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Facoltà di Scienze della Formazione Corso di laurea in Scienze dell’Educazione

Racconto Bibliografico: NON è SOLO UN SOGNO Una biblioteca per favorire l’interculturalità, perché leggere apre la mente

Figura 1: “Intercultura” Immagine che rappresenta un puzzle di mani, spirali, diverse forme, diversi colori. http://www.emedi.iris-srl.com/emedi/starnet/media/Immagini/Intercultura/intercultura.jpg

Studentessa: Laura Petroni


“Mi accarezzò una notte calda di malie, il cuore ansante la luce delle stelle irridenti donarono ai vaganti pensieri, trepidi sogni, tacite promesse guidarono l'anima stanca, su un felice pianeta senza nome”. 1 “Dove amore e carità sono fratelli il nome amicizia è universale il bene sorride sconfinato agli uomini di tutte le distanze, dove tu, io, gli altri siamo uguali”.2 Che belle le sere d’estate, il profumo che c è nell’aria, quella piacevole sensazione che ti travolge. Questo è il pensiero che attraversa la mia mente mentre guardo da un angolo di un luogo così accogliente la felicità nei volti di ragazzi, seduti su poltroncine colorate che spensierati parlano tra loro, si raccontano la loro vita, mostrano dei libri, raccontano i loro gusti musicali.. e la cosa più strana sapete qual è? Che ognuno lo fa nella propria lingua. Strano vero? Ma intorno ad un tavolo di quella biblioteca francesi, portoghesi, messicani, finlandesi, coreani,arabi (…) anche se diversi, sembrano parlare tutti la stessa lingua. Non capisco dove sono, sembra quasi che stia vivendo

Abdullahi, I. "Diversity and intercultural issues in library and information science (LIS) education." New World Library 18 set 2007. Web, ultima consultazione 16 giugno 2013. Baudo, V.. Come cambiano i servizi bibliotecari per ragazzi: nuove tecnologie e nuove prospettive per le biblioteche pubbliche e scolastiche. Milano: Editrice Bibliografica, 2008, p.117. Beccatalla, L.. “L'Identità dell’educazione”. Ricerche pedagogiche. Maggio - Giugno 2002, p. 48. Bennet, J.M.. Recensione. Landis, D., Bhagat, R., “Handobook of intercultural training”. International journal of interculutural relation. Elsevier Science, november 1997, pp.535-539. Web, ultima consultazione 16 giugno 2013. Bogaards, P.. Le vocabulaire dans l'apprentissage des lengues estrangeres. Parigi: Hatier Didier, 1994. Cambi, F.. Interculturalità e Formazione: Otto Parole Chiave e dovuta Conclusioni, in Donne migranti: verso Nuovi percorsi formativi . Pisa: ETS, 2003, p. 533. Carfagna, E., et al.. Longitudini: repertorio per una bibliografia interculturale . Sovrintendenza scolastica regione Campania: Alfredo Guida, 1998. Coppola,R.. “Il sogno”. Centro Culturale Arianna. Poesia, ND Web. <http centroculturalearianna.blogspot.it.>, ultima cosultazione 16 giugno 2013. Feng, J.. "International book fairs as intercultural catalysts for libraries and publishers: Frankfurt, Guadalajara, Zimbabwe and beyond ". Library Collection, Acquisitions, and technical services, Spring 1999, pp.104-106. Web, ultima consultazione 16 giugno 2013. Wittgenstein, L.. Pensieri diversi, ed.italiana Michele Ranchetti (a cura di). Milano: Adelphi, 1988, p. 81. Milella, M.. Esplorare le frontiere: Verso un’interculturalità formative. Perugia: Ateneo, 2007. Solimine, G.. La biblioteca: Scenari, cultura, Pratiche di Servizio. Roma: Editori Laterza, 2008, p. 59. Tassoni, G.. Introduzione alla Prospettiva pedagogica in, G., Tassinari, G., Ceccatelli Gurrieri, M., Giusti (a 1 Rosalba Coppola. Il sogno, poesia. 2 Ibid.


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Figura 2: Ragazza di sonno e sognare. Ragazza che dorme in un letto e sogna con affianco un orsacchiotto. http://us.123rf.com/400wm/400/400/lordalea/lordalea1005/lordalea100500030/7002335-ragazza-di-sonno-e-sognare-inportapigiama-rosa-ragazza-carina-dormire-con-il-suo-orsacchiotto-duran.jpg

Un sogno… non voglio svegliarmi, è talmente piacevole che ho voglia di continuare, con la speranza che la sveglia non suoni… Sono in biblioteca, nella biblioteca del mio quartiere, che è diversa da un supermercato, dove il cliente è indaffarato a fare shopping; chiunque entra qui dentro interagisce con il presente, ripercorre i fili della trama dell’esistenza e da qui riparte per creare nuovi intrecci, frequentazioni, scambi e riflessioni.3 La biblioteca non è esattamente quella che vedo ogni mattina mentre percorro frettolosamente la strada per raggiungere la fermata del bus, quella disposta sul piano terra di un palazzo con un portoncino minuscolo e con un citofono che devi suonare, con la speranza che qualcuno prima o poi ti aprirà. Non c’è neanche quel noioso cartello con scritto “orario di apertura lunedì e mercoledì 16,00-19,00; venerdì 10-13. Tiro un sospiro si sollievo “questo vuol dire che posso venire qui tutti i giorni e negli orari a me più consoni!”. La guardo attentamente, ho una strana sensazione di smarrimento, non mi sembra un luogo familiare, ma dall’esterno devo dire che sembra proprio una meraviglia. C’è una grande porta scorrevole a vetri, riesco a intravedere l’interno, scorgo delle scale ed un ascensore. “Un ascensore? Se ci sono diversi piani anche Sergio quel mio amico costretto a vivere su una sedia a rotelle potrà raggiungere con facilità gli altri”. Sono così attratta da ciò che vedo dall’esterno che la curiosità mi spinge ad entrare.. “perderò il bus, ma credo proprio che ne valga la pena!”

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Francesco Cormini, Nino Rino. Longitudini: Repertorio per una biblioteca interculturale, pp 14-15.


Silenziosamente si apre la porta scorrevole, sembra stia per entrare in un nuovo mondo, come se stessi per essere teletrasportata in un’altra dimensione. “Wow… è meravigliosa!! C’è tantissima gente dentro, quasi non riesco a credere che sia proprio la biblioteca del mio quartiere! C’è anche il mio vicino di casa che sbircia tra gli scaffali che contengono le ultime novità.” È veramente tutto così assurdo, non avrai mai potuto immaginare che entrasse in un biblioteca, proprio lui che mi diceva sempre: “ragazza mia, il lavoro è così impegnativo che non c’è tempo per leggere un libro, poi in biblioteca ci vanno gli studenti!” Ma qui non è così, c’è una politica di convergenza e interazione tra attività di studio, lavoro, tempo libero, tra servizi di base e servizi specialistici, tra cultura umanistica e cultura scientifica, tra media e linguaggi diversi! 4 Mi addentro per sbirciare meglio e mi rendo conto che rassomiglia un po’ a quelle biblioteche tedesche, chiamate “tripartite”, dove i primi servizi che gli utenti incontrano sono quelli di orientamento, informazioni generali, un servizio di reference personalizzato. Nel primo piano una sala di lettura e consultazione e nel secondo i servizi specialistici per tutte quelle persone che hanno bisogni informativi più specifici.5

Figura 3: Reference library Foto di tavoli rotondi e poltroncine colorate in una Reference library http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/21/State_Reference_Library_-_image_by_Bruce_York.jpg

“Eccoli qui!”. Sulla mia destra quei ragazzi, riuniti intorno al tavolo con dei personal computer e dei libri, in lingue tutte diverse conversano… sembra scambino opinioni, così diversi, ma allo stesso tempo così uguali. Provengono da paesi diversi, parlano lingue diverse, ma tutti insieme, riuniti grazie alla biblioteca del mio quartiere, condividono la bellezza della propria cultura. 4 5

Giovanni Solimine, La biblioteca: Scenari, cultura, Pratiche di Servizio, p. 57. Ivi, p. 59


Nel loro volto non c è la minima preoccupazione legata alla lingua, alle differenze culturali o di pensiero, sono pronti a scambiarsi informazioni per accrescere il loro bagaglio culturale, perché infondo tutti questi aspetti anche se non accomunano, interrogano sulla propria identità! In un battito di ali di una farfalla, mi rendo conto della grande possibilità che ci può offrire una biblioteca, questo si, è lo spazio ideale “per conoscere, conoscersi, riconoscer(si)”.6 Continuo a curiosare affascinata da ciò che i miei occhi vedono, da ciò che forse avrebbero voluto sempre vedere, quando ero piccolina ed entravo in questa biblioteca vuota con mia madre per chiedere in prestito dei libri. C’era sempre la solita bibliotecaria che con aria un po’ stizzita sbrigava la “faccenda” come se si trovasse a lavorare in una cassa del supermercato. Adesso incontro con lo sguardo tanti bibliotecari professionisti in grado di guidare, che mettano a nostra disposizione e a disposizione di tanti altri, che godranno del privilegio di entrare qui dentro, conoscenze e competenze, che sanno costruire un team multiculturale. Arrivo al primo piano, nella sala dedicata alla lettura, c’è un ragazzo che seduto legge con aria innocente un libro. Cerco di scorgere il titolo.. “Le Vocabulaire dans l’apprentissage des lengues estranderes”, piuttosto giovane, sicuramente uno studente, forse uno studente francese. Non parlo, lo guardo... Disturbato dalla mia vicinanza, distoglie lo sguardo dal suo libro mi guarda e mi sorride, un sorriso smagliante, occhi azzurri, capelli castani, innegabilmente bello. Farfuglio qualcosa, io non parlo il francese, ma sembra capirmi.. difatti “l’aggettivo interculturale assume un senso, quando c’è interazione tra individui appartenenti a culture diverse in una società che si caratterizza per essere di fatto multiculturale” .7 Non mi tiro indietro, voglio mettermi alla prova anche se con qualche difficoltà legata alla lingua, questa è la giusta occasione dove noi, tutti noi, ci confrontiamo alla pari. “Salut, je suis Laura” “ Hola, yo soy Manuel” Che stupore!! Mi rendo conto di essere caduta proprio io nel tranello di una visione tradizionalista: effettivamente, perché in una società multiculturale, in una biblioteca interculturale, un ragazzo che legge un libro in francese debba essere necessariamente francese? Cominciamo a parlare a lungo, ma sembra quasi che il tempo si sia fermato e che il nostro sia un linguaggio universale che ci permette di interagire. Così d’improvviso la nostra biblioteca sembra

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Ludwing, Wittgenstein. Pensieri diversi, p. 81. [Ed. italiana a cura di Michele Ranchetti]. Giuseppe, Tassoni. Scuola e società multiculturale: elementi di analisi multidisciplinare, p. 175.


apparire come una specie di “navicella attrezzata per muoversi tra gli altri, in quanto produttori di cultura, nelle parole scritte, nelle immagini, nei suoni”. 8 Mi domando come non possa essere fantastico questo posto dinamico, interattivo, che ci permette di diffondere la nostra cultura, ci da sempre risposte adeguate, ha delle dotazioni tecniche-tecnologiche, non c’è una cultura dominante, né una dominata.9 Per intraprendere una conversazione condivido questo pensiero con lui un po’ imbarazzata. Vorrei sapere perché si trova qui, non capisco, in una biblioteca di un piccolo quartiere di periferia, (anche se effettivamente la mia biblioteca è cambiata, ora si può definire una Reference library). Da come intrattiene la conversazione, capisco che deve essere un ragazzo molto colto e che nella sua vita ne ha letti di libri. È felice nel raccontarmi che a lui piaceva da piccolo trascorrere il suo tempo all’interno della biblioteca, nella sala dedicata ai ragazzi, che preferiva leggere i “silent book”, libri che contengono solamente illustrazioni, così da poter costruire mille storie a suo piacimento: “Non ero un lettore passivo, sceglievo io la trama, creatore del mio finale”. Poi quando intraprese la carriera universitaria, trasferitosi a Parigi, cominciò a frequentare la “Bibliothéque National de France,

Figura 4: B.N.F. Bibliothéque National. Immagine della Bibliothéque national de France vista dall’esterno, Paris. http://www.routard.com/images_contenu/communaute/Photos/publi/052/pt51825.jpg

dove qui conobbe moltissimi ragazzi di varie nazionalità e con i quali era solito incontrarsi anche nel tempo libero all’interno delle diverse biblioteche della città.

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Francesco, Cormino, Pino, Nino. Longitudini: Repertorio per una biblioteca interculturale, pp. 14- 15. Dario, Spagnuolo., Longitudini: Repertorio per una biblioteca interculturale, pp. 85-90.


“Per me vivere una biblioteca significa anche questo, avere la possibilità di conoscere e intraprendere nuove amicizie, soprattutto quando ti allontani da casa e ti senti solo”. Interessante parlare con lui, poco a poco mi arricchisce. Assorta nei suoi racconti noto che, poggiato su un angolo della poltroncina dove lui è accomodato, vedo un periodico, cerco di leggere con la coda dell’occhio… LIS (Library and Information Science), questo è il titolo. Riguarda la biblioteconomia e la scienza dell’informazione, “è una scienza che elabora una visione d’apprendimento e insegnamento in una società diversificata per i nostri cari e indispensabili bibliotecari che lavorano con noi e per noi nella nostra navicella”. 10 “ Scusami posso leggere?” Lui risponde: “claro cariño, sin problema”. Poi con aria soddisfatta aggiunge: “ Sai che nel mondo ci sono tantissime fiere del libro? Sono importanti catalizzatori interculturali per le bibliografie e per gli editori”. 11 Rimango sbalordita, perché fino a questo preciso istante non ne ero conoscenza e lo invito a raccontarmi incuriosita. Questa è la dimostrazione di quanto si può imparare dall’incontro con altre persone che hanno avuto percorsi di vita e culturali diversi dai tuoi! Lui così entusiasta mi racconta di quando partecipò alla fiera del libro di Bologna: “Bologna è così carina, poi la sua università è una delle più antiche, studiò lì anche Tommaso D’Aquino sai? Era aprile e quell’evento attirò molti editori internazionali di libri per bambini; Oppure conosci la Biblioteca Internazionale dei giovani promossa dal consiglio internazionale Book of young people?”. E aggiunse : “Aspetta,non interrompermi! Ho partecipato anche alla fiera di Guadalajara promossa dalla fondazione Rockfeller dove presentavano la più importante mostra dei libri spagnoli. Ti piace lo spagnolo?” E ancora:

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Ismail, Abdulahi. Diversity , and intercultural issues in library and information science (LIS) education. [Traduzione a cura di Laura Petroni]. 11

Feng Jieyin. International book fairs as intercultural catalysts for libraries and publishers: Frankfurt, Guadalajara, Zimbabwe and beyond, pp. 104-105. [Traduzione a cura di Laura Petroni ].


“Umm.. si già!! La fiera di Francoforte in autunno, intrapresa già dal 15 sec., che per colpa della guerra ebbe un declino e lasciò il suo posto alla fiera di Lipsia, ma oggi ha ripreso la sua funzione più brillante che mai!”. Io a dire il vero di questa fiera ne avevo già sentito parlare… Certo ora ricordo! Qualche giorno fa mi capitò di leggere un articolo di giornale del presidente dello Zimbawe Library Association che precisò l’importanza dei libri e delle biblioteche. Essi giocano un ruolo significativo nel favorire la comunicazione interculturale e lo scambio informativo .12 Già proprio quello che sta succedendo a me! “Oh no.. è tardissimo, devo andare, anzi prima di farlo una cosa voglio dirtela io Manuel! Anche se io a differenza tua non sono mai stata un’assidua frequentatrice di biblioteche dislocate in paesi diversi, beh io le biblioteche, i libri, gli opac, cioè i cataloghi multimediali delle raccolte delle biblioteche, li guardo da casa con il mio pc. Prendilo come un consiglio potrà tornarti utile se un giorno non potrai spostarti e avrai necessità di avere informazioni! Le biblioteche più importanti duplicano parti di se stesse nel nuovo alfabeto digitale e costruiscono collezioni organizzate in documenti, chiamate biblioteche digitali”.13 “Certo, sarai solo nella tua stanza, però se avrai voglia di rituffarti nei ricordi da bambino e sfogliare qualche libro per ragazzi in qualsiasi lingua tu abbia voglia di leggerlo, dai un occhiata all’ International Children’s Digital LIbrary , una biblioteca digitale di libri per ragazzi provenienti da tutto il mondo. Il suo scopo è quello di creare una collezione di 100.000 libri in almeno 100 lingue, collabora con i bambini come design partners ed è disponibile gratuitamente su internet!”14 “ Ho notato che a te piace leggere libri in lingue diverse, giusto?” Driinnn La sveglia!! È una soleggiata mattina d’estate, è piacevole il venticello che arriva dalla finestra socchiusa, vivo quella strana sensazione di aver vissuto nella realtà ciò che ho appena sognato, peccato (…).

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Ivi, p. 106. Fernando, Venturini. Le Biblioteche raccontate a Mia Figlia: Una Visita guidata tra Passato e Futuro, p. 117. Valeria, Baudo. Come cambiano i servizi bibliotecari, p. 173.


Racconto laura petroni  

Racconto Bibliografico come strumento per imparare a costruire una bibliografia, che affronta il tema dell'interculturalità in biblioteca.

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