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LA QUARTA VIA www.gurdjieff.es

Dispensa di studio #42

IT // Versione italiana

Incontri con Donne Straordinarie

LaTeca

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Dicembre/2008

Prezzo

€ 6.00 iva inclusa

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

TERESA D'AVILA: la testimonianza di una Vita / 1° parte Approfondimenti sul Sistema

IL POTERE DEL PENSIERO COSCIENTE

Studio dei Testi Sacri

IL SOGNO DI NABUCODONOSOR

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www.gurdjieff.es

LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Confraternite della Teca in Italia e all'Estero ROMA SEDE CENTRALE E NAZIONALE Viale Gottardo, 66 00141 - Roma (RM)

Istituto per lo Sviluppo Armonico - La Teca

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LEGNANO Via Carlo Cattaneo, 95 20025 - Legnano (MI)

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Istituto per lo Sviluppo Armonico

Presidente

Giovanni M. Quinti Direttore responsabile

Giovanni M. Quinti

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TRENTO Via San Pio X n° 93 38100 - Trento (TN)

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LUGANO (SVIZZERA) switzerland@quartavia.org +41 (0)76 502.23.50

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LA QUARTA VIA

LaTeca

Altri Gruppi di Studio sono attivi nelle seguenti città: GENOVA, VICENZA, e CATANIA . Per informazioni sulle sedi operative di ciascun Gruppo di Studio, contattare una delle Confraternite Centrali.

Luigi Di Sante e Sonia Iacoangeli Editore

Grafica

José L. García Muedra Riproduzione

La Teca - Associazione Culturale di Barcellona Collaboratori di questo numero

Lluis Serra, Anna Di Giandomenico, Paola Graso, Eva M. Franchi, Giovanni M. Quinti, Rossella Arena.

Le dispense di studio "La Quarta Via" sono una pubblicazione internazionale prodotta dall'Associazione Culturale di Barcellona (Espagna). Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjieff.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati ad un costo maggiorato. Per riceverle direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G64341225 Dep. Legale B-12791-2008


LA QUARTA VIA_menu

menu 3/4 Sezione poetica + Editoriale

Io non sono Io - di Juan Ramon Jimenez

Una selezione delle poesie preferite del Maestro Zen Frank Ostaseski…

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A ll'ombra di Gaudì

Toccare l'Essenza

Dal nostro corrispondente di Barcellona alcune riflessioni sul conflitto tra essenza e personalità

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I Giornali scrivevano di Gurdjieff

Entrando in contatto con Gurdjieff (3° parte) Un interessante e ricco reportage su Gurdjieff in occasione dell'anteprima del film di Brook "Incontri con uomini straordinari"

Studio

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Approfondimenti sul Sistema

Il Potere del Pensiero Cosciente

Molte teorie insistono sull'importanza del potere della mente, ma cosa significa dirigere il proprio pensiero coscientemente? Studio

12 Studio dei Testi Sacri

Il sogno di Nabucodonosor (2 parte)

Il sogno come strumento di conoscenza di Sé Studio

16 Incontri con Donne Straordinarie

Teresa D'Avila: la testimonianza di una Vita (1 parte)

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Recentemente è uscito un film sulla vita di Teresa D'Avila, noi abbiamo voluto raccontarvela attraverso le sue parole…

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Lettere in redazione La corrispondenza con i cercatori Interessanti risposte ai quesiti dei nostri lettori, la condivisione come aiuto allo sviluppo personale.

22 ...In Pillole La Gola

pag.20 pag.22

Il peccato capitale che contiene più calorie

23 Riflessioni di cercatori contemporanei

pag.23

Quarta ubiquita' - Canto 3

L'autrice ci guida alla sconcertante scoperta di una nuova immagine di se stessa

24 Le email di QuartaVia.org Le porte del Paradiso

sull'importanza di sviluppare la qualità dell'attenzione

Studio

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: La Teca - Via Gottardo, 66 - 00141 ROMA. Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.

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LA QUARTA VIA_Sezione poetica_Io non sono Io

Sezione Poetica

// Una selezione delle poesie preferite del Maestro Zen Frank Ostaseski

IO NON SONO IO di Juan Ramon Jimenez

Illustrazione di José L. García Muedra

Io non sono io. Io sono questo uno Che cammina a fianco a me e che non vedo, Che a volte riesco andare a visitare, e di cui altre volte mi dimentico. L'Uno che rimane silenzioso mentre parlo, L'Uno che perdona, gentile, quando odio, L'Uno che esce per una camminata quando rimango chiuso in casa, L'Uno che permarrà quando io morrò.


LA QUARTA VIA_Editoriale

edit

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Anna Di Giandomenico

Sono davanti al portatile, mentre rifletto sulla vita di questo ultimo mese per individuare esperienze significative da comunicare… Mi accorgo che i giorni si sono susseguiti all'insegna della corsa tra i viaggi incessanti, con la valigia sempre in mano, scanditi da telefonate martellanti; dal lavoro che ha concesso poche pause… Il seminario e il viaggio in Armenia da seguire, con le prenotazioni e le incombenze pratiche; le dispense da far stampare e spedire; le persone con le loro esigenze da ascoltare; il programma per il gruppo da preparare; la ricerca della nuova sede e mille altre occupazioni… Cosa è rimasto di tutto questo lavoro? Posso dire che si sia trattato di Lavoro? Mi guardo dentro: lo sforzo di trasformare il fare quotidiano sia che riguardi la vita personale con le sue dimensioni affettive, pratiche, lavorative, che la vita nella Scuola con le sue implicazioni, nel Fare, è sempre presente dentro di me. Mi sono accorta, però, che ultimamente la sensazione di non riuscire a portare a termine tutti i compiti affidatimi, ha serpeggiato, generando preoccupazione e ansia. Il constatare che tutto questo fare a volte si risolve nel "fare parzialmente e non perfettamente", ha creato impazienza verso me stessa, a volte colpevolizzazione per le mie imperfezioni… In questi tormentosi frangenti, è emerso l'eco delle parole del mio Maestro che, durante una conversazione, aveva sottolineato l'importanza di "innamorarsi della propria debolezza". INNAMORARSI DELLA PROPRIA DEBOLEZZA? Che vuol dire? Continuare ad essere imprecisi, incostanti, egoisti, irruenti o deboli? No! Significa, invece, ACCETTARSI PIENAMENTE NELLA PROPRIA UMANITA' IMPERFETTA. Solo tale accettazione profonda può portare a cambiare, a sforzarsi per evolvere. In caso contrario, si rimane imprigionati nelle proprie debolezze, che o vengono proiettate sugli altri, con fare aggressivo (una persona che mi vuol bene è altresì capace di sottolineare fortemente le mie incapacità, criticando il mio livello di essere) oppure generano chiusura e incapacità di mettersi in gioco (una persona amica fa i conti con i suoi limiti auto aggredendosi dolorosamente). Riporto Paolo l'estratto di una lettera indirizzata alla mia Guida, scritta dopo aver ascoltato il suo straordinario tema. "Il tuo discorso sulla Debolezza, aprendo in me scorci profondi, ha prodotto un lavacro benefico, che ha portato all'atto decisivo del lento processo di gestazione di una creatura nuova. Mentre parlavi, avevo l'impressione che tu, penetrando nei meandri della mia interiorità, avessi colto la maggiore difficoltà fronteggiata nel corso della mia esistenza: l'incapacità di accettare la mia personale debolezza. Quanto dolore nel passato ogni volta che scoprivo un mio nuovo limite; che senso di lacerazione, di inadeguatezza ogni qualvolta sbattevo il naso con un livello di poco inferiore alla perfezione!!! Cresciuta in una famiglia caratterizzata da un'altissima esigenza di perfezionismo, sono stata presto imbrigliata - attraverso i lacci di una benefica educazione (!) - nelle maglie di una raggelante disciplina (peraltro imposta con modalità aggressive, se non addirittura violente) mirata a far di me una donna adeguata al suo ruolo familiare e sociale. L'implicita minaccia di disamore insita in ogni tentativo di svincolarmi, per tentare di far emergere le creative sfaccettature del mio nucleo interiore, generava in me frustrazione e un dilagante atteggiamento oppositivo. Perché mi veniva richiesto di sacrificare volti di me, per diventare espressione compiuta delle proiezioni genitoriali, incarnazione del modello di perfezione atteso? Ben presto, la spinta impellente a realizzare altri aspetti, mi ha portata a sottrarmi dapprima timidamente, poi sempre più decisamente alla disciplina impostami. Volevo essere me stessa… Ma chi ero io in realtà?… (segue).

"E' quando sono debole che sono forte" San

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Marzo_2007

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LA QUARTA VIA_Approfondimenti sul Sistema

IL POTERE DEL PENSIERO COSCIENTE di Paola Grasso

Studio

"Prendi la comprensione dell'Oriente e la scienza dell'Occidente, e poi cerca." "Se non sei dotato di uno spirito critico, la tua presenza qui è inutile." (Vedute sul mondo reale, Aforismi)

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La tua mente è più spesso caos e fonte di sofferenza oppure un luogo di armonia?

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Hai mai pensato che forse ciò che cerchiamo fuori risponde ad una profonda esigenza del nostro essere? Fai degli esempi che mostrino il tuo tentativo di colmare attraverso il "fuori" dei vuoti interiori.

Si dice che ciò che distingue l'uomo dall'animale sia l'intelligenza, la ragione. Il nostro centro intellettuale ci rende degli esseri evoluti, ma ciò non significa che esso produca sempre buoni frutti. Al detto di Cartesio "Cogito ergo sum" (penso dunque sono) forse G. risponderebbe che la crescita dell'essere non è soltanto legata allo sviluppo dell'intelligenza. Ricordiamo varie pagine di Frammenti in cui si parla di intellettuali e persone molto colte dal basso livello di essere, piene di idee intelligenti, ma incapaci di applicarle. Quanti ne incontriamo ogni giorno! E quanto spesso anche noi siamo come loro! La nostra intelligenza può dunque essere anche un elemento che ci rende peggiori. Non abbiamo difficoltà a condividere questa posizione, se consideriamo i parti mostruosi che ha prodotto la ragione umana nel corso della storia. In effetti la nostra mente può essere entrambe le cose: una fonte di sofferenza per noi e per gli altri o l'espressione di bellezza e armonia, a seconda delle condizioni in cui ci troviamo o del livello di consapevolezza che abbiamo raggiunto. (1) L'uomo si è spesso posto il problema della presenza di un'intelligenza aliena nell'universo, ipotizzando l'esistenza di esseri immaginati come superiori a noi. Se il macrocosmo e il microcosmo si assomigliano, potremmo porci la stessa domanda guardando al nostro universo interiore, anch'esso a noi molte volte ignoto (2). Gurdjieff ha parlato dell'esistenza del Centro Intellettuale Superiore, un sistema perfettamente funzionante, che lavora con idrogeni sottili (ancor più sottili di quelli con cui lavora il Centro Emozionale Superiore), ma che non conosciamo. Così come in tutte le storie fantascientifiche sugli UFO, non comunichiamo con l'intelligenza superiore che si cela in noi. Il CES è già molto distante, ma:


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LA QUARTA VIA_Approfondimenti sul Sistema

Il Potere del Pensiero Cosciente

Studio

Marzo_2007

di Paola Grasso

"Il centro intellettuale superiore, lavorando con l'idrogeno 6, è ancora più lontano da noi, ancor meno accessibile. Vi è possibilità di contatto con esso solo attraverso il centro emozionale superiore. [...] Per ottenere, tra i centri inferiori e i centri superiori, un collegamento corretto e permanente, bisogna regolare ed attivare il lavoro dei centri inferiori."

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Il Lavoro su di sé, sul corpo, sulle emozioni e sulla mente, è quindi un elemento fondamentale per prepararci al contatto con i Centri Superiori. Ma quale lavoro è necessario condurre sulla mente? Come può un uomo imparare ad utilizzare questo strumento? Gurdjieff parla spesso del fatto che i centri inferiori funzionano male, perché fanno l'uno il lavoro dell'altro e non ricevono i combustibili giusti per funzionare correttamente. La mente dell'uomo ordinario ha come caratteristica principale l'incessante monologo interiore, influenzato dalle associazioni automatiche e spesso dalle emozioni negative (3).

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Che tipo di associazioni automatiche sta facendo in questo momento la tua mente? Prova ad osservarla nei prossimi minuti.

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Quando ti capitano situazioni del genere, come si comporta la tua mente? Che tipo di pensieri predominano? Quali azioni compi?

Proviamo a fare un esempio di come può funzionare la mente di un uomo che non è abituato a lavorare su di sé (cioè a tenere a bada tutti questi processi). Supponiamo che oggi sul lavoro un atteggiamento di un collega ci abbia particolarmente infastidito o ferito, magari perché eravamo già predisposti al malumore. All'improvviso decidiamo di sfogarci per tutte le ingiustizie subite fino ad ora e la nostra mente, sotto l'influsso del centro emotivo che si è già messo in moto, inizia a suggerirci una serie di argomenti contro quel collega. Esplodiamo in una scenata tremenda che lascia i presenti ammutoliti. Subito dopo ci rendiamo conto di aver esagerato e subentra il senso di colpa. Siccome siamo dei gran chiacchieroni e abbiamo il bisogno di giustificarci prima di tutto ai nostri occhi, la nostra mente inizia a partorire formule che dimostrino la nostra ragione e la nostra bocca inizia a produrre parole per spiegare agli altri colleghi le giuste motivazioni che ci hanno spinto ad agire. Se poi qualcuno ci contraddice dandoci torto, ricomincia un flusso intenso di pensieri negativi. Potremmo andare ancora avanti, ma quanto detto è sufficiente per farci capire quante energie vengono sprecate inutilmente ogni giorno. La nostra mente è sempre nel caos! (4) Come abbiamo visto, molte delle attività mentali che ci contraddistinguono sono inutili e nascono dal bisogno della personalità di apparire, di mostrarsi, di nascondere le proprie debolezze oppure dalla paura di non essere considerati o ancora da spinte distruttive. Tutto questo lavorio, nato da continue interferenze fra i centri, deve essere fermato per almeno due motivi: innanzitutto ci fa perdere energie preziose per il lavoro interiore e poi ci impedisce di vedere la realtà per quello che è. Gurdjieff ripeteva spesso che è necessario concentrarsi su piccoli obiettivi, per non cadere nei fossati di cui è cosparsa la strada. Per questo una scuola di Quarta Via incoraggia l'allievo a tenere impegnata la propria mente con occupazioni intellettuali di vario tipo, dall'imparare nuove nozioni, al risolvere problemi di varia natura esercitando la propria capacità di analisi e di sintesi, allo studio vero e proprio, che per certi allievi può essere utile all'esercizio di nuove modalità di pensiero. Potremo così respirare un po', perché si saranno interrotti,


Marzo_2007

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LA QUARTA VIA_Studio ed approfondimento dei Testi Sacri

Studio

2° parte

IL SOGNO DI RE NABUCODONOSOR di Giovanni M. Quinti Una cara amica mi raccontò un sogno che la colpì per le sensazioni che le lasciò e per il coraggio che le infuse:

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"Ero in un negozio di candele per comprarne un paio, sapevo di averne un grande bisogno. Il padrone del negozio era un uomo sulla quarantina che trasmetteva serenità e gentilezza. Mi porse delle candele, sorridendo. Gli dissi di impacchettarmene due, però lui continuò a fissarmi silenzioso. Rifeci la mia richiesta, turbata da quello sguardo. Ad un tratto mi accorsi che i suoi occhi cambiavano di colore, come se le sue pupille si aprissero e chiudessero. 'Ma lei non è di questo mondo!' gli dissi. 'Ti stavo aspettando. Non hai bisogno di comprare nessuna candela!' mi rispose. 'Ma se poi rimarrò al buio come farò?' 'Abbi fiducia, guarda!' Appoggiandomi una mano sulla testa, con l'altra mi aprí la bocca e appoggió il pollice sul palato. In quel momento sentii come se si emanasse da me un'energia luminosa. Tutto intorno divenne luce ed io stavo benissimo. Al risveglio portai con me la sensazione di essere diversa, quasi libera da un bisogno, più serena e rilassata: una persona nuova." Perché alcuni sogni rimangono anche per anni nella memoria ed altri sono subito dimenticati al risveglio?


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LA QUARTA VIA_Studio ed approfondimento dei Testi Sacri

Il Sogno di re Nabucodonosor

Studio

di Giovanni M. Quinti

Marzo_2007

2° parte

I sogni sono solo spazzatura psicologica o possiedono un qualche valore per il lavoro su se stessi? (1)

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Qual è la tua opinione in merito?

Per rispondere dobbiamo prima spiegare l'origine e il processo di costituzione delle immagini oniriche. Quando sogniamo vengono alla coscienza conflitti, desideri, pensieri ed emozioni censurate durante la veglia. Possiamo paragonare la macchina umana ad un'automobile con cinque passeggeri, abitualmente condotta da uno o al massimo due di essi. I passeggeri corrispondono ai nostri Centri: istintivo, motorio, intellettuale, emozionale e sessuale. In una data situazione i Centri rimasti passivi possono, quando dormiamo, scaricare i loro impulsi inascoltati nella fase vigile. Facciamo due esempi per chiarire quanto detto:

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una segretaria sottomessa, oppressa dal carattere dispotico del suo direttore, potrebbe sognare di sparargli. Un ragazzo timido, che non riesce a proporsi alla compagna di scuola, potrebbe sognare di possederla. 2_

Cosa pensi degli incubi? Ti capita spesso di averne? Li consideri manifestazioni assolutamente negative o pensi che abbiano la loro funzione ed utilità?

I contenuti onirici possono esprimere non solo desideri, ma anche i conflitti fra i diversi Centri. Ecco un esempio: Mario, appena ventenne, è un ragazzo debole, dipendente dai suoi genitori. Durante l'attività onirica potrebbe sognare di liberarsene, uccidendoli. Dopo avere agito sotto tale impulso il sogno potrebbe trasformarsi nel quadro della parte fragile di Mario che, osservando il malfatto, cade nella più totale disperazione. Questa è la genesi tipica di un incubo. (2) La paura espressa nell'incubo nasce dal bisogno, da parte della coscienza, di censurare un impulso per lei intollerabile.

Siamo costruiti in modo da difenderci, attraverso un perfettissimo sistema di ammortizzatori, da quelle parti di noi che compromettono l'idea immaginaria che abbiamo di noi stessi. Spiegheremo meglio questo punto più avanti. I sogni confermano la nostra molteplicità: anche quando dormiamo non siamo uno, ma molti. Da svegli, prendendo una decisione, lo facciamo solo con una parte di noi stessi e non con la nostra totalità. A volte decidiamo con il centro istintivo, altre con l'emozionale, altre con l'intellettuale: in realtà sono i Centri a decidere per noi. Quelli che non partecipano ad una scelta, però, non è detto che non abbiano una posizione diversa nei confronti di quella operata fattivamente. Il sogno, diminuendo il potere difensivo degli ammortizzatori, libera le loro voci inascoltate; è quindi un'attività essenziale che permette a tutti gli "io" di scaricare le proprie pulsioni e liberarsene. Da quanto detto fin'ora possiamo evincere che esistono sogni prodotti da ogni specifico centro.


Marzo_2007

LA QUARTA VIA_Teresa D'Avila: la testimonianza di una Vita_1째 parte

Studio

TERESA D'AVILA La testimonianza di una Vita 1째 parte

di Eva Maria Franchi

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LA QUARTA VIA_Incontri con Donne Straordinarie

Studio

Teresa d'Avila: La testimonianza di una vita

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Hai mai letto opere di qualche mistico/a cristiano? In caso affermativo, cosa ti ha spinto a leggerle? Come le hai trovate?

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Se qualcuno ha visto il film Teresa Il corpo di Cristo commenti con i compagni le impressioni che ne ha ricevuto.

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Secondo te, la "capacità" di raggiungere stati mistici, è qualcosa che si acquisisce percorrendo un cammino spirituale con profonda dedizione od è un dono innato, quasi genetico, come la propensione per qualsiasi arte o l'intelligenza di un genio?

di Eva Maria Franchi

Marzo_2007

1° parte

Recentemente è uscito il film 'Teresa - Il corpo di Cristo' sulla vita di Santa Teresa D'Avila. La pellicola, che nel momento in cui sto scrivendo non è ancora arrivata in Italia, ha suscitato non poche polemiche e presunti "scandali" al festival di Cannes. Nelle sale spagnole è in cartellone già da tempo. Non mi interessa prendere parte a tali diatribe, ma approfittare di questa uscita per invitarvi a conoscere una donna tenuta in alta considerazione anche dai maestri che non appartengono alla tradizione cristiana. Molti di loro si sorprendono quando sanno che noi andiamo a cercare verità in testi che ci sono lontani per cultura e tradizione, mentre in casa abbiamo a disposizione autorevoli scritti di personaggi come S. Francesco, S.Giovanni Della Croce ed appunto la Santa di Avila, più conosciuta come Teresa del Gesù (1). Ritornando al film, l'unica critica che mi sento di fare riguarda la scelta dell'attrice protagonista: indubbiamente bellissima e conturbante, mi è sembrata però priva di carattere, eccessivamente eterica ed imbambolata per incarnare un personaggio come la santa di Avila. Non che questo sia un compito facile. In Teresa convivevano due nature contrapposte: la contemplatrice, i cui rapimenti estatici sono passati alla storia e la donna d'azione che pare avesse un temperamento alquanto estroverso e volitivo. Si dice che in gioventù Tersa sia stata davvero bella e consapevole della sua avvenenza. La convinsero a farsi ritrarre quando già aveva superato i sessant'anni. Dovere restare ferma immobile per posare anziché dedicarsi alle sue mansioni le costò un grosso sforzo. Vanitosa e dotata di un acuto senso dell'umorismo, quando vide il risultato del suo sacrificio, per niente soddisfatta esclamò rivolgendosi al frate che l'aveva dipinta: "Che dio ti perdoni, fra' Juan, che dopo avermi annoiata a lungo, mi hai pure dipinta brutta e cisposa". Questo era uno dei multiformi aspetti di Teresa, un po' civetta, portata per la vita mondana ed al tempo stesso cocciuta, fiera e determinata, capace di imporsi rigorosi digiuni, cilici, clausura e restrizioni tali che probabilmente in molti di coloro che hanno visto il film è sorta spontanea la domanda: "sarà stata davvero una Santa od era un'isterica?" (2). Leggendo i testi che Teresa stessa scrisse si può trovare la risposta. Sono sorprendenti le analogie tra alcune considerazioni esposte dalla monaca carmelitana e l'insegnamento di Gurdjieff. Bisogna tenere conto però che Teresa era una donna della sua epoca, condizionata dall'ambiente e dal periodo storico in cui visse per cui, come lo scrittore e traduttore di testi teresiani Italo Alighiero Chiusano sottolinea, "bisogna leggere gli scritti di Teresa affrontandoli dal punto di vista storico non aspettandosi da Teresa D'Avila permissivismi e spregiudicatezze che erano del tutto estranei alla sua educazione e convinzione, così come nessuno storico dell'arte si sognerebbe di voler giudicare la scultura indiana secondo i canoni di Policleto". Vissuta in un'epoca di oscurantismo reso ancora più pesante dalla controriforma, leggendo gli scritti di Teresa, si ha l'impressione che quanto ha raggiunto e sperimentato sia stato principalmente il frutto di una sua ricerca personale, per niente stimolata, anzi ostacolata dall'istituzione ecclesiastica a cui apparteneva (3). Si procurava libri che non erano ben visti nel suo convento, alcuni di essi, seppure appartenenti alla tradizione cristiana, vennero addirittura messi all'indice dall'Inquisizione. Il suo primo padre confessore, lungi dall'aiutarla e dall'esserle maestro, le causò grosse crisi e sensi di colpa perché osava affermare di comunicare con Gesù. Solo in età avanzata incontrò delle guide spirituali, tra cui Pietro D'Alcantara, che l'appoggiarono, incoraggiandola, dandole conforto e appropriate indicazioni.


www.gurdjieff.es

LA QUARTA VIA

Le dispense di Studio Mensili “LA QUARTA VIA” è l’organo di stampa ufficiale dell’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo - La Teca.

"Quando impariamo, noi ascoltiamo solo i nostri pensieri. Per questo motivo non ci è possibile accogliere nuovi pensieri, a meno di non ricorrere a nuovi metodi di ascolto e studio." Londra 13/02/1922 G.I. Gurdjieff

Ogni numero contiene numerose sezioni ricche di informazioni mai divulgate pubblicamente, esercizi pratici e materiale inedito sugli insegnamenti della Quarta Via.

Tra i vari argomenti trattati troverete: -

Il significato dell’Esercizio dello Stop L'Enneagramma e l'Albero della vita Il metodo della Quarta Via spiegato punto per punto Ciò che non è mai stato detto sul 6° Centro Inferiore e sul 3° Centro Superiore I segreti della vita di Gurdjieff Gli Hassnamusses: chi sono? Lo Studio dei Testi Sacri attraverso il metodo della Quarta Via L'Alchimia e la Quarta Via L'influenza dei Centri Superiori Studio dell'Antico Testamento alla luce del Sistema La Musica Oggettiva Da dove proviene l'Insegnamento di Gurdjieff Come lavorare se se stessi Le origini della Quarta Via Dante e la Quarta Via Il rapporto Maestro e Allievo L'aspetto spirituale della Quarta Via Il potere del pensiero cosciente Cos'è il vero Ricordo di sè L’Enneagramma svelato: ciò che non è mai stato scritto sull’Enneagramma

E molto, ma molto altro ancora…

NEL PROSSIMO NUMERO VIA li TA ensi AR udio M QU di St LA dispense Le

I Centri Superiori ed i Sogni Il sogno del re Nabucodonosor 3° parte

VIAnsili RTAdio Me QUAdi Stu LA dispense Le

Teresa D'Avila:

La testimonianza di una donna alla ricerca della veritá (2° parte)

VIAnsili RTAdio Me QUAdi Stu LA dispense Le

Il potere del Pianto ...E MOLTO ALTRO

042 il sogno di nabucodonosor quarta via  
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