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LA QUARTA VIA www.gurdjieff.es

LaTeca

Istituto per lo Sviluppo Armonico

IT // Versione italiana

Novembre/2008

Prezzo

€ 6.00 iva inclusa

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Dispensa di studio #26

Studio dei Testi Sacri

La genesi del pensiero di Gurdjieff

LA MORTE DI MOSÈ

LE ORIGINI DELLA QUARTA VIA

Approfondimenti sull'Enneagramma

L'ENNEAGRAMMA PSICOLOGICO DEI DIFETTI


www.gurdjieff.es

LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

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BARCELLONA Gran Via, 204 bis, local 4 08004 - Barcellona - Spagna

Luigi Di Sante e Sonia Iacoangeli Editore

Grafica

José L. García Muedra Riproduzione

La Teca - Associazione Culturale di Barcellona Collaboratori di questo numero

A. Bertolini, M. C. Mondin, L. Serra, A. Di Giandomenico, Andrea Bertolini, Giorgio Tagliafico. Le dispense di studio "La Quarta Via" sono una pubblicazione internazionale prodotta dall'Associazione Culturale di Barcellona (Espagna). Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjieff.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati ad un costo maggiorato. Per riceverle direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G64341225 Dep. Legale B-12791-2008

LA QUARTA VIA

Referente: Fr. Giovanni M. Quinti +34 (630) 618422

Altri Gruppi di Studio sono attivi nelle seguenti città: GENOVA, VICENZA, e CATANIA . Per informazioni sulle sedi operative di ciascun Gruppo di Studio, contattare una delle Confraternite Centrali.

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: La Teca - Via Gottardo, 66 00141 ROMA. Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.


LA QUARTA VIA_menu

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Allievi contemporanei scrivono

Frammenti di discorsi di Giovanni M. Quinti Frammento di un discorso avvenuto il 10 Aprile 2003

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Editoriale

"... Comprendere significa connettere la parti con l’intero”

Anna Di Giandomenico

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pag.5

All’Ombra di Gaudì Risvegliare del Prof. Lluis Serra

pag.7 Studio

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Approfondimenti sull’Enneagramma

L’Enneagramma psicologico dei difetti

Cerchiamo di studiare da vicino il potente strumento dell’Enneagramma attraverso l’antica arte delle “corrispondenze”…

12 I Giornali scrivevano di Gurdjieff

Brook sarà il regista del film su Gurdjieff (4 parte) Un articolo del 1976 che annuncia il lavoro cinematografico, terminato due anni dopo, del noto regista P. Brook sulla vita di Gurdjieff.

Studio

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Studio dei Testi Sacri

La morte di Mosè

Mosè muore senza riuscire ad entrare nella Terra Promessa. Quale significato assume per la psicologia sacra?

pag.13

Studio

18 Le antiche radici dell’Insegnamento

Le Origini della Quarta Via (3 parte) Quali sono le origini del pensiero di Gurdjieff? Questo articolo tenta di dare una risposta a tale domanda.

pag.18

22 Le E-mail dal sito QuartaVia.org Il potere delle parole

Piccoli cioccolatini di Gurdjieff.

23 Riflessioni di Allievi Contemporanei

Si può crescere senza disciplina? (1°parte)

Utili considerazioni sulla “disciplina” partendo dal suo significato etimologico.

pag.23

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Le lettere al fondatore Le lettere dei cercatori Risposte a domande dei cercatori di oggi.

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In Pillole Ottave ascendenti e discendenti Le risposte del nostro Fondatore e la solita rubrica “La QuartaVia in pillole”

Studio

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: La Teca - Via Gottardo, 66 - 00141 ROMA. Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.


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LA QUARTA VIA_Frammenti di discorsi

Allievi contemporanei scrivono

Frammenti di discorsi di Giovanni M. Quinti

… Gli stessi Sufi Mevlevi, i dervisci rotanti, che cercano di tenere viva la tradizione di Jelàluddin Rumi, grande Maestro vissuto circa ottocento anni fa,continuano oggi a praticare una danza creata dal fondatore del loro Ordine. Ma in realtà la motivazione fondamentale di quella danza, quanti la conoscono? Rumi rimase semplicemente affascinato dal ruotare continuo delle pale di un mulino a vento perché in questo eterno, continuo girare, egli vide la caducità del tutto, il perpetuo moto della fiamma centrale. In quel momento Egli stesso si sentì parte di un grande mulino e iniziò a ruotare su sé stesso. Lo fece per ore ed ore e così facendo riuscì a penetrare l’essenza del Tutto. Fu apparentemente una azione banale, semplice, che anche i bambini sono in grado di praticare. Ma per Lui fu il risultato e il mezzo di una grande ispirazione. Una meravigliosa scoperta, il punto di contatto con quelli che Gurdjieff chiama “Centri Superiori”. Oggi, quanti ricordano la motivazione del cuore che lo spinse a ruotare su se stesso per ore? Noi abitualmente dimentichiamo. Per questo è importante avere una Guida vivente che possa trasmettere l’insegnamento. E accettare una Guida presuppone l’accettazione della disciplina che ci imporrà. E “disciplina” è acqui-

sire un comportamento che possa creare le condizioni favorevoli all’apertura del nostro fiore interiore. Il Maestro non Vi imporrà niente, in realtà. Sarete voi che, una volta fatta la vostra scelta, cercherete con il cuore quella disciplina, perché senza di essa non può esistere crescita. Sarete voi, innamorandovi, a chiedere: “Dimmi, cosa devo fare?”. Per questo che chi ha perduto la capacità di innamorarsi è inadatto alla Via. La danza, l’origami, la cura dei fiori, la musica, la poesia. Tutto può diventare un valido strumento per raggiungere il Reale perché quando dobbiamo svolgere un lavoro dobbiamo anche necessariamente sottoporci ad una certa disciplina. Ed è proprio la disciplina consapevole che produce risultati. Ma non sentitevi in colpa se non riuscirete a fare quello che vi viene chiesto dal Maestro. La sottomissione alla disciplina dovrà essere gioiosa e non pregna di inutili sensi di colpa. Dovrete imparare a perdonarvi e a tentare di nuovo, in caso di errore. Perdonatevi anche mille volte e ritentate: ogni nuovo tentativo cancellerà lo sbaglio precedente.

10 Aprile 2003


LA QUARTA VIA_Editoriale

edit

Anna Di Giandomenico Nello scorso editoriale abbiamo tentato di riflettere sull’importanza dell’acquisizione del senso di responsabilità da parte dei membri di un Gruppo e ci siamo lasciati con una domanda: “Sono consapevole che le conseguenze derivanti dalla mia condotta, determinano il funzionamento o il disfunzionamento dell’intera macchina e cioè del mio gruppo?”.

Chissà se questa domanda ha avuto delle ripercussioni concrete a livello personale o di gruppo? Sarebbe bello poter condividere qualche esperienza concreta su questo aspetto… Intanto possiamo riflettere ulteriormente su che cosa vuol dire ‘essere responsabili’ per sé e per il gruppo. In qualità di allievi di una Scuola, riceviamo delle idee da persone che hanno lavorato prima di noi, dedicando a ciò la loro energia e il loro tempo. Ora noi dobbiamo imparare a condividere la reponsabilità. Non possiamo continuare a ricevere le idee, senza condividere la reponsabilità. “Ci potete spiegare cosa intendete quando Sicché, dite che comprendere significa anche se non oggi, domani dobbiamo ‘fare’. comprendere una parte Fare cosa? Ogni allievo deve comprendere coin relazione all’intero?”. sa chiedere a se stesso. Quindi il primo passo è comprendere ciò che è utile e ciò che è necessario. Di conseguenza, “Se comprendete solo una parte, ciò occorre vedere ciò che sono in grado di fare non è comprensione. Sarebbe come se per me stesso e per il gruppo (se non ora, almeuomini ciechi cercassero di spiegare no in seguito). Se suppongo che le mie capal’elefante, uno mediante la sua coda, cità non siano utili, debbo allora cercare di trouno mediante la sua proboscide e così vare nuove capacità che siano utili. La gente si chiede spesso: come imparare a ‘fare’? Lavovia. rando, facendo tutto quanto è possibile in colleComprendere significa connettere la gamento con le tre linee di lavoro (lavoro per parti con l’intero”. me stesso, per il maestro e per la Scuola). Spesso non possiamo ‘fare’, perché non conosciamo le (P. D. Ouspensky) nostre stesse possibilità. Inoltre non abbiamo l’abitudine ad una certa disciplina che è necessaria nel lavoro. Tutto può essere appreso, ma richiede capacità di iniziativa e comprensione, e comprensione significa sforzo, lavoro. È necessario comprendere la responsabilità nel lavoro personale, perché quando un allievo comincia a comprendere qualche cosa, a formulare certi desideri in collegamento col lavoro, aumenta la propria responsabilità verso se stesso e verso il gruppo. Più uno comprende, maggiore è la propria responsabilità, perché se uno non sa nulla e non cerca di lavorare, non può commettere gravi errori. Ma quando uno comincia a lavorare, egli può commettere gravi errori contro il lavoro, intralciando il suo lavoro personale. Quindi la responsabilità comincia non appena egli inizia il lavoro, e bisogna comprendere che questa responsabilità è grandissima, perché ogni cosa conta: ogni cosa che uno dice o fa, ogni cosa che uno non dice o non fa, di ogni cosa è tenuto conto e questo è nella natura stessa delle cose. Possiamo chiederci a questo punto se esiste un modo per aumentare il nostro senso di responsabilità. Ebbene, ciò dipende dalla stima, se stimiamo qualcosa, allora abbiamo senso di responsabilità. Tornando alla responsabilità dei membri all’interno del gruppo, possiamo afffermare che un gruppo rappresenta un “tutto-unico” che cresce insieme. Recentemente qualcuno ha scritto agli altri del suo gruppo: “Ho capito che senza di voi, io non posso andare avanti”… “L’aver incontrato voi è stato fondamentale”… Un altro: “Chiedo alla Fonte di aiutarci a trasformare l’orgoglio e di aiutarci a coltivare l’amore, perché solo con l’amore possiamo capire la grande fortuna di poter lavorare nel gruppo. Solo con l’amore possiamo capire e svegliarci dalla dimenticanza”…

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LA QUARTA VIA_Approfondimenti sull’Enneagramma

Studio

L’Enneagramma psicologico dei difetti di Giovanni M. Quinti

PAURA

LUSSURIA

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5 DISTRUTTIVITÀ

INDIFFERENZA E FREDDEZZA

STUPIDITÀ E ORGOGLIO

2 AUTONEGAZIONE SEDUTTIVA

Abbiamo fatto un'introduzione ai nove principi enneagrammici attraverso il pantheon greco-latino e i miti che li riguardano. Tale introduzione è utilissima per la comprensione dell'Enneagramma e di come debba essere utilizzato. Essa fonda le prime "associazioni" fra mitologia e psichismo e ci introduce all'importantissimo meccanismo delle "corrispondenze". È grazie ad esse che possiamo comprendere le parole di Gurdjieff quando afferma che l'Enneagramma è "…un simbolo universale" (Frammenti).

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Provate a dare una vostra risposta a tali domande. Quali Enneagrammi vi piacerebbe costruire? Perché non tentate, dopo i necessari approfondimenti, a farlo?

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La mitologia e la tradizione popolare legano ad ogni pianeta una quantità vastissima di oggetti, deità, piante, colori e addirittura emozioni o metafore che se dislocate sull'Enneagramma nella posizione corrispondente generano nuovi Enneagrammi tutti diversi fra loro. Il botanico, sostituendo ciascun punto con le piante tradizionalmente consacrate a quello specifico pianeta, costruisce un nuovo "Enneagramma Vegetale". Ugualmente il chimico, relazionando i materiali che la letteratura alchemica attribuisce ad ogni corpo celeste, crea un "Enneagramma dei Metalli" e così via. A cosa servirebbe spendere del tempo in una ricerca simile? Quale vantaggi se ne ricaverebbero? (1)


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LA QUARTA VIA_Approfondimenti sull’Enneagramma

L’Enneagramma psicologico dei difetti

Studio

di Giovanni M.Quinti

Solo un esempio pratico può chiarire tali questioni. Per questo scegliamo di seguire la strada a noi più consona e di costruire insieme un "Enneagramma dei difetti umani". Per realizzarlo seguiremo la solita pista: cercheremo di condensare il carattere di ciascun mito relazionato al pianeta e lo inseriremo nella corrispondente stazione.

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Una volta dislocati sull'Enneagramma, cercheremo di indagarne le relazioni che il simbolo ci propone attraverso le linee interiori. Sono, infatti, tali inesplorati rapporti che segnano il passo di scoperte ulteriori e gettano le basi di nuove sperimentazioni e ipotesi. Tale lavoro diventa ispirazione per l'educatore, il ricercatore o lo psicologo. Così capiremo le parole di Gurdjieff:

E’ giustificata secondo te questa ricerca? Esistono, dal tuo punto di vista, relazioni fra i miti e le passioni, i sentimenti e le emozioni umane?

"Ogni tutto integrale, ogni cosmo, ogni organismo, ogni pianta è un enneagramma… In senso generale, bisogna comprendere che l'enneagramma è un simbolo universale. Ogni scienza ha un posto nell'enneagramma e può essere interpretata per mezzo dell'enneagramma.". (Frammenti).

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Questo parallelismo fra miti ed emozioni, fra simboli e subconscio, non è nuovo. Lo stesso S. Freud se ne servì per spiegare alcuni meccanismi della vita psicologica inconscia. Alcuni di essi sono talmente conosciuti, come il complesso di Edipo o quello di Elettra, da essere penetrati nel linguaggio comune. Il suo allievo Carl Gustav Jung arrivò persino ad affermare l'esistenza di un inconscio collettivo di cui i miti greci rappresentano le "emozioni comuni del genere umano". Un antropologo ungherese, Geza Roheim, interpretò i miti attraverso le teorie freudiane e nella seconda metà del secolo XX il nordamericano Joseph Campbell tentò di formulare una teoria sull'origine, lo sviluppo e l'unità di tutte le culture da una prospettiva psicologica. Noi non abbiamo l'ardire di giungere a tanto, bensì ci fermeremo a "disporre sull'Enneagramma" i difetti umani fondamentali secondo l'antico metodo delle corrispondenze. (2)

Punto 1: La Luna

L'Indifferenza e la Freddezza La Luna, da sempre, esprime il principio femminile materno, la Grande Madre, e come tale è adorata da molte civiltà. Tale mito, però, se da una parte racchiude in sé il ruolo di una Magna Mater protettiva, dall'altra esprime quello di una matrigna indifferente, disinteressata ai fatti umani. Mircea Eliade, filosofo e storico delle religioni, così parla della luna: "Astro che cresce, decresce e scompare, dove la vita è sottomessa alla legge universale del divenire, della nascita e della morte… questo eterno ritorno alle sue forme iniziali, questa periodicità senza fine definiscono la Luna l'astro dei ritmi vitali. Essa controlla tutti i piani cosmici retti dalla legge del divenire ciclico: acqua, pioggia, vegetazione, fertilità."

Tale Astro dei Ritmi Vitali può essere relazionato ad una serie di "difetti umani" che evinciamo dai miti che lo riguardano. Innanzi tutto, l'indifferenza. La luna, infatti, è collegata al mito della Ishtar babilonese che toglie la vita al suo amato figlio Tammuz, con una freddezza e crudeltà inaudite, per il


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LA QUARTA VIA_ Studio ed approfondimento dei Testi Sacri

Studio

La morte di Mosè di Giovanni M.Quinti

Non c'è stato, per il popolo ebraico, un profeta più importante di Mosè. Non solo li ha liberati dalla schiavitù d'Egitto, ma gli ha fatto conoscere "la Legge". Quella che gli ha permesso di raggiungere un alto grado di maturazione e la libertà di poter scegliere ciò che "conduce al bene". L'individuo giunto alla "stazione di Mosè" ha fatto un passo in avanti: pur vivendo in uno stato di frammentazione (molti Io), conosce la strada da percorre. La Legge, infatti, gli permette di conoscere ciò che gli è utile, e lo allena nella volontà. "L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione della sua volontà, e la volontà non può evolversi involontariamente. L'evoluzione dell'uomo è l'evoluzione del suo potere di fare, e 'fare' non può essere il risultato di ciò che 'accade'". (Frammenti).

Una volta che un allievo sa cosa fare non sempre, però, ha la forza per farlo. Ben dice Ouspensky:

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"Arriviamo alla conclusione che dobbiamo 'ricordarci di noi'. Ma non possiamo farlo se non abbiamo in noi l'energia indispensabile al 'ricordo di sé'. Non possiamo studiare, comprendere o sentire qualcosa se non abbiamo l'energia richiesta per questa comprensione, questo sentimento o questo studio". (Frammenti).

Come superare questa impasse? La legge stessa ci viene in soccorso. Perdersi in emozioni negative, in amarezze, contese o diatribe elimina le nostre forze. La Legge indica di non lasciarci andare a certe "libertà". "In seguito, tuttavia, il problema diviene più difficile. Un uomo che, fino ad un certo punto, ha equilibrato la sua macchina e che ha provato a se stesso che essa produce molta più energia di quanto egli si aspettasse, arriva tuttavia alla conclusione che essa non è sufficiente e che deve accrescerne la produzione se vuole continuare il suo lavoro.". (Frammenti)


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LA QUARTA VIA_Studio ed approfondimento dei Testi Sacri

Studio

La morte di Mosè ?

di Giovanni M.Quinti

Ad un certo punto del cammino non è necessario solo "risparmiare energie", ma anche costruirne delle nuove; bisogna diventare una fucina energetica che entra in azione al momento giusto. (1) Recentemente mi ha telefonato un uomo che da anni tenta di stare sulla Via:

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Senza tale “ricarica energetica” non è possibile superare gli ostacoli che si incontrano lungo la Via. Puoi descrivere una tua esperienza in merito? Come sei riuscito a superare un grosso ostacolo?

"Non ce la faccio più. Anche se so quali sono le cose che mi fanno male, non sono capace di non farle. Vedo tutta la mia prigionia ed impotenza e questa visione mi distrugge. Fino a poco tempo fa riuscivo a sforzarmi, sono cresciuto e ho capito tante cose, ma ora non so come andare avanti. Inoltre ho scoperto di avere una terribile paura della morte. La vedo dappertutto: nel viso di mia madre, di cui temo la morte più di ogni altra cosa, vedendo un carro funebre passare per strada, alla notizia della morte di un lontano conoscente. Tutta l'esistenza sta urlandomi la sua brevità e i suoi messaggi mi giungono da ogni dove! Ed io non ce la faccio ad accoglierli. Ti descrivo un'immagine cheben esprime come mi sento: sono nudo al centro di una piazza, sta piovendo e dei fulmini scendono ripetutamente intorno a me. Io sono lì, coprendomi la testa con le mani, in attesa del colpo finale!".

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Potremmo definire come "fase al nero" il periodo che tale amico ha recentemente vissuto. (2)

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Cosa ti fanno venire in mente le parole “fase al nero”? Quanto sono importanti tali fasi nella crescita personale?

È il lato negativo della Legge, il nemico da superare che sorge dalla constatazione di non avere le forze per osservarne i precetti. Ouspensky, non avendo mai abbracciato totalmente il Sistema di Gurdjieff, non ha la risposta all'interrogativo che lui stesso si pone ed inizia una lunghissima dissertazione incomprensibile che tocca gli argomenti più astrusi: "L'organismo umano è paragonabile ad una fabbrica…La fabbrica riceve dal mondo esteriore, come materia prima, una quantità di 'idrogeni' grezzi, e il suo lavoro consiste nel trasformarli in 'idrogeni' più fini, mediante tutta una serie di processi alchimistici complicati… Impara a separare il 'sottile' dallo 'spesso' - questo principio della 'Tavola Smeraldina' di Ermete Trismegisto…" (Frammenti da pag. 199 a pag. 215)

Queste idee poco coese e poco pratiche nascono dall'ignoranza di Ouspensky circa l'attuazione psicologica della TERZA FORZA nella lotta fra il "Sì" ed il "No", fra il lupo e l'agnello, fra quella parte di noi che brama svegliarsi e quella che vuole dormire.

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Cosa rappresenta Dio per te?

Mosè e Gesù, invece, propongono soluzioni, anche se poi sono queste che faranno la differenza fra i loro due "sistemi". Qual è la Terza Forza fra il Sì ed il No? Tutta la psicologia sacra occidentale ce la indica: DIO. Eppure cosa rappresenta Dio nella Quarta Via? È quell'Assoluto che, Gurdjieff, afferma essere "lontano da noi"? Queste domande sono fondamentali e sono le stesse che Ouspensky ha sempre voluto evitare (anche perché non aveva le risposte). (3)


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LA QUARTA VIA_Le antiche radici del pensiero gurdjieffiano

Studio

Le ORIGINI della QUARTA VIA III PARTE

Le antiche radici del pensiero gurdjieffiano

di Andrea Bertolini

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LA QUARTA VIA_Studi e approfondimenti sull’Enneagramma

Nº_17

ORIGINI QUARTA VIA LE

DELLA

II PARTE "Una delle idee più strane" mi confidò un caro amico professore universitario "degli insegnamenti di Gurdjieff è quello sulla luna! Egli dice che la luna mangia le nostre anime e che noi siamo il suo principale nutrimento!" Interpretate alla lettera, in effetti, le parole di Gurdjieff sull'influenza lunare potrebbe sembrare avere a che fare con una superstizione popolare. Questo suo insegnamento può essere compreso soltanto alla luce dell'Enneagramma. "La luna riceve dalla terra l'energia necessaria alla sua crescita, cioè al suo sviluppo e alla formazione di nuovi germogli; questa energia é creata sulla terra dall'azione congiunta del sole, di tutti gli altri pianeti del sistema solare e dalla terra stessa ed è raccolta e conservata in un gigantesco accumulatore situato sulla sua superficie. Questo accumulatore é la vita organica sulla terra. La vita organica alimenta la luna. Tutto ciò che vive sulla superficie della terra, uomini, animali, piante serve di nutrimento alla luna . La luna è un gigantesco essere vivente che si nutre di tutto ciò che respira, di tutto ciò che germoglia sulla terra." (Frammenti di un insegnamento sconosciuto pag. 97)

(1)

Se diamo uno sguardo all'antico mondo dei miti, possiamo forse intendere da dove Gurdjieff si sia ispirato. Nel racconto greco di Selene ed Endimione, ad esempio, troviamo un mito lunare che ha molte affinità con l'idea di una luna "ladra". Selene, bellissima dea rappresentante la luna, si innamorò di Endimione (figlio di Zeus e di Calice, che era figlia di Eolo, dio del vento) ed anch'egli contraccambiò il suo amore, essendo Selene bellissima ed affascinante. La dea vide Endimione la prima volta in una grotta e fu subito amore. Dopo aver gustato il piacere di stare distesa al suo fianco, Selene escogitò un modo per averlo definitivamente. Baciandolo sulla bocca lo fece cadere in un sonno profondissimo ed eterno. In questo modo poté ammirarlo, baciarlo e congiungersi con lui liberamente. Essendo Endimione un mortale, ella temette di perderlo troppo presto. Fu quindi proprio la paura della morte a costringere Selene al "furto della coscienza" di Endimione. In questa bellissima quanto tragica storia d'amore fra un mortale ed una dea viene sintetizzato il senso del simbolismo psicologico che questo pianeta assume nell'Enneagramma.

Riassunto numero precedente:

Nel numero precedente abbiamo parlato dell'esoterismo ebraico e il cristianesimo delle origini che sono strettamente collegati. Il primo fa riferimento ad una tradizione trasmessa oralmente che in seguito, a partire dal V secolo D.C., venne anche formalizzata in opere scritte tra le quali il Talmud. Nel Talmud troviamo due correnti di dottrina esoterica: La Via od Opera del Carro, basata sulla lettura ed interpretazione del I capitolo del Profeta Ezechiele e l'Opera della Creazione, basata sui primi capitoli della Genesi. Entrambe queste correnti diedero vita, a partire dal XII secolo, alla Qabballah. Un'altra corrente importantissima dell'ebraismo era quella degli Esseni. Il cristianesimo delle origini è considerato da molti studiosi proprio una diretta derivazione dell'essenismo in quanto vi sono molte analogie tra le pratiche e le credenze di questo gruppo e quelle dei primi cristiani. Anche in alcuni brani del Vangelo si fa riferimento ad un insegnamento trasmesso solo oralmente (vedi Marco 4:10-12; Marco 4:33-34). Nonostante con l'ufficializzazione del cristianesimo non venissero ammesse altre correnti di pensiero che quelle della Chiesa istituzionalizzata un esoterismo cristiano continuò a rifiorire in vari ordini monastici medievali e figure autorevoli della Chiesa stessa fecero parte di correnti iniziatiche quali la Rosacroce, l'Ermetismo e l'Alchimia. Gurdjieff, di madre armena e padre ortodosso, ebbe modo di conoscere profondamente queste tradizioni.


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LA QUARTA VIA_Le antiche radici del pensiero gurdjieffiano

Studio

Le ORIGINI della QUARTA VIA

III parte

di Andrea Bertolini

Il Sufismo ?

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Che cos’è il sufismo? Possiamo tentare di descriverlo nelle sue forme generali?

Passiamo ora a considerare il Sufismo, generalmente conosciuto come l’esoterismo dell’Islam. A partire dal VII sec. d.C., in seguito all’espansione musulmana, fiorirono numerose scuole sufi in tutti i territori che venivano via via islamizzati. (1) Nell’area che comprende l’Arabia, la Mesopotamia, la Siria, l’Africa del Nord e la Spagna, come effetto del contatto con il misticismo cristiano, le scuole Sufi (Sufi del Sud) posero l’accento sul concetto di Dio come Amore e sull’unione in amore con Dio come scopo supremo del sentiero spirituale. Nelle scuole Sufi che sorsero in Persia, nel Caucaso, nel Turkestan, in Afghanistan (Sufi del Nord), confluirono invece elementi dello sciamanesimo dell’Asia Centrale, del Buddismo, dello Zoroastrismo e più tardi anche della cultura Indiana. Bennett nei suoi libri (L’enigma Gurdjieff, I Maestri di saggezza) parla di una tradizione di maestri di saggezza anteriore all’Islam che per ragioni di opportunità si è adattata alla religione dominante. Storicamente il Sufismo si affianca alla prassi e alla religione islamica senza contraddirle: fra l’ VIII e IX sec. esso ebbe soprattutto carattere etico-ascetico all’interno della religione ufficiale, mentre fra il XII e il XIII sec. nacquero le grandi confraternite note come Tariqa (Via). Ognuna di esse è guidata da un maestro vivente (Sheik) ultimo anello di una catena (silsila) che risale fino alle origini. Nonostante le differenze fra le scuole a seconda dei diversi paesi, dal Marocco alla Cina in cui si sono sviluppate, il punto centrale dell’insegnamento è sempre il Ricordo di Dio (Zikr). Esso viene praticato ripetendo il nome di Dio sia individualmente che durante gli esercizi comunitari che possono variare a seconda della Tariqa. (2) Molto note anche in Occidente sono ad esempio le danze dei dervisci Mevlevi, scuola sufica fondata a Konya in Turchia dal grande maestro Rumi. I Sufi portano avanti la propria ricerca spirituale cercando una perfetta armonia tra vita interiore ed esteriore secondo la massima “Essere nel mondo senza essere del mondo”.

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Perché il Ricordo di Dio è tanto importante per i Sufi?

Fra le grandi figure del sufismo vanno ricordati Rumi che oltre ad essere un Maestro sufi fu anche un grande poeta mistico di lingua persiana; Attar autore del celebre “Verbo degli Uccelli”; Sanai il cui “Giardino cintato della Verità” è considerato un tesoro inestimabile per tutti i ricercatori; Omar Khayyam autore del “Rubaiyyat”, altro importante poema simbolico


www.gurdjieff.es

LA QUARTA VIA

“LA QUARTA VIA” è l’organo di stampa ufficiale dell’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo - La Teca.

Le dispense di Studio Mensili "Quando impariamo, noi ascoltiamo solo i nostri pensieri. Per questo motivo non ci è possibile accogliere nuovi pensieri, a meno di non ricorrere a nuovi metodi di ascolto e studio." Londra 13/02/1922 G.I. Gurdjieff

Ogni numero contiene numerose sezioni ricche di informazioni mai divulgate pubblicamente, esercizi pratici e materiale inedito sugli insegnamenti della Quarta Via.

Tra i vari argomenti trattati troverete: -

Il significato dell’Esercizio dello Stop L'Enneagramma e l'Albero della vita Il metodo della Quarta Via spiegato punto per punto Ciò che non è mai stato detto sul 6° Centro Inferiore e sul 3° Centro Superiore I segreti della vita di Gurdjieff Gli Hassnamusses: chi sono? Lo Studio dei Testi Sacri attraverso il metodo della Quarta Via L'Alchimia e la Quarta Via L'influenza dei Centri Superiori Studio dell'Antico Testamento alla luce del Sistema La Musica Oggettiva Da dove proviene l'Insegnamento di Gurdjieff Come lavorare se se stessi Le origini della Quarta Via Dante e la Quarta Via Il rapporto Maestro e Allievo L'aspetto spirituale della Quarta Via Il potere del pensiero cosciente Cos'è il vero Ricordo di sè L’Enneagramma svelato: ciò che non è mai stato scritto sull’Enneagramma

E molto, ma molto altro ancora…

NEL PROSSIMO NUMERO VIA li TA ensi AR udio M QU di St LA dispense Le

VIAnsili RTAdio Me QUAdi Stu LA dispense Le

La Legge del Sette o Legge delle Ottave

Davide e Goliath

VIAnsili RTAdio Me QUAdi Stu LA dispense Le

Le Origini della Quarta Via 4 parte ...E MOLTO ALTRO

026 enneagramma psicologico dei difetti quarta via  
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