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ANNO XXXVIII - N. 1 GENNAIO 2011 MENSILE D’INFORMAZIONE

RELIGIOSA, CULTURALE, SOCIALE

Direzione, Amministrazione, Redazione: SPELLO, Via dell’Ospedale, 11 - Autor. trib. di Perugia n. 431 del 15/1/1973 - Le Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) Art. 1 Comma 1, DCB Perugia - stampa Tip. Recchioni - Foto di testata: Marco Ronchetti

44° GIORNATA MONDIALE PER LA PACE: Libertà religiosa, via per la pace Ecco la risposta sui problemi di Spello Le Poste hanno risposto in maniera evasiva ed insignificante sulla nostra denuncia del marzo scorso a cura del Direttore Mario Manini Cari lettori, dobbiamo per forza di cose ritornare ancora una volta sulle problematiche esistenti ancora oggi all’Ufficio Postale di Spello dove, in certi momenti della giornata ed in certi giorni del mese, è meglio non mettere piede per evitare di passare anche un’ora prima di poter effettuare un’operazionne allo sportello. Su questo stato di cose, non potendo la responsabile del suddetto ufficio fare commenti o dare delucidazioni, ci siamo rivolti a chi ha il potere di dare dei chiarimenti. Detto fatto abbiamo inoltrato la nostra richiesta alle Poste Italiane, che successivamente, con una e mail ci hanno fornito il quadro della situazione nella nostra città. Per “non saper né leggere, né scrivere”, di seguito riporto testualmente la risposta. “Attualmente l’Ufficio Postale di Spello prevede il doppio turno di apertura (mattina e pomeriggio) dal lunedì al venerdì dalle ore 8,00 alle ore 18,30, il sabato dalle ore 8,00 alle 12,30. Esiste una sala per la consulenza finanziaria con un addetto fisso, tre sportelli postali e finanziari che vengono alternati a seconda del fabbisogno (in particolare nei primi giorni del mese per il pagamento delle pensioni). Nel mese della contestazione de La Squilla (marzo 2010) ogni singolo sportello prevedeva in media meno di otto minuti di attesa, negli altri mesi mai sopra i dieci minuti. In questo Ufficio vengono pagate mensilmente ottocento pensioni con chiamata in ordine alfabetico, come previsto dalla vigente normativa. Effettivamente in questo mese di riferimento si è verificata una momentanea carenza di personale per il pensionamento di due unità lavorative che, comunque, ora sono state prontamente ed adeguatamente rimpiazzate. Non risultano pervenuti ai nostri uffici particolari reclami”. Questo il testo fornitoci dalle Poste Italiane che noi pubblichiamo integralmente per dovere d’informazione. A questo documento vorrei rispondere, però, con alcune considerazioni e valutazioni. Non è vero che ci sono tre sportelli operativi nei momenti di grande afflusso, al massimo sono due, di cui uno per buona parte del tempo dedicato alle raccomandate e pacchi. Le operazioni finanziarie, poi, dovrebbero essere effettuate, secondo il mio punto di vista, in uno sportello a parte per non intralciare lo scorrimento dei versamenti e dei pagamenti. Che poi la media di attesa per ogni utente è di otto minuti o al massimo di dieci è tutto da verificare. Notizie ufficiose, ma che meritano di essere riportate, ci hanno riferito che da questo mese di gennaio 2011 le cose cambieranno ed in meglio: ce lo auguriamo di vero cuore nell’interesse dell’intera utenza postale.

Come ogni anno, dal 1968, il primo di gennaio la Chiesa celebra la giornata mondiale per la pace, in occasione della quale il Romano Pontefice rivolge un messaggio all’umanità intera. Quest’anno a caratterizzare il Messaggio del Papa è stato il tema della Libertà religiosa. Il Papa vuole asserire come la libertà religiosa sia una via del tutto privilegiata per costruire la Pace, non solo dentro ma anche fuori di noi. Riportiamo i punti salienti del Messaggio. Il diritto alla libertà religiosa è radicato nella stessa dignità della persona umana. Ogni persona, essendo creata a immagine e somiglianza di Dio, è titolare del sacro diritto ad una vita integra anche dal punto di vista spirituale; ciò permette di parlare di autentica libertà, ovvero quando questa libertà è coerente alla ricerca della verità e alla verità dell’uomo. Scrive il Romano Pontefice: “la strumentalizzazione della libertà religiosa per mascherare interessi occulti, come ad esempio il sovvertimento dell’ordine costituito, l’accaparramento di risorse o il mantenimento del potere da parte di un gruppo, può provocare danni ingentissimi alle società. Il fanatismo, il fondamentalismo, le pratiche contrarie alla dignità umana, non possono essere mai giustificati e lo possono essere ancora di meno se compiuti in nome della religione. La professione di una religione non può essere strumentalizzata, né imposta con la forza”. Si capisce da quanto scrive il Papa che tutto ciò che si oppone alla dignità dell’uomo si oppone alla ricerca della verità, e non può essere considerato come libertà religiosa. È indispensabile il dialogo, specialmente tra autorità civili e religiose nel clima di carità e

di verità, dialogo che deve avere come mèta ferma il bene comune. È ovvio che, quando parliamo di dialogo riferito alle alte sfere della società, non possiamo, anzi, non dobbiamo dimenticare che l’impegno del dialogo inizia tra due persone, in famiglia, al lavoro, tra amici, tra conoscenti. Se riusciamo a dialogare nel piccolo…allora si può sperare nel dialogo in grande. Circa la libertà religiosa, dobbiamo ricordare che il dialogo non serve tanto a definire se la mia religione sia migliore di un’altra, ma semplicemente a constatare che ogni religione ha in se stessa una via che conduce a Dio, così come insegnano i Padri Conciliari. Che poi il Cristianesimo sia una via molto più alla portata dell’uomo, ciò non deve necessariamente portare a dire che sia esso l’unica strada per raggiungere Dio. Viceversa nemmeno le altre religioni debbono essere imposte come esclusive. La parte conclusiva del Messaggio del Papa sembra riassumere molto esaustivamente quanto il Pontefice intende dire all’umanità. Lo riportiamo di seguito: “La pace è un dono di Dio e al tempo stesso un progetto da realizzare, mai totalmente compiuto. Una società riconciliata con Dio è più vicina alla pace, che non è semplice assenza di guerra, non è mero frutto del predominio militare o economico, né tantomeno di astuzie ingannatrici o di abili manipolazioni. La pace invece è risultato di un processo di purificazione ed elevazione culturale, morale e spirituale di ogni persona e popolo, nel quale la dignità umana è pienamente rispettata. Invito tutti coloro che desiderano farsi operatori di pace, e soprattutto i giovani, a mettersi in ascolto della propria voce interiore, per trovare in Dio il riferimento stabile per la conquista di un’autentica libertà, la forza inesauribile per orientare il mondo con uno spirito nuovo, capace di non ripetere gli errori del passato. Come insegna il Servo di Dio Paolo VI, alla cui saggezza e lungimiranza si deve l’istituzione della Giornata Mondiale della Pace: “Occorre innanzi tutto dare alla Pace altre armi, che non quelle destinate ad uccidere e a sterminare l’umanità. Occorrono sopra tutto le armi morali, che danno forza e prestigio al diritto internazionale; quelle, per prime, dell’osservanza dei patti”. La libertà religiosa è un’autentica arma della pace, con una missione storica e profetica. Essa infatti valorizza e mette a frutto le più profonde qualità e potenzialità della persona umana, capaci di cambiare e rendere migliore il mondo.

Essa consente di nutrire la speranza verso un futuro di giustizia e di pace, anche dinanzi alle gravi ingiustizie e alle miserie materiali e morali. Che tutti gli uomini e le società ad ogni livello ed in ogni angolo della Terra possano presto sperimentare la libertà religiosa, via per la pace!” Don Diego Casini, Priore Parroco

Benvenuto Giuseppe!!!

In occasione della festa della Sacra Famiglia è stato presentato da Mons. Gualtiero Sigismondi il novello diacono Giuseppe Casini, il quale è stato designato dal Vescovo stesso a coadiuvare il nostro Parroco Don Diego, nella cura pastorale dell’Unità Pastorale di Santa Maria Maggiore e San Lorenzo Martire in Spello. Proveniente dalla parrocchia di San Michele Arcangelo in Scafali ove vive con la moglie e i suoi quattro figli, Giuseppe ha avuto dal Vescovo il mandato di esercitare il suo ministero diaconale nella nostra Parrocchia. La Comunità parrocchiale ha accolto con gioia l’arrivo del Diacono, segno di novità ma anche segno dell’amore di Dio che non manca nel mandare nuovi operai nella sua messe. Benvenuto tra noi, caro Giuseppe, accompagniamo il tuo servizio con la nostra preghiera e con la nostra disponibilità a servire, insieme al nostro parroco e ai suoi collaboratori, la nostra comunità parrocchiale. Il Consiglio Pastorale Parrocchiale

Abbonati a “ “LA SQUILLA” 2011 Ti ricordiamo che l’ABBONAMENTO a “La Squilla” è scaduto il 31 di dicembre 2010. Per rinnovarlo utiliz lizzare il c/c postale n. 14580062 int intestato a: Associazione Culturale “La Squilla” o recarsi nelle chiese “L di S. Maria Maggiore e di Santa Lu Lucia che rilasceranno copia della ricevuta di pagamento.

Info: 075 57 36 645

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Una bella festa Dalla Scrivania Premio Pro-Spello Li mejo della Festa Palazzo Farnese L’Angolo della cucina Lo Sport

E. De Santis G. Sozi La Redazione J. Cantoni e S. Luciola A. Nocchi La Redazione F. Fratini


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Festa Sacra Famiglia

Festa diocesana dei ministranti

Giorni lieti segnalati dai lettori a cura di Giuseppe Del Dottore (tel. 0742.301992)

Battesimo

Mattia Monteseno

Il piccolo Mattia ha ricevuto il Sacramento del Battesimo nella chiesa di S. Maria Maggiore; grande gioia per i genitori Marina e Matteo e per i nonni Graziella, Marcello e Ida. L’Angelo Custode sia sempre al fianco del piccolo Mattia.

80 anni

Maria Properzi

Maria ha compiuto 80 anni e ha spento le candeline della sua torta di compleanno insieme ai suoi familiari. Dallo spirito giovane, sempre sorridente e cordiale sa conquistare la simpatia di chi le sta accanto. A Maria i più affettuosi auguri di Buon Compleanno dall’intera Redazione de La Squilla.

90 anni

Ausilia Peppoloni

Il 31 ottobre Ausilia ha festeggiato i suoi 90 anni. Tutta la famiglia le augura Buon Compleanno, in particolare Gino, il suo adorato marito, che da 72 anni condivide la sua vita con lei. Auguri!

AVVISO AI LETTORI Si comunica che per la pubblicazione di foto ed articoli inerenti questa rubrica è necessario essere abbonati al nostro giornale. La Direzione

Lo scorso 26 dicembre la Chiesa ha celebrato la festa della Sacra Famiglia di Nazareth e anche nella nostra parrocchia abbiamo fatto festa con la presenza del nostro Vescovo Gualtiero, il quale ha presieduto la Celebrazione Eucaristica durante la quale sono state presenti le coppie di sposi che nell’anno 2010 hanno raggiunto i significativi traguardi dei 25-50-60 e addirittura 70 anni di matrimonio. Una singolare grazia vedere che ci sono ancora dei cristiani che, credendo appieno al valore del matrimonio, non esitano a superare insieme le difficoltà e a condividere le gioie della vita di famiglia. Mentre ringrazio codesti sposi per la loro presenza, che ha reso più solenne e gioiosa la celebrazione, invoco su di essi e sulle loro famiglie la Benedizione di Dio. Don Diego Casini, Priore Parroco

Lo scorso 7 dicembre si è celebrata, presso il complesso della Cattedrale di San Feliciano, la festa diocesana dei ministranti, organizzata dall’Ufficio Liturgico Diocesano in collaborazione con il Centro Diocesano Vocazioni. Chi sono i ministranti? Forse se li chiamiamo chierichetti si capisce meglio, infatti i ministranti sono coloro che – bambini, ragazzi, adulti – prestano servizio all’altare durante le celebrazioni eucaristiche o comunque durante le funzioni religiose. Una giornata all’insegna della gioia, della preghiera e del

divertimento. Il Vescovo si è rallegrato della presenza di tanti ragazzi che non si vergognano e non esitano ad offrire il loro servizio al Signore attraverso la presenza all’Altare. Colgo l’occasione per ringraziare i nostri ministranti Spellani che ogni domenica e in ogni celebrazione di festa non mancano nel servire all’Altare facendo sì che le celebrazioni si svolgano dignitosamente. Don Diego Casini, Priore Parroco

Una bella festa

Un bel pomeriggio culturale L’Associazione “Magister sine registro”, giovedì 9 dicembre 2010, ha organizzato un incontro culturale presso la Sala dell’Accoglienza adiacente la chiesa di San Ventura. Argomento della conferenza “La Natività nell’arte”, relatrice la dott.ssa Daniela Sinigalliesi, critico d’arte e direttore coordinatore della Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Bologna, Modena e Reggio Emilia nonchè nostra concittadina. Il presidente della Pro Loco IAT Umberto Natale e l’assessore alla cultura del Comune di Spello Liana Tili hanno introdotto l’incontro sottolineando l’importanza e la necessità di iniziative culturali che arricchiscano sempre di più il nostro paese. Il folto pubblico ha seguito con grande attenzione l’intervento della dott. ssa Sinigalliesi, coinvolto dall’argomento e dalla preparazione della relatrice che, con linguaggio fluente, divulgativo e nel contempo altamente professionale, ha spaziato da Giorgione a Lorenzo Lotto, da Caravaggio a Gentile da Fabriano, da Filippo Lippi fino al nostro Pinturicchio soffermandosi sulle caratteristiche che ognuno dei grandi dell’arte ha voluto dare alla “Notte”. Era così infatti che nel passato si intitolava la Natività, la “Notte” per eccellenza. Applausi entusiasti hanno concluso il pomeriggio. Da parte di molti degli intervenuti è stata sollecitata una più frequente organizzazione di simili incontri e, con la speranza che si possa realizzare quanto auspicato, si è concluso il bel pomeriggio. Alessandra Bernardini Vicepresidente dell’Ass. Magister sine registro

Quella organizzata dalla società sportiva ASD Spello, sabato 18 dicembre al Centro Polivalente Ca’ Rapillo, è stata proprio “Una bella festa”. 120 ragazzi accompagnati dai genitori e tutto lo staff tecnico hanno dato vita ad un incontro piacevole e divertente tutti insieme a cena con spirito di gruppo. Sono intervenuti il Sindaco Sandro Vitali, l’Assessore allo Sport Liana Tili, il Presidente Giacomo Brunetti ed il Presidente Onorario Stefano Firmi.

“Il nostro obiettivo - è stato detto - è quello di creare il senso di appartenenza alla propria città ed alla squadra locale tale da far emergere quella spellanità che ultimamente è un po’ mancata e della quale si sente forte l’esigenza.” Un ringraziamento particolare va a tutti gli sponsor ed alle persone che si sono impegnate per la riuscita della festa. Emanuele De Santis

Consigli e Segreti

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Cosa bisogna utilizzare per rendere il vostro maglione di lana d’angora bello più a lungo? Una volta lavato aggiungete un cucchiaino da tè di glicerina all’acqua dell’ultimo risciacquo. Il vostro capo risulterà più morbido e vaporoso. La cuccia del vostro cane è piena di pulci? Per allontanarle mettete un ciuffo di aghi di pino freschi sotto il materassino o la coperta del cane, oppure cospargete di sale le fessu-

re della cuccia. Raffreddore e naso chiuso non vi danno tregua? Versate su un fazzoletto otto gocce di olio di pino e inspirate profondamente. La sera, prima di coricarvi, versatene qualche goccia sul guanciale. Oppure versate in un pentolino d’acqua bollente un cucchiaio di bicarbonato e un cucchiaio d’aceto, inspirate il vapore coprendovi la testa con un asciugamano. Ripetete tre volte al giorno e guarirete subito.

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Pagina 3 tavia. In epoca recente si è cominciato a dare alla parola un valore positivo, col significato di “persona dotata di una particolare e istintiva attitudine per qualcosa”. Si usa dire, per esempio, “animale politico”, come “animale da palcoscenico” (e questo uso ha influenzato anche il termine “bestia”: si dice “è una bestia quel calciatore, quel cantante” per dire “un fortissimo campione, un cantante dalla voce straordinaria”, ecc.) --Oggi in quale campo della scena pubblica abbiamo più “animali”? Secondo me nella politica. Siamo addirittura pieni di “animali”, anzi di “animalacci politici”.

Sui sentieri delle PAROLE ANIMALE

Il pensiero nel cassetto

Cominciamo con un termine facile facile. Deriva dal latino “animal”, cioè “dotato di anima, di vita”. Si cominciò a usarlo verso la fine del Duecento (lo troviamo anche nel V Canto dell’Inferno: “O animal grazioso e benigno” dice Francesca a Dante, considerandolo cioè “persona gentile e benevola”). Ma nel tempo la parola divenne sinonimo di “bestia”. E poi significò, e significa tuttora, “persona volgare e ignorante”. Attenzione, tut-

COSA C’È SOTTO LE SCARPE DEGLI ITALIANI? C’è la lingua italiana, che s’impoverisce sempre di più. Ma non siamo i soli a mettere sotto le scarpe la propria lingua (lo sostiene Gian Luigi Beccaria, noto linguista): gli spagnoli non fanno che dire “bonito” (carino,

buono, adatto), gli americani non fanno che dire “fantastic” (favoloso, eccezionale). Noi italiani stiamo allontanandoci sempre più dalla madre della nostra lingua, il latino, per cui perdiamo la comprensione delle nostre parole più vicine a questa lingua, quelle dei primi secoli. Qualcuno si fa venire la furba e assassina idea di tradurre in italiano moderno i grandi classici (il Boccaccio per esempio) come se costoro appartenessero a una lingua morta (latino, greco). Non si capiscono più parole semplici, efficaci e belle, come diuturno (di lunga durata), esiziale (gravemente dannoso), castigato (moralmente corretto), egro (malato, triste), foriero (annunciatore, apportatore), ecc. La situazione è aggravata dalla dittatura del linguaggio del cellulare, fatto di segni aritmetici, abbreviazioni, sigle, termini gergali. Il lessico è ridotto al lumicino, i tempi e modi verbali spariscono. Si aggiunga il carico del volgare e ripetitivo linguaggio televisivo, e il gioco è fatto. Poveri noi, chi ci salverà?...

APPELLO Al fine di poter ritrovare la statua di Sant’Antonio, che era collocata nella chiesa crollata di Montarone, si pregano coloro che siano in possesso di una fotografia in cui sia visibile tale statua (potrebbe essere stata scattata in occasione dell’annuale processione) o che comunque possano fornire notizie circa le fattezze della medesima (altezza, anche approssimativa, colore, oggetti recati in mano quali libro, giglio, libro e giglio, Gesù Bambino), di mettersi in contatto con il Sig. Giuseppe Lupparelli, telefonando durante le ore dei pasti al seguente numero: 0742 24341. In particolare questo appello è rivolto a chi, dopo il crollo della chiesa, collocò la statua di Sant’Antonio e quella di Santa Eurosia in un angolino della sagrestia rimasto in piedi. Grazie! La Redazione

A Spello il Decamerone

La nuova guida turistica di Spello

Gli alunni della II C hanno messo in scena per le vie della città alcune novelle del Boccaccio

Itinerari tra Storia Arte Natura

Il 4 e 5 dicembre 2010, a partire dalle ore 15, in occasione della “Festa dell’Olio e della Bruschetta”, gli alunni della classe II C della scuola secondaria di primo grado, hanno presentato un lavoro teatrale ispirato al Decamerone di Boccaccio. La cosiddetta “cornice” dell’opera è stata messa in scena nella piazzetta del Loggiato Urbani da Valentina Antonelli, Benedetta Biagetti, Simone Ciotto, Elia Ferri, Giacomo Filippucci, Serena Fratini, Alessia Gjika, Klaida Gjika, Fabio Marinangeli, Jessica Santini, Elisa Strappini. La novella “Ser Ciappelletto” è stata eseguita nello spazio attiguo alla cappella Tega ed ha avuto come interpreti Fabio Capponi, Andrea De Santis, Luca Lupparelli, Nicola Pantaloni, Lorenzo Stefanetti, Giacomo Tassi. Nella novella “Lisabetta da Messina”, allestita nello spazio attiguo all’Ufficio Postale, hanno recitato Veronica Cerqueglini, Irene Filippucci, Ali-

na Viorica Furdui, Francesca Petrini, Matisse Tordoni. I ragazzi, dopo aver liberamente scelto i testi con i quali cimentarsi, sono stati anche registi di se stessi, poiché, grazie anche al laboratorio teatrale del precedente anno scolastico, hanno acquisito la sicurezza necessaria per esibirsi in pubblico. Tutto è partito dalla lettura, nel corso dell’estate, di alcune novelle del Boccaccio, dalla volontà dei ragazzi di continuare l’esperienza del laboratorio teatrale e dalla collaborazione preziosa delle famiglie. La “Festa dell’Olio e della Bruschetta” costituisce l’occasione ideale per portare all’esterno ciò che si crea e prende vita tra le mura scolastiche, in modo che il futuro di questi ragazzi abbia radici salde anche nella storia del territorio e della sua gente. Emanuele De Santis

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Dopo quattro anni di ricerche d’archivio e tre anni di lavori preparatori è finalmente disponibile presso la Pro Loco la nuova “Guida Turistica di Spello” voluta dall’Amministrazione Comunale. L’opera è stata ideata e curata da Antonio Luna, con i testi dell’archeologa Sabina Guiducci, oltre alla significativa presenza fotografica del Circolo Cine Foto Amatori Hispellum. Tutti hanno offerto gratuitamente il loro servizio alla città. Il sottotitolo “Itinerari tra Storia Arte e Natura” delinea in forma di percorsi, da svolgere rigidamente a piedi, l’analitico lavoro di rilevazione dello straordinario contesto monumentale e paesaggistico del territorio. “Dopo grande impegno, passione e fatica – afferma Antonio Luna – possiamo finalmente presentare una moderna guida turistica che ritenevamo mancante nel nostro panorama editoriale. Ci piace pensare che la ricchezza visiva e testuale degli originali percorsi di scoperta possano essere una vera gioia per gli occhi e la mente”. Il volume, pur in formato tascabile, è infatti particolarmente dettagliato nelle sue 420 pagine e fortemente

attento all’aspetto visuale con circa 550 foto, quasi tutte inedite, oltre a 24 mappe e ricostruzioni grafiche dei principali monumenti cittadini. Ciò grazie anche alla competenza grafica della Emaki Immagine e Comunicazione di Spoleto e alle capacità artistiche del pittore Gabriele Mancini che ha ritratto i complessi monumentali di Spello. “Il modello è quello delle guide visuali. Nate in Inghilterra negli anni ’90 – continua Luna - hanno ormai preso piede in tutto il mondo, arrestandosi però, fino ad ora, alle città di grande dimensione. Questa operazione ha l’ambizione di oltrepassare tale limite fino ai piccoli borghi e fornire quindi ai lettori strumenti di comprensione moderni e piacevoli del nostro meraviglioso patrimonio storico, culturale, artistico”. La guida è composta di due sezioni. La prima è denominata: “Lo sviluppo urbano, itinerari nella città”. Nei sette capitoli, in cui è suddivisa, sono rappresentate la cultura del centro storico, così come ci è pervenuto attraverso i secoli, e le stratificazioni architettoniche riconoscibili nella CITTA’: romana, medioevale, rinascimentale, barocca, moderna, contemporanea. La seconda è invece denominata “Il paesaggio naturale, itinerari nel territorio”. Nei tre capitoli, in cui questa sezione è strutturata, vengono rappresentati la qualità naturale e paesaggistica e lo spirito che emana il CIRCONDARIO: collina, pianura, montagna. Tutti i capitoli sono introdotti da una illustrazione del contesto storico, economico, urbanistico e culturale in cui i sentieri di scoperta si avventurano, accompagnati da Focus di approfondimento tematico e corredati da note esplicative e bibliografiche. Il volume è in definitiva una raccolta di 22 itinerari tematici, più uno introduttivo, descritti lungo dieci capitoli che raccontano in tal modo la Splendidissima Spello. Un vero regalo per gli spellani ancora prima che per i tanti visitatori della città. La Redazione


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Premio Pro Spello Il custode del Sacro convento di Assisi ha donato alla città una lampada votiva di San Francesco “La sua luce illuminerà la città e il cammino di chi la governa”

I premiati con le autorità

Una luce che illumini la città e il cammino di chi la governa. E’ il prezioso messaggio che il custode del Sacro convento di Assisi Giuseppe Piemontese ha voluto trasmettere donando alla città la Lampada votiva di San Francesco, un importante simbolo di pace e di fraternità che rimarrà custodito nel palazzo comunale. La pregiata lampada è stata consegnata nello splendido scenario del Teatro Subasio al sindaco Sandro Vitali in occasione della cerimonia di consegna del premio Pro Spello, ideato dalla Pro Loco, che prevedeva l’assegnazione di riconoscimenti a personalità che hanno contribuito a diffondere il nome e l’immagine di Spello. Il premio è stato assegnato per l’impegno sociale e filantropico al professor Mario Angelini, per la cultura all’avvocato Franco Angelini (alla memoria) e per il lavoro ai fratelli Giorgio, Domenico e Graziella Pascucci della concessionaria automobilistica Citroen. Il Premio Pro Spello viene consegnato anche a personalità nazionali e internazionali, il cui operato riveste particolare valore e significato nei settori del-

la solidarietà umana, della cooperazione fra i popoli e della reciproca comunione fra le genti di diversa cultura, razza, religione ed etnia. Oltre che all’onorevole Maria Rita Lorenzetti, il premio è stato così assegnato anche a Padre Giuseppe Piemontese, custode del Sacro Convento di Assisi. “Questa lampada – spiega il sindaco Sandro Vitali – rappresenta non solo un importante simbolo di pace, ma fa sentire più vicine le comunità di Assisi e di Spello. La sua luce dovrà illuminare le scelte di noi governanti per fare il bene dei cittadini, ma farci anche da guida per tenere sempre saldo il legame tra le due città unite dal monte Subasio, luogo di meditazione di San Francesco ma anche del Beato Andrea Caccioli da Spello, suo primo seguace”. La lampada votiva di San Francesco rimarrà custodita nel cuore del Palazzo Comunale e sarà esposta in occasione delle cerimonie ufficiali più importanti. La Redazione

“Liberato” il libro “La fattoria degli animali” di Orwell

È stato “liberato” alla stazione ferroviaria di Spello il libro “La fattoria degli animali” di Orwell, il testo scelto per la prima iniziativa di “Libera il libro”, l’evento organizzato dall’InformaGiovani di Spello e gestito dalla Comunità La Tenda Cooperativa sociale e dal Comune di Spello, che si è svolto nella Biblioteca comunale Prampolini. “L’incontro è stato un importante punto di partenza per stimolare la lettura – ha spiegato l’assessore ai servizi sociali Enzo Fastellini – che ha avuto apprezzamenti anche su Facebook. “Libera il libro” sarà infatti ripetuto con scadenza perio-

dica, affinché possa coinvolgere tutti coloro che amano leggere, ma anche creare momenti di socialità, attraverso la lettura, l’analisi, la discussione e la relazione dell’opera letteraria che ogni volta sarà presa in esame”. Questa iniziativa è inoltre molto importante perché porta alla riscoperta e alla riappropriazione di quei luoghi, come la biblioteca comunale, che spesso rimangono fuori dai circuiti culturali cittadini. Ufficio stampa Comune di Spello

L’angolo del pensionato

(a cura di Alvaro Bucci per FNP/CISL)

Generazione anziana. Idee per un approccio al futuro Il Consiglio generale della Federazione pensionati della Cisl, riunitosi a Riccione nel mese di dicembre scorso, ha concluso i suoi lavori approvando all’unanimità un documento di cui appare opportuno far conoscere la parte centrale. “Il Consiglio generale – recita il documento – a seguito di ampio e approfondito dibattito, rileva come ancora una volta, nonostante le tante iniziative di confronto e mobilitazione intraprese nei mesi scorsi dalla Fnp e dalla Cisl per la tutela dei pensionati e dei lavoratori, il Governo, nell’ambito della Legge di Stabilità di prossima approvazione, non abbia dato alcuna risposta sostanziale alle rivendicazioni, in particolare a quelle legate alla riforma del fisco e alla legge sulla non autosufficienza e, più in generale, a quelle correlate alle risorse per la valorizzazione della famiglia e per realizzazione di un welfare equo e solidale; compreso il necessario finanziamento del 5 per mille, base fondamentale dei progetti del volontariato e dell’Anteas (1) Il Consiglio generale Fnp ritiene che tali mancate risposte da parte del Governo e delle forze politiche ai problemi reali dei

Ticket specialistica Il Senato ha approvato definitivamente la nuova Legge di Stabilità 2011. Per quanto riguarda le misure per la sanità, tra le novità più salienti è la copertura degli oneri per la mancata introduzione del ticket di 10 euro sulle visite specialistiche e le prestazioni diagnostiche. Tuttavia, sono garantiti solamente 347,5 milioni di euro sufficienti a coprire solo i primi cinque mesi del 2011. La cifra necessaria è infatti di 834 milioni di euro annui. Se non interverranno ulteriori provvedimenti di copertura, a partire dal 1 giugno 2011, le Regioni dovranno far fronte con fondi propri alla differenza, ripri-

stinando il ticket o varando altre misure. Il ticket, di cui parliamo, fu introdotto per la prima volta con la finanziaria 2007. Fin da subito la misura sollevò fortissime proteste. E così, a pochi mesi dalla sua introduzione, lo stesso Governo assicurò con fondi statali la copertura dei mancati introiti che sarebbero dovuti pervenire alle Regioni da quel ticket. Da allora si andò avanti così, con coperture stabilite anno per anno per un totale di 834 milioni annui, ma senza mai cancellare la norma che introduce questi nuovi ticket.

Tessera sanitaria individuale per gli animali da compagnia Uno dei problemi più gravi che affliggono gli anziani è la solitudine. La vita di relazione, la permanenza in famiglia, nel proprio domicilio, l’impegno civile, politico e sindacale sono il miglior antidoto contro l’emarginazione sociale. Per facilitare sia sul piano fisico che psichico una vita migliore, i geriatri consigliano il prendersi cura di qualche animale. Nel mese di dicembre scorso il Ministero della Salute ha patrocinato un’ iniziativa che riguarda la salute dei nostri amici animali che vivono spesso con noi in casa e che ci fanno compagnia. Si tratta della diffusione di una tessera sanitaria a loro dedicata. Proprio per agevolare il rapporto tra veterinario-proprietario-paziente, si è pensato di

realizzare una banca dati sanitaria digitale contenente tutte le informazioni private di ogni singolo animale in cura allo scopo di fornire al medico veterinario un valido supporto nella gestione dei servizi erogati. Ricordiamo che comunque l’iniziativa, pur se con il patrocinio del Ministero, è privata e che, per usufruire di questo servizio, gli interessati dovranno pagare una quota pari a 28 euro l’anno. Per ottenere la tessera, occorrerà registrarsi sul sito www.amicopets. it dove sarà possibile creare un proprio account e ordinare la tessera. Per ulteriori informazioni gli interessati potranno rivolgersi presso la sede della FNP-CISL di Foligno.

Trasferimento all’INPS funzioni ex IPOST A seguito della soppressione dell’IPOST ad opera della L. 122/2010, le relative funzioni sono state trasferite all’INPS. Le domande di pensione dovranno, quindi, essere presentate alle strutture periferiche dell’INPS che provvederanno ad inoltrarle

ATTREZZATURE A

alla Direzione Generale al Servizio Gestione previdenziale ex IPOST – Ufficio “Prima Concessione”. In tal senso la Direzione Generale dell’INPS ha provveduto a dare istruzioni alle proprie sedi dislocate sul territorio.

Medico Responsabile

NOLEGGIO N O LE

Dott. Angelo Bensi

Centro Massofisioterapico di F. Brugnami

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lavoratori e dei pensionati possano determinare un’ ulteriore divisione sociale. Tale situazione aggraverebbe lo stato di crisi del Paese rendendolo ancor più debole di fronte alle sfide socio-economiche che , come accade in tutta Europa, a causa degli effetti di una crisi generale finanziaria e sociale, stanno determinando situazioni di grande disagio. Il Consiglio generale, pertanto, riaffermando con convinzione le linee rivendicative della Fnp, dà mandato alla Segreteria e al Comitato Esecutivo Nazionale, in base ai risultati finali provenienti dal Parlamento sulla Legge di Stabilità (Legge Finanziaria), di riflettere e definire le future strategie di confronto e, se necessario, iniziative di protesta e mobilitazione, possibilmente unitarie, ricercando soluzioni che coinvolgano la base associativa, a partire dal livello locale, e possano determinare una fortissima sensibilizzazione, non solo delle forze politiche, ma anche e, soprattutto, dell’opinione pubblica e dei media”. (1) Rifinanziato in sede di approvazione definitiva della legge.

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Gli Stuzzichini di Giuliano Sozi

I geni che copiano se stessi Dice Massimo Boccucci (“Messaggero”, 10 agosto 2010): “Gubbio – Piazza San Giovanni come Piazza Ciullo ad Alcamo. La filosofia è la stessa, lo stile praticamente in fotocopia, sebbene i contesti geografici e culturali siano agli antipodi. [...] Il comune denominatore sull’asse Umbria-Sicilia è l’architetto Gae Aulenti [...].” Insomma, la ristrutturazione di una piazza è stata realizzata plagiando quella di un’altra piazza distante molte centinaia di chilometri. Il bello è che l’autrice del plagio è la stessa artista plagiata! Stupefacente? Non tanto. Molti grandi artisti si sono “divertiti” a copiare se stessi. De Chirico, per esempio, è molto noto per questa “divertente” ma anche estremamente redditizia attività... Una scrittrice americana patriota “italiana” Una targa, a Roma, ricorda Margaret Fuller, scrittrice americana “attiva sostenitrice degli ideali mazziniani”, che partecipò concretamente ed entusiasticamente alla drammatica esperienza della Repubblica Romana del 1849 (ne parla Elena Stancanelli nella “Repubblica” del 7 novembre 2010). “Roma cadrà, alla fine di giugno, dopo un lungo assedio. Margaret e il marito si imbarcarono a Livorno sull’Elizabeth, una nave mercantile che li avrebbe riportati in America. Lei ha con sé il manoscritto di un saggio al quale lavora

Pagina 5 da molto tempo e che spera di riuscire a pubblicare negli Stati Uniti. Ma quando sono già in vista di New York, a Fire Island, la nave si incaglia, va in pezzi, e affonda. Margaret Fuller, Giovanni Ossoli e il figlio Angelino scompaiono tra le onde e non saranno mai più ritrovati. Il gesuita che scoprì la Cina Padre Matteo Ricci (Macerata 1552 – Pechino 1610) dedicò la sua vita alla creazione del dialogo tra Oriente e Occidente. Ne parla Renata Pisu (“Repubblica, 31 ottobre 2010). L’imperatore della Cina gli permise addirittura di fondare una chiesa a spese dello Stato cinese. Riuscì a convertire 500 cinesi, tra cui alcuni parenti dell’imperatore. Aprì una porta, più che alla fede cristiana, al dialogo tra le due culture. Riconobbe nella Cina un mondo diverso e vi si accostò con rispetto e stima. Non tentò mai di cancellare gli insegnamenti di Confucio. Ma il papa di quel tempo proibì ai cinesi convertiti qualsiasi cerimonia in onore di Confucio, senza considerare che tali cerimonie avevano un carattere civile. Solo recentemente, nel secolo XX, si riconobbe che non c’era contraddizione, trattandosi di cerimonie non religiose ma civili. La vita di Alessandro Mussolini Rita Sala, recensendo sul “Messaggero” (25 ottobre 2010) un libro di Vittorio Emiliani sul padre del Duce (“Il fabbro di Predappio”), dice tra l’altro: “...primo della famiglia a lasciare il lavoro dei campi per esercitare il mestiere di fabbro, a Predappio, “Sandrein”, anarchico rivoluzionario confluito nel socialismo, fu anche assessore e poi, a lungo, consigliere comunale. [...] Sostenne con orgoglio e coraggio l’impegno politico, il lavoro, la famiglia, coltivando valori fondamentali quali l’inviolabilità della vita umana, l’amicizia, il rigore morale e sociale. [...] C’è il profumo del romagnolo che non ha mai abdicato alle proprie appartenenze: uno capace di amare il profumo dei tigli in fiore, l’odore del pane appena fatto, le dolci colline che salgono a Bertinoro, gli echi dell’inno dei lavoratori cui

il fabbro di Predappio e i suoi compagni affidavano un’intatta speranza di futuro: “sulla libera bandiera / splende il sol dell’avvenir” [...]”. E, purtroppo, le “qualità contrapposte che caratterizzeranno Benito, quel voltagabbana del figlio, dicevano i compaesani, delusi dalla deriva nazionalista e autoritaria dell’ex direttore dell’Avanti.” La morte di Saramago A Lanzarote (Canarie), dove viveva ormai da molti anni, è morto, nel giugno 2010, a 87 anni, Josè Saramago. La notizia, pur non essendo dell’ultim’ora, merita un commento (finora assente nella nostra “Squilla”) per la statura eccezionale dello scrittore portoghese, unico Premio Nobel della sua lingua e massimo protagonista della narrativa mondiale insieme a Garcìa Màrquez. Giustamente l’argomento è stato evidenziato dalla nostra stampa. Io mi accontento delle testimonianze di tre grandi quotidiani: “Il Messaggero” (Renato Minore, 19 giugno, e Leonardo Jattarelli, 20 giugno), “La Stampa” (Mario Baudino, 19 giugno) e “La Repubblica” ( Marco Ansaldo, 20 giugno). “Penso che la società di oggi” scrisse Saramago nel suo blog poche ore prima di morire “abbia bisogno di filosofia. Ci manca riflessione, abbiamo bisogno del lavoro di pensare, e mi sembra che, senza idee, non andremo da nessuna parte.” Il grande scrittore riusciva ad essere epico e beffardo, illuminista e intessuto di sogni e fantasie. Due dei suoi più grandi romanzi, “Cecità” (secondo me il capolavoro) e “Tanti nomi” sono metafore fulminanti, dense e compatte, specchio di una realtà umana alienata, frustrata, confusa, malvagia, e costruiscono l’immagine di un universo di carceri, di aguzzini, di prigionieri. Non aveva timori reverenziali, Saramago. Nel recente “Quaderno”, per esempio, ci sono giudizi assai sprezzanti sul nostro premier (tanto è vero che l’editrice Einaudi, “coraggiosamente”, si rifiutò di pubblicarlo per evitare grane con il Padrone; e il libro uscì tranquillamente presso Bollati Boringhieri). Egli vedeva i governi come emissari del potere economico; considerava sostanzialmente la democra-

zia come una finzione, il mondo come una macchina di sopraffazione. Era attaccatissimo alle proprie origini contadine: “Quello che vediamo degli alberi è soltanto una parte, che non sarebbe nulla senza le radici. Le mie radici si chiamano Josefa e Jerònimo, Josè e Piedade [i nonni, i genitori], ma ce ne sono altre che sono luoghi, con olivi, salici, pioppi e frassini, maialini che dormono nel letto con i miei nonni per aiutarli a non morire di freddo. Di tutto questo io sono fatto...” --- Eppure, di questo grande, generoso uomo c’è chi ha sparlato a cadavere ancora caldo, incurante della sempre ostentata pietà e carità cristiana nel solenne momento della morte. Chi lo ha fatto? Lo hanno fatto l’Osservatore Romano e Avvenire. Uno dice: “Con i suoi romanzi ha condotto una personale e blasfema campagna contro la tradizione cristiana e cattolica”. L’altro rincara la dose: “Saramago è stato un uomo e un intellettuale di nessuna ammissione metafisica, fino all’ultimo inchiodato in una sua pervicace fiducia nel materialismo [...]. Lui, che si era fatto carico del perché del male nel mondo, avrebbe dovuto investire del problema tutte le storte strutture umane, invece di incolpare, fin troppo comodamente, un Dio in cui non aveva mai creduto per via della sua onnipotenza...”. Naturalmente il giornalista arrabbiato ha scritto ciò senza aver capito nulla del grande scrittore, che aveva già dimostrato chiaramente che il male della storia deriva dall’uomo e solo dall’uomo, e il suo teatrale atto di accusa a Dio non era altro che un iperbolico, polemico rovesciamento di prospettiva per una realtà ritenuta materiale, e soltanto materiale. Questa è la prova che gli autori di simili attacchi fanaticamente polemici dimostrano soltanto di non aver mai letto nemmeno una riga dell’autore di cui parlano con tanta boria professorale. Del resto lo stesso Saramago, se non se ne fosse appena andato da questo mondo, avrebbe risposto con parole precedentemente usate: “Il Vaticano non deve pronunciarsi sui meriti letterari di chicchessia. Io non appartengo alla Chiesa, non sono credente, il mio lavoro è il mio lavoro.”

Santa Luciola: Li mejo de la Festa de la Bruschetta Il grande lavoro di squadra è stato determinante per la vittoria Il 5 Dicembre a Spello è stata organizzata la consueta “Festa della Bruschetta”. Come da due anni a questa parte, la Parrocchia di S. Luciola si è presentata alla manifestazione con tre carri: “L’ulja matura” “Santa Luciola” e “lu carru de li fiarelli”. La preparazione dei carri è stata molto faticosa; ognuno di noi ha sacrificato un po’ del suo tempo, ma la soddisfazione di vedere i carri finiti ci ha ripagati di tutto. I componenti dei tre carri, se ben concorrenti in sfilata, si sono aiutati tra di loro fornendo idee originali. Il giorno della festa ci siamo divertiti veramente tanto, a cominciare dalla mattina quando, a Vallegloria, abbiamo messo in scena una fedele rappresentazione della benfinita. È stato veramente di grande soddisfazione vedere lo stupore negli occhi di turisti e paesani che, guardandoci ballare il saltarello, cantare canti popolari, giocare a carte e a morra, si sono fermati a scattarci foto e ad applaudire. Naturalmente non ci siamo fatti mancare nulla … c’era anche chi

preparava tagliatelle fatte in casa, per non parlare poi di quando è arrivato il caposcala in sella alla bicicletta per cominciare la tanto attesa benfinita … Alla partenza della sfilata, eravamo molto motivati, abbiamo continuato a ballare e cantare per tutto il tempo senza sentire il freddo e la stanchezza, abbiamo coinvolto anche i passanti nel nostro divertimento facendolo diventare anche il loro. Arrivati in piazza, a sfilata finita, ci siamo leggermente calmati, ma solo finché non siamo saliti sul palco per l’esibizione finale. Il carro di “S. Luciola” è salito per primo, ballando una splendida coreografia di saltarello; secondo è stato il carro de “Li fiarelli” e ultimo quello delle “Ulje mature” che hanno intonato canti popolari. Non potete immaginare l’entusiasmo che abbiamo provato, quando la giuria ha elencato i carri che si erano classificati; di tre carri, due si erano classificati tra i primi tre. Eravamo felicissimi quando hanno comunicato che al terzo posto si era posizio-

Il carro vincitore

nato il carro de “L’Ulja matura”, ma immensa la gioia è stata per noi, quando hanno annunciato che il secondo classificato era il carro di Acquatino … era rimasto solo il nostro carro, era rimasto solo il primo classificato… siamo saliti sul palco tutti insieme a ritirare il premio, soddisfatti e con gli occhi pieni di lacrime, il nostro primo …. primo premio! Sono queste

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le vere soddisfazioni! Per preparare la festa ci è voluto veramente tanto tempo, tante prove di canto e di ballo, tante riunioni, tante emozioni vere. Noi giovani, con l’appoggio dei meno giovani e l’allegria dei bambini, ci siamo meritati questa gioia, perché abbiamo collaborato tutti insieme, senza distinzione di età, senza problemi; le riunioni si tenevano in parrocchia, non importa dove ci si trova, l’importante è trovarsi. Ringraziamo tutti quelli che hanno messo a disposizione gran parte del proprio tempo, che ci hanno incoraggiati, che ci hanno ospitati sia per la preparazione dei carri che per le varie prove, tutti i suonatori; grazie a chi ha avuto pazienza per la coreografia del ballo, a tutti coloro che, anche se non della parrocchia, si sono uniti a noi e chi ci ha dato tutte quelle fantastiche idee che si sono poi rivelate le vincenti. Jessicca Cantoni e il gruppo di S.Luciola


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Palazzo Farnese: in mostra l’ambasciata di Francia

Il trial italiano incorona due spellani Alex Turrioni e David Tomassini campioni italiani di trial

Dal 17 dicembre al 27 aprile una mostra che fa rivivere cinque secoli di storia di questa meravigliosa dimora

È stata inaugurata a Roma, il 17 dicembre scorso, e resterà aperta fino al 27 aprile prossimo la grande mostra intitolata ”Palazzo Farnese. Dalle collezioni rinascimentali all’Ambasciata di Francia”. L’esposizione, curata da Francesco Buranelli, segretario della Ponteficia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, nasce dalla volontà dell’ambasciatore di Francia in Italia, Jean Marc de La Sabliere che, in collaborazione con il Ministero italiano per i Beni e le Attività Culturali, ha voluto riportare nel prestigioso Palazzo più di 150 opere tra dipinti, statue, arazzi e monete che faranno rivivere i cinque secoli di storia della sontuosa dimora. Questa, voluta da Alessandro Farnese quando è ancora Cardinale, è iniziata da Antonio da Sangallo il Giovane ma, dopo l’interruzione per l’ascesa al soglio pontificio del prelato con il nome di Paolo III° ed in seguito alla scomparsa dell’architetto, i lavori riprendono negli anni quaranta del Cinquecento affidati a Michelangelo. Il Buonarroti, per evidenziare il prestigio ed il potere della nobile casata, apporta delle modifiche all’originario progetto del monumentale palazzo, aumentando l’altezza del secondo piano, inserendo al centro del piano nobile uno stemma colossale e coronando l’edificio con un massiccio cornicione, dando così alla facciata una forte connotazione plastica. All’interno dell’edificio i Farnese raccolgono opere di inestimabile valore, come le statue archeologiche che componevano il “Museum Farnesianum”. In occasione della mostra, si ricomporranno le storiche Sale degli Imperatori e dei Filosofi, i famosi “Daci prigionieri” riprenderanno il loro posto ai lati dell’accesso al grande salone, accanto alla celebre statua in porfido di Apollo. Con le nuove tecnologie il cortile sarà ripopolato virtualmente dalle imponenti

sagome dell’Ercole e del Toro Farnese. Fra gli arredi, che fanno ritorno nella loro antica dimora, meritano una menzione lo “Studiolo” ora nel museo di Ecouen, prezioso mobile rinascimentale appositamente realizzato da maestranze romane per conservare la collezione di monete e gli splendidi arazzi provenienti dal castello di Chambord nella Valle della Loira. La ricchissima quadreria, grazie ai prestiti del Museo di Capodimonte di Napoli e delle Pinacoteche Nazionali di Parma e Bologna, sarà riallestita nella Galleria nord – est del Palazzo. Si potranno così ammirare il “Ritratto di Paolo III°” di Tiziano, dipinti di Sebastiano del Piombo, di El Greco e “Cristo e la Cananea” che il bolognese Annibale Carracci dipinge per la Cappella privata del Cardinale Odoardo Farnese. Questi commissiona al pittore emiliano la decorazione della Galleria e del Camerino. Annibale progetta un’architettura simulata in pittura, ornata di erme e cariatidi, dove le scene mitologiche sono incorniciate quasi fossero quadri da cavalletto trasferiti sul soffitto. Il pittore ha studiato Raffaello, Michelangelo e la ricca collezione di antichità dei suoi committenti ed ha seguito le

Attenti a quei due. Sono i nuovi mostri del trial italiano, due promesse di uno sport che coniuga la passione per i motori con l’amore per la natura. Forse non a caso è Spello la patria dei due vincitori del trofeo centro-sud di trial che si è concluso domenica 3 ottobre a Castiglion Fiorentino, ultima gara di una stagione lunga e impegnativa che ha portato i due giovani piloti a trionfare in giro per l’Italia. Alex, 21 anni, è ormai un nome noto. L’anno scorso, nell’ambito di una solenne cerimonia al teatro Subasio, ha ricevuto il premio

Mattina di Natale indicazioni del dotto umanista Fulvio Orsini, bibliotecario dei Farnese. Queste scene mitologiche, vero tripudio di forme e colori, permetteranno al novello Annibale di conquistare a Roma il favore dei contemporanei che lo acclamano come Raffaello redivivo, ma in seguito sarà un altro padano, di una decina di anni più giovane ad oscurarne la fama, il tenebroso Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Visitare la mostra farà rivivere le storie incrociate di cardinali e papi, di principi e re che, nell’arco di cinque secoli, tra politica ed arte, si sono incontrati in questo palazzo che da 135 anni è stato sede dell’Ambasciata di Francia e dell’Ecole Francaise de Rome. Il nostro Don Diego non vuole perdere questa opportunità unica e pensa di organizzare una gita a Roma: gli interessati per informazioni si rivolgano alla parrocchia di Santa Maria Maggiore. Angela Nocchi

Rimedi naturali per la nostra salute (a cura di Adriana Mengarelli)

L’ arancia Le arance sono apprezzate per la ricchezza di vitamina C, esse contengono anche discrete quantità di vitamina A e PP. L’ insieme di queste tre vitamine è benefico per la protezione dei vasi sanguigni. Hanno effetto depurativo e fluidificante del sangue e contribuiscono positivamente ai processi di mineralizzazione ossea. Bevendo il succo di arancia, piuttosto che mangiando il frutto intero, si perdono le fibre vegetali, un elemento importante per la nostra salute. Se ci sono problemi di intolleranza, è consigliabile usare il pompelmo, con caratteristiche simili ma più digeribile.

Piacevoli emozioni che la mattina di Natale ognuno di noi torna a vivere Ancora col sapore del latte sulla bocca, coi capelli spettinati e con odor di sonno c’è qualcuno che si alza con gran fervore dal letto come non mai. Sono i bambini la mattina di Natale. Ebbene, noi li curiamo, li amiamo, ma di loro non parliamo mai abbastanza. Al di là dei vetri quest’anno c’è pioggia, un Natale bagnato, anzi bagnatissimo fin dalla notte Santa. Per loro no, è primavera, sole e fiori sono ovunque. Li vedi alzarsi con gli occhi lucidi, senza capricci, ma alla ricerca dei regali di Babbo Natale. C’è un grande albero in cucina, ci sono tutte le lucine accese; anche la mamma ha acceso il fuoco: tutto brilla come i loro occhi. E poi un grido, le manine che battono festose: ecco i regali, ce ne sono di tutti i tipi, ma bisogna aprirli, scartarli. Un compito tutto loro che comincia subito. Unghiette che sfregano, stridono sul nastro adesivo, sui fiocchi, che affondano sulle carte luccicanti. Tutto questo senza voler aiuto da nessuno… “ah.. è troppo divertente, anzi divertentissimo” … parole loro. Non c’è delusione, dopo la grande attesa ci sono gioia e soddisfazione: gli occhi non sanno più cosa guardare: macchinine, robot, lavagne, colori, quaderni da riempire; c’è da passare un bell’inverno, non sarà poi così freddo senza sole. Questi sono i nostri bambini, anzi i nostri nipotini. Ma va a finire che si litiga per un giocattolo che piace a tutti e due; si cerca di sfuggire all’altro per poter giocare in santa pace. È un vero spasso per noi adulti, una sensazione piacevolissima ed io non la cambierei nemmeno con il pranzo di Natale. Poi obbligatoriamente ti viene un pensiero lontano: noi, noi tanti anni fa, le stesse emozioni, gli stessi batticuori, ma per molto

Pro Spello proprio per il suo impegno nello sport. Trialista sin da piccolissimo, colleziona un successo dietro l’altro. “Ogni volta è una grande soddisfazione – dice lui senza falsa modestia – ringrazio tutto il mio team ed i miei sponsor, in particolare Paolo ed Emanuele Menichini che con la loro azienda (Il Tartufo di Paolo) mi hanno supportato per l’intera stagione”. Pensate che Alex sia uno di quelli che a lavoro finito si goda il meritato riposo? Macché, già pensa all’anno che verrà. “La prossima stagione sarà durissima – spiega – ma io mi impegnerò al massimo come sempre”. È al settimo cielo anche David, 25 anni: “è la prima volta che conquisto un titolo italiano - racconta – e sono riuscito ad abbinarci il campionato regionale umbro. Ringrazio tutti i ragazzi che mi hanno aiutato durante la stagione, per il prossimo anno il mio obiettivo è di ripetere questi fantastici risultati”. La premiazione ufficiale è prevista per il prossimo gennaio a Roma nell’ambito di una grande cerimonia nel corso della quale la Federazione Motociclistica Italiana premia tutti i suoi campioni. Spello, nell’occasione, giocherà un ruolo da protagonista. Maurizio Angelini

molto meno. E così ti ricordi quando la mattina di Natale la mamma (che ti aveva permesso di dormire nel lettone, solo per quella sera) ti veniva vicino, si sedeva sul letto con te. Non guardavi oltre quel cestino che lei stessa aveva sapientemente intrecciato dove c’erano arance grosse e dorate, piccoli bamboccetti di zucchero, pinoccate e, se eri fortunata, anche una bambola di pezza. Diverso era il Natale, ma sereno, noi non ci aspettavamo di più, quel poco ci bastava; sapevamo già che era il massimo. Allora ti chiedi se sarai capace d’infondere anche tu gli stessi valori e di far capire che ci sono bimbi meno fortunati uguali a loro con gli stessi diritti, le stesse voglie ma, che conoscono solo la parola rinuncia. Alba Romani


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San Francesco di Sales Nel calendario dei santi la ricorrenza viene celebrata il 24 gennaio Francesco nacque nel 1567 nel castello paterno di Sales in Savoia e fu istruito nell’equitazione e nella scherma. Nel 1582 studiò all’Università d Parigi. Qui, per mesi, fu vittima di una subdola tentazione: era convinto di dover finire dannato perché a quei tempi gli influssi calvinistici, con la dottrina della predestinazione, si facevano sentire. Finalmente si liberò da questa idea mentre, in chiesa, recitava alla Vergine la preghiera di San Bernardo “Memorare, piissima Virgo”. Proseguì gli studi giuridici a Padova dove si laureò; sempre a Padova dovette resistere alle lusinghe della vita goliardica, grazie anche al libro di Lorenzo Scupoli, “Il combattimento spirituale”. Dopo aver pellegrinato a Loreto e a Roma, entrò come avvocato nel senato

di Chambery, in questo luogo Francesco ricevette un segno interpretato come provvidenziale: venne nominato a sua insaputa prevosto del capitolo della cattedrale di Ginevra, la cui sede si trovava ad Annecy insieme al Vescovo, poiché Ginevra era in mano ai calvinisti. Francesco decise di farsi sacerdote, ma dovette contrastare la violenta reazione del padre; nel 1593 cominciò a confessare, a predicare e a visitare gli infermi. La sua oratoria era semplice, ma fondata sulle Scritture: per lui un prete doveva avere una grande cultura sacra. Nel 1594 il Vescovo lo inviò a Thonon, nella regione di Chablais, occupata dai protestanti, dove i preti erano stati cacciati, le chiese distrutte e i monasteri chiusi. Per mesi al giovane sacerdote non mancarono ostilità ed attentati. Allora Francesco cominciò a far circolare volantini in cui si esponeva il cattolicesimo e si confutavano gli errori protestanti. Malgrado i tentativi calvinisti di ucciderlo, Francesco riuscì nel suo intento e così, poco alla volta, il culto cattolico riprese. Dopo pochi anni il duca

Carlo Emanuele di Savoia fu informato che almeno 25000 persone erano tornate al cattolicesimo. Il santo venne incaricato di svolgere missioni presso il papa Clemente VIII ed il re di Francia, Enrico IV, nel 1602 fu ordinato vescovo di Ginevra. Con questo incarico cominciarono per lui gli estenuanti giri pastorali nelle centinaia di parrocchie di montagna; creò scuole di catechismo e curò l’istruzione religiosa dei fanciulli. Il Santo fondò anche un’accademia che ispirò poi al Richelieu la celebre Accademia di Francia. Pellegrinò a Milano alla tomba di San Carlo Borromeo, indi seguì i Savoia alla corte del re Francia ad Avignone. Morì nel 1662 a Lione colpito da apoplessia. Nel calendario dei santi viene festeggiato il 24 gennaio. Francesco di Sales è stato dichiarato protettore della stampa e dei giornalisti, scrisse moltissimo, la sua opera più celebre, “l’Introduzione alla vita devota”, sottolinea l’importanza delle mortificazioni interiori. Giuliana Chiucchi

Salute e Benessere

L’Angolo della cucina

(a cura di Mariarita Crisanti)

Torta alla frutta secca Ingredienti: 3 uova, 200 gr di burro, 200gr di zucchero, 200 gr di farina, 200 gr di frutta secca assortita (noci, mandorle, pinoli, nocciole) Esecuzione: battere bene le uova con lo zucchero, unire il burro sciolto a bagno maria, unire la farina e la frutta secca spezzettata, adagiare nella teglia foderata con carta forno e cuocere per 30 minuti a 180°. Spolverare con lo zucchero a velo e servire. Adriana Mengarelli

Fettucine al salmone ed arancia della Pasta Julia Ingredienti per 4 persone: 500 gr di Fettuccine Caserecce Pasta Julia, 100 gr. di salmone affumicato, 100 gr. di panna fresca, una arancia, olio extra vergine d’oliva, uno spicchio d’aglio e un ciuffetto di erba cipollina fresca, peperoncino, vino bianco e prezzemolo fresco. Procedimento: in un tegame preparare un fondo con due cucchiai di olio, lo spicchio d’aglio in camicia, l’erba cipollina triturata e del peperoncino, far soffriggere a fuoco basso, quindi togliere l’aglio e aggiungere il salmone a pezzetti, bagnare con del vino bianco e far evaporare bene, togliere dal fuoco ed aggiungere la panna. Cuocere le fettuccine in abbondante acqua salata, scolarle e saltarle in padella con la salsa, servire cospargendo i piatti con la polpa dell’arancia tagliata a cubetti e del prezzemolo fresco.

Sui propri piedi poggia tutto il nostro benessere, a loro è affidato il compito di camminare, correre, stare in equilibrio Molti di noi non si preoccupano affatto della loro salute, anzi, quasi non si accorgono di averli finché, tutto a un tratto, questi non cominciano a dolere e a dare problemi. Una percentuale altissima di persone lamenta dolore ai piedi talvolta al punto da avere limitazioni nei movimenti. Tra calli, funghi, alluce valgo, dita a martello, verruche, unghie incarnite e infezioni varie ... i dolori ai piedi, purtroppo, sono un problema più che ricorrente, maggiormente sentito dalle popolazioni “civilizzate” e sentito molto meno tra i “primitivi” che camminano a piedi scalzi. Infatti le calzature, che sono nate per proteggere il piede, spesso più attente all’estetica che al benessere dei piedi, si trasformano in strumenti di tortura e diventano tra le maggiori responsabili di gran parte di questo tipo di problemi, magari inizialmente modesti, che col tempo, trascurati, possono aggravarsi. Il piede sopporta tutto il peso del corpo e su di lui gravano quasi tutti gli sforzi della giornata, in particolare in quelle persone che si sottopongono a lunghi periodi in posizione eretta o in attività fisiche particolarmente faticose. A danneggiare la salute dei piedi concorrono anche fattori come lo stile di vita sedentario, il sovrappeso, l’obesità, il diabete e i problemi circolatori. Il peso eccessivo può causare problemi come fascite plantare, tallonite, dito a martello e calli, mentre i problemi circolatori e lo scarso afflusso di sangue ai vasi sanguigni periferici, legati al diabete, sono alla base del tipico piede diabetico. Come curare i dolori ai piedi? Anzitutto iniziando a dedicare a questa parte del corpo le dovute attenzioni. Curare la loro igiene tutte le sere, magari dedicando qualche minuto a massaggiarli con una crema idratante apposita. Rimuovere la pelle morta con regolarità, non tagliare le unghie troppo corte o in obliquo, evitare di eliminare calli e duroni con tecniche approssimate. Gli esperti raccomandano di indossare scarpe comode in ogni occasione. Evitare

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l’Arte di Vivere Conoscenza e Sapienza Non è forse la sapienza che chiama? A voi uomini, io mi rivolgo. L’inizio della sapienza è il timore del Signore. Felice l’uomo che mi ascolta; sì, chi trova me, trova la vita e ottiene il favore del Signore. Per mezzo mio si moltiplicheranno i tuoi giorni, aumenteranno i giorni della tua vita! Proverbi di Re Salomone Per il Natale ho ricevuto molti regali, ma il più bel regalo me lo sono fatto da solo: ho rinnovato la Bibbia, una edizione della San Paolo pratica, economica e piacevole. È un dovere per il cristiano conoscere la Bibbia perché, come afferma S. Gregorio Magno, essa costituisce la lettera che Dio ha inviato a tutte le creature. Dal libro sacro ho desunto i Proverbi del sapiente Re Salomone: “Chi trova me, trova la vita e ottiene il favore del Signore!” Primo dovere è conoscere la Bibbia e poi imparare a gustarla. La sapienza, dono dello Spirito Santo, non consiste nel sapere, ma deriva dal latino sàpere, provare gusto, quindi gustare. Con l’inizio del nuovo anno prendiamoci l’impegno a tenere la Bibbia sul comodino, come faceva il grande De Gasperi, leggendo brevemente un passo, a caso, ogni sera e non importa se, come lui sosteneva, si impolvera; servirà a togliere la polvere dalla nostra anima! Giuseppe Del Dottore

scarpe troppo strette, poco traspiranti, con tacchi eccessivamente bassi o alti che stringono eccessivamente il piede, determinandone un posizionamento non naturale che può aggravare callosità, alluce valgo, ecc. La scarpa deve adattarsi al piede e consentirgli movimento e stabilità: la pianta deve essere ampia e flessibile, i materiali della scarpa è bene che siano di buona qualità e garantiscano un buon passaggio d’aria. Le donne sono afflitte più degli uomini da questi problemi perché indossano abitualmente scarpe più strette in punta e perché portano i tacchi alti che, tra le altre cose, compromettono anche la stabilità del bacino. Avere dei piedi in buona salute fa stare meglio tutta la persona. In caso di problemi seri, affidatevi ad un professionista e magari provate a parlarne con vostro il medico di famiglia che, dopo aver valutato il caso, sarà in grado di dare un utile consiglio così che i dolori ai piedi saranno presto solo un lontano ricordo.


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per ricordare ✿ ✿ ✿ ✿ ✿ ✿ ✿

Maria Santissima, Madre di Dio

Lo sport

Aristea Cerqueglini ved. Gasparrini

Un 2010 nero per la Julia Spello

Aristea ha lasciato il cammino terreno per raggiungere la dimora celeste. Aristea è stata donna amante della famiglia e del lavoro. Ha vissuto gli ultimi anni nella grande sofferenza ma con tanta fede. Il Signore conceda ad Aristea la gloria del Paradiso. Giuseppe Del Dottore

Una serie di vicissitudini compromette il futuro di una società sportiva che ha fatto la storia spellana

Il logo “Spello” deve essere protetto. Così ha deciso l’ultimo consiglio comunale approvando il “Regolamento per la tutela dei segni distintivi e dei diritti di autore dei beni del Comune” con l’obiettivo di regolamentare l’utilizzo del nome e di tutte le forme semantiche che impieghino il termine “Spello” o vi facciano riferimento. “Il voto all’unanimità è un chiaro riconoscimento all’importanza strategica del tema – afferma Antonio Luna, vice sindaco con delega allo Sviluppo economico – Ho voluto segnalare alla città questa esigenza per governare l’utilizzo dell’immagine di Spello secondo criteri di salvaguardia e valorizzazione”. La Giunta municipale potrà concedere la licenza all’utilizzo del nome, dei toponimi, di marchi o immagini, dei diritti di proprietà intellettuale per ambiti definiti, a chiunque ne faccia richiesta, previa acquisizione del parere obbligatorio non vincolante di apposita Commissione. Per attività o iniziative senza scopo di lucro la giunta municipale, potrà concedere le licenze a titolo gratuito, senza acquisizione di alcun parere. Alle medesime condizioni potrà essere concessa l’autorizzazione alla realizzazione di riprese fotografiche, televisive e cinematografiche finalizzate, in modo diretto o indiretto, alla promozione culturale e turistica della città e del suo territorio.

Carissimi lettori, è appena iniziato un nuovo anno, come sarà? Che cosa ci riserverà? La risposta la conosce solo Dio, a noi spetta il compito di non restare passivi, ma di operare per costruire un futuro di amore, di pace, di convivenza leale e dedizione al servizio degli altri; infatti non a caso la Chiesa, il primo giorno dell’anno civile, nella ricorrenza della Solennità di “ Maria Santissima Madre di Dio”, celebra la “ Giornata Mondiale della Pace”, come ormai dal lontano 1968, allor quando Papa Paolo VI volle che in questo giorno si pregasse, in modo del tutto particolare, per chiedere al Signore il dono della Pace. Abbiamo veramente bisogno di affidare il mondo intero e tutti noi alla Mamma Celeste, dobbiamo imitare il suo atteggiamento di amore, di silenzio e di obbedienza per seminare e costruire, giorno per giorno, una vera fraternità, segno evidente della presenza della pace. La solennità di Maria Santissima Madre di Dio, nel VI secolo, si festeggiava nello stesso giorno del Natale, ma dal 1969 il nuovo calendario romano l’ ha ripristinata, fissandola definitivamente all’ottava del Natale del Signore. Collocata all’ inizio del nuovo anno civile, quasi a custodire l’intero anno, non possiamo sottovalutare l’importanza ed il valore avuto da Maria nel grande mistero di salvezza ed esaltarne così la dignità, quale “Madre Santa, dalla quale abbiamo ricevuto l’Autore della vita, Gesù Cristo Signore Nostro ”. A Maria, Madre di Dio e Madre nostra, rivolgiamo fiduciosi la nostra preghiera : “Accompagnaci Santissima Madre del Redentore durante il corso di questo nuovo anno, ed insegnaci ad attendere nella fede e in preghiera, il ritorno del Salvatore e ad accogliere la sua presenza nella quotidiana vita”.

La Redazione

Adriana Mengarelli

Il logo “Spello” sarà protetto

Il 2010 è appena finito e, come di consueto, è tempo di fare bilanci su quanto accaduto nei vari aspetti del quotidiano vivere. Non sfugge a questa regola lo sport, in particolare il calcio quale motore propulsivo delle varie discipline, ed in tal senso dobbiamo tristemente constatare che l’anno appena concluso si è rivelato tra i peggiori almeno dell’ultimo decennio. E non parliamo soltanto di risultati, ma in generale di come l’intero movimento pallonaro della città di Properzio sia stato investito da una crisi di considerevoli proporzioni che ha rischiato di cancellare una gloriosa società dal panorama calcistico regionale. Tutto prende origine dalla disastrosa partecipazione della Julia Spello al campionato di eccellenza, un torneo al quale la società era stata ammessa grazie al ripescaggio (dopo aver rischiato la retrocessione nel campionato di promozione) ma che ha trovato impreparato l’intero ambiente, una situazione difficile da fronteggiare che ha costretto la dirigenza biancorossa a mettere insieme in quattro e quattr’otto una squadra da gettare nella mischia. La logica conseguenza è stata una logorante ed avvilente stagione che si è risolta con l’ovvia retrocessione e, cosa ancor più grave, con una profonda ed insanabile crisi societaria. Così l’estate 2010 ha vissuto momenti drammatici, nessuno sapeva cosa stesse succedendo, di fatto c’era il rischio concreto che sul calcio a Spello si stesse scrivendo la parola fine. Una situazione che ha avuto riflessi negativi tali da determinare l’emorragia di tanti soggetti, dirigenti, tecnici, giocatori, un fuggi fuggi generale che si stava dimostrando inarrestabile. Poi alla barca che stava affondando è arrivato il tempestivo e quanto mai opportuno soccorso da parte di soggetti esterni, appassionati di calcio di altre realtà sportive che si sono impegnati per riportarla in rotta. Altra corsa contro il tempo, operazioni di mercato dell’ultim’ora, l’individuazione di un timoniere per guidare la ciurma biancorossa, e via con tanta speranza. Ma le difficoltà erano dietro l’angolo, le ovvie difficoltà di un’altra sta-

gione non programmata, anzi improvvisata per cui, nonostante la buona volontà ed i buoni propositi, la squadra ha pagato ben presto tale situazione con una serie di risultati negativi che hanno relegato l’undici biancorosso all’ultimo posto in classifica, solo cinque pareggi e neanche una vittoria nel girone di andata; nella stessa sorte è stata trascinata anche la formazione juniores che, come la formazione maggiore, ha risentito della precarietà ambientale. È arrivato il nuovo anno, cosa potrà cambiare è difficile dirlo, se potrà esserci o meno una auspicata inversione di tendenza. A nostro avviso ormai è tutto troppo compromesso ed allora sarebbe il caso di pensare, già da oggi, al futuro cercando di ricominciare tutto da capo, per ricostruire dalle fondamenta una casa che forse è inutile ed inopportuno tentare di rabberciare alla meglio come è stato fatto finora. Fausto Fratini

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La Squilla - Anno XXXVIII - n° 1 Gennaio 2011