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LA QUARTA VIA www.gurdjieff.es

LaTeca

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Dispensa di studio #50

IT // Versione italiana

A ll'ombra di Gaudì

KATHERINE MANSFIELD

Dicembre/2008

Prezzo

€ 6.00 iva inclusa

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

La Quarta Via e le Sacre Scritture

FRAMMENTI DI UN CRISTIANESIMO DIMENTICATO [3]

Incontri con donne straordinarie

RITRATTO DI MADAME DE SALZMANN

La Quarta Via in pratica

Le Tre Linee di Lavoro


www.gurdjieff.es

LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Confraternite della Teca in Italia e all'Estero ROMA SEDE CENTRALE E NAZIONALE Viale Gottardo, 66 00141 - Roma (RM)

Istituto per lo Sviluppo Armonico - La Teca

Referente: Fr. Alessandro Albanese +39 (333) 4763495 Accesso solo su invito

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Presidente

Giovanni M. Quinti Direttore responsabile

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LUGANO (SVIZZERA) switzerland@quartavia.org +41 (0)76 502.23.50

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LA QUARTA VIA

LaTeca

Altri Gruppi di Studio sono attivi nelle seguenti città: GENOVA, VICENZA, e CATANIA . Per informazioni sulle sedi operative di ciascun Gruppo di Studio, contattare una delle Confraternite Centrali.

Luigi Di Sante e Sonia Iacoangeli Editore

Grafica

José L. García Muedra Riproduzione

La Teca - Associazione Culturale di Barcellona Collaboratori di questo numero

Lluis Serra, Anna Di Giandomenico, Paola Grasso, Giovanni M. Quinti, Eva M. Franchi, Rocco Fontana, Rossella Arena.

Le dispense di studio "La Quarta Via" sono una pubblicazione internazionale prodotta dall'Associazione Culturale di Barcellona (Espagna). Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjieff.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati ad un costo maggiorato. Per riceverle direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G64341225 Dep. Legale B-12791-2008

Studio

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: La Teca - Via Gottardo, 66 00141 ROMA. Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.


LA QUARTA VIA_menu

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menu 3/4 Sezione poetica + Editoriale Ebbrezza di Rumi

5 Studio

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"Perché dovremmo affliggerci del fatto che abbiamo dormito?"...

A ll'ombra di Gaudì

Katherine Mansfield

Dal nostro corrispondente di Barcellona: Katherine Mansfield al Prieuré.

Incontri con donne straordinarie Ritratto di Madame de Salzmann

La donna che George I. Gurdjieff designò come suo successore.

pag. 7 Studio

11 La Quarta Via in pratica

Le Tre Linee di Lavoro (1°parte)

pag.11

Il lavoro su se stessi nel sistema della Quarta Via si articola in tre direzioni. Cominciamo a conoscere dettagliatamente il lavoro sulla prima.

16 I Giornali scrivevano di Gurdjieff L'Universo di Ouspensky

La prima recensione americana de "Un nuovo modello dell'Universo" di P.D. Ouspensky pubblicata nel 1931. Studio

17 La Quarta Via e le Sacre Scritture Gesù nella Quarta Via 3:

Frammenti di un cristianesimo dimenticato Quali sono le vere origini del cristianesimo? Nel 1947 la scoperta dei codici di Nag Hammadi ha storicamente confermato l'esistenza di una dottrina cristiana differente da quella che conosciamo…

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pag.17

Consigli Letterari Ars Musica di Ernesto Sergio Mainoldi L'antica concezione della musica quando ancora era viva nell'uomo la consapevolezza che conoscere la Musica equivale a conoscere i segreti dell'universo.

pag.23

22

Lettere in redazione La corrispondenza con i cercatori Interessanti risposte ai quesiti dei nostri lettori, la condivisione come aiuto allo sviluppo personale.

23 ...In Pillole

L'essere si può misurare?

Come stabilire un criterio di valutazione dell'essere di una persona.

24 Riflessioni di cercatori contemporanei Quarta ubiquita' - Canto 11

L'autrice ci guida alla sconcertante scoperta di una nuova immagine di se stessa.

25 Le email di QuartaVia.org

pag.25

La Grande Arte

Considerazioni sull'arte che plasma l'uomo vero

Studio

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LA QUARTA VIA_Sezione poetica_Ebbrezza

Sezione Poetica L'amore aveva portato via le mie pratiche e mi aveva colmato di poesia. Ho cercato di rimanere calmo ripetendo: nessuna forza ma la tua, ma non potevo. Dovevo battere le mani e cantare. Un tempo ero rispettabile e casto e stabile, ma chi può rimanere in piedi in questo vento impetuoso e ricordare queste cose? Una montagna trattiene un'eco nel profondo di se stessa È così che trattengo la tua voce. Sono un pezzo di legno buttato nel tuo fuoco, e ridotto rapidamente in fumo. Ti ho visto e sono diventato vuoto. Questo vuoto, più bello dell'esistenza, elimina l'esistenza, eppure quando arriva, l'esistenza prospera e crea ulteriore esistenza!

Ebbrezza di Rumi

Il cielo è azzurro. Il mondo è un uomo cieco ramingo sulla strada. Ma chiunque vede il tuo vuoto vede oltre l'azzurro ed oltre l'uomo cieco. Una grande anima si nasconde, come Maometto, o Gesù, muovendosi attraverso una folla in una città in cui nessuno lo conosce. Lodare è lodare come ci si arrende al vuoto. Lodare il sole è lodare i tuoi stessi occhi. Lodare, l'oceano. Quello che diciamo, una piccola nave. Così il viaggio in mare procede, e chi sa fino a dove? Essere trattenuti dall'oceano è la migliore fortuna che potremmo avere. È un totale risveglio! Perché dovremmo affliggerci del fatto che abbiamo dormito? Non importa per quanto tempo siamo stati inconsapevoli. Siamo storditi, ma lasciamo che il senso di colpa vada via. Senti i moti di tenerezza intorno a te, l'ebbrezza.


LA QUARTA VIA_Editoriale

edit " Mi sovviene all'istante l'immagine di un presepe, pieno di pastori, mamme, fanciulli, greggi, re magi e perfino angeli. La mangiatoia è occupata da un semplice bambino. A chi l'uomo potrà guardare nel suo cammino sulla terra, se non a quell'indifeso bambino che ha tracciato la Via del Ritorno? ".

Anna Di Giandomenico Il mese di dicembre si preannuncia anzitempo tramite lucine scintillanti, decorazioni, spot pubblicitari con famiglie sorridenti che celebrano il natale, mangiando… il migliore panettone! Ma c'è qualcuno che ha ancora la voglia di interrogarsi sul Natale? Parlandone con alcuni amici, emergevano le diverse esperienze: per una di loro questo evento non ha alcun significato; anzi per qualcuno esso rappresenta il momento più vuoto e più triste dell'anno. Un'amica rimpiangeva le feste di natale vissute da bambina, tra una funzione, la costruzione del presepe, l'attesa della nascita di un bambino, segno di speranza. Presa dalla nostalgia, esprimeva il desiderio di tornare a sperimentare quell'attesa pregna di interesse per la sua vita. Per qualcun altro questo evento, rappresenta solo una commemorazione, passata la quale, tutto torna come prima. Abbiamo sentito il desiderio di approfondire questo aspetto nella Quarta Via attraverso "Frammenti di un insegnamento sconosciuto" (cap. XI). Leggiamo che Gurdjieff asserisce: 'L'uomo può nascere, ma per nascere deve prima morire, e per morire deve prima svegliarsi'.'Quando un uomo si sveglia, egli può morire; quando muore, può Nascere'. Cosa significa questo? "Svegliarsi, morire, nascere, sono tre stadi successivi; nei Vangeli, sovente vi sono riferimenti sulla possibilità di 'nascere', ancora più sovente sulla necessità di 'morire' e più spesso ancora sulla necessità di 'svegliarsi': 'Vegliate, poiché non sapete né il giorno né l'ora...'. Ma queste tre possibilità, svegliarsi o non dormire, morire, e nascere, non sono messe in rapporto l'una con l'altra. Tuttavia, qui sta tutto il problema... Nascere sta a significare l'inizio di una nuova crescita dell'essenza, l'inizio della formazione dell'individualità, l'inizio dell'apparizione di un 'Io' indivisibile. Ma per essere capaci di giungervi o perlomeno di intraprendere questa Via, l'uomo deve morire; questo vuol dire che deve liberarsi da una moltitudine di attaccamenti e identificazioni che lo mantengono nella situazione in cui è. Nella sua vita egli è attaccato a tutto, attaccato alla sua immaginazione, attaccato alla sua stupidità, attaccato persino alle sue sofferenze, forse più alle sue sofferenze che ad ogni altra cosa. Egli deve liberarsi da questo attaccamento. L'attaccamento alle cose, l'identificazione con le cose, tengono vivi nell'uomo migliaia di 'io' inutili. Questi 'io' devono morire, perché il grande 'Io' possa nascere. Ma come si possono far morire? Essi non lo vogliono. È qui che la possibilità di svegliarsi viene in nostro aiuto. Svegliarsi significa realizzare la propria nullità, cioè realizzare la propria meccanicità, completa e assoluta, e la propria impotenza, non meno completa, non meno assoluta. E non è sufficiente comprendere queste cose filosoficamente, a parole. Bisogna rendersene conto attraverso fatti semplici, chiari, concreti, fatti che ci concernono. Quando un uomo comincia a conoscersi un po', vede in se stesso delle cose che lo fanno inorridire. Fintanto che un uomo non si fa orrore, non sa niente di se stesso". Dopo aver letto queste righe, uno degli amici che non amava il natale, accantonati i pregiudizi, ha compreso che questo è il vero significato del Natale. Ha compreso che questa festa ci viene a ricordare che occorre morire a se stessi, per conseguire una trasformazione, conforme alla verità del Vangelo che ci invita a "svegliarci" e a "ricordare noi stessi". Si è così potuto riconciliare con il Natale. In conclusione, qual è il senso nascosto del Natale? Quello di portare alla luce ciò che c'è di sostanziale in noi, la perla preziosa, occultata dalla sabbia della nostra personalità e dei nostri meccanismi interiori. Tale perla, una volta trovata, va ripulita, lucidata, in modo che possa risplendere quale essenza divina, porta d'accesso al contatto con i Centri Superiori.

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LA QUARTA VIA_Incontri con Donne Straordinarie

Dicembre_2007

Ritratto di Madame de Salzmann di Paola Grasso

Jeanne Yulievna, nota con il cognome del marito pittore e scenografo Alexandre de Salzmann, è un personaggio molto importante per chi si interessa di Quarta Via, perché ha seguito l'insegnamento di Gurdjieff fin dai primi anni venti e non l'ha mai abbandonato, fino alla morte, nel 1990, a centouno anni. Studia pianoforte, composizione e direzione d'orchestra a Ginevra, in Germania diventa allieva di danza di Jacques Dalcroze, fondatore della ginnastica ritmica. In Georgia apre una scuola di danza e musica. Nel 1919 il compositore T. De Hartmann la presenta insieme al marito a Gurdjieff. Nel libro Tu l'amerai, scritto con grande delicatezza da un allievo di Gurdjieff, Tchesslav Tchechovitch (Roma, Ubaldini Editore, 2004), le si dedica un capitolo in cui si narra che aveva bussato alla porta della casa di Gurdjieff nel 1921 insieme al marito e alla figlioletta Nathalie (divenuta da adulta guida spirituale in America) e che sin dall'inizio si era distinta nella pratica dei Movimenti, che svolgeva con grande precisione, fino a diventare per tutti un punto di riferimento. Era lei che si occupava di correggere i Movimenti e le posture degli altri durante gli esercizi. Ecco alcune frasi con cui Tchechovitch descrive M.me De Salzmann, frasi che ci fanno comprendere il grande rispetto che gli altri allievi nutrivano verso di lei: "Sempre calma, sempre equilibrata nell'umore e nelle reazioni verso gli altri […] "Jeanne, un minuto solo, controllate le mie posizioni". Mai ho sentito un rifiuto da parte sua. Giovane, bella, gentile e piena di grazia, per noi era come una fata […]" (Tchesslav Tchechovitch, Tu l'amerai)

Tchechovitch in particolare la ricorda durante l'esecuzione di una danza femminile, mentre era al centro del gruppo e i suoi movimenti davano unità e armonia a tutte le altre danzatrici. Gli altri osservavano ammirati quello spettacolo di bellezza.

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Cosa ti ha spinto ad interessarti dell'insegnamento di Gurdjieff? Ti riconosci nelle parole della Salzmann?

In seguito Gurdjieff le ha affidato la conduzione dell'intero Lavoro, e prima di morire, nel 1949, le ha lasciato la propria eredità spirituale. Nella prefazione del libro La vita è Reale solo quando "Io sono" Jeanne ricorda che l'insegnamento di G. si rivolge all'uomo che non sa più riconoscere l'illusorio dal reale, all'uomo profondamente insoddisfatto, che non ha uno scopo (1). La verità può raggiungere quest'uomo solo quando pensiero, sentimento e corpo sono in armonia e costituiscono un terreno fertile per essa. Il Lavoro su se stessi consiste proprio nel preparare il terreno all'avvento del Reale. Jeanne descrive la Via come qualcosa che si svolge


Dicembre_2007

Studio

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LA QUARTA VIA_Incontri con Donne Straordinarie

Ritratto di Madame de Salzmann

di Paola Grasso

nella vita, per poter progredire è necessario partecipare alla lotta dell'esistenza e nello stesso tempo mantenersene distaccati. Ci ricorda che le doti più importanti dell'allievo sono la sincerità, verso il Maestro e dunque verso se stessi, e la capacità di lasciare, accettando il divenire delle cose (2). La guida è essenziale perché l'allievo possa progredire nella corretta direzione: Gurdjieff affida dunque alla propria allieva un compito importantissimo, quello di non permettere che il Lavoro intero si corrompa. Lei stessa ci riporta le parole del maestro: "Pubblichi man mano che sarà sicura che è venuto il momento di farlo. [...] Fintanto che non ci sarà un nucleo responsabile, l'azione delle idee non oltrepasserà una certa soglia. Occorrerà del tempo, anzi molto tempo." [...] Il compito era chiaro. Dopo aver pubblicato la prima serie, sarebbe stato necessario lavorare senza tregua per costituire un nucleo capace di far vivere, mediante il suo livello di oggettività, di dedizione e di esigenza verso se stesso, la corrente che era stata creata." (La vita è Reale solo quando "Io sono", Prefazione)

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Ripensando agli avvenimenti della tua vita, pensi di essere stato capace di "lasciare accettando il divenire delle cose"? E adesso, ti senti più capace di "lasciare" o esistono ancora parti che si ribellano dentro di te?

Questo è stato il lavoro di Jeanne de Salzmann, continuato dopo la sua morte dal figlio Michel. È stata colei che ha creato e guidato la Fondazione Gurdjieff a Parigi e New York. Ha realizzato in quarant'anni la serie di film intitolata "Danze Sacre". Ha creato e curato personalmente molti gruppi che hanno lavorato secondo l'insegnamento gurdjieffiano e formato insegnanti di danza che a loro volta ne hanno formati altri. È lei che ha collaborato con Peter Brook per la realizzazione del film Incontri con uomini straordinari. Ha svolto negli anni un lavoro enorme di ricostruzione, studio e conservazione dei Movimenti, senza il quale probabilmente oggi avremmo perso gran parte dell'eredità del Maestro armeno. Molti altri hanno tentato di ricostruire questa conoscenza, ma con poca perseveranza e pochi risultati: "Gurdjieff ci lanciava dei frammenti di un tesoro come si lanciano briciole agli uccelli, senza preoccuparsi se quei frammenti sarebbero stati afferrati, conservati e trasmessi. La maggior parte di noi non riconosceva il valore del contenuto di ciò che Gurdjieff donava." (Tchesslav Tchechovitch, Tu l'amerai)

Forse anche molti di noi sono in questa situazione. Forse dovremmo ricordarci di quanti hanno lavorato per anni con Gurdjieff e non hanno ottenuto nulla. Solo chi gli è andato veramente e sinceramente incontro, come M.me de Salzmann, è forse arrivato a qualcosa di reale. Ci vuole coraggio.


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LA QUARTA VIA_Le tre linee di Lavoro

Dicembre_2007

Le tre linee di Lavoro di Giovanni M. Quinti Parte prima

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Anche le cose fatte con le migliori intenzioni ed ottenendo dei buoni risultati risultano inutili se non si è capaci di fare qualcosa per se stessi. Perché secondo te? Condividi questo enunciato?

"Il lavoro di ogni uomo può procedere secondo tre direzioni. Egli può essere utile al lavoro. Egli può essere utile a me stesso. Ed egli può essere utile a se stesso. Naturalmente l'ideale sarebbe che il lavoro di un uomo produca dei risultati in tutte e tre le direzioni. Ma se una di esse manca, le altre due possono sussistere. Per esempio, se un uomo mi è utile, per questo semplice fatto è ugualmente utile al lavoro. Oppure se egli è utile al lavoro, per questo stesso fatto, mi è ugualmente utile. Ma se un uomo è utile al lavoro e utile a me, ma non è capace di essere utile a se stesso, la situazione in cui si trova è delle peggiori, perché non potrebbe durare a lungo. In effetti, se egli non prende niente per se stesso e se non cambia, se rimane tale e quale era prima, allora il fatto di essere stato per caso utile durante un certo tempo non è portato a suo credito, e, ciò che è più importante, egli cessa ben presto di essere utile. Il lavoro cresce e cambia. Se un uomo non cresce egli stesso o non cambia, perde il contatto con il lavoro. Il lavoro lo lascia dietro di sé ed il fatto stesso che egli sia stato utile può da quel momento cominciare ad essere nocivo". Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto p. 258

Nelle scuole di Quarta Via il Lavoro su di sé si articola in tre direzioni: il lavoro per se stessi, il lavoro di gruppo, il lavoro per la scuola (o per il maestro). Queste tre linee si intersecano tra di loro ed hanno una relazione di interdipendenza. Inizieremo questo nostro studio dalla prima linea: il lavoro per se stessi. Dalle parole di Gurdjieff comprendiamo che senza di essa tutto il lavoro perde valore e significato (1).


LA QUARTA VIA_Le tre linee di Lavoro

Dicembre_2007

Le tre linee di Lavoro

Studio

di Giovanni M. Quinti

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1° parte

Il lavoro su questa linea deve essere svolto sia nell'arricchimento del sapere che dell'essere. L'allievo deve dotarsi dei giusti strumenti culturali che possano permettergli di capire quello che sta facendo su se stesso: per questo, nella Quarta Via, si pone molto l'accento sullo studio delle differenti funzioni della macchina umana, sulla sua terminologia tipica e sui diversi approcci psicologici e spirituali presenti nella cultura ordinaria. Questo ci aiuta a:

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Avere una visione globale della struttura dell'uomo: corpo, mente, emozioni, anima, psiche. 1

Perché il lavoro interno è l'aspetto più difficile del lavoro su di sé?

Acquisire un linguaggio comune che ci permetta di comunicare evitando fraintendimenti. 2

Acquisire la capacità di utilizzare, rimaneggiare e trasmettere correttamente gli insegnamenti acquisiti. 3

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Il solo sapere teorico, però, rischia di diventare mero nozionismo. È necessario che sia suffragato dal corretto sviluppo dell'essere interno. Questo è certamente l'aspetto più difficile del lavoro su se stessi (2). Quali sono i profili sotto i quali dovrebbe svilupparsi? Gli elementi del lavoro sulla linea dell'essere sono: la lotta contro la menzogna, contro le emozioni negative, contro l'antipatia meccanica, contro la chiacchiera meccanica, il considerare esteriormente e l'accettazione del dolore. Per spiegare ogni punto di questo elenco mi servirò di una fiaba che ci aiuterà a comprenderli meglio: la storia di "Sofia e la strega Ermengarda".

Sofia e la strega Ermengarda

C'era una volta una vecchia strega, scorbutica ed odiata da tutti, che viveva in un paese lontano. Il suo nome era Ermengarda, ma nessuno ormai la chiamava per nome. La vecchia era talmente cattiva che spesso, durante le feste di paese, irrompeva nel bel mezzo della baldoria lanciando anatemi: "Siate tutti maledetti!" diceva con tono arcigno. Scagliando dardi infuocati distruggeva le tavole imbandite. Il Re del paese molte volte cercò di capire quale fosse il disagio della vecchia; molte volte invió dei vassalli per chiedere pace e offrirle aiuto eppure lei puntualmente rispondeva: "Disturbate il mio riposo! Non avrò pace fino a quando non ve ne sarete andati dalla mia valle! E, in quanto a lei, Maestà io la odio più di tutti… se lo ricordi bene!" La vallata che la strega voleva tutta per sé era circondata da una serie di colline verdeggianti dove, su una di esse, lei abitava. Ai suoi piedi vi era la casa di una donna dal carattere dolce e buono, che viveva con la figlia, una bambina di 6 anni di nome Sofia. Un bel giorno, mentre sua madre era intenta a preparare il pasto, Sofia, per rincorrere una farfalla, si spinse sino alla casa della vecchia. Non resistendo alla curiosità ed ignara del pericolo decise di arrampicarsi su un albero per vedere come fosse l'interno della casa. Giunta sul ramo vicino la finestra principale rimase colpita da ciò che vide.


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LA QUARTA VIA_Frammenti di un Cristianesimo dimenticato

Gesù nella Quarta Via 3 Studio

Dicembre_2007

Frammenti di un

Cristianesimo Dimenticato di Giovanni M. Quinti

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Da bambino frequentavi gruppi religiosi o studiavi religione a scuola? Ti succedeva di rimanere deluso dalle risposte che ricevevi quando ponevi domande di carattere religioso alle persone preposte?

Quando ero bambino e partecipavo alle funzioni religiose della mia Chiesa, rimanevo spesso affascinato dagli stucchi e dalle decorazioni del tempio. Alcuni affreschi rappresentavano il martirio dei primi cristiani e la gloria del Cristo risorto. Mi piaceva stare lì e, quando potevo, frequentavo la parrocchia ed il gruppo giovanile. Avevo dieci o undici anni quando il sacerdote della mia classe di catechismo, conoscendo la mia passione per la jonglerie e la prestidigitazione, mi propose di fare un piccolo numero in una festa di quartiere davanti a centinaia di persone. Mi preparai per settimane intere e, nel frattempo, frequentavo la parrocchia quasi quotidianamente. Nonostante, però, la gioia dell'allestimento dello spettacolo e l'ottima sintonia degli gli amici del gruppo, non riuscivo a lasciarmi andare durante l'officiazione del rito religioso. In quelle occasioni mi guardavo intorno con sguardo perplesso ed una serie di domande mi balenavano alla mente: quali erano le origini del cristianesimo? Perché il sacerdote doveva vestirsi con paramenti d'oro? Qual era il significato dell'acqua santa posta all'ingresso del tempio? Chiesi informazioni al mio padre spirituale, ma era troppo impegnato per la preparazione della festa di quartiere e mi liquidò con poche risposte brevi e per me insoddisfacenti (1).


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Studio

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LA QUARTA VIA_Frammenti di un Cristianesimo dimenticato

Frammenti di un Cristianesimo dimenticato

di Giovanni M. Quinti

Nei testi di catechismo non trovavo risposta ed iniziai a rendermi conto che, probabilmente, le mie erano solo curiosità di poco interesse per gli altri. Decisi, allora, di iniziare la mia ricerca da solo e di partire direttamente dalle fonti che conoscevo: i Vangeli. Le materie scolastiche non esercitavano su di me un grande interesse, ero piuttosto attratto da quei testi antichissimi, dai quali cercavo una risposta, come un assetato cerca acqua in un deserto. Ed invece più continuavo la lettura, più aumentavano i miei interrogativi: né nei Vangeli, né nelle epistole apostoliche, veniva mai utilizzata la ? perché parola "Messa"? Perché i preti non potevano sposarsi se lo stesso Pietro, il

primo papa, era sposato? E perché Pietro era considerato il primo papa? E da quando la parola "papa" era stata impiegata per designare il capo della Chiesa? E dove era scritto che la Chiesa avesse bisogno di un Papa, di un clero e dei sacerdoti? (2) Compresi che le mie domande si facevano sempre più complesse. Intanto si avvicinava la data dello spettacolo ed io ero diviso tra la tensione per lo spettacolo e il desiderio di continuare a cercare una risposta a quelle che mi sembravano domande fondamentali.

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Credi di potere dare una risposta alle domande che si faceva l'autore?

Arrivò il giorno dello show e mi divisi tra un gioco di abilità manuale ed un trucco di mentalismo dove dettai il numero di serie di una banconota da 1000 lire per poi distruggerla e farla riapparire improvvisamente, in busta chiusa, nella tasca di uno spettatore. Arrivarono uno scroscio di applausi ma, quando scesi dal palco, guardai il mio padre spirituale negli occhi e gli dissi "dobbiamo parlare". Ci incontrammo il giorno dopo e gli presentai tutti i miei dubbi, anche in questa occasione fu evasivo. Non so spiegarmene il motivo: forse dava poca importanza alle mie questioni o forse nemmeno lui aveva tutte le risposte. Uscito dalla sagrestia compresi che non potevo continuare a stare in una chiesa della quale non comprendevo i simboli, la struttura e le contraddizioni storiche; allora decisi che mi sarei astenuto dall'identificarmi con qualsiasi denominazione religiosa, almeno fino a quando non avessi trovato risposte chiare alle mie domande. Iniziò così la mia ricerca che oggi, dopo quasi 25 anni, ancora non si è arrestata. Ho studiato i diversi approcci teologici di tutte le più importanti denominazioni cristiane esistenti, ho partecipato a più di 200 culti diversi ed oggi molte delle questioni che mi ponevo da bambino sono ancora aperte. Nonostante ciò, alcune cose sono più chiare ed in me si è formata un'idea sulle origini e le caratteristiche del primo cristianesimo. La mia definizione dei fatti storici non è univoca e non desidero che il lettore la consideri come tale. In realtà non è possibile conoscere con assoluta certezza quello che è stato il primo movimento cristiano a partire dalla morte di Gesù fino al secondo o terzo secolo. Molte delle fonti dalle quali possiamo attingere sono di parte e non posseggono quell'indispensabile oggettività che ci permetterebbe di avere le idee chiare. Per questo dobbiamo fare grande attenzione a non spacciare per verità assolute le nostre interpretazioni e questa autocritica la rivolgo non soltanto a me stesso, ma anche a tutti coloro (di qualsiasi denominazione facciano parte) che difendono a spada tratta quelle che, in realtà, sono solo opinioni personali, influenzate fortemente dalle proprie idee teologico dottrinali.


www.gurdjieff.es

LA QUARTA VIA

Le dispense di Studio Mensili “LA QUARTA VIA” è l’organo di stampa ufficiale dell’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo - La Teca.

"Quando impariamo, noi ascoltiamo solo i nostri pensieri. Per questo motivo non ci è possibile accogliere nuovi pensieri, a meno di non ricorrere a nuovi metodi di ascolto e studio." Londra 13/02/1922 G.I. Gurdjieff

Ogni numero contiene numerose sezioni ricche di informazioni mai divulgate pubblicamente, esercizi pratici e materiale inedito sugli insegnamenti della Quarta Via.

Tra i vari argomenti trattati troverete: -

Il significato dell’Esercizio dello Stop L'Enneagramma e l'Albero della vita Il metodo della Quarta Via spiegato punto per punto Ciò che non è mai stato detto sul 6° Centro Inferiore e sul 3° Centro Superiore I segreti della vita di Gurdjieff Gli Hassnamusses: chi sono? Lo Studio dei Testi Sacri attraverso il metodo della Quarta Via L'Alchimia e la Quarta Via L'influenza dei Centri Superiori Studio dell'Antico Testamento alla luce del Sistema La Musica Oggettiva Da dove proviene l'Insegnamento di Gurdjieff Come lavorare se se stessi Le origini della Quarta Via Dante e la Quarta Via Il rapporto Maestro e Allievo L'aspetto spirituale della Quarta Via Il potere del pensiero cosciente Cos'è il vero Ricordo di sè L’Enneagramma svelato: ciò che non è mai stato scritto sull’Enneagramma

E molto, ma molto altro ancora…

NEL PROSSIMO NUMERO Gesù nella Quarta Via / 4 parte VIA li TA ensi AR udio M QU di St LA dispense Le

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Frammenti di un Cristianesimo Dimenticato

Il nuovo sito web di Quarta Via

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Le tre linee di lavoro (parte seconda)

...E MOLTO ALTRO


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