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Supplemento settimanale a l’Automobile.

INNOVAZIONE I MOTORI I LIFESTYLE

Settimanale digitale • Anno 1 • Numero 17 • 10/11/2017

una Vespa d’annata FRANCESCO PATERNÒ ■ Primavera 2018. Più o meno 72 anni dopo la prima 98 cc, la Vespa si potrà ordinare con Elettrica. All’Eicma di Milano, il salone di ciclo e motociclo aperto fino a domenica 12 novembre, l’ultimo modello a batteria dell’icona mondiale delle due ruote è visibile nella sua forma definitiva. Sotto le sembianze di una normale Primavera, se non fosse quel filo di azzurro che orna carrozzeria e cerchi per segnalare la novità a zero emissioni. Colore che diventa arancio sulla versione X, con un piccolo motore tradizionale a estendere l’autonomia, da circa 100 chilometri a oltre il doppio.

La Vespa Elettrica è un atto dovuto alla storia di un prodotto nato per la mobilità urbana di un Paese uscito da una guerra, poi diventato di costume e tendenza e dunque – ora e domani – necessariamente più rispettoso dell’ambiente. In fondo e a suo modo, l’ingegner Corradino D’Ascanio aveva pensato la prima Vespa come una ibrida, fra elementi aeronautici e automobilistici, non amando le moto. Oggi ibrido è sinonimo di almeno due motori di cui uno a batteria, sinonimo virtuoso come lo è l’impegno di Piaggio nello sviluppare tutto in casa a Pontedera la sua prima Elettrica. Era ora. Una Vespa d’annata. 27 Marzo 2017 ·

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SMART MOBILITY

Metti in moto l’Eicma. ANTONIO VITILLO

■ MILANO – Dal 9 al 12 novembre, presso la Fiera di Milano Rho, l’Eicma, acronimo di Esposizione Internazionale Ciclo e Motociclo, c’è la vetrina internazionale delle più interessanti novità a due ruote. Grandi spazi La più importante rassegna del settore, in questa 75esima edizione, occupa uno spazio fieristico più esteso del 14% rispetto all’anno passato, 280.000 metri quadri dedicati a 1.626 operatori, provenienti da 40 diversi paesi nel mondo. Sette i padiglioni aperti fino alla chiusura della manifestazione – domenica 12 – uno in più della scorsa edizione, spazi in cui ammirare le 150 anteprime mondiali previste. Tante novità Molta curiosità per i nuovi modelli svelati a Eicma. Da quelli delle quattro aziende giapponesi, alle nuove moto della “sempreverde” produzione nostrana, passando per gli storici marchi europei e statunitensi. I tradizionali motori termici lasciano spazio all’innovazione, al futuro rappresentato dalla mobilità a zero emissioni, con la Vespa Elettrica presentata in versione definitiva.

È tanto l’interesse che accompagna questo appuntamento 2017. I dati di mercato parlano di una sostanziale ripresa, lecito attendersi, quindi, una certa effervescenza dell’intera produzione motociclistica, dalle moto agli accessori, come pure dall’abbigliamento tecnico. Ritorna l’area dedicata alle E-Bike, le biciclette a pedalata assistita, mentre spazio è dato pure ai momenti di formazione e informazione sulla sicurezza, interessanti situazioni che sono direttamente gestite da Confindustria Ancma. Immancabile la consueta area esterna MotoLive, con Radio Dee Jay che fa da radio ufficiale. Superficie estesa dove si tengono varie esibizioni, come lo spettacolare Freestyle Motocross, e gare come quelle internazionali di supermotocross, di flat track, di enduro. Una fiera nella fiera Da quest’anno Eicma propone anche East Eicma Motorcycle, una fiera nella fiera, in cui il mondo vintage è declinato a due ruote, nei 5.000 metri quadri dell’East Market di via Ventura a Milano, con ingresso gratuito. Presente DJ Ringo di Virgin Radio. Il pubblico può ancora visitare l’Eicma di Rho dalle 9,30 alle 18,30 (fino alle 22 il venerdì 10). 10 Novembre 2017 ·

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AUTO E MOTO

Silenzio, c’è la Vespa Elettrica. FRANCESCO PATERNÒ ■ MILANO – La Vespa Elettrica non è un più un prototipo ma una realtà. Sviluppata e costruita in casa a Pontedera, a fianco delle sue sorelle con motore tradizionale, la Elettrica è stata presentata all’Eicma, salone di ciclo e motociclo, dal presidente della Piaggio, Roberto Colaninno. “Stranamente è tutta italiana”, ha detto Colaninno con malcelata ironia e comunque dopo avere avuto la tentazione l’anno scorso di farla con un partner straniero. “Con la Vespa Elettrica – ha aggiunto – si compra un prodotto tecnologico straordinariamente avanzato che apre le porte a soluzioni che passeranno alla storia come la prima Vespa del 1946”. Due versioni La nuova Vespa a zero emissioni dispone di un propulsore in grado di erogare una potenza continua di 2 kW e una potenza di picco di 4 kW. Ha una autonomia dichiarata “di 80-90 chilometri”, ha detto Colaninno, con una sola carica e per la quale servono 4 ore. Non poche. Anche per questo è disponibile una versione denominata X, dotata di un generatore collegato al motore elettrico che aumenta l’autonomia di “altri 150 chilometri”. Un piccolo motore 100 di cilindrata 4 tempi con un serbatoio da tre litri. Per il futuro, “in Piaggio stiamo pensando – ha aggiunto il presidente del gruppo di Pontedera – a un nuovo motore termico che ricarichi il propulsore elettrico al 90% in 15,20 minuti. Un modo per superare la barriera delle infrastrutture”.

Come è fatta L’anima della Vespa Elettrica, che sarà in vendita dalla prossima primavera, è una moderna batteria agli ioni di litio, ricaricabile con un cavo lungo due metri sistemato nel sottosella lì dove ora c’è il tappo del serbatoio della benzina, con una spina da collegare a qualsiasi presa elettrica a muro o anche a una delle colonnine di ricarica pubbliche. La Vespa Elettrica, nata sulla base della Primavera da cui si distingue per un bordo colorato su carrozzeria e cerchi personalizzabile, è ovviamente silenziosa e, sostengono in Piaggio, ha una accelerazione che “consente di ottenere prestazioni superiori a quelle di un tradizionale scooter 50”. Due ruote connessa La Vespa Elettrica è anche connessa grazie alle tante funzionalità della nuova versione della Multimedia Platform, il sistema che permette di collegare lo smartphone al veicolo e una nuova gestione dell’interfaccia uomo-macchina tramite anche una strumentazione digitale con display Tft a colori. Cerchi da 12 fanno Primavera Fra altre diverse novità portate da Piaggio all’Eicma, c’è ancora Vespa, questa volta con motore tradizionale. La novità più importante dal punto di vista della sicurezza è sulla Primavera, che monta adesso cerchi da 12 pollici sia all’anteriore che al posteriore (soluzione estesa anche alla Elettrica). Tutta la linea riceve aggiornamenti anche nella strumentazione digitale e nella fanaleria a led, oltre che stilistici, con un nuovo design per la “cravatta” che orna il frontale. Piaggio, trimestrale ok Piaggio arriva all’Eicma dopo avere presentato una trimestrale positiva: nei primi 9 mesi del 2017 i ricavi netti consolidati sono stati pari a 1,06 miliardi di euro, in crescita del 2,5%., Il margine operativo lordo è stato pari a 159 milioni di euro, in crescita del 12,4, l’utile netto è stato di 25,1 milioni di euro, in crescita del 31,2%, c’è stata una generazione di cassa per 60,2 milioni di euro, più del doppio dei 28,6 milioni di euro al 30 settembre 2016.

AUTO E MOTO

Volano le due ruote. ANTONIO VITILLO ■ MILANO – Vola il mercato delle due ruote nel nostro Paese. Con cifre da record. In ottobre, le immatricolazioni di moto e scooter, di cilindrata superiore ai 50 centimetri cubici, raggiungono quota 13.909, con un incremento di 22,6 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2016. Anche i “cinquantini” sorridono con 1.985 nuove registrazioni, che corrispondono a un +22,7%. 4

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Obiettivo quota 12.000 In totale, nel periodo fra gennaio e ottobre, sono stati immatricolati 191.183 nuovi veicoli che, rapportati allo stesso periodo del 2016, mostrano una crescita del 7,9%. In particolare, le nuove moto sono state 113.694, mentre gli scooter 77.489, rispettivamente con un incremento del 5,5% e 11,7%. Primi dieci mesi dell’anno che confermano pure un +1% di registrazioni dei veicoli di 50 centimetri cubici, pari a 20.828 unità. Sommando moto, scooter e “cinquantini” il mercato, con 212.011 nuovi veicoli, registra 7,2 punti percentuali in più rispetto al 2016. Da Ancma, l’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori, arrivano previsioni più che rassicuranti: le immatricolazioni in più a fine 2017 potrebbero essere 12.000. “La chiusura dell’anno è più che positiva, con volumi che tornano ai livelli del 2012” ha affermato Corrado Capelli, Presidente di Confindustria Ancma. Numeri da capogiro Nell’anno in corso, fra gli scooter, nel numero di nuovi pezzi immatricolati prevalgono le cilindrate fra la 300 e la 500, grazie a 40.090 nuovi veicoli, corrispondenti a +18,8%. Più alto è l’incremento percentuale di quelli oltre i 500 cc, cioè +37,6%, con 11.045 immatricolazioni. Calano invece i 125 cc e quelli fra 150 e 250, rispettivamente di 3,2 e 8,4 punti percentuali. Tra le moto, rispetto ai primi dieci mesi 2016, è rilevante il +30% fatto segnare dalla cilindrata 125, dato che corrisponde a 7.481 nuove moto immatricolate. Numeri che triplicano nelle alte cilindrate, precisamente per le moto fra 800 e 1000 e quelle oltre 1000, che rispettivamente hanno visto immatricolare 23.681 (+14,4%) e 21.007 (+7,6%) nuovi veicoli. Le vendite fra le medie cilindrate segnano un +15,1% (13.840 pezzi) di quelle tra le 650 e 750, mentre fra le 300 e le 600 incrementano di un 4%, che corrisponde a 9.363 nuove moto. Decrescono quelle sopra i 150 cc, ma sotto i 250: 2117 nuovi veicoli sono pari a -6,3%. Le "nude" tirano Da gennaio ad ottobre, considerando i segmenti delle moto, si consolida la tendenza positiva delle “naked”, che contano 29.334 nuovi veicoli, cioè +17,9%. E molte sono state le “enduro stradali” immatricolate, esattamente 24.632, che corrispondono a +8,4%. Anche le “turismo” godono di buona salute, con 10.907 moto vendute che significano un +15,4% nel periodo. Di poco positive le “custom”, +1,7%, in ribasso le immatricolazioni delle “supermotard”, -1.9%. Ciò che sorprende è la ripresa del mercato delle “sportive”, a +11,5% nel periodo fino ad ottobre, corrispondenti a 4.003 unità.

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Al via la Ducati Panigale V4. DANIELE MATI

■ MILANO – È una delle moto più attese fra quelle presentate in occasione di Eicma 2017. La Ducati Panigale V4 è la moto che ogni amante delle supersportive vorrebbe avere. Il cui nuovo motore, quattro cilindri 1.103 centimetri cubici, è capace di sprigionare 224 cavalli. Spingendo una moto che, col 90% di carburante, arriva a pesare appena 195 chili nella versione “Speciale”, la più prestigiosa fra le tre proposte da Ducati. Diverse versioni Sono numeri vicini a quelli di una MotoGP. Ottenuti adottando l’impianto di scarico Akrapovic in titanio ed una centralina elettronica dedicata. Senza tutto ciò, la versione standard della Panigale V4 arriva ad erogare 214 CV. In mezzo ce n’è una terza versione, la V4S. L’affascinante motore, con la distribuzione tradizionalmente Desmodromica, è anche parte stressata della ciclistica. Il compatto telaio “front frame”, che pesa appena 4 chili, ha contribuito ad integrare meglio sella e serbatoio, soprattutto nella zona di raccordo, lasciando così più spazio al pilota per muoversi liberamente in sella durante la guida in pista. Sospensioni, elettronica e prezzi Le sospensioni hanno forcella Showa, i cui steli hanno un diametro 43 millimetri, e il monoammortizzatore, entrambi totalmente regolabili; le versioni “S” e “Speciale” montano unità entrambe Ohlins. I freni Brembo usano le nuove pinze monoblocco Stylema; i due dischi anteriori sono di diametro 330 mm. Come avviene su molte moto da gara, il serbatoio, che contiene fino a 16 litri, si estende nella parte sotto la sella. I cerchi sono a tre razze, fusi o forgiati in alluminio, a seconda della versione. Tanta elettronica, i “riding mode” sono tre, il cruscotto è TFT a colori, con schermo da 5”. La Ducati Panigale V4 costa 22.590 euro in versione base, mentre la “S” avrà un prezzo pari a 27.890 euro. Per quella in serie limitata, la “Speciale”, serviranno 39.900 euro. 10 Novembre 2017 ·

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Eicma, effetto scooter. PAOLO ODINZOV

concorrente naturale del Honda X-ADV. Mentre la Sym ha levato i veli sul Maxsym TL1: rivale a tutti gli effetti dello Yamaha T-Max, spinto da un motore bicilindrico di 465 centimetri cubici in grado di fornire una potenza di 40 cavalli. Anche un tre ruote coperto Sul fronte dei modelli a tre ruote, oltre alle versioni aggiornate del Piaggio Mp3, all’Eicma è protagonista il nuovo AD1 della Adeva: costruttore specializzato nella produzione di scooter coperti con tettuccio. Caratteristica principale dell’AD1 è la struttura estremamente leggera, dotata di un vano di carico da 90 litri, e il Modular Protection che permette di ripiegare la copertura della carena all’interno del suo bauletto in pochi istanti. Sarà disponibile con due motorizzazioni da 125 e 200 centimetri cubici realizzate da Peugeot. Intramontabile Honda Cub Cento milioni di esemplari venduti in poco meno di 60 anni di vita: con questi numeri, dopo i festeggiamenti al Motor Show di Tokyo, l’Honda Cub cerca gli applausi anche da noi. Sugli spalti dell’Eicma c’è da vedere l’ultima evoluzione del giapponese Super Cub 110: distinta da una livrea dorata e un logo creato per l’occasione. Oltre al modello celebrativo, il prototipo Super Cub 125 mostra a Milano una possibile versione del singolare scooter che ricorda molto nello stile quella originale, datata 1958, e unisce al design retrò dotazioni hi-tech: tra cui i fari a led e il sistema di accensione keyless senza chiave.

■ Gli scooter vanno a gonfie vele sul mercato e all’Eicma sono numerose le novità pronte a far salire ulteriormente l’asticella delle vendite. Dai piccoli e intramontabili “cinquantini”, ai tre ruote sempre più apprezzati dal pubblico, fino ai modelli di media e grande cilindrata che in Italia sono quelli di maggior successo. Bmw C 400 X Proprio al segmento di media cilindrata è diretto l’inedito Bmw C 400 X: fratello minore dei maxi scooter C 600 Sport e C 650 GT con i quali, nel 2011, la Casa di Monaco ha esordito nel settore dei veicoli premium per la mobilità urbana. “Si tratta di un mezzo – rivelano i progettisti – pensato per spostarsi in modo intelligente e garantire estrema agilità di marcia”. Il due ruote tedesco pesa 204 chilogrammi ed ha un telaio in acciaio tubolare, sostenuto da una forcella telescopica e una sospensione posteriore a braccio oscillante. Sotto la carena, segnata nel design da forme spigolose, il C 400 X impiega un motore monocilindrico di 350 centimetri cubici da 34 cavalli, abbinato a un cambio a variazione continua Cvt. Questo gli permette di raggiungere una velocità massima di 139 chilometri orari, marciando nella massima sicurezza grazie all’impianto frenante con Abs e due dischi anteriori e all’elettronica di bordo comprensiva del controllo di trazione. Tra gli equipaggiamenti di spicco la strumentazione che prevede un unico display lcd o come optional il sistema Connectivity: fornito di schermo a colori Tft da 6,5 pollici e di un multi-controller con il quale il pilota può associare al veicolo smartphone e caschi sfruttando un’interfaccia Bluetooth. Taiwan all’attacco Novità nella categoria anche dalle taiwanesi Kymco e Sym. La prima ha battezzato sotto i riflettori del Salone milanese il Concept C Series: un singolare mezzo dalla marcata personalità enduro, destinato a diventare nel modello di serie il 6

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Il mito Lambretta Tra i “cinquantini” piazza d’onore all’Eicma per la Lambretta V50 Special Flex. Ovvero il modello con il quale il brand italiano celebra 70 anni di attività e rinnova l’eterna concorrenza alla rivale Vespa. Sulla debuttante di Lugano (dove ha sede ora il Consorzio Lambretta che ha rilanciato il marchio con Austrian Ksr group), la carrozzeria bicolore e le tante cromature rievocano il passato. Mentre sotto la scocca un propulsore con cambio Cvt è pronto a farla scorrazzare in mezzo al traffico cittadino.

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Guzzi V85 Concept, nuovo motore. ANTONIO VITILLO ■ MILANO – Cambiare marcia, senza tradire la tradizione, ma con un piglio decisamente innovativo. Potrebbe essere stata questa la premessa per la progettazione del nuovo motore che equipaggia la Moto Guzzi V85 Concept. Modello che, intanto, è stato presentato all’Eicma.


Ok per i lunghi viaggi La V85 Concept, che sarà in commercio in forma definitiva dal settembre 2018, è una moto votata al turismo a lungo raggio, in grado di affrontare viaggi nei quali superare il limite delle strade asfaltate. La V85 è, allo stato delle cose, ancora una moto concettuale. Una due ruote che s’ispira a quei raid degli anni ’80 in cui si sono scritte pagine epiche del motociclismo d’avventura. Modello che, all’apparenza, pesa poco, potenzialmente agile sulle “sterrate” come fra i vicoli di città. 100 anni nel 2021 Quello che appare certo è che il suo motore bicilindrico, realizzato tenendo fede alla tipica architettura a V di 90° trasversale, rappresenta l’elemento di partenza per una serie di nuovi modelli. Su cui la Casa di Mandello – proiettata verso l’importante traguardo del 2021, quando festeggerà i suoi primi cento anni di vita – punterà per rinfrescare la già vivace gamma. Raffreddati ad aria, i due cilindri manterranno la stessa capacità di 850 centimetri cubici proposta a Milano, in grado di erogare la discreta potenza di 80 cavalli, con nuovi e più robusti, valori di coppia motrice ai bassi regimi.

SMART MOBILITY

Il volto “verde” dell’Eicma. DANIELE MATI ■ MILANO – Eicma attacca la spina, al Salone milanese è boom di veicoli elettrici destinati a favorire gli spostamenti a zero emissioni. Tante le proposte nel settore ebike: un comparto in forte crescita che in Italia lo scorso anno ha registrato un incremento delle vendite del 120%

rispetto al 2015, cui è stato destinato un apposito spazio all’interno della fiera. Ma tante le novità anche sul fronte di scooter e moto a batterie che sembrano ormai interessare sempre più il pubblico. La Vespa guida la parata Tra quest’ultime, regina assoluta della mostra è stata la Vespa Elettrica: prima versione tutta “verde” dello scooter italiano più famoso nel mondo, capace di marciare silenziosa e senza emettere un grammo di CO2. A farle compagnia altri modelli inediti, destinati a posizionarsi per connotati e caratteristiche ai due estremi del segmento. Il modello di transizione Parliamo, ad esempio, della Bultaco Albero che rappresenta l’anello di congiunzione tra una e-bike e una moto elettrica. In pratica una moto-bike, realizzata in diverse versioni a seconda dei mercati: compresa quella 4.5 da 2 kilowatt di potenza, capace di raggiungere una velocità massima di 45 chilometri orari. Dotata di tre mappature (Sport, Tour ed Eco), la spagnola ha un’autonomia fino a 100 chilometri e impiega circa tre ore per fare il pieno di elettroni attaccandola a una normale presa di corrente. Da noi avrà un listino compreso fra i 5.500 e i 6.000 euro. La Via Emilia nel nome La Energica Eva EsseEsse9 è invece una dimostrazione di forza nella categoria. Una moto a batterie che l’azienda modenese ha ispirato nel nome alla Via Emilia, la SS9 appunto, e che si differenzia dalle conosciute sorelle di gamma per alcuni particolari: come la sella in posizione più bassa e il manubrio più alto. La supermoto spinta dagli elettroni Nella meccanica prevede un motore elettrico da 80 kilowatt (109 cavalli) di potenza e 180 newtonmetri di coppia istantanea, in grado di consentirle delle prestazioni da sportiva: sostenute da una batteria con un sistema di ricarica rapida da 20 kilowatt. Il tutto è controllato su questa moto da un Vehicle Control Unit che implementa un algoritmo di gestione multimappa adattativo dell’energia e della potenza e permette di monitorare costantemente anche lo stato degli accumulatori da 11.7 kilowattora a veicolo spento e con la chiave rimossa. 10 Novembre 2017 ·

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Honda CB4 Interceptor, l’italiana.

Niken, paradosso a tre ruote.

REDAZIONE

ANTONIO VITILLO

■ MILANO – L’innovativa Cb4 Interceptor, “concept bike” di Honda presentata all’Eicma 2017, è stata pensata e disegnata da Valerio Aiello. È uscita dall’ispirata matita dei designer italiani del reparto R&D del marchio asiatico, di casa nello studio di Roma. Si tratta di una moto affascinante – dotata di motore quattro cilindri di 1.000 centimetri cubici – che nasce dalla determinazione dei “ragazzi romani” nel perseguire le linee futuristiche delle “Neo Sports Cafè”, modelli caratterizzati dalle linee del passato. La Interceptor, prendendo spunto dalle endurance sportive di una volta, reinterpreta un po’ quello stile cafè racer che è base delle nuove moto naked di Honda. Il cui primo modello è stato proprio il Cb4 presentato nel 2015.

■ MILANO – Yamaha, marchio storico delle due ruote, dimostra una notevole dose di coraggio, inaugurando un modo nuovo di intendere la motocicletta. Lo fa presentando all’Eicma la Niken, un originale modello che potrebbe prendere la via della produzione di serie nel 2018. La Niken è una “moto” con una ruota posteriore e due anteriori, in grado di garantire un più alto livello di sicurezza dinamica, visto che sulla carta "tiene" la strada quasi quanto un veicolo a quattro ruote. Interessante aspetto che potrebbe, però, essere paradossale se ci si ricorda che la fondamentale seduzione di una moto da sempre consiste proprio nell’avere due ruote.

Aria buona In livrea totalmente nera, combina l’eleganza della scelta cromatica allo stile sportivo. È molto interessante, nonché geniale, la turbina eolica posto nel mezzo del faro a Led circolare. Investita dal vento frontale, girando, aziona una dinamo di ricarica. Energia pulita buona ad alimentare il “touch screen” integrato al serbatoio, sempre connesso per fornire informazioni di navigazione Gps. E che, in caso di necessità, potrebbe effettuare eventuali chiamate di emergenza, anche in caso di guasto all’impianto di alimentazione elettrica della moto. Oltre a fornire energia di ricarica ai dispositivi personali.

Motociclismo 2.0 Se la moto a tre ruote piacerà come quella a due, comunque, lo dirà – come sempre inesorabilmente – il mercato. Sebbene un vero e proprio paragone con la Niken sia difficile fare: gli scooter, in quanto tali, sono indirizzati più al consumer che al motociclista, utili in città non per divertirsi con gli amici nelle uscite in collina. La Yamaha Niken, però, potrebbe aprire la strada ad una nuova tipologia di motociclista, che vuole guidare “adrenalina-free”, senza quella piacevole necessità di ricercare, ad ogni curva, il limite di equilibrio per evitare una possibile scivolata.

Domani in strada? Non si sa ancora se la Interceptor prenderà in futuro la via delle catene di montaggio per trasformarsi in realtà. Ma Honda ci ha già abituati a tramutare in realtà anche i sogni. Come quando venne presentato il “concept” X-Adv. Ora considerato scooter col merito di aver, addirittura, aperto un nuovo segmento di mercato.

Piega perfetta La Niken sembrerebbe capace di curvare svelta, ma con la solidità di appoggio laterale simile a quella che caratterizza gli sci “carving”. Questa qualità risiede nella tecnologia Leaning Multi Wheel di Yamaha, che in questo caso, presenta le ruote anteriori di 15 pollici associate ad una doppia forcella esterna per ruota che, a sua volta, si serve di

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sospensioni tipo “cantilever”. Con il posteriore che rimane in foggia consueta, ruota di diametro 17” e forcellone, che è di 15 millimetri più lungo del solito. Il monoammortizzatore è completamente regolabile. Tale configurazione ciclistica sarebbe in grado di far arrivare la Niken a 45° di angolo di piega, senza perdere aderenza. Tecnologia ok Il motore è un tre cilindri di 847 centimetri cubici, più o meno lo stesso che equipaggia altri modelli della casa di Iwata, per esempio l’Mt-09. Buono è il pacchetto offerto relativo ai sistemi elettronici di assistenza alla guida, dal Traction Control System alle mappature del motore, oltre a Cruise Control e cambio ad innesto rapido. La frizione è di tipo antisaltellamento. Nei prossimi mesi Yamaha comunicherà quando sarà possibile prenotare on line la Niken. Dichiarandone anche il prezzo.

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Harley Davidson, un anno al top. DANIELE MATI

Materiali leggeri I nuovi modelli “coda morbida” hanno mostrato telai rinnovati –realizzati con tubi in acciaio trattato al carbonio, più rigidi del 65% e più leggeri di 17 chili – e il reparto sospensioni, la cui posteriore adotta un pomello di regolazione posto comodamente sotto la sella. I motori adottati sono i Milwaukee-Eight 107 e 114, con le cifre che sottolineano la relativa cilindrata in pollici cubici. Il più piccolo è considerato “di serie” per tutte le versioni “Softail”, l’altro (1.860 centimetri cubici), a richiesta, può essere montato sulla Fat Boy, la Fat Bob, la Heritage Classic e la Breakout. Due moto in una Novità assoluta presentata ad Eicma è, invece, la Sport Glide, una softail con motore 107 pollici, 1.745 centimetri cubici. Moto, che se equipaggiata con cupolino “bat wing” e borse turistiche, manifesta l’attitudine all’outdoor. Ma, nel momento in cui si decida di smontare i due elementi – che non sono accessori, ma vengono forniti di serie al momento dell’acquisto – si converte a un agile utilizzo anche nei percorsi urbani. Del motore Big Twin esiste anche una versione di 117 pollici (1.910 centimetri cubici). Un bicilindrico che equipaggerà i nuovi “Touring Cvo”, acronimo di Custom Vehicle Operation, modelli che Harley Davidson considera ”premium”. Sono la Street Glide, la Road Glide e la Limited, tutte sotto i riflettori della kermesse milanese, che adotteranno anche un sofisticato sistema di infotainment; le prime due potranno essere scelte anche in livrea “total black”. Gli Sportster, infine, aggiungeranno alla gamma il nuovo 1200 Custom e la Dark Custom.

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Wrangler, uguale ma diversa. PAOLO ODINZOV

■ MILANO – La vivace storia 2017 di Harley Davidson è tutta racchiusa nello spazio espositivo riservato al marchio americano all’Eicma, Salone Internazionale del Ciclo e Motociclo. Si passa dai modelli presentati in primavera, cioè il Road King Special e lo Street Rod, per arrivare all’interessante gamma “softail”, che in estate ha proposto ben otto nuovi modelli. Moto che, sulle prime, hanno fatto storcere il naso ai puristi del marchio Harley, a causa dei nuovi fari di forma rettangolare. Aggiornamento che, piuttosto, i visitatori del salone autunnale milanese hanno preso come elemento innovativo, in una gamma che continua ad essere leggendaria. 10 Novembre 2017 ·

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■ Jeep ha diffuso, durante il Sema show di Las Vegas, importante fiera dedicata al tuning e ai ricambi, le prime foto ufficiali della nuova Wrangler: ennesima edizione della vettura che, a tutti gli effetti, può essere considerata l’icona del fuoristrada e che verrà presentata davanti al pubblico in anteprima mondiale al Salone di Los Angeles (1-10 dicembre).

la sua vocazione sportiva, realizzata attingendo alla tecnologia che arriva dall’esperienza maturata da Audi Sport fin dagli anni ’80. Quando, introducendo la trazione integrale “quattro” nel mondo delle competizioni rally, di fatto diede inizio a una dinastia di auto stradali dalle rilevanti prestazioni, sia in quanto a caratteristiche dinamiche sia per le potenze erogate.

Cambia quel tanto che basta Diversa ma sempre uguale a se stessa, proposta nelle tradizionali versioni a 3 e 5 porte con tetto amovibile, la Wrangler non cambia nelle forme. Come anche, secondo quanto assicurato i progettisti senza però specificarne le caratteristiche tecniche, nelle spiccate capacità off road. Il design è stato aggiornato quel tanto che basta per cancellare dalla carrozzeria i segni del tempo, rendendo disponibili per la vettura oltre 200 nuovi accessori della divisione Mopar di Fca. Mentre nell’abitacolo sono state annunciate modifiche importanti, volte a incrementarne soprattutto il confort.

Motore da premio Il motore benzina 5 cilindri Tfsi di 2,5 litri ha vinto per sette anni consecutivi il premio “Engine of the Year”, con i suoi 400 cavalli di potenza e 480 newtonmetri di coppia motrice, il motore prodotto in serie più potente al mondo. Rispetto alla versione precedente ha 33 cavalli in più, mentre, grazie al nuovo basamento in alluminio è anche più leggero di 26 chili. Al volante, ripresa e accelerazioni sono notevoli, per arrivare da 0 a 100 chilometri orari si impiegano appena 4,1 secondi.

I motori Secondo le prime indiscrezioni, la nuova Wrangler potrebbe impiegare nella meccanica un V6 benzina di 3.6 litri e un V6 diesel 3.0. Il tutto, però, deve essere ancora confermato: compresa la presenza nella gamma di un inedito quattro cilindri di 2.0 litri, della potenza compresa fra 200 e 300 cavalli, in linea con le più stringenti normative sulle emissioni.

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Audi RS 3 Sportback va oltre.

Anima sport Il cambio a doppia frizione “S tronic” adotta 7 rapporti perfettamente spaziati, con passaggi fluidi, precisi e immediati, in accelerazione come in scalata. Per i più esigenti, ci sono le palette al volante per un uso manuale. Ad ogni cambio marcia, il suono del motore è musica. Fra le curve, la RS3 risveglia il più annoiato degli automobilisti, quando si lascia strapazzare reagendo con neutralità ai trasferimenti di carico. Le quattro ruote motrici con frizione a lamelle controllate elettronicamente, i dispositivi di controllo della trazione e la buona, generale distribuzione dei pesi sul pianale, concedono al massimo qualche innocua derapata, non la perdita di controllo, ovviamente a patto di non esagerare. La RS 3 ha una elegante quanto aggressiva, grazie al disegno del nuovo paraurti anteriore, alla griglia frontale “single frame”, ai passaruota allargati. Gli interni sono di pregio, confortevoli, i sedili sono avvolgenti; il sistema infotainment è arricchito dalla buona qualità della strumentazione Audi Virtual Cockpit, con tre diverse scelte grafiche che migliorano il comfort visivo. Prezzi a partire dai 53.500 euro.

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REDAZIONE

Ionity: l’Europa si ricarica. VALERIO ANTONINI

■ La nuova Audi RS 3 Sportback è un’auto dalle sembianze familiari. Compatta berlina-wagon, nella sigla RS è però scritta 10

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■ I colossi del mercato tedesco e gli americani di Ford, insieme, vanno alla conquista del mercato elettrico. Per farlo hanno realizzato un consorzio (formato da Bmw, Daimler, Volkswagen e dalla Casa di Dearborn) per creare una rete di rifornimento rapido per i veicoli elettrici chiamata Ionity: un network di 400 stazioni per la ricarica veloce che attra-


che oggi, nel paese, le automobili a basse emissioni, sempre limitatamente a ibride e a batteria, sono poco più di 130 mila (dati ACI) su un totale di circa 38 milioni di vetture in circolazione.

verserà tutta l’Europa entro i prossimi cinque anni. Intanto sono già state istallate le prime 20 stazioni, altre 50 arriveranno entro la fine del 2017. Le colonnine di Ionity garantiscono fino a 350 kilowattora di energia circa il doppio di quella offerta dalle concorrenti, come per esempio i supercharger di Tesla. La strategia L’accordo favorisce lo sviluppo della mobilità elettrica ma esclude per adesso la concorrenza. La rete di ricarica, infatti, funzionerà esclusivamente attraverso il sistema Combined Charging System che permette un rifornimento rapido con corrente diretta ad alto voltaggio. Il Ccs è già in uso sulle vetture a batteria di Bmw (la i3 e la prossima i5) e Volkswagen (la e-Up e la e-Golf) e prossimamente lo sarà anche sui modelli Eq di Mercedes, Porsche ed i veicoli elettrici di Ford. Non compatibili, invece, quelli di Tesla, Nissan, Mitsubishi e del gruppo Psa.

SMART MOBILITY

Un italiano su tre vuole l’automobile elettrica.

Frenano diesel e benzina La maggiore sensibilità verso le tematiche ambientali verrebbe confermata anche da una progressiva disaffezione degli automobilisti nei confronti dei carburanti tradizionali (e più inquinanti): il 41% degli intervistati dichiara di guidare un’auto a benzina, ma solo l’8% afferma che al prossimo acquisto sceglierà nuovamente questo di tipo di alimentazione. Quasi dimezzata la quota del diesel: dice basta al gasolio il 20% di chi oggi ne possiede una (44% del campione), in futuro si orienterà su un mezzo più ecologico. Tra le opzioni, oltre a ibrido ed elettrico puro, gli intervistati indicano anche vetture a metano e Gpl. Elettrico: incentivi all’acquisto Stando ai risultati dell’indagine, comunque, per la metà degli automobilisti intervistati l’auto più ecologica in assoluto, rispetto alle alimentazioni oggi disponibili, è quella a batteria, ma ciò che frena il mercato è il costo d’acquisto troppo alto (per il 31% del campione) e le poche colonnine di ricarica sul territorio (48%). Per questo, la maggior parte di loro chiede misure ad hoc da parte del governo: incentivi all’acquisto (36%), sconti su assicurazione, autostrade e parcheggi (36) e niente bollo (21%). Più spazio al car sharing Dall’auto ecologica a modalità di spostamento alternative: il sondaggio Findomestic ha anche chiesto agli italiani un parere sul car sharing, e pensando al prossimo futuro, anche quale sarà l’impatto dell’auto autonoma. In materia di auto condivisa gli intervistati hanno elencato alcune criticità che, a loro parere, rendono difficoltoso l’accesso al servizio: per esempio, la mancanza di veicoli disponibili in tutte le zone (solitamente sono concentrate nelle aree più centrali), i costi troppo alti e l’impossibilità di usare un’auto condivisa per andare da un comune all’altro. Sull’auto pilota, infine, la platea si divide tra favorevoli e contrari: il 52% degli intervistati salirebbe decisamente a bordo, mentre il restante 48% prende le distanze, perché preferisce avere sempre il pieno controllo dell’auto o per non rinunciare al piacere di guidare.

MARINA FANARA ■ La mobilità degli italiani potrebbe essere vicina a una "svolta ecologica": lo sostiene un’indagine dell’Osservatorio mensile Findomestic, secondo la quale un terzo degli automobilisti è intenzionato ad acquistare un’auto a minore impatto ambientale. Nello specifico, il 27% sceglierebbe un’ibrida e il 9% un’elettrica pura. Un deciso cambio di passo, secondo l’Osservatorio, considerando 10 Novembre 2017 ·

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STORICHE

Opel GT, fuori dai canoni. MASSIMO TIBERI

■ Marchio dalla vocazione familiare, Opel non ha però mai trascurato modelli sportivi che spesso si sono anche distinti nelle competizioni, nei rally e in pista, o addirittura sorpreso per la loro grinta estrema, come nel caso della superanabolizzata versione della berlina Omega del 1990 (V6 biturbo da 377 cavalli) o la ultraleggera spider Speedster del 2001 (quasi gemella della Elise) ai tempi del matrimonio con Lotus. Versione sport È però nella seconda metà degli anni Sessanta che la Casa tedesca, appartenente al colosso General Motors (fino al marzo scorso), progetta un’auto che rappresenterà per lei un vero e proprio unicum, tra l’altro dal non del tutto disprezzabile esito commerciale di oltre 100.000 unità costruite, nella pur breve vita produttiva di appena cinque anni. Al Salone di Francoforte del 1965 viene presentata la Experimental GT, prototipo su base Kadett di coupé compatta, due posti, dal design d’indiscutibile personalità, frutto dell’incontro tra le idee dello stilista statunitense padre della Chevrolet Corvette, Clare McKichan, e il tedesco Erhard Schnell, lavoro di team in ambito Gm pienamente riuscito nel risultato estetico. Razza purosangue Un tentativo tanto apprezzato da tradursi, senza modifiche di rilievo, nel modello di serie, battezzato semplicemente GT, lanciato sul mercato nel 1968. La nuova sportiva Opel, lunga poco più di quattro metri, si distingue all’esterno, per soluzioni da autentica purosangue del genere, dalle forme sinuose, ai fari anteriori a scomparsa, alla coda tronca, mentre, all’interno, in evidenza il volante a tre razze con corona in legno e la ricchissima strumentazione dai classici elementi circolari. Stupisce la mancanza di un normale accesso al vano bagagli e alla ruota di scorta, che costringe a passare dall’abitacolo, ripiegando i sedili. 12

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Motore standard L’aspetto molto aggressivo rendeva lecito supporre la presenza di una meccanica altrettanto spinta, invece la GT, seguendo un po’ certe tendenze care ai costruttori Usa, utilizza un’impostazione e componenti assolutamente standard: trazione posteriore, sospensioni convenzionali (dietro c’è comunque una barra Panhard), impianto frenante con dischi solo anteriori, cambio a quattro rapporti (optional automatico a tre) e un motore dalle origini “tranquille”. Sotto il cofano, infatti, viene montato il 1.900 ripreso dalle berline e wagon della gamma Rekord, di cilindrata abbastanza elevata ma con potenza di 90 cavalli, niente di eccezionale. D’altra parte, il peso limitato (sotto i 1.000 chili a vuoto) e una buona dinamica di marcia, consentono velocità superiori ai 180 chilometri orari, spunti più che sufficienti e apprezzabile maneggevolezza. Disponibile al debutto anche un 1.100 da 60 cavalli di derivazione Kadett, ma non avrà storia e non arriverà mai sul mercato italiano, come non avrà seguito produttivo il prototipo Aero, con tettuccio rigido asportabile. Interessanti le elaborazioni in chiave agonistica del torinese Virgilio Conrero, specialista nel mettere mano alle Opel, per potenze che supereranno i 220 cavalli e discreti risultati in gara. Costi proibitivi Complesso e oneroso il processo costruttivo, con il coinvolgimento delle carrozzerie francesi Chausson per le scocche e Brissonneau e Lotz per gli allestimenti prima dell’assemblaggio finale a Bochum, che penalizzerà la GT sul piano dei costi, riducendone le potenzialità commerciali, proiettate così soprattutto verso gli Stati Uniti (circa 70.000 unità vendute) e assai contenute in Europa (da noi appena 2.500). Un fiore all’occhiello, dunque, presente per breve tempo nella gamma del marchio, ma la sigla GT riapparirà nel 2007, ancora una volta firmando un’auto sorprendente e dal corso brevissimo: una spider due litri turbo ad iniezione diretta, imparentata con la Pontiac Solstice, da ben 264 cavalli.


LIFESTYLE

Fly, Bryan Adams. GIUSEPPE CESARO

■ “Senza ombra di dubbio, il tesoro nazionale per i canadesi”. Se lo dice Chris Martin, leader dei Coldplay, c’è da fidarsi. Di chi parliamo? Di Bryan Guy Adams – cantautore, cantante, chitarrista, produttore discografico, fotografo, filantropo, attivista umanitario e pacifista – nato a Kingston (Ontario) il 5 novembre 1959: 58 anni fa esatti. I suoi genitori erano emigrati dall’Inghilterra all’inizio degli anni Cinquanta. Il padre – un ufficiale di Sua Maestà che si unirà all’esercito canadese, diventando un osservatore delle Nazioni Unite nelle missioni di ‘peacekeeping’ – costringerà la famiglia a spostarsi in lungo e in largo per l’Europa. “Un’esperienza che mi ha abituato a viaggiare”, dichiarerà Adams. E che lo ha, evidentemente, preparato alla vita decisamente movimentata di una rockstar spesso in tour. Quarantaduesimo nella lista dei ‘Greatest of All Time Hot 100 Artists’ di ‘Billboard’, oltre 100milioni di dischi venduti, in 35 anni di carriera, grazie a 13 album in studio e a più di 70 singoli, Adams ha ottenuto, tra l’altro, ben 18 ‘Juno Awards’ 14

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(su quasi 60 nomination), 3 ‘Ivor Novello Award’, 1 ‘Grammy’ (15 le nomination), 1 ‘MTV Video Music Awards’, 1 ‘ASCAP’, 1 ‘American Music Award’, 5 nomination per il Golden Globe e 3 per l’ Oscar. Un ‘cursus honorum’ di assoluto rispetto, che fa di lui uno tra gli artisti più seguiti ed amati del pianeta. Prima chitarra a 10 anni, prima chitarra elettrica a 11, prime audizioni come chitarrista a 14: a 15 anni lascia la scuola, si unisce a una band come cantante e comincia la sua avventura ‘on the road’. Il resto è storia. Scooter che passione Dopo musica e fotografia (i suoi scatti sono pubblicati su tutte le più importanti testate di moda – Harper’s Bazaar, Interview, Esquire, British Vogue, i-D, L’uomo Vogue…; sue anche molte campagne pubblicitarie di prodotti di alcuni tra i principali marchi internazionali), pare che una sua grande passione siano le due ruote. Scooter in particolare. Quando non è in tour, infatti, tende a evitare le appariscenti supercar, le limousine o i van con i vetri oscurati a bordo dei quali,


di solito si muovono i protagonisti dello show-biz. Preferisce piuttosto indossare jeans, giubbotto e casco, e scorazzare per le città in sella ai suoi amatissimi scooter. Più volte, infatti, è stato "paparazzato" a bordo del suo fidato Piaggio Fly (nel 2002 fece parlare parecchio il giretto londinese con l’affascinante Gwyneth Paltrow sul sedile posteriore). Di questo tipo di due ruote – che, a quanto pare, non sempre parcheggia dove si dovrebbe – sembra che Adams apprezzi in particolare maneggevolezza, praticità e, naturalmente, la capacità di destreggiarsi tra le auto (alcune foto lo colgono in pieghe da pista), che gli evita di rimanere imbottigliato nel traffico. "Ladro di biciclette" Se le dichiarazioni di un cinquantacinquenne di Ottawa – tale David Gagnon – dovessero corrispondere a verità, la passione di Bryan Adams per le due ruote potrebbe avere radici piuttosto lontane. Stando, infatti, a quanto sostenuto da Mr. Gagnon, nell’estate del 1970, Adams (che all’epoca non aveva ancora 11 anni) gli avrebbe portato via la sua preziosa Raleigh Chopper, all’uscita di un piccolo supermercato del sobborgo nel quale lui e Adams vivevano. Parliamo di una bici da cross (prodotta dalla Raleigh Bicycle Company di Nottingham, in Inghilterra) dalla linea sportiva, particolarmente affascinante e innovativa. Un vero e proprio oggetto di culto tra i teenager di quella generazione, che avrebbe dato il là a una lunga serie di modelli simili e di imitazioni. Gagnon – che all’epoca non conosceva Adams – è riuscito solo di recente a dare un nome al volto del "rapitore" del suo amato chopper, grazie a una vecchia foto di classe della

scuola media che Adams aveva frequentato, prima di trasferirsi con la famiglia a Vancouver nel 1974. Pare che il "derubato" abbia anche cercato – senza successo – di mettersi in contatto con il musicista, non per ottenere un risarcimento o un aiuto. “Non ho bisogno di soldi”, sembra abbia spiegato a una emittente radiofonica locale, ma semplicemente per la curiosità di sapere che fine ha fatto la sua amata bicicletta. Dopotutto, se Adams ama davvero così tanto le due ruote, dovrebbe capirlo.

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MOTO APRILIA

RudyCarezzevoli.

RSV4 RF, balla tra i cordoli.

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...dal nostro mensile PUBBLICATO SUL NUMERO 10 - SETTEMBRE 2017 www.lautomobile.it

Due ruote da “corsa” adatte anche alla strada, grazie a una lunga lista di sistemi di assistenza che le rendono sicure in tutte le condizioni.

Nuova serie • Anno 2 • Numero 10 • Settembre 2017 • €3,00

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INNOVAZIONE I MOTORI I LIFESTYLE

Anno 119°

ANTONIO VITILLO ■ MUGELLO - La RSV4 RF è la più evoluta delle Aprilia di serie. Moto sportiva fra le più belle, dentro quei fianchi stretti contiene un superbo telaio in alluminio, che ospita un potente quattro cilindri a V di 65 gradi: 1.000 centimetri cubici capaci di generare 201 cavalli di potenza, che arrivano quando la lancetta tocca i 13.500 giri. Tanta la potenza da gestire su una moto leggera, apparentemente difficile da guidare in pista: se nel mix dell’anima della due ruote però si considerano i migliori dispositivi elettronici di assistenza alla guida, si può veder danzare l’RSV4 RF fra i cordoli come una ballerina alla Scala. Derivato dall’esperienza di Aprilia Racing, reparto corse che in bacheca mostra 18 titoli mondiali, il pacchetto di sistemi di controllo elettronico (Aprc) è, nei fatti, così evoluto ed efficacemente attivo, da costringere il pilota esperto di moto più tradizionali ad una vera rivoluzione psicomotoria. Quando ad esempio dovrà stravolgere le sue convinzioni, per limitare l’uso della frizione alla sola “partenza da fermi”. Si pensi che, per affrontare una staccata difficile come quella dell’Autodromo del Mugello, dove in fondo al rettilineo si arriva ad oltre 280 km/h, si può lasciare il gas aperto e, in pochi istanti e meno di 150 metri, tirare via a raffica quattro delle sei marce. Tutto senza usare la frizione e in assenza di scompensi di assetto del retrotreno e di urla di “dolore” del motore in fuori giri: il cambio elettronico (Aqs) lascia al pilota così il solo compito di frenare ed infilare l’ingresso nella curva San Donato. Impressionante. L’impianto frenante radiale Brembo aiuta poi non poco nelle violente decelerazioni. Quando si è pure assistiti da un Abs per niente invasivo, soprattutto nella sua funzione “Cornering” che analizza alcuni parametri come l’inclinazione,

ed è in grado di controllare il suo intervento in un’entrata “frenata” in curva. Uscendo dalla quale, a venire in aiuto è il controllo di trazione (Atc), così piacevolmente presente che, quando si è ancora piegati, per proiettarsi fuori da una curva l’unica cosa da fare è fidarsi, cioè aprire il gas senza troppa cura. E tenersi forte con le gambe, perché l’accelerazione, quando arriva, non fa sconti a nessuno. Anche se grazie all’anti “wheeling” (Awc), la moto Aprilia non impenna. O lo fa poco. Di sicuro non si ribalta. I dispositivi di controllo elettronico sono regolabili nell’intervento, attraverso un’app dedicata e si possono personalizzare anche curva per curva. I settaggi scelti sono rilevabili nel grande cruscotto digitale Tft. Dotazioni da competizione La versatilità della RSV4 RF, che è omologata Euro 4, è evidenziata sia dalla presenza del Cruise Control (Acc) , buono per impostare la velocità di crociera nei trasferimenti autostradali, sia dal Launch Control (Alc) e dal Pit Limiter (Apl), il primo che aiuta a partire forte per una gara dalla griglia, l’altro per limitare la velocità in corsia box. Il comparto sospensioni Ohlins è regolabile, mentre il telaio doppio trave offre la possibilità di variare le geometrie condizionanti la dinamica di guida, come le posizioni della forcella e del forcellone, oltre all’altezza del motore. Dispositivi che di solito attengono alle moto da competizione pura, che sulla RSV4 RF donano una ciclistica equilibrata, offrendo ingressi in curva repentini e stabili, oltre a cambi direzione agili e veloci, senza particolari effetti dati dall’inerzia nei trasferimenti di peso. L’Aprilia RSV4 RF ha un prezzo di 23.219 euro.

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Il nuovo settimanale online de l'Automobile (10 - 16 novembre)

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