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LaTeca

Istituto per lo Sviluppo Armonico

www.gurdjieff.es

#78 Maggio/2011

italia

LA DISPENSA DI STUDIO MENSILE SULL'INSEGNAMENTO DI GURDJIEFF

Speciale

LA TECA IN COLOMBIA La Quarta Via in pratica

LA NASCITA DEL DOLORE: lo sviluppo dei codici del CPF nell’infanzia Decifrando codici biblici ALTERNATIVA AL DENARO Il libro rosso: messaggi dall’inconscio L’ALBERO MAGICO La Saggezza degli gnostici:

IL VANGELO DI VERITÀ [2]

RISVEGLIO DELLA COSCIENZA IL

ISSN 2014-0657 78

€ 6.00 iva inclusa

ilustrazione: José Luis García Muedra

“I RACCONTI DI BELZEBÙ A SUO NIPOTE”


SOMMARIO italia

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Articoli di Studio

LA DISPENSA DI STUDIO MENSILE SULL'INSEGNAMENTO DI GURDJIEFF

filosofia, religione, storie di vite, teatro, danza, poesia e molto altro ancora...

LaTeca

6 Approfondimenti sul sistema I RACCONTI DI BELZEBÙ A SUO NIPOTE: Il risveglio della coscienza. Un articolo che aiuta a interpretare il significato del libro più importante, ma anche il più criptico, scritto da G.I. Gurdjieff.

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Fondatore Giovanni M. Quinti

10 Teoria e pratica della Quarta Via LA NASCITA DEL DOLORE: lo sviluppo dei codici del CPF nell’infanzia Secondo articolo dedicato all’approfondimento dell’apparato formatore, in cui si illustra come si formano i primi codici che condizioneranno la nostra vita.

Diret tore responsabile Eva Maria Franchi

Editore La Teca Associazione Culturale di Barcellona (ES)

14 Le origini della Quarta Via La Saggezza degli gnostici: IL VANGELO DI VERITÀ seconda parte Un divino romanzo in cui si narra di avvenimenti che accaddero da quando Qualcuno o Qualcosa decise di dare forma materiale all’Infinito...

Grafica José L. García Muedra

Riproduzione PrintColor - Barcellona

Collaboratori di questo numero Fabrizio Oliveto, Fabio Imbergamo, Chiara Masala, Mario Piana, Angelo Orlando, Eva M. Franchi, Sabrina Ruzzu, Antonella Cau, Lluís Serra Llansana, Luis Zaldo, Giovanni M. Quinti, Francesco Azzali.

Speciale 18 LA TECA IN COLOMBIA: La visita di Giovanni M. Quinti a Medellin Questo mese la consueta rubrica “intervista ai cercatori” è sostituita dalla cronaca della prima visita del fondatore del nostro istituto in Colombia.

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: lateca@lateca.info

Le nostre rubriche 1 Editoriale FILTRI a cura di Anna Di Giandomenico

Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.

2 Sezione Poetica CONTATTI… di Fabrizio Oliveto Dialoghi col Maestro LA SCELTA Cronache dal mondo alla luce della Quarta Via NOZZE REALI

Lo staf f di gurdjief f.es

La Quarta Via é un mensile prodotto e distribuito dalla Spagna, presso La Teca Istituto per lo Sviluppo Armonico di Barcellona. Per potersi mettere in comunicazione con la nostra Redazione potete telefonare (dall'italia) a questo numero telefonico, senza usare alcun prefisso internazionale: 0698357445. Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjief f.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati. Per riceverla direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G-64341225 Dep. Legale B-12791-2008 ISSN 2014-0657 78

#78

3 Quando si apre il Sipario SEGRETI SUL RUOLO Cos’è il teatro se non un gioco di seduzione? 4 ALL’OMBRA DI GAUDÌ PERFEZIONE AUTODISTRUTTIVA Ispirato al film Il cigno nero, l’articolo mette in guardia sul prezzo da pagare quando si aspira a tutti i costi alla perfezione. 22 Decifrando codici biblici ALTERNATIVA AL DENARO Il professor Lluís Serra, docente in teologia, filosofia e psicologia, ci guida al significato nascosto in alcuni brani delle Scritture Sacre. NEW!!

23 Il libro rosso: messaggi dall’inconscio L’ALBERO MAGICO Racconti in chiave simbolica sulla nascita della ferita affettiva. 24 Lettere in Redazione LA CORRISPONDENZA CON I CERCATORI Interessanti risposte ai quesiti dei nostri lettori; la condivisione come aiuto allo sviluppo personale. 25 CONSIGLI LETTERARI I BAMBINI CI INSEGNANO di Piero Ferrucci In cucina con Gurdjieff TORTINO DI ALICI


Editoriale

di Anna Di Giandomenico

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FILTRI

aro lettore e cara lettrice, non solo le neuroscienze, ma anche i moderni studi sulla biologia umana - pur non trascurando l’importanza che il patrimonio genetico ha nel determinare una serie di caratteristiche e di comportamenti nell’essere umano – sottolineano l’importanza delle percezioni-credenze che stanno alla base della nostra interpretazione della realtà. I moderni studi sulla biologia evidenziano che il corpo è simile a una macchina fotografica. Nella macchina fotografica il segnale ambientale – qualunque esso sia – viene captato dalla lente: essa vede qualcosa (ad esempio un bel panorama), la lente lo capta e lo trasferisce sulla pellicola, facendone una copia complementare. Nella biologia accade la stessa cosa, perché la cellula funziona come una macchina fotografica: qualunque cosa ci sia nell’ambiente, la membrana è come la lente. Capta l’immagine e la invia al nucleo dove si trova un database (lì sono archiviate le immagini). La cellula creerà una struttura fisica complementare all’ambiente. In altre parole, è il modo in cui vediamo il mondo che regola ciò che siamo. È interessante che la nostra percezione è l’interfaccia tra l’ambiente e la nostra struttura biologica (intesa come l’insieme delle caratteristiche fondamentali degli organismi viventi, in questo caso l’uomo); ma la nostra percezione è credenza e perciò le credenze agiscono da filtro tra l’ambiente reale e la nostra struttura biologica. Le nostre credenze filtrano, interferiscono e molte di esse sono state introdotte in noi prima che nascessimo, attraverso l’interazione con nostra madre (e con la sua percezione dell’ambiente) e nostro padre. A seconda del colore del filtro che utilizzo per guardare il mondo, posso vivere nell’amore o nella paura. È straordinario! La vita contiene tutto in sé, ma noi vediamo solo ciò che i nostri filtri di percezione ci permettono di vedere. Ed essi ci sono stati trasmessi dai nostri genitori, dalla scuola... Ci è stato insegnato come vedere la vita. Ciò che è splendido è che possiamo imparare ad accorgerci di questi filtri che interferiscono con la nostra vita, e a lavorare per disattivarli o, almeno, per indebolirli, creandone di nuovi. La dispensa di maggio ci conduce nell’approfondimento di questi filtri e di come acquisire la Conoscenza per creare nuove visioni della vita. Nell’articolo I racconti di Belzebu’ a suo nipote: il risveglio della coscienza, Chiara Masala e Mario Piana rivelano delle chiavi di lettura utili ad affrontare la lettura dell’affascinante “tomo” di Gurdjieff, che 1

contiene una parte importante del suo insegnamento. In tale opera Gurdjieff vuole far comprendere all’essere umano lo stato in cui si trova, cioè di “addormentamento della coscienza”, facendogli sorgere la consapevolezza che i punti di riferimento a cui spesso si ancora sono ingannevoli e passeggeri. Strettamente connesso a tale “addormentamento” è il funzionamento del Centro delle Prime Forme. Dopo l’articolo sull’apparato formatore, a firma del fondatore del nostro istituto, pubblichiamo Lo sviluppo dei codici del cpf nell’infanzia (1), un testo scritto da Sabrina Ruzzu e Antonella Cau. In una serie di articoli consecutivi, le autrici attirano la nostra attenzione sul panorama psichico interiore, per portare alla luce alcuni “codici” appresi e registrati nel centro delle prime forme nell’ambito delle relazioni con figure significative della nostra infanzia (in particolare con i nostri genitori). Tali codici —specifici delle diverse fasi dell’età evolutiva— falsano, come lenti deformanti, la nostra percezione della realtà (i famosi filtri). Continua, inoltre, il viaggio alla scoperta dei Vangeli dimenticati attraverso la seconda parte dell’articolo sul “Vangelo di Verità”, nella quale Fabio Imbergamo illustra il testo che riporta il ritratto dell’uomo che passa dall’ignoranza alla luce, dalla dimenticanza di se stesso alla vera esistenza. L’uomo che inizia a conoscersi si ama, si dà quello di cui ha veramente bisogno. Non si nutre del “cibo morto”, preconfezionato da persone che vivono nel sonno della coscienza. Lotta contro la tendenza a ricadere nei processi che lo allontanano dal raggiungimento dei propri obiettivi. Come può realizzare questo? Se l’Infinito diventa come l’uomo, ecco che l’impossibile diventa possibile! L’Infinito prende forma in Gesù e noi, conoscendo tale figura, conosciamo l’Infinito. Per ultimo, il viaggio si fa reale alla scoperta di... Medellin!! Al posto della consueta rubrica “Intervista ai cercatori” pubblichiamo la relazione, scritta da Walter Gilchrist, sul suo incontro con Giovanni Maria Quinti (fondatore del nostro Istituto) in Colombia. L’autore illustra la risonanza che il viaggio ha avuto grazie alle conferenze pubbliche e alle interviste radiofoniche e televisive rilasciate da Giovanni Maria Quinti. Descrive poi il forte interesse che esse hanno suscitato nei partecipanti, e il percorso personale che l’autore stesso ha intrapreso attraverso il contatto con una Guida vivente. Buona lettura! •


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POESIA di Fabrizio Oliveto

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CRONACHE DAL MONDO ALLA LUCE DELLA QUARTA VIA

di Francesco Azzali

Nozze Reali

Contatti Se guarderò il cielo penserò di raggiungerlo... Toccando la terra crederò di crescere... allora camminerò sulla soffice sabbia... Fermandomi davanti al mare, ne ascolterò la dolce melodia... come fuoco che brucia diventa impulso di amare. D

DIALOGHI COL MAESTRO

La scelta

Edi LaTeca

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Lluís Se

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Edi LaTeca

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LaTec llo Armónico Desarro para el Instituto

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Una raccolta dei migliori articoli del Prof. Luis Serra Llansana pubblicati dalla nostra dispensa.

libertad amor y la verdad, el sí hacia la mación de La transfor

Edi LaTeca

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re al requie person siempre ciencia dad, de la conla personali ento y ea nocimi repliegues de ult a tar autoco o no res sueños es ino de En los El cam más largos. de toe ng añ r el au ia un mundo e realice su . ita des plazos Ev hac a qu nto . er un noveda surgen qu e est ar ate de la realidad toda person pese a recorr a. huir que, Ha y tante, e la pen o log No obs , porque sí misma yecto val cómoda frecuente. probará en Dante, el pro rcicio de diá to y eje e ien tentación interior, com e» como dic los como un desvelam tar artícu logo es desper arduo y silvestr de estos que todo diá funda. o o «camin do la lectura pro o en ordand cación Entien licenciadosofía tores, recexiste comuni lec L), con mis plicidad no ogía (UR ma) y Fil en Psicolriana de Ro món LLull de sin com Doctor Ra ego Claudio nsana: Pontificia Gr Universidad ra Lla rama de la Lluís Ser (Universidad profesor de io del Eneag ía Teolog ualmente es en el estud y artículos. sta (UB). Acta. Especiali erosos libros Barcelon Autor de num Naranjo.

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CODICI DI RISVEGLIO INTERIORE -84 ISBN 978

www.gurdjieff.es

«Cosa mi conviene fare?», chiede una donna incerta su una scelta. «Prenditi la libertà di fare ciò che non ti conviene», le risponde sorridendo il Maestro, «e scopri così di aver fatto la cosa più conveniente: un atto di volontà anziché di avidità».

di Codiciglio Risve ore InteluísrSeirra Llansana L

M

i è arrivata una e-mail avente oggetto “Nozze Reali”. L’ho aperta incuriosito e inconsciamente convinto che si trattasse di un fratello de La Teca che voleva condividere una riflessione sull’armonia conquistata tra Essenza e Personalità, tra Lupo e Agnello oppure tra il Bambino interiore e l’Adulto. Un matrimonio interiore. Invece, si trattava effettivamente della cerimonia di nozze inglesi tra il principe William e Kate. Ho pensato per un attimo agli scherzi che gioca il percorso della Quarta Via! Il percorso della Quarta Via ha invece lo scopo di vedere la Realtà. Quello che è davvero reale spesso è difficile da accettare. Soprattutto quando si affronta il tema della dimenticanza di se stessi, e di come ci si separa proprio delle cose più importanti. Il cortometraggio edito da La Teca -Casa Edtricice-, Il sonno di Rosetta, ci ha commosso raccontando una storia che ormai si è ripetuta più volte, e di cui sentiremo ancora parlare in futuro. Gli ultimi “Rosetta” si chiamano Elena e Jacopo. Jacopo, 11 mesi è stato lasciato solo in auto per circa 3 ore a Passignano sul Trasimeno, vicino Perugia. Da una prima ricostruzione degli investigatori il padre, che è un dipendente del circolo velico, doveva accompagnarlo al nido, ma si sarebbe dimenticato. La morte secondo le forze dell'ordine sarebbe legata a un arresto cardiocircolatorio causato «da una prolungata esposizione a raggi solari all'interno dell'autovettura del genitore. Elena di Teramo era stata lasciata 5 ore in auto dal padre Lucio, che era andato a lavorare convinto di aver già accompagnato la piccola alla scuola materna. Elena non ha mai superato lo stato di coma, nonostante un intervento chirurgico per la riduzione di un vasto edema cerebrale cui è stata sottoposta nelle ultime ore. I genitori della bimba hanno dato il loro consenso all’espianto degli organi. Nonostante lo strazio, la mamma ha difeso il padre: «Quello che è successo a Lucio», ha detto Chiara Sciarrini, incinta all’ottavo mese, «può capitare ad ognuno di noi, perché non ci si ferma mai». Le parole della madre sono davvero importanti perchè pronunciate da una persona resa adulta dal dolore, mentre un bambino avrebbe chiuso gli occhi alla verità. Invece, noi vogliamo provare a fermarci il più spesso possibile, per sentirci uniti al nostro bambino interiore in modo da non separarci da lui. Con il nostro bambino ora ci sono anche Elena e Jacopo che ci sussurrano: «Non lasciateci in fondo, non metteteci per ultimi... Ricordatevi oggi stesso delle cose più importanti...». •


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QUANDO SI APRE IL SIPARIO

di Angelo Orlando

Octavio Paz ha detto un giorno: «È sufficiente che un uomo chiuda gli occhi perché abbia il potere di far saltare nel suo pensiero il mondo». Io aggiungo, parafrasando: «È sufficiente che la palpebra bianca dello schermo possa riflettere la luce che le è propria per far saltare l'universo».

Luis Buñuel

SEGRETI SUL RUOLO

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aralleli nascosti. Uno schermo bianco come quello di un cinema che si spalanca e comincia la magia. Sottili canali che si aprono, rivelando il segreto delle immagini in movimento. Confini tra due dimensioni, come quello invisibile tra sonno e veglia o quello del punto più buio della notte che coincide con l’inizio della sconfitta delle tenebre e del lento avanzare della luce. Mi hanno sempre affascinato i segreti. E penso spesso al parallelo che esiste tra scena e vita. C’è un segreto da svelare lì? Scena e vita. Energia pura che si crea, nel momento in cui portiamo la nostra esperienza teatrale nella vita. E viceversa. Tutto è opposizione nella vita. Quella degli opposti è una vera e propria legge. Lo sappiamo, ce l’hanno detto, lo abbiamo studiato, lo abbiamo applicato, lo abbiamo sperimentato. E lo abbiamo dimenticato… E allora, cerchiamo di ricordarcelo di nuovo. Non si finisce mai di ricordare, così come non si finisce mai di dimenticare. La reminiscenza lotta da sempre con le forze dell’oblio. E il gioco degli opposti crea naturalmente tensione. Vi è mai capitato di desiderare tanto qualcosa? Nell’istante in cui respirate con forza questo desiderio, sapete che di fronte a voi c’è una forza uguale e contraria. Una forza che lo contrasta. La nostra vita è fatta di tanti piccoli bivi e su ogni bivio ci aspetta il nostro piccolo o grande oppositore. Eh già! (Come dice Vasco Rossi in una bella canzone di questi tempi). Da questo conflitto, nasce sempre tensione e questa genera energia. Lo sanno bene gli attori che lavorano sul ruolo in modo da non rivelare immediatamente allo spettatore tutto sul personaggio. Mi sono chiesto se questo principio sia valido anche nella vita. Se immagino la mia vita come un copione teatrale o come una sceneggiatura di un film, se penso di essere un personaggio della trama principale di questa storia che è la mia vita, mi accorgo di stare intrecciando tante altre e infinite storie. Mi accorgo anche che tutto diventa molto più interessante quando mi trovo di fronte a scelte, decisioni, svolte

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improvvise che mi portano lì dove c’è qualcosa d’ignoto, un segreto da svelare. Proprio come in un bel film dalla trama avvincente. Nella scrittura, sia in quella per il cinema, sia in quella destinata alla narrativa, accade la stessa cosa. Gli sceneggiatori che hanno fretta di svelare immediatamente la trama, si ritrovano con un testo che ben presto corre il rischio di annoiare. Dostoevskij avvisava gli scrittori di non rivelare subito le linee narrative principali delle storie, invitandoli a tenerle quanto più possibile nel segreto. Segreto. Eh già! La stessa cosa accade nel ruolo. E così come nel ruolo, accade anche con il nostro lavoro di attori. Non bisogna aver fretta di apparire come un libro aperto. Non bisogna aver paura di non essere capiti, compresi o accettati. Molti attori, invece, hanno fretta di essere riconosciuti e apprezzati fin da subito, e allora svelano o cercano di rivelare subito ogni cosa di sé. E allora cercano ad ogni costo il consenso immediato dei loro partner sulla scena o del regista. «Io sono…». È la frase che ho più sentito dire da attori che poi, sulla scena, si rivelavano prevedibili e noiosi. Conservare intatto il proprio approccio al testo o al ruolo e lasciar percepire che esiste un segreto che avete costruito tra voi e il personaggio, può regalare invece ai propri partner quella giusta tensione che li aiuterà a non farvi diventare ai loro occhi un partner banale ma, al contrario, interessante e sempre eccitante. Ciò accade anche nella vita e nel gioco della seduzione. E cos’è il teatro se non un gioco di seduzione? Il pubblico stesso non ha voglia di conoscere tutto e subito. Un personaggio deve conservare sempre qualcosa di enigmatico e deve ritardare il più possibile le risposte. Stessa cosa succede nella vita. E la cosa strana e meravigliosa è che tutti lo sanno. I segreti, a volte, restano nella mente più a lungo di qualsiasi risposta data. Tutti cercano il mistero e l’enigma della vita, ma nessuno - soprattutto se s’impara ad essere un onesto osservatore del meraviglioso spettacolo della propria vita - ha voglia di scoprirlo subito. •


Approfondimenti sul sistema

I RACCONTI DI BELZEBÙ A SUO NIPOTE: Il risveglio della coscienza

di Chiara Masala e Mario Piana

P

rima di iniziare la lettura del seguente articolo, riportiamo di seguito la “raccomandazione benevola” scritta da Georges I. Gurdjieff al momento della consegna all’editore del libro I racconti di Belzebù a suo nipote. In essa si riportavano le intenzioni del Maestro nella creazione dell’opera e si consigliava l’atteggiamento con cui ognuno dovrebbe porsi nel leggerla.

RACCOMANDAZIONE BENEVOLA Improvvisata dall’Autore al momento della consegna del libro all’editore «Le numerose deduzioni e conclusioni cui sono giunte le mie ricerche sperimentali sul profitto che gli uomini contemporanei possono trarre dalle nuove impressioni, prodotte da ciò che leggono o ascoltano, mi riportano alla memoria un detto popolare, pervenutoci dalla notte dei tempi, che recita: “Qualsiasi preghiera può essere sentita dalle forze superiori e venire esaudita, a condizione che sia ripetuta tre volte: la prima per il bene o il riposo dell'anima dei nostri genitori; la seconda per il bene del nostro prossimo, e la terza soltanto per il nostro proprio bene”. Ritengo quindi necessario, sin dalla prima pagina di questo primo libro pronto per le stampe, di dare il seguente consiglio: Leggete tre volte ciascuna delle mie opere: la prima volta, almeno nel modo meccanico in cui vi siete abituati a leggere i vostri libri e giornali; la seconda volta, come se la leggeste a un ascoltatore straniero, e la terza volta cercando di penetrare l'essenza stessa di ciò che dico. Soltanto allora sarete in grado di formarvi un giudizio imparziale, vostro e soltanto vostro, sui miei scritti. E soltanto allora si realizzerà la mia speranza: che riceviate, secondo la vostra comprensione, lo specifico beneficio che ho previsto per voi e che vi auguro con tutto il mio essere». Georges Ivanovich Gurdjieff

I racconti di Belzebù a suo nipote è uno dei pochi libri scritti dal maestro armeno Gurdjieff. Solitamente egli preferiva tramandare il suo insegnamento per via orale, piuttosto che attraverso gli scritti; il caso però ha voluto che rimanesse vittima di un incidente d’auto e non potesse svolgere il suo Lavoro in maniera consueta. Così, nel lungo periodo di convalescenza che seguì, egli capì 6

che era il momento propizio per scrivere un’opera, che fino a quel momento era rimasta solamente nelle sue idee. Tale opera, purtroppo rimasta incompiuta, fu pubblicata col titolo Del tutto e di tutto e, nel piano di Gurdjieff, doveva essere una raccolta di dieci volumi suddivisi in tre serie: • la prima serie, in tre libri, comprende I racconti di Belzebù a suo nipote e Critica obiettivamente imparziale della vita degli uomini; • la seconda serie, in due libri, comprende Incontri con uomini straordinari; • la terza serie, in cinque libri, comprende La vita è reale solo quando “Io sono”. Lo scopo principale della prima serie, come si legge nell’introduzione del libro, è di estirpare dall’essere umano le nozioni preconcette e illusorie che si sono cristallizzate meccanicamente dentro di lui attraverso l’educazione e l’adattamento al mondo, le quali gli impediscono un’apertura mentale più ampia e una comprensione più reale di se stesso, del mondo e dei fenomeni che in esso accadono. Gurdjieff vuole sradicare nel sentimento e nel pensiero del lettore ogni tipo di pregiudizio e preconcetto, per far intravedere la possibilità di un approccio diverso all’esistenza e rendere così possibile il formarsi di una “ragione oggettiva” (1). Nel primo capitolo del libro, intitolato Il risveglio del pensiero, l’autore descrive i suoi stati d’animo nell’intraprendere quest’attività, per lui del tutto nuova, di scrittore. Egli afferma che in alcuni momenti si sentiva sommerso dai propri pensieri ed era tentato di avvalersi di quella proprietà dello psichismo umano di “rimandare tutto a domani”, e di pensare che qualcun altro avrebbe potuto svolgere questo lavoro al posto suo (2). Tuttavia, considerando che probabilmente non gli restava molto tempo da vivere, Gurdjieff prese coraggio e iniziò la stesura del primo capitolo. Nel primo paragrafo leggiamo che fra tutte le convin?

(1) Cos’è, secondo te, la “ragione oggettiva”? (2) Ti è mai capitato di pensare la stessa cosa e

rimandare la tua attività a un “domani”? Perché, secondo te, l’essere umano tende a rimandare le cose a un giorno futuro?


Approfondimenti sul sistema

“I RACCONTI DI BELZEBÙ A SUO NIPOTE” - Il risveglio della coscienza

zioni che si sono formate nella sua presenza integrale1, ce n’è una profondamente radicata: quando un essere umano deve realizzare qualcosa di completamente nuovo e di una certa portata, sente il bisogno dentro di sé di chiedere l’aiuto di forze invisibili che ritiene superiori a lui. Tale invocazione, nel corso del tempo, si è modificata più volte e oggi giorno suona così: «Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen»2. Dopo aver chiesto la protezione di queste forze superiori e aver dichiarato il proprio intento, Gurdjieff non poteva che sentirsi nella condizione migliore per intraprendere con spirito positivo quanto si era ripromesso (3). In seguito, l’autore si pone il problema del linguaggio da utilizzare. Gurdjieff non vuole adottare un linguaggio di buon gusto letterario, che era quello in voga da diverso tempo tra gli autori contemporanei, poiché - a suo dire serve unicamente allo scopo di cullare il sonno di lettori già profondamente addormentati, e non certo a favorirne il risveglio. Nel corso del tempo, inoltre, eruditi e studiosi hanno manipolato le strutture grammaticali in modo tale da rendere il linguaggio letterario uno strumento di comunicazione troppo astratto e, dunque, inadatto a trasmettere immagini e significati precisi che possano esser integrati nella vita pratica e reale delle persone: curando esclusivamente la forma, è andata persa la sostanza. Gurdjieff, quindi, decide di adottare un modo di scrivere simbolico e allegorico, che richiede un tipo di pensiero più intuitivo e analogico per essere compreso. A livello di pensiero razionale, infatti, sono moltissimi i passaggi che non si comprendono e spesso, alla fine di paragrafi piuttosto lunghi e complessi, proprio dove ci si aspetterebbe di trovare una formula che ne riassuma miracolosamente il significato, si scopre un termine impronunciabile che probabilmente è un assemblaggio di linguaggi misteriosi o di fatto inventati. Tutto ciò richiede uno sforzo da parte del lettore che, ansioso di carpirne i segreti in maniera razionale, inevitabilmente rischierà di far evaporare gran parte del proprio wetware. Questo libro, dunque, serve a capire che non è un modo 1 Il

termine “presenza integrale” è qualcosa che investe tutti gli aspetti del proprio essere: non solo quello emozionale, intellettuale e fisico, ma anche aspetti profondamente sepolti nella parte inconscia della psiche, e quindi il proprio essere globale.

2 Cfr. “I racconti di Belzebù a suo nipote”, G.I.Gurdjieff, ed. Neri

Pozza, pag. 13.

?

(3) Hai mai chiesto l’aiuto di “forze superiori”

per intraprendere l’inizio di qualcosa di nuovo? Cosa ti ha spinto a farlo?

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di Chiara Masala e Mario Piana

di pensare per associazione e razionale che può portare alla reale comprensione, ma una modalità di pensiero più intuitiva, analogica e libera dai preconcetti, capace di arrivare direttamente all’essenza delle cose.

CHI ERA BELZEBÙ?

Monsieur Gurdjieff nell’improvvisarsi scrittore non ha rinunciato alla marcata tendenza ad insaporire le sue pietanze.

? Chi è Belzebù? Possibile che un tizio con un tal nome debba esser il più adatto a criticare la condotta degli uomini?

Bisognerà senz’altro astenersi dal giudicare, finché non si sia giunti ad una visione più chiara. Belzebù, grazie all’intelligenza che aveva dimostrato, prestava servizio sul Santissimo Sole Assoluto, residenza del nostro comune Santissimo Padre Celeste e centro dell’universo. Tuttavia, la sua esuberanza giovanile lo spinse a criticare alcune leggi universali e persuase molti giovani della fondatezza delle sue valutazioni, rischiando di fomentare una rivolta. Il Padre Assoluto, informato dello stato di cose, si vide costretto ad esiliare Belzebù insieme al suo seguito, ingiungendogli di vivere all’interno del sistema solare Ors (il nostro sole) nella periferia dell’universo. Durante il suo esilio, Belzebù visitò sei volte il pianeta Terra e in una di queste visite ebbe modo di aiutare il


Teoria e pratica della Quarta Via

L’APPARATO FORMATORE: lo sviluppo dei codici del CPF nell’infanzia –1–

di Sabrina Ruzzu e Antonella Cau

I

n un articolo pubblicato sul precedente* numero della rivista, abbiamo potuto osservare come funziona il nostro Centro delle Prime Forme. Abbiamo potuto scoprire come le associazioni che si vengono a creare al suo interno diano vita a veri e propri codici, schemi di comportamento che si ripetono in maniera inconscia e meccanica, condizionando, guidando e spesso determinando la nostra vita. «Non ne sarò mai capace!» «Non mi amerà nessuno…» «Non sono abbastanza intelligente» «Tanto finirà male!» Sono solo alcuni esempi di questi codici che risuonano dentro di noi e che limitano il nostro esistere. (1)

tutte le esperienze successive. Proviamo a fare un esempio: chi possiede il codice «io non sono intelligente» passerà la propria vita con questa convinzione profonda, anche quando la realtà sembrerà smentirlo. Devo dire che questo è uno dei miei codici: ricordo che quando a scuola prendevo un bel voto, mi stupivo e pensavo che l’insegnante si fosse sbagliata. È una convinzione che mi ha accompagnato nel corso degli anni e nulla, neanche ricevere un’alta votazione al diploma o il fatto di vincere i concorsi per l’abilitazione all’insegnamento, mi faceva dubitare; attribuivo tutto alla fortuna, al caso e non riuscivo a riconoscere le mie capacità: «Sei stata fortunata: non si sono accorti di quanto sei tonta!». Nessun fatto esterno avrebbe potuto scalfire questa certezza perché la realtà esterna veniva “interpretata” attraverso quel codice. (2) In questa serie di articoli vogliamo quindi provare a lanciare uno sguardo nel nostro panorama psichico interiore, per portare alla luce alcuni “codici” appresi e registrati nel centro delle prime forme nell’ambito delle relazioni con i nostri genitori e con altre figure significative della nostra infanzia che falsano la nostra percezione della realtà.

Dal momento in cui ogni codice si forma, esso funzionerà come un filtro, una lente deformante attraverso cui passeranno * La Quarta Via n. 77 CPF, Come liberarsi dal dolore. ?

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(1) Ascoltati: riesci a distinguere in te qualcuno di questi codici?

e? c a cap

Non ho

Non mi amerà

CPF

Questi schemi sono le fondamenta dei nostri “io”; sono “istruzioni” che abbiamo introiettato e registrato nel nostro inconscio, nell’ambito delle relazioni con i nostri genitori e altre persone per noi significative sin dall’inizio della nostra esistenza. Possiamo chiamarli codici strutturali: sono la struttura su cui poggia la nostra identità e attraverso essi noi fondiamo la nostra relazione con noi stessi. Solitamente iniziano con «io sono» oppure «io non sono... »; per esempio: «io sono brutto», «io non sono capace». Si sono formati sulla base di mandati genitoriali (cosa devi fare) e attributi genitoriali (come devi essere) e, con il passare del tempo, hanno creato le maschere ed i ruoli che ora sentiamo di indossare e di recitare nella nostra vita di adulti.

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Affronteremo in ogni articolo una fase diversa dell’età evolutiva. Ognuna di queste fasi ha caratteristiche specifiche, perciò in ognuna si possono generare codici diversi e specifici, scolpiti in maniera profonda nel nostro inconscio. Partiremo dai codici che si possono formare sin dalla vita intrauterina, per passare poi - nei successivi articoli - ai primi nove mesi di vita, dai nove ai trentasei mesi, dai tre ai sei anni, fino ad arrivare all’età scolare. ?

(2) Sei d’accordo?

Puoi fare un esempio che ti riguardi?


Teoria e pratica della Quarta Via

L’Apparato Formatore: lo sviluppo dei codici del CPF nell’infanzia

di Sabrina Ruzzu e Antonella Cau

In alcuni articoli sul CPF pubblicati precedentemente, na: nel suo CPF ha semplicemente costruito una relazioabbiamo visto diversi esempi di come tutto questo possa ne tra il suo comportamento e quello della madre, e avvenire: il bambino, il neonato si sente un alieno in adotta la strategia che gli permette di soffrire il meno questo nuovo mondo nel quale è capitato. Tutto è nuovo possibile. e difficile, tutto deve essere Infatti, l’obbedienza a imparato ed interpretato «Dentro di me questi codici danno questo codice (il mio perché possa sopravvivere; voce a una sorta di genitore interno, pianto = mamma arrabogni gesto, azione, tono di biata = io sono sbagliato voce, rumore, sensazione molto più severo del genitore reale...» perché faccio arrabbiare vengono registrati e il neonala mamma) protegge il to inizia a stabilire collegamenti (anche in modo assolumio piccolo bambino interno, la mia essenza, dall’essere tamente illogico) tra tutto ciò che accade fuori e dentro sgridato dai miei stessi genitori. Dentro di me questi di lui. Queste associazioni hanno lo scopo di permettercodici danno voce a una sorta di genitore interno, molto gli di interpretare la realtà in relazione ai suoi bisogni; più severo del genitore reale, che, nel tentativo di grazie a queste associazioni, lui troverà strategie per proteggermi, ripete ciò che ha sentito tante volte da cercare di ottenere una soddisfazione ai suoi bisogni e in mamma o da papà: «Devi stare attento! Non sei seguito, quando non funzioneranno per tale scopo, utilizcapace!». (3) zerà tali associazioni per limitare la sofferenza che ne deriva. Ma, se è vero che l’obbedienza a questo codice mi Con il passare del tempo esse divenrisparmierà una sgridata, è anche vero che limita tano vere e proprie istruzioni, l’espressione del mio reale sentire: se voglio essere accetcodici di comportamento. tato e amato non posso esprimere ciò che sento, non posso essere me stesso; devo essere diverso da Immaginiamo un piccolo come sono. Devo essere altro da me. (4) bimbo: corre felice, quando all’improvviso cade e si Tutti i codici nascono quindi intorno alla sbuccia il ginocchio. Il parte più essenziale e fragile di noi nel dolore è forte, così come lo tentativo di difenderla, ma con il tempo spavento; il pianto e le lacrifiniscono per imprigionarla, circondanme arrivano spontanee; dola con una spessa coltre che troppo protende le braccia alla ricerca spesso la nasconde alla nostra vista (anche della mamma e un grido sta per se non alla nostra percezione). irrompergli dalla gola. In quel Nel corso degli anni il nostro piccolo bamgrido c’è tutto il suo bisogno di bino interno è stato ferito molte volte e essere rassicurato, tranquillizzato. molte volte si è dovuto difendere: il suo genitore interMa improvvisamente succede no è diventato sempre più severo, giudicante, limitante, qualcosa: tante altre volte, quando coercitivo. Parlando in termini gurdjieffiani, la corazza aveva provato quello stesso dolore aveva richiesto che ha costruito per evitare di soffrire ulteriormente l’attenzione della madre, ma quando lei gli si era avviciormai lo tiene prigioniero. nata non gli aveva sorriso affatto! Si era avvicinata con Anche oggi che siamo cresciuti, gli schemi e i codici che uno sguardo per niente dolce, urlando «Hai visto cosa hai riproponiamo nelle nostre relazioni con gli altri e con fatto! Non riesci mai a stare fermo!». Era capitato anche noi stessi, sono gli stessi che quel genitore introiettato che al dolore che già provava, si era aggiunto quello di un ripete a quel piccolo bambino ferito che vive nel nostro colpo infertogli dalla madre: «Non vuoi proprio capirlo inconscio. Siamo diventati grandi, ma non siamo divenche non lo devi fare! Mi fai spaventare a morte!». Era tati adulti. stato peggio di ogni altro dolore. Allora pian piano le braccia si ritraggono, il grido si blocca nella gola, il pianto si fa silenzioso. Il suo bisogno di essere tranquillizzato ? (3) In quali occasioni senti maggiormente la non può essere soddisfatto; anzi, deve essere negato; è voce di questo genitore interno? meglio che non venga neanche mostrato. Puoi fare un esempio? Tutto questo processo avviene naturalmente sotto il livello della coscienza; il bambino non riflette, non ragio11

(4) Hai mai avuto la percezione di non potere essere te stesso?in quale occasione?


La Saggez za degli gnostici

IL VANGELO DI VERITÀ

–2–

di Fabio Imbergamo

D

opo aver raccontato, per così dire, la “storia” narrata dal Vangelo di Verità, e dopo aver fornito le note necessarie per collocarlo nel panorama dello gnosticismo, vorremmo ora portare l’attenzione su alcuni aspetti partendo dalla figura del narratore, ovvero dell’autore:

dall’ignoranza alla luce, dalla dimenticanza di se stesso alla vera esistenza:

«Quanti non sono ancora pervenuti all’esistenza ignorano colui che li ha fatti. Io, dunque, non affermo che quanti non sono ancora pervenuti all’esistenza sono un nulla: essi sono in lui.» 27:3036 [18].

Il passaggio da “addormentati” a “svegli” è reso possibile dall’intervento dello Spirito Santo, che «diede loro i mezzi per conoscere la gnosi del Padre e la rivelazione del Figlio» 30,22-23 [20], e da Gesù-Cristo-LogosSalvatore, che «annunziò cose nuove, parlò di quanto è nel cuore del Padre, proferì il Logos perfetto» 31,10-11 [22]. Non solo: Gesù annienta ogni forma di sofferenza cui è soggetto l’uomo, capovolgendo la visione di un Dio che da punitivo diventa simbolo di accoglienza e perdono:

Siamo a circa metà del testo, quando succede una cosa che non può non colpire il lettore: l’autore, dopo aver introdotto e raccontato la storia su cui è basato il vangelo, inizia a parlare in prima persona, introducendo temi di straordinario interesse. Innanzitutto chiarisce la posizione di coloro che «non sono ancora pervenuti all’esistenza». Che fine faranno? Sono per sempre condannati a vagare nell’oblio? Il Padre non si occupa di loro? Il messaggio è sicuramente positivo: «…essi sono in lui», cioè nel Padre. Il PadrePleroma, infatti, per definizione contiene tutto! «Quando egli vorrà, e se egli vorrà, in un momento futuro essi perverranno all’esistenza» 28,1-2 [18]. “Pervenire all’esistenza” per gli gnostici vuol dire svincolarsi dalle catene della paura e uscire da quello stato di coscienza limitato rappresentato dall’oblio, creando un collegamento interiore fra se stessi e la realtà più grande del Padre-Pleroma. «Quando risplende la Luce, comprende che la paura da cui era preso, è nulla. Erano talmente ignoranti del Padre che non lo vedevano» 28,30-32 [19]. E il testo prosegue dipingendo un bellissimo quadro in cui è rappresentato il ritratto dell’uomo che passa 14

«Si comportarono così tutti coloro che erano addormentati, allorché erano ignoranti; così si levarono, allorché si svegliarono» 30,9-11 [20].

«Pose termine ai castighi e ai supplizi, giacché erano questi che distoglievano dal suo volto quanti, invece, avevano bisogno della sua misericordia...» 31,2223 [22] (1) E con la parabola del “buon pastore e la pecorella smarrita”1 si conclude una sezione incentrata sulla figura di un Salvatore che dà se stesso per la salvezza di coloro che gli sono stati affidati. Da 32,32 [25] ricompare la figura dell’autore con una nuova sezione in cui egli esorta coloro che sono giunti alla conoscenza di Sé e del Padre-Pleroma a parlare della Verità, ad assistere coloro che sono in cammino, a curarsi di se stessi respingendo tutto ciò che ormai è stato dimostrato essere inutile e dannoso. Abbiamo qui precise 1

?

Cfr. Mt 18,10-14; Lc 15,3-7

(1) Medita alcuni minuti su questa frase: «Pose

termine ai castighi e ai supplizi, giacché erano questi che distoglievano dal suo volto quanti, invece, avevano bisogno della sua misericordia». Poi prova a commentarla, cercando di entrare in contatto con la tua parte essenziale.


La Saggez za degli gnostici

IL VANGELO DI VERITÀ -2-

di Fabio Imbergamo

indicazioni rispetto a tre linee di lavoro, che coincidono con i punti fermi di tutti i percorsi di crescita interiore. La prima linea riguarda la testimonianza e la diffusione dell’insegnamento:

Le tre linee esposte sono da sempre i tre ambiti di lavoro di Iniziati e Scuole di Conoscenza, e anche nel nostro Istituto sono adottate con modalità adeguate al periodo e alle condizioni sociali in cui si vive2 (3).

«Dite, dunque, di cuore che questo giorno perfetto siete voi, che in voi abita la luce inestinguibile. Parlate della verità con coloro che la cercano, della gnosi con coloro che – nel loro cuore – hanno peccato. Voi siete i figli della gnosi e del cuore!» 32,32-36 [25].

L’autore del Vangelo di Verità a questo punto prende una direzione precisa: da vero Maestro di Conoscenza ha ben chiaro l’obiettivo a cui vuole portare il lettore, obiettivo che da 34,1 [26] comincia a delinearsi all’orizzonte così come la Stella del Mattino preannuncia il punto del cielo in cui a breve sorgerà il Sole. Egli vuole condurre il lettore a immaginare una realtà in cui tutti coloro che anelano al Padre si innalzano sino a fondersi profondamente in Lui:

La seconda linea è il servizio verso chi ha bisogno, la vicinanza alla debolezza, alla sofferenza altrui, al limite insito nella natura umana. Assistere tutti coloro che vivono nell’oblio, che “dormono” e che a causa di questo sonno conducono vite di pene e depressioni: «Rinforzate il piede di coloro che vacillano, tendete la mano agli infermi. Nutrite quanti hanno fame, consolate coloro che soffrono, innalzate quanti lo desiderano, innalzate e svegliate coloro che dormono. Voi, infatti, siete la coscienza che attrae. Se la forza agisce così essa diventa ancora più forte» 33,111 [25]. La terza linea di lavoro è il lavoro verso se stessi, in cui ci si cura delle proprie necessità e dei propri reali bisogni, cercando di evitare l’esposizione e l’assimilazione di ciò che può farci del male. Sembrerebbe quasi un’esortazione inutile; tuttavia, guardando attentamente la realtà in cui vive l’uomo, è impossibile non osservare quanto le persone intraprendano attività e si sottopongano a processi dannosi, imprigionati in un circolo vizioso che rischia di trascinare le loro vite in un baratro (2). L’autore del Vangelo di Verità sembra tenere molto a questo punto e lo fa capire servendosi di immagini incisive: «Non rivolgetevi a quanto avete vomitato, per nutrirvene. Non diventate tarme, non diventate vermi: sono cose che avete definitivamente respinto. Non diventate un luogo del diavolo, perché l’avete definitivamente distrutto.» 33,15-21 [25].

«Il Padre è in loro, ed essi sono nel Padre...» 42,2829 [42]. E non solo questo farà l’autore, ma, come vedremo fra breve, si spingerà ancora più avanti! Per conseguire tali obiettivi, intraprende un percorso costellato di bellissime metafore tratte dalla tradizione neotestamentaria: «Il Padre ama il proprio profumo e lo manifesta in ogni luogo; se esso si mescola con la materia, egli comunica il suo profumo alla luce e, nel suo silenzio, egli permette che assuma ogni forma e ogni suono» 34,3-7 [26]. Il Profumo del Padre è lo Spirito Santo, che tutto pervade e che viene percepito da colui che attende la salvezza come un aroma che costantemente gli ricorda che esiste una realtà più grande, una realtà che trascende la materia. «Per tale motivo l’incorruttibilità ha soffiato: ha inseguito colui che aveva peccato affinché trovasse il riposo» 35,24-26 [28]. Il termine “peccato” va inteso in senso etimologico, come “mancare l’obiettivo”. Perché colui che ha peccato, in realtà, manifesta una deficienza che il Padre-Pleroma colma attraverso il suo perdono, così come:

L’uomo che inizia a conoscersi si ama, si dà quello di cui ha veramente bisogno. Non si nutre del “cibo morto” preconfezionato da persone che vivono nel sonno della coscienza, lotta contro la tendenza a ricadere nei processi che lo allontanano dal raggiungimento dei propri obiettivi. ?

(2) Riesci a distinguere le cose che sono dannose per te? Porta alcuni esempi.

15

2

Per un’esposizione dettagliata cfr. la serie di articoli “Le tre linee di lavoro” in La Quarta Via del Dicembre 2007 e numeri seguenti.

?

(3) Conosci le tre linee di lavoro insegnate da

Gurdjieff? C’è differenza dalle tre linee di lavoro di cui parla l’autore riferendosi al Vangelo di Verità?


Speciale

LA TECA IN

COLOMBIA

18

Informiamo i let tori che questo mese, al posto della consueta rubrica “Inter vista ai cercatori�, pubblichiamo la relazione scrit ta da Walter Gilchrist sul suo incontro con Giovanni M. Quinti (fondatore del nostro Istituto) in Colombia. Le inter viste riprenderanno a par tire dal prossimo numero. La redazione INTER VISTA


Speciale

LA TECA IN COLOMBIA

di Walter Gilchrist B.

Introduzione

di Francesco Azzali

LA VISITA DI GIOVANNI MARIA QUINTI A MEDELLIN, COLOMBIA: Quando ci siamo incontrati all’aeroporto Barajas di Madrid credo che nessuno di noi quattro avesse chiaro in mente il reale motivo per cui partiva. Ma Claudia, Gabriele, Giovanni ed io eravamo fiduciosi che avremmo trovato la risposta in Colombia. Ognuno la sua. Almeno una cosa certamente ci incuriosiva: a Medellin c’era una domanda. Nel film Matrix l’affascinante Trinity sussurra a Neo: «È la domanda che ti ha spinto fino qui!». Nel nostro caso la domanda era impersonata dalla figura di Walter Gilchrist, ingegnere chimico colombiano che da tempo aveva contattato La Teca senza desistere né scoraggiarsi per i frequenti rinvii imposti da Giovanni. Nemmeno quando ci siamo finalmente incontrati, dopo un volo “emozionante” sulla cordigliera andina, tra Bogotà e Medellin, la domanda implicita di Walter ha avuto immediata risposta. Il quadro si è delineato piano piano, con il reciproco ascolto e con il nostro gruppo che si stringeva e si armonizzava via via. Il lavoro è stato molto sottile. Da un lato, in noi italiani avveniva un processo di fusione mentre condividevamo percezioni, impressioni e stati d’animo, dall’altro in Walter cresceva la fiducia. Il programma, molto intenso, era concentrato in sole due settimane: sei conferenze, svariate interviste a radio e televisioni e, infine, un seminario sull’Enneagramma. Giovanni, malgrado la puntuale preparazione di ogni incontro, come un’antenna in grado di captare le sensazioni provenienti dalle persone, modulava le interviste e le conferenze in funzione di ciò che percepiva in quel momento. Senza strategie predefinite, ma lasciandosi guidare dalle vibrazioni del nuovo ambiente. Così si è rapidamente creata una grande empatia con i partecipanti agli eventi. Le persone che abbiamo conosciuto alle conferenze e i nostri nuovi amici colombiani, Walter e Claudia, ci hanno regalato la loro umanità, accompagnata da un’ospitalità e una gentilezza straordinarie. Lì abbiamo piantato nuovi germogli e siamo tornati molto più ricchi. • 19

I TRE LIVELLI di Walter Gilchrist B.

tradotto da Eva M. Franchi

D

esideriamo rendervi partecipi della gradita e feconda visita che Giovanni M. Quinti ha fatto nel nostro paese durante lo scorso mese di marzo. Crediamo, anzi siamo sicuri, che questa visita sia stata guidata dall’alto, perché io e Giovanni non ci eravamo conosciuti prima. Entrambi ci siamo esposti a un rischio: lui di trovarsi di fronte a un programma male organizzato, io di trovarmi con una persona complicata. Ma, grazie a Dio, ho incontrato in Giovanni un essere che ha realizzato un profondo lavoro interiore e che ha un’ampia conoscenza delle problematiche dell’essere umano; e credo che lui abbia trovato un paese aperto agli insegnamenti della Quarta Via e persone molto interessate al lavoro interiore nonché bisognose di ricevere guida e appoggio.


VILLA CAGNOLA Gazzada VARESE

SEMINARIO 22 - 23 e 24 Luglio 2011

LaTeca

INFORMAZIONI SUL SEMINARIO

Dal 22 al 24 Luglio presso il Centro Convegni di Villa Cagnola, Margherita Gurdjieff, fondatrice dell’Istituto Gurdjieff in Armenia, incontra Giovanni M. Quinti, fondatore dell’Istituto per lo Sviluppo Armonico La Teca in Italia, Spagna, Svizzera e Colombia.

• 0698357445 (Patricia) • 3478277354 (Cristina) • 3281996206 (Anna) • 0034 664669664 (José Luis) • MAIL: lateca@lateca.info

www.gurdjieff.es

Prenotatevi subito! Posti limitati! L’EVENTO È APERTO A TUTTI COLORO CHE DESIDERANO PARTECIPARE E SI PUÒ SEGUIRE SIA COME SEMINARIO RESIDENZIALE CHE NON

RESIDENZIALE

La G vit IO ur a dj di ie m ff o ns G ie ur ur sp dj iri ief tu f: al lo e s IL de vi S ll’ lup D O in p IR N di o O NO vi SE du TT o A

17:25

18:40

22:00

Istituto per lo Sviluppo Armonico

08:00

11:35

16:15

Confraternite della Teca in Italia e all'Estero

ROMA SEDE CENTRALE E NAZIONALE Via dei Quintili 89/91 00175 Roma (RM)

Referente: Fr. Alessandro Albanese +39 (333) 4763495 Accesso solo su invito LEGNANO Via Carlo Cattaneo, 95 20025 - Legnano (MI)

Referente: Fr. Giuseppe Rossetti +39 (347) 8277354 Accesso solo su invito SASSARI Via Taramelli, 6 07100 - Sassari (SS)

Referente: Sr. Antonella Cau +39 (339) 3494060942 Accesso solo su invito TRENTO Via San Pio X n° 93 38100 - Trento (TN)

09:40

SABATO 23

VENERDÌ 22

LaTeca

ed

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ita zi on O r e de igin lle i e em de oz ll’in io fl Le ni ue ne nz de ori g ga a lla in tiv Q i e ua rt a Ip Vi a di rinc G ip ur i d dj e ie ll’i La ff n se M gn us am ic a Le en di to da G nz ur dj e PR di ie ff G C OIE u IN Z rd EM IO jie ff AT NE O DI G T M RA R ed FI E C ita C O I zi RT o L’i ne I ns G e ur gn dj a ie m f f en C e to he la d e c ps i a os ic co 'è ol sa u og na s ia Ta er S vo c v do la e uo un la m R an ot M de on ae st da da: ro Fi p ne ar te de de il av lp or ub ie bl sa ic o lu ti

GRAM

MA

PRO

G.I. GURDJIEFF E LA QUARTA VIA Incontro con Margherita Gurdjieff e Giovanni Maria Quinti

Referente: Sr. Anna Di Giandomenico +39 (339) 5793091 Accesso solo su invito

TORINO Via Ada Marquesini Gobetti, 4 10100 - Torino (TO)

+39 347.714.34.28

AREZZO-PRATO Referente: Fr.Fabio Imbergamo fabioimbergamo@gmail.com

+39 (328)9763837

LUGANO Referente: Fr. Dario Panigada LUGANO (SVIZZERA) switzerland@quartavia.org

+41 (0)76 502.23.50

BARCELLONA Gran Via, 204 bis, local 4 08004 - Barcellona - Spagna

Referente: Sr. Joana M. Acedo lateca@lateca.info MADRID

Referente: Fr. Giovanni M. Quinti lateca@lateca.info

17:30 18:45

22:00

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11:15

14:45

16:30

DOMENICA 24

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LA DISPENSA DI STUDIO MENSILE SULL'INSEGNAMENTO DI GURDJIEFF

filosofia, religione, storie di vite, teatro, danza, poesia e molto altro ancora...

NEL PROSSIMO NUMERO LA SAGGEZZA DEGLI GNOSTICI: Il Vangelo di Giuda - parte I

LA DISCIPLINA SANA

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