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FUGA. Antonio Pelle, la Mamma di San Luca, fuggito dall'ospedale di Locri, ha animato grandi fantasie sulla sua malattia e soprattutto sulla sua “evasioneâ€?. Anche quando si tratta di cose grandi, bisognerebbe declinare il cervello verso ragioni semplici. E Se Antonio Pelle s'è fatto uccel di bosco per scampare dai medici del detto ospedale?


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Controcopertina spiegato che se funziona l’aria condizionata, si fermano i motori perché le batterie non reggono, essendo state congegnate, più di 30 anni fa, solo per la strumentazione e per la luce. Vi hanno poi caricato anche l’aria condizionata. Come dire: un quintale di cemento sulle spalle di un anoressico. A Brancaleone colgo uno spizzico di dialogo. “Si sta meglio in Africa”, dice un nero al compagno di viaggio. Non c’è fotografia migliore dello stato di Trenitalia i cui massimi dirigenti, più volte messi di fronte alla catastrofe del pubblico trasporto sulla linea Reggio Calabria- Roccella Jonica- Catanzaro Lido, hanno messo in mostra la maschera della rassegnazione di fronte al Palazzo, che ama il trasporto su gomma. Sono i rinoceronti dalla pelle dura che governano Trenitalia. Non in solitudine, come accadde – ma quella era letteraturaa Robinson Crusoe, ma in compagnia solidale della Giunta regionale, che foraggia Trenitalia, e del Governatore, che tra i ciondoli delle sue attribuizioni, ha anche quello dei trasporti, e non interviene. Tutta gente preclara alla quale sarebbe un fuor d’opera chiedere di venire a viaggiare con noi. Il più preclaro tra tutti, di lombi magnifici, il Governatore. Il quale conosce a menadito che “perder tempo a chi più sa, più spiace”. Ed è per questo che non salirà mai con i consaguinei fratelli calabresi e i fratelli neri. Meglio Malta. Vi si va in aereo, in un lampo. Ma, per ragione di equanimità, dobbiamo domandarci: e i sindacati? Che cosa fanno i sindacati? E l’opposizione diligente in Consiglio regionale che fa? Ha mai denunciato che Trenitalia ha il minimo di contributi e le ditte pulmanistiche il massimo?E i magistrati che hanno l’obbligo di indagare quando misfatti vengono denunciati? Se litigassero di meno, potrebbero farsi venire la voglia di viaggiare con noi e con i neri. Trovrebbero sicuramente materia per levare l’imputazione di reato di pericolo nei confronti dei gruppi dirigenti di Trenitalia, della Giunta, del Governatore. Oppure, non è neanche il caso di scomodarsi: basterebbe chiedere ai poliziotti che di tanto in tanto fanno servizio sui treni pendolari, mai visitati dal direttore dell’Azienda ospedaliera, dr. Lillino Bellinvia e dai suoi funzionari. Come vedete, ci sono tutti gli elementi per scrivere, tra l’altro, un romanzo, un romanzo realista, che non potrebbe avere altro titolo che questo: Miserabili! Rigorosamente senza “I”. “I miserabili “ di Victor Hugo sono cosa ben diversa. POST SCRIPTUM. Naturalmente il 5 settembre non è un giorno eccezionale. È un giorno come tanti altri. La cronaca del forno crematorio si ripete il 17 settembre: in partenza da Bova Marina ore 15, 50. Di nuovo, il 23 ettembre, ore 7,55. Ma siano rese lodi, lodi sincere, ai macchinisti e ai capitreno, che, con la loro sapienza e spirito di sacrificio, consentono ai “trabiccoli” di giungere alla meta.

Miserabili T

PASQUINO CRUPI

reno regionale 3745 di Trenitalia in partenza dalla stazione di Siderno alle ore 13.09. È mercoledì 5 settembre. Arriva, grazie a Dio, puntualmente. Vi salgo insieme a qualche insegnante e a molti neri: alcuni dei quali scenderanno a Bovalino, parecchi a Brancaleone e tutti gli altri proseguiranno fino a Reggio Calabria. Si suda. Si soffoca. Si perde il respiro. Perché, come di rito, l’aria condizionata non funziona. Sarà perché il grosso dei clienti di Trenitalia è composto da neri, che dovevano starsene a casa loro e non venire in Calabria a rubare il lavoro agli indigeni? Il tempo di pensarlo e mi viene

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La settimana NORDICI&SUDICI

Non partite più GIOACCHINO CRIACO L'estate finisce e il rito si ripete. Aspettando quei pochi giorni d'inverno, che una natura benigna ci regalerà fra un po', iniziamo la cerimonia dei saluti. Partiti i vecchi emigranti accompagniamo alle stazioni i nuovi penitenti, quelli che carichi di valige si rassegnano a lasciare la nostra terra con l'illusione di andare in un mondo migliore. Da quando i Savoia ci hanno “liberati' abbiamo visto milioni di nostri fratelli lasciare il sud, un'emorragia di vita che ancora continua portando benefici solo ai paesi che hanno usufruito delle braccia e della testa dei meridionali. Per noi il dolore dell'assenza, per loro il dramma della lontananza. Pena per chi resta e sofferenza per chi va. Chi è andato ha vissuto, ma non lo ha fatto bene, ha dato l'anima senza cambiare il proprio destino ne il nostro. Centocinquant'anni di inutile emigrazione, storie di fatica e emarginazione che hanno prodotto solo infelicità. Chi è rimasto anche ha vissuto, con qualche soldo in meno, con fatica ma meno pena, avendo il conforto di stare in casa propria. Gli spostamenti forzati è storicamente provato non migliorano la società di provenienza, c'è è vero un sollievo economico ma a esso si associa uno stop sociale. Le comunità afflitte dall'emigrazione vanno in stallo, si bloccano i processi evolutivi, sia economici che culturali, perché sempre va via la parte più dinamica, quella che più ha voglia di fare e spinta propulsiva. L'emigrazione serve solo agli altri e non a noi. Fino a qualche anno fa, comunque, si riusciva a mandare qualcosa a casa, ad aiutare le famiglie. Oggi i soldi guadagnati fuori bastano appena a pagare l'affitto e il cibo. Partire ha un senso solo se lo si fa per scelta e non per costrizione. Restare è dura, ma alla lunga paga di più, rimette in moto l'evoluzione naturale, innesca il progresso economico. Non rifiutiamo i lavori umili in casa nostra per farne di peggiori fuori. Stringiamo i denti e non compriamo biglietti per l'inferno. Disfiamo le valige, tutti abbiamo da guadagnare stando a casa nostra. Ci deve essere un inizio e una rottura, se no saremo ancora qui, fra centocinquant'anni, a fare valige e inseguire sogni che diventeranno incubi.

E alla Cina piace tantissimo il Ponte sullo Sretto La ricca Cina avrebbe fatto sapere attraverso l’agenzia del tesoro China Investiment Corporation che se avesse dovuto investire in Italia lo avrebbe fatto solo finanziando importanti opere infrastrutturali,ed in particolare, l’ormai mitico Ponte sullo Stretto.Una cosa è sicura i cugini cinesi riuscirebbero a portare a termine l’opera più velocemente di quanto noi in Italia non concluderemmo un kilometro di Salerno/Reggio Calabria.

UN PAPA ALLA SCUOLA DI ECO. MAH… «Non credo che Ratzinger sia un grande filosofo, né un grande teologo, anche se generalmente viene rappresentato come tale». Lo ha affermato, a due giorni dall’inizio del viaggio in Germania di Benedetto XVI, Umberto Eco (v.foto a sinistra) intervistato dal quotidiano tedesco «Berliner Zeitung» in edicola ieri. «Le sue polemiche, la sua lotta contro il relativismo sono, a mio avviso, semplicemente molto grossolane – ha commentato Eco riferendosi ancora a papa Ratzinger – nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo le formulerebbe come lui. La sua formazione filosofica è estremamente

debole». ”Per argomentare il suo giudizio Eco fa riferimento proprio alla questione del relativismo, che è stata il cuore dell’approccio di Ratzinger al declino della cultura occidentale e in particolare europea. In una risposta diretta al suo intervistatore Eco ha detto: «In sei mesi potrei organizzarle un seminario sul tema. E può starne certo: alla fine presenterei almeno venti posizioni filosofiche differenti sul relativismo. Metterle tutte insieme come fa papa Benedetto, come se ci fosse una posizione unitaria è, per me, estremamente naïf». Eco, infine, ha fatto anche un paragone con Giovanni

Paolo II, sostenendo che dopo papa Wojtyla era difficile per Ratzinger essere una «big star». “Naturalmente Eco è un grande filosofo ed un grande teologo!», commenta con una punta d’ironia Jorg Bremer, vaticanista della «Frankfurter Allgemeine Zeitung», che

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pochi giorni fa ha intervistato il Papa a Castelgandolfo. «Sono stato da Sua Santità e ho visto in anteprima insieme all’editore Manuel Herder la mostra che, organizzata con la Libreria editrice Vaticana, per la prima volta mette insieme le copertine di 600 diverse edizioni di opere pubblicate in 25 paesi nei 50 anni di attività scientifica dal teologo Joseph Ratzinger, un’esposizione che si sposterà presso la sede della casa editrice a Friburgo, in occasione della visita che il Papa compirà in Germania da giovedì a domenica Antonietta Calabrò per il “Corriere della Sera”

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La regina d’Aspromonte

DIAVOLO NERO

MIMMO GANGEMI el 1902 mio nonno paterno affrontò l’avventura della Merica attraversando il mare Oceano – così lo chiamavano gli emigranti, carezzevoli e confidenziali, forse per tenerlo manso – perché era l’unico figlio maschio adulto in una casa con un esubero di femmine. A quel tempo in Aspromonte le femmine avevano il grave difetto di rendere in soldi la metà di un uomo nella giornata in campagna, di dover essere provviste di dote, per poterle accasare degnamente, e che specialmente da loro, dai costumi che tenevano, dipendesse l’onore della casata. Se ne arrivavano troppe, diventava una disgrazia su cui piangere lacrime amare. Anche altrove al Sud. E infatti, “nuttata persa e figghjia fimmana” annota Andrea Camilleri, per intendere un insuccesso e un’inutilità di cui si sarebbe volentieri fatto a meno. In quello che è un detto in uso fino agli anni 60, quando apparivano un castigo divino le gravidanze portate al fondo nella speranza, poi delusa, fosse finalmente il turno del maschio. Allora le nascite erano rigorosamente casalinghe, con tanto di levatrice, mesta nel porgere al padre la notizia di un nuovo insuccesso. “Ttaccativvilla” – legatevela, fateci un nodo – sbottò rancorosa e spazientita Sarina, addosso a mastro Luigi, nel tenere dai piedi, a testa in giù in attesa del vagito che schiudeva la vita, la sesta femmina di fila. Succedeva al tempo dei canonici di legno, quando i più piccoli portavano la spacca nel cavallo dei pantaloni, per facilitarne i bisogni corporali. Mastro Luigi, il nodo, non lo fece. E al settimo tentativo ottenne il maschio, che però crebbe talmente insipido da fargli maledire fino all’ultimo fiato quel giorno accolto come segno della benevolenza del Cielo. Storie di un’altra epoca, irripetibili e che resistono solo nelle teste di chi è già vecchio o si avvia a diventarlo. È tanto ormai che Sinopoli e l’Aspromonte non sono più quelli lì, seppure ci sia chi insiste a volerli inchiodare selvaggi, arretrati, invivibili. Oggi mostrano intera la civiltà negata e i lunghi passi di un progresso che è davanti agli occhi di tutti. Oggi questa montagna chiacchierata, troppo spesso a torto, incorona una regina che la colma d’orgoglio: è bella senza uguali, dolce e tenera, è la figlia che qualsiasi genitore riesce a costruire soltanto dentro i sogni migliori, quelli che sembrano impossibili da realizzare. È una meravigliosa e sana ragazza di una famiglia sana, cresciuta tra gente onesta e laboriosa. L’Italia che ci piace ne ha ammirata la sfavillante bellezza, il garbo, la compostezza, assieme a valori, pensieri e sentimenti che quaggiù resistono e altrove vanno scomparendo, o sono già scomparsi. Le sue parole sono tanto più apprezzabili quanto più si assiste a proclami televisivi in cui altri tipi di donne, quelle che il pudore di mia nonna definiva “così così”, inneggiano alla mercificazione della bellezza, quasi la normalità fosse il degrado dei costumi. Stefania Bivone, miss Italia 2011, assurge a simbolo della nostra terra molto più che le miss calabresi che l’hanno preceduta. Incarna il riscatto, anche di quella Sinopoli culla di una civiltà, lunga oltre un millennio, ingenerosamente oscurata dai foschi eventi di pochi lustri nefasti. E Sinopoli la consegna regina all’Italia. Con orgoglio, dopo averla affiancata con entusiasmo e affetto lungo il percorso fino allo scettro. Rinverdendo antichi fasti, quando l’antico borgo di Sinopuleju, ormai quasi fantasma, era sede di feudo dei Ruffo di Calabria, cosicché Paola di Liegi, discendente dei Ruffo, è un’altra regina, bella anche lei nei suoi anni d’immortale gioventù, ma molto meno di Stefania, in qualche misura ascrivibile alla storia e alla gloria del paese, avendo portato con sé al trono del Belgio i titoli di Principessa di Scilla, Duchessa di Santa Cristina e, appunto, Contessa di Sinopoli Ho lavorato a Sinopoli. Per quindici anni. Nulla ho di cui lamentarmi. Mi rimangono solo bei ricordi, e tanti amici, tra i quali il padre della miss, tecnici comunali assieme, un mestiere difficile e pericoloso persino nella civilissima Svezia. Ora festeggio anch’io, da cittadino aggiunto quale mi considero, la corona di Stefania, e ciò che essa rappresenta per i nostri paesi d’Aspromonte

Agazio, l’inquieto

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LA NEO MISS ITALIA STEFANIA BIVONE E LA SECONDA CLASSIFICATA MAYRA PIETROCOLA

Non è affatto vero che Agazio Loiero, ex Governatore della Regione Calabria, sia un opportunista, un trasformista, un carrierista. Così appare, ma così non è. È uno spirito inquieto e, come s'addice agli spiriti inquieti, è sempre alla ricerca dell'elisir di nuova vita per la Calabria, suo unico amore. Era nella vasta e grande Democrazia cristiana dove aveva trovato una sedia e non fece in tempo a trovare l'elisir, perché il Partito si dissolse sotto le manganellate della Procura milanese. Quindi, sempre alla ricerca dell'elisir, fu nel 1994 nel Partito popolare Italiano, poi nel CCD, quindi nell'Udr, indi nell'Udeur. D' elisir neppure l'odore. Entra, annusando, nella Margherita. L'olfatto è buono, ma è l'elisir, che vaga lontano. E, per acciuffarlo, fonda, nel 2006, il Partito Democratico Meridionale. Dura lo spazio d'un annusamento e Agazio Loiero, l' Inquieto, chiede asilo al PD, dove si posa e riposa prima di riprendere il bastone del pellegrino per andare oltre. Pace, pace, dicono al suo cuor le colline calabresi. E Loiero ascolta, consente, intravede l'estremo porto in Autonomia e Diritti, ultimo parto della sua inquietudine da elisir. Placata dal riapparire del Governatore Raffaele Lombardo. I due si parlano da vecchi amici. Convengono e convergono. Insieme formeranno quello di cui il Mezzogiorno, ridotto alla Sicilia e alla Calabria, ha bisogno e mai avuto: un Partito del Sud. Ecco, l'elisir di nuova vita che invano l'inquieto Agazio Loiero aveva inseguito e non raggiunto. Nasce il Regno calabro-siculo, rinasce il Regno delle Sicilie. Il cui scettro sicuramente Raffaele Lombardo cederà ad Agazio Loiero. Per eliminargli , se non altro, la voglia spossante di rimettersi in cammino per la conquista dell'elisir. Che, ormai a portata di mano e di vista, micragnosamente si rivela sotto la specie d'una solida poltrona nel Palazzo.

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innovativi, come i semifreddi, le tartine alla frutta, la torta sette veli, la mousse di ricotta o di cioccolato, i tiramisù e molto altro. <<Ma la novità di quest’anno – ci spiega Vincenzo, il giovane e dinamico gestore del locale- è senz’altro la spaghetteria>>. Il Night & Day infatti è anche spaghetteria, pub, paninoteca, aperto 24 ore su 24 dodici mesi l’anno. In qualsiasi momento del giorno (o della notte) è possibile gustare uno dei piatti del menù nella nuova sala interna o nel giardino. Antipasti tipici a base di affettati, salumi, zeppole, melanzane ripiene e altre sfiziosità della tradizione calabrese, primi piatti classici come la pasta alla corte d’assise o più originali come la pasta alla “Compare Turiddu” con acciughe, olive e peperoncino, e poi hamburger, panini con porchetta o con affettati e tanto altro ancora. E, da non perdere, il venerdì gli speciali piatti a base di pesce. Il Night & Day �� il locale perfetto per una clientela gio-

Il gusto non si ferma mai! SPECIALITÀ DOLCI E SALATE 24 ORE SU 24 edicato a quelli che amano far tardi la sera ma anche a quelli che “il mattino ha l’oro in bocca”… Non pensavate potesse esistere un locale in grado di mettere d’accordo tutti, forse perchè non siete mai stati al Night & Day, in via Vittorio Emanuele 49, a Siderno. Al Night & Day puoi iniziare la giornata con cappuccino e cornetto oppure, per gli amanti della trasgressione, con caffè al ginseng e gelato. Sei hai voglia di un aperitivo puoi fermarti e gustare uno dei prodotti del bar e se vuoi assaggiare qualcosa di sfizioso e originale puoi provare le specialità della pasticceria mignon di produzione artigianale. Solo ingredienti sani e genuini per dolci classici ma anche

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vane, per una spaghettata tra amici a prezzi molto vantaggiosi, per festeggiare un compleanno o altre piccole ricorrenze. Inoltre, per gli amanti della notte, ogni sera dalle 22:30 cornetti caldi e specialità dolci e salate da gustare fino all’alba. E per i fumatori è disponibile una veranda riscaldata e prossimamente anche una rivendita tabacchi. Il Night & Day è l’unica spaghetteria, paninoteca, pub, caffetteria, pasticceria, gelateria e graniteria: il posto ideale in cui iniziare, concludere o trascorrere la giornata. Solo a Siderno, in via Vittorio Emanuele 49. Per informazioni e prenotazioni tel. 0964.347006, per essere aggiornati su tutte le novità, pagina facebook Night&Day Siderno.

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ISTITUTO AGRARIO. RAFFA SIGLA L’ACCORDO CON IL COMUNE DI CAULONIA Contento l’Assessore Provinciale Giovanni Calabrese, dopo la convenzione firmata tra l'Amministrazione provinciale e il Comune di Caulonia, rispettivamente nelle persone del presidente Giuseppe Raffa e del primo cittadino Ilario Ammendolia, per la sistemazione dell'Istituto agrario nell'immobile sito a Caulonia. Il Comune cauloniese cederà in comodato d'uso gratuito l'immobile e la Provincia si farà carico dei lavori di completamento e messa in sicurezza dell'edificio, che saranno completati nell'arco di un mese.

Primo piano

Palazzo Foti è un importante edificio di Reggio Calabria, sede dell'amministrazione provinciale. Il palazzo è dedicato a Pietro Foti patriota e vecchio sindaco della città.

SUAP Reggio fa eccezione Tutti i comuni della Provincia di Reggio hanno ottemperato alla direttiva prefettizia d’affidare le gare d’ appalto alla Stazione Unica Appaltante Provinciale. Ma, siccome la regola, per esistere, richiede l’eccezione, il già glorioso sindaco Giuseppe Scopelliti non ha ritenuto di far aderire l’ Amministrazione comunale della Città. Né sembra che questo sia il pensiero dominante del neosindaco - più neo che sindaco - dr. Demetrio Arena. Un mistero gaudioso.

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RODERIGO DI CASTIGLIA

on ha bisogno di dimostrazione la tesi che il rapporto ‘ndranghetapolitica trovi il suo gran brodo di coltura nel campo dei lavori pubblici e, quindi, degli appalti: qui si merca giorno e notte, più di notte che di giorno, come stanno a documentare non poche inchieste giudiziarie. Il Nord non vi è immune, ma sono il Sud e la Calabria, che svettano. Se non secondo la realtà, certamente secondo il rinvigorito sentimento antimeridionale del governo Bossi-Berlusconi. Di questa graduatoria di merito discorreremo in altra occasione. Per ora, ci interessa fissare questo punto: per frenare, addirittura, per fare franare l’infiltrazione procurata della ‘ndrangheta nei lavori pubblici, cioè, negli appalti, s’è ben pensato di dare vita a un organismo ineccepibile e impenetrabile, la Stazione Unica Appaltante. E per dare credibilità massima al centralismo appaltante al supremo comando della SUA è stato chiamato un magistrato di tutto rispetto, il dr. Boemi, che, privato di mezzi operativi, ha onestamente dichiarato la fatuità della molesta macchina di guerra contro la ‘ndrangheta infiltrante. Infatti, a quattro anni dall’appro-

vazione della legge istitutiva della SUA, le gare espletate sono dell’ordine del 5%. Poco. Ma la SUA non era stata sbandierata come la struttura capace di garantire grande produttività, liberando le gare da intralci, ostacoli, lacci e lacciuoli? E liberandole, vieppiù, dalla ndranghetistica appropriazione indebita dei

grandi appalti , tutti , invero, nella cassaforte delle pure imprese del Nord? Ciò che aveva intravisto un secolo fa Francesco Saverio Nitti quando, con animo risentito, scriveva: l’’80% degli intraprenditori è del Nord, ma tutto l’affarismo viene caricato sulle spalle del Mezzogiorno. Proseguiamo.

Accanto alla SUA c’è un’altra creatura provvidenziale: le Stazioni uniche appaltanti provinciali ( SUAP), che, senza eccezione alcuna, dovrebbero operare su tutto il territorio calabrese per gare d’appalto d’impegno finanziario non vertiginoso. Sta di fatto che le SUAP sono operanti a Crotone, a Reggio Calabria, a

Il Palazzo del Governo . (Prefettura), posto nel cuore del centro storico della città, occupa l'isolato compreso tra la piazza Vittorio Emanuele II e le vie San Francesco di Sales, Spanò Bolani e corso Vittorio Emanuele III.

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Vibo Valentia, ma non operano né in provincia di Catanzaro né in provincia di Cosenza, considerando il Presidente della Provincia di Cosenza , on. Mario Oliverio, e la Presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro che il sistema SUAP offre notevoli punti di vulnerabilità. Colà, perciò, gli appalti rimangono nella piena competenza delle amministrazioni comunali. Come abbiamo già detto, la Provincia di Reggio Calabria s’è dotata della SUAP, e prassi vuole che tutti i comuni assumano questa struttura per le gare d’appalto. Per non avere guai. Anche un eventuale commissariamento. Nessun comune della provincia di Reggio Calabria s’è sottratto. Ma, siccome la regola, per esistere, richiede l’eccezione, il già glorioso sindaco Giuseppe Scopelliti non ha ritenuto di dover far aderire la citta di Reggio Calabria alla SUAP. Né sembra che questo sia il pensiero dominante dell’attuale sindaco, dr. Demetrio Arena. Un mistero gaudioso. Visto che aderire o non aderire alla Suap è , sì, una facoltà, ma anche un adeguamento alle direttive della Prefettura . Non accettarle è un cattivo e sospetto segno.

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Locride Cambio al vertice della Capitaneria di Porto. Ad Andronaco subentra Tomat

BRUNO GEMELLI La credibilità internazionale di Silvio Berlusconi è pari allo zero. Non è un giudizio malevolo ma una semplice constatazione. Che ha trovato ristoro nel recente discorso del presidente Obama alle Nazioni Unite . Colà, ringraziando i paesi europei ed arabi impegnati a risolvere la crisi libica, non ha citato l’Italia. Nonn una distrazione, ma uno schiaffo: l’ennesimo . Che rimanda a un problema europeo, riguardante da vicino il destino della Calabria in termini di tracciabilità strategica degli investimenti. Come è noto, l’Unione europea ha disegnato alcuni “corridoi” lungo cui sviluppare condizioni di vantaggio per le infrastrutture viarie: sono prodromiche per la crescita economica delle regioni attraversate da questi corridoi. Nella mappa europea c’è il “Corridoio 1 Berlino-Palermo”. Un pezzo importante di questo tracciato è il Ponte sullo Stretto. Si dà il caso che, da tempo, a

Corridoio deviato o vietato? Bruxelles si voglia ripensare questo tracciato, mutuando Berlino-Palermo con Elsinki-La Valletta. In pratica, all’altezza di Napoli, il percorso devierebbe per Bari puntando, attraverso il Jonio, su Malta. Cosa significherebbe questo spostamento? Che le regioni Basilicata, Calabria e Sicilia resterebbero fuori dai programmi di sviluppo viario. E così il Ponte sullo Stretto diventerebbe una cattedrale nel deserto. Tale la situazione. Dai settori della maggioranza sono arrivati messaggi tranquillizzanti, del tipo: la decisione finale non la prendono gli euro burocrati, ma i capi di Stato e di governo. E qui sta il punto. Con la credibilità che si ritrova Berlusconi, in questo caso, in campo europeo, diventa possibile la modifica del corridoio? La cosa ha aperto una discussione politica in Calabria. E’ dell’altro giorno la perplessità dell’assessore regionale Piero Aiello che ha detto: «Risulta inconcepibile la strategia adottata da Bruxelles che, immaginando di sostituire l’attuale Corridoio 1 Berlino - Palermo con la connessione Helsiki - La Valletta, di fatto escluderebbe la

Calabria da infrastrutture importanti che la taglierebbero definitivamente dai collegamenti nazionali ed internazionali provocando un tale isolamento con conseguenze irreparabili alla già fragile economia regionale. A questo punto non avrebbe alcun senso costruire il Ponte sullo Stretto. Confidiamo nelle capacità e nell’autorevolezza del nostro governo a ché non si modifichi un percorso già configurato e formalizzato». Gli ha fatto eco il consigliere regionale Pasquale Tripodi che ha affermato: «Le preoccupazioni dell’assessore regionale Piero Aiello sul Corridoio 1 Berlino-Palermo mi trovano d’accordo, così come la sua domanda circa l'inutilità del Ponte sullo Stretto nel caso la cancellazione del Corridoio da parte dell'Europa non venisse meno». Aggiungendo: «Non comprendo, però, a maggior ragione dopo aver appreso delle perplessità dell'assessore Aiello perché non si faccia su un argomento così cruciale nelle strategie del rilancio economico di questa parte del Mezzogiorno, un dibattito ampio, articolato ed approfondito in Consiglio

regionale. Sarà l’aula, dove sono presenti tutti i partiti e tutti i legislatori regionali scelti dai calabresi, ad assumere una posizione, mi auguro unanime ed univoca, per dare più forza all’iniziativa stessa dell’esecutivo». Talché «occorre iniziare a uscire, benché sia passato un anno e mezzo di legislatura regionale, dalla logica chiusa ed asfittica che porta a confondere la polemica politica con il dialogo tra pezzi della stessa Istituzione ed a valorizzare, invece, le diverse articolazioni dell’istituzione regione. Tutte importanti e nessuna più importante dell’altra. E’ evidente che una posizione del Consiglio regionale darebbe più forza all’esecutivo”.

Basilicata, Calabria e Sicilia resterebbero fuori dai programmi di sviluppo viario. E così il Ponte sullo Stretto diventerebbe una cattedrale nel deserto.

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Si è tenuta mercoledì 22 settembre, nella sede dell’Autorità Portuale ,alla presenza del presidente dell’Autorità Portuale Giovanni Grimaldi e del segretario generale Salvatore Silvestri e delle massime autorità militari e civili, la cerimonia del cambio di comando della Capitaneria di porto di Gioia Tauro. Il Capitano di Fregata Giuseppe Andronaco, Comandante uscente della Capitaneria di Gioia Tauro, ha lasciato il timone della Capitaneria al Capitano di Fregata Diego Tomat, suo successore. Nel corso degli interventi, il Comandante Andronaco ha ricordato gli anni trascorsi a Gioia Tauro nella più ampia sinergia con le altre istituzioni statali e le amministrazioni locali nonché con le forze di polizia del territorio. Il Presidente Grimaldi, riferendosi al Comandante Andronaco, che ha avuto modo di conoscere in più occasioni di lavoro, ha sottolineato il tratto di disponibilità e responsabilità dell’alto ufficiale, evidenziando come il ruolo della Capitaneria di porto di Gioia Tauro sia servito per affermare i valori di legalità sul territorio. Il Presidente dell’Autorità Portuale ha evidenziato l’intentissima attività operativa del Com. Andronaco e dei suoi uomini della Guardia Costiera, in questi ultimi anni; attività posta a salvaguardia della vita umana in mare, a tutela dell’ambiente marino e del demanio marittimo, delle risorse ittiche, della sicurezza della navigazione e della sicurezza portuale e, che ciò abbia consentito alla Guardia costiera di farsi conoscere sempre più nell’ottica dello sviluppo del turismo e dell’attività di prevenzione ed informazione sulle tematiche che riguardano il mare e le coste, valorizzando al massimo il dialogo con le istituzioni del territorio. Pasquale Patamia

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Siderno, l’anno dello Scorpione Trova uno scorpione in casa e lo porta subito all’ufficio sanitario. È quanto accaduto ad un cittadino di Siderno residente nei pressi della zona centrale del corso Garibaldi. Insospettito per la scoperta dell’animale, che potebbe non essere letale ma pur sempre pericoloso, il cittadino ha allertato l’Asl che adesso sta procedendo alle dovute analisi del caso. Intanto, contattato un esperto, ci ha riferito che in Italia vivono diverse specie di Euscorpius: è un simbolo molto negativo. Per i Cinesi è un segnale d’allarme, non lo dicono ma “ è meglio una figlia femmina che un maschio nato nell’anno dello Scorpione.

La sua presenza a Siderno potrebbe essere collegata a una delle tantissime bancarelle presente alla Firea di Portosalvo nello scorso inizio Settembre. Un chiaro segnale che c’è qualcuno che vuole male a questo territorio. Ora per scacciare il malefico serve combattività e determinazione. M aquesta è solo una leggenda orientale. Ci salva la scienza: il genere Euscorpius appartiene ad una famiglia di recente costituzione, la famiglia Euscorpiidae. Il genere è cosmopolita , ed oltre all’ Europa, è presente in Asia, Nord Africa, Sud America. Il genere Euscorpius è uno dei più sinantropici della famiglia ed è per questo

Ritornando su miss Platì Discorrendo sul nostro settimanale dell'elezione di Miss Platì 2011- Liberamente belle, si intitolava la nostra copertina (la Riviera 28 agosto) abbiamo omesso un dettaglio, che, i effetti, si colloca come un capitolo decisivo della manifestazione, che prima è stata salutata dal giubilo dell'intero paese e poi è stata accompagnata da rumori e mugugni. Questo, però, non guasta l'importante evento. È un fatto naturale che i premi concorsuali creino contentezza in chi vince e giusta delusione in chi perde. Ma noi qui vogliamo parlare non più della premiata, ma del premiato, cioè di Ciccio Catanzariti, che la Giurìa ha voluto segnalare con animo grato per il suo impegno costante e intelligente per Platì, paese natio, e per la lunga lotta per il riscatto del Mezzogiorno e della Calabria: da sindacalista effervescente, da parlamentare comunista non annuente.

SIDERNO RISCOPRE UN SUO FUORICLASSE

L’esemplare ritrovato a Siderno che si può trovare in manufatti umani anche particolarmente a nord, come in Germania, Olanda, Danimarca e Scandinavia. Molte specie di Euscorpius, sono assolutamente simili e impossibili da identificare a vista, sia in foto, sia in vivo. Dimensioni, forma e colori sono solo parametri indicativi, non vere e proprie chiavi di riconoscimento. E comunque, pare che non ci si debba allarmare.

I Socialisti Uniti piazzano la bandiera a Siderno eri pomeriggio è stata inaugurata a Siderno in via Carlo Pisicane, alla presenza dell’Onorevole Saveri Zavettieri e di Luciano Racco la nuova sede dei “ Socialisti Uniti. Il politico di Bova Marina e quello di Siderno di nuovo insieme per una nuova stagione della politica?

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L’Hirish Pub torna forte e con lui la notte sidernese. Con l’estate già in rotta verso altri lidi e dopo un anno simile a quello di Valentino Rossi sulla Ducati, che ha visto la più importante birreria di sempre arrancare, piazza Portosalvo è piena. Le macchine sono di nuovo in fila richiamati dagli spillatori di un luogo mitico. La nuova gestione ha rispolverato la vecchia mentalita e da pochi giorni Siderno è di nuovo la City della Locride

MASINO MITTIGA: «ZAPPAVIGNA È UN MOLOSSOIDE» Sulle dichiarazioni dell’ex sindaco Zappavigna che ha accusato il Governo Mittica di “scelte inopportune che arrecano grande danno al territorio e alla collettività», l’attuale primo cittadino, al telefono da Reggio Calabria, per l’ennesimo ed eterea fatica dei sindaci della Locride con i vertici dalla politica provinciale ci ha detto: «L’ex sindaco di Bovalino è come un Pitbull, Forte e ostinato nella presa, non eccelle per intelligenza»

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Attualità

MARIA G. COGLIANDRO

Ha scosso l’America intera raccogliendola sotto un unico motto: “Yes, we can”. Ha pianificato una strategia comunicativa senza precedenti. Oltre ad essere il primo presidente abbronzato, Obama è stato il primo presidente Web 2.0. Ha messo su una campagna elettorale planetaria, dove i cittadini sono stati protagonisti, diventando i suoi azionisti di riferimento. “Compra un pezzo della tua campagna elettorale” era il suo invito; tantissimi l’hanno seguito, continuando a sostenerlo anche dopo le elezioni. Con l’aiuto di Chris Hughes, co-fondatore del social network Facebook, è stata creata una serie di infrastrutture senza filtro con infinite possibilità di partecipazione. Tutto per aprire spazi di dialogo con i sostenitori ma anche con gli avversari. Obama è stato il primo presidente a sperimentare le potenzialità della Rete, il primo ad aver davvero aperto le finestre della politica ai cittadini. Sulla home page del suo sito sono caricati i video dei suoi interventi che scorrono per mostrare i diversi temi nell’agenda politica dell’amministrazione. C’è spazio per i commenti oltre che inviti espliciti alla discussione, attraverso il bottone d’azione “discuss” che compare accanto ai tasti che rinviano ai social network. Su Youtube c’è poi il canale di Obama con oltre 2000 video caricati. Un vero e proprio esercizio di democrazia partecipativa. Un esempio seguito da molti in Europa, una tra tutti la cancelliera Angela Merkel, e da qualcuno in Italia, come il sindaco di Bari Michele Emiliano, il quale ha cercato di creare “portatori di valori” coinvolgendo giovani capaci di raccontare ovunque il suo progetto politico. E i politici calabresi? Si avvicinano in qualche modo all’ideale del politico Web 2.0? Abbiamo preso tre politici a caso: Giuseppe Scopelliti, governatore della Calabria,

Il Ricordo

La politica calabrese è Web 2.0? Giuseppe Raffa, Presidente della Provincia e Demetrio Arena, sindaco di Reggio Calabria. Partiamo dal nostro governatore. Cerchiamo il suo nome su Google e otteniamo 565.000 risultati. Il nome del governatore rimbalza in Rete ben 565.000 volte ma nessuna di queste rimanda ad un sito personale. Scopelliti non ha un suo sito. Ma allo-

to creare un contatto nuovo. E dopo un altro stock da 5000 amici, per accontentare tutti, è stato costretto ad aprire una pagina “fan”, che piace a 14.521 persone. Ma cosa scrive in queste pagine Scopelliti? L’ultimo post risale a lunedì 19 settembre. Il governatore comunica ai suoi amici che quel giorno si sarebbe tenuto il consiglio regionale. E da qui partono i commenti-richieste-insultirassegnazioni. Il commento finale fa il Sul Web alla voce Giuseppe Scopelliti punto della situazione: 565.000 risultati. Raffa ha 10.000 amici su “Dai commenti si che Scopelliti è facebook. Il sito web di Demi Arena è invece deduce il presidente di pochi e morto con la campagna elettorale non di tutti i calabresi”. Sono pagine povere di ra i cittadini come possono contattarlo? contenuti o di comunicazioni indispensabili. Possono farlo sul social network più famoso Tra i link, quelli che rimandano ad articoli il al mondo, Facebook. Ci sono due Giuseppe più delle volte “appattati” con qualche giorScopelliti governatori della Calabria su nalista, articoli che, neanche a dirlo, tessono Facebook, perché una volta raggiunto il le lodi del governatore. Non c’è dialogo. limite dei 5000 amici, il presidente ha dovu- Non c’è confronto. Ci sono domande dei

Non è un discorso commemorativo per Italia Gerace Mi sembrava banale per te, che sei stata eccezionale, perciò ho affidato alla penna il tuo ritratto, da condividere con gli amici e con la comunità sidernese Sei passata come un raggio di sole. Riccioli biondi nel vento della vitaGridolini di gioia ad ogni incontroGusto innato del bello- Entusiasmo per la vitaIl tuo modo di esserePronta nel dareParca nel ricevereUmile verso tutti-Acciaio nelle tempesteNobiltà nel tuo vivere quotidianoAmore indiscriminato per gli altriOblio dei torti subitiTestimonianza di fede-la tua vita- nonostante le proveLeggerezza dell'apparireProfondità dell'essereAllieterai Dio con i tuoi sorrisiAngelo sorridente- Rallegrerai il ParadisoNei nostri cuori l ricordo- il rimpianto-la nostalgia. Sei e resterai la nostra ITALIA Franca Ieraci

cittadini che non ricevono alcuna risposta. Scopelliti che nel 2008 è risultato il sindaco più amato d’Italia, potendo contare a Reggio sul 72% dei consensi, e che nel gennaio scorso si è aggiudicato il 3° posto nella classifica dei Presidenti di Regione più amati d’Italia, non punta sulla comunicazione in rete per raggiungere i suoi elettori. Passiamo adesso a Giuseppe Raffa. Il presidente della Provincia ha un sito personale, dove c’è persino la voce “Parla con il Presidente”. Ed è possibile farlo via email, tramite posta ordinaria, via form, (ossia compilando una scheda che oltre ai dati personali prevede uno spazio in cui inserire il proprio messaggio), o addirittura contattandolo telefonicamente. Non male se non fosse che l’ultimo articolo inserito risalga al 28 maggio, ovvero a prima del ballottaggio del 29 e 30 maggio. Il sito, dunque, dura giusto il tempo della campagna elettorale. Un sito promozionale per raccogliere l’elettorato ma che finito lo spoglio e proclamato il

PLACANICA SALUTA EMIDIO DIVINO

E' stato un addio commosso quello che Placanica ha riservato al suo ex sindaco Emidio Divino scomparso giovedì. “Il professore”,come era conosciuto ,oltre ad essere stato sindaco nel 1978 e più volte consigliere comunale era conosciuto per essere stato nella Locride un appassionato sindacalista della Cisl. Anna Laura Tringali DOMENICA

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la Riviera

SALVAGENTE

SCATTA L’AUMENTO DELL’IVA, ATTENZIONE ALLE SPECULAZIONI

L’

vincitore, chiude battenti. Anche Giuseppe Raffa è su Facebook per ben due volte, e può sfoggiare la sua collezione di 10.000 amici. I contenuti delle sue due pagine sono sempre quelli: articoli provenienti da giornalisti che hanno frequentato la stessa scuola di lecchinaggio, e poi commenti che gli amici del Presidente si scambiano ma a cui Raffa non prende parte, perché in fondo riguardano la Provincia, mica lui! Ed infine Demetrio Arena, per gli amici Demi. La corsa a diventare suo amico su facebook inizia subito dopo le elezioni. Prima poteva contare su quei 200-300 amici che possiamo “permetterci” tutti. Adesso ha raggiunto i 5000 amici ma ancora non ha aperto una pagina fan per accoglierne altri. Anche Demetrio Arena ha un sito web, anche questo nato e morto con la campagna elettorale. Ha addirittura un canale su Youtube come Obama. Video caricati: 6! Quattro sono promozionali, pre-elettorali quindi; uno

riguarda la costituzione del Comitato a suo sostegno; l’ultimo è il video della vittoria, un video emozionante, di quelli che gli amici ti preparano per farti piangere alla tua festa di 18 anni, con le immagini che scorrono accompagnate dalla colonna sonora, a dir poco originale e insolita, “We are the champion”! Demi ha foto con tutti, persino con Papi. La politica calabrese, dunque, sembra ancora legata a modelli per così dire “istituzionali”, non si riscontra quella voglia di coinvolgere e rendere protagonisti i propri elettori, di avvicinarli alla politica discussa e costruita dal basso. Il mezzo più utilizzato è Facebook, anche se i nostri politici lo sfruttano solo come vetrina, non leggono i commenti lasciati dai cittadini, e i post scomodi vengono rimossi. Poi, però, si dimenticano di rimuovere il post in cui il cittadino-amico lamenta che gli viene negata la libertà di espressione facendoci ancora più brutta figura.

Unione Nazionale Consumatori Calabria mette in guardia i cittadini su possibili ingiustificati aumenti dei prezzi, specialmente nel settore alimentare, con il pretesto dell’aumento dell’Iva. Il passaggio dal 20% al 21% dell’aliquota Iva, spiega l’associazione, non riguarda i beni e i servizi di prima necessità, come gli alimentari e le bevande, la sanità, l’istruzione, l’abitazione ecc., tutti beni ai quali si applica ancora l’Iva al 10% o al 4%, o non si applica affatto. L’UNCC invita i consumatori a segnalare alle proprie sedi territoriali eventuali richieste di pagamento superiori all’1% o aumenti ingiustificati di generi alimentari, che verranno immediatamente denunciati alle Autorità competenti per le conseguenze disastrose che potrebbero causare, cioè contrazione dei consumi e inflazione. L’aumento Iva dell’un per cento riguarda invece la spesa dei trasporti (aumento carburanti, acquisto mezzi di trasporto, ticket per bus/treni e voli aerei); l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, abbigliamento e calzature; la spesa per le comunicazioni (servizi postali, apparecchi telefonici, servizi di telefonia); giochi, la cultura ed il tempo libero (articoli sportivi, cinema, teatro, pacchetti vacanze). Grava inoltre sulle famiglie per ogni scontrino fiscale, su ogni fattura Enel, Gas, Acqua e Telefono e Televisione. Rincarano fra gli altri i ticket del parcheggio, le multe per le violazioni del codice stradale, le mense scolastiche. Di seguito un elenco dei beni e servizi soggetti a rincaro: Beni che passeranno al 21% di Iva - prodotti per l’igiene personale e della casa - casalinghi - automobili ed accessori auto - abbigliamento, calzature e pelletteria, accessori (inclusi occhiali da sole) - bigiotteria, gioielleria e orologi - articoli tessili per la casa, tappeti ed arredamenti - elettrodomestici, telefonia ed hi-fi

- CD musicali e video - cartoleria e giocattoli - articoli sportivi - cinema, teatro, concerti e stadio Servizi che passano al 21% di Iva - servizi sportivi (palestre, piscine ecc.) e ricreativi (es. parchi giochi, animazione feste ) - servizi estetici, barbiere/parrucchiere - telecomunicazioni (telefonia, Internet) e TV a pagamento - liberi professionisti (avvocato, commercialista, notaio) - artigiani: autoriparatore, idraulico, elettricista, pittore, ditte di ristrutturazione Ma il timore maggiore sul quale bisogna essere estremamente vigili, mette in guardia il Presidente Regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria avv. Saverio Cuoco, è l’effetto speculativo che potrebbe innescarsi dall’aumento dell’IVA e cioè il pericolo di arrotondamenti al rialzo e aumenti ingiustificati che potrebbero riguardare principalmente il settore alimentare. Infatti l’aumento del carburante può innescare un meccanismo a catena che rischia di ripercuotersi anche sui beni di prima necessità come il settore alimentare sul quale invece non deve assolutamente incidere l’aumento dell’IVA in quanto sottratto alla manovra economica. Ricordiamo infatti che l’IVA viene sempre recuperata integralmente e non rappresenta mai un costo per professionisti e commercianti. Una volta incassato il corrispettivo dal consumatore, il venditore dovrà versare allo Stato solamente la differenza fra Iva pagata nelle proprie forniture e l’Iva riscossa dal consumatore. Ricordiamo che l’UNCC è una associazione di tutela dei consumatori molto attiva sul territorio. Attualmente sta conducendo una battaglia contro i Comuni che continuano ad applicare la Tarsu che è stata sostituita dalla Tia e per i rimborsi della quota relativa alla depurazione dell’acqua che alcuni Comuni esigono senza essere in regola. Giuseppe Gangeni

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I momenti

della

riunione

Siderno 19-09-2011 Il governatore discende a Siderno

Il chicchirichì del Grande Gallo PASQUINO CRUPI Siccome la famiglia non era povera, il dr. Giuseppe Scopelliti aveva tutto il tempo a sua disposizione per studiare. Un altro, al suo posto, data questa felice condizione, sarebbe diventato uno scienziato. Lui,invece, riesce appena a conseguire la laurea . La misura, che Leonida Répaci considerava come il proprio dell’uomo calabrese, non gli s’addice. La sproporzione è la sua qualità. Altezza non di uomo, ma di palo telegrafico. Ciò che avrebbe indotto Dante Alighieri a definirlo come mostruoso e i positivisti lombrosiani a collocarlo nella sfera della razza inferiore. Non bocca umana , ma complesso dentario organizzato per stritolare gli avversari politici e financo gli irrequieti amici pdiellini. Raffa, per esempio, non a caso ora messo in difficoltà dal capogruppo alla Provincia avv. Cananzi. Un uomo normale si serve della bocca per parlare, l’enorme Giuseppe Scopelliti per infierire e stroncare. Non predica bene e razzola peggio. Egli, il governatore Giuseppe Scopelliti, è l’esempio più maturo della catastrofe della litigiosa coppia etica e politica. È l’esempio vivente di come dove c’è la politica non c’ è l’etica e di come dove c’è l’etica non c’è la politica. A meno che i menestrelli non vogliano dimostrare che è politicamente etico frequentare Paolo Martino a Milano, e a Reggio Calabria i fratelli Barbieri, il re del Poker, Campolo, l’imprenditore Pasquale Rappoccio, vicino alla cosca Libri, i dipoi pentiti Nino Fiume e Giovambattista Fracapane, affiliati alla cosca De Stefano. Con questo medagliere il governatore

Giuseppe Scopelliti è giunto all’incontro con i sindaci della Locride il 19 settembre. Ma di medaglie sul glorioso petto il Grande Gallo, che fa chicchirichì a un giorno che non spunterà mai, ne ha altre ancora. Così numerose e soprattutto così pesanti che, se appiccicate tutte sul suo petto, sarebbero tali da portare all’affondamento la più nomata delle navi da crociera. Quali, insomma? Innanzitutto, la medaglia dell’indebitamento della Città-modello fin sull’orlo del dissesto. La medaglia del ticket esteso anche alla parte più fragile della popolazione calabrese, cioé ai pensionati della previdenza sociale e persino a chi

non ha lavoro. La medaglia dell’innalzamento dell’Irpef, la più alta di Italia. La medaglia dell’aumento del prezzo della benzina. La medaglia dell’accrescimento dell’Irap, che colpisce le aziende calabresi, in ginocchio. La medaglia del silenzio più assoluto sulla manovra governativa che taglia sulle povere carni della povera gente, pur mentre hanno levato la loro voce di protesta governatori di fede berlusconiana, come Formigoni in Lombardia e la Polverini nel Lazio. E poi, ma non infine, un capolavoro di medaglia , che gli farà splendere in capo la corona della negazione d’ogni principio cristiano: il finanziamento di Miss Italia nel Mondo con i soldi tolti al Fondo Sociale per il sostegno alla povertà.

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Un Governatore normale avrebbe recitato il mea culpa o almeno avrebbe invocato le leggi ferree dell’economia, la crisi europea, la crisi americana. Un Governatore, che ha a sua qualità la sproporzione, invece, è salito in cattedra a Siderno. Ha discettato e bacchettato i sindaci, i quali solo questa briciola positiva hanno hanno ascritto a loro merito: che il Magnifico Rettore delle sorti non progressive della Calabria si è concesso all’incontro. Come , data questa materia cerea, poteva non fare sibilare la frusta, bollare come inerti, pigri, ciechi i sindaci jonici, che s’erano dati convegno per suonare e sono stati suonati? E la parte del leone, dunque, è spettata al Governatore. Un leone che divora o vuole divorare tutto ciò che ha attorno. Partendo dalla stampa locale da mandare al rogo e per la quale il disprezzo del dr. Giuseppe Scopelliti si alza come il massimo degli elogi. Tra noi e lui la distanza è stellare. Questo credo che lo abbia capito. Resta controverso su chi si trova nelle stalle e chi nelle stelle. Povero untorello, non sei tu che puoi spiantare né la la Locride né la Calabria. Né indurre in tentazione gli spiriti liberi che di nulla hanno bisogno, e bisogno non hanno di chi non ha mai lavorato ed è vissuto sempre di politica, cioè dei soldi dei calabresi. Saldo avendo il consiglio dato a Baudolino nelle pagine dell’omonimo romanzo di Umberto Eco: se vuoi essere importante, stai accanto agli uomini importanti. Detto fatto, e il Governatore con le mani attaccate alle tasche della giacca di Berlusconi. E solo per evitare l’offesa al sentimento comune del pudore, non più giù.

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www.larivieraonline.com Il Governatore Scopelliti a Siderno tesse gli elogi della sua Giunta, ma non convince, e riguardo ai problemi della Locride, appare “asinus in cathedra”, mentre i sindaci, forti coi deboli e deboli coi forti, non reagiscono.

L’Altissimo e gli Infedeli S

ROSARIO VLADIMIR CONDARCURI ignori e signori che avete avuto la fortuna di assistere a Siderno allo spettacolo dell'Altissimo Presidente della giunta regionale Giuseppe Scopelliti, ricordatevi di questa apparizione per il resto dei vostri giorni. E si, perché dovrete aspettare ancora almeno un anno per la replica, l'altissimo presidente infatti non può perdere tempo con i sudditi della Locride, capaci solo di lamentarsi anche se, a suo dire, pur ricevendo molto di più degli altri. I cittadini di questo territorio non si rendono conto di vivere in una sorta di California che oltre alle bellezze naturali, ha goduto nel periodo 04/10 a 09/11 di finanziamenti per oltre milioni di euro, ripetiamo 87 milioni Secondo Scopelliti, i Sindaci, 87 di euro. Allora cosa cerca quel dellaLocridesisonomacchiati “pezzente” di Ammendolia, lui e suoi colleghi sindaci non avranno di una colpa grave: essersi esimi scambiato forse le casse della Regione lamentati su “La Riviera” di per un bancomat? Allora, tornando a seri, sarebbe il caso di spiegare al problemi inesistenti: sanità, essere signor Altissimo Presidente e a chi ha ferrovie, rifiuti.... redatto il piano che la situazione non è affatto quella che vorrebbero prospettare, ma che: A) le cifre in questione si riferiscono anche a finanziamenti partiti antecedenti il 2008 e anche prima; B) le più importanti richieste fatte dai sindaci non sono state affrontate, così come la tanto discussa pianificazione sinergica per lo sviluppo del territorio; C) molti finanziamenti fanno parte di bandi che coinvolgono qualsiasi area calabrese (vedi 348.750,00 Roccella Jazz Festival - bando grandi eventi 2009/2011); D) se si esclude Brancaleone, in materia di depuratori restano briciole e lo stesso vale per la raccolta differenziata, ad eccezione Roccella;

In evidenza

E) infine, c'è un paese che si chiama Gioiosa e non “Gioisa”, con il relativo svincolo per la SGC, nodo cruciale della vituperata 106, per la quale si prospettano investimenti per 40 milioni. Ma nel frattempo continua a mietere vittime chilometro dopo chilometro, e da oltre 20 si aspetta pazientemente la consegna del lotto Roccella. Si potrebbe andare oltre, ma già questo basta e avanza perlomeno a sollevare il dubbio che la situazione non sia esattamente quella da lui descritta. Questa terra rappresenta il fanalino di coda dell'intera penisola per più motivi, dalla criminalità alla mancanza di lavoro, dalla malasanità al depauperamento territoriale. La sensazione, perciò, è che lunedì 19 a Siderno, si sia assistito all'ennesimo atto dello spettacolo che ha come protagonista la politica dell'arroganza. Lo spettacolo indecoroso di chi, anziché capire e sostenere i sindaci “alla frutta” e privi di risposte per i loro cittadini, impotenti di fronte alle necessità più elementari (non solo quando manca l'acqua o quando si ritrovano sommersi dalla spazzatura), li attacca a tradimento. La loro colpa? Essersi permessi di lamentarsi a sproposito sulla stampa, solo per il fatto di aver citato il nostro giornale locale come suo antagonista. Purtroppo Caro Presidente lei ha ragione: molta della classe politica del territorio presente quella sera non ha saputo costruire una Locride diversa, una locride migliore. E' anzi la stessa che ha condannato questa terra al suo triste destino ed è quella stessa classe politica che farà perdere anche questa lotta, pur ottenendo la sua attenzione. Da domani, ne siamo certi, saranno in tanti da Lei in fila con il piattino in mano a chiedere l’ intervento per il proprio orticello se non per il proprio tornaconto, fra questi comunque non “la Riviera”. Arrivederci Altissimo presidente al prossimo anno e alla prossima relazione su quello che voi fate per la Locride, ma che noi non riusciamo a vedere.

L’editoriale

PASCAL CHARMOT

Meglio juke box che pifferai Metti qualche centesimo e da la musica che preferisci, le note ti portano in alto e per un po' scordi le cose spiacevoli. Non è male il juke box, anzi è una bella invenzione che permette anche a chi ha pochi mezzi di ascoltare i pezzi che ama. Non tutti si possono permettere le grandi orchestre, i musicisti di fama. Il misero popolo della Locride ha il suo juke box, si chiama La Riviera, un giornale talmente pezzente da vendersi per poco, anzi per nulla, gratis. D'altronde vista la scarsa concentrazione di miliardari nel territorio non avrebbe da chi farsi pagare i propri servigi, scalcinati per scalcinati, ai politici e ai potentati locali è preferibile un popolo scalcinato. Un popolo antico, abituato a orchestre che vengono da fuori, che suonano sempre la stessa musica, alla quale devono applaudire per non essere rampognati d'incompetenza. Orchestre dirette da maestri sublimi, con solisti di fama, sempre stranieri, e con tamburini e tromboncini locali a reggere i leggii e annunciare la magnificenza delle sinfonie. Il vantaggio dei juke box è di cantare a gettone, così quando la testa è pesante smetti di infilarci la monetina e quello tace, dando tregua all'emicrania. Le orchestre invece smettono solo quando lo spartito e finito, hai voglia a soffrire, anche se la musica non ti piace la devi ascoltare sino alla fine. I direttori peggiori sono i pifferai, che con le note incantano il pubblico e portano i topi ad affogare nei fiumi. E i locridei un po' topi lo sono, altrimenti non frequenterebbero i teatri, andrebbero in piazza e pifferai, direttori, orchestre, tromboncini e tamburini se la suonerebbero e canterebbero da soli. E, infine, per uscire fuor di metafora, Scopelliti dice che La Riviera è il juke box. Chi siano gli altri protagonisti della storia decidetelo voi. Ah, non dimenticate il soldino per noi che di dischi da mettere ne abbiamo a milioni, chiunque sia il direttore e qualunque sia l'orchestra che dirige. Ossequi comunque all'Altissimo che ha un trono da difendere e disprezzo eterno ai reggi leggio che hanno solo un predellino e credono sia uno scranno.

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FORUM IN REDAZIONE

Sabato 17 Settembre duemilaundici

A ogni inizio mese La Riviera in collaborazione con molti media del territorio ha programmato di affrontare, attraverso dei FORUM in redazione, le principali problematiche che riguardano il nostro territorio e le priorità per lo sviluppo dello stesso.

LA QUESTIONE AMBIENTALE GLI OSPITI Elio Belcastro Sottosegretario all’Ambiente Riccardo Ritorto Sindaco di Siderno Lamberti Castronovo Assessore provinciale alla Cultura Leo Autelitano Presidente del Parco dell’Aspromonte Sebastiano Giorgi Sindaco di San Luca Gioacchino Criaco Scrittore africese

IN TELEVISONE Le ripresa televisiva di Enzo Lacopo verrà trasmessa oggi su TRS e Promovideo TV a partire dalle ore 13

PASQUINO CRUPI

edazione al completo, guidata dal Direttore. Fa gli onori di casa il nostro Editore. Sul banco né degli imputati né degli innocenti: il sindaco di Siderno, Riccardo Ritorto, l’Assessore provinciale alla Cultura, Eduardo Lamberti Castronovo, il Sottosegretario all’Ambiente, Elio Belcastro, il Presidente del Parco dell’Aspromonte, Leo Autelitano, il sindaco di San Luca, Sebastiano Giorgi. Condarcuri. Grazie per avere accettato il nostro invito. Cominciamo dal sindaco di Siderno, Riccardo Ritorto. Enorme è la questione ambientale, e qui dei rifiuti. Che cosa può e deve fare un sindaco, per di più del Pdl? Ritorto. Che cosa può fare il Sindaco di Siderno in una fase,

R

come questa? Può fare poco nel senso che se un Comune qualunque, esso sia, non riesce ad attuare una serie di iniziative, in grado di portare ossigeno a delle casse asfittiche, come quelle che sono le casse del comune di Siderno, non è possibile parlare, per esempio, in termini efficaci di raccolta differenziata. Cosa che tramite una serie di iniziative stiamo cercando di effettuare.

altrettanto bene l’amico Sebastiano, sindaco di San Luca. Sarà difficile, andando avanti per questo corridoio stretto, poter assicurare tutti quei servizi di cui le nostre popolazioni hanno bisogno. Basta pensare che un comune, come Siderno, alla luce dei tagli delle ultime due manovre finanziarie, avrà quasi un milione di euro in meno di trasferimenti statali. Con 3 milioni di euro nelle casse possiamo assicurare solo qualche servizio essenziale e gli stipendi. Crupi. Ma non bisogna arrendersi. Io trovo che tantissimi comuni del Nord, mi riferisco soprattutto ai comuni lombardi, anche sotto la guida di Formigoni, hanno mostrato il viso delle armi rispetto alla manovra. segue a pagina 18

Ritorto “ In questa fase un sindaco può fare poco”. Ma per questo ci vuole un aiuto economico. I tagli, che il Governo ha inflitto a tutti i comuni del Nord e del Sud, stanno destando tanta preoccupazione e tante manifestazioni . Questo lo so bene io e lo sa


La serata

del

Premio

BIBLIOTECA MERIDIONALISTA

Questo movimento, invece, stenta a prendere piede in Calabria. È una questione di mancata sensibilità o è una questione, invece, di appartenenza, al fatto, cioè, che la Regione è governata da un Presidente, espressione del Pdl? Sindaco Ritorto, Lei che cosa ne pensa? Ritorto. Per quanto riguarda il meccanismo e i rapporti di questo territorio con la Provincia e la Regione, aldilà della mia appartenenza di stretta osservanza pdiellina, dico che nei pochi mesi che Raffa è presidente o in quest’anno e mezzo che Scopelliti è presidente, non mi sento abbandonato. Il mio Comune ha avuto la vicinanza sia dalla Provincia, e do atto all’assessore provinciale alla Cultura, Lamberti Castronuovo, della sua presenza costante sul territorio. Crupi. E prima? Ritorto. Le racconto una mia esperienza. Io sono stato consigliere provinciale per due consiliature. L’ultima delle due con l’avv. Giuseppe Morabito presidente, un gran signore. In Giunta c’erano 6 o 7 assessori della Locride, ma io nella Locride li ho visti poco, hanno tutelato alcune nicchie particolari, come è stato per Bivongi. Se l’anteprima del lavoro della nuova Giunta provinciale è questo, io sono stracontento. Crupi. Dr. Lamberti, non c’è dubbio che noi abbiamo bisogno non di una cultura in astratto, ma di una cultura operativa, capace d’andare alle radici delle cose storte. Come intende muoversi nella sua qualità di Assessore provinciale alla Cultura? Lamberti . Non solo alla Cultura, ma anche alla Legalità. Ed ho in mente di dare vita alla Consulta della Legalità e alla Consulta della Cultura. Legalità come rispetto delle regole, che riguardano uomini, cose, ambiente. Crupi. E la Consulta della Cultura? Lamberti Castronovo. Do uno sguardo al passato. Si sono spesi soldi e soldi a palate per manifestazioni, che paragono ai giochi d’artificio, nulla aventi a che fare con la cultura. Da oggi in poi i soldi bisogna utilizzarli per fare conoscere le nostre risorse, non per Miss Mondo, manifestazione non voluta da nessuna città, e per la quale è stato speso un milione di euro. Sono stati spesi soldi per stampare libri a quintali, la quin-

tessenza dell’idiozia. Da oggi si cambia. Decide la Consulta, che s’avvarrà di professionalità e competenze. Condarcuri. Bene. Questione concreta. A Roccella Jonica si fa bene la raccolta differenziata con 700mila euro. Si può estendere questo esperimento in tutta la Locride. Crupi. Facciamo rispondere il Sottosegretario Elio Blacastro . Ma prima una domanda più generale. Il neomeridionalismo, di cui Lei è una sorta, per dir così, di apostolo apostata, ha nel suo mirino la questione ambientale come questione strategica? Belcastro. Comunque, sempre apostolo. Guardo a un neomeridionalismo pragmatico, capace d’affrontare e risolvere i problemi del Sud. E proprio per questo stiamo dando vita a un nuovo partito, a un partito del Sud, su struttura federale al cui interno ogni regione decide per suo conto, e tutte insieme la politica generale. Il partito, che sta per nascere, non avrà un capo, suo capo il popolo Crupi. Ma questa è un’astrazione. Una astrazione, perfino, demagogica. Non le pare? Belcastro. Senta, non è a dire che il popolo possa essere invocato solo dai capi dei gran-

le. Ma io non ignoravo e non ignoro che l’ambiente non è solo PIL , ma anche salute, fonte d’economia e di lavoro. Da qui bisogna ripartire per rinascere. Crupi. Ci dica, come. Belcastro. Innanzitutto, liberando la Calabria dallo stato di commissariamento permanente. Cominciando dal Commissario all’ Ambiente la cui struttura costa diversi e diversi milioni d’ euro . Crupi. E poi. Belcastro. Lavorando dal basso. Cioè, a dire: attivando una sinergia con i territori .

Belcastro : “ Via il Commissario all’Ambiente la cui struttura, tra l’altro, ci costa diversi e diversi milioni d’euro. E poi ci vuole una sinergia tra i Sindaci e il Miniatero dell’Ambiente, bypassando la Regione”. di partiti. Io, con la mia affermazione, voglio dire che nel Partito, che s’avvia a nascere, voci e bisogni popolari avranno il primato. Crupi. Torniamo alla questione ambiente, che io non avverto come una questione settoriale. La vedo come questione meridionale. Insomma, o si difende l’ambiente o si precipita. L’ambiente è per noi come l’ultimo dei moicani, essendo stato tutto depredato dai governi nordisti, anche quelli di centrosinistra. Che cosa può fare , al di là delle sue nobili intenzioni, navigando nelle perigliose acque antimeridionali del governo Bossi- Berlusconi? Belcastro. Sono un uomo del Sud e proprio per questo ho richiesto il Sottosegretariato all’Ambiente. So che la situazione è diffici-

Crupi . Tra i territori e… Belcastro. Tra i territtori, vale a dire, sindaci, tutti uniti, e il Ministero dell’Ambiente, bypassando la Regione . I sindaci sono i miei interlocutori privilegiati non solo in Calabria Crupi. Ma Lei avrà pure una proposta per il presente? Per il presente, diciamo, dei rifiuti ? Belcastro. Non dico di no alla raccolta differenziata. Non mi piacciono i termovalorizzatori che inquinano. Vi riferisco quello che succede nel Nord Europa. Lì, proprio al centro delle città lo smaltimento dei rifiuti avviene in forni che li bruciano a mille gradi di calore, senza distinzione. E l’ambiente non ne risente. Crupi. Ovviamente, il suo è un dente politico. E mi pare che la sua lingua dove questo dente duole. Allora, voi avete battezzato come “Grande Sud” il nuovo partito del Sud. Un neonato. Mi sembra strano che un neonato sia già grande. Belcastro. Ho commissionato un sondaggio a Mannheimer e le previsioni sono d’un 38% in voti elettorali. Crupi. Certo, i sondaggi non sono come i comizi. Belcastro. Si riferisce? Crupi. Ai radicali che avevano le piazze piene e le urne vacanti Belcastro. Staremo a vedere. Crupi. In attesa di vedere, vediamo che cosa ha da dire il Presidente del Parco dell’Aspromonte, Leo Autelitano, sulla questione ambientale … Autelitano. Dovremmo soffermarci noi per primi sulla questione ambientale così da farla divenire una questione meridionale. Il nostro territorio ha un grande patrimonio, ma ha un grande degrado. Inquiniamo e di conseguenza desertifichiamo. Siamo ormai una zona di desertificazione avanzata. Qui funziona solo l’imprenditoria della spesa pubblica. Le istituzioni non sono all’altezza. Non hanno fatto quello che dovevano fare a tutti i livelli. E cè una bella differenza tra l’imprenditoria del Nord e quella del Sud. Al Nord tra una tangente e l’altra lo smaltimento dei rifiuti procede, al sud siamo brutali. Si spende e non si smaltisce. Crupi. Ma ci sarà pure una responsabilità del Commissario regionale…

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Autelitano. La Regione Calabria è commissariata dal 1998. I risultati non si vedono. Bisognerebbe innanzitutto controllare i conti di ogni singolo comune; e se vi sono dei comuni inadempienti portare la cosa in luce. Vi è la necessità, ancora, da parte di chi vigila sul piano regionale dei rifiuti di verificare lo stato degli impianti esistenti, appurare se sono attivi e in che modo. Crupi Impianti, ovvero discariche? Autelitano. Per l’appunto. Ma veramente si crede che con le discariche si risolvano i problemi ? Ogni discarica è una ferita per il territorio. Basti pensare che nel 1998 le discariche consortili furono congegniate a termine. Non sono terminate. E da anni andiamo a scaricare rifiuti in discariche che sono insufficienti a contenerli, parlando inutilmente di ampliamenti. Crupi. Né discariche né termovalorizzatori, un po’ di raccolta differenziata. Il problema è stato demonizzato. Bisogna fare i conti con un ambientalismo estremo e con un verdismo incredibile. C’è necessità d’una battaglia di idee. Gioacchino, tu che sei un grande scrittore anzi un innovatore della letteratura della nostra terra che cosa ne pensi? Criaco. Il problema affonda le radici nei secoli. Infatti, ci focalizziamo su un falso problema che è quello di trovare una sistemazione ai nostri rifiuti, quando, invece, dovremmo andare all’origine, ovvero ridurre i consumi. Crupi. I consumi ? Criaco. Propriamente.Non possiamo consumare a dismisura e pretendere che la società smaltisca tutto quanto. Procedo. È una grande sciocchezza continuare a dare incentivi per acquisto di automobili e poi portare avanti le battaglie per abbassare il pm10, cioè le emissioni inquinanti delle automobili. Un controsenso. Crupi. Ci vorrebbe… Criaco. Dobbiamo amare la nostra terra. Se non hai un senso di appartenenza al tuo territorio, non c’è questione ambientale che regga. Cioé, dovremmo alimentare un trasporto meno inquinante con la nostra terra Crupi. Ed sufficiente questo? Criaco. Ci vorrebbe una maggiore attenzione del nostro popolo sulle problematiche ambientali. Per esempio, è emerso il proble-

ma dei rifiuti radioattivi sulla Limina. Occorrono delle risposte. Ci sono veramente questi rifiuti radioattivi? E cosa si attende per smantellare tutto e verificare se sia vero o meno? Crupi. E’ un problema che riguarda il Governo regionale , ed anche il Presidente della Provincia. Ovviamente quando si parla di salute bisogna essere sempre puntigliosi e pedestri, ma bisogna tener conto del fatto che si può insinuare una campagna calcolata di diffamazione perpetua del nostro territorio. A me pare strano che tutta la Limina sia costruita su rifiuti radioattivi. Criaco. Infatti non lo diamo per vero, ma pretendiamo risposte. Belcastro . Posso affermare che molte volte fa comodo dire che i problemi non ci sono. Spesso in virtù della ragion di Stato si occultano delle verità. Ma, in fondo, sono d’accordo con Criaco e Crupi quando argomentano che molto spesso queste notizie sembrano delle bombe ad orologeria programmate ad hoc, soprattutto nel periodo estivo. Crupi. Un territorio particolarmente aggredito, e qui mi riferisco all’aggressione dei rifiuti verbali, è quello di San Luca e di Polsi. Sindaco Giorgi, a lei la parola. Giorgi. Proprio per ricollegarmi al tema dell’ambiente per rispondere alla sua

Condarcuri. Il prossimo mese non mancherà un altro forum. Una mia domanda al Sottosegretario:il prossimo obiettivo non potrebbe essere l’eliminazione del commissario all’ambiente ormai esistente da quattordici anni? Belcastro. Sono fermamente convinto che debba finire l’era delle emergenze, che queste non possono durare 20 anni. Sono inoltre convinto che sarà possibile grazie alle iniziative e ai sindaci , che vorranno fare rete, che tutto ciò si possa affrontare e risolvere. E sono, altresì, convinto che i nostri problemi vadano risolti in casa e che non possa essere il commissario di turno ad

Autelitano : “Il nostro mare è sporco, non inquinato. Questo sicuramente lascia l’amaro in bocca, visto che sono stati spesi 700 milioni d’euro”. domanda le dico: Perché parlando di Polsi non si dà merito ai tanti fedeli della Madonna del fatto che volontariamente si occupano del decoro e delle pulizie delle strade, ogni giorno non in concomitanza della visita di qualche politico, ed invece si dà adito solo a chi parla di Polsi solo come luogo di ‘ndrangheta. Io come sindaco, e come cittadino di San luca non ci sto. Ed in parte do colpa di questa situazione alle istituzioni. Non è concepibile che un funzionario regionale affermi che non ci siano 3mila euro per dotare il santuario dei bagni chimici che sono presenti in ogni santuario del territorio reggino.

occuparsene. Con quello che si spende per mantenere i commissari e le loro strutture si potrebbe intraprendere il progetto della raccolta differenziata. Tassone. Per quanto riguarda la raccolta differenziata i cosentini sono sempre riusciti a non fare realizzare sul loro territorio gli impianti di raccolta smaltimento. Loro sono più bravi di noi? Belcastro. E’ un po’ la storia della nostra Calabria. È capitato spesso in passato che vi fosse una provincia che fosse più forte ed incisiva. Sconcerta, ma non stupisce, che l’asse cosentino è stato in grado di imporre con decisione determinate scelte. Io ritengo ingiusto concentrare l’inquinamento per lo smaltimento dei rifiuti in un’unica zona. Tassone Una domanda per il Presidente del Parco: da un ‘indagine condotta dal Sinergy emerge che su 35 depuratori non ne funzionano 34. Questo non rende inutili i sovvenzionamenti per il turismo se non si punta sulla balneabilità del mare ? Autelitano. Il nostro mare è sporco, non inquinato, ovvero ha un carico batteriologico piuttosto forte ma non contiene metalli pesanti ed altre sostanze nocive. Questo sicuramente lascia l’amaro in bocca, visto che sono stati spesi 700 milioni d’euro. Crupi. Possiamo concludere. Abbiamo parlato, iniziando questo forum,di cultura operativa. E per dare una svolta operativa a questo nostro forum, si potrebbe,sempre con la partecipazione del Sottosegretario e del Presidente del Parco, organizzare un convegno sul tema: La questione meridionale è anche una questione ambientale. Un tema che ci consentirebbe di dare un minimo di nervatura alla pianta del nuovo meridionalismo, stante che questa sfaccettatura non ha avuto mai trattazione nel meridionalismo per come l’abbiamo conosciuto. Belcastro. Assicuro non solo la mia partecipazione,ma anche il mio grande entusiasmo Crupi. Dunque, a presto sul tema: LA QUESTIONE MERIDIONALE È ANCHE UNA QUESTIONE AMBIENTALE. Condarcuri. E grazie a tutti per il vostro contributo di pensiero. Posso dirlo? Operativo. ( a cura della Redazione )

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Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

Direttore responsabile PASQUINO CRUPI In redazione CRISTINA BRIGUGLIO MATTEO RASCHELLÀ Responsabile dello sport ANTONIO TASSONE Art Director PAOLA D’ORSA Impaginazione EUGENIO FIMOGNARI

COLLABORATORI Gioacchino Criaco, Lele Nucera, Filippo Todaro, Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi,Maria Teresa D’agostino, Giovanna Mangano,

Lettere, note e schermaglie

IL BOMBAROLO FANTASMA FERNANDO SAGADO

IL BRIZZOLATO

di RUGGERO BRIZZI

“io vorrei cantare ...” Da grande vorrei fare il genitore dei concorrenti di Carlo Conti o Max Giusti. Sono simpaticissimi e sotto la saggezza di “ogni scarafone è bello a mamma soi” senza giri e menate varie, sparano chiari alle domande dei conduttori “cosa mi dice di suo figlio, signora”: “mio figlio è intelligentissimo, sa cucinare, svolge tutte le commissioni, balla anche ma purtroppo non ha ancora una fidanzata e a 35 anni vorrei trovasse l’amore della sua vita anche se un po’ mi dispiace lasciarlo andare via di casa!” ”Ohh…la troverà la troverà, su facci un balletto, caro figlio, per mostrarti a tutte le belle donne che ci stanno guardando…” e u poverettu balla….! Io mi vergogno per loro. Li guardo davvero impietosito chiedendomi se mai troverà veramente moglie quel tizio dopo l’esibizione! Comunque la notizia della settimana calabritaliana che risalta nel mondo dello spettacolo, non è Giuseppe Gagliardi, regista calabrese, che col film “Tatanka” riesce ad arrivare tra gli 8 finalisti italiani possibili candidati al premio Oscar, quanto Stefania Bivone, nuova reginetta d’Italia, da Sinopoli (RC). Ora direte: “sempri chi faci polemica chissu” …e invece no. Se purtroppo Gagliardi non ha avuto il risalto che meritava, sono comunque contentissimo della nostra nuova Miss che oltre ad essere bella e calabrese, sa cantare, sa parlare, affronta con intelligenza le telecamere senza piagnucolare e lei si, ha dei genitori che nel presentarsi agli schermi hanno dato, con la propria figlia, una splendida sobria e normale immagine della nostra Calabria. Parole critiche nei confronti della donna-oggetto e di fiducia in se stessa ne rivelano ancor di più le qualità. I dementi de “La vita in diretta” le hanno chiesto “cosa ti aspetti, ora che sei la reginetta d’Italia?” e Stefania ha risposto “Io vorrei cantare….” Ora non deluderci perché sei brava anche a far quello.

“Voleva che le bombe esplodessero”, così si esprime la corte d'assise d'appello di Reggio Calabria per motivare la sentenza che conferma la condanna per strage a Francesco Chiefari. Il suo è stato un processo particolare, anche se di lui si è parlato poco o nulla, essendo stata la sua vicenda oscurata dall'uccisione di Francesco Fortugno e dal relativo processo. In questi giorni è uscita fuori la motivazione della sua condanna, anch'essa riportata da pochi organi di stampa. E' strano il mondo del giornalismo nostrano che cavalca notizie di nessun valore e trascura vicende cariche d'interesse. L'omicidio Fortugno ha avuto l'effetto storico di mettere in luce il fenomeno 'ndrangheta, e perciò di valenza straordinaria. Le vicissitudini di Chiefari girano tutte intorno al caso Fortugno. L'ex poliziotto fa ritrovare delle armi nei pressi del cimitero di Natile, addossandone il possesso a soggetti ritenuti vicini alle cosche di Locri. Dopo l'omicidio piazza un paio di bombe negli ospedali di Siderno e Locri. Perché l'ha fatto? Per accreditarsi come informatore ed estorcere trentamila

euro alle forze dell'ordine o c'è dell'altro? E' strana la sua figura, poliziotto in congedo con una puzza forte di servizi. La sua vicenda avrebbe meritato attenzioni profonde, forse si sarebbe capito di più su quello che resta un caso poco soluto, l'omicidio Fortugno. Forse si sarebbe scoperta una regia dietro a parecchi fatti che volevano infuocare la Locride e la Calabria, forse si sarebbero scoperte responsabilità extramafiose. Forse. Quello che è certo è che tutto è passato sotto silenzio, che Fortugno l'hanno ammazzato quattro disperati e che un pazzo abbia tentato di fare una strage per un ricatto da quattro soldi. Certo è che le indagini segnano sempre il passo quando escono fuori dall'ovile di quattro pecorai per andare incontro all'intelligenza di poteri complessi. Certo è che ci sono quattro ergastolani che finiranno i loro giorni nell'oblio. Certo è che fra qualche anno uscirà di galera, nel silenzio più assoluto, un bombarolo che era venuto a Locri ad alzare un polverone insanguinato. Certo è che la mafia da tutto questo c'ha rimediato solo danno, e non è nella natura delle cose ne nell'essenza della 'ndrangheta.

CORSIVO 12

I COMUNISTI A CONGRESSO CREDERE, SPERARE, LOTTARE I Comunisti italiani, a partire dal 24 settembre, s'avviano a celebrare il Congresso provinciale, che avrà la sua conclusione a Reggio Calabria il 16 ottobre. Hanno dietro le loro spalle, e non se ne scrollano, quattro sconifitte- europee, nazionali, regionali, provinciali e comunali. Sconfitte, non disfatte, visto che non sono stati spazzati via né sono precipitati nel-

LOQUI E SPROLOQUI

MalaSanità e MaliProvvedimenti FILOMENA CATALDO Anche Brontolo s'incazzò parecchio all'ospedale di XXX. Eppure , lui era un nano abituato al broncio. Ma lì, all'ospedale di XXX, superarono il limite. Oltre la decenza. Vigente un sistema di noncuranza, il malato sotto veste di sbadato ed anche incapricciato, fu condotto all'uscita. Exit. Allora Grande Puffo lo tranquillizzò: “ Malasanità - che è meglio!”. La Cartoonistica c'insegna che i Puffi altro non erano che frutto della fantasia di Gargamella! Loro, naturalmente. La malasanità, invece, è frutto della realtà italiana. Italiana, appunto, perché omogenea sul territorio appare l'inefficienza di molti reparti ospedalieri. E fin qui ci siamo. Salvo poi udire che tale piaga si concentra in modo endemico nel Mezzogiorno d'Italia divenendo così la MalaSanità. Di questo, tuttavia, non dovremmo stupirci, essendo, come siamo, ormai avvezzi ed assuefatti. Ci stupiamo, invece, che tra i decreti di un Piano di riqualificazione e miglioramento del sistema sanitario regionale calabrese si legga insistentemente Disattivazione

del presidio ospedaliero XXX. E non riqualificazione, miglioramento, potenziamento . Questo si che ci lascia basiti. E non perché si voglia negare la rabbia di Brontolo in una corsia d'ospedale dove non ci sono barelle o coperte o assistenza o efficienza o disponibilità all'ascolto o coordinazione e cooperazione fra i vari reparti e così via. Nessuno ostenterebbe mai (lo spero!) tanta cecità dinanzi ai problemi dei nostri ospedali. Ma siamo basiti perché la soluzione a ciò non può essere la soppressione di interi reparti. Dovrebbe essere, semmai, la riqualificazione ed il potenziamento dei medesimi, garantendo al cittadino non il diritto ad avere “un ospedale” ma il diritto di avere cure appropriate e personale competente in questo ospedale. Che è cosa molto diversa. Non un edificio perché immediato luogo di ricovero ma perché luogo in cui si esercitano con rispetto e professionalità la cura e l'assistenza del malato. La Calabria non ha bisogno di edifici di carta ma di seri provvedimenti per trasformare la carta in sostanza.

l'angoscia e nella dispersione. Ci sono ancora. Hanno ancora voti, sezioni organizzate, e soprattutto idee. Se appaiono marginali, è soltanto perché diffusa è la visione che tutta la vita politica è ridotta alla vita istituzioale . Come a voler dire: hanno diritto alla parola e all'ascolto i partiti che hanno rapprentanti nel Consiglio regionale, nel Consiglio provinciale, nei Consigli comunali. Nulla di più sbagliato. Per primi a saperlo , a doverlo sapere dovrebbero essere i comunisti, i Comunisti Italiani, che si sono assunti il compito prima etico e poi storico di ricostruire il Partito Comunista Italiano. Insieme ai confratelli- si speradi Rifondazione comunista. Quello dei Comunisti Italiani non potrà essere il Congresso dell'angoscia, del “ Dio, Dio, perché mi hai abbandonato?”. Ma dipende tutto questo dai suoi militanti, che non sono semplicemente dei tesserati. Dipende dai suoi dirigenti, che non hanno una poltrona o non hanno più una poltrona da riscaldare. Gli uni e gli altri, mentre suonano campane a morto, hanno il dovere di non deporre le armi , di continuare a combattere, sia pure ad armi dispari. Mani nude contro mani piene di gioielli. Per dire agli afflitti che la trasformazione avviene dal basso. Questo del 18 ottobre a Reggio Calabria non è congresso come tanti altri, anche il Congresso nazionale non potrà essere un comgresso come tanti altri. Non è in discussione solo una tatica, una strategia. Alita qualcosa di più grande , drammaticamente grande: o la vita o la morte del partito comunista, quindi del comunimo, che non può essere un pensiero senza azione politica. Questo destino non è sulle gambe di Giove. Sta nella capacità di ciscuno dei comunisti italiani di continuare a credere, a spearare, a lottare. c.p. DOMENICA

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

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RISPONDE il direttore

KAPPADUE

PIAZZA S.AGOSTINO, ALL’ ARMI! Il Comitato Piazza S. Agostino di Reggio Calabria, da anni attivo per iniziativa di abitanti e frequentatori, dapprima per il recupero e poi per la manutenzione della Piazza omonima, esprime forte preoccupazione per episodi inusuali e rischiosi per i presenti, che stanno caratterizzando in questo periodo le ore serali della Piazza. A fronte infatti delle figure allegre e festose, nonché conviviali, di bambini che giocano assistiti dai genitori e dai nonni, e di vecchi amici che si reincontrano in piazza -esattamente quello che si intendeva ottenere con la ristrutturazione dello spazio in questione- si registra, soprattutto nelle ore serali, la presenza di gruppi di adulti che, per il troppo bere alcoolici o per altre ragioni che agli abitanti non è dato sapere, danno in escandescenze e spesso inscenano risse con un uso di bottiglie rotte o altri corpi contundenti. Nelle ultime serate ciò è avvenuto senza che gli infausti protagonisti degli episodi in questione si curassero della vicinanza degli altri legittimi frequentatori della piazza -come si accennava soprattutto bambini con genitori e anziani- che venivano sconcertati e spesso spaventati da quanto accadeva a pochi metri da loro, consapevoli per altro dei rischi che essi stessi correvano. Il Comitato degli abitanti e dei frequentatori di Piazza S. Agostino, pur ribadendo le grandi tradizioni di solidarietà e di accoglienza che hanno sempre caratterizzato la comunità del quartiere, denuncia pubblicamente alle autorità competenti quanto sopra descritto, e sottolinea il paradosso insopportabile costituito proprio dai rischi e dai disagi occorsi a quei soggetti per cui prioritariamente è stata recu-

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perata la piazza e che sono stati i promotori del progetto di ristrutturazione. Su questo chiedono immediati interventi di vigilanza e di controllo -come peraltro si è registrato fino a qualche tempo fa- agli organi preposti: Comune, Questura, Prefettura. Oltre ai problemi di vigilanza sul rispetto

di RUGGERO CALVANO

OLTRE IL BARATTO E' una riflessione chic, molto di moda, specie in ambienti di cultura medio alta, radical o trivial chic, secondo la loro collocazione politica di opportunità. Persone di chiara fama e ampio seguito lo declamano a bocca tonda. “Bisogna mettere da parte gli orpelli della modernità e tornare a un sano mondo contadino con il sistema del baratto a regolare i bisogni”. Chi ha qualche primavera sulle spalle ricorderà gli analoghi discorsi di fine anni sessanta. I maestri della rivoluzione e del potere al popolo, poi si accomodarono nei salotti televisivi, nelle cattedre universitarie, negli scranni parlamentari, misero cioè i loro produttivi deretani in ampie e comode poltrone. Il popolo si affannò nelle fabbriche, tirò la cinghia negli anni settanta, si illuse in quelli ottanta e novanta e ora paga di nuovo pegno e stringe ancor di più la cintura. I soloni sono sempre lì, sulle poltrone con i ventri pingui. Danno ancora lezioni e consigli a tutti. Io che di primavere ne ho settantasette non li ascolto da tempo, cerco di anticiparne i discorsi e i consigli. Loro continueranno a godersi gli orpelli della modernità e l'unico baratto che faranno sarà quello di tenere buono il popolo per darlo in pasto al prossimo tiranno e godersi ancora il prezzo. Io non voglio dar lezioni o consigli, che a predicar bene si finisce sempre razzolando nel fango. Sono andato oltre il baratto, ho trovato un posto nel mondo che mi da tutto quello che mi serve, di quello che non produco faccio a meno così non ho bisogno di aprire relazioni commerciali con alcuno. In verità è poco ciò che non produco. Perché ho trovato un posto nel mondo che è a misura di Dio. L'Aspromonte. Non scherzo, acqua, vino, grano, latte, miele, carne, persino caffè. Non c'è cosa che questa terra non produca, e in massima parte lo fa in modo spontaneo, senza neanche la fatica della semina. Riflettete un po', la Locride ha 1500 km quadri di estensione che per poco più di centomila persone significa un ettaro e mezzo a cranio. Sei ettari per una famiglia di quattro persone. Sessantamila metri quadri potrebbero sfamarne cento di persone, quattro vi nuotano. Vi chiederanno lacrime e sangue per parecchi anni a venire, in cambio di cose che non vi servono. Pensateci amici locridei, avete un posto nel mondo che può darvi tutto ciò che davvero vi necessita con poche lacrime e senza sangue, potete anche fare a meno del baratto.

delle regole di convivenza il Comitato chiede che vengano ripresi e migliorati i servizi di pulizia, controllo dell'igiene e rimozione dei rifiuti in piazza, nonché la cura dell'alberatura e del verde e in generale degli spazi d'arredo. Comitato piazza S.Agostino

Facciamo nostri la preoccupazione e l’appello del Comitato Piazza S. Agostino, che, peraltro, solleva un problema, non esclusivo di Siderno. Nè è solo un problema d’ordine pubblico. Quindi, da affrontare con visione pedagogica di respiro moderno. Carabinieri, poliziotti, guardie municipali , se ve ne sono, sono l’ultima stazione della via crucis di iazza S. Agostino. Reprimere non è redimere.

Ritratti *

di Diego Cataldo

PINO AMMENDOLEA Regista teatrale

,Si forma con Enrico Vincenti, suo amico e maestro. Inizia il percorso di regista negli anni ’70, fonda e dirige da sempre , il Teatro “Gruppo Spontaneo”. Regista impegnato nella sperimentazione e nello studio linguistico., le sue commedie lo portano sulla scena teatrale della nostra terra da oltre trent’anni.

Siderno: tra classi pollaio e classi fantasma. La protesta dei genitori della scuola primaria Mirto. aro Direttore, siamo i genitori degli alunni della classe V della scuola primaria Mirto, frazione di Siderno, provincia Reggio Calabria e vogliamo metterVi a conoscenza di una situazione ingiusta e spiacevole che ha visto protagonisti i nostri figli: il 12 settembre u.s., arrivati a scuola siamo stati informati dalle insegnanti che la classe V non esisteva, era una “classe fantasma” perché il numero di bambini che la formava era di nove unità, come i precedenti anni scolastici, ma per l'anno scolastico 2011/2012 la Riforma Gelmini aveva imposto per il funzionamento di una classe un minimo di 10 alunni. La cosa strana è che in realtà il primo giorno di scuola accanto ai nostri 9 bambini c'erano due nuovi volti tesi e intimiditi, che con i loro genitori aspettavano di essere accolti in classe dai nuovi compagni e dalle maestre: un bambino indiano trasferitosi al Mirto a Maggio e una

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bambina canadese trasferitasi anch'ella al Mirto ad Agosto. La classe risultava così formata da 11 bambini. Ci si chiede, allora, perché la V è considerata una “classe fantasma”? La risposta che ci è stata data dal Dirigente scolastico è che la legge impone che non possono essere accolte iscrizioni fatte dopo il 30 Aprile che comportino modifiche all'organico. Ma, abbiamo saputo in seguito, che la prima iscrizione è pervenuta prima che si procedesse a determinare l'organico di fatto, perciò si poteva tranquillamente autorizzare il funzionamento della classe quinta della scuola primaria di Mirto proprio in sede di organico di fatto. Tale richiesta è stata tempestivamente inviata dal nostro Dirigente all'Ufficio Scolastico Provinciale di Reggio Calabria in data 24/05/2011 (Prot. N. 2719/B14) e una successiva in data 19/07/2011 ( Prot. N. 3557/B14), ma non sono state prese in considerazione.

L'Ufficio Scolastico Provinciale ha così deciso che per l'anno scolastico 2011/2012 ci sia alla scuola primaria di Mirto una Pluriclasse come alternativa ad un eventuale trasferimento di ciascun bambino presso altre sedi scolastiche. A ciò si aggiunga che tale formanda Pluriclasse sarebbe composta da 21 bambini, in clamorosa violazione, adesso si, della cd. “legge Gelmini”, che prevede che le stesse non possano superare il numero di 18 alunni. Per tutto quanto esposto, sollecitiamo l'intervento delle S.V. Ill.me affinchè possiate garantire il funzionamento autonomo di una classe, legalmente formata, garantendo così ai nostri figli l'esercizio di un diritto costituzionalmente previsto come quello all'istruzione, nonché una tranquilla e serena conclusione della scuola primaria.Nell'attesa di un solerte riscontro, si porgono deferenti ossequi. I Genitori

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SERIA A

Calcio

5 giornata di Andata Domenica 25/09/2011

Giuseppe Rizzo

Chievo- Genoa h:15,00 Atalanta - Novara h:15,00 Cagliari- Udinese h:15,00 Catania- Juventus h:15,00 Lazio- Palermo h: 15,00 Siena-Lecce h:15,00 Parma-Roma h: 20,30

Una vita da mediano ed ora anche papà Giuseppe

Rizzo, mediano amaranto appena diventato papà. Talento che ha già assaggiato l'Under 21 azzurra, protagonista con la maglia della Reggina di un campionato eccezionale nella passata stagione, è intervenuto ai microfoni del sito ufficiale per presentare il prossimo impegno in campionato con l'Empoli e festeggiare la nascita del piccolo Giovanni.. Com'è il morale della squadra dopo questo positivo avvio di stagione? Ottimo, non potrebbe essere altrimenti. Siamo partiti benissimo, siamo una squadra importante. C'è, in tutti, la convinzione di poter arrivare lontano, di aver le carte in regola per crescere giorno dopo giorno. Non vediamo l'ora di tornare nuovamente in campo. Abbiamo il migliore attacco del campionato e pratichiamo un calcio spettacolare: per te, centrocampista, quanto è difficile giocare dovendo reggere la propensione offensiva di questa squadra? Molto, ma è un piacere. Soffrire, sudare la maglia, dare tutto per la squadra è ciò che mi riesce meglio. Tutto, poi, viene più facile e naturale quando realizzi che quando attacchi fai male. Questa squadra quando arriva nella metà campo avversaria mette paura a tutti. Possiamo contare su giocatori fantastici, sono uno stimolo per tutti noi. Domani, l'Empoli. Il posticipo del Castellani nasconde molte insidie. Vantaggi e svantaggi dell'incontrare una squadra reduce da una serie di sconfitte. Ci aspettano, lo sappiamo. Vorranno vincere e daranno tutto per farlo. Il fatto che vengano da un periodo negativo può crearci dei problemi perché metteranno in campo tutta la loro grinta, e la qualità, per portare a casa un successo fondamentale. A maggior ragione perché incontrano una Reggina che occupa le posizioni importanti della classifica. Allo stesso tempo, però, quando la vittoria manca da un po' perdi delle certezze. Se dovessimo andare in vantaggio loro potrebbero andare in difficoltà… in caso di tuo gol, la dedica sarebbe scontata… Scontatissima (ride, ndr). Regginacalcio.com

Neanche il tempo di archiviare tabellini e classifica del 4° turno (ovvero la terza giornata del calendario ante sciopero) che è già ora di tornare in campo. Il campionato avanza a ritmo frenetico e confuso, come del resto i verdetti di questo scorcio iniziale di stagione ancora senza testa della corsa e inseguitori. In questo contesto, come è ovvio che sia, a farla da padrona è l'incertezza: le squadre per la maggior parte sono ancora alla ricerca di una precisa identità e fisionomia gioco, di conseguenza si assiste al rovesciamento di posizioni e giudizi a intervalli regolari di tre giorni o giù di lì. Ormai però ci siamo, manca poco per entrare nel vivo e fare sul serio, già oggi possono arrivare segnali importanti. Staremo a vedere. La 5a giornata offre, su tutti, tre match dal sapore particolare: Napoli- Fiorentina, Udinese- Cagliari e Lazio-Palermo. Sone gare che mettono a confronto alcune delle migliori protagoniste di questo avvio, quelle che in campo sommano il punteggio più alto in termini di punti in classifica e coinvolgono squadre con velleità di classifica più o meno acclarate. A partire dal Napoli, dove nessuno pronuncia quella parola, ma nelle testa e nelle gambe lo scudetto è qualcosa in più di una semplice idea. L'ostacolo da superare nel pomeriggio è la Fiorentina del ritrovato Jo-Jo Jovetic (fra i pochi giovani talenti ancora in circolazione in Serie A, una specie in via d'estinzione da proteggere e custodire come un cucciolo di panda). Al di là dei due gol realizzati dal montenegrino nel rotondo 3-0 casalingo al Parma, la vittoria dei viola ha restituito al capionato il giocatore che ha entusiasmato tutti prima del brutto infortunio, in contempoaranea con la brusca e improvvisa frenata del Napoli a Verona, sponda Chievo, "firmata" Moscardelli. Gli azzuri di Mazzarri sono chiamati al riscatto per rimettersi in car-

Prove tecniche di serie A ANGELO LETIZIA reggiata e non dare seguito a vene polemiche già abbozzate nel post gara di Verona dalla critica: eccessivo turnover, scelte tecniche poco convincenti, squadra a tratti troppo molle. Oggi in campo, Lavezzi a parte, tornano i migliori della "banda", la musica suonata non dovrebbe riservare stonature, contro la Fiorentina servirà però il miglior Napoli e tanta tanta attenzione. I viola fuori casa finora non hanno raccolto nulla, quindi vorranno cancellare lo zero dalla casella dei punti raccolti lontano dal Franchi e lo faranno con Vargas e Cerci ai fianchi di Jovetic: bel terzetto, Hamsik, Cavani e Santana (tocca a lui al posto di Lavezzi) comunque non sono da meno. Udinese e Cagliari sono reduci da risultati quasi antitetici, ma avranno la stessa voglia di ben figurare. L'Udinese di Guidolin non sorprende più: cambiano gli uomini e il gioco, restano spirito e mentalità vincente contro chiunque; i sardi invece nei minuti finali di Palermo hanno dimostrato di essere sempre

vivi e vegeti, anche nei momenti peggiori, a patto però di non tralasciare mai disciplina e applicazione in ogni fase della gara. Tra i possibili protagonisti segnaliamo, oltre al "solito" Totò Di Natale, lo svizzero Almen Abdi da una parte e il talentuoso brasiliano Thiago Ribeiro dall'altra. Anche la sfida tra Lazio e Palermo è ricca di spunti e promette spettacolo. La Lazio, dopo l'ottimo pareggio imposto al Milan a San Siro, è andata a sbattere il muso in casa contro il Genoa, ristabilendosi però subito dopo con l'1-2 di Cesena che ha rimesso le aquile in carreggiata e ridato un po' di serentà a tutto l'ambiente, a mister Reja in primis. Lo stesso discorso vale per i rosanero di Mangia: la vittoria all'avvio contro l'Inter ha creato euforia e entusiasmo poi immediatamente soffocati dallo stop imposto dall'Atalanta. A far tornare il sorriso è stato il convincente 3-2 al Cagliari (a parte il patema finale con i sardi ritornati sugli scudi), ora servono conferne e continuità di

gioco per non suscitare le proverbiali ire del patron Zamparini, una bonba ad orologeria pronta a deflagrare sotto la panchina di qualsiasi allenatore. Entrambi i team dovrebbero presentare gli effettivi migliori: solo un piccolo dubbio Matuzalem-Cana per Reja, con il barsiliano però favorito; stessa formazione che ha battuto il Caglari, o quasi, invece per i rosanero, con Pinilla e Hernandez a contendersi un posto in avanti. A compleatre il quadro della giornata, Juventus-Catania, Chievo-Genoa, AtalantaNovara, Cagliari- Udinese, Siena-Lecce e Parma-Roma. A Torino, ancora nel nuovo magnifico impianto (tre gare su quattro allo Juventus Stadium per i bianconeri), gli uomini del "pompatissimo" Conte devono lasciarsi alle spalle il mezzo passo falso interno contro il Bologna. Il Catania appare al momento lo sparring partner ideale per la rivalsa bianconera, si dovrà però fare a meno di Mirko Vucinic, appiedato per un turno dal giudice sportivo dopo l'esultanza con il secchio in testa (?) e l'entrataccia da doppia ammonizione, e soprattutto tamponare a dovere le amnesie difensive che attanagliano la squadra in certe fasi del gioco. Col Catania non sono concessi altri intoppi e Conte lancia dall'inizio Elia e Quagliarella, finora relegati ai box e scalpitanti in panchina. Desta infine curiosità la sfida tra Atalanta e Novara, certamente le sorprese di questa prima fase di stagione. I bergamaschi, senza penalizzazione, si troverebbero in testa con le migliori a 7 punti; i piemontesi invece sono reduci dal clamoroso 3-1 all'Inter e sulle ali dell'euforia proveranno a rendere la vita dura a Colantuono & Co. che risponderanno con un "Tanque" Denis in gran spolvero e la velocità di un interessantissimo Moralez. Buon campionato a tutti.

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A proposito

di...

SIDERNO: SCALARE IL MONTALTO? Siderno- Sembra un paradosso dover ripetere sempre la famosa di frase di Nereo Rocco che calza sempre a puntino in queste circostanze e che più o meno recita così: “chi gioca bene e finisce col perdere è fesso due volte”. Questa è in sostanza la disamina dell’avvio stagionale del Siderno. Una squadra che sinora ha vinto solo una partita in Coppa Italia con il Marina di Gioiosa (squadra di Promozione) mentre con le pari grado ha ottenuto un pareggio e tre sconfitte. Zero gol fatti e quattro subiti in campionato, sei gol fatti e quattro subiti in Coppa Italia dove praticamente, dopo la sconfitta interna con il Soverato e salvo clamorosi sviluppi, la squadra verrà eliminata. Questi sono i numeri del Siderno. Quello che però lascia ben sperare per il futuro è il volume di gioco e le tante occasioni che la squadra riesce ad esprimere sul terreno di gioco. Un bel gioco (come vuole mister Fiorenza) che sinora ha prodotto pochi risultati se è vero che il team di Salerno, Gattuso e Leonardo si trova ancora a secco di punti. Sia Domenica scorsa contro il Rende che mercoledì sera contro il Soverato si è vista all’opera una compagine m o l t o “battagliera” disposta a giocarsi la partita a viso aperto e senza “timori reverenziali” soccombendo in entrambe le circostanze nei secondi finali. Mister Fiorenza è consapevole che oggi sarà difficile fare risultato a Montalto, contro uno squadrone fortissimo, allestito con l’unico obiettivo di vincere il campionato. Serve un’impresa a Candido e soci, quell’impresa capace di dare morale e una necessaria iniezione di fiducia dopo questo “stentato” inizio stagionale. Il neo arrivato Ruggeri si è mosso molto bene in Coppa e sicuramente il mister lo risistemerà nuovamente al centro dell’attacco assieme a Mimmo Serra. Dietro potrebbe rientrare capitan Carabetta assieme ad uno tra Marulla o Marcianò. In porta dovrebbe essere schierato il 94 Marra che ha fatto molto bene ultimamente. Se Fiorenza dovesse utilizzare il portiere fuoriquota si libererebbe un altro posto per un “over” in mezzo al campo e qui le scelte dell’allenatore diventeranno determinanti. Certamente, il non aver fatto punti in queste prime gare stagionali, complica i piani salvezza ed il percorso stabilito all’inizio del campionato da tecnico e dirigenti. Giustamente i soci del Siderno hanno voluto rimarcare che per poter competere alla pari con le squadre più forti bisogna avere il sostegno di tutta quanta la Città e quindi non sono mancate nemmeno le “lamentele” del presidente Raffaele Salerno , in una intervista radiofonica, circa la poca presenza di pubblico allo stadio in occasione della prima gara stagionale dopo il ritorno in Eccellenza. Ed allora ecco che la partita di oggi per il Siderno sarà una di quelle gare dove si avrà tutto da guadagnare e nulla da perdere. Sarà il Montalto a dover fare la partita mentre al Siderno toccherà difendersi con ordine e ripartire in contropiede. Una tattica che alla fine potrebbe rivelarsi vincente. Su questi giocatori Fiorenza ci ha messo la faccia vedremo come sarà ripagato. Antonio Tassone

E’ un Brancaleone da “vetrina” Brancaleone- Sei successi consecutivi tra campionato e coppa, tre gol fatti e zero subiti in campionato. Domenica scorsa il “raid” sul campo della Palmese ed il “Branca” (versione locridea del “Barca”), dimostra che quanto fatto negli ultimi anni non è il risultato di pura e semplice casualità ma rappresenta il frutto di una seria e attenta programmazione fatta di bilanci societari , di bel calcio, di giovani calciatori di belle speranze ed un tecnico molto serio e preparato come mister Rocco Brando che praticamente in questa fase iniziale di stagione non sta sbagliando una sola mossa dimostrando ai più di essere, sicuramente, uno dei migliori allenatori della nostra

regione. Assieme a Brando, in mezzo al campo, ci sono altri giocatori capaci di richiamare l’attenzione dei più giovani e ci riferiamo ai soliti Genova, i due Galletta , Cotroneo e Foti. Già perchè in casa Brancaleone il gruppo storico c’è sempre stato ed è proprio su questo asse che il Brancaleone ha costruito i successi calcistici di questi ultimi anni. La cittadina jonica, sogna ad occhi aperti ed oggi pomeriggio spera di poter nuovamente festeggiare un’importante vittoria che possa accorciare le distanze dalla zona salvezza. Salvezza, avete capito bene, perchè a Brancaleone è questo quel che si vuole. A.T.

Il punto d’Eccellenza

Roccella e Montalto si confermano Siderno e Bovalinese ancora in rodaggio Terza di campionato. Ieri l’anticipo con la novità della diretta tv di Isola Capo Rizzuto-Soverato. Oggi in campo le prime quattro della graduatoria. Il Brancaleone di mister Brando riceve al “Pasquale Borrello”il Castrovillari di mister Pugliese. La “matricola terribile”, dopo aver vinto sia in campionato che in Coppa vorrà anche questo pomeriggio confermare quanto di buono fatto vedere sinora. Il Roccella, invece, in casa con il San Marco ha tutto da perdere e nulla d guadagnare ecco perchè la partita odierna potrebbe nascondere numerose insidie ma Figliomeni avrà sicuramente avvertito i suoi. La Rossanese, dopo i tre punti a tavolino, è prima in classifica ed oggi si recherà al “Nicola Coscia” di Guardavalle dove troverà i locali “arrabbiati” dopo la sconfitta di Montalto. Proprio i cosentini di mister Giugno riceveranno un Siderno particolarmente carico ma ancora a secco di punti in campionato. Gara proibitiva per i ragazzi di mister Fiorenza ma nel calcio può accadere di tutto. Rimane la Bovalinese che riceverà in casa lo Scalea. La squadra di Frascà non potrà sbagliare al cospetto di una squadra che evoca antichi ricordi di sfide sempre avvincenti e tirate sino all’ultimo secondo. Chiudono Sersale-Palmese e N. Gioiese-Rende.

R.S.

Promozione: Marina di Gioiosa e S. Luca in casa. Dopo gli anticipi di ieri tra Gallicese-San Calogero, il derby tra Real Catanzaro e Pro Catanzaro e Reggio Sud- Rizziconese, oggi pomeriggio sarà la volta del Catona, squadra che sembra la più attrezzata per la vittoria finale che si recherà sul campo di un San Luca particolarmente smanioso di mettere in vetrina i suoi gioielli più pregiati. Mister Loccisano sta facendo un buon lavoro e siamo sicuri che per il Catona non sarà facile uscire dal campo con

la vittoria. Il Marina di Gioiosa, dopo due pareggi di fila, oggi riceverà al Comunale la Mamer di mister Soraci. Per i giallorossi di Luigi Caridi non c’è altro risultato utile se non la vittoria per centrare gli obiettivi stagionali. Infine il Gioiosa Jonica di Rocco Logozzo che sul campo di Montepaone potrà centrare la sua prima vittoria in Promozione. La squadra è concentrata per riuscirci. Cittanovese-Davoli e Taurianova-Bocale chiudono il quadro.

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Momenti

di... vita

Il ricordo

Nicola Zitara, Il novatore

Lo Stretto è uno scenario che distrae. L’aria è trasparente, i paesi marini sono tali e tanti, che fanno venire il capogiro, mentre io sentivo il bisogno opposto: di salutare quietamente il mondo che si allontanava da me, senza farmi abbagliare dalle cose. Desideravo avere sotto gli occhi il mio mare, che si stende libero e senza altro confine che il cielo.

PASQUINO CRUPI

CHI È

Prima figura ad emergere nel campo del pensiero meridionalista fu Pasquale Villari, poi da tutti considerato come il maestro di quanti hanno fatto della questione meridionale la loro croce , il loro cruccio, il loro assillo. Fu quello del Grande Napoletano un pensiero riformista interno alla classe dirigente borghese dalla quale intendeva strappare misure di riaggiustamento del sistema. E dall’orizzonte riformista non si staccheranno né Giustino Fortunato né Francesco Saverio Nitti , che sono astri di prima grandezza del pensiero meridionalista, mai invecchiato e mai superato. Scontarono sino alla fine che lo Stato nordista non poteva mutare la sua ragione d’esistere, tutta essendo posta sulla liquidazione del Sud pensatore in pro degli interessi del Nord. Questo capirono i meridionalisti rivoluzionari. Con partenza da Ettore Ciccotti, la testa più nuova e più dimenticata del pensiero meridionalista. Balzò, infatti, dalle sue pagine, Sulla Questione meridionale (1904), l’idea, ormai fuori moda, che il risorgimento del Mezzogiorno era possibile e attuabile solo e soltanto attraverso il superamento della società capitalistica. E sarà questo, poi, il punto di vista di Antonio Gramsci, che, però, con piglio polemico ingiusto, farà tabula rasa di tutti i meridionalisti a lui antecedenti. Non superare, ma spezzare, mandare in frantumi lo Stato centralista : su questa necessità si raccordano Salvemini, Sturzo, Dorso. E sulla richiesta d’una classe dirigente, mancante nel Sud, si sofferma Benedetto Croce. A ciò s’era arrestato il pensiero meridionalista, procedendo dalla fine dell’Ottocento agli anni Cinquanta. E dagli anni Cinquanta in poi non ci furono che note a margine sulle opere dei meridionalisti classici e dei meridionalisti rivoluzionari. Nicola Zitara. e questo vogliamo sottolineare con energianon è un notista a margine dei Meridionalisti. Rappresenta , più che una innovazione, una novità. Non da subito, cioè, quando sorprende i placidi studiosi impellicciati della Questione meridionale con il saggio L’Unità d’Italia: nascita di una colonia (1971), ma in anni più tardi , quando si farà portatore, soprattutto con il suo saggio sconvolgente, L’invenzione del Mezzogiorno. Una storia finanziaria (2011), del meridionalismo separatista. Che è quanto di più estraneo si possa immaginare rispetto e contro il meridionalismo classico e rivoluzionario. Un novatore, appunto.

Meridionalista di tipo nuovo, è autore di saggi illuminanti e capovolgenti la scena del pensiero meridionalista: L’Unità d’Italia: nascita di una colonia (1971), Il proletariato esterno (1972), L’invenzione del Mezzogiorno. Una storia finanziaria (2011). Direttore, irripetibile, de“la Riviera” fino alla sua morte

Addio amici miei. Nicola Zitara

Non c’erano che note a margine del pensiero meridionalista. Zitara innova con il meridionalismo separatista

Dal Monviso all’Aspromonte C

VINCENZO CARROZZA

aro Nicola ho fatto ancora una volta il viaggio che dal nord mi porta a sud, nella nostra terra. In questo scorcio di settembre ho sentito di doverti dire le sensazioni del mio cammino, da Cuneo a Locri, perché più marcate sono le differenze tra un mondo e l’altro. Poi ho saputo che ad ottobre cadrà il primo anniversario del tuo non essere più fisicamente con noi, della tua scomparsa, come si suole volgarmente dire, e ho pensato che forse esiste tra vivi e non vivi un legame sovradimensionale, ultraterreno che ci

tiene in perenne comunicazione. Un rapporto sottotraccia, silenzioso e forte che è in noi, e con noi, fino alla fine dei nostri giorni e, forse, fino alla fine del tempo dell’intera umanità. Sono partito al mattino lasciandomi alle spalle il Monviso, proprio quello dell’ampolla Stronzobossista. sta di fronte alla casa che abito in Piemonte ormai da qualche anno. Ci ho preso confidenza e lo sento un poco mio, per cui lo lascio sempre con dispiacere lanciandogli sguardi nostalgici finche non scom-

PIETRO BORRELLO, UN GENTILUOMO Cerimonia degli addii

L’8 settenbre a Bova Marina, nella Chiesa di San Giovanni Bosco, ha ricevuto l’estremoche non vuol dire ultimo- saluto dalla famiglia e da tutti quelli che glihanno voluto bene, rispettato, apprezzato. Era nato a Bova l’11 agosto 1922. La morte lo ha raggiunto all’età di 89 anni. Età alta, si potrbbe constatare. Ma l’età non è valore in assoluto. L’età ha un valore, è u valore se è sta vissuta con onestà, con laboriosità, con moralità e serietà. Tale è il caso diPietro Borrello, maestro elementare, più che maestro, educatore di alto profilo, cattolico con intensità cristiana, in prima fila nell’Associazione Italiana

Maestri Cattolici, cittadino probo. Un galantuomo, che ebbe salda la reponsabilità della parola e la usò per fare crescere il sentimento dei valori cristiani: valori universali. Fu anche poeta nella lingua del popolo, del popolo di Bova nella quale pensò e scrisse la raccolta Sparai di lu pedi: Pubblicata nel 2010 da Città del Sole con prefazione di Santo Scialabba. E qui vogliamo consegnare la memoria di Pietro Borrello con Poveru canarinu!, dove la malinconia del declino si muta in preghiera verso l’ultimo cammino: Perchì non canta cchiù lu canarinu?!/ Prima lu so’ fischiu jiva luntanu/ Comu ‘n’ottava supra di quartinu/ O

lu gorgheggiu di ‘nu gran supranu…/ ‘Ntra la la gabbia sartava senza posu, / Si cantari sentiva l’attri aceddhi; / ‘Mbitava la me me’ menti a lu riposu, / Quandu’allegru sbattiva l’aliceddhi! / Di quandi si mmutìu, mi faci pena; / È sempri menu vispu la matina, / E mangiqa carchi cocciu a maolappena/ Di scagghiola mbischiatu cu la ghina…/ Pensi chi ndavi ormai l’uri cuntati, / Ed eu lu guardu cu malincunìa; / Perchì li so’ gorgheggi assai ‘ntonati / Finiru mi mi fannu cujmpagnia…/ Lu tempu passa e mancu nd’accorgimu, / Veloci cchiù di quantu nui pensamu; / Pe tutti veni l’urtimu caminu/ Quandi criscinu l’attri e niu ‘mbecchiamu. DOMENICA

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pare alla mia vista. Questo accade dopo qualche chilometro, quando entro in territorio ligure. E’ un’autostrada di montagna, con molti ponti e molte curve, quella che percorro per arrivare al mare della Serenissima. La Torino-Savona, 120 chilometri quasi a corsia unica fino al 1996, è stata raddoppiata completamente in tre anni rispettando i tempi e i materiali previsti. La sua manutenzione è puntuale, attenta, non ha sbavature. Si presta molta attenzione alla sicurezza dell’automobilista, che qui fa esposti, denuncia, chiede risarcimenti per un non nulla (specie se per colpa della cattiva manutenzione si perde la vita). Poco sotto Cairo Montenotte si aprono le ali Alpine per lasciare spazio al mare, che inizia a divenire padrone dell’orizzonte del guidatore. Il rifornimento gas lo faccio in una stazione carburanti di Sestri Levante. Prima però prendo un caffè e faccio sgranchire le gambe ai miei ragazzi. Dentro, l’autogrill, strutturalmente non ha niente di diverso dalle centinaia di autogrill che costellano le autostrade italiane da sud a nord, isole comprese. La differenza la fanno la cortesia e la professionalità del barista, dell’addetto alla cassa, che ti fanno percepire il loro lavoro come un servizio dovuto e normale, e non come una cortesia che concedono a te personalmente, compiendo il massimo sforzo possibile per un essere umano. I bagni, io sono un maniaco della pulizia, lo confesso, sono puliti e profumati. Ci rimane il tempo necessario a compiere le tue funzioni naturali con piacere, senza che ti assalga lo stimolo di scappare inseguito dalle mille malattie che si possono annidare in simili luoghi. Lo stesso accade al rifornimento, cortesia e garbata professionalità, e riparti. Intorno, nonostante sia passato agosto, migliaia di turisti e il sol leone la natura è verde brillante. Rammento a me stesso che sono a livello del mare come nella mia Locride. Sulle colline non si scorge fumo d’incendi. Qualche segno di un passato incendio a sinistra lo vedo sulle colline di Lerici, ma è poca cosa, non devastante, non deturpante. Mi consolo dando uno sguardo poco più in la alle cave di marmo bianco di Carrara, e per un attimo mi perdo immaginando Michelangelo appeso a quelle stesse montagne scegliere il marmo per il suo Mosè. Scendo ancora. Non c’è traffico di domenica e rapidamente sono a Firenze. Faccio rifornimento in autogrill e scambio due parole con l’addetto al self service che mi fa notare come nonostante la crisi il traffico estivo sia stato sostenuto. “Certo, la crisi c’è” mi dice “lo vedo dal mio stipendio e dal licenzia-

Nicola Zitara, giovane. Siede accanto a Titta Foti, maestro di giornalismo libertario, oratore scintillante, penna stilisticamente inarrivabile. mento che ha colpito diversi miei colleghi”, e aggiunge , “io sono stato fortunato. Comunque la gente non rinuncia a qualche giorno di ferie, per fortuna, altrimenti sarebbe stato licenziato più personale, e forse sarebbe toccato anche a me”. La pulizia e la cortesia nella stazione di servizio rimane di buon livello. Così è fino a Roma, fino a Napoli, almeno nelle stazioni di servizio carburanti. A Sarno, poco prima Salerno il vero primo incendio sulla montagna divampa a sinistra. Accanto allo sfregio di quella che fu la frana che si mangiò qualche decina di esseri umani proprio a Sarno, l’incendio brucia

bosco e sterpaglie lasciando nera e nuda la terra. Pensi che la disgrazia non abbia insegnato nulla, e che nemmeno i morti insegnano nulla anche se sono tanti e continui. L’ultimo casello dell’autostrada del sole è sempre la, blindato come una banca messicana. Dopo qualche chilometro altri incendi, roghi alti abbandonati al vento e al caso. Altri roghi lungo l’autostrada ai margine del catrame sono tenuti a bada da operatori delle autostrade e da qualche vigile del fuoco. Mi fermo per tradizione a fare carburante a Lagonegro. Qui i bagni ridiventano latrine. Il piscio è sui pavimenti e ti metti a distanza sperando di fare centro. Almeno, penso salvo le suole delle scarpe e di conseguenza i tappetini dell’automobile dall’estraneo liquido organico. Al bar inizia ad operare un personale che pare faccia una grande cortesia a servirti. Uomini e donne che sicuramente avevano altri sogni, altri desideri, ma che sono finiti a fare quel lavoro e lo fanno di malavoglia e si vede. Fanno di tutto per darlo a vedere. Fuori non va meglio con gli operatori che erogano i carburanti. Altri sogni spezzati che si trasformano in gesti ripetitivi fatti di malavoglia: prendi la pistola del carburante, pigia la cifra, eroga il carburante, togli la pistola dal serbatoio dell’auto, prendi i soldi e via così. E qui che penso a te Nicola, che penso come è possibile cambiare. Si, i

Il Sancta Sanctorum di Nicola era la mente, quella sua mente, prodigiosa, che non smise mai di lavorare fino all’ultimo

piemontesi e la loro feroce guerra d’annessione. I piemontesi e la loro spoliazione. Ma questa malavoglia, questa insipienza che ti fa solo spostare un metro più in la se il mondo cade, da dove viene? Questo mi chiedo e scendo più giù fino a Siderno. Faccio via Dromo perché credo di risparmiare tempo. La solita rotonda è la che mi aspetta, che cerca di farmi fare l’errore fatale. Prima di immettermi freno, poi freno ancora due o tre volte, prima di uscire dal cerchio satanico, per dare spazio a chi si immette dalle strade laterali. Qui si usa così, la precedenza va data a chi si immette, non a chi è già in rotonda. Paese che vai costumi che trovi. Sono a Locri. A pochi metri da casa mia una società sta ridisegnando le strisce stradali. Due operatori guidano la macchina che eroga la vernice per disegnare le strisce al margine della carreggiata. Tratteggiano una linea bianca sulla sabbia e sulla polvere accumulata sul ciglio della strada dal vento e dal sole di dieci estati ormai passate, dall’acqua di dieci inverni. Non ci credo, sgrano gli occhi la linea viene disegnata sulla polvere e sulla sabbia. Il prossimo vento, la prossima pioggia la porterà via e nessuno dirà niente. Nessuno dice niente. Tutti guardano la sabbia e la polvere disegnate di bianco e passano avanti, qualcuno sorridendo. Apro il finestrino per sentire odore di mare, ma l’olezzo della spazzatura che trabocca dai cassonetti e semina il terreno intorno come novelli semi del male, frena il mio desiderio e richiudo il finestrino. Dalla mia camera da letto, qui a Locri, vedo l’Aspromonte. Il mio Aspromonte, più mio del Monviso. Qui c’è la mia gente. Qui ci sono i miei amici, più amici di quelli che ho al nord perché abbiamo un’identica radice. I miei amici con cui ho riso, con cui ho camminato. Penso sia così, ho sempre pensato fosse così. Non è stato così anche per te Nicola? I nostri amici. La nostra gente che però è ferma e non in cammino verso nuove forme di civiltà. La nostra gente Nicola, con tutti i suoi difetti, ma che noi consideriamo la nostra gente, anche se è difficile capirla piena com’è di eredità antiche. Troppo antiche. Siamo una sponda del Mediterraneo con incapacità che il resto dell’occidente ha perso da qualche centinaio di anni. Al di là del mare sulle altre sponde del Mare Nostrum i popoli arabi, dopo centinaia di anni, hanno ricominciato a camminare verso altre mete. Noi no, noi siamo fermi. Sul corso i nostri ragazzi sorridono, si preparano ai giorni di scuola. Sorridono, non conoscono il futuro. Ti abbraccio. Il tuo per sempre amico Vincenzo Carrozza.

IL GALANTUOMO DANTE CONDARCURI

Don Massimo Nesci , parroco di Sideno, ha pronunciate parole elevate , il 21 settembre, celebrando i funerali del prof. Dante Condarcuri, il cui ultimo atto d’altruismo è stato quello di riconciliarci con la memoria del fratello Virgilio- , padre del nostro giovane editore- inesausto combattente per la causa dei lavoratori, senatore del popolo e per il popolo. Quella dei Condarcuri una grande jenia, tutta intesa al bene comune. Dante Condarcuri s’ è risolto interamente nellla religione dell’amore interminato per la moglie Mariuccia, trapassata ora è qualche mese fa, e nel magistero dell’insegnamento, degli affetti familiari, dell’amicizia. Tutte cose che, purtoppo, stanno in penombra. La razza dei galantuomini è in estinzione. Dante Condarcuri ne è stato uno degli ultimi fiori.

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Parlando

di...

Eventi

Cultura e società L’Europa di domani

Gli artisti della Locride hanno incontrato le delegazioni di Viroinval, Kastoria e Orly

OGGI SI PARTE PER LOURDES ANCHE QUEST’ANNO

Gli angeli dell’UNITALSI A posto? Il venticinque settembre si replica. Le valige sono pronte, i viaggiatori pure. Uomini e angeli di nuovo insieme, sul treno dei pellegrini, della speranza rinnovata. Della preghiera alla Vergine di Lourdes. Gli angeli dell'UNITALSI, sotto sezione di Bovalino, sono di nuovo in cammino. Anche a settembre porteranno le persone in difficoltà dalla Madonna di Lourdes, e anche quest'anno ci sarà Leo Moio sul treno ad accompagnarli. Anche quest'anno La Riviera da conto di quanta bella gente nella nostra terra si dà da fare per gli altri. Tanti volontari, di tante associazioni diverse con un unico fine, il bene degli altri. Grazie a tutti voi, a quelli che vanno sul treno, a quelli che stanno sulle ambulanze, a quanti donano il sangue e se stessi, a quelli che raccolgono fondi e beni, che stanno sulla strada. Quelli che hanno un cuore grande colmo di un amore che condividono. Grazie da LA RIVIERA.

Le delegazioni di Viroinval (Belgio), Kastoria (Grecia) e Orly (Francia), a S. Ilario dello Ionio dal 13 al 20 settembre, per la sottoscrizione del “Patto di amicizia e solidarietà”, giovedì sera, nel borgo antico di Condojanni, in una clima di festa, hanno incontrato una significativa rappresentanza di artisti e operatori culturali della Locride. La serata, organizzata dal comune di S. Ilario e da “Civitas Solis”, in collaborazione con “Redazione aperta”, ideata dall'editore del free-press “La Riviera” Rosario Condarcuri con l'obiettivo di valorizzare le migliori espressioni artistiche e culturali del territorio, ha visto la partecipazione di artisti e numerosi cittadini. L'incontro, coordinato da Maria Teresa D'Agostino e dallo specialista di progetti internazionali Francesco Mollace, si è aperto con la proiezione di “Lecon de Ténebrés”, cortometraggio francese, menzione speciale della giuria dell'Epizephiry International Film Festival 2011, e di una riduzione di quindici minuti del docu-film “Memorie incantate” prodotto da “EnergiECalabria”. Presenti Renato Mollica, direttore dell'IFF, che ha avviato i contatti per una collaborazione con il festival del cinema di Orly, strutturato in maniera similare all'Epizephiry; il regista di “Memorie incantate” Antonio Ciano, che ha sottolineato agli ospiti l'obiettivo del film per il recupero della memoria storica e di un più alto senso delle “regole” sul territorio, e Mimì Brancatisano, intenso interprete di Zaleuco. Di letteratura si è poi parlato con il noto scrittore Gioacchino Criaco, autore della trilogia “Anime nere”, “Zefira” e, il nuovissimo “American Taste”, tutti editi da Rubbettino, tradotti proprio in Francia dalla Metailiè; e la delegazione di Orly ha accolto con entusiasmo la proposta di organizzare incontri culturali con il narratore calabrese. Il pittore Diego Cataldo (a breve protagonista di una personale proprio a S. Ilario) ha poi voluto omaggiare gli ospiti stranieri con la riproduzione originale di una delle sue opere, tratta dalla mostra “Dal sentimento all'eros”. Infine, Marò D'Agostino, già impegnata in importanti scambi interculturali con l'estero, si è soffermata sul valore dei musicisti della Locride. A conclusione dell'incontro, svoltosi alla presenza del sindaco Pasquale Brizzi, con la partecipazione, tra gli altri, del direttore della Riviera Pasquino Crupi, degli assessori di S. Ilario Antonio Costanzo e Bruno Martelli, del vice sindaco di Locri Aldo Dattilo e dell'assessore Francesco Galasso, e della coordinatrice della commissione ambiente di Bovalino Liliana Ielasi, la Pro Loco di S. Ilario, particolarmente attiva sul fronte dell'ospitalità, attraverso il presidente Ugo Mollica, ha voluto omaggiare le delegazioni con la consegna di tre targhe ricordo.

Amarcord

Questa è la storia di zia Natalina, 85 anni emigrata in Argentina nel 1949 e da allora mai più tornata in Italia. Natalina a soli 23 anni insieme al marito e alla figlia di 4 anni decide di lasciare Marina di Gioiosa e raggiungere il fratello che viveva a Buenos Aires. Per raggiungere la capitale argentina ha dovuto affrontare un lungo viaggio in nave durato oltre 20 giorni con la speranza che una volta arrivata a Buenos Aires la sua vita sarebbe potuta cambiare in meglio. Il fratello di zia Natalina faceva l'affittacamere e la donna insieme alla sua famiglia è stata ospitata nella struttura gestita dal fratello. Nella capitale argentina trova numerosi connazionali che come lei avevano deciso di lasciare l'Italia, un paese ancora alle prese con le conseguenze della seconda guerra mondiale. Il primo lavoro fatto da

Zia Natalina tornata in Italia dopo 62 anni

Natalina è stato la “custurera”, la sarta in italiano, cucendo a casa camicie per una fabbrica argentina mentre il marito di zia Natalina trovò lavoro presso una panetteria. Con i primi soldi guadagnati acquistarono un pezzo di terra nella vicina Lanus dove costruirono la loro prima ed unica casa argentina dove tuttora vive da sola dopo la morte del marito qualche anno fa. Nonostante tutti questi anni passati in Argentina zia Natalina ha sempre covato il desiderio di tornare nella terra natia e ora a distanza di 62 anni il suo sogno si è realizzato. In Italia ha ritrovato i nipoti che hanno organizzato un festa per celebrare al meglio un evento così importante, dopo Marina di Gioiosa la prossima tappa del suo viaggio sarà Como dove andrà a trovare un'altra nipote per poi tornare in Argentina dopo aver realizzato il suo grande desiderio di rivedere i luoghi della sua infanzia.

A CANALO

Si è chiusa la tre giorni del campo “Dolomiti del sud” Esercitazioni di protezione civile Si è conclusa (domenica 18 c.m.), la tre giorni del “Dolomiti del Sud” Campo Scuola Tendopoli di Esercitazione di Protezione Civile e Sanitaria, tenutasi nel Comune di Canolo (RC), in Contrada Mutolo Scorciapelle, grazie alla promozione delle Associazioni di Volontariato “Croce Bianca” di Siderno, “Europa Unita” di Gerace e Agesci zona Costa Gelsomini. La tre giorni ha avuto come tema dominante l'intervento alla popolazione in caso di calamità, l'organizzazione di un campo tendopoli, i mezzi, gli interventi, i presidi sanitari, le comunicazioni, la messa in sicurezza della popolazione, ricerca di un disperso, spegnimento incendi boschivi. A conclusione: Esperienza, impressioni, valutazioni, scambio di opinioni, prospettive future, valutazioni. Un ringraziamento particolare alla Dott.ssa Rosa Femia Sindaco del Comune di Canolo, per l'accoglienza e l'ospitalità del Campo Scuola, All'Amministrazione Comunale di Gerace, alla Protezione Civile Regionale, alla Protezione Civile sezione di Reggio Calabria, alla Lipa Ambiente sez. prov.le di Giffone, alla Misericordie di Melito Porto Salvo, all'Emittente Reggio TV, a Telemia di Roccella Jonica, a Promovideo di Gerace, a TRS di Siderno, alle Associazioni partecipanti, agli sponsor, a tutti i volontari, medici ed infermieri, che hanno partecipato attivamente alla realizzazione di tale progetto, a tutti i visitatori. DOMENICA

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MARTEDÌ 11 OTTOBRE SARÀ PRESENTATA LA NUOVA DELEGAZIONE DEL FAI

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Saranno presentate martedì 11 ottobre alle ore 10.30 presso la sala conferenza del Palazzo Storico della Provincia di Reggio Calabria la nuova delegazione e le iniziative del FAI Reggio Calabria. Il nuovo team sarà guidato dalla dottoressa Ornella Milella insieme al vice capo delegazione Roberta Filardi. Durante la conferenza verrà inoltre presentata la manifestazione nazionale Fai "Festa in Piazza" che si svolgerà giorno 15 ottobre presso Piazza San Giorgio al Corso dalle ore 17.00

“Anime nere”

LE NOTE

cerca attori

Miss, mia cara Miss

Cercasi attori disperatamente. Made in provincia di Reggio Calabria. Razza pura, the original. Massimiliano D'Agostino, casting director per il film di Francesco Munzi ispirato al best seller “Anime Nere” di Gioacchino Criaco e prodotto da Bianca Film in collaborazione con Rai Cinema, è nella Locride alla ricerca di talenti, di profili da primo piano. Non di comparse. «I “Cattivi della Montagna”, quelli veri, possono essere prodotti solo da quella stessa montagna». Sembra questa, in base alle poche battute scambiate in redazione con D'Agostino, la filosofia di un gruppo di lavoro con un curriculum di riconoscimenti statuari da parte di critica e di pubblico. Quello a tre stelle, naturalmente. Dopo Il “Ragazzo di Calabria” di Comencini, un altro grandissimo regista ha puntato la sua 35 millimetri su un territorio bello e difficile. Tutti quelli che vogliono provare possono chiedere informazione alla Redazione de “la Riviera, partendo però da un unico presupposto: la Locride sarà la stella. L'assoluto attore protagonista

I QuartAumentata nel film di Franco Neri Ci saranno anche i QuartAumentata nel film-commedia “Aspromonte”, di cui è protagonista il celebre attore comico Franco Neri, per la regina del tunisino Hedy Krissane. La nota band della Locride girerà, lunedì prossimo, a partire dalle ore 18.00, nella suggestiva e antica Piazza del Tocco, a Gerace, la scena di un concerto con l’interpretazione di alcune tra le loro più famose hit. Il lungometraggio, promosso dalla Film Commission Calabria e prodotto dalla Pubbliglobe, su soggetto d’autore di Tonino Perna, ha l’obiettivo di valorizzare l’immagine della nostra regione attraverso il “racconto” delle bellezze naturali dei borghi antichi, vere perle del Parco Nazionale d’Aspromonte, vincendo la diffusa immagine stereotipata che, da sempre, marchia il territorio aspromontano. Così il set, a riprese iniziate da pochissimo, dopo Scilla e Pentedattilo, approda a Gerace, l’antico borgo gioiello di tutto il sud Italia.

PETRA RESKI - sulla strada di Corleone: uno strano viaggio e qualche “purtroppo”. Chi si aspettasse una cronaca, tipo Jack Keruac, di un evento (un viaggio) che è occasione anche di racconto di uno stile di vita e di una cultura, non ne troverebbe riscontro nelle pagine dell'ultima fatica di Petra Reski. Nel libro, Petra vuole soprattutto annodare strettamente la Germania ai territori di mafia: Sicilia, Campania e in particolare Calabria. Petra afferma che per il suo Paese l'immigrazione italiana meridionale è stata soprattutto infiltrazione mafiosa. Nessuno (tranne lei) se ne era accorto perché la mafia agisce in silenzio e tutto pervade, complici le leggi tedesche che, come in tutto il mondo civile, meno in Italia, prevedano l'onere della prova di riciclaggio a carico dell'accusa, complice la volontà di vivere quieti e la ricerca del benessere prima che delle corna del diavolo. Duisburg ha svelato gli altarini -

anche se molti continuano a credere che la Germania così come il Nord Italia e l'Europa intera, siano alle prese con la complessità della globalizzazione, con tutto ciò che ne deriva inevitabilmente anche in senso criminale. Un libro a senso unico, che un po' sciupa il restante lodevole

lavoro di riporto di fatti e di dati: tutto è scontato: l'assegnazione delle città ai cognomi, quasi sigle o targhe, siculo - calabro - campani, l'enfasi sulla strapotenza della 'ndrina ( con le solite stime fantasmagoriche di miliardi), i racconti di irrecuperabili neri diavoli mafiosi cattivi a tutto tondo e l'eroica resistenza di alcuni angeli (amici suoi). Mai mafiosi col dubbio, mai antimafiosi ambigui. Ogni errore e delitto da un lato, mentre, dall'altro, l'omicidio si sconta col semplice trasferimento. Purtroppo, come successe per gli ebrei prima dei pogrom, in più di un caso i mafiosi vengono descritti, coi luoghi comuni antropologici, preda della sotto coltura proletaria cafona o addirittura con stigmi antropometrici (capelli blu - neri, corpulenze floride oggi, così come ieri nasi adunchi e magrezze spettrali), che incutono repellenza. Purtroppo si convalida la tesi

di MARA RECHICHI

dell'asse giudiziario - mediatico, propagandata dall'avversario garantista, quando si riferisce dell'eroica giornalista Rosaria Capacchione, sfumazzante, stratelefonante e superscortata alle prese con procuratori della repubblica tanto appiccicosi nei gesti amicali da risultare simpaticamente molesti. Purtroppo la giornalista parla così superficialmente di un prete di Mafia, don Giglio, parroco di San Giuseppe Jato, da dimenticare che questo prete è stato, tramite il nostro prete di mafia don Stilo, parroco di Africo, per altro acerrimo di don Natale Bianchi, nostro paesano, perno di antichi rapporti ed interscambi criminali tra 'ndrangheta e mafia. Purtroppo la giornalista parla di un Vescovo antimafia trasferito in altra sede senza cogliere l'occasione di approfondire il perché. Iatro Filoparafilo

"La incontrai per caso alle Terme, proveniva da Sinopolì, prese posto sulla scalinata, ch'era ancora gremita quel dì..." Oh, principe De Curtis mi perdoni! Ho fatto anch'io parte di quelli che hanno mandato giù lo share delle serate finali di Miss Italia 2011. Neanche sapevo ci fosse la Calabria in finale; é stato al risveglio mattutino che mi sono ritrovata vincitrice, come calabrese intendo. Femmine calabresi, non vi sentite tutte un pó Miss? Già lo eravamo state altre volte, ma stavolta noi reggine ci sentiamo più regine: abbiamo Stefania Bivone, che tutti dicono di Reggio Calabria solo perché c'é nata, quando, in realtà, vive a Sinopoli, in pieno Aspromonte tirrenico. Qui potrei aprire una parentesi su "nascita altrove per mancanza di assistenza sanitaria" ma non é questa la sede. Appena maggiorenne, studentessa del Liceo Scientifico di Palmi, alta che per guardarla bisogna alzare la testa, nessun accento nè inflessione, Stefania é apparsa determinata, forte, saggia. Femmina posata, e bella. Il che mi fa ripensare ad un saggio del 1991 di Renate Siebert, dal titolo "È femmina, peró è bella", nel quale la Sociologa, docente all'UNICAL, indagava tre generazioni di donne calabresi e lucane, in un percorso generazionale che partiva dalle studentesse dell'Università e arrivava, a ritroso, fino alle loro nonne. Il titolo racchiudeva la difficoltà d'emancipazione femminile già dalla nascita, da quando i neopadri, alla delusione della mancata nascita di un figlio maschio, opponevano la consolazione con la bellezza della figlia femmina. Certo, son passati 20 anni, dovremmo averne fatta di strada, dovremmo aver superato quel pensiero, ci sentiamo più vicine ad un "É femmina, che gioia! Sará un'ottima madre e un'ottima lavoratrice"...invece ci ritroviamo a celebrare la bellezza della Femmina, alla quale affidiamo anche l'immagine positiva della Calabria, caricandola di responsabilità che non ha. Che a nessuno venga in mente di farle fare la pubblicità per il Turismo in Calabria, per favore! Tutt'al più, proponiamole qualcosa per rivalutare le nostre Acque Termali: dove c'è Miss Italia ci sono Terme! Che ne dite allora, di rimandare i festeggiamenti veri? Adesso, magari, lasciamole vivere questo momento, lasciamole la determinazione che ha mostrato, lasciamole realizzare il suo progetto di vita: ce la ritroveremo bella, avvocata, cantante. Perchè la femmina è bella ma é anche brava e pochissime femmine vogliono sentirsi cantare "Miss, mia dolce Miss, io voglio il bis, e tu lo sai di che."

DOMENICA

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Andiamo

al

Cinema

CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Box Office 3D -18.00- 20.00 - 22.00 CINEMA ARENA Siderno,info:333/ 7672151 Prossima apertura CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 L’alba del pianeta delle scimmie/18.00 - 20.00 - 22.00

CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 I Puffi in 3D/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA GARIBLDI Polistena,info:0966/ 932622 Lanterna Verde2/17:00 19:15 22:00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Kunf fu panda 2 18.00 - 21.00

CINEMA ODEON

Reggio C.,info:0965/ 898168

Contagion/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 The Eagle/ 18:10 20:20 22:30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 Terraferma/18.00 Auper 8/20.00-22.00

MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala de curtis I Puffi3D/17.00 - 19.00 - 21.00 Sala sordi I Puffi/ 16.30-18.30 Box Office 3D / 20.30-22.15 Sala de sida Crazy stupid love/20.40-22.45 Sala mastroianni Kunf fu panda2/17:30 Super 8/20:00-22.00

Cinema&Musica

I “Rumori Mediterranei” non possono essere messi a tacere. Sono un patrimonio della cultura musicale italiana

L’angolo di Parrello

DOMENICO LOGOZZO

Il Festival Jazz di Roccella Jonica “Rumori Mediterranei”, rappresenta da decenni una delle più prestigiose e luminose pagine della Calabria che crea e che si fa onore in tutto il mondo. La Calabria che dà prestigio all'Italia.Una bella realtà che non può essere oscurata.Un patrimonio della “Bella Italia” e della feconda Calabria.Ma come tutte le valide e innovative iniziative calabresi, che incidono positivamente nel tessuto sociale,rendendolo migliore ,purtroppo manca la necessaria attenzione.Per non parlare,in alcuni casi,di disfattismo per partito preso. Un modo di pensare e d'agire troppo diffuso .E certamente da condannare .Sale la qualità dell'offerta,scende la quantità dei finanziamenti.E accade che manifestazioni come il Festival Internazionale del Jazz di Roccella Jonica rischino di chiudere i battenti .Per sempre. No,non è possibile che il disinteresse faccia morire una manifestazione di questa portata in una regione dove da sempre - diciamolo con molta franchezza - c'è l'assurda tendenza di distruggere piu' che costruire .Questa straordinaria creatura jazzistica,l'ho vista nascere sul finire deli Anni Settanta ,nel cortile delle scuole elementari(allora Roccella non Il Sen. Sisinio Zito aveva un luogo dove ospitare le manifestazioni ,oggi ha un Auditorium,il ristrutturato Convento dei ha inviato una modernissimo Minimi e lo straordinario palcoscenico naturale del Teatro lettera alla stampa al Castello,esempio emblematico dell'intelligente recupero locale con la quale delle radici del passato con pochi casi analoghi in Calabria nel Mezzogiorno).Una “sfida” dell'Associazione denuncia lo stato di eCulturale Jonica presieduta dal sen.Sisinio Zito.L'ho vista grande difficoltà crescere tra tanto entusiasmo e mille difficoltà economiche. finanziaria del Che ultimamente si sono aggravate. Niente grandi sponsor istituzioni palesemente sempre più "distratte" .Non voglio Festival del Jazz evederla morire perchè non può essere sotterrata una espeRumori rienza jazzistica che in trenta anni ha visto sull'incomparaMediterranei. bile palcoscenico di Roccella Jonica i migliori artisti del mondo.Una manifestazione che altri ci invidiano e che noi dobbiamo difendere con i denti. Con determinazione.Non dobbiamo farla morire questa grande manifestazione che annualmente richiama nella Locride migliaia di appassionati,d'ogni parte d'Italia e anche dall'estero.Non può morire perchè scomparirebbe un pezzo prezioso della storia del secondo Novecento calabrese.E sarebbe un altro delitto imperdonabile.Un'altra pagina strappata e colpevolmente buttata nel cestino della buona cultura musicale . Un danno per la Calabria e per l'Italia .Che nessuno può permettersi,nè può pensare di compiere impunemente.I "Rumori Mediterranei" saranno forti,ma tanto forti,diventeranno assordanti con l'aiuto di chi ama la Calabria e lotta per una Calabria migliore! E il popolo di Facebook ha già alzato la voce,si è fatto sentire,continuerà a farsi sentire,ne siamo certi,per non far cadere nel vuoto l'accorato appello lanciato nei giorni scorsi dal sen.Zito con una lettera inviata a “Calabria Ora". Sul quotidiano si è aperto un ampio L'estate del 1979 sarà diversa da tutte le altre dibattito,che sta per quella di un gruppo di ragazzini dell'Ohio. andando avanti da Insieme stanno lavorando alla produzione di Mancanza di giorni.Segno evidente un film di zombie da presentare ad un festival di cinema amatoriale e di una attenzione e di sponsorizzazioni durante le riprese di una sequenza notturna si trovano ad essere acciuna preoccupazione private e istituzioni dentali testimoni di un drammatico incidente ferroviario, che resta reale.Il confronto è impresso sulla pellicola della cinepresa. Il disastro ferroviario però non sempre più stato finora interessembra un incidente e “qualcosa” fugge. L'arrivo dei militari e misteriosante ed appassion"distratte” mettono se sparizioni non fanno che aumentare il mistero . Come coi pezzi di ante. Atti d'amore per a rischio uno dei un puzzle, i ragazzi riusciranno a ricostruire quello che è successo nel Roccella e per le tentativo di salvare una ragazza sparita misteriosamente. Gli ingredienpiù prestigiosi “novità” che da trenta ti di partenza sono quelli dei primi film della Amblim: bande di ragazanni con “Rumori eventi culturali della zini in bicicletta, quartieri periferici, morale buonista conditi con incidenti spettacolari, intrighi miliMediterranei” riesce a Calabria. tari, mostri spaventosi, oggetti provenienti dall'universo di Abrams.Come accadeva quasi trent'antirar fuori, attirando il ni or sono per l'astronave del piccolo alieno E.T., anche l'Enterprise di J.J. ha qualche problema con grande pubblico del l'avviamento dei motori ed è costretta a rimanere a terra. C'è una differenza piccola ma significatigrande jazz . Tanti estimatori del Festival Jazz e tanti va tra Super 8 e E.T., che forse potrebbe passare inosservata. Nel film di Spielberg le Bmx, con cui grandi artisti,da Damiani a Rava,hanno scritto su i ragazzini sfrecciavano per le strade del loro sobborgo, potevano volare. In Super 8, no. C'è amore, “Calabria Ora” e su Facebook per dire no alla fine passione, professione nel film di J.J. Abrams, ma come spesso accade nei suoi lavori affianco al della magnifica favola musicale di Roccella Jonica.E genio manca la magia, tutto è studiato, rigoroso. In Super 8 c'è però una dimostrazione di amore, chi ha il dovere di intervenire non può continuare a smisurato nei confronti del cinema. Una dichiarazione che abbraccia anche il cinema amatoriale e far finta di non sentire! pionieristico di un gruppetto di amici che sognano di arrivare a un Festival di cinema amatoriale . Matteo Raschellà

La Riviera piace davvero Durante la recente festa patronale, a Siderno M., passeggiavo spesso sul corso. Molti mi fermavano. “Ma professore, cos'è successo? In edicola, domenica, non c'era la Riviera”. “Ma signori miei: anche gli amici della Riviera hanno diritto ad un periodo di riposo”. Sorridevano e dicevano: “Quando ci rivedremo?”. “Penso il 18 di questo mese”. Il giornale piace, anche e soprattutto, per la chiarezza e la semplicità con le quali le varie tematiche vengono affrontate, tali da poter essere comprese ed argomentate da tutti. La Riviera contraccambia l'affetto dei suoi lettori, impegnandosi domenica dopo domenica ad essere sempre più armoniosa nella sua veste tipografica. Franco Parrello

Super 8

ARIETE

TORO

GEMELLI

CANCRO

LEONE

VERGINE

dal 21 marzo al 20 aprile

dal 21 aprile al 20 maggio

dal 21 maggio al 21 giugno

dal 22 giugno al 22 luglio

dal 23 luglio al 23 agosto

dal 24 agosto al 22 settembre

Vitalità e intraprendenza saranno le risposte più efficaci anche per la forma fisica ed estetica. Sono molto stimolanti, soprattutto nel weekend.

E’ buona la parte finale della settimana, con una Luna in Cancro protettiva per gli affetti e le relazioni in generale. Il week-end è da dedicare al relax

Siete o non siete i re indiscussi della comunicazione, della spensieratezza che infonde coraggio, della parola che compie miracoli? Procedete sicuri

Uscirete dal vostro mondo dorato solo sabato, come inizio di un fine settimana più grintoso. Divertitevi con una semplice cena con amici.

Venere è sempre splendida per i Leoni, che saranno amabili e affascinanti. Le prospettive sono ottime anche nel week-end: la Luna è intraprendente e lo sarete anche voi.

DOMENICA

Il fine settimana porterà con sé emozioni in conflitto l'entusiasmo più acceso si alternerà a momenti di acquatiche intuizioni. Stupirete molte persone.

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la Riviera

Blob of the week

La verità dell’Iride

Very cool.....

di Benjamin Bowson

POVERA MAMMA

E’ finito sul più bello, occorre fare una scorta maggiore per la prossima estate!!!

Lui sta al fantacalcio come Gasperini sta all’ Inter

Due cuori ed una amaca Loretta e Pippo

“Una volta sì che eri un pasticciere serio...adesso sei solo un pasticcione”

Amarcord Giovanni Bolognino, Giuliano Barillaro e Nino Tarzia

Auguri agli sposi Rocco e Guendelina , affinche' la gioia, l'amore, la fede e la felicita' di questo giorno possa accompagnarvi per tutta la vostra vita ed in questo lungo viaggio chiamato "matrimonio" !!! con tanto affetto vostro fratello/cognato Domenico Saverino

Nuovi Attori Giuseppe Ferraro

Tanti Auguri Domenico per i tuoi 7 anni. Da parte della tua adorata nonna Maria, da mamma e papà, e da tutti i tuoi familgliari.

Tre grandissimi amici de “la Riviera”

Stressato Alessandro Restretti

Pierino torna a scuola! il grande Ciccio

Carbonella e facebook Antonio Ferreri

Grazie a Oikoi.it mi connetto anche da qui

No, non la mia .. quella mi aveva mollato subito dopo la morte di mio padre, quando avevo sei anni, per filarsela con un fusto tutto peli e muscoli. Povero sono stato io, lei la vita se l'è presa comoda. La “mamma” è Antonio Pelle di San Luca, quello che se l'è filata dall'ospedale di Locri. La sua fuga ha fatto il giro dei media, e quelli del Berlusca ci sono andati giù con la croce, hanno messo per un attimo da parte, le Sarah, le Melania, le Yara e hanno avvertito il pubblico, loro, dell'orrendo accadimento. Tutti hanno pensato alle centinaia di bambini infettati dalla tubercolosi al Gemelli, o agli effetti tragici della finanziaria sulle famiglie, al pericolo nucleare in Francia, alla guerra in Libia, alle stragi in Siria, o, al limite, agli innumerevoli processi di Berlusconi, l'uomo più processato e ricattato d'Italia, il Conducator del Belpaese. No, “la mamma” messo fuori dal carcere perché ridotto a una larva umana, mandato ai domiciliari perché in pericolo di vita, poi ricoverato per crisi acuta e dileguatosi dall'ospedale. In realtà “la mamma” è evasa per modo di dire. Non era in carcere ma ristretto in casa da tempo, come la maggior parte degli Italiani del resto, che sono liberi per modo di dire. Niente sbarre segate, niente lenzuola annodate, niente di niente. Il boss aveva prima rifiutato il cibo volontariamente, poi era caduto nel vuoto dell'anoressia, stava per chiudere i conti con la vita e i giudici obbedendo alla Legge e a una perizia di incompatibilità medica l'hanno spedito a casa. Nulla di strano. Pelle ha già scontato tre anni della sua pena, non è che s'è fatto un giorno come tanti illustri politici e imprenditori, che a volte nemmeno quello fanno. Una crisi ha indotto i medici a ricoverarlo. Come prevede la Legge, le sue condizioni non prevedevano un controllo ferreo, tanto più che se avesse voluto “la mamma” avrebbe potuto scappare da casa sua. Non è successo nulla di clamoroso, un detenuto è scappato, come tanti ogni giorno, in ogni parte del mondo. Non ci sono responsabilità e non possono esserci. Le hanno viste i giornalisti Mediaset e a ruota le fanfare delle nostre donne in politica, Napoli, Laganà e Callipari tutte a gridare, “che bisogna chiarire, appurare, condannare”. Nulla di nuovo in Italia e in Calabria. Nulla di strano, appunto, la solita solfa e le solite solfatare.

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

Sabato e domenica non cercate di risolvere qualche problema di coppia con eccessiva rigidità. Ridurre la pressione sulla schiena e cervicale sarebbe il meglio.

Un aiutino sarà concesso dall'ingresso del Sole in Bilancia, sabato 24. La settimana prossima sarà decisamente migliore. Resistete senza perdere la calma.

Venere, che è entrata nell'ottavo settore, sostiene egregiamente chi desideri sottoporsi a trattamenti estetico-sanitari di una certa importanza.

Sabato e domenica sarete semplicemente grandiosi per dare il via a nuovi progetti, inclusa un eventuale mini-vacanza, magari con un gruppo affiatato di amici.

Dal punto di vista fisico, sarebbe meglio non sovraccaricare l'apparato muscoloscheletrico con sforzi eccessivi in palestra.Week-end, non portatevi il lavoro a casa.

Sabato e domenica, l’entusiasmo risulta contagioso. Saturno sta nel frattempo rafforzando l'autorevolezza dei nati tra il 6 e il 10 di Dicembre.

DOMENICA

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