Uno, nessuno, centomila | Einer, keiner, hunderttausend

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Nonostante l’evidente affinità di tematiche, le opere in mostra appartengono a tre differenti progetti. Per te, per ricordarti spesso si compone da una decina di opere ed è il risultato di una ricerca dove l’artista ha lavorato con immagini di archivio, cercando di indagare il senso delle varie identità private e collettive. Le fotografie narrano della sua storia familiare ma non solo, in quanto ritraggono la nonna, la madre e la zia dell’artista, ma anche Doris e Mirta, donne nate e cresciute negli anni Venti e Quaranta che l’artista non ha mai conosciuto. Per le immagini del progetto Il tempo e l’immagine. L’archivio trasformato sono state utilizzate fotografie di famiglia private e archivi online digitali. La maggior parte del materiale utilizzato per la creazione dei collage digitali esposti fanno parte dell’archivio del Fondo Fotostudio Waldmüller della Provincia Autonoma di Bolzano. Infine, le immagini che compongono il progetto About the sea, raccolte e trovate in rete su piattaforme di condivisione, sono nuove relazioni tra paesaggi, luoghi e persone. Come racconta l’artista “esse hanno a che fare con il concetto di nostos inteso come nostalgia, ma sono anche mindscape, luoghi della psiche che raccontano la lontananza, le ombre, le vite passate. Di sfondo vi è sempre un paesaggio legato all’acqua, al mare, come paradigma dell’alterità e del continuo mutamento”. Nel rielaborare le immagini del passato con la delicatezza e l’intensità che le è propria, Claudia Corrent dona al pubblico un’occasione rara: intervenendo su piccoli frammenti di memoria, l’artista restituisce al pubblico il potere dell’immaginazione e con esso la possibilità di scegliere il finale della storia.

18.03.2022 - 02.04.2022 Claudia Corrent

18.03.2022 - 02.04.2022 Orari di apertura: Corrent a sabato daClaudia martedì 10 - 12 e 16 – 19 lunedì e domenica chiuso

Galleria 29 via Pietralba 29, Laives martedì - giovedì 16 - 19 venerdì e sabato 10 - 12 e 16 - 19 lunedì e domenica chiuso

Galleria 29 Weißensteinerstraße 29, Leifers von Dienstag bis Donnerstag 16 - 19 Uhr Freitag und Samstag 10 - 12 Uhr und 16 - 19 Uhr Montag und Sonntag geschlossen www.lasecondaluna.eu

Sala Espositiva via Pietralba 29, Laives

Il tema dell’archivio ricorre come una costante nella più recente ricerca artistica della fotografa bolzanina. Sono proprio la memoria personale e quella collettiva e, anzi, spesso entrambe contemporaneamente, le indiscusse protagoniste delle opere di quest’artista. O almeno così pare ad un primo sguardo. Come i volti presenti in alcune opere dell’artista Christian Boltanski, le immagini di Claudia Corrent raccontano storie, narrano di persone e luoghi, richiamano ricordi assopiti e lontani. Osservando le fotografie, un senso di familiarità assale il fruitore, perché quelle esposte a parete potrebbero essere le stesse immagini conservate negli album in fondo all’armadio di ognuno di noi. Secondo il senso comune, la fotografia ha sempre potuto vantare un legame particolare e privilegiato con la realtà. Non a caso, infatti, essa è per esempio considerata uno dei più attendibili strumenti di testimonianza. Siamo comunemente convinti che una fotografia mostri ciò che è stato, che ciò che vediamo in un’immagine sia esistito in qualche forma davanti agli occhi di qualcuno. Per dirla con le parole del saggista e critico Roland Barthes “Il nome del noema della Fotografia sarà quindi: ‘É stato’. […] Perciò è meglio dire che il tratto inimitabile della fotografia (il suo noema) è che qualcuno ha visto il referente (anche se si tratta di oggetti) in carne e ossa, o anche in persona.” L’approccio di Claudia Corrent scardina questo concetto, o meglio lo fa proprio ribaltandolo. Scattiamo fotografie per ricordare, per lasciare una traccia di noi stessi, del nostro presente e del nostro passato. “E se non fosse così?” ci chiede l’artista. “Se potessimo usare il terreno del simbolico per poter immaginare e creare nuove storie?”. Attraverso la destrutturazione delle fotografie del passato e la loro fusione con paesaggi moderni, l’artista crea immagini nuove che suggeriscono possibilità, scenari inattesi, sguardi altri.

Il titolo della mostra “Uno, nessuno, centomila”, citazione del celebre romanzo di Pirandello, esplicita il senso del processo messo in atto da Claudia Corrent attraverso le proprie opere: l’intreccio di un’immagine storica, che presa singolarmente rappresenta una persona realmente esistita, un “uno” in carne e ossa, con immagini altre, appartenenti a tempi e luoghi diversi, ne annulla il valore di testimonianza trasformandola in un “nessuno”. Ed è proprio l’eliminazione del suo contatto con la realtà storica che le permette di diventare “centomila”: l’opera che si è venuta a creare dall’accostamento di immagini diverse genera scenari inediti, non completamente definiti e per questo infiniti. Sta al fruitore attraverso la propria sensibilità ricomporre la sua personale versione della storia. L’artista attraverso i suoi collage suggerisce narrazioni, evoca sensazioni, ma non esiste una realtà che escluda tutte le altre.

Sala Uno,Espositiva nessuno, centomila viaEiner, Pietralba Laives keiner,29, hunderttausend

Orari di apertura: da martedì a sabato 10 - 12 e 16 – 19 lunedì e domenica chiuso

Laureata in filosofia con una tesi in ambito estetico sul rapporto tra filosofia e fotografia di paesaggio, l’interesse di Claudia Corrent si focalizza sulla narrazione di storie che spaziano dalle tematiche antropologico-sociali, al rapporto tra uomo e ambiente. Sintomatica del suo interesse per l’ambito della mediazione e dell’attenzione che pone nei confronti del fruitore è la presenza nel suo curriculum di numerosi workshop e laboratori didattici, sia presso musei che in istituti scolastici. Vi è nelle opere di Claudia Corrent una modestia che lascia solo intravvedere l’artista, permettendo al fruitore di porsi in un rapporto uno a uno con l’opera, partecipando in prima persona alla costruzione della narrazione.

Uno, nessuno, centomila Einer, keiner, hunderttausend

Ausstellungsraum Weißensteinerstraße 29, Leifers

di Amanda Filippi

Öffnungszeiten: von Dienstag bis Samstag 10 - 12 Uhr und 16 - 19 Uhr Montag und Sonntag geschlossen

UNO, NESSUNO, CENTOMILA

Ausstellungsraum Weißensteinerstraße 29, Leifers Öffnungszeiten: von Dienstag bis Samstag 10 - 12 Uhr und 16 - 19 Uhr Montag und Sonntag geschlossen Per te, per ricordarti spesso, Claudia Corrent, collage digitale, 2019


Die Südtiroler Fotografin Claudia Corrent schloss ihr Philosophiestudium mit einer Arbeit im Bereich Ästhetik, über die Beziehung zwischen Philosophie und Landschaftsfotografie ab. Ihr Interesse gilt vor allem den Geschichten, die von anthropologisch-sozialen Themen bis zur Beziehung zwischen Mensch und Umwelt handeln. Dass ihr die Mediation und ein betrachterorientierter Ansatz wichtig sind, zeigt sich auch daran, dass die Künstlerin zahlreiche Workshops und didaktische Werkstätten in Museen und in Schulen anbietet. In ihren bescheidenen Werken kann man die Künstlerin nur erahnen. Der Betrachter kann sich ganz auf das Bild einlassen und selbst an der Konstruktion der Erzählung teilhaben. In den jüngsten Arbeiten der Bozner Fotografin ist das Archiv eine thematische Konstante. Das persönliche und das kollektive Gedächtnis sind meist gleichzeitig die Protagonisten ihrer Fotos. Oder zumindest scheint es auf den ersten Blick so. Wie die Gesichter in einigen Werken von Christian Boltanski, so erzählen auch die Bilder von Claudia Corrent Geschichten von Menschen und Orten und holen verborgene Erinnerungen hervor. Die Fotos an der Wand sind den Betrachtern seltsam vertraut, denn sie könnten ebenso gut die Bilder aus einem Familienalbum sein. Laut einer weit verbreiteten Auffassung besitzt die Fotografie eine besondere und privilegierte Beziehung zur Realität. Sie gilt beispielsweise als eines der zuverlässigsten Zeugnisse vergangener Ereignisse. Wir gehen allgemein davon aus, dass ein Foto die Realität abbildet, dass das, was wir auf dem Bild sehen, in irgendeiner Form vor den Augen eines Menschen geschehen ist. Um es mit den Worten des Philosophen und Kritikers Roland Barthes auszudrücken: „Der Name des Noemas der Photographie sei also: ‚Es-ist-so-gewesen‘ [...] „Daher sollte man eher sagen, daß das Unnachahmliche der Photographie (ihr Noema) darin besteht, daß jemand den Referenten leibhaftig oder gar in persona gesehen hat (auch wenn es sich um Gegenstände handelt)“. Der Ansatz von Claudia Corrent stellt dieses Konzept infrage. Wir fotografieren, um eine Erinnerung zu haben, um eine Spur zu hinterlassen von unserer Gegenwart und unserer Vergangenheit. „Und wenn nicht?“, fragt die Künstlerin. „Wenn wir das Symbolische nutzen können, um uns neue Geschichten auszudenken und sie zu erzählen?“ Die Künstlerin destrukturiert Fotos aus der Vergangenheit und lässt sie mit modernen Landschaften verschmelzen. So entstehen neue Werke, welche Möglichkeiten, unerwartete Szenarien und andere Blickwinkel suggerieren.

Sala Espositiva via Pietralba 29, Laives

Der Titel der Ausstellung „Einer, keiner, hunderttausend“, nach dem berühmten Roman von Pirandello, spielt auf den Prozess an, den Claudia Corrent durch ihre Bilder in Gang bringt: Ein Foto zeigt eine Person, die real existierte, es bildet „einen“ leibhaftig ab, und wird mit Bildern in Beziehung gesetzt, die anderen Zeiten und Orten angehören. So wird der bezeugende Aspekt annulliert und das Bild in „keinen“ verwandelt. Und gerade der fehlende Kontakt mit der historischen Realität erlaubt es dem Foto, „hunderttausend“ zu werden: Das Werk, das aus der Aneinanderreihung verschiedener Fotos entstand, produziert neue Szenarien, die nicht vollständig definiert und deshalb unendlich sind. Der Betrachter kann mit seiner eigenen Sensibilität seine persönliche Version der Geschichte rekonstruieren. Die Künstlerin suggeriert mit ihren Collagen eine Erzählung und ruft Eindrücke hervor, doch es gibt keine Realität, die alle anderen ausschließt.

Orari di apertura: da martedì a sabato 10 - 12 e 16 – 19 lunedì e domenica chiuso Ausstellungsraum Weißensteinerstraße 29, Leifers Öffnungszeiten: von Dienstag bis Samstag 10 - 12 Uhr und 16 - 19 Uhr Montag und Sonntag geschlossen

Trotz ihrer thematischen Affinität gehören die Fotos der Ausstellung zu drei verschiedenen Projekten. Per te, per ricordarti spesso besteht aus zehn Werken. Die Künstlerin hat hier mit Archivbildern gearbeitet hat, um den Sinn von verschiedenen privaten und kollektiven Identitäten zu ermitteln. Die Fotos erzählen unter anderem die Familiengeschichte der Künstlerin. Sie zeigen ihre Großmutter, ihre Mutter und ihre Tante, aber auch Doris und Mirta, zwei Frauen, die in den zwanziger und vierziger Jahren aufgewachsen sind, und die die Künstlerin selbst nie kennengelernt hat. Für das Projekt Il tempo e l’immagine. L’archivio trasformato wurden Familienfotos und Bilder aus digitalen Archiven genutzt. Der Großteil des Materials für diese digitalen Collagen stammt aus dem Archiv des Fotostudios Waldmüller der Autonomen Provinz Bozen. Die Bilder aus dem Projekt About the sea sind Plattformen im Internet entnommen und schaffen neue Beziehungen zwischen Landschaften, Orten und Menschen. Die Künstlerin erklärt: „Sie haben mit dem Begriff nostos im Sinn von ‚Sehnsucht‘ zu tun, sind aber auch mindscapes, also Orte in der Psyche, die Entferntes, Schatten und vergangene Leben darstellen. Im Hintergrund liegt immer eine Landschaft, die mit dem Wasser zu tun hat, als Paradigma der Andersartigkeit und des ständigen Wandels.“ Indem sie die Bilder aus der Vergangenheit behutsam und doch mit einer eigenen Intensität bearbeitet, bietet Claudia Corrent dem Publikum eine besondere Gelegenheit: Sie bearbeitet kleine Fragmente der Erinnerungen, und bemächtigt so das Publikum, seine Vorstellungskraft zu nutzen und ein eigenes Ende für die Geschichte zu wählen.

Per te, per ricordarti spesso, Claudia Corrent, collage digitale, 2019

von Amanda Filippi

About the sea, Claudia Corrent, collage digitale, 2022

EINER, KEINER, HUNDERTTAUSEND