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BURQAFOBIA Mori Laura

Un velo che tende alla trasparenza mostra una fgura umana dal sesso ambiguo, un corpo femminile con l'organo sessuale maschile. Lo schermo, su cui è posizionata la scultura, trasmette a loop immagini d'ambienti della società, su cui è basata la nostra cultura. (vedi storyboard) La scultura viene illuminata da queste immagini proprio come se questa fosse vista attraverso il fltro di tali ambienti culturali. La cultura è una cosa positiva ma ci crea delle lenti tramite cui guardiamo il mondo e di conseguenza crea dei metodi di giudizio. Lo sguardo dello spettatore squadra la fgura, mentre la mente scorre veloce non vedendo oggetti ma simboli, poi la mente fornisce una soluzione fnale alle informazioni raccolte dall'occhio, un giudizio: -Immorale?-


Il velo nero e di trame ftte sul volto copre la sua identità, ma scendendo ai piedi perde consistenza e diventa man mano trasparente mostrando la nudità di un corpo femminile ma con un organo sessuale maschile. Il viso, completamente coperto, quasi come un gesto di timidezza, è in contrapposizione la fgura nuda ambigua che mette in soggezione. Per quale motivo una donna mussulmana ha un organo sessuale maschile oppure perchè un “trans” è coperto con un velo della cultura mussulmana? Questo vuol far rifettere su cosa è morale o su cosa non lo è. Quale il punto di vista di chi lo osserva? Quale il nostro metro di giudizio?


Scultura di cera alta 1,70 cm, larga 0,60 cm, spessa 0,40 cm posizionata al centro di una proiezione 1,50 cm X 1,50 cm di immagini a loop di ambienti di !,2 minuti, con musica di sotto fondo (“Oxgen” di Bjork).

Preventivo scultura di cera

400 €

velo nero semi-trasparente

100 €

videoproiettore (1500 ANSI Lumens* lettore dvd* dvd SIAE

10 € 10 € 1€ 35 €

606 €

* al giorno


visone laterale

visione frontale

visione dall'alto


Storyboard della videopriezione


Punti d'ispirazione “Persepolis” flm d'animazione del 2007 di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, sulla situazione delle donne in Iran. (immagine di fanco) “La cultura tende a occupare il posto che in altri tempi fu quello della religione. La cultura, come la religione, ha oggi i suoi preti, i suoi profeti, i suoi santi, i suoi collegi di dignitari. Il conquistatore che vuole essere consacrato si presenta al popolo con a fanco non più un vescovo, ma un premio Nobel. Il ricco prevaricatore per farsi assolvere dai suoi peccati non fonda più un'abbazia, ma un museo. E' nel nome della cultura che oggi si mobilitano, si predicano le crociate. La cultura ha ormai assunto il ruolo di <<oppio del popolo>>” da Asfssiante cultura di J.Dubuffet, pag. 13. Marcus Kison, artista che ha affrontato il problema delle “donne con il velo” Burqa Band, gruppo musicale di tre ragazze in Kabul che sfdano la tradizione.


Burqafobia