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LA QUARTA VIA www.gurdjieff.es

IT // Versione italiana

Dispensa di studio #20

LaTeca

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Le origini della Quarta Via

Frammenti di un Cristianesimo dimenticato Parte 3

La Quarta Via in pratica

Le Tre Linee di Lavoro Parte 3

Decifrando Codici Biblici La prima maschera

LA QUARTA VIA NELL'ARTE

Fotografie: Tore Massala

Ottobre/2008

Prezzo

â‚Ź 6.00 iva inclusa

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Il Teatro ed il Lavoro su di sĂŠ


www.gurdjieff.es

LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

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LaTeca Istituto per lo Sviluppo Armonico

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Luigi Di Sante e Sonia Iacoangeli Editore

Grafica

José L. García Muedra Riproduzione

La Teca - Associazione Culturale di Barcellona Collaboratori di questo numero

Giorgio C.Tagliafico, Lluis Serra, Anna Di Giandomenico, Giovanni M. Quinti, Eva M. Franchi, Rocco Fontana, Rossella Arena. Le dispense di studio "La Quarta Via" sono una pubblicazione internazionale prodotta dall'Associazione Culturale di Barcellona (Espagna). Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjieff.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati ad un costo maggiorato. Per riceverle direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G64341225 Dep. Legale B-12791-2008

LA QUARTA VIA

Referente: Fr. Giovanni M. Quinti +34 (630) 618422

Altri Gruppi di Studio sono attivi nelle seguenti città: GENOVA, VICENZA, e CATANIA . Per informazioni sulle sedi operative di ciascun Gruppo di Studio, contattare una delle Confraternite Centrali.

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: La Teca - Via Gottardo, 66 00141 ROMA. Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.


LA QUARTA VIA_Indice

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Indice 3

Sezione poetica Solo quando sono tranquilla e non parlo di Jane Hirschfield

... gli oggetti della mia vita si avvicinano

4 pag. 5

5

Editoriale_Anna Di Giandomenico "Fate attenzione a non essere divorati dalla vostra agitazione..." A ll'ombra di Gaudì La metafora del compasso

Dal nostro corrispondente di Barcellona alcune considerazioni sui tre centri che governano l'uomo: corpo, mente, emozioni. Studio

La Quarta Via nell'Arte Il Teatro ed il lavoro su di sé

Il teatro è anche uno strumento per rappresentare le vite degli altri. Ma perché l'uomo è sempre stato attratto dalle vite altrui?

pag.7 Studio

11 La Quarta Via in pratica

Le Tre Linee di Lavoro (terza parte)

Si conclude lo studio sulle tre linee di lavoro. In questo numero parliamo della terza, il punto di arrivo e di partenza di tutti i cercatori.

N N O O V V IITT À À !!

pag.17

7

16 I Giornali scrivevano di Gurdjieff

Libri: Miss Mansfield (prima parte)

La recensione di due biografie sulla Mansfield uscite contemporaneamente negli Stati Uniti nel 1980.

17 DECIFRANDO CODICI BIBLICI NOVITÀ! La prima maschera

La nuova rubrica condotta dal professor Luiss Serra Llansana, docente in teologia, filosofia e psicologia, ci guida al significato nascosto di alcuni brani delle Sacre Scritture.

Studio

18 Le origini della Quarta Via Gesù nella Quarta Via

pag.18

Frammenti di un Cristianesimo dimenticato 3

23

Consigli Letterari Oscar e la dama in rosa di Eric Emmanuel Schmitt / a cura di Rocco Fontana L'iniziazione al gioco della vita di un fanciullo prossimo alla morte.

24

Lettere alla redazione La corrispondenza con i cercatori

pag.23

Interessanti risposte ai quesiti dei nostri lettori, la condivisione come aiuto allo sviluppo personale.

pag.23

25 Riflessioni di cercatori contemporanei Quarta ubiquita' - Canto 13

L'autrice ci guida alla sconcertante scoperta di una nuova immagine di se stessa.

26 Le e-mail di QuartaVia.org Gli allievi

Sulla difficoltà nel riuscire ad impegnarsi nei compiti assegnati.


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LA QUARTA VIA_Solo quando sono tranquilla e non parlo

Sezione Poetica

Solo quando sono tranquilla e non parlo di Jane Hirschfield

Solo quando sono tranquilla per molto tempo e non parlo gli oggetti della mia vita si avvicinano Timide, le forbici i cucchiai, ed il tazzone azzurro anche gli asciugamani esitano consapevoli dei segreti intimi che contengono e profumati di candeggina fresca Come è ferma la loro considerazione mentre ponderano, sognando e risvegliando, l'incanto del mio girovagare e dei miei compiti giornalieri. Ubriachi nel miele dei sentimenti, nel miele del proposito, sembra che stiano pensando, un giudizio tranquillo che luccica tra i pomelli della porta di vetro Tuttavia il loro non è il falso riserbo di una cattiva volontà a malapena celata, né quello di un'aperta timidezza: di massi bersagliati No, non si tratta di questo. Perché sento i sospiri di felicità che emana ogni oggetto se colgo anche solo per un attimo l'attimo presente Come se credessero possibile che possa unirmi al circolo della semplice, appassionata evidenza, i loro rituali nascosti di fortuna e solitudine, la loro apertura gioiosa quando dentro di noi compare il pronome Io


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LA QUARTA VIA_Editoriale

Editoriale

Anna AnnaDi DiGiandomenico Giandomenico La visione di un film molto interessante Lo scafandro e la farfalla, vincitore del premio come Miglior Regia al Festival di Cannes 2007 e, ispirato ad una vicenda realmente accaduta, mi ha dato modo di riflettere su come gli eventi esterni, finanche i più dolorosi e paradossali, facciano emergere l'essenza di un uomo. Il protagonista, giornalista e capo redattore di una rivista francese, si ritrova a 42 anni completamente paralizzato in seguito ad un ictus, con la possibilità di comunicare col mondo esterno solo attraverso il battito delle ciglia del suo occhio sinistro. Questa condizione, apparentemente infausta, dà modo al protagonista di riflettere sulla sua vita passata, vista come "un susseguirsi di esperienze piuttosto fallimentari", per l'incapacità di amare veramente. L'uomo riflette sulle azioni che non ha svolto per incapacità; su quelle che non potrà più compiere a causa della paralisi pressoché totale. Non potrà più accarezzare i suoi figli o telefonare ad un amico che ha vissuto un'esperienza traumatica e al quale aveva dimenticato di esprimere la sua vicinanza… Eppure quest'uomo impara ad attuare lo sforzo di offrirsi così com'è. Egli apprende la grande lezione che ciò che non si dà è perso per sempre e sul valore del presente in cui la vita - al di là di tutto, sacra - vale la pena di essere vissuta pienamente. La nuova condizione viene accolta al punto da fargli esclamare: "Non mi compiangerò mai più!".

Consapevole e lucido, ma immobile e incapace di parlare, il giornalista riesce a dettare lettera per lettera, con uno stratagemma, la storia custodita nel suo corpo. Il battito delle ciglia che ricorda il battito delle ali di una farfalla si traduce in lettere e in parole. Lo "Per questo, se ci domandiamo in che cosa consista la scafandro del corpo non impedisce alla farvita, non possiamo dire che sia semplicemente una falla, rappresentazione dell'anima, di uscire e somma di eventi, ma che consista di molti gradi di stati. di comunicare. Quello che segue è uno dei Supponiamo che un uomo, il cui principale piacere è di suoi messaggi più significativi rivolto alle persone abili: essere pessimista e melanconico, ci dica che la vita è un

brutto affare, e che non merita di essere vissuta. Si suppone per caso che ciò scaturisca da un insieme di eventi appropriati o agli stati interiori dell'uomo? … Gli eventi esterni sono di qualsiasi tipo. La vita esterna non è un morbido foglio di carta su cui si striscia come formiche. È piena di monti e di valli, di buon tempo e di cattivo tempo. Questa è la natura della vita ma, come regola generale tutti gli avvenimenti che riteniamo eccezionali, oppure sfortunati, sono le malattie, la guerra, ecc. La vita è un insieme di avvenimenti diversi che accadono in maggiore o minore scala, vanno verso l'uomo e ogni avvenimento ha una sua natura speciale. Gli stati interiori sono essi stessi di classi distinte. … Gli eventi sono influenze che cambiano continuamente nelle loro variabili combinazioni; alcuni sono migliori di altri, ma in questo livello inferiore dell'universo in cui tutti viviamo devono essere accettati coscientemente, sebbene alcuni di essi siano molto brutti (e pericolosi) ed è necessario non identificarsi con essi in alcun modo". (M. Nicoll)

"Fate attenzione a non essere divorati dalla vostra agitazione. Anche l'immobilità è fonte di gioia." (Jean-Dominique Bauby) Come dire: "Qualunque condizione, se accettata, può diventare fonte di esperienze di crescita del proprio essere.". E noi, che non viviamo esperienze al limite come quella citata, non vogliamo lavorare maggiormente sugli stati emozionali negativi, che si traducono per lo più in una tendenza a piangerci addosso? Come asserisce Nicoll "... la vita non è un morbido foglio di carta, ma è piena di monti e di valli, di buon tempo e di cattivo tempo". Questa è la natura della vita, che dispensa situazioni apparentemente ingiuste (ad esempio un lutto; una condanna penale per un reato non commesso) o avvenimenti ritenuti sfortunati (come una malattia inguaribile, la perdita di un lavoro, il rifiuto manifestato dalla persona che ami; ecc…). La vita è un insieme di avvenimenti diversi che vanno verso l'uomo e ogni avvenimento riveste per esso un significato profondo che va cercato e scoperto.


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LA QUARTA VIA_LA QUARTA VIA NELL'ARTE

Studio

ILILTEATRO TEATROEEILILLAVORO LAVOROSU SUDI DISÉ SÉ

di Giorgio C.Tagliafico

Prima parte Recentemente ha fatto notizia la morte dell'attore Ulrich Mühe che ha interpretato il ruolo della "spia buona" nel film Le vite degli altri. A volte è un titolo azzeccato a determinare il successo di un'opera che altrimenti sarebbe stata solamente elitaria. Quindi mi chiedo:

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perché interessano così tanto "le vite degli altri"? È solo curiosità? (1) Certamente c'entra anche la curiosità, ma anche un bisogno profondo di identificarsi, di ri-conoscersi, di sentire che non siamo soli; un bisogno di condividere. A questo proposito ricordo come un' anziana signora mia amica, una contadina che mai era uscita dalla valle in cui era nata, una donna molto essenziale ed aperta, non perdeva una puntata del serial televisivo Beautiful. Quello era il suo contatto con un altro mondo esterno, il suo studio di un'umanità un po' diversa da quella che conosceva, ma non si impediva, spento il video, di tornare alla sua quotidianità senza rimpianti.

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Perché le telenovelas, o comunque le opere di qualunque livello che parlano delle vite altrui, sono tanto spesso apprezzate dalla grande maggioranza delle persone?

Ecco quindi che il cinema, il teatro, le arti audio-visive in genere sono, o possono essere, uno strumento di conoscenza di sé attraverso l'altro; questo vale per il pubblico fruitore come, sia pure con modalità diversa, per l'attore che vi interpreta un ruolo "definito". Per chi ha potuto approfondire praticamente il pensiero di Gurdjieff e la sua visione dell'Uomo, sperimentando il "suo" metodo vivificato così come avviene nella nostra Confraternita, l'accostamento Arte Teatrale e Lavoro su di Sé potrebbe apparire ovvio, ma non per tutti è così. (2) In questo breve articolo cercherò di entrare in tale rapporto confrontando gli aspetti comuni più interessanti.

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Come è ormai assodato, Gurdjieff affermava che l'uomo "ordinario" (cioè la maggioranza di noi tutti) recita suo malgrado una "parte", costringendosi inconsapevolmente in una gabbia, non sempre dorata, che non è vera vita. Ciò accade a causa della "meccanicità" intrinseca nella natura che, mantenendo l'uomo in uno stato ipnotico di sonno coscienziale, gli impedisce di realizzarsi pienamente. Allo scopo di aiutare l'uomo a svegliarsi, in determinati periodi storici, fin dai tempi più antichi, nascono e proliferano le Scuole reali, che possono assumere svariate forme esteriori, a seconda di fattori quali: il tempo, il luogo, le persone e il maestro preposto a trasmettere l'Insegnamento. Quindi il lavoro di Scuola tenderà in prima istanza a farci conoscere la nostra parte meccanica, attraverso l'osservazione di noi stessi e di come diverse istanze interiori influenzano e determinano il nostro comportamento reattivo.

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Per quale motivo l'autore definisce "vivificato" il metodo di Gurdjieff applicato nella nostra confraternita?

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Ma come compiere questa osservazione in modo costante e fruttifero?


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LA QUARTA VIA_LA QUARTA VIA NELL'ARTE

Studio

IL TEATRO E IL LAVORO SU DI SÉ

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Quanto è importante conoscere se stessi? Perché una cosa apparentemente così semplice può rivelarsi invece un'impresa assai ardua se non impossibile?

Occorre un certo sforzo di volontà, qualità di cui l'uomo è ordinariamente carente anche se non è sempre in grado di riconoscerlo. Questa volontà può essere sviluppata col lavoro di Scuola imparando a sottomettersi ad una Volontà più grande, rappresentata, per un certo periodo, da una Guida cosciente che abbia già compiuto il medesimo percorso. Si tratta di un vero e proprio processo alchemico che ci porta sempre ad affrontare una fase in cui si ha la sensazione di trovarsi in un circolo vizioso, in una strada senza uscita. Ciò rispecchia effettivamente la cruda realtà della situazione umana: l'uomo non può uscire dalle trappole della sua personalità da solo, senza un aiuto che "trascenda se stesso". Tale "aiuto" corrisponde a ciò che Gurdjieff definiva la "Terza Forza", l'ingrediente "segreto" dell'alchimista che ci permette di rinnovare la nostra intenzione senza ricadere inesorabilmente nei soliti meccanismi. Come e quando tale Terza Forza possa manifestarsi, non può essere spiegato in questa sede, ma può essere compreso se vissuto in prima persona. (3) Possiamo provare a definire il Lavoro su di sé in cinque tappe fondamentali:

1

Intenzione (i motivi che ci

spingono al Lavoro possono essere inizialmente poco chiari, o addirittura fraintesi, ma presto sarà necessario darsi un chiarimento)

4

Visione della propria meccanicità e identificazione

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(Considerazione Interiore - da abbandonare) 4_

Perché la considerazione interiore è da abbandonare e la considerazione esteriore è da acquisire?

2

Volontà

(che dobbiamo imparare a sviluppare anche tramite la disciplina)

5

3

Attenzione

(osservazione di sé, del nostro mondo interiore e di quello che ci circonda)

Acquisizione di nuove capacità (Considerazione Esteriore - da acquisire)

(4)

La visione dei meccanismi profondi che alimentano le passioni, la conoscenza degli effetti che esse determinano sul nostro stato emotivo interiore ed esteriorizzato, sul nostro modo abituale di atteggiarci, sulla nostra capacità di interloquire e comunicare, è qualcosa di vitale importanza per poter iniziare un corretto lavoro di pulizia e trasformazione. Tutto questo può essere parte integrante del lavoro dell'attore, a patto che esso sia diretto coscientemente a tale scopo. Infatti, tornando a citare Gurdjieff, l'Uomo completo, cosciente, è anche un grande Attore. E' cioè colui che ha acquisito la capacità di saper entrare ed uscire a piacere dalle maschere della personalità, conservando comunque il ricordo di chi egli è veramente. In altre parole, è colui che ha acquisito un certo livello di Ricordo di Sé. Nella tradizione Sufi si dice che l'uomo astuto è colui che si mette spontaneamente in difficoltà, moltiplicando le occasioni della vita e accelerando così il processo esperienziale che lo porterà alla conoscenza di se stesso. Credo che lo strumento teatrale possa in qualche misura contribuire a questo scopo, aumentando le occasioni di confronto con la vita e con il mondo, in uno stato di attenzione che ordinariamente sarebbe difficilissimo conservare.


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LA QUARTA VIA_La Quarta Via in pratica

Studio

LE LETRE TRELINEE LINEEDI DILAVORO LAVOROterza parte di Giovanni M. Quinti

Nei due articoli precedenti abbiamo parlato delle prime due linee di Lavoro. La prima si dirama a sua volta in due parti: lavoro sul sapere (teoria) e lavoro sull'essere (pratica) e si può sviluppare anche senza fare parte di un gruppo all'interno di una Scuola. La seconda si sviluppa solo all'interno di un gruppo di lavoro appositamente costituito in una Scuola di Quarta Via e permette di ampliare i punti teorici e pratici della prima linea, in quanto vengono create le condizione adatte per mettere in luce tutte le componenti della nostra personalità. Inoltre, in un gruppo di lavoro appositamente costituito possiamo "correre il rischio" di metterci a nudo, cosa che non sempre ci è possibile fare in altri contesti della società in cui siamo maggiormente condizionati da interessi di carriera lavorativa, economici, affettivi ecc. L'obiettivo finale del Lavoro sulla seconda linea è quello dell' apprendimento di una scienza delle espressioni esterne ovvero la capacità di interagire con gli altri tenendo conto del loro effettivo grado di comprensione e di adattare le nostre modalità di comunicazione all'esigenza dell'altro.

Riassunto della Seconda Parte

e

a

k

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1

TEORIA

- Studiare, frequentare le lezioni, leggere i libri, ecc.

LAVORO SOPRA L'ESSERE

PRATICA

-

2

LAVORO CON ALTRE PERSONE ALL'INTERNO DI UN GRUPPO COSTITUITO

- Contesto per vedere la propria meccanicità, emozioni negative, reattività, ecc. - Pratica dell'osservazione dell'altro e dell' auto osservazione - Contesto per acquisire la libertà di amare - Contesto per imparare a comunicare relazionandosi a livello di essere - Scienza delle espressioni esterne

3

LAVORO PER LA SCUOLA

- La linea più complessa da comprendere è spiegata in forma criptica nel brano del Vangelo di Giovanni 21: 15-19

Vz b ñepr e B v jh yl so

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LAVORO SOPRA IL SAPERE

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Lotta contro la menzogna Lotta contro le emozioni negative Lotta contro l'antipatia meccanica Lotta contro la chiacchiera meccanica Fare qualcosa che non sia per se stessi Rimanere (accettazione del dolore)


LA QUARTA VIA_La Quarta Via in pratica

Studio

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LE TRE LINEE DI LAVORO terza parte Terza ed ultima parte

? 1_

Cosa significa mirare allo stesso obiettivo del Maestro secondo te?

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Leggi per tre volte questo brano del Vangelo. Rimani in silenzio alcuni istanti. Evita di cadere in elucubrazioni meramente intellettuali. Prova quindi a commentare questo brano cercando di percepire il messaggio profondo che è in esso celato.

1 Vedi articolo "Le tre linee di lavoro (parte II)" pubblicato nel numero di gennaio 22 gennaio 2008

Il lavoro per la scuola è quello che mira al medesimo obiettivo del Maestro (1). Nelle prime due linee di lavoro agiamo per noi stessi ed utilizziamo gli altri, soprattutto il gruppo, al fine di auto conoscerci e di scoprire il potenziamento delle nostre qualità. Non è così nella terza linea che rappresenta la fase più elevata cui può aspirare l'allievo. A questo livello non c'è differenza tra maestro ed allievo, poiché quest'ultimo, come il primo, deve sforzarsi di diventare strumento di una forza che trascenda la sua propria individualità, così da porsi al servizio di qualcosa di più 1 elevato. Un vero Maestro non è un uomo "libero" nell'accezione comunemente attribuita a questo termine, bensì un uomo capace di ascoltare la Voce del suo Sé superiore e di mettersi al servizio di essa. Nel Vangelo di Giovanni tale concetto è chiaramente espresso nel brano che segue: Quand'ebbero fatto colazione Gesù disse a Simon Pietro:"Simon di Giovanni, m'ami tu più di questi?" Ed gli rispose: "Sì, Signore, tu sai che io t'amo". Gesù gli disse:"Pasci i miei agnelli". Gli disse di nuovo una seconda volta: "Simon di Giovanni, m'ami tu?" Ed gli rispose: "Sì, Signore; tu sai che io t'amo". Gesù gli disse: "Pastura le mie pecorelle". Gli disse per la terza volta: "Simon di Giovanni, mi ami tu?" Pietro fu attristato ch'ei gli avesse detto per la terza volta: Mi ami tu? E gli rispose: "Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che io t'amo". Gesù gli disse: "Pasci le mie pecore. In verità, in verità ti dico che quand'eri più giovane, ti cingevi da te e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani, e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non 2 vorresti". Or disse questo per significare con qual morte egli glorificherebbe Iddio. E dopo aver così parlato, gli disse: "Seguimi". (Giovanni 21:15-19) (2) Il caso di Pietro non è molto diverso da quello della segretaria stakanovista che abbiamo portato come esempio nell'articolo precedente1. Ella, pur sostenendo di lavorare per l'interesse dell'azienda cercava in realtà solo l'approvazione del capo nel quale proiettava il padre che desiderava e che non aveva avuto. Pietro, in questo episodio raccontato nel Vangelo, è ancora psicologicamente un bambino in cerca dell'approvazione del suo maestro. Gesù è più importante di tutti, degli altri discepoli, delle persone che vengono ad ascoltarlo nella speranza di dare un senso alle proprie vite. In altri episodi del Vangelo ci viene addirittura raccontato che alcuni discepoli di Gesù discutevano tra loro per stabilire chi fosse il prediletto esattamente come accade in una famiglia in cui ogni figlio vorrebbe essere il favorito di mamma e/o papà. La paura di non sentirci amati nel profondo del nostro essere ci spinge al disperato bisogno di avere l'esclusiva dell'amore di una persona 'speciale' che deve dimostrare di amarci un pochino più di tutti gli altri. Questa dinamica, tanto attuale ai tempi del Cristo come ai giorni nostri, è descritta con estrema arguzia psicologica nel Nuovo Testamento.


LA QUARTA VIA_La Quarta Via e le Sacre Scritture

Studio

FRAMMENTI FRAMMENTIDI DIUN UNCRISTIANESIMO CRISTIANESIMO di Giovanni M. Quinti DIMENTICATO DIMENTICATO

Gesù nella Quarta Via 5

S. Paolo

S. Giacomo

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Nell'articolo precedente abbiamo visto come, fin da pochi anni dopo la morte di Gesù, vi fossero già delle divisioni tra i cristiani. Abbiamo anche evidenziato due grandi filoni: quello giudaico cristiano (rifacentesi a Giacomo) e quello più aperto al dialogo con i non ebrei (rifacentesi a Paolo). Abbiamo anche studiato il conflitto tra Paolo e Pietro e come quest'ultimo fosse indeciso circa il comportamento da tenere quando, all'arrivo dei suoi confratelli ebrei della scuola di Giacomo, si defilò dalla tavola dove erano presenti alcuni non ebrei. (Gal. 2:11-14)

Terza parte

Cristianesimo Giudaismo

Questo conflitto, non noto ai cristiani di oggi e a coloro che non si sono mai interessati di storia del Cristianesimo, può apparire di poca importanza agli occhi del lettore. Vorrei, invece, far notare che esso rivela due aspetti importantissimi: 1 Il conflitto interpretativo in cui si trovava Paolo 2 La nascita di due grandi filoni (o scuole) diverse di cristianesimo

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Il conflitto interpretativo in cui si trovava Paolo

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Cosa spinge, secondo te, l'immaginario collettivo a temere la fine del mondo? In epoche in cui non esistevano le armi letali del giorno d'oggi perché si seguitava ugualmente a presagire sciagure, quale meccanismo della psiche umana fa scattare secondo te tali timori?

Dopo la morte di Gesù i suoi allievi si stabilirono a Gerusalemme ed era forte in loro la convinzione che da lì a poco ci sarebbe stata la fine del mondo.(1) Dobbiamo renderci conto che i primi cristiani erano quasi tutti di origine ebraica e l'attesa della parusìa divina era fortissima. Nella chiesa di Gerusalemme ai non ebrei che si convertivano all'insegnamento di Gesù era richiesta addirittura la circoncisione. Questo ci fa comprendere che, a quei tempi, il Cristianesimo non era considerato una religione separata dal giudaismo, ma una sua interpretazione, esattamente come erano considerati i Farisei o i Sadducei. L'adesione alla Legge ebraica, che Giacomo richiede con forza e perentorietà, ci mostra che il gruppo di Gerusalemme (che frequentava il tempio e partecipava a tutte le funzioni e alle preghiere tipicamente giudaiche) non tollerava una separazione fra l'insegnamento di Gesù e l'ebraismo. Paolo, nella lettera che scrive al suo allievo Tito, afferma chiaramente: "...Infatti vi sono molti ribelli, ciarloni e seduttori delle menti, specialmente tra quelli della circoncisione, ai quali bisogna chiudere la bocca; ... (ma voi non date retta) a favole giudaiche né a comandamenti di uomini che voltano le spalle alla verità." (Tito 1:10,14 parentesi mie)


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LA QUARTA VIA_La Quarta Via e le Sacre Scritture

Studio

FRAMMENTI DI UN CRISTIANESIMO DIMENTICATO 3 Negli Atti degli Apostoli, l'unico documento completo dei primi anni del Cristianesimo dopo la morte di Gesù, troviamo ripetute testimonianze di questo conflitto. Se leggiamo con attenzione il capitolo 15 degli Atti potremo renderci conto che la visione di Paolo, della salvezza per Grazia, era poco condivisa al suo tempo (2). Paolo era considerato da molti cristiani-giudei del suo tempo un impostore, un falso maestro, (Atti 21:20-22) tanto che alcuni ebrei-cristiani fecero un voto di non mangiare né bere fino a quando non lo avessero ucciso (Atti 23:12).

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Prova a spiegare, con parole tue, quanto hai inteso del concetto di "salvezza per grazia". Non ti sembra ingiusto ricevere la "grazia" senza merito alcuno? Esprimi la tua opinione a tale proposito e spiega le ragioni per le quali condividi o disapprovi questo concetto.

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La nascita di due grandi filoni (o scuole) diversi di Cristianesimo

Se da una parte i componenti della comunità di Gerusalemme avevano vissuto per molto tempo accanto a Gesù, ascoltandone le parole ed accogliendone il messaggio, Paolo, al contrario, non lo aveva conosciuto personalmente. Questa differenza doveva avere un certo peso sul giudizio di molti nei riguardi di Paolo.

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Come poteva permettersi di autoproclamarsi "Apostolo del Signore" se non lo aveva mai conosciuto, avendo oltretutto perseguitato ed ucciso molti suoi discepoli? Come poteva conoscere meglio di loro, che erano stati per anni accanto al Maestro, ciò che Egli predicava ed insegnava? (3) Le differenze tra il filone paolino e quello giudaico credo possano essere alla base di quelle differenze che, nei decenni successivi, si ritrovano tra il filone gnostico e quello ortodosso del Cristianesimo. Infatti Paolo, nel suo discorso di presentazione agli ebrei, presenta se stesso in questo modo: "Fratelli e padri, ascoltate ciò che ora vi dico a mia difesa... Mentre ero per strada e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, improvvisamente dal cielo mi sfolgorò intorno una gran luce. Caddi a terra e udii una voce che mi disse: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?" Io risposi: "Chi sei, Signore?" Ed egli mi disse: "Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti". Coloro che erano con me videro sì la luce, ma non intesero la voce di colui che mi parlava. Allora dissi: "Signore, che devo fare?" E il Signore mi disse: "Àlzati, va' a Damasco, e là ti saranno dette tutte le cose che ti è ordinato di fare". Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio fui rapito in estasi, e vidi Gesù che mi diceva: "Affrèttati, esci presto da Gerusalemme, perché essi non riceveranno la tua testimonianza su di me". E io dissi: "Signore, essi sanno che io incarceravo e flagellavo nelle sinagoghe quelli che credevano in te; quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo, e custodivo i vestiti di coloro che lo uccidevano".Ma egli mi disse: "Va' perché io ti manderò lontano, tra i popoli"". (Atti 22:1,6-10,17-21)

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Qual è la tua opinione in merito?

Paolo punta tutto sull'ispirazione personale, sul contatto diretto con Dio. Egli afferma che, oltre l'esperienza umana ed il contatto con quel Gesù storico che loro avevano conosciuto, era fondamentale (se non ancora più importante) il contatto con il Cristo Cosmico, interiore, spirituale e carismatico. Paolo, pur non avendo mai visto il Gesù storico affermava non solo di conoscerlo, ma di averlo penetrato talmente da poter essere considerato suo messaggero alla stregua degli altri apostoli. Non a caso,


LA QUARTA VIA

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“LA QUARTA VIA” è l’organo di stampa ufficiale dell’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo - La Teca.

Le dispense di Studio Mensili "Quando impariamo, noi ascoltiamo solo i nostri pensieri. Per questo motivo non ci è possibile accogliere nuovi pensieri, a meno di non ricorrere a nuovi metodi di ascolto e studio." Londra 13/02/1922 G.I. Gurdjieff

Ogni numero contiene numerose sezioni ricche di informazioni mai divulgate pubblicamente, esercizi pratici e materiale inedito sugli insegnamenti della Quarta Via.

Tra i vari argomenti trattati troverete: -

Il significato dell’Esercizio dello Stop L'Enneagramma e l'Albero della vita Il metodo della Quarta Via spiegato punto per punto Ciò che non è mai stato detto sul 6° Centro Inferiore e sul 3° Centro Superiore I segreti della vita di Gurdjieff Gli Hassnamusses: chi sono? Lo Studio dei Testi Sacri attraverso il metodo della Quarta Via L'Alchimia e la Quarta Via L'influenza dei Centri Superiori Studio dell'Antico Testamento alla luce del Sistema La Musica Oggettiva Da dove proviene l'Insegnamento di Gurdjieff Come lavorare se se stessi Le origini della Quarta Via Dante e la Quarta Via Il rapporto Maestro e Allievo L'aspetto spirituale della Quarta Via Il potere del pensiero cosciente Cos'è il vero Ricordo di sé L’Enneagramma svelato: ciò che non è mai stato scritto sull’Enneagramma

E molto, ma molto altro ancora…

NEL PROSSIMO NUMERO

QV

LA TERZA FORZA Frammenti di un cristianesimo dimenticato // 4 parte Il Teatro ed il lavoro su di Sé // 2 parte ...E MOLTO ALTRO


020 il teatro ed il lavoro su di se quarta via  
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