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LA QUARTA VIA www.gurdjieff.es

LaTeca

Istituto per lo Sviluppo Armonico

Dispensa di studio #18

IT // Versione italiana

Studio dei Testi Sacri

MOSÈ E IL FARAONE D'EGITTO

Testimonianze di vita vissuta

LA BELLEZZA DI UN'OPERA D'ARTE!

Approfondimenti sull'Enneagramma

Il primo punto:

Ottobre/2008

Prezzo

€ 6.00 iva inclusa

Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA


www.gurdjieff.es

LA QUARTA VIA Organo di Stampa Ufficiale delle Associazioni LA TECA

Confraternite della Teca in Italia e all'Estero ROMA SEDE CENTRALE E NAZIONALE Viale Gottardo, 66 00141 - Roma (RM)

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Giovanni M. Quinti Direttore responsabile

Giovanni M. Quinti

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LUGANO (SVIZZERA) switzerland@quartavia.org +41 (0)76 502.23.50

BARCELLONA Gran Via, 204 bis, local 4 08004 - Barcellona - Spagna

Luigi Di Sante e Sonia Iacoangeli Editore

Grafica

José L. García Muedra Riproduzione

La Teca - Associazione Culturale di Barcellona Collaboratori di questo numero

A. Bertolini, G. Marielli, E. Correnti, A. Di Giandomenico, L. Serra, M. Campisi, Eva M. Franchi, Giovanni M. Quinti. Le dispense di studio "La Quarta Via" sono una pubblicazione internazionale prodotta dall'Associazione Culturale di Barcellona (Espagna). Per costi e modalità di sottoscrizione visitare il sito web: www.gurdjieff.es. Nel medesimo portale sarà possibile acquistare, salvo disponibilità, i numeri arretrati ad un costo maggiorato. Per riceverle direttamente a casa ogni mese è possibile abbonarsi. Manoscritti, fotografie e disegni inviati alla Redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Per favore comunicate tempestivamente ogni cambiamento del vostro indirizzo postale, includendo il vostro vecchio indirizzo insieme a quello nuovo. Associazione La Teca - Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata se non autorizzata, in forma scritta, dalla Redazione. NIF. G64341225 Dep. Legale B-12791-2008

LA QUARTA VIA

Referente: Fr. Giovanni M. Quinti +34 (630) 618422

Altri Gruppi di Studio sono attivi nelle seguenti città: GENOVA, VICENZA, e CATANIA . Per informazioni sulle sedi operative di ciascun Gruppo di Studio, contattare una delle Confraternite Centrali.

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: La Teca - Via Gottardo, 66 00141 ROMA. Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.


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Cercatori contemporanei scrivono

Se davvero vuoi trovare di Giovanni Maria Quinti Se davvero vuoi trovare un santo che cammina sul sentiero del vero...

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Editoriale

Il Lavoro come servizio

Anna Di Giandomenico

pag.5

5 Studio

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All’Ombra di Gaudì

del Prof. Lluis Serra Approfondimenti sull’Enneagramma

Il Primo punto: LA LUNA

Studio introduttivo e generale sul primo punto enneagrammico: LA LUNA. Cosa rappresenta? Quale il suo potere su di noi?

12 I Giornali scrivevano di Gurdjieff

pag.7

La Prima Bozza di K. Mansfield

Frammenti di quotidiani dimenticati. Studio

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Studio dei Testi Sacri

Mosè e il Faraone d’Egitto

Questo mese studieremo la missione di Mosè e le piaghe d’Egitto che egli scatena in presenza del Faraone. Qual è il significato nascosto di tale racconto?

pag.13

Studio

19 Testimonianze di vita vissuta

La Bellezza di un’Opera d’Arte!

pag.19

La protagonista dello Spettacolo Teatrale ADDIO MONDO CRUDELE parla di se stessa e delle esperienze fatte negli ultimi tempi…

22 I messaggi dal sito di Quarta Via Le uova di Pasqua

Per pasqua si fanno molte cose di cui si è perso il significato.

23 Incontri con Donne Straordinarie

Rabi’ah al-Adawiyya (2° parte)

pag.22

Conto

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Le lettere al fondatore Le lettere dei cercatori Risposte a domande dei cercatori di oggi.

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In Pillole La sofferenza volontaria: cos’è? Una rubrica che riassume alcuni concetti della Quarta Via.

Studio

Gli Articoli contrassegnati dal logo vengono letti, studiati ed approfonditi dai Gruppi di Studio LA TECA presenti in Italia. Se desideri partecipare manda una richiesta a: La Teca - Via Gottardo, 66 - 00141 ROMA. Ti invieremo l'indirizzo e gli orari degli incontri del Gruppo di Studio a te più vicino.


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LA QUARTA VIA_Cercatori contemporanei scrivono

Cercatori contemporanei scrivono…

Se davvero vuoi trovare di Giovanni Maria Quinti

Se davvero vuoi trovare un santo Che cammina sul sentiero del vero Non cercarlo dove non v’è il nero Perché lui può essere lì soltanto. Tu non credere mai a chi si separa Da chi non sa più trovare la strada Perso soltanto in ciò che lo aggrada Credendo se stesso una cosa rara. Non ho prestato fede in quei profumi Colmi di estreme rigidità O in quelle preziose qualità Di uomini perfetti ma in frantumi. Un giorno incontrai una donna Che diceva di amare Dio soltanto Ma non sapeva star con gli altri intanto Giudicando se stessa una Madonna. Appena qualcuno alzava la voce O se diceva una mala parola Sai, gli avrebbe messo una museruola Il suo viso si faceva feroce. Cosa ti hanno insegnato finora? Se non sai stare con i piedi nudi Sarai peggio di chi tu ripudi! Questo deve fare chi il sacro assapora? Uomo di strade rotte è il santissimo La via migliore è fra i bestemmiatori Se vedi i suoi occhi te ne innamori Ama stare con gli uomini moltissimo. Se cerchi attenzioni, amori, carezze Non esser certo che lui te ne dia Ma di certo ti mostrerà la via Per far cader tutte le tue certezze. Finalmente nudo potrai gridare Di essere vivo oltre ogni limite D’essere fra il cielo e terra un tramite E morto a te stesso, resuscitare.


LA QUARTA VIA_Editoriale

edit

Anna Di Giandomenico Il Lavoro come servizio

Dal confronto personale o nei gruppi con altri fratelli nella Via, ho avuto modo di rendermi conto di quante idee errate abbiamo sul Lavoro, di come a volte siamo lontani dal vivere il Lavoro come servizio. Ho sentito dire da qualcuno che ‘non gli andava di riordinare la sede o lavare i bagni, perché lo fa tutti i giorni a casa sua’; oppure qualcun altro si esime dall’apparecchiare o sparecchiare spontaneamente la tavola, durante i momenti conviviali del gruppo, perché preso da lavori intellettuali. Qualcuno dichiara con naturalezza di saper eseguire tutti i compiti assegnati, ma davanti ad una semplice richiesta deve ancora rispondere ad una mail… Un altro asserisce che il coniuge non ha bisogno di svolgere determinati compiti, perché è talmente in gamba che “Se decidi di lavorare e accetti tutto ciò che il lavoro compiti simili li assegna, in ufficio, alla sua comporta, devi imparare a pensare velocemente. Se ti segretaria… si offre un incarico, devi rispondere subito che lo Sorge spontanea la domanda: quanto abbiamo accetti. Se esiti o prendi tempo nella risposta, l’offerta compreso, facendone concreta esperienza, che - per dirla alla Gurdjieff- “la più importante dell’incarico ti sarà ritirata e non ti verrà rinnovata. ragione per compiere qualunque lavoro Ti si potrà dare del tempo, prima di fare assegnato è la propria salvezza?”. E che “la effettivamente ciò che ti è stato detto di fare, ma mancanza di una persona nel compiere il l’incarico lo devi accettare subito. Un tentativo di proprio dovere, si riflette sul bene di tutti gli ragionarci su, un atteggiamento ironico, dubbioso o altri?”. Le cause che non ci rendono pronti a negativo, paura o mancanza di fiducia, tutte queste svolgere qualunque tipo di lavoro, sono molteplici. cose renderanno l’incarico subito impossibile. Se

avverti un dubbio sull’incarico che ti si offre, pensa alla tua meccanicità, pensa alla tua negatività, alla tua autovolontà; ma pensa velocemente. Contro i tuoi lati deboli non puoi fare nulla da te. Gli incarichi che ti si offrono hanno lo scopo di aiutarti. Se esiti o li rifiuti, è l’aiuto che tu rifiuti. Questo lo devi avere ben chiaro. La convinzione della tua impotenza e del tuo sonno profondo non ti deve abbandonare mai. Una convinzione che puoi rafforzare ricordandoti sempre della tua nullità, della tua meschinità, della tua debolezza di ogni specie possibile. Non hai proprio niente di cui essere fiero. Non hai niente su cui basare il tuo giudizio. Se sei sincero con te stesso puoi comprendere tutti gli errori che hai commesso quando hai cercato di fare da te. Non puoi né pensare né sentire in maniera giusta, ma hai bisogno di un aiuto continuo, e puoi averlo. Ma per questo devi pagare, almeno non discutendo. Il lavoro che ti attende è gigantesco, se vuoi trasformarti in un essere diverso. Come puoi mai sperare di fare qualcosa, se esiti e discuti ai primi passi, o non comprendi perfino la necessità di un aiuto, o ti mostri esitante e negativo? Non abbandonare il tuo modo di giudicare e di vedere, vuol dire attenerti a tutto ciò che in te vi è di falso e inconsistente. Non sono possibili mezze figure. Devi deciderti.” (P. D. Ouspensky)

Alcune attività vengono reputate più importanti di altre, considerate invece meno degne; a volte poi manca il coraggio di slanciarsi oltre i propri supposti limiti, per la paura di non essere in grado di realizzare una determinata attività e per il timore di non essere apprezzati. Ancora a volte siamo disattenti alla richiesta, nonostante la dichiarata volontà di essere d’aiuto al gruppo. Questi diversi atteggiamenti rivelano che forse non si è compreso il senso del Lavoro come servizio. Ma quale lavoro? E servizio a chi? Il Lavoro è finalizzato allo sviluppo dell’ Essere. Esso si snoda simultaneamente su tre linee. La prima linea è lavoro su noi stessi: studio di sé e studio del sistema, per cercare di cambiare almeno le manifestazioni più meccaniche di noi stessi. La seconda linea è lavoro con gli altri. Uno non può lavorare da solo; un certo attrito, scomodità e difficoltà di lavorare con altri, crea necessari shock. La terza linea è lavoro per la scuola. Questa ultima linea assume aspetti diversi in persone diverse. Quindi, concludendo, quando si lavora veramente si serve se stessi e il proprio sviluppo; si servono i fratelli, contribuendo alla loro crescita; si serve la Scuola, favorendo la diffusione dell’Insegnamento.

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LA QUARTA VIA_Studi e approfondimenti sull’Enneagramma

Il 1° punto: Studio

LA LUNA di Giovanni M. Quinti

"Una delle idee più strane" mi confidò un caro amico professore universitario "degli insegnamenti di Gurdjieff è quello sulla luna! Egli dice che la luna mangia le nostre anime e che noi siamo il suo principale nutrimento!" Interpretate alla lettera, in effetti, le parole di Gurdjieff sull'influenza lunare potrebbe sembrare avere a che fare con una superstizione popolare. Questo suo insegnamento può essere compreso soltanto alla luce dell'Enneagramma. "La luna riceve dalla terra l'energia necessaria alla sua crescita, cioè al suo sviluppo e alla formazione di nuovi germogli; questa energia é creata sulla terra dall'azione congiunta del sole, di tutti gli altri pianeti del sistema solare e dalla terra stessa ed è raccolta e conservata in un gigantesco accumulatore situato sulla sua superficie. Questo accumulatore é la vita organica sulla terra. La vita organica alimenta la luna. Tutto ciò che vive sulla superficie della terra, uomini, animali, piante serve di nutrimento alla luna . La luna è un gigantesco essere vivente che si nutre di tutto ciò che respira, di tutto ciò che germoglia sulla terra." (Frammenti di un insegnamento sconosciuto pag. 97)

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Rileggi nuovamente le parole di Gurdjieff scritte in frammenti. Descrivi, a parole tue, ciò che egli sta cercando di spiegare.

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Se diamo uno sguardo all'antico mondo dei miti, possiamo forse intendere da dove Gurdjieff si sia ispirato. Nel racconto greco di Selene ed Endimione, ad esempio, troviamo un mito lunare che ha molte affinità con l'idea di una luna "ladra". Selene, bellissima dea rappresentante la luna, si innamorò di Endimione (figlio di Zeus e di Calice, che era figlia di Eolo, dio del vento) ed anch'egli contraccambiò il suo amore, essendo Selene bellissima ed affascinante. La dea vide Endimione la prima volta in una grotta e fu subito amore. Dopo aver gustato il piacere di stare distesa al suo fianco, Selene escogitò un modo per averlo definitivamente. Baciandolo sulla bocca lo fece cadere in un sonno profondissimo ed eterno. In questo modo poté ammirarlo, baciarlo e congiungersi con lui liberamente. Essendo Endimione un mortale, ella temette di perderlo troppo presto. Fu quindi proprio la paura della morte a costringere Selene al "furto della coscienza" di Endimione. In questa bellissima quanto tragica storia d'amore fra un mortale ed una dea viene sintetizzato il senso del simbolismo psicologico che questo pianeta assume nell'Enneagramma.


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LA QUARTA VIA_Studi e approfondimenti sull’Enneagramma

Studio

Il 1° punto: LA LUNA

di Giovanni M. Quinti

Molti "fondamentalisti" della Quarta Via di mia conoscenza (come ogni percorso verso il Vero anche la Quarta Via possiede i suoi aderenti troppo attenti alla lettera) si rifiutano di esporsi ai raggi luminosi di una luna piena per non essere, in qualche modo, privati di energie. (2)

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Che cosa pensi di questo fatto?

Eppure nulla di tutto questo ha a che fare con il contenuto dell'insegnamento di Gurdjieff. Al di là delle eccitanti spiegazioni cosmogoniche che tanto inebriavano Ouspensky, il significato della luna come accumulatore delle energie può essere risolto in una visione interiore e simbolica. Se diamo alla luna il significato di Centro Motore, comprenderemo meglio la simbologia gurdjieffiana. In un'altra occasione Gurdjieff dice a Ouspensky: "… l'impulso al sogno e al dormire della coscienza si trova sempre… nel centro motore." (Frammenti di un insegnamento sconosciuto pag. 125 neretto mio)

Qual è la funzione del centro motore? Innanzitutto quella di regolare il movimento fisico, la coordinazione e le posture. Nella Quarta Via queste funzioni vengono dirette da tale Centro che è concepito come indipendente (ma sicuramente non separato) dalle altre attività psichiche tipicamente intellettuali o emozionali. Può, cioè, crescere e svilupparsi con un certo grado di "autonomia", possedere una sua organizzazione, un determinato potenziale, una sua storia, ma anche una memoria e un carattere. Gurdjieff afferma che il centro motore è una delle cause del "sonno della coscienza" e dell'immaginazione involontaria che più volte abbiamo studiato e descritto. "Molta gente passa nove decimi della propria esistenza a immaginare ogni genere di avvenimenti spiacevoli, tutte le disgrazie che possono piombare su di loro e sulla loro famiglia, tutte le malattie che possono contrarre, tutte le sofferenze che dovranno forse sopportare." (Frammenti di un insegnamento sconosciuto pag. 126) (3)

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Tè mai capitato di immaginare eventi spiacevoli?

In che modo l'immaginazione involontaria e la dimenticanza di sé, con i relativi risvolti negativi sulla psiche, sono influenzati dal Centro Motore? Alexander Lowen, fondatore della bioenergetica, ha per anni studiato tali relazioni. Le sue conclusioni sono sorprendenti e rispondono alla nostra domanda. Egli non solo ha affermato che il movimento corporeo esprime il vissuto del mondo psichico, avendo con esso un legame strettissimo, ma addirittura la bioenergetica "sfrutta" tale vincolo per fini terapeutici. Per giungere ad influenzare la psiche, per liberarla da disagi emozionali, Lowen ha creato una serie di esercizi fisici che agiscono direttamente sulla storia individuale e sulle frustrazioni vissute rintracciabili nella struttura corporea. (cfr. Il Linguaggio del corpo - A. Lowen) Ancora troppo poco la psicologia contemporanea ha scoperto sull'interazione corpo psiche e soprattutto sull'influenza che il movimento fisico esercita sull'inconscio. Eppure è assodato che una rieducazione interiore deve passare attraverso un nuovo rapporto con il proprio corpo. Lowen afferma che l'Io è principalmente "corporeo", cioè che la sensazione di essere noi stessi, trova radice proprio nelcorpo: agendo su di esso possiamo ottenere dei cambiamenti coscienziali profondi. Risulta semplice rendersi conto che quando si è in preda ad una forte emozione anche il nostro corpo ne subisce l'influenza. Serrare braccia e gambe, irrigidire la muscolatura ecc, sono segnali di un disagio emotivo; ma anche la sudorazione improvvisa, l'irrigidimento muscolare del cinto


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LA QUARTA VIA_ Studio ed approfondimento dei Testi Sacri

Studio

Mosè

e il Faraone d’Egitto di Giovanni M.Quinti

Mosè continuò a parlare a Dio, con la stessa franchezza con la quale un uomo parla ad un amico: "(Tu mi mandi in Egitto), ma essi non mi crederanno e non ubbidiranno alla mia voce, perché diranno 'l'Eterno non ti è apparso'." (Es. 4:1) In questa piccola affermazione si nasconde la più grande contraddizione umana. L'uomo è costruito in maniera tale che dovrebbe riconoscere la Voce di Dio. I nostri Centri Superiori, la parte più sottile ed arcaica della nostra mente, dovrebbero essere i Saggi Consiglieri del nostro Io formato. L'uomo si è involuto talmente non solo da non avere più un Io unitario, ma anche d'aver completamente dimenticato come riconoscere la Voce dei suoi Ministri più eminenti. La Via del ricongiungimento e della comunicazione con tali aspetti dell'essere è diventata per molti una fiaba fantastica. Da troppo tempo ormai gli uomini non entrano più nel luogo santissimo della propria interiorità. Allora Dio parla loro attraverso segni evidenti, segni esteriori, ma anche questi non riescono a risvegliare la coscienza dall'ebbrezza piacevole dei giorni ceduti alla dimenticanza di sé.

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Descrivi dettagliatamente un episodio personale nel quale la vita ti ha costretto a riflettere sulle cose veramente importanti.

Molte volte ho osservato quanto in me e nel mondo intorno a me sia forte l'oblio. Quante volte vivo nella dimenticanza che tutto quello che mi circonda passerà un giorno! Quante volte mi identifico con i vestiti che indosso, tralasciando completamente la Via! Eppure la Realtà continuamente ci chiama al risveglio, attraverso quelle occasioni che noi, poi, definiamo "incidenti" o "malasorte". Quando qualcosa non va secondo i nostri piani immaginari diventiamo come un bambino pigro che disprezza la madre che lo sveglia. "Alzati, figlio mio, riprendi il tuo cammino e smetti di sognare! Impegnati nella ricerca delle cose reali, piuttosto che in quella delle cose immaginarie!" sembra dirci la vita, in certe occasioni, con una forza tale da non poterci impedire di ascoltarla. Eppure, appena tutto si ristabilisce in un clima di apparente equilibrio, ritorniamo ad appisolarci senza nemmeno rendercene conto! (1)


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LA QUARTA VIA_ Studio ed approfondimento dei Testi Sacri

Mosè e il Faraone d’Egitto

Studio

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In che modo queste 3 illusioni condizionano la tua vita? Non parlare solo genericamente, ma cerca di esporre fatti personali frutto della tua autoosservazione.

Illusione di essere

Illusione di fare

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Tu puoi decidere di essere migliore? In che modo? Che cos’è la “Legge del Caso”? In che modo ci si può liberare dalla sua influenza?

di Giovanni M. Quinti

Dio chiede a Mosè di compiere tre "miracoli" innanzi al Faraone per risvegliarlo, per ricordargli che è importante che egli perda il suo potere immaginario, per acquisire delle capacità reali. Ma il nostro Faraone interiore (l'io illusorio) non ha alcuna intenzione di imparare a lasciarsi andare, diperdere il suo falso comando. Il primo miracolo è quello del bastone, il secondo quello della mano secca ed il terzo quello delle acque. (Leggere Es. 4:2-9) Nel primo miracolo, Mosè deve prendere il suo bastone e gettarlo in terra e in un solo istante esso si trasforma in un serpente. Riprendendo per la coda il serpente esso ritorna ad essere un bastone. Nel secondo miracolo, deve nascondere la sua mano in seno e dopo qualche istante ritirarla fuori ed ecco che essa si rivela essere bianca e malata. Il terzo miracolo consiste nel prendere un po' d'acqua dal Nilo e gettarla in terra trasformata in sangue. Questi tre miracoli sono tutti uniti dallo stesso comune denominatore: la percezione della fine, del cambiamento, del limite. Il bastone, che rappresenta il potere, si trasforma in serpente, nell'animale strisciante. "Faraone, ricordati che ciò su cui oggi ti poggi, domani potrà sfuggirti dalle mani." La mano lebbrosa ricorda la caducità di ogni cosa costruita e fatta. "Attraverso l'illusione di fare opere eterne inganni te stesso". L'acqua del Nilo adorata dagli Egiziani sotto forma di divinità e trasformata in sangue, ricorda l'essenza stessa della natura umana. "Sei come quest'acqua che si trasforma in sangue risucchiato dalla terra". Tre messaggi precisi, che possiamo porre graficamente nel triangolo illusorio sul quale il nostro Faraone costruisce città grandissime, illusioni magnificenti, solo per essere adorato come dio: l'illusione del potere, l'illusione del fare e l'illusione di essere (2).

Ogni profeta, ogni vero maestro, nel corso della storia umana ha svolto questa opera precisa di risveglio delle coscienze. Opera assai scomoda che spesso è stata pagata con la morte. Lo stesso monsieur Gurdjieff faceva di questi tre punti la chiave Illusione di potere fondamentale della sua predicazione. Ultimamente sono stato invitato a tenere un incontro sulle idee della Quarta Via. Improvvisamente l'assemblea si è infiammata contro di me quando ho riferito l'idea dell'incapacità di fare. "Nessuno di noi può fare nulla. Crediamo nel libero arbitrio, pensiamo di poter decidere di fare delle cose, di essere capaci di costruire le nostre vite. Eppure queste sono illusioni sulle quali costruiamo le nostre esistenze. Eppure nessuno di noi può scegliere nulla. Siamo macchine inconsapevoli che vengono trasportate dalla corrente del caso che ci porta dove vuole." I volti di molti si accesero d'ira. Nei loro commenti era malcelata tutta l'ansia di dimostrare il contrario. "Io posso decidere di fare il bene!" "Io posso decidere di essere buono." "Io posso decidere di governare me stesso!" (3) Mi ricordo ancora il volto acceso d'ira di un analista quando gli dissi che la PNL (programmazione neurolinguistica) non poteva cambiare nulla della sua incapacità di fare. Alcuni dei presenti si resero conto della sua intenzione di colpirmi fisicamente, dopo la mia ennesima illustrazione coerente e ricca di esempi sul fatto che le sue idee su se stesso erano tutte immaginarie. Alcune correnti new age, addirittura, affermano che ci si ammala per "scelte inconscie" e che, quindi, noi possiamo decidere di guarire, se solo lo vogliamo. Sono arrivati ad affermare che un cancro si genera perché, in fin dei conti, lo si sceglie oppure che se ti investe una macchina è perché,nelle parti più nascoste del tuo essere, lo desideravi.


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LA QUARTA VIA_ Testimonianze di vita vissuta

Studio

La bellezza di un Opera d’Arte! L’Autrice di questo articolo ha partecipato ultimamente, in qualità di protagonista, allo spettacolo “ADDIO MONDO CRUDELE” per la Regia di Giovanni Quinti e la direzione artistica di Angelo Orlando. In queste pagine descrive la sua storia e come il suo percorso di vita sia cambiato da qualche tempo a questa parte…

di Maria Campisi Un giorno qualcuno mi ha chiesto di mettere su carta le esperienze che sto vivendo attualmente e come al solito, la prima reazione che ho avuto è stata di gran paura… Paura di non essere all’altezza, di sbagliare, di essere giudicata. Insomma tutte quelle paure che ora ho imparato a classificare come “le solite”, perché sono le stesse che ho avuto quando mi è stato proposto di fare teatro, quando mi è stato chiesto di partecipare e relazionare ad un importante convegno ecc. La paura vera in fondo è solo una, la paura del nuovo e dello sconosciuto. Forse la differenza fra prima ed ora, che sono in una scuola, è che ora la riconosco facilmente mentre prima ne ero totalmente in balia. È proprio da questa paura che nascono quei “NO” che spesso diciamo con troppa facilità ad esperienze che invece si rivelerebbero delle vere e proprie “chiavi di volta” al nostro sviluppo e alla nostra comprensione. Una prima esperienza che desidero raccontare, quindi, è il miracolo dei miei “NO” che si trasformano in “SI”. Mai nella mia vita, prima di ora che sono in una Scuola, ho fatto tante cose insieme. Ore di prove teatrali, giornate intere spese per produrre qualcosa che ha poi lasciato una traccia indelebile nella mia vita, i convegni a cui sto partecipando, il lavoro importantissimo che sto facendo. Mi sto rendendo conto che ho detto finalmente SI alle possibilità che erano dentro di me e che, prima, nemmeno pensavo di possedere. Mi sento un po’ come un violino che viene suonato, mentre prima era lasciato in una soffitta a raccogliere polvere. (1)

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In che senso, secondo te, l’autrice afferma di essere stata un “violino che nessuno suonava”? E tu, stai suonando la melodia della tua esistenza?

Chiaramente fino ad oggi ne ho fatte di cose e non solo quelle che fanno più o meno tutti, ma anche quelle che ti fanno sentire un po’ più “evoluta” degli altri, come ad esempio studiare testi, seguire insegnamenti sulla crescita interiore, frequentare scuole spirituali, corsi di meditazione, seminari di discipline orientali e quant’altro. Poi improvvisamente, a fine novembre del 2003, è accaduto qualcosa che ha cambiato la direzione della mia “evoluzione Minteriore”. Una sera mi trovavo ad una delle tante conferenze che seguivo per nutrire il mio intelletto più che il mio spirito, quando una ragazza, avendomi sentito nominare Gurdjieff, mi chiese se conoscevo qualche scuola di Quarta Via. Mi disse che lei, da una po’ di tempo, partecipava a delle conferenze domenicali su Gurdjieff.


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LA QUARTA VIA_Testimonianze di vita vissuta

La bellezza di un Opera d’Arte!

Studio

di Maria Campisi

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Spesso gli allievi hanno fretta di fare esperienze spirituali. In che modo questo può diventare un ostacolo alla crescita reale? Perché il lavoro sulla pazienza è stato il primo aspetto sul quale l’autrice ha dovuto impegnarsi?

Venne stuzzicata la mia curiosità e la domenica seguente andai per vedere di cosa si parlava. Ricordo che appena uscimmo dall’incontro ero particolarmente silenziosa e provavo una sensazione strana, ma bella, che non volevo disperdere con le parole. Se dovessi usare il linguaggio di Gurdjieff direi che sentivo di aver fatto un “incontro straordinario” e la impressione era quella di essere arrivata a casa. Lì in quella “casa” conobbi la mia attuale Guida e i miei attuali compagni di viaggio con i quali da quasi due anni studio, creo e faccio esperienze assolutamente nuove per me. Quando iniziai a frequentare la Scuola avevo una gran voglia di fare, in quanto mi rendevo conto che le attività da svolgere erano tantissime ed io sono sempre stata una persona piuttosto attiva e disponibile, ma dovevo ancora imparare che per ogni cosa c’è il suo tempo e per una impulsiva come me questa è stata la prima grande lezione: saper aspettare. (2) Poi, lentamente, ho iniziato a partecipare attivamente agli incontri, agli impegni e ho visto sciogliersi tutte quelle resistenze che mi impedivano di rimanere tranquilla. Per cogliere le occasioni che mi venivano proposte dovevo dedicare del tempo sottraendolo a quelle attività che fino a quel momento avevo condotto nella mia vita. Questa è stata la seconda grande lezione: imparare ad avere delle priorità, dando spazio al proprio sentire interiore. (3)

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Ed è proprio seguendo questo sentire che ho iniziato, ad esempio, l’esperienza del volontariato. Molte volte avevo detto a me stessa che nel mio tempo libero avrei potuto dedicarmi agli altri, ma poi rimaneva tutto un sogno, un pensiero irrealizzato.

Tu saresti capace di rinunciare a molto del tuo tempo libero per compiere un lavoro del genere? Quali sono le tue personali priorità, oggi?

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Questa esperienza per me è stata determinate, perché stare accanto a persone consapevolmente vicine alla morte (l’accompagnamento ai morenti è un’attività specifica dei nostri gruppi) arricchisce il mio essere più di ogni altra cosa. L’idea stessa di volontariato, in effetti, è un’idea falsa. Io non faccio volontariato, perché non aiuto nessuno. Cosa potrei mai dare o fare per una persona che sta per morire? Tutto ciò che posso fare è semplicemente condividere il mio essere, rimanendo in ascolto. Quanto mi sta dando tutto questo! Sto imparando a dare il giusto volto alle cose e sto condividendo l’esperienza più importante nella vita di un uomo: la separazione dalle cose e da se stesso. Nelle nostre civiltà industrializzate ci dimentichiamo completamente della morte e questo perché ne abbiamo paura. Questa paura ci ha reso ciechi, incapaci di apprezzare la vita stessa perché l’esistenza è un miracolo che


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LA QUARTA VIA_Le lettere al Fondatore

le Lettere al Fondatore

// Risponde Giovanni M. Quinti

Invia la tue domande/a: informazioni@quartavia.org

B.N.

Ho saputo che una regola della Confraternita della Teca impone ai suoi membri di astenersi dall'uso di qualsiasi droga. Siccome sono un utilizzatore di droghe leggere, volevo capire il motivo di questa indicazione. Pensi che proprio per questa regola mi sono trovato costretto ad abbandonare la mia decisione di aderire a tale insegnamento.

Caro amico, desidero subito mettere in chiaro una cosa: sia le droghe leggere sia quelle pesanti, sia quelle psicotrope come il peyote o la mescalina o altre simili, sono a mio avviso nocive per la salute, pertanto non mi sento di avallare la scelta del loro utilizzo, e la prego di non sentirsi giudicato o ghettizzato: questo è solo il punto di vista mio e della Scuola che gestisco. Lei è libero di agire come meglio crede, consapevole degli eventuali rischi. Fatta questa debita premessa, seguono alcune considerazioni che però la invito caldamente, come invito tutti gli altri lettori, a non interpretare come un invito all'utilizzo delle droghe per scopi spirituali. Non vi è droga, se non la determinazione dell'essere umano, che possa essere vista, almeno da noi, come strumento evolutivo o a supporto dell'evoluzione interiore. Adesso posso dirle, da un punto di vista esclusivamente illustrativo e frutto di letture, che alcuni affermano quanto certi tipi di droghe (si veda l'esperienza di Castaneda con Don Juan) siano un mezzo potente per raggiungere in maniera artificiale stati di coscienza superiori, o addirittura accelerare i processi di esplorazione dell'inconscio. Vediamo cdi contestualizzare il tema, approfondendolo in base al modello di uomo secondo Gurdjieff. La macchina umana è strutturata in modo tale da non sopportare (fisicamente e psichicamente) un'improvvisa interruzione di comunicazione fra Centri Inferiori e Superiori. Quando una droga specifica (la prego di non fraintendermi, perché ribadisco - anche fino alla nausea - che l'evoluzione interiore dell'uomo si possa ottenere senza l'uso di droghe) permette al Centro 'Emozionale e Intellettuale Inferiori di collegarsi con l'Emozionale e I'Intellettuale Superiori e di comunicare tra essi, avvengono delle trasformazioni ben precise nella macchina. Alcuni tipi di droghe permettono ai Centri Inferiori di girare ad una velocità più alta e, quindi, di mettersi in linea con la velocità dei Centri Superiori. Quando tali velocità coincidono si crea un ponte comunicativo, una trasmissione. L'emozionale Inferiore riceve impressioni rapidissime ed emozioni palpabili (senza alcuna accezione positiva o negativa). L'Intellettuale Inferiore, invece, ha la possibilità di acquisire una agilità che altrimenti non avrebbe (è un Centro assai più lento e statico di quello Emotivo). In tal modo esso riceve pensieri diversificati ad una velocità molto più rapida e, in taluni casi, si avrebbe la percezione di "vedere più chiaramente", di pensare meglio.. Il problema si verifica quando la macchina inizia a perdere il carburante droga artificiale perché il corpo ne è privo. In tutti questi anni compreso che la nostra macchina è assai simile a un motore che tende sempre, anche nei momenti più brutti, ad attutire (a questo servono gli ammortizzatori di cui parla Gurdjieff) le trasformazioni chimiche della macchina stessa. La nostra macchina, cioè, tende sempre all'armonia e alla omeostasi, a quel processo che permette ai cambiamenti chimici di avvenire nel loro giusto tempo, ma senza turbare in

maniera squilibrata la macchina. Perchè, secondo lei, la macchina umana è strutturata in modo da avere tutti questimeccanismi difensivi che le permettano di non sottoporsi a cambiamenti repentini e shock traumatici? Per un solo motivo: la fragilità. Noi non ci rendiamo conto di essere macchine delicatissime e che, pur avendo buoni meccanismi di difesa, essenzialmente siamo di "cristallo". Tutti i cambiamenti chimici troppo repentini vengono vissuti dalla macchina umana come "urti". Altra informazione: quando, per un'occasione accidentale o anche per l'utilizzo di droghe, i nostri Centri Inferiori acquisiscono rapidamente una velocità tale da entrare in comunicazione con i Centri Superiori, succede che viviamo tale evento quale fatto positivo, accompagnato da una sensazione di piacere (anche se credo non sia sempre così).Da qui il motivo per cui oggi le droghe sono molto diffuse.. Il problema sorge quando avviene, invece, il contrario, ovvero quando improvvisamente i cCentri Inferiori perdono la "benzina" che permetteva loro di ruotare con quella forza specifica. Allora essi rallentano il loro movimento e, così, perdono il contatto, la comunicazione con i Centri Superiori. Questo taglio netto, avvenuto in poche ore, è un dramma per la macchina umana e, anche se essa si anestetizza attraverso il senso di stanchezza fisica o quello di apatia, incide irreparabilmente sul funzionamento dell'Emozionale Inferiore: quello con cui abbiamo a che fare nel quotidiano. Immagini un disco che ruota. La droga permette al disco di girare più velocemente e di entrare in comunicazione con dei rulli che si attivano solo a certe velocità. Questo cambiamento è vissuto positivamente nella fase crescente ed è così che si innesca un flusso di comunicazione, un'incisione nel disco, grazie a questa interazione tra disco e rulli. Improvvisamente, però, dopo un certo tempo (fase di effetto e assorbimento della sostanza psicotropa), i Centri Inferiori ritornano a ruotare assai più lentamente. Immagini una mano che con violenza blocca un disco che gira ad una velocità assai più alta del normale. Questo cambiamento avviene in modo troppo repentino e l'organismo subisce uno shock, a scapito soprattutto del Centro Emotivo Inferiore che, dopo aver subito un certo numero di shock simili (non possiamo certo definirli numericamente), viene irrimediabilmente compromesso. Gurdjieff, a questo proposito, parla di macchine rotte, che non si possono più riparare. Proprio per evitare tali disastri, viene chiesto ai membri della nostra Confraternita di non fare uso di droghe. Non esistono, quindi, motivazioni di carattere morale. Il Contatto con i nostri Centri Superiori è lo Scopo del Lavoro e le droghe possono incidere su tale percorso di connessione e comunicazione. Un'astinenza anche in base a quanto affermato fin qui trova, quindi, la sua più ampia giustificazione. La droga più potente che lei può assumere è il contatto con la sua vera essenza e restarci in contatto per sempre. Questa è l'evoluzione che propone la nostra Scuola. Non esistono scorciatoie, né cavalli da corsa. Un caro saluto


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LA QUARTA VIA

Le dispense di Studio Mensili “LA QUARTA VIA” è l’organo di stampa ufficiale dell’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo - La Teca.

"Quando impariamo, noi ascoltiamo solo i nostri pensieri. Per questo motivo non ci è possibile accogliere nuovi pensieri, a meno di non ricorrere a nuovi metodi di ascolto e studio." Londra 13/02/1922 G.I. Gurdjieff

Ogni numero contiene numerose sezioni ricche di informazioni mai divulgate pubblicamente, esercizi pratici e materiale inedito sugli insegnamenti della Quarta Via.

Tra i vari argomenti trattati troverete: -

Il significato dell’Esercizio dello Stop L'Enneagramma e l'Albero della vita Il metodo della Quarta Via spiegato punto per punto Ciò che non è mai stato detto sul 6° Centro Inferiore e sul 3° Centro Superiore I segreti della vita di Gurdjieff Gli Hassnamusses: chi sono? Lo Studio dei Testi Sacri attraverso il metodo della Quarta Via L'Alchimia e la Quarta Via L'influenza dei Centri Superiori Studio dell'Antico Testamento alla luce del Sistema La Musica Oggettiva Da dove proviene l'Insegnamento di Gurdjieff Come lavorare se se stessi Le origini della Quarta Via Dante e la Quarta Via Il rapporto Maestro e Allievo L'aspetto spirituale della Quarta Via Il potere del pensiero cosciente Cos'è il vero Ricordo di sè L’Enneagramma svelato: ciò che non è mai stato scritto sull’Enneagramma

E molto, ma molto altro ancora…

NEL PROSSIMO NUMERO VIA li TA ensi AR udio M QU di St LA dispense Le

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Il secondo punto dell’Enneagramma:

MERCURIO

L'ultima prova prima della Pasqua

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Come funziona un Gruppo di Quarta Via ...E MOLTO ALTRO


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