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LA QUARTA VIA www.gurdjieff.es

IT // Versione italiana

Dispensa di studio #62

La Quarta Via in pratica

COME STUDIARE [3]

LaTeca

Istituto per lo Sviluppo Armonico

COME AUMENTARE LA PROPRIA CAPACITÀ DI MEMORIZZAZIONE?

48 LEGGI

Approfondimenti sul Sistema

LE

CHE CI GOVERNANO

L’uomo può davvero essere libero? Come?

Dicembre/2009

Prezzo

€ 6.00 iva inclusa

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Quando si apre il sipario

IL GESTO PSICOLOGICO All'ombra di Gaudì

GESÙ, IL GRANDE TERAPEUTA Le origini della Quarta Via

LA SAGGEZZA DEGLI GNOSTICI [3] GESÙ IL REDENTORE INCOMPRESO Decifrando Codici Biblici

I FIGLI IN CONFRONTO AGLI SCHIAVI


SOMMARIO

LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

#62

www.gurdjieff.es

2 LaTeca Istituto per lo Sviluppo Armonico

new! 3 new! 4

Direttore responsabile Giovanni M. Quinti

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Ideatori Luigi Di Sante e Sonia Iacoangeli

Grafica José L. García Muedra Riproduzione La Teca - Associazione Culturale di Barcellona Collaboratori di questo numero

Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G64341225 Dep. Legale B-12791-2008

Quando si apre il Sipario IL GESTO PSICOLOGICO

All'ombra di Gaudì GESÙ, IL GRANDE TERAPEUTA Curare attraverso le proprie ferite

Studio

7

La Quarta Via in pratica TECNICHE DI STUDIO SECONDO I PRINCIPI DELLA QUARTA VIA - parte [3]

Come aumentare la propria capacità di memorizzazione?

Studio

12 Le Scritture degli Gnostici

LA SAGGEZZA DEGLI GNOSTICI - parte [3] Gesù il redentore incompreso

Anna di Giandomenico, Angelo Orlando, A di R., Lluís Serra, Eva M. Franchi, Manuela Pili, Fabio Imbergamo, A.G., Francesco Azzali, Paola Grasso, Alessandro Albanese, Giovanni M. Quinti. Le dispense di studio "La Quarta Via" sono una pubblicazione internazionale prodotta dall'Associazione Culturale di Barcellona (Espagna). Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjieff.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati ad un costo maggiorato. Per riceverle direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi.

Sulle Note della Coscienza / LE OTTAVE Poesia / POESIA DI UN ALLIEVO AL SUO MAESTRO

Mi piace pensare ad un’anima che gesticola. Provo ad immaginare il mio mondo interiore. Lo vedo come un cerchio sempre in movimento…

Presidente Giovanni M. Quinti

Editore La Teca Associazione Culturale di Barcellona (ES)

Editoriale SOGNO DI NATALE a cura di Anna Di Giandomenico

Perché l’esperienza con il cristianesimo a molti risulta al tempo stesso avvincente e frustrante?

Studio

16 Approfondimenti sul Sistema

LE 48 LEGGI CHE CI GOVERNANO - parte [1] Come liberarsi da alcune delle leggi che ci mantengono prigionieri dell’automatismo.

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Decifrando Codici Biblici I FIGLI IN CONFRONTO AGLI SCHIAVI

Il professor Lluìs Serra, docente in teologia, filosofia e psicologia, ci guida al significato nascosto in alcuni brani delle Scritture Sacre.

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Lettere in Redazione La corrispondenza con i cercatori

Interessanti risposte ai quesiti dei nostri lettori; la condivisione come aiuto allo sviluppo personale.

new! 23 24

Cronache Dal Mondo Alla Luce Della Quarta Via: “I VECCHIETTI FRENANO IL TURISMO!” Dialogo col Maestro / DIMENTICANDO IL RESTO In Cucina con Gurdjieff

POLPETTE AL POMODORO (ricetta armena)

Consigli Letterari

UNA STORIA IMPOSSIBILE di Giorgio Cesare Tagliafico

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a:

lateca@lateca.info Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino. Lo staff di gurdjieff.es

L’opera prima di Giorgio C. Tagliafico edito da La Teca: la ricerca di un Amore più grande.

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Intervista ai Cercatori ALESSANDRA CAPPELLETTI

Eva M. Franchi intervista alcuni cercatori che lavorano a contatto diretto con Giovanni M. Quinti.


Anna Di Giandomenico LA QUARTA VIA

traversavamo di nuovo le vie deserte d'una grande città. Egli adesso a quando a quando sostava a origliare alle porte delle case più umili, ove il Natale, non per sincera divozione, ma per manco di denari non dava pretesto a gozzoviglie. - Non dormono... - mormorava Gesù, e sorprendendo alcune rauche parole d'odio e d'invidia pronunziate nell'interno, si stringeva in sé come per acuto spasimo, e mentre l'impronta delle unghie restavagli sul dorso delle pure mani intrecciate, gemeva: - Anche per costoro io son morto... Andammo così, fermandoci di tanto in tanto, per un lungo tratto, finché Gesù innanzi a una chiesa, rivolto a me, ch'ero la sua ombra per terra, non mi disse: - Alzati, e accoglimi in te. Voglio entrare in questa chiesa e vedere. Era una chiesa magnifica, un'immensa basilica a tre navate, ricca di splendidi marmi e d'oro alla volta, piena d'una turba di fedeli intenti alla funzione, che si rappresentava su l'altar maggiore pomposamente parato, con gli officianti tra una nuvola d'incenso. Al caldo lume dei cento candelieri d'argento splendevano a ogni gesto le brusche d'oro delle pianete tra la spuma dei preziosi merletti del mensale. - E per costoro - disse Gesù entro di me - sarei contento, se per la prima volta io nascessi veramente questa notte. Uscimmo dalla chiesa, e Gesù, ritornato innanzi a me come prima posandomi una mano sul petto riprese: - Cerco un'anima, in cui rivivere. Tu vedi ch'ìo son morto per questo mondo, che pure ha il coraggio di festeggiare ancora la notte della mia nascita. Non sarebbe forse troppo angusta per me l'anima tua, se non fosse ingombra di tante cose, che dovresti buttar via. Otterresti da me cento volte quel che perderai, seguendomi e abbandonando quel che falsamente stimi necessario a te e ai tuoi: questa città, i tuoi sogni, i comodi con cui invano cerchi allettare il tuo stolto soffrire per il mondo... Cerco un'anima, in cui rivivere: potrebbe esser la tua come quella d'ogn'altro di buona volontà. - La città, Gesù? - io risposi sgomento. - E la casa e i miei cari e i miei sogni? - Otterresti da me cento volte quel che perderai – ripeté Egli levando la mano dal mio petto e guardandomi fisso con quegli occhi profondi e chiari. - Ah! io non posso, Gesù... - feci, dopo un momento di perplessità, vergognoso e avvilito, lasciandomi cader le braccia sulla persona. Come se la mano, di cui sentivo in principio del sogno l'impressione sul mio capo inchinato, m'avesse dato una forte spinta contro il duro legno del tavolino, mi destai in quella di balzo, stropicciandomi la fronte indolenzita. È qui, è qui, Gesù, il mio tormento! Qui, senza requie e senza posa, debbo da mane a sera rompermi la testa”.

Editoriale

Vorrei augurare ad ogni lettore di lasciarsi impregnare di mistero, cullato dalle parole di questa storia scritta da Luigi Pirandello, dal titolo: “Sogno di Natale”. “Sentivo da un pezzo sul capo inchinato tra le braccia come l'impressione d'una mano lieve, in atto tra di carezza e di protezione. Ma l'anima mia era lontana, errante pei luoghi veduti fin dalla fanciullezza, dei quali mi spirava ancor dentro il sentimento, non tanto però che bastasse al bisogno che provavo di rivivere, fors'anche per un minuto, la vita come immaginavo si dovesse in quel punto svolgere in essi. Era festa dovunque: in ogni chiesa, in ogni casa: intorno al ceppo, lassù; innanzi a un Presepe, laggiù; noti volti tra ignoti riuniti in lieta cena; eran canti sacri, suoni di zampogne, gridi di fanciulli esultanti, contese di giocatori... E le vie delle città grandi e piccole, dei villaggi, dei borghi alpestri o marini, eran deserte nella rigida notte. E mi pareva di andar frettoloso per quelle vie, da questa casa a quella, per godere della raccolta festa degli altri; mi trattenevo un poco in ognuna, poi auguravo: - Buon Natale - e sparivo... Ero già entrato così, inavvertitamente, nel sonno e sognavo. E nel sogno, per quelle vie deserte, mi parve a un tratto d'incontrar Gesù errante in quella stessa notte, in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. Egli andava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: pareva pieno d'un cordoglio intenso, in preda a una tristezza infinita. Mi misi per la stessa via; ma a poco a poco l'immagine di lui m'attrasse così, da assorbirmi in sé; e allora mi parve di far con lui una persona sola. A un certo punto però ebbi sgomento della leggerezza con cui erravo per quelle vie, quasi sorvolando, e istintivamente m'arrestai. Subito allora Gesù si sdoppiò da me, e proseguì da solo anche più leggero di prima, quasi una piuma spinta da un soffio; ed io, rimasto per terra come una macchia nera, divenni la sua ombra e lo seguii. Sparirono a un tratto le vie della città: Gesù, come un fantasma bianco splendente d'una luce interiore, sorvolava su un'alta siepe di rovi, che s'allungava dritta infinitamente, in mezzo a una nera, sterminata pianura. E dietro, su la siepe, egli si portava agevolmente me disteso per lungo quant'egli era alto, via via tra le spine che mi trapungevano tutto, pur senza darmi uno strappo. Dall'irta siepe saltai alla fine per poco su la morbida sabbia d'una stretta spiaggia: innanzi era il mare; e, su le nere acque palpitanti, una via luminosa, che correva restringendosi fino a un punto nell'immenso arco dell'orizzonte. Si mise Gesù per quella via tracciata dal riflesso lunare, e io dietro a lui, come un barchetto nero tra i guizzi di luce su le acque gelide. A un tratto, la luce interiore di Gesù si spense:

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SOGNO DI NATALE

Anna Di Giandomenico


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LE OTTAVE

Sulle Note Della Coscienza

di Fabio Imbergamo Nella Quarta Via si parla di Ottave. Anche in musica si parla di “ottave”. Le Ottave nella Quarta Via sono messe sotto forma di Legge Universale; in musica le ottave sono luoghi in cui giungono le note dopo aver viaggiato attraverso il disegno che esiste nella mente del compositore. Nella Quarta Via la Legge dell’ottava ci insegna che tutto ciò che accade nell’Universo ha due momenti in cui le difficoltà si concentrano: il primo corrisponde a poco prima della metà del percorso; il secondo al momento finale, il più difficile: se non si supera la fase finale tutto crolla. Le ottave sono ovunque, tutto è ottava: qualunque cosa noi facciamo è un’ottava, qualunque cosa noi diciamo è un’ottava. Una semplice parola pronunciata con un preciso scopo è un’ottava, che prevede

un momento centrale di difficoltà e un momento finale di maggiore difficoltà. I discorsi che facciamo sono ottave. Anche quando facciamo un discorso a noi stessi stiamo percorrendo un’ottava. Quando riusciamo a portare a compimento l’ottava pensiamo che tutto sia finito lì. In realtà non è così, perché la fine di quello che stiamo facendo corrisponde all’inizio di una nuova ottava, così come la fine di un discorso corrisponde all’inizio di un altro discorso, così come una parola appena pronunciata attira subito un’altra parola da pronunciare. In musica le ottave sono espressione di comunicazione: quando le ottave sono ascendenti, cioè vanno da un suono più grave ad un suono più acuto, sono espressione di una comunicazione che parte da noi per arrivare all’Infinito. Quando invece sono discendenti, cioè vanno da un suono più acuto ad uno più grave, è l’Infinito che si mette in contatto con noi, chiamandoci e comunicandoci la sua Armonia.

Sezione Poetica

Poesia

POESIA DI UN ALLIEVO AL SUO MAESTRO di Giovanni Maria Quinti Come posso essere cosciente Se la prima cosa di cui dovrei ricordarmi Ogni giorno è che questa potrebbe essere l’ultima volta che ti bacio? Come posso essere cosciente se non ho ancora Trovato il modo per contare su me stesso Ed avere fiducia nella Grandezza dell’Universo? Come posso essere cosciente Di questo dolore, di questa solitudine, di questa ferita se non so come risolverli e l’unico modo di sopravvivere è spingerli verso la dimenticanza? È molto più facile per me Afferrare questa strega che è la realtà Con le sue rughe ed i suoi sguardi truci E comprarle una bella maschera Con un sorriso che mi ricorda Venezia E il suo Carnevale.

LA QUARTA VIA

E non parlarmi del futuro e dei tempi che verranno Non dirmi che la responsabilità è solo mia E che la strega si toglierà la mia maschera per guardarmi negli occhi. Proteggimi invece di curarmi. Perché è solo di questo che ho bisogno. Ho bisogno di te… E non dirmi che tutto finirà

Perché non mi importa. E anche se lo so, nella parte più profonda di me stesso, che tutto finisce Lotterò fino alla fine contro Dio, contro la vita, e contro te che stai cercando Di Svegliarmi… Perché non vuoi renderti conto che sono ancora un bambino Che ha bisogno di un padre? Non dirmi che il primo passo è cominciare ad avvicinarmi A questo vuoto che è dietro tutte le cose Non lo farò e tu lo sai già, Perché la morte è troppo potente E toglie l’apparenza alle menzogne. Non dirmi che il secondo passo è ascoltarmi Perché preferisco ascoltare te Che sei così abile a distrarmi con i tuoi canti E ti ringrazierò mille volte, alla fine di ogni conferenza Con la mia giacca impeccabile e la mia cravatta di Parigi. E non invitarmi a rimanere in silenzio Per cominciare a camminare con te Perché il silenzio è imbarazzante. L’unica cosa che farò sarà saltarti addosso Per dormire nell’incavo delle tue braccia Con le tue dolci parole e le tue poesie Che mi invitano ad aprire gli occhi.


Un mio amico attore era ossessionato dal dare un gesto che potesse segnare la separazione delle due personalità che il suo personaggio aveva, quando da deciso e maschio, diventava insicuro ed effeminato. Nel momento della sua scissione di personalità, aveva trovato un gesto che corrispondeva al movimento di una mano che andava a stringere il suo naso, quasi come se in quel gesto, cercasse di contenere qualcosa che inesorabilmente voleva uscire. Quello era il preludio al suo cambiamento. Ne risultava qualcosa di molto comico: una sorta di Jeckyl e Hide che lottavano tra di loro per prendere il sopravvento. Durante le prove, trovavo che quel suo gesto era esagerato e poco credibile. Gli dicevo che secondo me era troppo plateale, che magari poteva trovare qualcosa di meno visibile. Lui mi guardava e mi rispondeva: sto cercando e l’unico modo è quello di osservarmi mentre faccio questo gesto. Già alla prima replica, quel gesto era diventato qualcosa d’impercettibile. Nelle successive, invece, era sparito, ma la separazione era netta. Aveva dovuto passare per qualcosa di grande per arrivare a qualcosa di piccolo ma di una potenza incredibile. Il gesto psicologico è quello che Michael Cechov, nipote di Anton e allievo di Stanislavskj, chiamava: gesticolazione dell’anima. Mi piace pensare ad un’anima che gesticola. Provo ad immaginare il mio mondo interiore. Lo vedo come un cerchio sempre in movimento. Spesso il mio mondo interiore viene scosso dall’esterno, ma se imparo a seguire delle direzioni, potrò stare fermo anche se dentro di me c’è un vento che sembra volermi spazzare via. Molto spesso, il fermento dell’anima, cioè della mia interiorità, non si esprime con un gesto esteriore. Ad esempio, posso restare seduto su una poltrona, parlare tranquillamente con una persona e detestarla o, al contrario, amarla, stimarla. Quando siamo chiamati ad interpreta-

IL GESTO

PSICOLOGICO

Il teatro ha qui una vera e propria funzione terapeutica. Il corretto lavoro su di sé, è come il training raffinato di un attore che affronta la propria personale ricerca sul personaggio. Le prove sono davvero l’unica occasione per un attore di sperimentare le proprie scoperte. Mi affaccio alla finestra. Penso che bisognerebbe considerare la nostra vita come delle prove prima di andare in scena. Il mondo, diceva Jacques Tati, è un grande sipario... Tutto il mondo è un palcoscenico. È vero. Il mondo è un palcoscenico e gli uomini sono attori, ma alcuni devono essere anche spettatori. E questi ultimi sono quelli più dotati di ricchezza interiore.

QUANDO SI APRE IL SIPARIO

Duča (anima) è una parola russa che significa interiorità.

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di Angelo Orlando

LA QUARTA VIA

Sant’Agostino

QUANDO SI APRE IL SIPARIO

Il modo in cui lo spirito è unito al corpo non può essere compreso dall’uomo e tuttavia in questa unione consiste l’uomo.

re un personaggio, dobbiamo imparare ad osservarlo, a conoscerne ogni segreto, ogni gesto, attingendo a piene mani dal suo mondo interiore. Trovare il gesto psicologico è vitale. Il gesto psicologico è la chiave che porta l’attore a trovare le caratteristiche nascoste e segrete di un personaggio. Le prove e il training sono l’unica occasione per osservarsi. Il gesto interiore è una prova cui sono chiamati tutti gli attori che si pongono di fronte al personaggio come davanti ad uno specchio. Il gesto psicologico non è mai razionale, ma ha che fare con le emozioni e il corpo. Un personaggio non ha un solo gesto psicologico ma diversi, perché un personaggio ha molte sfaccettature, tante caratteristiche, così come anche diverse contraddizioni, modi di dire, di fare, di pensare. Servirsi del corpo. Il corpo è l’unico strumento che consente al mondo interiore di gesticolare, cioè di rivelarsi. Così anche per il ricercatore attento poiché l’unico modo per ascoltare la voce dell’io più nascosto è far parlare tutti i ministri della propria personalità. Imparare a conoscere i delegati dei tanti io, ad ascoltare le loro ragioni, a metterli alla prova, a farli uscire allo scoperto, è l’unico modo per dar loro, in un secondo momento, quei giusti ordini che porteranno a trovare la propria originalità. Il gesto psicologico sta all’origine del personaggio. È ciò che lo rende unico.


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Studio

COME STUDIARE?

TECNICHE DI STUDIO SECONDO I PRINCIPI DELLA QUARTA VIA di Fabio Imbergamo

7

COME STUDIARE? Studio

IL METODO DI STUDIO

Riassunto dell’ar ticolo precedente

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6 R TECA

di Fabio Imbergamo

Riassunto dell’ar ticolo precedente

La Quarta Via in pratica

Nel primo ar ticolo di questa serie abbiamo parlato del fat to che per chi percorre una Via spirituale è molto impor tante studiare, cioè ampliare il proprio raggio di conoscenze af finché si possa realizzare il processo di crescita personale, frut to del Lavoro su di Sé. Abbiamo anche esaminato come av viene il processo di apprendimento in relazione ai Centri e siamo arrivati ad individuare tre tipologie di base di materiale di studio: • materiale principalmente mnemonico; • materiale basato su procedimenti razionali; • materiale tipicamente concet tuale. L’esame di queste tre tipologie ci aiuterà a capire come scegliere gli strumenti e le metodologie più adat te in base al tipo di materiale che stiamo studiando.

Il materiale tipicamente concettuale è relativo soprattutto a materie filosofiche come storia, religione, materie umanistiche, studi sull’esoterismo, ecc. Coloro che frequentano istituti e scuole dove si intraprende un percorso di autoconoscenza si trovano ad affrontare una grossa mole di questa tipologia di materiale. Un esempio vicino a noi è costituito proprio da questa stessa pubblicazione, in cui dal momento della sua comparsa è stato pubblicato un gran numero di articoli di studio della massima importanza. (1)

LA QUARTA VIA

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Cos’è secondo te lo studio? Prima di continuare la lettura di questo articolo prova a darne una tua definizione.

Negli ultimi anni sono stati elaborati molti metodi che permettono di affrontare una così vasta mole di materiale nel modo più rapido ed efficace. Fra questi, uno che mi ha particolarmente colpito è il cosiddetto “Metodo 6/R”, detto anche “metodo Cornell”. Elaborato nel 1989 da Walter Pauk, docente per l’appunto presso la prestigiosa Cornell University of New York, questo metodo si è poi rapidamente diffuso in molti paesi anglosassoni e poi in tutto il mondo per la straordinaria efficacia nell’organizzare l’ascolto delle lezioni, la lettura dei libri, gli appunti, lo studio e il successivo ripasso. In effetti, dopo alcuni esperimenti e prove, ho avuto modo di verificare di persona la validità del metodo e l’ho adottato apportando alcune modifiche per renderlo maggiormente adatto all’assimilazione delle dispense di studio e, in generale, allo studio di materiale teologico e psicologico come viene condotto nel nostro Istituto. Ne è scaturito un metodo derivato che ho rinominato “Metodo 6R-Teca”! Vediamo di cosa si tratta (2).

Negli ar ticoli precedenti abbiamo parlato dello studio come at tività di fondamentale impor tanza per coloro che percorrono un cammino di autoconoscenza. In tut te le Tradizioni e gli Insegnamenti sono previsti momenti dedicati allo studio. Abbiamo individuato tre tipologie di base di materiale di studio:

TRE tipologie di base di materiale di studio 3. Materiale tipicamente concettuale

Materie filosofiche, storia, religione, esoterismo, materie umanistiche, ecc. (ARTICOLI DI STUDIO)

COME

Metodo

6 R-TECA

La Quarta Via in pratica

• materiale principalmente mnemonico; • materiale basato su procedimenti razionali; • materiale tipicamente concet tuale. La prima tipologia attiene molto alle materie esoteriche, filosofiche, storiche, religiose e agli insegnamenti spirituali. Abbiamo formulato un metodo per af frontarne lo studio in modo ef ficace e proficuo che abbiamo chiamato “Metodo 6R-Teca”. Ora passiamo ad esaminare le altre due tipologie, cominciando a capire un po’ di più il funzionamento della memoria, preziosa funzione della macchina umana.

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Prima di procedere con la lettura di questo articolo, in gruppo o da soli, ricapitolate dettagliatamente i punti e le tecniche fondamentali che sono state esposte nei due articoli precedenti. ? LA QUARTA VIA

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Come valuti la tua capacità di memoria in una scala da 1 a 10? Hai mai provato ad utilizzare delle tecniche per potenziarla?

Come aumentare la propria capacità di memorizzazione? (1) Il materiale principalmente mnemonico è costituito da tutto ciò che richiede fondamentalmente la capacità di memorizzare nel tempo ciò che si sta studiando: ad esempio i poemi, le formule matematiche, testi letterari in prosa, insiemi organici di informazioni, elenchi, tabelle, schemi, ecc. Tutti abbiamo sperimentato nelle situazioni più disparate che avere una “buona memoria” può fare molto comodo, specialmente per chi fa dello studio la principale attività (studenti, scienziati, ricercatori, ecc.). Come aumentare la propria capacità di memorizzazione? (2) Su questo tema, e, in generale, sul funzionamento della memoria, sono stati condotti molti studi e vengono proposti una gran varietà di corsi per sviluppare questa facoltà. Come sempre occorre capire ciò che ci può tornare utile senza perderci nei meandri di una materia vasta e complessa. Da questo punto di vista l’esperienza dimostra che ci sono alcuni fattori la cui conoscenza può aiutarci molto.


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di Fabio Imbergamo

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Il primo fattore importante è che il processo di memorizzazione nel cervello avviene grazie alla formazione delle cosiddette sinapsi, ovvero precisi collegamenti fra cellule cerebrali1. Grazie ad esse l’impulso nervoso può trasmettersi da un neurone all’altro: per memorizzare un’informazione nel cervello questa deve essere fisicamente archiviata in una zona di esso. Ciò vuol dire che qualcosa nel cervello deve cambiare a livello strutturale, e ciò avviene proprio grazie alla formazione di nuove sinapsi. In secondo luogo, occorre sapere che in ciascuno di noi sono presenti due aree di memoria: 1 la Memoria a Breve Termine (MBT), in cui ciò che apprendiamo si fissa in modo temporaneo. In questa area si può immagazzinare solo una piccola quantità di informazioni per un tempo che va dai pochi secondi fino a qualche minuto al massimo. 2 la Memoria a Lungo Termine (MLT), in cui ciò che apprendiamo si fissa in modo più permanente. Coinvolge un processo metabolico complesso che consente alle sinapsi di essere salde e durature. In questa area risiedono sia tutte le conoscenze esplicite acquisite (memoria dichiarativa) sia le conoscenze sul come si fanno le cose che nel corso della vita abbiamo appreso (memoria procedurale). Torniamo all’esempio sull’apprendimento dell’inglese fatto nel primo articolo: assisto ad una lezione di lingua inglese durante la quale l’insegnante mi insegna nuove parole, che si fissano nella mia mente a livello della MBT. Proprio per questo le parole appena apprese dopo pochi minuti cominciano a svanire e il giorno dopo già comincio a dimenticare il loro significato, la loro pronuncia, ecc. L’unico modo per non dimenticarle è trasferirle dalla MBT alla MLT.

La Quarta Via in pratica

1 Occorre precisare che ci sono svariati tipi di sinapsi: noi ci stiamo occupando di quelle che creano collegamenti fra cellule del tessuto nervoso centrale, in particolar modo del cervello; ma esistono anche sinapsi che creano giunzioni neuromuscolari, cioè collegamenti fra cellule nervose e fibre muscolari.

Tecniche di studio secondo il sistema della Quarta Via

Quali strumenti abbiamo, quindi, a nostra disposizione per memorizzare? Tutti quelli con cui è possibile stimolare la formazione di nuove sinapsi, ovvero tutto ciò che collega e rafforza, permettendo ai contenuti di fissarsi nella Memoria a Lungo Termine: • L’immaginazione e la fantasia. Tornando all’esempio sullo studio della Molteplicità degli IO (vedi articolo precedente), posso immaginare Gurdjieff a Mosca nel 1913 che tiene una delle sue riunioni in cui parla delle cose che sto ora leggendo su Frammenti e che devo memorizzare. • La memoria fotografica, qualità che molti hanno per natura, ma che tutti possono sviluppare. Si può fotografare mentalmente la pagina di un libro, uno schema, un’illustrazione, e tutti gli elementi importanti da tenere a mente. • Le associazioni, ovvero associare una cosa che già conosciamo a ciò che dobbiamo memorizzare. Ad esempio è possibile associare delle parole inglesi a specifiche persone che conosco: posso associare i nomi delle piante ad un mio zio giardiniere (zio Mario giardiniere = rose, flower, marguerite, ecc.) o i nomi degli strumenti musicali ai miei amici musicisti che studiano quello specifico strumento (Luca suona il violino = violin; Lucia suona l’arpa = Harp; ecc.). In questo modo si fisseranno meglio nella mia memoria i nomi delle piante e degli strumenti musicali in inglese. • Le emozioni: tutti sappiamo che avvenimenti ed esperienze che ci procurano una forte emozione si imprimono fortemente nella memoria.

LA QUARTA VIA

Studio


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[3] di A.G.

Studio

LA SAGGEZZA DEGLI GNOSTICI

Gesù il Redentore Incompreso

Questa sensazione è molto diffusa nei paesi occidentali, sia in quelli di tradizione cattolica sia in quelli protestanti. Nella mia esperienza ho infatti potuto constatare spesso che ogni volta che si parla di Gesù Cristo vengono evocati nelle persone due elementi:

1

Qual è il tuo rapporto con la figura di Cristo e l’insegnamento dei Vangeli? È mai successo anche a te di avvertire un forte interesse contemporaneamente ad un senso di grande frustrazione mentre affrontavi lo studio del Nuovo testamento? ?

2

Riesci a non farti influenzare dai due aspetti citati dall’autore quando studi i Vangeli? Sei d’accordo che anche le persone che si dichiarano indifferenti alla religione conservano nel loro inconscio un senso di colpa, di tormento e di punizione collegato al sacro? Perché secondo te?

Il secondo aspetto è relativo al fatto che molte persone hanno sentimenti di natura positiva in relazione alla figura di Cristo, associate però a una visione fortemente dottrinale e dogmatica. Per affrontare con mente aperta il tema della figura di Gesù Cristo cercando di riscoprire il suo vero insegnamento, dobbiamo evitare di farci influenzare da questi due aspetti (2). È un’impresa ardua, come quella che dovette affrontare Ulisse navigando tra Scilla e Cariddi. La prima cosa che dobbiamo tenere a mente è l’enorme influenza esercitata dalla figura di Gesù nell’ambito della storia occidentale. Al di là di qualsiasi posizione ideologica dobbiamo riconoscere come le basi del Cristianesimo abbiano influenzato la nostra cultura sotto tutti gli aspetti per duemila anni. È curioso rilevare come il nome ebraico Joshua sia stato sostituito dal latino Jesus, che è oggi il suo appellativo più diffuso nelle due varianti della pronuncia inglese e ispanica. Molte delle principali religioni hanno come fondatore una figura storica ben delineata: ad esempio nel Buddismo abbiamo Gothama il Buddha, Zarathustra nello Zoroastrismo, Mosè nell’ebraismo e Maometto nell’Islam. Ma anche religioni con un numero minore di seguaci hanno dei personaggi storici come fondatori: Kung-fu-tze nel Confucianesimo, Mahavira nel Gianismo, Guru Nanak nella religione Sikh e fra le religioni più recenti Joseph Smith nel mormonismo e Bahà’u’llàh per i Bahai.

LA QUARTA VIA

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Il primo è relativo a un vissuto negativo fatto di paure, sensi di colpa, immagini di tormenti e punizioni, spesso presente anche in chi si definisce non praticante, agnostico o ateo. Questa reazione è la conseguenza del modo, a volte oscuro e inquietante, con cui la figura di Gesù è stata utilizzata per secoli dai molti dei suoi cosiddetti seguaci.

La saggezza degli gnostici

Nel suo interessantissimo libro “Il Vangelo di Tommaso”, Elaine Pagels ricorda come, agli inizi del suo percorso di ricerca, fosse spinta soprattutto dal desiderio di comprendere perché l’esperienza con il cristianesimo fosse al tempo stesso così avvincente e così frustrante (1).


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Studio

LA SAGGEZZA DEGLI GNOSTICI

III

di A.G.

Vi sono tuttavia tradizioni religiose importanti che non hanno alla loro origine la figura storica di un fondatore: l’induismo, ad esempio, che forse più che una religione in sé va considerata come una famiglia di religioni i cui fondatori mitici sono i Rishi (veggenti) che composero i Veda. Così nel Taoismo in Cina, quasi eclissato ai giorni nostri, è assente una figura di questo tipo, come anche nello Scintoismo in Giappone. Ma è soprattutto nel Buddismo e nel Cristianesimo che la persona del fondatore continua ad esercitare una forte influenza sui fedeli, non solo come modello di vita, ma come figura salvifica.

La saggezza degli gnostici

Nei paesi dove oggi sono vivi gli insegnamenti del Buddha, tutti coloro che riconoscono le otto nobili verità e decidono di seguire questa via fanno come primo passo quello di prendere rifugio nel Buddha e poi nel Dharma e nel Shanga. Nel canone Pali del Buddhismo ogni recitazione dei Sutra inizia con “Prego gli esseri Divini e venerabili e il Buddha Illuminato...”. Queste invocazioni evidenziano un grande riguardo verso la figura del Buddha (3).

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3

Per coloro che stanno studiando in gruppo: se c’è qualcuno tra i presenti che conosce bene i fondamenti teorici del buddismo, illustri quali sono le analogie, se ritiene che ve ne siano, tra buddismo e cristianesimo.

LA QUARTA VIA

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Perché si utilizzava il rito di “ungere” qualcuno fisicamente o simbolicamente per indicare che era eletto da Dio?

Anche il Cristianesimo fu, fin dal principio, strettamente collegato alla figura di Gesù ed è quindi di estrema importanza per comprenderne l’essenza approfondire tutto ciò che riguarda la persona del suo fondatore. Le fonti alle quali dobbiamo attingere sono naturalmente i Vangeli: vedremo come si trasformerà la nostra prospettiva affiancando ai testi considerati canonici dalle chiese ufficiali altri Vangeli esclusi, per vari motivi, dal “canone” nei primi secoli. Già dal primo secolo vi furono nelle comunità cristiane scritti contenenti loghion (dal greco detti) attribuiti a Gesù: il più noto fra questi testi è il Vangelo di Tommaso. Fra i 40 e i 65 anni dopo la morte di Gesù alcuni scrittori cristiani iniziarono a integrare alcuni di questi detti in forma narrativa, riportando gli episodi della vita del Maestro che avevano ancora a quel tempo testimoni viventi. In questo modo nacquero i quattro Vangeli canonici: Marco, Matteo, Luca, Giovanni. I primi tre sono i cosiddetti Vangeli Sinottici, mentre il più antico è quello di Giovanni. Anche se vi sono alcune discrepanze fra essi, questi testi trattano chiaramente la vita della stessa persona. I primi cristiani vedevano probabilmente Gesù in modi differenti, ma sicuramente era da tutti considerato un Messia ed è importante comprendere bene cosa significa questa parola. Nella tradizione giudaica vi fu tutta una serie di Messia (ebr. mashìach ‫חי ש מ‬, "unto"), grandi leader del popolo ebraico: questo termine viene impiegato nell'Antico testamento per indicare i personaggi unti di olio per volere o su indicazione di Dio, persone caratterizzate da una precisa missione: re, profeti, sacerdoti. La parola greca per olio è crisma (χσσ μα) da cui deriva Cristhos: unto (4). Se per i primi cristiani Gesù fu il Messia, il modo di rapportarsi con lui poteva variare a seconda delle esperienze personali dei vari discepoli fra i quali, nei primi tempi, una domanda sorgeva spesso: “Chi fu egli realmente?” Nei tre Vangeli sinottici, Mt (16,13-20), Mc (8,27-30) e Lc (9,18-20), Gesù stesso chiede ai discepoli “Chi dice la gente che io sia?”. I discepoli rispondono: “Alcuni dicono che tu sia Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia”. Poi Gesù chiese ai discepoli “E Voi chi pensate che io sia?” In tutti tre i testi è Pietro che risponde, ma in Matteo ritroviamo la versione più


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Questo articolo è frutto di riflessioni mie personali. Non ha la pretesa di essere esaustivo ma è una bozza di lavoro. Lo considero un punto di partenza per un viaggio alla scoperta della verità. Più scopro la verità in me stesso, più sarò libero.

Studio

LE 48 LEGGI CHE CI GOVERNANO [1]

Approfondimenti sul Sistema

di Francesco Azzali

L’uomo può dav vero essere libero? Come? “Se rimanete nella mia parola siete veramente miei discepoli e conoscerete la Verità; e la Verità vi farà liberi” (Gv 8-31) 1

Leggi le pagine di Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto citate e illustra in gruppo o a te stesso, se stai studiando da solo, ciò che hai compreso rispetto a quanto esposto in questo articolo.

Nel libro “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” Gurdjieff parla di 48 ordini di leggi che governano il pianeta terra (cap. IV – pagg. 91-93). Non specifica però quali siano queste leggi, che sono classificate secondo un ordine gerarchico decrescente, e aumentano con l’estensione del Raggio di creazione dell’universo, raddoppiando ad ogni passaggio. Si parte da 3 leggi universali create dalla volontà divina fino a giungere, all’ultimo stadio, sulla Luna, dove le leggi diventano 96. L’assenza di chiarezza su questo argomento probabilmente è dovuta al fatto che la maggior parte di queste leggi sarebbero incomprensibili dal nostro punto di vista, essendo limitato alle condizioni di vita sulla terra (1).

LA QUARTA VIA

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Studio

Le leggi psicologiche che ci governano I

di Francesco A zzali

È importante rilevare subito che si tratta di ordini di leggi e non di leggi, perché all’interno di questi ordini coesistono dei gruppi di leggi affini, con la stessa radice. L’uomo, come la natura, ciò che Gurdjieff chiama “la vita organica sulla terra”, e la terra stessa, intesa come organismo vivente, sono soggetti alle leggi universali e destinati a seguire schemi fissi. Alcune leggi sono specifiche del nostro pianeta e rendono l’uomo completamente meccanico. Sono di ordine istintivo-emotivo-intellettuale e si traducono in schemi psicologici fissi. Questi schemi sono comuni a tutto il genere umano. Lo scopo di questo articolo è cercare di individuare alcune leggi universali che regnano sul nostro pianeta. Oltre a conoscere le leggi, proveremo a suggerire dei metodi pratici per sfuggirle. Cercheremo degli strumenti per allentare le sbarre più strette della prigione. Se voglio sfuggire ad alcune leggi, prima di tutto, devo conoscerle! Possono essere tutte eluse, queste 48 leggi?

Approfondimenti sul Sistema

No, solo alcune possono esserlo. Anche se eludibili, le leggi esistono comunque ed esercitano continuamente il loro potere di attrazione. Il primo requisito dell’uomo che vuole evadere è pertanto quello dell’attenzione. Siamo sottoposti a delle leggi molto simili a quelle del film “Matrix”, la pellicola dei registi Wachowski, interpretata da Keanu Reeves. Matrix è un sistema informatico all’interno del quale l’uomo vive la proiezione della propria vita, che lui crede essere la realtà. Nella spiritualità indiana, a questo concetto viene dato il nome di “Maya”: l’uomo vive prigioniero in un mondo illusorio e staccato dalla verità, ma non se ne rende conto. Nella Quarta Via si parla dell’uomo che vive in un sonno ipnotico.

1 Vedi articolo “Il raggio di creazione”, dispensa n. 53 febbraio 2009

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Perché l’uomo, a differenza degli altri animali, ha la possibilità di elevarsi? Ricordi la spiegazione che veniva data nell’articolo citato?

Se Matrix è un sistema programmato che ci governa, significa che noi siamo automatici. Lasciamo da parte lo scopo di tutto questo, la cui spiegazione è in parte illustrata nella teoria del Raggio di creazione1 e soffermiamoci invece sulle caratteristiche peculiari dell’uomo. A differenza di altre forme di vita organica sulla terra, l’essere umano ha una capacità in più: allo stato latente esiste in lui la possibilità di sfuggire ad alcune leggi, di ordine psicologico, che lo mantengono nel sonno ipnotico. In altre parole egli ha la possibilità di “elevarsi” (2). Potrebbe passare da un livello di pesantezza ad uno stato più leggero di maggiore libertà. Infatti gli ordini di leggi possono essere visualizzati anche come livelli di pesantezza dove l’Assoluto è la sostanza più leggera e quindi più libera. Man mano che si scende nel raggio di creazione, aumenta la pesantezza delle sostanze e, con essa, aumentano le leggi. Certamente non possiamo sfuggire alle leggi spazio-temporali, come la morte del corpo fisico o la legge di gravità. Esistono però delle differenze qualitative e categorie gerarchiche tra le leggi che governano il pianeta terra. Al riguardo può tornare utile una breve ripetizione sull’argomento. All’origine di tutto vi è la volontà dell’Assoluto. Da questa volontà si generano 3 leggi che regnano in tutto l’Universo. Da queste 3 leggi ne derivano altre 3, quindi 6 leggi regolano la nostra galassia. Continuando così, si generano in tutto 96 leggi, come illustrato in “Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto”. A noi interessano particolarmente i 48 ordini di leggi che sono specifici del pianeta terra e che hanno la stessa densità.


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