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LA QUARTA VIA www.gurdjieff.es

Settembre/2010

Prezzo

€ 6.00 iva inclusa

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Dispensa di studio #70

IT // Versione italiana

LaTeca

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Un Un insolito insolito soggiorno soggiorno romano romano del del giovane giovane cercatore cercatore

GURDJIEFF IN ITALIA Testimonianze Le origini della Quarta Via

I MITI GNOSTICI DELL'ANIMA [3] IL VANGELO DI TOMMASO Approfondimenti sul sistema

LE DIPENDENZE È POSSIBILE USCIRNE?


SOMMARIO

LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

2

LaTeca

3

Istituto per lo Sviluppo Armonico

4

Fondattore Giovanni M. Quinti Direttore responsabile Eva Maria Franchi

5

Editore La Teca Associazione Culturale di Barcellona (ES) Grafica José L. García Muedra Riproduzione La Teca - Associazione Culturale di Barcellona Collaboratori di questo numero Anna di Giandomenico, Michele Pirolo, Angelo Orlando, Eva M. Franchi, Fabio Imbergamo, A.G., Manuela Pili, Alessandro Albanese, Lluís Serra Llansana, Giovanni M. Quinti, Francesco Azzali.

Studio

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#70

Editoriale VOGLIAMO DAVVERO UN MAESTRO?

a cura di Anna Di Giandomenico

Consigli Letterari Tragedia dell’infanzia di Alberto Savinio

L'infanzia è lo stato dell'essere in cui accogliamo la vita con infinita fiducia…

Quando si apre il Sipario FAR RIDERE SAPENDO

Prima della registrazione di una puntata del Costanzo Show, mi chiedevo sempre: “Farò ridere stavolta?”

ALL’OMBRA DI GAUDÌ L’INSEGNAMENTO DEI MONACI [1]

Nella tradizione cristiana si parla di 7 peccati capitali, nell’enneagramma di Claudio Naranjo di 9 passioni. Cosa succede con i due che mancano e quali sono?

Approfondimenti sul sistema LE DIPENDENZE: è possibile uscirne? In questo articolo, ultimo e conclusivo della serie dedicata alle dipendenze, cercheremo di rispondere a questa domanda.

Studio

11 Le Origini della Quarta Via

LA SAGGEZZA DEGLI GNOSTICI - parte [11] Il Vangelo secondo Tommaso: prima parte

La Quarta Via é un mensile prodotto e distribuito dalla Spagna, presso La Teca Istituto per lo Sviluppo Armonico di Barcellona. Per potersi mettere in comunicazione con la nostra Redazione potete telefonare (dall'italia) a questo numero telefonico, senza usare alcun prefisso internazionale: 0698357445. Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjieff.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati. Per riceverla direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G64341225 Dep. Legale B-12791-2008

Il Vangelo secondo Tommaso ha suscitato un grande interesse fra gli studiosi e fu anche oggetto di una controversia: è da considerarsi realmente un Vangelo Gnostico?

Studio

15 Un insolito soggiorno romano del giovane cercatore GURDJIEFF IN ITALIA: Testimonianze

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lateca@lateca.info Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino. Lo staff di gurdjieff.es

Decifrando Codici Biblici LA FONTE DELL’AMORE

Il professor Lluìs Serra, docente in teologia, filosofia e psicologia, ci guida al significato nascosto in alcuni brani delle Scritture Sacre.

Lettere in Redazione La corrispondenza con i cercatori

Interessanti risposte ai quesiti dei nostri lettori; la condivisione come aiuto allo sviluppo personale.

23 25

Intervista ai Cercatori ANTONELLA CAU

Eva M. Franchi intervista alcuni cercatori che lavorano a contatto diretto con Giovanni M. Quinti.

In Cucina con Gurdjieff Penne con peperoni e melanzane Sezione Poetica SENZA FINE… di Rabindranath Tagore

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a:

Annedoti sul soggiorno in Italia di un uomo straordinario

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Dialoghi col Maestro La Ricerca CRONACHE DAL MONDO ALLA LUCE DELLA QUARTA VIA AFGHAN STAR


Uno dei lavori fondamentali da compiere, nell’intraprendere un percorso spirituale, consiste nell’imparare a vederci per quelli che siamo realmente, ad accettare l’idea che non siamo quello che crediamo di essere. Molte volte, però, non siamo disposti ad ‘aprire gli occhi’ sulle nostre menzogne, perché troppo spaventati dallo spettacolo devastante che potrebbe apparirci (abbiamo presente certi dipinti allucinati del surrealista Dalì?). In questa difficile opera di riconoscimento di tutte le nostre parti, di spogliamento delle illusioni riguardanti la nostra coerenza, integrità, onestà, l’aiuto del Maestro è indispensabile. Siamo, però, capaci di sfruttare appieno questo strumento fondamentale per la nostra crescita? Vogliamo davvero un Maestro? Proviamo a fermarci un attimo, ad esaminare i nostri vissuti profondi e i nostri atteggiamenti, al di là del nostro apparente riconoscimento , e a risponde-

re onestamente – per quanto ci sia possibile – a tale interrogativo. Non siamo, in fondo, convinti, nella nostra orgogliosa sicurezza, che ‘sappiamo da soli ciò che ci serve per svilupparci?’. Non ci rapportiamo con lui, aspettandoci che confermi le comprensioni raggiunte da soli? Che risponda positivamente alle nostre richieste, soprattutto se si tratta di intelligenti proposte di lavoro, da realizzare nei tempi e nei modi da noi stabiliti? Il Maestro è una morte per l’allievo. Siamo, noi allievi, consapevoli di questa realtà? Proviamo ad analizzarci con serietà e a rispondere alle domande che seguono. Mi rapporto con la mia Guida come con i miei genitori, aspettando di essere amato e apprezzato? Quanto mi lascio spogliare di teorie gratuite, di convinzioni radicate, di pregiudizi? Quanto sono intenzionato a farmi condurre verso la presa di coscienza delle mie ferite emozionali? Percepisco la presenza del Maestro come una minaccia, piuttosto che come un aiuto? Lo percepisco come il genitore dispotico, che da bambino m’imponeva le sue condizioni? O come il genitore abusante che, qualunque cosa mi chieda, lo fa per sfruttarmi? O come il genitore che non mi vedeva e davanti al quale, anche quando mi rivolge parole di incoraggiamento, non mi sento apprezzato? Quante sono le mie proiezioni su di lui? Quanto sono disposto a morire a me stesso? Rendiamoci conto che tali domande sono fondamentali. Infatti, continuo a scoprire in me stessa e nei fratelli la menzogna che ci porta a pensare di amare il Maestro, ma che – in realtà – ci fa proiettare su di lui le immagini genitoriali interiorizzate e contestare le indicazioni relative al Lavoro personale e pratico. Concludo con la recente esperienza di un’allieva. “Negli ultimi tempi sentivo che alcune divergenze intellettuali riscontrate mi impedivano di avere una sintonia piena con la mia Guida. Dopo aver meditato sul da farsi, poiché non amo le ‘dietrologie’, gli ho chiesto di andare a Madrid per stare con lui. Nell’intimità di momenti trascorsi insieme ho potuto aprirgli il mio cuore e confidargli ciò che mi turbava. Mi ha ascoltata, come ha sempre fatto. Poi, mi ha detto il suo pensiero. Mentre mi parlava, ho ‘visto’ ciò che mi stava dicendo. Ho così vissuto un’esperienza straordinaria di vera gnosi”.

Anna Di Giandomenico

“Per quanto intelligente, per quanto dotato, per quanto brillante sia un uomo, se non modifica la sua stima di sé sarà perduto per uno sviluppo interiore, per un lavoro che ha come scopo la conoscenza di sé, per un vero cambiamento. Resterà tale e quale per tutta la vita. La prima richiesta, la prima condizione, la prima prova per chi desidera lavorare su di sé, è di cambiare la sua valutazione di sé. Bisogna che smetta di immaginare e non basta semplicemente credere o pensare, ma occorre che veda in se stesso delle cose che non aveva visto prima, vederle realmente. E perché veda, deve imparare a vedere: è la prima iniziazione dell’uomo alla conoscenza di sé. Prima di tutto deve sapere cosa guardare. Una volta saputo cosa guardare, deve fare degli sforzi... A forza di mantenere l’attenzione, di non dimenticarsi di guardare, un giorno forse potrà vedere… Oggi abbiamo l’illusione di ciò che siamo… Ma vedrete che non è facile. E non è a buon mercato. Bisogna pagare caro… Con sforzi sinceri, coscienziosi, disinteressati. Più sarete pronti a pagare, senza risparmiarvi, senza barare, senza falsificazioni, più riceverete. E farete conoscenza con la vostra vera natura: vedrete tutte le furberie, tutte le disonestà a cui ricorrete per non pagare in denaro contante. Perché occorre pagare con le vostre teorie gratuite, con le vostre convinzioni radicate, con i vostri pregiudizi, le vostre convenzioni, i vostri “mi piace” e “non mi piace”. Senza lesinare. Onestamente… Cercando “sinceramente” di vedere mentre state usando la vostra moneta falsa” (Jeanne de Salzmann).

LA QUARTA VIA

VOGLIAMO DAVVERO UN MAESTRO?

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Editoriale

Anna Di Giandomenico


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Consigli Letterari

Alberto Savinio

LA QUARTA VIA

Consigli Letterari

Tragedia dell'infanzia

Casa Editrice: piccola biblioteca Adelphi Prezzo: 11,00 Pagine: 223 Categoria: narrativa

A cura di Manuela Pili

I bambini hanno una prospettiva del mondo assai differente da quella degli adulti: il loro sguardo si posa su eventi, cose, particolari che assumono significati e valori che solo loro comprendono. Per questo sono su di un piano distinto e inconciliabile con quello del mondo adulto. Perchè tragedia e non commedia dell'infanzia? Come afferma Savinio, l'infanzia è il periodo della nostra vita in cui non ci siamo ancora allontanati dalle origini, dal ricordo di essere appartenuti ad una realtà indistinguibile e intangibile la cui perdita ha lasciato un vuoto incolmabile da cui vorremmo sfuggire. L'infanzia è lo stato dell'essere in cui accogliamo la vita con infinita fiducia; è il luogo della speranza e della magicità, contrapposto, per forza di cose, al mondo dei grandi di cui, da bambini, fotografiamo con visione chiara e nitida, e perciò fedele, contraddizioni e ipocrisie. Ma il mondo dei grandi, quel vasto "consorzio umano”, ci attende, è un passaggio obbligato. Per preservare l'innocenza infantile Savinio bambino trova il suo rifugio nella stanza dei giochi, nelle risoluzioni semplici e magiche dei problemi, trasfigura gli

adulti del suo quotidiano, mitizzandoli, come si nota nella figura di Diamandi, o ridicolizzandoli, come in quella di Frau Johanna. Nel rievocare la propria infanzia l'autore ritrova pienamente la varietà di sensazioni ed emozioni: dalla gioia del suo primo viaggio alla paura del "drago"; dall'amore per la violinista e per Lulùka al dolore e vuoto lacerante suscitato dal fragile e implume passerotto Leonida. Nell'incessante rievocazione emergono vivide l'inquietudine e la speranza attorno alla partenza verso l'Orsa (come chiama la cima irregolare del Pelio), oltre la quale vi è la promessa di un mondo e un destino nuovi; e il ridestarsi al rientro a casa sul dorso del centauro ferito, che ha il sapore della rinuncia e del tradimento di sé, a favore del diventar grande. Savinio, nei suoi racconti autobiografici, non filtra il suo vissuto infantile, che ci presenta in una piacevole e commovente mescolanza di eventi, personaggi e situazioni reali, immaginate e sognate, narrato con una forma liricheggiante ed un linguaggio aulico con cui rende omaggio al bambino tradito a lungo in cui è immediato il riconoscervi il nostro.

Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea De Chirico (Atene 25 agosto 1891 Firenze 5 maggio 1952) è stato uno scrittore, pittore e compositore italiano. Nato in Grecia e fratello del pittore Giorgio De Chirico, studiò pianoforte al conservatorio della sua città nativa e coltivò lo studio delle scritture dei filosofi Otto Weininger, Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche. Dall'inizio del 1914 presentò le sue opera con Alberto Savinio quale pseudonimo. Pubblicò così Les chants de la mi-mort nel numero 3 (giugno/agosto 1914) della rivista Les Soirées de Paris. Pubblicò testi teoretici e narrativi, soprattutto in riviste, tra di cui anche La Ronda. Nel 1924 fece parte dei fondatori del Teatro d'Arte. Nel 1933 pubblicò nel numero 5 della rivista Le Surréalisme au service de la révolution il testo Achille énamouré mêlé à l'Evergète. La traduzione italiana di questo testo fu pubblicata nel 1938 a Firenze con il titolo Achille innamorato nell'omonima antologia. Nel 1934 divenne collaboratore de La Stampa. Dal 1935 collaborò soprattutto con il Corriere della sera e il Corriere dell’informazione ma lavorò anche come drammaturgo e regista di opere, scrivendone egli stesso insieme a drammi per il teatro.


QUANDO SI APRE IL SIPARIO

era il caso di fare. Fino a quel momento non mi ero posto mai il problema del perché la gente ride. Avevo sempre fatto ridere senza rendermi conto delle ragioni di un certo effetto del gioco della comicità. Non mi chiedevo del perché una risata fosse più forte, una battuta più efficace o del motivo per cui una gag fosse captata meglio dal pubblico. Non mi ero mai chiesto perché un effetto risultasse più comico se mi fermavo o dicevo la battuta in movimento, di profilo oppure di fronte. Mi fidavo di quello che avevo acquisito nel tempo, ovvero una perfetta sintonia con quanto il pubblico si aspettava. Non mi ero mai posto il problema di analizzare la questione del far ridere consapevolmente. Fino a quel momento avevo usato solo una piccola chiave di accesso che mi consentiva di accedere ai soliti ritmi che avevo acquisito grazie alla straordinaria memoria degli effetti comici che mi avevano regalato Totò, Charlie Chaplin e Laurel & Hardy. Per questo motivo dico spesso che tutti quelli interessati al teatro comico, nel ruolo di interpreti o di autori, sarebbe meglio che imparassero. Cosa? La comicità è una vera e propria scienza e bisognerebbe imparare ad analizzare sempre, con armonia e fantasia, le situazioni, le parole di ogni esibizione. Bisognerebbe evitare di diventare dei semplici esecutori e ripetitori di testi, di ritmi acquisiti su cui adagiarsi. Qualcuno lo ha imparato sulla sua pelle. A distanza di anni, mi sono accorto, grazie a quella esperienza, di come nella mia vita, molto spesso, l’unica occasione che avevo per sperimentare e per imparare era quella di vivermi la paura di un salto nel vuoto. Mi sono accorto di tutte quelle occasioni in cui non mi ero infilato in una situazione perché avevo paura delle conseguenze, del giudizio o del risultato. Mi sono reso conto di tutte quelle volte che non ho voluto accettare l’idea di essere innamorato, solo per la paura di soffrire o di non sentirmi accettato. Molto spesso, l’unico modo che abbiamo di imparare è semplicemente vivere e aspettare il momento in cui si intuisce che c’è qualcuno che ti fa capire che è il tuo turno per esibirti e neanche ti dice: “Adesso tocca a te!”

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LA QUARTA VIA

Prima di ogni registrazione di una puntata del suo show, Maurizio Costanzo ci chiamava uno ad uno, a noi comici, e dava delle indicazioni o si faceva raccontare a grandi linee quelli che erano i nostri interventi. Quando toccava a me entrare nel suo camerino, molto spesso, quello che mi diceva era solo questo: “Va bene Orlando… poi quando tocca a te, lo intuisci da solo!” A me questo fatto di intuire quando sarebbe toccato a me, non mi andava giù. Ero paralizzato, attanagliato dalla paura. Una paura che si dissolveva solo quando si accendevano le luci del palcoscenico e spuntavano davanti a me le lucette rosse delle telecamere. Mi hanno sempre affascinato i tempi comici. Nel mio lavoro di attore la comicità è sempre stata importante. Mi hanno sempre stupito i tempi comici di Totò, le espressioni di Charlie Chaplin, i silenzi di Stan Laurel, le pause di Oliver Hardy. Questi grandi comici hanno costruito in me un background di memorie degli effetti comici. E tutte queste memorie sepolte, sparse nel mio cervello, ho scoperto nel tempo che sapevo tirarle fuori all’occasione. Prima della registrazione di una puntata del Costanzo Show, mi chiedevo sempre: “Farò ridere stavolta?” A differenza degli altri miei colleghi che erano chiamati a esibirsi con monologhi, barzellette e battute a raffica seguendo un testo imparato a memoria, io non avevo niente di tutto questo. Mi sentivo senza rete. “Perché sono così spaventato?” Mi chiedevo. La risposta che mi davo era spietata: “Sei spaventato perché non sai quello che stai facendo!” A parte una poesia che dovevo leggere ogni volta e che non aveva quasi mai risvolti comici, se avessi voluto far ridere avrei dovuto sperare che si creasse la situazione giusta. Ho sempre pensato fosse troppo poco. Man mano, per me, quelle occasioni erano diventate una sorta di laboratorio. Sperimentavo le risate del pubblico, mi accorgevo di volta in volta di ciò che funzionava e di ciò che non

QUANDO SI APRE IL SIPARIO

FAR RIDERE SAPENDO

di Angelo Orlando


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LE DIPENDENZE: Studio

È POSSIBILE USCIRNE? di Eva M. Franchi

Riassunto dell’articolo precedente:

Approfondimenti sul Sistema

abbiamo visto che sebbene tutte le forme di dipendenza siano collegate al centro sessuale (in quanto una delle caratteristiche di questo centro è proprio quella di creare attaccamento) ne esistono alcune di natura più specificatamente intellettuale, emozionale o motoria istintiva. La caratteristica specifica delle dipendenze sessuali è quella di camuffarsi da qualcos’altro. Ciò a causa delle influenze culturali millenarie che hanno dipinto il sesso come una pratica peccaminosa di cui vergognarsi. Molte dipendenze “sessuali” possono quindi non essere affatto collegate direttamente ad attività erotiche, come, ad esempio, l’immaginazione involontaria, pratiche auto lesioniste e persino, in molti casi (non tutti), la castità.

È POSSIBILE USCIRNE?

In questo articolo, ultimo e conclusivo della serie dedicata alle dipendenze, cercheremo di rispondere a questa domanda: È possibile liberarci dalle nostre dipendenze? Esistono due potenti fattori che rendono questa impresa realmente ardua:

?

1

Ci sono stati dei casi nella tua vita in cui ti sei illuso di essere uscito da una schiavitù, per poi renderti conto di essere prigioniero di una nuova schiavitù?

LA QUARTA VIA

1 Per approfondire tale

argomento consigliamo la lettura degli articoli di studio “Il Sistema Secondo Gurdjieff”, “Il Raggio di Creazione”, “Le leggi psicologiche che ci governano” e “Le 48 leggi” pubblicati rispettivamente nel 65, 53, 62,63 de La Quarta Via.

1. Il primo è che viviamo in un mondo governato da un insieme di leggi atte a mantenere l’uomo prigioniero del giogo dell’identificazione. Il mondo che conosciamo non è fatto in funzione dell’uomo completo, armonico e realizzato, e il sistema su cui si regge non ha alcun interesse affinché l’uomo sia libero e felice in quanto si nutre e si sostenta della meccanicità e della sofferenza umana1. 2. Il secondo consiste nel fatto che quando ci si libera di qualche dipendenza, come già illustrato negli articoli precedenti, la macchina psicobiologica umana tende a creare nuove dipendenze per compensare le vecchie. Il rischio che si corre è quello di illudersi di essere usciti da una dipendenza senza rendersi conto di essersi liberati di un padrone per diventare schiavi di un altro (1). Si tratta di due aspetti che chi cerca di lavorare su di sé non dovrà mai dimenticare, né sottovalutare. Colui che cerca la strada della liberazione deve essere consapevole che dovrà continuamente confrontarsi con una “congiura” del mondo esteriore che cercherà continuamente di riassorbirlo e dovrà sempre stare all’erta per evitare di cadere preda di nuove dipendenze sostitutive delle vecchie.


Studio

LE DIPENDENZE: È POSSIBILE USCIRNE?

di Eva Maria Franchi

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È importante non dimenticarsi mai di questo, al fine di provare ad affrontare l’ardua impresa: cercare di eludere il primo fattore.

?

2

Sei d’accordo su quanto sostenuto dall’autrice? ?

3

Che differenza c’è tra sofferenza volontaria e meccanica?

2 Per l’approfondimento del tema Emozioni negative consigliamo la lettura degli articoli arretrati pubblicati sui n. 37, 38, 39, delle nostre dispense.

Una delle armi più efficaci del sistema è quella di provocare il senso di colpa. Il senso di colpa induce sofferenza e la sofferenza, se automatica, non volontaria, provoca emozioni negative nutrendo il sistema che ci vuole schiavi2. Quando s’inizia a lavorare su se stessi i meccanismi difensivi che contribuivano a mantenere un’apparente stabilità psichica cominciano ad essere rimossi, quindi ci sentiamo peggiori di come pensavamo di essere. Spesso si arriva a pensare che anziché migliorare siamo degenerati, e il rischio più grosso di tale tappa è quello di un calo dell’autostima, cadere in periodi di forte depressione, tentazione (cui spesso si cede) di abbandonare tutto con la conseguenza di smettere di lavorare su di Sé e, ovviamente, il senso di colpa. È questa la sofferenza volontaria di cui parla Gurdjieff (3), eppure, a differenza della sofferenza meccanica nutrita da un continuo senso di insoddisfazione che porta a cercare altrove la soluzione dei nostri problemi, questo tipo di sofferenza, come una medicina omeopatica, racchiude nel veleno l’antidoto contro il male che la genera. Quando attraversiamo queste fasi, fasi che non si presentano una volta sola nel corso del nostro percorso evolutivo ma che tornano a ripetersi ciclicamente, (questo processo può durare molti anni) torniamo ad essere estremamente vulnerabili. Schiacciati dal senso di colpa e di inadeguatezza, il rischio di essere riassorbiti dal mondo della meccanicità durante questi periodi è molto più forte. Ricordare il motivo di questa sofferenza (per citare una celebre frase di Jessica Rabbit che “noi non siamo cattivi è che ci disegnano così”)

LA QUARTA VIA

Gurdjieff soleva dire “esiste una possibilità”, e se così non fosse, non avrebbe senso la stesura dell’articolo che state leggendo. Tuttavia è poco probabile che questa possibilità si realizzi, perché le forze che si contrappongono all’evoluzione dell’essere umano sono potentissime. Basta guardarsi in giro per rendersene conto. Nonostante scoperte scientifiche straordinarie i grandi filosofi, le utopie, le lotte sociali per la difesa dei diritti umani, siamo ancora devastati da guerre, fame, malattie, iniquità. Lanciamo i satelliti su Marte e contemporaneamente in molti paesi gli uomini continuano ad essere “giustiziati” in piazza solo perché il loro ideale politico o la loro religione non è conforme a quella della classe dirigente. La violenza e gli abusi sui bambini è all’ordine del giorno non solo nei paesi cosiddetti sottosviluppati ma anche nel ricco occidente. È scientificamente dimostrato che il fatto che Dio avrebbe creato prima l’uomo e poi la donna, come sostenuto dalle Sacre Scritture, è biologicamente inconcepibile, eppure le donne, in molte aree del mondo, continuano ad essere trattate peggio degli animali. Potrei citare i traffici di organi in Brasile, la sovrappopolazione, ecc., ma non voglio dilungarmi troppo. Il mio intento è semplicemente quello di dimostrare, attraverso esempi concreti, che siamo prigionieri di forze che ci vogliono schiavi. L’umanità ha fatto progressi straordinari in campo tecnologico e scientifico. All’uomo, oggi come oggi, non mancherebbero né intelligenza né capacità per vivere in pace ed armonia, eppure qualcosa glielo impedisce (2).

Approfondimenti sul Sistema

Fatta questa premessa, importantissima, sorge un’atra domanda: è possibile eludere questi due fattori enormemente potenti e come?


Il Vangelo secondo

[11] di A.G.

TOMMASO

Studio

LA SAGGEZZA DEGLI GNOSTICI

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Il presente articolo è dedicato all’approfondimento dell’opera più conosciuta di Tommaso, il lavoro maggiormente pubblicato e tradotto dell’intera produzione di questo apostolo. Si tratta de Il Vangelo secondo Tommaso. Nel suo libro Il Vangelo segreto di Tommaso, Elaine Pagels mette in evidenza come nei primi secoli dell’era Cristiana vi fossero varie correnti nel Cristianesimo. Fino a poco tempo fa la stragrande maggioranza delle persone nel mondo occidentale riteneva che dai tempi apostolici in poi esistesse una sola Chiesa Cristiana universale con un unico credo comune. Dall'altra parte c'erano alcune persone che non erano d'accordo e si allontanavano da quest'unica Chiesa: gli eretici! Ora è generalmente accettato che nel primo Cristianesimo esistevano numerosi approcci alla fede, fino a quando fra il III e il IV secolo fu definitivamente sancita la cosiddetta ortodossia. Venne cioè stabilita una normativa comune e chi non riconobbe questa normativa fu dichiarato eretico. Fu inoltre stabilito quali testi fossero da considerare canonici e quali proibiti. Questo tentativo di portare la tradizione Cristiana sotto il controllo di un’unica Chiesa centralizzata non riuscì mai del tutto. Nel corso dei secoli la Cristianità ortodossa subì diversi scismi, i più importanti dei quali furono la separazione della Chiesa Cattolica Romana da quella Ortodossa orientale e successivamente la Riforma Protestante, che portò alla costituzione di nuove chiese con differenti denominazioni. Ma i testi e gli insegnamenti esclusi nel IV secolo, in particolare quelli Gnostici, non vennero più riammessi in nessuna chiesa ufficiale. Citiamo un passaggio dal libro della Pagels (op. citata, ed. Oscar Saggi Mondadori p.152):

1

Conosci i Vangeli di Matteo e di Luca? Ci sono delle caratteristiche, secondo te, che li rendono più simili tra loro rispetto agli altri due Vangeli canonici (Marco e Giovanni)?

“Ireneo nel II secolo ritenne indubbiamente necessario espellere i valentiniani (una delle principali correnti gnostiche) come eretici, ma l’esserci riuscito impoverì sia i vincitori sia i vinti. Strappati alle loro radici dentro le chiese cristiane, i fedeli bollati come eretici spesso vagavano in solitudine, benché la ricerca spirituale che perseguivano avesse nel giudaismo e nel cristianesimo le sue origini e le principali fonti di ispirazione”. Fra le numerose testimonianze delle correnti del primo Cristianesimo assume un’importanza determinante Il Vangelo secondo Tommaso, ritrovato nel dicembre del 1945 a Nag Hammadi nell’Alto Egitto, nella zona ora nota come l’area in cui sorgeva la Biblioteca di Nag Hammadi. Le teorie sull’origine di questo Vangelo sono discordanti e spesso influenzate dalle diverse correnti ideologiche. Esso potrebbe risalire ad una tradizione ebraico-cristiana parallela ai Vangeli sinottici, le cui corrispondenze maggiori si ritrovano nel Vangelo di Matteo e in quello di Luca (1).

LA QUARTA VIA

?

La saggezza degli gnostici

Parte 1º


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Studio

Il Vangelo secondo Tommaso: Parte 1º

Il vangelo segreto di Tommaso

Le Origini della Quarta Via

Autore: Elaine Pagels Editore: Mondadori Collana : Oscar saggi Data pubbl.: 2006

Elaine Pagels

(Palo Alto, 13 febbraio 1943) è una docente statunitense insegnante di Storia del Cristianesimo nella Princeton University e studiosa dei vangeli gnostici.

?

2

Conosci la differenza tra Vangeli Gnostici, apocrifi e canonici? Quali caratteristiche pensi debba avere un Vangelo per essere classificato in una di queste tre categorie?

LA QUARTA VIA

?

3

Qual è la tua opinione in merito? Che caratteristiche deve avere un testo per essere definito Cristiano?

di A.G.

Forse l’autore di Tommaso ha utilizzato la stessa raccolta di detti da cui hanno attinto Matteo e Luca, oppure lo stesso Tommaso costituisce la fonte originaria da cui hanno attinto gli altri evangelisti. C’è chi sostiene che il Vangelo di Tommaso stia all’origine di un’ipotetica fonte originaria scritta in aramaico: la fonte “Q”, o documento Q, (in tedesco Quelle, da cui Q) che si suppone sia stata utilizzata nella composizione dei vangeli sinottici del Nuovo Testamento. Sicuramente Il Vangelo secondo Tommaso è una delle scritture Cristiane più antiche, collocabile secondo alcuni studiosi addirittura nel 50 d.C., periodo della predicazione dei primi apostoli. Dopo il suo ritrovamento a NagHammadi Il Vangelo secondo Tommaso ha suscitato un grande interesse fra gli studiosi e fu anche oggetto di una controversia: è da considerarsi realmente un Vangelo Gnostico? Assumendo che Gesù sia morto intorno ai 40 anni, il testo sarebbe stato composto circa 10 anni dopo la sua morte e sarebbe quindi una scrittura quasi contemporanea al Maestro. Paradossalmente, partendo da questo presupposto, alcuni studiosi hanno ritenuto che esso non fosse un Vangelo Gnostico perché secondo loro in quel periodo non c’era ancora alcun Gnosticismo. Altri studiosi, che collocano il testo più avanti nel tempo, hanno avanzato l’obiezione che esso non presentasse le caratteristiche della scrittura Gnostica classica e cioè gli aspetti mitici, i riferimenti agli Eoni, la figura di Sophia. Noi riteniamo che entrambe queste teorie siano errate, perché è evidente come Il Vangelo secondo Tommaso sia ricco di metafore ed espressioni simboliche che ritroviamo anche in altre scritture Gnostiche (2). Un terzo assalto sferrato all’autenticità del carattere Gnostico de Il Vangelo secondo Tommaso è partito recentemente dalle teorie di Michael Allen Williams, un docente dell’Università di Washington (Michael Allen Williams, Rethinking “Gnosticism”: An Argument for Dismantling a Dubious Category, 1999). Secondo questo studioso Il Vangelo secondo Tommaso non è Gnostico, perché non esiste alcuno… Gnosticismo! Egli sostiene che, dal momento che le scritture scoperte a Nag Hammadi talvolta sono così diverse, così dissimili l’una dall’altra, non si possono considerare parte di un unicum. Se esistono modalità così diverse per esprimere determinate idee, allora queste idee non possono fare parte di un unico corpo letterario e perciò non è corretto catalogare il tutto con lo stesso nome. Un punto di vista differente, che ci sentiamo di condividere, è quello del prof. Marvin Meyer, docente presso la Chapman University, California, il quale ha affermato varie volte (vedi la sua introduzione a The Gnostic Bible, Willis Barnstone, Marvin Meyer, 2003): “Guardate l’incredibile diversità che esiste all’interno della Cristianità, le incredibili diversità teologiche che convivono tra le centinaia e addirittura migliaia di differenti denominazioni, ma ciononostante sono tutti chiamati Cristiani” (3). Anche se Elaine Pagels spesso si astiene dall’usare questo termine nel suo libro, è evidente che le scritture di cui stiamo parlando appartengono alla scuola Cristiana che negli ultimi due secoli è divenuta universalmente nota con il termine di Gnosticismo. Gli Gnostici (in greco Gnostikoes) erano le persone che cercavano un’esperienza illuminante del divino, la Gnosi, ritenuta superiore alla semplice fede (Pistis). Esistono varie forme di conoscenza: i fenomeni del piano fisico vengono rivelati dai sensi, le verità concettuali nascono da ragionamenti filosofici, ma la realtà radicata nel trascendente può


LA QUARTA VIA

Un insolito soggiorno romano del giovane cercatore

Studio

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GURDJIEFF IN ITALIA

Testimonianze di Michele Pirolo


Studio

GURDJIEFF IN ITALIA: TESTIMONIANZE

di MICHELE PIROLO

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?

1

Cosa significa secondo te, cristallizzare la propria vita attorno a una Coscienza? Puoi provare a fare degli esempi concreti?

Se sorpresa deve esserci, diremo allora che la particolarità di questo epi¬sodio sta nel luogo dove si è svolto, che pochi sospettano. In Italia, a Roma. Aggiungeremo poi che anche l’episodio in sé è singolare, in quanto ripe¬tuto in altre occasioni, più note al pubblico gurdjieffiano. Infine diremo che l’episodio e il luogo in questione sono legati ad un aspetto della vita di Gurdjieff poco conosciuto. Avvenimento, quest’ultimo, che potrebbe dare qualche speranza a coloro che si sentono “per¬duti” nelle manifestazioni della loro personalità; noi tutti cercatori che realizziamo l’inopportunità di tali manifestazioni per il lavoro di risve¬glio che perseguiamo. Roma, una via nei pressi di Via Veneto. È mattina, una folla di frettolo¬si uomini d’affari sfreccia nell���elegante scenografia dei caffè e nelle son¬tuose architetture degli alberghi “fin du siecle”. Lungo questa via, una processione statica di lustrascarpe di tradizioni familiari “antichissime”, ciascuno con una clientela ben distribuita, accetta di buon grado la razione quotidiana di oboli. Signorotti inclini a non trascurare il loro aspetto esteriore, pagano i lustrascarpe per timore di perdere anche un solo grammo della gloria “da personcina per bene” che tanto faticosamente hanno messo insieme, a furia di

LA QUARTA VIA

Un insolito soggiorno romano del giovane cercatore

Tra il 1890 e il 1893, un ragazzo poco più che ventenne, elaborò uno stratagemma imprenditoriale che rimarrà una delle pietre miliari dell’aneddotica attorno al suo personaggio. Questo espediente, gli servì in un periodo particolarmente oscuro della sua vita, forse ancora non “cristallizatasi” totalmente attorno ad una Coscienza, che ne avrebbe fatto una Guida fondamentale per migliaia di “uomini ordinari” per i successivi sessant’anni (1). Non vale la sorpresa naturalmente. È chiaro che stiamo parlando di G. I. Gurdjieff.


LA QUARTA VIA

LaTeca

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

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Edizioni

Discorsi di un filosofo

Una storia impossibile

Cercatori nella Quarta Via

di Jordi Cabestany Arqué

di Giorgio Cesare Tagliafico

Autori vari

Un viaggio nel cuore della Quarta Via

Un cammino verso la Libertà e la Luce

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COMMOVENTE! IMPATTANTE!

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di un gruppo di Quarta Via

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La storia del Ney

LEGNANO Via Carlo Cattaneo, 95 20025 - Legnano (MI) Referente: Fr. Giuseppe Rossetti +39 (347) 8277354 Accesso solo su invito

TRENTO Via San Pio X n° 93 38100 - Trento (TN) Referente: Sr. Anna Di Giandomenico +39 (339) 5793091 Accesso solo su invito

Un libro scritto da allievi

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Un grido dal profondo dell’anima che ci riporta alle nostre radici.

Questo CD affronta temi importanti sull'amore di coppia, sulla relazione con se stessi e su come ritrovare la propria essenzialità.

AREZZO-PRATO Referente: Fr.Fabio Imbergamo fabioimbergamo@gmail.com +39 (328)9763837

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I MITI GNOSTICI DELL'ANIMA:

LE CAR AT TERISTICHE DI UN

Il Vangelo di Tommaso (II parte)

GRUPPO DI QUARTA VIA

ASTROLOGIA E ENNEAGRAMMA: i simboli e il loro significato

com evitare che un gruppo sia condot to da personalità frammentate

...e molto altro

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