dalla prima pagina

Successo del Festival delle Corti

Centro Studi valle di Suessola, e l’Associazione Il Risveglio, ha organizzato un fitto susseguirsi di eventi che hanno concentrato l’attenzione sulla storia del territorio suessolano, dando l’occasione di ricordare e di scoprire le bellezze archeologiche, le tradizioni, le ricchezze di questo territorio. Sono stati riportati alla luce e aperti al pubblico luoghi importanti e suggestivi, memoria viva e concreta di un passato che, per una sera, è sembrato meno oscuro e lontano. L’atmosfera delle vecchie masserie e di alcune antiche residenze signorili ha fatto da scenografia al lavoro di artisti, storici, scrittori. Il Festival si è aperto con la collaborazione con la Scuola Media di Cancello Scalo, a voler sottolineare l’importanza di riuscire a passare il testimone della conoscenza storica nostrana nelle mani dei più giovani, perché attraverso di loro possa continuare ad essere conservata, custodita, divulgata. Un laboratorio creativo, dal 26 al 30 Giugno, ha dato agli studenti l’opportunità di stabilire un contatto diretto con le proprie radici, occupandoli in un lavoro di sartoria, con taglio, cucitura e decorazione stoffe, per far nascere dalle loro mani le tende dell’accampamento romano stanziatosi nel 216 a. C. a Cancello Scalo. La cultura ha rappresentato svago e divertimento nella serata dei Giullari di Corte, con la messinscena di ambientazioni comiche

della tradizione campana a cura di Alfredo Tucci, Antonio Pappagallo, Nunzia Fiorellineto, Paola Puzone, Matteo Piscitelli, Alfons o Sgambato, la lettura di d e t t i , aneddoti e racconti della cultura suessolana interpretati da Angelo Borzillo, Angela Cimmino e Maria Perrotta. Nel rievocare il passato, però, non si è mai perso il contatto con il presente, come durante la Serata d’Autore, quando è stato consegnato un simbolico Premio della Speranza alla preside Eugenia Carfora, al regista Giuseppe Costantino, al fisioterapista Ermino Massa, al Centro studi Valle di Suessola, all’Archeoclub di Acerra, al sociologo Carlo Petrella, alla famiglia Liparulo, a Maria Perrotta; chi oggi svolge un ruolo importante per il territorio suessolano, accendendo un fiammifero, di speranza appunto, nel buio da cui spesso ci troviamo circondati. Quando si parla di cultura, radici e tradizioni, non si può non parlare anche di amore: una serata molto particolare ha rivissuto antiche storie di amore di uomini e donne delle Valle di Suessola, accompagnando il racconto con il canto lirico del soprano Antonella Piscitelli, il pianoforte con la pianista Imma Perrotta Ferrara e il tango argentino con Simona Trani e Enzo Mocerino. Durante un altro evento la magnolia di 260 anni del cortile di un palazzo storico di San Felice ha

soluzione: “Vi lascio la pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti” (Giovanni 14:27) Forse sei stanco di questa vita, ti senti incompreso, solo, dimenticato, trascurato. “Getta su Dio il tuo peso ed Egli ti sosterrà” (Salmo 55:22). “Qualora mio padre e mia madre mi abbandonino, il Signore mi accoglierà” (Salmo 27:10). Rivolgiti a Dio con tutto il cuore, leggi la Bibbia che è la Parola di Dio, così comprendi e realizzi che Dio è al tuo fianco, che si interessa a te e che è pronto a risolvere ogni tuo problema. Se sei stato deluso da questa vita, da qualcuno, sappi che Dio non ti deluderà mai. Il primo e più importante passo per vincere la depressione e qualsiasi malattia è accettare Gesù come personale Salvatore; non si può vincere la depressione senza l’aiuto di Dio. Sai perché? Perché Gesù ha detto: “Senza di me non potete fare nulla”: (Giovanni 15:5). Se vuoi la vittoria definitiva sulla depressione, devi cominciare con l’invitare ed accettare Gesù nella tua vita. Solo allora puoi dire: “Sono guarito, sia nell’anima che nel corpo!”. Rifletti...

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dalle famiglie...

2 ottobre SS. Angeli Custodi Auguri a: prof. Angelo Borzillo prof.ssa Angela Zaza Angelo Carfora (cantante) Angelo De Lucia (Arienzo) ing. Angelo D’Addio 13 ottobre sant’ Edoardo Auguri a: Edoardo Schettino

19 ottobre santa Laura Auguri a: sig.ra Laura Caporaso, Laura Savinelli (Ribellina volley)

Il 14 ottobre Manuel Guida ha spento la sua settima candelina. Auguri dalla sorellina Fabiana, dai cugini Francesco, Marco, Vincenzo e Giuseppe

Chiesa Cristiana Evangelica Via Appia, 462 SANTA MARIA A VICO parlato, per bocca dell’attore Fabrizio Giacomazzi, delle vicende storiche che l’hanno vista protagonista, con l’alternarsi delle melodie dei canti partenopei, magistralmente interpretati da Maria Fucci Oliviero, con l’accompagnamento al pianoforte del maestro Enzo de Lucia. Le serate sono continuate con altra musica, altre location, come il Quartetto d’archi “Pergolesi” con i violinisti Ondina Furnari e Ferdinando De Simone, la viola di Concetta De Felice ed il violoncello di Filippo Siano, che ci hanno eseguito melodie memorabili, attraverso una formula accattivante di lezione–concerto. Distribuito lungo il periodo estivo, sono state effettuate cinque visite guidate a tema, con la guida di don Ciccio Perrotta e dell’Archeoclub di Acerra, verso i più importanti luoghi della Valle: Il Parco Archeologico di Suessola, I Monti Sacri, la Terra Murata di Arienzo, le Corti Longobarde, il Casale di San Felice. P e r concludere con la rivisitazione d e l l ’A c campamento di Castra Marcelli, n e l l a piazza della frazione Cancello, con tanto di tende romane, figuranti, cavalli e visite guidate con storici ed archeologi. La partecipazione agli eventi è stata larga e l’entusiasmo trasmesso fa ben sperare che il Festival non termini nel 2012. E’ stato senz’altro raggiunto lo scopo prefissato dall’ideatore e direttore artistico della rassegna, il prof. Enzo Gagliardi, e quanti hanno

4 ottobre S. Francesco d’Assisi Auguri a: Francesco Iadaresta (Aris) Franco Nuzzo fu Alfonso Franco Nuzzo di Vincenzo mons. Francesco Perrotta, Francesca Ferrara (Casazenca) Francesco Gioia, prof. Franco Zimbardi, prof.ssa Franca Finizio, prof.ssa Franca Guarini, prof.ssa Franca Cangiano, prof.ssa Franca Passariello 20 ottobre sant’Irene Auguri a: sig.ra Irene Martone in Dogali dott.ssa Irene Giannatempo dott.ssa Irene Caliendo

7 ottobre B. V. del Rosario Auguri a: prof.ssa Rosaria Liguori sig.ra Rosaria (Azzurro Sport) Rosario Saccone, prof. Rosario Crisci 10 ottobre San Daniele Auguri a: Daniele De Lucia, Daniele Dogali (Fa Re Musica) Daniele Gioia 15 ottobre Santa Teresa d’Avila Auguri a: sig.ra Teresa Martone 21 ottobre sant’Orsola Auguri a: Orsolina (Chiesa di Messercola)

Il 13 settembre la casa di Tatiana Papa e Salvatore Clemente è stata allietata dalla nascita del loro primogenito a cui è stato posto il nome di Giuseppe. Auguri da zio Vincenzo Grauso, zia Teresa, dai cugini Francesco e Marco, Vincenzo, Manuel e Fabiana

24 ottobre Fino a poco più di quarant’anni or sono il 24 ottobre si festeggiava l’arcangelo Raffaele. La Chiesa Cattolica, nel riordinare il calendario alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, spostò questa festa al 29 settembre mettendo insieme tutti e tre gli arcangeli menzionati nella Bibbia e cioè: Michele, Gabriele, Raffaele. Ma ci sono uomini e donne di nome Raffaele, Raffaella che preferiscono festeggiare il loro onomastico il 24 ottobre. Auguri, dunque, a tutti coloro che festeggiano oggi, come sig.ra Raffaelina Nuzzo in Schettino, sig.ra Raffaela Crisci in Saccone, Raffaele Migliore (imprenditore, Piedarienzo),

Laurea Fernanda Picozzi Il 9 ottobre, alla Seconda Università di Napoli a Caserta, facoltà di medicina e chirurgia, si è brillantemente laureata

Fernanda Picozzi di Ferdinando e di Maria D’Addio. Auguri alla nea dottoressa dai genitori, dai familiari tutti e dal giornale Valle di Suèssola

Il 1° settembre hanno coronato il loro sogno d’amore nella chiesa di S. Michele Arcangelo in Alife Enzo Di Nuzzo e

Carmela Bisceglia Auguri dal nostro giornale

Congratulazioni al neo dottore Luigi Di Nuzzo per la laurea conseguita con determinazione in scienze motorie! Auguri da Giuseppe Di Nuzzo e Carmela Piscitelli

Il 14/10/2012 Vincenzo Pirozzi e Maria Grazia Porrino hanno festeggiato il loro 50° di matrimonio circondati dall’affetto dei figli Antonietta, Antonio, Rosa, dal genero Antonio e parenti tutti. La funzione religiosa si è svolta nella chiesa parrocchiale di San Nicola Magno in Santa Maria a Vico ed ha officiato il sacro rito Don Carmine Pirozzi.

Il Codacons vince, TeleTu paga

Visita al parco archeologico di Suèssola sostenuto concretamente la realizzazione, in modo particolare al presidente del Risveglio, Gennaro Affinito; don Ciccio Perrotta, Giuseppe Magliocca, Rosa Natriello, Biagio Perreca, Francesco Pezzullo, Giovanni Testa, Michele Affinito, Cuono Pannella, le famiglie Auriemma, Izzo, Piscitelli e Iadaresta, che ci hanno gentilmente ospitati nei loro cortili, con tanta disponibilità e generosità. Un grazie ai tanti genitori che hanno colto l’importanza degli eventi ed hanno accompagnato i loro figli, alla scoperta delle ricchezze storiche del territorio e alle serate artistiche.

Per bambini, studenti ed adulti

da pagina 1 societa’ telefonica TeleTu. Subito il Codacons si attivava, e dopo un inutile tentativo di conciliazione/medizione, l’avv. Michela Izzo iscriveva presso il Giudice di Pace di Arienzo con atto di citazione il giudizio contro la TeleTu. E solo con questo atto costringeva TeleTu a più miti consigli. Infatti la stessa TeleTu, senza neanche far iniziare il giudizio, offriva al Codacons in favore del sig. Mauro Nicola lo storno di tutte le fatture e la cifra di euro 600 a tacitazione dei danni recati all’utente o Nicola Mauro. Questo è solo un semplice caso che giornalmente il Codacons risolve a favore dei cittadini di questa terra, che sempre con piu’ fiducia stanno imparando a conoscere il

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Valle di Suèssola

Erminia Iadaresta Di anni 52, deceduta il 30 gennaio 1898, benefattrice del Comune di Santa Maria a Vico, a cui ha donato un complesso di beni del valore di lire centoundicimila equivalente a circa cinque milioni di euro di oggi, per la costruzione anche dell’asilo infantile nella nostra cittadina - La Commissione Comunale per la Toponomastica nel 1996 propose di intitolarle una strada, di fronte al nuovo asilo Iadaresta, per ricordarla il centenario della nascita. Il 26 ottobre di centouno anni fa fu “ aperto” l’asilo infantile da lei fortemente voluto, e vi furono “ammessi i bambini poveri” “L’anno 1898, addì 30 di gennaio a ore anti meridiane dieci e minuti dieci nella Casa Comunale. Avanti a me Balletta Giuseppe Segretario Comunale delegato dal Sindaco con atto del dieci volgente mese debitamente approvato, Uffiziale dello Stato Civile del Comune di Santa Maria a Vico, sono comparsi Basilicata Pio, di anni settanta, contadino domiciliato in Santa Maria a Vico, e Basilicata Antonio, di anni trentacinque, contadino domiciliato in Santa Maria a Vico quali mi hanno dichiarato che a ore antimeridiane cinque e minuti trenta di oggi nella casa posta in Via Appia al numero quarantotto, è morta la Signora Iadaresta Erminia, di anni cinquantadue, proprietaria, residente in Santa Maria a Vico, nata in Cervino dal fu Signor Vincenzo, proprietario, domiciliato in vita in Santa Maria a Vico, e dalla fu Signora Mancini Clementina, civile ... Moglie in seconde nozze del Signor Fontana Salvatore. A questo atto sono stati presenti quali testimoni De Luca Giuseppe fu Vincenzo di anni settanta, possidente, e Migliore Raffaele fu Marco di anni trentanove, possidente ambi residenti in questo Comune“. Questo è l’atto di morte, di una

delle poche benefattrici del nostro Comune, che è registrato nel volume del 1898/99 presso il competente ufficio comunale. Abbiamo

voluto trascrivere, quasi per intero, questo documento ricordando a tutti questa benefattrice che, due giorni prima di “volare in cielo”, volle lasciare alla confraternita di Carità del Comune di S. Maria a Vico un “ingente patrimonio”. Nel 1996, l’allora Commissione Comunale per la toponomastica cittadina (composta da Aceto Gaetano, Guida Domenico, Morgillo Alfonso, Perrotta Francesco, Savi-

no Pasquale) propose al Consiglio Comunale santamariano l’intitolazione di una strada, quasi di fronte all’asilo Iadaresta, per ricordare

questa “nobile figura di donna”. Ma quella proposta cadde nel vuoto e da allora nessun altro consiglio comunale santamariano si è ricordato di questa benefattrice. Ma quando era nata la signora Erminia Iadaresta? Purtroppo al Comune di Cervino, dove era nata, mancano i volumi dell'anagrafe relativi ai primi sessant'anni dell'Ottocento. Il funzionario dell'ufficio ci ha comunicato che, probabilmente, la Casa Comunale fu "vittima" di un incendio ai tempi in cui, da quelle parti, primeggiavano i briganti e, quindi, molti documenti andarono perduti. Ma nella chiesa parrocchiale di Maria SS. delle Grazie, sempre a Cervino, siamo riusciti a "scovare l'atto di battesimo" che così recita: "A dì 22 gennaio 1845, io qui sotto ho battezzato una bambina nata a 20 gennario del detto alle ore cinque dai Signori Coniugi D. Vincenzo Iadaresta e D. Clementina Mancini. Il nome: D. Erminia, Francesca, Alfonsa, Maria. La commara ed ostetrica..... Il Parroco Don Michele Arcangelo Piscitelli". Abbiamo notato che, probabilmente, la famiglia di Erminia Iadaresta era una famiglia nobile, perché nel suddetto libro dei battezzati il nome "Erminia..." è preceduto da una D.; anche il nome del proprio genitore e della propria mamma è preceduto da una D. Non sono preceduti da alcuna D gli altri nomi della pagina. Erminia Iadaresta aveva quattro nomi: Erminia, Francesca, Alfonsa, Maria. Ebbene, non era questo "vezzo", quest'abitudine ad avere più nomi una caratteristica dei "signori"? O.P.

Raccolta differenziata - Provincia: 72 Comuni sotto il 50% Solo 18 superano il 50%, tra questi Arienzo, San Felice e Santa Maria a Vico - I dati del Comune di Cervino non sono pervenuti all’Osservatorio Regionale sui Rifiuti. Nel DNA degli abitanti di moltissimi Comuni casertani c’è l’ immondizia, la sporcizia in tutti i sensi San Felice a Cancello è il primo Comune della provincia di Caserta con la percentuale del 55,9% nei Comuni che superano i 15.000 abitanIl rifiuto NON è un problema ti Il rifiuto è un problema sociale, gestito da agenti economici e sociale, ma un valore aggiunto Santa Maria a Vico, che ha circa 14.500 abitanti, ha raggiunto la da interessi conosciuti, e come tale della società civile e come tale percentuale del 55,9%. dovrebbe essere considerato dalè considerato dalle pubbliche amAnche Arienzo, circa 5.200 abitanti, con il 53% ha superato il limite le pubbliche amministrazioni e da- minimo di raccolta stabilito dalla legge 1 del 2011 e fissato per il 2011 al ministrazioni e dagli utenti. A) La separazione del rifiuto co- gli utenti. 50%. A) La separazione del rifiuto da stringe l’utente a districarsi tra buI dati di Cervino non sono pervenuti all’Osservatorio Regionale ste e contenitori di diversi colori per parte dell’utente non è necessaria, Il Comune più virtuoso: Valle di Maddaloni con il 65%. salvo specifico interesse sociale, effettuare una raccolta differenziaConsentiteci delle osservazioni. Ciò che deve essere un dovere, un ta multimateriale in quanto gli in- in quanto il modulo di gassificazio- obbligo di tutti noi viene fatto passare per merito. ceneritori smaltiscono solo una ne realizza lo smaltimento finale A che punto siamo arrivati! Come può migliorare la provincia di Cadella totalità del conferito. parte dei rifiuti. serta! Come siamo lontani anni luce dalla civiltà! Di chi la colpa? Delle B) La consegna diretta oppure istituzioni o dei cittadini? B) Le aziende incaricate della raccolta dei rifiuti devono dotarsi di la raccolta porta a porta effettuata Da circa dieci anni esortiamo le istituzioni a prendere in consideraziocostosi camion compattatori per più volte al giorno, sono da prefe- ne di risolvere una volta per sempre il problema (per loro) dei rifiuti. E’ ridurre le ingenti spese di traspor- rire alla tradizionale poiché oltre stato proposto ed offerto gratuitamente ad ogni Comune della Valle to dai cassonetti e/o dai centri di che più economiche consentono di Suèssola un impianto unico nel suo genere: il gassificatore. Solo raccolta fino al luogo di conferi- un minor tempo di stazionamento Arienzo ha risposto. dei rifiuti. mento dei rifiuti. A sinistra sono evidenziate le caratteristiche del Gassificatore e C) Lo smaltimento finale dei ri- dell’Inceneritore e/o Termovalorizzatore (quello che sta ad Acerra). C) Lo smaltimento parziale dei rifiuti urbani compattati e trasferiti fiuti avviene nello stesso luogo di Non confondete il Gassificatore con il Rigassificatore. giornalmente con mezzi pesanti, origine, impiegando piccoli impianti è un impianto che permette di avviene in un impianto centralizza- modulari, evitando così le azioni di to, più o meno equidistante dagli compattamento e spostamento riportare un gas, trasformato in liquido per il trasporto su nave, con mezzi pesanti. Enti Locali produttori. allo stato aeriforme, quindi non ha nulla a che vedere con il D) I moduli di gassificazione delD) Inceneritore, termovalorizzagassificatore. Onorati Pasquale tore, discarica e compostaggio, la classe Aurora sono in grado di tecnologie e know how conosciuti smaltire senza emissioni qualsiasi in quanto: il primo immette porche- tipo di rifiuto e di affrontare rie nell’aria, il secondo è il primo conferimenti fraudolenti di misceche ha cambiato nome, il terzo ac- le formate da rifiuti urbani pericocumula porcherie in un solo posto losi e speciali. Grazie alle speciali e l’ultimo le sparge dapperttutto. attenzioni progettuali sono inoltre srl Gli inceneritori sono sempre peri- esenti da rischio d’inquinamento telefax 0823. 753306 colosi, anche senza effetti esplo- anche in caso di effetti esplosivi Specialità alimentari delle migliori marche 0823. 330529 sivi dovuti ad incidenti od azioni dovuti ad incidenti od azioni terroristiche. Via Napoli, 188 - PONTI ROSSI - San Felice a Cancello terroristiche.

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da un bosco”

C’è una piccola zolla di terra, nel cuore di Suèssola, poco lontana da qui; non è un bosco, ma tutti anticamente e ancora oggi la chiamano “Il bosco...”. Qui nascono le Lettere da un bosco del sociologo dott. Carlo Petrella Caro Vescovo, io so bene che voi non potete essere contento di quello che scrivo. Avete le vostre ragioni, che io rispetto. Ma ognuno deve cantare la sua canzone. Io, quando scrivo, mi racconto. Racconto i miei tormenti e dico la mia fede. Non affermo i principi, non amo i principi, a volte grido i miei dolori, le mie paure. Manifesto la voglia di dare concretezza alla fede. Sono ossessionato da quel terribile mistero dell’Incarnazione. Un Dio diventa carne. Un Dio! Caro vescovo ho voglia di “carne”, “di pelle”. Sono allergico alle distinzioni, alle parole. Mi affascina quella raccomandazione evangelica: “Il vostro linguaggio sia sì sì, no no”. Quello che dico e scrivo, a volte è esagerato. Ma non è eretico. Eccellenza, io sono qui, in questo bosco. Insieme con 10 drogati, da venti anni. La mia è una esperienza umana e profondamente cristiana. Ogni giorno, per vivere, cerco alleanza tra la gente. Soprattutto tra quelli che credono. Da loro mi aspetto entusiasmo, aiuti, coraggio. Caro Vescovo, non è così. C’è un minimalismo nei riguardi della Locanda che mi ferisce ed è troppo evidente. “Tanto quanto basta”, per non apparire separati e lontani. C’è un fronte di sacerdoti che non condivide e spegne gli amori. Ci siete voi, con le vostre mediazioni e con i vostri inviti a fare silenzio, a non dire, a non rompere. Eccellenza, sono stanco. Troppe energie per inventare equilibrismi inutili e dannosi. Questo luogo non può sopravvivere con i nostri tiepidi amori. L’amore tiepido non è amore. O c’è voglia di Locanda o c’è rifiuto. Caro vescovo,deve essere un rifiuto trasparente, visibile. Io sono contento del parroco di S. Felice a Cancello che si rifiuta di vendere i carciofi, davanti alla sua chiesa. Io sono contento del parroco di S. M. a Vico, don Carmine Pirozzi, che non vuole La Locanda in sala durante la festa della Scuola. Io sono contento delle Suore Palladino di Acerra che dicono di non poter dare il salone per la serata della Locanda. Io sono contento quando il vostro Vicario non perde occasione per dire cose sconce sulla Locanda. Io sono contento di don Luca che nel giorno della festa della sua chiesa manda l’unità mobile della Locanda nel lontano parcheggio. Caro Vescovo, la trasparenza è un valore. Spesso lo dico ai ragazzi della Locanda. Un ragazzo trasparente è guarito. Un ragazzo topo è ancora drogato. Eccellenza sono stanco dei topi. Caro Vescovo, non possiamo difendere i topi. Se ci sono cattolici che non condividono il mio impegno o la mia terra, lo devono dire, dichiarare. Non devono nascondersi. Mi devono dimostrare come si può credere in Dio e non amare questa terra. Voi un giorno diceste che gli ultimi, ed i drogati sono gli ultimi, sono il sacramento di Dio. Eccellenza, io vi chiedo di essere coraggioso fino in fondo. La Locanda è molto più importante della Vostra Cattedrale, delle vostre parrocchie. Perché La Locanda è la continuità della grotta di Betlemme e della casa di Nazareth. E come questi luoghi va amata e va aiutata, senza limiti. Carlo Petrella

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Valle di Suèssola

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Calcio - Il San Marco a -3 dalla vetta. Pallavolo - Al via la Serie C maschile Real San Felice: un punto speranza a Villa Il 3 novembre anche la Serie D femminile Literno. Virtus Talànico e Costa in 2a ctg Clemente Ferrara Due pensatissime battute d’arresto del Real San Felice, 8-2 a Qualiano e 0-3 in casa contro il Sant’Arpino fanno correre ai ripari la società. E non basta il punticino racimolato contro il Villa Literno, ultimo in classifica. Il San Marco Trotti, dopo la vittoria interna contro il Vitulazio per 4-2, si fa battere fuori casa dall’Atletico Bosco per 3-0, ma ritorna alla vittoria sconfiggendo la Puteolana per 3-2. Sta per inziare anche il campionato di 2 a categoria. La Virtus Talanico, dopo la felice esperienza dell’anno scorso terminata nella sconfitta agli spareggi per la promozione in prima categoria, quest’anno è intenzionata a fare un campionato d’avanguardia ed ottenere il tanto agognato salto di categoria.

Nella frazione Costa di Arienzo hanno deciso di continuare il calcio dopo il crack del Real Suèssola, nel 2011/2012 unitosi con il Messercola, e da quest’anno venduto al Vitulazio. Il presidente Angelo Crisci ha allestito una formazione che dovrebbe puntare diritto diritto alla promozione. Prima di tutto ha chiamato a dirigere la squadra mister Patrizio De Lucia e, tutti e due, sono riusciti a tesserare calciatori di serie superiore. Non è facile convincere atleti che hanno disputato campionati di promozione o di eccellenza a scendere di categoria; eppure il Crisci e mister De Lucia ci sono riusciti. Nel frattempo il tifo organizzato costàno si è dato da fare e non ha perso tempo per far sentire il proprio calore ai giocatori. Infatti giovedì 18 ottobre scorso a Cancello

Scalo i ragazzi del presidente Angelo e di mister Patrizio hanno disputato una interessantissima amichevole con il Gladiator, leader del campionato di serie D, del presidente Luce ricevendo attestati e stima per il gioco espresso. Per concludere questa piccola rassegna calcistica delle nostre formazioni, siamo in attesa di informarvi su quanto bolle a S. Maria a Vico. Il Real nella passata stagione, con la direzione di Antonino De Matteo e di mister Pasquale Crisci, ha mancato di poco la promozione dalla terza alla seconda categoria. Il titolo è stato vinto da Valle degli Archi di Valle di Maddaloni lasciando l’amaro in bocca ai santamariani che, a poche giornate dal termine del campionato, inflissero una sonora batosta ai vallesi. A tutti: buon calcio senza farsi male...!

Dai campi di battaglia: 1915 - 1918 “Ricordare, ricordare, ricordare ... e non per tenere in allenamento il cervello...”

Mostra fotografica Si terrà nei giorni 1,2,3 e 4 novembre prossimo nei locali del Circolo Cittadino in piazza Roma di Santa Maria a Vico, unamostra di fotografie inedite della 1a Guerra mondiale a cura di Mario Vigliotti. Orario: ore 9,00-12,00 e 17,00-20,00

Nozze d’oro 15 ottobre 2012

Giuseppe Nuzzo Giulia Migliacci Auguri dai figli Armando, Gerarda, Rosita, dai familiari e dal giornale Valle di Suèssola. Messercola

Affiliazione Circolo “Carlo Piscitelli” Archiviata per un momento, causa impegni elett o r a l i , I’attività socio-culturale dell’Associazione “dott. Carlo Piscitelli”, la prof.ssa Ippolita Piscitelli si è rituffata nel filone che tanto le sta a cuore. Alla veste di consigliere comunale sta abbinando quella socio-culturale che ben si integra con l’attività preminente di educatrice e responsabile d’Istituto delle Elementari. Soltanto per una questione di tempo non ha ancora ritirato l’affiliazione dell’Associazione di cui è presidente. La richiesta presentata alla Provincia per essere inserita neII’Albo delle Associazioni presentata nel marzo scorso è in via di ufficializzazione e a breve quindi partiranno i vari progetti in cantiere. Particolare non trascurabile dal momento che l’affiliazione all’Albo Provinciale consente l’accesso a contributi di carattere economico per le attività; un supporto importante che permette all’Associazione di essere presente sul territorio con le iniziative programmate e in attesa di essere realizzate. L’anno scorso l’Associazione si è fatta promotrice di manifestazioni

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La vittoria per il rotto della cuffia nella prima giornata di campionato contro il Cercola, per 74-73, non ci aveva illuso più di tanto. I giovani del Santa Maria a Vico sono ancora acerbi per un campionato regionale ostico e prevedibile in cui giocano atleti che hanno militato nelle serie superiori. L’importante è fare esperienza, e su questo siamo d’accardo. La seconda partita è stata disputata a Pozzuoli. Era prevedibile una sconfitta, ma non con un punteggio larghissimo. Nella terza giornata gli atleti del tecnico Gianni Nuzzo hanno osservato un turno di riposo. Il 14 ottobre si è giocato in Via Strettola nella palestra della ragioneria contro la Nuova Folgore Nocera. Gli ospiti presentavano nelle proprie fila ben tre alteti che negli anni scorsi avevavo indossato la casacca bianconera del Santa Maria a Vico, a cominciare dalla corazzata Auriemma. Anche concome “Mercatino, festa di Sant’ Antuono, donazione di vestiario, oggettistica e chincaglieria, sfilata e concorso di mascherine, Morte di Carnevale, cena per gli anziani, ecc.”, con il solo contributo di volontari. Quest’anno ci si augura di poter fare molto di più, sapendo di poter contare anche sull’aiuto dei collaboratori e delle colleghe inseAndrea Piscitelli gnanti. Via Appia, Parco De Lucia telefax 0823. 758184 S. MARIA e-mail: europa1969@libero.it A VICO

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Il 13 ottobre ha preso il via il campionato regionale di pallavolo maschile di serie C. Il centro volley San Marco Cancello ha esordito con una sconfitta per 3-1 contro l’Indomita Salerno. Dopo la conquista del primo set per 25-19, i nostri rappresentanti hanno ceduto il secondo set per 34-32, il terzo per 25-20, il quarto per 25-13.

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26

13/10/12 18.00 21/10/12 18.30 27/10/12 18.00 03/11/12 18.00 10/11/12 19.00 17/11/12 18.00 24/11/12 18.30 01/12/12 18.00 15/12/12 19.00 22/12/12 18.00 05/01/13 18.30 12/01/13 18.00 19/01/13 18.30 02/02/13 19.00 09/02/13 18.00 17/02/13 19.00 24/02/13 18.30 02/03/13 18.00 09/03/13 18.30 16/03/13 18.00 24/03/13 18.30 06/04/13 18.00 13/04/13 18.00 20/04/13 18.00 27/04/13 19.00 04/05/13 18.00

CV S.MARCO-CANCELLO Okite Montesarchio CV S.MARCO-CANCELLO CV S.MARCO-CANCELLO V.B. Stabia CV S.MARCO-CANCELLO Folgore Massa CV S.MARCO-CANCELLO I.T.C. Ceramiche Cicciano CV S.MARCO-CANCELLO Pallavolo Battipaglia CV S.MARCO-CANCELLO Valtelesia volley Indomita Salerno CV S.MARCO-CANCELLO Rinascimento volley Volla Atellana volley CV S.MARCO-CANCELLO Verditalia voley CV S.MARCO-CANCELLO Pol. Cimitile CV S.MARCO-CANCELLO Volley Casalnuovo CV S.MARCO-CANCELLO Olimpia Arzano CV S.MARCO-CANCELLO

Indomita Salerno CV S.MARCO-CANCELLO Rinasciomento volley Volla .Atellana volley CV S.MARCO-CANCELLO Verditalia volley CV S.MARCO-CANCELLO Pol. Cimitile CV S.MARCO-CANCELLO Volley Casalnuovo CV S.MARCO-CANCELLO Olimpia Arzano CV S.MARCO-CANCELLO CV S.MARCO-CANCELLO Okite Montesarchio CV S.MARCO-CANCELLO CV S.MARCO-CANCELLO V.B. Stabia CV S.MARCO-CANCELLO Folgore Massa CV S.MARCO-CANCELLO I.T.C. Ceramiche Cicciano CV S.MARCO-CANCELLO Pallavolo Battipaglia CV S.MARCO-CANCELLO Valtelesia volley

Il 3 novembre prenderà il via anche il campionato di pallavolo femminile serie D. Le santamariane della Ribellina, da quest’anno sotto la guida tecnica di Enzo Valentino, esordiranno a Pomigliano d’Arco. Di seguito il calendario completo con il girone di andata e quello di ritorno.

1 2 3 4 5 7 8 9 11 12 13 14 15 16 18 19 20 22

03/11/12 18.30 09/11/12 20.30 18/11/12 18.30 23/11/12 20.30 02/12/12 18.00 23/12/12 18.00 11/01/13 20.30 18/01/13 20.30 01/02/13 20.30 15/02/13 20.30 24/02/13 18.30 01/03/13 20.30 10/03/13 18.30 15/03/13 20.30 05/04/13 20.30 13/04/13 18.00 20/04/13 17.30 04/05/13 19.00

Ediltutto volley Pomigliano RIBELLINA VOLLEY V.S.Maria Cost.li BN RIBELLINA VOLLEY Gruppo Polisportivo Vallo Libertas Sorrento RIBELLINA VOLLEY RIBELLINA VOLLEY RIBELLINA VOLLEY RIBELLINA VOLLEY Volleytime Casagiove RIBELLINA VOLLEY Monteprato volley RIBELLINA VOLLEY RIBELLINA VOLLEY Russo 2 Pianura Benevemto volley Fortitudo Campagna

RIBELLINA VOLLEY Volleytime Casagiove RIBELLINA VOLLEY Monteprato volley RIBELLINA VOLLEY RIBELLINA VOLLEY Russo 2 Pianura Benevento volley Fortitudo Campagna Ediltuttovolley Pomigliano RIBELLINA VOLLEY S.Maria Cost.li BN RIBELLINA VOLLEY G. Polisportivo Vallo Libertas Sorrento RIBELLINA VOLLEY RIBELLINA VOLLEY RIBELLINA VOLLEY O.P.

Pallacanestro maschile serie C2

Santa Maria a Vico: non sufficienti solo i giovani locali Si spera di non incontrare arbitri imbecilli, che usano due pesi e due misure diversi.

Raffaele Fucci tro il Nocera i ragazzi del presidente Raffaele Laudiero sono stati sconfitti con un largo distacco, ven-

tidue punti. Artefici di tale disfatta sono stati due imbecilli di arbitri che più imbecilli non si trovano, nemmeno a pagarli. Sulla carta i nocerini sembravano più forti, ma - ripetiamo - i due imbecilli hanno usato due pesi e due misure diversi, innervosendo giocatori, dirigenti e pubblico. Sono anni che ripetiamo sulla carta stampata e nelle sedi dove si comanda che opportuno catechizzare gli arbitri e spingerli ad usare il cervello nella direzione di partite, ma i risultati ci dimostrano ampiamente che questi giovani direttori di gara arbitrano ad capocchiam! Allora, invitiamo tutte le società sportive a non partecipare a nessun campionato finché ci sarà questo andazzo! O.P.

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