Issuu on Google+

LA QUARTA VIA www.gurdjieff.es

LaTeca

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Dispensa di studio #71

IT // Versione italiana

Le origini della Quarta Via

I MITI GNOSTICI DELL'ANIMA [4] IL VANGELO DI TOMMASO II

Ottobre/2010

Prezzo

â‚Ź 6.00 iva inclusa

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Approfondimenti sul sistema

IL GRUPPO NELLA QUARTA VIA: come sono strutturati i gruppi nel nostro Istituto

ASTROLOGIA E ENNEAGRAMMA I simboli e il loro significato Cosa ci racconta lo Zodiaco Zodiaco ed Enneagramma


SOMMARIO

LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

LaTeca

2

Istituto per lo Sviluppo Armonico

3

Presidente Giovanni M. Quinti Direttore responsabile Eva Maria Franchi

Riproduzione La Teca - Associazione Culturale di Barcellona

4

Collaboratori di questo numero Anna di Giandomenico, Angelo Orlando, Eva M. Franchi, A.G., Emmanuele, Liliana Atz, Alessandro Albanese, Lluís Serra Llansana, Giovanni M. Quinti, Francesco Azzali.

Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G64341225 Dep. Legale B-12791-2008

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia.

5 Studio

Studio

Studio

7

13 18

22 23 25

Se desideri partecipare manda una richiesta a:

Lo staff di gurdjieff.es

Dialoghi col Maestro La Vita e la Morte Quando si apre il Sipario IL RUOLO DELLA DONNA NEL COMICO

L’osceno era, in passato, l’unica arma per sconfiggere quel senso di colpa…

ALL’OMBRA DI GAUDÌ L’INSEGNAMENTO DEI MONACI [2]

Continua l’esposizione sull’Enneagramma di Claudio Naranjo e il Cristianesimo dei primi monaci.

Approfondimenti sul sistema ASTROLOGIA E ENNEAGRAMMA: i simboli e il loro significato La relazione tra l’Enneagramma di Gurdjieff e lo studio del proprio tema natale inteso come strumento per comprendere e conoscere meglio se stessi.

Le Origini della Quarta Via LA SAGGEZZA DEGLI GNOSTICI - parte [12] Il Vangelo secondo Tommaso: parte seconda Il contenuto de Il Vangelo secondo Tommaso visto da vicino.

La Quarta Via in pratica IL GRUPPO NELLA QUARTA VIA: come sono strutturati i gruppi nel nostro Istituto. Come e perché il nostro Istituto è organizzato in gruppi di tre livelli distinti.

Lettere in Redazione La corrispondenza con i cercatori

Interessanti risposte ai quesiti dei nostri lettori; la condivisione come aiuto allo sviluppo personale.

lateca@lateca.info Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.

Consigli Letterari Un nuovo mondo di Eckart Tolle

Sezione Poetica Distici d’amore… di Emmanuele

Grafica José L. García Muedra

Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjieff.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati. Per riceverla direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi.

Editoriale IL CORPO DIVINO a cura di Anna Di Giandomenico

Siamo prigionieri di un sistema che si nutre della sofferenza umana intrappolando la nostra mente in pensieri meccanici e ripetitivi.

Editore La Teca Associazione Culturale di Barcellona (ES)

La Quarta Via é un mensile prodotto e distribuito dalla Spagna, presso La Teca Istituto per lo Sviluppo Armonico di Barcellona. Per potersi mettere in comunicazione con la nostra Redazione potete telefonare (dall'italia) a questo numero telefonico, senza usare alcun prefisso internazionale: 0698357445.

#71

26

Intervista ai Cercatori MONTSE ROLDÁN

Eva M. Franchi intervista alcuni cercatori che lavorano a contatto diretto con Giovanni M. Quinti.

Decifrando Codici Biblici TUTTI I CLAN

Il professor Lluìs Serra, docente in teologia, filosofia e psicologia, ci guida al significato nascosto in alcuni brani delle Scritture Sacre.

CRONACHE DAL MONDO ALLA LUCE DELLA QUARTA VIA BURQUA


"Secondo un insegnamento antico, del quale sussistono tracce in molti sistemi di ieri e di oggi, l'uomo che abbia raggiunto il completo sviluppo possibile, un uomo nel pieno senso della parola, è composto di quattro corpi. Questi quattro corpi sono costituiti da sostanze che diventano sempre più sottili, si compenetrano e formano quattro organismi indipendenti aventi tra loro una relazione ben definita, ma capaci di azione indipendente. [….] "l'uomo compiuto possiede numerose proprietà che l'uomo ordinario non possiede. Una di queste proprietà è l’immortalità. Tutte le religioni e tutti gli insegnamenti antichi contengono l'idea che con l'acquisizione del quarto corpo l'uomo acquista l'immortalità; e tutte indicano delle vie per acquisire il quarto corpo, ossia l'immortalità" (Frammenti, pagg. 48; 53-4). "Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà" (Mt 10,39). Queste parole di Gesù pongono in rilievo due tipi di vita: una che si costruisce

sul piano ordinario e una divina trasmessa attraverso il Cristo. Di fronte all'esistenza, allora, possiamo avere due atteggiamenti: o attaccarci alla vita fisica, considerandola come l'unico bene, portati a pensare a noi stessi e alle nostre cose; chiusi nel nostro guscio, affermando solo il nostro io. Questo tipo di esistenza si esaurirà inevitabilmente con la morte. Oppure, diversamente, accogliendo un'esistenza ben più profonda e autentica, avremo il coraggio di vivere in modo da RICORDARE che ABBIAMO EREDITATO UNA NATURA REGALE. Allora la vita consisterà nello sviluppo della vita divina, che si esprime in accettazione di me, in amore verso me stessa, in amore verso gli altri. Siano essi il partner, i figli, gli amici, i colleghi di lavoro, di partito, di svago… La considerazione esterna vissuta realmente nel servizio silenzioso fa crescere in me la vita vera. Regalare un sorriso; mettere a disposizione il proprio tempo; svolgere un compito con attenzione e dedizione; compiere azioni per trasmettere ad altri questa vita divina sono estrinsecazioni che, non solo danno sapore e colore all’esistenza, ma che fanno concretare il ‘perdere la nostra vita per trovarla’, alimentando una vita perenne. Questa vita che ho riconosciuto nella mia Guida, nella sua disponibilità e ascolto, nella sua dedicazione, nella sua condivisione amorevole, cerco anch’io di svilupparla. Il Lavoro su di me mi sta insegnando ad accogliermi e ad amarmi per quella che sono, più consapevole delle mie ferite emozionali e della mia debolezza, oltre che del mio valore. Ma anche ad accogliere gli altri accanto a me per quello che sono. Riporto un’esperienza vissuta in ambito professionale. Dopo aver seguito per un paio d’anni, presso una Comunità Terapeutica, una giovane che stava affrontando problematiche relative alla tossicodipendenza e a condanne penali, ci siamo trovate per il colloquio conclusivo della misura alternativa in atto. In quell’occasione, M. mi ha restituito la sua gratitudine per averla accompagnata nel percorso di crescita, trasmettendole fiducia, rispetto di sé, consapevolezza della propria bellezza interiore, delle qualità da mettere in gioco sia per il suo sviluppo sia per quello degli altri ospiti. L’abbraccio commosso con cui ci siamo salutate è scaturito da un amore trasmesso e partecipato.

Anna Di Giandomenico

Il fine settimana passato mi sono ritemprata in una località montana, dotata di un complesso termale immerso nel verde e circondato da un paesaggio ameno, con l’obiettivo di rilassare il corpo e chetare la mente attraverso il contatto con l’acqua, che almeno a me trasmette un profondo beneficio. Eppure il secondo giorno, mentre distesa godevo di un idromassaggio completo, ho avvertito un momento di ansia. Meravigliata, mi sono osservata per individuare la causa di questo stato emozionale. Avvertivo insinuarsi la paura della ‘fine’. Questo corpo, che stavo giustamente curando, un giorno sarebbe andato incontro al disfacimento. Ho visualizzato le immagini di un programma televisivo, che mostravano corpi umani in totale decomposizione. Mi sono soffermata sulla sensazione che mi trasmetteva il pensiero che, presto o tardi, anche il mio corpo vedrà la morte. All’istante, ho sentito una parte di me che proferiva: ‘la tua vita non coincide solo con quella fisica: ricordatelo! Esiste un’altra vita che continuerà’. Grazie all’esperienza vissuta alle terme ho rifocalizzato il dono di una vita trascendente, fonte di una luce che non si spegnerà con la fine se, nell’arco della mia esistenza, accolta questa ‘altra’ vita, la svilupperò e se lavorerò per costruire in me il ‘corpo divino’, come lo chiamava Gurdjieff.

LA QUARTA VIA

IL CORPO DIVINO

2

Editoriale

Anna Di Giandomenico


Consigli Letterari

Eckart Tolle

Un nuovo mondo

LA QUARTA VIA

Sezione Poetica

Consigli Letterari

Casa Editrice: Oscar Mondadori Prezzo: 9,00 Pagine: 256 Categoria: spiritualità

A cura di Eva M. Franchi

Quando si raggiunge la Conoscenza, non importa essere ebrei, musulmani, cristiani, buddisti, indù, e neppure se si seguono gli insegnamenti di Gurdjieff, Yogananda, Krishnamurti o di qualche altro Maestro spirituale. Quando si raggiunge la conoscenza, sosteneva Gurdjieff, si comincia a palare la stessa lingua. Ov viamente Gurdjieff non si riferiva alle lingue nazionali, ma al linguaggio dello spirito. Leggendo questo libro di Eckart Tolle ho riconosciuto gli stessi insegnamenti promossi dal nostro Istituto e dalla Quarta Via. Certo alcuni termini possono avere sfumature differenti, nel nostro istituto parliamo di falsa personalità, Tolle di “ego”, oppure parliamo della ferita affettiva, mentre Tolle ci spiega cosa alimenta il “corpo di dolore”, e tuttavia il messaggio essenziale è lo stesso.

Siamo prigionieri di un sistema che si nutre della sofferenza umana intrappolando la nostra mente in pensieri meccanici e ripetitivi. Ma esiste una via di uscita: smetterla di cercare la nostra realizzazione nel futuro, smetterla di identificarci con le idee prodotte dalla mente. Tolle ci ricorda, come sosteneva il Cristo, che il Regno di Dio è già qui con noi, adesso, e non serve cercarlo in un futuro lontano così da rimandare a domani la nostra felicità. Con un linguaggio semplice, che non comunica all’intelletto, ma a quella parte più profonda di noi stessi celata nel profondo della nostra anima, Tolle ci mostra, con evidenza disarmante, quali sono le trappole del nostro ego. Un libro utilissimo anche per coloro che già sanno. Aiuta a non ricadere nel sonno della dimenticanza.

Eckhart Tolle nasce in Germania (Lunen 16 febbraio 1948), dove trascorre i primi tredici anni della sua vita. In seguito si trasferisce in Spagna con il padre e poi in Inghilterra. Rifiuta ogni forma di educazione formale sino all’età di 22 anni, quando decide di iscriversi all’Università di Cambridge. All'età di ventinove anni, dopo un lungo periodo di depressione che l’aveva portato sull’orlo del suicidio, subisce una profonda trasformazione spirituale che dissolve la sua vecchia identità e muta radicalmente la sua vita. Per qualche tempo rimane senza lavoro, senza casa e quasi senza cibo, tuttavia sperimenta una stato di gioia interiore che lo accompagna in qualsiasi situazione. Dopo qualche anno comincia a lavorare come guida spirituale. Nel 1995 si trasferisce negli USA e nel 1997 pubblica il suo primo libro “Il potere di adesso”. Attualmente risiede in Canada.

Distici d’Amore di Emmanuele

Non Ti ho incontrato e quando Ti ho incontrato non Ti ho riconosciuto. Ora che Ti conosco so di non conoscerTi e nella mia Assenza sei sempre stato con me. Sorge l’alba di un Nuovo Giorno quando il battito delle Tue Ali mi Sveglia

Dialoghi col Maestro

3

La Vita e la Morte Un discepolo passeggiava accanto al suo Maestro lungo i marciapiedi di una grande città. Da una chiesa uscì un corteo funebre. Alcuni piangevano, altri chiacchieravano di politica, finanza e calcio. Due uomini robusti issarono il feretro nel carro funebre. Il discepolo, mentre assisteva alla scena, chiese con tono amareggiato al suo Maestro: − Che senso ha la vita se poi c’è la morte? Il maestro rispose: − Che senso avrebbe la vita se non ci fosse la morte?


Lisistrata, il personaggio principale della storia, si allea con altre donne di Sparta e di Corinto. Le donne delle tre città sono all’inizio contrarie alle decisioni di Lisistrata, ma alla fine accettano il patto di alleanza. Dicono agli uomini che per molto tempo sono state costrette al silenzio e ad accettare le loro sciocche decisioni. Ora basta! Lisistrata dà alle donne il coraggio di andare avanti senza sesso e senza uomini per un bel periodo. Gli uomini cominciano a soffrire (anche fisicamente) per la mancanza di sesso e perciò si affrettano a dichiarare la pace, negoziando con i vari paesi.

QUANDO SI APRE IL SIPARIO

ciò che si pensa, questo ruolo era affidato proprio alle donne. Perché? È qualcosa che ha a che fare con l’intuito, virtù prettamente femminile. In ogni uomo esiste questa virtù che, come per magia, dissolve ogni ostacolo che lo divide da una comprensione profonda: quella d’essere libero da ogni colpa che lo separa nettamente da qualsiasi corazza o maschera capace di legarlo ad una forma di giudizio esterno e interno. Sono come delle catene che ci tengono prigionieri e che ci impediscono di vivere con uno sguardo più libero e, soprattutto, di accorgerci di prospettive diverse, dove l’orizzonte si fonde con il nostro cuore. Il sesso è sempre stato un’arma potente in questa percezione del peccato. Dentro ognuno di noi esiste un grande personaggio femminile che ci invita a una vera e propria rivoluzione e liberazione. Proprio come nella commedia Lisistrata di Aristofane, ambientata ad Atene, dove le donne chiedono ai propri mariti di far cessare la guerra del Peloponneso.

4

Non tutti hanno il coraggio di andare incontro a quella Lisistrata interiore che ci invita, da sempre, ad una pace che non implica affatto la rinuncia a godere dei piaceri della vita, ma che ci invita solo a far cessare quella guerra che crea continui conflitti tra le opposte fazioni di “io”. Nelle nostre tre città psicologiche, rappresentate da Atene, Sparta e Corinto (Mente, Fisico e Emotivo), può avvenire un patto magico di alleanza. All’inizio le donne di Sparta e Corinto non vogliono. È molto difficile separarsi da un vecchio modo di agire. Una volta creata quell’armonia necessaria per mettersi in azione si possono stabilire buoni presupposti per mettersi sulla Via di una comprensione più profonda. Mettere d’accordo tutti gli “io” scalmanati che affollano il nostro mondo interiore è la conseguenza di un vero e proprio Lavoro che ha come scopo un mondo interiore libero e, di conseguenza, un mondo esterno nuovo. E se non foste zucche senza sale, trarreste esempio dalla nostra lana, per governare ogni cosa. LISISTRATA. ARISTOFANE

LA QUARTA VIA

Un tempo, alle donne era proibito salire sul palco. Le prime tracce di donne sulla scena si hanno nel Medio Evo, grazie a qualche testimonianza pittorica. Sappiamo di ragazze acrobate nell’isola di Creta, circa tremila anni prima di Cristo, ma per tutta l’epoca grecoromana non si hanno molte notizie di donne attrici. In Boccaccio sono quasi solo le donne che tengono il filo del Decameron. Sono loro che prendono spesso la parola e se analizziamo le storie da esse portate in scena, i loro racconti sono sicuramente i più divertenti e provocanti. Il rito della “conta”, nel Decameron, ovvero le veglie durante le quali si raccontavano favole malinconiche e oscene, è sempre esistito, soprattutto tra i contadini. Ed era una vera e propria tradizione quella che vedeva alcune donne raccontare le favole ai loro figli o nipoti. Ed era sempre una donna che, una volta messi a letto i bambini, raccontava storie provocatorie e oscene a gruppi di comari, parenti o vicini di casa che si riunivano attorno a una tavola o davanti a un camino nelle notti d’inverno. Machiavelli consigliava al Principe: “Date a un popolo la convinzione d’essere colpevole, non importa di che, e vi sarà più facile governarlo!” In questa frase traspare in modo diretto tutto il senso di colpa che, chi detiene il potere, cerca di inculcare alla massa. Questa cosa è sempre accaduta e accade ancora oggi. Ogni individuo ha dentro di sé una massa che avverte il peso di questa colpa. La vergogna, l’ansia del peccato è tuttora un vero e proprio ostacolo che allontana abbastanza bruscamente l’uomo da qualcosa dove in realtà è molto semplice accedere: uno spazio essenziale, un confine molto fragile che potremo chiamare “aldilà dei sogni” o, per usare un termine caro alle Sacre Scritture, “Regno dei Cieli”. Un posto che in realtà non è così lontano, dove l’unico spazio da conquistare è una libertà interiore che consentirebbe ad ogni essere umano di essere ciò che è naturale che sia: un artista. Ecco perché l’osceno era, in passato, l’unica arma per sconfiggere quel senso di colpa. E ancora oggi il compito di un comico è creare un corto circuito (provocato dalla risata) dei nostri codici colpevolizzanti di auto-giudizio. La risata, la comicità, è stata, fin dai tempi più remoti, un mezzo per uscire provvisoriamente da questo senso di colpa. Pensate che stupenda trovata quella di aver introdotto in ognuno di noi l’idea che, solo per il fatto di essere nati, siamo già colpevoli, cioè carichi di una colpa originale. Il comico, il giullare, il pagliaccio è sempre stato considerato intoccabile, al di là di qualsiasi giudizio. Il buffone di corte non era condannabile anche se pronunciava le cose più sconce e le battute più oscene, perché era considerato uno strumento importante. L’impegno dei comici era distruggere questa angoscia del senso di colpa, facendo ridere e, contrariamente a

QUANDO SI APRE IL SIPARIO

IL RUOLO DELLA DONNA NEL COMICO

di Angelo Orlando


7

Studio

ASTROLOGIA E ENNEAGRAMMA di Liliana Atz

La Quarta Via in pratica

COS’E’ UN SIMBOLO?

?

1

Prima di proseguire con la lettura dell’articolo prova a dare una tua definizione di simbolo.

LA QUARTA VIA

?

2

Porta degli esempi di espressioni umane che secondo te possono definirsi “simbolo” o per lo meno avvicinarsi a tale concetto.

(1) Nell’antica Grecia il Simbolo Symbolon, rappresentava il segno di riconoscimento e di controllo ottenuto spezzando in due un oggetto. In tal modo il possessore di una delle due parti era in grado di farsi riconoscere dall’altro dimostrando come esse combaciassero. Questa antica tradizione si estese nel tempo fino ad inglobare anche l’idea del Simbolo come rappresentazione di una realtà non sensibile, una realtà magica che alludeva a qualcosa di misterioso, ma reale allo stesso tempo. Il valore magico del Simbolo rimase vivo per tutto il Medioevo, il Rinascimento ed oltre. Della realtà oggettiva del Simbolo rimane il suo enorme potere espressivo, la capacità di rivelare strutture e caratteri altrimenti inaccessibili che fanno parte di mondi a noi sconosciuti ma reali, anche se non evidenti nell’esperienza immediata. I Simboli sono stati espressioni delle civiltà, materializzazioni del divino e del trascendente, forza motrice della Tradizione, segni visibili della cosmogonia divina. Il Simbolismo è il modo più adatto e fruibile per l’uomo di tramandare insegnamenti e pensieri, il modo più naturale. Tutto ciò è facilmente comprensibile se si pensa che il linguaggio stesso, in fondo, è Simbolismo. Qualunque espressione umana è in realtà un simbolo del pensiero che si traduce esteriormente; l’unica differenza sta nel fatto che il linguaggio è analitico e discorsivo, mentre il Simbolismo è essenzialmente intuitivo (2). Nel mondo antico ogni scienza umana era parte di un tutto in unità col Divino. La mitologia delle cosmogonie sia occidentali sia orientali racconta di divinità antropomorfizzate in stretto collegamento col mondo umano. Il mondo simbolico della mitologia costituisce una rappresentazione unitaria e significativa della realtà in cui i popoli antichi vivevano. Attraverso i racconti mitologici siamo in grado di comprendere il pensiero delle civiltà antiche, il loro modo di intendere la società, le loro paure, le loro esigenze. Le vicende degli dei si mischiano con quelle degli esseri umani. È difficile comprendere la mitologia senza capire il mondo in cui viveva l’uomo.


di Liliana Atz

Gli dei pagani, incarnazione dei principi che regolano il mondo, litigano e amoreggiano, sono soggetti a passioni e rimorsi, ma soprattutto riflettono un mondo ancora molto legato alla natura e che sente l’esigenza di un equilibrio fra gli elementi naturali che non può essere alterato. Durante i primi secoli dell’era Cristiana l’atteggiamento dei Padri della Chiesa nei confronti dell’astrologia appare conflittuale. Il tentativo di conciliare varie tradizioni cosmogoniche con concetti d’ispirazione cristiana fu rifiutato come eresia nella maggioranza delle sue manifestazioni, anche se figure come quelle dello scrittore greco-cristiano Origene e quella di Tommaso d’Aquino seppero confrontarsi con le antiche tradizioni astrologiche. Nel Medioevo l’astrologia tende a cristianizzarsi. Durante tutto il periodo medioevale, tuttavia, i sostenitori dell’astrologia che si discostavano troppo dall’ortodossia cattolica incorrevano nella condanna della Chiesa. Ma se in Europa l’astrologia viveva momenti bui, altrove essa era tenuta viva dagli studiosi islamici. Furono le Crociate a riportarla in Europa, dove coesistette a fatica con il Cristianesimo fino all’alba dell’età della scienza. E poi venne Cartesio (Renè Descartes 1596-1650), il padre del pensiero scientifico occidentale, che col suo “Cogito, ergo sum" ("Penso, dunque sono") portò alla bipartizione della realtà nel cosiddetto ”dualismo cartesiano”, che ha influenzato straordinariamente la filosofia occidentale. Partendo dal principio che il pensiero può dimostrare autonomamente la propria esistenza, Cartesio concluse che la caratteristica essenziale del soggetto fosse il pensiero. Egli proseguì nella riflessione deducendo l'esistenza di Dio e sostenendo che Egli aveva creato due sostanze: la sostanza pensante (res cogitans), la cui caratteristica essenziale è il pensiero, e la sostanza estesa (res extensa), la cui caratteristica essenziale è quella di occupare una determinata estensione fisica; mentre la sostanza pensante si conforma alle leggi del pensiero, la sostanza estesa si conforma alle leggi meccaniche della fisica. Cartesio elaborò complessi modelli meccanicistici per la spiegazione di numerosi fenomeni fisici, che ebbero la virtù di sostituire le speculazioni filosofiche dell’antichità. Da questo assunto, solo ciò che può essere scientificamente provato “è vero” e così l’uomo si è scisso in due parti, dove la predominanza della materia sugli aspetti più emozionali, psichici, non dimostrabili scientificamente, lo rende frammentato e incompleto.

8

La Quarta Via in pratica

ASTROLOGIA E ENNEAGRAMMA

ASTROLOGIA L'astrologia occidentale affonda le sue radici nell'antica astrologia egizia e caldea (VIII secolo a.C.) e, fino a molti secoli dopo la nascita di Cristo, non si distinse sostanzialmente dall'astronomia. Era la classe sacerdotale che in Mesopotamia osservava la volta celeste e registrava puntualmente ogni evento astronomico. Per lungo tempo astrologia e astronomia sono state strettamente legate, ma a partire dall'introduzione del metodo scientifico cartesiano le loro strade si sono lentamente separate. Con Alessandro Magno e le sue conquiste le tradizioni egizie e caldee, molto

LA QUARTA VIA

Studio


Studio

13

LA SAGGEZZA DEGLI GNOSTICI

Il Vangelo

[12]

TOMMASO

di A.G.

LA QUARTA VIA

Le Origini della Quarta Via

Riassunto dell’articolo precedente: Tra i Vangeli gnostici quello di Tommaso è considerato il più controverso in quanto non tutti gli studiosi concordano nel definirlo gnostico. Infatti manca di alcuni elementi caratteristici di altri Vangeli appartenenti al filone gnostico come i riferimenti a una cosmogonia (gli eoni) e alla figura di Sophia. Presenta inoltre alcune citazioni simili a quelle riportate nei Vangeli di Luca e Matteo, e per questo motivo è stato anche definito “Il Quinto Vangelo”. Tuttavia il Vangelo di Tommaso presenta molte metafore ed espressioni simboliche caratteristiche del linguaggio gnostico, i cosiddetti “loghion”, paragonabili ai Koan zen, brevi frasi, a volte paradossali, che i Maestri zen danno ai loro discepoli da interpretare per produrre in loro lampi di illuminazione e che non possono essere comprese servendosi di schemi mentali razionali.

?

1

Prova a dare una tua interpretazione.

secondo Parte 2º

Vediamo ora da vicino il contenuto de Il Vangelo secondo Tommaso. Così inizia il proemio e il primo loghion di Gesù: “Queste sono le parole segrete che Gesù il vivente ha pronunciato, e che Giuda Didimo Tommaso ha scritto”. Cosa significa: “Gesù il vivente”? È probabile che il significato sia quello della parola latina “redivivus”, ovvero “colui che è tornato alla vita”. Ciò implica che Gesù ha parlato dopo la sua Resurrezione. Un particolare questo che che si ritrova in molte scritture Gnostiche, come nel Mito di Sophia, che narra di Gesù che dopo la resurrezione svela ai discepoli tutti i segreti della vera Gnosi, raccontando le vicissitudini di Pistis Sophia, figura femminile che rappresenta l’anima umana la quale, dopo essersi smarrita nel mondo, intraprende un viaggio di ritorno verso la Luce divina. La vera Gnosi, le vere rivelazioni segrete, sono date, quindi, da Gesù solo dopo la sua Resurrezione. Qui Gesù parla con “parole segrete” che richiedono da parte del lettore la comprensione di certe metafore e simboli tipici della tradizione Gnostica. Ed ecco la prima “parola” o loghion. Gesù afferma: “Chiunque trovi una spiegazione a queste parole non conoscerà la morte.” Ciò che qui è tradotto con “spiegazione” deriva in realtà dalla parola greca “hermeneia”, da cui deriva il termine ermeneutica, dottrina dell'interpretazione. È un'affermazione davvero strana: colui che possiede la “hermaneia” possiede la “comprensione” della parola di Gesù e non conoscerà la morte. Cosa significa questa affermazione? (1) Negli insegnamenti Gnostici, in questo caso ispirati da Platone, la morte è rappresentata dall’esistenza incarnata, cioè da quella che normalmente chiamiamo vita. I morti siamo noi, perché siamo morti spiritualmente. Siamo vivi fisicamente, ma morti spiritualmente. Jung afferma: “Chi sono i morti?” “I morti sono coloro che non sono consapevoli della verità”. La chiave di lettura di questo loghion è perciò questa: chiunque comprenderà il significato di queste parole, non sperimenterà la morte spirituale. Ora vediamo un altro “loghion” di Gesù, il II°: “Colui che cerca non smetta di cercare finché non avrà trovato, e quando avrà trovato sarà turbato, e quando sarà turbato si meraviglierà, e regnerà sopra ogni cosa.” Ci troviamo di fronte alla descrizione di un processo che Jung chiamerebbe “individuazione” costituito da cinque passaggi: Cercare, trovare, stupirsi, turbarsi, dominare. Il primo è la ricerca: “Colui che cerca non smetta di cercare finché non avrà trovato”. Quindi cos'è la ricerca? È un risveglio al bisogno di qualcosa che abbia un significato più grande. Questa è la prima cosa: ho cercato qualcosa al di fuori di me stesso, ho cercato qui e là e non ho trovato nulla. Siccome non ho trovato nulla, ora devo cercare in un modo diverso, in una direzione diversa: questa è la ricerca. Ma la ricerca deve essere condotta con determinazione: non bisogna mai smettere di cercare.


Studio

Il Vangelo secondo Tommaso: Parte 2

di A.G.

14

Questa è l'esegesi e l'“hermeneia” che ritroviamo anche nel Vangelo secondo Giovanni quando afferma: “Conoscete la verità: e la verità vi renderà liberi (Gv 8,32).” Solo attraverso la conoscenza si arriva a essere liberi. Quindi abbiamo: la ricerca, il risveglio, la determinazione nella ricerca (non smettere mai di cercare) e la scoperta. Poi c'è il turbamento per ciò che si è scoperto: forse pensiamo che scoprire qualcosa sia immediatamente fonte di gioia, ma non è così. Vi sentirete turbati perché si verificherà una specie di disorientamento nelle vostre vite, e come afferma Alan Watts in una splendida immagine: “Il vostro centro di gravità psicologica è stato spostato da un piano mondano, fisico, emozionale e mentale verso un altro piano e questo provoca disorientamento. Lo capirete, perché il vostro vecchio essere sarà come scosso e inizierà a fare spazio a qualcosa di migliore, qualcosa di più grande, qualcosa di più vasto, qualcosa di più soddisfacente da un punto di vista spirituale. E questa è una cosa che procura turbamento e quando capita le persone spesso vengono lasciate dagli amici: poiché non sarete più la stessa persona di prima. Il vostro livello di coscienza sarà diverso e perciò anche gli altri vi vedranno in maniera diversa; ad alcuni capiterà persino di perdere il lavoro. Vi capiterà di tutto, e sarete nei guai. E allora, quando sarete nei guai, conoscerete la meraviglia, la consapevolezza di un’altra dimensione di voi stessi, un nuovo livello di coscienza la cui sola legittima ricompensa sarà la meraviglia, lo stupore. Non c'è nulla come questa sensazione. E niente e nessuno può toccarla o intaccarla. Anche se ne avrete solo una piccola e parziale visione, nessuno potrà portarvela via. Non c'è niente come la meraviglia (3).

2

Che cosa significa, secondo te, sentirsi immobilizzati, in questo contesto? ?

3

Hai mai vissuto stati paragonabili a quello descritto?

Ritorniamo alla parola di Gesù: “E quando sarà preoccupato conoscerà la meraviglia, e regnerà sopra tutto.” “Tutto” qui si intende assimilato alla parola greca “Pan” (secondo la mitologia greca Pan era lo spirito di tutte le creature naturali) e sta a significare tutta l'energia e le forze del regno della natura. Il dio Pan che gira nei boschi con gli stivali di pelle di capra suonando il suo flauto è davvero il simbolo della natura. E il significato è che tu regnerai sopra queste forze della natura, sarai in uno stato spirituale al di sopra di esse e oltre esse, e vedrai la superiorità della tua vera natura che si staglierà al di sopra di queste stesse forze. Molto brevemente possiamo ricordarci che un modo per rapportarsi con il Vangelo secondo Tommaso è riconoscere che comprende quattro categorie: 23 “loghia” di Gesù che parlano della natura e della missione di Gesù, 20 “loghia” che parlano della condizione umana, 18 “loghia” che parlano del comportamento, 23 “loghia” che parlano dell'approfondimento di una nuova conoscenza, di una

LA QUARTA VIA

?

Le Origini della Quarta Via

Come si può capire che la ricerca è terminata? Quando si realizza un autentico cambiamento nella coscienza, quando si sente che qualcosa è davvero cambiato nel meccanismo, quando si sperimenta una coscienza diversa. Ogni Gnostico, ogni mistico deve avere sentimento, passione, energia, qualità che non si ritrovano nei concetti e nei precetti. Nell’esperienza Gnostica si sente che qualcosa è giusto, si sente che è vero. Questo sentire è l'inizio della Gnosi. E allo stesso tempo c'è un’istanza liberatoria in questa percezione. Da cosa ci si libera? Da ciò che ci immobilizza. Improvvisamente, non ci si sente più limitati come una volta. Il corpo non è più una limitazione, la mente non è più una limitazione. Le corde che ci legano sono finalmente sciolte (2).


18

?

1

Sei d’accordo che l’Insegnamento non è statico? Che differenza c’è tra un insegnamento statico e un Insegnamento Vivo?

?

2

Perché, secondo te?

La natura di un gruppo di Quarta Via è principalmente spirituale. Il suo obiettivo è lo sviluppo del ricordo di sé. È importante però considerare che le persone che iniziano il Lavoro di ricerca interiore provengono da esperienze di vita tra le più diverse: non sempre hanno chiaro cosa cercano né possiedono necessariamente nozioni teoriche approfondite sui principi dell’insegnamento della Quarta Via o in linea con quelle promulgate dal nostro Istituto. Questo perché l’insegnamento non è statico, segue una scala evolutiva, va adeguato al contesto storico e sociale del momento ed è in qualche modo filtrato dalle caratteristiche del Maestro vivente che lo diffonde, il che implica la necessità, anche per chi già possedesse una buona cultura sui principi teorici di Gurdjieff, di conoscere l’approccio specifico del suo insegnamento rielaborato oggi da La Teca (1). Per questo motivo nel nostro Istituto i gruppi di Lavoro sono suddivisi in tre livelli che denomineremo a fine puramente esplicativo A - B - C. Nel primo si porta avanti uno studio principalmente intellettuale al fine di conoscere le basi teoriche su cui si fonda l’insegnamento della Quarta Via promulgato oggi nelle nostre sedi. Nel secondo si porta avanti uno studio principalmente emozionale al fine di imparare a conoscere le varie parti che compongono la nostra personalità frammentata (che Gurdjieff definiva gruppi di “io), le nostre coazioni a ripetere, l’influenza della considerazione interiore ed esteriore nelle nostre relazioni e le motivazioni reali che ci spingono ad entrare in un gruppo di Quarta Via. Il terzo corrisponde a un livello strettamente spirituale in cui, oltre a continuare un lavoro di autoconoscenza su un piano anche trascendente, si dovrebbe cominciare a restituire quanto appreso nei livelli precedenti, collaborando alle attività della scuola al fine di trasmettere l’Insegnamento. Le persone che ne fanno parte dovrebbero avere raggiunto un certo grado di maturità emotiva in quanto il livello C costituisce la base su cui poggiano gli altri livelli. Questo aspetto è indipendente dal grado di conoscenza teorica degli insegnamenti della Quarta Via. Una persona può, ad esempio, conoscere a memoria tutti i principi del “Sistema” e tuttavia non avere la stabilità emotiva adeguata per permanere in un gruppo di natura esoterica. Il fatto che il nostro Istituto sia strutturato in gruppi di livelli distinti non implica che si seguano rigide gerarchie. Non chiediamo titoli accademici per stabilire se una persona è pronta per lavorare nel circolo interno. L’unica cosa che richiediamo è di avere compiuto un lavoro di autoconoscenza e la capacità di rimanere nel proprio dolore senza rigidità negli schemi. Ci sono persone che possono essere già pronte per entrare a far parte del gruppo interno dopo appena pochi mesi da quando sono entrate in contatto con il nostro Istituto e altre che potrebbero non esserlo neppure dopo anni trascorsi a frequentare i nostri corsi e seminari (2).

Approffondimenti sul sistema

a cura di Eva M. Franchi (rielaborazione di una lezione tenuta da Giovanni M. Quinti)

LA QUARTA VIA

i gruppi nel nostro Istituto

Studio

IL GRUPPO NELLA QUARTA VIA: come sono strutturati


19

Studio

IL GRUPPO NELLA QUARTA VIA

a cura di Eva M. Franchi

Lo scopo del gruppo di livello B consiste nell’aiutare ogni partecipante a riconoscere quando (sia all’interno delle dinamiche provocate dall’Istituto sia di quelle postegli dalla vita stessa) sta attuando in relazione al suo vero essere e quando, invece, reagisce meccanicamente a causa di ferite antiche. Gli appartenenti al gruppo C dovrebbero essere invece pronti per vivere l'esperienza del risveglio spirituale, che può avvenire solo dopo che si è oltrepassata l'oscura notte dell'anima. Come dovrebbe essere un gruppo C ideale?

Approffondimenti sul sistema

Tutti i membri dovrebbero smettere di vedere gli errori degli altri e sviluppare un senso di servizio. Dovrebbero aver raggiunto quello stato di libertà che induce a servire gli altri, non per compensare un'incapacità al servizio verso se stessi, ma perché sono pieni di amore verso loro stessi e quindi possono far traboccare tale amore alle persone che lo ricercano. I membri dovrebbero ricercare tutto ciò che li mantiene in uno stato di risveglio e generare continuamente attività che inducono a tale stato. Queste attività dovrebbero essere le attività della scuola quando sono vissute con entusiasmo e sforzo. La collaborazione tra i membri dovrebbe essere serena, rilassata e armonica. Ogni membro dovrebbe anche avere la capacità di comprendere che, oltre il gruppo, è solo. In questa sua solitudine dovrebbe avere la capacità di permanere ricercando il ricordo della sua vera origine (3).

?

3

Cosa significa avere la capacità di comprendere che oltre il gruppo un membro è solo?

LA QUARTA VIA

?

4

Come si fa a riconoscere quando mettersi da parte è in realtà una fuga da se stessi e quando invece è un atto maturo al servizio degli altri? Pensi che ci sia qualche collegamento con il concetto di “attività” e “passività”, così come è inteso nella Quarta Via?

Ogni membro dovrebbe potersi fidare delle proprie guide e aiutarle attivamente nel loro lavoro. Ogni membro dovrebbe comprendere che non si può crescere solo per se stessi e dovrebbe fare di questo, al di là delle attività della scuola, uno dei punti centrali della sua vita. Ogni guida dovrebbe aver superato le reazioni meccaniche della personalità e non esercitare in maniera dispotica alcuna autorità, semplicemente perché non dovrebbe essercene bisogno. Un gruppo di persone mature, che hanno già compiuto un buon lavoro su loro stesse, dovrebbero essere persone capaci di unire le loro forze al raggiungimento di uno scopo spirituale positivo per sé e per gli altri. E se questo dovesse comportare mettere da parte, per un periodo di tempo, i loro bisogni, i componenti del gruppo dovrebbero essere capaci di farlo. Tuttavia questa azione non dovrebbe essere compiuta se mettere da parte i propri bisogni, invece di essere un atto di maturità, si dovesse presentare come una fuga da se stessi (4). Affinché la disponibilità possa scaturire da una parte sana di noi bisogna prima essere passati attraverso una fase precedente, ovvero essere stati capaci di mettere i nostri bisogni, la nostra autocoscienza, le nostre necessità, al centro. Un gruppo deve permettere inoltre la completa espressione di qualsiasi emozione o sentimento, e non deve giudicare né far provare vergogna a nessuno dei suoi componenti. Ogni persona, all’interno del gruppo, deve sentirsi libera di potersi mostrare com’è realmente, rispettando le diversità proprie e altrui. Il leader del gruppo è una persona che segue lo stesso cammino del resto dei membri, ma, come una guida, ha la funzione di aprire il sentiero e di prevedere ciò che si nasconde dietro la prossima montagna. Non deve mai comportarsi


LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Confraternite della Teca in Italia e all'Estero ROMA SEDE CENTRALE E NAZIONALE Via dei Quintili 89/91 00175 Roma (RM) Referente: Fr. Alessandro Albanese +39 (333) 4763495 Accesso solo su invito LEGNANO Via Carlo Cattaneo, 95 20025 - Legnano (MI) Referente: Fr. Giuseppe Rossetti +39 (347) 8277354 Accesso solo su invito

LaTeca Edizioni

LaTeca Istituto per lo Sviluppo Armonico

IN VENDITA IL DVD-VIDEO DELLA PIU GRANDE OPERA MULTIMEDIALE REALIZZATTA SINO AD OGGI DA LA TECA

Il Sonno di Rosetta VIDEO

di Giovanni M.Quinti

SASSARI Via Taramelli, 6 07100 - Sassari (SS) Referente: Sr. Antonella Cau +39 (339) 3494060942 Accesso solo su invito

MIGLIOR ETRAGGIO MEDIOM IRY INT. EPIZEPH TIVAL FILM FES

MIGLIOR ETRAGGIO CORTOM Festival TraniFilm

CINEMA -

MIGLIOR GIATURA SCENEG lla Valpolice ival Film Fest

GIO MONTAG MIGLIOR IVISTA PUNTOD TIVAL FILMFES

JIEFF

E DI GURD

DANC TEATRO -

Il Sonno di

Rosetttta

TRENTO Via San Pio X n° 93 38100 - Trento (TN) Referente: Sr. Anna Di Giandomenico +39 (339) 5793091 Accesso solo su invito

C R

strada alberi nella a vetrata gli per prima? ardi da un trerá Quando gu rdo incon ua sg tuo cosa il

TORINO Via Ada Marquesini Gobetti, 4 10100 - Torino (TO) +39 347.714.34.28 AREZZO-PRATO Referente: Fr.Fabio Imbergamo fabioimbergamo@gmail.com +39 (328)9763837 NAPOLI Fabrizio De Notaristefani f.denotaristefani@libero.it +39 (339)7446444 LUGANO Referente: Fr. Dario Panigada LUGANO (SVIZZERA) switzerland@quartavia.org +41 (0)76 502.23.50

Per informazioni più dettagliate su le modalità di acquisto di questi DVD visitate la nostra pagine web: www.gurdjieff.es nella sezione LIBRI E MULTIMEDIA

SOSTIENI LA QUARTA VIA INSERENDO LA TUA PUBBLICITÀ

BARCELLONA Gran Via, 204 bis, local 4 08004 - Barcellona - Spagna Referente: Fr. Giovanni M. Quinti +34 (630) 618422

180 euro interno b/n

60 euro interno b/n

200 euro COLORI retro di copertina

80 euro COLORI retro di copertina

Chi vuole approfittare di questa opportunità può scrivere all’indirizzo e.mail:

lateca@lateca.info

COSTO DI UNA PAGINA INTERA 180 euro bn - 200 euro COLORI COSTO DI MEZZA PAGINA 100 euro - 120 euro COLORI COSTO DI UN TRAFILETTO GRANDE 60 euro - 80 euro COLORI COSTO DI UN TRAFILETTO PICCOLO 40 euro - 60 euro COLORI I prezzi della pubblicità si riferiscono ad ogni numero pubblicato.

40 euro interno b/n 60 euro COLORI retro di copertina

120 euro COLORI retro di copertina

NEL PROSSIMO NUMERO

IMPORTANTE!!! CON UN COSTO AGGIUNTIVO DI SOLO 50 euro al mese vi diamo la possibilità di inserire la vostra pubblicità anche nella nostra newsletter. Si tratta di un’offerta ALTAMENTE vantaggiosa perché gli iscritti della nostra newsletter sono più di 2.000 e stanno aumentando ogni giorno. Vi ricordiamo che la nostra pubblicazione esce una volta al mese, tutti i mesi dell’anno eccetto agosto, per un totale di n. 11 numeri annuali NEL PROSSIMO NUMERO

NEL PROSSIMO NUMERO

I MITI GNOSTICI DELL'ANIMA:

Il Vangelo di Maria Maddalena (I parte)

LA SPIRITUALITÀ HA UN PREZZO? È giusto che una Scuola di Quarta Via richieda ai suoi membri la decima parte dei loro guadagni?

NEL PROSSIMO NUMERO

NEL PROSSIMO NUMERO

LA MANCANZA DI UNITA’ NELL’UOMO Come si formano in nostri piccoli “io”?

...e molto altro

100 euro interno b/n

C


071 astrologia e enneagramma quarta via