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Autostima!!!

Ho insegnato per molti anni in plessi periferici di scuola primaria e l’idea di trasferirmi al centro in classi più numerose mi terrorizzava. Ho sempre pensato di non riuscire, la mia insicurezza ha sempre dominato su di me. L’accorpamento del mio plesso con un altro piccolo mi ha portato a riflettere e, prendendo il coraggio a due mani, come si dice dalle mie parti, ho chiesto di passare al plesso centrale. Mi viene assegnata una terza classe, ho ventuno alunni.

Durante

l’estate la mia contitolare mi aveva parlato di quei bimbi. “Sono un po’ vivaci, ma tu sei brava ce la farai”. Mi sono detta forse gli alunni dell’altra classe a disposizione saranno diversi ma, a settembre mi viene assegnata proprio quella. Il primo periodo è stato veramente nero ma poi un po’ alla volta ho conquistato la loro fiducia. Ho avuto qualche scontro con i bambini più vivaci nel momento in cui ho negato loro il permesso di giocare a pallone in classe, quando ho dato una valutazione bassa e così via. Spesso ero sfiduciata, mi sembrava di non sapere più insegnare eppure non ero alle prime armi!!! Ho continuato con i miei progetti: eTwinning, cittadinanza e partecipo a vari concorsi; accetto anche di portarli al laboratorio di ceramica in una sede distaccata dalla scuola. Tutto li entusiasma, ma niente li appassiona. Alcuni, ma pochi mostrano desiderio di fare e di voler sapere.


Dall’inizio

dell’anno

ho

notato

che

ci

sono

atteggiamenti

di

intolleranza nei confronti di alcuni bambini. Devo escogitare un modo per far emergere questa problematica. Propongo la lettura della favola del brutto anatroccolo. Fotocopio e distribuisco il testo. Il brutto anatroccolo viene subito individuato come la vittima, costretto a sopportare i vari disagi tanto da scappare ma alla fine diventa il più bello di tutti, il premio. Condividiamo il lavoro con gli alunni di una scuola della Spagna con cui siamo gemellati. Dopo la lettura della favola

propongo un articolo di giornale che parla di un bambino

aggredito e deriso dai compagni perché amava la danza. Parliamo di bullismo!!! Anche se le due scuole sono a molti chilometri di distanza l’una dall’altra e viviamo in due Stati diversi le riflessioni si intrecciano, sono le stesse. “Non è giusto, tutti abbiamo diritto di coltivare le nostre passioni” “Quei bambini non dovevano picchiare il compagno” … Cerchiamo insieme le fonti del diritto che tutelano la libertà e la sicurezza della propria persona. Leggiamo alcuni articoli della Costituzione, della dichiarazione universale dei diritti umani, della

carta

dei

diritti

fondamentali

dell’Unione

europea

e

le

raccomandazioni della polizia di stato. Confrontiamo gli articoli della nostra

Costituzione

con

quelli

della

Costituzione

spagnola.

Conversazioni, riflessioni, i bambini più timidi cominciano ad aprirsi non solo con me ma anche con i genitori tanto che la mamma di G. mi dice che finalmente il figlio le ha parlato dei dispetti che riceveva dai compagni ma che ora sapeva come difendersi. Un punto a favore verso l’autostima. E’ dura ma li sto conquistando.

Carmina Ielpo

Autostima CARMINA  

Esempio di narrazione densa

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