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#85 Gennaio/2012 www.gurdjieff.es

italia

LA DISPENSA DI STUDIO MENSILE SULL'INSEGNAMENTO DI GURDJIEFF filosofia, religione, storie di vite, teatro, danza, poesia e molto altro ancora...

Sole e Luna Ilustrazione_José Luis G. Muedra

Il mistero della congiunzione degli opposti

Approfondimenti sul sistema

PSICOLOGIA E SPIRITUALITÀ: alcuni falsi assunti che ci impediscono di essere noi stessi Le origini della Quarta Via

Lo studio esoterico della Bibbia COSTANTINO: il ponte tra il mondo pagano e il mondo cristiano All’ombra di Gaudì

DENTRO LA CELLA DEL MIO CERCHIO € 6.00 iva inclusa

ISSN 2014-0657 85


SOMMARIO italia

www.gurdjieff.es

LA DISPENSA DI STUDIO MENSILE SULL'INSEGNAMENTO DI GURDJIEFF filosofia, religione, storie di vite, teatro, danza, poesia e molto altro ancora...

LaTeca

#85

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Fondatore Giovanni M. Quinti Diret tore responsabile Eva Maria Franchi Editore La Teca Associazione Culturale di Barcellona (ES) Grafica José L. García Muedra Riproduzione PrintColor - Barcellona Collaboratori di questo numero Anna Di Giandomenico, Angelo Orlando, Eva M. Franchi, Andrea De Leo, Lluís Serra Llansana, Giovanni M. Quinti, Francesco Azzali, Andrea Bertolini, Jordi Cabestany Arqué, Manuela Pili, Alessandro Albanese.

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: lateca@lateca.info Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino. Lo staf f di gurdjief f.es

La Quarta Via é un mensile prodotto e distribuito dalla Spagna, presso La Teca Istituto per lo Sviluppo Armonico di Barcellona. Per potersi mettere in comunicazione con la nostra Redazione potete telefonare (dall'italia) a questo numero telefonico, senza usare alcun prefisso internazionale: 0698357445. Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjief f.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati. Per riceverla direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G-64341225 Dep. Legale B-12791-2008 ISSN 2014-0657 85

Articoli di Studio 6 Teoria e pratica della Quarta Via SOLE E LUNA: il mistero della congiunzione degli opposti. Partendo dal concetto junghiano di anima e animus il prof. De Leo ci aiuta a comprendere come integrare le nostre polarità. 11 Le Origini Della Quarta Via COSTANTINO: Il ponte tra il mondo pagano e il mondo cristiano. Jordi Cabestany Arqué attraverso un’analisi storica e antropologica ci aiuta a comprendere le cause del grande evento che cambiò la storia del mondo: l’istituzionalizzazione della religione cristiana. 14 Approfondimenti sul Sistema PSICOLOGIA E SPIRITUALITÀ: alcuni falsi assunti che ci impediscono di essere noi stessi (parte 1) Partendo dalla visione dello psichiatra Roger Gould, il primo di una serie di articoli che illustra quali sono le fasi evolutive che portano alla formazione della nostra coscienza adulta e i falsi codici che ci mantengono nella coscienza infantile.

Le nostre rubriche 1 Editoriale 2012 ANNO FATALE? a cura di Anna Di Giandomenico 2 Sezione Poetica IL VERO SÉ… di Giovanni M. Quinti Dialoghi col Maestro LA ROSA Cronache dal mondo alla luce della Quarta Via QUANDO MUORE UN DITTATORE 3 Quando si apre il Sipario PERFORMANCE La performance non vuol dire esibirsi. La performance è una preparazione al debutto. 4 ALL’OMBRA DI GAUDÌ DENTRO LA CELLA DEL MIO CERCHIO A volte i grandi, per tenere buoni i bambini, inventano bugie che si trasformano in condizionamenti mentali da cui anche da adulti fatichiamo ad uscire. 18 Decifrando codici biblici L’AGITAZIONE PER LE COSE Il professor Lluís Serra, docente in teologia, filosofia e psicologia, ci guida al significato nascosto in alcuni brani delle Scritture Sacre. 20 Lettere in Redazione - La corrispondenza con i cercatori IL SUICIDIO, un messaggio per gli altri? Interessanti risposte ai quesiti dei nostri lettori; la condivisione come aiuto allo sviluppo personale. 22 Consigli letterari LA MIA VOCE TI ACCOMPAGNERÀ di Milton Erickson. Come entrare in contatto con il proprio inconscio e trovare nuovi modi di rapportarsi alla vita. In cucina con Gurdjieff SPIGOLA AL SALE 23 Il libro rosso: messaggi dall’inconscio MONOLOGO DI UNO SPAVENTAPASSERI Racconti in chiave simbolica sulla nascita della ferita affettiva. 24 Intervista ai Cercatori PAOLA DE VERA D’ARAGONA


Editoriale

di Anna Di Giandomenico

2012 ANNO FATALE?

aro lettore e cara lettrice, siamo ormai nel 2012, anno atteso e temuto a causa della profezia Maya, divulgata da “profeti” contemporanei annunciatori della fine del mondo. La situazione economica e lavorativa mondiale sta ancora subendo gli effetti di una crisi profonda. Siamo tutti al corrente dell’insediamento nel nostro Paese di un governo tecnico, che sta cercando di traghettare l'Italia fuori da una recessione che provoca un aumento della disoccupazione e, di conseguenza, cresce il numero delle famiglie che vivono al di sotto della soglia della povertà. Per tali motivi, eludere temi di carattere economico o politico in questa fase apparentemente involutiva, per concentrarsi su argomenti di psicologia e su questioni storiche, può apparire ad alcuni anacronistico. Perché trattare tali tematiche? Gurdjieff e i suoi allievi sono passati indenni attraverso situazioni politiche, economiche e sociali ben più complesse. Infatti, Gurdjieff ha traghettato i suoi allievi attraverso la Russia rivoluzionaria e li ha condotti in Europa, spinto dalla profonda consapevolezza che le condizioni esterne sfavorevoli di tipo politico, economico, sociale e culturale di ogni tempo e luogo sono fattori che non impediscono tout court il proprio sviluppo personale, ma che anzi possano contribuire ad accrescerlo. In effetti, tali condizioni apparentemente ostili, se vissute da uomini che cercano di divenire consapevoli, possono fortificare il processo di crescita interiore. Il Maestro armeno era perfettamente consapevole che la prima e più importante “rivoluzione” sia quella che l’essere umano vive dentro di sé e che, solo successivamente, essa può divenire un fenomeno condiviso tra coloro che Lavorano per cambiare se stessi. È per questo che, iniziando il 2012, la rivista “la Quarta Via” desidera continuare a offrire ai suoi lettori approfondimenti di carattere culturale, storico, psicologico e spirituale. Crediamo, infatti, che l'uomo di oggi, che si affaccia al nuovo anno titubante e pieno di paure sul futuro, abbia più che mai bisogno di nutrirsi di impressioni positive, di impressioni utili a sviluppare la conoscenza di sé, per realizzare al massimo il proprio potenziale umano e spirituale. Per i motivi sin qui illustrati, vi presentiamo, in particolare, nella rivista di gennaio i seguenti articoli di studio: ne “IL SOLE E LA LUNA: IL MISTERO DELLA CONGIUNZIONE DEGLI OPPOSTI”, Andrea De Leo ha approfondito

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un altro archetipo che risiede nel profondo dello psichismo umano. Jung, attraverso l'attento esame di migliaia di sogni, scoprì la presenza di figure che incarnavano le caratteristiche fisiche e psicologiche del sesso opposto a quello del sognatore e chiamò Anima il complesso femminile nell'uomo e Animus il complesso maschile nella donna. L’autore dell’articolo, dopo aver descritto tali archetipi, anche tracciando un parallelo con la coppia psichica indicata dagli alchimisti (il Sole e la Luna), mette in luce che un uomo e una donna possono trovare l’unione nella fusione della loro polarità maschile e femminile, cioè nell’unione tra le loro rispettive parti “animiche”. Nell’articolo “PSICOLOGIA E SPIRITUALITÀ, Eva M. Franchi chiarisce che un buon lavoro psicoterapeutico non è in contrasto con il lavoro spirituale e che, in tutte le tradizioni spirituali, la conoscenza dei nostri condizionamenti e meccanismi psicologici è fondamentale per conoscere se stessi in tutti gli aspetti e per evitare di confondere la spiritualità con altri bisogni. È per tali motivi che, nel nostro Istituto, consideriamo lo studio della psicologia un utilissimo strumento che aiuta a integrare e comprendere più a fondo l’insegnamento della Quarta Via. Infine, nell’ultimo articolo su “COSTANTINO: il ponte tra il mondo pagano e il mondo cristiano” J. Cabestany Arqué illustra il suo punto di vista sul ruolo svolto dall’imperatore nello sviluppo del cristianesimo. Le posizioni degli storici sulla questione così complessa sono molto differenti tra loro e, talora, antitetiche. È importante sottolineare che Costantino –il cui obiettivo fondamentale è stato quello di conquistare, unificare, rendere sicuro il grande impero romano– non fece del cristianesimo la religione di Stato: ne legittimò il culto, ossia consentì ai cristiani dell’Impero di professare il loro credo liberamente, al pari dei pagani che adoravano le loro divinità. Sono formule molto forti quelle dell'Editto di Milano del 313: «Ciascuno potrà seguire la religione più adatta alla propria coscienza»; «per dare ai cristiani e a tutti gli altri il potere di seguire la religione che ciascuno vorrà». In nuce c'è il riconoscimento della libertà di tutti a praticare il proprio credo e la propria fede religiosa secondo coscienza. Vi auguriamo Buon Anno e … Buona lettura! •


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POESIA di Giovanni M. Quinti inti

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CRONACHE DAL MONDO TA VIA ALLA LUCE DELLA QUARTA

di Francesco o Azzali

IL VERO SÉ Quando senti che anche tu hai il diritto di essere amato per quello che sei, ecco quello è il Vero Sé. Quando nasce una lacrima per un errore commesso ed hai il coraggio di dire: «Ho sbagliato», ecco quello è il Vero Sé. Quando senti di essere unico, una gemma preziosa eppure un granello di polvere, ecco quello è il Vero Sé. Quando senti che sei un frammento del tutto e che l’odio che senti per lui lo hai già sentito per te mille altre volte, ecco quello è il Vero Sé. Quando inizi ad amarti nonostante tutto e sei disposto a perdonarti settanta volte sette, ecco quello è il Vero Sé. Il vero Sé lo puoi trovare riflesso negli occhi di un bambino. La prossima volta che vorrai ascoltarne la Voce, soffermati davanti a un neonato. rà il Cammino. Se saprai ascoltare, ti insegnerà

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DIALOGHI COL MAESTRO RO

Una rosa Un giorno con il mio maestro andavo per negozi in cerca di una rosa speciale. Entro in un fiorista, mi guardo intorno ma non la trovo... esco, mi colpisce un bellissimo tulipano rosso in vetrina, lo osservo bene, alzo lo sguardo e vedo su uno scaffale un vaso con dentro la rosa più bella che abbia mai visto. Allora dissi al mio maestro: «Ma ci sono passata sotto, e non l’ho vista». Lui mi rispose: «Poi hai cambiato prospettiva di visione, e l’hai trovata». 2

Quando muore un dittatore im Jong-II è morto. Il dittatore, al potere in Corea del Nord dal 1994, si è spento a metà dicembre mentre era in viaggio su un treno, per un attacco cardiaco. Aveva 70 anni. L’annuncio che alla televisione del regime,è stato dato da un’annunciatrice vestita di nero, ha scatenato una reazione di enorme dolore nella popolazione coreana, sottoposta da anni ad una segregazione totale da parte del leader comunista. Moltissime agenzie di stampa riportano con sconcerto e sarcasmo lo stupore per la sofferenza della gente che, malgrado fosse stata privata delle più basilari regole di libertà di pensiero, è rimasta nel culto del dittatore anche dopo la sua morte. In effetti, non c’è poi tanto da stupirsi, soprattutto quando un popolo è stato per così tanto tempo chiuso ai rapporti con il resto del mondo. Vedendo le immagini di queste folle piangenti (a volte ben ordinate in file sulla piazza) risulta evidente che la gente non piange per lui come era veramente ma piange per la morte del padre. Il loro padre interiorizzato che si era incarnato nella forma di Kim Jong II, il dittatore sul quale è stato facile proiettare la figura di un genitore severo ma protettivo. Non importa poi che questo padre fosse megalomane, dittatoriale e autoreferenziale, perché il papà ha la funzione primaria di proteggere il bambino. Il bambino si affida completamente a lui e nella speranza di essere difeso accetta ogni forma di persecuzione, a volte anche di sadismo. per Gli uomini bambini hanno bisogno di credere che il papà è forte e perfetto e, pur di mantenere questa immapap gine, sono disposti a sacrificare anche loro stessi. Meglio gin un padre dittatore che nessun padre. Il nulla ci fa sentire indifesi, ma finché questa fragilità non sarà manifesta ind cercheremo sempre dei surrogati di padre o di madre, cer che ci facciano sentire amati e protetti. In termini di Quarta Via si chiamano ammortizzatori tutti quegli Qu strumenti che consentono di non vedere le nostre paure e le nostre fragilità. La ricerca affannosa di ammortizzatori è una schiavitù che può continuare tutta la vita. A meno che non riconosceremo in noi il bambino (l’essenza) che soffre e, sempre in noi, il dittatore (falsa personalità) che lo punisce. A questo punto un corretto lavoro ci può portare alla costruzione di un adulto sano che protegge e rispetta il bambino, e tiene a bada il giudice-dittatore che sempre cercherà di infierire. La costruzione dell’adulto in noi è il primo scopo da raggiungere per l’uomo sulla Via. •

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QUANDO SI APRE IL SIPARIO

PERFORMANCE di Angelo Orlando

«La performance p rformance non è un’illusionistica pe copia realtà, copi co p a de della a re eal a tà tà,, né é la a sua sua imitazione. imittaz a io one e. Non No n è una una serie seri se rie e di convenzioni con conve venz nzio ioni ni accettate acc accet etta tate te come co me un un gioco gioc gi oco o di ruolo, ruo ruolo lo, recitato rec recit itat ato o in una una separata sep separ arat ata a realtà real re altà tà teatrale. tea teatr tral ale e. L’’attore Lat atto tore re non non recita, rec recit ita a, non non imita imi imita ta o pretende. pre prete tend nde e. Eglili è se Eg se st stes esso so». stesso». Jerzy Grotowski

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Azione!». Sul set è un lampo. Un attimo brutale. Te ne stai tranquillo a pensare ai fatti tuoi, poi, all’ ll’iimprovviso, i la la voce, spesso rude rud de e tirannica tiirannica i esplode espllod de all’improvviso, dentro e fuori. L’urlo è spietato. L’azione è ora. È una mano invisibile che ti solleva e ti sbatte dall’altra parte della dell de llaa macchina macc ma cchi hina na da da presa. pres pr esaa. A confronto, il “chi è di scena”” del direttore di palco a teatro è una carezza, un invito con i campanelli. In quell’attimo, se non hai mai lavorato su di te, sai che tutti i nodi vengono al pettine. In quel caso, puoi provare e sperimentare tutta la tua inadeguatezza. Ti accorgi che quanto fatto fino a quel momento è sbagliato. Ti senti finto, falso, legato, legnoso. La tua voce risulta falsa e fuori luogo. Se te ne accorgi, significa che il lavoro fatto fino ad ora non era tanto sbagliato. Molti attori non se ne accorgono mai. Perciò… tranquilli. Siamo fortunati. Un passo indietro... a volte serve più di dieci in avanti. Immaginiamoci in procinto dell’esser chiamati fuori. Fuori da questa realtà per come la viviamo. Fuori dall’ordinarietà, dagli schemi, dalle convenzioni di tutti i giorni. Si entra e si esce. Si entra in scena, si esce dai nostri vestiti fatti d’abitudini e di sensazioni perdute, dimenticate sui comodini. Indossiamo un paio d’occhiali speciali. Gli occhiali che sviluppano i sensi e ci rendono attenti a tutto quanto accade dentro e attorno. Si veglia sulla nostra chiamata. Una chiamata che abbiamo desiderato più d’ogni altra cosa; che ci rende vigili e attenti, e non ci fa trascurare i dettagli. Stiamo per preparare la nostra performance. Cos’è la performance?

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Distinguiamola intanto dal significato di esibizione. La p pe rformance in questo questo senso non vuol dire esibirsi. La performance perf pe rfor orma manc ncee è una una preparazione prep pr epar araz azio ione ne al al debutto. debu de butt tto. o. Un Un familiafami fa mili liaaperformance rizz ri zzar aree con con il p pri rinc ncip ipio io.. È un m mom omen ento to ssac acro ro,, si siaa ch chee si rizzare principio. momento sacro, vada va da iin n sc scen enaa op oppu pure re cche he si si sia sia in procinto p pro roci cint ntoo di ricreare rric icre rear aree la scena oppure veri ve rità tà iin n un fi film lm. verità film. Dove Do ve si si va? va? Si torna ttor orna na a quella q que uell llaa che che è ancora anco an cora ra una una p per erfo form rman anperformance p per er iill no nost stro ro ggru rupp ppo. o. nostro gruppo. Una pe p rformance privata. p ivata. Stiamo parlando pr p rlando ancora di pa performance preparazione, perciò, abbiamo ancora il nostro regista fformatore ormatore e abbiamo abb bbiamo possibilmente possib bilmente l un ud ditorio fformato ormato uditorio da aalt ltri ri aall llie ievi vi o –più –pi più ù semplicemente– semp se mpli lice ceme ment ntee– da da colleghi coll co lleg eghi hi di di comcom co maltri allievi pagnia, compagni di viaggio, aspiranti attori come noi. Se abbi bbiamo llaa fortuna f di avere accanto questi questii elementi: ellementii: abbiamo di regista e uditorio attivo, cioè parti di noi stessi, pronti a restituire feedback, rest re stit itui uire re un un fe feed edba back ck, abbiamo abbi ab biam amoo tutte tutt tu ttee le carte ccar arte te in in regola rego re gola la p per er affrontare questa fase importantissima, l’ultima prima di andare in scena per davvero o di metterci di fronte a una telecamera. tele te leca cameeraa. La performance attoriale è un ulteriore prepararsi: affinare la propria preparazione. Nelle scuole si dà molta importanza a questo momento che viene dopo un lungo processo, composto dalle due fasi precedenti (di cui abbiamo già parlato negli articoli scorsi su questa rubrica): training e analisi del testo. La performance in questo caso mantiene alta la tensione emotiva e nervosa in un attore e gli consente (come dice Grotowski) di essere se stesso. Attraverso una serie di ripetizioni, affiniamo la nostra voce e il nostro corpo: cerchiamo quello che è un vivere la scena e un auto-osservarsi senza preoccupazioni di giudizio esterno o interiore. La performance attoriale è qui un’opera alchemica, un sistema dinamico che ci consente d’evolvere nel tempo, e che a ogni ingresso consapevole nelle vesti di un personaggio e a ogni uscita ci aiuterà a sviluppare una conoscenza in più. È il nostro piccolo e grande bagaglio di attimi, sensazioni e piccole magie dell’esistere che si forma, il nostro piccolo e grande mondo d’intuizioni, d’arte interiore varia, di voci che ci sussurrano senza mai gridare, vere forze della nostra natura dimenticata d’artisti. Artisti? Già… questa l’ultima scoperta che, grazie alla nostra performance, è salita in superficie: artisti di un passaggio magico e naturale. «Azione!» •


Teoria e pratica della Quarta Via

Sole e Luna: il mistero della congiunzione degli opposti di Andrea De Leo

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n questo articolo approfondirò un altro archetipo che risiede nel profondo dello psichismo di ciascuno di noi: l’Anima, indicata dallo psicanalista svizzero C. G. Jung con i termini latini anima e animus, rispettivamente al femminile e al maschile.

Anche qui, come nel mio precedente articolo sull’Ombra, ritengo opportuno partire da un detto di Gesù, che il discepolo Didimo Giuda Tommaso trascrisQueste sono le parole segrete di Gesù se nel suo Vangelo. Va il Vivente: «Allorché di due farete uno, allorché farete la parte «Allorc interna come l’esterna, la parte esterna come l’interna l’intern e la parte superiore come l’inferiore, allorché del maschio e della femmina farete un unico essere sicché non vi sia più né maschio né femmina, […] allora entrerete nel Regno»1.

1 Giuda Didimo Tommaso, Il vangelo di Tommaso, in I Vangeli gnostici, a cura di L. Moraldi, Adelphi, Milano 1993, loghion [22]. 6

Che cosa vuole trasmettere lo gnostico con tali

? misteriose parole? (1) E cosa hanno a che fare con l’archetipo dell’Anima? Innanzitutto si deve comprendere che cosa sia questa fondamentale coppia psichica, che gli alchimisti indicano attraverso due elementi: Luna e Sole. La Luna rappresenta da sempre l’elemento opposto al Sole: essa è pallida, fredda, umida e femminile. Il Sole invece indica l’elemento caldo, secco e maschile; la luce da esso irradiata è la conoscenza intellettiva. La Luna è yin rispetto al Sole, che è yang, perché esso irradia la sua luce, mentre la Luna la riflette: l’uno è dunque principio attivo e l’altra passivo. Ciò ha un’implicazione simbolica precisa: essendo la luce conoscenza, il Sole rappresenta l’emanazione dell’intelletto, mentre la Luna, riflessiva e introspettiva, indica la conoscenza di riflesso. Di conseguenza Sole e Luna corri-

?

(1) Prova a dare una tua interpretazione.


Teoria e pratica della Quarta Via

Sole e Luna: Sole Lun Luna: a: ilil mistero mist mi ster ero o della delllla de a congiunzione cong co ngiu iunz nzio ione ne degli deg deglili opposti. opp oppos osti ti.

spondo spondono spon dono no rris rispettivamente ispe pett ttiv ivam amen ente te aall all’animus ll’an anim imus us e all’animaa e alle loro sedi: il cervello e il cuore. (2 (2)) Poiché la Luna possiede possiede caratteristiche femminili,, si potrebbe p trebbe allora dire po che nella donna essa corrisponde corrisp ponde alla coscienza; cosc co scie ienz nza; a; iill So Sole le inv iinvece, nvec ece, e, cche he h haa peculiarità maschili, pecu pe culi liar arit itàà ma masc schi hili li, corrisponde corr co rris ispo pond ndee all’inconscio della Naturalall’ al l in inco cons nsci cioo de dell llaa donna. donn do nnaa. Nat N atur ural almente ment me ntee nell’uomo nell ne ll’u uom omoo il processo pro proce cess ssoo s’inverte. s in s’ inve vert rtee. collegato Ciòò è co Ci coll lleg egat atoo alla alla presenza pre prese senz nzaa di un un ttipo ti po di sesso sess se ssoo opposto oppo op post stoo nell’inconscio. neell’inccon o sc scioo. quindi predominante Vi è q uindi una controsessualità p redominante a livello psichico: la coscienza dell’uomo è influenzata dall’anima quella dall’animus ffemminile emminile l e lunare, lunare, qu ell lla della dell lla donna d d all’ ll’animus maschile masc ma schi hile le e solare. ssol olar aree. Detto in altre parole, l’archetipo dell’Anima maschile è l’animaa (Luna), (Luna), ), mentre quello q ello della donna è l’animus qu l’animus (Sole). L’animaa è dunque la parte controsessuale del maschio, cioè il femminile che fa parte dell’uomo come sua femminilità ellemento femminilità l inconscia; ll’l’animus ’animuss è invece l’elemento maschile inconscio presente nella donna.

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Ma cche he cosa ccos osaa significa sign si gnifi ifica ca tutto ttut utto to ciò ciò nello n nel ello lo specifico? sspe peci cific fico? o?

Vuol dire che nell’atteggiamento esteriore dell’uomo prevalgono in genere gli aspetti solari come la logica e la concretezza, mentre nella donna prevalgono quelli lunari, il sentimento e l’introspezione.

confro f nti ti d ell ll’iinconsciio. N on è iinfatti nffatt ttii confronti dell’inconscio. Non un caso che nell’antichità fossero le sacerdotesse d a penetrare la l volontà vollontàà sacerdotesse esemp pio calzante in cui divina. Un esempio l’lan anim imaa si si ma mani nife fest staa come come u una na figu fi gura ra l’anima manifesta figura inte terior oree de dellaa psiche psic ps iche he dell’uomo del d ell’uo uomo mo è loo interiore scia sc iama mano no,, il m med edic icoo pr prof ofet etaa delle dell de llee sciamano, medico-profeta trib tr ibù ù ar arca caic iche he.. tribù arcaiche. d don onna na è iinv nvec ecee co comp mpen ensa sata ta La donna invece compensata dall da ll’elemento leme le ment ntoo solare: sola so lare re:: perciò perc pe rciò iò il il suo suo dall’ inco in cons nsci cioo è ma masc schi hile le. L’ Lan anim imus uss si si inconscio maschile. L’animus mani ma nife fest staa pi più ù ch chee altro altr al troo in ffor orma ma manifesta forma p nde all’Eros lunare,, intellettuale. Come l’anima corrispo corrisponde così l’animus corrisponde al Logos solare: quando quest’ultimo viene espresso in modo sicuro, maschile, o impo im post stoo ad aalt ltri ri tra ttramite rami mite te vio vviolente iole lent ntee sc scen enat atee em emoz ozio iona nali li, imposto altri scenate emozionali, ap pertaallora la mascolinità latente nella donna si rivela apertamente. (3) Uno dei temi fondamentali con i quali l’animuss si manife manife-sta, nonostante possano essere presenti spiccati caratteri di femminilità, è l’elemento di freddezza e di ostinazione nell’argomentazione: è infatti facile vederlo all’opera in discussioni nelle quali si vuole avere ragione. Dal canto loro gli gli uomini uom uomin inii po poss sson onoo di disc scut uter eree in mod m odoo fe femm mmin inil ilee. loro possono discutere modo femminile. Ciò avviene quando sono posseduti dall’anima: si tratta soprattutto di vanità personale, mentre nella donna si tratta di forza della verità o della giustizia. Quanto detto sin’ora sta ad indicare che ciascuno di noi è composto da due metà: una cosciente ed esteriore, che corrisponde a caratteristiche femminili nella donna e maschili nell’uomo, e una seconda, inconscia, in cui le controparti sessuali si invertono. Quanto più queste controparti sono inascoltate e non accettate, tanto più esse agiscono nell’uomo attraverso un moto lunare e nella donna in modo solare.

«Nell’animaa però il rapporto s’inverte: nei riguardi dei processi interiori l’uomo si vale del sentimento, mentre la donna della ponderazione»2. Con queste parole Jung intende dire che l’animaa è la personificazione di tutte le tendenze psicologiche femminili nella psiche dell’uomo, cioè sentimenti, presentimenti, ricettività dell’irrazionale e atteggiamento nei

2 C.G.Jung, Tipi Psicologici, in Opere, 6 voll., traduzione di E. Schanzer e L. Aurigemma, Bollati Boringhieri, Torino 1969, p. 456.

Tale polarità della psiche è magistralmente espressa nel mito platonico dell’androgino. In questo racconto si narra che in un tempo lontano il mondo fosse abitato da esseri che erano un’unità. La loro forma era arrotondata, ciascuno aveva quattro braccia e gambe in numero uguale alle braccia, e ?

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(2) Potresti fare altri esempi di polarità opposte corrispondenti a questi due elementi?

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di Andrea Andrea De Leo Leo

(3) Hai avvertito qualche volta in te una controparte lunare (se sei di sesso maschile) o solare (se sei di sesso femminile)?


Le origini della Quarta Via

COSTANTINO: il ponte tra il mondo pagano e il mondo cristiano di Jordi Cabestany ArquĂŠ

Icona dove appare Constantino presiedendo il Primo Concilio di Nicea. 11


Le origini della Quarta Via

COSTANTINO: COST CO STAN ANTI TINO NO:: il p pon ponte onte te ttra ra iill mo mond mondo ndo o pa paga pagano gano no e iill mo mond mondo ndo o cr cris cristiano isti tian ano o

impera imperatore impe rato tore re Costantino C Cos osta tant ntin inoo (274-337 (274 (2 74-337 337 d.C.) d.C C.)) svolse, da un punto di vista politico, economico i e soci ialle, il ruol lo più iù import iimportante tante t d ell lla sociale, ruolo della storia cristiana. Senza di lui,, il cristianesimo si sarebbe limitato ad essere una setta d’avangu g ardia,, più più o meno influente. d’avanguardia,

L’ ?

Per qu Per qual alee ra ragi gion onee Costantino Cost Co stan anti tino no puntò pun puntò tò su su una una setta sett se ttaa quale ragione mino mi nore re, qu quan ando do g già ià n nee es esis iste teva va u una na ssta tabi bile le e minore, quando esisteva stabile segu se guit itaa da dall llaa maggioranza? magg ma ggio iora ranz nza? a? (1) (1) seguita dalla

Pr Prop opri rioo pe perc rché hé il il paganesimo paga pa gane nesi simo mo non non eera ra una una setta, sset etta ta,, né una una Proprio perché re eligi g on o e, maa co cons sisste teva va in un uunaa se seriee di ccredenze reedenzze chee non noon religione, consisteva p pr evedevano degli degl g i obblig ghi. prevedevano obblighi. C Cominciamo ominciamo con lle ragioni add addotte ddotte d daa Costantino stesso, perché Cost Co stan anti tino no sste tess ssoo, per p erch chéé –seppure –se sepp ppur uree dubitiadubi du biti tiaamo della loro veridicità– à– ci servono per confermare l’ipotesi che ho citato prima, e che fondo su fatti storici e su un ragionaraggionamento –al di là di come siano andate realmente le cose–– logico. Il 28 ottobre del 312 d.C., le truppe di Costantino hanno la meglio su quelle di Massenzio Milvio. Costantino Mass Ma ssen enzi zioo sul sul ponte pont po ntee Mi Milv lvio io. Co Cost stan anti tino no attribuisce questa vittoria al dio dei cristiani, il quale gli sarebbe apparso in due occasioni prima della battaglia. Riporta Eusebio di Cesarea nella sua Vita di Costantino: «Durante le ore pomeridiane, quando il giorno comincia già a tramontare, disse che vide con i suoi stessi occhi, in pieno cielo, davanti al sole, un trofeo dalla forma di croce, costruito a base di luce e davanti al quale stava incisa un’iscrizione che invocava “Con questo segno vincerai”. La visione sbalorditiva colse all’improvviso lui e tutto il suo esercito, che marciava insieme a lui. La seconda avvenne in sogno: vide Cristo, figlio di Dio, con lo stesso segno che era comparso nel cielo, il quale gli ordinò di realizzare un’imitazione del segno che aveva visto nel cielo e di utilizzarlo come un baluardo durante la battaglia contro i nemici». Il giorno seguente, Massenzio –sorpreso– poté osservare come sugli scudi dell’esercito nemico luccicasse un nuovo

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(1) Qual è la tua opinione in merito? (2) Credi nella conversione di Costantino, così come viene raccontata dalla tradizione popolare?

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di JordI JordI Cab Cabest Cabestany estany any Arqué Arqué

simbolo, croce creata mediante l’unione delle simb si mbol oloo, il il crismon, cris cr ismo mon n, ccro roce ce ccre reat ataa me medi dian ante te ll’u uni nion onee de dell llee due prime lettere del nome di Cristo in greco: la X e la P.1 (2)) (2 capì Costantino cap pì che,, nel momento storico in cui gl gglii era toccato vivere,, se voleva essere un gr ggrande ande imperatore, imp peratore,, bisogno aveva bisogn g o di un gr ggrande ande dio. Sino ad allora la relazione ttra ra gli gli imperatori iimp mper erat ator orii romani roma ro mani ni e gli gli dei dei pagani pag pagan anii er eraa stata stat st ataa praticamente quella intercorre prat pr atic icam amen ente te una una relazione rel relaz azio ione ne sim ssimile imil ilee a qu quel ella la che che iint nter erco corr rree traa un cliente tr ccli lien ente te e un un venditore: vend ve ndit itor ore: e: io io ti pago pag pagoo tanto, tant ta nto, o, tu tu mi dai dai tanto; questo tant ta nto; o; io io sacrifico sacr sa crifi ifico co q que uest stoo bu buee ne nell tuo tuo nome, nome no me,, tu ffai ai iin n modo mo do che che io io vinca vinc vi ncaa questa ques qu esta ta battaglia. bat batta tagl glia ia.. Tuttavia,, il dio cristiano non vendeva niente,, non aveva un negozio in cui potevano avvenire scambi. Proseguendoo con questa simil similitudine commerciale, d litud dine commercial le, ill direttore dioo cristiano di cris cr isti tian anoo assomiglierebbe asso as somi migl glie iere rebb bbee al dir d iret etto tore re di di una multinazionale. Una multinazionale, d’altra parte, che si erige come unica e vera, eterna e infinita,, al di sopra sopr p a di qualsiasi qualsiasi Olimpo, vale a dire, una multinazionale senza concorrenza. Quindi, com’è possibile che avere una relazione rellazione con un d dio ch he non si può comprare e a cui non si può vendere nulla? Lavorando per lui. In qualsiasi ditta, vogliamo riscuotere busta se vvog ogli liam amoo ri risc scuo uote tere re llaa bu bust staa pa paga ga a fine fine mese, dobbiamo timbrare il cartellino ogni giorno. Nella multinazionale cristiana, se vogliamo conquistarci il cielo, dobbiamo seguire una morale rigorosa ogni giorno. (3) In questo modo la sua grandiosità comprendeva tutto, dal cielo fino al profondo di ogni essere umano. Ciò implicava che chi avesse fatto da intermediario tra il dio cristiano e gli esseri umani, avrebbe controllato il cuore dei suoi cittadini. Costantino non voleva essere un altro dei tanti imperatori, voleva essere un caposaldo nella storia dell’Impero, come lo era stato Augusto, e il cristianesimo gli offriva questa possibilità. Visto che il dio cristiano aveva l’obiettivo di salvare tutte le anime umane, Costantino sarebbe stato il responsabile terreno per compiere questa missione. Il dio cristiano dotava tutti gli uomini e le donne di un 1 Corrispondono, rispettivamente, alla lettera greca 'χ'

('chi', che si legge kh, aspirata) e 'ρ' ('rho', che si legge r).

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(3) Indipendentemente dalle tue credenze religiose, reputi più matura la visione pagana o quella cristiana e perché?


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PSICOLOGIA E SPIRITUALITÀ: alcuni falsi assunti che ci impediscono di essere noi stessi. a cura di Eva M. Franchi

a vera conoscenza di noi stessi avviene quando entriamo in confidenza con le nostre componenti, corpo, mente e spirito, imparando a riconoscerle, ascoltarle, accudirle senza confonderle tra loro, ovvero -come avrebbe sostenuto Gurdjieff- quando vi è armonia tra i centri. Per tale ragione il nostro istituto insiste molto sulla stretta connessione tra psicologia e spiritualità, anche per scongiurare il pericolo che aspetti non visti o dinamiche non risolte della nostra psiche possano ostacolare il nostro cammino spirituale. Eppure, molti cercatori che anelano a un risveglio spirituale guardano alla psicologia con sospetto, timorosi che possa rivelarsi un’inutile perdita di tempo in quanto, sostengono, anziché spronare a un cambiamento reale, stimola l’uomo a crogiolarsi nell’autocommiserazione delle sue ferite esistenziali mantenendolo nel sonno della coscienza . (1)

L

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(1) Secondo te, psicologia e spiritualità sono compatibili?

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Pensare esclusivamente alla psicologia come a una pratica relativamente moderna ed alla spiritualità come ad una tradizione tramandata per millenni che trascende la temporalità della piccola mente, tuttavia, è un grosso errore. Seppure definito con terminologie differenti, il lavoro psicologico ha sempre accompagnato il cammino spirituale. Per esempio Cristo, quando dice che bisogna separare la pula dal grano, si riferisce alla necessità di un lavoro psicologico, altrettanto gli alchimisti quando parlano di opera al nero o i primi monaci cristiani quando studiano i vizi capitali. Nella medicina tradizionale esistono tante cure ma non sempre è facile trovare quella adatta a noi, esistono tanti medici ma non tutti sono bravi e competenti, altrettanto succede nell’ambito della psicoterapia. Tuttavia, un buon lavoro psicoterapeutico non è affatto in contrasto con il lavoro spirituale, perché può aiutarci a dare il giusto nome a quanto stiamo cercando evitandoci di confondere la spiritualità con altri bisogni e a fare in modo che i risultati acquisiti non si rivelino dei fuochi fatui ma accendano e vivifichino la fiamma del nostro essere.


Approfondimenti sul sistema

PSICOLOGIA SPIRITUALITÀ: falsi assunti impediscono essere stessi. PSIC P SICOL OLOG OGIA IA E S SPI PIRI RITU TUAL ALIT ITÀ: À: alcuni alcu al cuni ni ffal alsi si ass a ssun unti ti c che he c cii im impe pedi disc scon ono o di e ess sser ere e no noii st stes essi si.

Gurdji Gurdjieff Gurd jieff eff parlava p par arla lava va dell’uomo d del ell’luo uomo mo come ccom omee di una “macchina”, eppure, come aveva dei allievi, compreso uno d eii suoii alli llievii, llo psichiatra p ps ichiatra Maurice Nicoll,, si occupava p pa va anch’egli, gli,, attraverso un approcap ppr p ocper cio alternativo e rivoluzionario p er la epoca, sua ep poca,, dello studio della psiche p iche ps umana. uman um ana. a. La La sua sua finalità final fin alit itàà però però non non eera ra della lo studio sstu tudi dioo de dell llaa psiche psic ps iche he fine fine a se se stesso, stes st esso so, nella tutte nell ne llaa sua sua scuola, scuo sc uola la,, come come iin n tu tutt ttee le tradizioni spirituali, trad tr adiz izio ioni ni sspi piri ritu tual ali, i, la la conoscenza cono co nosc scen enza za meccadeii nostri de nost no stri ri condizionamenti ccon ondi dizi zion onam amen enti ti e mec m ecca canismi psicologici rappresentava unaa ta tappa attraverso nism s i ps psic colog ogicci ra app ppreese senttav avaa un u tapp ppaa at attr t av aver e so cui cui u passare perr impa imparare p pa ssare pe p p rare a vivere conformemente al motto: «Essere nel mondo senza essere del mondo». Nel nostro Nel nost no stro ro istituto iist stit itut utoo riteniamo rite ri teni niam amoo lo studio sstu tudi dioo della dell de llaa psicologia psic ps icol olog ogia ia un utilissimo strumento che aiuta a integrare e comprendere più a fondo l’insegnamento della Quarta Via. A tal fine nelle dispense disp pense passate passate abbiamo dedicato numerosi articoli allo studio particolareggiato dell’apparato formatore, per conoscere quei codici che si e che fformano ormano nell’arco nell ll’’arco della dell lla nostra infanzia infanzia f h condiziocondiziod nano le nostre esistenze e la nostra visione del mondo. Recentemente ho scoperto libro, Italia, scop sc oper erto to un un li libr bro, o, mai mai edito edi edito to in in It Ital alia ia,, dello psichiatra Roger Gould, in cui egli individua quattro convinzioni fondamentali, che definisce “falsi assunti”, da cui ne derivano altre secondarie, che ci condizionano durante specifiche tappe della nostra esistenza. Tali falsi assunti sono determinati dai legami familiari e sono il risultato di una visione della realtà acquisita nell’arco della nostra infanzia. Ritengo che un breve riassunto del libro del dottor Gould1, possa costituire un ulteriore punto di vista per aiutarci a riconoscere e comprendere meglio quella serie di condizionamenti che in alcuni casi ci impediscono di essere psicologicamente autonomi e di esprimere pienamente l’unicità e la particolarità della nostro essere. Capita spesso che qualche piccola faccenda non risolta dal passato periodicamente si introduca nella nostra vita 1 Quanto segue in questo articolo è tratto dal libro Transformationgrowth and change in adult life di Roger Gould, M.D. edizioni Simon & Scuster 15

ac cura ura di Eva Eva M. M. Franchi Fran Franchi chi

ad dult lta, co nfond f dendo d llee nost tre adulta, confondendo nostre relazioni e disturbando il nostro dell sé. é Gould Gould ld d efi finiisce questa senso del definisce faccenda non risolta “coscienza dell de ll’iinf nfan anzi zia” a . Ogni Ogni volta vvol olta ta cche he ci ci dell’infanzia”. sent se ntia iamo mo aans nsio iosi si,, de depr pres essi si,, spaventaspav sp aven enta tasentiamo ansiosi, depressi, ti, inadeguati inad in adeg egua uati ti o iinf nfer erio iori ri,, e di dici ciam amoo a ti, inferiori, diciamo noi stessi stes st essi si «non «no «non n c’ c è un unaa buona buon bu onaa ra ragi gion onee noi ragione per se sent ntir irsi si ccos osì» ì», si sign gnifi ifica ca cche he questa q que uest staa per sentirsi così», significa cosc co scie ienz nzaa infantile infa in fant ntil ilee ha invaso inv invas asoo la coscienza nost no stra ra coscienza ccos osci cien enza za adulta aadu dult ltaa (2). (2)). Per (2 Per nostra conq co nqui uist star aree un unaa co cons nsap apev evol olez ezza za conquistare consapevolezza adul ad ulta ta d dob obbi biam amoo su supe pera rare re q que uell llaa de dell ll’iinf nfan anzi zia. a. adulta dobbiamo superare quella dell’infanzia. Lo sviluppo della mente sembra avere un obiettivo centrale, l’eliminazione delle distorsioni avvenute duranll’iinf nfan anzi ziaa ed i relativi rrel elat ativ ivii demoni demo de moni ni e m mar arch chin inge gegn gnii pr prot otet et-te l’infanzia marchingegni protetp nto di vista pu tivi che limitano le nostre vite. Da un punto dello sviluppo ideale, le esperienze costruite nel corso p tdella nostra vita dovrebbero farci abbandonare le aspe aspettative ingiustificate, i ruoli rigidi e quelli inflessibili che in qualche modo ci siamo sentiti imporre, permettendoci di diventare i padroni di noi stessi e di formare dentro di noi una coscienza più adulta e indipendente. Cominciamo a vivere in m mon ondo do llaa cu cuii pr pros ospe pett ttiv ivaa è ge gene nera rata ta un mondo prospettiva generata dalla nostra esperienza personale e non dal bisogno di protezione. Man mano che ci sentiamo più “adulti”, correggiamo la nostra richiesta infantile eccessiva ed abbandoniamo il bisogno di controllo completo della realtà circostante e quello di possedere l’amore di nostra madre. Arriviamo ad accettare che possediamo solo noi stessi. Nessun altro ci deve amore, attenzione, ammirazione o qualsiasi altra cosa. Non siamo più dei bambini dipendenti e impotenti, e possiamo finalmente guardare alla vita dal punto di vista indipendente di un adulto. L’acquisizione di una coscienza adulta, tuttavia, secondo il dottor Gould, nella maggior parte di noi si conquista attraverso una lenta evoluzione che copre un ciclo di quattro fasi comprese tra i 16 e i 50 anni. I meccanismi protettivi che disattiviamo in questa fascia di età includono non solo le azioni irrazio-

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(2) Provi spesso queste emozioni?


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ISBN 978-84-937668-6-3 140 pagine 14.8 x 21 Paperback  11,50 â‚Ź Settembre 2011

Eraclito: è stato un filosofo presocratico vissuto a Efeso fra il 520 e il 460 a.C., il quale, a causa del suo linguaggio particolarmente ermetico, fu soprannominato skateinos, l'Oscuro. I suoi aforismi, per i piÚ incomprensibili, si diceva avessero l’effetto di oltrepassare la mente condizionata di chi fosse disposto ad ascoltarli aprendo le porte a nuovi stati di coscienza. Dell’opera di questo pensatore sono giunti fino a noi 100 Frammenti.

George Ivanovich Gurdjieff: nacque nel 1869 ad Alexandropol (Armenia russa) ed è uno dei pochi riconosciuti grandi maestri occidentali vissuti nel secolo scorso. Dopo una giovinezza passata viaggiando e studiando culture diverse allora sconosciute, si dedicò interamente al lavoro sulla consapevolezza, intesa come mezzo per svegliare l'uomo dagli automatismi quotidiani per fargli riemergere potenzialità latenti.

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LA DISPENSA DI STUDIO MENSILE SULL'INSEGNAMENTO DI GURDJIEFF

I Misteri: l’origine dei riti e dei simboli che parlano alla nostra anima I falsi assunti che ostacolano lo sviluppo dell’adulto che è in noi (parte II)


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