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N. 27 del 12 settembre 2009 – Anno XIII - Spedizione in abbonamento postale 45% art. 2, lettera b – legge 662/96 – Filiale di Firenze – Contiene IP - Abbonamento Italia 60 Euro, abbonamento estero 150 Euro - La Spola 1,50 euro

Luci a Milano

MODA E ORDINI ILLUMINANO LA VETRINA SUL TESSILE

LUCIANO BARBERA A DIFESA DEL MADE IN

L’ASSENZA DEI PRATESI FA DISCUTERE

PREMIÈRE VISION LANCIA GLI OSCAR


DIRETTORE RESPONSABILE Guido Parigi Bini

RESPONSABILE ECONOMIA

Matteo Grazzini RESPONSABILE MODA

Teresa Favi IN REDAZIONE

Francesca Lombardi Alessandra Lucarelli DA

BIELLA

Massimo Gioggia Elisa Signorini DA

SARANNO LE SCARPE FRANCESI DI LOUBOUTIN, SCELTE DALLA STILISTA PATRICIA FIELD, A VESTIRE SARA JESSICA PARKER IN ‘SEX AND THE CITY2’, IL SEQUEL CHE SI STA GIRANDO A NEW WORK

COMO

Giorgio Civati

N.

ART DIRECTOR Matteo Parigi Bini

27 del 12 settembre 2009

GRAFICA Chiara Bini Alessandro Patrizi

DIRETTORE PUBBLICITÀ

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EDITORIALE

Barlumi di ripresa per imprenditori fiduciosi

Alex Vittorio Lana

DIREZIONE - REDAZIONE Via Piero della Francesca, 2 59100 - PRATO Tel. 0574 73.02.03 Fax 0574 73.02.04 redazione@laspola.com

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UFFICIO PUBBLICITÀ

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Via Piero della Francesca, 2 59100 PRATO Tel. 0574 73.02.05 Fax 0574 73.02.04 avl@gruppoeditoriale.com

UFFICIO DI BIELLA Via Candelo, 58 - 3900 Biella Tel. e fax 015 0992086 redazionenord@laspola.com

SALONI

A Parigi c’è attesa per gli Oscar NEWS

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L’Emilia Romagna conquista la Russia INTERVISTA CON

Luciano Barbera. Il made in Italy è una garanzia PRIMO PIANO

L’ottimismo he non ti apsetti Sulla passerella del Portello sfilano le idee dei giovani Pratotrade, un’assenza che si è fatta notare

EDITORE GRUPPO EDITORIALE srl Iscritta al Registro degli Organi di Comunicazione (ROC) n. 18374 Via Piero della Francesca, 2 - 59100 Prato Registrazione Tribunale di Siena n° 653 del 24.9.1997

STAMPA Baroni & Gori - Prato E’ VIETATA LA RIPRODUZIONE

Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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DISTRETTI

BIELLA - Reda in Cina per promuovere talenti COMO - I bandi camerali per innovazione e sviluppo PRATO - Il cardato rigenerato presenta il marchio a Parigi VICENZA - Le donne e Libra


editoriale di Matteo Grazzini

Barlumi di ripresa per imprenditori fiduciosi

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rmai di false riprese e deludenti illusioni è piena la recente storia del tessile-abbigliamento e quindi vedere nella ripresa degli ordini di giugno, luglio e settembre e nella buona affluenza di Milano Unica un segnale positivo è quasi scontato. Ma in questo caso i segnali di ripresa sembrano condivisi da più parti del variegato mondo del tessile: imprenditori, clienti e politici sembrano aver ritrovato un po’ di sorriso, grazie anche alle indicazioni che arrivano dagli economisti di tutto il mondo. Ma Milano Unica ha vissuto anche di luci riflesse dopo la visita del premier Silvio Berlusconi, tra l’altro nel giorno in cui la città meneghina e tutta Italia hanno saputo della morte di Mike Bongiorno: il simbolo della fiera sulle prime pagine dei giornali e le immagini degli stand in tutti i telegiornali nazionali hanno funzionato da vetrina per il salone ed i suoi prodotti, al di là delle singole e private valutazioni politiche di ogni singolo presente al Portello. Dopo un Munich Fabric Star ancora una volta positivo (sia pure senza i trend di crescita degli ultimi tre anni) Milano Unica ha portato ancora un po’ di serenità in un mercato rivitalizzato dall’ondata di buoni ordini arrivati a luglio. In piena estate i “sopravvissuti” alla crisi degli ultimi tempi hanno avuto l’impressione di vedere all’orizzonte qualche scialuppa di salvataggio e quindi le ferie hanno avuto un sapore leggermente più dolce del previsto. Ora tocca a Première Vision: la fiera parigina si preannuncia interessante e ricca di novità, come i PV Awards, una sorta di nobel del tessile per il quale sono in corsa molte aziende italiane. In più il percorso dedicato ai tessuti ottenuti con materiali riciclati, un altro dei temi che caratterizzeranno un autunno di speranza.

Tra speranze e illusioni: Milano Unica ha riportato un po’ di ottimismo in un settore rivitalizzato dagli ordini di luglio. In attesa di una “nuova” Première Vision... 12 settembre 2009

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saloni

EUROPA

FRANCIA

A Parigi c’è attesa per gli Oscar

Première Vision lancia i premi per i tessuti miglior 62 aziende in lizza valutate da una giuria di grandi esperti

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opo i produttivi giorni di Milano Unica il mondo del tessile europeo si dà appuntamento a Parigi per Première Vision. Della fiera francese si conoscono da tempo pregi e vantaggi ma per questa edizione gli organizzatori hanno aumentato le iniziative ideando, tra l’altro, i PV Awards, i premi per le eccellenze del tessile. Di altissimo livello la giuria (nella foto a fianco) che selezionerà i tessuti ed individuerà i vincitori: la presidente sarà Véronique Nichanian, direttore artistico del menswear di Hermès. Con lei Fabrizio Flaccomio, senior designer e hcapo ricerca tessuti di Prada, il giornalista britannico Oliver Horton, Hirofumi Kurino, senior advisor and creative advisor di United Arrows, Nicolas Lepoutre, coordinatore della ricerca tessuti di Louis Vuitton, Florence Müller, docente di storia della moda all’IFM di Parigi, Marc Ossedat, stilista di Le Printemps, Kevin Tallon, creative intelligence manager di Central Saint Martins e Pascaline Wilhelm, direttrice moda di Première Vision. Le aziende candidate ad aggiudicarsi il premio sono 62, con le italiane grandi protagoniste. Ecco l’elenco completo: Gratacos, A-Girls, Foderami Dragoni, Bouton Renaud, Canepa, Clerici, Cotonificio Veneto, Delago, Dentelle Sophie Hallette, Dynamo Denim Kumascilik, Forster Rohner, Gentili, Guarisco, Guigou, Hausamman + Moos, Hoferhecht Stickereien, Iwanaka, J. B. Bernard,

Jacob Schlaepfer, Junior Arte Ricami by Adele Zibetti, Kanda Keori, Kuroki, Luigi Boggio Casero, Lanificio Luigi Colombo, Lanificio Rafanelli, Lanificio Breschi, Lanificio di Vaiano, Lanificio Fratelli Bacci, Lanificio Luigi Riccieri, Lanificio Rosenstein, Lanificio Subalpino, Lanificio Top Wool, Lanificio Tuchfabrik Moessmer, Linton Tweeds, Mallalieu’s of Delph Limited, Manifattura Viaggi, Marioboselli Yarns e Jersey, Milior, Nuovatess, Maga Jersey, Piacenza Fratelli, Pontetorto, Ratti, Schoeller Textil, Showa, Stib 19, Teijin Fibers, Tessitura Monti, Testa, Texapel, Tiare, Tissavel, Toray, Youngpoong Filltex, Zibetti e Orsini.

MILANO

Torna l’appuntamento con il Micam Quattro giorni dedicati al vasto mercato delle scarpe dal 16 al 19 settembre con la nuova edizione del Micam ShoEvent, il salone internazionale dedicato alla moda per la calzatura. In mostra al salone, organizzato dall’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani negli spazi di Fiera Milano Rho, le collezioni moda per le calzature p/e 2010. Sono 1601 le aziende espositrici che presentano, su 71.716 metri quadrati netti di superficie espositiva, le collezioni di livello alto e medio-alto per la prossima primavera estate. Il 17 settembre alle ore 11.00 verranno premiati i vincitori della decima edizione del concorso “La scarpa italiana: un cammino intorno al mondo”, mentre alle tecnologie relative alla conoscenza del mercato, al benessere, alla salute del consumatore ed al rispetto dell’ambiente è dedicato “I percorsi dell’innovazione”.

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Una vera e propria lista delle eccellenze tessili presenti a Première Vision per diverse categorie: avranno infatti i PV Awards il tessuto migliore in assoluto (The Grand Jury Prize 2009), quello che regala le maggiori emozioni al tatto (Handle Prize 2009), quello più innovativo, tecnologico e creativo (Innovation Prize 2009)e infine quello più originale per materiali, tecnica e decorazioni (Imagination Prize 2009). A mezzogiorno di venerdì 18 l’annuncio dei vincitori, nella Hall 5 (General Forum) e la consegna dei premi da parte della presidente di giuria Véronique Nichanian. m. g.


news economia MERCATI

ESTERI

Primark corregge le previsioni La catena di grandi magazzini discount Primark, specializzata nel settore dell’abbigliamento ed accessori, ha rivisto le proprie previsioni per gli utili 2009 dopo l’alto volume delle vendite (+9% negli ultimi sei mesi contro il +5% del secondo semestre del 2008) che la crisi economica non sembra aver contratto. Primark è uno dei protagonisti del settore retail britannico, al primo posto tra i rivenditori di value clothing ed al quarto posto in assoluto tra le catene di abbigliamento nel Regno Unito. La catena gestisce 174 negozi in Gran Bretagna ed altri 14 tra Spagna, Olanda e Portogallo.

CALZATURE

A New York i premi dello Stepping Out Cerimonia di premiazione a New York, presso Montenapo, per i cinque vincitori dello Stepping Out in Italian Shoes Award, il premio della calzatura italiana assegnato dal pubblico statunitense ai cinque marchi italiani più amati negli USA. I vincitori del concorso, per ognuna delle cinque categorie individuate, sono: Giorgio Fabiani per la categoria Women’s Contemporary, Roberto Guerrini by Calzaturificio Mauron per Men’s Contemporary, Franceschetti per Men’s Designers, Claudia Ciuti per Women’s Designer e Casadei per Innovative Design. Il premio, voluto dall’Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani e Ice e realizzato con il magazine Footwear News, si è confermato occasione di visibilità per la moda italiana delle calzature e per le aziende, e come uno strumento importante che si inserisce nella strategia di promozione e diffusione del made in Italy calzaturiero negli Stati Uniti.

L’Emilia Romagna conquista la Russia Successo pieno per le venti piccole imprese emiliano-romagnole al Collection Premiere Moscow. Le produzioni hanno conquistato distributori e buyer russi: “Le produzioni presentate - spiega il segretario di Cna-Federmoda Emilia Romagna Antonio Franceschini – hanno registrato un incremento di ordini e di quote di mercato rispetto all’edizione primaverile con soddisfazione delle imprese che hanno visto confermate le aspettative. L’attenzione e i risultati che portiamo a casa testimoniano l’interesse di questo mercato per i capi e le produzioni di abbigliamento uomodonna e maglieria. I risultati danno il polso di una situazione che sembra avviarsi verso un ritorno ai livelli di fine 2007 e che sono dovuti alla grande creatività e originalità dei capi prodotti dalla nostre imprese, unitamente all’alta qualità dei tessuti e di tutti i particolari di lavorazione”.

NOVITÀ

Broadwick, mani britanniche su Aquascutum Aquascutum è tornato di propeità dei britannici dopo l’acquisto da parte della società Broadwick, proprietaria anche della catena di abbigliamento Jaeger ed il cui 72% del pacchetto azionario è detenuto dall’imprenditore Harold Tillman ed un ulteriore 20% da Belinda Earl. I diritti del brand per l’Asia sono stati rilevati dalla Ygm Trading di Hong Kong per circa 16 milioni di euro. Il gruppo giapponese Renown, che aveva acquistato Aquascutum nel 1990 per 134 milioni di euro ha venduto per una cifra non ancora resa pubblica il brand, icona della moda britannica, che ha vestito la regina Elisabetta, Winston Churcill, la principessa Diana, Margaret Thatcher, Sophia Loren e numerose star del cinema.Aquascutum e Jaeger creeranno un gruppo con un fatturato potenziale di circa 360 milioni di euro.

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Luciano Barbera, biellese, è presidente dell’omonimo gruppo di tessile-abbigliamento. E’ appassionato di golf. Da anni porta avanti con impegno quotidiano la battaglia per la difesa del made in Italy


intervista con di Matteo Grazzini

Il made in Italy è una garanzia Luciano Barbera e il suo impegno quotidiano per l’obbligatorietà del “passaporto” italiano per garantire la qualità dei tessuti

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a qualche giorno Silvio Berlusconi ha un impegno in più: leggere tutto l’incartamento che gli è stato consegnato personalmente da Luciano Barbera che, approfittando della presenza del premier a Milano, lo ha fermato e gli ha chiesto espressamente di impegnarsi nella lotta per il riconoscimento del made in Italy. Da molto tempo Barbera scrive lettere al Governo per segnalare l’importanza di dare al tessuto italiano il giusto riconoscimento di qualità e provenienza ma, per ora, l’imprenditore biellese non ha avuto riscontri. Così ha pensato bene di consegnare le lettere a mano. A cosa ha portato il faccia a faccia con Silvio Berlusconi? Ha ammesso che in parte non conosce fino in fondo tutte le tematiche legate al made in ma mi ha invitato ad andare a Roma insieme a Pier Luigi Loro Piana per il tavolo di lavoro che hanno concordato. E’ una cosa importante perchè bisogna iniziare a fare chiarezza sulla confusione che si è creata tra la tutela del made in in Europa e la proposta di legge Reguzzoni Versace - Calearo, che è una cosa diversa. Questa confusione aiuta chi pesca nel torbido. Noi non siamo certo contrari a etichettare quello che viene da fuori Europa, ma non è quello che chiediamo per i prodotti italiani, che devono avere un proprio passaporto. Chi lo deve rilasciare? Deve essere il Governo, con una legge che renda obbligatoria questa etichetta, che serve a identificare un tessuto proprio come il passaporto serve a capire la nazionalità di una persona. Non equivale ad un riconoscimento di qualità e bontà, esattamente come un passaporto non dice se uno è simpatico o intelligente, ma almeno si saprà subito che quel determinanto prodotto è stato realizzato interamente in Italia.

Noi imprenditori queste garanzie dobbiamo offrirle con lungaggini burocratiche. Sullo stesso suo obiettivo stanno convergendo associazioni e persone da tutta Italia. Ci sono imprenditori e artigiani che stanno mettendo il loro impegno per raccogliere adesioni. A Busto Arsizio Roberto Belloli, della Aspesi, ha radunato cento piccoli imprenditori, Giuseppe Polli di Tessilivari si è impegnato in prima persona e tutti abbiamo la stessa voglia di far riconoscere quello che è giusto, ovvero lo stato dei nostri prodotti. Anche il presidente di Sistema Moda Italia Tronconi ha stimolato Berlusconi sullo stesso tema. Mi fa piacere, perchè capisco che Smi ha capito che non ci sono figli e figliastri o aziende più o meno italiane. Avete scadenze fissate? Vi siete posti un limite di tempo entro il quale avere queste garanzie di riconoscibilità dei prodotti? Non si possono avere scadenze definite quando in ballo c’è la sopravvivenza della filiera che, ogni giorno che passa, perde un pezzo. Il comitato di difesa del made in Italy è coeso e, anche se l’etichettatura non ci darà subito lavoro, almeno ci inciterà a tenere duto sapendo che tutto il paese è al nostro fianco. Ovviamente per made in Italy intendete 100% italiano... Certo. Non ci accontentiano di un “prevalentemente” come ha detto un noto stilista. Noi come Barbera selezioniamo le materie prime e garantiamo che tutta la produzione è in mani italiane e che il tessuto finito è stato lavorato con maestria e tradizione. La grandissima qualità viene di conseguenza. Probabilmente il tessile italiano non sarebbe così in crisi se si fosse sempre fatto sapere che un certo tipo di tessuto viene fatto solo in Italia.

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L’ottimismo che non ti aspetti L’effetto Berlusconi è dirompente. Milano Unica ritrova ordini, presenze e fiducia, anche se della ripresa arrivano solo accenni di Matteo Grazzini

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l di là del pensiero politico o delle simpatie e antipatie, la presenza di Silvio Berlusconi a Milano Unica ha acceso per qualche giorno i riflettori sul salone del tessile italiano. Il premier italiano ha portato telecamere, immagini sui giornali e sui tg di tutta Europa e di certo questa attenzione mediatica non ha nuociuto alla fiera che, come a godere di luce riflessa, sembra aver giovato di tutto questo in termini di presenze e di vitalità del mercato. Meglio, e neppure poco, di febbraio e probabilmente anche di quanto si aspettassero gli organizzatori, che per questa nona edizione hanno rinnovato il look di stand e corridoi. Il premier ha tenuto banco per oltre un’ora durante la cerimonia di inaugurazione, poi è andato in giro per gli stand. Soluzione dei problemi del made in, detassazione, previsioni sulla fine della crisi e messaggi di fiducia agli imprenditori del tessile. Silvio Berlusconi si è “immolato” sull’altare di Milano Unica: chiudendo la serie di interventi sul palco delle autorità il presidente del Consiglio ha giurato di impegnarsi in prima persona, soprattutto in sede europea, per salvaguardare i prodotti italiani.

Berlusconi ha toccato i temi del tessile-abbigliamento e chiamato in causa sia dal presidente di Sistema Moda Italia Tronconi che dal vice-presidente di Confindustria Zegna il premier ha assicurato il proprio impegno a Bruxelles per difendere il made in Italy. “Stiamo aspettando l’elezione del nuovo presidente della Commissione Europea - ha detto Berlusconi - ma siamo già al lavoro per avere commissari amici che possano perorare la causa della tracciabilità e della trasparenza. Mi impegnerò personalmente per trovare una soluzione definitiva a questo problema”. Poi messaggi di fiducia agli imprenditori con battute a effetto (“sono il missionario dell’ottimismo” e “dobbiamo solo aver paura della paura”), critiche a chi ha modificato i propri consumi ed ha rinunciato agli acquisti per timore della crisi e rimpianti per la rinuncia al nucleare che obbliga l’Italia a pagare l’energia molto più dei francesi. Infine, a chi gli ha chiesto una previsione sulla fine della crisi, Berlusconi ha risposto: “Sono lungimirante e vedo lontano ma non lontanissimo. Comunque tutti ci dicono che ci sono germogli di ripresa e noi dobbiamo essere fiduciosi, senza dare troppo addosso alle banche, che non devono fare credito a


PRIMO PIANO

tutti, ma devono fare buon credito a chi lo merita e voi di Milano Unica, che dimostrate di fare squadra davvero, lo meritate”. Soddisfatto il presidente Pier Luigi Loro Piana per le presenze eccellenti ma al di là della gioia non ha potuto ignorare la difficile situazione congiunturale, con un primo semestre del 2009 da tregenda e con l’export di tessuti che ha avuto una contrazione di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo del 2008, che pure non è stato un anno da incorniciare. “Preoccupano gli ordinativi per il secondo semestre – ha detto Loro Piana a Berlusconi – perché potrebbero avere una riduzione dal 20 al 50% rispetto all’anno scorso. E questa sarà la terza stagione consecutiva con il segno negativo e quindi sono a rischio sia la sopravvivenza di tante aziende che la leadership mondiale nel settore”. Per il presidente di Ideabiella e Milano Unica la soluzione sta nell’accantonare questa fotografia poco incoraggiante e reagire “per essere i primi ai nastri di partenza della ripresa”. E nelle richieste all’ospite Berlusconi Loro Piana ha messo la decontribuzione e la defiscalizzazione degli accordi aziendali di secondo livello e l’impegno a far sì che la Banca Europea non sia la prima a aumentare i tassi di riferimento all’arrivo della ripresa, tanto come è stata l’ultima a abbassarli quando è iniziata la crisi. Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia, ha rivolto a Silvio Berlusconi tre desideri. O meglio, ha evidenziato tre priorità per il tessile-abbigliamento. La prima è la sopravvivenza delle aziende salvaguardando gli investimenti in tecnologia e fornendo liquidità senza dover necessariamente rivolgersi alle banche. La seconda è il mantenimento dei lavoratori in azienda attivando tutti gli ammortizzatori sociali anche per chi non può accedere alla cassa integrazione. Infine la terza, ovvero il sostegno alla domanda interna (è tornata alla ribalta la “rottamazione” degli abiti). Ma Tronconi ha ricevuto gli applausi convinti dei presenti all’inaugurazione in due occasioni: prima quando ha ricordato l’incontro con Prodi nel 2006 al quale disse che, per aumentare l’export, non si poteva pensare che i cinesi fossero così sciocchi da ricomprare, ri-etichettati e ri-esportati; poi quando ha chiesto a Berlusconi di puntare i piedi a Bruxelles per portare a casa il regolamento sul made in. Infine un appello agli imprenditori e agli altri presenti: “Possiamo uscire dal tunnel della crisi – ha detto Tronconi – solo l’uno grazie all’altro e non l’uno a scapito dell’altro”. Barlumi di ripresa arrivando dagli ordini, sia quelli immediatamente pre-ferie che da quelli di inizio settembre, come conferma il presidente di IdeaComo Beppe Pisani: “Abbiamo avuto buone indicazioni - ha detto ma bisognerà vedere cosa arriverà ancora.

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1.Una delle aree tendenze, 2.Pier Luigi Loro Piana, 3. Paolo Zegna, 4. Alberto Bertoni, 5. Beppe Pisani Sicuramente è andata meglio del previsto e ho l’impressione che la prossima stagione sarà diversa dal solito. I negozi grandi si rivolgeranno al pronto moda, che dovrà essere elastico nei tempi, mentre quelli che vendono classico faranno ai grandi stilisti continui riordini. Non so se sarà una tendenza isolata o darà il via a un modo nuovo di vendere. In questo secondo caso tornerebbe buona una mia vecchia idea di organizzare tanti piccoli appuntamenti fieristici ravvicinati, cambiando il calendario fieristico. L’unica incognita è capire se i clienti sono disposti a muoversi così tanto”. Alberto Bertoni, dallo stand di Luigi Botto, ha invece una percezione della fiera leggermente diversa: “La situazione mi sembra simile a quella di febbraio - ha spiegato - e,

a essere sincero, io già a luglio ho contattato il 90% dei miei clienti. La fiera rimane comunque utile per mantenere le relazioni con colleghi e compratori. Comunque mi sembrano che stiano tornando i grandi gruppi degli Stati Uniti”. Poi l’ad dell’azienda piemontese, che da quest’anno affianca il proprio nome come sponsor a quello della Copran Piacenza campione d’Italia di pallavolo, ha toccato il tasto del made in Italy: “E’ un discorso molto ampio - ha detto - e alcune parti sono ancora da definire. Di certo il made in Italy va difeso e protetto; le idee ci sono, adesso vanno organizzate iniziative adatte, che coinvolgano tutta la filiera del tessile, perchè il concetto del made in Italy deve riguardare il prodotto dall’inizio alla fine”. 12 settembre 2008

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Sulla passerella del Portello sfilano le idee dei giovani

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lexis Mabille, Blaak Homme, Charles Anastase, Emilio de la Morena, Ilaria Nistri, Maurizio Miri Sara Lanzi, Suzuki Takayuki, Thomas Engel Hart e Todd Lynn. Sono stati loro ad animare On Stage, l’evento di punta di Milano Unica, ovvero la sfilata di abiti realizzati dai dieci talenti internazionali selezionati dagli organizzatori. Tanta gente all’appuntamento sulla terrazza del Portello e tanti osservatori interessati durante la sfilata, che ha chiuso la prima giornata della fiera. “Attraverso On STAGE - ha detto il presidente Pier Luigi Loro Piana alla presentazione dell’iniziativa - Milano Unica porta per la prima volta a Milano i più apprezzati designer emergenti del panorama internazionale offrendo loro una passerella d’eccezione con due principali obiettivi, ovvero creare un momento di incontro fondamentale della filiera del tessile-abbigliamento e mettere in contatto l’eccellenza del tessile made in Italy ed europeo con gli stilisti del futuro”. Prima della fiera gli stilisti di On Stage hanno avuto la possibilità di scegliere in anteprima tessuti e accessori delle collezioni autunno-inverno 2010/11 che le aziende hanno portato a Milano Unica Un’occasione per sperimentare con lar-

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go anticipo sulle tendenze del prossimo futuro ed apprezzare la ricchezza e la capacità di innovazione dell’offerta tessile europea ed in particolare italiana. Ma per i giovani stilisti si sono aperte anche le porte di piccoli showroom personalizzati proprio nella parte centrale del primo piano della fiera: dieci spazi personalizzati con immagini, manichini e poltrone nei quali gli stilisti hanno esposto parte delle loro creazioni.

Posti lungo un passaggio obbligato per raggiungere i due estremi dei padiglioni gli showroom sono stati visti praticamente da tutti i visitatori della fiera. Accanto agli showroom anche i due stand di Australian Wool Innovation, che ha supportato l’iniziativa: l’ente australiano a Milano Unica ha distribuito materiale informativo, anche per rilanciare lo storico marchio Woolmark. m. g.


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Pratotrade, un’assenza che si è fatta notare Il consorzio pratese ha rinunciato a Milano Unica ma alcuni imprenditori toscani hanno criticato la scelta: “Occasione persa”

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on è andata giù a molti imprenditori tessili pratesi l’assenza di Pratotrade, con il marchio Prato Expo, alla nona edizione di Milano Uni-

ca. Quella che sembrava essere stata una decisione senza grandi contraccolpi e condivisa da una buona maggioranza di imprenditori è diventata, anche alla luce del buon andamento della fiera milanese e delle presenze illustri, un mezzo boomerang che i pratesi presenti, alcuni dei quali in verità non soci di Pratotrade, hanno evidenziato. “Il nostro ruolo è fare le pezze e venderle ha detto Luigi Guarducci del Lanificio Europa - e se non veniamo qui dove dobbiamo andare? Meglio tutti uniti qui a Milano che in pochi in Cina. E non si dica che i problemi sono i costi, perchè ci hanno fatto uno sconto del 15% capendo le difficoltà del momento. Bisogna avere il concetto di squadra e non far decidere a una minoranza perchè questa politic porta solo svantaggi. In un momento di grande visibilità come quello di questa edizione della fiera Prato è sttaa latitante e non è giusto verso le nostre maestranze e i nostri lavoratori”. Anche Luigi Banci, della Pontetorto e membro di Pratotrade, ha qualche perplessità: “Abbiamo impiegato tanto tempo per fare la fiera unica - ha detto - e ora ne siamo usci-

ti. E’ vero che ci sono state divergenze con altri dell’organizzazione ma io non sono per le linee dure, perchè ci rimettono i clienti e le aziende. E c’è da valutare anche la bontà di Prima,. perchè p vero che ci sono buone idee, come la sinergia con i filati e l’anticipo delle collezioni, ma già la prossima edizione sarà molto ravvicinata a Milano e Parigi. Al limite potevamo fare entrambe le fiere”. “La fiera, se sfruttata bene, dà visibilità e opportunità - ha detto Andrea Brigatti della Compagnia Tessile Italiana, comunque da sempre a Milano Unica con Moda In - e Milano fa da richiamo anche solo per la presenza dei grandi negozi”. Dal canto suo Pratotrade ha rilasciato un comunicato per confermare i motivi della scelta: “Pratotrade - si legge - non è presente con Prato Expo a Milano Unica dopo aver partecipato a sette edizioni. La decisione presa a suo tempo, è scaturita da un’attenta valutazione dei risultati, in rapporto a quello che sono le evoluzioni e necessità del mercato”. Poi la nota del presidente Alessandro Benelli: “La progressiva rinuncia delle aziende a partecipare a Milano Unica è conseguente ad una crescente delusione in termini di risultati ed in relazione al mancato raggiungimento degli obiettivi preposti. Il messaggio è stato forte e chiaro e come Consorzio abbiamo dovuto tenerne conto. Il mercato richiede specializzazione in un modo sempre più eviden-

te, e questo porta le aziende a programmare, ognuna secondo le proprie caratteristiche, in modo diversificato le proprie attività commerciali. Questo processo coinvolge anche le manifestazioni fieristiche che diventano a loro volta oggetto di selezione e di scelta”. “Pratotrade - prosegue il comunicato - ha ritenuto di puntare su Prima Moda Tessuto in concomitanza e sinergia con Pitti Immagine Filati, per offrire un utile servizio alle aziende, con connotazione di alta specializzazione, non solo appartenenti al distretto pratese ma anche del nord Italia ed estere”. “I lusinghieri risultati di Prima Moda Tessuto - ha dichiarato il direttore Vincenzo Pagano - sollecitano a lavorare al consolidamento di questo nuovo evento che completa ed integra il panorama dell’offerta fieristica internazionale. Offrire ai clienti un’ampia panoramica delle tendenze moda della stagione – sia di tessuti che di filati – è una caratteristica unica che assegna a Prima Moda Tessuto un appeal prezioso e unico”. Presente come presidente dell’Unione Industriale ma senza lo stand della sua ditta Riccardo Marini, che ha preso atto delle proteste: “42 pratesi - ha detto - non rappresentano la maggioranza degli associati ma è vero che la pattuglia toscana è stata numerosa. se si fosse fatto prima una fiera davvero unica non saremmo arrivati a certe decisioni, che sono state prese per vari motivi”. 12 settembre 2009

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Vigevano Verona Valle del Liri Valdinievole-Lamporecchio Val Vibrata Val Seriana UrbaniaVig Solofra Schio-Thiene-Valdagno Santa Croce sull’Arno Sanremo San Mauro in Pascoli SanSo Marco dei Cavoti San Giuseppe Vesuviano Riviera del Brenta Prato Pombia Oleggio-VaralloMa Nocera Inferiore-Gragnan Nevano-Aversa-Trentola Montebelluna Marcianise Lucca LeccoNo Grumello del Monte Grumo Fusignano-Bagnacavallo Fermano-Maceratese Empoli DucentaGr Como Castelgoffredo Castrano Carpi Biella Barletta Assisi Asse del Sempione ArzignanoCo

i distretti dell’area moda

Reda in Cina per promuovere talenti

BIELLA

BIELLA

Al via l’osservatorio sui prodotti tessili e sull’abbigliamento Debutterà questo autunno l’Osservatorio normativo sul tessile/abbigliamento, una newsletter bimestrale dedicata alla normativa comunitaria e internazionale rilevante per i settori del tessile e dell’abbigliamento, con un particolare attenzione alle peculiarità del distretto biellese. L’iniziativa è supportata dalla Camera di Commercio di Biella, che ha appositamente stanziato una borsa di studio di 5.000 euro destinata a un ricercatore inserito all’interno del neonato Centro di Documentazione Europea Giuseppe Pella, istituito dalla Comunità Europea a Città Studi e che si occuperà della redazione del bollettino. Il progetto è nato in seno alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino. L’Osservatorio curerà l’analisi dei lavori degli organi dell’Unione Europea e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio specifici sui tessili, come pure la rassegna delle elaborazioni degli altri enti internazionali, prima fra tutti l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la cui attività costituisca un significativo contributo all’esigenza di tutela della salute e promozione della qualità dei prodotti tessili.

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Ercole Botto Poala seleziona le borse

l lanificio biellese, insieme alla prestigiosa scuola di moda cinese Raffles Design Institute, ha promosso un progetto che ha visto gli studenti impegnati nella realizzazione di borse ecologiche realizzate con i tessuti Reda dell’ultima collezione AI 2009-2010. Sei borse in particolare sono state premiate per la loro originalità. Per due mesi gli studenti del Raffles Design Institute, rinomata scuola di moda e design della capitale cinese, hanno studiato e disegnato le borse ecologiche, utilizzando i tessuti Reda per combinazioni creative e assolutamente “green”, interamente ispirate dalla ricerca di un’eleganza raffinata ma naturale. Le creazioni dei ragazzi sono state esposte alla Galleria d’Arte Distretto 798 dal 23 al

26 luglio. Il premio destinato al vincitore offerto da Reda è stato un soggiorno in Italia, a novembre, per visitare il lanificio e spendere qualche giornata a Milano, nella capitale della moda. Reda è il primo lanificio a collaborare con una scuola in Cina, confermando una profonda sintonia con la realtà cinese, che ha portato anche all’apertura di una sede commerciale a Shanghai, cinque anni fa, o che le ha consentito di vincere ai China Awards 2008 nella categoria creatori di valore. “Unire la creatività dei nuovi talenti ad un pieno rispetto ambientale – afferma Ercole Botto Poala, amministratore delegato di Reda - è un valore profondamente legato alla filosofia di Reda, e siamo davvero felici di poterne dare dimostrazione anche a Pechino”.

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Robe di Kappa e Superga, pigiami firmati Liabel Liabel e BasicNet hanno siglato un importante accordo commerciale che ha per oggetto la creazione di collezioni di intimo e pigiameria Superga e Robe di Kappa rivolte ai segmenti neonato e bambino-a (0-14 anni). Una licenza triennale che unisce due eccellenze: Liabel, leader indiscusso nel mercato nazionale dell’intimo per famiglia, e BasicNet, azienda torinese quotata alla Borsa Italiana dal 1999, leader nella produzione e commercializzazione di abbigliamento per lo sport ed il tempo libero, attivo anche nel settore delle calzature informali e sportive con i marchi Kappa, Robe di Kappa, Jesus Jeans, K-Way, Superga e Laniera.

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i distretti dell’area moda

VARESE

20 milioni in arrivo dalla Regione per gli imprenditori under 35 Ammontano a 20 milioni i contributi regionali che finanziano a tasso agevolato la nuova imprenditorialità fino al 100% del contributo ammesso. Potranno usufruire di questi finanziamenti le nuove attività d’impresa e di lavoro autonomo che siano state avviate in Lombardia da non più di 12 mesi da parte di under 35, se uomini, e senza limite d’età se donne. Gli investimenti dovranno essere compresi tra 15.000 e 30.000 euro nel caso di ditte individuali e associazioni professionali. Nel caso, invece, di società di persone e capitali l’importo dell’investimento non potrà essere superiore a 150.000 euro. Le imprese interessate possono presentare domanda via web attraverso il sito Finanziamenti on Line all’indirizzo http://89.96.190.11.

I bandi camerali per innovazione e sviluppo COMO

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a vicinanza con la Svizzera si rivela per Como ancora una volta un vantaggio. Nell’ambito del progetto Interreg Innovation Community infatti la Camera di Commercio di Como, in collaborazione con il Centro di Cultura Scientifica Alessandro Volta, il Politecnico di Milano, Ticinotransfer, la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, la Camera di Commercio del Cantone Ticino e l’Associazione Industrie Ticinesi, promuove due bandi per sostenere le piccole imprese innovative delle aree transfrontaliere. Per il bando “Innovazione per lo sviluppo” sono stati stanziati 175mila euro: serviranno per l’erogazione di un voucher a copertura totale delle spese (fino a 5.000

euro) per studi di fattibilità relativi a progetti di innovazione. Per valutare la fattibilità dell’idea innovativa occorre la presenza di aspetti tecnologici, economici, di mercato, di ritorno dell’investimento e di protezione intellettuale. Per “Innovazione Start Up e Consolidamento” invece sono stati stanziati 140mila euro: il bando vuole sostenere, con un voucher di 7.000 euro, il primo anno di insediamento presso i Parchi Scientifici Tecnologici di Lomazzo o del Canton Ticino di imprese operanti da non oltre 60 mesi. Le domande potranno essere presentate da imprese delle provincie di Como, Lecco, Sondrio e Varese e consegnate per il primo bando entro il 30 ottobre, mentre per il secondo bando fino ad esaurimento fondi.

VARESE

Argentina-Busto un binomio inedito per il mercato

Tra la Camera di Commercio Italiana di Rosario e il Consorzio Export Alto Milanese di Busto Arsizio è stato attivato un interessante rapporto di collaborazione che potrebbe portare a proficui sviluppi in quanto il mercato argentino si identifica per il tessile come un’area con concrete potenzialità. Nasce quindi sotto i migliori auspici l’ospitalità prevista per la settimana del 22 settembre di una delegazione di imprenditori del settore che parteciperanno ad un apposito workshop per esaminare l’alta tecnologia prodotta dalle aziende consorziate, integrato da visite ad imprese produttrici di tessuti. e. s.

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i distretti dell’area moda

Il cardato rigenerato CO2 presenta il proprio marchio a Parigi PRATO

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ebutterà a Parigi il marchio Cardato Regenerated CO2 neutral, che certifica il tessuto realizzato con materia prima rigenerata avendo anche annullato l’impatto sull’ambiente. Il progetto del cardato a impatto zero, portato avanti dalla Camera di Commercio di Prato, avrà il suo coronamento a Parigi: Première Vision infatti terrà a battesimo il marchio, inserito anche nel nuovo “percorso del riciclo” lanciato dalla fiera per quegli acquirenti che sono interessati ad acquistare questo tipo di materiali. Il marchio avrà infatti un proprio stand (Hall 2 – 5P38) e sarà presentato anche alla stampa internazionale (17 settembre, alle 15 nella Hall Mezzanine). “Avevamo presentato al Pitti Filati di gennaio la fibra rigenerata CO2 neutral, riscuotendo un grande interesse sia da parte delle aziende che della stampa specializzata – ha detto Carlo Longo, presidente della Camera di Commercio di Prato – e le imprese del territorio ci hanno chiesto di garantire anche la presenza di rigenerato all’interno dei tessuti, per rispondere alle esigenze di una clientela che è sempre più attenta verso questo aspetto. E’ nato così questo marchio, con il quale le aziende possono dimostrare ai propri clienti il doppio virtuosismo della loro produzione (Co2 neutral + rigenerato) anche grazie alla garanzia di un soggetto terzo come la Camera di Commercio di Prato”. Partner dell’iniziativa è il Consorzio per la valorizzazione e la tutela dei prodotti tessili cardati, che si è fatto carico di individuare le aziende della filiera-tipo sulle quali è stata sperimentata l’operazione, con la consulenza di Prima Q. “Il percorso di certificazione ha aggiunto Longo - non è complicato e le aziende che lo hanno sperimentato hanno dovuto fare uno sforzo per tracciare la propria produzione e la loro filiera di riferimento, ma sono riuscite a portare a termine il percorso senza grossi problemi. Altre imprese sono già pronte a chiedere la certificazione; credo che la tempestiva risposta che siamo riusciti a dare ad un’esigenza mostrata dal mercato potrà rappresentare un interessante vantaggio competitivo. Adesso vediamo come risponderà la clientela di Premiere Vision”. Per arrivare al regolamento di rilascio del marchio e alle prime certificazioni, è stata avviata una fase sperimentale: le prime tre a realizzare una collezione di tessuto sono sta-

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te il Lanificio Fratelli Balli, il Lanificio Nello Gori e il Lanificio Mario Fiaschi. Entro la fine del mese la Camera di Commercio di Prato pubblicherà un bando rivolto a tutte le imprese del territorio interessate per ampliare il numero di aziende certificate, sostenendo una parte dei costi necessari all’inserimento nel percorso di certificazione. Per fregiarsi del marchio Cardato Regenerated CO2 neutral i tessuti devono essere prodotti all’interno del distretto pratese, con almeno il 70% di materiale riciclato (come abiti o scarti di lavorazione tessile), avere contabilizzato le emissioni di CO2 e avere acquistato dalla Camera di Commercio i crediti di emissione corrispondenti al volume di produzione di cui si vuol annullare l’impatto. I certificati verranno rilasciati su singoli lotti di produzione, per permettere alle aziende di annullare solo le emissioni dei tessuti effettivamente venduti. I nomi delle aziende che hanno ottenuto il marchio sono già leggibili sul sito della Camera di Commercio (www.po.camcom.it) e per ogni ditta sono indicati anche i nomi degli articoli che sono stati certificati, in modo che gli acquirenti possano avere una ulteriore garanzia di trasparenza.

PRATO

Cassa integrazione, ritardi preoccupanti L’Unione Industriale è preoccupata “per i forti ritardi - come spiega il vice presidente Riccardo Matteini - nell’erogazione degli importi dovuti ai lavoratori in cassa integrazione. Non è un fatto noto ma è pratica diffusa l’anticipo della cassa integrazione da parte delle imprese: un atto non dovuto ma che gli imprenditori compiono come manifestazione di solidarietà nei confronti dei dipendenti. I ritardi provocano tante difficoltà in aziende che hanno già problemi con la carenza di liquidità. Gli ammortizzatori sociali sono indispensabili per il sostegno al reddito dei lavoratori e per la dispersione di competenze indispensabili per agganciare la ripresa che speriamo prossima”.


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VICENZA

Le donne e Libra

Il progetto guida venticinque imprenditrici su un percorso di orientamento associativo

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asce il Progetto Libra voluto da Donne di Confartigianato e dal Cesar - centro di formazione dell’Associazione Artigiani di Vicenza- e finalizzato a promuovere azioni positive per le donne. Cesar, movimento regionale di Donne Impresa e Laboratorio delle Idee, con il contributo finanziario del Ministero del Lavoro, intendono così creare un punto di incontro privilegiato, un luogo di informazione e di scambio, una palestra dove sviluppare abilità e competenze per rafforzare il ruolo delle donne imprenditrici e con esso la competitività delle imprese abbinata alla capacità di essere sempre più forti e rappresentative all’interno delle Associazioni di categoria. Il progetto Libra si propone quindi di offrire a un gruppo di 25 imprenditrici un percorso verso l’orientamento associativo nell’ottica di una prospettiva di sinergia tra le proprie qualità e le competenze che possono svilupparsi in ambito associativo e quelle specificità proprie dell’esperienza professionale e personale. L’azione del progetto si snoda lungo un arco di 18 mesi di attività formativo-consulenziale, attraverso incontri in outdoor, bilanci di competenze, formazione a distanza in

VENETO

Veneto e Puglia insieme per il made in E’ stata stipulata un’intesa tra Veneto e Puglia nel settore dell’abbigliamento per rilanciare il made in Italy, con una strategia basata su reti di imprese e territori e l’obiettivo di trovare sinergie produttive. Il progetto coinvolgerà ben 135 imprese del distretto Veneto e dell’abbigliamento-Verona Moda e 203 aziende del distretto produttivo della filiera pugliese. L’obiettivo finale è quello di contrastare la crisi economica, che ha colpito anche il settore tessile.

modalità e-learning, interventi di consulenza personalizzata per l’empowerment delle singole partecipanti. Ad ognuna è affidato poi il compito di diffondere il progetto ed estendere la rete ad altre colleghe (almeno altre 100), che saranno invitate ad aggregarsi alla comunità virtuale di apprendimento che andrà a costituirsi sulla piattaforma di e-learning. e. s.

GENOVA

Niente più tessile sotto la Lanterna Fallimento in arrivo per la Lady Mary Fashion Con l’ormai annunciato fallimento della Lady Mary Fashion di Genova San Quirico il capoluogo ligure perde l’ultimo pezzo di una secolare filiera del tessile-abbigliamento. A confermare il fallimento è una nota delle tre sigle sindacali: “Le segreterie territoriali di Filtea Cgil Femca Cisl e Uilta Uil di Genova, dopo mesi di impegno al fine di trovare soluzioni per risollevare le sorti dell’azienda tessile e salvaguardare l’occupazione, devono prendere atto che l’imprenditore proprietario dell’azienda non ha dato risposte positive per il proseguimento dell’attività. L’azienda dichiarerà a giorni il fallimento presentando i libri in Tribunale. La città di Genova perde così l’ultimo qualificato pezzo di settore tessile specializzato nella produzione di capi di abbigliamento femminile di alta moda”. I sindacati hanno anche sollecitato le istituzioni locali al fine di trovare soluzioni alternative occupazionali per le 36 lavoratrici che perdono il posto di lavoro, trovando peraltro riscontro nella Regione Liguria attraverso l’impegno promesso dall’Assessore Enrico Vesco”. “Filtea, Femca e Uilta - si legge a conclusione della nota - si augurano che in un prossimo futuro l’imprenditoria ligure mostri segnali di maggior coraggio volendo dare un senso reale al tanto sbandierato rischio di impresa”.

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