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N. 35 del 19 dicembre 2009 – Anno XIII - Spedizione in abbonamento postale 45% art. 2, lettera b – legge 662/96 – Filiale di Firenze – Contiene IP -

Annus horribilis parte seconda DOPO UN BRUTTO 2008 VA IN ARCHVIO ANCHE UN DURO 2009

IL PRIMO PASSO DEL MADE IN ITALY

EXPORT PRATESE IN PICCHIATA

DENIM BY PREMIÈRE CAMBIA CASA


DIRETTORE RESPONSABILE Guido Parigi Bini RESPONSABILE ECONOMIA

Matteo Grazzini RESPONSABILE MODA

Teresa Favi IN REDAZIONE

Francesca Lombardi Alessandra Lucarelli DA

BIELLA

Massimo Gioggia Elisa Signorini DA

COMO

Giorgio Civati

DEDICA SPECIALE DI DOMENICO DOLCE E STEFANO GABBANA PER L’AMBROGINO D’ORO: ‘PENSIAMO A CHI HA MILANO, CHE CI HA RESO FAMOSI E CI HA FATTO LAVORARE NELLA MODA’.

CREDUTO IN NOI, MA DEDICHIAMO IL PREMIO A

N.

ART DIRECTOR Matteo Parigi Bini

35 del 19 dicembre 2009

GRAFICA Chiara Bini Alessandro Patrizi

DIRETTORE PUBBLICITÀ

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EDITORIALE

Il made in Itay verso Strasburgo

Alex Vittorio Lana

DIREZIONE - REDAZIONE Via Piero della Francesca, 2 59100 - PRATO Tel. 0574 73.02.03 Fax 0574 73.02.04 redazione@laspola.com

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UFFICIO PUBBLICITÀ

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Via Piero della Francesca, 2 59100 PRATO Tel. 0574 73.02.05 Fax 0574 73.02.04 avl@gruppoeditoriale.com

UFFICIO DI BIELLA Via Candelo, 58 - 3900 Biella Tel. e fax 015 0992086 redazionenord@laspola.com

EDITORE GRUPPO EDITORIALE srl Iscritta al Registro degli Organi di Comunicazione (ROC) n. 18374 Via Piero della Francesca, 2 - 59100 Prato Registrazione Tribunale di Siena n° 653 del 24.9.1997

STAMPA Baroni & Gori - Prato E’ VIETATA LA RIPRODUZIONE

Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

SALONI

Denim by Première cambia casa

NEWS

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Il made in Italy a New York ATTUALITÀ

Il primo passo della legge Play Trend, Bauhaus alla berlinese L’export pratese in picchiata Cna Federmoda, fashion europeo DISTRETTI

COMO - Pensione? No grazie, non ancora PRATO - Drenaggio fiscale shock PIEMONTE - Il Piemonte è sempre più internazionale VICENZA - Tutti a scuola


editoriale di Matteo Grazzini

Il made in Italy verso Strasburgo in cerca di approvazione

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on questo numero de La Spola va in archivio un 2009 estremamente difficile, caratterizzato e condizionato dalla crisi economica e forse ancora più duro delle previsioni. L’anno si chiude con timidissimi segnali di ripesa, che in pochi economisti si permettono di confermare, temendo forse smentite nel breve volgere di qualche settimana: il tessile-abbigliamento soffre ma lotta per mantenersi a galla, qualche ordine consentirà alle aziende di lavorare fino alla soglia del Natale e di avere qualche speranza per il 2010. L’ultima nota positiva in ordine di tempo è l’approvazione alla Camera della legge Reguzzoni-Versace-Calearo e il suo passaggio al Senato per una quasi certa approvazione, anche in questo caso con un larghissimo consenso bipartisan. A questo punto l’Italia ha fatto la sua parte per la tutela del made in Italy e la patata bollente passa alla Comunità Europea quasi con sollievo da parte di chi ha la coscienza a posto per aver fatto il proprio dovere e di chi sa di poter dare ad altri eventuali colpe. L’ostacolo europeo non è di poco conto: una volta varcate le Alpi l’importanza del “made in” viene avvertita molto meno e soprattutto in settori che non riguardano il tessile-abbigliamento, la pelletteria o le calzature. Non per niente i segnali che arrivano non sono incoraggianti: Gran Bretagna e Olanda hanno già fatto sapere di voler battersi per eliminare i dazi sulle calzature orientali, aprendo di fatto il mercato europeo a cinesi, vietnamiti e indiani, che hanno prezzi troppo diversi da quelli italiani o degli altri paesi europei. I dazi non riguardano direttamente il tema del “made in” ma sono di certo un aiuto per la tutela dei prodotti europei e servono da cartina di tornasole per capire le intenzioni dei vari paesi: a giudicare dai primi indizi sarà già importante che la Reguzzoni-Versace-Calearo non venga troppo osteggiata o modificata a Strasburgo. Se le osservazioni saranno troppe e si parlerà addirittura di non aderenza alle direttive europee per il made in Italy arriverebbe un pesante e dannoso schiaffo.

La patata bollente del “made in” passa al Parlamento Europeo. L’Italia ha fatto la sua parte ma gli altri paesi sembrano avere obiettivi diversi 19 dicembre 2009

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saloni

EUROPA

Denim by Première cambia casa Il salone francese del jeans trasloca dai Docks di Paris Saint-Denis al Capannone Freyssinet: a giugno prima edizione nella nuova sede

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rasloco in vista per Denim by Première Vision, che con l’edizione del 2 e 3 dicembre ha chiuso la sua esperinza ai Docks di Paris Saint-Denis. Il futuro è al Capannone Freyssinet, che il 2 e 3 giugno ospiterà la sesta edizione della rassegna. La decisione è stata presa anche per rispettare l’immagine della comunità del jean, nomade nell’anima e sempre in movimento: il capannone Freyssinet è una vecchia officina di locomotive nel centro di Parigi, nel tredicesimo “arrondissement” tra edifici storici e progetti futuristici.

Costruita di fronte al villaggio di Bercy e alla famosa Biblioteca Nazionale, il capannone Freyssinet è un capolavoro dell’architettura industriale dell’inizio del XXesimo secolo. L’ambiente è sicuramente insolito e già da un paio di anni alcuni designer di moda presentano lì le loro sfilate. Denim by Première Vision occuperà una superficie di circa 7.000 metri quadrati e sarà uno dei primi saloni a prendere possesso dei luoghi. Il nuovo spazio permetterà di raggruppare, sotto lo stesso “tetto” tutti gli attori della filiera denim. In modo da poter giocare con le sinergie e arricchire

MOSCA

L’Ice è già al lavoro per PV Moscou Al 10 marzo mancano ancora tre mesi la l’Ice sta già lavorando per assicurare sostegno al comparto tessile che vogliono recarsi a Mosca per l’edizione russa di Première Vision. La manifestazione sarà dedicata alla presentazione delle collezioni di tessuti per abbigliamento per la stagione primavera-estate 2011 e vi potranno partecipare anche aziende produttrici di forniture per l`industria dell’abbigliamento (bottoni, etichette, nastri ecc.). Potranno far parte del lotto degli espositori le aziende che già prendono parte a Première Vision Parigi, Première Vision Moscou e Mod`Amont. All’ultima edizione moscovita della manifestazione, il 30 e l’1 ottobre, hanno partecipato 69 aziende, delle quale 32 italiane, e sono stati registrati 1.246 visitatori (qualcosa in più rispeto ai 1.200 dell’ottobre 2008 e ai 1.135 nel marzo 2009).

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l’energia così particolare che caratterizza Denim by Première Vision. Tra metallo, vetro e cemento, gli addetti ai lavori del settore jeanswear troveranno un ambiente in risonanza con i loro codici e lo spirito delle creazioni. Le prime collezioni a essere esposte al capannone saranno quelle dell’autunno/inverno 2011-12. Nel frattempo gli specialisti del jean si sono ritrovati il 2 e 3 dicembre per l’ultima volta ai Docks per le collezioni denim della primavera/estate 2011 sotto il segno del “Tribute to Japan”. m. g.


news economia PREMI

ESTERO

Boselli premiato dal Governo slovacco

Mario Boselli

Un altro prezioso riconoscimento internazionale è andato ad arricchire il “palmares” del presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli. Il vice Premier del Governo slovacco Dusan Caplovic e l’ambasciatore slovacco in Italia Stanislav Vallo hanno infatti consegnato a Boselli la Medaglia d’Oro del Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Slovacca Miroslav Lajcák ‘‘quale riconoscimento del suo rilevante contributo allo sviluppo della cooperazione economica e commerciale tra Slovacchia e Italia’’.

ACCORDI

Fashion Box e Equibox per lo sviluppo di Replay Fashion Box Group SpA ha annunciato di avere raggiunto un’intesa con Equibox Holding SpA per un’integrazione industriale che ha l’obiettivo di assicurare un futuro di sviluppo a Fashion Box SpA ed al marchio Replay. Equibox, società controllata da Matteo e Massimo Sinigaglia e partecipata da Wolfgang Friedrichs, controllerà il 60% di Fashion Box SpA mentre il restante 40% rimarrà di proprietà di Fashion Box Group SpA. I Sinigaglia sono già partner di Fashion Box SpA nel settore calzature mentre Wolfgang Friedrichs è socio di Fashion Box SpA per il mercato tedesco. La sede rimarrà ad Asolo. Paola Dametto Buziol, presidente di Fashion Box Group SpA, ha detto: “Abbiamo trovato in Equibox il partner più adatto per un solido sviluppo industriale del marchio Replay. Fra le controparti che hanno manifestato interesse per l’integrazione con Fashion Box abbiamo scelto una società che ha al suo interno figure imprenditoriali già nostre partner fondamentali”.

Il made in Italy a New York

Natale all’insegna dell’Italia a New York, dove va in scena fino al 22 dicembre “Made in Italy on Madison”, la campagna natalizia a sostegno dei prodotti italiani. In Madison Avenue, uno dei cuori dello shopping newyorkese, si trovano molti esercizi commerciali con marchi italiani e in trenta tra i più noti brand della moda italiana hanno aderito alla manifestazione promozionale. “Made in Italy on Madison” si inserisce nel quadro della campagna ICE a sostegno della moda italiana negli USA, campagna che prevede nell’arco di pochi mesi (da ottobre 2009 a marzo 2010) un investimento di ben 3,5 milioni di dollari, una presenza massiccia sui media americani per ricordare a tutti che “If you speak fashion, you speak Italian” e un intenso programma di visite e incontri di buyers americani con le imprese italiane dell’abbigliamento, degli accessori, dei gioielli. “Il mercato americano - ha spiegato Aniello Musella, direttore dell’ufficio Ice di New York e coordinatore della rete USA - è sempre stato il più importante per la moda italiana ed è strategico per il rilancio dell’intero fashion system. C’è quindi l’esigenza di investire risorse e di favorire la partecipazione dei protagonisti”.

ACCESSORI

Silvian Heach aumenta il fatturato E arrivano nuove aperture Il biennio 2009/2010 per Silvian Heach, il brand prodotto e distribuito da Arav Fashion, si annuncia dinamico e ricco di interessanti sviluppi. La prima novità è la presentazione del brand Silvian Heach Accessories: decollété, stivali e sandali-gioiello, o ancora pochette, shopping-bag, cinture preziose o con dettagli floreali, in speciali total-look. Intanto è stata confermata la previsione di crescita del fatturato del 25% per il 2009, a fronte dei 27 milioni di euro del 2008. E tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 tante le previste aperture di nuovi store Silvian Heach Donna in franchising, da Teano a Rende, Licata, Vibo Valentia, Asti, Orbassano e, ad inizio marzo, in via Argine a Napoli, un’opening che “raddoppia” la presenza nel capoluogo campano.

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made in italy

ATTUALITÀ

Il primo passo della legge La Reguzzoni-Versace-Calearo ha l’ok alla Camera, ma non convince tutti SMI

La felicità di Tronconi per il peso europeo

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on 543, un solo no (è tanta la curiosità per conoscere l’autore di tanta insolita avversione) e due astenuti (uno di questi è il vice ministro Adolfo Urso) è stata approvata la legge Reguzzoni-VersaceCalearo della quale tanto ci siamo occupati su La Spola e che tanto era attesa dagli addetti ai lavori del tessile-abbigliamento. La Camera ha dato il via libera praticamente all’unanimità alla legge che consente di usare l’etichetta ‘Made in Italy’ solo per i prodotti tessili, calzaturieri e di pelletteria realizzati prevalentemente in Italia. Il testo è passato al Senato ed entro tutto il mese di gennaio la legge dovrebbe entrare in vigore. Esultano, sia pure ancora compostamenti in attesa di vedere gli effetti del nuovo assetto legislativo, i tani promotori e difensori del made in Italy. Soddisfatto anche il presidente dei TessiliVari Pino Polli: “Sarà nostro dovere - ha detto - impegnarci affinché non ci siano futuri intralci alla legge e affinché essa serva a creare una migliore Regolamentazione a livello europeo. Urso, pur astenendosi, ha parlato di “un’affermazione di principio”. “Questa legge - ha detto - ci darà più forza in sede europea per convincere gli altri Paesi a varare il nuovo regolamento sull’etichettatura obbligatoria e, quindi, a tutela del made in Italy». Letteralmente imbufalito e deluso è invece Maurizio Bonas, presidente del Comitato per la difesa e la tutela del Made in Italy, preoccupato per le ripercussioni della Reguzzoni-Versace-Calearo sulla legge Ronchi che entrerà in vigore a gennaio. “La Ronchi - dice Bonas, che poi ha alleggerito un po’ la posizione polemica - ha bisogno

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di alcune piccole correzioni per le quali abbiamo già iniziato a lavorare (per esempio trasformare la pena pecuniaria prevista dal comma 49 dell’art. 4 della legge N° 350 del 24 Dicembre 2003 con la sospensione dai pubblici uffici degli amministratori che dichiarano il falso sull’origine del prodotto). La Reguzzoni invece autorizza la marcatura del made in Italy con prodotti manufatti al 70% in Italia. Chi produce al 100% in Italia è morto. Reguzzoni e Versace si sono fatti una legge “ad personam”; Reguzzoni per la sua carriera politica e Versace per mero interesse sia suo che dei suoi amici di Alta Gamma e dello Smi-Ati. La legge Reguzzoni-Versace dichiara che il prodotto può avere l’etichetta made in Italy quando il manufatto è per due terzi eseguito in Italia, è un imbroglio, le aziende che producono all’interno del territorio italiano sono costrette a chiudere causa concorrenza sleale dello Stato. Perché non si è fatto una proposta di legge che stabilisce che il 100% manufatto In Italia deve essere dichiarato obbligatoriamente e altrettanto obbligatoriamente quello fatto al 70%?”. Il primo firmatario del decreto legge, il bustocco Marco Reguzzoni si è schierato da subito a fianco della lotta portata avanti dalle piccole e medie imprese: “L’etichetta non dirá più dove è stata fatta l’ultima lavorazione - spiega il deputato - ma dove effettivamente è stato fatto il prodotto. Noi consumatori avremo maggiori informazioni sulla qualitá e sulla sicurezza dei prodotti acquistati. Avremo la possibilitá di selezionare e indirizzare le nostre scelte verso prodotti di qualità, che rispettino la salute e l’ambiente. Ma la legge aiuta anche le nostre industrie in un momento di grave crisi; salveremo un milione di posti di lavoro”.

Anche Michele Tronconi, presidente Sistema Moda Italia, vede nel voto italiano un chiaro messaggio inviato al Parlamento Europeo e uno spunto per obbligare la Comunità Europea a indicare subito eventuali correzioni: “L’approvazione delle legge da parte della Camera - ha detto Tronconi è un importante segnale politico, che deve aiutarci per ottenere regole uguali per tutti in Europa, che è il più importante mercato di sbocco dei nostri prodotti. La legge che istituisce un sistema di etichettatura obbligatoria nell’abbigliamento, nell’arredo casa, nella pelletteria e nel calzaturiero, rappresenta un importante pronunciamento politico a favore della trasparenza come via da percorrere per uscire dalla crisi. Ogni e qualsiasi strumento per ottenere tale trasparenza deve godere della piena compatibilità con l’ordinamento comunitario, affinché le stesse regole valgano per tutti. Il consumatore a cui dobbiamo rivolgere la nostra attenzione, non è solo quello italiano, ma anche quello tedesco, francese, spagnolo eccetera. Per questo, forti del consenso raggiunto alla Camera, sarebbe utile effettuare subito la notifica preventiva in sede comunitaria, per accelerare i tempi, raccogliendo le eventuali richieste di modifica, di tipo tecnico, durante la discussione al Senato”.

Michele Tronconi


varie

ATTUALITÀ

Play Trend, Bauhaus alla berlinese Il premio assegnato a Christine Wolf La stilista tedesca ha preceduto la milanese Margherita Cascino La giuria ha selezionato le migliori creazioni fatte con tessuti pratesi Original Marines a Praga e Brno per ampliare il mercato L’azienda italiana di abbigliamento per bambini Original Marines sta allargando la sua rete di negozi in Repubblica Ceca. Nonostante il periodo di crisi Original Marines ha aperto due nuovi punti vendita a Brno e per il 2010 intende lanciare la vendita anche negli spazi nuovamente ristrutturati della Stazione Centrale di Praga. Il numero di punti vendita in Repubblica Ceca dovrebbe così salire a nove. Il franchising Original Marines è proposto per città con almeno 75.000 potenziali acquirenti, con investimento iniziale per gli interessati di 1.000 euro al metro quadrato, e con un fatturato previsto fra 2 e 6mila euro al metro quadrato. Original Marines ha iniziato in Italia nel 1980 dove gestisce la maggioranza dei suoi 720 punti vendita. In Repubblica Ceca vuole continuare nella sua strategia di crescita ed espandersi anche nelle città capoluogo di regione.

E’

stato assegnato alla stilista berlinese Christine Wolf, 29 anni, il primo premio del concorso Play Trend indetto a febbraio dal Museo del Tessuto di Prato sul tema Bauhaus e rivolto a giovani europei (18- 33 anni) del settore moda e design. Al secondo posto la milanese Margherita Cascino, diplomata all’Accademia di Brera. Il premio consiste in un assegno di 3.500 euro per il primo posto e di 2.000 euro per il secondo e le due stiliste sono state scelte tra dieci finaliste, tutte con tre capi e accessori realizzati con i tessuti pratesi messi a disposizione dalle aziende tessili, sponsor del concorso, per la settimana creativa di luglio Fashion Hub, è stata una giuria selezionata che ha assegnato un punteggio basandosi su determinati parametri e sull’aderenza al tema Bauhaus. “Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti con il concorso Play Trend - dichiara Andrea Caviccchi - perchè è stata un’opportunità che ha permesso, concretamente, a giovani e ad aziende di operare in stretta collaborazione su un progetto comune. La ripresa del settore dipenderà anche dalla capacità di saper ascoltare energie nuove”. “La Bauhaus - dice Christine Wolf rappresenta per me un impulso forte e potente verso lo stile minimale, formale e funzionale. Fu un movimento che rappresentò qualcosa di radicalmente nuovo, inimitabile e formativo,

Ecco gli sciuscià per scoprire la qualità delle scarpe Dopo la tappa di Roma gli sciuscià di Anci sono tornati in strada, questa volta a Torino. Si chiama “Sciuscià by Chic” l’iniziativa pensata dall’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani per far conoscere al grande pubblico le qualità delle calzature italiane, ma anche l’importanza di sapere di quale provenienza siano le scarpe che indossiamo. Due baldacchini che riportano la memoria ai tempi andati con pulizia delle scarpe riservata però solo a chi indossava calzature made-in-Italy: questo quello successo a Torino nell’arco di due giorni ed in pieno centro storico. Chi si è fatto ludicare le scarpe, oltre a godere di dieci minuti di attenzioni, ha ricevuto anche tutte le informazioni sulle scarpe italiane e uno speciale omaggio siglato I love italian shoes. È invece aperto a tutti i residenti in Italia il concorso abbinato all’iniziativa, al quale si può accedere sia con il coupon distribuito ai baldacchini che tramite il test disponibile sulla fan page di facebook “I love italian shoes” (www.facebook.com/iloveitalianshoes) oppure all’indirizzo www.concorsoancionline.com. Il premio è un week-end per due persone con visita a Micam ShoEvent a Milano, dal 2 al 5 marzo 2010.

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Christine Wolf capace di creare armoniosi spazi vitali. Per questo motivo la sapienza artigianale è la base di partenza del mio progetto”. Margherita Cascino, arrivata seconda con l’ironico outfi, spiega: “Ho voluto creare un modello che rispondesse alle attuali esigenze di dinamicità, mantenendo le linee pulite - usate sia dagli artisti del Bauhaus nelle loro opere che nel costume degli anni ‘20 insieme ad un gioco di equilibrio, di colori e di ironia”.


e

ATTUALITÀ

L’export pratese in picchiata Ma il resto d’Italia sta peggio Il terzo trimestre del 2009 ha fatto segnare un -15,3% del manifatturiero. Il tessile nazionale è addirittura al -25,3%

N

on sono positivi, ed era difficile apsettarsi un dato diverso, i dati relativi all’export provinciale pratese nel terzo trimestre del 2009 elaborati dall’Area Studi dell’Unione Industriale e resi disponibili dall’Istat. Nel periodo gennaio-settembre 2009 l’andamento delle vendite all’estero del manifatturiero pratese ha registrato una contrazione pari a -15,3% rispetto allo stesso periodo del 2008. La contrazione complessiva del terzo trimestre 2009 è stata inferiore (-10,5%), ma il confronto è rispetto ad un periodo in cui i mercati avevano già iniziato a calare dopo lo scoppio della crisi finanziaria. In questo trimestre l’export provinciale pratese di abbigliamento (confezioni e maglieria) è diminuito del 3,6% mentre l’export tessile del distretto (comprensivo anche di quanto formalmente attribuito alle province di Firenze e Pistoia) è diminuito del 19,5%. Tra gennaio e settembre 2009 nel settore tessile-moda, che rappresenta l’85% del totale dell’export, i cali per i filati sono stati del -8,9% rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre sono più pesanti le perdite per le vendite all’estero di tessuti ortogonali (25,9%) e di altri prodotti tessili (-21,2%). Le vendite di confezioni sono aumentate del 9,5%, mentre quelle di maglieria risultano in flessione (-11,6%). La meccanica ha subito un’altra pesante

contrazione (-30,1%). L’export degli altri settori manifatturieri, che tutti insieme rappresentano circa il 12% del totale delle esportazioni della provincia, è positivo solo in alcune nicchie. Le vendite all’estero del distretto di Prato nel 2009 sono comunque migliori di quelle medie dell’industria tessile nazionale (-25,3%). “I dell’export di Prato del 2009, così come quelli nazionali, continuano a raccontare della assoluta straordinarietà degli accadimenti macroeconomici che sono esplosi da settembre 2008 – commenta Raffaella Pinori, Vicepresidente dell’Unione Industriale Pratese. Siamo da allora entrati in una fase di grande depressione dei mercati che non sembra dover essere soggetta ad

Cotton Usa, Heimtextil a stelle e strisce Cotton Council International sarà presente anche alla·prossima edizione di Heimtextil, la fiera internazionale del tessile casa, che si terrà a Francoforte dal 13 al 16 gennaio. I rappresentanti di Cotton Council International, nella Hall 9, saranno a disposizione di operatori e stampa per parlare del programma per diventare licenziatari del marchio Cotton Usa, per approfondire gli aspetti legati alla sostenibilità delle pratiche produttive adottate dai produttori statunitensi, ma soprattutto per scoprire le novità del programma Supply Chain Marketing, con i sourcing globali a supporto dell’intera filiera e gli ultimi dati delle ricerche di mercato svolte da CCI. Allo stand di Cotton Council International saranno presenti anche rappresentanti di Cotton Incorporated nonché brand e produttori qualificati Supima e Cotton Usa. Heimtextil da sempre richiama una forte partecipazione degli operatori e per gli addetti ai lavori rappresenta un’importante occasione di confronto per analizzare le tendenze emergenti nel tessile casa ed approfondire i temi di business più attuali legati al mondo del tessile.

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ulteriori avvitamenti ma che mostra ancora troppo deboli segni di recupero. Le imprese manifatturiere stanno cercando di resistere ma lo sforzo al quale sono sottoposte è davvero sovrumano.” “La crisi è di enorme magnitudo per tutti – continua Raffaella Pinori - ma il problema del distretto pratese è che le difficoltà esplose nel 2001, non hanno trovato alcun sollievo in quegli anni del nuovo secolo in cui l’economia globale ha ritrovato un sentiero di crescita; una crescita di cui hanno beneficiato molti settori manifatturieri e molti territori dell’economia italiana ma – come dimostra un recente studio dell’Unione sull’export pratese dell’ultimo decennio e se si eccettua il caso delle confezioni – non Prato”.


ATTUALITÀ

moda

Prorogate le misure antidumping, i calzaturieri esultano E’ arrivata il 22 dicembre la tanto attesa decisione del Consiglio dei Ministri Europeo che ha sancito il rinnovo, per i prossimi 15 mesi, delle misure antidumping per le calzature in pelle e cuoio provenienti da Cina e Vietnam. I calzaturieri italiani rappresentati dall’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani e quelli europei con la Confederazione Europea dell’Industria della Calzatura avevano chiesto alla Commissione Europea che venisse applicato il regolamento comunitario, che prevede misure compensative a ripristino di condizioni competitive uguali per tutti in caso di dumping e di un danno subito dall’industria comunitaria. Ovviamente raggiante Vito Artioli, presidente di Anci e Cec: “Si tratta di una vittoria importante - ha detto - perché è una vittoria che dà ragione alle giuste richieste delle imprese del calzaturiero, italiane ed europee, che hanno diritto di essere tutelate da pratiche competitive scorrette. Non avremmo raggiunto questo traguardo senza l’appoggio del Viceministro Urso, della Rappresentanza del Governo Italiano a Bruxelles e di Confindustria. Sottolineo che tutto il settore calzaturiero ha saputo fare sistema e ha fatto valere le proprie ragioni argomentandole in modo coerente e fermo, superando anche le pressioni di una campagna di disinformazione attivata a livello europeo dalle lobby dei grandi importatori e distributori. 14 paesi europei hanno votato a nostro favore per il rinnovo, contro 13 a sfavore”.

Cna Federmoda, fashion europeo A Bruxelles la creatività di Riccione Moda Italia raccoglie consensi Promosso il made in Italy davanti al Comitato Economico e Sociale

G

rande interesse a Bruxelles per le creazioni dei giovani stilisti italiani presentate da Cna Federmoda al Comitato Economico e Sociale Euro-

peo. La creatività espressa da Riccione Moda Italia – Ricerca Moda Innovazione è di nuovo arrivata su un palcoscenico internazionale. grazie al Comitato Economico e Sociale Europeo, che ha organizzato una serata dedicata all’Italia. Presenti anche diverse regioni con le loro produzioni alimentari tipiche. In questo contesto di presentazione promozione del made in Italy non poteva mancare la moda. Cna Federmoda ha deciso di portare all’Istituzione europea una presentazione delle realizzazioni dei giovani creativi di Rmi. “La scelta di portare una selezione delle creazioni realizzate in questi ultimi anni dai giovani creativi italiani – ha commentato Antonio Franceschini, responsabile nazionale Cna Federmoda e direttore generale di Rmi– è stata dettata dal fatto che si è voluta esaltare la sintesi tra virtuosismo creativo e virtuosismo produttivo che è la cifra che caratterizza e rende vincente il made in Italy nel mondo. Nella manifestazione riccionese, che il prossimo anno giungerà alla ventesima edizione si crea quel connubio tra mondo della formazione e dell’istruzione e imprese e

mondo del lavoro in generale che deve essere coltivato e alimentato per dare nuova linfa al nostro sistema produttivo”. Tra i presenti l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, Capo della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea, che si è complimentato per la scelta di Cna Federmoda nella rappresentazione del made in Italy. Con questa iniziativa, Cna Federmoda ha completato l’intenso programma di azioni a sostegno del tessile, abbigliamento e

calzaturiero italiano definito per il 2009. Un programma che oltre all’azione politico-sindacale a sostegno del made in Italy nel contesto internazionale e nazionale, con la partecipazione ai tavoli istituzionali e garantendo un costante rapporto di confronto e collaborazione alla modo politico, si è sviluppato anche attraverso importanti azioni di supporto allo sviluppo economico delle imprese e con significative azioni a sostegno della formazione e del valore culturale del settore. 19 dicembre 2009

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i distretti dell’area moda

Pensione? No grazie, non ancora

COMO

VARESE

Un aiuto per le pmi per andare alle fiere Le fiere restano un momento per importante per le aziende, come occasione di promozione e di incontro di vecchi clienti. Talvolta queste manifestazioni vengono dichiarate superate, molto più spesso il problema sta nell’eccessiva onerosità di tali partecipazioni. A Varese entra allora in gioco la Camera di commercio che, con l’obiettivo di sostenere e incentivare la partecipazione di aziende della provincia di Varese a manifestazioni fieristiche di rilievo internazionale in svolgimento in Italia e all’estero, ha stanziato complessivamente 540.000 euro destinati alle pmi, alle imprese artigiane e ai rispettivi consorzi: realtà che devono avere la propria sede e/o unità operativa in provincia di Varese. Il contributo riconoscibile è pari al 30% dell’importo complessivo delle spese sostenute (al netto d’Iva), sino a un massimo di 2.500 euro, per la partecipazione in forma individuale o consortile a fiere specializzate di rilievo internazionale all’estero. E’ sempre del 30%, ma fino a un contributo massimo di 1.000 euro, per la presenza a fiere specializzate di rilievo internazionale in Italia.

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n un momento di incertezza economica come quello attuale chi ha un lavoro lo tiene ben stretto, anche a costo di rimandare il momento della pensione. Questo succede almeno a Como, dove tra gennaio e ottobre di quest’anno circa un migliaio di persone in meno rispetto all’anno scorso si sono presentate agli uffici Inps per chiedere l’assegno di anzianità. Evidentemente la pur lieve riduzione tra l’assegno di anzianità e la retribuzione (150-200 euro al mese) fa preferire il mantenimento del posto di lavoro. In sostanza mentre nel 2008 i lavoratori con meno di 65 anni - 60 per le donne -

che avrebbero potuto avviare le pratiche per la pensione sono stati 2.519, nei primi dieci mesi del 2009 sono stati solo 1.654. Uno dei cali più significativi della Lombardia, preceduto da quelli di Varese (-51%), Lodi (-56,6%) e Cremona (-37%). A giocare a favore del mantenimento del posto di lavoro piuttosto che di una pensione anticipata anche la prospettiva di un taglio dell’assegno di anzianità, che in base alle nuove regole subirebbe una decurtazione secca dell’importo del 2% vale a dire in media fra i 150 e 200 euro, tenendo conto che i Lombardia l’importo medio di una pensione varia intorno ai 1.100. Elisa Signorini

COMO

Le aziende si rifugiano nell’intimo Intimo e beachwear potrebbero essere il nuovo trampolino del tessile com’asco: grazie al al miglioramento registrato in questo settore nell’ultimo trimestre, gli operatori lariani contano di chiudere il 2009 con un calo del fatturato del 15%, molto più contenuto rispetto alle pessimistiche previsioni di alcuni mesi fa: solo a inizio anno il crollo degli ordini era del 30%. Una conferma in tal senso è venuta da Maredimoda e IntimodiModa unico salone internazionale dedicato alle collezioni di tessuti mare e intimo, che si è tenuto a Cannes. Oltre 100 gli espositori, ventidue lariani. Il beachwear rappresenta un giro d’affari di circa 100 milioni di euro, è esploso 15 anni fa e ha rappresentato la salvezza per tante aziende della cravatteria, che hanno saputo riconvertirsi.

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i distretti dell’area moda

Drenaggio fiscale shock Più dell’80% degli utili sparisce

PRATO

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Unione Industriale di Prato ha svolto uno studio per rispondere alla domanda “quanto pesa la fiscalità nazionale sul complesso degli utili del territorio?” e il dato emerso non è per niente confortante. Per la prima volta è stato calcolato il drenaggio fiscale su un sistema territoriale, e quello pratese, per dimensioni e rilevanza, è un buon banco di prova. Il campione utilizzato ha compreso 1.632 aziende del distretto (i sette comuni della provincia di Prato, più Campi Bisenzio, Calenzano, Agliana, Quarrata e Montale) e facenti parte del settore manifatturiero e delle costruzioni con fatturato superiore a 100 mila euro. Dal campione sono state escluse solo imprese “anomale” sia verso il basso (in liquidazione) sia verso l’alto (aziende che hanno avuto proventi straordinari di consistente entità). “I numeri che sono venuti fuori sono clamorosi – spiega Riccardo Marini, presidente dell’Unione Industriale Pratese – e sul campione che abbiamo esaminato il drenaggio costituito dalle imposte nazionali correnti è stato del 65% nel 2007, ma sale all’81% nel 2008. Attenzione: non parliamo di incidenza sulle singole aziende, ma di drenaggio complessivo sul campione del distretto, che include imprese sia in utile che in perdita. Ci pare rilevante che in un anno già difficile come il 2008 le industrie di Prato del campione abbiano avuto complessivamente un utile di 111 milioni, ma che di questi, al netto della fiscalità corrente, gliene rimangano 21! E’ immaginabile cosa potrà accadere per l’esercizio 2009, quando gli utili saranno ancora minori ma l’Irap si continuerà a pagare. Cito l’Irap perché è proprio quella, assieme alle limitazioni alla deducibilità degli interessi passivi, la chiave per leggere questi dati apparentemente paradossali: il monte-utili si riduce, ma l’Irap viene pagata lo stesso e quindi il carico fiscale si accentua. Se avessimo lavorato sul solo tessile i risultati sarebbero stati probabilmente ancora più da brividi. Questi dati portano a considerazioni importanti su temi quali la patrimonializzazione e gli investimenti: veniamo continuamente spronati ad assumere iniziative su entrambi questi fronti, ma con un carico fiscale di questo genere dove sono le risorse? Non a caso sono ben poche le imprese che riescono a farlo: e

Foto Roberta Meoni per le altre cosa vogliamo fare? Farle morire di overdose di fisco? Abbiamo detto più volte che non vogliamo favori da nessuno. Però è evidente che il sistema delle imposte così com’è penalizza gravemente proprio le realtà che avrebbero più bisogno di sostegno. Alle amministrazioni locali l’Unione Industriale Pratese ha scritto pochi giorni fa facendo appello al senso di responsabilità dei loro organi e chiedendo che la fiscalità di loro pertinenza venga ridotta o quantomeno non aumentata. Speriamo che ci ascoltino. Però il nodo delle imposte nazionali resta, e genera le distorsioni che il nostro studio ha evidenziato. Il drenaggio fiscale non è l’unico dato significativo che emerge.Colpiscono gli incrementi del 2008 rispetto al 2007 sui costi del personale e sugli oneri finanziari. Per il personale mi pare un segnale della sua onerosità, a sua volta alimentata da un cuneo fiscale che si è sì un po’ ridotto, ma che resta elevato; ma è anche un indice dell’impegno delle imprese a tenersi stretti, nei limiti del possibile, i propri collaboratori. Quanto agli oneri finanziari, il fatto che siano crescenti non sorprende, purtroppo: anche questo è un segnale delle difficoltà delle imprese”.

PRATO

Cresce l’attesa per Prima Per Prima, in programma dal 27 al 29 gennaio alla Fortezza da Basso in concomitanza con Pitti Filati crescono attesa e numero di espositori, che saranno una cinquantina. I 50 marchi rappresentano realtà orientate all’innovazione e alla creatività. Due le aziende che arriveranno dal Giappone, per aggiungersi ai nomi del panorama pratese e del nord Italia. «La fiera di gennaio – dice il presidente di Pratotrade, Alessandro Benelli - sarà un vero e proprio banco di prova per comprendere come evolverà la stagione, rispetto agli orientamenti della clientela. Occorrerà monitorare il lavoro delle aziende e i contatti sul mercato”. 19 dicembre 2009

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i distretti dell’area moda

BIELLA

Quasi due milioni in arrivo per il polo di innovazione tessile La Regione ha stanziato 90 milioni di euro per i 12 Poli d’innovazione, a quello biellese ne arriveranno 1,8. Per ora sono stati assegnati 52 milioni di euro (che coprono iniziative per la maggior parte pluriennali), cui si aggiungeranno 3 milioni per supportare l’accesso a servizi qualificati e studi di fattibilità preliminari a progetti che potranno partire sui prossimi programmi. In tutto il Piemonte sono coinvolte circa 870 imprese, di cui oltre il 70% piccole e medie, gli atenei piemontesi, i parchi scientifici e tecnologici e i principali centri di ricerca. Nella classifica dei fondi attribuiti, al primo posto ci sono i 7,4 milioni per la meccatronica, all’ultimo il milione e mezzo per impianti e componenti per le energie rinnovabili , subito davanti alle quali c’è il Polo biellese per il tessile con 1,8 milioni. “Davanti ad una Regione che individua nel Biellese la sede del polo di innovazione tessile - osserva il parlamentare biellese Wilmer Ronzani - è ancora più importante difendere il corso di ingegneria tessile in inglese che l’intesa annunciata dalla Provincia e dal Comune di Biella, al contrario, non garantisce affatto”.

Il Piemonte è sempre più internazionale PIEMONTE

I

n Piemonte risultano in crescita gli investimenti diretti esteri e l’attrattività degli atenei, secondo quanto rilevato in occasione del settimo Rapporto sull’internazionalizzazione del Piemonte, monitoraggio dello sviluppo regionale sui mercati esteri, inteso come livello di proiezione commerciale, sociale e culturale, realizzato da Unioncamere Piemonte e Regione Piemonte. “Nonostante i colpi inferti dalla crisi che ha investito l’economia mondiale, il grado di internazionalizzazione del Piemonte continua a crescere rispetto alla media italiana. L’incremento è dovuto soprattutto alla ripresa degli investimenti diretti esteri in entrata e alla crescente attrattività esercitata dagli Atenei piemontesi” ha commentato Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte. Per quanto riguarda gli investimenti diretti, nel corso del 2008 il Piemonte ha attratto investimenti per un ammontare pari a circa 7 miliardi di euro, in calo rispetto ai 13,7 del 2007; per contro, l’ammontare dei disinvestimenti nel 2008 è risultato pari a 5,1 miliardi di euro, a fronte dei

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13,8 miliardi registrati nel 2007: il saldo è quindi positivo per 1,9 miliardi di euro (lo stesso saldo, nel 2007, risultava negativo per un ammontare pari a 107,4 milioni di euro). Nel 2008, le esportazioni piemontesi sono cresciute dell’1,5% rispetto all’anno precedente sfiorando la quota dei 38 miliardi di euro (a livello nazionale la stessa variazione è stata dello 0,3%). Il Piemonte si conferma così la quarta regione esportatrice con una quota del 10% dell’export italiano.

BIELLA

Una congiuntura di tenue speranza Primi deboli segnali di ripresa per la congiuntura industriale biellese, secondo i dati forniti dall’Unione industriale nell’indagine congiunturale, ma questi non fanno certo rasserenare completamente gli animi degli imprenditori biellesi. Il primo trimestre del 2010 dovrebbe registrare qualche modesto miglioramento, secondo quanto percepito dal campione di imprenditori intervistati. Le voci che fanno segnare un miglioramento sono quelle di produzione e ordinativi. Per la prima, la percentuale degli ottimisti che prevedono un miglioramento della situazione nei primi tre mesi dell’anno, resta invariata intorno al 19%, calano però i pessimisti, dal 42 al 34%. Sul fronte degli ordini complessivi, gli ottimisti aumentano dal 19 al 29%, mentre chi prevede un calo scende dal 30 al 26%. Un miglioramento più lieve se si tiene conto degli ordinativi dall’estero, per i quali la percentuale degli ottimisti cresce dal 24,6 al 26%, mentre c’è il calo dei pessimisti dal 52 al 26%.


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i distretti dell’area moda Tutti a scuola

VICENZA

L’

Successo per l’ottavo ciclo dei corsi di economia e politica

ottavo ciclo della Scuola di Politica ed Economia promossa dall’Associazione Artigiani Confartigianato Vicenza ha avuto un brillante inizio, dopo la tavola rotonda sul tema Imprese e Futuro, cui hanno partecipato il presidente Assoartigiani Giuseppe Sbalchiero, i rappresentanti delle associazioni regionali di Confartigianato, Claudio Miotto, di Confindustria, Fabio Franceschi, Confcommercio, Fernando Morando e Coldiretti, Giorgio Piazza. Gli allievi della Scuola sono suddivisi in tre classi e quest’anno la nuova prima risulta composta da venti imprenditori. Come ogni anno, si parte con l’obiettivo di percorrere assieme ai partecipanti un cammino di crescita e di sviluppo delle competenze su temi legati al contesto sociale, economico e politico nel quale tutto il mondo della piccola impresa vive quotidianamente. La Scuola, infatti, accompagna gli artigiani a leggere e a comprendere la complessità e le sfide che oggi caratterizzano il mondo dell’azienda. ‘Saper fare’ dunque, ma anche saper organizzare il lavoro, comprendere le sfide della competizione globale, fare impresa con

VICENZA

Rumor presidente degli industriali di città Carlo Rumor è il nuovo presidente del Raggruppamento Vicenza Città di Confindustria Vicenza, che unisce tutte le aziende associate con sede nel capoluogo berico. Subentra a Michele Amenduni, giunto a fine mandato. Rumor, 63 anni, è titolare della Tipografia Rumor. Il consiglio adesso risulta così composto da Michele Amenduni, Alessandro Bocchese, Marco Bocchese, Roberto Candussi, Claudio Cegalin, Adamo Dalla Fontana, Umberto Ferretto, Marco Franchetto, Giulio Olivotto, Francesco Padovan, Matteo Salin, Silvano Spiller e Luciano Vescovi.

Giuseppe Sbalchiero piena consapevolezza della responsabilità sociale della propria azienda. Elisa Signorini

MONTEBELLUNA

Idea vede un 2010 già molto positivo In arrivo quattro licenze per l’abbigliamento junior Un 2010 positivo per Idea, l’azienda di Montebelluna, produttrice di abbigliamento per bambini: accanto ai due marchi che già produce, infatti, ossia Papermoon e Cacao, avvierà la realizzazione di abiti anche per altre quattro licenze produttive e distributive: Tru Trussardi Junior e Baby, Navigare, Think Pink e Rifle Junior e Kid. Con queste nuove acquisizioni si delineano all’interno della società tre poli: fashion (con Tru Trussardi e Papermoon), sport (con Cacao e Think Pink) e casual (con Navigare e Rifle). “Questa operazione rappresenta il culmine di una strategia di riorganizzazione e di investimento sul futuro - commenta l’a.d. Marco Danieli - che pone le basi per l’attuazione di un’eccellenza gestionale”. La famiglia Danieli è entrata nell’azienda trevigiana nel 2003 ed ha segnato l’inizio di un convinto sviluppo sul fronte retail. Ma la storia dell’azienda comincia nel 1978, con la nascita del brand Cacao.

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