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ANNO XXXVIII - N. 11 NOVEMBRE 2011 MENSILE D’INFORMAZIONE

RELIGIOSA, CULTURALE, SOCIALE

Direzione, Amministrazione, Redazione: SPELLO, Via dell’Ospedale, 11 - Autor. trib. di Perugia n. 431 del 15/1/1973 - Le Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) Art. 1 Comma 1, DCB Perugia - stampa Tip. Recchioni - Foto di testata: Marco Ronchetti

Attenzione! L’Iva non è aumentata su tutti i prodotti a cura del Direttore Mario Manini

e altri che invece rimarranno invariati. Cosa aumenta e cosa no Aumento Iva Vestiti - Auto (acquisto e riparazioni) - Telefonini - Servizi per telefonia mobile - Computer e tablet - Parrucchiere - Parcelle avvocato/commercialista - Cd/dvd - Abbonamento pay tv - Elettrodomestici - Carburante - Bevande gassate, vino, superalcolici, caffè Iva invariata Metano per riscaldamento - Corrente elettrica - Servizi finanziari e bancari - Ristoranti e tavole calde - Taxi - Visite mediche Cinema e spettacoli - Libri - Giornali - Medicinali - Autobus e tram - Birra, acqua minerale, carni, verdure, ortaggi, latte, frutta, cereali, pasta

I Vincitori del VII Concorso Fotografico Giuliana Buffa di Trento si aggiudica la copertina del calendario 2012

Occhio all’aumento

Come tutti hanno avuto occasione di prendere conoscenza, dal 19 settembre scorso la manovra finanziaria del Governo ha portato al 21% l’Iva su tutti quei beni e quei servizi che in passato erano tassati al 20%. Questo vuol dire che da quella data tutti i prodotti che non hanno la cosiddetta Iva agevolata (al 4 o al 10%) costano un po’ di più: in sostanza un euro in più ogni 120 euro di spesa. Anche se si tratta pur sempre di aumenti, che in questo periodo di crisi non rendono possibile la ripresa dei consumi, è facile intuire che si tratta di modesti rincari. In questo periodo, però, abbiamo avuto occasione di constatare che ci sono stati aumenti arbitrari nei negozi; ci sono giunte anche notizie che c’è stato un reale aumento dell’Iva soprattutto su beni e servizi che non sono stati interessati dalla modifica normativa governativa. Quindi abbiamo ritenuto opportuno e motivato proporvi quello che Altroconsumo Nuove Edizioni Srl ha pubblicato negli ultimi tempi riguardante, appunto, i settori dove l’Iva è aumentata e dove, invece, è rimasta invariata:

Cosa costa di più Ma quali sono i prodotti sui quali è cambiata l’Iva? Vale la pena ricordare che tutti i prodotti alimentari (verdure, ortaggi, legumi, latte latticini e derivati, carni) non sono soggetti agli aumenti previsti nella manovra; ma anche i giornali, le prestazioni sanitarie, cinema e spettacoli in genere, i taxi e i libri hanno aliquote ferme al 4 e al 10% oppure sono esenti da Iva. Nessuna brutta sorpresa neanche in bolletta: energia elettrica e gas per riscaldamento rimarranno con l’aliquota agevolata al 10%. Nella tabella che segue abbiamo raggruppato alcune categorie di prodotti e servizi per i quali sono previsti aumenti d’imposta

Tuttavia, come si diceva, anche per quei prodotti interessati dalla manovra gli aumenti sono piuttosto contenuti e, sulle piccole spese, persino irrisori. Alcuni esempi? Se un caffè al bar costerà sempre uguale (quindi se qualcuno approfitta per aumentarlo non è certo colpa dell’Iva), una confezione di caffè al supermercato, invece, potrebbe costare circa 2 centesimi di euro in più. Stesso impatto anche per una bottiglia di Coca Cola (sempre del supermercato), mentre su una bottiglia di vino da 3 euro il rincaro non supera i 3 centesimi. Su un orologio Swatch non raggiungiamo i 50 centesimi, mentre bisogna pensare a un prodotto costoso come l’iPhone 4 (a prezzo pieno) per raggiungere a fatica i 5,50 euro. Aumenti di altra entità o arrotondamenti eccessivi sono decisamente ingiustificati.

Se li vedete sugli scaffali, meglio cambiare negozio.

Appuntamenti Religiosi LA “DUODENA” dal 26 novembre al 7 dicembre, nella Chiesa di San Giovanni Battista ore 05.30 preghiamo il Rosario ore 06,00 celebriamo l’Eucaristia con il tradizionale canto della “Duodena”. 08 dicembre, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria Celebrazioni Eucaristiche secondo l’orario festivo. ore 16.00 Celebrazione Eucaristica presso la Chiesa della Madonna della Consolazione di Prato.

Anche quest’anno il giornale La Squilla, in collaborazione con il Circolo Cine Foto Amatori Hispellum, ha realizzato il calendario 2012 che i nostri affezionati lettori troveranno in questo numero di novembre. Il tema “L’attimo fermato” è piaciuto mol-

to agli amanti della fotografia, tanto che in redazione sono pervenute ben 93 foto di 23 autori, di cui 11 provenienti da fuori regione, 5 dall’Umbria e 7 dalla nostra città di Spello. La giuria, composta da Diego Casini, Giuliano Sozi, Mario Manini, Mariarita Crisanti, Ennio Angelucci, Rita Marini Fanelli (Presidente di giuria), Paolo Mazzocco e Monica Alunni Stivali, ha stilato l’elenco dei vincitori, le cui opere formeranno i dodici mesi del 2012, che è composto da Lucia Micottis di Basiliano(UD), Erica Marani di Spello, Pietro Esposito di Foligno, Daniela Giannangeli di Cannara, Paolo Stuppazzoni di Varicella (BO), Lorena Martini di Milano, Rita Maiettini di Perugia e Giuseppe Greco di Cosenza. Per la pagina retro – copertina sono state scelte le fotografie di Ivano Angelucci di Villorba (TV), Nino Mucedda di Roma, Luca Corsaletti di Foligno e Giuseppe Greco di Cosenza. A Giuliana Buffa il giusto plauso per aver catturato l’immagine della prima pagina del calendario dal titolo “Italia Oggi e Ieri”.

La Redazione

La Chiesa, comunione e missione Lo scorso 23 settembre ha avuto luogo, presso l’Auditorium “San Domenico”, l’Annuale Assemblea Diocesana, momento importante nella vita diocesana, che segna l’inizio del nuovo anno pastorale. Il tema trattato, “La Chiesa, Comunione e Missione”, viene a tracciare, in qualche modo, il percorso che la Chiesa di Foligno ha intenzione di compiere nell’arco di quest’anno pastorale, da poco iniziato. La dissertazione, tenuta da Mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo Ausiliare di Milano, ha avuto come testo di riferimento un passo della 1° lettera di san Giovanni Apostolo (1Gv 1, 1-4), un testo molto breve, ma che costituisce una vera miniera inesauribile di insegnamento cristiano. Nel trattare il tema, Mons. Brambilla ha suddiviso il brano biblico in tre parti. La prima parte è costituita dal primo versetto della pericope (mi si perdoni la parolaccia! È uno dei modi difficili per indicare una parte di testo biblico). «Ciò che era fin dal principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato, ciò che le nostre mani hanno toccato...». Afferma mons. Brambilla: Sembra che Giovanni descriva il cammino fin qui percorso: abbiamo visto, contemplato, ascoltato, toccato con mano il mistero di Dio che si rende presente nella carne di Gesù e che ci fa suoi discepoli. Si tratta di un’esperienza viva e concreta di Gesù di Nazaret, Verbo della Vita, Parola della Vita. Udire, vedere, contemplare, toccare, sono i verbi utilizzati dall’Evangelista per far capire al lettore quale è stato il suo

cammino fatto finora, ovvero, fare esperienza di Cristo, Parola che è vita e che dà vita, Parola creatrice, Parola vitale. Il secondo momento è quello che troviamo al versetto 3: «... noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi». Ancora il relatore afferma: L’apostolo, la comunità (l’apostolo non usa il singolare, ma si colloca dentro il “noi” apostolico), la comunione dei discepoli annuncia la sua esperienza viva di Gesù. Lo annuncia in un’esperienza, ma l’esperienza non si ripiega su di sé, non mette in mostra se stessa, bensì rimanda oltre, perché chi ascolta l’apostolo incontri Lui. E dice: è passato in mezzo a noi, è morto e segue a pag. 2

Info: 075 57 36 645

Sommario - pag. 2 L’Arcobaleno invade Villa Fantozzi - pag. 3 Inaugurato a Nairobi il centro AMREF - pag. 4 Gli Stuzzichini - pag. 5 Le varici degli arti inferiori - pag. 6 Santa Cecilia - pag. 7 La Firenze del 400 - pag. 8 Cucinare con gusto

IG La Redazione G. Sozi G. Galizi G. Chiucchi A. Nocchi La Redazione


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L’arcobaleno invade “Villa Fantozzi� Una serie di incontri che ha visto partecipi gli ospiti della Residenza protetta, ed ha portato tra loro un po di allegria e spensieratezza

Giorni lieti segnalati dai lettori Battesimo Edoardo Morosini

Il piccolo Edoardo ha ricevuto, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, il sacramento del Battesimo alla presenza del padrino Spartaco, della madrina Mara, del papĂ Michele, della mamma Melissa e della sorellina Greta, per la gioia di tutta la famiglia. Il Signore protegga Edoardo e tutta la sua bella famiglia.

Matrimonio Liliana Brunelli e Massimo Busi

Il 6 agosto Liliana e Massimo hanno consacrato il loro amore al Santuario di Rasiglia. Lietissimi tutti i parenti e gli amici. A Liliana e Massimo il Signore conceda tutte le grazie necessarie alla loro unione e tutte le gioie della vita.

Nozze d’Oro Aldo Taccucci e Elena Chiappa Il primo ottobre scorso Aldo ed Elena hanno celebrato il loro cinquantesimo anno di vita insieme. Le figlie Roberta e Federica, i generi ed i nipoti augurano a questa coppia esemplare ancora tanti anni di felicità .

L’Informagiovani, in collaborazione con la ASL n. 3, con gli animatori della SocietĂ Cooperativa Sociale “Nuovaâ€? e l’associazione Terra Mater, ha realizzato l’ultimo incontro del progetto “Colori della creativitĂ : generazioni che si raccontanoâ€?, un’evoluzione dei laboratori creativi giĂ  proposti lo scorso anno. I protagonisti sono stati gli ospiti della residenza, che con i loro racconti, le loro memorie hanno scelto ad ogni incontro un tema diverso, fulcro della giornata. Questo progetto è stato svolto in quattro incontri. Ad ogni appuntamento è stato presente un giovane artista diverso, che giĂ  conosce l’Informagiovani grazie

segue da pag. 1 risorto, lo annunciamo anche a voi, perchĂŠ voi siate in comunione con noi. La chiesa nasce cosĂŹ, nasce come una comunione attorno all’annuncio dell’apostolo e della comunitĂ apostolica. Non semplicemente perchĂŠ abitiamo sullo stesso territorio e ci troviamo nel medesimo luogo. Non perchĂŠ semplicemente celebriamo alcuni gesti tutte le domeniche. Non perchĂŠ siamo iscritti anagraficamente alla comunitĂ  dei cristiani con il battesimo. Noi siamo nella chiesa perchĂŠ realizziamo ogni giorno la comunione attorno all’annuncio apostolico. Il modo con cui noi siamo venuti alla fede dice anche che cosa è la chiesa o, meglio, chi è la chiesa. Il terzo momento corrisponde al versetto 4: dall’annuncio nasce la comunione, la nostra comunione, quella che - afferma ancora mons. Brambilla - realizziamo nelle nostre case, quella che viviamo nella parrocchia, non è un vago segno, non è un rimando incerto alla nostra comunione con Dio, ma è la comunione col Padre e col Figlio suo GesĂš Cristo. Non c’è altra strada per incontrare il Padre e il Figlio, il volto cristiano di Dio, che attraverso questa “nostraâ€? comunione. Da questa concreta comunione con Dio nasce la missione, che ha come primato quello dell’evangelizzazione, dell’annuncio della buona notizia, che è Cristo stesso. Richiamando il Convegno di Verona, mons. Brambilla ha voluto offrire anche una dimensione pastorale di quanto ha scritto l’evangelista Giovanni. Il primo messaggio

AVVISO AI LETTORI Si comunica che per la pubblicazione di foto ed articoli inerenti questa rubrica è necessario essere abbonati al nostro giornale. La Direzione

alla Parete 3x2, e che ha portato il proprio particolare contributo in termini di stile, espressione e tecnica. Al primo incontro ha partecipato l’artista Fabio Tacchi, 27 anni grafico, con la passione per il disegno e la pittura. Al secondo incontro ha presieduto come giovane artista Daniele del Dottore, 30 anni, infermiere e pittore. Al terzo incontro abbiamo avuto come giovane artista Tania Cornacchini, volontaria del servizio civile a Spello. E infine all’ultimo incontro ci ha onorato della sua presenza Mirco Calcabrina con il suo irrequieto mondo interiore di artista poliedrico. Il tema di questo ultimo incontro è stato riprende l’insistente richiamo al “primato dell’evangelizzazioneâ€? e alla “coscienza missionariaâ€? della chiesa italiana. Lo ha ricordato a Verona il card. Tettamanzi, Presidente del Convegno, quando ha ricordato il cammino di avvenuta maturazione della “coscienza evangelizzatriceâ€? della Chiesa italiana, mantenendo acuto il senso della “distanzaâ€? creatasi tra la fede cristiana e la mentalitĂ moderna. Non basta prendere coscienza dell’essere chiamata ad evangelizzare, ovviamente, occorre comprendere che l’evangelizzazione trova il terreno fertile nella testimonianza. Ăˆ questo aspetto che rende la parola annunciata credibile, non solo dai “viciniâ€?, ma anche dai “lontaniâ€?. A tal riguardo afferma ancora il Presule: ÂŤOccorre che i gesti delle comunitĂ  cristiane favoriscano una cura amorevole della qualitĂ  della testimonianza cristiana, del valore della radice battesimale, dei modi con cui gli uomini e le donne, le famiglie, i ragazzi, gli adolescenti, i giovani e gli anziani danno futuro alla vita e costruiscono storie di fraternitĂ  evangelica. “PopolaritĂ â€? del cristianesimo non significa la scelta di basso profilo di un “cristianesimo minimoâ€?, ma la sfida che la tradizione tutta italiana di una fede presente sul territorio sia capace di rianimare la vita quotidiana delle persone, di illuminare le diverse stagioni dell’esistenza, di essere significativa negli ambienti del lavoro e del tempo libero, di plasmare le forme culturali della coscienza civile e degli orientamenti ideali del paese. PopolaritĂ  del cristianesimo è allora la scelta della “misura alta della vita cristiana ordinariaâ€? (NMI, 31). che deve servire alla

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“La casa con gli alberiâ€?. Questa è stata la linea conduttrice che ha dato l’ispirazione per le opere che sono state realizzate, sia da coloro che hanno partecipato sia dal giovane artista invitato a questo ultimo piccolo evento. Il pomeriggio è trascorso in armonia e serenitĂ , tra chiacchiere e poesie; a conclusione una festicciola allietata dalla musica di Massimo Liberatori e un piccolo rinfresco, a cui hanno preso parte Fabio Tacchi, Daniele del Dottore, alcune ragazze dell’Informagiovani di Foligno; c’è stata anche la preziosa partecipazione del circolo Cine foto amatori di Spello che ci ha poi donato le foto scattate durante questo incontro. Ha partecipato sempre, ma in particolare a questo ultimo appuntamento, anche l’amministrazione comunale, che nella figura dell’Assessore alle Politiche Sociali, Enzo Fastellini, ha portato un importante contributo in termini di solidarietĂ . Per qualche ora il mondo esterno è entrato nella Residenza, con tutti i suoi colori, i suoi rumori e è rimasto in silenzio per ascoltare le parole di epoche vicine, ma dimenticate, narrate dagli stessi protagonisti che si compiacciono e gioiscono del loro ritrovato interesse. L’assessore ha infine consegnato agli ospiti e agli operatori della Residenza Protetta “Villa Fantozziâ€? una targa per ringraziarli della “colorataâ€? esperienza condivisa insieme. Informagiovani coscienza dei singoli e al ministero pastorale per acquisire una maggiore sapienza evangelica di ciò che è in gioco nelle forme quotidiane dell’esperienza cristiana. CosĂŹ potrĂ  dare volto a una sapienza cristiana evangelicamente consapevole e culturalmente competenteÂť. Nel concludere la sua dissertazione, il Vescovo Brambilla, richiamando ancora il Convegno di Verona, ribadisce che è necessario adottare un nuovo stile: ÂŤOccorre ripensare l’unitĂ  della pastorale, articolata nelle funzioni e/o uffici della Chiesa (Parola, Sacramento, CaritĂ /comunione e CaritĂ /servizio), incentrandola maggiormente sull’unitĂ  della persona, sulla rilevanza educativa e formativa che queste funzioni possono avere‌ non si tratta di sostituire al criterio ecclesiologico la rilevanza antropologica nel disegnare l’unitĂ  e l’articolazione della missione della Chiesa, quanto invece di mostrare che la pastorale in prospettiva missionaria deve sapere in ogni caso condurre l’uomo all’incontro con la speranza viva del RisortoÂť. Mi permetto di rimandarvi alla lettura dell’intero intervento che si può scaricare dal sito web della nostra Diocesi. Mi sono limitato a qualche accenno di quanto ha asserito mons. Brambilla, ma vale la pena andare a leggere anche le altre cose che sono state dette. Cari nonni, lettori, chiedete ai vostri nipoti di procurarvi, attraverso il computer, il testo da leggere‌mi raccomando!!!

Don Diego Casini Priore parroco

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Sui sentieri delle parole

LUNA È l’unico satellite naturale della Terra; la sua orbita completa intorno al nostro pianeta dura 28 giorni. Ha sempre esercitato un enorme fascino, ispirando poeti e sognatori oltre che astronomi e astrologi. I modi di dire riferiti ad essa sono innumerevoli. Ne elenco alcuni: essere tondo come la luna; agire secondo le lune; avere la testa sulla luna; vivere sulla luna; venire dalla luna; chiedere la luna; se potessi, ti darei la luna; ecc. C’è la luna calante, la luna crescente, la luna piena e la luna nuova. C’è la luna di miele per gli sposi novelli; c’è il Luna Park per chi si vuol divertire. C’è anche il paesaggio lunare, il pallore lunare, ecc. Infine ci sono i Lunari, cioè gli abitanti della luna: questi ultimi oggi sono tra noi (ma vengono chiamati “uomini politici”).

Il pensiero nel cassetto

... E IL TEOLOGO DICE: “SALVIAMO LA CHIESA” Conoscete Guardia Piemontese? È una cittadina della Calabria fondata dai valdesi del Piemonte per sfuggire alla persecuzione papale. E conoscete Michele Ghislieri? È colui che nel 1561 soffocò nel sangue la comunità valdese, facendo uccidere qualche centinaio di seguaci di questa setta religiosa di non violenti e non ubbidienti alla Chiesa di Roma. Il bello è che quel tale Ghislieri, grande inquisitore, inventore dell’Indice dei libri proibiti e potenziatore dell’Inquisizione romana, fu premiato con l’elezione alla suprema carica del Pontificato. Assunse il nome di Pio V. Ma non basta: organizzò la Lega Santa, che nella battaglia di Lepanto (1571) causò decine di migliaia di morti. Per festeggiare il lieto evento fu ufficializzato e solennizzato il Santo Rosario. Infine non poteva mancare il premio finale per questo eroico campione di violenza religiosa: l’onore degli altari. Infatti il calendario registra regolarmente la presenza di San Pio V. Sembra che qualche papa nostro

contemporaneo provi un certo imbarazzo per tale presenza, ma non lo dà a vedere. Dà a vedere, in compenso, un certo pentimento per altri episodi di violenza papale: per esempio quello che ebbe come vittima Galileo Galilei. Eh già, quel povero vecchio, grandissimo scienziato fu costretto, come un buffone di corte, a chiedere umilmente perdono per aver creduto in una grande castroneria, e cioè che la Terra girasse intorno al Sole, e non, come sembrava affermare la Bibbia, il contrario! Pensate, fu costretto a scrivere (nella sua confessione manoscritta, firmata il 22 giugno 1633): “Abiuro, maledico e detesto li sudetti errori [...] e giuro che per l’avvenire non dirò mai più [...] cose tali per le quali si possi haver di me simil suspitione...” Che la scienza e il libero pensiero dovessero piegarsi ai diktat papali del resto era già stato dimostrato ampiamente: basti l’esempio della morte sul rogo di Giordano Bruno nel 1600. Ma ecco che nel secolo XX il Concilio Vaticano II, e il papa Giovanni XXIII, aprono la strada a un profondo rinnovamento. Bene. Senonché oggi affiorano molti dubbi sulla realizzazione di tale rinnovamento. Il teologo cattolico Hans Küng, pubblicando il libro “Salviamo la Chiesa” critica severamente l’attuale gerarchia ecclesiastica. Secondo lui la sua struttura monarchica ostacola il rinnovamento, perché comporta la perdita di contatto con le esigenze dei fedeli di oggi. La Germania ha perduto 250 mila cattolici, 80 mila ne ha perduti l’Austria. Le alte gerarchie sono cieche di fronte alle esigenze sessuali dei fedeli. A questo si aggiungono il silenzio sull’immenso scandalo della pedofilia ecclesiastica, la chiusura sul celibato dei preti e il divieto al diaconato delle donne. Ma sono cose ben conosciute anche a livello popolare. Lo stesso don Gallo si fa portavoce del disagio cattolico con i suoi appassionati interventi pubblici e televisivi. Allora: si salverà la Chiesa?...

Consigli e Segreti

di Nonna Lalletta

Cosa fare per conservare al meglio il pane grattugiato senza fargli prendere odori sgradevoli? Mettetelo in un vasetto di vetro e ricopritelo con un pezzo di tela grossa, trattenuta da un elastico o da un pezzetto di spago legato intorno al vaso.

Avete in casa delle bottiglie di vetro sporche, come pulirle? Infilatevi dentro una patata cruda, sbucciata e tagliata a piccolissimi pezzetti, aggiungetevi un cucchiaio di sale grosso e due di acqua. Quindi agitate energicamente e sciacquate più volte.

Inaugurato a Nairobi il nuovo centro di accoglienza AMREF Appuntamento a Spello il 26 novembre per sensibilizzare la nostra gente sui gravi problemi che affliggono tantissimi giovani di Nairobi

Il Dott. Luigi Buono (a sin.) con i suoi ragazzi E’ stata inaugurata a Nairobi, in Kenya, la nuova moderna struttura realizzata da AMREF-Italia per accogliere i ragazzi che vivono nelle strade delle baraccopoli. La nuova struttura di accoglienza realizzata all’interno della baraccopoli di Dagoretti a Nairobi, ospiterà aule scolastiche, laboratori artigianali e teatrali per consentire ai ragazzi di strada di poter usufruire di aree protette, sane ed educative. Alla festa di inaugurazione, avvenuta alla presenza del ministro della Sanità della Repubblica del Kenya e della dirigenza AMREF di Italia ed Africa, vi erano migliaia di famiglie africane residenti nella baraccopoli di Dagoretti. Tra le più estese del mondo, infatti, le baraccopoli di Nairobi rappresentano oggi una tra le più drammatiche realtà di questo paese africano, il quale risulta ancora devastato, insieme ad altri limitrofi del Corno d’Africa, da carenza cronica di acqua potabile disponibile, da livelli di sicurezza igienico - sanitari inconcepibili con gli standard occidentali e da realtà sociali difficili e sottosviluppate. AMREF opera In Africa da oltre 50 anni con personale esclusivamente locale, e quindi africano, realizzando, su diversi fronti, attività umanitarie in pieno accordo con le autorità locali e tribali delle diverse aree del territorio africano, affrontando emergenze, quali quelle sanitarie, idriche, sociali ed educative. AMREF nasce negli anni ’50 per iniziativa di alcuni coraggiosi medici inglesi che avviarono il servizio dei flying doctors: dottori con brevetto di pilota d’aereo che raggiungono tutt’ora i villaggi della savana

per portare formazione medica, servizi sanitari fondamentali, cultura igienica sociale e personale. Negli anni, le aree di interventi di AMREF si sono via via diversificate fino a realizzare pozzi d’acqua potabile, aule scolastiche, bagni per scuole e centri di accoglienza, strutture ricettive protette e sicure per ragazzi di strada e formazione sanitaria. I fondi vengono raccolti da AMREF in tutto il mondo occidentale attraverso iniziative ed eventi di vario genere (il volto di Giobbe Covatta come testimonial è un vivo esempio) e soprattutto grazie alla generosità di singoli, di famiglie, di enti ed aziende. Tutto ciò garantendo da sempre serietà, trasparenza e soprattutto lungimiranza nella tipologia dei progetti presentati e negli interventi realizzati, seguiti passo passo nel tempo. Tra gli invitati alla festa di inaugurazione a Nairobi, ospiti d’onore di AMREF, era presente anche il rappresentante della Fondazione Grisanti Santarato, che ha sede a Spello, il Dr. Luigi Buono. Nata per volontà testamentaria di una famiglia di imprenditori illuminati, i coniugi Grisanti Vinicio e Annamaria Santarato, la Fondazione ha avviato da molti anni ormai una prolifica collaborazione con AMREF realizzando finora pozzi d’acqua potabile di superficie, nuove aule per scuole dei distretti più poveri del Kenya, cisterne di raccolta dell’acqua piovana e soprattutto bagni per i ragazzi delle strutture scolastiche. L’importante sostegno fornito dalla segue a pag. 7


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Gli Stuzzichini di Giuliano Sozi

Umbertide, che nome strano!... La “Fracta” era uno scoglio cespuglioso su cui era stata costruita una fortezza, cioè Fratta. È questo l’antico nome di Umbertide. Ma che c’entra Umberto principe di Piemonte e poi re d’Italia con la città umbra? Niente in apparenza, perché gli studiosi locali rispolverarono la vicenda altomedievale dei rifondatori di Fratta già distrutta dai Goti: tali Adalberto, Ingilberto e Benedetto figli di Uberto (o Umberto) e nipoti del Duca di Borgogna... Ma in realtà si trattava di un trasparente omaggio alla regnante casa Savoia. Fratta divenne ufficialmente Umbertide nel 1863. Peccato però che il “re buono” si dimostrò poi un violento reazionario, responsabile della sanguinosa repressione dei moti operai del 1898, e terminò la sua “carriera” assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci. Sarebbe bello se la civilissima cittadina umbra potesse tornare all’antico, boschereccio nome di Fratta.

Chi ha inventato il pacemaker? Questo ingegnoso, provvidenziale “segnapassi” del cuore, che oggi aiuta a vivere bene milioni di cardiopatici in tutto il mondo, fu inventato nel 1960 e perfezionato nel 1972 (con l’aiuto delle batterie al litio) da uno scienziato non presenzialista e piuttosto riservato: Wilson Greatbatch. Questo nome non è molto conosciuto, ma merita di esserlo. Purtroppo oggi non è più tra noi: se ne è andato da poco (verso la fine di settembre 2011) alla rispettabile età di 92 anni. “Comincio a rendermi conto - aveva detto ultimamente - che non posso cambiare il mondo, ma non posso fare a meno di provarci.” (“Messaggero”, 29.9.2011)

Un capolavoro di “archiscultura” in Umbria Arnaldo Pomodoro è uno dei più grandi scultori contemporanei a livello internazionale. Le sue grandi sfere e ruote metalliche, levigate ma percorse da profonde spaccature che rivelano interni sorprendenti, sono diventate monumenti privi di retorica che abbelliscono

prestigiose piazze in diverse parti del mondo. Oggi onora la nostra Umbria con una scultura che, per le sue dimensioni, è diventata un’opera di architettura: tanto è vero che ha dovuto chiedere la collaborazione di un vero architetto (Giorgio Pedrotti). La grande costruzione quasi ultimata è una cantina: una cantinascultura per la precisione. Si trova nel comune di Bevagna, a Castelbuono, in una tenuta dove si producono il Sagrantino e il Rosso di Montefalco. “Oggi, a 85 anni - dice lo scultore - per la prima volta ho avuto l’emozione di poter camminare, mangiare, bere e parlare all’interno di una mia opera.” La quale somiglia alla corazza di una gigantesca tartaruga: è costituita da una grande calotta ricoperta in rame, con delle crepe che rompono la superficie attraversata da una vertebra centrale. Insomma, un capolavoro, che verrà inaugurato nel maggio 2012.

Hispellum, uno studio sulla Spello archeologica Sabina Guiducci e Paola Bonacci autrici del prezioso volume

Disturbo della quiete pubblica o no? Un potente altoparlante, che nel centro cittadino strapazza le orecchie e il sistema nervoso degli abitanti e dei passanti con lunghe tirate di musiche fracassone, disturba la quiete pubblica. È questo un principio accettato da tutti, e che tutti difendono se l’autore del fracasso giustifica il suo operato con discutibili ragioni di importanza artistica, o politica o di altro tipo. Ma se invece di una musica fracassona il rumore che disturba la quiete pubblica è quello di campane, campanelle e campanoni di una Collegiata, tutti stanno zitti e si guardano bene dal contestare le ragioni di importanza religiosa, neanche dichiarate dai preti, tanto sono sottintese. Che però le ragioni di carattere religioso si possano imporre a tutti i cittadini, questo non lo afferma nessuna legge, soprattutto nessun articolo della Costituzione. (La presente notizia non è presa da alcun giornale.)

Grazie!

Questo è il forno per la cottura dei manufatti in ceramica che l’Associazione Arcobaleno Onlus ha potuto acquistare grazie alle offerte di associazioni e privati. Speriamo che l’albero della generosità dia sempre frutti copiosi e frequenti! Grazie. Associazione Arcobaleno Il Consiglio di amministrazione

Un volume frutto di un articolato ed attento studio sulla Spello archeologica, un utile strumento di consultazione non solo per gli addetti ai lavori ma anche per gli spellani e per tutti coloro che amano la Splendidissima Colonia Julia. Questo è “Hispellum. La città e il suo territorio”, una pubblicazione realizzata dalle dottoresse Sabina Guiducci e Paola Bonacci, entrambi archeologhe professioniste che svolgono da tempo il proprio lavoro con grande passione e impegno. Dopo una scrupolosa analisi delle fonti, arricchite dalle scoperte degli ultimi anni e analizzando i documenti della città e del suo territorio, l’opera

fa immergere il lettore in un passato particolarmente significativo. Il tutto arricchito con belle ed inedite immagini, foto e angolazioni particolari tali da far notare l’elemento archeologico che si vuole mettere in evidenza, soddisfacendo in tal modo le esigenze di un pubblico molto allargato. Il volume è arricchito da quattro tavole: due sono relative alla documentazione archeologica del centro urbano e del territorio, le altre ai luoghi di rinvenimento delle iscrizioni all’interno della città e nel territorio. Una pubblicazione particolarmente ambiziosa, dalla veste inedita, frutto di quattro anni di ricerche di archivio sul ricco e variegato patrimonio archeologico della città di Spello, molto spesso inedito, con una trattazione di carattere scientifico. Sabina Guiducci e Paola Bonacci collaborano insieme da tanti anni, dopo aver frequentato la scuola di specializzazione in archeologia alla Sapienza di Roma. Da tempo si occupano con professionalità della Spello archeologica, seguendo numerosi lavori di scavo, sia per conto del comune di Spello che per conto della Soprintendenza ai beni archeologici dell’Umbria. La pubblicazione “Hispellum. La città e il suo territorio” è a cura del Comune di Spello ed è stata realizzata con progetto a valere sui fondi del Piano di sviluppo rurale della Regione Umbria. Mariarita Crisanti

Che gioiello questa macchina da proiezione! Io credo che al nostro concittadino Luigi Peppoloni vada elargito un grande riconoscimento ed un sentito plauso per quello che è riuscito a fare negli ultimi anni su una abbandonata e malconcia macchina da proiezione cinematografica, uno strumento che tanti e tanti anni fa era stato l’unico mezzo a permettere di rilassarsi al cinema di Via Giulia, sede attuale del nostro splendido teatro. Infatti Luigi in questi giorni mi ha consegnato una meravigliosa foto di questo proiettore rimesso “a nuovo” con le sue mani e, quindi, in grado di funzionare ancora. Era molto commosso Luigi quando mi ha raccontato la storia di questa macchina che - ha detto - è stata la prima in assoluto ad essere installata nel cinema di Spello. Tutto il merito - ha precisato Luigi - deve essere indirizzato a Don Bernardo Angelini, parroco di San Lorenzo, dalle lunghe vedute e, tra l’altro, fondatore della Cassa Rurale ed Artigiana di Spello, nonché promotore de La Squilla. Fu proprio lui infatti a volere segue a pag. 5

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La nostra salute

Le varici degli arti inferiori Cosa sono, come prevenirle, quando e come curarle (continua dal numero di Ottobre) Laser-terapia e terapia con radio-sonde rinunciando ad usare, nei singoli casi, Il laser endovenoso è al momento assai ognuno dei metodi esposti, ha adottato di moda (specie negli USA); il trattamento per la maggior parte dei suoi pazienti, consiste nell’introdurre all’interno della vena la strategia di tipo conservativo. Il limite una sottile sonda che emette raggi laser e principale del metodo è la difficoltà di la distrugge; è un metodo che consente standardizzazione e la stretta dipendenza una grande rapidità di esecuzione, con dall’operatore, non per la tecnica ottimi risultati estetici e, sembra, funzionali; chirurgica ma per la necessità assoluta di il modesto parere del sottoscritto è che il una accurata pianificazione dell’intervento, Laser rappresenti un’ottima alternativa se che richiede grande esperienza nella non utilizzato in modo indiscriminato; la valutazione dell’anatomia venosa, della laser-terapia può esser eseguita in alcuni patologia venosa, delle modalità del flusso pazienti, correttamente selezionati da sanguigno venoso, che sono assolutamente uno specialista esperto in diagnostica differenti in ogni singola persona. Sono vascolare ultrasonora, anatomia ed necessarie, al chirurgo-emodinamista, emodinamica venosa; anche in tal caso una gran passione e soprattutto una mi sentirei di raccomandare ai pazienti di gran pazienza in fase preoperatoria. I scegliere molto oculatamente il centro e/o vantaggi del metodo sono molteplici: a) lo specialista che eseguono il trattamento. una volta pianificato, l’intervento è assai Il laser può esser utilizzato, (anche in poco aggressivo, il più delle volte si combinazione con la scleroterapia), per esegue in anestesia locale; tranne casi le teleangiectasie (capillari); La terapia particolari la dimissione viene effettuata in con radio-sonde si avvale sostanzialmente giornata; b) viene conservato il drenaggio degli stessi principi ma usa come energia venoso dell’arto ed in particolare vengono distruttiva il calore sprig ionato dalle onde salvaguardate le safene, che potrebbero, ultrasonore. in futuro, esser utilizzate ad es. per un byTerapia chirurgica pass; 3)le recidive si presentano in maniera Il trattamento chirurgico delle meno esplosiva ed anarchica vene varicose resta, allo stato e sono facilmente emendabili attuale, il “Gold Standard”, con scleroterapia o piccoli la terapia di prima scelta, reinterventi ambulatoriali; 4) validata da decenni e decenni sono rare le complicanze tipiche di esperienza, che assicura il della chirurgia demolitiva, quali miglior risultato funzionale, la ematomi e parestesie. Presso maggiore stabilizzazione della il nostro centro sono stati malattia e, se ben eseguita, eseguiti circa quattromila di anche un ottimo risultato questi interventi (con controlli estetico, purché vengano a distanza di anni), con piena rispettate due condizioni soddisfazione, nostra e dei essenziali: 1) esecuzione di un nostri utenti. intervento su misura, ovvero Spero, con questa breve sintesi, ritagliato sulle caratteristiche di aver dato un contributo di del singolo paziente (studio chiarezza ai lettori, per orientarsi Varici nella gamba ecodoppler preoperatorio); 2) su un problema di cosi vasto esecuzione tecnicamente ineccepibile interesse e con cosi ampie possibilità della strategia chirurgica scelta. La di trattamento, qual’è quello delle varici possibilità di un trattamento scleroterapico degli arti inferiori; la mia intenzione, al di combinato, intra o post operatorio, può là della sommaria presentazione delle talora condurre a risultati ancor più varie possibilità di cura, era quella di far apprezzabili. comprendere che, al riguardo, non esistono In buona sostanza sono possibili due terapie miracolose risolutive, non esistono alternative chirurgiche: in assoluto metodi superiori agli altri, che 1) Chirurgia demolitiva classica spesso anzi i risultati ottimali si ottengono (safenectomia per stripping) combinando i vari metodi, che ognuno dei 2) Chirurgia emodinamica conservativa trattamenti elencati può esser adottato per (Chiva) ottenere un risultato soddisfacente; spero Nel primo caso, le vene principali (safene) di esserci riuscito. E’ compito del medico vengono asportate, in tutto o in parte indicare vantaggi, svantaggi risultati attesi, (stripping lungo o corto), con una apposita rischi e limiti insiti in qualsiasi metodica; sonda e le vene collaterali rimosse tramite è un preciso dovere deontologico del piccole incisioni cutanee; è il metodo medico orientare ogni singolo paziente tuttora più largamente usato e con ottimi verso una scelta consapevole e condivisa risultati; ed eseguire il trattamento individuato Nel secondo caso le vene safene e le secondo scienza e coscienza. loro collaterali non vengono asportate ma trattate solo in pochi specifici punti, al fine di riportarle ad una buona funzionalità, assicurando nel contempo un buon Dott.Gelfrido Galizi risultato estetico. (Resp. U.O. Chirurgia-Ospedale di Norcia) Il nostro centro di flebologia, pur non ASL 3 UMBRIA

Buona politica per il bene comune Convegno delle Associazioni cattoliche a Todi Il 17 ottobre a Todi, al Forum delle associazioni del mondo del lavoro che si richiamano alla Dottrina sociale della Chiesa, non è nato un nuovo partito dei cattolici. Ma a Todi si è certamente aperta una nuova fase nel rapporto tra cattolici e politica, perché “finisce la stagione del silenzio dei cattolici”, per i quali è il momento di “scendere in campo, uscire dalla porta e andare in mare aperto contro i guasti che sono sotto gli occhi di tutti”, come ha affermato Raffaele Bonanni, al quale sono state affidate le conclusioni dei lavori. Si tratta dell’avvio di un percorso di unità su idee forti, che probabilmente non si fermerà allo stato attuale, che intanto vuole essere “un pungolo forte ai partiti”. E il primo pungolo forte che Bonanni ha espresso a nome di tutti è la considerazione che “ci vuole un governo più forte, perché questo governo non va bene” perché occorre “un governo più forte che debba fare i conti con un accordo fra le principali forze politiche”. Ma la soluzione “non può consistere nel voto anticipato, che sarebbe la soluzione peggiore”. Anche perché questo implicherebbe di andarci con questa legge elettorale, mentre si tratta di “restituire ai cittadini il diritto di scegliersi i propri rappresentanti”. Serve un governo più forte - ha precisato ancora Bonanni in grado di recuperare un clima diverso e di adottare le misure urgenti ormai non più rinviabili. Soprattutto a favore della famiglia “che ha svolto in questi momenti di crisi un ruolo di vero e proprio ammortizzatore sociale verso i disoccupati, i portatori di handicap e gli anziani”. Come pure serve “una riforma fiscale che preveda meno tasse per lavoratori, pensionati e per le imprese che investono”. I lavori del Convegno, dedicato alla “Buona politica per il bene comune”, sono stati aperti da una prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, che ha esordito affermando che tutti dovrebbero semplicemente rallegrarsi “che dei cristiani si incontrino per ragionare insieme sulla società portando nel cuore la realtà della

questa sala cinematografica per dare un po’ di svago alla nostra gente. Intorno agli anni 60 furono fatte delle sostanziali modifiche nella sede di Via Giulia, fu demolita la cabina di proiezione e questo proiettore fu gettato tra le macerie subendo gravi ed inevitabili danni. Fortunatamente mio fratello Franco si accorse di questo abbandono e decise di recuperare tutto il possibile. Racconta Luigi Peppoloni: “Questo gioiello è rimasto per tanti anni depositato in un magazzino, poi, ho deciso di metterci il tempo necessario per rimetterlo in sesto e così oggi l’ho riportato a nuova luce e finalmente nelle condizioni

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di poter ancora svolgere il suo lavoro. Adesso, quindi, chiunque voglia osservare la macchina cinematografica da vicino ed avere notizie dettagliate sul valore che può avere ancora oggi, può telefonare al numero 0742 651738 ed io sarò ben lieto di accontentare le sue richieste”. La nostra Redazione, nel contempo, fa pervenire a Luigi i suoi più vivi complimenti per quanto è riuscito a portare a termine su un macchinario che, senza di lui, avrebbe potuto finire quasi sicuramente nel bidone della spazzatura. Mario Manini

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gente e i criteri della Dottrina sociale della Chiesa”. E dopo aver ricordato come alla politica, che ha la grande responsabilità di promuovere il bene comune, la Chiesa in ogni tempo ha guardato con rispetto e fiducia fino a sostenere “con la forza della preghiera coloro che hanno abbracciato questo servizio con onestà e impegno” ha precisato che “se per nessuno è possibile l’assenteismo sociale, per i cristiani è un peccato di omissione”. Il richiamo all’impegno dei cristiani, tuttavia, non deve far “temere per la laicità dello Stato”, essendo il principio di laicità, inteso “come autonomia della sfera civile e politica da quella religiosa ed ecclesiastica”, un valore acquisito e riconosciuto dalla Chiesa e appartenente al patrimonio di civiltà che è stato raggiunto. Richiamandosi infine ai temi legati all’etica sociale (giustizia sociale, lavoro, casa e salute, rete accogliente e solidale, pace), Bagnasco ha precisato che “la giusta preoccupazione verso questi temi” non deve far perdere di vista quei principi che, costituendo “l’etica della vita”, sono chiamati “non negoziabili”: la vita, il matrimonio fra un uomo e una donna, la famiglia , la libertà religiosa ed educativa. Valori che difficilmente sopportano mediazioni per quanto volenterose, giacché “non sono né quantificabili né parcellizzabili, pena trovarsi di fatto negati”. Sono seguite tre sezioni di lavoro: “Ripartire dai valori per fare comunità” con relatore Lorenzo Ornaghi dell’Università Cattolica; “Leve per una stagione di sviluppo” con relatori Corrado Passera, del Ceo di Banca Intesa, e Stefano Zamagni, presidente dell’Agenzia per il Terzo Settore; “Costruire una politica orientata al futuro” con relatori Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali alla Cattolica, e Giuseppe De Rita, presidente del Censis.

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Santa Cecilia Nel calendario liturgico è venerata il 22 novembre

Cecilia, una delle sante più amate nel calendario ecclesiastico; la “passio”, che ci racconta la sua storia, è datata V secolo, ma non è attendibile. Secondo la leggenda Cecilia, che nacque da una famiglia patrizia romana, venne

educata al cristianesimo, desiderava consacrare la vita a Dio, il padre però la promise in matrimonio al patrizio Valerio, pagano. Il giorno del matrimonio Cecilia se ne stava in disparte cantando inni a Dio, pregandolo di aiutarla. Una volta soli, Cecilia confidò a Valerio il suo segreto: di essere protetta da un angelo; anche Valerio avrebbe potuto vedere l’angelo se avesse creduto all’unico Dio e si fosse battezzato. Allora Valerio, convinto della sincerità di Cecilia, andò a trovare il vescovo Urbano tra la povera gente della via Appia, ricevendo il battesimo. Al suo rientro a casa, Valerio trovò vicino a Cecilia un angelo che pose sulle teste di entrambi una corona di fiori. Anche Tiburzio, fratello di Valerio, pagano inizialmente, influenzato dalla presenza di Cecilia, chiese al vescovo Urbano il battesimo. Da quel momento i due fratelli fecero tanto bene a tutti, finché furono arrestati per aver seppellito i corpi dei martiri. Sebbene sotto interrogatorio, i due fratelli non ritrattarono la loro fede: tutto ciò portò alla loro condanna a morte; furono

decapitati a Pagus Tripus, località alle porte di Roma, dove Cecilia seppellì i loro corpi. Si narra che alcuni ufficiali tentarono di convincere Cecilia a compiere sacrifici alle divinità pagane, la Santa al contrario convertì loro al cristianesimo. Alla fine le autorità, constatando che Cecilia non ritrattava la sua fede, la condannarono a morte per soffocamento nella sua stanza da bagno; il loro tentativo in verità fallì; venne incaricato allora un soldato di decapitarla ma anche egli non riuscì nel suo intento. Alla fine Cecilia, che cedette la proprietà della sua casa al vescovo Urbano, morì dopo un’agonia di tre giorni. Fu sepolta nelle catacombe di San Callisto, vicino alla cripta dei papi. Nell’immaginario popolare, la Santa è protettrice della musica e dei musicisti, a causa di un racconto in cui si dice che, mentre i musicisti suonavano al suo matrimonio, Lei cantava “nel suo cuore”. Tratto da “I grandi libri della religione, santi protettori”- Ed. Mondadori.

a cura di Giuliana Chiucchi

Santuario della Madonna delle Grazie di Rasiglia Gestito dalla diocesi di Foligno, sorge nelle vicinanze del fiume Menotre, poco distante dal castello di Rasiglia

Rasiglia è una frazione montana del comune di Foligno, facente parte della circoscrizione 8 “Valle del Menotre”. Il paese è situato a 648 m s.l.m., a circa 18 km da Foligno. Il Santuario della Madonna delle Grazie sorge presso la riva del fosso Terminara, confine tra le diocesi di Foligno e di Spoleto, a circa 1 km dal castello di Rasiglia, presso la Strada Statale 319 Sellanese; per comune accordo è gestito dalla diocesi di Foligno attraverso la parrocchia di Rasiglia, pur appartenendo alla parrocchia di Verchiano. Questa decisione, all’epoca, diede origine a discordie e conflitti tra le due comunità. La fondazione del Santuario risale al 15 agosto 1450, ad opera di Antonio Bolognini, vescovo di Foligno, a seguito del ritrovamento di una statua della Madonna in terracotta, inginocchiata in adorazione del Bambino. Nonostante i frequenti spostamenti della statua in altre

diocesi, essa sarebbe più volte tornata al luogo di origine. Ritenendo questo un segno della volontà divina, si decise di erigere in quel luogo una chiesa. La costruzione ha un’unica navata, il portico è sorretto da sei pilastri e tre colonnine-palo in travertino con steli che simboleggiano i popoli di Roviglieto, Scopoli e Volperino. Vicino all’ingresso si trova la finestra “del viandante”, cosi chiamata perché permette di rivolgere uno sguardo ed una preghiera alla Madonna quando il Santuario è chiuso. Sopra l’altare maggiore si trova l’immagine della Vergine in ammirazione davanti al Bambino in una grande nicchia intagliata e ornata da quattro putti dorati, realizzata dall’artista Giuseppe Piermarini e ristrutturata nel 1950. La chiesa è corredata da affreschi appartenenti al XV secolo: si stimano circa 40 composizioni sacre e tavolette votive e graffiti. L’affresco più antico è quello della Madonna della

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Misericordia, che protegge dalla peste i fedeli con il suo manto e risale al 1454. Accanto al Santuario c’è la “Casa della Gioventù”, completata nel 1958 e destinata ad accogliere gruppi religiosi e scout. Tra il santuario e la casa della Gioventù, nell’anno Santo 1975, è stata innalzata una croce di ferro alta sei metri. Numerosi pellegrinaggi testimoniano la riconoscenza dei fedeli protetti dalla Madonna. Il Santuario è stato recentemente restaurato a seguito dei danni provocati dal sisma del 1997. L’ultima domenica di maggio si svolge la “Processione di Villamagina” come ringraziamento di tale paese alla Vergine, la prima domenica di giugno il “Pellegrinaggio di Scopoli”, che i fedeli effettuano a piedi cantando e pregando, il lunedì di Pentecoste è dedicato alla “Processione di Roviglieto”. Si ricordano ancora i pellegrinaggi di Verchiano, Volperino e Casenove. a cura di Adriana Mengarelli

Comuni fioriti 2011 La città di Spello ha vinto il premio speciale della giuria alla manifestazione nazionale Comuni Fioriti 2011. La celebrazione delle migliori città floreali d’Italia si è svolta il 23 ottobre a Grado. Il riconoscimento è stato consegnato al vice sindaco Antonio Luna: “Con orgoglio e piacere accolgo questo premio a nome dei tanti concittadini che da anni danno valore e bellezza aggiuntiva a segue a pag. 8

l’Arte di Vivere NON RIMANDARE AL DOMANI “La mia regola è sempre stata quella di non rimandare nulla a domani” Duca di Wellington

“Se non fate ciò che dovete fare oggi, come potete trovare il tempo per fare ciò che dovrete fare domani? Lo stress, così comune nel mondo moderno, deriva dalla grande quantità di attività che finiscono per minare la nostra serenità, esigendo sempre più impegno da parte nostra. Il solo modo per uscire da questo circolo vizioso, dal quale non riusciamo a liberarci, è quello di acconsentire a fare soltanto ciò che pensiamo di poter portare a termine, per non aggiungere alla frustrazione di non avere il tempo, anche quella di essere sempre in ritardo. Non siate dei forsennati dell’azione: c’è una soglia oltre la quale la vostra energia si esaurirà; liberatevi da inutili ansie, da attività frenetiche e da tutto ciò che vi allontana dal vostro equilibrio, dal vostro benessere e dalla vostra serenità”

Francois Garagnon: Terapie per l’anima” Edizioni Paoline

Impariamo a non rimandare sempre al domani ciò che dobbiamo fare oggi; eviteremo ansie e vivremo sereni. Giuseppe Del Dottore


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La Firenze del 400 alle Scuderie del Quirinale Filippino Lippi e Sandro Botticelli in mostra a Roma fino al 15 gennaio 2011

Se in primavera fioriscono, in autunno le mostre d’arte…piovono a dirotto! Da ottobre, a Roma c’è solo l’imbarazzo della scelta fra numerose proposte, in una full immersion culturale dal Quattrocento fino ai primi decenni del Novecento. Fino al 15 gennaio 2012, alle Scuderie Papali del Quirinale va in scena “Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del Quattrocento”, curata da Alessandro Cecchi. Il protagonista indiscusso dell’esposizione è Filippino, frutto dell’amore scandaloso fra un frate, il pittore Filippo Lippi e una suora, Lucrezia Buti; solo grazie all’intervento di papa Pio II Piccolomini, cui si rivolge Cosimo de’Medici, arriva la dispensa che fa sì che non resti illegittimo. In neppure cinquant’anni di vita, il prolifico artista si rivela un “bellissimo ingegno”, ricco di “vaghissima..invenzione”, come scrive Giorgio Vasari che, per una volta, non usa i giudizi al vetriolo che, da bravo “toscanaccio”, riserva a tanti pittori. Filippino inizia dodicenne con il padre a Spoleto, collaborando all’ultimo grande ciclo di pitture nel Duomo poi, alla morte di Filippo, lavora con il suo aiutante Fra Diamante e, infine, passa alla bottega di Botticelli. Non ha neppure 25 anni quando aiuta il maestro negli affreschi della Cappella Sistina: non è

un semplice comprimario, bensì quasi un alter ego di Botticelli, per il quale diventa un rivale temibile nell’ultimo ventennio del Quattrocento, apprezzato sempre più non solo dai Medici e dai loro sostenitori ma anche dai seguaci del Savonarola e dai repubblicani. Proprio Filippino, infatti, è chiamato a completare gli affreschi di Masolino e Masaccio nella cappella Brancacci al Carmine e a subentrare nelle importanti commissioni disattese da Leonardo come la Pala degli Otto in Palazzo Vecchio e l’Adorazione dei Magi di San Donato a Scopeto, entrambe oggi agli Uffizi. Questo artista eclettico e versatile, che è chiamato anche a Lucca, a Genova, a Bologna e a Pavia, ci ha lasciato nella Cappella Carafa della chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma e nella Cappella Strozzi in Santa Maria Novella a Firenze cicli pittorici sorprendenti per la fantasia sbrigliata e capricciosa che li caratterizza. Studiato e rivalutato dal grande storico dell’arte americano Bernard Berenson, finora gli era stata negata una mostra tutta per lui. L’esposizione colma, finalmente, una lacuna lunga un secolo. A Palazzo Sciarra, sede del Museo Fondazione Roma, dal 25 ottobre al 12 febbraio 2012, è

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di natura istituzionale. AMREF mi aveva costantemente aggiornato e documentato sullo stato di avanzamento dei lavori, ma ciò che ho potuto constatare nei villaggi visitati in Kenya va ben al di là di quanto inizialmente immaginato, quindi progettato e poi oggettivamente creato. Il sentimento di grande e sincero apprezzamento e di gratitudine che le autorità locali, i capi villaggio, i comitati di gestione dei pozzi e le tante e tante mamme hanno espresso ci hanno enormemente emozionato. Noi pochi e soli bianchi, lì in mezzo all’Africa tra i tanti abbracci, canti e le innumerevoli strette di mano di gratitudine, abbiamo potuto percepire l’estrema importanza che per tali popolazioni assumono i pozzi d’acqua potabile comuni. La realizzazione di pozzi d’acqua potabile, ciascuno dei quali può servire 2.000 – 2.500 persone dei villaggi limitrofi, annulla innanzitutto le tremende malattie che decimano soprattutto i bambini in tenera

Fondazione ad AMREF per la realizzazione della struttura di accoglienza nella baraccopoli di Dagoretti a Nairobi, rappresenta quindi l’ampliamento delle aree di intervento di tale ente benefico nel continente Africano, che con ciò intende interessarsi anche del recupero dei ragazzi di strada. “L’anno scorso - ha affermato Luigi Buono -, dopo un proficuo periodo in cui la Fondazione ha erogato fondi a favore di AMREF da investire nel continente Africano, era giunto il momento di poter verificare di persona ed in loco quanto finora finanziato. I due viaggi in Kenya mi hanno consentito di poter verificare lo stato di realizzazione delle opere finanziate dalla Fondazione, di controllarne quindi il corretto uso da parte delle popolazioni locali e di constatare i reali benefici da queste ottenuti. Una necessità, quella della verifica appunto, che assumeva peraltro anche una valenza

allestita la mostra Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello, che deve considerarsi il continuum di quella dedicata nel 2008 alla “Rinascita delle arti da Donatello a Perugino. L’esposizione, a cura di Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, illustra l’arte nel Cinquecento nella Città eterna, dalla Roma dei papi Giulio II e Leone X, committenti di Michelangelo e Raffaello, alla città che, nei decenni successivi, declina la cultura umanistica verso una astrazione della forma più elegante e decorativa, il manierismo, per arrivare ad una nuova e coinvolgente religiosità in chiave post-tridentina. La mostra ci permetterà di vedere per la prima volta, dopo il restauro diretto dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, la “Pietà” di Buffalo (Stati Uniti) di ambito michelangiolesco che, alcuni studiosi, come Antonio Forcellino, assegnano al Buonarroti stesso. Forcellino ha anche dedicato al dipinto un volume, La Pietà Perduta, Storia di un Capolavoro ritrovato di Michelangelo, edito da Rizzoli, che ripercorre l’incredibile vicenda dell’opera che arriva alla famiglia Kober impacchettata alla rinfusa insieme a soprammobili, vecchi libri e piccoli gioielli lasciati in eredità da una prozia, Gertrude Young, residente in Germania, che aveva ricevuto in dono il quadro da una baronessa di cui era stata per anni dama di compagnia. In quel gioiello di architettura rinascimentale, che è il Chiostro del Bramante annesso alla Chiesa di Santa Maria della Pace, è allestita una mostra originale, “Gli Orientalisti. Incanti e scoperte nella pittura dell’Ottocento italiano”, a cura di Emanuela Angiuli e Anna Villari, che racconta le suggestioni e le atmosfere dell’Oriente nei dipinti di tanti artisti del XIX secolo. Dopo la spedizione di Napoleone in Egitto, i resoconti di esploratori, faccendieri e avventurieri avevano infiammato le fantasie degli europei anche con le cronache di

età ed evita alle loro madri le lunghissime marce per poter raggiungere la più vicina pozza d’acqua ferma, da condividere peraltro con gli animali, per raccogliere il prezioso bene con contenitori di fortuna portati a mano o sopra la testa con grande sforzo. Altrettanto emozionante è stata la visita nelle scuole dei distretti di Kaloleny e di Chilulu nei territori irraggiungibili situati al centro del Kenya, dove migliaia di bambini, in compagnia anche delle loro famiglie, ci hanno accolto con canti e balli di ringraziamento. Qui il ringraziamento era legato alla realizzazione di nuove aule scolastiche, alle cisterne per la raccolta di acqua piovana, ma soprattutto ai bagni per ragazzi: tutte opere, queste, che avevano consentito di rendere gli ambienti scolastici ben più sani, più puliti, più protetti ed accoglienti anche delle loro abitazioni, fatte peraltro di foglie di palma.” Oltre al continente africano, la Fondazione

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piaceri proibiti, di odalische e di harem. Il veneziano Francesco Hayez, pur non muovendosi mai dall’Italia (come il “papà” di Sandokan, Emilio Salgari), si lascia contagiare dal vento d’Oriente con immagini femminili dal fascino esotico ed erotico, mentre un altro veneto, Ippolito Caffi, fa un lungo viaggio tra Costantinopoli, Smirne, Efeso e il Cairo da cui trae opere memorabili e l’emiliano Roberto Guastalla si porta dietro, oltre alla tavolozza, cavalletto ed ai pennelli, uno strumento nuovo per l’epoca, la macchina fotografica. Al Vittoriano, museo che vanta, dalle sue vetrate, uno dei panorami più belli di Roma e che incentra la sua identità espositiva sui maestri dell’Ottocento e del Novecento, sono esposti, fino al 29 gennaio prossimo, 70 tra oli e disegni del pittore olandese Piet Mondrian. Molti visitatori si stupiranno di vedere che, prima di arrivare alle divisioni geometriche dello spazio, caratterizzate dai colori primari intersecati con i non colori, bianco e nero, Mondrian è un pittore di paesaggi. Se le sue geometrie sono entrate nell’immaginario collettivo a tal punto che vedendole si pensa subito all’artista, in realtà l’olandese prima di arrivare all’astrattismo, esplora il realismo, il pointillisme, il luminismo ed il cubismo. Si parte, infatti, dalle rarefazioni romantiche delle prime opere, con toni quasi alla Van Gogh, alle gamme cromatiche dell’arancio e del violetto vicine al fauvismo dei dipinti del periodo parigino. Tornato in Olanda nel corso della Prima Guerra Mondiale, inizia la ricerca verso il rigore astrattista e l’elementarizzazione delle linee e dei colori. Dopo il conflitto, torna a Parigi, dove le sue composizioni neoplasticiste in rosso, blu e giallo diventano dei classici. Nel 1938 va a Londra e nel 1940 a New York: nella Grande Mela si fa ispirare dal jazz , perché ama molto la musica e adora ballare. Per Mondrian, l’opera d’arte ha la funzione di far sentire lo spettatore a suo agio in quel palcoscenico che è il mondo contemporaneo. Angela Nocchi

segue altre analoghe iniziative nell’area centrale dell’Argentina, zone altrettanto povere ove vivono popolazioni sottoposte a condizioni ambientali ed umanitarie difficili. Il Dr. Luigi Buono, è oggi un attivo sostenitore delle istanze e delle iniziative a favore dell’Africa insieme ad AMREF, portando nelle varie occasioni ed eventi la propria testimonianza sulla realizzazione dei progetti e sulla portata degli stessi nel tessuto sociale africano. In tale ottica, la Fondazione sta collaborando con AMREF per organizzare a Spello, il prossimo 26 novembre, un importante evento di sensibilizzazione collettiva sui problemi e sulle gravi emergenze africane cui tutta la cittadinanza è fin d’ora invitata a partecipare. Tale iniziativa, la prima che vede coinvolta una intera comunità cittadina, ha già raccolto il patrocinio del Comune di Spello e vede partecipe anche l’Istituto Scolastico Comprensivo G. Ferraris. La Redazione


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segue da pag. 6 Spello, decorandola con i fiori. Un sincero ringraziamento va alla Pro Spello che ha creato il concorso Balconi, Finestre e Vicoli Fioriti. Molti nostri angoli del centro storico sono diventati vere opere d’arte con i fiori e tutto ciò si congiunge magicamente il giorno del Corpus Domini con l’Infiorata. All’esordio nel concorso, siamo diventati la prima città umbra ad avere ottenuto questo riconoscimento nazionale. Non è ancora una medaglia d’oro, ma diciamo che ci

siamo vicini”. Anche il presidente della Pro Spello Umberto Natale ha espresso grande entusiasmo: “E’ un bellissimo riconoscimento per Spello e un meritato premio all’impegno dei tanti spellani che lavorano alacremente per buona parte dell’anno per rendere ancora più splendida la loro città. Un grazie particolare va all’amministrazione comunale che ha voluto allargare a livello nazionale il nostro concorso”.

La natura nostra alleata (a cura di Adriana Mengarelli)

L’anice è una pianta erbacea perenne coltivata per i suoi semi fortemente aromatici utilizzati in liquoreria per la produzione dell’anisetta, della sambuca e del mistrà, in pasticceria ed in farmacia come espettorante. L’infuso di anice è particolarmente indicato per combattere la tosse; prenderne una tazza molto calda per tre volte al giorno.Le sue proprietà balsamiche lo rendono ottimo per i disturbi asmatici, aiuta la digestione, calma il singhiozzo e le coliche gassose. Per il mal di gola, versare 5 grammi di semi in un litro di acqua bollente, lasciare intiepidire, filtrare e fare gargarismi.

L’Anice

La Redazione

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Ingredienti: 500 g. di farina, 250 g. di zucchero, 1 bicchiere di vino dolce, 1 bicchiere di olio di semi, 2etti di uvetta, 1 etto e mezzo di pinoli, 1 cartina di lievito in polvere.

a cura di Adriana Mengarelli

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Esecuzione: Adagiare la farina a fontana su una ciotola o sulla spianatoia, unire tutti gli ingredenti, amalgamare bene fino ad ottenere una pasta morbida, prendere a pizzicotti e adagiare su una teglia foderata di carta da forno, cuocere per 15-20 minuti a 180 gradi.

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Tullio Salari Per descrivere un grande uomo ed una grande persona come zio Tullio, forse non esistono le giuste parole. È stato un uomo che ha donato tutta la sua vita al suo lavoro e alla famiglia. Ora la sua anima è volata in cielo, lasciando dentro di noi una ferita che non si potrà mai rimarginare. Nessuno potrà mai toglierci il suo ricordo e noi lo vorremmo condividere con tutti coloro che lo conobbero e lo amarono. Grazie zio Tullio di averci preso per mano accompagnandoci nel lungo percorso della vita. Ti vogliamo bene, rimarrai per sempre vivo nei nostri cuori.

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Frittura di Pasta

Ingredienti: 500 g. di ciuffetti speck e rucola, 500 g. di cappelletti al prosciutto, olio di semi di girasole. a cura de La Pasta Julia

• V.U.S. - PRONTO INTERVENTO GAS 800-904366

• PROTEZIONE CIVILE DI SPELLO 334/6050102

• UFFICIO POSTALE DI SPELLO

Esecuzione: scaldare l’olio in una padella e versarci direttamente la pasta tolta dalla confezione, friggerla fino ad avere una bella doratura ben croccante, scolarla al momento e servire con un buon prosecco.

0742/300842

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La Squilla - Anno XXXVIII - n° 11 Novembre 2011  

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