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LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

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IT // Versione italiana

LaTeca

La Quarta Via in pratica

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Dispensa di studio #52

L'ORGANO

KUNDABUFFER Le origini della Quarta Via

Frammenti di un Cristianesimo dimenticato Parte 6

La Quarta Via nell'arte

Frank Lloyd Wright Parte 2

Nella foresta di Blackwater di Mary Oliver

Decifrando Codici Biblici

DUE FORME DI PENSARE

Sex. Sesso e Sviluppo Spirituale Il modello educativo Etievan A. Orage scrisse gli scrittori IL CORAGGIO DI ESSERE SE STESSI

Gennaio/2009

Prezzo

â‚Ź 6.00 iva inclusa

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA


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LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

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Giovanni M. Quinti Direttore responsabile

Giovanni M. Quinti

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LUGANO (SVIZZERA) switzerland@quartavia.org +41 (0)76 502.23.50

BARCELLONA Gran Via, 204 bis, local 4 08004 - Barcellona - Spagna

Luigi Di Sante e Sonia Iacoangeli Editore

Grafica

José L. García Muedra Riproduzione

La Teca - Associazione Culturale di Barcellona Collaboratori di questo numero

Anna di Giandomenico, Luis Serra, Francesco Azzali, Eva M. Franchi, Giovanni M. Quinti, Rocco Fontana, Jgor Cardinale. Le dispense di studio "La Quarta Via" sono una pubblicazione internazionale prodotta dall'Associazione Culturale di Barcellona (Espagna). Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjieff.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati ad un costo maggiorato. Per riceverle direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G64341225 Dep. Legale B-12791-2008

LA QUARTA VIA

Referente: Fr. Giovanni M. Quinti +34 (630) 618422

Altri Gruppi di Studio sono attivi nelle seguenti città: GENOVA, VICENZA, e CATANIA . Per informazioni sulle sedi operative di ciascun Gruppo di Studio, contattare una delle Confraternite Centrali.

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: La Teca - Via Gottardo, 66 00141 ROMA. Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.


LA QUARTA VIA_Indice

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Indice 3 4 pag. 5

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Sezione poetica Nella foresta di Blackwater di Mary Oliver Editoriale_Anna Di Giandomenico Il principio di azione e reazione di Anna Di Giandomenico A ll'ombra di Gaudì Il modello educativo Etievan

Il prof. Lluìs Serra ci guida alla scoperta di un nuovo modello educativo, poco conosciuto in Europa, ideato dalla figlia della più autorevole allieva di G.I. Gurdjieff: Nathalie De Salzmann Studio

7

La Quarta Via nell'arte Frank Lloyd Wright (2°parte) Il legame tra Gurdjieff ed uno dei più grandi architetti di tutti i tempi.

pag.7

Studio

11 La Quarta Via in pratica

L’ORGANO KUNDABUFFER

pag.17

Giovanni M. Quinti ci svela, attraverso un’intervista rilasciata a Eva M. Franchi, che cos’è l’organo kundabuffer.

15 Il pensiero settimanale

IL CORAGGIO DI ESSERE SE STESSI

Quante volte abbiamo delle idee, ma poi al momento di metterle in pratica ci tiriamo indietro?

16 I Giornali scrivevano di Gurdjieff

A. Orage scrisse gli scrittori (2° parte)

La recensione del libro “Lives and Letters” di John Carswell pubblicata dal New York Times il 14 maggio 1978.

17 DECIFRANDO CODICI BIBLICI

DUE FORME DI PENSARE - Riferimento del versetto: Vangelo secondo San Matteo 16,13-28 La nuova rubrica condotta dal professor Lluís Serra, docente in teologia, filosofia e psicologia, ci guida al significato nascosto in alcuni brani delle Scritture Sacre.

pag.18 Studio

pag.23

18 Le origini della Quarta Via Gesù nella Quarta Via

Frammenti di un Cristianesimo dimenticato 6 Il significato nascosto dei sacrifici animali e umani. Il passaggio da un Dio che punisce a un Dio che perdona.

23 I racconti dei cercatori…

Io, Dio e lo Spazzolino da denti di jgor Cardinale

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Lettere alla redazione La corrispondenza con i cercatori Interessanti risposte ai quesiti dei nostri lettori, la condivisione come aiuto allo sviluppo personale.

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Consigli Letterari SEX. SESSO E SVILUPPO SPIRITUALE Il collegamento tra spiritualità e sessualità.

pag.26


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LA QUARTA VIA_Nella VIA_ foresta di Blackwater

Sezione Poetica

Nella foresta di Blackwater di Mary Oliver

Guarda, gli alberi stanno volgendo i loro corpi in pilastri di luce, stanno sprigionando la ricca fragranza della cannella e dell'appagamento, i lunghi steli delle piante esplodono e fluttuano sulle sponde azzurre degli stagni, ed ogni stagno, non importa quale sia il suo nome, adesso è senza nome. Ogni anno ogni cosa che abbia mai imparato nella mia vita mi riporta a questo: gli incendi ed i fiumi neri di perdita sulla cui sponda opposta si trova la salvezza, il cui significato nessuno di noi conoscerà mai. Per vivere in questo mondo devi essere capace di fare tre cose: amare ciò che è mortale: stringerlo contro le tue ossa sapendo che la tua vita dipende da questo; e quando viene il tempo lasciarlo andare, lasciarlo andare.


LA QUARTA VIA_Editoriale

Editoriale

Anna AnnaDi DiGiandomenico Giandomenico La terza legge di Newton, detta anche ‘principio di azione e reazione’, si può applicare a tutte le forze esistenti in natura ,. Essa costituisce un assioma fondamentale della meccanica (in fisica con il termine meccanica si indica una qualsiasi teoria che si occupi del movimento dei corpi). Ebbene, anche nella vita ordinaria dell’uomo a ogni azione esterna segue una RE-azione emozionale e comportamentale. Esaminiamo un evento tratto dalla vita quotidiana: un amico tenta, per l’ennesima volta, di far prevalere la sua idea sulla tua: la reazione emotiva è immediata e si manifesta nel senso di offesa e di ingiustizia. Ad essa segue una reazione comportamentale che ti fa arrabbiare in modo da fargli notare la sua prevaricazione oppure che ti porta a rimanere offeso per parecchio tempo. “Il cambio dell’essere inizia con il cambio delle reazioni di fronte ai vari accadimenti del giorno”. Come si può mettere in pratica questa indicazione? Se ti ricordi che puoi sottrarti all’oscillazione del pendolo e che puoi stare nel mezzo, all’azione seguirà una comprensione del fatto che non è l’amico il problema, ma la tua reazione emotiva (il sentirti offeso o trattato ingiustamente). A tale comprensione seguirà la decisione di rinunciare a reagire sul piano comportamentale. Stiamo parlando dell’atto di interrompere il flusso del nostro sistema reattivo, non di reprimere le emozioni. L’atto di reprimere le emozioni, se attuato per lungo tempo, darà luogo ad uno stress prolungato che facilmente potrebbe sfociare in una grandiosa esplosione!

Le emozioni vanno bensì riconosciute, accolte e fatte fluire. Se evito di IDENTIFICARMI con esse, nel momento in cui riconosco le mie emozioni, creo uno spazio che mi consente di resistere per non reagire. A questo atto, frutto di uno sforzo iniziale, seguirà tranquillità, assenza di animosità e di desiderio di vendetta. In sintesi, si possono verificare tre diverse conseguenze in relazione a situazioni esterne difficili: il mio cuore sarà pieno di offesa e di aggressività che, REAGENDO, "Apparteniamo a quella che è chiamata la Quarta Via che riverserò all’esterno; il mio cuore sarà pieno di sta giusto nel mezzo della vita, attorniati dalle miserie rivalsa, di acredine, di rancore, di offesa che, della vita e con il tempo è la vita a diventare la nostra REPRIMENDO, avveleneranno anche il mio corpo; RESISTENDO, invece, potrò comprendere maestra, cioè, dobbiamo praticare la non identificazione che mi si presenta un’occasione d’oro per nel mezzo dei successi della vita; dobbiamo praticare il sprigionare luce,così che il mio cuore stia nella ricordo di sé nel mezzo degli avvenimenti; ed osservarci e pace. separarci dalle nostre emozioni negative di fronte a tutte le offese ed irritazioni della vita quotidiana". Ricordiamo l’analogia della lampadina? Connettendomi al Terzo Punto agisco come il M. Nicoll filamento centrale che respinge la corrente inviata dal polo positivo, impedendo che si connetta direttamente con il polo negativo e che si verifichi un cortocircuito. L’atto di resistere è un’arte che richiede un graduale e costante esercizio; tale esercizio genera interiormente la luce spirituale. Torniamo all’evento citato all’inizio: una schematizzazione della prassi da seguire per resistere e trasformarsi potrebbe essere la seguente: · Si verifica un evento esterno (come ad esempio la prevaricazione dell’amico, l’incomprensione di una persona che amiamo, il fallimento di un affare importante, la perdita di un aumento dello stipendio o della promozione sperata); · si comprende che occorre evitare di identificarsi con le eventuali emozioni negative che ne scaturiscono; · si evita di REagire, di REprimere le emozioni, ma si Comprende la meccanicità dell’altro e si attua l’esercizio di REsistere; · si attinge alla luce e la si esprime; si attua la considerazione esterna, che potrebbe anche portare l’altro a rivedere il proprio atteggiamento, riconoscendo la propria tendenza a prevaricare. La nostra crescita spirituale si attua nella vita che ci pone davanti alle più disparate situazioni e si esprime nel confrontarci con gli accadimenti difficili o dolorosi e con le nostre modalità di reazione. Davanti a questi ostacoli dobbiamo ricordarci di una cosa essenziale e cioè che essi costituiscono le micce che innescano le nostre reazioni: più numerose sono le micce, maggiori saranno le possibilità di resistere e trasformarle. SOLO GLI OSTACOLI CI POSSONO FORNIRE L’OPPORTUNITA’ PER TRASFORMARCI!

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Studio

LA QUARTA VIA_LA QUARTA VIA NELL'ARTE

Frank Lloyd Wright Il legame tra Gurdjieff ed uno dei più grandi architetti di tutti i tempi. di Francesco Azzali

Riassunto del numero precedente: la biografia di Wright ha alcuni punti in comune con quella di Gurdjieff. Entrambi avevano vissuto un'infanzia spartana a contatto con la natura e costruivano le loro teorie estrapolandole dalla pratica, non viceversa. Wright come Gurdjieff non si laureò mai, frequentò la facoltà di ingegneria per soli due anni, quindi preferì rendersi economicamente indipendente e recarsi a Chicago dove fu assunto dal grande architetto Sullivan che fu per lui un maestro migliore di qualsiasi titolo accademico. Conobbe Gurdjieff quando era già all'apice della sua carriera grazie all'ultima compagna, Olgivanna, ballerina e allieva del Maestro armeno. Fu proprio grazie all'influenza di Oligivanna, al suo fianco per il resto della vita, che costruì una scuola residenziale di architettura a Taliesen ispirata a quella di Gurdjieff del Priorato.

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Seconda parte L'insegnamento di Wright era quindi molto pratico: i suoi allievi imparavano a costruire manualmente i muri ancora prima di progettarli. Tra loro c'erano anche degli anziani capomastri, cui Wright era molto legato, che insegnavano la pratica costruttiva. Possiamo quindi notare che, al pari di Gurdjieff, anche Wright era particolarmente critico con gli intellettuali e molto scettico verso l'istruzione puramente teorica. Ovviamente venivano discussi tutti i progetti in corso e, sebbene Wright fosse famoso per la sua presunzione, non esitava a prendere in considerazione le idee migliori e a valorizzare chi aveva delle capacità. A Taliesin veniva data una grande importanza alla formazione artistica e lo stesso architetto-maestro si esibiva in piccoli concerti. Spesso alle rappresentazioni assistevano ospiti che a volte partecipavano direttamente oppure che tenevano delle conferenze.


LA QUARTA VIA_LA QUARTA VIA NELL'ARTE

Studio

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Frank Lloyd Wright 2

A questo proposito una legge della Quarta Via afferma che: "…nell'ascensione della scala (evolutiva)…una delle condizioni è che un uomo non può salire al gradino successivo se prima non ha messo qualcuno sul proprio gradino. Costui a sua volta deve mettere qualcuno al suo posto, se vuole elevarsi anche lui di un gradino. Dunque più un uomo sale, più si trova a dipendere da coloro che lo seguono. Se essi si arrestano anche lui si arresta. Anche nella vita si incontrano situazioni simili"

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P.D. Ouspensky "Frammenti di un insegnamento sconosciuto" cap. X Ed. Astrolabio

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Perché secondo te più un uomo sale più si trova a dipendere da coloro che lo seguono? Gurdieff sostiene che anche nella vita si incontrano situazioni simili. Porta alcuni esempi di attività umane ordinarie in cui hai potuto constatare la veridicità di questa legge.

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Cosa intende sostenere l'autore dell'articolo, secondo te, dicendo che Wright utilizzava la "stessa chiave progettuale" che è la chiave di tutti i mestieri? Rispiega con parole tue quello che hai capito di quanto appena letto e prova ad arricchirlo con esempi concreti.

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La scuola permise a Wright di mantenere alto il proprio obiettivo (nella fattispecie l'architettura che egli considerava l'espressione artistica più completa perché conteneva tutte le altre), e di seguire la legge secondo la quale per salire un gradino della scala evolutiva occorre mettere qualcun altro al proprio posto. Questa, come sappiamo, è una legge universale applicabile in tutte le attività umane. Al pari dell'Istituto di Fontainebleu anche Taliesin era una scuola molto pratica, e molto "terreni" erano i due maestri. Entrambi, pur avendo studiato molto, erano cresciuti a stretto contatto con la natura e, con una metafora, si potrebbe rilevare che sia G. che W. avrebbero saputo strozzare una gallina con le proprie mani! Wright fu spesso molto critico con gli architetti americani, accusandoli di copiare passivamente gli stili classici o europei. Allora si usavano costruire le ville residenziali nello stile vittoriano inglese e gli edifici pubblici nello stile classico greco o palladiano. Egli invece, pur prendendo spunti ovunque, progettava in base alle proprie convinzioni. Per questo i suoi progetti sono molto variegati e hanno solo dei tratti generali in comune. Sono edifici bassi (vicini al terreno), con tetti e terrazza molto aggettanti (come i rami degli alberi). Inoltre sono strutturalmente e impiantisticamente molto raffinati. Al contrario della maggior parte degli architetti, amava molto la progettazione normalmente affidata agli ingegneri. Occorre rilevare che questa frattura tra la parte progettuale ingegneristica e quella architettonica, esiste ancora oggi. Ai primi, gli ingegneri, vengono normalmente affidati i calcoli strutturali e gli impianti tecnologici. Ai secondi, gli architetti, viene affidata la distribuzione degli spazi e la progettazione delle facciate, come se tutte queste porzioni potessero essere progettate indipendentemente le une dalle altre. Wright aveva ben presente che lo smembramento delle parti faceva perdere di vista l'armonia del tutto. D'altronde aveva competenze in tutti i settori. Soprattutto utilizzava la stessa "chiave" progettuale (che in effetti è la chiave per tutti i mestieri!) (2). Agli inizi del secolo Wright fu chiamato a progettare un grande albergo in Giappone. Sarebbe servito per ospitare gli uomini d'affari occidentali che intrattenevano rapporti con il Paese che stava uscendo da un periodo di feudalesimo. Era il primo progettista occidentale a lavorare lì dove il problema principale consisteva nella altissima sismicità del territorio.


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LA QUARTA VIA_La Quarta Via in pratica

L’ORGANO L’ORGANOKUNDABUFFER KUNDABUFFER

Studio

ovvero “chi me lo fa fare se tanto dovrò morire?”

Eva M. Franchi intervista G.M. Quinti a proposito del misterioso e inquietante apparato che secondo G.I. Gurdjieff sarebbe la causa che impedisce agli uomini di essere Uomini.

“Così, figliolo, l’Altissima Commissione decise di innestare laggiù a titolo provvisorio nella presenza generale di ogni essere tricerebrale un certo organo, per la cui proprietà d’allora in poi essi avrebbero percepito la realtà “alla rovescia”… (cit. G.I. Gurdjieff - I Racconti di Belzebù a suo nipote – ed. Neri Pozza pag. 86)

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Qual è secondo te il significato allegorico della storia raccontata da Gurdjieff riguardo il motivo per cui agli uomini sarebbe stato innescato tale organo? (consigliamo la lettura del cap. 10 de “I Racconti di Belzebù a suo nipote” per rispondere a questa domanda)

Gurdjieff nel suo libro “I racconti di Belzebù a suo nipote” narra di una catastrofe cosmica che mise a repentaglio l’equilibrio dell’intero sistema solare. Per porre rimedio a tale cataclisma e mantenere intatto il nostro Universo era necessario produrre un’ingente quantità di energia che solo gli esseri dotati di un sistema cerebrale complesso, come quello umano, sono in grado di produrre. Questo è lo scopo della presenza sulla Terra dell’uomo: produrre energia per nutrire il piano dell’Universo in cui è stato confinato, un piano di esistenza molto lontano dall’influenza dell’Assoluto, la causa prima dell’origine della Creazione. Di tale tema, parleremo più specificatamente nell’articolo successivo dedicato al Raggio di Creazione. Ciò che è d’uopo sottolineare è che, secondo il racconto di Gurdjieff, per evitare che l’uomo si rendesse conto del motivo reale della sua esistenza nel mondo, una Commissione di Arcangeli decise di innestargli un organo che gli impedisse di percepire la Realtà: l’organo kundabuffer (1). Signor Quinti, sebbene abbia letto più volte i testi di Gurdjieff e dei suoi allievi, ancora non riesco ad “afferrare” che cos’è veramente l’organo kundabuffer. Eva M. Franchi:

innanzitutto non lo definirei un organo, bensì una ghiandola. La sua funzione, infatti, è quella di generare uno stato di “annebbiamento della percezione”, utilizzando lo stesso meccanismo delle ghiandole endocrine. G.M.Quinti:

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Eva M. Franchi:

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Hai mai sentito parlare di tale teoria? Qual è la tua opinione in merito?

ha a che fare con la creatività, l’energia creativa?

no, ha a che fare con la distruttività, l’energia distruttiva, perché quest’organo è al servizio del processo di dissoluzione, di negazione e di autodistruzione. G.M. Quinti:

le ho fatto questa domanda perché molte teorie sostengono che la stessa energia che utilizziamo a fini autodistruttivi possiamo convertirla in energia creativa cosciente (2). Eva M. Franchi:


LA QUARTA VIA_La Quarta Via in pratica

Studio

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L’ORGANO KUNDABUFFER

ovvero “chi me lo fa fare se tanto dovrò morire?

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Sei d’accordo con questa affermazione? Sia che la tua risposta sia concordante o discordante spiega le tue motivazioni.

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Perché da soli non possiamo fare niente, secondo te?

G.M. Quinti: io credo che in quest’ultimo periodo nel mondo ci sia molta confusione perché ci siamo, grazie all’organo kundabuffer, allontanati talmente tanto dalla nostra realtà, da non renderci conto che noi da soli, con il semplice potenziale che abbiamo, possiamo fare davvero poche cose (3). Oggi ascoltiamo dai nuovi guru frasi tipo “tu sei molto più potente di quello che immagini” “dentro di te c’è la chiave per risolvere tutti i problemi” “sei onnipotente, sei un vincente e non c’è nulla che ti potrà mai contrastare”. Questi slogan sono piuttosto semplicistici e inneggiano a una forza che l’uomo, a loro dire, dovrebbe avere dentro di sé. Io personalmente non credo sia così. Credo che l’uomo abbia la possibilità di fare molte cose, che abbia la possibilità di scegliere molte strade, ma nel contempo credo anche che queste scelte siano determinate da fattori di cui lui non è affatto responsabile come la sua infanzia, il suo temperamento, i suoi meccanismi di difesa; si tratta quindi di uno scegliere apparente. Per questo sono convinto che non riusciamo a vedere una realtà che l’organo kundabuffer nasconde ai nostri occhi: noi da soli non possiamo fare niente (4). Eva M. Franchi: cosa intende per “noi da soli”? Si riferisce alla necessità di appoggiarci ad una forza superiore, o alla necessità di lavorare a fianco di altre persone?

entrambe le cose. Innanzitutto per svegliarci veramente è necessaria una forza in noi che sia libera dall’influenza di questa ghiandola.

G.M. Quinti:

Eva M. Franchi:

e come facciamo a liberarci da questa influenza?

apprendendo a guardare la realtà; si tratta della lotta più grande e dello sforzo più grande che l’uomo possa fare, ovvero apprendere a guardare la realtà e ad accettarla. È questo il modo con cui possiamo vincere l’influenza di questa ghiandola: esercitarci ad accettare la realtà, e la realtà a volte è molto più brutta di quel brutto che noi ci immaginiamo, mentre altre volte è meno brutta di quel brutto che noi ci immaginiamo. La realtà è la nostra nemica. La principale attività di questa ghiandola era quella di difendere l’uomo dalla percezione della morte. Si immagini un uomo che è in profondo e stretto contatto con la realtà della sua morte. Un uomo così moltissime volte cade in depressione. La depressione è una fase importante, oscura e difficile di constatazione della realtà.

G.M. Quinti:

si riferisce a un uomo consapevole che la sua morte è imminente a causa di una malattia grave o a un uomo la cui aspettativa di vita è lunga, pur sapendo che prima o poi la morte arriverà anche per lui?

Eva M. Franchi:

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a entrambe le persone, perché non c’è alcuna differenza tra un essere umano che ha una lunga aspettativa di vita e un altro che ha una corta aspettativa di vita. Entrambi devono fare i conti con una realtà terrificante, cioè che ora ci sono e fra un po’ non ci saranno più, ed il mondo continuerà benissimo anche senza di loro.

G.M. Quinti:

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Cosa risponderesti a una persona che ti fa la domanda appena posta da Eva M. Franchi?

Eva M. Franchi: allora uno non dovrebbe fare niente nella vita, potrebbe dire “tanto che senso ha se poi dovrò morire?” “Tanto vale godermi quel poco che mi resta e contemplare il mare”… (5)


LA QUARTA VIA_La Quarta Via e le Sacre Scritture

Gesù nella Quarta Via

FRAMMENTI FRAMMENTIDI DI UN UNCRISTIANESIMO CRISTIANESIMO DIMENTICATO DIMENTICATO

Studio

8

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di Giovanni M. Quinti

Riassunto del numero precedente:

L'Antico Testamento spesso ci presenta un Dio castigatore assetato di sangue che ha bisogno di vedere sacrificati animali in suo nome per placare la sua ira. Lo stesso cristianesimo istituzionalizzato ci spiega che Gesù si è sacrificato per l'umanità offrendo il suo sangue per noi. Tale visione, però, appartiene più a una cultura tribale (tutt'oggi ancora viva in molte tribù come quella Masai), che venera un Dio antropomorfizzato. Non coincide con la parte gnostica del cristianesimo che, al contrario, non dà nessuna rilevanza al Gesù storico, l'uomo che morì sulla croce, bensì a quello mistico ed universale (il Cristo) che è una realtà conoscibile in ogni momento, viva e realizzabile nel cuore di tutti coloro che si mettono in Cammino.

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Sesta parte

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D'altra parte anche nella nostra cultura occidentale, così evoluta e progressista, esistono elementi ancestrali simili a quelli dei Masai. Quando, nelle nostre chiese, ci avviciniamo all'altare per cibarci del corpo e del sangue di Gesù, l'agnello puro e senza colpe, non ci avviciniamo e non stimoliamo quegli stessi meccanismi psichici che sono alla base dei riti sacrificali presenti in migliaia di tradizioni religiose del passato e del presente? Solo perché non utilizziamo più animali, ma solo lamine di pane, ci distinguiamo così profondamente? Non è forse vero che provochiamo adeguatamente in noi, attraverso la preghiera e il pensiero immaginato, l'identificazione che quel pane e quel vino sono transustantivamente corpo e sangue di un uomo innocente? (1).

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Rimani alcuni minuti in ascolto, cercando di ritornare con la memoria (se hai vissuto tale esperienza) ai momenti in cui hai preso parte al rito della Comunione e rispondi alle domande poste dall'autore dell'articolo.

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Ma la domanda più importante è la seguente: per quale motivo la razza umana ha così bisogno di riti sacrificali? (2) L'animale sacrificato diventa vettore dell'impulso all'auto-punizione, lo scioglie perché lo carica su di sé, permettendo al castigatore di rimanere soddisfatto e al castigato di rimanere in salvo. Quando ci sentiamo in colpa per aver fatto qualcosa di male, Dio diventa perfettamente lo specchio del nostro super-io giudicante:

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Qual è la tua opinione in merito?

"Sei uno stupido, hai sbagliato di nuovo!", "Guarda cosa hai fatto!", "Non cambierai mai, per imparare dovrai soffrire le pene dell'inferno"...


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LA QUARTA VIA_La Quarta Via e le Sacre Scritture

Studio

FRAMMENTI DIUN CRISTIANESIMO DIMENTICATO 6 Queste sono solo alcune frasi con le quali il nostro Io giudicante ci accoglie dopo un errore. Molte volte sono le stesse frasi della nostra vecchia maestra, o di nostro padre o della mamma che tanto ci amava e che quando si inquietava diceva cose terribili. Dopo il rito sacrificale, la giugulare rotta, il pane spezzato, la sete di vendetta del Dio castigatore è stata saziata ed ecco che nel cuore si crea uno stato nuovo: "Va', ma non peccare più". Viene data un'altra possibilità, l'abbraccio del padre viene nuovamente concesso, si è nuovamente tornati nella casa protettiva genitoriale dove ci si sente al caldo e protetti. Un nuovo perdono è stato concesso, almeno fino al prossimo sbaglio.

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Con questi presupposti possiamo comprendere meglio le cause del perché, nella nostra proiezione del Divino-Padre, abbiamo bisogno di riconciliarci con lui pagando un prezzo o espiando una colpa. Una delle grandi carenze delle nostre pedagogie casalinghe e disinformate sta nel non avere univoche e precise risposte alle seguenti domande:

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Rispondi alle domande poste dall'autore.

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Hai mai messo in atto nella tua vita tali dinamiche per attirare l’attenzione dei tuoi genitori, o di amici, colleghi di lavoro, o nelle tue relazioni di coppia?

è necessaria la punizione quando viene commesso un errore? Se la risposta è affermativa, in che modo far vivere questa punizione con meno danni possibili per lo psichismo del bambino? Come dargli un valore nuovo, più sano, più centrato sulla conseguenza di un atto, che sulla sostanzialità dell'individuo che lo commette? Ma sopratutto come non far agire nel bambino il meccanismo amore = punizione? Come non renderlo incoscientemente dipendente dal castigo, come aiutarlo a centrarsi su se stesso, più che sulle reazioni degli altri di fronte ai suoi comportamenti? (3) Qualche anno fa, in Inghilterra, sono stato invitato a partecipare ad un incontro di una setta cristiana dove i suoi partecipanti si fustigavano dandosi pugni e schiaffi in faccia mentre cantavano lodi e glorie al Grande Dio Padre che certamente sarebbe stato contento di vedere questi suoi figli picchiarsi per bene. La percezione di provocare piacere a Dio in questo modo ha origini antichissime, nella relazione ancestrale con il padre: se papà vede il mio sforzo, sarà contento e mi darà il premio; se subisco in silenzio alla fine mi abbraccerà come prima, se accetto il suo pugno e lo farò sfogare poi sarà più pronto ad amarmi e non correrò il rischio di perderlo. Secondo alcuni studi, certi bambini entrano in una errata interpretazione dei codici "colpa" "castigo" "amore", sopratutto quelli che non riuscendo ad attirare l'attenzione dei genitori in altri modi fanno qualcosa che specificamente li fa arrabbiare in modo da essere puniti e avere poi la possibilità di riconciliarsi. Il bisogno di affetto, di contatto e di carezze viene in questo modo soddisfatto: il bambino che piange dopo aver pagato la punizione, dopo aver ricevuto lo scappellotto o il rimbrotto, viene abbracciato, gli viene fatta una carezza o comunque si passa un po' di tempo con lui... per un certo tempo non è stato messo alla periferia dell'attenzione dei genitori, ha ricevuto un po' di benzina che gli permetterà di andare avanti fino alla prossima crisi d'astinenza (4). Il bambino, quindi, non può sopravvivere senza un genitore e se nasce orfano, oppure se si sente tale, cercherà dei validi sostituti, perché è questo UNO DEI SUOI BISOGNI FONDAMENTALI. È sicuro quando sente che papà è con lui, quando sente che l'amore della mamma lo accompagna... allora può muoversi


LA QUARTA VIA

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Il concorso è riservato solo agli abbonati alla nostra dispensa, ma ciò non impedisce anche agli altri lettori di inviarci suggerimenti utili. Solo gli abbonati, però, avranno dirit to ad un numero in regalo. In pratica, se per esempio il tuo abbonamento scade nel maggio 2009, la nostra dispensa ti verrà inviata anche a giugno 2009 ed il rinnovo del tuo abbonamento partirà da luglio.

Per ot tenere questo privilegio è necessario però attenersi a due regole fondamentali: la lista degli argomenti deve essere ASSOLUTAMENTE inedita e deve inoltre essere composta di titolo e sot totitolo per ogni argomento, ad esempio: - TITOLO ARGOMENTO: BATTESIMO - SOTTOTILO: Cosa significava all'origine? Il significato segreto di un antico rituale

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Le liste pervenute contenenti anche un solo argomento che è già stato trattato nelle nostre dispense non verranno prese in considerazione per l'invio del numero in omaggio. Per verificare gli argomenti già trat tati nelle dispense vi consigliamo di aiutarvi consultando il nostro sito internet: www.gurdjieff.es

ED ORA SI PARTE!

LA QUARTA VIA Le dispense di Studio Mensili

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Inviate la lista dei 10 argomenti inediti al seguente indirizzo e.mail:

redazione@gurdjieff.es

La nostra redazione vi contat terà al più presto per farvi sapere se avete superato l'esame!

Grazie per la vostra collaborazione! Lo staf f www.gurdjieff.es

IA TA V UAR LA Q

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a LaTec

NEL PROSSIMO NUMERO IL RAGGIO DI CREAZIONE IL CORPO: un tempio dimenticato ESSENZA E PERSONALITÁ:

il bambino dispet toso e quello puro ...e molto altro

052 l organo kundabuffer quarta via  
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