Page 1

note sulla gestione delle immagini

colore: contrasto di freddo e caldo

a cura di Laura Marcolini

A

COLORI FREDDI

bbiamo accennato sul numero scorso (230) al modello colore elaborato da Johannes Itten, che fu chiamato da Walter Gropius a tenere corsi propedeutici al Bauhaus per educare i futuri allievi ai modi della percezione che sarebbero stati loro utili successivamente. Un lavoro simile viene fatto tutt’oggi in modo aggiornato nei libri di Betty Edwards, professore emerito alla California State University di Long Beach. Entrambi rivolti, Itten e la professoressa, a un pubblico che disegna e dipinge, trattano temi per nulla estranei al mondo della fotografia e del cinema. Anzi... soprattutto ora che ormai è chiaro quanto la postproduzione o l’applicazione di filtri da parte dei software già in ripresa

siano parte del lavoro fotografico, può essere molto utile cercare una dimensione più razionale per impressioni e intuizioni che molti di noi possono avere in modo spontaneo. Insistiamo con Itten perché il suo modello si basa fondamentalmente sul modello HSL (Tonalità Saturazione Luminosità) che possiamo visualizzare facilmente anche dall’interno dei software di editing fotografici e perché è da lui stesso esplicitamente riferito a numerosi esempi verificabili in storia dell’arte. Parte del suo lavoro trova conferme anche nello studio della percezione, con le dovute correzioni permesse dall’avanzamento della ricerca scientifica. «Gli effetti di contrasto dei colori e la loro classificazione dovrebbero costituire la base dello studio dell’estetica croma-

a - sviluppo dei modelli

b - rapporti di armonia

1: modello tridimensionale di Philippe Otto Runge (1777-1810)

2: modelli del disco cromatico di Johannes Itten, 1961 1: disco cromatico semplice 2: rapporti primari/secondari e complementari sul disco cromatico 3: tutti i rapporti di armonia sul disco scromatico

Colore e stati d'animo

I

tten nel suo manuale di studio della conoscenza del colore (Kunst der Farbe, Arte del colore pubblicato per la prima volta nel 1961, due anni prima della sua morte) opera tra le altre cose un’organizzazione sistematica dei tipi di contrasto che l’occhio umano può rilevare. Contrasto in queste teorie non significa disarmonia, ma armonia (b) dovuta a una forte differenza di sensazioni percepite. I contrasti rilevati (solo) percettivamente da Itten sono sette, e comprenderne alcuni può aiutarci molto nel lavoro di postproduzione e anche di accostamento all'interno di una serie di fotografie. In questa pagina daremo uno sguardo al contrasto di colore che Itten definisce più sonoro* – e che noi riteniamo più tradizionalmente radicato nell’esperienza della Natura – quello tra freddo e caldo. Per farlo è neces-

le prossime annotazioni 38 | IL FOTOGRAFO

sario iniziare dando un’occhiata alla determinazione delle posizioni dei colori sul disco cromatico elaborato da Itten sulla scorta di un pittore romantico di fine Settecento (P.O. Runge) che aveva organizzato i colori in una sfera cromatica per comprenderne gli sviluppi secondo la Luminosità, la Tonalità e la Saturazione (a, 1). Itten pone sull’asse verticale i due estremi di Luminosità: giallo e viola (a, 2). Sul potere terapeutico dei colori non ci dilungheremo anche per non incorrere in probabili scetticismi. Non ci esimeremo però dal proporre alcune combinazioni cromatiche o tavolozze che secondo Josef Albers (Interazione del colore, 1963) sono legate a determinati caratteri umani o almeno a stati d’animo facilmente individuabili... non fosse altro che per l’ampia e ben consapevole documen-

Dimensioni e risoluzione (10X15cm @72dpi o @300dpi?)

I formati di salvataggio: RAW, JPG, TIFF, PSD...

tazione lasciata da secoli di pittura e arti grafiche, tant’è vero che le sue elaborazioni di queste proprietà derivano direttamente dalle riflessioni di Goethe raccolte nel suo fondamentale trattato sul colore (Teoria dei colori, 1810). Questo legame con gli stati d’animo ci dispone meglio alla teorizzazione un po’ astratta e tassonomica di Itten, secondo cui: «Le due polarità del contrasto freddo caldo» corrispondono a rosso-arancio e verde-blu, che stanno ai lati dell’asse verticale tra giallo-viola (i quali corrispondono, abbiamo accennato, alla massima e alla minima Luminosità). Il contrasto freddo/caldo corrisponde sul disco cromatico alle nuance dei colori complementari (c, d). Ognuno dei tre colori complementari è ottenuto dalla miscela di due primari (arancio= giallo+rosso; verde=

Dual Tone e Bianconero


colore: contrasto freddo/caldo COLORI CALDI

tica. [...] Il problema estetico dei colori può venire considerato da tre punti di vista: otticosensibile (impressivo), psichico (espressivo), intellettuale-simbolico (strutturale)» scrisse Itten nell'introduzione al suo Arte del colore. Uno dei motivi per sostenere questa affermazione è un fenomeno percettivo osservato già da Leonardo: il colore dello sfondo tende a far sembrare i colori degli oggetti come fossero più simili al colore complementare allo sfondo stesso. In questo numero vediamo i colori in contrasto perché complementari, che corrispondono all'associazione intuitiva colore caldo / colore freddo. O

c - primari e...

d - contrasto

colori primari tradizionali sul disco di Itten colori primari e secondari (complementari ai primari) sul disco di Itten

Bibliografia e immagini: Johannes Itten, Arte del colore, Il Saggiatore 2010; Betty Edwards, L’arte del colore, Longanesi 2009; Michael Freeman, Il colore, Logos 2006.

Lucido (gialli, arancioni, rossi); Riflessivo (gialli, verdi, blu); Serio (rossi, viola/marrone, blu); Sereno (gialli, arancioni, verdi); Potente (rossi, arancioni, viola); Malinconico (verde, viola, blu).

Josef Albers (stella qui sopra) teorizzò che alcune combinazioni di colore derivate dal triangolo cromatico di Goethe (1810) siano tipiche di ben determinati stati d'animo, che distinse come segue:

contrasto chiaro/scuro dall'Arte del colore di Itten contrasto freddo/caldo dall'Arte del colore di Itten

giallo+blu; viola= rosso+blu), è infatti detto anche contrasto tra complementari. La grande cura della teoria di Itten si esplicita anche nella descrizione di questo tipo di contrasto, non limitandosi alla definizione, ma aiutandoci a comprenderne il senso attraverso altre otto coppie di opposti: «ombreggiato/soleggiato, trasparente/opaco, riposante/eccitante, sottile/denso, celeste/ terrestre, vicino/lontano, leggero/pesante, umido/asciutto». Queste coppie ci permettono di riflettere sulle nostre percezioni dell’ambiente quando fotografiamo, e di notare con maggior coscienza gli aspetti cromatici di quello che osserviamo. Pensiamo a un campo di grano ancora verde punteggiato di papaveri: se anche ci fossero dei fiordalisi non li vedremmo se non da molto vicino! Facendo attenzione alle nostre percezioni, capiremo meglio anche perché nelle stagioni o nelle regioni fredde ci colpisce

Profili per il Colore e per il Bianconero

Sulla stella cromatica i colori sono posizionati secondo una teoria che ritiene il rosso il grado zero della rotazione dei colori.

1. Lucido

2. Riflessivo

3. Serio

4. Sereno

5. Potente

6. Malinconico

molto di più un elemento rosso o arancione nella scena: è per via del suo contrasto forte con la luce invernale o nordica, che è tendenzialmente più bluastra. Alle basse temperature i colori in esterni o in interni con luce naturale sono freddi, ma lo sono anche nella bella stagione se si è in un luogo attorniato di alberi verdi o di molta acqua. Dunque conoscere la potenza del contrasto armonioso tra colori caldi e freddi può aiutarci a riconsiderare anche un altro aspetto molto importante per la fotografia: la temperatura colore della luce, che influenza in modo determinante la tonalità dominante in una fotografia, facendo facilmente virare i colori di tutta la scena, oppure di una sua parte, nei casi di luce mista. Avremo occasione di occuparci anche di questo. Per ora, prendendo confidenza con questi elementi del contrasto e con le combi-

Contrasto di colore caldo e freddo

nazioni cromatiche suggerite da Albers come spie per gli stati d’animo, possiamo iniziare a pensare di più sia prima dello scatto sia in fase di editing, quando correggiamo e quando mettiamo in sequenza le nostre fotografie per mostrarle a qualcuno. Tendendo conto dell'interazione dei colori in modo più cosciente, diventerà molto più interessante.

* Alcune persone sviluppano una particolare capacità percettiva che sembra miscelare sensazioni generate da sensi distinti, questo permette loro per esempio di dare un suono a un colore o un colore a un suono. È indicativo ricordare come la lingua tradisca questa tendenza alla sinestesia soprattutto in chi lavora con la musica, chiamando «colore» il timbro o la voce che distingue uno strumento da un altro.

La percezione della nitidezza

nei prossimi numeri IL FOTOGRAFO | 39

colore: contrasto freddo/caldo  

il contrasto di colore freddo/caldo

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you