Page 1

Se il mio ingresso in Paradiso dovesse costare il pianto d'un bambino, vi rinuncerei: cosĂŹ, piĂš o meno, scriveva Dostojesky . Ma era uno scrittore, non uno di quei ligi cani poliziotti, che, per rendere certo il diritto, hanno prelevato contro la sua volontĂ , di peso, dalla scuola elementare di Cittadella di Padova un bambino onde consegnarlo al padre cui era stato affidato dal tribunale dei minori.


DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

02


la Riviera

CONTROCOPERTINA UNA STORIA

CARTOLINE MERIDIONALI

L. che non amava giocare allone avanti e testa alta. Non ce n’era per nessuno. L. vinceva da solo e noi, la sua squadra, gli andavamo dietro a ruota, orgogliosi del nostro capitano. Vinceva da solo, ma non solo per se stesso. Si batteva per tutti, e vincevamo tutti. Scarpe e divise arrangiate, dieci brocchi e un campione che trasformava tutti in piccoli eroi. Questa la squadra della ruga, baracche e umide case popolari. L. era l’unico che aveva le qualità per giocare, e invece smise. Diceva che la vita era una cosa seria, non ce la si poteva fare col gioco. Responsabilità, lavoro, quella era l’unica strada per andare avanti. Era un piccolo già grande, e grande lo è sempre stato, né invidie né odi. Ma che tu abbia dato sempre e solo amore non conta, perché in realtà la vita non è un gioco ma gioca con le vite degli uomini. È inutile che tu sia buono, che tu non abbia mai fatto un torto a nessuno e che tutti ti vogliano bene. Il dolore non ha riguardi e bussa dappertutto, anche alle porte che non lo meritano, pur non meritandoselo nessuno. Ed L. torna in campo, testa alta e pallone avanti. Deve giocare per se stesso ora, in una partita dura che purtroppo non è un gioco. Ma la sua squadra gli è dietro, al fianco. Correrà con lui. LE CHEVALIER

*

di Antonio Calabrò

P

IL DITO NELL’OCCHIO

Le notizie più lette della settimana su larivieraonline.com 1) SIDERNO: INCIDENTE SUL LUNGOMARE, MUORE MOTOCICLISTA

2) UN PENSIERO PER GIOVANNA 3) GIOIOSA JONICA: ARRESTATO IL LATITANTE FRANCESCO AGOSTINO 4) MILITARI IN ASPROMONTE: NOTTE SCURA 2012

5) SBANCA A SIDERNO IL “LEVITRA”, E I 45ENNI SI ERIGONO 6) LA DEPUTATA DEL PD LAGANÀ-FORTUGNO CONDANNATA A DUE ANNI 7) M. G. LAGANÀ: «NON PENSAVO DI DOVER PAGARE ANCHE QUESTO TRIBUTO»

Nel nome di Maria di Decollo sullo Stretto Monasterace Il rombo e la rincorsa e la potenza del suono metallico e finalmente via, staccarsi dalla terra e volare, alzarsi sempre più in alto e la terra, questa terra, che da lassù diventa Presepe ed il mare è un foglio sottile di carta filigranata e le case e gli uomini piccole formichine e le fiumare solchi e rughe e i nostri monti saggi e la guardi, questa città dolente, la guardi e pensi che non ci merita.

Dati larivieraonline.com

TRASVERSALE BOVALINO - BAGNARA

Ora facciamo i conti

Il primo chilometro della Bovalino - Bagnara è stato aperto al traffico lo scorso 6 ottobre. È stato il presidente Raffa ad inaugurare l’opera che consente di bypassare un segmento del tracciato della vecchia Provinciale tra Bovalino e Platì. La costruzione del lotto è durata diversi anni ed è costata circa tre milioni di euro. Considerato che il percorso è lungo circa 39 chilometri facciamo i primi calcoli: “alcuni anni” x 39 = circa un secolo, 3 milioni di euro (più gli interessi) x 39 = circa 150 milioni di euro in tasse,39 - 1 = altre 38 inaugurazioni per il presidente Raffa.

COFS IN ASPROMONTE

I terribili warriors

Facevano troppa paura in tenuta mimetica, coi caccia che gli rombavano sopra la testa, gli occhiali scuri, i muscoli lucidi in tensione. Faceva paura l’altro versante della montagna, da cui provenivano misteriosi segnali luminosi. Erano ovunque. Erano i soldati più valorosi delle forze armate, ed erano impegnati nell’ardua lotta alla sopravvivenza. Ne sa qualcosa il porco finito alla griglia, e “assaltato” da decine di warriors affamati. Hanno abbronzato i pettorali per la mimetizzazione, hanno giocato a briscola e tressette per allenare la mente al bluff. Hanno parlato tutto il tempo ai cellulari, per sviare l’attenzione del nemico. Raffinate (e costose) tecniche di guerra! DOMENICA

RODERIGO DI CASTIGLIA Maria Carmela Lanzetta non è nata con un cuor di leonessa e, presa di mira da attentati contro un po’ di suoi beni materiali - farmacia e automobile - aveva annunciato le sue dimissioni dalla carica di sindaca di Monasterace. Siccome Monasterace e la signora Lanzetta rappresentano nella lotta contro la ‘ndrangheta ciò che furono Stalin e Stalingrado contro i nazisti, grave e irreparabile danno al mantenimento dello Sato democratico ne sarebbe venuto se le annunciate dimissioni avessero avuto luogo. Giammai. Tutti i 40 sindaci della Locride, compresi gli assenti, manifestarono la loro solidarietà all’eroica sindaca, che eroicamente si dimetteva, dicendosi pronti a lasciare la poltroncina in massa. Scesero la Bindi e Bersani, e il ministro degli interni Cancellieri. Scesero le aquile dell’antimafia. Ed Ella, commossa, grata, felice di tanta solidarietà, che la toglieva dal buio di Monasterace per portarla alle luci della ribalta nazionale, decise di rimanere al suo posto di lotta e di martirio. Ma non senza condizioni. Infatti, Ella osò quello che solo la Merkel poté nei confronti di Mario Monti. Pose a Monti tale condizione: se entro 60 giorni - a decorrere dal 13 aprile 2012 - non fossero venuti provvedimenti concreti per la Locride e Monasterace, le sue dimissioni sarebbero state belle e pronte. Sono passati più di 60 giorni, qualcosa come 120 giorni. L’unico provvedimento di Monti è stato quello, in questi giorni, di cancellare la Locride dal decreto Sviluppo. La Signora, che fa? Mantiene la parola data? Si dimette? O, come nelle sue storiche abitudini quelle condizioni a Monti non le aveva mai dettate?

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

03


Parlando

di...

NORDICI & SUDICI DI GIOACCHINO CRIACO

Cosa farà Beppe Grillo in Calabria Intanto un bagno, si tuffa a Cannitello e attraversa lo stretto, per saltar fuori dall’acqua a Punta Faro e partire alla conquista della Sicilia. E c’è da scommettere che il 28 ottobre, alle elezioni per il rinnovo dell’assemblea regionale siciliana, farà il pieno di voti, portando in consiglio una consistente truppa di grillini. Grillo attacca la vecchia politica, lo fa dappertutto. Al Sud lo fa in un silenzio quasi assoluto dell’informazione. E mentre i sondaggi in Calabria lo danno ormai per il primo partito, del movimento cinquestelle non si fa parola. Grillo fa paura, molta, ai gerontocrati della vecchia politica che rischiano di vedersi fregare le poltrone che per decenni hanno accolto notabili terga, tramandate da padre in figlio. Per ora il movimento spopola sul web, anche in Calabria, e sembrano pochi i grillini in carne e ossa sul territorio. In realtà non è così, i fan di Grillo sono tantissimi, solo, saltano con le zampe di piombo in terra calabra. La paura è quella di farsi impallinare da infiltrazioni pseudo giovanili e in realtà dirette, e attuate per interposti giovani, dai vecchi volponi della politica. Su scala nazionale Grillo, per i sondaggi, sta tra il 15 e il 20%. Da noi, anche il punto minimo gli garantirebbe, oltre al primato solitario, un buon numero di deputati e senatori da portare a Roma. Tanti fortunati, che in un attimo vedrebbero la loro vita cambiata. Una sorta di vincita alla lotteria, a scapito di una classe politica calabrese che finirà nella polvere, prima, e poi velocemente nel dimenticatoio. L’identikit dei papabili al possibile laticlavio è perfettamente tracciabile, anche se i nomi ancora sono pochi, e non sufficienti per le qualifiche di senatore e onorevole che incenseranno il movimento. Fedina penale immacolata, novizia nella politica, niente legami con ambienti oscuri. Chi pensa di rientrare in questi canoni si faccia avanti. Auguri, Roma non sarà più lontana, neanche per i parvenu della politica.

Classe politica nazionale e classe politica locale

In fondo, sono meglio i nostri FERNANDO SAGADO

IN EVIDENZA

o so, il mio discorso vi risulterà indigesto, paradossale, provocatorio. I più maligni diranno che è funzionale a un disegno. Prendetelo come volete, ma leggetelo. Un suo senso ce l’ha. Andiamo in casa PD, vi siete sorbiti i discorsi e i progetti di Bersani, Renzi, Vendola. Belli eh? Siete certi che siano meglio dei Bova, Speranza, Minniti, Naccari, Tripodi che abbia-

Bersani, Renzi, Vendola sono meglio di Bova, Speranza, Minniti, Naccari, Tripodi ? E Gasparri, Alemanno, Cicchitto valgono più dei Gentil e di Scopelliti? E Casini è meglio di Tassone? E Lombardo, come no?, di Loiero?

L

mo in casa? E i Gasparri, gli Alemanno, i Cicchitto valgono più dei Gentile, degli Scopelliti? I Casini e i Rutelli sono meglio dei Tassone, dei Tallarico e, come no?, dei Loiero? Che ne dite? Perché i nostri dovrebbero stare all’ombra di così poca ombra? Perché dovrebbero attendere la calata di così esigue figure politiche per legittimarsi a un elettorato di destra, centro e sinistra? Se quel che ci passa il panorama politico nazionale è questo, i nostri forse sono anche meglio

dei loro sponsor romani. E, in fondo, la logica delle scelte politiche per il governo centrale, qual è stata finora quella messa a disposizione dell’elettorato se non quella del meno peggio? E, anche a parità di peggio, quello paesano non è sempre meglio rispetto al forestiero? Anche alle prossime tornate, il ritornello sarà lo stesso, non votare o turarsi il naso. Le scelte alternative le faranno in pochi, di sicuro non saranno il vademecum per le urne della mag-

gioranza degli elettori. E il nuovo sarà comunque messo all’angolo da un vecchio che si unirà per annichilirlo. Certo, ora che è sceso in campo Tremonti con le tre elle la scelta si amplia, la rivoluzione è più vicina. Magari si deciderà finalmente a fare il passo, bramato dalle folle, anche Montezemolo, e sai la gioia degli operai. Sul Grillo non ci salteranno tutti. Così da Vespa rivedremo la Finocchiaro, Quagliarella o Di Pietro e anche la Santanchè. E allora, non

POLAROID

Un Grillo a bagno

Ce l’ha fatta. Beppe Grillo ha attraversato lo Stretto a nuoto. Cosa fa un genovese pur di non pagare il biglietto del traghetto! Il comico ha compiuto la traversata a nuoto in poco più di un’ora. Partito alle 11, Grillo ha avuto problemi a metà del percorso, a causa della pioggia battente, del vento di maestrale e del mare di forza contraria. Poi, un ultimo sforzo e l’arrivo. La traversata assume per il movimento un valore simbolico. Riuscirà ora a traversare il mare mosso dei partiti siculo-italiani?

DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

04


la Riviera

sarebbe meglio vedere in tv gli statisti calabri? Qualcosa in più alle nostre bocche lo porterebbero, e nulla per nulla almeno potremo dire di aver procastinato la nascita della stella. Naturalmente ho scherzato, non è a voi lettori o elettori che ho fatto il discorso. L’invito è rivolto ai politici calabresi. Visto che le prebende per i laticlavi saranno sempre meno e aumenteranno gli insulti. Che senso ha stare in panchina, o fare da sparring partner a delle mezze seghe? Dato che ci mettete la faccia, giocate in proprio, e per un posto in prima serata. Seppur non siete il meglio, sarete sempre meglio di quello che gira a Roma. Al limite ispiratevi alla Catalogna, che ormai sull’orlo del fallimento, persa per persa percorre la strada dell’indipendenza.

Corsivo 12

Lo smemorato Pino Arlacchi

Progetti irrealizzati

600 mln per un ponte invisibile La mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto richia di costarci cara. Il progetto, sfruttato elettoralmente, adesso sembra essere stato accantonato in via definitiva. Le due sponde dello Stretto non saranno unite, benché lavori di preparazione per il realizzando Ponte fossero già iniziati. Per la realizzazione della variante di Cannitello a Villa San Giovanni sono stati ormai spesi 26 milioni di euro. E tutti gli studi preliminari che in questi anni sono stati commissionati dalla Società Stretto di Messina sono costati la bellezza di 283 milioni. E oggi veniamo a conoscenza del fatto che oltre a questi circa 300 milioni già spesi si aggiungerà una penale di altri 300 milioni di euro che dovremmo pagare per la mancata costruzione dell’opera. Il consiglio dei Ministri discuterà la prossima settimana il tema e se si deciderà per l’archiviazione definitiva del progetto, potremmo arrivare a pagare un’opera irrealizzata ben 600 milioni di euro.

Il prof. Pino Arlacchi, siccome uomo di pensiero e di grande dottrina e caricato, più che un mulo, di pesi e impegni, non ha tempo di ricordare. E, del resto, un protratto baldo giovane, come lui è o si pensa di essere, giustamente rinvia i ricordi, che gli sono propri, alla vecchiaia. Sbarcato nuovamente in Calabria, ha reincontrato la questione meridionale della quale la Conferenza piddista sul Mezzogiorno ha maldestramente taciuto. E questo è innegabile. Così come è innegabile che fu il dotto prof. Pino Arlacchi a sostenere, con argomenti sbracati e sradicati da ogni fondamento storico, che la questione meridionale fosse questione criminale. Proposizione subito accolta e diffusa dalla grande stampa che della criminalità organizzata faceva e fa un uso strumentale. Ora, il prof. Pino Arlacchi dà come l’impressione di non pensare più la questione meridionale come questione criminale e indica nel porto di Gioia Tauro una delle leve per lo sviluppo del Sud e della Calabria. Bene. Tutti possiamo sbagliare. Ma il guaio è che il prof. Pino Arlacchi non riconosce mai i suoi errori, figli del tempo e non della sua testa. Sempre in cattedra, sempre maestro, sempre pronto a saltare sul carro del vincitore.

POLAROID

A proposito di cani in politca...

Nel 2010 il nostro collaboratore Fabrizio Spinella scrisse: «Se [Schopenauer] avesse potuto ascoltare un dibattito tra politici calabresi, avrebbe creduto più utile candidare il suo cane a consigliere e perfino a governatore». Ed ecco che in Sicilia lo prendono in parola e candidano il cane Stefano perché è «Meglio un cane politico che un politico cane».

DIAVOLO NERO

Le eroesse del nostro tempo Leggo nel Dizionario di Niccolò Tommaseo: «Prima che l’adulazione ponesse gli uomini tra gli Dei, l’ammirazione e la gratitudine li annoverava agli eroi, credendo che tenessero del divino (e ogni bene è veramente ispirazione divina), i benemeriti per imprese civili, i potenti per virtù e per ingegno […]. Eroi erano ai Greci Ercole, Castore, Achille, Ajace […]. In Virgilio Enea […], Turno, Eleno re sacerdote, Entello per la sola vigoria delle membra». E poi? Nel tempo nostro degli eroi antichi, sfornati dal mito e dalla letteratura, e degli eroi moderni, generati dalla storia, si sono persi la traccia, l’essenza che tali li qualificava e l’inconfondibile genere maschile. Sono scomparsi gli eroi, e sono arrivate le eroesse. Delle quali, siccome i vocabolari, con inusitata carestia, si limitano a definirle come il femminile del maschile eroe, tocca a questo povero diavolo dire che cosa propriamente siano. Mi spiego per immagine. Mettete quattro sindachesse antimafia, una deputata antimafia, la massima dirigente di Libera, ciascuna nella propria automobile. Piazzate una macchina di scorta dietro ciascuna automobile. Seguite macchine personali e macchine di scorta fino alla meta prefissa, in genere un convegno - ma può trattarsi anche di una spiaggia o di un ristorante - contro la mafia. Scendono vibranti, se non tremanti. Raggiungono il tavolo della presidenza. Prendono la parola. Incidono con la parola il cancro mafioso. Indi, tornano alle loro case. Sono queste le eroesse del nostro tempo. Ecco che cosa significa nel nostro tempo l’etimo eroessa. Essere benemerite né per imprese civili né per virtù né per ingegno. Quest’ultima assenza provata dal fatto che la Divina Commedia era già stata scritta da Dante Alighieri.

DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

05


DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

06


DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

07


La avanguardia fiammante dell’Antimafia si accuccia sotto l’albero del garantismo e annuncia le dimissioni

Alessandro Marcianò libero, la A

Non hanno più fiato in gola. Lo hanno utilizzato tutto per chiedere le dimissioni della Polverini, di Formigoni e PASQUINO CRUPI

Marcianò, Caposala dell’Asl di L’ex mandante Alessandro Locri, fu arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio del vicepresidente del Consiglio Regionale, Dr. Francesco Fortugno. Condannato all’ergastolo insieme al figlio Giuseppe, Salvatore Ritorto, Domenico Audino, ai quali avrebbe commissionato l’esecuzione del delitto. Il 3 ottobre la VI Sezione penale della Cassazione ha sentenziato che non ci sono prove per inchiodare Alessandro Marcianò quale mandante e per farne - deduciamo noi - il capro espiatorio del Gran Giallo cruento della Locride.

lessandro Marcianò, della cui qualità di mandante dell’assassinio Fortugno abbiamo sempre dubitato, è tornato a casa. La VI sezione penale della Cassazione non gli ha cucito addosso il sacco dell’ergastolano, non essendoci prove a suo carico. Il pronunciamento della Cassazione, che ha lasciato di sale i profittatori dell’assassinio Fortugno e i barbari della giustizia come vendetta di parenti prossimi e lontani delle vittime, è avvenuto il 3 ottobre. Nella stessa giornata, in un’aula del Tribunale di Locri, il Pm, a conclusione della sua requisitoria, chiedeva tre anni di carcere per l’imputata Maria Grazia Laganà, deputata del Pd, avanguardia fiammante dell’antimafia, della Legalità, gola canora della lingua forcaiola acclamante a ogni arresto, a ogni retata giudiziaria, a ogni condanna in primo grado, e già nemica di ogni garantismo. Che ora, lasciato il suo reo ufficio di garante dei malfattori, dovrebbe farla andare tra la gente come persona presuntivamente innocente fino a giudizio definitivo. Poiché ben si capisce che il garantismo non è il nervo più sensibile della Costituzione, ma il sofà in cui gli eccellenti macellai del diritto si stravaccano quando finiscono sub judice. Riprendo la cronaca. Il 6 ottobre il Collegio giudicante accoglie parzialmente la richiesta del Pm e condanna la fiera parlamentare a due anni di carcere (pena sospesa) per truffa, falso e abuso ai danni dell’azienda sanitaria di Locri della quale era vicedirettrice sanitaria. Non esiste più l’immunità parlamentare e non è entrata nell’uso, che spesso vale più d’una legge, l’immunità da gramaglie.

Il 3 ottobre 2012 la Cassazione ha conferI braccistimato la condanna all’ergastolo per Salvatore Ritorto, Domenico Audino, Giuseppe Marcianò quali esecutori materiali dell’assassinio Fortugno. Esecutori materiali per conto di chi e mandati da chi, visto che la Cassazione, per ragioni di civiltà giuridica, ha cassato Alesandro Marcianò quale mandante?

DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

08


da tutto tranne che da parlamentare. Eppure, rischierebbe nulla, cioé lo stipendio, a meno che non sia tutto

a deputata Laganà condannata Scopelliti, e così i Minniti, i D’Attorre, i Lumia, in permanenza contigui all’Innocente Signora della Sanità, tacciono La vittima

Francesco Fortugno, Primario dell’Ospedale di Locri, vicepresidente del Consiglio regionale della Regione Calabria, ha fatto parte della Commissione per la legge di riforma sanitaria. Galatumo e politico per bene, sindacalista della Cgil, nel 2005 entra, per la seconda volta, in Consiglio regionale e ne diviene vicepresidente. Dopo l’omicidio, sul suo nome s’è scatennata una indicibile strumentalizzazione.

La dichiarazione

Prendo atto della decisione dei giudici, che rispetto ma che non posso assolutamente accettare, ribadendo ancora una volta la mia completa estraneità ai fatti contestati. La presunta tentata truffa che avrei commesso si basa su atti che non recano la mia firma ma quella di un’altra persona che, imputata nello stesso processo, è stata assolta. A questo punto, non intendo sottrarmi neppure a un’ulteriore valutazione di merito: quei presidi sanitari, che non ho mai ordinato né imposto ad altri di ordinare, erano comunque utili e, anzi, indispensabili per una struttura fondamentale come quella del pronto soccorso dell’ospedale di Locri. In attesa di poter ricorrere in appello reputo doveroso autosospendermi da ogni incarico di partito, dal gruppo parlamentare e anche da iscritta del Partito Democratico.

La vedova

Figlia dell’ex deputato Mario Laganà, ex vicedirettore dell’Asl di Locri, nominata parlamentare nel 2008 dal Pd dopo l’assassinio del marito Francesco Fortugno. Ha aperto bocca per declamare, imprecare, accusare, plaudire a ogni arresto e condanna, l’uno e l’altro già prova definitiva di colpevolezza. Il 6 ottobre è stata condannata dal Tribunale per truffa ai danni dell’Azienda ospedaliera di Locri. Naturalmente si è dichiarata innocente. Innocente, non presuntivamente innocente.

Siccome il silenzio è d’oro e la parola è d’argento, durante tutte le fasi del processo l’imputata Maria Grazia Laganà s’è avvalsa della facoltà di non rispondere, come in genere fanno i pezzi di malacarne. Ma il codice di procedura penale prevede anche questa risorsa per l’imputato e non ce ne scandalizziamo. Ci colpisce soltanto l’affinità oggettiva tra i consolidati malfattori e i raffinati difensori della legalità. Comunque, la Signora ha parlato. Nella mattinata del 6 ottobre ha reso dichiarazioni spontanee al Collegio giudicante prima che entrasse in Camera di Consiglio e, come ogni imputato che si rispetti e che abbia rispetto di sé, la signora deputata ha respinto ogni accusa. S’è proclamata innocente, ha condannato come non vere le cose dette contro di lei. Poiché, da imputata, non poteva dire cose diverse, alcunché che la accusasse, Ella s’è retoricamente impigliata in un esercizio di lingua senza senso. La Signora ha poi parlato di nuovo a sentenza pronunciata. Sentenza ripeto - di condanna. E ha detto cose che sarebbe stato meglio tacere. Ha detto, e noi le sue parole le mettiamo in maiuscolo perché meritano il massimo dell’attenzione:

«NON PENSAVO DI DOVER PAGARE ANCHE QUESTO TRIBUTO ALL’IMPEGNO PER LA LEGALITÀ E LA LOTTA A QUALSIASI FORMA DI CRIMINALITÀ, A COMINCIARE DA QUELLA MAFIOSA». Aveva torto Rabelais. Se, come lui sosteneva, il ridicolo uccide, a quest’ora la offensa deputata del Pd per grazia di crisantemi dovrebbe essere stata ridotta a cenere. E, poiché a cenere non è stata ridotta, ci chiarisca: ma è stata condannata per il reato di tributo alla lotta contro la

‘ndrangheta o per il reato di truffa? Avrà voluto significare che la ‘ndrangheta non perdona e ha a sua disposizione un po’ di giudici che offrono il loro braccio giuridico alle sue vendette? È purtroppo vero. Il dolore toglie libertà al pensiero e lo distorce. Tale il caso dell’addolorata deputata Pd. A voler dire tutta la verità, noi non siamo colpiti da queste dichiarazioni che solo per non alzare sui tacchi il personaggio non definiamo eversive. Siamo sconcertati dal silenzio tenero della coorte della Laganà. Dal silenzio di De Sena e di Lumia, di D’Attore e di Minniti. Delle donne antimafia, che sempre solidarizzano con la magistratura e, questa volta, consentono che che la Laganà la azzanni. Siamo sconcertati dal silenzio sul tartufismo della signora Maria Grazia Laganà, che non onora né la democrazia né la legalità, quando compie l’estremo sacrificio di dimettersi dal gruppo parlamentare del Pd e di sospendersi da dirigente e iscritta del Pd. E perché non anche dalla Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali. E perché non anche da deputata? Enzo Tortora fu capace di tanto e di più. Rinunciò all’immunità parlamentare. Si dimise da deputato europeo. Rischiò di tornare in carcere, e ci tornò. Nella situazione data, la deputata Maria Grazia Laganà rischia solo di perdere lo stipendio. Ma di dimissioni dalla Camera non se ne parla. E i muti del suo Partito moralizzatore questo estremo sacrificio pecuniario non chiedono. Non hanno più corde vocali. Si sono sgolati per reclamare le dimissioni della Polverini, di Formigoni, e Scopelliti, i Minniti, i D’Attorre, i Lumia, contigui alla deputata Maria Grazia Laganà, tacciono.

DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

09


PRIMO PIANO: PIANTO GRECO SULLE ROVINE DI REGGIO CALABRIA

La norma lingustica della ministra Anna Maria Cancellieri

L’OCCASIONE FALLITA DEL GOVERNATORE

Contiguità, basta la parola! E la Sinistra sotto il FABRIZIO SPINELLA

IN EVIDENZA

ormai asseverato ex cathedra il concetto che anche se non si è penetrati, in Calabria si è sempre prossimi a esserlo, o si è influenzati, e perciò gli amministratori scacciati perderebbero tempo a recriminare eventualmente presso il Consiglio di Stato, che già si è espresso con una sentenza: sono sufficienti semplici spifferi d’aria condizionata mafiosa nell’ambiente, anche non assurgenti al rango di prova piena, per procedere allo scioglimento di un Comune (ma non si capisce, ad esempio, perché non lo facciano pure a Milano, capitale della collusione, e in gran parte della

paracadute dello scioglimento

aro Direttore, sul «caso Reggio» è necessario l’inILARIO AMMENDOLIA sta di una Calabria che non tervento di un linguista, IN EVIDENZA vuole essere colonia, che dice non di un giurista. l presidente Scopelliti ha no a leggi eccezionali, che La ministra Cancellieri, con un Perché Scopelliti è pronunciato parole di fuoco blocca ogni riedizione della tono di Sibilla Cumana, ha detto contro lo scioglimento del legge Pica. Ha perso l’occasioche il comune di Reggio è stato stato in silenzio consiglio comunale di Reggio ne per mettersi alla testa, da sciolto per contiguità con orgadinanzi allo sciglidettato, secondo lui, da una presidente democraticamente nizzazioni mafiose, e non per scelta politica. È tardi! È tardi eletto, di tutti coloro che riteninfiltrazioni di mafiosi. Questa mento di Samo, di per assumere posizioni garan- gono che la questione calabreespressione è analoga all’invenS. Ilario, di Careri, di tiste! se non possa ridursi a questiozione morotea delle convergenPerché è stato in silenzio ne criminale. ze parallele nella Prima M. di Gioiosa, di Repubblica: gli alleati di centrodinanzi allo scioglimento di E la Sinistra? Se non avesse Platì? Perchè non ha sinistra andavano di pari passo, Samo, di S. Ilario, di Careri, di rinunciato alla propria storia, affiancati senza toccarsi, contiMarina di Gioiosa, di Platì? avrebbe un grande ruolo da detto una parola gui cioè nell’esercizio del potere, Perché non ha detto una paro- giocare. dinanzi alle commisfinalizzati agli stessi obbiettivi, ne, salv’ognuna, prodromi e sviNella storia del dopoguerra la ma ciascuno per conto proprio, luppi dello stesso morbo, dei Sinistra si è opposta con forza sioni d’accesso? e si sa come è finita. Allo stesso quali si trova traccia in certe croai poteri dei prefetti. modo, l’associazione economi- nache giudiziarie. E che dovrebBasterebbe rileggere le vicen- presenza nelle istituzioni è co-mafiosa e l’organizzazione be fare il Governo, andare a de legate al prefetto Marzano. indubbia, anche se è riduttivo politico-burocratica della città di ritroso per scioglierle in memoBasterebbe riflettere sulle pensare che la ‘ndrangheta si Reggio, secondo le conclusioni riam? parole di fuoco pronunciate in limiti a infiltrarsi nelle sole istiministeriali, avrebbero agito Peraltro, è evidente che le Parlamento contro l’invio al tuzioni elettive. «contiguamente», facendo affari norme italiane sono soggette a confino dei sindaci di Canolo e Entra ovunque! Si annida nelle in comune, ma senza infiltrazio- sempre più ardite, e dunque Ciminà e il conseguente scio- banche, non si ferma dinanzi ni dell’una nell’altra, e qui si ambigue, interpretazioni lessicaglimento dei consigli comunali alle divise, penetra nelle toghe, confonde ogni senso linguistico li, perché non sia mai che il detdilaga nei partiti, si sposa con dei due paesi della Locride. e pratico. tar semplice e chiaro possa turl’impresa. Era una Sinistra che proveniva Il ministro ha per di più precisa- bare il tradizionale rapporto dall’antifascismo militante e Capisco che una parte politica to che lo scioglimento riguarda d’incomprensione tra i cittadini dalla Resistenza, perfettamen- esulti dinanzi allo scioglimento soltanto l’attuale amministrazio- e le varie categorie dello Stato. te consapevole che la demo- del Comune di Reggio! ne comunale di Reggio, e non Siamo afflitti dalle norme non crazia si difende con più demo- Io non lo farei! anche quella precedente. meno che dai vizi. Il potere esecrazia, maggiore partecipazio- Se io fossi un dirigente del parQuesta precisazione sottintende cutivo, il potere legislativo e l’orne, più libertà Tocca alla tito democratico avrei avuto che, pur essendo scaduta e quin- dine giudiziario hanno ormai un Il 12 non è un numero fortunato per la Città di Reggio di risultando inesistente, la fu dizionario autonomo dalla filoPolitica il governo delle comu- l’ambizione di sfidare e sconCalabria. 2012 lo scioglimento per contiguità con la figgere il centrodestra sul terAmministrazione Scopelliti logia e dal buon senso. Così, nità. sarebbe stata lo stesso passibile nella vicenda di Reggio e in altri Sospendere la democrazia reno politico . ndrangheta. 1512 L’incendio di Reggio Calabria da parte di scioglimento, con applicazio- casi di comuni sciolti nell’acido costituisce un precedente La destra calabrese ha dimodei turchi, in questo disegno di Piet Bruegel. ne retroattiva della punizione, della normativa antimafia, tropotenzialmente gravido di con- strato di non avere né i numeEsattamente mezzo millennio fa. qualora si fossero rinvenuti ele- viamo una distinzione sofistica ri, né la passione politica, né un seguenze negative. menti validi per farlo. Ai tempi tra condizionamento, infiltrazioIeri è stato sciolto il consiglio progetto per governare la antichi si celebrò un processo ne e contiguità, quando in comunale della piccolissima Calabria. Perché consentirle il grottesco contro un papa defun- realtà, nel segno linguistico, uno Lombardia, landa di intrallazmartirio? la dinanzi alla commissione di Samo, oggi Reggio e domani? to, il cui scheletro fu riesumato di questi termini può sostituire zo). accesso a Casignana, a Il Sud potrebbe progressiva- Una democrazia forte e matudai cardinali, rivestito di para- gli altri, indifferentemente, La linguistica ormai alza bandieSiderno, ad Ardore, a S. Luca? mente avviarsi verso una levi- ra non ha bisogno di commismenti pontifici e impilato su uno posto che tra di essi esiste un ra bianca, la legge è legge, come sariamenti ma di partecipazioEppure dei nove comuni della gata “non libertà”. scranno per essere giudicato e rapporto di affinità logica nel film di Totò. Ma Reggio, ne democratica. Attenti, noi Locride interessati all’accesso, La ndrangheta c’è! quindi condannato a posteriori. città del sofisma, non morirà (metonimia). non siamo colonia perché altri quasi tutti erano, e sono, diret- La sua La stessa precisazione del minicerto per un cavillo. Quod quis È ci hanno colonizzato. ti da “suoi” uomini. stro genera qualche perplessità ex sua culpa damnum sentit, Lo siamo perché pensiamo e Ovviamente la mia domanda è di ordine per così dire cronolodamnum non sentire videtur: operiamo da colonia. Molti retorica, capisco perfettamengico: infatti, la contiguità pare che non subisca danno IL RECORD IL RECORD hanno invocato e ottenuto te perché! mafia-politica-economia a chi quel danno subisca per l’intervento dall’alto, una Scopelliti ha avuto paura. Reggio è confinata dal una propria colpa. specie di braccio secoSi è illuso di passare Ministro dell’Interno Infine, per il peculiare lare a cui la politica indenne nella tempesta esclusivamente nel contesto antropologico delega la propria che si è scatenata sulla t e m p o dei comuni calabresi, impotenza. In Calabria. dell’Amministrazione non resta che intonare, Calabria dall’alto Arena, in carica da sull’aria di una canzoHa pensato che il suo non è arrivato mai circa un anno e ne di Arisa: silenzio avrebbe reso Con lo scioglimento del comune Altro triste primato per la mezzo (maggio «Contiguità / Un elenulla di buono e chi benevoli i poteri che 2011), come se non mento imprescindibile ha la vista lunga può sovrintendono alle di Reggio si è saliti a quota 52 Calabria e per la provincia fossero mai esistiti, / Per uno scioglimento capire che non esistosorti di noi calabresi. enti azzerati in Calabria. Di reggina. Sui 52 enti sciolti 28 nelle precedenti stabile / Che punti all’eno eccezioni. Ha perso una occasione amministrazioni reggiternità». questi solo 5 comuni hanno sono quelli targati Reggio di diventare protagoni-

C

E come canterebbe Arisa: «Contiguità / Un elemento imprescindibile / Per uno scioglimento stabile / Che punti all’eternità»

I

1512-2012

Sono 52 i comuni calabresi sciolti

ottenuto il reintegro delle amministrazioni.

28 enti azzerati in provincia di Reggio

Calabria.

DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

10


DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

11


Parlando

di...

ATTUALITÀ OPERAZIONE ALBACHIARA / la ‘ndrangheta del basso Piemonte

Assolti perchè il fatto non sussiste Sono stati tutti assolti con la formula “perché il fatto non sussiste’’ i 17 imputati nel processo ‘Albachiara’ su presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta nel basso Piemonte. Ecco come venivano presentati gli arresti da un giornale specializzato e collegato a Libera: “All’alba, mentre spuntava e non spuntava il sole, mi sono messo a camminare solo sulla strada. Giunto in riva al mare ho visto una barchetta di lontano navigare con una bandiera di tre colori”. Alle prime luci del giorno è scattata l’operazione ‘Albachiara’ che ha portato all’arresto di diciannove persone nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo accusate di associazione alla ‘ndrangheta. Tra di loro anche un politico locale, Giuseppe Caridi, consigliere comunale di Alessandria, di cui gli inquirenti hanno registrato l’affiliazione all’onorata società: un vero e proprio

IN EVIDENZA

Non abbiamo bisogno di musei, associazioni floreali che agitano scompostamente gli scalpi di qualcuno. Ogni vittima di mafia ci appartiene. Ogni innocente arrestato è una ferita per la società. Ci sono persone in carcere da anni, in attesa di processo.

rito, di quelli tipici della mafia calabrese, che con quelle parole “All’alba, mentre spuntava e non spuntava il sole…” si concludeva. «Testimonianza del grande lavoro dei carabinieri del Ros – ha dichiarato in conferenza stampa il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli – che hanno saputo documentare la quotidianità della vita dell’associazione». È la seconda operazione nel giro di una settimana, dopo quella denominata ‘Minotauro’, che colpisce e rivela la presenza della ‘ndrangheta in Piemonte. Ed ancora: Alla fine Oppedisano (un novantenne presunto capo di tutte le ‘ndranghete) acconsentì solo alla creazione di una “società minore” con a capo Zangrà ma formalmente sottoposta al locale del basso Piemonte. Non avremmo nulla da aggiunge-

re. Solo una riflessione: gli imputati erano accusati di essere l’avamposto della ‘ndrangheta nel basso Piemonte. Nel momento in cui è scattata l’operazione i professionisti dell’antimafia hanno suonato le trombe e agitato le bandiere. Non era vero. Noi siamo garantisti da sempre e nei confronti di chiunque. Questo è il nostro modo di schierarci “senza se e senza ma” contro tutte le mafie ma nello stesso tempo per uno Stato giusto fondato sulla Costituzione repubblicana. Ci battiamo per una magistratura capace di individuare i colpevoli ma, nello stesso tempo, di evitare sofferenze inutili agli innocenti. Per una stampa che non faccia processi sommari ma rispetti sempre e comunque la persona umana. Una magistratura che recuperi la compostezza, la serietà, la discre-

zione, nella consapevolezza del delicato compito che svolge. Non abbiamo bisogno di musei, associazioni floreali che agitano scompostamente gli scalpi di qualcuno. Ogni vittima di mafia ci appartiene. Ogni innocente arrestato è una ferita sul corpo della società. Ci provoca sofferenza il fatto che ci siano delle persone in carcere da anni senza alcun processo. Non lo riteniamo degno di un paese civile. La stessa sofferenza che ci provoca le condizioni di vita di chi è in carcere. Non c’è niente di particolarmente rivoluzionario nelle nostre posizioni dal momento che da migliaia di anni qualcuno aveva scritto nella massime evangeliche: “Visitare i carcerati”. Cogliamo il senso profondo di queste parole collocandoci accanto a tutte le vittime contro tutti i carnefici.

INTERCETTAZIONI FANTASMA

Omicidio in diretta. OFF ANTONELLA ITALIANO L’aria era densa dentro l’abitacolo. Ai tre pareva di averla addosso. Era un brivido costante sulla pelle, dolce a tratti, a tratti insopportabile. Respiravano piano per controllare il battito del cuore, ché se avesse iniziato la sua corsa li avrebbe fatti impazzire. - Quando escono di casa ci chiama – la voce di Gianni, seduto al posto guida, ruppe il silenzio. Franco lo guardò e si accorse che stringeva nervosamente lo sterzo. Gli strinse la mano ghiacciata per riscaldarlo, e si avvicinò all’orecchio: - Calmo, stai calmo. Spera solo che siano in due. - Si, ma se sono con la Punto è meglio. - Quella nera dici? - Si si. La nera. La Cs. Mario, seduto dietro, li osservava divertito. Aveva già caricato a pallettoni e non aveva bisogno di altre certezze. Non temeva nessuno a dire il vero, ma era un grave errore non temere nessuno e Franco, che lo sapeva, ripeteva continuamente il piano: - Se ritardano ancora arrivano gli sbirri. Ascoltate, prima sparo io col fucile, se li prendo tu, Mario, non sparare. La voce dal walkie talkie risuonò metallica: «Partiru ca nira».

Era il segnale. - Quando scendiamo non parlate, potrebbero esserci microspie. - Rrivaru rrivaru rrivaru. - Avvicinati più che puoi. Gianni stai calmo, calmo. - Ora ora ora. Spara Franco. Spara. La voce mortale del piombo spazzò via ogni timore. Non ebbe ostacoli davanti a se, né vetri, né acciaio. Ed entrò nella carne, che si svuotò della vita, e la morte sembrò meno poetica vista da vicino, e quei corpi si ripiegarono pesantemente come sacchi di patate, ed i rantoli assomigliarono ai lamenti dei vitelli sgozzati al macello.

No, non c’era poesia. La poesia era nell’aria, che risuonava ancora degli echi del fucile, nell’odore di zolfo e sangue e feci. Quella era la poesia. - A posto a posto basta non sparare.

corpo senza vita. Incontrò, invece, gli occhi dell’altra vittima che lo fissavano senza paura, mentre dalla bocca i polmoni risputavano sangue. Anche Franco lo guardò. Le loro vite, quella notte, passavano inevitabilmente dalla stessa strada. Ed era solo un caso, o quasi, che fossero loro gli attori. Entrambi ne erano consapevoli. Franco ne raccolse con discrezione l’ultimo pensiero, e fu suo, per sempre. Non ci fu bisogno di sparare ancora. Alla caserma la tensione sparì. Chiusero il canale di trasmissione del macabro “grande fratello” che per ore li aveva incatenati al tavolo di ascolto. - Si ammazzassero tra di loro questi cani – disse il comandante. Ed ognuno tornò al suo posto di lavoro. E Scendi con me Mario, ma non spara- quelle parole sollevarono gli animi di chi, pur potendo, non intervenne. re. Avrebbero indagato un giorno, - Si ma tu scassali. Scassali! Franco si avvicinò al finestrino deva- magari il giorno stesso. Avrebbero stato dai proiettili. Puntò l’arma ad un controllato le registrazioni dell’auto

Intercettazioni ambientali e telefoniche, si vive sotto assedio. Alcuni omicidi avrebbero potuto essere evitati, ma salvare delle vite già sporche, forse, non è compito allo Stato. Il macabro Grande Fratello.

dei killer. Certo, solo dopo la segnalazione di qualche cittadino. Solo dopo le avrebbero cercate. Ora era necessario aspettare. Insabbiare. E l’auto dei killer ripartì veloce. Tutto era andato come previsto. Poi il fuoco bruciò ogni prova e, qualche ora più tardi, erano già lontani. Guardarono la costa dall’alto cercando di immaginare il subbuglio, le lacrime, le indagini sotto i neon dell’obitorio. Le luci blu impegnate, finalmente, nella ricerca. Come un dio terribile, Franco si eresse sulla valle, facendosi investire dal vento. Tese il viso e il petto. Percepì la distanza fisica, la fermezza della mano, la purezza del cuore. E il vento portò altrove le sue colpe. «Mario disse Franco con tono pacato - una volta varcata questa soglia comprendi che non è più possibile tornare indietro. E vai avanti. Una volta domata la paura del giudizio la vendetta ti è più calda del perdono. E vai avanti. Quando passi dalla parte dei cattivi nessuno vede più la tua bontà, e l’attesa della morte appare liberatoria. E vai avanti. E ogni volta ti sembra diverso l’odore di sangue e di zolfo e di mutande imbrattate. Te ne disseti, vivendo nell’attesa di berne altro. E vai avanti. Vai avanti. Vai avanti». Mario era poco più di un ragazzo. Ma la soglia dell’inferno l’aveva oltrepassata quella sera. E andò avanti. DOMENICA

14

OTTOBRE

2012 12


DOMENICA 14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

13


Parlando

di...

Polaroid

Polaroid

Stephanie ha «un talento divino e la mano di Pablo Picasso». Così viene definita dalle sue insegnanti la giovane pittrice che, negli Usa, sta rivoluzionando il mercato dell’arte. È figlia di padre calabrese e madre americana, e i suoi quadri piacciono così tanto da essere già venduti a cifre esorbitanti. Un vero e proprio «enfant prodige» della pittura.

«L’Informatore Agrario» dedica un numero monografico alla pregiata liquirizia di Calabria. Nella nostra regione si concentra l’80% della produzione nazionale. Una grande ricchezza che, nel 1715, divenne una vera fonte di progresso. I rami, sminuzzati e poi bolliti a lungo, producono un liquido da cui si ricavano i prodotti conosciuti sul mercato.

Locride GIOIOSA JONICA / Intervista all’ex-vicesindaco Rocco G. Mazzaferro

«Lo show del sindaco Mazza» Il Sindaco sostiene che ci sia in atto una strategia elettorale e che le reali motivazioni della crisi non siano legate al bilancio. Come stanno in realtà le cose? Per quanto mi riguarda non ho assunto in questa fase alcuna iniziativa elettorale o di partito. Non sono uno sprovveduto come vorrebbe far apparire l’avv. Mazza. L’impegno che ho assunto in seno alla Lista civica e ai cittadini era quello di concludere la legislatura e portare a termine il programma esposto agli elettori ma, quando viene meno il principio di collegialità e la coesione politica in una coalizione, la cosa migliore è staccare la spina per non lasciare il paese in agonia e compromettere i risultati positivi che l’Amministrazione comunale ha raggiunto nel corso di questi quattro anni e mezzo di legislatura. Posso tranquillamente fugare le fobie dell’avv. Mazza sull’eventualità di capeggiare una lista alle prossime elezioni. Chi mi è vicino sa come la penso: il candidato a Sindaco di un paese deve avere molta disponibilità di tempo che io, per via del lavoro, non ho. Da qui il maldestro tentativo di trasformare una vicenda che riguardava esclusivamente il territorio comunale in un evento mediatico. Si è trattato di una farsa, un’insolente intrusione fuori da ogni contesto. Qual è stato il rapporto col Sindaco durante la legislatura? Con l’avv. Mazza non ho avuto alterchi di natura personale durante la legislatura, soltanto confronti sulle problematiche amministrative del Comune. Abbiamo due modi diversi d’intendere la risoluzione dei problemi e il rispetto dei cittadini che ci hanno votato. Abbiamo, soprattutto, mentalità politiche diverse. La democrazia non può e non deve essere accondiscendenza delle scelte come servi sciocchi di arlecchiniana memoria o piegamento della schiena al comando del capo. Da dove parte allora la crisi che si è registrata in maggioranza? Il comportamento assunto dal Sindaco negli ultimi mesi è stato politicamente arrogante e offensivo della dignità personale del sottoscritto e degli altri Consiglieri firmatari della richiesta di convocazione del Consiglio comunale per discute-

IN EVIDENZA

Dopo l’intervista al sindaco Mazza, arriva la replica del suo ex-vicesindaco Mazzaferro. Dal “podestà” alla “comparsa”, fino alla messa a nudo dei problemi del paese. É battaglia a mezzo stampa.

re della vicenda del mega impianto consortile di depurazione in località Elisabetta di Gioiosa Ionica. Abbiamo ritirato la nostra fiducia anche perché il clima creatosi all’interno della maggioranza non ci consentiva di continuare a condividere con lui un’esperienza amministrativa e di avere fiducia in un primo cittadino che ha nascosto al suo assessore al ramo, alla sua maggioranza e alla cittadinanza per circa tre mesi una vicenda, quella del depuratore, che potrebbe segnare in modo negativo il destino del paese. Pertanto, il giorno dopo la seduta consiliare del 19 settembre, ho restituito le

mie deleghe per suggellare in modo ancora più evidente che privilegiavo la dignità politica mia, dei consiglieri a me vicini e dei cittadini rispetto al privilegio dell’incarico assessorile. È stato definito dal sindaco Mazza una comparsa, e non un attore principale. Dopo quattro legislature, con incarichi di assessore alle finanze del Comune per tredici anni, delega di Vice Sindaco per nove e altri incarichi di partito a livello provinciale, non credo di poter essere definito una comparsa. L’avv. Mazza, per nascondere l’evidente imbarazzo di non essere stato capace, dal punto di vista caratteriale, di tenere coesa e informata la sua maggioranza, si avventura in apprezzamenti gratuiti e stravaganti, con contumelie al limite del ridicolo e omelie per incensare il suo palmares politico, fatto di numerosi cambi di casacca e sconfitte elettorali. Lui si disse un democratico quando invece lei lo definì un “podestà”. Chi è in realtà il Sindaco di Gioiosa Jonica? Appare sempre più difficile la sua posizione politica e morale. Rimasto solo con quattro consiglieri al suo fianco, si ostina a rimanere in carica, dichiarando che andrà via solo se rimosso dal Prefetto, come se l’incarico di Sindaco gli fosse stato assegnato, in pregio alla volontà popolare, con decreto prefettizio. Questo atteggiamento è il massimo dell’arroganza, dello stravolgimento delle regole in un paese democratico e dell’ostinazione al comando a ogni costo. Come finirà la vicenda del depuratore? Nonostante la delibera consiliare, non mi risulta che il Sindaco abbia assunto iniziative di con-

vocare le parti per scongiurare la costruzione dell’impianto nel nostro territorio e per verificare se l’ipotesi dei due progetti presentati sia stata o meno superata, stante l’imminente scadenza del 31 dicembre per definire l’impiego delle risorse previste. Che giudizio ha, oggi, del Sindaco? I primi segnali di schizofrenia politica l’avv. Mazza li aveva registrati all’indomani del suo scarso risultato elettorale alle regionali. Nonostante le difficoltà abbiamo continuato a svolgere il nostro ruolo nell’interesse della comunità fino a quando, senza alcuna motivazione valida, ha deciso di azzerare la Giunta. Accortosi in seguito di non avere i numeri per continuare il mandato, ha dato le dimissioni, salvo ritirarle qualche giorno prima che divenissero definitive. Durante questa fase ha persino tentato di capovolgere la volontà degli elettori tessendo una trattativa con i gruppi di minoranza per continuare l’attività amministrativa. A quel punto, per senso di responsabilità istituzionale e per non gettare il paese nel caos, abbiamo dato l’appoggio esterno per evitare il commissariamento del Comune. Dopo quattro mesi avevamo ripreso il dialogo con lo scopo di affrontare le insorgenti problematiche del paese. Abbiamo superato molti ostacoli nel prosieguo del cammino amministrativo (vicenda bretella del Naniglio, campo sportivo, piano regolatore, opere pubbliche non avviate nonostante i finanziamenti già in cassa). Ora, con la vicenda del depuratore, la misura è colma. Non abbiamo più fiducia in un Sindaco che parla in un modo e si comporta in un altro.

SAN LUCA E LA SCUOLA

Dai diamanti non nasce niente... «Egregio dott. Gallullo, dirigo la Corrado Alvaro dal 2011. Un anno di grande impegno, una prova estrema...». E la coraggiosa dirigente inverte la rotta e sottolinea, sul blog del giornalista, il vuoto istituzionale contro cui la scuola si batte.

MAMMOLA

Pensilina comunale alla Villa. Chiesto. Fatto. Bravo il sindaco Longo. Bravo, per aver accolto l’istanza degli studenti mammolesi e aver terminato i lavori alla pensilina di fermata degli autobus. Bravo, quando fa il Sindaco e non il giornalista.

LA SCOMPARSA

Lillo Tropeano e l’officina del corpo Siamo inseriti in una distribuzione casuale, un asso di cuori o un asso di picche, testa o croce, scriveva il celebre scrittore Robert Musil. Ora che questa assurda distribuzione delle probabilità ha segnato il destino del nostro caro Lillo Tropeano, staccandolo dalla vita a soli 47 anni in sella alla sua moto, carpito alla sua famiglia e alla comunità tutta, le nostre povere parole calano sul suo improvviso silenzio, sulla sua prematura assenza, su un vuoto incolmabile, come ultimo tributo di fratellanza autentica. Lillo era un uomo buono, serio e sincero, amante della vita, fiero di viverla sempre al massimo, amante dello sport e dei motori; la sua forte complessione di culturista era pari al suo grande cuore. Indescrivibili le sue premure verso la moglie Cinzia e verso il frutto del loro amore, la figlioletta Elektra, e la disponibilità verso gli amici. Di Lillo molti ricordano con quanta tenacia avesse seguito sin da ragazzo la sua vocazione alla cultura fisica, scegliendo una vita dedita all'impegno faticoso

nella palestra da lui creata, che nel marchio «Lillo Body Line» riassumeva efficacemente se stesso.

Invece di diventare un imprenditore di successo lungo la scia di una antica tradizione famigliare, Lillo preferì dedicarsi al Body Building, vivendolo con entusiasmo dinamico e fattivo e creando un metodo tuttora apprezzato dai numerosi frequentatori della sua «officina del corpo». Questa scelta si rivelò vincente, visti i numerosi successi agonistici da lui conseguiti a livello nazionale. Tutto ciò non lo distolse mai dalla vicinanza ai suoi ragazzi, la fama sportiva non lo privò minimamente dell'umiltà che lo caratterizzava. «Lillo Body Line» era in fondo una filosofia del corpo e dell'amicizia, che continuerà a vivere grazie all'impegno profuso dalla moglie Cinzia, compagna inseparabile nella vita come nello sport, anch'ella istruttrice preparata e competente, molto determinata a portare avanti il buon nome della palestra. Ciao Lillo e grazie per quello che sei stato per tutti noi. Sarai per sempre nei nostri cuori. I tuoi ragazzi

Addio Andrea Andrea era un ragazzo sincero, attivo nel volontariato. Ha avuto momenti difficili a Milano e a Bergamo, lottando con la speranza che la fortuna girasse dalla sua parte. Lo faceva per Rosanna. Con lei il progetto era ancora più ambizioso. E, forse, non ha mai smesso di crederci, nemmeno quando il suo destino era già segnato. Ripensava spesso agli amici lontani: «Anche se io non potrò venire disse loro un giorno - voi dovete organizzare lo stesso la serata insieme, io ce la metterò tutta per esserci...».

DOMENICA 14 OTTOBRE

2012

LA RIVIERA

14


Polaroid

la Riviera

Polaroid Tir, auto, bus. Fin qua tutto normale. Cani, gatti, topolini. Strano, ma probabile. Mucche, pecore, qualche capretto. Impossibile? Sulla nostra A3 nulla è impossibile. Non avremo la tripla corsia, non avremo i caselli, non avremo il Ponte; ma onestamente per il resto non ci manca niente. «Il Sud è nu paese bello assai...».

L’infaticabile Francesco Macrì vorrebbe farci le scarpe. Ma noi l’abbiamo fotografato lo stesso. Questa settimana si è dedicato alla vendemmia, tra le viti del suo feudo. Proprio dopo essere tornato da Lourdes. Cosa ci riserverà il barone per il prossimo weekend? Per ora gli auguriamo che il vino sia buono.

PARTNERSHIP

Trentino cornice del gemellaggio tra Portigliola e Rovereto Il sindaco di Portigliola Rocco Luglio, in occasione della 23° rassegna del film Archeologico, svoltasi dal 1 al 6 ottobre 2012 a Rovereto e organizzata dal Museo Civico, è stato ospite dell’evento su invito del Comune, al fine di consolidare quel rapporto culturale iniziato quest’estate con l’organizzazione della stessa rassegna a Portigliola. Nel corso del soggiorno il Sindaco ha incontrato anche il governatore della provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai. Erano presenti all’incontro il consigliere provinciale di Trento Salvatore Panetta (nativo di Portigliola) e il presidente del Museo Civico Giovanna Sirotti, già ospite quest’estate a Portigliola. Durante l’incontro è stato illustrato il progetto tra il Museo Civico di Rovereto e il comune di Portigliola che comprende, oltre agli eventi culturali, la possibilità di stage formativi per giovani finalizzati all’utilizzo, via web, dei servizi del museo. Al termine dell’incontro il presidente Dellai ha dichiarato la propria disponibilità verso il progetto. La visita è stata anche occasione d’incontro con il direttore del Museo Civico di Rovereto Franco Finotti, il quale ha defi-

IN EVIDENZA Eventi culturali, possibilità di stage formativi per i ragazzi per incentivare l’uso dei servizi web del Museo Civico. Questi i tre punti chiave della collaborazione instaurata tra Portigliola e Rovereto nito l’istituzione da lui diretta come «un museo insolito, vivo e in movimento, che vuole accompagnare alla scoperta di un territorio straordinariamente ricco tutti coloro che intendono fare del proprio tempo libero occasione di conoscenza intelligente». Nel corso dell’in-

SUPERCAZZOLE di Vincenzo Carrozza

Crani e cognomi Un Strati, Bruzzese e Dattilo nuovi pensionati Tre ottimi funzionari dipendenti dell’amministrazione provinciale di Reggio Calabria, dott. Domenico Strati, esperto in materie agricole, geom. Salvatore Bruzzese, responsabile viabilità della Ionica, e dott. Bruno Dattilo, del settore turismo in servizio presso l’ufficio multifunzione di Locri, hanno coronato la loro carriera con il sospirato pensionamento. I colleghi del circondario di Locri esprimono le felicitazioni e ricordano l’impegno e la dedizione profusa dai colleghi nell’interesse dell’amminstrazione provinciale e dei cittadini utenti.

contro sono stati definiti i contenuti del progetto: la realizzazione dell’anteprima della rassegna di film d’archeologia da effettuare a Portigliola; la formazione per giovani con stage per l’utilizzo dei servizi del museo; la didattica per le scuole. Si è inoltre parlato della possibilità di creare una rete tra il museo, i Comuni e le scuole attraverso l’utilizzo della banca dati museale. Tra le tante attività interessanti del Museo rivolte ai giovani si evidenziano il Summer camp e FLL. Il primo è riservato a ragazzi di tutta Italia che frequenteranno la terza o la quarta superiore nell’A.S. 2012/13. Obiettivo principale del corso è creare un ambiente stimolante in cui i ragazzi siano impe-

gnati in attività di osservazione, analisi e riflessione scientifica. Un progetto che sviluppa la capacità personale di osservare, pensare, porsi domande e scoprire strategie e risposte. Il FLL è un vero e proprio campionato a squadre tra giovani ragazzi che progettano e costruiscono robot autonomi. I giovani che partecipano a questi eventi apprendono nozioni di scienza e tecnologia, imparando anche a confrontarsi e a crescere. Nel corso della serata conclusiva della manifestazione, il presidente del Museo civico di Rovereto ha sottolineato il legame tra la città trentina e la Calabria che ha avuto inizio con il “roveretiano” Paolo Orsi e ancora segue, oltre che con il comune di Portigliola, anche con il “calabrese” Carmine Abbate, recente vincitore del premio letterario Campiello che, nel suo libro, parlando della Calabria ha anche omaggiato la città trentina citando il suo famoso archeologo. L’auspicio del sindaco è che anche in Calabria ci sia la stessa attenzione da parte delle istituzioni locali riscontrata nelle istituzioni trentine nel sostenere questa iniziativa. Rocco Luglio

Sulla scrivania di Cesare Lombroso giace il cranio del calabrese Giuseppe Villella, contadino. Brigante per nascita. Sulle scrivanie della giustizia giacciono cognomi uguali di uomini e donne d’Italia. Maffiosi per nascita. La teoria della fisiognomica criminale è scivolata dai crani ai cognomi. I centimetri delle depressioni craniche sono mutati in fonemi dai suoni monotoni. ERRATA CORRIGE

Ci scusiamo per i lettori ma dobbiamo rettificare i dati relativi all’articolo Sbarca a Siderno il Levitra. E i 45enni si erigono, uscito in questa pagina la scorsa settimana. A quanto pare le 140 scatole di Levitra, le 130 Cialis e le 70 di Viagra vengono vendute da una farmacia in un anno. Evidentemente c’è stato un fraintendimento sulla virilità dei nostri compaesani.

Il viaggio di Anna e Giovanna Ci sono due Donne Che mai si sono incontrate, mai si sono conosciute Eppure sapevano l’una dell’altra E l’una dell’altra hanno condiviso… La speranza, la forza, i viaggi, le cure… Una più piccola, l’altra più grande Una ancora figlia, l’altra già mamma E poi il destino… E divennero due Angeli La piccola prima, la grande poco dopo E così si incontrarono, si conobbero, anzi si riconobbero Per tutto quello che senza conoscersi sapevano l’una dell’altra Per tutto quello che senza conoscersi hanno condiviso Per quell’Amore che hanno saputo dare Per quei ricordi che hanno saputo

lasciare Per quell’Essere che hanno saputo essere Per quell’abito con gli stessi colori la stessa fantasia che hanno saputo indossare Quei colori che Le faranno riconoscere e abbracciare Quei colori siano per noi con i cuori tristi senza fine la speranza del giorno che verrà Ho abbracciato mia Sorella Ho sussurrato in silenzio a Giovanna di averne la cura da mamma Ad Annarella, sorella meravigliosa, Sorella per sempre A Giovanna, amica che non ho conosciuto, Amica per sempre Serena

REGGIO CALABRIA

Al via il progetto “città metropolitana” Reggio Calabria diventerà città metropolitana. Sta ormai prendendo corpo sempre più velocemente il progetto che prevede la trasformazione della più importante realtà della nostra regione. Un piano che include dieci tra le più importanti città italiane (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia e Reggio Calabria) e che dovrebbe ufficialmente entrare in vigore dall’1 Gennaio 2014. Il progetto rientra all’interno del programma di ridefinizione dell’assetto dell’Italia, in base a quanto previsto dallo spending review. Obiettivo principale il ridurre le spese delle amministrazioni pubbliche e dei governi locali. Notevoli i passi in avanti che si stanno compiendo in questo periodo. È prevista, infatti, per fine ottobre la presentazione di un provvedimento con il quale sarà disegnata la nuova geografia delle Province e delle città metropolitane. A questo seguirà la formazione di una Conferenza metropolitana, un organo

di governo che sarà composto da tutti i sindaci del territorio della Provincia destinata a trasformarsi in città metropolitana e dal presidente della Provincia, deputato a elaborare lo statuto provvisorio della città metropolitana. Fiducioso il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Filippo Patroni Griffi, il quale ha indetto per lo scorso lunedì un incontro con i sindaci delle dieci città. «Abbiamo avviato il tavolo con i sindaci dei comuni delle future città metropolitane per realizzare la riforma che andrà a ridisegnare, DOMENICA

il governo del territorio. Questo tavolo servirà proprio per affrontare i problemi e migliorare l’allocazione delle funzioni e dei servizi al territorio nei tempi prefissati». Un traguardo di assoluto prestigio per la città di Reggio e per l’intera regione Calabria. La trasformazione in città metropolitana, infatti, dovrebbe consentire alla città dello Stretto di fare un ulteriore salto di qualità, diventando così un punto di riferimento non solo per la regione ma per l’intero Mezzogiorno. Giovanni Larosa

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

15


DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

16


DOMENICA 14 OTTOBRE

2012

LA RIVIERA

17


Parlando

di...

ATTUALITÀ SVILUPPO/ Disagio sociale e zone franche

La Locride è fuori ILARIO AMMENDOLIA l governo ha individuato alcu-

I

ne zone franche per quanto riguarda la Calabria: Rossano, Crotone e Lamezia. La Locride è fuori! Ogni guerra di sapore campanilistico sarebbe sbagliata. Crotone , Lamezia, Rossano sono punti strategici della Calabria ed è nostro interesse che, in dette aree, si creino le condizioni per un possibile decollo di una economico. Il loro inserimento è stato giusto ed opportuno. A questo punto però sorge un problema grande ed ineludibile sia per la classe dirigente della Locride sia per quanto riguarda le istanze istituzionali più alte. Una premessa: la zona franca non contiene alcuna ricetta miracolistica ma avrebbe consentito alla Locride alcune agevolazioni per cinque anni, in particolare: esenzione dalle imposte sui redditi esenzione dall’IRAP esenzione dall’ICI esonero dal versamento dei contributi previdenziali In misura minore e circoscritta, un sostegno ad imprese già operanti nelle area. Non è un farmaco magico ma non sono neanche misure da disprezzare. L’idea delle zone franche è stata concepita per la prima volta in Francia e poi recepita in Italia. La misura è destinata soprattutto ad aree in cui si manifesta uno estremo disagio sociale. Ora, non crediamo esista zona in Italia dove esiste un disagio sociale maggiore che nella Locride. Si tenga conto che l’idea delle zone franche si coniuga perfettamente

con la Costituzione che prescrive misure adeguate e a superare gli squilibri territoriali . L’esclusione della Locride non è giustificata se non dal fatto che abbiamo una classe dirigente che conta poco e soprattutto che non è supportata da un sostegno popolare. Alle parole debbono seguire sempre fatti concreti. Per esempio :il consiglio regionale della Calabria , nei mesi scorsi, ha approvato un ordine del giorno sulla Locride. Alla luce del risultato appare per quello che è: una bolla di sapone. Noi ci siamo sempre opposti, e con la massima determinazione, a quanti vogliono ridurre la questione Locride in semplice questione criminale. Questa tentazione è forte ma ci porta in una morta gora senza via di uscita! La criminalità c’è ma esiste un solo modo per affrontarla: un Progetto che definisca misure concrete per il riscatto complessivo di questa terra. Chi s’è illuso di avere “protettori” si è sbagliato ieri, ed ha sbagliato oggi. Noi dobbiamo contare soprattutto sulla nostra forza. La manifestazioni che si sono messe in piedi in tutta la Locride tra la fine del 2010 e per tutto il 2011 avevano l’obbiettivo di porre la questione Locride in tutta la sua drammaticità. Occorre reagire oggi a questa iniqua misura, e la rimettere in campo il Progetto Locride. La Regione e la Provincia hanno il dovere di muovere i passi necessari in tal senso. C’è bisogno di un solo tavolo a Roma che decida misure concrete: questa è una misura da prendere subito!

INTERVISTA / Rosario Rocca

La Locride Sud punta su Benestare ANTONELLA ITALIANO Rosario Rocca, giovanissimo sindaco del comune di Benestare, sembra l’uomo giusto per stare alla guida del Comitato dei Sindaci. La Locride tifa per lui. I suoi cittadini tifano per lui. Forse anche gli avversari. Cosa riserveranno, invece, le elezioni? Le risposte e i pronostici del Primo cittadino. Il Comitato dei sindaci cos’è? Che fa? Il Comitato è il braccio operativo dell’Associazione dei Comuni, coglie le linee guida dell’assemblea e cerca, attraverso un’azione propositiva, di dare concretezza alle aspettative del territorio. Da 1 a 10 quanto conta la presenza del Comitato sul nostro territorio? Conta 100. E forse anche di più. Perché rappresenta un momento di sintesi oltreché un punto di riferimento per la Locride. Se è così importante la presenza di un presidente alla sua guida è fondamentale. Perché si sono attesi sei mesi prima di eleggerlo? Sei mesi sono tanti, è vero. E non possiamo certo nascondere che il lavoro dei Comuni

IN EVIDENZA «Ecco come si può cambiare. Riorganizzando la rete scolastica insieme agli insegnanti, la sanità insieme ai medici, il turismo locale insieme alle agenzie e agli operatori turistici, le politiche sociali insieme alle associazioni di volontariato e così via» ha risentito notevolmente di questa assenza. Ma è anche vero che l’ultimo periodo è stato caratterizzato da ingenti tagli di risorse, che hanno ulteriormente messo in ginocchio la Locride, e dalle emergenze storiche (irrisolte!) che siamo stati costretti ad affrontare. Tuttavia penso che sia assolutamente apprezzabile il lavoro svolto

DOMENICA

dall’Assemblea e, in modo particolare, dal presidente Imperitura che in poco tempo è riuscito a portare all’attenzione dell’agenda nazionale le questioni e le problematiche più importanti del nostro territorio. Oggi, secondo il criterio adottato, il presidente dovrà essere scelto tra i sindaci dell’area sud della Locride. Da più parti viene indicato lei come amministratore giovane e capace. Sarebbe disponibile a candidarsi? È una domanda che mi mette in difficoltà perché non ho mai approvato la logica delle autocandidature, ma se sul mio nome ci dovessero essere delle convergenze importanti non potrei che esserne onorato. I numeri ci sarebbero in questo caso? Quali sono i comuni da cui può dirsi sostenuto e quelli che certamente non la voteranno?

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

18


la Riviera

Questo non lo so. Non ho fatto un’indagine interlocutoria, né tantomeno ho chiesto ai miei colleghi preventivamente di votarmi. Certo ho un ottimo rapporto con tutti i Sindaci. Ma penso che l’elezione del presidente debba essere necessariamente un fatto collegiale. Se l’Assemblea designerà me, accetterò con la passione politica di sempre un ruolo di così alto profilo. L’avversario più temuto? Non credo di avere “avversari” anche perché l’elezione del presidente del Comitato non è assolutamente una competizione elettorale. È piuttosto il prodotto di una riflessione collegiale. Imperitura è l’espressione di un’area politica di centro. In queste senso lei potrebbe essere un rappresentante dell’area di sinistra dei Sindaci? Il partito dei Sindaci è solo il territorio. È la nostra gente, è la speranza della nostra gente. Il Comitato dei sindaci, per tanti anni “teorico”, passerebbe ai fatti con lei? Come? Con quali iniziative? Non sono d’accordo. Il Comitato ha svolto un ruolo importante in questi anni. Ha bene interpretato la voglia di riscatto della Locride. Oggi penso sia importante dare continuità a tutte le iniziative finalizzate a mettere in rete le potenzialità umane, produttive e paesaggistiche del nostro territorio. Giovani imprenditori, associazioni, artisti, studenti devono sentirsi sempre di più attori protagonisti di una nuova stagione di cambiamento. Una sinergia armonica che programmi il futuro di questa terra. Ecco come si può cambiare. Riorganizzando la rete scolastica insieme agli insegnanti, la sanità insieme ai medici, il turismo locale insieme alle agenzie e agli operatori turistici, le politiche sociali insieme alle associazioni di volontariato e così via. Tanti tavoli tematici per programmare e una politica che sappia portare all’attenzione del governo regionale e nazionale le priorità del nostro territorio e le speranze della nostra gente.

SINDACI

IL CAPPIO DI MONTI

FRANCO CRINÒ

Parliamo dei sindaci della Locride perché vogliamo parlare delle comunità che hanno avuto incarico di amministrare. Cosa che, in generale, non riescono a fare bene. «Chi non è un buon padre di famiglia a casa sua non può comportarsi come tale fuori». Il decreto del governo Monti per gli amministratori che mandano gambe all’aria i conti del Comune non potranno più essere ricandidati e neppure indicati negli enti sovracomunali e nei consigli di amministrazione e, così, mi sono ricordato questa frase che spesso nelle riunioni ripeteva un importante dirigente del partito nel quale ho militato. Guardate, non sarà difficile distinguere le passività procurate da un primo cittadino da quelle ereditate. Comunque vale il discorso di come si recuperi rispetto alle passività, con la riscossione dei tributi, la politica del personale, i risparmi, lo sviluppo dei pagamenti delle rate dei mutui. Non sarà difficile, di converso, assegnare la patente ai buoni padri di famiglia, ai sindaci o ai governi che sanno gui-

dare fuori dalle difficoltà gli enti locali. Quando sentiamo dire che l’abbassamento del numero dei consiglieri farà aumentare il numero delle liste nei Comuni imponiamo a noi stessi di crederci poco, perché è evidente la scarsa qualità dei tanti che già sono all’opera. È difficilissima la prospettiva di poter amministrare bene data l’esiguità delle finanze e tutti i problemi che conosciamo bene. Damocle, quando capì cosa pendeva sopra la sua testa, si alzò. Ma, alzarsi non deve significare abbandonare, bensì esporre con chiarezza e solennità le pro-

prie buone ragioni, se se ne ha. Mi diceva un primo cittadino che fare il sindaco - stai a vedere se lo pensava davvero - è un supplizio. Sicuramente voleva dire che è una sofferenza; il termine supplizio, ricorrendo di nuovo alla mitologia, con Tantalo, indica chi vuole una cosa ma non riesce a raggiungerla e, oggi, viene rappresentato con gli esempi in alcune professioni: il cassiere della banca che maneggia miliardi non suoi, l’indossatrice che s’infila pellicce che può soltanto sognare. Ora, fermo restando che ci sono

amministratori che non stanno molto attenti quando parlano, ma, ciò che più conta, amministratori che sono realmente consapevoli di ciò che stiamo passando e altri che lo sono poco o non lo sono per nulla, i sindaci della Locride si trovano di fronte a degli imperativi categorici: tornare a occuparsi della sanità della zona, visto che al Direttore Generale, una burocrazia irresponsabile continua a dare dati falsi sui conti e notizie che non esistono sugli standard di assistenza; fare la sintesi nelle riunioni romane sui finanziamenti, che è tutto il contrario delle sovrapposizioni e degli inutili protagonismi che si registrano; chiedere al Presidente della Regione Scopelliti perché è da tanto che non fa il punto della situazione; fare un ragionamento completo e senza equivoci sullo scioglimento dei consigli comunali; cominciare a guardare i conti dei consorzi che loro eleggono o partecipano e capirne le paralisi o le difficoltà. Il Pil, a ben guardare, nella Locride è dato prevalentemente dal settore del pubblico impiego, che, ovviamente, non può avere oggi turn over, dalle pensioni, dall’assistenziali-

smo, che sta regredendo e non viene riqualificato o sostituito da fattori produttivi, dalla forestazione, che siamo costretti ad assimilare alla categoria precedente e che sta attraversando una fase di grande rischio, da piccoli segmenti di attività stagionali. La qualità della vita è bassa, servizi e infrastrutture sono carenti, alla crisi economica e sociale non deve sommarsi lo sfaldamento delle amministrazioni locali - ripetiamo - per colpa grave o per dolo o per il castigo altrove decretato o, peggio, per l’idea di un commissariamento “globale”. Un sindaco non può stare al suo posto se ha “adulterato” il prodotto/il municipio. Ci mancherebbe che venisse rimosso se non fosse responsabile della situazione finanziaria dell’ente o se non fosse condannato per reati inconfutabili. Perciò, bisogna prendere tutto tremendamente sul serio: uno scrittore francese dell’Ottocento presentava noi della Locride come un popolo deciso che faceva perdere la voglia a chiunque tentasse di imbrogliarlo, altri, come i suoi compatrioti, ci ridevano su tagliando teste. Poi, cambiarono sistema.

AVVIENE IN CALABRIA

Incontro a Roma Il “tavolo di lavoro per le problematiche della Locride” presieduto dal prof. Ruperti e dai rappresentanti dell’Anci e dell’Upi deve individuare i problemi del territorio e i Ministeri con cui discuterne. La delegazione reggina è stata guidata dal presidente della Provincia Giuseppe Raffa, accompagnato dai sindaci. La riunione è stata seguita anche dal parlamentare Nino Foti.

Assemblea dei sindaci martedì 16 OGGETTO: Convocazione Assemblea dei Sindaci della Locride L’Assemblea dell’Associazione è convocata per martedì 16 ottobre 2012, ore 18:00, presso la Sede Legale del Comune di Siderno, per discutere sul seguente ordine del giorno: Comunicazioni del Presidente in ordine agli incontri relativi alle proposte progettuali per la Locride. Assemblea congressuale ANCI Regionale: Determinazioni. Elezioni dei componenti del Comitato dell’Associazione. Elezioni del Presidente del Comitato dell’Associazione. Elezione di n. 2 Vice Presidenti del Comitato dell’Associazione. Stante l’importanza dell’Ordine del Giorno si prega di essere presente.

DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

19


La

...

Gerenza

www.larivieraonline.com info@larivieraonline.com larivieraonline@gmail.com Tel 0964/342679

la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

RUBRICHE

Nordici e sudici di Gioacchino Criaco Brizzolato di Ruggero Brizzi, Cronache dal nord di Vincenzo Carrozza Loqui e sproloqui di Filomena Cataldo, COLLABORATORI Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Franco Crinò, Isabella Galimi ,Maria Teresa D’Agostino.

Direttore responsabile: PASQUINO CRUPI Coordinatrice di redazione: MARIAELENA FILIPPONE In redazione: ANTONELLA ITALIANO, DOMENICO MACRÌ, ELEONORA ARAGONA, NINO SIGILLI, ILARIO AMMENDOLIA, ANTONIO TASSONE(SPORT) Editorialista: GIOACCHINO CRIACO Art Director: PAOLA D’ORSA Impaginazione: EUGENIO FIMOGNARI

Note e schermaglie RISPONDE il direttore

Commisso Antonio, classe 1925 Sono Commisso Antonio, classe 1925. Sono alla soglia dei 90 anni e, per arrivare a questa età, ci vuole un po’ di fortuna. Ho delle patologie gravi e, dal 13 luglio del 2010, sono privo della mia libertà, a causa di una serie di accuse alle quali io sono estraneo. Sono stato, sin dalla nascita, una persona civile e non mi sono mai interessato di queste cose e di un linguaggio che non ho mai pronunciato. Nella mia vita ho sempre dato una grande importanza al lavoro. Ho camminato sempre da solo o in compagnia dei miei famigliari. Il reato che ho potuto fare, se tale può essere considerato, è stato il portare qualche indumento alla lavanderia di mio nipote, figlio di mia sorella, o l’incontrare persone che in passato sono state mie clienti, prima i genitori e in seguito i figli, persone che ho visto crescere e che sono emigrate da diversi anni, chi al Nord, chi in America,

e che hanno comprato tutto il corredo da me, pagandomi non appena ne avevano la possibilità. Io avevo quindi il piacere, essendo anziano, di chiedere a tutti i miei ex clienti come stavano, se abitavano vicini, se ci potevamo incontrare per salutarci. Preciso che ho iniziato a lavorare dal 1940, facendo l’ambulante porta a porta, vendendo corredi e lavorando sempre con passione. Adesso, spesso, sento la voglia di parlare, almeno per il poco tempo di vita che mi è rimasto, in quanto ricordo sempre con piacere il passato. Ho tanta fiducia nella giustizia. L’anziano Commisso Antonio Auguro ad Antonio Commisso per il quale abbiamo condotto una battaglia di civiltà giuridica, ancora molti anni di vita. Da vivere nella “fiducia nella giustizia”, così scrupolosa della sicurezza dei cittadini da mettere le manette persino alla vecchiaia.

Noi, figli di Pepé Oppedisano Siamo i figli di Giuseppe Oppedisano, “Pepè da pittura”, coinvolto nell’operazione giudiziaria “Circolo Formato”. Ci sentiamo in dovere di scrivere questa lettera aperta in quanto a oggi, a quasi un anno e mezzo dall’arresto di nostro padre, non riusciamo a capire il perché questo sia potuto accadere. Il 3 maggio 2011 alle cinque del mattino, la Polizia si è presentata a casa sua per prelevarlo e tradurlo in carcere. Da quel momento sia per lui che per noi è iniziato un incubo. Chi sia nostro padre lo possiamo esprimere con poche parole: un uomo che ha sempre lavorato quattordici ore al giorno non solo per garantire alla sua famiglia una vita dignitosa, ma soprattutto perché crede che solo con il lavoro onesto un uomo possa essere libero e felice. Chi lo conosce sa bene che gli unici posti da lui frequentati, oltre al suo esercizio commerciale, erano l’edicola, dove ogni mattina acquistava il giornale, e il bar, giusto il tempo necessario per gustare un caffè. Nostro padre ha sessantasei anni, una moglie, quattro figli e sei nipoti. Durante l’interrogatorio di garanzia ha affermato che gli possono contestare di essersi associato solo con la sua famiglia, non frequentando lui nessun altro. Eppure a oggi è in galera, in un carcere lontano (a Trapani), insieme ad altre quattro persone, mentre lo spazio è per due utilizzando dei secchi per l’acqua del bagno in quanto durante il giorno il rubinetto è secco e, inoltre, con la possibilità di lavarsi due sole volte alla settimana. Questo è quello che si merita? Nostro padre è incensurato, non è stato rilevato nessun contatto con la persona che durante l’intercettazione ambientale ha fatto il suo nome, il suo telefono è stato tenuto sotto controllo, nella sua auto sono state inserite delle microspie e tutto questo ha sortito nulla: non è stato rilevato alcun indizio che avvalorasse l’ipotesi accusatoria formulata dal Pubblico

Ministero e sulla quale il GUP ha emesso la sentenza di primo grado. È difficile spiegare la rabbia provata nel vedere la foto di nostro padre pubblicata sui giornali come un delinquente della peggior specie. Ci piacerebbe, quando questa storia sarà finita, che fosse raccontato con altrettanta enfasi dai giornali il torto che nostro padre ha subito, perché tutti sappiano che spesso, molto spesso, vengono commessi errori giudiziari legati a fattori non sempre chiari. Questa è l’altra faccia della medaglia delle operazioni contro la 'Ndrangheta. Ci piacerebbe che non succedessero episodi di questo tipo, invece ne succedono tanti. Chiediamo a chi conosce nostro padre se abbia mai pensato a come possa essere se succedesse a lui, essere arrestato senza alcun motivo, inserito nel calderone insieme a tutti gli altri, sbattuto in carcere per lunghi mesi, a nostro avviso senza una colpa, solo perché una persona non frequentata in alcuna occasione ha fatto il suo nome in un’intercettazione ambientale. Nostro padre ci ha dato tutto e adesso che è lui ad aver bisogno del nostro aiuto non possiamo fare niente, ci sentiamo con le mani legate. Per questa ragione abbiamo deciso di scrivere questa lettera aperta, per chiedere ai Magistrati come questo sia potuto accadere. Siamo fiduciosi sul fatto che la Giustizia alla fine prevarrà, perché siamo convinti che nostro padre non abbia commesso alcun delitto, ma con i tempi biblici che hanno i processi ci chiediamo se si possa immaginare cosa vorrà dire aver rubato dei mesi di vita a un uomo innocente, impedito a vedere i nipoti, a stare con la moglie o abbracciare i figli. Comunque, il nostro augurio è che alla fine la Giustizia prevalga, per non dover pensare di essere tutti potenziali vittime di questo sistema giudiziario, così come lo è stato nostro padre fino a oggi. I figli di Pepè Oppedisano

Una centenaria salva per miracolo Alcuni giorni addietro è giunta al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Locri una signora le cui condizioni sono apparse da subito gravissime, in quanto la paziente si trovava in stato di shock e lamentava forte dolore addominale. L’addome si presentava notevolmente globoso, occupato da una grossa tumefazione pulsante che sembrava trasmettere il battito cardiaco. Subito il sospetto diagnostico indirizzava l’iter degli accertamenti e si procedeva a eseguire un’angio TC, che consentiva di diagnosticare una delle condizioni più drammatiche e temute della medicina: la rottura di un aneurisma dell’aorta addominale. Di questo, infatti, si trattava; un’abnorme e micidiale dilatazione dell’aorta che raggiungeva addirittura il diametro di 13 cm, la cui rottura aveva determinato uno shock emorragico che, nello spazio di pochissimo tempo, avrebbe portato la paziente alla morte. Immediata, dunque, la corsa verso la sala operatoria mentre al centro trasfusionale si lavorava alacremente per mettere a disposizione tutte le tra-

sfusioni di sangue necessarie (ben sette) e i rianimatori lottavano contro il tempo per tenere in vita la sfortunata donna. Il personale del Reparto di Chirurgia, diretto dal Dr. Tallarida, e il personale della sala operatoria rispondevano prontamente all’emergenza e il Dr. Brugnano, coadiuvato dai dottori Bombardieri e Palmanova, iniziava un delicatissimo intervento chirurgico per arrestare la mortale emorragia e sostituire con una protesi l’aorta rotta e inservibile. Il Dr. Adamo e l’equipe anestesiologica che aveva magistralmente mantenuto tutte le funzioni vitali della paziente durante l’intervento, riusciva a far ripartire il cuore che si era ormai fermato mentre, con il fiato

sospeso, ognuno proseguiva nel proprio ruolo con la destrezza, l’organizzazione e il sangue freddo che a volte fa la differenza tra la vita e la morte ed è tipico del personale addestrato ad affrontare interventi ad alta criticità. A Locri come al Niguarda, nell’emergenza come in tutti gli altri giorni. E così in quella sala operatoria il tempo volava mentre per chi aspettava in ansia sembrava non finire mai. Finalmente il Dr. Brugnano completava l’intervento e affidava la vita della paziente agli angeli custodi del reparto di Rianimazione che si rimboccavano le maniche per mettersi al lavoro e permettere al miracolo di compiersi. Si, un miracolo, perché la paziente ha la venerabile età di

105 anni e la rottura di un aneurisma dell’aorta addominale è un’evenienza drammatica che non perdona neanche gli organismi giovani e forti. Citiamo il caso perché ha connotazioni eccezionali, che vanno ben oltre il quotidiano. E citiamo il caso perché il destino ha voluto scegliere Locri per mettere a dura prova i nostri Chirurghi, i nostri Anestesisti, i nostri Radiologi, i nostri Infermieri, in un Ospedale che lotta per affermare ogni giorno il proprio ruolo nonostante l’aria di smobilitazione che sembra pervadere gli ambienti della salute. La Signora sta meglio, la notizia è questa. È ancora in terapia intensiva ma le condizioni cliniche migliorano di giorno in giorno.

L’ANGOLO DI PARRELLO di Franco Parrello

Una maestra in un piccolo centro di montagna E così alla maestra Angela Piscioneri, nominata di ruolo dopo anni di precariato, viene assegnata la pluriclasse unica di Canolo capoluogo. Alla fine dell’anno scolastico 2011-2012 presenta alla Direzione Didattica Statale del 2° Circolo di Siderno Marina la sua relazione finale sull’attività

svolta in questo plesso. L’educatrice sottolinea come la scuola, in questa realtà sociale, sia l’unica istituzione che possa dare qualcosa ai bambini. Non si scoraggia, anzi lavora con sacrificio e umiltà. Dalla relazione si comprende bene come l’opera di una maestra possa essere valida

ed efficace anche in un piccolo centro di montagna; in questo suo lavoro, si è avvalsa della collaborazione delle colleghe Patrizia Giannini e Catena Multari Maiolo. Angela conclude la sua relazione scrivendo che «la scuola è amore e io vivo per questo».

LOQUI E SPROLOQUI di Filomena Cataldo

Mastru maestru La nostra società appare sempre più priva di sostanza e in balia dell’apparenza e degli status simbol. La fiducia verso le istituzioni, la politica e i sistemi di organizzazione del mondo del lavoro è decisamente in calo soprattutto fra i giovani, disillusi e al limite della disperazione da una parte, impudenti e disinteressati della quotidianità dall'altra. Entrambi estremi, entrambi diseducativi, entrambi frutto di un sistema malato alla radice. Ma quello che più dà noia è la predominanza dei parrucconi, di coloro che, occupata la poltrona, competenti o no, qualificati o no, vivono di luce riflessa. Questa è una delle categorie. Un’altra sembrerebbe essere quella degli arrinesciuti - per usare un

termine locale - di coloro che, invece, mutano pelle e squame, dimenticando la propria origine. Insomma, la categoria dei mastri maestri che non è solo un gioco di parole, di fonia, ma una vera e propria mutazione. Alcuni, addirittura, vengono menzionati in giorni della memoria, alla stessa stregua di come altri vengono omessi nei medesimi giorni. Altri, per i quali, a volte, sembrerebbe garantire la storia, anche quella delle piccole comunità. Quella delle testimonianze fotografiche, architettoniche, verbali. E dunque, poiché i veli di Maya hanno un senso solo se vengono calati giù, caliamoli. E buttiamo in terra vecchie maschere appese su pareti polverose. DOMENICA

Tutti mafiusi BRUNO S. LUCISANO Oh cari rriggitani, vi sciogghiru, Comu si prima eruvu ttaccati A curpa esti sempri i ll'omu niru Ed iji sunnu jà, sempri ssettati. C'è genti chi si sciala chista sira E l'antimafia ordinau ddù torti E nui ccà fermi, statui di cira, Ndi nginocchiamu comu tanti storti. Ormai nti chista terra rrovinata Di pedi lordi intra scarpi i lussu A trumba fici l'urtima sonata Cu l'indici ppojatu supra o mussu. Ora, sunnu cuntenti, i muschetteri, Cu chista botta a ndranghita, finìu, Trasinu a Riggiu dami e cavaleri E' tuttu a postu, cu futtìu, futtìu!

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

20


HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Giuseppe Patamia, ,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Antonio Cormaci, Giulio Romeo, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola.

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

PUBBLICITÀ Per richieste di pubblicità rivolgersi a: PI GRECO Comunication srl Via Gramsci, 72/A info 0964383251

la Riviera

GLI INSERZIONISTI sono responsabili dei marchi e dei loghi pubblicitari nei loro spazi, l’Editore non risponde per eventuali dichiarazioni, violazioni di diritti, malintesi, ecc... Tutti i marchi riportati sono registrati dai legittimi proprietari. STAMPA: Master Printing S.r.l. - Modugno (BA) DIFFUSIONE S.P. servizi - Gioiosa J. ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane

LA LETTERA

KAPPADUE di RUGGERO CALVANO

“Grande Gioiosa” e unità del territorio rinnovamento della politica nelle pratiche e negli orizzonti entilissima redazione de La Riviera, poco più di 6 anni fa, era il 23 Agosto 2006, le amministrazioni comunali di Gioiosa Ionica e di Marina di Gioiosa Ionica organizzarono un convegno di studio sulla suggestione progettuale (felicemente?) etichettata come “Grande Gioiosa”. In quelle settimane, Peppe Tarzia e Giulio Commisso (Sindaci delle due Gioiosa), da uomini pragmatici quali volevano e sapevano essere, furono in grado di anteporre gli interessi di un ragionamento aperto e laico ai calcoli miopi e ristretti di un facile municipalismo di pancia. A quella importante e proficua giornata di confronto, realizzata anche e soprattutto in forte sinergìa con quella stessa amministrazione provinciale della quale faceva parte il sottoscritto, si era giunti sotto la felice pressione mediatico-giornalistica de La Riviera: ricordo ancora, e lo faccio con grande piacere, gli articoli e le opinioni riportate in quelle settimane e successivamente rielaborate a uso e consumo del dibattito pubblico comprensoriale. Io stesso, ancora nell’ottobre del 2006, nella qualità di consigliere comunale di Gioiosa Ionica prima che di Assessore Provinciale alla Cultura, scrissi una lettera aperta ai Sindaci Tarzia e Commisso, spronandoli, senza successo, ad andare oltre, a proseguire sul solco tracciato dal convegno dell’agosto 2006, a seminare insieme per una futura abbondante raccolta all'insegna della “Grande Gioiosa”. La “Grande Gioiosa”, un’intuizione ancora tutta da sviluppare piuttosto che un progetto definito, ha avuto il pregio indiscutibile di costringere forze politiche e associative, pezzi di società più o meno organizzata, frammenti di opinione pubblica e singoli cittadini, ecc., a un confronto di prospettiva capace di andare oltre la ristrettezza dei piccolissimi interessi paesani, a un dibattito pubblico in grado di interpretare un territorio in forma inclusiva piuttosto che esclusi-

G

Nella foto a sinistra La copertina del 27 agosto 2006 dedicata al progetto di sviluppo delle due Gioiosa, di cui si sono perse completamente le tracce Sopra Antonio La Rosa, ex segretario provinciale di Rifondazione comunista, ora nel PD

va. Un risultato, questo, di grande significato politico e culturale, quasi a prescindere dal merito e dai contenuti della prospettiva “Grande Gioiosa” e dal favore a essi riservato (contenuti e favore che io manifesto ancora con grande nettezza e ai quali mi piacerebbe poter dedicare nuovi approfondimenti analitici e di proposta). Ma gli interessi di bottega e la difesa dei propri orticelli elettorali, vizio atavico della politica locale, continuano a impedire ogni slancio verso la collaborazione e verso la programmazione comuni. Veniamo ai nostri giorni, alle contingenze della stretta attualità politica. E faccio riferimento alla Gioiosa che meglio conosco e che più mi appartiene. Un anno fa, i contrasti e le contumelie legate a una bretella di collegamento stradale fra lo svincolo della SGC Jonio-Tirreno di Gioiosa Ionica e i comuni interni della Vallata del Torbido (Grotteria con relative frazioni, San Giovanni di Gerace, ecc.). Oggi, la triste strumentalizzazione di un potenziale nuovo depuratore a Gioiosa Ionica, detonatore di una

STORIE DA PRONTO SOCCORSO di Vincenzo Carrozza

MARIO E TONY Mario viene da Genova. E’ un girovago. Siccome i vagabondi, si sa, non scoppiano di salute, ogni tanto ce lo ritroviamo in Pronto Soccorso. Ha sui cinquant'anni ed è un nostalgico del fascio. Appena arriva fa il saluto romano e, se stuzzicato, canta Giovinezza. Soffre di reumatismi ed è asmatico. «Camerati, controllo alla macchina» è il suo esordio, e si sdraia sul lettino. Conosce a menadito le procedure. Tony è un senza tetto, anche lui girovago, sui cinquanta. Viene da Torino. Ha fatto qualche anno di galera con i terroristi rossi negli anni settanta e si è convertito alla causa. Anche lui quando passa dalle

crisi politico-amministrativa già conclamata dalle parole in libertà dei soggetti in campo e dai fatti di sindaco e assessori l’un contro l’altro armati. In entrambi i casi, soggetti politici e rappresentanti istituzionali, appartenenti ad una sensibilità politico-culturale di centrodestra legata da anni al Sindaco Mario Mazza e alla sua maggioranza, hanno serrato le proprie frontiere mentali per esaltare inesistenti frontiere fisiche, hanno costruito speculazioni politiche all’insegna della difesa dei confini amministrativi di Gioiosa Ionica (la strada “salta” il centro abitato della nostra cittadina, compresi i piccoli negozi di qualche mio elettore…, mai e poi mai il depuratore sul nostro suolo comunale, così la gente s’incazza e ci vota a difesa dello spauracchio sapientemente costruito…, altro che “Grande Gioiosa” o unità del nostro territorio, prima gli interessi spiccioli di alcuni soggetti del paese in cui mi candido e in cui mi faccio eleggere …, ecc.). La politica di Gioiosa Ionica (ma potremmo anche indicare un altro comune…) conferma gran parte della sua inadeguatezza, soprattutto

nell’avvicinare le comunità interessate della Vallata del Torbido (ma potremmo indicare anche un’altra Vallata) e nel ridurre le distanze mentali di un territorio in realtà omogeneo nei suoi spazi fisici. L’ascolto delle retoriche più o meno forbite e delle orazioni tribunizie di tanti della vecchia maggioranza consiliare (e dei loro futuri alleati politico-elettorali con manifesti pubblici puntualmente esibiti) è un’autentica cartina di tornasole dello scenario politico locale (ovvero: Gioiosa paradigma di un’intera modalità di praticare e comunicare politica), conferma l’incapacità culturale, a tratti quasi antropologica, di uscire dalle proprie riserve mentali ed elettorali in forza di una ricercata soluzione funzionale alla crescita dell’intero territorio. La nuova bretella stradale serve o no alle nostre comunità e al loro sviluppo? Vi è necessità o meno di avere una depurazione più moderna e quindi più efficiente? I finanziamenti in campo possono essere utilizzati per costruire una strada che sia utile davvero o un depuratore che crei il minor impatto ambientale possibile? Se la strada non serve, ha senso spendere inutilmente risorse economiche per il solo fatto che sono già stanziate? Se il depuratore - come correttamente obiettato dalle forze del centrosinistra gioiosano - non si può fare nell’area individuata (destinata a ben altre funzioni urbanistiche), possiamo rafforzare il sistema depurativo già operante o individuare una nuova area territoriale in cui collocare un investimento di sicura utilità? Queste sarebbero le domande che una politica matura, rinnovata nel suo agire piuttosto che nelle carte d’identità, dovrebbe porsi in maniera aperta e laica. Coinvolgendo attivamente e collegialmente tutte le comunità interessate. Ben altre, purtroppo, sono state e continuano ad essere le risposte. Angelo Antonio Larosa militante PD Gioiosa Ionica

nostre parti ci fa una visita. Soffre di reumatismi e di pressione alta. Fuma trinciato forte. «Compagni, controlliamo se il sangue è ancora rosso» dice e, come Mario, si sdraia sul lettino. Mostra il pugno chiuso e sorride. Non era mai successo che i due si incontrassero in Pronto Soccorso. È successo l'altra sera. Mario stava sul lettino da mezz’ora. Era intento a raccontare di una scazzottata con quei «bastardi di rossi che mi hanno, alla fine, spaccato la testa», che è arrivato Tony. Ha ascoltato tutta la storia dal corridoio. Quando è finita è entrato dentro e con fare minaccioso ha esclamato: «adesso te la rompo di nuovo la testa, bastardo di un fascista». Mario si è alzato, mezzo incazzato, esclamando: «vediamo se hai ancora la forza di spaccarmela, mezza calzetta rossa». Ho temuto il peggio. Il miracolo è successo quando si sono trovati faccia a faccia. Si sono abbracciati sorridendo come due amiconi che non si vedevano da tanto. «Dottore, questa sera niente esami, questa sera facciamo baldoria. Questa sera il rosso e il nero san di barbera», hanno detto insieme. Sono andati via contenti, ridendo come dei matti.

Esiste ancora un parco in Aspromonte? ddirittura, esiste ancora l’Aspromonte? Si potrebbe chiedere a chi ci amministra, posta la inesistente cura che si riserva al massiccio calabrese. L'AFOR si è trasformata in un ente marittimo, una sorta di guardia costiera con gli scarponi. Gli operai della forestale sono stati mandati a rastrellare ghiaia dalle fiumare e sabbia dalle spiagge, a potare brughe e agavi. Le piogge, che prima o poi arriveranno anche nella terra dell'estate eterna, irrideranno a questa sciocchezza. Ma il Parco, il mitico Parco d'Aspromonte, che si è inghiottito centinaia e centinaia di chilometri quadrati di boschi e monti, c'è ancora? Esiste, o è stata la solita meteora calabrese o la consueta metafora di un sud da deridere? Che fine ha fatto il super tecnico ministro Clini? Di che ambiente si sta occupando? Si ricorda o no che il Parco giace esamine da mesi? Ha presente che dopo la caduta, per fine della carica, di Leo Autelitano, l'ente non ha più un presidente già da giugno? Rimembra che dopo la bocciatura, da parte del territorio, del rivierasco dell'API, Sergio Laganà, nessun amministra-

A

tore con propensioni naturalistiche è stato individuato per dirigere il Parco d'Aspromonte? Queste sono le cose che fanno riflettere, che fanno capire quanta poca cura ha il governo centrale di noi e quanta poca caratura e peso abbiano i nostri rappresentanti locali. L'Aspromonte muore, devastato dagli incendi, la costa muore devastata dalle alluvioni, e al solito figure essenziali delle amministrazioni territoriali salgono sul piatto della bilancia degli scambi lottizzatori. E nessuno ci bada, nessuno si cura. Ora, che la politica se ne freghi altamente di ciò che accade giù da noi, rientra nel novero delle cose già viste. Quello che è più terribile è che i calabresi si siano rassegnati a questo andazzo. Quello che non mi piace è che nessuno parli più, se non per chiedere un tozzo di pane. Così lo chiedo in solitudine, ministro Clini urge la nomina del presidente del Parco d'Aspromonte, ma di uno bravo, di uno che abbia e sia disposto a mantenere il suo nido sui monti. Che non è il suo “monti”, ma monti che dovrebbero avere la emme maiuscola e continuano a essere classificati di nessun valore.

La Cooperativa Sociale Pathos ricerca figure professionali Il bando e la domanda di candidatura è possible scaricarli dai seguenti link:

cooperativapathos.org/bandi/selezionepersonale.pdf -cooperativapathos.org/moduli/candidatura.doc

La domanda e il curriculum vitae formato europeo, dovranno pervenire entro il 18 ottobre 2012 a selezione@cooperativapathos.org o spedite all'indirizzo Cooperativa Pathos, Via Ente Sila snc, 89041, Caulonia. DOMENICA 14 OTTOBRE

2012

LA RIVIERA

21


DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

22


la Riviera

Sport / responsabile Antonio Tassone

Serie B

PROSSIMO TURNO

Ferma la serie A, si gioca in “cadetteria” a vittoria di domenica scorsa contro il Novara è stata per la formazione amaranto una boccata di ossigeno. Gli otto punti in classifica - cinque tenendo conto della penalizzazione - sono poca cosa se si considera con quali aspettative ci si era presentati ai nastri di partenza. È pur vero che il campionato di serie B è lungo e che uno sguardo d'insieme non va dato prima di aprile, ma urge un filotto di risultati utili se non si vuol abbandonare troppo presto i sogni di gloria. L'avversario del posticipo di questa sera è il Livorno, uscito con le ossa rotta dallo scontro con lo Spezia. I Toscani con sedici punti in classifica occupano la seconda posizione a sei punti di distacco dal Sassuolo. In settimana il laterale destro del Livorno Gemiti ha speso parole di elogio per la squadra allenata da Dionigi, definendone la classifica bugiarda e affermando come contro Modena e Lanciamo i calabresi avrebbero meritato qualcosa in più al di là del risultato negativo. Dionigi non si fida di un Livorno

L

in crisi per il 5-1 casalingo subito e predica di fare attenzione. Sempre per bocca del tecnico, la squadra è pronta per offrire una prova maiuscola. Potrebbe esserci qualche cambio a centrocampo rispetto alla gara con Novara per dare più freschezza alla zona nevralgica del campo. Stessi punti in classifica della Reggina

per il Crotone che oggi farà visita al Cesena. È già uno scontro salvezza tra due squadre che partite con propositi diversi, si trovano oggi a contendersi lo stesso obiettivo. L'ultimo precedente al Manuzzi risale al 13 febbraio di due anni fa dove i pitagorici la spuntarono per due reti a zero. La direzione di gara è stata affi-

data al signor Roca della sezione di Foggia. Giovedì, nella classica amichevole di preparazione alla gara, i rossoblu hanno vinto per sette a uno contro la Primavera. In casa romagnola ha parlato nella conferenza di giovedì Manuel Iori che ha messo in guardia i propri compagni nel non sottovalutare il Crotone. “Contro i calabresi bisogna badare al sodo e cioè fare punti per uscire da una situazione di classifica spiacevole”. Classifica negativa pure per il Catanzaro che oggi conto la Nocerina non può prescindere dalla vittoria. L'incontro che sarà il posticipo di domani sera alle 20:45 è per Cozza e i suoi giocatori la giusta occasione per rilanciarsi e iniziare, con un handicap, un “nuovo”campionato. Non sarà della gara Ulloa fermato dal giudice sportivo per un turno di squalifica, al suo posto sembra certo l'impiego di Maisto. Nei giorni scorsi Cozza ha tenuto a rapporto la squadra dicendo che solo con il lavoro e trovando la giusta mentalità e i meccanismi dello scorso anno, si potrà ovvia-

re ad una classifica non lusinghiera. Due sono le varianti del tecnico giallorosso provate in allenamento: la prima ha visto Fioretti a riposo con Carboni e Russotto dietro all'unica punta Masini, mentre una seconda ha visto Cruz e D'Agostino dietro l'ex bomber del Gavorrano. Trasferta campana per la Vigor Lamezia sul campo dell'Aversa Normanna sulla cui panchina non siederà l'allenatore Ascione squalificato domenica scorsa per comportamento irregolare nei confronti dell'arbitro. Anche Sorrentino, sempre per i campani, guarderà la partita dalla tribuna, fermato anche'egli dal giudice sportivo insieme a Gatto e Iovene. I quattro punti in classifica dei lametini contro i sei dell'Aversa Normanna ne fanno una partita quasi da ultima spiaggia, come quella dell'Hinterreggio che fa visita all'Arzanese. Non sono partite bene le calabresi, speriamo che da oggi inizino un nuovo campionato. Massimo Petrungaro

JUVENTUS - NAPOLI LAZIO - AC MILAN CAGLIARI - BOLOGNA ATALANTA - SIENA CHIEVO - FIORENTINA

INTER - CATANIA PALERMO - TORINO PARMA - SAMPDORIA UDINESE - PESCARA GENOA - AS ROMA

20-10-2012 6 gol: Cavani (Napoli) 5 reti: Gilardino 4 reti: Stevan Jovetic (Fiorentina), Antonio Cassano (Stephan El Shaarawy (Milan) , Rolando Bianchi (Torino) 3 reti: Milito (Inter), Giovinco (Juventus), Klose (Lazio), Pazzini (Milan), Miccoli (Palermo), Osvaldo (Roma), Maxy Lopez.

CLASSIFICA JUVENTUS NAPOLI

19 19 LAZIO 15 INTER 15 ROMA 11 FIORENTINA 1 1 CATANIA 11 SAMPDORIA 1 0 GENOA 9 TORINO 8

MILAN BOLOGNA

PESCARA UDINESE PARMA CHIEVO PALERMO ATALANTA CAGLIARI SIENA

7 7 7 6 6 6 5 5 5 2

La vittoria di domenica scorsa contro il Novara è stata per la formazione amaranto una boccata di ossigeno.

Serie B

Reggina, Armellino: "A La Spezia espulsione ingiusta. Livorno? Attenzione a Paulinho..." opo aver scontato il turno di stop relativo all'espulsione di La Spezia, Marco Armellino si candida ad una maglia da titolare nel posticipo di questa sera col Livorno, vista anche la doppia squalifica di Rizzo e Barillà. Il centrocampista campano, raggiunto telefonicamente, parte proprio dal doppio giallo subito al Picco, che gli è costato il rientro anticipato negli spogliatoi. "Non meritavo assolutamente le due ammonizioni nell’arco di pochi minuti- dichiara il centrocampistae credo che l’arbitro si sia reso conto in ritardo dell’errore. Mi dispiace solo di aver lasciato la squadra in inferiorità numerica e di aver compromesso definitivamente il Risultato, visto che eravamo già

D

sotto per 1-0". Sabato scorso dunque, Armellino ha visto dalla tribuna i suoi compagni, i quali sono riusciti ad allontanare una crisi che si era fatta davero preoccupante. "Contro il Novara- prosegueabbiamo interpretato la gara col piglio giusto e la cattiveria che richiede questo campionato. E’ vero che non si è vista la migliore Reggina, ma in passato dominavamo e non raccoglievamo nulla. Ovviamente non bisogna esaltarsi più di tanto, perché le insidie sono dietro l’angolo". Gregucci, il 'Breda bis e poi Dionigi: tre allenatori in pochi mesi, all'insegna di un cambiamento che riguarda anche la posizione in campo. “Quest'annospiega il calciatore- l’allenatore mi sta impiegando da mezzala nel cen-

trocampo a tre, e da parte mia cerco sempre di ricambiare la sua fiducia. Per me è una novità, avendo giocato sempre a 4, ma devo ammettere che mi piace fare la mezzala”. “ Il primo bilancio in riva allo Stretto, secondo l'ex Sorrento non è certo da buttare "Sicuramente non potevo pretendere di giocare titolare la scorsa stagione, visto che arrivai a febbraio. Ciò nonostante, sono riuscito a giocare 10 partite, segnando anche due gol. Quest'anno siamo davvero tanti in organico, ed ognuno di noi sta lavorando con impegno e spirito di sacrifico". Tornando all'imminente impegno contro la vice capolista, Armellino predica concentrazione. "Il Livorno- conclude- si presenterà al DOMENICA

Granillo per cancellare immediatamente la pesante sconfitta interna di lunedì con lo Spezia, ma troverà di fronte una Reggina rinfrancata dal successo col Novara e che intende dare continuità al proprio cammino. Emerson e Paluninho? Ho giocato con entrambi, e credo che bisogna fare molta attenzione soprattutto all’attaccante, perché è un giocatore completo che può far male in tutte le maniere. Io titolare? Così come tutti i compagni spero proprio di partire dal primo minuto, anche se so perfettamente che il mister, così come accade sin dalla prima giornata, terrà tutti sulla corda, comunicando l'undici titolare solo poco prima del match". Lorenzo Vitto-rnp.

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

23


Parlando

di...

Sport ROCCELLA / Intervista esclusiva con Achille Giannitti

«Sarò io la causa di eventuali insuccessi» Presidente Giannitti, il Roccella ha iniziato con il freno a mano tirato questo campionato. Lei è contento dell’avvio del campionato della squadra ? Relativamente contento. Non stiamo rispettando gli impegni della vigilia, abbiamo raccolto meno di quanto seminato. In Coppa Italia abbiamo fatto bene e ciò lasciava presagire un campionato diverso. Sicuramente ci mancano alcuni punti in classifica ma la causa è da ricercare in errori individuali. Come gioco abbiamo fatto un piccolo passo indietro rispetto allo scorso campionato. Ma questi sono problemi contingenti che ho già individuato e sono sicuro che, nel prosieguo, al di la dei risultati, qualche aggiustamento ci sarà. Gli obiettivi sono quelli della vittoria del campionato. Ma se dovesse arrivare la promozione sarete pronti ad affrontare la serie D ? Bella domanda, ti sarò sincero. Quando ci si domanda come mai il Roccella, nonostante tutta la sua organizzazione, non riesca a centrare il salto di categoria, ti dico in tutta sincerità che il motivo lo conosco bene: sono io. Forse non riesco ad esercitare quella pressione sui ragazzi che le situazioni richiederebbero. La cosa che paghiamo è il carico di responsabilità che la squadra avverte perché l’ambiente

IN EVIDENZA Quando ci si domanda come mai il Roccella, nonostante tutta la sua organizzazione, non riesca a centrare il salto di categoria, ti dico in tutta sincerità che il motivo lo conosco bene: sono io.

“preme” per il salto di categoria. I tempi sarebbero maturi per vincere il campionato ma sono sicuro che la serie D è molto diversa dall’Eccellenza. E siccome non voglio fare “il passo più lungo della gamba” dico che noi abbiamo il dovere e l’obbligo morale di crederci al salto di categoria.

CLASSIFICA I.C.RIZZUTO N.GIOIESE 13 GUARDAVALLE 1 1 BOCALE RENDE 10 SILANA SERSALE 9 PAOLANA SIDERNO SOVERATO 9 CATONA 8 BRANCALEONE ACRI 8 SAN LUCIDO ROCCELLA 7 CASTROV. 7

SESTA GIORNATA H.15,30 BOCALE-SERSALE BRANCALEONE-SILANA CASTROVILLARI-SIDERNO CATONA-RENDE (GIOCATA IERI) GUARDAVALLE-ROCCELLA I.C.RIZZUTO-ACRI N.GIOIESE-SOVERATO PAOLANA- SAN LUCIDO

7 6 5 4 3 3 1

Certo che se avessimo 1000 abbonati al posto di 100 il discorso sarebbe totalmente diverso . Avremmo grandi potenzialità ma servirebbe l’entusiasmo generale attorno alla squadra tale da favorire il raggiungimento di tale obiettivo. In questo momento io non lo registro, vedo piuttosto diffidenza che è anche la mia diffidenza perché capisco che stiamo parlando di una cosa molto impegnativa. Figliomeni è stato mai in bilico?

Tutti sono in bilico. Le scelte vanno fatte in rapporto costibenefici. Noi con mister Figliomeni abbiamo concordato un “percorso a tappe. Il progetto di crescita e di miglioramento generale è stato rispettato appieno . Nel valutare il suo operato gli addetti ai lavori non vanno mai

sotto la sufficienza in pagella. Di Tonino Figliomeni io apprezzo la serietà e la professionalità con cui svolge il suo lavoro quotidiano e poi l’onesta intellettuale che significa che quando lui fà una scelta, anche se sbaglia, la fà nell’interesse esclusivo della società. Che differenze ci sono, secondo lei, tra Tonino Russo, Gaetano Mazzone e Tonino Figliomeni? Tutte persone splendide ma completamente diverse tra di loro. Tonino Russo era formidabile in panchina, non tanto negli allenamenti, ma in panchina era vulcanico, fenomenale e capace di fare anche due sostituzioni in pochi minuti. Gaetano Mazzone era esattamente il contrario. Meticoloso e razionale, è sempre stato attento a tutti gli aspetti nella preparazione della gara non lasciando mai nulla al caso. Non era interventista perché teneva fede al lavoro ed alle consegne fatte in settimana. Tonino Figliomeni è la sintesi di tutti e due. E’ bravo nella preparazione della partita e molte volte azzecca anche i cambi. Forse in questo momento paga un po’ di nervosismo ma questo è dipeso dal carico di responsabilità che avverte per la pressione dei tifosi ed anche della società. Possiamo parlare di “modello” Roccella ? L’eccessiva pressione sulla squadra non va bene, le critiche ci pos-

sono essere e le dobbiamo accettare però spero che in egual misura ci possa essere anche il giusto entusiasmo quando la squadra vince Certamente non siamo un “modello” come dici tu, però ci ispiriamo sicuramente ad alcuni valori che nelle nostre realtà spesso non esistono come ad esempio quello della correttezza, della lealtà ed ospitalità. Mi sento accusare spesso, sui giornali, di non avere un direttore sportivo adeguato . A chi scrive queste cose rispondo: “ma sai quanti direttori sportivi ci sono che si prendono le percentuali sui giocatori, sai quanti e quali interessi possano avere con più società contemporaneamente? Io penso che quando si tratta di fare scelte di una persona bisogna considerare l’onestà, la correttezza e la serietà, qualità queste, che a mio parere, vengono prima addirittura della competenza. Se io ho un d.s. competente ma non mi fido di lui non faccio un bene alla società che rappresento. Un fatto mi ha incuriosito ed è stata la consegna della fascia di capitano al neo arrivato Varrà ? Varrà per rendere al meglio deve essere messo al centro di un progetto. E noi abbiamo cercato di metterlo nelle condizioni di rendere al massimo. L’ex nostro storico capitano Calabrese invece, come si suol dire, “non ama le luci della ribalta” perché si esalta

Guardavalle All.Calabrese

Parrotta

Caputo

Romeo

Ranieri

Tedesco

Riitano A. Andreacchio L.Riitano Staglianò

Dorato

Di Maggio

Saffioti Laaribi

Oliva

Arone

Sorgiovanni

Carrato

Ienco

Varrà

Seminara Albanese

Occhiuzzi

Roccella All.Figliomeni

di più quando non viene investito di eccessive responsabilità. Varrà ha quel carisma particolare che i suoi stessi compagni gli riconoscono. A Guardavalle oggi si va per ? Non c’è dubbio, si va per fare risultato. Antonio Tassone

Enzo Commisso: Siderno “riprenditi” Enzo Commisso è lo storico presidente del Siderno calcio , è da quasi quarant’anni che svolge attività dirigenziale e lo abbiamo incontrato all’indomani delle dimissioni di mister Laface anche perché sono circolate voci di un suo possibile ritorno alla presidenza della società Presidente, è vero che ritornerà in società? Per me non si tratta di ritornare in società. Ho lasciato la carica di massimo dirigente tre anni fa anche se sono rimasto sempre vicino alla squadra dando il mio contributo. Debbo dare merito a coloro i quali hanno operato in questi tre anni hanno riportato il Siderno nel campionato di Eccellenza che è un torneo attualmente adeguato per la realtà di Siderno. L’anno scorso però , se non erro, ha decido di riavvicinarsi .Perchè ? Dopo la decisione di assumere

l’allenatore Laface e considerato quello che era accaduto prima Natale ( morte del povero Nunzio Siviglia a seguito di un incidente stradale) ci siamo tutti stretti attorno alla società ed alla squadra ed il minimo che si poteva fare era quello di ottenere la salvezza e dedicarla esclusivamente a lui. E quest’anno? Quest’anno sono ritornato a fare il socio normale come tutti gli altri. Per poter ottenere la salvezza lo scorso anno abbiamo dovuto far fronte ad alcune spese aggiuntive facendole pesare sul budget di questa stagione . Purtroppo con la crisi economica attuale io sono stato il primo a dire che i “miracoli si fanno una volta sola”. Quest’anno bisognava ringraziare mister Laface e tutti i calciatori che hanno onorato la maglia fino alla fine ma avevamo programmato un campionato di sofferenza con calciatori locali. Purtroppo, nonostante investimenti importanti e

squadra diversa da quella prospettata, i risultati non sono arrivati e quindi come spesso accade nel calcio il mister ed il direttore sportivo, Francesco Martino ( che ringrazio), hanno deciso di rassegnare le dimissioni per dare uno scossone all’ambiente. Come mai questo nervosismo coinciso con la prima giornata di campionato ? Sono rimasto deluso, dalla ragione ( gol dubbio , mancanza di fair-play del Sersale e l’arbitro incerto sul da farsi con un nostro giocatore a terra dolorante per un colpo alla testa) siamo passati al torto, perché non è giustificabile tutto quel nervosismo sia da parte dei tecnici,sia da parte dei calciatori, dei dirigenti ed anche di qualche pseudo -tifoso. La cosa che mi dispiace di più e che queste vicende ci penalizzeranno in futuro perché ben tre provvedimenti giudiziari hanno riguardato nostri calciatori che già avevano sconta-

to la squalifica in ambito sportivo. Castrovillari Giuffrida e Commisso saranno All.Nocera stati indotti dall’irruenza giovanile Barillaro ma per quanto riguarda De Leo vorrei rimarcare che avendolo portato io sei sette anni fa al Storino De Masi De Rose Scarlato Siderno lo conosco come un ragazzo serio, educato, rispettoso e soprattutto attaccato alla maglia Vanacore Cavatorti del Siderno. Corigliano Di Sabato Si è dimesso mister Laface e la società ha affidato la conduzione della prima squadra a La Canna Rizzo mister Telli Mister Telli sicuramente riuscirà a ricavare il massimo dai nostri calRametta ciatori e quindi con l’appoggio Figliomeni della società riuscirà a risollevare sicuramente la squadra dalla difficile situazione di classifica in cui Leone Fimognari Luciano versa attualmente . Per il futuro, la Candido dirigenza si dovrà ricompattare e organizzarsi definitivamente per affrontare con tranquillità il proPettinato Autolitano sieguo del campionato, io ci sarò Afflitto Mascaro Siderno ed il mio contributo lo darò semAll.Telli Macrì pre. (Antonio Tassone ) DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

24


la Riviera

di...

PROMOZIONE

Il M.Gioiosa vuole i play-off CLASSIFICA 13 TAURIANOVA 1 0 BIANCO 10 GIOIOSA J. 9 REGGIOMED. 9 M.GIOIOSA 8 PALMESE 8 RIZZICONI 8 MONTEPAONE 7 GALLICESE

S.CALOGERO DAVOLI GIMIGLIANO VILLESE BOVALINESE POLISTENA R. CATANZARO

SESTA GIORNATA GALLICESE - GIOIOSA J. IERI DAVOLI - RIZZICONI IERI BOVALINESE - REAL CZ GIMIGLIANO - BIANCO M. DI GIOIOSA- SAN CALOGERO MONTEPAONE - REGGIOMED POLISTENA - PALMESE TAURIANOVESE - V. VILLESE

7 5 5 4 4 3 0

abbia, indignazione, incredulità e la consapevolezza di aver subito una serie di torti arbitrali dal signor Milone di Taurianova che hanno penalizzato la squadra giallorossa nella trasferta di Rosarno contro la Palmese, sono questi i sentimenti che albergano nello stato d'animo della squadra giallorossa che in settimana ha lavorato intensamente sotto lo sguardo attento di mister Scigliano. Per la compagine del presidente Vincenzo Tavernese domenica scorsa contro la Palmese è arrivato il primo stop stagionale che tutto l'ambiente ha già assorbito. L'allenatore Scigliano sentito telefonicamente si sofferma volentieri sulla sfida di domenica :” Abbiamo avuto uno strano approccio in questa gara subendo troppo all'inizio, ma devo dire che la Palmese non ha rubato nulla. Sono solo deluso della direzione di gara gli errori arbitrali sono stati eclatanti, le sue scelte sbagliate hanno condizionato la nostra gara a tal punto che tutti i miei giocatori si sono innervositi., c'era un rigore su Matteo Carbone clamoroso che tutti hanno visto e poi le troppe ammonizioni ed espulsione

R

per una gara importante come questa non li capisco. Io rimango dall'avviso che la lega deve pensarci bene prima di mandare arbitri che distano pochi chilometri come il signor Milone di Taurianova. Del resto si può anche perdere ma senza subire troppi torti arbitrali come è capitato a noi. La sconfitta non cambia nulla andiamo avanti per la nostra strada ci rimbocchiamo subito le maniche e pensiamo alla gara di oggi pomeriggio contro il San Calogero che vogliamo preparare bene per riprendere il nostro cammino” Il difensore Matteo Scattarreggia che si sta confermando a buoni livelli

in questo avvio di stagione . con grande dedizione sta assimilando al meglio i meccanismi di Scigliano: «Nasco difensore ma per me non fa problema giocare a destra. Scattarreggia si è fatto subito apprezzare nello spogliatoio per la sua umiltà che trova conferma quando gli si chiede il suo sogno nel cassetto: «Non voglio sbilanciarmi, spero di arrivare il più in alto possibile. Conosco i miei limiti e per questo, cerco di migliorarmi giorno dopo giorno ringrazio tutta la società per avere aiutato in questi anni a migliorarmi e maturare sempre di più».Poi, analizza il campionato finora dei suoi: « stiamo facendo bene siamo nei quartieri alti ,sono convinto che possiamo regalare un grande campionato ai nostri sostenitori” . Scigliano scioglierà gli ultimi dubbi di formazione solo pochi minuti prima della gara di oggi che vedranno la squadra giallorossa decimata dalle tante squalifiche ma con il sicuro ritorno di Pasquale Patrizio che ha recuperato dall'infortunio e con il possibile inserimento in difesa del giovane Gennaro. Nicodemo Barillaro

II Categoria

Mammola: oggi inizia la nuova stagione con grandi obiettivi AMMOLA E' tutto pronto in casa Mammola per l'esordio di oggi pomeriggio in seconda categoria . I quadri dirigenziali e lo staff tecnico hanno dato appuntamento ai giocatori per oggi alle 12:30 al “Comunale” per la partenza al comunale di San Costantino prima trsferta di questa nuova stagione calcistica.“Innanzitto - ha detto il nuovo presidente Pino Neve - è cambiata la categoria, molto più impegnativa e complessa, ma al tempo stesso affascinante e intrigante. Secondo - ha aggiunto - abbiamo a disposizione uno staff tecnico completamente nuovo a cui abbiamo dato ampi margini di manovra nel settore tecnico: da quello che ho visto Toto' Logozzo ed I suoi collaboratori, per quello che concerne la parte organizzativa, si stanno comportando in modo egregio. In terza analisi abbiamo, per far fonte al campionato superiore, nei limiti del possibile, potenziato l'organico con alcuni innesti. Infine siamo molto

M

soddisfatti dell'attenzione e della fiducia che si sta respirando per le vie cittadine intorno a questa squadra: il nostro paese ha nuovamente una formazione che è l'espressione dei propri giovani, dei calciatori del posto: questo è quello a cui noi tutti

puntiamo”. Toto' Logozzo, all'esordio assoluto in seconda, è in trepida attesa. “Non vediamo l'ora di iniziare - ha ribadito l'allenatore del Mammola -. Con la dirigenza abbiamo lavorato a lungo questa estate per mettere a punto tutta la macchi-

na organizzativa io credo che la mia squadra con molta attenzione, con sacrificio e con abnegazione possa ben figurare anche inquesto campionato . E' vero, abbiamo molti esordienti ma credo che l' obiettivo che ci siamo prefissi possa essere centrato. Il campo sarà il giudice finale.”. L'allenatore mammolese sta ultimando la preparazione in vista dell'esordio il tecnico deciserà la formazione soltanto pochi minuti prima della gara. Intanto la società è pronta a mettere a disposizione dei tifosi mammolesi un autobus per far seguire la sqaudra in tutte le trasferte. Arriva puntuale il messaggio di incoraggiamento dell'assesore allo sport del comune di Mammola Pino Agostino:” A nome di tutta l'amministrazione faccio i migliori auguri alla nostra sqaudra che si appresta ad incominciare una nuova stagione calcistica con l'augurio che possa essere colma di grandi successi”. N.B.

San Calogero All.Scibetta

Graci Pisano

CampennìPontoriero

Barba Ventrici

Grillo

Prestia

Simonetti

Tamburro

Fanelli

Gennaro

Maida

Patrizio Vallellonga Carbone V

Brescia Aquino F.

Commisso

Aquino V Scattarreggia

Spadola

M.Gioiosa All.Scigliano

Il Gioiosa Jonica è una rivelazione Il Gioiosa Jonica si gode questo buon avvio di stagione che la sta proiettando nelle primissime posizioni di classifica. La compagine di Cosimo Silvano malgrado ancora non brilli dal punto di vista del gioco si dimostra però già compatta e con una retroguardia insuperabile. Dunque in attesa del bel gioco che siamo convinti non tarderà ad arrivare Silvano si coccola ugualmente i suoi invitandoli alla concentrazione e al lavoro settimanale per migliorare le lacune che si sono evidenziati in queste prime cinque giornate di campionato. Attenzione però, siamo solo alle porte di un campionato lungo e difficile, tuttavia i presupposti per continuare a disputare un buon campionato ci sono tutti. Il lavoro svolto ogni giorno in allenamento sotto lo sguardo vigile e i consigli importanti del trio Silvano- Commisso Quattrone sta dando buoni frutti. Il tecnico giallorosso al termina della sfida di domenica scorsa i contro il Montepaone si è soffermato ben volentieri ai nostri taccuini affermando : “Siamo contenti per questa vittoria, bella ma sofferta, visto che dopo due pareggi consecutivi era importante centrare anche il primo risultato pieno tra le nostre mura amiche . Questo gruppo ha voglia di fare bene e raggiungere un buon piazzamento, rimanendo sempre con i piedi ben saldi a terra. Giovinazzo e Denaro ? Stanno rispettando le attese, ma preferisco elogiare tutto l'organico, visto che l'intero gruppo, nessuno escluso, sta dimostrando in pieno il suo valore”. NICODEMO BARILLARO

DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

25


la Riviera

Oltre la rete,a cura di Giovanni Larosa PERSONAGGI

Giovanni Parisi

È difficile comprendere la portata che personaggi non appartenuti alla nostra generazione abbiano avuto. Ed è difficile soprattutto comprendere quanto questi personaggi abbiano recitato un ruolo importante nella loro disciplina. Eppure, basta davvero poco per rendersi conto del ruolo fondamentale che Giovanni Parisi ha avuto nella storia del pugilato italiano. Un ragazzo nato a Vibo Valentia nel ‘67 da famiglia modesta ma dai grandi valori. Da giovane sceglie il pugilato, perché «era uno sport che costava poco». In realtà «sono stati poi i veri e reali valori del pugilato che mi hanno fatto restare. Il pugilato è una disciplina sportiva che ti aiuta nella vita di tutti i giorni, ti insegna a superare gli ostacoli». Ecco come una semplice passione sia diventata, a poco a poco, ragion di vita. Lui, piccolo, agile, tecnico e molto determinato. Gli sforzi profusi negli anni gli danno, finalmente, la prima, grande soddisfazione: la qualificazione ai Giochi Olimpici di Seoul. Un’Olimpiade alla quale partecipa in pieno spirito decoubertiano, con la gioia dell’esordiente e la serenità di chi non ha niente da perdere. Incontro dopo incontro, le qualità del pugile calabrese emergono sempre più e, uno dopo l’altro, cadono al tappeto tutti gli avversari più forti, quelli che la medaglia se la sentivano già al collo. Giovanni arriva sorprendentemente in finale. Sono le ore 9:00 del 2 ottobre 1988, ultima giornata dei Giochi. L’azzurro sale sul ring contro il romeno Dumitrescu. Lo stende nel corso del primo round con un destro così veloce da essere quasi invisibile a occhio nudo. È il colpo del ko. Flash, com’era stato allora soprannominato, porta a casa un oro insperato e, proprio per questo, ancora più bello. La prima di una serie di grandi soddisfazioni che arriveranno con il passaggio tra i professionisti: l’oro nei pesi leggeri (‘92-‘93) e nei superleggeri (‘96-‘98). La sua carriera finirà nell'ottobre del 2006. Il suo ultimo match contro Frederic Klose nei welter. La sua vita, invece, terminerà il 25 marzo 2009. A portarlo via un furgone che, sulla tangenziale di Voghera, si andrà a schiantare contro la sua Bmw, uccidendolo sul colpo. In una delle sue ultime interviste alla domanda «Cosa farai da grande?» egli ripose «Cercherò innanzitutto di fare del bene per questa disciplina, perché mi ha dato tanto e perché rimarrà per sempre la mia passione». Una passione, quella di una vita, che l’ha reso il simbolo di uno sport e di una regione, la Calabria, per lui, primo oro olimpico calabrese di tutti i tempi.

Impegno odierno casalingo per la Viola Reggio Calabria che affronterà, nel lunch match, la Bawer Matera. Un incontro dalla difficile interpretazione, perché la Viola vista sino a oggi ha offerto segnali decisamente contrastanti. Da un lato c’è l’ottima prestazione che il team di coach Bolignano ha fornito nel match contro Omegna. Una Viola solida, concreta, cinica, a tratti devastante, che ha dimostrato di avere notevoli potenzialità sia nel gioco di squadra sia nelle individualità e che ha peccato, forse, soltanto nel non essere riuscita a mantenere un ritmo costante durante l’arco dell'incontro. Dall’altro lato c’è, però, la Viola vista contro Mirandola. Una squadra che, contro un’avversaria ancora a secco di vittorie in questa stagione, non è riuscita a esprimersi nel pieno delle sue possibilità e ha finito per fare una partita di rincorsa, senza mai riuscire a trovare i ritmi e i tempi giusti. La vittoria ottenuta a Omegna sembrava aver rappresentato una svolta, non tanto per il successo in sé, quanto per la qualità del gioco espresso e per la maturità nella gestione dell’incontro. Coach Bolignano ha lavorato in questi giorni sulla continuità nell’impostazione del gioco e sul

Basket, DNA: La Viola con Matera nel lunch match lavoro individuale, in quanto la squadra ha confermato di avere enormi potenzialità. Prevista per domenica, quindi, la quarta giornata di DNA. Il match tra la Viola Reggio Calabria e la Bawer Matera sarà

trasmesso da Sportitalia (canale 61 del digitale terrestre o 226 della piattaforma Sky). Una bella occasione per tutti i tifosi della squadra neroarancio che non hanno la possibilità di poter vedere l’incontro direttamente al PalaCalafiore.

CLASSIFICA BARI BOLOGNA MATERA AGRIGENTO TREVIGLIO TORINO LUCCA RECANATI

4 4 4 4 4 4 4 4 2

FERRARA

2

CASALPUST.

MIRANDOLA FIRENZE SAN SEVERO LATINA

2 2 2 2 CASTELLETTO 2 REGGIO CAL. 2 OMEGNA 0 CHIETI 0 PERUGIA 0

QUARTA GIORNATA LUCCA - TORINO IERI OMEGNA - FIRENZE IERI REGGIO CALABRIA - MATERA ORE 12 TREVIGLIO - MIRANDOLA ORE 18 FERRARA - SAN SEVERO CASTELLETTO - LATINA RECANATI - CHIETI BARI - BOLOGNA AGRIGENTO - PERUGIA

Volley B2: esordio casalingo per il Cinquefrondi L’ASD Volley Cinquefrondi ha disputato, ieri pomeriggio, la prima gara del campionato di pallavolo di serie B2 maschile. La compagine allenata da mister Polimeni ha infatti affrontato, nella gara d’esordio tra le mura amiche, il VC Misterbianco di Catania. Un incontro non semplice contro una squadra decisamente forte e dalle grandi potenzialità. Una stagione che si apre con grandi aspettative e speranze per la squadra della Piana. La stagione appena trascorsa ha portato l’ASD Volley alla meritata promozione in serie B2. Un traguardo prestigioso e un’impresa dall’assoluto valore, soprattutto se si pensa che, prima del Cinquefrondi, nessuna squadra dell’entroterra provinciale vi era riuscita in precedenza. Entrare in un campionato nazionale e avere la possibilità di potersi confrontare con realtà già affermate e dall’altissimo tasso tecnico rappresenta un banco di prova importante per il sestetto di mister Polimeni. Un’occasione unica che, oltre a rappresentare uno snodo importante per un percorso di crescita collettiva, va anche considerato come il punto di partenza per la creazione di un progetto a

lunga durata, cosa sulla quale la dirigenza sta ormai lavorando da tempo. In un campionato difficile e molto equilibrato, l’ASD si presenta ai blocchi di partenza come vera incognita della stagione. Una squadra che si è notevolmente rafforzata durante la pausa estiva grazie agli arrivi del centrale Vincenzo Belcastro e dello schiacciatore Alberto Limberger Neto, entrambi con precedenti esperienze sia in serie A2 che in serie B1. Un campionato da vivere sino all’ultimo per una squadra pronta a stupire le più quotate avversarie. PRIMA GIORNATA Ecoross Rossano - Coordiner Club Catania; ASD Cinquefrondi - VC Misterbianco CT; Algoritmi Tremestieri CT - Luck Volley RC; US Volley Modica RG - Callipo Sport VV; Pallavolo Augusta SR - Spes Leonforte EN; Carrefour L. - Eclisse Occhiali TP; RIPOSA: Csain Club RG.

Paper Moon all’esordio Previsto per questo pomeriggio, alle ore 17:30, l’esordio della Paper Moon Cartolibreria di Marina di Gioiosa Jonica. La squadra allenata dai mister Giuseppe Schirripa e Giuseppe Greco affronterà, tra le mura amiche del PalaMarcellino, la New Team Volley Melito ASD, nella prima giornata del girone B del campionato di serie D femminile. Una stagione che si prospetta non semplice dato l’elevato tasso tecnico dei sestetti presenti nella categoria. Una squadra, tuttavia, che al già ottimo organico ha affiancato dei solidi nuovi acquisti, tra cui Erika D’Agostino, Nadia Maji e Francesca Petrillo, elementi che sapranno dare un contributo importante alla causa Paper Moon.

AVVIENE IN CALABRIA

Pesca: Catanzaro campione d’Italia

L’equipaggio Mondo Pesca di Catanzaro ha conquistato il 49esimo campionato italiano di traina d’altura, svoltosi a Taranto. Il team formato da Rosario Conti, Fabio Perri (entrambi di Taurianova), Vincenzo Mari (di Gioiosa Jonica) e Giuseppe Conti (di Badolato) ha ottenuto un successo netto grazie a una prestazione monstre, più del doppio dei punti rispetto al Fishing Club Viterbo, giunto secondo. Un successo che ha consentito al quartetto calabrese di qualificarsi per i Campionati Mondiali 2013.

Judo: a Paola i campionati regionali under 23

Si sono disputati a Paola i campionati regionali di judo, categorie under 23 maschili e femminili. Tra le società, dominio assoluto della Kodokan Cosenza, seguita dalla Fortitudo Reggio Calabria. A livello individuale, invece, hanno staccato il pass per le finali nazionali di Rimini otto atleti: Samuele Petitto (66kg), Antonio Scarpelli (73kg), Eugenio Giordano (81kg), Vincenzo Filippo (90kg), Marco Villapane (100kg), Jolanda Bellerè (52kg), Giuseppina Macrì (70kg) e Debora Sala (78kg). DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

26


la Riviera

Biblioteca Meridionalista

Molte benedizioni e una maledizione e parla distesamente Fortunato Nocera nella sua ultima fatica, che definisce “racconto” e a cui dona un titolo che sembra un catalogo: La Maledizione della Cometa Rossa. Monastero con titolo San Giorgio, glorioso martire. Abbazia sui juris (amministrazione autonoma). Tipikon ispirato alle regole diffuse di S. Basilio Magno. Settembre 1239-Aprile 1240, indizione XIII (Edizioni Booksprint, senza luogo, 2012, pagine 264, 15,50). In questo suo racconto dalla trama distesa e sottile, l’autore sembra non che narri, ma che viva una storia, la quale perciò non è inventata, anche se sono immaginari i personaggi principali che reagiscono alle azioni di personaggi storici. Si immerge pienamente nel tempo di cui parla, ne avverte l’opera misteriosa e amorevole di Dio, ne soffre innumerevoli violenze, soprattutto, ma non solo umane; perciò racconta per episodi, assai particolareggiati e apparentemente circoscritti; ne respira l’immediata fraganza della vita quotidiana, con tutte le sue emozioni e i suoi imprevisti. Descrive il cammino, che è una costante faticosa e meravigliosa per i suoi personaggi; le città, specialmente dell’Oriente musulmano, di cui avverte il fascino fisico e umano, ma anche i disagi; la natura, specialmente le piante e gli animali, di cui Fortunato Nocera è un amico affezionato e attento. Vede le cose con le parole consuete al tempo e ai luoghi narrati; le misure di lunghezza, ad esempio, sono i cubiti, le braccia, i palmi, e spuntano anche le parasanghe: tutte voci non tradotte nel glossarietto in fondo al libro, come se siano normalmente evidenti per il lettore. Per sapere quanto valgono

N

IN EVIDENZA

Corrado Alvaro non muore mai. E così anche in questo romanzo di Fortunato Nocera il mondo, da lui raccontato, sembra destinato a perire e a dissolversi.

le parasanghe, circa 6 km, ho dovuto consultare il vocabolario greco del Rocci, perché non ho trovato la voce nei vocabolari italiani. Il tempo da lui scelto per collocarvi la sua narrazione, suggeritogli da un documento stilato nel mese di agosto 1240 e riguardante il monastero su cui principalmente converge l’attenzione del Nocera, cioè San Giorgio di Pietra Cappa, nel territorio di San Luca in Aspromonte, gli permette di volgere lo sguardo attento e circostanziato a fatti dell’Occidente, ma soprattutto d’Oriente, dove spazia partendo dall’occidente geografico, dalla Spagna andalusa, con tutta la sua splendida cultura che l’autore saggiamente collega con quella siciliana, attraverso i territori settentrionali dell’Africa, fino alla penisola arabica, la Persia e la Grecia. Il suo punto di vista è quello che l’autore ritiene appartenga ai monaci dell’Oriente e alla gente umile della Calabria bizantina, con tutte le sue angustie per le cattiverie dei prepotenti che, sia sul piano religioso che su quello sociale, appaiono perveni-

re vincitori dall’Occidente. Conoscendo l’impegno umano e culturale di Fortunato Nocera, l’ambiente mitico e tragico in cui è nato e compie opera di civile impegno, San Luca d’Aspromonte, la sua delicata attenzione verso l’umile civiltà delle nostre comunità collinari manifestata in libri suggestivi ed esemplari (ad es. San Nicola dei Canali, in collaborazione con Ferdinando Marzano, Arti Grafiche Edizioni, Ardore Marina 2005 e Colloquio con il padre, Città del Sole, Reggio Calabria 2011), ritengo che l’autore, vivendo intensamente il respiro profondo della cultura della sua terra oggi, anche attraverso l’amore e lo studio di un grande di questa terra, Corrado Alvaro, sia pervenuto alla comprensione della civiltà bizantina che lo coinvolge come calabrese ed è intrecciata con un’altra grande civiltà, quella araba, antagonista soltanto sul piano militare. Fortunato Nocera, parlando da bizantino di Calabria, vede negli anni 1239-1240, che egli contempla, i problemi, le difficoltà e lo sgomento dei calabresi dell’anno 2012. La sua narrazione, che respira in quel tempo, si riflette simbolicamente e appassionatamente nel nostro. Traspare dalle pagine del libro la consapevolezza della violenza, che Fortunato Nocera sa descrivere con una prosa vivace e tagliente: perpetrata dagli uomini,

MESSAGGI NEL TEMPO di Daniela Ferraro

Colori di Calabria Una vivace spennellata di colori che emerge briosa da una ondulante cornice di verdi geometrie lungo il percorso che, dalla Basilicata, ha aperto le porte della Calabria. E il sogno…ha inizio!

soprattutto, ma anche dagli animali e dalla stessa natura, che due volte si mostra con il volto delle terribili alluvioni ben note in Calabria, e una volta con un terremoto, anch’esso purtroppo frequente. La cometa rossa entra nel racconto solo quando tutte le vicende sono già volte a conclusione, apparentemente con tristezza; si presenta a

p . 223 e a p. 258 finisce tutto. La sua maledizione campeggia come l’ultimo sigillo, con un’alluvione, un terremoto, morti e distruzioni. Ma la sua preminenza è

apparente, domata dalle benedizioni del Signore che danno una trama di gioia alla storia delle creature. Questo è simboleggiato nella violenza dei diavoli, che vogliono travolgere un eremita dentro l’asceterio delle Rocche di San Pietro, ma vengono da lui debellati. Perché tutto è vinto dall’amore di Dio, che molti personaggi della narrazione avvertono, specialmente quei due che per l’ardore di q u e s t o amore, incrementato da immani sciagure personali, si convertono al cristianesimo. Il mondo che Fortunato Nocera in questo libro rappresenta e ama, sembrava, nel tempo del racconto, e ancor più appare oggi, destinato a perire e a dissolversi; a ogni rigo traspare la consapevolezza di questa tragica previsione, ma sempre rintuzzata e corretta dal fascino del futuro, cioè dalla fiducia nella provvidenza divina, e da quella disperata speranza per la quale noi calabresi diciamo a noi stessi che la cultura e la civiltà di Calabria continueranno a vivere. Domenico Minuto

In ricordo

Addio Pepé, poeta del legno e delle notti di novena

Si è spento com’è sempre vissuto, in silenzio, Pepé Cristarella, poeta e scultore del legno (a cui dava anima) e suonatore incallito di novena con tanti altri amici (come da foto postata) quando s’approssimava il Natale. Scompare così il penultimo suonatore di novena (l’altro è Totò Carbone), una figura d’altri tempi, simbolo di quel paese di gesso che non c’è più, lontano nel tempo e nella memoria. Don Rigo, che ha celebrato il rito funebre, ha ricordato Pepé Cristarella come un grande lavoratore, e la figlia, in una lettera dall’altare, come un padre dolce e affettuoso che, ogni mattina, prima di andare a lavorare in falegnameria, la salutava così: «Ciao, bella mia!». Franco Blefari

L’addio

«Ho ancora bisogno di te»

Vorrei trovare le parole giuste per descriverti, dolcissimo cavaliere d’altri tempi, uomo gentile e amabile, dal sorriso coinvolgente. Occhi blu come il mare, presente sempre nei miei momenti più tristi, come un angelo custode. Perché Gesù me lo hai portato via così presto? A v r e i voluto dirgli ancora tante cose. Ora che non ci sei più, dolcissimo zio, cercherò il tuo sorriso, nel sorriso dei tuoi bellissimi figli e ti abbraccerò ogni volta che abbraccerò loro, perché io ho bisogno ancora di te. Ti voglio tanto bene tua Marisa.

ACQUERELLI Tavolozza d'acquerelli... Io dipingo, tu favelli d’un paese molto strano sì piccin che m'entra in mano. I suoi occhietti sfavillanti son finestre sul davanti e le strade son sì strette che nessun piede ci mette. Non ti puoi dentro inoltrare, solo stare li a guardare mentre vola fantasia e tristezza è andata via nel tuo sogno a me daccanto, stretti nello stesso incanto. DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

27


Parlando

di...

LE BELLE MELE DELL’ASPROMONTE È

stata un grande successo la prima sagra della mela, tenutasi sabato e domenica scorsi in Aspromonte. L’iniziativa, promossa ed organizzata dall’associazione Culturale “I Chòra” in collaborazione con l'azienda agrituristica “San Leo” e col patrocinio del Comune di Bova, dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte e di Coldiretti Calabria, si è

CULTURA E SOCIETÀ

foto NOTIZIE

LA MALA VITA di GIOACCHINO CRIACO - Non è la solita solfa. Niente lotta fra bene e male, né la solita composizione commerciale di atti giudiziari consultabili in tribunale gratuitamente e pagati invece decine di euro. LA MALA VITA è la storia di uomini, il romanzo di vite divise dalla Legge, una corsa convulsa fra chi fugge e chi insegue o forse una corsa comune per dare un senso alle cose. La vita di Nino Maressa, maresciallo dei ROS, fluisce dall’inchiostro di Flavia Piccinni e ci regala un mondo sconosciuto, raccontato quasi sempre, e solo, da giudici, sociologi e giornalisti. I latitanti, i fiancheggiatori, i boschi, i cacciatori. Una Calabria inedita, una malavita vera per sbirri e banditi. Una storia non banale che inizia col racconto della cattura del boss Morabito e che avrebbe potuto finire lì, perché in esso c’era tutta la forza emotiva necessaria a un romanzo, vi era contenuto tutto quanto serviva per capire la tensione, i dubbi, la solitudine dell’inseguitore. Vi era la disperazione dell’inseguito, l’angoscia di chi lo proteggeva.

L’estraneità di uno Stato che si muove per linee diverse da quelle seguite dagli uomini che lo servono. Il libro avrebbe potuto finire a pagina 90, col piano alto della centrale dei ROS indifferente a quella cattura. Avrebbe potuto finire a pagina 86, con la pistola che si abbassa in mano a un vecchio che si scusa per un attimo di debolezza. I capitoli successivi, le nuove catture, la faida di San Luca, benché interessanti tolgono anziché aggiungere valore a un romanzo che ne aveva già tanto. Comunque un libro da leggere perché romanzo tout court e non solo libro sulla ‘ndrangheta, con i tratti del thriller nella dinamica narrativa e gli elementi del giallo nei tanti dubbi irrisolti che gravitano intorno alle vite di molti boss, o presunti tali. Significativa, poi, la metafora racchiusa nella quarta di copertina “un vero boss mi ha detto che quelli della malavita siamo noi carabinieri. Perché noi ci svegliamo all’alba, ci imbastardiamo, diventiamo dei rattusi peggio di loro. Diventiamo delle bestie, che seguono le bestie”. Nino Maressa con Flavia Piccinni Lala Vita, Sperling e Kupfer, pagg.270, E. 18,00

Diario di un Carabiniere irregolare. La solitudine di chi caccia e di chi è cacciato

IL CASO MISIANO

L’opera di Oppedisano Il portale della chiesa delle Suore Immacolatine (ricostruita negli anni Trenta grazie alla donazione dei fratelli Caridi) realizzato dall’ebanista sidernese Giuseppe Oppedisano. Le suore gestivano nei locali adiacenti la chiesa un asilo infantile, dove sono passate molte generazioni di sidernesi. Tutta l’area su cui sorge la struttura fu donata dalla monaca Bello.

Leonardo nascose il Santo Graal ne L’ultima cena Un elemento inedito potrebbe essere stato scoperto da Gabriele Montera, medico cosentino, sul celebre dipinto L’ultima cena di Leonardo da Vinci. Osservando da una certa distanza il capolavoro conservato a Santa Maria delle Grazie a Milano emerge il Santo Graal, la coppa che ha entusiasmato e mosso la fantasia di una miriade di personaggi nel corso della storia. La coppa sarebbe nascosta nella decorazione del montante della finestra compresa tra i primi due arazzi, alle spalle di Bartolomeo che è il primo apostolo a sinistra del dipinto. A prima vista sembra un semplice decoro e invece, prestando attenzione, emerge l’immagine del calice. Un accostamento non incredibile per un illuminato come Leonardo.

A Berlino la cerimonia di premiazione L’Istituto Italiano di Cultura di Berlino consegnerà giovedì 11 ottobre il Premio Cinematografico Internazionale Francesco Misiano al regista tedesco Christian Petzold. Ospiti dell’evento saranno il Sindaco del Comune di Ardore, Giuseppe Campisi, l’Assessore alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria, Lamberti Castronovo, e il Presidente del Centro Studi Francesco Misiano, Giuseppe Grenci. La scorsa edizione, svoltasi nel 2010 a Mosca, ha visto il successo del giovane documentarista Pave Kostamarov. Il premio è intitolato a Francesco Misiano, un calabrese folgorato sulla via del cinema in modo non

casuale. Nato ad Ardore nel 1884, è stato un uomo dal libero pensiero, autonomo e quasi sempre scomodo. Costretto a fuggire a Berlino in seguito alle persecuzioni dei fascisti, ha istituito nel 1922 il Comitato proRussia, ponendo in essere una serie di mobilitazioni di carattere politico, editoriale, artistico e, soprattutto,

cinematografico. È morto a Mosca nel 1936.Nel 2005 il Comune di Ardore e la Cineteca della Calabria gli hanno reso omaggio fondando il Centro Studi Francesco Misiano e realizzando il docufilm Il caso Misiano di Attanasio-Scarfò, proiettato nelle maggiori città italiane, a Mosca, New York e Buenos Aires.

Christian Petzold si è aggiudicato il premio intitolato a Francesco Misiano, un calabrese folgarato sulla via del cinema in modo non casuale

Presentato a Locri il progetto Andrea

Sabato 6 ottobre ha avuto luogo presso la sala riunioni della Direzione Sanitaria del Presidio Ospedaliero di Locri un incontro tra pediatri, infermieri, associazioni di genitori e volontari. Argomento centrale l’accordo tra la Società Italiana di Pediatria Ospedaliera e l’Associazione Italiana Genitori, culminata con la stipula del Progetto Andrea. Tale progetto si propone di migliorare l’ospitalità del bambino e dei loro parenti in ospedale in occasione di patologie acute che necessitano di ricovero. Tanti i presenti, a partire dal Presidente SIPO per la Regione Calabria, Roberto Trunfio. «Ho sempre desiderato dare colore agli ambienti di ostetricia, neonatologia e pediatria - afferma il dott.

Trunfio - L’ospedale deve essere il più possibile ospitale sia per le madri che per i neonati». Il Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero, Antonio Previte, ha evidenziato poi come l’amministrazione comunale di Locri abbia come obiettivo quello di «stimolare le iniziative culturali e sociali come l’alleanza tra ospedale e territorio nel migliorare l’umanizzazione del ricovero del bambino in ospedale». Il progetto è stato presentato dal Presidente dell’AGe Calabria, Cettina Andrea Strangis. «Migliorare l’ospitalità del bambino e dei loro parenti in ospedale in occasione di patologie acute che necessitano di ricovero. L’esperienza del ricovero ospedaliero causa un significativo trauma psicologico nel bambino e disagi nei suoi genitori. Il progetto Andrea ha come obiettivo la riduzione del trauma dell’ospedalizzazione del bambino».

DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

28


tradotta in una due giorni trascorsi tra l’azienda “San Leo”, in località Campi di Bova, e Bova Superiore. Alla conferenza stampa, che ha illustrato gli scopi e le tappe della manifestazione, è seguita la visita guidata al centro storico, e il trasferimento in Azienda per degustare un menu fruttato. Ipocalorico? Dalla pasta fatta in casa condita con ragù di carne, al nashi avvolto dal capicollo, alla peperonata fino al dessert. E ancora torte e crostate. Giudicate voi.

Torna “il giudice” di Gangemi Sta per uscire con un nuovo libro. È il secondo attesissimo episodio sulle indagini del magistrato Alberto Lenzi, “Il giudice meschino” con cui ha conquistato il grande pubblico. E, per questa nuova avventura letteraria, Mimmo Gangemi cambia scuderia. Forte dei successi ottenuti negli ultimi anni, passa da Einaudi a Garzanti. Un divorzio consensuale quello tra la storica casa editrice torinese e lo scrittore calabrese, come lui stesso ci spiega sempre brillante e pronto alla battuta: «Ho come l'impressione che a Torino qualcuno non mi voglia bene. E questo è bastato per scegliere di separare le nostre strade». Dopo il fortunatissimo romanzo giunto in finale al Bancarella del 2010, Gangemi con Einaudi ha pubblicato, poco più di un anno fa, “La Signora di Ellis Island”, avvincente e commovente saga dell'emigrazione. Un'opera che ha

consacrato Gangemi tra i grandi della letteratura contemporanea, mettendo d'accordo lettori e critica, concordi nel decretarne il successo. «È un libro che mi ha dato e continua a darmi grandi soddisfazioni - dice -. E p p u r e all'inizio ero quello che ci credeva meno di tutti. A incoraggiarmi sono stati proprio quelli di Einaudi Stile Libero. Alla fine ne ho preso atto con soddisfazione. Resta però un po' di amarezza. Certo è che quando un autore teme

che in una casa editrice l'aspetto commerciale schiacci la qualità, allora è bene che vada via. Tutto il successo è frutto di ottime recensioni, su tutte quella di Curzio Maltese, e del passaparola, con continui attestati di stima che continuano ad arrivarm i » . Premio Rèpaci a Palmi, premio dei Lettori a Lucca, premio "S. Montalto", premio selezione Tropea (a novem-

GIÙ LA MASCHERA, DONNE L’APPELLO DELLA ASSOCIAZIONE “MIMOSA LOCRIDE” «A fimmina fa a casa» recita un antico detto calabrese. Ed è questo il motto dell’associazione onlus “Mimosa Locride” nata due anni fa su iniziativa del suo attuale presidente Sabina Bruzzese. L’associazione ha sede a Bovalino in via Prefetto Stranges snc secondo piano. Si propone di tutelare i diritti della donna e delle persone svantaggiate: giovani, adolescenti in gravidanza, uomini in cerca di lavoro. Due figure professionali forniranno assistenza lunedì e mercoledì pomeriggio, previo appuntamento. È possibile contattare i responsabili chiamando i numeri di telefono: 328/1736492 Sabina Bruzzese, legale, e 339/1787705 Roberta Errigo, psicologa. Ed è la dottoressa Errigo a rispondere alle nostre domande, in redazione. Qual è l’obiettivo della Mimosa Locride? La nostra associazione si propone di essere un centro di ascolto, in vigore con le normative sulla privacy. La tessera di iscrizione prevede un contributo di 30,00 euro, valido per sei mesi, e di 60,00 euro, per un anno. L’obiettivo è quello di fornire assistenza a chi ci contatta per discutere di una qualsiasi problematica. Se poi, questa, si rivela importante si interviene sia con l’approccio psicologico che legale, sempre qualora la persona decida di denunciare. Quali sono con precisione i servizi offerti? Assistenza psicologica e legale sull’abuso sessuale, stalking e mobbing, depressione, carenza di autostima, conflitti familiari dovuti a separazioni e divorzi. L’associazione si avvale, inoltre, del laboratorio di pittura e

disegno, utile non solo per interpretare il disagio, ma anche per la fuoriuscita dei rancori e della malinconia. Perché aveva scelto come simbolo una maschera? È il nostro territorio ad avere una maschera. La gente bada più all’immagine e agli aspetti esteriori che a quello che accade realmente, come se vigesse il criterio dell’omertà. È importante dunque non isolarsi, rivolgendosi a persone specializzate che certo potranno dare aiuto concreto. Nella Locride le persone si sentono spesso intrappolate nelle problematiche e continuano a viverla da sole, in silenzio, finché il tutto non esplode. Oggi possiamo cambiare il sistema, possiamo prevenire e risolvere. Possiamo parlare.

bre il vincitore, n.d.r) e ancora molti altri riconoscimenti per “La Signora di Ellis Island” e per la Einaudi, in un momento altrimenti di magra per la casa editrice. Amore finito quindi, ma senza troppi clamori né recriminazioni. «Ho un ottimo ricordo del lavoro con la sede romana della casa editrice - ci tiene a dire Gangemi - il mio sincero grazie, in particolare, va a Severino Cesari, direttore della collana Stile Libero». Chiuso il rapporto con Einaudi, si apre l'avventura con una casa editrice di prestigio come Garzanti, «moderna, senza pregiudizio» sottolinea lo scrittore. «Da loro ho ricevuto la migliore proposta e, con grande entusiasmo, stiamo già lavorando a questa seconda indagine del “giudice meschino”. Sono pronte le bozze e le prove di copertina. L'arrivo nelle librerie è previsto per gennaio». Una storia calata nella realtà dei

nostri giorni e Lenzi alle prese con i fatti che vanno dalla rivolta di Rosarno ai traffici nel porto di Gioia Tauro, toccando anche la mega-inchiesta “Crimine”. «Attingo a piene mani dalla cronaca perché le migliori storie da raccontare nascono dal reale» spiega. Il matrimonio con Garzanti pare celebrarsi quindi sotto i migliori auspici, con l'impegno alla pubblicazione di due libri, uno appunto a breve, e un altro in programmazione tra un anno circa. In attesa di leggerlo ancora, gli chiediamo una riflessione sulla letteratura calabrese: «La Calabria ha ottimi narratori, Vito Teti, Mauro Minervino, Gioacchino Criaco, Francesca Chirico. E poi di Carmine Abate possiamo dire che ha “stravinto” il Campiello, perché gli scrittori calabresi partono sempre da posizioni di svantaggio. Per lui possiamo parlare di un meritato trionfo».

A RIMINI LA VILLA ROMANA DI CASIGNANA Oggi al Teatro Novelli di Rimini si terrà l’ultima delle tre Giornate Internazionali di Studio organizzate dal Centro Pio Manzù. Alle ore 15:00, la giornalista Annamaria Barbato Ricci (già Capo Ufficio Stampa

presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) relazionerà sul tema: “L’Italia di nicchia… ovvero le bellezze artistiche, architettoniche, paesaggistiche fuori dai grandi circuiti”. Il suo intervento si concentrerà in modo particolare sulla Villa Romana di Palazzi di Casignana, considerata una realtà capace di procurare suggestioni, suggerimenti e interesse su ampia scala e in tutto il mondo. L’evento sarà presentato da Sergio Rizzo, editorialista del Corriere della Sera. «Un’occasione importante – secondo Rocco Celentano, Assessore alla Cultura del Comune di Casignana – per valorizzare l’area archeologica» poiché giornalisti, studiosi, rappresentanti di organismi internazionali e personalità di diversi settori tracceranno i possibili scenari italiani indicando le potenzialità di miglioramento dei prossimi anni. Per gli esperti del Centro Pio Manzù, difatti, l’Italia, al di là della sua debolezza economica, possiede un patrimonio archeologico e artistico ancora sconosciuto capace di affascinare e sul quale vale la pena di scommettere ed investire.

DOMENICA

la Riviera

foto NOTIZIE

Quartaumentata e Tallura, calabresi in trasferta a New York. Li seguiamo anche da lontano. Nostalgici da un lato, dall’altro sicuri di esserne nel miglior modo rappresentati. Il Sud, in America, non ha più la valigia di cartone.

Singapore, tre studenti italiani (un calabrese e due siciliani) vincono il World Architecture. Il premio più importante nel campo dell’architettura. Daniele Petralia, Daniele Pronestì, Stefano Nastasi sono stati “eccellenti”per la giuria.

ExFadda, è un grande cantiere pugliese di apprendimento per il recupero di materiali, falegnameria, creatività applicata agli spazi. Per chi è interessato, ma fuori da San Vito dei Normanni, si offre ospitalità gratuita in case private.

SanGiovanni in Fiore, dalla terra emergono tre scheletri, datati 1500, proprio sotto la chiesa madre. Si ipotizza siano catacombe. La Calabria è terra di cultura, sopra e sotto il livello del mare. E non finisce mai di stupirci, di incantarci. 14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

29


Parlando

di...

La verità dell’Iride

B

R

I

G

A

N

T

I Il brizzolato

di Ruggero Brizzi

di Benjamin Bowson

Anche la Locride presente al sit-in presso Ai turchi il lavoro l'xUniversità di Cosenza ad Arcavacata di Rende

La dubbia democrazia dello Stato

sporco in Siria

bama ha le elezioni dietro l'angolo e non può rischiare, visti anche i dati dei sondaggi. Hollande le sue, elezioni, le ha vinte da troppo poco tempo, e poi il suo elettorato lo metterebbe in croce. Cameroon da solo non può aprire i giochi e addossare agli inglesi l'inizio di una nuova guerra. La Gemania ha un impedimento costituzionale ai conflitti. E degli Stati vassalli, Italia compresa, non ne parliamo. Ed ecco la soluzione. Mentre in Egitto, Tunisia, Algeria e Libia, sostituire i fantocci ormai obsoleti è stato relativamente più facile. Il mostro siriano Assad si è rivelato un osso più duro del previsto. Ha tenuto talmente sotto i siriani, e per così tanto tempo, che buona parte del popolo si è assuefatta al dispotismo Bath degli Assad. Il popolo sobillato e gli infiltrati d'occidente non ce la fanno da soli. Ed eccola la soluzione. Il potere siriano ufficiale è impazzito, e anziché cercarseli gli alleati, se li trasforma in nemici. Erdogan, da sempre amico personale di Bashar, viene messo alle corde da continue scaramucce siriane ai confini con la Turchia, e tira e tira prima o poi lo farà il passo. Entrerà in Siria ad abbattere il tiranno che mina la sicurezza dell'ex impero degli Ittiti e degli Ottomani. Visti gli attacchi, alla fine tutti, informazione compresa, appoggeranno la risposta turca. E allora, per tener fede all'alleanza, la NATO, controvoglia naturalmente, scenderà in campo per rispettare il trattato di difesa con i turchi. Si, stavolta gli occidentali vorranno salvarsi anche la faccia, facendo la parte dei cavalieri senza macchia e senza paura che intervengono in aiuto di una donzella in ambasce. Solo che i turchi, nella parte di una dama di carità proprio non ci entrano. E non sono nemmeno tanto fessi. In cambio del favore, un pezzo di Siria se lo terranno per un bel po', e in un modo o in un altro anche Israele incrementerà le sue colonie. E Assad, inutilmente, griderà “mamma li turchi” ma senza suono di inutili campane.

O

L’OROSCOPO

Lunedi 8 ottobre nei pressi dell'Università di Cosenza ad Arcavacata di Rende, si è svolto il primo raduno regionale di protesta contro le inique misure governative in atto, che ha raccolto consensi tra i calabresi desiderosi di cambiamento in meglio. Lo scopo della protesta, secondo i promotori, è stato quello di riaffermare la sovranità del Popolo Italiano, sul piano politico e monetario, che è oramai negata. Infatti, ci sembra proprio che il Popolo Italiano non si senta più rappresentato da una classe politica arrogante e indifferente, che ha calpestato la carta costituzionale ed ha meschinamente semplificato la Questione Meridionale in Questione Criminale. Dalla precisa volontà di non scendere a compromessi con questa classe politica è nato il sit-in di Rende, dando un'impronta sopratutto popolare alla manifestazione; assenti insegne e bandiere che recassero simboli politici e/o sindacali, presenti solo il tricolore italiano, e slogan e volantini a tema, che hanno suscitato parecchia curiosità tra studenti,

Suerte di Bruno Strangio

Kalon-brion Una notte sognai incessantemente, tanto da sviluppare insoliti pensieri e realtà del tutto astratte. Mi trovavo in una landa desolata, vergine, la cui natura spettacolare sembrava la creazione di un artista geniale. Bagnata da due mari, attraversata da una catena montuosa incostante, varia e pittoresca nelle sue molteplici espressioni, questa terra appariva come un agglomerato di bellezze differenti, mescolate a formare un capolavoro. La gente che ci viveva, si adoperava giorno per giorno a coltivare le risorse e a curare le unicità che da sole costituivano un patrimonio umano ed eco-

I consigli comunali che negli ultimi vent'anni hanno avuto provvedimenti di scioglimento, nella nostra regione, sono al momento 52. In Calabria dal 2008 ad oggi sono stati sequestrati 9015 beni, per un valore di 3,3 miliardi di euro. Le operazioni effettuate nei confronti della ndrangheta, dei fiancheggiatori e degli affiliati sono ormai incalcolabili. Il numero di persone arrestate o fermate è altissimo, i legami e gli intrecci con la politica sono infiniti. I numeri si snocciolano ad ogni conferenza e gli scrittori facili prendono appunti per rivendere statistiche senza porsi domande. Si abbatte nuvolosa e cupa su tutti noi la presenza di uno stato che intimorisce tutti, che lascia messaggi di dubbia democrazia quando punisce sempre più indistintamente. Si abbatte sulla nazione, sempre più forte, il sentimento che affianca la disonestà all'essere calabrese. L'idea della repressione senza prevenzione e rieducazione, di un intero territorio, è ormai avallata da tecnici tirchi e freddi. I problemi si risolvono solo con gli arresti e con le attese di giudizio che intanto costringono al carcere, troppo spesso, innocenti cittadini. Tutto può essere messo in discussione e anche sul tuo posto di lavoro devi stare attento, anche se non hai nulla da nascondere. Lo stato ha sempre e subito ragione, mentre tu devi aspettare i loro tempi e dimostrare di non avere torto. Ci vuole una grande forza a rimanere qui, dove mancano treni, ospedali e strade, ma “lo stato c'è e grida forte la sua presenza”.

automobilisti e ignari passanti. Cospicuo il contributo di solidarietà che hanno offerto alcune categorie di professionisti dalla Jonica del Reggino, cioè della Locride, presenti con i gruppi “Nuovi Briganti” e “Solidarietà Calabrisi” coordinati dal professor Duccio Mallamaci, presidente per acclamazione della manifestazione, in completa sinergia con l'ispiratore dell'iniziativa Salvatore Brosal, leader e socio fondatore di “Onda Calabra”. Si riparte da Arcavata di Rende dunque, importante polo culturale, e con tutta la Calabria per costruire il proprio futuro, ripartendo dai luoghi che venticinque secoli fa videro la feconda unione tra le popolazioni Bruzie autoctone e l'apporto delle nuove popolazioni Greche che proprio in questo lembo di terra dell'Italia del Sud seppero dar luogo alla sintesi di pensiero e di civiltà nuova e migliore della famosa Magna Grecia che ancora ai nostri giorni è riconosciuta universalmente come riferimento ideale ancor valido per tutto l'Occidente e per il Mondo intero.

nomico in espansione. E dire che fino a qui non ci sarebbe molto di “fantastico” e di “onirico”, se ci sforzassimo per un istante, potremmo associare quest’immagine alla nostra Calabria, terra benevola e feconda, non a caso il suo nome “Kalon-brion”, “Faccio sorgere il bene”, per la fertilità del suo territorio. Ma questo, purtroppo, è frutto del pensiero di quella civiltà greca, fin troppo “civile” da poter essere additata come nostra “antenata”. In molti casi le meraviglie di un luogo è capace di apprezzarle solo lo straniero, l’autoctono preferisce non farci caso o fingendo di esserci abituato la copre di detriti. Riprendiamoci le redini del “presente”, abbandoniamo per un istante questo passato florido che non abbiamo vissuto, creiamo anche noi qualcosa di memorabile che possa attraversare magicamente i secoli ed affermarsi nel futuro.

ARIETE

GEMELLI

LEONE

BILANCIA

SAGITTARIO

ACQUARIO

L’atmosfera generale è serena, potrete guardare al futuro con fiducia, certi che i vostri sogni si realizzeranno. Siate aperti e imboccate nuove strade. La sicurezza in voi stessi e lo spirito di iniziativa vi consentiranno di fare facilmente una conquista che sembrava ardua. Incontri/scontri. Attrazione fisica fortissima con i Leone e i Sagittario. Non vi sarà facile capire i Bilancia.

L’opposizione di Marte che contrassegna questa settimana, si fa sentire con forza sia nei rapporti tra soci o legali, sia nelle questioni di cuore. La consolazione viene dal lavoro e più sgobbate più vi sentite in pace con voi stessi, non siete dell’umore giusto per prendere decisioni forti o lanciare progetti ardite, ma se le direttive vi vengono proposte con garbo non avete problemi a rispettarle.

La voglia e le capacità non vi mancheranno certo, ma alcuni ostacoli sul lavoro potrebbero smorzare i vostri entusiasmi. Cercate di reagire e puntate tutto sul vostro carisma. Il fascino per conquistare chi volete non vi farà difetto. Incontri/scontri. Gli Ariete e i Sagittario non vi deluderanno mai. Gli Acquario sapranno come prendervi, ma poi vi sfuggiranno.

Se i risparmi sono investiti a lungo termine e non avete grosse spese in preventivo, dormite tranquilli senza farvi ingolosire da tentazioni di mercato. Logica e prudenza vi mettono al riparo da proposte ingannevoli e con la stessa circospezione tenete in osservazione una storia di cuore che non vi convince a fondo. I single, restino tali, mentre gli accoppiati tengano gli occhi bene aperti.

Eventuali contrattempi su lavoro, o uno scambio d’idee un po’ troppo vivace con un superiore, non dovrebbero farvi perdere sia l’ottimismo sia la sicurezza di stare procedendo per la strada giusta. L’intesa erotica col partner non farà che migliorare, giorno dopo giorno. Incontri/scontri. I Leone e gli Ariete, senza chiedere nulla, sapranno soddisfare ogni vostro desiderio.

La neutralità di Venere suggerisce una settimana tranquilla per il cuore, anche perché Marte non vi innervosisce più. La ritrovata serenità vi farà ritrovare un buon rapporto di confidenza con il partner. Sulla vostra scrivania si accumulano carte su carte che non riuscite a smaltire perché avete difficoltà di concentrazione. Mettete ordine, decidete quali sono le priorità.

TORO

CANCRO

VERGINE

SCORPIONE

CAPRICORNO

PESCI

Potrebbe essere una settimana un po’ particolare, visto che sia la Luna sia Saturno sono in posizioni difficili per il vostro segno. Non dovete pensare che ci sia come un muro di incomprensione fra voi e gli altri. Cercate di scavalcare qualsiasi ostacolo purché arriviate a far capire i vostri bisogni alle persone che, secondo voi, possono aiutare a soddisfarli.

Sforzatevi di essere più ricettivi e aperti alle occasioni: le chance più fortunate vi arrivano da direzioni del tutto inaspettate. La vita di coppia è all’insegna della passione arroventata. Incontri/scontri. Con gli Scorpione e i Pesci condividerete la voglia di divertirvi. Con i Capricorno non tutto andrà come speravate.

Nel giorno fortunato per il vostro segno, voi della Vergine dovreste cercare di mettere a frutto la bella posizione di Mercurio, in sestile con il vostro segno. Il vostro modo di comunicare è molto attraente sia nella professione sia, come si può intuire, nei rapporti con il sesso opposto. Approfittatene e lanciatevi in nuove avventure.

Qualsiasi iniziativa abbiate in mente, professionale o affettiva, l’impulsività è una pessima consigliera. Fidatevi della coppia Mercurio-Saturno nel vostro segno, che boccia l’istinto a favore della prudenza e del buonsenso. Unica deroga sugli investimenti, il denaro arriva e va con opportunità da cogliere al volo, prima che cambi il vento.

Tranquillità interiore e chiarezza mentale. Saturno vi sta aiutando a rimettere in sesto le situazioni confuse della vostra vita. Vi attende una settimana appassionante per la vita di esplorerete nuove dimensioni dell'amore e dell'eros con la persona amata. Sul lavoro finalmente siete concentrati.

Sia sul lavoro sia nelle questioni di vita pratica fidatevi del vostro istinto, invece di ascoltare i consigli di persone che, pur in buona fede, faranno di tutto per confondervi le idee. Se siete in coppia, lasciate i problemi fuori dalla camera da letto: le discussioni non favoriranno l’intimità. Sorprese in vista per i single.

DOMENICA

14 OTTOBRE 2012

LA RIVIERA

30


la Riviera

4

3

2

5

6

1

7 10

Blob of the week

8

1 Squisiti fichi secchi disegnano una donnina. Sarà di Ardore? 2 Alcuni amici Sindaci con l’assessore Caridi 3 Modello Reggio? Come ghiaccio sotto il sole dello Stretto 4 L’imprenditore Carnevale di Bivongi, e il suo telefono 5 Graziosa sommelier non può sfuggire al nostro obbiettivo 6 Anche al Consiglio regionale si legge la Riviera. Lo sapevamo già! 7 Alla salute del nostro amico Cesare di Roccella! 8 In arrivo nuovi posto di lavoro. What’s up? WazzApp 9 10 Ricordiamo ai lettori l’iniziativa “Adotta una buca a Siderno”. Continua la campagna di adesione 11 Auguri a Domenico 12 Loiero, Calabrese, Mittiga. Trova l’intruso SPECIALE NEW YORK 13 Quartaumentata, le prove d’oltreoceano 14 Tallura in relax 15 Irriducibili Quarta. Anche all’ora di pranzo si balla 16 Paolo Sofia in concerto 17 (Anche) Antonio Tallura in the USA 18 Anto, fa caldo 19 L’attore Tallura a NY con Enrico Montesano

11

12

9 14

15

13

16

18

17

19

DOMENICA 14 OTTOBRE

2012

LA RIVIERA

31


La Riviera n° 42 del 14/10/2012  

La Riviera n° 42 del 14/10/2012