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Paris Mon A mour n.01 June 2012 €0.0 0 Edizioni Dreamer s S.p. A .

PARIS PARIS MON MON AMOUR AMOUR #01


EDITORIALE

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a Moda esiste in molte città ma a Parigi è tutta un’altra cosa. N ​ on esistono competizioni con questa romantica città. Hanno sfilato sulle passerelle francesi grandi firme dall’alta moda al prêt a por ter ispirandosi ai colori di questa città e prendendo spunto dalla goliardicità dei quar tieri più famosi come Montmar tre e il Quar tiere Latino tanto caro ad Hemingway. Per dare un inizio alla moda francese possiamo risalire alle cor ti francesi di Maria Antonietta e del Re Sole. Nel X X secolo, in conseguenza a nuovi modi di espressione di una società sempre in movimento seguono nuove mode dando origine a nuovi costumi come lanciarono le principali firme di allora che fecero diminuire il doloroso uso del busto rigido per le signore. Seguirono grandi stilisti che lanciarono uno stile nuovo per la donna caratterizzato da numerosissime varietà di tessuti e colori. Parigi è eterna, ogni anno tutti i principali stilisti di moda sfilano sulle passerelle francesi, presentandoci le loro creazioni. Parigi anche come Design, Ar te; esploreremo in questo primo numero i focus più impor tanti di questa primavera estate 2012.

a fashion magazine by Laura Castellano and Sofia Miglioli

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10 Fashion week 12 Dior s/p

2012

20 Oliver

Roustaing

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Balmain 26 Streetstyle &

A.P.C.

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Juliette Binoche

Francoise 32 Nielly

Design 42 week

Lauren B 46 2012

INDEX PARIS PARIS MON MON AMOUR AMOUR

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opo aver fatto il giro del mondo, dal 27 settembre al 5 ottobre, il prêt-à-por ter sfila a Parigi. La ville lumière accoglierà ben 91 sfilate: i grandi nomi della moda francese, Christian Dior, Rochas, Lanvin, Gaultier, Chanel, Hermès, ma anche le firme più creative del panorama internazionale. Attesissimi, gli stilisti giapponesi Yamamoto e Miyake, e Miu Miu, il secondo marchio sperimentale curato da Miuccia Prada. Oltre a lei, altri italiani sfileranno a Parigi: Valentino, Costume National, disegnato da Ennio Capasa, e Giambattista Valli.

In tre giorni si esibiranno 23 grandi firme, tra questi un bel gruppetto di italiani: Maurizio Galante e Giambattista Valli, che è stato appena nominato, dalla Federazione francese dei couturier, socio a pieno titolo della haute couture, Giorgio Armani Privé, Riccardo Tisci, che por terà in passerella la collezione haute couture disegnata per Givenchy.

Tra gli stilisti emergenti, Gareth Pugh, stilista inglese par ticolarmente sperimentale, e Alexander McQueen, che suscita sempre ammirazione, nonostante la scomparsa del suo stilista e fondatore, sostituito dalla prima assistente di McQueen, Sarah Bur ton.

PARIS FASHION WEEK PE 2012

È una maison italiana quella che ha aper to la piccola preziosa rassegna di haute couture primavera / estate 2012 a Parigi: l’alta moda di Versace torna in passerella e la capitale francese l’accoglie felice di poter così rinforzare il manipolo di case di moda che ancora frequentano il segmento più prezioso ed esclusivo dell’eleganza.

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Sfilata Dior spring summer 2012 Per questa collezione lo staff creativo di Dior, coordinato da Bill Gayten, si è ispirato a Monsieur Dior, ai modelli classici del 1947, come il corolle e alla nascita del new look. I canoni estetici della Maison come eleganza, naturalezza e semplicità sono stati ripresi e trasformati in una visione piÚ contemporanea. Sulle note di Lana del Rey sfilano manteau in seta trasparenti con ricami e applicazioni di cristalli e abiti da grand bal vaporosi grazie alle crinoline. Una collezione che unisce la maestria delle premiere a trattamenti hi-tech per una moderna Vivien Leigh dal glamour vintage.

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LA SIHLOUETTE A COROLLA DEL CLASSICO MODELLO DI CHRISTIAN DIOR VIENE RIPRESA E MODERNIZZATA SIA PER GLI ABITI DA GIORNO CHE PER I ROBE DE BAL. NON MANCANO ABITI TUBINI DALLE FORME SLIM E DIRITTE.

SOTTO LE LUCI DEI RIFLETTORI TORNANO LE FAMOSE ‘BAR’ DI MONSIEUR DIOR, GIACCHINE AVVITATE, ANIMATE DA GRANDI FIOCCHI. I RIQUADRI E IL PIED-DE-POULE ADOTTATI COME UNICI TOCCHI GRAFICI, E POI LE PIEGHE, SOTTILI OPPURE RIGONFIE COME NIDI D’APE. UN TRIPUDIO DI VIOLA E DI BEIGE COLORA MAESTOSE VESTI FORSE UN PO’ TROPPO D’ANTAN, IN UNA MIRIADE DI PETALI A STRATI. PARIS PARIS MON MON AMOUR AMOUR

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DIOR E L’ELEGANZA D’ALTRI TEMPI, ISPIRATA AL 1947, QUANDO NASCEVA IL NEW LOOK, CHE AVREBBE RIVOLUZIONATO LA MODA, PER SEMPRE. OGGI NEL 2012 VENGONO SEMPLICEMENTE RIVISITATI, TESSUTI DIVERSI, FANTASIE NUOVE, MA LA CINTURA IN VITA, LA LINEA AD H, LA COROLLA, LA GONNA A MATITA, RIMANGONO INVARIATE NELLA LORO NATURALEZZA, L’ELEGANZA STA TUTTA NEI DETTAGLI, CHE LA RENDONO UNICA.

I MATERIALI USATI PRINCIPALMENTE NELLA SFILATA SONO: TAFFETÀ, SETA, COTONE, TULLE, PAILLETES, ORGANZA, CUOIO, C OCCODRILLO, CHIFFON, PIZZO.

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OLIVIER ROUSTEING Dopo il ruvido rock di Decarnin arriva da questa stagione il giovane Oliver con il gusto per lo sfarzo e un tocco di barocco.

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rancese di nascita e africano di discendenza, Olivier Rousteing ha appena preso uno dei ruoli più desiderati nel mondo della moda, Olivier è stato recentemente nominato capo designer a Balmain, posizione in precedenza occupata da Christophe Decarnin. Balmain uno dei marchi più prestigiosi della moda di lusso, sarà sovrainteso da Olivier per la creazione del prêt-à-por ter uomo donna di cui si occupa dal 2009. Prima di entrare in Balmain, Mr. Rousteing trascorre cinque anni da Rober to Cavalli subito dopo essersi promosso alla scuola di design “Esmod”. Olivier Rousteing nato in Francia, posto in un or fanotrofio e, infine, adottato da una famiglia che lo ha cresciuto nella regione di Bordeaux non conosce le origini precise dei suoi genitori biologici, ma si identifica come una persona di razza mista. Olivier Rousteing non sarà concedere eventuali inter viste fino a dopo il lancio della collezione Primavera 2012. Siamo molto ansiosi di vedere cosa por terà al tavolo.

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BALMAIN

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ncora una volta, Balmain presenta una collezione all’insegna del lusso più sfrenato. Abiti preziosi, lavorazioni dorate, intarsi di pietre e frange, per una linea poco “prêt –à-por ter”, che non tutte le tasche potranno permettersi. E’ stata la prima sfilata per il nuovo direttore creativo di Balmain, Olivier Rousteing, 26 anni, e sembra che abbia trovato il modo di accontentare sia gli intenditori della moda che le signore per le quali non ci potranno mai essere abbastanza perline, glitter, oro e argento.  Ispirato dall’epoca d’oro di Las Vegas nei primi anni ‘60, quando le icone come Elvis salivano sul palco in tute sgargianti disegnate da Nudie Cohn, conosciuto come “il sardo da Rodeo” di Holly wood per i suoi completi sfavillanti in stile western, Rousteing ha ricoper to giacche da torero di arabeschi in perline ispirati ai tatuaggi maori “Ta Moko”. I jeans Balmain sono a vita alta e iper disegnati mescolando pelle lavorata in stile western, tela, camoscio e pitone, con tantissimo oro, borchie a “corna di bufalo” per un flashback all’era di “Gianni” Versace. Questa collezione si è spostata completamente oltre l’aspetto ruvido rock’n’roll che l’ex stilista Christophe Decarnin utilizzava per far volare in alto Balmain.

S F I L ATA B A L M A I N PR I M AV E R A E S TAT E 2 0 1 2 La donna Balmain è sempre stata tanto sensuale quanto dannata Una collezione che si ispira a Las Vegas e al Messico, creando una confusione di stili che rendono la donna appariscente e inavvicinabile.

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BALMAIN


E’

stata la prima sfilata per il nuovo direttore creativo di Balmain,

Olivier Rousteing e sembra che abbia trovato il modo di accontentare sia gli intenditori della moda che le signore per le quali non ci potranno mai essere abbastanza perline, glitter, oro e argento. Ispirato dall’epoca d’oro di Las Vegas nei primi anni ‘60, quando le icone come Elvis salivano sul palco in tute sgargianti disegnate da Nudie Cohn, conosciuto come “il sardo da Rodeo” di Holly wood per i suoi completi sfavillanti in stile western, Rousteing ha ricoper to giacche da torero di arabeschi in perline ispirati ai tatuaggi maori “Ta Moko”. I jeans Balmain sono a vita alta e iper disegnati mescolando pelle lavorata in stile western, tela, camoscio e pitone, con tantissimo oro, borchie a “corna di bufalo” per un flashback all’era di “Gianni” Versace. Questa collezione si è spostata completamente oltre l’aspetto ruvido rock’n’roll che l’ex stilista Christophe Decarnin utilizzava per far volare in alto Balmain. Ma Rousteing ha usato la car ta da parati in stile rococò e disegni di copriletto da sfavillanti camere d’albergo di Las Vegas come per gioco, mentre la decorazione è in stile Ar t Dèco.

COLORI: BIANCO E NERO, ARGENTO E ORO, A ZZURRO CIELO E BEIGE PER I JEANS.

TESSUTI: TUT TI I TIPI DI PELLE: VERNICIATA, PITONE, CAMOSCIO, CAPRET TO; JEANS DAL COLORE PALLIDO; FIORI RICAMATI MESCOL ATI A CUCITURE A DIAMANTE PER GLI ABITI IN PATCHWORK E DECOR A ZIONI MASSICCE IN STILE TATUAGGIO

FORME: GIACCHE DA TORERO CORTE DAVANTI E LUNGHE DIETRO; GIACCHE A MANTELL A, TUNICHE MORBIDE, L A GIACCA DA

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STREET STYLE PARIS 2012 La capitale francese è giunta alle sfilate d’élite dell’haute couture 2012 che illumineranno le strade parigine in fresche tonalità cipria e tocchi oro Las Vegas anni ’60. Da Dior a Givenchy, da Balmain a Chanel un via vai di fashion editors, bloggers e models si agira per la Ville Lumiere.

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A.P.C. è un marchio francese del pret-à-por ter fondato nel 1988 dal tunisino Jean Touitou. A.P.C. sta per Atelier de Production et de Création al 39 Rue Madame 75006 Paris a Parigi, dove risiede il suo flagship store. Il marchio è conosciuto per i suoi disegni minimalisti. Il suo abbigliamento caratterizzato da linee pulite e semplici modelli. Loghi raramente visibili, il suo abbigliamento tende a integrare le caratteristiche dei capi militari.

Uno dei prodotti più popolari del marchio è il jeans selvage molto popolari tra gli appassionati di denim, in quanto di denim giapponese di alta qualità tagliato sottile e alla moda. Il denim si “rovina” rapidamente quando utilizzati, permettendo agli appassionati di ottenere usura e sbiadimento abbastanza velocemente, se lo desiderano.

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L a fotog r a f a Ve n et i a S c ot t firma di nuovo la campagna p r i m a v e r a /e s t a t e 2 0 12 d i A . P. C , s o t t o l a d i r e z i o n e creativa di Petronio.

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Francoise Nielly

FOCUS

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“Metafora potente dell’uguaglianza umana, i ritratti dell’artista francese assumono una connotazione sessuale ed esuberante che travolge lo spettatore”

rançoise Nielly è un’ar tista francese molto par ticolare. Nata a Marsiglia da un padre architetto che le ha trasmesso la passione per il disegno e per l’immagine in tutte le sue forme, ha invece assorbito il senso del colore e della luce dall’assolata costa sud della Francia in cui è cresciuta. La tecnica che la Nielly (o “Miss Fluo”, come non a caso si autodefinisce) utilizza è al tempo stesso grezza e sofisticata, spontanea e complessa: i colori ad olio di cui si ser ve vengono spalmati, o meglio “raschiati” sulla tela con una spatola metallica, che rende così una “pennellata” aggressiva, dirompente, esuberante. Ma non è solo la tecnica ad af fascinare lo spettatore, perchè anche i soggetti delle sue rappesentazioni attirano l’attenzione, non fosse altro che per la loro ammaliatrice bellezza “esotica”, in quanto si tratta di visi dotati di un’interessante fusione di tratti somatici, spesso a cavallo tra Oriente, Africa e Occidente. Così tra labbra carnose e occhi a mandorla, tra zigomi alti e nasini cesellati alla per fezione (nessuno però identificato dal proprio colore originale, ma tutti accomunati da un’esplosione fantastica di tinte), ci si addentra nel vero mondo dell’immagine, tra moda e fotografia, tra pubblicità e ar te.

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Sei originaria di Marsiglia, nel sud della Francia. Quanto ha influito questa cit tà la nel suo lavoro? Ho preso l’abitudine di dire che il mare Mediterraneo e i suoi potenti contrasti hanno avuto una grande influenza sul mio lavoro, ma ad essere onesti, penso che anche se avessi vissuto nel nord dell’Alaska, i colori mi avrebbero trovato alla fine. Ha iniziato come illustratore nel mondo della pubblicità. Quando ha deciso di get tare la spugna diventare una pit trice?

Le scelte di colori sono moltissime di qualsiasi brillantezza. Hai mai provato colori acrilici che o c’è qualche motivo par ticolare per cui lavori esclusivamente con pit tura ad olio? La pittura ad olio è obbligatoria quando si utilizzano molti strati come me e quando si gioca con la trasparenza. Per questi motivi, i colori acrilici non mi interessano. La pittura ad olio mi permette di creare quello che sto cercando di fornire. Sì, faccio i miei impasti di colore da sola ed è un passo molto

E ‘stato un abbandono reciproco, è il modo in cui funziona la vita, come le storie d’amore. Quanti elementi dai tuoi lavori precedenti hanno contribuito nel tuo percorso ar tistico? Ho tenuto tutto. Tutti gli elementi si sommano e contribuiscono al mio approccio ar tistico e la mia evoluzione personale. I suoi quadri hanno degli aspet ti carnali e sessuali molto for ti, con un’ intensità pungente. Lavori a degli schizzi prima di at taccare una tela o stai lavori solo con l’intuizione? No, io lavoro con l’intuizione, senza rete. Mi butto nel bianco della tela ed è un’esperienza intensa, desiderabile e formidabile. Si tratta di una combinazione di movimenti interni contrastanti e complementari, eccitazione, ansia, piacere, ver tigini, attrazione, dubbio e accelerazione. E ‘sempre mozzafiato. impor tante nel mio metodo.

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JULIETTE BINOCHE si racconta nel nuovo film “Elles”

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ulliette Binoche è sempre bella. Forse solo appena un

po’ signora, come il verso di una vecchia canzone. Era la presenza magnetica di ‘Film blu’ di Kieslowski, la fidanzata di Daniel DayLewis nell’’Isostenibile leggerezza dell’essere’, ed era la straordinaria protagonista dei febbricitanti film di Léos Cara x, come ‘Gli amanti del Pont-Neuf’. Un’icona di bellezza, adorata in Francia, e anche da noi. A Parigi, Juliette Binoche arriva come protagonista del film ‘Elles’ della polacca Malgoska Szumowska, presentato nella sezione Panorama. Nel film, lei è una giornalista, sposata, due figli. Lavora per una grande rivista femminile. Deve scrivere un ar ticolo sulla prostituzione delle studentesse. Incontrerà due ragazze la cui vita è agli antipodi della sua, e scoprirà molte cose di loro, e anche di sé. Tacco alto, pantaloni, una camicia blu, una giacca chiara, i capelli nerissimi: i suoi quarantasette anni sembrano trenta.

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“Juliette, qual è stata la sua reazione, quando ha letto la sceneggiatura di ‘Elles’?
“ Ho percepito immediatamente l’intelligenza alla base del progetto. Un approccio coraggioso, e non manicheo verso questo tema. Il film non accusa nessuno, e ci chiama tutti in causa”. 
In che senso ci chiama in causa? 
“Nel senso che ci sono dei cambiamenti insidiosi nella nostra società, che influiscono sul nostro modo di essere e di pensare. Quando si hanno dif ficoltà finanziarie, non è facile proseguire gli studi. E la prostituzione paga bene, non richiede molto tempo, e permette di non sentirsi esclusi dalla società dei consumi”. 
E’ una società che spinge in qualche modo alla prostituzione?
“Beh, siamo abituati alle pubblicità, nelle riviste, nelle strade, in cui ragazze appena uscite dall’adolescenza vivono nel lusso, a bagno nel lusso. Le vediamo in posizioni provocanti, che non sono lontane dalla pornografia. Queste pubblicità, alla lunga, ci fanno mettere insieme questi tre concetti: giovinezza, lusso, sesso. Alla fine, si pensa che non sia così grave mescolarli. Fare un lavoro mal pagato diviene più degradante che far l’amore per soldi”. 
Che cosa le ha por tato, dentro, interpretare questo film?
“Il regalo che questo film mi ha fatto sono le domande che pone. Chi, cosa è una donna? E la sua sessualità? Che cos’è l’amore? Quali sono le paure di una donna? Che cos’è la prostituzione? E il piacere? E la giovinezza? Che cosa è la vergogna? E che cosa è essere una madre di famiglia? E chi è una giornalista? Tutte queste questioni, la regista le esplora attraverso il mio personaggio. Nei momenti migliori del film, sento di divenire la sua scultura”.

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Tutta la città ronzio. Strutturato per area geografica alla sua prima edizione, il corso della Design Week PARIS evolvendo per of frire a tre tematiche, workshop in showroom, istituzioni, gallerie, ristoranti, alberghi, farà scoprire, attorno a luoghi famosi, angoli par ticolari della creazione (mondo digitale dei bambini, scandinavi ...) Un ponte tra il professionista e il pubblico in generale. Sulla scia di MAISON & OBJECT (711 settembre), PARIS DESIGN WEEK è organizzato in un momento in cui Parigi è concentrata su i riflettori della stampa internazionale e l’attenzione di buyer provenienti da tutto il mondo, proprio prima di passare il testimone al Giornate del Patrimonio. Un periodo denso, il cuore della stagione, durante la quale l’evento DESIGN WEEK PARIS prende la sua piena dimensione come un ponte tra i canali di notizie della

HOTEL DESIGN L A DUREE

GERMAIN

L’ARC PARIS

Il design degli interni e le decorazioni furono af fidate a Jules Chéret, un famoso pittore che cambiò il secolo . Mr Cheret ricercò l’ispirazione nelle tecniche pittoriche utilizzate per il sof fitto della Cappella Sistina, così come anche la vicina Opera Garnier.

Il prolifico architetto di origine iraniana e Parigino di adozione, India Mahdavi, ha creato l’architettura interna dei tre piani dello stabilimento funk y.

completamente ridisegnato da Prospect Design. Il mese scorso ospitò uno dei must events di Parigi. Presso il Fashion Club ha intrattenuto gli ospiti del Chloé Fashion Burlesque Ball.

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lau ren B. Lauren b

catalogue 2012

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We are two women with a capital “D”. Two women in search of details that could enhance the toady feminine figure. From our creativity, costumized handbags are originated, whose design is defined by a proper proportion between elegance and Siamo due donne con la “D” maiuscola.

inspiration. Due donne So alla ricerca that, di particolari since che possano 2009 valorizzare la figura femminile di oggi. Dalla nostra creatività nascono borse

the brand laurenb was created, with personalizzate, il cui design si definisce da una giusta proporzione

the aimtraof eleganza providing ed estro. a “soul” to

È così che dal 2009 nasce il marchio Lauren B, con l’intenzione

handbags,handmande, which can enrich di dare anima a delle borse, handmade, che possano impreziosire

every moment ogni momento della ofdonna the che le veste. women L’esclusività del who brand è dresses dovuta al processo di lavorazione: interamente realizzate a mano,

them up. The exclusivity of the brand is con un atteggiamento quasi maniacale per i dettagli, le applicazioni

due to the e le rifiniture process: che contribuiscono fully a renderehandmade, ogni borsa unica nel with a suo genere. La chiave di successo di Lauren B è l’utilizzo di pelli

maniacal attitude to details, applications ricercate e pregiate, delle più diverse fantasie che scivolano in

and finishes un’architettura that in continuo contribute divenire, dalle forme più minimaliste on making a quelle più definite geometricamente.

each handbag unique. The key to the success of laurenb is the selection of sought and valued skins, of various kind of patterns that slides into a going on architecture, from the most minimalist forms to ones most geometrically defined. PARIS PARIS MON MON AMOUR AMOUR

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Paris Mon Amour magazine