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NEW YORK ANIMA MIA

Così recitava il titolo di un episodio della serie Sex and the city e devo dire che non esiste frase più corretta per definire il rapporto che è possibile instaurare con questa favolosa città. Vivere New York è un po' come ritrovare sé stessi, sapere che siamo sempre esistiti ma che non ci conoscevamo davvero abbastanza. E' come se un altro noi venisse fuori e desse il meglio che possediamo. La prima sensazione che si avverte è che noi questa città la conosciamo praticamente da sempre. Abbiamo camminato nelle sue strade guardando i film, abbiamo sognato con Audrey Hepburn davanti la vetrina di

Tiffany&Co, ci siamo perse nelle boutique con Carrie Bradshaw, bevuto caffè caldi alla mattina e visto il fumo uscire dai tombini. Ci siamo persi con Macaulai Culkin a Natale e ci siamo ritrovati a Central Park con Woody Allen. Abbiamo respirato e goduto dei suoi panorami, sofferto per le sue tragedie. Scenario di molteplici storie d'amore che ci hanno fatto sognare e credere che il vero amore esista davvero, da qualche parte. E se davvero l'amore si presentasse davanti a te, sarebbe un'esperienza irreale e mozzafiato e ti potrebbe sembrare davvero di vivere in un film, finalmente il tuo. Il tuo set sarebbe lei, con i suoi grattacieli, i taxi gialli e le persone che suonano nei metrò. Sarebbe lei, con i suoi jazzisti nei club e gli attori nei teatri di Broadway. Sarebbe lei, con la sua tipica esclamazione “Oh my God!”. Sarebbe ancora lei a farti innamorare e credere che le differenze si possano azzerare, perchè New York potrebbe essere capace anche di questo, fermo restando che una volta fuori, tutto tornerebbe sottomesso alle leggi reali della vita. Un abbaglio di colori che ti stravolge e ti fa sognare. Un consumismo sfrenato che ti fa comprendere di essere davvero in America e della tua esistenza in quanto puntino in mezzo a migliaia di persone che corrono su e giù. A New York puoi essere chi vuoi: uomo, donna, omosessuale, bianco, nero, artista, manager, sognatore. L'importante è esserci, perché se sei qui, potresti essere


ovunque. Tutti i sogni si possono avverare e infrangere nello spazio di tempo di un secondo. Lasciarsi accogliere dall'energia che questa metropoli può regalarti. Abbandonarsi alle sue sinfonie audaci che ti possono portare in alto, molto in alto, dandoti la possibilità di poterci rimanere. Al contrario, crudele e senza scrupoli, proprio perché tanto grande e diversa, dove ognuno in realtà conta per sé e non si sa quanti potrebbero accorgersi di te. Una canzone degli LCD Soundsystem recita “ New York I love you...but you're bringing me down”(New York ti amo ma mi stai buttando a terra), ed è vero. Bisogna stare attenti perché come ti può portare a volare, così ti può buttare giù. Ma se decidi di vivere con New York, devi essere davvero sicuro di poterne accettare le leggi. Uscire la mattina, prendere una tazza di caffè e camminare, guardare le persone e sentirsi unici, reali e un po' geniali. Respirare il profumo della neve che ti scende sul cappotto e apprezzarne ogni fiocco come se fosse un regalo dal cielo. Pensare che poi tanto male non deve essere condividere tutto ciò con gli altri. Guardare la Statua della Libertà e pensare al passato. Credere che gli scoiattoli a Central Park non siano fantasia e che il Big Piano dove Tom Hanks suonava saltellandoci sopra esiste e lo puoi suonare. Fermarsi ad un Bakery e ordinare deliziosi pasticcini colorati e un bicchierone di frappé al cioccolato e concederci per una volta dei piaceri. Colorarsi l'anima e dipingere lo spirito di voglia di vivere e di esserci. Qui e ora. Perché quando abbandoni New York è come abbandonare una parte di te, quella

che non sapevi nemmeno che potesse esistere e che per un po' ti ha fatto vivere tutto senza fiato. Perché New York ti rimane dentro e una volta che ci hai lasciato l'anima, prima o poi dovrai tornare a riprendertela.

Laura D'Adamo


New York anima mia  

Articolo personale sulla città di New York

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