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PERIODICO REGIONALE DI INFORMAZIONE E CULTURA

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Anno VII ° - Numero 10 -

DIRETTORE ELENA CARUSO ( € 0,50 - Solo in edicola )

EDITORIALE

“Saremo qui per sempre” Parola del premier. Ma è una minaccia?

L

Registrazione Tribunale di Catania N° 03 del 13/01/2003 - www.lasvolta.it

Quindicinale - Tiratura 35.000 Copie

Responsabile Marketing: Corrado Bottino

Elena Caruso

’eternità. Ecco cosa mancava ancora al nostro presidente del Consiglio. Così nella sua ultima apparizione al Lido di Milano, Silvio Berlusconi è riuscito a glorificare se stesso aggiungendo la divina componente del sempiternus al già acquisito omnipotens. Alla fine, però, la promessa - minaccia è rimbalzata un po’qui e là senza terrorizzare, mentre le affermazioni condivise con il pubblico festoso del Pdl sono state il vero macigno legato al collo degli italiani. Se qualcuno ancora credeva che le farneticazioni del premier fossero trovate dei “sinistroidi”, adesso deve ricredersi. Decisamente. E’ soprattutto quel “Non dobbiamo più avere paura della crisi” che fa ribollire il sangue nelle vene. Proprio qualche giorno fa l’INPS ha diffuso i dati circa l’occupazione, fattore indicativo dell’andamento economico e dello stato di salute del settore produttivo di un paese: ebbene, in un anno le richieste di disoccupazione sono decollate del 53% e la cassa integrazione ordinaria ha superato il 400%. Evidentemente nel paese delle meraviglie dell’ex outsider di Arcore non c’è posto per questi numeri. Esistono solo i 4.400 euro di asciugamani in lino purissimo, 88 euro l’uno, per le toilettes di Palazzo Giustiniani, i 260.000 euro di agendine firmate dalla fashion house Nazareno Gabrielli, gli 8.200 euro per la fornitura trimestrale di calze e collant “di servizio”e tante altre cosette ancora. Sarebbe lecito chiedersi se non viva in uno di quei leggendari mondi paralleli sui quali ogni cosa è perfetta e tutto è permesso, lavoro, quattrini… …e “gnocche” (o se meglio si crede, top escort, top model). Sarà per questo motivo che poi incalza con quel “Abbiamo introdotto un nuovo elemento nella politica italiana: la moralità”. Già, dimenticavamo, il premier possiede anche quella: un’infinita verve umoristica. E’, infatti, con eguale physique du rôle del menestrello che, alla fine, la spara grossa: “Il Pdl è un partito dove c’è dialettica e anche libertà di coscienza”. Già. Una volta nel gregge è inutile che abbai: scodinzola, diceva Checov. Sacrosante parole. 

LA SVOLTA è un quindinale Esce in distribuzione ogni mese nei giorni 3 e 16

EDITORE: “ASSOCIAZIONE LA SVOLTA EDITRICE”

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Acireale - Perla Ionica

dal 13 al 22 novembre 2009 1° Q . - Ottobre 2009

DISTRIBUZIONE GRATUITA

Pacchetto sicurezza e scudo fiscale Ecco le parti più discusse dalla politica Reato di clandestinità, incostituzionale?

Le ragioni politiche dello scudo fiscale

U

n provvedimento impopolare che riporterà in Italia i capitali illecitamente detenuti all’estero

L A PAG. 2

a paura degli immigrati clandestini e la probabile violazione degli articoli 2, 3, 10 e 27 della Costituzione

ATTUALITÁ

A PAG. 2

IL FATTO

Influenza A/H1N1: è allarmismo?

REGIONE. L’MPA contesta la disattenzione del Governo per il Mezzogiorno

Gli esperti tranquillizzano. Intanto iniziano le vaccinazioni

L

ettera aperta a Berlusconi in cui si evidenzia la totale disattenzione per i problemi relativi al Sud A PAG. 2

Economia

Come differenziare il proprio portafoglio azionario?

E

cco gli ETF su materie prime. In primo piano petrolio, gas naturale, mais e oro A PAG. 3

Cultura di Patrizia Anastasi “No agli allarmismi”. E’ quanto hanno ribadito gli esperti del mondo sanitario riuniti in un convegno a Roma, per discutere sul piano che il nostro Paese attuerà a giorni per far fronte alla nuova influenza. Nonostante il caso della donna morta a Messina, Giovanna Russo, il primo decesso causato esclusivamente dall’influenza H1N1, gli esperti assicurano che è inutile creare allarmismi. Ma la Sicilia resta la regione più colpita dal virus della suina. Al Papardo un nuovo caso, quello di uno studente di 17 anni che frequenta il liceo classico “La Farina”, compagno di scuola della figlia della donna deceduta qualche settimana fa. Non sarebbe grave. E poi a Trapani, dove un uomo di 42 anni è stato ricoverato per influenza A. E in Italia si cerca di correre ai ripari. Il governo ha ordinato 24 milioni di

dosi di vaccino contro l’influenza A. Sono le prime di 48 milioni totali di dosi che secondo il governo serviranno all’Italia per fronteggiare la pandemia. Comunque il viceministro con delega alla Salute Ferruccio Fazio sostiene: “L’influenza è più mite del previsto. Ha effetti simili a quelli dei malanni stagionali”. Intanto la vaccinazione è stata anticipata di un mese, rispetto al previsto. Dal 15 ottobre, dunque, 24 milioni di italiani, il 40% della popolazione, potranno usufruire dell’antidoto contro la tanto temuta influenza. Le categorie cui è offerta la possibilità di vaccinarsi sono i lavoratori dei servizi pubblici essenziali (forze dell’ordine, vigili del fuoco, personale sanitario e autisti dei mezzi pubblici) e i soggetti a rischio con particolari patologie dai 18 ai 65 anni. Per i minori di 18 anni e le donne in gravidanza e per la co-vaccinazione

per l’influenza stagionale le indicazioni saranno contenute in un’ulteriore ordinanza che sarà emessa dopo il parere del Consiglio Superiore di Sanità. Ma non tutti gli esperti consigliano di vaccinarsi: “Oggi, anche se fosse pronto, non sarebbe il caso di usare il vaccino sui bambini. Non siamo in pandemia. Il picco è previsto a metà dicembre e quando accadrà ne riparleremo”. Lo afferma Antonio Comito, pediatra, ex primario dell’Ospedale Santo Spirito di Roma. Nel frattempo le scuole italiane portano avanti la loro campagna per evitare al massimo i contagi. Se in Campania si pensa a cartelli con informazioni di base sulla malattia da affiggere nelle aule e dentro i bagni delle scuole, a Roma il liceo scientifico Newton ha preso esempio dalle scuole francesi e ha deciso di bandire, da ottobre, baci e abbracci per evitare i contagi. 

l

ARTE Anna Maria La Torre

N

elle sue tele libera l’alter ego, quello figurativo A PAG. 5

Catania

Dove sono le zone di sosta libera ?

I

ncubo dei residenti catanesi A PAG. 6

Sport

La Finestra sulla “A”

ommento al campionaC to di calcio a cura di Lella Seminerio

A PAG. 8


Attualità Le ragioni dello scudo fiscale

2

1° Q. - Ottobre 2009

LA SVOLTA

Un provvedimento impopolare che riporterà in Italia i capitali illecitamente detenuti all’estero di Giovanna Raimondo ’ era da aspettarselo. L’affondo di Antonio Di Pietro sulla “Mafiosità” del Parlamento, in risposta all’approvando Provvedimento sullo “Scudo fiscale” è arrivato puntuale. Eclatante. Sempre più bramoso di “effetti speciali” che sappiano far presa sugli italiani. “Delinquenti che proteggono delinquenti” : A suo dire. Indiscriminatamente. La frase è certamente roboante, degna di entrare tra le prime dieci “Sparate” dell’ex P.M. Peccato sia assolutamente irriguardosa nei riguardi dello stesso popolo italiano, che nelle Aule Parlamentari viene rappresentato, nonché di quei principi che sono imprescindibili nell’azione tutta di chi assuma una funzione pubblica, che in ogni caso, qualsiasi siano le ragioni del dissenso espresso, non può mai scadere nel mancato

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LA SVOLTA Periodico Mensile Regionale di Informazione e Cultura

QUINDICINALE

DISTRIBUZIONE GRATUITA Reg.to al. Tribunale di CT - N. 3 - 03 del 13/01/2003

www.lasvolta.it

Anno VII ° - N° 10 / 1^ Q. - Ottobre 2009 Direttore Responsabile: Elena Caruso

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Redazione: Patrizia Anastasi, Silvia Calanna, Antonio Iacona, Lella Seminerio E-mail: redazione@lasvolta.it Hanno collaborato: Domenico Gualtieri Renato Maisani, Caterina Mittiga, Natasha Puglisi, Mariella Palmeri, Nunetta Montebello, Francesca Putrino, Giovanna Raimondo, Maria Sambataro, Simona Scandura, Giuliana Sotera Segreteria redazione: Giusy Puglisi de ALS E-mail: segreteria@lasvolta.it Grafica e impaginazione: Andrea Di Mauro de ALS Web Master: Giuseppe Pulvirenti Cell. 340 5543981

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Periodico La Svolta

rispetto delle Istituzioni. Affermazioni gravissime, puntualmente seguite dalla replica, congiunta e giustissima, dei Presidenti di Camera e Senato, che hanno valutato tale definizione come “Inaccettabile”. Un puntuale ed ormai purtroppo notorio modo, da parte del leader dell’Idv, di lasciar sconfinare la sua opposizione praticamente nell’illecito. Nessuno ignora che il citato e discusso Provvedimento abbia a rientrare nel novero di quelli che si ammantano, per loro

stessa connotazione, di impopolarità, difficili da comprendere e tecnicamente anche da attuare, posto che non si potrà nel caso in specie evitare il vaglio dell’Europa per la valutazione del necessario rispetto dei principi comunitari, ma obiettivamente molto più sensato dell’amnistia che, per carità, con un consenso esteso anche al Centro-Destra, fu approvata dal passato Governo di Centro- Sinistra. Il suo risultato, sotto gli occhi di tutti ed a prescindere dalla posizione allora espressa dall’Idv, che non ne muta il senso, fu quello di porre in libertà pericolosi criminali che in molti casi si sarebbero resi, purtroppo, responsabili di molti altri delitti, fra cui diversi omicidi… Non si vuole con ciò minimizzare la portata di reati quali il riciclaggio o il falso in bilancio rispetto ad altri, ma la ratio sottesa al Provvedimento sullo scudo fiscale, volto praticamente a fare

in modo che i capitali illecitamente detenuti all’estero ritornino in Italia e a fare entrare nelle Casse dello Stato fondi preziosissimi in un momento innegabilmente molto difficile per l’economia del nostro Paese, come per l’economia tutta, investita dalla crisi globale, ci pare tutt’altro che trascurabile. Una crisi che, malgrado le accuse mosse alla stampa “catastrofista” dal Presidente del Consiglio, che giudica inopportuno il modo in cui molti giornali pongano l’accento sui suoi effetti minimizzando sui segni di ripresa, sta impegnando il Governo nella arditissima impresa di far ripartire l’economia stessa col reperimento delle necessarie risorse, rispondendo come meglio, francamente ed in tutta onestà, ci riesce impossibile pensare, o ipotizzare, che con un differente Capo dell’Esecutivo sarebbe riuscito a fare, considerato che le innegabili capacità di

Tremonti, purtroppo non sempre bene applicate, con riferimento alla politica di gestione dei fas, e lo straordinario talento imprenditoriale del Presidente Berlusconi, ben si attagliano al funesto momento storico. Momento, come confermato anche nell’appena celebrato G20 di Pittsbourgh, tutt’altro che superato ed ancora bisognoso di parecchi sforzi, canalizzati verso il comune intento di allontanare definitivamente lo spettro della recessione. Chiosiamo con la precisazione,

doverosa quanto forse superflua, che il Provvedimento de quo non mira, ovviamente, a legittimare l’evasione fiscale, “prassi” diffusissima nel nostro Paese e sulla quale si è ultimamente registrata una “inversione di tendenza”, certamente dovuta ad un più serrato sistema di controlli. Con buona “guerra” di chi punta ad affermare il contrario, ritenuto che l’argomento delle polemiche su questo “caso” sia intuitivamente tutt’altro che esaurito. Siamo solo all’inizio. 

L’MPA contesta la disattenzione del Governo per il Mezzogiorno Lettera aperta a Berlusconi in cui si evidenzia la totale disattenzione per i problemi relativi al Sud

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ederalismo Fiscale. Fiscalità di vantaggio. Equa e razionale distribuzione dei Fondi per le aree sottoutilizzate. Sono sempre queste le tematiche sulle quali il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, leader del Movimento per le Autonomie, insiste caparbiamente, nella profonda e forte convinzione che solo attraverso la loro puntuale attuazione possa finalmente realizzarsi quel tanto agognato, quanto necessario, sviluppo della Sicilia e del meridione tutto, a fronte di una politica finora tristemente incentrata su meccanismi che continuano a penalizzare fortemente queste aree, a tutto vantaggio del ricco ed industrializzato nord. Questioni sulle quali gli Autonomisti non hanno mancato di porre l’accento con una “ Lettera aperta dell’Mpa a Berlusconi”, constatando l’immutata situazione di totale disattenzione per i problemi relativi a questa zona del paese da parte dell’attuale Governo rispetto a quello passato, con la cospicua aggravante che l’Esecutivo del Mezzogiorno in modo reale e fattivo, ma che di fatto, Berlusconi è frutto di una coalizione che ha assunto nei invece, ignora totalmente la voce autonomista ed emarconfronti degli elettori il preciso impegno di occuparsi gina il movimento nato in difesa

del Sud con atteggiamenti talora palesemente ostili a livello parlamentare. Atteggiamenti, purtroppo, non circoscritti al livello nazionale, ma visibilmente proiettati, anche a livello regionale, ad un’ostruzionistica opera di contrasto alla nascita di un “Partito del Sud”, come da precisa intenzione dello stesso Lombardo, partito che certamente i siciliani, in buona parte ormai con gli occhi bene aperti sulle reali necessità della loro terra, sarebbero ben propensi ad accogliere con le popolazioni delle altre Regioni meridionali, circostanza che non sarà certo sfuggita alle numerose correnti e personalità impegnate a “remare contro”. Un sistema, quello finora attuato, totalmente avulso ed estraneo alle particolarità locali, dalle quali sole occorre partire non solo per l’opportuna concretizzazione di tutto quanto possa favorire lo sviluppo, ma anche per la corretta applicazione del modello Federalistico, che rischia altrimenti di tramutarsi in un ulteriore incremento del divario nord-sud.  G. R.

Reato di clandestinità e illegittimità costituzionale

La paura degli immigrati clandestini e la probabile violazione della Costituzione

di Simona Scandura eato di clandestinità in contrasto con la Costituzione? È quanto continua ad emergere da atti di diverse procure in tutta Italia, da Torino ad Agrigento dove si chiede l’intervento della Corte Costituzionale. Pare che il nuovo reato, introdotto con il pacchetto sicurezza, sia in contrasto con quattro articoli della Costituzione. Diversi sono i dubbi, in particolare l’articolo 10 bis, che punisce con ammende dai cinque ai diecimila euro chi si trova senza permesso nel territorio nazionale. Un intreccio di norme giuridiche e aspetti umanitari che include anche il mancato rispetto degli obblighi internazionali assunti dall’Italia come il Protocollo Onu di Palermo del 2000. Una sentenza del 2007, inoltre, nega fermamente “…la possibilità che la condizione di migrante irregolare possa di per sé costituire un motivo di pericolosità sociale”. Ad aggiungersi a ciò anche la garanzia, data dalla Costituzione, che ammette la punibilità penale solo in merito a fatti materiali e non a condizioni individuali. In

R

caso contrario, infatti, è possibile incorrere in discriminazione o anche razzismo. Innumerevoli le opinioni e i punti di vista discordanti tra loro, date da giuristi ed esperti del settore, che danno vita ad un unico stato d’animo che accomuna cittadini e immigrati clandestini. La paura. Anche Mustafà, 25 anni senegalese, immigrato clandestino, ha paura. E’ la paura di chi è arrivato in Sicilia con un viaggio lunghissimo, su uno di quei barconi, rischiando la vita e lasciando a casa mamma, papà e una sorella. E’ il terrore di chi non vuole tornare a rivivere scene terribili di fame e di sete che lo tengono legato ai ricordi di un’infanzia triste. Lui, è senegalese di nascita, ma Catanese nel cuore. In città, lo conoscono tutti. Lavora all’angolo di via Etnea, la sua bancarella è attrezzatissima con cd da tutto il mondo predisposti ordinatamente su di un ampio lenzuolo che lui tiene dai lembi esterni, in modo da poterlo aprire e chiudere velocemente e poterne creare un fagotto. Ha lo sguardo vigile. Percorre tre chilometri con gli occhi

da destra a sinistra senza lasciarsi sfuggire neanche un passante. Da un paio di giorni i vigili controllano il territorio e lui si tiene pronto a fuggire, non ha il permesso di soggiorno e in più lavora in nero. Mustafà è un fuorilegge. Lui, rappresenta il nuovo bersaglio che bisogna centrare per essere al passo con le novità del governo. Sono finiti i bei tempi in cui per i giovani immigrati, era possibile persino scambiare qualche parola con gli uomini in divisa parlando di musica italiana. Da quando il pacchetto sicurezza è legge e

il reato di clandestinità, giace lì dentro, tutto è cambiato. Adesso persino Mustafà, che due giorni fa era l’amico di tutti, è diventato una minaccia. Non si può nemmeno parlare con lui altrimenti si rischia di essere accusati di induzione all’immigrazione. Terra bruciata intorno a loro che favoriscono il lavoro nero, che sporcano le città, che rappresentano un pericolo per tutti. Ma a guardarlo non si direbbe, lui, che non ha mai avuto un soldo per studiare anche se avesse voluto, che conosce il nome di tutti i cantanti a memoria

e ogni tanto intona una canzone nella sua lingua. No, non si direbbe. Eppure è contro la legge, non rispetta le regole. La paura si raddoppia, diventa quindi bilaterale. Da un lato gli onesti cittadini che adesso riconoscono il reato di clandestinità e si sentono sempre più invasi, dall’altra gli onesti immigrati clandestini, fuori legge, che si sentono minacciati e perseguitati. Il risultato non può che essere aggressività da parte di entrambi. E se anche qualcuno accenna ad una violazione dei diritti umani, i funzionari che ricevono le richieste di permesso di soggiorno da parte di immigrati clandestini, devono denunciarli. Nessuna detenzione per loro, è certo, soltanto un’ammenda dai cinque ai diecimila euro. Soldi che forse loro non hanno mai visto e che non saprebbero nemmeno come ottenere. Ma del resto si sa, la loro vita non è considerata importante come quella di un Italiano, possono morire in mare o rimanere abbandonati a se stessi, meno sono e meglio è. E’ la nuova Italia (legittima o illegittima) con più garanzie. Ma per chi? 

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LA SVOLTA

Economia & Finanza

1° Q. - Ottobre 2009

Pagina coordinata da Antonio Iacona

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Come differenziare il proprio portafoglio azionario? Ecco gli ETF su materie prime. In primo piano petrolio, gas naturale, mais e oro

di Domenico Gualtieri I BOT hanno registrato nuovi minimi storici del rendimento lordo (0.55% commissioni e tasse escluse), in sostanza ormai prossimi allo zero. Ciò nonostante la domanda è in aumento come spiega l’Assiom che ha valutato in 16 miliardi la richiesta dei titoli di Stato a fronte dei 10 disponibili nell’ultima asta. Come spiegare questo comportamento? Sicuramente le tesorerie delle banche investono in Titoli di Stato la maggior parte della liquidità iniettata dalle banche centrali; ma il piccolo risparmiatore, con questi tassi di interesse può cercare senz’altro qualche soluzione diversa per investire il proprio denaro. Certo è che in questo momento il mercato azionario è tutt’altro che sicuro. La ripresa che tutti i politici stanno sbandierando quanti morti lascerà alle spalle? La disoccupazione è prevista in forte crescita per fine anno 2009 e per almeno il primo semestre 2010. Come farà un’economia basata sui consumi a non risentire di tutto ciò? Da questa situazione di incertezza generale sulla situazione economica ecco che cominciano ad essere considerati altri tipi di investimenti: gli ETF su materie prime. Questi sono una categoria di fondi le cui quote sono negoziate in Borsa come semplici azioni e ricalcano l’andamento dei prezzi delle materie prime a cui si riferiscono. Nel primo trimestre del 2009 hanno riscontrato un aumento dei flussi netti molto elevato che arriva fino al 400 % rispetto all’ultimo trimestre del 2008 (è il caso dei metalli preziosi che hanno raggiunto i record di 6.8 miliardi di dollari investiti).

Vediamo allora di cosa stiamo parlando più in dettaglio e analizziamo gli andamenti degli ETF più comuni: ETFS CRUDE OIL: Il petrolio è ancora forte sulle piazze internazionali, anche se ha frenato la scorsa settimana, risentendo di scontati realizzi, oltre che dei controversi dati sulle scorte annunciati dal Dipartimento dell’Energia americano. A sostenere il trend di crescita delle materie prime energetiche hanno contribuito ancora le attese di una ripresa delle maggiori economie mondiali nella seconda parte del 2009. Infatti, una serie di dati giunti dagli Stati Uniti confermano un quadro di miglioramento delle condizioni economiche generali. Ultima quotazione 16.27 €. Prezzo Petrolio greggio 66.02 $\bbl Indicazione operativa: Neutrale

ETFS NATURAL GAS: Altra settimana boom per il gas naturale e va riallineandosi agli altri prodotti energetici. Il gas, infatti, era rimasto molto indietro rispetto alle altre commodities energetiche, soprattutto il petrolio, L’ottava chiude così con il contratto di ottobre sul natural gas che ha messo a segno un nuovo prepotente rally, chiudendo a 3,778 dollari, in rialzo del 27,6% rispetto ai 2,96 dollari della settimana precedente, su un massimo di 3,90 USD ed un minimo di 2,911 dollari. Ultima quotazione 0.411 €. Prezzo gas naturale consegna novembre 2009 4.95 $\mmbtu Indicazione operativa: Prossima vendita

ETFS CORN: Settimana ancora difficile per il mais, che risente della generale debolezza dei mercati cerealicoli, sull’attesa di una produzione consistente. Il mais ha così trascorso una settimana pessima, accentuando il calo a fine ottava, per nulla favorito dai dati dell’USDA sul commercio. L’ottava chiude così con il contratto di dicembre sul corn a 3,18 dollari per bushel, in ribasso dello 0,3% rispetto ai 3,19 USD della settimana prima, fra un massimo toccato a 3,47 dollari e su un minimo di 3,15 USD. Ultima quotazione 0.869 €. Prezzo gas naturale consegna novembre 2009 3.34 $\bu Indicazione operativa: Prossima vendita

ETFS GOLD: Oro e inflazione. Questo il binomio che continua ad infiammare i prezzi del metallo prezioso, che ha recentemente messo a segno un ampio rally, schizzando con prepotenza oltre i mille dollari l’oncia. L’oro ha infatti recentemente mutato la sua funzione, passando da classico bene rifugio, che lo teneva incollato attorno ai 950 dollari (dollaro più, dollaro meno), a strumento di copertura dell’inflazione. Ultima quotazione 9.16 €. Prezzo gas naturale consegna dicembre 2009 991.60 $\troy oz. Indicazione operativa: neutrale

Ricordando che gli ETF sono fondi garantiti e certificati, è sempre opportuno specificare che sono soggetti anche essi alle speculazioni dei grandi gruppi internazionali che ne gestiscono scorte e produzione. Tuttavia sembra che all’investitore medio piaccia l’idea di possedere quote di questi fondi… alla fine è come se si possedesse un po’ di oro, mais, gas naturale o petrolio senza preoccuparsi di dove collocarlo fisicamente

La cultura d’impresa, i giovani e il “cappio” del precariato

Il Nord denuncia la crisi occupazionale per architetti, ingegneri, avvocati, privi di ammortizzatori sociali. In Sicilia già solo esercitare è un sogno lontano. E i politici? Parlano di cultura d’impresa

di Antonio Iacona i eravamo lasciati con l’ultima pagina (in ordine cronologico) di “Economia & Finanza” coi dati altalenanti che riguardano, sempre più, la Sicilia, ora terra di disoccupazione ad allarme rosso fisso, ora terra di speranza per alcuni settori (leggi terziario e dintorni). Ma, proprio da questa pagina, siamo abituati a leggere attentamente i dati che ci riguardano, con un occhio rivolto alla cultura della nostra terra, intesa in questo caso come cultura d’impresa e del lavoro. E le conseguenze non sono delle migliori, seppure vogliamo essere i primi ad infondere ottimismo. Il dato nazionale preso in esame riguarda, oggi, alcune professioni, importanti sicuramente, ma che, si scopre con secoli di ritardo, non sono protette da nessuno scudo sociale o ammortizzatore. Scriviamo di avvocati, architetti e ingegneri, detentori di partita iva, che si vedono costretti a chiudere i propri studi professionali e che, sempre più spesso, devono inventarsi un nuovo lavoro. Ma non siamo negli States, dove a 50 anni suonati magari ti reinventi, apri un ristorante di lusso e diventi lo chef number one. Siamo nel profondo Sud, nello scrigno di voti elettorali più prelibato d’Italia (tra le fasce alte della popolazione) e nel vivaio della malavita più rigoglioso

C

(per le fasce più a rischio, soprattutto tra i giovani). Nei giorni scorsi, a dedicare ampio spazio alla vicenda, sono stati Corriere della Sera e CorrierEconomia. È una crisi che colpisce a macchia di leopardo, quasi a voler sottolineare la giungla urbana in cui si ritrovano certe professioni. “Firme di primo piano – sottolinea il maggiore quo-

tidiano italiano - come l’olandese Erick Van Egeraat chiude il suo studio milanese dopo lo stallo del progetto Milanofiori… Uno studio prestigioso, Bonelli, Erede, Pappalardo, ha abbassato il numero dei collaboratori, ha chiuso la sede italiana di White & Case, studio internazionale americano con sede a Milano. Cambi anche nello studio Ashurst: Riccardo Agostinelli e Lorenzo Vernetti (entrambi fondatori della sede italiana) si sono spostati in Latham & Watkins. «In difficoltà sono soprattutto i giovani — dice Maurizio de Tilla, presidente dell’Oua, l’organismo unitario dell’avvocatura — quelli che fanno gli avvocati d’ufficio e che non ricevono i compensi dallo Stato da due anni». Come se non bastasse, le stime prevedono, per tutta la categoria, che la crisi si inasprirà nei prossimi mesi e nel 2010 perché le parcelle arrivano sempre in ritardo rispetto alla prestazione”. In questo senso, la politica, scrive ancora il Corriere, si sta muovendo per rivedere le norme del welfare e per aggiornarlo secondo le esigenze del mondo di oggi. Meglio tardi che mai! Ma ora, a noi, alla terra di Sicilia. Almeno a Milano o, comunque, da Roma in su, la possibilità di lavorare come ingegneri, architetti e avvocati ci dovrebbe essere o c’è stata. E nella nostra Isola? Quanti

IN PRIMO PIANO DAL MONDO

sono i giovani che, ottenuta l’agognata laurea in uno di questi settori, riescono poi ad esercitare realmente la professione che si sono scelti? Gli ingegneri? Un tempo, il sogno di molti, anche non catanesi, era entrare nell’oasi alla zona industriale della ST, per poter svolgere questa professione a due passi da casa. Poi, la crisi ha investito anche questa bella realtà dell’elettronica e oggi il sogno è diventato incubo. Gli architetti, forse? In Sicilia, diciamolo, non c’è la cultura di affidare la ristrutturazione della propria casa a uno di questi professionisti, nemmeno se vai a vivere in una villa barocca del Settecento, e si preferisce fare da sé. Libera scelta in libero stato, naturalmente. Ciascuno può disporre dei propri soldi come meglio crede. Ma, il 90% delle volte, state sicuri che gli architetti freschi di laurea si trovano a essere sottopagati e per di più in nero, negli studi professionali. E gli avvocati? Lontana da noi anni luce la fiction dei telefilm americani alla “Shark” o alla “Law and Order”, con giovani e begli avvocati, uomini e donne, che fanno brillanti carriere e affascinano giudici e giurie, con macchine sportive e lussuosi appartamenti. A parlare di crisi dei settori in Italia è uno come Gaetano Stella, presidente della Confprofessioni, associazione che rap-

presenta i liberi professionisti. Ma non dimentichiamo che la Sicilia è un’altra cosa. E questo lo scriviamo come schiaffo morale, quindi tutt’altro che per piangerci addosso! Per scuotere, diciamo, l’orgoglio di un popolo che, ad ogni elezione, si affida ai politici di turno. Risultato? La possibilità, ovviamente a tempo determinatissimo e con contratti, quando ci sono, che sono “carta igienica”, per il proprio figlio o nipote o consorte, di poter entrare in questo o in quel posto, magari proprio ingegneri o avvocati o architetti che si reinventano cassieri di supermarket o commessi di negozi. Con il dovuto rispetto per categorie che contribuiscono a sostenere l’economia nazionale, proprio come i cassieri o i commessi. La crisi, dunque, c’è, si vede e si tocca con mano, soprattutto quella dentro il portafoglio. Per arginarla e per riconquistare la serenità, forse occorrerebbe rivedere i principi culturali del lavoro e sciogliere il nodo del precariato, che è innanzitutto un cappio dell’anima. A cominciare da dove? Dal dire “no!”, tutti assieme, a chi sceglie per noi la nostra nuova professione. Ciascuno di noi ha il diritto di esercitare il mestiere che si è scelto nella propria terra. Se non mi garantisci questo diritto, non mi rappresenti più! E forse non mi hai mai rappresentato! 

Giovani imprenditori crescono

La crisi non ferma i derivati: alle banche E intanto c’è chi produce... oi, invece, c’è chi, l’economia giovane di queUsa 5,2 miliardi di dollari dai mercati Otc giovane imprenditore, sto paese chiamato Sicilia e

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iente sarà più come prima per la finanza mondiale. Economisti di fama internazionale hanno interpretato in questo modo gli effetti della crisi globale, la peggiore dai tempi della seconda guerra mondiale. Una visione ottimistica, almeno per ora. Secondo i dati forniti dall’Office of the Comptroller of the Currency del Tesoro statunitense, infatti, per le banche americane gli strumenti derivati continuano ad essere - sempre di più - il principale business. Nel rapporto trimestrale del governo Usa si legge come il valore complessivo dei derivati in possesso degli istituti di credito commerciali del Paese sia aumentato di 1.500 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2009 (+0,7% rispetto al rilevamento precedente), e abbia così raggiunto quota 203.500 miliardi. Grazie all’abbondanza di tali strumenti finanziari, le banche hanno registrato inoltre ricavi pari a 5,2 miliardi di dollari, nel periodo che va dal 1 marzo al 30 giugno. Ad essersi “avventurate” nel settore dei derivati, titoli che vengono scambiati nei mercati over-the-counter, e quindi il cui commercio è privo dei normali canali di controllo, sono state in totale 1.100 banche americane: 47 in più rispetto al primo trimestre dell’anno. Ma a molte di loro sono rimaste le “briciole” lasciate dai cinque principali istituti del Paese (Bank of America, Citigroup, JPMorgan Chase, Goldman Sachs e Wells Fargo) che da soli detengono il 97% dei derivati made in Usa.  A. I.

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riesce invece a scommettersi veramente in questa terra di Sicilia, perché la ama al punto da raccogliere le sfide e di giocarsi la partita della vita. È per loro che inauguriamo questa rubrica all’interno della pagina specializzata di “Economia & Finanza”. Un ritaglio più che doveroso che abbiamo ideato per fare conoscere al territorio siciliano le opere dei loro ragazzi e ragazze che sono imprenditori veri o che lo stanno diventando con la crescita, la formazione, la serietà, lo studio, la puntualità che li contraddistinguono. Non citeremo i nomi di aziende, non sbandiereremo slogan e trovate pubblicitarie, ma apriremo passo dopo passo, attraverso le loro storie, le porte sul mondo del-

che è nelle loro mani, domani, un domani molto molto vicino. Come il domani di Marcello D’Aiello, catanese trentenne, classe 1979. Della sua terra, D’Aiello conserva l’aspetto vulcanico, dato che sforna un’idea alla settimana e, cosa proprio normale per un siciliano che lavora e che produce veramente, la mette in pratica. Per diversi anni, infatti, Marcello D’Aiello ha lavorato per un’agenzia immobiliare di Catania ma, nel 2008, ha deciso di inaugurare una propria agenzia. L’ha aperta quando tutti, intorno, dentro e fuori dall’Isola, parlavano di crisi globale, di euro e dollaro impazziti, di banche approfittatrici e di tassi al limite dell’usura. Oggi la nuova struttura si occupa di vendite e affitti,

gestisce immobili per conto di clienti, tra i quali un palazzetto di proprietà italo-francese, al quale l’agenzia cura i canoni mensili e gestisce il condominio. D’Aiello è anche perito e collabora con una grossa società di Milano che si occupa di acquisto pro-soluto di crediti di piccolo e medio importo. È nel Consiglio d’amministrazione e vicepresidente di una coopera-

tiva edilizia con, all’attivo, una quarantina di soci. “Ho semplicemente dato sfogo alla mia passione per questo lavoro, – dice, quasi umilmente – che non si esaurisce però in questo settore”. Insomma, alla faccia delle raccomandazioni e del precariato. In bocca al lupo, alla prima delle nostre tante storie ricche di questa Sicilia!  A. I.


Province AGRIGENTO. Randagismo, scatta l’allarme

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“Bisogna intervenire al più presto per scongiurarne altri”

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di Renato Maisani ani in giro per la città a spaventare o, nei casi peggiori, ad aggredire la gente. Quello del randagismo è un problema che necessita di essere affrontato in qualsiasi città per evitare di mettere a repentaglio la salute della cittadinanza, ma anche quella degli stessi animali. Anche il comune di nomeno e, l’aggressione prenditore che circolava Agrigento si ritrova ad da parte di un branco di in bicicletta, ha fatto deaver a che fare con il fe- cani ai danni di un im- finitivamente suonare il

campanello d’allarme. Il consigliere comunale della città di Agrigento, Giuseppe Arnone, si è attivato al fine di risolvere la problematica che attanaglia il capoluogo agrigentino. “Da tempo, parecchi cittadini - ha dichiarato Arnone - mi hanno segnalato problemi derivanti dal fenomeno del randagismo. Se l’aggressione avvenuta qualche giorno fa, fosse avvenuta nei

confronti di un anziano o di un bambino, i danni sarebbero potuti essere ben più gravi”. Il fenomeno del randagismo, ad Agrigento infatti, è sempre più diffuso ed inoltre i cani sono spesso raggruppati in branchi, il che non fa altro che aumentare il pericolo in caso di aggressioni che, si augura Arnone, sarà scongiurato nel più breve tempo possibile. 

CATANIA. Approvati interventi sull’area etnea

Proposti dal consigliere provinciale Pappalardo come ordine del giorno di Sebastiano Di Mauro n autunno, periodo in cui molti Comuni organizzano sagre che sono occasione di richiamo per molta gente, la Polizia provinciale deve controllare i varchi di ingresso ai centri abitati, allo scopo di snellire il traffico, indicando agli automobilisti i percorsi alternativi. Inoltre occorrono controlli più severi per evitare che i gitanti abbandonino rifiuti nei boschi o danneggino le coltivazioni ed i frutteti, unica rendita dei contadini. Questo è quanto il consigliere provinciale Edmondo Pappalardo (Gruppo consiliare Popolo della Libertà) ha proposto, come ordine del giorno, al Consiglio provinciale. Afferma Pappalardo: “Nella stagione autunnale è consuetudine di molti andare nei boschi per la raccolta delle castagne e dei funghi. Spesso le aree boschive ricadono in prossimità di comuni in cui si svol-

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gio di boschi e frutteti con danni economici e ambientali”. L’ordine del giorno proposto da Pappalardo è stato approvato con quasi l’unanimità dei voti dal Consiglio provinciale. L’assessore al Territorio ed ambiente, Giovanni Bulla, condividendo la scelta del Consiglio, ha affermato: “Sebbene molte

aree boschive non siano di pertinenza della Provincia, il mio assessorato si farà promotore di incontri con i sindaci, il Corpo forestale, l’ente Parco dell’Etna, al fine di stabilire in comune accordo un controllo del territorio e per ripulire, dove è possibile, le aree dove esistono microdiscariche”. 

Il Consigliere Provinciale

Edmondo Pappalardo gono le sagre. Occorre che la Polizia provinciale programmi un piano di coordinamento tra le varie amministrazioni locali, le forze dell’ordine e le associazioni di settore. Gli scopi sono rendere fluido il traffico veicolare e collaborare con il distaccamento forestale per evitare il saccheg-

MESSINA. La Provincia chieda lo stato di calamità Il consigliere Princiotta Cariddi :“Bisogna provvedere con interventi celeri”

D

ue giorni di pioggia sono bastati a mettere in ginocchio il versante jonico (Taormina, Roccalumera, Letojanni e Francavilla), altresì, si è dovuto prendere atto della disastrosa condizione dell’autostrada Messina-Catania, bloccata per un giorno intero dopo che poche ore di pioggia avevano allagato le corsie e provocato una frana a Roccalumera, ostruendo l’intera corsia di marcia in direzione Catania. “Bisogna provvedere con interventi celeri - ha dichiarato il consigliere provinciale Giovanni Princiotta Cariddi - in punti importanti come Calamona, Capo Ali’, Capo Scaletta, Capo Calava’, in situazioni precarie già dallo scorso inverno. Essendo il sottoscritto interessato e sensibile alla grave situazione di Capo Skino, dove i danni degli scorsi anni e i più recenti, dovuti al maltempo, alle frane e alle mareggiate hanno certamente reso difficile la situazione e messo in ginocchio intere comunità, come Gioiosa Marea e Piraino”. Il Presidente Nanni Ricevuto si è prontamente mosso chiedendo al neo commissa-

rio del consorzio autostrade la sospensione provvisoria del pagamento del pedaggio sulla A18 ed è stata convocato un tavolo programmatico con i sindaci del comprensorio Jonico e della Valle dell’Alcantara per quantificare i danni causati dal temporale del 16 settembre, altresì, si terrà un tavolo tecnico con i dirigenti Anas ( Pierfrancesco Savoia) e Protezione civile (Bruno Manfrè), unitamente ai responsabili provinciali alla viabilità. Al presidente, on. Nanni Ricevuto, è stato chiesto, consapevoli della sua sensibilità nel considerare la provincia di Messina territorio unitario da tutelare, difendere e promuovere nella sua unicità, di volere estendere le attenzioni e le richiese di calamità al versante tirrenico, con particolare riferimento a Gioiosa Marea, dove una ulteriore frana ha fatto cadere (il 12 agosto u.s.), nel mare sottostante, un nuovo tratto di SS 113, aprendo una enorme voragine e interrompendo la condotta fognaria, che in atto versa in mare i liquami da smaltire. Inoltre di volere estendere al commissario straordinario del Cas la proposta di esone-

rare dal pagamento del pedaggio, almeno nel tratto Brolo-Patti, i cittadini residenti in Gioiosa Marea. L’ideale sarebbe esonerare tutti gli automobilisti diretti a Gioiosa Marea. Ciò varrebbe ad incentivare il “traffico” commerciale, di accoglienza e di turismo a breve raggio, non meno proficuo di altri nel periodo diverso da quello estivo.  S. D.

SIRACUSA. É tempo di cambiamenti per l’Università

Raggiunta un’importante intesa sulla nuova offerta formativa di Silvia Calanna ..tempo di cambiamenti e novità per l’istruzione universitaria a Siracusa. Provincia, comune e università hanno, infatti, raggiunto un’intesa per definire la nuova offerta formativa che punta sulla qualità piuttosto che sulla quantità. La prima importante novità riguarda la tanto polemizzata Università di Architettura, che resterà a Siracusa e riceverà aiuti finanziari che assicureranno l’attività didattica per i prossimi 10 anni. Viene istituito un nuovo corso di laurea, interfacoltà tra architettura e ingegneria, nel campo della scienza della pianifica-

É

zione territoriale, urbanistica e ambientale (tre anni più specialistica) che sarà unico in Sicilia per le potenzialità occupazionali che potrà sviluppare per i giovani laureati.

Questa nuova offerta formativa, non senza polemiche, se approvata, soppianterà i primi due anni dei corsi in Beni Culturali e Restauro dei Beni Culturali. L’intesa prevede inoltre,

che parte dei contributi versati dagli studenti iscritti presso la sede di Siracusa sarà destinata dall’ateneo di Catania al cofinanziamento delle attività e dei percorsi di studio nella sede aretusea. L’intesa dovrà adesso essere valutata dai consigli provinciale e comunale e soprattutto dall’opinione pubblica. I promotori dell’accordo definiscono questa proposta “qualificante” perché potrà essere attuata senza oneri e anzi, permetterebbe il recupero di risorse sotto forma di restituzione dei contributi erogati dagli studenti. Attualmente sono proprio loro, i principali interlocutori da ascoltare. 

1° Q. - Ottobre 2009

LA SVOLTA

Province in breve CALTANISSETTA .

L’ispezione effettuata dalla quinta Commissione consiliare permanente della Provincia Regionale di Caltanissetta presso l’Istituto di Istruzione superiore “Sen. Di Rocco” si è concretizzata in una lunga e dettagliata relazione in cui il presidente dell’organismo Santo Mirisola ha descritto le gravi carenze riscontrate nel plesso, che annovera vari edifici, dopo aver preso atto delle note del dirigente scolastico prof. Bruno Ludica, con cui tale carenze erano state già evidenziate. Alla luce di questo quadro di carenze strutturali, la Commissione ha sollecitato pertanto tutti gli organi chiamati in causa a provvedere con urgenza al ripristino delle condizioni atte a garantire la sicurezza e il normale svolgimento dell’attività all’interno del plesso, con priorità per il servizio mensa a favore degli alunni convittori.  ENNA. Il consesso, dopo un acceso dibattito politico, ha confermato la fiducia da parte della maggioranza al presidente della Provincia, Giuseppe Monaco (Nella Foto), e ha esitato favorevolmente uno dei tre punti prioritariamente posti nel programma elettorale del capo dell’Amministrazione. A sostenere l’atto anche il consigliere di Sinistra Unita, Salvatore Lupo. L’intervento del Presidente, a chiusura del confronto, ha visto porre l’attenzione sulla rilevanza della dismissione in parola poiché Monaco ha confermato la sua volontà ad uscire da Sicilia Ambiente, volontà già anticipata nella fase elettorale. “Sono coerente con i miei progetti e seguiterò a lavorare per l’interesse comune - spiega all’aula. Fortemente critica rimane la posizione del consigliere di Alleanza democratica, Michele Sutera che non condivide la scelta politica dell’Amministrazione, sostenendo che la politica non sarebbe mai dovuta interferire nella attività gestionale della società.  PALERMO. Lungo confronto a Palazzo Comitini tra il Consiglio e il Presidente della Provincia Giovanni Avanti. L’occasione del dibattito è servita anche per illustrare gli intendimenti del Presidente per cercare di fare chiarezza sulla vicenda che ha portato al fallimento dell’investimento finanziario di quasi 30 milioni con la società Ibs Forex ereditato dalla passata Amministrazione. “Abbiamo costituito immediatamente una Commissione di esperti – ha sottolineato il Presidente Avanti – a cui ho imposto tempi brevissimi, 10 giorni, per avere una relazione dettagliata sui fatti”. Per Silvio Moncada (Pd) che ha manifestato “amarezza” per l’accaduto, sarà necessario “l’affiancamento di un’altra Commissione speciale di consiglieri nominata tenendo conto delle specifiche professionalità dei componenti”, mentre Giusy Scafidi (Italia dei Valori) ha chiesto di fare luce su tutte le responsabilità amministrative proponendo la modifica dello Statuto.  RAGUSA. Fino al 28 settembre continua l’iniziativa, promossa dalla Fondazione Città d’Italia, giunta alla sesta edizione, “Giornate dell’arte 2009”, una campagna nazionale per la raccolta dei fondi destinati ai beni culturali italiani “a rischio” con il patrocinio dell’UNESCO, del Ministero per i beni e le attività culturali, dell’Unione Province Italiane e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Il Comune di Siracusa partecipa per salvare uno dei suoi monumenti più importanti l’“Arca Santa” (Nella Foto)custodito nel museo della cattedrale S. Giovanni Battista, definito dagli storici una delle opere più preziose di argenteria barocca di tutta la Sicilia e realizzato del 1731 da Pietro Paparcuri e Gaspare Garufi. Chi volesse contribuire a preservare il patrimonio storico e culturale potrà donare 1 euro inviando un sms al numero 48584 o 2 euro da telefono fisso. In alternativa si può fare una donazione con un versamento sul conto corrente postale intestato a Fondazione CittàItalia - Monte dei Paschi di Siena Filiale di Roma codice IBAN IT69C0103003200000015000089 oppure online sul sito www.fondazionecittaitalia.it.  TRAPANI. Atto intimidatorio al Sindaco Carini. Il presidente della Provincia di Trapani, on. Mimmo Turano (Nella foto) venuto a conoscenza del vile atto minatorio compiuto nei confronti del Sindaco di Marsala Renzo Carini, nel condannare fermamente tale gesto, esprime la propria solidarietà al Sindaco, auspicando inoltre che, le Forze dell’Ordine possano al più presto assicurare alla giustizia gli autori dell’incomprensibile gesto intimidatorio. 

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LA SVOLTA

1° Q. - Ottobre 2009

Pagina coordinata da Maria Sambataro

Un percorso tra impressionismo ed espressionismo

Anna Maria La Torre

Nelle sue tele libera l’alter ego, quello figurativo

di Ninetta Montebello nna Maria La Torre (Nella foto con un suo quadro) nasce a Catania, 45 anni fa, e frequenta l’Istituto Statale d’Arte e nel 1983 consegue il diploma, frequenta e diventa membro associato dell’Accademia Federiciana a Catania. Sono questi gli anni che la plasmano e la formano all’espressionismo. Partecipa a parecchie mostre collettive ed una personale (curata da Orazio Signorello), espone le sue opere nelle maggiori città italiane ed europee. Anna Maria è affascinata dal disegno dal vero ma le rigide regole delle forme in qualche modo strozzano la sua libera immaginazione che predilige regole più flessibili, per i palpiti delle sue emozioni. Con una tela e una tavolozza dà libertà ai pennelli che sembrano andare da soli, liberi dall’attrito spazio-temporale, su una pista

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di cui i legami sono lo slalom dei suoi colori. Nella tela l’artista libera l’alter ego, quello figurativo, e i colori prendono corpo, divenendo essi stessi protagonisti. Colori caldi che danno corpo a simbiosi inscindibili spazio-temporali, così come fluiscono le emozioni, come un getto di pennello che si espande nell’acquerello e che dà vita all’attuale espressione artistica della pittrice. “Mi piace cogliere spunto sempre dalla natura – dichiara Anna Maria - M’incanto a guardare il cielo, il mare, il paesaggio oppure un bosco, sì un bosco con le inflessioni e riflessioni di colori che suggestionano la vista al passaggio dei raggi del sole, quasi a sentire il calore che filtra nella terra fredda, per ridare e continuare la vita, oltre la vita”. Anna Maria La Torre predilige i colori caldi: rosso, gial-

Arte & Cultura

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La Venere di Morgantina resterà ad Aidone

“Occorreranno dei lavori per la messa in sicurezza del sito scelto”

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opo l’arrivo dagli Stati Uniti e una sua esposizione al Quirinale, la Venere di Morgantina sarà definitivamente ospitata nella chiesa San Domenico di Aidone, che verrà adeguata allo scopo. E’ una delle risultan-

lo, arancio che comunicano forza, energia e nello stesso tempo esaltano e risaltano l’importanza del colore. Un colore più importante della forma, della geometria, della prospettiva geocentrica, del punto di forza o del punto di vista, soggiogato dalle rigidi regole spazio-temporali. Il libero arbitrio del colore che dà la forma agli oggetti, è quanto succede nelle opere pittoriche de La Torre, un connubio di colori, puri o misti, che esaltino lo spirito libero della natura, nella tonalità cromatica. 

ze della conferenza di servizi presieduta dall’assessore regionale al Turismo, Nino Strano, svoltasi all’università Kore di Enna, per il coordinamento delle attività relative al rientro del prestigioso reperto in Sicilia, previsto per il prossimo anno. “Si tratta di occasione che ha un’enorme valenza promozionale – ha commentato Strano – non solo per la provincia di Enna, ma per tutta la Sicilia. E’ stata una riunione produttiva e si è constatata la necessità di un coordinamento tra le diverse istituzioni. Per l’allocazione della Venere nella sua nuova sede, occorreranno dei lavori per la messa in sicurezza del sito scelto, i cui tempi saranno in linea con quelli previsti

Assessore regionale al Turismo, Nino Strano

per l’arrivo della statua. Occorrerà anche un piano trasporti per il potenziamento della viabilità e per questo incontreremo nei prossimi giorni il ministro Matteoli. Abbiamo previsto anche degli arredi urbani anche per l’ambiente esterno al sito, in maniera da rendere accogliente l’intero paese”. “Per quanto riguarda invece la promozione dell’evento – ha continuato - presenteremo adeguatamente le iniziative al

World travel market di Londra. Un tavolo tecnico a cui saranno delegati i funzionari, seguirà costantemente l’evoluzione delle iniziative. Dalle occasioni passate, in chiaroscuro, come i Bronzi di Riace o il Satiro, – ha concluso Strano - che dopo un boom di presenze iniziali hanno avuto quasi un oblio, prenderemo esempio perché la Venere di Morgantina resti sempre in chiaro ”. Alla riunione, oltre al rettore Salvo Andò, erano presenti il soprintendente dei Beni culturali, il presidente della provincia, i sindaci di Enna, Piazza Armerina e Aidone, tutta la deputazione della provincia di Enna, i vertici di Civita, e docenti e studiosi del settore.  Maria Sambataro

LINDIOI E DINTORNI. Archeologia in Sicilia

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di Elda De Lauro aramente un’opera composta da un “amatore” è riuscita a coniugare il rigore e l’acribia archeologia come il volume di Antonino Rizzo, indirizzato al fine di “valorizzare il patrimonio culturale della città di Butera, Gela e Licata che va al di là di Gela e Finziade. L’opera si presenta divisa in XXIII capitoli di cui i primi tredici si soffermano ad approfondire il rapporto tra Lindioi e la antica metropoli di Gela, mentre i restanti focalizzano l’attenzione sulle indagini archeologiche riguardanti il territorio di Gela e Licata. Tesi di fondo della prima parte del volume è quella per cui il noto passo tucidideo dell’Archeologia siciliana, quello concernente la fondazione di Gela, sia da interpretare in maniera assolutamente differente rispetto a quanto finora proposto dai critici. La ricorrenza, in due righe successive, della parola polis, termine generalmente tradotto con “città”, darebbe luogo a una aporia insanabile nel testo e porterebbe a ritenere che Gela avesse un’acropoli di nome Lindioi e una città bassa di nome Gela, oppure a pensare che, in seguito alla distruzione del 405 a.C. per mano cartaginese, i residenti nel territorio avessero trovato rifugio nella parte inaccessibile del sito, chiamata Lindioi, con conseguente contra-

zione del tessuto urbano. In sostanza i Geloi, che avrebbero tratto il loro nome dal fiume Gelas, che scorreva nei pressi del loro insediamento, dopo la distruzione di quest’ultimo nel 405 a.C., avrebbero trovato un primo rifugio a Lindioi, protocolonia o, per meglio dire, area sacra dove erano giunte le avanguardie coloniali rodie guidate dal primo fondatore (l’ecista) Antifemo. Nella seconda parte si passa a riconsiderare la topografia storica del territorio fra le moderne città di Licata e Gela. Alla luce delle pià recenti indagini archeologiche e grazie a un accurato vaglio delle fonti di riferimento, in particolare modo Diodoro Siculo e Polibio, Rizzo riapre la antica querelle che voleva contrapporsi ai sostenitori di Gela in Licata, fra i quali da ultimo il notaio G. Navarra autore del celebre Città sciane sicule e greche nella zona di Gela (1964), e l’etsablishment accademico e archeologico che, dopo le scoperte di Paolo Orsi nel sito di Terranova (odierna Gela), ha, quasi unanimemente, ritenuto risolto il problema identificando nella citata Terranova il luogo dell’antica colonia rodio-cretese e riconoscendo in LIcata il sito della più tarda Finziade. Le argomentazioni dell’a. espresse talora con stile pacatamente ironico e con qualche provocazione intellettuale, non sono prive di coerenza interna e pog-

giano su dati difficilmente confutabili. Interessanti soprattutto le ricostruzioni di eventi storici, quali la battaglie fra Cartaginesi e Siracusani guidati da Agatocle del 310 a. C. o ancora la battaglia navale del 249 a.C. fra Romani e Cartaginesi narrata in Pulibio, sulla base della topografia che avrebbe la localizzazione di Gela in Licata, molto più rispondente ai fatti di quella tradizionale che pone invece Gela a Terranova. La stessa indagine, condotta serratamene nei capitoli finali, sugli insediamenti indigeni del territorio geloo e sulla storia della fondazione della spartana Eraclea, conducono infine l’a. alla conclusione che l’antica e gloriosa colonia dorica di Gela vada definitivamente ricollocata a Licata, così come la tradizione locale voleva e il Fazello già certificò nel lontano 1585. In conclusione, il volume di Antonino Rizzo contiene una vera e propria miniera di dati e informazioni che, intelligentemente collegati, aprono nuove prospettive alla ricerca storico-archeologica sul territorio di Gela e Licata. Starà alle istituzioni preposte far tesoro di questo stimolo per verificare la bontà della ricostruzione storica offerta oppure rettificarne l’impostazione sempre in vista di una maggiore fruibilità culturale dell’immenso patrimonio custodito in una di quelle che possono considerarsi tra le più suggestive zone della Sicilia. 

“I quattro elementi” di scena a Piazza Castello

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i chiama “I quattro elementi”, lo spettacolo di danza organizzato dall’Associazione Sportiva Culturale “Centro Danza Bruno” che, in collaborazione con il comune di Motta, ha promosso una serata di ballo ma anche poesia. Il titolo della manifestazione si rifà, infatti, ad una poesia dialettale in cinquantasette ottave di Carmunu Caruso, poeta dialettale mottese, vissuto tra il 1840 e il 1914, celebrato per la sua indubbia validità come poeta e come uomo dalle poche pretese. Una semplicità campagnola,

la sua, che lo portò a vivere sempre tra il suo popolo e lontano dai fasti. Un poeta del popolo, ma “ginuinu”, come lo definì più volte il poeta catanese Scandurra. La poesia, recitata per l’occasione dall’attore mottese Lino Platania, propone una lite tra le quattro radici eterne ed immutabili dell’universo: l’acqua, lu focu, la terra e lu ventu. Piazza Castello torna così a trasformarsi in focolaio lirico e sublime che, tra parole e musica, riporta lo spirito all’autentica semplicità di tempi passati. 

da noi tutto è all’insegna della tranquillità e per riscoprire i piaceri di un tempo . . .

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Lindioi e dintorni - Archeologia in Sicilia, Editrice Italia Letteraria, Milano 2006, Saggistica, collana sapere, pp. 217, ISBN – 13:978-88-89430-53-8

Spettacolo.

a cura di Mariella Palmeri

Motta Sant’Anastasia

Antonino Rizzo,

“Biancavilla in…jazz”

Alla manifestazione arriva amche James Senese

Il 19 Settembre ha aperto i battenti la prima edizione del “Biancavilla in…jazz”. Una rassegna di musica, prevista alla Villa delle Favare, ma trasferita al Teatro comunale “La Fenice” causa il maltempo. Organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Biancavilla, diretto da Salvatore Pastanella e patrocinata dall’Assessorato Regionale alla Cultura, la manifestazione è stata inaugurata da Nello Toscano insieme all’Orchestra jazz del Mediterraneo, di cui è fondatore, nonché direttore artistico. Domenica 20

Settembre ha visto protagonista “Giuseppe Mirabella Organ Quartet”, insieme al più talentuoso jazzista del momento, Francesco Cafiso, accompagnato dalla sua band “Italian jazz quartet” con Paolino Dalla Porta al contrabbasso, Stefano Bagnoli alla batteria ed il biancavillese, Dino Rubino al piano. Un evento assolutamente riuscito “attraverso il quale l’amministrazione ha voluto riproporre una manifestazione di qualche anno fa, che ha riscosso notevole successo, non solo tra gli appassionati ma anche tra i giovani”.

Queste la parole del sindaco Glorioso e dell’assessore Pastanella. “Nonostante l’imprevedibilità del tempo – ha continuato l’assessore – siamo riusciti a calamitare l’attenzione del pubblico offrendo non solo la maestria di un genio come Francesco Cafiso, ma riuscendo a scoprire grandissimi artisti: da Nello Toscano al quartetto di Giuseppe Mirabella”. La rassegna si concluderà in questi giorni con l’esibizione di James Senese, in Piazza Roma. 

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Catania & Hinterland

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CATANIA. Dove sono le zone di sosta libera ?

Incubo dei residenti catanesi

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di Silvia Calanna ncora una volta ci occupiamo di strisce blu che sono ormai il vero e proprio incubo dei residenti catanesi. Si è alle soglie dell’esasperazione con scene che fanno invidia ai migliori film comici. L’ultima trovata? Strisce blu dipinte, non si sa quando, con sopra la macchina posteggiata. A Catania c’è anche questo. E’ successo in Via Gorizia ma è storia di ordinaria amministrazione. In pratica, un giorno è possibile parcheggiare su strisce bianche e il giorno dopo ritrovarsi, in virtù di un improvviso cambio di colore degli stalli, con una bella sanzione sul parabrezza. Come risaputo, il numero di stalli a pagamento è ancora in aumento, sono circa 1000, toccate strade importanti come via Caff, via Enrico Pantano, Via Ughetti, Corso Italia, Viale Ionio, Via Grotte Bianche solo per citarne alcune. Nella zona di P.zza Teatro Massimo poi, la scelta che viene posta è quella tra zona a pagamento e divieto di sosta. E se la tariffa oraria è la più bassa in Italia, questo non consola. D’accordo abbassare l’inquinamento atmosferico e acustico, con le Zone a Traffico Limitato, ma tempestare la città di strisce blu sta facendo impazzire i residenti

del centro già penalizzati nel posteggiare la propria auto prima dei nuovi stalli. Altro problema lamentato dai cittadini, riguarda la concentrazione massiccia delle strisce blu in zone ad alta intensità di traffico, in cui l’equo rapporto tra sosta a pagamento e sosta libera è ormai utopia. Storia vecchia e annosa che richiama come da consuetudine l’art. 7 comma 8 del Codice della Strada sull’equo rapporto che dovrebbe invece sussistere per considerare “legittime” le strisce blu, tra le due zone. Intanto però tutto procede come fine estate e la situazione sembra destinata a peggiorare nonostante le doppie e triple file di auto al centro città che sono ormai consuetudine consolidata. 

1° Q. - Ottobre 2009

LA SVOLTA

Pagina coordinata da Silvia Calanna

In Sicilia rivoluzione digitale solo nel 2012

A Catania si va già alla ricerca del decoder tra caos e disinformazione

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bbiamo visto molti catanesi guardare nei negozi e nei centri commerciali il reparto elettronica, sperando di poter acquistare al prezzo più conveniente il famigerato “decoder” e allarmati di non poter più guardare, a breve, la tv. Un’informazione poco chiara, infatti, aleggia sull’argomento. Proprio per questo abbiamo deciso di fare chiarezza, partendo da una rassicurazione rivolta a tutti quei siciliani preoccupati da un’imminente rivoluzione digitale. Tanto per cominciare, in Sicilia la rivoluzione digitale terrestre si compirà pienamente solo nel secondo semestre 2012, insieme alla Calabria. La Rai ha investito ben 700 milioni di euro e ci tiene a precisare che “nessuno rimarrà indietro e tutti potranno continuare a vedere i canali Rai al meglio”. Dall’altra parte invece, stanno le associazioni dei consumatori, preoccupate dei disguidi che stanno interessando milioni di italiani, ben 5 milioni solo gli abbonati Sky. La rivoluzione digitale, partita nel 2008 con la Sardegna, durerà 4 anni toccando man mano tutte le regioni d’Italia, divise in 16 zone. La zona 15, quella che interessa la Sicilia, comprende le nostre 9 province.. Se poi può consolare, un italiano su due

nelle aree in cui è in corso lo spegnimento del segnale analogico televisivo, secondo i dati Adoc, non ha ancora acquistato il decoder. Qui a Catania, pochi sembrano aver capito che la fatidica data non è imminente e tutti, al reparto elettronica, danno un’occhiata a tv di ultima generazione e decoder. Un calo di ascolti dei canali Rai2 e Rete4 si è già registrato a partire dal mese di luglio scorso a causa della difficoltà di ricezione per chi non ha ancora acquistato decoder e risiede nelle aree in cui il segnale analogico per questi canali è già spento. Tra rassicurazioni delle reti Rai e Mediaset, la denuncia Adoc pone l’attenzione sul caos

che regna sugli argomenti digitale terrestre, piattaforme satellitari e decoder. Si chiede alla Rai di non criptare i programmi limitando la visione gratuita degli stessi su piattaforme concorrenti agli utenti che pagano il canone annuo. Gli anziani sono quelli che soffrono di più perché hanno poca dimestichezza con la tecnologia: una trasformazione che si avverte ma che pone dubbi sulla concreta realizzazione. Le perplessità, infatti, non mancano e a Catania, la risintonizzazione sul nostro televisore di alcuni canali ha suscitato qualche inconveniente. Ma cosa si modificherà nei fatti? Possiamo tenere il nostro vecchio televisore, anche se non predisposto per la ricezione dei nuovi canali digitali, comprando un decoder esterno o possiamo optare per l’acquisto di un nuovo televisore. Per chi ha più di una tv in casa l’esborso salirà notevolmente, visto che non esiste, almeno ufficialmente, un decoder “centralizzato”. In compenso, la transizione al digitale terrestre comporterà la moltiplicazione dei canali, una qualità audio e video migliore, una maggiore interattività, una riduzione dell’inquinamento elettromagnetico. In Sardegna molti cittadini hanno fatto ricorso ad un tecnico, soprattutto ad un antennista. Chissà se anche qui non succeda lo stesso.  S.C.

BRONTE. La “Sagra del Pistacchio” giunge alla XX edizione RICEVIAMO

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Un appuntamento che si arricchisce di bontà e spettacolo

di Mariella Palmeri orna il consueto appuntamento con la “Sagra del Pistacchio”, giunta alla sua XX edizione proprio in questi giorni. Tappa importante, questa targata 2009, perché la prima a vedere protagonista il pistacchio col marchio dop. L’assessore Melo Salvia ha così voluto puntualizzare l’importanza di questa edizione definendola “Un evento negli eventi, un successo raggiunto anno dopo anno che vede un programma ricco per quanti lo vedono come espositore del proprio prodotto e ricco per quanti andranno ad assaporarne il gusto”. Tra la bontà del pistacchio non mancheranno momenti di intrattenimento. In occasione dell’apertura della sagra, si avrà la presenza di Luigi di Pino Cantastorie e la tanto attesa Giusy Ferreri in concerto,

in una serata presentata dall’ormai celebre e stimato presentatore siciliano Salvo La Rosa. Nel corso delle serate successive ci saranno musicisti, animatori, giocolieri, ritrattisti e statue viventi lungo il Corso Umberto a cui avranno seguito spettacoli musicali e di animazione, un’attività didattica

sportiva sull’orientamento, “Orienteering al Castello”, a cura del Parco dei Nebrodi e Net Natura e Turismo, per concludersi con l’estemporanea di pittura a cura della FIDAPA di Bronte (circolo di cultura), il primo raduno delle Amazzoni e poi ancora, sfilata di carretti siciliani, sbandieratori e musici di Camporotondo Etneo, spettacolo “Mammo show”, cabaret e la consueta degustazione della torta al pistacchio. “La presenza di ampi parcheggi- ha aggiunto l’assessore Salvia - faciliterà la viabilità, con un servizio di bus navetta che accompagnerà i visitatori dalle 09:00 alle 23:00”. Un’organizzazione impeccabile per un evento che anche quest’anno, già dalle prime battute, registrerà un ragguardevole numero di visitatori. 

PATERNÓ. Un nubifragio mette in ginocchio il centro storico Sotto accusa il collettore fognario e la strozzatura della rete

di Francesca Putrino --danni provocati dai continui temporali che in questi giorni si stanno abbattendo sulla nostra isola, ormai non si contano. Nel catanese in particolare, un violento nubifragio ha colpito nuovamente la città di Paternò che, in meno di un anno, resta sott’acqua per la terza volta. Uno spettacolo, infatti, già visto a dicembre del 2008 e altre due volte a giugno, che ha messo completamente in ginocchio il commercio del centro storico e della città. L’acqua a causa delle fogne otturate, infatti, supera i marciapiedi per più di 25cm, e ancora una volta i danni più grandi sono stati registrati nella zona di via V. Emanuele dove il manto stradale salta come se fosse fatto di cartone. Sotto accusa il collet-

I

tore fognario, infatti, la causa dell’esplosione delle tubature è la strozzatura della lunga rete fognaria, con diametri di tubatura differenti lungo il percorso fognario. Tra le zone più colpite: il centro storico, piazza S. Barbara, via V. Emanuele, piazza S. Giovanni, via Vittorio Veneto e zona S. Mauro dove venti lavoratori sono rimasti bloccati in un capannone. Particolarmente preoccupati e penalizzati dal punto di vista lavorativo, i commercianti del centro paternese che hanno dovuto assistere inermi all’allagamento dei propri negozi. Il resoconto quindi è stato il seguente: strade distrutte, case e negozi allagati, auto portate vie dalla forte corrente. Da non dimenticare i danni subiti dagli

edifici scolastici, e quello maggiormente danneggiato è stato il II circolo di via Vulcano. “Sono stanca di questa situazione – dichiara la dirigente scolastica, Caterina Ragonesi - Ormai queste problematiche si ripropongono da un anno e comincio ad avere serie difficoltà nel gestire la situazione. L’istruzione

è una cosa che dovrebbe essere avvantaggiata e non ostacolata”. Breve nota del primo cittadino, Pippo Failla, che sostiene la necessità di dover affrontare al più presto l’iter per rendere idonea la condotta fognaria di via V. Emanuele, per evitare che possano ripetersi tali situazioni di emergenza. 

Acireale - Perla Ionica. V Edizione dal 13 al 22 novembre 2009

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www.promitaly.it/sposa

itorna “La Settimana della Sposa” ancora una volta organizzata dall’agenzia Promitaly e dopo l’accoglienza presso due grosse realtà Acesi come il “Palazzo Romeo” e “La Certosa dei Cavalieri”, a voluto spostare per ragioni di spazio la manifestazione presso “La perla Ionica” Via Unni 10 Acireale Capomulini. Prima di ogni matrimonio occorre preparare tutti i dettagli che caratterizzeranno il giorno più bello della nostra vita. Per questo è necessario guardarsi attorno e visionare con calma ogni elemento che renderà unico quel momento: abiti, servizio fotografico, catering, ricevimento, lista nozze e bomboniere, partecipazioni ed inviti, l’arredamento, i fiori, le fedi, l’auto, il corredo, i servizi musicali, l’animazione, il viaggio e tanto altro. Un appuntamento per coinvolgere al meglio le giovani coppie nel loro percorso che le condurrà al fatidico “SI”.

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Al Rettore del Santuario di Belpasso e a quanti hanno a cuore le sorti del luogo

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on basta invitare i fedeli a battersi il petto e recitare i Salve Regina per essere un bravo sacerdote e a fare “grande” un santuario. Leggo con stupore su La Svolta la lettera che il rettore del santuario di Belpasso don Giuseppe Longo ha inviato in risposta ad alcune mie considerazioni. La mia non era una lettera contro qualcuno, era un’esortazione ai politici e alla Chiesa a fare meglio. Mi piacerebbe che la Chiesa di Catania, e per primo il rettore, si impegnasse maggiormente a mettere in pratica gli insegnamenti che la Vergine Maria a Belpasso ha donato al mondo. Mi piacerebbe vedere il Santuario Cuore Immacolato di Maria, Regina della Pace, diventare sempre più un importante luogo di culto, in grado di competere con altri santuari mariani viste le sue potenzialità, un punto di riferimento per le famiglie, un volano di sviluppo. Non mi aspettavo repliche e nemmeno risposte piccate, solamente fatti. Tutto contribuisce a fare di un Santuario, molto amato per le apparizioni della Madonna avvenute a fine anni ’80, (cosa si aspetta per la loro approvazione?) un grande santuario e un luogo dove fare esperienza di Dio e di sua Madre, anche le fioriere, l’accoglienza, l’illuminazione, il decoro. Mi chiedo se il rettore conosce bene i messaggi della Vergine Maria di Belpasso. Si sorprende per il fatto che chiamo Cappella il tempietto con la roccia dove è apparsa la Madonna “Sarebbe da preferire – dice il rettore - il termine edicola votiva”. Questa affermazione mi allarma moltissimo, è stata infatti la Madonna, nel messaggio del 1 maggio del 1987 a chiedere una cappella e don Giuseppe Longo durante la messa del 1 maggio di quest’anno ha detto che su questo punto la Madonna era stata esaudita. L’ho sentito con le mie orecchie. Nel messaggio del 1 maggio 1987 la Vergine Maria ha chiesto inoltre che si facesse “conoscere il culto al Cuore Immacolato di Maria, Regina della Pace”. Se si meditasse cosa realmente vuol dire “conoscere il culto” e ci si impegnasse di più su questo punto? Padre Longo mi da ragione quando mi lamento dei cani randagi al Santuario e sostiene di aver provveduto delimitando con delle catene e dei cartelli le aree private, peccato che i cani non solo riescono a passare lo stesso ma ancora non hanno imparato a leggere ed incuranti dei divieti continuano a bivaccare nello stesso posto. Il rettore dice di avermi chiamata più volte a prendere la parola “di fronte all’assemblea liturgica”, vogliamo trasformare la messa e il sacro rito in occasione di dibattito? Lo sanno anche i muri che è vietato. Non ero presente, vorrei però ricordare al rettore che gli avevo inviato una mail personale con alcune esortazioni e parole di incoraggiamento alla quale ha ritenuto di non dover rispondere. Riflessioni che mi è sembrato utile condividere con la vasta platea de La Svolta. Siamo nell’anno che il Papa ha dedicato ai sacerdoti, ai quali Benedetto XVI ha ricordato la figura del santo Curato d’Ars, penso che una riflessione si imponga. Le esortazioni del Papa sono certamente più importanti delle mie e spero vengano meditate e accolte da padre Longo al quale assicuro le mie preghiere.  Aurora Mannino


LA SVOLTA

Rubriche.

1° Q. - Ottobre 2009

Pagina coordinata da Giuliana Sotera

 FATTORE S

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M O DA

Gli uomini penserebbero solo a “quello”? Sulle passerelle prevale Oltre il 60% di loro preferirebbe il sesso senza amore e i rapporti “mordi e fuggi”

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di Giuliana Sotera i luoghi comuni sugli uomini se ne fanno tanti, soprattutto se a farli sono donne le cui esperienze con l’altro sesso sono state negative. Spesso infatti, quando una relazione tra un uomo e una donna naufraga, si tende a colpevolizzare il/la partner cadendo nel classico errore di fare “di tutta l’erba un fascio”, e creando dei

cliché che spesso alla fine risultano nient’altro che leggende metropolitane. E dopo un’attenta analisi al riguardo chi l’avrebbe mai detto che, orrore, siamo proprio noi donne che, ancor più degli uomini, cadiamo in questa subdola trappola? Primo punto per cui accusiamo sempre gli uomini è proprio il pensiero fisso sul sesso, loro penserebbero sempre e solo a “quello”, eliminando la dimensione emotiva per concentrare tutta l’attenzione nello sperimentare posizioni inedite o modi stravaganti di fare l’amore. “Potrà sembrare strano, ma anche noi uomini a volte preferiamo il sesso classico, quello vecchia maniera fatto di dolcezza e senza un linguaggio eccessivo. È più rassicurante e riesce ad essere un ottimo anti stress. Fermo restando che nessun uomo disdegna l’idea che a letto si possano fare anche cose molto spinte, solo che dipende dai momenti e dalla complicità che si ha con la partner”, affermano alcuni intervistati, i quali si sentono di dire la loro anche su altre critiche che sentono fare spesso dal gentil sesso. “Altra cosa che le donne dicono è che si sentono frustrate dal fatto che noi uomini non prestiamo abbastanza attenzione al loro aspetto: errore! In realtà non ci sfugge niente, soprattut-

L’Oroscopo

Otto Ariete

to se si tratta di elementi che possano scatenare la nostra sessualità, che, per chi non lo sapesse, è prevalentemente visiva”. Ciò che però in assoluto fa arrabbiare noi donne riguarda l’atteggiamento maschile, cioè la convinzione che tra uomini le “confidenze sessuali”, scendano troppo nei dettagli, a volte solo allo scopo di suscitare ammirazione. “Ciò è vero, ma solo in parte. Sono proprio le donne che se si riuniscono con le amiche a parlare di sesso sono le meno discrete, raccontandosi anche i particolari, con l’unico risultato di ferirci o metterci in ridicolo” , si difendono. Se a questo punto ad una prima analisi potrebbe sembrare che siamo sempre più noi donne a comportarci come gli uomini, pur continuando a stigmatizzare alcuni atteggiamenti che tuttora cataloghiamo come “tipicamente maschili”, non possiamo però non tener conto di un sondaggio che riguarda gli uomini italiani, secondo il quale, addirittura oltre il 60% di loro preferirebbe il sesso senza amore. E questo ci riporta con i piedi per terra facendoci capire che, anche se alcuni hanno imparato a dare maggiore voce alle emozioni, la maggior parte di loro preferisce ancora i rapporti mordi e fuggi, spensierati, che non abbiano strascichi sentimentali. 

I

n questi giorni hanno sfilato sulle passerelle milanesi i must per la prossima estate, tutta all’insegna del design e della seduzione. A cominciare dalle proposte di Frida Giannini, stilista di Gucci, che ha inguainato le sue lady di ferro in tubini e scarpe decorate in metallo e moschettoni. Anche Bottega Veneta ed Emilio Pucci hanno interpretato in chiave iper- chic alcuni capi fondamentali del guardaroba femminile, a cominciare dalle giacche, abbinate sempre ad una cintura, da portare in abbinamento con altissime zeppe di paglia intrecciata. Per quanto riguarda gli abiti invece via libera agli opposti: da quelli aderentissimi, quasi come una seconda pelle, a quelli morbidi fatti di veli di chiffon, con stampe che evocano il mondo degli abissi, per donne che somigliano a sirene metropolitane. Come Marni, che fa della seta il punto di forza della sua collezione: dalla testa ai calzini. Pantaloni da cavallerizza e spolverini come vestaglie, pois e ovunque leggins a strisce verticali ed orizzontali. Anche Dolce & Gabbana vedono la donna seduttrice, vestita in guêpière, frange ondeggianti, pizzo trasparente e completo da tanghera. Ironica e spiritosa nel tubino dal quale spuntano le orecchie di Topolino, che diventano decorazione delle spalle e degli shorts da Iceberg, che ha immaginato il celebre personaggio di Walt Disney in viaggio per un safari. E per rispettare la compensazione degli opposti, John Richmond propone una donna un po’ scapestrata ma patriottica, pronta a scendere in prima linea, sventolando con il corpo la bandiera inglese al grido di “Dio salvi la regina”! … con la speranza che possa mettere una buona parola anche per la moda!  G. S.

(S.D.)

2009

Avete iniziato a riprendere il vostro stile di vita: ma non tiratevi indietro di fronte a svolte che potrebbero essere positive. Toro - Sfruttate le occasioni che avete quotidianamente, spesso avete troppo da fare e non vi accorgete di tutto quello che potrebbe portare con ssè. Gemelli - Un mese a voi favorevole: porterà con sè tante novità dal punto di viporter sta affettivo, non ne siate turbati e sappiate coglierne i lati positivi. Cancro - Qualcosa nelle vostre relazioni cambierà e ve ne accorgerete presto. Tante le cambier buone novit novità nell’ambito del vostro lavoro.

di Giuliana Sotera

Pelham 1- 2- 3: un ostaggio al minuto

Regia: Tony Scott Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia

Attori: Denzel Washington, John Travolta, John Turturro,

James Gandolfini, Luis Guzmàn, Victor Gojcal, Gbenga Akinnagbe, Michael Rispoli, Ramon Rodriguez, Saidah Arrika Ekulona Trama: Ancora action movie per gli appassionati del cinema adrenalinico. Proprio in questi giorni è in uscita nelle sale italiane il remake di un classico film del 1974, “Il colpo della metropolitana”, del regista Sargent. A dirigere il rifacimento dell’avvincente pellicola, Tony Scott che

STORIE

35^ edizione del Premio nazionale “L’alpino dell’anno” per la prima volta ad una donna

emergere e cu curate la vostra salute che potrebbe risentire del tanto e fruttuoso lavoro.

Vergine - Qualcosa sta cambiando, cer-

cate di essere dinamici ed elastici per non rimanere ancorati su posizioni di principio.

Bilancia - Gli amici apprezzeranno quello che state facendo e che avete fatto per loro in passato, non trascuratelo potrebbe esservi utile. Scorpione - Sarà un mese di svolta in positivo per il vostro lavoro: avete fatto qualcosa di brillante e qualcuno lo ha notato. Sagittario - Riprenderete la normalità, notando che state riacquistando qualcosa negli affetti che avevate perso. Capricorno - Un mese frizzante e brio-

so! Sfruttate questo periodo per divertirvi senza preoccuparvi troppo.

Aquario - Iniziate a guardarvi attorno per riscoprire amici del passato che potrebbero proporvi qualcosa di interessante.

Pesci - Siete in forma e le persone attorno a voi se ne accorgeranno. Alcune attenzioni potrebbero rivelarsi pi più adulatorie che altro. PROVERBI DEL MESE

Chi semina in Ottobre, miete in Giugno. Ottobre è bello ma stia pronto l’ombrello. A Ottobre si domanda fungo, castagna e ghianda. D’ Ottobre pesce non si piglia che non sia la triglia. RICORDA IN QUESTO MESE Il giorno 25 alle ore 3.00 si torna all’ora solare: gli orologi vanno spostati indietro di un’ora

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ancora una volta si affida al suo attore feticcio Denzel Washington, qui nei panni del responsabile della sicurezza della metropolitana di New York City, Walter Garber. Durante una tranquilla giornata lavorativa, Gaber si troverà nel suo peggior incubo a causa del dirottamento di un treno carico di passeggeri, da parte di una banda di terroristi, capeggiati da un John Travolta spavaldo e borderline. L’intento della gang è quello di riscuotere un ingente riscatto: per la precisione un milione di dollari per ogni passeggero. Se ciò non accadrà i quattro uccideranno tutti gli ostaggi. 

Alpina Siciliana del 9° Reggimento premiata a Pietra Ligure

Leone - Usate le vostre conoscenze per

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la donna seduttrice

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Siciliana di Venetico Marina - in provincia di Messina - Cristina, 30 anni, presta servizio al 9° reggimento Alpini dell’Aquila con l’incarico di aiutante di sanità. A tributarle l’importante riconoscimento istituito nel 1974 è stata una commissione della sezione di Savona dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), organizzatrice del Premio “L’Alpino dell’Anno 2008” che ha lo l 1° caporal maggiore Cri- scopo di valorizzare gli alpistina Zodda (Nella foto) è ni, in armi o in congedo che, l’alpino dell’anno 2008. hanno evidenziato umiltà, ri-

servatezza e generosità verso gli altri senza peccare di protagonismo. La giovane alpina sarà la prima donna a ricevere il premio domenica prossima alle 10,45 a Pietra Ligure, nei pressi di Savona, in occasione dell’annuale raduno della locale sezione dell’ANA. A consegnarlo sarà il generale Claudio Berto, comandante della brigata Alpina Taurinense assieme al presidente nazionale dell’ANA, Corrado Perona. Cristina Zodda è partita dalla sua Sicilia cinque anni

LOCAZIONE

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fa per arruolarsi nell’Esercito ed entrare quindi nel Corpo degli Alpini. A spingerla nella scelta, è stata all’inizio la semplice curiosità. Poi, un pò per grinta personale, un pò per l’amore verso la natura e gli sport estremi, Cristina si è appassionata alla montagna e alle attività che ogni giorno migliaia d’alpini svolgono in addestramento lungo le creste e sulle montagne d’Italia e del mondo. Queste doti personali hanno portato il 1° caporal maggiore a primeggiare nell’addestramento alpino.

L’alpina del 9° reggimento sarà premiata per la bravura dimostrata in Afghanistan nell’agosto del 2008, quando – in un’operazione condotta dal contingente italiano nei dintorni di Kabul – la sua pattuglia veniva attaccata e lei, con prontezza prestava soccorso al veicolo che seguiva coinvolto in un’esplosione; in tale circostanza dimostrava coraggio, freddezza, professionalità, e spiccato spirito di servizio nell’aiutare i colleghi feriti.  Ten. Giuseppe Genovese

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Sport

1° Q. - Ottobre 2009

LA SVOLTA

La Finestra sulla “A”

Commento al campionato di calcio a cura di Lella Seminerio

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ono passate appena sei giornate e già il campionato 2009/2010 si annuncia tra i più interessanti egli ultimi anni. Basta guardare la classifica per rendersene conto. In testa troviamo subito una sorpresa: la Sampdoria. La squadra di Del Neri, complice un Antonio Cassano in forma smagliante, nel turno infrasettimanale le ha suonate niente popò di meno che all’Inter campione d’Italia, e nelle altre cinque partite ha subito una solo sconfitta ad opera della Fiorentina e collezionato solo vittorie. Niente da dire, bisogna solo fare i complimenti a squadra e società. Ad un solo punto di distacco troviamo la nuova Juve formato Ciro Ferrara. Buon gioco, centrocampo robusto, ottimi i nuovi innesti, specialmente Diego, Grosso e Felipe Melo. Manca però ancora un po’ di concretezza in fase offensiva, ma la squadra bianconera può certo annoverarsi tra le pretendenti allo scudetto, obiettivo peraltro dichiarato dalla società. I nerazzurri di Mourinho, staccati di due punti dalla vetta, oltre alla conquista del titolo, virano decisi verso la conquista della Champions, trofeo che manca ormai da molto tempo nella bacheca

Antonio Cassano della squadra milanese. Certo è che i nerazzurri, con un organico tra i più completi della massima serie, possono permettersi di puntare ad entrambi gli obiettivi. Con gli stessi punti dei campioni d’Italia, troviamo la Fiorentina. La squadra viola ha alternato risultati e prestazioni, ma occupa un buon posto in classifica, che a quanto pare non ha completamente soddisfatto i tifosi che,

con le loro pretese, hanno provocato il polemico, quanto inaspettato addio alla presidenza di Andrea Della Valle. Comincia bene l’Udinese di Pasquale Marino che occupa i piani alti della classifica, ma anche il Genoa di Gasperini sfodera ottime prestazioni e ai suoi tifosi promette un campionato d’alta quota. Il Parma di Guidolin, poi, parte col botto. La squadra gialloblù, neo promossa e con l’obiettivo dichiarato della salvezza, si insedia nei primi posti, tanto da far rivivere ai suoi supporters, i fasti d’un tempo. Anche il Chievo ha avuto un’ottima partenza e pone le basi per la conquista di una tranquilla salvezza. Le due squadre romane occupano una posizione di centro classifica che, forse, le delude entrambe. La Roma, dopo solo due giornate si ritrova orfana di Spalletti, dimissionario, e chiama al suo capezzale Claudio Ranieri. L’ex di Juve e Chelsea, dà subito nuovo vigore alla squadra e raccoglie i primi importanti frutti. La Lazio di Ballardini alterna prestazioni eccellenti, come contro la Juve, a performance insufficienti come contro il Catania. Probabilmente i biancocelesti devono anco-

ra trovare la loro identità ed assimilare bene gli schemi del nuovo tecnico. Anche il Milan è deluso dal suo inizio stagione, ma la società può prendersela solo con se stessa, in quanto le prestazioni della squadra non sono che lo specchio di una campagna acquisti oltremodo deficitaria. Il Cagliari di Allegri coglie un importante successo in quel di Parma e raggiunge in classifica un Napoli decisamente in fase poco lucida. La Panchina di Donadoni, infatti, nonostante l’ultimo successo sul Siena, peraltro sofferto, sembra ancora in bilico e la contestazione dei tifosi si fa sentire. Il presidente De Laurentis, come se non bastasse, silura il dg Marino. Non c’è che dire un inizio movimentato. Bari, e Bologna rispettivamente a quota sette e a quota sei, possono essere soddisfatti del loro inizio di campionato, mentre il Palermo, che ha lo stesso loro punteggio, non può sentirsi appagato. La squadra rosanero, infatti, per bocca del suo tecnico, ad inizio campionato annunciava proclami trionfalistici, predicando di puntare addirittura allo scudetto. Dunque con solo sei punti in clas-

TENNISTAVOLO: Alla “Vittorino da Feltre” si ricomincia Ci si prepara ad un’altra stagione sportiva ricca di futuri campioni, vittorie e tante soddisfazioni

S

i è appena aperto l’anno scolastico nei due plessi dell’I.C. “Vittorino da Feltre” di Catania. Il dirigente scolastico, la dr.ssa Lucia Lanzafame, insieme con il suo corpo docenti ed i collaboratori scolastici hanno avviato il nuovo anno arricchendolo di proposte educative per gli alunni e le famiglie. Tra queste attività, da anni un posto di rilievo occupa il tenni-

stavolo; una disciplina sportiva oramai consolidata nella scuola, che vanta giovani atleti di livello nazionale, nati e cresciuti nel plesso di Monte Po, dove, anche durante l’estate, la palestra della scuola ha ospitato corsi estivi di tennistavolo coordinati dal dr. Fabio Bellassai, Presidente del C.P. FITeT (Federazione Italiana TennisTavolo) di Catania. “Il tennistavolo – dichiara Bellassai - continuerà ad essere lo

sport d’eccellenza alla scuola Vittorino da Feltre ed è importante come lo sport abbia una grande valenza educativa, perché, consentono ai giovani aspiranti atleti di maturare, crescendo ed imparando il rispetto delle regole, il rispetto degli altri, il rispetto e la cura del proprio corpo.”. Il gruppo sportivo del dr. Fabio Bellassai, ha avviato le attività pomeridiane di tennistavolo, coinvolgendo sia gli alunni delle

classi elementari, sia quelli della scuola media. Le suddette attività si caratterizzano per il grande coinvolgimento ludico, ma anche per la valenza tecnica degli istruttori. Infatti, a breve, sia (per la prima volta) nel plesso centrale di Via Durante che in quello della succursale di Monte Po, saranno avviati stages di avviamento al tennistavolo, curati, come ogni anno, da tecnici stranieri di maturata esperienza. 

sifica su sei gare, la squadra di Zenga, per il momento, si trova solo in perfetta media salvezza. Non è un po’ poco per chi punta a vincere il titolo? Al quartultimo posto troviamo il Siena di Giampaolo. La squadra bianconera ha avuto un inizio difficile e stenta ad uscire da una situazione che si può definire complicata. Ma c’è chi sta peggio. Il Catania di Atzori, per esempio. La squadra etnea, sembra lontanissima dai fasti degli scorsi anni, quando, complice una partenza sprint, incamerava punti preziosi in chiave salvezza, che poi risultavano fondamentali per la permanenza nella massima serie per ben quattro anni consecutivi. Adesso la squadra fatica ad uscire dal pantano delle ultime posizioni e, nonostante offra buone prestazioni, i risultati ancora non arrivano. “Atzori non si tocca!” continuano a ripetere Pulvirenti e Lo Monaco e forse hanno ragione loro. Ma tant’è. Atalanta e Livorno occupano a braccetto l’ultima posizione, ma entrambe le squadre non hanno completamente demeritato. Nel prosieguo si vedrà il loro vero valore. E’ ancora troppo presto, infatti, per sostenere condanne definitive. 


La Svolta - 3 Ottobre 2009