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laSettimana SETTIMANALE DI INFORMAZIONE DELLA DIOCESI DI ADRIA-ROVIGO

Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abb. postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1 NE/RO

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Anno CXIV - N. 3 - Una copia € 1,10 - Domenica 19 gennaio 2014 - (Esce il giovedì)

Lunedì 20 gennaio 2014 aLLe ore 17,30 aL TeaTro don Bosco

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e’ ancora necessaria la famiglia? Perché dobbiamo “salvare” la famiglia?

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10° incontro degli amministratori, imprenditori, lavoratori e operatori del mondo culturale del Polesine con il Vescovo Lucio Soravito Da quando sono vescovo della Chiesa di Adria-Rovigo (2004), ho ritenuto opportuno organizzare all’inizio di ogni anno l’incontro degli amministratori, politici, imprenditori, mondo del lavoro e della cultura del Polesine, per riflettere insieme sui problemi che preoccupano di più la nostra gente. Siamo passati dai problemi dell’economia (prof. Stefano Zamagni, 2005) alla ricerca delle risorse del Polesine (prof. Ilvo Diamanti, 2006); dall’immigrazione (dott. Savino Pezzotta, 2007) al mondo giovanile (don Luigi Ciotti, 2008); dalla ricerca del “bene comune” (prof. Giuseppe De Rita, 2009) alla formazione etica e politica (mons. Rino Fisichella, 2010); dalla ricerca delle risorse economiche del Polesine (Camera di Commercio di Rovigo, 2011) al modo di affrontare la crisi economica (prof. Stefano Zamagni, 2012) e alla collaborazione da stabilire tra i responsabili del mondo del lavoro (mons. Francesco Moraglia, 2013).

Alcuni amministratori e imprenditori, interpellati circa il tema da affrontare nell’anno 2014, hanno suggerito di affrontare un problema vitale che riguarda tutta la società italiana e che segna il futuro del nostro Paese in maniera preoccupante: la famiglia. La famiglia, sotto la spinta di una cultura individualistica, ha rinunciato al suo ruolo sociale e si è rinchiusa nel privato del proprio interesse. Molti ritengono la famiglia un “affare privato”, senza rilevanza sociale. Molti affermano che la famiglia non ha bisogno di essere fondata sul matrimonio e legittimano tutte le forme di unione. Molti giovani rimandano l’impegno coniugale. Per questo cala in modo preoccupante il numero dei matrimoni. C’è quindi una sfida: far riscoprire la famiglia come comunione indissolubile dell’uomo e della donna, aperto alla procreazione, e come “cellula della società”. Lo afferma chiara-

mente la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU (1948): “La famiglia è nucleo e fondamento della società” (art. 16). Dalla famiglia dipende il futuro della persona e della società. Se muoiono le famiglie, muore la società. Se le famiglie sono sane, è sana anche la società. Per questo ho ritenuto opportuno dedicare il 10° incontro dei responsabili della vita pubblica, economica, sociale e culturale del Polesine al tema della famiglia. Lo terremo lunedì 20 gennaio 2014, ore 17.30, a Rovigo, nel Centro Giovanile “Don Bosco”, in Viale Marconi 5. Il tema sarà illustrato da un relatore autorevole, esperto anche in questi problemi: il prof. Pierpaolo Donati, docente di sociologia nell’Università di Bologna. Con la fiducia che molti partecipino a questo incontro, porgo a tutti un cordiale saluto. + Lucio Soravito Vescovo

La Festa del «Verbum Domini» in ogni parrocchia, domenica 19 gennaio 2014 La Parola di Dio scritta ha un ruolo fondamentale nella vita di noi cristiani e nella vita delle nostre comunità. Per “ritrovare l’entusiasmo di comunicare la fede” - come ci ha raccomandato il Papa Benedetto nell’indire l’Anno della fede - è necessario che ci mettiamo tutti “in religioso ascolto della parola di Dio”. Per ringraziare il Signore, che dialoga con noi con la sua Parola scritta, e per sottolineare il valore fondamentale della Parola di Dio scritta, domenica il 19 gennaio 2014 celebriamo in ogni parrocchia la Festa del “Verbum Domini” con queste modalità:

1) durante una o più celebrazioni della S. Messa di domenica 19 gennaio, si fa in chiesa l’intronizzazione della Bibbia prima della Liturgia della Parola; 2) si cura più del solito la proclamazione della Parola di Dio e nell’omelia il sacerdote mette in evidenza il ruolo che la Parola di Dio ha nella nostra vita di cristiani; 3) al termine della S. Messa si consegna il Vangelo ai capi-famiglia; oppure si consegna la Bibbia ai membri del Consiglio Pastorale o ai catechisti o ai lettori; 4) al termine della S. Messa si espone la Bibbia su un leggio in fondo alla chiesa, nel corridoio centrale, in forma permanente; 5) nelle case i fedeli creano l’“angolo della Bibbia”, in cui espongono la Bibbia aperta in modo permanente.

Nomine tra il Clero

Gennaio mese del Seminario recaPitare la scheda eghiera - Riflettiamo sul significato vitale del Seminario in diocesi e sulla vocazione al sacerdozio. - Preghiamo per la comunità del Seminario e per i giovani che lo frequentano. Spedendola per posta a - Accompagniamo i nostri ragazzi ed i nostri giovani a visitarlo. - Sosteniamo il Seminario don Marino ZorZan anche economicamente. p.le S. Bortolo, 4

sù, divino pastore, chiamato gli Apostoli e pescatore di uomini, cuori ardenti e generosi di giovani, nderli tuoi discepoli tuoi ministri.

Diocesi di Adria - Rovigo Mons. Vescovo, in data Ufficio Diocesano pernomila 14 gennaio 2014, ha nato: Pastorale delle Vocazioni

Preghiamo per le vocazioni

45100 rovigo Oppure

don daniele Spadon c/o Seminario Vescovile “S. pio X”

Servizio a pag. 20

Marcomini Don Stefano Vicario Foraneo di Castelmassa; Miglioli Don Alex Amministratore parrocchiale di Bergantino.

onastero


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la Settimana

comunità

Sabato 1° febbraio

Verso la Giornata della “Vita Consacrata” Quest’anno, a livello diocesano la Giornata viene anticipata a sabato 1 febbraio e sarà celebrata nella chiesa dei Padri Cappuccini a Rovigo, cui va la riconoscenza per la gioiosa ospitalità che sanno sempre offrire. Quando le RR Superiore

e Mons. Vescovo avevano accettato di anticipare al sabato, ritenevo che era aperta la possibilità di dare ampio spazio nelle parrocchie la Domenica 2 febbraio. Quel giorno, è anche la prima domenica di febbraio che viene dedicata per la 36 volta, alla Vita!

Attività del Vescovo Domenica 19 gennaio: Ore 10.30 - Bosaro: celebra la S. Messa ed amministra il sacramento della Cresima. Ore 16.00 - Rovigo, Sala della Gran Guardia: partecipa al Convegno del Movimento Lavoratori dell’Azione Cattolica. Lunedì 20 gennaio: Ore 17.30 - Rovigo, Centro Giovanile “Don Bosco”: presiede il 10° incontro degli amministratori, imprenditori, lavoratori e operatori del mondo della cultura. Martedì 21 gennaio: Ore 9.00 - Rovigo, Vescovado: riceve in udienza. Mercoledì 22 gennaio: Ore 9.00 - Rovigo, Vescovado: riceve in udienza. Ore 21.00 - Villadose: incontra i cresimandi ed i loro genitori. Venerdì 24 gennaio: Ore 9.00 - Rovigo, Vescovado: riceve in udienza. Ore 11.00 - Rovigo, Vescovado: celebra la S. Messa con i giornalisti nella festa di S. Francesco di Sales e presiede un incontro di riflessione sui compiti dei giornalisti. Ore 21.00 - Rovigo, Chiesa della Rotonda: presiede l’incontro della preghiera ecumenica. Sabato 25 gennaio: Ore 17.00 - S. Maria Maddalena: celebra la S. Messa ed amministra il sacramento della Cresima. Domenica 26 gennaio: Ore 10.30 - Adria, Cattedrale: celebra la S. Messa. Ore 19.00 - Rovigo, Duomo: celebra la S. Messa per la Giornata del Seminario e conferisce il ministero dell’Accolitato ad alcuni seminaristi.

Penso che tutte le Comunità parrocchiali che hanno la fortuna di avere le “Suore” e i “Frati”nei loro territori, vogliano cogliere l’occasione per festeggiarle e per proporre a tutte le persone un momento di riflessione sulla vita consacrata”. Le Comunità della Cattedrale, della Tomba, di San Vigilio, di Ariano, di Corbola, di Canalnovo, di S. Apollinare, di San Bartolomeo a Rovigo, della Concattedrale di San Francesco, della Madonna Pellegrina , di Boara, Granzette, Concadirame, Costa, Fratta, San Bellino, Lendinara S. Sofia, Lendinara S. Biagio, Badia, Baruchella, Pissatola, Trecenta, Castelmassa, Ficarolo, Gaiba, sono invitate a partecipare alla celebrazione Diocesana, magari con i loro parroci. Domenica 2 febbraio Credo che tutte le comunità abbiano la preoccupazione di far crescere la Vita consacrata! Il Papa Francesco ha annunciato il 29 novembre 2013, che l’anno 2015 sarà per tutta la Chiesa, l’anno dedicato alla vita consacrata. I Consacrati e le Consacrate sono il messaggio profetico che da sempre la Chiesa lancia a quanti seguono Cri-

sto maestro e guida. Quanti sono consacrati seguono Cristo in modo speciale e sono impegnati a dare alla loro esistenza la priorità alla profezia del Regno che ritengono non negoziabile. La missione della loro vita è porre il Regno al primo posto seguendo da vicino Cristo povero, obbediente e casto. Tutto questo è messaggio forte al popolo cristiano, che spesso si sente proporre ideali effimeri che danno inquietudini e sofferenza. La preghiera per la Vita Consacrata La domenica 2 febbraio diviene anche occasione per una più intensa preghiera per le vocazioni alla vita consacrata, non solo con alcune intenzioni alla “preghiera dei fedeli” nella celebrazione dell’Eucaristia, ma dedicando ad essa sia la celebrazione del Vespero domenicale e dell’Ora di Adorazione settimanale che si realizzano nelle parrocchia. Il dedicare alla Vita Consacrata la preghiera è rendersi conto che “le persone Consacrate non sono materiale di aiuto, ma sono carismi che arricchiscono le Diocesi” (Papa Francesco). Il Delegato per la Vita Consacrata

II Domenica del tempo ordinario - A

Le Vie dell’Evangelizzazione Isaia 49, 3.5-6; 1 Corinti 1, 1-3; Giovanni 1, 29-34

La salvezza è in Dio e da Dio. Chi lo incontra riceve poi la missione di trasmettere la sua esperienza. La fede è dono e come tale non è da chiudere gelosamente nello scrigno privato, ma da distribuire come dono agli altri. Isaia ha un orizzonte universalistico, oltre Giacobbe, e Israele si fa servo di questo dono. Giovanni vede giunto il momento del riscatto dal peccato e si fa testimone dell’Agnello pasquale. Paolo registra la missione di santificazione operata da Cristo al quale lui si è consegnato come apostolo. Servizio, testimonianza, apostolato è l’itinerario che ci è proposto come cristiani per evangelizzare il mondo. Scrive Benedetto XVI (L’infanzia di Gesù, pp. 90-91): “Resta vero che non potremo amare se prima non fossimo amati da Dio. La grazia di Dio sempre ci precede, ci abbraccia e ci sostiene. Ma resta vero che anche l’uomo è chiamato a partecipare a questo amore, non è un semplice strumento, privo di volontà propria, dell’onnipotenza di Dio; egli, può amare in comunione con l’amore di Dio e può anche rifiutare questo amore”. Isaia con il secondo dei canti del servo del Signore ci presenta una figura, che la successiva tradizione cristiana leggerà in chiave messianica. Egli fa risalire la propria chiamata fino alle origini stesse della sua esistenza, quando era ancora nel grembo materno, e questo è un modo per affermare che tutta la sua vita è sotto il segno di questa vocazione. Il servo ha una fisionomia profetica: la sua è una chiamata per la parola che incide nella storia. Il servo può, così, espletare il suo incarico destinato a Israele ma anche a tutte le nazioni,

fino alle estremità della terra. Il servo viene identificato con lo stesso popolo ebraico, trasformando questa figura in un personaggio collettivo: “Tu sei il mio servo, Israele”. Il Vangelo apre il tempo della rivelazione di Gesù davanti ai suoi, cioè a Israele, e all’intera umanità. Entra in scena Giovanni Battista che indica in Gesù “l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”. Questa espressione allude al Servo sofferente del Signore, figura interpretata messianicamente dal cristianesimo, cantata da Isaia e presentata come l’agnello condotto al macello e capace di portare su di sé i peccati del popolo. Lo Spirito Santo che “scende e rimane” su Gesù è il sigillo della sua messianicità, ma anche della sua divinità. Paolo apre la lettera ai Corinti con l’indirizzo e il saluto. E’ da notare che nel ringraziamento rivolto a Dio si sottolineano i doni molteplici ricevuti

dalla comunità di Corinto per quanto riguarda la parola e la conoscenza. E’ l’occasione per ricordare che solo in Cristo è la sorgente di ogni salvezza e che alla radice dei battesimo c’è l’annunzio della fede che è l’impegno primario e fondamentale dell’apostolo. Il cristiano è chiamato ad essere servo, testimone ed apostolo. Gesù, dopo il battesimo, inizia la vita pubblica chiamando collaboratori “che stessero con lui e per mandarli a predicare” (Mc 3,14). I Dodici sono stati costituiti per stare con Gesù. Essi dovranno conoscere ogni cosa del loro Maestro e Signore: parole, opere, interventi, relazioni, risposte, dialoghi, atteggiamenti. E’ come se si dovessero impregnare del Signore Gesù, in modo da diventare “immagine” perfetta di lui nel mondo. Stare con lui, unico vero Maestro, dona lo spessore giusto per essere poi continuatori della sua missione, propagato-

ri del Vangelo e del suo stesso stile. Per portare la buona notizia che Dio è Padre e sì prende cura di noi, che ci ha amato al punto di mandare il suo Figlio unigenito a salvarci. Una parola di amore e di felicità, ma che esige accoglienza e conversione. Ma certamente ogni cristiano, in quanto discepolo, deve coltivare un profondo rapporto di intimità con il Signore Gesù, per poter essere testimone del Vangelo e per poter combattere ogni forma di peccato e di male. Benedetto XVI scriveva nel Messaggio per la Quaresima 2013: “Il ‘sì’ della fede segua l’inizio di una luminosa storia di amicizia con il Signore, che riempie e dà senso pieno a tutta la nostra esistenza... Non v’è azione più benefica verso il prossimo che spezzare il pane della Parola di Dio, renderlo partecipe della Buona Notizia del Vangelo, introdurlo nel rapporto con Dio”. d. Dante Bellinati

Può sapere di novità per tanti, ma l’accesso alla conoscenza e meditazione della Parola di Dio è da sempre uno dei momenti importanti della vita cristiana. Nella ricerca del Prof Don Cleto Corrain, degli anni ’60, nelle parrocchie della Diocesi, appariva ben chiaro come la stessa espressione ”Verbum Domini” era familiare alla nostra gente. Vi erano preghiere al “Verbum Domini”, come all’Eucaristia. Certamente la ricerca del prof. Corrain aveva altri fini, nel piano dei suoi studi. La stessa Messa era vissuta come sintesi di una felice ed esaltante celebrazione sia della Parola che del Pane! “Fractio Panis, Fractio Verbi” sono espressioni che indicano azioni che attuano

Domenica 19 gennaio

domenica 19 gennaio 2014

POPOLO DI DIO IN MISSIONE

I bambini La Messa dei fanciulli. Non se ne parla più. Nemmeno del testo promosso ad experimentum dalla Conferenza Episcopale Italiana. Era un appuntamento in tante parrocchie per fanciulli, mamme e nonne. Il numero ridotto di sacerdoti, le messe nelle unità pastorali hanno limitato il numero delle messe parrocchiali e quella dei fanciulli ne hanno risentito, ma non solo per questo. “Padre santo... in questo giorno di festa ci hai convocato nella tua casa. Oggi la tua famiglia, riunita nell’ascolto della parola e nella comunione dell’unico pane spezzato...”. Preghiamo così con il prefazio domenicale e, se la famiglia non è unita, che famiglia è? La Messa dei fanciulli può favorire la catechesi ai fanciulli, ma lascia un vuoto in una assemblea che richiama all’unità di famiglia il popolo di Dio. Lasciamo perdere la Messa dei fanciulli a favore della comunità-famiglia! Ma nascono nuovi problemi: “i bambini disturbano...”. E allora si escogitano rimedi: luoghi di isolamento attrezzati e assistiti. Ma in famiglia si fa così quando i bambini piangono, corrono, alzano la voce? Se la Messa riunisce la famiglia dei figli di Dio, segno della famiglia è anche la presenza dei bambini e dei fanciulli nel loro essere e agire. Quando un bambino alla Messa piange scattano due movimenti: il volto severo dei vicini si concentra sulla mamma e lo sguardo e la direzione della mamma si concentra sulla porta di uscita. Ne scatta un terzo, il mio, che dall’altare o dalla predica supplico la mamma a rimanere: “Che famiglia è la nostra se non abbiamo bambini? Gesù li metteva in mezzo e Papa Francesco fa corse e spende ore per incontrarli e baciarli, li accarezza anche se vanno a disturbarlo durante la predica... “Se non sarete come bambini non entrerete nel regno di cieli!” (Mc 10,25). “I sommi sacerdoti vedendo i fanciulli che acclamavano nel tempio si sdegnarono... Gesù rispose loro: Dalla bocca dei bimbi e dei lattanti ti sei procurata una lode” (Mt 21, 15-16). Funziona. I loro “interventi” mettono nell’assemblea più allegria delle mie prediche, il profumo di famiglia si diffonde, il canto dei bambini si accompagna all’assemblea e all’organo... E, così, i bambini fanno catechismo agli adulti. Con un po’ di gelosia quando la mamma viene a fare la comunione e a loro non offro niente: se sono in braccio alla mamma allungano la mano e mi guardano severi, se sono più grandicelli mi arriva poi il rimprovero: “Hai detto: prendete e mangiatene tutti... e poi a noi non dai niente!”. E dopo messa, in sacrestia, può esserci … la degustazione. E, così, fanno catechismo anche a me. La catechesi tradizionale ci ha detto che l’età più opportuna per acquisire i principi religiosi è l’infanzia. Non c’è terreno più adatto per seminare il buon seme della conoscenza e dell’amore di Dio che la terra vergine del cuore puro del bambino, ed è una vera responsabilità non approfittarne di così buone disposizioni per ottenere un abbondante raccolto di virtù. L’imprimersi delle idee religiose deve precedere, e non solo accompagnare, lo sviluppo della ragione. Dobbiamo lavorare per i piccoli e insegnare loro, con la testimonianza di una comunità-famiglia, ad amare e temere il Signore. La pastorale familiare e il Sinodo dei Vescovi convocato dal Papa sul tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione” ci chiedono delle risposte: Come promuovere la coscienza della famiglia come “Chiesa domestica”? Come le famiglie cristiane hanno saputo realizzare la propria vocazione di trasmissione della fede? Il Vescovo Lucio ci invita a un responsabile discernimento (Bollettino della Diocesi, luglio-ottobre 2013, p. 758): “Il linguaggio e l’intera prassi liturgica devono essere ripensati e riformulati in modo tale che i poveri, vecchi e bambini, peccatori e indifferenti, siano accolti e si trovino a loro agio nell’assemblea. Essi devono sentirsi soggetti e protagonisti della celebrazione”. Papa Francesco scrive (EG 28): “Questo suppone che realmente la parrocchia stia in contatto con le famiglie e con la vita del popolo e non diventi una struttura prolissa separata dalla gente o un gruppo di eletti che guardano a se stessi. La parrocchia è presenza ecclesiale nel territorio, ambito dell’ascolto della Parola, della crescita della vita cristiana, del dialogo, dell’annuncio, della carità generosa, dell’adorazione e della celebrazione”. Esigente e consolante ancora Papa Francesco: “La Chiesa non è una dogana, è la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa”. d. Dante Bellinati

“Verbum Domini” nella tradizione la presenza reale del Signore Gesù salvatore dell’uomo. Tutti con fede riceviamo la benedizione eucaristica e, dopo la Liturgia della proclamazione delle Letture e del Vangelo, quella con il Libro della Parola, ed il Vescovo che presiede rende l’atto di adorazione baciando il “Volume”. Oltre la celebrazione del Corpus Domini e la relativa processione, in varie comunità si fanno processioni con l’Eucaristia all’interno delle nostre chiese. Con il Concilio Vaticano

secondo è stata reintrodotta la processione introitale che si apre con i Libri del Vangelo e una “mini processione” prima della solenne proclamazione di esso, perché i presenti si rendano conto che viene proclamata la “Parola del Signore”. A ben pensarci il Vescovo ci invita a riappropriarci in pienezza del dono di Dio! Egli ha potuto più volte trovare nelle nostre chiese esposto il libro dei Vangeli, spesso in edizioni di lusso, cui sempre più spesso i fedeli attingono con umile fede, la forza vivificante della “Parola del

Signore” e le rendono il culto che le spetta. Il 19 di questo mese, il nostro Vescovo ci invita ad elevare la corale professione di fede,la più profonda attenzione, la umile preghiera al “Verbum Domini” e a trasformare il tutto in una festa per il grande dono della Parola del Signore! Quello che il Concilio ha decretato è più che sufficiente per ricuperare in pieno il “culto”, l’attenzione, la meditazione e la fonte illuminante della grazia che diventa luce ai nostri passi nella vita cri-

stiana. I Vescovi italiani già da decenni hanno iniziato con il “Catechismo da zero a sei anni”, ad avviarci alla familiare conoscenza della “Parola del Signore” e a trasmetterla ai bimbi, che sono il futuro della Chiesa. Domenica scorsa nella celebrazione del Battesimo a 32 bimbi, il Papa ci ha richiamati a “trasmettere la fede”, la fede ricevuta, conosciuta, divenuta vita. E’ un dono di Dio questa sollecitazione del Vescovo! E’ un dono di grazia che non possiamo far mancare alla nostra Chiesa. Riappropriarci della Parola del Signore è premessa per rendere sempre feconda la nostra vita di fede, la nostra celebrazione, e viva la nostra testimonianza. Gianni Azzi


la Settimana 3

attualità

domenica 19 gennaio 2014

«POPOLO DI DIO IN MISSIONE»

La Parola di Dio per la nostra vita di fede e per la nostra missione di “testimoni del Vangelo” Omelia nella festa del “Verbum Domini” - Domenica 19 gennaio 2014 Nella terza domenica di ogni mese, i sacerdoti sono pregati di celebrare la S. Messa nello spirito della missione; sono invitati cioè a far riscoprire ai fedeli che la fede non va vissuta in maniera muta, privata e invisibile, ma va testimoniata e annunciata. A questo scopo il Vescovo Lucio invita i sacerdoti ad offrire ai fedeli, con l’omelia della terza domenica di gennaio, una riflessione sul ruolo fondamentale che ha la Parola di Dio scritta (Bibbia) nell’educazione della nostra vita di fede e nella nostra missione di “testimoni del Vangelo”. Giovanni Battista, nel Vangelo di oggi (Matteo 3,13-17), fa un ritratto di Gesù e ce lo presenta con quattro immagini: - Gesù è l’agnello di Dio, colui che cancella il peccato di incredulità e di odio che c’è nel mondo: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo». - Gesù è colui che ci precede nel tempo, perché egli è eterno come Dio: «Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me». - Gesù è la suprema presenza di Dio nella carne dell’uomo, perché in lui ha sede lo Spirito Santo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui». - Gesù è il Figlio di Dio: «Io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio». Gesù è venuto a rivelare e a comunicarci l’amore di Dio con i segni (gesti di carità) e con le parole (annuncio dell’amore di Dio); questa manifestazione dell’amore di Dio è culminata nel dono che Gesù ha fatto della sua vita, morendo per noi sulla croce. Gesù continua a guidarci per le strade della vita e ci sostiene con la sua Parola e con il dono di se stesso nell’Eucaristia. Meditiamo oggi il dono della sua Parola. Ogni volta che ci raduniamo in chiesa, noi ascoltiamo la Parola di Dio che ci viene proclamata attraverso la lettura dei testi biblici. Perché sempre la Bibbia a Messa? Perché essa contiene la Parola di Dio. Lo riconosciamo esplicitamente al termine di ogni lettura biblica, quando il lettore dice: “Parola di Dio... Parola del Signore... Noi rispondiamo: “Rendiamo grazie a Dio... Lode a Te o Cristo”. Dopo che abbiamo ascoltato quelle pagine, il sacerdote ci aiuta a comprenderle e a calarle nella nostra vita di ogni giorno e nella vita dell’intera comunità. E dopo l’ascolto, chiediamo a Dio che ascolti la nostra voce, la nostra preghiera.

Tutto poi procede verso il centro della Messa, ossia verso il “Fate questo in memoria di me” e verso la comunione. Qui il Signore Gesù si offre sotto le specie sacramentali del pane e del vino, lui che, nella prima parte, ci si è dato sotto le specie delle pagine della Bibbia! Questa infatti è la fede della Chiesa, espressa bene dal Concilio nella Dei Verbum: “La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane della vita dalla mensa (per sé da considerare unica) sia della parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli” (DV n. 21). Bellissimo questo brano! Ma forse suscita anche qualche domanda: “In passato, non era proibito leggere la Bibbia?... Non si diceva che l’importante era arrivare a Messa prima dell’offertorio?... e che bastavano la tradizione e il magistero?...”. Anche se non ci fu mai una proibizione ufficiale, fino ad alcuni decenni fa la Bibbia era quasi tabù. Ora invece non solo è valorizzata, ma è cercata! Quanti, sia personalmente sia in gruppo,

hanno ripreso in mano i Vangeli! E quanti hanno preso in mano non solo i Vangeli, ma tutta la S. Scrittura! Alcuni hanno frequentato anche dei corsi, per imparare a leggerla. Questo è un segno che tanta gente dimostra di avere una grande sete di una Parola forte, di una Parola capace di illuminare le profondità del cuore umano e capace soprattutto di dare speranza: quella che viene dalle profondità del cuore di Dio.

Ma qualcuno dice: la Bibbia è difficile; come si può capire? Ad esempio: che cosa pensare di Giona finito nel ventre di un gran pesce e poi riemerso sano e salvo? Come intendere i famosi primi capitoli della Genesi? E l’Apocalisse?... Domande giuste e sensate. Anche noi preti le abbiamo sentite e abbiamo studiato le risposte più corrette. Anche il Concilio e altri documenti del Magistero, anche i biblisti, i catechisti e gli insegnanti di religione le hanno affrontate e le affrontano. Tante difficoltà si sono superate. Ci vuole però un po’ di pazienza, un po’ di studio, qualche buon libro, qualche corso biblico. La nostra fede, i nostri dubbi, il dialogo con l’uomo moderno ci spingono a dare sempre maggior valore alla Bibbia, a questo pane sostanzioso, a questa acqua fresca per la nostra sete. In concreto ciò

significa: per noi preti un rinnovato impegno biblico nell’omelia; per voi, cari fedeli, l’impegno alla partecipazione puntuale e attenta già alla prima parte della Messa. Inoltre vi invitiamo a partecipare a questa iniziativa... (il sacerdote segnala corsi biblici, incontri di “lectio divina”, gruppi del Vangelo, gruppi di catechesi biblica, ecc. previsti in parrocchia o in vicaria o in diocesi). Non lasciamo cadere queste occasioni preziose per nutrire e arricchire la nostra fede. Impariamo a meditare e a gustare la Parola di Dio: attraverso di essa è Dio che ci parla! Attraverso la Bibbia lo Spirito Santo dona la sua luce alla Chiesa e a ciascuno di noi. “Rendiamo grazie a Dio e lode a Cristo” per la luce della Parola. Accogliamola con fede, meditiamola con attenzione e mettiamola in pratica nella vita.


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la Settimana

polesine

domenica 12 gennaio 2014

Per volontari ed assistiti presso il teatro della parrocchia della Commenda

Rovigo

Anche quest’anno, la sera della vigilia di Natale, per iniziativa della San Vincenzo in collaborazione con le altre Associazioni aderenti alla Rete Territoriale per i senza fissa dimora, è stata organizzata una cena, che ha visto coinvolti, oltre alle persone assistite, anche volontari ed autorità, per un momento di condivisione ed uno scambio di auguri. La festa si è svolta presso il teatro della Parrocchia della Commenda, gentilmente messo a disposizione dal parroco don Antonio, ed ha visto coinvolte circa cento persone. Oltre ai numerosi volontari ed agli ospiti che quotidianamente usufruiscono dei servizi offerti nel territorio, tante sono state le persone che a vario titolo si sono rese disponibili per servire e ad allietare la serata. La cena è stata molto apprezzata non solo per i contenuti culinari, preparati dalla Gastronomia che fornisce la Mensa Ozanam, e per le gustose torte appositamente preparate dalle signore dell’ANDOS, ma soprattutto per il clima di cordialità che si è creato tra tutti e l’allegria suscitata dal karaoke organizzato, che ha dato una nota particolare alla serata ed ha stimolato l’esibizione canora di quasi tutti i presenti. Altri momenti di allegria sono stati portati dall’esibizione estemporanea di un amico con fisarmonica e la “chiarastella” degli amici del Gruppo Folkloriamo.

Interessante il percorso sacro-figurativo che la Presidente del Circolo Arti Decorative, Gianna Mazzetto, ha tracciato con la serie di mostre sulle icone. Abbiamo ammirato le icone cristianoortodosse rumene su vetro di Ana e Ioana Negotia, in seguito, dall’Etiopia, il volto di quelle lignee di Vi v i a n a Zorzato, artista di Padova, eritrea di nascita, studiosa dell’antica pittura sacra con passione per il legno. Belle, considerevoli esposizioni a sottolineare le festività natalizie 2013/2014, con il recupero di quella sacralità delle origini che ci porta agli inizi del nostro più autentico sentimento religioso. Merito di quegli artisti che si fanno carico di trasmettere le memorie di arte e di fede, quelle più intime e autentiche che germogliano da sempre nei cuori dell’umanità. In “Terre emerse”, le icone africane cristiano-copte sono abbinate a maioliche e ceramiche raku di Giovanni Omodeo. Tale titolo simbolico per dire di un linguaggio biblico e recondito, da scoprire e riscoprire d’acque, di terre, di divino, del sentire profondo dell’uomo che forse, solo il mondo creativo dell’arte e il sentimento religioso possono recuperare e plasmare, lode alla natura e alla divinità. Omodeo, po-

Cena dell’accoglienza

“TERRE EMERSE, immaginari a confronto”

Mostra di Viviana Zorzato e Giovanni Omodeo Fino a 14 Gennaio

Come pacchetto natalizio agli ospiti sono state donate delle scarpe, che per qualcuno sono risultate provvidenziali. Oltre alla presenza significativa dell’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Rovigo, che si è intrattenuto per tutta la durata, molto graditi sono stati i saluti del Sindaco Piva e della Presidente della Provincia Virgili. Il presidente della San Vincenzo, Giuseppe Amato, oltre a formulare auguri a tutti gli intervenuti e ringraziamenti a quanti hanno permesso di realizzare l’iniziativa, ha evidenziato l’importanza della stessa che non va intesa come evento

L’attesa del Natale

occasionale per celebrare il Santo Natale, in cui tutti ci si scopre più buoni, ma un momento festoso tra persone che quotidianamente si trovano a condividere relazioni e ad offrire o usufruire di servizi con uno stile amichevole e fraterno. In particolare Amato ha sottolineato l’ottima collaborazione esistente col Comune e la Provincia, che permette la realizzazione di progetti a favore di persone senza dimora o in situazione di povertà estrema, rigettando i luoghi comuni secondo cui il Volontariato deve avere, per partito preso, un atteggiamento critico nei confronti dell’Ente Pubblico ed anche quello di esserne la stampella. G.A.

Ficarolo

Esperienza di famiglia nella festa delle famiglie

Domenica scorsa in occasione della festa della Santa Famiglia, durante la celebrazione eucaristica a Ficarolo, il parroco Mons. Giancarlo Crepaldi, ora parroco anche della vicina Salara dopo il ritiro alla Casa del Clero di Don Benedetto Ghinello, ha organizzato un’omelia originale dove a parlare dall’ambone non era lui bensì una giovane famiglia salarese impegnata sia sul fronte civico, sia su quello religioso. Si tratta del primo cittadino Andrea Prandini, sposato dal 2005 con Eleonora Marin, genitori di Alice ed Alessandro (7 e 5 anni) e ora in attesa del terzo figlio. Un esempio quanto mai azzeccato nel giorno in cui si festeggiano tutte le famiglie, una testimonianza che vuole smuovere le coscienze delle giovani coppie e non solo. I due si sono conosciuti da ragazzini frequentando gli scout a S. Maria Maddalena, e dopo anni di animazione insieme, hanno deciso di impegnarsi su fronti diversi, senza dimenticare il tempo dedicato alla cura della famiglia e i rispettivi lavori: lui è infatti farmacista e sindaco da ormai 10 anni, mentre Eleonora, che lavora in banca, è catechista e responsabile del piccolo coro dei bambini. Facile domandarsi che legame ci sia tra l’impegno cattolico e quello politico, ma la risposta l’ha data lo scorso settembre Papa Francesco, sostenendo che i cittadini non possono non curarsi della politica: “Nessuno di noi può dire: «Ma io non c’entro in questo, loro governano…» – afferma il Pontefice - No, no, io sono responsabile del loro governo e

liedrico artista di Padova è grafico, pittore, ceramista, animatore di eventi culturali. Nella mostra rodigina fra formelle, pesci, barche simbolismo della Chiesa nel viaggio verso l’eterno e i raffinati cromatismi delle ceramiche raku, saltano all’occhio, inteneriscono e sorprendono giocose le simpaticissime, g r o s s e ranocchie. Paiono salutare saltellanti e un poco enigmatiche i visitatori in Galleria. Gradevoli, animano l’ambiente, paiono creature di favole antiche, incantesimi, forse fate, fanciulle tramutate in questi animali straordinari di acqua e di terra. Ma anche un narrare di storie fra paludi, stagni, prati, boschi: un mondo fantastico per stimolare immaginazione e dare un guizzo in più ad ambienti per ragazzi, ma anche adulti. La produzione di icone in Etiopia si diffuse sin dal IV secolo con l’arrivo del cristianesimo e l’inizio di una tradizione di pittura sacra legata anche all’antico culto della Madre terra, patrimonio artistico tenuto in vita sino ai nostri giorni. Viviana Zorzato affascinata da tale intima atmosfera religiosa la tramanda, in particolare, con raffigurazioni della devozione per Maria Vergine, la Prediletta, una venerazione che parte dal XV secolo. Le icone erano su

devo fare il meglio perché loro governino bene e devo fare il meglio partecipando nella politica come io posso. La politica, dice la Dottrina Sociale della Chiesa, è una delle forme più alte della carità, perché è servire il bene comune. Io non posso lavarmi le mani, eh? Tutti dobbiamo dare qualcosa!”. Da qui la scelta del giovane Prandini, allora animatore della parrocchia, di mettersi in gioco alle amministrative del proprio paese natale nel 2004, poi riconfermato alle elezioni del 2009 e ormai alla scadenza del suo secondo mandato. “Negli anni ho avuto modo di applicarmi in molti ambiti, dal catechismo all’animazione scout, dalla musica nel coro parrocchiale alla realizzazione del presepe, dalla sistemazione dei banchi della chiesa alla realizzazione del grest parrocchiale – spiega Andrea - Dal 2004 vivo il mio impegno di servizio principalmente in ambito politico-amministrativo come sindaco di Salara. La guida di una comunità è un’esperienza forte. che ho potuto affrontare sempre con il sostegno e la col-

laborazione della famiglia. Ognuno di noi ha dei doni e l’importante è che siano messi al servizio degli altri. I figli piccoli ci costringono ad impegnarci in tempi e ambiti diversi ma pur sempre condividendo le esperienze e le problematiche. Il nostro sogno più grande è poter svolgere un servizio insieme, quando i bimbi saranno grandi” conclude il giovane papà. A seguire l’intervento della moglie Eleonora “Io e Andrea siamo cresciuti a “pane e scoutismo” quindi, oltre agli insegnamenti ricevuti in famiglia, l’educazione al servizio è stata costante e diventare giovani adulti aperti al prossimo quindi è stato normale. Ci siamo sempre impegnati in ambito parrocchiale e di animazione dell’infanzia con entusiasmo. Abbiamo sospeso il servizio un paio d’anni in concomitanza del matrimonio e della nascita dei due piccoli: partecipavamo alla Santa Messa, abbiamo sempre parlato di Gesù in casa, ma sentivamo che ci mancava qualcosa di importante, e abbiamo quindi gra-

dualmente ripreso il servizio in parrocchia. A giugno nascerà un nuovo piccolo in famiglia, quindi le sfide non mancano. Dobbiamo essere grati di molti doni ricevuti, l’unico nostro merito è di provare ad essere adulti responsabili ed disponibili ad impegnarci nel servizio agli altri”. Concludono infine i due giovani genitori “L’ultimo anno e la malattia di don Benedetto ci hanno messo alla prova come laici facendoci capire quale sia l’importanza dell’impegno della comunità parrocchiale a fianco del sacerdote. Siamo solamente all’inizio di questo percorso che ci chiama ad una maggiore responsabilizzazione sia nella gestione materiale dei bisogni della parrocchia che nella testimonianza educativa. Oggi le parrocchie di Salara e Ficarolo formano un’unica unità parrocchiale e la comunità di riferimento si è ampliata, questo rappresenta uno stimolo che sicuramente ci arricchirà e una sfida da affrontare come giovane famiglia nella consapevolezza che non siamo soli”.

Adria

base lignea di ulivo e un particolare stile fu quello chiamato con il poetico nome: “ dei volti lunari”. E stupore lunare appare nell’icona di Maria giovinetta, graziosissima nella rotondità del viso, illuminato dai grandi occhi sognanti, stupiti e da una preziosa corona a raggiera. Incanto e adorazione anche nelle raffigurazioni di Madonne, Arcangeli, Angeli, Santi e comunità oranti. Piccoli quadri, icone bipartite, a più ante, in legno, pietra o cartapecora da venerare in viaggio e in angoli della casa. Colori naturali e caldi dalle atmosfere africane: ocra, mattone, giallo, oro, arancione e quei volti dagli sguardi scuri, intensi ad indagare misteriose presenze divine che paiono aleggiare attorno impalpabili. Tenerezza per un naif che entra diretto nei cuori, pitture che catturano per continuità atavica, ingenuità e candore di fede. Aurora Gardin

KOLBE

rovigo 91.2 e 94.5 C: 0% M: 0% Y: 0% K: 100%

C: 0% M: 95% Y: 91% K: 0%

Giuseppe Pastega parla di Francesco Girolamo Bocchi e il suo tempo

Jacopo Mercuriati 3°D

Col titolo di Storie adriesi la Biblioteca propone due incontri lunedì 13 e lunedì 20 gennaio alle 17,30 presso la sala della Fondazione scolastica “Carlo Bocchi” in Corso Vittorio Emanuele II, gentilmente concessa dal Presidente prof. Antonio Giolo. Il primo incontro è dedicato ad un illustre adriese, Francesco Girolamo Bocchi, vissuto tra il 1748 e il 1810, cioè nell’epoca del lento tramonto della Serenissima, della rivoluzione francese, delle guerre napoleoniche e dell’alternarsi delle dominazioni francese e austriaca fino al consolidarsi nel Veneto del dominio asburgico. La testimonianza di quegli anni si trova in molte lettere dell’Epistolario di Francesco Girolamo Bocchi e negli Annali da lui compi-

lati tra il 1772 e il 1810, anno della morte. Il prof. Pastega, esperto studioso di quel periodo, ha dedicato accurate ricerche sugli eventi di cui il Bocchi fu testimone e, per certi aspetti, cronista diligente e attendibile. Nel recente libro pubblicato da Apogeo “Il piacere delle memorie” Pastega mette in rilievo, oltre ai dati relativi alla interessante biografia del Bocchi, le opere “Annali” ed “Epistolario” accanto agli eventi più significativi riguardanti la città di Adria. Seguirà un secondo incontro, lunedì 20 gennaio, nella stessa sede e stesso orario, con l’intervento del dott. Paolo Ettore Forzato Arcioni per la presentazione del suo libro “Roma o morte! I garibaldini adriesi prima e dopo Mentana” edito da Apogeo.

Direttore Direttore responsabile responsabile BRUNO BRUNO CAPPATO CAPPATO DDirezione 74 74 - tel. 0425.34534 irezioneeerreDazione eDazione: :Rovigo, Rovigo,viaviaSichirollo, Sichirollo, - tel. 0425.34534 fax fax 0425.30608 0425.30608- -e-mail: e-mail:lasettimana@lasettimana.ro.it lasettimana@lasettimana.ro.it amministrazione@lasettimana.ro.it www.lasettimana.ro.it amministrazione@lasettimana.ro.it - www.lasettimana.ro.it Tipografia : SIT Società Industrie Tipolitografiche srl - Via L. Einaudi n. 2 Tipografia: Think Adv srl - via Levà,32 - 35026 Conselve (Pd) 31030 Dosson di Casier (TV) - Tel. 0422 634161 - E-mail: tipsit@tin.it RegistrazionealalTribunale TribunaledidiRovigo, Rovigo,decreto decretodeldel maggio 1948 Registrazione 2828 maggio 1948 al n.al6n.del6 del registro periodici. registro periodici. Abbonamenti2014: 2012:Annuale Annuale ordinario persemestrale il 2012 EE47,28;semestrale E 47, per l’esteAbbonamenti ordinario E 28; per Amico l’esteroE E100150; Amico 100 - c.c.p. n. 625343074--via SiE 150; - c.c.p. n. E 6253430 - via Sichirollo, 45100 ro chirollo,- N.74ROC - 45100 Rovigo 7848Rovigo - N. ROC 7848 oDiCi iiban ban:: CCoDiCi Cassa di Risparmio di Ferrara Sede di Rovigo: • Cassa di Risparmio di Ferrara Sede di Rovigo: IT65H0615512200000000009277 IT65H0615512200000000009277 • Uff. Postale Rovigo: IT07R0760112200000006253430 Uff. Postale Rovigo: IT07R0760112200000006253430

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UnIone STAMPA PERIoDICA ITALIANA

FedeRazIone ITalIana SETTIMANALI CATToLICI


polesine

domenica 12 gennaio 2014

la Settimana 5

Intervista al Presidente di A.C. Fabio Callegari

“L’ingegnere di Dio …che visse a Rovigo”

“L’ingegnere di Dio …che visse a Rovigo” , questo è il tema della mostra fotografica allestita presso la Sala della Gran Guardia di Rovigo. Si tratta di una iniziativa molto importante, pensata e realizzata dall’Azione Cattolica della Diocesi di Adria-Rovigo, attraverso la quale si intende ricordare una straordinaria figura di giovane, beato, in cammino sulla via della santità, un credente laico che con la sua famiglia ha trascorso un periodo della sua vita a Rovigo, perciò la sua santità, il suo esempio , la sua straordinaria testimonianza di vita e di laico credente interpella la comunità cristiana di Adria-Rovigo, in modo particolare in questo anno pastorale nel quale il Vescovo Lucio ha indicato il cammino sul tema “Popolo di Dio in Missione”. Alberto Marvelli nacque a Ferrara nel 1918 e dopo aver trascorso i suoi primi anni d’infanzia a Rovigo (parrocchia del Duomo), si trasferì con la famiglia a Rimini. Frequentò l’oratorio salesiano e ancora giovanissimo aderì all’Azione Cattolica ove ricoprì vari incarichi di responsabilità. Nel 1941, dopo aver conseguito a Bologna la laurea in Ingegneria meccanica, Alberto si trasferì a Torino per iniziare la sua attività lavorativa presso la Fiat; nel 1943 rientrato a Rimini, aprì uno studio tecnico con il fratello Carlo. Nella città martoriata dai bombardamenti, Marvelli diverrà figura esemplare di fede e solidarietà, distinguendosi nel soccorso materiale e spirituale agli sfollati. Nominato assessore ai lavori pubblici e capo della sezione Genio Civile, il giovane ingegnere riuscì a coniugare vangelo e cultura, carità e politica, preghiera, azione

e contemplazione. Candidato alle amministrative cittadine nelle file della Democrazia Cristiana, alla vigilia delle elezioni del 6 ottobre 1946, morì investito da un camion militare. Il 5 settembre 2004 a Loreto, Alberto Marvelli venne proclamato beato da Sua Santità Giovanni Paolo II. Anche diversi di noi aderenti di AC della nostra Diocesi eravamo nella piana di Montorso durante la celebrazione della beatificazione. Parliamo di questa iniziativa con il presidente dell’Azione Cattolica diocesana Fabio Callegari . D - Presidente , brevemente cosa ci può dire della mostra? R - La mostra sarà inaugurata domenica 12 gennaio 2014 alle ore 17:30. L’evento è curata dal Centro documentazione “A. Marvelli” di Rimini, l’iniziativa è promossa in collaborazione con l’Associazione “Renzo Barbujani” e con la Parrocchia del Duomo. La mostra si compone di una quindicina di pannelli che ripercorrono la vita del giovane beato. Il pubblico potrà visitare la mostra fino a domenica 19 gennaio, tutti i pomeriggi dalle

Concadirame - Presepio vivente

ore 16 alle 19 e dalle ore 9 alle 12 nelle sole mattine di martedì, giovedì, sabato e domenica. D - Perché a Rovigo una mostra sulla figura del Beato Alberto Mavelli? R - L’Azione Cattolica, in occasione del decennale dalla beatificazione, desidera far ulteriormente conoscere la figura del beato Alberto Marvelli, il giovane “Ingegnere di Dio…che visse a Rovigo” attraverso questa importante iniziativa. Le motivazioni che hanno indotto l’AC diocesana a far conoscere maggiormente la figura di questo giovane beato sono diverse. Alberto era un giovane credente che nei vari ambiti di vita e in un periodo storico difficile ha comunicato senza riserve la propria fede, ricco di vita interiore, instancabile nella preghiera e dedito alla carità. Un cristiano autentico impegnato in politica con lo stile di concretezza, di mettersi accanto, di servire, specie i più bisognosi, e di testimoniare la fede , il Vangelo attraverso la gioia della sua vita più che con le parole. D - Il Beato Alberto, con la testimonianza della sua vita oggi cosa può ancora insegnare? R - La sua figura ci deve interrogare come laici e spronare a vivere con questo spirito di servizio nelle relazioni con i fratelli; ci ricorda le modalità con cui va inteso l’impegno politico specie in questo contesto storico nel quale tale impegno spesso viene utilizzato per fini personali. D - Presidente, possiamo spiegare il titolo della mostra? R - Il titolo della mostra vuole mettere in luce in particolare il legame tra fede e vita, le doti umane spese al servizio

dei fratelli non disgiunte dalla costante spiritualità quotidiana. D - Possiamo ricercare un legame tra la vita del Beato Marvelli ed il piano Pastorale indicato dal Vescovo della Diocesi che ha come tema: “Popolo di Dio in missione”? R - Il Vescovo Lucio indicando alla Chiesa diocesana

Ricostruito l’ambiente del Natale

C’era il fabbro, le fornaie, le lavandaie, i contadini ed i pastori, e perfino chi lavorava la lana. E poi ovviamente Maria, Giuseppe, il Bambino Gesù, l’Arcangelo Gabriele ed i Re Magi. Un vero presepio vivente quello andato in scena per la prima volta a Concadirame, grazie all’impegno dei giovani. La manifestazione si è svolta all’interno della Chiesa parrocchiale, domenica 6 gennaio, perché il tempo non era bello, altrimenti si sareb-

be potuta tenere all’esterno. Il pubblico presente composto in larga maggioranza da genitori ed amici ha apprezzato moltissimo l’idea e si è divertito. Ad accompagnare la rappresentazione le musiche, con i flauti di Marianna Tognin, Riccardo Formaggio e Filippo Salvan e la zampogna suonata da Mario Mechis, non più giovanissimo ma con lo spirito e l’entusiasmo di un ragazzino. Gli interpreti del presepio sono stati: Giorgia Lucchiari, Nicola Franzoso, Giacomo Rigobello, Lorenzo Leonardi, Lorenzo Cominato, Marco Dolfini, Emanuele Salvan, Sonia Carraro Simone e Michele Pavan, Laura Tegani, Ilaria Bellini, Sara Simonetti, Sara Zorzan, Silvia Biscuola, Alice Berti, Elisa Dolfini, Erica Zanella, Alice Costanzo e Daniele, Alberto Tognin. Hanno inoltre collaborato e curato i vestiti, Daniele

Bedon, Beatrice Tramarin, Grazia e Maura Frizziero. Entusiasta alla fine anche il parroco, don Andrea Lovato ed è stato grazie anche al suo sostegno che si è potuto dare vita alla rappresentazione che già c’è la voglia di ripetere e

il piano pastorale, ci stimola nel trovare e nel far ritrovare l’entusiasmo di comunicare la fede, nel dedicarci all’ascolto permanente della Parola di Dio, nell’andare in missione relazionandoci con le famiglie, con i giovani e con chi incontriamo nel lavoro, a scuola, nel tempo libero, in politica.... La testimonianza di Marvelli è ancora estremamente attuale soprattutto per i tanti giovani che vivono l’incertezza del loro futuro. Alberto non era un supereroe ma un ragazzo della “porta accanto” che però ha saputo vivere intensamente e in modo straordinario gli eventi ordinari della sua vita di giovane, di studente, di lavoratore e di politico. D - Quali parole , quali pensieri, possiamo ricordare del Beato Alberto? R - Da poco è iniziato un nuovo anno, mi permetto allora di riportare alcune frasi di Alberto come augurio per tutti

i laici della nostra Diocesi di Adria-Rovigo, poniamo ogni nostra fatica, lavoro, divertimento sotto lo sguardo di Dio, affinchè Egli sia sempre presente in noi. Spendiamoci continuamente nei nostri ambiti di vita per il bene degli altri con gioia, serenità e amore. D - Accanto alla mostra ci sono altre iniziative? R - A conclusione della mostra, domenica 19 gennaio dalle ore 16, nel celebrare il II° Congresso diocesano il MLAC – Movimento Lavoratori di Azione Cattolica, grazie alla relazione che ci sarà offerta dalla Prof.ssa Elisabetta Casadei, docente di Teologia Morale Fondamentale presso l’Istituto di Scienze Religiose “A. Marvelli” di Rimini, ci sarà offerto un ulteriore momento di conoscenza ed approfondimento di questo giovane “santo nel quotidiano”. Settimio Rigolin

Rovigo - Maria Ss. Madre di Dio

Incontro con il Vescovo

magari svolgere all’aperto il prossimo anno. r. g.

Domenica 5 gennaio 2014 il Vescovo, Mons. Lucio Soravito de Franceschi ha fatto visita alla comunità di Maria SS. Madre di Dio, la cui festa solenne ricorre l’1 gennaio. Prima della celebrazione della S. Messa delle 10.30, il Vescovo ha salutato di persona i fedeli presenti, scambiando, con la cordialità che gli è propria, gli auguri di buon anno. La Santa Messa è stata concelebrata dal parroco, don Mario Ferrari e da don Gianni Azzi. L’assemblea era molto numerosa ed entusiasta di assistere a questa importante Santa Messa. L’omelia, molto attesa da tutti, è stata imperniata sulla parola di Dio: “Il verbo si fece carne e pose la sua dimora in mezzo a noi”: la parola di Dio rimane in noi e porta frutto. Il Vescovo ha inoltre sottolineato che la fede non va vissuta solo in Chiesa, o in casa, chiusi in se stessi, ma va testimoniata in tutti i luoghi e a tutte le persone. Al termine della Santa Messa il Vescovo ha impartito la benedizione, ha ringraziato, nei saluti di congedo, il Parroco don Mario Ferrari, don Gianni Azzi e i fedeli presenti, ha rinnovato gli auguri a tutti per un anno proficuo e sereno. E’ stato addirittura applaudito! La Santa Messa è stata animata dal coro dei giovani, che ha proposto canti del repertorio sacro, tra cui alcuni canti natalizi e altri dedicati a Maria Santissima, eseguiti con gioia e devozione. Francesca Ledda


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la Settimana

polesine

Santa Maria Maddalena

Bottrighe

Un Pastore e 3 Magi La sera del 22 dicembre scorso la neonata compagnia “Nuovi Orizzonti” di Santa Maria Maddalena, ha messo in scena presso il teatro del centro parrocchiale “Don Gino Tosi”, il recital naif “Un pastore e 3 magi” di M. Paulicelli. Una favola musicale attualissima, che ci fa immergere nella magia del Natale e che ci insegna che ognuno di noi può essere un Re Magio e portare in dono il nostro amore per Gesù e il

nostro prossimo. Nella prima parte 3 giovani ragazzi si trovano alla ricerca del luogo di una fantomatica festa, alla quale erano stati invitati. Un pastore tenterà di spiegare loro che si trovano in quella Betlemme e la festa è la nascita del Salvatore. Nella seconda parte i ragazzi si rendono conto di avere sognato, ma il pastore è ancora lì, e spiega loro che il sogno è realtà, perché tutti gli anni Gesù nasce in tutti coloro che vogliono accoglierlo e che tutti possono essere Magi nella vita quotidiana. Gli interpreti

della compagnia sono stati Ennio Barnaba nella veste del pastore e regista, Arianna Zampini che ha interpretato una Melky sognatrice e curiosa, Alice Gabban era Balda razionale e diffidente, Martina Bergami nella veste maschile di un Gaspare ironico, spiritoso e sempre affamato. Sara Ottoboni ha curato le scenografie e Martino Cazzanti luci e suono. L’idea dello spettacolo è nata dalla collaborazione tra alcuni membri della comunità parrocchiale e i sacerdoti Don Guido e Don Alberto. Da mettere in evidenza la giovane età e la presenza scenica delle ragazze e la capacità di unire il proprio ‘gregge’ di Ennio Barnaba. Il successo dello spettacolo ha richiesto una replica il giorno 29/12/2013 dove si è registrato il tutto esaurito.

Bottrighe

Il Presepe del Delta, primo classificato L’artistico presepe della chiesa di San Francesco d’Assisi e di Paola di Bottrighe ha ottenuto il primo premio tra i sedici presepi presenti nelle chiese del territorio comunale. Il concorso “presepi nelle chiese”, tradizione ormai consolidata, si svolge da molti anni ed è organizzato dalla Pro Loco di Adria. La giuria era composta, oltre che dalla presidente della pro loco Letizia Guerra, da Sandra Bedetti, Roberto Naldini e Alessandro Cecotto. La premiazione è avvenuta nella sala polivalente “Loris Cominato” di Bottrighe, quale parrocchia vincitrice e sono stati così premiati tutti i presepi partecipanti al concorso. Il presepe di Bottrighe da vent’anni è curato in primis dal concittadino Graziano Bolzoni, che più di qualcuno ha definito “Michelangelo polesano dei presepi”. Con lui hanno collaborato altri volontari concittadini, Marino Guarnieri, Doriano Bolzoni, Franco Cisotto e Nello Mancin. In questo presepe 2013 è rappresentata la natività nel Delta degli anni ’40. “Forse mai come in questo momento- ha commentato Nerino Albieri, appassionato cultore di storia locale- si è alla ricerca del significato di questa festa, dopo che l’in-

differenza e distrazione ci hanno portato a non pensare più al senso della Natività, alla nascita di Dio che esprime tenerezza nella figura di un bambino che ci lascia un progetto che va oltre la nostra vita. Talvolta – prosegue Alberi - si è portato a ricordare il Natale dei tempi passati, il tempo in cui certamente “eravamo più poveri” ma si percepiva pienamente il “respiro” della Natività in un’atmosfera completamente diversa. Traendo ispirazione da questo contesto- sottolinea Albieri- si è pensato di recuperare alla memoria l’esistenziale della nostra gente bassopolesana

Al concorso indetto dalla Pro Loco su 16 presepi del territorio

domenica 19 gennaio 2014

di qualche decennio fa, intrisa di vita umile, di lavoro nei campi, di fatiche sul grande fiume, sul mare, situazioni spesso di indigenza che non fanno però svanire l’attenzione e la disponibilità verso “l’altro”. Il presepe di Bottrighe – conclude lo storico- si inserisce e si attualizza in quella striscia di terra scavata e incisa dal continuo lavorio del fiume Po in un’oasi naturalistica in cui l’acqua è padrona e tutto sembra scorrere nella normalità e nei ritmi del tempo e ci rammenta però da dove veniamo per farci capire chi realmente siamo”. Roberto Marangoni Nelle foto: Il presepe di Bottrighe e la premiazione dei volontari che lo hanno realizzato con Graziano Bolzoni

Si festeggia Sant’Antonio Abate Sant’Antonio abate, conosciuto per il santo protettore degli animali e del fuoco, la cui ricorrenza cade il 17 gennaio, sarà ricordato domenica 19 gennaio a Bottrighe nel corso di un’iniziativa promossa dalla locale pro loco che già nella scorsa prima edizione ebbe grande successo di partecipazione. Ciò alla scopo di rivitalizzare le tradizioni religiose e culturali del territorio polesano. Per l’evento piazza Libertà sarà addobbata di tante candele. Alle ore 18 si terrà la celebrazione della santa messa nella chiesa

dedicata ai santi Francesco d’Assisi e di Paola. A seguire, sul sagrato della chiesa, il parroco don Antonio Cappato procederà con la benedizione a tutti gli aninali domestici e dell’aia presenti con i loro proprietari. Infine, per i bambini, il lancio in cielo delle lanterne

Santa Messa, benedizione degli animali e lancio in cielo delle lanterne

luminose con i loro desideri allegati alle stesse. Per tutti bomboloni e cioccolato caldo a cura della pro loco. A precedere la benedizione ci sarà un breve intervento storico sulla festa a cura del giornalista professor Antonio Dimer Manzolli, sulle tradizioni popolari legate al santo. Roberto Marangoni Nella foto: Una immagine della benedizione degli animali dello scorso anno

Giovanni Pavarin e Flavio Destro

Ricordo di due amici In questi giorni sono deceduti due amici, non compagni di scuola, ne’ di quelli con cui ho giocato al calcio da giovane o con i quali ho condiviso momenti di goliardia, ma persone che il Signore mi ha fatto incontrare grazie al mio impegno nella San Vincenzo. Il primo, Giovanni Pavarin, il maestro, l’ho conosciuto poco dopo essermi trasferito in Polesine ed aver aderito alla San Vincenzo, di cui anche lui faceva parte. Persona eccezionale, carismatica. Peccato o fortuna che dopo poco maturasse l’idea-progetto di costituire “Portaverta” lasciando la San Vincenzo. Siamo stati amici, anche senza frequentarci assiduamente, ma condividendo gli ideali alla base del nostro impegno, a servizio dei poveri. Ricordo ancora in particolare l’azione comune di protesta nei confronti dell’ATER che a famiglie di indigenti aveva attribuito il massimo del canone, solo perché non erano stati diligenti nel comunicare la loro situazione economica, con la conseguenza di trovarsi sfrattati, visto l’elevato debito accumulato. Al suo funerale, presso la chiesa di San Bortolo stracolma, erano presenti oltre trecento persone, com’era da attendersi considerata la levatura del defunto e dei suoi familiari. È stato bello esserci! Il secondo amico deceduto, Flavio Destro, detto Zenga dagli amici, per i suoi trascorsi calcistici da portiere, l’ho conosciuto alla sera dell’inaugurazione della Mensa Ozanam, nel 2004 ed in questi dieci anni è stato ospite immancabile fintanto che il suo fisico glielo ha permesso. Da

un po’ si era reso autore di un gesto, che ha sbalordito chi lo conosceva, ospitando nel suo appartamento Gianni, colui che era diventato un suo fraterno amico, non soltanto togliendolo dalla strada (leggi panchina lungo il viale della stazione ferroviaria) ma prendendosi cura di lui e ritirando il pasto alla mensa anche per lui. Ultimamente tra i due le parti si erano invertite, vista la malattia che aveva colpito Flavio, e purtroppo non c’è stata la guarigione auspicata. Al funerale di Flavio, presso la chiesa della Com-

menda, eravamo in dodici, contati, compreso il celebrante. “Mai visto così poche persone ad un funerale”, era il commento di qualcuno, mentre un altro aggiungeva “questa è la solitudine dei nostri giorni”. Personalmente ho capito, forse realmente per la prima volta, le parole di Gesù quando si è identificato col povero e sono rimasto colpito dal fatto che il numero dei presenti fosse dodici, proprio come gli apostoli e mi sono sentito un po’ Giuda, considerando quanto potrei fare di più. Giuseppe Amato

Caro Papà

Grazie Per il tuo esempio quotidiano di uomo semplice che ci ha portato a vivere nell’amore GRAZIE Per la tua disponibilità che ci ha consentito di vedere gli altri GRAZIE Per i tuoi sacrifici che ci hanno dato la possibilità di vivere l’essenziale GRAZIE Per l’amore tra te e la mamma che ci ha Permesso di avere forza e tenacia nel superare le difficoltà della vita GRAZIE Per il tuo amare gli altri che ci ha esortato ad aprirci al modo dei più deboli GRAZIE per la tua gioia di vivere che ci ha fatto rallegrare ed apprezzare le piccole cose GRAZIE Della tua Fede in Dio che con l’aiuto della Preghiera ci ha indicato la strada da percorrere Con amore e gratitudine Mariangela, Lucia, Paolo, Cecilia, Stefano, Andrea e Valeria


la Settimana 7

polesine

domenica 19 gennaio 2014

Ceneselli

Ceregnano

Successo per il Concerto dell’Epifania “Una bella serata di qualità”: è il giudizio espresso da più parti al termine del Concerto dell’Epifania proposto lo scorso 5 gennaio dalla Corale parrocchiale di Ceneselli. Per la prima volta il gruppo, ricostituito nel febbraio del 2010 e ormai prossimo al quarto compleanno, si è presentato al pubblico di casa al di fuori del tradizionale contesto parrocchiale ove svolge “un servizio liturgico molto importante” come ha riconosciuto il parroco don Stefano Marcomini in sede di presentazione della serata. La manifestazione ha avuto luogo nella palestra comunale in attesa di poter far rientro, probabilmente entro Pasqua, nella chiesa parrocchiale chiusa da oltre un anno e mezzo a causa delle conseguenze delle scosse di terremoto del 20 e 29 maggio 2012 e attualmente interessata di lavori di messa in sicurezza e restauro. La struttura sportiva si è ben presto riempita di pubblico. Oltre duecento persone hanno potuto apprezzare i canti presentati dalla Corale guidata dal maestro Marco Menabò e accompagnata alle tastiere dal maestro Sara Barozzi. Il programma della serata prevedeva tre tempi intervallati da due intermezzi. In ognuno dei tre tempi la Corale ha proposto tre brani natalizi. La serata è stata impreziosita anche dai virtuosismi musicali di alta qualità al violoncello e violino proposti dal mae-

stro Luca Simoncini, con il gruppo “16 Corde Cello Quartet”, composto da Alberto Baldo, Giacomo Cardelli e Marco Venturini, e dal maestro Alessandro Simoncini accompagnato da Elena Meneghinello. Luca Simoncini, diplomato con il massimo dei voti, lode e menzione speciale al Conservatorio “A. Boito” di Parma ha al suo attivo esibizioni in diversi teatri tra i quali la Scala di Milano e collaborazioni come solista con i Solisti Veneti, i Nuovi Virtuosi di Roma e i Solisti di Mosca. Dal 1980 è docente di violoncello presso il Conservatorio “F.Venezze” di Rovigo. Il fratello Alessandro, invece, si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio “Verdi” di Milano. Ben presto ha iniziato l’attività concertistica in Italia e all’estero. È docente di violino al Conservatorio di Adria. Alessandro e Luca Simoncini con Luigi Mazza e Demetrio Comuzzi ha costituito il “Nuovo Quartetto Italiano” che, tra l’altro, collabora con il tenore Josè Carreras. Il gruppo “16 Corde

Cello Quartet” ha proposto quattro brani nel primo intermezzo. Nel secondo, i maestri Alessandro Simoncini e Elena Meneghinello hanno invece presentato tre brani al violino. La bravura dei fratelli Simoncini è stata ripetutamente sottolineata dagli applausi dei presenti. Non è mancata una sorpresa finale. Corale e musicisti hanno insieme deliziato il pubblico con il noto brano “Happy day” strappando convinti applausi. Il Concerto è stato organizzato per avviare la raccolta fondi necessari per il restauro dell’organo a canne Ruffatti, installato nella chiesa parrocchiale nel 1961. Dopo oltre mezzo secolo di prezioso servizio, lo strumento necessita di interventi di manutenzione (alle canne, ai crivelli, all’elettroventilatore, alle strutture di sostegno, alla consolle, ai contatti) e di intonazione e armonizzazione delle canne come certificato dal maestro Carlo Barbierato, referente diocesano per gli organi musicali. La spesa per tali interventi è stata stimata in circa 5500 euro. Al termine della serata, che ha ospitato la premiazione della rassegna presepi e che si è conclusa con un buffet per tutti i presenti, la generosità del pubblico si è concretizzata in offerte per 950 euro. “Un buon inizio”: è stato il commento dei soddisfatti coristi. Gabriele Antonioli

Parrocchia di San Maurelio Sariano - Trecenta

I nuovi “chierichetti” Un momento di grande emozione e di festa è stata la Celebrazione Eucaristica che si è svolta Domenica 12 gennaio 2013 presso la Chiesa di San Maurelio a Sariano. La comunità parrocchiale riunita ha festeggiato la vestizione di ben 6 nuovi chierichetti. Tanta è stata la gioia dei familiari, amici e don Ferdinando che ha presieduto la Santa Messa. I nuovi ministranti che presteranno il loro servizio all’altare sono: Alessandro Tegazzini, Alexey Monesi, Samuele Bo-

sco, Filippo Trambaioli, Vanessa Furini e Elisabetta Tegazzini. Negli ultimi mesi i bambini si sono preparati con attenzione, partecipazione e dedizione, grazie alla loro guida Simone DallaVilla che da diversi anni presta servizio in Parrocchia quale ministrante. La gioia dei bambini è stata accompagnata dall’emozione dei genitori che hanno avuto l’onore di far loro indossare la veste del “chierichetto.” Il servizio all’altare rappresenta per la comuni-

tà un esempio di semplice e fondamentale supporto non solo per le celebrazioni Eucaristiche, ma è segno di una parrocchia presente e partecipe con l’entusiasmo di diffondere la luce del Vangelo. La presenza dei bambini in questo servizio dovrà essere accompagnata non solo dalla preghiera ma dall’esempio e dalla collaborazione di tutta la comunità che insieme vuole essere unita in uno spirito di cristiana fraternità. Un augurio di cuore ai bravi nuovi chierichetti! Mariella Andreasi

Parrocchiani in assemblea Domenica 12 Gennaio, nel pomeriggio, si è svolta l’assemblea parrocchiale presso il teatro parrocchiale. Da diverso tempo non veniva svolta tale assemblea e sicuramente è stata la prima del parroco don Piero Mandruzzato che regge la parrocchia da quindici mesi. “Ho sentito l’esigenza - ha spiegato il parroco - di indire un’assemblea parrocchiale perché c’è bisogno di creare delle situazioni di comunicazione. Sia per riuscire a dire qualcosa a chi non gravita vicino alla parrocchia, sia per mettere in relazione le varie realtà che vi ruotano”. Una sessantina le persone che hanno partecipato dimostrando un

certo interesse per l’iniziativa. Dopo l’introduzione del parroco un rappresentante per ciascuno dei gruppi scelti ha presentato il gruppo e illustrato le attività che vengono svolte. Si sono susseguiti quindi il gruppo famiglie, i catechisti, il gruppo giovani, la Caritas con lo sportello dell’Unità pastorale, il circolo Noi e una nota sul bilancio parrocchiale. È seguito un momento di condivisione in cui diverse persone sono intervenute con alcune osservazioni, a tutti è stata comunque data anche la possibilità di compilare un questionario per dare indicazioni utili al parroco e al consiglio pastorale. (m.p.)

AS2 - Dichiarazioni di Roberto Magaraggia

Realtà sana ed efficiente “Finalmente il Governo ha posto la parola fine. Ora non ci sono più alibi o incertezze sul futuro di AS2”. Così si esprime il Presidente, Roberto Magaraggia, dopo l’approvazione della Legge di Stabilità (Legge n° 147 del 27 dicembre 2013). “Il Governo ha fatto chiarezza abrogando la norma che imponeva lo scioglimento o la forzata alienazione delle società strumentali controllate dalle Pubbliche Amministrazioni introdotte nel luglio 2012 con la Spending Review”. La non chiarezza derivava da un’equivoca formulazione della norma (sin dall’inizio ritenuta da AS2 non applicabile a sé stessa in ragione della propria connotazione in house providing –scelta statutaria dei soci) posta in discussione da numerosi Comuni, tra cui Rovigo tramite ANCI. Una interpretazione banale che rischiava infatti di incidere su società comunali sane ed efficienti, rispettose della normativa comunitaria quanto a controllo dei soci e loro incidenza sulle scelte gestionali. “Ora AS2 può continuare ad erogare i propri servizi ai propri Enti Soci, che possono affidarli direttamente senza alcuna limitazione, sia secondo normativa comunitaria che nazionale”. Sono undici i Comuni polesani a non essere ancora soci di AS2, unico soggetto in grado di dare supporto alle Pubbliche amministrazioni socie su un notevole ventaglio di attività per le quali in questi anni ha sviluppato specifiche competenze professionali. “Ora, ha concluso il Presidente Magaraggia, farei fatica a comprendere con quale scusa un socio-condomino vada ad acquistare un bene pubblico all’esterno, quando è presente dentro casa”.

Notizie dalla Scuola di Teologia

Formazione biblica Per gli ex studenti della SDFT, dopo la bella esperienza dell’anno scorso, è iniziato venerdì 17 gennaio 2014 il nuovo corso di approfondimento del “IV anno permanente”, dal titolo: “LA PAROLA, LUCE SUL MIO CAMMINO: DALLA BIBBIA ALLA VITA, DALLA VITA ALLA BIBBIA”. I nuovi Orientamenti pastorali del Vescovo Lucio (“Popolo di Dio in missione”) vogliono spingere le nostre comunità a mettersi in missione. “Ai fedeli laici che hanno frequentato la Scuola diocesana di formazione teologica”, egli chiede di formarsi per diventare animatori di centri di ascolto della Parola, di gruppi del Vangelo, di lectio divina. Assumendo questo invito autorevole del Vescovo, ci proponiamo come obiettivo la preparazione di laici cristiani con una speciale formazione biblica, in relazione soprattutto all’esigenza di una “nuova Evangelizzazione”. Con l’avvento del pluralismo di idee, di visioni etiche e di religioni, la fede cristiana è diventata irrilevante per molte persone. Dio è stato esiliato dall’orizzonte umano. Per questo i cristiani sono chiamati a farsi missionari proponendo la Parola e l’incontro con il Signore Gesù con mezzi, espressioni ed entusiasmo nuovi. La Parola è quella di sempre, ma nuova deve essere la missione, perché nuova è la condizione

sociale e culturale in cui bisogna leggere i segni di una presenza misteriosa che guida la storia. La proposta di questo IV anno di formazione permanente sarà di fornire ai partecipanti nuove modalità di relazione con la Parola di Dio, rendendoli consapevoli che ciò che va trasmesso non è un libro, ma la Parola fatta persona e di aiutarli ad acquisire una spiritualità biblica, interiorizzando la Parola rendendola fondamento del proprio pensiero e stile di vita. Molteplici gli obiettivi specifici: vivere e pregare con la Bibbia (spiritualità biblica), conoscere il testo biblico e saper animare l’incontro con la Parola; imparare a leggere Bibbia ad alta voce in gruppo; a raccontare un passo biblico (narrare), evitando stili deformanti, favolistici o moraleggianti; a valorizzare il testo biblico utilizzando tecniche semplici (passi paralleli, analisi dei personaggi, dinamica del racconto, ecc); ad attualizzare il testo in modi diversi e creativi (fare una drammatizzazione, rielaborare con parole proprie, usare mezzi multimediali, immagini ...); a leggere la Parola da/ in contesti diversi e con non credenti/diversamente credenti. In sintesi, fare un cammino biblico attivo, coinvolgente e aperto, che permetta di imparare a leggere la vita con la Bibbia e la Bibbia con la vita.


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la Settimana

polesine

domenica 12 gennaio 2014

Boara Polesine

Festa con le famiglie

Polesine - Un “Natale tutto polesano” Sfogliando a ritroso i giornali delle ultime due settimane, trovi tutto pieno di cronache sul Presepe, sul presepe vivente, sulle mostre di presepi, su concerti di Natale! Presepe vivente pure a San Pietro Polesine! Recite nelle Materne, concerti ad ogni angolo. Lusia, Cavazzana e Bornio – unità pastorale – ha offerto un concerto di voci bianche. Anche la Materna di San Biagio di Lendinara ha offerto il suo spettacolo! E non sono mancati anche quest’anno i presepi sul Canalbianco, ad Adria, Bosaro e nel Delta. E come nella migliore tradizione, aiuti ai più poveri in ogni comunità Rovigo S. Maria delle Rose - Concerto di Natale E’ una tradizione quasi coeva alla nascita della Comunità, il “Concerto di Natale”! La Corale voleva non solo affermarsi, ma pure rimarcare il lavoro svolto nell’anno che con le celebrazioni natalizie si concludeva. Anche quest’anno il “Concerto di Natale” ha fatto centro e con “Ensemble di chitarre “Impronte sonore “ed il “Duo Laura Ricardo Segredin” (chitarra acustica), ha deliziato i numerosi parrocchiani ed amici che hanno partecipato domenica 5 gennaio alle ore 21.00. A fare gli onori di casa con il Parroco don Mario Ferrari, è stata il direttore del coro Maria Teresa Rizzato. Ha accompagnato all’organo, Maria Chiara Marzola e al violino Nello Lupo. Commenda Est - Beato Alberto Marvelli Il Quartiere Commenda Est è pure servito da una zona di attrezzature sportive. Attrezzature nate con la nuova realtà parrocchiale e dai volontari di questa, realizzata fino a qualche anno fa. Campo, recinzione, illuminazione, spogliatoi, rete idrica sono solo alcune delle realizzazioni che i volontari della prima leva, hanno realizzato e sostenuto anche finanziariamente. Lo spazio sportivo è stato da subito dedicato ad Alberto Marvelli. Quegli erano i tempi in cui si stava preparando il cammino per poter farlo giungere nella gloria degli altari. Parrocchie - I “Periodici” Le festività di fine anno sono l’occasione per fare uscire i periodici parrocchiali. Alcuni sono mensili, altri bimensili, altri quadrimestrali altri che escono quando possono! Sono bellissimi, assai curati e sono firmati da giornalisti ben noti in Polesine. Eccone i nomi di alcuni, così come sono arrivati sulla scrivania: “Duomo in dialogo” della Concattedrale di Rovigo; “S. Sofia e la sua voce” periodico della comunità parrocchiale di S. Sofia di Lendinara; “La quinta campana” circolare della parrocchia di San Biagio – Lendinara, “In cammino” periodico della parrocchia di S. Andrea Apostolo Arquà Polesine; “San Bellino e Paolino” mensile di San Bellino; “NOI Natale 2013” periodico Casa S. Famiglia di Fratta Polesine”; “Lettera della Commenda ottobre, novembre, dicembre 2013” Parrocchia Cuore Immacolato di Maria Rovigo; ”Il San Bortolo” bollettino della parrocchia di San Bortolo Rovigo; “La nostra voce” dicembre 2013 parrocchia S. Antonino Martire Ficarolo (Ro); “L’Araldo” mensile parrocchiale di Villadose; “La voce di San Zenone Borsea 2000”, mensile della parrocchia di Borsea; “La Voce 2000” unità pastorale di Badia Polesine; “Camminare insieme” parrocchia dei SS Francesco e Giustina-Rovigo; ”INSIEME … per credere per sperare e per amare” Unità pastorale di Villamarzana e Gognano; “Voci di Comunità” mensile della parrocchia di Canda. Melara pubblica il “Bollettino parrocchiale” a Natale e a Pasqua ed un foglio parrocchiale settimanale. Altri sono ancora in viaggio con le poste italiane che riescono quasi ad essere eterne nei loro tempi. Molte parrocchie oltre al periodico, fanno uscire un foglio settimanale, altre sono ancora più organizzate e pubblicano attraverso gli ultimi … ritrovati elettronici. Tutti insieme sono una grande testimonianza della vitalità delle comunità parrocchiali. Epifania - … ogni festa porta via … I giorni delle festività che hanno tanto impegnato le associazioni, i gruppi, i volontari, le Caritas con la solennità dell’Epifania finiscono ed impegnano tutti nella massiccia opera di formazione cristiana dei giovani con la catechesi, gli incontri, i “ritiri spirituali” i momenti della di preghiera. Il super attivismo dentro e fuori la vita parrocchiale ha fatto desiderare il ritorno ai ritmi consueti. Anche i gruppi che solitamente vivono ai margini delle comunità parrocchiali, hanno più volte espresso il disgusto per la frenesia di alcuni dei giorni delle festività così fatti tutti di corsa. Sono stati particolarmente riusciti gli incontri di fine anno “L’ultimo con gli ultimi”. Elogio dell’“Asino” - “Sono solo un asino” Riporto qui per i miei 23 lettori, alcuni versi su animale spesso poco ammirato! Invece tanto … mansueto e caro! E’ uno sfogo dell’asinello del Presepe, ed è rivolto a Gesù: “Sono soltanto un asino, /però ti ho riscaldato con il mio fiato / quand’eri bambino / nella capanna di Betlemme. Sono soltanto un asino / e ti ho accompagnato / esule in Egitto / liberandoti da Erode. Sono solo un asino / e tante volte ti ho portato / da una città all’altra, / perché arrivassi meno stanco / ad annunciare la tua parola! Sono solo un asino / e a Gerusalemme, / quando hai fatto l’ingresso solenne / re giusto e vittorioso / umile ti ho portato sulla mia schiena. Tutti possono fare qualcosa / di buono e di bello! / Tu non hai creato scarti, non hai fatto cose inutili, grazie Signore Gesù!” “L’Asino del Presepe”

Comune di Rovigo - Servizio Pari Opportunità

“Pronto Donna” N. verde 800.391.609 e-mail: prontodonna@comune.rovigo.it

“Servizio di ascolto telefonico del Comune di Rovigo rivolto alle donne, italiane e straniere, che desiderano ascolto informazioni e aiuto”. Cerchi aiuto? Need help? Besoin d’aide? Cerchi informazioni? Need information? Cherchez informations? Siamo reperibili… il martedì, mercoledì, venerdì dalle ore 13.30 alle 15.30.

Domenica 29 Dicembre, giorno in cui la liturgia ricorda la Santa Famiglia, nella Chiesa Parrocchiale di Boara Polesine si è tenuta la Festa di tutte le Famiglie. Da sempre, per questa occasione, l’intento del parroco don Vincenzo e del gruppo Famiglie, è quello di avvicinare e coinvolgere il maggior numero possibile di coppie nell’organizzazione e nella cura dei vari momenti della celebrazione per far sentire tutti parte viva della comunità, e anche quest’anno la partecipazione è stata massiva con la chiesa gremita di persone. Ad ogni persona è stata appuntata alla giacca una stella cometa con l’immagine della Sacra Famiglia e la data del giorno del proprio matrimonio; l’assemblea era una piccola distesa di luci scintillanti e il nostro parroco ha potuto introdurre la celebrazione con la frase : “Oggi vedo davvero tante stelle!”. Almeno 20 coppie di coniugi, si sono alternate nella accoglienza dei fedeli all’ingresso della Chiesa, nella lettura della Parola e delle preghiere dei fedeli, nella preparazione dell’altare, nella presentazione dei doni durante l’Offertorio, nello scambio del segno della pace a tutti i presenti, nella distribuzione dei doni a fine cerimonia. Sono stati anche portati all’altare e benedetti 2 filoni di pane, preparati per l’evento,

della lunghezza di 2 metri ciascuno che, alla fine della celebrazione, sono stati divisi in pezzi e distribuiti a tutta l’assemblea. Dopo l’omelia, tutti gli sposi hanno potuto rinnovare le proprie promesse di matrimonio; anche chi non ha più un compagno vicino è stato invitato a ripetere con gli altri la formula stringendo simbolicamente la mano del coniuge non più vivo ma presente nella fede. Al termine della Santa Messa, ogni famiglia ha ricevuto in ricordo della giornata un piccolo vaso con 2 bustine di lievito e la preghiera di Papa Francesco che ci invita ad essere lievito della società. Abbiamo avuto la gioia di distribuire oltre 140 doni ai presenti! L’incontro si è concluso poi con un rinfresco a cui sono stati invitati tutti i presenti, presso i locali dell’oratorio. Sentiamo il desiderio di ringraziare tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita di questa bellissima giornata: il parroco don Vincenzo che ha fortemente appoggiato questa iniziativa; tutti i componenti del gruppo famiglie che, nono-

stante l’impegno derivante da figli e lavoro, hanno dato grande disponibilità di tempo per organizzare tutto al meglio; le famiglie che hanno dato testimonianza con la partecipazione attiva ai vari momenti della celebrazione o con la preparazione del rinfresco; e infine i nostri cari giovani e i bambini della catechesi che insieme,

con gioia e energia, hanno cantato e suonato per animare la Santa Messa. Grazie soprattutto a Dio per questa giornata di vera festa e preghiamo la Sacra Famiglia perché protegga e sostenga tutte le nostre famiglie e le aiuti a diventare “sale della terra, luce del mondo, lievito per tutta la società “.

Fiesso Umbertiano

Celebrati gli anniversari di matrimonio e di sacerdozio

Domenica 29 dicembre 2013, in occasione della Festa della Sacra Famiglia di Nazaret, nella parrocchiale della Natività della B.V. Maria, alla Messa delle ore 11,00, diciotto coppie di sposi hanno celebrato la ricorrenza del loro anniversario di matrimonio. Per il 10°: Raimondi Riccardo e Pavanello Barbara; Ghirardelli Damiano e Tessarin Cecilia; Sinigaglia Alberto e Davì Silvia. Per il 25°: Bersanetti Mauro e Barbujani Enrica; Boarin Luigino e Tomaselli Lorella; Bononi Rodolfo e Callegaro Paola; Ghiraldini Mauro e Barozza Patrizia; Negri Gian Paolo e Sartori Roberta; Peretto Roberto e Davì Sonia; Tridello Vincenzo e Borghi Patrizia. Per il 40°: Benetti Giordano e Roveroni Albina; Besaggio Irenio e Nardo Maria Cristina; Bozzi Antonio e Zerbinati Nirvana; Venco Gianvito e Bergamaschi Marina; Stoppa Giordano e Sigolo Mirella. Per il 50°: Martello Umberto e Zocca Lucia; Zerbinati Mario e Pavan Angelina. Per il 60°: Bononi Ercole e Zerbinati Teresa. In questa bella occasione anche Don Giorgio Munerato ha ricordato il 55° anniversario di sacerdozio! Il coro dei giovani ha animato con gioiosi canti e il Parroco Don Giorgio Zanforlin, durante l’omelia, traendo spunto dalle letture, ha ricordato gli impegni degli sposi, la ricchezza delle loro diversità e il doveroso rispetto dei figli. Ti ringraziamo, Signore, per gli anni trascorsi insieme, per i figli ricevuti in dono, per la salute e l’amore condiviso; per coloro che ci hanno sostenuto, per le difficoltà che ci hanno rafforzato, per le gioie che hanno entusiasmato il nostro cammino. Non è stato sempre facile ma è la Fede che ci ha

sostenuto e ci ha fatto superare i difficili momenti della nostra vita insieme. Questo mi sento proprio di dire: è nella preghiera che si trova il coraggio quando si è deboli. Per questo confido in Te, Signore, sei Tu luce ai nostri passi, guida per il nostro cammino! Aiuta tutte le coppie e specialmente coloro che temono (come ha detto Don Giorgio) l’impegno del “Matrimonio”. Un particolare ringraziamento è dovuto al gruppo famiglie dell’Oratorio che ci ha permesso di gustare un prelibato pranzo e ci ha offerto questa

dedica: “vi auguro con tutto il cuore che nella vostra vita tutto avvenga come nel mondo della matematica: i dolori sottratti,

le gioie addizionate, l’amore moltiplicato e diviso per due.” Grazie a tutti. Callegaro Paola

Trecenta

Anniversari di matrimonio

Quattordici coppie della nostra Parrocchia di Trecenta, hanno festeggiato Domenica 29 Dicembre il loro anniversario di matrimonio, quattordici coppie inossidabili nel tempo, già, perchè nonostante tutto quello che succede nel mondo, crisi di tutti i tipi, sono riuscite a superare tutti i vari ostacoli che possono essersi presentati durante il loro cammino. La nostra purtroppo è una società in cui tutto deve avere una scadenza, tutto deve essere il massimo per un breve periodo, per poi lasciare spazio a qualche cosa di più innovativo e aggiornato. Moda, elettrodomestici, automobili, telefonini, tutto è costruito per durare poco, e una società basata sull’ “usa e getta” si lascia influenzare anche nello stile di vita, nei comportamenti e nei rapporti famigliari. Non è frequente sentire di matrimoni che arrivano indenni al decennio, soprattutto fra i giovani, figurarsi longevità maggiori!... È tradizione che gli sposi si scambino un regalo ad ogni anniversario di matrimonio. Ciascun anno questi regali dovrebbero essere di materiali diversi (o confezionati con questi materiali), dal più fragile al più solido, proprio per simbolizzare la maggiore forza che via via la relazione va ac-

quisendo. E per questo motivo si suole chiamare gli anniversari di matrimonio come il materiale usato per festeggiare l’anniversario. Allo stesso modo è possibile utilizzare questi materiali per le decorazioni della festa. I nomi dati ai vari anniversari sono una guida per i regali appropriati che gli sposi si scambieranno o, se hanno organizzato una festa, dei regali che gli invitati potranno consegnare agli sposi. Alcuni Paesi usano materiali diversi per anniversari diversi, ma alcuni di questi sono comuni tra i vari Paesi: 5 di Legno, 10 di Alluminio, 15 di Cristallo, 20 di Porcellana, 25 d’Argento, 30 di Perla, 35 di Corallo, 40 di Rubino, 50 d’Oro e 60 di Diamanti. A tutte le coppie che festeggiano il loro anniversario di matrimonio, i più calorosi auguri da tutta la comunità parrocchiale di Trecenta!. Claudio


formazione

domenica 12 gennaio 2014

Riflessione dopo la Giornata Mondiale della Pace 2014

“Fraternità, fondamento e via per la pace”

Fraternità, è una esperienza antica e sempre nuova, in questi ultimi tempi però questa parola, meglio l’esperienza della fraternità, appare sempre più come una realtà dimenticata, quasi tenuta nascosta, forse perché troppo Impegnativa, anzi profondamente evangelica. “Fraternità, fondamento e via per la pace”, è il tema scelto da Papa Francesco per il suo primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2014. Parliamo di Fraternità e del Messaggio del Papa con i coniugi Cesarina e Mario Chieregato, sposati da 40 anni, 4 figli, appartenenti al Movimento dei Focolari, i quali, hanno donato alcuni anni della loro vita nel volontariato a favore della Famiglia, contribuendo tra l’altro alla fondazione in Diocesi dell’Associazione “Centro per la formazione e la consulenza della coppia e della famiglia” che ha dato origine al Consultorio Diocesano. Da qualche tempo, in particolare Mario, seguendo la proposta, meglio l’esperienza della fraternità, ha scelto di mettersi a servizio della ricerca di un nuovo modo di fare politica, attraverso il Movimento Politico per l’Unità (MPPU). Abbiamo rivolto loro alcune domande riguardanti l’esperienza della Fraternità e del Messaggio del Santo Padre. D - “Fraternità, fondamento e via per la pace”, è questo il tema del Messaggio che Papa Francesco ha rivolto al mondo per la Giornata Mondiale per la Pace 2014. Come accogliere questo invito del Santo Padre? R - “La fraternità ha bisogno di essere scoperta, amata, sperimentata, annunciata e testimoniata” Libertà, Uguaglianza e Fraternità sono i principi della rivoluzione francese, scaturiti dal pensiero illuminista, fondato su una “Dea Ragione” che voleva sostituirsi a Dio. La “Libertà” ha dato origine al pensiero e alla cultura liberale, alla dottrina del libero mercato in economia ed ai partiti liberali in politica. L’ “égalité” o Uguaglianza intende abolire le differenze per nascita o condizione sociale e ha dato origine al pensiero e alla cultura del socialismo e del comunismo. D - In questo nostro tempo il mondo potrebbe cercare di sperimentare la Fraternità? R - Ora è tempo di sperimentare come potrebbe essere il mondo se si vive la Fraternità! Cosi si esprimeva Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, in accordo con gli auspici degli ultimi Papi: si vuole infatti proporre al mondo la Cultura della Fraternità, questo terzo principio “dimenticato” della rivoluzione del XVIII secolo. Papa Francesco, nel suo primo Messaggio per la Celebrazione della Giornata mondiale per la Pace, afferma che “nel cuore di ogni uomo e di ogni donna alberga … un anelito insopprimibile alla fraternità che sospinge verso la comunione con gli altri … Infatti la fraternità è una

dimensione essenziale dell’uomo, il quale è un essere relazionale.” La riprova di ciò è che perfino i rivoluzionari francesi, mentre tagliavano le teste di preti e suore, desideravano promulgare nella loro Legge Costituzionale il principio di Fraternità. Evidentemente questo principio ha le sue radici nella profondità dell’essere umano. La sperimentazione della Fraternità certamente spinge l’umanità a ricercare nuove vie sia per l’economia che per la politica! D - Il Messaggio del Papa lo possiamo pensare come un programma di vita. R - Papa Francesco nel Messaggio ci indica che “la fraternità si comincia ad imparare solitamente in seno alla famiglia, … La famiglia è la sorgente di ogni fraternità, e perciò è anche il fondamento e la via primaria della pace, poiché, per vocazione, dovrebbe contagiare il mondo con il suo amore.” La famiglia è la cellula della società e quindi non può essere che questo il luogo, la sorgente della fraternità. Da bambini siamo cresciuti in una famiglia e abbiamo cominciato lì a relazionarci con i fratelli. Ricordiamo gli sforzi per educare i nostri figli a sentirsi fratelli, a superare l’innato egoismo, per cominciare a condividere i giochi ed i dolci tra loro, dapprima; e poi, cresciuti, a relazionarsi positivamente con i compagni di scuola, della parrocchia, del gruppo sportivo; infine di pensare di condividere parte delle loro mance con i bambini poveri del mondo. Chiara Lubich, in un memorabile discorso al FamilyFest del 1993, ci indicava la famiglia come modello della società. Quanto attuali quelle sue parole: “Congegnata da Dio come capolavoro dell’amore, la famiglia può ispirare delle linee per contribuire a cambiare il mondo di domani. Se noi infatti osserviamo la famiglia, se facciamo quasi una radiografia di essa, possiamo scoprirvi dei valori immensi e preziosissimi, che proiettati e applicati all’umanità possono trasformarla in una grande famiglia. … Nella famiglia è spontaneo mettere tutto in comune, condividere ogni bene, avere un’unica cassa. … È normale sovvenire alle necessità di chi ancora non è produttivo e di chi non lo è più.” Se veramente come in famiglia si fa posto al nuovo fratellino che nasce, rimodulando la cameretta o le stanze da letto, e poi, dopo lo svezzamento, si aggiunge il suo seggiolino, spostando i posti a tavola; così sarebbe bello che anche nella società si facesse posto ai giovani neo diplomati o neo laureati, trovando loro un lavoro equo e dignitoso, magari con soluzioni

Intervista a Cesarina e Mario del Movimento dei Focolari

politiche che “stringessero” e rimodulassero funzioni, ruoli e gli stipendi più alti! D - Oggi l’esperienza della fraternità sembra lontana: molte famiglie si dividono, cresce la disuguaglianza nella società, proliferano le guerre e le guerriglie in tante parti del mondo. Perché è così difficile vivere la fraternità? R - Papa Francesco nel suo Messaggio, citando il racconto di Caino e Abele, ci ricorda che: “l’umanità porta inscritta in sé una vocazione alla fraternità, ma ha anche la possibilità drammatica del suo tradimento”. Veramente il peccato è accovacciato alla tua (alla nostra) porta (cfr. Gn 4, 7) alla porta del nostro cuore. Sperimentiamo ogni giorno la fatica di superare l’egoismo che è dentro di noi. D - Come poter rispondere pienamente all’anelito della fraternità? R - Papa Francesco ci indica la risposta al paragrafo 3. “… poiché c’è un solo Padre, che è Dio, voi siete tutti fratelli (cfr. Mt 23, 8). La radice della fraternità è contenuta nella paternità di Dio. … In particolare, la fraternità umana è rigenerata in e da Gesù Cristo con la sua morte e resurrezione. La croce è il “luogo” definitivo di fondazione della fraternità ...” Anche per noi l’incontro con il Movimento dei Focolari e Chiara Lubich ci ha fatto scoprire Dio che è Amore, non quindi un Dio giudice come ci veniva presentato allora. Certo ci siamo resi conto ben presto che non è facile riconoscersi tutti figli dello stesso Padre, tutti fratelli, e amarci come tali. Solo con l’aiuto e la Grazia di Dio possiamo fare qualche passo e ricominciare ogni volta che cadiamo. In particolare, ci ricorda Papa Francesco, come Gesù ha dato la vita per tutti, anche noi siamo chiamati ad accogliere e impegnarci ad amare il fratello che ci è vicino: coniuge, figlio, collega di lavoro, immigrato, … D - Nell’esperienza del Movimento dei Focolari come si cerca di incarnare la fraternità? R - Dal punto di vista politico Chiara Lubich ha dato

la Settimana 9 L’invito del vescovo Crociata a politici e amministratori

La fraternità si sceglie e si costruisce

vita nel 1996 al Movimento Politico per l’Unità (MPPU), il quale vorrebbe favorire il dialogo tra politici di tutti i partiti, cittadini, studiosi e studenti di politica, alla ricerca di nuove vie a vantaggio del bene comune. In un memorabile discorso al Parlamento italiano, il 15 dicembre del 2000, Chiara ha proposto “a tutti coloro che agiscono in politica un patto di fraternità per l’Italia, che metta il suo bene al di sopra di ogni interesse parziale: sia esso individuale, di gruppo, di classe o di partito. La fraternità ricostruisce il tessuto sociale e, per essa, acquistano nuovi significati la libertà e l’uguaglianza.” Dal punto di vista economico il Movimento dei

“Ha senso – è possibile – parlare di fraternità nell’ambito della vita pubblica? E cioè in politica, nell’economia, nell’amministrazione e in tutti gli altri spazi delle istituzioni e della società civile?”. È partito da questa domanda monsignor Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, nella messa celebrata, mercoledì 1° gennaio, in occasione della Giornata mondiale della pace, nella quale ha voluto incontrare politici, amministratori e rappresentanti delle istituzioni sociali, civili e militari del territorio pontino. Un incontro nel quale il presule ha consegnato il Messaggio del Papa per la Giornata e un’occasione per creare rapporti “fecondi” con “la società civile e le pubbliche istituzioni”, ad appena quindici giorni dal suo ingresso in diocesi, per un impegno condiviso per il bene comune del territorio. Questione educativa. “La fraternità è una questione di mentalità, di scelta e di educazione. Bisogna formarsi alla fraternità nella vita sociale, perché essa non è il frutto spontaneo di un po’ di buona volontà o di qualche buona

Focolari propone l’Economia di Comunione, che è stata citata anche nell’enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI. Essa coinvolge imprenditori, lavoratori, dirigenti, consumatori, risparmiatori, cittadini, studiosi, operatori economici, tutti impegnati ai vari livelli a promuovere una prassi ed una cultura economica improntata alla comunione, alla gratuità ed alla reciprocità, proponendo e vivendo uno stile di vita alternativo a quello dominante nel sistema capitalistico. Ad oggi aderiscono alcune centinaia di aziende, alcune delle quali sono polesane. Settimio Rigolin

intenzione, nemmeno in famiglia e nella Chiesa”, ha avvertito monsignor Crociata. C’è bisogno “di un’educazione alle regole elementari di una convivenza rispettosa della dignità di ogni persona e c’è bisogno di educare a conoscere se stessi e a riconoscere le proprie passioni negative e disgregatrici come la brama del profitto, la sete di potere e soprattutto l’invidia, che scatta sempre tra pari, cioè tra fratelli”. Occorre, poi, “far crescere la reciprocità”, arrivando “ad aiutare l’altro ad aiutarsi, a fare la sua parte, a darsi da fare, a collaborare. Solo quando si innesca questa reciprocità positiva, si crea

fraternità. Il bene fatto sempre unilateralmente, incapace di suscitare collaborazione, spirito di iniziativa, senso della propria dignità e di riscatto, insomma l’assistenzialismo e il favoritismo, esercita potere e dominio sull’altro, crea dipendenza, incapacità di reagire e di dare il proprio contributo, sia in famiglia che nella società”. Una storia recente. “Il nostro territorio – ha evidenziato il vescovo, facendo riferimento alle vicende pontine - ha in qualche misura una storia recente e accoglie una popolazione di varia provenienza, che si incontra con altra di antichissimo insediamento. Abbiamo dinanzi una situazione che è ancora in qualche misura malleabile, pur con tutte le ipoteche sociali e culturali antiche e recenti”. In questo senso “disponiamo di una opportunità maggiore che altrove: fondare su basi fraterne una società ancora non pervenuta a una identità del tutto amalgamata e coerente. Raccogliamo questa opportunità e proviamo a farla fruttificare. È un compito aperto per la nostra diocesi ed è una sfida straordinaria per chi porta responsabilità istituzionali in qualsiasi ambito. Non perdiamo questa occasione”. Tre impegni. Monsignor Crociata ha invitato, ciascuno nel proprio ambito di vita e di lavoro, ad accogliere un “triplice impegno”. Innanzitutto, “far crescere in noi e attorno a noi l’atteggiamento di stima nei confronti di chiunque, la magnanimità come capacità di godere del bene altrui, il desiderio di agire in maniera cooperativa, di prestare generosamente collaborazione”. In secondo luogo, “non preoccupiamoci solo della povertà materiale: non perdiamo di vista un altro tipo di povertà, quella relazionale, che produce sofferenze immediatamente non visibili, ma le cui ricadute diventano poi sociali e materiali; ricordiamoci che la qualità della vita non è misurata solo dal reddito e dal benessere materiale, ma non meno dalla possibilità e dalla capacità di stare bene con se stessi, con gli altri e con l’ambiente, positivamente e cordialmente”. Infine, “di fronte a inevitabilmente insorgenti conflitti, di interesse o di visione e di giudizio, adoperiamoci e impariamo a risolverli se non a prevenirli; impariamo l’arte della mediazione e tutte le procedure necessarie per superare e risolvere le tensioni che si producono”. Insomma, “c’è sempre uno sforzo da fare, per uscire da se stessi e aprirsi agli altri: sta qui il dinamismo profondo della fraternità”. a cura di Gigliola Alfaro


iovani Giovani

Pagina a cura del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile via Sichirollo, 18 Rovigo Pagina a cura giovani@5pani2pesci.it del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile 349 5139409 via Sichirollo, 18 Rovigo www.5pani2pesci.it Pagina a cura giovani@5pani2pesci.it del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile 349 5139409 via Sichirollo, 18 Rovigo www.5pani2pesci.it 349 5139409 giovani@5pani2pesci.it www.5pani2pesci.it

...di Adria San Vigilio ...di Adria - San Vigilio ...di Adria - San Vigilio LA CARTA D’IDENTITA’ IlLAnome. Gruppo Giovani San Vigilio CARTA D’IDENTITA’ Data di nascita. Marzo 2011

IlI fondatori. nome. Gruppo Giovani San Vigilioe Francesca Rossi, su richiesta di SuorMarzo Gisella2011 Guidolin LA CARTA D’IDENTITA’ Data digiovani nascita. alcuni Cresimati nel 2011. IlI fondatori. nome. Gruppo San Vigilioe Francesca Rossi, su richiesta di SuorGiovani Gisella Guidolin Ialcuni membri. Quindici giovani dalla seconda alla quinta superiore, nei Data digiovani nascita. Marzo 2011 Cresimati nel 2011. licei di Adria, nell’istituto tecnico oseconda scuolealla professionali. I membri. fondatori. Suor Gisella Guidolin einFrancesca Rossi, su richiestanei di Quindici giovani dalla quinta superiore, Quando si incontra: il venerdì sera. Non mancano poi gli incontri alcuni giovani Cresimati nel 2011. licei di Adria, nell’istituto tecnico o in scuole professionali. “extra” come ad esempio dopo la S.Non Messa per un poi film, IQuando membri. giovani dallasera. seconda alla quinta superiore, neiil siQuindici incontra: il venerdì mancano glioppure incontri compleanno, oadper passare del tempo insieme. licei di Adria, nell’istituto tecnico olainS.scuole professionali. “extra” come esempio dopo Messa per un film, oppure Dove: presso il per Punto della Non Casa Parrocchiale Vigilio,il Quando si incontra: il Giovane venerdì sera. mancano poi San gli incontri compleanno, o passare del tempo insieme. dopo lapresso recente inaugurazione. ma vero, Punto Giovane loil “extra” come ad esempio dopoStrano la S. Casa Messa perilun film,San oppure Dove: il Punto Giovane della Parrocchiale Vigilio, utilizziamo anche per fare i del compiti insieme ed aiutarci aGiovane vicenda! compleanno, o per passare tempo insieme. dopo la recente inaugurazione. Strano ma vero, il Punto loIl Punto Giovane a tanti sembrare stanza, per Dove: presso il che Punto Giovane dellainsieme Casauna Parrocchiale Vigilio, utilizziamo anche per fare i può compiti edsemplice aiutarci aSan vicenda! Il noi è illaGiovane nostro “covo”. dopo recente inaugurazione. mauna vero,semplice il Punto stanza, Giovaneper lo Punto che a tanti può Strano sembrare utilizziamo anche per fare i compiti insieme ed aiutarci a vicenda! Il noi è il nostro “covo”. Punto Giovane che a tanti può sembrare una semplice stanza, per noi è il nostro “covo”.

San Vigilio: GIOVANI AL CENTRO San Vigilio: GIOVANI AL CENTRO La giovinezza di unaGIOVANI Parrocchia è sempre da costruire San Vigilio: AL CENTRO La giovinezza di una Parrocchia è sempre da costruire La giovinezza di una Parrocchia è sempre da costruire La Parrocchia di San Vigilio, che dalla li-

10 la Settimana

LA FORMAZIONE CRISTIANA? NON DA SOLI: E’ UN EVENTO DI CHIESA LA FORMAZIONE CRISTIANA? NON DA SOLI: E’ UN EVENTO DI CHIESA La formazione cristiana è un evento e Riformati. “Per la nostra formazione alla grandiosa Festa Giovani 2014 che LAChiesa FORMAZIONE CRISTIANA? NON DA SOLI: E’ UN EVENTO DI CHIESA di e il Gruppo la realizza parte- econtinueremo a partecipare volentiesi svolgerà a Rovigo in due giornate La formazione cristiana è un evento Riformati. “Per la nostra formazione alla grandiosa Festa Giovani 2014 chee cipando completo ai Venerdì di Chiesaale ilgran Gruppo la realizza parteLa formazione cristiana è un evento Giovani, allagran Festa Giovani Rovigo, cipando al completo aia Venerdì di Chiesa e il occasioni Gruppo laspeciali realizza parte-il ad eventuali Giovani, alla Festa Giovani a come Rovigo, cipando al gran completo ai Venerdì recente incontro di inizio anno guidato ad eventuali occasioni speciali come il Giovani, alla Festa Giovani a guidato Rovigo, da Don incontro Marco Pozza in Cattedrale; lo recente di inizio anno ad eventuali occasioni speciali come scorso ha pure all’Inda Donanno Marco Pozzapartecipato in Cattedrale; loil recente incontro di inizio anno guidato contro Ecumenico a Rovigo che univa in scorso anno ha pure partecipato all’Inda Don Marco Pozza in Cattedrale; lo preghiera i cristiani Cattolici, Ortodossi contro Ecumenico a Rovigo che univa in scorso anno ha pureCattolici, partecipato all’Inpreghiera i cristiani Ortodossi contro Ecumenico a Rovigo che univa in preghiera i cristiani Cattolici, Ortodossi

ri ai Venerdì Giovani che apprezziamo non vediamo l’ora di in partecipare, vistae continueremo a partecipare volentie- si svolgerà a Rovigo due giornate e Riformati. la nostra formazione grandiosa Festa 2014vista che perché sono“Per momenti conoscere alla la positiva riuscita dell’anno precedenri ai Venerdì Giovani cheper apprezziamo non vediamo l’ora di Giovani partecipare, continueremo a partecipare volentiesi svolgerà a Rovigo in due giornate altri giovani più o meno grandi di noi e te. In cantiere ci sono poi altri progetti: perché sono momenti per conoscere la positiva riuscita dell’anno preceden-e ri ai giovani Venerdì Giovani che apprezziamo vediamo di partecipare, vista seguire un cammino di Fede adatto dai tradizionali di festa della altri più o meno grandi di noiad e non te. In cantiere l’ora cimomenti sono poi altri progetti: perché sono momenti per conoscere la positiva riuscita dell’anno precedenognuno. Cogliamo l’occasione per invinostra Parrocchia agli incontri, uscite, seguire un cammino di Fede adatto ad dai tradizionali momenti di festa della altri più o ad meno grandiper diainoi e te. In cantiere ci sono poi altri progetti: tare giovani altriCogliamo giovani aggregarsi sucSante Messe per le quali offriremo la ognuno. l’occasione invinostra Parrocchia agli incontri, uscite, seguire un cammino di Fede adatto ad dai tradizionali momenti di festa della cessivi incontri! È iniziato anche il connostra disponibilità e partecipazione tare altri giovani ad aggregarsi ai suc- Sante Messe per le quali offriremo la ognuno. Cogliamo l’occasione per invi- nostra Parrocchia aglie incontri, uscite, to alla rovescia dei giorni che mancano come sempre fatto!” cessivi incontri! È iniziato anche il connostraabbiamo disponibilità partecipazione tare giovani aggregarsi ai suc- Sante Messe per le quali offriremo la to allaaltri rovescia deiadgiorni che mancano come abbiamo sempre fatto!” cessivi incontri! È iniziato anche il connostra disponibilità e partecipazione “Siamo pronti alle esperienze che il futuro ci to alla rovescia dei giorni cheriserva mancano come abbiamo sempre fatto!” e teniamo come punto di riferimento “Siamo pronti alle esperienze che il futuro ci una frase di Papa come Francesco: amici, non riserva e teniamo puntoCari di riferimento dimenticate: siate il campo della Fede! Siate “Siamo pronti alle esperienze che il futuro ci una frase di Papa Francesco: Cari amici, non gli atletie teniamo di Cristo! i costruttori una riserva punto di riferimento dimenticate: siatecome ilSiate campo della Fede!diSiate Chiesa piùdidibella e di un mondo migliore!” unaatleti frase Papa Francesco: Cari amici, gli Cristo! Siate i costruttori di non una dimenticate: siate il campo della Fede! Siate Chiesa bella e di un “La più sensazione di mondo vederemigliore!” bambini e gli adulti atleti di Cristo! Siate i costruttori una sorridere ediringraziarci per di quello “La sensazione vedere bambini Chiesa più bellafacendo e di un mondo migliore!” e che stiamo è unica!” adulti sorridere e ringraziarci per quello “La sensazione di èpossono vedere e “Tutte che le nostre esperienze essere sinstiamo facendo unica!” bambini adulti sorridere e Giovanni ringraziarci per quello tetizzate nelle parole di Paolo II pro“Tutte che le nostre esperienze essere sinstiamo facendo 2000: èpossono unica!” nunciate Tor Vergata Il Paolo gruppoII deve tetizzate anelle parole dinelGiovanni prodiventare un laboratorio della Fede; non puòdeve più “Tutte le anostre esperienze possono essere sinnunciate Tor Vergata nel 2000: Il gruppo essere impostato in una statica, ma tetizzate nelle parole diforma Giovanni Paolo IIdovrà prodiventare un laboratorio della Fede; non può più essere con proposte che la dinunciate a Tor Vergata nel 2000: Il attivino gruppo deve essere dinamico, impostato in una forma statica, ma dovrà mensione fisica e quella emotiva/affettiva, intediventare un laboratorio della Fede; non può più essere dinamico, con proposte che attivino la digrandole con la sfera razionale estatica, spirituale; sono essere impostato una forma ma dovrà mensione fisica e in quella emotiva/affettiva, inteimportanti in tal senso le uscite, i pellegrinaggi, essere dinamico, con proposte che attivino la digrandole con la sfera razionale e spirituale; sono l’incontro testimonianze vitali”. mensione fisica esenso quellaleemotiva/affettiva, inteimportanticon in tal uscite, i pellegrinaggi, grandole sfera razionale e spirituale; sono l’incontrocon conlatestimonianze vitali”. importanti in tal senso le uscite, i pellegrinaggi, l’incontro con testimonianze vitali”.

VOCI VOCI VOCI DAL DAL DAL GRUPPO: GRUPPO: GRUPPO: I FARI I FARI I FARI NEL NEL NEL CAMMINO CAMMINO CAMMINO

nea ferroviariadia nord di Adriache si èdalla estesa La Parrocchia San Vigilio, lifino a inglobarealanord strada provinciale per nea ferroviaria di Adria si è estesa Rovigo, comprende quartieri di recente La di laSan Vigilio, che dallaper lifinoParrocchia a inglobare strada provinciale insediamento abitativo: il “Borgo Dolonea ferroviaria a nord di Adria si è estesa Rovigo, comprende quartieri di recente miti” è solo una piccola parte diDolouna fino aoggi inglobare la strada per insediamento abitativo: ilprovinciale “Borgo Comunità di circa 1700 abitanti, ricca di Rovigo, comprende quartieri di recente miti” oggi è solo una piccola parte di una molte famiglie giovani. insediamento abitativo: il “Borgoricca DoloComunità di circa 1700 abitanti, di Lì il Gruppo Giovani Vigilio è aldicenmiti” oggi è solo una San piccola parte una molte famiglie giovani. tro una esperienza comunitaria lo Comunità diGiovani circa 1700 abitanti, di Lì il di Gruppo San Vigilio è ricca alche cenpone in rapporto a tutte le età, per molte famiglie giovani. tro di una esperienza comunitaria chel’elo dificazione della Comunità Cristiana. Lì il Gruppo Giovani San Vigilio è per al cenpone in rapporto a tutte le età, l’e-Il modello Parrocchia di San Vigilio tro di unadella esperienza comunitaria chead loIl dificazione della Comunità Cristiana. Adria èinbene daldi titolo questo pone rapporto a tutte leSan età,di per l’emodello dellaespresso Parrocchia Vigilio ad articolo: non confinare giovani comeIl dificazione della Comunità Cristiana. Adria è bene espresso dalititolo di questo uno dei settori della Comunità ma porli modello della Parrocchia di San Vigilio ad articolo: non confinare i giovani come al centro, perché la loro freschezza aiuti Adria è bene espresso dal titolo di questo uno dei settori della Comunità ma porli tutti ad esprimere giovinezza una articolo: non confinare i giovanidicome al centro, perché la la loro freschezza aiuti Parrocchia che è sempre da costruire. uno dei settori della Comunità ma porli tutti ad esprimere la giovinezza di una Gli impegni concreti del al centro, perché lorodei freschezza aiuti Parrocchia che è lasempre daragazzi costruire. Gruppo sono cresciuti poco a poco setutti ad esprimere la giovinezza di una Gli impegni concreti dei ragazzi del condo necessità e lepoco richieste Parrocchia checresciuti è sempre daa costruire. Gruppolesono pocodella seComunità parrocchiale. si sono Gli impegni concretie le deiAlcuni ragazzi del condo le necessità richieste della dedicati al parrocchiale. catechismo diAlcuni fanciulli e seraGruppo sono cresciuti poco a poco Comunità si sono gazzi, altri sono entrati far parteedella del condo lealnecessità e lediarichieste dedicati catechismo fanciulli raCoro. Comunità si sono gazzi, altri parrocchiale. sono entrati aAlcuni far parte del Tutte entrano in dirapporto dedicati al catechismo fanciullicon e ra-il Coro. le età Gruppo Giovani: se pensi ai bambini ti del ve-il gazzi, altri sono entrati a far parte Tutte le età entrano in rapporto con drai scorrere davanti la festa di carnevale Coro. Gruppo Giovani: se pensi ai bambini ti veed grest estivo; se la pensi agli anziani Tutte le età entrano infesta rapporto con eil draiilscorrere davanti di carnevale nonni vedrai la Festa dell’Anziano, un’inGruppo Giovani: se pensi ai bambini ti ve-e ed il grest estivo; se pensi agli anziani tera giornata loro dal Gruppo. drai scorrere festa di carnevale nonni vedrai davanti ladedicata Festa la dell’Anziano, un’inMa stati le faed grestmomenti estivo; sesono pensi agli anziani e terailaltri giornata dedicata loro dalper Gruppo. miglia: la momenti veglia di Natale “C’è un nonni vedrai la Festa dell’Anziano, un’inMa altri sono stati pertempo le faper…” che li ha visti protagonisti nell’attera giornata dedicata loro dalunGruppo. miglia: la veglia di Natale “C’è tempo tesa del Natale, e il noto concorso canoMa altri momenti sono stati per le faper…” che li ha visti protagonisti nell’atro Ladel Raganella, Festa Patronale, in miglia: laNatale, veglia di “C’è un tempo tesa enella ilNatale noto concorso canocui i giovani del Gruppo li trovi in contatper…” che li ha visti protagonisti nell’atro La Raganella, nella Festa Patronale, in to le età, tesa deltutte Natale, e ilnello notolistand concorso canocuicon i giovani del Gruppo trovi gastronoin contatmico a far servizio come sul palco, come ro La Raganella, nella Festa Patronale, in to con tutte le età, nello stand gastrononell’ultimo musical Biancaneve i come sette cui i giovani del Gruppo lisul trovi inecontatmico a far servizio come palco, nani, splendide serate di comunità. to conintutte le età, nello stand gastrononell’ultimo musical Biancaneve e i sette mico a far servizio come sul palco, come nani, in splendide serate di comunità. nell’ultimo musical Biancaneve e i sette nani, in splendide serate di comunità.

domenica 12 gennaio 2014


chiesa

domenica 19 gennaio 2014

la Settimana 11

Intervista al Vescovo Lucio

Rimotiviamo le nostre convinzioni perché la famiglia con tutte le nostre forze deve essere salvata “E’ ancora necessaria la famiglia? Perché dobbiamo salvare la famiglia? questo è il tema del decimo incontro del Vescovo della Diocesi di Adria-Rovigo, mons. Lucio Soravito de Franceschi, con il mondo della politica, i pubblici amministratori, il mondo della scuola, del volontariato, la realtà civile, il mondo del laicato cattolico del Polesine, che avrà luogo lunedì 20 gennaio 2014 presso il Centro Giovanile “San Giovanni Bosco” di Rovigo. Un tema, quello della famiglia, di grande attualità e importanza, che domanda sicuramente coraggio per parlarne in questa nostra realtà che in modi diversi cerca di far morire la famiglia. Il tema dell’incontro infatti è stato suggerito personalmente dal Vescovo Lucio che ha affidato l’argomento ad un esperto di fama nazionale il prof. Pierpaolo Donati. Il Vescovo in questa nostra intervista ci illustra i contenuti dell’incontro.

famiglia, progetto prioritario della vita sociale. D - Perché si vuole riflettere proprio sulla famiglia? R - Sappiamo purtroppo che in Italia la legislazione ha praticamente ignorato

ziale, fondamentale e sociale del soggetto famiglia, da cui dipende il futuro della nostra società, dobbiamo essere consapevoli che se muore la famiglia muore la società, se la famiglia è solida anche la società è solida. La sfida è far riscoprire

dimentichiamo mai che tutti noi siamo nati dall’amore di una famiglia che ci ha aiutato a maturare la nostra personalità. Se osserviamo nelle piccole comunità la famiglia è vista come una presenza significativa, allora sarà importante che tutti noi sappiamo rimotivare quelle che sono le nostre convinzioni perché la famiglia con tutte le nostre forze deve essere salvata.

Lunedì 20 gennaio 2014 presso il Centro Giovanile “San Giovanni Bosco” di Rovigo 10° incontro del Vescovo mons. Lucio Soravito de Franceschi con il mondo della politica, i pubblici amministratori, il mondo della scuola, del volontariato, la realtà civile, il mondo del laicato cattolico

D - Eccellenza, siamo prossimi al decimo incontro del Vescovo con i pubblici amministratori, come presentare questa iniziativa? R - Per la decima volta si rinnova l’incontro annuale con gli amministratori, gli imprenditori, lavoratori, operatori del mondo culturale del Polesine. Si tratta di un incontro ne quale in questi anni sono stati affrontati problemi sociali, dell’economia, le risorse economiche del Polesine, il problema della immigrazione, che aumenta sempre più, si è parlato della realtà del mondo giovanile, il tema del bene comune, la formazione etica e politica, del come gestire, correttamente l’impegno in favore del bene comune, il problema economico di quali risorse dispone il Polesine in questa situazione di crisi, come affrontare la crisi. D - Eccellenza, come definire questi incontri? R - Possiamo dire che si è trattato di incontri che hanno offerto una priorità e una prevalenza alla riflessone riguardante l’economia, non dimentichiamo che a partire dal 2008 siamo scivolati in una grave crisi economica che sembra non finire. Certamente la scelta delle varie tematiche non è stata solo una mia iniziativa , ma ascoltando persone esperte dei vari settori e amministratori del bene pubblico. Dalle varie riflessioni emerse dall’incontro dei presbiteri , della Chiesa come pure da altre realtà è emersa la necessità di soffermare la nostra attenzione su un tema che si avverte come molto molto importante, un argomento non ancora affrontato, e cioè la

la famiglia, dimenticando quanto è scritto nella Costituzione italiana che riconosce il valore della famiglia, ma purtroppo la famiglia non è stata oggetto di particolari attenzioni , purtroppo si è diffusa una visione individualistica della vita, si è smarrita la necessità di ufficializzare una scelta di famiglia tanto è vero che oggi più della metà le coppie conviventi che non pensano al matrimonio ritenendo non sia necessario, tutto questo ha ignorato il ruolo che spetta alla famiglia riguardo la procreazione della vita e del ruolo della famiglia nella realtà sociale e culturale, tutto questo è scritto nella dichiarazione universale dei diritti umani la dove si dice che la famiglia è il fondamento della società. Oggi purtroppo si pensa alla famiglia come ad una realtà privata e nulla più. A me sembra importante richiamare il valore essen-

la famiglia come realtà di comunione indissolubile dell’uomo e della donna una comunione di persone aperta alla procreazione, una comunione di persone consapevoli di essere cellula della società. D - Riguardo al relatore ufficiale dell’incontro cosa possiamo dire? R - Per meglio affrontare questo delicato tema abbiamo invitato un grande esperto, uno studioso di questo settore, il prof. Pierpaolo Donati, docente di Sociologia all’Università di Bologna, una personalità molto conosciuta, impegnato in prima persona nell’ambito di una associazione pubblica che si occupa di temi della famiglia, il relatore ci guiderà nel cercare le risposte alle due domande: «E’ ancora necessaria la famiglia? Perché dobbiamo salvare la famiglia?». Non

D - Un tema più che mai attuale? R - Un tema attualissimo, urgente soprattutto nel Triveneto e quindi anche nel Polesine, un territorio che si presenta come regione con una alta percentuale di coppie conviventi, sappiamo che ogni dieci matrimoni cinque si disfano, tutto questo ha comportato un forte crollo della natalità, situazione questa presente anche nel Polesine. D - Tutto questo nonostante molti si dichiarano cristiani? R - Purtroppo sempre più numerosi sono i non praticanti, per cui pur avendo ricevuto i sacramenti non praticano e non vivono una realtà di fede. In Polesine assistiamo ad una forte

diminuzione della pratica religiosa, che si trasforma poi in indifferenza. Così si vive una fede secondaria, una realtà che incide sulla vita di coppia anche riguardo al trasmettere il dono della vita. D - Possiamo dire che questo incontro si inserisce nel tema del cammino pastorale “Popolo di Dio in missione”?

R – Le famiglie credenti e praticanti devono impegnarsi non solo per annunciare l’amore di Dio che ci ha raggiunti in Gesù Cristo, ma anche con il trasmettere quei valori che sono vitali per la nostra vita, quale è appunto il valore della famiglia, l’apertura alla vita, la solidarietà. Tutto questo vuol dire essere Popolo di Dio in missione. Settimio Rigolin

Dedicata alla pastorale pre e post battesimale una “due giorni” dei Vescovi del Triveneto

Generare alla vita di fede: l’impegno educativo dei genitori, il volto accogliente della Chiesa La “generazione” alla vita di fede - in un contesto ormai scristianizzato, multiculturale e multireligioso - a partire dal momento fondamentale del battesimo, sacramento che chiama in causa direttamente il compito educativo dei genitori e della comunità cristiana: è stato questo il tema portante della “due giorni” annuale della Conferenza Episcopale Triveneto che ha riunito a Cavallino (Venezia), presso la Casa di spiritualità diocesana Maria Assunta, i Vescovi della regione insieme ad alcuni rappresentanti delle Diocesi trivenete (sacerdoti, religiose e laici, tra cui alcune coppie di sposi) impegnati in tale ambito pastorale. “Il battesimo ricevuto da bambini - ha osservato mons. Lucio Soravito de Franceschi, Vescovo di Adria-Rovigo e delegato della Cet per la catechesi, che ha coordinato i lavori - è spesso come un pacco-

dono, prezioso ma sigillato nel cuore. Occorre che il bambino, man mano che cresce, sia aiutato a rompere i sigilli. Come? Occorre rieducare le famiglie al senso religioso, aprirle alla trascendenza, far scoprire loro l’amore di Dio e favorire l’accoglienza di questo amore... Questa è la sfida che siamo chiamati ad affrontare seriamente, per non rendere vano il dono di Dio. Se vogliamo che non venga meno la domanda del battesimo dei figli e che il battesimo non resti congelato è necessario che le nostre comunità facciano risplendere la luce della vita cristiana, mediante le opere dell’amore. La catechesi battesimale deve diventare una tappa del cammino di rievangelizzazione e di formazione cristiana, che va dalla preparazione della coppia al matrimonio all’iniziazione cristiana dei figli, all’insegna della comunità e all’interno di rapporti costruttivi

tra famiglie e comunità parrocchiale”. La relazione introduttiva della “due giorni” è stata svolta da mons. Giuseppe Cavallotto, Vescovo di Cuneo-Fossano in Piemonte che si è soffermato sul significato del battesimo e sul conseguente impegno educativo cristiano che i genitori sono chiamati a svolgere nei riguardi dei figli battezzati. “L’avvio di una qualificata proposta di pastorale pre e post battesimale - ha affermato - sollecita le comunità parrocchiali a essere, secondo l’espressione di Papa Francesco, una Chiesa in uscita. Da una Chiesa che offre servizi a una Chiesa Madre. Da una comunità ripiegata su se stessa a una Chiesa accogliente. Da una comunità che attende a una Chiesa che va incontro alle famiglie, cammina con loro, le ascolta e condivide gioie e fatiche, testimonia l’amore e la pazienza di Dio, aiuta a scoprire la forza e la bel-

lezza del Vangelo”. È quindi intervenuto don Giuseppe Laiti, docente all’Istituto teologico di Verona, sulla formazione cristiana da dare ai genitori prima e dopo il battesimo e su come portare il “secondo annuncio” a genitori poco o non più credenti e praticanti che chiedono il battesimo per i loro figli. Sono seguite poi alcune testimonianze di esperienze in atto in tre diocesi (Padova, Verona e Vittorio Veneto) nell’animazione della pastorale pre e post battesimale ed è stato, inoltre, presentato un dossier informativo su quanto avviene nel resto del Triveneto. Dai lavori di gruppo e dall’assemblea finale sono emersi, poi, accanto ad alcuni nodi problematici degli ulteriori elementi di riflessione e proposta come, in particolare, l’importanza di curare, consolidare e valorizzare le relazioni umane “feriali” nelle trame ordina-

rie della vita (famiglia, rapporti di vicinanza e amicizia, scuola, lavoro ecc.) per rendere presente e riconoscibile il volto accogliente e cordiale della Chiesa nei riguardi di ogni persona e famiglia, qualunque sia il suo percorso, trasmettendo con la vita la bellezza e la forza della fede e mostrando che solo in Gesù Cristo si può avere una vita realmente buona e compiuta. Nel concludere la “due giorni”, il Patriarca di Venezia e presidente della Cet mons. Francesco Moraglia ha infine rilevato la necessità di coniugare sempre, anche in tale ambito, annuncio e dialogo poiché “quello che proponiamo è una relazione con Gesù Cristo che passa attraverso comunità innamorate di Lui e perciò missionarie”; il compito che attende le comunità ecclesiali è, quindi, “formare degli evangelizzatori la cui vita è cambiata dall’incontro con Gesù Cristo”.


12 la Settimana

polesine

La catechesi del Vescovo nella solennità dell’epifania

Chiamati ad essere testimoni di gioia e annunciatori di speranza

Nella solennità della Epifania il Vescovo Lucio ha commentato la Parola di Dio guardando soprattutto all’aspetto missionario che si collega alla vicenda dei Magi raccontata da Matteo. In primo luogo ha delineato la attualità di questo aspetto: «Carissimi fratelli e sorelle, l’Epifania è un mistero di grande attualità. Anche oggi il Signore è presente in mezzo a noi. Ma noi sappiamo riconoscere la sua presenza? Lo cerchiamo? Lo troviamo? Se rimaniamo chiusi in noi stessi, tranquilli, autosufficienti, insediati nelle nostre sicurezze, nel nostro tradizionalismo: allora non percepiamo la sua presenza e non cogliamo le sue chiamate. Ma se ci mettiamo in cammino, in ricerca, in pellegrinaggio, per scoprire la presenza di Dio nella nostra vita e le sue chiamate; se gli chiediamo ogni giorno, come gli abbiamo chiesto insieme durante il cammino sinodale: “Signore, che cosa dobbiamo fare?”, allora possiamo incontrare il Signore e cogliere la sua volontà. Abbiamo fatto il cammino sinodale per questo: per mettere tutta la Chiesa di AdriaRovigo e ciascuno di noi in cammino, in pellegrinaggio, aperti al nuovo, all’inedito che Dio vuole farci incontrare sulle strade del nostro tempo e del nostro mondo. Metterci in cammino su quali strade? Sulle strade del Polesine e sulle strade del mondo». Il Vescovo ha quindi ampliato il suo pensiero in riferimento al nostro Polesine ed al programma pastorale della diocesi: «A camminare sulle strade del Polesine, per cercare la volontà di Dio, ci invita l’apostolo Paolo con la seconda lettura (Ef 3,3-6): «Per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero:… che le genti [i non credenti] sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo», ad essere illuminati dallo stesso Vangelo. In questo anno pastorale abbiamo voluto mettere la nostra Chiesa in missione, per portare l’annuncio dell’amore di Dio a tutti gli uomini, anche agli indifferenti e ai non credenti. Ma per essere in grado di svolgere questa missione, “quale Chiesa dobbiamo costruire?”. Tutto il nostro modo di essere Chiesa e tutta l’azione pastorale dobbiamo ripensarla in chiave missionaria, perché ci troviamo a vivere in una situazione preoccupante. E’ per questo che ci siamo impegnati, con il programma di questo anno, a diventare “popolo di Dio in missione”. Anche nel Polesine come del resto in tutta l’Italia, in Europa e nel mondo occidentale - si è diffusa una forte ventata di secolarismo. È tramontato la cosiddetta “cristianità stabilita” di 50 anni fa e si sta diffondendo l’indifferenza religiosa. Il se-

colarismo ha invaso i costumi, la mentalità, le strutture del nostro Polesine. Anche nel Polesine si estende paurosamente l’area degli indifferenti. L’80% dei battezzati non frequenta più la chiesa. Sono assenti soprattutto i giovani e gli adulti giovani. Molti giovani rischiano di essere travolti da una visione della vita senza senso, che li porta verso le strade cieche della devianza. In molti polesani battezzati manca il senso dell’appartenenza ecclesiale. Molti di essi tendono a vivere la fede in maniera muta, privata e invisibile. Questa situazione non ci permette di trincerarci in posizioni di conservazione del passato, in difesa, ma ci chiede di passare ad una coraggiosa opera di rievangelizzazione. La nostra pastorale deve diventare missionaria prima di tutto in Polesine! I confini della missione non passano solo al di là degli oceani, nelle contrade dell’Africa, dell’Asia, ma passano anche all’interno dei nostri paesi e delle nostre famiglie». Pensando anche alla scomparsa del cristianesimo nel nord Africa il Vescovo ha aggiunto: «Ecco perché dobbiamo far sprigionare nella nostra Chiesa diocesana una carica di missionarietà. La Chiesa di Adria-Rovigo deve levare le tende, farsi pellegrina, annunciatrice del Vangelo sulle strade del Polesine. E perché diventi missionaria, è necessario che noi: - cresciamo nella vita di comunione: “Padre - prega Gesù nell’ultima cena - che siano una cosa sola, affinché il mondo creda”; - testimoniamo una carità più generosa: “Se la fede ci fa essere credenti - diceva mons. Tonino Bello - e la speranza ci fa essere credibili, solo la carità ci fa essere creduti”; - raccontiamo la nostra esperienza di fede e sappiamo dire in chi crediamo e perché crediamo. “Non dirmi quello che sai, mi diceva una persona in ricerca, ma dimmi come te la cavi a vivere con la fede!”». Il Vescovo è ritornato poi a parlare della dimensione universale della missione ed ha ricordato l’esperienza che la diocesi da decenni fa con

Sulle strade del mondo

un legame di comunione e di collaborazione con la diocesi di Caetité: «La nostra diocesi da 40 anni sta vivendo il gemellaggio con la Chiesa di Caetité in Brasile. Sono ben 13 i sacerdoti che, a partire dal 1973, si sono alternati nel servizio di quella Chiesa. Due sacerdoti - don Gabriele e don Giuliano - sono a svolgere il loro servizio pastorale tutt’ ora in quella diocesi. A Caetitè e a Salvador sono presenti anche due comunità delle nostre Missionarie della Redenzione; e alcune loro comunità sono sorte anche in Burundi, nella diocesi di Gitega Resta però un cammino molto grande da fare. E qui chiedo l’aiuto dell’Ufficio Missionario e delle Missionarie della Redenzione. C’è ancora un notevole distacco tra la comunità diocesana che invia e gli inviati della comunità. La partenza di un missionario o di una religiosa non è vista come un “evento splendido” della Chiesa locale, ma come la perdita di una risorsa pastorale. La cooperazione è vista come l’aiuto di una Chiesa ricca di preti a una Chiesa povera; è fondata sui criteri del superfluo, anziché essere vista come uno scambio di ricchezze e di valori, che arricchiscono ambedue le parti. Il Sinodo ci ha fatto riscoprire questa dimensione essenziale della Chiesa, che è la sua dimensione missionaria: essere Chiesa che recupera la genialità originale delle prime comunità cristiane e che si mette in dialogo con tutti sulle strade del Polesine e sulle strade del mondo, per portare a tutti l’annuncio dell’amore di Dio. Preghiamo lo Spirito Santo perché converta la nostra Chiesa e ciascuno di noi alla missione: ci faccia essere più uniti, più solidali, più entusiasti della nostra fede e ci faccia diventare “popolo di Dio in missione”, testimoni di gioia e annunciatori di speranza nel Polesine e per le strade del mondo».

domenica 12 gennaio 2014

Sant’Apollinare

Anniversari di Matrimonio

Domenica 29 Dicembre, la Festa della Santa Famiglia di Nazaret, ha unito la comunità cristiana di Sant’Apollinare per ringraziare Dio del sacramento del Matrimonio e del dono della famiglia. Ricordare gli anniversari è sempre motivo di festa, è un ritrovarsi insieme, un rivedersi, è pregare il Signore per gli anni trascorsi nella condivisione dell’amore coniugale e familiare. Molte coppie erano presenti, accompagnate anche dai loro figli e parenti, erano più di venti con anniversari dal quinto al sessantesimo anno di matrimonio. Più di una coppia è ritornata nella parrocchia dove aveva pronunciato per la prima volta il “proprio Sì”, questi sposi erano i più emozionati. Il parroco Don Bernardo li ha accolti con benevolenza e nell’omelia ha evidenziato le

parole di San Paolo dicendo che l’amore degli sposi deve essere pieno di sentimenti, di tenerezza, di bontà, di umiltà, di magnanimità, di mansuetudine e di perdono. Mai addormentarsi senza il bacio del perdono! Don Bernardo ha ripreso le parole del Vangelo presentando che il modello della famiglia è sempre quello della Famiglia di Nazaret, dove il Figlio di Dio, Gesù, è stato custodito da Maria Santissima e da San Giuseppe suo castissimo sposo, in

una casa dove il rispetto e la carità erano le basi della loro vita quotidiana. Al termine della liturgia, dopo la benedizione solenne, ad ogni coppia è stata consegnata una pergamena ricordo, poi una foto di gruppo e un brindisi in canonica. Dobbiamo ringraziare di cuore tutti, ma soprattutto il Signore che nel suo nome ci fa sentire comunità cristiana donandoci la gioia semplice e vera, la gioia degli affetti familiari e degli amici. Marisa S.

Ospedale di Rovigo

Segno di amore materno per chi è nella malattia

Si è tenuto lo scorso lunedì 6 Gennaio 2014 alle ore 11.00, nella hall dell’Ospedale di Rovigo, la benedizione della splendida statua lignea della Santa Vergine del Drago recuperata nella Cappella dell’Ospedale Psichiatrico di Granzette dismesso dall’anno 1996. Qualche anno fa durante un sopralluogo dedicato a un importante servizio fotografico sulla bellezza del luogo, ci si accorse che nella chiesa continuava il suo mistero una statua bellissima, proprio quella della Madonna, situata in quella che una volta era la Cappella dell’Ospedale Psichiatrico. Si tratta di una statua ad altezza naturale che ricrea la Vergine con un piede sulla testa del drago, intenta a schiacciarlo, in quella che è storicamente indicata come l’iconografia dell’ Immacola-

ta Concezione che vince il male. Nel 2009, quindi, la Madonna è stata trasportata nei locali della Chiesa dell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia, ma la storia non finisce qui. Alcuni mesi fa, terminando il loro ministero, i Padri Francescani dell’ospedale

Torna a splendere nella hall dell’ospedale di Rovigo una preziosa statua lignea del 1931, recuperata nella Cappella dell’ex Ospedale psichiatrico di Granzette di Rovigo, hanno deciso di donare all’Azienda Ulss 18 il restauro della statua consegnandola nelle mani amorose di Don Camillo Magarotto, nuovo parroco della comunità ospedaliera. La statua ha un altissimo valore artistico, che era rimasto nascosto sotto l’inevitabi-

le usura del tempo. Risale infatti

al 1931. Per inaugurare ufficialmente il restauro e la sua nuova locazione, nella hall dell’Ospedale di Rovigo, lunedì 6 Gennaio 2014, si è tenuta una messa per la festività dell’Epifania la quale è seguita la benedizione solenne della statua della Madonna.


polesine

domenica 19 gennaio 2014

Centro Francescano di Ascolto

la Settimana 13

Fratta Polesine

I diritti dei più deboli vanno difesi insieme L’anima grande di Primo Griguolo “I diritti calpestato e sodei più deboli praffatto sovanno difesi prattutto nei insieme” è il suoi diritti. titolo della 24^ Nell’anno Assemblea del appena tra24^ Assemblea Centro Franscorso sono cescano di sorte moltepliAscolto che si ci e spontanee terrà domeniiniziative proca 26 gennaio mosse a livello presso il Cennazionale e lotro Giovanile cale dal mondo San Giovanni della solidarieBosco di Rotà e dell’imvigo. pegno sociale, Il programche si contrapma prevede pongono al le relazioni mondo della di: Livio Fercorruzione e rari (direttodell’accaparre del Centro ramento, che Programma Francescano Ore 08,30 – Santa Messa concelebrata hanno riportato di Ascolto), Ore 09,30 – Un territorio che sa farsi carico dei diritti dei più deboli in primo piano Livio Ferrari (Direttore del Centro Francescano di Ascolto) Mauro Boniola necessità di difesa dei diritti di chi è emarginato lo (Coordina- Ore 10,15 – AMauro ridare fiato e Boniolo (Coordinatore regionale Emergency Veneto) tore regionale dignità ai fonGiovanni Stefani (Presidente Amnesty Int. sezione di Rovigo) Donatella Traniello (Presidente CDP di Badia Polesine) Emergency del damenti della 11,15 – Break Veneto), Gio- Ore nostra storia: Ore 11,30 – I diritti dei più deboli vanno costruiti con la pace vanni Stefani la CostituzioFlavio Lotti (Coordinatore nazionale del Tavolo della pace) ( P r e s i d e n t e Ore 12,30 – Dibattito ne e la salvaAmnesty Inter- Ore 13,00 – Pranzo presso il ristorante del Centro Giovanile guardia della national seziofruizione dei domenica 26 gennaio 2014 Centro Giovanile San Giovanni Bosco - Viale Marconi, 5 – Rovigo ne di Rovigo) beni primari e Donatella come l’acqua Traniello (Presidente del Centro di Docu- e l’energia. Però tutto questo non può essere mentazione Palesano di Badia Polesine), ol- sufficiente, la sensibilizzazione che diventa tre alla testimonianza di Flavio Lotti, Coordi- coscienza e azione conseguente non può esnatore nazionale del Tavolo della Pace, la più sere solo appannaggio di una fetta di italiani, grande rete pacifista italiana che raccoglie ma deve spargersi in tutti i rivoli del nostro centinaia di gruppi e organizzazioni laiche e stivale e delle isole, con un coinvolgimento e religiose ed Enti Locali, e organizzatore della una condivisione che tocchi tutti, perchè solo Marcia per la pace Perugia-Assisi. insieme possiamo difendere i diritti dei più “Stiamo percorrendo il ventiseiesimo deboli”. anno di vita dell’associazione in una stagio“E’ oramai nella nostra tradizione iniziare ne triste e faticosa per gli abitanti di questo il nuovo anno con l’incontrarci, attraverso la Paese, accalcati dentro un tunnel buio di nostra convention, e quest’anno l’impegno speranze dal quale, per ora, non si scorgono che ci siamo prefissi è di confrontarci su “I uscite. – afferma Livio Ferrari - Si è creato, diritti dei più deboli vanno difesi insieme”, nel corso degli ultimi anni, un solco profon- - afferma ancora Livio Ferrari - perché solo do tra la gente, culturale prima ed economico ritrovando una condivisione, da troppo tempo dopo, che alimenta giorno dopo giorno un frammentata se non persa, il più aperta e larga aumento di emarginazioni con una conse- possibile, possiamo ridare colore alle speranguente guerra tra poveri. Le risorse materiali ze e al futuro, disegnare nuove e più giuste che scarseggiano o addirittura non esistono strade di legalità, reciprocità, pace e giustizia. per una fascia enorme di popolazione sono Ecco, perciò, che questo appuntamento divencontrapposte all’opulenza e privilegi discri- ta una occasione di confronto e dialogo rivolminatori nei quali continua a vivere una mi- ta a tutti coloro che hanno ancora il desiderio noranza di italiani. A questo si accompagna di conoscere e comprendere, di non dare nulla una perdita di riferimenti, un imbarbarimento per scontato, che ritengono di poter mettersi vendicativo da parte di una frangia di coloro una volta di più in gioco, per un’esistenza che che amministrano la giustizia (rif. leggi car- si nutri di rinnovati significati ed azioni, di ricerogene), una distanza abissale dalla realtà e flessioni e scelte conseguenti, nella volontà di dagli interessi della popolazione in cui versa farsi promotori di cambiamenti per tutti queil mondo politico, e chi è più in difficoltà ha gli occhi che quotidianamente incontriamo e meno mezzi per far fronte alla quotidianità, è che ci interrogano”.

Centro Francescano di Ascolto

“I diritti dei più deboli insieme”” vanno difesi insieme

Archivio di Stato di Rovigo

“Giornata della Memoria” - 2014 Quest’anno l’Archivio di Stato di Rovigo propone per il “Giorno della memoria” 2014 un incontro che prende le mosse dai contenuti dell’ultimo testo di Primo Levi, “I sommersi e i salvati”. Si tratta di un testo che, in luce retrospettiva, fa i conti con il ricordo di come l’esperienza del lager abbia segnato i protagonisti che vi sopravvissero. Cerca di discutere ed elaborare quel “senso di colpa” che molti di coloro che scamparono allo sterminio portarono con sé per tutta la vita, segnandola in modo pesante e profonda, al punto di poterne spiegare forse anche la drammatica conclusione. Jean Amery, Bruno Bettheleim e lo stesso Levi decisero in modi diversi di togliersi la vita. La giornata vorrebbe però approfondire ed allar-

gare la riflessione alle ragioni che resero buona parte delle popolazioni civili del tempo testimoni muti e sordi ma non ciechi all’orrore che si svolgeva quotidianamente attorno a loro. In questo senso la realtà tedesca ci interroga ancora in modo inquietante (e la corrispondenza di Levi con alcuni suoi lettori tedeschi ne “I sommersi e i salvati” rappresenta una gamma di reazioni alcune fra le quali a dir poco sconcertanti). Ma anche l’Italia, sebbene in misura assai diversa, contiene un grumo di memoria rimossa che richiede di essere sciolta e portata alla luce. Infine questi temi finiranno per confluire in quel filone della controversia storica contemporanea, conosciuta con il nome di “negazionismo”, fenomeno che

annovera autori non tutti omologabili per rigore e dignità, ma che ha avvelenato il ricordo di quell’immane tragedia che fu l’Olocausto, appesantendo ancor più il compito di quanti, risparmiati dalla sorte, erano diventati i testimoni viventi dell’orrore. Il relatore invitato a guidare la riflessione su questo complesso novero di questioni sarà, come lo scorso anno, il dott. Claudio Vercelli, ricercatore e storico dell’Istituto di Studi Storici “Gaetano Salvemini” di Torino, autore di numerose pubblicazioni sulla storia di Israele, sui rapporti con il popolo palestinese, sulla storia di quell’interminabile conflitto e soprattutto di un libro edito nel 2013 per l’editore Laterza dal titolo: “Il negazionismo. Storia di una menzogna”.

Il prof Primo Griguolo ha lasciato questa terra per il cielo. Un male improvviso lo ha rapito con violenza e crudeltà. Nella sofferenza si è presentato al Signore e sicuramente l’abbraccio con il Padre è stato per questo soffrire maggiormente caloroso. E’ stato l’epilogo di una vita vissuta sempre con la purezza del poeta o del bambino. La sua attenzione verso ogni persona, la sua discrezione, lo stile della sua personalità non può essere descritta appieno perché egli ha vissuto con intensità, vigore e coerenza la sua vita. Dall’omelia alla Messa di commiato fino alle numerose e qualificate testimonianze è uscito un ritratto di grande ricchezza intellettuale, spirituale ed umana. Don Gastone - Arciprete di Fratta Polesine - a partire dalla Parola di Dio, ha tracciato un quadro esauriente della personalità del prof. Griguolo toccando l’amore per la famiglia e la dedizione all’educazione e alla scuola con una passione intellettuale precisa per la storia e la filosofia. Altre voci si sono poi aggiunte: il

Sindaco Tiziana Virgili che ha espresso gratitudine per la dedizione di Griguolo alle memorie della città di Fratta; sono seguite poi altre voci del mondo della ricerca storica; voci di allievi e voci autorevoli di affermati studiosi a livello universitario. Vorrei aggiungere qui dalle pagine del settimanale un piccolo episodio significativo: quando la Settimana compì cento anni chiesi al prof. Primo Griguolo di elaborare un piccolo saggio sulla storia del nostro giornale. Volle pensarci; sfogliò le pagine del giornale delle prime, remote, annate. Dopo qualche tempo mi disse - con innocente e sincera arrendevolezza - che non si sentiva di elaborare giudizi storici e

valutazioni conseguenti su firme del settimanale che vedeva di una superiorità incalcolabile come mons. Giacomo Sichirollo e don Luigi Guanella: “Chi sono io per mettermi di fronte a personaggi così grandi?”. Rimasi ammirato e senza parole, ma di questo suo rigore avevo avuto già molte conferme nella vita della scuola. Egli fu un collega ed un caro amico nell’insegnamento al Paleocapa di Rovigo per diversi anni. Si coniugò così una sintesi amichevole tra il paese e la scuola, tra la vita della parrocchia e l’impegno dello studio e della ricerca. Vorrei qui poter descrivere - ma è difficile - il suo sorriso e la sua gioia quando gli venne chiesto di parlare ad un convegno dell’Azione Cattolica; dal palco del Teatro Duomo esordì dicendo: sono felice di aver ritrovato nell’A.C. come una famiglia. In molti come ha detto il Sindaco Virgili non potremo dimenticare questa figura che non lascia solo i suoi studi e scritti ma un esempio straordinario di vita vissuta. d. Bruno Cappato

Rovigo

Ucid in visita ad Agritalia L’Unione cristiana imprenditori e dirigenti ha aperto il suo anno sociale 2014 con visita lunedì all’Agritalia. Sempre numerosa la presenza dell’associazione che ha visto anche il vicequestore Oscar Ghetti, il Comandante dei vigili del fuoco Girolamo Bentivoglio, il capogruppo in Consiglio Comunale Giuseppe Scaramozzio ed altri. Agritalia, Business Unit del Gruppo Carraro è specializzata nella progettazione e produzione di trattori speciali – per vigneto, frutteto e standard – per i principali costruttori mondiali di macchine agricole. La competenza tecno-costruttiva tra le più avanzate del settore hanno permesso ad Agritalia di ottenere numerosi riconoscimenti per lo sviluppo di prodotti innovativi e di elevata qualità raggiunta. La società ha saputo anticipare l’andamento dei mercati e si è imposta come leader indiscutibile nella gamma di trattori compresi tra i 60 e i 100 cavalli di potenza. La visita si è svolta prima con i saluti del presidente dell’Ucid, Diego Chiarion che ha ricordato essere la seconda visita all’azienda e la parola è passata poi al Managin director dottor Stan Vriends olandese, da 5 anni direttore generale e da 10 in Italia. “Trattori speciali sono tali perché possono passare sopra o sotto le piante e, l’Italia, ha sempre avuto l’eccellenza degli stessi” ha precisa-

to il direttore ragionando successivamente in cifre. Nell’anno 2013 sono stati prodotti 3683 trattori, con un fatturato di 103 milioni rispetto al 2012 di 92 milioni, quindi in crescita, su 23.000 mq di superficie. “Il miglioramento continuo è la partenza di tutto” ha affermato Stan Vriends con convinzione. La rapida crescita ed il successo di Agritalia non sarebbero stati possibili senza il contributo delle persone che ne fanno parte. In questi anni di maturazione e crescita, è stata infatti determinante la motivazione di tutti i collaboratori, consapevoli del loro

ruolo e dell’importanza di essere una vera squadra per affrontare nel migliore dei modi le sfide di un contesto sempre più competitivo e complesso. Lavorare in Agritalia significa aver voglia di continuare ad apprendere e a migliorare. “Noi abbiamo delle grandi opportunità di crescita e comunque il risultato è sempre buono” ha concluso il direttore generale Stan Vriends accompagnando la rappresentanza attraverso le varie fasi di assemblaggio e lavorazione delle macchine spiegandone il processo. Stefania Sgardiolo


14 la Settimana

missioni

Incontro diocesano dei ragazzi missionari

170° Infanzia Missionaria in Brasile

Grazie ha chi ha partecipato L’incontro annuale dei ragazzi missionari della diocesi è arrivato alla 34^ edizione. Tutto è partito grazie all’intuizione del caro don Achille nel dicembre 1979 – in preparazione alla Giornata mondiale dell’Infanzia Missionaria. I bambini di quegli anni sono genitori di oggi, venerdì 3 gennaio non eravamo in tanti rispetto agli anni di un passato non lontano, ma i ragazzi ed educatori hanno vissuto 3 ore intense di Fraternità presso il nostro Seminario diocesano, fatte di testimonianze, canti, riflessioni che hanno allargato gli orizzonti, verso le periferie della vita, a favore dei loro coetanei nel mondo. Dopo il breve saluto del Vescovo Lucio si sono succeduti vari volti della missione, che desidero vivamente ringraziare. 1 – Marco Riatti e Marco Merlin i due giovani ventenni del nostro Seminario diocesano che ci hanno accolto con gioia e comunicato il dono della loro vocazione. 2 – Giovanna Occari che ci ha condiviso l’esperienza dei ragazzi missionari in Brasile, proponendoci un simpatico e concreto decalogo per essere ragazzi missionari oggi. 3 – Il coro Arcobaleno di Costa, guidato da Elena Pacchin che ci ha accompagnato con i loro canti vivaci e in sintonia con la giornata. 4 – Il gruppo dei giovani animatori di S. Martino di Venezze guidati da Valentina, che uniti a Sara Pavan e ai suoi genitori, ci hanno regalato una commovente intervista-testimonianza alla piccola-grande Sara. 5 – Un grazie a don Luca Borgna vicario parrocchiale di Adria-Cattedrale che ci ha comunicato l’esperienza estiva del Centro Giovanile come luogo di incontro e di scambio con i bambini di varie nazionalità. Un grazie a don Giuseppe Mazzocco di Carbonara che, grazie alla sua esperienza missionaria in Brasile ci ha proposto atteggiamenti concreti di solidarietà di condivisione da vivere in parrocchia e ovunque, in uno stile di accoglienza verso tutti, soprattutto verso i più deboli.

6 – Un grazie a Cinzia e Elda – catechiste di Costa – che con il gruppo ci ha donato a ricchezza umana e solidale di tante realtà del volontariato della comunità. 7 – Un grazie a Esterina catechista di Polesella che ha condiviso la grande risorsa pluridecennale dello scoutismo, una vera scuola di vita e sensibilità a 360°. 8 – Un grazie agli altri piccoli, ma significativi gruppi di Fratta Polesine, Borsea, Bellombra, Grignano accompagnati da alcuni genitori e catechisti, gruppi che si impegnano ad essere presenti all’appuntamento diocesano dei Ragazzi Missionari. 9 – Un grazie speciale ad Annamaria delegata diocesana per le P.O.I.M. che ha curato il depliant e il segno-ricordo della giornata, a Elettra e Daniele giovani per la missione. 10 – Un grazie mondiale a don Peter (prete nigeriano incardinato in Diocesi) e 3 preti africani fidei-donum: don Deogratias (Burundi), don Giorgio e don Pietro (Togo). Un grazie finale alle giovani Missionarie della Redenzione Imelda, Giulia, Angela e Leocadie. Un grande dono per l’animazione missionaria nella nostra diocesi: hanno consegnato ai ragazzi un messaggio missionario di Papa Francesco, il papa della tenerezza e della gioia. Grazie per i 310 euro dati dai ragazzi alla missione delle diocesi del Triveneto in Thailandia. Grazie e arrivederci al prossimo incontro. Don Silvio Baccaro Per il Centro Missionario diocesano

domenica 19 gennaio 2014

Il “decaologo” Durante i festeggiamenti per il 170° dell’Infanzia e Adolescenza Missionaria, la IAM, in Brasile, una delle Pontificie Opere Missionarie, ha organizzato eventi commemorativi in tutto il Paese durante il 2012 e il 2013. Alla IAM è legata anche la gioventù missionaria (JM), che lavora nel campo dell’animazione missionaria nelle parrocchie e promuove gli incontri fra giovani di altri gruppi e pastorali assieme a giovani che non frequentano la Chiesa, per un’attiva opera di evangelizzazione. L’Infanzia fonda la sua dinamicità, su dieci punti, che sono quasi un ‘decalogo’, coinvolgendo bambini e ragazzi: 1 - Fare in modo che Gesù sia conosciuto e amato. 2 - Metterci a disposizione di tutti con allegria. 3 - Condividere i nostri beni con chi non ha anche a costo di sacrifici. 4 - Pregare tutti i giorni per i bambini e gli adolescenti del mondo. 5 - Lodare e ringraziare Dio per i doni ricevuti. 6 - Mantenersi ben informati sui fatti che coinvolgono persone di tutti i continenti. 7 - Riconoscere ciò che è buono nella vita e la cultura degli altri popoli, rispettandole e valorizzandole. 8 - Comportarsi bene e essere responsabili in casa, nella scuola, nella comunità, evangelizzando con l’esempio della propria vita. 9 - Mai perdersi d’animo davanti alle difficoltà. 10 - Far diventare Maria la madre di tutti i popoli, conosciuta e amata. Questi principi, in realtà, potrebbero orientare

anche i nostri gruppi di catechesi, gruppi giovanili e parrocchiali, le nostre attività comunitarie. Confidiamo al Signore il sempre nuovo e entusiasmante cammino della IAM sia in Brasile che nelle altre parti del mondo, per una infanzia e gioventù sempre più missionarie.

Famiglia Missionaria della Redenzione

9 gennaio: data ricca di anniversari

Il 9 gennaio è una data che indica eventi importanti per la FMDR e che costituiscono un fondamento per la Comunità delle missionarie. Il 9 gennaio 1872 nacque S. Maria Chiara Nanetti, patrona della Famiglia Missionaria della Redenzione e don Achille Corsato, fondatore della FMDR, ritornò alla casa del Padre il 9 gennaio 1998. Anche quest’anno, come ogni anno, vi è stata la Celebrazione Eucaristica presso la Casa “Regina delle Missioni”, per fare memoria del mistero di Cristo Risorto e per ricordare a tutta l’as-

semblea che il carisma della Famiglia “contemplare, vivere, agire” è la dimensione ordinaria di ogni cristiano, come ha richiamato nell’omelia il Vescovo Lucio Soravito che ha presieduto la celebrazione. In questo 9 gennaio del nuovo anno 2014 vi è stata anche la consacrazione perpetua a Cristo Redentore di Jeanine Harerimana, missionaria burundese, circondata dall’amicizia e dall’affetto fraterno del Vescovo Lucio, dei tanti sacerdoti presenti, delle consacrate/i della Famiglia, delle famiglie, laici e giovani per la missione

aderenti e di tutti gli amici presenti, anche del Burundi. Coloro che la conoscono, la stimano e la amano per la sua semplicità, umiltà, generosità e capacità di accogliere che rivelano un cuore grande, profondo e fecondo, non solo all’interno della comunità, ma in tutti i luoghi e contesti in cui è chiamata ad operare. Ne è prova la partecipazione di un folto gruppo del coro della Parrocchia di Teolo che ha animato la celebrazione ed ha voluto così testimoniare la collaborazione e l’unità che si è instaurata fra la Parrocchia e la Comunità missionaria della

Redenzione di “Villa Concordia” (Teolo). L’esortazione omiletica del Vescovo sul brano della tempesta sedata del Vangelo di Marco, considerando il contesto in cui celebrava, mette in risalto la difficoltà della coerenza, per un cristiano, in un mondo in rapido cambiamento che fa sentire in balia delle onde, ma la fiducia nella presenza del Signore accanto a ciascun uomo fa superare ogni titubanza. E’ questa fede che ha dato forza ai due testimoni speciali della FMDR: S. Maria Chiara Nanetti che, sostenuta da una vita di rac-

coglimento e dalla fedeltà al dovere quotidiano, andò incontro al martirio con la gioia del “sempre avanti”; don Achille Corsato che non tenne per sé la sua sensibilità missionaria, ma, senza far rumore, la condivise con laici e famiglie in un servizio di animazione caratterizzato dalla semplicità. Diede gli orientamenti di vita alla FMDR fondati sulla santità della vita quotidiana, sulla vita in comune, sull’impegno missionario a imitazione della Santa Patrona e condiviso con le famiglie e sulla apertura della Chiesa diocesana alla missione universale. Non furono cristiani per sé stessi, ma per il mondo. Jeanine Harerimana ha ricevuto questa stessa fede e la sua consacrazione dice

che è una innamorata di Cristo e, consapevole della sua misteriosa presenza nella vita di chi si consacra, si dona completamente a Lui in un rapporto profondo e intimo, quasi dono per il Signore. Anche gli aderenti, famiglie, laici, giovani per la missione, con la loro scelta di aderire, rispondono al mandato di Gesù di andare ed annunciare, testimoniando con la vita l’amore di Dio. Alla celebrazione è seguito il tradizionale convito di fraternità a cui hanno partecipato oltre 100 persone intrattenute sia dall’ottimo cibo, sia dai canti e danze burundesi delle Sorelle che hanno trasmesso gioia, allegria e serenità a tutti fino ad ora tarda. Floriana Lubian


radio kolbe

domenica 12 gennaio 2014

la Settimana 15

Rovigo e Provincia 91.200 mhz Rovigo città 94.500 mhz Lendinara 98.400 mhz Canda 98.700 mhz Ficarolo 98.500 mhz

Ponte Radio - A quattro anni dal terribile terremoto

Angela ad Haiti per la Caritas Quanto è stato fatto e cosa rimane da fare

Sono già passati quattro anni dal 12 gennaio 2010, giorno in cui ci fu il terribile terremoto che ha distrutto il territorio di Haiti. Ne abbiamo parlato con Angela Osti giovane operatrice della Caritas proprio ad Haiti e che è tornata a casa in occasione delle festività natalizie per trascorrerle con la sua famiglia. E’ stata l’occasione per farci raccontare come è la situazione in quella nazione sul Mar dei Caraibi, a quattro anni di distanza da quel drammatico evento e per conoscere da vicino l’operato della Caritas. Angela pur essendo molto giovane ha già maturato molta esperienza in

ambito internazionale: «ho iniziato con esperienze di breve periodo, in Palestina e in Colombia, con Operazione Colomba della Comunità Papa Giovanni XXIII, poi sono stata in Messico, come volontaria per la Fondazione Fratelli Dimenticati di Cittadella (Pd) e poi sono stata

in Cile con Caritas Italiana e quindi ad Haiti». A quattro anni di distanza dal terremoto ci dice Angela: «le piccole cose si vedono, gli interventi più puntuali di piccole dimensioni, grossi interventi hanno visibilità se sono grosse costruzioni e non solo la Caritas, ma anche grandi organizzazioni hanno investito in infrastrutture. Tutte le strutture erano crollate, soprattutto in tre dipartimenti colpiti dal terremoto e quindi cliniche, scuole, case, questo si vede. Altri interventi hanno bisogno ancora di tempo ed hanno bisogno che altri attori, altre volontà più politiche si muovano». Haiti era già prima del terremoto uno dei paesi più poveri al mondo: «Manca ancora una volontà politica, il Governo non è ancora ben definito né a livello presidenziale né a livello parlamentare, ci sono interventi che vanno fatti dalla forza pubblica, quelli più strutturali, le strade, gli acquedotti, le fognature, il sistema di smaltimento rifiuti, l’elettricità, cose che le piccole organizzazioni pos-

sono fare in piccola parte magari nelle zone più rurali, cose che anche la chiesa può fare ma in appoggio alle entità pubbliche locali». Dopo il terremoto, c’è stata una colletta, che ha visto una straordinaria solidarietà da parte del popolo italiano: «Caritas italiana lavora proprio con i soldi raccolti tramite i fondi raccolti dalla Conferenza Episcopale Italiana nell’immediato dopo terremoto del 2010, sono stati raccolti circa 25 milioni di Euro che hanno permesso di fare circa 150 progetti ed ancora tanti sono in fase istruttoria». Nel sito della Caritas italiana sono pubblicati tutti questi progetti, con gli importi ed i rendiconti, questo per dare la massima trasparenza alle persone che hanno versato un contributo. In questo momento sono tre gli operatori della Caritas ad Haiti: «Io mi sono occupata e mi occupo dell’accompagnamento dei progetti fatti da alcune organizzazioni locali Haitiane e soprattutto in

zone rurali, quindi che hanno riguardato lo sviluppo agricolo, sociale ed economico in queste zone». Roberto Giannese

Quando? L’intervista ad Angela Osti andrà in onda venerdì 10 gennaio alle 18.20, lunedì 13 gennaio alle 18.20, martedì 14 gennaio alle 21.30.

Ospite di TV 2000

Angela Osti sarà ospite della trasmissione “Missioni nelle periferie del Mondo” su TV 2000 (Canale 28 del digitale terrestre) alle 20.20.

Polesine coast to coast

I ragazzi del Liceo Scientifico Prima puntata del nuovo anno con i quattro giovani

Anno nuovo iniziato anche per la rubrica “Polesine coast to coast”, condotta da Thomas Paparella e da Aberto Boldrini con il supporto in regia di Enrico De Stefani e di Davide Trevisan. Puntata dedicata alle canzoni che hanno caratterizzato ed un pensiero è stato rivolto anche a Don Giampietro Ziviani che sta vivendo un momento difficile. Ospiti della puntata sono stati quattro studenti della classe 5ª Pni del Liceo Scientifico Paleocapa di Rovigo che stanno trascorrendo alcuni giorni presso la Casa GP2 e precisamente hanno partecipato Andrea Verza, Stefano Cammisa, Valeria Galleran

Ponte Radio il libro di Luca B.

Gli accordi dell’anima Una nuova raccolta di riflessioni

Si intitola “Gli accordi dell’anima” il nuovo libro di Luca B. Si tratta del secondo lavoro dell’autore polesano che è stato ospite nei giorni scorsi a Ponte Radio. Luca B. aveva esordito, nel 2011 con la sua prima raccolta di scritti intitolata “Semplici pensieri di vita”, edito come quest’ultimo da Greta Edizioni, per la collana paper and digital edition. «Il primo libro lo avevo scritto solo a titolo personale, lo avevo scritto per comprendermi, per comprendere quella parte di me stesso che spesso fuggiva al controllo della mente, mi resi conto che mettendo assieme le parole dei miei pensieri riuscivo in qualche modo a rileggermi e questo mi aiutava a comprendermi meglio. Ne uscì una raccolta di undici pensieri. Questo secondo lavoro mi è costata molta fatica ma ne sono molto fiero». Il libro è diviso in quattro sezioni come ha spiegato Luca B. durante l’intervista: «Ho voluto riassumere i miei pensieri e suddividerli in quattro capitoli. Il primo e più corposo si intitola La coscienza dell’anima, il secondo è intitolato “La forza del Coraggio” che ovviamente segna il percorso di ognuno di noi perché per vagliare secondo me, determinati percorsi bisogna avere il coraggio ma anche la forza altrimenti quest’ultimo da solo non serve. Il

terzo capitolo si intitola “la magia dello straordinario”, che io intendo come le emozioni che la vita ti regala e che io definisco magia perché sono un po’ quelle cose che accadono quando meno te lo aspetti, non sono cose tangibili ma le percepisci con il cuore, poi concludiamo con il capitolo “L’amore dei sogni”, ed è il capitolo che più mi appartiene perché io sono fondamentalmente un romantico e credo nell’amore e sono innamorato dell’amore». Scrivere queste emozioni per Luca B. come ci ha detto lui stesso: “E’ un modo per comunicarle, perché tutti noi le proviamo, le abbiamo dentro di noi ma non tutti le ascoltano ed allora magari leggendole, può rendersi conto e ritrovarsi». Il libro è arricchito da illustrazioni di Heidi Hani e sono un omaggio all’artista surrealista Renè Magritte. In apertura del volume c’è poi la prefazione di Eric Mc Grath. Per conoscere Luca B. c’è un sito web: www.lucab.it e poi è presente sul social Facebook basta cercare “il diario di Luca B ed anche possibilo seguirlo su twitter cercando @Diario_Luca_B. r. g.

On line

Le rubriche di Radio Kolbe si possono ascoltare e scaricare anche sul blog della nostra

radio: http://radiokolberovigo.blogspot.com

e Gioele Gasparetto. Gioele fra l’altro che è molto bravo a suonare la chitarra ha eseguito alcuni brani live di Vasco Rossi e Ligabue.

Quando?

Ogni martedì alle 10.00, il mercoledì alle 21.15, il giovedì alle 17.05 e il venerdì alle 22.30

Dall’alba al Tramonto Tutti i giorni alle 9.30 e alle 20.15 a cura di Don Bruno.


16 la Settimana

rubriche

angolo francescano a cura dell’Ordine Francescano Secolare del Polesine

Taunotizie

Francesco: incontro con la sofferenza come i clandestini di oggi

Pace e bene carissimi lettori, ben ritrovati. Aprendo le fonti francescane mi sono trovata a leggere degli incontri che San Francesco fece durante la sua vita. Tutti sappiamo che al nostro fratello non piaceva la sofferenza ma un giorno s’imbatte con essa. Quand’era nei peccati, lo dice egli stesso, a Francesco sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi. Fu il Signore a condurlo fra di essi ed egli si dimostro misericordioso nei loro confronti. Le fonti raccontano che un giorno, mentre cavalcava nei dintorni di Assisi, incontrò uno di quei malati per i quali aveva sempre provato orrore ma, a differenza del passato, stavolta scese da cavallo e facendo violenza a se stesso, baciò la mano di quell’uomoforse piagata dal morbo- e gli offri una moneta; di più, ne accettò anche il bacio di pace. Fu, ovviamente, un momento decisivo: i lebbrosi erano distanti mille miglia dal mondo che fino ad allora Francesco aveva frequentato e sognato. Quella prima vittoria gli infuse nuovo coraggio. Pochi giorni dopo, prese con sé una quantità considerevole di denaro e si recò all’ospizio dei lebbrosi, dove fece l’elemosina ai malati, baciando la mano ad ognuno di essi. Questo è quello che ha fatto il nostro Santo Padre, Papa Francesco, con i carcerati baciando loro i piedi. L’incontro con la sofferenza, con il dolore, quello proprio e quello degli altri, cambia la vita di una persona, perché il dolore non ci lascia mai come ci trova: ci migliora o ci peggiora. Ho sentito uomini e donne bestemmiare contro Dio nel momento del dolore, loro o di persone care, così come ho visto uomini e donne cambiare vita in meglio, proprio nel momento in cui hanno

incontrato la croce, perché hanno saputo trasformare il dolore in amore, dando un senso nuovo alla propria esistenza. E hanno incontrato, nella sofferenza ,il volto Misericordioso di Cristo, capace di prendere su di Sé i nostri dolori. Ho visto giovani cambiare vita, come san Francesco, quando sono stati messi a contatto con la sofferenza che, fino a quel punto, non avevano voluto neppure vedere e sentirne parlare. Sì, perché tante volte non vogliamo vedere cose che ci sembrano amare, al punto che finiamo per non vederle davvero. Facciamo così anche con Dio. Tuttavia, solo quando abbiamo il coraggio di guardarlo in faccia, di accogliere il suo abbraccio, allora capiamo la Sua dolcezza. Il nostro Serafico Padre Francesco sperimentò anche lui l’amarezza di essere “clandestino”. Nel sesto anno della sua conversione Francesco salì su una nave con il desiderio di recarsi in Siria, ma i venti contrari dirottarono l’imbarcazione sulle coste dalmate. Visto che non vi erano altre navi in partenza per la sua originaria destinazione, cercò di ritornare in Italia. I marinai di una nave diretta ad Ancona, però, non vollero imbarcarlo per insufficienza di alimenti, ma il Santo, fiducioso nella bontà di Dio, salì di nascosto sull’imbarcazione con il suo compagno. Ed ecco sopraggiungere, mosso dalla divina Provvidenza, un tale, sconosciuto a tutti, che consegnò a uno dell’equipaggio, che era timorato di Dio, delle vivande, dicendogli: “Prendi queste cose e dalle fedelmente a quei poveretti che sono nascosti nella nave, ogni volta che ne avranno bisogno”. E pure il nostro caro Bambino Gesù dovette sperimentare la clandestinità in Egitto! Carissimi, impegniamoci anche noi ad’essere misericordiosi con questi fratelli che vengono da molto lontano, lasciando tutto, casa, famigliari, abitudini, vendendo tutto quello che era in loro possesso. Il bene ha le sue regole e bisogna rispettarle, dobbiamo imparare a fare bene il bene. Non dobbiamo dimenticare che i poveri fratelli che approdano alle nostre coste su carrette del mare sono l’incarnazione viva di Cristo, ( non ce l’ha detto Lui stesso?),e che quegli stessi, che siamo pronti a ritenere un nostro problema, potranno essere un giorno una risorsa per noi. il papa venuto dalla fine del mondo, che, per primo ha scelto il nome del poverello d’Assisi, ci ha fatto vedere e comprendere come avvicinarci a questi ultimi: con lo sguardo ridente e la mano tesa, come si conviene tra fratelli, mostrando così che l’accoglienza vera supera i problemi, che pur ci sono, trasformandoli in opportunità per tutti. Oriana

In campagna

Agricoltura familiare Istituzioni come l’ONU e altre, dedicano all’anno che viene degli obiettivi e/o sostantivi che lo caratterizzano per determinate finalità. Così nel passato abbiamo avuto l’anno della matematica, della fisica, della patata, della biodiversità, delle foreste, dell’astronomia, dell’acqua e via cantando. E’ un modo encomiabile per suscitare attenzione ed interesse su argomenti che per la loro valenza coinvolgono tutta la società. Fra gli altri, al 2014 viene assegnato “L’anno Internazionale dell’ agricoltura famigliare” che sembra appaiarsi se non confluire, in un certo qual modo, con l’«Anno Europeo della Condizione famigliare» indetto dall’Unione europea. L’interesse per l’agricoltura famigliare evidenziato dall’ONU è stato apprezzato dalle organizzazioni agricole quali il Copa-Cogeca in ambito Unione europea. Vi vedono un forte e deciso contributo a soddisfare il crescente bisogno di alimenti per una popolazione in continua crescita stimata in sette miliardi di individui. Il problema della disponibilità di cibo non si presenta semplice alla risoluzione.

Da più fonti qualificate – FAO, OCSE, Banca Mondiale, Unione Europea e altre- si rileva come continui a persistere un bisogno di alimenti che si traduce in un forma di fame cronica associata a quella di mal nutrizione per circa 842 milioni di persone, cioè una persona su otto. D’altra parte le medesime fonti stimano che la produzione attuale di derrate sarebbe in grado di alimentare nove- dieci miliardi di persone, qualora fosse equamente distribuita. Il collo di bottiglia non sta nel settore primario, se non in minima parte, ma in quel complesso mondo relazionale inteso

- CHE COS’È ? E’ un servizio di volontariato a disposizione della donna che si trova in difficoltà a causa di una maternità difficile. - CHI PUÒ RIVOLGERSI AL CENTRO? Ogni donna in una situazione difficile per la sua maternità: la ragazza non sposata che attende un figlio; la donna

come “distribuzione”. E’ una “tara” che pesa nella produzione alimentare. Stando a stime formulate da queste Istituzioni per soddisfare la crescente domanda di alimenti nel mondo la produzione dovrebbe aumentare del 60 per cento entro il 2050. Sembrano condizioni lontane ma non lo sono in quanto investono in pieno la prossima generazione. L’agricoltura in generale e quella condotta in modo famigliare in particolare, deve affrontare le sfide di un mercato sempre più globalizzato dove domina la concentrazione distributiva e dove si origina la volatilità dei prezzi. Il tutto in un quadro climatico meteorologico in evoluzione che comporta cambiamenti imprevedibili. A fronte, l’agricoltura famigliare, come del resto le imprese di questo tipo negli altri settori produttivi, assicurano con la salvaguardia dell’ambiente anche un aspetto di grande valore sociale quale la promozione imprenditoriale e l’eliminazione della contrapposizione frontale fra capitale e lavoro. Alla prossima. Orazio Cappellari

già madre che aspetta un altro bambino e ha bisogno di aiuto; ogni donna che ha paura di un figlio, che non riesce ad accettarlo che lo sente come un problema - CHI C’È AL CENTRO? Una donna che ti capisce, e ti offre la sua amicizia. Volontari qualificati per darti un aiuto, un consiglio, ospitalità, informazioni sui tuoi diritti e sui diritti del bambino. Se ne hai bisogno puoi trovare aiuti domestici di emergenza e famiglie amiche da cui avere ospitalità. • ROVIGO - Vicolo CAMPANA, 1

domenica 19 gennaio 2014

Orari Sante Messe Adria Adria-Cattedrale: Festive 7.30 - 9.15 - 10.30 - 12.00 - 18.30; Feriali: 7.30 - 9.00 - 18.30; Prefestiva 19.00. Casa di Riposo: 16.30. Divin Lavoratore: Festive: 9.30 - 11.30 - 18.00; Feriale 18.00; Prefestiva 18.00. Tomba: Festive: 8.00 - 9.30 - 11.30 - 19.00; Feriale: 8.00 18.30; Prefestiva: 19.00. S. Vigilio: Festive: 8.00 10.00; Prefestive: 18.00. Rovigo Duomo Concattedrale: Festive: 8.30 - 10.00 - 11.30 - 19.00 - Feriali: 8.00 - 10.00 - 19.00 SS. Francesco e Giustina: Festive: 10.00 - Per i cattolici anglofoni 11.00 (Chiesa del Cristo) - 11.30 - 18.30 - Feriali: 18.30 (Chiesa del Cristo, tranne al sabato) Rovigo Commenda: Festive: 8.00 - 10.00 - 11.30 - 18.00 Feriali: 7.00 - 18.00 Maria SS.ma Madre di Dio (delle Rose): Festive: 8.30 10.30 - 12.00 - 18.30 - Feriali: 8.30 - 18.30

S. Bartolomeo Apostolo: Festive: 8.00 - 10.00 (Iras infermeria ore 10.00) - 12.00 - 18.00 - Feriali: 8.30 - 18.00 (Iras - Casa soggiorno sabato ore 16.45) S. Pio X: Festive: 8.30 - 10 - 11.30 - 17. Prefestiva: 17 Feriali: 8.30 (al mercoledì alle 17). S. Antonio: Festive: 10.00 in Casa Serena - 11.00 - 18.30 - Prefestiva: 18.30 - Feriale 18.00. Tempio “La Rotonda”: Festiva: 10.30 - Feriale: 9.00 Centro Mariano: Festiva: 10.00 - Feriale: 7.30 S. Domenico: Festive: 9.00 - 11.00 - 18.00; Prefestiva: 18.00. Feriali: 8.00 - 18.30. Cappuccini: Domenicale e festivo: ore 7.30 - 9.00 - 11.00 - 17.00 Prefestiva: ore 17.00 Feriale: ore 9.00 - 17.00. S. Rita: Festiva: 10.00 - Feriale: 18.00 (solo al Sabato) Carmelo della Trasfigurazione: Festiva: 8.00 - Feriale: 7.30. Ancelle della SS.ma Trinità: Festiva 8.30 - Feriale: 7.30.

Province

Abolizione prioritaria per il 4% Il 72% dei cittadini si sentono orgogliosi della loro provincia e solo il 4% ritiene prioritario abolire le Province. E’ quanto emerge da una indagine realizzata dal centro studi dell’Ispo presentata ieri a Milano da Renato Mannheimer. Secondo lo studio, per l’81% degli italiani la riforma più urgente per tagliare la spesa pubblica e ridurre le indennità dei parlamentari. L’attaccamento alle Province poi “è un sentimento radicato”, riscontrato in ogni rilevazione dal 2003 ad oggi, nonostante le pesanti campagne demagogiche. “La spesa pubblica - ha evidenziato Mannheimer - viene vista dai cittadini come spesa politica”. Infatti alla domanda “quali riforme servirebbero per ridurre la spesa pubblica”, 8 cittadini su 10 rispondono la riduzione del numero e delle indennità dei parlamentari, 7 su 10 il taglio del numero e delle indennità dei consiglieri regionali, 6 su

10 la riduzione degli stipendi dei manager delle aziende statali o partecipate, 5 su 10 il taglio dei costi di enti e organismi intermedi. La riforma delle Province è considerata prioritaria solo dal 16% dei cittadini che si dichiarano elettori del Pd, dal 15% dei cittadini che si dichiarano elettori di Fi e dal 17% dei cittadini che si dichiarano elettori del Movimento 5 Stelle. “Questa ricerca – ha sottolineato il presidente dell’Upi Antonio Saitta - dimostra che non sono i cittadini a volere l’abolizione delle Province. L’accanimento è solo la risposta di una politica debole che cerca di autoassolversi perchè non è in grado di autoriformarsi”.”Il vero dramma – ha concluso il presidente nazionale dell’Upi - è che per inseguire slogan, nemmeno condivisi dai loro elettori, questi politici ci stanno tagliando risorse destinate a servizi essenziali”.

Indagine di Renato Mannheimer

Farmacie di turno Farmacie di Turno notturno e diurno a Rovigo nella settimana dal 19 al 25 gennaio 2014 Domenica 19 - Tre Mori, Via Zanella, 14 Rovigo; Comunale n. 2 San Apollinare. Lunedì 20 - Centrale, P.zza V. Emanuele II, 17 Rovigo; “La Fenice”, Via Meucci, 2/4 Boara Pisani. Martedì 21 - Comunale n. 1 Via Badaloni, 47 Rovigo dr. Lo Curzio, Sarzano. Mercoledì 22 - S. Bortolo, P.zza S.Bartolomeo, 28 Rovigo; S. Giovanni - Grignano Polesine. Giovedì 23 - dr. Dian, Corso del Popolo, 284 Rovigo. Venerdì 24 - Tre Colombine, Via L. Barucchello, 10 Rovigo. Sabato 25 - Comunale n. 3 Via Tre Martiri, 61 Rovigo; pomeriggio: Centrale, P.zza V. Emanuele II, 17 Rovigo; “La Fenice”, Via Meucci, 2/4 Boara Pisani.

TEL. 0425 27779 Orari: Lunedì e Martedì 16-18; Mercoledì 10-12; Venerdì 10-12 • ADRIA - P.tta CAMPANILE, 11 TEL. 0426 900040 Orari: Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle ore 9.30 alle 11.30 • TRECENTA C/O OSPEDALE SAN LUCA tutti i Mercoledì dalle ore 9,30 alle 11,30 C/O TORRE CIVICA Piazza Garibaldi - Trecenta

il Giovedì dalle ore 15 alle 17 • C/O Ufficio EPACA – Via G. Garibaldi CASTELMASSA - 2° Mercoledì di ogni mese dalle ore 15 alle 17 Centro di Raccolta Ex Scuole di Runzi – Bagnolo di Po - 2° Domenica e ultima di ogni mese dalle ore 15 alle 17 S.O.S. VITA NUMERO VERDE 800.813000 Le difficoltà della vita non si risolvono eliminando la vita ma superando le difficoltà


la Settimana 17

cultura

domenica 12 gennaio 2014

D con il patrocinio

Centro per la Formazione e la Consulenza della Coppia e della Famiglia

Comune di rovigo

provinCia di rovigo

DANTE , la febbre del sabato sera DIALOGHI del Prof. Gregorio Vivaldelli sulla Divina Commedia. L’Inferno Centro Don Bosco, Viale Marconi - Rovigo Sabato 18 gennaio 2014 ore 21.00 “Inferno - Canti I e II”

Sabato 8 febbraio 2014 ore 21.00 “Inferno - Canti III e V”

Sabato 8 marzo 2014 ore 21.00

“Inferno - Canto XXVI” Per informazioni: tel. 0425 422500 mail: centrofamiglie.rovigo@gmail.com cfdrovigo@libero.it Si chiede un contributo per ogni serata di 3 euro per gli adulti e 5 euro per le coppie di sposi. È garantito il servizio animazione per i figli.

Vivaldelli come Benigni? Il vivace biblista come l’attore istrionico? Calma, tutt’altra cosa. Anche qui c’è un palco, ma non si tratta di uno spettacolo (l’ingresso è gratuito) o di una lettura teatrale dantesca. “E’ una cosa semplice, nata su richiesta di alcuni amici’: precisa il professore rivano, docente di Scienze Bibliche allo Studio Accademico Teologico Tridentino. Eppure, centinaia di persone hanno riempito lo scorso anno la sala del Casinò ad Arco, affascinate da questa proposta d’incontro con la Divina Commedia che quest’anno si replica al Palacongressi di Riva del Garda, con invito rivolto soprattutto ai giovani: un successo preannunciato, sul quale abbiamo interrogato alla vigilia Vivaldelli, anche per capire come un esegeta laico, 4 figli,

si sia innamorato della Divina Commedia. Prof. Vivaldelli, come sono nate questa serate? Da alcuni amici, fa cui il fondatore di Via Pacis Paolo Maino, che mi avevano sentito citare qualche terzina dantesca. Mi han proposto di provare a parlarne ai giovani. La sorpresa è stata la grande risposta di pubblico, anche seduti per terra: coglievano che Dante invita ad un’avventura esistenziale. Come un biblista s’innamora della Commedia? Nel corso dei miei studi mi sono imbattuto nel teologo Romano Guardini che molto ha scritto sul valore teologico della Divina Commedia. Mi ha affascinato scoprire come Dante abbia cercato di dire in modo a suo tempo semplice -in volgare -le grandi bellezze del deposito della nostra fede. Un’occasione per

l’uomo d’oggi per respirare aria fresca, che dà ossigeno alle grandi domande che ci accompagnano. Lei non fa concorrenza ai dantisti, agli addetti ai lavori… No, non ne sarei all’altezza. Cerco solo umilmente di spiegare il testo biblico che è difficile. Vorrei far cogliere il tentativo di Dante di spingerci ad un’avventura esistenziale: intraprendere un viaggio. Che prevede anche la conoscenza del proprio male per riuscire a risalire ad un bene superiore. Si parlerà nella dell’anti Purgatorio, nella seconda serata entreremo nel Purgatorio. Un invito solo peri giovani? Mi rivolgo ai giovani principalmente, ma l’invito è aperto a tutti: dall’ottantenne all’insegnante d’italiano, dalla massaia al professionista che ha qualche reminiscenza scolastica o ha seguito Benigni in tv. Il titolo è “La vita come scelta”. L’essere umano è libero quando sa scegliere. Purtroppo in questo contesto culturale i giovani sono spinti a non scegliere mai, come notava anche Papa Francesco ad Assisi. Dante pone sempre il lettore di fronte alla scelta, ci educa a capire che vera maturità umana consiste nell’imparare a fare piccole scelte quotidiane, per non dipendere dalle scelte degli altri. È le nostre scelte hanno un valore eterno, condizionano non solo la nostra vita ma anche quelle degli altri. Il bene che fac-

cio può avere ricadute anche ultraterrene. Come definirla? Performance, spettacolo, lezione? No, è una condivisione, senza pretese accademiche o letterarie. Cerco di condividere con più persone possibili ciò che di bello ho scoperto leggendo la Divina Commedia e ciò che Dante ha voluto condividere con l’uomo di sempre: cioè il suo desiderio d’incontrare il bene dell’Intelletto, cioè Dio. “Nel mezzo del cammin di nostra vita… :” l’idea di un viaggio? Più che un dato cronologico è un dato esistenziale. In ogni istante della nostra vita possiamo trovarci nel mezzo, nel mezzo di una situazione, di una gioia o di un dramma ... e lì sentire la voce della ragione, Virgilio che ci suggerisce “A te conviene tenere un

altro viaggio”. A te conviene affronta re quella situazione in un modo diverso, aperto alla grazia di Dio. Dante ci fa da Virgilio, è nostro contemporaneo… E anche da Beatrice, nel senso che vuole veicolare il valore della ragione che della grazia. Dante riesce a intercettare la sete di senso dei giovani e dell’uomo postmoderno. Lei sottolinea l’apertura mentale del Sommo Poeta: in che senso? Proprio perchè uomo del Medioevo - con le sue grandi scoperte - Dante ha la mente molto aperta. Affronta i personaggi più disparati e non esita a mettere pagani come il suicida Catone come custode del Purgatorio, la cantica che è il trampolino del Paradiso. In che modo ha applicato

il rigore del biblista? Per non strumentalizzare il testo a fini pastorali? Ho cercato di riferirmi sempre a commentatori all’altezza - come Bondioni e Chiavacci - per poter divulgare in modo corretto. Solo per far cogliere la bellezza anche letteraria -del testo. Dante e la Chiesa? È un grande figlio della Chiesa. Questo amore per la Chiesa lo ha spinto anche a cogliere le fragilità storiche, pastorali e politiche, degli uomini di Chiesa. Ma rimarcando sempre il suo affetto per la Chiesa, ricordando il suo ruolo determinante per la realizzazione del bene comune. Che merito attribuisce a Benigni? Aver messo a disposizione questo patrimonio dell’umanità e di umanità che è la Divina Commedia. È riuscito con la sua capacità a rendere amabile il testo senza nascondere le difficoltà testuali, per far emergere il significato buono presente in ogni terzina. Certo, alcuni aspetti spirituali teologici rimangono sullo sfondo, non approfonditi. Ai giovani che trovano indigesto il volgare dantesco, confessiamo che anche per lei al liceo era così Si, lo confesso. L’ho scoperto solo dopo, ma con la chiave di lettura giusta tanti insegnanti riescono a trasmettere passione per quest’opera. Una curiosità per finire: i suoi canti preferiti? Il primo del Purgatorio, perché vi è presente l’anelito dell’uomo alla libertà. L’ultimo del Paradiso perché l’inno a Maria è la sintesi della grande passione del popolo di Dio per la madre di Dio. di Diego Andreatta (da “Vita Trentuina)


18 la Settimana

caritas

di don Dante Bellinati

“Pensavo...”

! !

La casa, prima di tutto Quello della casa è forse l'argomento che ha più stretta attinenza con il mondo della grave emarginazione. Se in Italia le persone di cui parliamo venivano chiamate “barboni” e in Francia clochard, nel mondo anglosassone la definizione va al cuore del problema: homeless, senza casa. Ma gli esperti, giustamente, correggono: si può essere senza “fissa” dimora per un'esuberanza di abitazioni, al punto che ci si permette di vivere ora qui, ora lì. Le persone di cui parliamo non hanno il problema di dove decidere di dormire stanotte, dal momento che di dimore non ne hanno... Il tema dell'abitare, delle politiche della casa, dello scandalo degli innumerevoli appartamenti di edilizia popolare sfitti o inutilizzabili per problemi di manutenzione, è il piena sintonia con la battaglia di civiltà a favore dei diritti di chi finisce per strada. Le organizzazioni europee che si occupano di grave emarginazione stanno maturando un approccio eloquente: Housingfirst, “anzitutto casa”, a dire che il primo modo per combattere il degrado esistenziale di chi finisce a vivere sotto i cartoni è promuovere meccanismi di housingsociale, per un abitare accompagnato che tolga le persone dalla strada e le sostenga nel percorso di riacquisizione della dignità. Qualcuno obietterà con un ritornello ormai stucchevole: non è il momento, non ci sono risorse. Forse è vero. Ma è altrettanto vero che non c'è mai stata un'epoca d'oro, con risorse in abbondanza. E allora, ieri come oggi, è un problema di visione ella società: quanto degrado umano siamo disposti a tollerare? A quanto benessere siamo disposti a rinunciare, pur di assicurare a tutti e a ciascuno almeno un tetto sotto cui ripararsi? Roberto Davanzo direttore Caritas Ambrosiana

5xmille!

Nella dichiarazione dei redditi lascia il tuo 5 x mille alla Associazione Sant’Andrea Apostolo della Carità Codice Fiscale

93029100299

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domenica 12 gennaio 2014

PRIMO PIANO - Il resoconto delle assemblee delle vicarie di Rovigo e Adria, tenutesi sabato 04 gennaio!

Assemblee vicariali Caritas Ogni anno la Caritas diocesana programma un Convegno diocesano delle Caritas parrocchiali, durante il quale responsabili delle istituzioni sociali e religiose, sociologi e teologi, offrono dati statistici sulle povertà e consigli agli operatori nel campo dell'assistenza. Quest'anno la proposta è stata rovesciata, seguendo il Messaggio di Papa Francesco per il nuovo anno e la sua testimonianza: “Io sono convinto di una cosa: i grandi cambiamenti della storia si sono realizzati quando la realtà è stata vista non dal centro, ma dalla periferia: E' una questione ermeneutica: si comprende la realtà solamente se la si guarda dalla periferia, e non se il nostro sguardo è posto in un centro equidistante da tutto. Stare in periferia aiuta a vedere e capire meglio, a

fare un'analisi più corretta della realtà, rifuggendo dal centralismo e da approcci ideologici”. Così, nelle assemblee vicariali, “relatori” non sono più gli esperti dei numeri e dei dossier sulle povertà, ma gli operatori che sono direttamente a contatto con i poveri nell'accoglienza, nell'ascolto, nell'accompagnamento delle persone che soffrono la povertà assoluta o relativa. Storie di vita piuttosto che numeri, incontro con le persone prima che con i bisogni. Questa strada ci sembra la più idonea a stimolare l'impegno che il Vescovo Lucio chiede nel suo Messaggio alla Diocesi per l'anno in corso: “In ogni parrocchia o unità pastorale si costituisca la “caritas parrocchiale”, la cui funzione è quella di

sensibilizzare la coscienza di tutti verso le vecchie e nuove povertà, vicine e lontane. In ogni vicaria si costituisca l'”osservatorio delle povertà” presenti e spesso nascoste nel territorio. La carità è ”il banco di prova di credibilità della Chiesa” (Paolo VI), la carta di riconoscimento dei discepoli del Signore (cf. Gv 13,35) e il punto su cui saremo tutti giudicati nel giudizio finale (cf. Mt 25, 31-46)”. Sabato 4 gennaio, al mattino a Rovigo presso la Caritas diocesana e al pomeriggio ad Adria presso la Parrocchia di Cristo Lavoratore a Carbonara, si sono tenute le assemblee vicariali degli operatorio Caritas parrocchiali, rispettivamente delle due Vicarie di Rovigo e Adria, che hanno riferito della loro esperienza diretta. Non sono usciti dossier, ma testimonianze illuminanti e generose, umili e attente con progetti per una nuova maturazione della esperienza che apra al nuovo, che corregga ciò che il cambiamento evidenzia, che superi tradizioni ormai fuori tempo e realtà. L'accento è risuonato in modo insistente e generale a sottolineare le persone prima dei bisogni e delle risorse: la famiglia al primo posto come problema e risorsa; il coinvolgimento diretto della comunità parrocchiale e della rete sociale come risorse di fraternità e solidarietà; liturgia domenicale comunitaria, Centro di ascolto parrocchiale e operatori giovani come elementi qualificanti l'attività delle Caritas parrocchiali. La richiesta emersa a sintesi delle assemblee, che dovranno impegnare formazione e progetti della Caritas diocesana sono: l'identità della Caritas, la virtù teologale e pastorale della carità, i Centri di ascolto. don Dante Bellinati

Donare al non profit non conviene, meglio diventare un partito…

“Un impegno concreto: più panda per lanciata da due esperti di comunicazione E' la proposta a chiunque, persone o tutti”, “L’Italia giusta: dona a Emergency”. del sociale, Marco Binotto e Nino associazioni, volontari o no, la voglia fare E ancora la lista civica “Amnesty, giustizia Santomartino, punta a sottolineare proprio propria. E' la speranza che il non profit e libertà” e la richiesta al fondatore di questa contraddizione. “Con il nuovo riprenda iniziativa e parola. Che - con le Facebook di inserire sul social network sistema di finanziamento conviene più parole di Stefano Zamagni - la società oltre al “mi piace” anche il tasto “io donare ai partiti che al non profit–recita civile organizzata riprenda coraggio, dono”, per dimostrare che la rete può fare uno degli slogan -. Sei un’organizzazione fiducia in se stessa e cominci a farsi sentire con proteste civili, come venne meglio del governo italiano. Si chiama non profit? Diventa partito. Conviene”. # d i v e n t a p a r t i t o l ’ i n i z i a t i v a d i “L'idea è nata dalle chiacchierate e dalle fatto in altre epoche. Perché crediamo sia comunicazione virale nata per riportare conversazioni da quel network informale il momento di fare provocazioni. Di l’attenzione sul decreto del governo in di persone che da tempo condividono la provocare azioni. Di prender partito”. La tema di finanziamento pubblico ai partiti, passione per il terzo settore e che campagna è stata lanciata circa due che ha reso più conveniente donare ai lavorano, per interesse o professione, nel s e t t i m a n e f a c o n i l b l o g h t t p : / / partiti che alle organizzazioni non profit: campo della comunicazione – spiegano i diventapartito.tumblr.com , ma è anche su nel primo caso, infatti le detrazioni promotori dell’iniziativa -. E' un'idea. Una Facebook (https://www.facebook.com/ possono arrivare fino al 37 per cento su proposta. Come tutte le idee non è di diventapartito) e su Twitter con l’hastag un massimo di 70mila euro annui, mentre qualcuno o qualcuna in particolare. Non #diventapartito. Gli utenti possono per le donazioni al terzo settore si può è una campagna di una organizzazione o contribuire inviando il loro manifesto detrarre fino al 26 per cento e solo fino a di una sola parte. E' l'idea di dare un e l e t t o ra l e p e r l e a s s o c i a z i o n i d i segnale alla classe dirigente nel modo che volontariato. un massimo di 2.065 euro l’anno. L’insolita provocazione, preferiamo: la comunicazione e l'ironia. da Redattore Sociale Diario • 13 gennaio, Rov “Rielaborazion igo, Casa Sant’Andrea, 6° incontro cors • 14 gennaio, e in gr uppo”. o per CdA Rovigo, riunio • 15 gennaio, ne direttori U Contattarci Zelarino (VE) ffi , Delegazione ci Pastorali. Nord-Est. di re ttori delle Car • 18 gennaio, itas del Sede: Via Giacomo Sichirollo n. 58 - 45100 Rovigo Rovigo, sede CSV, assembl Solidale. ea associazio Orari: Lun-Ven 9:00-13:30 e 14:30-17:00 ne Polesine • 19 gennaio, Grignano (R O), incontro famiglie” parr Tel: 0039 0425 23450 sulla carità co occhiale n il “gruppo Fax: 0039 0425 464518 e-mail: info@caritasrovigo.org web: www.caritasrovigo.org

Poliambulatorio “Casa Sant’Andrea” Modalità e criteri di accesso ✓ Il poliambulatorio è un servizio rivolto a tutte le persone che per diverse ragioni non hanno accesso al “medico di base” ✓ Le visite si effettuano esclusivamente su prenotazione ✓ La prenotazione è gestita dal Centro di Ascolto diocesano (lunedì-venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00; tel. 0039 0425 23450) Ambulatorio di medicina generale

Lunedì ore 14:30 - 17:00

Ambulatorio dentistico

Lunedì, ore 09:00 - 17:00, Mercoledì e Giovedì ore 14:30 - 17:00

Contribuire C/C intestato a Caritas diocesana di Adria Rovigo RovigoBanca, Rovigo, Corso del Popolo C/C - 012000023103 •IBAN: IT23 H089 8612 2000 1200 0023 103 Contribuire C/C intestato a Sant’Andrea Apostolo della Carita’ Banca Prossima, Milano. P.zza P. Ferrari 10 C/C - 10000 0017778 •IBAN: IT 46 T 03359 01600 10000 0017778 Erogazioni liberali a Sant’Andrea Apostolo della Carità ONLUS Le donazioni sono detraibili ai fini fiscali.


Arzignano: lutto nel mondo della coralità

Franco Consolaro nel ricordo di Bepi De Marzi

La strada che da Campodalbero sale al rifugio Bertagnoli, per noi La Piatta, ha due ampie curve chiamate con i nomi delle fiabe di lassù. Sono come due terrazze aperte sulla Valle: per rassicurare il cuore davanti alle Lobbie, a Cortesani appena sotto, Marana, la Contrada dell’acqua ciara là in fondo verso Bolca, Durlo dei misteri, e, più in alto, il Gramolon; poi il valico della Scagina per Frasele. Campodalbero adagiato sul limite dei prati che Ezio Stocchiero, con il Cai di Arzignano, era riuscito a trasformare in brevi e fantasiosi campi da sci con un allegro impianto di risalita. Dalla seconda curva, la strada entra nella Foresta di Giazza, il bosco dei faggi, delle betulle, dei pochi abeti con qualche larice. Da giugno a settembre c’è un inebriante profumo di ciclamini fino allo slargo luminoso della Piatta e il Rifugio che porta il nome di Bepi Bertagnoli: lo spazio della nostra passione montanara, della nostra poesia respirata nel sorriso della semplicità. Dove si sono formati I Crodaioli come coro del Cai, dove Gianfranco è entrato con delicatezza dopo aver tanto cantato in questa chiesa con la veste bianca dei Pueri Cantores. “Gianfranco, non Franco”, ci diceva la mamma che aveva bella voce di soprano, la mamma che a Thiene era stata solista in qualche lontano Natale nel canto della Nina: “Gianfranco, si chiama Gianfranco, il mio ragazzo che mi allieta il tempo del tramonto suonando la chitarra”. Poi la strada sale ancora, tra rocce incerte e baranci, i pini mughi, elastici e solenni. Gianfranco partiva, anche in solitudine, o insieme a pochi amici del Cai, con il suo zaino di generosità e di amore, dicendo “in montagna, chi porta magna”. E dispensava serenità, intelligenza, arguzia, felici-

la Settimana 19

rubriche

domenica 12 gennaio 2014

Bepi, Enrico, Gianfranco, Giancarlo tà, nobile allegria nel mutare delle ombre nella Valle. In quasi cinquant’anni di coro, di prove, di concerti, è stato assente solo quando gli è morto il papà. E quando l’abbiamo voluto presidente, si schermiva con la timidezza dei buoni, dei generosi; con la commozione dell’incredulità. Pochi di noi sapevano che gli piaceva l’immagine della Parete, dello scalatore solitario carezzato dal vento mentre le campane riempiono il cielo di suoni lontani. Le campane di Arzignano, ricordate anche da Rigoni Stern che qui ha vissuto per quasi due anni subito dopo la guerra. Gianfranco sapeva della fonderia Cavadini di Verona: “Fanno miracoli di bronzo e di bellezza”, diceva. Abbiamo voluto fare un grande coro di amici che gli cantano la riconoscenza. “Dobbiamo intonare E canterà più alto delle stelle” ha proposto qualcuno di noi. “Dobbiamo stargli intorno con la divisa del coro”. Ma quale divisa? Ne abbiamo cambiate tante, lungo gli anni... Non abbiamo mai amato le divise, e sempre per quel desiderio di libertà che si leggeva anche negli occhi accesi e sereni di Gianfranco. E il cappello degli alpini? E la preghiera che ricorda “le nude rocce e i perenni ghiacciai”? Tenerezze, certo, ma accogliamo il suo

Scomparso il 27 dicembre il presidente dei Crodaioli

Rovigo - La famiglia Unitalsiana in lutto

È morto il marito della socia Renata Frattini

Durante il grande Giubileo dell’anno 2000, indetto da S. S. Giovanni Paolo II, accompagnai, sotto la guida del presidente U.N.I.T.A.L.S.I. di Rovigo Franco Cervatti, la disabile Renata Frattini Ravagnani il giorno 11 Febbraio in piazza S. Pietro per il giubileo degli ammalati. Non sto a raccontare, a descrivere i momenti romani eccezionali vissuti sia di giorno che di notte. Con Renata iniziò un’affettuosa amicizia tra la mia famiglia e la sua. “Il Veneto Mariano” espresse, a nome di tutti i soci di Rovigo, i complimenti e gli auguri quando nacque il suo nipotino dalla figlia Cinzia anche lei, come la mamma, molto devota alla Madonna di Lourdes. Giulio, il marito, seguiva ed assecondava, nel suo modo, il desiderio di Renata per essere presente nelle occasioni proposte dall’U.N.I.T.A.L.S.I. Poi la malattia con grandi sofferenze ed è venuto a mancare la notte del 25 dicembre. Il funerale è stato celebrato sabato 28 presso la bella chiesa parrocchiale di Zelo. All’Omelia don Cristian ha ripercorso la vita di Giulio e Renata con semplicità, tanta umanità e coinvolgimento emotivo. Presenti Renata, i famigliari, parenti, amici, conoscenti e soprattutto l’U.N.I.T.A.L.S.I. dal suo presidente Gianpaolo Targa e numerosi soci convenuti da vari paesi della provincia. In una bella giornata di sole, sul sagrato della Chiesa, a cominciare da don Cristian ci siamo stretti a Renata per farle sentire la nostra vicinanza anche a nome di tutti quelli che la conoscevano. Violetta Furini

desiderio, ora. Facciamo suonare le campane con l’accompagnamento di Francesco Finotti che con noi ha registrato proprio qui il disco dei Salmi. Gianfranco ha fatto parte del gruppetto dei solisti che intona “Cantate lodi al Signore, egli è buono”, mentre il coro risponde “eterno è il suo amore per noi”. “Vorrei che si intonasse la Parete, quando toccherà a me”, confidava al suo più vicino nel coro, Bepi Mezzaro. Chissà, forse per le campane alte sulla nostra torre di pietre squadrate, forse per cantare le torri delle Dolomiti, delle montagne tanto amate lungo gli anni, nella vita di lavoro e di saggezza, di onestà e di donazione. Grazie amici che oggi siete venuti anche da tanto lontano, perfino dal cuore dell’Europa. Alcuni sono arrivati già ieri che era capodanno, e ieri sera hanno detto con noi tante Ave Maria in questo duomo dove Gianfranco cantava i fioretti di maggio con la veste bianca, la voce trasparente e un bellissimo ciuffo di capelli castani. Bepi De Marzi

Atelier Domenicale “Il furioso all’isola di San Domingo” Di Gaetano Donizetti, domenica 12 gennaio 2014 Proseguono al Ridotto del Teatro Sociale, gli atelier domenicali dedicati ai più piccoli. Domenica 12 gennaio alle 15.45 avrà inizio il laboratorio dedicato all’opera in cartellone “Il furioso all’isola di San Domingo”. La prima parte prevede l’incontro con la trama dell’opera, l’ascolto della musica e l’uso della stessa per creare una coreografia collettiva composta di movimenti di teatro-danza. I partecipanti scopriranno così le possibilità che offre l’espressione corporea, sulla base dei cambiamenti di ritmo imposti dalla musica nei momenti di maggior pathos della storia. Nella seconda parte, proprio come i personaggi dell’opera, i bambini indosseranno i panni di naufraghi di un’isola deserta e riceveranno uno speciale kit da esploratore, costituito di oggetti da catalogare per riuscire a sopravvivere. In seguito, ognuno potrà comporre con sabbia, sassi, spugne e conchiglie una propria scultura, realizzata con materiali naturali. In conclusione, i partecipanti costruiranno insieme un particolare oggetto che consentirà loro di solcare il mare e mettersi in salvo. L’iniziativa, rivolta a bambini dai 5 agli 11 anni, è curata da Milena Dolcetto e Sarah Lanzoni e rientra nel programma del Teatroragazzi.

Salara

Rosina ha festeggiato i 100 anni

La nuova centenaria salarese si chiama Maria Sandri, ma tutti in paese la conoscono con il diminutivo di Rosina. Nata a Salara il 4 gennaio 1914, lo scorso sabato ha festeggiato le sue prime cento primavere e l’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Andrea Prandini e dal vicesindaco Alessio Bellotti insieme alla parrocchia di Castelmassa rappresentata da don Stefano Marcomini, hanno voluto festeggiarla recandosi direttamente nella casa della figlia Gabriella a Castelmassa dove da alcuni anni la neocentenaria alloggia a causa dell’età avanzata. Rosina, ancora perfettamente lucida e in salute, è stata festeggiata anche da tutti i nipoti e i pronipoti per il compleanno a tre cifre che aspettava speranzosa ogni giorno in tutti questi ultimi mesi. L’arzilla anziana ha sempre vissuto a Salara dove si è dedicata con amore e sacificio alla cura della famiglia e al lavoro in campagna, e chiunque la ricorda arrivare dalla frazione di Veratica fino al centro del paese con un grande sorriso a bordo del suo

motorino giallo fiammante. Solo negli ultimi anni è stata costretta a spostarsi a Castelmassa a casa della figlia, senza mai dimenticare il suo amato paesino di cui aspetta sempre curiosa notizie e novità. E’ facile quindi immaginare l’emozione nel vedere il primo cittadino e il vicesindaco che, consegnando un omaggio floreale, si sono uniti al brindisi, portando simbolicamente gli auguri più affettuosi di tutta la comunità di Salara. Insieme a loro anche la benedizione di don

Stefano, che ha anche portato la Comunione. Linda Zanforlin

Cartoline di viaggio Sinigaglia

per il Delta del Po e il Polesine Passa anche per il Polesine “La Via di Karol”, l’Itinerario Europeo dei Piccoli Santuari che ai suoi terminali ha Wadowice, dove nasce il papa polacco e Roma, dove conclude il suo cammino terreno. Il percorso è stato creato nel 2009 dal Circuito Wigwam per promuovere le Comunità Locali di Offerta dei territori, in vista anche della canonizzazione del Papa polacco prevista per il 2014. Il progetto, sposato dalla Regione Veneto, prima ancora, dalla formale adesione della Provincia di Rovigo, ha presentato i primi pacchetti di turismo religioso su “La Via di Karol” nel Veneto alla Fiera europea dei prodotti tipici regionali certificati che si è svolta a Zakopane (PL) a metà agosto, riscontrando un notevole successo. “Lo scopo del progetto – afferma Efrem Tassinato presidente del Circuito Wigwam - è di consolidare un vissuto di esperienze e sensazioni, certamente legate alla Fede per quanti sono credenti, ma patrimonio da condividere con tutti, lungo un asse che oltre alla valenza di mera via di comunicazione esprima anche quella di incontro di popoli, di culture, di tradizioni, di prodotti alimentari e non, delle piccole fattorie e dell’artigianato, nonché delle cucine locali. Patrimonio, solitamente presente in aree rurali e montane dove vi è la presenza di piccoli, a volte umili, ma proprio per questo genuini luoghi della fede. Quella popolare che più di ogni altra ha costruito la storia e le storie dei territori. Strutture che sono belle opere architettoniche e scrigni d’arte, poste in luoghi ameni dove, credenti e non credenti, possono concedersi una pausa dove lo spirito si riconcilia con la materialità delle contingenze quotidiane”. Nel 2014 è prevista la canonizzazione oltre che di Papa Giovanni XXIII anche di Giovanni Paolo II, due nuovi santi, il primo che ha a che fare col Veneto perché fu Patriarca di Venezia e il secondo perché il Veneto si trova quasi a metà della strada che dalla Polonia porta a Roma e “La Via di Karol” appunto già sta generando flussi di pellegrinaggio e non solo. Un’opportunità praticamente unica, sempre che il Veneto e il Delta e il Polesine, in particolare, si attrezzino ovviamente; perché altrimenti questo tipo di turismo destagionalizzato e meno toccato dalla crisi di altri, tirerà dritto, o si fermerà prima o dopo, dove troverà adeguata accoglienza. Presidente Efrem Tassinato, cosa deve fare il Polesine per non lasciarsi scappare un’irripetibile occasione?

“In effetti i piccoli santuari e gli altri luoghi della fede, come possono essere monasteri ed abbazie, musei diocesani, pievi e molto altro ancora, ci sono da un bel po’ di secoli. Possiamo ben dire che sia un regalo dei nostri antenati e, come insegna la parabola dei talenti, starà alle generazioni contemporanee valorizzarli intelligentemente e, direi propriamente, come leva di sviluppo solidale e sostenibile. “La Via di Karol” rappresenta soprattutto un diverso modo di vedere e costruire il turismo: fatto di cose vere, che hanno una storia e, mi vien da dire, dato che l’accostamento è fin troppo facile, un’anima”. Come vi state muovendo come Circuito Wigwam per accogliere al meglio i pellegrini? “Attraverso la promozione di reti di servizi che, in ogni territorio attraversato, stiamo costituendo Comunità Locali di Offerta, per le quali il Circuito Wigwam ha organizzato attività di formazione per gli Operatori che le coordinano e le animano. Nei territori dove sono i piccoli santuari, perché i flussi turistici abbiano motivo di fermarcisi non alla maniera del mordi e fuggi, deve esserci ricettivo alberghiero ed extralberghiero, devono esserci dei punti di ristorazione, dove poter acquistare prodotti tipici del luogo e tutti gli altri servizi accessori che fanno di un’area un sistema turistico. Tutto questo magari c’è già, ma non si capisce bene cosa sia. Come un’orchestra dove ognuno suona per i cavoli propri. E’ chiaro che non se ne percepirà una sinfonia ma un guazzabuglio di rumori che fa scappare lontano piuttosto che attirare attenzione e generare gradimento”. Qual è il compito di Wigwam? “Il lavoro di Wigwam perciò sta nel formare buoni direttori di orchestra e poi affiancarli e supportarli, che per lo specifico, sono gli animatori di Comunità Locali di Offerta. Che sappiano mettere in relazione i vari elementi costitutivi dell’offerta turistica affinché vi sia gioco di squadra, che sappiano costruire proposte integrate, che le sappiano comunicare, che imparino a dialogare coi colleghi delle altre Comunità Locali di Offerta e organizzare scambi, ecc. Alla fine questo diverrà un vero e proprio lavoro, ed ecco che territori considerati svantaggiati possono assurgere ad un nuovo tipo di sviluppo, solidale e sostenibile appunto con nuove forme di occupazione e il gioco è fatto”.


la Settimana domenica 19 gennaio 2014 - pagina 20

Preghiera per le vocazioni

Ufficio Diocesano per la Pastorale delle Vocazioni

Il monastero invisibile In poco tempo l’iniziativa del “Monastero invisibile” ha raccolto in Diocesi un centinaio di adesioni: non poche! Non ci resta che ringraziare il Signore, O Gesù, divino pastore, perché, come prega il salmista, se che haiLuichiamato gli Apostolila casa, non costruisce per farne pescatore di uomini, invano vi faticano i costruttori (cf.ardenti Sal 127,1). attrai a te cuori e generosi Questa di giovani,iniziativa del “Monastero invisibile” riper renderli tuoi discepoli sponde al comando di Gesù: e tuoi ministri. “Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai sua messe” (Mt Tu, o nella Signore, Mi ha sempre sorpresempre9,38). vivo a intercedere per noi, so questo comando di Gesù. dischiudi orizzonti ci chiede Perché gli il Signore, del mondo di pregare intero, per qualcosa che la silenziosa saovegià esserci necessario? potrebbe eNon sofferta supplicagià di sua di iniziativa tanti fratellidonarci e sorellepreti, diaconi, religiosi, consacrati chiede lucema di anche Fede uomini e secolari, e benedizione di Speranza donne che vivano in pienezza la vocazione al matrimonio e alla famiglia? CondiRispondendo alla tua chiamata, vido consale voidella la risposta che possano essere terra mi sono dato. Gesù, Colui e luceildelPadre mondo,ha mandato, che per annunciare la vita chiedendoci di buona pregare per le vocazioni, del Vangelo.ci ricorda che all’origine Amen. di ogni mandato c’è sempre il Padre. La preghiera per le vocazioni ci rende consapevoli che gli “operai della messe” non sono una nostra iniziativa, non rispondono ad una nostra scelta, non sono frutto di nostre strategie, ma sono dono del Padre da invocare con umile fiducia. E poi la preghiera per le vocazioni ci aiuta a preparare il buon terreno, a disso-

darlo perché possa accoglie- Gesù, invore i semi di vocazione che il cano dal PaDiocesi di Adria - Rovigo Signore anche oggi semina dre il dono recaPitare la scheda Ufficio Diocesano per la a piene mani. Grazie alla di numerose Pastorale delle Vocazioni nostra preghiera si creano, e sante vonelle nostre famiglie, nelle cazioni. Spedendola per posta a nostre comunità, le condiQualzionidon di ascolto, di apertura, Marino ZorZan cuno è rep.le S. Bortolo, 4 di disponibilità perché per- stio a dare 45100 ché il donorovigo della vocazione la propria possaOppure fiorire in pienezza. adesione al Importante è pregare per “Monastero don daniele Spadon le vocazioni e nonVescovile sono po-“S. pio invisibile” c/o Seminario X” che le che già viapersone G. Sichirollo, 70vivo- perché pen45100 rovigo no, anche quotidianamente, sa di dover questo impegno. Ma perché aggiungere Via e-mail all’indirizzo: dare la propria adesione al un altro im“Monastero invisibile? Per pegno alle vocazioni@5pani2pesci.it dare più forza alla nostra sue giornapreghiera. te, magari puoi ricevere il sussidio di preghiera Dice “In verità vi già così pieper leGesù: vocazioni dico ancora: se due di voi ne. posta si metteranno sullaper L’ a d e perterra e-mail d’accordo per chiedere qua- sione al collegandoti al sito: www.5pani2pesci.it, nellacosa, sezione lunque il “vocazioni” Padre mio “Monastero che è nei cieli gliela conce- invisibile”, derà” (Mt 18,19). La pre- con l’indighiera fatta insieme è come cazione di una meravigliosa sinfonia un tempo inforMaZioni che attinge per la sua forza non preciso, è “Nessuna preghiera si perde nel nulla, solo don dalla concordia, stimolo a Marino Zorzan dalla3483556598 anche se non sempre la mia richiesta comunione dei cuori, ma non lasciare don Daniele Spadon corrisponde alla volontà di Dio. soprattutto dalla presenza3346457694 inascoltato Tutte le preghiere portano frutti, di Gesù che dice: “Perché il comananche se non sempre dove due o tre sono riuniti do di Gesù so quello che chiedo.” nel mio nome, lì sono io in e a viverlo (J. Gautier) mezzo a loro” (Mt 18,20). con fedelNella preghiera concorde tà, ma è un dei discepoli, fatta nel nome impegno da di Gesù, il Padre riconosce vivere nella libertà dei figli ma di offrire al Signore un po’ della preghiera che già la voce del suo Figlio, voce di Dio. che non può non ascoltare! Vale a dire che se una si vive per invocare il dono Anche se magari chi aderi- volta non riesco a mantene- di nuove vocazioni. Le mosce al “Monastero invisibi- re fede all’ora indicata, of- dalità sono diverse; ognuno le” prega per conto suo, in frirò la mia preghiera in un è libero di pregare come realtà è voce di tanti fratelli altro momento. E poi non si meglio crede: partecipando e sorelle che, nel nome di tratta di un’altra impegno, alla celebrazione dell’Eucaristia, con la Liturgia delle Ore, con il Rosario, con la Lectio divina, o in modo spontaneo. E non dimentichiamo l’offerta delle nostre giornate, del nostro lavoro, delle nostre sofferenze... Come già scrivevo in un precedente articolo, per le comunità parrocchiali e religiose o per le persone che già pregano per le vocazioni, l’appartenenza al “Monastero invisibile” non significa un impegno in più, Celebrazione Ecumenica della Parola di Dio ma diventa un camminare insieme, un sentirsi dentro “Cristo non può essere diviso” (1^ Cor. 1,1-17) un’esperienza di preghiera che vorrebbe coinvolgere tutta la nostra Chiesa diocesana. Chi intende aderire al “Monastero invisibile” può dare la propria adesione con la scheda che troverà presso la propria parrocchia o scaricandola direttamente dal sito della Pastorale giovanile e vocazionale (www.5pani2pesci.it) e spedendola poi a: Spadon don Daniele, c/o Seminario Veinterverranno scovile “S. Pio X”, via G. Sichirollo, 70, Rovigo, opMons. Lucio Soravito De Franceschi pure a: Zorzan don Marino, Piazzale San Bartolomeo, Vescovo della diocesi di Adria-Rovigo 4, Rovigo. Quanti aderiranno alla proposta riceveranno una tessera con l’indicazione del Padre Claudiu Savin giorno e dell’ora prescelti: un piccolo segno di apparParroco della Chiesa Ortodossa Rumena di Rovigo tenenza e un promemoria di un impegno d’amore che ci si assunti nei confronti di Cristo e della sua Chiesa Pastore Emanuele Casalino Per l’Ufficio diocesano Chiesa Evangelica Battista di Rovigo per la Pastorale delle Vocazioni Don Marino Zorzan

Preghiera

Monastero

Invisibile

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’ UNITA’ DEI CRISTIANI Venerdì 24 gennaio 2014 alle ore 21.00

presso il Tempio della

Beata Vergine del Soccorso La Rotonda

Piazza XX Settembre

Un nuovo logo Da qualche tempo è comparsa una nuova immagine su volantini e manifesti che descrivono le attività vocazionali della Diocesi. Si tratta del nuovo “logo” della pastorale vocazionale: una immagine sintetica, descrittiva della realtà bella della vocazione. L’ho trovata quasi per caso sfogliando insieme ad un amico un libro di salmi illustrati, l’immagine subito mi ha colpito, e mi ha fatto dire: questa è la vocazione! Tento di spiegarvi il perché…. La vocazione è una relazione, che si costruisce pian piano, per passi successivi, scoprendo prima di tutto la presenza di un Altro. Un volto grande, oltre il mio, che mi cerca, che mi desidera, che mi guarda, e mi chiede semplicemente due cose: di lasciarmi guardare, di non cedere alla tentazione primordiale di Gn 3,8 e di rispondere con il mio, al suo sguardo. Scoprire la presenza di Dio è un passo importante nella scoperta della vocazione. Ma dopo la scoperta c’è la conoscenza: scoprire com’è il volto che si è fatto presente in modi diversi, a volte delicato, a volte irruento, a volte seducente, a volte silenzioso altre volte con decisione, nella mia vita. È bello scoprire, nel percorso di discernimento che il volto che mi guarda non è da temere (Gn 3,10) bensì è un volto sorridente. Sorridente proprio perché guarda me! il motivo per cui Dio sorride non è perché vede il posto, il luogo dove desidera condurmi o il compito che vuole affidarmi, ma semplicemente perché guarda me: ciascuno di noi è la causa della gioia di Dio. Egli è colui che ci ama in maniera fedele, potremmo dire che è colui che ci “sorride sempre”. Un’altra tappa importante nel cammino spirituale di una persona è accettare il sorriso di Dio. Questo sembra una banalità, ma non lo è affatto. Mi sono trovato spesso a contatto con persone che guardando a se stesse, anche scavando con fatica e sincerità nella verità di sé, trovandosi davanti a se stesse non sorridevano affatto, anzi, facevano molto a fatica a rimanere con lo sguardo su di sé perché ferite, e aspetti negativi le portavano alle lacrime o a di togliere velocemente l’attenzione. Dio non fa così. Dio, vedendoci, così come siamo, sorride! Dio si accorge della nostra preziosità, anche prima di noi (cfr. Is 43,4) e ci dice, attraverso il Suo Figlio Gesù, che ci ama in maniera infinita. Egli ci ama perché ci conosce fino in fondo (cfr. Sal 139), il suo occhio, il suo sguardo penetrante (cfr. Nm 24,3) rompe tutte le nostre maschere e tocca la nostra verità, egli conosce il nostro nome (cfr. Is 43,1; Lc 1,30; Mt 1,20). Ma il suo sguardo non è invadente, inquisitorio, rapace e giudicante ma, al contrario, è uno sguardo d’amore che puntando alla verità di noi vede nello sfondo una libertà grandissima per noi (cfr. Gv 8,32). Scoprire il volto sorridente di Dio significa lasciarsi toccare da un appello d’Amore che chiede una nostra risposta. Credo che la prima reazione davanti a tutto questo sia lo stupore, la meraviglia: “perché, Signore, un Amore così grande per me?” “Perché il tuo sorriso è così grande per me?”. Ecco, allora, il senso dell’immagine del bambino sugli scalini, quasi ipnotizzato nella contemplazione del volto di Dio. Lo sguardo del bambino è perso, immerso in quello di Dio nella sua grandezza e nel suo amore sorridente e pian piano si apre alla fiducia. Mi piace vedere in quel bambino, la figura di ogni chiamato che pur contemplando le “meraviglie di Dio” presenti nella propria storia personale che testimoniano la Sua grandezza, si lascia anche guidare e condurre da quel volto. E la fiducia è l’anticamera della risposta. Il bambino, di solito, non è diffidente, si fida facilmente… bello sarebbe se ogni chiamato diventasse come un bambino incarnando questo atteggiamento (cfr. Mt 18,3). Infine l’ultimo particolare è quello delle scale. Se dovessimo usare un’immagine, sicuramente la vocazione potrebbe essere ben rappresentata da un incontro, da una relazione, in fin dei conti da uno “stare”, ma essa è sicuramente anche un cammino, un “andare” (cfr. Mc 3,14-15). Ed ecco che le scale ci dicono bene che il cammino continua, che siamo chiamati non a rimanere fermi e a godere privatamente dell’incontro con Dio, ma siamo chiamati a testimoniarlo a portarlo a tutte le persone che incontreremo. E la certezza che diventa anche consolazione è che in questo cammino in salita, in questa scalinata, non siamo soli, siamo sempre accompagnati dal volto grande e sorridente di Dio, dalla Sua fedeltà e noi siamo chiamati a camminare tenendo fisso lo sguardo su di Lui (cfr. Eb 12,2 ; Lc 4,20). Mi piace condividere questa riflessione in occasione del mese dedicato al Seminario: la vocazione al ministero ordinato infatti incarna tutti questi aspetti e li specifica in un particolare cammino di sequela del Maestro. Anche i nostri seminaristi sono persone incontrate da Gesù, anche noi sacerdoti siamo persone “sedotte” dalla bellezza del Suo volto (cfr. Ger 20,7) e che decidono di servire i fratelli facendo di tutto la loro vita un annuncio concreto di questo Amore. Tutta la nostra Diocesi si senta invitata alla preghiera per accompagnare spiritualmente chi è già in cammino, e inoltre perché la scoperta del volto sorridente di Dio possa toccare il cuore di molti giovani e la sua sequela possa essere intuita come via della felicità piena (cfr. Gv 15,11). don Daniele Spadon


La Settimana n. 3 del 19 gennaio 2014  
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