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CALABRESI NEL MONDO

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lasse 1977, laureato in Architettura all'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, si è distinto all'Advanced Design University Stage di Fiat Auto S.p.a., occupandosi di proposte progettuali per interni di micro-car. Successivamente ha perfezionato la sua formazione nel campo del design d'arredo presso lo I.U.A.V. Facoltà di Design. Ha partecipato alla mostra “A key for future mobile solutions” a Milano nel 2001, come finalista all'omonimo concorso promosso da BMW e dalla rivista Domus. Dal 2007 ha iniziato il suo percorso professionale nel design d'arredo, lavorando con importanti aziende del settore e nel 2012 e 2013 United Colors of Benetton ha scelto i suoi disegni e dipinti per realizzare una serie di tshirt della collezione uomo e donna. Ah dimenticavo, è calabrese. Un calabrese doc, cresciuto a Bovalino dove si rifugia non appena gli impegni glielo consentono. Renato Verzaro è uno dei più giovani artisti italiani ad occuparsi di motoring art, ossia

l'interpretazione artistica di soggetti e temi legati al mondo dei motori. I suoi dipinti, realizzati con una visionaria tecnica acrilica, ci raccontano l'universo di auto e moto classiche, moderne, e da competizione. La “consacrazione” è passata dalla partecipazione a diverse mostre collettive come la “Luxury and Yatch” per due anni consecutivi, la seconda Rassegna di Arte Contemporanea di Treviso e la rubrica “Motori” di “la Repubblica” non si è fatta sfuggire l'occasione per render merito al giovane pubblicando una breve carrellata dei suoi dipinti. Ma questo è un calabrese che va al massimo così come i bolidi che disegna, e adesso la scena è tutta per lui: sarà inaugurata il prossimo 5 aprile a Treviso una mostra interamente dedicata al giovane artista e alle sue opere. È da questo che passa il riscatto di una terra soffocata dallo stereotipo e dal luogo comune, dall'impegno, dal lavoro duro e dal talento; da quello vero che quando è tale non ha bisogno di inchini, elogi e marchette. Brutti a chi? Anna Laura Tringali

Storia di un giovane artista bovalinese che ha stregato il Nord

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SETTIMANALE

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PRIMO PIANO

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Ilsognolocrideoènellamani di Maria Carmela Lanzetta IN BREVE

Omicidio Carabetta finalmente risolto Dopo 25 anni di attese gli assassini di Domenico Carabetta hanno finalmente un volto. Antonino Venanzio Tripodo e Vincenzo Monteleone sono stati condannati, ieri, dalla I sezione penale della Cassazione alla pena dell'ergastolo. Monteleone e Tripodo sono accusati di essere

stati rispettivamente l'esecutore e il basista del gruppo che l'11 settembre 1988 sparò uccidendo il giovane 22enne originario di Siderno. Domenico Carabetta fu ucciso solo perchè alla guida di un’automobile A 112 di colore simile a quella del destinatario dell'azione di fuoco.

Il giorno del sogno locrideo è arrivato, l’assemblea dei sindaci incorona la collega ministro, la terra della Locride abbraccia il neo ministro del governo Renzi. Dopo un saluto portato dai bambini della scuola elementare di Siderno, prende la parola il presidente Imperitura che porge il saluto di tutto il territorio alla ex collega. Tarricone commissario straordinario di Siderno, finalmente presente a questa assemblea, interviene per rappresentare dei problemi del paese amministrato da un punto di vista diverso. Seguono gli interventi del presidente Strangio, del presidente Raffa, e dell'assessore Fedele. A sorpresa prende la parola Mario Ottobre deputato del Trentino originario di Martone. Finalmente arriva il momento clou della serata, prende la parola il ministro Maria Carmela Lanzetta, l’emozione si legge sul volto, per molti anni anche lei ha fatto parte di questa assemblea. Si capisce subito che la sua intenzione è quella di portare i problemi della locride al governo. E insiste sulla possibilità che questa terra si faccia conoscere

per le buone pratiche. Ripete che è sua intenzione riprendere i problemi sottolineati nel ottobre del 2012 al ministero degli interni, oltre al riproporre la zona Franca della legalità, dei famosi tavoli romani. Annuncia interventi per l'occupazione soprattutto nel campo dell'agricoltura. Parla anche dei beni culturali come risorsa di questo territorio, che fa parte

POLITICA

Locri, la destra accoglie Gasparri

della programmazione del ministero. Priorità anche la scuola e l'edilizia scolastica. Aperta anche la questione della città metropolitana, dopo un convegno svolto a Reggio «particolarmente particolare». Ultimo punto lo scioglimento dei comuni per mafia, si sta proponendo una nuova legge per agire in modo preventivo, si commuove ancora e saluta i sindaci.

Ieri il vice presidente del senato il Sen. Maurizio Gasparri è stato in visita nella locride, e in particolare ha incontrato gli esponenti delle Forze dell'ordine. Dopo il senatore Gasparri ha partecipato ad un incontro al palazzo della cultura di Locri organizzato dall'ex sindaco della città, Francesco Macrì, assieme alla coordinatrice regionale di Forza Italia, onorevole Jole Santelli.


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PRIMO PIANO

ILARIO AMMENDOLIA Ho visto, non senza sofferenza, la prima puntata della fiction Le mani dentro la cittàe ho letto una critica più che positiva di Aldo Grasso sul “Corriere della Sera”. La fiction mi è sembrata di scarso valore artistico frutto di una superficiale conoscenza della ‘ndrangheta. Inoltre lo sceneggiato trasmette un chiaro messaggio, che aldilà delle intenzioni, finisce col denigrare la Calabria e i calabresi. Anticipo l’obiezione, la fiction riguardava la ‘ndrangheta e non i calabresi in quanto tali. Anche i film Western parlavano dei massacri ad opera di capi indiani come Aquila nera o di Toro seduto, ma erano scientificamente menzogneri perché la “malvagità” degli indiani, che pure in qualche caso c’è stata, serviva a nascondere i crimini e i massacri dell’uomo bianco. Non si dovrebbe dimenticare che Sacco e Vanzetti furono condannati a morte perché italiani Qualcuno aveva creato un clima per cui i “negritos”, cioè gli italiani, erano una razza malvagia e inferiore. Il razzismo è una malattia subdola, inizia come leggera influenza per diventare lebbra. Le mani dentro la città narra la storia di una improbabile famiglia calabrese di ‘ndrangheta, i Marruso. Questa viene combattuta con eroica determinazione dalla polizia ma soprattutto da un poliziotto implacabile che riferendosi al figlio maggiore del capo ‘ndrangheta esclama: «quello è nato a Milano ma ragiona da calabrese». Dopo il ferimento del capo famiglia, la puntata si chiude con la convocazione del figlio di Carmine Marruso a S. Luca, quasi a simboleggiare che la radice del “male” resta sempre e comunque in Calabria. I “Marruso” sono impegnati a chiudere una fabbrica perché intendono avviare sul terreno industriale, una imponente speculazione edilizia. Premesso che la ‘ndrangheta farebbe anche di peggio, andiamo alla realtà. Da molti anni migliaia di rispettabili “imprenditori” spostano “legalmente” le loro fabbriche fuori d’Italia lasciando sul lastrico le maestranze e le loro famiglie. Nessuna pietà per chi perde il lavoro, il denaro prima di tutto. Nella fiction, Carmine Marruso è impegnato ad imbastire una selvaggia speculazione edilizia. Nella realtà a mettere le mani sulla città stuprando le periferie e l’hinterland milanese col cemento armato sono stati i ricchi costruttori “padani”. La fiction mette in ombra la realtà. Se dovessi fare una similitudine direi che i capi ‘ndrangheta hanno molto in comu-

La“Milanodabere”, continua a collocare il“male”all’esterno di essa. ASanLuca, naturalmente.


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SUICIDIO E REALTÀ

Rocco Mazzaferro, quell’innocenza senza lieto fine ERCOLE MACRÌ C’è un memento crudo e crudele nei sacri annali di quelli ‘Assolti per non aver commesso il fatto’, una frase disperata. All’indomani dell’assoluzione Enzo Tortora affermò: «Oggi mi si è rotto qualcosa dentro». Poi l’apostolo concesse anima e corpo al cancro. Molto probabilmente qualcosa di simile è scattato anche nella testa di Rocco Mazzaferro, (né un Aquino né un Mazzaferro, per la cronaca) dopo che la Corte d’Appello di Reggio Calabria l’ha dichiarato innocente. Mi avete scassato la vita, sconquassato l’anima, e ora tenetevela voi la mia innocenza, a me non serve più, avrà pensato fra sé e sé calando il cappio dal tetto del casolare prossimo alla sua abitazione, prima del tuffo estremo. Rocco Mazzaferro, di Gioiosa Marina, morto suicida all’età di 74 anni, era stato arrestato il 13 luglio del 2010 a causa di un’intercettazione ambientale

ne con l’ingordigia di molti “imprenditori” e somigliano come una goccia d’acqua a tanti “costruttori” che hanno anteposto l’arricchimento personale e la brama di potere a ogni altro valore. La radice profonda del “male” non è S. Luca ma l’insana voglia di ricchezza e la smania di potere senza limiti presente in Lombardia come in Calabria. Gli “uomini di onore”si sono “evoluti” e da mandriani col camuffo al collo sono diventati trafficanti ricchi e potenti ma “l’arte” l’hanno imparata più a Milano che a S. Luca. Direi che sono figli di una “civiltà” in cui è possibile che cinque famiglie di rispettabili speculatori finanziari abbiano un reddito maggiore che dieci milioni di onesti cittadini. La Borsa, cuore pulsante delle speculazioni selvagge, è a Milano non in Calabria. Depositi un miliardo e, senza lavoro alcuno, dopo un anno diventano dieci. È perfettamente “legale” ma bisognerebbe riflettere su questa “legalità” che consente alle volpi di azzannare le galline. Il S. Raffaele è a Milano non a S. Luca. Queste problematiche nella serie televisiva dedicata alla ‘ndrangheta non le vedrete mai. Non si troverebbe nessun produttore e nessun canale televisivo disposto a trasmetterle. Molto più facile, in un momento di grave crisi non soltanto economica, indicare al popolo un nemico facile da individuare: la ‘ndrangheta. Si badi bene la ‘ndrangheta è una associazione criminale e va debellata ma non va strumentalizzata. Se lo Stato lo volesse veramente, potrebbe sconfiggerla in pochi mesi. Non lo vuole perché la utilizza come cartina tornasole. La “Milano da bere”, ha bisogno di collocare il “male” all’esterno dei essa. Sa

di dna elettorale, da cui gli inquirenti avevano dedotto che era un intimo della Bestia, un talebano d’Italia. L’uomo è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere dalla sentenza di primo grado e infine assolto per non aver commesso il fatto dall’appello di pochi giorni fa. Crimine: trama, forzatura o giustizia? Un’operazione nata per essere epocale, subito sgonfiata nel marzo del 2012 dalla Corte d’Assise con 34 assoluzioni e 92 condanne, molte a pene lievi, per quelli che avevano scelto il rito abbreviato, come Mazzaferro, sta mostrando sempre di più il volto placcato della cianfrusaglia, addirittura capace di smentire il famoso “Qui si campa d’aria”. Qui – caro Otello Profazio- si campa di ‘ndrangheta, e ci campano e ci sciaquano monaci e peccatori, entrambi nemici dichiarati dell’idea di pensare in un modo diverso al futuro di questa terra. Rocco Mazzaferro era emigrato negli Stati Uniti 45 anni fa e vi era rimasto per

oltre 30 anni senza nessun coinvolgimento in vicende giudiziarie. È rientrato in Italia portando nel suo paese d’origine i verdoni di liquidazione e pensione. Come lui, avrebbero voluto fare migliaia di emigranti. Ho vissuto parecchi mesi in Canada per questione sentimentali. A Toronto ho conosciuto molti pensionati originari nella Locride, in modo particolare un gruppo di appas-

nuova fiction che L’ESSENZIALE Una racconta la Calabria all’Italia e ancora una volta distorce la realtà e ne mostra solo una faccia. Questi sceneggiati seriali spargono spesse cortine di fumo per non capire chi le mani dentro, sopra e sotto la città le ha affondate veramente. Ovviamente non scalfiscono la ‘ndrangheta anzi esaltano i singoli ‘ndranghetisti che si sento al centro del mondo e scatenano un effetto d’imitazione

sionati delle bocce che si fermavano ad ammirare con tutta la malinconia del mondo il passaggio dell’Alitalia, quando, alle sette della sera, il Boeing 747 per Roma, bucava il tramonto nordamericano. Quel volo profumava di sapone di casa, origano e lieto fine. Ho chiesto a loro del perché, nonostante tutta quella malinconia, preferivano acquistare seconde case in Florida o in Messico. Mi hanno risposto che se tornano in Calabria gli fanno l’associazione e loro hanno faticato una vita per sprecare il meritato tempo libero in carcere. Sto parlando di migliaia e migliaia di compaesani che sarebbero stati disposti a portare ricchezza creando di conseguenza lavoro nella Locride, e lo faccio con dati alla mano. Mentre noi ci suicidiamo perchè siamo innocenti e ci atteggiamo malavitosi perché siamo cretini, Toronto, per fare un esempio, continua ad essere la città calabrese più grande al mondo. Uno scandalo, un’occasione di sviluppo arrestata.

bene che la ‘ndrangheta nella Milano che conta può ambire oltre un ruolo ancillare e subalterno. Non di più. Mani eleganti e raffinate suonano i violini nella “Gran Milan” e dirigono le danze da veri mastri di ballo. Certo, non è più tempo di film di denuncia come Rocco e i suoi fratelli. Oggi il messaggio deve essere immediato, diretto, quanto bugiardo. I “buoni” da una parte, i “cattivi” dall’altra. A noi popolo calabrese tocca la parte dei cattivi. Queste fiction seriali spargono spesse cortine di fumo per non far capire chi le mani dentro, sopra e sotto la città le ha affondate veramente. Ovviamente non scalfiscono la ‘ndrangheta anzi esaltano i singoli ‘ndranghetisti che si sentono al centro del mondo e scatenano un effetto d’imitazione sui giovani che aspirano a diventare “picciotti d’onore”. Un mio vecchio compagno di scuola emigrato da anni in Lombardia e che la settimana scorsa ha letto il mio articolo, mi ha mandato una foto in cui, all’indomani di un fatto di sangue, si vede lo sfondo di una tv lombarda con la scritta “Lodi come Locri?” Una trasmissione durata tre ore con commenti feroci nei confronti dei meridionali. Abbiamo il dovere di reagire con compostezza. I calabresi amano Milano e fanno bene ad amarla. Sappiamo che i lombardi come i piemontesi, i veneti e gli emiliani, sono persone straordinarie, generose, creative, esattamente come i calabresi, i siciliani, i pugliesi. Siamo un unico popolo diversamente sfruttato. Noi più di altri e più di altri diffamati. È un gioco perverso delle classi dominanti ai danni dell’intero popolo italiano. Da questo punto occorre partire.


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Dal decreto di non scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose al mantenimento della postazione del Giudice di Pace passando per il ritorno dell’istituto comprensivo e della meravigliosa pala d’altare del Battistello Caracciolo la Comunità reggino ritrova l’orgoglio di essere nuovamente protagonista. Ed i giovani sono tutti pazzi per Miriello...

Scoppia la“primavera”stilese: torna a risplendere la“Città del Sole” STILO (RC) – «Io nacqui a debellar tre mali estremi, tirannide, sofismi e ipocrisia». Diceva proprio così il più grande filosofo del Seicento italiano, Tommaso Campanella, che nacque a Stilo nell’entroterra della provincia di Reggio Calabria sul finire del XVI secolo, figlio di gente umilissima salvo poi scalare posizioni di alto rango nella scala sociale e, con il trascorrere dei secoli, essere uno dei “giganti” della storia dello Stivale; eh sì che ne avrebbe oggi da fare, proprio Campanella, in ossequio a questo suo assunto, in special modo per quanto concerne l’ipocrisia ed in particolare proprio nella sua, amatissima, Stilo. Altrimenti detta la “Città del Sole” ma che, negli ultimi vent’anni almeno, ha indossato degli abiti piuttosto scuri. Quantomeno grigi, visto il decadimento, per non dire di una vera e propria spoliazione, di tutto ciò di cui poteva menar vanto fino agli inizi degli anni Novanta, poi, pian piano, è stata una tristissima agonia che però, proprio al toccar del fondo, ha visto una sorta di scatto di reni con un vero e proprio balzo felino in avanti che ne ha risollevato le sorti: una “primavera” tutta in salsa stilese? Molto probabilmente sì, considerando gli eccellenti risultati conseguiti proprio fino a poche ore fa. Evidenziando in primis la pubblicazione del decreto da parte del ministero dell’Interno, a firma del titolare del Viminale, Angelino Alfano, relativamente alla conclusione del procedimento messo in atto con l’insediamento della Commissione di accesso agli atti, e riflessiva relazione del prefetto di Reggio Calabria, Vittorio Piscitelli, dal maggio al novembre 2013, per il quale vi è stata «l’insussistenza dei presupposti per lo scioglimento degli enti locali per condizionamento mafioso», e quindi la possibilità di prosecuzione dell’attività amministrativa da parte della compagine “Liberi per Stilo” che, nel

Èstata una tristissima agonia che però, proprio al toccar del fondo, ha visto una sorta di scatto di reni con un vero e proprio balzo felino in avanti che ne ha risollevato le sorti

maggio 2011, avendo a capo il candidato, oggi sindaco, Giancarlo Miriello, venne democraticamente eletta con la schiacciante affermazione di 1068 voti di preferenza: un plebiscito che in buona sostanza oggi viene sottolineato, con quel documento storico da parte del primo inquilino del dicastero degli Interni. Che segue un’altra importante carta giuridica qual è stata il decreto legislativo a firma del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del ministro della Giustizia nel governo Letta, Annamaria Cancellieri, relativamente al mantenimento della postazione del Giudice di Pace di Stilo, che guardacaso proprio l’amministrazione Miriello ha a tutti i costi voluto mantenere intavolando una sorta di negoziato con i Comuni viciniori della vallata dello Stilaro e dell’Allaro, Caulonia esclusa ovviamente, con il preciso intento di non far cadere quello che costituiva uno degli ultimi baluardi di legalità e di giustizia in quest’area geografica della Locride assoluta “periferia delle periferie d’Italia”: nel marzo dello scorso anno proprio Miriello ebbe riconosciuto il mandato esplorativo da parte del Consiglio comuna-

le per avere le carte in regola da poter fare richiesta e presentare domanda. Favorevolmente accolta. Ma non vivendo di sola giustizia, a Stilo ci si era messi di buzzo buono volendo considerare anche un altro dei pilastri della società civile, ovvero sia l’istruzione. Ed anche qui Miriello ed i suoi più stretti collaboratori si sono confermati oltremodo attivi e puntuali nel centrare l’obiettivo, in tal caso anche con il sostanziale apporto dei Comuni confinanti, e segnatamente Bivongi e Pazzano, riportando la sede dell’istituto comprensivo “Stilo-Pazzano-Bivongi” in viale Roma, dove era ubicata da sempre ma che, per effetto della “spending review” in salsa reggina, era stato cancellato dal piano di dimensionamento scolastico 2012.2013 ma ecco che, con il suono della campanella nel settembre 2013, anche in tal caso Stilo ha riavuto ciò che era andato perduto. Un motivo in più del ritrovato orgoglio di quella “stilesità” perduta, che era tipica della contea del 1600 che al suo seno allattava cinque casali, di cui oggi vi è splendida rievocazione con il Palio di Ribusa. Che conduce ad un altro aspetto, di preclara pertinenza della culla

che diede i natali a Tommaso Campanella: il mondo dell’arte, ed in special modo con il ritorno della pala d’altare “Il Paradiso” dell’artista Giovan Battista Caracciolo, al secolo “il Battistello”, allievo del Caravaggio che dopo vent’anni, dalla chiusura del Duomo nel 1995 per lavori di ristrutturazione dell’edificio liturgico, ha visto il ritrovo della via di casa nonostante indicibile lotte intestine tra addetti ai lavori, con la complicità della “mala politica” e dei suoi mestieranti che pericolosamente soffiavano a mo’ di canne sbattute dal vento pendendo or di qua or di là, a seconda dell’evidente vantaggio loro derivante: pure in tal caso Miriello e la sua eccellente amministrazione hanno agito da par loro profondendo ogni più utile energia e risorsa perché “Il Paradiso” potesse albergare di nuovo ove meglio e più coerentemente gli competeva. Insomma, la rinascita della “Città del Sole” si sta esaurientemente completando, obliando in questa sede, per ovvie ragioni di spazio e tempo da non tediare abbastanza i Nostri, insindacabili, Signori Lettori, l’appartenenza di Stilo nel prestigioso club de “I borghi più belli d’Italia”, tra i 220 esclusivi in Italia, a rigor di requisiti dimostrati; la scuola nazionale estiva di astronomia in collaborazione ventennale con il Planetario Pythagoras di Reggio Calabria e, infine, il Centro ortodossi di studi che sta rinverdendo i fasti dell’ortodossia bizantina che sono insiti nel codice genetico di Stilo e che apre degli squarci di interreligiosità e multietnici come pochi altri centri al mondo. E scusate se è poco. Ah, quasi si dimenticava: qui sono in tantissimi i giovani letteralmente pazzi per il sindaco Miriello, considerato “un grande sindaco ed una persona per bene”: ci sarà un motivo? O forse più di uno? Manzonianamente agevolando “Ai posteri l’ardua sentenza”. InchiostRovente


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APPROFONDIMENTI

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LOCRI

La Camera penale di Locri discute del nuovo codice di procedura peale S

ul tema i pregi e i difetti del nuovo sistema accusatorio italiano a 25 anni dall'adozione si è svolto, con successo, il primo convegno di studio organizzato e promosso dalla Camera Penale di Locri “Giuseppe Simonetti”, aderente all'Unione delle camere penali italiane. L'incontro si è tenuto ieri nella splendida cornice del Palazzo della cultura di Locri. Il convegno è stato patrocinato dal comune di Locri, nella persona del sindaco Giovanni Calabrese intervenuto, insieme al vice sindaco Raffaele Sainato, a porgere i saluti della cittadinanza alla platea e al qualificato parterre di illustri relatori. La giornata si è aperta con l'introduzione dell'Eugenio Minniti, presidente della Camera penale: «Questo convegno di studio indetto dalla Camera penale sui cinque lustri dall’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale del funzionamento del sistema penale accusatorio dal contraddittorio tra i relatori e gli interventi dei partecipanti è emersa la volontà di modifica di alcune disposizioni normative finalizzate ad un approfondimento in materia di carcerazione preventiva assoluta mente ab norma in materia di lungaggine procedurale e sull’effettiva realizzazione del principio di giusto processo quale necessario corollario per regolare e corretto funzionamento del nostro sistema procedurale e giudiziario». Il presidente Minniti ha espresso soddi-

sfazione per le importanti adesioni all'iniziativa giuridica e culturale fortemente voluta dalla Camera penale di Locri, che ha registrato la presenza di autorevoli esponenti della magistratura e del mondo dell'avvocatura, tra cui Oreste

Dominioni uno degli estensori del nuovo codice di procedura penale italiano, che nel corso dell'applaudito intervento ha raccontato i momenti salienti e le novità che hanno segnato la nascita del nuovo codice nel 1988, che ha regi-

strato la prima novità con l'entrata in vigore del “giusto processo” nel 2001. In precedenza si sono registrati i saluti di Gabriella Mollica, presidente dell'Ordine degli avvocati del foro di Locri, quindi si è passati alle considerazioni sul tema del convegno del presidente del Tribunale di Locri Bruno Muscolo, che ha tracciato una linea di demarcazione tra il codice passato e quello presente, con il quale si è riformata la giustizia italiana che ancora oggi è in via di sostanziale e necessario ammodernamento, anche se necessita di una maggiore spinta innovativa. Sul punto ha convenuto anche il procuratore capo della Repubblica di Locri Luigi D'Alessio, in un intervento seguitissimo dal pubblico numeroso. Di seguito ha relazionato Iside Russo, presidente della I sezione penale della Corte d'appello di Reggio Calabria, che ha rappresentato i tratti essenziali della funzione codicistica che è stata assunta dai giudi-

Giudiziaria

Montalto nascita della“nuova”‘ndrangheta L’operazione Montalto portò davanti ai giudici del Tribunale di Locri 72 soggetti, fra i quali i presunti boss Giuseppe Zappia, Antonio Macrì, Antonio Nirta, Giovanni Tegano, Domenico Tripodo, ritenuti appartenenti a diverse locali dislocate nell’intero territorio della Provincia: fascia tirrenica, fascia jonica e città di Reggio Calabria. Al capo a) dell’imputazione veniva contestato il delitto di associazione a delinquere (art. 416 c.p.), per molti aggravato dall’art. 7 L. 575/65, «per essersi associati allo scopo di commettere più delitti, scorrendo le campagne armati, con l’aggravante per Macrì Antonio, Nirta Giuseppe e Tripodo Domenico della qualità di capi dell’associazione». Per la Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, attualizzando e collegando in un filo comune l’evoluzione della criminalità organizzata calabrese, si trattava, quella di Montalto, del 26 ottobre 1969 in loc. Serro Juncari, rappresentava l’esistenza e l’operatività di un’unica associazione

per delinquere, appartenenti a diverse zone della provincia reggina. Del resto nel capo b) dell’imputazione, nel quale veniva contestato il delitto di resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata in concorso, si precisava che il summit era finalizzato a «trattare problemi della malavita calabrese e, in particolare, per preparare un piano di difesa e di reazione contro le attività delle forze di polizia». Il processo fu definito con la sentenza del Tribunale di Locri del 2 ottobre 1970, pronuncia che risulta particolarmente interessante in quanto consente di ipotizzare che già nel lontano 1969, nel corso di un summit storico, vi erano elementi per affermare: che la ‘ndrangheta era un’organizzazione unitaria, con articolazioni territoriali nei tre mandamenti. Ma anche come nel corso di questa riunione era stata posta all’ordine del giorno l’opportunità di dotare le varie locali di ‘ndrangheta di una struttura di vertice

che ne coordinasse l’azione, come sottolineato dal vecchio presunto boss Giuseppe Zappia con una frase divenuta celebre: «qui non c’è ‘ndrangheta di Mico Tripodo, non c’è ‘ndrangheta di ‘Ntoni Macrì, non c’è ‘ndrangheta di Peppe Nirta! Si deve essere tutti uniti, chi vuole stare sta e chi non vuole se ne va» (cfr. sentenza del Tribunale di Locri del 2.10.70, pg. 27). Il summit, a cui parteciparono circa centocinquanta persone, rappresentanti delle cosche operanti in tutta la Provincia di Reggio Calabria, al fine di trovare un accordo su varie questioni, fu interrotto dall’intervento degli agenti di pubblica sicurezza, coordinati dal commissario della Polizia di Stato Alberto Sabatino. Fu l’imputato Antonino Furfari a spiegare quale fosse l’oggetto del summit: «Giuseppe Zappia parlava agli altri sostenendo essenzialmente: l’opportunità di unificare in una sola organizzazione, che sarebbe stata più efficiente i gruppi di

ci di seconde cure. E stata quindi la volta di Sandro Furfaro, vice presidente della camera penale e incaricato di diritto dell'esecuzione penale presso l'università degli studi “Nicolò Cusano” di Roma, che ha rappresentato le discrasie del nuovo codice in particolare rilevando la necessità del legislatore di procedere ad individuare, nel solco della parità tra accusa e difesa, un giudice che sottintenda alla valutazione degli atti preliminari prima della richiesta di misura del pubblico ministero, che attualmente riveste un ruolo decisivo nello scegliere cosa e come deve entrare nel fascicolo originario senza che gli atti vengano sottoposti al vaglio di un terzo superparte. Della difficoltà oggettiva di procedere nell'attività investigativa prima e nella fase del dibattimento dopo ha ampiamente relazionato Antonio De Bernardo, sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. a concludere gli interventi la relazione di Alfredo Sicuro, presidente della sezione penale del tribunale di Locri, che ha rilevato l'opportunità di un intervento della politica nel pianeta giustizia per accorciare i tempi in caso di imputati detenuti, per favorire un processo più dinamico anche laddove si trattino ruoli con contestazioni di minore impatto sociale, al fine di dare un segnale ai cittadini di una giustizia più moderna e al passo con le esigenze del Paese.

malavita facenti capo rispettivamente a Tripodo, a Macrì e a Nirta; l’inderogabile esigenza del rispetto della tradizione in ordine al luogo dell’assemblea annuale, luogo che doveva continuare ad essere scelto nella zona del Santuario di Polsi, anche se era opportuno spostare la data; la necessità di inasprire la lotta contro la polizia, ricorrendo persino ad attentati dinamitardi» (cfr. sentenza del Tribunale di Locri del 2.10.70, pg. 25). Nel corso del processo il Pubblico Ministero dell’epoca sostenne che «la riunione tenutasi la mattina di domenica 26 ottobre 1969 in loc. Serro Juncari di Montalto, nel cuore dell’Aspromonte, fu certamente l’assemblea della malavita della Provincia di Reggio Calabria, manifestazione tutt’altro che solitaria dell’attività illecita multiforme, tipica di quell’associazione articolata ed efficiente che è la malavita stessa» (cfr. sentenza del Tribunale di Locri del 2.10.70, pg. 85). La tesi della Procura fu accolta dal Tribunale con la citata sentenza del ’70 che, collegata alle risultanze dell’indagine “Il Crimine” fa ritenere che già all’epoca unica fosse l’organizzazione (denominata ‘ndrangheta, Malavita o Onorata Società), anche se strutturata in tre diversi gruppi in relazione all’area territoriale di competenza, e che all’ordine del giorno era posta la necessità di renderne più incisiva l’azione, obiettivo che poteva essere realizzato solo rendendone unica la “testa”, quindi creando una struttura di vertice.


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nche quest'anno a Siderno, nelle limpide acque del mar Jonio, organizzato dalla locale associazione “Sportfishing” si è svolto il il III° Trofeo “Pino Marando”. La manifestazione, anche quest'anno coronata da un grandissimo successo, si è svolta nella splendida cornice della spiaggia antistante il Grand Hotel President ed ha registrato la presenza di circa 70 appassionati di pesca sportiva provenienti da tutto il comprensorio reggino. Ottima la presenza di pubblico. Dopo una mezza giornata di bellissima competizione, si è passati al momento più importante del'evento, ossia la “pesatura del pescato” per la determinazione dei vincitori. Il presidente dello Sport Fishing Siderno, Sig.Tonino Pasqualino ringrazia i partecipanti e tutti quelli che hanno contribuito per la realizzazione e riuscita della manifestazione in particolare le associazioni Acquasportfishingclub, Club Barracuda, Team La Zella e Mondial Pesca e alla Colmic di Ettore Avitabile . Questa la classifica finale: 1) Zito Angelo 2) Iannì Enzo 3) Schirripa Andrea 4) Zito Antonio 5) Agostino Francesco 6) Mallamo Cosimo 7) Gulluni Andrea 8) Gargiulo Vincenzo 9) Panetta Massimo 10) Naselli. Grande appassionato di calcio e storico massaggiatore del Sidern calcio, Pino Marando ha lasciato un grande vuoto in tutti coloro i quali hanno avuto il privilegio di conoscerlo in vita. E' stato sempre disponibile ed altruista anche presso il reparto di cardiologia dell'Ospedale di Siderno dove ha svolto per decenni con grande passione e competenza la sua attività professionale . Una persona indimenticabile che a Siderno si è sempre spesa per il sociale. Di lui si ricorderà in eterno la proverbiale vena ironica, l'arguta intelligenza e la voglia instancabile di fare “gruppo”. Lo ha fatto anche quando il Siderno calcio partiva per le trasferte ed il suo posto era sempre lo stesso: il numero 1 del pullman.


SPORT

MIMMO FAVASULI

RAFFAELE MUZZÌ

UMBERTO PIZZOLEO

VALERIO SAFFIOTI

PAOLO MULTARI FIS.

CRISTIAN CRINITI

I

ROCCO MINICI

ANTONIO TASSONE

ANDREA COLUCCIO

EMILIO COPPOLA

MATTEO FERIGO

COSIMO FIGLIOMENI

GIUSEPPE LETA

Ben 15 i giocatori che sono riusciti ad andare a segno almeno una volta in questa “magica”stagione. Un “progetto tecnico” in continua evoluzione che finalmente ha regalato alla cittadina Jonica il “sogno”della serie D. Artefice principale il notaio Achille Giannitti.

IN SERIE D

l Roccella entra nella storia calcistica ottenendo con ben 4 turni d’anticipo l’accesso in serie D. Agli amaranto è bastato pareggiare 0-0 in casa del San Lucido, per rendere incolmabile il distacco dalle inseguitrici. Un autentico dominio quello degli jonici che possono godersi un traguardo tanto prestigioso quanto meritato. Una promozione sudata quanto fortemente voluta per gli amaranto, che è arrivata a coronamento di una stagione dominata sin dalle prime giornate e durante la quale il Roccella non ha mai incontrato la resistenza di avversari all’altezza. I numeri parlano chiaro: 61 punti in 26 turni, 19 vittorie, 4 pareggi, 3 sconfitte, 63 gol fatti e 24 subiti (miglior attacco e miglior difesa del campionato). Tutto questo si è tradotto in un gioco brillante e concreto al tempo stesso. L’anno di fondazione dell’A.S. Roccella è il 1935. Quest’anno, dopo le dimissioni dello storico presidente dott. Achille Giannitti, vero “deus ex machina” del calcio roccellese (rimasto comunque sempre vicino alla squadra) la società è stata gestita da una triade commissariale composta da Vincenzo Circosta, Cecco Curtale ed Ernesto Boccucci. Oltre a loro ci piace menzionare il presidente onorario Michele Circosta e Domenico Bombardieri. L’A.S. Roccella è stata una delle prime società dilettantistiche calabresi a dotarsi di un codice etico manifestando così la volontà di promuovere, nell’esercizio di tutte le sue funzioni, uno standard elevato di professionalità nello svolgimento delle prestazioni sportive e di tutte le altre attività riconducibili all’ associazione al fine di scoraggiare ed impedire comportamenti in contrasto con le normative vigenti e con i valori etici che l’associazio-

Ilconquista Rocc

la ser FRANCESCO GALATI ALL.


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ccella a

rie D

ne intende diffondere e garantire. E’ stata la vittoria di un progetto che si è sviluppato (dopo il ripescaggio in Eccellenza) in un continuo crescendo di risultati sotto la guida tecnica di Gaetano Mazzone, Tonino Figliomeni, Francesco Ferraro e che l’attuale tecnico Ciccio Galati ha saputo “concretizzare” con gli opportuni accorgimenti tecnici. Bisogna evidenziare, nel contempo, anche i meriti di uno staff tecnico importante che ha registrato la presenza del direttore sportivo Elso Pelle, dell’allenatore in seconda Domenico Favasuli, l’allenatore dei portieri Raffaele Muzzì e lo staffmedico composto dal dr. Giuseppe Bova e dal fisioterapista Paolo Multari. Infine, un elogio particolare lo meritano tutti i calciatori in organico che sin dalla prima giornata (benchè fossero in molti a non indicare il Roccella come una delle squadre favorite alla vittoria finale) si sono messi sotto alavorare con grande impegno e dedizione. Alla fine è arrivato questo bellissimo risultato che premia non solo l’intera collettività roccellese ma tutto il movimento calcistico locrideo che l’anno prossimo potrà ritornare ad avere una sua rappresentante nel massimo campionato dilettantistico nazionale. Sappiamo che un altro “sogno” di Achille Giannitti è quello di poter far disputare le gare interne ufficiali del Roccella senza che il perimetro del terreno di gioco sia delimitato dalle reti di protezione. Quanto sarebbe bello un calcio senza barriere? Si ringrazia per le foto Gigi Baldari © PIGRECO COMUNICATION

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Il tecnico Francesco Galati ha impiegato almeno una volta ben 23 calciatori attingendo molto spesso dalla squadra juniores che ha dominato il suo girone di qualificazione. I risultati utili consecutivi sono stati 14 e per ben 23 gare la squadra ha sempre segnato. Una superiorità schiacciante.

I DATI

MOHAMED LAARIBI

DOMENICO CALABRESE

MANUEL FEMIA

STEFANO IACOPETTA

GIUSEPPE OLIVA

MATTEO CARBONE

FEDERICO PASTORE

MATTEO SARACO

SAVERIO TRIMBOLI

ACHILLE GIANNITTI CARLO BELCASTRO

ADAM KHANFRI


RIVIERA

GERENZA

Registrata al Tribunale di Locri (RC) N° 1/14

Direttore responsabile: ANTONIO TASSONE Editorialista: ILARIO AMMENDOLIA COLLABORATORI: Ercole Macrì, Eleonora Aragona, Domenico Macrì, Franco Parrello, Daniele Mangiola, Lidia Zitara, Patrizia Pellegrini, Domenico Spanò.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

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LA POSTA

LA LETTERA

Nessuna Cina è vicina

Ai tempi del maoismo era in voga un'espressione poi divenuta quasi un tormentone : “ la Cina è vicina”. Ebbene gli illustrissimi giornalisti della Riviera, preziosissimo strumento di informazione della Locride (nota per essere una delle zone di più alta civiltà, moralità, cultura e, soprattutto, per avere un altissimo tasso di sviluppo economico) si premurano di rinfocolare le antiche paure: Arrivano i cinesi! Arrivano in Piazza Portosalvo, a Siderno! Questa bellissima ed antichissima piazza, dove poeti, martiri, filosofi per secoli hanno discusso di come dare lustro alla più ricca zona della più progredita regione italiana, inarrivabile per la gentilezza degli abitanti e, soprattutto, per l'amore della legalità, sarà devastata dall'arrivo di piccoli, sporchi, esseri gialli, dediti a innominabili traffici. La splendida razza calabrese, nota in tutto il mondo per essere un simbolo di immacolata purezza e per opporsi con vigore ad ogni cosa che puzzi di mafia, di malaffare, di traffici ed estorsioni; famosa per l'efficienza della sua incorruttibile burocrazia, per lo splendore di suoi ospedali, per le sue strade livellate come biliardi, per la cura estrema dei suoi paesi; acclamata in tutto il mondo per le perfette rifiniture dei suoi palazzi, per la quasi maniacale cura estetica

di ogni luogo aperto al pubblico; ebbene questa nobile razza di esteti e santi trema per il pericolo giallo. Che faranno gli atelier di Trussardi, la gioielleria Tiffany, il ristorante Chez Maxim, vicino agli orridi cinesi? Come si farà a pasteggiare con sogliole di Dover, Champagne millesimato e frutta tropicale sotto i gazebi ideati da Renzo Piano, ascoltando Mozart e Ciaikovskij, se intorno circola la plebaglia gialla? Lo sporco capitalista senza scrupoli, l'affossatore del comune di Siderno, in parole povere “il nemico” Falletti ha defenestrato dei poveri lavoratori italiani e “ per qualche dollaro in più” ha chiamato i peggiori esponenti delle triadi del Guangdong. Uomo senza cuore e senza onore. Peccato, però! Peccato che Falletti non sia stato contattato da nessun Cinese, Coreano, Russo, o di qualunque altra etnia e, se per questo, neanche da nessun italiano e rischia di rimanere senza inquilini chissà per quanti mesi o anni. Ma non è questo l'importante: l'essenziale è fare notizia; se sia vera o no, ciò non rileva. Francesco Falletti Prendiamo atto del suo chiarimento, le nostre fonti ci avevano riferito altro. a.t.

Gli obiettori di coscienza e la libertà di scelta storia di Valentina e Fabrizio,della Nel 2006 aValentina La quale poco si è parlato, probabilper non infastidire la pubbliviene diagnosticata una mente ca(falsa) moralità, è davvero sconcertante. Nel 2006 a Valentina viene patologia genetica diagnosticata una patologia genetica trasmissibile molto grave. Nel 2010 trasmissibile molto rimane incinta. Si sottopone a villoe dopo aver saputo che la grave. Nel 2010 rimane centesi bambina era stata colpita da una affezione decide di interincinta. Si sottopone a grave rompere la gravidanza. Ma all'ospedale dove viene ricoverata per villocentesi e dopo aborto terapeutico, dopo 15 ore di dolori lancinanti, vomito e aver saputo che la bam- travaglio, svenimenti, si ritrova a partorire sola, l'unico aiuto del marito, dentro bina era stata colpita da con un bagno dell'ospedale. Durante le 15 ore che hanno separato l'induzione una grave affezione dal parto erano, infatti, cambiati i dei medici e tutti i dottori predecide di interrompere turni senti erano obiettori. Fin qua il racconto della stessa Valentina.Sappiamo che in Italia,dal la gravidanza. Ma ...

L’ANGOLO DI PARRELLO

Il diario

1978 esiste la legge 194 che garantisce l'interruzione volontaria della gravidanza nelle strutture pubbliche,legge che è stata convalidata dal popolo italiano con un referendum nel 1981. Ora io dico: si può discutere se la legge la si condivide o meno,si può approvare o no l'obiezione di coscienza,ma un punto deve essere fermo: se un medico,in qualsiasi momento,essendo in condizioni psico-fisiche normali, non presta soccorso,e in quel momento si trattava solo di prestare soccorso,viene meno a quella che è la natura stessa della sua professione,per cui è giusto che chi di dovere prenda gli adeguati provvedimenti. Quando ha giurato sul testamento d'Ippocrate non c'erano clausole che esentavano gli obiettori di coscienza dal prestare soccorso. Il diritto all'aborto terapeutico va garantito fino a quando esiste la legge. Gli obiettori,quelli veri, non scelgono di fare i medici, quantomeno coloro laureatosi dopo il '78,così come non scelgono di fare i poliziotti,i carabinieri,o qualsiasi altro mestiere in cui è intrinseco il rischio della vita propria e altrui. Se decidi di fare il medico,sai già che l'aborto fa parte di quel lavoro,così se decidi di fare il militare,sai già che sparare e uccidere fa parte di quel mestiere. Se un medico,in nome della moralità,(magari falsa e bigotta)non applica una legge che uno stato laico qual è il nostro,ha concepito,commette una violazione,e su questo non si discute. Nessuno può decidere al posto di una madre,così come nessuno può giudicare la scelta,specialmente se ci sono motivazioni mediche per cui è messa in pericolo la sua vita o quella del nascituro. Sono state fatte battaglie per l'autodeterminazione,per cui,entro i termini di legge,è giusto che ognuno decida della propria vita e del proprio futuro. Le nostre parlamentari,lasciando da parte per un attimo le proprie convinzioni etiche e religiose,oltre alla sacrosanta battaglia per la parità di genere,dovrebbero innescare,in parlamento, una protesta a favore dell'applicazione della legge 194 per garantire e tutelare tutte quelle donne che,avendo i requisiti legali e sicuramente non senza tanta sofferenza, hanno deciso di abortire. Pasquale Aiello

Com'era bello una volta, ogni persona aveva il proprio diario. Si segnavano ogni giorno le entrate e le uscite. Oggi, non essendoci più entrate, non vale la pena segnare le uscite. Molti la "piccola pensione" la tengono per venti giorni in tasca, per timore di vederla sparire in pochissimo tempo. Il diario non lo vogliono più nemmeno le giovanissime ragazze per scrivere i loro pensieri d'amore. Oramai hanno il "telefonino", su cui registrano tutto. Ho chiesto a diverse persone di regalarmi un diario: mi hanno guardato tutti con compassione. Franco Parrello


SETTIMANALE

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LA SCOMPARSA

È morto Mario Caccamo, la voce degli italiani Oltreoceano Da 52 anni conduceva Carosello Italiano daThunder Bay

Pepè Diano, il terzino del Grande Siderno Esposito, Diano, Fragomeni… nell’anno 1961, come Zoff, Gentile Cabrini. Campioni d’Italia Juniores dopo la finale vinta contro il Torino. Pepè Diano. Il terzino destro del Grande Siderno, nella mattinata di lunedì scorso ha smesso di correre e con lui ha smesso di sognare anche l’uomo dell’Hotel EFGAL, tirato su insieme al padre e ai fratelli Franco e Luciano ed elevato a simbolo turistico nell’annate di speranza. Negli ultimi anni gestiva con il figlio Pietro un negozio di alta moda sul corso cittadino. Tecnica e senso tattico in campo, sognatore in albergo, Pepè, credeva nella sua Siderno, ma non riusciva a spiegarsi la decadenza di una città a cui aveva dato lavoro e risultati, concesso fiducia e mentalità vincente. Ma perché Siderno non reagisce si chiedeva dinanzi al baratro senza mai puntare il dito contro qualcuno, come tutti quelli che possiedono un cuore nobile e che sanno stare al mondo. Aveva 69 anni.

È con grande dolore che la Comunità Sidernese di Thunder Bay piange la scomparsa di un illustre figlio: Mario Caccamo, un monumento. Il grande conduttore di “Carosello Italiano” un filo diretto, verace, tra il bel paese e il Canada di Thunder Bay che per 52 anni, tutte le domeniche, ha accarezzato cuori “paesani”, da ieri non c'è più. Per la numerosissima Associazione dei sidernesi a Thunder Bay presieduta da Francesco Pedullà, la CIBPA e l'Istituto degli studi italiani della Lakehead University affranti dal dolore c'hanno comunicato la triste notizia. Mario lasciò la sua Siderno nel 1951 a 24. in cerca di un prospettiva migliore a livello lavorativo, era emigrato in Canada a Fort William (oggi Thunder Bay) come tanti suoi compaesani. Qui ha vissuto il resto della sua vita portando con se i valori del vero Sidernese: onestà, amicizia, rispetto e umiltà mettendo le sue doti di uomo altruista e di cultura al servizio dei Sidernesi e della Comunità italiana di Thunder Bay, specialmente nel periodo della grande emigrazione quando gli italiani avevano veramente bisogno di un amico.Conduttore per 52 anni del programma radiofonico “Panorama Italiano”, ha diffuso e promosso la lingua, cultura e tradizione italiana a beneficio della vasta Comunità Italiana di Thunder Bay. Mario è stato Vice-Presidente dell' Associazione Sidernese di Thunder Bay sin dalla sua fondazione. “Buon viaggio, Mario, il tuo ricordo e il tuo esempio rimarranno sempre vivi nei cuori di chi t'ha conosciuto.”

Ci ha lasciati lo studioso Pino Certomà, sociologo e filosofo

È

quanto mai difficile venire a conoscenza della scomparsa di un conoscente, lo è ancora di più se alla persona si è legati da affetti familiari e da una passione comune: la Filosofia. Filosofia, “amore per il sapere”, così mi fu spiegata quando, per la prima volta, mi accostai al suo studio. E questo stesso amore per il Sapere, è stato il filo conduttore di tutta l'esistenza di Pino Certomà. Calabrese, originario di Stilo, nato l'8 febbraio del 1942 e poi trasferitosi nella capitale, Pino Certomà ha speso ogni istante del suo tempo agli approfondimenti filosofici ed allo studio ed alla ricerca sulle problematiche del servizio sociale. Numerosi, in questo ambito, sono i suoi scritti: Il servizio sociale penitenziario tra involuzione e progettualità (1995); Per un servizio sociale della giustizia umano, autonomo e creativo. In cammino verso la comunità (2000); Il servizio sociale: storia, ricordi, pensieri. Viaggio alla ricerca di una traccia (2002); Guido Calogero e Maria Calogero Comandini. Il servizio sociale in una democrazia moderna (2005); Il servizio sociale è l'etica pratica dell'altruismo. Storia, principi e fondamenti (2006). E la pubblicazione “Il carcere discarica e il tramonto del servizio sociale della giustizia”, dell'anno 2010, raccoglie le sue conclusioni di tutta la sua ricerca. In questo libro, infatti, sono stati assemblati saggi, articoli, vari suoi interventi sulla questione “istituzione penitenziaria e sul lavoro sociale della giustizia”. Giovanni Certomà


ELEONORA ARAGONA Le mareggiate che hanno distrutto i lungomare della fascia jonica stanno scatenando le promesse di politici e aspiranti neo sindaci dei paesi colpiti. Si parla di milioni, ma per il momento le uniche certezze sono cifre con 5 zeri. Per essere precisi gli stanziamenti sicuri per adesso sono quelli della Provincia, 206.000 euro per Siderno e 30.000 per Caulonia. I si dice e le ipotesi stanno viaggiando nei paesi della Locride alla velocità stratosferica che solo i pettegolezzi possono raggiungere. Ma noi basiamoci su quella che invece è la realtà. La fiaccolata Uniti possiamo e il tavolo tecnico permanente sono ormai un ricordo sbiadito. Grazie a quella manifestazione e all’unità dimostrata nel primo frangente dell’emergenza si era riusciti ad ottenere un risultato, la dimostrazione è stato il pronto stanziamento arrivato dalla Provincia. Poi più nulla. Litigi e sotterfugi per accaparrarsi gloria e onori hanno prevalso sul bene comune e piano piano anche quel poco che si era ottenuto si è sgretolato. Come il lungomare. L’egocentrismo e la sete di visibilità sono stati più dirompenti delle onde di Nettuno. Stanno colpendo la città jonica e la stanno spingendo verso un baratro. Una faida tra balneatori e i componenti del centro destra sembrerebbe essere in atto, increspare l’irragionevolezza, il basso orizzonte a cui spesso siamo stati abituati. Nel frattempo i soldi promessi dalla Regione, 250.000 euro circa finora, non sono ancora stati stanziati. Il comune di Siderno ha presentato due istanze per calamità naturale con un progetto da 7 milioni e mezzo per ricostruire quello che la furia di Nettuno ha distrutto. La Provincia ha richiesto nel frattempo un computo metrico per la messa in sicurezza della parte centrale del lungomare sidernese, quella meno danneggiato. E l’ufficio tecnico del comune ha presentato la documentazione richiesta prevedendo la ricostruzione delle scalette per la discesa al mare, le ringhiere e i muri di contenimento per evitare che le future mareggiate possano compromettere nuovamente la struttura. Ma secondo le prime stime approssimative per la messa in sicurezza di tutto il lungomare di Siderno servirebbero circa 600.000 euro mentre per Caulonia ne basterebbero 80.000 euro. Però tutto questo non toglie che le possibilità che l’estate 2014 sia a rischio sono concrete. Innanzitutto per adesso tutta la spiaggia dalle Sbarre a D’Agostino è interdetta. Poi su 1800 metri di lungomare si parla di riaprire e renderne fruibili i circa 700 metri centrali. Inoltre secondo quanto prescritto dal piano spiaggia tra un lido e l’altro devono essere lasciati 50 metri di spiaggia libera. Questo metterebbe in crisi i balneatori e chi si troverà a dover dare le concessioni per la nuova stagione. Per Siderno e Caulonia perdere gli introiti derivanti dalla stagione estiva sarebbe un colpo veramente duro da incassare. La calamità naturale non ha provocato morti violente e immediate ma rischia di spegnere anche l’ultima speranza rimasta a questi territori. Il turismo estivo e chiassoso, ma indispensabile.


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CULTURA E SOCIETÀ

CARLO A. PASCALE La morte del poeta Andrea Zanzotto lascia al duemila letterario ed esegetico il compito-dovere di interpretare e cogliere l'essenza del grande poeta di Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, dove il professore Zanzotto si dedicò sin da giovane all'insegnamento e alla attività poetica che egli collegò con costanza e totale dedizione ai boschi, alla natura della sua contrada. Là, in quell'ambiente presso che incontaminato e non percorso dai mali di oggi, Zanzotto avvertì l'insufficienza di una parola accademica e pedagogica tanto che costantemente egli cercò di penetrare nella radice profonda del linguaggio, fino a far ricorso al dialetto. Non fu tanto la natura esterna, quella visibile e fotografabile, ad indurre i suoi interessi, la sua sensibilità ed il suo acume, quanto o soprattutto quello che c'è nella profondità etimologica delle parole e quello che c'è e si agita al di là delle cose, alla radice dell'essere. Per tutta una lunga e luminosa vita Zanzotto chiese al mistero prodigioso del mondo e del mondo poetico in particolare cosa sostenesse e cosa illuminasse la realtà, cosa tentasse di scorgere l'uomo con i suoi poteri emotivi, intuitivi,, con le trame e le analogie che s'intrecciano sotto la coltre amorfa del reale. Un Poeta, Zanzotto, che non si colloca nella grande e lunga stagione dell'ermetismo, né totalmente nella neoavanguardia. Conoscitore dell'une e dell'altre esigenze, Zanzotto chiama a sé ciò che per lui è valido, cioè degno di essere tentato e colto: quel processo di trasfigurazione continua e sottile che percorre il reale e in cui guizza la poesia. Dietro gli aspetti fenomenologici si agita tutto un mondo inquieto e palpitante da cogliere nella sua trama di simboli, di suoni, di fervori, di palpitazio-

ARTE E DINTORNI

Andrea Zanotto, il poeta dell’“Oltre” delle cose

ni, di inquietudine e di sublimità . in cui forse consiste il senso della vita e lo stesso inquieto motivo dell'esistenza della poesia e del poeta. E questo è un altro aspetto da cogliere e da capire: cosa è cioè la poesia, qual è il suo ruolo, dove consiste il suo esistere e brillare. Una poesia dunque, quella di Zanzotto, originale e diversa, tanto diversa da rischiare di non poterla cogliere e gustare. Su La Repubblica di qualche giorno fa,in occasione della sua scomparsa, è apparso una brillante nota di Tabucchi, nella quale il novantenne poeta di Pieve di Saligo è apparso come “il nume”, il “demone” che rompe la coltre

MARINA DI GIOIOSA

della terra per lasciar fluire le voci di un mondo sconosciuto e lontano, ma vivo e palpitante che risalgono da ciò che c'è oltre, per giungere all'ansia e forse anche al cuore della civiltà umana. Della sensibilità nobilitante dell'uomo e del saggio in particolare. Ma accanto alla nota di Tabucchi su La Repubblica c'era anche un inedito testo poetico, intitolato “ Il fantasma delle origini”. È un testo da leggere e da capire, dove Zanzotto flagella la sintassi e la grammatica tradizionali, per armarsi di poteri simbolici, di movenze analogiche, di pure intuizioni, di riduzione del suono a note sillabiche, a intensità sonore, a impressioni calibrate. Si innesta così una entità traslogica, una continua trasfigurazione come nei versi che seguono:“Nell'interno del fantasma nel suo campo di tensione tendo / mi tendo su verso le origini - capovolte? Topologia? / vedo le sue ordalie, i suoi lontananti, dilavati. E l'Italia incarognita di alluvioni, pidocchiosa/ scompisciata: e intanto il fantasma sotto una luce sotto una mezza luce di fanale / e perfino luna e quelle e le nu-nubi:…….”. È morto, Lui che voleva rendere visita alla luna, alla “Luna puella, pallidula…” È il poeta saggio ed La morte del poeta Andrea esperto, che tanto ha indagato e Zanzotto lascia ricercato, al dilà del satellite della terra, al di là della stessa luna, al duemila quasi per magia, nota ed evoca l'iletterario ed dea sazia della bellezza femminile, esegetico il la giovinetta, la fanciulla, la puella compitodei latini.La luna puella ed è tutto dovere di un mondo di tenerezza e di incaninterpretare e to che ci resta nell'anima. Gli “artifici”, anche quandio talu cogliere aoppaiono sono invece scavi l'essenza del grande poeta profondi, ricerca e ritrovamento dell'etimo primordiale dove la di Pieve di radice delle parole è nesso vitale. Soligo È parlare con l'Altrove. È scoprirlo. La Poesia è la fede (laica!) nell'uomo. È l'eterna vittoria dell'uomo. .

Un progetto di successo: il centr giovanile You&M

L’INTERVISTA

“Mozioniedemozioni” diSalvatore Cosentino In scena al teatro Gioiosa, l'ultimo lavoro del magistrato Salvatore Cosentino dal titolo “Mozioni ed emozioni”. Una grande presenza di pubblico ha suggellato un altro importante evento organizzato nell'ambito della rassegna teatrale della locride organizzata dal Centro teatrale meridionale di Domenico Pantano. Abbiamo voluto rivolgere qualche domanda al dottore Salvatore Cosentino: Ieri a Gioiosa Jonica , la prima nazionale di “Mozioni ed emozioni”, ci vuole dire come e' nato questo pièce teatrale e per cosa si caratterizza? Dopo il successo di "Un diritto messo... di traverso", che è stato ispirato proprio qui nella Locride due anni fa durante un convegno accreditato dall'Ordine degli Avvocati, e che ancora gira in Italia tra teatri e atenei, auditorium e salotti letterari, alcuni produttori teatrali e direttori artistici mi hanno chiesto di scrivere un secondo spettacolo e allora nello scorso autunno ho scritto, in soli sei giorni, "Mozioni ed emozioni", un mio nuovo

di Domenico Spanò

Zara Hadid per Reggio Calabria, la grande opera del Museo del Mediterraneo Per il “Regium Waterfront”, la città reggina si è avvalsa della grande firma internazionale dell'architetto irachena Zara Hadid, ideatrice del progetto del Museo del Mediterraneo. Continua, anche se a rilento e con mille difficoltà, incertezze, l'iter burocratico che porterà alla costruzione nei prossimi anni di questo straordinario intervento architettonico e urbanistico, che darà alla città sullo stretto una maggiore bellezza, modernità e una visione internazionale. Reggio con questa opera sarà sul podio delle città più bella del Sud Italia e dell'intero Mediterraneo. Non deve essere solo un sogno ma realtà. Come si sa il comune non galleggia in buone acque, ma sembra siano

possibili i finanziamenti opportuni per realizzare l'opera nei prossimi anni, grazie a quelli iniziali forniti dalla Regione Calabria che ha già stanziato nei mesi scorsi i fondi PISU per un ammontare di 12 milioni di euro. Si tratta di un'opera avveniristica, unica, che andrà a trasformare in modo irreversibile il tessuto urbano e l'immagine di Reggio, nonché di tutta la regione Calabria, dandole una visibilità imponente non più per i fatti di cronaca legata al suo ampio e tormentato territorio, ma la visibilità e il valore che merita per il lato artistico, architettonico, turistico. L'obiettivo è di ricreare l'effetto museo Guggenheim di Bilbao. Un grande

museo in una piccola cittadina che possa catalizzare l'interesse non solo della gente dell'intera regione ma di molti viaggiatori esteri che sono appassionati del circuito artistico/architettonico internazionale. Si viaggerà da tutto il mondo per visitare appositivamente Reggio Calabria e il suo Museo del Mediterraneo, il suo waterfront. Un luogo che grazie alla sua posizione naturale si presenta già, di per sé, come uno scenario naturalistico-geografico unico. L'pera porterà non solo visibilità e turismo ma benessere economico, se una mirata pianificazione e ottimizzazione delle risorse permetterà di espletare tutti i servizi inerenti intorno all'opera, in modo efficiente e funzionale.

Un luogo ideato per offrire servizi a 360° con arte, didattica, ricerca, passatempo, intrattenimento, ricezione. Un edificio che creerà il legame intimo con l'aspetto naturalistico e biologico del posto


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ro Me

Son passati circa dieci mesi dall'apertura del Centro You&Me di Marina di Gioiosa Jonica e finalmente oggi si può affermare che il risultato raggiunto ha superato ogni aspettativa con il suo numero di iscritti quintuplicato, le sue attività arricchite e intensificate e con l'aggiunta di Forum Giovanili con vari esperti. Il progetto coordinato da Michaela Diano affiancata dalle docenti tutor Maria Greco e Teresa Tallarita è risultato una grande opportunità, in una realtà che si colloca in un contesto sociale e culturale non privo di difficoltà. Il progetto concepito dalla fondazione Don Calabria di Verona mira ad un recupero dei

lavoro sempre sui paradossi del diritto, ma che ora estende il suo raggio d'azione sino ad analizzare i torti del mercato, della globalizzazione e dei meccanismi del potere. Il tutto senza dimenticare, però, le ragioni del cuore. La formula sarà sempre quella del teatro-canzone, rispetto allo spettacolo precedente con più canzoni e meno video. Gioiosa Jonica è stata la prima nazionale nella versione completa. Lei è un valido magistrato in servizio presso la Procura di Locri, come riesce a trovare il tempo per assecondare all'impegnativa attività professionale questa grande passione per la musica ed il teatro? L'attività di magistrato e quella di autore e attore teatrale si conciliano molto bene. Infatti il pubblico ministero esercita la sua professione nell'agone dell'aula di udienza penale che è una vera "rappresentazione" di dinamiche umane, più o meno criminose, nel momento della loro narrazione davanti a un giudice. E il teatro è "narrazione" per eccellenza. Quanto al tempo, io ho due segreti: sono capace di dormire 5 ore a notte senza subire conseguenze soporifere per tutto il giorno, ma soprattutto sin da piccolo ho imparato a ottimizzare il mio tempo. Molta parte del testo dei miei spettacoli è per esempio scritta nei (tanti) tempi morti che vivo in aula d'udienza. Durante le -spesso- lunghe

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ragazzi togliendoli da ambienti a rischio o comunque dalla strada per stimolare le capacità creative e le attitudini leadiristiche di ognuno di loro. In questo senso particolare successo si è avuto con i peer educator Vincenzo Belcastro, Danila Femia e Ilaria Malgeri che hanno svolto una funzione di traino verso i ragazzi che hanno frequentato il Centro. Da molte parti si chiede che l'esperienza abbia una sua continuità in quanto in una zona complessa come la nostra sarebbe delittuoso privarsi di una struttura educativa come il Centro You&Me. Ilaria Ammendolia

pause in cui il collegio giudicante si ritira in camera di consiglio, per esempio, estendo con la scrittura pensieri e ossevazioni fatti durante il dibattimento penale. Quindi i due lavori sono spesso intrecciati. Altro momento di ispirazione sono poi i miei frequenti viaggi (spesso notturni) che quasi settimanalmente faccio in Puglia. La notte, lungo l'autostrada, il tempo incombe meno sugli esseri umani e i pensieri sono più lucidi. Le sue serate si connotano ovunque per il grande successo di pubblico e di consensi, e' la critica che e' "benevola" nei suoi riguardi oppure sono davvero i suoi monologhi ad essere interessanti? Beh, non devo essere io a giudicare, ma sappia che si è creato un vero e proprio virtuoso passaparola sui miei spettacoli, segno che il pubblico si diverte e riflette. Durante le mie pièce la cosa che più mi colpisce non sono gli applausi a fine serata, ma il silenzio (spesso assordante) che c'è in platea durante lo spettacolo. Segno che il testo è valido. Del resto la cosa è testimoniata dai (devo dire) numerosissimi inviti che per il mio primo spettacolo sta mietendo, e da varie parti d'Italia. Perché questo titolo: "Mozioni ed emozioni"? Il titolo nasce da un gioco di parole. Chi conosce i miei spettacoli sa che adoro i calembours e le allitterazioni,

talvolta i nonsense linguistici. Comunque le Mozioni sono gli atti che mi danno da vivere, le Emozioni sono le indispensabili leve che sono alla base di ogni passione e motivazione; e senza le passioni non si vive. Nello spettacolo dico che io farò mozioni d'ordine e che Carla Petrachi, la pianista leccese che mi accompagna sul palcoscenico, metterà ordine nelle mie emozioni. Come vedete ancora un gioco di parole. Quanto è difficile fare teatro qui nella locride e cosa pensa in generale di un territorio, come il nostro che lei ormai conosce bene? Il teatro nella Locride è qualcosa di meritorio e importante. In un periodo di crisi economica nazionale e mondiale, il fatto che ci sia un uomo come il Maestro Domenico Pantano che riesce a organizzare una stagione teatrale, e di prestigio, in un paese non grande come Gioiosa Jpnica è cosa che ha del miracoloso. Tra l'altro se ricordiamo che, come disse Leonardo Sciascia "la mafia sarà sconfitta non da un esercito della Digos, ma da un esercito di maestri elementari" realizzare palinsesti teatrali in Locride è attività in qualche modo anti-'ndangheta. Antonio Tassone

Caduto il mito del ponte sullo stretto non resta che concentrarsi su questo grande progetto. Il “Regium Waterfront” riguarda due aree distinte: l'area in prossimità della costa marina della stazione centrale con il suo interramento e la nascita del Centro Polifunzionale, e l'altra area la via Marina a nord con il recupero urbano del quartiere 1° maggio e la realizzazione del Museo del Mediterraneo nell'area in prossimità del porto. L'avveniristico progetto del museo segue lo stile delle sue forme sinuose, morbide, che andranno a ricreare una specie di enorme cetaceo dello stretto arenato sulla terra ferma. Un luogo ideato per offrire servizi a 360° con arte, didattica, ricerca, passatempo, intrattenimento, ricezione. Un edificio che creerà il legame intimo con l'aspetto naturalistico e biologico del posto, con la sua flora e fauna. Il mondo marino sarà l'habitat principale di questo luogo fantastico. L'intervento costerà intorno ai 50 milioni di euro, di cui 12 già stanziati per tutti i servizi infrastrutturali inerenti. Interventi riguardanti: la viabilità, l'urbanizzazione delle aree prossime al Museo, la linea del tram di superficie, il terminal, parcheggi, passeggiate panoramiche, ponte pedonale, connessione con l'attuale lungomare e il lido, riqualificazione della pineta Zerbi, scalinata artistica tra le piazze, fontane e giochi d'acqua, riqualificazione della fiumara Caserta con pontile panoramico e la riconnessione con la spiaggia. Reggio sogna in grande : …. “quindi non svegliamoci”.


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Pillole

Naturopatiche

A cura di: Patrizia Pellegrini Naturopata Bioterapia Nutrizionale® Presidente Associazione Culturale Tone www.associazione-tone.it associazione.tone@gmail.com

CARTOLINE MERIDIONALI

di Antonio Calabrò

Marzo sullo Jonio Con la stessa intensità nuda di un amore sconfinato; con lo stesso fulgore malinconico di un abbandono al piacere, con lo stesso piacere di una visione da sogno, con lo stesso sogno di una fata gioiosa, con la stessa gioia di un bimbo di fronte al sorriso di una madre; con lo stesso spudorato entusiasmo di noi calabresi intrappolati da tanta bellezza, senza ritegno, senza dignità, senza più nulla, se non il piacere di contemplarla, Calabria, seduttrice e incantatrice profumata di mare.

SIDERNO

La pasquetta ci sarà, partono i preparativi La Pasquetta, a Siderno, da anni costituisce una giornata particolare solennizzata da una manifestazione che abitualmente richiama in città una folla notevole. Quest'anno la “ Pasquetta” sidernese rischiava di saltare a causa della mancanza di fondi economici. Ma grazie all'iniziativa della locale Pro-loco e dell' associazione culturale l'Eco di Siderno, il tradizionale eventodel lunedi dell'Angelo verrà riproposto. Per lunedì 21 aprile, infatti, dalle ore 16,00 in poi, sul centralissimo corso della Repubblica , si svolgerà la “Pasquetta Sidernese 2014”. La motivazione che ha stimolato gli organizzatoria cercare di offrire una giornata di svago, nonostante la crisi e le recenticalamità naturali che hanno colpito duramente la città, sta nel fatto che Siderno ha sempre esercitato un ruolo di forza trainante del territorio e, nell'indifferenza generale, stava rischiando di perdere anche un altro importante appuntamento che ha sempre esercitato un fascino parti-

colare richiamando migliaia e migliaia di visitatori. A Siderno ci sono sempre state persone abituate al sacrificio ed al lavoro quotidiano e proprio nel momento in cui la città sembra vivere un momento di generale difficoltà, tutta l' organizzazione anticipa ai lettori di “Riviera” che intenderà lavorare in questi giorni al fine di invogliare tutti quanti alla partecipazione attiva, invitandoli, ove possibile, a dare il meglio di loro stessi. Bisogna rispolverare quell'energia positiva e propulsiva , quel senso di appartenenza alla comunità sidernese, che hanno come unica finalità quella di far riemergere le potenzialità turistiche attrattive della nostra bellissima Città. E' vero che la “ferita” del lungomare è troppo vistosa per farla passare “inosservata” ma è anche vero che , pur consapevoli che non può bastare una semplice manifestazione per cambiare la situazione, non si poteva e non si doveva rimanere indifferenti. l.r.

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nuto nei carboidrati, la capacità di rilassarsi. Essere monotoni rallenta il metabolismo Variare spesso gli alimenti e le modalità di cottura , preferirli come la natura ce li propone...scremato , light, vuol dire manipolato quindi meno vicino all'originale. Fornire una buona quantità di acqua di vegetazione attraverso il consumo quotidiano di verdura e frutta di stagione ascoltando la sete del corpo, l'assunzione di liquidi in eccesso , oltre le necessità, anche se fa aumentare la diuresi, può mettere in difficoltà l'organismo con sovraccarico del lavoro renale. La sensazione della sete è il segnale dell'esigenza organica di acqua. L'acqua è fisiologicamente contenuta negli alimenti, maggiormente negli alimenti crudi ...è un' acqua simile ai fluidi biologici che

E' primavera… c'è chi mi dice che si sente stanco, chi dorme poco altri che non ce la fanno ad alzarsi la mattina . Mangiano bene per sentirci meglio !!! Iniziamo a togliere qualche indumento Parliamo di persone adulte e definendo il pasto consideriamo che ognuno ha la sua alimentazione , tre pasti al giorno in linea generale colazione , pranzo e cena sono sufficienti per garantire all' organismo il suo fabbisogno quotidiano. "L'abito" per il corpo è il nutrimento , non tutti amiamo lo stesso modello di vestito ed abbiamo la stessa misura di taglia, ciò vuol dire siamo ognuno diverso dell'altro e che l'abito si deve cucire su misura ! Colazione , pranzo e cena Una ricca prima colazione dovrebbe comprendere proteine grassi e zuccheri, capaci di fornire le energie per attivare la "macchina metabolica " del nostro corpo. Una tazza di latte intero ( se non si è allergici o di dimostrata intolleranza),un caffè ,un orzo oppure del thé o una tisana con una fetta di "pane tostato" con miele naturale o marmellate fatte in casa oppure della ricotta e 1 frutto fresco in macedonia con della frutta secca come le mandorle garantisce al corpo l'equilibro della fame e lo renderà efficiente nell'impegno lavorativo. Il pranzo pranzo a base di proteine della carne, del pesce , del formaggio o delle uova, capaci di stimolare il metabolismo eccitando il sistemo nervoso , sarà utile per sostenerci nelle attivita' diurne, completano il pasto un contorno , preferibilmente crudo, del pane e un frutto. La cena deve essere in grado di rilassare il corpo dopo una intensa attività diurna, se scegliamo un primo piatto a base di pasta , riso , patate, polenta o dell' orzo con un contorno , diverso da quello consumato a pranzo, e un frutto il nostro corpo troverà, grazie all'azione sedativa del triptofano, conte-

migliora il ricambio osmotico favorendo l'eliminazione dei liquidi corporei , idrata e rispettando l'organismo rispetta le funzioni organiche, favorisce la diuresi in modo fisiologico.....ascolta la tua sete e non farti mai mancare a pranzo e cena la giusta scorta di vegetali crudi...ottimi anche come spuntino a meta' mattino o meta' pomeriggio. Condire con un grasso buono le pietanze , parlo dell'olio extravergine, utilizzare del sale marino a crudo non in cottura e stimolare il nostro corpo utilizzando l'acido citrico dei limoni.Non meno importante masticare molto bene, cercare di evitare alimenti arricchiti in zuccheri e conservanti, le bevande gassate eusare, se necessario, zucchero o miele no dolcificanti. Arricchire i nostri piatti di erbe aromatiche e spezie e di buon peperoncino crudo , ricco di vitamina C .


LA RIVIERA

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1- I nostri amici Luigi Gandolfo e Domenico Coluccio ritratti come Bud Spencer e Terence Hill in una celebre scena del film “Chi trova un amico trova un tesoro”. Scatto d’autore 2- Più in forma che mai, direttamente dalla “movida reggina”, “immezzo a voi”, come direbbe Panariello, ecco Fabrizio Caridi e la sua band 3- Eroico come Vitas Gerulaitis, forte come Bjorn Borg, ecco nella foto il grande tennista sidernese prof. Rocco Sgambelluri. Per lui il tempo sembra non passi mai. 4 - Direttamente dalla Vecchia Hostaria di Siderno, tra una portata e l’altra, non potevano mancare la simpatia e la verve delle giovani promesse Marco e Fabio, il tutto sotto lo sguardo attento dei titolari Carlo e Michele Meleca. 5 - L’eclettico e sempre vivace Anthony Voice qui in posa insieme ad suo amico. Tra un programma radiofonico ed una delle tante serate in giro per la Calabria, il nostro, trova sempre il tempo per farsi fotografare.

L’OROSCOPONE di Giuditta

DI PRIMAVERA ARIETE avete piantato alberi troppo vicini al confine e il vostro vicino vi ha chiesto di sfoltirli. Visto che siete dei tignosi, non raggiungerete nessun compromesso, col risultato che i vostri vicini vi faranno causa, vincendola. Adesso dovrete abbattere gli alberi. La prossima volta siate meno testardi.

TORO i coinquilini non lavano né bagno né cucina. Cercate di essere assertivi apponendo dei ruoli domestici scritti su una lavagna. Se non ottenete risultati con le buone, passate alle cattive: durante la notte rovesciategli addosso il bidone dell'umido. Se la situazione peggiorasse, passate agli oli esausti e alle scorie radioattive.

GEMELLI le vostre mattine saranno sempre più allietate dallo spettacolo porno-horror della vostra dirimpettaia che stende la biancheria intima in mutande e reggiseno, o che si depila, o che si passa lo smalto sulle unghie dei piedi. La bella stagione, si sa, porta con sé pregi e difetti. Uno dei difetti sono gli ottanta chili di esubero della vostra dirimpettaia.

CANCRO il figlio dei vicini viene sempre a chiedere libri di scuola in prestito, senza mai restituirli. Dopo aver già “donato” il biennio di letteratura greca, vi è stato chiesto il prezioso, introvabile, volume di algebra del secondo anno. Quello no! Non siete disposti a sganciarlo! O meglio, dato che si tratta di un bel volumone rilegato con copertina rigida, provate a sganciarlo sulla testa del figlio dei vicini, chissà che non diventi un po' più intelligente!

LEONE subite telefonate anonime durante le feste o la mattina di buon'ora? È il vostro amato vicino che vuole che gli vendiate la casa per pochi spiccioli. Contromisure consigliate: tenete vicino al telefono un mangianastri con una cassetta di Marco Masini, e ad ogni telefonata appoggiate la cornetta sul mangianastri. Risultato garantito in un paio di giorni.

VERGINE avete dei vicini molto appassionati di giardinaggio, che quando il vento tira verso di voi fanno le seguenti cose: bruciano le stoppie, gettano l'antiparassitario sulle piante, tagliano la legna con la motosega, attaccano il cippatore a diesel. Provate a gettare nelle loro condutture d'acqua il batterio della salmonella, vediamo poi quanto si divertono.

BILANCIA i nuovi vicini stanno ampliando la terrazza, con una balconata che si affaccerà proprio sulla vostra cucina. Potete già immaginare che durante l'estate vi conteranno le forchettate di pasta. Per bloccare i lavori contattate i NAS e raccontate loro che i vicini stanno usando calcestruzzo con dentro fosfati e scorie tossiche. Funzionerà.

SCORPIONE il vostro vicino vi fa gli scherzi telefonici durante il fine settimana e vi manda qualche giannizzero a camminarvi sul tetto? Oltre a far mettere il telefono sotto controllo e dare ormoni al vostro pitbull, comprate anche una pistola d'antiquariato con proiettili d'argento, almeno quando sparerete a qualcuno, lo farete con distinzione.

SAGITTARIO il vicino ha acquistato un telecomando wi-fi potentissimo, che arriva anche alla vostra tv, così nel bel mentre che vi guardate il telegiornale o la partita, il vicino vi cambia canale passando alla Prova del cuoco o Ballando con le stelle. Si innescherà una battaglia di router e hot-spot, e solo la testardaggine e la perseveranza vi vedranno affaticati vincitori.

CAPRICORNO avete per vicini dei parenti? Non c'è oroscopo che tenga per voi, solo lanciafiamme, bombe a mano, napalm e C4.

ACQUARIO pensavate che fossero i vostri cani ad abbaiare ai vicini? Sbagliato: sono i vicini ad abbaiare ai vostri cani. Tecnica di dissuasione consigliata: acquistare detersivo in povere, un po' di fertilizzate e qualche lampadina. Comporre un esplosivo do-it-yourself e fare detonare i genitori davanti ai loro pargoli, usando come timer l'orologio del forno.

PESCI se sapete che il vostro vicino non ama l'odore di pesce, procuratevi una tanica di olio per friggere e una confezione da 20 chili di anelli di totano surgelati. Attendete che il vento tiri verso la sua finestra e iniziate a friggere a fiamma alta. Per produrre un odore ancora più disgustoso, aggiungete un po' di merluzzo del gange e gamberetti cinesi.


SETTIMANALE

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GIA’ SINDACO DI MARTONE

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Questa volta non ci sarà bisogno di elezioni perche il dottore di Martone Giorgio Calvi sembra avere già vinto la sfida grazie alla sua “naturale simpatia”. Non resta allora che affidarsi ai programmi elettorali che certamente saranno “conditi” con questo prezioso e sempre più ricercato ingrediente che non guasta mai.

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LA PALESTRA DI UNA VOLTA Quando Luca Carboni intonava “Ci vuole un fisico bestiale” a Siderno in molti lo avevano già capito e si ritrovavano alla Palestra Crupi

ANTICIPAZIONI DA UOMINI E DONNE

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Ormai è confermato. Il prossimo volto per il trono di Uomini e Donne è una Calabrese proveniente dalla Locride. Come andrà a finire? Alessandra troverà la tanta ricercata anima gemella negli studi di canale 5? 1- In bocca a lupo a Francesca e Roberta i futuri sposini dell’anno. Un grosso abbraccio da tutti i vostri amici.

ALTRI TEMPI ALL’YMCA DI SIDERNO

La frase storica per la nostra generazione era : “come quella volta all''Ymca di Siderno”. Ecco in tutto il loro splendore, Cesare conosciuto per le sue “mozzarelle in carrozza”, Ennio e Michele.

2- Non siamo sul set di un film americano ma davanti ad una foto storica del celebre “Hotel Reale” di Gioiosa Jonica. Gli sposi sono arrivati ora non rimane altro che sedersi a tavola a mangiare il sushi.

IMBALZANO/CRINÒ RrrrImbalzano echi di una prossima intesa per le elezioni regionali. Fedeli alla linea scopellitiana del Nuovo Centro Destra Candeloro e Pietro Crinò hanno promesso che il lungomare di Siderno ritornerà al suo antico splendore. Tra una mozione e l’altra, tra un tavolo tecnico ed una seduta del consiglio regionale, i due autorevoli politici hanno trovato il tempo di farsi fotografare assieme.

3- Tanti auguri Mamma, per il tuo compleanno dalla tua famiglia, ringraziandoti sempre per la tua presenza e la tua dedizione verso di noi.

Festeggiamenti

Siderno su 8Video Calabria La centenaria di Africo Dal prossimo lunedì 24 marzo e fino a venerdi 28, la città di Siderno sarà ospite del programma “Bella Calabria” condotto dalla brillante Francesca Caiazzo in onda ogni mattina sull’emittente regionale 8 Video Calabria. Tutto questo è stato reso possibile grazie ai buoni rapporti intercorrenti tra il nostro giornal e la storica emittente televisiva crotonese. A dare il buongiorno ai calabresi, direttamente da Siderno, sarà il nostro direttore Antonio

Tassone. Gli orari di messa in onda saranno: dalle ore 6,00 alle ore 9,00 del rullo mattutino, alle ore 14,10 ed alle ore 18,00. Stessi

orari anche per la replica domenicale quando le puntate saranno unificate. Si inizierà con una puntata dedicata alla storia di Siderno,

quindi si passerà a presentare il lungomare, le chiese del centro cittadino, gli storici palazzi Falletti e De Moja nonchè le sculture del maestro sidernese Giuseppe Correale. Una vetrina importante per la nostra città che intenderà proporre ai numerosi telespettatori i suoi angoli più belli. Nel ringraziare la Pro-loco di Siderno ed il suo presidente Agostino Santacroce, non rimane altro che seguire il programma.

La signora Santa Stilo di Africo ha compiuto 100 anni. È stata festeggiata dai suoi 5 figli, 19 nipoti, 36 pronipoti con un gioioso pranzo a Villa Rustica. Nonna Santa ha iniziato la sua giornata in compagnia del Parroco don Giuseppe e alcune gentili signore che molto cortesemente hanno organizzato una piccola celebrazione nella sua abitazione omaggiandola di una splendida composizione floreale. Anche se stancandosi un po', ha poi partecipato al pranzo "litigando" con le linguine che non volevano arrotolarsi. Molto commossa ha ascolta-

to un sentito e sincero ringraziamento scritto per lei dai figli e ha ricevuto una targa dal sindaco, Domenico Versaci, che, insieme all'amministrazione, ha provveduto a regalare anche una buonis-

sima torta a Nonna Santa e ai suoi invitati. I festeggiamenti sono poi continuati a casa dove molti amici e parenti sono stati felici di recarsi per augurarle un felice 100esimo compleanno.


Riviera n°12 del 23-03-2014