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Liberare la Calabria dalla ndrangheta è un dovere ed una necessità. La ndrangheta è figlia legittima del sopruso, delle ingiustizie, dell'arbitrio, della violenza che lo Stato, e le classi dominanti, hanno perpetrato per secoli. La vicenda di

Fabio Pioli il giovane elettrauto di Gioia, probabilmente ucciso dal padre e dal fratello della donna che amava, dimostra la volontà di disporre della vita altrui senza alcun rispetto per il valore della persona umana. A pagina 20

iuseppe Campione, di scuola democristiana, presidente per ben due volte G dell’Assemblea regionale siciliana, deputato, si dimise da ogni incarico dopo l’assassinio d’un suo cognato, inficiato di mafia. Delle sue parentele pericolose – non è reato- Luigi Tuccio non cura, ostenta serenità, dichiara che non si dimetterà. Eppure, è figlio d’un grande padre, che noi ammiriamo. Aveva ragione Salvemini: i padri non fanno i figli con la testa.


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MERAVIGLIE DALLA FINESTRA

Che bellezza della natura, che bel dono illumina la nostra mattinata, che sogno per chi vede da lontano, tanti e tanti chilometri di distanza, questa meraviglia che ci avvicina così tanto alla nostra terra. Si inizia la giornata con la gioia della nostalgia! Grazie Mara, grazie per questa foto d'arte, l'arte di voler bene al bello che esiste e resiste alle vili aggressioni dell'uomo che non rispetta la natura. E non rispettando la natura non rispetta se stesso, non rispetta il presente, nega alle generazioni che verranno la dolcezza e l'armonia di questa visione fantastica! (Domenico Logozzo)

LA PROVINCIA PER LA PRIMA VOLTA AL VINITALY

La scommessa di Gaetano Rao Assessorato Provinciale all'Agricoltura intende favorire ed incentivare la partecipazione delle aziende vitivinicole, operanti nel territorio reggino, alla Fiera Vinitaly 2012, che si terrà a Verona dal 25 al 28 marzo 2012. Il brand collettivo sarà “Reggio Calabria, provincia enoica”, già decisi gli spazi espositivi, le attività formative e di comunicazione, la guida cartacea delle aziende partecipanti, le attività promozionali. L'assessore provinciale, Gaetano Rao dichiara: «Una decisione presa con il presidente Raffa. I nostri sono vini di nicchia ma di alta qualità e molto apprezzati; meritano per questo di entrare nei migliori circuiti commerciali (…) Vogliamo esaltare la “regginità” partendo dall'enologia, per la quale il nostro territori vanta antichissime tradizioni magnogreche e che si manifesta oggi con ben 6 Igt e 2 Doc di assoluto prestigio».

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Ricordando il ministro Canadese

TONY SILIPO UN SEMPLICE RAGAZZO MARTONESE ' davvero difficile raccogliere i E pensieri e fotografare un amico quando la volontà divina all'improvviso lo sottrae alla vita terrena. Il ricordo diventa un esercizio pesante; mille immagini si accavallano nella mente. Cerchi di mettere ordine, per rendere onore ad un uomo vissuto con onestà, per la famiglia, per la sua gente, per un ideale politico. «Passau u Ministru u ti saluta». Poche parole per capire chi era realmente Tony Silipo. Per mia madre, e non solo, era un ragazzo semplice, che ogni anno tornava nella sua Martone per respirare l'aria di un passato mai dimenticato. La piazza, le viuzze del centro storico, lo stare insieme agli altri al bar, la passeggiata con la mamma e le sorelle, con la

Un sidernese protagonista della musica indipendente romana

L’Altalena di Salvatore Ferraro

rima di tutto poesia. Il nuovo progetto musicale della scena indipendente romana cavalca senza dispersione lo spirito artistico del suo leader, del sidernese Salvatore Ferraro, già fondatore dei Presi per Caso. L'altalena, nome della band, è anche il titolo omonimo del primo album, è un viaggio nel quotidiano attraverso 9 brani. Un collettivo di grandi musicisti che ha dato vita a canzoni simili a piccole trame noir, freddi ritratti di gente comune, semplici fotogrammi mentali con tic, manie e atmosfere di ogni giorno. La speranza è che Giovedì 15 marzo si è svolta l'assemblea il musicista calabrese riesca a generale dei lavoratori dello Studio radiolocontaminare di visioni meditergico di Siderno per via delle tristi vicende ranee musiche e rumori romaeconomiche che lo hanno interessato in queni. sti mesi. Nel ribadire l'avvio dello stato di agitazione, si chiede ancora ai Sindaci di partecipare alle iniziative di lotta che prevedono, ammi il tuo soranche una pacifica manifestazione al Palazzo riso» è il primo della Presidenza della Giunta della Regione singolo di Koko Calabra. E' incomprensibile come sia possibiDe Leo, per gli amici le che da, più di un anno, non ci sia stato un Cotoletta, cantautore siderpronunciamento ufficiale delle autorità della nese che vive alle Isole Provincia e della Regione. Canarie tra tra Playa de Las Americas e Fuerte Ventura . Un tormentone che sa di fiesta e baci. Note d'estate, moglie e il figlio, erano per Tony di un'estate breve piena di (“Vici”, così lo chiamavano amicheallegria e sorrisi. Una canvolmente a Martone) momenti zone frizzante che ti regala importanti e dai quali nessuno lo un retrogusto consistente avrebbe mai potuto sottrarre. anche oltre ferragosto. Nessuno. Mai. Solo la morte. Che è Per chi volesse ascoltarla: arrivata in un sabato pomeriggio, Facebook - Koko De Leo. mentre un silenzio cupo e sferzato da un vento gelido avvolgeva ogni cosa della Tua Martone. Vincenzo Frascà

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Siderno * Lo Studio Radiologico in sciopero

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Primo disco per il cantautore sidernese

Le note d’estate di Koko De Leo

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Parlando

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PRIMO PIANO NORDICI & SUDICI DI GIOACCHINO CRIACO

Forestali e produzione biologica ui forestali si è detto di tutto, in bene e soprattutto in male. Troppi, troppo pagati, troppo lavativi. Ora per la gioia di molti il problema si sta risolvendo, il loro numero si riduce paurosamente di anno in anno, gli stipendi tra indennità eliminate e casse integrazioni strumentali vanno sempre più giù. Molti penseranno che questo sia un bene, in realtà verrà spazzato via un patrimonio di conoscenze che avrebbe potuto essere molto utile per la Calabria e che in parte non lo è stato. E non lo è stato non per colpa dei lavoratori, più semplicemente perché è sempre mancato un progetto complessivo, una visione unitaria sul loro utilizzo. Di lavativi e di carrozzoni pubblici in giro per l’Italia ce ne sono a bizzeffe, da nord a sud, perché il pubblico più che in chiave produttiva è stato quasi sempre utilizzato in funzione di ammortizzatore sociale. In questo senso nemmeno la forestale è sfuggita a tale logica, restando nella media di tanti altri enti. La differenza, sostanziale, è che mentre migliaia di altri enti non avrebbero potuto avere altra funzione se non quella di fornire uno stipendio. La forestale avrebbe potuto giocare una partita importante e di grande utilità sociale. Oltre a curare, mantenere, pulire, bonificare i monti, avrebbe potuto produrre. Creare una serie di beni a

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costi bassi e a vantaggio di tutti. Avrebbe potuto produrre legna da ardere a un prezzo contenutissimo. Legna da lavoro, per cantieri e mobilifici. Avrebbe potuto gestire la catena del legno che produce lavoro e benefici economici. Avrebbe potuto creare una rete di ricezione turistica, costruire acquedotti. Avrebbe potuto fare tante cose che si è scelto di non fare, e non per colpa degli operai, ma saranno e sono gli operai a pagare le scelte mancate. L’unica loro vera grande colpa è di averle subite le scelte, senza protestare. Gli operai spariranno e nessuno prenderà il loro posto. Pensate che sarà un vantaggio per qualcuno? Liberi di farlo. E adesso che il mondo ha compreso, costretto, che il futuro passerà per l’utilizzo rispettoso della natura, noi disperderemo la più grande azienda calabrese, già messa in liquidazione. Si abbiamo perso tante occasioni, come quella di trasformare un ente improduttivo, in un grande produttore agricolo, ci sono cose che ancora si potrebbero fare come la creazione di una miriade di micro aziende agricole, votate alla produzione totalmente biologica. Con beni sani e a basso prezzo con, ancora, vantaggi per tutti. Ovvio che non si farà neanche questo, così fra un po’ di anni gli operai spariranno e gli autolesionisti saranno felici.

Le meraviglie del Pdl reggino l Pdl è il partio delle meraviglie. È un partito acerbamente e aspramente anticomunista. Ma l’altro ieri, all’Hotel de la Ville a Villa, guardandosi non più in cagnesco - ma la guerra è rimandata - gli opposti schieramenti del governatore Scopelliti e del parlamentare Foti, è stato celebrato un congresso a mozione unica. E questa è stata la prassi inviolabile dei congressi del PCI, che al di sopa di tutto metteva la salvaguardia dell’unità del partito. Il Pdl, per insistite dichiarazioni del padrone di casa, Silvio Berlusconi, e ora anche di Angelino Alfano, che della casa padronale è inquilino, è un partito liberale. Ma questo partito liberale allunga il fondo del centralismo, non ellegendo in sede congressuale, ma nominando, prima dell’assemblea congressuale, nella camera oscura di un ristretto gruppo dei signori delle tessere, il nuovo coordinatore provinciale nella persona di Roj Biasi e il nuovo vice coordinatore provinciale in quella di Giuseppe Pedà. Esce Nino Foti da coordinatore provinciale. In un partito liberal-democratico, come pretende d’essere il PDL, avrebbe dovuto decidere se confermare o non confermare l’assemblea congressuale. Esattamente il contrario, e credo non sfugga a nessuno che il Pdl estenda la prassi dei parlamentari nominati ai coordinatori provinciali. Anche loro nominati. Bella democrazia, che diremmo autoritaria se non fossimo consapevoli dell’impossibile ossimoro. Continuate a leggere. Roj Biasi e Giuseppe Pedà sono ambedue della Piana di Gioia Tauro, più malata che sana. La Locride, che vanta dirigenti prestigiosi in seno all’infecondo seno del PDL, viene totalmente cancellata dai vertici. Eppure, questi dirigenti, pur prestigiosi son rimati zitti allo schiocco della frusta. Tace persino Riccardo Ritorto, che in genere scalpita sempre. E sul punto il Pdl cessa di suscitare meraviglia. La Piana è un grande sebatoio di voti. È in provincia di Reggio quel che ha rappresentato e rappresenta la Sicilia in Italia. Senza i voti dell’Isola del Sole non riusciva a vincere le elezioni la Dc e non riesce a vincerle il PDL senza i voti della Piana, non avrebbe vinto le elezioni provinciali Giuseppe Raffa, e non sarebbe andato molto in alto Giusepe Scopelliti nelle elezioni del 2010. Perciò, non c’è affatto da meravigliarsi per questa scelta politica ristretta, come il sugo del ragù, alla Piana. Il do ut des funziona sempre. Funzionò nel passato anche per il PCI che ebbe a segretario un comunista della Piana, Mario Tornatora. Funzionò anche per il PSI dove l’ala pianigiana impose tre presidenti della Provincia. Funziona anche ora. Il PDL, a stampo pianigiano, non è una novità. È un calco indotto dalla voglia di prendere voti, di vincere, costi quel che costi. Cioé, la cancellazione di ogni criterio democratico nella elezione - mi correggo - nella nomina dei vertici. Ultimo ritrovato del liberal PDL.

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LAMEZIA , CENTRO D’ECCELLENZA

Scopelliti e la sanità catanzarese n Calabria ogni anno nascono circa 8 bambini afflitti da fibrosi cistica. Queste sono le stime aggiornate. Pertanto la sanità Calabrese, che non gode di certo di ottima salute, sembra volersi rinnovare in questo ambito e sembra volersi adeguare, una volta per tutte, alla normativa nazionale in materia, secondo la quale ogni regione d'Italia (che ha quasi 80mila portatori sani di questa malattia) deve avere un centro di riferimento. Con un ritardo di parecchi anni la Regione ha finalmente stanziato 350mila euro per la costruzione di un centro specializzato, che dovrà essere allocato nella struttura ospedaliera di Lamezia Terme. Il centro non sarà grande e nemmeno lontanamente paragonabile alle strutture di Milano o Torino tuttavia garantirà 6 posti letto a chi soffrirà di gravi patologie

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respiratorie e problemi nutrizionali. Questa scelta è frutto di una politica scopellitiana ben precisa: operare un accentramento dell'efficienza nelle strutture sanitarie comprese tra Lamezia Terme e Catanzaro, il cui comprensorio vanta già un centro specializzato di tossicologica clinica. Tesi confermata anche dal direttore dell'ASP provinciale di Catanzaro, Gerardo Mancuso, il quale si è dimostrato entusiasta della volontà di far confluire in quello che ormai è considerato come il centro della sanità calabrese, la struttura sanitaria di Lamezia, una centro di riferimento così importante. Reggio, con i suoi splendidi reparti addobbati a centri d'emergenza stile Ex Jugoslavia, aspetta, come sempre. Antonio Cormaci

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DIAVOLO NERO

Giù il cappello passa Scopelliti

IL NUOVO VOCABOLARIO DEL PD

La restaurazione del professor D’Attorre l comissario regionale del PD, Alfredo D’Attorre, è ben noto negli ambienti culturali, ed è questa la ragione per cui il dr. Giuseppe Scopelliti, coordinatore regionale del Pdl, non lo conosce. Non importa. Importa che non è il sapere che manca ad Alfredo D’Attorre, docente di Filosofia del diritto presso l’Università di Salerno, ma il saper fare. È chiaro, poi, che quando uno non sa fare, sono gli altri che fanno. E nel nostro caso i frati guardiani del Pd, che hanno l’inestimabile privilegio non solo d’aver consegnato alla Destra la Calabria, ma soprattutto quello d’aver lasciato la Calabria senza opposizione. I risultati di questa guardanìa sono sotto gli occhi di tutti. Qui, a Reggio Calabria - come, del resto, a Cosenza, Catanzaro, Crotone, Vibo - negli organi provinciali di raccordo organizzativo, nominati (?) da Alfredo D’Attorre rivivono, come pesci irrorati d’aqua fresca, le loro maestà: Marco Minniti, che tanti lutti addusse e addurrà al Pd; il senatore, Luigi De Sena, che fece il gran rifiuto; Pinone Morabito, reduce dalla sconfitta alle provinciali; Demetrio Naccari Carlizzi, assessore regionale uscente e consigliere regionale non rientrante. Nel vocabolario del prof. D’Attorre questo si chiama rinnovamento, quando si tratta di restaurazione. Ma c’è ancora di che sorprendersi. Nell’organo provinciale di raccordo organizzativo, certamente a rafforzamento della fibra morale del Pd, fa bella presenza il prof. Pino Arlacchi, al quale neppure il Circo Togni potrebbe essere in grado d’offrire tutti i ruoli richiesti dal suo multiforme ingegno. Così sconfinante d’aver travalicato tutti i limiti, straripando, infine,

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nel campo di Scopelliti, che l’ha voluto alla testa del Magna Grecia. Senza dubbio, per il suo enciclopedismo culturale. Le sorprese non sono, però, finite. Viene nominata nel detto organismo provinciale di raccordo organizzativo pure la deputata Maria Grazia Laganà. A questo punto, dobbiamo immaginare che non solo D’Attorre non sa fare, ma che addirittura non sa. Non sa D’Attore che la Signora antimafia è stata rinviata a giudizio per tentata truffa nei riguardi dell’ospedale di Locri e che si è avvalsa della facoltà di non rispondere, come è pratica generalmente degli ostruttori del cammino della giustizia? Certo che non sa. Siamo sicuri che, sapendolo, avrebbe provveduto celermente a

dimissionare dal Partito la deputata Maria Grazia Laganà. Ma queste cose le sanno gli uomini della strada, non i Commissari. Specialmente un commissario, della specie dei pifferi che andarono per suonare e furono suonati. E della nominata che dicono Marco Minniti, Luigi De Sena, Demetrio Naccari Carlizzi, i quali fermentano le dimissioni di Morisani pdiellino neanche indagato e tengono ferma come compagna al rinnovamento la vedova illustre? Che ella volle rimanere tacita e muta di fronte al tribunale di Locri per sfatare la leggenda che le donne sono loquaci e chiacchierone? Può darsi. Tutto può darsi nel Circo Barnum del PD.

Tutto è celebrativo, come una bella messa domenicale, dove si discorre della vita governativa passata e futura del Pdl. Sotto la guida illuminata di Giuseppe Scopelliti, Reggio trionfò, uscì dal buio alla luce, divenne un modello, che, declinato verso le vestimenta, avrebbe suscitato l’invidia di Gianni Versace. La Regione - e questo per buona parte è vero - fu languente con Agazio Loiero e dall’intrepido 2010, essendo governatore Giuseppe Scopelliti, torna a rifulgere e a trionfare. Catanzaro, il detestato capoluogo della Calabria, s’appresta ad incoronare Sergio Abramo dopo le dimissioni di Traversa. Sale da ogni dove un odore d’incenso verso l’Altissimo, che, imitando non Cristo, ma Berlusconi, si dice aggredito dai giornali, e tuttavia i loro editori vanno in Regione con il cappello in mano. Prima di proseguire, vogliamo essere equanimi. Ha ragione l’esacerbato Governatore, che ormai si muove tra entusiasmo e prostrazione, quando denuncia la doppia morale giornalistica, cioè il trattamento d’onore riservato a vedove illustri, e quello destinato ai vertici del Pdl. E, siccome al vertice c’è solo un punto, propriamente a lui. Ma così non è sempre stato. E non così tutta la stampa calabrese. Quello che, però, sconforta nella reprimenda del Governatore è il dire e il non dire. Cioè, il dire per ammiccamenti, che è qualcosa di meno chiaro ed eloquente di chi parla a nuora perché intenda la suocera. In altre parole, o Scopelliti parla a vanvera o è certo di quello che afferma. In questo secondo caso, deve fare i nomi degli editori con il capello in mano. A meno che non si riservi il corpo oscuro, cioè una possibilità di riconciliazione con gli editori dei giornali che lo attaccano: da ingiuriare con giudizio. O a meno che gli editori si tolgano il cappello quando passa Scopelliti. Poiché quando passa l’Altissimo in processione, bisogna stare a capo scoperto.

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CRIMINE

tre quarti e una gassosa ROSARIO V. CONDARCURI

Intervistato da Calabria Ora (10 marzo) dopo la nomica della Sicilia. Ma questa equazione non valsentenza contro le cosche, raccolte nel processo eva certamente per la Calabria ove la 'ndrangheta Crimine, il dr. Vincenzo Macrì, capo della Procura prende cominciamento nella provincia di Reggio d'Ancora, fa delle affermazioni Calabria nella quale il feudo non importanti. Primo: pensare che esisteva. Funzionò la carta copial'inchiesta Crimine “abbia apportiva, che, dopo tutto, ha l'inestimaESSENZIALE tato qualche elemento rivobile privilegio non di rovesciare luzionario nel modo d'intendere la sul banco degli asini, ma di far triAZZARDO 'ndrangheta […] sembra quanto onfare in cattedra i suoi consumaPrimo: pensare che meno azzardato”. tori. Chi colpisce di più la nostra l'inchiesta Crimine “abbia Secondo: “il problema è che si è memoria è Pino Arlacchi per il apportato qualche elemento forse pensato di esportare il modsuo libro, sbagliato perfino nel rivoluzionario nel modo ello siciliano che risulta già supertitolo: Mafia, contadini e latifond'intendere la 'ndrangheta […] sembra quanto meno ato da tempo. Quello dipinto nella do nella Calabria tradizionale. Le azzardato”. Palermo degli anni '80 è una realtà strutture elementari del sotdi quell'epoca, ma che non ha tosviluppo (Il Mulino, Bologna riscontri oggi”. 1980). Facciamo nostre sia l'una che l'alSiccome copiare preserva dalla tra affermazione del dr. Vincenzo fatica del pensare e protegge dagli ANNI ‘80 Macrì. Non solo perché coerenti errori di grammatica e di sintassi Secondo: “il problema è con la sostanza e il modo d'essere maledetto congiuntivo! - il che si è forse pensato di della 'ndrangheta, ma anche perConsiglio regionale della esportare il modello ché si tratta di posizioni da noi già Calabria, sotto Chiaravalotti, siciliano che risulta già largamente teorizzate e, se non sotto Loiero, sotto Scopelliti, esisuperato da tempo. Quello appare presuntuoso, dimostrate. bisce nella lotta contro la dipinto nella Palermo degli Non vi ritorniamo sopra se non 'ndrangheta la legge antimafia anni '80 è una realtà di per qualche accenno ulteriore. dell'Assemblea siciliana, copiata quell'epoca, ma che non ha riscontri oggi”. L'astuzia della storia ha voluto fin nelle virgole, e fatta propria. Il mettere in chiaro che proprio i modello siciliano è stato esportaDichiarazioni del nostri contraddittori in toga e in to, anche sotto il profilo legislatiProcuratore Capo di cattedra ci hanno dato ragione vo. La 'ndrangheta in Calabria si Ancona Vincenzo Macrì quanto al cupolismo della combatte con la carta copiativa. I 'ndrangheta e all'efficacia del risultati sono quelli della rete a modello siciliano. Il dr. Pignatone strascico, cioè l'inchiesta Crimine, e i suoi Pm dovrebbero sapere che le rivoluzioni che non acchiappa i pesci grandi.. non si esportano. Ero ragazzo e mio padre amava stare in compagProseguendo. nia d'amici nella putigha del paese. Giocavano a Non è la prima volta che la realtà calabrese viene padrone e sotto un litro di vino a partita. Ma addointerpretata secondo il modello siciliano. Parecchi mesticato nel senso che il litro era composto da tre storici, misurandosi sullo pseudo-sciquarti di vino e una gassosa. Come L’ANALISI l'inchiesta Crimine: tre quarti di condanentifico problema delle origini della 'ndrangheta, hanno corrivamente concluso che nati e un quarto d'assolti. Appunto, tre quarti e una questa nacque dal feudo. Tale fu lo schema per la gassosa, che erano la misura d'una bottega di vino, Sicilia dove, però, l'equazione feudo-mafia regge- non di una inchiesta per un'aula giudiziaria. va, ed era sorretta dall'analisi della struttura eco-

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Gli orfani di Crimine FERNANDO SAGADO

CUPOLE A CONFRONTO CONFRONTO SOPRA Il capo di Cosa Nostra Totò Riina e quello della ‘ndrangheta Domenico Oppedisano Corleone e un summit mafioso a Polsi A SINISTRA Falcone e Borsellino - Gratteri e Pignatone SOTTO Bernardo Provenzano e Giuseppe Commisso, numeri due di Cosa Nostra e ‘Ndrangheta

omunque, la sentenza Crimine, è stata storica, anche se non nel senso che tanti si sarebbero augurati o in quello in cui avrebbero sperato. Quello che ne è uscito non è un male minore, anzi se vogliamo essere onesti ne è uscito il male solito, consueto, quello descritto da decenni di storia giudiziaria. Che la ndrangheta fosse un fenomeno unitario lo si è sempre detto, stava nei fatti. Un unico codice, un nucleo di disvalori valido per tutti gli associati. Un’assemblea rappresentativa unica. Stop, altro non c’era e non c’è. C’erano e ci

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valenza epocale, e fosse giudiziariamente sancita la potenza planetaria della ndrangheta, sono rimasti delusi. La ndrangheta è, e rimane, un mostro, questo dice la pronuncia, ma dalle prove emerse quella a giudizio era un’organizzazione diversa, con un ambito e una capacità criminale limitata. Se si fa caso al fatto che le condanne, quasi tutte miti, hanno esclusivamente punito il reato di associazione e che non è emerso un solo reato fine, si comprende che alla sbarra non c’era quella holding multimiliardaria che tanto fa orrore. C’era un fenomeno antropologico, contro

sono i locali confederati, tutti autonomi dal punto di vista operativo, con capacità decisionali proprie. Si voleva parificare il fenomeno calabrese a quello siciliano o ai modelli asiatici, e le prove prodotte lo hanno smentito. L’esclusione delle aggravanti di essere l’associazione armata e sovranazionale restituiscono, al fenomeno mafioso calabrese, le connotazioni giudiziarie che sono state una costante delle pronunce sin qui avutesi. Nulla di nuovo e nulla di drammatico. Le sentenze statuiscono verità giudiziarie non vanno contro nessuno, non bocciano nessuno. Non sono sconfitte ma sempre vittorie della legge. La sentenza non sconfessa gli inquirenti che hanno prodotto elementi che, secondo loro, erano idonei a un certo tipo di condanna. La valutazione del gip di Reggio, invece, è uno stop a teorie extragiudiziarie. Riporta nell’alveo del diritto la funzione della repressione dei reati e la loro condanna. Togliendo una bandiera a quanti avevano colorato di significati particolari quella che era una normale operazione antimafia. Quanti avrebbero voluto che il processo avesse avuto una

culturale, ma non la piovra emersa dalle descrizioni mediatiche degli ultimi anni. E questo è, molto semplicemente, un dato di fatto che non rappresenta né una vittoria né una sconfitta. Per nessuno. La Giustizia ha fatto come sempre ha amministrato la Legge e fatto statuizioni. Un fatto normale. Perché la Legge è un fatto normale. E Minutoli nell’applicarla non avrebbe potuto pensare di ingenerare delusioni. Perché sembra strano ma da noi esistono anche i delusi delle sentenze. Sono tanti, appartengono a quel variegato mondo dell’antimafia che contiene un po’ di tutto, dalla gente ammirevole animata di passione civile e amore per la propria terra a quella, minoritaria per fortuna, di gente che vorrebbe sempre e solo condanne, per la quale l’assoluzione è vigliaccheria. Si Minutoli ha anche prodotto malumori e, fatto miracoloso, ha prodotto orfani. Gli orfani, figli di una cultura dell’antimafia che è arrivata agli estremi e non vuol capire che un giudice è sempre un giudice sia che assolva o condanni. E che una sentenza si basa sulle prove, non sui desideri.

C’è chi non vuol capire che un giudice è sempre un giudice sia che assolva o condanni. E che una sentenza si basa sulle prove non sui desideri

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PRIMO PIANO Il giornalista Pino Nicotri

Un barbaro ino Nicotri ha alle spalle due titoli di merito: di essere stato arrestato con Toni Negri per il sequestro e l'uccisione di Moro e di essere stato collaboratore de “l'Espresso” e di “Repubblica” dalla quale lo estromise il liberal Eugenio Scalfari. Ma il passato suo, che è nobile, sembra non interessargli. Oggi ragiona per schemi e per categorie mentali, arrugginite dalla poltroneria e dalla sciatteria. Il fatto è questo. Il segretario regionale dell'Inpgi del Veneto, Daniel Carlon, in vista del rinnovo delle cariche del Sindacato, manda a tutti gli iscritti una circolare nella quale indica i giornalisti da votare. È una cattiva azione, una porcheria. Ed è quel che sottolinea Pino Nicotri. Il quale, però, per meglio sottolineare le nefandezze del segretario veneto, scrive: “È strano che Carlon confonda Venezia, città di mare nella laguna veneta, con alcuni comuni dell'Aspromonte”. Dove è che Pino Nicotri ha trovato che tutto ciò che v'ha di negativo al mondo è la metafora della Calabria e si annida in Calabria? Un leghista può raccontare queste fandonie, non un giornalista fine, come Nicotri. Intanto, però, è la civile Venezia che offre la vergogna della circolare con l'indicazione di voto, e invece la Calabria ha proceduto al rinnovamento degli organismi dell'Inpgi nel massimo della chiarezza e della trasparenza. Ed è uno. A conclusione del suo comunicato di condanna Pino Nicotri dichiara d'essere una “persona civile”. Per nulla. Le persone civili non razzolano, come le galline, nello strame e non si riempiono il gozzo di luoghi comuni e di deteriori razzismi per rendere più evidente la loro tesi. Ci dispiace dirlo, provenendo il Nicotri dal giornalismo progressista e dalle lotte per la democrazia: non è una persona civile, è un barbaro. Uno che parla senza conoscere uomini e cose della Calabria.

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Mentre si attende il nuovo capo della Procura di Reggio

Un cinquina per un trampolino? PASQUINO CRUPI on siamo topi di procura e i nostri lettori ci perdoneranno se le nostre previsioni non saranno azzeccate. Ma su una cosa non temiamo - lo scriviamo con enfasi - di parlare in faccia all’avvenire. Il Tribunale di Reggio, se non di guerra, è tribunale in guerra. La guerra, come è inutile ricordare, oltre gli strazi, genera eroi e appiccica medaglie sui generosi petti. Che, poi, risplendano per sempre, questo è un altro paio di maniche. E credo che non ci sia chi, pertanto, vorrà negare che la Procura di Reggio sia una stazione di transito verso il progresso di carriera, un fondamentale trampolino di lancio. Questo è un dato oggettivo. Non si va a Roma se si è stati - detto senza disprezzo - capi della Procura di Palmi. Ma la condizione richiesta è che il Tribunale di Reggio conservi la fisionomia di tribunale di guerra. Non un cavallo per il regno, ma la sconfortante umiliazione del diritto. Non rimarrà senza domande il posto di capo della Procura di Reggio, lasciato vacante dal dr. Giuseppe Pignatone. Con ogni probabilità di certezza, vi aspira Ilda Boccassini, implacabile accusatrice di Silvio Berlusconi e che in anni non stellarmente lontani ingiunse che le si portasse in barella Cesare Previti, fuggiasco dalle aule giudiziarie. Ma non ha superato i quattro anni di procuratore aggunto, e bisognerebbe ritardare il bando. Vale anche per il dr. Giuseppe Creazzo, capo della Procura di Palmi la cui serenità giuridica è ampiamente riconosciuta. Si trovano invece, ad oggi, nelle condizioni volute dalla legge, Armando Spataro e Antonio Ingroia. Pare che siano interessati alla Procura di Reggio.

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E tutt’e due hanno titoli specifici, Armando Spataro, procuratore aggiunto di Milano, si è occupato di criminalità organizzata, ha condotto indagini sulla ‘ndrangheta e la mafia. E già dall’anno 1991, anno di costituzione della Direzione Distrettuale Antimafia e fino al 1998 ne ha fatto parte. Antonio Ingroia, siciliano, è un super pm antimafia. A parte il caso Contrada, la sua indagine più risonante è stata quella che ha riguardato Marcello Dell’Utri, vigente senatore

Pdl, per il quale ottiene in primo grado una condanna nel 2004 a nove anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Condanna confermata - e diminuita - in appello il 29 giugno 2010. Ma annullata dalla Cassazione proprio di questi giorni. Non ci pare di dover illustrare, sia pure rapidamente, le figure note del dr. Vincenzo Lombardo capo della Procura di Catanzaro, e del dr. Nicola Gratteri. Sembra che il dr. Vincenzo Lombardo abbia qualche esitazione a fare domanda per Reggio. Ma siamo sicuri che nessuna esitazione nutra il dr. Nicola Gratteri. Da capo della Procura avrà mano libera. Chi il capo della Procura? Il suo destino è davvero sulle ginocchia di Giove. La nomina del capo della Procura non dipende dai titoli e dai meriti. Dipende dal braccio di ferro che avrà luogo nel Csm, l’organismo deputato a sceglierlo. Poiché viviamo in tempi così fausti che un capo di procura non viene visto come un capo di procura, ma come il governatore della Calabria.

Dopo gli arresti per gli appalti truccati alla Provincia

La Suap, vergine cuccia icordavamo su «la Riviera» del 6 novembre 2011 in premessa alla pubblicazione di una lettera firmata d’un imprenditore: “Su «la Riviera» del 25 settembre 2011 abbiamo pubblicato un articolo titolato: “SUAP Reggio fa eccezione”. E, come è nostro stile, non abbiamo alzato elogi alla possente macchina di guerra contro l’adulterazione delle gare d’appalto e le infiltrazioni mafiose. Ben fatto. Dall’interno del mondo imprenditoriale, non sempre ardito e coraggioso, giunge a conferma della nostra diffidenza una voce attiva, che denuncia i ghirigori e gli sbandamenti della Suap. La pubblichiamo ben volentieri. E se altri imprenditori si facessero vivi, non sarebbe male. Sarebbe un gran bene”. I sani imprenditori non si sono fatti vivi. Si sono fatti vivi, invece, i militari della Guardia di Finanza che hanno tratto in arresto, il 19 marzo, i dipendenti della Provincia Antonio De Clariti Stresa, commesso, Luigi D’Amico, addetto al protocollo, e gli imprenditori Giuseppe Bagalà, Camelo Bagalà, Francesco Bagalà e Giuseppe Bagalà: tutti di Gioia Tauro. L’accusa è di accaparramento degli appalti mediante turbativa d’asta. Avevano questi imprenditori, con la complicità di dipendenti provinciali, libero accesso alla stanza in cui veniva custodita la cassaforte, a sua volta custode delle buste contenenti l’offerta di gara. Se è fuori di dubbio che i dipendenti, come di pertinenza, sono i possessori delle chiavi di tutti gli uffici del Palazzo della Provincia, altrettanto fuor di dubbio è che la chiave della cassaforte dell’ufficio Suap era affidata ad altre e superioni mani. È stata clonata? C’era disordine nella Suap e noi l’abbiamo denunciato. C’era disordine prima ancora che la dirigente della Suap, dott.ssa Maria Grazia Blefari si avvedesse che una delle buste di gara, invece di giacere nella cassaforte, dava ottima visione di sé su un divano dell’ufficio. E ciò prontamente ella denunciò alla Procura di Reggio così come prontamente sul caso il Presidente Giuseppe Raffa nominò una commissione d’inchiesta. Questi i fatti. Da qui una sorta di giallo, cioè il mistero gaudioso dello spostamento della Blefari dal settore Suap ad altro settore. Niente giallo e niente mistero gaudioso. Per decisione dell’Amministrazione provinciale, retta dall’avv. Giuseppe Morabito, poi confermata dal Presidente Giuseppe Raffa, i dirigenti di settore, ogni due anni, sono sottoposti a turnazione. La dott.ssa Blefari non poteva fare eccezione. Ciò che ci meraviglia è che ci siano ancora in giro gli energumeni della Suap, vergine cuccia. (Carmelo Carabetta)

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Parlando

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ATTUALITÀ POLISTENA * Consiglio comunale

Attrezzature e beni le(G)alità a scuola MARIA BOETI eduta largamente fruttifera quella tenutasi alle 9.30 di lunedì scorso in Municipio, sia per l’uso delle attrezzature e dei beni comunali, sia per il progetto di legalità portato avanti dalla Scuola. A scardinare il primo punto all’ ordine del giorno è stata la Presidente Laura Scali, che ha introdotto il sindaco Tripodi, il quale prendendo la parola ha iniziato la sua riflessione sulla Sala di Palazzo Sigillò da poco inaugurata. Ha ribadito inoltre la pregevolezza della Stessa con i suoi sessanta posti a sedere e le tecnologie di ultima generazione delle quali è corredata. All’esame del Consiglio c’era la modifica del Regolamento per stabilire 50 euro per l’ utilizzo degli ambienti degli edifici di proprietà del Comune, in questo rientra anche l’ Auditorium. Da qui, si è aperto il dibattito. Per il capogruppo dell’opposizione Laruffa il problema riguarda il corrispettivo, i partiti politici non trovano i soldi per un eventuale uso, per cui va limata e strutturata meglio la <voce> da correggere. Una visione più clemente l’ha avuta invece Baglio, rimarcando che crede alla buona fede dell’Amministrazione ma che il Regolamento durerà nel tempo e sarebbe bene generalizzare introducendo la postilla <manifestazioni varie>. A seguire, l’intervento di Roselli anch’egli contrario alla quota da versare per l’utilizzo di un qualsiasi locale comunale. A fare da supremo moderatore il consigliere di maggioranza Racobaldo il quale ha rilevato che la cifra di 50 euro è irrisoria. Per chiudere, come da consuetudine, il rappresentante di governo locale Michele Tripodi che con

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ferma ed indubitata certezza ha fatto denotare due notevoli contraddizioni, prima: che la Sala di Palazzo Sigillò non è capiente per contenere una manifestazione di partito in quanto la sua area è limitata, e per

un’ adunata politica non basta; seconda: quasi tutte le manifestazioni sono patrocinate dal Comune e per questo gratuite, inoltre. La maggioranza nella sua composta dignità ha deliberato con 11 voti a favore,

l’opposizione con 8 astenuti, 1contrario, Roselli. Il secondo punto, di cui parlare, ha visto animi più stemperati. L’ argomento sulla legalità a scuola ha rapito l’attenzione dell’ assemblea. Sono intervenuti i ragazzi, che educatissimi sono passati dalla tribuna stampa a lasciare un documento scritto di quanto hanno esposto. La prima ad intervenire è stata Benedetta Iannizzi della quinta classe del liceo Rechichi, ringraziando il suo Preside per questa iniziativa. Spieghiamo: il gemellaggio con la scuola Tosi di Bustoarsizio (MI), ha ricordato grandi uomini di valori morti per mano mafiosa, come Peppino Impastato, il Generale Dalla Chiesa, eccetera. Ha parlato inoltre degli incontri delle nuove generazioni con “La Valle del Marro” e con “Libera Terra”. Interessante l’ intervento di Maria Pia Albanese che si è detta rammaricata perché, secondo lei, i giovani percepiscono i politici attaccati al potere e per questo poco vici-

ni ai tanti problemi quotidiani della gente, anche Eden Aloi, frequentante la terza classe, ricordiamo che il Progetto raggruppa diciassette alunni del liceo pedagogico - sociale - linguistico di terze e quinte classi, insieme a Valentina Falleti sono state nella loro esposizione unanime alle loro compagne. Accanto a loro il prof. Giovinazzo che ha ribadito: “concretezza e non astrazione“. Nella girandola delle interpretazioni, ogni consigliere, secondo la propria esperienza e riguardo ruoli e mansioni avuti sulla legalità ha affermato la propria visione. Pisano si è ripetuto fino all’inverosimile valutando la fenomenologia mafiosa fatta di pressioni ma anche di complicità <a> e <con> politici. E via via gli interventi degli altri presenti, a sottolineare l’impegno della città contro la criminalità organizzata. Il 17 marzo la città di Polistena sarà presente, infatti, alla grande manifestazione annuale contro tutte le mafie che quest’anno si tiene a Genova.

Anche di una favola, ma parlate NULLI GLI INTERVENTI DEL SEL GIANCOTTA E SANÒ

ulli gli interventi del consigliere d’opposizione Giancarlo Sanò del quale mai abbiamo sentito la voce, quasi nulli quelli di Giancotta, quest’ultimo ex di Rifondazione Comunista, passato insieme al primo, al SEL, che pur avendo esperienza interviene troppo poco. E volendo fare una breve sottolineatura, a questo riguardo, possiamo dire che su un foglio di carta straccia al consigliere Sanò gli si potrebbe scrivere un intervento, se non altro per scaltrirlo alla vita politica, oltre al fatto che, pure lui come gli altri, ha dei doveri verso gli elettori. Anche parlare di una favola, ma par-

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lare. Se davvero i suoi compagni di partito lo rispettano debbono impratichirlo. Chi si atteggia a maestro deve dichiararsi contento quando alla fine del mandato s’accorge di aver trasmesso ai seguaci un pizzico della propria esperienza per una comune utilità. Questo scrivere, non vuole essere un attacco guerreggiante, non è ancora arrivato il momento per battagliare, è solo un’ annotazione fatta su principianti che non si esprimono o che tremano arrampicandosi su fragili impalcature. D’altra parte la ciofeca è quel vino diventato ormai di pessimo sapore… (Maria Boeti)

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Cestinata dalla politica l’idea di Ettore Spatari: puntare sullo sviluppo tecnologico e l’utilizzazione delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione per creare un’area diffusa di alfabetizzazione, studio e ricerca teconologica

Reso fantasma il progetto industriale LOCRITEC ROSARIO V. CONDARCURI

COS’È

progetti di valore che sono stati affossati in questi anni nel territorio della Locride, ahimè, non sono pochi. I perché non sono contenuti in nessun atto formale. Muoiono per autoestinzione dopo aver coinvolto tutti i centri di potere e i personaggi di comando. Uomini e centri di potere che non hanno capito di che cosa si stesse trattando o che non hanno voluto che il Progetto Locritec si realizzasse davvero perché elettoralmente poco appetibile. In tutti e due i casi c’è da essere preoccupati. Il bene comune si capisce abbastanza quanto distante possa essere dai loro pensieri, dal loro agire. Progetto Locritec nasce da una buona intuizione di Ettore Spatari: puntare sullo sviluppo tecnologico e l’utilizzazione delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione per creare un’area diffusa di alfabetizzazione, studio e ricerca dell’uso di questi strumenti della modernità. Strumenti che preludono a un salto di qualità sociale, produttiva e culturale di tutta la popolazione dell’area locridea. Oddio, avranno pensato subito gli amministratori locali. Digitale terrestre, comunicazione integrata, informatica, web. Chi ci capisce niente. Allora bisogna subito

Digitale terrestre, comunicazione integrata, informatica, web. Locritec è un progetto che vuole creare un’area di crescita della conoscenza tecnica di tutta la popolazione dei 42 comuni, utilizzando facilissimi sistemi di apprendimento, accessibili a tutta la popolazione.

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“bollarlo” come interessante, E così in breve tempo non se ne farà proprio nulla. Così è stato. Di che cosa si tratta. Locritec è un progetto che vuole creare un’area di crescita della conoscenza tecnica di tutta la popolazione dei 42 comuni, utilizzando facilissimi sistemi di apprendimento, accessibili a tutta la popolazione. Basterebbe solo questa finalità per stabilire che è proprio ora che si esca da tutte le secche politiche di “anti – qualcosa” per volgere verso una conoscenza positiva, diffusa, generatrice di senso civico, di partecipazione sociale e culturale, di capacità critica e

promotrice di nuove opportunità di lavoro e di relazioni collaborative nella comunità locridea. Propone di applicare l’automazione in tutte le attività possibili pubbliche e private in maniera da rendere più efficaci produzione e servizi. E qui viene subito in mente quante piccole imprese, artigiani, aziende agricole, turistiche e commerciali possano rientrare in questo progetto. Per non parlare del giovamento che ne trarrebbe la pubblica amministrazione nel rapporto con i cittadini in termini di tempestività e correttezza nel fornire servizi e informazioni utili. Un progetto trainante Spatari è convinto che questo progetto metterà l’area della Locride nelle condizioni di espandere la sua influenza tecnologica alle aree che s’intrecciano con essa e persino in aree più distanti. Insomma, l’intera Calabria. E siccome si prevede un Palazzo Direzionale, interamente cablato per fronteggiare qualsiasi bisogno di collegamento a sostegno delle nuove tecnologie, si può immaginare che in questo ambito possano sorgere centri di studio e di ricerca, nuovi prodotti da immettere nel mercato, piani di telelavoro, soprattutto per la componente femminile, moduli formativi rivolti alla popolazione, apparecchiature elettroniche e quanto di più si possa pensare. Un’idea ambiziosa Pongo due domande a Ettore Spatari che vogliono anche sottintendere l’ambiziosità del progetto: chi mette in campo le competenze che servono per realizzare questo progetto e quali sono i soggetti che lo possono

sostenere. Naturalmente pensiamo di coinvolgere tutte le università della Calabria, risponde, unitamente alle Associazioni imprenditoriali e della società civile, ai Centri di eccellenza della tecnologia avanzata, partner europei, sistema dei media, istituti bancari. Ma, in primo luogo, sostiene Spatari, ci vuole la buona convinzione e il coinvolgimento degli enti locali, Comuni, Provincia e Regione. Al di fuori di un quadro di sostegno di questa natura il progetto, sottolinea, si trasformerebbe in pura ambizione, esercitazione culturale. Diventerebbe solo carta, come tanti altri progetti. Sarebbe bene ritornare sull’argomento perché l’articolazione del progetto prevede anche le forme organizzative e cooperative, i vari momenti realizzativi e le prospettive occupazionali. Il tutto, si potrebbe pensare, si muove al di fuori della logica dei progetti agricoli e turistici che in Calabria e nella Locride sono presenti e che trovano maggiori consensi. Certo, risponde Spatari, se adottiamo i vecchi criteri di valutazione dei progetti il settore agricolo e turistico, insieme a quello dell’edilizia, riscuotono un alto grado di consenso politico perché diventano moneta sonante dal punto di vista elettorale. Noi, prosegue Spatari, dobbiamo uscire da questo imbuto che non ci lascia respiro per la prospettiva. Il progetto Locritec non taglia fuori nessuno. Tanto meno il turismo e l’agricoltura. Semplicemente, conclude, bisogna guardare con un’ottica meno provinciale e molto più in connessione con i processi di globalizzazione interna, europea ed extra europea. Mi viene da fargli un’ultima domanda severa. I costi! Quanto costa un progetto del genere gli chiedo. Risposta secca: 60 milioni di euro. Ormai è trascorso qualche anno dal momento in cui il progetto è stato posto all’attenzione dei politici locali. Non è successo nulla, proprio nulla. Forse è giunto il momento ti riproporlo nella maniera giusta, con il giusto convincimento, con la giusta maturità politica che un progetto simile richiede, altrimenti ripiegheremo sempre nel “bidone” di tutto ciò che si configura come anti – qualcosa, magari in nome del buon governo o di quale altra diavoleria che il ceto politico non lesina a nessuno.

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Ricordando... Siderno e la sguta perduta La Sguta, il quinto elemento del governo Panetta dopo Illuminazione, Tribunale, nuovo Palazzo Municipale e Senso Unico, attraeva oltre 50.000 persone nella Pasquetta Sidernese. Ogni anno dal 1996 al 2001. È stata sostituita con un insipido Dolce Pasquale. Una patacca senza anima. Con il naso all'insù e un assetto un po' snob, la politica di centrodestra gli puntò il dito contro: «La Sguta crea cattivi comportamenti, è un brutto esempio, un danno d'immagine per la nostra comunità», avevano affermato in campagna elettorale riferendosi all'attacco indiscriminato della gente, che munita di buste, si scatenava tamarra contro quel dolce della tradizione. Il risultato: Siderno non ha più la pasquetta e ai commerciante del centro mancano 40.000 persone. Be-Bop-A-Lula

Locride

Donisi Il caso don Marius

La redazione de la Riviera raccoglie la testimonianza di Carmela Carnevale, l’anziana signora di Donisi, e le oranti pro don Marius ci aprono le porte dell’inferno non per avere offeso Dio, ma un suo improbabile servitore. Secondo il loro mistico pensiero.

Ci faremo turchi per le pie donne? SIDERNO non avere a che fare, è il principio fondamentale su cui si basa la vicenda che ci prestiamo a raccontare. Un ‘espressione mirata, che ci rende capaci all'istante di capire come la cattiveria viene alimentata anche da questo fattore. Replicare all'autore di un articolo per il quale, non ha avuto il coraggio di firmarsi, ci appare poco motivante ed inutile, ma non possiamo non rispondere a tutti coloro che hanno guardato alla nostra comunità ed al nostro sacerdote dandone una visione assolutamente ridicola e lontana dalla verità. Tante inesattezze abbiamo letto domenica scorsa, tante imprecisioni, giustamente commesse da chi non frequenta la vita parrocchiale. La nostra comunità si impegna quotidianamente all'accrescimento spirituale e all'insegnamento dei valori di Cristo ad ogni suo giovane. Infatti il giorno 28 gennaio 2012 era un sabato. Come di consueto il sabato pomeriggio la tenda è riservata ai nostri ragazzi, che svolgono insieme le normali attività d'oratorio. Il protagonista, ormai famoso: Don Marius e non Malius, informava la Sig.ra Carmela Carnevale che la messa non poteva essere celebrata nella tenda, non perché il marito non fosse un duca (come affermato nell'articolo dell'11/03/2012), ma per i motivi appena esposti. Approfittiamo dell'evento per invitarVi, egregi lettori, a venire a

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visitare la nostra, si piccola ma non angusta chiesetta, il nostro oratorio, la nostra tenda e senza ulteriori spiegazioni Vi accorgerete automaticamente dell''impossibilità materiale di celebrare funerali e matrimoni in tal luogo. Certo un modo ci sarebbe. Basterebbe chiedere alla protezione civile un elicottero con cui trasportare le bare all'interno della tenda, oppure le si potrebbero far passare dalle finestre dell'oratorio. Intanto per dare l'estremo saluto ai nostri cari ci dobbiamo accontentare della chiesetta. Non è mai stata svolta una funzione funebre nella tenda, questa precisazione va fatta. Immaginiamo i vostri visi con gli zigomi all'in su e con il sorriso in bocca, pensando tra voi stessi: “che storia bizzarra, ma il giorno che fate?”. E si avete ragione. Bisogna combattere e con grandi sospiri andare avanti. Caro Don Marius, ti vogliamo bene e ti stimia-

RISPONDE il direttore

mo fatti forza, il tuo ministero prevede anche di queste situazioni diffamatorie gravi e pregiudizievoli. Torniamo a noi e cerchiamo di concludere l'episodio. Per chi non lo sapesse siamo già alla seconda puntata e per noi anche l'ultima... Intendiamoci! La Sig.ra Carnevale

con aria abbastanza minacciosa assiduamente ritornava dal sacerdote per rinnovare le sue lamentele. La terza volta, dopo la celebrazione della santa messa domenicale; si recava nei locali liturgici e con atteggiamento blasfemo ed eretico dinnanzi la maggioranza dei fedeli, iniziava ad imprecare contumelie malefiche contro i coristi, che avevano semplicemente cantato all'anniversario del povero defunto. Lei presa dalla foga continuava con tono acceso offendendo con ingiurie razziste il sacerdote che si vedeva così costretto ad allontanarla per il bene di tutti. E' doveroso smentire anche la storia dei dieci euro. Bene, questi soldi sono stati restituiti dal sacerdote, non perché la somma fosse esigua, bensì per il male e l'umiliazione gratuita di cui pubblicamente e ingiustamente è stato fatto oggetto . La comunità di Mirto-Donisi

orse noi non ci intendiamo di vita parrocchiale, ma è sicuro che l’altisonante Comunità di Mirto-Donisi non si intende di deontologia giornalistica. Infatti, le oranti pro don Marius ci rimproverano di non avere avuto il coraggio di firmare l’articolo di cui disputano. Bene. Le oranti pro don Marius, donne pie oltremodo, temendo il contagio, non hanno voluto guastare il loro palato, da cui passano soltanto ostie consacrate e acqua santa, facendo il nome del Maligno. Il Diavolo nero che firma la rubrica nella quale è apparso l’articolo “Per questo prete non ci faremo turchi”. Quindi, nient’affatto anonimo. Tanto più che il Direttore conosce la vera identità del suo Diavolo. È curioso, però, che le oranti pro don Marius diano una prova di coraggio estremo, coprendosi, esse sì, nascondesi

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Funerale rimandato! Marcello Romeo viene trovato privo di vita dai genitori. La Procura di Locri vuole chiarezza: preleva la salma ed annulla i funerali. Un “atto dovuto” che amplifica il dolore

«Gente cattiva» Sono rimasta molto sorpresa dal fatto che un settimanale di informazione preparato e di un certo livello come la Riviera abbia acconsentito alla pubblicazione dell' articolo, ( tra l'altro neanche firmato) contro Don Marius, senza neanche appurare la veridicità dei fatti. Anche e soprattutto poichè "l' anonimo redattore" ci è andato giù pesante. Chi conosce il Sacerdote in questione sa quanto la descrizione fatta non corrisponda al vero, sa quanto Don Marius ( e non Don Malius come riportato nell' articolo più volte!!!) sia degno del ruolo che rappresenta! In questa sede voglio solo dire purtroppo troppa è la cattiveria della gente, e poca la professionalità di molti. Una giovane fedele

nell’espressione collettiva, quindi anonima, di “Comunità di Mirto-Donisi”. L’avrà qualche responsabile la detta Comunità. Perché non s’è firmata a nome e per conto della Comunità? Ma con queste estasiate non c’è limite. In questa stessa pagina pubblichiamo l’indignata lettera d’una parrocchiana evidentemente in stato di trance mistico, se, dopo aver alzato proteste contro “l’anonimo redattore”, si firma “una giovane fedele”. Più anonima di così. Per questo prete non ci faremo turchi, avevamo intitolato. Ma per queste pie donne, che inventano e stravolgono, viene la voglia davvero. Ci spiace, però, che questa “controversia” cada nel momento in cui don Marius è stato colpito da un grave lutto, essendogli morto un cognato nel Congo. Le nostre sincere condoglianze.

ANTONELLA ITALIANO «Hai cercato di insegnarci che la vita è meglio semplice, che è meglio viverla e amarla nelle piccole cose...hai cercato di insegnarcelo con un sorriso. E noi non abbiamo capito! Voglio pensare che adesso ci guardi da lassù, serenamente e, magari, ridendo di noi...Addio Marcello non ti dimenticheremo mai». E così è andato via Marcello, con quella semplicità che sembra aver contraddistinto l'intera sua vita. Senza disturbare, nel silenzio della notte, lasciando attoniti i genitori e la comunità del piccolo centro collinare di Benestare. Il messaggio riportato sopra, scritto su facebook la mattina del 10 marzo, richiama l'attenzione di tutta la nostra redazione. Mentre gli amici si stringono attorno all'autorevole appello, con frasi, emozioni, a volte con disarmante essenzialità “Semplice, discreto, educato: Marcello”. La storia è quella di un giovane di 39 anni, dal cuore nerazzurro, cresciuto a Torino dove lavorava come operaio, e tornato in Calabria qualche anno

La solidarietà a don Marius

con gli anziani genitori. E mai nessuno avrebbe immaginato che sarebbero stati proprio loro a trovarlo, privo di vita, nel letto. Il nuovo giorno porta un dolore che si sparge come un'onda su Benestare e su tutti gli altri comuni. Il web, solitamente scherzoso, si zittisce. Poi i manifesti, che preannunciano i funerali su tutti i muri del circondario. Per la gente, che non aveva conosciuto Marcello, sono un'occasione per rivolgergli un ultimo atto di solidarietà, la protesta contro questo strano destino dove nulla è mai certo, nulla programmabile, dove sogni e progetti muoioDOMENICA

no mentre nasce il sole. Così. Senza motivo. Strano certo, ma usuale al contempo. Non la pensa allo stesso modo la magistratura che invece le spiegazioni le vuole, e se le va a prendere. E al dolore si aggiunge lo strazio. Nella notte tra sabato e domenica la famiglia Romeo si vede portare via la salma del giovane, i carabinieri notificano un ordine di sequestro disposto dal magistrato della Procura della Repubblica di Locri. Marcello viene prelevato e trasportato presso l'obitorio dell'ospedale di Locri: gli investigatori vogliono chiarire quel “presunto infarto”, probabile causa della sua morte. E l'autopsia, effettuata giovedì 15 marzo, lo conferma. Così, dopo aver tanto “bussato alle porte del Cielo”, qualcuno si è deciso ad aprirgli; Marcello ha potuto riprendere il suo viaggio e, siamo certi, ci avrà già perdonati. “Atto dovuto” lo hanno chiamato i magistrati, “giallo” i giornalisti, eppure per la mamma e papà lui sarà sempre e solo “u figghiolu”. E noi no, proprio non lo abbiamo capito!

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Finisce, per quest’anno, il nostro viaggio col Wedding Time, passando dagli abiti da sposa, alla luna di miele, alle bomboniere, e approdando alle location più suggestive, ai fiori, alle acconciature, ai dolci, agli organizzatori. Tanti preziosi consigli dai più esperti del settore “sposi”. Avete staccato l’inserto centrale de la Riviera di queste otto settimane, come avevamo suggerito? Se avete perso qualche numero non preoccupatevi, potrete sempre richiederlo alla nostra redazione o sul sito www.larivieraonline.com. Il tempo passato insieme, a decidere dettagli e sciccherie, ci ha insegnato che a rendere magico l’atteso “Si” è l’armonia delle scelte, il famoso “tema comune” appena accennato nell’intima chiesa e dirompente, in tutta la sua energia, al momento dei festeggiamenti. Ma non abbiamo imparato solo questo. Ciò che rende magico questo giorno è stato sempre sottinteso nei nostri inserti. Non esiste magia, non esiste famiglia nascente…senza amore! Gli esperti e i consigli renderanno, però, il tutto assolutamente perfetto. Il lavoro di Ideeventi Ideeventi è un’agenzia di wedding planner costituita da tre giovani donne: Eufemia, Stefania e Chiara, e nasce nel 2008 dalla passione comune di queste tre ragazze nell’organizzare eventi. Programmare il proprio matrimonio non è una passeggiata e oggi, la frenesia della routine quotidiana, non permette di dedicare il tempo necessario a tutti i dettagli. Solitamente gli sposi decidono di incontrare Ideeventi quando la data delle nozze è già fissata, nella maggior parte dei casi anche la chiesa per la celebrazione e la location per il ricevimento lo sono ma, se così non fosse, l’agenzia li aiuterà a concretizzare ciò che hanno sempre sognato. Il primo incontro con Ideeventi Durante il primo incontro la coppia si racconta, questo è molto utile per capire che impronta dare all’evento. Quasi tutte le coppie hanno il “sogno” del matrimonio che vorrebbero: romantico, estroso, semplice, country, classico, colorato, o molto molto elegante; odiano un colore in particolare e ne amano un altro alla follia, chiedono espressamente che ci sia una tipologia di fiore mentre altre volte non ne conoscono nemmeno un nome. Stabilita insieme la strada da seguire si

creare un progetto “cucito” sugli sposi in base alla loro visione perché, ricordiamoci, saranno loro i veri protagonisti, e non gli spettatori. Il wedding cake Una volta raccolte tutte le informazioni si “disegna” la chiesa con i suoi allestimenti sobri, perché è pur sempre un luogo sacro, ma d’effetto; si progetta la location con i centrotavola e le sue decorazioni, che ogni volta assumono un aspetto particolarmente diverso e, “ciliegina sulla torta”, si sceglie la wedding cake, la dolcissima e suggestiva torta nuziale. Con i progetti alla mano si va dai fornitori e insieme si discute, aspettando i preventivi che, successivamente, saranno proposti agli sposi. I fornitori dell’agenzia sono professionisti con i quali Ideeventi ha creato un rapporto di fiducia reciproca da anni: dal fiorista alla make-up artist, dalla cantante soprano al tour operator per il viaggio di nozze. L’agenzia è disposta comunque a collaborare con i fornitori indicati dagli sposi. Nei mesi che precedono il matrimonio si coordinano i dettagli, come inviti, libretti messa, segnaposto, menu, segnatavolo, e si effettuano gli ultimi sopralluoghi alla location per la sistemazione dei tavoli, dell’angolo confettata, del tavolo delle bomboniere e della torta. E arriva il “grande giorno”! Ideeventi inizia il suo lavoro con una visita alle case di sposo e sposa per controllare che sia tutto a posto: fedi, bouquet, boutonierre per genitori e fratelli. Poi si passa alla chiesa per supervisionare l’operato del fiorista, posizionare i libretti messa ed i sacchetti del riso, per far accomodare gli ospiti. Quindi alla location! Qui si sistema la mise en place aggiungendo i menu, i segnatavolo e segnaposto, si realizza il plan the table, insomma si rifiniscono i vari dettagli e si attende l’arrivo degli ospiti. A questo punto le hostess occuperanno la loro postazione per accogliere gli ospiti e farli accomodare. Ideeventi resterà a disposizione degli sposi per tutta la durata dei festeggiamenti. Il resto dovrete farlo voi. L’augurio ultimo de la Riviera, il più sincero e disinteressato, è che questo “noto amore” incroci il vostro cammino, e lo faccia con la forza che gli è tipica ma che noi, giornalisti e grafici, non potremo mai descrivere. Finito dunque il nostro viaggio (per quest’anno, sempre)…inizia il vostro…

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A proposito

di...

SVILUPPO BINARI MORTI ANTONELLA ITALIANO

Il fine e il mezzo se sulla costa ionica costruissimo una “metropolitana leggera”? Pensate che noia uscire di casa e raggiungere facilmente posti di lavoro, centri commerciali, scuole e università. Si perderebbe il gusto dello spostamento off limits, o il fascino di treni soppressi all’ultimo momento. Così la proposta fatta nell’ambito del Pit 21, riguardante il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico su ferro nella Locride, suscettibile di essere resa operativa “in tempi brevi”, è stata dimenticata. Giace dal 2006, nel cimitero dei buoni propositi per la nostra terra. Eppure il miglioramento della mobilità all’interno del territorio, privilegiando il trasporto su ferro anziché su gomma, attraverso la realizzazione di una metropolitana di superficie, sarebbe un’idea da portare avanti con forza. Che ci sia domanda di trasporto elevata è un dato di fatto, quindi verificabile, e basterebbe questo a giustificarne l’offerta. Ma evidentemente per chi ci amministra non è così, non basta! E sulla costa tirrenica l’aria che si respira non è delle migliori. È Antonino Vitetta, professore di teoria dei sistemi di trasporto dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, a lanciarci l’amletica domanda: «Nel 2008, il servizio di collegamento Melito Porto Salvo – Rosarno, fu finanziato dal ministero dei trasporti per agevolare gli spostamenti su brevi tratti. L’utile servizio, svolto da Trenitalia per tre anni, non è stato però rinnovato alla scadenza. Perchè non è avvenuto il rifinanziamento?». Già, Perché? E non affrontiamo proprio la triste questione “strade”. Per i cittadini il problema non sarebbe tanto il traffico, o la benzina (anch’essa off limits, quindi perfettamente in tema), il parcheggio o il rischio di incidenti. Sarebbero le strade stesse, che si snodano lungo la costa con ponti tortuosi e gole profonde, anziché le classiche buche. Ma “sparare” sulla fascia costiera è fin troppo facile, purtroppo. Meno facile è raggiungerla o, peggio ancora, viverla.

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Metropolitana Potenziare un percorso esistente, creando una così una migliore mobilità all’interno della Locride attraverso la realizzazione di una metropolitana di superficie con treni frequenti che fanno spola tutto il giorno

biente. La via alternativa, l’unica, sarà il potenziamento dei percorsi esistenti. Per quanto in tal senso qualcosa si stia facendo, con gli investimenti per la statale ionica, affidare la mobilità al solo percorso stradale sarebbe una iattura per l’ambiente e per le tasche dei reggini. L’alternativa sarebbe un trasporto provinciale su rotaia. La provincia, o la regione, potrebbero subentrare nella gestione della linea ferroviaria ionica trasformandola in una metropolitana di superficie leggera. Le littorine potrebbero sobbarcarsi lo spostamento delle persone per i cento e passa chilometri che vanno da Bruzzano a Monasterace. E da lì per Reggio e Catanzaro. Potrebbero farlo da subito, in attesa del raddoppio del MARIO LABATE binario e della sua elettrificazione, renitalia, è ormai chiarissi- affidando a ogni vettore un percormo, ha una politica di disin- so tappa intorno ai venti chilomevestimento nel sud. Sulla tri. Sono tantissime le persone che linea Ionica i progetti e l’interesse giornalmente si spostano da un non ci sono mai stati, anzi le deci- paese all’altro della costa. Studenti, sioni evidenziano la volontà di lavoratori, a essi si potrebbero ridurre gli inveassommare i stimenti se non futuri turisti. proprio di smanDecine di tellare la linea migliaia di perche collega, per sone che ogni modo di dire, il Trenitalia odia la giorno si infilano versante ionico in macchina o Calabria: tranne che del reggino. In sui pullman, per mancanza di andare a Locri, a per i treni merce, la idee, da parte Siderno, a Locride specialmente della politica, ci Melito, a permettiamo di Reggio. La statanon interessa a chi fare un piccolo le, e la gomma, grande suggerigoverna e gestisce la diventerebbe mento. La scelta via sussidialinea ferrata nazionale. una ambientalista ria. Tutti ne guasarà per la dagnerebbero, in Siamo noi che Calabria un pertempo, in denadobbiamo pianificarci il ro, in qualità corso obbligatorio, la fase che vita e delfuturo partendo da due della vivono i paesi l’ambiente. La occidentali è aspetti fondamentali. mobilità di fuori post industriale regione avrebbe Dignità e ambiente e quindi le chani punti nodali a ce economiche Reggio e a del futuro Rosarno col dovranno puntare su percorsi alter- potenziamento, per quest’ultimo nativi alle fabbriche. Nuove fonti snodo del collegamento via autoenergetiche, produzioni agricole bus da Gioiosa attraverso la SGC biologiche, sfruttamento delle della Limina. Ospedali, uffici, vocazioni turistiche, imbarcaderi, aeroporto, ambientali culturali LA PROPOSTA scuole. Tutto sarebbe archeologiche. Tutto facilmente raggiungibiperò passa da un sistema di comu- le, a costi e tempi inferiori. Gli nicazioni efficiente e a basso interscambi fra i paesi ne trarrebimpatto ambientale. La costruzio- bero uno giovamento notevole. ne di nuove vie di comunicazioni è Una politica utile progetta, costruiimpensabile, e perché non ci sono sce, pianifica il futuro. Ci vorranno le risorse e, soprattutto, per la tempo e soldi, ma l’inattività non è necessità di non stravolgere l’am- un’alternativa.

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COLLABORATORI

Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Direttore Editoriale E RCOLE M ACRÌ In redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE, MATTEO R ASCHELLÀ, DOMENICO M ACRÌ, ANTONIO T ASSONE, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO, A NTONELLA I TALIANO Editorialista: G IOACCHINO C RIACO Art Director: P AOLA D ’ ORSA Impaginazione: E UGENIO F IMOGNARI

Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Ruggero Brizzi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Marco Andronaco, Isabella Galimi ,Maria Teresa D’Agostino, Giovanna Mangano,

Lettere, note e schermaglie RISPONDE il direttore

C'era una volta “Crimine”!

GRATTA, GRATTA E SCOPRI CHE RICCARDO RITORTO È COMUNISTA

ILARIO AMMENDOLIA Liberare la Calabria dalla ndrangheta è un dovere ed una necessità. La ndrangheta è figlia legittima del sopruso, delle ingiustizie, dell'arbitrio, della violenza che lo Stato, e le classi dominanti, hanno perpetrato per secoli. La vicenda di Fabio Pioli il giovane elettrauto di Gioia, probabilmente ucciso dal padre e dal fratello della donna che amava, dimostra la volontà di disporre della vita altrui senza alcun rispetto per il valore della persona umana. Essere garantisti, difendere lo Stato di diritto, credere nei principi della Costituzione repubblicana non è collocarsi nella indefinita zona grigia, né dimostrare indulgenza verso la ndrangheta. Significa lottare la mafia con l'unico metodo efficace, non fermandosi al sintomo ma aggredendo la causa della malattia. Secondo la procura antimafia il processo crimine rappresenta una vittoria. Trentaquattro assolti. Persone innocenti trascinati tra carcere e tribunali, ma… per l'antimafia sono solo un piccolo effetto collaterale di nessuna importanza. Un errore ripetuto trentaquattro volte! Trentaquattro firme contro la verità! Si dirà che non si tratta di suore orsoline ma di persone comunque avvezzi a frequentazioni dubbie. Potrebbe essere vero, ma si tratta pur sempre di una tesi aberrante , truce quanto la rappresaglia mafiosa. Un imputato deve subire solo e soltanto la pena comminata dal suo giudice naturale. Nessuno tocchi Caino anche se tutti siamo dalla parte di Abele. In questo mondo non c'è la perfezione, ed anche la procura antimafia può commettere errori. E' tragico l'errore di un magistrato quasi come quello del medico che sbaglia in sala operatoria. E' tragico ma può succedere. Tuttavia quando un intero teorema , ricalcato sullo stampo siciliano, viene praticamente smantellato e quando decine di imputati vengono assolti, bisognerebbe battersi il petto, ricercare la causa dell'insuccesso, verificare se la ricerca di notorietà, di spazio sui giornali, abbia avuto la meglio sul dovere del magistrato di ricercare solo e soltanto la verità. Ma si ha idea cosa rappresenti per un innocente l'esperienza della galera ? L'umiliazione di essere denudati, ammanettati, trasportati come bagagli ? Definiamo- e giustamente-

mentalità ndranghetista quella del genitore che considera la figlia di sua proprietà e pensa di poter sopprimere il ragazzo di cui ella era innamorata. E' gravissimo che qualcuno ti sequestri. Chiunque utilizzando il potere che può essere fisico, economico, politico o istituzionale, degrada la persona umana in oggetto di poco valore, commette non solo un reato contro le leggi ma un delitto contro la sacralità della persona umana. Chi subisce una ferita da parte dei mafiosi sente tanto dolore, tanta voglia di giustizia. Se a ferita ti viene inferta dallo Stato al dolore individuale si aggiunge una danno irreparabile alla democrazia, alla giustizia, allo stesso “contratto sociale”.. Tu da che parte stai ? E' la domanda che mi sento spesso rivolgere! Da una sola parte! Antonio Gramsci era un comunista morto per la lunga galera. Nel suo ultimo intervento in Parlamento, prima del suo arresto da parte dei fascisti, pronunciò un discorso in cui si opponeva ad una legge contro la massoneria. Egli era decisamente contro le logge massoniche ma sapeva che tollerando in quel momento l'arbitrio e l'ingiustizia contro la massoneria, domani sarebbe toccato lo stesso trattamento al resto del popolo italiano. Egli aveva scelto di stare dalla parte della libertà. Pagò con la vita la sua scelta. Tuttavia coloro che stettero in silenzio dinanzi ai soprusi si resero complici di un regime che fece precipitare l'Italia nella più grande tragedia della sua storia. La Costituzione è il nostro naturale terreno di impegno e di lotta. La libertà il nostro ideale. Il grido dei vinti giunge a noi dai nostri paesi e da secoli di oppressione. Il grido di quanti muoiono per la violenza mafiosa, il grido dei ragazzi nelle carceri, il grido degli innocenti sacrificati per luminose carriere o per colpevole sete note di notorietà. Il grido di coloro a cui è stata negata giustizia ed , a volte, persino la pietà!. Capisco il silenzio dei musei , ma non mi piace quello degli eletti, degli intellettuali, delle gerbere e degli altri fiori di campo in occasioni come questa. E' una tragedia troppo grande per il nostro popolo perché qualcuno ci possa giocare !

Roderigo di Castiglia, o quantomeno il suo fantasma, dopo qualche decennio lascia Rinascita, il periodico comunista di ortodossa e pedissequa osservanza al regime dell’Unione Sovietica, e approda a la Riviera. Si incarna in una non meglio precisata “penna” e nel tragitto di spazio e di tempo perde il pelo, come è proverbiale che sia, ma non il vizio. Come il Roderigo di Rinascita, il nostro Roderigo di Riviera continua la pessima abitudine di denigrare, a tutti i costi e senza alcuna giustificazione che abbia una pur minima validità, tutto ciò che non gli appartiene, che non capisce, o che fanno “gli altri”, quelli che vestono casacche politiche diverse. Come quei virus ostinati e duri a morire che si pensa estinti per sempre e invece tornano con le stesse letali caratteristiche (e talvolta ancora più nocivi dello stesso ceppo primitivo), Roderigo di

Riviera colpisce ancora, o almeno tenta di farlo, e stronca, sentenzia, mistifica, senza vergogna. Come il suo predecessore, quello più famoso, il Rodrigo di Rinascita. Costui un giorno, a proposito di una mostra di pittura astrattista che si teneva a Bologna, organizzata dall’Alleanza della Cultura, ebbe a scrivere sul periodico comunista: “Si tratta di scarabocchi, di una raccolta di cose mostruose, di orrori e di scemenze” e si chiese “… come mai nella rossa e dotta Bologna ci siano tante buone persone disposte a certificare che l'esposizione di simile robaccia sia un avvenimento artistico? …” dimostrando rozzezza e ignoranza e nessuna sensibilità. Il Rodrigo di Riviera, nell’articolo “I misteri di Siderno” di domenica 11 marzo, a pag. 14, dopo avere accusato l’Amministrazione Comunale di scono-

scere quello che c’è nel territorio, nello specifico l’Università Dante Alighieri di Reggio Calabria, e dopo avere denigrato i docenti e le attività dell’Università della Calabria, mi chiede, insinuando ignoranza da parte nostra, come mai non sia stata scelta la Dante Alighieri ad insegnare le basi della lingua italiana agli stranieri residenti nel nostro territorio in un progetto di alfabetizzazione, e sia stato invece preferito “come partner” l’Unical, come scritto nell’articolo. Presto detto: il progetto di alfabetizzazione presentato a suo tempo al Ministero dell’Interno non ha come partner l’Unical, ma solo un gruppo di esperti della stessa Università i quali coordineranno il gruppo di progetto nel percorso di alfabetizzazione degli stranieri. In questo percorso non saranno impegnati docenti di lingua italiana del ruolo universitario, ma giovani laureati in lin-

LA PRECISAZIONE

Ma di che parla l’Ufficio stampa Ill.mo Sig. Direttore della Riviera, leggendo l'articolo sulla nomina della nuova Presidente della Commissione per le Pari Opportunità a cui porgo i miei auguri di buon lavoro, ho notato che come al solito per nascondere la verità si trova sempre il sistema di gettare fango sugli altri. Mi sono sentita se pur velatamente presa di mira da un Ufficio Stampa o chi per esso attraverso gratuite illazioni e bugie che non stanno né in cielo, né in terra. Le precedenti Commissioni si sono sempre formate nella più severa LEGALITA' e in rispetto di uno Statuto Comunale proprio. Tutte le Commissarie e dico TUTTE, sono state delegate da Associazioni reali , da Partiti Politici e da Scuole di ogni ordine e grado, e nessuna delle componenti è entrata a farne parte “passando” dalla finestra, ma bensì dal portone

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principale, sulla scorta di una logica democratica. Si è scritto di dove era la Riviera negli anni passati con le altre Amministrazioni? al suo posto( rispondo io)…rilevando, laddove fosse necessario, eventuali anomalie e sottolineando, quando la circostanza lo richiedeva,elementi di positività; a prescindere dalle singole posizioni di ognuno di noi. Non credo che La Riviera necessiti di alcun avvocato difensore, quindi lungi da me assurgere a simile ruolo, ma per onestà intellettuale ritengo doverosa la precisazione. Si è anche scritto che persone non elette abbiano ricoperto incarichi di Commissioni, e allora vorrei precisare che la sottoscritta (visto che ero l'unica non eletta a presiedere una Commissione) è entrata in rappresentanza di un Partito Politico, di cui ero anche membro del Direttivo; mi riferisco,ovviamente, all' UDC, (naturalmente esiste incartamento di tutte le nomine a supporto di quanto da me detto!) . Ho letto che la nuova Presidente è stata eletta da tutte le Associazioni e anche dalla rappresentante della Consulta che raggruppa 50 Associazioni, ma nessuno ha fatto notare che la Consulta è un organo del tutto estraneo alla Commissione? Ogni Associazione ha diritto ad una propria rappresentante, diversamente che ragione c'era di eleggere la Commissione visto che tutte le Commissarie elette ne fanno parte? E' ora di finirla di fare illazioni su fatti , senza verificarne la veridicità. Pertanto pregherei di lasciare in pace il can che dorme, sperando in futuro di non dover leggere castronerie provenienti da un ufficio stampa, che di determinate problematiche non è a conoscenza. Ringrazio pertanto la Riviera per aver posto la questione. Maria Rosaria Tino

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

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KAPPADUE di RUGGERO CALVANO profilo, che il sindaco Riccardo Ritorto traccia del Roderigo di «Rinascita» (Palmiro Togliatti) e del Roderigo de «la Riviera» ( Pasquino Crupi?), mi affascina a tal punto da lasciarmi senza parola. Non sospettavo tanta cultura marxista-comunista in Riccardo Ritorto. Evidentemente la frequentazione di casa Condarcuri ha lasciato il segno. Anche se non indelebile. Così accattivante da farne un dogmatico, recalcitante ad ogni critica. Questo in teoria. Nei fatti Riccardo Ritorto, cuor di comunista, conferma la tesi di Roderigo di Castiglia: vi siete rivolti per formare i formatori a docenti dell’Unical, non specializzati nel campo che ci interessa. Perché non ai docenti dell’Università per Stranieri, intesi unicamente allo scopo d’insegnare la lingua italiana agli stranieri e di formare i docenti, che intendano insegnrla con profitto? Infine, il Sindaco al quale Roderigo non ha fatto rimprovero d’avere scritto a se stesso la delega alla cultura, puntualizza, quasi a discolpa del doppio incarico: “Roderigo di Castiglia potrebbe anche essere d’accordo con me che la nomina a tale incarico è cosa assai delicata. Sarebbe questo l’unico punto che nella vicenda ci potrebbe veder di pari consentimento”. Credo che Roderigo correrà lieto al “pari consentimento”. Anche perché vedere “consentire” e non saltare in aria ad ogni muover di foglia Riccardo Ritorto è un miracolo.

Il

gua e letteratura italiana del nostro territorio, disoccupati, che il gruppo dell’Unical dovrà solo coordinare e istruire nella particolare metodologia per insegnare agli adulti. La Dante Alighieri non poteva entrare in questo progetto non perché priva di requisiti che la rendevano idonea, ma semplicemente perché non si è proposta come candidata nella presentazione di alcun progetto in risposta al bando Fei (Fondo Europeo per l’Integrazione dei cittadini di Paesi Terzi). non poteva entrare. A proposito infine della mancata assegnazione della delega alla Cultura e “di come vanno le cose della cultura in Calabria”, Roderigo di Riviera potrebbe anche essere d’accordo con me che la nomina ad un tale incarico è cosa assai delicata. Sarebbe questo l’unico punto che nella vicenda ci potrebbe vedere di pari consentimento. Riccardo Ritorto

Ritratti *

LOQUI E SPROLOQUI

di Diego Cataldo

di Filomena Cataldo

Facciamo di tutta l’erba un fascio L'8 marzo è trascorso, anche questo anno, tinteggiato di giallo mimosa. Indolore. Inodore. Mi è sembrato anche giusto poiché sarebbe ora di cambiare registro. Mi spiego. Non sono contraria o contro la ricorrenza, anzi, dovrebbe essere tale. Una ricorrenza in memoria delle 129 operaie dell'industria tessile Cotton morte bruciate nel 1908 nella stessa fabbrica. E per tutte le donne vittima di soprusi. Non un momento, sempre il solito, in cui inneggiare il riscatto della donna, la superiorità, l'eguaglianza. Ma non siamo uguali. Uomini e donne?Per quanto mi riguarda senza dubbio alcuno. Non c'è nulla da festeggiare, dunque. Abbiamo conquistato, ottenuto ed avuto. Ora basta. Donne e uomini sono uomini. E poi … per correttezza. L'Europa giace sotto il culo della Merkel e Christine Lagarde è direttore del Fondo Monetario Internazionale. Ma c'è davvero ancora bisogno di slogheggiare?

Calabria e economia verde

PAOLO SOFIA Cantante Voce ed anima della band calabrese “Quartaumentata”, coltiva e propone attraverso il suo gruppo la ricerca sulle tradizioni e sulle culture musicali del Mediterraneo. È artista impegnato e vicino alle attività culturali del territorio, che asseconda soprattutto il Teatro Gruppo Spontaneo di Bovalino con il quale Paolo Sofia collabora assiduamente, da autore originale e singolare di portentose musiche.

Green Economy la chiamano e sembra una delle tante cose nuove che vengono da fuori, una moda anglosassone destinata, più o meno, a influenzare i nostri modelli di vita. E' l'economia verde, un modello di sviluppo sostenibile in armonia con la natura riguardo a ogni fase del ciclo produttivo. Per renderla comprensibile bisogna togliergli i tecnicismi che la rendono incomprensibile e spiegarla per come è, l'economia secondo natura, la produzione di beni e benessere in armonia con quello che ci circonda. Un modello di crescita costruttivo e non distruttivo. Un chiedere e non un pretendere dalla terra. Un sistema evolutivo in grado di soddisfare i bisogni dell'uomo, non le sue voglie smisurate. Una vocazione al biologico, al solare, all'idraulico, alla decrescita industriale che non sia impoverimento ma crescita armoniosa. Ora questo sembra il modello più congeniale alla vocazione naturalistica della Calabria che messa da parte un'industrializzazione che non le è mai appartenuta e che ha creato disastri e illusioni, potrebbe cogliere un'opportunità storica e per una volta essere davanti a tutti. Che il

pianeta potesse essere sfruttato all'infinito facendo man bassa di tutti i suoi beni, rappresenta uno dei crimini più efferati commessi dall'uomo moderno, che ha illusoriamente migliorato la vita ma che adesso presenta il conto. E' vero viviamo di più, ma quella fase è superata e ora iniziamo a vivere peggio, soprattutto non possiamo per il nostro egoismo presente privare le generazioni future di una ricchezza che è anche loro. Bisogna smetterla di saccheggiare il mondo e in Calabria siamo avvantaggiati, anche noi abbiamo prodotto parecchie brutture ambientali, ma non abbiamo distrutto irrimediabilmente l'ambiente e potremmo veramente essere avanti nella Green Economy. La Calabria altro non è se non una grande fattoria, in grado di produrre di tutto e di farlo in modo naturale. Non c'è un futuro alternativo al verde per noi, abbiamo terra e giovani a sufficienza e chi lo dice che stare davanti a una scrivania sia più appagante che starsene in campagna? Lo dice chi non ha una campagna calabrese e senza industrie, senza idrocarburi, senza chimica non avrebbe un'economia.

IL BRIZZOLATO di RUGGERO BRIZZI

Il passo successivo andrebbe affrontato con gli stessi mezzi Spesso sentivo dire da soggetti, poi finiti nel malaffare, che il “potere” bisogna combatterlo da dentro. Partivano incendiari e quasi mi convincevano di ciò. Quasi credevo che il potere, che logora chi non ce l'ha, potesse divenire esso stesso il mezzo del cambiamento delle cose. Essere un politico che si muove nella stanza dei bottoni, un giornalista la cui opinione avvia dibattiti pubblici in tutta la penisola, il manager di un grosso impianto industriale alimentava in me l'idea che si potesse, una volta riuscito a ricoprire un ruolo così importante, fare della giustizia sociale, sfruttando quella posizione a tutto favore dei meno considerati della scala sociale. Non ho mai fatto l'esperienza del “potere” e sicuramente parlo così proprio per questo, ma nel fruire di contenuti e comunicazioni che arrivano da grossi mass media, dotati di forte influenza, mi rendo quotidianamente conto che è impossibile combattere da dentro ciò che un'élite si è auto-costruita intorno a se. Si ammettono o respingono, direttamente o indirettamente, solo coloro che si adattano a regole e condizioni, garantendo fiducia di mantenimento e riproduzione del proprio potere. Come a scuola, quando i più bravi sono quelli più bravi dal primo anno e non ci potrai fare più nulla, non sarai mai considerato bravo quanto loro se per il resto del tempo studierai il triplo: l'élite concorda sul giudizio, si adatta alle

impressioni, alle chiacchiere che racconta chi ha fatto qualcosa prima degli altri e gli basta quello, devi rassegnarti, l'importante è non toccargli il loro posto. L'élite si giova dell'esperienze bloccate, è sorda alla completezza delle cose, non auspica ulteriori apporti, ama le verità facili da imboccare a gente che non ha altro da mangiare. Così ti ritrovi povero e matto o a dover continuare a combattere contro mulini a vento o a dover contribuire alla creazione di un nuovo potere che venga dal basso e che abbia come valore principale il rispetto della dignità di Calabresi, abitanti di questa locride: essere umani che non vogliono più occhi bassi sulla loro nomea, ne in circuiti sociali, ne in circuiti giornalistici. Gente costretta all'omertà sentimentale per via di chiacchiere abusate, uomini e donne che giorno dopo giorno accumulano rabbia sempre meno sana, persone che amano ma che continuano ad essere odiate, nell'indifferenza maldestra degli uomini di potere. “Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d'obbedienza, fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza, però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni”(F. De Andrè) DOMENICA

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Sport

E intanto il Milan tenta la fuga

n attesa che Milan e Juventus sbroglino la matassa scudetto, dietro è sempre bagarre nella rincorsa agli ultimi obiettivi stagionali in chiave Champions e zona retrocessione. In tal senso, la giornata numero 28 può rappresentare lo spartiacque della stagione per via di incontri come Udinese-Napoli (nel posticipo di stasera al Friuli), Catania-Lazio e Inter -Atalanta (nel pomeriggio), e Roma-Fiorentina domani nel “monday night”. Nella lotta per la permanenza in Serie A, bisognerà invece tenere d'occhio con molta attenzione Cagliari-Cesena e Siena-Novara, non tanto per le velleità di salvezza romagnole e piemontesi ormai ridotte al lumicino, quanto per le imprevedibili difficoltà in fondo alla classifica dei sardi e dei toscani e che potrebbero acuirsi sbagliando partita oggi. Partendo dai piani alti, come detto la partitissima di giornata sarà UdineseNapoli: su entrambe le formazioni peserà sulle gambe e nella testa l'amara settimana europea; sul Napoli forse anche di più: l'imperativo partenopeo sarà allora lasciare alle spalle

I

delusioni e amarezze londinesi e guardare avanti verso un terzo posto lontano ma non irraggiungibile. A Udine non sarà facile, i padroni di casa stanno vivendo un periodo di comprensibile appannamento fisico e mentale dopo una stagione a tutta birra, però in casa possono sempre graffiare e lasciare la ferita aperta con un Totò Di Natale sempre deleterio al quale il Napoli risponderà con le solite armi ma forse con una truppa rinnovata e rinvigorita con qualche forza fresca (Dzemaili, Edu Vargas o Pandev). Sugli altri campi, per il terzo posto Champions l'impegno più ostico spetta alla Lazio, che in Sicilia dovrà misurarsi con una delle realtà più brillanti dell'ultimo scorcio di campionato, il Catania di Vincenzino Montella e dei suoi interpreti d'alta qualità, di Lodi, di Almiron, di Barrientos e via scorrendo di tutti quelli che turno dopo turno stanno emergendo e consolidando il posto in squadra. Di fronte, i siciliani si troveranno una Lazio vittima del male eterno capitolino, sia laziale che romanista, ovvero l'incon-

trollabile capacità di gestire e ottimizzare risultati e stati d'animo sulla dannosa onda emotiva di un derby che non finisce mai, ma che quasi

sempre si risolve in una battaglia tra poveri. A Formello, nella settimana post 2-1 alla Roma, è stato un party continuo, in campo però poi all'Olimpico a festeggiare è stato solo il Bologna, servirà da lezione per Catania? Altre domande e altre risposte attendono invece l'Inter a San Siro: la distanza dal terzo posto è di 8 punti, tanti ma non troppi, per i nerazzurri però il problema non è la matematica ma la consistenza di una squadra obiettivamente ormai smunta nel fisico e nelle risorse nervose. Un ultimo balzo d'orgoglio potrebbe consentire all'Inter di chiudere con dignità la stagione, per la Champions con molta probabilità potrebbe comunque non bastare, perché davanti sono in tanti, le giornate sempre meno e un crollo generale degli avversari difficile da ipotizzare. A Bergamo si vedrà intanto quale sarà la reazione della squadra, il resto lo dirà il seguito del campionato, intanto un punto più avanti all'Inter c'è la Roma, che a Palermo ha ritrovato la vittoria pur non giocando benissimo, fattore che probabilmente farà stor-

cere il naso all'esteta Luis Enrique ma che, se ben interpretato, può rivelarsi positivo: in questa fase serve vincere, per lo spettacolo c'è sempre tempo e domani sera con la Fiorentina serviranno solo i tre punti. Da parte loro, i viola appaiono sempre più pericolanti e non possono regalare niente, all'Olimpico la sfida è aperta a ogni risultato, come del resto sarà a Bologna, dove padroni di casa e veronesi, separati da un solo punto in classifica, si contenderanno un posto per la prossima Europa League dopo una settimana che li ha visti reduci da risultati contrapposti, il Bologna vittorioso a Roma e il Chievo sconfitto in casa dall'Inter. Scendendo più in basso, in zona salvezza già detto di Cagliari-Cesena e Siena-Novara, molto importante sarà l'esito di Lecce-Palermo: i pugliesi nel girone di ritorno si sono rimessi in corsa, la strada però è ancora tutta in salita e non battere il Palermo equivarrebbe a ritrovarsela di nuovo quasi del tutto sbarrata. Buon campionato a tutti. Angelo Letizia

Parola d'ordine: cinismo

22 maggio 2010 - 13 marzo 2012. Parafrasando Manzoni, dalla gloria di Madrid alla polvere di Milano, l'Inter capace di vincere tutto è definitivamente accantonata, relegata alle pagine della storia nerazzurra e degli almanacchi. L'inutile vittoria di martedì in Champions contro il Marsiglia elimina i nerazzurri agli ottavi di finale. Titoli di coda con un finale che più beffardo non si poteva immaginare. Quando i supplementari erano lì, a trenta secondi - che poi andava come andava - Brandao ha messo la parola fine ad un film il cui finale comunque non prevedeva colpi di scena. Il “malato”Inter non è storia recente, le prime avvisaglie di un malore - che è diventato nel corso dei mesi irreversibile - si sono avute quasi un anno fa, quando la doppia sconfitta in Campionato (0-3 nel derby che compromise definitivamente la rincorsa allo scudetto) e in Champions (25 contro lo Shalke 04 nei quarti di finale) fecero presagire la caduta degli Dei. Tra alti, pochi in verità - dalla conquista della Coppa Italia a spese del Palermo alle sette vittorie consecutive di quest'anno - e bassi, tanti, la squadra di Moratti è, a metà marzo, fuori da tutto. Fuori dalla lotta scudetto, fuori dalla Coppa Italia, fuori dalla Champions e obiettivamente anche fuori dalla lotta per il terzo posto che vale un preliminare per l'Europa che conta. In casa Inter è tempo di ripartire; per farlo,

occorre, senza peli sulla lingua, una cinica programmazione. Significa creare le basi per poter competere a medio e lungo termine con una squadra che sia un giusto mix di giovani e campioni. Per questo la campagna acquisti del prossimo anno dovrà puntare su un allenatore che abbia nel proprio credo queste caratteristiche. Non si dovrà ripetere l'equivoco dello scorso anno con Gasperini, quando la società non convinta dall'inizio, perse del tempo su di un tecnico non congeniale al progetto. L'uomo forte, più volte richiesto dai tifosi, deve essere il vero top player della prossima stagione. Tanto, che ci si metta l'anima in pace: Messi, Iniesta, Xavi, C. Ronaldo, De Rossi, non si muoveranno. E allora? Per la panchina o Villas Boas o Zenga, per ripetere magari l'effetto Conte alla Juve, e in campo spazio ai vari Viviano, Faraoni, Obi, Pazzini, Poli, Alvarez, Jesus, Guarin e qualche innesto italiano della primavera. Il tutto con le varie chiocce Samuel, Zanetti, Cambiasso e magari un acquisto di peso che possa stuzzicare la fantasia del popolo nerazzurro. Questo se si vuol tornare a vincere, pardon, a competere. Ma occorre una cinica programmazione. Massimo Petrungaro

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A proposito di...

Calcio

AL VIA IL CORSO PER DIRIGENTI SPORTIVO I° LIVELLO Il Comitato Regionale Calabria della L.N.D. al fine di fornire idonei supporti formativi, finalizzati all'espletamento - il più proficuo possibile - di mansioni dirigenziali presso le società ed associazioni sportive del calcio dilettantistico l'organizzazione di Corsi di formazione per dirigenti sportivi. In prospettiva futura, è prevista la programmazione di Corsi di, secondo e terzo livello, nonché seminari di aggiornamento e di approfondimento su specifiche tematiche. I

Sport SIDERNO

Michele Rametta si scusa con i tifosi e promette fedeltà “Chiedo scusa ai tifosi, alla città di Siderno, allo staff tecnico, alla società e ai miei compagni”. Mi rendo conto di aver sbagliato, di aver fatto un brutto gesto nei confronti di tutti. Non c’è giustificazione per il mio comportamento di uscire anzitempo dal campo lasciando i miei compagni in dieci. Mi assumo tutte le responsabilità ed è giusto che la società mi abbia multato pesantemente. Ho rischiato di essere mandato a casa ma ancora una volta la società si è dimostrata vera, seria e competente e dopo un lungo dibattito nel quale ho chiesto più volte scusa, la decisione è stata quella di continuare il rapporto e applicarmi una multa salata che ho accettato con molta serenità e consapevolezza. Il mio desiderio è di dimostrare ancora una volta a tutti quel che valgo e

già da domenica mi impegnerò al massimo per far vincere la mia squadra”. Prima della gara chiederò personalmente scusa ai tifosi che fin’ora sono stati fantastici nei miei confronti. Se segnerò dedicherò il gol a loro. Alla fine, commenta il Dg Vumbaca, si doveva fare il bene il Siderno e in questo momento Rametta rappresenta per noi un calciatore importante che assieme al resto del gruppo è uno dei principali autori della fantastica rimonta. Il gesto di abbandonare la squadra a partita in corso meritava altre prese di posizione ma mancano cinque partite e non possiamo creare alibi di nessun tipo né rischiare di compromettere il nostro cammino. Dobbiamo arrivare alla salvezza con tutto il gruppo amalgamato a Dicembre. Questo è un gruppo importante coadiuvato da uno staff tecnico altrettanto importante che siamo sicuri ci darà la soddisfazione di mantenere la categoria. 11 risultati utili consecutivi parlano da soli. La squadra ha capito di aver offerto una cattiva prestazione a Brancaleone e da Martedì agli allenamenti si nota la giusta determinazione e concentrazione per preparare la sfida contro il Castrovillari che rappresenta uno scontro diretto. l.r.

Villese, la corsa alla Promozione continua e porte della “Promozione” si apriranno il 29 Aprile. Le partite dunque da disputare rimangono sei e visto il campionato condotto da Villese e Nuova Deliese ci aspettiamo sei “finali”, ognuna delle quali importantissima per aggiungere un tassello al mosaico “Promozione”. Se i punti di distacco adesso sono cinque, ciò è dovuto al fatto che la compagine jonica dovrà recuperare la sfida esterna contro il Mammola, non disputatasi a causa del forte vento e che andrà a recuperare giovedì 5 Aprile. Gli uomini di mister Porcino, invece, si sono sbarazzati della BenestarNatilese con un sonoro 5-1, che ha visto il ritorno al gol di Rachid (doppietta per il capitano neroverde), la doppietta di Corio e il gol di Polimeni nelle battute iniziali del match. Quest'ultimo, a causa di un’espulsione rimediata durante la gara di domenica, dovrà scontare una squalifica di due giornate e salterà dunque lo scontro al vertice contro la Nuova Deliese. Sfida a cui potranno prendere parte, però, Idone che ha scontato il turno di squalifica e Gangemi, il quale però dovrà guardare i compagni dalla tribuna contro il Motta. E sarà proprio la compagine di mister Errigo ad affrontare la capolista e data la fame di vittoria delle due squadre, non potrà che giovarne lo spettacolo. Rachid e compagni, difatti, non potranno lasciare nulla al caso, poiché una vittoria significherebbe arrivare allo scontro diretto potendo disporre di due risultati su tre. Attenzione però, perché il Motta, che sosta da parecchio tempo nelle zone basse della classifica, deve dare continuità alla convincente vittoria di Gioia e se vuole tornare a sperare in una salvezza senza passare per i playout, domenica è d’obbligo vincere. Sarà una partita al cardiopalma e dall’esito quanto mai incerto. Filippo Mazzù - rnp

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BOCALE, RIDOTTA DI UN ANNO LA SQUALIFICA

Cogliandro: “Non mi basta” La giustizia sportiva si è pronunciata, in seguito al ricorso presentato al Bocale Calcio, successivo alla maxi-squalifica inflitta al Presidente Filippo Cogliandro. Il massimo dirigente biancorosso aveva da subito fatto autocritica, ed il ricorso è stato accolto, con la pena ridotta di un anno. Una decisione che però non soddisfa lo stesso Cogliandro, il quale è intenzionato a procedere per vie legali: “Mi avevano assicurato qualche anno in più di riduzione - dichiara Cogliandro a RNP -, anche perché ero stato creduto, nel momento in cui abbiamo presentato il ricorso con la società. Un solo anno di riduzione, sa tanto di ‘contentino’: agirò per vie legali, tramite l’avvocato del Bocale che sta seguendo la vicenda. Sono amareggiato e dispiaciuto, soprattutto perché, lo ribadisco ancora una volta, la giustizia sportiva mi ha fatto perdere la voglia di fare calcio, e per la quale viene sempre meno la fiducia che ripongo nel suo stesso operato. Viene sempre penalizzato chi fa sacrifici ed investe capitali importanti, non c’è tutela per le società che hanno come unico interesse, quello di fare calcio” Fabrizio Cantarella –reggionelpallone.it–

Interpiana, presentato Pasculli: “Sfida affascinante” L’Interpiana va oltre il semplice gioco del calcio (e il suo carrozzone talvolta banale) e lancia un messaggio importante. Al Palazzo della Provincia, questa mattina, è stato presentato il nuovo allenatore, l’argentino Pedro Pablo Pasculli. Un passato glorioso da calciatore (campione del mondo nel 1986), da allenatore Pasculli non ha avuto la stessa fortuna: Verbiana e Paternò tra le sue esperienze nel Belpaese. Il nuovo tecnico dell’Interpiana ha subito messo in chiaro che la salvezza è tutt’altro che raggiungibile: “Non sono venuto per fare i miracoli, la situazione in classifica è sotto gli occhi di tutti. Cercherò di dare il mio contributo, voglio stimolare la squadra, incitarla a raccogliere più punti possibile, poi a fine anno faremo i conti”. Della Calabria Pasculli ha un bel ricordo: “Ero già venuto da queste parti, da calciatore ho giocato in alcuni stadi calabresi. Ho già ammirato le bellezze della

Calabria, adesso ritorno con una nuova veste e per un tempo più prolungato”. Il Vice-Presidente della Pronvincia, Verduci, ha ribadito l’importanza della conferenza odierna: “La Provincia è lieta di ospitare la presentazione di Pasculli: è l’occasione ideale per dare un segnale importante di risveglio. Calcio e legalità, un binomio che sottolineiamo con estrema soddisfazione”. Il d.g. dell’Interpiana, Campolo, ha rivelato i retroscena della scelta: “Appena ho capito che c’era la possibilità di ingaggiare Pasculli, ne ho parlato con il curatore fallimentare. Lui mi ha dato l’ok, lo stesso ha fatto il tecnico argentino, sono felice che l’operazione abbia avuto buon esito. L’Interpiana non si arrende e con l’arrivo di Pasculli vuole imprimere un segnale di svolta e rinascita, al di là di come si concluderà la stagione sportiva”. Pa.Rom. - rnp DOMENICA

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Corsi sono riservati ai dirigenti di società, affiliate alla F.I.G.C. con particolare riferimento a quelle nell'ambito della Lega Nazionale Dilettanti, dei Campionati di Calcio a undici , Calcio a Cinque , Calcio Femminile , ed a quelle del Settore per l'attività giovanile e scolastica. Le domande di ammissione devono essere redatte sullo specifico modello (domanda autocertificata per l'iscrizione) ed inviate, o depositate, al Comitato Regionale Calabria, ovvero al Comitato Provinciale delegato all'organizzazione del Corso, entro e non oltre VENERDÌ 30 MARZO 2012. QUI CASTROVILLARI

Il Marina di Gioiosa crede ai play-off

Mister Pugliese :"Pensiamo ora al Siderno" Finalmente una spallata alla classifica, una vittoria importante, una speranza che rimane ancora viva. I tre punti conquistati sabato scorso sul neutro di Taurianova contro la Palmese danno morale e soprattutto tre punti fondamentali per questa lotta alla salvezza. Il Castrovillari ora si trova a due punti dalla salvezza diretta e mai come adesso deve credere fino in fondo nel realizzare questa impresa. Non è facile, mancano solo cinque giornate alla fine della stagione regolare ma ancora tutto è possibile. Inutile guardarsi indietro e mangiarsi le mani per il terreno perduto. Meglio guardare in avanti e credere di raggiungere l’obbiettivo. Siderno,S.Marco,Soverato, Rende e Nuova Gioiese sono le prossime avversarie del Castrovillari di mister Pugliese. Tre trasferte e due gare casalinghe contro S.Marco e Rende. Tutte sfide in cui i lupi del Pollino possono giocarsela a viso aperto. "Non corriamo troppo, pensiamo ad un avversario alla volta" afferma Carmine Pugliese che analizza brevemente la vittoria di domenica e l’attuale situazione in classifica. "Vincere è sempre bello, per cui non posso che essere contento e soddisfatto. Certo le nostre avversarie hanno vinto tutte e ciò rende questo campionato affascinante e incerto fino alla fine. Non sarà facile ma noi siamo pronti a giocarcela fino alla fine, credo in questi ragazzi e nella possibilità di salvarci senza passare dai play out". Ma il tecnico castrovillarese per adesso pensa solo al prossimo avversario. "Si è inutile incominciare a fare calcoli e strategie. Non servono. La classifica parla chiaro. Siamo qui a giocarcela con altre squadre e lo faremo fino alla fine. Non pensiamo alle giornate

che mancano, ma concentriamoci per la prossima gara di Siderno dove troveremo un avversario temibile e molto ostico da affrontare". Siderno e S.Marco due sfide fondamentali per il Castrovillari? "Tutte le gare ora sono fondamentali, difficili e importanti. Tutte piccole finali, ne abbiamo vinta una contro la Palmese ora andremo a giocarci quella contro il temibile Siderno". Ci crede Pugliese e ci crede il Castrovillari del presidente Mazzuca nonostante una infermeria

ancora affollata. Il tecnico castrovillarese dovrà ancora fare a meno di Spadafora il cui rientro potrebbe avvenire contro il suo ex S.Marco mentre si ferma anche Riccardo per un infortunio alla mano subito contro la Palmese. In attacco ora dopo che Opoku ha ritrovato la via del gol tocca a Cristian Casciaro dare quel contributo che potrebbe significare salvezza. Michele Martinisi (tratto da www.abmreport.it)

Reggina, Amoruso: “Settore giovanile in crescita. Credo nei play-off” Con l’Amoruso dei bei tempi, la Reggina avrebbe certamente un’altra posizione in classifica. Nick ‘Dinamite’, una volta appese le scarpette al chiodo, è tornato a Reggio Calabria come responsabile del settore giovanile. Intervistato da TMW, Amoruso ha dichiarato di credere ancora, assieme alla squadra, nell’obiettivo play-off. COME A CASA - "Mi trovo molto bene a Reggio Calabria, è quello che avrei voluto fare nel posto ideale, cioè una società strutturata bene e che punta molto sul settore giovanile. E' un'esperienza molto formativa che mi sta appassionando molto e dando grande emozioni. Da ex calciatore posso trasmettere molto ai ragazzi giovani. Inoltre i ragazzi danno molto dal punto di vista umano". PRONTI AL SALTO - "Chi è già pronto per il salto in prima squadra? Non è facile fare nomi, ma dico Di Lorenzo e Cianci, che già si stanno allenando agli ordini di Gregucci. Sono ragazzi che devono finire il loro percorso di maturazione. La Reggina è una società che se vede qualità umane e tecniche importanti fa esordire i ragazzi in prima squadra". CANTERA AMARANTO - "Viola e Missiroli sono due giocatori tra tanti che la Reggina ha schierato, basti pensare che in prima squadra ci sono ben 12 ragazzi su 24. Missiroli e Viola si meritano di aver fatto il passo che hanno fatto,

li vedo pronti anche a fare bene in Serie A". SPERANZA PLAY-OFF - "La possibilità di accedere ai playoff è ancora viva, c'è grande attenzione riguardo questo obiettivo, sappiamo però che sarà dura. Nonostante la sconfitta con il Bari, non abbiamo perso le speranze". L’ANNO DEL TORO - "Il Torino è una squadra con idee e qualità importanti, Ventura ha fatto davvero un grande lavoro. Bisogna stare attenti all'ambiente, ci sono momenti di grande

entusiasmo e momenti in cui ci si mette poco per deprimersi. Ma quest'anno è quello giusto, c'è il giusto mix fra giocatori, allenatore e società. Il passo falso contro il Verona è un episodio, ora come ora l'ambiente deve stare in equilibrio. Per una sconfitta non ci si può deprimere, io sono convinto che il Toro andrà in Serie A". rnp

Il Marina di Gioiosa Jonica torna a vincere dopo una gara perfetta sul terreno del Montepaone cancellando la sconfitta subita tra le mura amiche contro la Gallicese. La formazione di mister Gigi Caridi in terra catanzarese malgrado le tante assenze ha esibito un ottimo gioco mettendo in vetrina diversi giovani che continuano ad imporsi bene in questo torneo. La squadra giallorossa oggi pomeriggio sfiderà al comunale “Lombardo” il San Luca ormai retrocesso. Una gara sulla carta abbordabile anche se i ragazzi del presidente Vincenzo Tavernese dovranno tenere alta la concentrazione per affrontare il match con la giusta determinazione e concentrazione. Il Marina di Gioiosa sta consolidando anche in questo campionato una posizione di classifica senza dubbio invidiabile trovandosi in zona play off frutto di un buon lavoro societario e principalmente di un progetto che il giovane tecnico Gigi Caridi ha saputo amalgamare bene riuscendo in breve tempo a confezionare una striscia di risultati positivi e a creare un gruppo che in questi anni è andato sempre consolidandosi. Certamente, ancora è molto presto per trarre delle conclusioni, ma occorre sottolineare che l'intera rosa in questa stagione sta mettendo grande professionalità negli allenamenti così come durante le gare. Ogni giorno che passa migliora sia la condizione fisica che l'affiatamento fra i singoli calciatori e fra i vari reparti, dalla difesa al centrocampo e all' attacco. Da ciò non potranno che venir fuori risultati sempre più soddisfacenti. Nella sfida di oggi pomeriggio contro il San Luca il Marina di Gioiosa ha la ghiotta opportunità di allungare in classifica ritagliandosi un posto quasi certo per la griglia play off. Ci credono i tifosi, la società e soprattutto tutti i calciatori che saranno pronti anche oggi a regalare la soddisfazione della vittoria ai tanti tifosi che stabilmente seguono i giallorossi in questo torneo. Nicodemo Barillaro

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CANTAMI O DIVA (ma in dialetto)

AUTUCUMBUSTIONI Bruno S. Lucisano

Smettitila i ccenditi ssi candili Ca sulu micci e cira cunsumati I si cumbatti chissa genti vili No bastunu discurzi preparati. E basta cu sfilati e fiaccolati Cu Hogan e vestiti su misura Cu conferenzi nta cinima e triati Mi vi ciangiti, a notu, la sventura. Poi ogni tantu suli vi sparati E sta leggi vi duna copertura

Speriamu ca na vota vi cchiappati Cusi ciangiti la malaventura! Facci di crita facci di mattuni I littiri a vu’ stessi vi mandati Penzati co populu è muntuni Chi mbucca comu pisci li cazzati. Pregati i vi perduna lu Signuri Pa tutt’i cosi farzi chi cuntati Cusì iju sparti boni li doluri Vi dun’a vui, nci caccia di malati.

la Riviera

Cusì lacrimi veri po’ ciangiti U pettu senza latti vi pistati Raccumandati cchiù, no vi spediti E cchiù nta vosta porta, no sparati.

Biblioteca meridionalista

MARIO LA CAVA

Il nobile Sud

Prefazione per “Come nasce uno scrittore” di Gianni Carteri VINCENZO CONSOLO

Alvaro e Mario La Cava. E di quest’ultimo, di La Cava, vogliamo qui dire, di questo scrittore di Bovalino di cui il libro di Gianni Le didascalie delle ultime due incisioni de I disastri della guerra di Carteri – Come nasce uno scrittore – omaggio a Mario La Cava, ci Francisco Goya recitano: La verità è morta. Risusciterà? Ora, in que- racconta e a cui rende omaggio. Carteri scrive del prolifico autore sto nostro inizio del terzo millennio e nell’ultimo scorcio del secolo (Caratteri, Colloqui con Antonuzza, Le memorie del vecchio marepassato, non di guerra si è trattato, ma di qualcosa sì di disastroso: sciallo, Mimì Cafiero, I fatti di Casignana, La ragazza del vicolo dell’esplosione dei mezzi di comunicazione di massa, e soprattutto scuro...Solo per ricordare alcuni titoli), scrive della vita, della formadi quella macchina dittatoriale dello spettacolo, la televisione (spet- zione e della poetica di La Cava. Ci dice dell’assidua frequetazione tacolo spesso stupido, volgare) che ha fatto morire la verità. e dell’amicizia con il pastore evangelico Gino Roberto. Vogliamo però precisare che quegli strumenti di comunicaLa Cava, pur non emigrando dal suo Meridione, zione, televisione, computer o altro, sono in sé innocenti, come invece hanno fatto parecchi altri scrittori possono essere utili, ma se sono dominati dal potere per raggiungere i centri “culturali” del Nord, politico-economico, diventano strumenti di distruzione pur non lasciando mai la sua Bovalino, ha di massa. molto viaggiato. E soprattutto al Sud del nostro Distruzione culturale vogliamo dire. E il nostro Paese, Paese. Frutto di questi suoi viaggi è il libro l’Italia, è un chiaro esempio di questa distruzione, cultuCorrispondenze del Sud Italia, a cura di Gaetano rale e soprattutto letteraria. E siamo ormai nella situaBriguglio (2010). zione immaginata da Bradbury in Fahrenheit 451, in una Ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare società in cui si bruciano i libri e in cui si vive in una stanMario La Cava, sia in Sicilia, insieme a za con tre pareti di schermi televisivi. Qui da noi i libri, no, Leonardo Sciascia, sia a Milano, insieme al non si sono bruciati, ma i libri veri, i libri di vera letteratucomune e indimenticabile amico Ettore ra sono stati seppelliti, seppelliti da libri di falsa letteratuBadolato. Ammirato ero, oltreché dalla lettura dei ra, libri di “spettacolo” che l’industria culturale produce suoi libri, dalla personalità di questo autore: vitale, massicciamente. Ma credo che non possano gongolare per allegro, ricco di intelligenza e di calore umano. Ha molto tempo ancora gli editori, ché si affaccia il fenoscritto La Cava, del mio romanzo Il sorriso dell’imeno dell’ e-book, del libro visuale. E qui sono gnoto marinaio sulla Gazzetta del Popolo costretto a una ulteriore citazione. Di (luglio 1977), mi ha inviato l’articolo Victor Hugo e del suo Notre-Dame de con scritto al margine del foglio Paris, in cui si discute dell’invendel giornale: “Vieni con zione di Gútenberg della stamCaterina a Bovalino? Ti aspetpa che fa esclamare a un pertiamo. Mario La Cava” sonaggio: “Questo ucciderà Sì, siamo andati a Bovalino, a quello”. Cioè la stampa godere di quel bel paese avrebbe ucciso l’architettura sullo Jonio, della casa e romanica, che rappresentadella famiglia di Mario. Ho va per il personaggio di scritto a mia volta (giugno Hugo il libro popolare. 1978) sulla rivista Paragone MARIO LA CAVA Ora, l’e-book ucciderà il una recensione al libro di libro cartaceo? Non sapMario La ragazza del vicoNacque in una famiglia piccolopiamo. Ma sappiamo che lo scuro. Imprescindibile borghese, il padre era insegnante la letteratura-spettacolo scrittore, La Cava, e la madre casalinga. Compiuti gli ha ucciso, ha sepolto e straordinario personagstudi medi e superiori in Calabria, si fatto dimenticare la gio. E, per me, fra quanvera, alta letteratura. ti, incontrandoli, sulla trasferì a Siena dove conseguì la A questa vera, alta letpagina e nella vita, mi laurea in giurisprudenza. teratura appartiene lo hanno profondamente Si dedicò successivamente alla scrittore Mario La segnato. Come letteratura e alla narrativa. Le sue Cava, un vero scrittore Vittorini, Quasimodo, opere si ispirano all'ambiente che è stato dimenticaMontale, Calvino, contadino calabrese, e parlano con to, come tanti altri del Sciascia, Piccolo, sentita partecipazione di poveri suo tempo e del suo Bonaviri, Buttitta, emigranti e di gente emarginata. livello. Dimenticati Moravia, Morante, soprattutto scrittori che Pasolini, Mastronardi... nel secolo scorso hanno Dobbiamo dunque essere narrato e rappresentato la grati a Gianni Carteri per queprofonda realtà culturale e sto suo saggio. Un libro che ci ha umana del Meridione, racconaiutato a risvegliare la cara memotato la sua storia, la sua probleria di uno scrittore e di un uomo matica sociale. Diciamo di come Mario La Cava. Risvegliare la scrittori siciliani, calabresi, memoria di un nobile Sud che la verpugliesi, campani. E fra i calagogna di ‘ndrangheta, mafia, camorbresi, primi fra tutti Corrado ra, hanno fatto dimenticare. DOMENICA

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A proposito

di... Teatro

VENERDÌ AL TEATRO GIOIOSA: INTORNO AL LETTO Di Guy De Maupassant, con Franco Oppini, Domenico Pantano, Nathalie Caldonazzo, regia di Giovanni Anfuso.

LE NOTE

di MARA RECHICHI

Chi va a Damasco? Il 15 marzo ha segnato un anno dall'inizio della rivolta Siriana, da quando la “primavera araba” si affacciò su quelle piazze per contrastare il regime di Bashar al-Assad. Da allora i morti tra i civili si contano in più di 8500 e 230mila profughi. Le cronache degli ultimi mesi riportano: “Il 30 luglio il colonnello dell'esercito Riad al-Assad annuncia che ha disertato insieme ad un centinaio di uomini costituendo cosi l'Esercito siriano libero (Esl). Il 18 agosto il presidente statunitense Barack Obama e l'Alto commissario Ue per le relazioni esterne Catherine Ashton, chiedono ad Assad di Lasciare il potere. In questa direzione iniziano a muoversi alcuni paesi occidentali e stati arabi del golfo. Il 5 ottobre un veto di Russia e Cina blocca una risoluzione Onu che condanna il regime. Il 12 novembre la Siria viene sospesa dalla Lega araba. Il 4 febbraio 2012 Russia e Cina bloccano una seconda risoluzione Onu contro il regime. Il 22 febbraio nella citta' ribelle di Homs, (sotto assedio dal 4 febbraio) vengono uccisi la giornalista americana del Sunday Times, Marie Colvin, e il fotografo francese Remi Ochlik, mentre rimangono feriti la giornalista francese Edith Bouvier e il fotografo britannico Paul Conroy. Dopo settimane di intensi bombardamenti il 1 marzo l'esercito fedele a Bashar al-Assad entra a Homs nel quartiere roccaforte dei ribelli di Baba Amro, visitato pochi giorni dopo da Valerie Amos, responsabile Onu per gli aiuti Umanitari. L'8 marzo si dimette il vice-ministro del Petrolio. Il 10 e 11 marzo arriva a Damasco Kofi Annan nominato da poco inviato speciale in Siria per Onu e Lega araba, che pero' non riesce a strappare un cessate il fuoco per favorire l'arrivo degli aiuti umanitari. Il 13 marzo Assad annuncia elezioni legislative per il 7 maggio.” Sono centinaia le donne e i bambini vittime di questa assurdità. Possibile che non si riesca a fermare questa carneficina? Certo, difficile farlo in un Paese dove esiste il Ministero del Petrolio, ma dovrà pur esserci la possibilità che qualcun'altro rimanga folgorato sulla via di Damasco!

CURIOSITÀ

Cultura e società

Il Colosso di Reggio Mi riferisco ad una gigantesca colonna, di origini antichissime, posta anticamente nella zona attuale di Cannitello. I greci la chiamavano lacolonna dei reggini ed era la parte finale dell’antichissima via Popilia, costruita dai Romani, che collegava Capua a Reggio.

on avrà certo lo stesso potere evocativo di “Colosso di Rodi”, la mitologica statua posta nel porto dell'antica città greca, ma stando all'analisi di alcuni testi antichi, in particolare Strabone e Plinio il vecchio, si intuisce che quello di Reggio era, in misura minore, un colosso, una guida a difesa dello Stretto. Ma di cosa parlo? Mi riferisco ad una gigantesca colonna, di origini antichissime, posta anticamente nella zona attuale di Cannitello. I greci la chiamavano ______ ___ _______ (colonna dei reggini) ed era la parte finale dell'antichissima via Popilia, costruita dai Romani, che collegava Capua a Reggio. La colonna era la base di una gigantesca statua del dio Poseidone, la cui esistenza è stata appurata anche da alcuni ritrovamenti di monete antiche che ritraevano proprio il maestoso monumento donato dai reggini. Inoltre gli storici hanno anche appurato l'esistenza, nei pressi, anche di un grande tempio dedicato al dio Poseidone. Un esempio, insomma, di grande devozione del popolo dello stretto alla cultura del mare. L'antico colosso di Reggio, a testimonianza dell'importanza storica della città di Reggio, fu anche da appoggio al

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grande imperatore Ottaviano Augusto durante la battaglia sullo Stretto contro Sesto Pompeo. Di questo ci narra lo storico Appiano grazie al quale abbiamo anche idea dell'antica ubicazione della Stylis, nei pressi del Pilone che oggi occupa il sito. Ma l'importanza di questo monumento, oggi scomparso, grida a gran voce anche in epoca medievale. Sotto i Longobardi rap-

presentava l'ultimo baluardo del loro impero in Italia, una sorta di vallo contro le insidie derivanti dall'Africa. Un colosso a tutela dei reggini, un colosso che rivivendo grazie ai testi antichi ma anche grazie agli studi di uno storico come Luigi Nostro ci fa capire l'importanza storica, culturale e militare di Reggio nell'antichità. Antonio Cormaci

Nella foto Angela Casella, la nota “madre coraggio” che scese in Calabria per condurre una lotta attiva sul territorio

Locride che viveva il periodo più buio della sua storia. Ne verrà danneggiata, infatti, irrimediabilmente. Oggi lo possiamo dire. E l’immagine autentica ne sarà offuscata per anni, facendo passare in secondo piano la maggioranza di gente onesta, laboriosa, che tra tante difficoltà portava avanti la propria attività commerciale. La prefazione del libro fu scritta da madre coraggio in persona, e la presentazione dal vescovo di Acerra, monsignore Antonio Riboldi, noto per le sue battaglie

TRA VECCHI LIBRI

La lunga notte di Casella di Ernesto Papandrea ANTONELLA ITALIANO Uno dei sequestri di persona più lunghi mai avenuti. Cesare Casella, rapito a Pavia il 18 gennaio 1988, fu rilasciato a Natile di Careri, in Calabria, il 30 gennaio 1990. Fu pagato per la sua liberazione un riscatto di un miliardo di lire, che forse comprò la sua salvezza ma non l’immediata libertà. Cesare all’epoca aveva solo 18 anni. Fu Angela, la nota “madre coraggio”, a

scendere in Calabria per condurre una lotta attiva sul territorio. Numerose donne si strinsero attorno a lei, e anche gente del popolo, professionisti, clerici, artisti. Tra questi il noto scrittore di Gioiosa Ionica, Ernesto Papandrea, che le dedicò un libro, oggi introvabile: “La lunga notte di Casella” edito dall’editore Gabrielli di Roma. Il premio “Ala della vittoria” arrivò subito per lui, per sancirne l’impegno e il coraggio di “osare”, in una

nel Belice. Ernesto Papandrea racconta alla nostra redazione: «Già da studente scrivevo racconti e poesie. Ancora oggi scrivo e rappresento l’altra Locride, che non è quella artificiosa della cortesia formale, bensì quella della gentilezza d’animo e dei valori universali». Mamma coraggio si è spenta il 10 dicembre 2011, ma il ricordo di quanto possa fare una donna per suo figlio sarà per tutti un simbolo di forza.

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Il premio Gigi

REGGIO CALABRIA

La cerimonia di premiazione si svolgerà mercoledì 21 Marzo alle ore 9.00 presso la Sala conferenze del Palazzo della Provincia. Il Premio in onore del giornalista Malafarina nasce nel dicembre del 1989 per iniziativa dell'associazione culturale ”I Nuovi Vignaioli” e del suo presidente prof. Consolato Squillace. Il Premio Gigi Malafarina per l'edizione 2012 sarà conferito ad Arcangelo Badolato per il giornalismo, Carmelo Saltalamacchia per la cultura, Luigi Carbone per le nuove tendenze nei massmedia, Luisa Latella per Il servizio nel sociale, Enrico Costa per il ruolo della Calabria nel Mediterraneo, Franco Mosino per la ricerca nella cultura classica, Antonino Laface per la narrativa, Andrea Audino per l'arte. Alessandro Manganaro riceverà il premio alla carriera scolastica nel ruolo dirigenziale e Monsignor Antonino Morabito alla carriera ecclesiale e produzione letteraria. Il segretario dell'Ordine dei giornalisti della Calabria Carlo Parisi, ricorderà la figura dell'uomo e del giornalista Gigi Malafarina. Ubaldo Sgambellone

Si rinnova il tradizionale appuntamento con la Settimana di scambio Il Centro locale AFS Intercultura di Reggio Calabria, ospiterà dal 18 al 25 di Marzo nove studenti stranieri provenienti dagli Stati Uniti, Germania,Russia, Finlandia, Canada, Brasile, Paraguay, Thailandia, Egitto. Una settimana ricca di incontri, di impegni formativi, di escursioni guidate per riscoprire l'inestimabile patrimonio della Calabria, e anche di tanti momenti conviviali. Gli studenti ospiti e le famiglie reggine ospitanti incontreranno mercoledì 21 al Palazzo della Provincia l'assessore alla cultura e alla legalità Lamberti Castronuovo. A Palazzo San Giorgio riceveranno anche il saluto dell'assessore comunale alla cultura Nociti. In collaborazione con l'Istituto Tommaso Gulli e la scuola elementare Principe di Piemonte, gli studenti stranieri saranno impegnati in attività laboratoriali, per un confronto e uno scambio di esperienze comunicative con gli alunni reggini. I volontari del Centro locale Intercultura, gli studenti stranieri ospiti e alcuni docenti e dirigenti scolastici, parteciperanno alla trasmissione di RTV ”il Salotto dell' Editore” per discutere insieme dell'inserimento degli alunni provenienti da altri Paesi nelle scuole calabresi. La Settimana di scambio apre nella città di Reggio Calabria una “finestra sul Mondo” per conoscere e conoscersi meglio “oltre i confini geografici”. Rosamaria Malafarina

Malafarina

di Giornalismo arte e cultura è giunto alla XX edizione

Siderno, una tempesta grande un mare

Un gioco per insegnare che con la vita... non si gioca

ANTONELLA ITALIANO Bambini e strade, iniziamo da subito ad insegnarne le regole. Oggi è possibile grazie al progetto “Educazione stradale: Attraversando”, destinato agli alunni della scuola primaria “Casanova” di Siderno. Un percorso che intende contribuire alla formazione dei bambini, all'interno di quel grande ambito di raccordo culturale ed interdisciplinare che è l'educazione alla convivenza civile. Il progetto, nato per insegnare le norme basi per stare sulla strada, prepara i più piccoli ad un futuro in cui la circolazione stradale sarà l'aspetto principale del loro vivere quotidiano. Spazio dunque all'interazione fra alunno e ambiente, fra scuola e famiglia; alla conoscenza della principale segnaletica, in particolare a quella relativa al pedone e al ciclista. I docenti delle classi della scuola primaria, Guerrieri, Torello, Quattrone, Staltari, Iacopino, Congiusta, la polizia municipale di Siderno, l'autoscuola Eredi Tripodi di Siderno, gestita da Rosa Maria Guttà, coinvolgeranno attivamente in situazioni ludicomotorie i giovani interessati, avvalendosi di materiale illustrato, di lezioni teoriche e pratiche in aula, e di spazi esterni alla scuola. Un “gioco” per insegnare ai bambini che con la vita…non si gioca.

Che bello il mare di Siderno Anche quando arriva la tempesta Ci smuove gli animi E ci rende consapevoli Di aver avuto una grande Sorte fortunata Aver sentito il suono travolgente del mare che ci arriva dentro,in un silenzio rumoroso delle sue onde che unisce i nostri cuori svelando quanta anima c'e attorno,

Noi che abbiamo calpestato questa terra, con i nostri sandali Scelti dal destino come spettatori unici Di una vita spettacolo veloce Che la brezza, lentamente scandisce in sequenze d'immagini dense inamovibili, ferme per sempre dentro ogni anima Attimi infiniti che hanno sapore di vita Che molti non potranno mai sentire E perderanno per sempre. Adolfo Melignano

POLAROID

DOMENICA AL TEATRO CILEA IN SCENA IL “RIGOLETTO” Nel Coro Lirico Francesco Cilea, presente il locrese Francesco Di Prima dopo anni di studio, fa parte dello staff del “Rigoletto”

ELISEWIN: DA RIETI A CARACAS PER AMORE Presentato a Monasterace il libro del nostro Giovanni Maiolo, da Maria Teresa D’Agostino e dal sindaco Lanzetta

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Parlando di

Cinema

OROSCOPO

tutto se non si dispone di un “pacchetto” di voti preconfezionato da consegnare al candidato di turno. Perché “tu vali, in base a quanti voti porti”. C'è anche chi, prova a giocarsi la carta della candidatura diretta. Queste persone sono consapevoli che non riusciranno mai ad ottenere i voti necessari per risultare eletti ma, in questo modo, consegnano una “dote” al proprio colonnello. E' la strada più difficile questa perché non si può millantare un presunto numero di voti “consegnato”, non ci sono trucchi ed inganni. Anche qui vale il principio “tu vali, in base a quanti voti porti”. E così fioccano incarichi alla regione, consulenze ben pagate, posti di lavoro nelle controllate comunali ed, andando più indietro nel tempo, contratti a tempo indeterminato negli uffici comunali/provinciali/regionali. Nel tempo la politica si è fatta ancora più furba: vista la pecunia di posti di lavoro a disposizione, essi saranno sempre a tempo determinato. In questo modo il “fortunato” dovrà rimanere fedele a chi ha agevolato l'assunzione. Stesso discorso vale per chi lavorando fuori Reggio in strutture statali, sogna il trasferimento. È sempre il politico che determina il tuo trasferimento o meno. Tralasciando il settore privato, che è pressappoco inesistente, funziona così a Reggio Calabria e

ILOSOFIA REGGINA Giochi di potere

ARIETE dal 21 marzo al 20 aprile

Urano nel segno ti mette sull'avviso: è ora di cambiare!Non importa se, per questo, dovrai abbandonare qualcosa o qualcuno che ora, invece di aiutarti ti intralcia. TORO dal 21 aprile al 20 maggio

I tuoi desideri si realizzano. Non temere ciò che gli altri pensano di te, se pensi di meritare di più nel lavoro, chiedi! Se ami un'altra persona, confessalo!

L’esercito di raccomandati a Reggio Calabria

GEMELLI dal 21 maggio al 21 giugno

Stilare una lista dei raccomandati a Reggio Calabria è quasi impossibile, anche perché il più delle volte ci si deve basare su “banali illazioni”. Ma si sa già che l'ambiente politico (o l'ambiente malavitoso, ma bisognerebbe capire dove inizia uno e dove l'altro) fa da padrone a questo sporco gioco. In qualsiasi settore si respira aria di “spintarella”. Proviamoci a raccontare come avviene “la selezione”. Il primo passo per ottenere la raccomandazione è quella di “schierarsi” con un partito politico, non per forza candidandosi, ma già entrando a far

Il nuovo Urano consiglia di frequentare gente che ti stimoli. Ciò ricadrà sulla sfera sentimentale e sessuale e porterà crisi nel rapporto. Se sei free, sorprese a gogò! CANCRO dal 22 giugno al 22 luglio

parte della macchina elettorale al momento opportuno. E va scelto il “filone giusto”: stare all'interno di un partito senza prendere una posizione netta porta pochi vantaggi. Perché devi anche affidarti al colonnello giusto: in genere, essi sono quelle persone che hanno un certo peso politico. Diciamo che già il consigliere regionale (meglio ancora se assessore) è dotato dei “gradi” necessari per ricoprire il ruolo di colonnello. Ovviamente per ottenere la raccomandazione, non basta schierarsi all'ultimo minuto. Bisogna avere pazienza e costanza, soprat-

riteniamo che il discorso possa essere esteso a tutta la Calabria e, forse, a tutta l'Italia. Ovviamente, esistono anche i casi “puliti”, ma sono veramente una rarità. Ma la colpa, ovviamente, è anche nostra: fino a quando considereremo la politica come “un'agenzia per il lavoro”, non aspettiamoci certo grossi cambiamenti. La situazione economica attuale poi non aiuta di certo. Quindi cosa fare? Andar via ed abbandonare la città al proprio destino? O provare a lottare in una realtà che se non ti “fai furbo” non ti da prospettive? Attendiamo i vostri consigli!

Consigli per una spesa tutta “Meridionale”

Non è escluso un cambiamento di lavoro o modifiche radicali alle tue situazione. Batti il destino sul tempo e provoca tu queste trasformazioni!

FRANCESCA DI PASCALE dal sito BRIGANTI Uno studio dell'economista Paolo Savona ha messo in evidenza che su 72 miliardi l'anno di spesa fatta dai cittadini del Sud, ben 63 sono di beni e servizi prodotti al Nord. Solo una parte dei restanti 9 miliardi resta poi nel Mezzogiorno, essendo compresa in essi anche la quota di spese estere. Ufficiale è il fatto che la bilancia commerciale delle Regioni settentrionali sia positiva verso il sud Italia e negativa verso l'estero - fatta eccezione per il Veneto - che ha entrambe le voci positive. Questo cosa vuol dire? Che le Regioni del sud Italia sono il mercato di riferimento delle aziende del Nord, le quali senza la nostra quota di consumi, sarebbero in passivo e destinate al fallimento. La legge detta del “Federalismo fiscale”, fortemente voluta dalla Lega Nord, prevede “il coordinamento dei centri di spesa con i centri di prelievo”. Tradotto in linguaggio corrente: “le ricchezze-tasse restano a

LEONE dal 23 luglio al 23 agosto

Molti i settori in cui Urano ti porterà novità e cambiamenti, dagli studi alle questioni legali, dai viaggi al lavoro. Tira fuori il tuo talento ruggente! VERGINE dal 24 agosto al 22 settembre

Hai rinunciato a una parte di te stessa per le persone che ti stanno intorno, Urano ti chiede ora un po' di sano egoismo: non lo ignorare!

disposizione della Regione che le produce-versa”. In termini pratici: Io, a Napoli, acquisto una colomba “Le Tre Marie”, prodotto a Milano da una società con sede a Via Bistolfi, 31 20134. Gli utili della società - a cui ho dato il mio modesto contributo - versati in tasse verranno usati per costruire scuole, strade, ospedali, ferrovie, teatri…Dove? A Milano! E la Lega ringrazia! Domanda: Cosa posso fare perché, invece, i miei soldi restino in Campania, Abruzzo, Calabria, Basilicata, Puglia, Molise, Sicilia? Risposta: Compro una pastiera, un casatiello, un migliaccio, un sanguinaccio…Effetto: I miei soldi - tradotti in tasse - verranno usati per costruire scuole, strade, ospedali, ferrovie, asili nido…Dove? Nelle nostre regioni! E i nostri figli ringraziano! Se, quando fai la spesa, compri un prodotto del sud, che effetti produci? 1. Fai crescere l'economia del sud

2. I tuoi soldi restano al sud e vengono utilizzate per garantire A TE i servizi pubblici: istruzione, trasporto, sanità…. 3. Crei posti di lavoro vicino casa tua 4. Dai una mano all'ambiente 5. Risparmi Come raggiungere il risultato? Attraverso acquisto, consumo, e diffusione di merci prodotte nel Sud Italia, da aziende, agricoltori, artigiani che abbiano la sede legale della propria attività nel Sud Italia. Ho scoperto che nel sud Italia produciamo ogni sorta di prodotto e che alcune catene di supermercati - non quelle nazionali, ma quelle nate e cresciute sul territorio - ne sono ben forniti. Certo è fastidioso dover leggere le etichette ogni volta che si acquista un prodotto, però gli effetti - anche in termini di soddisfazione personale - sono notevoli, per cui vi invito a fare un piccolo sforzo. Per aiutarvi, ho scritto un elenco di prodotti cui potete fare riferimento, attendo i vostri suggerimenti per arricchire le diverse categorie e aggiungere prodotti e produttori di tutte le nostre regioni. BUONA SPESA MADE IN SOUTH A TUTTI! L'elenco dei prodotti meridionali su: www.facebook.com/notes/briganti/

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

L'impulsività potrebbe provocare pasticci. Un consiglio: rinuncia a situazioni complesse, anche se eccitanti, e a partner troppo evanescenti. Eviterai flop!

Urano ti impedirà di affrontare i tuoi doveri, mentre Nettuno ti darà una carica enorme. L'importante sarà fare ciò che ti piace, deciso da te e non imposto da altri.

Porti avanti le tue idee con determinazione e vivi a contatto con gli altri, intrufolandoti in ambienti nuovi. Potrai imparare molto da chi è diverso da te!

Liberati dai sensi di colpa, dagli scrupoli mal riposti, dai legami frustranti, dalle inibizioni. Non scoraggiarti mai, devi puntare al massimo!

Urano farà cessare relazioni di antica data e agirai in modo diverso dal solito. Nuovi impulsi ti daranno grinta, ottimismo e spirito di iniziativa. DOMENICA

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La strada che dovrai percorrere è quella che porta in alto. Vietato dormire sugli allori e battere la fiacca. Buone occasioni in amore: agisci subito, senza perdere tempo! MARZO 2012

LA RIVIERA

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CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Posti in piedi in paradiso/ sabato e domenica ore 16.00 - 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA GOLDEN Roccella J,info:333/ 7672151 Quasi amici/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 Quasi amici/ 18.00 - 20.00

CINEMA GARIBALDI Polistena,info:0966/ 932622 Posti in piedi in paradiso/ 16.00 - 19.15 - 21.30 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Posti in piedi in paradiso/ 18.00 - 21.00 CINEMA ODEON

Reggio C.,info:0965/ 898168

Quasi amici/ 18.00 - 20.00 - 22.00

Blob of the week

CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 Magnifica presenza/ dalle 18.10 - 20.30 - 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 10 regole per fare innamorare/ 18.30 - 20.30 - 22.30 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala De Curtis L’altra faccia del diavolo/ 17.30 - 19.15 - 21.00 - 23.45

Sala Sordi Posti in piedi in paradiso/ 18.10 - 20.25 - 22.40 Sala De Sica Non me lo dire/ 17.00 Ti stimo fratello/ 19.00 21.00 23.00

la Riviera AL CINEMA

Sala Mastroianni John Carter (in 35 mm)/ 17.00 - 19.30 Non me lo dire/ 22,00

San Gennaro da Chelsea

Un grande juventino... Davide Scarfò

La Camera Regionale della moda Calabra ha premiato a Roma i migliori Calabresi presenti Caligiuri e Lamberti

...ed un grande milanista Cosimo Pellegrino

Il sindaco di Bivongi in tour in Australia

Alla brava cantante Adele Laface va la V edizione Maestro d'arte 2012

L’auto in foto è in divieto d’accesso. Dov’è il cartello? “Parcheggiato” all’interno del ponteggio. Occhio autisti: la legge non ammette ignoranza!

PIÙ CHE I NOSTRI AUGURI, MERAVIGLIATI COMPLIMENTI a WILLIAM PENNESTRÌ Dopo una prima laurea in Mediatore linguistico-culturale, ne ha conseguito, il 9 marzo presso l’Università per Stranieri di Reggio, un’altra in Scienze dei Servizi sociali - con ottimi voti - discutendo un’importante tesi, “Agriturisni in Calabria”. E bisogna ricordare che il Pennestrì è uno studente-lavoratore. Il che accresce il valore delle due lauree conquistate.

Si restate cattivi, siete pur sempre gentaglia ma smettetela di paragonare la vostra mafia a quella siciliana o cinese, o giapponese o russa. Il trucco è finito. La ndrangheta è disarmata e non riesce a mettere il naso fuori confine. Mi dispiace per voi ma dovedi Benjamin Bowson te rassegnarvi. Questo vi ha detto in sostanza il giudice di Reggio Minutoli, la ndrangheta c'è è una ma non ha armi in dotazione ne valenza multinazionale, perché l'esclusione dell'aggravante armata e sovranazionale questo significa. La ndrangheta ha organi di vertice ma solo in funzione di rappresentanza e non di guida e il boss dei cinque continenti, don Mico Oppedisano, fuori dal mercato settimanale di Rosarno non conta nulla. Aveva potere di vita e di morte solo sui suoi pomodori, ma un ordine non lo poteva dare a nessuno né la sua organizzazione era strutturata per offendere o produrre reati fine, un carrozzone da parata, un uomo senza attributi, questa è la ndrangheta uscita fuori dalla sentenza Crimine. L'holding planetaria spacciata per anni sulla stampa e nelle procure si è dissolta dalla lettura concreta delle prove prodotte. La mega società che gestiva un fatturato annuo di cinquanta miliardi di euro è andata in default, lasciando al suo posto una srl dalla responsabilità e dal patrimonio molto limitati. Un accozzaglia di carnivori costantemente alle prese con la mangiata di capra e l'incendio di santini. E capre e santini sono stati gli unici ad averne tratto un vantaggio temporaneo, per un po' smetteranno di essere mangiate le une e bruciati gli altri. Per il resto nulla di nuovo. La ndrangheta torna a essere quella che è sempre stata, un fenomeno antropologico contro culturale. Almeno, quella portata sul banco degli imputati a Reggio questo era. Il potere criminale vero, quello dei soldi, delle collusioni, delle tragedie, lì non c'era. Ma consolatevi, i criminali potenti ce li avete davvero e io ne ho conosciuti tanti, gente che spesso è anche ndranghetista ma che non prende ordini dalla ndrangheta e che è pericolosa per capacita proprie e non trasfuse per sangue.

La verità dell’Iride

Come mafiosi non valete nulla

DOMENICA

18 MARZO 2012

LA RIVIERA

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riviera12-12  

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