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Destinata a modelli che verranno Non ci sono ancora decisioni ufficiali sui modelli – attesi comunque non prima del 2025 – ma un futuro a zero emissioni varrà presto anche per auto da sogno come le Porsche. La nuova piattaforma potrebbe servire poi anche per modelli come per la prossima Audi R8 e-tron o per la Lamborghini ispirata al prototipo Terzo Millennio presentato il mese scorso. Mbe e le altre La Porsche Mission E elettrica. attesa sulle strade entro il prossimo anno, nascerà invece su una piattaforma già in fase di sviluppo. Il gruppo Volkswagen sta poi realizzando i suoi modelli a batteria della famiglia I.D. sulla Meb (Modular Electrification Toolkit), che farà da base anche ad altre vetture elettriche di Skoda, Seat e Audi. 80 modelli a batteria entro il 2025 Il colosso di Wolfsburg ha annunciato nel settembre scorso il lancio di più di 80 nuovi modelli elettrificati entro il 2025, inclusi circa 50 veicoli a zero emissioni e 30 ibridi plug-in. L’obiettivo è anche di dotare ciascuno dei suoi 300 modelli del gruppo con una trasmissione ibrida completamente elettrica o plug-in entro il 2030.

INNOVAZIONE

Baidu, missione Apollo 2.

gonista, l’intelligenza artificiale e le tecnologie per auto connesse. Alla kermesse del Nevada, infatti, la cosiddetta “Google cinese” (gestisce in Cina il motore di ricerca più diffuso) ha presentato l’aggiornamento 2.0 della sua piattaforma Apollo per la guida autonoma. Un invito ai costruttori Apollo è una piattaforma aperta: qualunque azienda, dai costruttori d’auto alle start up, possono liberamente accedervi per prelevare codici e algoritmi da utilizzare per i propri prodotti e servizi. Non a caso Baidu dice di voler fare di Apollo “l’Android della guida autonoma”: come il sistema operativo per telefonia creato da Google è accessibile gratuitamente (ciò che interessa a Google è infatti che sugli smartphone ci siano i suoi servizi, come le mappe, e la sua pubblicità), così Apollo è a disposizione di tutti. Nella versione 2.0 Baidu ha potenziato i software per il controllo e la sicurezza dell’auto senza conducente e le tecnologie per il posizionamento, mettendo insieme 165.000 linee di codice. Apollo 2.0 ha esteso anche il supporto a produttori di chip diversi: Nvidia, Intel, NXP o Renesas. Capitali cinesi in arrivo A Las Vegas, Baidu ha presentato un’altra novità per il settore automotive: l’accordo con Asia Mobility Industries (società che collabora col governo di Singapore sui servizi di trasporto intelligente) per lanciare l’Apollo Southeast Asia, un fondo di venture capital da 200 milioni di dollari per investimenti in aziende e start up che sviluppano tecnologie per la guida autonoma e la mobilità smart. Sarà un ulteriore strumento per diffondere la piattaforma Apollo 2.0. Sfida a Google. In California In Cina Baidu si è già alleata con alcuni costruttori per portare sul mercato veicoli che sfruttano le sue tecnologie. Insieme a Xiamen King Long United Automotive Industry, per esempio, Baidu produrrà quest’anno autobus a guida autonoma, mentre con Chery Automobile svilupperà veicoli con automazione di livello 3 nel 2020. Ma la Internet company cinese è pronta a dare battaglia a Google nella sua stessa terra, la California: qui Baidu lavora con la Access Services, azienda della contea di Los Angeles, su un progetto sperimentale che fornirà a fine 2018 servizi di trasporto senza conducente per i residenti con disabilità.

GLORIA SMITH ■ Alla più grande fiera mondiale dell’elettronica di consumo, il Ces di Las Vegas, il colosso cinese Baidu ha lasciato momentaneamente da parte le sue attività su Internet per puntare su un terreno in cui è ormai prota19 Gennaio 2018 ·

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