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#86 FEBBRaio/2012 www.gurdjieff.es

italia

LA DISPENSA DI STUDIO MENSILE SULL'INSEGNAMENTO DI GURDJIEFF filosofia, religione, storie di vite, teatro, danza, poesia e molto altro ancora...

Il meccanismo della

“Considerazione Interiore” Nascita e sviluppo

Approfondimenti sul sistema

PSICOLOGIA E SPIRITUALITÀ (parte 2) alcuni falsi assunti che ci impediscono di essere noi stessi

Le origini della Quarta Via

I MISTERI: l’origine dei miti e simboli che parlano alla nostra anima

All’ombra di Gaudì € 6.00 iva inclusa

ISSN 2014-0657 86

IL LABIRINTO DELL’AUTOREALIZZAZIONE


SOMMARIO italia

www.gurdjieff.es

LA DISPENSA DI STUDIO MENSILE SULL'INSEGNAMENTO DI GURDJIEFF filosofia, religione, storie di vite, teatro, danza, poesia e molto altro ancora...

LaTeca

#86

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Fondatore Giovanni M. Quinti Diret tore responsabile Eva Maria Franchi Editore La Teca Associazione Culturale di Barcellona (ES) Grafica José L. García Muedra Riproduzione PrintColor - Barcellona Collaboratori di questo numero Anna Di Giandomenico, Angelo Orlando, Eva M. Franchi, Andrea De Leo, Lluís Serra Llansana, Giovanni M. Quinti, Francesco Azzali, Andrea Bertolini, Jordi Cabestany Arqué, Manuela Pili, Alessandro Albanese.

Articoli di Studio 6 Teoria e pratica della Quarta Via IL MECCANISMO DELLA CONSIDERAZIONE INTERIORE: nascita e sviluppo. Gurdjieff sosteneva che il sistema migliore per essere felici in questa vita consiste nella capacità di considerare esteriormente sempre, e mai interiormente.

11 Approfondimenti sul Sistema PSICOLOGIA E SPIRITUALITÀ: alcuni falsi assunti che ci impediscono di essere noi stessi (parte 2) Partendo dalla visione dello psichiatra Roger Gould, analizziamo alcune false idee che ostacolano la crescita del nostro adulto interiore in determinate fasi della nostra vita.

15 Le Origini Della Quarta Via I MISTERI: l’origine di miti e simboli che parlano alla nostra anima Nella religione Cristiana si sono conservati frammenti di conoscenza che derivano dalla teologia greca, egiziana e persiana.

Le nostre rubriche Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: lateca@lateca.info Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino. Lo staf f di gurdjief f.es

1 Editoriale CONSIDERAZIONE INTERNA O ESTERNA? a cura di Anna Di Giandomenico 2 Sezione Poetica GIOIA... di Paola Grasso Dialoghi col Maestro LA RISPOSTA Cronache dal mondo alla luce della Quarta Via SIAMO PIÙ BUONI? 3 Quando si apre il Sipario ATTORI FIN DA BAMBINI Il cielo interiore di un bambino: il cielo dell’immaginazione è sempre azzurro e un venticello dolce aiuta a far filtrare il mondo della fantasia nel mondo reale.

La Quarta Via é un mensile prodotto e distribuito dalla Spagna, presso La Teca Istituto per lo Sviluppo Armonico di Barcellona. Per potersi mettere in comunicazione con la nostra Redazione potete telefonare (dall'italia) a questo numero telefonico, senza usare alcun prefisso internazionale: 0698357445. Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjief f.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati. Per riceverla direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G-64341225 Dep. Legale B-12791-2008 ISSN 2014-0657 86

4 ALL’OMBRA DI GAUDÌ IL LABIRINTO DELL’AUTOREALIZZAZIONE Il lavoro personale assomiglia al percorso di un labirinto. Talvolta quando si è vicini al centro ci sembra di esserne lontani.

18 Decifrando codici biblici LA FORZA DELLA DEBOLEZZA Il professor Lluís Serra, docente in teologia, filosofia e psicologia, ci guida al significato nascosto in alcuni brani delle Scritture Sacre.

19 Consigli letterari ATTRAZIONE E SCELTA di Camillo Loriedo, Maria di Giusto, Giulia De Bernardis. Cosa faccia scoccare la scintilla che crea l'innamoramento tra due persone è un mistero su cui la ragione continua a cercare risposte esaustive.

In cucina con Gurdjieff COSCE DI POLLO CON FORMAGGIO E PANCETTA 20 Lettere in Redazione - La corrispondenza con i cercatori EVOLUZIONE SOCIALE: OTTIMISTA O PESSIMISTA? Approfondite risposte ai quesiti dei nostri lettori: la condivisione come aiuto allo sviluppo personale.

22 Il libro rosso: messaggi dall’inconscio UN RICORDO DELLO SPAZIO Racconti in chiave simbolica sulla nascita della ferita affettiva. 24 Intervista ai Cercatori PAOLA GRASSO


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aro lettore e cara lettrice, vi narro un’esperienza vissuta in prima persona. Alla fine dello scorso anno, mi sono trovata ad affrontare involontariamente una situazione di contrasto in ambito professionale. La richiesta di tre giorni di ferie dopo Natale è stata giudicata negativamente da due colleghe di lavoro; nonostante la mia assenza non comportasse un aggravio per loro, ritenevano implicitamente che io dovessi essere obbligata a restare in servizio. Davvero una situazione curiosa. Poiché sentivo di dover fare uno stacco per la non buona situazione di salute e per trascorrere le feste in famiglia, ho deciso, con non poco sforzo, di approfittare comunque delle ferie accordatemi dal direttore dell’ufficio. Mi dispiaceva lasciare una situazione di scontento, ma avvertivo fortemente di non dover cedere, per liberarmi dal giudizio negativo e per non rimanere intrappolata nel ricatto affettivo che tale situazione comportava. Durante i primi giorni dell’anno, approfittando di alcune foto simpatiche che avevo ricevuto, le ho girate a tutto l’ufficio, raccontando un’esperienza di lutto da cui ero reduce e rendendo partecipi i colleghi delle importanti impressioni ricevute. Ne ho approfittato anche per fare le mie scuse e per dichiarare ancora la mia disponibilità verso tutti. Sapevo che l’accoglienza del messaggio non sarebbe stata immediata né scontata. Infatti, una delle due colleghe mi ha risposto dicendomi che non credeva alla mia disponibilità! Se mi fossi fermata a considerare interiormente, valutando solo l’impatto che la risposta negativa ha avuto su di me, la spaccatura si sarebbe ingigantita. La considerazione esterna verso di lei mi ha portata invence a risponderle descrivendole il dolore che il suo atteggiamento di chiusura generava in me, ma anche ribadendo la mia apertura nei suoi confronti. Ho continuato a salutare entrambe le colleghe, sebbene a malapena mi rispondessero e decisamente mi evitassero, certa della verità nascosta nell’aforisma che Gurdjieff –come viene riportato dal primo articolo della rivista– fece appendere alle pareti della Study House, al Prieurè, che enuncia: «Il sistema migliore per essere felici in questa vita consiste nella capacità di considerare esteriormente sempre, e interiormente mai». Quindi, gestendo le emozioni legate al dispiacere

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per tale situazione, sono rimasta salda nella certezza dell’importanza di continuare a considerare esteriormente. Le colleghe, ora, stanno superando il loro atteggiamento giudicante e manifestano una maggiore apertura e contatto. Nell’articolo Il meccanismo della “considerazione interiore”: nascita e sviluppo, R. Bianciotti analizza proprio la nascita e lo sviluppo del meccanismo della considerazione interiore. Esso riguarda il nostro senso di importanza personale in relazione all’ambiente circostante. L’autrice situa la causa del fenomeno al momento della nascita, quando il re del piccolo, ma sicuro mondo costituito dallo stato di simbiosi del feto con la madre (il neonato respira e si alimenta attraverso di lei, senza sforzo), viene esautorato. Con la nascita perdiamo la sensazione di centralità e dobbiamo essere accuditi dall’esterno. Inoltre, il neonato, come evidenzia un assunto della psicologia dinamica, vede riflesso negli occhi della madre l’immagine che essa ha di lui e, grazie soprattutto a lei, costruisce l’immagine di se stesso. Al punto che l’adulto pensa inconsapevolmente: «Grazie all’attenzione che ricevo dall’esterno, mi riconosco un posto nel mondo!». Nell’articolo “I misteri: l’origine dei miti e simboli che parlano alla nostra anima” , A. Bertolini e F. Imbergamo descrivono un aspetto poco conosciuto del Cristianesimo, che consiste nella confluenza nel rito cristiano di pratiche e riti pre-cristiani, soprattutto quelli dei culti misterici. In particolare, i due autori analizzano i misteri orfici e la loro influenza sulla simbologia cristiana. Infine, nella seconda parte dell’articolo “I falsi assunti che ostacolano lo sviluppo dell’adulto che è in noi”, Eva M. Franchi presenta l’analisi effettuata dallo psichiatra Roger Gould sullo sviluppo della coscienza adulta, che evidenzia l’importanza di liberarsi di quattro falsi assunti fondamentali, ovvero convinzioni illusorie che si formano in noi durante la nostra infanzia. L’autrice analizza il primo falso assunto e le sue cinque sottocomponenti che scandisceno le tappe evolutive dell’esistenza dell’essere umano. a

iva inclus € 6.00

-0657 ISSN 2014

Vi auguriamo Buona lettura! •

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POESIA di Paola Grasso

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CRONACHE DAL MONDO TA VIA ALLA LUCE DELLA QUARTA

di Francesco o Azzali

GIOIA Quando te ne vai non sento vuoto, ma sento pieno, sento il cuore che esplode di gioia divina, sono ubriaca di Dio e d'amore, sono felice. La perla è in me ed il padrone di questa terra non è più mio padrone. Sono una vera Regina in abiti umili, sono una Regina in un corpo sofferente, sono una Regina in viaggio in un paese straniero che mi ospita solo momentaneamente. Che questo seme diventi un albero immenso, che io possa vivere come figlia del vero Dio su questa terra. Depongo le mie vesti e mi denudo, depongo le vesti che non sono mie e rimango nella nudità che mi appartiene. Padre, Dio ineffabile ed incomprensibile, sono tua figlia. Madre Divina, Madre infinita ed amorevole, poni dentro di me i tuoi frutti dorati e falli germogliare, affinché io diventi come un'oasi nel deserto, come uno splendido giardino che diffonde il tuo profumo nell'aria tutto intorno, e poi arrivi il vento, che non si sa da dove viene né dove va, e porti con sé l'essenza del mio essere.

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DIALOGHI COL MAESTRO RO

La Risposta Davanti al saggio disposto ad ascoltarlo un discepolo ammise: «Maestro, non riesco a formulare una domanda, non so cosa chiederti, perché tutto mi sembra così banale, così scontato...». Al che il maestro rispose: «La tua invece è una grande domanda per la quale l’unica risposta è l’assenza di giudizio». 2

SIAMO PIÙ BUONI? li episodi di violenza riempiono i giornali di tutto il mondo, ed è difficile proteggersi da queste ondate di impressioni negative che quotidianamente siamo costretti a fronteggiare. Eppure è stato recentemente pubblicato un libro (The better angels of our nature) nel quale l’autore, il professor Steven Pinker, psicologo e intellettuale molto noto e altrettanto originale, afferma che il tempo che stiamo vivendo è il più pacifico che la storia abbia mai conosciuto. Negli ultimi cento anni abbiamo assistito a due guerre mondiali, ci sono stati l’olocausto e le pulizie etniche, i gulag comunisti e, quindi, possiamo dire che indubbiamente sia stato un periodo sanguinosissimo. Pinker, docente ad Harvard, invece sostiene che sebbene sia stato un periodo violento in termini assoluti, lo è stato di meno secondo il parametro dei morti equivalenti. La sola invasione mongola dell’Eurasia, ad esempio, avvenuta nel XIII secolo, ha provocato 40 milioni di morti in una popolazione mondiale che era un settimo di quella del 1950: l’equivalente di 280 milioni di morti attuali. Molti più dei 55 milioni dell’ultimo conflitto mondiale. In quest’ottica di “morti equivalenti”, lo sterminio degli indiani d’America ammonterebbe a 93 milioni e la tratta degli schiavi africani verso l’America avrebbe coinvolto 83 milioni di persone. La conclusione è che saremmo quindi diventati più buoni rispetto ai nostri antenati? E ancora: gli uomini sono soggetti a un’evoluzione che li farà diventare sempre più pacifici? Il filosofo Hobbes pensava che l’uomo fosse intrinsecamente aggressivo per indole (Homo homini lupus) mentre, al contrario, un altro illustre filosofo come Rousseau sosteneva che la natura ci facesse nascere sostanzialmente buoni (il mito del buon selvaggio). Secondo Pinker, c’è un’evoluzione che dipende dalle circostanze sociali, l’era che stiamo vivendo è quella, in assoluto, più positiva, dove regnano quelli che definisce i quattro angeli: Empatia, Autocontrollo, Senso morale e Ragione. Gurdjieff, molto più realisticamente, considerava le guerre e la Gu violenza come una conseguenza inevitabile della mancanza di viol coscienza dell’uomo. Tali cicli di violenza si succedono nella cos storia secondo una sequenza automatica, influenzata dai movistor menti planetari. Sembrerebbe che non si possa fare nulla contro me queste forze “superiori”. Eppure, malgrado questa convinzione, que Gurdjieff prospetta una possibilità di fuga. Si possono eludere Gu queste influenze planetarie solo con il Lavoro su di sé: il Lavoro que interiore comincia necessariamente dall’osservazione imparziale inte dei fatti e di noi stessi. In questo caso dovremmo domandarci se vediamo la nostra aggressività e se ci rendiamo conto di averla. ved Eppure, se la nostra società è in grado di controllare e contenere, almeno in buona misura, gli episodi di violenza con leggi e regolamenti, può meno nei casi di aggressività latente. Sono ancora ammesse prevaricazioni sui bambini nella famiglia e una buona dose di aggressività nei rapporti interpersonali. È possibile che, come afferma Pinker, ci siano meno morti equivalenti in questa epoca storica ma la diffusione planetaria della maleducazione consente il mantenimento di un elevato livello di violenza media sulla terra. Se stiamo attenti, è possibile governare la nostra aggressività e utilizzarla come occasione di Lavoro. E se non la troviamo in noi, dovremmo chiederci dove si nasconde. •

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QUANDO SI APRE IL SIPARIO

ATTORI FIN DA BAMBINI di Angelo Orlando

««Ho Ho smesso smesso d dii c credere redere a B Babbo abbo N attalle a seii anni. annii. La La mamma mii portò porttò Natale a conoscerlo conoscerlo in in un un grande grande magazzino magazzino e lui lui mi mi chiese chiese ll’autografo» ’a autografo» Shirley Shir Sh irle leyy Te Temp Temple mple le

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Tanto T anto t ttempo empo ffa, a, nell regno sott sotterraneo, tterraneo, dove d la la bugia, hanno significato, viveva bugi bu giaa, il il dolore dolo do lore re non non h han anno no ssig igni nific ficat atoo, vviv ivev evaa unaa principessa un prin pr inci cipe pess ssaa che che sognava sogn so gnav avaa il mondo m mon ondo do degli deg degli li umani...». u uma mani ni...». »

Questo il prologo di “El laberinto del Fauno”, un film che solo nell 1944, sol lo apparentemente è una favola favolla crudele. crud delle. Siamo Si 1944 19 44, Francisco Franco al potere e la guerra civile che insanguina la Spagna. Ofelia, per sfuggire agli orrori della guerra, usa la sua immaginazione e s’imbatte in un mondo parallelo, magico e popolato ffantastico, antastico, popol lato d da creature d di sogno, soprattutto, da da un fauno che le rivela la sua vera identità, quella di essere la figlia di un re di un mondo sotterraneo. Il fauno le instilla, poco alla volta, gocce ricordo. aiutarla ritrovare volt vo ltaa, piccole p pic icco cole le ggoc occe ce d dii ri rico cord rdoo. P Per er aaiu iuta tarl rlaa a ri ritr trov ovar aree la strada che la riporterà a casa, le dice che dovrà superare alcune prove da scoprire, leggendole in un libro fatato. Come in tutte le favole, si aprono magicamente, di fronte ai nostri occhi, vari livelli d’interpretazione. Ogni favola è un labirinto. Ogni svolta c’è una prova da affrontare, ma al contrario di molte strade esterne che sfociano nel nulla o si dissolvono in acque stagnanti, ogni passo nel labirinto di una favola può offrirci la possibilità di crescere nella nostra intuizione, creatività e immaginazione. Uno dei mezzi che ha un bambino per raggiungere al più presto il tanto invidiato mondo dei grandi, mondo dove tutto è logicamente e apparentemente possibile, è l’immaginazione. Da bambino ero un attore perché lo desideravo con tutte le mie forze, immaginandolo. Ecco che in tutti i libri che leggevo, mi sceglievo un personaggio e nella mia fantasia lo interpretavo. Mi ci identificavo talmente che me lo portavo dentro per parecchio tempo. A volte, durante la lettura, m’imbattevo in altri personaggi affascinanti e - senza neanche accorgermene m’immergevo nei loro panni, nella loro psicologia, nel loro modo di parlare e di pensare. Percorrevo sentieri invisibili all’interno del mio piccolo-grande labirinto. «Sognava il cielo azzurro, la brezza lieve e la lucentezza del sole. Un giorno, traendo in inganno i suoi guardiani, fuggì. Ma appena fuori, i raggi del sole la accecarono, cancellando così la sua memoria». Il cielo interiore di un bambino, il cielo dell’immaginazione è 3

sempre azzurro venticello semp se mpre re aazz zzur urro ro e u un n ve vent ntic icel ello lo dolce d dol olce ce aiuta aaiu iuta ta a filtrare fi filt ltra rare re il il mondo mond mo ndoo della fantasia con il mondo della realtà. Da bambini è possibile varcare il confine dei due mondi senza traumi, senza paura p ura e – soprattutto pa sopr p attutto - senza che uno interferisca con l’altro. I bambini non hanno pr pregiudizi sogno p eggiudizi o preconcetti preconcetti sul sog gno e sulla dell’ eesse ssere sull su llaa realtà real re altà tà oggettiva oogg gget etti tiva va d del ell’les sere re artisti. aart rtis isti ti.. Per Per un bambino bam bambi bino no ogni ogn ognii cosa placidamente esseri cosa è fantastica. ffan anta tast stic icaa. Essi Ess Essii convivono conv co nviv ivon onoo pl plac acid idam amen ente te ccon on eess sser erii di creature dall’aspetto luce lu ce e con con ccre reat atur uree da dall ll’aasp spet etto to orribile. orr orrib ibil ilee. Tuttavia, T Tut utta tavi viaa, arriva arr arriv ivaa un momento tempo, usato mome mo ment ntoo in ccui uii iill te temp mpoo, cioè ccio ioèè il mondo mon mond do con cconsequenziale onse seq quen enzi ziale le usat satoo dai grandi eetà tàà dai gr gran andi di per per scandire ssca cand ndir iree il tempo, ttem empo po, trasporta tras tr aspo port rtaa il bambino bam bambi bino no nell’ n nel ell’let adulta. Trarre propri guardiani, significa vendere ad dult lta. T rarre in i iinganno nganno i prop rii gua rdi diani, i signifi i ifica vend dere la p propria innocenza, barattarla pro ropr pria ia iinn nnoc ocen enza za, ba bara ratt ttar arla la per per un un biglietto bigl bi glie iett ttoo di sola ssol olaa andata anda an data ta nel degli adulti. Significa dimenticarsi bambino. nel mondo mond mo ndoo de degl glii ad adul ulti ti.. Si Sign gnifi ifica ca d dim imen enti tica cars rsii de dell ba bamb mbin ino. o. È molto facile per un bambino entrare con un altro sguardo nel mondo dei grandi. Se riusciamo ad andare col ricordo alla nostra possiamo rintracciare qualche nostra t esperienza esperiienza personale, personale, l pos siamo i ri intracci t iare da d qu allche h parte, nella nostra memoria, il momento in cui abbiamo ingannato i nostri guardiani interiori e abbiamo detto a noi stessi: «Ora sono grande!». Qui il sole diventa troppo forte e acceca. Il b bimbo necessariamente chiudere bi imb bo d deve necessari iamente chi hiud dere gli li occhi hi e dimenticare questo passaggio naturale in cui andare e tornare dal mondo della fantasia alla normalità. Il varco si chiude e resterà rest re ster eràà chiuso chiu ch iuso so per per molto mol molto to tempo tem tempo po ancora, anc ancor oraa, forse for forse se per per tutta ttut utta ta la la vita. vita vi ta. In pochi riescono a trovare le chiavi per accedere ancora in quel posto, dove regna il mostro della dimenticanza, sonnecchiando sulla tavola apparecchiata delle illusioni di un sogno dimenticato. Per molti c’è bisogno di un libro magico. La principessa dimenticò chi fosse e da dove provenisse. Il suo corpo patì il freddo, la malattia, il dolore, e dopo qualche anno morì. Così il bambino smette d’essere un bambino. In quell’istante il morire è rappresentato dal non ricordo. E si vive a lungo in una condizione di morte apparente. Il sonno di Lazzaro però è destinato a finire. Il mondo dei grandi, il mondo del tempo mi aveva avvelenato lentamente. Non leggevo più i libri come da bambino. I libri li leggevo perché servivano per studiare, per apprendere, per acquisire nozioni necessarie per diventare e per poi fare. Questo, prima d’incontrare sulla mia strada, il libro magico rappresentato dalla parola che in sé nasconde il suo segreto. Questa parola la custodiamo dentro. È il famoso filo d’Arianna. Una voce che non ha mai smesso di sussurrarci... è un desiderio che ha a che fare col ricordo di un tempo, in cui non avevamo bisogno d’altro che di quello che eravamo. Nonostante tutto, il Re fu certo che l'anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L'avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare. •


Teoria e pratica della Quarta Via

Il meccanismo della “ Considerazione Interiore”: di Roberta Bianciotti

urdjieff fece appendere alle pareti della Study House, al Prieurè, uno scritto che elencava degli aforismi. II punto nove di tale elenco riportava la seguente citazione: «Il sistema migliore per essere felici in questa vita consiste nella capacità di considerare esteriormente sempre, e interiormente mai».

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Da questo aforisma si evince che il primo passo per poter essere felici si posa sulla comprensione del meccanismo della considerazione. Accogliamo l’invito a fare molta attenzione a non considerare interiormente, e scegliamo di descrivere per prima cosa ciò che si intende per “considerazione interiore”, al fine di svelarne il funzionamento. Vediamo come descrive questo meccanismo Ouspensky1: «Vi sono parecchi tipi di considerazione. Nella maggior parte dei casi l'uomo si identifica con ciò che gli altri pensano di lui, con il modo in cui lo 1 Frammenti di un insegnamento sconosciuto pag. 169, P.D. Ouspensky edizione Astrolabio 6

Nascita e sviluppo.

trattano, con il loro atteggiamento nei suoi confronti. L'uomo pensa sempre che la gente non l'apprezzi abbastanza, che non sia abbastanza cortese o educata. Tutto questo lo tormenta, lo preoccupa, lo rende sospettoso; egli disperde in congetture o supposizioni un’enorme quantità di energie, sviluppando in sé un atteggiamento diffidente ed ostile verso gli altri. Come lo si guarda, ciò che si pensa di lui, ciò che si dice di lui, tutto questo assume ai suoi occhi un'importanza enorme. Tutto questo non è altro che “identificazione”, e se ne potrebbero citare molte altre forme. Questo genere di considerazione si fonda interamente sulle “esigenze”. L'uomo, dentro di sé, “esige” che tutti lo prendano per qualcuno di notevole, al quale ognuno dovrebbe testimoniare rispetto, stima e ammirazione, per la sua intelligenza, la sua bellezza, la sua abilità, il suo senso dell'umorismo, la sua presenza di spirito, la sua originalità e tutte le sue altre qualità. Queste “esigenze” si fondano a loro volta sulla nozione completamente fantastica che le persone hanno di sé stesse, cosa che accade spesso, anche con persone di apparenza


Approfondimenti sul sistema

Il m meccanismo mec ecca cani nism smo o della delllla de a “Considerazione “C Con onsi side dera razi zion one e Interiore”: Inte In teri rior ore” e : Nascita Nasc Na scit ita a e sviluppo. svililup sv uppo po.

moltoo modesta. molto molt mode mo dest staa. In In qu quan quanto anto to agl aagli glii scrittori, attori, musicisti, artisti politici, e uomini uomiinii p olit litiicii, sono quasii degli senza eccezione degl g i ammalati. E di che cosa soffrono? Prima di tutto,, di una straordipoi naria opinione op pinione di sé stessi,, p oi infine, di esigenze eesi sige genz nzee e, iinfi nfine ne,, di “consi“co cons nsiiderazione”, predidera de razi zion one” e , ci cioè oè d dii un unaa pr pred ediisposizione offendersi spos sp osiz izio ione ne aad d off offen ende ders rsii pe perr la più pi ù piccola picc pi ccol olaa mancanza manc ma ncan anza za di di comcom co mprensione pren pr ensi sion onee o di app aapprezzamento». ppre rezz zzam amen ento to».. Da q queste prime ueste pr p ime informazioni sembrerebbe che la considerazione interiore riguardi riguard di ill nostro senso d di importanza impo im port rtan anza za personale, p per erso sona nale le, e ch chee vi ssia ia uno sviluppo eccessivo nel considerare se stessi in relazione all’ambiente circostante (1). Per noi cercatori è interessante indagare sulle ragioni della presenza di questa caratteristica nel nostro psichismo, e per perché ché h in un percorso di d crescita sia considerato consid derato un automatismo da evitare. Iniziamo la nostra indagine cercando di rispondere al seguente quesito:

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Quando nasce, e come si sviluppa il meccanismo della considerazione interiore?

L’attitudine a rivolgersi all’esterno per ottenere suggerimenti sul proprio agire, inizia in maniera del tutto automatica al momento della nostra nascita.

Grazie G raziie all meccanismo meccaniismo della dell lla consideconsid iderazione interiore, riconquistiamo lo centralità stato di centr ali litàà perso con la la nascita. nascita. i Considerando tutto interiormente siamo siam si amoo in ggrado gra rado do di di immaginare imma im magi gina nare re per per siamo noi, no i, un u mondo, mond mo ndo, o, in cu cui si siam amoo sempre semp se mpre re dell’attenzione. al cen ccentro entr tro o del d ell’lat atte tenz nzio ione ne.. Pensiamo Pens Pe nsia iamo mo a stessi fossimo noii st no stes essi si ccome com omee se ffos ossi simo mo al al centro cent ce ntro ro dell’universo. dell de ll’u uni nive vers rsoo. Per Per Gurdjieff Gur Gurdj djie ieff ff l’atto l’lat atto to della dell de llaa considerazione cons co nsid ider eraz azio ione ne iinteriore int nter erio iore re è un un meccanismo mecc me ccan anis ismo mo cche he ci ci fa disperdere d dis ispe perd rder eree preziose sistema prez pr ezio iose se energie. eene nerg rgie ie. E nel nel si sist stem emaa og ogni ni cosa co sa che che fa fa fuoriuscire fuor fu oriu iusc scir iree inutilmente inut in util ilme ment ntee la nostra energia, energgia,, ci mantiene addormentati. Non possiamo osservare qualcosa dentro di noi, se tutta la nostra ancorata nost no stra ra attenzione aatt tten enzi zion onee è an anco cora rata ta al al questo mondo esterno! Conoscere q uesto meccanismo ci darà la possibilità di poter utilizzare meglio la nostra energia attentiva. Gurdjieff chiama “considerazione interiore” il meccanismo che ci fa perdere la libertà di vivere in maniera autonoma: noi non possiamo vivere senza l’attenzione di chi ci circonda. Ciò che accade all’esterno riveste per noi una grande richiama fetta gran gr ande de importanza iimp mpor orta tanz nzaa e ri rich chia iama ma una una grossa ggro ross ssaa fe fett ttaa della dell de llaa nostra attenzione. Di fatto basiamo il nostro benessere interiore sull’approvazione o la disapprovazione altrui e questo ci rende facilmente prigionieri delle condizioni dettate dall’esterno. (2) Costantemente siamo identificati su ciò che potrebbe soddisfare i nostri bisogni, ed elaboriamo strategie su come le nostre esigenze possano essere soddisfatte dall’altro. La considerazione è più sono in gioco relazioni potente quando p q affettive importanti: È più potente cioè quando cerchiamo di conquistare l’attenzione di persone sulle quali abbiamo investito molte aspettative.

La nascita è il momento in cui si perde la capacità di auto-soddisfarsi e si impara che per Essere nutriti bisogna Avere l’attenzione di ciò che ci circonda. In quel momento nasce la percezione che la nostra sopravvivenza dipende dall’attenzione che il mondo esterno può fornirci. Con quest’articolo si vuole descrivere come quest’attitudine, tipica della prima infanzia, si trasformi in una vera e propria consuetudine nello psichismo dell’uomo adulto: dove vige la legge del considerare tutto interiormente. ?

(1) Cambi modo di pensare perché qualcuno ti manifesta la sua disapprovazione?

7

di Rober Rober ta ta B Bian Bianciotti iancio ciotti tti

? Perché per noi diventa così

importante conquistare una carezza proveniente dall’esterno? Quando nasce l’esigenza di “considerare interiormente”?

?

(2) Ti senti depresso quando qualcuno non è d’accordo con te?


Approfondimenti sul sistema

PSICOLOGIA E SPIRITUALITÀ (parte 2) alcuni falsi assunti che ci impediscono di essere noi stessi. a cura di Eva M. Franchi

NEL NUMERO PRECEDENTE Lo sviluppo della coscienza adulta, secondo lo psichiatra Roger Gould, è condizionato da quat tro tappe evolutive che coprono l’arco di vita racchiuso tra i 16 e 50 anni. Af finché possa svilupparsi in maniera armonica, secondo Gould, è necessario liberarsi di quat tro falsi assunti fondamentali, ov vero convinzioni illusorie che ci formiamo nel periodo della nostra infanzia. Il primo falso assunto sostiene che «vivremo sempre con i nostri genitori e saremo i loro bambini», ed esso influenza tipicamente l’arco di vita che va dai 16 ai 22 anni; un periodo critico in quanto la maggior parte di noi a quest’età si sente ancora impreparato a competere con la visione del mondo genitoriale. Tale assunto è composto a sua volta da altre cinque sot tocomponenti che analizzeremo in questo articolo. Questa serie di articoli è ispirata al libro Transformation- growth and change in adult life di Roger Gould, M.D. edizioni Simon & Scuster edito solo in lingua inglese, a cui rimandiamo il lettore per eventuali approfondimenti. 11


Approfondimenti sul sistema ura di Ev Eva a M. M. Franchi Fran Franchi chi PSICOLOGIA P PSIC SICOL OLOG OGIA IA E S SPI SPIRITUALITÀ PIRI RITU TUAL ALIT ITÀ À - 22- al alcu alcuni cuni ni ffal falsi alsi si a ass assunti ssun unti ti c che he c cii im impe impediscono pedi disc scon ono o di e ess essere sser ere e no noii st stes stessi. essi si. a ccura

1.. S 1 See divento diveento aancora ncora più più indipendente, indipendente, ssarà arà un n disastro. Quest’ Quest’assunto Ques t as assu sunt ntoo riassume rias ri assu sume me il il conflitto confl co nflit itto to ttra ra llaa sp spin spinta inta ta verso vver erso so l’indipendenza voler sentire dolore della l’l’i indi dipendenza d e iill non vol ler se nti tire il d olore l d ell lla separazione (1). ra zione i (1)). In (1 In questa questa t fase fase dobbiamo dobbi bbiamo confrontarci confro f ntar t cii con lla strumenti paura di non possedere possed dere sufficienti suffi fficienti i ti st trumenti ti per essere adulti, ad dullti, i e di non potere permettercii di mostrare il nostro vero volto, pena la perdita dell’affetto e la protezione dei taluni nostri genitori. In I tal luni casi a questi timori si aggiunge llaa convinzione di d essere noi a mantenere lla ffamiglia amiglia l unita, che uni ita, e ch he la l nostra uscita usciita di casa potrebbe potrebb bbe causare la l separazione dei assunti, separa zione i deii nostri nostrii genitori. geniitorii. Questi Q i ffalsi allsii assunti i, secondo Gould, combattono adottando assunti nuovi. seco se cond ndoo Go Goul uld d, ssii co comb mbat atto tono no aado dott ttan ando do aass ssun unti ti n nuo uovi vi. implica delle Ciòò non Ci non im impl plic icaa l’ll’annientamento anni an nien enta tame ment ntoo de dell llee vecchie vecc ve cchi hiee convinconv co nvin inzioni, ma ci permette di creare una realtà parallela che toglierà potere alla vecchia limitandone il campo di azione. Dobbiamo imparare sentire azio az ione ne. Do Dobb bbia iamo mo iimp mpar arar aree a se sent ntir iree ch chee le nostre nos nostr tree risorse riso ri sors rsee interiori sono illimitate (ho tutti gli strumenti che mi servono), possiamo servon o), ) che h grazie graziie a queste queste t risorse i possiiamo impegnari ci per affrontare l’avventura della nostra vita in modo produttivo distruttivo causando distruprod pr odut utti tivo vo e non non d dis istr trut utti tivo vo (no ((non non n st stoo ca caus usan ando do llaa di dist stru ruzione dei miei genitori né quella della vita di nessun altro lasciando il vecchio nido), e dobbiamo essere bramosi di scoprire ed espandere il nostro vero essere, la nostra fiduciosi unicità, fi fid duciosi che h saremo maggiormente amati per questo, perché il vero amore è sincero e non ipocrita.

2. Posso vedere il mondo solo attraverso gli occhi dei miei genitori. Una delle credenze più pericolose, tipiche dell’infanzia, è quella che le persone devono essere identiche per evitare l’odio e coltivare l’amore. Il bambino ha paura che le differenze lo facciano diventare antipatico ed escluso dagli altri. Ciò lo porta ad imitare coloro che ama e a sacrificare la sua individualità quando si avvicina a qualcuno. Il mito della famiglia che pensa in modo univoco è duro a morire. Quando emerge una differenza, inevitabilmente sorge qualche discussione e qualcuno (o tutti) all’interno della famiglia attaccherà il punto di vista “alternativo” per preservare l’idea della famiglia dal pensiero unico. Quando torniamo a visitare la famiglia, dopo avere vissuto per conto nostro, possiamo notare tale meccanismo. Sentiamo una sorta di timore misto a un forte desiderio. Da una parte desideriamo ritornare in un ambiente familiare accanto a persone che ci vogliono

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bene ed ed evitare evit ev itar aree le pressioni p pre ress ssio ioni ni d del ella la n nuo uova va vita, vvit itaa, d dal all’lal altr traa bene della nuova dall’altra proviamo disagio percependo che essere noi stessi potr po treb ebbe be creare cre crear aree conflitti confl co nflit itti ti e spe sspesso pess ssoo te tend ndia iamo mo a sce sscegliere cegl glie iere re la la potrebbe tendiamo soluzione più semplice, ritornare ad essere di nuovo i loro q ando si tratta di una visita breve bambini. D’altronde qu quando possiamo reggere il compromesso. Eppure questo comp omesso ci fa sentire dei vig pr gliacchi. Come po p ssiamo promesso vigliacchi. possiamo g adaggnare una coscienza adulta se p gu ermettiamo alla guadagnare permettiamo spa p zzata via in nome nostra unicità individuale di essere spazzata q ieto vivere? Si tratta di un conflitto in due direzioqu del quieto ggenitori, nitori,, a livello razionale,, accettano e ni. Solitamente i ge comp prendono che i fig gli hanno diritto alle loro opi p nioni,, comprendono figli opinioni, ma a livello emozionale non riescono a resistere alla tentazione di esercitare il loro potere (2). Ma anche i figli spesso vogliono che i genitori cambino, si convertano e la pensiino come lloro. P Per d di imosttrare che h sappiamo sappiiamo pensare pensino dimostrare per conto cont co ntoo no nost stro ro abb aabbiamo bbia iamo mo bis b isog ogno no che che i nostri n nos ostr trii genitori geni ge nito tori ri per nostro bisogno acconsentano e confermino le nostre opinioni in modo da evitare quell senso d h sorge da dii tristezza e incertezza che quando ci sentiamo separati da loro e dalle loro idee (3). Secondo il professor Gould, l’entrata nel mondo universitario, per chi fa questa scelta ed ha questa opportunità, aiiuta t a pensare iin n mani iera ccritica. riti itica. A di diff fferenza d ell lla aiuta maniera differenza della scuola dell’obbligo, dove vige ancora il mito della famiglia dalla mente unica, il sistema di insegnamento universitap rmette di sperimentare sp perimentare teorie,, rio è molto flessibile e pe permette idee e punti di vista differenti. Anche se non frequentiamo l’università, dobbiamo imparare a creare la nostra scuola personale che è una scuola che comprende le molteplici sfaccettature del mondo. Durante quest’arco d’età, secondo Gould, è vitale avere l’opportunità di pensare e parlare liberamente altrimenti rischiamo di stagnare in vecchie e logore idee che ci mantengono prigionieri di questo falso assunto.

3. Solo i miei genitori possono garantirmi la salvezza. Quando cominciamo a camminare sulle nostre gambe e a sperimentare il mondo, mettendoci anche in situazioni di pericolo, durante la nostra infanzia possiamo generalmente contare sulla presenza o dei nostri genitori o di altre figure adulte che accorrono in nostro soccorso se ci sbucciamo un ginocchio, cadiamo dalla bicicletta o prendiamo la scossa per aver messo un dito nella presa elettrica. ?

(2) Come hai vissuto la relazione con i tuoi genitori? Ti sei sentito rifiutato o accettato se non ti conformavi al loro punto di vista?

(1) Ti capita spesso nella tua vita, anche in

(3) Hai mai sentito il forte desiderio di provare a

ambito affettivo, di sentire questo conflitto? In tal caso qual è il tuo modo di affrontarlo?

fare accettare a tutti i costi la tua visione di vita ai tuoi genitori? Hai provato rabbia se non ci sei riuscito?


Le origini della Quarta Via

I MISTERI: l’origine dei miti e simboli che parlano alla nostra anima di Andrea Bertolini e Fabio Imbergamo

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Le origini della Quarta Via

I Misteri: Mist Mi ster eri: i: ll’o l’origine ori rigi gine ne d dei ei m mit miti itii e si simb simboli mbol olii ch che e pa parl parlano rlan ano o al alla la n nos nostra ostr tra a an anim anima ima a

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urdj urdjieff, djiieff ff, in i varie varie i occasioni, occasioni i i, a ccui uii veni veniva iva chiesto quale spesso chi hiesto qual le ffosse la l vera essenza del suo insegnamento, rispose che esso era Cristianesimo esoterico.

V lte controversie ssul ull ffatto ch he sia o meno Vii sono state mol molte che esistita dimensione nel Cristianesimo, alla esi istita i una ttale ale l di dimensi ione n ell C risti i ianesimo, i e fi fino all lla scoperta della Gnostica scopert ta d ell lla Biblioteca B Bib ibli lioteca t Gnosti tica di di Nag Nag Hammadi Hammadi di erano pochissimi eran er anoo disponibili disp di spon onib ibil ilii po poch chis issi simi mi testi ttes esti ti che che ne ne testimoniassero test te stim imon onia iass sser eroo in modo diretto l’esistenza. Oggi, soprattutto Og Oggi gi, so sopr prat attu tutt ttoo attraverso attr at trav aver erso so i Vangeli V Van ange geli li gnostici, ggno nost stic icii, possiamo p pos ossi siam amoo conoscere molti degli insegnamenti iniziatici presenti nel Cristianesimo C riisti tianesiimo delle dell lle origini oriigiinii a cuii gli li stessi stes t sii Vangeli V li canonici fanno diversi accenni (Marco 4,10-12 Marco 4,33questi 34 Matteo Mat Matte teoo 13,11 13,1 13 ,11 1 Luca Luca 13,23-24). 13, 13,23 23-224) 4). Tracce Trac Tr acce ce di di qu ques esti ti insegnamenti sopravvissero per secoli ai tentativi di estirpazione, condotti in modo durissimo da eresiologi come Ireneo, Ippolito e Tertulliano. Essi si sono parzialmente conservati in pratiche e riti delle Chiese orientali, Ortodossa, Copta, Armena e Siriaca. In Occidente scintille del pensiero gnostico sono riemerse durante i secoli in varie correnti spirituali condannate come eretiche, ma talvolta anche nel pensiero di maestri operanti nella tradizione cattolica, come Dante e Meister Eckhart. Recentemente vari studiosi come Elaine Pagels hanno approfondito diversi aspetti che caratterizzavano lo Gnosticismo cristiano, focalizzandosi in particolare sui Vangeli Gnostici. Un aspetto meno conosciuto è invece quello relativo alla confluenza nel rito cristiano di pratiche e riti pre-cristiani, in particolare quelli dei culti misterici. Anticamente venivano chiamati Misteri (dal latino «mysterium», dal greco «mysterion», cosa da tacere) determinate esperienze religiose e riti segreti attraverso i quali l’iniziato poteva pervenire ad una trasformazione profonda del suo essere e ad un contatto personale con la divinità (1). Presenti in tutte le culture antiche, i Misteri erano circondati da timore reverenziale (si pensi all’Arca dell’Alleanza degli Ebrei) ed erano caratterizzati ?

(1) Perché, secondo te, determinate esperienze religiose sono da tacere?

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di Andrea Andrea Ber Ber tolin to tolini linii e Fabio Fabio Imber Im Imbergamo bergam gamo o

dall ll’i’imposiiziione d ell segreto ch he ri iguardava d qu ell lla parte dall’imposizione del che riguardava quella del non aperti ai prof profani. Essi dell rito, ma anche anch he del dell Tempio, T fani. E ssi erano istituiti per volontà di una figura carismatica, profeta, sciamano o dal fondatore di una nuova religione. I Misteri consistono in pratiche e riti che comprendono musiche, h danze d sacramentale, l che ch he ha h musiche, e una pantomima sacramentale, come aapice comunione medianpice i la l comu nione i con l’eroe o ll’l’antenato ’antenato medi diante dei daa llui compiuti. te l’imitazione ll’i’imit itazione i d eii gesti gesti ti d uii com piiuti ti. Durante il rito l’iniziando viene condotto ad affrontare un viaggio dell’anima che può sfociare in un’esperienza visionaria contatto entità visi vi sion onar aria ia e iin n un ccon onta tatt ttoo co con n en enti tità tà sop ssoprannaturali. opra rann nnat atur ural alii. L Lee visioni più importanti servono da ammaestramento agli altri, nel e sostanza determialt ltrii, e n ell ttempo danno d forma f sosttanza a una d ettermiinata tradizione spirituale, favorendo la formazione di una letteratura una le lett tter erat atur uraa sacra sacr sa craa e di una una vera vver eraa e propria prop pr opri riaa teologia. teol te olog ogia ia. Il mondo antico è ricchissimo di testimonianze sui culti misterici: ricordiamo soprattutto quelli che ebbero un’influenza più o meno diretta sul nascente Cristianesimo. In Egitto vi erano i Misteri di Iside e Osiride, in Persia quelli di Mitra, mentre in Grecia i più celebri erano i misteri Orfici e Dionisiaci, quelli Eleusini, quelli di Andania e di Samotracia. I misteri orfici ebbero un’influenza determinante sul pensiero di Eraclito, Pitagora e Platone e rivestono per noi una particolare importanza in quanto, attraverso San Paolo, confluirono in molti aspetti del rito e della simbologia cristiana. Nel periodo della formazione del Cristianesimo l’Orfismo è presente in una vasta area geografica che va dalla Grecia all’Asia Minore, alla Siria, alla Fenicia e al regno dei Nabatei, cingendo quindi la Galilea. Anche a Gerusalemme vi era un tempio dedicato a Dioniso. Per comprendere quali furono i rapporti fra i misteri orfici e l’insegnamento cristiano vediamo quali tratti li accomunano. L’Orfismo è una tradizione religiosa le cui origini sono attestate in Grecia a partire dal VI sec. a.C. La sua teologia si basava su due miti, quello di Orfeo e quello di Dioniso. Il Dio centrale della teologia orfica è Dioniso, spesso chiamato anche con il nome di Zagreo. Zagreo è figlio di Zeus (padre degli Dei), i Titani lo uccidono e lo fanno a pezzi, Zeus lo richiama in vita e lo fa salire in cielo, poi gli dà il Regno. Dioniso-Zagreo si


L’ insegnamento di G.I. Gurdjieff in pillole

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