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LA QUARTA VIA www.gurdjieff.es

IT // Versione italiana

Studio dei Testi Sacri

LaTeca

Istituto per lo Sviluppo Armonico

DAVIDE: il Peccatore Amato

Novembre/2008

Prezzo

â‚Ź 6.00 iva inclusa

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Dispensa di studio #30

Approfondimenti sul Sistema

LA PREGHIERA NELLA QUARTA VIA

Esperienze accanto al Grande Maestro Armeno

Diventare Coscienti con

GURDJIEFF


www.gurdjieff.es

LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

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Presidente

Giovanni M. Quinti Direttore responsabile

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LUGANO (SVIZZERA) switzerland@quartavia.org +41 (0)76 502.23.50

BARCELLONA Gran Via, 204 bis, local 4 08004 - Barcellona - Spagna

Luigi Di Sante e Sonia Iacoangeli Editore

Grafica

José L. García Muedra Riproduzione

La Teca - Associazione Culturale di Barcellona Collaboratori di questo numero

M. C. Mondin, L. Serra, A. Di Giandomenico, L. Marielli, R. Fontana, F. Azzali, Giovanni M. Quinti, Eva M. Franchi. Le dispense di studio "La Quarta Via" sono una pubblicazione internazionale prodotta dall'Associazione Culturale di Barcellona (Espagna). Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjieff.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati ad un costo maggiorato. Per riceverle direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G64341225 Dep. Legale B-12791-2008

LA QUARTA VIA

Referente: Fr. Giovanni M. Quinti +34 (630) 618422

Altri Gruppi di Studio sono attivi nelle seguenti città: GENOVA, VICENZA, e CATANIA . Per informazioni sulle sedi operative di ciascun Gruppo di Studio, contattare una delle Confraternite Centrali.

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: La Teca - Via Gottardo, 66 00141 ROMA. Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.


LA QUARTA VIA_menu

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Allievi contemporanei scrivono

Mi sento multiplo…

Alcune poesie di Fernando Pessoa.

Editoriale

“qual è il vero scopo...”

Anna Di Giandomenico e le riflessioni di Paola Grasso.

5 pag.5

All’Ombra di Gaudì Il Cammino di Alice Dal nostro corrispondente a Barcellona una riflessione ispirata da Alice nel Paese delle Meraviglie.

Studio

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Approfondimenti sul Sistema

La Preghiera nella Quarta Via

Che ruolo ha la preghiera nella Quarta Via? Gurdjieff ne ha mai parlato?

11 I Giornali scrivevano di Gurdjieff

Chiacchierando con D. Caruso

pag.7

Da un articolo di Harvey Breit apparso sul New York Times del 23 marzo 1952.

pag.11

Studio

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Studio dei Testi Sacri

Davide: il peccatore amato

Davide sconvolto e sconfitto dal suo centro sessuale viene da Dio perdonato. Studio

16 Esperienze accanto a Gurdjieff

Diventare coscienti con Gurdjieff.

Dal recentissimo libro di Solange Claustres qualche nota su Gurdjieff.

20 Le e-mail dal sito di Quarta Via

pag.12

Riuscire a concentrarsi

Perché non riesco a concentrarmi quando faccio gli esercizi?

21 INTERVISTA a...

Francesco Azzali

L’Intervista ad un confratello della Teca.

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pag.16

Le lettere al fondatore Le lettere dei cercatori Risposte a domande dei cercatori di oggi.

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Il taccuino alchemico N.4 Il Terzo Punto Mettiamo in atto alcuni esercizi pratici per visualizzare il Terzo Punto.

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In Pillole Le emozioni negative Le nostre solite rubriche di chiusura.

Studio

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: La Teca - Via Gottardo, 66 - 00141 ROMA. Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.

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LA QUARTA VIA_Mi sento multiplo

Sezione Poetica

Mi sento sento multiplo multiplo Mi di Fernando Pessoa

Mi sento multiplo. Sono come una stanza dagli innumerevoli specchi fantastici che distorcono in riflessi falsi un’unica anteriore realtà che non è in nessuno ed è in tutti. In questa vita, in cui sono il mio sonno, non sono il mio padrone, chi sono è che ignoro di essere: vivo immerso in questa nebbia che io sono tutte le vite che ebbi in altri tempi in una sola vita. Sono mare; di sotto verso l’alto mareggiando ruggisco, ma il mio colore viene dal mio alto cielo e mi incontro soltanto quando da me fuggo. Il poeta è un fingitore. Finge così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente. Non so se sono felice né se desidero esserlo. Tremuli solchi sorridono sull'acqua addormentata. Perché ho fatto dei sogni la mia unica vita?


LA QUARTA VIA_Editoriale

edit

Anna Di Giandomenico

Proseguiamo con un altro approfondimento su come percepiamo e viviamo la fraternità nei nostri gruppi di Quarta Via. “Immaginiamo un gruppo di persone. Immaginiamo che si trovino riunite per uno scopo condiviso ben preciso. Concentriamo la nostra immaginazione fino a pensare che il loro scopo comune sia la propria liberazione individuale. Immaginiamo, nello specifico, un gruppo di Quarta Via. Questo gruppo nasce e vive per il raggiungimento dello Scopo e soltanto per esso. Immaginiamo ancora le persone che formano questo gruppo, le loro caratteristiche, la loro “individualità”. Queste individualità, passato l’entusiasmo iniziale, cominciano a cozzare l’una contro l’altra: è un attrito inevitabile e necessario per lo svolgimento del Lavoro. Antipatie e simpatie, cominciano allora ad amplificarsi. Altri scopi oltre il desiderio di lavorare su di se, si fanno strada e interferiscono sul Lavoro stesso. Le antipatie personali e la critica gratuita verso un altro membro del gruppo sono l’ostacolo che impedisce la collaborazione reciproca ai fini del Lavoro. Anche una simpatia verso un altro membro del gruppo può por“La prima e più importante caratteristica dei gruppi, tarci a privilegiare il rapporto con esso e a è che essi non sono costituiti secondo il desiderio e le trascurare gli altri membri; questo interferisce, è preferenze dei membri. I gruppi sono costituiti dal evidente, sul buon funzionamento del gruppo Maestro, il quale seleziona i tipi che, dal punto di stesso e sul raggiungimento del suo Scopo. vista dei suoi scopi, possono essere utili Se però antipatia e simpatia sono due aspetti gli uni agli altri. abbastanza comprensibili, altri aspetti, come la La seconda importante caratteristica del lavoro dei ricerca di soddisfazione di scopi personali non legati al Lavoro, sono più difficilmente identifigruppi, è che questi possono essere in relazione con cabili. qualche scopo, del quale coloro che incominciano

il lavoro non hanno la minima idea, e che non può essere loro spiegato sino a che essi non comprenderanno l'essenza del lavoro, i suoi principi e le idee ad esso connesse. Ma questo scopo verso il quale essi vanno e che servono senza conoscere, è il principio equilibrante necessario al loro proprio lavoro e senza il quale il lavoro stesso non potrebbe esistere. Il primo compito è comprendere questo scopo, cioè lo scopo del maestro. Quando questo scopo è stato compreso, sebbene dapprima non pienamente, il loro lavoro diventa più cosciente, e quindi può dare risultati migliori. Ma, come ho già detto, accade sovente che lo scopo del maestro non possa essere spiegato all'inizio”. (Frammenti)

Domandiamoci qual è il vero scopo per cui siamo entrati o desideriamo entrare in un gruppo di Quarta Via? E’ il reale e profondo desiderio di realizzare il proprio Sé o quello che ci spinge è un altro motivo? Quanti, iniziano un percorso di Quarta Via o in altre vie nel tentativo di riempire un vuoto interiore, non costruendo pian piano, qualcosa dall’interno di se stessi, ma cercando di riempire quel vuoto introducendo qualcosa dell’esterno? L’appartenere ad un gruppo esoterico? Che botta di autostima e di orgoglio! Anche cercare di riempire un vuoto affettivo partecipando alle attività di un gruppo, è uno scopo personale che interferisce con il Lavoro.

Gli esempi potrebbero andare ancora avanti. E’ inevitabile, che nel corso del tempo, nel gruppo si formi anche una certa affettività, che però non si sviluppa naturalmente oltre un certo punto. Occorre uno sforzo cosciente per sviluppare questo “embrione amoroso” e trasformarlo in un sentimento stabile e duraturo, capace di unire profondamente i membri del gruppo e sviluppare in loro il desiderio di aiutarsi nel portare avanti lo sforzo comune indispensabile per raggiungere lo Scopo del Lavoro. Ecco che riuscire a considerare e percepire i propri compagni di gruppo come amici e fratelli, e conseguentemente, tenere al loro bene, è essenziale per rimuovere quegli aspetti, citati più sopra, che ci ostacolano nella Via” (Rocco F.)

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LA QUARTA VIA_Approfondimenti sul Sistema

La preghiera nella Quarta Via

Studio

di Eva M. Franchi

Al cercatore della Quarta Via non viene chiesto alcun atto di fede: non bisogna credere a niente che non si possa verificare. Gurdjieff è noto per il suo approccio razionale alle tematiche che cercano di dare una risposta al motivo dell’esistenza umana. Sorge spontaneo chiedersi quale spazio può avere la preghiera in un sistema di conoscenza apparentemente non religioso.

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Che cosa significa per te “perdere la fede”? Ti è mai successo? Se sì, puoi raccontare il motivo?

Sfogliando Frammenti troviamo circa tre pagine in cui si affronta tale tema. Se consideriamo che Ouspensky ritorna spesso sugli stessi argomenti non si può dire che tratti questo in maniera altrettanto esaustiva. Il suo resoconto è comunque sufficiente per formarsi una visione corretta sul valore che Gurdjieff le attribuiva. Secondo lui, infatti, esistono due modi di pregare: quello dell’uomo meccanico e quello del uomo che ricerca la verità. Nel primo caso di preghiera è la nostra personalità che cerca di soddisfare se stessa. A livello psicologico, questo tipo di richieste sono quelle del bambino che vuole nuovi balocchi. Durante le prime fasi di sviluppo le figure genitoriali rappresentano il suo unico punto di riferimento. Crescendo, comincia a rendersi conto che mamma e papà (o chi ne esercita la funzione) sono soggetti a dei limiti e non possono soddisfare tutti i suoi bisogni. Dio potrebbe sostituire quei genitori incapaci di realizzare tutti i nostri desideri. Questa sostituzione apparentemente innocua nasconde un grosso rischio. Infatti una preghiera non esaudita potrebbe essere vissuta vissuta con la medesima delusione provata verso i genitori. L’antico senso di fallimento, di abbandono e solitudine riemergerebbero con forza. Questa proiezione infantile di Dio è facilmente esposta al dubbio. Se Dio non ci risponde significa che non ci ama e non esiste. (1)


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LA QUARTA VIA_Approfondimenti sul Sistema

La preghiera nella Quarta Via

Studio

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Cos’è secondo te una preghiera “consapevole”? Puoi portare un esempio?

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3_ Per quale motivo, secondo te, G. definisce le antiche preghiere “ricapitolazioni”?

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4_ Conosci questa preghiera “ Signore abbi pietà di me”? Che sensazione ti trasmette? Perchè secondo te è chiamata “preghiera del cuore”?

di Eva M. Franchi

Esiste un altro modo di pregare? Sì ed è uno dei temi centrali della Quarta Via. La preghiera, in questi casi, nasce da quella parte di noi che vuole lavorare su se stessa per costruire un io unico. Non consta di richieste atte a soddisfare un piacere o un bisogno. Non ha una semplice funzione consolatrice. L’unico suo obiettivo deve essere finalizzato allo sviluppo del nostro essere, che piaccia o meno alle varie maschere che formano la personalità. (2) Su Frammenti (pag. 334) troviamo un esempio pratico di come potrebbe essere una preghiera consapevole: “Un uomo può sempre comporre nuove preghiere a sua intenzione. Dirà, per esempio: 'Voglio essere serio'. Tutto dipenderà da come lo dice. Se lo ripeterà diecimila volte al giorno, chiedendosi quando finirà e che cosa ci sarà da cena, questo non è pregare, ma mentire a sé stesso. Tuttavia, queste stesse parole possono diventare una preghiera se l'uomo le recita così: 'Io' — e nello stesso tempo pensa a tutto quello che sa su 'Io'. Questo 'Io' non esiste, non c'è un solo 'Io' ma una moltitudine di piccoli 'io' rivendicatori e attaccabrighe. Eppure egli vuole essere un vero 'Io', vuole essere il signore; si ricorda della vettura, del cavallo e del padrone. 'Io' è il padrone, VOGLIO — egli pensa al significato di 'Io voglio'. È forse capace di volere? In lui continuamente 'si vuole' e 'non si vuole'; ma egli farà lo sforzo di opporre al 'si vuole' e al 'non si vuole' il proprio 'io voglio', connesso alla scopo del lavoro su di sé. In altri termini cercherà di introdurre la terza forza nella combinazione abituale delle due forze: 'si vuole' e 'non si vuole', 'ESSERE' — egli penserà a ciò che significa l'essere'. L'essere di un uomo automatico a cui tutto accade. E l'essere di un uomo che può fare. È possibile 'essere' in modi differenti. Egli vuole 'essere' non soltanto nel senso di esistere, ma nel senso di grandezza, di potere. Allora la parola 'essere' prende un peso, un senso nuovo per lui. 'SERIO' — egli pensa a ciò che significa 'essere serio'. Il modo in cui egli risponde a sé stesso è molto importante. Se comprende ciò che dice, se è capace di definire a sé stesso correttamente ciò che significa 'essere serio', se sente di desiderarlo veramente, allora la sua preghiera può dare un risultato: può riceverne una forza, poi potrà notare più spesso in quali momenti non è serio, infine egli avrà meno difficoltà a vincere sé stesso. Dunque, questa sua preghiera l'avrà aiutato a divenire serio.”

Altrettanto importanti, come viene riportato in Frammenti, sono le antiche preghiere con testi già stabiliti, che G. definisce “ricapitolazioni” purché ripetendole ad alta voce o mentalmente l'uomo si sforzi di provare tutto il loro contenuto col pensiero e col sentimento. (cit. Frammenti pag 334). (3) Egli insiste sull’importanza del rito che spesso condensa più sapere di cento libri uniti insieme e afferma che esistono preghiere che sono dei veri e propri riti anche se il loro significato è andato perduto. I movimenti sacri di Gurdjieff sono “preghiere in movimento”. Molte di queste prevedono la ripetizione, ad alta voce, di alcune frasi come “io voglio essere me stesso”, e ad esempio ne troviamo una che richiede la ripetizione continua di: “Signore abbi pietà di me”. (4) Essa è universalmente conosciuta come la preghiera del cuore ed è una antichissima pratica esicasta: un sistema spirituale di orientamento essenzialmente contemplativo che ricerca l’unione dell’uomo con Dio tramite la preghiera incessante, diffuso nel cristianesimo ortodosso. Non a caso le radici più profonde di G., affondavano nel cristianesimo ortodosso. Lo stesso Ouspensky racconta:


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LA QUARTA VIA_ Studio ed approfondimento dei Testi Sacri

Studio

Davide

il peccatore Amato di Giovanni M.Quinti

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Davide ha un solo obiettivo: seguire le Vie dell'Eterno. Non sottomette tale aspirazione ai suoi capricci personali. Nonostante le forti vulnerabilità della sua anima, tende univocamente verso essa.

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Quale pensi che sia questo “progetto più grande”? Cerca di spiegare quello che hai capito portando degli esempi pratici.

Nella Quarta Via si insegna che il modo migliore per costruire un Io è coltivare ideali superiori, lottando contro la volubilità e l'incoerenza. Quel "superiore" a cui Gurdjieff chiede di anelare, è la stesso Terzo Punto, "…di nuovo Dio. Lui solo": lo strumento principe del Lavoro su di sé. Per questo Davide non ha alcun problema ad approfittare delle armi del suo nemico per combattere la battaglia di Dio. La Quarta Via viene anche chiamata la "Via dell'Uomo Astuto" proprio per sottolineare che le capacità personali vanno potenziate e messe a frutto per un Progetto più Grande. (1) Anche l'utilizzazione delle stratagemma intelligente:

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Che cosa significa secondo te “sapere utilizzare le armi del proprio nemico”? Prova a fare degli esempi basati sulla tua esperienza.

armi

del

"nemico"

può

diventare

uno

"Davide disse: 'Non hai tu qui disponibile una lancia o una spada? Perché io non ho preso con me né la mia spada né le mie armi, tanto premeva l'incombenza del Re.' Il sacerdote rispose: 'C'è la spada di Goliath, il filisteo, che tu uccidesti nella valle dei terebinti; è là involta in un panno dietro l'efod; se la vuoi prendere, prendila, perché qui non ce n'è altra fuori di questa.' E Davide disse: 'Nessuna è pari a quella. Dammela!'" (I Sam. 21:8,9) (2)

? In che modo, però, non rimanerne vittime? In che modo non cadere nel rischio di trasformare la nostra aspirazione in uno strumento della personalità? Come usare le maschere gestendole con occhio sincero ed essenziale?


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LA QUARTA VIA_Studio ed approfondimento dei Testi Sacri

Studio

Davide: il peccatore Amato

di Giovanni M.Quinti

Davide ce lo insegna con un esempio chiarissimo, quando, commettendo un grave errore, sa uscirne indenne:

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Come giudichi il comportamento di Davide? Ti è mai successo di sentirti “disposto a tutto” pur di ottenere ciò che desideri? Come hai agito, o come tendi a comportarti, in tali circostanze?

"Una sera Davide, alzatosi dal suo letto, si mise a passeggiare sulla terrazza del palazzo reale; e dalla terrazza vide una donna che si bagnava e la donna era bellissima. E Davide mandò ad informarsi chi fosse la donna e gli fu detto: 'È Bath-Sheba, figliuola di Eliam, moglie di Uria, lo Hitteo'. E Davide inviò gente a prenderla; ed ella venne da lui, ed egli si giacque con lei, che si era purificata della sua contaminazione; poi ella se ne tornò a casa sua. La donna rimase incinta, e lo fece sapere a Davide, dicendo: 'Sono incinta'. Allora Davide fece dire a Joab: 'Mandami Uria, lo Hitteo'. E Joab mandò Uria da Davide… La mattina seguente, Davide scrisse una lettera a Joab, e gliela mandò per le mani d'Uria. Nella lettera aveva scritto così: 'Ponete Uria al fronte, dove più ferve la mischia; poi ritiratevi da lui, perch'egli resti colpito e muoia'. Joab dunque, assediando la città, pose Uria nel luogo dove sapeva che il nemico aveva degli uomini valorosi. Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Joab; parecchi del popolo, della gente di Davide, caddero, e perì anche Uria lo Hitteo.". (3) La passione di Davide era generata dall'energia più potente che domina e annichilisce qualsiasi coscienza ordinaria: l'energia sessuale. L'Enneagramma ci insegna che il Centro Sessuale è uno fra i centri più potenti, superato in velocità solo dal CPF la cui forza però, non viene quasi mai utilizzata per incanalare fruttuosamente quella libidica. E' solo grazie all'intervento cosciente del CPF che è possibile sgombrare il cuore dalle scorie (aspetti ossessivi e negativi) provenienti dal Centro Sessuale. (4) La pornografia, le perversioni, gli eccessi: alcuni pensano siano essi i risvolti negativi di un'energia sessuale mal armonizzata. Eppure queste sono le conseguenze meno significative. Le piú importanti si manifestano sotto forma di 'fissazioni'. L'Energia sessuale è tale da poter generare qualsiasi possibile ossessione. Nel suo aspetto positivo, invece, permette una adeguata attenzione in vista di un obiettivo preciso da raggiungere. Ben lo sanno anche quegli sportivi i quali, prima di una prova importante, evitano qualsiasi rapporto. Tale è la sua forza, però, che quando l'energia sessuale si carica eccessivamente e si 'fissa' su un obiettivo erotizzandolo all'estremo, l'individuo perde completamente la 'coscienza di sé'.

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Come è possibile secondo te, attraverso il CPF, lavorare sul centro sessuale?

L'ossessione erotizzata verso una meta produce, sempre, delle conseguenze negative. Mi ricordo un amico monaco che si innamorò perdutamente di una donna. Cenando insieme parlavamo di alcuni simbolismi interessanti racchiusi nelle cattedrali gotiche (lui era un grande esperto di architettura gotica e di simbolismo sacro). Allora aveva meno di trenta anni ed io ero molto più giovane di lui. Mi piaceva guardarlo diritto dentro i suoi occhi che sprigionavano amore e profonda attenzione per l'altro. Mi chiedevo spesso dove andasse a finire tutta l'energia sessuale che lui tentava di reprimere. Solo più tardi compresi che è possibile utilizzarla in modo cosciente, se si sa come fare. Il 'problema', però, avvenne quando entrò quella donna nella


LA QUARTA VIA_Esperienze accanto al Grande Maestro Armeno

Studio

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Diventare coscienti con

G.I. Gurdjieff di Eva Maria Franchi

Recentemente è stato pubblicato il libro di Solange Claustres “Diventare coscienti con G.I.Gurdjieff” edito, in lingua inglese e francese, dalla Eureka Editions. Il libro racconta la testimonianza dell’autrice a fianco del maestro armeno durante gli anni che vanno dal 1941 al 1949 ed offre un interessante ritratto della “persona” Gurdjieff unito ad una visone pratica sul suo metodo di insegnamento.

Quando la Claustres conobbe Gurdjieff aveva venti anni e si portava dentro la sensazione di una profonda ferita interiore che la accompagnava da sempre. (1)

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Di quale tipo di “ferita” si sta parlando econdo te? Hai mai provato una sensazione simile? Puoi provare a descriverla?

L’incontro con questo uomo per lei rappresentò la riposta alla sua ricerca esistenziale e la straordinaria riscoperta di un senso di appartenenza ad una famiglia i cui legami andavano oltre le discendenze familiari e la temporalità della vita stessa. Per la prima volta, prendendo parte alla vita che si svolgeva nell’ appartamento parigino di Rue de Colonels Renard, poté vivere pienamente la sensazione di sentirsi a casa. Abbiamo pensato di prendere spunto dalla sua esperienza raccontata in questo libro, purtroppo non edito in Italia, per offrire qualche “schizzo” che possa aiutarci a conoscere chi era G.I. Gurdjieff. Il suo primo incontro con il maestro armeno fu al tempo stesso intenso, idilliaco e traumatico. La Claustres fu invitata, insieme ad altre persone che facevano parte di un gruppo formato da Mme De Salzmann, a conoscere personalmente Gurdjieff, in occasione di una delle tante cene che si tenevano nell’appartamento di questi in Rue de Colonels Renard. Pur non avendo mai visto una sua foto, appena entrò nella sala da pranzo, lo riconobbe subito, sebbene, dalla sua posizione, riuscisse a vederlo solo di spalle. Presa da un impulso di stargli vicina, andò a sedersi accanto a lui sul pavimento. Non c’erano altri posti liberi sulle sedie intorno al tavolo e molti dei presenti erano costretti a restare in piedi. Non aveva il coraggio di guardarlo in viso, anche se le sarebbe bastato alzare lo sguardo per vederlo, ma la sua timidezza la portava a starsene rannicchiata come a cercare di nascondersi, convinta che in mezzo a tutte quelle persone, nessuno l’avrebbe notata.


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LA QUARTA VIA_Esperienze accanto al Grande Maestro Armeno

Studio

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Diventare Coscienti con G.I. Gurdjieff

di Eva Maria Franchi

Invece fu proprio Gurdjieff ad attirare l’attenzione su di lei indicandola e dicendo:

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Per quale motivo secondo te Gurdjieff si comportò così? Come reagiresti se chi consideri una guida spirituale ti dicesse che non sei pronto?

”Questa persona ha una domanda da fare, qualcosa di importante da dire.” Presa alla sprovvista, incapace di proferire parola, l’unica cosa che riuscì a dire fu: “Sto cercando di comprendere il significato della vita.” Monsieur Gurdjieff non le rispose, si girò invece verso Mme de Salzmann e con un tono di disapprovazione rimproverò questa di portare persone che non erano pronte. Continuó a inveire per parecchio tempo contro la Salzmann che rimaneva imperturbabile. (2) Lo shock, per la Claustres, fu molto forte, travolta dall’emozione e dall’imbarazzo non riuscì a trattenere le lacrime che uscirono come un fiume in piena. Gurdjieff, che la stava ancora osservando, si rivolse di nuovo a lei e le chiese seriamente: “Tu, arrabbiata con me?” Lei rispose con sincerità ”No Monsieur”. Era solo mortificata dalla situazione, ma pensava che Gurdjieff avesse detto la veritá. Gurdjieff, sorpreso, le chiese ancora una volta: “Non sei arrabbiata con me?”E lei rispose, ancora lacrimante, alla stessa maniera “No, Monsieur.”

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Perchè secondo te Gurdjieff offrì il suo dessert alla Claustres?

Quindi Gurdjieff si girò verso Mme de Salzmann, scosse la sua testa emettendo un suono profondo di accondiscendenza. Poi, con movimenti lenti prese il suo dessert, e allungandosi verso la Claustres, glielo offrì con gentilezza e tenerezza straordinarie. (3) Così descrive la Claustres quel momento fondamentale del suo incontro con Gurdjieff: “I miei sentimenti erano indefinibili. Ancora in lacrime, prendendo ed assaggiando il suo dessert, una piccola tazza riempita di crema, yogurt, frutta e marmellata, ricevetti la sensazione di essere nutrita per la prima volta nella mia vita. Era come se ci fossimo riconosciuti, lui a me, ed io a lui – come un patto stipulato tra noi due.” La Claustres era l’allieva più dotata nell’eseguire i movimenti sacri che Gurdjieff trasmetteva. Fu l’unica a cui diede l’incarico di sostituirlo nella conduzione delle classi quando lui non poteva farlo personalmente. Si verificava regolarmente durante la lezioni che dietro la Claustres, che stava sempre in prima fila, si trovavano la maggior parte degli allievi che prendevano lei come punto di riferimento.

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Secondo te per quale motivo G. le disse di fare come gli altri se non aveva sbagliato?

Durante una lezione in cui avevano appena imparato un movimento, Monsieur Gurdjieff si fermò improvvisamente davanti a lei, dicendole di eseguire il movimento delle mani come tutti gli altri, indicando le persone alla sua sinistra. Era la prima volta che G. correggeva una posizione! Ed era la prima volta che chiedeva a lei di “fare come gli altri!” La Claustres ricorda di questa esperienza: “Ero stupefatta: come poteva chiedermi di fare qualcosa di diverso da quello che aveva mostrato, come se avessi commesso un errore?! (4)


www.gurdjieff.es

LA QUARTA VIA

Le dispense di Studio Mensili “LA QUARTA VIA” è l’organo di stampa ufficiale dell’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo - La Teca.

"Quando impariamo, noi ascoltiamo solo i nostri pensieri. Per questo motivo non ci è possibile accogliere nuovi pensieri, a meno di non ricorrere a nuovi metodi di ascolto e studio." Londra 13/02/1922 G.I. Gurdjieff

Ogni numero contiene numerose sezioni ricche di informazioni mai divulgate pubblicamente, esercizi pratici e materiale inedito sugli insegnamenti della Quarta Via.

Tra i vari argomenti trattati troverete: -

Il significato dell’Esercizio dello Stop L'Enneagramma e l'Albero della vita Il metodo della Quarta Via spiegato punto per punto Ciò che non è mai stato detto sul 6° Centro Inferiore e sul 3° Centro Superiore I segreti della vita di Gurdjieff Gli Hassnamusses: chi sono? Lo Studio dei Testi Sacri attraverso il metodo della Quarta Via L'Alchimia e la Quarta Via L'influenza dei Centri Superiori Studio dell'Antico Testamento alla luce del Sistema La Musica Oggettiva Da dove proviene l'Insegnamento di Gurdjieff Come lavorare se se stessi Le origini della Quarta Via Dante e la Quarta Via Il rapporto Maestro e Allievo L'aspetto spirituale della Quarta Via Il potere del pensiero cosciente Cos'è il vero Ricordo di sè L’Enneagramma svelato: ciò che non è mai stato scritto sull’Enneagramma

E molto, ma molto altro ancora…

NEL PROSSIMO NUMERO VIA li TA ensi AR udio M QU di St LA dispense Le

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Il Vangelo di Giuda

La Quarta Via e l’Esicasmo

VIAnsili RTAdio Me QUAdi Stu LA dispense Le

Momenti di Coscienza con Gurdjieff [2 parte]

...E MOLTO ALTRO


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