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LA DISPENSA DI STUDIO MENSILE SULL'INSEGNAMENTO NAME M NTO DI GURDJIEFF filosofia, religione, filosofia religione storie di vita, vita teatro, teatro danza, d danz za poesia poesia o a e molto mol olto to altro alt a ltro lt ro ancora... a ancora n ora. nc r ..

L'impronta della nostra infanzia

FOTOGRAFIE: José Luis G. Muedra

www.gurdjieff.es

#98 Marzo/2013

ISSN 2014-0657 98

€ 6.00 iva inclusa

Filosofia Fil sofia e Spiritualità Spir Spir p ritualittà

Il S Segreto dei Nutrimenti IL CIBO (Seconda parte)

Teo Teoria e pratica della Quarta Via

Cosa cerco nel mio gruppo di lavoro?


SOMMARIO

#98

LA DISPENSA DI STUDIO MENSILE SULL'INSEGNAMENTO DI GURDJIEFF filosofia, religione, storie di vite, teatro, danza, poesia e molto altro ancora...

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

LaTeca Istituto per lo Sviluppo Armonico

Fondatore Giovanni M. Quinti Diret tore responsabile Claudia Finetti Editore La Teca Associazione Culturale di Barcellona (ES) Grafica José L. García Muedra Riproduzione Printcolor Collaboratori di questo numero Salvatore Masala, Anna Di Giandomenico, Angelo Orlando, Lluís Serra Llansana, Samanta Potasso Claudia Finetti, Francesco Azzali, Alessandro Albanese, Paola Grasso, Franca Ferrario, Chiara Masala Giovanni M. Quinti, Antonella Cau.

Gli articoli contrassegnati da questo logo, vengono letti e approfonditi nei nostri Gruppi di Studio LA TECA in Italia. Se desideri partecipare, scrivi a lateca@lateca.info ti invieremo informazioni degli incontri che si svolgono nelle sedi italiane. La Quarta Via è un mensile prodotto in Spagna, da La Teca Istituto per lo Sviluppo Armonico di Barcellona. E’ possibile contattare la nostra Redazione dall’Italia senza il prefisso internazionale, chiamando al 06.98357445. Visita il nostro sito www.gurdjieff.es per: Scaricare gratuitamente la dispensa mensile n. 0  Acquistare anche in abbonamento annuale  Visionare e acquistare i numeri arretrati  Scegliere la modalità di spedizione  Informarti su tutte le nostre pubblicazioni: libri, cd e dvd  Registrarti alle nostre newsletter Manoscritti, fotografie o disegni inviati alla nostra Redazione, anche se non pubblicati, non saranno restituiti. Ti preghiamo di comunicarci tempestivamente qualsiasi modifica dell’indirizzo indicato nei tuoi ordini, includendo il vecchio indirizzo postale. Associazione La Teca – E’ vietata la riproduzione, anche parziale, di qualsiasi prodotto, salvo previa autorizzazione scritta della nostra Redazione. NIF. G-64341225 Dep. Legale B-12791-2008 ISSN 2014-0657 98

Articoli di Studio 6 Psicologia e spiritualità L’IMPRONTA DELLA NOSTRA INFANZIA Quale impronta lascia la nostra infanzia sulla nostra vita adulta? Attraverso la narrazione di una storia reale, le autrici ci guidano alla comprensione di quanto i vissuti e le ferite dei nostri primi anni di vita costituiscano il fondamento e le leggi interiori dei nostri comportamenti adulti. Alcuni codici dei quali siamo inconsapevoli, ma che sono alla base delle nostre convinzioni sul mondo, guidano la nostra vita privandoci della possibilità di essere felici. 10 Approfondimenti sul sistema IL SEGRETO DEI NUTRIMENTI – L’ARIA (Terza parte) L’aria è il secondo fra i nutrimenti umani che prendiamo in esame in questa serie di articoli. La nostra vita è legata alla respirazione, con un ritmo di inspirazione ed espirazione che si collega in modo misterioso e affascinante ad ogni altro ritmo della natura. Profondamente legato alle emozioni, il nostro respiro è quasi sempre condizionato dalle rigidità inconsapevoli del nostro corpo. Scopriamo l’importanza di praticare un respiro consapevole. 14 Teoria e pratica della Quarta Via L’OSSERVAZIONE DI SE’ – VERSO LA TERRA PROMESSA L’osservazione di sé costituisce il fondamento del lavoro su se stessi. Un compito primario cui il cercatore non potrà sottrarsi, una volta intrapreso il suo viaggio verso la “terra promessa”. Scopriamo alcune tappe fondamentali di questa ardua ma affascinante avventura, durante la quale il cercatore incontrerà trappole e ostacoli, ma anche il sostegno e il nutrimento dello sguardo divino che, man mano, imparerà a edificare nel suo cuore.

Le nostre rubriche 1 Editoriale LA STORIA DELLA NOSTRA INFANZIA …a cura di Anna Di Giandomenico 2 Sezione Poetica OLTRAGGIO ALL’INNOCENZA Dialoghi col maestro VOLERE È POTERE? 3 Percezioni oltre lo schermo UNBREAKABLE 4 All ’ombra di Gaudì LA LIBERAZIONE DELL’EGO 18 Lettere in Redazione - La corrispondenza con i cercatori AMATA FIGLIA MIA... 20 Decifrando codici biblici LE TRADIZIONI UMANE 21 Il libro rosso LA POVERTÀ E IL DONO 22 Cronache dal mondo alla luce della Quarta Via TIMBUCTÙ 23 Consigli Letterari IL CODICE SEGRETO DEL VANGELO di Igor Sibaldi In cucina con Gurdjieff CALAMARI IN SALSA DI ACCIUGHE 24 Intervista ai Cercatori di Claudia Finetti ROSSELLA MAGGI


Editoriale italia

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aro lettore e cara lettrice, possiamo paragonare l’essere umano ad un sasso gettato nell’acqua, dove i cerchi concentrici che si formano sempre più ampi, rappresentano i contesti di cui egli è parte, ambiti sempre più vasti con cui è in relazione. La prima relazione parte, però, dalla relazione con se stessi, dalla relazione interna, anche se spesso si ha l’idea della relazione con il fuori. Il nuovo essere umano, nello sviluppo dallo stato fetale nell’utero materno, comincia ad essere molto sensibile alla relazione. Il nostro viaggio comincia da laggiù e, anche se ce ne dimentichiamo a livello della memoria storica, il nostro corpo conserva delle memorie relazionali importanti. La relazione intersoggettiva è estremamente importante nelle primissime fasi della vita, perché è alla base di tutto il processo di crescita e della relazione con se stessi. Questa relazione con noi stessi è quella che ha bisogno, nelle prime fasi della vita, per crescere, per entrare sempre più anche nella relazione con l’altro, di rispecchiarsi in una relazione, come quella dell’utero; ma poi, dopo la nascita, nelle prime fasi della crescita, fondamentale per lo sviluppo è la relazione con la madre e con l’ambiente materno, che svolge la funzione di rispecchiamento e che evoca nel figlio le sue potenzialità. La madre rappresenta addirittura l’essenza del figlio, la sua grandezza. Per questo i genitori e l’ambiente hanno un enorme importanza relazionale: il figlio impara ad essere se stesso, attraverso di essi. Essendo rispecchiato, li imiterà. Le neuroscienze hanno evidenziato funzioni interessanti dei neuroni a specchio, che riproducono, ad esempio, un movimento esterno come se lo facesse la persona che lo osserva. Questo ci fa comprendere che esiste un processo di rispecchiamento fondamentale per riconoscere quello che noi siamo. Dal punto di vista psicologico, questo è chiamato il fenomeno della ‘risonanza’, ma anche della ‘sintonizzazione’ della relazione: mi sintonizzo sulla lunghezza d’onda dell’altro. Per il bambino, nel rapporto iniziale della vita, questa sintonizzazione è fondamentale. E cosa fa la madre o l’ambiente? Quando l’ambiente diventa nervoso, rispecchierà nervosismo o indurrà dall’esterno qualcosa, che, 1

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potenzialmente, c’è all’interno del bambino. Troviamo nell’altro noi stessi. Pur avendo tutto dentro, abbiamo bisogno che l’altro ce lo faccia vedere. Se da bambini non abbiamo avuto un rispecchiamento abbastanza adeguato, lo cerchiamo dopo, diventando anche dipendenti dagli altri. Allora, da adulti, possiamo domandarci: “A cosa mi serve quella relazione? In che modo mi rispecchia?”. Essa fa da specchio, entra in risonanza con aspetti miei problematici, che io vedo entrando in relazione, ad esempio, con il partner che me li richiama. Quel bambino interno rimarrà nell’adulto, insieme alle ferite della nostra storia e alle sue potenzialità. Abbiamo dentro dei bambini stupendi, ma anche la parte della nostra storia infantile, adolescenziale, che è stata ferita e che continua a far parte dell’adulto. Essa, nell’età successiva, avrà bisogno di una relazione terapeutica o con una guida spirituale, per far riemergere la sua vitalità e per riaprire un dialogo costruttivo con la vita. Il processo di guarigione consiste nel riportare l’interezza nella relazione tra le parti, nel mettersi in un rapporto diverso con se stessi, abbracciando le ferite, accettando quello che c’è e imparando ad amarlo. Nell’articolo “L’impronta della nostra infanzia”, si sottolinea che occorre un lungo lavoro per imparare a trasformare la rabbia e il dolore scaturiti dalle nostre ferite infantili, in compassione e amore per noi stessi. Nell’articolo “L’osservazione di sé – Verso la terra promessa”, si pone in rilievo come l’osservazione di sé costituisca il fondamento del Lavoro su se stessi; dall’attenzione e costanza con cui il cercatore la praticherà, dipenderà tutto il successivo Lavoro su di sé. Per parlare di tale fondamentale aspetto del sistema, l’autrice ricorre al parallelo con la storia di Mosè che conduce gli ebrei dall’Egitto alla Terra Promessa. Infine, l’articolo “Il segreto dei nutrimenti - L'aria”, ci parla di come noi “siamo anche quello che respiriamo: l’ambiente in cui lavoriamo, la casa in cui viviamo, le persone che “respiriamo” nella nostra vita e soprattutto l’ambiente dove siamo nati e cresciuti... La respirazione, infatti, non è semplicemente un'operazione meccanica ma un'espressione della spiritualità del corpo”.• Buona lettura.


P

POESIA di Clara Boffito

Oltraggio all’innocenza

Atroce sussulto di ventre scosso, improvvisa impetuosa travolgente energia. Antica emozione di violenza subita, oltraggio all'innocenza, genocidio di bellezza di armonia di vita orribile omicidio.

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DIALOGHI COL MAESTRO

VOLERE E’ POTERE?

“V

olete veramente una risposta alle vostre domande? Volete davvero capire cosa accade?” Il maestro lasciò depositare queste domande nel cuore dei suoi allievi, che si lamentavano del male nel mondo. Poi proseguì: “Il male della collettività è la somma e il riflesso delle sofferenze individuali. Costituisce un’entità psichica che non è nessuno in particolare. Tutti hanno contribuito a distribuire le carte del gioco, un gioco del quale ora si lamentano. Non guardate dunque all’esterno per uscire dalle vostre

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afflizioni. Molti giocano il ruolo di vittime, perché non sanno assumere la responsabilità di se stessi. Per questo vi parlo dei molti che vogliono e dei pochi che possono. La passività è assenza di reale volontà. Non aspettatevi che la Grazia divina vi sollevi dalle tenebre, perché, in fondo, amate le pareti della vostra prigione. Chiedete ma non volete sapere, guardate ma non volete vedere. Accettare di investigare, scendere alla radice del proprio sguardo, presuppone umiltà e lucidità, ma ancor prima, aver accettato di farsi carico di se stessi”. •


P

PERCEZIONI

UNBREAKABLE Il predestinato pre rede dest stin inat ato o

“Quando ti sei svegliato stamattina, era ancora lì con te la tristezza?” “No!” “Credo sia il momento di darci la mano!”

OLTRE LO S SCH SCHERMO CHER ERMO MO di Angelo Ang Angel eloo Orlando Orla Or O land ndoo Come Co me pos p ossi siam amoo ri rico cono nosc scer eree il b ben enee e il mal m ale? e? IIll pe pens nsie iero ro possiamo riconoscere bene male? pensiero cerca un rifugio, sui limiti di un confine. Il desiderio di conoscenza si allarga da dentro ma, il più delle volte, si cercano risposte altrove, tranne tema della risp ri spos oste te aalt ltro rove ve, tr tran anne ne che che in in noi noi stessi. stes st essi si. Il ttem emaa de dell llaa nostra nost no stra ra vita molto spesso corre su un binario unico. Il nostro eroe interiore si è preparato mille volte per partire ma, appena pronto, accorge d’essersi zavorrato troppo. ferma. pron pr onto to, si aacc ccor orge ge d d’e ess sser ersi si zzav avor orra rato to ttro ropp ppoo. E si si fe ferm rmaa. Bisogna preparare il nostro eroe. Bisogna educarlo al ricordo. Bisogna esser davvero leggeri per questo viaggio. La nostra chiama delle meraviglie, meta me ta ssii ch chia iama ma Neverland, N Nev ever erla land nd, paese paes pa esee de dell llee me mera ravi vigl glie ie, grotta grot gr otta ta incantata o regno dei cieli, non importa il nome. È un posto speciale. bisogno dii treni ad special le. E non c’è ’ b isogno d d alta l vvelocità elocità l per raggiungerlo, bisogna affidare nostri ragg ra ggiu iung nger erlo lo,, anzi, anzi an zi,, per per arrivarci arri ar riva varc rcii non non bi biso sogn gnaa affi affida dare re i n nos ostr trii corpi alla meccanicità dei mezzi di trasporto. traspo p rto. La rapidità rapi p dità di uno spostamento è destinata al fallimento quando ci si accorche basta volo (cambiare prospettiva) ge ch he b bast ta alzarsi allzarsii in i vol lo ((ca mbi biare prosp etti ttiva)) e rendersi render d sii dove, conto che non ci si è mai mossi. Da dove ve,, ora, ora, stiamo sti stiam amoo guardando il movimento è solo una grande illusione. Le ali ali per per volare vvol olar aree le abbiamo abb abbia iamo mo sempre ssem empr pree avute, avut av utee, nascoste nas nasco cost stee come come orme su una spiaggia con la sabbia mossa leggermente da un lieve vento. Un passo indietro e... Ci ritroviamo seduti in un comodo posto, su un modernissimo treno. All’interno, uomini, donne e bambini che viaggiano nel torpore di un sogno che l’alta tecnologia ha reso reale. tempo dilata mentre Il suono del treno è rilassante. Il te temp mpoo si d dil ilat ataa me ment ntre re iill corpo si ferma e pian piano, riprende il ritmo lento di un respiro. Poi un altro, e la vita si assesta, trova un angolo di pace mentre il paesaggio scorre veloce. Sempre più veloce. Nessupotrebbe immaginare no pot p otre rebb bbee im imma magi gina nare re cche he l’istante ll’iist stan ante te successivo ssuc ucce cess ssiv ivoo appartiene appa ap part rtie iene ne al al silenzio cupo di un ospedale. Unbreakable, film del regista indiano Manoj Night Shyamalan è un insieme di specchi, dove i personaggi sono immagini e riflessi che appartengono a quelle sensazioni dilatate che vivono tra gli opposti. Dove c’è calma, si annida il germe del conflitto che agiterà le acque. Tutto sembra fermo e immobile prima dello shock in cui il nostro io si accorge di non essere ciò che ha sempre pensato di essere. Gli opposti si rivelano agli sguardi profondi di chi ha il coraggio di chiedere. E la domanda infallibile è: “Chi sono davvero io?” Chi è David Dunn? È davvero solo una guardia di sicurezza, dalla vita ripetitiva, monotona e senza scopo? È la vita di un uomo qualunque, che si toglie la fede dal dito per nascondere alla bella sconosciuta di un treno il suo matrimonio alla deriva, il sentirsi padre imperfetto e l’atavica sensazione di fallimento. Le domande cominciano da una catastrofe. Il treno deraglia. E il nostro eroe è l’unico sopravvissuto. “Questo sono io?” sembra chiedersi il nostro povero io illusorio che viaggia nel comodo scompartimento di un treno che corre con la stessa velocità del pensiero. Questo è il velo dell’apparenza, fragile come l’illusione del movimento dell’alta velocità: rapido, come la luce abbagliante di un’intuizione che non può avere confini così ristretti. Le domande cominciano sempre dopo una grande catastrofe. 3

Acco Ac corg rger ersi si d dii es esse sere re aanc ncor oraa vivi vivi dopo d dop opoo il diluvio d dil iluv uvio io significa ssig igni nific ficaa avere aver av eree Accorgersi essere ancora già una traccia, una rotta per incontrare le giuste risposte. E allora: “Chi sono io davvero? Sono solo ciò che rappresento costantemente questa cost co stan ante teme ment ntee in que q uest staa mi miaa vi vita ta e cche he metto met metto to in in scena scen sc enaa ogni ogni giorno? Qual è davvero lo scopo del mio viaggio?” Film dagli archetipi di conoscenza interiore, potentissimo, Unbreakable porta direttamente verso speranza, dove Unbr Un brea eaka kabl blee ci p por orta ta d dir iret etta tame ment ntee ve vers rsoo la sspe pera ranz nzaa, d dov ovee dimora l’origine e la fine di ogni cosa razionale e dove comincia l’attrazione del vuoto. Ci mette di fronte l’effige dell’albero della quello dove bene male dell de llaa conoscenza, cono co nosc scen enza za, qu quel ello lo dov d ovee il ben b enee e il mal m alee (o for fforse orse se sarebbe sar sareb ebbe be più giusto dire, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato) s’intrecciano tra di e si confondono, almeno agli occhi ’ di loro l conffondono, d al lmeno agl li occh hi di d chi chi è abituato abit ab itua uato to solo sol soloo a viaggiare viag vi aggi giar aree seduto sedu se duto to e ben ben comodo. ccom omod odo. o. UnbreaU Unb nbre reaakable è il viaggio viagg ggio del nostro eroe interiore alla scoperta scop perta dei luoghi oscuri e, nello stesso tempo, sacri, di se stesso. La parte nera che segrete ch he dimora d diimora nelle nell lle stanze t segrette lo l invita invit ita all viaggio viag i gio i doloroso alla degli inferi, dolo do loro roso so aall llaa scoperta scop sc oper erta ta d deg egli li iinf nfer eri, i, dove d dov ovee il male m mal alee è rappresentarapp ra ppre rese sent ntaato da uno specchio rivoltato. Così come Elija Price, l’uomo di vetro, dalle vetr ve troo, d dal alle le ossa ooss ssaa fragili frag fr agil ilii e dalla dall da llaa mente ment me ntee diabolica, diab di abol olic icaa, invita inv invit itaa a scopriscop sc opri rire che oltre le percezioni sensoriali, dormono delle qualità che aspettano solo d’esser portate alla luce. Qui l’eroe interiore si riveste di un’altra maschera che lo rende consapevole del suo viaggio, dei propri mezzi e punti deboli. L’acqua, come la kriptonite di Superman, come un’immagine della dimensione spirituale, bisogna spir sp irit itua uale le,, è l’elemento l’lel elem emen ento to con con ccui ui b bis isog ogna na rip rriprendere ipre rend nder eree po poco co all aalla llaa volta confidenza. Il viaggio è appena cominciato. Si apprende e s’impara in modo nuovo. Non più con la testa sui libri pesanti delle nostre convinzioni e con le ricette della bella dialettica dial di alet etti tica ca e dell’intelligenza, del dell’lin inte tell llig igen enza za, ma con con il il segreto segr se gret etoo dell’intuizione dell de ll’iint ntui uizi zion onee e di una nuova coscienza percettiva. Il nuovo eroe indossa il suo costume con più responsabilità. Tocca e sfiora i passanti per sentirli dentro di sé. Davvero. Perché chi impara a conoscere se stesso, impara a conoscere anche gli altri. Si schiudono le celle segrete della torre dove l’anima aveva trovato conforto. I tagli profondi che formavano la selva oscura in cui ci si era perduti, si risanano alla luce di un nuovo eroe. Un eroe consapevole di se stesso, nella sua totalità. Un padre e figlio rinnovato. Gli archetipi impolverati, riportati alla luce, rivelano in questo sacro viaggio, attraverso le acque tumultuose della tempesta scoppiata all’improvviso, la nostra immensa e vera fragilità. Gli opposti si guardano negli occhi. Il male e il bene si dissolvono, lasciando spazio e respiro a un nuovo frutto di conoscenza, nato dai germogli di un viaggio cominciato molto prima di quando avevamo immaginato. •

UNBREAKABLE (2000) Stati Uniti - Regia, soggetto e sceneggiatura: M. Night Shyamalan Fotografia: Eduardo Serra; Editing: Dylan Tichenor; Musiche James Newton Howard; Scene: Gretchen Rau Interpreti e personaggi: Bruce Willis, Samuel L. Jackson, Robin Wright, Spencer Treat Clark, Michael Kelly, Eamonn Walker, Charlayne Woodard.


Psicologia e spiritualità

L’IMPRONTA DELLA NOSTRA INFANZIA di Franca Ferrario e Chiara Masala

In questo articolo cercheremo di comprendere quali sono le conseguenze del nostro vissuto infantile sulla nostra vita presente e come sia possibile liberarci di alcuni condizionamenti che, in realtà, non fanno parte del nostro vero essere e spesso, non fanno altro che renderci più insoddisfatti e scontenti. nsoddis i.

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Psicologia e spiritualità

L’’IMPRONTA LIM IMPR PRON ONTA TA DELLA DEL DELLA LA NOSTRA NOS NOSTR TRA A INFANZIA INFA IN FANZ NZIA IA

bbiamo b biamo scelto scelto d’iniziare d’iiniziare raccontandoraccontandovi una storia:

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“C “C’ C’eera una una volta vvol olta ta una una coppia ccop oppi piaa di fidanzati, fi fida danz nzat atii, B Bar Barbara arba bara ra e Ro Roberto, Robe bert rtoo, che che vivevano viv vivev evan anoo insieme insi in siem emee in un un appartaappa ap part rtaamento Barbara, anni, ment me ntoo a Roma. Roma Ro ma. Ba Barb rbar araa, trentacinque tre trent ntac acin inqu quee an anni ni, laureata, abbalaur la urea eata ta, ha un un lavoro lavo la voro ro fisso fiss fissoo ed è una una donna d don onna na aabb bbaastanza realizzata livello t reali lizzata t a li livell llo sociale sociiale l e llavorativo, avorati tivo, con una b buona economica. Daa uona iindipendenza ndi dipendenza d economica. i D quando diciotto quand do aveva d diiciiott tto anni, anni, i ha ha vissuto viissutto quasi quasii sempre dalla semp se mpre re llontana lon onta tana na d dal alla la sua sua cas ccasa. asaa. Sul Sul posto pos posto to di di lavoro considerata lavo la voro ro è ccon onsi side dera rata ta ““quella quel qu ella la che che sa sa sempre semp se mpre re tutto”, ttut utto to”, che che, che ha sempre sem sempr pree la risposta rris ispo post staa pronta pron pr onta ta e cche he, quando quan qu ando do qualcosa, più presto. non sa q ualcosa,, si documenta al p iù p resto. Le piace molto essere apprezzata per il suo sapere, e a dare per gli li aiuti i i che h riesce i d quando quand do sii presenta un p problema. Ultimamente, però, alcuni robl ro blem ema. a. U ltim lt imam amen ente te,, pe però rò,, al alcu cuni ni ccolleghi olle ol legh ghii iniziano ad essere infastiditi dal fatto che lei sia brava così co sì b bra rava va in in tutto. tutt tu ttoo. A volte, vvol olte te, infatti, infa in fatt ttii, dà dà l’impressione che solo lei conosca le risposte o sappia sapp ppia ciò che deve essere fatto, come quando, quando, per esempio, sminuisce il parere o il pensiero degli altri. I suoi superiori e molti altri colleghi la apprezzano molto per le sue qualità, ma i colleghi coll lleghi hi del dell suo livello, lliivell llo, di fondo, fond f do, non la la sopportano. Roberto è nato a Roma e, se fosse per lui, ci morirebbe. La sola idea di allontanarsi dalla propria città di origine, dalla sua famiglia, dagli affetti della sua infanzia, ma soprattutto, da sua madre - anche se lui non lo ammetterebbe - non gli renderebbe possibile immaginare un’altra vita. Ha trentasette anni, un lavoro fisso e sogna un futuro con Barbara. Con lei le cose vanno piuttosto bene, il loro rapporto sembra paritario, anche se, spesso, Roberto tende a chiederle consigli e a delegarle alcune scelte (in fondo è lei quella che sa sempre qual è la cosa migliore), questo a causa della sua insicurezza di fondo e del bisogno di ricevere un’approvazione esterna che gli possa assicurare che sta facendo la cosa giusta. Roberto mantiene questo atteggiamento anche con i propri genitori, soprattutto con la madre; da lei si fa influenzare parecchio nelle scelte, sebbene il fatto di vivere fuori di casa, di avere un lavoro e dunque una vita propria, non metta in risalto questa sua dipendenza. Roberto ha anche un’altra peculiarità: è quasi sempre malaticcio e, spesso, accade che si ammali quando sente addosso il peso di troppa responsabilità o quando le situazioni richiedono una sua partecipazione attiva”.

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di Franca Franca Ferra Ferrario Ferrario rio e Chi Chiara ara Masal Ma Masala sala a

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poss ssib ibil ilee ch chee il comportamento ccom ompo port rtam amen ento to d dii Ba Barb rbar araa e È po possibile Barbara di Roberto sia influenzato in gran parte dalla loro iinfanzia? nfan f ziia?? Come C h anno viss i uto t il rappo rto t loro hanno vissuto rapporto p op pr pri ggenitori enitori o con le altre figu g re imp porcon i propri figure importanti della loro vita? ( ) (1 (1)

Vedi Ve diam amoo br brev evem emen ente te com ccom’ om’è sta sstata tata ta l’i ll’infanzia inf nfan anzi ziaa di Ba Barb rbar araa. Vediamo brevemente Barbara. Barb Ba rbar araa era era la seconda ssec econ onda da figlia fi figl glia ia Barbara femmina. femm fe mmin inaa. La La madre, madr ma dree, però, per peròò, aveva desiderato fortemenavev av evaa de desi side dera rato to ffor orte teme men nte di di avere aver av eree un bambino b bam ambi bino no maschio. Inconsciamente,, Barbara aveva captato il rifiuto di sua madre, ma anche anch an chee assorbito asso as sorb rbit itoo alcuni alcu al cuni ni comportamenti comp portamenti dei genitog nitoge ri: spesso la vestivano come un maschietto e le dicevano di essere un “maschio mancato”, assumendo un’aria compiaciuta quando faceva dei giochi che si addicevano di più al sesso opposto. Barbara erano Barb Ba rbar araa si sentiva ssen enti tiva va felice ffel elic icee quando quan qu ando do i suoi ssuo uoii genitori geni ge nito tori ri eera rano no contenti di lei, almeno di qualcosa che, in lei, non fosse così sbagliato come l’essere nata femmina, ma sapeva anche che non avrebbe mai soddisfatto il desiderio recondito dei genitori. Così, l’unico modo per compensare quella “sua mancanza” fu, non potendosi trasformare in un maschietto, di essere almeno la bambina “più brava del mondo”. A scuola prendeva sempre ottimi voti ed eccelleva rispetto agli altri bambini. Purtroppo però, anche questo non era abbastanza: la madre riusciva sempre a trovare il pelo nell’uovo e, anche se Barbara tornava a casa con un 10 e lode, non le faceva alcun apprezzamento, o scovava anche i più piccoli errori per sminuire il bel voto. Quel “10” non era mai dovuto al fatto che Barbara fosse brava, ma solo all’aver compiuto il suo dovere. Per la madre non era mai abbastanza e, per quanto la figlia si sforzasse di compiacerla, non avrebbe mai potuto dare né a lei, né al padre, quello che realmente desideravano: un figlio maschio. (2) ?

(1) Quanto influiscono, secondo te, gli avvenimenti della nostra infanzia, sui nostri comportamenti da adulti?

(2) Ti hanno mai raccontato degli aneddoti sulla tua nascita? Quale influenza hanno avuto su di te questi racconti?


Psicologia e Spiritualità

L’OSSERVAZIONE DI SÉ VERSO LA TERRA PROMESSA

di Paola Grasso

L’osservazione di sé costituisce il fondamento del Lavoro su se stessi. È la prima e importante sfida che il cercatore incontra percorrendo la Via, e dalla costanza e attenzione con cui la praticherà dipenderà tutto il successivo Lavoro. Le tre fiere che si presentano a Dante quando tenta di ascendere al monte, appena fuori dalla selva oscura, sono paragonabili alle grandi scoperte del cercatore quando inizia a volgere lo sguardo verso il proprio mondo interiore. Esistono delle parti di noi che sembrano impedirci il viaggio: l’orgoglio, la paura, il vuoto, la mancanza di senso, sono così potenti che la loro vista annichilisce. Vedersi è compito primario cui il cercatore non può sottrarsi, nonostante sia difficile. L’impatto psichico con l’osservazione di sé è molto forte, perché questa pratica ha il potere, se portata avanti nel tempo e con coraggio, di scardinare l’intero impianto su cui si basa la percezione della nostra identità e poi della realtà stessa. Per questo motivo non va utilizzata in solitudine, senza cioè una guida e il confronto con dei compagni di viaggio. Soprattutto, va affiancata a un percorso di educazione all’amore, prima di tutto verso se stessi e ciò che man mano emerge osservando.

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Psicologia e Spiritualità

L’’OSSERVAZIONE LOS OSSE SERV RVAZ AZIO IONE NE DI DI SÉ - VERSO VER VERSO SO LA LA TERRA TERR TE RRA A PROMESSA PROM PR OMES ESSA SA

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orreii cercare, orrei orre cerc ce rcar aree, insieme iins nsie ieme me al al nostro nost no stro ro lettore, llet etto tore re, di ripercorrere le tappe del Lavoro di osservanonostante difficoltà ridurre zione, i nonost tante t llaa diffi d ifficolt ltàà di rid idurre a un ggrafico gr afico preciso preciso e facilmente comprensibile comp prensibile un processo presente qualp pr ocesso così complesso. comp plesso. Mi basta far pr p esente che q ualsiasi schematizzazione o mappatura map ppa p tura inerente al percorso percorso iniziatico ha lo stesso valore di quando q ando verifichiamo su qu Google Maps Goog Go ogle le M Map apss l’ll’itinerario, itin it iner erar ario io,, il chilomecchi hilo lome metraggio, trag tr aggi gioo, le le strade stra st rade de da da percorrere perc pe rcor orre rere re d dii un viaggio viag vi aggi gioo ch chee stiamo stia st iamo mo per per intraprendere. iint ntra rapr pren ende dere re. Possiamo farci un’idea Poss Po ssia iamo mo ffar arci ci u un’ n id idea ea d dii ci ciòò ch chee ci aspetta, potremo prevedere aspe as pett tta, a, ma ma non non po potr trem emoo ma maii pr prev eved eder eree il clima, climaa, la necessità nec eces essi s tà di faree una unaa sosta, sos osta ta,, la chiacchierata al bar con uno sconosciuto bevendo insieme un caffè, la fatica di svegli alla stare svegl li e attenti all lla guida guida d quando quand do invece dormire inve in vece ce vor vvorremmo orre remm mmoo do dorm rmir iree in un un comodo letto, la bellezza dei paesaggi che, nel momento in cui incontreranno sguardo, il nostro sg guardo,, avranno quella quella specifisp pecifica forma e luce che mai più si ripeterà uguale. (1) Per comprendere meglio, possiamo ricorrere alla storia di Mosè che conduce ebrei dall’Egitto glii eb gl ebre reii da dall ll’E Egi gitt ttoo al alla la Terra Ter Terra ra Promessa. Pro Prome mess ssaa. Il viaggio che il cercatore intraprende verso la meta è simile a quello di Mosè e del suo popolo. Il profeta, la cui storia sin dall’infanzia è narrata in Esodo, man mano cresce in forza e fede, così come l’Osservatore è dapprima un Io debole e facilmente dominabile da altre istanze psichiche, aumentando di forza solo con il tempo e grazie al Lavoro. Mosè ha un colloquio con Dio, che gli compare nella forma del pruno ardente e da cui apprende ciò che dovrà fare. Allo stesso modo l’Osservatore trova linfa vitale e nutrimento dal suo rapporto con il divino, capace, nonostante i dubbi, i momenti di fatica e il non sentirsi molte volte degno, di mostrargli ogni volta la direzione. Mosè libera il suo popolo dalla schiavitù dell’orgoglioso Faraone, allo stesso modo l’Osservatore decide di rinunciare al mondo in cui viveva prima, fatto di illusioni, agiatezze e arroganza, per intraprendere umilmente, ma con tenacia, quello che sarà il viaggio iniziatico. Così come Mosè guida attraverso il deserto e verso la meta un popolo che si addormenta continuamente, il Santo Osservatore porta al risveglio tutte le parti psichiche che dubitano, scelgono la via più comoda e facilmente si votano ai ?

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(1) Cosa ti evocano queste immagini? Osservarsi può davvero diventare un viaggio così avventuroso?

di Paola Paola Gra Grasso sso

vecchi ve vecc cchi hi idoli, iido doli li, attratte attr at trat atte te da da luccicanti lucc lu ccic ican anti ti premi. p pre remi mi. Così Così come ccom omee Mosè, su ispirazione divina, dà al popolo di Israele le Leggi, Santo Osservatore attraverso L eggii, il il S anto t O sservatore t cerca att ttraverso la l disciplina disciipli di lina riportare popolo di rip portare il suo po p p lo interiore all’Unità di Pensiero, po popolo Volontà e Azione. Alla fine il po p p lo arriverà alla Terra po Promessa e allora Israele dovrà edificare se stessa. (2) ( ) (2 Allora Allo Al lora ra vediamo vved edia iamo mo come ccom omee nasce nasc na scee e si sviluppa ssvi vilu lupp ppaa il nos nostro interiore, n ostr troo Mo Mosè sè iint nter erio iore re, l’ll’Osservatore, Osse Os serv rvat ator oree, il il maggiordomo interinale, l’Adulto, magg ma ggio iord rdom omoo in inte teri rina nale le,, il S Sé, é, ll’A Adu dult lto, o, in qua qualsiasi modo vogliamo chiamare q uals lsia iasi si mod m odoo vo vogl glia iamo mo cchi hiam amar aree questa parte ques qu esta ta par p arte te di di no noii ch chee ci conduce con condu duce ce al al Risveglio. Risvegglio. 1. Nascita dell’osservatore. Mosè si sveglia, sveg sv egli lia a, si si ricorda rico ri cord rda a delle dell de lle e sue sue origini, orig or igin inii, riconosce lo stato di prigionia p ig pr gionia in cui insieme al suo popolo è relegato e si sottrae sott so ttra rae e all’autorità all’ al l au auto tori rità tà del del faraone. ffar arao aone ne.

Loo sguard L sguardo do neut neutro tro che h inizia iniiziia a vedere vedere d la la realtà del nostro mondo interiore dapp da ppri rima ma non non ha ha il p pot oter eree e la capacità ccap apac acit itàà dapprima potere di modificare, anche se “il vedere”, come si scoprirà portando avanti l’osservazione, determina di per sé un cambiamento. Spesso questa fase coincide con l’incontro con il Maestro, l’Insegnamento, una Scuola Reale. Il cercatore è pronto e simultaneamente c’è una risposta sincronica che l’esistenza dà al cercatore. Egli diventa allievo e comincia a praticare l’osservazione, insieme ad altri compiti, pratiche ed esercizi dati dalla tradizione con cui viene in contatto. Il primo impatto con l’osservazione non è semplice. Ecco lo scontro con la menzogna che portiamo dentro. Una tendenza a non dire le cose esattamente come stanno, ma a modificarle in modo da renderle a noi stessi più sopportabili. Sono i nostri meccanismi di difesa, supportati dal potere dell’immaginazione, il sogno ad occhi aperti in cui vivevamo immersi. Con l’osservazione iniziamo pian piano a minare questa costruzione. Tassello dopo tassello. In molte scuole l’allievo è aiutato nel processo del vedersi dai compagni di lavoro e dal maestro, che sono come degli specchi. Il mentire diventa sempre più difficile da sostenere. Esistono dei contenuti psichici che, per la loro natura ?

(2) Cosa rappresenta e quanta importanza ha l’Osservatore, che qui assimiliamo a Mosè, nel tuo mondo interiore?


Approfondimenti sul sistema

Il segreto dei nutrimenti (Terza parte) “L’ARIA” III

di Samanta Potasso

“Senza aria un uomo non potrebbe sopravvivere che qualche minuto, non più di due o tre; in generale, la morte segue inevitabilmente una privazione d'aria della durata di quattro minuti”. (Frammenti di un insegnamento sconosciuto, pag. 202).

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Approfondimenti sul sistema

IL SEGRETO DEI NUTRIMENTI: “L’ARIA” III

aria è il munifico cibo che alimenta di ossigeno e di altri gas tutte le nostre reazioni chimichee interne, ch inte in tern rnee, in in un’alchimia un’aalc un lchi himi miaa prodotta prod pr odot otta ta dall’Assoluto del quale ci nutriamo senza rend re nder erce cene ne conto. con conto to. In oogn gnii no nost stro ro res rrespiro espi piro ro c’ c è un un contatto cont co ntat atto to rendercene ogni nostro dell’esterno con l’interno e viceversa. Senza aria il nostro corpo morirebbe in pochi minuti, senza aria, una candela non po potr treb ebbe be pro p rodu durr rree fia fiamm mmaa. non potrebbe produrre fiamma.

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La vita è necessariamente legata alla funzione respiratoi che h permette di di nutrire nutriire ogni ognii cellula cell llulla del dell nostro ria corp co rpoo con con gl glii el elem emen enti ti con ccontenuti onte tenu nuti ti nel n ell’lar aria ia. corpo elementi nell’aria. La respirazione avviene in maniera automatica attraverso inspirazione spir iraz azio ione ne:: du duee mo movi vime ment ntii ed eesp espirazione: movimenti op ppo p sti di riempimento riemp pimento e di opposti svuotamento, che producono uno scambio gassoso dal quale dipende nostra sopravvidipende di d llaa nost tra soprav vii venza. Notiamo mo però per p eròò come come iill modo in cui respiriamo sia spesso inconsapevole, inconsapevol i le, oppure come sia condizionato dai pensieri e dalle emozioni.

?

Come possiamo utilizzare il nutrimento dell’aria per la nostra crescita interiore?

Alexander Lowen, considerato il padre della bioenergetica, afferma modo provocatorio bioe bi oene nerg rget etic icaa, aaffe fferm rmaa in mod m odoo pr prov ovoc ocat ator orio io cche he “chi “ch chii non respira è morto”, per intendere che meglio si respira, più si è vivi. In tal modo, intende mettere in evidenza la qualità di tale azione. Spesso siamo molto attenti a come mangiamo e a come beviamo, ma siamo altrettanto attenti a come respiriamo? (1) Nell'ottava della digestione, esposta in Frammenti di un insegnamento sconosciuto, l'ingresso dell'aria nell'organismo va a colmarne il primo intervallo mi-fa, fornendo lo shock e l’energia necessari affinché l'intero processo di trasformazione del cibo possa continuare. Tuttavia, ciò avviene in modo totalmente inconsapevole, poiché l’intervallo viene superato naturalmente e in modo automatico. Dal punto di vista chimico, l'aria è una miscela gassosa composta dal 78% di azoto, dal 21% di ossigeno e ?

(1) Come risponderesti a questa domanda?

di Samanta Potasso

dall'1% di anidride carbonica. È un elemento fondamentale per gli esseri viventi, perché fornisce l’energia nece ne cess ssar aria ia per per vivere vviv iver eree e pe perr cr cres esce cere re. necessaria crescere. Se andiamo oltre la chimica e la fisiologia, possiamo osse os serv rvar aree una una differenza diffe di ffere renz nzaa più più sottile sott so ttil ilee a livello live li vell lloo energetico, ener en erge geti tico co, osservare relativa allo stato di presenza in cui respiriamo. Ad ogni respiro si possono immaginare un’alba e un tramonto nell ne llaa pausa paus pa usaa tra tra inspirazione insp in spir iraz azio ione ne ed ed es espi pira razi zion onee, cche he scandisce ssca cand ndis isce ce nella espirazione, q ando si ricomincia daccapo p i due momenti di reverse,, qu quando ogni volta: alba, inversione, tramonto, inversione... Si le all ttramonto ramontto ch he tocca t puòò scorgere iill sol sole che izzo zont nte, e, e poi poi aanc ncor oraa il ssol olee ch chee al all’ l al alba ba l’lor ooriz rizzonte, ancora sole all’alba nasce dall’orizzonte. Se restiamo in quel preciso momento, nel quale i pens pe nsie ieri ri tacciono tac tacci cion onoo pe perc rché hé il il pensieri perché Divino si sta manifestando e in cui la forza vitale che è in tutto il corpo si contrappone alla forza for forza za di di gravità, grav gr avit itàà, in in tale tale alla pres pr esen enza za possiamo p pos ossi siam amoo percepire perc pe rcep epir iree presenza l'aria nelle cellule nutrite. p ine yo yyoga, g , ga Secondo le discipl discipline con la respirazione ci nutriad ell’len ergi giaa chiamata chia ch iama mata ta prāna prān pr ānaa1 mo del dell’ eener nergia e i nostri stati psichici sono direttamente correlati alla quantità di prana che h inspiriamo. Vi Vi sono luoghi luogh hi dove il prana è quasi assente e luoghi, come quelli vicini ai torrenti e a certe altitudini, dove il prana è pres pr esen ente te in in ma magg ggio iore re q qua uant ntit itàà. La La consapevolezza, cons co nsap apev evol olez ezza za, presente maggiore quantità. durante la respirazione, è decisiva nell’assorbire una certa quantità di energia. Infatti, ogni volta che respiriamo con attenzione, modifichiamo qualitativamente e quantitativamente l’energia acquisita dal nostro corpo. (2) Quando i pensieri affollano la scena, il Divino va in sordina e poi scompare. Il rumore della mente racconta menzogne, ruba energia e spazio psichico. Allora il respiro si fa affannoso, apnoico, e si interrompe senza più alba né tramonto: la macchina va avanti in maniera meccanica.

1 Il termine prana, dal sanscrito prāna, significa vita, respiro, spirito. Secondo la tradizione induista, il prana permette agli esseri viventi il funzionamento delle funzioni psichiche e fisiologiche. Uno dei canali principali di assorbimento del prana è la respirazione, che veicola questo preziosissimo elemento sottile all’interno dell’organismo.

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(2) ) Hai mai fatto attenzione al tipo di profondità con la quale l’aria entra nel tuo corpo? Riesci a espirare tutta l’aria che hai in corpo?

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«Ora, io vi ripeto: eliminate bene e male dal vostro vocabolario, perché in realtà è possibile vedere nelle tenebre com’è possibile essere accecati dalla luce».

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IL PROFETA SENZA NOME un libro di Eva Maria Franchi Eva M. Franchi poliedrica autrice genovese, spazia dalla scrittura teatrale e cinematografica alla narrativa e alla saggistica. Dal 2006 è redattrice della rivista di umanità e cultura “La Quarta Via”, per conto della quale scrive e pubblica articoli dedicati all’approfodimento di temi filosofici e spirituali. Con la casa editrice La Teca ha già pubblicato, insieme ad Andrea Bertolini, il libro Manuale di Quarta Via L’insegnamento di Gurdjieff in pillole. IN VENDITA www.gurdjieff.es

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LE IMPRESSIONI (Quarta parte)

L'incredibile incontro con me stesso La sofferenza, una via di contatto profondo


098 l impronta della nostra infanzia quarta via