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laSettimana SETTIMANALE DI INFORMAZIONE DELLA DIOCESI DI ADRIA-ROVIGO Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1 NE/RO Anno CXIV - N. 1 - Una copia € 1,10 - Domenica 5 gennaio 2014 - (Esce il giovedì)

Messaggio del VescoVo lucio

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Gennaio 2014: mese del Seminario conosciamo di più il nostro seminario e la casa di di formazione per i giovani gP2 Da diversi anni, nell’ultima domenica del mese di gennaio, si celebra la Giornata del Seminario. Io sono convinto che al Seminario non si può dare attenzione solo un giorno all’anno; ad esso si deve riservare un’attenzione particolare almeno per tutto il mese di gennaio. Pertanto durante questo mese di gennaio le parrocchie sono invitate a pregare per la comunità del Seminario, a riflettere sul significato che esso ha per la diocesi, a visitarlo con i ragazzi ed i giovani, a sostenerlo anche economicamente. Quando si parla di Seminario, qualcuno forse pensa solo all’edificio in cui vivono gli aspiranti al Sacerdozio. Certo, l’attuale edificio del Seminario merita tutta la nostra attenzione: esso è bello, luminoso, spazioso, confortevole. Ma questo edificio è importante per quelli che vi abitano e per quelli che lo utilizzano. Come ogni casa: è importante per la famiglia che vi abita. Il Seminario è importante perché è il “cuore della diocesi”: il centro di formazione dei futuri sacerdoti, il luogo di formazione dei giovani che fanno parte dei gruppi vocazionali, il luogo di formazione permanente dei presbiteri. Esso raccoglie i giovani per fare di loro una comunità tutta speciale; li mette in dialogo col presbiterio e con le parrocchie; li apre alla Chiesa diocesana e alla società, li prepara alla missione. n Nel Seminario i nostri giovani, che hanno sentito una particolare chiamata di Dio, ricevono la necessaria formazione per diventare sacerdoti secondo il cuore di Dio. n Nel Seminario i ragazzi ed i giovani che dimostrano una particolare sensibilità per il ministero presbiterale, fanno il necessario discernimento della loro vocazione.

n Nel Seminario i presbiteri si incontrano, stanno insieme, riflettono, pregano e delineano insieme il cammino da far percorrere alle nostre comunità cristiane. Vicino al Seminario c’è la Casa “GP2”: una casa che accoglie per alcuni giorni molti giovani della diocesi e soprattutto molti studenti; in essa si promuove l’autoformazione dei giovani e un dialogo educativo; in essa si offre loro la possibilità di vivere una forte amicizia e di individuare la direzione dare alla propria vita. Quali sono le caratteristiche del Seminario? n Il Seminario è un luogo particolare, in cui formatori e seminaristi sono chiamati a vivere un’esperienza originale di comunità ecclesiale, per crescere insieme, con la collaborazione reciproca, nella fede e nella carità. Sono chiamati a diventare “una comunità compaginata da una profonda amicizia e carità, così da poter essere considerata una vera famiglia che vive nella gioia” (PDV 60).

n Il Seminario è il luogo in cui formatori e seminaristi sono chiamati a configurarsi come la comunità dei discepoli del Signore, nella quale si celebra l’Eucaristia, si medita la parola di Dio, si esercita la carità fraterna, ci si educa all’amore verso la Chiesa; si matura, mediante lo studio, una competenza teologica e pastorale; una comunità che vive un’esperienza di vita spirituale, intesa come progressiva comunione con Cristo. n Il Seminario è la sede di una comunità aperta al presbiterio diocesano: qui si incontrano quasi due volte al mese i sacerdoti, per l’aggiornamento teologico-pastorale (nel secondo giovedì del mese) e per il ritiro spirituale (nel quarto giovedì del mese). Ma qui anche i seminaristi sono aiutati a verificare le loro esperienze di servizio pastorale e a crescere nella “carità pastorale”. Il Seminario è una comunità vitale per la diocesi. Ma se esso è così importante, dobbiamo riservargli un’attenzione particolare durante tutto l’anno e soprattutto in questo mese di gennaio. Che cosa dobbiamo fare in questo mese di gennaio? - Riflettiamo sul significato vitale del Seminario in diocesi e sulla vocazione al sacerdozio. - Preghiamo per la comunità del Seminario e per i giovani che lo frequentano. - Accompagniamo i nostri ragazzi ed i nostri giovani a visitarlo. - Sosteniamo il Seminario anche economicamente. L’edificio del Seminario si trova a Rovigo, in Via Giacomo Sichirollo al n. 78; un ingresso carraio c’è anche in via Pascoli al n. 51, vicino alla Casa del Clero. Andiamo a visitarlo. + Lucio Soravito vescovo

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Adria - Cattedrale

La riconoscenza della Città a mons. Mario Furini

iovani G

...che si raccontano

Un invito, un invito a raccontarsi. Ma a raccontare non solo ciò che hai fatto, ciò che ti riempie di soddisfazione, ciò che ti ha dato onore, ciò che ha messo in mostra la tua bravitù!! Un invito a raccontare i sogni e i progetti è quello rivolto dal Servizio di Pastorale Giovanile diocesano nell’anno 2013 – 2014 ai gruppi giovanili della nostra Diocesi. E vengono davvero raggiunti in tanti, perché ci raccontino come è possibile coinvolgere giovani e come questo sta per accadere davvero da Melara a Rivà, nella terra fra i due fiumi, nella Chiesa di Adria – Rovigo.

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I giovani di Bellombra

piazze per i giovani

Settimanale e Radio Diocesana per “convergere”insieme

Natale in Polesine


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la Settimana

comunità

Catechesi natalizia del Vescovo

Per un natale di solidarietà

Nella “Messa del Giorno” di Natale Adria-Rovigo, 25 dicembre 2013 «Se tu pesti il piede - osserva S. Agostino - protesta la lingua. E non puoi dire: Non ho fatto niente a te, lingua. Se oggi tu offendi un membro del Corpo, domani protesterà il Capo: ‘Tu l’hai fatto a me». Come vorrei che il Natale ci aiutasse a far crescere questo rapporto di amore che ci unisce, grazie all’unione vitale con Cristo, iniziata nel battesimo! Facciamo crescere questa comunione ecclesiale; facciamo diventare le nostre comunità cristiane segni e strumenti di vera fraternità. Chiediamo al Bambino Gesù che ci aiuti a eliminare le divisioni, gli egoismi, le chiusure, gli individualismi e ci aiuti a crescere nella comunione ecclesiale, nella solidarietà, nella fraternità. Lui si è fatto uomo per questo.

Riportiamo la parte centrale dell'omelia del Vescovo Lucio il giorno di Natale Un Dio per me «Chi è questo Bambino per me?». Ad essa risponde la seconda parte del Prologo di Giovanni: «Il Verbo si fece carne (è diventato Uomo) e venne ad abitare in mezzo a noi». Quel bambino è l’Emmanuele, è il Dio con noi, il Dio per noi. E’ questa la verità che proclameremo tra poco in ginocchio, professando la nostra fede con il Credo: «Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo. E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo». E’ questo l’evento per cui oggi facciamo festa. Questo evento ce l’ha ricordato poco fa anche la seconda lettura, presa dalla lettera agli Ebrei: «Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai nostri Padri per mezzo dei profeti, in questi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio,… mediante il quale ha fatto anche il mondo». Dio è venuto a stare con noi. Dio si è fatto «solidale» con noi. A Natale Dio Padre ha iniziato la creazione di una nuova umanità. Ha iniziato a realizzare il suo grande progetto: quello di salvare tutti gli uomini incorporandoli a Cristo. «Dio si è fatto come noi, per farci come lui»: cantiamo in questi giorni. Dio ha voluto condividere la nostra natura umana, per arricchire la nostra umanità. Grazie al suo Natale, siamo diventati “ricchi di Dio”, un “ben di Dio”; la nostra vita è diventata sacra e preziosa. E allora, spalanchiamo il nostro cuore a Dio e accogliamolo nella nostra vita. Con lui abbiamo tutto da guadagnare. Senza di lui rischiamo di perdere tutto. Lasciamo che la sua parola illumini la nostra vita, spesso avvolta dal buio e dall’incertezza. Camminiamo dietro di lui. “Chi segue Cristo, l’Uomo perfetto, si fa lui pure più uomo” (GS 41).

Fratelli tra di noi Ma il Natale ci porta anche un altro messaggio; ce lo ricorda l’evangelista Giovanni nella sua prima lettera: «Se Dio ci ha tanto amati, fino a donarci il suo Figlio come Salvatore, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri» (1 Gv 4,11.14). Grazie al battesimo siamo uniti a Cristo, al punto da essere membra del suo Corpo e quindi membra gli uni degli altri: tutti a servizio di ciascuno e ciascuno a servizio di tutti. Il papa Leone Magno, in una mirabile omelia del Natale, ci esorta: «Riconosci, o cristiano, la tua dignità e, reso consorte della natura divina, non voler tornare con una vita indegna all’antica bassezza. Ricorda di quale Capo e di quale Corpo sei membro». Col Battesimo siamo diventati membri dell’unico Corpo di Cristo, che è la Chiesa. Per questo «quando un membro soffre, tutte le membra soffrono; quando un membro gode, tutte le membra godono». Così nel corpo fisico; così nel Corpo Mistico di Cristo.

Solidali con i poveri La festa del Natale ci invita a essere solidali soprattutto con i tanti fratelli che in questo momento stanno soffrendo. Penso ai malati, alle persone sole, alle famiglie in crisi. Penso ai numerosi imprenditori e artigiani che non riescono a portare avanti la loro azienda, a causa della crisi economica. Penso ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro. Penso ai giovani che bussano invano alle porte del lavoro e non riescono a trovarlo. Dobbiamo essere vicini a questi «nuovi poveri»: sono nostri fratelli, membri dello stesso Corpo di Cristo. Chiedo ai responsabili del mondo economico, politico e sociale, di continuare a cercare le possibili soluzioni ai gravi problemi derivati dalla crisi economica. Sessant’anni fa, dopo l’ultima guerra, la parola d’ordine era «democrazia». In questo nuovo millennio la parola d’ordine deve essere «solidarietà». È questa l’appello che Dio ci rivolge mediante il Bambino Gesù, venuto a compromettersi con l’uomo: «solidarietà». E’ questa la «Buona Notizia» di Natale che dobbiamo vivere e testimoniare soprattutto ai fratelli in difficoltà.

II Domenica dopo Natale - A A Sua Immagine

“Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso... In lui ci ha scelti predestinandoci ad essere suoi figli adottivi... Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia”. Siamo a sua immagine. Impossibile sfida, persa in partenza, se ogni volta che facciamo quello che ci piace, ci viene detto che sfiguriamo questa immagine! Spaventato di fronte a questa eventualità, ogni adolescente che faticosamente cerca la sua identità, perde il contatto con se stesso. Come si può diventare se stessi se siamo l’immagine di un Altro che non abbiamo mai incontrato? “Dio, nessuno l’ha mai visto, il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato”, attraverso i suoi gesti di attenzione per i più disprezzati, di guarigione per gli ammalati, di perdono per i peccatori, di amicizia e di accoglienza per tutti. Chiedeva: “Perché mi chiami buono? Uno solo è buono: Dio”. E anche: “In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre”. Gesù dipendeva solo dal sommo Bene e lo incarnava nella sua storia di uomo. Ci ha aperto la strada per diventare figli del Padre anche noi, per attingere in ogni momento alla tenerezza infinita di Dio la luce per comportarci come lui. Quell’età della vita che chiamiamo difficile, la conosceva bene. Non aveva forse anche lui, all’inizio della sua adolescenza, affermato ai suoi genitori che doveva ormai pensare “alle cose del Padre” suo, cioè al progetto di vita che la forza creatrice del Padre, che lo animava, lo spingeva a realizzare? Il Siracide mette in scena la sapienza come una donna che si presenta nella sua personalità. Innanzitutto si presenta nella sua diretta connessione con

to di Dio: prima ancora della loro esistenza, Dio li aveva scelti e destinati a divenire figli adottivi attraverso Cristo; tutto questo avrebbe realizzato la piena gloria di Dio che si compie nel suo donarsi all’umanità, nel suo amore rivelato in Gesù, il Figlio “Prediletto”. La salvezza dell’uomo è, quindi, la gioia, la lode, la gloria più alta di Dio. Giovanni nel prologo del Vangelo ci presenta Cristo alle origini della realtà e della vita e nella pienezza della divinità. L’ingresso di Cristo-luce nella storia crea tensione e rifiuto, ma anche accettazione nella fede. È quest’ultima, inoltre, a rendere gli uomini figli di Dio, “generati” dallo stesso Dio che è il Padre di Gesù. L’incarnazione di Cristo è espressa con l’immagine della tenda (“è venuto ad abitare”, “ha posto la sua tenda”): il tempio di pietra di Sion è ora sostituito dalla “carne” di Gesù, cioè dalla sua corporeità e dalla sua esistenza storica che condivide con noi. La Parola eterna e infinita, entra nelle dimensioni umane dello spazio e del tempo, della vita e della morte. Si esalta poi la missione del Figlio di Dio presso l’umanità. Egli offre all’uomo soprattutto “la grazia e la verità”. La “grazia” è la salvezza che viene effusa in pienezza: l’espressione “grazia su grazia”, più che suggerire una successione (prima l’Antico e poi il Nuovo Testamento o prima Cristo e poi lo Spirito Sante), vuole indicare appunto un’effusione costante e piena di salvezza. La “verità”, invece, è la rivelazione di Dio e del suo mistero che Cristo, “Figlio unigenito, che è nel senso del Padre”, può donare al mondo senza riserve e con autenticità. d. Dante

Siracide 24, 1-4.8-12; Efesini 1, 3-6.15-18; Giovanni 1,1-18

Dio, del quale è parola creatrice efficace. Proprio per questo essa diventa anche realtà creata, presente nel cosmo intero, dal cielo agli abissi sotterranei. Ma ecco una svolta: Dio la invita a stabilire la sua dimora privilegiata in Israele, anzi nella tenda sacra di Sion, cioè nel tempio di Gerusalemme. Si stabilisce, così, un legame speciale con il popolo dell’alleanza. Paolo scrive agli Efesini con una benedizione iniziale che ha l’andatura di un inno e si presenta come uno splendido abbozzo del disegno di salvezza rivelato e attuato in Cristo. Dall’orizzonte celeste, cioè dal mistero trascendente di Dio, scendono le benedizioni “spirituali”, cioè i doni di santità che trasformano i credenti. Si delinea, così, l’itinerario a cui essi sono chiamati all’interno del proget-

domenica 5 gennaio 2014

POPOLO DI DIO IN MISSIONE

La preghiera

Lusingato dalla lunga esperienza di età e di pratica pastorale ho provato a cimentarmi in una catechesi decisiva relativa a una domanda insistente e diffusa: “Perché il Signore non mi ascolta?”. L’occasione mi è stata offerta da una circostanza comune. Stavo per chiudere le porte della chiesa, alla fine delle celebrazioni vespertine, ma una pia signora rimaneva assorta in devota preghiera. Mi avvicinai. - “Non ho ancora finito di pregare; devo recitare tanti «Pater noster» perché il Signore non mi ascolta”. Mi accostai paziente e deciso al dialogo: “Forse è meglio recitare il «Padre nostro», in italiano; il Padre capisce lo stesso, ma noi comprendiamo meglio quello che diciamo. Nel «Padre nostro» insegnatoci da Gesù chiediamo tre cose per il Padre e tre per noi. Per il Padre domandiamo prima di tutto che «sia santificato il tuo nome». Il Padre ci ascolta?”. - “Cosa vuole che ci ascolti? Non sente quante bestemmie si dicono? Tocca agli uomini santificare il suo nome!”. Riprendo: “La seconda domanda dice: «venga il tuo regno». Domandiamo che il mondo sia come lo vuole il Padre”. - “Cosa vuole che ci ascolti? Agli uomini non interessa niente del regno di Dio; interessa un regno con tanti soldi e potere!”. Continuo: “La terza domanda del «Padre nostro» chiede al Padre che «sia fatta la tua volontà». Lei chiede che sia fatta la volontà del Padre o la sua? Ai suoi figli lei dà tutto quello che chiedono o quello che ritiene utile?”. - “Insomma, se il Signore non riesce a farsi ascoltare neanche nelle cose che interessano lui!?”. Passo alla seconda parte. “Ci sono poi tre domande che facciamo per noi, al plurale, non “solo per me”: “Padre nostro... dacci oggi...”, non “Padre mio... dammi oggi...”. La prima è il pane quotidiano...”. - “Grazie a Dio non mi è mai mancato”. Respiro un poco: “Con la seconda domanda chiediamo di perdonarci nella misura con cui anche noi perdoniamo”. - “E no! Certi torti subiti non si perdonano e non li perdono!”. Spero almeno in una conclusione positiva: “La terza domanda chiede di tenerci lontano dalle tentazioni...”. Non so giudicare l’esito della catechesi, ma la conclusione della mia devota colloquiante è stata questa: “Ho capito. Invece dei «Pater noster»” dirò delle «Ave Maria»”. Ha acceso un lumino ed è andata a casa. Papa Francesco potrebbe suggerire di dare forza missionaria alla preghiera (EG, 281): “C’è una forma di preghiera che ci stimola particolarmente a spenderci nell’evangelizzazione e ci motiva a cercare il bene degli altri: è l’intercessione. Osserviamo per un momento l’interiorità di un grande evangelizzatore come San Paolo, per cogliere come era la sua preghiera. Tale preghiera era ricolma di persone: «Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia […] perché vi porto nel cuore» (Fil 1,4.7). Così scopriamo che intercedere non ci separa dalla vera contemplazione, perché la contemplazione che lascia fuori gli altri è un inganno”. E a me Papa Francesco suggerisce un improrogabile rinnovamento ecclesiale (EG, 27): “Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia. Come diceva Giovanni Paolo II ai Vescovi dell’Oceania, «ogni rinnovamento nella Chiesa deve avere la missione come suo scopo per non cadere preda di una specie d’introversione ecclesiale»”. d. Dante Bellinati

Attività del Vescovo Mercoledì 1 gennaio 2014 – Maria SS. Madre di Dio: Ore 11.30 - Rovigo, Concattedrale (Duomo): presiede la celebrazione della S. Messa. Ore 18.30 - Adria, Cattedrale: presiede la celebrazione della S. Messa. Venerdì 3 gennaio: Ore 9.00 - Rovigo, Seminario: Apertura della 34ª Festa dei Ragazzi Domenica 5 gennaio: Ore 10.30 - Rovigo, S. Maria delle Rose: celebra la S. Messa nella Festa di Maria SS.ma, Madre di Dio, titolare della parrocchia. Lunedì 6 gennaio – Epifania del Signore: Ore 10.30 - Adria, Cattedrale: presiede la celebrazione della S. Messa. Ore 19.00 Rovigo, Concattedrale (Duomo): presiede la celebrazione della S. Messa. Martedì 7 gennaio: Ore 9.00 - Cavallino (Venezia): anima la “Due Giorni” di studio della CET sul tema: “Generare alla vita di fede: genitori e sacramento del Battesimo”. Mercoledì 8 gennaio: Ore 9.00 - Cavallino (Venezia): anima la “Due Giorni” di studio della CET sul tema: “Generare alla vita di fede: genitori e sacramento del Battesimo”. Ore 14.30 Cavallino: partecipa alla riunione dei Vescovi della CET. Giovedì 9 gennaio: Ore 18.30 - Rovigo, Famiglia Missionaria della Redenzione: presiede la celebrazione della S. Messa. Venerdì 10 gennaio: Ore 9.00 - Rovigo, Vescovado: riceve in udienza. Ore 21.00 - Lendinara, S. Sofia: incontra il gruppo dei Rover e delle Scolte della Federazione Scout d’Europa. Sabato 11 gennaio: Ore 18.15 - Rovigo, Seminario: incontro con il Serra Club; celebrazione della S. Messa e riflessione sulla comunicazione della fede, in base agli insegnamenti del papa Francesco. Domenica 12 gennaio: Ore 10.30 - Bellombra: celebra la S. Messa.


Intervista a don Carlo Marcello

La missione interpella il laicato ed apre a nuove esperienze ed incontri

Il tema della famiglia al centro dell’incontro tradizionale con gli amministratori il 20 gennaio prossimo “Popolo di Dio in missione”; è questo il tema del cammino di evangelizzazione indicato dal Vescovo alla Diocesi di Adria-Rovigo per l’Anno Pastorale 2013-2014. Si tratta di un percorso che mira ad un autentico rinnovamento della fede, un invito ad annunciarla con gioia e con coraggio a quanti non sono praticanti o non credenti. Per poter svolgere questo ruolo di nuovi evangelizzatori è necessario essere consapevoli della propria identità di cristiani ed essere veri testimoni del Vangelo di Gesù nella quotidianità. Un tema “Popolo di Dio in missione” che pone in tutti i credenti vari interrogativi e riflessioni, perché chiama in causa direttamente il mondo del laicato, gli operatori pastorali, i catechisti, le persone di buona volontà. Di tutto questo parliamo in questa intervista con don Carlo Marcello, responsabile diocesano per la Pastorale del Lavoro Giustizia e Pace. D - Don Carlo, sacerdote, parroco, responsabile diocesano per la Pastorale del lavoro, come ha accolto le indicazioni del Vescovo Lucio per questo anno pastorale racchiuse nel tema: “Popolo di Dio in Missione”? R - L’intuizione pastorale del nostro Vescovo, di stimolare il popolo di Dio che vive nel Polesine a mettersi in “stato di missione”, mi sembra in piena sintonia con le indicazioni del magistero pontificio, sia del papa emerito Benedetto XVI sia di Papa Francesco. Ma prima di tutto è il Vangelo a dirci come dobbiamo porci nei confronti del mondo: “Andate!” (Mc 16,15). Dovremmo ricuperare anche a livello di catechesi crismale, secondo me, il concetto di cristiano “testimone”, dando ai ragazzi l’opportunità di fare esperienza concreta dell’annuncio della fede nel loro ambiente di vita. D - Don Carlo, con quali parole definire oggi il Popolo di Dio? R- Il “popolo di Dio” è la Chiesa di Cristo, stabilita sul fondamento degli Apostoli. Cristo si identifica con questo popolo, che diventa, per grazia sacramentale, il suo Corpo Mistico. Per il dono dello Spirito Santo, i membri della Chiesa possiedono il “senso della fede”. Si tratta di una sorta di “istinto spirituale”, che permette di sentire cum Ecclesia e di discernere ciò che è conforme alla fede apostolica e allo spirito del Vangelo. Certo, “il sensus fidelium non si può confondere con la realtà sociologica di un’opinione maggioritaria” (Papa Francesco). È importante, quindi, ed è un compito dei teologi, “elaborare i criteri che permettono di discernere le espressioni autentiche del sensus fidelium”. Da parte sua, il Magistero ha il dovere di essere attento a ciò che lo Spirito dice alle Chiese attraverso le manifestazioni autentiche del sensus fidelium”. Questo popolo può vivere,

la Settimana

attualità

domenica 5 gennaio 2014

in certi momenti della sua storia, anche delle povertà, certamente, ma resta sempre “luogo teologico”, dove Dio si manifesta e si incarna. Con la beatificazione di Maria Bolognesi abbiamo visto come questo sia vero, e come sia fecondo questo popolo che, quando accoglie la fede, dà frutti meravigliosi di santità. D - Possiamo dire che attraverso questo tema è la Chiesa che vive in AdriaRovigo, che intende dare spazio al mondo del laicato? R - Me lo auguro vivamente. La mia opinione, basata sull’esperienza di un contatto quotidiano con persone sofferenti per le cause più diverse, anche di natura malefica, è che non sempre sappiamo captare i bisogni profondi di questo laicato, che andiamo a cercare dove non c’è. Vediamo invece le persone presenti in luoghi che guardiamo con sospetto. Dico molto semplicemente che l’azione pastorale dovrebbe essere un po’ più carismatica. Gesù ha dato tre comandi: 1andate, è predicate il Vangelo; 2- imponete le mani ai malati, e questi guariranno; 3 - nel mio nome cacciate i demoni (Mt 10,8). Sul primo punto, bene o male, siamo obbedienti, ma sui punti 2 e 3...! Gesù opera nella Chiesa mediante i suoi ministri; lui ci ha chiamati, e attraverso di noi vuole salvare, non solo spiritualmente ma anche fisicamente, cioè totalmente, le persone. Se chi si rivolge a noi non si sente accolto in un abbraccio d’amore, con una preghiera che rappresenti a Gesù le sue tribolazioni, la tristezza, il male in tutte le sue forme che può averlo colpito, che esperienza può fare della salvezza che Gesù è venuto a portare? Senza la compassione del cuore di Cristo, (“Vedendo le folle ne sentì compassione …” - Mt 9,36) che forza può avere il nostro annuncio? La gente se ne va altrove e le nostre chiese si svuotano! abbiamo la potenza di Cristo nelle nostre mani consacrate, ma non la usiamo! D - Volendo definire la parola missione chiedo di quale missione oggi la Chiesa di Adria – Rovigo ha bisogno? R - Vorrei dirla alla “Papa Francesco”: la Chiesa di AdriaRovigo oggi ha bisogno della missione della “tenerezza”. La comunità dei credenti e l’umanità nel suo insieme, nella diagnosi di Francesco,

non soffrono “per mancanza di pensiero”, ma di felicità. Il mondo appare affetto da una sindrome schizofrenica, sulla spinta di un trend epocale che avvicina e allontana, integra e disgrega, fa crescere il livello di ricchezza complessiva e approfondisce il solco di povertà relativa: “… per poter sostenere uno stile di vita che esclude gli altri, si è sviluppata una globalizzazione dell’indifferenza”. Ecco, questa è la missione che ci attende: puntare l’obiettivo su ogni fratello che incontriamo, ed aiutarlo a ritrovare la via della felicità che solo il Signore può dare. D - Chi si deve sentire interpellato ad essere missionario? R - Mi verrebbe da dire “tutti”, ovviamente, ma è irreale. Secondo me potrà “andare in missione” chi sta facendo una significativa esperienza di preghiera e ha il cuore in pace; solo chi è “pieno di Dio e del suo Amore” può avvicinare il fratello nel dolore e nella fatica del quotidiano e dirgli con tutta la forza: Fratello, sorella, Dio ti ama. Vieni che ti abbraccio, ti accolgo nella mia vita, ti prendo per mano e ti faccio spazio accanto a me, camminiamo per giungere insieme all’abbraccio eterno con quel Dio che ci ha generati nell’amore. D - Don Carlo dal suo osservatorio il laicato polesano è preparato per vivere in prima persona questa importante esperienza di Chiesa ? R - Nessuno è indifferente al messaggio dell’amore! Dipende da noi, da ciò che proponiamo e come lo proponiamo. Se pensiamo di cambiare la situazione con delle conferenze, credo semplicemente che perdiamo il nostro tempo. Se invece pensiamo alla preghiera, all’adorazione Eucaristica e, dopo aver pregato, all’incontro gioioso con le persone, allora qualcosa di bello accadrà, perché sarà Gesù a muovere i cuori. D - Lei è responsabile della scuola diocesana di formazione alla politica e all’impegno sociale, cosa ci può dire al riguardo? R - E’ una proposta umile e discreta, che va avanti ormai da otto anni. Per la Scuola di Formazione all’impegno sociale sono passate decine e decine di persone, in genere adulte e molte impegnate già nella vita politico-amministrativa. Anche quest’anno il Corso ha preso il via regolarmente, e si è formato un gruppo attorno alle 25 persone di livello culturale medio

alto. Lavoriamo in rete con importanti istituzioni come l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, La Fondazione Lanza di Padova e l’Osservatorio Internazionale sulla Dottrina Sociale della Chiesa “Card. Van Thuan”, diretto da Mons. Giampaolo Crepaldi. D - Nel prossimo mese di gennaio avrà luogo l’incontro del Vescovo con il mondo della politica. Possiamo fare qualche anticipazione? R - Si, l’incontro si terrà al Don Bosco lunedì 20 gennaio alle ore 17.30 e tratterà il tema: “E’ ancora necessaria la famiglia? Perché dobbiamo salvare la famiglia?”. Il tema è stato suggerito al Vescovo da alcuni Pubblici Amministratori con i quali ci siamo incontrati a fine agosto. Evidentemente la preoccupazione per questo tema non è soltanto ecclesiale. D - Chi sarà il relatore ufficiale? R - Per questa occasione così importante il Vescovo ha chiamato il Prof. Pierpaolo Donati di Bologna. L’incontro è aperto a tutti. Settimio Rigolin Nella foto: don Carlo Marcello in un recente incontro con Papa Francesco a Santa Marta

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Badia Polesine

Tante scuole insieme per dare solidarietà Alla Sardegna e al Popolo delle Filippine

Una iniziativa di solidarietà avrà luogo sabato 11 gennaio alle ore 15 al Palazzetto dello sport di Badia Polesine. L’iniziativa è nata nella semplicità, ma nella forte convinzione che una scuola che educa non può che educare alla solidarietà verso gli altri. Fare qualcosa per gli altri è possibile! Madre Teresa di Calcutta diceva: “Se ogni piccolo uomo in questo piccolo mondo fa una piccola cosa, il mondo cambia”. Anche l’Istituto di Istruzione Superiore “Primo Levi” di Badia Polesine ha pensato che è possibile fare una piccola cosa: essere solidali! E’ un modo di essere e di vivere che parte dall’Amore, dal volersi bene, dal collaborare e dal comprendere. Si è pensato anche di coinvolgere alcuni istituti della provincia di Rovigo, di Padova e di Verona e, mettendo in risalto i talenti di tanti giovani, che suonano e cantano, giovani degli istituti “E.Bolisani” di Isola della Scala, Alberghiero “Cipriani” di Adria, “F. Viola - G.Marchesini” di Rovigo, “Leonardo da Vinci” di Cerea, Atestino di Este, I.C. di Trecenta. Tutti insieme per dare vita a un concerto volto a raccogliere un aiuto concreto per le persone della Sardegna e il popolo delle Filippine. Gli Istituti I.I.S. “E. Bolisani” – Isola della Scala (Vr); I.P.S.S.A.R. Istituto Alberghiero “Cipriani” – Adria (Ro); I.I.S. “Primo Levi” – Badia; I.I.S. “F. Viola-G. Marchesini” – Rovigo; Isi “Leonardo Da Vinci” – Cerea (Vr); I.I.S. “Atestino” – Este (Pd); I.C. di Trecenta (Ro) Presentano

Sms Scuola Musica Solidarietà

Per essere vicini alle persone della Sardegna e al popolo delle Filippine Concerto - Sabato 11 Gennaio 2014 Palestra del Palazzetto dello Sport dell’i.I.S. “Primo Levi” Sede “E. Balzan” Via Manzoni, 191 Badia Polesine Ore 15.00 - Gruppi Musicali: Boliband; Street Remix; Ipssar Roch; Heartbeat; Rossetti Lisa; Pedron Alessandra – Nasrallah Yasir; Nefas; Il Triangolo; Atestino Forma Variabile; Coro I.C. Trecenta; Blæk Pærl. In Collaborazione Con: Caritas Diocesana e Croce Rossa Italiana

Programma: Domenica 12 gennaio 2014 ore 17:30 Apertura della mostra Domenica 19 gennaio 2014 ore 16 - 2° Congresso MLAC Movimento Lavoratori di Azione Cattolica . Interverrà la Prof.ssa Elisabetta Casadei docente di Teologia morale fondamentale all’Istituto di scienze religiose “A. Marvelli” di Rimini, ricercatrice e studiosa della figura del Beato Alberto Marvelli. NB. Durante il convegno si terranno le operazioni di voto e la proclamazione del Segretario diocesano. La mostra sarà aperta al pubblico: Tutti i pomeriggi dalle ore 16 alle ore 19 Martedì Giovedì - Sabato - Domenica dalle ore 9 alle ore 12 Per informazioni sul Beato Alberto Marvelli:

http://chiesa.rimini.it/albertomarvelli ALBERTO MARVELLI nasce a Ferrara nel 1918 e dopo aver trascorso i suoi primi anni d’infanzia a Rovigo, si trasferisce con la famiglia a Rimini. Ancora giovanissimo entra nell’Azione Cattolica e nel 1941 si laurea a Bologna in ingegneria meccanica (nel 1946 diventerà presidente dei Laureati Cattolici) per poi lavorare presso la FIAT di Torino. Nel 1943 durante il bombardamento di Rimini soccorre i feriti, i poveri, i bisognosi. Assessore della Giunta comunale, ricopre successivamente diversi incarichi. Muore a ventotto anni il 5 ottobre 1946, travolto da un camion mentre si reca in bicicletta a tenere un comizio.


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la Settimana

polesine

Fondazione Cariparo e Coni di Padova e Rovigo

Insieme per promuovere l’attività sportiva tra i giovani

domenica 5 gennaio 2014

Ariano Polesine

Ventennale per l’Asd canottieri Adria Festa all’agriturismo Casa Ramello, all’insegna dell’integrazione dei diversamente abili

Vent’anni all’insegna di allenamenti, gare, manifestazioni, “Siamo davvero lieti che la escursioni e divertiFondazione abbia rinnovato mento, a stretto conla collaborazione con i CONI tatto con la natura. Un di Padova e Rovigo. Una de- compleanno che l’Asd cisione che ci stimola a fare canottieri Adria ha fesempre di più e meglio e gra- steggiato con l’alleato tifica il mondo dello sport pa- di sempre, l’azienda dovano. Sono personalmente agrituristica Casa soddisfatto perché, nonostante Ramello, associata il periodo critico per il paese e Terranostra Coldiretti per il mondo dello sport, pur in di Ariano, dove sport presenza di un’autoriforma del e duro lavoro in fattoCONI che ridisegna le strut- ria, forgiano e rendono ture territoriali, la Fondazione indipendenti ragazzi ci ha dato fiducia. Proprio in con varie disabilità. questi giorni in cui sto lascianIn occasione del do l’incarico di Delegato Coni, ventennale dalla fondesidero quindi ringraziare dazione, ieri sera (18 la Fondazione per quanto fa a dicembre) l’Asd casostegno della diffusione dello nottieri Adria ha orsport tra i giovani”. ganizzato una grande Marco Bonvento, Delegato cena a Casa Ramello, del CONI Rovigo, dichiara: cui hanno partecipato “Siamo grati per l’impegno alcuni dei soci fondadella Fondazione a favore dello tori, intervenuti per sport polesano e padovano. Un salutare la famiglia impegno visibile nella realizza- Belloni, che gestisce zione e sistemazione di impian- l’agriturismo e, in ti sportivi destinati ai giovani particolare, Tiziano e, ora, nel sostegno all’attività Belloni, che è diventadelle società sportive nonchè to quasi un portacolori a progetti di diffusione dello per il rilancio dell’assport nelle scuole. Vorrei quin- sociazione sportiva, di esprimere un ringraziamen- in particolare della to alla Fondazione, assicurando Sezione paracanoa, coi che il Coni e il mondo sportivo suoi due primi posti sul podio I successi dell’Asd canottie- con la collaborazione dell’Ulss polesano che rappresento si prima nel Meeting internazioadopereranno per massimizza- nale di canoa e kayak e poi al ri Adria dimostrano una volta 19 Adria, ha ideato il “Progetto re l’investimento ricevuto, così Campionato italiano di discesa di più che il binomio sport e Elicriso”, finalizzato alla riabida apportare benefici concreti paracanoa, categoria DirB, en- impegno costante nella vita, litazione di ragazzi con diverse può veramente servire a supe- forme di disabilità. nel territorio”. trambi disputati a Rovigo. rare difficoltà sanitarie di vario La grande festa è stata occa- genere. Una convinzione porNelle foto: Il gruppo Asd sione non solo di condivisione tata avanti anche dall’azienda canottieri ed il Presidente dei risultati finora ottenuti, ma Casa Ramello, che sette anni fa, Bagatin con la torta anche di confronto tra i soci, con l’obiettivo di continuare a far crescere l’associazione e diffondere maggiormente la pratica canoistica ed il patrimonio socio-culturale da essa trasmesso. Un regalo inaspettato è arrivato da Casa Ramello, che ha devoluto tutto il ricavato della cena all’associazione, in particolare alla sua Sezione “Si rappresenta ancora una paracanoa. Il rispetto e la divolta la palese incostituzionalità di fesa dell’ambiente, la voglia quanto proposto dall’emendamenscoprire un territorio unico rovigo 91.2 e 94.5 di to n. 212 alla Legge di stabilità”. nel suo genere, di cimentarsi in Diretta al presidente del consinuove avventure, il desiderio glio, al suo vice, al ministro degli di ampliare le conoscenze e di Affari regionali ed ai parlamentari, trasmetterle ad altri, l’opportula presidente Tiziana Virgili ha innità di stabilire rapporti umaviato ancora una nota ai responsani significativi e sinceri, sono bili del governo sul commissariaJacopo Mercuriati i 3°D valori che uniscono questo mento delle province. grande “equipaggio” dell’Asd “L’articolo 141 del decreto lecanottieri Adria, che riesce a gislativo. n. 267/2000 – rimarca il mettere insieme persone di tutcapo di Palazzo Celio – prevede il te le età e provenienza sociale. commissariamento al ricorrere di determinate circostanze, Una passione che negli anni tra queste non figura la scadenza naturale del mandato, menha visto crescere responsabitre l’articolo 1 della Costituzione riconosce il diritto di tutti i lità, professionalità ed anche cittadini di eleggere gli organi amministrativi delle Province, sacrifici, indispensabili per agarticolazioni di governo previste da questa”. “Alla luce di giungere sviluppo sociale e tuquanto detto, si chiede pertanto di stralciare l’emendamento ristico all’associazione sportiva proposto, a garanzia e rispetto della Costituzione e dei diritti dilettantistica, che ad oggi condegli elettori, per altro mai consultati sulla scelta, sottolineanta ben 7 tecnici federali Fick, 3 do come le Province rappresentino ancora in Italia un punto istruttori Uisp e oltre 50 assodi riferimento per gli abitanti e per il territorio”. ciati. L’attenzione attenta all’in“Da ultimo – conclude - elemento non trascurabile, la tegrazione dei diversamente soppressione di tali enti o il loro commissariamento, non solabili nelle proprie attività, ha tanto non comporterebbe un contenimento delle spese, bensì portato alla creazione della un aggravio di queste. Si ritiene opportuno rivolgere, inveSezione paracanoa, i cui atleti ce, l’attenzione su altre fonti di sperpero di denaro pubblico, to sempre da Agenas, un pro- hanno ottenuto ottimi risultati, quali le Regioni e le migliaia di enti di secondo grado, molti gramma voluto dal Ministero non solo a livello fisico e sociadei quali inutili e improduttivi”. della salute per valutare gli le, ma anche in fase di gara. esiti delle cure prestate dagli ospedali del Sistema sanitario nazionale. In quel caso ad emergere era stata l’unità di chirurgia Direttore Direttore responsabile responsabile dell’ospedale Santa Maria BRUNO BRUNO CAPPATO CAPPATO Regina degli Angeli di Adria, DDirezione e r eDazione : Rovigo, via Sichirollo, 74 tel. 0425.34534 mminisTrazione e p ubbliCiTà : via Sichirollo, Rovigo; conto correna tra le prime a livello nazionairezione e reDazione: Rovigo, via Sichirollo, 74 - tel. 0425.34534 amminisTrazione e pubbliCiTà: via Sichirollo,74,74,45100 45100 Rovigo; conto corfax te postale n.6253430 - tel. 0425.34534 - Tariffe: Pubblicità commerciale a le e la prima nel Veneto per fax 0425.30608 0425.30608- -e-mail: e-mail:lasettimana@lasettimana.ro.it lasettimana@lasettimana.ro.it rente postale n.6253430 - tel. 0425.34534 - Tariffe: Pubblicità comE 14; Colori E 28; Economici E 0,16 a parola. amministrazione@lasettimana.ro.it www.lasettimana.ro.it modulo (mm. 43,5x40) BN amministrazione@lasettimana.ro.it - www.lasettimana.ro.it merciale a modulo (mm. 43,5x40) BN E 14; Colori E 28; Economici E il trattamento laparoscopico Finanziari, legali, sentenze, eccetera E 0,31 per mm. per col. Anniversari: E Tipografia : SIT Società Industrie Tipolitografiche srl - Via L. Einaudi n. 2 0,16 a parola. Finanziari, legali, sentenze, eccetera E 0,31 per mm. per Tipografia: Think Adv srl - via Levà,32 - 35026 Conselve (Pd) della calcolosi della colecisti 31030 Dosson di Casier (TV) - Tel. 0422 634161 - E-mail: tipsit@tin.it 0,31 per mm. per col. Manchettes in prima pagina E 50 cadauna; in ultima col. Anniversari: E 0,31 per mm. per col. Manchettes in prima pagina E RegistrazionealalTribunale TribunaledidiRovigo, Rovigo,decreto decreto maggio 1948 E 35 cadauna. pagina Registrazione deldel 2828 maggio 1948 al n.al6n.del6 secondo alcuni criteri del gold cadauna; in ultima 35 cadauna. del registro periodici. speDizione: Poste Italiane : Poste Italiane pagina s.p.a. - ESpedizione in Abbonamento Postale-D.L. s50peDizione registro periodici. standard. Abbonamenti2014: 2012:Annuale Annuale ordinario persemestrale il 2012 EE47,28;semestrale s.p.a. - Spedizione Abbonamento Postale-D.L. 353/2003 (conv. in L. E 47, per l’este353/2003 (conv. in L.in27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, DCB Rovigo. Abbonamenti ordinario 27/02/2004 46) art. 1,fruisce comma DCB Rovigo. Testata La Settimana E 28; per Amico l’esteroE E100 150; Amico 100 - c.c.p. n. 6253430 SiRiconoscimenti che idenE 150; - c.c.p. n. E 6253430 - via Sichirollo, 74--via 45100 La Testata Lan°Settimana dei1,contributi stataliLadiretti di cui alla Legge ro contributi chirollo,- N. 74ROC - 45100 Rovigo 7848Rovigo - N. ROC 7848 7fruisce agostodei 1990, n. 250.statali diretti di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 250. tificano nell’Azienda Ulss 19 CCoDiCi oDiCi iiban ban:: UnIone di Adria un’eccellenza sia nel • Cassa di Risparmio di Ferrara Sede di Rovigo: Cassa di Risparmio di Ferrara Sede di Rovigo: FedeRazIone ITalIana STAMPA campo prettamente dell’assiASSoCIATo SETTIMANALI CATToLICI PERIoDICA IT65H0615512200000000009277 IT65H0615512200000000009277 ITALIANA stenza sia nella gestione e nel • Uff. Postale Rovigo: IT07R0760112200000006253430 Uff. Postale Rovigo: IT07R0760112200000006253430 clima aziendale.

Oltre 1 milione di euro alle scuole e alle società sportive giovanili per la quarta edizione di “Sportivamente”

Giovani e sport: un binomio sui cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo intende puntare anche nel 2014. Lo dimostra il sostegno a “Sportivamente”, iniziativa realizzata per il quarto anno consecutivo dai CONI di Padova e Rovigo con l’obiettivo di promuovere la diffusione dello sport nelle scuole e sostenere l’attività delle associazioni sportive giovanili. Obiettivi condivisi dalla Fondazione, che metterà complessivamente a disposizione 1.3 milioni di euro, di cui 900.000 destinati al CONI di Padova e 400.000 al CONI di Rovigo. Tre sono le aree di intervento su cui si focalizzerà l’attenzione: Realizzazione dei progetti “Giocosport” e “Alfabetizzazione Motoria”, per offrire agli studenti delle scuole primarie un’attività motoria qualificata. Gli interventi prevedono il coinvolgimento di esperti del Coni e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la fornitura agli alunni di kit di materiale per la pratica sportiva, lo svolgimento di manifestazioni che favoriscano l’incontro tra studenti, genitori, esperti, ecc. Diffusione della cultura dello sport per sensibilizzare gli studenti sulla sua utilità nell’acquisizione di corretti stili di vita. L’obiettivo verrà perseguito portando nelle scuole primarie e secondarie qualificati testimoniai ed esperti sportivi, che si confronteranno con gli studenti e le loro famiglie. Sono in programma inoltre, per la prima volta, incontri rivolti a tecnici, istruttori, allenatori, dirigenti, ecc. L’intento è di contribuire alla loro formazione e fornire una risposta alla crescente domanda di sport sano ed educativo. Interventi a favore delle società sportive giovanili attraverso l’assegnazione di “buoni” (da 1.000 ad un massimo di 6.000 euro) per l’acquisto di at-

trezzature utili alla loro attività. Due sono le novità introdotte rispetto alle passate edizioni: la possibilità di acquistare defibrillatori semi-automatici utili a monitorare il ritmo cardiaco e in certi casi a salvare vite umane, e il potenziamento del sostegno alle società sportive minori gravate da difficoltà economiche che, proprio per questo, rischiano la chiusura. Le richieste di contributo dovranno pervenire entro il 31 gennaio 2014, mentre la graduatoria verrà resa nota entro il mese di marzo. Per maggiori info sulle modalità di partecipazione e per scaricare il regolamento visitare il sito http://www.veneto. coni.it/ Antonio Finotti, Presidente della Fondazione, dichiara: “Dopo il successo dell’edizione 2013 di Sportivamente, che ha visto tra Padova e Rovigo il coinvolgimento di oltre 60.000 studenti e l’assegnazione di buoni a circa 300 società sportive del territorio, siamo lieti di affiancare nuovamente i CONI provinciali su un progetto di grande valenza educativa. E qui penso agli interventi nelle scuole, dove l’impegno è quello di rendere i ragazzi consapevoli dell’importanza di fare sport per mantenersi in salute e acquisire una formazione più completa. Una consapevolezza che crediamo debba essere fatta propria anche da coloro che a vario titolo hanno il compito di affiancare i giovani nel loro percorso di crescita. La scelta poi di riservare un’attenzione particolare alle società sportive minori alle prese con una situazione economica critica nasce dalla volontà di offrire un sostegno il più possibile ampio al mondo dello sport, soprattutto a quelle realtà che, per le condizioni in cui versano, rischiano di non poter offrire in futuro un servizio prezioso ai giovani under 18”. Dino Ponchio, Delegato del CONI Padova, dichiara:

Riconoscimento

KOLBE

Lettera della Presidente Virgili al Governo

C: 0% M: 0% Y: 0% K: 100%

C: 0% M: 95% Y: 91% K: 0%

L’Ulss 19 di Adria è risultata tra le prime 5 migliori aziende sanitarie in campo nazionale

Nel corso di una cerimonia, che si è tenuta martedì 17 dicembre a Roma, Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) ha segnalato l’Azienda Ulss 19 di Adria tra le prime cinque aziende sanitarie in campo nazionale, e prima nel Veneto (nella foto), sulle 250 prese in esame, per la miglior gestione del sistema di incentivazione del personale in rapporto al clima aziendale interno e alla soddisfazione dell’utenza. Lo studio sperimentale sui sistemi premianti e lo stile direzionale svolto da Agenas in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano e l’ente di ricerca Cerismas, è stato sviluppato tra il 2011 e il 2013 e ha valutato le strategie aziendali, i metodi di gestione del personale dipendente e i risultati della gestione. L’esame sul sistema di incentivazione del personale ha riguardato l’analisi del sistema premiante adottato,

la tipologia della valutazione della performance del personale e la natura delle relazioni sindacali. Il responsabile del progetto, il dottor Marco Converso dell’unità Gestione risorse umane Ulss 19, ha seguito tutte le fasi dello studio fino all’indagine finale sul benessere organizzativo, che ha interessato l’intera azienda, segnalando da parte dei dipendenti il livello di partecipazione più elevato tra tutte le aziende prese in esame: ha risposto infatti oltre il 70% del personale. Un’attestazione di interesse che va a confermare quanto emerso dai risultati del “Piano nazionale esiti” 2012, elabora-

Commissariamento Province


Chiude con il segno più il primo anno della gestione Girardi Tra i servizi evidenziati l’esperienza dell’«Ospedale aperto» che sta dando ottimi risultati gruppo appartamento per disabili psichici”. Tra le iniziative importanti sono da ricordare: il rispetto degli obiettivi fissati dalla Regione nei tempi di attesa, il raggiungimento del pareggio di bilancio e la qualità delle prestazioni erogate. Potendo disporre di un CUP unico a livello provinciale l’Azienda Sanitaria è impegnata a mantenere l’utenza nel territorio. Questo impegno, associato alle prestazioni serali e festive dell’iniziativa “ospedale aperto” voluta dalla Regione, sta dando ottimi risultati in ordine all’utilizzo delle strutture nel pieno rispetto della qualità dei servizi. Diagnostica radiologica, risonanza magnetica, ecografia dell’addome e mammografia sono le prestazioni più richieste nell’ambito del progetto

Riflessioni in Internet Comunichiamo ai nostri lettori che da un po’ di tempo sul blog all’indirizzo http:// ho-sete.blogspot.it/ sono riportate omelie e catechesi varie. E’ un mezzo anche questo per avvicinare della ottime riflessioni che possono arrivare a più persone. Le ultime registrate in ordine di tempo sono alcune omelie e riflessioni di Padre Rodolfo dei frati cappuccini e i “Dieci comandamenti” spiegati da Padre Mario Gallian.

destinato a proseguire anche nel prossimo anno. Passi importanti poi sono stati compiuti nel campo della salute mentale grazie al GAP (Gruppo Appartamento Protetto) e alla Comunità alloggio cercando di restituire una sorta di normalità a chi vive nel disagio. In questo settore sono in corso cambiamenti importanti sia nel campo dell’assistenza domiciliare con il passaggio dall’assegno di cura all’impegnativa di cura domiciliare, che per il riconoscimento di tutte le Case di Riposo. Per poter dare risposte adeguate alle necessità dell’utenza si è cercato di stabilire un ottimo rapporto con i dipendenti, puntando al miglioramento delle condizioni di lavoro. Abbiamo stabilito un ottimo rapporto con le Organizzazioni Sindacali, ha spiegato Girardi, tanto che l’ULSS 19 è stata premiata come quinta Azienda sanitaria in Italia per l’ambiente di lavoro eccellente e la gestione del personale esemplare. Di questo risultato dobbiamo

dare atto proprio al buon livello di collaborazione instaurato con il Personale. A Dicembre 2013, ha proseguito il Direttore Generale, risultano in servizio 687 dipendenti, di cui 674 a tempo indeterminato e 13 a tempo determinato. Un piccolo esercito al servizio della Comunità del Basso Polesine, un territorio molto vasto e per tanti aspetti particolare, dove sia pure in una situazione di scarse risorse, la Sanità riesce ancora a fornire risposte di qualità ed eccellenza. Questa in fondo è la sfida che la piccola ULSS 19 deve vincere per salvaguardare la sua autonomia. A conclusione dell’incontro il Dott. Girardi ha voluto rivolgere a tutto il Personale un pensiero di gratitudine “per il periodo difficile superato con la disponibilità di tutti”. Inoltre ha voluto associare nel suo ringraziamento “tutto il mondo del Volontariato per il costante supporto fornito all’Azienda Sanitaria che opera nel territorio del Delta”. Aldo Rondina

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Ventaglio ‘90

Presentazione alla Gran Guardia

La presentazione del periodico semestrale di Turismo, Arte, Narrativa, Storia e Tradizioni del Polesine, Ventaglio 90 è avvenuta, sabato 14, nella sala della Gran Guardia a cura del direttore Lino Segantin. Presenti all’iniziativa ben due assessori alla cultura: del comune di Rovigo Anna Paola Nezzo e della provincia Laura Negri entrambe intervenute ad evidenziarne l’importanza quale grande strumento di divulgazione del Polesine. Il professor Lino Segantin ha quindi iniziato il suo excursus riguardo il contenuto del testo soffermandosi dapprima, sulla copertina con raffigurata la Rotonda. Ad essa è dedicato ampio spazio a spiegare come le tele seicentesche, all’interno del tempio ottagonale, rappresentino in pieno il capoluogo polesano. Un’apertura all’insegna dell’arte con ‘L’ossessione Nordica’ mostra attesa a partire dal 22 febbraio 2014 al Roverella mentre fino a metà gennaio continua la mostra ‘I Mai Visti’ dedicata alla riscoperta dei preziosi quadri custoditi dall’Accademia dei Concordi, alcuni dei quali mai esposti prima. Anche un’altra anticipazione prevista per la primavera 2014 è presente tra le rubriche: la riapertura del Salone del Grano della Camera di Commercio, dopo i complessi lavori di restauro della volta vetrata. Presenti anche:‘ Il Palazzo della Provincia’ del quale e illustrata architettura e storia , ‘Sulle orme della Croce Rossa’ che accompagna il lettore per le vie

del centro di Rovigo a conoscere gli edifici utilizzati dalla CRI come ospedali nel corso della prima guerra mondiale. Presente, Crespino per scoprire ‘Il Museo delle Acque’, Canaro per raggiungere la casa del Garofolo “Benvenuto Tisi (1481-1559)”, Occhiobello per approdare ‘Alla Colombara’, a Bergantino per parlare di ‘Stefano Gobatti’ nel centenario della morte. Sempre nel ricordo: ‘Luigi Tazzari, il veterinario’ di Carlo Piombo che sul filo dell’emozione ha detto due parole. Ed ancora interessanti pagine dedicate alla storia, alle tradizioni, ai personaggi illustri e non mancano infine pagine dedicate ai pittori, ai narratori e ad alcune iniziative musicali sul territorio. “Insomma un ‘ventaglio’ di proposte che contiamo siano apprezzate dai nostri affezionati lettori” ha scritto il direttore Lino Segantin. Stefania Sgardiolo Messaggio pubblicitario con finalità promozionali - Le condizioni economiche sono reperibili sui fogli informativi a disposizione del pubblico presso gli sportelli di RovigoBanca

Adria - Azienda Ulss 19

Viva soddisfazione per i risultati conseguiti nel corso del 2013. Questo in sintesi è il messaggio uscito dall’incontro del Direttore Generale dell’Ulss 19 Dott. Pietro Girardi con la Stampa. Erano con lui i suoi più stretti collaboratori Dott. Ezio Botner, Dott. Tiziano Zenere e Dott. Mario Castagnini i quali, ciascuno per il proprio settore, hanno aggiunto particolari importanti alla relazione del manager facendo emergere l’elevato livello di competenza della direzione strategica che lo affianca nell’impegno prioritario di tutela della salute dei cittadini del Delta. “Sia pure muovendoci in un tessuto economico in crisi – ha esordito Girardi – nel segno della continuità, nel 2013 abbiamo sviluppato i programmi pluriennali avviati dalla precedente Amministrazione che hanno portato all’apertura della Palazzina Servizi e al trasferimento del distretto socio sanitario oltre all’apertura del

la Settimana

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Dal Comune di Salara

Riconoscimento all’impegno nel volontariato

Proclamata «Donna dell’anno» la salarese Lina Conti al Galà della Donna di Porto Viro L’indispensabilità del volontariato parrocchiale viene riconosciuto anche dalle amministrazioni locali ed è questo il caso del piccolo comune rivierasco salarese che riconosce il premio di donna per l’anno 2013 a Lina Conti che da trent’anni si dedica a titolo gratuito e lontano dai riflettori alla cura della parrocchia. Il volontariato infatti ormai è un tassello indispensabile nella vita delle piccole comunità perché riesce a rispondere ad esigenze che sfuggono ai canali istituzionali e, proprio per riconoscenza pubblica e istituzionale, il Comune di Salara, attraverso la Commissione per le Pari Opportunità ha deciso di premiare la signora Conti. Il riconoscimento è avvenuto durante la quindicesima edizione del Galà della Donna organizzato dalla Città di Porto Viro lo scorso 20 dicembre, dove in una magica ed emozionante serata, sono state premiate le eccellenze femminili del Polesine. Lina è da sempre la volontaria numero uno della parrocchia S. Valentino Martire. Oltre ad avere dedicato la sua vita alla cura della famiglia, il suo tempo libero lo ha sempre messo a servizio degli altri, occupandosi della cura e addobbo della chiesa parrocchiale, supportando il sacerdote nelle attività pastorali. Da un anno a questa parte però, la parrocchia è senza sacerdote dopo che il parroco don Benedetto Ghinello per problemi di salute è stato costretto a ritirarsi presso la Casa del Clero, lasciando l’attività pastorale a Mons. Giancarlo Crepaldi, già Vicario dell’unità pastorale. Proprio da allora Lina ha preso ancora più a cuore il suo impegno, quasi come se avesse ricevuto il passaggio di testimone dal tanto affezionato don Benedetto e rimane quindi in parrocchia tutto il giorno occupandosi di qualsiasi cosa sia necessaria, seguendo con passione e sacrificio, nonostante l’età non più verdissima, la vita della comunità cristiana salarese. “Siamo onorati di quanto stia facendo per il paese, meritando un ringraziamento speciale – dichiara il primo cittadino Andrea Prandini – ed è per questo che la commissione comunale per le pari opportunità di Salara ha deciso di premiarla in occasione del Galà della Donna di Porto Viro. Grazie Lina, donna salarese dell’anno 2013!” Nelle foto (dall’alto): Lina Conti con il Sindaco Andrea Prandini. Ritratto della festeggiata Lina Conti. Linda Zanforlin presidente commissione comunale per le pari opportunità con Lina Conti e il Sindaco. Il momento della premiazione con Lina Conti, Rosita Perazzolo assessore pari opportunità comune di Porto Viro e il Sindaco di Salara.

Fiesso Umbertiano

30 bambini hanno partecipato al Presepe vivente Una tradizione che continua

Nella parrocchia di Fiesso Umbertiano si è rinnovata la tradizione del presepe vivente alle S. Messe di mezzanotte e del mattino del giorno di Natale. Durante la messa della notte i figuranti erano gli adulti e un Gesù bambino in carne ed ossa. Non meno emozionante è stata la rappresentazione del mattino con la partecipazione di circa 30 bambini. Nella cornice di una vecchia capanna allestita sotto l’altare c’erano i pastorelli che hanno presentato con devozione i doni che potevano essere del tempo della nascita di Gesù come farina, latte, cereali, frutta ecc. I loro volti erano timidi ma nello stesso tempo rischiarati dalla presenza della luce che quel bambinello in gesso trasmetteva. Maria e Giuseppe lo hanno portato in braccio e appoggiato nella culla di paglia, questi ultimi erano rispettivamente Valeria e Nicola bambini di I° media. La Sacra Famiglia era attorniata da un gruppetto di teneri Angioletti. Questa bella iniziativa di impersonare le figure del presepe nelle Sante Messe di Nata-

le è nata qualche anno fa dalle idee del caro don Lino; e portata avanti oggi dai parrocchiani di don Giorgio. La grazia dei bimbi che hanno vestito le figure del presepe ha suscitato commozione

ed ha espresso vivamente la gioia autentica del Natale. Grazie a chi ha partecipato, a chi ha confezionato i costumi, e a tutti coloro che hanno collaborato per la bella realizzazione. Sofia T.

Regime previdenziale della pesca

Federcoopesca: nessuna irregolarità nell’acquacoltura

Grimeca

Coppola: il nostro impegno continua

Impegno a sostenere il processo di ricollocamento dei lavoratori di Grimeca con tutte le risorse disponibili: a ribadirlo è l’assessore regionale all’economia Isi Coppola, nell’ambito di alcune sue considerazioni, a fine di questo poco favorevole 2013, in ordine alla situazione della ex Grimeca. “Fino ad oggi – osserva l’assessore - istituzioni, sindacati e proprietà sono state impegnate in un percorso ad ostacoli irto di difficoltà che ha registrato però dei significativi passi in avanti. Senza l’acquisto da parte di T.M.B. Termomeccanica Betto spa nulla sarebbe stato possibile. Grazie all’intervento e alla serietà di questi imprenditori, 305 dei 766 lavoratori sono stati immediatamente assunti e a questi se ne sono aggiunti

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altri 70 a tempo indeterminato e ulteriori 70 a tempo determinato, con concrete prospettive di ulteriori assunzioni”. “Siamo riusciti attraverso un continuo rapporto con i Ministeri competenti e all’impegno costante della sottoscritta e della collega Donazzan – continua l’assessore Coppola - a predisporre attività di sostegno che si sono concretizzate in un progetto di ricollocamento per mezzo di politiche regionali attive del lavoro che hanno coinvolto, con evidente successo i 400 lavoratori di Grimeca in CIG in deroga”. “Il calendario – fa rilevare l’assessore - prevede un ulteriore incontro il prossimo 23 dicembre a Roma, che auspichiamo coroni un altro importante passaggio che dovrebbe garantire una prospettiva anche a quei lavoratori che at-

tualmente non risultano ancora ricollocati. Stiamo parlando dell’ipotesi, per la cui concretizzazione abbiamo duramente lavorato, di far autorizzare un prolungamento della cassa integrazione in deroga per i lavoratori di Grimeca e sarebbe un dono natalizio quanto mai gradito che contiamo di riuscire a conquistare e proprio con questo preciso intento l’assessore Donazzan ha scritto al Ministro Giovannini”. “In ogni caso- conclude l’assessore Coppola - oggi più che mai ribadiamo il nostro impegno a sostenere il processo di ricollocamento dei lavoratori di Grimeca con tutte le risorse a nostra disposizione, a testimoniare che i pur innegabili risultati conseguiti rappresentano ancora una tappa e non il traguardo del percorso che ci siamo prefissati”.

“Leggiamo con stupore alcune cronache stampa che riportano nei titoli, e nei testi degli articoli, presunte irregolarità nel mondo della pesca a proposito dell’applicazione del regime previdenziale: non c’è nessuna irregolarità, anzi evidenziamo come i nostri operatori dell’acquacoltura stiano autonomamente aderendo ad un regime diverso da quello della pesca, dopo approfondimenti legislativi nel corso di tutto questo 2013 e un confronto sempre positivo sia con l’Inps provinciale che con la Direzionale nazionale dell’Ente previdenziale.” Così il vicepresidente nazionale di Federcoopesca Gianbruno Colacicco che

ricorda come i cooperatori impegnati nell’acquacoltura abbiano finora pagato regolarmente e totalmente quanto era previsto dal regime contributivo della pesca, anche obbligati a questo sistema dal fatto che le licenze per l’attività professionale rilasciate ai sensi del Regolamento provinciale della Pesca prevedevano questa forma di inquadramento; da quest’anno, prendendo atto dell’evoluzione della situazione e del quadro normativo, si è deciso di aderire volontariamente al regime agricolo, un regime più costoso ma anche più tutelante, dal punto di vista previdenziale, per gli operatori. “In un momento di gran-

de crisi delle attività di pesca e in particolare nel settore dell’acquacoltura è fuori luogo parlare di irregolarità esasperando una situazione che sta portando i nostri operatori ad un incremento del versamento contributivo proprio nel momento storico in cui hanno meno capacità di reddito a causa soprattutto di negative dinamiche di mercato – evidenzia Marco Spinadin, presidente regionale di Federcoopesca – e sottolineiamo con fermezza che l’adesione al nuovo regime è stata volontaria e in uno spirito di dialogo e collaborazione con gli enti pubblici preposti e di grande senso di responsabilità da parte dei soci delle cooperative.”


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domenica 5 gennaio 2014

Rovigo

Anticipazione sociale per i cassintegrati Rinnovata dalla Giunta Provinciale la convenzione con Cassa di Risparmio del Veneto e Fondazione Cariparo

La giunta di Palazzo Celio ha approvato oggi la delibera per il “Rinnovo della convenzione per la realizzazione del progetto Anticipazione Sociale per i lavoratori in cassa integrazione guadagni straordinaria e in deroga a zero ore. “E’ la conferma – ha osservato l’assessore Guglielmo Brusco - della massima attenzione che la Provincia ha nei confronti dei lavoratori, onde evitare qualsiasi pericolo di interruzione degli effetti finora prodotti”. Anche per il 2014, i lavoratori potranno ricevere anticipatamente, rispetto all’erogazione Inps, un sostegno finanziario necessario per il mantenimento delle loro famiglie e “indirettamente, con le loro spese, sostenere il commercio e l’economia in generale”. “Tutto questo – ha proseguito l’assessore al Lavoro della Provincia - è stato reso possibile dalla preziosa collaborazione con la Fondazione Cariparo e con la Cassa di Risparmio del Veneto che hanno già comunicato la loro disponibilità. Nei prossimi

giorni sarà nostra cura coordinare con i nostri partner Consorzio di Sviluppo e CgilCisl-Uil, l’adesione formale a questa grande opportunità che dal 2009 ad oggi, ha interessato moltissimi lavoratori ed aziende”. “Devo anche ringraziare l’ufficio Vertenze del Mercato del Lavoro della Provincia che sta seguendo con attenzione le crisi aziendali e i loro effetti, riconoscimento da estendere anche a tutti quei lavoratori della Provincia che, pur in questo momento delicato, si adoperano con impegno e serietà”. “Quasi ogni giorno una crisi aziendale. Quasi ogni giorno imprenditori e lavoratori dipendenti con gravi problemi, che ricadono anche sulle loro famiglie. E i tempi che si annunciano non sono certo dei migliori”. “Lunedì prossimo sarò al ministero del Lavoro per l’incontro decisivo che riguarda la concessione di ulteriore cassa integrazione per la Grimeca. Speriamo di poter regalare almeno questo agli oltre 300 lavoratori interessati e alle loro famiglie. Inoltre,

Rovigo - Servizi sociali

Concerto della Vigilia di Natale del Coro Monte Pasubio

Natale nella caserma dei Vigili del fuoco Una serata di ringraziamento e di riflessione

Il Coro Monte Pasubio per il Concerto di Natale della Vigilia si è esibito nella caserma dei stiamo seguendo altre vicen- pompieri di Rovigo. L’ultima de particolarmente toccanti fatica del coro dell’anno 2013 anche dal punto di vista uma- in una sala affollatissima per no, Morupa e Icap, sperando seguire anche la santa messa di riuscire a sbloccarne le si- officiata da don Pino e Mons. tuazioni molto difficili”. Giuseppe Fogagnolo. Il profes“Da parte della Provincia sor Claudio Garbato come di e mio personale, l’augurio consueto, con competenza, ha sincero di Buon Natale e di introdotto la serata ricordando un miglior Nuovo Anno. che nel 2016 il Coro festeggerà i Da parte nostra, la pro- 50 anni dalla sua fondazione. messa di non abbassare la Il Coro ha poi preso la paguardia e di fare del nostro rola, o meglio la voce, ed ha meglio per aiutare in questo percorso il suo repertorio prodifficile periodo, le aziende ponendo nella prima parte canti piccole o grandi che siano, e di Natale e poi canti alpini, di i loro lavoratori”. montagna. “Una serata di ringraziamento e meditazione con un particolare grazie a chi ha organizzato questa bellissima serata ed il coro che l’ha accompagnata” è quanto ha espresso il sindaco Bruno Piva al termine della messa. E’ seguito il saluto anche di chi ha ospitato l’evento, del vice comandante dei Vigili del Fuoco Fabio Callegari; presenti in sala l’onorevole Emanuela Munerato, Gianni Saccardin, Renzo Marangon ed altre personalità. “La prima volta è stata nel 1970 ed è bello ritrovarsi ogni anno per scambiarci gli rovigo 91.2 e 94.5 auguri di Natale ed è una delle cose più belle della nostra provincia” ha concluso mons. Giuseppe Fogagnolo. Il congedo si è presentato dolce, infatti a chiusura è stato offerto cioccolata calda o vin Jacopo Mercuriati 3°D brulè accompagnati da panettone con i quali tutti si sono scambiati gli auguri, mancavano infatti pochi minuti a mezzanotte e quindi al Santo Natale. Stefania Sgardiolo

KOLBE

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S. Apollinare

La luce della Stella

Anche quest’anno nella parrocchia di S. Apollinare dal 9 al 20 dicembre, il gruppo giovani e i ragazzi del catechismo hanno formato una straordinaria sinergia. Passando di casa in casa con la luce della Stella hanno portato alle famiglie e alla comunità intera, tanta gioia nell’attesa del santo Natale. Un grazie a loro e alla comunità per l’ottima riuscita. Questo Natale sia per tutti noi la manifestazione consolante, della forza di un Dio che ci ama e ci coinvolga in un cammino di pace, di novità e di gioia. Paola e Daniela

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Grande festa natalizia con i ragazzi dei centri diurni Presente il Sindaco Piva

Grande festa natalizia nei giorni scorsi, nell’aula magna della cttadella socio – sanitaria, protagonisti i ragazzi dei centri diurni per la disabilità. I 130 ragazzi hanno cantato egregiamente, alla presenza del sindaco Bruno Piva, del Direttore dei Servizi Sociali del’Azienda Ulss 18 Manuela Baccarin, delle loro famiglie e dell’ associazione genitori. Il momento ricreativo è stato animato anche da recite, canti e musiche eseguite dagli stessi ragazzi dei centri che si sono accompagnati con semplici strumenti musicali e tantissimo entusiasmo. Questo momento di gioia e divertimento si è concluso con l’estrazione dei biglietti della lotteria, precedentemente venduti dalle associazioni dei genitori sul territorio della provincia, con l’assegnazione quindi dei premi ai vincitori: una ventina di quadri dipinti dagli ospiti dei centri, delle opere uniche per bellezza e emozionalità espressa. I quadri che non sono stati ritirati sono custoditi presso il CDD “Girasole” di Rovigo. Ecco di seguito i numeri estratti: BIGLIETTI ROSSI: 149- 161-

Notizie dalla Scuola di Teologia

Un anno di attività intense

210- 293- 547- 614- 620- 820826- 909 BIGLIETTI BIANCHI: 45157- 186- 210- 233- 419- 555607- 868 I possessori dei biglietti vincenti possono chiamare il numero 0425 393701 (Segreteria della Divisione di Disabilità) per ricevere informazioni su come ritirare i quadri. Anche oggi l’Azienda Sa-

nitaria Ulss 18 ha visto realizzarsi al suo interno un evento unico e fortemente vissuto che ha sottolineato, con entusiasmo difficile da esprimere a parole, una “conclusione” felice al lavoro di un anno, quello dei centri diurni, che continuano nel perseguimento di un progetto sociale di evidente importanza per tutto il territorio.

Un altro anno è passato ed eccoci qui a fare un bilancio di quello che si è concretizzato, oltre la proposta formativa, grazie alla partecipazione e all’entusiasmo degli studenti, degli ex-studenti, dei docenti e all’impareggiabile direzione di don Damiano Furini. Ecco, in ordine cronologico, l’elenco dei progetti che siamo riusciti a realizzare e delle proposte cui abbiamo aderito nel 2013 In marzo, con la quarta edizione della giornata di studio unitaria, si è voluto approfondire la conoscenza della Biblioteca e dell’Archivio del Seminario, in modo da incentivarne l’utilizzo; Ad aprile abbiamo dato finalmente i natali al “IV anno permanente” dal tema “Figure femminili nella Bibbia”;il progetto, nonostante la struttura sperimentale, ha lasciato filtrare tutte le sue potenzialità e appassionato i partecipanti. Sempre in aprile, la Scuola ha preso parte al Forum della Federazione delle Scuole di Formazione Teologica del Triveneto, dal tema: “ Donne e Teologia”, svoltosi a Treviso. In giugno abbiamo partecipato ad alcuni degli eventi presentati alla IX edizione del Festival Biblico di Vicenza che aveva come tema “ Fede e li-

bertà secondo le Scritture”. In settembre si è tenuta la seconda edizione della “Festa parrocchiale della Scuola diocesana di teologia”, ospitata dalla Parrocchia di san Biagio di Canale di Ceregnano. Pur se con fatica, ci sono state iscrizioni sufficienti per formare una classe cosicché, anche quest’anno, la Scuola viaggia a pieno regime. Inoltre, il nostro sito internet, grazie all’impegno con cui

gli studenti costantemente lo tengono aggiornato, è stato visitato da ben 419000 utenti! Si arriva così a dicembre. Come ormai è consuetudine, in occasione dell’ultima lezione prima delle vacanze di Natale, ci siamo scambiati gli auguri riuniti attorno ad una accogliente tavola imbandita. Cogliamo l’occasione per augurare a tutti i lettori de “ La Settimana” un sereno e prospero anno nuovo.


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Bottrighe

Dai Bontemponi un gesto di solidarietà Raccolti in paese con i babbi natale e la consegna del calendario

E’ ottimo il risultato della raccolta benefica di offerte a Bottrighe attraverso la sfilata canora dei due giorni con i babbi natale organizzata con la tradizionale consegna alle famiglie del calendario 2014 dell’associazione dal gruppo folkloristico del luogo “Bontemponi & Simpatica Compagnia”, accompagnato dai loro musicisti e da un simpatico carettino musicale illuminato. Sono stati infatti raccolti in paese ben € 1.952,52. Somma che sarà interamente devoluta alle associazioni per lo studio delle malattie genetiche, tumorali e di solidarietà sociale nel corso della 23^ edizione di “Serata d’Onore” che si terrà in primavera. Nonostante la difficile crisi economica, il grande cuore degli abitanti di Bottrighe è stato nuovamente un premio a tanto impegno e sacrificio. Una solidarietà premiata anche dalla collaborazione di tanti amici e sostenitori. Ad iniziare dalla preziosa collaborazione di Grazia Carlini e Rita Turatti che hanno offerto tutta la loro grande ospitalità ai componenti del gruppo con un prelibato ristoro di lasagne e tortellini fatti in casa. Ed ancora l’ospitalità dei coniugi Angelina Marinelli e Claudio Grego, che hanno preparato come sempre dolci e bevande

calde per ristorare il gruppo dal freddo. Ma i Bontemponi, nella loro presenza natalizia, grazie all’interessamento di insegnanti e genitori, hanno offerto la loro performance con babbi natale e befana anche nelle scuole, intervenendo alla materna “Di Vittorio” e alla paritaria “Pascoli” di Adria, nonche alla paritaria “San Giovanni Bosco” di Bottrighe, consegnando agli alunni dolciumi e raccontando loro simpatiche storie e anedoti sul Natale. Roberto Marangoni Nella foto: Il gruppo folkloristico “Bontemponi & Simpatica Compagnia” di Bottrighe durante la sfilata natalizia per le vie del paese ed un momento con i bambini nelle scuole.

domenica 5 gennaio 2014

Fasana

Concerto di Natale con cinque corali

Domenica pomeriggio la chiesa parrocchiale di Fasana ha ospitato una rassegna di cinque cori natalizi. Il concerto è stato organizzato dal gruppo parrocchiale di Fasana per sottolineare l’atmosfera di speranza ed allegria di questo periodo natalizio. Ad aprire la rassegna proprio il coro di casa dedicato alla beata Vergine delle Grazie, diretto dalla maestra Michela Bagatin che ha proposto Sei luce splendida, Adesso è la pienezza, Oh mistero e Verbum panis. La scena è stata poi passata al coro parrocchiale Madonna del Carmine di Ca’ Emo condotto dal maestro Bruno Franchin che ha eseguito Adeste fidelis, Qualora parlassi le lingue, O notte santa e Oggi a Betlemme. Il coro di Pezzoli e Lama diretto dal simpatico maestro Ricardo Imparato ha invece cantato Oggi è nato Gesù, Questa notte nasce un fior, Alleluia esultiamo nella gioia e Là sulla montagna. Diretti da Lorena Lazzarin con un bel gruppo di musicisti ad accompagnarli hanno allietato dunque l’atmosfera i coristi del coro dei ragazzi di San Martino di Venezze con l’esecuzione di Benedetto il nome del Signor, Adoro te, Sei venuto dal cielo e Meraviglioso sei. Infine la corale Santa Cecilia di Villadose diretta dal maestro Gino Alessio ha eseguito, a voci scoperte, Deck the hall, Tacita notte, Oh guardate begli angeli santi e Alla fredda tua capanna. Dopo la consegna di un riconoscimento ai maestri dei cori il parroco don Virgilio Poletto ha espresso la sua gratitudine per la bella riuscita della manifestazione. Prima di congedarsi con Tu scendi dalle stelle cantata da tutti è stata letta una preghiera dedicata alla piccola Emma perché presto torni a far gioire la sua famiglia e tutta la comunità di Fasana. Mirian Pozzato

Radio Kolbe 91.2 e 94.5

Rovigo - Museo dei grandi Fiumi

I successi del Softball di Rovigo

Serata di auguri per il gruppo del Baseball Sofball Club Rovigo alla presenza di dell’assessore provinciale allo sport Leonardo Raito, Lello Salvan in rappresentanza del Panathlon Rovigo e Lorenzo Rossi per Itas Assicurazioni. E’ stata l’occasione per ripercorrere le tappe fondamentali della stagione 2013 che ha visto l’ingresso della squadra seniores nell’Italian Baseball League , seconda divisione, ora fortemente messa in discussione dalla decisione della federazione di annullare l’IBL2 e al momento gli accordi di franchigia . Il Rovigo si chiede quindi a quale campionato prenderà parte e la decisione dovrà essere presa entro la fine dell’anno. Meglio è andata invece al softball che ha sfiorato il titolo italiano per la Coppa Italia di A2 e lasciato all’ultima partita

a Caronno la possibilità di centrare una storica promozione in Italian Softball League. Ottime anche le giovanili del gruppo del batti e corri che hanno schierato squadre a tutti i livelli piazzandosi tra i primi 8 d’Italia con la categoria Ragazzi e la categoria Allievi. In crescita anche l’altra seniores dell’Elite che ha condotto un campionato decisamente diverso da quelli passati riuscendo anche a centrare i primi successi dalla fondazione. Ospiti d’onore i rodigini che hanno tenuto alto il nome del baseball e softball polesano anche nel mondo, come Nick Nosti, campione d’Europa e partecipante alle recenti Asian Series a Taiwan assieme a Filippo Crepaldi e Daniele Malengo pure lui campione d’Europa come compagno di squadra di Nosti nell’Unipol Bologna (assente per motivi di

lavoro). Questi ultimi due tra l’altro hanno esordito anche con la maglia della nazionale italiana in una serie di test match. Titolo italiano, l’ennesimo, anche per Sara Avanzi che ha conquistato il tricolore con la squadra del Torino. Bis invece per Enrico Crepaldi che con il Padova ha

conquistato il titolo italiano di serie A federale e la Coppa Italia di categoria. Riconoscimento anche per Marco Sandalo che con il Castelfranco ha sfiorato i play off di categoria piazzandosi tra i migliori battitori della lega. Al termine sono stati consegnati i poster della stagione 2013 a tutti gli atleti presenti.

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l’informazione sempre fresca? L’importo 2014 è lo stesso dell’anno corrente 2013 Abbonamenti 2014 Annuale ordinario Semestrale Per l’estero Amico

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la Settimana SETTIMANALE DI INFORMAZIONE DELLA DIOCESI DI ADRIA-ROVIGO


Rovigo - Piazza Garibaldi

Famiglie sotto l’igloo

Per festeggiare e per sostenere la cultura del volontariato

Nel pomeriggio di venerdì 28 dicembre, in piazza Garibaldi a Rovigo, accolti nel palaset predisposto dal Comune e sostenuto da Asm set, l’Associazione Genitori A.Ge. della provincia di Rovigo ha organizzato “famiglie sotto l’igloo”. Genitori, famiglie e ragazzi, si sono trovati insieme per festeggiare e per sostenere l’importanza della cultura del volontariato nella progettazione relativa alla formazione permanente.Il binomio scuola-famiglia è stato rafforzato da esempi concreti, primo tra questi la partecipazione di numerosi studenti, insegnanti e genitori. È stata molto apprezzata l’esibizione musicale degli studenti e di alcuni insegnanti della scuola secondaria di primo grado “Pio Mazzucchi” di Castelguglielmo, in seno all’Istituto Comprensivo di Fiesso Umbertiano. Ci hanno fatto ascoltare vari pezzi musicali, primo tra tutti l’Inno alla Gioia di Beethoven, che unisce tutti i popoli europei. Animatore dell’incontro è stato il Cav. Gino Furini, coordinatore provinciale dell’A. Ge, che ha raccontato la storia dell’A.Ge. e della sua fondazione nella nostra provincia e poi ha presentato le esperienze concrete dell’impegno dei genitori nella scuola e nella società. Tra queste, le testimonianze di Mariagrazia Cailotto di Badia Polesine, Angelina Solano di Fiesso Umbertiano e Vincenzo Cominato di Rovigo. Significativa la testimonianza di Remo Agnoletto, Presidente del Centro Servizi Volontariato, che ha sollecitato tutti ad una maggiore parteci-

pazione alla solidarietà sociale, grazie anche al sostegno di enti benefattori che stanziano specifici fondi. Erano presenti anche i formatori che sostengono le attività psicopedagogiche in seno all’A.Ge.: il prof. Giampaolo Destro, le Dott.sse Maria Pia Dimech e Jenni Zanini, il Dott. Vincenzo Longo. Proprio quest’ultimo, esperto nella formazione degli adulti, ha coinvolto i presenti in una serie di riflessioni concrete sul valore dell’azione volontaristica nel campo della formazione di genitori ed insegnanti, invitando all’impegno comune per costruire, giorno per giorno, il futuro dei nostri figli dando loro

la capacità di apprezzare i valori ed i significati delle scelte racchiuse in ogni azione. All’incontro ha partecipato il Presidente Nazionale dell’A. Ge, Fabrizio Azzolini, che ha rafforzato il valore dell’azione del volontariato quando è svolto in forma organizzata, in una rete ampia di soggetti, con elementi coordinati che evitino dispersione di risorse. Il pomeriggio si è chiuso con gli auguri in musica dei meritevoli studenti ed insegnanti della scuola di Castelguglielmo, che ci hanno salutato sulle note di una vertiginosa Marcia di Radetzky, partecipata con emozione da tutto il pubblico a suon di battimani.

Valliera

Chiarastella o Ciarastella Per annunciare l’arrivo del Natale

Cosa sia poi la “chiarastella”, o “ciarastela”, anche questo dà adito ad interpretazioni diverse in quanto c’è chi la individua nella stella cometa e chi invece, nella stella costruita con listelli di legno e carta, con all’interno una candela, ed issata su un’asta alla testa del gruppo di questuanti. È di origini antichissime e veniva eseguita per la questua di fine anno. Il canto della “Ciarastela”, come si diceva prima, era espressione del mondo contadino e quindi, non conosciuto e non cantato nel mondo cittadino, se non negli ultimi decenni come espressione corale e di ripresa delle tradizioni. Ed e così che in queste fredde serate del periodo Natalizio, a Valliera c’è questa bella usanza; un nutrito gruppo di cantori nelle serate del 16-17-18 Di-

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cembre, composto da componenti del coro parrocchiale (Corale Madonna dell’Autista) in collaborazione con i catechisti di Valliera, sono passati per le vie principali della frazione, per cantare la buona notizia e porgere gli auguri di Buon Natale, vestiti da babbi e babbe Natale e sulle note di Tu Scendi dalle stelle e Jingle Bells andavano di casa in casa augurando tanti auguri di Buon Natale, raccogliendo delle preziose offerte e assieme ai tanti “grassie putei e bone feste anche a voialtri” alla fine delle serata, con poca voce, piedi e mani infreddolite sono tornati a casa. Le offerte raccolte sono state tutte devolute al parroco

Don Paolo Marcello da destinare al recente restauro della statua del patrono di Valliera San Rocco. Si ringraziano tutte le famiglie di Valliera che in questi periodi difficili e di crisi si sono dimostrate davvero sensibili con le loro offerte e con i cantori.

Gruppo Giovani di Borsea

Presepe Vivente

Animato con il gruppo musicale diocesano dei Kebrillah

Lunedì 23 dicembre 2013 grazie alla disponibilità dell’auditorium del Conservatorio offerto dal presidente prof. Merchiori il Gruppo Giovani ha potuto realizzare anche quest’anno la rappresentazione del Presepe Vivente. Iniziato quasi dieci anni fa questo “appuntamento natalizio” è una bella occasione per la crescita dei giovani e per tutta la comunità. Per la prima volta – a causa della inagibilità della chiesa – la rappresentazione si è svolta in trasferta, nel cuore della città di Rovigo. E’ stato “un incontro” carico di riflessione e di tenerezza accanto alla Natività, che ha visto nei giovani protagonisti un vero e commovente coinvolgimento. Guidati dagli animatori Lorenzo, Chiara, Silvia, Gaia, Greta e Stefano i giovani si sono coinvolti: Maria (Sofia Astolfi), Giuseppe (Tommaso Bacco), il Bambin Gesù (Samuele Stocco) e così i pastori,

Da diversi giorni, per le vie del nostro paese, quando viene la sera, è tutto un brillare di luci colorate che adornano alberi e balconi ad indicare la prossima festa del Natale. Gli alberi addobbati con mille luci la fanno da padroni in tutti i cortili, quasi a gara a chi è il più bello e luminoso! E’ un modo per preparare la strada alla vera Luce che viene nel Mondo con la nascita di Gesù. Un po’ meno frequente è la visione di qualche presepe, ma fortunatamente a Trecenta abbiamo degli esperti nel realizzare vere e proprie opere artistiche. Tradizione vuole che ormai da anni venga allestita anche una mostra di presepi provenienti da tutto il Mondo, che nonostante eventi naturali

Dicembre 2013 e Gennaio 2014 diversi anni che i gruppi di Baricetta un pomeriggio di fine anno portano un momento di felicità agli ospiti del C.S.A. cogliamo anche l’occasione di ringraziare tutti gli Educatori e Animatori e volontari che operano nella struttura, per la loro disponibilità e sensibilità. Si riparte poi il 2 Gennaio 2014 con i canti della Vecia per le vie del paese fino al 6 Gennaio 2014 giorno dell’Epifania con finale in piazza alle ore 21.00 circa

ce alla serata. A conclusione i giovani hanno letto una bella lettera indirizzata al Papa Francesco in omaggio a don Silvio e hanno consegnato alla missionaria Giovanna Occari, concittadina di Borsea una bella somma per la missione in Brasile.

Vita della comunità in attesa del S. Natale

Le attività per le festività natalizie un sorriso a tutti quei bambini che frequentano la scuola Materna. Poi Sabato 28 Dicembre 2013 scambio di auguri e di Buone Feste presso il Centro Servizio Anziani (Casa di Riposo di Adria) in collaborazione col gruppo FIDAS Polesana Gruppo di Baricetta e del gruppo della Vecia. Un momento in allegria con gli ospiti del C.S.A. dove si canta tutti assieme, si raccontano delle barzellette, e ci si scambiano gli auguri, sono

i magi, l’immancabile Erode (Ivan Secondi) e altre figure… Quest’anno la rappresentazione è stata arricchita dal gruppo musicale diocesano dei Kebrillah nato dopo la forte esperienza della GMG di Madrid: le loro canzoni hanno fatto una degna corni-

Trecenta

Baricetta

Iniziate anche quest’anno le festività Natalizie con l’iniziativa Babbi Natale effetuata dal presidente Gino Felisatti e genitori della Scuola Materna di Baricetta per tutti i bambini, la sera della vigilia di Natale del 24.12.2013 Un tour di force di quattro ore dalle 16.00 alle 20.00 di due squadre di babbi Natale per tutte le vie del paese e anche nei paesi vicini come Valliera Ca’Emo e Magnolina, per portare un dono e

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con falò del Brusa Vecia. La befana costruita come ormai da diversi anni dalla signora Anna Felisatti e il Marito Carlo Rossin che ogni anno raffigura l’anziana e spiritosa vecchietta sempre in modo diverso, un grazie anche a loro. In piazza verrà anche allestito un gazebo che distribuirà vin brulè e panettone. Tutto il ricavato sarà devoluto in beneficenza, alla Parrocchia e alla Scuola Materna.

quale il terremoto riesce a resistere grazie all’impegno di tanti bravi parrocchiani. Come non ricordare il gruppo della chiarastella formato da bambini, ragazzi e genitori che animano con canti, musica e luci le vie del paese alla sera, portando l’annuncio del Natale e tanta allegria nelle nostre case. Purtroppo un po’ per la crisi economica e un po’ a causa dell’invecchiamento della popolazione, il centro storico si sta spopolando dal punto di vista delle attività commerciali; solo i bar resistono popolati di allegre compagnie di giovani e meno giovani ai quali non manca di certo la sete, e i nostri bravi baristi seguono alla lettera gli insegnamenti del Vangelo, che fra le opere di carità

annovera “dare da bere agli assetati!” La festa del Natale si sa che è stata trasformata in una festa o meglio in un periodo consumistico. Quando ero bambino, si vedevano per la televisione le prime pubblicità di panettoni e altri articoli da regalo in tema natalizio una quindicina di giorni prima, ma adesso la pubblicità martellante incomincia già due mesi prima, quasi a ricordarci di non perdere tempo e di correre a comperare prima che sia troppo tardi... Ormai mancano pochi giorni, e anche la nostra Trecenta si sta preparando (chi più, chi meno) alla nascita di Gesù Bambino, sperando che almeno questa festa rimanga sul calendario. Claudio


iovani G

Pagina a cura del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile via Sichirollo, 18 Rovigo 349 5139409 giovani@5pani2pesci.it www.5pani2pesci.it

...di Bellombra

Bellombra: uniti per mete grandi La parrocchia è uno dei pochi soggetti che resta vicino alla gente Una prospettiva nasce da un incontro e punta a un altro incontro: il gruppo cresimati di Bellombra ha aperto l’anno pastorale 2013 – 2014 partecipando ad Adria alla giornata dei giovani del vicariato di Adria – Ariano con don Marco Pozza, giornata che il gruppo ha vissuto bene lasciandosi coinvolgere dal travolgente Sacerdote di Padova. E punta a un altro incontro: la GMG di Cracovia del 2016. Solo un sogno? Ma non sono i sogni che fanno camminare e arrivare alla meta? La Parrocchia di Bellombra, adagiata fra Adria e Papozze, vive la situazione di molte comunità che sono fuori dai centri urbani più grossi. Le strutture sociali e scolastiche si assottigliano, spesso la Parrocchia è fra i pochi soggetti che resta vicino alla gente. I giovani del gruppo di seconda superiore, da poco cresimati, non si sono persi d’animo ma hanno fatto della loro unione un punto di forza. Guidati dalle animatrici Silvia ed Elisabetta i ragazzi del gruppo sanno di essere più forti insieme e di potersi proporre mete grandi. Non è infatti la grandezza ‘anagrafica’ di una comunità a fare la forza di un gruppo giovanile,

ma la sua unione e la bellezza dei suoi progetti. I ragazzi del gruppo affermano: “Tutto è nato quando avevamo tre anni e abbiamo iniziato a frequentare la scuola materna. Da quel momento siamo sempre stati un gruppo unito fino alla quinta elementare. Poi, alle medie, una componente del gruppo ha frequentato una scuola diversa. Ora, alle superiori, siamo ovvia-

mente divisi ma nonostante ciò siamo sempre rimasti buoni amici e abbiamo continuato a fare attività durante il catechismo e ora al dopo cresima.” Un’unità costruita passo dopo passo nel cammino formativo: ancora una volta il catechismo manifesta la sua importanza, in una lenta ma sedimentata costruzione dell’identità.

daVanti a geSù

La COmuniOne da cui sgorga la Carità

L’esperienza vissuta dal Gruppo Giovani di Bellombra mette in luce la carità come pilastro costitutivo della attività giovanile di molti gruppi parrocchiali, una carità che sgorga da una vita comunitaria intensa, da una esperienza di comunione. Come il Gruppo Alive in you della Cattedrale di Adria, i gruppi della Parrocchia di Carbonara e il gruppo giovani di Ariano, che abbiamo presentato nella pagine scorse de La Settimana, così anche i ragazzi di Bellombra affiancano una sensibilità per la propria Comunità (e qui troveremmo i capitoli: grest, fiere locali di S. Eurosia e di S. Giacomo, chiarastella natalizia, animazione della giornata per la vita…) con una sensibilità per chi è più debole e anche lontano. Così hanno adottato a distanza una bambina dell’Etiopia e hanno partecipato ad una raccolta di generi alimentari per la Caritas della Cattedrale di Adria. La carità è anche nei loro progetti: come il gruppo di Baricetta, che attende di essere presentato, si rendono disponibili ad essere coinvolti nella Festagiovani 2014 del prossimo 26 e 27 Aprile in un’esperienza caritativa. Prendiamo nota del loro bel desiderio per aiutarli come Diocesi a realizzare questo sogno, e fare un passo in più.

L’esperienza spirituale più intensa vissuta dal gruppo è stata un ritiro a Teolo prima della Cresima: come spesso accade, e come stiamo vedendo da queste pagine, la vita spirituale richiede esperienze forti e ben curate, momenti di ritiro e giornate vissute con intensità. I ragazzi di Bellombra hanno saputo fare dei passi importanti in questo senso, fin da quando partecipavano, ancora cresimandi, al Gruppo David ad Adria per arrivare al ritiro di Teolo. Adesso, fra i loro progetti, mettono in cantiere un altro ritiro… e noi li incoraggiamo a farlo davvero per tenere alto il proprio sguardo e rinsaldare in Gesù la propria unione.

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Adria - Cattedrale

Attestazione di riconoscenza della città all’arciprete mons. Mario Furini Consegnata in sala consiliare l’onorificenza “Adria riconoscente” Sabato scorso nella sala Consiliare di Palazzo Tassoni ad Adria è stata consegnata all’Arciprete della Cattedrale Mons. dott. Mario Furini, l’onorificenza civica “Adria Riconoscente”. “Una cerimonia semplice ma molto partecipata”, ha commentato il Sindaco Barbuiani che ha fortemente voluto questa - pur senza l’origine adriese del festeggiato - attestazione di stima nei confronti dell’Arciprete che guida la Chiesa Adriese dall’ottobre 1999. All’incontro hanno partecipato molte autorità e cittadini desiderosi di unirsi all’Amministrazione Comunale per attestare la loro vicinanza a Don Mario. Molte poi le rappresentanze dell’Associazionismo cattolico adriese. Particolarmente sentite le parole del Sindaco Barbuiani che ha ripercorso in

breve le tappe della presenza adriese del Festeggiato. “Adria deve molto ai Parroci che si sono susseguiti alla guida della Chiesa Madre della Diocesi”. Ha quindi ricordato la preziosa testimonianza data dall’Arciprete Mons. Furini “autentico uomo di Cristo, che svolge il suo delicato Ministero in forma discreta e silenziosa, insegnando più con l’esempio che con la parola”. A conclusione del suo intervento Barbuiani non ha mancato di ricordare due aspetti fondamentali dell’impegno sacerdotale di mons. Mario Furini: “la costante attenzione ai poveri e la vicinanza a tutti coloro che vivono momenti di grave difficoltà”. Alle parole del Sindaco hanno fatto eco quelle dei Consiglieri Lucchiari, Rubiero, Scarda e dell’avv. Tescaro-

li. Tutti hanno espresso giudizi positivi unanimi sulla figura del Sacerdote contrassegnata da profonda umanità, disponibilità all’ascolto e al dialogo con tutti, che manifesta attenzione ai poveri e si preoccupa di avvicinare i giovani garantendo loro strutture adeguate alla formazione ed alla crescita spirituale con il sostegno delle Famiglie (Centro Giovanile “San Pietro” e Scuola Materna). Prima della consegna dell’attestato l’Arciprete, con parole commosse, ha risposto a tutti esprimendo la sua “gratitudine per il riconoscimento che intende estendere ai confratelli sacerdoti, ai preziosi laici collaboratori ed a tutta la Comunità”. Ricordando i Sindaci con cui ha fin qui collaborato (Sen. Spinello, Prof. Lodo e Barbuiani) Mons. Furini ha posto l’accento sulla necessità dell’azione comune delle Istituzioni per promuovere la dignità della persona umana nel territorio del nostro Comune. “Il Natale – ha concluso – apre il cuore

alla speranza ed alla fiducia. Per questo siamo tutti impegnati a continuare con tenacia nel servizio per il bene comune di tutta la Città”. Come annunciato dal Consiglio Pastorale della Cattedrale Domenica 22, le Associazioni, i Movimenti e i Gruppi della Parrocchia, presente il Sindaco con autorità municipali, si sono riuniti nella Eucarestia delle ore 12 in Cattedrale per testimoniare con la preghiera la stima e la riconoscenza al loro Arciprete, ringraziando il Signore per la sua preziosa testimonianza offerta costantemente a motivo di crescita spirituale della Comunità. Al termine della cerimonia il vicepresidente del Consiglio Pastorale parrocchiale, rag. Aldo Rondina, con brevi parole di ringraziamento all’Arciprete mons. Mario Furini per la sua preziosa e significativa opera pastorale nella parrocchia della Cattedrale e nella città di Adria, ha consegnato una immagine religiosa a suggello della cerimonia.

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domenica 5 gennaio 2014

i concerti e altro Rovigo - AVIS e AIDO

Circolo Sociale di Rovigo

CON BABBO NATALE PORTANO DONI E SORRISI Visita dei volontari all’ospedale civile di Rovigo per incontrare i degenti e il personale

Nei panni di Babbo Natale, i volontari di Avis e Aido hanno fatto visita nei giorni scorsi ai degenti e al personale dell’ospedale civile di Rovigo. Hanno portato un sorriso

alle persone ricoverate e ai loro familiari donando mandarini e caramelle: «Regalare un sorriso è un gesto semplice, come donare il sangue», ricorda la presidente dell’Avis di Rovigo, Barbara Cavallaro.

L’iniziativa è stata organizzata dalle Avis e Aido comunali di Rovigo e ha coinvolto i volontari delle Avis e Aido comunali di Boara Polesine, Guarda Veneta e San Martino di Venezze.

Ceregnano

Tante voci per cantare il Natale

Hanno partecipato i cori di Ceregnano Coro Alfa-omega e Coro-Meraviglie, Calto, Villadose

Successo di pubblico ed emozioni per la IXa edizione del “Concerto di Natale”, tenutosi nella chiesa di S. Martino Vescovo a Ceregnano e organizzato dalla Parrocchia e dal Coro Alfaomega, con quattro compagini corali che hanno animato la serata destinata a raccogliere fondi per la missione di Suor Jobis in India. Ha aperto la serata la Corale “Santa Cecilia” di Villadose diretta con grande sensibilità da Gino Alessio. La storica formazione, circa un secolo di tradizioni corali tramandate in quel di Villadose, si è esibita in un repertorio di musica classica e di canti tradizionali di Natale riscaldando gli animi del pubblico. È stata la volta della Corale “San Rocco” di Calto che sotto la briosa direzione di Alice Fioravanti ha accompagnato l’uditorio attraverso le atmosfere della musica cristiana contemporanea. Penultima esibizione riservata al Piccolo Coro “Le Tue Meraviglie” di Ceregnano. Il giovane gruppo corale, istruito e brillantemente diretto da Giulia Silvestri, si è esibito in un delizioso quanto variegato repertorio che ha esaltato le qualità canore dei piccoli cantori, futuri messaggeri della musica. Ha chiuso la serata il Coro Alfaomega, l’ospite della manifestazione, che sotto la magistrale e oramai collaudata direzione di Silvia Spadon, ha trasportato il pubblico attraverso un crescendo di canti e carole natalizie, giusto epilogo della serata e insieme prologo dell’imminente settimana di Natale. Al termine della manifestazione, il Sindaco Ivan Dall’Ara e Don Piero Mandruzzato hanno ringraziato i cori con la tradizionale consegna degli attestati

di partecipazione, congedando alla fine un pubblico soddisfatto e generoso nelle sue dona-

zioni e lasciando un’atmosfera Natalizia intrisa della speranza in un futuro più sereno.

omaggio a verdi

Domenica 22 dicembre festa degli auguri con un concerto verdiano La tradizionale festa degli auguri del Circolo Sociale di Rovigo è stata quest’anno impreziosita da un concerto lirico dedicato a dedicato a Giuseppe Verdi, nel bicentenario della nascita del grande maestro. P ro t a g o n i s t i della serata Tiziana Faccio, soprano conosciuta per le sue doti interpretative e la sua voce soave, il tenore Andrea Cioetto, dalla voce limpida e profonda, e la pianista Paola Chiarion, docente presso il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto. All’evento hanno partecipato, altresì, due ospiti d’eccezione: il baritono Giuseppe Scandola ed il mezzosoprano Maria Del Fante, due illustri cantanti che hanno lasciato ricordi indelebili delle loro interpretazioni verdiane e pucciniane esibendosi nei più celebri teatri del mondo. Conduttore della serata, Marco Ricciarelli, docente presso il conservatorio “F. Venezze” di Rovigo, che ha guidato il pubblico all’ascolto attraverso un excursus sulla vita e sulle opere del celeberrimo compositore di Busseto. Il programma ha toccato alcune delle pagine verdiane più celebri: dal duetto dell’Aida “O terra addio”, a “Pace o mio Dio” tratto dalla Forza

del destino proseguendo con l’ascolto di altre celeberrime arie quali “Tutto parea sorridere” dall’opera Il Corsaro nella celebre aria per tenore “Ah si, ben mio” dal Trovatore e, dall’Aida, “Ritorna vincitor”. Il concerto si è concluso con il celebre duetto di Traviata “Libiam nei lieti calici”. Un numeroso ed attento pubblico ha gremito la sala e, con i suoi calorosi applausi, ha dimostrato di aver particolarmente apprezzato l’esibizione degli artisti. Al termine del concerto, il

rettore del seminario cittadino, Monsignor Antonio Donà, ha benedetto il bel presepe nella sala elegantemente addobbata per l’occasione. La serata si è conclusa con un plauso speciale alla presidente del circolo Annalisa Zampini per l’impeccabile organizzazione, con il consueto brindisi e lo scambio di auguri. Nella foto in alto (da sinistra) Marco Ricciarelli, Paola Chiarion, Tiziana Faccio e Andrea Cioetto; il pubblico in sala (sotto)

Rovigo - Tempio della Rotonda

CONCERTO DEL CORO DEL LICEO “CELIO” Rassegna di canti natalizi in varie lingue

Sabato 21 dicembre 2013, alle ore 21.00, presso il Tempio della Beata Vergine del Soccorso di Rovigo, si è tenuto il concerto del Coro del Liceo Classico e Linguistico “Celio” di Rovigo, diretto dalla prof. ssa Chiara Milani. Il concerto è stato organizzato per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni della Sardegna, colpite dall’alluvione lo scorso 18 novembre. Alcuni ragazzi, infatti, hanno raccolto le offerte dei partecipanti. Il coro ha proposto vari canti natalizi, molto gioiosi e pieni di significato, come “Ring Christmas bells”, tradizionale ucraino, “Deck the hall”, tra-

dizionale scozzese, “Susani” e “Stille Nacht” tradizionali tedeschi, quest’ultimo accompagnato dalla tromba, “Tu scendi dalle stelle”, “Amen, Mary had a baby”, “Amazing grace”, che ha le sue radici nei canti degli schiavi neri in America, accompagnato dal clarinetto, “White Christmas”, accompagnato dal pianoforte,”Ninna nanna” di Brahms, “Hark! The herald angels sing”, accompagnato da vari strumenti e infine “Jingle bells”, accompagnato dal triangolo. L’insegnante Chiara Milani, infine, ha ricevuto un piccolo omaggio. L’esibizione del coro è stata

molto apprezzata e applaudita dal pubblico numeroso. Erano presenti molti studenti, ex studenti, insegnanti del Liceo, in servizio e in pensione. I coristi sono stati molto “originali”, perché hanno indossato tutti il cappello da Babbo Natale. E’ stata un’ iniziativa veramente importante, in cui la coralità ha manifestato il proprio valore e attraverso cui molte persone sono state sensibilizzate a un problema, che ha colpito una terra vicina. E’ stato inoltre un modo veramente originale per scambiarsi gli auguri di un sereno Natale. Francesca Ledda


la Settimana

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domenica 5 gennaio 2014

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Catechesi natalizia del Vescovo Lucio Nella Messa di mezzanotte

Per un Natale di gioia

Nella notte di Natale il Vescovo ha invitato prima di tutto a riconoscere il s. Natale nel suo vero ed autentico significato. Di questa festa il Vescovo ha indicato soprattutto il senso ed il valore dell’Amore. Di qui nasce la gioia che allieta il cuore di ognuno di noi. Ecco un passaggio delle parole del Vescovo: «Il Natale fa risplendere il valore dell’amore. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito” (Gv 3,16). Ditemi: che cosa c’è al mondo di più bello, di più grande dell’amore? Anche Dio, quando ha voluto manifestare il suo amore per l’umanità, non ha trovato segno più bello e splendido dell’amore sponsale: “Uomini volete sapere come e quanto Dio vi ama? Guardate come si amano due sposi”. Cari giovani, cari fidanzati, cari sposi: non amatevi a “part time”, ma a tempo pieno e in modo incondizionato. Rendete stabile il vostro amore con il sacramento del matrimonio. Solo l’amore “fedele e forte più della morte” dà la vera gioia. Ne godono soprattutto i figli, i quali chiedono non solo che papà e mamma li amino, ma che si amino tra loro. E’ qui la loro grande gioia. Famiglie polesane, vi auguro che non venga mai meno la gioia dell’amore!». Di qui il passo naturale è stato sul valore della Vita: «Il Natale è la festa della vita, la festa del Verbo che si fa carne, che si fa persona a quel livello umano che permette l’incontro e la comunione. “In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini” (Gv 1,4). Ogni uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio. Con l’ incarnazione Dio si è unito in qualche modo a ogni uomo. Dio ha fatto l’uomo così grande, da venire a gustare la bellezza di essere uomo. La vita umana porta dentro di sé i germi dell’eternità. Cari genitori, fate sbocciare la vita nelle vostre case! Siamo una delle province a più bassa natalità, in un’Italia fanalino di coda nel mondo per natalità. Ma dove la vita non nasce, la popolazione invecchia e muore, il popolo diventa più povero, intristisce e cade nella miseria. Io sogno che il Polesine torni a fiorire di bambini e che torni ad essere la terra dove fiorisce la vita, con la vita la speranza e con la speranza la gioia». Ed in fine il Vescovo ha richiamato all’impegno della solidarietà: «Il Natale ci invita a vivere il valore della solidarietà e della collaborazione reciproca. Come Dio si è fatto solidale con noi, così noi dobbiamo diventare solidali con i nostri fratelli. Dio ci chiama ad essere solidali con i disoccupati, con i cassa-integrati, con coloro che sono privi del necessario per vivere, con coloro che sono soli, senza amore, speranza: vicini e lontani. Gesù ha affermato: “C’è più gioia nel dare che nel rice-

abbonati

vere” (At 20, 35). Sta proprio qui la gioia più vera del cuore umano: amare con il cuore di Dio. Come cambierebbe il mondo se ci lasciassimo guidare dalla logica dell’amore! Se ognuno, quando si sveglia la mattino, si chiedesse: “Oggi cosa posso fare per far felici gli altri?”! Come cambierebbe il mondo, se i coniugi, i figli, gli insegnanti e gli alunni, i datori di lavoro e i lavoratori, gli impiegati nei pubblici servizi

e i politici, i medici e gli infermieri, tutti si chiedessero: “Che cosa posso fare per far felici gli altri?”. Questa è la formula della felicità del mondo. “Se vuoi essere felice, dona; se vuoi essere più felice, donati”. La cosa più bella che puoi fare per te è fare qualcosa per gli altri”. Fratelli polesani, vi auguro la gioia della solidarietà. E allora non vivrete solo un Natale di gioia, ma sperimenterete la gioia della vita. Buon Natale».

Nell’ultimo giorno dell’anno 2013

«Popolo di Dio in missione»

Nell’omelia dell’ultimo giorno dell’anno il Vescovo ha ricordato gli eventi principali che hanno toccato la comunità ecclesiale; tutti motivi per dire il nostro Grazie al Signore: «In questo ultimo giorno dell’anno vogliamo ringraziare il Signore con voi per i doni che ci ha dato nel corso del 2013 che sta per finire. Ripensando all’anno trascorso, ognuno di noi ricorda gli eventi belli, che hanno rallegrato la nostra vita. Ma ricorda

anche gli eventi meno belli, a volte drammatici, che ci hanno messo in crisi, come la perdita di una persona cara, la salute malferma, la perdita del posto di lavoro. Per questo siamo qui: per chiedere al Signore che ci aiuti ad affrontare le situazioni difficili e problematiche, ma anche per ringraziarlo delle esperienze belle che abbiamo vissuto e dei doni che abbiamo ricevuto. Come Vescovo di questa Chiesa di Adria-Rovigo voglio ringraziare il Signore prima di tutto per i giovani e gli adulti che si sono consacrati a lui mediante l’ordinazione diaconale e presbiterale e per i giovani che si preparano a donare a lui tutta la loro vita. Nel corso del 2013 abbiamo ordinato sacerdote un giovane monaco polacco, che fa parte della comunità dei monaci Olivetani di Lendinara, dom Cristoforo Zajchowski (18 maggio). Poi abbiamo ordinato don Alberto Rimbano di Villadose, ora cappellano a S. Maria Maddalena; un diacono che si prepara all’ordinazione presbiterale, don Stefano Certossi, collaboratore a Castelmassa; un diacono permanente: Mino Zampollo di Boara. In Seminario abbiamo dieci giovani che stanno preparandosi al sacerdozio. Ma questa sera voglio ringraziare il Signore soprattutto per quella esperienza straordinaria che il papa Benedetto XVI

1° giorno dell’anno 2014

47ª Giornata mondiale della pace

Dopo gli auguri cordiali il Vescovo ha svolto la sua riflessione sul tema mariano della divina maternità di Maria: «Iniziamo l’anno festeggiando la Vergine Maria con il titolo di “Madre di Dio”. La liturgia ci invita a mettere il nuovo anno sotto la sua protezione e a onorarla come Madre di Dio e Madre nostra. La parola di Dio che abbiamo appena ascoltato ce ne dà il fondamento teologico.» Successivamente ha trattato il tema della 47ª Giornata mondiale della pace: «La pace è un bene da far crescere ogni giorno, a colpi di decisione personale, come la vita, come l’amore. Che cosa dobbiamo fare per costruire la pace? Il papa Francesco, col messaggio di questa 47ª Giornata per la pace, ci dice che, per costruire la pace, dobbiamo crescere nella fraternità, che è fondamento e via per la pace. «La fraternità è una dimensione essenziale dell’uomo, che è un essere relazionale. La viva consapevolezza di questa relazionalità ci porta a vedere e trattare ogni persona come una vera sorella e un vero fratello; senza di essa diventa impossibile la costruzione di una società giusta, di una pace solida e duratura» (n. 1). E continua: «La fraternità si comincia ad imparare in seno alla famiglia, soprattutto grazie ai ruoli responsabili e complementari di tutti i suoi membri, in particolare del padre e della madre. La famiglia è la sorgente di ogni fraternità, e perciò è anche il fondamento e la via primaria della pace, poiché, per vocazione, dovrebbe contagiare il mondo con il suo amore» (n. 1). Ma la vocazione alla fraternità, a prendersi cura gli uni degli altri, oggi è contrastata

dalla “globalizzazione dell’indifferenza”. «Le molte situazioni di sperequazione, di povertà e di ingiustizia, segnalano non solo una profonda carenza di fraternità, ma anche l’assenza di una cultura della solidarietà. Le nuove ideologie, caratterizzate da diffuso individualismo, egocentrismo e consumismo materialistico, in-deboliscono i legami sociali, alimentando quella mentalità dello “scarto”, che induce al disprezzo e all’abbandono dei più deboli, di coloro che vengono considerati “inutili”» (n. 1).» Ed ancora il Vescovo ha annotato: «Per superare questi atteggiamenti individualistici ed egoistici, dobbiamo riscoprire il fondamento della fraternità. E’ Gesù che ce la rivela: «Poiché vi è un solo Padre, che è Dio, voi siete tutti fratelli» (cf. Mt 23,8-9). La radice della fraternità è contenuta nella paternità di Dio. «Non si tratta di una paternità generica, indistinta e storicamente inefficace, bensì dell’amore personale, puntuale e straordinariamente concreto di Dio per ciascun uomo (cf. Mt 6,25-30). Una paternità, dunque, efficacemente generatrice di fraternità, perché l’amore di Dio, quando è accolto, diventa il più formidabile agente di trasformazione dell’esistenza e dei rapporti con l’altro, aprendo gli uomini alla solidarietà e alla condivisione operosa» (n. 3). La fraternità umana è rigenerata da Gesù Cristo con la sua morte e risurrezione. La croce è il “luogo” definitivo di fondazione della fraternità, che gli uomini non sono in grado di generare da soli. Gesù Cristo è colui che in sé riconcilia tutti gli uomini. Egli è la pace. Chi accetta Cristo e riconosce Dio come Padre, si dona

totalmente a Lui, amandolo sopra ogni cosa, lo riconosce come Padre di tutti e, per conseguenza, è sollecitato a vivere la fraternità verso tutti. La fraternità è il fondamento e la via della pace. La pace può essere conquistata se si attiva da parte di tutti «la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune» (SRS 38). La pace può essere realizzata se si promuovono atteggiamenti di solidarietà e di aiuto alle persone deboli e bisognose. «La solidarietà cristiana presuppone che il prossimo sia amato non solo come un essere umano con i suoi diritti e la sua fondamentale uguaglianza, ma come un fratello» (n. 4).» Infine il Vescovo Lucio ha guardato al tema della Giornata della Pace in prospettiva, ossia con lo sguardo rivolto al futuro dell’umanità e nostra e, soprattuto, ha posto in evidenza la forza della fraternità che può giungere a sconfiggere le povertà: «In molte società crescono diversi tipi di disagio, di emarginazione, di solitudine e di varie forme di dipendenza patologica, dovute a una profonda povertà relazionale e alla carenza di solide relazioni familiari e comunitarie. «Una simile povertà può essere superata solo attraverso la riscoperta e la valorizzazione di rapporti fraterni in seno alle famiglie e alle comunità, attraverso la condivisione delle gioie e dei dolori, delle difficoltà e dei successi che accompagnano la vita delle persone» (n. 5). La fraternità è necessaria anche per sconfiggere l’attuale crisi economica e finanziaria, che trova la sua origine nella ricerca avida di beni materiali e nel depauperamento delle re-

lazioni interpersonali e comunitarie. «Il succedersi delle crisi economiche deve portare al ripensamento dei modelli di sviluppo economico e a un cambiamento negli stili di vita… Esse ci chiamano a riscoprire i vincoli fraterni che ci legano gli uni agli altri» (n. 6). «La fraternità genera pace sociale, perché crea un equilibrio fra libertà e giustizia, fra responsabilità personale e solidarietà, fra bene dei singoli e bene comune… Un autentico spirito di fraternità vince l’egoismo individuale che contrasta la possibilità delle persone di vivere in libertà e in armonia tra di loro» (n. 8). «La fraternità ha bisogno di essere scoperta, amata, sperimentata, annunciata e testimoniata. Ma è solo l’amore donato da Dio che ci consente di accogliere e di vivere pienamente la fraternità» (n. 10). Che cosa dobbiamo fare per crescere nella fraternità? Gesù Cristo ci da una risposta chiara: «Chi fra voi è il più grande diventi come il più piccolo e chi governa diventi come quello che serve». E aggiunge: «Io sono in mezzo a voi come uno che serve» (Lc 22,26-27). Con queste parole Gesù ci annuncia una scelta fondamentale: l’anima della fraternità che edifica la pace è il servizio. «Ogni attività deve essere, allora, contrassegnata da un atteggiamento di servizio alle persone, specialmente quelle più lontane e sconosciute» (n. 10) Maria, la Madre di Gesù, ci aiuti a comprendere e a vivere in tutti i giorni della nostra vita la fraternità che sgorga dal cuore del suo Figlio, per portare pace ad ogni uomo su questa nostra amata terra».

ha promosso e che anche la nostra Chiesa diocesana ha vissuto dall’11 ottobre 2012 al 24 novembre 2013: l’Anno della fede. L’Anno della fede lo ha indetto il papa Benedetto XVI, perché riscoprissimo la gioia del credere e ritrovassimo l’entusiasmo nel comunicare la fede. Infatti l’Anno della fede ha voluto aiutarci innanzitutto a riscoprire l’amore di Dio, a rinnovare la nostra conversione al Signore Gesù, a sperimentare la gioia del credere. Ma poi ci ha chiesto anche di essere testimoni credibili e gioiosi del Signore risorto, di ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede, di trasmetterla con fierezza e con gioia, di mostrare alle persone in ricerca la “porta della fede”. Ed è l’impegno che abbiamo assunto già il mese di settembre, con il programma pastorale di questo biennio 2013-2015: diventare “popolo di Dio in missione”.» Mons. Soravito ha evidenziato l’impegno che nasce dalla fede vissuta: «Oggi è necessario riscoprire la gioia del credere e ritrovare l’entusiasmo del comunicare la fede. Nella quotidiana riscoperta del suo amore attinge forza e vigore l’impegno missionario dei credenti che non può mai venire meno. La fede, infatti, cresce quando è vissuta come esperienza di un amore ricevuto e quando viene comunicata come esperienza di grazia e di gioia» (PF 7). Per questo, prima che si concludesse l’Anno della fede, abbiamo iniziato l’anno della missione e abbiamo invitato tutti i cristiani a “ritrovare l’entusiasmo del comunicare la fede” e a diventare “popolo di Dio in missione”.» Quindi il Vescovo ha precisato: «La fede ci chiede di essere annunciatori dell’amore di Dio verso tutti anche con la parola. Anzi, «la fede cresce quando viene comunicata come esperienza di grazia e di gioia» (PF 7). Il nostro compito di cristiani non è soltanto quello di compiere atti di carità, ma anche quello di “narrare” ciò che Dio ha fatto e sta facendo nella nostra vita personale e nella nostra storia, per suscitare negli altri la speranza e il desiderio di Gesù. Non possiamo ridurre l’annuncio del Vangelo alla comunicazione di eventi salvifici del passato, ma dobbiamo “raccontarli” mostrando come essi sono diventati attuali nella nostra vita, nella vita della comunità ecclesiale, nella storia degli uomini. Ma non possiamo limitarci neppure a narrare la nostra esperienza di fede: dobbiamo aiutare anche gli altri a fare questa lettura di fede. E lo facciamo partendo dalla convinzione che Dio già è presente nel cuore delle persone. Infatti mediante l’incarnazione Dio si è unito in qualche modo a ogni uomo. Con il battesimo ha reso partecipi tutti i cristiani dei germi della risurrezione. Incontrando le persone, noi veniamo in contatto con il mistero della Pasqua che c’è in ognuna di esse. Non siamo noi che portiamo Dio a loro, perché Dio c’è già con loro; ci ha già preceduti; noi abbiamo il compito di aiutarli a “riconoscerlo”, a cogliere i segni della sua presenza nella loro vita, dentro le loro attese, domande, invocazioni di salvezza. Per questo dobbiamo metterci accanto alle persone con lo stile della “compagnia”, come ha fatto Gesù con la samaritana e con i due discepoli di Emmaus.»


14 la Settimana

missioni

La missione cambia volto

Missionari per le nostre comunità

La missione sta cambiando volto. Sino a qualche decennio fa erano quasi esclusivamente le comunità cristiane europee o nord-americane a inviare missionari nel resto del mondo e portavano un vangelo impregnato della loro cultura. Ora, le comunità che andavamo a “evangelizzare” sono cresciute e prendono coscienza di dovere essere anche loro missionarie. “Dar de nuestra pobreza”, hanno detto a Puebla i Vescovi dell’America latina. La missione, non è più a senso unico: Chiese ricche di personale e di mezzi che aiutano quelle povere di persone e di mezzi. La missione è circolare, il Vangelo è, allo stesso tempo, dono offerto e dono ricevuto. Comunione, scambio e dialogo sono i nuovi nomi della missione. Lo constatiamo ogni giorno. Molte nostre parrocchie, generalmente quelle più piccole, hanno preti provenienti da altre terre. Molte case religiose sopravvivono per la presenza di religiose e religiosi che vengono da altri continenti. Senza

dubbio, la missione tradizionale: sostenere le giovani comunità cristiane del mondo, deve restare nel cuore delle nostre comunità, ma le antiche comunità cristiane, per quanto ricche di tradizioni, hanno ora bisogno della missione che viene, cioè di preti e di suore che, dall’Africa, dall’Asia, dall’America latina, vengono ad “evangelizzarci”. Le ragioni della loro venuta non possono essere dettate unicamente dal nostro bisogno di riempire dei vuoti, né dal miraggio di preti desiderosi di accomodarsi. Comunione e scambio, esigono una relazione alla pari, indicano comunità che si danno una mano, donandosi quello di cui sono ricche. Ogni comunità cristiana del mondo ha situazioni, modi di vivere la fede che, in un dato momento, possono illuminare, incoraggiare altre comunità. I preti venuti da altre chiese, non sono venuti, non debbono venire per fare i chierichetti o i tappabuchi. Le religiose non sono qui solo per fare le badanti alle consorelle anzia-

Il Papa: Preghiamo per i perseguitati a causa di Gesù

La nascita e il martirio

Nella ricorrenza di santo Stefano, Francesco invita a superare l’immagine “fiabesca” del Natale. E ricorda il significato autentico dell’Incarnazione: la violenza è vinta dall’amore «Preghiamo per i nostri fratelli e le nostre sorelle che subiscono discriminazioni per la loro fede». È l’invito che papa Francesco ha rivolto ai fedeli ieri durante l’Angelus, incentrato sul tema del martirio, nel giorno della memoria liturgica di santo Stefano. E ha ricordato come anche oggi molti cristiani sono perseguitati, aggiungendo poi: «Sono sicuro che, purtroppo, sono più numerosi che nei primi tempi della Chiesa». Un invito alla preghiera, questa volta per la pace, anche durante la benedizione Urbi et orbi di Natale, con il tradizionale messaggio nel quale ha ricordato le numerose ferite del mondo a motivo di guerre e calamità, su cui ha invocato la carezza di Dio: «Abbiamo bisogno che il nostro cuore si commuova». (Da Avvenire del 27-12-2013)

ne. Preti e suore sono tra noi per essere testimoni del Vangelo come lo vivono le comunità che li hanno generati. Tra questi: i “missionari” che vengono dall’Asia ci parlano del vivere la fede in un contesto di minorità e di persecuzione, ci mostrano la profonda religiosità, la contemplazione, la sobrietà, l’umiltà dei loro popoli; i latinoamericani ci parlano di religiosità popolare, di approccio alla parola di Dio, di solidarietà, di impegno per la giustizia; gli africani ci portano il loro forte senso comunitario, la fiducia nella provvidenza, la gioia delle loro liturgie incarnate nella loro cultura. Questi e tanti altri aspetti della vita cristiana possono essere scambiati tra le chiese del Nord e del Sud. L’incontro con le nostre comunità, ricche di fede, di generosità, di esperienze pastorali, di amore ai poveri, deve riscaldare il cuore dei “missionari” che arrivano e, di riflesso, aiutano le comunità da cui vengono. Questa osmosi, che ringiovanisce la Chiesa, esige che il missionario sia inviato dal suo vescovo e dalla sua comunità di origine; che abbia alle spalle un’esperienza forte ed originale di annuncio nel suo paese; che sappia inserirsi nella cultura, la lingua, le usanze della comunità che l’accoglie. Le comunità che accolgono il missionario straniero debbono essere preparate a riceverlo, a valorizzare la sua esperienza, a considerarlo una grazia che le aiuta a capire meglio i valori e le debolezze della nostra società, delle nostre comunità. Nessun missionario, il nostro che va come quello che viene, deve mettere radici definitive, un giorno deve rientrare nella sua chiesa per arricchirla con l’esperienza fatta. Crescenzio Moretti (da Cum - dicembre 2013)

Famiglia Missionaria della Redenzione Via A. Speroni, 16 - 45100 ROVIGO tel. 0425.24004

www.fmdr.org - fmdr@fmdr.org

Anniversario della Nascita di SANTA MARIA CHIARA NANETTI (9 gennaio 1872)

XVI° anniversario del ritorno alla casa del Padre del nostro Fondatore Don ACHILLE CORSATO

In questo giorno importante per la nostra Famiglia Missionaria della Redenzione la sorella JEANINE HARERIMANA si consacrerà per sempre a Cristo Redentore. La Celebrazione eucaristica sarà presieduta dal nostro Vescovo LUCIO SORAVITO alle ore 18.30 nella cappella di Casa “Regina delle Missioni” in Via A. Mario, 36 – Tel 0425 23806 – Rovigo (Seguirà la Cena di fraternità – si prega di dare la propria adesione)

domenica 5 gennaio 2014

La morte di don Giulio Battistella

Combattente umile e instancabile per la pace

“Povero con i poveri” lascia in dono a noi tutti una profonda testimonianza missionaria Ero andato a visitarlo con Don Sergio Marcazzani a Negrar dove era ospite dell’ospizio del clero veronese. Un corpo tutto rattrappito dalla malattia, ma, sia pure nello stato di quasi incoscienza, sempre lui, con lo sguardo mite che lo caratterizzava. Lascio ad altri, a lui più vicini, il racconto della sua vita. Il mio vuole essere il ricordo di un amico, di quello che lui è stato per me e, credo, per gli altri amici del CEIAL. Approdò al CEIAL dall’Argentina, dove, in una villa miseria, aveva passato alcuni anni della sua vita, sperimentando da vicina la vita dei poveri e quella solidarietà che si riscontra spesso tra i poveri in America Latina. Erano i tempi in cui in Argentina imperversava una durissima dittatura militare. Al CEIAL, con lui abbiamo vissuto le riflessioni, le diversità, la preghiera, i momenti di distensione che fecero bella la vita di quel gruppo di preti. Ricordo la semplicità della sua vita e i suoi tempi, sempre un po’ più lunghi dei nostri. Ricordo il suo andare, di notte e di giorno, con la sua “vespa”, per incontrare quei gruppi che si aprivano alla nuova sensibilità missionaria. Ricordo il lavoro puntiglioso per preparare i suoi contributi al SIAL, lo strumento del CEIAL per far conoscere dal di dentro l’America Latina: i problemi, le speranze, i profeti che, senza neppure immaginarlo, preparavano l’avvento di un papa latinoamericano. Ricordo il suo lungo viaggio, usando solo mezzi terrestri, attraverso a tutta l’America latina di lingua spagnola, dall’Argentina al Messico. Lo vidi abbastanza provato dall’altitudine, quando arrivò a La Paz dove ci eravamo dati l’appuntamento per l’annuale incontro dei missionari italiani in Bolivia. Ricordo la visita che gli feci a Cuba, con don Maurilio Guasco, nella sua parrocchia “Consolaciòn

del sur”, nella diocesi di Pinar del Rio: una abitazione molto umile, tanti libri ammonticchiati da tutte le parti, il taxi a cui doveva ricorrere per visitare le cappelle lontane, la gallina che aveva preparato per il pranzo dei visitatori. Ma di don Giulio devoricordare, soprattutto, la tenacia nel portare avanti quello in cui credeva ed aveva fatto la missione della sua vita. Quello che credeva don Giulio era Vangelo puro, senza tutti i sofismi che noi ci inventiamo per annacquarlo e mettere a tacere la coscienza. Don Giulio era un vero cristiano, un vero missionario, un vero amico dei poveri, combattente umile ed instancabile per la pace, per diffondere uno stile di vita che permettesse a tutti di sedersi al tavolo dei beni comuni, per un mondo più giusto, per la salvaguardia del creato. Oltre a partecipare a tutti gli incontri a cui lo invitavano, scriveva sui giornali e le riviste che gli offrivano uno spazio. Sempre sul suo tema scriveva libri come: Nuovi stili di fede, Pastorale e nuovi stili di vita. E’ stato uno dei promotori del movimento: Beati i costruttori di pace. Senza dubbio, lui, le beatitudine non le ha solo predicate. don Crescenzio Moretti (da Noticum dicembre 2013)


radio kolbe

domenica 5 gennaio 2014

Rovigo e Provincia 91.200 mhz Rovigo città 94.500 mhz

la Settimana 15

Lendinara 98.400 mhz Canda 98.700 mhz Ficarolo 98.500 mhz

Radio Volontariato - I Forum Giovanili Polesani

Dal basso all’alto: spazio ai giovani Quattro rappresentanti ci spiegano il progetto

Nel mese di dicembre sono state due le puntate di Radio Volontariato. Nella seconda sono stati ospiti quattro giovani che appartengono ai forum giovanili della provincia di Rovigo. Intervistati da Francesco Casoni hanno partecipato Giulia Di Vita e Martina Bonfante del Forum di Canda, Giorgio Mantovani del Forum di Lendinara e Valerio Bragante del Forum di Frassinelle. Sono venuti in radio per parlare del progetto “Dal basso all’alto, spazio ai giovani”, un progetto che già dal titolo fa capire che si tratta di un progetto che intende fare parlare i giovani e per raccogliere dei contenuti.

«Il progetto – ha spiegato Martina - è nato dalla collaborazione di due forum giovani che sono quello di Lendinara e di Canda. L’idea era quella di condividere qualche esperienza e di sviluppare delle tematiche che sono molto care a noi giovani ma che spesso non capiamo o di cui non parliamo mai, abbiamo perciò deciso di rivolgerci ad una associazione no profit e grazie a questa siamo riusciti a sviluppare questo progetto europeo, perché fa parte del programma “Gioventù in azione”. Principalmente il progetto aveva due scopi: la partecipazione attiva dei giovani che spesso sono al di fuori

delle politiche o non sono ascoltati oppure sono loro che non vogliono essere coinvolti. L’altro scopo era quello di fare uscire dall’isolamento il Polesine e fare capire che anche noi ci siamo e che ci sono giovani che hanno interesse a fare qualcosa». Giulia ha spiegato cosa in concreto è avvenuto nell’ambito del progetto: «abbiamo affrontato tre diversi temi: quello dell’intercultura, l’ambiente e infine il lavoro. Riguardo al primo abbiamo voluto analizzare e capire come mai tra i giovani non ci fosse coinvolgimemento anche dei giovani di diverse culture, come quella cinese o musulmana e che sono vicine

a noi ma non sono coinvolte nelle attività di tutti i giovani, come andare in bar ecc. si sta sempre assieme tra gruppi omogenei. Ci siamo chiesti il perché anche in un piccolo paese non possiamo stare insieme». Per quanto riguarda l’ambiente l’argomento è stato illustrato da Giorgio. Valerio ha affrontato invece il tema del lavoro: «Può sembrare paradossale parlare di lavoro ai giovani e ancora più ai giovanissimi, ma è giusto che conoscano i loro diritti, le loro possibilità ed i loro doveri». Ai giovani hanno fatto interpretare i datori di lavoro ed i lavoratori per fare capire loro come è fatto un contratto di lavoro o come si gestisce un’impresa. r. g.

Quando?

Radio Volontariato è in onda ogni lunedì alle 21.15, ogni giovedì alle 18.20 e il venerdì alle 11.00.

Alla pizzeria “Le Vighette” di Stanghella

Quando la pizza è ...on air

Auguri, poesie e sorprese per la conviviale di fine anno

Bastano una pizza e una birra per ritrovarsi assieme e stare in compagnia. Una volta all’anno, in quella che è diventata ormai una tradizione. Così nei giorni che ci hanno preceduto le festività natalizie, ci siamo trovati di nuovo noi collaboratori e amici della radio, assieme al nostro direttore, Don Bruno per un momento di festa e per scambiarci gli auguri, accolti come sempre, nel migliore dei modi, dagli amici della Pizzeria “Le Vighette” di Stanghella. A microfoni spenti, si è accesa la simpatia dei tanti collaboratori, uniti dalla comune passione per il mezzo radiofo-

nico che da trent’anni ormai non manca di mandare nell’etere la sua parola di conforto, di amicizia e di speranza. Nell’occasione don Bruno ha evidenziato come la radio in quest’ultimo anno si sia arricchita di nuovi collaboratori, a partire da Enzo Costa che conduce giornalmente una rassegna stampa ecclesiale. E poi la nuova rubrica Arab Rovigo, programma in due lingue, italiano ed Arabo. Ed ancora il programma dedicato al pubblico giovane della diocesi, Polesine Coast to Coast, condotto da Thomas ed Alberto, aiutati in regia da Enrico e Davide. E

poi, l’ultimo acquisto, Andrea Nalio, con il suo programma, Linea di meta, dedicato alla palla ovale. Alla cena erano presenti anche gli amici dell’ordine Francescano secolare del Polesine che conducono un programma che fa parte della sto-

ria dell’emittente ovvero “Voce Francescana”. C’erano le sorelle del Centro Mariano, che portano agli ascoltatori di Radio kolbe la voce, il sostegno e l’esempio della Madre di Gesù attraverso le onde radio. E’ stato dei nostri anche don Daniele, parroco di Costa che per tanti anni ha collaborato con la radio diocesana, proprio don Daniele ha consegnato a tutti una cartolina con un pensiero di Papa Francesco sul presepio. E’ stato poi consegnato a tutti una copia della pagina realizzata per il secondo anno, sulla settimana con le foto degli ospiti della nostra emittente nel corso del 2013. Anche i collaboratori hanno voluto ringraziare don Bruno, omaggiandolo con un piccolo presepio. Infine, Salvatore ha dedicato una simpatica poesia alla radio e al suo direttore e fondatore. (r. g.)

Ponte Radio il libro di Luca Malin

Quella donna al Volante

La storia di Maria Antonietta Avanzo

Il nostro Polesine è una terra ricca di personaggi di spicco. Persone formidabili, dotate di intelligenza, capacità, coraggio, spirito di avventura. Persone che magari hanno compiuto imprese al confine con la leggenda e che lo stesso quasi inspiegabilmente sono finite nel dimenticatoio collettivo. Ma per fortuna c’è qualcuno che va a frugare nel cestino della memoria e ripesca queste personalità ricollocandole nel posto d’onore che gli spetta. E’ il caso di Maria Antonietta Avanzo, temeraria automobilista dell’inizio dell’800 pioniera dell’automobilismo e se vogliamo dell’emancipazione femminile. A farcela riscoprire è il libro intitolato “Indomita, la straordinaria vita di Maria Antonietta Avanzo” curato da Luca Malin, graphic designer con il pallino della ricerca storica e presentato ai nostri ascoltatori nella recente puntata di Ponte Radio a cui ha partecipato assieme all’assessore alla Cultura, Laura Negri. «Anch’io non conoscevo Maria Antonietta, fino al 2008 quando lessi per la prima volta un articolo che la riguardava – ha detto Luca in radio – ed è stato amore a prima vista in quanto subito ho iniziato a raccogliere informazioni, senza però l’intenzione di farne diventare un libro, ma solo per curiosità personale. Però nel corso del tempo ho accumulato tantissimo materiale ed ho deciso di tradurlo in questo volume». Il libro fra l’altro è ricchissimo di fotografie c’è moltissimo materiale inedito proveniente da archivi privati, in particolare dei parenti. «Ho cercato i mettere a frutto la mia esperienza grafica per dare vita ad un prodotto gradevole, funzionale». Luca ha descritto i tratti della personalità della Avanzo: «Lei è nota come una grande automobilista, sembrava finita qui ma dalle ricerche è emersa una personalità complessa, addirittura eclettica nel senso che nonostante fosse autodidatta era dotata di una cultura che gli permetteva di incontrare personaggi come D’Annunzio, Hamingway e Mascagni ma grande è sta-

to anche il suo impegno a livello umanitario, ricordiamo che ha vissuto i grandi conflitti, durante i quali ha messo a disposizione la sua grande esperienza di autista di ambulanze ma anche ha messo a disposizione la fitta rete di contatti che aveva. Guidava gli idrovolanti ed è stata anche direttrice di due riviste e collaboratrice del quotidiano “L’impero”. Poi è stata tre anni in Australia, dove ha aperto e gestito una fattoria. Si è trovata da sola ad allevare i figli». Nel corso della puntata abbiamo trasmesso lo spezzone di una intervista realizzata dalla Rai. «Quello che mi ha impressionato di più di questa donna – ha detto Luca non è solo la forza fisica ma anche quella mentale. E nel contempo una certa tenerezza perché è stata una madre premurosa e molto presente per i figli». Il 15 gennaio il libro sarà presentato a Taglio di Po, dove c’è una associazione che si chiama “Taglio di Po nel cuore” presso la sala consiliare del Comune mentre il 30 gennaio a Rovigo Luca sarà ospite del Rothary e poi a febbraio si terrà una presentazione presso il ristorante Cristallo di Rovigo con il Soroptimist. Luca ha voluto agevolare i rodigini in quanto in tutte le librerie di Rovigo fino al 31 dicembre sarà in vendita al prezzo di 25 euro mentre dal primo gennaio il costo sarà di 30 euro. Fuori provincia invece il prezzo è di 40 euro. Roberto Giannese

Quando?

lunedì e venerdì alle 18.20 e il martedì alle 21.30


16 la Settimana

rubriche

domenica 5 gennaio 2014

angolo francescano a cura dell’Ordine Francescano Secolare del Polesine

Taunotizie

La Pace dono di nostro Signore

Pace e bene carissimi lettori. Abbiamo da poco “salutato l’”Anno della Fede, indetto dal nostro Papa Emerito Sua Santità Benedetto XVI° nell’ottobre del 2012. Accogliamo il Nuovo Anno immergendoci nella pace dell’io interiore. Gesù ci dice Ogni volta che si celebra la Santa Messa, mediante il sacerdote Gesù dice: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”. Gesù non ci lascia mai soli, come ci ha promesso. Ma per sentirlo vicino, sentirlo dentro di noi, dobbiamo fare silenzio attorno a noi. Non che dobbiamo rimanere muti, anzi, dobbiamo intensificare la nostra preghiera, chiedendo il dono della pace per noi e per i fratelli che incontriamo sulla nostra strada. Quanta indifferenza, quanta cattiveria, quanti odi, quante guerre ci sono nel tempo che viviamo. Siamo sempre di fretta, camminiamo per la strada senza guardarci in viso, a testa bassa come asini, e ci disturba se qualche fratello ci chiede un po’ di pane, una parola di conforto. Ma qui San Francesco ci dà una lezione con il noto episodio del lupo ammansito. Carissimi, vi siete mai chiesti come il nostro Serafico fratello riuscì a portare la pace tra un lupo randagio che metteva paura e gli abitanti di Gubbio? Questi scendevano per le strade armati di bastoni, per colpire questo animale. Santo Francesco lo avvicinò con del cibo e, parlandogli di non far del male a nessuno, persuase i suoi concittadini a lasciar cadere le armi che insanguinano, anzi, chiese di offrire anche loro quel po’ di cibo che potevano dare a questa povera bestia. Da allora il lupo si fece avvicinare da tutta la gente del luogo. Questa non fu la conversione del lupo ma dei suoi persecutori. Qui sta il segreto,”essere armati d’amore”, di comprensione, di fratellanza gli uni per gl’altri. Francesco è maestro nello spezzare

le catene dell’indifferenza e ci ha insegnato ad abbracciare l’Amore, quell’Amore che abbiamo festeggiato da poco, nella meravigliosa festa del Natale; quel Gesù Bambino, nato in una fredda grotta e visitato dai pastori, persone che, secondo la mentalità farisaica del tempo, vivevano ai margini della società, disprezzati da tutti perché contaminate dal contatto con gli animali. Facciamo nostro questo segreto, portiamo serenità e speranza a chi incontriamo sulla nostra strada, senza pregiudizi ma con la pace nel nostro cuore. Non guardiamo la carta d’identità dei nostri fratelli che magari ci fermano per via, ma affianchiamoci al loro passo e aiutiamoli a portare il loro fardello di solitudine, essendo lontani dai loro paesi nativi, magari facendo conoscere il nostro buon Gesù. Siamo tutti diversi, con modi di fare, mentalità diverse, ma tutti figli del Dio Bambino. Imitiamo il nostro Santo Padre, Papa Francesco che, ad alcuni giornalisti che gli chiedevano cosa ne pensasse di certi comportamenti umani, ha risposto: Chi sono io per giudicare? E noi, chi siamo per giudicare ? Chi siamo per allontanare i nostri simili e magari portare rancore nei loro confronti solo perché hanno atteggiamenti diversi dai nostri. Facciamo fiorire la pace attorno a noi, profumiamo le nostre famiglie di pace. San Francesco ci lasciò in eredità una preghiera che ci incoraggia: “Signore, fa di me uno strumento della Tua pace”. Francesco cantava l’Amore per ogni creatura con tutta la sua passione e intensità di cuore. Sapeva scendere nell’intimo dei fratelli che lo circondavano e faceva sue le loro amarezze, per tutti aveva parole d’amore e seminava pace. Imitiamo il nostro serafico Padre e, con l’aiuto dello Spirito Santo, chiediamo anche noi il dono della pace vera, della pace del cuore, contagiamo tutti quelli che incontriamo e preghiamo che il Signore, per la Sua immensa misericordia, estenda al mondo intero la pace. Allora anche noi possiamo dire al Signore: “Fa’ di me uno strumento della Tua pace, dov’è odio che io porti ’Amore”, perché Tu solo Signore sei l’Amore e solo in Te il mio cuore riposa nella Pace. Oriana

In campagna

Abbiamo chiuso il libro del 2013 e aperto il 2014

Un libro fatto di 365 pagine, una al giorno scritta dalla realtà che ormai è storia. Il libro va riposto negli scafali della libreria del tempo. A scorrere le pagine si ripassa l’anno nella sua quotidianità e, come sempre, ci si trova di tutto. A volo rapido aprendolo a caso offre letture sui fatti e misfatti che regolano la vita e che sembrano ripetersi anno dopo anno con il loro carico, una cianfusaglia fatta di speranze, all’inizio, di constatazioni nel proseguo, di soddisfazioni e/o delusioni alla fine. E’ sempre stato così. Restringiamo l’osservazione nel mondo dei campi avendo ben presente che questo non è un isola per cui per una lettura sufficientemente esauriente ed intellegibile dei fatti occorrerebbe estenderla nel contesto generale. Dove si lavora a cielo aperto si è soggetti all’andamento meteorologico e ogni

Le difficoltà della vita non si risolvono eliminando la vita ma superando le difficoltà

anno è diverso dall’altro tanto che l’amico coltivatore, rassegnato ai caprici meteo sentenzia “…non c’è da darsi pensiero più di tanto perché ogni anno viene con il suo malanno”. Sapienza contadina. La caratteristica meteo del 2013 sembra uniformarsi a quello che i meteorologi indicano come un lento ma continuo cambiamento del clima con perturbazioni che

tendono, nel loro manifestarsi, verso comportamenti estremi in termini di natura, intensità e durata. Per la sua valenza planetaria, si tratta di un capitolo aperto della scienza che, attualmente, più di dare indicazioni di probabilità delle manifestazioni nello spazio e nel tempo, pur con dovizia di particolari, altro non può fare. La riposta dei campi è di conseguenza. La difesa non

- CHE COS’È IL CENTRO DI AIUTO ALLA VITA? E’ un servizio di volontariato a disposizione della donna che si trova in difficoltà a causa di una maternità difficile. - CHI PUÒ RIVOLGERSI AL CENTRO AIUTO ALLA VITA? Ogni donna in una situazione difficile per la sua maternità: la ragazza non sposata che attende un figlio; la donna già madre che aspetta un altro bambino e ha bisogno di aiuto; ogni

può che essere passiva con il ricorso ad “ombrelli” veri e propri come le reti antigrandine o le serre, o virtuale, come le assicurazioni che incidono non poco nel computo del prodotto netto, tanto che l’amico di prima non ha dubbi: “l’assicurazione la xe la prima tempesta”. Ma tant’è: fa parte del rischio dell’imprenditore. Nel contesto più generale anche il settore primario naviga nel mare della crisi. Dalla sua ha il sostegno della PAC rinnovata fino al 2020, un filo di Speranza che, come afferma lo scrittore e poeta francese Charles Pèguy (1873-1914) con una bellissima intuizione che cade a puntino in questo periodo, è la più piccola delle tre virtù teologali che cammina tenendo per mano le altre due, la Fede e la Carità. Alla prossima. Auguri di Buon Natale e Anno nuovo. Orazio Cappellari

donna che ha paura di un figlio, che non riesce ad accettarlo che lo sente come un problema - CHI C’È AL CENTRO AIUTO ALLA VITA? Una donna che ti capisce, e ti offre la sua amicizia. Volontari qualificati per darti un aiuto, un consiglio, ospitalità, informazioni sui tuoi diritti e sui diritti del bambino. Se ne hai bisogno puoi trovare aiuti domestici di emergenza e famiglie amiche da cui avere ospitalità.

Orari Sante Messe Adria Adria-Cattedrale: Festive 7.30 9.15 - 10.30 - 12.00 - 18.30; Feriali: 7.30 - 9.00 - 18.30; Prefestiva 19.00. Casa di Riposo: 16.30. Divin Lavoratore: Festive: 9.30 11.30 - 18.00; Feriale 18.00; Prefestiva 18.00. Tomba: Festive: 8.00 - 9.30 - 11.30 - 19.00; Feriale: 8.00 - 18.30; Prefestiva: 19.00. S. Vigilio: Festive: 8.00 - 10.00; Prefestive: 18.00. Rovigo Duomo Concattedrale: Festive: 8.30 - 10.00 - 11.30 - 19.00 - Feriali: 8.00 - 10.00 - 19.00 SS. Francesco e Giustina: Festive: 10.00 - Per i cattolici anglofoni 11.00 (Chiesa del Cristo) - 11.30 18.30 - Feriali: 18.30 (Chiesa del Cristo, tranne al sabato) Rovigo Commenda: Festive: 8.00 - 10.00 - 11.30 - 18.00 - Feriali: 7.00 - 18.00 Maria SS.ma Madre di Dio (delle Rose): Festive: 8.30 - 10.30 - 12.00 - 18.30 - Feriali: 8.30 -

18.30 S. Bartolomeo Apostolo: Festive: 8.00 - 10.00 (Iras - infermeria ore 10.00) - 12.00 - 18.00 - Feriali: 8.30 - 18.00 (Iras - Casa soggiorno sabato ore 16.45) S. Pio X: Festive: 8.30 - 10 - 11.30 - 17. Prefestiva: 17 - Feriali: 8.30 (al mercoledì alle 17). S. Antonio: Festive: 10.00 in Casa Serena - 11.00 - 18.30 - Prefestiva: 18.30 - Feriale 18.30. Tempio “La Rotonda”: Festiva: 10.30 - Feriale: 9.00 Centro Mariano: Festiva: 10.00 Feriale: 7.30 S. Domenico: Festive: 9.00 11.00 - 18.00; Prefestiva: 18.00. Feriali: 8.00 - 18.30. Cappuccini: Domenicale e festivo: ore 7.30 - 9.00 - 11.00 - 17.00 Prefestiva: ore 17.00 - Feriale: ore 9.00 - 17.00. S. Rita: Festiva: 10.00 - Feriale: 18.00 (solo al Sabato) Carmelo della Trasfigurazione: Festiva: 8.00 - Feriale: 7.30. Ancelle della SS.ma Trinità: Festiva 8.30 - Feriale: 7.30.

Adria - Azienda Ulss 19

Verifica autocertificazioni per l’esenzione del ticket L’esito dei controlli ha individuato posizioni di irregolarità

Gli Uffici Regionali, secondo quanto disposto dalla normativa vigente, effettuano i controlli sulla veridicità delle autocertificazioni presentate dagli assistiti del Servizio Sanitario Nazionale ai fini dell’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria, o ticket, per motivi di reddito e di condizione socio-economica. In particolare sono stati oggetto di verifica i dati di reddito 2010 (tratti dall’archivio Fiscaldata) e di stato (archivi Veneto Lavoro e INPS) con quelli delle autocertificazioni per condizione economica e status dell’anno 2011. I risultati di tale attività hanno evidenziato un consistente numero di autocertificazioni non conformi ai dati contenuti in tali archivi, con la conseguenza che, a partire dal 2014, l’Ulss 19 procederà, per i propri assistiti, con l’addebito e la conseguente comunicazione di quanto dovuto a titolo di ticket e di quota aggiuntiva, oltre alla relativa sanzione amministrativa ed al recupero delle spese amministrative sostenute. Nel caso in cui l’assistito decidesse di procedere al pagamento di quanto contestato entro i 60 giorni dal ricevimento del relativo addebito, potrà beneficiare del pagamento in forma ridotta della sanzione, fermo restando il recupero del ticket non pagato, della quota fissa e delle spese amministrative. In ogni caso l’assistito potrà, entro 30 giorni dal ricevimento della contestazione, richiedere all’Azienda Ulss 19 un colloquio, o inviare documentazione, qualora ritenga di disporre di elementi utili a comprovare di essere effettivamente nella condizione dichiarata tramite l’autocertificazione. In mancanza di pagamento o di documentazione giustificativa ritenuta valida dagli uffici dell’Azienda è previsto l’obbligo di recupero del credito tramite Equitalia. L’Azienda precisa, anche in considerazione del difficile quadro economico attuale, che tale iniziativa, peraltro obbligatoria ai sensi del Decreto Ministeriale 11 dicembre 2009, non deve essere interpretata come un ulteriore strumento di vessazione sul cittadino, ma, al contrario, come strumento di garanzia del cittadino stesso e dei suoi legittimi diritti; pertanto chi non ha fruito in maniera inappropriata di benefici economici non ha nulla da temere. Una pubblica amministrazione dunque in grado di tutelare la legalità ed il rispetto dei diritti del cittadino.

Farmacie di turno Farmacie di Turno notturno e diurno a Rovigo nella settimana dal 3 al 11 gennaio 2014 Venerdì 3 - dr. Dian, Corso del Popolo, 284 Rovigo. Sabato 4 - Tre Colombine, Via L. Barucchello, 10 Rovigo; pomeriggio: Tre Mori, Via Zanella, 14 Rovigo; Comunale n. 2 S.Apollinare. Domenica 5 - Comunale n. 3 Via Tre Martiri, 61 Rovigo. Lunedì 6 - Sant’Ilario, Viale Gramsci, 34 Rovigo. Martedì 7 - dr. Dian, Corso del Popolo, 284 Rovigo. Mercoledì 8 - Rhodigium S.A.S, Via Umberto I, 44 Rovigo; Comunale n. 4 Boara Polesine. Giovedì 9 - Tre Mori, Via Zanella, 14 Rovigo; Comunale n. 2 San Apollinare. Venerdì 10 - Centrale, P.zza V. Emanuele II, 17 Rovigo; “La Fenice”, Via Meucci, 2/4 Boara Pisani. Sabato 11 - Comunale n. 1 Via Badaloni, 47 Rovigo - dr. Lo Curzio, Sarzano; pomeriggio: Sant’Ilario, Viale Gramsci, 34 Rovigo.

• ROVIGO - Vicolo CAMPANA, 1 TEL. 0425 27779 Orari: Lunedì e Martedì 16-18; Mercoledì 10-12; Venerdì 10-12 • ADRIA - P.tta CAMPANILE, 11 TEL. 0426 900040 Orari: Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle ore 9.30 alle 11.30 • TRECENTA C/O OSPEDALE SAN LUCA tutti i Mercoledì dalle ore 9,30 alle 11,30

C/O TORRE CIVICA Piazza Garibaldi - Trecenta il Giovedì dalle ore 15 alle 17 • C/O Ufficio EPACA – Via G. Garibaldi CASTELMASSA - 2° Mercoledì di ogni mese dalle ore 15 alle 17 • Centro di Raccolta Ex Scuole di Runzi – Bagnolo di Po - 2° Domenica e ultima di ogni mese dalle ore 15 alle 17 S.O.S. VITA NUMERO VERDE 800.813000


cultura

domenica 5 gennaio 2014

Riflessione sulla vita della Chiesa

Dal disegno di Dio sulla donna all’autorevolezza del genio femminile nella Chiesa Un compito specifico da valorizzare

«Sono fermamente convinto di una cosa: il cristianesimo è ancora giovane, il mondo non ha ancora visto niente»: sono parole pronunciate poco prima di morire dal teologo ortodosso Olivier Clément. Nel ministero petrino di Papa Francesco stiamo davvero vedendo le “cose nuove” che Dio sta suscitando nella Chiesa. Fra esse, una questione che gli sta particolarmente a cuore: che venga approfondita la teologia sulla donna, quale premessa necessaria per dar spazio al genio femminile «anche lì dove si esercita l’autorità nei vari ambiti della Chiesa». È per il Papa una sofferenza — come ha confidato — constatare che nella Chiesa o in alcune organizzazioni ecclesiali il ruolo di servizio della donna scivoli verso un ruolo di servidumbre. Lo ha ripetuto più volte: «La Chiesa non può essere se stessa senza la donna e il suo ruolo»; «la donna per la Chiesa è imprescindibile». Si tratta di comprendere il disegno di Dio sulla donna e i suoi carismi e non certo di progettare un’idea di donna secondo schemi ideologici e culturali che la oppongono all’uomo o la situano davanti a lui in maniera riduttiva. Una chiave teologica che può aprire nuove piste per questa ricerca è il tema del “principio mariano” della Chiesa, riconosciuto da Giovanni Paolo II e da

Benedetto XVI come profetico, costitutivo della vita e della missione stessa della Chiesa, al punto che Papa Wojtyła ravvisava in esso addirittura «il contenuto più profondo del rinnovamento conciliare». Si tratta di guardare la Chiesa con occhi nuovi, correggendo la convinzione, presente tuttora in tanti cattolici, che al centro della Chiesa vi sia unicamente la gerarchia, ovvero il “principio petrino”. In realtà, i due principi sono complementari. Anzi, come ebbe a dire Giovanni Paolo II, «questo profilo mariano è altrettanto — se non lo è di più — fondamentale e caratterizzante per la Chiesa quanto il profilo apostolico e petrino, al quale è profondamente unito (...). Questo legame fra i due profili della Chiesa, quello mariano e quello petrino, è dunque stretto, profondo e complementare,

pur essendo il primo anteriore tanto nel disegno di Dio quanto nel tempo, nonché più alto e preminente, più ricco di implicazioni personali e comunitarie» (Discorso alla Curia romana, 22 dicembre 1987). Ma come intendere il principio mariano? In una parola, potremmo dire che è la dimensione dell’accoglienza e dell’attualizzazione del dono vivificante della salvezza nell’oggi dell’umanità, dimensione essenziale della vita cristiana ed ecclesiale, che ha il suo modello in Maria. Al momento dell’annunciazione, la giovane di Nazareth, col suo “sì”, sotto l’azione dello Spirito, accoglie in sé il Verbo come “seme” divino e gli dà carne umana. Ai piedi della Croce, Maria è investita da una nuova maternità che abbraccia l’intera umanità: con un nuovo “sì”, accetta la volontà di Dio indi-

Valorizza il territorio

Turismo in Polesine su un’«App» gratuita

Tutte le coordinate dell’aspetto turistico del territorio della provincia di Rovigo a portata di cellulare scaricando una App gratuita da oggi fruibile. La provincia di Rovigo nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, ha aderito al progetto “MOTOR: incubatore turistico mobile”. Dal progetto MOTOR, la provincia ha ritenuto di creare uno strumento multimediale innovativo che sfrutti la Realtà aumentata attraverso gli smartphone per visualizzare punti di interesse distribuiti sul territorio provinciale. La Realtà Aumentata è un sistema di grafica interattiva che permette di intervenire in tempo reale sul flusso di immagini riprese dalla fotocamera del proprio cellulare, arricchendo la realtà con l’aggiunta di contenuti geolocalizzati. L’assessore alla cultura Laura Negri durante la presentazione, ne ha sottolineato l’importanza in quanto fornirà all’utenza tutte le indicazioni turistiche sul territorio, una sorta di mappatura.

La potenzialità dello strumento: può essere aggiornato e, l’unico dato non indicato sono i punti di ristoro poiché hanno un turnover notevole, tutte le notizie sono in italiano, inglese ed a breve in sloveno. “Un approccio nuovo di sfruttare l’offerta del territorio e che la nostra provincia è stata la prima in Polesine ha concretizzare il progetto” ha sottolineato con orgoglio l’assessore. La parola poi ai tecnici di Archimedia che sono entrati nel dettaglio tecnico e pratico. Innanzitutto la ‘App’ è gratuita e gli utenti dovranno semplicemente andare sul proprio Store (App Store per i possessori di telefoni Apple o Google Play per chi ha telefoni dotati di sistema operativo Android) e scaricare ‘JUNAIO’, il browser che permette poi, di caricare il canale MOTOR, contenente tutte le informazioni sui punti di interesse catalogati e categorizzati dalla Provincia di Rovigo. Una volta installata ed avviata l’App, l’utente/turista che si troverà in qualunque luogo della Provincia di Rovigo, vedrà apparire direttamente sul

display del proprio cellulare i punti di interesse, semplicemente puntando l’obiettivo della fotocamera dello smartphone nella loro direzione. Toccando le icone sul display, si accede al menu attraverso il quale è possibile interagire con il punto di interesse selezionato: si potrà quindi accedere ad una scheda informativa di base dello stesso, visitarne il sito internet (ove presente), telefonare o inviare una mail ai riferimenti indicati. E’ inoltre possibile personalizzare la ricerca secondo i seguenti criteri: raggio e categoria. La Provincia di Rovigo con questo progetto ha trasformato lo smartphone dell’utente in un ‘binocolo’ moderno, capace di visualizzare –sovrapponendo alla realtà – il posizionamento dei punti di interesse, con la certezza che più si interagisce con il territorio e più accattivante è l’esperienza che quel territorio può offrire. Un bel regalo per Natale perché già da oggi (primo giorno) si potrà usufruire gratuitamente delle informazioni contenute, basta avere un cellulare. Stefania Sgardiolo

la Settimana

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In libreria Da Marcianum Press

La religione nella Scuola Pubblica in Europa

catale da Gesù morente, e restituisce a Dio il Figlio che aveva concepito in sé, accogliendo in sua vece Giovanni, e in lui l’umanità. Distaccandosi dal Figlio incarnato che, morendo, dà la vita per tutti, lascia che la linfa divina — lo Spirito — che sgorga dal cuore del Cristo pasquale, si riversi sulle “carni” dell’umanità e la in-formi della vita di Lui. Realtà che noi, in qualche modo, siamo chiamati a rivivere, uscendo da noi stessi, dalle nostre sicurezze per andare incontro agli altri nella loro diversità, e non di rado anche nella lontananza apparente da Dio, per scoprire e dissotterrare in essi l’agire nascosto dello Spirito. Se da un lato il Cristo crocifisso e risorto continua a comunicarci la vita trinitaria attraverso il ministero apostolico, la parola di Dio, i sacramenti e i carismi, dall’altro questa storicizzazione e socializzazione del dono della vita divina ha bisogno della nostra risposta attiva, sul modello del doppio “sì” di Maria. Perché questa vita nuova in Cristo diventi storia concreta, tangibile e visibile in mezzo agli uomini e alle donne di ogni epoca della Chiesa e dell’umanità, è necessario questo atteggiamento “mariano” di accoglienza e di attualizzazione. Il principio mariano, così inteso, è elemento essenziale della cristificazione del mondo, ovvero del dilagare dell’amore divino che suscita fra le persone quei rapporti nuovi in Cristo di reciproco dono e accoglienza, che hanno la sorgente ultima nella vita della Trinità e costituiscono il tessuto vivo del popolo di Dio. Tutti i fedeli, uomini e donne, sono interpellati dal principio mariano della Chiesa. Tutti i battezzati, a imitazione di Maria, sono chiamati a partecipare all’attuazione del progetto salvifico di Dio sull’umanità. Si pensi, ad esempio, al ruolo dei laici, la cui vocazione specifica è essere «artefici di una umanità nuova» (Gaudium et spes, 30), operando nell’educazione e nell’economia, nella politica e nell’arte, nella medicina e nel lavoro, nella pastorale. Ascoltando quanto lo Spirito dice alla Chiesa, è evidente che oggi siamo davanti a un momento cruciale per la comprensione più profonda del modo particolare con cui la donna, proprio come donna, manifesta e realizza il principio mariano. Sempre più sta maturando la consapevolezza che la donna esprime un genio specifico femminile nel farsi storia dell’evento di Gesù. E ha perciò una sua “autorevolezza” da esercitare anche nei processi decisionali nella Chiesa, proprio oggi, quando più che mai la Chiesa tutta è chiamata a essere «casa e scuola di comunione», per attuare — come auspicato dal concilio Vaticano II — la sua missione nel mondo come «sacramento, ossia il segno e lo strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano». Brendan Leahy Vescovo di Limerick

L’insegnamento della religione nella scuola pubblica in Europa Per le edizioni di Marcianum Press, Massimo Catterin, autorevole esperto di Diritto Canonico e attualmente componente la Rappresentanza Pontificia in Bangladesh, ha pubblicato un eccellente saggio quanto originale sull’insegnamento della Religione nella scuola pubblica in Europa. La prima considerazione di chi si appresta a vagliarne e a commentarne il contenuto è sicuramente di soddisfazione e di singolare stimolo: finalmente nel leggere questo non breve libro ci si districa perfettamente in quel mai abbastanza chiarito sistema che regge l’insegnamento della religione nelle scuole europee. Ciò per fare giustizia, una volta tanto, a quanto di approssimazione, di pressapochismo e di imprecisione che, da sempre nei media italiani, regna in termini di informazione sui reali criteri e modalità utilizzati nelle scuole europee nell’apprendimento di tematiche ecclesiali. Un documento – quello di Catterin – quanto mai appropriato giacché in presenza di un profondo processo di secolarizzazione, intervenuto in special modo nel nostro continente, l’insegnamento della religione, ispirato alla scienza teologica della Chiesa, è cambiato di molto se non addirittura stravolto e alle prese con criteri didattici gestiti in maniera diversa a seconda, ovviamente, di un sempre più affermata prerogativa non solo di natura etnico religiosa quanto spesso di carattere ideologico. Il contesto in cui opera l’autore è vasto e per dare completezza al saggio inserisce gli indirizzi che, dal punto di vista legislativo e regolamentare, i vari organismi europei (UE, Consiglio d’Europa, l’Ocse) hanno adottato in fatto di politiche educative e il ruolo che in varie fasi di consultazione la Santa Sede ha svolto. Come anche il succedersi, sempre in tema di educazione religiosa, di proposte e indicazioni che il Vaticano, ancora, ha avanzato nella sua qualità di soggetto di diritto internazionale, in un quadro di relazioni globali e, non ultimo, il lavoro svolto dalle Conferenze Episcopali nella predisposizione delle leggi relative all’insegnamento religioso cattolico nei rispettivi Stati. Per dimostrare inoltre quale sia stata la mole dell’impegno dei Vescovi cattolici europei per ricercare anche in collegamento con le strutture sinodali delle Chiese di rito orientale e con centri di studio qualificati e di Università, Catterin dà lo stato di un annoso lavoro di monitoraggio e di aggiornamento, effettuato dalle Conferenze Episcopali Europee, sui sistemi educativi nelle scuole del nostro continente per la definizione di un cammino comune proprio sui temi inerenti la materia scolasticamente indicata come “religione”. Il tutto non solo per un interesse statistico o di orientamento quanto anche per legittimare meglio “ la sfida alla contrapposizione tra la laicità e il diritto alla liberta religiosa, motivo questo di disgregazione della società, facendo così perdere il riferimento alle radici comuni necessarie per costruire l’uomo europeo (cfr. pag. 332)”. Tre sono le categorie che sul tema l’autore appronta e nelle quali, con meticolosa precisione incasella tutti i paesi d’Europa. L’insegnamento a base teologica inteso come riferimento alla “Scienza delle fede creduta” con metodi propriamente confessionali gestiti dalle Chiese, quello a base mista di Teologia e scienza delle religioni che distingue chi porta a imparare da credenti partendo da una propria tradizione di fede e chi invece porta a conoscere semplicemente le tradizioni religiose, ispiratrici di grandi culture e, infine, l’insegnamento su base di scienze religiose non teologiche imperniate sulle attendibilità scientifiche delle religioni stesse. Massimo Catterin dunque vanta con questa sua ultima opera un vero e proprio “Digesto” del magistero scolastico religioso in Europa oltre che da leggere, da tenere sempre sott’occhio, in particolare dagli operatori mediatici, per non incorrere sulla cosiddetta “ora di religione” in qualche inesattezza di troppo. Il libro è edito dalla “Marcianum Press”, parte del polo pedagogico-accademico della Fondazione Studium Generale Marcianum; Fondazione voluta e Fondata da Angelo Scola, Cardinale, tesa al dibattito scientifico e culturale con al centro l’uomo nella sua totalità. Gabriele Cappato

(da “L’Osservatore Romano” 14 novembre 2013)

Massimo Catterin - L’insegnamento della religione nella scuola pubblica in Europa. (Ed.Marcianum Press – Pagg. 611 - € 39,00)

Normativa e metodi dell’insegnamento della Religione nei 28 Paesi dell’Unione Europea ed altro ancora


18 la Settimana

caritas

di don Dante Bellinati

“Pensavo...”

! !

Consumo Critico Consumare e fare la spesa ci sembrano fatti banali che riguardano solo noi, i n ostri gusti, il nostro por tafoglio. Eppure il consumo è un fatto che riguarda tutta l'umanità, perché dietro a questo nostro gesto quotidiano si nascondono problemi di por tata planetaria di natura sociale , politica ambientale . “Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno” (Henr y David Thoreau). Che cos'è. E' un atteggiamento di scelta permanente che si attua su tutto ciò che compriamo ogni volta che andiamo a fare la spesa. Il consumo critico punta a fare cambiare le imprese attraverso le loro s t e s s e re go l e e c o n o m i c h e , fo n d a t e s u l gioco della domanda e dell'offer ta. Infatti scegliendo cosa comprare e cosa scar tare , non solo segnaliamo alle imprese i compor tamenti che approviamo e quelli che condanniamo, ma sosteniamo le forme produttive corrette , mentre ostacoliamo le altre . In definitiva, consumando in maniera critica è come se andassimo a votare ogni volta che facciamo la spesa. Cosa possiamo fare . Ogni volta che facciamo la spesa possiamo scegliere i prodotti non solo in base al prezzo e alla qualità, ma anche in base alla loro storia e al compor tamento delle imprese che ce li offrono. In par ticolare è impor tante valutare se sono prodotti utili, da dove provengono, se sono frutto di oppressione in qualche paese del mondo. Se richiedono alti consumi per la loro produzione, se hanno conseguenze ambientali gravi. Dobbiamo, ad esempio, leggere le etichette e porci delle domande prima di comprare q u a l s i a s i c o s a : è f r u t t a e ve r d u r a d i stagione? E' un prodotto proveniente da agricoltura biologica o a lotta integrata? E quindi con uso minore di pesticidi, erbicidi e ormoni? E' stato prodotto localmente e quindi con risparmio di energia di trasformazione, conservazione e traspor to?

domenica 5 gennaio 2014

PRIMO PIANO - Il 4 gennaio alle ore 9.30 a Rovigo presso la Caritas diocesana, alle 15.00 ad Adria.!

C o n ve g n i v i c a ri a l i C a ri t a s A Rovigo, sabato 4 gennaio alle ore 9,30 presso la Caritas diocesana e ad Adria alle ore 15 presso la parrocchia di Cristo Lavoratore si svolgono i convegni vicariali “dal basso”; per le Caritas del Vicariato a Rovigo, per le Caritas e Associazioni della carità ad Adria. Nuova formula: “dal basso” perché protagonisti ed esperti relatori delle nuove povertà sono gli operatori a contatto diretto di queste realtà, persone e bisogni; “vicariali” perché il nuovo assetto pastorale sembra qualificarsi con più realismo sul territorio vicariale o delle unità pastorali. Il Vescovo Lucio auspica che l'anno de “il popolo in missione” lasci “due ricordi, quali segni perenni di una Chiesa missionaria. Il primo segno è questo: i centri di ascolto del Vangelo... L'altro segno è questo: in ogni parrocchia o unità pastorale si costituisca la caritas parrocchiale, la cui funzione è quella di

sensibilizzare la coscienza di tutti verso le vecchie e le nuove povertà, vicine e lontane. E in ogni vicaria si costituisca l'osservatorio delle povertà presenti e spesso nascoste nel territorio. La carità è «il banco di prova di credibilità della C h i e s a » ( Pa o l o V I ) , l a c a r t a d i riconoscimento dei discepoli del Signore (cf. Gv 13,35) e il punto su cui saremo tutti giudicati nel giudizio finale (cf. Mt 25,31-46). Al centro del Convegno viene messo il tema dell'osservazione: non un'osservazione sociologica o statistica, ma che nasce dalla necessità di fare sintesi delle storie che come volontari incontriamo, per restituire alla comunità che ci ha mandato non solo quanto fatto, ma anche quali sono le nuove frontiere sulle quali muoverci. Il senso dell'osservare è il senso che ci fa “da ponte” dalla relazione con la persona

che ha bisogno, alla comunità che ha bisogno di riconoscere le povertà presenti. Per questo diventa importante comunicare non solo gli esiti di quanto fatto, ma anche i percorsi che hanno portato alla nascita di iniziative e servizi. Ma occorre nello stesso tempo coltivare la capacità di non fermarsi alla operatività, ma di cercare di osservare, di cogliere a pieno le istanze per meglio farsi portavoce dei bisogni delle persone in situazioni di disagio. Anche questo è uno dei compiti istituzionali della Caritas. Sembra funzionale tenere presente la forma interparrocchiale (vicariale, unità pastorale, cittadina,...) nella promozione di servizi diversi (CdA, centri di distribuzione, microfinanza, mense, dormitori, ambulatori, docce...) e nello stesso tempo cercare di non perdere la capillarità (anche con uno o due animatori) come presenza che assicuri un'azione animativa presso le singole parrocchie. La dimensione interparrocchiale (cittadina, vicariale, di unità pastorale,...) offre anche la possibilità di aumentare e qualificare il peso specifico delle realtà ecclesiali nell'interlocuzione con le istituzioni. Resta aperta la questione della differenza tra Caritas parrocchiale e gruppo caritativo che offre servizi di carità. Come pure esiste una sovrapposizione tra Caritas p a r r o c ch i a l e e C e n t r o d i a s c o l t o , costituendo un nodo problematico l'identità, il funzionamento e l'organizzazione di questo strumento che non va ad identificarsi con la Caritas parrocchiale. don Dante Bellinati

Lombardia, si al pediatra per i figli di immigrati irregolari, ma permangono le differenze In Lombardia i figli di immigrati irregolari potranno essere curati dai pediatri, ma non avranno un medico fisso. Ogni volta che si ammalano i genitori dovranno cercare un pediatra disponibile. È quanto ha deciso la Giunta guidata da Roberto Maroni e il provvedimento rientra nelle misure del nuovo piano sanitario. Sul diritto all'assistenza sanitaria per i figli di immigrati irregolari si è acceso un aspro dibattito nei mesi scorsi, finito nelle aule del Tribunale di Milano, dove il 27 settembre si è svolta la prima udienza del ricorso per discriminazione presentato da tre associazioni: Asgi, Avvocati per niente,

Anolf , Cisl e Naga. "Suscita perplessità la scelta di non dare l'accesso al pediatra mediante la attribuzione di un pediatra ‘fisso’, così come avviene per i bambini italiani e per i figli degli stranieri regolarmente soggiornanti", scrivono in una nota congiunta le associazioni. “Con il sistema del pagamento a prestazione – sottolineano le associazioni -, si crea un sistema certamente più costoso per la Regione, che, oltre a non parificare pienamente, senza alcun valido motivo, la condizione di Italiani e stranieri, rischia di non garantire la continuità assistenziale”. Non solo: senza

Diario • 04 gennaio, ore parrocchiali de 9.00, Rovigo, Caritas dio cesana, conv • 04 gennaio, l vicariato di Rovigo. egno Caritas ore 15.00, A dr ia convegno Car (RO), parrocc hia Cristo La • 11 gennaio, itas e Associazioni di Adr voratore, Badi ia. Sardegna e Fi a Polesine (RO), iniziativ • 13 gennaio, lippine - Concer to di be a di solidarietà per nefic Rov “Rielaborazio igo, Casa Sant’Andrea, 6° enza. ne in gr uppo incontro cors ”. o per CdA

In Bacheca Poliambulatorio “Casa Sant’Andrea” Modalità e criteri di accesso ✓ Il poliambulatorio è un servizio rivolto a tutte le persone che per diverse ragioni non hanno accesso al “medico di base” ✓ Le visite si effettuano esclusivamente su prenotazione ✓ La prenotazione è gestita dal Centro di Ascolto diocesano (lunedì-venerdì dalle ore 9:00 alle 13:00; tel. 0039 0425 23450) Ambulatorio di medicina generale

Lunedì ore 14:30 - 17:00

Ambulatorio dentistico

Lunedì, ore 09:00 - 17:00, Mercoledì e Giovedì ore 14:30 - 17:00

un'adeguata campagna d'informazione, aggiungono le associazioni, si corre il rischio che gli iscritti al sistema sanitario regionale siano meno delle aspettative. Il Consiglio regionale, nel luglio scorso, aveva bocciato una mozione di Umberto Ambrosoli, che prevedeva, in applicazione di un accordo Stato-Regioni, di estendere l'assistenza pediatrica anche ai figli di immigrati senza permesso di soggiorno. Le tre associazioni, dopo la bocciatura, avevano deciso di ricorrere al tribunale di Milano. da Redattore Sociale

Contattarci Sede: Via Giacomo Sichirollo n. 58 - 45100 Rovigo Orari: Lun-Ven 9:00-13:30 e 14:30-17:00 Tel: Fax: e-mail: web:

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Roma - Casa Santa Marta Per la ricorrenza del 40° dell’ordinazione di don Carlo Marcello

che due Vescovi, uno dei quali era Mons. Parolin, il nuovo Segretario di Stato che ha preso il posto del Cardinale Tarcisio Bertone. Alle sette in punto è entrato il Papa da solo, e ha iniziato la Messa in una forma normalissima, accompagnata da un suono d’organo e dal canto delle Suore. Mi ha colpito la semplicità del Papa: era la sua Messa privata, ed erano state ammesse pochissime persone. La Cappella di Santa Marta non era gremita, anzi, c’erano parecchi posti liberi. Evidentemente il Papa, a questa sua Messa personale, non vuole confusione, ma non vuole neanche essere da solo. Il Papa non ha una voce molto forte; quasi sussurra quel che dice. La sua omelia, un commento alle letture del giorno, è ciò che mi ha colpito di più. Il Papa è un uomo profondo e coraggioso; non ha paura di affrontare le questioni più delicate e sono convito che lo capiremo sempre di più. Alla fine della Messa il Papa si è levato i paramenti e poi è tornato in Chiesa per fare il ringraziamento, seduto in un

banco in mezzo alla gente. Poi è uscito nell’atrio d’ingresso di Santa Marta e ha ricevuto tutti, prima i Vescovi e poi noi preti. Quando ho realizzato che di lì a poco sarei stato io, da solo, davanti al Papa, mi ha preso una forte emozione, superata però dall’affabilità di questo Papa che si lascia abbracciare come un amico. Gli ho detto: “Santità, sono venuto per il quarantesimo anniversario della mia Ordinazione Sacerdotale”, e lui ha scherzato con me dicendo: “Ma quanta pazienza ha dovuto portare per la Chiesa in tutti questi anni”. Gli ho detto: “Santità, io amo la Chiesa e la mia vocazione: mi dia la sua benedizione”. Ci siamo abbracciati, e così è terminato l’incontro. In quell’abbraccio al Santo Padre ho portato con il cuore tutti coloro che mi hanno seguito con la preghiera e incoraggiato ad andare da solo, visto che il gruppo che avrei voluto portare con me non era stato ammesso, a questo appuntamento indimenticabile. Don Carlo

Un vita di fede nella famiglia e nel lavoro Papà di mons. Giordano Caberletti

Cattolica e come iscritto al partito della Democrazia Cristiana. Nel ’46 si sposò con la signora Carmela, dal loro matrimonio nacquero tre figli, due maschi e una femmina che venne a mancare in tenerissima età. Negli anni sessanta si trasferì a Runzi di Bagnolo Po. Il lavoro, il sacrificio e la famiglia sono state le realtà nelle quali ogni giorno Giovanni ha vissuto in prima persona con fede e responsabilità. Una vita segnata dall’esperienza dolorosa della guerra e dalla prigio-

Senza la Provincia avremo un Polesine più slegato E’ stato questo un anno non certo facile, impegnativo, carico di difficoltà, di problemi, con situazioni di disagio per le famiglie, per i giovani e per gli anziani come per tutta la comunità. E’ stato un anno difficile nel quale la Provincia di Rovigo, nella persona del suo presidente, Tiziana Virgili e dei suoi assessori e collaboratori, ha voluto essere ogni giorno in prima linea per far fronte alle tantissime domande di aiuto, di intervento, di vicinanza alla popolazione. L’anno 2013, con tutte le sue realtà difficili ma anche positive, è stato illustrato ai giornalisti delle varie testate presenti nel territorio del Polesine nel corso della tradizionale Conferenza Stampa di fine anno. L’incontro ha avuto luogo presso il Palazzo della Provincia di Rovigo lunedì 30 dicembre 2013. Una crisi ancora fortemente presente e pesante per il Polesine e per la sua gente, per il lavoro e le sue aziende. Tutto questo, ha spiegato Virgili, a causa dei forti tagli economici attuati dallo Stato. Una realtà che di giorno in giorno ha dovuto confrontarsi con una grave situazione di incertezza economica e amministrativa, di insicurezza e per i dipendenti della Provincia come per gli amministratori a causa del continuo alternarsi di proroghe, annunci di abolizione, cancellazioni e quant’altro che ha riguardato la fine delle Province e tra queste la Provincia di Rovigo. Più che le grandi opere si è cercato in ogni momento, - ha spiegato il presidente - di occuparsi dei bisogni immediati delle scuole, della viabilità, delle strade, dell’ l’ambiente, ma sopratutto delle persone anziane, ammalate, senza lavoro, della famiglia. A tutto questo si sono aggiunti in determinati periodi dell’anno

altri disagi dovuti all’ambiente e al maltempo. L’obiettivo, ha osservato la Virgili, è stato quello di offrire, ricercare e attuare risposte concrete ai veri bisogni della persona. Certo, ha aggiunto Virgili, le difficoltà non sono mancate neppure negli anni precedenti, ma il 2013 è sicuramente il più difficile, si è dovuto far calibrare in modo deciso le pochissime risorse, ed ora - ha sottolineato il Presidente - si apre il 2014: un tempo che sicuramente si presenta già da ora non facile proprio in vista di un futuro carico di grandi incertezze e per le Province e per la nuova realtà che dovrà prendere il suo posto . E’ stato osservato che, venendo a mancare la realtà della Provincia, si cancellarà per sempre una presenza estrema-

mente importante, che fino ad oggi ha svolto il ruolo di legame con il territorio, di vicinanza, con la sua gente e con i comuni. Rispondendo alle domande dei giornalisti la dottoressa Virgili tra le altre cose ha affermato che l’esperienza vissuta in questi anni, come assessore e nel ruolo di presidente è stata impegnativa e nello stesso momento bellissima, stimolante sul piano culturale, sociale e amministrativo. Una esperienza, - ha detto il presidente - che le ha permesso di scoprire una realtà molto importante come è il Polesine e la sua gente, una terra meravigliosa, ricca, animata da una popolazione laboriosa, generosa capace di dare vita a tantissime realtà di volontariato. Il Polesine , ha affermato la presidente Virgili, non è il fanalino di coda di nessuno, non è ultimo a nessuno, ma piuttosto una terra ricca e bella dal punto di vista del paesaggio, del suo ambiente, della sua storia, arte e cultura, e delle sue ricchezze naturali. La gente del Polesine è stupenda, quindi ha bisogno di credere di più nelle sue potenzialità e possibilità, che sono molte, nella consapevolezza che il Polesine ha molto da offrire al territorio, al Veneto, all’Italia. Settimio Rigolin

Anniversario

Runzi - Ricordo di Giovanni Caberletti

Tutta una vita vissuta nella logica dell’amore evangelico, nella semplicità di una famiglia, nel lavoro dei campi e nella comunità, una esistenza animata dalla solidarietà, dall’attenzione ai fratelli, nel bene e nella santità ricercata nel vissuto quotidiano. Questa è in sintesi la figura di Giovanni Caberletti, papà di mons. Giordano, sacerdote del presbiterio diocesano, attualmente Prelato Uditore della Rota Romana, e di Pietro sindaco del Comune di Bagnolo di Po. Giovanni ha concluso il suo cammino terreno nella sua casa di Runzi, all’età di 95 anni, nella mattinata di mercoledì 25 dicembre 2013, solennità del Santo Natale. Originario di Bargantino (Ro), dove era nato nel 1918, ancora giovanissimo con la sua famiglia si trasferisce nel comune di Stienta, svolgendo fin da ragazzo il lavoro di agricoltore. Da sempre impegnato in parrocchia, accanto ai parroci mons. Giuseppe Marchesani, mons. Tarcisio Cappato, don Giuseppe Fava, nell’Azione

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Provincia - Gli auguri di fine anno con la Presidente

Alla Messa di Papa Francesco Lunedì 18 novembre ho avuto il privilegio di poter celebrare la S. Messa con il Papa in Casa Santa Marta. Avevo chiesto di poter andare con una lettera (in data 10 settembre) indirizzata a Mons. Alfred Xuereb, Segretario Personale di Papa Francesco, e lui prontamente mi aveva risposto pochi giorni dopo, il 16 settembre, fissando l’appuntamento per il 18 novembre. Il motivo della richiesta era la ricorrenza del 40° anniversario della mia Ordinazione Sacerdotale. Così sono partito Domenica 17 per Roma, ho pernottato dalle Suore di Maria Bambina in Via Paolo VI, vicinissimo al Vaticano, e al mattino alle 06.15 sono uscito per raggiungere a piedi il posto di guardia sulla sinistra del colonnato, e alle 06.30 ci hanno fatto entrare; dopo ben tre controlli delle Guardie Svizzere e della Gendarmeria Vaticana, ci siamo trovati finalmente davanti a Casa Santa Marta, fatta costruire da Giovanni Paolo II per ospitare i Cardinali durante il Conclave. Vi soggiornano normalmente i Vescovi in “visita ad limina”, e altre persone invitate dalla Santa Sede. Non è un albergo dove possa andare chiunque. Qui, come tutti sanno, il Papa ha scelto di vivere, per poter incontrare persone normali e vivere una vita più vicina alla gente comune. Qualche minuto prima delle sette siamo entrati, e noi sacerdoti ci siamo vestiti per la Messa in una saletta riservata e poi fatti accomodare in Chiesa su delle sedie davanti all’altare. Con noi c’erano an-

la Settimana

polesine

domenica 5 gennaio 2014

nia, che lo ha portato a vivere lontano dalla sua famiglia diversi anni della sua gioventù. Credendo fortemente nei valori della pace e della democrazia, mai si è udita da lui una parola di rimprovero, di vendetta o di cattiveria verso coloro che non condividevano le sue idee. La liturgia funebre è stata celebrata nella chiesa di Runzi venerdì 27 dicembre 2013, a presiedere la celebrazione il Vicario Generale della Diocesi di Adria-Rovigo mons. Claudio Gatti, il figlio don Giordano, il parroco don Valmore Mantovani, e altri confratelli sacerdoti. All’omelia il Vicario dopo aver comunicato la partecipazione nella preghiera del Vescovo Lucio Soravito de Franceschi, ha ricordato la figura umana e cristiana di papà Giovanni. E’ doveroso ricordare che Giovanni ha vissuto fino all’ultimo istante della sua vita nell’amore della sua famiglia, con il figlio Pietro, la nuora Antonella, i nipoti Chiara e Andrea e il figlio sacerdote don Giordano. s. r.

Ricordo di Lamberto Lupato A 18 anni dalla sua scompasa

Il ritrovarsi ogni tanto e ricordare con fraterna Amicizia, ciò che è passato alla storia, nel bene e nel male, è un fattore educativo molto importante. Era una felice espressione che capitava spesso di leggere tra i scritti della Montessori. Sull’altro versante invece, capita spesso di sentire: “è meglio dimenticare”, perché ricordare a volte provoca dolore. Nella vita quotidiana può succedere a tutti di ricordare con amore e con affetto o dimenticare per negligenza o di proposito. Ognuno di noi dovrebbe sapere che la vita è un dono Divino, lo sa sicuramente il credente e lo sa, a mio avviso, anche il non credente perché se veramente non lo sapesse, la vita per lui dovrebbe finirsi in qualsiasi momento e importagli di nulla, invece la cura molto, a volte anche con tanta avarizia e egoismo. Abbiamo fatto queste poche riflessioni giorni orsono, fra tre Amici mentre si parlava di imminenti feste Natalizie, il freddo che non aveva ancora incominciato a farsi sentire e si degustava un Caffè in un Bar della popolare Città di Rovi-

go: Bar Borsa. Neanche a farlo a posta tre ex Stintesi, emigrati dal proprio paesello per le vicissitudini che la vita ci ha riservato ad ognuno di noi: lavoro, famiglia e altro. Uno dei tre, guardandomi, ha esclamato: quando ti vedo, mi viene sempre in mente Lamberto Lupato. Quel ragazzo eccezionale, professionista serio, indiscusso, amante della propria famiglia e dei suoi figli. Tolto dalla vita terrena in maniera inspiegabile, quasi per un disegno Divino, così pure successivamente suo figlio e una nipote. Una

disgrazia appresso all’altra, un dolore che solo nella Fede si può trovare una risposta e per noi amici, una consolazione Non si può giustificar e dimenticare tragedie umane di questo spessore solo perché il tempo aiuta a dimenticare. Questo concetto Lamberto Lupato nei suoi 46 anni di vita terrena, c’è l’ha ricordato in più occasioni, erano riflessioni di vita, in momenti formativi cha avevamo, avuto da ragazzi ma anche da adulti Una vita da credenti, da educatori, da professionisti e da Volontari nel Sociale. Certo che la vita continua, guai se non fosse così. In questi giorni della ricorrenza del 18° anno dalla sua scomparsa, rinnoviamo il nostro segno di Amicizia alla Moglie e alla Figlia, unitamente alle sorelle Laura e Gloria, con l’Augurio fraterno che Lamberto e Suo figlio dall’alto della loro Luce sappiano illuminarvi di quelle Grazie che a noi miseri mortali non ci è modo di capire e vivere. Questa è per noi l’Amicizia verso la Sua famiglia e le sue sorelle. Gianni, Franco, Gino


la Settimana domenica 5 gennaio 2014 - pagina 20

Il Natale insieme al reparto di Cardiologia

Festa per il 25° degli Amici del Cuore

Con il soprano Sonia Visentin ed il Vescovo Lucio

Un centinaio di persone ha partecipato lunedì scorso all’evento di fine anno organizzato dagli Amici del Cuore. L’associazione di volontariato, in occasione del 25esimo anniversario della fondazione, ha festeggiato il Natale insieme ai medici della Cardiologia di Rovigo, presso l’auditorium dell’ospedale Santa Maria della Misericordia. Ospite d’eccezione il soprano Sonia Visentin, artista polesana di fama internazionale, che ha allietato i presenti con alcuni canti natalizi, accompagnata alla tastiera dal musicista e “amico del cuore” Bruno Paganelli. Carlo Piombo, presidente degli Amici del Cuore, ha aperto l’incontro, ricordando i passi mossi insieme alla Cardiologia di Rovigo nell’ultimo quarto di secolo. “L’anno scorso abbiamo festeggiato i 30 anni della Cardiologia – ha ricordato Piombo – senza la quale non sarebbe nata la nostra associazione. Questo reparto ha fatto passi da gigante in questi anni e compito degli Amici dal Cuore, dal 1988, è proprio sostenere la Cardiologia con opere di sensibilizzazione in materia di prevenzione e acquisto di attrezzature mediche”. Un movimento che si è radicato nel territorio grazie anche al

progetto “Il cuore motore della vita”, che negli ultimi cinque anni ha avvicinato oltre 20mila persone in tutta la Provincia di Rovigo. Dopo aver passato in rassegna iniziative attuali e future, tra cui la Piramide alimentare polesana sui sui sta lavorando l’Alberghiero di Adria, e l’idea di una cartella sanitaria informatica per i pazienti cardiopatici, il presidente Carlo Piombo ha conferi-

to alcuni riconoscimenti a chi in questi anni si è impegnato nella difesa del cuore: Pietro Zonzin, uno dei padri fondatori della Cardiologia di Rovigo, l’attuale primario Loris Roncon, il vice presidente degli Amici del Cuore Ettore Cichella, il segretario Luigi Brazzorotto e Libera Santato, cuore pulsante dell’associazione di volontariato. La cerimonia si è conclusa con i saluti e gli auguri per un felice Natale del vescovo Lucio Soravito De Franceschi, del dottor Willy Pagani della Fondazione Cassa di Risparmio e dello stesso Pietro Zonzin.

Zaia: “Festeggio con gli Amici del cuore di Rovigo” “L’Associazione Amici del Cuore, presente in numerose realtà sanitarie venete, ha una caratteristica tutta speciale: lavora tanto: sempre per aiutare i sanitari, per supportare i reparti, per assistere e consigliare i cardiopatici, per diffondere le conoscenze sulla patologia. E’ per questo motivo che saluto con particolare riconoscenza le nozze d’argento dell’Associazione di Rovigo, che da 25 anni opera al fianco della locale cardiologia”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia si complimenta

con il presidente Carlo Piombo e con i protagonisti dell’Associazione Amici del Cuore di Rovigo, che ha compiuto 25 anni di attività. “Un’attività – aggiunge Zaia – caratterizzata da una presenza continua, ma anche da progettualità significative come ‘il cuore motore della vita’ che ha avvicinato 20.000 persone e l’idea di una cartella sanitaria informatica per i cardiopatici”. “A gente così – conclude Zaia – non resta altro da fare che stringere idealmente la mano ad uno per uno con un sincero grazie”.

Partecipazione gioiosa a S. Pietro Polesine

Tutta la comunità per il presepe vivente Nel territorio del Comune di Castelnovo Bariano

Castelnovo Bariano: 3.000 abitanti scarsi, una superficie civica di ben 37,56 kmq, un’unica frazione di circa 800 anime, San Pietro Polesine, in cui lo spirito identitario è valore aggiunto da sempre in questo paesino dei due campanili. Tale senso collettivo di appartenenza si è rinnovato la notte di Natale tramite il presepe vivente allestito nello spazio verde davanti alla sala civica, voluto dal gruppo giovanile La tana di birichin e dal comitato parrocchiale coordinato da Sergio Crescenzio. Il presidente Michele Romani osserva che “s’è voluto riprendere dopo anni una tradizione radicata da noi. Far rivivere il miracolo della natività in piazza e figuranti in costumi d’epoca, attendendo la gente che esce dalla messa notturna, offrire le tradizionali vivande calde, scambiarsi gli auguri, ribadire il senso della più bella festa dell’anno che ha così tanta incidenza sull’animo umano”. Il vice sindaco Francesco Masini ha seguito tutte le fasi organizzative ed ha partecipato vestito da centurione romano. “Abbiamo lavorato parecchio – sottolinea – e la serata ha avuto grande successo. Bravi i nostri giovani nella fase preparatoria e nella recita; tutta la nostra comunità si è trovata in piazza per un evento unico”. I protagonisti del presepe vivente: Fatima Guzman, la Madonna, Alberto Ravagnani, S. Giuseppe; Monica Masini e Monia Evangelisti le pastorelle; i Magi sono stati interpretati da Anna Bressan, Marco Bernardelli ed Enrico Garuti; graziosi gli angeli per merito di Anna Caramori ed Elisa Fioravanti; Alessandro Fioravanti e Roberto Gavioli si sono improvvisati fabbri con tanto di incudine e martello a forgiare lunghe aste metalliche uscite da infuocati bracieri; i centurioni romani Francesco Masini e Marco Battaglia rappresentavano l’autorità imperiale; nella mangiatoia l’asinella Camilla, una capra e un montone messi a disposizione da Raffaella Guerzoni. Già alle 22 il presepe vivente era pulsante di vita mentre la gente numerosa entrava in chiesa per la tradizionale messa, un’atmosfera particolare coinvolgeva un po’ tutti. La nascita di Gesù coincide con il solstizio d’inverno, quando il sole, giunto al punto più basso del suo corso nel cielo, non scompare, sembrando fermarsi

in attesa tanto da riprendere da allora in poi vigore. Una sensazione di pace collettiva che invita al raccoglimento e alla meditazione: il tempo sembra arrestarsi, la natura pare silenziosa, la vegetazione in attesa di rinascita. Come molte altre questa festività cristiana prese il posto di una pagana, quella romana del sol invictus: Cristo sole di giustizia sostituì la precedente divinità astrale. Il Natale rappresenta l’inizio di un nuovo mondo, la nascita di un’epoca nuova come nel solstizio d’inverno la natura si sta già preparando alla primavera. Il centro sampietrese si è popolato fittamente quando la

gente ogni età è uscita al termine della mezza natalizia ed è stata emotivamente coinvolta dal presepe vivente, dal bambino nato in una mangiatoia, dall’omaggio dei Re Magi al figlio di Dio. Un senso di gioia e di fratellanza ha coinvolto tante persone e pandoro, brulé e cioccolato offerti davanti al presepe sono stati assai graditi. Il sindaco Massimo Biancardi, intervenuto all’evento, ha osservato che “sono stati bravi i nostri ragazzi a allestire il presepe vivente e ciò ha coinvolto intera la comunità sampietrese ed ho notato molta gente da fuori. Un’iniziativa originale che ha interpretato bene lo spirito della Natività”.


La Settimana n 1 del 5 gennaio 2014