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Supplemento settimanale a l’Automobile.

INNOVAZIONE I MOTORI I LIFESTYLE

Settimanale digitale • Anno 3 • Numero 89 • 14/6/2019

Torino al centro. LUCA BEVAGNA ■ Torino è protagonista. In queste ore la città piemontese riacquista una centralità nel mondo dell’auto che aveva perso da tempo. Dei tentativi di fusione tra Fca e Renault (con Nissan terzo, e scomodo, interlocutore) si è detto molto. In attesa di vedere come andrà a finire, la partita si sposta sulle rive del fiume Po. E va in scena una festa. Quella lontana da strategie industriali che mettono al centro sinergie, volumi e tagli dei costi. È il Salone del Parco del Valentino, evento che si svolgerà dal 19 al 23 giugno, dove sono altri i numeri che di-

ventano protagonisti. A cominciare dall’affluenza di pubblico: una grande e sterminata folla, pronta a celebrare un oggetto come l’automobile, ben lontana, nonostante quello che si dice in giro, dal suo “The End” finale. Storie di passioni che porteranno nel Parco e in tutta la città circa 50 marchi, dai più grandi alle piccole start-up, unite in un grande abbraccio da una manifestazione che non ha barriere. Neppure all’ingresso vista la gratuità per la partecipazione. Una formula vincente che fa sembrare in un colpo solo antichi e polverosi i vecchi Motor Show. Un successo firmato made in Torino. Oggi come ieri. Oggi – lo speriamo tutti – come domani.


AUTO E MOTO

Parco Valentino 2019, le 5 cose da sapere. .

EDOARDO NASTRI

■ La quinta edizione di Parco Valentino, il Salone dell’automobile di Torino è in programma da mercoledì 19 a domenica 23 giugno. I diversi temi trattati quest’anno hanno un focus sul design e sulla tecnologia. A tagliare il nastro durante la cerimonia d’inaugurazione sarà un’auto a guida autonoma – anteprima di un progetto del Comune di Torino – insieme alle autorità locali e ad Andrea Levy, il presidente della manifestazione. Ecco le 5 cose da sapere sulla quinta edizione del Salone dell’auto di Torino – Parco Valentino. Dove L’evento si svolge nello storico giardino di Corso Massimo D’Azeglio, dove si trova il castello del Valentino – eretto nel 17esimo secolo da Carlo e Amedeo di Castellamonte – da cui prende il nome. Lungo i suoi viali sono esposte le vetture dei brand partecipanti che si possono ammirare gratuitamente tutti i giorni dalle 10 fino alle 2

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ore 24. Gli organizzatori si aspettano un’affluenza di circa 600mila persone, in linea con quanto già accaduto l’anno passato. Chi partecipa All’edizione di quest’anno partecipano 54 marchi del settore automobilistico, una rappresentanza del 98% dei brand auto che si trovano nel mercato italiano. Ogni marchio espone le ultime novità di prodotto. In un’area del parco sarà anche possibile effettuare i test drive delle vetture, affiancati da istruttori o piloti professionisti. Per la prima volta la manifestazione vede la partecipazione anche di costruttori di nautica e motociclismo, come Nadir e Yamaha. Gli altri eventi Parco Valentino è un salone diffuso. Le iniziative coinvolgono infatti tutta la città di Torino con esposizioni,


parate ed eventi. Diversi gli appuntamenti con le auto storiche, come i festeggiamenti per i 60 anni di Mini in lungo Po Diaz o il raduno delle vetture Raci (Real Automobile Club di Torino) nel cortile del Castello. In arrivo oltre 1.500 supercar da tutta Europa che sfileranno per le vie del centro, oltre ai prototipi dei carrozzieri più famosi. Mercoledì alle 18 c’è il Premio Fondazione Claudio Nobis, giornalista importante del settore e caro amico scomparso l’anno scorso, un riconoscimento riservato alla promessa del car design italiano. Elettrico e futuro Il gruppo H2politO, formato da alcuni studenti del Politecnico di Torino che si occupa di sviluppo e realizzazione di veicoli ad alta efficienza con sistemi propulsivi alternativi, porta i prototipi Idrakronos e Xam. Il primo è un veicolo alimentato a idrogeno realizzato per la Shell Eco-marathon, competizione

internazionale in cui vince il mezzo che consuma meno. Il secondo è un concept per la città con motore ibrido. Come registrarsi Per visitare il Salone non serve un biglietto, basta presentarsi all’ingresso del parco e passeggiare tra gli stand e le vetture esposte. Il ticket gratuito (che si ottiene compilando un modulo online sul sito del Salone) è invece necessario se si vuole assistere agli eventi speciali all’interno del cortile del Castello, accedere alla convenzione con Trenitalia, che garantisce uno sconto del 30% su tutte le Frecce per raggiungere Torino. Tra gli altri benefit ci sono gli ingressi ridotti per tutti i musei partner dell’evento, tra cui anche quello dell’Automobile di Torino che, durante la manifestazione, ospiterà la mostra celebrativa di prototipi per i 40 anni della rivista Auto&Design e l’esposizione di modelli di stile, organizzata per il 30° anniversario di IED Torino (Istituto d’Arte Applicata e Design). 14 Giugno 2019 ·

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Mappa ufficiale / Official Map


AUTO E MOTO

Auto storiche, che vetrina.

Visita alla pista del Lingotto Infine, rimanendo in tema “storico”, il 22 giugno è possibile partecipare dalle 14.30 alle 18.30 a una visita alla scoperta del Lingotto, ex sede dello stabilimento Fiat, in cui sarà possibile anche raggiungere anche la celebre pista sul tetto dell’edificio. Nel percorso è compreso l’ingresso al Museo dell’Automobile di Torino, che si trova poco distante, dove sono conservate, insieme a prototipi futuristici, alcune delle vetture italiane e straniere che hanno scritto la storia dell’automobile.

GIOVANNI BARBERO AUTO E MOTO

Tom Tjaarda, l’americano di Torino. EDOARDO NASTRI ■ Dal 19 al 23 giugno a Torino si celebrano storia, design e la cultura dell’automobile. La quinta edizione del Salone Auto – Parco Valentino ha mantenuto lo stesso format di sempre: ingresso gratuito, apertura fino alle ore 24 ed esposizione dei modelli all’apertolungo i viali del parco più famoso urbano. La manifestazione non è circoscritta al Valentino, ma coinvolge tutta la città di Torino, con eventi, raduni e parate che si svolgono durante i giorni del Salonein zone centrali e periferiche. Grande attenzione quest’anno è riservata alle vetture storiche, considerate un patrimonio culturale italiano e in particolare del capoluogo piemontese, che ha dato i natali ai più noti carrozzieri al mondo come Pininfarina, Italdesign, Bertone e molti altri. Molti anniversari da festeggiare La giornata con più appuntamenti dedicati alle storiche sarà sabato 22 giugno, la penultima del Salone. Dalle ore 8 alle 10 si potranno ammirare nel cortile del Castello le vetture che partecipano alla125esima edizione della gara più antica del mondo: la Torino-Asti-Torino. Alle 15 inizia “Parco Valentino Classic”, concorso d’eleganza per auto d’epoca, anch’esso nella corte antistante il Castello. Al termine della manifestazione verrà assegnato il premio Best in Show, disegnato da GFG Style, l’atelier di Giorgetto e Fabrizio Giugiaro. Alla stessa ora sfileranno lungo un circuito cittadino che passa per le vie del centro le 100 partecipanti della “Citroën 100 Years Parade” e alle 15.30 le Fiat Coupé per il loro 25esimo anniversario. E, a proposito di compleanni, al Salone di Torino si festeggiano anche i 60 anni di Mini(presso Lungo Po Armando Diaz ci sarà un’esposizione statica delle vetture d’epoca del marchio inglese), i 50 delle Autobianchi A111 e A112 (visibili sempre sabato 22 in Piazza Vittorio Veneto) e il centenario di Bugatti. 6

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■ Passaporto americano, cuore torinese. Thompson Tjaarda van Sterckenberg era nato a Detroit in Michigan e, dopo la laurea in architettura nel 1958, all’inizio degli anni ’60 si trasferisce a Torino che lo adotta. Ma chi è stato davvero Tom Tjaarda? Uno dei migliori designer di automobili di tutti i tempi. Le più famose? Fiat 124 Spider, Ferrari 330 GT e 365 GT California e De Tomaso Pantera. Il geniale disegnatore è scomparso nel giugno del 2017 e nella settimana del Salone – Parco Valentino, il Circolo del Design di Torino ha organizzato un evento per ricordarlo. Giovedì 20 si celebra il suo lavoro progettuale nel campo automobilistico: il cortile del Circolo ospita un’esposizione temporanea di tre vetture storiche nate dalla sua matita e, dalle 18.30, una conferenza per raccontarne vita e opere. Oltre 80 modelli L’amore per l’Italia e l’Europa di Tom Tjaarda – espres-


samente dichiarato più volte dall’interessato – si intuisce anche dalle linee delle sue vetture e dalla passione per auto compatte, agili e aerodinamiche. Non certo vicine alle mastodontiche quattro ruote tanto care agli americani. Il designer ha collaborato con Ghia, Pininfarina, Fiat e Rayton Fissore e poi ha fondato uno studio indipendente, progettando, per molti dei principali costruttori del mondo, più di ottanta modelli tra concept, show car e vetture di produzione.

STORICHE

LIFESTYLE

Torino, storie tra auto e cinema. LINDA CAPECCI

Il centenario di Citroën. REDAZIONE

■ La città di Torino vive una settimana intensa, all’insegna dei motori in occasione del Salone Internazionale dell’automobile Parco Valentino (19-23 giugno). Un appuntamento diffuso che coinvolge diverse zone e quartieri dell capoluogo piemontese. La capitale italiana dell’industria automobilistica è anche la città del cinema, avendo fatto la storia della settima arte, e sede del Museo Nazionale del Cinema ospitato nella Mole Antonelliana. ■ In occasione del Salone Auto Parco del Valentino 2019 (19/23 giugno), Citroën festeggia il centenario dalla sua nascita, tra eventi, raduni e meeting, con le 100 più belle e rappresentative auto del marchio. L’appuntamento è in programma sabato 22 giugno al quale parteciperanno tutti i club italiani degli appassionati del marchio che coloreranno i Murazzi sul Po, prima di partire per la Palazzina di Caccia di Stupinigi e percorrere il circuito cittadino, tra le strade del centro. Raduno speciale I club partecipanti all’evento “100 Citroën Years Parade” per il “Raduno del Secolo” sono: Registro Italiano Auto Storiche Citroën, Club Pluriel Italia, IDéeSse Club, Club 2 CV e Derivate, Club Bicilindriche Italia, CX Club Italia, eXtreMe XM Club Italia, SM Club Italia, Club GS Italia. Un evento che rappresenta il momento culminante dei festeggiamenti per il centenario che verrà replicato e organizzato dai collezionisti internazionali della Casa del “double Chevron” durante la manifestazione del prossimo luglio a La Ferté-Vidame (Eure-et-Loir), tra le mura di casa francesi.

Set da sogno Torino come un grande set, di film e motori. La connessione più nota è in “The Italian Job”, pellicola del 1969 firmata da Peter Collinson, dove viene raccontata al meglio la relazione fra la città e il mondo dell’auto. Il film, tutto corse e inseguimenti, ha una trama molto semplice: un gruppo di ladri inglesi ha come obiettivo una rapina a un camion portavalori che trasporta le paghe di migliaia di dipendenti Fiat. Il furto riuscirà grazie alla manipolazione di un computer in grado di modificare le indicazioni dei semafori. Il regista scelse di girare il film in questa città proprio perché negli anni ’60 Torino, prima tra le metropoli europee, possedeva realmenteun centro computerizzato di controllo del traffico, in grado di disporre la cosiddetta onda verde. Supercar on screen La pellicola, tra gli interpreti il premio Oscar sir Micheal Caine, si apre con una coinvolgente sequenza in cui l’attore italiano Rossano Brazzi attraversa le Alpi al volante di una Lamborghini Miura P400 arancione, la supercar per eccellenza, disegnata da Marcello Gandini. La Casa auto14 Giugno 2019 ·

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mobilistica bolognese, per le riprese, aveva concesso l’auto, della quale però erano stati sostituiti i delicatissimi sedili in pelle bianca con degli altri neri, utilizzati per i collaudi. Ad uno sguardo attento si può notare un buffo dettaglio: i poggiatesta bianchi, che infatti non erano stati sostituiti. Le tre Mini Cooper S dei ladri protagonisti, una rossa, una bianca ed una blu, sfrecciano caoticamente per le strade di Torino e ci fanno rivivere la città così com’era 50 anni fa: Piazza Castello era ancora aperta al traffico, i portici di Via Roma lastricati di dehors. Nel film tra un inseguimento e l’altro, vediamo le auto passare addirittura sulle scale di Palazzo Madama, i portici di Via Roma, la Chiesa della Gran Madre di Dio, tra le location anchela pista parabolica del Lingotto, ed il Palazzo del Lavoro. Curiosità Nel film Michael Caine veste i panni di Charlie Crocker, capo della banda di ladri. Lo vediamo al volante di una splendida Aston Martin DB4 decappottabile. L’attore in realtà ha preso la patente solo a 50 annie non guida in nessuno dei suoi film ma si serve di una controfigura: in questo caso alla guida c’è una donna, ottima pilota e con una chioma molto simile a quella dell’attore.

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Jaguar, XE da corsa. PAOLO ODINZOV

corsaiola, segnata sulla carrozzeria da evidenti appendici aerodinamiche tra cui lo spoiler fisso sul posteriore e lo splitter anteriore. La parte più “cattiva” è un V8 da 5.0 litri Supercharged della potenza di 600 cavalli. Appena 3,7 secondi per toccare i 100 In appena 3,7 secondi la Jaguar XE SV Project 8 Touring accelera da zero a cento. Mentre spingendo giù tutto il pedale raggiunge i 300 chilometri orari di velocità massima, limitata elettronicamente altrimenti chissà dove arriverebbe. Per gestire il tutto la vettura propone dotazioni da racing: come la centralina elettronica di controllo tarata per lasciare la massima libertà di azione al pilota senza l’intervento dei vari controlli di guida, oppure un impianto freni potenziato. Se poi non dovesse ancora bastare è possibile scegliere tra i vari optional il pacchetto più sportivo Track Pack che aumenta ulteriormente la performance ma prevede due soli posti nell’abitacolo.

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Il numero perfetto di Mercedes è sette. ALESSANDRO MARCHETTI TRICAMO

■ La domanda è una: andarci al mare con la famiglia o in pista? Già, perché la Jaguar XE SV Project 8 Touring è una berlina, derivata dall’omonimo modello da competizione, in grado di fornire prestazioni da primato. Soli 15 esemplari Prodotta in soli 15 esemplari dal reparto Jaguar SVO (Special Vehicle Operations) e in vendita con un listino di circa 170mila euro, l’inglese fin dalla linea dichiara la sua identità 8

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■ FRANCOFORTE – Oltre 820mila unità vendute in un anno. È quanto valgono i sette suv della gamma Mercedes. Un modello per ogni taglia. Con una scelta che nella parte bassa dei più compatti si arricchirà a breve della GLB, sviluppata sulla base della Classe B. Il cuore delle vendite si chiama GLC: 1,5 milioni di esemplari venduti a partire dal 2008, considerando però anche la prima gene-


razione chiamata GLK. La GLC è il suv più venduto della storia di Mercedes negli ultimi 10 anni. Un successo confermato lo scorso anno con oltre 400mila unità vendute e una crescita a doppia cifra. Numeri ancora più positivi, considerando che per il modello è in arrivo un restyling dopo l’estate. Le nuove ibride leggere La GLC, disponibile anche in configurazione Coupé, cambierà in particolare nella trazione: tutti i motori a benzina saranno parzialmente elettrificati con un sistema mild hybrid a 48 volt che i tedeschi chiamano EQ Boost. Una soluzione che consente di ridurre consumi ed emissioni quando si richiede una maggiore potenza al motore a benzina. Un aiuto su cui non potranno contare i diesel che, tengono a precisare i tecnici tedeschi, “avranno ancora vita lunga e già oggi rispettano i limiti imposti dalla normativa Euro 6d che entrerà in vigore a gennaio 2020”. Senza però dimenticare il futuro, quello molto prossimo della versione ibrida plugin (arriverà in un secondo momento) oppure di quella con fuel cell ad idrogeno. Cosa cambia, dentro e fuori Il modello centrale della gamma suv cambia anche fuori con nuovi paraurti – sia anteriori che posteriori – e frontale. Praticamente immutato il profilo laterale. Le luci ora sono a led. Dentro la GLC è più digitale con l’arrivo del sistema MBUX visto su Classe A e X ma con più funzioni, come quella che consente di pagare dal display dell’auto la sosta. Diverso anche il carattere: meno suv da città, più fuoristrada. L’adozione di sospensioni con regolazione dell’ammortizzazione consente di uscire con facilità dai percorsi asfaltati con una personalità che si esalta se si scelgono le sospensioni pneumatiche che consentono di superare percorsi anche impegnativi. E se all’offroad si preferiscono i cordoli si può sempre puntare sulla versione AMG. Perché alla fine alla radice del successo dei sette suv Mercedes c’è anche questo: una gamma infinita di possibilità di scelta che per GLC, ad esempio, vale 24 opzioni. Ad ognuno la sua. Prezzi a partire da 48.176 euro della GLC 200 benzina da 197 cavalli e da 53.579 in versione Coupé con lo stesso motore.

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di ingredienti tra stile e tecnica. La vettura ha un’altezza da terra tipica di un suv, ma il piacere di guida come quello di una sportiva”. La crossover completa l’offerta del costruttore coreano per il segmento C. La famiglia Ceed infatti può ora contare su 4 versioni, berlina, station wagon, shooting brake (Proceed), e suv. La XCeed competerà il Europa in un segmento affollatissimo ma di grande successo, in grado di coprire il 35% dell’attuale mercato. La presentazione ufficiale della vettura avverrà il 26 giugno e arriverà sul mercato entro fine anno. Tratti familiari Il costruttore coreano non ha ancora rilasciato i dati sulle motorizzazioni ma è probabile che la XCeed monti le stesse delle sorelle della famiglia Ceed. Le potenze saranno probabilmente comprese tra 120 e 136 cavalli e ci si può aspettare anche una versione ibrida.

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Smart, finale a 21. EDOARDO NASTRI

Kia: arriva la XCeed. GIOVANNI BARBERO ■ Kia ha diffuso la prima immagine della XCeed, il nuovo suv compatto sviluppato per il mercato europeo e disegnato presso il centro stile del marchio a Francoforte. Secondo Gregory Guillaume responsabile del design del marchio coreano in Europa, “uno dei punti di forza di XCeed è il mix 14 Giugno 2019 ·

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■ ROMA – Dal 1 maggio 2019 Smart ha smesso di produrre vetture dotate di motore termico e da metà 2020 sarà possibile acquistare le piccole tedesche solamente in versione 100% elettrica. Un cambiamento drastico di strategia che chiude un’era.Per le Smart a motore termico il mercato italiano è stato importante: 500mila vetture vendute nel nostro paese dal lancio avvenuto nel 1998, di cui 125mila unità a Roma, la città nel mondo dove se ne sono state immatricolate di più. Provvista fino al 2020 “Per quanto riguarda il nostro Paese i nostri concessionari si sono assicurati una provvista di Smart con motore termico sufficiente per soddisfare la richiesta di tutto il 2019 e dei primi mesi del 2020. Poi arriverà l’era dell’elettrico”, racconta Maurizio Zaccaria, il responsabile delle vendite del marchio in Italia. “La proiezione per quest’anno supera di qualche unità quella del 2018: vogliamo arrivare a quota 26mila vetture vendute, di cui circa 3.400 già completamente elettriche”. 21 esemplari per 51.600 euro Il costruttore tedesco ha pensato di festeggiare il passaggio all’elettrico realizzando la Fortwo Cabrio #21 Final Collector’s Edition: un’edizione speciale e limitata a 21 esemplari, già tutti venduti, con un prezzo di 51.600 euro. Per il mercato italiano ne sono state riservate 5, le altre 16 saranno in giro per “le più belle città d’Europa”. La scelta del numero è semplice da spiegare: 21 anni di Smart per 21 modelli speciali dall’uscita della prima Fortwo dalle linee di produzione. La Final Collector’s Edition è stata disegnata da Konstantin Grcic, designer industriale tedesco, la cui opera più famosa è la “Chair One”. Grcic ha scelto una livrea bicolore, giallo che parte dall’anteriore e arriva all’altezza del primo montante, nero per il resto della vettura, e ha impreziosito la Fortwo con alcuni particolari dedicati come l’incisione sul freno a mano in alluminio e pellami pregiati per gli interni (sempre in giallo e nero). Anche i sedili hanno una livrea bicolore: quello del conducente è giallo con il centro dello schienale nero, quello del passeggero tutto nero.

da 17.900 euro, la vettura misura 4,33 metri di lunghezza. E ha un passo di 2,56 metri che le permette di avere spazio a sufficienza nell’abitacolo per ospitare comodamente fino a 5 persone. Aspetto sobrio, verve sportiva Nella linea, la Haval H2 si distingue per l’aspetto sobrio, privo di inutili ricercatezze, dove danno un tono superiore al modello dotazioni come l’ampia calandra cromata ed i proiettori led dal taglio filante nella parte frontale. Al doppio terminale di scarico inglobato nel paraurti posteriore, simile nell’aspetto a un estrattore, è invece delegato il compito di enfatizzare sulla vettura un tono sportivo. Anche Gpl Già nella versione d’accesso la Haval H2 propone un discreto equipaggiamento di serie che comprende cerchi di lega da 18 pollici, sensori di parcheggio, cruise control, fari automatici, oltre un sistema audio con lettore CD e Mp3 e connessioni Usb e Bluetooth.Mentre riguardo la gamma motori, l’unica unità disponibile al momento è un benzina 1.6 turbo da 146 cavalli, abbinato a un cambio manuale a sei marce, omologato Euro 6D-Temp e offerto anche con alimentazione Gpl.

AUTO E MOTO AUTO E MOTO

Mercedes Haval H2, suv compatto GLB, ecco l’ottavo suv. dalla Cina. PAOLO ODINZOV LUCA GAIETTA ■ Debutta in Italia la Haval H2, suv cinese prodotto dal marchio di punta del gruppo Great Wall destinato ad arricchire l’offerta di modelli compatti in un segmento che nel nostro paese conta circa il 30% delle vendite totali. Proposta in due allestimenti (Easy e Premium), con un listino a partire 10

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■ Dopo averla mostrata come concept al Salone di Shanghai, Mercedes ha svelato la versione definitiva della GLB: ottavo modello a ruote alte della Casa destinata ad arricchirne l’offerta di suv inserendosi tra la GLA e la GLC per competere con rivali come la Bmw X1, l’Audi Q3, la Volkswagen Tiguan, oltre alle ibride Toyota Rav4 e Lexus UX.


Può ospitare fino a sette persone Prevista sul mercato entro fine anno, la Mercedes GLB misura 4,63 metri in lunghezza e ha un passo di 2,82 metri che le consente di offrire un abitacolo estremamente spazioso. A bordo può ospitare fino a 7 persone, richiedendo due sedili aggiuntivi, e offre un bagagliaio della capacità ampliabile da 560 a 1.755 litri reclinando gli schienali posteriori. Prodotta in Messico e Cina La Mercedes GLB è prodotta in Messico, nello stabilimento di Aguascalientes, e in Cina a Pechino. Per lei è prevista una gamma di motori turbo quattro cilindri benzina e diesel, della potenza da 150 a 224 cavalli, che verranno associati a seconda del tipo e delle versioni alla trazione anteriore o integrale e a due cambi automatici a doppia frizione G-DTC a sette e otto rapporti. Pacchetto Offroad A richiesta la vettura potrà essere equipaggiata con pacchetto Offroad comprensivo di sistemi come il Downhill Speed Regulation, per regolare la velocità in discesa, in grado di fornire una modalità di guida specifica per facilitare la marcia in fuoristrada sfruttando tre programmi della trazione integrale. Dotata, quest’ultima, di frizione elettromeccanica a dischi multipli per ripartire in modo ottimale la coppia tra i due assi variandola a seconda dell’aderenza.

prire con i veicoli eletrificati entro il 2025 la metà delle vendite globali con almeno un milione di modelli a zero emissioni, anche alimentati a idrogeno, e 4,5 milioni di ibridi. Una mini city car per il mercato giapponese Già il prossimo anno Toyota lancerà in Cina le versioni completamente elettriche della C-HR, costruita con Gac, e della sorella Izoa in joint venture con Faw. Oltre a una piccolissima city car a due posti, prevista per il solo mercato giapponese e capace di raggiungere una velocità massima di 60 chilometri orari, che aprirà la via ad altri modelli simili e anche a degli scooter ultracompatti. La piattaforma e-Tnga La gamma di modelli sviluppati sulla piattaforma e-Tnga, progettata per offrire la massima flessibilità e produrre veicoli elettrici con uno o più motori sugli assali e le batterie sotto il pianale, includerà il suv compatto sviluppato assieme a Suzuki e il crossover medio progettato con Subaru. Le nuove batterie Unica incognita che potrebbe rallentarne i piani Toyota, come ribadito dalla stessa azienda, è riuscire a procurarsi un numero sufficiente di batterie per soddisfare le richieste di produzione. A tal fine il costruttore sta però già lavorando con diversi partner, inclusa la compagnia cinese Catl con la quale a recentemente stretto un importate accordo di fornitura. Il gruppo giapponese conta anche di mettere a punto entro il 2020 le nuove batterie allo stato solido, molto più efficienti.

AUTO E MOTO BUSINESS

Toyota, avanti con l’elettrico. Usa: industria auto scrive a Trump. LUCA GAIETTA

■ Toyota accelera nell’elettrificazione e prevede di lanciare 10 modelli inediti a batteria a partire dal 2020. Sei dei quali destinati ai mercati di tutto il mondo e basati sulla sua nuova piattaforma e-Tnga. Obiettivo del costruttore è arrivare a co-

PAOLO BORGOGNONE 14 Giugno 2019 ·

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pubblica – di schierarsi contro la riforma del presidente. Ma non accetterò compromessi che peggiorino la situazione in California. È arrivata l’ora di uniformare la legislazione in tutti gli Usa, ma senza marce indietro”.

■ Diciassette dei più importanti costruttori di automobili del mondo – tra cui Ford, General Motors, Toyota e Volvo – hanno scritto una lettera al presidente statunitense Donald Trump avvertendolo dei rischi che l’intera filiera automotive correrebbe se Washington portasse a termine la deregulation degli standard di inquinamento dei gas di scarico. Un argomento che è stato uno dei cavalli di battaglia della elezione del tycoon alla Casa Bianca nel 2016. Le nuove regole volute da Trump non farebbero altro che eliminare le normative sull’inquinamento auto dell’era di Obama (volte a combattere i cambiamenti climatici e ottenute dall’industria automotive in cambio di sostanziosi fondi statali) che prevedevano l’obbligo per le Case di produrre entro il 2025 vetture che consumino in media 1 gallone di carburante ogni 54,5 miglia. Il limite resterebbe fissato molto più in basso, a 37 miglia per gallone. Inversione a U Secondo l’industria, un provvedimento come quello che l’amministrazione federale starebbe pensando di presentare entro l’estate – sovvertendo l’attuale regolamentazione – rischierebbe di “tagliare i profitti e produrre un’instabilità insostenibile” in un settore manifatturiero cruciale per l’economia americana. Di qui la richiesta di tornare a discutere intorno a un tavolo tutti insieme, per trovare una soluzione di compromesso tra le parti. All’indomani della elezione del 45esimo inquilino della Casa Bianca erano stati gli stessi costruttori a rivolgersi al neo eletto presidente, chiedendogli di mettere mano alle richieste del suo predecessore, considerate troppo pesanti. Ma il piano di Trump – che rischierebbe di creare un mercato a doppio binario, con almeno 13 Stati, California in testa, pronti a impugnare le decisioni federali e a non ubbidire a Washington – fa ancora più paura alle Case delle onerose pretese di Obama. Scontro duro Per evitare questo scenario da incubo le industrie ora vogliono mediare. Non a caso il medesimo giorno in cui veniva consegnato il messaggio al presidente, un’altra lettera degli stessi 17 costruttori è stata portata a Gary Newsom, governatore della California. In questo secondo documento si chiede apertamente di “aprire un tavolo di contrattazioni per arrivare a definire uno standard a metà strada tra le posizioni attualmente in campo”. Ma convincere Newsom potrebbe essere altrettanto difficile che far recedere Trump dalle sue posizioni: “Plaudo alla scelta delle Case – ha scritto il governatore in una email resa 12

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Tempo per trattare La durezza della posizione di Newsom ha fatto nascere in alcuni lobbisti di Washington il fondato timore che Trump possa considerare quella del governatore della California e dei costruttori auto una vera insubordinazione e che questo possa – tanto per cambiare – invogliarlo a minacciare, se non a imporre dazi sulle importazioni dai Paesi confinanti. Molte automobili e componenti sono attualmente fabbricati o parzialmente assemblati in Messico o in Canada. “Tutto è ancora in fase di definizione – ha commentato Gloria Bergquist, vicepresidente dell’Alliance of Automobile Manufacturers , l’associazione die costruttori – e c’è ancora tempo per trovare un accordo su una regola definitiva e condivisa che sia utile per i consumatori, i responsabili delle politiche e le case automobilistiche”.

BUSINESS

Bill Ford e Marchionne parlarono di fusione. REDAZIONE

■ Bill Ford, presidente del gruppo automobilistico americano, racconta di avere discusso con Sergio Marchionne, scomparso il 25 luglio dell’anno scorso, di una possibile fusione fra Ford e Fiat Chrysler. “Ne abbiamo parlato diverse volte a cena”, dice oggi il manager ad Automotive News, ma alla fine non se ne fece nulla.


“Il momento non era quello giusto”, secondo Bill Ford, “avevano le nostre priorità e le nostre sfide. Non ci avrebbe aiutato a risolvere quei problemi”. Marchionne non ha mai fatto mistero della necessità di un’alleanza più grande o di una fusione di Fca con altri gruppi, rendendo pubblico il suo pensiero nella presentazione “Confessions of a Capital Junkie” nel 2015, cui seguì una offerta – rifiutata – dalla Gm guidata da Mary Barra. A suo tempo si parlò pure di contatti con Ford, oggi confermati dal suo presidente, e resi d’attualità dalla proposta di fusione – poi ritirata – di Fca a Renault.

cinese Byton per sviluppare e testare sistemi di auto guida adatti a una gamma di applicazioni che interessano Case automobilistiche, proprietari di flotte e altri. Fiat Chrysler dal canto suo ha una partnership con Waymo, lo spin off di Alphabet, alla quale fornisce minivan ibridi Chrysler Pacifica per la flotta di robotaxi attualmente operativa in Arizona. A febbraio, Aurora ha dichiarato di aver raccolto 530 milioni di dollari in nuovi finanziamenti.

INNOVAZIONE INNOVAZIONE

Fca e Aurora, partner autonomi.

I robot di Renault e di Nissan. .

CARLO CIMINI

FRANCESCO GIANNINI

■ La startup Aurora – specializzata in software per vetture automome – ha annunciato che collaborerà con FCA alla realizzazione di nuove piattaforme per veicoli commerciali senza conducente. I termini finanziari dell’accordo non sono stati divulgati Quella delle consegne con mezzi driverless è una delle applicazioni più interessanti per molte Case automobilstiche della nuova tecnologia di auto guida e anche una delle più vicine a essere realizzata su larga scala.

■ L’Alleanza Renault-Nissan inaugura a Tel Aviv un nuovo laboratorio – Atidim Park – dedicato allo sviluppo della guida autonoma, in collaborazione con alcune start up israeliane (Apollo Power, Argus, AutoTalks, BrightWay Vision, Electreon, Enigmatos, sistemi Irp, Karamba, Moodify, Saferide e Upstream). Partnership esclusiva con l’Israeli Innovation Authority (IIA) del governo mediorientale. La struttura è focalizzata sullo sviluppo di sensori per la tecnologia driverless, la sicurezza informatica e i big data, e si integra con gli altri centri di innovazione già attivi: da Parigi-Saclay, alla Silicon Valley, passando per Shanghai.

Collaborazioni internazionali Per Aurora si tratta dell’ennesima collaborazione con un costruttore internazionale. “L’accordo – è scritto in una breve nota della società con sede a Palo Alto, in California – ci consentirà di offrire una varietà di soluzioni ai clienti strategici nell’ambito della logistica, del transito e altre applicazioni simili”. Aurora collabora già con Volkswagen, Hyundai Motor e la

Al via i test Attualmente, l’Alleanza sta lavorando su oltre dieci prototipi. La posizione geografica del laboratorio, alle porte della capitale israeliana, consente di eseguire ogni tipo di test in condizioni di traffico reale. Con una superficie di 1.600 metri quadrati, il centro offre alle start-up lo spazio per provare le tecnologie con veicoli intelligenti. L’Alliance Ventures, il fondo di capitali aziendale, prevede di inve14 Giugno 2019 ·

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stire fino a 1 miliardo di dollari nei prossimi cinque anni in start-up e società tecnologiche.

AUTO E MOTO

Saroléa, una moto d’alta moda.

INNOVAZIONE

Un liceo per l’auto del futuro. LINDA CAPECCI

ANTONIO VITILLO

■ Il nome è complicato. Ma il fascino è assicurato. Si chiama Saroléa N60 MM.01 e non è solo una moto elettrica in stile café racer. Con se porta in dote anche un abito sartoriale Marzotto, con protezioni soffici e sottili, invisibili. L’accoppiamento è frutto della collaborazione fra la belga Saroléa, azienda che produce moto fin dal 1901, e The Mighty Machine, un gruppo di professionisti con l’idea di realizzare oggetti esclusivi e di alta qualità. Solo 20 esemplari La moto deriva dalla Manx7, superbike elettrica che partecipa al TT Zero sull’Isola di Man e sarà costruita in soli 20 esemplari. È alimentata da un pacco batterie al litio da 22 chilowattora e ha bisogno di 20 minuti per ricaricarsi all’80%. L’autonomia è di circa 330 chilometri. La potenza espressa dal motore arriva a 120 kilowatt, cioè l’equivalente di 163 cavalli. Monomarcia, ha la trasmissione finale a catena, mentre la coppia motrice è di 450 newtonmetri. Il telaio monoscocca e la carrozzeria sono in fibra di carbonio, le sospensioni Ohlins. Il sistema frenante, con pinze anteriori ad attacco radiale, è Beringer, i cerchi ruota OZ Racing sono in alluminio forgiato. La Saroléa N60 MM.01 costa 69.999 euro. Nel prezzo di acquisto sono compresi, oltre l’abito, un casco Hedon dedicato, in fibra di carbonio, e un coltello commemorativo Studio Blade in carbonio, titanio e acciaio Damasco. 14

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■ Apre a Bologna il liceo Steam International, già attivato a Rovereto lo scorso anno: una scuola superiore paritaria di durata quadriennale riconosciuta dal Ministero dell’istruzione come sperimentale. Lo Steam, acronimo di “Science, technology, engineering, arts and mathematics” prova a rompere gli schemi della scuola superiore italiana. L’istituto formerà designer, tecnici specializzati in robotica, information technology e ingegneria applicata ai più vasti campi della moderna innovazione, come quella in campo automobilistico. Da qui usciranno, verosimilmente, i meccanici, gli sperimentatori e gli esperti che faranno muovere, letteralmente, anche le auto di domani: elettriche, connesse e autonome. Come funziona Il progetto è finanziato per il 90% da Confindustria Emilia e per il 10% dall’Istituto Veronesi. Il liceo aprirà il 2 settembre con un’unica sezione di 24 ragazzi, già tutti pre-iscritti. Selezionati anche i sette docenti che si occuperanno delle materie previste: oltre a fisica, chimica e ingegneria robotica anche design, arte, studi sociali, musica, teatro e filosofia. Il corso è strutturato in bienni: al primo di base seguiranno due anni di approfondimento altamente professionalizzanti, grazie alle 300 ore di alternanza scuola-lavoro con 34 ore settimanali di lezione tra teoria e pratica. Obiettivo del progetto è fornire a ragazze e ragazzi le competenze pratiche necessarie per un inserimento immediato nel mondo del lavoro. Il 50% dei corsi sarà in lingua inglese. Prospettiva internazionale “Un’opportunità di grande creatività, importante per la scuola del domani” ha dichiarato Alberto Vacchi, presiden-


te dello Steam bolognese. “La produttività di questa regione è nota in tutto il mondo: basti pensare alle grandi Case automobilistiche della Motor Valley. Avvertiamo la pressione della competitività internazionale sulla preparazione dei nostri figli e dei nostri collaboratori” così si è espresso Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia. Al momento del diploma gli studenti conseguiranno anche la certificazione A-Level di Cambridge per accedere a qualunque università nel mondo

BUSINESS

PAESE

Genova, car sharing alla spina. MARINA FANARA

Produzione: aprile auto -17,1%. REDAZIONE

■ Il car sharing elettrico a Genova diventa a batteria con 10 Nissan Leaf 100% elettriche nella flotta di Genova Car Sharing, società di ACI Global Servizi (Gruppo ACI) che qui gestisce il servizio di auto condivisa con il marchio GirACI.

■ La produzione industriale italiana in aprile ha rallentato per il secondo mese consecutivo (-0,7% rispetto a marzo 2019). Lo confermano i dati Istat. Su base annua il calo è dell’1,5%. Particolarmente negativo il comparto dell’auto che registra – rispetto allo stesso mese del 2018 – un arretramento del 17,1% e un -14,7% a confronto col primo quadrimestre dell’anno passato. All’interno del settore meccanico i mezzi di trasporto in generale calano del 6,1%, quasi identico al risultato dell’area macchinari e attrezzature, -6,2%. Energia e cibo ok In generale, infatti, l’indice della produzione è sceso sotto a quota 105, cancellando la crescita del primo bimestre 2019 e tornando sostanzialmente sui valori della fine dell’anno passato. Solo i settori della fornitura di energia (+5,8) e alimentari e bevande (+4,9%) hanno registrato un andamento positivo. Calo anche per gli investimenti produttivi che si fermano a +2,2% rispetto al trimestre precedente, con un progresso di appena due punti decimali rispetto allo stesso periodo del 2018.

Auto nei parcheggi delle colonnine Le nuove vetture sono già disponibili 24 ore su 24 nei parcheggi dove sono presenti le colonnine di ricarica Enel X. Il Comune sottolinea che presto il servizio verrà allargato anche ad altre zone come Molassana e Fascia di rispetto di Pra’. A breve la modalità d’utilizzo da postazione fissa sarà disponibile anche in versione “one way”, che consente di prendere l’auto in un parcheggio e riconsegnarla in un altro. GirACI piace ai genovesi L’iniziativa era stata anticipata dal presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani, che a novembre, durante la Conferenza del traffico e della circolazione nel capoluogo ligure, aveva parlato di questa novità per il car sharing targato GirACI. L’obiettivo è aumentare l’offerta considerando che il trend è in crescita: nel 2018, rispetto al 2017, +8% di abbonati, +10% i chilometri percorsi e +22% la durata dei noleggi. Per l’amministrazione l’avvio del car sharing a batteria si inserisce in una politica ispirata a una città a zero emissioni, obiettivo del nuovo Piano di mobilità sostenibile e che ha già iniziato a concretizzarsi con l’installazione di 100 colonnine di ricarica, frutto dell’accordo con Enel X, e con l’avvio di una sperimentazione per la distribuzione delle merci con veicoli a batteria per ora limitata alla Ztl del centro storico. Il Comune ha attivato nel 2018 incentivi per l’acquisto di scooter e bici elettriche. A partire da questo giugno, inizieranno a circolare i primi bus elettrici in città. 14 Giugno 2019 ·

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LIFESTYLE

Volvo: ripuliamo il mare dalla plastica. MONICA SECONDINO

■ MILANO – Volvo Cars sostiene la campagna Clean Seas, promossa dalle Nazioni Unite per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento dei mari a causato dal materiale plastico. A livello nazionale l’impegno del marchio svedese si traduce nell’appoggio al progetto di Lifegate PlasticLess, che prevede la posa in mare dei “Seabin”, speciali cestini “mangia inquinamento”. Per inquadrare il problema è utile partire dai numeri. È Emilio Mancuso, biologo dell’Istituto per gli Studi sul Mare, a snocciolare dati da brivido durante una presentazione che si è tenuta al Volvo Studio di Milano. Ogni giorno nel Mediterraneo vengono riversate 731 tonnellate di plastica. Una quantità che potrebbe più che raddoppiare entro il 2025 (dati UNEP, il programma per l’ambiente Nazioni Unite). Il 95% dei rifiuti galleggianti è composto da questo materiale. Il Mar Mediterraneo ospita il 7% delle microplastiche a livelllo globale e l’Italia è il suo terzo peggior inquinatore. Tra la Toscana, la Sardegna e la Corsica si è formata un’isola di plastica, che si aggiunge alle cinque già conosciute in giro per gli Oce16

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ani. Sempre Mancuso spiega che però non tutto è perduto poiché il mare ha un’enorme capacità di recupero ed è molto resiliente. I Seabin in Italia Gli obiettivi del progetto Lifegate sono principalmente due: ridurre la dispersione di plastica nei mari e rimuovere quella già presente. Per raggiungere il secondo, l’anno scorso è iniziato il progetto dei Seabin, appoggiato da Volvo Italia, con i primi tre calati in mare, a Marina di Varazze, Marina di Cattolica e Venezia Certosa Marina. Quest’anno lo sforzo continua e si amplia a diversi punti chiave delle coste italiane grazie al contributo di alcuni dei concessionari Volvo più attivi d’Italia: dal Lago di Garda a Gallipoli, passando da Riccione, Capri, Pescara, Polignano a Mare, Gaeta, La Spezia, Cesenatico, Como, Rimini, Marina di Ravenna, Cagliari e Viareggio. I dispositivi Seabin, grazie all’azione dei venti e delle correnti, filtrano 25mila di litri di acqua l’ora e riescono a raccogliere quasi 1,5 chilogrammi di detriti al giorno, circa mezza tonnellata di rifiuti all’anno, incluse le microplastiche


fino a 2 millimetri di diametro e le microfibre fino a 0,3 millimetri. Enea Roveda, CEO di Lifegate ha annunciato che in Italia avremo 50 dispositivi Seabin e che il sistema verrà esportato anche in altre nazioni europee. L’esperienza di Milano In operazioni come questa il coinvolgimento delle amministrazioni locali è inevitabile. Infatti al Volvo Studio Milano c’era anche il sindaco Giuseppe Sala che ha portato il suo saluto e raccontato l’esperienza della città. Sala ha indicato le metropoli come i luoghi dove sperimentare soluzioni sostenibili negli ambiti più diversi, dalla mobilità all’edilizia. “Nei 76 anni dalla guerra a oggi in Italia abbiamo avuto 71 governi. Questa è la dimostrazione che è difficile fare politiche a livello nazionale”, ha detto il primo cittadino. “Le rivoluzioni – ha continuato poi Sala – nasceranno dalle città e se ce ne è una che può portare un contributo sui temi della sostenibilità questa è certamente Milano”. Il sindaco ha portato l’esempio della mobilità. Ogni giorno entrano a Milano tra le 800mila e le 900mila auto: “Noi non siamo contro la circolazione. Vogliamo, però, trovare formule che facciano convivere ambiente, città e mobilità”. Un primo risultato è aver abbassato a 51 il numero di auto ogni 100 abitanti (alcuni anni fa erano 65). L’area B va proprio in questa direzione ma sostenibilità non significa solo mobilità. E infatti il sindaco cita altri progetti uno dei quali proprio relativo alla plastica. In due licei milanesi, il Cremona e il Vittorio Veneto si sostituiranno le bottigliette di plastica dei distributori automatici con “l’acqua del Sindaco”. Volvo per la sostenibilità Come per Milano sostenibilità non significa solo PlasticLess, anche per Volvo l’impegno non si ferma a questo unico progetto. Entro il 2025 gli svedesi useranno materiali riciclati per almeno il 25% delle parti in plastica di tutte le nuove auto col loro marchio, adottando quindi un approccio circolare nello sviluppo delle vetture.

Nel 2018 lo stabilimento di Skovde, specializzato nella produzione di motori, è diventato il primo impianto a impatto zero sul clima della rete produttiva della casa di Goteborg. A Ghent invece saranno installati pannelli solari e, nello stabilimento di Torslanda, aprirà una nuova unità di carrozzeria in grado di ridurre di almeno un terzo il consumo di energia e le emissioni del reparto. Il futuro è elettrico Entro la fine del 2019 in tutte le sedi operative della Casa verranno eliminati gli oggetti monouso in plastica da uffici, mense ed eventi, per sostituirli gradualmente con alternative più sostenibili: prodotti biodegradabili realizzati in carta, cellulosa e legno. A chiudere il cerchio c’è tutta la strategia sull’elettrico, con l’intenzione di portare le auto esclusivamente a batteria a costituire il 50% delle vendite globali complessive entro il 2025.

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PAESE ECONOMIA

Italia, una sfida da accettare. STEFANIA SPAZIANI

L’industria automobilistica ha un ruolo strategico per il nostro Paese. Bene export e componentistica, ma ora bisogna ripensare a tutta la filiera. ■ L’automotive italiano è un settore strategico, uno dei driver della crescita del nostro Paese. Lo mettono bene in evidenza i numeri del recente studio della Fondazione Ergo, “Perché l'Italia deve puntare sull’industria dell’auto”. L’industria dell’auto nel suo complesso (autoveicoli, motori, carrozzerie, componenti) vale ben 93 miliardi di fatturato, pari al 5,6% del Pil italiano. Gli occupati superano le 250mila unità, il 7% dell’intero settore manifatturiero: si tratta di una quota inferiore rispetto a quella dell’Unione europea (11,3%) ma il fatturato europeo per addetto è molto superiore alla media italiana. Lo scorso anno l’Italia ha prodotto oltre 670mila autovetture, 324mila veicoli commerciali e 63mila veicoli industriali, per un totale di 1.060.068 unità. Nonostante il calo della produzione del 2018 (-7,2% rispetto al 2017), gli analisti prevedono un incremento, fino al 2030 tra il 20 e il 25%: l’andamento stabile di questi primi mesi 2019 del mercato italiano non sembra però confortante, anche se, secondo lo studio, il trend non potrà che essere positivo, grazie agli investimenti che nel settore automotive in Italia valgono il 14% di quelli dell’industria manifatturiera e ad una spesa in ricerca e sviluppo pari a 1,7 miliardi di euro, il 13% di quella complessiva nazionale.

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Interessanti i dati dell’export. Il 56% delle autovetture prodotte in Italia è destinato al mercato estero. Più alta è la percentuale dei veicoli commerciali esportati che rappresentano il 79% della produzione (Fiat Ducato, Citroën Jumper e Peugeot Boxer) mentre viene venduto fuori dei nostri confini il 93% dei veicoli industriali realizzati, come autocarri e autobus. L’Italia è, insieme alla Germania, l’unico Paese europeo in grado di esportare grandi volumi di autovetture verso gli Stati Uniti: circa 150mila veicoli l’anno, per un valore di 4,5 miliardi. In generale lo scorso anno le esportazioni di veicoli prodotti in Italia hanno contato per 23,7 miliardi di euro, il 5,3% del nostro export, in crescita dell’11,3%, con oltre 742mila pezzi (+3,6%). Merito di suv come Alfa Romeo Stelvio, Maserati Levante, Jeep Renegade e Fiat 500X, prodotti negli stabilimenti in Italia: un segmento che vale il 49% della nostra produzione totale di auto e registra una crescita notevole rispetto al 2014, quando era soltanto al 7,7%. L’import di veicoli in Italia vale 33,27 miliardi di euro e rappresenta l’8,3% del totale, il 9,7% in più rispetto al 2016. Il saldo tra import ed export è negativo ed ammonta a 9,6 miliardi di euro. Il deficit è tuttavia parzialmente equilibrato dal saldo


...dal nostro mensile Getty.

PUBBLICATO SUL NUMERO 30 - GIUGNO 2019

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Getty.

attivo della componentistica di 5 miliardi di euro. La componentistica si dimostra quindi un comparto chiave dell’automotive e dell’economia italiana: con le sue 2.190 aziende garantisce un fatturato di 46,5 miliardi di euro e 156 mila posti di lavoro. Valori che restano importanti nonostante qualche timore per il calo della produzione tedesca del 2018 (500mila vetture in meno). Aziende, come nella tradizione dell’economia italiana, soprattutto di medie e piccole dimensioni: secondo il report Bilancio a 4Ruote di Anfia, Sace, Simest e Alix Partners, il 53% delle imprese della filiera italiana ha un numero di addetti inferiore a 50 unità, il 34% ha dimensione da 50250 addetti e solo il 13% ha oltre 250 addetti. Un settore che, qualunque sia

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la dimensione aziendale, riesce a fare filiera, trainando l’economia italiana. Un comparto sano che può (e deve) affrontare le sfide future dell’auto. Elettrificazione in testa. Perché, se da un lato alcuni produttori di elementi meccanici si sentono minacciati per il minor numero di componenti di un motore elettrico, dall’altro è necessario saper sfruttare questa opportunità, creando una nuova filiera, ad esempio per la ricerca sulle batterie e il loro smaltimento. Le sfide del futuro Se si vuole puntare ad un aumento di valore del settore non si possono ignorare le 5 tendenze principali del settore, sintetizzate dagli analisti di PwC con l’acronimo Eascy: Electrified

(elettrificata, ma anche più smart), Autonomous (autonoma), Shared (condivisa), Connected (connessa), Yearly updated (cicli di produzione ridotti da 7-10 anni ad un solo anno). Non si potrà ignorare nemmeno la domanda del mercato più grande al mondo, quello cinese, caratterizzata da una decisa propensione alla condivisione dell’auto e all’automazione, molto più forte rispetto a quella dei consumatori europei ed americani. Sharing e robotaxi per intenderci. Tutto questo per la Fondazione Ergo costituisce un’occasione irripetibile per cogliere opportunità finora esplorate solo parzialmente dall’automotive “made in Italy”, la cui evoluzione dei prossimi anni si configura – ancora una volta – come una partita strategica per l’intera società italiana.


Il parco circolante italiano ha raggiunto un livello di anzianità preoccupante. Nel nostro Paese il numero delle vetture ha superato le 39 milioni di unità, con un’età media di 11 anni e 4 mesi, tra le più alte in Europa. Le auto ancora su strada che hanno oltre dieci anni di vita sono circa 22 milioni, il 56,5% del totale. Troppe. E pericolose, perché sprovviste dei moderni sistemi di sicurezza e assistenza. Nel dettaglio i veicoli immatricolati dal 1999 al 2003 (Euro 2 ed Euro 3) sono quasi 6 milioni, pari al 15,4%, nella maggior parte a benzina. Quelli dal 2004 al 2008 (Euro 3 ed Euro 4) invece si avvicinano a quota 9,5 milioni e rappresentano il 24,4% del parco, oltre la metà diesel. I modelli con almeno 20 anni di anzianità sono quasi 6 milioni e mezzo (circa il 16% del parco circolante). “Nel nostro Paese, la anzianità del parco circolante costituisce, da sempre, un serio problema", ha sottolineato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia. "Abbiamo la necessità di eliminare le vetture più

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Il troppo vecchio parco circolante italiano datate - ma non quelle che possiamo considerare storiche - che rappresentano un peso, sotto l’aspetto ambientale e della sicurezza, sia attiva che passiva. Tra le soluzioni quella di incentivare la vendita di usato recente, Euro 5 e 6, in cambio della rottamazione delle auto più vecchie da Euro 0 a Euro 3: in questo modo potremmo venire incontro alle esigenze di tutti coloro che non hanno le possibilità economiche di acquistare un’auto nuova”. In termini di alimentazioni, il gpl sembra ancora convincere gli italiani: due milioni e mezzo di vetture lo utilizzano per la trazione. Dal 2012 se ne aggiungono una media di 130mila l’anno. Le auto bifuel a metano - benzina sono poco meno di un milione e tornano a crescere per la prima volta dal 2014. Le elettriche invece sono solo 12mila (0,03%): un terzo di queste registrate l’anno scorso. In crescita costante le ibride che abbinano un motore elettrico a quello tradizionale: circa 240mila (0,6%), di cui 70mila immatricolate solo dallo scorso anno. (v.a.)

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PARCO VALENTINO TORINO, 19-23 GIUGNO 2019

Lo spettacolo delle Formula 1 che sfilano per le strade del centro di Torino, seguite dai prototipi dei carrozzieri, dalle supercar e dalle hypercar e one-off più estreme. Lungo i viali del parco le novità delle case automobilistiche, le dimostrazioni di auto a guida autonoma e dei sistemi elettronici di assistenza alla guida, Focus Auto Elettriche e ibride plug-in e area test-drive. Questo è Parco Valentino, il motor show che si svolgerà dal 19 al 23 giugno a Torino, a ingresso gratuito per il pubblico e con orario prolungato fino a mezzanotte. Per visitare Parco Valentino scarica il tuo biglietto elettronico gratuito su

www.parcovalentino.com Con il biglietto elettronico gratuito avrai diritto allo sconto del 30% sul prezzo base dei biglietti Trenitalia di andata e ritorno per Torino dal 17 al 25 giugno* e a ingressi ridotti nei più importanti musei della città. *condizioni sul sito www.trenitalia.com Con il patrocinio di

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