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Settimanale digitale • Anno 2 • Numero 39 • 04/05/2018

Supplemento settimanale a l’Automobile.

INNOVAZIONE I MOTORI I LIFESTYLE

Aria Pulita PAOLO BORGOGNONE ■ I dati sono allarmanti: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 90% degli abitanti del pianeta è esposto allo smog. 7 milioni di persone muoiono ogni anno per motivi legati all’inquinamento. Tra le cause – anche se non la principale – gli scarichi di auto e camion, specialmente i diesel. Anche per questo ovunque nel mondo si guarda con attenzione allo sviluppo di una mobilità più pulita, incentrata soprattutto sull’elettrificazione. Eppure c’è ancora chi volta la testa dall’altra parte: nella società più avanzata del pianeta, gli Stati Uniti, ammi-

nistrazione centrale e stati federati sono ai ferri corti. 17 autorità statali hanno denunciato l’intenzione del governo di Washington di rivedere (al rialzo) i vincoli alle emissioni voluti da Obama e promettono battaglia anche legale. In Europa non tutti sono convinti fino in fondo della svolta verso l’elettrico, come dimostrano le due differenti velocità a cui va la diffusione delle auto a batteria tra i Paesi del nord – Norvegia in testa – e quelli mediterranei, Italia compresa. Intanto si studiano metodi alternativi per rifornire di corrente le auto con la spina, magari producendola da fonti rinnovabili che non inquinino. Guidare pulito non è più una scelta ma, sempre più, deve diventare un obbligo morale per tutti.


SMART MOBILITY

Emissioni, 17 stati Usa contro Trump. PAOLO BORGOGNONE

“Questa è la California che dice: volete la guerra? L’avrete”. Intanto il senatore del Delaware Tom Carper ha scritto una lettera all’Epa e al ministro dei trasporti Elaine Chao chiedendo l’immediato abbandono del progetto di legge che, a suo dire, “danneggerebbe la sicurezza economica degli Stati Uniti, minerebbe gli sforzi di combattere l’inquinamento a livello globale e creerebbe inutili confusioni e rischi di cause tra le amministrazioni statali e l’industria automobilistica e andrebbe contro le stesse affermazioni del governo federale”.

SMART MOBILITY

Elettrica, sì all’energia pulita. PATRIZIA LICATA

■ La California guida la rivolta contro Trump, l’Epa (l’agenzia federale che si occupa di protezione ambientale) e l’annunciata decisione di allentare i vincoli delle emissioni per auto e mezzi pesanti imposti dalla amministrazione Obama. Proprio quando anche l’industria dell’auto di Detroit ha deciso di investire molto sull’elettrificazione, seguendo una tendenza globale. In difesa della legge Una denuncia è stata presentata da 17 stati. Oltre alla California hanno sottoscritto l’atto Connecticut, Delaware, District of Columbia (quindi la capitale Washington e i suoi dintorni), Illinois, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Minnesota, New Jersey, New York, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, Vermont, Virginia e Washington. Nella presa di posizione ufficiale si definiscono “illegali” i provvedimenti previsti e si accusa l’Epa di andare contro i propri regolamenti e contro il Clean Air Act, la legge federale del 1970 che regola la materia delle emissioni. “Gli stati firmatari – ha detto in una conferenza stampa il governatore della California Jerry Brown – rappresentano 140 milioni di americani, circa il 40% del mercato automobilistico nazionale. Il loro scopo è dimostrare che le idee di Scott Pruitt (a capo dell’Epa) sono fuorilegge”. Guerra aperta La California minaccia di trascinare l’Epa in tribunale anche qualora l’amministrazione dovesse cancellare la possibilità – sempre garantita dal precedente inquilino della Casa Bianca – per ogni stato di fissare dei propri limiti in termini di gas serra. Il responsabile della campagna “Safe Climate”, Dan Becker, ha commentato al New York Times:

■ Produrre energia elettrica da fonti rinnovabili costa meno che utilizzare quelle fossili: secondo Kaiserwetter Energy Asset Management generare elettricità da petrolio e carbone ha un costo compreso tra 49 e 174 dollari per MWh (Megawatt/ora) nei mercati del G20 nel 2017; produrla da fonte idroelettrica, eolica o fotovoltaica costa fra 35 e 54 dollari per MWh. L’andamento dei prezzi di inizio 2018 lascia prevedere che il costo standard dell’energia solare e eolica potrebbe scendere ulteriormente, assestandosi sui 30 dollari per MWh nel corso di quest’anno. Un incentivo a investire sempre di più negli impianti a emissioni zero e ad ampliare la quota di elettricità prodotta in modo pulito, già cresciuta del 18,8% nel 2017 rispetto al 2016 alla cifra record di 98,9 Terawatt/ore. Proprio nel 2017 si è registrato per la prima volta lo storico traguardo sui costi: le rinnovabili convengono e a beneficiarne è anche la mobilità, perché i velicoli batteria possono dirsi veramente a emissioni zero solo se l’elettricità che li alimenta proviene da fonti pulite. 4 Maggio 2018 ·

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Un mondo sempre più verde Kaiserwetter, gestore di asset eolici e solari, ha svolto una “analisi interna” utilizzando dati di Bloomberg, Frankfurt School, International Agency for Renewable Energy e UN Environment e confrontando i costi di 15.000 progetti di generazione elettrica da rinnovabili in 54 paesi. Attualmente nel mondo il 12,1% di tutta l’elettricità è generata da fonti rinnovabili, contro il 5,2% di dieci anni fa; la crescita è il risultato di due fattori chiave: gli investimenti (2.700 miliardi di dollari dal 2007 al 2017 su scala globale) e la tecnologia.

■ “Il Diesel ha un futuro”. Lo ha detto Volkmar Denner ceo di Bosch, il maggiore fornitore mondiale di componenti per auto in occasione della presentazione alla stampa di un sistema che consente di limitare drasticamente le emissioni nei motori a gasolio. La nuova tecnologia interviene riducendo le esalazioni fino a un decimo rispetto ai limiti oggi in vigore: 13 milligrammi per chilometro, contro i 168 previsti attualmente dalla legge (diventeranno 120 milligrammi a partire dal 2020). Secondo gli ingegneri tedeschi l’applicazione pratica della innovazione potrebbe iniziare anche da subito.

L’AI che porta a Parigi Una spinta importante allo sviluppo delle energie rinnovabili viene impressa infatti dall’introduzione delle tecnologie più innovative e, in particolare, analisi dei dati (o smart data) e intelligenza artificiale (AI). Le fonti rinnovabili come sole e vento sono da un lato “naturalmente” disponibili, dall’altro si presentano con intensità intermittente e analizzare le informazioni aiuta a produrre di più a parità di infrastruttura e a ovviare alle fasi in cui la generazione è in calo. Per esempio, i dati sull’andamento del clima e sulle prestazioni dei moduli fotovoltaici permettono di “prevedere” quando ci sarà più irraggiamento solare e di generare più energia senza aggiungere pannelli: non a caso l’elettricità da impianti fotovoltaici costa ora l’80% in meno che nl 2010. Sono passi in avanti verso il raggiungimento degli obiettivi di Parigi, sottolinea Kaiserwetter: l’accordo sul clima firmato nel 2016 da oltre 190 nazioni ci impegna a ridurre le emissioni inquinanti di almeno l’80% nel 2050 rispetto ai livelli del 1990.

No costi in più L’impianto, già in corso di sperimentazione a Stoccarda, sfrutta tecnologie esistenti – senza necessità di aggiungere altre componenti al motore o allo scarico – ottimizzando però il processo di gestione delle temperature dei gas di scarico (tenute sempre alte, oltre i 200 gradi) attraverso un’intelligenza artificiale che limita le emissioni, senza compromettere efficienza e prestazioni. Il sistema gestisce contemporaneamente anche il riciclo dei gas, che avviene più rapidamente grazie a dei turbocompressori e funziona adattandosi alle caratteristiche di chi siede al volante. Più la guida è sportiva e maggiore sarà il lavoro della nuova tecnologia. Alla Bosch assicurano che, grazie all’utilizzo di componenti già in commercio, non ci saranno costi aggiuntivi per i clienti. Insomma i motori diesel inquineranno molto meno ma rimarranno comunque abbordabili.

INNOVAZIONE

Bosch, nuova vita al diesel. VALERIO ANTONINI

Mercato in crisi Stando a uno studio redatto dal Boston Consulting Group le vendite di auto a gasolio crolleranno dal 48% al 36% nei prossimi due anni. Nei 15 Stati dell’Unione Europea, le auto a benzina hanno superato quelle diesel per la prima volta dal 2009. Il calo non ha coinvolto gli Stati Uniti dove, nel 2017, le vendite sono cresciute del 3,5% rispetto all’anno precedente.

SMART MOBILITY

Europa boom a batteria. CARLO CIMINI ■ Nel mese di marzo 2018 il mercato europeo delle auto elettrificate ha raggiunto livelli senza precedenti: 40.000 immatricolazioni. Questo traguardo è il nuovo record di vendite in assoluto in questo settore, superando quello datato dicembre 2015 in cui si erano registrate 34.000 unità. Le auto “green” hanno conquistato un +41% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e, probabilmente, questo dato consentirà di aumentare la quota di mercato delle elettrificate fino al 2% (2,2% a marzo) sul totale.

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■ La terza generazione della Porsche Cayenne, il suv che più ha cambiato i connotati del marchio tedesco, è adesso disponibile nella versione ibrida plug-in E-Hybrid. Questa volta la tedesca prende in prestito molte tecnologie dalla supercar 918 Spyder e propone sotto al cofano un 3 litri V6 da 340 cavalli, abbinato a un motore elettrico da 100 kilowatt (136 cavalli) per una potenza totale di 462 cavalli.

Podio tutto elettrico Le vetture a zero emissioni sono cresciute più velocemente rispetto alle ibride classiche e plug-in. La Nissan Leaf a batteria si conferma la regina delle full electric: il risultato di 6.053 immatricolazioni non è solo il miglior traguardo mensile in Europa raggiunto per un’auto completamente elettrica, ma è il secondo risultato di sempre per questa tipologia di vettura nel vecchio continente. Record anche per la Renault Zoe sempre a batteria con 4.248 esemplari della berlina francese consegnati a marzo, e secondo posto in graduatoria. A seguire, la medaglia di bronzo va a Tesla capace di raggiungere dei numeri mai lontanamente avvicinati nei mesi precedenti: la Model S, in particolare, ha ottenuto il suo miglior risultato in 27 mesi, quasi 2.800 esemplari venduti. Nota di merito per Mitsubishi Outlander, la prima tra le ibride plug-in con 2.541 immatricolazioni.

44 chilometri a zero emissioni Ad alimentare la parte elettrica della vettura provvede un pacco batterie raffreddato a liquido da 14,1 kilowattora, incrementato nella capacità di circa il 30% rispetto a quello impiegato sulla precedente edizione. Questo è alloggiato sotto il piano di carico nella parte posteriore e, sfruttando un caricatore veloce da 7,2 kilowatt gestibile da remoto tramite il sistema Porsche Communication Management, può essere ricaricato in poco più di 2 ore per garantire fino a 44 chilometri di marcia in modalità solo elettrica a zero emissioni alla velocità di 135 chilometri orari. Prestazioni da supercar Grazie alla coppia massima di 700 newtonmetri, già disponibile fin dai bassi regimi, la nuova Cayenne EHybrid promette prestazioni da vera sportiva, scatta da 0 a 100 orari in 5 secondi e raggiunge una velocità massima di 253 chilometri orari. Numeri da primato per la categoria che si uniscono, stando a quanto dichiarato dalla Porsche, a delle emissioni ridotte fino a 72 grammi per chilometro di CO2 e un consumo medio di carburante di 3,2 litri di benzina per fare 100 chilometri secondo il ciclo di guida europeo (NEDC). In vendita con un listino a partire da 93.400 euro.

AUTO E MOTO AUTO E MOTO

Cayenne, che ibrida. LUCA GAIETTA

Honda, a Pechino l’elettrica pura. PAOLO ODINZOV ■ Il marchio Everus, nato dalla joint-venture tra Honda e la cinese GAC Group, ha presentato al Salone di Pechino la EV Concept: prototipo che anticipa la prima vettura completamente elettrica prodotta dalla Honda, destinata a competere nel segmento dei suv. L’arrivo della versione di serie sul mercato è previsto entro la fine del 2018 e inizialmente la Everus EV Concept verrà commercializzata nella sola Repubblica Popolare. Anche per il car sharing La Everus EV Concept riprende nella linea alcune soluzioni stilistiche tradizionali della Honda: ad esempio la maniglia 4 Maggio 2018 ·

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di lunghezza) che condivide con la più grande LS, l’idea di una piattaforma modulare (per la ES la “GA-K”) ed una lunga lista di dispositivi di sicurezza. E soprattutto lo stesso passo che garantisce una grande abitabilità posteriore.

posteriore integrata nel montante simile a quella della HRV. Ma si distingue subito dalle altre vetture della Casa giapponese per il frontale con dei singolari gruppi ottici a Led, il logo del brand posizionato sul cofano e la mascherina che cela lo sportello della presa di ricarica. L’autonomia del modello non è stata ancora diffusa mentre è invece certo che questa vettura sarà destinata alla commercializzazione attraverso la normale rete di vendita e verrà utilizzata anche per il servizio di car sharing dall’azienda cinese Reachstar.

AUTO E MOTO

Lexus ES, “piccola” ammiraglia. ALESSANDRO MARCHETTI TRICAMO

Avanti tutta La trazione è anteriore: in attesa della prova in strada, teoricamente è un piccolo pegno da pagare alla più divertente posteriore delle rivali tedesche. Staremo a vedere. Nel frattempo lo sguardo è catturato dalla tradizionale grande calandra a forma di clessidra sul frontale e da una silhouette che strizza l’occhio a forme da coupé. All’interno si è puntato sul dividere in maniera decisa gli spazi dedicati al guidatore e al passeggero: per il primo display centrale, strumentazione ed head-up display sono tutti in un unico dispositivo e creano un ambiente simile al cockpit di un aereo. Per il passeggero invece uno spazio pulito e ampio, una sorta di loft dove godersi il viaggio nel massimo comfort. Solo ibrida Come tutte le Lexus in Italia la LS sarà in vendita solo in versione ibrida. Scelta commerciale e soprattutto di vita. Il 2.5 a benzina è quindi affiancato dal motore elettrico per un totale di 218 cavalli. Pochi per una vettura di queste dimensioni? Probabile. A guardare però i numeri, oltre il 70% delle vendite in Italia ha 190 cavalli. La sfida semmai si gioca sulla risposta all’acceleratore: se le berline tedesche possono contare su Diesel pronti a spingere in basso, per la nuova ES è tutto nelle mani dell’elettronica di gestione del sistema ibrido e del cambio automatico a variazione continua CVT. Più i chip riescono a inseguire le esigenze di chi è al volante, meno sarà la nostalgia per lo spunto del vecchio Diesel. La berlina giapponese sarà disponibile anche in versione F Sport che aggiunge, oltre ad un piccolo spoiler posteriore, la modalità di configurazione Sport+: risposta più rapida per motore, trasmissione e sistema di sospensioni. Target 100mila La settima generazione della ES dovrà dare il suo contributo per far raggiungere a Lexus l’obiettivo previsto per il 2020 in Europa: arrivare a 100mila vetture vendute l’anno, 25mila in più rispetto ai livelli del 2017. La nuova Lexus ES arriverà a dicembre con un prezzo a partire da circa 50 mila euro e giocherà in un segmento che sul mercato italiano – wagon escluse – vale circa 6.500 unità.

SMART MOBILITY

■ BRUXELLES – Ora tocca a ES. La settima generazione della berlina Lexus arriva per la prima volta in Europa, coprendo il buco nella gamma del marchio giapponese lasciato dall’uscita di scena della GS. La nuova Lexus ES è una “piccola” ammiraglia (la taglia è quella giusta con quasi 5 metri 6

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Ford GoBikes, elettriche a San Francisco. CARLO CIMINI


■ Le bici elettriche GoBikes di Ford sono ufficialmente arrivate a San Francisco. A gestirle è Motivate – precedentemente chiamato Alta Bicycle Share – una società con sede a New York specializzata in sistemi di condivisione negli Stati Uniti. L’azienda, che sta espandendo il servizio anche in California con l’offerta delle due ruote a pedalata assistita, ha inizialmente messo su strada 250 e-bike. Servizio in espansione Le Ford GoBikes possono essere sbloccate sia da chi possiede la carta Clipper l’abbonamento al trasporto pubblico della città della Baia, che tramite l’app proprietaria della Casa di Detroit, senza costi aggiuntivi. Con le bici elettriche, gli utenti possono viaggiare a una velocità di 29 chilometri orari. L’offerta di Ford arriva un paio di mesi dopo il lancio – sempre a San Francisco – di Jump, attivo da quando Uber ha acquisito l’azienda per circa 166 milioni di euro. Le bici dell’Ovale Blu però in più possono essere parcheggiate ovunque grazie a un lucchetto automatico, senza fare necessariamente ricorso alle dock station, e hanno batterie removibili. Attualmente nella Bay Area di San Francisco ci sono 262 stazioni Ford GoBikes con oltre 2.600 biciclette. Entro la fine di quest’anno, ci saranno 546 stazioni con 7.000 due ruote a batteria, che renderanno questo il secondo sistema di bike sharing più grande nel Nord America.

INNOVAZIONE

Nissan, offensiva a batteria. PAOLO ODINZOV ■ Nissan ha presentato al Salone di Pechino la Sylphy Zero Emission che sarà la prima auto elettrica del costruttore giapponese prodotta su larga scala in Cina. Derivata dalla

omonima berlina, si tratta di una vettura basata sulla stessa piattaforma dell’ultima Leaf, in grado di offrire diverse opzioni di ricarica rapida e un’autonomia di percorrenza fino a 338 chilometri. Tecnologie da ammiraglia Prevista nelle concessionarie entro fine dell’anno, la Sylphy Zero Emission integra a bordo tecnologie da categoria superiore: come ad esempio l’avviso del cambio di corsia involontario, la frenata d’emergenza intelligente, il rilevamento posteriore degli ostacoli e l’avviso angolo cieco. Si tratta infatti di un modello strategico, destinato ad incrementare fortemente le vendite locali del costruttore Un modello per una crescita sostenibile “Per una crescita sostenibile in Cina stiamo adottando una strategia fortemente incentrata sulla tecnologia dei veicoli elettrici in linea con la Nissan Intelligent Mobility – ha detto José Muñoz, cpo di Nissan nella Repubblica Popolare – la nostra ambizione è diventare leader dei veicoli elettrici in Cina proponendo più di 20 modelli elettrificati nei prossimi cinque anni sotto i marchi Nissan, Venucia, Infiniti e Dongfeng”.

INNOVAZIONE

Didi Chuxing, elettrificazione globale. CARLO CIMINI ■ In occasione dell’Auto Show di Pechino, il colosso Didi Chuxing – l’impresa di rete di trasporti cinese, che fornisce veicoli e taxi prenotabili tramite app via smartphone – ha annunciato l’alleanza con 31 Case automobilistiche (tra cui Toyota, Volkswagen, Renault, Nissan e Mitsubishi) per sviluppare una serie di veicoli elettrificati, economicamente accessibili per chiunque, nel Paese asiatico. L’obiettivo del colosso cinese 4 Maggio 2018 ·

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è quello di produrre una flotta di un milione di veicoli a batteria e ibridi entro il 2020 e 10 milioni entro il 2028. La Cina guida la rivoluzione elettrica La strategia a emissioni zero, secondo Didi, inoltre porterebbe a quadruplicare il numero di utenti iscritti ai suoi servizi (attualmente sono 450 milioni) a due miliardi di persone, in tutto il mondo, entro i prossimi 10 anni. L’amministratore delegato dell’azienda, Cheng Wei, ha dichiarato che con questo programma, la Cina diventerà il fulcro del cambiamento dell’intera industria automobilistica, per una mobilità sostenibile. “L’alleanza è una scelta importante e fondamentale per il futuro del settore dei trasporti e dell’innovazione”, ha spiegato il ceo Cheng. Inoltre, per portare avanti la strategia, l’aiuto degli investitori non manca e Didi ne ha di potenti: ai tre giganti “digitali” cinesi Alibaba, Tencent e Baidu, si è aggiunta anche Apple che si è assicurata una quota azionaria di Didi pari a un miliardo di dollari nel 2016.

Svolta elettrica Il 15% della cifra, circa 25 milioni di dollari, potrebbe essere utilizzato per favorire la creazione di infrastrutture di ricarica destinate alle auto elettriche, mentre il restante dovrebbe essere diviso tra le varie municipalità per incentivare lo svecchiamento del parco dei mezzi pubblici. In Florida l’elettrificazione della mobilità cresce con un tasso annuo del 33%, con 27.000 auto a emissioni zero attualmente circolanti e più di 2000 colonnine. Gli esperti prevedono che questo tasso crescerà di sei volte entro il 2026. “È fondamentale – è la posizione ufficiale del governo dello Stato a Tallahassee – che questi fondi vengano impiegati per un miglioramento reale delle condizioni ambientali. L’obiettivo è ridurre il numero di motori diesel e far spazio ai veicoli a batteria.

AUTO E MOTO

Bentley Volkswagen, Continental GT, terza 166 milioni per la Florida. generazione. SMART MOBILITY

PAOLO ODINZOV SAMUELE MARIA TREMIGLIOZZI ■ Volkswagen pagherà allo Stato della Florida 166 milioni di dollari in 10 anni (sui 2,7 miliardi totali che il colosso di Wolfsburg è stato condannato a rifondere all’Epa, l’Ente statunitense per la protezione ambientale) come “riparazione” per i danni causati dalle emissioni eccessive dei suoi motori diesel. La destinazione finale dei fondi previsti nell’accordo per il dieselgate per la Florida non è ancora stata indicata e si aspetta l’esito di un sondaggio tra i cittadini che terminerà la prossima settimana. 8

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■ Arriva sulle strade la terza generazione della Bentley Continental GT: celebre Granturismo del marchio di Crewe, di proprietà del gruppo Volkswagen, prodotta dal 2003 e rivale di modelli come l’Aston Martin DB11 o la Ferrari GTC4 Lusso T. Prodotta in Gran Bretagna con metodiche artigianali, rispetto alla precedente la nuova Bentley Continental GT ha un corpo vettura più dinamico e sinuoso che trasmette alla vista eleganza e sportività. L’abitacolo, curato come da tradizione nei minimi particolari, propone diverse dotazioni inedite per il modello tra cui la strumentazione digitale.


Da 0 a 100 in 3,7 secondi Sotto al vestito, l’inglese nasconde invece una versione aggiornata del propulsore W12 TSI benzina da 6 litri, della potenza di 635 cavalli e 900 newtonmetri di coppia, associato a una trasmissione a doppia frizione e otto rapporti. Questo le permette di raggiungere i 333 chilometri orari di velocità massima, scattando da 0 a 100 in soli 3,7 secondi. Una nuova dimensione del lusso La terza generazione di Continental GT raggiunge una nuova dimensione in termini di design e contenuti tecnici – ha detto Wolfgang Durheimer, presidente e ceo di Bentley Motors – esprime il desiderio di innovazione che guida e celebra la nostra tradizione, innalzando ulteriormente il piacere di guida e di possesso per i clienti Bentley”.

INNOVAZIONE

La Ford inventa il finestrino per ipovedenti.

di grigi. Passando le dita sopra, il finestrino produce delle vibrazioni in grado di tradurre fisicamente il panorama, che sia un bosco o un tramonto. In totale sono 225 le intensità differenti che il sistema può riprodurre. Idea italiana A sviluppare Feel the view per Ford Italia è stata la start-up italiana Aedo, specializzata nella creazione di sistemi dedicati ai non vedenti. Nella fase di sviluppo di quello che è ancora un concept hanno partecipato persone dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e dell’associazione Views International.

INNOVAZIONE

L’auto diventa Transformer. SERGIO BENVENUTI

VALERIO ANTONINI ■ Un panorama è per tutti. Anche per chi è ipovedente. Anche se viaggia in auto. L’idea è di Ford che promuove il dispositivo chiamato Feel the view: applicato al finestrino di una vettura riesce a codificare quanto c’è fuori. Finestrino tattile I non vedenti possono assistere allo spettacolo della natura, semplicemente usando la punta delle dita. In pratica si trasforma un finestrino o un parabrezza in un display tattile. Il dispositivo scatta una foto e l’intelligenza artificiale la trasforma in una immagine ad elevato contrasto in scala

■ È il sogno di tutti i bambini, i maschietti in particolare: trasformare i cartoni animati in realtà. Il passo è gigante ma la giapponese Brave Robotics non si pone limiti e ha 4 Maggio 2018 ·

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dato vita al robot “J-deite Ride”, un Transformer che, con un semplice comando, in un minuto può diventare un’auto sportiva perfettamente funzionante. Mossa, per di più, da un motore elettrico. Da un semplice disegno Il “Transformer” è stato realizzato dall’ingegnere meccanico Kunio Okawara ma nasce ancor prima da un’idea di Kenji Ishida, l’amministratore delegato di Brave Robotics, fan sfegatato dei film anime: “Da bambino sono cresciuto credendo che i robot dovessero essere capaci di cose del genere – ha detto Ishida – e sono riuscito a realizzarlo”. Il

mezzo è alto 3,7 metri, pesa 1,6 tonnellate e può trasportare solo due passeggeri. Inoltre è possibile controllare il droide anche a distanza, via radio. Il J-deite Ride è stato sviluppato in collaborazione con Asratec, una società specializzata in robot, e con Sansei Technologies, l’azienda conosciuta principalmente per i parchi divertimenti (Disney e Universal Studios su tutti). Il robot sarà esposto in un evento presso il circuito Twin Ring Motegi dal 28 aprile al 5 maggio. Non è da escludere anche la sua presenza allo Iaapa Attractions Expo 2018, una delle più grandi fiere al mondo che si terrà in Florida, negli Stati Uniti, a novembre.

SMART MOBILITY

Russia 2018, Mondiale sostenibile. ELISA MALOMO ■ In occasione del campionato del mondo di calcio 2018 in Russia, in programma dal 14 giugno al 15 luglio, la Fifa - come già accaduto per Brasile 2014 - lancia una campagna in difesa dell’ambiente. I possessori dei biglietti per le partite sono invitati a firmare una petizione online a favore dell’ecosostenibilità e, in particolare, della riduzione di CO2. Per ogni firma la Fifa compenserà 2.9 tonnellate di anidride carbonica, ovvero la quantità che si stima verrà prodotta da ciascun tifoso che si recherà in Russia. Il progetto coinvolge anche quanti si sposteranno con mezzi propri, come l’automobile, per raggiungere le città delle partite. Impatto ambientale Il progetto ha preso il via a seguito di una stima realizzata per la federazione mondiale da South Pole Group circa l’impatto ambientale del torneo - il più grande evento sportivo organizzato sul pianeta - sulla salute della Terra. Secondo lo studio "Greenhouse Gas Accounting Report" in totale durante la manifestazione verranno prodotte oltre 2.1 milioni di tonnellate di CO2. La maggiore fonte di questo inquinamento saranno i viaggi (soprattutto aerei, ma ci sono anche quelli in automobile) dei tifosi da e per la Russia, insieme a tutti gli spostamenti che verranno effettuati nel Paese ospitante con qualsiasi mezzo di locomozione. Call to action Oltre alla compensazione di 2.9 tonnellate di diossido di carbonio per ogni adesione alla campagna, la Fifa fa sapere che tutti i possessori dei biglietti, previa presentazione del Fan-ID (una tessera del tifoso creata ad hoc per l’evento 2018), avranno diritto ad usufruire gratuitamente dei trasporti pubblici da e per lo stadio nel giorno della partita. Stessa facilitazione anche per gli spostamenti tra una città e l’altra in occasione dei match. Ma le sorprese non 10

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finiscono qui. I fan che avranno aderito all’iniziativa parteciperanno all’estrazione di due biglietti per assistere alla finale del Mondiale in programma allo Stadio Luzniki di Mosca il 15 luglio. Per tutte le info è possibile consultare il sito www.fan-id.ru. Fifa in prima linea La Fifa nutre grandi aspettative rispetto alla sua iniziativa, come conferma Fatma Samoura, Segretario Generale dell’organizzazione: “Il clima della Terra sta cambiando a causa dell’attività umana. Abbiamo bisogno di ridurre le emissioni nell’atmosfera. La Fifa prende la responsabilità ambientale molto seriamente, soprattutto in occasione di un evento universale come i Mondiali. Proprio per questo insieme al comitato organizzatore compenseremo non solo tutte le nostre emissioni. Attraverso la campagna a favore del clima lanciata in questa occasione, supportiamo anche la neutralizzazione delle emissioni di chi parteciperà all’evento”.


PAESE

Museo Piaggio, Vespa e... ANTONIO VITILLO

■ La storia di Piaggio inizia a Sestri Ponente, sulle coste liguri, sul finire dell’800, per poi espandersi nell’entroterra, nel 1917. All’epoca Rinaldo Piaggio, dopo aver operato con successo fra Sestri e Finale Ligure - in settori come l’arredamento navale e l’industria ferroviaria - nel desiderio di dare sfogo al suo spirito imprenditoriale, rilevò un’azienda aeronautica di Pisa. È il primo step dell’insediamento di Piaggio in Toscana. Bisognerà, poi, arrivare al 1924 per vedere Rinaldo, originariamente impegnato nella costruzione dei motori per aerei, acquistare una piccola azienda ricavata dalla sezione motoristica del locale Consorzio Agrario: la Costruzione Meccaniche Nazionali di Pontedera. E la Piaggio diventava così “toscana”. Grandi nomi Nell’orbita Piaggio hanno gravitato spesso personaggi di spicco. Fra questi, il piemontese Giovanni Agnelli. E gli ingegneri Giovanni Gabrielli, Giovanni Casiraghi e, soprattutto, Corradino D’Ascanio. Un abruzzese di Popoli, inventore dell’elicottero moderno. Che nel ’34, da poco arrivato a Pontedera, concepisce l’elica “a passo variabile in volo”. È a D’Ascanio che si deve buona parte della genialità innovativa della Piaggio. Suo è il progetto della Vespa, che comparve ufficialmente nel ’46, in un’epoca di riconversione dell’industria, dalla bellica a quella rivolta alla produzione “di pace”.

Tutti i nomi Esempio di libero ingegno orientato alla mobilità, al trasporto su strada, diversi altri sono stati i veicoli importanti nella storia della più grossa azienda motociclistica italiana. Il gruppo Piaggio, oggi, comprende altri marchi storici nazionali, dall’Ape alla Moto Guzzi, passando per l’Aprilia e la Gilera. Nel rinnovato Museo Piaggio, che è appena stato aperto al pubblico, vi sono ben 250 pezzi a rappresentare queste aziende. Ciascuno protagonista di un pezzo di storia della moto in Italia, che comprende il prestigio di 104 titoli mondiali conquistati. È anche la mobilità a due ruote ad essere rappresentata, in un museo ricavato dal recupero degli antichi, affascinanti capannoni industriali di Pontedera. Aree espositive che arrivano ad occupare 5.000 metri quadrati, dai 3.000 già dedicati, in larga parte, al Museo Vespa ma in cui non possono mancare esempi della memoria industriale della Piaggio, come quella aeronautica e ferroviaria. La mobilità di oggi e domani Fino al 10 giugno, il Museo Piaggio, ospiterà anche la mostra “FuturPiaggio – 6 lezioni italiane sulla mobilità e sulla vita moderna”. Il titolo che è lo stesso di un’opera del professor Jeffrey Schnapp, insegnante all’Università di Harvard, negli Stati Uniti. Libro che, ispirandosi al futurismo e alla celebrazione del motorismo, ripercorre il concetto di mobilità nell’interpretazione del Gruppo Piaggio. 4 Maggio 2018 ·

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LIFESTYLE

Daniel Day-Lewis: addio al volante di una Bristol. GIUSEPPE CESARO

■ “Daniel Day-Lewis non lavorerà più come attore. È immensamente grato a tutti i suoi collaboratori e al pubblico di tutti questi anni. Questa è una decisione personale e privata e né lui né i suoi rappresentanti faranno ulteriori dichiarazioni a riguardo”. È il giugno 2017 quando Leslee Dart – addetta stampa dell’attore inglese (Londra, 29 aprile 1957: 61 anni domani) – rilascia questa breve dichiarazione a Variety, seminando sconcerto nel mondo del cinema.

portato a interpretare ‘solo’ 21 film. Tutti, però, di altissima qualità. Oltre ai 3 Oscar, nel suo palmares troviamo anche 2 Golden Globe (su 8 nomination) e ben 4 Bafta (7 nomination). Tra gli altri titoli che non è possibile non menzionare, ci sono autentici capolavori quali: “My Beautiful Laundrette” (1985), “Camera con vista” (1985), “L’ultimo dei Mohicani” (1992), “L’età dell’innocenza” (1993), “Nel nome del padre” (1993), “The Boxer” (1997) e “Gangs of New York” (2002).

L’unico con 3 Oscar da protagonista Del resto Day-Lewis non è certo un nome qualunque. Considerato uno dei più grandi interpreti della sua generazione, è l’uomo che ha vinto il maggior numero di Oscar come ‘migliore attore protagonista’: 3, su 6 nomination: “Il mio piede sinistro” (1989), “Il petroliere” (2007) e “Lincoln” (2012). Meglio di lui, solo una donna: Katharine Hepburn, che di Oscar da protagonista ne ha vinti 4: “La gloria del mattino” (1933), “Indovina chi viene a cena” (1967), “Il leone d’inverno” (1968) e “Sul lago dorato” (1981). Non a caso, un gigante della regia come Frank Capra diceva di lei: “Ci sono donne e donne, poi c’è Kate. Ci sono attrici e attrici, poi c’è la Hepburn”.

Da calzolaio… Quella del giugno 2017, però, non è la prima volta che il trevolte-Oscar medita di smettere di recitare. È già successo. Alla fine degli anni Novanta, infatti, si prende una lunga pausa di riflessione. “Semi-pensionamento” lo definirà. Quasi un anno lo passerà a Firenze, per apprendere l’arte del calzolaio alla bottega di Stefano Bemer, grande maestro artigiano della calzatura fatta a mano (scomparso nel 2012, a soli 48 anni), le cui creazioni vestono i piedi del jet-set internazionale. “È una specie di antidoto all’altra cosa che faccio", dichiarerà l’attore a Rolling Stone. “Probabilmente soprattutto perché, alla fine, hai qualcosa di tangibile davanti a te: e se hai fatto un casino, lo vedi molto chiaramente e puoi fare tutto da capo. Non è questione di opinioni: o il lavoro è fatto bene o è fatto male.”

Estremamente selettivo In 46 anni di carriera (comincia nel ’71, a soli 14 anni, con una piccola parte in “Domenica, maledetta domenica”), DayLewis è sempre stato estremamente selettivo, cosa che lo ha 12

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A macellaio Passeranno cinque anni prima che il calzolaio decida a la-


sciare di nuovo il posto all’attore. E ciò accadrà solo grazie alle insistenze di Martin Scorsese, che vuole DD-L nel ruolo di William “Bill il macellaio” Cutting in “Gangs of New York”. “Marty – ha raccontato “il macellaio” al The Guardian – è un grande narratore. Davvero: un cineasta e un artista eccezionale. Così, quando ha cominciato a raccontarmi questa storia fantastica sulle gang che governavano New York nel diciannovesimo secolo – beh, sono rimasto conquistato.” Del resto, Day-Lewis non ha mai fatto mistero della sua ammirazione per il regista di “Taxi Driver”: “Auguro a tutti i miei colleghi – ha dichiarato – di provare, almeno una volta nella vita, l’esperienza di lavorare con Martin Scorsese.” Più di così. Fermato da un fantasma La prima volta che DD-L lascia il palcoscenico, però, è il 1989. Siamo al National Theatre di Londra e lui sta interpretando “Amleto”. A un certo punto, nel bel mezzo dello spettacolo, esce di scena, dichiarando di aver visto il fantasma di suo padre, Cecil Day-Lewis (poeta e scrittore inglese di origini irlandesi: vice presidente della “Royal Society of Literature”, membro onorario della “American Academy of Arts and Letters” e insignito del prestigioso titolo di Poet Laureate), morto per un tumore al pancreas nel 1972. In seguito, l’attore spiegherà che stava parlando in senso metaforico. "In un certo senso, vedevo il fantasma di mio padre ogni sera, poiché, naturalmente, quando reciti in un dramma come Amleto, analizzi tutto attraverso la tua esperienza personale.” L’ultimo film “Filo nascosto” – il film del 2017 di cui Paul Thomas Anderson (che ha già diretto Day-Lewis ne “Il petroliere”) firma soggetto, sceneggiatura e regia – rimarrà, molto probabilmente, l’ultima prova d’attore del nostro. Stando a quanto ha dichiarato, però, lui non andrà a vederlo. “Non voglio vedere il film: è legato alla decisione che ho preso di smettere di fare l’attore”, ha spiegato alla CNN. “Anche se non è per questo che la tristezza mi ha preso e non se n’è più andata. Questo è successo durante la narrazione della storia, e non so davvero perché.” Una Bristol da Oscar Se esistesse la categoria di “migliore attrice co-protagonista”, probabilmente l’Oscar dovrebbe andare alla magnifica Bristol 405 quattro porte color vinaccia, a bordo della quale Reynolds Woodcock – affermato stilista d’alta moda nell’Inghilterra di metà anni Cinquanta (interpretato, ovviamente, da DD-L) – si lancia in meravigliose fughe tra le ammalianti strade secondarie dell’isola. È lei, infatti, a giudizio di alcune firme, la vera star del film. In effetti, bellezza, classe e fascino certo non le difettano. Anzi.

guerra, la company acquista i diritti del motore BMW328 e avvia la produzione di automobili. Fatta a mano Costruita a mano in circa 300 esemplari tra 1955 e 1958, per una clientela particolarmente ricca (costava molto più di una Jaguar) che ama le emozioni della guida veloce, la 405 è l’unica quattro-porte della Casa di Filton (una cittadina del Gloucestershire a pochi chilometri da Bristol) ed è tra le primissime a presentare delle piccole pinne di coda e un faro al centro di una griglia anteriore ispirata a quelle degli aerei. Lunga 4,8 metri, larga poco più di 1,7mt e alta poco meno di un metro e mezzo (1.460 mm), con un peso in ordine di marcia di 1.250kg (guidatore escluso), è equipaggiata con un motore BMW 6 cilindri in linea – 2 valvole per cilindro, ha 5 marce, 1.971 cm3, per 105 cavalli ed è in grado di raggiungere una velocità massima di 177km/h e passare da 0 a 100 in 14.6 secondi. Abituata alla macchina da presa Per questo gioiello, però, quella in “Filo nascosto” non è la prima volta sotto i riflettori. Anche Peter Sarsgaard la guida in “An Education” – film del 2009, basato sulle memorie della giornalista inglese Lynn Barber e sceneggiato da Nick Hornby – mentre, nel nuovo adattamento di “Mistero a Crooked House” (2017) di Agatha Christie, la vediamo tra le mani del detective privato “Charles Hayward”, interpretato da Max Irons. Il Federer del cinema Se è vero – ha scritto The New Yorker – che “Filo nascosto” sarà il suo ultimo film, Daniel Day-Lewis ci mancherà quando si ritirerà dal quel gioco che ha nobilitato. È il Federer del cinema”. A chi gli chiede se la scelta di smettere di recitare lo faccia sentire meglio, risponde: “Non ancora. Provo una grande tristezza. E credo sia questo il modo giusto di sentirsi. Sarebbe davvero molto strano se questo fosse solo un passo gioioso in una vita completamente nuova. Mi sono appassionato alla recitazione quando avevo 12 anni, quando tutto ciò che non era il teatro – quella scatola di luce – era gettato nell’ombra. Quando ho iniziato, era questione di salvezza. Ora, voglio esplorare il mondo in un modo diverso.” Perché no? Magari a bordo di una vecchia meraviglia inglese color vinaccia.

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Supplemento settimanale a l’Automobile Pubblicazione online - Reg. Tribunale di Roma n. 24/2016 del 09/03/16 Iscrizione R.O.C. n. 14674 - ISSN 2499-670X Direttore Responsabile Alessandro Marchetti Tricamo Redazione via Solferino, 32 - 00185 Roma tel. 06.45406719 • fax 06.49982874-2829

Figlia del vento Parliamo di una straordinaria sintesi di design ed aerodinamica – tra le auto più veloci e guidabili della sua generazione – che sfrutta, sia nei materiali (corpo in alluminio) che nel design (linee disegnate nella galleria del vento), mentalità ed esperienza dell’industria aeronautica. Non a caso, pochi anni prima, la Bristol Airplane Company aveva costruito sia il bombardiere leggero Blenheim che il caccia Beaufighter, entrambi impiegati dalla Royal Air Force in tutti i principali teatri di guerra del secondo conflitto mondiale. Finita la

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PAESE BIG DATA

L’Italia a batteria. STEFANIA SPAZIANI

Numeri, analisi, scenari e alcune incertezze: perché l’arrivo dell’auto elettrica può essere un’occasione di sviluppo per il nostro Paese.

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■ Il mercato automotive traina la crescita dell’economia italiana che ha visto nel 2017 segnare un +1,5% di Pil, secondo le ultime stime dell’Istat. Con un fatturato cresciuto del 17%, il settore registra la migliore performance in termini di crescita della produttività del lavoro (valore aggiunto per ora lavorata) portando a segno un +8,2%, mentre mediamente l’indice di produttività dell’Italia è fermo da 13 anni. Non solo. Secondo l’International Trade Centre, l’Italia è la seconda nazione più competitiva – dopo la Germania nel commercio internazionale di mezzi di trasporto. Sebbene l’Italia sia ancora molto lontana dai numeri dei principali mercati europei, il segmento dell’auto elettrica sembra destinato nei prossimi anni ad avere uno sviluppo decisivo. In occasione del forum The European House Ambrosetti in collaborazione con Enel è stato presentato lo studio “e-Mobility Revolution” che mappa proprio la Value Chain, la catena del valore della mobilità elet-


...dal nostro mensile PUBBLICATO SUL NUMERO 17 - APRILE 2018

trica nel nostro Paese. L’intera filiera allargata ha un valore complessivo di 159.435 imprese con 822.906 occupati e un fatturato annuo di circa 390 miliardi di euro. Valori da considerare come una base di partenza visto che si riferiscono al 2014. 2030: elettrici in massa Lo studio ipotizza il 2025 come anno di tendenziale parità tecnologica tra propulsione elettrica e motore termico. Il 2030 invece è visto come data limite dalla quale la produzione diventerà di massa. Sono analizzati quattro possibili scenari: basso, medio, alto e accelerato. Il parco degli autoveicoli circolanti elettrici passerà da circa 10mila unità del 2016 fino a raggiungere progressivamente i 3 milioni di veicoli nello scenario accelerato nel 2025 (considerando anche gli ibridi plug-in). Analogamente nel 2030 viene ipotizzato uno stock di 500mila autoveicoli elettrici circolanti del primo scenario fino a quello migliore con 9 milioni.

Ipotizzando, dunque, una progressiva riduzione dei veicoli a motore a combustione fino alla loro scomparsa e alla loro sostituzione con veicoli elettrici, in assenza di disruption tecnologica, ne risulta che il fatturato attivabile, ovvero quello che si potrà generare nella filiera dei veicoli elettrici, potrà variare tra i 24 e i 100 miliardi nel 2025 e tra i 68 e i 303 miliardi nel 2030. Dal punto di vista occupazionale il numero dei posti di lavoro che possono essere “attivati e non persi” nel 2030 oscillerebbe tra le 113.000 e le 400.000 unità. Grande opportunità La crescita – va chiarito – è tuttavia subordinata alla soluzione di una serie di problematiche di diversa natura. Infrastrutturale, per la produzione di energia elettrica necessaria a sostenere i diversi scenari: energia che dovrà essere ricavata da fonti rinnovabili per arrivare a un ciclo chiuso a zero emissioni reali. Eco-

nomica: chi sostiene la fase di transizione e gli elevati costi e prezzi di vendita dei veicoli elettrici? C’è poi da risolvere la questione dello smaltimento delle batterie esauste e dei tempi lunghi di ricarica. La diffusione della e-mobility permetterà comunque di sviluppare nuovi settori e rafforzare quelli esistenti con evidenti vantaggi occupazionali; permetterà di continuare ad eccellere in determinati comparti, guadagnando vantaggi competitivi a livello internazionale (carrozzeria e interni, componenti elettroniche, apparecchiature di ricarica, rete elettrica e servizi di mobilità) e costituirà l’occasione per fare innovazione e conquistare nuovi settori, oggi appannaggio di altri Paesi (vedi celle al litio). Lo sviluppo del mercato dell’auto elettrica, seppur con le incertezze di cui parlavamo in precedenza, deve essere dunque considerato una grande opportunità di crescita per l’Italia. Una occasione da non perdere.

Fatturato della filiera e-mobility in Italia Il totale lordo - riferito al 2014 - è di 390 miliardi di euro. Sotto un’ipotesi di incremento del business in miliardi al 2030 in diversi scenari.

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l'Automobile Week 39  

Il nuovo settimanale online de l'Automobile (4-10 maggio)

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