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LA QUARTA VIA www.gurdjieff.es

Novembre/2008

Prezzo

€ 6.00 iva inclusa

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Dispensa di studio #31

IT // Versione italiana

Esperienze accanto al Grande Maestro Armeno

DIVENTARE COSCIENTI CON GURDJIEFF [2]

LaTeca

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Approfondimenti sul Sistema

LA QUARTA VIA E L'ESICASMO

All'ombra di Gaudì

CRASH - COLLISIONE

il rinvenimento de

il vangelo di giuda


www.gurdjieff.es

LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

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Luigi Di Sante e Sonia Iacoangeli Editore

Grafica

José L. García Muedra Riproduzione

La Teca - Associazione Culturale di Barcellona Collaboratori di questo numero

M. C. Mondin, L. Serra, A. Di Giandomenico, L. Marielli, Giovanni M. Quinti, Eva M. Franchi.

Le dispense di studio "La Quarta Via" sono una pubblicazione internazionale prodotta dall'Associazione Culturale di Barcellona (Espagna). Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjieff.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati ad un costo maggiorato. Per riceverle direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G64341225 Dep. Legale B-12791-2008

Studio

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: La Teca - Via Gottardo, 66 00141 ROMA. Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.


LA QUARTA VIA_menu

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Sezione Poetica

Aforismi sul sonno… Alcune riflessioni sul sonno estratte da diverse fonti.

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Editoriale

““Una scuola è un posto dove imparare qualcosa...”

Anna Di Giandomenico e le riflessioni di Cheti C.

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pag.3

All’Ombra di Gaudì Crash - Collisione Dal nostro corrispondente a Barcellona una riflessione ispirata al film di Paul Haggis.

Studio

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Approfondimenti sul Sistema

La Quarta Via e l’Esicasmo

Il ruolo dell’esoterismo cristiano ortodosso nell’insegnamento di Gurdjieff.

11 I Giornali scrivevano di Gurdjieff

Chiacchierando con D. Caruso

pag.5 pag.7

La seconda parte dell’articolo di Harvey Breit sulla vedova di Enrico Caruso. Studio

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Studio dei Testi Sacri

Il Vangelo di Giuda

Un escursione nella storia dello gnosticismo attraverso questo vangelo “non canonico”che sta suscitando scalpore. Studio

16 Esperienze accanto a Gurdjieff

Diventare coscienti con Gurdjieff.

Dal recentissimo libro di Solange Claustres qualche nota su Gurdjieff (2° parte).

20 Le e-mail dal sito di Quarta Via

pag.12

La filosofia che dorme

Compiti pratici ad allievi “troppo” intellettuali.

21 INTERVISTA a...

Chiara Masala

L’Intervista ad una giovane consorella della Teca.

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Il taccuino alchemico N.5 Passi del Vangelo Alcuni esercizi ispirati al Vangelo di Giovanni.

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Le lettere al fondatore Le lettere dei cercatori Risposte a domande dei cercatori di oggi.

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In Pillole Corpo e psiche nella Quarta Via Le nostre solite rubriche di chiusura.

Studio

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LA QUARTA VIA_Aforismi sul sonno

Sezione Poetica

Noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni e la nostra breve vita è circondata dal sonno. William Shakespeare Riccardo III

Non è possibile provare rancore per il sonno che si è annidato nel cuore di un essere umano. Non è nulla, né nessuno! E' il sonno e basta... Ed è a causa di esso, precisamente, che sono venuto, con lo scopo di farne indietreggiare l'impero. Vedi, ciò che chiamate il 'male', io preferisco chiamarlo 'addormentamento dell'anima', perchè non vi è nulla di più terribile per un'anima che dormire fino al punto di dimenticare il proprio vero nome e il proprio cammino. Una parte del discorso che Gesù fece a Tommaso riguardo al perdono. E' tratto dal libro di Daniel Meurois -Givaudan 'L'uomo che piantò mil chiodo’ dalla devastazione alla riconciliazione.

Ho vissuto tanto senza avere vissuto! Ho pensato tanto senza aver pensato! Mondi di violenze immobili, di avventure trascorse senza movimento, pesano su di me. Sono stanco di ciò che non ho mai avuto e che non avrò, stanco di déi che non esistono. Porto con me le ferite di tutte le battaglie che ho evitato. Il mio corpo è dolorante per lo sforzo che non ho nemmeno pensato di fare. Fernando Pessoa


LA QUARTA VIA_Editoriale

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Anna Di Giandomenico

Concludiamo la carrellata di approfondimenti sulla fraternità nei nostri gruppi di Quarta Via. “Una scuola è un posto dove imparare qualcosa per lo sviluppo dell’essere. E’ necessaria la scuola: cioè persone che lavorano nella stessa direzione, in base agli stessi principi e metodi”. Nella Quarta via, la prima linea di lavoro, che ha come oggetto lo studio di sé e lo studio del sistema, non basta per modificare la nostra “naturale” tendenza alla meccanicità, ovvero il sonno della coscienza. Il gruppo diventa, a tale scopo, uno strumento fondamentale. In modo del tutto “naturale” ognuno di noi tende a proiettare sull’altro ogni sorta di difetto; gli altri ci sono simpatici o antipatici, sono corretti o scorretti, sono ipocriti o sinceri e di seguito la lista potrebbe estendersi all’infinito. In un contesto ordinario questo genere di valutazioni indurrebbe il singolo ad agire seguendo l’impulso; non mi piacciono i membri del gruppo quindi me ne cerco di altri; non mi piacciono tutti, allora stringerò un legame più forte con chi mi è più simpatico.

“Spesso, all’interno della scuola, ci viene detto che il gruppo deve sviluppare la fratellanza, e che nulla può essere anteposto all’interesse del gruppo. Affermazioni di questo tipo possono apparire antitetiche rispetto al mio “legittimo” interesse individuale, in realtà, a mio modo di vedere, sono perfettamente coerenti con lo scopo che il singolo ha nel momento in cui si avvicina ad un lavoro di questo tipo. Lavorare su se stessi vuol dire “smussare gli angoli”, e chi meglio degli altri può aiutarci? La fratellanza e l’amore per il prossimo non sono concetti che si indossano come una veste, ma sono piuttosto il frutto di una lotta interiore; quella “guerra santa” che ogni essere umano dovrebbe combattere per raggiungere la propria Umanità”.

Tutto questo in una scuola di Quarta Via avviene, all’inizio è chiaro che ci scontriamo con questi meccanismi, tuttavia chi comincia questo lavoro sa che tutto ciò è frutto di processi identificativi o di ricerca di considerazione interna. Per cui, accettare questo postulato come vero, ci aiuta certamente ad intraprendere un vero lavoro su noi stessi e non sugli altri: quanto meno avremo rinunciato a migliorare gli altri, e non è cosa da poco. Nella mia piccola esperienza ho vissuto e vivo ancora in prima persona i meccanismi su descritti. Il mio bisogno di affermazione mi spinge, a volte, a sostenere strenuamente una mia “idea”. Allora l’altro, che sia il capogruppo o che sia uno dei fratelli, diventa l’ostacolo alla mia “legittima affermazione”. Spesso sono incapace di vedere chi mi circonda per quello che è: un essere umano portatore di una sua fragilità.

Non la voglio vedere la sua fragilità: mi ricorda tanto la mia; e allora è meglio glissare. Come una bambina che si dimena, recrimino per ot(Cheti Cicero) tenere quello che voglio, ma non mi accorgo che ho solo bisogno di curarmi. Ma come posso curarmi? Prendendomi cura degli altri. Non ne sono capace, e allora guardo chi mi può essere d’esempio. Cerco di osservare il mio maestro, il mio capogruppo: voglio imparare. Dov’ero quando mio fratello non riusciva a farcela da solo, quando il peso del lavoro che stava portando avanti non riusciva più a sostenerlo? E come ho fatto a non vedere che dietro quella sorella/ bambina che urla sempre “guardatemi” si nasconde una richiesta? Mi riprometto che cercherò di essere presente per ogni fratello, eppure basterebbe guardarli con occhi nuovi per scoprire che siamo identici: bambini che si atteggiano a grandi, ma che in realtà chiedono di essere amati. Mi riprometto che cercherò di vedere nelle debolezze del fratello le mie debolezze, e così cercherò di curare me stessa e, perché no, magari contribuire al loro processo di guarigione. Ormai so per certo che l’unico modo per cominciare a cambiare è combattere contro questo schema rigido che ci vede separati dall’altro, e forse anche in guerra con l’altro. In questo cammino quotidiano tra ciechi che cercano assieme di ritrovare la luce, si può sviluppare un sentimento di solidarietà e di condivisione” (Cheti C.)

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LA QUARTA VIA_Approfondimenti sul Sistema

La Quarta Via e l’Esicasmo

Studio

di Eva M. Franchi Secondo Gurdjieff esistono due modi per pregare: quello superstizioso dell'uomo meccanico che proietta su dio i suoi bisogni chiedendogli dei favori come fanno i bambini con i genitori e quello dell'uomo che ricerca la verità e si sforza di costruire un "Io" permanente. La preghiera può essere spontanea o servirsi di testi già prestabiliti. In quest'ultimo caso, quando si rifà a un'antica tradizione, la preghiera può rivelarsi molto potente purché l'oratore si sforzi di penetrare tutto il contenuto delle parole recitate con il pensiero e il sentimento. Le Danze di Gurdjieff e i Movimenti Sacri sono in realtà preghiere in movimento a cui vengono abbinate frasi pronunciate ad alta voce o mentalmente. La preghiera aiuta a conciliare due ritmi apparentemente inconciliabili: quello del nostro mondo interiore e quello pressante della vita esterna a noi.

Dopo aver ascoltato tutte le nostre osservazioni, G. disse che un esercizio di questo genere si era conservato fino ai nostri giorni nei monasteri del monte Athos. (Frammenti pag. 337).

Nello scorso articolo sulla preghiera nella Quarta Via abbiamo accennato dell’influenza che l’esicasmo (una tecnica utilizzata da alcuni monaci ortodossi per ottenere il raggiungimento della quiete interiore attraverso la continua ripetizione della formula “Signore Gesù Cristo abbi pietà di me, peccatore”) ebbe sulla metodologia di Gurdjieff. Tale influenza, sebbene Ouspensky ne faccia un minimo accenno che potrebbe sfuggire ad un lettore poco attento, è in realtà alquanto rilevante. Per questo motivo abbiamo deciso di illustrare in maniera più approfondita la storia e la metodologia di questo movimento che ebbe origine con i monaci del deserto di Egitto e di Gaza.

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La chiesa cristiana, la forma cristiana del culto, non sono state inventate dai Padri della Chiesa. Tutto è stato preso in Egitto — ma non dall'Egitto a noi noto: bensì da un Egitto che non conosciamo. (cit. Frammenti pag. 335).

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Hai mai riflettuto sull’importanza del nome che diamo alle cose, i concetti, i sentimenti, le persone, i nostri affetti? Che riflessioni ti suscita quanto appena letto?

Secondo i monaci esicasti presso i primi cristiani nominare il nome di Gesù era una pratica talmente ovvia ed abituale chenon necessitava di essere in alcun modo istituzionalizzata. Del resto in quel tempo non esisteva l’uso della stampa ed il modo più semplice e diretto di pregare, sia da parte dei numerosi cristiani analfabeti, sia da chi non aveva a disposizione pergamene da consultare, consisteva nell’invocare il nome di “Gesù”. Anche se non si hanno informazioni complete sulla natura delle pratiche spirituali nelle prime comunità, non vi è dubbio che recitassero accoratamente passi della scrittura conosciuti a memoria. L’importanza di nominare una cosa o una persona presso gli antichi equivaleva a donarle l’esistenza. (1)


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LA QUARTA VIA_Approfondimenti sul Sistema

Studio

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Leggi i passi del Vangelo sin qui citati e commentali.

La Quarta Via e l’Esicasmo

di Eva M. Franchi

Per gli ebrei il nome di Dio, rappresentato dalle quattro lettere che formano il tetragramma Jhwh (Jahvè), era Santo e solo una volta all’anno poteva venire pronunciato dal Sommo Sacerdote. L’invocazione dei nomi divini è una delle pratiche esoteriche fondamentali dei cabalisti. Lo stesso nome di Gesù significa “Jhwh è salvezza” e la particolare rilevanza che viene data al potere di questo nome la assumiamo dai Vangeli. Prima ancora della nascita del Cristo l’angelo ne rivela a Giuseppe e Maria il suo santo nome (Mt. 1,21 – Lc. 1,31). Gesù stesso insegna ai suoi discepoli l’efficacia dell’invocazione del suo nome: Se chiederete qualcosa nel mio nome io lo farò

(Gv. 14:14)

Fino a ora non avete chiesto nulla nel nome mio; chiedete e riceverete, affinché la vostra allegrezza sia completa. (Gv 16:24) (2) Negli Atti degli Apostoli e nelle numerose epistole viene più volte ricordata l’importanza ed il potere del nome di Gesù, tra queste citiamo ‘Filippesi 2:9-11’: Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. Sempre dai Vangeli e dalle lettere di Paolo, gli esicasti, traggono l’insegnamento, per loro basilare, dell’orazione continua: Propose loro ancora questa parabola per mostrare che dovevano del continuo pregare e non stancarsi (Luca 18,1) Siate sempre allegri, non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, poiché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. (1Ts 5:16-18) Analizzando ancora un poco il Vangelo, incontriamo nelle parabole del fariseo e del pubblicano e del cieco di Gerico, i passi da cui trae origine la preghiera del cuore di questo movimento: Ma il pubblicano stando da lungi, non ardiva neppure alzare gli occhi al cielo: ma si batteva il petto dicendo: O Dio, sii placato verso me peccatore! (Luca 18,13) Allora egli gridò: Gesù figliuol di Davide, abbi pietà di me!

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3_ Leggi per intero Luca 18:1- 8 e Luca 18:35-43. Cosa ti suscitano questi brani? Condividi con i compagni.

(Luca 18,38)

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Il Kyrie elèison (Signore abbi pietà), costituirà la forma primitiva della preghiera ripetuta costantemente nelle liturgie orientali. Quanto al «figlio di Davide», i cristiani diranno ovviamente « Figlio di Dio». Alla luce di quanto esposto deduciamo che la formula utilizzata dai monaci esicasti “Signore Gesù Cristo figlio di Dio abbi pietà di me, peccatore” non nasce da teorie né interpretazioni dogmatiche delle Sacre Scritture ma da una deduzione logica di quanto il Cristo stesso ed i primi padri della Chiesa insegnano nel Nuovo Testamento. Questa tecnica racchiude appunto questi tre elementi basilari che abbiamo rilevato: la preghiera continua, il potere salvifico del santo nome di Gesù e l’atto di umiltà di invocare pietà (chiunque s’innalza sarà abbassato; ma chi si abbassa sarà innalzato – Luca 18,14).


LA QUARTA VIA_ Studio ed approfondimento dei Testi Sacri

Studio

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Il Vangelo di Giuda di Giovanni M.Quinti

Introduzione alla Gnosi

Agli albori del movimento cristiano esistevano varie interpretazioni dell'insegnamento di Gesù. Le molte comunità, sorte grazie allo sforzo degli apostoli, differivano fra loro. Prima del IV-V secolo nelle Chiese circolavano differenti Vangeli. Taluni gruppi si identificavano maggiormente con alcuni di essi e li leggevano comunitariamente con maggiore frequenza. Altri utilizzavano Vangeli diversi. Questa grande eterogeneità di letture spesso generava opinioni diverse e divisioni fra i cristiani. Lo stesso San Paolo, parlando alla comunitá di Corinto, una delle piú grandi di quel tempo, scrive: "…ciascuno di voi dice: 'Io son di Paolo; e io d'Apollo; e io di Pietro…'"

(I Cor. 1:12).

Gli apostoli considerati allora come i depositari dell'insegnamento, davano a ciascuna comunità fondata un "tocco" personale, concentrandosi su alcuni aspetti della fede e tralasciandone altri. Ciascun credente, quindi, pensava di poter ricevere degna assistenza spirituale solo da chi lo aveva evangelizzato. Tutto ciò non aiutava la formazione di un "Corpo unico" con un'unica dottrina chiaramente formulata ed una teologia riconoscibile. Tertulliano, Ireneo e altri padri della chiesa moderna, sentivano chiara l'esigenza di costruire un'unica visione valida per tutti, "Universale" (cattolica), dell'insegnamento di Gesù. Per questo motivo, Ireneo, tentò di portare ordine affermando che i vangeli canonici (attendibili), erano solo quattro: quello di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, come quattro erano i punti cardinali di cui Cristo era il Re assiso al centro. (1)

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Conoscevi l’esistenza di altri Vangeli oltre quelli canonici?

Le scelte di S. Ireneo furono dettate dal bisogno di rifondare il governo della chiesa e di evitare scismi. I Vangeli da lui prediletti mancano di preponderanti influenze gnostiche (a parte il Vangelo di Giovanni definito "sinottico" proprio per la sua "ottica differente" dagli altri Vangeli). Il suo obiettivo era quello di diminuire il peso dell'influenza gnostica estremamente vasta in seno alle diverse comunità. Fra esse, infatti, circolavano molti maestri gnostici che predicavano dottrine considerate una minaccia all'integrità del movimento cristiano emergente.


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LA QUARTA VIA_Studio ed approfondimento dei Testi Sacri

Studio

Il Vangelo di Giuda ?

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Che cosa si intende, secondo te, con “ispirazione profetico carismatica?”

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Sei d’accordo su quanto sostenuto? Perchè secondo te, non si sarebbe potuto attuare la ‘conversione di massa’ se si fosse diffuso l’insegnamento gnostico?

I termini Gnosi, Gnosticismo e Gnostico

di Giovanni M.Quinti

Quali erano tali insegnamenti e perché rappresentavano un pericolo così grande? Elaine Pagels, professoressa di storia delle religioni presso l'università di Princeton, afferma che i differenti modi di vivere il cristianesimo, le differenti scuole teologiche e comunità rientravano in due grandi filoni distinti: quello ortodosso e quello gnostico. Gli ortodossi non solo cercavano di riunire sotto l'influenza di un unico corpo tutte le chiese, con un'unica dottrina e un unico capo, ma difendevano anche l'interpretazione letterale della scrittura, senza nessuna possibilità di alternativa simbolica. La nascita da una vergine, la resurrezione fisica di Gesù, i miracoli descritti ecc. erano tutti accadimenti storici e andavano presi alla lettera. Gli gnostici, invece, avevano una percezione dei fatti più intimistica e, anche se non ne negavano il valore storico, non si concentravano su di esso, né gli davano un'importanza assoluta. L'organizzazione delle comunità, inoltre, era più democratica e non era contemplata la divisione fra clero e laici. Il parere dei vescovi non veniva ritenuto inappellabile, soprattutto quando era contrario all'ispirazione profetico-carismatica delle comunità. (2) Quando poi con Costantino (IV sec.) il cristianesimo divenne religione dell'Impero Romano e gli ortodossi presero il potere in quanto ben visti dall'Imperatore (grazie alla loro posizione sulla struttura di governo ecclesiale che avrebbe permesso una più facile organizzazione delle comunità cristiane), furono distrutti non solo tutti i vangeli "differenti", ma con essi anche tutte le dottrine e gli insegnamenti che i diversi maestri gnostici impartivano. Se i loro insegnamenti si fossero ulteriormente diffusi, avrebbero alimentato sommosse e reazioni contro le autorità costituite e mai si sarebbe potuta attuare la "conversione" di massa tanto agognata da Costantino. (3) Nel 1945, a Nag Hammadi (un piccolo paesino egiziano), furono scoperti molti di questi vangeli perduti, permettendo ad un'altra interpretazione degli insegnamenti di Cristo (antica quanto quella ortodossa) di ritornare alla luce.

Che cosa si intende con il termine "Gnosi"? Gnosi è una parola greca e significa "conoscenza". Tra i termini "Gnosi", "Gnosticismo" e "Gnostico" esiste una grande differenza e non dobbiamo confonderne i significati. Per "Gnosticismo" intendiamo il percorso storico di quel movimento cristiano che a partire dal primo secolo fino al quinto fu oggetto di gravi critiche da parte di alcun padri della Chiesa Cattolica allora emergente. Per "Gnostico" intendiamo "che si rifà" allo Gnosticismo sotto il profilo culturale, ideologico o teologico. Di una persona lo diciamo quando vogliamo intendere che s'ispira alle teorie gnostiche, ma non che abbia vissuto l'esperienza della "Gnosi". Solitamente colui che la vive non afferma mai di se stesso di essere "uno che sa", cioè uno "Gnostico". Per "Gnosi", invece, intendiamo uno stato dell'essere, raggiunto attraverso un percorso di elevazione interiore. La "Gnosi", quindi, non è un fatto intellettualizzabile. Gurdjieff ha dato di tale stato una spiegazione interessante. Per delucidare quale sfumatura acquista la "conoscenza gnostica" distinguendola da un mero sapere intellettuale afferma:


LA QUARTA VIA_Esperienze accanto al Grande Maestro Armeno

Studio

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Diventare coscienti con

G.I. Gurdjieff di Eva Maria Franchi

Riassunto numero precedente: Nel numero precedente, facendo riferimento al libo di Solange Claustres "La presa di coscienza con Gurdjieff", abbiamo raccontato alcuni aneddoti sulla vita a fianco del grande Maestro armeno che riteniamo aiutino a comprendere lo spirito del suo insegnamento più di molte dotte disquisizioni teoriche che sono state pubblicate nel corso dei decenni dai suoi allievi. Solange Claustres è stata discepola di Gurdjieff dal 1941 al 1949 (anno della morte di Gurdjieff). Molto portata per le Danze Sacre venne incaricata da questi di trasmetterle in sua vece. È una delle poche allieve di Gurdjieff tuttora viventi.

Seconda parte Mentre parlava a Gurdjieff dei suoi problemi personali la Claustres non riuscì a trattenere le lacrime. Gurdjieff la guardò molto attentamente, poi le disse con estrema gentilezza: “Le tue lacrime vengono da una parte dell’occhio. Non è la stessa cosa se vengono dalla parte interna o dalla parte esterna dell’occhio, il significato è differente.”

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Quale pensi che sia la differenza tra le lacrime che vengono dalla parte interna dell’occhio e quelle che vengono dalla parte esterna? Cosa voleva trasmettere Gurdjieff con queste parole?

Non aggiunse altro. Lei non gli fece domande per ottenere chiarimenti perché sapeva che raramente dava ulteriori spiegazioni. Spesso diceva delle frasi concise ai suoi allievi che contenevano l’essenza del suo insegnamento o delle indicazioni preziosissime su i tratti salienti della loro personalità. Spettava però a loro fare sedimentare e maturare ciò che Gurdjieff voleva trasmettere con le sue parole, come quando si legge un cohen giapponese. Le sue frasi erano fatte per indurre a riflettere, non a parlare. La Claustres percepì dentro di sé la sensazione di un dolore dalle radici molto profonde ed antiche che era sempre stato presente, nascosto, dentro di lei. La considerazione che Gurdjieff fece sulle sue lacrime l’aiutò a prenderne coscienza. (1) I primi tempi in cui cominciò a frequentare la scuola, durante un incontro di gruppo in cui si potevano fare domande e condividere esperienze, faceva fatica a spiegare quali informazioni le servivano per riuscire a ricordare un esercizio. Gurdjieff le disse : “Ti stai trascinando un asino morto dietro di te”. Questa semplice considerazione le diede l’energia per parlare, perché il tono con cui le si rivolse non era quello di chi giudica ma di chi incoraggia. Le sue parole l’aiutarono a capire da dove proveniva l’origine della sua difficoltà. Si rese conto che queste erano dovute ai profondi traumi vissuti nella sua infanzia in cui non le veniva permesso di parlare


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LA QUARTA VIA_Esperienze accanto al Grande Maestro Armeno

Studio

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Prova ad attribuirti un soppranome che pensi che ti rappresenti e spiega i motivi per cui l’hai scelto.

Diventare Coscienti con G.I. Gurdjieff 2

di Eva Maria Franchi

liberamente in quanto ciò era considerato ‘sconveniente’. Le reazioni eccessive che aveva provocato negli altri quando ci aveva provato, l’avevano talmente segnata che ancora adesso si portava dietro le ferite e, come Gurdjieff le fece notare, continuava a trascinarsi questo asino morto che anziché aiutarla a procedere nel cammino la rallentava e le toglieva forze. Durante le cene Gurdjieff chiedeva ai suoi allievi di scegliersi un soprannome tra quelli di una lunga lista che lui proponeva. Ve n’erano alcuni come Ordinario, Superiore, Furbo, Zig Zag, Quadrato, Rotondo. Egli sosteneva che era possibile anche passare da Quadrato a Rotondo e viceversa. (2) Solitamente lasciava che fossero gli allievi a scegliersi il nome perché questo era un metodo per capire ciò che uno pensava di se stesso. Accadeva talvolta che fosse lui stesso a dare i nomi o a cambiare quelli scelti. La Clausters scelse per sé Recalcitrante. Quando Gurdjieff sentì pronunciare il suo nome durante uno dei suoi celebri brindisi agli idioti esclamò con sorpresa: “Tu, essere Recalcitrante?... Tu essere Compassionevole!” Lei rimase stupita perché non si rispecchiava affatto in questa definizione. Un'altra sera, durante un nuovo brindisi Gurdjieff puntualizzò: “Tu, Compassionevole? …Ma… soggettiva? O oggettiva?”. Come al solito le poche parole essenziali dette da Gurdjieff andarono ad innescare in lei una lunga autoanalisi che la portò faccia a faccia con la sua ingenuità e con la sua incapacità di dire ‘no’. Si ricordò anche di un episodio in cui aveva confidato a Gurdjieff di stare aiutando un’ amica dandogli un supporto morale e finanziario. Gurdjieff le aveva risposto: “Tu, hai aiutato qualcuno? Riceverai una fregatura da questa persona! Si deve sapere come aiutare, si deve imparare. L’essere umano è fatto così!”

La premonizione di Gurdjieff si rivelò in seguito esatta e la sua ‘amica’ scomparì senza dare nessuna spiegazione e senza restituirle ciò che le doveva. (3)

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A volte la nostra disponibilità verso gli altri può nascondere modalità psicologiche di cui non siamo consapevoli. Tu come ti comporti quando qualcuno chiede il tuo aiuto? Che differenza c’è secondo te tra l’essere “compassonevoli” in maniera ogettiva e sogettiva?

Egli raccontò una storia che sembrava essere diretta proprio a lei, adatta ad illustrare il motivo per cui l’aveva ribattezzata Compassionevole. Un serpente mangiatore di uomini vide un giorno un monaco attraversare un sentiero in mezzo alla foresta. Gli andò incontro per chiedergli se poteva prendere i voti religiosi. Il monaco gli rispose che avrebbe potuto farlo a patto che la smettesse di magiare gli uomini e di attaccarli. Il serpente promise che avrebbe obbedito, per cui il monaco gli insegnò come pregare e gli disse che sarebbe tornato a visitarlo dopo un anno per vedere come procedeva il suo cammino spirituale. L’anno successivo, quando il monaco ritornò nella foresta, trovò ad accoglierlo il povero serpente che aveva un aspetto emaciato ed il corpo devastato dalle ferite. Il monaco gli chiese cosa gli era successo per ridursi in tale stato. Il serpente gli spiegò che in seguito alla sua promessa di non attaccare gli uomini questi avevano cominciato a tirargli addosso delle pietre. Il monaco rispose: “Capisco. Si, certo che ti avevo chiesto di non attaccare glim uomini ma non ti avevo proibito di minacciarli con il tuo sibilo”. Questa favoletta l’aiutò a comprendere che anche se non si intende attaccare è necessario sapere ‘soffiare’ come i serpenti per ottenere rispetto. Ella scrive nel suo libro mi ci vollero anni per imparare a fare il verso dei serpenti!


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LA QUARTA VIA

Le dispense di Studio Mensili “LA QUARTA VIA” è l’organo di stampa ufficiale dell’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo - La Teca.

"Quando impariamo, noi ascoltiamo solo i nostri pensieri. Per questo motivo non ci è possibile accogliere nuovi pensieri, a meno di non ricorrere a nuovi metodi di ascolto e studio." Londra 13/02/1922 G.I. Gurdjieff

Ogni numero contiene numerose sezioni ricche di informazioni mai divulgate pubblicamente, esercizi pratici e materiale inedito sugli insegnamenti della Quarta Via.

Tra i vari argomenti trattati troverete: -

Il significato dell’Esercizio dello Stop L'Enneagramma e l'Albero della vita Il metodo della Quarta Via spiegato punto per punto Ciò che non è mai stato detto sul 6° Centro Inferiore e sul 3° Centro Superiore I segreti della vita di Gurdjieff Gli Hassnamusses: chi sono? Lo Studio dei Testi Sacri attraverso il metodo della Quarta Via L'Alchimia e la Quarta Via L'influenza dei Centri Superiori Studio dell'Antico Testamento alla luce del Sistema La Musica Oggettiva Da dove proviene l'Insegnamento di Gurdjieff Come lavorare se se stessi Le origini della Quarta Via Dante e la Quarta Via Il rapporto Maestro e Allievo L'aspetto spirituale della Quarta Via Il potere del pensiero cosciente Cos'è il vero Ricordo di sè L’Enneagramma svelato: ciò che non è mai stato scritto sull’Enneagramma

E molto, ma molto altro ancora…

NEL PROSSIMO NUMERO VIA li TA ensi AR udio M QU di St LA dispense Le

VIAnsili RTAdio Me QUAdi Stu LA dispense Le

Un gruppo e la sua organizzazione

L’autodisciplina di Davide

VIAnsili RTAdio Me QUAdi Stu LA dispense Le

La “considerazione”: una prigione interiore

...e la nuova rubrica: Consigli Letterari ...E MOLTO ALTRO


031 il vangelo di giuda quarta via  
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