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ANNO XXXVII - N. 10 OTTOBRE 2010

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MENSILE D’INFORMAZIONE

RELIGIOSA, CULTURALE, SOCIALE

Direzione, Amministrazione, Redazione: SPELLO, Via dell’Ospedale, 11 - Autor. trib. di Perugia n. 431 del 15/1/1973 - Le Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) Art. 1 Comma 1, DCB Perugia - stampa Tip. Recchioni - Foto di testata: Marco Ronchetti

Mese dei Morti L’italiano sta veramente cambiando? Da qualche tempo alcune testate giornalistiche stanno prendendo in serio esame un mutamento dell’uso della nostra lingua. Un cambiamento o un ritorno? Accesa una accattivante diatriba sull’uso del congiuntivo a cura del Direttore Mario Manini Negli ultimi tempi mi sono sentito particolarmente attratto da quello che, prima il Messaggero di Roma e poi, in due puntate, Il Corriere della Sera di Milano, hanno evidenziato circa l’uso spesse volte improprio del nostro lessico. In particolare sull’abbandono dell’uso del congiuntivo che ha dato luogo a diverse interpretazioni di pensiero degli addetti ai lavori. Un esempio per tutti: “ Il latte lo compro io, al posto del più corretto “ Io compro il latte”. Errore? – No, perché, così spiega il prof. Sabatini dell’Accademia della crusca (l’istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana),i cambiamenti più vistosi di oggi riguardano l’accettazione di fenomeni di antica data che prima venivano censurati e che,invece, si sono affermati perché funzionano meglio. Se durano nel tempo un motivo ci sarà, no? Questo recupero del passato, cioè di un linguaggio che non tiene in tanta considerazione la correttezza della nostra lingua, trova approvazione anche da parte di Tullio De Mauro, linguista di fama mondiale e per alcuni mesi anche ministro dell’Istruzione, il quale parla dalle colonne del Corriere, di “legittima autodifesa dalle regole sulle quali la scuola “ha picchiato più duro”. Ed il passato prossimo al posto del passato remoto? Infatti quando noi vogliamo dire che abbiamo cotto qualcosa anni fa, preferiamo cambiare strada e dire “ho cucinato” al posto di “io cossi, tu cocesti, egli cosse”….il terribile ricordo dei verbi irregolari - conclude De Mauro ci spinge ora verso sentieri meno impervi. Un’interessante discussione questa che ci porta a non tener in eccessiva considerazione le norme linguistiche di un tempo, ma ci spingono ad un uso più avvicinabile alla nostra realtà di oggi. Io ho seguito con molto interesse questa vicenda dell’uso della nostra lingua e sarei ben felice se una tale discussione portasse ad una conoscenza molto più approfondita del nostro lessico, dell’etimologia delle parole, del corretto uso della sintassi. Da una recente indagine televisiva mi sono sentito mancare quando tanti giovani non hanno saputo dare una risposta, anche abbozzata, su domande segue a pag. 2

DA LUNEDÍ 11 OTTOBRE presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore, preghiamo in modo particolare per i fedeli defunti. Dal LUNEDÍ al VENERDÍ ore 17.00 Santo Rosario ore 17.30 Celebrazione Eucaristica seguita da Adorazione Eucaristica DAL 2 AL 6 NOVEMBRE ore 20.45 Santo Rosario ore 21.00 Celebrazione Eucaristica seguita da Adorazione Eucaristica CHIUSURA MESE DEI MORTI DOMENICA 07 NOVEMBRE ore 17.00 Santo Rosario ore 17.30 Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo Gualtiero nella quale saranno ricordati i fratelli defunti in questo anno. Carissimi, dal programma delle celebrazioni per il tradizionale “mese dei morti”, vi sarete accorti che gli orari delle funzioni religiose sono stati modificati. Sono tre anni che sono con voi e ho potuto sperimentare, con rammarico mio e dell’allora parroco don Antonio, che l’affluenza alla celebrazione in suffragio dei defunti che aveva luogo il primissimo mattino (ore 5.00) era veramente diminuita rispetto agli anni precedenti. I motivi sono senz’altro due: anzitutto qualcuno dei più affezionati è venuto a mancare nel corso degli ultimi tempi; inoltre se è vero che l’orario mattutino era assai comodo per coloro che dovevano raccogliere le olive per avere così la giornata “libera”, è pur vero che oggi, con lo sviluppo della tecnologia, la raccolta non impegna come prima, quindi la si prende con maggiore comodità, quindi non c’è bisogno di alzarsi al mattino prestissimo per la raccolta. A motivo di quanto detto, ecco che il numero dei fedeli è calato notevolmente (contavamo appena una ventina di persone). Così più volte si era pensato a portare le celebrazioni mattutine al pomeriggio, inserendole nella messa feriale d’orario. Quest’anno, con il parere favorevole del Consiglio Pastorale Parrocchiale, ho voluto organizzare il mese dei morti con il nuovo orario e per tre anni almeno resterà così. Perché questo? Senza ombra di dubbio non è nelle mie intenzioni porre fine ad una tradizione spellana plurisecolare (dai primi decenni del 1700 è già accer-

tata l’esistenza della particolare preghiera per i morti), ma semplicemente voglio che questa occasione di preghiera sia alla portata della maggior parte dei fedeli; quindi a mio parere e secondo il Consiglio Pastorale Parrocchiale è più facile partecipare alla preghiera nel pomeriggio che non al mattino presto. Per di più, per allargare la partecipazione anche a coloro che sono impegnati nel lavoro, nei giorni che vanno dal 2 novembre fino alla Chiusura, la celebrazione è posticipata alle ore 20.45. Mi auguro e vi auguro che, lungi dall’esser fraintesa, questa innovazione sia l’opportunità per far rivivere questa tradizione legata alla realtà spellana. Spero che ciascuno, da parte propria si sforzi per trovare modo e tempo per partecipare alla preghiera che si elèva in suffragio dei nostri morti per rinsaldare il rapporto di comunione con loro e rafforzare la nostra fede nella resurrezione di Cristo. A voi tutti chiedo: pregate per i defunti!!! Non solo per i parenti, i famigliari, gli amici, ma anche per coloro che sono dimenticati (non da Dio ovviamente), che non hanno nessuno che li ricordi, per i caduti nelle guerre, per i morti a causa della violenza, dell’ingiustizia, per coloro che nella disperazione si sono tolti la vita, per tutti vi chiedo, e mi impegno anche io in prima persona, di pregare!!! Ad majora!!!

che raccontavano la vita di Carlo Carretto dai tre anni di età fino al giorno del suo funerale a Spello. Il materiale raccolto è così prezioso tanto da finire nell’archivio storico dell’Azione cattolica a Roma, che ha provveduto a farne due riproduzioni fotografiche: una copia è stata installata in una mostra permanente nell’ex Convento di San Girolamo a disposizione dei visitatori, mentre l’altra sarà itinerante nelle parrocchie o nelle sedi religiose d’Italia per contribuire a diffondere l’insegnamento di Carretto. Ultimamente a San Girolamo è stato installato il materiale fotografico della mostra permanente dal titolo “Percorso di una vita” che è stata inaugurata sabato 2 ottobre in occasione della iniziativa “Carlo Carretto a cent’anni dalla nascita” che prevedeva anche la firma dell’atto ufficiale di consegna del materiale fotografico di Ennio Angelucci all’Azione cattolica.

Le foto ricordano due momenti della vita di Carlo Carretto

Ufficio stampa Comune di Spello

Il Priore Parroco Don Diego Casini

Info: 075 57 36 645

600 foto all’Azione Cattolica Il materiale, donato da Ennio Angelucci, è esposto in una mostra permanente a San Girolamo Seicento foto che raccontano la vita e l’insegnamento di Carlo Carretto. E’ la collezione che Ennio Angelucci ha donato all’Azione cattolica, frutto di una ricerca che il noto fotografo di Spello ha iniziato

tanti anni fa con l’aiuto di Liliana Carretto e dell’avvocato Mario Turchi. Insieme avevano lavorato per catalogare le foto, dividendole per temi e inserendo le didascalie e realizzando successivamente dei pannelli

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Racconti, ricordi, riflessioni Contributo per trasporto pubblico Libertà americana Lettera aperta su Hispellum Pellegrinaggio a Medjugorje Innamorarsi dell’Umbria Julia: una squadra ancora in rodaggio

Don Diego Ufficio Stampa G. Sozi A. Luna A. Mengarelli S. Pilli F. Fratini


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n. 10 OTTOBRE 2010

InformaGiovani Il sassolino bianco Giorni lieti segnalati dai lettori a cura di Giuseppe Del Dottore (tel. 0742.301992)

Battesimo

Thomas Pastorelli Il piccolo Thomas è entrato a far parte della famiglia cristiana con il Sacramento del Battesimo nella chiesa di S. Maria Maggiore. La mamma Federica, il papà Fabio ringraziano il Signore per il gran dono. Felicissimi poi la sorellina Asia e i nonni Giovanni, Marisa, Armando e Francesca. Thomas, l’angelo custode sia sempre al tuo fianco.

È stato pubblicato il Bando per la selezione di 108 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Nazionale nella Regione Umbria. I Progetti inseriti in tale bando, presentati dai Comuni di Foligno, Bevagna, Spello, Trevi e Valtopina si riferiscono al settore dell’assistenza agli Anziani e Minori. È stato possibile presentare domanda di partecipazione fino al giorno 04.10.2010. Per quanto riguarda Spello il progetto di riferimento sarà: PROGETTO: GIRO GIRO TONDO - Assistenza ai minori, che vedrà svolgere le diverse attività previste presso l’Informagiovani di Piazza Kennedy. I Posti disponibili saranno 3. Il Servizio Civile Nazionale è una importante e spesso unica occasione di crescita personale, una opportunità di educazione alla cittadinanza attiva, un prezioso strumento per aiutare le fasce

più deboli della società contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Chi sceglie di impegnarsi per dodici mesi nel Servizio Civile Nazionale, sceglie di aggiungere un’esperienza qualificante al proprio bagaglio di conoscenze, spendibile nel corso della vita lavorativa che assicura, nel contempo, una sia pur minima autonomia economica. Per tutte le ulteriori informazioni si rimanda al sito del Comune di Foligno: Comune: attività e servizi. Qui sono consultabili tutte le modalità per partecipare alla selezione. Si rende noto inoltre che a partire dal mese di Settembre riprendono le attività della Sala Prove di Spello. La Sala Prove è collocata presso le tribune dello Stadio Comunale di Spello, situate in località Osteriaccia. La gestione della Sala è affidata ai Servizi InformaGiovani di Spello e Unità Educative di

Racconti, Ricordi, Riflessioni di Vincenzo Albi

Battesimo

Ginevra Properzi

La piccola Ginevra ha ricevuto il Sacramento del Battesimo nella Chiesa di S. Maria Maggiore. Felicissimi la mamma Annalisa, il papà Massimiliano e la sorellina Mariasole, nonché i nonni Domenico Mazzoli, Adriana e Rita. A Ginevra e alla sua famiglia il Signore conceda tutte le proprie grazie necessarie.

100 anni

Elena Marchionni A breve distanza dalla prima pubblicazione, le pagine del nostro giornale vedono protagonista il concittadino Vincenzo Albi che torna ad affidare alla penna i racconti, i ricordi e le riflessioni che scaturiscono dal cuore di chi vuole far rivivere le esperienze dei tempi trascorsi allor quando la semplicità della La dolce Elena ha raggiunto il traguardo dei 100 anni il 3 settembre scorso. Una vita di sacrifici ma allietata da ben 5 figli: Enio, Domenico, Francesco, Tommaso e Guiscardo, i quali hanno festeggiato una così grande madre con la presenza del Parroco Don Diego e del Sindaco Sandro Vitali. Elena, i tuoi figli ringraziano e noi invochiamo il buon Dio per altri anni felicissimi.

AVVISO AI LETTORI Si comunica che per la pubblicazione di foto ed articoli inerenti questa rubrica è necessario essere abbonati al nostro giornale. La Direzione

L’ORLANDO FURIOSO

Ristorante Pizzeria Via Centrale Umbra, 75 SPELLO (PG) ristorante@lorlandofurioso.com www.lorlandofurioso.com Tel. e Fax 0742.652125 Tel. 0742.261074-261976 (chiuso il lunedi)

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vita contadina vissuta nel clima cordiale della famiglia permetteva di sperimentare l’essenziale della vita di una persona: l’amore! Con linguaggio molto semplice composto in stile poetico, il caro Vincenzo, estrae dal tesoro dei suoi ricordi e delle sue numerose esperienze fatte di sacrifici, di gioie, d’amore per la patriarcale famiglia e per il lavoro contadino, e di fede, singolari racconti pieni di nostalgia ma anche di soddisfazione. In una società che sta perdendo i valori essenziali della esistenza umana, i ricordi di Vincenzo dovrebbero farci pensare, riflettere e capire che la gioia della vita non sta nella ricchezza materiale e nelle comodità, ma sta nell’amore che sa rendere preziosa ogni cosa! Vincenzo Albi con i suoi ricordi ci offre l’occasione per accrescere la conoscenza dello stile di vita dei nostri nonni e non solo, consente ai suoi coetanei di rivivere, magari con un po’ di commozione e nostalgia, i bei tempi della loro gioventù. Mi sento di dire un sincero “GRAZIE” a Vincenzo perché, nonostante la veneranda età, ha voluto e non si stanca an-

Consigli e Segreti

di Nonna Lalletta

Una goccia d’acqua vi ha macchiato la camicetta di seta? Passatevi sopra un panno di flanella scaldato con il ferro da stiro: la cancellerà! Si formano delle macchie di ruggine sulle lame dei coltelli o delle forbici? Basta eliminarle strofinandole con un pezzetto di cipolla dopo averla appog-

giata sullo zucchero. Trovate i fagioli tanto buoni quanto indigesti? Ricordatevi di aggiungere all’acqua di cottura una buona manciata di semi di finocchio. Così facendo oltre ad ottenere un buon sapore, risolverete almeno in parte il problema digestivo.

Strada che, in base ad uno specifico calendario settimanale, la concederanno in uso ai gruppi musicali che ne facciano richiesta con modalità di utilizzo che prevedono un comportamento di gruppo partecipato, responsabile, interattivo e solidale, al fine di permetterne un impiego ottimale e adeguato alle esigenze di tutti gli utenti. Per accedere all’utilizzo della Sala Prove è necessario iscriversi presso l’InformaGiovani dove si potranno trovare tutte le informazioni inerenti rispetto agli strumenti a disposizione e al loro utilizzo. In questo periodo, grazie alle attività di alcuni giovani volontari, i locali e gli spazi esterni sono stati oggetto di una nuova risistemazione che permetterà una fruizione ancor più piena e completa del servizio offerto. Info: IG Spello – 0742302287 informagiovanispello@libero.it Orario Informa Giovani Spello: lunedì 15.30 – 18.30 mercoledì 09.0012.00/15.30-18.30 giovedì 15.30-18.30.

cora, di mettere a disposizione di tutti la lucidità di mente e l’appassionato amore per i suoi cari e per la sua vita, traducendo il tutto in quei racconti- ricordi- riflessioni che vanno a costituire questa ultima raccolta di testi che, ci auguriamo, abbia seguito in qualche altro volume. Don Diego Casini Priore Parroco

Udite, udite buongustai Rubrica di gastronomia a cura di Adriana Mengarelli

Crostata al cocco e ananas

Ingredienti per la pasta frolla: 300 g. di farina, 150 g. di burro, 100 g. di zucchero, 2 uova, una bustina di lievito vanigliato, un cucchiaio di marsala. Ingredienti per il ripieno: un barattolino di ananas sciroppato, 50 g. di cocco grattugiato, 4 albumi d’uovo, 80 g. di zucchero, un’arancia. Esecuzione: dopo aver preparato la pasta frolla adagiatela nella teglia foderata con carta da forno, in una ciotola montate leggermente le chiare con lo zucchero, unite il cocco grattugiato e la buccia dell’arancia grattugiata. Versate nella tortiera sopra la pasta frolla e lisciate la superficie. Disponete le fette di ananas sgocciolate e tagliate a pezzi all’interno del dolce lasciandole affondare nel composto di uova. Cuocete per 25-30 minuti a 180°. segue da pag. 1

L’italiano sta veramente cambiando? riguardanti personaggi storici, di cultura, di riconosciuto valore etico e morale della nostra era. Un vero flop per una gioventù che sembra tenere particolarmente a mente i nomi di tante star del momento che dal punto di vista morale e culturale sarebbe bene che sparissero dalla circolazione. Possano i nostri figli, con l’aiuto della famiglia e della scuola, trovare nuovi stimoli a migliorare e perfezionare il loro status culturale. Ce ne sarebbe veramente bisogno!


n. 10 OTTOBRE 2010

Gli Stuzzichini di Giuliano Sozi

La microscopica Repubblica di Cospaia Nel secolo XV un “notaro”, incaricato di registrare l’atto di riconfinazione tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, commise un errore: non tenne conto di una lingua di terra (poco più di sei chilometri per una larghezza di 500 metri) che si trovava tra due fiumiciattoli, il Rio e il Rioscolo. I suoi abitanti, furbi contadini del comune di San Giustino (PG), ne approfittarono per proclamarsi repubblica indipendente: e fu la Repubblica di Cospaia, rimasta praticamente libera con il consenso dei due stati confinanti, con capacità diplomatiche e guadagni derivanti dal contrabbando. Vi si rifugiarono briganti, contrabbandieri, esuli politici. Questo dal 1441 fino al 1826. (Dal “Messaggero” del 25.8.2010) La prima strada dal Tirreno all’Adriatico Fu etrusca, non romana: del 500 a.C., quando Roma era un semplice villaggio di capanne. Portava il ferro dall’isola d’Elba fino a Spina presso Ravenna. Tagliava l’Appennino, tutta lastricata. Populonia, Pisa, Gonfienti presso Prato, poi Marzabotto, Felsina (cioè Bologna) e Spina, grande porto sull’Adriatico. Lì il ferro s’imbarcava per l’Oriente. È una scoperta dell’archeologo Michelangelo Zecchini. (Dal “Venerdì” del 20.8.2010) Rivoluzionario l’Indice del Benessere Sembra che il PIL (prodotto interno lordo) sia ormai insufficiente a esprimere il grado di avanzamento di un’area, perché le reali condizioni di vita di una popolazione dipen-

Pagina 3 dono da tanti altri fattori. Ora un gruppo di studiosi (The European House) ha elaborato un più veritiero indice di benessere, capace di registrare variabili non solo economiche (per esempio stili di vita, salute, alimentazione, cultura, ambiente, libertà politica, ecc.). Le voci di questo indice vengono distribuite in tre gruppi: 1) ricchezza e sostenibilità, 2) qualità della vita, 3) qualità del tessuto sociale. È chiaro che la voce “ricchezza” non la fa da padrona, deve fare i conti con la qualità della vita e del tessuto sociale. Il nuovo metodo è stato sperimentato su dieci stati. I risultati sono molto significativi. Primeggiano i paesi scandinavi (Svezia e Danimarca), seguiti da Giappone, Francia, Inghilterra e Germania. L’Italia non fa una bella figura: è quartultima. Sempre meglio però della Spagna, degli Stati Uniti (penultimi!) e della Grecia fanalino di coda. (La notizia è di “Repubblica”, 3 set. 2010) Internet ci fa diventare superficiali? Lo sostiene Nicholas Carr, giornalista scientifico, in un suo saggio. Dice: “Quando siamo online si rinforzano i circuiti neurali (= del cervello) che usiamo per analizzare superficialmente e rapidamente grandi quantità di informazioni, e si indeboliscono quelli che ci permettono di capire a fondo ciò che stiamo leggendo.” Aggiunge la psicologa Patricia Greenfield: “Internet stimola lo sviluppo di capacità visuali e spaziali, ma a spese delle capacità di acquisizione di conoscenza, pensiero critico, riflessione e immaginazione.” (“Venerdì”, 3 set. 2010). Quindi, amici, navighiamo pure, ma con calma e circospezione... La risata di Petrolini sull’orlo della tomba Il grande attore comico Ettore Petrolini, sul letto di morte per tubercolosi (siamo nel 1936), vide entrare il prete con l’olio santo per l’estrema unzione. Esclamò con il suo ultimo filo di voce: “Allora sono davvero fritto!...”. Commenta lo scrittore Emanuele Trevi: “Credo che non esista una maniera più umana ed elegante di questa per congedarsi dal palcoscenico del mondo, lasciandosi dietro la polvere scintillante di un’estrema risata.” (“Repubblica”, 12 set. 2010)

Contributo per il trasporto pubblico Gli alunni delle scuole di Spello beneficiano quest’anno di uno sconto di 50 euro sul prezzo dell’abbonamento dell’autobus Un contributo di 50 euro sull’abbonamento annuale a prezzo pieno dell’autobus per gli alunni che frequentano la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la Ass. Enzo Fastellini scuola secondaria di primo grado a Spello. È quanto stabilito dall’amministrazione comunale che ha assegnato il contributo a tutte le famiglie che utilizzano il servizio di trasporto pubblico su mezzi pubblici S.S.I.T per mandare a scuola i propri figli. Per accedere al beneficio, gli interessati dovranno inoltrare la domanda al Comune di Spello sui moduli appositamente predisposti. La domanda può essere avanzata da uno dei genitori dell’alunno, o dall’eser-

cente la patria potestà, e dovrà pervenire inderogabilmente entro il giorno 31 ottobre 2010 al Comune di Spello, entro l’orario di apertura degli uffici comunali. Alla domanda dovrà essere allegata fotocopia dell’ abbonamento annuale a prezzo pieno dell’alunno. “Entro il mese di ottobre – aggiunge l’assessore ai servizi scolastici Enzo Fastellini – partirà in via sperimentale e solo per alcuni giorni, una ipotesi di trasporto degli alunni che stiamo valutando con la S.S.I.T che prevede un servizio navetta dal parcheggio di via della Liberazione alla piazza della Repubblica. Questo breve periodo di prova sarà infatti utile per organizzare al meglio il servizio di trasporto in previsione dei lavori del Pir”. Ufficio stampa Comune di Spello

L’angolo del pensionato

(a cura di Alvaro Bucci per FNP/CISL)

Meno fisco per il lavoro, più lavoro per l’Italia “Il 9 ottobre saremo in piazza a Roma per lanciare un aut aut al governo che si sta apprestando a rimettere in piedi il proprio ‘palinsesto’. Vogliamo una riforma integrale del fisco perché siamo stufi delle pagliacciate a cominciare dall’evasione fiscale per cui tutti si indignano e nessuno fa nulla”. Con queste parole Raffaele Bonanni, leader della Cisl, aveva ribadito l’importanza della manifestazione che si è svolta lo scorso 9 ottobre. Al fine di sostenere la ripresa economica e lo sviluppo del Paese attraverso una efficace politica economica, Cisl e Uil hanno richiesto al governo italiano di lavorare per la costruzione di un ‘governo europeo’ che possa più efficacemente rispondere alle crisi economiche e sociali, e a livello nazionale hanno richiesto la realizzazione di iniziative a partire

dall’aumento delle detrazioni da lavoro dipendente e da pensione. “Proseguiamo la nostra strada con il nostro atteggiamento responsabile che è la forte e sola alternativa ad ambienti minoritari, rumorosissimi e talvolta persino pericolosi”. Così il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni aveva dichiarato in occasione dei direttivi congiunti di Cisl e Uil convocati per avviare la mobilitazione delle strutture in vista della manifestazione del 9 ottobre scorso. “Non si tratterà di una iniziativa contro qualcuno – aveva ancora precisato - ma sarà una risposta agli attacchi ed anche una risposta che indica ai lavoratori la strada più sicura, quella della cooperazione e della responsabilità, non quella dell’uscita da qualsiasi logica”.

Politiche per gli anziani dell’Umbria Proseguiamo nell’esame – iniziato sullo scorso numero de La Squilla - del documento “Linee per la contrattazione 20102015. Dall’autonomia possibile alla domiciliarità” che i sindacati dei pensionati dell’Umbria FNP-CISL, SPI-CGIL e UILPUIL hanno predisposto per concertare con la nuova Giunta della Regione dell’Umbria le più adeguate linee d’intervento a sostegno dei bisogni della popolazione anziana. A proposito della prevenzione, onde fronteggiare il rischio della non autosufficienza, i sindacati dei pensionati ritengono necessario incidere nei fattori di rischio mediante un’appropriata programmazione di interventi intesi alla: -promozione dell’integrazione; -promozione della partecipazione attiva; - promozione di adeguati stili di vita (alimentazione, attività fisiche, ecc.). Tale programmazione, secondo il documento sindacale, non può prescindere da considerare la domiciliarità come il filo rosso che deve tenere unita la programmazio-

ne alle azioni, a cominciare dalle azioni di prevenzione sociale, quali ad esempio: -progetti di integrazione e di reintegrazione nella vita sociale; -piani di comunicazione specifici e campagne informative su tutte le materie indispensabili alla prevenzione; -screening programmati; -impianti per la promozione dell’attività fisica e della socializzazione (palestre, percorsi verdi, orti, centri socio-culturali, ecc.); -centri di educazione alimentari; -interventi di risanamento e ristrutturazione degli ambienti abitativi (barriere architettoniche, risanamento alloggi, interventi di domotica abitativa per anziani); -integrazione ed estensione del contributo economico per la copertura dei costi per le attività di assistenti familiari anche per i non autosufficienti iniziali facilitando così il mantenimento di una autonomia possibile; il tutto accompagnato da una opportuna incentivazione e socializzazione.

Sanità: quali risorse per gli obiettivi prioritari Il 6 settembre è stata pubblicata sulla G.U. n 208, la delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, Cipe, relativa al riparto tra le regioni della quota del fondo sanitario nazionale per la promozione di interventi volti al perseguimento degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale, ai sensi dell’art. 1, comma 34, legge n. 662/1996. (Deliberazione n. 6/2010). “La delibera - si legge in una nota del dipartimento di Politiche sociali della Fnp - ha ripreso la nota del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 10 marzo 2009 nella quale si era proposto un riparto di 1.410.070.000 di euro, vincolate sulle risorse del fondo sanitario nazionale 2009”. Le risorse per gli obiettivi del piano sanitario nazionale sono vincolate, ma dovranno comunque essere finalizzate a progetti determinati con un ulteriore accordo alla conferenza stato-regioni. Il riparto è subordinato all’approvazione dei progetti che le regioni presenteranno sui singoli argomenti e da principio sarà pari al 70% dell’importo

complessivo. Il rimanente 30% verrà distribuito qualora la conferenza stato-regioni, su proposta del ministro della salute, avrà approvato gli specifici progetti che dovranno essere accompagnati da una relazione illustrativa dei risultati raggiunti nell’anno precedente. In caso di mancata presentazione e approvazione dei progetti, non solo verrà meno l’erogazione della quota residua del 30%, ma anche il recupero delle somme “a qualsiasi titolo spettanti nell’anno successivo” dell’anticipazione del 70% già erogata. Niente risorse, infine, come prescritto dalla legge per regioni a statuto speciale (Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Trento e Bolzano), mentre per la Sicilia sono state effettuate le riduzioni previste dalle norme. “I progetti - ricorda l anota Fnp - dovranno riguardare il miglioramento dell’offerta sanitaria regionale nello sviluppo della politica dei Livelli Essenziali di Assistenza, delle cure primarie, della rete integrata dei servizi e sanitari e sociali per la non autosufficienza e dei centri di eccellenza”.

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n. 10 OTTOBRE 2010

Su questa pietra…

Lo scorso 26 settembre, in occasione della Solennità della Dedicazione della Chiesa Cattedrale, il Vescovo Gualtiero ha consegnato la Lettera Pastorale scritta in occasione del nuovo anno Pastorale che è appena iniziato, Lettera che segna anche una tappa importante nella vita della nostra Diocesi, infatti, lo scritto ha come cornice la Visita Pastorale che il Vescovo si accinge ad iniziare nei prossimi giorni. La lettera che tratta il tema della Chiesa è lo strumento con il quale Mons. Sigismondi ne ha voluto tracciare l’identikit partendo dalle immagini offerte dalla Sacra Scrittura, per passare poi a quelle scaturite dalla riflessione Teologica dei Padri della Chiesa, fino a considerare il Magistero Ecclesiale e infine calare la realtà universale della Chiesa nella realtà particolare della nostra diocesi. In un tempo in cui la Chiesa sembra essere attaccata da ogni parte, sembra perdere di credibilità e soprattutto di splendore, una lettera Pastorale che ricordi ai fedeli chi sia la Chiesa, quale sia la sua missione, e soprattutto da dove nasca, viene a costituire un’opportunità per riscoprire il valore della Chiesa, la necessità della sua esistenza, la bellezza della sua missione. Nell’introduzione della Lettera Pastorale, il Vescovo asserisce: Creata dalla Parola e sottoposta alla norma della Parola, la Chiesa cresce e

La salute a cura di Mariarita Crisanti

Occhio alla vista Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione delle malattie degli occhi che rappresentano una vera e propria emergenza sanitaria. Basta pensare che in Italia 2 milioni di persone soffrono di degenerazione maculare correlata all’età, 750.000 circa di glaucoma, più di un milione di cataratta., compromettendo la loro qualità di vita. Eppure un controllo periodico dall’oculista potrebbe

Ristorante

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si sviluppa come “popolo radunato dall’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito santo” (San Cipriano, La preghiera del Signore 23). Avendo ricevuto il mandato di affidarsi alla Parola, prima ancora di riceverla in affidamento (cf. At 20,32), la Chiesa si ringiovanisce e si rinnova nella misura in cui rimane fedele alla sua vocazione di “discepola della Parola” (cf. Lumen gentium 4). Se è vero che è “la Scrittura a portare in braccio la Chiesa”, è pure vero che “la Bibbia va letta sulle ginocchia della Chiesa”, poiché è nel noi della fede apostolica che il Vangelo non resta lettera morta. E tuttavia, la Chiesa non si colloca “al di sopra della parola di Dio, ma la serve” (cf. Dei Verbum 10), custodendone integro il messaggio da cui riceve forza, energia e consolazione sempre nuove. Bastano queste affermazioni per tornare a ripensare alla Chiesa e al nostro essere Chiesa, non con lo sdegno di colui che la accusa, ma con la meraviglia di colui che la abita; non con l’atteggiamento di chi si sente estraneo da essa, ma con la gioia di esserne parte viva; non vedendola con occhi semplicemente umani, ma osservandola e, oserei dire, contemplandola con gli occhi del cuore illuminati dalla fede. Solo così possiamo capire il grande mistero della Chiesa e del nostro essere Chiesa, chiamati ad essere quel “popolo radunato dall’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito santo”. Se è vero che la Chiesa non nasconde le sue rughe, è altrettanto vero che sono proprio queste che ne affermano la sincerità dalla quale traspare la Verità di Dio; ne costituiscono la debolezza che svela la potenza di Dio; ne rivelano la umanità che cela nel suo intimo la Divinità. Termino questo articolo con un senso di incompletezza perché auspico che invogli i lettori a leggere la Lettera Pastorale e a meditarla, assaporandola lentamente. La Lettera è disponibile in Parrocchia o nel sito www.diocesidifoligno.it in formato pdf. Vi lascio riportando una affermazione di Romano Guardini, che si trova anche all’interno della Lettera stessa: “non verremo mai a capo del mistero della Chiesa se non dopo essere arrivati ad amarla. Soltanto dopo!”. Don Diego Casini, priore-parroco

America è possibile a tutti fondare una confessione religiosa: basta versare una tassa comunale e il gioco è fatto, chiunque può diventare “reverendo”. Il “reverendo” che recentemente ha fatto tremare mezzo mondo e che non è degno nemmeno di essere nominato (tra l’altro ha intascato per uso personale – e sporco - le elemosine della propria “chiesa” che conta per fortuna solo una cinquantina di adepti) non ha fatto il rogo solo perché ormai aveva raggiunto il suo scopo, quello di farsi pubblicità. Ma quel poveretto del Presidente Obama ha dovuto pregare e scongiurare un delinquente pazzo, per evitare una tragedia di vaste proporzioni (che c’è stata ugualmente anche se in misura ridotta). Perché l’uomo più potente del mondo ha dovuto inginocchiarsi di fronte a quella schifenza di “reverendo”? Semplicemente perché il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti tutela le libertà religiose in modo così totale da vietare qualsiasi intervento delle autorità su qualsiasi manifestazione, anche la più folle e pericolosa. Sapete che negli Stati Uniti bruciare la bandiera americana è lecito? Lo ha stabilito la Corte Suprema, ribadendo più volte tale decisione. Sapete che nessun partito, neanche il più truce e violento, può essere messo fuori legge e che gli USA hanno un Partito Nazista? Sapete che qualunque azienda industriale può liberamente finanziare un partito e che questo finanziamento è considerato una “forma di libera espressione”? E che i cittadini, soprattutto in alcuni Stati, circolano liberamente armati, “per difesa personale” come in un film western? Il fatto è che, mentre in Italia nessuno può farsi passare per l’anticamera del cervello l’idea di bruciare il tricolore (anche se qualcuno ha accennato il gesto di pulircisi

il posteriore), nessuno può abbandonarsi a oscene manifestazioni offensive dell’altrui sentimento religioso, nessuno può apertamente organizzare il Partito Fascista, nessun partito può ricevere denaro da un’industria (almeno teoricamente), nessuno può girare armato se non nei limiti chiaramente stabiliti dalla legge sulla sicurezza; mentre cioè in Italia i principi fondamentali della Costituzione vietano questi comportamenti, in America essi sono consentiti. A monte di tutto ciò, a dare una spiegazione storica che consenta di non declassare gli Stati Uniti ai nostri occhi, di non considerarli un popolo di barbari, c’è la consapevolezza della loro nascita come Stato sovrano. Lo stato americano è nato dalla feroce ricerca della libertà da parte di tanti perseguitati, che ebbero il coraggio di cercare, di trovare e di organizzare una nuova patria con tutti i mezzi, con l’avventura, la violenza, le stragi dei popoli indigeni. Gli Stati Uniti sono nati dalla ribellione contro l’Inghilterra, contro lo sfruttamento da essa messo in opera, e sono cresciuti nell’atmosfera avventurosa e sanguinosa del Lontano Ovest. Lì la Patria è qualcosa di cementato dal culto di un’idea forte, violenta della vita. Da noi invece la Patria è spesso una poesia, una nostalgia: è Leopardi, e più indietro Petrarca. Raramente varca i confini della letteratura. Solo in casi estremi è sangue. Abbiamo il Risorgimento, la Prima Guerra mondiale, la Resistenza, è vero: per questo l’Inno di Mameli ci unisce. Ma le tradizioni e le storie regionali, antichissime, resistono tenacemente. La nostra è un’identità plurima, dalle molte sfaccettature. La Costituzione, sforzo supremo di democrazia soprattutto dopo la tragica esperienza fascista, ha dovuto adottare principi severi, a cui noi dobbiamo obbedire. La nostra libertà deve tenere in gran conto le libertà altrui. In America invece c’è una “libertà più libera”, in altre parole, secondo noi, meno autentica, più rozza. Forse più vicina al sentire comune? Difficile è rispondere. Noi italiani comunque preferiamo tenerci cara la nostra concezione di libertà e di democrazia. Giuliano Sozi

favorire la diagnosi precoce e, dunque, l’intervento più appropriato per scongiurarne la progressione. Per questo durante il mese di ottobre hanno preso il via diverse campagne informative volte a sensibilizzare tutti coloro che tengono alla propria salute a sottoporsi gratuitamente ad una visita di controllo dell’efficienza visiva: secondo i dati diffusi dagli esperti, un italiano su 5 non si è mai sottoposto ad alcun controllo della vista, oltre il 60% non ne svolge uno da almeno tre anni e uno su quattro presenta un difetto della vista che neppure sa di avere. A questo proposito, la Società oftalmologica italiana (Soi) e l’Associazione onlus “Per vedere fatti vedere” sono da anni attive sul territorio con preziose campagne informati-

ve che svolgono il ruolo sociale di ricordare alle persone l’importanza della visita di controllo dall’oculista e con siti internet ai quali rivolgersi per avere informazioni e dialogare con i medici. “La visita specialistica dall’oftalmologo - spiega Matteo Piovella, presidente Soi - è fondamentale per controllare l’insorgenza di malattie dell’occhio che possono rimanere silenti per molti anni prima di manifestarsi con deficit visivi importanti. In assenza di problemi per i bambini i controlli per la salute degli occhi sono alla nascita, a 3 e a 6 anni. Sempre in assenza di sintomi, è sufficiente sostenere una visita di controllo nell’adolescenza, tra i 10 e 15 anni, e una a 45 anni. Dai 45 in poi è utile controllarsi ogni 2 anni. Dopo i 65, invece, si rende

necessario recarsi dall’oculista ogni anno. Per chi soffre di malattie come diabete o ipertensione, i controlli si fanno annualmente. Per chi ha difetti visivi come la miopia, i controlli sono periodici, stabiliti dall’oculista dal momento in cui viene rilevato il difetto”. Gli over 65 sono i più a rischio di determinate malattie oculari. Basta pensare che la diffusione della degenerazione maculare correlata all’età è del 15% tra gli over 65 e del 32% tra gli over 75. Con molta probabilità le malattie hanno esordio molti anni prima. Un controllo puntuale potrebbe dunque favorire l’intervento precoce. Il diritto alla prevenzione è quindi fondamentale e deve andare di pari passo con un’informazione corretta.

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Riceviamo e pubblichiamo Lettera aperta a Giuliano Sozi su Hispellum Egregio professore, chi scrive prova stima e riconoscenza per l’impegno che lei ha offerto negli anni alla nostra comunità attraverso iniziative, articoli, volumi di saggistica e narrativa. Personalmente ho avuto modo di leggerla a più riprese, dalla guida turistica di Spello al romanzo il rescritto di Costantino. Opere in cui, a prescindere dalla qualità letteraria, è primariamente apprezzabile il desiderio di raccontare la città, gli abitanti, il territorio. Inoltre fin dall’antica frequentazione della sua casa, quando venivo a studiare con suo figlio Sergio, avevo condiviso il suo modo di intendere la cultura. Un concetto che lei non interpretava in maniera nozionistica ed esclusiva, legandolo pertanto all’erudizione di un circolo chiuso e ristretto di dotti. Lo intendeva invece come strumento “inclusivo” di diffusione della conoscenza e dell’identità di un popolo, fondato sui valori di comprensione, tolleranza, rispetto dell’altro (verso chiunque, erudito o meno che sia). Ora leggendo il suo ultimo articolo su La Squilla a proposito di Hispellum sono rimasto sorpreso da una certa nettezza e crudezza di giudizio che coinvolge tutti in un unico e squalificante calderone: Spellani, autorità cittadine, giornali, chi conosce il Latino e chi non lo conosce. Mi viene da chiamare la sensazione avuta “effetto Oriana Fallaci”: un personale neologismo per descrivere il piccolo sconcerto che ti prende quando compari due fenomeni distinti e distanti attuati dal medesimo soggetto. Qualche anno fa infatti non riuscivo a credere che la Fallaci autrice di “un uomo”, in cui difendeva la libertà di pensiero messa a morte in Grecia dal regime

dei colonnelli, fosse la stessa di “la rabbia e l’orgoglio”, il volume in cui attaccava indistintamente l’intera comunità islamica. La manifestazione Hispellum, nata circa 15 anni fa come “festa romana”, è stata ideata e portata avanti nel tempo dal Terziere Mezota e dalla Pro Loco IAT Spello. Costoro però, edizione dopo edizione, trovarono alterne disponibilità da parte dei singoli cittadini e delle diverse associazioni della città. Mi risulta che anche lei, per un breve periodo, abbia dato il suo contributo di idee. Tre anni fa, dinanzi ad un fenomeno che pertanto non sfarinava e non lievitava, la Giunta mi delegò per verificare la possibilità di un coinvolgimento diretto dell’amministrazione comunale. Dopo l’analisi del caso, pur tenendo conto delle varie imperfezioni che, ieri come oggi, caratterizzano l’organizzazione dell’iniziativa, detti il mio parere positivo. Congiuntamente ritenevamo che vestire la Giunta da Romani fosse un primo e palese segnale di umiltà ed apertura verso il lavoro portato avanti fino ad allora, un chiaro attestato di fiducia sulle prospettive di crescita della manifestazione. Lei chiede qual è il significato e la finalità di questa operazione, partita in ritardo rispetto alle più antiche manifestazioni storiche d’Italia. La risposta è semplice: ancora oggi crediamo importante rievocare, con affinamento crescente, il periodo forse di maggior lustro della storia di Spello: l’epoca romano imperiale, da Augusto a Costantino. Lo dobbiamo alla luminosa identità della nostra città, in realtà quasi misconosciuta, che divenne fin dal V-VI secolo a.C. la capitale religiosa della federazione degli Umbri, un’antichissima popolazione che avevano occupato

Lettera al Direttore Gentile Direttore, lo scorso 15 maggio a Milano si sono riuniti per la terza volta gli ex collaudatori dell’Ufficio Collaudi Materiale e Trazione di Milano. Alla stazione centrale del capoluogo lombardo si sono ritrovati oltre sessanta capitecnici provenienti da tutta la penisola. Mancavano purtroppo tre colleghi deceduti nel frattempo. Il prossimo appuntamento sarà per il 2015. Dopo la deposizione di una corona d’alloro di fronte alla lapide che ricorda i ferrovieri morti per la Patria, è stata celebrata una S. Messa nella chiesetta della stazione in suffragio dei ferrovieri morti che appartenevano all’ufficio collaudi sopraccitato. I collaudatori venivano scelti dai vertici delle Ferrovie tra il personale più qualificato nelle rispettive branche: esperti in lavorazioni meccaniche, metallurgiche, provetti in saldatura di tutti i tipi, tecnici specializzati in elettrotecnica, elettronica, in falegnameria, in verniciatura nei controlli non distruttivi, ultrasuoni, liquidi penetranti, ecc. Il personale doveva essere integerrimo perché operava presso le ditte che costruivano rotabili, locomotive, riparava-

no carri: neanche l’ombra di un’ eventuale corruzione doveva passare nella testa dei collaudatori, le ditte sapevano che era impossibile comprarseli. Di Spello eravamo in tre (di Foligno uno) e tutti e tre avevamo frequentato l’ITIS di Foligno. Una vecchia norma prescriveva giustamente che, dopo un determinato tempo che il collaudatore era distaccato presso una fabbrica, veniva spostato in un’altra per evitare che con il tempo ci fosse troppa familiarità fra lui e i dirigenti dello stabilimento privato. La Corte dei Conti, acquisiva casualmente alcuni verbali delle riparazioni e li spulciava, voce per voce, controllando ciò che era stato eseguito e pagato. Durante il servizio, su proposta del Capo Ufficio, venivano segnalati alcuni ferrovieri per l’onorificenza al merito della Repubblica. Dei ferrovieri appartenenti all’ufficio collaudi hanno raggiunto i massimi vertici delle Ferrovie il dott. Congedo che è stato Direttore Compartimentale delle FS di Ancona, uno dei più importanti della penisola (Marche-Umbria). Franco Caroli

l’Italia dal Tevere all’Adriatico. Tale ruolo fu riconosciuto a Hispellum anche da Costantino con il famoso rescritto. Questa stessa visione ha portato, nell’ultima edizione, gli altri Terzieri di Spello e un numero crescente di cittadini a condividerne gli esiti e, come si suole dire, a sporcarsi le mani, pur in presenza di tanti contorni ancora da definire e che definiremo. Fin da allora condizionammo la nostra disponibilità al coinvolgimento della Soprintendenza archeologica dell’Umbria, dell’Università degli Studi, della Provincia di Perugia, della Regione dell’Umbria. Enti che hanno partecipato anche alla elaborazione complessiva dell’ultima edizione attraverso i soggetti riscontrabili, con la loro diretta presenza, nel programma stesso e che si sono complimentati per i risultati prodotti. Non mi risulta che le “sagre paesane” a cui lei ci paragona, abbiano questo partenariato, né allestiscano spettacoli con artisti di fama europea e delegazioni di 40 elementi in costume provenienti dall’altra Colonia Julia che è la città di Fano. Non mi sembra che l’Amministrazione possa essere “trascinata nel ridicolo” organizzando due convegni, uno sul Santuario federale degli Umbri, nascosto ancora oggi sotto Villa Fidelia ed uno sulla ricostruzione virtuale dell’edificio che ospitava i mosaici romani di via Sant’Anna, oltre ad una mostra fotografica sul percorso dell’acquedotto romano (e non sono questi un casuale accidente di cui nessuno ha merito). Non crediamo di aver dato “soldi agli affaristi” se abbiamo riempito la città in quei giorni di visitatori e acquistato le materie prime con cui i tanti volontari che amano Spello hanno fabbricato, con attenzione filologica, 15 stendardi e 250 costumi, impegnando gratuitamente tempo e fatica. Riguardo alle “pappate all’aperto”, in realtà utilizzate per contribuire a pagare spettacoli e allestimenti che dessero un minimo di verosimiglianza alla rievocazione, vorrei sottolineare un aspetto di particolare importanza: se la città non potenzierà a breve

Attività del gruppo volontari Protezione Civile di Spello

Dal mese di maggio fino ad oggi il gruppo volontari di Protezione Civile di Spello ha svolto con sollecitudine e generosità varie attività qui elencate: 06 maggio Marcia della pace - Assisi 5–6 giugno Infiorate - Spello 13 giugno Rappresentanza a Volperino scoprimento stele maresciallo Andrea Angelucci 3 luglio Convegno a Bastia progetti didattici nelle Protezioni Civili 3-4 luglio Palio di San Bernardino Valtopina 6 luglio Villa Fidelia concerto The Cramberries 9 luglio Percorso Acquedotto Romano di Spello con parrocchia San Feliciano e Santa Maria Maggiore

le forme di autofinanziamento (le sponsorizzazioni come l’enogastronomia, fossero anche cene imperiali o patrizie, che in quattro giorni hanno tutt’altro che riempito la città), molti eventi turistico-culturali di Spello saranno a rischio. Infatti le Amministrazione comunali e sovra comunali difficilmente potranno in futuro mantenere gli attuali livelli di finanziamento. Posso assicurarle che questa Amministrazione comunale vigilerà sul rischio che uno sfrenato consumismo, ammantato di turismo, possa avvolgere Spello e su questo versante siamo disponibili a prossimi incontri con lei e chiunque altro abbia a cuore questo tema. Personalmente ritengo che la realtà, ogni realtà, sia un fenomeno complesso, perché condizionato da diverse, troppe variabili. Come tale andrebbe allora osservato e raccontato, valutando attentamente e con equilibrio i suoi prevedibili colori scuri, ma anche gli altrettanto possibili chiari. Cordiali saluti Antonio Luna Vice sindaco con delega allo sviluppo economico, turistico e ambientale

Caro Antonio, mi dispiace di avere inavvertitamente provocato in te un disappunto. Apprezzo le tue buone intenzioni. Il “ridicolo” non è delle persone, ma dell’aspetto “spettacolare” di “Hispellum”: anche Piero Angela, negli inserti con film in costume delle sue puntate storiche, secondo me cade nel ridicolo. Sono dolente di dover confermare la mia idea (non certo nuova) che lo studio della storia è una cosa seria: tanto è vero che giudico positivamente (l’ho detto a tutte lettere nell’articolo) gli “eventi di indubbia impronta scientifica”, conferenze e dibattiti compresi. Tuttavia il mio vero obbiettivo non era, e non è, Spello: è una certa politica italiana da cui mi sento lontanissimo. Ti saluto con immutato affetto. Giuliano

21 luglio Concerto Villa Fidelia Dalla - De Gregori 1 agosto Gara ippica Villa Fidelia 8 agosto Vigilanza per II° raduno fiat 500 - Bastia Spello - Assisi 19 agosto Test auto Ford Fanari - Spello 20 agosto Premio Rosa Formisano rappresentativa Villa Fidelia 22 agosto Ricevimento banda musicale Paganica a Spello e Perugia 4 ettembre Cavalcata di Satriano 24 settembre Esercitazione test a magione 25 settembre Crono scalata degli ulivi - Spello 2 ottobre Inaugurazione caserma carabinieri di Colfiorito intitolata ad Andrea Angelucci inoltre nei mesi di luglio, agosto e settembre la Protezione Civile si è attivata per gli avvistamenti anti - incendi boschivi nel monte Subasio. In occasione del corso di formazione di base in Protezione Civile che si è concluso recentemente sono stati inscritti altri 12 volontari ai quali sarà consegnata la divisa all’inizio del nuovo anno. Tutti coloro che fossero intenzionati a condividere questa esperienza con noi possono farlo iscrivendosi presso la sede sociale in via piazza xxvi° settembre (tel. 334 6050102) o e–mail: procispello@alice.it. o recandosi allo Sportello del Cittadino (palazzo comunale). Il coordinatore Ennio Angelucci


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Pellegrinaggio a Medjugorje Riflessioni e pensieri

Il gruppo del pellegrinaggio

Iniziò tutto il 24 giugno 1981, giorno dedicato a S. Giovanni: quattro ragazzine e due ragazzini, durante una passeggiata nella valle di Podbrdo, ora chiamata Valle delle Apparizioni,videro nel cielo una splendida Signora vestita di bianco con il Bambino in braccio. Subito di istinto scapparono impauriti, anche se Lei aveva detto: “non avete paura”! Corsero a casa gridando di aver visto la Madonna, si recarono allo stesso posto il giorno seguente; all’improvviso balenò una luce nel cielo e scorsero un’apparizione splendida, la Madonna però, era senza il Bambino in braccio. Da quel giorno sono trent’anni che la Madonna seguita ad apparire ai sei ragazzi oramai adulti. I veggenti regolarmente hanno le apparizioni ed hanno ricevuto dalla Madonna dieci segreti che riguardano il mondo. Alcuni hanno le visioni giornalmente, altri una volta al mese oppure una volta l’anno. Ivan ha l’incontro con la Madonna tutti i giorni. I messaggi sono rivolti al mondo intero, chiede incessantemente di pregare tutti i giorni con il S. Rosario, il digiuno per la pace nel mondo e per la conversione dei cuori. I ragazzi hanno chiesto alla Madonna come mai era apparsa proprio a loro in un posto tanto povero. “Sono venuta qui perché voi amate con cuore sincero, desidero proteggervi e

guidarvi verso la vita eterna. Io dò grandi Grazie a tutti quelli che pregano con il cuore, sono la Regina della pace, che solo Dio può dare e che arricchisce ogni cuore”. La notizia si sparse a macchia d’olio per tutta l’Erzegovina e migliaia di fedeli giungevano da tutte le parti, nonostante la repressione del governo comunista proibì di recarsi al posto delle apparizioni. Fu minacciato anche il parroco, che credeva ai ragazzi, lo torturarono, imprigionarono e privato dei testi sacri, chiusero la porta della chiesa con una grande pietra. La Madonna seguitava ad apparire ai ragazzi ed al parroco della parrocchia Fra Joso. Il governo comunista cessò la pressione negativa, rendendosi conto dell’utilità del turismo religioso. Ancora oggi migliaia di pellegrini giungono da tutte le parti per visitare questo luogo sacro. Anche noi, il solito gruppo di S. Lucia, che da diverso tempo ogni anno visita un santuario, ci siamo recati a Medjugorje. La mattina del 26 agosto siamo partiti da S. Lucia in pullman con destinazione Ancona, da lì ci siamo imbarcati per Spalato. Come sempre abbiamo viaggiato serenamente, conversando in perfetta armonia, non trascurando le preghiere e il S. Rosario per prepararci spiritualmente alla visita dei luoghi sacri. Dopo la sistemazione in

Venticinque anni dopo Quando ricordare è un dovere Il giornalismo è un mestiere che non dovrebbe essere definito pericoloso, ma una sorta di missione per aprire il cuore delle notizie alle persone; purtroppo a volte il giornalismo può essere una tomba. Il ventitré settembre di quest’anno si onora la ricorrenza del venticinquesimo anniversario della morte di uno dei cronisti italiani più famosi e dimenticati di sempre. Giancarlo Siani fu trovato morto a Napoli, la sera del 23 settembre. La notizia arrivò in redazione verso 1985, poco dopo aver lasciato il giornale dove lavorava, il Mattino. Non era un inviato di guerra o un giornalista in zone particolarmente cruente di quello che era il terzo mondo, ma veniva da un paese che pochi mesi prima era

stato teatro di una tremenda strage, che aveva contato circa venti feriti e otto morti. Raramente si resta indifferenti a momenti storici del genere, soprattutto dato il momento storico che l’Italia stava passando, anche in Sicilia, a causa della lotta contro la camorra; lui decise di andare nella grande Città, per continuare a fare il suo lavoro di ‘svela notizie’. Un lavoro che non avrà un esito felice per lui e per la sua famiglia e che si concluderà con un’attesa lunga ore da parte dei suoi due killer, che poi festeggeranno con i boss mandanti con litri di spumante, la sera stessa, mentre tutti gli altri piangevano la sua morte. Giancarlo Siani aveva solo ventisei anni,

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albergo e la cena ci siamo recati al Santuario. Abbiamo trovato tanta gente, davanti alla chiesa di S. Giacomo, circondata dai fiori, la statua della Madonna in marmo con la mano destra poggiata sul petto e l’altra aperta, sembrava ci desse il benvenuto, siamo stati invasi da gioia e commozione, ci siamo sentiti a casa nostra. Il santuario è stato costruito nel 1930 per sostituire la vecchia chiesa che, a causa del terreno, stava franando. Per la guerra e per la povertà la costruzione fu lenta, fu terminata e consacrata nel 1969 e venne dedicata a S. Giacomo, protettore dei pellegrini. Per accogliere tutti i pellegrini è stato allestito uno spazio fuori, dietro alla chiesa con un altare e una statua della Madonna, tutto intorno tanti posti per sedersi ed ascoltare le varie liturgie, c’è posto per 5000 persone. Il giorno seguente abbiamo dedicato la mattinata all’ascolto della veggente Mirjana, alle confessioni ed alla partecipazione alla S. Eucarestia. Dietro la chiesa, davanti all’altare esterno, abbiamo potuto ammirare la Via Crucis per i pellegrini che non possono salire il monte, a completare l’opera si trova la grande scultura di bronzo di un artista sloveno che simboleggia la risurrezione. Dal ginocchio della scultura gocciola l’acqua a forma di lacrime che rappresenta un segno miracoloso per i pellegrini. Nel pomeriggio, dopo una visita alla “Comunità Cenacolo”fondata da Suor Elvira, per tossicodipendenti, con il cestino della cena al sacco, ci siamo recati nei pressi del monte Crnica, nel villaggio Podbrdo, che oggi si chiama il “Monte delle Apparizioni”. Arrivati sul posto siamo rimasti un po’ stupiti nel vedere il percorso scosceso da fare, eravamo di fronte una irta salita con tanti sassi, non semplici sassolini ma pietre grandi e pochissima vegetazione: non sapevamo dove mettere i piedi. La nostra guida, una signora di nome Zotica, originaria del posto e sposata con un italiano conosciuto da giovanissima, venuto dall’Italia come pellegrino, ci ha esortato a non temere, a non guardare mai dietro e a confidare nella Madonna. Durante il percorso abbiamo

recitato il S. Rosario, sostando davanti alle grandi icone di bronzo che rappresentavano il mistero. Arrivati in cima al monte, increduli di avercela fatta, abbiamo ammirato la scultura della Madonna sul punto della prima apparizione, regalata dal popolo Coreano. Abbiamo cercato di sistemarci alla meglio e, dopo aver consumato la frugale cena, con ammirazione e stupore abbiamo osservato gli effetti speciali del sole, cambiando colore, dal bianco candido al celeste, fino all’azzurro intenso. La commozione era tanta, arrivavano continuamente persone a flotte munite di pile più o meno grandi. Noi non eravamo tutti muniti di pile e per un momento la preoccupazione ci ha invaso. Per le ore 22 era prevista l’apparizione, il veggente Ivan era davanti alla figura della Madonna, si pregava ininterrottamente, il cielo era buio senza luna e senza stelle, all’ora esatta un intenso silenzio e tanta commozione,chi riusciva a vedere il volto del veggente ha potuto notare dall’espressione del viso il momento dell’incontro con la Madonna. Dopo alcuni attimi Ivan ha parlato del messaggio dicendo: “La Madonna ringrazia tutti, ama tutti, anche quelli che sono lontani da suo figlio, Lei insiste affinché tutti si convertano, tutti preghino e si confessino. Un grande applauso ha chiuso la serata. Comparsa la luna e le stelle, ci siamo incamminati piano piano per la difficile discesa aiutandoci con un bastoncino acquistato per l’occasione: eravamo circa 5000 persone. Arrivati alla fine del sentiero scosceso, eravamo felici e meravigliati di non sentire la stanchezza. Sabato mattina ci siamo recati sul monte Krizevac che si trova ad un chilometro dalla chiesa di Medjugorje. Salendo sempre per il sentiero, tra pietre e cespugli, lungo circa 2 chilometri, c’è la via Crucis. I rilievi della Via Crucis sono stati fatti dallo scultore italiano Carmelo Puzollo, sulla cima del monte gli abitanti della zona hanno costruito una croce di cemento alta metri 8,5. Durante un’apparizione la Madonna ha detto che la costruzione della croce era nei piani di Dio. Abbiamo terminato il nostro pellegrinaggio con la visita a Mostar e al centro storico di Spalato. Siamo rientrati molto felici e rafforzati nella fede. Un ringraziamento a Mario Cataluffi che si è impegnato per la buona riuscita del pellegrinaggio.

ma il suo passato lo portava a raccontare ciò che succedeva in una terra così martoriata con una passione quasi senza precedenti nel territorio partenopeo; le sue domande erano troppe e conosceva troppe cose sulle collusioni fra boss e colletti bianchi. Voleva raccoglierle in un libro, aveva dichiarato pochi giorni prima di quel 23 settembre, un libro che non è mai stato scritto e che forse avrebbe avuto la forza dell’odierno Gomorra. Il suo lavoro profumava del giornalismo autentico, di ore passate nei luoghi più impensabili a scavare il fondo del barile per avere notizie quanto più vere e impensabili possibili. La sua morte non fu subito qualcosa di chiaro si arrivò perfino tentare di infangare il suo nome, perché la mafia, che sia camorra o cosa nostra, infierisce sempre più di una volta e a qualsiasi prezzo, pur di proteggersi. Furono incastrati da quel-

le intercettazioni che oggi vengono messe in dubbio quando, presi dalla paura per la riapertura delle indagini, si fecero troppe confidenze attraverso un mezzo delicato ed esposto come il telefono. Forse avrebbero dovuto imparare da Falcone, che parlava solo in un ascensore bloccato tra un piano e l’altro, ma si sa, il male pensa sempre di essere un passo avanti agli altri. Sono passati venticinque anni, più di quanti io abbia vissuto, ma il ricordo di questo giornalista è vivo nella terra che l’ha cresciuto, in chiunque abbia a cuore la legalità che è sempre più bistrattata e nei giovani che, come me, amano questo lavoro. E’ un esempio, che andrebbe ricordato più spesso.

Adriana Mengarelli

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necessario per valutare anche opzioni che altri avrebbero scartato. Più opzioni significa più opportunità, che aumentano le probabilità di successo: quindi, secondo la legge dei grandi numeri…

l’Arte di Vivere

C’è un lato positivo in ogni situazione Da qualunque cosa ci accada, piacevole o meno che sia, possiamo imparare una lezione: ricordarci di questo piccolo insegnamento dà un senso ai momenti difficili della vita.

Consigli per una vita felice Tutto è possibile Credere che ogni cosa sia possibile è l’unico modo per trovare la forza e il metodo per ottenere ciò che desideriamo. Aprire la mente alle varie possibilità è

È possibile divertirsi in ogni attività Non è necessario assistere ad uno spettacolo comico per divertirsi, basta non prendersi troppo sul serio e avere voglia

Innamorarsi dell’Umbria Anche la nostra regione offre scenari suggestivi, adatti per trascorrere momenti di romanticismo

Solitamente quando cerchiamo un posto romantico in cui portare il nostro Lui o la nostra Lei, per sorprenderli si pensa a luoghi come Roma, dove La magia di Castel Sant’Angelo ed il Lungo Tevere illuminati di notte creano un’atmosfera da togliere il respiro; Ostia Antica , che con il suggestivo parco degli scavi romani ed un bellissimo anfiteatro, al chiaror di luna con il profumo del mare vanta di una scenografia unica per due giovani amanti; Firenze , città della cultura, del Romanticismo e degli autori dal cuore straziato per colpa di un amore non corrisposto o purtroppo da dover tenere nascosto; Venezia, la Parigi Italiana; Verona, la città dell’amore infinito di Romeo e Giulietta e tante altre località dall’ispirazione romantica. Difficilmente il nostro pensiero si rivolge all’Umbria. Infatti la regione , immersa in una valle verde dai profumi meravigliosi e dalle località ricche di storia, di cultura e di angoli mitici nascosti, resta purtroppo ancora nell’ombra e viene considerata tra le ultime aree d’interesse italiane. Ciò vale non soltanto per i turisti che provengono dalle altre regioni dello stivale o dall’estero, ma anche e soprattutto per gli stessi abitanti umbri, che non appena ne hanno la possibilità evadono dalla loro realtà quotidiana alla ricerca di luoghi mi-

gliori. Tuttavia la verità è che molti di noi conoscono meglio i paesi esteri o le altre località italiane che la stessa nostra regione. Spesso mi è capitato di parlare con umbri che non conoscevano le strade e le bellezze della propria regione ma sapevano perfettamente tutte le vie che dal confine italiano portano a Parigi o tutti gli orari degli aerei che partono giornalmente da Roma per andare a Londra; io stessa ho sempre sottovalutato la mia regione e solo con il tempo la sto imparando ad amare e conoscere più a fondo per apprezzarla in tutti i suoi particolari. Quel romanticismo e quelle atmosfere suggestive che noi vediamo al di fuori, in realtà esistono anche in Umbria e i suoi luoghi meravigliosi ma nascosti ne fanno una delle aree più ricche di storia e di emozioni. Perché non fare una passeggiata mano nella mano percorrendo il sentiero dell’abbazia di Sassovivo nei pressi di Foligno? Al termine del cammino, lungo circa un chilometro, si arriva ad ammirare un panorama che lascia senza fiato. Le cascatine di Pale sono fantastiche per trascorrere un pomeriggio rilassante e divertente: lungo il sentiero piccole cascate e ruscelli creano un atmosfera d’incanto e vi sembrerà proprio di essere in una fiaba. La “Mezzaluna” di Trevi è il posto ideale per una dichiarazione d’amore: una piccolissima terrazza in cima al paesino illuminata dalle luci delle città circostanti renderà tutto più magico ed indimenticabile! Il paesino di Torre del Colle, sopra Bevagna, è un paesaggio unico, adatto per trascorre un po’ di tempo con il proprio amato, sicuri che nessuno vi disturberà. Un consiglio? La località si trova in cima ad una collina ed è un piccolissimo borgo

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di ridere. Ogni piccola occasione di sorriso è da valorizzare. Il sorriso è contagioso e non bisogna stupirsi di quanto sia semplice alleggerire i momenti impegnativi della giornata con una bella risata. La vita è bella Ogni mattino la giornata comincia con un dono, il risveglio. L’inizio di una nuova avventura e l’opportunità di lottare per ciò che desideriamo, di sbagliare e ritentare, di riuscire e gioire. Io merito Ciascuno di noi merita ciò per cui si impegna, non c’è bisogno di fare nulla di

formato da pochissime case antiche che si chiudono a cerchio come un castello; parcheggiate la macchina fuori le mura ed entrate nella rocca, un vicolo strettissimo vi porterà ad una terrazza che dà sulla valle: il panorama fantastico sarà il vostro scenario e la luna e le stelle incorniceranno un momento da sogno! Splendido anche il panorama di cui gode Montefalco. La terrazza più affascinante è quella che dà sulla valle folignate; di sera è l’atmosfera ideale per trascorrere un po’ di tempo all’insegna del romanticismo. Perché non una piacevole passeggiata per le vie di Todi? Il paese è ricco di vicoletti tipici che terminano con terrazze dalla vista mozzafiato! Il panorama più suggestivo è comunque quello dei giardini in cima alla città: da lì si possono ammirare le luci di tutti i paesini circostanti che visti dall’alto sembrano tanti fiori scintillanti immersi nell’oscurità del prato notturno! La Rocca di Assisi non è certo da sottovalutare: già da lontano la fortezza si eleva al di sopra della città come una regina che sovrasta il suo popolo, circondata dalla foschia del mattino o dalle nuvole giornaliere sparse nel cielo ; un’emozione bellissima è data dalle serate romantiche trascorse ad osservare le stelle su di una coperta distesi sul prato, o ad ammirare l’incantevole panorama della valle assisana circondati da uno scenario fiabesco. Ora un posto sconosciuto e sicuramente a cui non avete mai pensato: lungo la stradina di collina che collega Spello ad Assisi, incontrate sulla sinistra provenendo da Spello o sulla destra da Assisi una panchina sotto un albero di ulivo . Quella panchina che di giorno non da nessuna emozione e sembra semplicemente un posto per riposarsi, diviene un ambiente ma-

particolare per meritare la felicità. E’ un diritto di tutti.

I consigli sopra citati sono desunti dal “Manuale di tecniche di memoria e lettura veloce” della Casa Editrice Giunti Demetra. Sono consigli che meritano attenta riflessione. In sintesi: tutto è possibile per chi ha forte volontà; anche le sconfitte aiutano a crescere. Troviamo il piacere anche nelle piccole attività quotidiane; nessuna giornata sia priva di un sorriso. Facciamo nostri questi consigli e la felicità sarà alla nostra portata. Giuseppe Del Dottore

gico al tramonto! Recarsi lì, mentre il sole inizia a nascondersi sotto le montagne e lasciarsi cullare dal rossore del momento all’”Angolo degli Amanti”, crea un senso di appagamento ed un’emozione talmente inconfondibile che in nessun altro luogo potreste provare! Infine non si può non citare la nostra terrazza. Anche Spello concorre nel rendere meraviglioso il paesaggio umbro. I suoi monumenti e la sua posizione lo rendono sin dall’esterno un paese grazioso e suggestivo, degno di ammirazione. Ma arrivare in cima, dopo aver percorso tutti i vicoli scenografici e caratteristici che lo rendono amabile, è un’emozione indimenticabile. Il Belvedere, con la sua vista favolosa, crea quell’atmosfera ideale che darà l’inizio ad un momento di romanticismo unico che vorreste non finisca mai! Splendido è visitare tutti i luoghi del mondo, meraviglioso è viaggiare, fantastico è sperimentare; ma l’ideale è poter conoscere talmente a fondo il proprio luogo d’origine per imparare ad amarlo e dare agli altri una motivazione per viverlo e perché no anche adorarlo! Sara Pilli

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n. 10 OTTOBRE 2010

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per ricordare ✿ ✿ ✿ ✿ ✿ ✿ ✿

Agostino Rinalducci Agostino, nostro concittadino, è deceduto in Belgio lo scorso mese di luglio, all’età di 84 anni. Era nativo di Spello e dopo la prima giovinezza si era trasferito in terra lontana con la giovane moglie Augusta. A Spello, nel periodo della guerra, si impegnava in attività agricole e pastorizie. Viveva con i suoi genitori nella zona “Abbeveratoio dell’Asino”, in un rudere di casa situata tra gli olivi. Per migliorare la propria vita, all’età di 20 anni, abbandonò la casa paterna e con la moglie si trasferì in terra belga dove lavorò duramente nella miniera di carbone fino al raggiungimento dell’età pensionabile. A causa del lavoro che svolgeva soffrì molto di malattie respiratorie. Ogni tanto, in estate, faceva ritorno nella sua adorata Spello e proprio qui ritrovava i suoi amici con cui amava scambiare qualche parola. Era un affezionato lettore de La Squilla perché gli permetteva di ricevere mensilmente notizie della sua terra natia. Oggi a noi non resta che ricordarlo facendo le più sentite condoglianze a tutta la sua famiglia. Alceste Marani

Amalia Codignoni ved. Petrini Amalia ha concluso la sua esistenza terrena per raccogliere il premio della vita celeste che si è meritata con l’infinito amore ed il costante sacrifico portati alla sua famiglia. A Rosella ed ai familiari il Signore conceda il principio di fede che la vita non è tolta, ma trasformata. Giuseppe Del Dottore

Francesco Pepponi (Franco) Franco nacque a Spello il 2 ottobre 1948 da Domenico (1923–1984) e da Olga Tofi (1923–1976) nel villino Pepponi, accanto a Villa Fidelia e, in seguito, con i genitori si trasferì in via Giulia. La scuola, la parrocchia, l’Azione Cattolica ci fecero incontrare grazie all’attenzione della madre, la signora Olga, che con grande disponibilità ci accoglieva nella sua casa e permetteva di passare lunghi pomeriggi anche nella piccola impresa di famiglia, il mulino a grano della nonna Elena Augusta Tini (1902 - 1958), non lontano dalla Stazione Ferroviaria. Nel contesto delle attività di famiglia venne maturata da Franco la scelta di frequentare l’Istituto Commerciale, di iscriversi alla Facoltà di Economia e Commercio e di entrare subito nel mondo del lavoro prima alla Perugina, poi alla Colussi e alla Primigi, aziende presso le quali ha ricoperto vari incarichi. Con grande interesse e passione ha lavorato per la conservazione e il potenziamento delle tradizioni spellane, in particolare della “Infiorata” del Corpus Domini, un appuntamento che anche quest’anno ha voluto onorare. Il carattere aperto e cordiale, la disponibilità e generosità hanno permesso a Franco di realizzare la sua famiglia, in cui credeva e della quale era molto fiero, di coltivare le amicizie e relazioni politiche, realtà nelle quali ha trovato sostegno in tante occasioni, non ultima la malattia che ha accettato con serenità e dignità, spegnendosi il 18 luglio u.s. Nella cappella ove riposa, ricorre l’iscrizione dell’Apocalisse (XIV -13) con la quale S. Giovanni sottolinea come il morire sia una diretta conseguenza del nascere e al contempo ammonisce che per essere beato sia necessario morire nel Signore. Avvertimento questo che don Luigi Cianetti (1838–1916), ultimo canonico di S. Maria Maggiore, ha voluto porre come monito all’ingresso della tomba e che ben si addice anche alla personalità di Franco e al modo in cui ha affrontato serenamente anche questa prova . Luigi Sensi

Lo sport

a cura di Fausto Fratini

Julia: una squadra ancora in rodaggio. Bene la formazione femminile Dopo le prime giornate interlocutorie, nell’ambiente biancorosso si spera di disputare un buon torneo. Ci sarà da lavorare, e molto, ma qualche buon risultato dovrebbe essere centrato

Dopo i timori e le preoccupazioni dell’estate, finalmente si gioca!! Già, anche la Julia si è tuffata nella nuova stagione, e lo ha fatto con una buona carica di energia, non senza qualche problema, ma con la fiducia e la speranza di poter affrontare i gravosi impegni che l’attendono nella consapevolezza di potercela fare. Sì, ma quali obiettivi? In primis fare bene, mettercela tutta, ed arrivare al prossimo mese di maggio con un bilancio positivo, soprattutto di risultati, ovvero centrare l’obiettivo salvezza, per poi tentare di costruire qualcosa di diverso. Sulla formazione maggiore, impegnata nel girone B della promozione, sono puntati i riflettori dei tifosi e degli addetti ai lavori. In tutti c’è la curiosità di vedere all’opera una squadra assemblata all’ultimo momento, guidata da un giovane tecnico alla prima esperienza in categoria, nella quale hanno trovato posto tanti ragazzi della passata stagione, molti giovani, ed un paio di elementi di consumata fama ed esperienza. Certo, nelle prime uscite ufficiali non ci si poteva aspettare molto, e non avrebbe potuto essere diversamente, vista una preparazione affrettata e tardiva. Infatti le prime tre gare di campionato sin qui disputate hanno consegnato ai biancorossi un solo punto in classifica in virtù di due sconfitte ed un pareggio. Ma nonostante questo possiamo dire che l’undici di Angelini avrebbe sicuramente meritato qualcosa di più, soprattutto nella prima gara laddove in vantaggio di due reti si sono fatti raggiungere e sorpassare negli ultimi istanti di gara dal Massa Martana, una delle formazioni accreditate per il successo finale, e ciò a causa di errori di “gioventù” intesa come esperienza. Nella successiva trasferta di Bastardo è arrivata la sconfitta per 2 a 1 al termine di una partita ben giocata dai

ragazzi spellani, molte occasioni sprecate ed una buone dose di sfortuna, e questo potrebbe voler significare che la squadra deve crescere soprattutto sul piano mentale, un aspetto per il quale vi sono ampi margini di miglioramento. La dimostrazione di ciò si è palesata nella terza gara disputata, la difficile trasferta di Orte, durante la quale la squadra ha giocato con giudizio e con grande attenzione tanto da tornarsene a casa con un importante pareggio. Ed ora staremo a vedere se le prossime gare confermeranno le suesposte considerazioni. Cambiamo fronte e guardiamo altre realtà del calcio spellano, per dire che intanto è iniziato anche il campionato di calcio femminile, ed anche quest’anno la serie B vedrà protagonista la squadra spellana, che oggi si chiama Hispellum C.F., intenzionata a far bene e conquistare qualcosa di importante. L’inizio non è stato male, una sola gara fin qui disputata, con le ragazze che hanno conquistato un buon punto pareggiando nella difficile trasferta di Arezzo. Fausto Fratini

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La Squilla - Anno XXXVII - n° 10 Ottobre 2010  

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