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DENARO PULITO. Un'impiegata dell'ufficio postale di San Luca si distrae e consegna a due pensionati più denaro di quanto loro spetti. Non ha tempo per disperarsi. I pensionati del paese, questa volta, davvero di Alvaro, si autotassano in favore della sfortunata dipendente. Essendo gli anziani di San Luca meno di 8mila, non c'è pericolo che si tratti denaro sporco.

Siamo tutti figli di Mastrosso Il dato terrificante è del presidente della Corte d’appello Bruno Finocchiaro all’apertura dell’anno giudiziario: Provincia di Reggio maglia nera della criminalità, densità mafiosa al 27%. Un dato da guerra civile. PAGINE 4 E 5


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FINESTRA SULL’ASPROMONTE: KAMPUSA CITY, AFRICO VECCHIO

L' Aspromonte in lista d'attesa per essere riconosciuto patrimonio mondiale Unesco. Un'iniziativa di alto interesse, per la tutela, valorizzazione e massima fruizione dei beni culturali esistenti all'interno del territorio che si estende dal versante ionico al versante tirrenico calabrese.

Aspromonte

patrimonio dell’umanità FERNANDO SAGADO ssere inserito nel patrimonio dell'UNESCO, per l'Aspromonte non è un fatto simbolico, o non lo è soltanto. Ci sono ragioni pratiche di visibilità e investimenti economici che sono sostanza per il mantenimento della sua integrità. Vi risparmio la tiritera sullo stereotipo che identifica il massiccio calabrese quale sede del male. Evito anche di descrivervi con minuzia la sua magnificenza e le ragioni per visitarlo e viverlo. Sono concreto, vi spiego quanto di costruttivo si è fatto negli ultimi tempi, che è sempre poco rispetto a quanto si potrebbe fare ma che comunque è qualcosa. In tempi in

E

IN EVIDENZA

Che l'Aspromonte fosse ricco di beni culturali e storici, oltre che naturalistici, è un dato assolutamente scontato. È per questo motivo che dobbiamo promuovere il riconoscimento UNESCO, il cui obiettivo è quello di salvaguardare e valorizzare il patrimonio di beni mobili e immobili, sia pubblici che privati. O l’Aspromonte fa eccezione?

cui mediaticamente ha visibilità solo la critica e il poco di buono che si fa difficilmente trova spazio sui media, vi racconto un'esperienza positiva che nasce intorno alla nostra montagna. La gestione attuale del parco Nazionale d'Aspromonte ha grandi meriti. Convegni, iniziative culturali registrati negli ultimi anni hanno dato visibilità. Interventi operativi massicci hanno innescato un processo di cambiamento forte. Descrivervi analiticamente i progetti realizzati o in corso di realizzazione sarebbe troppo lungo, per vederli basta andare sul sito del parco, leggersi le opere realizzate, guardarsi i bilanci con i finanziamenti concessi e concedibili. Però i lavori di recupero dei borghi antichi, dei sentieri, la creazione di punti

informativi, le pubblicazioni, sono tanti e alcuni vanno segnalati. Il centro visite di Bova Superiore è un gioiello architettonico, accoglie e informa chiunque voglia avvicinarsi all'Aspromonte. La segnaletica inizia a essere ben visibile. Gli interventi sui borghi antichi di Africo e Casalnuovo procedono, così quelli sui luoghi di culto disseminati in Aspromonte. Sono nati punti ricettivi con possibilità di ristoro e alloggio, e altri ne nasceranno a breve. E non è compito mio spiegarvi tutto, ma darvi indicazioni su come informarvi. Informatevi, controllate, anche questo aiuta. Assicuratevi che quanto vi stia dicendo sia vero, sarà un'esperienza gratificante. Avvicinatevi soprattutto alla montagna, partecipando alle iniziative e sostenendole. Una delle battaglie fondamentali, per quanti operano in Aspromonte è il suo inserimento nei beni patrimonio dell'umanità. Una battaglia che il parco combatte da anni e che prima o poi sarà vinta. Per accelerare i tempi è necessaria la vicinanza della gente, che può essere data in tanti modi. Con la presenza sul territorio anzitutto, con la sua cura e salvaguardia, con l'attenzione a un ente, il parco nazionale, che è sempre più visibile grazie a una gestione attenta. Ecco, volevo solo attirare la vostra attenzione su un fatto, che una volta tanto è un fatto positivo. Anche se non tocca a me dirlo, mi tocca segnalarlo, se avete voglia informatevi. Soprattutto affiancate l'Aspromonte.

IL PARCO

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Parlando

di...

Cover Story Condanna senza appello di Bruno Finocchiaro all’apertura dell’anno giudiziario: Provincia di Reggio maglia nera della criminalità, densità mafiosa al 27%. Un dato da guerra civile

Tutti figli di Mastrosso GIOACCHINO CRIACO

apertura dell’anno giudiziario, avvenuta come sempre in ogni distretto di corte d’appello, per quelli calabresi è stata una bomba. In particolare lo è stata per la provincia di Reggio Calabria. I dati snocciolati dal presidente Finocchiaro, in tema di criminalità organizzata, sono raggelanti. Vanno riferiti nudi e crudi, per come sono. La densità mafiosa, nel reggino, capoluogo compreso, è arrivata al 27%. Vi possia-

L’

IN EVIDENZA IL BARATRO Se un uomo su due è un mafioso, significa che la provincia di Reggio è oltre il baratro.

MENO OMICIDI Gli omicidi sono quasi spariti nella provincia. A Locri, Siderno, San Luca, Africo, non si registrano omicidi da anni e si spera il trend continui.

DATI E CIFRE 154.000

Il capo della ‘ndrangheta reggina Mico Oppedisano mo solo aiutare a fare i conti. 570.000 abitanti che per 27% fa 153.900. Su per giù 154.000 uomini della ndrangheta. Un reggino su tre è mafioso. Il dato peggiora se dal saldo totale si depenna la presenza femminile e infantile, diventa orripilante. Un uomo adulto su due ha giurato fedeltà alla ndrangheta. Obiezioni da parte nostra? Nessuna. C’è un potere dello stato, quello giudiziario, che nella sua forma investigativa svolge il suo dovere e in attuazione a esso riferisce le emergenze criminali. Di ciò si deve semplicemente prendere

614.584

iL 27% di mafiosi in provincia di Reggio stimato dal presidente Finocchiaro si quantifica in 154mila ‘ndranghetisti

Sono i voti che hanno permesso a Giuseppe Scopelliti di essere eletto Governatore della Calabria

130.000

89.932

Tanti sono i soldati mandati in Afghanistan dalla NATO per ristabilire la democrazia e annientare i Talebani

Sono invece i voti che hanno permesso a giuseppe Raffa di essere eletto presidente della provincia

atto. Anzi, rilanciare l’allarme e chiedere soluzioni. Se un uomo su due è un mafioso, significa che la provincia di Reggio è oltre il baratro. Non senza speranza però, perché accanto al dato inquietante va segnalato quello positivo della reazione repressiva, che c’è, è forte, funziona. Questo è certificato dal numero degli arresti crescente, più 21% in tema di mafia, dalla caduta verticale dei reati mafiosi più gravi. Gli omicidi sono quasi spariti nella provincia. A Locri, Siderno, San Luca, Africo,

La repressione L’azione repressiva è forte. Funziona. Questo è certificato dal numero degli arresti più 21%

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Le tappe della polemica

PIGNATONE: “IN UN PAESE DI 10.000 ABITANTI CI

Aldo Varano apre il dibattito

SONO CIRCA 400 AFFILIATI

Lunedì 30 gennaio Aldo Varano di Zoomsud.it « Reggio. Anno Giudiziario tra errori, pregidizi e lo sputtanamento della Calabria e del Sud. Il dato del 27% è frutto di un mero errore materiale. A un’indagine della DIA che nel 2008 fermava la densità mafiosa in provincia di Reggio al 2,7% è stata tolta la virgola e il dato si è trasformato in 27% secco

Secca replica di Finocchiaro

Il procuratore capo della DDA di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone non si registrano omicidi da anni e si spera il trend continui. Il sequestro di beni mafiosi ha raggiunto proporzioni colossali, con cifre vicine ai due miliardi di euro. E quindi se l’aumento della densità mafiosa è esponenziale, è di conforto il fatto che lo sia anche la risposta di contrasto dello Stato. Fatto che può far dire con speranza che la battaglia non è persa. Certo a leggere le cifre sopra riportate lo sconforto è in agguato. Come si può combattere un esercito dalle propor-

zioni sopra riportate? Un mafioso ogni due reggini. Un poliziotto buono e uno cattivo, un giudice buono e uno mafioso. Un padre ndranghetista e uno onesto. Verrebbe voglia di scapparsene lontano e abbandonare la nostra terra alla mafia. Proprio questo non bisogna fare. Si deve resistere e affidarsi a chi, istituzionalmente, è deputato a farlo. E poi, scappare dove? La densità mafiosa è alta anche nel resto della Calabria, lo è in Sicilia, in Campania, in Puglia. La mafia è ormai uscita dai confini del meridione, sta invadendo il

nord. Milioni di affiliati popolano le fila dell’esercito del male. Non ci si può arrendere. Ma lo scontro, se i numeri sono questi, assume il carattere di una guerra e se il nemico è all’interno del territorio di uno Stato, questa guerra si chiama, difficile a dirlo, guerra civile. E noi non possiamo avere soluzioni, possiamo divulgare i dati, e lo facciamo, possiamo sensibilizzare. Il pallino va allo Stato, e a noi e ai cittadini non resta che seguire le istruzioni.

Trecentoventimila È il totale delle forze repressive presenti sull’intero territorio nazionale. Così suddivise: 115mila Polizia di Stato; 140mila Carabinieri, 65mila Finanzieri

Nella serata di Lunedì 30 gennaio il Presidente della Corte d’Appello di Reggio Bruno Finocchiaro risponde così al giornalista Varano su Ansa: « Il dato dell 27% di densità mafiosa risulta dalle analisi della procura di Reggio. Quindi viene confermata la percentuale di densità mafiosa per come enunciata all’apertura dell’anno giudiziario»

Il rilancio di Pollichieni Nella mattinata di martedì 31 gennaio il direttore del Corriere della Calabria Paolo Pollichieni interviene sull’argomento senza peli sulla lingua: «’Ndrangheta: discettare sui numeri trascurando i fatti. Diventa pericolosamente suggestivo arrampicarsi sui grandi numeri per stabilire la pericolosità della ‘ndrangheta non c’è bisogno di chiamare in soccorso percentuali e numeri.»

Il colpo del KO di Gangemi Nella prima mattinata del mercoledì più freddo dell’anno lo scrittore Mimmo Gangemi su Zoomsud.it: «Non riesco a digerire le stoltezze dette e ribadite da chi stolto non è -è stolta però la presunzione di insistere. Sono indignato per un 27% che non sta né in cielo né in terra e che ci seppellisce sotto tonnellate di una merda immeritata

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na tradizione dai contorni sfocati, intrisa di mistero e di magia. La gioia dei bambini che si “trasformano” nei loro beniamini. Quella dei grandi che per mesi lavorano la cartapesta di carri e maschere. Questo è il Carnevale, ma non solo. È un re, testardo e ubriacone, che irrompe nella quotidianità, portando gioia e colori. Anche la Calabria ha la sua maschera, conosciuta con i nomi di Giangùrgolo, Jugàle oppure Organtino, un rozzo e furbo pastore divenuto padrone. Le giostre carnevalesche, col sacrificio dell’animale, erano invece riti propiziatori di purificazione ed espulsione delle forze malefiche. È come se il Carnevale fermasse il tempo; è come se passato e presente si mischiassero e si perdessero nella tradizione pagana. Ma se in questo c’è una certa sacralità, profano è invece lo sguardo attirato dalle pasticcerie. Chiacchiere e castagnole, in bella mostra nelle vetrine, sono una vera tentazione! E quanto ridono i bambini, mentre si rincorrono sulla piazza del paese, guerrieri che combattono con stelle filanti e coriandoli. Minni cerca un Topolino con cui scattare la foto ricordo. Il Gormita in braccio al papà scalpita per scendere. Un’elegante principessina si azzuffa con Pinocchio perché le ha sporcato il vestito con la schiuma. Neanche i grandi si risparmiano: impeccabili professionisti diventano vampiri, noti latin-lover provano l’ebbrezza di tacchi a spillo, calze a rete e minigonne. E ancora carri, musica, sfilate: alla festa del Carnevale non si assiste, si partecipa! È questo il testamento che il Re, condannato a morte per aver mangiato troppa carne di maiale, ci ha lasciato. Piange la moglie Quaresima stringendo in mano la sua collana di peperoni, lei è un’assennata vecchina ed osserva l’astinenza e il digiuno. Così, mentre il fantoccio di paglia, brucia nelle piazze per condannare questo clima di perdizione e divertimento, continuano le feste. Almeno per qualche altra ora.

I NOSTRI CONSIGLI PER ILCARNEVALE PERFETTO Da Bellino Giocattoli, Gotteria mare, troverete il vestito di carnevale che desiderate; Al Bar L’Oasi, Roccella, Via XXV Aprile, troverete fragranti chiacchiere e le castagnole, introvabili altrove; Mascherati a dovere siete pronti per partecipare alle feste. A Roccella Jonica, Piazza San Vittorio, alle ore 19,00 avrà inizio il ballo in maschera a tema “Gli anni 50” e “La natura”; A Siderno, domenica 19, la Pro-Loco organizza: Carnevale 2012, nel prossimo numero pubblicheremo il luogo e l’ora dell’evento; Al Centro Commerciale “La Gru”, Siderno, al primo piano, dalle ore 17,00, “La grande sfilata delle mascherine”.

I GUERRIERI DELL’ALLEGRIA

Viva i coriandoli di carnevale, bombe di carta che non fanno male! Van per le strade in gaia compagnia i guerrieri dell’allegria si sparano in faccia risate scacciapensieri, si fanno prigionieri con le stelle filanti colorate. non servono infermieri perché i feriti guariscono con una caramella. Guida l’assalto, a passo di tarantella, il generale in capo Pulcinella. Cessata la battaglia: tutti a nanna. Sul guanciale spicca come una medaglia un coriandolo di Carnevale. (G. Rodari) DOMENICA

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A proposito

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LA SETTIMANA IL DITO NELL’OCCHIO

LIGATO CI APPARTIENE OSCAR LUIGI SCALFARO è un uomo fortunato. È nato e si è spento in un paese, l’Italia, in cui la fine della vita non segna il passaggio all’aldilà, ma alla santità. E a ciò non occorrono opere di bene né miracoli attestati dai più increduli dei testimoni. Basta l’essere stati sugli scranni della Camera dei deputati per tutta la carriera politica, aver ricoperto altissime cariche di Stato, essere stato nominato Presidente della Repubblica e, per automatismo, senatore a vita natural durante. Tale è il caso recente di Oscar Luigi Scalfaro, che, prima dell’estrema unzione e del suo ostracismo a Berlusconi, è stato abbondantemente aggredito per il suo puritanesimo, per il suo integralismo, per il modo come resse il Ministro degli Interni, per il suo conservatorismo, per la sua fede cattolica spinta fino al bigottismo. Tutto scritto ormai con la scolorina, e che Dio lo abbia in gloria. Un santo di più in Paradiso non fa mai male, soprattutto per noi calabresi che di santi in Paradiso non riusciamo a fare a meno. Ogni cosa è stata detta di Oscar Luigi Scalfaro, e noi qui vogliamo solo aggiungere un fatto che non è tornato nelle rievocazioni. Quando fu assassinato Vico Ligato, massimo esponente della DC, l’intero stato maggiore democristiano fece a gara per allontanare quel cadavere da sé e dal Partito. L’unico, che rifiutò l’infame riconoscimento, fu Oscar Luigi Scalfaro, che, nell’Assemblea nazionale della DC, disse indignato: “Questo uomo ci appartiene”. Il che gli ha fatto onore in vita e lo accompagna nella morte.

LA NOMINA

ASSOCIAZIONE CULTURALE “GIOVANI PER LA LOCRIDE” er il triennio 2011-2014 è stato eletto nuovo presidente il giovanissimo Ivan Giannotti (nella foto). Il neo eletto è il terzo presidente e, con i suoi 22 anni appena compiuti, risulta essere il più giovane tra coloro i quali hanno rivestito la carica più alta dell'associazione locridea. L'esito dell'elezione segna un punto di svolta, e proprio nella figura di Ivan Giannotti è riposta un'ampia fiducia, il quale, da parte sua, vuole ripagarla profondendo il massimo impegno, ma ha anche chiesto agli associati la più

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ampia collaborazione ponendo fin da subito l'accento “sull'importanza di vivere in maniera più seria, entusiastica e impegnata l'associazione”. È stato rinnovato anche il Direttivo, con l’elezione diretta di Emilio Lupis, Paolo Serafino e Ilaria Commisso, e con le nomine fiduciarie del presidente ovvero il presidente uscente Francesco Emanuele Capogreco, Giuseppe Marrapodi , Marco Albanese. “In bocca al lupo” al neodirettivo per le future iniziative di “Giovani per la Locride”.

LA PROMOZIONE

Nuccio Barillà arriva a ROMA

egambiente pone attenzione alla Calabria. Una scelta importante, confermata dalla nomina di Nuccio Barillà, storico esponente dell'associazione in Calabria, nella segreteria nazionale dell'organizzazione. L' elezione è avvenuta nel corso della prima convocazione dell'assemblea dei delegati, l'organo di direzione politica di Legambiente che, con i suoi mille gruppi locali, 115mila soci e 30mila classi aderenti ai programmi di educazione ambientale, rappresenta la più diffusa associazione ambientalista italiana. Ciò a dimostrazione di quanto l' Associazione punti allo sviluppo delle tematiche ambientali nel nostro territorio, spesso ai margini in ogni campo. Dall’assemblea dei delegati sono stati affrontati i problemi sollevati dalle politiche del governo Monti e, dunque, le risposte ambientali necessarie per uscire dalla crisi, nonché il programma delle iniziative che dovrà caratterizzare l'impegno dell'Associazione nei prossimi mesi, con attenzione speciale al Sud. E proprio guardando alle strategie messe in campo è maturata l'elezione dei membri dell'esecutivo nazionale dell' Associazione e l'indicazione di Nuccio Barillà, sempre avanti nelle battaglie ambientaliste, nelle vertenze territoriali, sui temi delle ecomafie e della ripartenza in chiave ambientale del Sud. La presenza di Nuccio Barillà negli organismi nazionali di Legambiente dà speranza in una maggiore visibilità delle problematiche ambientaliste della Calabria.

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LA FRASE

« Il nuovo marciapiede

di Siderno è l’ennesima dimostrazione di come si fanno male le opere pubbliche in Calabria » rancesco Macrì (ex sindaco di Locri foto -) sul rifacimento dell’area destiF nata ai pedoni sul corso di Siderno: «Ma perché non si copia chi fa le cose con gusto e attenzione: è molto più semplice. Il nuovo marciapiede di Siderno è l'ennesima occasione persa. Con le opere pubbliche in Calabria non si fa mai la cosa giusta».

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SCIAME SISMICO

DIAVOLO NERO

Scosse Palizzi e Bova ontinua il preoccupante ripetersi di movimenti tettonici che interessa la Calabria e in modo sempre più allarmante il nostro territorio. Stavolta le scosse, vicine al terzo grado della scala Ritcher, hanno svegliato gli abitanti di Palizzi e Bova. Ci si sente ormai in balia dei fenomeni della natura, senza che ci sia un intervento, scientifico o istituzionale, a spiegare, tranquillizzare o

C

GULLIVER NEL PAESE DI LILLIPUT

indicare rimedi. Senza una direttiva comportamentale da tenersi in caso di malaugurati eventi più gravi. Il nostro territorio, dal punto di vista costruttivo, si sa, nonostante la convivenza secolare con i terremoti, non è adeguato a fronteggiare il fenomeno. E non TOBIN TAX si può continuare ad andare al letto col ter- LE IENE DOMANDANO,LA DEPUTATA LAGANÀ NON RISPONDE rore di nuove scosse. Stavolta, è proprio il caso di dire, chi deve batta un colpo.

POLAROID

BOCCIATA

elle ultime settimane, la politica nazionale e internazionale ha discusso se introdurre o meno la Tobin Tax e, ovviamente, i nostri parlamentari si sono "informati. Con uno stipendio mensile (tra stipendio base, portaborse, indennità ristoranti e altri rimborsi) di circa di 19.000,00 euro, un parlamentare dovrebbe avere una preparazione specifica. A valutare la preparazione l'intervista di Le Iene, nella puntata andata in onda venerdì 28 gennaio, con la domanda :cos'è la Tobin Tax? Nel video...le risposte sono tutte da gustare, per noi la numero uno è stata la nostra parlamentare Maria Grazia

N

LOCRI, ISTITUTO MAGISTRALE.

Dopo aver tanto litigato per uno Stainway a gran coda, finalmente l’assessore provinciale alla cultura, Lamberti, ha trovato il suo pianoforte a Locri. Bastava venire fin qui.

Laganà Fortugno. Le Iene: «Cos'è la Tobin Tax, in cosa consiste?». M.Grazia Laganà: «Guardi, io esattamente, non…non mi occupo di…non so dirle esattamente di cosa si tratta…le sarò sincera». Le Iene: «Quindi Tobin Tax…non?». M.Grazia Laganà: «In questo momento io non approfondisco questa materia, devo dire naturalmente…ora, certamente, quando sarà il momento, ci informeremo e ci illustreremo. Di volta in volta cerchiamo di studiare quello che andiamo a fare». BOCCIATA

Fino a quando il Mezzogiorno e la Calabria erano sotto i tacchi alti e vanitosi di Silvio Berlusconi, il Governatore taceva, e segno soltanto di discrepanza fu l’invidia per l’inimitabile vita, più galante che elegante, dell’Uomo di Arcore. Ma da quando al governo è stato insediato il prof. Mario Monti ad opera di Giorgio Napolitano per il quale bello è morire di fame per la Patria, il dr. Giuseppe Scopelliti ha avuto un sussulto, che vorremmo poter dire “meridionalista”, e non lo diciamo perché il meridionalismo non è un sussulto, ma una vocazione. Egli ha, dunque, dichiarato, scostandosi dal fronte governativo, vedente inutilmente quiete le mosche cocchiere del Pdl e del Pd, che la difesa del territorio viene prima dell’apppartenena a questo o a quel partito, e che, perciò, arriva il momento in cui, per fare gli interessi della propria gente, occorre mettersi anche contro la politica nazionale del partito di cui si è dirigenti. Più di recente, intervistato da «l’Espresso» ha affermato di stare dalla parte dei “camionisti”. Non so se il Governatore sia riuscito a capire che i camionisti, se non andranno fuori strada, sono da considerarsi classe nazionale. So, però, che non ci vuole grande fatica per fare una bella figura di Gulliver in questa Calabria di lillipuziani la cui altezza è di circa 35 centimetri. La misura esatta di Franco Laratta e di Marco Minniti.


Primo Piano

Il decreto del 13 ottobre 2011 ha disposto per 99 comuni del nord un fondo per la valorizzazione e la promozione delle aree svantaggiate confinanti con le regioni a statuto speciale. E naturalmente la Calabria non è speciale e neppure svantaggiata

Polpa al Nord Osso alla Calabria PASQUINO CRUPI

IN EVIDENZA

Sulla Gazzetta Ufficiale del 23 gennaio 2012 abbiamo avuto modo di leggere un decreto governativo che ci ha lasciati senza fiato e ci ha fatto sospettare che la Calabria non abbia né monti né colline, e non ha di conseguenza comuni appollaiati ai piedi delle colline e delle montagne, sulle colline e sulle montagne. Ciò che determina la loro qualità di zone territoriali svantaggiate e meritevoli di sostegni e aiuti da parte dello Stato. Al contrario, colline e monti, paesi collinari e montani dominano il paesaggio nordico. Spieghiamoci. Ciò che è in alto si vede, e all’uopo si provvede. Ciò che è in basso non

Concentrati nella lotta alla ‘ndrangheta, i deputati e i senatori calabresi non si sono accorti di questo decreto, che, per non essere infame, avrebbe dovuto riguardare anche i comuni svantaggiati della Calabria.

si vede, e non si può provvedere. Noi calabresi, come è noto, giacciamo in basso. Insomma, di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) del 13 ottobre 2011 con il quale viene decretata la dotazione del «Fondo per la valorizzazione e la promozione delle aree territoriali svantaggiate confinanti con le regioni a statuto speciale», ossia la regione Valle d’Aosta, la regione Trentino-Alto Adige, la regione FriuliVenezia Giulia. Detta dotazione, sempre secondo il Dpcm, è “destinata al finanziamento di specifici progetti finalizzati allo sviluppo economico e sociale dei territori dei comuni confinanti con le regioni a sta-

tuto speciale”. Come specifica, «ItaliaOggi» (27 gennaio 2012), “si tratta di 29 comuni confinanti con il Friuli- Venezia Giulia, 48 comuni confinanti con il Trentino Alto Adige e 22 comuni confinanti con la Valle d’Aosta, per un totale di 99 comuni dell’Italia del Nord”. I quali riceveranno contributi per progetti ricadenti nei seguenti ambiti : “a) servizi socio-sanitari; b) servizi di assistenza sociale; c) servizi scolastici; d) servizi di trasporto per favorire l’accesso ai servizi pubblici; e) servizi di raccolta differenziata e di smaltimento rifiuti; f) miglioramento della viabilità comunale e intercomunale; g) diffusione dell’informatizzazione ed implementazione dei servizi di e-government; h) servizi di telecomunicazione; i) progettazione e realizzazione di interventi per la valorizzazione e salvaguardia dell’ambiente e la promozione dell’uso delle energie alternative; j) promozione del turismo, del settore primario, delle attività artigianali tradizionali e del commercio dei prodotti di prima necessità; k) sportello unico per le imprese e servizi di orientamento all’accesso ai fondi comunitari, nazionali, regionali, provinciali o comunali a sostegno delle iniziative imprenditoriali”. L’occasione è ghiotta e i produttivi comuni del Nord non se la faranno sfuggire anche a segno di gratitudine nei riguardi del Governo dell’Equità e della Crescita Unilaterale. E del rispetto della storia politica del nostro Paese, che, sotto tutti i governi, ha assegnato la polpa al Nord e l’osso al Sud, come vuole pure la geografia. Concentrati nella lotta alla ‘ndrangheta, i deputati e i senatori calabresi non si sono accorti di questo decreto, che, per non essere infame, avrebbe dovuto riguardare anche i comuni svantaggiati della Calabria.

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Parlando

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Attualità

IL PD SOTTO LE ALI DEL PERDONO DEL VESCOVO

La messa è finita, ma non andate in pace RODERIGO DI CASTIGLIA Era stato invitato alla conferenza programmatica del Pd a Locri e non ha deluso. Il vescovo di Locri-Gerace, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, ha fatto il suo ingresso trionfale nell' auditorium del Palazzo della Cultura, levandosi gli applausi e levandosi in piedi, dalla tribuna d'onore, Walter Veltroni, Giuseppe De Sena, Maria Grazia Laganà. Marco Minniti, umile come la seta, sedeva in platea -ma in prima fila- ed è scattato anche lui in piedi, come tutti gli altri. Uno spettacolo straordinario. Sarebbe stato completo se in qualche angolo fossero stati approntati un po' di confessionali. Ché di peccati da confessare i massimi dirigenti del Pd ne hanno. Per esempio,

peccati di omissione, come quello della assenza dalla manifestazione dei camionisti lunedì 23 gennaio sul Ponte del Torbido. Condiviso, a dir vero, anche dal vescovo Giuseppe Fiorini Morosini, anche lui non visto, come, invece, si sarebbe fatto vedere, se anco-

LA SETTIMANA PROVINCIA

ra qui fosse, mons. Giancarlo Bregantini. E in cui è incappata pure la première dame del Pd -o ci sbagliamo?- la deputata Maria Grazia Laganà. Anche ella lontana dai “bisonti” della strada, nemici del nomato governo Monti. Ma quelli d'omissione

sono peccati veniali. Non così quelli capitali ai quali i dirigenti del Pd non sono certamente estranei. Se si fa eccezione per il sindaco di Caulonia, Ilario Ammendolia, che galoppa da solo e deve evitare d'essere azzoppato dall'amico di partito, Attilio Tucci, la lontananza dello stato maggiore nominato dai problemi della Locride è stata stellare. Il vescovo Giuseppe Fiorini Morosini ha parlato con mani congiunte e compunte. Ha scolorito più che colorito, ha evangelizzato più che anatemizzato. “Dinanzi alle legittime esigenze della Locride non esistono colori politici”, ha detto. E ha detto giusto secondo dottrina evangelica che ci vuole tutti fratelli e sorelle. Senza obbligarvi, comunque, il sindaco di Locri

Giuseppe Lombardo, che riusciamo difficilmente a ritrovare come fratello del barone Francesco Macrì e dell'assessore Giovanni Calabrese. La messa, a questo punto, poteva considerarsi finita. Ma il presule non se le è sentìta, dato che conosce bene il suo gregge, anche il gregge piddista, di dire : “Andate in pace”. I dirigenti del Pd, infatti, vanno per schieramenti, dominati dalla filosofia dell'alpinismo politico per cui la vita di chi sta giù dipende da chi sta su e guida la cordata. L'altra settimana erano a Reggio ad applaudire Massimo D'Alema, una settimana dopo a Locri ad applaudire Walter Veltroni. Non lo vorremo scrivere, ma l'impressione è: Spagna o Francia, purché si magna. Salvo la pace dei buoni, che sono sempre pochi.

VELTRONI A LOCRI

I Buoni propositi della conferenza PD della Locride

“Con l'iniziativa intendiamo sollevare e porre al centro dell'attenzione la Questione Locride, trasmettendo alcuni messaggi chiari. Il PD intende dare il proprio contributo ed esserci, per dare risposte alle emergenze di questo comprensorio: le infrastrutture ferroviarie e viarie, oggetto di pesanti tagli... Alla Locride serve un vero e proprio Progetto per lo sviluppo integrato dell'area..., occorre sollevare e sollecitare l'attenzione e l'impegno adeguato delle Istituzioni ai vari livelli. Alla Locride serve una nuova identità... L'iniziativa odierna rappresenta un punto d'arrivo del lavoro importante realizzato in questi mesi di preparazione... Ma, la Conferenza rappresenta anche un punto di ripartenza, un pezzo importante del Progetto politico del PD del futuro. Sintonizzando il nostro partito sulla giusta lunghezza Nessun passo indietro nella guerra guerreggiata contro il Governo Monti, ora affiancato da un Giorgio Napolitano d'onda del territorio e cercando di per il quale il tacere non è bello. Giuseppe Raffa e Antonino Eroi continuano la loro battaglia. E il Consiglio provin- farlo vivere lì dove si svolge la vita dei ciale nella seduta del 31 luglio approva un documento contro l'abolizione delle province, con il solo voto contrario cittadini, per non lasciarli soli e dare dell'Udc, che ubbidisce al suo centro politico. Maggioranza, comunque, a ranghi fitti e il presidente Raffa acciuffa risposte ai loro problemi, ai loro bisogni anche il voto favorevole del gruppo consiliare del Pd. Manca all'appello il duo di lusso, l'avv. Francesco Cananzi e l'im- ed alle loro aspettative”. Questa sommaprenditore Michele Marcianò, di recente spedito dal Governatore Scopelliti alla Sorical. La prossima estate, dato il so riamente la relazione introduttiva del tuffo nel Consiglio d'Amministrazione della Sorical, berremo chiare fresche e dolci acque. Epperò, il caso del duo di coordinatore provinciale PD Girolamo lusso sarebbe da clinica psichiatrica se non rientrasse più verosimilmente nella letteratura dell'amore estremo, che Demaria. La domanda sorge spontanea: spinge fino all’annientamento di sé. Per amore di Scopelliti, che vuole la testa di Raffa, i due consiglieri provinciali ten- perché non si è parlato di tutto questo? dono ad abolirsi. Disertando la seduta e non partecipando alla comune battaglia. Potenza e indecenza dell'amore. Aspettiamo risposte dai dirigenti del PD.

POTENZA E INDECENZA DELL’AMORE

GDM REGGIO

Frega a qualcuno di 600 famiglie? Lettera di una dipendente Gdm ' mai possibile che nessun giornalista si interessi alla situazione della ex GDM di Reggio Calabria? E' mai possibile che in questa Città nessuno se ne accorge di quello che sta succedendo ai danni di circa 500 dipendenti? Gazzetta del Sud, Il Quotidiano, Calabria Ora? Dove sono i nostri giornali, conta ancora la gente comune per l'informazio-

E

ne o bisogna essere dei mafiosi per attirare l'attenzione mentre sui truffatori dello Stato e dei lavoratori nemmeno un trafiletto? Eppure nella provincia di Vibo la situazione è conosciuta, i giornali ne hanno parlato e anche qualche rete televisiva. Cosa c'è che non va, e cosa invece va a Reggio? Ebbene siamo circa 600 persone che stiamo perdendo il posto di lavoro. La nostra azienda (GDM S.P.A.) opera nel campo della grande distribuzione con 15 punti vendita in attività in Calabria ed uno in Sicilia precisamente a Milazzo con 105 dipendenti in cassa integrazione. Dal 30 Aprile siamo in concordato preventivo, e dal 18 luglio 2011 presi in carico in fitto di ramo d'azienda da EUROLOGISTIK fino al 12 luglio 2012. Fino a questo momento la nuova azienda ha riassorbito il 61% della

forza lavoro, la rimanente quota dovrebbe essere richiamata entro il 12 aprile 2012. Le cose a dire il vero purtroppo non stanno andando bene, il rilancio che tutti noi dipendenti speravamo non c'è stato, per motivi oscuri che noi non riusciamo a comprendere in più i commissari giudiziali che stanno gestendo la liquidazione di GDM hanno riscontrato delle gravi irregolarità e hanno depositato una relazione dettagliata presso il Tribunale di Milano, SEZIONE

FALLIMENTARE -2° CIVILE procedure concorsuali, dove la GDM ha sede legale. A questo punto GDM spa in liquidazione presenta una memoria difensiva in data 12-12-2011e in via subordinata la società ha chiesto l'ammissione alla procedura di Amministrazione Straordinaria; Il giudice facendo seguito a questa richiesta ha convocato per il 26 di gennaio 2012, i commissari, il debitore, i creditori istanti, il pm ed il Ministro dello Sviluppo Economico. Ancora DOMENICA

oggi 31 gennaio non è stata emessa nessuna sentenza. Vi renderete conto che la situazione è molto complicata, tenendo presente che il territorio di cui stiamo parlando è tartassato dalla disoccupazione e 600 posti di lavoro valgono il doppio rispetto ad altre realtà del nord, soprattutto perché sono posti cosiddetti buoni in quanto la nostra azienda forse, anzi togliendo il forse è una delle poche realtà meridionali dove il contratto nazionale viene rispettato in toto senza eccezione alcuna. Per queste ragioni chiediamo l'intervento almeno dei mass media, per aziende del nord con molto meno impiegati sono arrivate a trasmissioni importanti come ANNO ZERO, BALLARO' e altre del panorama nazionale. Preghiamo i nostri giornali. Dateci spazio almeno voi.

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DOMENICA

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Parlando

di...

A MELITO PORTO SALVO GLI AMBULANTI IN SCIOPERO 2 Febbraio, Melito Porto Salvo (Rc): gli ambulanti sono in sciopero per lo spostamento del mercato sul Lungomare, decisione presa dall'amministrazione Iaria. Il corteo, una volta raggiunto il palazzo comunale, ha incontrato il sindaco ed alcuni esponenti dell'amministrazione.

Locride e dintorni

S

GIOVAN (N)I PER CAULONIA

GIOVANNI MAIOLO i avvicinano le elezioni comunali in quel di Caulonia e, come al solito, si preparano i giochi, le riunioni si moltiplicano, le trattative si infittiscono, inutili omuncoli si ergono a statisti e pensano di avere in mano il destino del paese che poi verrà deciso da quelli che contano veramente e che al momento pazientano. Si annunciano candidature, i capannelli davanti ai luoghi della politica che conta (ma quali partiti, parlo dei bar e dei funerali), lanciano e smentiscono voci e per un osservatore esterno è fin troppo divertente vedere alcuni volti tronfi, altri tesi, altri brutti come sempre. E poi, siamo alle solite, il consueto ritornello sui GGGiovani! “Largo ai giovani”. “Il futuro è dei giovani”, quando invece dovremmo prenderci il presente. “W i giovani”. A nostra esti na lista i ggiovani, ndavimu tri! E noi, se contiamo il figlio di mio cugino, ne abbiamo 4. Siamo più gggiovani di voi, tiè! Ma chi cunti! Niputima fici già campagna elettorali, vali doppiu! Ma noi abbiamo anche una donna! Una donna gggiovane! E via espettorando… Che spettacolo! Posto che nel fermento elettorale possano venire fuori le migliori intelligenze di un paese, Caulonia dovrebbe solo augurarsi che uno tsunami ionico la sommerga. Ma siamo solo all’inizio, magari i futuri sviluppi cambieranno il corso della storia di un paese che ha ritrovato prestigio solo grazie alle politiche volute (spesso con conflitti aspri all’interno della propria maggioranza) dal sindaco Ammendolia. Certo, ha commesso errori, nemmeno Ammendolia è esente da critiche, ma le tanto discusse (da chi rode) politiche dell’accoglienza sono la vera novità degli ultimi anni ed hanno avuto ripercussioni così positive sull’immagine e l’economia di Caulonia che solo chi conserva paraocchi grandi come montagne può non riconoscere. Ammendolia resta molto più giovane di tanti gggiovani anagraficamente che sono più decrepiti di certi morti viventi della (cattiva) politica che

A pochi mesi dalle comunali cauloniesi si ricomincia a parlare di gggiovani… che palle!!! IN EVIDENZA

Ilario Ammendolia, che ha tratto Caulonia dal perimetro paesano alla dimensione meridionale, è molto più giovane di tanti gggiovani anagraficamente che sono più decrepiti di certi morti viventi della (cattiva) politica. I quali continuano a risorgere ad ogni tornata elettorale dall’oltretomba continuano a risorgere ad ogni tornata elettorale dall’oltretomba. Ciò nonostante , però, di ricandidatura di Ammendolia fino a qualche settimana fa, non ne ha parlato nessuno. Poi è venuto fuori un comunicato del Pd, il partito che contiene tanti partiti e al quale non è iscritto solo Ammendolia ma anche i suoi peggiori avversari. E - scusate l’inverecondia del paragone- mentre Chavez in Venezuela inventa il socialismo del XXI secolo, Palmino Tassone scopre a Caulonia

la novità del XXI secolo, il dr. Fraia candidatosindaco, già trombato dai Campisi. Per cui ho deciso di lanciare anche io una lista, si chiamerà “Giovan (N) i per Caulonia” e sarà piena di giovani e di Giovanni. Candiderò i miei fratelli (giovani), i miei cugini (giovani e uno si chiama pure Giovanni), la mia fidanzata (ché è importante avere una donna giovane e, pur non essendo cauloniese, sta per trasferire qui la residenza) e poi intendo proporre delle candidature delle quali però non ho ancora discusso coi diretti interessati. Vorrei in lista Gloria Petrolo, che diventerà assessore alle attività varie ed eventuali Vorrei come capolista il giovane Ilario Ammendolia, l’unico uomo di sinistra rimasto da queste parti Vorrei anche creare l’assessorato alla tarantella, che vorrei affidare ad un assessore esterno, il geometra prestato alla fotografia Angelo Maggio, tarantolato di vecchio corso, con l’impegno che il direttore artistico dei prossimi Festival sia Mimmo Cavallaro, che è sempre giusto imparare dagli altri ma ormai possiamo anche essere noi quelli che insegnano

È mio grande desiderio avere in lista Andrea Vaccaluzzo, mio difficile amico, a cui affiderei l’assessorato all’ironia, ché qui se non impariamo a riderci addosso presto, ci taglieremo tutti le vene Vorrei che Francesco Cagliuso si occupasse di bilancio, pare che coi numeri ci sappia fare Vorrei che Attilio Tucci si occupasse di sanità, soprattutto di quella mentale di certi “politici cauloniesi” Vorrei che Enzo Fraia si occupasse dell’assessorato alle novità del XXI secolo e che ci sorprendesse ogni giorno con una nuova trovata. Vorrei che Pierfrancesco Campisi del quale non condivido le scelte politiche, ma che stimo più di quanto lui probabilmente pensa, facesse il libero giocatore e si spendesse ancora una volta con tutte le sue forze per Caulonia Vorrei che Luigi Fuda fosse consigliere di opposizione, così invece di scrivere i discorsi agli altri potrebbe leggerli da sé. Poiché a chiunque amministri, è sempre utile un’opposizione pungente. E infine vorrei candidare la mia tartaruga, che, a dire il vero, ormai non è più molto giovane, ma che diamine, un po’ di esperienza serve!

UNA FINESTRA SULLE COMUNALI Ferruzzano intervista doppia A colloquio con Francesco Talia

«La Giunta comunale incapace di gestire persino l’ordinaria amministrazione» Qual è il suo giudizio sull’amministrazione uscente? Questa maggioranza amministra il paese ininterrottamente da tre legislature, periodo sufficiente per lasciare nel bene o nel male un’impronta significativa. Vediamo allora che cosa è stato prodotto in questi 15 anni: L’impoverimento complessivo del territorio è sotto gli occhi di tutti, il nostro è un paese che si sta spopolando, i giovani costretti a emigrare perché qui non vedono sbocchi per il loro futuro lasciandosi alle spalle l’impoverimento culturale, morale ed economico che queste amministrazioni hanno prodotto; Sul piano delle opere pubbliche non è stato fatto nulla se non gestire in maniera clientelare quello che le amministrazioni precedenti avevano prodotto, vedi le varie graduatorie degli alloggi popolari; Per

quel che riguarda l’ultima legislatura, le cose sono andate ancora peggio, alla mancanza di una visione comprensiva di crescita si è aggiunta una manifesta incapacità a gestire persino l’ordinaria amministrazione come cambiare una lampadina o ricoprire una buca. Il giudizio non può essere che pessimo. Se non ci sarà una svolta questo paese sarà destinato a morire come è stato fatto morire lo splendido borgo di Ferruzzano Superiore. Si vocifera di una sua possibile candidatura a Sindaco. Si candiderà? Sto ricevendo da più parti sollecitazioni perché ciò avvenga. Al momento il mio impegno è favorire un rinnovamento anche anagrafico della classe dirigente. Purtroppo, al momento, non s’intravede nulla di nuovo se non qualche “vecchio trentenne” che non ricorda di essere amministratore ancora in carica e si elegge a leader del nuovo. Se non ci sarà il modo per favorire l’ingresso vero dei giovani

nella gestione della cosa pubblica, non escludo la possibilità di rispondere positivamente alle suddette sollecitazioni. Quante liste crede concorreranno alle prossime comunali e come crede saranno formate le coalizioni? Per dare una risposta attendibile a questa domanda ci vorrebbe la sfera di cristallo. Detto ciò, il fatto che l’attuale maggioranza, un po’ per i danni prodotti, un po’ per le fratture verificatesi al suo interno è estremamente fragile. Questo favorisce le ambizioni di più soggetti. Sembra oramai quasi certa la presentazione di tre liste, cosa che sicuramente andrà a rendere (se non ci saranno significative defezioni) largamente favorita la lista appoggiata dall’opposizione sociale che coerentemente si è battuta contro la scellerata gestione del comune di questi ultimi quindici anni. G.M

A colloquio con Maria Romeo, sindaco di Ferruzzano

“Una mia seconda candidatura potrebbe permetterci di completare il lavoro” DOMENICA

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Locri e Siderno: la polemica corre sul web

GIOVANNI CALABRESE OFFENDE LOCRI”

Replicano gli “avvocati” di Lombardo, punti per conto terzi Si fa fatica a collocare le recenti affermazioni del consigliere comunale Calabrese, che eufemisticamente si potrebbero definire tranchant, nella normale dialettica di forze politiche contrapposte. La modalità con cui sono state esternate illazioni gratuite denota, tra l'altro, totale mancanza di rispetto per tutti quei cit- Pepè Lombardo tadini (la maggioranza) che, solo pochi mesi addietro, hanno affidato è persona la responsabilità di governo della città ad una persona irreprensibile. irreprensibile non Pepè lombardo, oltre ad avere esperienza e professionalità maturate il demone dscitto in decenni di attività politico-amministrati- da chi va va anche di alto livello, è detentore di rilasciando illazioni coscienza adamantina e di grande senso di gratuite responsabilità; si tratta dunque di una persona ben lontana dall'essere il “demone” descritto. LocRinasce, intende mantenere lo scambio dialettico per il bene della comunità intera, bisognosa oggi più che mai di politici ragionevoli, seri e impegnati nel perseguimento del bene comune”. Firmato: il Coordinatore di Locrinasce, Avv. Pietro Parrotta, e il Presidente, Dr Francesco Mammì

Forse Lombardo pensava di gestire Locri come faceva con le tartarughe caretta-caretta Si Com'era Locri trent'anni fa? Forse Lombardo aveva la forza politica e gli appoggi giusti per portare avanti la città, ma oggi siamo ritornati indietro, trascinandoci il marcio e i danni di quegli anni. Lombardo cosa si aspettava all'indomani della sua vittoria? Di avere la città in mano e governare con facilità. Niente di più sciocco. Forse pensava che gestire una città sarebbe stato come gestire le tartarughe caretta caretta, come avrebbe dovuto fare nel suo ultimo grande incarico al Parco Marino, prima di decidere di tornare in politica. Pensa, oggi, di essere il “Santone” e comandare i suoi adepti. Pensa di essere attorniato e benvoluto. Ma da chi? Solo dai suoi “fantocci”!. Fortunatamente i “burattini” sono pochi ed è nostro dovere, come opposizione, vigilare su ciò che viene, oggi, fatto dalla Giunta. Ben poco, direi. Ma non possiamo fare il loro gioco. Assolutamente no. È nostro dovere, perché sono molti i cittadini sfiduciati. Lombardo dice di parlare con i fatti. Ecco perchè regna il silenzio. Perchè di fatti non ce ne sono. Giovanni Calabrese

Siderno: battaglia tra Pd e sindaco Ritorto a colpi di spazzatura ANTONELLA ITALIANO n botta e risposta senza vinti né vincitori. Anzi, se il vincitore è colui che è riuscito a strappare tra web e giornali qualche ora di notorietà, allora abbiamo anche i vinti: strade sommerse dalla spazzatura, e lavoratori senza stipendio. Una bella guerra a più riprese. Primo tempo al Partito democratico che si è detto vicino ai dipendenti della società Locride ambiente costretti a lavorare senza essere retribuiti. «Si sono avvalsi del diritto allo sciopero, unica possibilità democratica, riconosciuta dalla nostra Costituzione - precisano i democratici - ma per tutta risposta, apprendiamo dai giornali che “l'amministrazione Ritorto, ha segnalato all'autorità giudiziaria, per interruzione di pubblico servizio, i dipendenti della Locride ambi- L'amministrazione ente”». Il Pd manifesta la totale opposizione all'iniziativa del Sindaco, e con- Ritorto, ha segnalato danna, senza mezzi termini, un assurdo all'autorità giudiziaria, quanto inutile tentativo di disconoscere per interruzione di un diritto fortemente democratico. pubblico servizio, i Risponde l'amministrazione comunale: dipendenti della «La decisione del Sindaco è scaturita per via dell'accumularsi di rifiuti, soprattutto Locride Ambiente”». nei pressi delle scuole e di altri siti “sensi- Pd: «Cosa avrebbe bili”. Lo sciopero è regolato da leggi ben fatto il sindaco Ritorto precise che, tendono a salvaguardare i se per mesi e mesi diritti degli altri cittadini a cui devono essere sempre garantiti i bisogni primari». l'asl non gli avesse Ancora il Pd: «Cosa avrebbe fatto il sin- corrisposto lo daco Ritorto se per mesi e mesi l'asl non stipendio?» gli avesse corrisposto lo stipendio? Avrebbe di sicuro aderito ad una iniziativa di lotta!». E ancora l'amministrazione di Siderno: «Dai dati forniti dalla stessa Locride ambiente, nei cinque giorni in cui gli addetti alla raccolta hanno incrociato le braccia, la città ha prodotto poco meno di 140 tonnellate di rifiuti solidi urbani, che si sono accumulati. Nessun atteggiamento quindi di censura dello sciopero, piuttosto una legittima e dovuta salvaguardia della libertà e della salute della stragrande maggioranza dei cittadini». Nell'augurarci che questa triste storia si concluda presto, e nel migliore dei modi, ricordiamo che la Riviera pubblica su carta stampata, sul web, ed è online 24 ore al giorno. Ciò garantisce la tempestività e la completezza dell’informazione, e questo dibattito ne è valido esempio.

U

Riceviamo e pubblichiamo Il suo mandato è in scadenza, vuole tracciare un bilancio? Intanto, voglio fare una premessa: una persona non può candidarsi a Sindaco se non per il senso di humanitas che la contraddistingue. È Sindaco non semplicemente chi detiene le chiavi del Paese ed esercita un ruolo di potere. È Sindaco, invece, chi ascolta i bisogni della gente e “si veste” non di autorità, ma di umiltà. Essere Sindaco di un Comune, sia grande che piccolo, secondo me, significa porsi al servizio degli altri pensando sempre al bene comune anche a costo di scontrarsi con interessi di parte, invece di ingraziarsi tutti (cosa umanamente impossibile), pur di perseguire un disegno complessivo che possa permettere al Paese amministrato di crescere nel suo complesso. Io, in una Regione che ancora oggi non ha un elevato numero di Sindaci donne, ho avuto il coraggio di mettermi in gioco, pur non avendo velleità di carica, interessi personali o di famiglia. Ringrazio di cuore tutti i miei compaesani, che mi hanno dato l’opportunità di compiere un’esperienza “arricchente”, non in termini di guadagni materiali-economici, ma in termini di esperienze relazionali umane, culturali e sociali, quelle appunto che arricchiscono la vita. Il bilancio di questi cinque anni di amministrazione? Positivo sempre ma non comple-

to. Cinque anni sono trascorsi velocemente, lasciando nel cuore degli amministratori il desiderio e la porta aperta, o almeno uno spiraglio, di poter avere qualche altra occasione. Si ricandiderà a Sindaco? I tempi sono neri… ho lasciato, certamente, i miei concittadini insoddisfatti, tante sono le cose che si vorrebbe fare ma non sempre è possibile, visto anche l’inesistente margine economico finanziario del Comune. Qualcosa, però abbiamo fatto anche in termini di lavori pubblici e di lavori culturali che hanno fatto conoscere il nostro piccolo Comune in termini positivi e non di cronaca. Una mia seconda candidatura, potrebbe permetterci di completare il lavoro che abbiamo cominciato con tanta fatica e, forse, regalare a me e al Consiglio tutto, qualche altra piccola soddisfazione. Quante liste crede concorreranno alle prossime comunali e come crede saranno formate le coalizioni? Le elezioni amministrative sembra siano ancora lontane per cui non si percepisce se e quante liste elettorali concorreranno, visto il ridotto numero di consiglieri, sei in tutto, si potrebbe ipotizzare una proliferazione di liste. L’importante, in ogni caso è che chiunque intenda candidarsi abbia la consapevolezza che ci si debba mettere al servizio della cittadinanza per il bene comune. G.M.

Lo soddisfazione dello Studio Radiologico Lo Studio Radiologico manifesta apprezzamento per l'atteggiamento di apertura e disponibilità da parte dell'ASP di Reggio Calabria, ed in particolar modo per l'atteggiamento tenuto da parte del Direttore Generale, dr.ssa Rosanna Squillacioti. Infatti, prendendo atto delle reali difficoltà in cui si è venuto a trovare lo Studio radiologico (struttura che opera sul territorio da più di trent'anni e che nel panorama della sanità calabrese viene considerata come punto d'eccellenza) a causa di una serie di circostanze contabili che verranno comunque al più presto affrontate e definite, è da apprezzare che si sia posto come fatto assolutamente prioritario il pagamento degli stipendi del personale attraverso la disposizione di un intervento urgente che ha visto erogare una cifra sicuramente sufficiente al pagamento delle mensilità arretrate degli 80 dipendenti della struttura. Si ribadisce, quindi, l'apprezzamento verso tale provvedimento sebbene ancora lungi dalla definizione delle vicende contabili-economiche sussistenti con l'Asp. Lo Studio Radiologico, infine, si augura che questo sia il primo passo verso la completa risoluzione delle vertenze nel rispetto delle norme, al fine di poter mantenere quei servizi che permettono di meglio tollerare il profondo divario esistente tra la nostra regione e le altre aree del paese. DOMENICA

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L Inverno: Miami e Messico

Inverno: Miami e Messico Undici giorni (a partire da 1490,00 euro a persona) in giro da Miami Beach a Keywest (Km 252) in Harley Davidson. Miami Beach, nello stato della Florida, è da quasi un secolo una delle località balneari più apprezzate degli Stati Uniti d’America. Ma se alla modernità preferite storia e tradizione allora scegliete il Messico. Gli incontri con i Maya, nel cuore della giungla, vi lasceranno senza fiato. Fu, difatti, una delle civiltà più evolute dell’epoca precolombiana, caratterizzata dallo sviluppo di importanti centri cerimoniali, il cui simbolo è il tempio a forma di piramide a gradoni. Attraverserete la laguna in canoa, sfiderete l’altezza in zip-line, userete le corde per la discesa in cenote (pozzi naturali scavati dall’acqua e parti di fiumi sotterranei). Full Travel Service vi mostrerà i templi Maya di Chichen Itza e Tulum, e poi feste e musica dal vivo al CocoBongo di Canun. Primavera: Sud Africa, Discovery & Seychelles Dodici giorni (a partire da 3890,00 euro per persona) in pieno oceano indiano. Un viaggio di mille miglia inizia con un solo passo! Lo stato insulare delle Seychelles, a nord-est del Madagascar, vanta una grande varietà di isole e isolotti, atolli frammentati, fronti di scogliere emerse, banchi sabbiosi, banchi corallini. Il territorio sudafri-

a luna di miele è una questione di dettagli, per questo vi daremo un solo consiglio: Agenzia Viaggi Full Travel Service a Siderno. Dopo l’emozione del “Si”, dopo le feste con i vostri parenti, dopo aver posato ore e ore per l’album perfetto, è arrivato il momento di godervi in assoluto Relax il Vostro Viaggio di Nozze, penseranno a tutto loro. Si parte! E non dimenticate la macchina fotografica, gli scatti informali sono sempre i più belli. Eccovi un viaggio per ogni stagione Autunno: Dubai & Maldive Dodici giorni (a partire da 2390,00 euro a persona) nella penisola araba sulla costa del Golfo Persico. Buona parte delle spiagge di Dubai è caratterizzato da coralli e conchiglie, dune di sabbia fine e bianca. Full Travel Service vi guiderà nel City Tour a Dubai, organizzerà una cena “only for you” nel deserto, vi farà vivere avventure in idrovolante e al Ferrari World Abu Dhabi.Se preferite rimettere il costume allora si va alle Maldive: “le isole che giocano con il mare”. Sono più di mille, poggiate su basamenti di roccia calcarea e corallina. Potrete fare snorkeling, sorvolare gli atolli in idrovolante, visitare il mercato e la moschea di Malè, una delle più piccole capitali al mondo.

Primavera: Sud Africa

Estate: Stati Uniti e Polinesia

Il

Autunno: Dubai e Maldive

viaggio di nozze è diventato ormai il periodo più atteso per poter staccare da lavoro oltre le fatidiche ferie. Ma se il lavoro non vi permette di allontanarvi a lungo, ci si può sempre concedere un week- end dopo il matrimonio e poi, dopo due o tre mesi, fare un vero e proprio viaggio. Il nostro primo consiglio, è di non partire immediatamente il giorno dopo, altrimenti fare i bagagli e i relativi preparativi prima del grande giorno significherebbe chiedere troppo a voi stessi. Per quanto riguardo la meta, si tratta di dover scegliere in due. Dedicateci del tempo. E’ davvero importante la scelta per vivere bene il tutto. Prima di ogni cosa verificate bene il vostro budget e chiarite con la vostra metà quali sono le vostre aspettative: relax, avventura, sport estremi, cultura. Scegliete tour operator affidabili: sarebbe un peccato rovinarsi la luna di miele. Controllate che tutti i documenti per

cano poggia su uno zoccolo di rocce cristalline del Precambriano, venate da importanti filoni auriferi e uraniferi. E se vi piace la scoperta non mancheranno city tour di Cape Town, safari in jeep nel Parco Kruger, escursioni sull’isola di Praslin e La Digue, crociera in catamarano nella costa sud di Mahè. Estate: Stati Uniti e Polinesia (a partire da 3990,00 euro per persona) Del resto il mondo è come un libro: chi non viaggia ne legge una sola pagina. Full travel ha pensato per voi un city tour di Hollywood e Beverly Hills, una visita al Walk of Fame per ammirare le impronte di oltre 150 celebrità; escursioni in bici da Santa Monica a Marina del Rey sulla Pacific avenue (5km), in auto da Los Angeles a Las Vegas attraverso Ghost Town, in elicottero sorvolando il Grand Canyon e una fantastica giornata agli Universal Studios. Più romantica è invece la Polinesia, dai colori unici ed indelebili: spiagge bianche, mare cristallino, natura incontaminata, resort di lusso con tutti i confort. Vi innamorerete di quest’angolo di paradiso. È difficile scegliere! Sarebbe bello visitarli tutti, questi luoghi incantevoli. Ma non è ancora il momento di partire. Siamo in pieno Wedding time e di strada da fare insieme ce n’è. Per la prossima settimana, ad esempio, si preparino le donne: parleremo di regali e bomboniere!

il viaggio siano a posto prima di entrare nel vivo dei preparativi. Prima di partire chiamate al negozio in cui avete fatto la lista nozze, impartendo le istruzioni per la consegna dei regali. Procuratevi le indicazioni per essere reperibili e lasciate tutte le indicazioni ai familiari, eviterete di essere contattati dalla Farnesina! Consigliamo bagagli separati, in grado di poterli portare per brevi tragitti, non vogliamo mica la neo sposina in crociera nei fiordi Norvegesi con ai piedi l’infradito perché le hanno perso la valigia… Se non avete un set di valigie adeguato, inseritelo nella vostra lista nozze. Una volta partiti dimenticate tutto, pensate solo a quello che vi aspetta, qualche settimana di relax… e soprattutto SPEGNETE IL CELLULARE! DOMENICA

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A proposito

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FENOMENO CALABRIA: LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA

Calabria soffocati dal Corriere Avvertiamo un pericolo, lo sentiamo sulla nostra pelle di calabresi emigrati. C'è in giro una tendenza alla semplificazione del fenomeno ndranghetistico che, al di là delle intenzioni, rischia di assimilare i calabresi alla ndrangheta. La Calabria non è tutta ndrangheta, ancora un'ovvietà. Ma noi siamo piccoli, scriviamo su giornali a tiratura locale.

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PASCAL CHARMOT on è che ci sia un complotto, né che l'inchiesta sulla ndrangheta in Lombardia sia strumentale o, peggio ancora, persecutoria nei confronti dei calabresi. Pensare questo sarebbe sciocco. Detto ciò, però, non si può tacere dell'effetto che lo speciale a puntate di Ruben Oliva ha sull'opinione pubblica lombarda. La comunità di origine calabrese in Lombardia è foltissima, dire che la stragrande maggioranza di essa è formata da gente onesta sarebbe un'ovvietà che risparmiamo ai nostri lettori. Non và risparmiato, però, il riferire del clima di diffidenza che si sta alzando nei confronti dei calabresi. Mettiamoci nei panni di un lombardo medio, facciamo finta di dover ristrutturare casa. Ci rivolgeremmo a un'impresa edile calabrese? Se avessimo rispetto della nostra intelligenza si. Comunque ci rifletteremmo. Ci balenerebbe in testa il timore di rivedere a distanza di tempo i nostri muratori coinvolti in qualche modo con la criminalità calabrese. Non facciamo gli ipocriti, è vero gli esempi zoppicano e il mio la gamba se la trascina addirittura. Ma dire oggi in Lombardia che sei un calabrese innesca pensieri pericolosi. Certo non per colpa del Corriere o delle sue inchieste. Ma è un dato di fatto, nasconderlo sarebbe, anche questo, sciocco. E allora? Tacciamo? Certo che no. Però evitare affermazioni del tipo “Lombardia, Calabria del nord” connotando il tutto di negatività non sarebbe male. Sollevare il tema della criminalità calabrese è doveroso, ma dire che la Lombardia sia soffocata dalla ndrangheta può andar bene come provocazione non come dato di fatto in una regione che è soffocata sul serio dalle polveri sottili, dalla corruzione e dall'evasione di matrice certamente non meridionale. Perché non uno speciale sulle specula-

zioni edilizie a Milano, partendo dal quartiere Santa Giulia. Perché non scavare a fondo sulla cementificazione di Porta Vittoria. Sul San Raffaele. Sui grattacieli che spuntano come funghi. Mani pulite, il fenomeno corruttivo di massa più grande dell'Italia mica era nato a Reggio Calabria. Provochiamo, anche noi esageriamo e non per voler girare la frittata. Avvertiamo un pericolo, lo sentiamo sulla nostra pelle di calabresi emigrati. C'è in giro una tendenza alla semplificazione del fenomeno ndranghetistico che, al di là delle intenzioni, rischia di assimilare i calabresi alla ndrangheta. La Calabria non è tutta ndrangheta, ancora un'ovvietà. Ma noi siamo piccoli, scriviamo su giornali a tiratura locale. Non ci sono grandi voci che si alzano ad aprire utili dibattiti. Si noi, soffocati doppiamente da un mostro che azzanna i deboli e da il gancio ai forti per tenerci chiusi all'angolo. Non abbiamo né la forza, né l'intenzione di attaccare il grande Corriere. Ma la nostra flebile voce la alziamo comunque, l'inchiesta di Oliva sarà seria, ma quel titolo -Lombardia, Calabria del nord- ci sembra frettoloso, per non dire offensivo. Si, girare le frittate è facile ma non risolve i problemi dell'Italia, che è sud e nord insieme e non sud o nord. Sappiamo cos'è la letteratura consolatoria e potremmo dire ai sudici che il San Raffaele da solo ha creato un buco nella sanità pari a quello calabrese, che ha fatto più danni Brega Massone di tanti nostri chirurghi maldestri, che i Prosperini lombardi sono numerosi quanto quelli calabri. A Cortina i poveracci in ferrari erano per lo più lombardi, non portavano le coppole. Si potremmo dire ai nostri sudici quanto è brutto il mondo sotto a noi. Ma i problemi continuerebbero a esserci, perché ci sono e la Lombardia è solo Lombardia. Ma quello che diciamo noi lo leggeranno in pochi e la Lombardia sarà d'ora in poi la Calabria del nord, alla faccia della Lega.

Felice per voi GIOACCHINO CRIACO ari nordici e cari sudici, finalmente ho compreso e sono perciò felice. C'ho messo tempo ma alla fine ci sono arrivato. Che stupido io, due anni qui a dannarmi, a incitare voi con insulti e grida al limite dell'ingiuria o forse oltre tale barriera. Scusatemi. Credevo di dar lezioni e le ho sempre prese. Se mi perdonerete cambierò registro e attaccherò con le lodi che giustamente meritate. Sono uno sciocco, pensavo aveste un sacco di problemi e settimanalmente vi chiedevo di scuotervi, di reagire. E i problemi in realtà li ho sempre e solo avuti io, quelli economici, di libertà, di comprensione, di giudizio. E me che avrei dovuto insultare e scuotere, o il settimanale per cui scrivo. Voi state bene, la vostra vita è piena, la politica funziona, le strade sono a posto, il lavoro abbonda, gli ospedali sembrano svizzeri, le carceri hotel. Il mondo vi gira bene, è tutto uno spasso, da nord a sud. Adesso poi, con Monti tutto andrà addirittura meglio. Altro che paradiso in cielo, il vostro eden l'avete a forma di stivale. E basta col disfattismo, gli allarmismi, i vostri figli andranno a scuola, un giorno avranno un buon lavoro. Diamine che pacchia. Altro che sproltronarvi, ficcatevi ben bene nelle vostre poltrone sfondate e inforcate telecomando e mouse. Roba da matti, io, noi, tutti quelli che vi incalzavano per la rivoluzione. Non avevamo capito un tubo. Adesso abbiamo compreso. Quando dite che non arrivate a fine mese, che non riuscite a pagare le rate del mutuo, che non ci sono prospettive. Si, quando nei bar promettete le bombe al sistema, o davanti agli schermi alzate la voce. Scherzate naturalmente, e noi fessi ci eravamo cascati. Anche i camionisti l'avevano fatto ed erano scesi in piazza pensando di farvi un favore. Poi vi abbiamo visti in fila davanti ai distributori a far benzina, pronti ad accettare qualunque prezzo. Allora ci siamo svegliati. Scusatemi ancora e tornate sui divani, anzi, se serve verrò di persona a rimboccarvi la copertina sui piedi e.. volevo dirvelo, sono felice per voi.

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ILOSOFIA REGGINA

Un tipico pranzo domenicale reggino pranzo domenicale reggino…è composto da una massa impressionante di cibarie tale da fare impallidire i pranzi matrimoniali (del nord) più sontuosi. Ma andiamo per ordine e scopriamo le attività tipiche delle mamme reggine durante la preparazione dello stesso. La signora Paola, madre di due figli ultraventenni, e moglie del signor Mimmo, la domenica mattina si sveglia di buon'ora e, per prima cosa, spalanca porte, finestre, feritoie e ogni singolo orifizio di ogni ordine e grado che trova sulla sua strada facendo precipitare la temperatura di casa da +20 a -38 gradi. Questo perchè “a matina s'havi a cangiari l'aria”. Come riescano le mamme reggine a sopportare temperature polari rimane tutt'oggi uno dei misteri irrisolti, al pari delle

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I grandi politici visitano il nostro territorio solo prima delle elezioni, i professionisti trovano spazio solo fuori regione, le aziende fanno fatica a rimanere in un mercato troppo distante e chi desidera tornare in Calabria deve fare solo 20 ore di viaggio. Anche se, come dicono gli altri giornali, il nostro unico problema è la ‘ndrangheta. Ma ai nostri figli cosa diremo?

Ecoplan riscatta la Calabria N

IN EVIDENZA

occiolini di olive, vasetti di yogurt vuoti e residui della lavorazione di pannolini per bambini. Domenico Cristofaro, un geometra di Polistena, Calabria che più profonda non si può, dieci chilometri dalle convulsioni xenofobe di Rosarno, con questo impasto si è inventato i pannelli ecologici al 100% che stanno agitando i sonni degli imprenditori di laminati di mezzo mondo. Domenico, nel lontano 1997, presenta il suo progettino d'impresa a Carlo Borgomeo, allora grande capo della legge 44 per l'imprenditoria giovanile. La Calabria tracima di residui della produzione di olio di oliva, la cosiddetta sansa, fino ad allora utilizzata nelle stufe al posto dei pallet oppure per produrre un olio di nessuna qualità e bassissimo costo. Idea: impastiamo la sansa con residui di prolipropilene come i vasetti di yogurt. Così nasce Ecoplan, un capannone perso nella zona industriale di Polistena sotto il cavalcavia della superstrada Tirreno-Iono. Domenico si autoreclude nel capannone con altri quattro soci. Prova le miscele, dosa il contenuto di liquidi, sperimenta i vari spessori e formati dei pannelli, si sforza di reinventare con la chiave inglese in mano e una tuta sporca di sansa e di grasso di officina le macchine che devono calibrare le lastre ecologiche. Domenico si definisce un «pioniere autodidatta» votato al metodo del «prova e

“La Ecoplan, che si alimenta dalla materia prima del territorio, è un piccolo simbolo del riscatto della Calabria... E citando Corrado Alvaro... «È anche troppo quello che sono riuscito a combinare: meridionale, povero, scrittore»”.

piramidi, del triangolo delle bermuda ecc. Ma non divaghiamo troppo ed entriamo nel vivo del racconto: la signora Paola è in cucina, intenta a mettere sul fuoco la pentola con il ragù, quindi “attacca” con l'aspirapolvere e, per prima, sceglie la stanza accanto a quella dei suoi figli che, reduci dai bagordi del sabato sera avevano si e no due o tre ore di sonno. Appena la figlia Antonella, detta “Tota”, (il figlio, che si chiama Antonino detto Ninuzzo, dorme senza battere ciglio) fa capolino sulla porta per protestare la blocca sul nascere: «Ah ti svegliasti Tota? Bonu va laviti, fa cullazioni e veni e iutimi chi oggi venunu mi mangiunu u zi Pascali e a za Cuncetta, e forsi veni puru u zi Roccu ca so zita Peppa». La figlia non accenna a protestare perché non si deve mai contrariare una mamma reggina mentre organizza il pranzo domenicale; potrebbe essere un errore fatale. Ed eccoci nel vivo della preparazione: «Tota mpasta i purpetti, lava a lattuga pa nsalata, munda i patati cusi nci friimu a to fraticeddu chi ieu, nto stramenti, sbacantu i pipi mi nci mentu u ripienu chi priparai stanotti, e friu i mulingiani pa parmigiana. Non ti preoccupari pi l'ova, i bugghia gia' e su pronti, i maccarruni i passai gia' cu ferretto e u ragù è

correggi». La proverbiale cocciutaggine dei calabresi lo aiuta a non desistere. I problemi da superare sono tanti. Si tratta di standardizzare dei pannelli monostrato dallo spessore che varia dai 3 ai 28 millimetri e dalla larghezza che può arrivare fino a 1,5 metri. Poi di scovare il punto di equilibrio corretto. Pannelli che nell'idea di Domenico devono essere resistentissimi, tanto che in un primo momento si pensa di usarli per la pavimentazione dei milioni di container che a partire dal 1994 cominciano ad affollare le banchine del porto di Gioia Tauro, il più grande scalo di transhipment del Mediterraneo meridionale. Dai e dai i primi pannelli prendono forma. Non è legno, anche se ne ha l'estetica; non è plastica, malgrado ne ricalchi la resistenza agli agenti atmosferici e a quelli chimici. In più, si tratta di un materiale ecologico, privo di formaldeide, riciclabile e riutilizzabile all'infinito. Domenico azzecca la formulazione del suo prodotto e intuisce i vantaggi dell'industria ambientale molto prima della rivoluzione verde. Cosa c'è di più verde della sansa di olive? Basta macinare i pannelli al termine del loro ciclo di vita e reimmetterli in produzione. E poi utilizzarli in edilizia, nell'arredamento di interni ed esterni, allestimenti fieristici. All'inizio, nessuno dei potenziali clienti crede al suo prodotto. Domenico sopravvive con il contratto di funzionario dell'Area sviluppo industriale di Reggio Calabria, poi distaccato a Gioia Tauro. Per ottenere il finanziamento fa un mutuo in banca ipotecando la casa dove abita. Sei anni fa, tra una notte e l'altra passata nella sua fabbrica, gli diagnosticano due tumori. Vola a Milano, si opera e dopo un mese di convalescenza si rinchiude nel capannone. All'impiego pubblico, l'azienda e la famiglia (è sposato con 2 figli) somma il lavoro di volontario accanto a don Pino De Masi, l'omologo

Donne reggine che la domenica, giorno di riposo per tutto il mondo, si alzano all'alba perche'...... "Hannu a fari u ragù, friiri i mulingianu, rustiri i pipi, inchiri i cannelloni, 'mpastari i purpetti,etc...

calabrese di Don Ciotti, instancabile organizzatore di Libera e dei progetti per la legalità nella Piana di Gioia Tauro, un territorio devastato dalla 'ndrangheta. I sui primi clienti sono le decine di lidi balneari che punteggiano le coste calabresi, Domenico li batte palmo a palmo e come un vu cumprà propone passerelle sulle spiagge con i pannelli di sansa. Fino a quando il Comune di Rho-Pero, alle porte di Milano, bandisce una gara per la riqualificazione di un parco pubblico, la nuova porta della cittadina lombarda che ospita i grandi padiglioni fieristici. I progettisti chiedono materiali a basso impatto energetico o provenienti dal riciclaggio di rifiuti per un'area di 2.500 metri quadrati. Domenico stravince. Finalmente la "sana utopia" di Ecoplan approda sui mercati del Nord. Qualche mese dopo, una grande multinazionale piemontese di semilavorati per l'arredamento con 80 filiali in giro per il mondo cala a Polistena e senza tanti giri di parole mette nero su bianco un'offerta di acquisto. Domenico si offende: «Da un'azienda del vostro calibro mi sarei aspettato una collaborazione o una partnership. La Ecoplan, che si alimenta dalla materia prima del territorio, è un piccolo simbolo del riscatto della Calabria. Sappiate che non la venderemo mai». E congedandosi dai piemontesi, cita una frase di Corrado Alvaro: «È anche troppo quello che sono riuscito a combinare: meridionale, povero, scrittore». Con l'avvertenza di sostituire alla parola scrittore quella di imprenditore. Il che aumenta di tante volte forse troppe - il numero degli handicap.

Articolo tratto da IL SOLE 24 ORE a firma di Mariano Maugeri

supra o focu». La ragazza accenna una timida ribellione ma l'occhiataccia gelida della signora Paola la fa desistere all'istante. Nel frattempo Ninuzzo si sveglia, fa colazione e si mette davanti alla tv, Tota accenna ad una nuova protesta spiegando alla madre che avrebbe gradito un aiuto Tutto inutile, la signora Paola con un secco: «Lassa stari u figghiolu chi si sta vardandu a televisioni» mette a tacere gli istinti bellicosi di Tota (va detto a beneficio del lettore che in realtà “u figghiolu” avi 30 anni ed è longu 190cm) . Passano le ore e la madre si spazientisce, lei ha quasi tutto pronto mentre la malcapitata Tota che, data la giovane età non possiede le arti culinarie della madre, arranca con difficoltà: «Tota ancora dda si? Na lavasti a nsalata? I patati i mundasti? Comu no?! Ti scapulu ca tappina disgraziata! Va bonu capiscìa nesciti i ddocu chi fazzu eu, tu intantu frii i purpetti; almenu chiddi i facisti malanova mi hai». Intanto arrivano zi Pascali, za Cuncetta e u zi Roccu ca zita Peppa. Za cuncetta si mette subito a disposizione: «Allura Pauledda chi aiu a fari? Non mi fari stari ferma chi non su bituata». La signora Paola risponde: «Va bonu, non ti suddiari, lava e consa a nsalata». «Le polpette sono pronte!» urla Tota e in un

microsecondo zi Pascali, zi Roccu, Ninuzzu e suo padre (u signor Mimmo) si fiondano sul piatto di polpette a mo' di cavallette, svuotandolo in 5 secondi netti (mancu fussi u pit stop ra ferrari!). Giunge quindi il momento di mettersi a tavola ma la signora Paola non convinta del menu pensa tra se e se “mmm maccarruni i casa cu ragù, pipi chini, purpetti, parmigiana, patati fritti e insalata…mi pari troppu pocu! Non e' chi i lassu morti i fami? Megghiu mi friu na decina i cutuletti, non si sapi mai”. A fine pranzo, come consuetudine, u zi Roccu tira fuori “a spasa i durci” affermando con fierezza che e' riuscito a comprarli facendo soltanto mezzora di fila (u riggitanu pa fila a posta s'incazza dopu 10 minuti e si sciarria, ma pi durci si avi a spittari du uri non c'è problema) quindi i commensali divorano anche i dolci e, quando arriva il caffè, le donne chiedono il dolcificante per non ingrassare. Soddisfatti lasciano la tavola, rotolando fino in salotto per commentare la bontà del cibo, tra risate e complimenti vari. Ma la signora Paola si blocca, con lo sguardo perso e l'espressione stralunata, ed esclama con sincero sgomento: «Ndi spirdimmu a nsalata!».

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COLLABORATORI

Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Editor Director E RCOLE M ACRÌ In redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE, MATTEO R ASCHELLÀ, DOMENICO M ACRÌ, ANTONIO T ASSONE, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO, A NTONELLA I TALIANO Editorialista: G IOACCHINO C RIACO Art Director: P AOLA D ’ ORSA Impaginazione: E UGENIO F IMOGNARI

Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Ruggero Brizzi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Marco Andronaco, Isabella Galimi ,Maria Teresa D’Agostino, Giovanna Mangano,

Lettere, note e schermaglie

NON SERVE UN MERIDIONALISMO STERILE NICOLA CARNOVALE* Nicola Carnovale ci manda il testo della sua introduzione ai lavori della Convention socialista sul tema “I Riformisti per una nuova Repubblica”, che ha avuto luogo venerdì 27 gennaio 16 presso il Teatro Politeama di Lamezia Terme- Sambiase, Presieduta da Saverio Zavettieri, segretario nazionale dei Socialisti Uniti, e conclusa dal Presidente nazionale del Movimento Stefania Craxi. Data l’ampiezza dell’Introduzione e le nostre poche a disposizione, pubblichiamo solo la parte riguardante il Mezzogiorno e la Calabria. Il Mezzogiorno non ha voce e peso perché debole nel rapporto politico con i suoi rappresentanti senza le carte in regola e privi di una bussola istituzionale, ed è debole e dipendente con le altre aree del Paese per via di un tessuto scarsamente produttivo e assistito preda spesso di attività “prenditoriali” più che imprenditoriali. Lo spopolamento delle Regioni meridionali, specie delle sue energie più vitali e dinamiche, verso le aree più diverse dell’Europa e del Mondo, differentemente dal passato quando i flussi migratori erano principalmente interni, è un dato inquietante di cui avremo piena contezza con la pubblicazione dei dati del nuovo censimento. Un fenomeno grave, frutto del fallimento di una classe dirigente e delle sue ricette che si riflette sull’intero sistema - paese indebolendo il potenziale di crescita e privandolo delle sue energie migliori e più istruite. Serve quindi ripensare l’intero impianto delle azioni del Mezzogiorno e la filosofia che ne sta alla base, con formazioni del Sud e rappresentanze istituzionali prive di respiro strategico e di dimensione che intendono perseguire, scimmiottando l’esperienza leghista proprio ora che la stessa entra in profonda crisi e fa emergere le sue contraddizioni, un meridionalismo sterile rinchiudendolo in una dimensione protestataria, rivendicativa e campanilista. Oggi, invece, non è più tempo di moti e di rivolte, come non è più tempo per novelli “masanielli” filogovernativi o extraparlamentari che laddove agiscono fanno solo danni, durano poco e la loro azione serve unicamente a loro stessi. Noi abbiamo invece la necessità di aprire i nostri orizzonti e proiettarli in una dimensione globale e Mediterranea. Non è un vecchio mantra che si ripete sistematicamente, ma è la consapevolezza di uno sbocco e di una funzione positiva che quest’area può svolgere proficuamente nell’interesse dell’Italia e dell’Europa che può rappresentare una via di fuga per una crisi che si presenta lunga e difficile. In concreto, proponiamo l’idea che si superino gli angusti per quanto comodi confini regionali per approdare ad una nuova dimensione più vasta, una sorta di macro regione meridionale, che si muova come un unicum, con una programmazione mirata che renda concrete quelle opere primarie di carattere infrastrutturale e non solo, in grado di rilanciare il Sud concentrando le grandi risorse ancora a disposizione. Il Mezzogiorno può assurgere a diventare una naturale piattaforma logistica per il Mediterraneo. Una funzione per cui è vocato e che può restituirgli la centralità perduta nel corso dei secoli nei commerci mondiali. La Calabria, in questo contesto, ha un ruolo del tutto privilegiato, vuoi per ragioni geografiche e per condizioni fattuali e per la presenza del più grande porto del mediterraneo, quello di Gioia Tauro, che non può continuare oltremodo la sua condizione di abbandono né essere affidato liberamente alle scelte di uno o più terminalisti animati dai loro soli interessi. La Regione, per farlo, dovrebbe occuparsi un po’ più di programmazione ed un po’ meno di consulenze. Spiace dirlo, ma nonostante la situazione economica generale, la Regione Calabria non conosce crisi nella nomina di esperti e consulente. E’ una critica costruttiva che nasce spontanea ed investe un modello comune ad entrambi gli schieramenti. E’ una battaglia, questa, che portiamo avanti da tempo immemore, che valica come abbiamo sempre detto, la semplice, seppur fondamentale questione economica per approdare ad una problematica ancor più seria e complessa di ordine democratico inerente la natura e le modalità attraverso il quale si forma e si catalizza il consenso. Si potrebbe, se ci è consentito un suggerimento, eliminare tutte le consulenze esistenti sostituendole a costo zero con quelle figure e personalità che sono a carico dei bilanci pubblici con laute indennità e vitalizi, risparmiando così decine di centinaia di migliaia di euro. *Segreteria Socialisti Uniti

DELLLA CALABRIA

Voi giornalisti siete il peggior male L e pagine dei principali giornali europei lo certificano e programmi di punta delle maggiori testate televisive lo attestano. (Riviera di domenica 22/01/2012) Tu Riviera- Tu Quotidiano- Tu Calabria Ora- Tu Gazzetta del Sud lo confermi il peggiore male di questa terra siete voi giornalisti che state portando questa regione nel baratro dell'annientamento mentale e fisico, perché siete i primi a non avere amore per questa Terra a non avere capacità di reazione vi siete ormai ancorati da anni al solito argomento cult. “I nemici” di questa terra sono ormai rinchiusi nelle vari carceri d'Italia e spetta alla magistratura giudicare e punire. Ma la nostra Terra è affondata non sotto la cultura del drittismo ma in quella dell'ignoranza e dell'arretratezza culturale ed economica della mancanza di lavoro che permette all'uomo di sopperire alle necessità primarie per se e la famiglia mantenendo la propria dignità e senza il bisogno di rivolgersi alla zona grigia del mercato del lavoro e alla criminalità. Voi giornalisti avreste potuto avere un ruolo importante nel cambiamento di questa realtà ma non siete giornalisti “d'assalto” ma solo di scritto sotto dittatura. Io penso che siete ancora in tempo, basta con questo riferire di operazioni studiate a tavolino, di incontri politici di riunioni sterili non sono loro che porteranno il cambiamento non sono gli scatti corali. Adesso è il momento di ognuno che nel suo piccolo trovi la forza di venire fuori e portare avanti i progetti che sono tanti.

Voi a queste persone dovete dare aiuto che si facciano avanti in questo momento drammatico. State ancora ad invocare la resa per la salvezza di questa Terra. La resa di chi? Di famiglie e imprese distrutte per il momento solo dal sospetto che si alimentavano da loschi traffici. E adesso? E SE COSI NON FOSSE? La resa di chi? Dei tanti ragazzi che hanno lasciato le università e il percorso per la legalità per tornare in questa Terra e portare madri e fratelli ai colloqui nei vari carceri dai loro padri che li stavano indirizzando per strade diverse dalle loro. La resa di chi? Delle centinaia di bambini che dovrebbero andare a scuola e seguire un percorso di legalità e invece fanno le levatacce alle 3 alle 4 di mattina per andare nelle carceri e senza poter capire. E' perché una moglie una madre lasciata sola e senza nessun aiuto dalle istituzioni - sempre sotto accusa da parte vostra, dovrebbe insegnare a questi figli il rispetto dello stato e della legalità? Voi giornalisti dovreste smetterla di dare sentenze, non è di vostra competenza. Arrendetevi, ripudiate il vostro modo di fare, avete allontanato i giovani da voi, cambiate i soggetti, gli argomenti di cui parlare, è il momento. Date spazio a chi ha un progetto, fatelo uscire dalla gabbia dell'isolamento culturale e sociale. Date un'opportunità indipendentemente dalla famiglia da cui proviene, se ne avete i coraggio. Non create rancori sociali con false notizie. Educate anche voi i giovani all'amore per questa terra, rendete omaggio a coloro che hanno dato tanto

per essa ---e poi sono morti lontano. Siate positivi inculcate fiducia. Aprite le strade delle vostre pagine non aspettate lo sblocco di cantieri che ormai non giungerà più in tempo per noi. Riaprite le porte e cercate quella cultura, anche se in lacrime, ha lasciato questa regione ma tanto aiuto potrebbe portare indietro. Chiedete, provate e riprovate dovrete superare la differenza che avete creato nei vostri confronti e troverete una Calabria nuova, pronta a chiudere con il passato e a cominciare una nuova era nel rispetto reciproco e della libertà. Non sarà facile, avete anche voi procurato tanto male, ma penso che ne varrà la pena. Esaltate i giovani e non, che qui si dedicano allo studio al volontariato, alla ricerca, al lavoro onesto, non riprendete non prolungate articoli su persone e argomenti che ci fanno apparire come noi non siamo ne vogliamo essere. Io nonostante tutto continuo l'impegno preso con mio marito di crescere i figli nella cultura, nel rispetto degli altri, nell'educazione e nella legalità, principi senza i quali vivremmo nell'anarchia sociale e morale. Ogni mattina davanti alla loro scuola ai miei figli dico “ricordatevi che il sapere e la conoscenza vi renderà persone liberi e felici”. Non siamo noi il solo male di questa Terra, voi giornalisti avete contribuito a che il termine Calabrese sia identificato come termine negativo perché le bugie a forza di ripeterle diventano verità. Lettera Firmata

LETTERA DA SIDERNO

SOMMERSI DAI RIFIUTI In una condizione squallida è la cittadina di Siderno che da circa due settimane a questa parte si ritrova sommersa dai “rifiuti indifferenziati”. La popolazione tutta ha constatato con i propri occhi questa situazione a dir poco sgradevole, per il decoro del paese nonché per l'igiene pubblica urbana, di cassonetti strapieni e ammassati da enormi quantità di sacchetti di rifiuti. Il blocco del servizio di raccolta è ben dovuto allo “sciopero volontario” dal venti gennaio dei dipendenti di Locride-Ambiente, poiché non hanno ricevuto il salario di dicembre, la tredicesima e lo stipendio di gennaio. Tutto questo ha fatto reagire l'amministrazione comunale a conduzione Riccardo Ritorto che ha deciso di segnalare gli operai all'autorità giudiziaria “per interruzione di servizio pubblico”. Ora l'ente comunale si chiama fuori e non si sente responsabile della situazione ed ha espresso il proprio dispiacere per i dipendenti che sono stati costretti a querelare. In seguito l'amministrazione sidernese, osservando il problema e applicandosi per raggiungere e assicurare un adeguato sistema di raccolta, ha siglato un accordo con Geo-Ambiente, azienda catanese di Belpasso, che dal primo febbraio inizierà l'attività di recupero dei rifiuti. In queste brevi vicende ci sono due punti che devono essere necessariamente chiariti. Apriamo il primo punto citando la legge 475 del diritto dell'unione europea del 1988 la quale impone esplicitamente la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti e che nel

2009 è stata applicata a tutti i comuni. La cosa risaputa da tutti è che a Siderno all'inizio del 2012 questi cambiamenti ancora non sono avvenuti. Tutti noi cittadini continuiamo a vivere in un paese che non si aggiorna, che non cambia, che non si rinnova, senza spendere una parola di troppo, come se la questione dei rifiuti rimanga all'interno di un margine di normalità, ma di normale non ha proprio nulla. Crediamo sia giusto che i lettori de la riviera, ma di più chi è di competenza, siano informati e capiscano che le leggi si rispettano! Le leggi stanno alla base di tutto…e solo rispettandole possiamo migliorare sempre il livello di civiltà della nostra cittadina! Nel secondo punto vogliamo far saper che per sciopero si intende l'astensione collettiva dal lavoro da parte di dipendenti allo scopo di rivendicare diritti, per motivi salariali, per protesta o solidarietà. Il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione Italiana, articolo 40; regolamentato dalla legge del 12 giugno 1990 n.146 che stabilisce le modalità e i tempi dello sciopero sanzionando eventuali violazioni. Non è bello assumere determinati atteggiamenti contro la classe sociale più bassa, ma non per questo meno importante, solo per coprirsi le spalle! In conclusione è corretto ringraziare per l'interessamento sufficiente dell'amministrazione comunale per risolvere il problema dei rifiuti, invitandoli a guardare con particolare interesse il problema. Villemari Davide DOMENICA

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HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Antonio Tassone, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

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RISPONDE il direttore

KAPPADUE di RUGGERO CALVANO

Grano Cappelli

‘Ndrangheta o Ndrangta ? Gent/mo Professore, considerato che su ogni numero del settimanale da Lei diretto, si legge più volte la parola 'ndrangheta, desidero richiamare la Sua attenzione e quella dei lettori de “La Riviera”sul modo corretto di scrivere tale vocabolo. E' ormai acclarato che la parola 'ndrangheta deriva da avopaya0os (leggasi andragatòs= uomo valente, bravo) che, nel passaggio dal greco al calabrese, ha perso la prima e la terza vocale (due alfa: aa) . Per quanto riguarda la prima alfa persa, al suo posto si scrive un apostrofo che rappresenta il segno dell'afèresi (licenza che indica la soppressione di una vocale o sillaba iniziale); per ciò che concerne, invece, la terza alfa persa, si è verificato il fenomeno della sìnco-

LOQUI E SPROLOQUI di Filomena Cataldo

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pe (licenza che indica la caduta di vocale interna), per la quale, quando nel corpo di una parola cade una vocale, al suo posto non si scrive niente altro (altrimenti, che sìncope sarebbe?), ma la parola stessa si restringe, si contrae e basta. Si scriva pure quotidianamente, pertanto, la detta parola calabrese, ma nel modo corretto, come l'abbiamo sentita sempre pronunziare sin da bambini, vale a dire 'ndrangta e non

'ndrangheta, poiché in detta parola sbagliata ('ndrangheta), la “h” e la “e”, prima dell'ultima sillaba, sono due lettere intruse, che non hanno nessuna funzione fonetica, tanto è vero che i giornalisti persistono nello scriverle, ma quando si va a leggere, nessuno le pronunzia. Voglia gradire, Signor Direttore, assieme agli auguri sinceri di buon lavoro, i miei più rispettosi ossequi. Domenico Antonio Sgrò

Domenico Antonio Sgrò converrà con me che «la Riviera» non è il solo settimanale né il solo giornale a fare uso frequente della parola «''ndrangheta» , da scriver correttamente come «''drangta» . Mi spiace di no poterlo accontentare. L'uso fa legge anche su quello che udimmo, ma una volta tanto, da ragazzi. Sarebbe bello se un giorno non dovessimo farci venire il dolore di testa per decidere se «'ndrangheta» piuttosto che «ndrangta» o «ndrangta» piuttosto che «'ndrangheta». Essendo venuta meno la materia.

Ritratti *

i più non dirà nulla. Il grano Cappelli, così chiamato in onore di un senatore che promosse le riforme agrarie di inizio novecento, è stato ottenuto per selezione genealogica, naturalmente, a Foggia nel 1915 da Nazareno Strampelli. Coltivato per decenni, ha ceduto il posto a una nuova qualità che lo ha quasi totalmente sostituito dagli anni sessanta in avanti. Al Cappelli si è preferito il Creso, solo in virtù della maggiore produttività di quest'ultimo. La qualità e le proprietà del Cappelli, pur essendo imbattibili, hanno lasciato il posto a un cereale che supera di gran lunga i suoi ventotto quintali per ettaro di produttività. Però, come recita un vecchio proverbio aspromontano “si sono scambiati gli occhi per la coda”. Vi spiego il perché, cari fessi calabresi. La varietà Creso ottenuta nel Centro di studi nucleari del CNEN della Casaccia (Roma) nel 1974 è stata una di quelle maggiormente utilizzate negli

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di Diego Cataldo

ANTONIO TALLURA Attore

Piccole realtà crescono ( La scuola di Moschetta luogo di integrazione e cooperazione per l’intera comunità) Dovremmo avere la forza e la tenacia di difendere ciò che per il nostro territorio può rappresentare il meglio! O – se più ci aggrada – potremmo dire il miglioramento. Trattasi – ad esempio – della bellissima realtà della scuola di Moschetta che dai tempi della sua istituzione ha sempre funzionato meritevolmente ed è stata considerata il naturale punto di aggregazione e crescita per la comunità tutta. Nelle piccole realtà scolastiche la qualità dell’insegnamento e l’individualizzazione del rapporto alunno-docente sono innegabilmente più efficaci e permettono la costruzione di percorsi di formazione e d’integrazione completi. Tale completezza è data altresì dallo stretto legame scuola-territorio che favorisce l’evoluzione naturale del senso di appartenenza dell’individuo. Tutto questo avviene normalmente nella scuola di Moschetta come in molte altre piccole realtà scolastiche che, a causa del ridimensionamento, rischiano di essere soppresse. Meritano che se ne parli!Meritano che ci si occupi di loro!Ora, non vogliamo certo nasconderci dietro un dito e negare che la soppressione di molti microcosmi sia necessaria per far quadrare i conti. Questo mi sembra evidente. Ma – nel contempo – possiamo anche decidere di remare contro e difendere quanto di buono c’è nei nostri luoghi. Così come fanno da tempo i genitori degli alunni di Moschetta. La scuola non deve chiudere, significherebbe disintegrare una intera comunità. Concordiamo. Ma poiché gli italiani sono gente sui generis (io – per esempio – non rinuncio a chiosare come mio costume) bisognerebbe anche tirare le orecchie a quanti iscrivono i propri figli nelle scuole di paese, a km di distanza, incentivando così la razionalizzazione delle strutture. Non si fa! Purtroppo è sempre il vecchio amletico contrasto tra il topo di città e il topo di campagna. Chi dei due imparerà di più?

Volto noto della soap opera italiana (Incantesimo, La Squadra, Il commissario Rex ecc..), ha lavorato in teatro con registi importanti, come Zeffirelli, Patroni Griffi, Calenda. Docente presso la scuola di cinema di Roma, si è fatto apprezzre anche come scrittore di racconti e poeta in lingua dialettale. Tra le sue opere: Naca mia, 2001 e Nu cuntu, 2008.

IL BRIZZOLATO di Ruggero Brizzi

GRAZIE GOVERNO, NON ABBIAMO UN CERVELLO TECNICO! Sempre più spesso sento aleggiare da giornali, tv, tecnici e politici l'invito ai disoccupati di inventarsi un lavoro. “Il lavoro bisogna crearselo, inventarselo, al giorno d'oggi nessuno te lo dà più”. E in effetti sull'ultima affermazione l'Istat è chiara: il 31% dei giovani italiani è disoccupato, con picco in Calabria e Campania del 39%. Dati sicuramente più plausibili di quelli della magistratura, secondo cui la densità mafiosa, in Calabria, riguarderebbe il 27% della popolazione complessiva (inciso dovuto dopo quanto affermato pochi giorni fa all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Reggio Calabria). Io e i miei amici, che siamo dotati di inventiva grazie alla filosofia “Cacioppiana” (giusto equilibro tra lavoro, stipendio e tempo libero), ci siamo, allora, messi a riflettere. Abbiamo così pensato a quale fossero i servizi mancanti che la popolazione potrebbe gradire. Un problema fondamentale che quotidianamente viviamo è senza dubbio la fila alla posta. Abbiamo quindi pensato, grazie al consiglio di Mario Monti di inventarci il lavoro e di guadagnare qualcosa cercando comunque di rientrare, per coerenza, sia nei canoni della disoccupazione al 39% (perchè lavoreremmo in nero) sia tra quelli che vedono il 27% della popolazione calabrese mafiosa (perchè lavoreremmo nell'illegalità). In pratica, disposti nei 4 principali uffici postali della locride, ormai tutti dotati di numerini da ritirare con cui attendere il proprio turno sul tabellone, noi ci occuperemmo dello spaccio di biglietti per saltare la fila. Mi spiego. Ogni 15-20 minuti ritiremmo tre, quattro numerini che andremmo a vendere all'esterno dello stesso ufficio, per soli due euro, evitando al nostro cliente ritardatario una fila potenziale di almeno 30-40 persone . L'attenzione nella vendita dovrà essere alta per non incamparre in comunisti, pensionati dotati di un social network ed emigrati di ritorno (si lamenterebbero e rischieremmo l'arresto). Il potenziale acquirente a cui mirare dovrà essere abbastanza serio ed omertoso per quieto vivere: professionisti impegnati che vanno sempre di fretta, nullafacenti altolocati che vanno comunque di fretta e moralizzatori da facebook. Certi di un dignitoso guadagno e del sostegno alla statistica azzardata, noi abbiamo trovato lavoro! Grazie Governo, non abbiamo un cervello tecnico!

ultimi trent'anni nelle coltivazioni italiane. Il grano duro Creso è un incrocio tra la varietà messicana Cymmit e l'italiana Cp B144, mutante della Cappelli ottenuta sottoponendo il grano Cappelli a bombardamento con raggi X o gamma. Quindi è un mutante quello che da decenni ingurgitate dentro pane e pasta. Io e pochi altri pazzi, i soliti fetenti a voi noti, che tanto fessi non siamo, certi che non ogni prodotto del futuro sia ovviamente superiore, in alcuni campi tendiamo a conservare il buon passato. Amici che la pensano come noi ci hanno fatto assaggiare pane e pasta prodotti col grano duro del senatore Cappelli. La lingua è schioccata sul palato, e oltre al gusto ne ha giovato la digestione. E noi, notoriamente cattivi, perciò furbi, abbiamo deciso di aggiungere alle nostre pene di esiliati in questo perfido Aspromonte questa ennesima penitenza. E, arata a nude mani la soffice terra di Kampusa, con fare solenne vi abbiamo lasciato cadere dentro le sementi del grano obsoleto. Così se è vero l'altro detto “semina quando vuoi che a maggio mieti” per l'estate ci spezzeremo i denti a frantumare il pane del Cappelli, invidiando voi ingozzati dalla morbida mollica del grano Creso, che anche se dorato è oro solo per la Monsanto.

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SFIDE A RISCHIO PER IL MALTEMPO

The “snow” must go on ra freddo, neve, burrasche e partite che a volte si giocano e altre vengono rinviate tra le polemiche a non si sa quando, il campionato non smette di regalare sorprese, gol e spettacolo. Non si è ancora spenta l'eco del turno infrasettimanale, che è tempo di tornare in campo e per ovviare all'emergenza maltempo, tutte le partite si disputeranno alle 15.00: di per sé non è garanzia di successo, in caso di condizioni climatiche proibitive, l'orario pomeridiano non consentirebbe comunque il normale svolgimento delle gare, ma è comunque una scelta logica e sensata, di sera sarebbe stato comunque peggio e fuori luogo. Nella speranza che tutto fili liscio e si giochi ovunque, il turno sarà contrassegnato dagli incontri di Milano e Roma: a San Siro e all'Olimpico è tutto pronto per Milan-Napoli e Roma-Inter. Queste sfide metteranno di fronte quattro delle prime sette della classe, a tutto vantaggio della Juve che in caso di vittoria nel match interno con il Siena, si guadagnerebbe la grande opportunità di guadagnare terreno sul gruppo: la 22a giornata è da cerchiare in rosso, potrebbe rivelarsi uno snodo cruciale della stagione 201112 in chiave scudetto. Andando nello specifico, Milan-Napoli e Roma-Inter serviranno a chiarire il momento attuale e le ambizioni dei protagonisti, tutti reduci da un turno in negativo, con Milan e Roma sconfitti fuori casa da Lazio e Cagliari, e Inter e Napoli incapaci di andare oltre a dei poco convincenti pareggi interni contro Palermo e Cesena. Oggi non si potrà sbagliare ancora, lasciare per strada altri punti significherebbe automaticamente vedere andare via la Juve, in alcuni casi (Inter, Roma e

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Napoli) forse in modo definitivo, per il Milan invece con distanze forse meno significative, ma quantomeno preoccupanti, . Entrambi gli incontri sono da tripla, con le solite incognite legate alle scelte tecniche dei mister e poche, pochissime certezze: tra queste, davanti a tutte, l'Ibra dipendenza rossonera, nota da tempo ma acuita in modo esponenziale l'altra sera da una Lazio attenta e ordinata, e comunque marchio di fabbrica di tutti i club targati Ibrahimovic,

quasi sempre vincenti e dominanti tra i confini nazionali quanto deludenti e sconfortanti a livello intercontinentale. Il Milan dovrà dimostrare di aver bene assorbito lo schiaffo dell'Olimpico a prescindere da quello che sarà l'apporto dello svedese e da questo punto di vista il Napoli potrebbe non rivelarsi l'avversario più agevole. Le ultime uscite della band Mazzarri hanno però tutt'altro che convinto, nonostante tutto i rossoneri sembrerebbero

quindi leggermente avanti nel pronostico, lo stesso non sembrerebbe invece valere per Roma-Inter, sfida sulla carta ad armi pari tra squadre comunque più ricche di dubbi e interrogativi che di costanza e stabilità.In mezzo a tutto ciò, come detto dovrebbe approfittarsene la Juventus: il Siena è una buona squadra, ma sul proprio campo la Juve quest'anno ha una marcia in più e anche se il ghiaccio e la neve sembrerebbero prestarsi agli “scivoloni”, le premesse per i toscani non sono delle migliori. Sugli altri campi, spiccano Genoa-Lazio e Fiorentina-Udinese: i grifoni in casa hanno trovato il passo giusto contro il Napoli, oggi però il compito potrebbe essere meno agevole davanti a una Lazio bravissima chiudere gli spazi e a innescare le sue armi migliori (Hernanes e Klose, se disponibile); a Firenze è invece attesa l'Udinese, tornata alla vittoria contro il Lecce e con il solito Totò Di Natale pronto a regalare altre perle calcistiche. Sponda viola invece, Delio Rossi immaginava sarebbe stata difficile, forse però non fino a questo punto, con una Fiorentina da ricostruire dalla testa ai piedi e già priva a metà campionato di ambizioni e del suo uomo migliore, Alberto Gilardino. Per il resto, a parte PalermoAtalanta, le altre gare (Cesena-Catania, LecceBologna, Chievo-Parma) avranno più valenza per la zona destra della classifica, quella pericolante, che per la rincorsa a un posto in Europa: di “euro star” ne passeranno altri, per la salvezza bisogna invece accontentarsi del primo treno a diposizione e, una volta a bordo, stare attenti a non cadere in corsa. Buon campionato a tutti. Angelo Letizia

Calciomercato: elogio della sorpresa di Massimo Petrungaro redo, e l'esperienza me ne sta dando ragione, che nei giorni precedenti la chiusura del calcio mercato, si scriva tutto e il contrario di tutto, in un valzer di conferme e smentite, cui oramai penso di aver fatto il callo. Mi servirà per la prossima occasione, per quando tornerò a scrivere di affari legati ai trasferimenti di calciatori. Devo essere onesto? Ci ricascherò, lo so, come tutti i giornalisti che amano scrivere di calcio. Ma tant'è, sono i “rischi” e i piaceri del mestiere. Alzi la mano chi si aspettava, soprattutto sul rush finale, questi colpi nel cosiddetto mercato di riparazione. E per colpi intendo sia quelli andati a buon fine, che quelli sfumati alle 19:00 di martedì sera, quando sembravano cosa certa. Bravi gli operatori di mercato, bravi gli stessi calciatori a smentire il certo, e a lasciare inteso ciò che poteva essere. Ma, scusatemi, Tevez non doveva andare al Milan? Thiago Motta non doveva restare all'Inter? La Juventus non si era assicurata le prestazioni di Nainggolan? Mi si potrebbe obiettare, a giusta ragione, che per far sì che un trasferimento avvenga devono essere d'accordo i tre soggetti, calciatore, società che vende e società che compre. Verissimo, ma spesso basta che solo due di questi trovino il punto d'incontro e la tratta-

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tiva va a buon fine. Si può stilare una pagella su chi si è mosso meglio degli altri? No, non ora, solo il campo ci dirà il giusto responso. Sarebbe sbagliato giudicare ora, un po' come se a scuola dessero i voti a inizio anno. In teoria, tutti hanno fatto bene, per la pratica dobbiamo aspettare il tempo che, come sappiamo, è galantuomo. Il Milan ha preso giocatori funzionali al progetto: l'attaccante Maxi Lopez dal Catania, arruolabile in Champions, ottima alternativa a Robinho e Pato. A centrocampo Merkel e Muntari. Non è arrivato Tevez, ma continuo ad affermare che non è il campionissimo che al Milan ti permette il salto di qualità. Sempre Milano, ma in casa Inter, sono partiti in tanti: Coutinho, Jonathan, Viviano e Thiago Motta. La cessione dolorosa, forse quest'ultima. L'italo brasiliano era uno se non l'unico di qualità a centrocampo, ma di una lentezza esasperante. Si è pensato di dare più dinamismo in mediana con gli acquisti di Palombo (era inseguito anche da Mourinho quando era in nerazzurro) e Guarin, forte e polivalente colombiano prelevato dal Porto. La Juventus ha operato in maniera intelligente. Non si è rinforzata tanto, forse a parte Caceres, Borriello e Padoin, non ti fanno strabuzzare gli occhi, ma si è liberata d'ingaggi pesanti: via Amauri, Toni, Iaquinta, Motta e Sorensen. Intanto già si vocifera sul mercato estivo. Io, per adesso, me ne tengo alla larga. DOMENICA

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A proposito

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Sport

Capitan Bonazzoli: "Una Reggina motivatissima" l ritorno al gol e la corsa gioiosa lungo la gradinata. La Reggina trova il raddoppio ed il capitano Emiliano Bonazzoli giustamente festeggia per la sua seconda rete in questa stagione. Sfoga la sua emozione. GUBBIO - Una vittoria fortemente voluta. Ci tenevamo tantissimo e credo sia stato evidente a tutti per quello che abbiamo messo in campo. Che Reggina ho visto? Abbiamo fatto bene, molto bene nel primo tempo. Poi siamo un po' calati anche perchè la condizione fisica non è eccezionale e in questo momento dobbiamo stringere i denti. FIDUCIA - Vincere ieri è stato importante soprattutto sul piano psicologico. Subire i sorpassi delle nostre concorrenti è stato frustrante, ma anche uno stimolo per ripartire. Tutte hanno avuto un calo, il nostro è alle spalle. Siamo forti, ho fiducia in questa Reggina. Siamo una squadra tecnica, che sa trattare il pallone e vuole proporre calcio, sempre. Questo ci porta a correre dei rischi ma sono sicuro che la strada intrapresa sia quella giusta per esprimere tutto il valore di questa squadra. La filosofia portata da mister Gregucci è molto stimolante, ci ha stimolati. GREGUCCI - Dentro e fuori dal campo, è sempre presente, con tutti noi. Mi trovo molto bene con lui e con tutto lo staff. Mi incita, mi segue, mi sprona, ha caricato davvero tutti. Non guarda in faccia nessuno, è concreto, attento, ha una personalità forte e pretende disciplina. Mi ricorda mister Atzori, con il quale tutti sanno io mi sia trovato benissimo. Non c'è tregua per gli amaranto, impegnati una settimana intensissima che, dopo il pari di

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Il Siderno chiede strada alla Rossanese

Grosseto ed il successo con il Gubbio e la sfida all’Adriatico di Pescara contro la capolista di Zeman . In settimana hanno iniziato a lavorare anche i nuovi arrivati. Allenamento blando, suddiviso tra il campo e la palestra per chi è sceso in campo dall'inizio al Granillo. I calciatori subentrati hanno partecipato, insieme a chi non ha preso parte alla gara, ad un

incontro a campo intero contro una selezione mista Allievi Nazionali - Primavera, della durata di 45'. Subito in gruppo i nuovi arrivati. Sono scesi in campo, infatti, oltre a Emanuele Belardi, anche Marco Armellino e Fabrizio Melara. Nelle foto, i nuovi acquisti impegnati nella seduta odierna. Regginacalcio.com

Continua il momento magico del Siderno sotto la gestione Laface-Telli. Dopo la sconfitta contro la capolista Montalto è arrivata la vittoria nella gara di sabato scorso a Gioia Tauro per 2-1. Quattordici punti su 7 gare disputate costituiscono un bottino degno di nota per la squadra tanto cara al presidente Gattuso che questo pomeriggio al “Raciti” ospiterà la Rossanese. Il Siderno dovrà assolutamente vincere questa partita giocando con grande rabbia agonistica e determinazione avendo la possibilità di incamerare altri tre punti decisivi per il raggiungimento anticipato della salvezza diretta senza passare per la lotteria dei play-out. Laface è sicuro che anche oggi i suoi ragazzi venderanno cara la pelle pur di proseguire nell’impressionante sequenza salvezza. l.r.

Guardavalle una società modello a livello nazionale ediamo sempre più nei vari campi della nostra regione tafferugli sugli spalti, e nei rettangoli di gioco. Nel 2005 Campionato di Eccellenza: Guardavalle Castrovillari partita sospesa al 90' per invasione di campo. Il fatto è stato “gonfiato” in modo esagerato, anche se veritiero, tanto che i provvedimenti della Lega sono stati altrettanto eclatanti, punendo la Società per circa due anni lontano dal proprio terreno di gioco, disputando circa 70 partite fuori casa. Con l'entrata dei nuovi Dirigenti, è come si dice in questi casi, si è cambiato registro, tanto che, lo stesso Comitato Regionale con il Presidente Mirarchi in testa ha portato come esempio la nuova Società F.C. Guardavalle . Ci piacerebbe che la Federazione Italiana Giuoco Calcio, trattasse in modo diverso la “Coppa Disciplina” magari con un valore aggiunto per le Società che servisse da stimolo ai fini della classifica, per stemperare sul nascere i soliti disordini domenicali; Il Presidente Roberto Carè, insieme a tutta la nuova dirigenza mettono in atto la nuova organizzazione del F.C. Guardavalle, con tanta determinazione, fermezza, voglia di fare, sposano un progetto che poi risulta ancora oggi vincente. Ora si parla del Guardavalle come di una Società modello per tutto il panorama nazionale; A.I.S.L.A. Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, conosciuta meglio come la “malattia del calciatore” tocca un illustre cittadino Vincenzo Soverino che risulta essere anche il Vice Presidente Nazionale. Il progetto risulta subito vincente perché il Guardavalle è l'unica squadra di calcio in Italia in quel periodo (ora c'è qualcuna in più) che scende in campo e gioca con il simbolo dell'associazione. Un programma per

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sensibilizzare quanti ancora non conoscono questa malattia affinché si possa fare qualche cosa in più. La Società F.C. Guardavalle dopo l’'entrata dei nuovi soci, il Progetto A.I.S.L.A. è risultata essere Campione Regionale per i campionati di Promozione ed Eccellenza campione regionale in “Coppa Disciplina” nei campionati 2006/2007 - 2007/2008 in promozione, mentre nel campionato 2008 - 2009 arriva seconda dietro l'Africo e con solo un ammenda in denaro di euro 50. Ma quello che ha fatto più evidenza sempre a livello Nazionale è stato l'anno calcistico 2009 / 2010 campionato di Promozione alla guida tecnica sempre Mister Enzo Riitano quando non è stata inflitta nessuna ammenda in denaro, unica società di calcio in Italia. Quell'anno a coronamento del successo anche la vittoria nel Campionato dalla Promozione all'Eccellenza. Come passare da un eccesso all'altro in poco tempo. Questo è un forte segnale che la Dirigenza sta facendo anche nell'attuale campionato di Eccellenza dal punto di vista educativo e formativo, e quindi non solo a livello di risultati meramente sportivi, è fatto nella giusta direzione essendo tali risultati un valido riscontro che arriva direttamente dai palazzi dello sport. Il Presidente Onorario Mimi Salerno è fortemente soddisfatto di questi risultati in Coppa Disciplina reputandoli importanti quanto, se non più, di quelli già ottimi conseguiti a livello di punteggi e classifiche agonistiche durante la stagione in corso. L'intera dirigenza dell' F.C. Guardavalle, vuole ringraziare tutte le squadre, ed ai ragazzi che le compongono, che hanno ben figurato in questa speciale graduatoria. Antonio Chiera DOMENICA

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CONI CALABRIA

Grazie al binomio Coni-Miur i ragazzi “scoprono” lo sport a scuola La salute dei ragazzi e l'educazione all'attività fisica stanno alla base del progetto “Alfabetizzazione motoria per la scuola primaria”, promosso grazie alla sinergia tra il Coni, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e la Presidenza del Consiglio dei Ministri. All'I.T.C. “Giovanni Pezzullo” di Cosenza, si è tenuto, nei giorni scorsi, il Seminario di formazione, curato dalla Scuola dello Sport Coni Calabria, per i 13 esperti nominati dai plessi scolastici (5 a Reggio Calabria, 5 a Cosenza e 3 a Crotone) che si aggiungeranno ai 72 che già aderiscono al progetto. In Italia, sono ben 1.140 gli istituti, per un totale di 217.145 alunni partecipanti. Il seminario è stato curato dal Coordinatore didattico-scientifico della SdS Coni Calabria, Mimmo Albino. Avviato nel 2009, il progetto triennale “pilota” entra, così, nell'ultima stagione, ma c'è la volontà da parte del Coni e del Miur, con l'aiuto degli Enti locali, nell'arco di cinque anni, di portarlo a regime nell'ordinamento scolastico. Il presidente del Coni, Giovanni Petrucci ha dichiarato che “nonostante il momento di crisi che sta attraversando il Paese, le promesse sono state mantenute ed il programma verrà completato”. Il progetto di Alfabetizzazione Motoria nella scuola primaria vede anche il coinvolgimento del CIP (Comitato

Italiano Paralimpico) ed è nato in risposta ai crescenti allarmi della comunità scientifica e delle istituzioni internazionali sulle conseguenze della sedentarietà e dei non corretti stili alimentari e di vita tra la popolazione giovanile. I ragazzi saranno impegnati 2 ore alla settimana in attività didattiche semplici e divertenti finalizzate all'acquisi-

zione delle competenze motorie e di stili di vita sani ed attivi. L'insegnante titolare sarà affiancato dal consulente esperto di attività motorie con l'obiettivo di supportare gli alunni per lo sviluppo regolare delle capacità fisiche. Comitato Regionale Coni Calabria

Gli amaranto di mister Figliomeni vogliono continuare nel trend positivo

Roccella: sarà una trasferta che “Rende” ? Oggi per la sesta giornata di ritorno del campionato di Eccellenza, il Roccella viaggerà alla volta di Rende dove affronterà al “Marco Lorenzon” i locali di mister Cipparrone, squadra che fa un bel calcio e che si è reinserita nella lotta al vertice battendo squadre importanti ed attrezzate per il salto di categoria. Dopo il pari interno con il Soverato, gli amaranto contano di riprendere il discorso con le vittorie dopo il poker da tre punti che è valso il ritorno in zona play-off. Sarà quindi una sfida molto importante per il Roccella che ci tiene a mantenere il piazzamento play-off conquistato grazie agli ultimi cinque risultati utili consecutivi. Il Rende con i suoi 37 punti occupa la terza posizione di classifica ed è reduce dal pareggio esterno di Isola Capo Rizzuto. La sfida dell’andata trasmessa anche in diretta televisiva terminò in parità sul campo ma successivamente la disciplinare decretò la vittoria dei rendesi a seguito dell’utilizzazione da parte del Roccella di un calciatore squalificato. Il Roccella di contro va alla ricerca della decima vittoria in campionato per non interrompere la bella striscia di risultati utili inanellata nell’ultimo mese. Mister Figliomeni recupera Libri e Principato, da valutare le condizioni di Saffioti e dei difensori Albanese e Seminara tutti alle prese con problemi muscolari. Se il Roccella del vice presidente Achille intenderà nutrire ambizioni di play-off sarà bene uscire indenni dalla delicata sfida odierna contro il team cosentino anche perchè le altre interlocutrici continuano a mietere successi e così facendo la media spareggi continua ad alzarsi. Vedremo come finirà. a.t.

Gallicese a Catanzaro per dimenticare il Bocale Ennesimo flop per la Gallicese, che sabato pomeriggio contro un Bocale in splendida forma ha incassato una pesante sconfitta. A distanza di 4 mesi dal passivo di 2-0 rimediato all’andata, nessuna rivincita per gli uomini di Barillà ma una débâcle che lascia tanto amaro in bocca. Una squadra irriconoscibile, se paragonata a quella scesa in campo contro il San Calogero sette giorni prima; assente per tutti i 90 minuti ha lasciato campo libero ad un Bocale che non si è fatto certo pregare nel dare il meglio di sé. Non c’è giustificazione valida, per questo gruppo che non riesce a dare continuità al proprio gioco, ma quello che conta di più, ai propri risultati. Si alternano partite in cui la squadra mette cuore e grinta, e gare in cui i biancorossi sembrano non essere mai scesi in campo. Un anno particolare questo per la compagine reggina, che anche ultimamente nonostante la nuova guida

CALCIOMERCATO

Due ragazzi della locride approdano tra i professionisti Altri due ragazzi della Locride approdano tra i professionisti del Calcio Italiano. Grazie al procuratore di calcio e agente FIFA, l'avv. Mauro Ruga vi segnaliamo gli ultimi movimenti di mercato per due giovani interessanti che entrano a far parte del calcio professionistico; Davide Cavallaro, classe ’93, terzino destro di Caulonia, nasce calcisticamente nella Scuola Calcio CSPR94 di Stignano. Approda subito dopo nelle giovanili del Catanzaro, dove riesce ad esordire, l'anno scorso, anche in Lega Pro. Con l’arrivo di Mister Cozza, però, non trova più spazio in prima squadra. L'interessamento della Nocerina, club di Serie B, lo porta a titolo definitivo in Campania. Nelle ultime ore, il giovane va in comproprietà all’Andria, dove, ci auguriamo riesca a trovare spazio tra gli undici titolari. L’altra bella notizia, riguarda Rocco Benci, classe ‘90 di Locri: il Catania con un contratto di tre anni si è aggiudicato il ventunenne, che rimarrà, però, fino a fine stagione nel Milazzo, club nel quale sta attualmente militando.

Davide Cavallaro

Antonio Chiera

Rocco Benci

tecnica e i miglioramenti apportati alla rosa durante il mercato invernale, non riesce ad individuare una spiegazione valida all’andamento del proprio campionato, sempre più deludente. Vista l’attuale posizione in classifica, non ci si può accontentare sempre di racimolare qualche punto di tanto in tanto; serve maggiore continuità e qualche vittoria in più, che dia anche la giusta carica all’interno dello spogliatoio biancorosso. Domenica altro banco di prova importante per Penna e compagni; in casa della Pro Catanzaro sarà uno scontro diretto. I padroni di casa attraversano un momento difficilissimo, viste le tre sconfitte consecutive, e la Gallicese come ribadito più volte deve ritrovare la via della vittoria. Di fronte quindi due squadre spinte da forti motivazioni, in piena lotta per risalire in fretta una classifica “pericolosa”, seppur corta. Poco conterà il gioco e lo spettacolo offerto in campo; fondamentale sarà infatti uscire dal rettangolo verde con in mano i tre punti. Daniela Marino - reggionelpallone.it

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Il ricordo

Sono passati 10 anni dalla tua morte ma rimane immutato l'affetto e il bene che un figlio nutre per il proprio genitore. Non potrei fare a meno di ringraziarti per tutte le premure che hai avuto e per gli insegnamenti di onestà che hai saputo darmi. Mi accompagneranno per tutta la vita e potranno lenire, in parte, il dolore per averti perso. Un abbraccio da tuo figlio Giuseppe.

10° ANNIVERSARIO

GLIGORA DOMENICO

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Biblioteca meridionalista

I “professori” e la Calabria

Giuseppe Isnardi meridionalista G GIUSEPPE FIORENZA

iuseppe Isnardi, nato a Sanremo il 13 agosto 1886 e laureatosi nel 1907 in lettere a Torino, fu mandato a Catanzaro a insegnare lettere nel Ginnasio nel 1912. In questa città ebbe i primi contatti con l’associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia. Dal 1921 al 1928, anno in cui lasciò la regione, gli fu affidato dall’associazione l’incarico di dirigere tutte le scuole che questa gestiva in Calabria. La sua relazione su La scuola rurale in Calabria in occasione del IV congresso scolastico calabrese, tenuto a Catanzaro nel 1924 ed il suo saggio su L’Opera contro l’analfabetismo in Calabria, pubblicato a Roma nel 1925, costituiscono i primi risultati dell’attività svolta dal Professore a favore delle popolazioni calabresi. A questo periodo risalgono la maggior parte delle fotografie e dei disegni riguardanti la Calabria che si ritrovano nell’archivio personale. Insegnò poi a Grosseto fino al 1934 quando ottenne il trasferimento a Pisa rimanendovi fino al 1951. Nel 1951 divenne condirettore, con Umberto Zanotti Bianco, della rivista Archivio Storico per la Calabria e la Lucania. Alla morte di Umberto

Zanotti Bianco nel 1963 ne assunse la direzione insieme a quella della Biblioteca Giustino Fortunato. Morì il 7 giugno del 1965. Ben documentata nell’archivio è la sua attività di studio e le relative pubblicazioni. Egli si occupò non solo di problemi legati all’educazione e all’istruzione popolare, ma anche di geografia, costume, storia studiando il Mezzogiorno d’Italia e i suoi problemi sotto molteplici punti di vista. Isnardi ritiene che la questione meridionale sia principalmente un problema educativo e pone come obiettivo della sua attività la lotta all’analfabetismo. Il primo passo è vincere l’isolamento nel quale si trovano i paesini della Calabria (e del sud), perciò contribuisce a far sorgere nuove scuole, biblioteche, asili, centri di assistenza e di istruzione popolare. Durante il periodo trascorso in Calabria, ha una visione diremmo progressista e aperta della situazione sociale che vi trova. Dapprima crede di trovare una realtà analoga a quelle di altre parti d’Italia, poi si rende conto che si tratta di condizioni diverse ma che dipendono dal fatto che lui è un estraneo. Invece, non è vero. La diversità è oggettiva, le difficoltà sono principalmente economiche poi sociali e pedagogiche. Nei

GIUSEPPE ISNARDI

CERIMONIA DEGLI ADDI

Un meridionalista del nord che ha amato la Calabria più dei Calabresi stessi.

suoi scritti - Sud e Nord e la scuola italiana (Valsecchi, Firenze 1920 ) rivela una profonda umanità nell’approccio vedendo “donne pallide e invecchiate anzitempo che ti seguono di sulla soglia con la tristezza dei loro occhi ammalati. Tutto ti si rivela diverso da ciò che avevi sempre pensato o creduto. Pensi ai pregiudizi che pure tu hai condiviso in nome della cultura e della civiltà…E ti senti solo…fra quella gente non nemica ma non ancora amica, che di te e delle tue sensazioni non s’avvede, tutta volta com’è nella sua esuberanza di sensi, nella prontezza lucida e senza scrupoli della sua intelligenza a vivere una vita di lotte, di guadagni, di vanità, di passioni che ti è nuova e ti stordisce”. Anche gli alunni, così testimoni di una realtà ostica e specchi di una famiglia che trasmette anche a loro gli elementi di una indigenza sociale ed esistenziale, lo mettono in crisi ma invece di fuggire, Isnardi affronta uomini e fanciulli e insieme a loro lotta per far mutare la realtà. Egli perciò sceglie di scontrarsi “in un lungo e volenteroso tu per tu con la realtà” pur di conoscere un mondo che ha storia, leggi e civiltà sue proprie, invece di farlo sui libri o attraverso i resoconti di emigrati o gente che è andata via, in modo da poterlo

cambiare. Quella che a prima vista gli si era rilevata come inferiorità è invece una realtà determinata dalla natura e dalla necessità come “infelice risultato della vita statale accentratrice ed uniformatrice, come frutto di cultura in terreno impreparato e non adatto. Quelle che gli parevano stranezze ed eccessività, egli le vede comporsi d’accordo con i fenomeni della vita fisica e con le necessità e le durezze della vita economica in un mondo ove è una ricchezza immensa, che egli ignorava…in una società che ha una fisionomia…tutta propria”. Giuseppe Isnardi è stato un meridionalista che ha amato la Calabria più dei Calabresi stessi, nonostante la sua azione in favore delle classi subalterne, prima come direttore regionale e poi, collaboratore didattico dell’Associazione Nazionale per gli Interventi del Mezzogiorno d’Italia. Il suo approccio pedagogico è stato spesso trascurato, una volta estraneo al tessuto scolastico, ma oggi, finalmente, deve essere riconosciuto come ciò che fu, cioè un intellettuale organico il cui obiettivo era il riscatto sociale del Meridione grazie all’azione dell’istruzione e riveste un ruolo importante nella storia della scuola calabrese (1. continua),

Dal buio in cui era stata confinata, è tornata alla luce con la sua morte, che sveglia i ricordi sopiti. Fu del PCI, dei DS, del PD, che infine giustamente abbandonò per SEL, avendo avuto sempre in testa la questione femminle. Irrisolvibile, qui da noi, senza la soluzione della Questione meridionale. Ciò che lei ben sapeva e non dimenticò per l’intera sua vita di splendida donna che, per l’amore dei semplici, si scerpò dallla borghesia dalla quale proveniva.

ANNA MARIA LONGO

Una vita pr gli altri foto zoomsud.it

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Parlando

TRAPPOLA PER TOPI

di...

CTM Teatro

Il più grande successo teatrale di tutti i tempi: un giallo firmato Agatha Christie. Trappola per topi, un thriller psicologico in cui non manca l'umorismo, che ha per protagonisti i sette ospiti della locanda, isolati dal resto del mondo e un sergente di Scotland Yard che raggiunge la pensione per proteggerli. Sotto quale travestimento si maschera il colpevole? Perché l'assassino si trova proprio in quel piccolo albergo, lontano dal mondo?

Gioiosa

Cultura e società CAMPAGNA ADOZIONI

Il mese cucciolo

del

ANTONELLA ITALIANO

Il paese dei bronzi di Vincenzo Caricari concorre ai David di Donatello

S

e per il regista sidernese Vincenzo Caricari il 2011 si è chiuso con una vittoria al Calabria Film Festival, il 2012 è iniziato con il botto: il suo corto Il paese dei Bronzi, dedicato a Riace e al suo progetto di accoglienza degli immigrati, è stato selezionato, insieme ad altre ottantacinque opere cinematografiche di autori sparsi in tutta Italia, per concorrere all’importantissimo premio dei “David di Donatello”. Nel mese di maggio,da quella lista verrà selezionata la cinquina che arriverà alla serata finale del concorso. Sarebbe un sogno che si avvera per Vincenzo e anche per tutti quelli che, giorno dopo giorno, si impegnano a fare bene le cose e a farle volare oltre i confini della nostra terra. Il paese dei Bronzi, titolo scelto ironicamente dall’autore per sottolineare il fatto che il nome di Riace è conosciuto ovunque per qualcosa che le è stato tolto, punta i riflettori sulla realtà positiva di un paese che è riuscito a concretizzare un progetto di solidarietà nei confronti di chi invece scappava da una realtà di disperazione. Tutto ciò proprio quando tutto il resto d’Italia propendeva per la politica dei respingimenti. Ulteriore testimonianza di una Calabria che, quando ci crede veramente, può fare cose gran-

di. “Quando l’ho saputo, ero quasi incredulo. E’stata una grande sorpresa, perché premi come quello dei David di Donatello sono un’istituzione nel mondo del cinema e in genere prendono in considerazione più che altro le grosse produzioni. Il fatto di essere in lizza per la selezione dei cinque finalisti è per me già una vittoria. Finora, il riconoscimento più alto della mia carriera.” Non possiamo che essere d’accordo con Vincenzo: questa è già una grande vittoria. Soprattutto considerando il fatto che lui e la Asimmetrici Produzioni hanno realizzato il corto contando esclusivamente sulle loro forze. Niente finanziamenti istituzionali, niente sponsor, niente aiuti piovuti dal cielo per loro. Solo passione e cervello. Si sono autofinanziati, auto prodotti e auto distribuiti. E noi non possiamo che ammirarne la tenacia, perché riescono là dove per la maggior parte di noi è sempre più facile, o comodo, arrendersi. Ed è questa la Calabria che dovremmo promuovere. La Calabria che non dovremmo mai smettere di difendere e di amare. E’questo il talento che nessuno potrà toglierci mai. Margherita Catanzariti

ei due numeri precedenti abbiamo pubblicato il dibattito tra il responsabile del canile di Sant'Ilario, Mario Tedesco, e i sindaci dei comuni di Locri e di Siderno. Triste constatare che, nonostante l'impegno e la passione profusa, siamo stati storditi con scuse burocratiche e affabilità di forma. Mai siamo entrati nel merito dell'argomento, convinti che il confronto avrebbe potuto essere costruttivo, se scambiato fra la parti senza facili moralismi. E lo sarà pure stato, infondo, ma la situazione non è cambiata. Colpa anche di una mentalità distorta, plagiata dalla politica nazionale: da un lato i media ci massacrano con il “mese del cucciolo” tra consigli (a volte utili), medici a pagamento, kit in regalo (consolatorio); dall'altro lo Stato incentiva l'abbandono grazie a nuove tasse e assurde restrizioni. Dal 9 gennaio scorso, infatti, cani, gatti e animali d'affezione non potranno partire in volo dalla Calabria. Gli aerei Alitalia, che

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coprivano le tratte dirette dallo scalo di Lamezia Terme verso Torino, Bologna e Venezia, non saranno più dotate di stive pressurizzate. Non facciamoci togliere anche la libertà di scegliere, le soluzioni ci sono: adottiamo il nostro cucciolo, o cane adulto, al canile, perché non costerebbe nulla, perché sarebbe sano, i controlli dello staff di veterinari della struttura sono periodici, perché porta già il microchip, perché sono centinaia. Se invece il cane l'abbiamo, ma non possiamo più tenerlo, sarà comunque possibile affidarlo alla struttura. Eviteremo così abbandoni crudeli, ed eviteremo che il canile di Sant'Ilario muoia, ostacolato dalla politica provinciale e dall'indifferenza di noi cittadini. Facciamola questa passeggiata, a pochi chilometri dalla Statale 106, guardiamo oltre la rete metallica i cani che aspettano un nostro cenno. Saranno loro a riconoscerci.

Il 2012? Necessità di un cambio di era MARIA CLARA PEZZANO

“Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.” (Platone)

Sentiamo parlare spesso di rivoluzione, della necessità da parte del popolo di un cambiamento che porti al benessere sociale, economico e culturale. Ci si lamenta costantemente del modo in cui la società finisce per dividerci sempre più in modo classista e razzista, senza dar spazio in alcun modo alla meritocrazia, all'impegno e alla passione che ogni buon cittadino impiega come prima ed unica risorsa nell'edificazione del proprio futuro. E' evidente come il mondo ad opera del ciclo naturale che lo governa stia cercando disperatamente di ritagliare un dettaglio umano in tutto questo soffocante meccanicismo, prova ne sono gli scioperi, le ribellioni, che stiamo vivendo in questo periodo, e che si spera non cedano finchè non saranno cambiate le cose. Tuttavia ogni buon cambiamento spiega la filosofia come parta da un'idea, più che dall'agire. L'autocoscienza e la consapevolezza di ciò che ci circonda è il primo e doveroso passo verso un cambiamento che spetta a tutti noi. Concedere uno sguardo al passato, quando il futuro non sembra più appartenerci, può risultare utile e necessario, soprattutto quando questo è costella-

to da brillanti studiosi che ben molti anni fa avevano già trovato risposta ai nostri disagi. Fu addirittura nel 390 a.C. che Platone pose mano alla Politeìa, ritenuta una delle più importanti opere del filosofo delle Idee. Oggetto dell'opera è la descrizione di quella che potrebbe risultare come la perfetta comunità politica e sociale. Platone chiarisce inizialmente come governare non sia facile, si tratta infatti di comprendere il bene collettivo e tradurlo in leggi e atti politici opportuni, ma non si spiega come scienze e discipline complesse siano praticate da pochi, mentre la politica sia così spesso affidata alla massa amorfa o ad altri incompetenti. Sarà unito e giusto, aggiunge, solo lo stato nel quale ogni individuo attenda al proprio compito e riceva quel che gli spetta. I compiti in una comunità sono tanti: l'importante è che ognuno scelga il più adatto alla propria costituzione caratteriale e vi si dedichi. Nella società ideale esposta da Platone non è possibile inoltre parlare di caste, nel caso ad esempio che il figlio di un governante non somigli al padre dovrà questo essere retrocesso a compiti di altro tipo. Le donne, anche al governo, dovranno essere completamente eguagliate agli uomini, senza che siano queste vincolate da doveri rivolti unica-

mente alla famiglia o alla crescita del propri figli. Infine, all'interno del “comunismo” platonico, risiede la tesi economica dell'eliminazione della proprietà privata, finalizzata alla più completa dedizione al bene comune e statale. Ritornando ai nostri giorni è dunque evidentemente come la cura vada innestata alla base della società, abbiamo esempi su cui basarci, passione e frustrazione tanto quanto basti per aver voglia di uscirne. Se solo l'uomo riuscisse a convogliare le proprie passioni tanto da farne un'intera vita di lavoro, allora lo stato sarebbe salvo, infetto ormai da tanti di quelli che svolgono mansioni solo per il vile profitto. Svolta con passione ogni occupazione raggiungerebbe l'eccellenza delle proprie possibilità, così i medici non ucciderebbero più i propri pazienti, così i politici non tapperebbero loro le ali. Raggiunta così la consapevolezza di ciò cui aspiriamo, è giusto e inevitabile agire affinchè questo avvenga. Racconta Platone di come un uomo uscito dalla profondità di una caverna, dopo esserci stato incatenato fin dall'infanzia, rimase abbagliato dalla luce del sole tanto da provare dolore; passato il primo difficile impatto quello stesso uomo non riuscì più a fare a meno della tale chiarezza di quella vita. DOMENICA

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la Riviera

Inaugurazione Centro di aggregazione Fairy Oak

Rosarno...

bisogna andare

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LA MOSTRA RESTERÀ APERTA DAL 5 AL 24 FEBBRAIO arà inaugurata domenica 5 febbraio alle ore 17.30 presso la Mediateca Comunale di Rosarno la mostra fotografica “Rosarno… bisogna andare - 9 gennaio 2010” di Giuseppe Vizzari che dà il titolo anche al volume fotografico pubblicato da Città del Sole Edizioni che sarà presentato in questa occasione. Il fotografo reggino ha scattato queste immagini il 9 gennaio 2010, la giornata conclusiva di quella che è ormai nota come la “rivolta” degli extracomunitari, lavoratori agricoli della Piana di Gioia Tauro. Nonostante le rassicurazioni

e la normalità ristabilita dalle forze dell'ordine, il 9 gennaio 2010 è stato il giorno di partenze e trasferimenti. Il reportage fotografico racconta per immagini questo triste momento e lascia un messaggio molto forte sul tema del rispetto degli esseri umani e della tolleranza a cui deve essere ispirata ogni convivenza. Una delle foto contenute nel libro, inoltre, ha vinto il secondo premio al prestigioso concorso nazionale del National Geografic Italia nella categoria "Persone". Scrive nella Prefazione l'architetto e critico fotografico Daniela Sidari «… il reportage fotografico

di Vizzari può considerarsi come l'analisi sociale di un microcosmo. La comunicazione dell'autore è chiara ed ogni fotografia è parte del documento visivo in cui palese è la volontà di denuncia affinché, in altri posti, non si debba venire a ripetere un'altra Rosarno». All'incontro, moderato da Carmen Lacquaniti, responsabile della Mediateca Comunale di Rosarno, interverranno, oltre alla stessa Sidari e all'autore Giuseppe Vizzari, il sindaco di Rosarno Elisabetta Tripodi e l'editore Franco Arcidiaco. La mostra resterà aperta dal 5 al 24 febbraio 2012

L’evento

Professional Windsurfers Association World Tour 2012 a Reggio Calabria Un grande evento di livello internazionale, una tappa del mondiale di windsurf sarà ospitata a Reggio Calabria. La prima tappa del Professional Windsurfers Association (PWA) World Tour edizione 2012, si terrà, appunto, dal 19 al 24 aprile nell'incantevole palcoscenico naturale dello Stretto. L'incontro con gli operatori dell'informazione i cui lavori sono stati moderati da Giuseppe Agliano, ha rappresentato, l'occasione per presentare il video promozionale dell'iniziativa, curato dal pluripremiato regista reggino Fabio Mollo, ed i membri del Comitato Organizzatore Locale della tappa italiana i quali, presieduti da Vincenzo Turiano, hanno lavorato alacremente per il raggiungimento di questo risultato insieme alla stessa PWA, agli Enti, alle Federazioni sportive territoriali e locali, alle Istituzioni ed alla Wevents Srl, con il prezioso supporto tecnico garantito dal WDS - Circolo Windsurf dello Stretto, presieduto da Roberto Raffa. Il Col è composto, tra gli altri, da Demetrio Turiano (amministrazione), Gabriella Maria Ellade (direttore commerciale), Giusy Ciprioti (addetto stampa), Nicola Pangallo (logistica e sicurezza) e Antonino Scagliola (ser-

LE NOTE

vizio medico). Dopo i saluti delle Istituzioni e delle massime rappresentanze sportive, è stato il noto giornalista e conduttore Michele Cucuzza, testimonial della kermesse, nonché appassionato surfista, ad esaltare il valore dell'evento: “Il windsurf ha esordito- è uno sport meraviglioso che porta a contatto con la natura e non la stravolge. L'idea che sia Reggio Calabria ad ospitare l'unica tappa italiana del campionato mondiale di windsurf, che proprio dalle rive dello Stretto comincerà la sua avventura per poi spostarsi in luoghi come la Corea o il Vietnam, rappresenta un'occasione dall'indubbia importanza”. Quasi centocinquanta atleti, uomini e donne tra i migliori del mondo, provenienti da 20 nazioni, si daranno dunque battaglia nelle acque dello Stretto regatando a “Slalom” e garantendo emozioni uniche al pubblico che vorrà, per sei giorni, concentrarsi sull'eccellenza surfistica internazionale partecipando, tra l'altro, ai numerosi eventi collaterali che allieteranno l'intera tappa.

di MARA RECHICHI

ILSOGNO ACAB

E’ arrivato da pochi giorni nelle sale cinematografiche A.C.A.B., il film di Stefano Sollima tratto dall’omonimo libro di Carlo Bonini. Subito la curva Sud degli ultras della Roma ha esposto uno striscione con scritto : Bonini merda. Già, perché nel film viene mostrata la parte umana dei celerini che spesso a violenza rispondono con violenza. All Cops Are Bastards, Tutti gli sbirri sono bastardi, da cui l’acronimo A.C.A.B., era il titolo di un brano degli anni ’80, suonato dalla band inglese The 4 skins. Da allora, gli skinheads, e moltissimi ultras, lo usano come slogan, tanto da tatuarselo sul corpo. Tutti gli sbirri sono bastardi. Pierfrancesco Favino, che nel film interpreta Cobra, ha dichiarato: “Non mi hanno mai criticato per il personaggio del Libanese di Romanzo criminale, un assassino, invece per Cobra c’è chi mi ha scritto di vergognarmi”. E qui mi parte il neurone. Quanti la pensano così? Quanti sono disposti a tollerare il romanzo di un assassino ma non sono disposti a fare altrettanto con l’umanità di uno sbirro? Probabilmente la risposta sta nel fatto che diamo per assunto il carattere ed il comportamento “scorretto” di un assassino; per noi è “scorretto” per natura, quindi può suscitare in noi tenerezza quando ne scorgiamo il lato debole: perché c’è, oh se c’è! Così come diamo per assunto che lo sbirro lo schifiamo già chiamandolo così, aggiungiamo che è bastardo e non può certo avere un qualcosa di umano, è protetto da una divisa, da uno scudo, da un manganello… Ma, non sarà che forse, nel nostro inconscio, coltiviamo un sogno? Quello di avere le Forze dell’Ordine (che brutto nome! Perché non li chiamiamo Garanti dell’Armonia?) impegnate più accanto ai giovani, per le strade tra la gente, a parlare con i ragazzi, con i genitori, con gli insegnanti, con i politici (quelli veri), invece che percepirne la presenza soltanto tramite conferenza-stampa-delle-11, lampeggianti, sirene, manette, palette alzate e numeri statistici? I sogni, si sa, son desideri; e qualche volta si potrebbero avverare.

Martedì 7 Febbraio alle ore 15.00 in C/da San'Antonio (ex Scuola Elementare) Gioiosa Jonica verrà presentazione l'iniziativa ed il programma delle attività del Centro di Aggregazione Fairy Oak. Il nome del progetto “Fairy Oak” (quercia incantata) è il titolo di una trilogia di libri per ragazzi scritta da Elisabetta Gnone. Il villaggio di Fairy Oak, è sorto attorno ad una quercia incantata dalla quale ha preso il nome ed è abitato da umani, da magici del buio e magici della luce che insieme vivono in armonia. Oltre le mura del villaggio vive in agguato il nemico pronto a distruggerlo per impadronirsi degli abitanti. Ma con l'aiuto di tutti e il supporto delle fate che si prendono cura degli abitanti di Fairy Oak, vince la giusta armonia tra il buio e la luce e il mondo continua a sperare.

Melicucco

Nasce “Il Bagolaro”

Presso la casa canonica è stata presentata al pubblico la nuova associazione culturale “Il Bagolaro”. Ad introdurre il dibattito incentrato sull'olocausto e sulla Shoah è stato Domenico Macrì, il prof. Francesco Scattarreggia ha moderato la serata a cui erano presenti Fausto Cordiano (figlio dell'autore del libro “Un uomo nel lager”) e Paviglianiti il quale ha illustrato come la chiesa abbia avuto un suo ruolo nella Germania Nazista. Il sindaco Nicolaci ha ringraziato i componenti dell'associazione per l'invito ricevuto, ricordando che “è molto importante per le generazioni presenti e future che mai scompaia in nessuno il ricordo dell'olocausto”. È stato proiettato un filmato dei deportati in uno dei campi di concentramento nazista ed il Prof. Scattarreggia nel suo intervento ha giustamente ricordato che serve mantenere viva la memoria storica, il ricordo sui deportati e delle atrocità subite dagli ebrei nei campi di concentramento. Con il violino Maria Napoli accompagnata al piano da Angela Vadalà, hanno eseguito il brano Schindler's List, una toccante esecuzione con delle sonorità che ha dato il senso del tormento dei Lager Nazisti. Rino Logiacco

DOMENICA

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Parlando di

Cinema& musica

OROSCOPO

Profili

ARIETE

Storia di un pusher

dal 21 marzo al 20 aprile

Nicola sapeva che non gli sarebbe andata sempre bene... Quel pensiero gli ingombrava il cervello soprattutto quando, nel bel mezzo del giorno, scendeva con la sua auto da quelle maledette montagne pieno di roba.

Il week-end lo potreste vivere come vagamente noioso. Approfittatene,per recuperare le energie. TORO dal 21 aprile al 20 maggio

Il week-end si prospetta assai romantico. Consiglio: trovate la serata speciale per far felice il partner. GEMELLI dal 21 maggio al 21 giugno

Più pigri e domestici sarete sabato e domenica, una volta ogni tanto ci può anche stare, ma non sempre!

Nicola

CANCRO dal 22 giugno al 22 luglio

Il week-end, con l'astro notturno in sintonia, sarà anch'esso fecondo e produttivo: liberate la fantasia.

di VIOLA COSENTINO

LEONE dal 23 luglio al 23 agosto

Nel week-end, sperimenterete qualche crisi mistica, applicatevi a qualche forma di meditazione.

Lo chiamavano il dottore, forse per via della laurea mai conseguita o forse perché aveva sempre una medicina per tutti.

VERGINE dal 24 agosto al 22 settembre

Il week-end sarà stimolante al punto giusto, come piace a voi. Cercate solo di risvegliare l’eros.

Aveva cominciato con la marijuana ai tempi dell'università. Messina era una buona piazza, specie per la famosa cima rossa calabrese che andava per la maggiore. Inoltre era piena di ragazzi ansiosi di mettere fine alle loro lunghe giornate perdendosi dietro un cannone e qualche film ancora in Vhs, dentro appartamentini umidi riservati a migliaia di studenti sparsi per tutta la città. Anche lui, in quegli anni, era iscritto all'università, in un corso di studi della facoltà di Scienze Politiche che non terminò mai. Poi, una volta tornato stabilmente nel suo paesello sulla costa calabra, incrementò il suo business. Nicola era un pusher. Ma era uno di quelli buoni, sempre tranquillo e mai sgarbato. Un pacifista. Lo chiamavano il dottore, forse per via della laurea mai conseguita o forse perché aveva sempre una medicina per tutti. Ma a lui piaceva pensare che era per il fatto di avere un'intelligenza superiore alla media. Nicola era una persona con una mente brillante. Leggeva molto. Gli piaceva studiare, ma solo quello che voleva lui. E aveva una opinione personale su tutto. Del resto riuscire ad aggirare ed infrangere ogni tipo di regola imposta dal sistema e farla sempre franca, non

era cosa da tutti. Riuscire a gestire innumerevoli contatti con persone di ogni genere senza mai sputtanarsi richiedeva capacità non indifferenti. Spesso pensava che se non fosse stato uno spacciatore, avrebbe potuto benissimo fare il politico. E di gente ne conosceva parecchia. Da quando era entrato nel folle mondo della cocaina, era entrato nelle case di tutti. Ricchi, meno ricchi, impiegati,artisti, figli di papà, dottori, avvocati, imprenditori. In quella cazzo di cittadina di provincia si facevano tutti. Forse per noia, forse per infelicità, chiamavano tutti lui che la felicità la vendeva a prezzo carissimo. Certo, a volte si sentiva un po' a disagio con la coscienza ma, come si suol dire, era uno sporco lavoro che qualcuno doveva pur fare. La droga esisteva dalla notte dei tempi, in ogni parte del mondo, e sarebbe sempre stato così. Non era certo colpa sua. Aveva fatto parte delle società umane attraverso i secoli. Senza le droghe non sarebbero esistiti i migliori capolavori della storia della musica o della letteratura. Forse neanche la Divina Commedia sarebbe esistita. Per non parlare della mitologia greca. Le società e le economie del mondo si reggevano sul commercio delle droghe. Era quella la verità e lo sapevano tutti. “Amore mio, dovresti trovarti un lavoro serio prima o poi. Non puoi continuare così.” Era la richiesta che ogni tanto gli ripeteva Rita, la sua ragazza. Ma anche lei sapeva che erano parole al vento. Lui non era mai stato il tipo da alzarsi il lunedì mattina, timbrare il cartellino e farsi venire l'ulcera dal capo. Decideva lui come, quando e dove lavorare. Decideva lui le regole. Nicola era uno spirito ribelle. Oltre che un uomo come pochi. E lei lo amava soprattutto per questo. E anche perché le fece girare mezzo mondo. Insieme andarono addirittura a fare i safari in Africa. Anche i suoi genitori sapevano quello che faceva, ma non lo ammettevano nemmeno a loro stessi. Adoravano quel figlio che, se avesse potuto, gli avrebbe regalato pure la luna. Ma in cuor suo, Nicola sapeva che non gli sarebbe andata sempre bene. Ci sarebbe stato un momento in cui tutto sarebbe finito nel cesso. Quel pensiero gli ingombrava il cervello soprattutto quando, nel bel mezzo del giorno, scendeva con la sua auto da quelle maledette montagne pieno di roba. Era un pensiero che gli faceva venire i capelli bianchi oltre che i brividi. Ma ormai ci era dentro, era troppo tardi per correggere tutto. Forse un giorno avrebbe avuto abbastanza soldi per scappare via da quella merda e ritirarsi in un posto al sole, con la donna che amava, aprendo un chioschetto vicino al mare, dall'altra parte del mondo. O forse no. Nel frattempo non gli restava che andare avanti per la strada che aveva scelto, nel bene e nel male. Vivere la vita senza rimpianti di alcun tipo, obbedendo solo alle regole che riconosceva sue. E prendendo il meglio di quello che c'era. Insomma era un uomo libero. Nel mondo che lo circondava, quanti avrebbero potuto dire di esserlo davvero?

BILANCIA

SCORPIONE

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

dal 23 settembre al 22 ottobre

dal 23 ottobre al 22 novembre

dal 23 novembre al 21 dicembre

dal 22 dicmbre al 20 gennaio

dal 21 gennaio al 19 febbraio

dal 20 febbraio al 20 marzo

Potreste avere a che fare con antagonisti molto agguerriti, non basatevi, su valutazioni superficiali.

Sabato e domenica, la fantasia vi porterà a desiderare mondi lontani, o stimolerà la creatività.

Solo i sentimenti potranno far sentire leggermente fuori sincrono i Sagittari della terza decade.

Luna nel sesto campo, che saprà unire dialettica e precisione. Se vorrete, però, evitare battibecchi nella coppia!

La Luna in Toro frena il vostro gusto per le avanguardie, ma sostiene il vostro spirito ecologista. DOMENICA

Questa settimana sarà molto stimolante per il dialogo negli affetti; Occhio però a non litigare!

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CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Immaturi il viaggio/16.0018.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA GOLDEN Roccela J,info:333/ 7672151 Benvenuti al Nord/ 16.00 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 Benvenuti al Nord /16.00 18.00 - 20.00- 22.00

CINEMA GARIBALDI Polistena,info:0966/ 932622 Immaturi - il viaggio / 15.30 - 17.30 - 19.45 - 22.00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Benvenuti al Nord/16.00 19.00 - 22.00 CINEMA ODEON

CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 Achab/18.00 - 20.15 - 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 The Iron Lady/18.30 - 20.30 22.30

Reggio C.,info:0965/ 898168

Benvenuti al Nord/ 18.00 20.00 - 22.00

Blob of the week

MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala de Curtis Mission Impossible 4/17.30 20.10 - 23.45 Sala Sordi Shame/ 17.30- 18.50 - 21.15 Sala de Sica The Artist/ 17.00 - 19.00 - 21.00 - 22.50 Sala mastroianni Alvin superstar 3/ 17.00 The Help/ 19.00 Immaturi- il viaggio/ 22.00

la Riviera AL CINEMA

A Locri “Spinosamente” amici

Gino e l‘alfetta??? No, Gino e Pietro

Fin da piccolo “beato tra le donne” Lorenzo Buongiorno

Le quote rosa Pd. E quelle nere?

“Vecchie Glorie”

Occhio alla penna

Un grazie a chi ci addolcisce...il lavoro. La Redazione

Il Re Rino Logiacco

Tris di spigole !!! Paolo Fragomeni, Demetrio Naccari, Pino Mammoliti

Peppino Bruzzese, Totò Capogreco, Giuseppe Reale, gli uomini che fecero la storia dei comunisti della Locride. Ancora?

La verità dell’Iride

..Potreste diventare cattivi. Così è successo a me. Sono cresciuto con dentro l'odio, l'ho coltivato con cura e quando sono salito sugli elicotteri da bombardamento avevo il sangue di Benjamin Bowson agli occhi. Il mio male è venuto fuori incontenibile. Sganciavo fuori le bombe come fossero noccioline. Distruggevo i diavoli, quelli che portavano via i giusti lasciando i bambini orfani. Una divisa, uno stato che mi legittimava e tanto bastava a farmi sentire buono. Per anni ho pensato che tutti i tedeschi fossero nazisti e tutti fossero sull'aereo che aveva mitragliato il caccia di mio padre. Per me i vietcong erano come i nazisti, già avevano gli occhi a mandorla e questo era un peccato imperdonabile, posto che i giapponesi erano a fianco dei tedeschi nella seconda guerra mondiale. Gli italiani? Stessa roba. E anche gli europei, se fossero stati buoni si sarebbero difesi da soli, il mio papà non sarebbe andato in guerra e io sarei cresciuto tranquillo. Sarei andato al college, mia madre non mi avrebbe mollato per un fusto latinos. Avrei avuto una vita meravigliosa, perfetta. Questo mi dicevo mitragliando la giungla vietnamita e il popolo che viveva sotto. Poi sono sceso, ho adagiato il mio huey sopra un campo annerito. Quando ho messo il piede a terra l'orrore mi ha pervaso, il mio elicottero stava accoccolato sopra un cumulo di cadaveri bruciacchiati. I diavoli. Quelli erano i cattivi che sforacchiavo con le mie pallottole d'argento. Il cattivo era io. Lo compresi. Era tardi ormai per chiedere perdono dei miei peccati. Il mio inferno me lo ero irrimediabilmente guadagnato. Ho continuato a essere cattivo, perché quando sei ancora un ragazzo e hai un futuro zavorrato dal passato che fai, chiedi di essere assunto come cameriere di un bar, come nulla fosse? Quando il sangue l'hai fatto scorrere, che fai, vai dai parenti delle vittime a chiedere perdono? E come facevo io a farlo, che non conoscevo ne vittime ne parenti? Avrei dovuto andare in mezzo alla giungla a farmi sbranare dai viet. Forse qualcuno avrebbe dissetato il suo odio e non sarebbe diventato cattivo. Invece il male produce odio e l'odio produce male. E se qualcuno vi ha portato via il padre in una sera d'estate, non odiatelo. Potreste diventare come lui. E guardarsi allo specchio scoprendosi mostro non è un bello spettacolo.

Non odiate...

DOMENICA

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