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INNOVAZIONE I MOTORI I LIFESTYLE

Settimanale digitale • Anno 2 • Numero 47 • 29/06/2018

Supplemento settimanale a l’Automobile.

Europa unita

PAOLO BORGOGNONE ■ “Nessuno stato europeo può illudersi di contare solo sulle sue forze”. Parole dell’ex presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano. Parole quanto mai importanti ricordare oggi, in un momento storico nel quale — in politica — l’ idea stessa di Europa appare indebolita, minacciata e messa in discussione su diversi fronti. C’è, però, un’altra Europa ed è verso questa direzione che ci piace guardare. È quella dell’auto: invece di litigi e divisioni qui abbiamo un continente che non ha paura di mostrare le spalle larghe e fare la voce grossa, che si di-

fende dalle pressioni esterne e — unito — le affronta. Un sistema che non vuole accettare l’aggressiva politica dei dazi che arriva dall’altra parte dell’Oceano a minacciare le sue esportazioni, la produttività e rischia di travolgere nella sua corsa protezionistica perfino i posti di lavoro degli operai americani. Ci piace un’Europa pronta a guardare al domani, alla sicurezza e alla sostenibilità. Un'Europa che deve credere nella mobilità come elemento fondamentale per lo sviluppo. Un'Europa che investe ogni anno milioni di euro in ricerca per garantirsi un futuro sicuro. Senza barriere e divisioni.


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BUSINESS

Europa, il mercato auto cresce deL +2,4%. SAMUELE MARIA TREMIGLIOZZI

■ In maggio, il mercato delle auto nei paesi dell’Unione Europea più Efta (Islanda, Norvegia, Svizzera) è cresciuto soltanto dello 0,6%, ora il risultato annuo è pari a un +2,4%. Secondo Acea, associazione europea dei costruttori, le auto vendute nel mese sono state 1.442.643 contro le 1.433.885 di maggio 2017. Pesa sul risultato il calo del mercato in Germania (legato anche ai divieti di circolazione per le auto diesel), la stabilità del mercato in Francia (solo uno +0,1%) e la discesa del mercato in Italia (-2,8%, probabilmente legato all’instabilità politica prima della definizione del nuovo governo). Fca, croci e delizie A maggio 2018 le immatricolazioni di Fiat Chrysler Automobiles crescono dello 0,2%: 110.120 unità contro le 109.940 dello stesso mese dell’anno precedente. La quota di mercato del gruppo registra tuttavia un lieve calo e si attesta a 7,6 punti percentuali contro i 7,7 di maggio 2017. Tra i marchi, il più virtuoso rimane Jeep che raddoppia le vendite: 18.487 unità immatricolate contro le 9.183 dello stesso mese dell’anno passato (+101,3%). La quota di mercato segue il trend di crescita e raggiunge quota 1,3 punti percentuali (contro i 0,6 di maggio 2017). Bene Alfa Romeo, che a maggio 2018 aumenta le vendite del 12,2%. Situazione diversa per Fiat che prosegue la sua discesa e registra un -11,1% nelle immatricolazioni: 76.711 unità contro le 86.327 di maggio 2017.

I soliti tre In Europa, Volkswagen rimane in prima posizione per auto immatricolate: a maggio 2018 le vendite raggiungono 363.117 unità, +3,7 rispetto alle 350.096 del 2017. Il gruppo di Wolfsburg detiene più di un quarto del mercato Ue più Efta, con una quota di 25,2 punti percentuali. Seat è il marchio che cresce di più nelle immatricolazioni (grazie ai suv) e registra un +25,3%, seguito da Volkswagen (+5,7%) e Porsche (+5,4%). Calano Audi (-5,3%) e Škoda (-2,2%). Secondo posto per i francesi di Psa che registrano una crescita nelle vendite del 57,8%, con i volumi aggiuntivi di Opel e Vauxhall (questi pure in calo rispetto allo stesso mese del 2017): 227.345 unità contro le 144.046 del maggio 2017. La variazione si riflette sulla quota di mercato, pari al 15,8% (+5,8). Tra i marchi cresce DS, che ferma la caduta libera con un aumento delle immatricolazioni del 16,8%. Sul podio anche la connazionale Renault che insieme a Dacia (in crescita del 14%) segnala vendite complessive del 6,5% in più. In aumento la quota di mercato pari a 11,4 punti percentuali contro i 10,8 di maggio 2017. Italia -2,8% Nell’ultimo mese, in Italia sono state immatricolate 199.113 auto rispetto alle 204.807 del 2017 (-2,8%). Stesso trend anche in Germania, dove le vendite diminuiscono del 5,8%. Il mercato cresce in Spagna (+7,2%) e Regno unito (+3,4%), oltre a quello della Francia (+0,1). 29 Giugno 2018 ·

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BUSINESS

BUSINESS

Vendite auto, tutte le sorprese della top ten.

Settore Automotive, il primato europeo.

PAOLO ODINZOV

SAMUELE MARIA TREMIGLIOZZI

■ Il mercato dell’auto europeo è dominato tradizionalmente dai costruttori tedeschi e francesi. Guardando nel dettaglio alle immatricolazioni dei primi 5 mesi dell’anno non mancano però alcune sorprese. Prima fra tutte l’uscita di scena dopo decenni di un modello della Opel nella top ten delle vendite. La prima auto in graduatoria del costruttore è la Corsa che occupa l’undicesimo posto. Conseguenza, probabilmente, del nuovo posizionamento del brand dopo l’acquisizione da Psa e forse l’arrivo della nuova generazione entro il 2019. Anche la Fiat resta fuori dalla rosa con la 500 che è il modello più apprezzato nel Continente in ventesima posizione.

■ L’Europa è il primo investitore al mondo in ricerca e sviluppo nel settore automotive: circa 54 miliardi di euro l’anno. Il dato si riferisce all’ultimo report dell’Acea, l’associazione dei costruttori automobilistici europea. La spesa per innovare i veicoli in circolazione sulle nostre strade e le sue componenti supera anche quella per gli altri settori: in particolare la ricerca nel farmaceutico vale “solo” 37 miliardi, hardware e software 22 e la difesa 10. La differenza è dunque evidente. Dopo l’Europa secondo posto per il Giappone con investimenti nel settore automotive pari a 30 miliardi. Terzi gli americani con una spesa di 18 miliardi.

Volkswagen Polo best tra le compatte Regina delle vendite rimane l’inossidabile Volkswagen Golf con 242.740 unità consegnate che le valgono un incremento nelle immatricolazioni dell’8,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Segue la Polo 161.157 (-3,6%) che dopo oltre 14 milioni di unità vendute in totale dal 1975 si conferma anche come best in class nella categoria delle compatte. Nissan Qashqai il crossover più venduto Al terzo posto troviamo la Renault Clio con 160.952 unità (+0,3%). Mentre al quarto posto, nonostante una perdita di 4 punti percentuali, si posiziona la Ford Fiesta 135.923, seguita a ruota dalla Nissan Qashqai 132.087 (+1,0%), dalla Skoda Octavia 125.468 (+9,6%) e dalla Volkswagen Tiguan 125.298 (+2,7%). Chiudono la top ten la Ford Focus 116.897 (+3,7%), la Peugeot 208 112.998 (+2,9%) e la Citroën C3 101.008 (-3,7%). 4

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Industria fondamentale L’auto traina l’economia europea: nel 2017, sempre secondo l’Acea, erano 13,3 milioni gli occupati del settore, il 6,1% del totale. Il gettito fiscale che viene generato dall’industria automobilistica dell’Ue 15 si aggira intorno ai 413 miliardi di euro, valore cresciuto del 4,3% durante il 2017. Bilancia commerciale ok I volumi del mercato generano vantaggi notevoli anche in termini di bilancia commerciale: al termine del 2017 i veicoli esportati sono stati 5,9 milioni contro i 3,7 importati, un surplus che vale più di 90 miliardi di euro. I paesi che apprezzano di più le auto “made in Ue” sono gli Stati Uniti (1,1 milioni di veicoli), la Cina (572mila) e la Turchia (524mila).


AUTO E MOTO

Dazi, i tedeschi ci rimettono. SAMUELE MARIA TREMIGLIOZZI ■ Sostenere gli obiettivi di sicurezza stradale della Commissione europea e degli stati membri per contribuire a raggiungere zero vittime di incidenti stradali entro il 2050: questi i contenuti di impegno di sicurezza firmato nei giorni scorsi all’Aja dai principali attori europei della mobilità. La coalizione comprende l’Associazione europea dei produttori di automobili (Acea), l’Associazione europea dei fornitori automobilistici (Clepa), la Federazione Mondiale dell’Automobile, Region I (Fia), con il sostegno dell’Associazione olandese di biciclette e industria automobilistica (Rai Vereniging) e il Royal Dutch Touring Club (Anwb).

■ Le continue tensioni tra Washington e Pechino colpiscono i costruttori auto tedeschi. La prima a fare i conti e a parlare di potenziali perdite è stata Daimler AG, leader del premium europeo in estremo oriente con le sue Mercedes. La guerra dei dazi rischia di compromettere, in particolare, il successo in Cina dei suv della stella a tre punte, prodotti per buona parte negli Usa. Fattore che non sfugge agli analisti finanziari: a Francoforte il titolo Daimler è sceso di 3,3 punti percentuali. Stesso destino per Bmw (-2,7%) e Volkswagen (-1,3%), anch’essi con stabilimenti produttivi in terra statunitense. Giorni concitati per i vertici di Daimler, che dichiarano: “È impensabile credere di poter compensare l’effetto dei dazi ricollocando i nostri prodotti in altri mercati.” Nei primi tre mesi del 2018 il colosso di Stoccarda ha venduto globalmente 594mila vetture, il 5% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita è guidata dalle 178mila immatricolazioni in Cina, un aumento del 16% rispetto al 2017.

SICUREZZA

Europa unita e sicura. LUCA GAIETTA

Investimenti anche nelle infrastrutture Il documento è stato firmato alla presenza del Commissario europeo per i trasporti Violeta Bulc e tra le misure possibili figurano diverse campagne di sensibilizzazione, investimenti nella ricerca per introdurre nelle auto sistemi sicurezza sempre più efficaci, oltre a miglioramenti all’infrastruttura stradale, alla segnalazione degli incidenti e agli interventi post-incidente. “Firmando questa visione comune sulla sicurezza stradale, ci impegniamo a lavorare insieme ad altre parti interessate su un approccio integrato alla sicurezza stradale all’interno della Unione Europea – ha detto Erik Jonnaert, segretario generale di Acea – riteniamo che sia l’unico modo per garantire che i veicoli sicuri siano guidati da conducenti sicuri su strade sicure”.

BUSINESS

Il continente dei suv. PAOLO ODINZOV ■ A maggio il mercato automobilistico europeo ha rallentato, registrando comunque un aumento dello 0,6% rispetto allo corso anno che indica l’inizio di una progressiva stabilizzazione dopo un lungo periodo di forte crescita. Secondo Jato tutti i segmenti hanno registrato un calo dell’8,5%, ad eccezione di quello dei suv che in29 Giugno 2018 ·

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vece è cresciuto del 24,2%, segnando per il tredicesimo mese consecutivo un incremento a due cifre. “Quasi due terzi delle novità che arrivano oggi nelle concessionarie sono suv – ha detto Felipe Munoz, global analyst di Jato – il che significa che l’offerta di mercato e la domanda dei consumatori sostengono entrambi questa tipologia di vetture”. Italia primo mercato Nel dettaglio il segmento dei suv ha beneficiato a maggio soprattutto delle vendite raccolte dai modelli compatti. In tutto 182.000 unità, per una crescita del 37%, delle quali la maggior parte immatricolate in Italia che è per la categoria il primo Paese in Europa davanti a Francia, Regno Unito e Germania. Renault Captur e Dacia Duster sono i modelli che hanno contato nel quinto mese dell’anno una crescita maggiore nelle immatricolazioni, rispettivamente del 26% e del 29%. Ed anche Volkswagen T-Roc, Citroën C3 Aircross e Opel / Vauxhall Crossland hanno tutti registrato ottimi risultati.

BUSINESS

SICUREZZA

Unit-E, l’elettrico che unisce. CARLO CIMINI ■ Un importante passo avanti per la mobilità elettrica è stato portato a termine e co-finanziato dalla Commissione europea. Si tratta dello Unit-E, il progetto inserito nel programma Connecting Europe Facility, gestito da un consorzio diretto da Edf (Électricité de France) di cui fanno parte anche soci italiani, o basati nel nostro Paese, come Abb (Asea Brown Boveri), Porto Antico di Genova e l’Istituto Internazionale della Comunicazioni, oltre a tre importanti costruttori di auto come Renault, Nissan e Bmw. 6

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Nuova rete e-mobility Il progetto collega Dublino e Genova, in un corridoio transfrontaliero dotato di centraline di ricarica rapida per auto elettriche di tipo “fast charge”: basteranno 15-20 minuti per rigenerare le batterie di un veicolo. Le colonnine saranno collocate in posizioni strategiche principalmente vicino le autostrade in modo da mappare il territorio del vecchio continente e garantire la connessione tra le reti di ricarica delle arterie Ten-T (Trans-European Networks), vale a dire ad esempio Corri-Door in Francia e Rcn in Gran Bretagna. Questo progetto integra oltre 250 stazioni di ricarica preesistenti del tratto tra Francia, Regno Unito e Irlanda, installate nell’ambito di un precedente progetto, con ulteriori 50 nei tratti scoperti del corridoio, principalmente in Belgio e in Italia. Per quanto riguarda il nostro Paese sono posizionate lungo il tratto autostradale della A10 Genova Ventimiglia e presso l’area turistica del Porto Antico di Genova. Per saperne di più leggi l’articolo sul numero 20 di Luglio/ Agosto del mensile l’Automobile in vendita a partire dal 1 luglio 2018.

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Francia, nuovi limiti di velocità. PATRIZIA LICATA ■ La velocità è la prima causa di incidenti stradali in Francia e per questo dal primo luglio su tutte le statali francesi a doppio senso e senza separatore di carreggiata la velocità massima consentita scenderà da 90 a 80 chilometri orari. Lo ricorda, anche in vista degli spostamenti per le vacanze, il Consiglio nazionale per la sicurezza stradale (Conseil na-


tional de la sécurité routière), che ha proposto la misura fin dal 2013 e ottenuto quest’anno l’approvazione dal primo ministro Edouard Philippe. 400 vite salvate L’ente per la sicurezza stradale ha calcolato che nel 2016 in Francia il 31% degli incidenti stradali (costati 3.500 morti e 70.000 feriti) è stato provocato dalla velocità eccessiva. Le strade più a rischio sono proprio le statali a doppio senso e senza guardrail centrale, dove si verifica il 55% degli incidenti mortali. Abbassando a 80 chilometri orari il limite massimo di velocità si potranno salvare da 300 a 400 vite l’anno. Vantaggi nel portafoglio Le stime del Conseil national de la sécurité routière trovano conferma nelle ricerche dell’esperto Rune Elvik, che ha passato al setaccio 500 studi globali e concluso che c’è un nesso “matematico” tra riduzione della velocità e abbattimento del numero e della gravità degli incidenti. Spingendosi al massimo a 80 anziché 90 chilometri orari, a fronte di un piccolissimo allungamento dei tempi di percorrenza (2 minuti su un tragitto oggi di 18 minuti), i vantaggi sono molteplici: si aumenta la sicurezza delle strade e, nell’arco di un anno, si riducono del 30% le emissioni di CO2 e si risparmiano 120 euro di carburante.

■ In Europa sono entrati in vigore i nuovi dazi del 25% su una lunga lista di prodotti americani, una replica diretta dell’Unione europea ai dazi imposti dagli Stati Uniti di Donald Trump alle importazioni di acciaio e alluminio. Tra i beni Made in Usa colpiti dall’Ue ci sono moto e auto, finora tassate al 10%. Troppo, aveva detto in passato Trump, visto che negli Usa il dazio sulle automobili importate è del 2,5% (ma è del 25% sui Suv, a protezione del segmento di mercato più redditizio per i produttori americani). Col 25%, però, va molto peggio: i consumatori americani pagheranno almeno 5.000 dollari in più per un’auto importata e il mercato auto statunitense potrebbe entrare in contrazione, ovvero si compreranno meno macchine. Un’escalation che fa male al lavoro Trump è pronto a reagire: agli europei ha fatto sapere con un tweet che “Imporremo un dazio del 20% su tutte le loro automobili che entrano negli Usa. Le costruiamo qui!”. Tuttavia, secondo il Peterson Institute for International Economics, non è così semplice. Dazi di Trump su auto e componenti importati dall’Ue e dai maggiori partner commerciali costerebbero il lavoro a quasi 200.000 americani; una reazione dei partner (nuovi dazi su nuovi prodotti Made in Usa) polverizzerebbe fino a 625.000 posti di lavoro negli Stati Uniti.

BUSINESS

Usa-Ue, chi paga la guerra dei dazi. GLORIA SMITH

Un quarto del mercato I maggiori esportatori di auto e componenti verso gli Stati Uniti sono il Messico (24% del totale) e il Canada (22%), seguiti dal Giappone (21%), dalla Germania (11%) e dalla Corea del Sud (8%). Per l’industria automobilistica gli Stati Uniti sono il primo mercato di sbocco, assorbendone il 25% dell’export. Su scala globale, gli Usa l’anno scorso hanno importato 8,3 milioni di veicoli per un valore di 192 miliardi di dollari e hanno esportato 2 milioni di veicoli per 57 miliardi. I conti di Trump Trump pensa di rimettere le cifre in pareggio, ma se vuole proteggere le “grandi imprese e i grandi lavoratori” d’America, dovrà fare bene i suoi calcoli: i costruttori tedeschi hanno 36.000 addetti negli Usa, quelli giapponesi oltre 90.000 e la svedese (ma di proprietà cinese) Volvo, che ha appena aperto una fabbrica in South Carolina, ha detto che eventuali barriere commerciali potrebbero rendere difficile rispettare il piano di 4.000 assunzioni 29 Giugno 2018 ·

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AUTO E MOTO

Kia Ceed, coreana d’Europa. VALERIO ANTONINI

meno rigida. Le dimensioni sono quasi invariate. La Ceed, lunga 431 centimetri come la precedente ma è più larga e bassa di 2. Il peso è stato ridotto di oltre 20 chili grazie a componenti in acciaio leggero, mentre la capienza del vano bagagli aumentata fino 395 litri (quello della versione station wagon supera i 1.100 litri). Il design degli esterni, che si ispira a quello della Stinger, vede rivoluzionata la sagoma dei finestrini laterali, perfettamente allineati ed a forma di arco. Sia la griglia che il paraurti anteriore sono stati ingranditi. Più sottili invece le luci posteriori, a Led, che ora restano accese anche di giorno. La Ceed, entro la fine del 2019, oltre alla già vista station wagon, avrà anche una versione ibrida/diesel con batteria da 48 volt e una più performante Gt. Disponibile da ottobre 2018 al prezzo, non ancora ufficiale, di circa 25.000 euro.

AUTO E MOTO

Peugeot 508, questione di stile. ■ FARO – Kia, marchio del gruppo Hyundai, presenta la terza generazione di Ceed, berlina cinque porte pensata per il mercato europeo e progettata nel centro tecnico di Francoforte, in Germania. Abbiamo provato la vettura, modello di segmento C, nel test drive internazionale presso la località marittima di Faro, Portogallo. Le principali novità riguardano gli aggiornati sistemi di assistenza alla guida, semi-autonoma di livello 2, che consentono di togliere anche le mani dal volante fino a 25 secondi prima della disattivazione (obbligatoria per legge). Frena da sola e “vede” i pedoni La Ceed, infatti, si guida veramente da sola. Il Cruise Control adattivo e il Keep Lane Assist, abbinati insieme a rilevatori anti-collisione, consentono alla vettura di seguire il flusso del traffico rispettando le linee della carreggiata. Inoltre, quando i sensori individuano altri veicoli fermi davanti a noi, decelera fino ad arrestarsi. In caso di attraversamento improvviso di pedoni emette delle vibrazioni sul volante. Anche in fase di retromarcia non c’è da aver paura. Sorvegliando gli angoli ciechi, avverte con un segnale acustico della presenza di ostacoli. Inoltre è dotata di tutti i più evoluti sistemi di connettività, compatibili con IoS e Android, compreso il navigatore TomTom. Le informazioni vengono proiettate su un display touch screen da 7 o 8 pollici. Nuova piattaforma K2 Abbiamo guidato la Ceed, sviluppata sull’inedita architettura K2 di Hyundai, sia con motore benzina sovralimentato 1,4 litri da 140 cavalli che con il turbo diesel 1,6 litri da 116 o 136 cavalli, migliorati in efficienza, prestazioni e consumi. Sono state riviste anche le sospensioni, con una taratura 8

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PAOLO ODINZOV

■ “Una vettura progettata per sovvertire i codici tradizionali e stabilire nuovi punti di riferimento nella sua categoria” così Laurent Blanchet, direttore del prodotto Peugeot, ha descritto la nuova 508: modello che rilancia la Casa francese nel settore delle auto medio-grandi (tra i 4,60 e i 5 metri di lunghezza) dominato fin ora dai costruttori tedeschi. Un settore che oggi conta in Italia il 7% delle immatricolazioni, oggi in mano a suv e crossover lasciando alle berline il 17% delle vendite, molte delle quali declinate anche in versione station wagon. Vendute in Italia 25mila unità Appartiene a quest’ultima schiera la nuova 508: la precedente generazione ha venduto dal 2011 oltre 25mila unità,


orientata per contenuti e connotati a sfidare modelli come le Audi A4 e A5, la Bmw Serie 3, la Mercedes Classe C e l’Alfa Giulia. Per farlo la new entry d’oltralpe punta anzitutto sulla linea, tagliata coupé nella silhouette. Nella parte frontale si fanno notare sulla vettura particolari e soluzioni stilistiche da ammiraglia tra cui i gruppi ottici full led e alcuni tratti nelle forme ispirati alla storica Peugeot 504, del 1968 disegnata con la consulenza di Pininfarina. Per abitacolo un salotto hi-tech Anche all’interno la nuova 508, in vendita da ottobre con un listino a partire da 30.350 euro, punta a sorprendere e unisce ad una estrema cura nelle finiture contenuti hi-tech di primordine. Primo fra tutti la versione più evoluta dell’i-Cockpit, ovvero la singolare plancia con cui Peugeot ha cambiato il modo di guidare sulle sue auto. Un volante estremamente compatto, un touch screen capacitivo da 10 pollici e un grande quadro strumenti con head-up display consentono al conducente la massima padronanza dell’auto. Provandola in anteprima sulle strade di Montecarlo, la nuova 508 ha dato prova di essere stata anche migliorata nelle prestazioni rispetto alla precedente generazione. Sotto all’elegante vestito sfrutta la piattaforma Emp2 del gruppo Psa, grazie alla quale il peso è stato ridotto di 70 chilogrammi. Super sicura e anche ibrida Il ventaglio motori prevede 5 unità, 2 benzina e 3 diesel, per una potenza da 130 a 225 cavalli ed emissioni ridotte fino a 98 grammi per chilometro di CO2. A seconda delle versioni sono poi previsti due tipi di trasmissione: manuale a 6 marce e automatica a 8 rapporti. Nel 2019 la francese verrà inoltre proposta con una propulsione ibrida plug-in da 225 cavalli, disponibile pure sulla versione station wagon che verrà presentata al prossimo Salone di Parigi. Se tutto non dovesse bastare per sfidare la rivali la nuova 508 vanta diversi sistemi di sicurezza e assistenza alla guida in grado di farne una fortezza su quattro ruote. Tra questi il Night Vision: una esclusiva nella categoria che sfrutta una telecamera a raggi infrarossi per rilevare fino a 250 metri la presenza di persone e animali sulla carreggiata di notte o in caso di visibilità ridotta.

AUTO E MOTO

Toyota Camry, bentornata in Europa. VALERIO ANTONINI ■ Sono trascorsi 14 anni da quando la Toyota Camry popolava i concessionari europei del marchio giapponese. Il costruttore di Tokyo ha deciso che per l’ottava generazione della berlina è tempo di tornare nel Vecchio Continente con debutto previsto per il primo trimestre 2019.

L’ottava per l’Europa Ad arrivare in Europa – in quali mercati si vedrà – dovrebbe essere l’ottava generazione della Camry, quella presentata a gennaio 2017, in occasione del North American International Auto Show. Con i suoi 4,88 metri di lunghezza si posiziona nel segmento E delle berline di grandi dimensioni e sfida auto come Volkswagen Passat, Opel Insignia o la connazionale Mazda 6. La Camry potrebbe sostituire la Avensis (non venduta in Italia), che dovrebbe andare fuori produzione proprio a partire dal 2019. Solo ibrida? Al debutto in Europa, la Camry – costruita sulla piattaforma Tnga (Toyota New Global Architecture) verrà equipaggiata con un propulsore ibrido da 2.5 litri, già noto ai clienti europei e disponibile per il suv Rav 4. Come per altre vetture del gruppo, questa motorizzazione è abbinata ad un cambio a variazione continua. Sulla berlina giapponese si ritroveranno di serie tutti i più recenti sistemi di assistenza alla guida inclusi nel pacchetto Toyota Safety Sense.

BUSINESS

Cina, elettrica non basta. REDAZIONE ■ Il Ministero delle Finanze di Pechino ha introdotto, dalla seconda metà del mese di giugno, una nuova politica di sussidi per l’acquisto delle auto elettriche: per ricevere le sovvenzioni statali è necessario che il veicolo abbia un’autonomia minima di 150 chilometri. Al crescere del range di marcia dell’auto, aumenta anche l’importo finanziato dal governo. Nel mirino anche il rapporto peso-potenza delle batterie: si passa da 90 a 105 wattora minimi per ogni chilogrammo. L’obiettivo della manovra è quello di stimolare l’efficienza dei propulsori elettrici e spingere i costruttori a innovare. Le previsioni Attualmente la Cina è il più grande mercato di auto a zero 29 Giugno 2018 ·

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La salute, innanzitutto “È un piano ambizioso”, ci spiega l’assessore, “dovrà riuscire a trovare il giusto equilibrio tra le diverse opportunità di mobilità e le esigenze, ormai improcrastinabili, di una maggiore sostenibilità. Faccio qualche esempio: andare a piedi e in bicicletta vuol dire mantenersi in salute, così come meno auto in circolazione significa ridurre lo smog e quindi diminuire le probabilità di ammalarsi gravemente. Il tutto si traduce in minori costi sociali, a vantaggio del benessere economico del territorio. È questa la nostra filosofia. Non a caso, lo slogan che ispira il progetto è muoversi meglio per vivere meglio”. emissioni del mondo con più di 770mila esemplari a batteria venduti nel 2017. Secondo il governo di Pechino le vendite di veicoli elettrici raggiungeranno i 2 milioni entro i prossimi due anni e il 20% delle immatricolazioni totali nel 2025.

PAESE

Ravenna, rivoluzione mobilità. MARINA FANARA

■ “Abbiamo messo al centro la salute e la qualità della vita dei nostri cittadini: saranno loro i veri protagonisti di una rivoluzione che cambierà le abitudini di spostamento”. Roberto Fagnani, assessore ai Lavori pubblici del comune di Ravenna, introduce così il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) appena adottato dalla sua Giunta, dopo aver terminato il confronto con la comunità, le associazioni e gli imprenditori locali. Il provvedimento, al momento, è al vaglio del Consiglio comunale, dopodiché ci saranno 60 giorni per rivolgere al testo ulteriori osservazioni. Concluso questo periodo, il Pums sarà definitivamente adottato, probabilmente per la fine dell’anno. 10

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Cambiamento in 11 punti Il Pums verrà realizzato nell’arco del prossimo decennio con un investimento complessivo di 44 milioni di euro. “Abbiamo individuato 11 campi d’azione sui quali lavorare, ma con un approccio flessibile e un monitoraggio continuo, perché nell’arco dei prossimi anni, le cose possono cambiare”, puntualizza l’assessore. Gli 11 punti in programma sono stati pensati per cercare di dare risposte a tutti gli ambiti di una moderna mobilità sostenibile e alle diverse esigenze del territorio e di chi lo vive: pedonalità, sicurezza stradale, mobilità elettrica, mobilità turistica, merci urbane, massima accessibilità per i disabili, ciclabilità, trasporto pubblico, moderazione del traffico, sosta e nuove infrastrutture (come, per esempio, strade, parcheggi in prossimità del centro, nuova autostazione bus). Raddoppio delle ciclabili Proprio il capitolo delle infrastrutture sarà quello sul quale verrà convogliata la maggiore parte delle risorse, un terzo del totale (intorno ai 13 milioni di euro), mentre il 25% (11 milioni) verrà speso per la ciclabilità, che significa quasi il raddoppio delle piste (dagli attuali 135 a 238 chilometri), interventi per una maggiore sicurezza dei percorsi attuali e misure per il bike sharing. A seguire, nella ripartizione delle risorse, quasi il 15% (intorno ai 6 milioni) è finalizzato al miglioramento del sistema “sosta”: in programma, la riorganizzazione e potenziamento degli spazi e delle tariffe, spazi riservati al carico/scarico, per i caravan e la sosta breve, introduzione di sistemi automatizzati. Altro capitolo importante, la sicurezza stradale, per il quale si spenderanno circa 4 milioni di euro, con l’obiettivo di far diminuire gli incidenti e proteggere gli utenti deboli soprattutto attraverso la riduzione dei limii di velocità in città e nell’hinterland e la realizzazione di nuove aree 30. “L’obiettivo finale è ridurre l’uso dell’auto dall’attuale 65% al 60%, aumentare la quota bici dal 16 al 20% e quella del trasporto pubblico dall’8 al 9,3% e, progressivamente, incentivare la diffusione di veicoli green”, specifica l’assessore Fagnani. Auto sì, ma più pulite “Mi preme sottolineare”, conclude l’assessore, “che il nostro piano è fortemente ispirato alla mobilità dolce e lo dimostra anche il fatto che quasi tutto il centro storico sarà ztl (oggi occupa il 36% dello spazio, arriveremo all’84%). Ciò non vuol dire trascurare le auto che non inquinano: anzi, le elettriche e le ibride potranno circolare liberamente e parcheggiare gratis in centro e, per diffondere l’uso dei veicoli a batteria, installeremo 17 nuove colonnine, potenzieremo la rete di ricarica per le e-bike e incentiveremo i bus a zero emissioni”.


STORICHE

Ruote nella Storia, tappa ad Asolo. VALERIO ANTONINI

al Golf Club atteso alle 17.30. Prevista una pausa pranzo dalle 13.00 alle 14.30 presso il Ristorante Villa Razzolini. Nel complesso la manifestazione Ruote nella Storia comprende un totale di 11 tappe. Dopo Asolo toccherà domenica 8 luglio a Campo Ligure (Genova). Conclusione il prossimo 21 ottobre ad Agliè, borghetto di 2.600 abitanti in provincia di Torino. Per maggiori informazioni consultare il sito di ACI Storico.

SPORT

Arabia Saudita. La F1 è rosa. CARLO CIMINI

■ Formula di successo. È quella di Ruote nella Storia, evento ideato e organizzato da ACI Storico e rivolto agli appassionati di veicoli d’epoca e da collezione. La quarta tappa prevista per il primo luglio sarà ad Asolo, in Veneto, piccolo centro dal grande interesse artistico e culturale: il paese è inserito nella lista dei “Borghi più belli d’Italia” e farà da cornice al percorso turistico dei partecipanti. Le vetture attraverseranno il centro storico della località, passando per l’antico acquedotto romano, fino ad arrivare al Borgo Alto, che offre una splendida vista panoramica dei Colli Asolani. Tra i siti di maggior interesse culturale è prevista una visita al castello della Regina Cornaro e al Cimitero di Sant’Anna, dove si trova la tomba delle celebre attrice teatrale dell’800 Eleonora Duse, sepolta con il corpo rivolto verso il Monte Grappa. Fascino senza competizione La tappa prevede anche una componente sportiva, priva però di contenuti agonistici: le prestazioni dei partecipanti non genereranno una classifica, ma hanno lo scopo di avvicinare i neofiti alla specialità della Regolarità Classica e ai piloti più esperti di allenarsi su percorsi prestabiliti. Vince lo spirito e non la competizione. Il programma della tappa Raduno delle vetture alle 10.00 presso l’Asolo Golf Club a Cavaso del Tomba (Treviso). Alle 10,30, dopo il briefing del direttore di gara che provvederà alla distribuzione del materiale informativo, partenza degli equipaggi e ritorno

■ Da poche ore in Arabia Saudita è stato revocato il divieto di guida per le donne e la pilota Aseel Al-Hamad, una delle figure femminili di spicco nel mondo dei motori del Paese arabo, ha subito colto l’occasione per mettersi al volante di una monoposto di Formula Uno, prima dell’inizio del Gran Premio di Francia. Alla guida di un ideale La prima donna membro della Saudi Arabian Motorsport Federation ha guidato sul circuito del Paul Ricard, una Lotus E20, la stessa portata alla vittoria da Kimi Raikkonen nel Gran Premio di Abu Dhabi del 2012. L’Arabia Saudita era l’unico paese al mondo che impediva alle donne di guidare. La decisione di cambiare la legge fa parte di riforme più ampie condotte dal principe ereditario Mohammed bin Salman. “Ho amato le corse e la Formula Uno in particolare, sin da quando ero una bambina. Guidare una monoposto va oltre i miei sogni e incarna la libertà di tutte noi”, ha detto Al-Hamad. “Farlo nel giorno in cui le donne possono iniziare a guidare liberamente sulle strade dell’Arabia Saudita ha un grosso significato”. 29 Giugno 2018 ·

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LIFESTYLE

Detroit si rifà il trucco. PAOLO BORGOGNONE

■ "In qualche modo la città della speranze si è trasformata nella discarica dei sogni". Così scrive nel suo libro "Detroit, An American Autopsy", il giornalista premio Pulitzer del 2001 Charles Le Duff, parlando della sua città natale, nota in tutto il mondo come "Motor City". La 18esima metropoli per popolazione negli Usa è la più importante città americana ad avere dichiarato bancarotta dopo aver accumulato un debito pubblico che superava i 20 miliardi di dollari. Da allora – era il 2013 – la città sta provando a rinascere. Investimenti miliardari, come il rinnovamento del Renaissance Center (RenCen per gli abitanti), il gruppo dei 7 grattacieli collegati fra loro che formano la sede di General Motors e scommesse sul futuro, compreso un Salone dell’Auto tra i più importanti al mondo. Ora anche Ford ha deciso di fare il suo per far rialzare la testa alla città. Il marchio, che qui è nato nel 1903 per volontà del fondatore Henry Ford, ha stanziato un miliardo di dollari per rinnovare il propio quartier generale. Il Corktown Campus – dove si concentreranno non solo gli uffici del costruttore ma anche alcuni dei settori chiave come la sezione "ricerca e sviluppo" – coprirà 12

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un’area complessiva di oltre 11mila metri quadri. Sarà almeno in parte, l’applicazione pratica dello studio "City of Tomorrow" che interpreta come dovrà apparire la città del futuro, integrando soluzioni urbane, infrastrutture e, naturalmente, veicoli intelligenti e probabilmente autonomi. Il tutto dovrebbe essere completo entro il 2022. La vecchia stazione riprende vita Fiore all’occhiello degli interventi previsti sarà la ristrutturazione della Michigan Central Station, il gigantesco scalo ferroviario della città ormai chiuso da oltre 30 anni, che comprende un palazzo di 18 piani completamente abbandonato e – pare – infestato dai fantasmi. Completata nel 1913 in stile neo-classico secondo i dettami allora in voga della Scuola delle Belle Arti di Parigi dagli studi Warren & Wetmore e Reed & Stern, gli stessi che crearono il Grand Central Terminal di New York, la stazione occupa in tutto 46mila metri quadri ed è chiusa da quando la società ferroviaria Amtrak decise di abbandonarla con il passaggio dell’ultimo convoglio: era il 6 gennaio del 1988.


Un pezzo ritrovato I locali della stazione sono stati depredati di molte delle suppellettili rimaste. Ma, come si è sparsa la notizia dell’inizio dei lavori, uno dei più amati è improvvisamente ricomparso. Si tratta del grande orologio che dominava l’ingresso monumentale della Michigan Central. Un misterioso e anonimo "donatore" si è messo in contatto con il Ford Museum e ha fatto ritrovare l’orologio accanto a un deposito bruciato nella periferia della città. Il prezioso pezzo verrà, verosimilmente, rimesso al suo posto e darà il benvenuto ai visitatori del nuovo quartier generale di Ford.

Detroit connettendo la città americana con il Canada. Il discusso milionario Dan Gilbert è al centro di molte delle future ristrutturazioni nel centro di Detroit: fra queste la costruzione di un grattacielo nella zona chiamata Hudson Site e che dovrebbe diventare il più alto della metropoli e la completa ristrutturazione del Monroe Block, un isolato che occupa una parte del distretto finanziario della città.

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Architetti da tutto il mondo La realizzazione dell’intero progetto di riqualificazione del polo ferroviario – che verrà effettuato secondo i più moderni criteri amici dell’ambiente – è stata affidata allo studio di architettura Snohetta con base a Oslo in Norvegia e uffici anche a New York, Stoccolma, Adelaide e San Francisco. Il gruppo, che conta architetti e collaboratori provenienti da 32 differenti Paesi, ha già al proprio attivo interventi di grande impatto come la ricostruzione ad Alessandria d’Egitto della biblioteca della città, una delle più famose del mondo antico. Città in fermento Quella di Corktown non sarà l’unica novità per Detroit. Si partirà dalla realizzazione del Gordie Howe International Bridge – che collegherà le due sponde del fiume

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AUTO FOCUS

Mini suv d’Europa. MARGHERITA SCURSATONE

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La Renault Captur e le altre. Compatte e rialzate da terra, fanno guadagnare di più i costruttori e sono un fenomeno di mercato ovunque in forte crescita. Ecco perché.

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■ Poco più di quattro metri di lunghezza, look da fuoristrada e un’altezza da terra che contano e fanno la differenza. È così che, da nicchia per pochi estimatori, i piccoli suv e crossover sono diventati un vero segmento. Per gli addetti ai lavori sono le B-suv, vetture polivalenti destinate soprattutto all’utilizzo urbano che strizzano l’occhio a una clientela giovane. Disegnate e progettate per l’Europa, in appena sei anni sono salite al

7% di quota di mercato nel vecchio continente e lo scorso anno hanno conquistato 1.410.000 clienti. Un vero e proprio boom anche nei primi otto mesi del 2017, con la penetrazione salita al 10% e i volumi oltre il milione, come evidenziano i dati di Jato Dynamics. “È un segmento di mercato in grande espansione”, sostiene Ian Fletcher, analista di IHS Markit che stima oltre 2,2 milioni di vendite annue entro il 2021.

...dal nostro mensile PUBBLICATO SUL NUMERO 12 - NOVEMBRE 2017

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Solo l’11% degli “urban suv” viene scelto con la trazione integrale. Anche se colpiscono proprio per il loro look da off-road

Tra i primi a sviluppare questa architettura di veicolo sono stati i giapponesi della Honda con la HRV, definita a livello globale una “joy machine”, la cui prima generazione è stata venduta in Europa e in Giappone dal 1999 al 2005. Nel 2016 è stato il B-suv più venduto al mondo. Qualche anno dopo, nel 2008, è stato ancora un costruttore asiatico a rilanciare: al Salone di Parigi la Kia svela la Soul, un crossover compatto sviluppato in California e costruito in Corea del Sud, disponibile a trazione anteriore, integrale e anche una variante elettrica. Il fenomeno “urban suv” esplode subito dopo, grazie alla Nissan Juke e alla Mini Countryman, entrambe del 2011. Da allora, con cadenza annuale l’offerta di nuovi modelli cresce al ritmo di tre novità l’anno, soprattutto da parte di costruttori generalisti europei. Ed ecco così Opel Mokka, Renault Captur, Peugeot 2008, Ford Ecosport e Fiat 500X. Più tre giapponesi, Honda HR-V, Mazda CX-3 e Toyota C-HR, due sole proposte premium, Jeep Renegade e Audi Q2. Sei novità Ma un vero e proprio boom di novità si attende entro la fine di quest’anno: da marzo a dicembre se ne contano ben sei. Opel Crossland X e Citroën C3 Aircross sostituiscono di fatto due piccole monovolume come la Meriva e la C3 Picasso; Hyundai Kona, Kia Stonic, Seat Arona e Volkswagen T-Roc ampliano invece le rispettive gamme. La Citroën C3 Aircross “è molto più di un nuovo modello della gamma. Sarà un ulteriore acceleratore nella

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trasformazione globale del marchio”, ha spiegato Linda Jackson, numero uno della casa francese. La Kona “sarà fondamentale per la crescita di Hyundai in Europa e per arrivare nel 2021 al vertice della classifica tra i costruttori asiatici”, dice Thomas Schmid, direttore generale della divisione europea. Per Luca de Meo, presidente di Seat, “i suv, che generalmente hanno margini di profitto più alti rispetto alle vetture tradizionali, saranno strategici per accrescere la redditività del nostro marchio e puntiamo a raggiungere il 30-35% delle vendite globali rispetto al 5% attuale”. Piace il design Le ragioni di tanto successo? Sicuramente il design che, come sostengono alla Kia, è al primo posto tra le motivazioni di acquisto con il 43,2% delle preferenze. Lo conferma anche Giorgetto Giugiaro, il più famoso designer al mondo: “I fuoristrada che si erano imposti in Europa a partire dagli anni ’90 sia per lo stile che per essere usati su qualsiasi terreno, si sono evoluti in veicoli cittadini. La nostra creatività li ha arricchiti, li ha resi eleganti, raffinati, anche quelli piccoli sono diventati dei salotti a quattro ruote”. Anche se solo l’11% degli “urban suv” viene scelto con la trazione integrale, questi veicoli colpiscono e catturano proprio per il look da off-road oltre che per i contenuti tecnologici, di assistenza alla guida e di infotainment. Oltre alle molteplici possibilità di personalizzazione, ora si fa strada anche la carrozzeria bicolore che ne slancia ulteriormente le proporzioni un po’ goffe, vista l’altezza sopra la media. E il prezzo abbastanza elevato, in media 2.500-3.000 euro in più della corrispondente berlina cinque porte, non pare un ostacolo. “I consumatori oggi preferiscono un piccolo suv-crossover a un’utilitaria nonostante la differenza di prezzo

Nella pagina precedente la Renault Captur, qui la Peugeot 2008 e nella pagina seguente la Nissan Juke.


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sia significativa”, spiega Felipe Munoz, responsabile automotive di Jato Dynamics. “I clienti italiani, francesi, tedeschi e spagnoli sono disposti a spendere il 32% in più per un piccolo crossover rispetto a una Clio o una Polo. Per i britannici la differenza scende al 25%”, aggiunge Munoz. Il segmento delle B-suv “è quello dove registriamo il più basso tasso di fedeltà alla marca, perché non esiste ancora una tradizione o una storia”, racconta Ivan Batard, product manager di Kia Europe “e questo per noi rappresenta una grande opportunità di conquista.” Ma chi sono e da dove provengono i clienti che scelgono un piccolo suv? Sono abbastanza giovani, tra i 25 e i 45 anni, il 21% guida un’utilita-

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ria oppure una berlina cinque porte compatta (15%) o una monovolume compatta (9%). I mercati più ghiotti sono la Francia con 277.000 pezzi nel 2016 e 201.000 nei primi otto mesi dell’anno (14,5% di quota), seguita dall’Italia rispettivamente con 246.000 e 192.000 unità (14,1% di

In Europa il mercato è dominato dai francesi, la best seller è la Renault Captur, tallonata dalla Peugeot 2008. Terza la Nissan Juke

quota), quindi il Regno Unito con 239.000 e 149.000. Mentre il Paese con la quota più alta è la piccola Ungheria con il 17,1%. In Europa il mercato è dominato dai francesi, la best seller è la Renault Captur (nel 2019 sarà affiancata da un altro modello simile), che sfiora le 127.000 unità nei primi otto mesi, tallonata a 100.000 unità dalla Peugeot 2008 e ormai solo terza e molto distaccata la Nissan Juke (57.000). Tra le alimentazioni domina la benzina (56%), il diesel ha il 37% e le alimentazioni alternative sono appena il 6%, anche perché i modelli ibridi sono solo due: Kia Niro e Toyota C-HR. La più venduta a livello mondiale nel 2016 è stata la Honda HR-V.


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