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IN BREVE

la copertina

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In una calda notte di agosto a Siderno giunge una notizia che rende ancora più asfissiante l'aria. L'amministrazione comunale è stata sciolta.

Non permett venga seppe

Si continua a insistere sulla strada fallimentare dello scioglimento dei comuni democraticamente eletti per infiltrazioni mafiose, ignorando (inconsapevolmente?) che è proprio attraverso questa metodologia che la criminalità organizzata diventa più forte e che le vere vittime di questa legge sono le persone perbene.

… e la ‘ndrangheta brinda con ostriche e champagne! C’è chi dice che la ‘ndrangheta non sia mai stata così ricca e così diffusa oltre i confini della Calabria e d’Italia. Potente, organizzata, agile, impunita. Sostanzialmente fuori dai radar dell’apparato repressivo dello Stato, che in compenso sembra vendicarsi della propria impotenza attaccando il fragilissimo sistema delle autonomie locali, ultimo debolissimo presidio di democrazia in Calabria. Il Comune di Siderno è stato sciolto - per la seconda volta in pochi anni - per condizionamenti mafiosi e sin qui niente di nuovo sotto il sole perché i consigli comunali calabresi sono stati falcidiati dalla burocrazia prefettizia. Un sindaco, Pietro Fuda, democraticamente eletto è stato mandato a casa sebbene votato dalla stragrande maggioranza dei suoi concittadini. E a questo punto una riflessione è d’obbligo: sarà più debole la ‘ndrangheta, in seguito a tale provvedimento? Saranno più forti le persone oneste e perbene, dopo che si insedieranno i commissari antimafia a Siderno? Né l’uno e né l’altro! Non ci vuole la zingara per capire che più debole sarà la democrazia e più forti saranno le cosche! E un Comune senza un consiglio comunale eletto rappresenta la negazione assoluta della democrazia. La storia delle commissioni antimafia insediatesi nei nostri Comuni è storia di fallimenti, di rovinosi dissesti finanziari, di disamministrazione, di sospensione forzata della democrazia, di costi che gravano sulle pelle dei cittadini, di umiliazione dei calabresi, e tutto questo e altro ancora senza che ciò faccia indietreggiare di una sola spanna le cosche. Eppure si insiste su questa strada fallimentare, e non a caso! Intanto la ‘ndrangheta si va trasformando in una moderna holding che lasciandosi alle spalle i riti arcaici si colloca sul mercato internazionale della droga. I suoi uomini più importanti si spostano velocemente da Toronto a Milano, da Amburgo

a Praga, da Sidney a Toronto. Acquistano, giocano in borsa, riciclano, concludono affari. A volte sacrificano soldati e graduati ma l’esercito continua - e con assoluta discrezione - la sua marcia nel cuore della ricchezza e del potere. Nello stesso tempo molti appartenenti agli apparati dello “Stato”- che dovrebbero combattere la mafia- appaiono impacciati e vanitosi, sempre attenti ai titoli dei giornali e agli spazi nei telegiornali, intenti a mostrare la forza e l’arroganza del potere e a marcare la distanza che li separa dalla vile plebaglia. Così operando lo Stato si disancora dalla Costituzione, sfigura il volto della Calabria con operazioni di mera facciata come avviene, e solo per esempio, sciogliendo Siderno, rinviando la commissione di accesso a Stilo, bloccando la processione della Madonna della Neve a Zungri. Se questa è la strategia antimafia che lo Stato sa e può mettere in campo, la ‘ndrangheta può brindare con ostriche e champagne. E lo staranno facendo anche in questa circostanza. Non si vince la ‘ndrangheta senza o contro i cittadini e men che mai con la mera repressione né lasciando la Calabria nel degrado e nell’abbandono. E noi, dopo averlo detto con forza il 22 ottobre dello scorso anno a Siderno (era “casualmente” il giorno prima dell’invio della commissione d’accesso), in occasione del referendum sostanzialmente antimeridionale e concettualmente ‘ndranghetista promosso nel “LombardoVeneto”, lo ribadiremo il 15 agosto a San Luca dove, in occasione della visita del Ministro dell’Interno, raccoglieremo le firme a sostegno delle proposte di legge presentate dal partito radicale in Parlamento. Noi saremo lì in nome di una Calabria che non abbassa la testa e non si arrende, che è stanca ma non vile. “Contro la mafia” ma non con “Salvini”, le cui idee ci appaiono come ‘ndranghetiste al cubo. Ilario Ammendolia

ELENCO DELLE OPERE CHE SAREBBERO STATE AVVIATE ENTRO QUEST'ANNO - Piazzetta Vennerello; - Piazzetta Salvi; - Piazza Teatro; - Anfiteatro Siderno Superiore; - Nuova palestra scuola media "Pedullà"; - Illuminazione pubblica a Led; - Copertura con videosorveglianza al centro e nelle periferie; - Nuovo edificio per la scuola media "Corrado Alvaro"; - Consolidamento sismico della scuola elementare "Michele Bello"; - Recupero chiesa San Carlo a Siderno Superiore; - Strada lungo il torrente Novito fino all'Impianto RSU; - Lavori di bonifica e messa in sicurezza dalla discarica Timpe Bianche; - Svincolo nuova SS106 (ANAS); - Completamento IPSIA (Città Metropolitana); - Consolidamento località Gurna; - Chiesa Donisi (Privati e Curia). Per undici di queste opere si è in dirittura di arrivo con la pubblicazione dei bandi di gara da parte della SUAP. Mentre per tre di esse è in corso l'aggiudicazione definitiva. -Abbiamo in corso di esecuzione una serie di piezometri per accertare la causa dell'inquinamento nella falda freatica sottostante allo stabilimento SIKA. -Siamo in attesa delle risorse da parte della Regione per il completamento della bonifica del sito ex BP. -Impianto RSU di San Leo: sono in corso modifiche per l'eliminazione dei cattivi odori pena la chiusura dell'Impianto. - Diga Lordo: Riunione alla Regione per una ridefinizione del programma degli interventi. - Presso la facoltà di Ingegneria della Università Mediterranea si sta lavorando sui modelli matematici per la fattibilità di un porticciolo con una capienza di un minimo di 400 posti barca. Per il 2019 avremo la bandiera blu. Con la partecipazione ai bandi regionali di questi giorni possiamo usufruire di finanziamenti da destinare all'impiantistica sportiva e alla riqualificazione del Centro Storico di Siderno Superiore. - Piano Strutturale e Piano Spiaggia sono in fase di attuazione. * L’elenco ci è stato consegnato durante l’incontro della giunta Fuda con la stampa prima che giugesse la notizia dello scioglimento.


Non conosciamo ancora le motivazioni che hanno portato allo scioglimento ma siamo indignati. La nostra indignazione è legata a una legge che da 27 anni aspetta di essere modificata e con cui si è deliberatamente liquidata la nostra terra. Non permetteremo che la Democrazia venga seppellita in Calabria. Il 15 agosto saremo a San Luca e pretenderemo che il Ministro degli Interni Matteo Salvini ci ascolti.

tiamo che la democrazia ellita in Calabria

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MARIA GIOVANNA COGLIANDRO

È chiaro che siamo d’accordo sulla necessità sacrosanta di impedire le infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale ed economico di un comune; quello che lamentiamo è il cuor leggero con cui si sta liquidando il nostro territorio, utilizzando come alibi una mafiosità pervicace e inestirpabile che ci ricopre indistintamente come una colata di lava.

ranquilli, nelle carte non hanno trovato niente. Di questo ho la certezza matematica. Se hanno fatto appello alla fantasia, dovranno dimostrarla. Io li avevo avvisati: mi costituirò personalmente e presenterò ricorso anche perchè sono curioso di sapere cosa hanno scritto nella relazione. Farò altre denunce, cui seguiranno interrogazioni parlamentari e vedremo dove si arriva. L'unica cosa da fare adesso è chiedere al tribunale competente di fissare presto le udienze." A parlare è il sindaco di Siderno, Pietro Fuda, al termine di un incontro serale con la stampa durante il quale tutto si immaginava tranne che sopraggiungesse la notizia dello scioglimento dell'amministrazione comunale.

Con rude disinvoltura in una notte di agosto, prima di chiudere baracca e proclamarsi ufficialmente in ferie, il Consiglio dei Ministri ha gettato ancora una volta un'ombra su un'intera comunità, imprimendo deliberatamente un'impronta di mafiosità su ogni cittadino. "La 'ndrangheta non vi darà scampo, vi rimarrà appiccicata come il sole d'agosto dietro la nuca e le ginocchia. Nel frattempo, noi, ce ne andiamo in vacanza!" - si saranno detti chiudendo la seduta. E chi si è visto, si è visto. Finti maniaci del rigore continuano, con le loro spettacolari conclusioni inappellabili, a condannare i cittadini di questo territorio a convivere con la mafia e la prassi pervasiva del malaffare. Non conosciamo ancora le motivazioni che hanno portato allo scioglimento ma siamo indignati. La nostra indignazione non è indirizzata né a Salvini, che alla fine non ha fatto che ratificare quanto già avviato dalla precedente legislatura, né a Minniti con il quale la "pratica" era stata avviata. La nostra indignazione è legata a una legge che da 27 anni aspetta di essere modificata. Una legge che, lo ricordiamo ancora una volta, prevede, una sorta di sospensione amministrativa automatica del diritto di accesso alle cariche elettive, in conseguenza di un mero quadro indiziario, che fa riferimento a «concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare con gli amministratori», senza precisare di che genere siano questi «elementi». A ciò va aggiunto che la decisione di questa sospensione è affidata a un organo governativo, non giudiziario. Si tratta perciò di una decisione squisitamente politica, oltre che altamente discrezionale. Inoltre, va sottolineato che né sindaci né consiglieri "incriminati" hanno la facoltà di approntare una difesa ai rilievi della Prefettura. E così, nell'attesa di conoscere le motivazioni, l'intera amministrazione che in questi tre

La percezione generale è che la scelta, come più volte accaduto in passato per mano dei suoi predecessori, sia stata quantomeno influenzata da una prassi ormai consolidata. In totale continuità con i processi di criminalizzazione coatta delle nostre rappresentanze elette, dei nostri territori e della nostra gente.

anni ha retto nel migliore dei modi possibili Siderno è stata deliberatamente bollata come mafiosa. C'è chi esulta a questo marchio, lasciandosi cullare da quella piacevole sensazione all'altezza dello stomaco che si contorce in mille compiaciuti tuffi, ridendosela delle sventure altrui e sentendosi soddisfatto di sentirsi così. Non considera, però, che agli occhi dell'Italia, mafiosa diventa l'intera comunità e che, gli piaccia o no, dentro ci sta anche lui. È chiaro che siamo d’accordo sulla necessità sacrosanta di impedire le infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale ed economico di un comune; quello che lamentiamo è il cuor leggero con cui si sta liquidando il nostro territorio, utilizzando come alibi una mafiosità pervicace e inestirpabile che ci ricopre indistintamente come una colata di lava. Il 15 agosto Salvini verrà a San Luca. L’odore della “malacarne” era troppo invitante per resistere, più stuzzicante di un bikini. Diamo un senso alla sua visita e andiamo a protestare per questa legge omicida. San Luca, così come il resto della Locride, non hanno bisogno di chiacchiere lubrificate e di ulteriori portate stomachevoli di dialettica tascabile. A San Luca non saremo noi ad ascoltare Salvini, ma dovrà essere lui ad ascoltarci. Non dobbiamo permettere che la Democrazia venga seppellita in Calabria. Niente è perduto se si ha finalmente il coraggio di dichiarare che tutto è perduto e che dobbiamo ricominciare da capo per scongiurare il rischio che il Sud sia colonia per sempre e che da colonia incartapecorisca. Tanto è stato liquidato felicemente e indisturbatamente e se non reagiamo ciò che resta ancora da liquidare sarà solo questione di tempo.

Nella Locride si combatte tra 2 fuochi Ho appreso la notizia dello scioglimento del Consiglio Comunale di Siderno con un certo senso di sofferenza e, al tempo stesso, di frustrazione. Non ci resta che prenderne atto: laddove lo Stato ha storicamente rappresentato, in termini di diritti e garanzie costituzionali, la propria latitanza, continua a manifestarsi nella sua versione commissariale. Non conosco le ragioni che abbiano indotto il Ministro dell’Interno a tali determinazioni, ma la percezione generale è che la scelta, come più volte accaduto in passato per mano dei suoi predecessori, sia stata quantomeno influenzata da una prassi ormai consolidata. In totale continuità con i processi di criminalizzazione coatta delle nostre rappresentanze elette, dei nostri territori e della nostra gente. Abbiamo ampiamente scritto e argomentato come la legge sugli scioglimenti dei consigli comunali sia obsoleta e antidemocratica, come i commissariamenti dei municipi (e non solo, basti pensare a cosa ha prodotto il commissariamento della sanità in Calabria) abbiano portato – tranne qualche eccezione – le popolazioni indietro di decenni, peggiorando la qualità dei servizi essenziali erogati ai cittadini e, più in generale, della vita delle comunità. E anche in materia di lotta alla ‘ndrangheta, possiamo concludere che nella gran parte dei comuni commissariati non si è riuscito a garantire

neanche il minimo sindacale. E’ infatti evidente che percorsi diversi dalla legittimazione democratica non si sono dimostrati in grado di produrre gli anticorpi necessari per sconfiggere, o quantomeno attenuare, il dominio criminale sul territorio. La ‘ndrangheta è più forte di prima: si annida negli appararti della pubblica amministrazione, controlla indisturbata il sistema degli appalti pubblici, trae profitto nell’ambito delle prestazioni sanitarie e sociali. E potremmo continuare, senza ipocrisie, una lunga rassegna. Nessun negazionismo, anzi. Ma uno Stato che, anziché tutelare i bisogni e le speranze dei suoi cittadini, preferisce sparare nel mucchio, altro non fa se non rafforzare indirettamente il sistema criminale, indebolendo e delegittimando i suoi stessi avamposti sul territorio. E, ancora più grave, quel fronte democratico e civile fatto di donne e uomini, partiti, associazioni e volontari, indispensabile a combattere concretamente la ‘ndrangheta e risollevare le sorti di questo territorio, oggi, si rende sempre meno disponibile ad impegnarsi in un terreno insidiato da due fuochi incrociati: quello nemico e quello amico. La politica deve tenere conto di questo tragico sentire comune, altrimenti il sud continuerà a rappresentare, all’occorrenza, solo un’occasione elettorale o, nella migliore delle ipotesi, di convegnistica pseudomeridionalista. Rosario Rocca


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attualità www.larivieraonline.com

CAULONIA

Lucano siciliano Nell'ultimo numero de l'Espresso dal titolo di copertina Ferie d'agosto, è stato dedicato un ampio servizio alla vicenda Riace. Particolare di non poco conto, si parla di Mimmo Lucano come un "sindaco siciliano". In effetti ci avvertono dalla copertina che ormai sono in pieno clima di vacanza.

La tragedia di Brancaleone Una disgrazia questa settimana ha colpito la Locride. Una donna e i suoi due figli sono stati travolti dal treno mentre attraversavano i binari per andare al mare. L'incidente si è verificato in con-

trada "San Giorgio" a Brancaleone. I due bimbi, Giulia e Lorenzo, sono morti sul colpo. La madre Simona D'Allacqua, 49 anni, è ricoverata nel reparto di Rianimazione del "Grande ospedale metropolitano" di Reggio Calabri ed è ancora in coma.

Solo grandi nomi per la 20ª edizione del Kaulonia Tarantella Festival È ormai ai nastri di partenza l’edizione 2018 del KTF, per la quale l’Amministrazi one Comunale di Caulonia e il consulente artistico Carlo Frascà hanno ideato un programma coordinato dalle direzioni artistiche storiche della kermesse e ricco di grandi nomi della musica etnica internazionale.

L’edizione 2018 del Kaulonia Tarantella Festival è pronta ad incantare tutti gli amanti della musica etnica. Quella presentata dagli amministratori del comune di Caulonia e dal consulente Carlo Frascà è infatti un’offerta artistica di grande qualità, che vuole celebrare al meglio il ventennale di una manifestazione nel segno dell’estetica dell’identità. Anche durante l’edizione di quest’anno, che si svolgerà dal 22 al 25 agosto, si svolgeranno, in alcuni dei più suggestivi angoli del centro storico di Caulonia, i seguitissimi i seminari pomeridiani di tarantella, pizzica e balletto siciliano e grande importanza sarà data ai concerti pre-serali, che avranno per protagonisti artisti d’eccezione come Fabio Tricomi, Cataldo Perri, Carmine Abate, Fabio Macagnino, Matilde Politi, Nino Racco, i Tenores di Bitti e Launeddas. Piatto forte delle singole giornate, com’è ovvio, resterà il grande concerto serale di piazza Mese, sul cui palco si alterneranno l’Orchestra Popolare Calabrese con Hevia, gli Agricantus insieme alla star del jazz internazionale Francesco Cafiso, Eugenio Bennato, che sarà accompagnato nella sua performance da Mujura e dal quartetto vocale Sponda Sud, e Mimmo Cavallaro con i Tenores di Bitti, che saranno preceduti dai Tamburi Taiko di Joji Hirota. La composizione delle serate è frutto del favore con cui il direttore artistico Mimmo Cavallaro ha avallato l’idea dell’Amministrazione Comunale di coinvolgere nella manifestazione le passate direzioni artistiche (Arpa, CNI, Eugenio Bennato, alle quali si aggiunge quella dello stesso chimico della tarantella), affidando loro l’ideazione e la strutturazione di ogni serata ideata e realizzata secondo il proprio punto di vista artistico. Per aprire il ciclo dei concerti serali, come anticipavamo, Arpa ha coinvolto il musicista spagnolo di fama internazionale Hevia, famoso per aver inventato la “gaita MIDI”, cioè una cornamusa elettronica con la quale suona abitualmente e salito alla ribalta con il suo primo album “Tierra de nadie” (edito in

Italia con il titolo “No Man's Land”) che solo in Spagna ha venduto 1 milione di copie nel 1998, e nel quale si trova il suo pezzo più famoso, “Busindre Reel”. Per la seconda serata, invece, CNI ha puntato tutto sul gruppo musicale siciliano di genere folk-ambient Agricantus, nato a Palermo nel 1979 e ancora oggi esempio di commistione di stili musicali, lingue e dialetti, sonorità moderne e strumenti musicali arcaici, che sono rimasti attuali nei tre decenni di esperienza vantati dal gruppo e in grado di renderlo punto di riferimento della world music nazionale. Una vecchia conoscenza del KTF sarà invece protagonista della terza serata. Eugenio Bennato, elemento di spicco della scuola di cantautori napoletana composta, tra gli altri, dai due fratelli Edoardo e Giorgio, Pino Daniele, Tony Esposito e Alan Sorrenti, ha deciso infatti di unire i ritmi che hanno contraddistinto il movimento “Taranta Power” di sua creazione a quelli dell’artista folk reggino Mujura, con il quale collabora da ormai diversi anni. Chiuderà il festival l’originale commistione di genere musicali che il chimico della tarantella Mimmo Cavallaro effettuerà ancora una volta con un gruppo etnico straniero. La ricerca di singolari collaborazioni, dopo quella fortunatissima con il Trio Mandili dello scorso anno, ha convinto infatti Cavallaro, per l’occasione accompagnato dai Tenores Bitti, a unire il proprio bagaglio musicale agli affascinanti ritmi orientali offerti da Joji Hirota e dai suoi Tamburi Taiko, che si esibiranno in un concerto unico nel suo genere. Ma prima di entrare nel vivo della 20ª edizione del KTF l’appuntamento è con l’anteprima del Festival, in programma il 18 agosto sul lungomare di Caulonia Marina con il live dei Carboidrati, che offriranno al pubblico una lettura “giovane” delle sorgenti etniche. Tre giorni di corsi gratuiti di formazione alla danza sul lungomare di Caulonia faranno poi da ponte con la prima serata della kermesse, che promette di rimanere impressa nei ricordi di tutti gli appassionati.

il punto

La gente non chiacchiera più come prima La possibilità di curarsi e quella di trovare un lavoro e farselo pagare sono diritti fondamentali. Lo scontro sui contratti, a tempo determinato o indeterminato, suona anche come una beffa da noi, dove c'è molto lavoro sottodimensionato nel pubblico (tutti i buchi nella Pubblica Amministrazione si ripercuotono sull'efficienza dei servizio), e sottopagato o non contrattualizzato nel privato. Si parla del Decreto Di Maio, le misure che si annunciano per il lavoro, e della sanità, dove c'è chi preferisce buttarsi sulla cascante polemica pubblico-privato che non sulla vitale offerta dei servizi che bisogna garantire. Umberto Veronesi ha osservato “È passato a trovarmi un infermiere in pensione e mi ha fatto notare che sono cambiate le cose; prima cantavano le donne mentre facevano i mestieri di casa, cantavano i muratori sulle impalcature, cantavano i garzoni che portavano il pane, e mi ricordo anche un’infermiera che cantava a voce spiegata riordinando la sala operatoria dopo gli interventi di fine giornata”. Sono proprio cambiate le cose, sono cresciute le preoccupazioni. I contratti a tempo determinato trasformati a tempo indeterminato sono aumentati quasi del 50% in questi primi 6

mesi del 2018 (150 mila, 95 mila per lo stesso periodo del 2017). La cosa è spiegata dalla reciproca fiducia tra dipendente e datore di lavoro. Si dibatterà, da un lato, della flessibilità, del determinato che genera più indeterminato (?), e dall'altro, sul valore in sé del lavoro nella fase di perfezionamento delle mansioni. Nella nostra zona, dicevamo, si finisce praticamente nel superfluo su questo punto, perché si ha chiara la percezione del grande numero di lavoratori sfruttati. Le “antenne sul mondo” le chiama Andrea Scanzi in un suo libro: “Ascolti una brutta storia, tante brutte storie, pensi che dovrai occuparti di più di queste cose, ma poi torni a darle per scontate. All'autogrill, il cameriere - a quell'ora siamo da soli - mi racconta la sua storia. Non ha potuto studiare, la vita gli ha chiesto il conto anzitempo. La madre che sta male. L’amore che finisce sempre e quasi sempre male. Una malattia forse sconfitta e forse no. I debiti. Il lavoro che non c'era. Non dovrei dimenticare questi racconti, ma le antenne le tengo alzate? Più facile che le lasci sul bancone di quello autogrill”. E sulla “guerra al privato” in sanità in corso da mesi da noi che dobbiamo dire? Non parliamo una

volta tanto di budget, extrabudget, servizio integrativo, della guerra Scura-Oliverio, del Governatore che… non si incatena, parliamo del fabbisogno dei cittadini e dei servizi. Ad esempio, debbo fare le analisi del sangue? Mi posso recare con la ricetta del mio medico in un Laboratorio privato o in Ospedale. Non è che il primo è a pagamento e il secondo è gratis. Uguale. Siamo sempre noi cittadini a costituire il fondo (con le tasse) con il quale si pagano pubblico e privato. Di questi tempi, per colpa di organici ridotti e scarsa manutenzione delle macchine, ho poca fiducia nel pubblico. Bisogna porvi rimedio, attivare un monitoraggio costante. Non ho la preoccupazione, questo bisogna dirlo, che scegliendo il Laboratorio privato arricchisco la proprietà. “Neppure in treno si chiacchiera più come prima. Nella prima classe mi dice ancora l'infermiere - sono stati sempre pesci muti, ma in seconda classe e in terza (quando c’era) la gente parlava e parlava. Adesso niente…” (altro appunto di Veronesi). Ed era più facile sapere come stavano messe le questioni. Franco Crinò


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la proposta

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Noi, piccolo giornale di provincia abbiamo avuto un’idea. Abbiamo pensato, abbiamo discusso, abbiamo studiato e alla fine siamo qui per proporre quello che secondo noi può diventare una svolta per il nostro territorio.

Creiamo l’Itinerario degli Scrittori della Locride

Partendo da Africo Vecchio e proseguendo fino a Stilo, un visitatore potrà conoscere gli scrittori che hanno fatto grande la nostra terra.

La proposta mira a contrastare il messaggio univoco oggi lanciato dai media nazionali: la Locride è solo ndrangheta e poco altro.

i sono idee che hanno cambiato la storia di territori e popolazioni, la storia del mondo è pieno di esempi di cambiamenti di sviluppo legate alle idee. La strada è sempre stato un concetto fondamentale della mia vita, la strada rappresenta per me il viaggio, la conoscenza, la speranza. Anche la Locride, purtroppo, è stato un problema importante della mia vita: mi batto da anni per cercare idee, soluzioni, e progetti per sostenere lo sviluppo economico di questa terra. La cultura è una delle possibili strade per raggiungere lo sviluppo, per questo pensiamo che un progetto che unisca il concetto di cultura al concetto di strada e quindi a un territorio che produce geni potrebbe essere l’idea per una nuova narrazione del territorio. Noi, piccolo giornale di provincia abbiamo avuto un’idea. Abbiamo pensato, abbiamo discusso, abbiamo studiato e alla fine siamo qui per proporre quello che secondo noi può diventare una svolta per il nostro territorio. Per caso, qualche giorno addietro, sul telegiornale nazionale ho visto un servizio su un’idea sviluppata in Sicilia: “La strada degli scrittori”, un itinerario che percorre i luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre i grandi autori del Novecento che hanno appassionato intere generazioni. Tra gli scrittori a cui la strada è dedicata Pirandello, Sciascia e Camilleri. Io stesso ho sempre cercato di mettere in evidenza la straordinaria produzione di letteratura della nostra Locride. Di recente l’ho fatto in un mio articolo pubblicato su questo giornale dopo la tre giorni organizzata ad Africo dalla Regione per discutere su una nuova possibile narrazione della Calabria. Ed è quanto oggi continuiamo a proporre con questa nostra idea, ovvero rileggere la grande produzione letteraria dei vari autori della Locride. Una proposta che mira a contrastare il messaggio univoco oggi lanciato dai media nazionali: la Locride è solo ndrangheta e poco altro. Per invertire questa concezione della nostra terra, una soluzione potrebbe essere quella di fornire una conoscenza diversa di noi. Noi oggi proponiamo il progetto della Strada degli scrittori della Locride. Immaginiamo che un visitatore inizi a scoprire la Locride partento magari da Africo Vecchio, dove può incontrare i luoghi della narrativa di Gioacchino Criaco, che sicuramente in questo tempo rappresenta una delle penne più interessanti nel panorama nazionale. Subito dopo seguendo la vecchia via Dromo, strada costruita dagli antichi greci che collega tutta la Locride, arriviamo a Sant’Agata del Bianco, dove sono nate Tibi e Tascia dalla meravigliosa penna di Saverio Strati; da qui ci dirigiamo verso San Luca per visitare la casa museo di Corrado Alvaro, tra i

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maggiori autori del novecento italiano. Scendendo qiualche chilometro arriviamo a Careri terra di Francesco Perri, autore del celebre Emigranti. Scendendo ancora, siamo a Bovalino dove visitiamo il Caffè Letterario dedicato a Mario La Cava, autore di alcune delle novelle piu belle dello scorso secolo. Risaliamo brevemente ad Ardore dove ha vissuto Francesco Barillaro in arte Saverio Montalto autore de “La famiglia Montalbano”, sicuramente il primo romanzo dove viene raccontata l’onorata famiglia. Volendo fare un’escursione fuori dalla Locride, dopo Platì, andiamo a Santa Crisitina D’Aspromonte dove è nato Mimmo Gangemi autore di uno dei capolavori del nuovo secolo, La signora di Ellis Island. Scendiamo, quindi, a Locri per ricordare che in questa terra, quando nel resto del mondo si comunicava ancora a gesti, viveva e componeva Nosside, grande e libertina poetessa del III secolo avanti Cristo. Un salto a Siderno per visitare la biblioteca dedicata a Nicola Zitara, ancora poco conoscituo in Italia ma molto noto all’estero per le sue teorie economiche sull’Unità d’Italia. Finiamo - anche se ci sarebbero altre penne importanti da citare - a Stilo, con il più importante filosofo, autore della famosa utopia della “Città del Sole”, Tommaso Campanella. Concluso questo viaggio, ci troveremmo di fronte a un territorio di enorme bellezza sia storica che naturale. In altri articoli abbiamo criticato la grave assenza di questi scrittori nella formazione scolastica dei nostri giovani, infatti proponevamo che i libri di questi autori fossero inseriti nei programmi di studio di tutte le scuole della Locride. Potrei aver dimenticato qualcuno che merita menzione, anche perché molti sono i luoghi legati a personaggi letterari che non ho inserito - penso alla casa di Brancaleone dove visse Cesare Pavese e altri - per cui ritengo che chiunque voglia, può aderire o partecipare a questo progetto. Anche perché tra le varie finalità c’è anche la volontà e la preoccupazione di salvare e conservare i beni e luoghi legati alla nostra storia. La stessa operazione, infatti, sarebbe possibile attuarla anche per quanto riguarda i beni archeologici: la nostra zona, come abbiamo ricordato più volte, detiene il maggior numero di beni culturali in Italia, e tutti insieme potrebbero entrare a far parte di un percorso mozzafiato. Ps. Nello scrivere questo articolo ho pensato a mio padre, che non mi ha lasciato grandi eredità materiali, ma forse mi ha voluto donare molte cose che sono di valore inestimabile come la conoscenza di molti di questi personaggi, molti libri e molti valori. Tra qualche giorno compio cinquant’anni e mi rendo conto di non essere più un ragazzo, quindi sento forte il desiderio di lasciare qualcosa ai nostri figli che non sia solo materiale ma che li faccia vivere orgogliosi di essere nati in questa terra. Rosario Vladimir Condarcuri

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I nostri scrittori

Un percorso per i grandi ma anche un sentiero per i più piccoli

Accanto all'itinerario che un giorno potrebbe darci coscienza e consapevolezza di ciò che siamo stati e continuiamo a essere, sarebbe interessante prevedere un sentiero per i ragazzi. vrà, per rispetto, messo da parte il suo sigaro fedele carburante delle sue idee - per scrivere insieme a dei bambini di quinta elementare "La letteratura calabrese raccontata ai ragazzi". Sì, perchè, in pochi lo sapranno, ma Pasquino Crupi nel 2000 diede alle stampe un libro scritto a più mani con dei ragazzi di 10 anni. "Vi propongo un gioco! - disse Pasquino durante il loro primo incontro. Facciamo una caccia al tesoro." E tutti insieme si misero a cercare, trovando in ogni secolo, partendo dall'età di Cassiodoro fino ai giorni nostri, tutti i protagonisti della storia della letteratura calabrese, un tesoro nascosto per troppo tempo. Per ciascun protagonista Pasquino scriveva un profilo che leggeva e consegnava ai ragazzi affinchè segnassero le parole difficili da sostituire con altre alla loro portata. Ci pensò a lungo prima di intraprendere l'opera, inizialmente dissuaso dalla convinzione che l'unico che avesse saputo parlare e farsi capire dai bambini fosse stato Gesù Cristo. Poi l'illuminazione: il "fastidio per i libri scritti a tavolino, che sono sempre pessimi libri". E così scese tra i banchi per dare alla luce un libro immaginato a lungo. Questo è quanto scrisse, ad esempio, di Tommaso Campanella: "Tommaso voleva un mondo di uomini liberi e uguali. Descrisse questo mondo in un libro intitolato La città del Sole. C'era lontanissima, circondata dalle acque del mare, l'isola di Taprobana. In questa isola era situata la Città del Sole. I campi appartenevano a tutti. I frutti della terra venivano divisi secondo i bisogni delle famiglie. Le donne facevano i lavori più leggeri e gli uomini quelli più pesanti. I giovani servivano i vecchi. Non c'erano delitti. Non c'erano carceri. Nessuno era ricco e nessuno era povero. Erano tutti uguali. Era, insomma, una specie di Paradiso terrestre. Vi piacerebbe vivere in un'isola come quella di Taprobana? Il guaio è che non esiste". Di Corrado Alvaro raccontò, invece, tra le altre opere, il primo racconto di Gente in Aspromonte. In particolare si sofferma sul finale ovvero nel momento in cui Antonello, figlio del pastore Argirò, viene arrestato. "Ai carabinieri dice: Finalmente ho incontrato la Giustizia, e ora gli dirò il fatto mio. Su questa frase il racconto s'interrompe. E, allora, cari ragazzi, proviamo a immaginare che cosa disse Antonello ai carabinieri. Che cosa disse? Disse perchè un giovane lavoratore, laborioso e onesto, fu costretto dalla prepotenza dei ricchi padroni a diventare brigante, a farsi giustizia con le proprie mani". Con parole semplici Pasquino ha spiegato ai bambini la grandezza delle opere di uomini calabresi mai studiati dai ragazzi di Calabria. Ecco, accanto all'itinerario che un giorno potrebbe darci coscienza e consapevolezza di ciò che siamo stati e continuiamo a essere, sarebbe interessante prevedere un sentiero per i più piccoli. Lo dobbiamo a Pasquino che si battè tutta una vita affinchè la letteratura calabrese venisse studiata nelle scuole, e lo dobbiamo a noi stessi. Perchè lì dove finisce l'orgoglio per le nostre radici inizia il nostro castigo. Maria Giovanna Cogliandro

A Gioacchino Criaco Nasce ad Africo il 3 marzo 1965. Ha esordito nel 2008 con il romanzo Anime nere, da cui è stato tratto il film omonimo diretto da Francesco Munzi, vincitore di nove David di Donatello, di tre Nastri d’argento e del premio Sergio Amidei. Anime Nere, nel 2010, è stato definito da Pasquino Crupi come il romanzo internazionale della letteratura del Sud. Gioacchino Criaco ha in seguito pubblicato i romanzi Zefira (2009), American Taste (2011), Il saltozoppo (2015) e La maligredi (2018). Saverio Strati . Nasce a Sant'Agata del Bianco il 16 agosto 1924. Scrittore. Muore a Scandicci (Firenze) il 9 aprile 2014. È uno dei più grandi narratori del Novecento italiano. Non ha taciuto nessuna piaga della società calabrese. Tra i suoi romanzi: La teda (Milano 1957), Tibi e Tascia (Ivi 1959 -Premio Internazionale Veillon 1960), Mani vuote (Ivi 1960), Noi lazzaroni (Ivi 1972- Premio Napoli 1972), Il selvaggio di Santa Venere (Ivi 1977remio Campiello 1977), Il diavolaro (Ivi 1979), L'uomo in fondo al pozzo (Ivi 1989). * Corrado Alvaro. Nasce a San Luca l'11 aprile 1895. Giornalista, saggista, scrittore. Muore l'11 giugno 1956 a Roma. Esordisce a 17 anni con il prodigioso volumetto Polsi nell'arte, nella leggenda, nella storia (Gerace 1912). Nel 1917 pubblica Poesie grigioverdi. Poi viene il tempo dei primi romanzi: La siepe e l'orto (Firenze 1920), L'uomo nel labirinto (Milano 1926), Vent'anni (Ivi 1930). Ma è con Gente in Aspromonte (Firenze 1930), raccolta di racconti, preceduta da L'amata alla finestra (Torino 1929), che Corrado Alvaro impone il suo nome. Di Corrado Alvaro va ricordata, inoltre, la trilogia del mondo sommerso: L'età breve (Milano 1946), Mastrangelina (Ivi 1960), Tutto è accaduto (Ivi 1961). Tra i suoi saggi: Itinerario italiano (Roma 1933), Un treno nel Sud (Milano 1958). * Francesco perri. Nasce a Careri il 15 luglio 1885. Muore a Pavia il 9 dicembre 1974. Letterato militante, inizia con lui il romanzo esplicitamente antifascista così come viene data prova da I conquistatori (Roma 1926).

Ma il romanzo con il quale Perri conquista una notorietà internazionale è Emigranti (Milano 1928), primo romanzo organico sull'emigrazione di tutta la letteratura italiana. Altri suoi testi narrativi: Il discepolo ignoto (Milano 1940), L'amante di zia Amalietta (Ivi 1958), Racconti d'Aspromonte (Ivi 1940). * Mario La Cava, nasce a Bovalino l'11 settembre 1908. Lì muore il 17 novembre 1988. Scrittore e critico. Si fa posto nella letteratura italiana con l'opera Caratteri (Firenze 1939). Libro veramente insuperabile. La sua lezione è quella dell'ingegnere di anime. Ciò che ne fa uno scrittore classico. Tra le sue opere: Colloqui con Antonuzza (Caltanissetta-Roma 1954), Le memorie del vecchio maresciallo (Torino 1958), Mimì Cafiero (Firenze 1958), Vita di Stefano (Caltanissetta 1962), Una storia d'amore (Torino 1973), I fatti di Casignana (Ivi 1974), Una stagione a Siena (Bordighera 1988). * Francesco Barillaro, in arte Saverio Montalto, nasce il 19 febbraio 1898 a San Nicola d'Ardore , muore ad Ardore Marina in 7 settembre 1977. Scrittore. Di professione veterinario, si fa avanti nel campo della letteratura con Memorie dal carcere (Milano 1957). Dei molti suoi romanzi inediti sono stati pubblicati Raptus (Periferia, Cosenza 2003) e, a cura di Pasquino Crupi, La famiglia Montalbano (Chiaravalle Centrale 1973). Romanzo con il quale provoca una rivoluzione tematica nella letteratura nazionale, che fino a lui non aveva avuto il romanzo centrato sul personaggio organico di mafia. Solo editorialmente Saverio Strati era stato preceduto da Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia. Il romanzo La famiglia Montalbano era stato scritto e concluso da Saverio Montalto negli anni 1939-40. * nosside. Vissuta all’inizio del III secolo a.C. nella colonia greca di Locri 1 è stata un’artista nota per la sua totale dedizione all’universo femminile, tanto che i poeti la soprannominarono “Voce di donna”. Antipatro di Tessalonica collocava Nosside fra le nove Muse e la poetessa stessa sentiva di essere stata baciata dall'arte poetica. In un suo epigramma a un forestiero che stava staccando l'ormeggio del suo natante che, fino ad allora si

trovava nel porto di Locri, gli dice, qualora facesse vela verso Mitilene, dove fiorì la poesia di Saffo, di riferire che a Locri c'è anche lei, cara alle Muse, a rappresentare la poesia occidentale, come Saffo fece per l'Oriente. Nicola zitara. Nasce a Siderno il 16 luglio 1927. Storico, meridionalista. Lì muore l'1 ottobre 2010. Formidabile è stato il suo impegno nella battaglia per liberare il Mezzogiorno e la Calabria dalla loro condizione di colonia. In questa direzione ha scritto saggi decisivi, come L'Unità d'Italia: nascita di una colonia (Milano 1971) e Il proletariato esterno (Ivi 1972). Nei suoi successivi lavori, come Tutta l'egalité (Siderno 1998), Negare la negazione (Reggio Calabria 2002), O sorece morto, romanzo (Nicola Zitara editore, Siderno 2004) ha costruito l'idea che il Mezzogiorno e la Calabria potranno avere un avvenire migliore se si separeranno dall'Italia e daranno via ad uno stato "duosiciliano". Nel 1994 ha pubblicato a Siderno per proprio conto il romanzo economico, Memorie di quand'ero italiano. Opera postuma: L'invenzione del Mezzogiorno. Una storia finanziaria (Milano 2011). * Tommaso Campanella. Nasce a Stilo il 5 settembre 1568. Filosofo, poeta. Muore a Parigi il 21 maggio 1639. Domenicano, figlio di ciabattino, pensò e non realizzò nel 1599 una vasta congiura per rovesciare il regno di Napoli. Finì in carcere e vi resto per 27 anni. Ma il suo cervello continuò a funzionare. L'opera per la quale va famoso è La città del Sole, scritta nel 1602 e pubblicata nel 1623. Immagina, in questo suo scritto, una città ideale dove non esiste comunistico: "Da ciascuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i propri bisogni". Alto è il profilo di Tommaso Campanella come poeta in urto con il secolo barocco. Le sue poesie con il titolo Scelta d'alcune poesie filosofiche di Settimontano Squilla, furono pubblicate nel 1622 in Germania per interessamento di tobia Adami, suo amico. È poeta della luce. Tra le sue opere: Atheismus Trimphatus (Parigi 1636), Philosophia rationalis (Ivi 1638), Methaphisica, (Ivi 1638), Monarchia di Spagna (Ivi 1697). * *Le biografie sono tratte dall'Agenda Letteraria Calabrese di Pasquino Crupi.


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la proposta

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Un sentiero tra le “stelle”! “C

Non si tratta di mettere delle targhette all’ingresso del paese ma di creare una “strada” ideale per fondere gli scrittori con i “luoghi” e questi con la propria gente. Un patrimonio nostro che un giorno apparterrà all’Umanità!

orrado Alvaro, Mario La Cava, Francesco Perri, Saverio Strati. Il Novecento è stata una pioggia di scrittori per la nostra zona che ha conosciuto una stagione fortunata anche grazie a Nicola Zitara e Pasquino Crupi - che, tra gli altri meriti, ha avuto anche quello di far pubblicare Saverio Montalto - e, oggi, grazie a Gioacchino Criaco e

Mimmo Gangemi. E gli scrittori non fioriscono a caso, ci vuole la “primavera” e noi, almeno da questo punto di vista, stiamo vivendo un momento magico. Per anni la letteratura meridionale è stata essenzialmente “siciliana” e ora sembra quasi un miracolo che in un piccolo lembo di terra addossato all’Aspromonte siano germogliati così tanti scrittori, intellettuali, poeti, ricercatori. Ripeto: non è un caso! Così come non è stato un caso la Firenze dei grandi Umanisti, il secolo d’oro siciliano, l’Illuminismo lombardo. Se dovessi individuare il motivo di tale fioritura non avrei dubbi nel fissarla nel grido di dolore che si alza da questa nostra terra. Un urlo di Munch al plurale per la fine d’una civiltà millenaria risucchiata dal “nulla” e che si coniuga con il “dolce” ricordo di ciò che fummo e lo strazio per ciò che siamo. Un humus ideale in cui vengono seminati ricordi, dolore, gioie e speranza e da cui nascono grandi romanzi, tanta poesia e musica, una febbrile ricerca storica. Tutto ciò rappresenta una diga, perché non sono pochi (e né marginali) coloro che vorrebbero tracciare una linea di confine tra il mare e l’Aspromonte e scriverci sopra “hic sunt leones”! Non è così anche perché accanto agli importanti autori che ho citato, sebbene su un terreno diverso, potremmo collocare i poeti contadini iniziando da Mico Pelle, Giuseppe Coniglio, Salvatore Filocamo e quindi Franco Blefari, Giovanni Favasulli, Orazio Di Landro, Ninni Speranza. Storici come Mimmo Romeo, Filippo Racco, Enzo Agostino, Vincenzo Naymo, Fortunato Nocera. Romanzieri e poeti come Sandro

Cavallaro, Tony Carneri, Laura Papa autrice di tante belle poesie e di racconti per ragazzi tra cui “La Cavalletta stanca” con cui ha ricevuto il primo premio di narrativa infantile a Roma. Ne avrò dimenticati molti altri e me ne scuso; sono così tanti che è impossibile ricordarli tutti ma ciò dimostra cosa sa e può produrre una terra generosa e inquieta come la nostra.. Un patrimonio da non disperdere o sciupare e da cui nasce la nostra proposta di tracciare il sentiero degli “scrittori” senza inventarsi nulla. Esistono già! Chi ama Leopardi sente forte il bisogno di visitare Recanati come chi ha letto i Promessi Sposi avrà voluto capire il libro anche attraverso i percorsi manzoniani in cui il grande romanzo ottocentesco ha preso forma. Così come esistono da tempo i sentieri per i grandi scrittori siciliani dell’Ottocento e del Novecento. Contrariamente alla vulgata di oggi, il cielo che brilla sopra di noi è luminoso e ricco di stelle. Non è facile, però. brillare nel nostro firmamento, stretti come siamo tra minoranze abbrutite e un “potere” mediatico nazionale interessato a focalizzare solo false stelle. Vogliono la Calabria, la Locride e l’Aspromonte a una sola dimensione e voi ben sapete quale. E non è un caso se grandi mezzi di comunicazione che lesinano lo spazio alla letteratura di La Cava o ad Alvaro, di Gangemi o Criaco, che ignorano Crupi o Zitara, siano estremamente generosi con la processione di Zungri, il baciamano di San Luca, l’inchino di Oppido costruendo così, mattone su mattone l’immagine di una Locride “tamarra”, violenta, incolta e irredimibile. Per questo avanziamo la proposta di fissare un “percorso” partendo da Africo Vecchio, dove incontriamo Gioacchino Criaco e finendo a Stilo, dove malgrado sia passato così tanto tempo, risplende la luce immensa del nostro Tommaso Campanella che avrebbe meritato maggior fortuna nella diffusione della sua opera e del suo pensiero. Non si tratta di mettere delle targhette all’ingresso del paese ma di creare una “strada” ideale per fondere gli scrittori con i “luoghi” e questi con la propria gente. Un patrimonio nostro che un giorno apparterrà all’Umanità! Ilario Ammendolia

IN BREVE Per anni la letteratura meridionale è stata essenzialmente “siciliana” e ora sembra quasi un miracolo che in un piccolo lembo di terra addossato all’Aspromonte siano germogliati così tanti scrittori, intellettuali, poeti, ricercatori. Se dovessimo individuare il motivo di tale fioritura non avremmo dubbi nel fissarla nel grido di dolore che si alza da questa nostra terra.


recuperate e preservate; abbiamo intitolato all’autore una piazza, un busto e negli ultimi anni siamo riusciti anche a inaugurare il Parco Letterario Francesco Perri, che già prevede la possibilità di attraversare i sentieri d’Aspromonte che hanno ispirato le opere del nostro scrittore. Questa realtà, che una cooperativa vorrebbe prendere in gestione, ben si sposa non solo alla filosofia di questa proposta, ma anche a quella lanciata l’anno scorso dal sindaco di Bovalino, che prevedeva la messa in rete dei nostri comuni con quelli di Sant’Agata del Bianco e San Luca per creare un quadrilatero letterario che permetta la riscoperta degli autori dei nostri paesi e metta a disposizione dei ragazzi delle scuole la loro bibliografia per poterne sottolineare l’importanza. Vincenzo Maesano Uno degli obiettivi che siamo riusciti a raggiungere in questo anno di amministrazione è stato il recupero del finanziamento regionale per la realizzazione del Premio La Cava, che ha avuto subito rilevanza nazionale grazie alla premiazione di Claudio Magris e Raffaele Nigro e la partecipazione di Mariangela Melato. L’importanza che abbiamo dato alla cultura locale è stata massima, così come dimostrato dalla partecipazione a un bando regionale che potrebbe permetterci di esaltare ancora di più la figura di La Cava grazie alla realizzazione di un Parco letterario che ci permetterebbe di entrare in rete con altri comuni del circondario e che già racchiude in sé l’idea di un percorso culturale e paesaggistico. A questo si aggiunga che a Mario La Cava abbiamo intitolato il nostro plesso scolastico e che, grazie al Caffè Letterario, con il quale abbiamo instaurato una importante sinergia, abbiamo valorizzato e tutelato i luoghi dell’autore facendone un punto di ritrovo per letterati e artisti. Giovanni Teotino Alla biblioteca comunale sono conservati i testi di Saverio Montalto “La Famiglia Montalbano” e “Raptus”, mentre di un terzo libro, “Memoriali dal carcere”, stiamo supervisionando la ristampa. Il comune di Ardore, comunque, è costantemente in contatto con un nipote dello scrittore anzitutto per organizzare degli eventi culturali in sua memoria e siamo al lavoro da tempo per il recupero di manifestazioni e ricorrenze che si celebravano in passato e che oggi sono state invece dimenticate. La valorizzazione della cultura e della figura di Montalto passa ogni anno all’organizzazione di un premio letterario, ma sappiamo che si tratta di una manifestazione ancora molto semplice, alla quale dobbiamo far seguire altri e ben più importanti eventi che garantirebbero anche al nostro paese di essere parte attiva in un progetto di questo genere. Solo mettendo la produzione di Montalto in rete con quella di altri scrittori e finendo di recuperare la sua figura avremo infatti raggiunto il nostro obiettivo.

Itinerario degli scrittori: quale contributo possono dare i comuni? PER TESTARE L’ITINERARIO DEGLI SCRITTORI DELLA LOCRIDE ABBIAMO

VOLUTO COMINCIARE A PERCORRERNE LE TAPPE COINVOLGENDO AMMINISTRATORI O ESPERTI CHE CI POTESSERO ILLUSTRARE QUALE SIA IL MATERIALE A DISPOSIZIONE DEI COMUNI E CON QUALI PROPOSTE I DIVERSI PAESI POTREBBERO CONTRIBUIRE ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO. RIPORTIAMO DI SEGUITO LE CONSIDERAZIONI DEI SINDACI FRANCESCO BRUZZANITI (AFRICO), DOMENICO STRANIERI (SANT’AGATA DEL BIANCO), GIUSEPPE GIUGNO (CARERI), VINCENZO MAESANO (BOVALINO) E GIOVANNI CALABRESE (LOCRI), DEL COMMISSARIO DI SAN LUCA SALVATORE GULLÌ, DEL VICESINDACO DI ARDORE GIOVANNI TEOTINO, DELL’EX SINDACO DI SIDERNO PIETRO FUDA E DEL GIORNALISTA DI STILO FRANCESCO SORGIOVANNI.

Francesco Bruzzaniti La tre giorni di confronto culturale svoltasi a rifugio Carrà dimostra quanto forte sia il desiderio di raccontare una Calabria diversa. Anzi, l’itinerario degli scrittori della Locride potrebbe partire proprio dal rifugio, attorno al quale esistono diverse bellezze naturalistiche che ci stiamo impegnando di valorizzare e che sono state descritte magistralmente da Saverio Strati, con il quale i nostri ospiti potrebbero iniziare a familiarizzare prima di conoscerlo a Sant’Agata. L’itinerario potrebbe poi proseguire nei luoghi in cui è stato girato “Anime Nere”, come la piazzetta di Casalinuovo, presso la quale stiamo avviando un lavoro di recupero degli edifici antichi, e considerata la fortuna di avere un autore ancora in vita, potremmo intensificare il programma di incontri culturali da tenersi in paese con la collaborazione di Gioacchino Criaco, perché riteniamo che sia importate dare una narrazione diversa del nostro paese anzitutto ai nostri concittadini. E chi potrebbe farlo meglio di lui? Domenico Stranieri Purtroppo la nostra opera di recupero di Saverio Strati è partita da zero, perché dopo la sua morte, Sant’Agata lo ha dimenticato. Le stesse Amministrazioni Comunali che si sono succedute in questi anni alla guida del paese, dando precedenza alla logica della riqualificazione urbana, hanno effettuato interventi che hanno cancellato i luoghi in cui l’autore è cresciuto, ragion per cui noi abbiamo voluto ricordare Strati attraverso una revisione della toponomastica. Oggi, infatti, abbiamo piazza Tibi e Tascia e la via delle porte pinte, in cui sui portoni delle case sono state riprodotte scene tratte dalle opere dell’autore. Inoltre sta avendo un

buon successo il festival “Stratificazioni”, che ricorda l’autore e i personaggi del nostro paese realmente esistiti ai quali si è ispirato per le sue opere e ci teniamo infine in contatto con la nipote di Strati, che recentemente ha riavviato le pratiche per la pubblicazione del manoscritto inedito “Tutta una vita” e di una corrispondenza privata. Salvatore Gullì La casa di Corrado Alvaro è piena di documenti dell’autore, anche inediti. Grazie alla “Fondazione Corrado Alvaro”, l’abitazione si può visitare e gli scritti consultare su appuntamento. Ovviamente, avviare un’iniziativa del genere permetterebbe di dare risalto a questa iniziativa e l’intera comunità di San Luca potrebbe trarne benefici. Tuttavia, oltre alla sinergia, per realizzare questo sogno occorrono soldi. L’iniziativa, infatti, può rappresentare un volano di sviluppo per il territorio solo con l’ausilio della Regione Calabria e fondi europei mirati a rendere il progetto qualcosa in più di un evento stagionale. Oltre agli sforzi generosi di cui ho parlato, stretto com’è l’Ente nella morsa finanziaria, non credo si potrà fare molto altro senza questi presupposti, ma siamo pronti a cogliere un’occasione che dimostrerebbe una volta per tutte che San Luca non è solo luogo di degrado, ma un paese che sta crescendo grazie alla caparbietà dei suoi cittadini, che meritano più di ciò che hanno. GIUSEPPE GIUGNO Purtroppo le passate Amministrazioni non hanno avuto troppa cura di preservare i luoghi in cui Francesco Perri è cresciuto o ha vissuto. Tuttavia, negli ultimi anni, c’è stato un grande impegno affinché queste realtà venissero

Giovanni Calabrese È un progetto davvero interessante, al quale Locri potrebbe partecipare anzitutto ripartendo dalla Fondazione Nosside, che da tempo stiamo cercando di recuperare. In collaborazione con l’associazione, infatti, potremmo dare vita a un percorso culturale che potrebbe puntare sulla rielaborazione, l’ampliamento e il recupero dei molti eventi che sono stati dedicati in passato alla poetessa magnogreca e che oggi non hanno più luogo, estendendo poi il discorso all’intera città con la creazione di un percorso che tocchi i punti di maggior interesse culturale di Locri. Potremmo poi coinvolgere anche il Museo Archeologico di Locri permettendo così all’itinerario di toccare anche i nostri scavi, di dare ancora più visibilità ai nostri reperti e di permettere ai turisti di riscoprire la città in cui la poetessa è verosimilmente vissuta. Sarebbe un modo splendido di spingere sulla cultura, elemento che già in passato si è dimostrato indispensabile per riuscire a far cambiare marcia a questo territorio. Pietro Fuda Se da un lato abbiamo la fortuna di avere dato i natali a uno scrittore spesso citato nelle bibliografie di grandi studiosi e saggisti, dall’altro l’opera di Nicola Zitara si rivolge a gente di un certo livello culturale, interessata alla storia del mezzogiorno e all’economia per motivi di studio. Recuperare la figura di Zitara e farne un percorso rischierebbe di alimentare la cattiva interpretazione che spesso si fa del suo pensiero e noi non vogliamo che Nicola venga ricordato per essere stato un sostenitore dei Borbone! Anche la sua critica al marxismo e il suo tentativo di applicarlo a meridionalismo lo rende un autore difficilmente appetibile per il lettore medio, soprattutto in un periodo storico in cui si legge poco e troppo spesso male. Al progetto Siderno potrebbe quindi contribuire con la realizzazione di iniziative limitrofe che promuovano il pensiero di Nicola attraverso una rassegna teatrale o tavole rotonde che rendano il pensiero dell’autore più fruibile per il grande pubblico. FRANCESCO SORGIOVANNI Nonostante l’epoca storica in cui è vissuto, Tommaso Campanella è stato sempre tenuto in grande considerazione dalla comunità, dagli studiosi e dai lettori. Questo ha permesso al Comune di Stilo di mantenere sempre alta l’attenzione nei confronti delle iniziative legate alla sua figura, che stanno raggiungendo l’apice proprio quest’anno con la ricorrenza del 450º anno della sua nascita. Presentazioni di libri e iniziative legate alla figura dello studioso se ne contano al soldo una dozzina e abbiamo anche messo in cantiere un progetto che, presentato alla Regione Calabria e in attesa di approvazione, permetterebbe di riprendere la figura dell’autore e di istituire un percorso attraverso i luoghi campanelliani. Proprio questo progetto, anzi, rappresenterebbe la conclusione ideale dell’itinerario degli scrittori, perché invita gli interessati a proseguire il viaggio per approfondire la conoscenza di Campanella in diverse città d’Italia e d’Europa, tra cui Parigi, in cui lo scrittore morì. Jacopo Giuca


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Troppe attese alla Posta interviene l’ex Assessore Rocco Agostino

A Marina di Gioiosa regna il caos L’Appello agli organi competenti affinché venga risolto il problema Marina di Gioiosa Ionica. Con l’estate in corso è sempre più evidente il disagio che si vive quotidianamente alle poste di via Matteotti, con tempi di attesa lunghissimi e spesso snervanti, una sorte di “si salvi chi può” dove è facile intuire quando si entra, mentre è impossibile capire quando si esce, anche se l’operazione da fare è il pagamento di una bolletta. A evidenziare il problema è l’ex Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Marina di Gioiosa Rocco Agostino, “portavoce” anche di un gruppo di cittadini esasperati. “Alla Posta del nostro comune regna il caos più assoluto”, attese che per norma di legge dovrebbero essere di dieci massimo quindici minuti, mentre nella realtà dei fatti in fila ci si rimane anche per oltre un’ora, è una vergogna. Spesso - continua Agostino – ci confrontiamo col Direttore Rocco Lo Bianco i quali, quotidianamente fa i salti mortali per alleviare il problema; spesso il suo eccellente lavoro, con tutto il suo staff, viene vanificato da tali attese. Ho visto persone anziane, diversamente abili, madri con bambini o in dolce attesa, aspettare per ore il proprio turno e ciò non sta bene per un paese civile e a vocazione turistica come Marina di Gioiosa, per non parlare anche dello sportello Bancomat, collocato all’esterno, molto spesso non funzionante e quindi privo di utilità. Mi appello agli organi preposti, affinché venga affrontato il problema e risolto quanto prima. La nostra comunità ha bisogno di un servizio postale efficiente e le attese devono attestarsi a quanto prevedono le leggi esistenti. La carenza di personale è un dato di fatto, nonostante l’incessante lavoro degli operatori e in particolare del Direttore Lobianco la situazione alle poste di Marina è molto difficile. Ci auguriamo che questo disservizio venga risolto al più presto.

Siderno, quanti divieti senza senso Tutte le vie, ragnatela che ci permette la mobilità nella città, devono essere sempre mantenute libere e sgombre da mezzi o altro che possa impedire la libera circolazione. È vitale che si faccia osservare questo semplice regolamento! I vari segnali stradali devono servire a semplificare e rendere più agevole la circolazione di mezzi e pedoni! Quanti divieti senza senso, e magari, dove c’è veramente necessità, mancano. La meta da raggiungere per gli ingegneri del traffico dovrà essere quella di semplificare al massimo e rendere possibile in pochi istanti di trovare la direzione desiderata a tutti gli utenti. Non si scherza, quello che può accadere inaspettatamente domani non manda l’avviso oggi, e se in alcuni periodi la popolazione aumenta per motivi turistici, maggiormente si deve prestare attenzione, e soprattutto non chiudere al traffico la circolazione in alcune vie. Tutto deve essere libero, il nostro territorio (Siderno) è zona ad alto rischio sismico, si pensi al 1908 Reggio e Messina! Non si vuole fare catastrofismo, ma solo ricordare e prepararsi per ciò che potrebbe accadere! L’albatros

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Oliverio: “Sulla spesa dei fondi comunitari la Calabria ora è avanti”

Questa settimana il presidente della Regione Calabria ha incontrato il ministro per il Sud Barbara Lezzi.

"La nostra Regione, come lo stesso ministro ha avuto modo di constatare, è avanti e segna un passo soddisfacente frutto del lavoro fatto in questi anni per invertire un trend che ha segnato le precedenti programmazioni. Abbiamo realizzato risultati importanti e puntiamo a conseguire gli obiettivi di performance previsti per fine anno". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio al termine dell'incontro sulla spesa dei fondi comunitari con il ministro per il Sud Barbara Lezzi. " Ho avuto modo di evidenziare al ministro - ha aggiunto Oliverio - che è necessario partire dalla prossima legge di stabilità per rafforzare gli strumenti di intervento nel Mezzogiorno allo scopo di recuperare un gap

LA FOTO VINCENTE DELLA MOSTRA FOTOGRAFICA “LA MOLTA VITA - BAGLIORI D’ARGENTO” TENUTASI LO SCORSO 21 LUGLIO CHE RIMARRÀ ESPOSTA ALLA BIBLIOTECA COMUNALE DI SIDERNO. L’AUTORE È DOMENICO TIMPANO. A CONSEGNARLA A PIETRO FUDA, GIUSY MASSARA.

ma, soprattutto, di evitare che ci sia uno squilibrio nell'utilizzazione delle risorse ordinarie". Per Oliverio, infatti, "vale a poco il fatto che si utilizzino le risorse comunitarie destinate al sud se poi nella programmazione di quelle ordinarie c'è uno squilibrio che deve essere compensato con le risorse che dovrebbero essere aggiuntive. E su questo c'è stata una condivisione sostanziale da parte del ministro". "In merito alla Zes ha detto ancora Oliverio abbiamo evidenziato quello che è stato un risultato importante per la nostra regione, registrando lo stato dell'arte. C'è stata, inoltre, una condivisione a valutare un rafforzamento, se sarà necessario, del fondo nazionale destinato alle Zes".

Decadenza Dopo giorni e anni d’amichevole frequenza, niente lasciava presagire della tempesta il fragoroso giungere, chè le parole dell’un e dell’altro sembravan miele! Per gli sciocchi, anche se nella grande bontade, non c’era nulla di cui aver timore! Fu un fulmine, non a gran voce, ma appena sussurrato, e del passato e futuro insieme mostrò l’intento! Il sipario si alzò, e sul palco, apparvero i mimi, tutti a gran voce declamavano lodi per cotanta bontade, non in verità dallo stesso intendimento, che molti ad altro pascolo erano diretti, ne facean cicaleccio per l’orecchio dell’archeo sentore! Ma quale non fu il sentimento, quando dall’alto imperio arrivò il responso, che dal buio trasse luce artificiale e illuminò, di tutti, l’intelletto. Tardi ormai, per la giornata e l’età, non era lecito ascoltare ancora, ad altri più equipaggiati, conveniva passar la parola! L’albatros

Benestare: “Questa Amministrazione ci sta portando alla rovina” Ci scrive il consigliere Vincenzo Rocca, ex sindaco di Benestare, preoccupato dalla situazione economica in cui versa il Comune di Benestare e convinto che lo stato di salute dell’Ente sia imputabile esclusivamente alle incapacità amministrative della maggioranza. Già durante la campagna elettorale del 2014 il movimento politico culturale da me guidato si è reso conto che le dichiarazioni relative al bilancio effettuate dall’Amministrazione Comunale di Benestare non corrispondevano al vero. Approfondendo l’argomento è risultato evidente come, per dare l’immagine di un Ente con i conti a posto, alcuni debiti contratti non venissero nemmeno riportati. Pur chiedendo che le carte venissero trasmesse alla Prefettura e alla Procura affinché una commissione stabilisse con certezza quale fosse l’effettivo stato di salute del Comune, le nostre richieste non sono state mai accolte e, anzi, non si è dato ascolto nemmeno al recente parere negativo espresso sia dal revisore dei conti sia dalla responsabile dell’area economico-finanziaria in merito all’approvazione del bilancio. L’Amministrazione Comunale, infatti, ha approvato ugualmente il bilancio e il consultivo stralciando i debiti e deliberando un piano di spesa per il prossimo biennio per il quale non ci sono le condizioni. Per questa ragione, l’Ente si ritrova adesso a far fronte a 1.060.000 €di debiti fuori bilancio a cui sono da aggiungersi quelli già pagati in precedenza e i decreti ingiuntivi che in questa fase ancora non sono stati quantificati; una situazione debitoria gravissima per la quale ho richiesto l’intervento di una commissione d’accesso affinché si verifichi che l’azione amministrativa portata a termine non costituisca un presupposto di scioglimento del Comune. L’azione condotta dalla maggioranza, probabilmente una strategia per occupare le pol-

trone del Comune fino alla naturale scadenza del mandato, crea infatti una difficoltà enorme per i cittadini di Benestare e per l’Amministrazione comunale che succederà, costretta a far fronte a uno stato di pre-dissesto, che sarà dichiarato con il consiglio comunale di martedì 13 agosto, senza che vengano date indicazioni utili su come sanare i conti dell’Ente. Non credo serva dire altro per dimostrare che questa Amministrazione, insediatasi avendo a disposizione un fondo cassa di 600mila € e un avanzo di 1,2 milioni, abbia dilapidato i fondi pubblici senza peraltro avviare opere pubbliche importanti o riuscire a organizzare manifestazioni estive (o anche invernali) di rilievo. I ruoli dell’acqua, anzi, sarebbero fermi al 2012 e l’incasso complessivo del dovuto non raggiungerebbe nemmeno il 30%, così che una delle prime criticità cui dovrà fare fronte la prossima amministrazione sarà premurarsi di vessare i cittadini con le bollette per la riscossione del dovuto al fine di recuperare il debito contratto con Sorical e già oggi ammontante a oltre 550mila €. Il mio più grande rammarico è che i cittadini, poco invogliati a prendere parte alla vita politica benestarese, non si rendano ancora conto di come questa amministrazione abbia portato alla rovina loro e le prossime generazioni, limitandosi a comunicare strategicamente cose non veritiere, sufficienti a far credere ancora nelle capacità amministrative del sindaco e della maggioranza. Siamo purtroppo alla mercé della peggiore amministrazione che Benestare abbia avuto negli ultimi cinquant’anni, totalmente priva di visione amministrativa e politica e in grado di perseguire esclusivamente, in questi nove anni, un interesse personale che potrebbe aver danneggiato irrimediabilmente il nostro bellissimo paese. Vincenzo Rocca


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GIudIzIarIa

12 AGOSTO - 14

rubriche

Le ‘ndrine e l’affare eolico in Calabria

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Conversando

Costa viola IGT, il vino partorito in una natura ai limiti del selvaggio Propaggini dell’Aspromonte occidentale si tuffano tra le acque cristalline del periglioso mare di Scilla e Cariddi. Pareti di roccia in cui si aprono anfratti di una eleganza ruvida si alternano alle strette lingue di sabbia o di ciottoli che ammorbidiscono l'inflessibile scenario. Cangiante amalgama di elementi struggenti e diabolici, inghirlandata da pendici foderate di macchia mediterranea frammisti a piccole fette di terra strappate a ripide colline e trattenute dai caratteristici muretti a secco chiamati armacìe. Davanti all'immobilità apparente e vertiginosa dei crinali aspromontani, sui quali è difficile anche mantenere l'equilibrio, si intravedono le sagome di una schiera di viticoltori definiti a ragione eroici. Con sfibrante cura praticano una viticoltura in un contesto estremo che si snoda da Capo Barbi alla rupe di Scilla, lungo il litorale tirrenico, toccando diversi comuni (Palmi, Seminara, Bagnara Calabra e Scilla), valorizzando vitigni autoctoni, terroir difficili e producendo opere pregiate, autentiche e irripetibili. Qui, dove la natura gironzola a briglie sciolte e i tramonti si colorano di riflessi violacei, nascono i vini a indicazione geografica tipica «Costa Viola» bianchi, rossi e rosati. Stappiamone uno rosso: color rubino carico e luminoso nel calice. L'olfatto rimanda a immediate atmosfere marine, cui si affacciano le note caratteristiche e intense dei vitigni autoctoni che lasciano gradualmente il posto a profumi di frutta rossa con un potente sentore di prugne. Di buona struttura, in bocca vince l'eleganza, giocata sulla sobria combinazione di morbidezza, giusto livello di tannicità e freschezza, allungata da una salinità appagante e un'acidità succosa con echi fruttati sul finale. Retrolfatto in linea con i ricordi fruttati inconcerto con l’intrigante mineralità. Un vino controcorrente, intenso e senza spigolature, sensuale e non scontato, partorito in una natura ai limiti del selvaggio che convive con l'uomo in un perpetuo, emblematico, braccio di ferro nel quale nessuno dei due contendenti, in realtà, vuole vincere. Sonia Cogliandro

fruTTI dImenTICaTI

susino doppio di Tiriolo PRUNUS DOMESTICA L. FAMIGLIA ROSACEE

Attualmente si conosce l’esistenza di un’unica pianta che si trova a Tiriolo in provincia di Catanzaro, anche se la caratteristica di produrre dei frutti in coppia, saldati ai piccioli pare fosse nel passato molto comune nell’area del Lametino. La cittadina di Tiriolo è posto al centro dell’istmo Squillace-Lamezia e dalle parti più alte del paese si gode un panorama suggestivo, in quanto è possibile ammirare sia il Tirreno che lo Ionio. Era famosa per i costumi tradizionali e per un artigianato mirabile, ma anche per le ragazze di grande bellezza, tanto che era stata diffusa una diceria leggendaria che l’ultimo re d’Italia, per poco tempo (dal 9 maggio al 10 giugno 1946), da principe ereditario, Umberto II di Savoia, vi aveva trascorso un mese di vacanza, attratto propria dall’avvenenza delle ragazze di Tiriolo. La sua posizione fa supporre che avrà avuto una grande importanza strategica nel passato e sicuramente nel suo territorio sarà stata coltivata la vite sin dalla più remota antichità, anche perché era inclusa nel territorio della mitica Enotria o Terra del vino, che aveva come limite meridionale il restringimento della Calabria tra Squillace e Lamezia e raggiungeva nella sua estensione, a nord, la Lucania. Nel 1640, durante la costruzione di un palazzo per l’aristocratico Cigala, fu rinvenuta, assieme ad altri reperti archeologici, una tavola di bronzo che conteneva il divieto di celebrare i Baccanali in seguito ad un senatus consultum (decisione adottata dal senato a Roma) del 186 a.C. I Baccanali erano feste orgiastiche, denominate in tali termini, dal greco bacchèia, celebrate in onore di Dioniso e connessi ai misteri orfici, molto diffusi nella Magna Grecia e trasferiti in Etruria da un sacerdote e indovino greco e ben presto degenerarono in forme delittuose, immorali e orgiastiche; dall’Etruria furono introdotte a Roma. A Roma vi potevano partecipare anche le donne che assieme agli uomini facevano uso di vino, nelle riunioni notturne tenute nel bosco

I brIGanTI

anche gli alieni ci evitano

di Stimula o Semele, dove venivano consumati atti contro la moralità pubblica. Lo storico Tito Livio ci informa nelle sue Storie di Roma, Ab Urbe condita, libro XXIX, 8-19, che nell’anno 186 a.C., in seguito a una denuncia, ci fu un’indagine, in cui furono coinvolte 7000 persone tra uomini e donne. Furono imprigionati molti e furono condannati a morte coloro che si erano macchiati di stupro e omicidio, tra cui anche donne. I Baccanali furono proibiti in tutto lo stato romano, compresi i territori degli alleati. Nella tavola di bronzo scoperta nel 1640 e ora collocata in un museo di Vienna, in latino arcaico, vengono evidenziate le disposizioni del Senatus consultum del 186 a.C. Ritornando alla pianta del susino di Tiriolo, essa ha un’abbondantissima fioritura e produce frutti doppi talvolta in gruppi compatti; la fioritura avviene nella seconda quindicina di marzo e i frutti vanno a maturazione nella seconda quindicina di luglio. Si ha conoscenza che la pianta forse è stata innestata 80 anni fa, tuttavia non si sa chi abbia fornito la marza o effettuato l’innesto, né quale sia la sua provenienza. Neppure la proprietaria dell’orto in cui è situata la pianta in contrada Grascio del comune di Tiriolo sa qualcosa in merito dal momento che non aveva fatto mai domande al padre, in quanto non gli era mai sembrato strano il fatto che l’albero producesse susine doppie. La donna, Maria Truglia, ha all’incirca 80 anni e afferma che si ricorda il susino così com’è ora, da sempre ed è probabile che abbia più di ottant’anni. Sarebbe necessario eseguire ulteriori approfondimenti per verificare se si tratta di una mutazione genetica o di una vecchia varietà. Le notizie sono state fornite, assieme alle fotografie, da Antonio Renda, titolare della Fototeca Calabria a Tiriolo( CZ). Rischio d’erosione genetica: altissimo Dove si trova: una sola pianta nell’orto di Maria Truglia in contrada Grascio nel comune di Tiriolo ( Cz). Orlando Sculli

L’articolo 11 della Costituzione recita: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” Eppure l’Italia è al 9° posto nella top ten dei paesi produttori di armi in tutto il mondo. Le aziende che producono armi di distruzione di massa in Italy sono disseminate nel nord della penisola e in Sardegna. Nelle zone di guerra, ogni 30 minuti un essere umano muore su una mina anti uomo made in italy; bombe, siluri, razzi, missili, aerei da guerra sono altri prodotti che fanno “risaltare” il nome dell’Italia. Quindi l’Italia ripudia la guerra in casa propria, però la esporta. L’Italia esporta la guerra. Si vuole assicurare pace e giustizia fra le Nazioni, ma come? Attraverso l’uso limitato delle armi, almeno così ho inteso io. Quindi si garantisce la pace attraverso la guerra. Limitata, è vero, ma qualcuno deve pur sempre morire affinché la pace sia garantita. Non muore però chi le leggi le fa. Muore chi esegue gli ordini combattendo per la Patria, e muore

Le mani sull’eolico delle ’ndrine è stato oggetto, nelle scorse settimane, di un’imponente operazione condotta dalla Dda reggina, che ha coordinato le investigazioni del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria. Dall’inchiesta, con riferimento al territorio della provincia reggina, dalla quale prendevano inizio le indagini, - emergeva che gli imprenditori impegnati nella realizzazione di impianti di energia eolica dovevano necessariamente interfacciarsi con un soggetto ritenuto intraneo a una cosca egemone nei comuni di San Lorenzo e Bagaladi, mentre i parchi eolici crotonesi e vibonesi ricadevano nella competenza egemonia di altre due cosche mafiose, quella delle famiglie di Limbadi e quelle di Cutro, mentre sui parchi eolici delle alte Serre calabresi imperavano un gruppo di Filadelfia. L’indagine, nello specifico e per come riportato nell’ordinanza di custodia cautelare, scaturisce dalla tentata estorsione ai danni di una ditta operante nel settore delle energie alternative ed ha consentito di monitorare la fase finale della realizzazione di alcuni parchi eolici sul territorio calabrese (e precisamente i parchi di Piani di Lopa- Campi di S. Antonio, nella provincia di Reggio Calabria; il parco eolico di Amaroni, nella provincia di Catanzaro; il parco eolico di San Biagio, il parco eolico di Cutro ed il parco eolico di Joppolo, nella provincia di Crotone). Si è accertata, secondo gli investigatori, l'ingerenza estremamente invasiva della criminalità organizzata in diversi aspetti della costruzione del parco: dall'adeguamento delle arterie stradali attraversate dai mezzi di trasporto eccezionale (le così dette "Opere civili"), all'affidamento del servizio di vigilanza dell'area di cantiere, fino ad arrivare al trasporto ed al posizionamento delle turbine. Spesso i lavori erano affidati direttamente a imprese collegate alle cosche competenti territorialmente; nei pochi casi in cui le cosche non riuscivano ad assicurarsi direttamente il lavoro, richiedevano e ottenevano subappalti: le poche imprese non collegate alle cosche dovevano comunque subappaltare parte dei lavori alle ditte collegate alla criminalità e corrispondere una percentuale sull’importo dei lavori, pena l'esecuzione di danneggiamenti e furti in pregiudizio di materiali e mezzi di cantiere. L'affidarsi alle cosche e ai loro referenti era comunque “vantaggioso” per le società che realizzavano il parco eolico: le cosche garantivano loro un pacchetto 'rutto compreso" in cui ai lavori appaltati era associata la "sicurezza sul cantiere" e la risoluzione di ogni intoppo burocratico con le amministrazioni comunali. Nel gestire l'affare eolico, le diverse cosche competenti nei vari territori calabresi interessati hanno dimostrato anche un’elevata capacità di coesione e collaborazione tra loro, in nome del comune profitto generato dai business delle energie alternative: le cosche dominanti nei territori in cui sono stati realizzati i parchi eolici hanno ben compreso la non ordinarietà della costruzione del parco ed hanno accettalo di dividere i profitti e decidere le imprese da far lavorare tenendo conto anche delle indicazioni delle cosche "esterne": in tutti i parchi si sarebbe notata una mediazione tra le varie cosche (che talvolta porta anche ad accontentare soggetti provenienti da altri ambiti territoriali, quali ad esempio la ditta … di Cosenza). Figura ricorrente è un soggetto che si pone da “collante” tra mondo imprenditoriale e cosche mafiose, risultando alla fine un delegato dell'ndrangheta collettivamente intesa nel settore della costruzione dei parchi eolici (quale fosse una specie di sottosegretario con delega alla costruzione dei parchi eolici). L'indagine ha poi evidenziato come le cosche mafiose abbiano trovato vari imprenditori compiacenti, operanti nel settore dei trasporti e del sollevamento della componentistica, a mezzo dei quali monopolizzare il mercato ed ottenere considerevoli cifre di denaro. Si aggiungano poi le cifre "estorte" direttamente alle ditte costruttrici dei parchi e mascherate dietro sovrafatturazioni e pagamenti di indennità in realtà non dovute e ne verrà fuori un settore estremamente remunerativo per la criminalità.

la popolazione che si trova nel momento sbagliato nel posto sbagliato. Non muore mai chi confeziona gli ordini da dietro a una bella scrivania. Chissà come mai! Un po’ strano questo modo in cui abbiamo impostato la vita su questo pianeta. Ecco perché gli alieni si tengono lontani da qui, terra di barbari moderni con cui non si può sperare in un approccio pacifico. Da sempre l’essere umano immagina l’extra terrestre come minaccia per l’umanità. Scherziamo? L’uomo fa terra bruciata ovunque passi e la minaccia sono quelli di “fuori”? Ah, mi suona familiare questo gioco di parole. Viviamo in un’epoca in cui abbiamo paura del diverso. Ogni tot anni questa situazione si ripresenta. L’uomo è una rara specie che non apprende mai e non evolve, forse è l’unica specie che retrocede. C’è sempre un leader che guida le masse di pecore, che siamo noi, e a volte siamo buoni, a volte cattivi: a seconda del leader. Siamo male impostati a cominciare da scuola, dove impariamo la sottomissione e non a superare noi stessi. Voliamo basso, così basso che siamo facili prede per chiunque abbia buona mira. E se qualcuno riesce a spiccare il volo, sarà tacciato per folle. Ma meglio folli che pecore. Brigantessa Serena Iannopollo


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Gruppo Full Travel di Siderno, una delle più importanti imprese specializzate nel settore turistico della provincia di Reggio Calabria, ha deciso che si prenderà cura di te affinchè i tuoi viaggi non abbiano intoppi! Ha, infatti, pensato per te un servizio all'insegna della comodità, della velocità, dell'affidabilità e, soprattutto, low cost. Per soli 20 euro, viene a prenderti a casa per accompagnarti in aeroporto e al tuo rientro ti riporterà a casa nel più breve tempo possibile. Full Travel ha a disposizione una flotta con 7 minibus, di cui 3 da 16/19 posti e 4 da 8 posti, tutti di recente immatricolazione. Confortevoli e dotati di tutti i sistemi di sicurezza all'avanguardia, attrezzati per rispondere a tutte le esigenze necessarie a garantire un professionale ed efficiente servizio navetta, servizio di rappresentanza in occasione di congressi, manifestazioni, eventi e servizio per cerimonia. Inoltre, Full Travel organizza escursioni personalizzate per minigruppi garantendo un viaggio piacevole e rilassato grazie a interni confortevoli e sedute comode e accoglienti. Ogni minibus è dotato di impianti di aria condizionata e riscaldamento, sedili reclinabili, poggiapiedi e di ogni altro tipo di comfort per soddisfare tutte le vostre esigenze durante il viaggio. Inoltre, tutti i minibus sono assicurati a norma di legge: hanno ampi spazi bagagliaio e vetrate panoramiche. Viaggiare con Full Travell ti farà dimenticare lo stress del traffico e sarai certo di non arrivare mai in ritardo.

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attualità

Lettera aperta al Signor Ministro Matteo Salvini

BENVENUTO SIGNOR MINISTRO DEGLI INTERNI! Questo benvenuto non è di circostanza, ma è una civile consuetudine dei calabresi. Chiunque arriva in Calabria, da secoli, è il benvenuto. In particolare Lei Signor Ministro, eletto al Senato in Calabria. E poi questa sua visita, che ha come scopo principale la lotta alla “ndrangheta”, nostro male endemico, è particolarmente gradita e da tempo auspicata. Giacché il problema principale della nostra Regione è sicuramente il malaffare organizzato Benvenuto, dunque! Però Signor Ministro, essendo questo il Governo del Cambiamento, ci aspettavamo che arrivassero a San Luca, insieme a Lei: 1- Il ministro del lavoro, onorevole Di Maio, per rendersi conto dello stato in cui versa la quasi totalità dei paesi della Regione, dove intere generazioni di giovani sono condannate all’ozio o all’ emigrazione o al reclutamento criminale. 2- Il ministro dell’ambiente, onorevole Sergio Costa, per rendersi conto, parliamo solo di San Luca, che un immenso territorio montano e agricolo di migliaia di ettari, patrimonio del demanio comunale, è stato ceduto, prima al Corpo Forestale dello Stato da più di Sessant’anni perché ne gestisse la conservazione con interventi miranti al miglioramento e poi al Parco Nazionale dell’Aspromonte perché lo rendesse fruibile al turismo, e creasse attività economiche per lo sviluppo, come aziende agricole, allevamenti, e sfruttamento dei boschi che non si tagliano da più di sessanta anni. Viceversa del territorio si sono impadronite mandrie abusive incontrollate e incontrollabili. Le frane sono ovunque, i torrenti abbandonati e la fiumara di Buonamico, mai attenzionata dopo le catastrofiche alluvioni dei anni ‘50 e ‘70, minaccia seriamente il territorio e la viabilità stradale. L’ultima delle alluvioni (1973) ha devastato il paese rendendolo inabitabile. Gli abitanti aspettano ancora le risorse promesse per il risanamento! 3 - Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, onorevole Danilo Toninelli, per constatare lo stato delle strade della costa ionica, e delle ferrovie, ormai quasi inesistenti. 4 - Il ministro della sanità, Giulia Grillo per constatare che un bacino d’utenza di circa 150.000 persone è praticamente privo di assistenza ospedaliera. E la lista potrebbe essere molto più lunga. Ma ci fermiamo qui. Quello che i cittadini si aspettano da un Governo del Cambiamento è che qualcosa cambi sul serio; e che, pur apprezzando lo sforzo di ripristinare un ordine pubblico decente e una seria lotta al malaffare, non ci si dimentichi che i calabresi sono cittadini italiani come gli altri, hanno gli stessi diritti costituzionali, pagano le tasse ed esercitano il diritto di voto. Finché il Sud Italia sarà tenuto in queste condizioni sarà quasi impossibile aspettarsi un Cambiamento. Fortunato Nocera

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Il Ministro degli Interni Matteo Salvini, ha deciso di annullare la tradizionale festa della Lega che si tiene a Ferragosto a Ponte di Legno per visitare il paese della ndrangheta e provare a toglierle le mutande.

San Luca 15 agosto

Accogliere Salvini

Troverà un attimo del suo prezioso tempo il Ministro Matteo Salvini per stare ad ascoltare la gente di San Luca che come scriveva il suo figlio più illustre, Corrado Alvaro, vogliono solo essere parlati?

Mercoledì 15 agosto, giorno in cui gli italiani staccano la spina per correre al mare o alla più vicina montagna e affogare pensieri e parole, a San Luca, paese natale dello scrittore Corrado Alvaro, arriva il ministro degli Interni Matteo Salvini, il quale per una volta tanto decide di annullare la tradizionale festa della Lega che si tiene in questo giorno a Ponte di Legno per visitare il paese della ndrangheta, convocando una riunione - in uno dei suoi edifici che poi è un immobile confiscato a un boss mafioso - del Comitato Nazionale per l’ordine pubblico e la sicurezza, perché come spiega Salvini, questo è il solo modo per togliere le mutande alla ndrangheta. Accoglierlo come i nostri concittadini hanno fatto nel 1966 con Giuseppe Saragat il quale nella sua qualità di Presidente della Repubblica decise di visitare la Calabria e la casa del suo amico Corrado Alvaro, ed era per l’occasione accompagnato dal ministro degli Interni, Paolo Emilio Taviani e il vice presidente della Camera nella persona di un certo Sandro Pertini, mi sembra un po’ difficile, ma riservare a una delle più alte cariche del nostro Paese il rispetto e gli onori che la carica si meritano, è un dovere morale dal quale non si può prescindere. Sperare poi che il ministro Salvini dopo aver lasciato la ndrangheta in mutande, trovi un attimo del suo tempo

scandito dalle pale di un elicottero per dialogare con la gente di San Luca che all’uomo di governo vuole spiegare per raccontare, i drammi e i problemi di una comunità molto frettolosamente messa alla gogna e stampata sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali e non, rientra tra i diritti dei cittadini di San Luca, inginocchiati da una fuga senza tregua dei suoi giovani che vanno a cercare il loro futuro altrove, mentre il paese aspetta ancora di capire perché lo Stato si è dimenticato di ricostruire la e case del paese vecchio, ferite e divelte dall’alluvione che colpì San Luca a cavallo del mese di dicembre 72 gennaio 73. E spiegare al Ministro degli Interni, con la speranza che lo capisca il mondo intero, una volta per tutte che a San Luca la gente non ne vuole più sapere di politica ed eventuali elezioni perché è stata considerata ndranghetista a prescindere, e perché il paese è ancora in attesa di capire perché nel 2013, e quando mancava poco meno di una settimana alla riapertura delle urne, le due liste che si erano presentate ai nastri di partenza, furono annullate e bocciate perché l’amministrazione che stava per scadere, quella guidata dal sindaco Sebastiano Giorgi fu sciolta per infiltrazioni mafiose. Il sindaco e un assessore finirono addirittura in carcere, per la gioia dei grandi giornali che gli dedicarono gigantografie,


i per dirgli il fatto nostro titoloni e articoli a quattro colonne, fino a quando, e siamo nel 2018, la Cassazione non ha decretato l’assoluzione dello stesso sindaco e dello stesso assessore, liquidati, sempre dai grandi giornali con due righe, appiccicati in fondo alle pagine meno interessanti e senza neppure una foto, perché per loro non è cambiato nulla e quelle accuse che a questo punto dovrebbero essere morte e sepolte, continuano a puzzare più del caldo che ci sta opprimendo, perché i professionisti della scrittura e della parola a effetto continuano a preferire parlare di comune sciolto per infiltrazioni mafiose, punto e basta. Ignorando che così facendo si correrà soltanto il rischio di tenere a debita distanza tutti coloro che invece della politica vorrebbero fare quasi uno strumento di lavoro, perché essere eletti consiglieri comunali per poi subire l’onta dello scioglimento solo perché ti hanno visto al bar prendere un caffè nello stesso momento in cui lo stesso liquido veniva sorseggiato da un presunto ndranghetista, o perché ti sei assunto la responsabilità di rispondere al saluto di un uomo che ha dei precedenti penali, non riuscendo a capire che nei piccoli paesi il saluto è sinonimo di educazione e non si nega a nessuno, o addirittura perché hai partecipato alle esequie di un povero cristo passato a nuova vita che ha il solo torto di essere

parente di un ex carcerato, è una tara che i sanluchesi si sono stancati di portare sulle spalle e sopportare. Una tara che da fastidio e può nuocere a tutta la famiglia, figli compresi, i quali pur di sfuggire da questa scomoda e assurda situazione, hanno preferito a loro volta fuggire via, in cerca di quel futuro, anche politico, che nella tua terra, pseudo professionisti e pseudo sistemi ti hanno negato a priori, perché San Luca e la sua gente, piaccia o no, devono continuare a essere considerati “ndranghetisti a prescindere”, al fine di non fare perdere effetto all’appiccicoso e scomodo titolo di “Mamma della ndrangheta”. Di padre in figlio, nei secoli dei secoli. Lo capirà tutto questo il Ministro Salvini? E troverà un attimo del suo prezioso tempo per stare ad ascoltare la gente di San Luca che come scriveva il suo figlio più illustre, Corrado Alvaro, vogliono solo essere parlati? Lo capiremo, forse soltanto mercoledì il giorno in cui i sanluchesi che hanno a cuore le sorti del proprio Paese saranno chiamati a salutare con il rispetto che si deve, un uomo dello Stato, che decide di visitare il nostro comune per dirgli il fatto suo, e al quale noi speriamo di poter dire per raccontare, anche il fatto nostro! Antonio Strangio

Ferragosto a San Luca: lasciamo che il polpo cucini nel suo brodo Dicono che a San Luca è la capra bollita che col suo alto contenuto di valori devianti alimenta la “ddrittizza” e allora smentiamo questa convinzione passando al polpo bollito, che come si sa non ha effetti collaterali.

Quando la mediocrità viene eletta a sistema i problemi si affrontano con le “boutades”. Chi sono i maestri della boutade? I bulli delle periferie degradate! La società civile, o almeno qualche scampolo ancora in commercio, ha un modo per difendersi? Sì! La resistenza. Data la cattiva fama dei calabresi che delinquono per il 23%, a detta di qualche agenzia titolata, ci si aspetterebbe una resistenza manu militari. Abbiamo un’arma ancora più potente ed efficace, quella dei giusti, che è la disobbedienza a mani nude e a cuore aperto che ci hanno insegnato il mahatma Gandhi: Posso immaginare un uomo armato fino ai denti che sia, in cuor suo, un codardo. La non violenza è un’arma per il valoroso. Oppure quello che ci ha lasciato il nero Martin Luther King nella lettera dal carcere di Birmingham: L’ingiustizia che si verifica in un luogo minaccia la giustizia ovunque. Dicono che a San Luca è la capra bollita che col suo alto contenuto di valori devianti alimenta la “ddrittizza” e allora smentiamo questa convinzione passando al polpo bollito, che come si sa non ha effetti collaterali. Illustri chef stelllati, non pentastellati, sostengono che il polpo deve cuocere nel suo brodo, quale migliore occasione per inaugurare questa ricetta a ferragosto? Ogni nuovo arrivato desidera passare alla storia utilizzando la cattiva fama di San Luca. Solo un anno è trascorso dalla liberazione di Polsi da parte dello Stato con le dichiarazioni in loco di Minniti, ormai famoso per aver pagato i libici per trattenere e torturare i migranti pur di abbassare le percentuali degli sbarchi. Polsi da quel giorno non è più il santuario della ‘ndranghita. Oggi il novello governo punta più in alto col verde ministro dell’interno espugnerà la capitale della ‘ndranghita. E quando lo farà? A ferragosto giorno simbolo della gita fuori porta! Non è giusto guastare la festa a un così alto rappresentante del governo del cambiamento e i cittadini di San Luca, ormai votati al sacrificio e che hanno rinunciato al governo della città a favore dell’amministrazione diretta del braccio periferico dello stato, facciano uno sforzo di fantasia a vadano tutti, nessuno escluso, a mangiare la capra bollita in montagna, lontano dall’immagine dello scorpione, lasciando che il polpo si cucini da solo nel suo brodo in paese. A fine cottura ne avrà di materiale per twitter e facebook, gli strumenti che tanto ama per megafonare le sue boutades. Nessuno resti in paese a farsi selfie col ministro neppure Klaus Davi, il sindaco per gioco. Arturo Rocca


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StAiti

Grekanik Art Fest, l’arte a 360° Arriva la II edizione del “Grekanik Art Fest” - il Festival delle Arti dell’Area grecanica jonica a Staiti dal 16 al 18 Agosto. La kermesse ideata dal Direttore Artistico Domenico Spanò in collaborazione con la giornalista di Studio 95 Melito TV, Francesca Martino, si riconduce a un format-evento innovativo e fluido, che cerca di dare spazio a ogni forma di arte, antica e moderna, legata sia alla tradizione popolare ma guardando trasversalmente anche alla contemporaneità attraverso sperimentazioni artistiche moderne. Una mescolanza di arte a 360° al fine di inondare le vie e le piazze del Borgo tra un’atmosfera magica condivisibile. Saranno invitati a esibirsi cantanti, musicisti, poeti, ballerini, pittori, scultori, fotografi, artigiani. L’evento strutturato in tre giornate ricche di ospiti e incontri artistico-culturali prevede il 16 agosto alle ore 18:00 presso l’Abbazia S. Maria Tridetti la conferenza "Arte, Architettura e Turismo del Mediterraneo Jonico", con grandi ospiti, studiosi e artisti che evidenzieranno le varie forme di arte

Giambattista Scarfone “evade” dal carcere grazie al suo primo romanzo Questa sera, nell’ambito del Festival Stratificazio ni, si terrà la presentazione del libro dell’autore santagatese, che ha scoperto la passione per la scrittura scontando la sua pena presso il carcere di Spoleto.

Questa sera, nell’ambito del Festival di Letteratura e Musica “Stratificazioni”, che si sta svolgendo con grande successo di pubblico a Sant’Agata del Bianco, alle ore 18:30, presso la Piazzetta di Tibi e Tascia, si terrà la presentazione del libro “Il Risolutore”, di Giambattista Scarfone. Di Scarfone il settimanale “La Riviera” aveva parlato già nel luglio del 2009 per mezzo di un articolo dell’oggi primo cittadino Domenico Stranieri, che raccontava la singolare vicenda dell’autore santagatese. Scarfone, infatti, sta ancora oggi scontando una pena presso il carcere di Spoleto, all’interno del quale, complice anche la gestione intelligente della casa circondariale, il detenuto ha potuto scoprire la sua passione per la scrittura, utilizzata come mezzo d’evasione a una realtà per ovvie ragioni altrimenti invalicabile. Oltre le sbarre della propria cella, infatti, Scarfone si è scoperto brillante autore di affascinanti storie noir che, proprio nel 2009 gli valsero, con il racconto “L’imprevisto”, la conquista del premio letterario Trevi Noir, che da sempre apre la rassegna Umbria Libri. La possibilità di dedicare molto tempo alla scrittura hanno fatto in questi anni di Scarfone un autore estremamente prolifico che, incoraggiato dalla ex collaboratrice de “L’Espresso” Giovanna Zucconi, ha continuato a dedicarsi a una produzione che, oggi, è stata in grado di conquistare gli scaffali delle librerie grazie all’editore Morlacchi. La presentazione di questa sera sarà coordinata dallo stesso sindaco Stranieri e vedrà la partecipazione del professore dell’Università della Calabria Domenico Talia, dell’antropologo Ettore Castagna e dell’autore della prefazione al romanzo Antonio Scarfone. L’augurio del nostro settimanale, che in questi anni ha seguito saltuariamente la vicenda e l'opera del santagatese, è che questa pubblicazione possa essere solo il primo passo di una prolifica carriera letteraria che possa dargli, almeno moralmente, le soddisfazioni di cui una vita dietro le sbarre lo ha ovviamente privato. Jacopo Giuca

presenti sul territorio jonico, svariando dall’architettura, scultura, archeologia, storia, territorio, turismo e innovazione; in concomitanza sarà esposta la mostra fotografica sul territorio a cura di Adriana Marino, Alessandra Moscatello, Kalabria Experience, Massimiliano Pedi e i suoi scatti notturni del territorio sotto le stelle. Presente Angelo Maggio con la mostra protesta (cemento amato – il non finito calabrese). Seguirà la poesia di Salvatore Lucisano e le esibizioni di moda a cura della fashion Designer Giuseppina di Bartolo. Sul finale esibizioni musicali con il pianoforte di Jhonny Novecento e special guest Alessandro Santacaterina alla Chitarra Battente Il 17 Agosto a partire dalle 17.00 vi sarà la visita guidata al Borgo Antico+Museo dei Santi a cura dello storico Sebastiano Stranges; vari laboratori artisco/didattici per ragazzi e adulti. Alle 19:00 si terrà la rassegna di presentazione dei libri: “Chiudi e Vai” di Antonio Calabrò, “I Bronzi di Riace - perché non fu naufragio” di Giuseppe Panetta, “Oltre

l’Uscio” poesia a cura di Paola Crisapulli. Si procederà con la proiezione del cortometraggio cinematografico "Sradicati" a cura dell’attore/regista Alessio Praticò e con le esibizioni di danze di gruppo a cura della Scuola di Danza “The Dance”. Alle ore 20:45, special guest Francesco Loccisano alla Chitarra Battente. Il 18 Agosto dalle 19:00 è previsto, invece, un emozionante e itinerante tour artistico nel Borgo antico di Staiti, tra tanti artisti che esibiscono le proprie opere - pittori, scultori, fotografi, artigiani. Diverse saranno le esibizioni artistiche di poeti, musicisti, cantanti, ballerini e le presenze di ospiti illustri del panorama artistico e culturale dell’area grecanica-jonica e giovani talenti emergenti vogliosi di farsi apprezzare per le proprie doti, tra questi il cantastorie popolare e poeta Giovanni Favasulli, il cantautore reggino Francesco Stilo Cagliostro. Special Guest Francesca Prestia la cantantessa grecanica che delizierà la platea con le sue cantate profonde e suggestive.

La passeggiata Ora tutto è silenzio! Io guardo il tuo volto che parla di te. Questi arcani silenzi intessuti di brezze e profumi parlano al cuore... e gli occhi li fanno terreni. D'intorno il bosco che ci circonda invita ad amarci e l'erica tremula ondeggia dicendo anch'essa di sì. Senti? Quel trillo lontano è un uccello che havisto noi due. Non dirmi il color delle penne, non dirmi che mangia quaggiù. Forse è solo un invito ad amarti e a ridirti che fai parte di me... ... ma solo con gli occhi! Giuseppe Pino Vadalà

Ne “il cielo comincia dal basso”, un VINCENZO STRANIERI* Il cielo comincia dal basso, romanzo di Sonia Serazzi, Rubbettino 2018, è una storia corale in cui l’autrice rivela un impegno creativo privo di sterili rimasticature, distante dalle norme di base del fare romanzo. Potrebbe sembrare - a una lettura superficiale - che tutto giri intorno all’io narrante e al suo naturale alter ego (Rosa Sirace) e che il resto rimanga imprigionato nell’angusto spazio- se pur utile- della subalternità. Così non è. L’autrice, infatti, narra dal di dentro il suo mondo (interiore e fisico), ne fa parte a pieno titolo, i cosiddetti altri sono importanti perché riempiono la sua vita di miti e sogni. Cosicché la sua scrittura delinea le tappe più rilevanti dell’esistenza controversa dei numerosi protagonisti della sua fatica letteraria. Una saga familiare che assorbe la storia antropologica di quanti chiamati ad avere il ruolo sul palcoscenico creativo dell’autrice, e che carpisce per custodire quanto accaduto e accadrà al suo cospetto, nel tentativo riuscito di dare chiara luce alle genti che s’incrociano con la sua vicenda. Una tecnica narrativa non facile ma ben riuscita. Tanti microcosmi sotto un’unica regia, che agisce per conto di un impegno prima di tutto poetico (“Ma un giorno io ho dichiarato d’essere pronta a sco-


Siderno: Zammariti rinasce grazie a una rassegna cinematografica Protagonisti assoluti di cinque ore di intrattenimento attraverso cinema e pittura saranno i giovanissimi, coordinati dall’attore Vincenzo Muià, che ci ha spiegato di avere in serbo per i bambini un programma davvero ricco, che passerà attraverso l’importanza della socialità raggiunta per mezzo del teatro.

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La giornata di venerdì 17 agosto si incasella all’interno dell’evento “R… estate a Zammariti”, una kermesse composta da tre giornate dedicate ai bambini.

Associazione Culturale Parco Zammariti, con il patrocinio del Comune di Siderno, ha organizzato la manifestazione “R… estate a Zammariti”, una rassegna dedicata ai bambini che, dopo il pomeriggio di venerdì 10 agosto, dedicato ai giochi d’acqua e ai giochi dimenticati, si concluderà il 24 con uno spettacolo di fuochi e luci. Prima della conclusione, tuttavia, l’appuntamento forse più importante della kermesse sarà rappresentato dallo “Zammariti Film Festival - Piccole pesti… ciak si gira!!”, che si svolgerà venerdì 17 agosto dalle 17 alle 22. A organizzare il pomeriggio di venerdì, l’attore Vincenzo Muià, che condurrà per mano i bambini attraverso una giornata dedicata al cinema e alle arti espressive. Che cosa dobbiamo aspettarci dal Festival? Seguirò i ragazzi nella preparazione di una piccola scena di teatro, cui seguirà un lavoro di pittura e la spiegazione di come approcciarsi alla visione di alcuni docu-film dalle tematiche sociali. Saranno infatti i bambini a votare per la pellicola che ha regalato loro il maggior numero di emozioni o che hanno ritenuto più bello. Si tratta di un programma che nasce dalla volontà degli organizzatori di realizzare un festival cinematografico che coinvolga i ragazzi, che abbiamo voluto strutturare in questo modo per evitare che fossero fruitori passivi della manifestazione e insegnare loro i principi utili a fare un po’ di critica cinematografica. Dare questa impostazione alla manifestazione ci ha costretti a lavorare contro il tempo, perché trovare una rassegna di docu-film fatti bene, che trattassero in maniera intelligente tematiche sociali delicate come il bullismo, l’alimentazione o l’integrazione non è cosa semplice e mi sono rifiutato di proporre ai bambini pellicole nelle quali non avrebbero creduto a causa di una cattiva recitazione da parte degli attori. Si tratta di un evento sperimentale, una versione embrionale di ciò che vorremmo diventasse la kermesse il prossimo anno. Hai fatto riferimento a un momento teatrale e a uno pittorico. Siamo dunque dinanzi a un modo di coinvolgere i ragazzi senza farli focalizzare su una sola attività, ma su tutta una serie di forme espressive… Sì, perché queste arti sono collegate tra loro. Ho frequentato il DAMS e ho sempre dato importanza all’interrelazione tra i generi. Il lavoro pittorico, che conterrà in sé anche la preparazione della scenografia che ospiterà la

nostra piccolissima recita, ad esempio, sarà più psicologicamente attivo del teatro stesso, perché parliamo di una cosa intima, che riguarda i singoli bambini. Ecco perché chiederò loro di riprodurre una seduta su delle balle di fieno con del cartone e delle stoffe in modo che, come a casa ogni membro della famiglia guarda la televisione in un posto specifico, anch’essi possano riprodurre un ambiente che gli sia in qualche modo famigliare. L’atto della recitazione e di impostazione della scena, invece, sarà un lavoro di gruppo che permetterà ai bambini che hanno lavorato sul subconscio di rappresentare se stessi all’infuori di sé, trasmettendo così la proprio personalità come meglio credono al pubblico e ai genitori. Ecco il perché della commistione di queste due arti, che li obbligherà sicuramente a sporcarsi per dedicarsi sia alla recitazione sia, più materialmente, alla pittura. È un periodo di grande fermento, nella Locride, per il teatro: è stato aperto il teatro comunale di Locri, presto a Moschetta sarà inaugurato un teatro all’aperto, il Festival del Teatro Classico di Portigliola sta andando a gonfie vele… il teatro può salvare il nostro comprensorio? Non lo so, ma sono certo che il fatto di averlo abbandonato in passato abbia contribuito alla sua rovina. Nel nostro comprensorio, infatti, non si mettono più in scena le farse, che erano parte attiva della nostra cultura. Recentemente, poi, ho scoperto che negli anni ’50, a Mirto, la settima materia studiata a scuola era canto e recitazione, e non penso che fosse pazzo chi riteneva formativa questa materia anche nella scuola di una frazione piccolissima e disgraziata d’Italia. Il teatro è salvifico perché va compiere quell’atto socializzante che oggi ritroviamo nelle feste di paese, che però assumono una connotazione commerciale che si fonda su altri presupposti. Il gesto teatrale, invece, deve avere sempre un senso, come affermava Umberto Eco, e tutto ciò che si trova sulla scena deve per questo avere uno scopo, garantire la comprensione di un aspetto tematico importante. In questo senso la serata stessa che stiamo organizzando a Zammariti sarà un segno in grado di far riflettere i bambini su temi delicati e offrire loro un nuovo modo di rapportarsi agli altri. E per quanto riguarda la tua associazione “Tratti in libertà”? Come nasce e cosa state realizzando? Innanzitutto è doveroso specificare che io ne sono il presidente ma tutti gli associati fanno ciò che ritengono più opportuno per promuovere la cultura e parlarne senza bisogno di alcun mio consenso. Ciò detto siamo ormai al terzo anno di attività e siamo ormai un gruppo affiatato che, dai corsi di lettura espressiva che ho tenuto alla Mondadori di Siderno si è svolto fino a mettere in scena qualche interessante rappresentazione teatrale. Una delle cose di cui vado più orgoglioso, ad esempio, è l’interpretazione che abbiamo dato de “Il Cavalier bizzarro” di Michel De Ghelderode, una divertentissima commedia che si conclude tuttavia con un minuto di spiazzante tragedia. La generale libertà di cui godono i nostri associati, comunque, ci permette di occuparci praticamente di tutto: dal cinema, alla filosofia, ai corsi di teatro giapponese… Un’associazione che cerca dunque di trattare diverse aree tematiche culturali… Assolutamente sì, tanto più che io stesso, quando tratto teatro, non mi occupo solamente del teatro, ma tocco diversi aspetti culturali. Una delle cose su cui stiamo lavorando in questo periodo, ad esempio, è la revisione dei diversi concetti dell’amore, che vorremmo trattare nella messa in scena di uno spettacolo incentrato su tre donne che hanno avuto rapporti diversi con uno stesso uomo: una ne è stata la moglie, una l’amante, e una la confidente… Jacopo Giuca

mondo in decomposizione che trasmette dignità dinzolare nel vento, pur di non perdere il cielo di vista”), con l’intento precipuo di conoscere e sorreggere la memoria di comunità in estremo affanno demografico. Il luogo dove ha deciso di vivere Rosa è un piccolo paese del Sud, infatti. “In quel preciso momento sentii d’amare il Sud perché ti lascia campare senza chiederti nulla, come una melanzana viola nei campi rossi di tramonto”. L’incipit anticipa in qualche misura il viaggio narrativo della Serazzi. “Antonia Cristallo, mia nonna, dice che noi fummo sempre poveri e mai tamarri”. È vero, è un Sud povero legato alle antiche norme della civiltà contadina. In questo mondo sospeso tra tradizione e modernità ritorna Rosa Sirace, dopo avere concluso gli studi universitari a Perugia, ma il capoluogo umbro ha lasciato in lei tracce marginali perché ella sente battere nel suo cuore la città alle pendici del Vesuvio, la Napoli dove da piccola andava a trovare nonno Giuseppe Sirace. Una città dai forti contrasti culturali e antropologici che ha molto influito sulla sua formazione e che vengono anch’essi catapultati nel microcosmo calabro eletto a solido domicilio. Tutto è autobiografico, anche quanto non realmente vissuto fisi-

camente, l’importante è quello che si vive con l’animo, l’autrice narra - come anticipato - dal di dentro una Koinè che ancora intende resistere ai tumulti sociali della cosiddetta modernità. I capitoli sono introdotti da citazioni bibliche pertinenti quanto allusive. Di certo Sonia Serazzi è un’attenta studiosa della Bibbia, che elegge a guida spirituale sia quando si rivela atto d’amore (“Siederanno ognuno tranquillo sotto la vite e sotto il fico e più nessuno li spaventerà, poiché la bocca del Signore degli eserciti ha parlato ), sia quando ammonisce e condanna (“I sazi si sono venduti per un pane, hanno smesso di farlo gli affamati”). Ma la scrittrice, nel corso del suo narrare, lascia trasparire anche un “necessario” atteggiamento laico, lasciando che le tessere narrative traccino i tratti psicologici più salienti dei pochi abitanti rimasti in paese, nonché quelli dei suoi familiari più stretti, senza caricare i protagonisti di uno spirito religioso pervasivo o caritatevole. Capitoli medio brevi bisognosi di spazio, d’ossigeno puro. Da qui, all’occorrenza, una certa distanza tra i diversi paragrafi, in sé racconti già definiti. Pregni di sottile ironia e affettuoso sfottò sono i nomignoli appiccicati ad alcuni stretti familiari. Nicca Fiori, madre della protagonista, alias

Baronessa di Barbamannu, Guido Sorace, il padre, alias Il Viscontino di Verolea, e poi il nome vero della nonna, Antonia Cristallo, che potrebbe ugualmente sembrare un nomignolo, donna dal carattere coriaceo, che pretende - forse a ragione - di avere un ruolo pedagogico nei confronti dell’amata nipote che incorona come Rosasua. E poi i vicini di casa, gli amici, alcuni dei quali provvisti di nomignoli calzanti. Ma è un mondo in decomposizione, purtroppo. La Serazzi, pertanto, ha fretta di salvare memorie, di riempire il suo onesto taccuino di fatti, vicende in grado di restituire corpo e carne ai protagonisti della sua terra, un mondo pregno di antico sudore capace di preservare e trasmettere dignità e forza d’animo. “La Baronessa di Babbumannu è convinta che la povertà debba tacere, altrimenti diventa una corona di pidocchi: sozzura in mostra che devi grattare lo stesso da solo”. Un romanzo da leggere senza fretta, assaporandone il ritmo interno, la scrittura originale dove tutto è conoscenza e voglia di vivere. “Così ho imparato che la vita è andare per qualcuno che ci guarda”. *Cultore di Etnologia Università della Calabria

EVENti

Oggi 12 agosto, a partire dalle ore 9:00, torna l’appuntamento con lo “Scialata Day”, un percorso naturalistico tra le cascate che partirà dalla piazza Municipio di San Giovanni di Gerace e che prevede una lunga giornata di escursioni, pic-nic, e intrattenimento. Al prezzo di 5 € si potrà ottenere il sminato “Kit di Emergenza dell’escursionista calabrese”. Gli organizzatori consigliano di indossare abbigliamento comodo e costume da bagno.

Lunedì 13 agosto, alle ore 22:30 al Porto delle Grazie di Roccella Jonica, nell’ambito del Jamming Around della XXXViii edizione del Roccella Jazz Festival, si svolgerà il concerto del Deborah j. Carter European Quartet. La formazione, composta da Deborah J. Carter alla voce, Daniele Gorgone al pianoforte, Marco Piccirillo al contrabbasso ed Elio Coppola alla batteria allieteranno la serata degli avventori. ingresso gratuito.

il 15 agosto, alle ore 5:00, nell’ambito del Festival del teatro Classico “tra mito e storia” di Portigliola, presso il teatro Greco Romano, si svolgerà lo spettacolo “Portiglialba”, ormai un classico della stagione teatrale estiva della Locride che permetterà di assistere a uno spettacolo di Antonio tallura al sorgere del sole. Al termine della rappresentazione l’Amministrazione Comunale offrirà una colazione a base di prodotti tipici.

Sabato 18 agosto, alle ore 22:00, presso il teatro al Mare sito sul Lungomare di Caulonia Marina, nell’ambito della manifestazione “Aspettando il Festival” del Kaulonia tarantella Festival 2018, si terrà il concerto dei Carboidrati, una lettura giovane delle sorgenti etniche che inaugurerà il ciclo di lezioni di tarantella che accompagneranno il pubblico fino alla kermesse che si terrà a Caulonia superiore dalle 22 al 25 agosto.


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Arte&co

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ANGOLO FOOD

Dopo tanti anni si rivedono nelle acque dell’incantevole mare di Siderno le canoe. Si radunano all’alba sulla battigia del rione Sbarre per sfidare la forza delle onde e del vento.

Le canoe che colorano l’alba di Siderno Capita che i pagaiatori lungo il loro percorso vengano investiti da branchi di aguglie e moltitudini di alici e spesso facciano incontri ravvicinati con altri tipi di pesci di più grande taglia.

C’era una volta la canoa a Siderno. Nino Caridi, uno dei tedofori che ha portato lungo il percorso sidernese, la fiaccola olimpica di Roma nel ‘60, emigrato in Canada, ritornò, dopo un periodo relativamente lungo, a Siderno e decise di costruire canoe canadesi in vetroresina. La bella idea di Nino non ebbe lungo successo e così si chiuse la fantastica e unica iniziativa del genere a Siderno. Dopo tanti anni si rivedono nelle acque dell’incantevole mare di Siderno le canoe. Sono dei natanti, da mare, da fiume, da lago. In vetroresina e di plastica. Il profilo dello scafo di alcune è modellato per le acque piatte, per il mare, altre hanno la sagoma con il fondo a parabola, create per le gare di velocità, di fondo o di discesa. A Siderno si è creato un gruppo di canoisti che tutte le mattine, nel periodo estivo, si mettono in mare e percorrono pagaiando molti chilometri, lungo il litorale. I canoisti, “zoccolo duro” del gruppo, sono vecchi amici, tutti con la stessa passione per la canoa e il mare. Si radunano intorno alle 6:00 del mattino sulla battigia del rione Sbarre all’altezza dell’ex piazzetta “Tabarano”(lato sud della via Pescatori). Sfidano la

forza delle onde, con vento di Scirocco, Ponente, Grecale, Levante, si misurano con le onde a “frajri”, le più rischiose, e con quelle a “palombelle”. I pagaiatori lungo il loro percorso sono investiti da branchi di aguglie e moltitudini di alici e spesso fanno degli incontri ravvicinati con altri tipi di pesci di più grande taglia. A volte i canoisti diventano funamboli e in acqua si scambiano la canoa tra loro o, peggio, risalgono dall’acqua, cavalcano il kayak innalzandosi sul pozzetto del natante finché non sono rovesciati da onde trasversali. Molte persone, che al mattino camminano, corrono o pedalano sul lungomare sidernese si fermano e li salutano sbracciandosi e urlando il nome di chi riconoscono; altri applaudono, molti, invece, fotografano gli amici di una vita che, felici di aver scelto questo sport, lo praticano in armonia e appagamento. Al ritorno, alle Sbarre, molti bimbi e ragazzi sono in attesa di fare un giro in canoa. Tanta la gioia, tanto il divertimento. Peccato che finita l’estate si dica addio a questo sport, per mancanza di un bacino d’acqua idoneo alle canoe. Quanto manca a Siderno d’inverno, lo specchio d’acqua del Lordo…

LA RICETTA: PASTA AL BERGAMOTTO

Ingredienti per 4 persone: 350 gr di pasta, 150 gr di pesce spada, 1 cipolla rossa di Tropea, 4 pomodori pachino, 1 bicchiere di vino bianco, un pugno di semi di sesamo, 250 ml di olio evo aromatizzato al bergamotto, buccia di un bergamotto tagliata a listarelle sottili, sale q.b.

Tagliare a tocchetti il pesce spada, dividerlo in due parti e rotolarne una metà nei semi di sesamo. Saltare questi in padella con dell’olio aromatizzato al bergamotto. Porre l’altra parte di pesce in una padella insieme all’olio aromatizzato, cipolla e pomodori pachino. Aggiustare di sale e soffriggere leggermente, sfumare con il vino bianco e portare a cottura il pesce a fuoco basso. Quando il vino sarà evaporato, spegnere la fiamma. Lessare la pasta, scolarla al dente e mantecarla in padella con l’intingolo di pesce spada. Servire dopo aver adagiato sulla pasta il pesce ripassato in padella con il sesamo e le listarelle di buccia di bergamotto.

IL COCKTAIL: IRISH COFFEE 3/10 Whiskey Iralndese 5/10 Caffè caldo 2/10 Crema di Latte 1 cucchiaino di Zuccero di Canna Nel bicchiere da Irish Coffee versate lo zucchero di Canna, il caffè caldo e il whiskey Irlandese. Portate a ebollizione la parte liquida. Controllate che lo zucchero sia sciolto e infine versate la crema di latte, precedentemente emulsionata nello shaker, facendola scorrere lungo il dorso di un cucchiaio. Abbiate cura che rimanga in sospensione, perfettamente separata dal caffè.

IL DOLCE DELLA SETTIMANA CHEESECAKE ALLA NUTELLA

Ingredienti: (Per la base) 230 gr di biscotti, 1 cucchiaio di granella di nocciole, 80 gr di burro, 1 cucchiaio di nutella. (Per la crema) 400 gr di philadelphia, 400 gr di nutella, 250 ml di panna da montare, granella di nocciole.

Direttore responsabile:

MARIA GIOVANNA COGLIANDRO

Direttore editoriale: ILARIO AMMENDOLIA COLLABORATORI: Jacopo Giuca, Lidia Zitara, Sara Leone, Giuseppe Romeo, Orlando Sculli, Sonia Cogliandro, Serena Iannopollo, Gaetano Marando, Rosalba Topini, Arturo Rocca, Franco Crinò, Giuseppe Gangemi. STAMPA: Se.Sta srl: 73100 Lecce

INFO-MAIL REDAZIONE:

0964342198 larivieraonline@gmail.com www.larivieraonline.com

Registrata al Tribunale di Locri (RC) N° 1/14 EDITORE - No così srl - via D.Correale, 5 - 89048 Siderno

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

Tritate i biscotti nel mixer insieme a un cucchiaio di granella di nocciole. Aggiungete il burro fuso e un cucchiaio di nutella. Mescolate il composto, quindi versatelo in uno stampo a cerniera stendendolo in maniera uniforme su tutta la base. Ponete in frigo per una ventina di minuti. Nel frattempo mettete in una ciotola il formaggio philadelphia e la nutella. Mescolate fino a ottenere una crema liscia. Montate la panna e aggiungetela al composto. Versate la crema alla nutella sulla base di biscotto e livellate la superficie. Ponete in frigo per almeno 3 ore. Togliete la torta dallo stampo e guarnitelo con la granella di nocciole.


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O P O C S L’ORO

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Ariete Dovrete avere pazienza questa settimana, perché non mancheranno le giornate no. Sarà complicata la vostra vita sentimentale e facile che si scatenino litigi furiosi col partner, soprattutto nelle giornate di martedì e mercoledì. Meglio nel fine settimana.

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Calda estate Angelo Baggetta posa con la bellissima moglie del difensore della Juventus Daniele Rugani, la modella Michela Persico, che in questo periodo spopola sui social network con i suoi scatti in grado di rendere ancora più calda questa estate già bollente!

Giornaliste d’azione Barbara Panetta posa in compagnia della collega e amica Simona Musco a Riace. Questa foto ci permette di scusarci con Barbara per non averla inserita nella nostra galleria di immagini dedicata all’evento svoltosi ad Africo, in cui era ovviamente presente.

Visite illustri Il celebre critico d’arte Vittorio Sgarbi, accompagnato dal sindaco di Monasterace Cesare De Leo, dall’architetto Diano e da altri amici della Locride è stato in questi giorni nel nostro comprensorio per visitare gli scavi dell’antica Kaulon.

Cena eccelsa Claudio Ranieri, allenatore celebre per aver vinto con il Leicester City la Premier League, è stato in queste settimane nella Locride, dove, dopo aver fatto un’ottima mangiata al Gambero Rosso, ha voluto fare personalmente i complimenti a Riccardo Sculli.

Esponenti di cultura Il poeta Saverio Macrì abbraccia il maestro Domenico Savica, incontrato durante una pasLa bellezza dello Jonio seggiata “sfida calore” sul In uno scatto di Maria Fanito, oltre la corso di Siderno. Un bellezza dei riflessi offerti dal suo abbraccio che sintetizza modo unico di specchiarsi nel cielo un amore incondizionato limpido che abbraccia il per la cultura e l’ardimento con il quale si valorizza Mediterraneo, il Mar Jonio offre spettacoli gratuiti come questo cavalluccio il territorio. marino, sintesi tra una realtà ammaliatrice e creature quasi magiche.

Stranieri di ritorno Agnese, Maria Teresa e Joe, lasciati per le vacanze estive i luoghi di residenza, si sono ritrovati anche quest’anno nella Locride per riscoprire gli odori, i sapori, la bellezza e soprattutto i divertimenti offerti dalla terra che ha dato loro i natali…

Un luogo magico Vannessa Reitano membro dell’opposizione comunale a Roccella Jonica, abbraccia lo storico avversario politico Giuseppe Certomà. A dimostrazione che, a volte, persino le più aspre contese politiche possono risolversi con un bel sorriso e l’amore fraterno.

Appuntamenti da non perdere Torna anche quest’anno il tradizionale appuntamento ferragostano del villaggio Limina di Mammola. Il 15 agosto, a partire dalla mattina, si svolgerà infatti la Festa della Montagna, che allieterà la zona con una fiera ricca di bancarelle e di prodotti tipici.

Toro La settimana rischia di essere pesante, soprattutto se non siete in ferie! Le giornate di giovedì e venerdì, rischiano di farvi parecchio innervosire. Sul lavoro potreste incontrare degli ostacoli imprevisti e sarà difficile far valere le vostre ragioni. Gemelli Si prospetta una settimana eccezionale! Venere e Mercurio faranno sì che siate circondati d’affetto e ammirazione. Sul lavoro non mancheranno belle sorprese e atti di stima, soprattutto nelle giornata di martedì e mercoledì. Un po’ nervosi domenica… Cancro Marte tornerà in opposizione al vostro segno, provocandovi stanchezza e una generale mancanza di energie. Anche Venere vi mette alla prova, accentuando le tensioni con il partner. Le giornate migliori della settimana saranno quelle di venerdì e sabato. Leone Settimana di grande recupero: senza Marte in opposizione vi sentirete più forte e grintosi che mai! Mercurio continuerà a regalarvi una vita sociale intensa e belle soddisfazioni sul lavoro e Venere inonderà le vostre giornate di amore e passione. Vergine La settimana comincia con una giornata davvero super: lunedì la fortuna girerà dalla vostra parte e altrettanto fortunate saranno le giornate di giovedì, venerdì e sabato. Marte vi farà recuperare forza ed energia e anche la vita sentimentale sarà premiata. Bilancia Con Venere nel segno può finalmente cominciare la vostra estate di passione. Non esitate e fate la prima mossa! Le giornate migliori della settimana saranno quelle di martedì e mercoledì, quando la luna nel vostro segno vi regalerà emozioni fortissime. Scorpione Marte tornerà a esservi favorevole e, nonostante le difficoltà, riuscirete a sentirvi più riposati e in forze. Mercurio sfavorevole continua a crearvi ostacoli sia in famiglia che sul lavoro. Puntate allora sulle giornate di giovedì, venerdì e sabato. Sagittario Dopo un lunedì nervoso, le stelle prevedono una settimana fortunata! Avrete dalla vostra sia Venere che Mercurio: non mancheranno incontri interessanti sia in amore sia sul lavoro. Una bella luna in congiunzione potrebbe riservare belle sorprese domenica. Capricorno Marte torna nel vostro segno e vi regala tanta energia. Vi sarà utile superare le pene d’amore che, inevitabilmente, questi giorni si accentueranno a causa dello sfavore di Venere… Le giornate più difficoltose saranno quelle di martedì e mercoledì.

Acquario La settimana sarà tutta all’insegna del sentimento: Venere favorevole vi aiuta a compensare le difficoltà dell’opposizione di Mercurio, regalandovi il conforto e la comprensione di cui necessitate grazie alla vicinanza di qualcuno di davvero speciale. Pesci Finalmente il favore di Marte vi aiuta a recuperare le energie psico-fisiche, dopo un periodo che vi ha messo a dura prova. Chi deve superare una rottura, riuscirà a ritrovare forza ed equilibrio. Nel fine settimana vedrete che il cielo tornerà a sorridervi.


Riviera nº 33 del 12/08/2018  
Riviera nº 33 del 12/08/2018  
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