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aro Ilario, è da diverso tempo che sentivo il desiderio di scriverti e manifestarti tutta la mia gratitudine per le coraggiose

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prese di posizione che, in piĂš circostanze, hai espresso relativamen-

te alla triste, quanto assurda vicenda che ha coinvolto la mia persona.


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Controcopertina

La strage di via d'Amelio a Palermo del 19 luglio 1992 in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e la sua scorta.

Palermo via D’Amelio 19 luglio 1992, la strage. 20 anni dopo il crollo del sistema giudiziario e civile dell’Italia

Otto ergastoli sulla vostra coscienza FERNANDO SAGADO

li italiani? Quanti innocenti stanno sei della Locride lo Stato ti confisca u quella dei garantisti che “bisogna dentro e colpevoli fuori? E non si dica anche la biancheria intima del vicino aspettare le sentenze definitive..”. che questo è qualunquismo o retorica, di casa. Otto ergastoli che stanno sulla Su quella dei giustizialisti che le accuse di questo tipo sono solo coscienza di un popolo che batte le “secondo la Procura..”. Su quella dei fughe dalla realtà. L'Italia è un paese mani felice a ogni retata, che osanna giornalisti che “le indagini dimostrain cui trentasei pentiti non bastano a procura e questura e fa finta di non no..”. Sulla coscienza di un intero paese. condannare Andreotti e basta uno sapere che dentro ci finiscono solo i Non lo si dice, ma il fatto è clamoroso, Scarantino a far condannare trentasei poveracci. Quelli che pagano per tutti, di una forza dirompente. E' il crollo del persone. Un posto in cui venticinque anche per noi. Un sistema che lascia sistema giudiziario e civile dell'Italia. Il processi non mandano a casa il capo Scarantino per andare a bere da più mafioso degli attentati forse non è del governo ma basta un rapporto di Spatuzza, fingendo di non sapere che tanto mafioso. La migliore magistratuquestura per marchiare a vita milioni il pozzo è lo stesso e la fonte una volta ra, i migliori poliziotti, i giornalisti più di meridionali. Una nazione in cui avvelenata lo sarà per lungo tempo. E bravi, forse nessuno di loro è tanto in Tanzi si porta via miliardi di euro e a lui magari il paese fra vent'anni avrà altri gamba, o tanto buono. La strage di via gli riprendono qualche spicciolo e se otto ergastoli sulla coscienza. D'Amelio. La carneficina di un giudice e della sua scorta. Per vent'anni la sete Mi uccideranno, ma non sarà una di verità si è abbevevendetta della mafia, la mafia rata alla fonte di non si vendica. Forse saranno Scarantino. Quella mafiosi quelli che materialmente di un intero paese, del suo sistema giumi uccideranno, ma quelli che diziario, investigatiavranno voluto la mia morte vo, informativo, del saranno altri. suo popolo. Tutti hanno applaudito (da L’agenda rossa di Paolo Borsellino) agli ergastoli, o quasi. Eppure era talmente evidente che la mafia, nel suo regno, non avrebbe potuto affidarsi a un poveraccio, piccolo spacciatore tossicodipendente, per organizzare la più grande sfida allo stato. Come se per assaltare Fort Knox si chiedesse l'ausilio della banda Bassotti. Nessuno ha protestato per quelle condanne improbabili, tanto i reclusi erano gentaglia. Condanne frutto non di un giudice distratto, ma il prodotto del meglio delle forze investigative e giudiziarie, avallato dai giudici di tre gradi di giudizio e da tutta l'informazione. Un disastro, perché se si pensa che il meglio abbia prodotto questo scempio allora ci si chiede cosa possono aver prodotto investigatori e giudici meno esperti o meno buoni? Quanto sono verità quelIl procuratore aggiunto Paolo Borsellino con due carabinieri le contenute nelle sentenze dei tribuna-

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Vincenzo Scarantino, il falso pentito della strage

L’arresto di Carmine Spatuzza

Giuseppe La Mattina, uno dei sette condannati all’ergastolo e oggi scarcerati DOMENICA

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La settimana NORDICI&SUDICI

Illusioni alluvionali GIOACCHINO CRIACO Le prime piogge autunnali portano via l'estate, con gli ombrelli si riaprono gli armadi e si archiviano i pareo. Ultimamente al primo scroscio d'acqua va via la terra e le vite che essa contiene. Due anni fa la Toscana, l'anno scorso il Veneto, quest'anno la Liguria. Al sud il fenomeno è talmente endemico da non far più notizia, la sorpresa arriva dal nord, l'acqua non guarda più in faccia nessuno ormai. Nugoli di esperti si affannano a dare spiegazioni scientifiche alle alluvioni, e tutti hanno in parte ragione: sconvolgimenti climatici, effetto serra, cementificazione, composizione del terreno, morfologia, orografia. C'è tutto questo nelle alluvioni. E c'è l'abbandono del territorio, la sua incuria, la mancanza di investimenti. C'è lo spopolamento delle campagne soprattutto, questo rappresenta il fallimento di un grande, improbabile ed egoistico sogno: l'industrializzazione. Per cinquant'anni l'Italia ha rincorso l'impossibile, mutare pelle e da paese a vocazione agricola, turistica, culturale e artistica, trasformarsi in potenza industriale. Il paese nel dopoguerra è vissuto soprattutto di rimesse degli emigranti all'estero, milioni di persone che da fuori mantenevano altri milioni di italiani. Poi il grande bluff, il boom economico, che altro non è stato se non un flop, milioni di persone inurbate e proletarizzate, milioni di professionalità artigianali sacrificate alle catene di montaggio. Il capitalismo ha illuso tutti, comprando qualsiasi ferraglia noi producessimo, non perché eravamo bravi ma perché doveva aprire un grande mercato di consumo in Italia, per farlo doveva trasformare gli italiani. Li doveva convincere che avevano dei bisogni ultronei rispetto al mangiare e al bere. Poi ha smesso di comprarsi le nostre cose, ma già alla fine degli anni sessanta, e dagli anni settanta in poi ci ha semplicemente permesso di fare debiti. Anche i nostri contadini si sono convinti che i cavoli nascono al supermercato, e fra un po' li troveremo completi di bambini. Continueremo a vedere la nostra terra dentro fiumi di fango che vanno al mare, se non torneremo a imbrigliarla in vecchi e solidi muri a secco. Non ci faranno più fare debiti da ora in poi, l'indignazione nelle piazze per un lavoro parassitario non serve più. Servono braccia per ricostruire e uscire da un'illusione che è solo alluvionale.

Dopo la decisione del Tribunale di Reggio Calabria

Ci scrive la proprietà della Meridionali Intonaci n data 25 ottobre 2011 le nostre aziende Meridionale Intonaci e Kollmax sono state destinatarie di una quanto mai inaspettata misura di prevenzione da parte del Tribunale di Reggio Calabria. Con tale provvedimento, che segue alcune informative di Polizia, si ipotizza una collusione delle nostre attività con presunte organizzazioni criminali operanti sul territorio. In tale contesto si ipotizza addirittura il nostro interesse ad espandere l’attività in paesi esteri utilizzando canali illeciti. Vogliamo rassicurare la nostra clientela e quanti ci conoscono che tale ipotesi non potrà trovare alcun riscontro nella realtà. Invero, le nostre realtà aziendali sono solo il frutto di enormi sacrifici portati avanti onestamente da due generazioni, di enormi sforzi economici finalizzati solo a costruire impresa e dare occupazione in questa terra ed infine, a far conoscere al mondo intero le nostre linee di produzione, presenti ed

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apprezzate da decenni nelle migliori fiere italiane ed estere. Ci affidiamo sereni e fiduciosi al giudizio della Magistratura ed abbiamo pertanto Sopra, una dato mandato ai nostri legali e consulenti veduta panoramica affinchè venga chiarito ogni equivoco, spedella Meridionale rando che ci venga restituita la tranquillità e Intonaci di Canolo. serenità che ha sempre contraddistinto il Sotto, Francesco nostro modo di essere ed operare. Non Adalberto Gullaci, abbiamo parole per ringraziare quanti, forfondatore nitori, clienti e gente comune, stanno maninel 1940 della festando grati sentimenti di vicinanza. Meridionali Intonaci La Proprietà

Giacomo Mancini e l’oscuramento del Sud IL MEZZOGIORNO UNA PAROLA LABILE PER TREMONTI UNA PAROLA A LUCI ROSSE PER BERLUSCONI

PASQUINO CRUPI l mezzogiorno è una parola labile. Giulio Tremonti la aveva appena scritta nel suo piano, europeisticamente e anche ampollosamente detto Piano EuroSud, e già era in fuga e messa in fuga da argomenti, stellarmene lontani dal pensiero meridionalista. Aveva il sovrano ministro dell’Economia sostenuto di fronte a Barroso che, per rilanciare lo sviluppo economico del mezzogiorno e, quindi, dell’Italia, non c’era bisogno alcuno di risorse aggiuntive. Bastavano, e forse anche

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restavano, i fondi comunitari già destinati. Da impiegare in grandi opere infrastrutturali. Un bestemmia contro i meridionalisti che nei lavori pubblici non videro mai la leva per il risorgimento del Mezzogiorno. Giustino Fortunato, figura di primaria importanza nel campo del meridionalismo, sosteneva con forza, acuminata dalla sua gloriosa intelligenza, che i grandi lavori pubblici sono importanti, ma non fondamentali per il risorgimento del mezzogiorno. Conta qualcosa il suo pensiero? Né per Giulio Tremonti né per i suoi contraddittori. Ma almeno Giulio Tremonti uno sguardo pietoso lo ha avuto. Non così l’angustiato Silvio Berlusconi, che, pur avendo avuto tre anni a disposizione per varare le riforme necessarie allo sviluppo e alla crescita, si è visto costretto a mettervi mano a tempo

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L'INFORMATO DEMETRO ARENA

I fulmini di Angela Napoli L a difesa della legalità non è un gargarismo per la combattiva deputata di Fli, Angela Napoli. Ciò che bolle in pentola a Reggio la trova sempre vigile e presente, e sempre in grado di denunciare fatti e misfatti. Non convince, e giustamente, la divergenza , come leggiamo in una sua interrogazione parlamentare, “tra i contenuti della relazione prodotta dagli Ispettori del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, dalla quale emergono pesanti irregolarita' nella contabilità del Comune, e quelli [...] della relazione prodotta dai periti della Procura della Repubblica di Reggio Calabria”. Guarda caso, a mettere in rilievo tale divergenza è stato il sindaco di Reggio Calabria, destinatario della relazione dei periti della Procura della Repubblica che, ovviamente, la ha sbandierata come un trofeo di guerra e di vittoria. Precisa nella sua interrogazione, presentata il 20 ottobre u.s., ai Ministri della Giustizia e dell'Interno e dell'Economia e delle Finanze, Angela Napoli: “La relazione della visita ispetti-

perentoriamente scaduto, fischiando alle sue orecchie il sibilo della frusta dell’Unione Europea. E, in queste ore, fischia anche il vento della Grecia. L’Italia non ha più tempo da perdere, scrive «Italia oggi». Si balla sull’orlo dell’abisso. Il rintocco funebre per il mezzogiorno è netto e sonoro. E come. Il mezzogiorno più che una parola labile, è una parola proibita, come i flms a luci rosse negli oratori dei salesiani. Silvio Berlusconi, che ha parecchie monache in famiglia, s’è guardato bene dallo scriverla nella Lettera d’intenti e, in questi giorni d’allarme, dopo il crollo di Piazza Affari, “pensa a misure choc: patrimoniale e prelievo forzoso dai conti correnti, blocco delle pensioni di anzianità e condoni”. Insomma, un remake del 1992, dice «Il fatto quotidiano». Il Mezzogiorno sempre nella cassa da morto.

va della Procura della Repubblica contiene alcuni omissis , nonché notizie di reato, tanto che l'ex sindaco del Comune, Giuseppe Scopelliti, è stato invitato a comparire”. E allora, come interrogae la deputata di Fli, non bisogna considerare “estremamente grave che una relazione, contenente notizie di reato, in fase di indagine, sia arrivata nelle mani dell'attuale Sindaco Arena”, il quale è oggettivamente vocato a difedere i trascorsi del Modello Reggio e del suo inventore, Giuseppe Scopelliti? Sicomme si tratta di una domanda e non di un capocollo, che può stare sospeso in aria, Angela Napoli, così come noi, vuole sapere quale sia “il motivo che ha portato la Procura della Repubblica di Reggio Calabria a fare entrare in possesso della relazione in questione, l'attuale Sindaco del Comune di Reggio Calabria, dott. Demetrio Arena”. Tutto sarebbe in regola se la Procura di Reggio non fosse una struttura giudiziaria, ma un'illuministica scuola, presa dal bisogno di diffondere il sapere e accrescere la conoscenza del Sindaco . Carmelo Carabetta

Riesumarlo appesta l’ambiente. Qui e ora potrei sbracciarmi a dimostrare che se non si riparte dal Sud, l’Italia non riparte. Ma sarebbe come scoprire l’America dopo Cristoforo Colombo. Mi piace piuttosto revocare alla mente che la scomparsa del Mezzogiorno cade nella fase estrema dell’indebolimento generale del pensiero e dell’azione meridionalisti. Nulla di ciò che stato osato e si osa nei confronti del Sud, avrebbe potuto inverarsi se fosse ancora viva e vigente la buona razza dei meridionalisti all’opposizione. Di questa nobile razza, refrattaria ad ogni biada, l’ultimo fiore è stato Giacomo Mancini, che ha trascinato il meridionalismo dal pensiero e all’azione. Da segretario nazionale del PSI, da Ministro, da uomo d’azione e di pensiero. Che, colle-

gandosi alle cime alte del pensiero meridionalista, capì che il Mezzogiorno aveva, sì, bisogno di opere infrastrutturali, ma anche e soprattutto di un tessuto economico produttivo. Ne individuò la via, come già Francesco Saverio Nitti, nell’industrializzazione. Proprio per questo fu ridotto al silenzio. I nordisti governanti possono concedere tutto, persino che le pensioni non balzino a 67 anni d’età, ma non una politica che interrompa la dipendenza economica del Sud. Questo fu il magistero di Giacomo Mancini, un meridionale, un meridionalista che fu all’opposizione anche quando era al governo. Ora, con un po’ di sottosegretari e viceministri al Governo il Mezzogiorno e la Calabria sono voci che non parlano neppure dall’oltretomba.

DIAVOLO NERO

Alessandro il coccolato I numeri, quando si tratta di platee congressuali, sono sempre strambi. Non vi fa eccezione il Pdl, che a chiusura del tesseramento non è in grado di forinre dati ufficiali sul numero degli associati e degli aderenti. Ma, ciò nonostante, volano a Reggio Calabria le cifre, che danno sul carro del vincitore incontenibile il Governatore. Non tutta la farina, acquistata a buon prezzo, appartiene, però, al ritornato dalla dall’America. Nelle raccontate 18mila tessere reggine di aderenti e associati del Pdl fanno buona vista e suscitano appetito le oltre duemila tessere del vicepresidente del consiglio regionale, Alessandro Nicolò. Avversato dal Governatore e sostenuto dal deputato Nino Foti nella rivendicazione - coronata da successo - dell’alto ufficio di Vicepresidente del Consiglio regionale. Se la gratitudine fosse un valore, non ci potrebbe essere legittimo dubbio sullo schieramento congressuale d’ Alessandro Nicolò: a fianco di Nino Foti. Ma incombono le previste anticipate elezioni politiche nazionali. Per la Calabria il munifico Santo Versace ha lasciato un posto a sedere e da riempire con un nominato prossimo venturo. Visto che si andrà a votare con il porcellum. Chi ha da essere il nominato? Certamente, nonostante la agitazione di Alberto Sarra, Alessandro Nicolò. Se farà il bravo, cioè se starà al Congresso dalla parte del Governatore il cui codice etico, fatto di materia elastica, non esclude il voto di scambio : tu. Alessandro, dai i voti a me, io, Giuseppe, do una poltrona alla Camera a te. Così sussurra il vento. Apprendiamo dalla biografia di Alessandro Nicolò che il suo hobby è la lettura. Essendo cattolico, tra le sue letture ci sarà senz’altro il Vangelo, libro formidabile per le tentazioni. Poiché il male, purtroppo, è più forte del bene, potrebbe accadere che Alessandro Nicolò sia attratto dall’imitazione di Giuda. Trenta denari son trenta denari, se non vengono convertiti in euro. Con lo scambio in natura, valgono una poltrona.

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LETTERA PASTORALE A MONS. MOROSINI

Due misfatti e una bestemmia contro Cristo PASQUINO CRUPI

llustre Presule, non faccio parte del suo gregge. Faccio parte delle pecorelle smarrite. Ma, poiché sono ben riguardate evangelicamente, sarà certamente consentito alla pecorella smarrita di parlare, non di belare al sacro pastore. Cioè, a Voi, reggente la Diocesi di Locri- Gerace, che già ebbe a suo vescovo un pastore angelico, mons. Giancarlo Bregantini. Il Papa raccomanda l'imitazione di Cristo. Io mi permetto, più realisticamente, di suggerire l'imitazione dell'attuale vescovo di Campobaso, lì dirottato. Mi ascolti, o buon Pastore. Tutta la comunità di Riace -c'è stato anche un Consiglio comunale aperto, da Voi crudamente disertato- ha alzato la sua voce d'invocazione, che è preghiera, a Voi, che tutto potete e che tutto avete disposto, onde padre Salvatore Monte non sia rudemente spostato dalla parrocchia di Riace a quella di Siderno Superiore. Lo so bene. Il disegno della Provvidenza divina rientra nel piano aridamente non comunicativo del mistero. E non cerco spiegazioni. Ma Voi non pretenderete, a meno che il Diavolo non vi tenti in superbia , di vibrarVI a quell' altezza insondabile, secretando l'inavveduto provvedimento, dandogli, cioè, il profilo di ciò che sfugge all'umana ragione. Sarebbe troppo anche per un vescovo. Voi dovete spiegare e spiegarci con le parole semplici, raccomandate dal Vangelo. Buon Pastore, Voi vi apprestate a compiere un misfatto storico, se non vi fermerete, se non fermate il vostro decreto di trasferimento. Padre Salvatore Monte è un sacerdote che appartiene all'ordine degli Scalabriniani. Fate con me un ripasso di storia. Per il breviario c'è sempre tempo. Il punto è che mons. Giovan Battisti Scalabrini, tarlato nel cuore dallo spettacolo della carneficina dell'esodo, nel 1887 fondò la Congregazione dei Missionari di San Carlo Borromeo, detti, in seguito, Scalabriniani, perché avessero cura esclusiva degli emigrati italiani. E Lui stesso viaggiò verso la nostra povera gente nel 1901 negli Stati Uniti d'America e nel 1904 in Brasile. Tali sono gli Scalabriniani, tale il loro compito. Buon Pastore, perché debbo essere io a ricordarvelo? A ricor darvi che il Creatore non si può staccare dalla creatura, e che la creatura non può staccarsi dal Creatore. Oppure non c’è scampo: o c'è sfregio del Creatore nei confronti della sua creatura o della creatura nei confronti del suo Creatore. Come avete

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E se dietro lo spostamento coatto di don Salvatore ci fossero le idee sue, non condivise, sulla gestione del Santuario dei SS. Cosma e Damiano e sull'enorme quantità di euro procacciati dalla loro festa? Forse, è un'insinuazione. Ma, buon Pastore, visto che il Maligno tenta voi, è facile capire che possa tentare anche noi.

potuto, allora, pensare di stravolgere questo rapporto? Di voler staccare padre Salvatore Monte dall'ufficio che gli è proprio? Assistere gli emigrati. Capisco sono neri. E con questo? Voi avete più volte detto, con un non sospetto gusto retrò, di voler evengalizzare. Non credo che evangelizzare significa anche cambiare il colore della pelle per aver pietà dei derelitti. Buon Pastore, legga con me quello che Giovanni Papini scrive in Storia di Cristo (1921): “ Gesù è il povero. Il povero infinitamente e rigorosamente povero, povero d' un'assoluta povertà. Il principe della povertà, il signore della perfetta miseria. Il povero che sta coi poveri, ch'è venuto per i poveri, che parla ai poveri, che dà ai poveri, che lavora per i poveri. Il povero della grande ed eterna povertà.” Chiaro o no? Padre Salvatore Monte in Riace è al servizio dei poveri, dei più poveri che si possa immaginare. Sono i catapultati dalla fame, dalla miseria, dalla morte per mancanza d'un tozzo di pane gli immigrati. Il padre scalabriniano è con loro. Sta con loro. Vive con loro. Insieme ci dicono, secondo l'incandescente frase del già citato Giovanni Papini, che il mondo non può essere l'inferno illuminato dalla condiscendenza del sole. Strappare padre Salvatore Monte dai poveri emigranti di Riace è un misfatto religioso. È una bestemmia contro Cristo. Saremmo, addirittura, all'esecrazione se dietro lo spostamento coatto di don Salvatore Monte ci fossero le idee sue, non condivise, sulla gestione del santuario dei SS. Cosma e Damiano e sull'enorme quantità di euro procacciati dalla festa solenne dei due Santi. Questa, forse, è un'insinuazione. Ma, buon Pastore, visto che il Maligno tenta voi, è facile capire che possa tentare anche noi. Più volte m'è venuta voglia di rientrare nel gregge, sospinto dall'amore per la fede di mia madre nella Madonna di Polsi, anche per non darle afflizione là dove è. Ma sono rimasto al mio posto. Non è il gregge che non mi piace. È il pastore che non mi convince. DOMENICA

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Primo Piano

SUAP? «No, assolutamente no!» Nella lettera di un imprenditore reggino a Giuseppe Raffa i dubbi e le incertezze sulle gare d’appalto Su <<La Riviera>> del 25 settembre 2011 abbiamo pubblicato un articolo titolato: “SUAP Reggio fa eccezione”. E, come è nel nostro stile, non abbiamo alzato elogi alla alla possente macchina di guerra contro l’adulterazione delle gare d’appalto e le infiltrazioni mafiose. Ben fatto. Dall’interno del mondo imprenditoriale, non sempre ardito e coraggioso, giunge a conferma della nostra diffidenza una voce attiva, che denuncia i ghirigori e gl sbandamenti della Suap. La pubblichiamo ben volentieri. E se altri imprenditori si facessero vivi, non sarebbe male. Sarebbe un gran bene. Egregio Sig. Presidente, Giuseppe Raffa, Le porgo, innanzi tutto, i miei saluti con l’augurio di buon lavoro nella nuova responsabilità istituzionale provinciale. Consapevole dei suoi impegni, in attesa di un possibile e prossimo futuro incontro che spero mi vorreTe accordare, mi permetto di rivolgerLe alcune considerazioni sull’operato di uno dei settori dell’Amministrazione che interessano direttamente la mia attività di impresa nel campo dei lavori pubblici. Premesso che uno dei punti fondamentali per la nostra limitata e stentata economia è il settore dei lavori pubblici, le gare d’appalto rivestono una rilevante importanza nella sfera economica di noi, molteplici operatori del settore di riflesso su tutte le realtà del territorio provinciale. L’Amministrazione da Lei oggi diretta ha istituito, a suo tempo e con nostro compiacimento, il Servizio S.U.A. Provinciale che avrebbe dovuto essere strumento di garanzia, trasparenza, uniformità e celerità nelle procedure di appalto di opere pubbliche nel territorio provinciale. Spesso, nelle colonne dei quotidiani leggiamo del buon operato ed efficienza della SUAP, avremmo voluto essere d’accordo ma purtroppo la realtà non è così. Le opinioni e giudizi che leggiamo sui giornali credo siano dettati solo da motivi di convenienza e scritti da chi non vive quotidianamente lo snervate, confusionario e tortuoso svolgimento delle gare di appalto presso la SUAP di Reggio Calabria. Il modo di operare, come si evidenzia in seguito, e tutt’altro che sinonimo di celerità, uniformità e diciamolo pure, di trasparenza e lascia molti dubbi ed incertezze e comunque denota l’assoluta mancanza, voluta o no, di organizzazione. Non mi soffermerò molto sui dubbi ma sottolinierò fatti concreti, documentabili e verificabili. Le gare di appalto sono programmate dalla SUAP secondo un calendario ed orari della stessa preposti è indicati pubblicamente (scadenza della presentazione, data e orario della gara in seduta pubblica). Succede che quasi mai viene rispettato l’orario di apertura della procedura di gara, alcune volte nemmeno il giorno e assolutamente mai, anche se avviate e con buste aperte,

si concludono lo stesso giorno prefissato ma passano parecchi giorni e addirittura settimane. In questo enorme lasso di tempo, le buste con le offerte, aperte e no, restano in giro, dentro occasionali contenitori, per gli uffici SUAP. Questo sistema di incertezza ha scoraggiato la partecipazione delle imprese alle sedute di gara le quali devono fare avanti e indietro per chilometri e lasciare altri impegni di lavoro per poi sentirsi dire che la gara è rinviata, per un motivo o per un altro, ad altra ora e poi ad altro giorno e poi ad altro giorno ancora, e cosi via. Quindi il risultato è che quasi mai si ha la possibilità di partecipare alle sedute se non trovandosi per mero caso e per altri motivi coincidenti con lo svolgimento delle gare o a tranche delle loro battute. Quando ancora alcune imprese avevano un po’ di fiato per protestare le risposte erano sempre le stesse: il R.U.P. arriva in ritardo; la Dirigente è in questo momento impegnata o arriva in ritardo o non arriva per niente; dobbiamo sospendere per altri impegni; siamo in pochi è il lavoro è tanto; manca questo o manca quello; è successo questo o è successo quello. Presidente, faccia gentilmente una riflessione: Questa,

cosi com’è e, con tali comportamenti, è una struttura che funziona e che ispira fiducia nella garanzia delle regole? Andiamo adesso a parlare alla stesura dei bandi di gara. Dagli ultimi mesi del 2010 ad oggi sono state inserite, modificate, disinserite, e reinserite ancora, in modo incoerente e sconclusionato, clausole vincolanti per la partecipazione alle gare. Faccio qualche esempio, sempre documentabile: 1) Viene inserito un limite di anomalia delle offerte pari al 15% oltre il quale bisognava presentare con l’offerta una scheda giustificativa (Benissimo!); 2)Viene prescritto il divieto di chiusura delle buste con ceralacca a pena di esclusione. In effetti non viene esclusa alcuna offerta presentata in modo difforma (Inspiegabile!!). 3)Viene abolito il limite di anomalia di cui al punto 1) (Ci chiediamo il perché); 4)Viene abolito il divieto di cui al punto 2); 5)Viene ripristinato il limite di anomalia ma la percentuale è sempre diversa (?); 6)Viene abolita la presentazione in sede di gara della scheda giustificativa per i ribassi superiore al limite di anomalia(?). Signor Presidente, questa è organizzazione? E’ trasparenza? E’ celerità? E’ attività meritevole di encomio? È integerrima e lodevole operosità del personale addetto? E’ una struttura che funziona? No! Assolutamente NO! Non funziona, o quantomeno non funziona come dovrebbe e per gli obbiettivi preposti istituzionalmente e quindi il dubbio è: non saranno per caso altri gli obbiettivi?

E’ chiaro, gli artefici di tutto ciò, se interpellati, hanno già bella e pronta una giustificazione più o meno accettabile ma non siamo a scuola né nel nostro singolo privato, siamo di fronte ad un’Istituzione, un Servizio pubblico con serie responsabilità morali e materiali con i precisi doveri del massimo rispetto per le Regole normative, dello svolgimento dei propri compiti e, non per ultimo, rispetto verso i Cittadini. Non sarebbe più facile, trasparente e corretto rispettare l’orario stabilito per l’inizio di apertura della seduta di gara e completare le operazioni lo stesso giorno senza lasciare adito a dubbi o sospetti? Non mi si venga a dire che gli impegni sono tanti e imprevedibili. O si è in grado di gestire il Servizio con gli impegni che ne derivano o si lascia. Le faccio un esempio di efficienza e trasparenza, di cui si può facilmente accertare. L’Anas Spa Ufficio per l’Autostrada SARC con la sede a Cosenza (Quindi in Calabria e non al Nord) prescrive la scadenza della presentazione delle offerte (anche a mano) entro le 10 di un determinato giorno, dopo un’ora e quindi alle 11 dello stesso giorno la Commissione inizia le operazioni di gara che completa nello stesso giorno con l’aggiudicazione provvisoria. Si tratta di gare con spesso più di cento partecipanti e con più gare per tornata. Nei rarissimi casi in cui si ravvede l’impossibilità di concludere le operazioni nello stesso giorno la gara viene rinviata, non viene aperta alcuna busta e le stesse vengono custodite in cassaforte video controllata e ad apertura controllata. La Commissione di gara, come lo stesso il Dirigente Dott. G. Orsino, è composta da normalissime persone, fra di loro intercambiabili che, oltre questa funzione, svolgono molteplici altre attività in seno alla struttura di cui fanno parte e certamente non si tratta di extraterrestri o di persone con poteri paranormali o sovrannaturali. Comunque se, come credo che sia, è interessato a verificare la fondatezza di quanto scritto basta dare incarico a persona di sua fiducia, competente, estranea all’Amministrazione e in qualità di semplice cittadino a seguire l’andamento di una o più gare che la SUAP ha bandito, se ha dubbi, mi creda, spariranno. Spero abbia trovato il tempo di leggere personalmente queste righe scritte semplicemente nel tentativo, sicuramente non vano, di poter vedere efficiente e trasparente una struttura che tutti noi imprenditori per decenni abbiamo auspicato ma che così come vista e vissuta direttamente, sino al momento, non soddisfa assolutamente la tanto agognata trasparenza. Lettera firmata

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TERZA CANDELINA PER LA REDAZIONE DE “ILFATTOONLINE.COM”

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Si accende la terza candelina per la Redazione de “Il fattoonline.com” che celebra l'evento con un Convegno Dibattito che si terrà a Siderno, presso la Sala Consiliare, oggi 06 Novembre alle ore 11,00. Il tema dell'evento-dibattito: "Etica e Cultura nel giornalismo".

L’Intervista

Riccardo Ritorto Presidente dei Sindaci dell’ASP

«Atto aziendale buono ma non giusto»

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BUONA L’INTESA CON LA DOTTORESSA SQUILLACIOTI MA SU NEONATOLOGIA FAREMO MURO

opo una settimana, ricca di impegni, 31 ottobre incontri, analisi e consultazioni, lunedì finalmente ha avuto luogo il Comitato di rappresentanza dei sindaci per l’Azienda Sanitaria provinciale n° 5, presieduto dal Sindaco di Siderno, Riccardo Ritorto, sempre scattante. E daldetto omitato sono state apportate modifiche rilevanti all’organigramma dell’A.S.P. di Reggio Calabria, che migliorano sostanzialmente il piano aziendale precedentemente presentato dal Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale, signora Squilacioti. Ne parlo con Riccardo Ritorto. Sindaco come è andata la riunione di Reggio Calabria e come valuta i risultati per il territorio locrideo? Partendo dalla spoliazione precedente, devo dire, positivamente, per due motivi. Primo, perché all’ospedale di Locri toccheranno, in aggiunta a quelle precedentemente previste, tre strutture complesse (Allergologia, Urologia, Nefrologia e Dialisi) e undici strutture semplici, di cui due dipartimentali (Broncopneumologia, Angiologia, Dermatologia dip., Terapia Inensiva, Chirurgia Oncologia dip., Chirurgia Mininvasiva, Istocitopatologia, Centro per l’endometriosi, Radiologia). Secondo, perché abbiamo sviluppato un ragionamento costruttivo con la controparte e questo fa ben sperare per la chiusura della trattativa, e voglio aggiungere per onesta intellettuale che sia il Presidente Scopelliti sia la dottoressa Squillacioti, che ringrazio per la sensibilità, hanno recepito alcune delle nostre proposte. Però nella riunione del Comitato dei sindaci, conclusa a Siderno questo giovedì 3 novembre, appena finito si sono aperte altre questioni sul nuovo piano aziendale, aggiornato e modifiato. Lei che ne pensa? Sicuramente, non si può essere totalmente soddisfatti, perché molto c’è da fare e si devono correggere delle valutazioni strutturali che non accolgono la condivisione dei sindaci e dei cittadini. Come prima proposta chiediamo il mantenimento della soc di Neonatologia. Tutti i sindaci si sono espressi in questa direzione e sono

state individuate delle priorità improrogabili. La prima appunto è il mantenimento della soc di Neonatologia insieme ed una attenta valutazione su altre strutture, ritenute vitali per la salute dei cittadini, come Medicina d’urgenza, Geriatria, Gastroenterologia, Colposcopia, Neuropsichiatria infantile, Microbiologia . La seconda priorità riguarda la medicina territoriale. Poi, bisogna capire come viene ridistribuito il personale. Altri problemi da chiarire sono la destinazione della struttura di Gerace e infine il problema delle emergenze- urgenze. C’è una assenza nel Piano: la struttura ospedaliera di Siderno? Questa questione merita un analisi diversa, anche perché sono state strumentalizzate alcune mie affermazioni nel corso del Consiglio comunale aperto di Locri sulla sanità. Lì ho semplicemente detto che che la città di Siderno è stata lasciata solo all’epoca della battaglia per il nostro ospedale. Certo, allora l’Associazione dei Sindaci non aveva tutta la forza necessaria. Adesso che la forza l’abbiamo, dobbiamo riprendereil filo d’un discorso interrotto e combattere in difesa dell’’ospedale di Locri senza condizionamenti politici o campanilistici, cercando di fare il massimo per il bene del territorio locrideo.

La strada intrapresa per risolvere i problemi della sanità è quella giusta? Io credo che bisogna seguire, passo dopo passo, tutte le iniziative che il Management vuole attuare. Non dobbiamo distrarci, abbiamo l’obbligo di fare capire alla Direzione Sanitaria Provinciale che la collaborazione con i Sindaci è vitale per i successi che si vorranno ottenere dal punto di vista del miglioramento e della qualità sanitaria nel nostro territorio. Il 10 novembre ci sarà un nuovo incontro con il Governatore. Gettando intanto uno sguardo sul futuro della Locride... Il futuro della Locride dobbiamo costruirlo tutti insieme, proseguendo per la strada oggi finalmente tracciata, e ciò sarà possibile solo se continueremo a non disperdere forze e risorse umane. Non è più tempo - anche questodi richieste e di finanziamenti. Dobbiamo dimostrare dignità e accordare scelte strategiche, progetti realizzabili e soprattutto mantenere l’unità dei Sindaci dimostrazione che prima viene l’interesse del territorio e poi la divisa partitica d’appartenenza. Rosario Vladimir Condarcuri

Il bilancino e il bilico Continua lo sciopero dei dipendenti di "Locride Ambiente". Stamane, 3 novembre, i i lavoratori, hanno formato un piccolo corteo e, muovendo dal deposito degli automezzi , hanno sfilato lungo lil corso di Siderno. Chiedono certezze , innanzitutto la certezza del salario. È da due mesi, infatti, che lavorano senza aver percepito né salario né parte del salario. "Ad oggi sono indietro con due mensilità ma questa situazione prosegue da almeno otto mesi - ha dichiarato Mimma Pacifici della Cigl - ogni fine mese l'azienda si trova in difficoltà e non riesce a pagare puntualmente lo stipendio". Comunque, i Sindaci, presenti all’incontro con il Sindacato, hanno preso impegi concreti. Se alcuni di loro, però, non avessero collocato altrove le risorse della tassa sulla Tarsu, oggi la situazione non sarebbe risultata infausta.

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Parlando

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ESCLUSIVO La lettera di Alessandro Figliomeni a Ilario Ammendolia

Nel tramonto del diritto la carcerazione preventiva è un pedaggio dovuto

Alessandro Figliomeni arrestato nella notte tra il 13 e il 14 dicembre 2010 con l’accusa di associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti era inserito a pieno titolo nella cosca Commisso di Siderno

Alessandro Figliomeni, che abbiamo avuto ed abbiamo ad amico, manifesta dal carcere, (attraverso una lettera che “la Riviera” pubblica in esclusiva) la sua incondizionata fiducia nella magistratura. Penso, nel tribunale che lo giudicherà. E questo è anche da noi condiviso, essendo inimmaginabile, sul piano formale, che non esista un giudice terzo. Ma sta di fatto che, arrestato in pompa magna, si trovi ancora in galera è lontano dal processo. La questione è che, dietro l’usbergo della lotta al trinomio mafia- affaripolitica, trionfi la barbarie del “Prima t’arresto e poi trovo le prove”? Se le prove contro l’abbandonato ex Sindaco di Siderno c’erano, perché non sono giunte alla sfida del dibattimento? Forse per dire, nel tramonto del diritto, che di qualcosa si è pur colpevoli, e che la carcerazione preventiva è il pedaggio da pagare?

«Da oltre 10 mesi, sono sottoposto a misura di custodia cautelare in carcere, nella sezione dei detenuti di alta sicurezza (AS3) dove vengono rinchiusi i detenuti più pericolosi»

Non sapevo di essere una belva

aro Ilario, è da diverso tempo che sentivo il desiderio di scriverti e manifestarti tutta la mia gratitudine per le coraggiose prese di posizione che, in più circostanze, hai espresso relativamente alla triste, quanto assurda vicenda che ha coinvolto la mia persona. Fino ad oggi mi ero ripromesso di astenermi dal rilasciare dichiarazioni pubbliche sulla vicenda, impegno che ho mantenuto anche in presenza di articoli di stampa o trasmissioni televisive dai contenuti diffamanti. Ho scelto di lasciare lavorare serenamente la Magistratura, dagli esiti del cui lavoro, ero certo che nelle fasi di conclusione delle indagini preliminari, la mia posizione sarebbe stata chiarita, non solo con un completo proscioglimento, ma anche con l’accertamento che la mia cultura di vita umana, professionale e politica si trova ad una distanza siderale dalle incredibili accuse che mi vengono mosse. Tale scelta di basso profilo comunicativo è stata determinata dal senso di grande rispetto che ho sempre nutrito per le Istituzioni, in generale, e la Magistratura, in particolare. Mi sono sempre riconosciuto solo

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ESSENZIALE

Ho vissuto costantemente gomito gomito con le altre istituzioni, soprattutto con ufficiali delle Forze dell’Ordine, Prefetti, Questori e Magistrati.

nelle Istituzioni, che in sede locale, per diversi anni ho rappresentato, e nella nostra Costituzione sulla quale ho prestato giuramento di fedeltà. Ho sempre creduto nella Giustizia, naturalmente con i limiti della fallacità umana, che alimenta la sua azione esclusivamente dal desiderio di ricercare la verità, senza la quale non ci potrà mai essere giustizia. Come ben sai, da oltre 10 mesi, sono sottoposto a misura di custodia cautelare in carcere, nella sezione dei

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detenuti di alta sicurezza (AS3) di un famoso istituto di pena del nostro paese, dove vengono rinchiusi i detenuti più pericolosi. Se penso che fino a pochi mesi fa, quando ero ancora Sindaco di Siderno, le critiche più ricorrenti che mi venivano mosse erano: “SEI TROPPO BUONO”, “NON SAI DIRE DI NO”, mi riesce difficile comprendere quale esigenza di tutela sociale possa essere stata alla base dell’applicazione della misura cautelare di custodia in carcere per un così lungo periodo. Non ritengo in questa sede di entrare nel merito della vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto. Fortunatamente in Italia esistono i Tribunali, con seri collegi giudicanti e la nostra Costituzione riconosce la presunzione di innocenza fino al 3° grado di giudizio, sarà quella la sede istituzionale dove avverrà il confronto fra le parti e l’accertamento della verità, dalla quale, mi sento di rassicurarti, non ho assolutamente nulla da temere. Posso solo dire che ho vissuto sempre alla luce del sole, nell’alveo della correttezza, della trasparenza e della piena legalità, addirittura negli anni a cui fa riferimento l’indagine, ho vissuto costantemente gomito a gomito con le altre istituzioni, soprattutto con ufficiali delle Forze dell’Ordine, Prefetti, Questori e Magistrati. Non si può cancellare un intero progetto di vita, vissuto alla luce del sole, a seguito della sola intercettazione di conversazioni fra soggetti animati da sentimenti di invidia, gelosia, maldicenza e villanteria. Caro Ilario, torniamo al motivo per cui ho deciso di scriverti. Sentivo il desiderio di esprimerti i miei apprezzamenti per come sei stato capace, riuscendo a mantenere una posizione di grande equilibrio, a mettere in evidenza i rischi a cui si espone la credibilità di un paese avanzato e civile come l’Italia, quando fa un ricorso eccessivo all’utilizzo della misura di custodia cautelare. Sei stato, come al solito, molto lucido e rigoroso nella tua analisi, col tuo senso etico e la tua onestà intellettuale, hai da una parte confermato l’esigenza di una forte azione di contrasto della criminalità e, dall’altra, la altrettanto assoluta necessità di compendiare tale azione con il rispetto dei diritti costituzionali della persona in materia di libertà e dignità. Bisogna riconoscerti che sei una persona che ha il coraggio di manifestare le proprie idee, anche trattando tematiche controcorrente. Si, caro Ilario, parlo proprio di coraggio, perché oggi, soprattutto nel nostro povero Meridione e, nella Locride in particolare, non è facile affrontare certi argomenti senza rischiare di essere considerato amico o contiguo con gli ambienti della criminalità. CON SENTIMENTI DI PROFONDA STIMA E SINCERA AMICIZIA Alessandro Figliomeni

«Caro Sandro, so bene che sei recluso, ma se la tua coscienza è serena, come io penso , possono imprigionare il tuo corpo, ma resterai sempre un uomo libero»

Ilario Ammendolia risponde all’ex sindaco di Siderno attualmente recluso nel “lager” di Parma aro Sandro, vorrei chiarire subito che io non sono affatto coraggioso! Il fatto è che sin da bambino mi sono innamorato della “Libertà”! Sogno una Calabria libera dalla ndrangheta, dalla violenza, dalla sopraffazione, dal dominio da parte di classi “dirigenti” inette quanto arroganti. Mi sono cresciuto col mito dei “partigiani” della libertà e coerentemente considero la nostra Costituzione un valido e sicuro punto di riferimento. Costituzione costruita, pietra su pietra, con il sacrificio ed il sangue di quanti nelle carceri e nell’esilio si sono opposti alla tirannide. Costoro, erano considerati “fuorilegge” ed infatti erano fuori delle leggi che hanno causato milioni di morti e la devastazione dell’Italia. Erano i pochi “vedenti” in un popolo di ciechi! Proprio grazie alla Costituzione abbiamo il dovere di considerarti innocente sino ad una eventuale e malaugurata sentenza definitiva; abbiamo il dovere di chiedere condizioni umane e civili per coloro che sono ristretti nelle carceri; abbiamo il dovere di chiedere un giusto processo con tutte le garanzie costituzionali per ogni imputato. Personalmente mi turba la carcerazione preventiva di chiunque, soprattutto se non strettamente ed assolutamente necessaria. Infine voglio chiarire che anche un colpevole deve scontare solo e soltanto la pena stabilita dal suo giudice naturale. Noi cittadini, abbiamo il dovere di considerarlo sempre e comunque una persona da recuperare alla società civile! Certo ripugnano certi efferati delitti e troverei difficile qualunque contatto umano con coloro che si sono resi responsabili di violenza contro i deboli, i minori, gli indifesi. Mi ripugna la crudeltà da chiunque provenga. Consideravo Gheddafi un dispotico tiranno, ma mi ha fatto paura la crudeltà dei suoi aguzzini. Scrive Magris: “...non chiediamo di essere perfetti ma almeno di non essere crudeli” Ritengo doveroso non cedere terreno al conformismo dilagante ed alla viltà! Conformismo e viltà sono attigui al mondo dell’omertà e della paura! Dalla morte del bandito Giuliano a quella di Pinelli, dalla P2 a Moro ,da Borsellino ai giorni nostri, c’è sempre stata una verità altra e diversa rispetto a quella ufficiale. Partendo da ciò, e da drammatiche esperienze che ho personalmente maturato, non è irriverente verso nessuno se ad ogni arresto siamo portati istintivamente a domandarci “e se fosse innocente?” Questa domanda io la pongo a chiunque ti abbia conosciuto, anche se capisco perfettamente che tanta è la paura di esporsi in questa società individualista ed amorale. Considero vigliacca la parola “chi te lo fa fare”. E’ un tradimento alla libertà, uno sfregio alla propria coscienza. I tempi cambiano ma chi ha una storia, pur modesta, non può dimenticare. Ero appena un ragazzo quando un importante ministro venne ad inaugurare i lavori presso il museo di Locri. Scortato dalla forze dell’ordine, accompagnato da magistrati, notabili e mafiosi. Quel mondo visivamente unito e dominante non ci piaceva, volevamo cambiarlo. Abbiamo con-

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Ilario Ammendolia sindaco di Caulonia e Presidente del Comitato dei Sindaci della Locride. Sullo sfondo Jole Figliomeni figlia dell’ex sindaco Alessandro Figliomeni

testato. Siamo stati caricati. Non ho difficoltà a riconoscere il nostro integralismo di allora, ma non riconosco a coloro che, in linea storica, rappresentano quel mondo il diritto di farci la lezione su che cosa sia la mafia e sul come la si combatte . Nonostante problemi di salute ed i capelli bianchi, non sono e non mi sento un docile alunno. So che la mafia è innanzitutto il prodotto del loro potere e delle nostre sconfitte. La mafia è figlia degenere d’una società fondata sull’ingiustizia, sui privilegi, sull’avidità, sullo sfruttamento. Figlia del potere esercitato in maniera arbitraria e dispotica. Figlia d’uno stato garante di squilibri sociali e territoriali non accettabili. E’ questo e…. molte, molte altre cose ancora. Non so se tu sei d’accordo con queste mie convinzioni. La parte politica che è stata, e forse è ancora la tua non lo sarebbe, ma neanche lo schieramento politico dove io sono collocato ne è entusiasta. I risultati di questo dogmatico conformismo perbenista sono sotto gli occhi di tutti! Ero e resto convinto che la sconfitta della ndrangheta debba costruirsi soprattutto e innanzitutto sul terreno politico, costruendo-giorno dopo giorno- una società più giusta. Personalmente mi farebbe piacere discutere con te di queste

cose. Tu sei stato per tanti anni un intelligente ed attento sindaco di un paese come Siderno ed una tua riflessione, pur nella tua attuale condizione, sarebbe estremamente interessante. Caro Sandro, abbiamo avuto idee politiche non solo diverse ma confliggenti, ma io ti ho conosciuto sempre come una persona sobria, umile, equilibrata, corretta. Purtroppo ognuno di noi va incontro alle difficoltà della vita.. So bene che sei recluso, ma se la tua coscienza è serena come io penso e credo, possono imprigionare il tuo corpo ma resterai sempre un uomo libero. Ricordati la siepe di Leopardi e trasforma la cella nella tua siepe. Ascolta il vento che soffia oltre le pareti e col pensiero andrai sempre “oltre “ le sbarre. Non so se tu sei credente, personalmente non sono cattolico ma ho una forte religiosità. Penso che qualunque sia la prova da superare -sino a quella finale e più drammatica- ci sarà sempre un oltre. Ci sarà certamente un tuo “oltre” dopo la prigione ed io ti auguro che sia pieno di felicità! Se puoi scrivimi. Cordiali saluti Ilario Amendolia


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Provincia

NEL PAESE DI CAMPANELLA

ACCESEUNLUME, MA SCARFONERESTÒ

GIOIOSA MARINA

UGUALMENTE ALBUIO RODERIGO di CASTIGLIA

LA COLONNA DI ERCOLE

Chiude il traforo della Limina: la Locride nel tunnel ratti d’asfalto nuovo sulla provinciale Cinque, la mulattiera mozzafiato che, tra vedute panoramiche, nausea e tempi biblici, collega la Locride alla Piana. La galleria regina della SS Jonio -Tirreno sta perdendo pezzi e cemento dal tetto. «Bisogna intervenire subito utilizzando l’unica alternativa» si spiffera nei corridoi dell’Anas che non risponde mai al telefono e quando lo fa non sa che dire. Proviamo a farlo noi con una informazione labile: 24 mesi di chiusura del tunnel. Come minimo. E comunque, la riserva della Super Serpentone( la provincilale 5) sta incontrando un lifting per riprendersi il ruolo di protagonista di un film in costume. Un set tragico da Ritorno al Passato: è come se dai curvoni di

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una Monica Bellucci in topless si passasse alle scoliosi di Luciana Littizzetto, nascoste da un saio. O almeno questo traspare da indiscrezioni che raccontano di un’imminente chiusura del traforo dei miracoli. Un tunnel di 3500 metri che ha versato alla Riviera dei Gelsomini (sempre meno profumati) mutui, stipendi, tredicesime e pensioni d’invalidità, dove accompagnatori pianoti, affrancati dai gettoni dei nonni, si abbronzavano sotto il sole di Gioiosa Marina pensando di stare a Saint Tropez. Ritorneranno sulla Costa Viola come i francesi su quella Azzurra, dopo decenni di parentesi ligure. Prima l’Antimafia, poi l’Anas. Due “giuste cause” per un punto di non ritorno: il buio della Locride è nel segno della A!

Riapre finalmente la scuola elementare edificio scolastico di via Rosselli era stato chiuso nel 2008 perché, a seguito di un controllo, era risultato carente dei necessari requisiti antisismici. In seguito, con grandi disagi per le famiglie, i bambini sono stati trasferiti nei plessi periferici, nelle aule della scuola media “Peppino Brugnano”, e in altre strutture che si erano rese disponibili. Poi finalmente alla fine del 2010 la Provincia di Reggio Calabria attraverso la Stazione Unica Appaltante Provinciale ha pubblicato il bando di gara per l'adeguamento sismico della scuola elementare Centro e dopo meno di dieci mesi dall'inizio dei lavori l'edificio è stato consegnato ed è nuovamente fruibile. Quando sarà completata la ristrutturazione dell'ala nord dell'edifico, ancora interessata ai lavori di ristrutturazione, potrà essere messa in funzione l'intera struttura scolastica. Il plesso della Scuola Primaria Capoluogo di Marina di Gioiosa Ionica è stato inaugurato giovedì scorso alla presenza delle autorità locali e del dirigente scolastico prof. Francesco Galluzzo.

L'

Nel 1986 Nostro Signore decide di chiamare a sé, in età ancora giovane e scalpitante, a maggior gloria dei cieli per le egregie imprese compiute un piccolo satrapo democristiano, Damore. Mors tua, vita mea. Il signor Giogio Scarfone gli subentra come sindaco e dura nella carica fino al 1990. Poi, alcuni anni di carestia. Ritorna lo Scarfone alla guida dell’Amministrazione comunale nel 1997. Nel 2006 viene eletto Giancarlo Miriello, che replica con uno straordinario voto popolare nel 2011. Riconquista il comune con 1758 voti su 2624 elettori, pari al 66, 99,% contro Giorgio Scarfone, che è alla testa d’una lista mutilata, e che raccoglie una miseria di voti: 312, pari al 18,33%. Terza, cioè, ultima al traguardo , dopo la Lista civica- La svolta stilese di Pasquale Gesù Grillo, ferma al 18,91%. Non è una sconfitta, ma una disfatta. Un negato consenso del voto popolare, che ha il profilo d’un ripudio. Nella Grecia antica avrebbe avuto come effetto pratico l’ostracismo. Non si usa più. Ma un uomo normale si sarebbe chiuso in convento per espiare il suo mal di elezioni e per invocare da Dio luce, sempre più luce, sulle cause che l’hanno condotto in fondo alla classifica elettorale dove gli ultimi restano ultimi. E un politico avveduto, anche se su scala geografica ridotta, avrebbe dovuto partecipare alle sedute consiliari con il capo cosparso di ceneri. Niete di tutto questo. Giorgio Scarfone circola alla libera aria , pontifica, va in consiglio comunale, fa la voce grossa. Non è un diavolo, capace della grande menzogna, che semina zizzania. È un povero diavolo, in grado di piccole menzogne autopunitive, come il boomerang. Che cosa, infatti, ha detto lo Scarfone nell’ultima seduta del consiglio comunale? Che la mancanza d’acqua nel periodo estivo è stata dovuta semplicemente e rudemente alla decisione della Sorical di diminuire i flussi per la morosità dell’Amministrazione comunale. I diavoli, che già furono angeli, sanno tutto. Ma un povero diavolo, che non è neppure un angelo azzoppato, è costretto a incassare la voce ufficiale della Sorical, che recita testualmente e ufficialmente con nota 28 ottobre 2011, inoltrata al Sindaco Giancarlo Miriello : in riferimento alla richiesta di chiarimenti per la fornitura idropotabile dell’Amministrazione di Stilo “ si precisa che il comune di Stilo non è stato oggetto di riduzione alcuna per quanto riguarda l’erogazione di approvvigioamento idrico sull’intero territorio comunale. Si fa, altresì, presente che fino ad oggi ha rispettato i pagamenti secondo gli accordi assunti con Sorical”. Il povero diavolo! Il giorno dopo la seduta del Consiglio comunale, convocato per il riequilibrio di bilancio, lo Scarfone indice una conferenza stampa – lui l’Obama di Stilo- per dichiarare che cosa? Che è incapace d’intendere e di volere. Non lo ha forse il Sindaco Miriello indotto a rimanere in aula, sancendo il numero legale , con argomento che aveva il veleno nella coda? Ingenuo come un bambino. E addirittura lo confessa. Sembra che a Stilo abbiano riso tutti. Non è vero che il ridicolo uccide. Se così fosse, lo Scarfone sarebbe già cenere e polvere. E dalla grande piazza di Stilo Tommaso Campanella, il poeta della luce, sembra dirsi con labbra amare che inutilmente , poiché eravamo tutti al buio, accese un lume. Fatto è che neanche la luce può, quando la materia è sorda.

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Ogni GIORNO una nuova AVVENTURA, ogni STAGIONE un'indimenticabile ESPERIENZA: è questo l'AGRITURISMO MODI L’agriturismo Modi, affascinante dimora circondata da uliveti, frutteti e un querceto di sognante bellezza. Frutto di un'attenta ristrutturazione, seguita personalmente dai proprietari, sorge in contrada Modi, a 3 km da Gerace, a soli cinque minuti, a piedi, dalle Terme di Antonimina- Locri. All'interno la struttura si divide in appartamenti e camere di diverse dimensioni, tutte fornite di bagno privato. Adatta a famiglie con bambini per la presenza in azienda di mucche, caprette tibetane, asini, cavalli, pecore, capre e altri animali. L'abbondante colazione si compone di dolci, appena sfornati, pane fatto in casa, latte appena munto, ricotte calde e marmellate di produzione propria.

L'Azienda Agricola “Barone G.R. Macrì”, gode di un'ottima fama come Azienda produttrice di alimenti di altissima qualità. Un agriturismo che ha davvero tutto ciò che serve per farti sentire coccolato, come in vacanza, e a tuo agio, come a casa. La cucina è il punto di forza dell’Agriturismo dove potrete assaporare piatti tipici della tradizione, realizzati con l’olio, i formaggi, le confetture, la carne, gli ortaggi, il miele, il vino dell’Azienda. Insomma tutto ciò che troverete in tavola è solo ed esclusivamente prodotto in Azienda, che vanta una antica, gloriosa, sana tradizione. Con l’occhio rivolto al sole ridente di Locri e della Calabria .

Azienda Agricola “Barone G.R. Macrì”, Contrada Modi, Gerace Contatti: Tel. 0964.356497 Mobile 335.1283052 email: agritubarone@libero.it


A proposito

di...

Focus

Walter Pedullà un saggista, critico letterario e giornalista italiano. Harold Bloom critico letterario statunitense.

Giro di Walter

Note in margine all’ultimo libro di Walter Pedullà, «Giro di vita. Materiali per l’autobiografia di un critico letterario». © FRANCESCO D. CARIDI

IN EVIDENZA Pedullà si racconta con pacate spiegazioni, sotto forma di auto-intervista, in rapporto con le tendenze, i libri e gli autori, ammettendo pure qualche errore di giudizio. La sua posizione politicoideologica di partenza è nota: meridionalista, di sinistra lombardiana, manciniano. Nella critica letteraria sperimentalista.

Walter Pedullà è l’Harold Bloom di noialtri. Con il famoso critico letterario statunitense ha in comune l’età (81 anni), la lunga docenza universitaria, l’altrettanto lunga attività esegetica, lo status finale di professore emerito in un grande ateneo (“La Sapienza” di Roma; l’americano alla Yale University), la propensione a far entrare nei propri testi l’aneddotica personale. Entrambi sono accomunati anche dalla chioma candida pampinosa in un lasco volto, pacioso quello di Harold Bloom somigliante allo storico attore britannico Charles Laughton, lievemente adombrato quello di Walter Pedullà che in gioventù richiamava qualche intensità del commediante americano Fred Willard. A parte le vaghezze fisiognomiche, ne scrivo perché, quasi per una simbiosi virtuale tra i due coetanei, figliocci di grandi vecchi della critica letteraria (Frederick Albert Pottle, il “maestro” di Bloom; Giacomo Debenedetti, di Pedullà), in Italia sono usciti contemporaneamente i loro libri a futura memoria. «Anatomia dell’influenza. La letteratura come stile di vita», è l’intestazione pedante delle edizioni Rizzoli al libro “universalistico” di Bloom, scrittore che pedante non è. «Giro di vita», è il titolo suggerito da Pedullà all’editore Manni per il suo libro “italianistico”, sornione come il sottotitolo «Materiali per l’autobiografia di un critico letterario». I due critici vi ripercorrono, ognuno con cadenza diversa, le proprie carriere, ripetendo, per quanti avessero dimenticato i loro precedenti saggi, le rispettive predilezioni e idiosincrasie verso scrittori importanti per le storie culturali, riflesse nelle controverse dinamiche sociali e individuali del Novecento. Aspettando di leggere l’ultimo libro di Bloom, ho dato la precedenza all’ultimo di Pedullà, che suscita un quesito fondamentale e inconcluso, quanto scandaloso per la letteratura: nacque prima il critico o lo scrittore? Riassumo così alla grossa la questione: senza l’indicazione e l’interpretazione del critico, nessun lettore saprebbe scegliere il libro “fondamentale” da leggere né capirebbe il significato recondito di una narrazione; ma nemmeno uno scrittore capirebbe gli elementi intrinseci della propria narrazione. La critica «esiste per capire ciò che nemmeno l’autore sa», sostiene Pedullà,

dimenticando quello che diceva il suo antico amico Luigi Malerba, del Gruppo 63, con il quale fondò la Cooperativa Scrittori in alternativa polemica ai grandi gruppi editoriali: «Scrivo per sapere che cosa penso». Si rimane dunque “lettori-bambini” e non si diventa mai “lettori-adulti”, se non si utilizza la mediazione del critico, meglio se “militante”. Infatti, i “bambini” che leggono «non hanno bisogno della critica, ma gli uomini che cogli anni approdano all’intelligenza delle cose degne d’attenzione sono contenti di rimanere puerili?», domanda socraticamente Pedullà. Beata la loro innocenza che però li destina all’ignoranza del significante e del significato, e di tutti i postulati e i corollari, in assenza del critico precettore vagamente gramsciano che solo apre le porte del cielo e solo decide chi farci entrare. Sempre con un tocco di cortesia, mai con una spinta, intendiamoci. Si rimane dunque romanzieri, novellieri o poeti senza futuro, ovvero senza citazioni e premi in vita o “in memoriam” e soprattutto senza ristampe, se le opere non sono accompagnate in eterno dal viatico della critica, levatrice della loro volontà, della loro coscienza, e soprattutto del loro subcosciente. «La critica tiene in vita e in circolazione libri che altrimenti sarebbero morti», sostiene Pedullà, e talvolta è vero, ma è anche vero, a mio sommesso parere, quello che paradossalmente diceva in «Parigi era viva» il personaggio Silvio, alter ego dell’autore Gualtieri di San Lazzaro: «È quasi sempre un vasto errore collettivo o un richiamo patologico che determina il successo di un libro. Gli altri sono inesorabilmente condannati al macero». Walter Pedullà ha fatto dell’endoscopia letteraria una professione, un’arte e una militanza (una militanza socialista, una professione pedagogica e un’arte calligrafica, tradite e tradotte nell’ermeneutica), ma ai miei occhi di “lettore-bambino” diventato giocoforza “lettore-adulto” per metodo alieno, perciò lettore imperfetto ed eterogeneo che godrebbe dei libri anche senza prefazioni e postfazioni e note in margine (pur nutrendo una simpatia per Pietro Citati), egli ha specialmente un merito: aver eretto una edicola votiva, dal versante progressista, al mite Palazzeschi, alle sue poesie, ai suoi rac-

conti, ai suoi romanzi, rinvenendovi, dietro il paravento di parole all’apparenza leggiere con le ante mosse da un fiato di riso non trattenuto, un pensiero sublime della contorta e ridicola vicenda umana. Il libro risulta godibile per le solite rapsodie e i lampi aforistici e le sentenze apodittiche dell’autore più in là prontamente mitigate dall’ironia, e per l’ombra della terra calabrese natìa che lo insegue come un angelo custode, nel ricordo dell’amata famiglia e degli amici che non sono più e delle superate difficoltà della vita che la brillante carriera onusta di gratificazioni non può cancellare dalla sua memoria. Da critico probabilmente diffidente dei colleghi, Pedullà mette le mani in avanti, conoscendo le ingannevoli cure che ogni esegeta applica agli scrittori per sviscerare se stesso in una comparazione. Pedullà perciò si racconta con pacate spiegazioni, sotto forma di auto-intervista, in rapporto con le tendenze, i libri e gli autori, ammettendo pure qualche errore di giudizio (ma ancora purtroppo non scusandosi per la sua antica opposizione ad autori prestigiosi ma non progressisti della Rusconi Libri al tempo del direttore editoriale Alfredo Cattabiani). La sua posizione politico-ideologica di partenza è nota (meridionalista nella sinistra lombardiana, vale a dire tra color che stan sospesi tra socialismo compassionevole e comunismo palingenetico), quanto quella teorico-letteraria: dopo aver assorbito gli stimoli del suo maestro Debenedetti , marxista eretico ch’era contro i prepotenti Strutturalisti degli anni 60-70, e utilizzava la psicoanalisi per le introspezioni testuali, Pedullà ha trovato una strada da percorrere nello sperimentalismo, che gli ha segnalato molti passaggi accidentati da forzare e le relative via di fuga alla bisogna. È finito negli habitat del comico e del fantastico, generi letterari verso i quali Pedullà rivolge ancora premure affettuose, da uomo nato in un paese di mare in cui anche il rumore notturno della risacca che varca i muri delle case ed avvolge i sensi è uno scherzo mitologico, un riso inestinguibile degli dei di omerica memoria, nelle ore in cui sembra prender forma il proprio destino. Pedullà ama il mare e sa remare. Roma, dove si sistemò lasciando Siderno, è del resto una città “marina”... DOMENICA

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Tendenze

Passeggiando sul corso Garibaldi... I giovani reggini e la loro interpretazione stravagante e impacciata della moda MARIA G. COGLIANDRO

on sono uscita prevenuta l’altra sera. Non avevo alcuna intenzione di passarmi un sabato da “Il Diavolo Veste Prada”. Ma per forza di cose mi sono ritrovata nei panni di Meryl Streep. Lo scenario non è però quello della Grande Mela, ma del modestissimo corso Garibaldi di Reggio Calabria. Tutto ha avuto inizio in seguito ad una vera e propria ipnosi procuratami da alcune pailettes iridescenti su una maglietta rosa shock attillatissima. Non si può andare in giro vestiti da Barbie, ancor meno se sei un ragazzo di 25 anni o su di lì. E non puoi abbinare i jeans bianchi con gli stivali alla texana neri! Decidi cosa vuoi essere. Perché io non credo che un John Ford o, per rimanere in casa nostra, un Sergio Leone, avrebbero fatto grande successo vestendo i loro cowboys con una magliettina rosa. Non sei da “Per un pugno di dollari!, al massimo da “Per un pugno nell’occhio”! E non potresti neanche fare Barbie Raperonzolo, perché ti manca la treccia… Dopo aver bevuto un sorso di Quattro Bianchi per attutire il colpo, mi strofino gli occhi e, orrore degli orrori, mentre seguo l’arachide che mi è caduto a terra, ecco che vedo in bella mostra, in bilico, una spilla da balia che con tutte le sue forze cerca di tenere il risvolto dei jeans di una ragazza. Avrà avuto si e no 14 anni (le altre amichette si aggiravano intorno a quest’età), anche se a giudicare dal toppino in pizzo e dal trucco-cerone ne dimostrava almeno dieci in più. Ragazzi, compratevelo uno specchio, all’Ikea ne hanno di carini per 9 euro e

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90! Di fronte al tavolo della ragazza dal “trucco c’è e si vede”, un gruppetto di amici che raccontano i cavoli loro a gran voce per farsi notare. Pensavo fosse per l’effetto del Quattro Bianchi e invece erano davvero tutti e cinque con quel ciuffo da fighetto idiota deposto come lo scopino del cesso su metà volto. Un’abitudine sempre più diffusa tra i ragazzi che secondo il mio modestissimo parere andrebbe psicoanalizzata. Ok, riconosco di non avere la minima inclinazione per il mondo della moda e non nascondo la mia ignoranza in merito, ma non riesco a concepire il binomio ragazzo-piastra. Persino quelli della Imetec l’hanno chiamata Imetec Bellissima! L’uomo non era compreso nel prezzo. Ma niente, non capiscono. Prima non volevano la parità, ora addirittura ci imitano! E così ecco quelle sopracciglia appena accennate alla Cicciobello, che di bello hanno ben poco, ed ecco uomini in gambissima depilatissima, che d’estate ormai spopolano anche qui in quel di Reggio. E se gli si chiede come mai si depilino, rispondono che quando giocano a calcio i peli danno fastidio. Poi magari si scopre che l’unico pallone con cui abbiano mai giocato è quello morbido di pezza della Chicco, ma sono dettagli. Continuo ad ingozzarmi di salatini che mando giù misti all’amarezza, quando tutt’a un tratto la mia attenzione è rapita da un’immagine che ha qualcosa… come dire… di celestiale. E ora vi spiego perché. Avete presente la nuova moda delle sciarpe-coperta che ti avvolgono creando quell’effetto da “Il ritor-

no della mummia”?! Intanto non se ne sente ancora la necessità, visto che le temperature autunnali si aggirano intorno ai 20°, e poi dove credete di andare vestite così? All’Ara Pacis? La tizia si è accorta che la sto guardando così mi giro da un’altra parte, passando dalla donna-statua alla ragazza che pensa di avere un fisico statuario, tanto da potersi permettere i leggins. Ora, sarò pure pesante, ma i leggins vanno indossati con la maglietta adatta, con le mutandine adatte ma soprattutto con il fisico adatto! Altrimenti si rischia di fare concorrenza all’omino della Michelin! E che dire dei segni delle mollette nella giacca del fidanzato? I vestiti, santa pazienza, vanno stesi all’altezza delle ascelle. Michelin, dillo alla suocera!

Strusci su Corso Garibaldi

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la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

Direttore responsabile PASQUINO CRUPI In redazione CRISTINA BRIGUGLIO MATTEO RASCHELLÀ Responsabile dello sport ANTONIO TASSONE Art Director PAOLA D’ORSA Impaginazione EUGENIO FIMOGNARI

COLLABORATORI Gioacchino Criaco, Lele Nucera, Filippo Todaro, Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi,Maria Teresa D’agostino, Giovanna Mangano,

Lettere, note e schermaglie

IL BRIZZOLATO

Allegria di naufragi di RUGGERO BRIZZI

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ANTONIO ORLANDO

L’uomo- dorso Confessiamolo. Quando Irene Grandi sostiene che ci vuole qualcosa prima del concerto, nessuno di noi ha mai pensato a un pocket coffe. Detto ciò, quando non ci sono pubblicità e riesco a beccare qualche programma televisivo dove i politici sono ospiti, non sono i politici stessi, come potrebbe essere scontato, a farmi rabbia, ma chi sta seduto alle loro spalle e suggerisce le cose da dire. Non so se ci avete mai fatto caso. L’onorevole ospite-medio di Ballarò, che sia di destra o di sinistra, porta con se un nutrito gruppo di fedelissimi che, alle sue spalle, armati di carpette, dati, decreti e dichiarazioni sono prontissimi ad andare in soccorso delle difficoltà del proprio spirito guida (che se ti va male può chiamarsi anche Bernini o Rotondi ed ha, dunque, bisogno di soccorsi continui). Gli “spallieri” di fiducia applaudono come pecoroni a ogni intervento del proprio Onorevole, irrazionalmente e indipendentemente dal contenuto e dall’essere d’accordo o meno. Può anche essere citato lo spread delle scorregge nel differenziale tra Sarkozy e Berlusconi, lui, l’uomo-dorso, applaude con convinzione ancheggiando e approvando con cenni del capo quasi violenti. Una dignità collegata alla lingua e alle sue capacità di pulizia. Dal canto loro gli onorevoli non fanno che riprodurre le pratiche di chi gli sta vicino nei programmi tv quando si trovano alle spalle del proprio grande Dio. Ad esempio martedì per la prima volta i politici di centro-destra avevano un sorriso gigante stampato in faccia durante la copertina di Maurizio Crozza. Il dubbio sul fatto che gliel’abbiano imposto i grandi strateghi della comunicazione Berlusconiana è legittimo. Intanto in Grecia, le famiglie di diverse regioni, hanno iniziato a barattare i prodotti. I nostri onorevoli, invece, continuano ad aspettare che qualcuno gli suggerisca le cose. Mah!

asciatelo stare. Non tormentatelo più con queste continue richieste di dimissioni; di farsi da parte, di lasciare la mano. L’Uomo non abbandonerà sol perché glielo chiedete voi. Piuttosto non corretegli dietro. Lasciatelo sproloquiare a ruota libera. Non continuate a ridacchiare soddisfatti per tutto quello che prima dice ed un minuto dopo smentisce. Lasciategli raccontare tutte le barzellette che vuole. Lasciatelo divertire, non mostrate tutto il vostro livore, non manifestate invidia perché Lui si dedica, nel tempo libero, a feste con ragazze, caviale e champagne e Voi invece siete tutti “casa e parlamento”, nonché preoccupazione per le sorti della Nazione. L’Uomo è fatto così. Siete noiosi, siete vecchi (e non solo in senso anagrafico) con quelle facce tristi, di circostanza, eternamente atteggiate al lutto, premonitrici di disgrazie. Rassegnatevi, non siete voi la classe politica del cambiamento E poi, francamente, - pensateci bene voi dell’Opposizione Democratica e Responsabile – in questo momento chi ve la fa fare? Cosa ci guadagnate ad andare al governo proprio ora? Pensate di essere migliori di Lui? Più capaci, più bravi? Più graditi, più europei? Magari vi sentite pronti a risanare il bilancio dello Stato, a rilanciare la produzione e poi i consumi, avete studiate bene Keynes ed i suoi tardi epigoni nord-americani e adesso pensate di avere la ricetta magica che risolve tutti i nostri guai. Forse sareste pure in grado di accontentare l’Orso berlinese ed il Galletto parigino, li compiacereste, eseguireste diligentemente tutti i compitini assegnati dalla Finanza mondiale. Mettereste in pratica le direttive della U.E., del F.M.I. e della Banca mondiale. Forse riuscireste, per la seconda volta, a tassarci a nostra insaputa, di notte, come il geniale Giuliano Amato; forse convincereste qualche squalo del capitalismo più straccione e più assistito del mondo a farsi, momentaneamente, tosare; forse inventereste qualche lavoretto come avete inventato il precariato (perché l’avete inventato Voi, non è vero? con quel tale Tiziano Treu, altro fior di riformista, ve lo ricordate?) o forse vi permetterebbero di svendere tutti i gioielli statali di famiglia e, al limite, vi farebbero commettere anche quello che ancora è considerato un sacrilegio e cioè metter mano alle auree riserve di BankItalia. Questo e molto altro vi farebbero fare, ma state sicuri, perderete ugualmente le future elezioni. Vincerebbe di nuovo Lui. Ci sarà sempre un Bertinotti, un Veltroni o un Matteo Renzi di turno. La storia italiana è ricca sia di rivoluzionari inutilmente coerenti sia di ribelli trasformatisi in miti uomini di

Lettera aperta agli insegnanti, ai genitori, agli alunni Immagino sia difficile essere insegnanti. E’ difficile essere genitori. Entrambi sono ruoli importanti che incidono profondamente sulla struttura sociale. La qualità di una società tanto dipende dal come questi ruoli vengono interpretati e svolti. La ricerca della verità e l’assunzione delle responsabilità, sono due dei principi basilari che tali ruoli si prefiggono di trasmettere alle nuove generazioni. Verità, qualunque sia il prezzo da pagare. Assunzione di responsabilità, qualunque sia il peso da portare. La vera ricompensa del mestiere d’insegnante, del mestiere di genitore, sta nel vedere la generazione di alunni, di figli, a cui si è “insegnato”, svolgere il proprio ruolo sociale con coscienza e competenza, attraverso la ricerca della verità e l’assunzione di responsabilità. Tutto si insegna ora dopo ora, giorno dopo giorno, con fatica nelle aule delle scuole, dentro le mura domestiche. L’errore per genitori e insegnanti è

facile. Facile considerata l’età degli alunni, dei figli. Facile considerata la spinta a lasciar perdere perché “tanto sono ragazzi”, a cui si vuole bene. Chi insegna sa che oggi si vive la società dell’apparire e della menzogna, la società del demerito. L’essere in sé, il merito, il sacrificio, sono puntualmente scavalcati dalle categorie del demerito e dell’effimero. Sta primariamente a chi insegna dare valore alla verità, alla giustizia, al senso di responsabilità, al merito, al senso di sacrificio per raggiungere obiettivi ambiziosi. Dare valore, nella sostanza, a tutte le categorie “Costituzionali” su cui è fondata la nostra nazione. Certo, a volte fa male al cuore tenere ferma la rotta in questo viaggio. Non è tuttavia la punizione l’obiettivo di chi insegna e neanche, in fondo, il giudizio sul profitto. L’obiettivo è formare cittadini consapevoli e responsabili . Vincenzo Carrozza

governo. Gli uomini della Provvidenza in Italia non lasciano, non si ritirano a vita privata, non vanno in volontario esilio neanche alle Seychelles o ai Carabi. Gli uomini della Provvidenza soccombono definitivamente o governano in eterno. Compresi quelli “in ventesimo” ai quali è stato affibbiato, pomposamente, il nome di Governatori non si capisce se in omaggio agli Americani o in ricordo dei fasti della Latinità. I governatori erano a capo di una provincia dell’impero romano, oggi dovrebbero essere a capo di una regione di quel territorio che fu il centro ed il fulcro della romanità. Suggestioni della Storia o servile piaggeria? La verità è che Lui non se ne andrà mai perché se se ne va Lui crolla tutto il castello – centrale e periferico – che è stato costruito da Lui, per Lui ed intorno a Lui. I ministri governano in nome suo e per suo conto; nei loro discorsi lo nominano ogni cinque parole. I Vice-ministri ed i sottosegretari sono suoi fedeli devoti, del resto li ha scelti Lui. Commissari e funzionari che contano sono tutti sue creature per non parlare del Partito al quale cambia nome almeno una volta l’anno seguendo una politica di marketing aziendale. Anche i Governatori, tranne due o tre, governano in suo nome perché sono stati eletti in una lista che reca il suo Logo. Quello ultimo – quello del Molise – che ha avuto la sfacciataggine (o l’accortezza?) di togliere il suo nome è stato eletto per un pugno di voti sul filo di lana e grazie, guarda caso, alla solita lista di “Utili Idioti” puri e duri come gli Stalinisti di un tempo. Del resto siamo italiani, tenete e teniamo tutti famiglia, non siamo capaci di fare le rivoluzioni, tutt’al più qualche ribellione, qualche rivolta che agita i sonni dei buoni padri di famiglia per qualche notte, qualche moto insurrezionale che assomiglia ad un mal di pancia e un pò di vetrine rotte al sabato pomeriggio per movimentare il week-end. Confidiamo tutti nella buona stella e nella Santa Madre Chiesa, che ci mette una pezza, ci assolve e ci benedice assicurandoci l’eternità. Crisi? Quale crisi? Calunnie diffuse dai comunisti disfattisti. Disoccupazione? Vagabondi che non hanno voglia di lavorare. Sprechi? Spese necessarie, non si può fare cattiva figura in Europa. Debito pubblico? L’abbiamo ereditato, lo ridurremo. Il Sud? La più bella terra del mondo. Il ponte sullo Stretto? Lo faremo. La mafia? Non esiste o meglio l’abbiamo assorbita. Il futuro? Roseo. Allegria! Gridava quel tale.

LA BATTAGLIA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON HANDICAP CONTINUA Caro direttore, dopo venti anni di impegno come socia-lavoratrice di una cooperativa sociale di tipo A, nel corso dei quali mi sono occupata con grande spirito solidaristico di minori con handicap, mi sono ritrovata a mia volta a diventare mamma di una bambina con handicap, la piccola Maria Pia, che oggi ha quattro anni. Di fronte al diritto negato dell'insegnante di sostegno ho intrapreso una dura battaglia di civiltà, che mi ha portata anche ad incatenarmi al cancello della scuola. La vicenda è arrivata anche in Parlamento, grazie a delle interrogazioni presentate da deputati che sono venuti a conoscenza della questione grazie alla stampa e che io nemmeno conosco. Debbo precisare che non ho mai avuto una tessera di partito e che non mi sono mai occupata di politica partitica. Non si tratta, insomma, di questioni politiche, ma di diritti e di giustizia sociale. La situazione di mia figlia si è risolta, di fronte al

grande clamore mediatico l'ufficio scolastico regionale le ha garantito l'insegnante di sostegno con rapporto uno ad uno, per come è suo diritto (trattandosi di handicap grave). Partendo dal suo caso, però, ho cominciato ad aprire gli occhi sulle gravi carenze del sostegno scolastico in Calabria. Si tratta di una situazione drammatica. Gli insegnanti di sostegno sono molto inferiori, come numero, alle reali necessità. Ho cominciato ad effettuare un censimento analitico della situazione, partendo dalle scuole del mio paese, Gioiosa Ionica e continuando con le altre della Provincia di Reggio Calabria. Il quadro che ne viene fuori è devastante. Ho deciso pertanto di promuovere la costituzione di una associazione tra genitori di bambini con handicap. La battaglia effettuata per Maria Pia dovrà trasformarsi nella battaglia per tutti gli alunni con handicap che vivono sulla loro pelle, allo stesso modo, un diritto negato. Simona Coluccio

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

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RISPONDE il direttore

KAPPADUE

Sui disagi delle degenti al Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Locri Spero solo che, almeno adesso, la situazione sia chiara a tutti ed in particolare a coloro i quali lo hanno voluto lì, senza nemmeno un concorso pubblico nonostante la responsabilità che quella carica comporta. A loro, che sono addirittura ricorsi ad un articolo di legge riservato ai luminari per giustificare la sua nomina, dico: basta col calpestare la meritocrazia! Il mio vuol essere un invito strillato a smetterla di mascherare con del falso buonismo uno dei più grossi errori politici che il nosocomio locrese ha subìto con la precedente giunta regionale: l’investitura politica di un medico qualsiasi a primario del reparto di ostetricia- ginecologia. Cos’altro deve accadere per farvi capire che, oggi più che mai, è necessario mettere professionisti esperti e specializzati a ricoprire ruoli delicati? E non rispondete dicendo che ha risanato i conti, i contabili e i ragionieri stanno negli uffici amministrativi: le corsie sono per i medici, possibilmente per quelli in grado di salvarci la vita se necessario. Il reparto ha troppe spese, che si fa? Si chiude l’unità paganti, fiore all’occhiello dell’intera struttura vanificando anche i costi sostenuti per il rifacimento delle singole stanze e si riducono drasticamente i parti cesarei rispolverando il forcipe e facendo così tornare indietro di almeno 20 - 30 anni le metodiche di estrazione con tutte le conseguenze che ciò comporta, e poco male se quella mamma soffrirà e patirà atrocità tanto… “tu donna partorirai con dolore!”. Da quanto tempo signori politici, e non, non fate una passeggiata in quella corsia? Un posto in cui ogni angolo dovrebbe trasudare gioia e letizia è diventato un luogo dove tanto il personale medico quanto quello paramedico vive in un palpabile stato di stress ed irritabilità: sono pochi e con turni massacranti ripetono continuamente, ed indovinate chi ne paga le conseguenze? Le pazienti che si trovano a vivere una degenza, anche post-operatoria, al limite del sopportabile perché l’assistenza è direttamente e solamente proporzionata al grado di umanità e serietà dell’infermiere di turno. Quindi passato l’orario di lavoro del personale cortese rimani in balia completa degli eventi e, nella migliore delle ipotesi, dei più disponibili compagni di ventura. Ma ci vuole tanto a capire che se non si riesce a gestire tutto da soli allora l’assistenza familiare della ricoverata diventa una risorsa da sfruttare. Non c’è il personale? Lascia un parente a prendersi cura della paziente, quel malato sarà comunque contento ed assistito nel migliore dei modi col minimo disturbo. E invece no, nessuno può rimanere al di fuori degli orari di visita, così se ti finisce la flebo o hai bisogno di una qualsiasi altra cosa, suona il campanello, e se non vengono… risuona, prima o poi erriveranno, … forse! Buon senso, ed un po’ di esperienza, sarebbe bastato questo per evitare tanti disagi. Signori politici, e non, che decidete cariche e ruoli senza dar conto delle vostre

scelte cos’altro state aspettando per adottare i dovuti provvedimenti e cambiare le cose di modo che certi errori non si ripetano. Cos’altro deve accadere affinché anche voi diate libero sfogo e seguito all’indignazione che i fatti accaduti provocano? Il morto! Ora purtroppo c’è anche quello, è infatti di pochi giorni fa la notizia del decesso, di una donna di 53 anni morta dopo un mese di agonia iniziato con un intervento di isterectomia. Cosa altro state aspettando per appurare le responsabilità di tutto questo malfunzionamento e della gridata insoddisfazione che apertamente si aggira dentro e fuori il reparto? L’esodo verso gli altri ospedali per partorire è già iniziato e ad arginare la diminuzione dei numeri sono rimaste solo le donne stra-

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niere. Un’ultima precisazione mi è d’obbligo, il mio non vuole essere un attacco alle singole persone ma una denuncia, ed insieme una critica, al sistema e a chi lo gestisce, che deve rendersi conto dei limiti e delle possibilità di ogni singolo individuo, e così come il CSM non può prendere un giovane dottore in giurisprudenza e scaraventarlo in una aula di tribunale per fargli fare il magistrato nessun altro può far ricoprire incarichi e posti delicati a chicchessia senza la dovuta preparazione e/o i titoli necessari. O forse, dietro tutto ciò si nasconde la volontà politica di affossare l’ospedale di Locri? Avv. Maria Elisa Lombardo

Condivido dalla prima quasi fino all’ultima parola. E aggiungo. Per me la sua denuncia è una angoscia, ma non una sorpresa. Mi segua. In Calabria , ed è storia putrida, non si costruiscono gli ospedali per gli ammalati. Sono stati edificati per fare primari. Così come non si sono costruite scuole per gli studenti, ma per fare presidi. Inoltre- e so che questo è un pensiero astratto- secondo la logica capitalistica, l’uomo vale in quanto produce. Gli ammalati, i carcerati, i pensionati sono improduttivi. Consumano e basta. Non è un caso che sono le tre categorie più maltrattate. Una domanda,infine, un po’ scortese. Scusi, ma Lei, quando rintocca l’ora elettorale, per chi vota? E non crede che, ai fini dell’agitazione concreta e conseguente, del caso sanità a Locri sia conveniente fare nomi e cognomi, senza, però, anima giustizialista?

Ritratti *

di Diego Cataldo

ANNA LA ROSA Giornalista RAI Gentile e raffinata nei modi, riesce ad avvicinare con il suo famoso programma “TeleCamere” la politica al pubblico del piccolo schermo. Non dimentica mai la sua terra di origine, Gerace, alla quale ci tiene in modo particolare. Una brillante carriera di giornalista in Rai che l’hanno fatta diventare una delle giornaliste di punta della TV di stato. .

LOQUI E SPROLOQUI di

FILOMENA CATALDO

Le gabbie di Bossi. Strafexpedition! L'ira funesta del Bossi senatur non si arresta!E neppure la cecità delle autorità italiane. Sarebbe interessante conoscere il parere di Napolitano in merito alle ultime da Bossilandia: le gabbie previdenziali! Altre disparità tra Nord e Sud. Nefandezze di tal fatta dovrebbero smuovere le coscienze ed invece passano inosservate. Una classe politica alla deriva, al delirio di onnipotenza e di ognideficenza. Che Dio ci salvi, verrebbe da dire, ma non può bastare. Le gabbie!Una spedizione punitiva per i lavoratori del Sud che, secondo il senatur, vivrebbero alle spalle del Nord. Perbacco!Ma i politici del Sud stanno sonnecchiando in attesa che le gabbie si aprano? Filomena Cataldo

di RUGGERO CALVANO

TEMPO DI FAVE Quanti di voi lo sanno che a ottobre si seminano le fave, che la terra si spacca in attesa delle prime piogge e che ora si inizia per poi raccogliere in primavera? Pochi, maledettamente pochi. I più sanno sedersi solo a tavola e sbafarsi quello che ci trovano, e non tutto. Perché c'è ancora chi questo no e quello no. Mamma mia, i semini dei pomodori no. Bé, dateci un taglio, la festa è finita, la mamma si è stancata di stare ai fornelli, è scappata con un fusto cinese. E' il contadino si è rotto di piantare le fave per voi, che tanto non vi piacciono e preferite gli hamburger del Mc. Sapete che c'è? Che il mondo è cambiato e dopo aver fatto di voi degli insulsi parassiti vi ha detto basta. Voi che avete un iPod per tasca, che navigate sulla rete come un mare in bonaccia, che fregate anche super Mario nei video game. Voi, le fave ve le dovete piantare da soli. Avete voglia a gridare e indignarvi, trippa per gatti da divano non c'è né. Pensavate che tutto fosse certo, lavori e stipendi a vita. Pensavate che la fatica, il sudore, le valige fossero un fatto altrui? Svegliatevi, fra un po' non ci sarà campo per i vostri telefoni e rete per i vostri computer. E ve lo dico, sono contento. Non perché sia un fascistello o un reazionario. Al contrario, amo la rivoluzione e questa non prevede la tetta della mamma per tutta la vita né diritti che cadono dal cielo. Troppo comodo l'anticonformismo fatto sulla pelle degli altri, troppo bello vivere sui debiti. Il sistema vi caccia a calci dalle sedie, mette fine alle vostre discussioni virtuali. Siete in mezzo a una strada e non perché ci siete andati a protestare, vi ci hanno messo. Non mi dispiace per voi, ve lo meritate. Cosa pensavate che le buste piene in arrivo dal supermercato ci sarebbero state a vita? Che le mastercard fossero un regalo? Pagate pegno ora e lo farete a lungo, fino a quando non vi metterete in testa che si zappa a ottobre per mangiare in maggio e che la rivoluzione non si fa chiedendo più latte alla mamma, soprattutto quando è matrigna e si chiama capitale.

LOPINIONE di GIOVANNI SCARFÒ

Neutrini trasformisti Che i neutrini abbiano creato un caso politico-culturale, è a tutti noto. Ma, inseguendoli nel “tunnel”, è stato scoperto anche che essi rappresentano più a fondo la politica italiana, perché sono dei… trasformisti. Ecco la ragione per cui è stato sempre difficile acchiapparli. Esistono infatti tre specie di neutrini: l’elettronico, molto più leggero dell’elettrone, viene prodotto dalle reazioni nucleari delle stelle; il muonico, vita media 2milionesimi di secondo, con una massa circa 200 volte maggiore dell’elettrone; il tauonico, praticamente stabile, massa 17 volte circa quella del muone e vita media un milione di anni. Durante il camino dal centro del sole, i neutrini elettronici si trasformano in muonici e tauonici, non facilmente misurabili dai rivelatori: un trasformismo detto «oscillazione» :infatti, tra i miliardi di muonici "sparati" dal CERN del 2006 al 2010, i rivelatori del Gran Sasso ne hanno catturato solo uno: tauonico. Associando ad ogni specie di neutrino un deputato, un senatore e un consigliere regionale il gioco è fatto; anche perché il trasformismo politico italiano è sempre stato più veloce della luce.

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SI È SPENTO ALL’ETÀ DI 50 ANNI GIOVANNI POZZA

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Dopo le morti di Franco Mondello e Toto’ Bumbaca, un altro lutto ha colpito il “mondo Reggina”.Si è spento all'eta’ di 50 anni Giovanni Pozza, stopper amaranto dall'88 al '90. Affetto da un male incurabile, Pozza è deceduto all'ospedale di Pisa, laddove era ricoverato da alcuni giorni. I funerali si sono svolti in quella che ormai era diventata la sua città adottiva, ovver Arezzo. L'ex calciatore era diventato una vera e propria bandiera del club toscano, nelle cui fila aveva collezionato oltre 170 presenze, appendendo le scarpe al chiodo nel 1993. Pozza in riva allo Stretto ha toalizzato 43 presenze, trovando spazio nell'indimenticabile biennio griffato da Scala prima e da Bolchi poi. (Reggio nel Pallone)

SERIE A

11 giornata di Andata

IL PUNTO SULLA SERIE A Il campionato entra nel vivo e, turno dopo turno, la classifica comincia a delinearsi e a stabilire le prime stabili gerarchie. Gli scontri diretti stanno attribuendo valore e sostanza al lavoro di chi è in alto e dopo un avvio costellato da frequenti saliscendi, la sensazione è che sia iniziata la fase di assestamento con il rientro nei giusti ranghi di tutte le più accreditate protagoniste (con la sola eccezione dell'Inter e, in parte, della Roma). A metà strada sembra invece essersi fermato il Napoli che dopo un'eccellente partenza di stagione in Italia e all'estero, sembra essersi sgonfiato insieme al suo allenatore, quel Walter Mazzari tecnico tanto abile quanto a volte prigioniero della sua boria e del'incapacità di guardare più lontano del suo stesso naso. Questa premessa "napoletana" introduce il big-match del decimo turno: al San Paolo arriva la capolista Juve e sono già scintille. I bianconeri, freschi di vittoria nel derby d'Italia, viaggiano sulle ali dell'entusiasmo ritornando a respirare aria di alta classifica dopo anni di mesto anonimato e a questo punto non vorrebbero fermarsi sul più bello. Conte sembra avere restituito convinzione e fiducia non solo alla squadra, abbinando ai risultati un gioco non sempre esaltanate ma pratico, cinico e veloce, un mix finora vincente e convincente. Il match col Napoli arriva quindi al momento opportuno: oltrepassare indenni questo ennesimo ostacolo consoliderebbe le impressioni già positive e spingerebbe ancora più in alto l'entusiasmo. Da parte sua il Napoli cercherà in tutti i modi di rimettersi in carreggiata dopo due sconfitte consecutive (al 2-1 a Catania è seguito lo stop imposto dal Bayern in Champions), per la classifica ma anche per scongiurare fastidiose vene polemiche che lentamente ma fastidiosamente cominciano a diffondersi. Restando ai piani superiori, il Milan orfano di Cassano (a proposito, in bocca al lupo Totò: torna presto e più forte di prima) ospita il Catania d'alta quota dell'Aereoplanino Montella che, una planata alla volta, in Sicilia si sta rivelando all'altezza della situazione e forse suscitando pure qualche rimpianto in più nella capitale (si è sicuri che Luis Enrique farà meglio di lui alla Roma?). Contro il Milan non sarà facile ripetersi ma il Catania andra a Milano per giocarsela come sempre, questo è sicuro: niente barricate e occhio al duo Lodi-Gomez, le vere armi in più rossoblu. Il Milan ovviamente parte con i favori del pronostico, per confermarli occorrerà però concentrazione e attenzione difensiva, ciò che è spesso mancato nelle giornate più storte della stagione e quasi sempre alla fine pagate a caro prezzo. Venendo al resto, a inaugurare il palinsesto domenicale sara Genoa-Inter che all'ora di pranzo si sfideranno a Marassi in una gara dalle diverse motivazioni. I liguri, in casa e fuori, alternano buone cose a brusche frenate, contro la Beneamata c'è perciò voglia di sfatare questa tendenza e non dovesse riuscirci, Malesani sa bene che qualcosa comincerebbe a scricchiolare sotto la sua panchina. Certo l'Inter attuale tutto appare fuorchè un ostacolo insormontabile, è tuttavia una belva ferita che in ogni momento può tirare fuori artigli e orgoglio ricordandosi che meno di un anno fa si trovava sul tetto d'Europa e del mondo, ritornando all'improvviso carnefice e non preda comune. Due incontri interessanti saranno anche quelli di Udine e Roma, con i bianconeri friulani e i biacazzurri laziali opposti tra le mura amiche a Siena e Parma alla ricerca di vittorie che li manterrebbero ai vertici della graduatoria o li spingerebbero addirittura più su in concomitanza di buone notizie da altri campi. Gli avversari sono ossi duri, ma il pronostico è dalla loro parte. A completare il turno Atalanta-Cagliari, Cesena-Lecce e Chievo-Fiorentina.

ANTONIO CASSANO (Bari, 12 luglio 1982) attaccante del Milan e della Nazionale italiana.

Domenica 06/11/2011 ore 15.00 Atalanta-Cagliari Cesena-Lecce Chievo-Fiorentina Genoa-Inter (ore 12,30) Lazio-Parma Milan-Catania Udinese-Siena Napoli-Juventus ( ore 20,45)

Forza “Fantantonio” La diagnosi, fredda e razionale come solo i bollettini medici sanno esserlo, è terribile: “Antonio Cassano ha manifestato una sofferenza cerebrale su base ischemica. Il calciatore verrà sottoposto nei prossimi giorni a un piccolo intervento di cardiologia interventistica (chiusura del forame ovale) i tempi di recupero per il ritorno all'attività agonistica saranno verosimilmente di qualche mese”. Spogliato dai consueti termini di natura medica e tradotto in soldoni, significa che Cassano, salvo sorprese e complicazioni, tornerà a giocare: scongiurato, quindi, il pericolo di ritiro anticipato. Nelle ultime 48 ore un imponente ondata di affetto ha investito il talento barese: colleghi, presidenti, mezzi di informazione in ogni forma (giornali, radio, tv, testate on-line) compagni e avversari sono andati a trovarlo in ospedale, o hanno lasciato un messaggio d’affetto. Un Italia sportiva raggelata dalla prematura scomparsa di Simoncelli, si è subito impaurita quando ha visto un altro campione in difficoltà, messo improvvisamente in ginocchio da un malore. Cassano, esattamente come il pilota ‘volato in cielo per insegnare agli angeli come si impenna’, è un campione fuori dal comune, trasversale, simpatico e irresistibilmente naturale. Classico esempio di genio e sregolatezza, la nascita del figlio negli ultimi mesi gli ha fatto (finalmente) raggiungere quella serenità rincorsa per tutta la carriera. Proprio quando la stagione 2011-2012 aveva messo in mostra un Cassano tirato a lucido, decisivo nel Milan e in Nazionale, è arrivato imprevisto e imprevedibile, lo stop, per fortuna superabile. Che siano 4 o 6 mesi poco importa, la notizia è di quelle buone: Cassano tornerà a giocare, illuminando il campo con le consuete magie. Fuori dal rettangolo verde, di rado rispetto al passato, arriverà qualche altra ‘cassanata’. Mai, come in queste ore, il calcio ne ha sentito cosi bisogno.. P.R. -RNP

NAPOLI-JUVENTUS SFIDA AD ALTA QUOTA A detta di molti, è già cominciata la volata fra Juve e Milan per lo scudetto. Non ce la sentiamo di fare i bastian contrari e sostenere che non è vero. Un Napoli, tanto saggio da scegliere l’o'biettivo-campionato, invece che l'obiettivo-Champions, sarebbe il terzo incomodo. Un passo alla volta. Per il resto, la Lazio ha le individualità, e l'Udinese ha l'organizzazione per disputare un grande torneo, nel segno di Klose e Di Natale. Catania e Siena sono le più belle "delizie" di stagione. La Roma non può imitare Guardiola, lasciando fuori le punte di peso (Borriello). Andando al match clou di sabato scorso tra Inter e Juve, la partita ha confermato una realtà, che si conosceva alla vigilia. Solo che non sempre il campo è specchio fedele di certi valori, perché gli episodi prendono il sopravvento sul gioco. La Juve ha le risorse motivazionali, e dinamiche, per correre, e ringhiare, 90 minuti. L'Inter, essendo una squadra a fine ciclo, non adeguatamente rafforzata, è obbligata a fermarsi prima. Nella formazione di Conte, le 3 varianti delle ultime partite sono i 2 mediani al fianco di Pirlo, Chiellini spesso terzo difensore centrale, oltre che terzino, e Matri in crescendo. In quella di Ranieri sarebbe stato opportuno tentare Pazzini-Milito. Oggi il nuovo turno con alcune partite decisamente interssanti nell’ambito di un campionato che ogni domenica propone spunti interessanti ed anche valori tecnici assolutamente inferiori rispetto al passato. Questa sera al San Paolo di Napoli sarà di scena la capolista Juventus. Tanti i motivi di richiamo a partire da Mazzarri, criticato in campionato e osannato in Champions, che lo scorso anno stava per lasciare la panchina dei partenopei proprio per quella juventina. (lr)

Angelo Letizia DOMENICA

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Claudio Marchisio

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A proposito

di...

SIDERNO- ROCCELLA ALL’INSEGNA DEL FAIR PLAY Domenica scorsa allo stadio Racidi di Siderno, in occasione del derby tra Siderno e Roccella abbiamo visto uno spettacolo meraviglioso fatto non solo di calcio, ma anche di bambini che con le loro famiglie erano in tribuna. E' stata un grande successo. Quasi al completo le gradinate, hanno dato corpo ad una grande festa collettiva all'insegna del calcio, del fair play. Oggi come non mai abbiamo bisogno di diffondere valori come correttezza e rispetto, e di promuovere la cultura del confronto civile con le ragioni e gli argomenti di chi la pensa diversamente. La frase "oggi abbiamo vinto tutti" ci pare la più giusta lasciata a fine gara da Mister Fiorenza allenatore del Siderno e del co presidente Gattuso che dopo poco la sconfitta contro il blasonato Roccella davanti al pubblico amico, esprime più di mille parole il significato più vero e pronfondo di tutto quello che abbiamo fatto tutti. Noi della Riviera, esprimiamo la nostra più viva felicità e congratulazioni a tutti gli intervenuti, allo staff tecnico e dirigenziale e tutti i giocatori, per l'importante e meritata riuscita nella manifestazione sportiva. Dalla Locride oggi più che mai, continueremo con grande consapevolezza, a portare avanti il messaggio universale dello sport per un calcio fatto di vera amicizia e di rispetto dell'avversario . Antonio Chiera

Sport

In Eccellenza arbitri

improponibili

D

Serve il ricambio ove non c’è arrivata la squadra di casa domenica scorsa ci ha messo del suo il signor Cosso di Reggio Calabria che, come hanno anche testimoniato le immagini televisive, non ha concesso non uno ma ben due calci di rigore ai padroni di casa. Un arbitro, questo Cosso, che i tifosi del Siderno ricordavano bene per la disastrosa direzione di gara dello scorso anno a Marina di Gioiosa dove sbagliò tutto quello che era possibile sbagliare e che per premio il designatore Mimmo Archinà di Siderno, lo ripetiamo di Siderno, così come di Siderno è il presidente CRA Stefano Archinà, lo ha riproposto in condizioni di forma pessime ( con almeno 10 chili in più come vediamo dalla foto di stadioradio) per dirigere il sentito derby contro il Roccella. La scelta, ci dispiace dirlo, è stata assolutamente inadeguata. Il rigore su Accinni era sacrosanto ma non per il direttore in giacchetta nera che, addirittura, pur essendo ad almeno 50 metri dall’azione, ha estratto il cartellino giallo, ammonendo Accinni per la seconda volta e lasciando la squadra in 10. Ma non contento di questo si è superato a 10 minuti dalla fine quando non ha concesso un altro penalty per un fallo di Battaglia su Serra. Che dire. Se il Siderno (che già sa di dover soffrire per salvarsi) deve anche essere avversato dalle terne arbitrali tanto vale che già inizi a programmare il nuovo anno calcistico. In 8 gare di campionato al Siderno è stato concesso solo un rigore a risultato acquisito a Rossano mentre in casa nonostante gli episodi siano stati tanti non è mai stato attribuito un penalty. E qui stiamo parlando di rigori che anche le immagini televisive hanno dimostrato esserci e non di semplici episodi. Si ha la sensazione che nel campionato di Eccellenza stiano arbitrando alcune terne che sembrano assolutamente incapaci dal punto di vista tecnico ma che vanno avanti solo per meriti “diplomatici”. Non è così che il calcio calabrese può migliorare e di questo debbono rend e r s i conto i vertici federali. Anche q u e i presidenti di sezione arbitrali c h e vanno nelle tv a fare indebiti paragoni tra l’errore dell’attaccante e l’errore arbitrale. Si tratta di cose assolutamente diverse. Così dicendo si offende l’intelligenza altrui. Siamo seri per favore. R.R.

Caulonia 2006 :il valore di una squadra fatta in casa

Il presidente Cosimo Costa fissa l’obiettivo: “partiremo per salvarci” La squadra del “Caulonia 2006” sfruttando l'entusiasmo della giovane società, ha costruito da subito un progetto per realizzare “Un Nuovo Sogno”. Quello di arrivare più in alto possibile, con il solo aiuto e forza dei Cauloniesi. Grandi meriti vanno al Presidente di allora il Dottor Mimmo Lia che insieme ad amici il Dottor Francesco Cagliuso il Dottor Ilario Frajia il Dottor Vincenzo Lia e il Dottor Salvatore Caraffa sono stati grandi membri che hanno da sempre lavorato e speso energie per il bene della Società all'ora il primo allenatore anche se per poco tempo e stato il mitico Fernando Miriello, difensore di ferro del vecchio Kaulon Jonicagrumi. Il Presidente Mimmo Lia e tutta la squadra dapprima iscritta al torneo di terza categoria si è guadagnata con il passare delle stagioni gli onori della cronaca sportiva e già vanta nel proprio score la vittoria di un campionato di 3°cat. e poi di 2° cat. Fino ad approdare alla prima l'anno scorso, salvandosi già al primo anno di permanenza, il che non è poco per una neo promossa in un campionato massacrante come risulta essere questo. Militando ora nella 1° categoria del campionato dilettantistico Calabrese girone C, “l'A.C. Caulonia 2006” si confronta con realtà di gran lunga più blasonate, tutto ciò fa si che ogni domenica siano presenti al campo tanti tifosi che ormai vedono nella squadra di calcio un modo unico per ritrovarsi sportivamente, e per far conoscere questo paese a chi ancora non ha avuto modo di apprezzarlo,con la tarantella di Mimmo

Eccellenza: Roccella a Brancaleone

Siderno Oggi pomeriggio il Roccella andare a fare visita alla neo promossa Brancaleone per il secondo derby in sette giorni. Una partita molto difficile da non sottovalutare anche se il Brancaleone non attraversa un momento felice ed è reduce da due sconfitte consecutive. Tutta la settimana è stata trascorsa all’insegna della ritrovata serenità ed in attesa di avere delle buone notizie relative al bomber palermitano Vittorio Di Maggio che ha svolto un allenamento differenziato. Ancora da valutare le condizioni del bomber siciliano che si è sottoposto a degli esami specifici per capire l’entità dell’infortunio rimediato domenica nella partita col Siderno. Il Roccella, dopo una fase transitoria negativa sembra aver trovato la giusta concentrazione per risalire la classifica ed anche con un pizzico di fortuna è riuscita ad ottenere l’intera posta in palio sia contro l’I. C. Rizzuto che nel derby contro il Siderno. Figliomeni si è così preso una bella rivincita. Non c’è tempo per fermarsi . lr

Cavallaro e Cosimo Papandrea, manifestazione che si svolge oramai da oltre dieci anni alla fine di Agosto, ma ancor di più di dimostrare quanto un Cauloniese ami Caulonia. Una vera e propria "mission impossible" nel ricostruire e motivare la squadra per la società, dopo la bella ed esaltante salvezza dell'anno scorso come primo anno queste le parole del Presidentissimo Cosimo Costa ma che secondo lui potrebbe anche pensare non solo alla salvezza tranquilla ma anche a qualche cosa in più ma il presidente ripete sempre che “meglio volare bassi”. E la cosa si fa interessante, perché vuol dire che ci sono ragazzi e dirigenti a Caulonia che lavorano molto bene, se poi si aggiunge che sono tutti Super Giovani e dinamici le prospettive per il futuro ci sono tutte. Ancora il Presidente Costa dichiara: “E' bello comunque affrontare un campionato con squadre che saranno più forti di noi, siamo pronti a qualunque sfida” Mister Gianni Scigliano come dicevano guida storica di questa squadra e il giusto aggancio tra giocatori società e tifosi. La squadra è sicuramente tecnica, ci dice Gianni Scigliano ma sopratutto di cuore, e amore profondo per questo paese, lo si è visto domenica scorsa in casa con la Serrese una delle squadre che punta sicuramente al salto di categoria che per la prima volta in questo campionato ha lasciato i tre punti al Dicone dove il Caulonia ha fatto una partita eccellente non sbagliando quasi nulla, grande individualità possiamo darvi conto del portiere Condemi uno dei quattro “stranieri” del Caulonia che

Kickjitsu: 6 calabresi campioni del mondo Ancora una volta, una grande avventura si conclude e all' indomani della chiusura del Campionato Mondiale Interfederale W. T. K. A.. Ecco i numeri: 40.000 metri quadrati di superfice coperta, 78 aree per le gare e gli stage, 211 stand commerciali, 8000 atleti e stagisti. Sono dati inequivocabili e per certi versi epici. Dal 27 al 30 ottobre, a Massa, è stata registrata la presenza di oltre 20.000 visitatori per assistere alle varie manifestazioni marziali e a tutte le cerimonie tradizionali che si sono svolte in un crescendo continuo e irresistibile ripreso dalle telecamere RAI, SKY e ITALIA UNO. Evento nell'evento, la storica partecipazione della nazionale italiana giovanile di kickjitsu, voluta dal direttore tecnico nazionale, maestro Patrizio Rizzoli e dal presidente nazionale federale Ennio Falsoni. Il team, è stato guidato dal professore Giuseppe Cavallo, indiscusso professionista del settore e grande specialista della difesa personale, che oltre a possedere gradi e la qualifica federale ufficiale di maestro, in varie discipline, è cintura nera 6° grado FIKBMS, responsabile nazionale del settore giovanile lottatterra, oltre che membro della commissione tecnica nazionale federale MMA e coordinatore, per il Sud Italia, del settore vietnamita Fiwuk - WTKA. La nazionale è stata composta proprio da sei atleti del maestro Cavallo, calabresi delle accademie da lui dirette di Caulonia e Siderno. I rampanti ed eccezionali giovani hanno DOMENICA

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come tutti i numeri uno se azzardiamo la parola “folle tra i pali” nel catturare i pallone che arrivano dalle sue parti ci pare giusta, e poi il i goleador i fratelli Fabio e Nicola Scuteri, il primo grande giocatore dove fino a qualche anno fa militava in categorie superiori, ma che poi per sua scelta e per aiutare la squadra del suo paese ha preferito accasarsi definitivamente, come lo stesso fratello Nicola che domenica scorsa si è fatto trovare pronto ancora una volta nel gonfiare la rete; L'altro pezzo forte della truppa e Antonio Roccisano un autentico puledro di razza, l'istinto e il fiuto al gol è sempre pronto, anche per lui vale l'amore per la squadra di casa; Infine il capitano storico Sebastiano Nicolò un ragazzo che del calcio fa la sua passione, elegante in campo come nella vita, un autentico baluardo in difesa, gli attaccanti con lui non hanno vita facile. Una squadra troppo giovane, pronta però a giocarsi il torneo alla pari con le altre che ancora non si sa chi saranno le avversarie ne' quali e quanti saranno, ma certamente Caulonia partita alla pari con altre squadre. In effetti siamo in una Prima Categoria di fatto camuffata, in cui vi saranno due gruppi di squadre, ed il divario tra i due gruppi sara' notevole. Ancora poche settimane, ed il Caulonia sapremo di che pasta e fatto. La squadra agli ordini di Mister Scigliano ha cominciato bene, ma ancora è presto per dire se sarà tra le protagoniste, ma se i giovani talenti si confermeranno in grado di produrre giocate di qualità potranno certamente dire qualche cosa in più a questo campionato. Pochi gli elementi fuori, Spadola, Condemi, Muriale e Cagliuso i giocatori “aggregati” principalmente anche per il rapporto di amicizia tra compagni di scuola e/o di lavoro, che fanno parte integrante di una rosa di veri talenti “cauloniesi”. Tutti elementi che possono dire la loro in una categoria difficile e dura come la prima. Questa, quindi, la squadra “Caulonia 2006” che ogni domenica scende in campo per il portare avanti il nome di Caulonia. Il "DICONE" vi aspetta a braccia aperte per una grande avventura. Antonio Chiera

Gallicese, Ficara: "Anima e cuore per battere il Marina"

T

anta corsa, senso della posizione ed un particolare feeling con il gol. Questo è Emanuele Ficara, attaccante della Gallicese classe 1990. Un elemento che conosce bene il campionato di Promozione, visto che l'anno scorso, dopo aver cominciato in Eccellenza con la Palmese, a partire da dicembre, ha vestito la maglia del Catona, con la quale ha realizzato 8 centrii. Gallicese in scia, ma manca la vittoria- "Sono quattro partite che non perdiamo, però siamo riusciti a vincere solo una volta. I tre pareggi nei quali siamo incappati, sono punti che abbiamo perso, non c'è dubbio. C'è tanto rammarico per questo, dato che creiamo molto, riusciamo anche a passare in vantaggio e poi non riusciamo a tenere botta fino alla fine dell'incontro". Maledetta zona Cesarini- "Gioiosa, Rizziconi ed in ultimo Oppido, hanno un fattore comune: siamo stati sempre raggiunti all'ultimo minuto. Includerei anche il pareggio interno contro la Pro Catanzaro, subito sempre verso la fine dell'incontro. E' un discorso prettamente mentale a mio giudizio. C'è comunque da dire che in questa squadra siamo in molti a giocare assieme per la prima volta, e per tnto credo che il vero problema sia di natura pisicologica. Dovremo lavorare tanto per migliorarci, ed è un aspetto comunque normale, se consideriamo il percorso di crescita e di maturità che sta facendo la Gallicese rispetto all'inizio della stagione". Le reggine protagoniste in Promozione- "Penso che Catona, Bocale e Reggio Sud siano tutte in grado di contendersi fino all'ultimo la vittoria del campionato. La Gallicese? Dobbiamo ricominciare a prendere confidenza con i tre punti, dopodichè penso che anche noi potremo farci sentire nei quartieri alti della graduatoria, anche perchè siamo una ottima squadra, su questo non credo si possano avere dubbi". Nel prossimo turno, si ritorna a casa- "Adesso ci prepariamo ad ospitare il Marina di Gioiosa. Sfida molto difficile dal mio punto di vista, che però non ci possiamo permettere di sbagliare. Dobbiamo impostarla sull'agonismo dal primo minuto, facendo capire che in casa nostra vogliamo comandare. Credo che loro giocheranno a viso aperto, ma la tattica servirà a ben poco; conteranno le motivazioni dato che siamo due squadre molto simili sul piano della qualità. Il nostro 4-5-1 si sposa benissimo per una sfida come questa, dato che potremmo sfruttare eventuali contropiede, passando ad un 4-3-3 in fase di possesso palla, e dovremo essere bravi a sfruttare le velocità dei nostri esterni, me compreso, guidati dalla qualità in mediana di Aquilino. Al contempo però dobbiamo stare attenti in difesa, perchè il Marina ha in organico gente che può inventare dal nulla la giocata". Fabrizio Cantarella -reggionelpallone.it-

Il futuro del surfcasting sulle sponde dello Stretto vinto quanto c'era da vincere, portando a casa, nei combattimenti, ben 6 medaglie d'oro. I sei campioni del mondo sono: i tre “mitici” gemelli Carlo, Micaela e Carlo Cataldo; Antonio Francesco Sgambelluri, Matteo Renna, Giovanni Briguglio. L'entusiasmante prestazione degli atleti calabresi ha suscitato l'apprezzamento generale anche per il loro impassibile e sportivo comportamento in gara e fuori. Un esempio da seguire e una impresa che rimarrà, certamente nella storia. “Complimenti a loro” - ha espresso il presidente regionale calabrese federale, prof. Romano - “ma sopratutto al maestro Giuseppe Cavallo che con molta umiltà, serietà e grande preparazione è riuscito a compiere questa memorabile impresa sportiva.” Rosanna Albieri

REGGIO CALABRIA – Cinquanta tra le migliori giovani promesse della pesca sportiva nazionale stanno disputando, sul litorale di Reggio Calabria, il Campionato italiano 2011. “Scenderanno in campo” gli atleti della Nazionale Italiana under 16 di surfcasting vincitori dell’ultimo Campionato del Mondo tenutosi a La Spezia ed i migliori azzurri dell’under 21. Con il top del settore giovanile italiano, impegnato in un incantevole e pescoso campo di gara, a Reggio Calabria è presente anche il tecnico azzurro Vittorio Galassi. L’organizzazione della società reggina “Mediterranea Surfcasting Club” del presidente Giovanni Gerbasi, si conferma, dunque, impeccabile e consolidata. Alla cerimonia d’apertura, tenutasi al “Regent Hotel” di Catona, erano presenti il presidente del Coni Calabria, Mimmo Praticò, e, per la Federazione italiana di pesca sportiva (Fipsas), il rappresentante federale e giudice di gara, Alfredo Castaldo, ed i presidenti regionale, Antonio Debilio, e provinciale, Domenico Frattima. Dal presidente regionale del Coni, Mimmo Praticò, un saluto particolare è rivolto ai giovani atleti, i veri protagonisti della manifestazione. L’intervento del presidente Praticò si è, poi, focalizzato sugli aspetti fondamentali che devono possedere quanti operano nell’ambito dello sport al giorno d’oggi. Tema, questo, del “Corso per Dirigenti sportivi di I livello” che la Scuola dello Sport Coni della Calabria ha avviato, da settembre, nelle 5 province calabresi riscuotendo notevole successo. Il neo presidente regionale della Fipsas, Antonio Debilio, nel suo intervento,

s’è dichiarato “onorato di rappresentare un movimento regionale che ho sempre stimato”. “Quest’anno – ha detto Debilio– sono stati organizzati ben tre eventi nazionali di alto livello: a Cosenza, Badolato ed, oggi, a Reggio, che hanno visto protagonisti, soprattutto, i ragazzi e con loro i dirigenti, i genitori e gli accompagnatori provenienti da tutt’Italia. Il nostro è un bell’ambiente, passionale e professionale, ed i giovani atleti sono determinati nello specializzarsi nella disciplina e non si perdono dietro cose futili”. Debilio ha voluto evidenziare che “quanto ottenuto fin’ora in Calabria a livello federale è merito anche di chi mia ha preceduto: il presidente Antonio Maccarrone”. rs DOMENICA

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L’angolo di Parrello

IO SONO PER L’ERGASTOLO... NON PER LA PENA DI MORTE

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E cosi è stato ucciso Muammar Gheddafi. Molti governanti hanno plaudito a tale fatto, compreso il nostro. Un giovane di diciotto anni, con una pistola d'oro in mano, veniva baciato e abbracciato da centinaia di persone, perché aveva ucciso un uomo. Incasserà venti milioni di dollari. Io penso, invece, che Gheddafi, doveva essere preso, consegnato ad una Corte Internazionale e giudicato. Certamente avrebbe avuto l'ergastolo. Rinchiuso per tutta la vita in un penitenziario, avrebbe espiato veramente tutte le sue colpe, e chissà quante volte avrebbe pianto pensando a tutti quegl'innocenti che aveva fatto piangere.

Biblioteca Meridionalista

Il meridionalismo pragmatico di Alessio Milana PASQUINO CRUPI

IN EVIDENZA

Se di Giacomo Mancini si può dire che nessun più di lui ha fatto per la Calabria del Novecento, allo stesso modo si può dire di Alessio Milana che nessuno più di lui ha fatto per San Roberto nel secolo da poco spirato.

A San Roberto sabato 29 ottobre, nella Sala del Consiglio comunale, con la presenza del segretario nazionale del Partito socialista italiano, Riccardo Nencini, e di fronte a un parterre eccezionale, è stato ricordato, a dieci anni dal suo trapasso, Alessio Milana. È un nome che dice poco o nulla ai giovani, ma che dice molto e di grande a coloro che lo hanno conosciuto e non lo hanno dimenticato. La memoria è un atto di moralità sentimentale. È un atto di moralità politica. È un atto di moralità storica. Non si ricostruisce nulla senza un tributo di riconoscenza a quelli che ci hanno precedeuti ed accompagnati . Non si fa storiografia scientifica , lasciando per strada persone e accadimenti importanti, anche se i loro protagonisti furono uomini della provincia calabrese. Non si procede dalle ceneri del presente senza trasformarle in scintille, capaci d'animare un nuovo fuoco per una società migliore, per una società giusta. Quella socialista, per Alessio Milana e non solo per lui.

Alessio Milana, nato a San Roberto di Reggio Calabria il 5 mggio 1925 e lì trapassato il 18 aprile 2002, veniva da famiglia socialista. Il padre, perseguitato dal fascismo , fu esule negli Stati Uniti d'America e colà lo raggiunse insieme alla madre e ai fratelli. Ritornò a San Roberto negli anni Cinquanta. Il suo posto fu in prima fila nel Partito socialista italiano, che, tra polemiche e anche risse interne, andava ricostruendo la sua autonomia, denunciando, dopo i fatti d'Ungheria (1956), il Patto d'unità e d'azione con il Pci. Non fu mai anticomunista. Fu un socialista aperto. Un socialista riformista, cioè, pragamatico sulla lezione di Giacomo Mancini, che seppe coniugare grandi idee e misure riparatrici della sciagurata condizione della Calabria. Il meridionalismo di Alessio Milana cammina insieme al meridionalismo di Giacomo Mancini. Se del grande leader calabrese e nazionale si può dire che nessun più di lui ha fatto per la Calabria del Novecento, allo stesso modo si può dire di Alessio Milana che nessuno più di lui ha fatto per San Roberto nel secolo da poco spirato. Da sindaco, da consigliere provinciale, da assessore provinciale e, per breve tempo, da presidente della Provincia, egli è stato teso, anzi adeso ai problemi concreti del suo luogo natìo e del territorio della Provincia. Il concretismo è stata la sua divisa di pensiero e d'azione, come lo fu dei merdionalisti, eccezion fatta per Antonio Gramsci. L'uno e l'altra, inquadrati e resi permanenti nella fede nel Socialismo. Poiché senza fede il cammino diventa un percorso interrotto. Per camminare sempre, occorre una fede. Alessio Milana la ebbe. Fu uomo di fede, che è categoria umana, non solo categoria teologica. E per ciò stesso sulla sua lapide leggiamo idealmente l'elogio di cui sono meritevoli i meridionali e i meridionalisti che splendono nell'attrito: non mutò mai bandiera. Come non la mutò il cognato Giovanni Busceti, sindaco comunista di San Robeto, stroncato da mano assassina nel 1959. Il primo delitto politico in Calabria di cui nessuno registra l'accadimento. Forse perché allora le vedove non conquistavano la Camera dei Deputati con le loro gramaglie? Non scrisse. Ma i meridionalisti non hanno bisogno di libri per entrare nella storia gloriosa. Come per i ptotestanti verso il regno dei cieli, bastano le opere. Tale il caso di Alessio Milana, socialista per sempre, meridionalista sempre. Uomo saggio, buono, onesto.

cerimonia degli addii

Pino Comerci, un maestro Pino Comerci , cessato di vivere il 29 ottobre, ormai da anni s'era appartato dalla vita politica per motivi di salute. Non vedeva più bene. Camminava appoggiandosi e facendosi guida con un bastone. La sua persona, da snella, s'era fatta esile e aveva acquistato il profilo dell'asceta. Giovane intellettuale marxista, uno dei più perspicui, militante e dirigente comunista, tra i più appassionati e intelligenti, era un francescano della politica . Non amava le cariche e non le cercava. Non vide nel partito un mezzo per fare carriera. Lo intravide con gli occhi di Gramsci: il Principe nuovo, l'intellettuale colletivo, capace di determinare una società, fatta d'eguali. Vi gettò le sue energie intelletuali, che poi volse alla ricerca scientifica. Non fu semplicemente un profssore di letteratura latina nella quale eccelse, ma un maestro. Di sapere e di virù civili. Non tutti hanno le carte in regola per commemorarlo. Soprattuto quelli che, mtilandolo, tacciono la sua milizia comuninista. Tra le sue opere vogliamo ricordare , Ex amore adoptio ( Rubbettino 2007) e L’uomo si interroga sui misteri della morte. La liberazione del timor mortis nel mondo antico: da Lucrezio a Tommaso d’Aquino. Purtroppo, postumo.

In alto: Il volume del Prof. Giuseppe Comerci “Ex amore adoptio” DOMENICA 06 NOVEMBRE 2011

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Parlando

di...

I PRODOTTI TIPICI DELLA LOCRIDE OSPITI SU RAI DUE I vini prodotti nella fascia della costa jonico reggina e più specificatamente Il Bivongi Doc, il Greco Nero Igt Calabria, Il Greco Bianco Igt Calabria e il Passito Greco di Bianco Doc sono i protagonisti di un servizio televisivo prodotto dalla trasmissione “Eat Parade” (rubrica enogastronomica del Tg2). I vini sono stati abbinati anche ad alcuni piatti tipici. Il servizio andrà in replica il 4 novembre alle ore 6,00.

Cultura e società

L’avventura dei Mille Come un romanzo

S

CRISTINA BRIGUGLIO i è svolta nella Biblioteca Comunale “Mario Pellicano Castagna” a Marina di Gioiosa Jonica, la prima presentazione in Calabria del libro “Il romanzo dei Mille” di Claudio Fracassi, edito da Mursia. L’evento organizzato e promosso dai Presìdi del Libro Locride è stato introdotto da Domenico Vestito, vice presidente dell’Associazione e ha visto la partecipazione di una delegazione di studenti del Liceo Classico di Locri. Il volume, che quest’anno è entrato nella cinquina dei vincitori del “Premio Selezione Bancarella”, rievoca attraverso lettere, diari e cronache del tempo, la traversata da Quarto a Marsala e la liberazione della Sicilia dal dominio borbonico. “La storia si concentra quasi sempre sugli eroi che diventano, nella migliore delle ipotesi, degli immobili e paludati supereroi, noiosi e pedanti- ha esordito l’autore- così è stato per i protagonisti del nostro Risorgimento. Mazzini, Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele II. Trasformati in “santini”, e disumanizzati vengono digeriti a fatica dagli studenti e subito rimossi dalla memoria.” Claudio Fracassi, che prima di dedicarsi alla ricerca storica è stato direttore del quotidiano “Paese sera” e fondatore e direttore del settimanale “Avvenimenti”, ha scritto un vero e pro-

prio saggio storico, corredato da oltre sessanta pagine di note, ma scorrevole e avvincente come un romanzo. Sulle navi “Lombardia” e “Piemonte”, salpate da Quarto il 6 maggio 1860, c’erano in tutto 1089 giovani volontari, venivano da tutta Italia e tra essi c’erano anche un centinaio di sudditi borbonici. Molti erano studenti, cento i medici, più di 200 gli avvocati, insegnanti e professionisti; tre preti, una decina di artisti, pittori e scultori, e una donna (la moglie di Crispi). Erano consapevoli di partecipare ad una pagina importante della storia d’Italia e avevano voglia di raccontare la loro impresa. Inviavano le loro lettere da Palermo affidandole ai pescherecci o alle navi in partenza. Non si fidavano delle notizie ufficiali che trapelavano nel resto d’Italia e volevano rassicurare le madri, le famiglie. In seguito molti di loro si sono poi “riciclati” come reporter inviando missive ai più importanti giornali dell’epoca. Le loro imprese erano così avventurose da sembrare incredibili “avven-

nero fatti, a cui la posterità non potrà così facilmente prestar fede; sembrano parti felici della fantasia del romanziere….” scrivevano a casa. Lo stesso Alexandre Dumas (l’autore de “i Tre moschettieri”) ha raggiunto la spedizione di Garibaldi al Sud perché aveva intuito che lì si stava vivendo uno splendido romanzo e voleva vederlo per raccontarlo. Eppure la storiografia ufficiale, spesso, ha trascurato queste fonti, relegando sullo sfondo le vicende umane dei volontari che hanno partecipato alla spedizione di Garibaldi in Sicilia. Da questi scritti, riportati alla luce da Fracassi, emerge che lo spirito unitario era un ideale non solo per i condottieri o gli ideologi del Risorgimento ma anche per quei ragazzi (il più giovane aveva solo undici anni) che hanno partecipato all’impresa; uno di loro, scappato di casa per imbarcarsi, lascia un biglietto alla madre “andiamo in aiuto dell’eroica Sicilia” scrive da Quarto. “Garibaldi era consapevole - afferma Fracassi - che l’Italia del Sud doveva essere liberata dalla gente del Sud, non contro di loro. Ecco perché un esercito male equipaggiato, di poco più di mille uomini, raccattato con un appello, è riuscito ad avere la meglio sull’esercito regolare borbonico che in Sicilia contava oltre 25.000 uomini”. Partivano per aiutare il Sud a liberarsi e non per esportare con le armi la democrazia.

La Cava

CLOWN SOCIALE Viaggio in Israele I EDIZIONE REGGIO CALABRIA “Io ho scelto di vivere con il sorriso… E tu?”, con questo slogan parte la I edizione del corso di base di “Clown sociale”, diretto da Santo Nicito e organizzato dall’associazione di promozione sociale Freckles, al centro aggretivo di Lume di Pellaro, frazione di Reggio Calabria. Quattro fine settimana intensivi, più 120 ore di tirocinio, per scoprire un nuovo modo di avvicinarsi alla figura del clown. Il corso, attraverso un percorso pratico e teorico, esplorerà temi e tecniche legate alla figura del clown. Dalla costruzione del personaggio al trucco, dalla relazione con gli altri ai numeri di micromagia, passando per la realizzazione di figure con i palloncini, gag’s. E ancora elementi storici sulla nascita del clown e su alcuni personaggio significativi. Tutti strumenti indispensabili per avvicinarsi agli altri, attraverso il clown, in contesti di disagio umano e sociale. Per questo il corso di “Clown Sociale” darà la possibilità ai corsisti di formarsi per operare in contesti difficili come la strada, gli ospedali e le comunità terapeutiche ecc. Il corso che si rivolge a un massimo di 20 partecipanti, di età compresa fra i 18 e i 40 anni, parte il 18 novembre 2011 con la formula del fine settimana (18-20, 25-27 novembre e 2-4 e 9-11 dicembre 2011) a cui seguiranno le 120 ore di tirocinio (costo complessivo 110 euro). Alla fine del corso, a cui è necessario iscriversi entro il 17 novembre 2011, saranno rilasciati due attestati di partecipazione, uno per le lezioni e un altro per il tirocinio.

raccontato da Domenico Zappone Non è piacevole per uno che si rechi all'estero restare senza una lira e, perciò, andare alla ricerca di qualcuno disposto a ospitarlo. Questo è accaduto a Mario La Cava, che, inviato in Israele da un quotidiano, rimane vittima durante la traversata dei raggiri d'un piccolo ebreo italiano, suo compagno di viaggio, con la conseguenza che, volatilizzatasi la sua modesta riserva di valuta e in attesa di rientrarne in possesso, si vede costretto ad accettare l'ospitalità di chi gliela dà. Pure, nonostante una simile disavventura, da quel candido che è, La Cava non trascura di scoprirne i lati comici, mentre intanto prende dimestichezza con la gente, nel cui animo ritrova inaspettatamente certi valori che nemmeno alla lontana sospettava. In Israele La Cava ritrova così un angolo della sua terra, la Calabria, non solo negli uomini e, di più, nelle donne, coraggiose e insieme tènere come le nostre, quanto nello stesso paesaggio e soprattutto nella concezione della vita che quel popolo ha: sicché dalla curiosa avventura, grazie alle sue naturali riserve di uomo colto anche se disincantato, gli viene da parte di quella gente la scoperta di un'umanità imprevedibile che lo rasserena e rincuora. DOMENICA

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A STILO IL CONSIGLIO DIRETTIVO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA

la Riviera

Stilo non perderà per ora il titolo di “borgo più bello”, lo ha deciso il direttivo del club nato nel 2001 su iniziativa della Consulta del Turismo dell'Anci, che si è riunito proprio nella cittadina lo scorso 28 ottobre. L'adesione di Stilo ai Pisl sarà fondamentale per mantenere i requisiti e sviluppare le grandi potenzialità turistiche del borgo.

LA BIENNALE CATTURA I RAGAZZI

Villa Zerbi

Dalla Biennale a Villa Zerbi... Gli artisti Calabresi,in mostra a Venezia,tornano in città. Ragazzi entusiasti per la rappresentazione dell'assenza di gravità,della frammentazione psicotica dell'Io,tra luci,ombre e colori

accende la curiosita' di giovani studenti

Il disagio dell'Io è il tema al centro della mostra della Biennale “Lo stato dell'arteCalabria”, approdata a Villa Zerbi. Oltre 60 gli artisti calabresi a dare il loro apporto alla modernità con il manifesto della frantumazione dell'Io e la rappresentazione della mancanza di centri di gravità. Farfalle svolazzanti su volti tatuati, altalene-gabbie dell'infanzia alle spalle, gigantesche mappe astronomiche decentrate e confuse tra luci nuove, dove l'unico pianeta a “saltare” fuori dalla tela è un meteorite sconosciuto; corpi senza volto brancolanti sulle pareti, trapassati da fili spinati e inchiodati a resti di barconi: sono i profughi lampedusani. I ragazzi della nuova generazione - provenienti dagli Istituti Superiori “Araniti” e “Corrado Alvaro” -, troppo spesso etichettati come apatici e disinteressati, quei ragazzi “difficili”, descritti come privi di valori e punti fermi, hanno mostrato di sapersi emozionare, di profondere sensibilità, senso civico, attenzione e purezza, vedendosi rappresentati nei frantumi di specchi rotti a terra e riflettenti soli malati, vedendo descritta la loro storia sui pannelli di un'ultima cena immortalata con dodici maschere manga quadrangolari attorno a una croce a colori vivacemente accecanti, dove è impossibile riconoscere “Giuda”, perché, in un mondo barcollante, traditori e traditi vivono in simbiosi. Stelle adagiate a terra, formicai di un nero invadente a rappresentare le coscienze perse, poesie, ologrammi, fotografie dello stesso volto per simboleggiare l'autoanalisi che porta alla più assoluta cecità. E poi il boato. Come in un piccolo miracolo quotidiano, l'attenzione delle scolaresche si magnetizza sulla tela “estroflessa” di Maurizio Cariati, Io ho visto la luce. E' la gigantografia di un volto che vince la barriera bidimensionale e vuole uscire dalla tela, con il naso deformato già al di là del quadro ma gli occhi sbarrati ancora imprigionati dalla finzione artistica; un volto che vuole scappare e implora aiuto ai giovani spettatori sgranando le palpebre profeticamente in una promessa di verità: da un lato i ragazzi, inerti, fragili; dall'altro l'opera d'arte, che li chiama in aiuto e pretende un mutuo scambio nella confidenza segreta di cosa sia la luce. L'intensità emotiva dei giovani spettatori tocca le stelle quando un sacro silenzio pervade per qualche minuto la stanza del Palazzo gotico. E rinasce viva la certezza - oramai dai più cestinata - che la Cultura sia una risposta. Può essere una cura, può essere uno stimolo, può essere un fiammifero che accende la voce della coscienza, per imparare a conoscersi meglio e a non perdersi nel buio di contesti sociali a volte pericolosamente fuorvianti. Serena Cara

E poiché La Cava è scrittore tra i più maliziosi, pur con quella sua aria ingenua e sprovveduta di uomo modesto della nostra provincia, ora, a distanza di tempo, ha rivissuto sulla pagina la tragicomica avventura e ne ha tratto un libro, Viaggio in Israele, edito da Fazzi di Lucca, che si apre come un'oasi di serena riflessione nel frastornante rumore della polemica e delle opposte idee sul recente conflitto arabo-egiziano. Mario La Cava sta per compiere 60 anni, ha al suo attivo una mezza dozzina di libri, tra cui spiccano gli ormai celebri Caratteri e quei deliziosi Colloqui con Antonuzza che da soli lo consacrano scrittore valido e originale. È uno che ha sempre lavorato, che se n'è stato lontano dalle mode e dagli esibizionismi, che non ha abbandonato la Calabria: egli vive a Bovalino, in una grande casa che, già silenziosa, ora è devastata dai suoi ragazzi, sempre in lizza per un nonnulla, tra i quali egli mette pace non sempre riuscendoci. Stando alle apparenze, Mario La Cava non è personaggio del nostro tempo, lo si direbbe piuttosto un sopravvissuto nel presente marasma. Tuttavia, la sua pagina, nel presente volume e sempre, reca spesso l'inconfondibile sigillo della poesia, che non ha né tempi né regole, anzi ne prescinde assolutamente, quando è vera ed autentica. CHI È Muore suicida a Palmi , dove era nato nel 1911, il 5 novembre 1976. Insegnante per ragioni di vita, giornalista fantasioso e scrittore per vocazione, Domenico Zappone alza lo sguardo verso la letteratura americana e in territorio calabrese predilige Alvaro. Fin dal suo esordio, con le Cinque fiale (1952) si colloca fuori dala neorealismo. Altre suo opere narrative: Il mio amico Hemingway ed altri racconti (1984), Terra e memoria (1985), Il cavallo Ungaretti (2006). Fu amico di La Cava per il quale scrisse la scheda che di sopra pubblichiamo. Viaggio in Israele ha rivisto la luce in questo 2011.

ECCO LA “CALABRIA POSITIVA”

LE NOTE

di MARA RECHICHI

Pensiero... stupendo! Non penso, dunque non sono! Se partiamo da questo assunto, riusciamo a comprendere meglio il senso e gli obiettivi del Festival del pensiero pensante che ha appena concluso a Locri la sua seconda edizione. Dice: ma c'è bisogno di pensare in antitesi? Beh, credo proprio di si. Prima di tutto per far scemare le inutili e sterili polemiche che hanno preceduto il Festival, e poi perchè credo stia in questo la chiave del successo di pubblico che si è registrato. Ragionare in antitesi, questa volta con il cartesiano “Penso, dunque sono” (Cogito ergo sum), rappresenta il rafforzamento del pensiero stesso. “Se penso sono, se non penso non sono. Ma io voglio essere, quindi penso e vado a pensare!” Tutte le età lo hanno pensato, ma più di tutti i giovani. In parte spinti dalla collaborazione delle Scuole, che hanno offerto crediti formativi ai propri studenti, ma soprattutto spinti dalla curiosità, dalla buona avidità di ascoltare lectiones magistrales di elevatissimo livello intellettuale e di grande spessore umano. Solo ai giovani di Mantova, Modena, Sarzana, Torino può capitare, una volta l'anno, come ai giovani di Locri, durante i rispettivi Festival, di essere a tu per tu con eminenze scientifiche del Diritto, del calibro del prof. Francesco D. Busnelli, grande giurista, o della Medicina, come il prof. Attilio Maseri, cardiologo plurinsignito di riconoscimenti internazionali che parla col cuore in mano (è il caso di dirlo) e dice ai giovani presenti: - sappiate cogliere le occasioni e sappiate essere meritevoli. Io non ho mai portato la borsa a nessuno e mai ho voluto che qualcuno la portasse a me.Questo vogliono sentire i giovani in questi giorni, vogliono poter pensare che il futuro li sta apettando, che il futuro esiste ancora! Allora ben venga il “pensiero pensante” e ben vengano e ben ritornino i pensatori della nostra Officina che ciò hanno voluto: diritto, economia, medicina, filosofia, teatro, concerti, fiera libri, convivialità: tutto in soli cinque giorni, nel Palazzo della Cultura vissuto in chiave di Agorà. E per l'anno prossimo si fanno già i nomi di Massimo Cacciari, Michael Löwy, Romano Prodi, don Mauro Bianchi. E' un pensiero stupendo!

La Calabria dei buoni progetti e della voglia di rinascita si è incontrata sabato a Siderno. Il progetto iniziale di Calabria Positiva risale al 2008 ,ed in particolare l'associazione senza fini di lucro nasce con l'intento di promuovere e valorizzare la diffusione della cultura calabrese nel mondo. Eccezionalmente quest'anno l'Assemblea annuale dell'associazione si è svolta nella Locride che adesso entrerà a far parte di quella “rete positiva” che negli anni passati aveva già raggiunto Lametia,Cosenza e Rende.Il fondatore il dott.Francesco Maria Simonetti si è battuto strenuamente per poter far entrare anche la sua zona natia nel progetto di rilancio e valorizzazione del territorio ,scegliendo proprio Siderno come città in cui esporre per la prima volta quello che è il progetto-pilota che nei prossimi giorni verrà discusso ,anche, nell'Assemblea dei Sindaci. Il progetto prevede la realizzazione di un sito internet realizzato con la moderna tecnologia del 3D e in cinque lingue che ripercorra attraverso una “passeggiata virtuale” i luoghi di maggiore interesse naturalistico,archeologico e artistico della nostra terra, dando così la possibilità ad utenti che magari si trovano dall'altra parte del mondo di richiede informazioni sul luogo che maggiormente li ha colpiti. Un'iniziativa che mira così a far emergere la nostra terra solo e soltanto per le grandi potenzialità offerte dall'immenso patrimonio paesaggistico e culturale, così da poter promuovere in Italia e nel mondo il volto pulito di una Calabria che ha voglia di rialzarsi. Anna Laura Tringali DOMENICA

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Quelli

della

Notte

Cinema&arte LARECENSIONE

La peggior settimana della mia vita Sette giorni di passione, tra le strette vie del quartiere milanese di Brera e la grande villa sul lago di Como, quelli che dovranno affrontare Paolo e Margherita, due promessi sposi che sognano il matrimonio perfetto. Paolo è uno splendido quarantenne, tenero e pasticcione, con un buon amico Ivano, verace napoletano, che sarà il suo testimone. Margherita è un po’ più giovane, piena di sogni e con due genitori estratti da una borghesia un po’ rigida. invece di anni ne ha trenta, fa il veterinario e si porta in dote una famiglia eccentricamente borghese che vive in un’austera villa sul lago di Como. L’ansia per il grande passo, la soggezione nei confronti dei futuri suoceri, trascinano Paolo in un susseguirsi di eventi tragicomici, dall’accidentale morte dell’amatissimo cane di famiglia alla distruzione di ogni vetro della grande abitazione con una falciatrice guidata da Ivano. Giorno dopo giorno, Paolo si troverà alle prese con situazioni imbarazzanti e paradossali. I disperati tentativi di mettere una pezza con l’aiuto dell’amico, sortiscono come unico effetto quello di peggiorare ulteriormente le cose. Il matrimonio su quel ramo del Lago di Como si farà? Sicuramente il più divertente tra i film prenatalizi del cinema italiano, La peggior settimana della mia vita di Alessandro Genovesi con Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Monica Guerritore e tanti altri grandissimi attori.. Matteo Raschellà

Frutta nelle scuole per un idea che frutta! L ’Italia è ai primi posti in Europa per il numero di bambini in sovrappeso e i dati sono destinati a peggiorare in quanto in Europa il sovrappeso in età scolare cresce al ritmo di circa 400.000 casi l’anno. Dal 30 al 60 % dei bambini obesi mantengono l’eccesso ponderale in età adulta e presentano, più frequentemente del previsto, alterazioni metaboliche e complicanze rispetto all’obesità che si manifesta in età adulta. Il problema dell’obesità e del sovrappeso nei bambini ha acquistato un’importanza crescente in Italia, per le implicazioni dirette sulla salute del bambino (ipertensione, iperinsulismo, diabete tipo 2 e steatosi). Tale tendenza è più accentuata nelle aree del sud Italia rispetto a quelle del nord. L’indagine condotta dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’Annualità 2011-2012, ha messo in luce la grande diffusione tra i bambini di abitudini alimentari che non favoriscono una crescita armonica e che predispongono all’aumento di peso, specie se concomitanti I principali errori alimentari sono individuati nell’assunzione eccessiva di alimenti di provenienza animale e di dolciumi, ricchi di zuccheri semplici, nell’alimentazione non sufficientemente variata, nel consumo di alimenti vegetali inferiori alle quantità raccomandate. In questo scenario il ruolo della prevenzione e dell’educazione alimentare diventa la leva principale di una strategia volta ad introdurre comportamenti virtuosi. I prodotti ortofrutticoli rappresentano una fonte importantissima di fibra, di beta carotene, di Programma. In questa ottica si inquadra il progetto comunitario FRUTTA NELLE SCUOLE 2011/2012COF PER UN’IDEA CHE FRUTTA! L’iniziativa promossa dal programma europeo “Frutta nelle Scuole” e coofinanziata dal Ministero della Pubblica Istruzione e delle Politiche Agricole vede impegnate in prima linea nella fornitura di frutta e verdura nelle scuole primarie della Calabria e Sicilia fornitori calabresi e siciliani. Idea vincente e valore aggiunto, sono state proprio la territorialità, ed un progetto concreto, al massimo dell’offerta, dove oltre alla distribuzione della frutta e verdura sono state proposte misure d’accompagnamento adeguate che centreranno sicuramente l’obbiettivo, affiancare la didattica al divertimento.Il progetto servirà 1100 scuole, tra Calabria e Sicilia, durante tutto l’anno scolastico in corso. A partire dal prossimo mese partirà la prima fornitura. Numerose sono le tipologie della frutta che, verrà distribuita nel corso dei mesi privilegiando la stagionalità e la qualità certificata DOP, IGP e BIO, diverse saranno le attività didattiche e ludiche organizzate anche all’interno di fattorie didattiche, stabilimenti produttivi, nelle scuole e nelle piazze cittadine, per promuovere il consumo in modo conviviale e coinvolgente.

AL CINEMA

CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Blood story-16.00- 18.00 Bar sport20.00-22.00 CINEMA ARENA Siderno,info:333/ 7672151 Prossima apertura CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 Matrimonio a Parigi/18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 This must be the place/ 18.00 - 20.00 Paranormal activity 3 22.00 CINEMA GARIBLDI Polistena,info:0966/ 932622 Ex- Amici come prima!/16:00 - 19.15 - 21.30 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Matrimonio a Parigi 18.00 - 21.00 CINEMA ODEON Reggio C.,info:0965/ 898168

I soliti idioti / 17.10 -18.40 22.20 - 22.00 CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 Quando la notte 18.1020.00 - 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 Il domani che verrà/18.10- 20.20 - 22.30 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala de curtis La peggior settimana della mia vita/17.10 - 18.45 -21.00 - 23.05 Sala sordi Tintin (3D)17.00-19.00 Matrimonio a Parigi /20.45 - 22.30 Sala de sida Maga Martina 2/17.00 Insidious!19.30 - 21.15 23.00 Sala mastroianni Johnny English- la rinasita/17.00 - 18.45 - 21.00 Worrior/ 22.45

OROSCOPO ARIETE

TORO

GEMELLI

CANCRO

LEONE

VERGINE

dal 21 marzo al 20 aprile

dal 21 aprile al 20 maggio

dal 21 maggio al 21 giugno

dal 22 giugno al 22 luglio

dal 23 luglio al 23 agosto

dal 24 agosto al 22 settembre

Energie quintuplicate e grande entusiasmo nei progetti e negli studi. Domenica ottimo il divertimento.

Buona notizia, dopo un mese di orbita disarmonica, da sabato Venere la smetterà di tartassarvi.

Sabato e domenica, la Luna pescina vi farà venir voglia di giocare a nascondino. Ritorno al passato!

Il week-end è ideale per gite fuori porta, o per la ricerca di atmosfere mistiche. Avete amici fedeli.

Sabato e domenica, la Luna pescina riporterà alla ribalta l'inconscio, i sogni e le emozioni, divertitevi!

I nativi della prima decade si sentiranno disturbati dagli atteggiamenti incomprensibili di un familiare.

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

Non preoccupatevi se sabato e domenica vi sentirete in ritardo rispetto alle cose da fare. Tranquilli!

Il week-end sarà molto bello per ogni genere di attività legate alle emozioni: ispirati e intuitivi.

Week-end contraddistinto da un'atmosfera più delicata e intimista, nessuno potrà imporvi cosa fare.

Il week-end non desterà alcun genere di preoccupazione e sarà ottimo per conoscere nuove persone.

I nativi della prima decade, riprenderanno contatto con la loro parte fantasiosa e dinamica. DOMENICA

I nativi della prima decade non si demoralizzino, se qualche risposta tarderà ad arrivare. Tempo!

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la Riviera

Blob of the week

Porcino da record ... 14 Kg

il talentuoso Alfredino

Tanti auguri a Mimmo e Leanne per la nascita del piccolo Rocco ...malgrado la lontananza che ci divide siete sempre nei nostri cuori.

“Pacciu netto”, Gloria e “u Corvu” formano il trio delle meraviglie di Roccella Jonica Auguri alla mia piccola lavinia Congiusta che il 31/10/2011 ha compiuto il suo I anno. La cara nonna Lina.

Tronisti o Intronati ???

Zombi e fantasmi per una “serata muostrosa”

Incantano come le sirene di Ulisse, ma se si compie un infrazione, sanno far male come le saette di Zeus.

DA GROTTERIA CON AMORE CINZIA E ROCCO uniti nella Molte sono le cose che rendono Basilica San Pietro e Paolo di famoso il paese, ma la manifestazioAcireale “da” un ne principe rimane il presepe vivenMATRIMONIO STREPITOSO te e loro potrebbero essere i tre re auguri

La verità dell’Iride di Benjamin Bowson

Ridicoli siete voi

Ve lo tenete da vent'anni, alternandolo sul trono con il parroco bolognese. Ha alla difesa La Russa, all'istruzione la Stella e agli interni il sassofonista. Ha cinque centimetri di fondo tinta in faccia. Governa nei ritagli di tempo, fra un festino e un altro. E vi sorprendete se gli ridono in faccia. O vorreste che ridessero a lui e non irridessero il paese? Un paese con i Bersani, i D'Alema, le Bindi, i Casini, Fini, Bocchini. Come si fa a non ridere di lui, e di voi? Siete obiettivamente ridicoli. Ogni due parole ci mettete un ca..o o una mi..a, perché le sue televisioni questo vi hanno insegnato. Amate i Marchionne, i Montezemolo, vi fate arringare dalle Marcegaglia. Altro che da ridere, siete un posto da piangere, c'è poco da inalberarsi. Tanto più quando gli sberleffi ve li fanno i Sarkozy e non i Churchill. Ma che ci volete fare, siete cresciuti con i miti dei Kennedy, che avevano più amanti che sorrisi, che erano figli del peggior repubblicano, ricco sfondato a furia di vendere malto durante il proibizionismo. Avete ammirato la serietà di Mitterrand che all'Eliseo aveva due appartamenti comunicanti e in uno ci teneva moglie e famiglia e nell'altro amante e prole. Sbavavate per Blair che l'unica cosa che non è riuscito a bombardare è la casa dei Cugini di Campagna, e questo non è un merito. Invidiavate Zapatero alla Spagna senza vedere che era mister Bean in divisa da torero. Siete andati felici al matrimoni di Diana e mesti al suo funerale. Ipocriti. Tutti lo avete deriso e sbeffeggiato il vostro capo di governo. Ora non ci state alle risate dello sposo della nostra Carlà, che perlomeno è più importante dell'ex compagno della Canalis che tanto ci ha fatto inorgoglire. Il sorriso vi è morto in bocca perché è uno sberleffo al vostro minuscolo e ipocrita paese. Non volete ammettere che Berlusconi vi rappresenta fedelmente, cancellate i suoi milioni di voti, di vent'anni, e gli altri milioni che sono andati a personaggi altrettanto ridicoli. Si, sarà che ieri ho bevuto e mangiato troppo e il mio metabolismo non ha

Tanti Auguri ad Annamaria Brandimarte che martedi 25 ottobre 2011 ha conseguito laurea specialistica in giurusprudenza presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria.

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