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LAS VEGAS 2019

Settimanale digitale • Anno 3 • Numero 68 • 11/1/2019

Supplemento settimanale a l’Automobile.

INNOVAZIONE I MOTORI I LIFESTYLE

Ces, a passo lungo. PAOLO ODINZOV ■ Ces 2019: più che Consumer Electronic Show, consumer expert show. Per l’uomo comune, il Salone della tecnologia di Las Vegas è diventato un posto quasi inarrivabile. S’intende, per ciò che riguarda l’effettiva comprensione dei tanti sistemi messi in vetrina dai 4.500 espositori. Tecnologie e derivati di chip e bit hanno fatto passi talmente lunghi dal poter essere realmente capiti nel loro funzionamento soltanto da chi ha una profonda

conoscenza della materia. Anche in campo automotive, l’edizione di quest’anno, in programma dall’8 all’11 gennaio, ha messo in evidenza la complessità del grande cambiamento che sta avvenendo nella mobilità. Intelligenze artificiali e computer stanno pian piano prendendo il posto dell’essere umano per arrivare a quella guida autonoma che presto farà sparire volante e pedali e doterà le vetture perfino di gambe meccaniche comandate da un algoritmo. C’erano una volta le automobili.


AUTO E MOTO

Ces, Las Vegas: a tutto sulla 52 edizione. PAOLO ODINZOV

■ LAS VEGAS – Televisori, computer, robot, intelligenze artificiali, tablet, smartphone e tutto ciò che racchiude in un modo o nell’altro chip, bit e componenti elettroniche: da sempre il Ces Las Vegas, ovvero l’International Consumer Electronics Show, è l’appuntamento più longevo (la prima edizione risale al 1967) e importante al mondo dedicato alla tecnologia di consumo. Dalla guida autonoma ai droni Organizzato e gestito dalla associazione di categoria statunitense Consumer Technology Association è una vetrina unica alla quale da tempo anche i produttori di auto e componentistica hanno scelto di partecipare per mostrare soluzioni e prodotti destinati a evolvere la mobilità. Dai sistemi di guida autonoma, ai più avanzati dispositivi di sicurezza. Dai veicoli elettrici, alle più efficienti motorizzazioni per mettere d’accordo vetture e ambiente e persino velivoli automatizzati, come droni, capaci di trasportare merci e persone eliminando il traffico sulle strade. Il tutto ac2

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compagnato da convegni e tavole rotonde dove discutere e pianificare strategie orientate a ottimizzare e migliorare il modo di spostarsi. Tavole rotonde e modelli nuovi di pacca L’edizione del Ces di quest’anno, in programma dall’8 all’11 gennaio, prevede la partecipazione di 4.500 espositori provenienti da 155 nazioni. Come da tradizione si svolge al Convention Center della città del gioco americana e viene inaugurata per il settore automotive da un incontro con la Segretaria ai trasporti degli Stati Uniti Elaine L. Chao. Sono parecchie le novità che le case automobilistiche e aziende di settore espongono nei rispettivi stand, dando in molti casi al pubblico anche la possibilità di provare le tecnologie destinate a trasformare sempre più le vetture in mezzi che fino a ieri potevano solo essere immaginati, oppure visti in film di fantascienza. Oltre ad approfittare dell’occasione per svelare modelli nuovi pronti a debuttare nelle concessionarie.


Audi Audi espone alla mostra d’oltreoceano un format per sfruttare le potenzialità della guida autonoma e rendere ogni spostamento in auto un’esperienza unica. Grazie alla tecnologia “Immersive In-Car Entertainment” la Casa tedesca rende possibili a bordo delle sue vetture molteplici forme d’intrattenimento, permettendo ad esempio ai passeggeri di vedere film come sul grande schermo con tanto di effetti speciali degni di una maxi sala cinematografica, oppure di fruire di contenuti multimediali in streaming. Bmw Presente anche Bmw che mostra sistemi hi tech e soluzioni di connettività digitale in grado di proiettare l’auto in un’altra dimensione facendola viaggiare sulle strade e nella rete. Questo consentendo ai visitatori di fare un giro virtuale a bordo della futuristica vettura Vision iNext, dotata dell’assistente digitale “Intelligent Personal Assistant”, lungo una installazione sofisticata in realtà mista dove provare un’esperienza virtuale e coinvolgente di ciò che significa guidare in modo autonomo, a zero emissioni e completamente connesso. Il costruttore bavarese mostra inoltre nel padiglione della divisione Motorrad una versione a guida autonoma della R 1200 GS. Bosch Bosch, colosso tedesco della componentistica, svela al Ces un concept elettrico “interfacciato” a una serie di servizi integrati e connessi volti a farne un veicolo per rendere gli

spostamenti non solo meno noiosi ma anche più produttivi, sfruttando singolari piattaforme software. L’azienda di Stoccarda presenta altre interessanti innovazioni come una centralina universale per mettere in comunicazione senza interruzioni i veicoli e l’ambiente. Il sistema sfrutta le tecnologie di trasmissione wireless e Wi-Fi utilizzate nella comunicazione “vehicle-to-everything (V2X)”, indipendentemente dal paese o dal produttore del veicolo. Oltre a soluzioni evolute tra le quali l’orizzonte elettronico, per consentire alle vetture di sapere in anticipo che cosa le aspetta sulle strade determinando la loro posizione esatta. E il sistema “Perfectly Keyless” che impiega gli smartphone come chiavi univoche, non replicabili attraverso processi illegali, per accedere e utilizzare l’auto. Mercedes e Nissan Partecipano al Ces pure Mercedes e Nissan. La Casa tedesca tiene a battesimo nel suo stand l’anteprima mondiale della seconda generazione della berlina compatta CLA equipaggiata con una versione evoluta del sistema di infotainment MBUX: la tecnologia permette all’auto di interagire attraverso comandi gestuali e vocali sfruttando la realtà aumentata per la navigazione. Nissan svela invece la tecnologia “See the Invisible” con la quale provare un’esperienza di guida inedita attraverso mondi connessi, oltre a presentare negli Usa la nuova Leaf Nismo RC: versione da corsa della celebre berlina elettrica equipaggiata con due motori elettrici e trazione integrale. 11 Gennaio 2019 ·

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INNOVAZIONE

È iniziata l’era del robotaxi. EDOARDO NASTRI

Bosch “In futuro tutti i mezzi che circoleranno su strada utilizzeranno i nostri servizi digitali”, ha detto Markus Heyn membro del board di Bosch. La multinazionale tedesca muove i primi passi verso la mobilità autonoma e condivisa e presenta in Nevada un nuovo concept. Basta un tap sul proprio smartphone per prenotare la vettura e pagare il servizio. Oltre al risparmio economico, effetto della divisione della corsa, l’impatto positivo si ha anche sul traffico e sull’ambiente: meno veicoli meno inquinamento. Il veicolo è elettrico ed è in grado, quando necessario, di andare a ricaricarsi da solo. Il prototipo può accogliere quattro passeggeri che troveranno all’interno schermi per la gestione dell’infotainment, una rete wi-fi di bordo e un assistente personale digitale che funziona in maniera analoga a Siri o Alexa.

INNOVAZIONE

■ “Al Consumer Electronics Show di quest’anno, in svolgimento a Las Vegas dall’8 all’11 gennaio, alcuni costruttori mostrano la loro visione sul futuro della mobilità. L’evento a stelle e strisce dedicato alla tecnologia è un appuntamento fisso per molte Case che spesso disertano i Saloni di tipo tradizionale per partecipare ad appuntamenti che attirano un pubblico più ampio e diversificato. D’altronde automobile ormai fa rima con tecnologia. Alcune proposte interessanti di quest’anno sono orientate al mondo dei robotaxi. Secondo le stime di alcune società di consulenza, le navette autonome nel mondo supereranno i 2,5 milioni entro il 2025. I costruttori stanno investendo tempo e risorse per non farsi trovare impreparati e ciò che una volta sembrava un astratto esercizio di stile, oggi appare sempre più fattibile e realizzabile. Waymo, all’avanguardia nel settore, ha già iniziato a fine 2018 ad offrire ai clienti di Phoenix un servizio di taxi autonomo. Mercedes Vision Urbanetic Mercedes torna a Las Vegas con una versione aggiornata del concept Vision Urbanetic. Il veicolo è stato pensato per diverse applicazioni in città¬: dal trasporto di persone a quello di merci. Sulla stessa piattaforma possono essere installati diversi moduli di telaio. In questo modo è possibile cambiare la destinazione d’uso del veicolo a seconda delle esigenze del proprietario. Il Vision Urbanetic viene mostrato al Ces nella versione per trasporto passeggeri e può ospitare in questa configurazione fino a 12 persone. Il concept è pensato per essere utilizzato in condivisione e ciascun utente può prenotare la corsa attraverso un’app dedicata che si utilizza anche per il pagamento e per personalizzare l’abitacolo a seconda delle proprie esigenze. 4

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Nissan mostra l’invisibile. GIOVANNI PASSI

■ In occasione della 52esima edizione del Consumer Electronics Show di Las Vegas (8/11 gennaio) Nissan presenta Invisible-to-Visible (I2V): un software di intelligenza artificiale in grado di riprodurre virtualmente – a 360 gradi – la realtà circostante e di interagire con il conducente. Oltre la realtà Invisible-to-Visible permetterà a chi è al volante di acquisire informazioni complete su ciò che lo circonda, ben oltre il proprio campo visivo e le proprie capacità analitiche. Il sistema di realtà virtuale comunica dettagli specifici sulla strada da percorrere, suggerisce le scelte da intraprendere alla guida e mostra in sovrimpressione elementi


celati da un edificio o da una curva. Attraverso la tecnologia Metaverse, I2V è in grado di mettere in contatto gli occupanti della vettura con individui esterni, non presenti fisicamente a bordo: familiari, amici o altri passeggeri possono essere visualizzati sotto forma di avatar tridimensionali a realtà aumentata per tenere compagnia o fornire assistenza. I sensori posti sulla vettura sono connessi in cloud: le informazioni raccolte (traffico, luoghi di interesse, particolari avvenimenti) sono disponibili e condivise in tempo reale attraverso la rete internet e vengono scambiate tra tutti gli utenti che hanno accesso alla piattaforma. Il supporto ai software di guida autonoma è uno dei potenziali utilizzi dei dati ottenuti.

INNOVAZIONE

Hyundai Elevate, l’automobile con le gambe.

incendi, uragani o inondazioni, dove è difficile raggiungere e dare un aiuto immediato a chi ne ha bisogno. Un veicolo unico multiuso “Elevate può essere però impiegato anche per altri scopi – spiega John Suh, capo di Hyundai Cradle (Center for Robotic-Augmented Design in Living Experiences)”. “Le persone che vivono con disabilità in tutto il mondo potrebbero infatti utilizzarlo in mancanza di una rampa d’acceso per entrare in un determinato edificio o salire fino alla porta di casa. Nessun veicolo al mondo può scalare un muro di oltre 7,5 metri o scavalcare uno spazio della stessa misura mantenendo il corpo e i passeggeri completamente in piano, le possibilità di questo mezzo sono davvero illimitate”. Senza contare che si tratta di un veicolo non inquinante a zero emissioni. Elementi mobili e ruote dentate Per offrire la massima versatilità, Elevate sfrutta una piattaforma elettrica modulare che permette di cambiare diversi corpi a seconda delle esigenze. Le gambe sono composte da più elementi mobili, ad esse sono associate delle ruote dentate o normali e consentono una libertà di azione senza pari replicando nella marcia persino l’andatura di un rettile. Quando non servono le gambe si ripiegano tramite un sistema attivo di sospensioni e viene interrotta l’alimentazione alle articolazioni per risparmiare energia. Questo permette al mezzo di comportarsi come una normale automobile pur offrendo un sistema unico di mobilità.

INNOVAZIONE

PAOLO ODINZOV

Da ZF il computer per auto più potente. LUCA GAIETTA ■ LAS VEGAS – Adesso alle auto spuntano pure le gambe, succede al Ces di Las Vegas, in programma dall’8 all’11 gennaio, dove la Hyundai ha presentato il concept Elevate studiato per andare praticamente ovunque, riuscendo ad arrampicarsi persino su detriti e cemento sbriciolato come avesse scarpe chiodate. Il programma Ultimate Mobility Vehicle Sviluppato dalla Casa coreana seguendo il programma Ultimate Mobility Vehicle, che unisce le tecnologie delle auto elettriche alla robotica, Elevate è stato pensato per supportare le operazioni di soccorso subito dopo i terremoti o altre situazioni che richiedono un intervento tempestivo: come

■ LAS VEGAS – L’automobile a guida autonoma, quella di livello 4 e i successivi capace di gestire interamente da sola la marcia, è sempre più vicina. Destinata a cambiare radicalmente il modo di muoversi dentro e fuori dalla città. Occorre però che le automobili siano in grado di elaborare senza il minimo margine di errore tutta una serie di informazioni. Per far questo ZF, azienda tedesca leader nella componentistica meccanica ed elettronica, ha presentato al Ces di Las Vegas la centralina più potente al mondo mai creata, destinata ad equipaggiare ogni tipo di veicolo. Compresi i taxi ed altri mezzi automatizzati che cambieranno il modo di spostarsi dentro e fuori delle città. 11 Gennaio 2019 ·

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INNOVAZIONE

Bmw, al Ces la guida del domani. PAOLO ODINZOV La piattaforma ZF ProAI Si tratta del sistema ZF ProAI RoboThink, ultima versione della piattaforma ZF ProAI che prevede 4 diverse versioni a seconda delle esigenze. Un computer con delle prestazioni superiori caratterizzato da una modularità e scalabilità del sistema che consente di adattarlo e configurarlo in modo da gestire qualsiasi applicazioni. “Analizzare a 360 gradi l’ambiente circostante, monitorando al contempo l’abitacolo e la posizione degli occupanti, è essenziale per aumentare la sicurezza e il controllo di ogni tipologia di veicolo”, dice Wolf-Henning Scheider, ceo di ZF. Intelligenza artificiale La centralina ProAI RoboThink sfrutta una intelligenza artificiale e un processore grafico che permettono una capacità di calcolo totale di 150 trilioni di operazioni al secondo. Può essere combinata in un massimo di quattro unità arrivando a un totale di 600 trilioni. Un numero veramente impressionante se si pensa che l’unita di comando della missione Apollo 11 che portò l’uomo sulla Luna riusciva a malapena a fare 1,5 miliardi di operazioni al secondo. Sensori evoluti che vedono e sentono L’azienda di Friedrichshafen ha inoltre sviluppato tutta una serie di dispositivi evoluti: telecamere, radar e addirittura un sensore acustico capace di captare anche il suono di un’ambulanza e di fare accostare in automatico l’auto per dare strada al mezzo di pronto soccorso. Componenti – spiega Torsten Gollewski, responsabile ingegneria avanzata di ZF – che rilevano e consentono alle vetture di “conoscere in tempo reale ogni cosa che le circonda in modo preciso e ridondante”. Le informazioni vengono poi digitalizzate ed elaborate sfruttando specifici algoritmi presenti nel software di ZF ProAI. In giro con il taxi senza pilota L’intero pacchetto di hardware e software è stato applicato da ZF su un robotaxi senza volante e senza pedaliera, svelato anche questo alla mostra americana, gestito tramite smartphone o tablet. Gli utenti chiamano il veicolo con una specifica app e questo li raggiunge senza bisogno di alcun pilota per poi accompagnarli dove desiderano. Non è fantascienza ma realtà. Abbiamo provato il futuristico mezzo in anteprima nei dintorni del Las Vegas Convention Center. Una volta saliti a bordo è stato sufficiente sfiorare un touch screen per farci portare alla destinazione impostata. 6

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■ Bmw porterà al Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas (8/11 gennaio) diverse tecnologie volte a dare dimostrazione delle potenzialità della connettività digitale e di come cambierà il nostro modo di spostarci nei prossimi anni facendo della guida un momento di piacere e relax. Guidare la Vision iNEXT Nello stand Bmw i visitatori avranno modo di fare un giro virtuale a bordo della futuristica vettura Vision iNEXT, sfruttando le potenzialità dell’assistente digitale Intelligent Personal Assistant e viaggiando lungo un’installazione capace di fornire un’esperienza virtuale e coinvolgente della guida autonoma a zero emissioni e completamente connessa. Realtà virtuale e funzioni smart A bordo della Vision iNEXT verrà mostrato una sorta di programma con la pianificazione delle diverse attività lungo il tragitto impostato. Grazie a degli occhiali per realtà virtuale e uno spazio appositamente progettato, i visitatori potranno anche dedicarsi ai numerosi servizi digitali disponibili a bordo: come videoconferenze, shopping on line e le funzioni smart home. Il design “Shy Tech” Tramite la connettività intelligente e l’innovativo display di controllo sulla Vision iNEXT sarà inoltre possibile avere un assaggio dei design “Shy Tech” che permetterà di creare a bordo delle automobili Bmw un ambiente confortevole e accogliente in grado di modificarsi a seconda delle esigenze.


Una R 1200 GS a guida autonoma Presente al Ces anche la divisione Bmw Motorrad che mostrerà una R 1200 GS, dotata di guida automatizzata e di numerosi sistemi avanzati che verranno a breve trasferiti sui modelli a due ruote dei serie del costruttore.

sistema consentirà una comunicazione continua tra conducenti e veicoli attraverso il linguaggio non espresso del sentimento emotivo”.

INNOVAZIONE INNOVAZIONE

Qualcomm, Kia, l’abitacolo come parlano cambia le autonome. insieme alle emozioni. CARLO CIMINI

PAOLO ODINZOV

■ Kia presenterà al CES di Las Vegas (8/12 gennaio) una tecnologia, per adesso unica al mondo, capace di analizzare in tempo reale lo stato emotivo dei passeggeri e personalizzare l’abitacolo delle automobili a guida autonoma. Si chiama READ (Adaptive Driving System for Emotion in Real Time) ed è stata sviluppata in collaborazione con il Media Lab del Massachusetts Institute of Technology (MIT). Un computer al comando Per il funzionamento READ utilizza sofisticati sensori in grado di riconoscere diversi parametri nel comportamento e nelle espressioni dei passeggeri, pilotati da una intelligenza artificiale. A seconda dei rilevamenti gli interni della vettura cambiano fino a influenzare positivamente i sensi umani facendo del tempo trascorso in auto una esperienza unica e rilassante. Mobilità futura interattiva “Abbiamo sviluppato la tecnologia READ per creare una mobilità futura interattiva – ha detto Albert Biermann, presidente e responsabile ricerca e sviluppo di Kia – il

■ Al Consumer Electronic Show 2019 (Las Vegas 8/11 gennaio), Audi, Ducati, Ford e Qualcomm accelerano lo sviluppo della tecnologia di comunicazione diretta per la sicurezza stradale della guida autonoma presentando il sistema C-V2X. Si tratta di un chipset che permette alle auto di dialogare e condividere la loro posizione avvalendosi anche di trasmissioni radio Non-line-of-sight (NLOS). Scenari alla guida A dimostrazione dell’affidabilità e potenzialità della tecnologia C-V2X, le società coinvolte nel progetto sono convinte di riuscire ad aumentare la sicurezza grazie alle comunicazioni Vehicle-to-Vehicle (V2V), Vehicle-to-Physical (V2P) e Vehicle-to-Infrastructure (V2I). Il V2V è una contromisura che permette di evitare potenziali collisioni agli incroci, mentre l’esperienza V2P mostra come il chip sia utile per proteggere gli utenti vulnerabili della strada, come pedoni e ciclisti. Il test V2I invece è un avviso della presenza lungo il tragitto di cantieri stradali. Futuro autonomo Attualmente, C-V2X è l’unica alternativa al Vehicle-toeverything (V2X, comunicazione tra veicolo e qualsiasi entità che possa influenzare il mezzo o viceversa) che fornisce un chiaro percorso di evoluzione verso la connessione 5G ed è progettata per offrire prestazioni affidabili in scenari 11 Gennaio 2019 ·

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di guida realistici. Oltre a integrare altri sensori, come gli Adas (Advanced Driver Assistance System), radar, lidar e sistemi di telecamere, la tecnologia diretta C-V2X supporta un insieme in continuo aggiornamento grazie alla connessione internet veloce.

INNOVAZIONE

Honda, un veicolo autonomo da lavoro.

Mentre sfruttando percorsi pre impostati può svolgere numerose attività: come trasportare il raccolto di determinate colture facendo risparmiare tempo e riducendo al minimo il rischio di lesioni per i lavoratori dell’industria agricola.

AUTO E MOTO

Nissan Leaf, versione 3.Zero. CARLO CIMINI

PAOLO ODINZOV

■ Honda sta studiando un veicolo da lavoro a guida autonoma basato sulla piattaforma ATV a trazione integrale. La divisone “Autonomous Work Vehicle” della Casa giapponese presenterà al Ces di Las Vegas 2019 (8/12 gennaio) il prototipo di un mezzo compatto all-terrain dotato di Gps e sofisticati sensori per muoversi senza bisogno di alcuna presenza umana a bordo. Operativo anche in caso di calamità naturali Si tratta di un veicolo in grado di operare anche in condizioni estreme e in ambienti ostili, pensato per supportare le attività in diversi settori. Dalla ricerca e salvataggio di persone disperse in caso di calamità naturali, all’impiego in agricoltura, oppure per la rimozione della neve e per lo spegnimento di incendi. Segue l’uomo Il singolare mezzo grazie alla modalità “seguimi” è inoltre in grado di unirsi autonomamente a reparti di uomini al lavoro, ad esempio i vigili del fuoco, portando eventuali attrezzi da lavoro al seguito. 8

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■ Al Consumer Electronic Show di Las Vegas (8/11 gennaio) Nissan mostra la nuova generazione dell’elettrica più venduta al mondo: Leaf 3.Zero. La berlina a zero emissioni si propone in due versioni: il modello base da 40 chilowattora e la versione e+ Limited Edition (solo 5mila esemplari per l’Europa) con una nuova batteria da 62 chilowattora. Prime consegne a partire da maggio. Connessa e interattiva La Casa giapponese rinnova anche gli interni. Nissan Leaf 3.Zero avrà in dotazione un sistema infotainment con schermo da 8 pollici dotato di ulteriori servizi di connettività, come la navigazione “door to door” (ricorda la posizione dell’auto e permette di inviare il tragitto allo smartphone e viceversa) e l’aggiornamento online dei punti di interesse (traffico e mappe comprese). Presentata anche l’app NissanConnect EV disponibile al momento della consegna. Prezzi e dotazioni In Italia, la versione top di gamma della Leaf 3.Zero avrà un prezzo di 42.080 euro (nuovi incentivi in vigore da marzo esclusi) con tecnologia ProPILOT (assistenza alla guida), e-Pedal (permette di accelerare, rallentare e frenare con un solo pedale), impianto Bose, interni della fascia


premium e vernice metallizzata. La e+ Limited Edition, invece, ha una potenza superiore (160 chilowatt, ovvero 217 cavalli) e una maggiore autonomia (da 270 a 385 chilometri con una singola ricarica). In Italia avrà un prezzo di listino di 49.150 euro, disponibile a fine estate.

ciato con smartphones e smartwatch per controllare da remoto diverse funzionalità di bordo intelligenti come la climatizzazione dell’abitacolo.

AUTO E MOTO INNOVAZIONE

Mercedes Cla, Bio-Hybrid altro GmbH, al Ces che piccola. un ibrido a pedali. GIOVANNI PASSI

LUCA GAIETTA

■ Bio-Hybrid GmbH, società appartenente al gruppo Schaeffler, presenterà al Ces di Las Vegas (8/12 gennaio) un veicolo bio-ibrido a pedali, volto a facilitare la micro mobilità in ambito urbano e realizzato in versione cargo e da trasporto per 2 persone (una dietro l’altra). Compatto e fruibile da tutti Prodotto a partire dal 2020 e basato su una piattaforma modulare, si tratta di un veicolo “verde” progettato per offrire la massima versatilità ed elevati livelli di comfort e sicurezza grazie alla architettura a 4 ruote. Non è più largo di una normale bicicletta per essere parcheggiato richiede pochissimo spazio, circa un terzo rispetto a una piccola auto, e può essere utilizzato nella maggior parte dei paesi senza alcuna licenza e registrazione. Elettrico e connesso Il veicolo bio-ibrido della azienda tedesca impiega una propulsione a pedali assistita da un motore elettrico fino a una velocità di 25 chilometri orari. Grazie al gps e alla connettività wi-fi, bluetooth e 4G può essere interfac-

■ In occasione della 52esima edizione del Consumer Electronics Show di Las Vegas (8/11 gennaio), Mercedes presenta la seconda generazione della Cla coupé. La prima edizione – lanciata ufficialmente nel 2013 – ha venduto oltre 750mila unità in tutto il mondo. La nuova proposta della Casa di Stoccarda si posizionerà a metà tra la Classe A sedan e le sorelle maggiori Classe E coupé e Cls. Più grande La Cla 2019 cresce nelle dimensioni: 4,69 metri di lunghezza (4,8 centimetri in più rispetto alla precedente) e 1,83 di larghezza (+5,3). Il passo è aumentato di 3 centimetri (è ora pari a 2,73 metri), a vantaggio del comfort. La linea pulita e filante le garantisce un coefficiente aerodinamico di 0,23, tra i valori migliori della categoria. A bordo è equipaggiabile con l’ultimo aggiornamento dell’Mbux – il nuovo sistema infotelematico di intelligenza artificiale del marchio tedesco – e con diverse soluzioni tecnologiche e di guida autonoma ereditate dai modelli di segmento maggiore. 4 cilindri, 225 cavalli e 7 rapporti L’esemplare presentato monta un propulsore quattro cilindri benzina (identificato con la dicitura “250”) capace di erogare 225 cavalli e 350 newtonmetri di coppia massima, abbinato a un cambio automatico doppia frizione (7G-DGT) a sette rapporti. 11 Gennaio 2019 ·

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SICUREZZA

Protezione dei dati, inchiesta FIA. VALERIO ANTONINI ■ I cittadini europei sono disposti, in grande maggioranza, a condividere i dati generati dai loro veicoli, sia con la Casa costruttrice che con il meccanico di fiducia, ma chiedono a gran voce una legislazione – nazionale o comunitaria – che ne tuteli la privacy. Infine, solo uno su tre è favorevole alla sincronizzazione delle informazioni tra la vettura e il proprio smartphone. Sono, in estrema sintesi, i risultati di un sondaggio realizzato dalla Regione 1 della Federation Internationale de l’Automobile (Fia) che rappresenta 107 club europei, del Medio oriente e dell’Africa e a cui ha contribuito, per il nostro Paese, l’Automobile Club d’Italia. 15 Paesi coinvolti Il sondaggio – che anticipa un’imminente raccomandazione della Commissione europea sull’argomento delle auto connesse – è stato condotto alla fine del 2018 in 15 differenti Paesi europei, più il Sudafrica: ha coinvolto in complesso oltre 45mila persone e si articolava su tre argomenti. Il primo riguarda la disponibilità a condividere i propri dati: all’intervistato sono state presentate varie situazioni come la necessità di intervento da parte di un operatore di carro attrezzi per un’auto in panne (in questo caso l’88% in Europa si è detto favorevole alla condivisione), l’eventualità di programmare una riparazione in officina (sì per il 66%), ma anche la possibilità di modulare l’assicurazione sulla base degli stili di guida (58%).

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Di segno opposto la reazione alla domanda se si sarebbe disposti ad accettare una sincronizzazione automatica tra l’auto e lo smartphone. In questo caso la percentuale dei favorevoli scende al 34%. Fiducia nell’officina Il secondo quesito proposto riguardava con chi si sarebbe disposti a condividere le proprie informazioni. Il proprio meccanico di fiducia è risultato il più credibile candidato (sì per il 71%), seguito dalla Casa costruttrice del veicolo (61%), compagnia di assicurazioni (58%) e automobile club di riferimento (55%). Solo il 30% si è detto disponibile a condividere i dati con degli sviluppatori di app dedicate alla mobilità. Una legge subito L’argomento della protezione dei dati è quello su cui gli intervistati europei sono più sensibili. Il 93% sostiene la necessità di una regolamentazione che protegga la privacy del cittadino. Il 60% la ritiene un passo irrinunciabile. Tra questi, poi, oltre la metà (53%) ritiene che la legge debba essere promulgata a livello nazionale, mentre il 37% la vorrebbe uniforme a livello europeo. L’8% è indeciso, solo il 2% ritiene non necessario un intervento legislativo. Italia favorevole In Italia, il sondaggio è stato realizzato con la collaborazione dell’ACI e ha coinvolto 4.273 soci di età compresa tra i 18 e i 65 anni. In generale, gli italiani sono in linea con gli altri quando si parla di dati, anzi mostrano una maggiore apertura. L’85% è disposto a condividerli in caso di auto in panne, il 79% per programmare un intervento, il 69% vede di buon occhio una assicurazione legata allo stile di guida. E anche sulla possibilità di sincronizzare auto e smartphone la percentuale nostrana è più alta della media continentale (+49%). Sulla condivisione con altre realtà, il favorito degli italiani è il meccanico di fiducia (+77%). Da segnalare che il 67% metterebbe in comune i propri dati con il mondo ACI. Sulla necessità di una regolamentazione, anche i connazionali votano in massa per il sì (96%), con una maggioranza (57%) che in controtendenza preferirebbe affidarsi all’Europa e il 33% che confida in una legge nazionale.


AUTO E MOTO

Project Inferno, la coupé estrema.

AUTO E MOTO

Great Wall Ora R1, tutta elettrica. GIOVANNI PASSI

LUCA GAIETTA

■ Il nome, Project Inferno, è già un programma. La versione della Mercedes-AMG GLE 63 S Coupé elaborata da AutoDynamics è infatti l’esempio plateale di come una vettura già di per sé estrema possa essere ulteriormente enfatizzata nelle prestazioni e nell’estetica attraverso una profonda operazione di tuning. Da 0 a 100 in soli 3,2 secondi La sportiva tedesca, elaborata dal noto preparatore polacco di Varsavia, cresce nella potenza dai 585 cavalli del modello originale a 806 cavalli grazie a una diversa mappatura della centralina elettronica e l’impiego di nuovi compressori. Il V8 di 5.5 litri con cui è equipaggiata vanta inoltre una coppia spaventosa di 1.181 newtonmetri e permette alla vettura di raggiungere una velocità di punta di 336 chilometri orari, scattando da 0 a 100 in soli 3,2 secondi. Sospensioni Brabus Per consentire di gestire le elevate prestazioni, la Mercedes-AMG GLE 63 S Coupé Project Inferno impiega delle sospensioni Brabus da pista e prevede tra le dotazioni dei cerchi da 23 pollici Vossen con pneumatici 295/35 all’anteriore e 335/30 al posteriore. Presa d’aria Cambia sulla vettura anche la carrozzeria, vestita da specifiche appendici aerodinamiche e caratterizzata da un’enorme presa d’aria su frontale e vistosi passaruota che allargano ulteriormente la carreggiata. 12

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■ Il marchio cinese Ora – di proprietà del colosso Great Wall – lancia la nuova R1: una citycar elettrica con oltre 300 chilometri di autonomia. La vettura era già stata presentata sotto le vesti di prototipo in occasione del Salone di Pechino 2018. Per averla si parte da 58mila yuan, circa 7.500 euro. Nata per la città La nuova proposta del marchio cinese riprende nelle forme e nello stile le utilitarie più apprezzate dalla clientela europea. La vettura è equipaggiata con un pacco batterie da 33 chilowattora e un propulsore capace di erogare 35 chilowatt di potenza massima. La velocità di punta dichiarata è di circa 100 chilometri orari. Prestazioni più che sufficienti per rapidi spostamenti cittadini. “Piccola” rivoluzione Con la Ora R1 Great Wall punta a elettrificare tutta la Cina. L’obiettivo del brand a zero emissioni è quello di offrire auto a batteria a basso costo, senza trascurare la qualità degli assemblaggi e dei materiali: il costruttore asiatico garantisce la vettura per tre anni o 120.000 chilometri. Sulle componenti elettriche la copertura è di otto anni o 150.000 chilometri. La novità più grande riguarderà poi l’esperienza vissuta dal cliente: “Con Ora sostituiremo le tradizionali attività di vendita e assistenza con un modello high tech e digitalizzato. Disponiamo di store intelligenti nei distretti centrali delle città cinesi, oltre al grande cloud di dati creato come risultato delle informazioni raccolte dall’applicazione Ora. Il nostro obiettivo è ritagliare l’offerta sulla base delle richieste dei nostri clienti, offrendo molteplici possibilità di personalizzazione soprattutto per i più giovani”, ha dichiarato Ning Shuyong, direttore generale di Ora e vicepresidente di Great Wall.


AUTO E MOTO

Volkswagen I.D. Neo, ecco come va. THOMAS GEIGER

■ CITTÀ DEL CAPO – Volkswagen è in ritardo. Mentre Kia e Hyundai – e persino la connazionale Opel – vendono già auto elettriche, il leader del mercato rincorre. Ora però tutto è nella mani di una persona. Perché, intelligenza artificiale o meno, è sempre l’uomo a disegnare il futuro: Frank Bekemeier, uno dei veterani di Wolfsburg, dirige lo sviluppo della I.D. Neo, la prima vettura pensata, progettata e sviluppata per diventare un’elettrica di massa. Una sorta di Maggiolino a batterie per tutti. L’architettura dalla quale Bekemeier è partito è la Meb dalla quale nasceranno 27 modelli elettrici entro il 2022. L’architettura è modulare e scalabile: permette di ospitare due motori anteriori da 80 chilowatt e posteriori fino a 150 chilowatt con batterie al litio che possono arrivare anche a 100 chilowattora. Nello specifico, l’autonomia della I.D. Neo, misurata sul nuovo ciclo di omologazione Wltp, varia tra 330 e 550 chilometri. Onda lunga La I.D. Neo come punto di partenza per un’onda lunga a batteria. È (anche) per questo che Bekemeier si è spostato qui in Sudafrica per i primi test su strada. “Impossibile sbagliare”, gli hanno detto da Wolfsburg. Lavoro difficile visto che “la Meb è completamente nuova e condivide con la Mqb, già introdotta su diversi modelli del gruppo, solo pochi elementi, alcune cerniere, le maniglie delle porte e la batteria da 12 volt”, ci dice Bekemeier. “Tutto il resto è da testare sul campo”. Nuova sì, ma per una clientela consolidata: “Vogliamo rivolgerci alle persone che oggi comprano una Golf”, ha affermato Frank Welsch, appena nominato capo della ricerca e sviluppo dell’intero gruppo Volkswagen. Niente spettacolo o dati in grado di colpire nella fantasia, ma tanta concretezza: il diver-

timento alla guida è assicurato dagli oltre 300 newton metri erogati dai motori elettrici, anche se poi alle velocità elevate si perde qualcosa in ripresa ed elasticità. Welsch ammette che alcuni dettagli della Neo saranno ovviamente rivisti, in particolare le sensazioni della vettura tra i 160 e i 180 chilometri orari. Tuttavia, se si vuole una vera sportiva bisognerà puntare piuttosto sulle Audi e-tron o Porsche Taycan. O aspettare fino a quando Welch e Bekemeier svilupperanno una versione GTI della I.D. Neo. Grande come una Golf L’auto nel frattempo è lunga quanto una Golf, 4,25 metri, ma ha un passo più lungo di circa 10 centimetri e offre di conseguenza più spazio al posteriore. Il cockpit è futuristico con un piccolo display dietro al volante e un touchscreen gigante accanto ad esso. C’è anche il display head-up di nuova generazione con la grafica in realtà aumentata e con le diverse schermate che si aprono e si chiudono solo avvicinandosi al sensore integrato. I tedeschi lavorano però anche a un’altra interfaccia uomo-macchina che, oltre a un controllo vocale nello stile del sistema Ux di Mercedes, sfrutta un elemento a led sotto al parabrezza per visualizzare navigazione, chiamate telefoniche o mostrare il livello di carica della batteria. Ottima impressione Nel primo test drive lungo le strade verso il Capo di Buona Speranza, il prototipo va più che bene. Tra i ciclisti che percorrono di domenica la Garden Route, si viaggia con facilità e in modo rilassato. Bisogna abituarsi ad usare il meno possibile il pedale del freno tradizionale: appena si lascia quello dell’acceleratore la compatta tedesca rallenta e recupera l’energia da inviare alle batterie. La frenata è comunque efficace e sicura. Come positiva è la manovrabilità: per inversioni rapide e veloci la vettura si gira in un fazzoletto. Come e meglio di una piccola up!. Come accade per tutti i prototipi, l’infotainment non è ancora definitivo e qualche rumore di troppo arriva dal rotolamento degli pneumatici così come in alcune situazioni la fluidità di marcia è compromessa. C’è tempo però perché Bekemeier possa facilmente rimediare a tutto: la I.D. Neo arriverà all’inizio del 2020 a un prezzo che, promettono i tedeschi, sarà inferiore a 30mila euro.

AUTO E MOTO

McLaren: tre copie d’autore. GIOVANNI PASSI ■ La concessionaria McLaren Bruxelles ha commissionato alla Casa madre tre esemplari in edizione limitata della su11 Gennaio 2019 ·

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Altre novità esposte L’idea non è completamente nuova dato che Nissan già nel 2015 aveva rilasciato alcune immagini di una Juke con i cingoli che attraversava il Polo Nord. L’esemplare era unico ed equipaggiato con il sistema Dominator Track, un kit specialistico della American Track Truck dedicato all’off road. Nel corso degli anni il costruttore giapponese ha presentato diversi prototipi cingolati. Nel 2016 in Canada è stato svelato il concept Rogue Warrior esemplare unico realizzato partendo dalla base dell’ultima generazione dell’X-Trail. Presso lo stand Nissan al Salone giapponese di quest’anno verranno esposte, oltre alla gamma completa in produzione, la concept car Naomi Osaka, sviluppata su base X-Trail, la monoposto di Formula E del team Nissan e la sportiva elettrica Leaf Nismo RC. persportiva 720s. L’iniziativa celebra il 50esimo anniversario della vittoria della scuderia inglese al Gran Premio del Belgio del 1968: al volante della monoposto sedeva Bruce McLaren, fondatore dell’azienda di Woking. Le 720s Spa 1968 Collection possono essere ordinate solo presso il rivenditore della capitale belga. Due dei tre esemplari sono, però, già stati venduti. Color Papaya Bruce McLaren ottenne il primo posto sul circuito belga di Spa-Francorchamps a bordo di una M7A color Papaya. Fu il primo successo in Formula 1 con la scuderia da lui creata: fino al 1966 il pilota inglese gareggiava con il team di Charles Cooper e suo figlio John. I tre esemplari di 720s Spa 1968 Collection rievocano nei dettagli quel successo: il corpo vettura è in “Orange MSO Bespoke Anniversary”, una tinta creata appositamente per riprendere la colorazione della monoposto di McLaren. Tra le altre unicità di questa edizione, il profilo del tracciato di Spa ricamato sui sedili e riprodotto in argento sulla carrozzeria. Sulla chiave – rigorosamente di color arancio – è incisa la scritta “Spa 1968”.

INNOVAZIONE

Nissan, a Tokyo con i cingoli. GIOVANNI BARBERO ■ Nissan esporrà al Tokyo Motor Show, in programma dall’11 al 13 gennaio 2019 (il Salone principale e internazionale si svolgerà invece in autunno), alcuni prototipi divertenti ed estremi. Una delle vetture più eccentriche è la Juke Nismo RSnow, un vero e proprio gatto delle nevi con cingoli al posto delle ruote. Il corpo vettura è quello della nota crossover giapponese. 14

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BUSINESS

La strategia elettrica di Bmw. EDOARDO NASTRI ■ Da qualche anno a questa parte alcuni costruttori hanno deciso di creare un marchio specifico dedicato alla mobilità elettrica. Volvo ha scelto Polestar, Mercedes il marchio EQ, Audi la serie “e-tron” e Volkswagen la gamma I.D. Bmw, con Bmw i, è stata tra le prime. A occuparsi delle elettriche tedesche c’è un team di design guidato da Domagoj Dukec, anche responsabile di Bmw M. Non è un caso che sia la stessa persona a disegnare sia le auto più ecologiche della Casa dell’elica sia le più sportive. Lo sa bene chi ha già guidato una Bmw i. Oltre 100mila unità Il mercato delle auto elettriche ed elettrificate del marchio di lusso tedesco continua a crescere. Nel 2018 sono state ven-


BUSINESS

dute oltre 100mila unità, il 50% in più rispetto all’anno precedente. Nella strada verso l’elettrificazione Bmw ha scelto di saltare il passaggio dell’ibrido tradizionale, proponendo da subito modelli ibridi plug-in. “Siamo il produttore premium che offre la più ampia gamma di questo tipo di veicoli e auto a batteria. Entro il 2025 avremo in gamma 13 modelli ibridi plug-in”, dichiara Stefan Juraschek, responsabile dello sviluppo dei powertrain elettrici di Bmw. Quinta generazione Per ciò che riguarda il 100% elettrico la Casa tedesca sta già sviluppando la sua quinta generazione di motori a emissioni zero. Il nuovo propulsore verrà presentato nel 2020 contestualmente al lancio della Bmw iX3. “Il motore elettrico, la trasmissione e l’elettronica sono stati radunati in un singolo componente. Questa unità estremamente compatta occupa molto meno spazio rispetto ai tre elementi separati utilizzati nelle generazioni precedenti”, spiega Juraschek. Il tutto a vantaggio di abitabilità e spazio interno. Le nuove piattaforme a blocchi permetteranno di installare motori diversi su architetture differenti. “Questo ci consentirà di elettrificare parzialmente o totalmente ciascun modello in base alla domanda del mercato”. In questo modo, in futuro, il gruppo di Monaco sarà in grado di decidere rapidamente quali vetture dovranno essere equipaggiate con una trazione completamente elettrica oppure con un propulsore ibrido plug-in o a combustione interna. Riciclo e smaltimento Ci sono novità importanti anche per ciò che concerne il riciclo e lo smaltimento delle batterie e dei componenti. Il primo obiettivo è quello di allungare la durata della loro vita in modo tale che le vetture possano essere utilizzate per molti più anni e chilometri rispetto a oggi. Per il capitolo forniture c’è il rischio di non essere in grado di procurarsi un’adeguata quantità di materie prime per gli accumulatori, una volta che la domanda sarà alta. “Stiamo tentando di ridurre gradualmente la percentuale di materie prime critiche. Vogliamo ottenere una sostanziale riduzione della percentuale di cobalto nelle celle”, prosegue Juraschek. Il nuovo motore elettrico sarà infatti privo di “terre rare”, cioè di tutti quegli elementi che si trovano difficilmente in natura. Una volta terminata la loro vita, le batterie potranno essere convertite in dispositivi di accumulo di energia stazionaria. “La cella verrà riciclata e le materie prime riutilizzate, completando così il ciclo”.

Ford taglia in Europa e si allea a Volkswagen. CARLO CIMINI

■ In occasione del Salone di Detroit (14/27 gennaio), Volkswagen e Ford potrebbero annunciare ufficialmente un’alleanza – in parte già anticipata – che andrà oltre la cooperazione nella produzione di veicoli commerciali, anche se non dovrebbe implicare una fusione o partecipazioni azionarie tra le Case. Alleanza per l’espansione Quest’accordo evidenzia la crescente pressione su tutte le Case automobilistiche globali per gestire i costi di sviluppo dei nuovi veicoli elettrici e di quelli a guida autonoma, nonché la tecnologia necessaria per soddisfare gli standard sempre più severi riguardo le emissioni per milioni di veicoli a combustione interna che si venderanno nei prossimi anni. A dicembre, l’amministratore delegato Volkswagen, Herbert Diess, dichiarò: “Siamo in una trattativa abbastanza avanzata con Ford che rafforzerebbe l’industria automobilistica americana”. All’epoca, anche il presidente esecutivo dell’Ovale Blu, Bill Ford Jr, rivelò ai giornalisti che i colloqui con il gruppo tedesco stavano procedendo “molto bene”. Nel frattempo, secondo scrive Bloomberg e confermati dallo stesso costruttore, Ford starebbe pensando a una profonda ristrutturazione della sua attività in Europa, che prevede il taglio di diverse migliaia dei 68mila posti di lavoro nel Vecchio continente. Possibile anche la chiusura di alcuni impianti, in particolare quello francese di Bordeaux, dove vengono realizzati sistemi di trasmissione automatica. 11 Gennaio 2019 ·

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PAESE

Sardegna: 4 milioni di incentivi elettrici. MARINA FANARA

■ Dopo le colonnine di ricarica arrivano gli incentivi alle piccole imprese del territorio che decidono di acquistare un veicolo a zero emissioni. Per questo la Sardegna ha messo a disposizione 4 milioni di euro e ha pubblicato un bando rivolto alle aziende che si occupano di turismo, noleggio auto, trasporto merci, taxi, car sharing e spedizioni urbane. 15 milioni per l’elettrico “Dopo aver progettato e finanziato una rete capillare nell’isola di infrastrutture di ricarica (il primo step ne prevede 650 a partire da quest’anno, ndr), ora pensiamo a incentivare l’uso dei veicoli elettrici con contributi concreti al loro acquisto”, spiega il governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru. I 4 milioni di benefit, infatti, fanno parte dei 15 milioni stanziati (e cofinanziati dal Fondo coesione e sviluppo) nell’ambito del Piano energetica ambientale della Regione avviato qualche anno fa per la riduzione delle emissioni inquinanti. 2030: dimezzare le emissioni “Con questi contributi alle imprese, abbiamo definito un altro passaggio del percorso virtuoso per la mobilità sostenibile avviato dalla nostra Amministrazione nel 2016”, sottolinea Maria Grazia Piras, assessore all’Industria, “gli 16

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incentivi alle aziende del settore privato servono per aiutarle a sostituire il parco auto con il quale lavorano con veicoli elettrici contribuendo quindi a raggiungere il nostro obiettivo di dimezzare le emissioni entro il 2030”. Quanto agli incentivi ai privati cittadini per l’acquisto di un’auto a batteria, l’assessore spiega che al momento non ci sono risorse disponibili. “Chi usa un veicolo elettrico, comunque”, sottolinea Piras, “ha il vantaggio di poter circolare e parcheggiare gratuitamente nei centri storici delle nostre città”. Dal 26 febbraio domande al via I contributi sono riservati alle aziende sarde che operano nella Regione da almeno 5 anni e che decidono di sostituire un veicolo di proprietà con uno della stessa tipologia (e coerente all’attività svolta) elettrico al 100% (esclusi gli ibridi, quindi). Gli incentivi coprono fino al 75% del costo del nuovo mezzo fino a un massimo di 15mila euro per un’automobile, 20mila se si tratta di un furgone e 25mila per un pullmino. Le domande potranno essere presentate a partire dal 26 febbraio al 25 ottobre prossimo, informazioni sul sito della Regione.


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LIFESTYLE

Jim Croce, menestrello e camionista. PAOLO BORGOGNONE

■ “Sembra non ci sia mai tempo abbastanza per fare le cose che vorresti”. Sono le parole del refrain della bellissima ballata “Time in a Bottle”, al primo posto in classifica negli Usa il 30 dicembre del 1973. A comporla e cantarla un menestrello dalla voce delicata, figlio di immigrati italiani, James Joseph (Jim) Croce, arrivato al successo dopo una vita non facile, nella quale per sbarcare il lunario aveva fatto anche il camionista, in attesa di trovare “il sound da 1 milione di dollari” come canterà alcuni anni dopo un altro compositore e cantante di successo mondiale, Bruce Springsteen. Purtroppo l’artista non poté festeggiare quel primato nelle charts, il secondo in pochi mesi: il 30 settembre del 1973, infatti, la sua vita era stata tragicamente spezzata a Natchitoches in Louisiana in un drammatico incidente aereo. Giovane talento Jim Croce era nato a Filadelfia il 10 gennaio 1943, figlio di James Albert Croce e Flora Mary Brabucci, entrambi di ascendenza italiana. Talento musicale precocissimo – a 5 anni aveva imparato la fisarmonica – a 18 scopri la chitarra 18

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e iniziò a suonare negli Spires, un gruppo che eseguiva classici folk composto anche da Tommy West e Tim Hauser: i due musicisti, nel 1971, ruberanno il titolo a un romanzo di John Dos Passos per dare il nome al loro gruppo vocale jazz, i Manhattan Transfer. 500 dollari per iniziare Il primo disco di Jim, “Facets”, uscì nel 1966 e porta con sé una storia curiosa. A finanziarne la realizzazione con 500 dollari furono i suoi genitori che sborsarono quei soldi come regalo per le nozze del figlio con la sua partner artistica Ingrid Jacobson. La speranza dei signori Croce era quella che il disco fosse un fallimento e che questo spingesse Jim a “trovarsi un lavoro rispettabile”. Il disco – 500 copie in tutto – fu invece sold out. Ma questo non bastò a far decollare la sua carriera e Jim fu costretto a fare il camionista per sbarcare il lunario: un’esperienza – raccontava lui stesso – che gli diede l’ispirazione per scrivere alcune canzoni come “Big Wheels” e “Workin’ at the Car Wash Blues”, tra le più rappresentative della sua produzione.


Canzoni on the road “Conto i segnali e le miglia fino a Baltimora/ un occhio al stazione per il peso/ un altro alle trappole dei radar/, non possono fermarmi/ perché non è nei miei piani”. La canzone “Big Wheel”, ritratto autobiografico degli anni passati da Jim lungo le strade d’America a bordo di un sedici ruote, si trova nel disco intitolato “Jim e Ingrid Croce” e uscito nel 1969. Il disco racconta le storie di viandanti e disperati e ricalca le “Dustbowl Ballads” di Woody Guthrie a cui è certamente un tributo. Un’altra canzone ispirata alla vita sulla strada di quel periodo è “Workin’ at the Car Wash Blues”, la storia di un giovane che pensa di avere le qualità per governare il mondo, ma che si ritrova invece a lavare automobili per tirare avanti. Una metafora delle speranze dello stesso Jim, costretto alla vita da camionista in attesa di un successo che sembra tardare ad arrivare. Il miglior pilota del Paese Di tutt’altro tenore – ma anche questa ispirata alle quattro ruote – è “Rapid Roy” contenuta nell’album postumo (uscì nel 1974) “I Got a Name”, ambientata nel mondo delle corse automobilistiche intorno agli anni ’50 e dedicata a Roy Hall, una star delle piste del dopoguerra. All’epoca negli Usa si correva con le cosiddette “stock cars”, di fatto delle auto di serie truccate per la pista. Rapid Roy, il protagonista della storia, è “il miglior pilota del Paese”, impareggiabile con le ragazze “che gli urlano dietro lungo tutta la pista” e con gli avversari che straccia sulla sua Chevrolet del ’57 mentre “a 130 miglia all’ora sfreccia sul tracciato, senza conoscere la paura, sorridendo alla telecamera e masticando uno stuzzicadenti”. Fine tragica Come abbiamo accennato la carriera e la vita di Jim Croce si interrompono tragicamente il 20 settembre

del 1973. Mentre è in partenza da un piccolo aeroporto della Louisiana, il BeechcraftE18S su cui ha preso posto il cantante insieme a un suo collaboratore, manifesta problemi al motore e non riesce ad alzarsi da terra. Si schianterà contro l’unico albero nei dintorni, uccidendo tutti le persone a bordo. Lo stesso giorno nei negozi americani arrivano la raccolta “Photographs and Memories” e lo struggente singolo “I Got a Name”, registrati quella stessa estate. Un destino beffardo che accomuna Jim Croce a un’altra grande voce, quella di Otis Redding, morto anch’egli in un incidente aereo (anche in questo caso un Beechcraft) nel dicembre 1967, a pochi giorni dall’uscita del suo singolo più famoso “Sittin’ on the dock on a Bay”.

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INNOVAZIONE MOBILITÀ

Le strade parlano. PATRIZIA LICATA

Smart road, via alla digitalizzazione delle autostrade italiane. Meno traffico e più sicurezza i primi obiettivi.

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■ Le strade italiane si trasformeranno in infrastrutture “parlanti” grazie alle tecnologie digitali: è questo l’obiettivo del decreto “Smart road”, firmato nel marzo scorso dall'ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio e confermato dal successore Danilo Toninelli, che in giugno ha istituito un Osservatorio tecnico di supporto per coordinare a livello nazionale le iniziative locali. Le strade non si fanno più solo con l’asfalto. Nel loro cuore ci sono adesso sensori digitali e fibra ottica per raccogliere dati e trasmetterli via internet. Anche le automobili connesse, assimilabili a uno smartphone su quattro ruote, sono equipaggiate con dispositivi che ricevono e inviano dati. Questo dialogo delle infrastrutture con i veicoli permette ai gestori delle strade, alle amministrazioni locali e agli automobilisti di ottene-


...dal nostro mensile PUBBLICATO SUL NUMERO 24 - DICEMBRE 2018

I progetti avviati Per rendere le strade italiane smart, cioè intelligenti, il gestore Anas ha avviato un progetto di ammodernamento in più fasi del valore complessivo di un miliardo di euro. La prima fase è già iniziata con l’assegnazione dei bandi di gara per la fornitura e installazione di sistemi tecnologici per la digitalizzazione dell’autostrada A2 del Mediterraneo (ex Salerno-Reggio Calabria), della A90 Grande raccordo anulare di Roma (Gra) e dell'autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino (A91). A partire dall'anno prossimo diventeranno smart anche

la statale 51 di Alemagna nel Veneto, la E45-E55 Orte-Mestre, la tangenziale di Catania e la A19 Palermo-Catania. La trasformazione digitale della rete stradale nazionale promette lo snellimento del traffico e la riduzione dell’incidentalità, in linea con il Documento economia e finanza del governo che indica l’obiettivo di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2020 e azzerarlo entro il 2050. Eventuali emergenze, su queste infrastrutture, saranno gestite in modo più veloce ed efficiente. Il conducente che percorrerà le smart road sarà informato in tempo reale sulle condizioni della strada grazie a sistemi di connessione radio come il Wi-Fi “in motion”, che garantirà continuità del segnale ai veicoli in movimento. Il progetto di Anas prevede anche l’uso del nuovo standard ITS G5 che fa dialogare i veicoli con

l’infrastruttura e i veicoli tra loro e che aprirà le porte alle auto a guida autonoma. Le smart road italiane saranno inoltre predisposte per lo standard mobile 5G. Sul Gra e la Roma-Fiumicino (che hanno picchi, rispettivamente, di 166.000 e 115.000 veicoli al giorno) gli automobilisti potranno partecipare attivamente al progetto smart road. Grazie a una collaborazione con il Senseable City Lab Consortium del Massachusetts institute of technology di Boston, diretto dal professor Carlo Ratti, Anas attiverà da febbraio 2019 il dialogo tra i sensori fissi installati lungo le infrastrutture collegati con la fibra ottica e i dispositivi mobili degli automobilisti, ovvero gli smartphone e le stesse auto connesse, con l’obiettivo di ottenere un monitoraggio ancora più completo su traffico, meteo e stato di salute della strada.

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l'Automobile Week n. 68  

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