Page 1

Africo è figlia di un Dio Minore e non può redimersi. Il peccato originale, secondo le Autorità, sta nell'essere africoti. Mimmo Versace, sindaco di Africo, ha recitato quotidianamente l'atto di dolore chiedendo perdono per le colpe di Adamo ma non hanno voluto sentir ragione. Un tempo Africo era famoso per gli scritti di Zanotti Bianco che avevano commosso l'Italia, per il pane immangiabile, per i bambini scalzi, per le scuole tugurio. Oggi è bollata come la patria del “tiradritto” e questo basta.

PAGINA 8


DOMENICA 29 SETTEMBRE

2013

LA RIVIERA

02


CONTROCOPERTINA Locri Epizefiri VII sec. a.C.

entile Direttore, leggo su “La Riviera” di un accordo di collaborazione tra i dieci siti archeologici del Basso Ionio reggino, Bova Marina, Brancaleone, Casignana, Portigliola, Locri, Gerace, Marina di Gioiosa Jonica, Gioiosa Jonica, Monasterace e Stilo, che costituiranno i “Comuni Archeologici di Qualità”. Sono note universalmente le emergenze antiche di quasi tutte le località, ma io dichiaro la mia ignoranza di non conoscere alcun vestigio antico (quanto meno archeologico) nel territorio della

G

Comuni Archeologici di Qualità

che ci azzecca Locri Neolocri (già Gerace Marina fino al 1934), a meno che qualcuno non voglia spacciare per pertinenza di Locri moderna il Parco Archeologico dei greci Lokroi oi Epizephyrioi, che appartiene al territorio di Portigliola (se no, perché sarebbe nel precedente elenco?). Dunque: che ci azzecca Locri attuale, comunità formatasi nel 1840-47? Si dovrebbe sostituire Locri con Roccella che, quanto meno, può vantare le Colonne di Melissari (egizio-romane), il probabile porto subacqueo antico e la discussa citazione di Amphisia nelle Metamorfosi di Ovidio: ("Linquit (Aesculapius) Iapygiam levibusque Amphisia remis /Saxa fugit, dextra praerupta Cocynthia parte / Zephiriumque legit, Naritiamque, Cauloniamque,/ Evincitque fretum, Siculique (che sarebbero una forzatura, ma almeno esistono come argomento di studi). Peraltro, le comunità moderne nulla hanno a che vedere con l'Antichità

Locri, presentato il marchio “Comuni Archeologici di Qualità” È stato presentato a Locri presso il Palazzo di Città un accordo di collaborazione tra dieci comuni della fascia jonica reggina che andranno ad istituire il marchio “Comuni Archeologici di Qualità”, che ha come fine quello di migliorare la valorizzazione e la promozione del patrimonio archeologico presente in questi territori. I comuni che rientrano nell'iniziativa sono Bova Marina, Brancaleone, Casignana, Portigliola, Locri, Gerace, Marina di Gioiosa Jonica, Gioiosa Jonica, Monasterace e Stilo, e, coordinatrice dell'iniziativa, è stata designata la dottoressa Francesca Crea, Viceprefetto di Reggio Calabria, che ha guidato il Comune di Locri in qualità di Commissario Prefettizio fino allo scorso mese di maggio. L'obiettivo è quello di costituire una rete tra questi comuni, cercando di valorizzare e promuovere il patrimonio storico - archeologico con una realtà d'insieme, virtualmente identificata come Museo Archeologico Architettonico Territoriale (M.A.A.T.) Locride. Le Amministrazioni Comunali dei comuni aderenti hanno sottoscritto un

Accordo di Collaborazione che prevede l'istituzione del marchio “Comuni Archeologici di Qualità”, la realizzazione di un sito Internet, l'elaborazione di un Holiday Package (denominato “Gran tour tra gli indigeni, i Greci, i Romani, i Bizantini, gli Ebrei e i discendenti grecanici”) da sottoporre a qualificati tour operator, e la partecipazione alla XVI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si terrà a Paestum (Salerno) dal 14 al 17 novembre 2013. La Crea durante il suo discorso ha detto: «Ovviamente Locri ha un ruolo particolare, anche perché ha la maggior parte del patrimonio archeologico, assente negli altri comuni se non con cose peculiari e specifiche: come ad esempio Bova Marina con i resti della Sinagoga; Casignana la villa romana. Ma insieme, tutto questo, crea un panorama che è unico. Questa è la nostra idea e la nostra proposta. Adesso spetta agli operatori commerciali dover sviluppare concretamente il nostro pacchetto. L'impegno c'è da parte di tutti e spero che si possa arrivare a qualcosa di buono e positivo.»

DOMENICA

magnogreca, scomparsa definitivamente con la Guerra greco-gotica, finita nel 553 con il sopravvento dei Bizantini, del tutto dimentichi della Grecia classica e della latinità (Giustiniano, pur latinista e meritorio giurista, era erede di una genia di pastori della montagnosa Dardania, a nord della Macedonia). Ma si sa che sempre le comunità, per acquisire quarti di nobiltà, hanno fatto sistematicamente carte false (proprio così: “carte false”!). Ma chi correggerà mai gli errori della storia bugiarda? “La menzogna è madre di tutte le historie”, ammoniva Pietro Aretino, senza possibilità di essere smentito. E così, quasi certamente, Locri (Gerace Marina) sarà archeologica solo perché re Vittorio Emanuele III firmò il decreto di ridenominazione con un toponimo appartenente alla storia antica e non alla geografia moderna. Con simpatia. Vincenzo Papa

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

03


Parlando

di...

LA SETTIMANA

BIONDO

ape

Diocesi come tribunali:

Console Barillaro in pensione Il Console Generale d'Italia a Nizza, Luciano Barillaro, illustre sidernese che fa periodiche capatine nella città di nascita, alle soglie dell'estate si è messo in pensione. Al congedo dalla comunità italiana nizzarda nella sede del Consolato, il diplomatico è stato festeggiato da una folla di invitati abbigliati in splendidi costumi del XVII secolo. Tra i vari incarichi di prestigio ricoperti con alto senso di responsabilità, Barillaro è stato anche Ambasciatore d'Italia in alcuni Paesi dell'Africa Occidentale. Il Console e sua moglie, genitori di tre figli, continueranno a vivere sulla Costa Azzurra. Auguri.

Nel solco di Morosini La diocesi di Locri-Gerace è ancora vacante dopo il trasferimento a Reggio di mons.Fiorini Morosini, operato dalla Curia qualche mese fa. A tenere le redini per il momento ci pensa mons. Cornelio Femia, eletto amministratore Diocesano dal Collegio dei Consultori. L’elezione di mons. Femia è stata una conferma della volontà del Collegio di continuità nell’operato pastorale, Femia è stato infatti il vicario generale durante la reggenza di Morosini. La strada è quella già tracciata quindi e si prosegue nel solco indicato finora dal nuovo arcivescovo di Reggio-Bova.

Piselli massonici

accorparte?

Se, per pura ipotesi, Papa Francesco continuasse a farsi prendere dal ghiribizzo della spending review su larga scala, a farne le spese potrebbero essere perfino le piccole diocesi. Ad esempio, per risparmiare, alcune sedi vescovili potrebbero fare la fine di periferici tribunali italiani: accorpate. La diocesi di Oppido-Palmi con quella di Reggio, la diocesi di Gerace-Locri lo stesso. Così Giuseppe Fiorini Morosini, per possesso canonico, diventerebbe l'arcivescovo di tutta la provincia. Ci sarebbero in questo caso sollevazioni dei preti e dei fedeli, come ai tempi remoti di monsignor Perantoni per lo spostamento dell'episcopio da Gerace a Locri?

Latitanti e carte di credito Nessuno dei cronisti che perlustrano da mane a sera atti giudiziarii per farne un riassunto, ha chiesto mai agli inquirenti pur prodighi di dichiarazioni qualche notizia sulle carte di credito rinvenute nei portafogli di grandi latitanti catturati in giro per il mondo, magari per sapere su quali istituti fossero appoggiate e a quali nominativi fossero intestati i conti di addebito. Tracce finora ignote, che i cronisti non sanno scovare, forse perché non fanno le domande giuste, limitandosi al copia & incolla, senza approfondimenti. Qualche domanda, la facciano di tanto in tanto, per dimostrare che il mestiere di giornalista esiste. E la banca pure.

Un vecchio libro semiumoristico del gossiparo Roberto D'Agostino e dello storico dell'arte Federico Zeri s'intitolava “Sbucciando i piselli”, sigla anche di una loro trasmissione televisiva. Sulla falsariga delle osservazioni di quei caustici censori delle umane vanità, anche noi ci divertiamo a togliere il baccello ai piselli nostrani. Ad esempio, ci domandiamo benevolmente quale affinità elettiva fosse riuscita a coniugare nella famiglia massonica la virtù di un medico infettivologo già democristiano e poi

forza-italiano con quella di un commerciante di libri vetero-comunista. Nemmeno scorrendo i rituali dei gradi simbolici siamo riusciti a saperlo.

Missione a Nairobi

Tra le persone prese in ostaggio nel centro commerciale Westgate di Nairobi attaccato da un gruppo di terroristi, c'era di Rita Caparra, 57 anni, vedova di Michele Calautti figlio dell'ex senatore sidernese, famiglia molto conosciuta in città, e mamma di Nella, Francesco e Giulio. E' scampata alla strage restando nascosta per ore in un camerino al secondo piano della grande struttura, mentre al piano terra un commando di terroristi islamici sparavano alla cieca. Quel giorno la sidernese con una rappresentante dell'ambasciata si era spostata dal luogo in cui risiedeva per rifornirsi di provviste e

viveri. Solo dopo 4 ore e pressanti trattative con gli assaltatori un gruppo di persone è riuscito ad uscire dal centro commerciale, e tra loro anche Rita Caparra con la sua amica. Lei stessa è riuscita a postare su Facebook un commento in cui rassicurava i familiari di aver superato indenne questa drammatica avventura, che sicuramente non scoraggerà Rita Caparra a svolgere il suo ruolo da missionaria, impegno preso ormai da sei anni per aiutare le popolazioni a risolvere molti problemi i vitale e primaria importanza.

DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

04


la Riviera

CARTOLINE MERIDIONALI Antonio Calabrò

Autunno in arrivo Nuvole monelle su questo cielo di smalto, questo cielo calabrese che risuona nelle menti con la potenza di mille tamburi, questo cielo e questo mare che vorresti fosse sempre estate ed invece loro, le discole e sfuggenti annunciatrici della nuova stagione, scambiandosi il bianco ed il grigio in un valzer di piogge promesse e di ombre mantenute, giungono di corsa trafelate e alle fiumare riarse promettono la pioggia e agli uomini di buona volontà il rinfresco, la vendemmia e l’inizio di una nuova vita sperata. San Lorenzo, e gli irti colli.

SIDERNO

Caffé e spazzatura Ecco ancora scorrazzare sul corso di Siderno in pieno giorno camion che emanano tutto il loro olezzo. Puzza di spazzatura invade negozi e attività commerciali. Abbiamo già denunciato molte volte il comportamento scorretto, in ogni città civile infatti i camion di questo tipo transitano la mattina presto per non creare disagi ai cittadini. Adesso abbiamo deciso che ogni settimana riprenderemo questo problema finché chi deve prendere provvedimenti si decida a fare qualcosa.

Le notizie più lette della settimana su larivieraonline.com 1) SIDERNO: ARRESTATO CARROZZIERE PER DETENZIONE D’ARMA 2)

GIANLUCA BEVILACQUA HA CONFESSATO DI ESSERE L’ASSASSINO DI TATIANA KUROPATYK

3) SEQUESTRATI 15 MILIONI AL ROCCELLESE RAOUL BOVA: «ACCANIMENTO, STO GIÀ PAGANDO» 4) LIBERATA LA SIDERNESE RITA CAPARRA OSTAGGIO IN UN CENTRO COMMERCIALE A NAIROBI

MERIDIONAL-MENTE di Vincenzo Carrozza

Meridione: ripartire da scuola e famiglia ANNIVERSARI

L’omicidio Carbone ancora insoluto È trascorso un altro anno dalla morte di Massimiliano Carbone. Con questo fanno nove. Nove anni e ancora nessuna novità, nessuna condanna, nessun colpevole. Il 17 settembre del 2004 come ogni venerdì sera Massimiliano stava andando a giocare a calcetto con gli amici e invece ha incontrato il suo assassino. Dietro questo delitto molte ombre e un figlio illegittimo avuto da Carbone con una donna sposata e più grande di lui. La madre di Massimiliano, Liliana sono anni che continua a chiedere giustizia e chiarezza sulla morte del figlio appena trentenne.

Immagino sia difficile essere insegnanti. È difficile essere genitori. Entrambi sono ruoli importanti che incidono profondamente sulla struttura sociale. La qualità di una società tanto dipende dal come questi ruoli vengono interpretati e svolti. La ricerca della verità e l'assunzione delle responsabilità, sono due dei principi basilari che tali ruoli si prefiggono di trasmettere alle nuove generazioni. Verità, qualunque sia il prezzo da pagare. Assunzione di

responsabilità, qualunque sia il peso da portare. La vera ricompensa del mestiere d'insegnante, del mestiere di genitore, sta nel vedere la generazione di alunni, di figli, a cui si è “insegnato”, svolgere il proprio ruolo sociale con coscienza e competenza, attraverso la ricerca della verità e l'assunzione di responsabilità. Tutto si insegna ora dopo ora, giorno dopo giorno, con fatica nelle aule delle scuole, dentro le mura domestiche. L'errore per

genitori e insegnanti è facile. Facile considerata l'età degli alunni, dei figli. Facile considerata la spinta a lasciar perdere perché “tanto sono ragazzi”, a cui si vuole bene. Chi insegna sa che oggi si vive la società dell'apparire e della menzogna, la società del demerito. L'essere in sé, il merito, il sacrificio, sono puntualmente scavalcati dalle categorie del demerito e dell'effimero. Sta primariamente a chi insegna dare valore alla verità, alla giustizia, al

senso di responsabilità, al merito, al senso di sacrificio per raggiungere obiettivi ambiziosi. Dare valore, nella sostanza, a tutte le categorie “Costituzionali” su cui è fondata la nostra società. Certo, a volte è difficile tenere ferma la rotta in questo viaggio. Non è tuttavia la punizione l'obiettivo di chi insegna e neanche, in fondo, il giudizio sul profitto. L'obiettivo è formare cittadini consapevoli esponsbili.

DOMENICA

5) 440 MILIONI PER I TRASPORTI IN CALABRIA, QUASI TRE MILIARDI PER I TRENI AL NORD

6) ISAN LUCA, RAGAZZA IN GRAVI CONDIZIONI DOPO UN INCIDENTE

7) SIDERNO SUPERIORE: AUTO DISTRUTTA DALLE FIAMME NELLA NOTTE

8) CAULONIA: FERITO UN OPERAIO IN UN AGGUATO

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

05


DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

06


ELEZIONI

Natalino Cusato

LOCRIDE AL VOTO

Domenico Lucano

Giovanni Pittari

In totale sono tredici le città della Locride chiamate alle urne: soltanto per Marina di Gioiosa Jonica la tornata è prevista già il 17 e 18 novembre, mentre per tutti gli altri centri occorre attendere il 2014.

Gli incandidabili e i sindaci uscenti ANGELO NIZZA Mimmo Lucano, Natalino Cusato e Giovanni Pittari. Sono i tre sindaci incandidabili. Alle elezioni comunali della prossima primavera, Riace, Agnana e San Giovanni di Gerace faranno i conti col doppio mandato del primo cittadino uscente che, dunque, risulta ineleggibile. In totale sono tredici le città della Locride chiamate alle urne: soltanto per Marina di Gioiosa Jonica la tornata è prevista già il 17 e 18 novembre, mentre per tutti gli altri centri occorre attendere il 2014. Roccella si butta nella mischia difendendo il ruolo di paese capofila dell'intero comprensorio per ordine, senso civico e tutela dell'ambiente. Giuseppe Certomà, già sindaco durante il quinquennio '95-'99, sarebbe nelle condizioni di tentare il bis consecutivo ma c'è da capire quali saranno le manovre del regista Sisinio Zito.

considerevole essendo il presidente dell'assemblea di AssoComuni. Quanto al resto della geografia, sono prossimi al rinnovo degli organi consiliari i comuni di Benestare, Brancaleone, Canolo e Stignano. Menzioni a parte meritano Palizzi e Platì. La cittadina al confine con l'area grecanica si reca al seggio dopo lo scioglimento del consiglio comunale provocato dalle dimissioni di cinque consiglieri e il conseguente insediamento del commissario Eugenio Barillà al posto dell'ex sindaco Sandro Autolitano. Il centro aspromontano, invece, è fuori dalla politica dall'11 marzo 2011 quando si dimise Michele Strangio. A marzo del 2012, quando già si era in fermento per le elezioni, il municipio di Platì è stato commissariato per mafia e nell'agosto di quest'anno il provvedimento ha subito una proroga di altri sei mesi. Se tutto va bene, ci si rivede dopo le piogge.

Giorgio Imperitura e Sisinio Zito in una nostra vecchia vignetta

Maria Carmela Lanzetta L'ex senatore della Repubblica è, infatti, succeduto proprio a Certomà e per dieci anni di fila è rimasto alla guida del municipio per poi ricandidarsi nel 2009 individuando il “suo” capolista e mantenendo la gestione dell'Ente da vicesindaco. Altro caso particolare è quello che riguarda Monasterace. Maria Carmela Lanzetta ha lasciato dopo che la Giunta

non ha votato all'unanimità la proposta di costituzione di parte civile nell'ambito del processo “Village”, scaturito dall'omonima operazione coordinata della “Dia” reggina che portò all'arresto del capo dell'Ufficio Tecnico, Vito Micelotta, e di Benito Ruga, ritenuto il patriarca dell'omonimo clan. La Lanzetta, al secondo mandato dal 2011, a seguito di continue intimidazioni (la farmacia incendiata e le pistolettate contro

la Fiat Panda) si era dimessa una prima volta nell'aprile del 2012 ma poi era tornata in sella forte dell'appoggio del partito, il Pd, con l'allora leader Pierluigi Bersani giunto fino alla porta del Palazzo di città per non farla desistere. Guardando ai rapporti di forza che caratterizzano la Locride, assume un certo interesse anche il voto di Martone. Il sindaco Giorgio Imperitura non è un incandidabile, ma ha un peso

Sandro Autolitano

MARINA DI GIOIOSA

Si cerca un candidato, ma nessuno si fa avanti E intanto a Marina di Gioiosa si attende che qualcuno si faccia avanti. Fra un mese e mezzo, la città del sorriso torna al voto dopo due anni di commissione straordinaria a seguito dello scioglimento del Comune per mafia. Sulla scena, in vista della formulazione dei programmi e della compilazione delle liste, non ci sono i partiti tradizionali, azzerati un po' per effetto della crisi politica nazionale e un po' tanto per l'affidabilità persa dopo lo smantellamento della Giunta a opera della Dda nell'ambito dell'operazione “Circolo formato”. Sotto i riflettori ci sono due organizzazioni civiche, il Comitato per la vivibilità, presieduto da Marilena Loschiavo, e il

Comitato giovanile O'strakon, diretto da Valentina Femia. Nell'ultima settimana hanno intensificato le riunioni congiunte, aprendosi alla cittadinanza, per riflettere sul da farsi. Insieme hanno convenuto che un candidato a sindaco venga fuori dall'assemblea, riproducendo lo spirito della democrazia diretta. Ma al momento, al di là delle buone intenzioni e dei nomi tirati a casaccio, non c'è nulla di certo. Aumenta il numero di coloro che danno la propria disponibilità a collaborare, tuttavia non esistono dati precisi quanto a idee e personaggi. Da escludere, invece, con fermezza, il ritorno in pista da parte di Francesco Macrì, già primo cittadino dal 2000

al 2005. È noto che una fetta di cittadinanza gli abbia chiesto una presa di responsabilità, ma l'avvocato (peraltro difensore dell'ex primo cittadino Rocco Femia, condannato a dieci anni di carcere dal Tribunale di Locri) ha rifiutato l'invito, dicendo che «non si occupa più di politica» se non per mera passione, com'è successo nei giorni scorsi a Gioiosa Jonica quando era in platea ad ascoltare l'ex ministro Fabrizio Barca ospite del locale circolo del Pd. Insomma, in superficie succede poco o nulla. Dal canto loro, i due comitati civici affermano di essere impegnati in un lavoro di riallacciamento delle fila di un discorso politico che dal 25 luglio 2011, giorno in cui si

insediò la terna commissariale, è rimasto senza parole. Certamente il paese è scosso, sta ancora metabolizzando lo shock del blitz della polizia, sentendosi oltremodo ferito e punito. Punito in qualche misura anche dallo Stato, che ha scelto il pugno duro per tentare di debellare il crimine, sospendendo la regolare prassi e proponendo anche la proroga del commissariamento durante gli ultimi sei mesi. Tutto sta nel capire se ciò ha funzionato. Gran parte della risposta spetta alla cittadinanza, che adesso è chiamata a mostrare l'intelligenza di cui dispone. A.N. DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

07


COPERTINA L’EDITORIALE

Africo figlia del peccato originale CONTINUA DALLA PRIMA Certo, i tempi cambiano e un grande Filosofo invitava a comprendere di ogni cosa “il suo nascimento”. Il consiglio comunale per far dimenticare alle “Alte Sfere” la colpa di essere africoti, aveva deliberato la costituzione di parte civile nei processi di mafia, aveva contribuito al finanziamento per la realizzazione della statua al Carabiniere, il sindaco aveva partecipato, con tanto di fascia tricolore, a tutte le manifestazioni antimafia. Tutto inutile, Africo è, e sarà, “paese di mafia”e non vale “né merito quadrilustre né zelo di arcani uffici”. Non so se avremo ancora un altro paese in cui la democrazia sarà sospesa in aperto contrasto con la lettera e lo spirito della Costituzione, certamente, nell'intera Locride si fa affermando una lucida e levigata “non democrazia” Dopo S. Luca, Platì, Careri, Samo, Casignana ecc. ecc. probabilmente Africo completerà il quadro. I “paesi di 'ndrangheta” non hanno diritto alla libertà di scegliersi una classe dirigente che, nel bene e nel male, sia genuina espressione di un popolo. I partiti hanno rinunciato alla battaglia politica e ad essere portatori e palestre di libertà e di partecipazione. La politica vile scappa dei paesi di ndrangheta, i politici non vogliono contaminarsi con il popolo di cui sono rappresentati e da cui traggono la loro legittimità, tutto è affidato al braccio secolare. Nessun imbarazzo, per noi che consideriamo un grande onore rappresentare il nostro popolo, raccogliere la bandiera della libertà, battendoci con tutte le nostre forze affinché la Locride non precipiti in una specie di nuovo medioevo antecedente alla civiltà comunale. PS. Visto l'alto numero dei comuni commissariati non sarebbe male che l'associazione dei sindaci della Locride cambiasse nome. Ilario Ammendolia

Tatiana è una di noi Per la gente raccolta nelle vie e nelle piazze del paese a sbagliare non è stata una genia ma una singola persona, Gianluca Bevilacqua, freddo e calcolatore.

DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

08


BRANCALEONE

Una comunità che reagisce FRANCESCA DIENI

GIOVANNI DROGO Tatiana Kuropatik è una di noi. È il senso della reazione civile del popolo di Brancaleone al brutale assassinio della badante ucraina di 41 anni stuprata, uccisa a colpi di pietra e poi bruciata da Gianluca Bevilacqua, 22 anni, origine rom ma animo nero, nulla a che fare con la sua identità culturale. E questo la gente di Brancaleone lo sa, essere rom non vuol dire essere di indole assassina, anzi, ogni comunità ha le sue pecore smarrite, che a volte commettono errori irrimediabili. Per la gente raccolta nelle vie e nelle piazze del paese a sbagliare non è stata una genia ma una singola persona, Gianluca Bevilacqua, freddo e calcolatore. Ma il flusso copioso di umanità che ha unito i cittadini di Brancaleone in questa spiacevole situazione è iniziato lunedì 15 settembre, quando il cadavere di Tatiana è stato rinvenuto tra i rovi di un torrente che sfocia nel blu dello jonio. Un mare troppo bello e affascinante per pensare che sulle sue rive si possano commettere atrocità del genere. Eppure così è stato. Allora serviva trovare subito il colpevole di un simile gesto, consegnarlo alla giustizia perché scontasse la sua pena e perché liberasse il paese dall'ombra che un uomo capace di tanta violenza potesse ancora circolare indisturbato tra figli, mogli e madri inconsapevoli. I

Carabinieri volevano il colpevole, la comunità voleva vederlo in faccia. Così si sono uniti gli intenti e da ogni parte sono arrivate le dritte dei cittadini verso le forze dell'ordine. Una “caccia all'uomo” civile e composta, accordata sulla nota del fare giustizia e in breve. La sinergia ha funzionato, il caso è stato risolto. Tra i cittadini di Brancaleone è tornata una parvenza di serenità, troppo duro il segno della violenza per scomparire con la cattura di un giovane assassino. Ma per Brancaleone è stata una grande prova di solidarietà e coraggio. Uniti per dire no alla violenza e uniti nel raccogliere i fondi che hanno consentito alla salma di Tatiana di tornare in patria. Ecco una Locride che cresce, che si compatta nel dolore e nelle difficoltà dimostrando umanità e spiritualità da vendere. Anche dalle vie oscure di un omicidio è nato un fiore nuovo sullo jonio. Essere cittadini vuol dire partecipare, alle sventure come agli onori. Il peso di una comunità va diviso e portato insieme, agli ucraini, ai rom, ai nigeriani e chiunque sia essere umano su questa terra. Tatiana è diventata donna di Brancaleone, amica di tutti, la Calabria e la Locride ha regalato a tutti un senso nuovo di civiltà, qui Tatiana ha trovato la morte ma il suo sacrificio non è stato vano.

È ancora molto forte lo sgomento gettato sulla collettività di Brancaleone dalla drammatica vicenda della morte della donna ucraina uccisa dieci giorni fa da un giovane rom, membro della comunità residente da anni a Brancaleone. Nonostante l'arresto del colpevole dell'orrendo delitto, le indagini sono tutt'ora in corso per individuare eventuali complici. Ma ciò che colpisce, ciò che emerge tra le chiacchierate al bar dei non più giovani come tra i commenti di chi appartiene alla stessa generazione del giovane omicida, è un forte senso di incredulità. La prima impressione di chi scrive è che si è consumata, in quella mattina di due domenica fa, un’assurda vicenda di follia, un’incontrollata sopraffazione della ragione da parte degli istinti umani più bassi: una donna come tante (non importa la sua nazionalità), piena di vita e desiderosa di trascorrere qualche ora in totale relax, viene aggredita barbaramente da una mano violenta che non ha saputo controllare la propria indole. Un fatto di cronaca come tanti, troppi, purtroppo, che hanno come protagoniste donne innocenti ed indifese che per il solo fatto di essere “donne” vengono colpite da mani rabbiose, dimentiche della razionalità che dovrebbe distinguere l'uomo dagli animali. Al di là della confusione, dello sgomento, appunto, dell'incredulità che questa vicenda ha gettato sul piccolo centro ionico di Brancaleone, ciò che risalta soprattutto è la reazione della comunità locale a tutto questo orrore. Innanzitutto, ha colpito lo spirito di collaborazione con le forze dell'ordine, il desiderio di contribuire alla scoperta della verità che sin dai primi momenti delle indagini è emerso, forte e deciso. Non solo da parte dei locali ma, in un momento successivo, anche la comunità rom, da anni stabilitasi in pianta stabile a Brancaleone e che conta più generazioni nate e cresciute proprio nel nostro comune, non ha fatto quadrato, come ci si poteva aspettare, intorno al colpevole per offuscare la realtà terribile di quanto compiuto. A dimostrazione che un orrore è tale sempre e comunque, anche quando a commetterlo è un giovanissimo. E poi, il senso di commozione verso la vittima ed i suoi familiari lontani, che aspettavano proprio in questi giorni il ritorno della loro cara e che sì, la vedranno ritornare in patria, ma non sorridente come avrebbero voluto bensì lacerata da una morte tanto straziante quanto ingiusta ed incomprensibile. Commozione che ha spinto qualcuno a credere di avere il dovere morale di contribuire in qualche modo a che la povera Tatjana potesse ricongiungersi coi suoi cari; commozione che ha anche stretto la comunità di Brancaleone in un grido di denuncia e rifiuto di ogni forma di violenza alle donne, in particolare, che troverà la sua espressione nella fiaccolata e nell'incontro di preghiera previsti per venerdì 27 c.m. Per far sentire la voce della gente di Brancaleone che è una voce che urla pace e solidarietà.

DOMENICA 29 SETTEMBRE

2013

LA RIVIERA

09


Polaroid

PRIMO PIANO

Incompiute Il teatro di Siderno

L’ecomostro di via Amendola ELEONORA ARAGONA «Un accumulatore urbano, un polo che interpreta e rende visibile l'energia che percorre la città». Questo doveva essere il nuovo teatro di Siderno nel disegno di Franco Purini, capogruppo dei progettisti che vinsero il concorso per la realizzazione della struttura. Nel giugno 2004 era questa l'idea che gravitava intorno a quel lotto in Via Amendola su cui doveva sorgere un edificio a pianta rettangolare, 57,60m*21,60, tre piani che avrebbero ospitato attori e spettatori della Locride. Doveva essere un luogo in cui poter accrescere la propria cultura, magari fare corsi per aspiranti giovani attori,

registi, costumisti, sceneggiatori, ecc. Invece si è rivelato l'ennesimo progetto monco. Ma d'altra parte era già nato con un deficit. Per l'effettiva realizzazione della struttura infatti erano stati previsti due differenti progetti, quindi due gare d'appalto e due finanziamenti. Il primo lotto riguardava la costruzione della struttura, la predisposizione dell'impianto di climatizzazione, la realizzazione dell'impianto elettrico, dei servizi, della pavimentazione e degli intonaci. Nel secondo lotto invece erano previsti i lavori per il completamento degli interni e tutte le spese per i macchina-

ri necessari, gli arredamenti e le scene. Il primo appalto, da 4 miliardi delle vecchie lire, quindi è stato vinto e portato a termine dalla società secondo quanto richiesto dal bando di concorso. Ma adesso sono due anni che la struttura è ultimata e abbandonata a se stessa in attesa di rintracciare i finanziamenti necessari a organizzare il secondo bando e ultimare i lavori necessari al completamento reale del teatro. Per questo secondo stralcio l'ex commissario di Siderno, Luca Rotondi, aveva chiesto a Provincia e Regione 3 milioni di euro, ma secondo stime di addetti del settore in realtà servirebbero circa 4 milioni di euro. Senza contare però che anche la struttura princi-

UNA QUESTIONE DI PARI DIGNITÀ PER UN’IMMAGINE DI CRESCITA

Servizi pubblici, più pubblici di altri PINO ROMEO Realizzare nuove opere è sempre sinonimo di crescita e di adeguamento dei luoghi e dei servizi ad esigenze che richiedono attenzione e a domande di maggior qualità della vita. Una qualità a cui ogni servizio destinato a migliorarne la condizione dovrebbe tendere. Ora, se dovessimo guardare al Sud e, in particolar modo alla Calabria e, in ulteriore particolare attenzione alla Locride ci si accorge che ogni qualvolta si parla di fare, di innovare, di realizzare opere sicuramente importanti non si va oltre caserme e tribunali o istituti di prevenzione. Non che tali servizi non siano da adeguare, tutt'altro. Ma ciò che salta agli occhi di un osservatore attento è che, di fronte al deserto delle opere pubbliche che riguardino sanità, scuole, trasporti, investimenti in attività produttive e in logistica avanzata - per favorire l'attrazione di merci e la loro movimentazione su mercati mediterranei - ci si preoccupa solo di un aspetto del servizio pubblico e non dell'insieme. Un limite di prospettiva, ed un'immagine di particolare preoccupazione, dal momento che si supera quel normale significato che fa si che per pubblico servizio si intenda un aggregato di plurime offerte sinergicamente coordinate e raccordate per offrire al cittadino tutto ciò di cui ha necessità per condurre, secondo standard di crescita consolidati e condivisi, la propria esistenza. Certo, il commento che di fronte a simile realtà si esprime nella sua evidenza è che in Calabria, come al Sud - se l'attenzione è riposta solo su determinati aspetti della qualità di strutture piuttosto che di altre - certamente non vi possono essere modi diversi per scansare il dubbio che il solo servizio che funziona, e l'economia che ne deriva, sia quello giudiziario: tribunali, istituti di prevenzione e pena, caserme ecc... Sanità, istruzione, trasporti sono differibili. D'altra parte, un Sud ed una Calabria siffatta, che parla solo di indagini e criminalità non ha gran-

di prospettive di poter dislocare al meglio risorse che vengono assorbite su servizi sicuramente importanti come quelli giudiziari. Tuttavia, restano servizi, questi, che al di fuori di un sistema di reciproca legalità e di reciproca fiducia su cui si costruisce tutta la comunità rischiano, nonostante le vesti esteriori, di rimanere sterili se non si inseriscono in un quadro di crescita civile partecipata dove fare impresa, curarsi, andare a scuola, muoversi e muovere, diventano aspetti strutturali e …infrastrutturali che devono esprimere pari dignità per il solo fatto che sono, questi unitamente ai primi, certamente fattori decisivi per dimostrare il vero, reale, livello di crescita di una società. In fondo, se per un accreditato vocabolario italiano una struttura è da ritenersi come il complesso degli elementi costitutivi di un organismo, di una costruzione o di un sistema considerati nei loro rapporti, nella loro reciproca interdipendenza, ci si interroga su quale sia il nesso di “interdipendenza sociale” che si crea tra lo strutturare fine a se stesso, ancorché ispirato a giusti motivi di maggior funzionalità e ospitalità per alcuni, o il lasciar destrutturare per comoda inerzia ciò che andrebbe a sua volta “strutturato”, o anche solo ri-strutturato per priorità di vita collettiva per altri. Insomma, per essere eleganti, sembra quasi di poter riproporre una riflessione da Levi-Strauss in un contesto antropologico singolare che divide la società e i suoi servizi, oggi, tra il potere del nuovo e l'impotenza del consunto. E, così, per tornare sul semplice, ci si chiede in molti, che significato “sociale” dovremmo dare, al di là dell'evidenza della necessità, alla particolare attenzione che si pone per la costruzione di un tribunale, di un carcere o di una caserma nuova se a loro contorno altre strutture pubbliche o infrastrutture di pubblico servizio - a cui si dovrebbe affidare o far favorire la crescita e la produttività futura di una società - non sono degne di pari attenzione?

pale dopo due anni di abbandono avrà bisogno di nuovi lavori e saranno quindi necessari ulteriori fondi. Decidere di avviare un progetto così, essendo già coscienti che non si hanno le risorse per portarlo a termine, che senso ha? Magari si poteva contare su quel finanziamento e l'amministrazione ha pensato di iniziare a lavorare che tanto i soldi per continuare poi li avrebbero trovati? Intanto il teatro se ne sta lì, incompiuto e recintato. Un ecomostro. Finora non è stato un accumulatore urbano, tutt'al più, come abbiamo visto è diventato una stalla. DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013 LA

RIVIERA

10


DOMENICA 29 SETTEMBRE

2013

LA RIVIERA

11


Polaroid

PRIMO PIANO

Sarà intitolata al professore Pasquino Crupi, la sezione “Calabria” del Polo culturale “Mattia Preti” che verrà inaugurato a novembre nella sala “Nicholas Green” di Palazzo Campanella, dove troveranno dimora pregevoli libri e pubblicazioni acquistati negli anni dal Consiglio regionale Lo ha comunicato ufficialmente il presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco Talarico all'iniziativa in ricordo dello studioso che amava definirsi “intellettuale in trincea e meridionalista senza conversione”. Crupi fu anche giornalista di prim'ordine, un operatore dell'informazione che non esitava ad insorgere contro la stessa stampa quando sembrava adagiarsi supinamente alle direttive del potere; ed egli insorgeva anche contro il potere che tentava di screditare la stampa per farne uno strumento ai suoi ordini. Nell'incontro coordinato dal giornalista Mimmo Nunnari, portavoce del presidente del Consiglio regionale, sono riecheggiate tante memorie della nostra storia. Le difficoltà e le speranze dell'Italia postunitaria, le tribolazioni dei più deboli, i patimenti degli emigrati, braccianti, contadini, artigiani, che salivano sui “battelli della morte”, gente povera, analfabeti che, dopo l'America latina, andava verso gli Stati Uniti: era la fuga dalle campagne, il “sogno americano”. Nei suoi libri, Crupi accusa gli scrittori nazionali che non si sono

La Calabria ricorda Pasquino Crupi mai occupati dell'emigrazione. «Perchè mai - si chiedeva Crupi sferzante - quella classe dirigente e la sua letteratura avrebbero dovuto occuparsi dei lavoratori italiani quando erano all'estero, se non se ne occupavano nemmeno quando erano in Italia?» Le opere del prof. Crupi - ha detto il Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico resteranno un punto di riferimento per la vita sociale e culturale della Calabria. Crupi rimarrà per sempre una delle figure intellettuali di maggior prestigio. È riuscito a rappresentare la Calabria per quello che realmente è. Durante il corso dell’incontro in molti hanno ribadito uno dei concetti più cari a Crupi: «La questione meridionale era e resta questione sociale contro chi voleva

invece derubricarla ad invenzione o peggio a questione criminale». Nel suo intervento il Governatore Giuseppe Scopelliti ha annunciato il progetto di una Fondazione per gli studi meridionalistici: «Credo che “il coronamento del percorso ed il successo dell'uomo sia racchiuso nel suo senso di appartenenza al territorio diversamente da molti intellettuali che si sono trincerati in un recinto politico. Egli è stato fedele alla propria storia politica ma fuori dagli schieramenti. Ecco credo che proprio intorno a questa idea dell'appartenenza al territorio abbiamo il dovere di costruire una battaglia meridionalista». La subalternità culturale è il riflesso della sudditanza politica ed economica. Nella sala Levato è stato un susseguirsi di testimonianze. Anche Ilario Amendolia e

Rosario Condarcuri, rispettivamente editorialista ed editore de “la Riviera” - di cui Crupi fu direttore - e Giuseppe Bombino, Presidente dell'Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte hanno confermato l'importanza del ruolo e dell'impegno dello scrittore che fu anche docente nella scuola pubblica, e spese anni della sua esistenza fra i banchi degli istituti superiori. “Un combattente”, “un uomo libero”, “grazie a lui - è stato detto - gli autori e la letteratura calabrese hanno trovato il giusto riscatto nella dimensione nazionale”. Lo scrittore avrebbe potuto regalare ancora molte opere alla Calabria. Intanto restano le sue ferme denunce contro le dissennatezze della classe dirigente dello Stato unitario, cui va imputata la politica di sperequazione a danno del Sud e a favore del Nord. Un carico tributario eccessivo e la subordinazione economica furono gli strumenti utilizzati ripeteva Crupi - per lasciare il Mezzogiorno in una condizione di sottosviluppo. E restano le denunce per l'assedio subito per lungo tempo dalla ragnatela di avventurieri e speculatori che hanno manomesso le risorse pubbliche. Saranno ascoltati il monito e gli appelli di un intellettuale sarcastico e tagliente che amando la Calabria ripeteva spesso: «Forse non sarei diventato scrittore se no fossi nato qui». L'ultimo ricordo commosso è toccato al figlio Vincenzo che ha infine voluto ringraziare i vertici della Regione.

Una giustizia per “Pierini”? ILARIO AMMENDOLIA Ho letto con incredulità prima e stupore dopo, le intercettazioni in carcere ascoltate nel corso di un colloquio tra l'avvocato Giovanni Pellicanò e il suo assistito Luciano Lo Giudice, capo dell'omonima cosca e detenuto per associazione mafiosa. Durante l'incontro si fa il nome di un autorevole magistrato, come amico e protettore di Lo Giudice. Contemporaneamente si fa riferimento ad “amici politici” a cui rivolgersi per ottenere l'impunità e quindi la scarcerazione. Le parole sul magistrato non lascerebbero dubbi circa un rapporto di confidenza, anzi di tutela e di fiducia di Questi nei confronti del capo della cosca dei Lo Giudice. Infatti l'uomo di ’ndrangheta arriva al punto di dire «Se vedi don Ciccio gli dai un bacetto da parte mia». Parole sottili che, in linguaggio mafioso, potrebbero essere interpretate

IN EVIDENZA Nella Repubblica nata dalla Resistenza nessuno, né tantomeno la magistratura, può usare due pesi e due misure. Non è in discussione il destino di singole persone ma la credibilità della democrazia e della Costituzione in Italia come un inquietante messaggio. Non conosco personalmente il magistrato in questione, né ha alcuna importanza il suo nome ma ho il dovere di credere che sia una persona perbene, integgerrima e onesta. Non possono bastare le brucianti allusioni di un uomo di ’ndrangheta per compromettere la credibilità e l'onore di una persona sia esso un bracciante o magistrato.

Dobbiamo sempre mettere in conto che si potrebbe trattare di una pantomima studiata e messa in atto da ambienti malavitosi e diretta proprio a colpire una persona perbene. Le garanzie costituzionali debbono valere per tutti, nessuno escluso. Inoltre sono sicuro che essendo le intercettazioni del 2009 la magistratura avrà indagato con scrupolo e particolare serietà escludendo da ogni responsabilità penale il magistrato in questione. Se così non fosse sarebbe un fatto di inaudita gravità e iniziare oggi le indagini sarebbe assurdo ancorché inutile. Relativamente ai “potenti amici politici” in grado di intervenire sulla magistratura, le indagini sicuramente avranno stabilito che si tratta di una millanteria del Lo Giudice e del suo ex avvocato perché se tali “amici” fossero in circolazione ci sarebbe poco da stare allegri. Qualora invece non si fosse indagato la cosa è ancora più grave.

Questa la premessa. Però, ed è un però grande quanto una casa, ci sono, e ci sono stati, uomini in galera per molto meno. Qualche centinaio di nomi hanno alle spalle anni di carcere e poi sentenze definitive di assoluzione. L'intercettazione di cui parliamo risale a quattro anni fa e, da allora, è stata gelosamente custodita al riparo da occhi ed orecchie indiscrete. Immaginate se queste stesse parole fossero state pronunciate verso un piccolo commerciante di paese, verso un dipendente della forestale o nei confronti di un consigliere comunale di Samo o di Ciminà. Senza alcun dubbio, sarebbe stato sbattuto in prima pagina con tanto di fotografia, sarebbe sfilato in manette senza alcun rispetto per la moglie o per i figli e senza alcuna tutela per la dignità della persona umana. Infine sarebbe stato portato in carcere e tenuto in cella quantomeno fino alla celebrazione del

processo. Ricordate Don Milani, parroco di Barbiana, e il suo sdegno nei confronti dei doppi cromosomi dei “Pierini”? Don Milani non ha avuto vita facile, ha subito persecuzioni, denunce e finanché una grave condanna. La sua colpa è stata la lotta senza quartiere contro la divisione del mondo in “Pierini” e gente del popolo. Noi non riconosciamo i Pierini anzi ci collochiamo, senza se e senza ma, per l'uguaglianza sostanziale dei cittadini dinanzi alla legge e non solo. Se una preferenza dovessimo fare è sempre verso i deboli ed agli emarginati che il “Potere” tende a criminalizzare e distruggere senza pietà. Le regole debbono essere uguali per tutti, ed in ogni angolo della Repubblica. Doverosa la prudenza e il rispetto delle garanzie costituzionali nel caso in questione, ma lo stesso metro dovrebbe essere usato in ogni occasione. Non si può fare strame di una perDOMENICA

sona “normale” perché appena citata in una intercettazione e prendere a prestito dalla mafia il detto “nulla ho visto e nulla ho sentito” quando si tratta di possibili Pierini. In democrazia non esistono mafiosi per nascita, ma neanche persone al di sopra di ogni sospetto. La lotta partigiana, le battaglie democratiche del dopoguerra sono state combattute perché tutti i cittadini fossero realmente uguali dinanzi alla legge, né mi tranquillizza il fatto che possano essere in circolazione “amici politici” in grado di tutelare i mafiosi ed ovviamente in condizioni di rovinare degli innocenti perché scomodi. Nella Repubblica democratica nata dalla Resistenza nessuno, né tantomeno la magistratura, può usare due pesi e due misure. Non è in discussione il destino di singole persone ma la credibilità della democrazia e della Costituzione in Italia e soprattutto in Calabria.

29 SETTEMBRE 2013 LA RIVIERA

12


DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

13


Polaroid

LOCRIDE TERME ANTONIMINA

Pane, companatico e che altro? DANIELE MANGIOLA Rimodellato il CdA del Consorzio termale Antonimina-Locri e l’amministrazione comunale locrese presenta i suoi due araldi: Francesco Macrì e Vittorio Zadotti. Il complesso termale ha urgente bisogno di una seria cura ricostituente, il cronico malessere che lo affligge rischia di condurlo alla morte e finora nessun terapeuta chiamato al suo capezzale ha saputo portare una cura adatta. Non c’è riuscito DiGiorgio a cui si era affidata la commissaria dott.ssa Crea, non c’era riuscito prima di lui Pino Pelle, imprenditore antoniminese. A proposito di Pelle si era a suo tempo espresso l’ex sindaco Macrì, ironizzando sulla sua competenza in fatto di terme, visto che è “uno che produce panini”. Ora prende il suo posto: dopo il pane il companatico, vien subito da dire. Dopo i panini, formaggio, vino e arance per dessert. Di accostamenti azzardati il mondo

della finanza ce ne ha sempre offerti in abbondanza, dalle lattine di pelati con il pallone, alle banche vaticane con anticoncezionali e industrie belliche, giusto per dirne qualcuna. In fondo i soldi son sempre soldi e

sono sempre dello stesso colore e se uno ha il fiuto per gli affari riesce a farne dovunque. Dunque nulla impedisce che Macrì e Zadotti, due imprenditori navigati, tra un panino imbottito e un bicchiere di

vino, riescano davvero a far sviluppare il sito termale in tutta la sua eccezionale potenzialità. Nominato Francesco Macrì presidente del CdA così costituito, altri quesiti ci ronzano in testa. Ad esempio sulla

figura di Zadotti, ideatore del Call&Call di Locri, alla quale è strettamente legata la figura del sindaco Giovanni Calabrese. Come è da interpretare la nomina di Zadotti? Industriale sicuramente capace, ma senza alcuna connessione con il nostro territorio, lui ligure. Non è certo un segreto che la democrazia sia soltanto una veste gentile sotto la quale i potenti continuano a fare interessi, continuano a gestire dinastie familiari e amicizie personali. Il fatto in questo caso però è talmente evidente da permetterci almeno un piccolo “ooh” di stupore, se non di indignazione. E i più maliziosi potrebbero anche chiedersi che altro c’è dietro. Che manovre si preparano per il futuro del complesso termale di AntoniminaLocri? . Attendiamo rassegnati e un poco disillusi augurando ogni successo al nuovo CdA e che un florido domani possa arridere alle nostre terme.

Siderno

“Formazione ed innovazione per la mobilità in Calabria”

La triade e la stampa

Il progetto formativo ha coinvolto più di 60 lavoratori in mobilità della Provincia

La triade commissariale incontrato la stampa per che attualmente gestisce il un primo bilancio dopo comune di Siderno ha cinque mesi d’attività.

Rotary Club

1000 euro per i giovani Divani e Divani giornalisti della Locride

Siderno

foto di Luigi Errigo Bisognerebbe fare un applauso al cittadino che ha abbandonato un nuovo modello della linea Divani

e Divani davanti ad un cassonetto della spazzatura a dimostrazione del suo grado di civiltà.

Il Rotary club di Locri ha istituito un premio per giovani giornalisti. Il concorso indetto dal distretto della Locride è rivolto a giornalisti, pubblicisti o professionisti, di età inferiore ai 40 anni che si siano distinti con inchieste e articoli finalizzati al miglioramento della qualità della vita e della vivibilità della Locride. Il premio si suddivide in due sezioni, una per la carta stampata e i web l'altre per i servizi radio televisivi, e ai vincitori di ciascuna andranno un assegno da 1.000 e un attestato. A selezionare i pezzi, inviati entro e non oltre il 15.02.2014, e a decretare i due migliori giovai giornalisti è stata istituita una commissione di valutazione

composta da: Enzo Romeo, responsabile della redazione estera del Tg2; Pasquale Tavernese, presidente area progetti Club Rtary; Giuseppe Mirarchi, vice presidente area progetti club Rotary; Giorgio Botta, segretario club Rotary; Luigi Brugano, componente are progetti club Rotary; Francesco Archinà, presidente area pubblicazione relazioni club Rotary. La commissione si riserva inoltre di segnalare ulteriori elaborati meritevoli di menzione. I vincitori del concorso saranno premiati il 29 marzo 2014 dal presidente del Rotary Club di Locri, Salvatore Cilea.

“Formazione ed innovazione per la mobilità in Calabria”, è questo il titolo del progetto formativo che ha coinvolto più di 60 lavoratori in mobilità della Provincia di Reggio Calabria. La formazione, finanziata dal fondo interprofessionale Fondimpresa nell'ambito dell'Avviso 2/2010, è stata finalizzata alla riconversione lavorativa nel settore turistico alberghiero di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, appartenenti ad alcune delle imprese aderenti a Fondimpresa che sono state oggetto di procedure di mobilità nel triennio 2011- 2013. Il fondo interprofessionale nazionale per la formazione continua Fondimpresa, travalicando gli ambiti tradizionali di finanziamento della formazione, ha inteso, con questa iniziativa di carattere straordinario, destinare cospicue risorse alla riqualificazione di lavoratori in mobilità, finalizzata all'occupabilità ed al rimpiego degli stessi anche in ambiti professionali diversi rispetto al bacino di provenienza. Il percorso formativo, iniziato a novembre 2012 e conclusosi nel mese di agosto 2013, ha visto quale soggetto promotore ed attuatore l'ATS tra Formitalia srl, Formamentis Soc.Coop. e Sicur.con, che congiuntamente hanno realizzato e gestito in sinergia il percorso formativo finanziato da Fondimpresa. Le attività formative previste nel progetto hanno mirato a potenziare le qualità dell'offerta turistica calabrese, qualificando i potenziali addetti al turismo tradizionale, al turismo “verde”, al turismo rurale, enogastronomico e DOMENICA

vitivinicolo, consentendo ai lavoratori coinvolti nel percorso di riqualificazione, di acquisire delle competenze trasversali che comunque potranno essere utilizzate anche nella realizzazione di progetti autonomi quali l'apertura di piccole attività imprenditoriali. Nello specifico i percorsi formativi realizzati sono stati: Corso di Addetto al ricevimento alberghiero; Corso di Addetto al turismo rurale ed enogastronomico;Corso di Cameriere; Corso di addetto alla promozione turistica. I percorsi formativi si sono caratterizzati per metà delle ore in aula e per l'altra metà in formazione on the job presso aziende del settore turistico - alberghiero. Proprio quest'ultima parte ha conseguito una duplice finalità, da un lato ha consentito ai discenti di mettere sul campo le competenze acquisite durante la formazione in aula e, dall'altra parte, ha consentito alle aziende di intercettare una forza lavoro qualificata per le proprie esigenze. Il progetto, condiviso da CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL E UIL di Reggio Calabria, si concluderà lunedì 30 settembre alle ore 17.30 presso la “Tenuta il Palazzo” di contrada Moschetta, con la presentazione della significativa esperienza maturata e la contestuale consegna - alla presenza dei Rappresentanti delle parti sociali - da parte dell'Università di Salerno del “Libretto formativo del cittadino”, documento che raccoglie e certifica le competenze acquisite. lr

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

14


La Riviera

Barca va, la nave no ILARIO AMMENDOLIA

IN EVIDENZA

Il Circolo del PD di Gioisa Jonica, uno dei più autorevoli della Locride, mi ha invitato ad introdurre la conferenza del professor Fabrizio Barca , tecnico di spessore, già ministro nel governo Prodi, autore di un interessante documento politico sull’organizzazione di un partito di sinistra che poi dovrebbe essere il Pd. Ammirevole l’impegno di Barca che nel tentativo di delineare i contorni del partito ha sentito il bisogno di girare l’Italia alla ricerca di un confronto positivo. E’ arduo tentare la sintesi del documento di Barca, per cui mi limiterò solo ad alcune considerazioni Secondo l’ex ministro un partito non dovrebbe essere una scuola di vita, bensì una palestra aperta in cui gli iscritti hanno la possibilità di elaborare collettivamente ed influenzare la vita della Nazione. Infatti Barca vuole“ un partito di sinistra”, che, con un forte ancoraggio alla Costituzione e dovrebbe sollecitare la partecipazione e a lavorare allo scopo di promuovere una società democratica giusta dove gli individui, indipendentemente dalle condizioni “di sesso, di razza, di

Obiettivo ambizioso per un Pd, che rischia di confondersi con una politica grigia, senza progetti. Un partito non può vivere di scadenze elettorali e di queste morire, non può vivere in una lacerante scissione tra il gruppo dirigente del partito ed il suo popolo. lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (Cost. art 3), possano realizzare gli obiettivi ai quali danno valore nelle molteplici dimensioni della vita: dalla dignità sociale all’impegno per il bene comune, dal benessere fisico a quello intellettivo, dal lavoro alla relazione con gli altri e con la natura”. Ed infatti il PD dovrebbe impegnarsi per realizzare la Costituzione e soprattutto l’articolo 3 per rimuovere: “gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadi-

ni, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale” Obiettivo ambizioso per un PD, che attualmente rischia di confondersi con una politica grigia, senza progetti, senza ideali e senza passione. Un partito non può vivere di scadenze elettorali e di queste morire, non può vivere in una lacerante scissione tra il gruppo dirigente del partito ed il suo popolo. Ci sono azioni simbolo, che non costerebbero niente e che potrebbero essere realizzati in 24 ore. Faccio solo qualche esempio: la fine del finanziamento pubblico ai partiti e dei gruppi, l’abolizione dei vitalizi ai consiglieri regionali, la restituzione della libertà di scelta dei propri parlamentari impedita da un vergognoso scippo della democrazia, realizzato dal governo Berlusconi, ma che ha fatto comodo a tutti le oligarchie dei partiti, la sensibile riduzione delle indennità dei parlamentari e dei burocrati di Stato. L’obbligo dei parlamentari di essere almeno una volta la settimana nel proprio collegio elettorale, non per comiziare ma per sentire gli umori , lo stato d’animo, le necessità, le proposte della gente.

Sono fatti simbolici che avrebbero però un impatto immenso sul recupero di fiducia. Senza questo recupero, come ho avuto modo di dire, il PD rischia di fare la fine del vino Folonari “ il sole d’Italia in bottiglia, il buon vino per ogni famiglia”, un marchio un tempo diffuso finchè non s’ è scoperto che piuttosto che d’uvai era un prodotto di laboratorio. Da allora per il marchio non ci fu salvezza. Ci pensi il Pd. E’ tempo di battaglie ideali e politiche su temi sensibili quali l’uguaglianza, la democrazia, l’asoluto disinteresse personale. La Destra berlusconiana è semicotta ma la sinistra non si adagi sulle rose. Un’ultima annotazione. Nel corso del dibattito un giovane “compagno”, Angelo, piuttosto che parlare del documento di Barca ha trovato il modo per attaccare i miei articoli, a suo , dire eccessivamente garantisti, quasi una difesa degli uomini della ndrangheta. Trovo legittime le sue critiche ma mi consenta di dire che la differenza tra me e lui è questa: Lui dinanzi ad un ‘imponente frana che minaccia di travolgere uomini e cose, pensa di togliere qualche sasso dal manto stradale , io vorrei impedire la frana e bonificare il territorio. Tutto qui!

SIDERNESI

Fai da te NINO TARZIA

Domenica 1 settembre alle 8 di mattina mi stavo recando in auto da casa verso il lungomare. Prima di superare la rotonda di via Amendola intravedo due persone con una "pichetta" in mano che pulivano le erbacce sul marciapiede. Ho pensato:"Ma che ci fanno qui gli operai del Comune? La domenica???". Ma il mio stupore aumenta nel momento in cui riconosco i fantomatici operai: il mio amico Luigi "Mandingo" Errigo e mio cognato Antonio "Biona" Commisso!!! Gli chiedo cosa fanno lì e loro mi rispondono di andare a

Domenica con la pichetta prendere una "pichetta" e di tornare ad aiutarli. Così ho fatto, portando anche una "pala" e una "carretta". Mi è subito piaciuta l'idea di dedicare qualche ora ad una attività volontaria che ha al suo centro la presa in carico di situazioni difficili come la cura di beni di interesse generale, soprattutto in questo periodo buio e triste che sta attraversando la mia amata Siderno. La giornata è nata quasi per scherzo, ma come dice Luigi la "pichetta" rappresenta davvero il nostro stato d'animo. Innanzitutto

rappresenta il "Fare", naturalmente leva via tutte le erbacce inutili da ogni cosa e poi lascia l'odore del pulito. Morale della favola: se non ci alziamo dalla sedia per affrontare i problemi non cambierà mai nulla. Se per molti la "pichetta" è uno strumento inadeguato per affrontare i problemi ambientali, non hanno capito niente del significato del gesto che è solo un modo per sensibilizzare Cittadini e Istituzioni e per differenziarci da quelli che si riempiono la bocca di belle parole e poi non

fanno niente per la collettività. Siamo consapevoli che non dovremmo essere noi a pulire le strade, ma la nostra azione è rivolta agli amministratori locali che dovrebbero provvedere alla gestione del servizio di pulizia (il servizio è appaltato e pagato!) e ai cittadini che dovrebbero mantenere pulito davanti la propria casa ed evitare azioni incivili come buttare qualsiasi cosa per strada dal finestrino della propria auto. Siamo tutti bravi a lamentarci e a rivendicare i nostri diritti, ma dimentichiamo

che come Cittadini abbiamo anche il dovere di rispettare le regole. Il nostro obiettivo è quello di allargare la partecipazione alla pulizia volontaria e coinvolgere un numero sempre crescente di cittadini in questo gesto d'amore verso una città che ha voglia di risveglio civico. Il volontariato è il farsi carico di qualcosa che nessun altro cura con lo stesso spirito disinteressato, con la stessa forte ma gratuita motivazione. La partecipazione attiva dei cittadini però non si è vista, a parte la nostra amica DOMENICA

Esterina, nessuno si è presentato a collaborare. Molti Cittadini si sono fermati per complimentarsi, altri per portarci da bere e ringraziarci. Spero che domenica si uniscano al gruppo altre persone e invito personalmente le associazioni di volontariato e i miei amici a partecipare. Io purtroppo non ci sarò per qualche mese perchè sono all'estero, ma spero che l'iniziativa continui e che il numero dei partecipanti aumenti. Siderno ne ha bisogno.

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

15


DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

16


DOMENICA 29 SETTEMBRE

2013

LA RIVIERA

17


Classifica

estate 2013

1

La nostra classifica viene stilata in base a parametri diversi e non solo per la qualità delle iniziative, tiene conto dell’investimento economico rapportato alla grandezza della località e alle esperienze precedenti

Clamoroso nella Locride: Miss Caulonia batte allo sprint la favoritissima Roccella «Che la sfida cominci» era questo l'invito fatto dalla nostra redazione quando guardandoci intorno percepivamo che la Locride avesse bisogno di un bello scossone per risvegliarsi da quella fase di sonnolenza acuta. C'è stato chi con grinta ha cercato di mettersi in gioco, chi è entrato in campo solo per partecipare, chi ha assistito dalla panchina e chi ancora ha fatto la parte della “bella addormentata” attendendo il fatidico bacio del principe che la risvegliasse. Ma per quest'estate niente di fatto, non resta che sperare nel 2014.

2 Roccella blu come la sua bandiera, pulita come una cartolina di saluti. Ma è la Roccella by night quella che non si vede e che le toglie il primo posto nella nostra classifica di fine estate che la vedeva Juventus. Il jazz è jazz, la differenziata è la differenziata, ma l'estate chiede di più, chiede l'incontro di sorrisi, non solo il dialogo da salotto; il tormentone, non solo Rumori Mediterranei. Il problema è che la marina più bella della Locride riesce ad essere più brava dei suoi “rivali” prossimi nel pubblico, ma rimane una mezza frana nelle iniziative private. PRINCIPESSA

comunale, guidata dal Sindaco Antonio Scordino. Un'estate ricca di iniziative seppur con un budget basso. Serate all'insegna della cultura, dello sport, della solidarietà, teatro, musica e balli oltre a serate enogastronomiche che hanno accontentato un po' tutte le fasce d'età. Fiore all'occhiello come ogni anno è stato lo spettacolo pirotecnico, attrattiva di migliaia di persone che hanno affollato la spiaggia e il lungomare. LEONESSA DI BRONZO

Voto 9,5 1 Caulonia, che l'anno scorso si è contesa con Roccella il titolo di Miss Locride, per il 2013 vince battendo allo sprint la favoritala rivale storica. Lungomare colorato, punto di incontro di persone razza, età, colore e classe sociale differenti. Per l'Ushuaia, paese dei balocchi di ogni teen-ager, per il Blu Tango, ritrovo degli over 25 e per il Moontribe, jukebox di buona musica dal vivo. Ciliegina sulla torta, Piazza Mese che per i cinque giorni di tarantella è stato il cuore pulsante di tutta la Calabria. Un piazza estiva per tutti i gusti. COMPLETA

Voto 9

3 Bianco, la sorpresa. Ritmo alto, fascino buono per l'ombelico del distretto sud della Locride. Tanti gli eventi promossi dall'Amministrazione

Caulonia Roccella

2

4 Locri è la regina della notte vip, tra Le Club e Scialai, ma tanta quantità e poca, pochissima, qualità. Ci si diverte in tanti, ma si dialoga poco, distratti dalla fretta di caricare su Facebook la foto col cocktail d'ordinanza in mano. Gli eventi istituzionali, invece, si appoggiano a Rumori Mediterranei

Voto 7,5

5 Bovalino. Il vecchio borgo superiore risplende grazie all'impegno di arciconfraternita e ragazzi, così come una ravvivata pro loco si immerge non solo in classiche ludiche organizzazioni di eventi ma anche in importanti progetti sociali, ambientali e culturali (giornate ecologiche, messa a dimora di piante floreali nel lungomare, spettacoli teatrali e collaborazioni con la facoltà di architettura di Reggio C.). Male invece la "marina". Pessima l'organizzazione della festa patronale, poca e incattivita la socialità nella festa dei rioni, quasi latitante l'assessorato allo spettacolo e alla cultura. Elogio solo al trio RFA, che con decine di concerti ammorbidisce l'impazienza dei marinari e al Savica. PERICLE DI RAME

Voto 7

6 Gioiosa Jonica che da seconda in classifica passa a sesta con un volo pindarico. Seppur un'estate ricca d'eventi di ogni genere, ha fatto differenza rispetto ai primi classificati per non aver fatto da calamita ai giovani in

9,5 8 7 7- 6+ 8 7,5 7 6,5 6-

ESTATE 2012

1

Voto 8

Jazz Festival e Magna Graecia Teatro Festival. Presente e confermatissimo Mimmo Cavallaro, il Bruce Springsteen born in the jonica. Si può dare di più. CI PIACE

Gioiosa Jonica

3

Bovalino

4

Bianco

5

Casignana

6

Ardore

7

9

Locri

Africo

Stignano,Placanica, Mammola

Monasterace

8

DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

10

LA RIVIERA

18


1

cerca di serate mondane. Non sta vivendo nel punto di non ritorno come la sorella Gioiosa Marina, ma se non fosse per San Rocco sarebbe peggio di ... GERACE

Voto 7

7 Siderno, 250 000 persone dal quattro all'otto settembre nella più grande fiera della Calabria, per il primo anno addirittura superiore a quella di Crotone nonostante nessun nome di richiamo artistico previsto dalla fredda e disaffezionata triade commissariale, a parte il Premio Trichilo con la premiazione a Pasquino Crupi. E poi…tutto il resto è noia. PORTPOSALVO

Voto 7-

8 Eolo, dio del vento, non ha fatto il suo dovere con Portigliola, visto che nessuna ventata di novità ha spinto la cittadina della Locride, che però rimane stabile in classifica grazie a qualche serata culturale che ha allietato l'estate portigliolese. “Compagna di classifica” Stilo meta ambita e d'obbligo per coloro che amano immergersi nell'ambiente storico che bene rappresenta ormai da tanti anni il Palio di Ribusa, attrazione per migliaia di turisti. CALMA PIATTA

Voto 6+

7

2

9 Mammola come Stignano fanno un lieve salto in giù. Ma il baricentro del Torbido ha perso un primato importante: è la Cittanova di Capossella la capitale italiana dello stocco. Essere secondi non è mai bello. Bisogna lottare, tenere duro e rischiare. I secondi non se li ricorda nessuno. MOSTARDA

3

4

5

6

9

10

Foto di Pino Curtale. Ci scusiamo con l’autore per esserci dimenticati di citarlo nell’articolo del festival jazz

Voto 6

1 0 Ricca l'estate benestarese. Le serate sono piacevoli e la gestione della cosa pubblica si mantiene all'altezza degli altri anni. Una piccola roccaforte culturale e sociale che accontenta tutti i target e punta decisa su eventi "alti" di cultura (Nino Racco, compagnie di teatro popolare, presentazioni di libri) e sociali (feste dei popoli, dibattiti sulla condizione delle donne, festa dei bambini, progetti di cittadinanza attiva). A Benestare si affiancano Placanica con l'evento Borghinfiore un po' sfigato per il maltempo l'ultima serata, e Gerace, che ha brillato solo per il baffi del suo sindaco e per il Borgo. INCANTATA

Voto 6-

N.C. E poi sarà come morire... l’estate è finita, ma per chi gli altri anni ci sia stato un sussulto degno di nota, Ardore, Casignana, Africo, Monasterace, Sant'lario.

8

DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

19


www.larivieraonline.com Gerenza ... info@larivieraonline.com larivieraonline@gmail.com Tel 0964/380159

La

la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

Direttore responsabile: ANTONIO TASSONE Direttore editoriale: ILARIO AMMENDOLIA In redazione: ELEONORA ARAGONA, DOMENICO MACRÌ, ILARIA

RUBRICHE

AMMENDOLIA, MASSIMO PETRUNGARO, NINO SIGILLI. Art Director: PAOLA D’ORSA Grafica: EUGENIO FIMOGNARI

di Enzo Carrozza

Cartoline di Antonio Calabrò

meridional-mente Briganti

di Serena Iannapollo

Loqui e sproloqui di Filomena Cataldo

COLLABORATORI Ercole Macrì,Anna Laura Tringali, Franco Crinò, Nicodemo Barillaro, Giuseppe Gangemi, Mimmo Romeo, Giuseppe Fiorenza, Franco Parrello, Franco Blefari, Daniele Mangiola, Angelo Nizza, Domenico Angiletta.

Messaggi nel tempo di Daniela Ferraro

Arte e dintorni di Domenico Spanò

NOTE E SCHERMAGLIE IL RICORDO

Un pensiero per Francesco Commisso Nella ricorrenza del trigesimo dalla scomparsa del prof. Francesco Commisso, la moglie, Joy, ed i figli, Domenico, Erminia, Erin, e Jennifer, rivolgono i più sentiti ringraziamenti a tutti coloro i quali, e sono stati veramente tanti, hanno manifestato un immenso affetto nei suoi confronti e della famiglia tutta, e tengono ad esprimere quanto segue: Siamo stati molto colpiti per le bellissime parole spese nella memoria del nostro amato padre e marito, ciò ci è di grande aiuto nell'affrontare un dolore per noi così forte. Ci teniamo a rivolgere un ringraziamento particolare all'amico e sindaco Giovanni Calabrese per il continuo affetto e sostegno, per averlo onorato dell'accoglienza avuta con l'allestimento della camera ardente presso la sala del consiglio comunale ed

avergli così consentito un suo ultimo saluto in un luogo a lui estremamente caro, circondato da persone a cui era molto legato. Per avergli dedicato un minuto di raccoglimento durante il successivo consiglio comunale, ed averlo sempre ricordato con commovente affetto. Lo ringraziamo inoltre, e ne siamo molto orgogliosi, per aver proposto una edizione speciale del Giugno Locrese, a cui lui teneva tanto, nel giorno della ricorrenza del suo compleanno il 24 febbraio prossimo. Un pensiero particolare è rivolto all'ex sindaco e suo fedele amico Francesco Macrì; a Tommaso Rachellà che ha combattuto al suo fianco durante la sua lunga e dolorosa malattia sostenendolo amorevolmente; alla cara Maria Elena Filippone per tutto ciò che con gran-

de sensibilità ha sempre fatto e a cui lui ha voluto bene come un membro della famiglia; a Domenica Bumbaca, Peppe Napoli, e Pino Lombardo per i toccanti ricordi pubblicati; e a Enzo Lacopo per l'inaspettato e commovente video in sua memoria. Infine, a tutti i familiari, amici, ex alunni, ex colleghi, conoscenti, che veramente tanto sostegno ci hanno dato e tanta stima gli hanno dimostrato. Non lo dimenticheremo mai. Grazie di cuore. Ci teniamo, anche, a pubblicare un estratto del discorso che fece in occasione del suo ultimo Giugno Locrese nel 2010, perché lo consideriamo come una sorta di testamento ed è rivolto a tutti coloro i quali sapranno riconoscersi nelle sue parole.

L'Amore è per me ancora più importante dell'aria che respiriamo. L'amore è tutto: è fons vitae. Io amo la vita e di conseguenza io amo tutto ciò che mi sta intorno: amo le persone, i luoghi, il mio mare, la campagna, Gerace, le nostre tradizoni, la nostra cultura. Io amo mia moglie, amo la mia famiglia, i miei figli, i miei nipoti. Amo la mia terra, amo Locri che mi ha dato i natali. Vivere a Locri è stato un atto d'amore, la presenza è un atto d'amore perché amare non è ricevere o possedere ma è dare, è avere rispetto delle persone o cose che si amano, è avere rispetto per quello che siamo. Mi congedo da voi tutti con una riflessione: si dice solitamente che ogni rosa ha le sue spine. Proviamo a pensare che è proprio tra quelle spine che c'è La Rosa. Ab imo corde (dal profondo del cuore) Francesco Commisso *Estratto dal discorso del Giugno Locrese 2010

FIAMMA TRICOLORE&PROBLEMATICHE AMBIENTALI

Proteggiamo l’Allaro del mito Noi abbiamo l'Allaro, che è molto più di una delle maggiori fiumare della Calabria per l'estensione, la portata e i meandri possenti, incuneati e divaganti dalle Serre allo Ionio. Attraversa, insieme, la storia e la religione, la cultura, la vita millenaria con le sue le sue forze generatrici e distruttive, si conforma alla tipica corsa delle vallate verso il mare con i paesi in groppa alle dorsali. L'Allaro rievoca l'antico fiume Sagra, e con esso la civiltà magno greca che sul nostro territorio costiero lasciò orme indelebili; sovviene l'epica vittoria dei locresi sui crotoniati, quando un piccolo esercito sconfisse quello tredici volte più grande per farsi mito e leggenda. In epoca medievale, laddove il suo corso s'invalla dopo aver scolpito gole e salti fragorosi e pozze silenti, dalla coltre coriacea di un enorme monolite aprico e prominente su un'ansa dell'alveo montano nacque, come un faro risalente dai secoli bui a nuova luce, un romitorio ancora meta dei devoti, la prima forma di vita ascetica nel culto di Sant'Ilarione Abate. Così l'Allaro e le sue genti parteciparono a quel movimento religioso e di culto del dopo anno mille che ebbe al centro San Giovanni Therestis nella vallata dello Stilaro e San Brunone di Colonia nell'altopiano delle Serre. E sulle pendici e le sponde dell'Allaro, seminascosti dalle fratte e dalle piante erratiche cresciute sulle creste, spuntano i ruderi dei casolari sparsi delle secolari sofferenze e della definitiva resa all'estranea civiltà industriale di altri luoghi. Ma Allaro fu, pure, fattore di insediamento fornendo la pietra ai nuclei abitativi fatti di tuguri e case basse, nonché di trasformazione dal germogliare dei gelseti per i bachi da seta di epoca bizantina e feudale alla più recente fioritura delle zagare da cui le fatiche contadine trassero la sopravvivenza, e tornarono a ricostruire ad ogni torbida e nefasta esondazione. Oggi la “cascata”, la porta che conduce al tempio eretto dalla natura alla bellezza primigenia, è meta di migliaia di turisti e i più avventurosi s'inerpicano incantati tra rocce monumentali alla ricerca della mitica “gurna nigra”, la forra senza fondo da cui l'acqua risale dalle viscere della terra per ingravidare ogni zolla e rigenerare l'ecosistema della vallata.

Noi abbiamo e vogliamo conservare respingendo ogni disegno di devastazione. L'Albe Sud sas, che di sud non ha nulla giacché la sua sede è a Genova, vuole costruire una centrale idroelettrica con le opere idrauliche che dovranno trasportare la “grande derivazione” delle acque nel tratto tra i comuni di Nardodipace e Caulonia. Pretende di sventrare la falda della montagna in coincidenza della “cascata” per riporre al suo interno le turbine e poi scavare per svariati chilometri la catena ininterrotta dei monoliti in cui sono incisi le gole, i salti, le pozze, la “gurna nigra”. Potremmo parlare di studi mai compiuti per valutare l'impatto, di deflusso minimo vitale per mantenere integro l'ecosistema, di effetti sul sistema preesistente di irrigazione delle colture, sul ripascimento naturale della spiaggia in accentuata erosione, ma inorridiamo di fronte all'invasione vandalica di mezzi meccanici, macchine pneumatiche, frese, esplosioni di mine, possenti vibrazioni che scuoteranno gli anfratti, le falesie, i dirupi, la base dei versanti ripidi della montagna da cui si elevano le macchie degli ilici, delle eriche, delle felci e trovano sicuro rifugio i cinghiali, le melogne, i ghiri, le serpi, gli uccelli migratori e stanziali. Non abbiamo nulla contro l'iniziativa privata, né contro le centrali idroelettriche, non siamo indifferenti alla necessità di espandere le fonti di energia pulita, ma non vogliamo lo scempio di quei luoghi, la compromissione del fragile e delicato assetto orografico, il precario equilibrio idrogeologico che lo sorregge e che già a stento resiste ai contraccolpi inflitti della natura stessa. Non ci convince la logica colonialistica che accompagna il progetto. La Calabria consuma solo un terzo dell'energia prodotta, il resto è esportato, non è fattore propulsivo del suo sviluppo. Produce energia per il suo oscurantismo economico e ambientale, giacché è evidente la depredazione delle più preziose risorse, il sacrificio dei paesaggi, della vocazione naturalistica del territori. No! Noi vogliamo coniugare sempre al presente il verbo avere, lo sentiamo denso e sapido di un altro futuro ancorato solidamente al rispetto e alla valorizzazione dei paradisi terrestri della Calabria. Francesco Tuccio

«L’amministrazione di Roccella si prende gioco dei cittadini» Noi della Destra Sociale-Fiamma Tricolore, da sempre attenti alle problematiche ambientali, sociali e territoriali inerenti particolarmente il comune di Roccella Jonica, dobbiamo questa volta chiedere scusa per la nostra disattenzione, ai cittadini ed a tutti i turisti che questa estate si sono bagnati nelle acque del litorale roccellese. Non ci siamo accorti che l'Amministrazione Comunale ha fatto apporre sul lungomare, in ben cinque punti prospicienti la spiaggia, dei tabelloni con la dicitura : “Spiaggia libera attrezzata con servizi di salvamento e assistenza bagnanti con personale dalle ore 08.00 alle 15.00” - dal 15 maggio al 15 settembre. Continua questa Amministrazione a prendersi gioco dei cittadini, delle Istituzioni, delle Forze dell'Ordine e dei turisti, perché quanto dichiarato con i summenzionati tabelloni sarebbe falso poiché il servizio di salvamento tanto pubblicizzato non sarebbe mai stato effettuato. Non è sufficiente porre su tre punti della spiaggia libera una torretta di osservazione con due bandiere per garantire la sicurezza e l'incolumità dei bagnanti, occorre la presenza attenta e costante di un bagnino qualificato con tanto di scialuppa di salvamento, salvagente e quant'altro, come da Ordinanze dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Roccella e da Leggi dello stato. Se questo è il prezzo da pagare per ottenere la Bandiera Blu, gli onesti cittadini di questa comunità non ci stanno a pagare un prezzo così alto ed a tal proposito abbiamo presentato una richiesta di chiarimenti al sig. Sindaco, inoltrata per conoscenza a S.E. il Prefetto, alla FEE ed alla

Capitaneria di Porto di Reggio Calabria. Chiediamo alla Capitaneria di Porto di Roccella Jonica, istituzione preposta alla tutela delle coste della cittadina, a volersi attivare per accertare le responsabilità di una simile presunta illegale e pericolosa dichiarazione sulla sicurezza delle spiagge. Ringraziamo quei turisti e quei cittadini che ci hanno segnalato il caso, anche se a fine stagione balneare, ed a coloro i quali ci hanno fornito ampia ed articolata documentazione. Qualora per questa incresciosa vicenda fosse accertato il dolo, sicuramente per l'ottenimento della Bandiera Blu, crediamo che l'Amministrazione Comunale di Roccella Jonica debba calare il sipario e terminare anzitempo questa legislatura. DIMISSIONI SUBITO Claudio Belcastro www.fiammareggio.it DOMENICA 29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

20


HANNO COLLABORATO Giuseppe Patamia, ,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta,

COPERTINE Dal 2003 a cura di Paola D’Orsa

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

PUBBLICITÀ Per richieste di pubblicità rivolgersi a: PI GRECO Comunication srl Via Gramsci, 72/A info 0964383251

la Riviera

GLI INSERZIONISTI sono responsabili dei marchi e dei loghi pubblicitari nei loro spazi, l’Editore non risponde per eventuali dichiarazioni, violazioni di diritti, malintesi, ecc... Tutti i marchi riportati sono registrati dai legittimi proprietari. STAMPA: Master Printing S.r.l. - Modugno (BA) DIFFUSIONE S.P. servizi - Gioiosa J. ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane

Risponde il direttore

Letta e la libertà di stampa Caro direttore Il governo Letta, a parte una nuova legge elettorale, che avrebbe dovuto avere la priorità su tutto,finora, non ha speso una parola sul tema della libertà di stampa e il suo legame diretto col conflitto di interessi,con tutte le conseguenze che ne derivano. Non è un caso, secondo i ragguagli internazionali,a riguardo di tale problematica, se l'Italia è uno tra i primi paesi,in Europa, a indossare la maglia nera. Nel 2012,secondo i dati delle agenzie internazionali, il numero dei cronisti ammazzati nel mondo sono stati circa un centinaio. Eppure,l'Italia,nello specifico, ha alle sue spalle un lungo elenco di giornalisti uccisi: Pippo Fava , Peppino Impastato, Beppe Alfano, Ilaria Alpi, Giancarlo Siani,di cui proprio ieri è ricorso il 28°anniversario della sua morte, e molti altri. Tutti morti ammazzati perché cercavano di fare un po' di chiarezza e,con le loro inchieste, portare allo scoperto le trame dei misteri italiani,primo fra tutti il sanguinoso intreccio che da sempre lega mafia massoneria e politica. Oggi,con una strategia molto perversa e infame, si ricorre alle minacce e alle intimidazioni, per mettere a tacere quei cronisti coraggiosi che ancora hanno voglia di esercitare il mestiere fino in fondo,e che non sono assoggettati al potere. L'ultima invenzione del sistema,per intimorire i

Colloquio con lo scrittore sidernese Roberto Scarfò Roberto Scarfo' vive a Roma, ma ogni estate viene a Siderno. Una sera ci siamo incontrati per caso e così ho avuto modo di spiegargli di come i suoi scritti, a volte, mi lascino un po' perplesso. Parlano di amore verso il prossimo e di come si debba fare sempre del bene nella vita. Feci presente che in alcuni circostanziati casi, la società non era stata certo benevola con lui. Ricordai l'anno in cui un suo fratello aveva perso la vita in un incidente stradale e naturalmente gli ultimi mesi di studio in un I s t i t u t o Superiore non furono facili: i professori, implacabili, lo bocciarono. Chiesi : “ Roberto, nutri sentimenti di odio o rancore verso quei professori?”Rispose: “ Nessun odio, da vero credente in Dio!”. Mi parlò anche dei suoi rapporti sinceri che ha verso i suoi amici. Caro Roberto sono contento che tu abbia questi sentimenti, per me difficili da comprendere in assoluto. Franco Parrello

LA RISPOSTA Concordo con lei che sono tempi difficili per chi ha effettivamente voglia di svolgere con rigore l'attività giornalistica. In quanto alla libertà di stampa, le ricordo che l'Italia attualmente occupa il 130° posto a livello mondiale. Siamo addirittura indietro a molte nazioni africane. Da noi quasi tutti gli editori hanno altre attività più remunerative. Utilizzano le testate giornalistiche solo per raggiungere determinati obiettivi. Sono quelli che intascano milioni di euro dallo Stato come contributi e rimborsi per l'editoria. Si avverte, in definitiva, la mancanza di editori “puri”, quelli che dovrebbero garantire assoluta libertà ai giornalisti . La Riviera ed il suo editore potrebbero essere un esempio di editoria “pura”. Se

poi ci mettiamo che in Italia le tariffe per singolo articolo applicate dalle società editrici e riconosciute ai collaboratori sono “ridicole”, il dado è tratto. In queste condizioni, anche se tutti i cittadini si aspettano dal giornalista una funzione quasi “eroica” appare più che comprensibile l'atteggiamento di chi non vuol “rischiare” per la propria incolumità personale e familiare perché non ha nessun tipo di gratificazione personale. Vivere in alcuni paesi con il prepotente di turno accanto induce spesso il cronista a fare una valutazione d'opportunità che è questa : “ma vale la pena denunciare fatti eclatanti se poi il tuo giornale, quello per cui tu vorresti dare l'anima, neanche ti paga e addirittura non ti riconosce neppure gli elementari diritti della categoria ? Auspico, pertanto, una riforma che

possa effettivamente difendere la categoria giornalistica dai poteri forti, dalla censura (in alcuni casi addirittura preventiva) o da qualsiasi limitazione perché la stampa per essere credibile deve essere libera ed indipendente come generalmente dovrebbe essere in uno Stato democratico ma ricordiamoci sempre che l'Italia è l'unica nazione al mondo che, col vecchio sistema analogico televisivo, ha consentito ad un soggetto unico di diventare l'effettivo proprietario di ben 6 reti nazionali ( tre finanziate dalle famiglie italiane e tre dagli inserzionisti commerciali) senza che nessuno sentisse la necessità di approvare in tempi rapidi, pur avendone i numeri in Parlamento, una legge che ponesse fine all'evidente conflitto d'interessi. Antonio Tassone

giornalisti scomodi, sono le cosiddette “querele temerarie” esposte,per così dire in modo avventato e spericolato senza nessun valido motivo,ma solo per scoraggiare preventivamente. Questa vergognosa classifica nasce dalla mancata risoluzione del conflitto di interessi da parte di tutti i governi fin qui succedutisi,ma anche da una vecchia logica che ancora oggi vuole molti giornalisti sottopagati e sfruttati e dal ripetuto tentativo di introdurre leggi bavaglio. Bisogna far rispettare e proteggere il diritto fondamentale alla libertà d'espressione e d'informazione,perché è un diritto garantito dalla costituzione,all'art.21,e che,quindi, va difeso dalle ingerenze dei poteri forti e da qualsiasi forma di censura,revisione o limitazione. Il pluralismo e il giornalismo indipendente sono i cardini su cui si regge una vera democrazia. Se al più presto, non si affronterà il problema e,in più si stravolgerà la carta costituzionale a proprio uso e consumo,come in tanti hanno intenzione di fare,e il metodo prepotente e quasi mafioso di concepire e formare l'attuale governo conferma questa impressione, l'Italia non solo non si leverà di dosso questa maglia nera, ma è destinata a portarla ancora per lungo tempo. Pasquale Aiello Placanica RC

SECONDA PUNTATA

Un viaggio senza ritorno Sembrava che qualcosa si stesse muovendo dentro quel bosco selvaggio, dietro una grande siepe piena di ragnatele c'era un uccellino intrappolato nel centro di quell'erba selvatica e non poteva volare, cercava aiuto, Enzo cercò di spezzare quei fili che erano così duri, ma non riuscì perché non aveva più forza, allora andò a cercare qualcosa per tagliarli, il povero uccellino piangeva Enzo lo guardava e voleva fare qualcosa per salvarlo ma era già notte e nel cielo le stelle brillavano. Si udivano voci che dicevano “ricorda quanto tu ci hai sparato, quel grosso uccello era uno di noi e fu ucciso e tu lo hai ammazzato un'altra volta”. Enzo urlò “aiuto! Abbi pietà di me!” camminando dentro al bosco con in testa il solo pensiero di trovare un qualcosa per poter aiutare quell'uccellino, dalla paura tremava come una foglia soffiata dal vento. Camminava dentro quella pineta e vide in cima a due alberi un tavolone che faceva da sostegno tra un albero e l'altro per poter scendere qualcosa. Si udì nell'aria un rombo di elicottero, da una fune scendevano uomini su quel pontile. Sulla terra silenziosamente camminavano per non farsi vedere, quando arrivarono sotto un albero si fermarono guardando a destra e sinistra, presero una chiave sotto delle foglie secche e aprirono una porta da un albero secolare, entrarono all'interno, era un immenso nascondiglio che nessuno mai poteva scoprire e immaginare. Dentro quell'albero tenevano consiglio; erano più di venti persone, dopo aver chiuso la porta si poteva sentire tutto quello che dicevano: “Fratello noi siamo qui questa sera perché il dovere ci chiama, dobbiamo parlare di politica”, Enzo guardava dalle fessure di quell'albero antico e da lì si vedeva una massa di uomini tutti

vestiti di nero e con un cappuccio rosso sulla testa, quello che parlava era vestito tutto di bianco, erano seduti attorno a un tavolo circolare, ognuno occupava il suo posto. Enzo pensò che quelli fossero dei fantasmi “Vergine Maria, salva la vita mia, se mi scoprono questi maledetti sicuramente mi uccidono”. Ascoltò il loro dire, poi si ricordò del povero uccellino che aveva bisogno di aiuto e stava soffrendo. Dopo tre colpi di martello si alzò dal tavolo l'uomo vestito di bianco, era il grande maestro che cercava di insegnare ai suoi discepoli ad alta voce “la politica è un albero che frutta se uno lo sa coltivare, acquista potere per ingannare la popolazione, se nel vostro paese ci sono diecimila votanti fate ventimila schede, diecimila le distribuite ai cittadini e le altre le tenete voi, quelle schede che

il popolo vota le distruggerete e le altre le utilizzate a vostro piacimento secondo chi deve prendere le poltrone. Così non vi sbaglierete mai e nessuno dei cittadini si potrà accorgere di ciò che date da mangiare alle camicie bianche, casi mai possono votare contro di voi, sono loro che hanno il potere in tutti gli uffici del paese, sono loro che decidono che deve essere il nuovo governatore. Radunati tutti i poteri occulti dategli da mangiare e fate un banchetto di carne di maiale, zuppa, bistecche ai ferri e vino in quantità, così quando avrete qualche problema chiederete a loro che risolveranno qualsiasi cosa. Questi chiudono tutte le porte e buttano la chiave negli abissi del mare e voi non vi dovete preoccupare, oggi come oggi non sono più i tempi di mio padre, allora erano tutti analfabeti, oggi invece tutti i cittadini hanno una laurea appesa al muro di casa e comprendono i difetti dei vostri brutti affari, dovete stare tutti all'erta mi raccomando! Mio nonno che era governatore del paese e proprietario di terreni e abbandonati così mio nonno fece una proposta alle camicie bianche “vi dono mille metri di terreno se ognuno di voi mi apre delle strade e valorizzate così i mieti terreni”, così fu fatto e nessuno dei cittadini si accorse di niente, si sono arricchiti sia il governatore che le camicie bianche dopo di che con un'altra truffa mandò tutti i suoi dipendenti a casa accusandoli di latrocinio e vinsero la causa a peso d'oro e ognuno ebbe la sua parte”. Batté di nuovo il martello, si alza dalla sedia un uomo alto e magro, sembrava una stecca da bigliardo, aveva barba e capelli lunghi e il suo volto era nero come il carbone, prese una falce e la batté tre volte poi disse “fratelli, il mio collaboratore è partito per l'Europa per portare a DOMENICA

termine una missione segreta, deve ritirare un premio Nobel, e con una canzone ha vinto il festival di San Remo e ha avuto un grande successo nella quarta dimensione. Ci sono in ballo milioni di euro, ora sta a voi giudicare il mio lavoro”. Tutti i fratelli lo applaudirono e il suo volto diventò rosso, non gli era mai successo, occhi lucenti e viso illuminato di felicità, cominciò a guardare tutti e sorridendo disse “sono io l'uditore cari fratelli, avete in mezzo a voi un grande poeta, un angelo mi ha invogliate a scrivere opere buone, e prima di ciò avevo gli occhi di fuoco e la volontà di distruggere qualsiasi cosa”. Si alzò il maestro dello spirito maligno e si mise a dire “fratelli cari vi vorrei dare un consiglio politico, purtroppo il tempo vola e lo faremo la prossima seduta. Vi voglio raccomandare di seguire gli ordini. La seduta è sciolta, potete tornare a casa. Un abbraccio e un bacio sulla bocca. Chi sbaglia paga con la vita”. Quando uscirono l'elicottero li stava già aspettando, scomparvero nell'aria come una nuvola. Enzo pensava se mai avessero dimenticato qualcosa, qualche documento, qualche riconoscimento ma lì era pulito come se dentro a quella taverna non fosse mai entrato nessuno. Enzo si guarda intorno tutto il giorno e sul tavolo vide una falce, e si ricordò di quel povero uccellino intrappolato in mezzo a quelle siepi pungenti e non poteva volare liberamente, allora prese quella falce e si mise a gridare “ti salverò, farò il mio meglio per renderti libero”. Come un matto si mise a correre seguendo le orme che lui stesso aveva lasciato per salvare quel povero uccellino. (continua...) Domenico Ubaldo

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

21


SPORT

Chi è il re

?

della serie A Era ampiamente prevedibile, è successo e succederà chissà quante altre volte, Mario Balotelli resta comunque il valore aggiunto del calcio italiano, un ragazzo non da perdonare e giustificare di fronte a ogni evidente sbaglio, ma da prendere per mano e condurre sulla retta via.

A Tevez tutto questo riesce benissimo e, anche meglio di lui, questo compito sa svolgerlo Gonzalo Higuain che ha dimostrato di valere se ancora non del tutto, almeno gran parte dei 37 milioni di euro. Super Mario è di nuovo nell'occhio del ciclone, ecco che i suoi detrattori sono di nuovo saliti in cattedra a esporre e a ostentare conclusioni in toto campate in aria, al pari di loro. DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

22


?

Nome Mario Barwuah Balotelli

Soprannome: Super Mario Data di nascita: 12/ago/1990 (Età 23) Luogo di nascita: Palermo Nazionalità:Italia Altezza: 189 cm. Peso: 88 Kg. Ruolo: Attaccante Maglia: 45 Nazionale: Italia

Nome Gonzalo Gerardo Higuaín Soprannome: Pipita Data di nascita: 10/dic/1987 (Età 25) Luogo di nascita: Brest, Finisterre, Francia Nazionalità: Argentina Altezza: 184 cm. Peso: 75 Kg. Ruolo: Attaccante Maglia: 9 Nazionale: Argentina

Nome Carlos Tévez Soprannome: El Apache Data di nascita: 05/feb/1984 (Età 29) Luogo di nascita: Fuerte Apache, Buenos Aires Nazionalità: Argentina Altezza: 170 cm. Peso: 72 Kg. Ruolo: Attaccante Maglia: 10

Ciò che il campionato sembrerebbe invece già accertato è che la Serie A 2013/14 è agonisticamente meno "povera". Sia chiaro, il gap con altre realtà - Premiere League e Liga su tutte - è sempre ampio, la "forbice" però si è attenuata e, anche se a sprazzi, si cominciano ad avvertire i sintomi di una prima controtendenza. Juve e Napoli hanno puntato sugli uomini giusti e possono sorridere, i tifosi bianconeri e azzurri hanno gli idoli giusti.

ANGELO LETIZIA Cinque giornate sono ancora poche per estrapolare fondate indicazioni e plausibili "tendenze" di stagione, tra i protagonisti c'è ancora molto da collaudare e rodare, servono più tempo e più lavoro, e nell'attesa ogni giudizio è sospeso e da rinviare al tempo opportuno. Ciò che il campionato sembrerebbe invece avere già accertato è che la Serie A 2013/14 è agonisticamente meno "povera". Sia chiaro, il gap con altre realtà - Premiere League e Liga su tutte - è sempre ampio, la "forbice" però si è attenuata e, anche se a sprazzi, si cominciano ad avvertire i sintomi di una certa controtendenza. Le prime gare in calendario hanno evidenziato una qualità media più elevata rispetto al recente passato e a questo livellamento verso l'alto ha certamente contribuito lo sbarco sul pianeta Serie A di "stelle" prima troppo lontane e, come tali, osservate con ammirazione e incanto, ma pure con evidente rassegnazione, come galassie splendenti ma irraggiungibili e distanti. Nel cielo però d'un tratto si è aperto uno squarcio e già dalla seconda metà della scorsa stagione, sono così iniziati di nuovo gli avvistamenti e, poi, finalmente i primi atterraggi. Ad inaugurare la galleria di E.T. è stato Mario Balotelli, che dopo essere sbarcato sull'astronave Milan, ne è diventata parte integrante, ne ha assunto il comando e l'ha condotta di corsa in Champions League, facendo perfino luccicare quello che fino a poco prima non solo non era parso oro, ma nemmeno dell'infima bigiotteria, vedi la squadra sbiadita e spenta precedente al suo innesto. Quest'estate dai rossoneri-società sarebbe stato lecito attendersi un intervento più deciso sul mercato, con un "nome" all'altezza d'affiancare a Balo, un pari grado con cui fondere e, di conseguenza, elevare e sprigionare del tutto le potenzialità, invece si è finito per fare poco e ora che Super Mario è di nuovo nell'occhio del ciclone, ecco che i suoi detrattori sono di nuovo saliti in cattedra a esporre e a ostentare conclusioni in toto campate in

aria, al pari di loro. Era ampiamente prevedibile, è successo e succederà chissà quante altre volte, Mario Balotelli resta comunque il valore aggiunto del calcio italiano, un ragazzo non da perdonare e giustificare di fronte a ogni evidente sbaglio, ma da prendere per mano e condurre sulla retta via. Ad alcuni, se non impossibile, potrebbe apparire un'ardua missione, ma è comunque la strada da seguire, l'unica per salvaguardare un talento che per il calcio italiano è al contempo garanzia per il futuro e icona di vittoria, il palmarès di Balotelli a soli 23 anni è lì a testimoniarlo. Se il Milan a luglio e agosto è stato a dormire, Juve e Napoli sono invece rimaste ben deste e attente, così mentre Mario veniva lasciato solo a Milano, a Torino e Napoli hanno spalancato le porte (e anche i borsoni) dando il benvenuto a Carlitos Tevez e Gonzalo Higuain. Due star, due su due, su questo non ci piove. A chiarire le idee a chi ancora le avesse annebbiate, sono stati sufficienti pochi minuti e le prime giocate d'alta scuola subito tramutate in gol pesanti, belli e mai banali, a partire da quello a porta vuota e apparentemente "scontato" messo a segno dalla'Apache alla prima giornata a Genova contro la Samp, invece palese dimostrazione del fatto che la vera abilità del fuoriclasse non è solo segnare ma sapersi trovarsi al posto giusto nel momento giusto ed essere in grado di fare altrettanto con i compagni di squadra. A Tevez tutto questo riesce benissimo e, anche meglio di lui, questo compito sa svolgerlo Gonzalo Higuain che - tuffo carpiato sullo scoglio a parte e conseguenti punti di sutura in testa ma, nel caso, non in classifica - ha dimostrato di valere se ancora non del tutto, almeno gran parte dei 37 milioni (più 3 di bonus eventuale) spesi per lui, senz'altro un eccesso ma imprescindibili per le ambizioni e le velleità di un calcio spietato, irriguardoso dal punto di vista economico e concorrenziale all'eccesso come quello attuale. Juve e Napoli hanno puntato sugli uomini giusti e possono sorridere, i tifosi bianconeri e azzurri hanno gli idoli che meritano. E, nonostante il brutto periodo, lo stesso possono fare il Milan e i fan rossoneri, perché Mario Balotelli è "oro" ed è loro. E, soprattutto, è il migliore dei tre.

DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

23


Parlando

di...

Domani a Reggio Calabria AIA e AIAC insieme in un convegno di approfondimento

Lunedì 30 settembre alle ore 17:30, presso il Palazzo della Provincia sito in Piazza Italia a Reggio Calabria, l’Associazione Italiana Arbitri e l’Associazione Italiana Allenatori Calcio, organizzano un incontro tecnico per approfondire gli aspetti del Regolamento del Giuoco del Calcio alla presenza degli Arbitri e degli Allenatori impegnati nei campionati dilettanti della provincia di Reggio Calabria. Durante i lavori, saranno proiettati alcuni filmati.Parteciperanno, per l’Associazione Italiana Arbitri Giacomo Idone

SPORT

Le designazioni per la 4° di Eccellenza

Roccella: i conti iniziano a tornare Sei punti in due partite per il Roccella di mister Galati. Dopo la sconfitta alla prima di campionato con l’Isola Capo Rizzuto, sono arrivate le due vittorie consecutive di Rizziconi contro la Taurianovese e quella di domenica scorsa contro il Corigliano. Due colpi di testa di Pizzoleo e Saffioti consentono alla compagine amaranto di viaggiare alla volta di Paola con la segreta speranza di poter ottenere l’intera posta in palio. Un Roccella sorprendente che ha rotto rispetto al passato rinnovando l’organico e puntando tutto su giovani di qualità che garantiscono anche un futuro importante per la società jonica. Sotto questo punto di vista la presenza di mister Galati è sinonimo di professionalità, competenza e rigore sul lavoro che sicuramente non potrà che portare nell’entourage della

squadra benefici effetti. La trasferta di Paola giunge a puntino per saggiare le reali ambizioni del Roccella che, in caso di vittoria, potrebbe davvero pensare di inserirsi nelle posizioni che contano anche se si è ancora all’inizio della stagione. Ma i reparti sembrano ben collaudati, la squadra sembra avere un assetto tattico ben definito e sono in molti a pensare che il Roccella si esprima meglio fuori casa quando può liberare l’estro e la fantasia di un calciatore importante come Matteo Carbone. La ritrovata vena realizzativa di Saffioti e la frizzante verve di Femia potranno creare grossi problemi alla difesa della Paolana che sinora ha ottenuto solo un punto in queste prime tre gare di campionato. Ma a decidere tutto, come al solito, sarà il campo. A..T.

Èil giorno di M.di Gioiosa- Siderno In altre circostanze il derby tra Marina di Gioiosa e Siderno avrebbe favorito ben altro interesse mediatico, in questo periodo, invece, le due squadre non stanno attraversando un bel momento della loro storia calcistica sia in termini di risultati e sia in termini di gioco. Per questo motivo la gara odierna sembra non presentare i grandi motivi d’interesse del passato allorquando le due compagini si affrontavano per le alte sfere della classifica e non, come accadrà oggi, per la zona bassa. Il Marina di Gioiosa, nella gara persa a Bianco, ha dimostrato di

essere in palla e anche se ha perso nei titoli di coda, ha giostrato alla pari rispetto alla più blasonata squadra di casa partita, lo ricordiamo, con i favori dei pronostici. Il Siderno, dal canto suo, grazie alla ritrovata vena

Minuto di raccoglimento in memoria

di Paolo Zantelli

In relazione all’indicazione del Presidente del Coni, Giovanni Malagò, si è disposto l’effettuazione di un minuto di silenzio, in occasione delle gare di tutti i campionati, in programma fino a domenica scorsa, in memoria di Paolo Zantelli, tragicamente scomparso domenica sul circuito dell’Idroscalo di Milano durante la gara del Campionato Europeo Formula 2.

realizzativa del suo leader carismatico, Peppe Carabetta, ha ottenuto la sua prima vittoria stagionale battendo la matricola Soriano. Una partita, quella di oggi, i cui punti in palio serviranno ad entrambe le formazioni

per cercare di ottenere quelli che sono gli obiettivi stagionali. Mister Pasquale Rotondo, alla guida del Marina di Gioiosa, ancora non è riuscito a vincere una partita e per questo motivo proporrà almeno inizialmente una formazione votata all’offensiva mentre il Siderno cercherà di opporsi puntando tutto sulle veloci ripartenze dello sgusciante Riccardo Rumbo e sulle intuizioni di Cosimo Figliomeni. La nota positiva del Siderno è che quest’anno ha puntato tutto sui giocatori del posto. Forse è questa la strada giusta. lr

Cataldo ok ad Ardore Il sidernese Massimo Cataldo, classifica 4.2. Federazione Italana Tennis ha vinto il torneo di tennis ospitato dal tennis club di Ardore Marina di 4° categoria che ha visto scendere in campo 31 tennisti per lo più appartenenti a circoli tennistici della locride. Nel tabellone iniziale il testa di serie numero uno Ferragina 4.1. di Catanzaro è stato eliminato da Filippone in semifinale e il milanese Morè 4.1 di Milano che si è recato nel nostro territorio appositamente per partecipare al torneo e conoscere i luoghi, purtroppo per lui in semifinale è stato sconfitto da Massimo Cataldo che poi, in una finale caratterizzata da buoni contenuti agonistici particolarmente apprezzati dal pubblico presente si è aggiudicato la manifestazione con il punteggio di 6-3 - 6-2. lr

1) BOCALE NAUSICAA MUSUMECI DAVIDE CAT 2) ACRI SERSALE VARACALLI DOMENICO LOC 3) CASTROVILLARI SAN LUCIDO DE NAPOLI IPPOLITO COS 4) CORIGLIANO TAURIANOVESE MASSARIA DOMENICO VVA 5) ISOLA CR A. ROSSANESE MORABITO SALVATORE TAU 6)PALMESE GALLICO-CATONA CAVALIERE ERMES FABRIZIO PAO 7) PAOLANA ROCCELLA MICHIENZI ROSARIO LAM 8) SAMBIASE GUARDAVALLE CASTORINA SALVATORE ACI

Le designazioni arbitrali della Promozione 1) BAGNARESE VILLESE FRANCO EMANUELE LOC 2) BRANCALEONE TAUREANA SIGNORELLI STEFANIA PAO 3) SORIANO BENESTARNATILESE D'AGOSTINO ANTONIO CZ 4) BOVALINESE DELIESE ESPOSITO PINO CRT 5) FILOGASO GIOIOSA J INNOCENTE MATTIA COS 6) M.DI GIOIOSA SIDERNO GATTO LUCA LAM 7) POLISTENA REGGIO M MANDARADONI ANTONINO VVA 8) RIZZICONI BIANCO CATANZARO GIANLUCA CZ

La BenestarNatilese ottiene la prima vittoria in campionato La BenestarNatilese domenica scorsa ha ottenuto la sua prima vttoria nel campionato di Promozione. L’ha ottenuta nella maniera più bella battendo la Bovalinese. E’ stata una gara giocata meglio dall’undici di Procacciante, che hanno sofferto solo i primi 20 minuti, prima di passare meritatamente in vantaggio con Sergi e poi raddoppiato con Costanzo. Per la Bovalinese, invece, un passo indietro dopo la bella vittoria contro il Siderno. Ieri la Benestar-Natilese ha giocato in trasferta contro il Soriano mentre la Bovalinese riceverà tra le mura amiche la Deliese.

DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

24


Presidente della Sezione A.I.A. di Reggio Calabria, Stefano Archinà Presidente del Comitato Regionale Arbitri Calabria e Francesco Milardi Vice Resp. Nazionale del Settore Tecnico dell’A.I.A. Per l’Associazione Italiana Allenatori di Calcio invece presenzieranno Raffaele Pilato Presidente A.I.A.C. Calabria, Mommo Mesiti Pres Prov Rc e Dirigente Nazionale A.I.A.C. prevista anche la presenza del Presidente del C.R. Calabria della L.N.D. Saverio Mirarchi.

Ritorna NtaCalabria Sport

la Riviera

Ritorna, dopo la pausa estiva, l'appuntamento con il programma sportivo NtaCalabria Sport, un'esclusiva del giornale on line www.ntacalabria.it Lunedì 30 settembre, dalle ore 20.30 saranno in studio il direttore responsabile Francesco Iriti e la caporedattrice Maria Cristina Condello. L'evento potrà essere seguito in diretta streaming su www.ntacalabria.it, sul digitale terrestre al canale 632, sulle frequenze della radio e sui siti radiostudio95.it, gioiasport.com e strettoweb.com

Roccella, un week end per ricordare Pietro Mennea Due giornate per onorare la memoria del mitico campione olimpico Pietro Mennea, scomparso prematuramente a marzo di quest’anno, ricordandone le grandi doti umane e sportive e traendone il giusto stimolo per riflettere sulla necessità di contrastare il sempre più diffuso ricorso al doping nello sport. E’ quanto si propone l’evento dal titolo “Ricordando Pietro Mennea, l’Uomo, l’Atleta. La lotta al doping”, organizzato dall’assessorato allo Sport del Comune di Roccella Jonica per volontà dell’ assessore Gabriele Alvaro, in collaborazione con l’Oratorio parrocchiale. L’iniziativa si

svilupperà attraverso una tavola rotonda e un successivo incontro - dibattito con gli studenti delle scuole superiori, programmati rispettivamente nelle giornate di domenica 29 (ore 17.00 Sala del Consiglio comunale) e lunedì 30 settembre (ore 8.15 Auditorium comunale) nella cittadina jonica. A ricordare la figura dell’indimenticato velocista di origini pugliesi, soprannominato la “Freccia del sud”, ci saranno degli ospiti che gli sono stati accanto nella vita e nella carriera e degli esperti del mondo della medicina, dello sport e del giornalismo, impegnati anche nella lotta al doping. Ai lavori della tavola rotonda e

dell’incontro – dibattito, dopo i saluti del sindaco di Roccella Jonica, Giuseppe Certomà e l’introduzione dell’assessore allo Sport Gabriele Alvaro, interverranno: l’avvocato Manuela Olivieri Mennea, moglie del campione olimpico, vicepresidente e co-fondatrice della “Fondazione Pietro Mennea”; il prof. Dario D’Ottavio, biochimico clinico, referente del Consiglio nazionale chimici per il doping e consulente della Procura della Repubblica per i reati di doping; il prof. Ciro Indolfi, direttore della Cattedra di Cardiologia dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro e dirigente

dell’Unità operativa di Cardiologia emodinamica Utic dell’azienda ospedaliera “Mater Domini” di Catanzaro; il campione olimpico e mondiale di canoa Daniele Scarpa (29 titoli assoluti e 10 di categoria di cui 2 Coppe del Mondo, 2 Campionati del mondo, 1 Oro e 1 Argento alle Olimpiadi di Atlanta); la campionessa paraolimpica di tiro con l’arco Sandra Truccolo (due volte Campionessa del Mondo, una volta d'Europa, 2 medaglie d'Oro ad Atlanta e Sydney nelle Paraolimpiadi); il giornalista di Tele Radio Stereo e Tele Roma 56 Nino Santarelli. (lr)

Partirà in Ottobre a Siderno “Karate Giocando” Abbiamo incontrato in D.T. del Centro Studi Karate, cintura nera 4° dan, Vincenzo Ursino, accompagnato dal Direttore dell'Hotel “Casa del Gourmet” di Siderno, Mimmo Figliomeni, che sponsorizzerà il progetto “Karate Giocando” mettendo a disposizione i propri locali . Il Progetto - esordisce il D.T. Ursino - si rivolge a bambini e ragazzi compresi nella fascia d'età tra i 6 e i 13 anni ed è offerto in forma Gratuita. Quali sono le finalità del Progetto “Karate Giocando” ? Fondamentalmente, il voler offrire ai ragazzi una proposta operativa, relativa ad una pratica sportiva ben radicata

nel territorio, che ha le caratteristiche del gioco sportivo educativo e formativo. Tale attività motoria è realizzata con la partecipazione attiva di tutti ragazzi/e, senza discriminazione alcuna, nel rispetto delle regole e delle potenzialità di ognuno. Peraltro - continua Vincenzo Ursino - nei programmi ministeriali della Scuola, il movimento viene definito “linguaggio totalmente integrato nel processo di maturazione dell'autonomia personale che tiene presente gli obiettivi formativi da perseguire in rapporto a tutte le dimensioni della personalità”; in quest'ottica, il karate si presenta come pratica sportiva che armonizza in

modo completo l'area morfologicofunzionale, l'area intellettivo-cognitiva, l'area affettivo-morale e l'area sociale per lo sviluppo della personalità”. Per concludere cosa vogliamo aggiungere? Che, comunque, terremo conto dei più piccoli senza tralasciare gli adulti. Infatti si svolgeranno corsi per attività Agonistiche, Amatoriali, di Avviamento allo Sport e di Difesa Personale con la possibilità di un Personal Trainer. Insomma, ce ne sarà per tutti, all'insegna dello sport.

Sporting Locri, oggi l'esordio in campionato col Castellana Grotte Inizia stasera il campionato di serie A Figc di calcio a 5 femminile che quasi sicuramente vedrà lo Sporting Locri protagonista in una stagione sportiva che si preannuncia calda ed impegnativa con 26 partite in giro per l’Italia meridionale. Lo Sporting Locri, al secondo anno nella massima serie, punta davvero in alto in questa stagione, con l’obiettivo chiaro di essere tra le prime squadre a contendersi i play off. La compagine locrese, tra le cinque calabresi che militano nel campionato del girone C, si presenta tra le più attrezzate con una panchina guidata dall’allenatrice

Nicoletta Sergiano, un mister capace di trasportare il gruppo delle atlete a raggiungere mete importanti. Il mercato dello Sporting gestito e seguito dal direttore generale Ferdinando Armeni, è stato ricco di colpi di scena. Sono giunte a Locri atlete giovani, straniere, qualificate, esperte e determinate a far bene e a rinforzare la rosa già ben solida delle amaranto. A disposizione di mister Sergiano ci saranno Giusy Ceravolo (confermata), Greta Guerra (nuova), Sandra Buitrago (nuova), Daniela Babuscia (confermata), Cecilia Roldan (nuova), Imma Sabatino (con-

fermata) Antonella Sabatino (confermata), Antonella Corio (confermata), Lina De Vita (nuova), Lucia Ponzo (nuova), Azzurra Agostino (confermata), Chiara Loiacono (nuova), Maria Antonietta Todarello (confermata), Francesca Ierardi (confermata), Gigia Capalbo (nuova), Daniela Marzano (nuova) e gli ultimi acquisti Samanta Fragola e Costantina Cucciniello. Alle ore 17.00 al Palazzetto dello Sport si giocherà contro la squadra del Castellana Grotte. lr

DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

25


DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

26


Polaroid

Libri RECENSIONE: LA SCUOLA A PEZZI DI ANTONIO DE LEO

... Ovvero i pezzi

della scuola AMEDEO MACRÌ Recensire un libro non è mai una cosa semplice, soprattutto quando si conosce l'autore, ma la pubblicazione di “La scuola a pezzi” di Antonio De Leo edito nella collana “I libri saggi” della Casa Editrice Robin Edizioni costituisce un appetibile momento di riflessione rispetto a quello che è (o meglio è stato) il mondo della scuola. Generalmente le recensioni rivestono un carattere “mieloso” che spesso e volentieri nascondono le reali considerazioni intorno alle tematiche trattate, ma forse servono ad accattivarsi la simpatia dell'autore o per vendere qualche copia in più. Il tentativo che cercherò di fare nel riflettere sul contenuto del libro è quello di rifuggire da qualsiasi forma di “accomodamento culturale” nel confronti dell'autore, al quale sono legato, non foss'altro, da una fattiva ventennale collaborazione scolastica presso l'ITC “Marconi” di Siderno. Già la immagine della copertina è un programma, difatti la presenza del martelletto (sembrerebbe quello di un ortopedico alle prese con i riflessi al ginocchio) è in perfetta contraddizione con la rigorosità del titolo e per la quale si sarebbe potuto associare meglio un “mazza” da fabbro. Non sappiamo chi abbia creato la copertina, certo è che ha interpretato bene il carattere dell'autore nel senso di una “doppia”o “ambigua” volontà, cioè quella di descrivere una scuola completamente in rovina, ma al contempo lascia trasparire il desiderio di qualcosa che potrebbe essere rimessa in sesto. Quello che l'autore vuole trasmettere dalle pagine del libro è una provocazione a tutto campo, che per alcuni versi sembrerebbe non guardare in faccia nessuno e lo fa proprio lui che già in tenera età respirava aria di scuola per motivi parentali. La sua disamina del mondo scolastico è impietosa; sembrerebbe che tutto sia uno sfascio e di citazioni ne fa tante in un mix statistico che verrebbe da rabbrividire se dovesse essere realmente vero quanto sostiene. Proprio su questo aspetto non possiamo non condividere quanto detto da Vito Pirruccio (dirigente scolastico) nella presentazione del libro a Roccella: come si fa a non tenere conto delle dinamiche sociali che si sono avute nel corso del tempo? Come si fa a ritenere la scuola un “isolotto”

(non ci riferiamo a quella di Barbiana di don Lorenzo Milani- altri tempi) perennemente sovrastato da onde distruttive? E così di seguito. La sua disamina è senza peli sulla lingua e benché sia suffragata da dati statistici, di essi viene data una asettica lettura in un “groviglio” tematico difficile da sbrogliare. Non pare che ci siano delle precise indicazioni delle responsabilità attribuibili ad alcuno sul livello dello sfascio della scuola. Non pare altresì che ci siano delle indicazioni rispetto al valore culturale dei contenuti didattico-disciplinari strettamente collegati con i cambiamenti che repentinamente avvengono nella società. Non è stato l'autore ad affermare che ci sono alunni che conoscono l'uso del computer meglio dei professori (anche quelli di informatica)? Certo, sembrerebbe molto disdicevole, che una valutazione totalmente negativa provenga dall'autore che, piaccia o no, è stato, quantomeno a livello regionale, uno dei protagonisti attivi della scuola, e che possiede un impareggiabile patrimonio politico (… che andava oltre la sinistra tradizionale). E allora, seppur schematicamente, ci si chiede come sia stato possibile negli anni '70, sull'onda della rivoluzione studentesca, a margine della nascita dei decreti delegati, sostenere una anomala forma di trasversalismo pseudo-politico nei distretti scolastici - guarda un po' per una gestione “democratica” della scuola. Si obietterà: è colpa dei partiti politici. No comment!

E allora, bisogna scoprire l'acqua calda per saper che l'edilizia scolastica rappresenta uno dei mali endemici della scuola italiana e che il livello di sicurezza e di incolumità degli utenti è ridotta a zero ( lei ricorderà la laguna che si creava al 1° piano della nuova struttura dell'ITC nelle giornate di pioggia). I dati statistici sono inoppugnabili, ma le criticità sono rimaste. Si obietterà: è colpa delle istituzioni e dei partiti politici. E allora perché considerare inefficaci e improduttive le varie attività progettuali extra-curriculari (Pon-Por e quant'altro) che si sono sviluppate nelle regioni meridionali riconducendole alla elargizione di miserie economiche non solo a docenti, ma anche a dirigenti scolastici e a direttori amministrativi. Valutazioni non pienamente veritiere se si tiene conto delle esperienze formative effettuate (vedi ad esempio corsi di lingua e tirocini all'estero). E allora è proprio vero che oggi il Ds lo può fare anche un collaboratore scolastico? Senza nulla togliere ai collaboratori scolastici ci pare estremamente riduttiva l'affermazione e non certamente professionalmente qualificante rispetto allo spirito della normativa sull'autonomia scolastica e sul modo di concepire la gestione di una o più istituzioni scolastiche. Si obietterà: è complicato coordinare le attività delle scuole, soprattutto quando si tratta di accorpamenti verticali e/o scuole poste in siti diversi. Ma il “manager” non poteva non sapere quali sarebbero stati gli oneri e gli onori con i quali si andava a cozzare se è vero che, come afferma lo stesso autore “ … Anch'io, per essere tecnologizzato e diventar manager , ho frequentato uno di quegli inutili corsi tenuti da una delle tante sconosciute agenzie formative, affidataria del Ministero e lautamente pagate. Ricordo che l'unica preoccupazione di noialtri aspiranti manager era quella di assicurarci le presenze per aver riconosciuta la validità del corso….”. Certo “vista la sua completa inefficienza” non si poteva pretendere da parte di tanti corsisti un rinnovato spirito “rivoluzionario sessantottino di contestazione globale”, epperò - visti i presupposti formativi manageriali si poteva anche ricorrere ”all'istituto della rinuncia”. E allora se quanto detto sopra risponde al vero, non ci si può meravigliare degli effetti a cascata che si incontrano nel corpo docente. Sarebbe stato molto

fantasioso ritenere immune la classe insegnante rispetto al concetto della meritocrazia dell'“appartenenza”. È un concetto che purtroppo coinvolge la società nel suo complesso che privilegia appunto l'appartenenza e non l'essere. E' sotto questo profilo che le denunce dell'autore sul livello di preparazione della classe insegnante è sempre più basso e demotivante e si domanda “… se esiste un insegnante ideale…” o come Paola Mastrocola determinare “… quanti sono bravi…”. Non è semplice per nessuno rispondere a simili quesiti, né tantomeno utilizzare metodi comparativi con altri paesi stranieri (Finlandia, Corea del Nord, ecc.), né ancor di più pensare di traslare modelli di istruzione da altrettanti paesi stranieri, senza tenere in opportuna considerazione una serie di differenziali elementi storici, politici , ambientali, culturali, sociali e quant'altro. “Il libro di De Leo”, afferma Renato Gargiulo (DSGA - I.I.S. “Marconi”) “è una foto in bianco e nero ….. dove prevale il nero senza fine. E non si tratta di pessimismo, ma di nuda e cruda realtà”. Quindi una “nuda e cruda realtà” che vuole trasmettere sapendo che non si tratta del “più certo modo di trasferire agli altri i confini del proprio sapere e di non trapassarli. (Pensieri LXXXVI-Giacomo Leopardi)” E' stata una provocazione la stesura di questo libro, che purtroppo avviene in maniera tardiva rispetto alla sua vita “dentro la scuola”, come se l'autore fosse stato per tutta la sua vita scolastica un “allogeno” ossia un forestiero del luogo. Come dire un'analisi ex-post, quasi con aria distaccata. Ma com'è strano questo paese. La responsabilità è sempre di qualcun altro. Pazienza. Tuttavia questo libro, sebbene di non facile lettura, rimane uno strumento utilissimo per riflettere. De Leo - tanto per riprendere un adagio ambientale - ha ritenuto di “pensare globalmente e agire localmente”. Così è stato? “La scuola è un luogo di rivalità accanite” scrisse Lev Trockji ne La mia vita. Non sappiamo quanto ci sia di rivoluzionario in questa affermazione, certo è che sarebbe una vero disastro per le nuove generazioni se ciò dovesse essere vero e perpetuarsi nel tempo.

Ondina dai capelli fluenti e le allegre amiche Giosofatto Pangallo, Ondina dai capelli fluenti e le allegre amiche Profili di donne seducenti. Calabria Letteraria Editrice, 2013. Un cadeau letterario veramente inconsueto e stupefacente quello dell'amico scrittore Giosofatto Pangallo (Ondina dai capelli fluenti e le alle-gre amiche Profili di donne seducenti). In questo volume di recente pubblicazione, ma dalla lunga e sofferta medi-tazione (come annota lo stesso Pangallo nella nota introduttiva), l'autore, nei panni di Giorgio un ex compagno di scuola ritornato in paese per le festività natalizie - esplora il mondo della donna, un universo complesso e variegato da qualunque angolazione lo si scandagli. Innanzitutto appare opportuno sottolineare, in primis, che si tratta di un libro coraggioso, nient'affatto di tenore maschilista, dall'andamento introspettivo-catartico-rigenerante ancorchè patologico per altri versi, in cui confluiscono, in simbiosi virtuosa col processo autoanalitico del protagonista-narratore (“Ti confesso… che raccontare… è stato per me salutare”) e liberatorio (“liberazione di qualcosa che portavo dentro… come una zavorra”), tramature in-dubbiamente psicopedagogiche nel senso più ampio del termine, nonché un fondo di religiositàspiritualità forse inibente ovvero salvifico. Come in una lunga e voluttuosa dissolvenza si materializzano, nei ricordi di Giorgio, quindi, le figure di Ondina (remissiva e garbata), di Clara (insa-ziabile, inquieta e spregiudicata), di Rosa (di modesta intelligenza e vanitosa), di Vilma (impulsiva e insolente), di Stella (sorniona e disponibile) di Eloisa (smaniosa e superbiosa). Sembra di sfogliare, a tutto tondo, l'universo femminile di un quotidiano non stereotipato e neppure molto lontano né nel tempo né nello spazio, quello secretato nei mille sotterfugi per raggiugere lo scopo (degradarsi in maniera forsennata e senza vergogna), il leit-motiv, in fondo, di ciascuna delle prota-goniste. Interessanti e pertinenti risultano i richiami letterari. Mi pare opportuno, infine, a chiosa di queste brevi note, sottolineare come si percepisca, pagina dopo pagina, carattere dopo carattere, la ricerca spasmo-dica del tempo perduto o delle occasioni svanite. Agostino Formica

DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

27


CULTURA E SOCIETÀ

I bambini non cercano più

le conchiglie

Stamattina il mare era in tempesta; niente barca, niente nuoto, ho fatto una lunga passeggiata sulla spiaggia ammirando l'attorcigliarsi delle onde e il loro stanco spegnersi sulla battigia. Il mare è meraviglioso, qualunque sia il suo incedere mi dà un senso di pace; forse è l'ineluttabilità del movimento; forse è la vista dell'orizzonte, forse è la percezione terrena dell'infinito. Da questi pensieri, che mi tenevano immerso in una sorta di mistica contemplazione, sono stato distolto da un rumore strano, che diventava sempre più nitido man mano che mi avvicinavo al lido. A poca distanza da me c'era un ragazzino, dall'apparente età di 10 - 12 anni, il quale aveva in mano un attrezzo infernale, penso uno smartphone con touchscreenn, sul quale le dita lavoravano a una velocità raccapricciante mentre con i piedi calciava,

senza pause e con adeguata abilità, una bottiglia di plastica, regalo improbo degli umani alla natura inerte. Da anni non cerco più conchiglie; non ci sono più, al loro posto ci sono mozziconi di sigarette, buste bottiglie, bicchieri e ogni indistinta sporcizia, meticolosamente posizionata con l'unico scopo di imbrattare e distruggere la spiaggia. Qualcuno dirà: dove è la novità? È vero, ormai dappertutto è così anzi la montagna è anche peggio; da Mangiatorella a Serra S.Bruno non c'è spiazzo vicino la strada che non sia coperto da plasticume vario, con l'aggiunta di lattine, di copertoni, carcasse di autovetture e elettrodomestici dismessi. Guardando quel ragazzino, però, mi sono venute a mente le parole di una mia conoscente: «Mio figlio è un genio; pensa non ha nemmeno quattro anni e usa lo smartphone

meglio di me, per non parlare del computer...». Il ragazzino non scrutava il mare; il suo sguardo era assorto nella contemplazione di un oggetto, super tecnologico, magistralmente colorato, dai suoni delicati ma sempre “oggetto”! Il ragazzino non cercava conchiglie, non guardava la spiaggia e il suo lento rimodellarsi, accarezzata dalle onde del mare ma si distraeva solo per prendere a calci la bottiglia di plastica. Ho aspettato e sperato che raccogliesse quella cazzo di bottiglia e la buttasse in uno dei cestini del lido ma si è trattato di una speranza vana. Ho letto, a suo tempo e faticosamente, il Capitale di Marx; uno dei pochi passi che ricordo è questo: “ Il capitalismo maturo produrrà mostri”! Chi di noi ha veramente il coraggio di dargli torto? Pietro Alvaro

Vincent Raschellà, il pioniere dell’aviazione viene ricordato a Caulonia

Presentato il progetto “La Memoria ritrovata” È stato presentato mercoledì 25 settembre a Largo San Nicolello (Badia) nel centro storico di Caulonia, in occasione del 150° anniversario della nascita di Vincent Raschellà, cauloniese artista, inventore e pioniere dell'aviazione, il progetto “La memoria ritrovata”. Il dibattito è stato moderato da Maria Teresa D’Agostino e sono intervenuti Mario Caligiuri, Assessore alla Cultura Regione Calabria, Giovanni Riccio, Sindaco di Caulonia, Enzo Di Chiera, responsabile progetto, Mimmo Candido, esperto di aviazione, Mario Vasile dell'associazione sportiva “38° Fly Zone”, Mimmo Cavallaro, musicista, Paolo Imperitura, video mapping e reading, Karla Licano, traduttrice, Pino Circosta, videoproiezione. Poco si sapeva, soprattutto nella sua città natale e in Calabria, di Vincent (Vincenzo) Raschellà, nato a Caulonia il 25 settembre 1863 e morto nel New Jersey nel 1957, eccezionale pioniere del volo e antesignano dei fratelli Wright. Dopo anni di vani tentativi, il 25 settembre 1889, in località Scrongi, Vincenzo Raschellà, in paese detto “Vici u pacciu”, con un aliante da lui costruito e battezzato “Il falco”, vede finalmente realizzato il suo sogno, ben tredici anni prima dello storico volo dei fratelli Wright. Spetta ad Enzo Di Chiera, curioso e appassionato di storia dell'emigrazione, il merito di aver riportato alla luce questa incredibile storia. In seguito a meticolose e approfondite ricerche, grazie alla preziosa collaborazione di Maria Elisa Campisi, Pino “Puccio” Circosta e alla pazienza di Maria Roccisano, responsabile dell'ufficio anagrafe, con questa straordinaria scoperta si apre un nuovo e inedito scenario sulla veridicità storica del primo volo, ufficialmente effettuato il 17 Dicembre 1903.

T arantella sulla cresta dell'onda Anche quest'anno il Kaulonia Tarantella Festival è stato un successo. Gente da vicino e lontano, attratta dalla musica, dai laboratori, dall'atmosfera narcotizzante della terzina zoppa e frenetica. Non se ne poteva più dei concerti di vecchie star in pensione con dentiere e parrucche che le amministrazioni locali ci proponevano ad ogni angolo fino a un decennio fa. Tutte d'oltre Pollino, rigorosamente, con minimo 4\500 km di viaggio alle spalle. Oggi ci gustiamo la musica della nostra terra, ascoltiamo canzoni nel nostro dialetto, finalmente un poco fieri di quello che siamo. Per la verità se andiamo a guardare il cartellone del Kaulonia Festival ci rendiamo conto che continuano a dominare le realtà musicali d'oltre Pollino, quest'anno, come l'altr'anno, come quello prima. C'è sicuramente la presenza del nostro Mimmo Cavallaro, la cui crescita artistica procede a passi da gigante, da cantante e ricercatore, a leader di un vero e proprio movimento musicale, a direttore artistico. Per il resto più che tarantella c'è tanta taranta, al Festival di Caulonia, tanta musica campana e pugliese. Lasciamo perdere i discorsi dei puristi che vorrebbero vedere e sentire soltanto lire calabresi, zampogne e chitarre battenti, che vorrebbero danzare soltanto al ritmo dell'organetto. Un festival è non soltanto un contenitore ma anche e soprattutto occasione d'incontro e confronto, di esplorazione dei limiti, di sperimentazione. Ci siamo confrontati sulla questione con gli Invece. Definire la band di reggae bovalinese semplicemente un gruppo musicale significa fare un torto alla loro storia. In anticipo su tutti, gli Invece ci hanno aperto le orecchie sul mondo, con testi che hanno reso onore al nostro dialetto, dimostrando che era capace di esprimere concetti ben più complessi delle storie d'amore o di sdegno, dimostrando che

era capace di dire la contemporaneità. Uo-Cì ricorda il Peruzzi Gino di Gaber. A loro il Kaulonia Tarantella Festival ha riservato una mezz'oretta di concerto tre anni fa, non retribuito, come un gruppo emergente qualsiasi. «Forse ci doveva essere un rimborso spese e invece neanche la cena promessa ci hanno offerto», dice Peppe De Luca, segno dello scarso rispetto con cui sono stati accolti. «E' inutile, siamo fatti così noi calabresi, con quest'abitudine a prenderci tutta la torta e senza condividere una fetta con chi ci sta vicino», commenta Sasà Scoleri. Perché a ben vedere qualche nome calabrese appare nel

circuito del festival, ma sono sempre gli stessi. Con Sasà e Peppe è difficile parlare di cose locali senza che poi il discorso si apra al mondo e si rivolga lontano nello spazio o nel tempo. L'esempio degli Invece è emblematico anche se l'elenco degli esclusi si potrebbe allungare (ad esempio citando i Koralira). Esiste il circuito di Calabria Sona che i maligni descrivono come chiuso a chi non vi faccia parte. Triste. Dice Sasà: «La Calabria ha bisogno di cambiare, se non riusciamo a darlo noi con la musica, un segnale di cambiamento, come speriamo che avvenga?» Daniele Mangiola

DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

28


Rave party. Ognuno è artefice del proprio destino NAZARENO MURDACA

Giunti al termine dell'estate prendiamo coscienza di una problematica o, per alcuni, particolare estivo: i rave party. Possiamo porci delle domande per quanto riguarda l'antitesi "problematica-particolarità". Effettivamente affermiamo che un qualcosa sia particolare quando c'è un quid che lo rende diverso o, per meglio dire, qualcosa che lo faccia distinguere. Per la verità si deve affermare che da anni ormai l'affluenza dei rave party regna sovrana tra i canoni dello spirito giovanile ed è proprio questo il punto debole della società: lo spirito giovanile. Animo colmo di iniziative, voglia di vivere e spasmodica ricerca di divertimento. Sono questi i caratteri che rendono unici i giovani. Sete di divertimento che scade nel pericolo e per tale si intende "movida". Qui non si tratta di un luogo in

rilievo tra tanti, ma è una questione di tutta l'area ionica. Chissà che tipo di bevande alcoliche sono state vendute nei locali notturni. Chissà se di qualità o meno? Innumerevoli le bottiglie di vodka vendute. Qui un appello di rilevante importanza va ai genitori. Dov'è finito il ruolo del pater familias? Dove sono i valori della famiglia?-tutte cose antiche-direbbe così gran parte della popolazione. Eppure, i suddetti, sono interrogativi di un certo spessore.nella società odierna un ruolo di rilevante importanza viene occupato anche dalla figura materna, la quale dovrebbe essere rigida nello svolgimento della propria carica. Si deve però considerare il fatto che la figura materna tende ad essere più duttile rispetto a quella paterna. Ciò vale a dire che la complicità in famiglia, soprat-

Bisogna remare sulla barca della Madonna

Quale futuro per la Festa di Portosalvo? Siamo seri. No, dico, siamo seri. C’è qualcosa in tutta la fiera di Portosalvo, ma dico tutta tutta, che non si potesse trovare a minor prezzo in un negozio vicino o su internet, in garanzia, senza spese di spedizione e con reso gratuito? Se parliamo di mandorle caramellate e mostaccioli, siamo d’accordo. Ma il diluvio di ciabatte, mutande, anellini di plastica, borse che più finte non si può…ne sentivamo davvero il bisogno? Sentivamo il bisogno di dvd piratati nell’epoca dello streaming? Di pantaloni della taglia sbagliata, di calze cinesi vendute come cotone italiano? Di certo non ho trovato quello che mi serviva: una city mug col tappo davvero ermetico e un copriteiera imbottito. Magari qualche libro fuori catalogo, di quelli che devi “scatarnare” su eBay. O una compostiera sottocosto. Macché. Solo custodie per telefonini e tovaglie che a comprarle da catalogo spendi meno. Che tipo di acquirente può essere attirato dalla fiera di Portosalvo? Solo i distratti, quelli che casualmente passano in un posto e comprano qualcosa. Chi, in poche parole, esce tanto per uscire, in maniera un po’

Errata corrige

apatica, solo per sentirsi parte del paese trasformato in un interminabile mercatino. Non ci si ferma neanche più a parlare con gli amici, tanto gli “amici” quando possono di accoltellano alle spalle. Non c’è un reale senso dell’appaesamento né nella festa religiosa, né nella fiera commerciale. E a Siderno si devono sopportare quattro giorni di rumori, schiamazzi, musica, sporcizia, per ottenere poi cosa? Un diluvio di porcheriole che neanche regalate e un traffico schizofrenico? No, grazie. Quando finisce la dannata fiera, io ritorno a respirare. Non che il traffico torni alla normalità: ormai la “normalità” non esiste più. Per avere un senso, la fiera commerciale dovrebbe prendere due strade: o quella della varietà dei prodotti esposti e dell’economicità dell’offerta, o quella dell’artigianato locale di alta o altissima qualità. In breve dovrebbe arrivare ad essere una sorta di “Amazon” popolare, o un luogo dove trovi ciò che non puoi trovare altrove. Un po’ come una volta, quando c’era il mercato del bestiame, il vasaio, il cestaio. A farlo. Ci vogliono soldi e strutture. Un sacco di paesi, specie della zona

della Toscana, hanno letteralmente costruito la loro fama nazionale e internazionale su eventi di tipo folkloristico e religioso. E dietro alla fama è venuto il commercio, che non è solo quello spicciolo dei souvenir, ma quello grosso, del turismo tutto l’anno, delle foto sulle riviste patinate, del commercio immobiliare. Allora, signori miei, bisogna salire tutti insieme sulla barca della Madonna e iniziare a remare. Perché la Festa di Portosalvo questo ha: la regata con la Madonna. Bisogna che attorno a questa celebrazione si crei aura, mistero, attesa, happenning, evento. Il mare, che per noi è stata via di comunicazione e via commerciale, potrebbe essere la soluzione a quello che tra pochi anni diventerà un vero rompicapo. Se si darà slancio a questo aspetto etnologico e religioso, che è in assoluto il più affascinante tra le celebrazioni, anche perché avviene in acqua, che per un mediterraneo è come una seconda casa, potremmo pensare di avere qualche carta da giocare. Ora come ora non abbiamo neanche un tris. Lidia Zitara

La settimana scorsa a pagina 20 c’era un errore nel titolo della lettera della signora Maria Giovanna Sassone. Il titolo corretto era “Il Trenino risponde all’assessore Giurleo”. Ci scusiamo con i nostri lettori.

tutto tra i genitori è di fondamentale importanza e che quest'ultima spesse volte viene meno per svariati motivi. In contrapposizione alla complicità tra genitori,vi è quella tra genitore e figlio, la quale tende a danneggiare la crescita e lo sviluppo dei ragazzi. Penso che sia meglio sentirsi biasimati da un figlio che non possa esagerare in ciò che fa piuttosto che vederlo star male, nella migliore delle ipotesi per un coma etilico. Vogliamo veramente inglobare nel concetto di emancipazione cose che non stanno ne in cielo ne in terra? Forse alcuni lo farebbero solo per dimostrare alla massa, e dico massa perché può essere definita solo come tale, l'evoluzione del tutto negativa di questo popolo. Comprendere che adolescenti di quindici anni tornino a casa all'alba e sotto effetto

alcolico è del tutto svenevole. Capire a cosa porta l'omologazione è una profonda delusione. Al giorno d'oggi tutto quello che succede ha come causa l'omologazione, conformazione giovanile, ma non solo! Chi può essere garante del fatto che i giovani ingeriscano bevande accuratamente controllate? Chi in un rave party potrebbe mai garantire la salute dei vostri figli?nessuno! Pertanto: dobbiamo allontanarci dall'uniformazione, la quale ormai sta diventando un vero e proprio cancro sociale ed essere meno flessibile nei confronti dei vostri figli al fine di garantire loro un futuro sano, ma soprattutto una vita futura! La mia non è un esortazione, ma semplicemente un invito a fare dei vostri figli delle persone vigorose. Ognuno è artefice del proprio destino, a voi la scelta!

“Terremoto - io non rischio”la campagna nazionale per la riduzione del rischio sismico Per il terzo anno consecutivo, il volontariato di Protezione Civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica si impegnano insieme per “Terremoto io non rischio”, la campagna informativa nazionale per la riduzione del rischio sismico: oltre 3.200 volontari di 14 associazioni nazionali di protezione civile hanno allestito nella giornata punti informativi “Io non rischio” in 215 piazze, distribuite su quasi tutto il territorio nazionale, per sensibilizzare i propri concittadini sul rischio sismico. L'iniziativa è promossa dal Dipartimento della Protezione Civile e dall'Anpas-Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze, in collaborazione con l'Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e con ReLuisConsorzio della Rete dei Laboratori

Universitari di Ingegneria Sismica e in accordo con le Regioni e i Comuni interessati. Ieri e oggi, domenica 29 settembre, dalle ore 9:00 alle ore 12:30 e dalle ore 15:00 alle ore 20:00 in contemporanea con le altre piazze in tutta Italia, i volontari dell'associazione L.A.Do.S. in collaborazione con il CIPC (centro italiano protezione civile) di Siderno - Camini - Natile di Careri partecipano alla campagna “Terremoto io non rischio” con punti informativi allestiti in piazza Zaleuco a Marina di Gioiosa Jonica nella regione Calabria per distribuire materiale informativo, rispondere alle domande dei cittadini sulle possibili misure per ridurre il rischio sismico e sensibilizzarli a informarsi sul livello di pericolosità del proprio territorio.

International Police Association Incontri a Lamezia e a San Marino (con Michele Galluzzo per la Locride) Simpatico incontro a Lamezia Terme tra la delegazione I.P.A. della Calabria e un qualificato esponente dell' I.P.A. di Montreal, Gilles Theberge, presidente del sodalizio canadese, in vacanza in Italia con sua moglie, accolto in un piacevole convivio serale dal comitato locale Catanzaro - Lamezia (presidente Rosario Messone, vicepresidente Paravati Gioacchino) e dal presidente della 18a Delegazione Calabria, Vincenzo Severino. Il Comitato della Locride era rappresentato dal suo vicepresidente Michele Galluzzo (accompagnato dalla moglie Giuliana), che in assenza del presidente Giuseppe Cusumano ha porto il saluto di rito. Alla serata ha partecipato anche il dottor Francesco Marcianò, della Polizia di Stato. Al tesoriere del sodalizio calabrese, Carlo Cilento, è stato consegnato un “attestato di fedeltà” all'IPA, a nome del comitato nazionale. L'IPA della Locride è particolarmente

attiva: ultimamente il suo vicepresidente Michele Galluzzo si è recato, con i rappresentanti dell'Associazione di Pompei Carlo Cozzolino e Orazio Gualtieri, in visita ufficiale alla delegazione della Repubblica di San Marino. Sono stati accolti dal comandante del Corpo delle Guardie della Rocca Livio Lettoli e, presso la sede nazionale della Polizia Civile (dove opera anche una struttura di Protezione Civile), da membri del direttivo IPA (Sabrina Paoletti, Peter Guerra e Maurizio Taddei). Visita di amicizia anche al comitato di Cesena, presieduto dal carabiniere in pensione Maurizio Giannini. L'I.P.A. è un'associazione apolitica, presente in 61 Stati nei cinque continenti. Conta nel mondo oltre 375.000 aderenti, di cui circa 15. 000 solo in Italia. Persegue scambi culturali, turistici e professionali tra appartenenti alle diverse Forze di Polizia, attraverso manifestazioni di vario genere.

DOMENICA

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

29


Parlando

di...

ATTUALITÀ

Volenterosi

Eterna giovinezza

A.A.A. Abbracciatissimi

Se la

Spassosi

All’ attacco!!! Loqui e Sproloqui di Filomena Cataldo

Il Presidente Napolitano e la ministra Carrozza, ora ci vedono chiaro! Finalmente. Dopo anni di miopie e tagli, per fortuna, sarebbe tornata la luce sulla scuola italiana. Così parrebbe secondo quanto sostenuto da Giorgio Napolitano durante l'inaugurazione dell'anno scolastico al Quirinale, tenutasi lunedì 23 cm. E' necessario - ha ribadito Napolitano - che la politica non faccia spreco di questo momento positivo e si mobiliti per promuovere valide azioni di ripresa. Insieme alla politica ed alle forze valide sarebbe stata annoverata anche la scuola. Giammai, verrebbe da esclamare!Poiché il presidente dimentica, o fa finta, che la scuola non è mai stata considerata dalla politica luogo di alcunché né foriera di alcuna iniziativa interessante. Quello che basisce e disturba, oggidì, nel campo dell'Istruzione, è la calante credibilità del mondo universita-

rio che, preda anch'esso della disillusione generale in cui è precipitata la classe giovane italiana, vede - quasi irrimediabilmente vacillare molte illustri cattedre. Ragion per cui si è mossa la politica, sensibile notoriamente alle cattedre illustri, come alle poltrone! Non possiamo, noi che ci aggiriamo fra le scuole d'Italia, curando l'amaro prodotto di anni di cattiva politica, non ravvisare questi intendimenti come fasulli e strettamente legati ad una dialettica dell'apparenza. Non possiamo più accettare che il luogo primo della formazione dell'uomo e del cittadino sia diventato un non luogo. Il luogo dell'integrazione, in realtà, non la favorisca. Le parole del Presidente e della Ministra Carrozza fanno sperare!Purtroppo non ci è ancora chiaro in che cosa.

Gioiosi

Che stress...

Arteedintorni...

Un bacio dalla Riviera Maya

di Domenico Spanò

Lo scrittore calabrese Alessandro Demaria e la sua ”stella in trincea” L'affascinante racconto dello scrittore calabrese è un percorso intenso ed affascinate, attraverso la scoperta di un raffinato simbolismo che circonda ogni individuo nella propria vita. Demaria scrive: “Dal desiderio di conoscere e dal coraggio nascono quelle che poi vengono definite imprese o scoperte. Dalla paura non nasce mai niente”. Questo testo rappresenta la consapevolezza interiore di poter trarre da tutto ciò che ci circonda intimamente, il vero significato dell'esistenza umana. E' la stella, simbolo per antonomasia, la guida che sin dai tempi antichi ha indirizzato l'umanità verso un percorso di coscienza e credibilità. In questa storia è un simbolo che funge da espediente per guardare aldilà di ogni cosa, appunto non lasciandola mai sola in trincea. E' la volontà intrinseca di poter imparare a farla splenDOMENICA

dere e illuminare la propria realtà in ogni situazione. Voltare lo sguardo oltre l'orizzonte per scoprire nuovi ed affascinanti scenari. Scoprendo così i tanti perché alle nostre domande sulla vita, sin troppe volte rimaste senza risposta. “Una Stella in trincea” è il titolo del primo libro scritto da Alessandro Demaria, edito da marzo 2013 dalla casa editrice Marco Serra Tarantola. Il giovane scrittore è nato a Molochio (RC) nel 1977. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università Mediterranea di Reggio Calabria è un avvocato del foro di Palmi (RC) ed Insegnante presso l'I.C. di Mazzano in provincia di Brescia. Demaria racconta con un linguaggio semplice ma elegante una storia suggestiva, estremamente metaforica ma perfettamente ambientabile alle difficoltà, alla durezza ed atrocità della vita odierna.

29 SETTEMBRE 2013

LA RIVIERA

30


la Riviera

tempo

Messaggi nel di Daniela Ferraro

Misteri di Calabria

musica ce l’hai nel sangue

Smile Man

Chi cerca trova...

Sotto la stessa bandiera???

Tre amici in piazza

Tre amici al bar

Questo libro invita, insegna a non abbattersi nei momenti di dolore e di sconforto. Aiuta ad affinare ed attingere una particolare oculatezza su ogni situazione, traendone cosi sempre un messaggio positivo. Fa evadere dalle insignificanti e superficiali certezze su cui l'uomo odierno cementa facilmente la propria vita: potere, ricchezza, bellezza. Tutte condizioni transitorie ed evanescenti che nel lungo percorso di un uomo non garantiscono la felicità. Un ritorno ad assaporare le cose essenziali e semplici come stato fondamentale ed indispensabile per la vera felicità. E' la luce, la stella di questo racconto a portare armonia e certezza, a dare il significato del percorso di vita che ogni individuo ricerca continuamente. Una vita fatta di dure salite e rapide discese. Una vita senza mai rinunciare ad alzare lo sguardo verso la propria meta, verso la propria stella, anche quando apparentemente vi è nascosta. Alessandro Demaria ha regalato ai propri lettori in questo esordio brillante, un manuale di sopravvivenza interiore, estrapolando da ogni situazione emblematica regole di saggezza e maturità. Insiemi di formidabili riflessioni dalle quali poter trarre sempre un giovamento, ognuno a proprio modo in base alle situazioni che si ripercuotono quotidianamente. Sempre con forza, speranza, consapevolezza che nessuno in questo duro mondo è solo e senza direzione. Una stella in trincea ha da poco ricevuto il suo primo Premio Letterario come 2° classificato al Premio Letterario Nazionale Città di Rimini 2013, grazie all'approvazione piena da

parte della Giuria composta da importanti personaggi del mondo culturale e dello spettacolo, capitanati dal Presidente di Giuria la Giornalista Rosanna Cancellieri. Incontro Alessandro per porgli tre semplici domande sul suo primo lavoro letterario e su cosa l'ha spinto a scriverlo: o Cosa ti ha spinto a raccontare questa storia nella tua opera prima? “Una Stella In Trincea” più che un libro, lo considero una piacevole avventura culturale nata la scorsa estate a Molochio (RC) dal condividere alcuni percorsi di vita con gli Amici di sempre. Sono stati loro che mi hanno incitato a “scrivere”; a mettere per iscritto un viaggio ricco di arguti riferimenti culturali utili e tali da

fornire spunti meditativi ai lettori-viaggiatori ed indicazioni per ritrovare la propria Armonia con la vita. o Il simbolismo e la metafora sono per te veicolo di trasferimento di episodi di vita vissuti da ritrasferire ai lettori con sapienza? Il simbolismo e le metafore sono da sempre uno strumento esplicativo per facilitare la comprensione degli argomenti trattati, sotto questo aspetto “Una Stella In Trincea” può benissimo essere considerato un libro di letteratura filosofica; un libro sui generis, “aperto” alle più disparate interpretazioni, poiché ogni lettore nei vari simboli e metafore presenti, riesce non solo ad immedesimarsi attraverso il protagonista, ma anche a riveder-

si ed a ritrovare diversi aspetti del proprio vivere quotidiano. Del resto ognuno di Noi purtroppo vive la propria “Trincea” e per fortuna ha la propria “Stella”. Forse è proprio per questo che è stato definito: ”Un libro culturalmente intrigante, appassionante, coinvolgente e formativo”. o Quali le sensazioni e le emozioni nel ricevere il primo riconoscimento letterario con il 2° posto al Concorso Letterario Nazionale Scrivi Rimini 2013? Salito sul podio ero davvero emozionato, ed alla domanda del presentatore Massimo Giletti: “ Che cos'è una Stella In Trincea” ? Ho risposto che è un piccolo-grande libro, scritto a Molochio, pubblicato a Brescia e premiato a Rimini! Nel ricevere gli applausi del pubblico ho pensato a tutte le persone che mi sono state vicine e che hanno permesso la realizzazione del libro. Raggiungere il secondo posto ad un premio letterario nazionale con il mio primo libro ed a pochi mesi dalla pubblicazione è un qualcosa di impensabile e straordinario. Evidentemente la giuria premiandolo con il secondo posto ne ha compreso ed apprezzato la particolarità letteraria. E' stata un'esperienza fantastica ed emozionante, un riconoscimento competente che non fa altro che “certificare” la bontà e le potenzialità culturali della mia opera che quotidianamente riceve attestati di stima da parte dei lettori, che considero la vera anima di quest'avventura e con i quali interagisco attraverso l'apposita pagina creata su Facebook. Domenico Spanò

Il cozzo dei Giganti Una rada assolata che sovrasta la cittadina di Campana (CS) cui fa corona il lussureggiante profilo della Sila Grande. Siamo a oltre 600 metri di altezza, il sole picchia inclemente ma la curiosità tutto regge e sopporta. Ed ecco ,finalmente ,i due monoliti fronteggiarsi alla distanza di circa 5 metri l'uno dall'altro. Si tratta di pareidolia o…? E riviviamo l'enorme stupore dell'architetto Domenico Canino quando, nel 2002, in perlustrazione sul luogo alla ricerca di monete antiche , s'imbatté casualmente nei due colossi. Un fatto naturale o dovuto all'azione umana? Davanti a noi s'innalza , sovrastandoci dai suoi oltre 6 metri di altezza, un enorme elefante di pietra fronteggiato da un altro monolite ( il“Ciclope”) riproducente parte di una figura umana, seduta, tronca dal bacino in su e che richiama nell'immediatezza la particolare postura delle statue di Memnone a Tebe. Sotto i due monoliti circondati da ciottoli forse da loro provenienti, due piccole grotte. Il dott. Domenico Canino, anche a seguito di studi approfonditi e ricerche, non nutre alcun dubbio in relazione che si tratti di vere e proprie sculture. Lo dimostrerebbero, ad esempio, la perfetta simmetria delle forme e le tracce rilevate di modellazione scultorea .Il ritrovamento di mappe geografiche della zona attribuite a G. Antonio Mangini e risalenti al 1603, inoltre, evidenziano questo punto della Sila indicandolo come “Il Cozzo del gigante” e, dal momento che Mangini non era mai venuto in Italia, ciò fa ritenere che si sia rifatto a mappe ancora precedenti e più antiche! Secondo il Canino, le due statue sarebbero di origine preistorica e identifica l'animale con l' Elephans antiquus, estinto alla fine del pleistocene, 12.000 anni fa. Diversa invece è la teoria a proposito del dott.Carmine F.Petrungaro che considera le due statue non preistoriche ma di tempi molto più recenti. E la mente ritorna alla sbarco di Pirro, re dell'Epiro, in Puglia e ai suoi “grandi buoi lucani”(come li chiamarono i Romani),26 elefanti indiani da combattimento. Sbarcato in Puglia nel 281 a.Cr., dopo la prima vittoria ad Eraclea, Pirro sarebbe passato in Calabria per contrastare i Cartaginesi, alleati dei Romani. Ancora vittorioso, si fece dichiarare re…Potrebbero, quindi, essere le due statue un omaggio al condottiero e ai suoi “divini” animali? Le ricerche continuano. Mi allontano dal “Cozzo dei giganti” con nella mente i due monoliti stagliarsi misteriosi tra brume preistoriche e clamori di battaglie, mentre i pini continuano a scintillare al sole nel loro silenzio che nulla chiede e tutto sa. DOMENICA 29 SETTEMBRE 2013 LA RIVIERA

31


La Riviera n°40 del 29-09-2013  

La Riviera n°40 del 29-09-2013