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Vladimir Rosario Condarcuri

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Vi invidio! Cari Giovanni Calabrese e Salvatore Fuda, io vi invidio perché siete riusciti a vincere la vostra sfida ed ora vi apprestate a governare le vostre città, rispettivamente Locri e Gioiosa Jonica. Avete la possibilità di guidare i vostri comuni verso un percorso di cambiamento che sembrava ormai giunto al crepuscolo, fuggendo il sindaco di Locri, Pepé Lombardo, dalle sue responsabilità e insistendo quello di Gioiosa, Mario Mazza, nella ricostruzione dell’edificio con i soliti mattoni usurati.

Per la penna del prefetto Piscitelli apprendiamo che il comune di San Luca è andato allo scioglimento per la ragione fondamentale che «15 su 17 consiglieri annoverano parentele e/o frequentazioni con soggetti pregiudicati». Il popolo di San Luca ringrazia, promette, giura: al prossimo turno elettorale, le liste annovereranno esclusivamente figli di Enne Enne.


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Parlando

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CONTROCOPERTINA

Vi invidio Cari

Giovanni Calabrese e Salvatore Fuda

San Luca

Non può esistere il reato di parentela In occasione della festa della Repubblica siamo stati a San Luca. Non siamo andati a difendere la ‘ndrangheta ma la Costituzione e la Libertà. Sciogliere i consigli comunali a pochi giorni dal voto è sbagliato e diventa un’onta per una intera comunità. Ci sentiamo vicini alla famiglia di Stefano Cucchi ucciso dallo “Stato”, con la stessa intensità con cui ci sentiamo vicini a qualsiasi famiglia che abbia avuto una vittima di mafia. Non avremmo voluto innocenti condannati, ci dispiace soltanto che non sia saputo o voluto risalire ai responsabili della sua morte. Se corrisponde a verità che lo Stato siamo tutti noi, tutti noi siamo un

rapporti di parentela è un precedente pericoloso gravido di conseguenze, e che contiene in sé il virus del razzismo. I genitori di Peppino Impastato o di Placido Rizzotto appartenevano alla mafia, i figli sono stati fulgidi esempi di una lotta vera per la legalità repubblicana. I genitori di Michele Navarra, boss di Corleone, erano persone perbene.

torio al presidio dei carabinieri ed a qualche gazzella della polizia. È probabile che la storia cataloghi la “saggezza” di oggi come diserzione! Nel pomeriggio ho assistito alla celebrazione ufficiale della festa della Repubblica che questo anno, per la provincia di Reggio Calabria, si è svolta a Siderno. Per arrivare abbiamo attraversato la Locride invasa da cumu-

libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione …». Ed è la partecipazione che manca! Ed è la partecipazione che si vuole impedire sciogliendo i consigli comunali. Ed è la “partecipazione” che pretende che il popolo sia supremo custode e sentinella della Democrazia, della Legalità e della Costituzione,

po’ responsabili della morte di questo sfortunato giovane. Stefano Cucchi come Giuseppe Pinelli non verrà dimenticato da parte di chi si batte per una legalità vera. Il suo nome è già scritto nell’albo d’oro dei caduti per uno Stato più giusto. In occasione della festa della Repubblica siamo stati a S. Luca. Non siamo andati a difendere la ‘ndrangheta ma la Costituzione e la Libertà. Sciogliere i consigli comunali è sbagliato, scioglierli a pochi giorni dal voto è due volte sbagliato e diventa un’onta per una intera comunità. Sciogliere un consiglio basandosi sui

La ‘ndrangheta ha bisogno di legittimarsi. Ogni torto subito, in qualsiasi posto e da qualsiasi persona, da parte dello Stato è più dannoso che il “battesimo” di cento ‘ndranghetisti. Sono stati saggi le “persone perbene” ed i rappresentanti delle Istituzioni a tenersi lontane da S. Luca lasciando a noi, pochi reduci di battaglie lontane, l’onore di difendere la legalità repubblicana In fondo è molto più comodo una soffice poltrona, un bel palco, uno studio televisivo, piuttosto che una piccola piazza che diventa però uno snodo fondamentale per la democrazia. Molto più conveniente lasciare il terri-

li di rifiuti. Anche questa è “Repubblica”! Accanto al palco i gonfaloni: Reggio, Siderno, Melito, S. Luca, Marina di Gioiosa . S. Ilario ecc… Mancano i sindaci democraticamente eletti, manca la gente di questi paesi ed i gonfaloni sembrano cimeli conquistati ad un esercito straniero. Nessuno ne fa cenno. L’omertà non è patrimonio solo della ndrangheta. C’è un attimo di calore e di commozione quando uno studente dell’IPSIA di Siderno intona la canzone di Gaber «La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la

Ormai è sera a Siderno mentre il sole tramonta dietro i monti di Pietra Cappa di S, Luca.. Le due piazze non si sono incontrate. Eppure è necessario che un giorno si incontrino le Istituzioni della Repubblica ed il popolo! Il popolo di Firenze o di Bologna ma anche di Platì, di Africo, di Reggio. È necessario che le Istituzioni vengano riconosciute e rispettate nella piazza di S. Luca perché espressione della sovranità popolare.. Quel giorno sarà una vera festa della Repubblica nata dalla Resistenza. I.A.

continua dalla prima Come sapete io vivo a Siderno e qui, da 15 anni, ho dato fondo a tutte le mie risorse, anche finanziarie, per tenere desta una fiaccola, “La Riviera”. Ma non è da editore che scrivo e vi scrivo. Scrivo e vi scrivo come cittadino di Siderno, già leone in prima fila per il cambiamento, da tempo, colpito da due scioglimenti, sotto ordinaria amministrazione affidata ad una Commissione straordinaria. Che altro possono i Commissari se non l’ordinaria amministrazione? Per questo vi invidio. Voi reggete a pieno due consessi istituzionali, anche se so che il vostro compito non sarà facile. Anzi. Una nuova legislatura è fatta di sogni, ma ci sono anche gli incubi. E i primi scricchiolii si fanno avvertire fin dalla formazione delle giunte. Le possibilità di fallire non sono per nulla da escludere. E sarebbe una iattura! La si può evitare, basta non “alzarsi in superbia”, che sembra essere la febbre perniciosa di non pochi Sindaci della Locride, spesso convinti di poter fare ciò che vogliono per il solo fatto d’aver vinto le elezioni. Basta saper distinguere tra amicizie politiche e cordate politiche. Le prime aiutano, le seconde offrono il sapone per fare più scorrevole il nodo per impiccarsi sull’altare degli interessi estranei al territorio. Io li conosco tutti i nostri politici con le stellette. Ci sono quelli, in genere nell’aldilà, che non si sono arricchiti con la politica e quelli, ancora tutti di qua, che con la politica hanno fatto soldi, molti soldi e grande carriera. Fate voi, mentre è ancora possibile invidiarvi. Vladimir Rosario Condarcuri

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LA SETTIMANA

Il lombardo Tabacci e il calabrese Pietro Fuda Bruno Tabacci, che ha concluso l’avventura elettorale del febbraio 2013 con l’elezione di cinque deputati, sembra davvero intenzionato a non fare del Centro democratico, scaturito dalla sua bella testa intelligente, una stella cadente, se non addirittura caduta. E l’impressione era questa, considerato che del Centro democratico, che l’alleato Pd, secondo inveterate abitudini, tende a inghiottire, dopo l’esito elettorale poco s’è parlato. Impressione sbagliata. Pur essendo più uomo di raffinati pensieri che di ruvide azioni, Bruno Tabacci s’è messo di buzzo buono alla riorganizzazione del Centro democratico, e per la Calabria ha puntato su Pietro Fuda come responsabile regionale.

Storie di disperazione nella Locride

Ottimamente. Pietro Fuda è pragmatico quanto basta per non soffocare la capacità d’analisi e di visione complessiva, ed è un meridionalista che sarà capace di fare allungare la testa del Gran Lombardo sulla Calabria.

REGGIO CALABRIA

Botte da orbi tra dirigenti

sanitari della Regione Botte da orbi nel dipartimento sanità della Regione. Il 23 maggio i dirigenti Salvatore Lo Presti e Antonino Orlando hanno avuto un acceso diverbio, forse per stabilire che dovesse occupare la poltrona girevole dell'ufficio. I due infatti condividono la stessa carica all'interno del dipartimento.Il diverbio verbale per la conquista del trono è però degenerato a tal punto che sono passati alle mani. Orlando ha avuto la peggio e si è rotto un dito, il mignolo per

essere precisi. E come potrebbe continuare a lavorare e a combattere per la supremazia con il mignolino infortunato, si è messo in malattia per un mese. Lo Presti gaudente gira sulla sua poltrona girevole in pelle, la prima battaglia l'ha vinta lui. E Scopelliti per il prossimo mese sarà più tranquillo e potrà continuare a tergiversare senza dover scegliere chi tra i due debba essere il dirigente del dipartimento. Nel frattempo noi li paghiamo entrambi.

Tre storie di disperazione. Tre uomini che protestano contro lo stato che li ha abbandonati. Rocco Panetta, Antonio Brescia, Cosimo Merenda protestano da diversi giorni davanti al comune di Gioiosa. Loro da vent'anni a questa parte hanno sempre lavorato e adesso non chiedono carità o assistenza. Vorrebbero solo continuare a lavorare in modo da far vivere bene i loro figli e le loro famiglie. Non vorrebbero altro che ciò che gli dovrebbe spetta di diritto. Un lavoro. Ma forse in questo momento vogliono l'unica cosa che nella Locride non esiste. I gesti estremi ormai sono quasi all'ordine del giorno. I giornali non li trattano neanche più come dei casi, ma come notizie ricorrenti. Eppure incatenarsi davanti ad una porta solo per poter ricevere ascolto da chi li governa e da chi dovrebbe rispondergli è un grido d'aiuto. E questi tre uomini vanno ascoltati e non ignorati o presi per pazzi. Loro tre protestano per se stessi, ma anche per tutti coloro che sono nelle medesime condizioni ma che non ci mettono la faccia. Prima che queste proteste si tramutino in tragedie è un obbligo di tutti dare risposte e solidarietà a questi tre uomini. El.Ar.

ROCCELLA JONICA/ M.NA DI GIOIOSA JONICA

Tredici attività chiuse per furto di energia elettrica I Carabinieri della compagnia di Roccella Jonica con l’ausilio del peronale tecnico dell’Enel hanno provveduto alla chiusura di nove attività commerciali. Gli esercizi coinvolti nell'operazione sono: la pasticceria Angelo Dolce, il Bar 900, L'Oasi, Macelleria Lia, Biscottificio L'Artigianale, Gran Caffè Dogana, il ristorante l'Exclusive, negozio di surgelati l'Igloo, ristorante il Bistrò. A seguito di apposita verifica è emerso che l'energia elettrica consumata realmente fosse limitata, nei calcoli in bolletta, per l'applicazione di magneti posti sopra i contatori elettronici mentre in altri casi si è riscontrato l'allaccio furtivo alla rete elettrica mediante cavi senza autorizzazione da parte dell'Enel. Stessa sorte anche per quattro attività commerciali di Marina di Gioiosa Jonica. dall'ente, e rispondere del reato contestato. Stessa sorte anche per quattro attività commerciali di Marina di Gioiosa Jonica, Macelleria Lopresti, Bar Lo Straniero, Gelateria Bar il Grillo Parlante, Bar Diana.

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la Riviera

CARTOLINE MERIDIONALI Antonio Calabrò

Le notizie più lette della settimana su larivieraonline.com

Pentedattilo, Rocce rosse Quanti occhi ci guardano dal gigante di roccia rossa, quante teste incappucciate di boia o forse solo salmodianti monaci di campagna, o forse solo capricci del vento e della fantasia degli uomini, Quanta storia ci osserva dalla grande mano protesa verso il cielo come presaga di destini infausti sotto lo stesso cristallino delle stragi e delle terribili vendette. Monumento di storia e natura, tempio al cielo innalzato dalla terra, rifugio di preistorici in guardia dal mare e solenne mausoleo di roccia che custodisce il nome, Calabria. Pentedattilo, a Giugno.

1) ATTIVITÀ COMMERCIALI CON CONTATORI TRUCCATI CHIUSE A ROCCELLA E M.NA DI GIOIOSA JONICA

2)

GUASTO DELLA RETE WIND NELLA COSTA JONICA

3) LOCRI: EVADONO 22 MILIONI DI EURO DI IVA E IRAP 4) SIDERNO: CITTADINO DISPERATO SALE SUL TETTO DEL COMUNE

IL DIAVOLO NERO

Sospettare e sciogliere

5) ELEZIONI MISS E MISTER LICEO SCIENTIFICO

6) L’UMILIAZIONE DI DUE 40ENNI COSTRETTI A CHIEDERE LA PAGHETTA AI GENITORI

7) TRE STORIE DI DISPERAZIONE NELLA LORCIDE 8) LA POLITICA FINALMENTE CONSAPEVOLE DEL RUOLO DELLE DONNE CALABRESI

Dati Google.com

Vorrei far notare ciò che fin qui nessuna anima bella ha notato: che dei ricorsi contro lo scioglimento dei calabri comuni competente a decidere non è il Tar di Reggio Calabria, ma il Tar del Lazio. Non so dire se si tratti d’una mostruosità giuridica, ma è evidente che si tratta d’una anomalia. Spiegabile, evidentemente, con il legittimo sentimento dello Stato sovrano che solleva, senza dichiararlo, la fondata suspicione

sui magistrati reggini. Ma c’è una anomalia maggiore, anzi una fuoriuscita dallo Stato di diritto, anche questa - immagina il Diavolo nero - giustificata dalla tristizia dei tempi. Leggete e tremate. Il Tar del Lazio, or è qualche settimana, ha stabilito che, per procedere allo scioglimento d’un consiglio comunale per infiltrazione mafiosa, non è necessario che siano comprovati atti di condizionamento mafioso. È sufficiente

il sospetto, o semplice o veemente, che l’autorità costituita ha del condizionamento. Per chi ha un po’ di sale in zucca e non il miele in bocca per qualunque divisa, questo significa l ’ i n g r e s s o dell’Inquisizione nel Mezzogiorno e in Calabria. Sospettare e colpire, questo fu il dogma dei Santi Inquisitori. Per i quali – scrive Italo Mereu nella sua Storia dell’intolleranza in Europa – «non è importante ciò che il

soggetto [leggi: sindaco] fa, ma quello che ne pensa l’autorità, il significato che a quell’agire viene attribuito all’Inquisizione [leggi: maresciallo dei carabinieri, prefetto, ministro degli interni]». Peccato che grandi storici, scesi qui, da noi, per celebrare i fasti della Repubblica, non si siano accorti che la Calabria è governata da leggi speciali, che la legge normale dello Stato si applica nella madrepatria, non in colonia.

R. ed E. due 40enni costretti a chiedere la paghetta ai genitori E. e R. sono due quarantenni di Locri e Gioiosa. Hanno studiato in due grandi città come Bologna e Roma e sono tornati con la loro laurea a vivere nella Locride. Hanno trovato un lavoro e si sono costruiti una famiglia. E adesso non riescono più ad arrivare a fine mese. Le bollette sono il loro peggiore incubo e le liti per la mancanza di soldi stanno mettendo in crisi i loro matrimoni. Ogni giorno è una lotta e loro si sentono inadeguati, sempre più sottopressione e non sanno come uscire da questa situazione. E dire che i loro genitori li hanno fatti studiare e non gli hanno mai fatto mancare niente. Loro sono stati fortunati, non sono nati nel periodo della crisi economiche. E. e R. riescono solo a pensare che i loro figli non hanno la stessa fortuna. Quando si avvicinano chiedendogli qualcosa non sanno come fare. Come si può spiegare ai propri bambini che non gli si può comprare il necessario? No, non è possibile che capiscano. Sia E. che R. allora hanno deciso di mettere da parte l’orgoglio e pur di non fare mancare niente ai propri figli sono andati a bussare alla porta dei genitori e chiedendo loro i soldi per poter tirare avanti. E questo è capitato sempre più spesso. È diventata un’abitudine, mensilmente si presentano alla porta paterna, per fortuna sempre aperta, e ritirano la paghetta, in un misto di gratitudine e di vergogna. Non vorrebbero, ma che possibilità hanno. Le loro speranze sarebbero state diverse, avrebbero voluto non far mancare niente ai propri genitori. Avrebbero voluto dargli tutto ciò cui loro avevano rinunciato per farli studiare e vivere tranquilli. E invece non possono. Anzi sono costretti a chiedergli altri sacrifici per non far finire a gambe all’aria la famiglia. (El.Ar.)

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L’INTERVISTA

PIETRO MELIA,

un cronista nella Locride C'è stato un periodo, drammatico ma professionalmente esaltante nonché molto formativo, in cui non si riusciva a star dietro a quattro sequestri di persona in contemporanea. Per uno di questi - il giovane Tobia Matarazzi, rapito nel luglio 1975, a pochi mesi dall'uccisione del boss dei boss Antonio Macrì, suo protettore - rivelai in esclusiva le generalità dei responsabili, i cui nomi erano stati riferiti ai carabinieri dal “palo” nella immediatezza catturato dai carabinieri - passai un brutto momento ELEONORA ARAGONA Nei suoi quarant'anni di onorata carriera Pietro Melia ha contribuito da protagonista all'evoluzione del giornalismo in Calabria. Formatosi al “Giornale di Calabria”. In Rai dal gennaio 1988, ha collaborato al “Mattino di Napoli” e allo storico “Paese Sera”. Com'è cambiata la sua professione in questi anni? Se ho contribuito o meno all'evoluzione del giornalismo in Calabria non sono certo io a doverlo stabilire. Posso invece affermare di avere assistito, da dentro, ai mutamenti profondi che ci sono stati. Quando ho iniziato, ai primi degli anni ‘70, il panorama dell'informazione regionale era assolutamente scarso. Alla principale testata - la “Gazzetta del Sud”, allora stampata a Messina - se ne affiancò una seconda, il “Giornale di Calabria” (vera palestra per chi come me e tanti altri giovani colleghi inseguivano il sogno della vita e fu loro offerta l'opportunità decisiva), che purtroppo, per ragioni che non sto qui a rivangare, ebbe vita breve, mentre alcuni quotidiani italiani importanti - il Messaggero, il Tempo e Paese Sera di Roma, il Mattino di Napoli, per citare i più diffusi - pubblicavano una intera pagina sulla Calabria. Oggi siamo in un'altra epoca, in Calabria si sfornano ben cinque quotidiani - la Gazzetta, di gran lunga “padrona” della piazza, il Quotidiano e CalabriaOra, entrambi con stabilimenti e redazioni centrali a Castrolibero e Rende, nel cosentino, più il nuovo “Giornale di Calabria” (niente a che vedere col vecchio…) e il “Domani della Calabria”, di cui però non vi è traccia nelle edicole - ma - e qui sta il dato più preoccupante e forse inquietante - non è mai cambiato il numero dei lettori rispetto al passato. C’è da chiedersi perché. Mettiamo pure in conto che l’“offerta” specie per i giovani (internet, web, nuove tecnologie insomma) è altra va segnalato anche che probabilmente nella carta stampata esiste un problema di qualità. E poi - diciamolo senza tema di smentita - spesso non c'è differenza tra gli uni e gli altri, tutti il più delle volte si assomigliano, sembrano anzi…fotocopie! E le professionalità, che pure ci sono, più che formarsi adeguatamente ed emergere si sono “appiattite”. E segnalo anche un altro aspetto, non di poco conto: i giovani che sposano oggi la causa del giornalismo non mi sembra che abbiano le motivazioni giuste. Dispongono indubbiamente di strumenti più sofisticati dei nostri, ma difettano in spirito di sacrificio. Lo scorso anno è stato segnato dal negativo record di giornalisti minacciati in Calabria. Cosa ne pensa di questa moria di intimidazioni? Alla grande maggioranza dei giovani minacciati ho fatto sentire sempre la mia vicinanza, il mio affetto, la mia solidarietà. E ho anche e sempre detto che il diritto di cronaca è sacro ma esso va esercitato con scrupolo e rigore, con rispetto e senza mai schierarsi pro o contro chiunque. Diffido di chi sostiene che non si può essere neutrali e

IN EVIDENZA Il TgR è criticato per l'informazione che diffonde. In particolare il Settimanale è ormai vetrina di sagre e poco altro ed è quasi monopolizzato dai servizi su Cosenza. Come mai avendo mezzi e soldi non offre dei servizi d'approfondimento e d'inchiesta? Intendete farmi litigare con la Rai? Sono ancora in servizio (fino al 30 giugno, pur se in ferie). Magari ne parliamo più in là bisogna scegliere. Sta forse qui la spiegazione di numerose intimidazioni. Io rivendico la neutralità del giornalista, specie del giornalista di cronaca o di giudiziaria. Nella mia ormai lunga carriera non mi sono mai permesso di amplificare “informative” delle forze di polizia o “soffiate” di esponenti dei diversi Corpi o della magistratura. Men che meno ho pubblicato esclusivamente stralci di ordinanze: mi sono sforzato di non esaltare, delegittimare o, ancor peggio, criminalizzare chicchesia, forte anche della mia cultura legalitaria e garantista, di chi si affida al giudizio sovrano del lettore. Qual è stata la sua prima esperienza sul territorio? Quando mi sono in via definitiva “trasferito” da Bivongi a Locri ho toccato il cielo con un dito. Le mie prime cronache hanno occupato gli sbarchi sulle nostre coste di tonnellate di sigarette di contrabbando e i processi che per quel tipo di reato allora si celebravano in pretura. Ne ricordo uno in particolare. Imputato Nicola Scali, la leggendaria ex “primula rossa” della Vallata del Torbido. Pretore un giovanissimo Carlo Macrì (attuale procuratore dei minori a Reggio), all' invito a indicare il nome del suo avvocato di fiducia, Scali replicò con una battuta: “Non ho più avvocati, mi hanno mangiato tutto… Signor giudice, fate voi, io non ho più soldi per la mia difesa…”. Il tgR è molto criticato per l'informazione che diffonde. In particolare il Settimanale è ormai vetrina di sagre e poco altro ed è quasi monopolizzato dai servizi su Cosenza. Come mai, invece, avendo mezzi e soldi non offre dei servizi d'approfondimento e d'inchiesta? Intendete farmi litigare con la Rai? Sono ancora in servizio (fino al 30 giugno, pur se in ferie). Magari ne parliamo più in la. Perché si è perso il gusto dell'inchiesta? Le aziende editoriali sono tutte, tranne qualche lodevole eccezione, in crisi economica e tentano di contenere i costi. Per questo non si vedono più giornalisti in giro. Mi riferisco ovviamente non ai corrispondenti

ma agli inviati. Dalle redazioni non si esce più e per i servizi - parlo per la televisione, in questo caso - si utilizza ormai costantemente il repertorio. Immagini che spesso non hanno significato e nessuna attinenza con quanto si va raccontando. In redazione poi - e questo vale anche per la carta stampata - si sta più comodi: il computer e internet, il telefono sulla scrivania… Andare per strada è troppo scomodo. Io sto dalla parte di Biagi: si à buoni cronisti se si ha innanzitutto curiosità e voglia e poi si consumano le scarpe battendo il territorio. Io penso di essere stato un giornalista-testimone, molto presente sui luoghi degli accadimenti e quasi mai dietro una scrivania… Qual è il servizio più importante che ha realizzato nella sua carriera? Il 16 agosto 1972 mi trovavo sulla spiaggia di Riace: sono stato il primo in assoluto (la prima pagina del Giornale di Calabria, d i

Piero Ardenti e non di altri, ne fa fede, recuperata e consacrata in un libro anche dallo storico Peppe Braghò) a dare la notizia della scoperta dei Bronzi. Uno scoop mondiale, che a distanza di 41 anni mi fa ancora emozionare come un bambino. Ci racconta la sua Locride? È la Locride del passato. Della giovinezza spensierata. Dei sogni e della dura realtà. Dello studio e delle amicizie. Della cultura e degli intellettuali che degnissimamente la rappresentavano (penso soprattutto al mio Maestro e vostro Direttore Pasquino Crupi). Delle battaglie per il progresso economico, sociale e civile. Della passione dei giovani, che combattevano per un avvenire migliore. Degli amori e delle delusioni. E, infine, della scoperta del mestiere più bello dell'univer-

so, che mi ha rapito ed accompagnato fin qui in un crescendo umano e professionale entusiasmante. Sulla Locride di oggi permettetemi di non esprimermi. Altrimenti, avendo davanti agli occhi quelle tonnellate di rifiuti ammassate lungo le strade e in ogni angolo dei nostri paesi, da Palizzi a Monasterace Marina, dovrei offenderei me stesso. E la domanda mi sorgerebbe spontanea: ma in cosa anch'io posso aver sbagliato nell'arco di questi anni se non siamo riusciti a conservare intatta migliorandola quella “culla magno-greca” che tutti ci invidiavano? E potevamo fare di più? Sicuramente durante la sua carriera Le saranno capitati diversi servizi sulla 'ndrangheta, sulle guerre di mafia di Locri e Siderno e sul periodo dei sequestri. C'è un episodio che le è rimasto particolarmente impresso rispetto a quegli anni? C'è stato un periodo, drammatico ma professionalmente esaltante nonché molto formativo, in cui non si riusciva a star dietro a quattro sequestri di persona in contemporanea. Per uno di questi - il giovane Tobia Matarazzi, rapito nel luglio 1975, a pochi mesi dall'uccisione del boss dei boss Antonio Macrì, suo protettore - rivelai in esclusiva le generalità dei responsabili, i cui nomi erano stati riferiti ai carabinieri dal “palo” nella immediatezza catturato dai carabinieri - passai un brutto momento. A casa mia si presentò un “uomo di rispetto” di Gioiosa Jonica. Bussò con garbo e con educazione mi chiese di entrare. Gli aprii la porta. Volle offerto un bicchiere di vino. «È molto buono, lo produce vostro padre…», commentò, di fatto comunicandomi che sapeva tutto di me e della mia famiglia. Poi aggiunse: “Guardate io sono venuto da voi personalmente, avrei potuto inviarvi qualche altro segnale, perché vi leggo e vi conosco come persona corretta e giornalista scrupoloso. Sono qui per dirvi che i miei figlioli sono estranei al rapimento e che il danno voi lo avete fatto non tanto a loro, che ripeto sono innocenti, ma a quel povero ragazzo sottratto ai suoi cari… Mi auguro che per colpa vostra non finisca in tragedia”. Si alzò ed uscì di casa mia con un saluto e una stretta di mano. Stavo già alla Rai quando, anni dopo, mi raggiunse la notizia della sua morte naturale. Fui tentato di partecipare ai funerali…

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ELEONORA ARAGONA È stata approvata e pubblicizzata in pompa magna la proposta di legge che renderebbe il porto di Gioia Tauro una Zona Economica Speciale. Questo nuovo status consentirebbe di applicare regimi doganali e fiscali vantaggiosi per le aziende che decideranno di operare in quella zona e dovrebbe far decollare quindi il porto attraendo nuovi clienti. Il management del gruppo Contship già dal 2007, all'epoca Gioia Tauro era il primo porto nel Mediterraneo, chiedeva a gran voce tre misure di sostegno per il porto: abbattimento delle tasse di ancoraggio, riduzione delle accise per i mezzi portuali, e fiscalizzazione degli oneri sociali a carico dei datori di lavoro, misura quest'ultima contenuta nel disegno di legge per la Zes. Oggi il porto di Gioia Tauro è già sceso al quinto posto e per non continuare questa discesa repentina necessita di condizioni adeguate per concorrere con i suoi diretti avversari, Port Said in Egitto e il greco Pireo, in mano alla cinese Cosco. Se si considera che nell'Unione Europea sono attive circa 40 Zes, in Polonia, Portogallo, Lettonia, Lituania ecc, ci si rende conto di quanto l'Italia sia in netto ritardo. Secondo quanto afferma Domenico Bagalà, Amministratore Delegato della MCT (società che gestisce il terminal portuale di Gioia Tauro), «è arrivato il momento di dare molto di più alle aziende, perché lo status di Zona Franca doganale già disponibile dal 2003 è un ingrediente che da solo non basta. E non sarà sufficiente neanche la sola approvazione della Zes». In questo momento, infatti, il Porto di Gioia Tauro è quasi esclusivamente una base di transhipment per i container che arrivano e ripartono per tutto il mondo. Ma la sosta momentanea dei container non permette di cogliere tutte le opportunità in termini di occupazione per la città e per il suo porto, anche se attualmente assicura occupazione per 3000 persone tra diretti e indiretti. Le 1.800 navi arrivano scaricano i loro container che vengono caricati su altre navi e ripartono. La retroportualità è zero in questo momento, ma vista la posizione logisticamente di primo piano si potrebbe veramente creare un sistema economico che porti ricchezza al territorio. Al momento grandi società come l'Ikea preferiscono sbarcare a Gioia Tauro i container con le camerette e i mobili, prefabbricati in Malesia per poi trasferirli su un'altra nave e farli partire alla volta di Genova dove le camerette vengono rimontate e spedite a Piacenza in un magazzino, da lì su richiesta verranno inviate alle sedi di Napoli, Salerno e Catania. Tutto ciò dovrebbe rendere l'idea di quanto sia poco attraente il porto di Gioia in

L’Ikea preferisce

Genova

a Gioia Tauro Chissà se l’approvazione della ZES ci riporterà sul podio dei porti del Mediterraneo. Per adesso perdiamo posizioni a vista d’occhio

questo momento e di che giro d'affari persi si parla. Gioia dovrebbe e potrebbe aspirare ad essere lo snodo logistico del Centro Sud. Come? Gioia Tauro dal punto di vista marittimo non ha nulla da invidiare a nessun porto europeo. È collegato con tutto il mondo. Ma bisogna implementare ciò che offre la parte di terra. In primis il trasporto su linea ferrata. «Sono già stati stanziati 2 milioni di euro per riattivare il Ferro Bonus ma si attende l'approvazione dell'UE». Una misura nazionale sul ferrobonus come quella attivata in Italia dal 2004 al 2006 permetterebbe di rivitalizzare il trasporto su ferro eliminando il gap di costi con rispetto ad altre modalità di trasporto. Il passo successivo, una volta ottenuta l'attenzione delle aziende, dovrà essere quello di implementare procedure snelle in grado di dare regole e tempi certi per nuovi insediamenti industriali e logistici. Si dovrà puntare sulla retroportualità e la specializzazione degli operai. L'approvazione di Gioia Tauro come Zes arriva in un momento strategicamente perfetto. Vista l'instabilità nel Mediterraneo, tra la primavera araba in Africa del Nord e la crisi economica in Grecia, l'occasione è di quelle uniche.

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ZONA FRANCA

IN EVIDENZA

La Zona Economica Speciale di Gioia Tauro Alla Locride il ruolo di Agenzia per lo Sviluppo d’Impresa

Locride all’asciutto ILARIO AMMENDOLIA L’opportuna approvazione di un provvedimento regionale che istituisce la “zona franca” intorno al porto di Gioia Tauro non può che essere salutato con soddisfazione da parte di tutti noi. In questi anni abbiamo sostenuto che la Locride è la zona più fragile della Calabria, la faglia tettonica più carica di tensioni di ordine economico, politico e sociale. Non basta denunciare, bisogna farsi ascoltare e pretendere delle risposte. Un anno fa, precisamente il giorno 11 aprile 2012, in seguito ad un clima di mobilitazione in tutta la Locride i sindaci approvano ad unanimità un importante documento che andava a completare il progetto d’urto approvato qualche mese prima. Non c’era traccia di campanilismo nel documento ma solo la consapevolezza che la lotta per la legalità non può essere scissa da quella dello sviluppo e del riscatto. Riportiamo la parte centrale del documento approvato ad unanimità dai sindaci della Locride, i quali chiedevano:

IN EVIDENZA

Riportiamo la parte centrale del documento approvato ad unanimità dai sindaci della Locridei quali chiedevano: l’individuazione del comprensorio della Locride (42 Comuni) quale Zona Franca della Legalità 1) l’individuazione del comprensorio della Locride (42 Comuni) quale Zona Franca della Legalità, prevedendo la deroga ai saldi finanziari legati al Patto di Stabilità per le spese di investimento e i previsti sgravi e vantaggi fiscali per le imprese e il lavoro, indispensabili per un progetto di sviluppo del territorio;

2) Tavolo presso il Ministero della Coesione Territoriale per trattare specifiche questioni delle imprese agricole della zona anche con vocazione floreale legate all’emergenza occupazionale del territorio; 3) Tavolo presso Il Ministero dei Beni Culturali per la valorizzazione dell’enorme patrimonio culturale della Locride e l’individuazione di uno specifico progetto e canale di finanziamento; 4) Tavolo presso il Ministero dell’Ambiente per la realizzazione di progetti innovativi e sperimentali di raccolta differenziata e per la corretta gestione e smaltimento dei rifiuti; 5) Tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico per ottenere il raggiungimento di standard essenziali dei servizi di trasporto ferroviario sul territorio nonché per interventi di manutenzione straordinaria della rete idrica interna”. Non si trattava e non si tratta di un semplice ordine del giorno. Il 3 maggio il Ministro dell’Interno on. Cancellieri in un pubblico incontro a Locri prendeva l’impegno di coordinare i tavoli tematici richiesti.

Il nostro intervento, in nome e per conto del movimento che si era sviluppato nella Locride, non conteneva ambiguità, infatti ci siamo rivolti al Ministro con queste parole: «…Signor Ministro, abbiamo bisogno di un progetto Italia a cui far riferimento e del quale sentirci parte. Noi abbiamo il senso delle Istituzioni, sentiamo l’onore ed il peso delle fasce tricolori che noi non cingiamo solo in occasione delle feste nazionali. Proprio per questo chiediamo al governo che Lei rappresenta ancor prima che fondi attenzione… Nel nome della nostra gente, resisteremo e rappresenteremo lo Stato in questa terra , uno Stato che poggia sulla Costituzione repubblicana che noi vogliamo attuata in ogni sua parte.. .Porti a Roma il messaggio che Lei non ha incontrato uomini intimiditi, rappresentanti dello Stato, quali noi siamo, impauriti, bensì uomini con la schiena dritta determinati a battersi per riscattare la Locride e la Calabria. In difesa della Legalità Repubblicana». Aspettiamo risposta.

Zes come Zeus, potrebbe risolvere non i problemi dell’Olimpo, ma, senza iperbole, diventare il motore per la ripresa economica e lo sviluppo dell’Italia. La recente approvazione all’unanimità del Consiglio regionale è un passaggio fondamentale per l’istituzione della Zona Economica Speciale, che diverrebbe la chiave di volta non del solo porto di Gioia Tauro o della sola Piana o della Calabria, ma, in quanto inserita in una dimensione infrastrutturale euro-mediterranea, andrebbe ad impattare, con tutte le ricadute positive, sull’economia del sistemaPaese. La specialità della Zona renderebbe l’Area altamente attrattiva agli investimenti globalizzati. Infatti, gli investitori sarebbero estremamente interessati a localizzare impianti produttivi o reti distributive, grazie al regime di favore di specifiche leggi finanziarie ed economiche. In tutto il mondo, ove sono state istituite aree logistico-industriali nei retro porti, sia attraverso Zone franche, Zone attività logistiche o, meglio ancora, Zone economiche speciali, esse si sono rivelate eccezionale volano dell’economia, con crescita esponenziale di occupazione e di reddito. Le società operanti beneficiano di esenzioni ed agevolazioni fiscali relative alle imposte sui redditi e vantaggi in materia di dazi doganali, perché le materie prime ed i prodotti semilavorati importati nella Zes ne sono esenti. Ma come potrebbe inserirsi la Locride in questo sistema produttivo-commerciale, affinché lo squilibrio territoriale sia compensato? Sicuramente implementando la complementarietà jonio-tirreno. E ciò potrà avvenire organizzandosi in Agenzia per lo Sviluppo e la Internazionalizzazione delle Imprese. Ossia, ritagliandosi il ruolo di incubatrice d’imprese, fornendo servizi di assistenza tecnica ed accompagnamento all’insediamento ed allo start up, insieme all’assistenza alle agevolazioni fiscali e tributarie alle aziende, che vorranno insediarsi nella Zes di Gioia Tauro. Walter Scerbo

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Parlando

di...

PRIMI PIANI

Crauti&

‘Ndrangheta

Pelle-Vottari e Nirta-Strangio come Ribery- Robben e Lewandoscki-Muller. E San Luca, per la giornalista Nicoletta Appignani de “la Notizia.it”, è il Bayern di Monaco

Razzismo a mezzo ‘ndrangheta

JIM BRUZZESE La giornalista Nicoletta Appignani è un totano bombardiere. Con il suo articolo dal titolo ’Ndrangheta e crauti: i clan calabresi dominano la Germania fatturando il triplo di Finmeccanica, si contorce nelle premesse sibilline del Nerone dell’antimafia, poi affonda nel qualunquismo e dai fondali dell’informazione e, senza oltrepassare la sottile linea oscura, spruzza inchiostro di seconda mano. «La mafia calabrese incassa 45 miliardi l’anno (Finmeccanica ne fattura 17) e il fiume di denaro sporco invade i land - Ma i media se ne accorgono solo se ci “scappa” una strage […]». La giornalista de “la Notizia” ripropone, senza far tesoro degli errori commessi, un tormentone

La giornalista ripropone un tormentone inflazionato dal primo all’ultimo strimpello

inflazionato dal primo all’ultimo strimpello. Con pigra onestà professionale non tiene conto (o fa finta di niente) dei dati dell’Istituto Trascrime che, in collaborazione con la Bocconi di Milano, ha stimato nel 2013 il Pil della ‘ndrangheta a 3, 5 miliardi di euro. Cifra che non solo è nettamente inferiore al Pil di Finmeccanica ma pure a quelli Granbiscotto, Crik e Crok e a Più lo mandi giù e più tira su. Settemila miliardi delle vecchie lire rappresentano comunque una cifra notevole e che non sfigura al cospetto di altri consuntivi criminali. Ma con la sua rottamazione incentivata la Appignani produce uno sforzo enorme per denunciare una verdesca che increspa le onde dello Jonio e nessuno per gli squali bianchi che mostrano i denti governando gli oceani. Eppure le ultime inchieste, che hanno portato ad arresti epocali e a scarcerazioni bibliche, hanno mostrato una ‘ndrangheta spesso annacquata di rito più che di reato. Tribù di neoprimitivi, che facendoli passare per amministratori, broker e manager del crimine, hanno slittato in seconda serata e nelle pagine dei commenti banchi di veri criminali finiti dentro l’inchiesta Why Not per una breve stagione. Quelli dell’asse Catanzaro-

Roma e non della Reggio-Milano. Rinasceranno illibati: dal Rigassificatore di Gioa Tauro e dalla Centrale a Carbone di Saline il richiamo delle iene si sta già diffondendo a banda larga. Ma la trama della giornalista non si sofferma sulla tinozza politica calabrese, punta più in alto. Con penna armata d’inchiostro abbaziale macchia perfino il vertice della Cancelleria federale tedesca. Il Bundeskanzleramt: «Novecento persone appartenenti a più di duecento famiglie. Ecco i numeri della ‘ndrangheta in Germania. Lì dove le cosche sono

Le ultime inchieste, che hanno portato ad arresti epocali e a scarcerazioni bibliche, hanno mostrato una ‘ndrangheta spesso annacquata di rito più che di reato

di casa, senza che neanche il rigore della Merkel riesca a fermarli». Angela Merkel non è Giuseppe Pignatone. Lei non farà mai il giudice della Sassonia o della Baviera. A differenza dell’ex procuratore dell’antimafia di Reggio, spesso governatore della Calabria con il bene placito del ministro Angelino Alfano, garantista al nord e giustizialista al sud, la Cancelliera tedesca sa bene, per dirla alla Montesquieu, che il fuoco non deve invadere la terra e la terra l’acqua. In un cover story di qualche mese fa questo settimanale ha sbattuto in prima pagina i figli di Polsi con un ferma condanna e con un titolo che parla da solo: «I ragazzi dello zoo di San Luca». Ai tantissimi giovani aspromontani e, a macchia di leopardo, ai tanti dei paesi costieri la ‘ndrangheta abita dentro. Cuccioli di bestia vagano attorno e lungo una Locride che marcisce nella povertà con la sindrome del mito, ma senza avere ancora i denti pronti per far danni. È da qui che bisogna partire, registrando i fenomeni con serietà e tentando finalmente di ammettere che i Pelle-Vottari e i Nirta-Strangio non sono, dati alla mano, come Ribery-Robben e LewandosckiMuller. E che San Luca non ha

mezzi e uomini all’altezza per vincere la Crime League. Non possiamo continuare servendo risultati deludenti. Patacche alla malafede che, come mostarde, mirano più a coprire processi di negrificazione che a esaltare il gusto del cambiamento. È un fatto risaputo che la gente che abita le colonie è abbronzata. Ed è altrettanto evidente che nella grande colonia del sud Italia la tintarella mostra diverse intensità. I calabresi del reggino sono stati, nei fatti e a mezzo ‘ndragheta, spesso paragonati ai Negri del Congo, bestie immonde che nel dipartimento francese della Martinica venivano disprezzati e insultati perfino dai neri che li avevano preceduti e che da tempo si erano mescolati ai bianchi.

San Luca non ha mezzi e uomini all’altezza per vincere la Crime League. Non possiamo continuare servendo risultati deludenti

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AREA GRECANICA

I miracoli dell’inviata speciale; santa e taumaturga. Il capobastone si distrae e non manda i giovani d’onore a presidiare i seggi. Nel paese-fantasma gli ‘ndranghetisti, fattisi negromanti, evocano gli spiriti; che si mettono subito all’ubbidienza.

ROCCAFORTE NEL MIRINO DE “LA REPUBBLICA”

Il paese dove è reato non votare RODERIGO DE CASTIGLIA Tra Roma, dove ha votato il 50% degli elettori, e Roccaforte, dove nelle urne, foriere di guai futuri, ha depositato la scheda il 10% degli aventi diritto al voto, ci son solo differenze quantitative. Nella Città eterna s’è votato di più, nel paesino aspromontano s’è votato assai di meno. Tutto qui. E questo è un dato oggettivo. Ma l’inviata de “laRepubblica”, Conchita Sannino, che santa deve essere per avere sfidato il martirio nel regno della mafia, coperta da peli di capra e zecche di cani, ha doti di taumaturga, ed è riuscita, perciò, a trasformare le differenze quantitative in differenze qualitative. Sicché nella Roma della cupola papale l’astensione del voto porta il segno dell’indifferenza e nella Roccaforte della cupola ndranghetista quello dell’intimazione dei malavitosi. Né può esserci dubbio che così sia, e fin dal titolo in prima pagina dove la fanfara militare del gran giornale, punta di diamante di tutte le

offensive contro il Mezzogiorno e la Calabria, intona: «Roccaforte, feudo di ‘ndrangheta- Il paese dove è proibito votare». In quale riunione, naturalmente segreta, il Capobastone di Roccaforte- chi è costui? – abbia emanato l’ordine di non andare a votare la dotta Conchita Sannino non dice, e io debbo immaginare che l’immaginato Capobastone sia stato contro la sua stessa dottrina un ingenuo se non ha disposto di fronte ai seggi i suoi “giovani d’onore” a tutela dell’ordine emanato. L’ordine regnava a Roccaforte nel giorno del voto, e non era l’ordine della ‘ndrangheta locale alla quale, con il massimo di disinformazione- da mettere anche a carico dei suoi accompagnatorila Sannino addebita la nomina nel comune come tecnico comunale di “un figlio del boss Sebastiano Zavettieri, Mario”. Mai avvenuta. E, siccome l’appetito della fantasia vien mangiando, la taumaturga concentra e assiepa in Roccaforte stragi e faide, che ebbero luogo a Roghudi. Non è finita.

Leggete e lodate la taumaturga: 1) “Le ex malepiante di Roccaforte agiscono molto vicino, nel porto di Gioia Tauro, in buona parte in mano a miliardari narcos”. Il porto di Gioia Tauro, però, non è “molto vicino” a Roccaforte, ma è un po’ lontano, sul Tirreno e non sul Jonio, e colà di presenze roghudesi non v’ha traccia; 2) “Negli anni Novanta si scatenò la terribile faida di Roghudi, quasi 50 morti tra il clan Zavettieri e quello dei Pangallo-Maesano-Favasuli […]. E tutto quel sangue […] per colpa della mancata elezione di un “ndranghetista come dodicesimo consigliere comunale a Roccaforte”. Che si scateni una strage di tali proporzioni per la mancata elezione in coda d’un candidato ‘ndranghetista, è cosa da non credersi neppure nel paese dei balocchi ove, però, essendoci anche i profumi, con il loro odore hanno stordito fino al delirio la Sannino. Che racconta non solo balle, ma anche il falso. Quel consigliere mancato non riguardava il Consiglio comunale di Roccaforte, ma semmai il

Consiglio comunale di Roghudi; 3) “E il resto è esistente ma (quasi) morto. Come altri simboli. Come l’enorme ciminiera del centro siderurgico di Saline Joniche che incroci lungo la strada: mai entrato in funzione”. Ma la “enorme ciminiera” di Saline Joniche è quella della Liquichimica, fabbrica completata e mai entrata in funzione. La ragione di ciò la Sannino dovrebbe chiederla al fondatore di “laRepubblica”. Attenzione. La taumaturga ci regala un miracolo miracoloso. Nel passaggio dalla prima pagina alla pag. 16 Roccaforte , “feudo di ‘ndrangheta”, si muta in “’paese fantasma”. E gli ndranghetisti, cui non negheremo l’arte di farsi negromanti, seduti sulle tombe del cimitero di Roccaforte, evocano i morti, che, fuoriuscendo dalla fredda terra sotto la specie di fantasmi, si mettono ai loro ordini. A segno che a Roccaforte, per la miseria, la ndrangheta è così potente da dettare legge ai morti. Che altro potrebbe fare in un “paese fantasma”?

LA RUPE FEUDALE DOVE LA ‘NDRANGHETA MARCA VISITA

Una penna d’oca a Roccaforte GIANFRANCO MARINO Astensionismo e mancato quorum. Nulla di fatto ad una tornata elettorale e Comune commissariato fino al nuovo appuntamento. Letto così, niente di clamoroso, o meglio, niente di clamoroso se non fosse che il Comune in oggetto è Roccaforte del Greco, 971 metri di quota nel cuore dell’Area Grecanica e nel cuore di quell’Aspromonte che poco più di un anno addietro è andato in fiamme (quello di Roccaforte in particolare) tra l’indifferenza generale di istituzioni e media. Dunque, se il Comune dove non si raggiunge il quorum è Roccaforte del Greco, la questione cambia, e anche di parecchio, perché si sa, Roccaforte è sinonimo

IN EVIDENZA

Astensionismo e mancato quorum. Dove sta lo scandalo? O lo scandalo non sta piuttosto nel fatto che il voto è l'anticamera dello scioglimento del consiglio comunale , chiunque sia chiamato a guidarlo? E se l'amministrazione comunale non c'è, la 'ndrangheta chi infiltra ?

di ‘ndrangheta. Non è vero? Intendiamoci, senza nulla togliere alle verità processuali, ai tanti morti ammazzati- quelli purtroppo rimangono a segnare una pagina buia e indelebile- vorremmo però evidenziare quella che ci è apparsa come un’eccessiva enfasi, riservata da un premuroso quotidiano nazionale ad un evento specifico, come l’astensione dal voto occorsa in occasione dell’ultima tornata elettorale, evento che, riteniamo, non abbia davvero nulla a che spartire con fatti di sangue lontani nel tempo, con nomi e cognomi che evocano ricordi di faide, e poi addirittura con una presunta strategia attraverso cui la ‘ndrangheta avrebbe inteso lanciare una chiara sfida allo Stato.

Questa francamente ci sembra chiave di lettura piuttosto ardita, ed il pezzo della Sannino (Repubblica 31 maggio), dando la stura a polemiche di ogni tipo, sembra un estremo tentativo di enfatizzare situazioni, magari esistenti, ma sicuramente di minore portata e minore richiamo. Ma si sa, i titoli dei giornali stuzzicano l’immaginario collettivo, soprattutto quello di chi il profumo di questa terra non lo ha mai sentito, e si deve necessariamente affidare alla dettagliata descrizione degli accompagnatori. Si stenta davvero a credere che, al pari delle strategie stragiste, quelle in bianco e nero delle BR, o a quelle di cosa Nostra di circa un ventennio addietro, si possano accostare quelle, se pur minori, ordite dal cuore

dell’Aspromonte contro le istituzioni, da una popolazione, sicuramente più avvezza al lavoro nei campi e alla custodia delle greggi, che non ai complotti contro lo Stato. Pur volendo dare sempre il beneficio dell’inventario, si stenta, e parecchio a giustificare una simile teoria. Che è ridicola. Chi l’odore della ginestra lo respira da sempre, sa bene che Roccaforte- e l’Aspromonte più in generale- è terra fatta di spigoli taglienti che a fatica si riescono a smussare, è fatta di contasti duri e netti e di profumi differenti, polarità negative che suggerisce in modo chiaro dove sta la verità, spesso celata proprio tra il profumo dolce della ginestra e l’odore acre del piombo. DOMENICA

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futuri estetisti e parrucchieri hanno il loro punto di riferimento. Rinnovata nel direttivo, l’Associazione didattica culturale non a scopo di lucro “Paolo Borsellino”, nei tre anni, due più il terzo di specializzazione, facoltativo, accompagna gli allievi alla conoscenza di quello che diventerà il settore nel quale svilupperanno il proprio lavoro. Tutto è cambiato rispetto agli anni passati, prima di tutto presidente e vicepresidente, rispettivamente Andrea Borruto e Maria Teresa Commisso. Professionisti del settore che hanno a cuore le esigenze di chi sceglie la propria scuola per formarsi e realizzarsi. Il vicepresidente estetista e il presidente rappresentate di prodotti, macchinari e arredi, sia per centri estetici che per saloni di parrucchieri, sono costantemente a contatto diretto con professionisti e novità relativi ai due settori. E i professionisti sono l’arma vincente della scuola, perché a tenere le lezioni sono proprio loro, dermatologi, estetiste, medici che lavorano in provincia di Reggio Calabria e hanno dato la propria disponibilità per insegnare quanto necessario per formare persone, una volta diplomate, pronte ad affrontare il mondo del lavoro. Solo la specializzazione può fare la differenza.

I

Gli allievi sono giovani, si può accedere ai corsi con il diploma di scuola media, si confrontano con tutta una serie di materie, da quelle specialistiche come dermatologia, estetica, cosmetologia, a quelle più ad ampio raggio come anatomia e fisiologia, normativa di riferimento del settore, inglese e tedesco, informatica, etica professionale. Il diploma che l’Associazione “Paolo Borsellino” rilascia una volta concluso il percorso formativo è accreditato alla Regione, con il titolo che si acquisisce conseguiti i primi due anni si può essere assunti, mentre frequentando anche il terzo anno si impara tutto quanto è utile e necessario per ottenere un titolo che dia la possibilità di aprire un proprio centro. Gli alunni pagando la quota di iscrizione hanno in dotazione tutti gli strumenti necessari per imparare un mestiere, bagaglio culturale e didattico completo per lavorare nel settore. L’Associazione è partner con Redken, Cosmethic e Essential che supportano la scuola anche con stage formativi e fornitura di prodotti da far utilizzare agli studenti. Attualmente i corsi contano circa quaranta alunni, quattordici per aula, sono già state avviate le preiscrizioni che verranno formalizzate a settembre, mese in cui si darà il via ai prossimi corsi.


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PROVINCIA INIZIATIVA ORGANIZZATA NELLA BIBLIOTECA COMUNALE A MONASTERACE

Domenico Palamara: 100 anni da socialista “Più che predicarli i valori li ha messi in atto” Monasterace festeggia i cento anni dalla nascita di Domenico Palamara. Una vita per il socialismo, i valori non solo decantati, ma applicati, sempre. Un modello per molti, prima di tutto per la famiglia, per il figlio, Toto Palamara, che lo racconta ai presenti e lo fa andando oltre l’amore di un figlio per il proprio padre. Lo racconta come tutti quelli che l’hanno conosciuto. Un uomo che ha vissuto secondo i dettami del Socialismo, ma in generale secondo quelli di una sinistra che sembra sia ormai sfumata. «Questa di oggi è la dimostrazione di quanto è stato amato mio padre, figura carismatica, persona onesta e

sincera. Ha avversato il fascismo già da giovanissimo, lo fece non piegandosi ai notabili, agli agrari, ai gerarchi. Subito dopo la guerra fondò il Partito Socialista, fare allora il socialista era molto difficile, ancor di più con sette figli da mantenere e un lavoro che occupava gran parte della giornata». Il figlio racconta la fiducia dei concittadini nei confronti del padre, tale da non essere mai stato messo in discussione, rivestendo il ruolo di segretario del partito ininterrottamente, dai primi anni cinquanta fino al 1980 quando, finalmente, dopo la vittoria alle amministrative comunali, coronò il suo sogno, per poi ritirarsi dalla politica attiva.

«Siamo stati noi figli a continuare la sua opera, io sono stato forse l’ultimo segretario dello storico Partito Socialista. Per lui il Socialismo era vita, un socialista che si comporta in quanto tale. Noi figli, anche per un contesto inevitabilmente diverso, non saremo mai come lui». Palamara incarnazione di un socialismo autentico e un difficile parallelismo tra storia e attualità, in un confronto con una platea composta anche da protagonisti della storia della sinistra calabrese. Questo il senso dell’iniziativa organizzata nella biblioteca comunale a Monasterace insieme al sindaco Maria Carmela Lanzetta, al senatore Sisinio Zito, agli onorevoli

Riccardo Nencini e Luigi Incarnato, che lo hanno commemorato, raccontando le difficoltà del periodo. Le stesse che il sindaco Lanzetta ha rammentato nel suo intervento, ricordando i valori di un tempo. Difficoltà dell’essere sindaco in Calabria e l’emarginazione dei piccoli centri, spina dorsale non solo della Calabria stessa, ma dell’Italia. Difficoltà per ovviare le quale è fondamentale per Maria Carmela Lanzetta, avere amministratori, ma in generale politici mossi dalla volontà di perseguire, prima di qualsiasi altra cosa, il bene comune. e.a.

CONFINDUSTRIA

Centrale a carbone di Saline Joniche

Francesco Siclari eletto presidente ANCE Reggio Calabria

Nasce il comitato dei sindaci per il no

Francesco Siclari è il nuovo Presidente dell’ associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) di Reggio Calabria. Eletto all’ unanimità con il voto favorevole di tutti i 75 votanti. L’ elezione si è svolta a Reggio Calabria, presso la sede sociale dell’Associazione, dove, tra gli altri, hanno partecipato all’evento anche Francesco Cava, presidente ANCE Calabria, Natale Mazzuca, presidente di Confindustria Cosenza, Andrea Cuzzocrea, presidente di Confindustria Reggio Calabria e Nino Botta, segretario provinciale della FILCA - CISL. Siclari era stato designato, presidente

pro tempore dell’ ANCE reggina nel momento in cui il suo predecessore, Andrea Cuzzocrea, aveva rassegnato le dimissioni per passare alla guida di Confindustria Reggio Calabria. Una grande affermazione quella di Francesco Siclari che con 75 voti favorevoli su 75 votanti ha dimostrato che gli effetti di un impegno serio e costante non esitano ad arrivare. Nel corso dell’ assemblea, con decisione unanime e sempre a scrutinio segreto, sono stati eletti il geom. Nicola Pellegrino, quale nuovo vice-presidente di ANCE Reggio Calabria e l’ing. Annunziato Scopelliti, quale componente del Collegio dei Probiviri.

È nato, da qualche settimana a Condofuri Marina, il “Comitato dei Sindaci per il No al carbone”, un’organizzazione aperta alle adesioni dei sindaci di tutta Italia che mira a diventare un punto di riferimento istituzionale a sostegno della causa di Saline Joniche. All’appuntamento, presieduto dal sindaco di Condofuri, Salvatore Mafrici, erano presenti il sindaco di Motta San Giovanni, Paolo Laganà, il sindaco di Palizzi, Sandro Autolitano, e il sindaco di Bova, Santo Casile. Il neo Comitato ha espresso la propria soddisfazione per la mozione approvata all’unanimità in Consiglio Provinciale contro l’autorizzazione, concessa dal ministero all’Ambiente, per la realizzazione della centrale a carbone di Saline Joniche. Il Comitato, ribadendo la propria disponibilità ad intervenire ad ogni azione contro il progetto della SEI, chiede anche alla Regione di impugnare il decreto del Ministro dell’Ambiente. Anche i Sindaci per il No al Carbone ricorreranno contro Saline Energie Ioniche S.p.a. con un atto di intervento ad adiuvandum. Durante l’incontro sono stati discussi i sette punti fondamentali per le ragioni del no a parti-

re dalla penalizzazione del progetto SEI per l’intera filiera delle attività produttive dell’area e dal problema che la centrale a carbone comporterebbe per il turismo. Inoltre il Comitato ha ribadito l’incoerenza del progetto SEI con gli obiettivi di sviluppo energetico ed economico individuati dalla Regione Calabria: infatti il Piano Energetico Ambientale Regionale (Pear) approvato con delibera del Consiglio Regionale n. 315 del 14.02.2005, è volto all’incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili e vieta la realizzazione di centrali termoelettriche a carbone. Gli altri problemi, che a parer del Comitato, il Progetto Sei sottovaluta, sono gli effetti sulla salute umana e lo stavolgimento dell’ecosistema marino, poiché il prelievo abnorme di acqua marina, necessario per il funzionamento della centrale, comporterebbe un’alterazione dell’ecosistema marino, con effetti deleteri sulla marineria locale e sulle attività collegate. I Sindaci per il No al carbone inoltre affermano che esistono progetti alternativi per Saline joniche, ecocompatibili, che rispettano la vocazione turistica del territorio, ad esempio la creazione di un porto turistico. Maria Cristina Condello

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Emanuela Alvaro Commissariamento o nuovo circolo. Non ci sono altre vie di uscita per il Partito Democratico a Locri secondo Pino Mammoliti. E afferma questo, forte del risultato elettorale appena ottenuto alle ultime amministrative, anche se all’opposizione, con il gruppo consiliare “Impegno e trasparenza – Pd”, sarà lui insieme ad Antonio Cavo, Maria Davolos, Maria Antonella Gozzi e Nadia Cautela, a rappresentare il partito tra i banchi consiliari. «Il Pd ha subito una progressiva spoliazione già all’indomani dell’elezione a segretario di Giuseppe Fortugno, il quale non ha inteso allargare il quadro gestionale, non consentendo un dibattito sereno, serrato, anche aspro, ma che comunque fosse foriero di una risposta politica. L’aver determinato le elezione a segretario, fortemente voluta dallo zio che, in quell’occasione, fece un intervento strepitoso, per poi dopo quindici giorni transitare con l’Udc, era già un segnale di ciò che sarebbero state le movenze interiori del gruppo Laganà».

IN EVIDENZA

“Paolo D’Agostino benché fosse segretario democraticamente eletto ha avuto la sensibilità di dimettersi prima ancora di candidarsi alla precedenti amministrative. Per lui si è trattato di un atto di sensibilità per Fortugno le dimissioni sono un atto dovuto”

Nel futuro del Pd locrese il commissariamento o l’apertura di un secondo circolo

Una condizione per Mammoliti resa ancora più triste da ciò che si è verificato nel corso dell’ultima campagne elettorale. «Dopo un lungo “traccheggiamento” il circolo del Pd, tra convenienze ed equilibrismi vari, ha fatto di tutto per uscire dalla scena politica, dopo che per due anni è stato al fianco di Pepè Lombardo e prima ancora un’opposizione dura». Un lavoro di anni distrutto, secondo il consigliere, nel giro di pochissimo, radendo al suolo la rappresentanza istituzionale. «Hanno dimostrando che la loro forza, altro non era che il voto proveniente dagli extracomunitari, perché se loro hanno vinto

con Bersani e lo hanno fatto con numeri quasi bulgari, lo devono soprattutto all’introduzione degli stessi, non certo per favorirne una partecipazione alla vita democratica e civile del paese, ma solo per furbizia. Chiusa questa fase, sono rimasti soli come un totem che nessuno venera più. È rimasto il simbolo del Pd senza gli elettori che appartenevano all’area di Bersani». Una situazione per la quale Mammoliti e chi si rivede nel Pd, chiede il commissariamento del circolo e la motivazione che adducono è di riuscire a riprendere il dialogo con la città. «Quel dialogo avviato con la gestione di

Paolo D’Agostino, il quale benché fosse segretario democraticamente eletto, ha avuto la sensibilità di dimettersi prima ancora di candidarsi alla precedenti amministrative. Mentre per D’Agostino si è trattato di un atto di sensibilità, per Fortugno le dimissioni sono un atto dovuto. Cerchiamo il commissariamento previo intervento delle assemblee che, in questo momento, sono le sentinelle della vicenda politica regionale e provinciale del partito, Demetrio Naccari Carlizzi, Demetrio Battaglia e ancor di più Rosi Bindi e Marco Minniti, i quali a Locri hanno chiaramente affermato che avrebbero ripristinato l’agibi-

L’Associazione “Pro Casa di riposo Sant’Antonio” compie il primo anno dalla sua fondazione GIOIOSA JONICA

La centenaria Teresa Ieraci Grande festa a Gioiosa Ionica per il centenario della nota pasticcera Maria Teresa Ieraci vedova Piscionieri che ieri ha compiuto cento anni. I festeggiamenti sono avvenuti nelle sale del Comune. Bellissima foto che la ritrae nel suo laboratorio mentre prepara gli amaretti.

lità democratica all’interno delle sedi dove c’era questo problema». Mammoliti dice di attendere il loro arrivo, ma come atto primario attende le dimissioni di Fortugno. «Dopo lo zio anche la madre non fa più parte del Pd. Tutto lo schieramento sostiene le tesi del commissariamento e come potrebbe essere altrimenti se uno dei primi a festeggiare la vittoria di Calabrese è stato proprio Fortugno?! Noi vogliamo rimanere saldamente ancorati ai valori del partito e alle esigenze del territorio e perché questo accada è necessario dare respiro a quelle che sono le attese dei tesserati e dei simpatizzanti». Mammoliti conclude sottolineando che, con il ruolo istituzionale che ricoprono, perché eletti dai cittadini, sono un riferimento per il Partito democratico. «In Consiglio comunale con il gruppo consigliare “Impegno e trasparenza – Pd” noi rappresentiamo istituzionalmente il Pd. Se dovesse permanere questa sonnolenza e distrazione degli organi preposti al commissariamento, noi apriremo un nuovo circolo, sicuramente diverso da quello il cui segretario è Fortugno».

IN EVIDENZA

Dopo la vittoria bersaniana a Locri grazie al voto degli extracomunitari, per Mammoliti, il circolo si è ritrovato solo come un totem che nessuno venera più. È rimasto il simbolo del Pd senza gli elettori che appartenevano a quell’area.

ELEZIONI STUDENTESCHE

Congratulazioni a Francesco Bruzzaniti

A un anno dalla fondazione dell’Associazione “Pro Casa di riposo Sant’Antonio”, grazie al proficuo lavoro dei suoi componenti, Giuseppe Falzone (Presidente), Joe Bumbaca (Presidente onorario), Ugo Surace (Vice Presidente), Aldo Caccamo (Tesoriere), Antonia Sgambelluri (Segretaria), nonché Antonio Sgotto, Luigi Marini, Bruno Romeo, Suor Carina Canalita e Armando Caracciolo in qualità di Soci Fondatori, sono state realizzate presso l’omonima Casa di Riposo due importanti opere: la statua in onore di Sant’Antonio e la Palestra Riabilitativa per gli anziani ospiti. La Palestra, inaugurata lo scorso anno anche con le attrezzature procurate dal Dr. Michele Filippone, è già operativa grazie alla disponibilità del Fisiatra Dr. Antonio Mileto e del Fisioterapista Sig. Francesco Stefanelli che prestano opera di volontariato e danno preziosi consigli per il suo com-

pletamento: a tutti loro va il ringraziamento e la riconoscenza dell’Associazione. Sono iniziati proprio in questi giorni i lavori per la realizzazione di una Cappella da adibire alle celebrazioni delle SS.Messe. A tal proposito un particolare ringraziamento va all’artista Giuliano Zucco per la preziosa collaborazione prestata in fase progettuale, al presidente onorario Joe Bumbaca ed al Sig. Pino Trichilo per il loro sostanzioso contributo offerto all’iniziativa. L’Associazione invita tutti i cittadini a collaborare, nei limiti delle proprie possibilità, sotto forma di offerte in danaro od in prestazioni d’opera, alla realizzazione della suddetta Cappella ed informa che Giovedì 13 Giugno 2013, ricorrenza di Sant’Antonio, alle ore 16,30 presso la Casa di riposo omonima, sita in via Lungomare delle Palme, S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini celebrerà la S.Messa. La cittadinanza è invitata.

Mi ritengo molto soddisfatto del risultato ottenuto da Francesco Bruzzaniti, studente di Africo, candidato in Studenti per la libertà nel gruppo jonico-reggino, del quale, con grande orgoglio, insieme a Ciccio Campisi a Messina, Vincenzo Primerano e Giovanni Zappavigna a Reggio e a tutti gli jonici abbiamo sostenuto il candidato con lealtà. Sono molto fiero del risultato catanzarese che lo ha visto come primo eletto nel partito e secondo nell’Ateneo, dietro l’amico Ceravolo della lista U.D.U. Continuo a sottolineare il dato di Catanzaro, in quanto, nella mia Facoltà, quella di Farmacia, abbiamo totalizzato il 90% dei consensi, un dato che evidenzia come la politica dell’unità del Gruppo ci ha portato a farmi occupare lo scranno più importante dell’Ateneo: la presidenza della Consulta Studenti. In questa campagna elettorale ho trovato un alleato ideale e sincero come Domenico Rositani, coordinatore di Giovane Italia. Il mio grazie va all’amico Michelangelo Cardamone, con il quale abbiamo fatto “sistema” per la campagna elettorale. Ringrazio, inoltre, il Presidente nazionale, Armando Cesaro, per la sua disponibilità nei nostri confronti. Savica Filippo DOMENICA 09 GIUGNO

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L’intervista a Pietro Crinò

Sono certo che il Presidente Scopelliti non perderà l’occasione, anche attraverso il neo consigliere regionale della Locride, di dare spazio a questo territorio.

Se basta un consigliere solo al comando Discorrendo con Pietro Crinò, che entra nel palazzo “da oggi la Locride è meno sola” PASQUINO CRUPI Facciamo un po’ di biografia. Pietro Crinò, classe 1949, medico anestesista, ha prestato a lungo servizio presso l’ospedale di Siderno. Ma un medico umanista e soprattutto umano, come lui lo è, non poteva rinchiudersi dentro una sala operatoria, e si è aperto all’impegno sociale. Da socialista, secondo l’insegnamento del fratello Giuseppe, che in famiglia dell’antica fiamma portò i tepori, he accaldarono anche Franco, poi divenuto senatore, e ora sempre sulla breccia. Sindaco di Casignana per diverse consiliature (compresa quella attuale), è stato Consigliere di amministrazione di “Locride Ambiente”, Presidente dell’Assemblea della Associazione dei Sindaci della Locride dal 2009 al 2012 e nel penultimo biennio vicepresidente di Confindustria con l’incarico di responsabile del settore Sanità. Nel corso della sua esperienza lavorativa di medico ospedaliero, Pietro Crinò ha rivestito l’incarico di responsabile dell’ANAO (l’Associazione nazionale sindacale del settore) nell’ambito dell’Asl n.24. Alle elezioni regionali del 2010, con 4.656 voti riportati nella lista “Scopelliti Presidente” della circoscrizione di Reggio Calabria, è risultato il primo dei non eletti. È alla prima legislatura. Nella seduta del 3 maggio 2013 subentra al consigliere dimissionario Giovanni Emanuele Bilardi. Appassionato di calcio, sostiene l’attività della Scuola Calcio “Sasà Minnici” di Casignana che partecipa a tutte le attività della Federazione Italiana Gioco Calcio. Segue il mondo dell’enologia locale, con una particolare attenzione rivolta alla valorizzazione dell’antichissimo vino “Greco di Bianco”. (Il vino per brindare al suo ingresso nel Palazzo non gli manca e non ci manca. “Chi fur li maggior tui” nella scelta del socialismo come teoria e pratica, e anche rinvio del sol dell’avvenire? Non mi viene difficile pensare alla tradizione

dei grandi sindaci socialisti della Locride, della Calabria, dell’Italia. A qual tempo migliore del nostro risale la decisione di entrare nella mischia sociale? Siamo a metà degli anni ’70 e molti di noi avevano già chiara quella visione di libertà e impegno sociale che distingueva il partito socialista dagli altri partiti. Già per Pascoli il socialismo “è un fenomeno d’altruismo”. E’ come dire a tutto tondo “ entro nella mischia sociale con ottimi propositi”. Per questo noi giovani pensavamo che fare politica significasse costruire “l’uomo nuovo”. Eravamo convinti che tutti potessero occuparsi di politica e la questione sociale era una priorità, una missione. Bisognava, però, conquistare dei posti di gestione, senza violenza, ma con la capacità politica e la forza delle idee. Il tempo ci ha detto che questi traguardi sono stati raggiunti. Il Sessantotto ti sfiorò appena o ci sei stato dentro? Mi iscrivo all’Università giusto in quegli anni perché ho scelto per la vita di fare il medico. A Messina abbiamo respirato “il vento di cambiamento” del ’68 pure nei primi anni ’70, poiché al Sud la sua spinta è arrivata in ritardo con tutta la sua efficacia e le sue contraddizioni. Ciò che non condivido, per esempio, è un certo appiattimento delle carriere che ne è conseguito. Io ho voluto dare un senso “pieno” alla mia professione. In politica abbiamo ritenuto che il nostro passo verso le istituzioni, grazie al consenso popolare che ci è subito stato amico, doveva seguire la via del riformismo e della responsabilità. Nell’azione che abbiamo svolto, è stato importante aver tenuto sempre presente i valori etici. Poi, tu diventi sindaco di Casignana. Sindaco socialista. Quando e con quale alleanza politica? Non vinco al primo tentativo, in un’elezione caratterizzata da situazioni elettorali poco chiare. Poi, conquistiamo il Municipio nel 1988 con un’alleanza tra socialisti e comuni-

Ho già detto attraverso una nota stampa che, dopo aver letto con attenzione le carte del Decreto di scioglimento del comune di Casignana, ho ravvisato chiare inesattezze e persino scambi di persone. sti. Aggiornando le alleanze e conseguendo notevoli risultati lo abbiamo mantenuto per più legislature. Casignana non era un paese qualunque. Giungeva al presente con una storia ricca di sangue e di martirio. Ti ricordo la strage contadina del settembre 1922. Tu ti sentisti all’altezza di quell’epopea? Riferendosi a quegli anni, nel suo libro “La Strage di Casignana”, Gaetano Cingari scrive: «La propaganda socialista si faceva più capillare e più efficace, e a Casignana e in tutte le terre di quel comprensorio ionico giovani intellettuali e professionisti abbracciavano l’ideale socialista e la battaglia dei contadini». La causa dell’eccidio, dunque, non è stata solamente la faccenda per il possesso della foresta Callistro, ma anche la volontà di sopprimere i nuovi protagonisti della vita municipale. Io, quindi, ho ereditato un importante passato che ho cercato sempre di onorare con i principi cari al socialismo di cui la buona amministrazione era il

credo. Tira fuori le somme della tua lunga carriera di sindaco. Diciamo che i servizi sono stati sempre garantiti ed efficienti grazie ad una serie di finanziamenti che hanno sostenuto i nostri programmi. Pochi lo citano ma Casignana fa la raccolta differenziata dall’inizio degli anni ‘90. Il paese, poi, ha cambiato il suo volto urbanistico ed ha migliorato le sue strade poderali. Sono state completamente rinnovate ed abbellite le vie principali e la piazza Municipio. Abbiamo realizzato parchi giochi ed impianti sportivi ed abbiamo trasformato il centro storico, quasi dimenticato, in un albergo diffuso gestito da una cooperativa di giovani del luogo. Alla Villa Romana di Contrada Palazzi abbiamo dedicato un impegno straordinario perché il sito meritava di essere valorizzato al meglio. Adesso è meta di visitatori che arrivano da ogni parte del mondo ed è oggetto di studio in convegni che richiamano l’attenzione di intellettuali

come Sergio Rizzo, Massimiliano Fuksas ed Anna Maria Barbato Ricci. Persino il futuro re dell’Arabia Saudita, il principe Salman bin Abdulaziz bin Salman Al Saud, in un incontro a Rimini organizzato dall’Istituto Pio Manzù che aveva come tema “La produzione culturale italiana letta dagli altri”, è rimasto piacevolmente sorpreso durante la proiezione di un video riguardante i mosaici del nostro sito archeologico. È chiaro che ciò ha dato a Casignana una visibilità ed una dimensione impensabile per un paese di 800 abitanti. Tutto questo senza lasciare debiti e con crediti nei confronti della Regione di due milioni di euro che si aggiungono ad altre entrate imminenti pari ad altri 400 mila euro. Poi, a un certo, punto la scheggia che ha originato la grande ferita. Contro la egolatria della stragrande maggioranza dei sindaci, che tengono ben riparati i loro territori, tu accetti la costruzione in agro di Casignana d’una discarica, e va a finire che… Questa scelta è stata fatta esclusivamente dalla Regione, poiché per le sue caratteristiche contrada Petrosi si prestava alla realizzazione del sito. E va a finire che… Casignana diventa luogo di soluzione ai problemi del territorio, a nostro avviso – ma c’è un processo in corso – con disfunzioni gestionali minime. E va a finire che il Comune ha saputo finalizzare le entrate creando posti di lavoro. In realtà dovremmo augurarci che ogni altro sito del circuito dei rifiuti riesca a svolgere il prezioso servizio garantito dal sito di Casignana, anche in momenti di straordinaria emergenza per tutto il territorio e per la città di Reggio Calabria. Dunque, la fatal discarica. Poi vai anche agli arresti domiciliari. Una semplice denuncia non fa scalpore. E sul punto il garantismo del Pdl di cui fai parte s’è rivelato di ricotta. Ognuno di noi, quotidianamente, nei nostri paesi, vive l’emergenza rifiuti e può comprendere bene la gravità della situazione. Per questo è paradossale finire agli arresti domiciliari perché si tenta di risolvere nel migliore

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modo possibile un problemi urgente di tutti. Dico “si tenta” perché dovrà essere il processo a conclamare queste nostre convinzioni. Però, è anche paradossale che si parli di rischi ambientali quando le analisi dell’Arpacal ci hanno sempre rassicurato. Per di più, come ha sostenuto il Procuratore Pignatone in conferenza stampa, non sono stati intravisti inquinamenti mafiosi, mai c’è stato il pericolo del conferimento di rifiuti speciali e grandi erano le difficoltà di fronteggiare la quantità sproporzionata di rifiuti in discarica. Sul grado di solidarietà che abbiamo ricevuto in questa vicenda hai ragione, anche perché noi siamo abituati a darla sempre quando siamo convinti che questa è ben riposta. Poi è arrivato lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazione mafiosa. La quale, a tener conto d’una recente pronunzia del Tar del Lazio, coccolata da dirigenti cospicui della Lista Scopelliti, secondo cui per sciogliere un comune no c’è bisogno di prove, ma basta il sospetto. Le carte su Casignana che dicono? Ho già detto attraverso una nota stampa che, dopo aver letto con attenzione le carte del Decreto di scioglimento del comune di Casignana, ho ravvisato chiare inesattezze e persino scambi di persone. Poi, in merito alla vicenda giudiziaria relativa alla discarica di Casignana, per la quale, come ho detto, è in corso di svolgimento il processo, voglio evidenziare, con assoluta chiarezza, come nessun titolo di reato contenente qualsivoglia natura di “ mafiosità” prevista dal nostro ordinamento, mi sia stato contestato dalla magistratura inquirente. Sarà, poi, il tribunale amministrativo, a verificare, ad esempio, se la politica dei tributi, assolutamente rigorosa, possa essere oggetto di contestazione, oppure quale istituzione dello Stato abbia indicato all’Ufficio Tecnico di velocizzare le procedure di gara, specie quelle relative alla discarica, e se le ditte aggiudicatarie dei lavori fossero o meno nelle condizioni di essere chiamate ad eseguire i

Tutti riconoscono che sia nel mandato di Sisinio Zito che in quello mio abbiamo portato le istituzioni, specie la Regione, a confrontarsi con continuità. I risultati, certo, li conteremo. lavori. Quindi hai proposto ricorso? Ovviamente sì. Ma c’ è un altro aspetto della tua vita politica; quella di Presidente dell’Associazione dei Sindaci della Locride. Una storia gloriosa e animosa: prima con Sisinio Zito, poi con te, avendo a fianco Ilario Ammendolia. Adesso, è arrivata la palude? Tutti riconoscono che sia nel mandato di Sisinio Zito che in quello mio abbiamo portato le istituzioni, specie la Regione, a confrontarsi con continuità. I risultati, certo, li conteremo. L’Associazione, se usata a dovere, può essere uno strumento utile. Nel 2010 ti vedo candidato nella lista Scopelliti. È stata una sorpresa per me che ti ho saputo sempre socialista. Si cambia, è vero. Ma bisogna spiegare perché… Ti ricordo la storia, poi mi dirai se la consideri una sorpresa. Dopo gli anni dell’aggressione, ‘92-‘94, i socialisti riacquistano uno spazio nel centrodestra che consente loro d’ esiste-

re politicamente, con il loro simbolo, e non perire del tutto. D’altronde, più di quattro quinti del vecchio gruppo e gran parte della classe dirigente del PSI confluiscono e trovano spazio nel centrodestra di Berlusconi. In questa alleanza, noi stessi abbiamo conquistato il Consiglio Regionale ed il Senato della Repubblica. I socialisti del centrosinistra, invece, sono rimasti residuati con piccole percentuali e poca considerazione hanno avuto da parte dei promotori del nuovo compromesso storico in chiave ulivista. L’ostracismo nei nostri riguardi non è mai venuto meno e la presunta superiorità morale degli ex-comunisti si è materializzata, ahinoi, in un’ antica distinzione, più religiosa che politica, tra figli della luce e figli delle tenebre. Primo dei non eletti, entri ora, dopo le dimissioni di Giovanni Bilardi, nominato al Senato, in Consiglio Regionale. Il Palazzo del Potere visto da fuori, e ti dà l’idea d’una grande libertà d’azione. Il Palazzo del Potere

visto da dentro, e capisci subito che comandano gruppi oligarchici. Che fare, che cosa puoi fare? Ho avuto già modo di dire che il Consiglio Regionale me lo sono conquistato sul campo, prima realizzando circa 5000 voti all’elezione del 2010 ed adesso trovando tantissimi di voti per poter scalare la posizione di Bilardi che presumo sarà il più contento di tutti, dato che è arrivato a Palazzo Madama. Se, poi, si riesce a far partecipare alle decisioni più interlocutori, possiamo dire di aver già raggiunto un importante risultato. Ti faccio un ragionamento. La questione calabrese: c’erano Mancini, Misasi, Antoniozzi, un forte partito comunista, sinceramente applicati alla sua soluzione. Non ci riuscirono. La Locride era la costola più dolorante della questione calabrese, e tale rimane. Tu che ci puoi fare? Credo sia inesatto continuare a parlare di tutto e non delle cose mirate che si possono fare per la Locride. Nel confronto con Pietro Ciucci, Amministratore Unico Anas S.p.a, mi sono concentrato sui finanziamenti che bisogna trovare al Cipe – 120 milioni – che occorrono per completare il tratto fino ad Ardore della statale 106. Le strade del turismo sociale le abbiamo già praticate con il turismo culturale di un rinomato sito archeologico. Un altro problema di molte zone del Sud è che queste non hanno voce. Bisogna utilizzare tutti gli strumenti. Ultimamente, ad esempio, abbiamo lavorato alla legge sull’editoria minore che sto per depositare. È necessario usare ogni mezzo per riaccendere il dibattito ed i temi non sono pochi: la capacità di governo dei politici in una regione che ha potuto contare su Mancini e Misasi, come abbiamo detto, il peso specifico della classe dirigente calabrese, lo sforzo di Scopelliti di riaccreditare questa regione a Roma, le preziose occasioni degli investimenti comunitari, un nuovo modo di vedere le cose che ci è essenziale come cittadini, la capacità propo-

sitiva e realizzativa della deputazione calabrese e di noi consiglieri regionali che non possiamo correre il rischio, come diceva Gaetano Salvemini - che tu citi spesso - di apparire “gli onorevoli interpellanza” o i campioni dei comunicati stampa facili. Insomma, ognuno di noi non può ritenersi soddisfatto solo se non riesce a dare un segno tangibile nel mandato che svolge. Tu sei l’unico consigliere regionale della Locride, grande corpo elettorale che ha dato e dà sangue a tutti tranne che ai candidati del luogo, come è invariata tradizione. Il peso che ricade sulle tue spalle è enorme. La Locride è indifesa e tocca a te difenderla. Sono certo che il Presidente Scopelliti non perderà l’occasione, anche attraverso il neo consigliere regionale della Locride, di dare spazio a questo territorio. Dal canto suo, il territorio ha l’opportunità di sfruttare una rappresentanza diretta senza continuare a cercare collegamenti improbabili con chi, per forza di cose, non può comprendere pienamente il territorio quanto a progettazione ed interventi. Ma non dimenticare che una classe dirigente è tale se, come i pellegrini al Santuario di Polsi, non si getta di continuo ai piedi del Prefetto, incenso alzando per coprire il tanfo funerario dello scioglimento dei consigli comunali. Personalmente non mi sono mai gettato ai piedi di nessuno. Dalle istituzioni desidero avere soltanto rispetto, verità, giustizia. In taluni passaggi non li ho avuti. Le istituzioni vadano avanti nel loro lavoro ma si tenga presente che non tutti gli scioglimenti dei consigli comunali sono uguali. Complessivamente e prioritariamente bisogna modificare la normativa per le infiltrazioni mafiosi negli enti. Quanto alle istituzioni politiche dovremo essere utili a vicenda e, ancor prima ed insieme al proprio livello di responsabilità, dovremo essere d’aiuto alla nostra regione.

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Direttore responsabile: PASQUINO CRUPI In redazione: ELEONORA ARAGONA, DOMENICO MACRÌ, ILARIA AMMENDOLIA,

Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

MASSIMO P ETRUNGARO,

KATIA CANDIDO, NINO SIGILLI.

Editorialista: ILARIO AMMENDOLIA Responsabile sport: ANTONIO TASSONE Art Director: PAOLA D’ORSA Grafica: EUGENIO FIMOGNARI RUBRICHE Loqui e sproloqui di Filomena Cataldo

Messagi nel tempo di Daniela Ferraro

COLLABORATORI Anna Laura Tringali, Franco Crinò, Nicodemo Barillaro, Giuseppe Gangemi, Mimmo Romeo, Giuseppe Fiorenza, Franco Parrello, Franco Blefari, Daniele Mangiola.

NOTE E SCHERMAGLIE

Falsi miti e pentiti Un uomo vale quanto la sua parola. Come ci ricorda Julius Evola, in alcune delle sue opere, per gli antichi popoli arya niente era più grave della menzogna. Non voglio fare un trattato di filosofia, anche perché non ne sarei capace, ma solo inquadrare nel giusto contesto il soggetto del mio libero sfogo. Un giornalista, autore di due pezzi di altissimo contenuto e soprattutto rispondenti a verità. Nell’articolo del 19 Maggio, pubblicato su una testata regionale il soggetto, racconta di un sequestro di persona. Fin qui nulla di male, se non fosse che il “sequestrato” in questione è mio padre: Eugenio Cutugno. Artigiano settantaduenne, sposato e padre di tre figli(quelli bravi avrebbero scritto sposato con tre figli). Fedina penale immacolata. Questo giornalista in cerca di gloria, racconta dettagliatamente il sequestro avvenuto nel 1984, fa i nomi di mandanti, esecutori e l’intermediario che permise la liberazione di mio padre. Di questo “sequestro” nessuno della mia famiglia, “sequestrato” compreso, era a conoscenza, quindi dovemmo ringraziare il Bob Woodward

della locride per questo, in attesa di conoscere se esiste anche un Carl Bernstein. A suo dire c’è un’informativa delle Questure i Bologna e Milano, redatta sulle confessioni di un pentito. Normale credere ad un pentito, che prima d’esser tale è stato un criminale, e non credere ad un normalissimo padre di famiglia incensurato. Un uomo vale quanto la sua parola. Come mai le due Questure chiamate in causa non hanno mai convocato mio padre per sentire la sua versione? Come mai l’articolo è uscito a dopo trent’anni e soprattutto quando tutti i protagonisti sono passati a miglior vita? Come mai il giornalista d’assalto, prima di infamare gratuitamente un onesto cittadino, non s’è preso la briga di sentirlo? Ha dovuto aspettare una mia telefonata per recarsi a Bovalino ed in presenza di una mezza dozzina di persone, ha sentito, ma non ascoltato e capito, il “sequestrato”. Ha continuato sulla stessa falsa riga dell’articolo precedente, calcando ancora di più la mano. Mi chiedo chi muova quella mano. Quale sia la motivazione che spinga un gior-

nalista a scrivere falsità gratuitamente su mio padre. Che cosa muove, poi, un ragazzo a riportare informative senza che siano verificate, mettendo in pasto alle male lingue un onesto cittadino. Vedere il nome di mio padre accostato a quei criminali me lo ha fatto immaginare come un delfino in mezzo agli squali. Mi è venuta voglia d’iscrivermi al “partito” vittime della mafia, con tale ”referenza” ed un tesserino di pubblicista, chissà quante porte mi si aprirebbero. Potrei fare un libro, ormai è una moda. Ma se ciò non bastasse mi brucerei lo scooter per essere ancora più vittima. Credo che la gente ne abbia piene le tasche di questi giornalisti, che non avendo la statura dei Peppino Impastato, dei Montanelli, né le palle di Oriana Fallaci, si ergono giornalmente a falsi eroi. Se come dico io, l’amore dà luce al mondo, come dice Nietzsche, il cinismo è l’unica forma nella quale le anime volgari sfiorano quel che è onesto. A tutela del buon nome di mio padre e della sua famiglia, tanto era dovuto. Francesco Cutugno

Benestare. Un fatto del passato vissuto. Il Banditore Il banditore è una figura medievale. Eppure a Benestare è esistito fino all’ultima guerra mondiale. Aveva il compito di comunicare ai cittadini a voce alta le ordinanze del Comune e, anche se il mercatino coperto, chiamato, in gergo “cancellu”, era in vendita qualcosa di particolare (pesci, carne, frutta, scarpe, vestiti). Penso che il banditore fosse pagato dal Comune con un piccolo stipendio mensile, mentre i privati dovevano pagarlo di volta in volta. L’ultimo e l’unico banditore che ricordo si chiamava Pasquale Pelle. Era alto, ben piantato e si dava delle arie. Quando gli chiedevano che cosa avesse bandito. Rispondeva: «non avete sentito? Volete che ve lo ripe-

to?» e si metteva di nuovo a gridare: «sentite!sentite!..» . Poi andava a bandire in un’altra via. Questo sig. banditore mi pare che fosse un invalido della I guerra mondiale. Infatti aveva un braccio solo. Dopo la seconda guerra mondiale questa figura scomparve in quanto arrivarono i mezzi di comunicazione moderni: manifesti murali, radio, televisione. A dire il vero, i manifesti esistevano anche allora, ma era difficile stamparli (si doveva andare a Locri dove funzionava una tipografia) e, inoltre, cosa più importante, gran parte della popolazione non sapeva leggere. Ergo Antonio Scopacasa

Un Parco tra due mari, in attesa del suo Presidente, e tra Camera e Senato, spunta finalmente il nome tanto atteso. Trentasette Comuni a dividersi oltre 63 mila ettari, una storia quasi ventennale e un futuro ancora da scrivere. Futuro che, molti dicono incerto quando però, ormai incerto sembra non essere più. Il Parco Nazionale dell’Aspromonte, il più a sud, il più variegato per caratteristiche naturali ma soprattutto antropologiche e culturali. Un cono rovesciato che dai suoi 1956 metri di quota degrada verso due mari sui quali sembra governare da secoli. Da circa un anno, all’indomani della scadenza naturale del mandato dell’ex Presidente Leo Autelitano, uomo della montagna, che per la montagna si è speso in modo costante e proficuo, naufragata sul nascere la suggestiva ipotesi dell’elezione del consigliere uscente Sergio Laganà, l’Ente vive una fase commissariale sotto l’egida del sempre verde Antonio Alvaro, vice Presidente uscente che ha assunto il pur importante ruolo di traghettatore. Oggi sono in molti a chiedersi quali siano le prospettive di un Ente dall’importanza strategica nel panorama provinciale, per vocazione turistica di una provincia come quella reggina, ancora espressa a scartamento abbondantemente ridotto, ma soprattutto per le straordinarie potenzialità di una montagna dal fascino misterioso. Dopo lunghi mesi di dubbi, congetture e ipotesi fantasiose, dopo momenti di grande confusione, dopo il mesto naufragio dell’ipotesi del consigliere uscente Sergio Laganà, durata il tempo di suscitare stupore e incredulità, finalmente sembra dipanato l’atroce dilemma relativo al nome per il dopo Autelitano. I maligni, sempre bene informati, sussurrano a denti stretti di una malcelata ambizione di Alvaro di tramutare il titolo di Commissario a cui aggiungono un doveroso Straordinario, in qualcosa di più importante e duraturo, ma, nonostante le pur legittime ambizioni, qualora per inteso, fossero vere, sembra però che il nome del nuovo Presidente, non sia quello del medico, prestato ormai da tempo alla politica, bensì un altro. Pare infatti che per il nome, questa volta quello vero, manchi solo l’ufficialità. Dall’Area grecanica dell’uscente Autelitano, bovese Doc, alla Città di Reggio Calabria, il passo è breve, e poi si sa,

se alla statale 106 preferisci la via interna, il passo è, ancora più breve. Ma veniamo al toto-nome giocato ormai da mesi. Passata dunque a maggioranza la proposta nelle rispettive Commissioni Ambiente di Camera e Senato, si attende ormai solo che il Ministro metta il sigillo sul nome di Giuseppe Bombino, docente universitario con una lunga esperienza in campo ambientale. Il pedigree del professionista reggino pare di tutto rispetto, e questo non guasta, visto che, ad attenderlo è una nuova e impegnativa avventura alla guida di un Ente dal quale ci si attende tantissimo. Ecco, forse è proprio questo il punto, le tante attese, in parte anche giustificate. I temi sul virtuale tavolo della discussione, sarebbero tanti e di diversa natura, ci verrebbe in mente ad esempio, quello relativo all’educazione ambientale nelle scuole, a cui proprio Bombino, stando ai bene informati, sembrerebbe attento. Certo, la gestione di un Parco Nazionale è materia assai complessa, lasciamo allora tempo al tempo, anche per non rischiare di essere riduttivi e inefficaci nel messaggio, diamo modo alle cose di camminare nel giusto verso e con i giusti tempi, rinviando le discussioni e soprattutto le proposte sui temi caldi, a nomina avvenuta. All’ormai quasi nuovo Presidente, prenda questo come augurio, memori dei tanti teatrini passati, di cui spesso il povero Autelitano ha fatto le spese, sicuramente non per demeriti propri, e vedendo inficiato parte del suo pregevole lavoro, diciamo allora di rispondere alla sua logica e alla sua esperienza, dando voce al territorio, ma facendolo con l’oculatezza di chi, si affaccia a una nuova avventura, affascinante, ma proprio perché nuova, anche carica di insidie e di incognite. Siamo certi che la scelta di Bombino non sia casuale, i più, almeno quelli mossi da un reale amore per questa terra, si augurano sia il viatico di un percorso felice per la gente di una montagna che, proprio nel Parco Nazionale, ripone speranze di vario genere, proprio quelle speranze che, nelle prossime puntate, saranno oggetto di interventi e riflessioni, alle quali cercheremo di dare spazio. Eleonora Iaria

Pericle e l’epoca felice della democrazia Pericle, (495a. C.) il padre democrazia occidentale , era oriundo di Galargo e di nobile stirpe. Lo chiamavano schinocefalo perché aveva la testa: un po’ oblunga. Fu filosofo del nous, Anassagora, ad impartirgli gli insegnamenti sulle cose celesti ed a liberarlo dai terrori superstiziosi. Gli insegnò inoltre un modo di esprimersi sublime contemperati da fermezza dei lineamenti, grazia del portamento e quando parlava non alterava mai la voce. Il poeta Ione tuttavia dice che nel trattare egli era arrogante, orgoglioso, presuntuoso e nutriva un profondo disprezzo per gli altri.

La sua entrata nell’agone politico coincide con la morte Aristide e l’allontanamento di Temistocle (471 a.C.). sposando la causa democratica. Volle anche essere un modello di virtù e diede quindi un assetto diverso alla sua esistenza quotidiana: bacetto alla moglie prima di uscire da casa ed al suo rientro, non lo si vide più in giro, per la città; declinò inviti a pranzo. Al popolo si presentava ad intervalli e non parlava su ogni argomento. Platone gli riconobbe un’ elevatezza di pensiero impareggiabile ed una capacità di operare in ogni campo. Dice anche che superò di gran lunga in oratoria tutti i suoi contemporanei e che quando arrin-

gava il popolo egli non parlava, ma tuonava, lampeggiava, portava nella lingua un fulmine tremendo Anche i suoi avversari furono di rilievo, tra i molti ne ricordiamo Cimonee Tucilide che ne esaltarono il suo valore : Divenuto l’uomo più potente di Atene Pericle dette un’impronta unica alla sua città: spettacoli popolari raffinati, banchetti e processioni in continuazione, corsi di apprendimento ai suoi concittadini dell’arte della marineria. Fondò nuove colonie: tra cui Turi in Italia. La cosa più rilevante fu però di avere fatto di Atene la capitale del mondo. E la grandezza venne dalla produzione spirituale.

Ad Atene infatti sotto il suo dominio conobbe una fioritura culturale unica: e sotto i suoi governi gli edifici salivano superbi di mole, impareggiabili in grazia delle linee e gli artigiani andavano a gara l’un l’altro per superarsi. Sbalorditiva fu anche la celerità con cui progredirono i lavori: furono completati tutti allo sbocciare di un solo governo. Direttore dei lavori fu Fidia ed il materiale usato fu prevalentemente la pietra che acquisì realtà spirituale. Non di meno furono però gli altri materiali come il bronzo, l’avorio, l’oro, l’ebano il cipresso. L’ opera che sfida ogni tempo è il Partenone i cui architetti furono Callicratide e Ictino mentre i

propilèi dell’acropoli , cinque anni di lavoro (437-32) furono dell’ architetto Mnsicle. A ricordo di un operaio caduto per avere messo in fallo un piede venne eretta sull’acropoli la statua di bronzo ad Atena della salute in oro (Fidia). Ma l’autentico capolavoro dell’epoca è la democrazia diretta, la bella unità originaria perduta e la bella individualità che ispirato il pensiero del XIX e XX secolo In quel breve lasso di tempo che va dal 460 al 429 a. C. tutte le decisioni importanti, furono poste nelle mani dell’assemblea popolare, in cui ogni cittadino che avesse raggiunto i vent’anni poteva dare il suo voto e prendere la parola.. Per il disbrigo degli affari

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HANNO COLLABORATO Giuseppe Patamia, ,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta,

COPERTINE Dal 2003 a cura di Paola D’Orsa

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Ritrovata da Domenico Romeo la lettera di dimissioni del podestà di Siderno, Domenico Caridi, che amministrò gratuitamente il Comune dal 1932 al 1935

«Nulla chiesi mai, servii con disinteresse» Caro Direttore, l’eccellente ricercatore storico e avvocato Domenico Romeo mi ha segnalato delle carte pubbliche degli anni Trenta, che riguardano la nomina a podestà di Siderno del mio prozio avvocato Domenico Caridi (1891-1966). Egli assolse prima l’incarico di commissario prefettizio (dal 18 marzo 1932 al 19 agosto 1932) e poi la funzione di podestà (dal 20 agosto 1932 all’11 marzo 1935) a titolo gratuito, ritenendo così di dover servire la propria comunità. Fece risparmiare lo Stato, ma si rovinò economicamente, come dimostra la sua lettera di dimissioni, che ti prego di pubblicare, tanto per ricordare un galantuomo che mai utilizzò il potere per fare i propri interessi, come invece fecero altri sotto il regime fascista seguitando con mutate spoglie ideologiche sotto il regime repubblicano. Scrisse il socialista Nicola Zitara: «Ricordo due podestà del mio piccolo mondo antico, che dovettero amare moltissimo il paese: l’avvocato Caridi, che si ridusse economicamente male, per voler dare troppo, e l’ingegnere Corrado che morì giovane, per svolgere una funzione che le condizioni precarie del suo cuore certamente non gli permettevano». Il podestà Caridi (da studente universitario era stato interventista e sostenitore di Salandra, come si apprende da alcune cronache di manifestazioni dell’epoca) fronteggiò con riservatezza la durezza del

regime, facendo ospitare segretamente nel proprio palazzo un antifascista dell’entroterra per sottrarlo a possibili vendette, come raccontò il compianto professore comunista Vincenzo Albanese, e perorando con discrezione altre situazioni di dissidenti. E nessuno fece la spia. Caduto il fascismo, mentre l’ultimo podestà prudentemente si nascondeva, all’avvocato Caridi non fu rivolta alcuna contestazione e anzi ricevette, da tutti, anche da comunisti e socialisti, devozione e rispetto. Molti furono i suoi patrocini gratuiti nelle cause della povera gente e manifeste le liberalità a favore della Chiesa cattolica: grazie ad una sua donazione si riedificò la chiesetta delle Suore Immacolatine, sotto il cui altare è ancora apposto un marmo in suo ricordo. Nel proporre la sua nomina a

correnti era necessaria un’altra autorità, non scelti con elezioni ma sorteggiati i quali restavano in carica solo un anno. Anche i magistrati erano designati per sorteggio senza che fosse richiesta una preparazione specifica. Erano meri organi dell’assemblea popolare. Dopo le guerre persiane a ricordo di questo straordinario evento i Greci avevano istituito una festa in cui si voleva richiamare alla propria essenza ed ai propri supremi valori. Non si trattava della celebrazione della costituzione, ma di un rito in memoria degli uomini che in guerra avevano offerto la vita per la patria. Questo rito veniva celebrato in autunno nel quadro di altre cerimonie in onore dei morti. Il momento più solenne era rappresentato dal discorso di una personalità appositamente designata dal popolo: in genere l’uomo politico più in vista della nazione. Comunque Pericle in questi quasi quarant’anni di potere (469-29) non accrebbe di una sola dracma il patrimonio lasciatogli dal padre, ed ha messo

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podestà, il prefetto dell’epoca scrisse al Ministro dell’Interno che l’avvocato Caridi amministrando il Comune di Siderno in qualità di commissario prefettizio aveva dato «prova di attività e competenza. È vedovo con prole; trovasi in buone condizioni economiche ed è disposto a disimpegnare gratuitamente la carica». Furono anni di crescita civile e culturale del paese, il cui nuovo ordinamento urbanistico e di servizi pose Siderno all’avanguardia rispetto agli altri comuni della provincia servendo adeguatamente lo sviluppo di attività artigianali e commerciali. La gioventù sidernese, pur sotto la dittatura, riuscì a nutrire la libertà di spirito esprimendo poi nel dopoguerra valenti personalità nei campi professionali e politici. Per dedicarsi interamente all’am-

la propria virtù a contatto con le basse esigenze dell’uomo comune come si addice ad un politico. Fu inoltre impareggiabile nell’uso della ricchezza di cui disponeva: soccorso ai poveri. e non strumento di corruzione e di assoggettamento. Significativo fu anche il suo rapporto con Aspasia, donna che ebbe un ruolo rilevante nelle scelte politiche. Da lei ebbe un figlio illegittimo che gli fece promulgare una nuova legge sulla cittadinanza, estendendola per l’appunto a quelli nati da cittadini ateniesi. La guerra con i Lacedemoni segna la fine dell’età della democrazia e dello stesso Pericle che nel 429 (a.C.) muore a causa della peste. La sua morte è per noi emblematica perché ci pone di fronte l’eterno dilemma: le virtù possano mutare a seconda del caso o della fortuna. In altri termini: i dolori fisici o la malattia possono abbandonare o cambiare la virtù? Plutarco ci racconta che essendo ormai pros-

ministrazione pubblica, l’avvocato Caridi interruppe la proficua attività forense e curò poco i suoi fondi agricoli, fino a decurtare le proprie rendite e a dover alienare alcuni beni. Rinunziò alla carica quando non ce la fece a sostenere più le privazioni, come dimostra la sua dignitosa lettera di dimissioni ritrovata da Domenico Romeo. Uno scritto di una grande coscienza, che dovrebbe far arrossire i profittatori attuali della cosa pubblica. Ecco copia della lettera dell’avvocato Caridi al prefetto di Reggio Calabria, nel gennaio 1935 (le dimissioni furono accolte due mesi dopo): «Nel marzo 1932 venni nominato Commissario Prefettizio e nello agosto dello stesso anno Podestà del Comune di Siderno, uno tra i più importanti della Provincia. Detti il mio contributo modesto per la buona amministrazione del mio paese, sacrificando i miei interessi finanziari ed abbandonando completamente la professione d’avvocato che avevo sino allora esercitato con profitto. Nulla chiesi mai, servii con disinteresse e credo di avere assolto modestamente, ma con onore, il compito affidatomi. Oggi la mia dissestata condizione economica m’impone di ritornare al lavoro professionale per trovare il necessario sostentamento mio e della mia famiglia. Sono costretto, per tale dolorosa situazione finanziaria, a rinunziare alla carica […]». F.D.C.

sima la fine, gli amici seduti intorno al letto si misero a discorrere della virtù e della grande potenza che il morente aveva avuto, ad annoverare le gesta ed i numerosi trofei. Nel bel mezzo Pericle, moribondo, intervenne a dire che si stupiva che lo elogiassero e ricordassero di se alcuni eventi , in cui il caso e la fortuna avevano avuto un ruolo preponderante mentre dimenticavano il fatto più grande che era quello di non aver fatto indossare ad alcuna donna ateniese l’abito nero. Delle sue glorie disse di aver stimato come la più fulgida e di non aver ceduto mai di un palmo neanche quando era potentissimo né all’invidia né alla passione e di non aver mai considerato insanabile alcuna inimicizia. Ed Olimpio lo definirono sin dall’’infanzia non solo per l’oratoria ma oltretutto per il carattere immacolato nell’esercizio del suo potere. Un buon esempio di virtù che dovremmo emulate... Domenico Angilletta

CERIMONIA DEGLI ADDII

Pino Guerriero un socialista vero

Ammalato, ma non stanco ancora di guardare al futuro del socialismo, è morto a Catanzaro, nella sua città, Pino Guerriero. Aveva 73 anni. A militare nel Partito Socialista Italiano aveva cominciato nel 1967. Dirigente d’alta fattura e di grande fibra morale, è stato vice presidente del consiglio comunale di Catanzaro, assessore comunale, vice sindaco e sindaco. E poi consigliere regionale, sempre sotto le bandiere del Psi per la cui ricostruzione ha lottato. Ma senza raggiungere il fine. E siamo sicuri che nell’ora del tramonto di sua vita onesta la vista gli si sia appannata ancor di più. Lascia il rimpianto d’un sogno che fu.

RICORDANDO...

Lello Franco, un padre, un amico, un maestro di vita

Eri così, un po’ strano a volte bastava guardarti negli occhi per capirti, eri unico. Dire che manchi a tutti è troppo poco e nascondere questo dolore è difficile. Mi vengono in mente tutte le volte che ti arrabbiavi, mi dicevi sempre: «Gamba tu Alfredo e mio figlio Pasquale siete i pilastri, e senza i pilastri la casa cade. Siamo una famiglia». Nessuno mi ha mai fatto sentire importante come te. Porterò sempre dentro di me quello che mi hai insegnato. Resterai sempre con noi in ogni allenamento, in ogni partita ma soprattutto resterà sempre il pensiero di una persona vera, una persona che amava e che riusciva a rendere il calcio una poesia. Ciao mister, ciao presidente, ciao Lello. (Gamba) DOMENICA

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SPORT

Il sogno del Roccella juniores si è infranto in Puglia Giannitti: “Grazie a tutti i ragazzi ed ai tecnici” Si interrompe a Manduria il sogno del Roccella di conquistare il titolo nazionale juniores, dopo lo zero a zero dell'andata i ragazzi di mister Favasuli perdono per uno a zero la gara di ritorno venendo così eliminati. Il risultato di oggi, maturato in seguito di un calcio di rigore trasformato da Riezzo, non cancella la splendida stagione della giovane formazione amaranto capace di aggiudicarsi il titolo regionale per il secondo anno consecutivo. Nella parole del presidente Giannitti tutta la soddisfazione per una stagione sicuramente positiva:"Usciamo dal doppio confronto con il Manduria a testa alta! Il risultato premia i nostri avversari oltre i loro meriti! I ragazzi di Mister Favasuli hanno dato tutto e si sono imposti per superiorità tecnica, diligenza tat-

tica, qualita' delle trame di gioco e spiccata personalità! Paghiamo a caro prezzo la scarsa vena realizzativa dei nostri attaccanti, qualche imprecisione di troppo sotto porta ed il marchiano errore di valutazione dell'arbitro che ha fischiato contro di noi un rigore inesistente (a nulla valgono le scuse del direttore di gara nel dopo-partita)! Ai nostri Juniores va un sincero e affettuoso ringraziamento per l'attaccamento ai colori sociali che hanno dimostrato oltre che per la serietà, la disciplina e la professionalità con le quali hanno interpretato l'impegno! Mi auguro che in futuro possano cogliere successi tanto importanti da compensare la delusione e l'amarezza che provano oggi!". "A Mister Favasuli ed ai suoi collaboratori sono infinitamente grato per l'impegno

profuso con competenza, pragmatismo e senso del dovere! Se i nostri ragazzi possono guardare al futuro con ottimismo è solo merito loro. È stata una esperienza esaltante e ricca di soddisfazioni e niente e/o nessuno potrà mai metterla in discussione! Con un pizzico di rammarico devo comunque rimarcare che l'eliminazione di oggi è l'ennesima dimostrazione che, purtroppo, la correttezza, l'ospitalità e l'onestà non pagano! Esce sconfitto, in verita', il nostro modo di interpretare eventi come questo! La colpa, in proposito, è solo mia perché imponendo comportamenti ispirati esclusivamente al nostro Codice Etico ho finito per penalizzate i ragazzi che invece avrebbero avuto meriti e qualità per andare avanti!". Il riferimento del Presidente e' evidentemen-

te rivolto al comportamento dei dirigenti e dell'allenatore della squadra pugliese che - dopo la tanto declamata volonta' di ricambiare l'accoglienza ricevuta (come e' stato riportato nelle varie interviste), sebbene la intera comitiva del Manduria sia stata ospitata a cura e spese dei nostri dirigenti presso l'hotel Kennedy, con trattamento di pensione completa interamente a carico dell'A.S. Roccella - hanno pensato bene di rivedere i loro buoni propositi limitandosi ad indirizzare la nostra comitiva presso una struttura da loro indicata con la quale il nostro staff ha dovuto concordare costi e condizioni e sostenere ogni spesa!! tratto da www.asroccella.it

Intervista al giovane Calori a RNP: "Reggio piazza talento Michele Raso ambita, a breve incontro con Foti"

Michele Raso 19 anni laterale sinistro tanta corsa ottima tecnica e tanta voglia di continuare a crescere . Dopo la brillante stagione nel Marina il forte laterale si gode un periodo di relax tra mare e montagna aspettando di conoscere quale sarà il suo futuro nel prossimo campionato visto che il prestito al Marina di Gioiosa si è concluso qualche mese fa .” È stato un anno molto importante per me, perché ho avuto la possibilità di giocare con continuità dimostrando quali sono i miei punti forti, Marina di Gioiosa è una seconda casa per me mi hanno accettato tutti sin dall'inizio, parlo sia della dirigenza, che dei compagni e del mister Scigliano a cui devo moltissimo per quanto riguarda la mia crescita “. Il ricordo più bello della stagione in giallorosso ? “Il derby vinto 3-0 contro il Gioiosa Jonica , io ho dato moltissimo in quella partita, sentivo la pressione del pubblico e dei compagni, ma sono dell'idea che siamo stati sempre più gruppo dei nostri "cugini" e sia all'andata che al ritorno l'abbiamo dimostrato giocando due grandi incontri facendo divertire i nostri tifosi che ci tenevano tantissimo a vincere questo derby. In più anche essendo di Siderno ci tenevo a vincerlo anche io come tutti gli altri miei compagni”. Il suo futuro potrebbe essere ancora giallorosso ? “Marina di Gioiosa come ho sempre

detto mi ha dato moltissimo, mi ha fatto crescere e migliorare, dato le difficili condizioni che ho col cartellino è difficile tentare un reinserimento in squadra per la prossima stagione, ma comunque i campionati si sono conclusi da poco, c'è tempo e spero di fare la scelta giusta, poi mai dire mai nella vita” Viene considerato un jolly, quale ruolo privilegia in modo particolare ? “Ho iniziato a giocare come esterno di centrocampo, per poi continuare come terzino sinistro, quest'anno mi sono alternato moltissimo anche come mezzapunta o come centrocampista centrale, ma date le mie caratteristiche che sono quelle della dinamicità e della corsa, resto sempre vicino al fatto che sono portato per fare l'esterno alto o basso, posso dare un grande aiuto alla squadra sia nella fase offensiva che difensiva comunque mi adatto facilmente a qualsiasi ruolo in campo. Mi auguro di poter giocare in categoria superiore anche se sarei molto contento di rimanere anche a Marina in quanto ho trovato un gruppo straordinario e con la società mi sono trovato molto bene”. Nei prossimi giorni quando inizierà ad entrare nel vivo il calcio mercato si conoscerà meglio quale potrebbe essere il futuro di Raso che insieme a Patrizio e Carbone sono i pezzi pregiati del prossimo mercato dilettantistico. Nicodemo Barillaro

Il candidato numero uno esce allo scoperto. Subito dopo l'ufficialità della separazione con il Brescia, Calori ha parlato a RNP della (concreta) possibilità di trasferirsi in riva allo Stretto: "Inutile nascondersi, so dell'interessamento del presidente Foti nei miei confronti, fa piacere sapere che il proprio lavoro è stato apprezzato altrove. Io prossimo tecnico amaranto? Ancora è presto, prima devo incontrarmi con il Presidente. Adesso mi trovo a Gubbio per le final eight Primavera, nei prossimi giorni parlerò di persona con Foti e il mio futuro sarà più chiaro". L'incontro tra Calori e la società amaranto potrebbe verificarsi domani o nel fine settimana, nel frattempo l'ex tecnico delle rondinelle elogia l'ambiente amaranto: "Reggio Calabria è una piazza ambita, so che l'anno prossimo la società compie cento anno è c'è entusiasmo tra i tifosi". Già cercato in passato dal presidente Foti, Alessandro Calori è vicino a essere il successore della coppia Dionigi-Pillon, decisivo sarà il confronto diretto. L'ultimo ostacolo sembra essere quello relativo alle ambizioni e alla squadra da allestire, lo stipendio del tecnico toscano infatti non costituirà un problema, un accordo di massima è già stato raggiunto. Rimane sullo sfondo la candidatura di Atzori, presa in considerazione in caso di fumata nera con Calori. Lorenzo Vitto - rnp

Fossa dei Leoni:

oggi visita all’AssoPotenza

Oggi la Fossa dei Leoni di mister Francesco Romeo, si recherà a Potenza per incontrare i pari età che partecipano alla fase finale nazionale del campionato “Giovanissimi”. Domenica prossima i sidernesi riceveranno al “Raciti” il Calcio Sicilia che, nella prima gara del triangolare, si sono imposti per 6-0 nei confronti della stessa compagine lucana. Una partita senza storia quella vinta dai Giovanissimi Campioni di Sicilia. Per i giovani sidernesi la possibilità di inseguire il sogno della passaggio alla fase successiva. Gli ostacoli saranno tanti ma sicuramente tutti i ragazzi daranno l’anima pur di regalare altre soddisfazioni ai propri dirigenti che ovviamente sperano di collocarsi tra le prime squadra italiane di categoria. Il “sogno continua”, forza “leoni” andiamo avanti. a.t. DOMENICA 09 GIUGNO 2013

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Parlando

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SPORT PROMOZIONE

Premio StadioRadio 5° edizione: il 15 Giugno sul palco anche Di Finizio del Rende e Parrotta del Guardavalle Cresce l’attesa in vista della cerimonia di premiazione che si terrà il prossimo 15 Giugno, quando a Bovalino, verranno incoronati i migliori del campionato di Eccellenza 20122013. E’ la quinta edizione del Premio StadioRadio, organizzata dalla redazione di StadioRadio.it, manifestazione patrocinata dalla Lega Nazionale Dilettanti Comitato Regionale Calabria, dalla Provincia di Reggio Calabria e dell’Amministrazione Comunale di Bovalino, che si terrà in piazza Camillo Costanzo a Bovalino Marina. Su un palco istallato per l’occasione saliranno i migliori dell’ultimo torneo di Eccellenza, ma non solo, infatti sono molte le sorprese e i riconoscimenti che verranno consegnati

durante il corso della serata. I vincitori per i premi in concorso sono: Alessandro Occhiuzzi (Roccella) miglior Portiere, Oliva Giuseppe (Roccella) miglior difensore, Sergio Lombardo (Nuova Gioiese) miglior centrocampista, Marius Pascu (Nuova Gioiese) miglior attaccante, Marco Sorgiovanni (Roccella) è il miglior under, Francesco Ferraro (Roccella) miglior Allenatore. Per la categoria arbitri saranno premiati Cosso di Reggio Calabria, mentre per gli assistenti Sifonetti di Rossano, Sciammarella di Paola e Sorrenti di Taurianova. Molti i premi fuori concorso come quello alla carriera che verrà consegnato a Francesco Parrotta del Guardavalle e

quello consueto della Gazzetta del Sud che premia la giovane promessa, riconoscimento che andrà a Livio Di Finizio del Rende. Un’altra nota va spesa per una consegna speciale che si terrà la stessa sera, infatti sul palco di StadioRadio salirà anche la O.N.L.U.S. “un'azione per un sorriso” associazione che si occupa di beneficenza nel territorio calabrese, la stessa mette in vendita, con aste su ebay, le magliette indossate da calciatori testimonial della ONLUS, e con il ricavato si finanziano diversi progetti. Si va dall' acquisto di defibrillatori alle donazioni presso le varie strutture sanitarie. Tra i tanti testimonial anche l'ala del Torino e della Nazionale Alessio Cerci, fresco di convocazione per la

Confederation Cup. Per l'occasione "un'azione per un sorriso" donerà un defibrillatore alla scuola calcio Don Bosco di Monasterace, un altro bel momento in una serata ricca di tante altre sorprese. La manifestazione, ormai un cult del panorama dilettantistico calabrese, si avvia ad un altro grande successo di pubblico e mediatico, in una edizione interamente dedicata ad Eugenio Cuzzocrea, Assistente capo presso il Commissariato di P.S. di Bovalino oltre che Commissario di Campo della FIGC, scomparso prematuramente a soli 46 anni lo scorso 17 Febbraio. lr

BUONA LA QUARTA STAGIONE

Amatori Mammola ok Si e conclusa la quarta stagione consecutiva dell'amatoriale Mammola calcio 2012/2013, che si sono posizionati al settimo posto non ripetendo i campionati precedenti dove si erano sempre collocati al terzo posto, i troppi infortuni e le numerose assenze la causa di questa posizione nella stagione da poco conclusasi . Il presidente Luigi Giovinazzo è contento della stagione che la sua squadra ha disputato : “ Abbiamo anche in questa campionato ottenuto dei buoni risultati, sono contento che abbiamo costruito un ottimo gruppo che è destinato a crescere. Durante la stagione abbiamo istaurato un ottimo rapporto con tutte le squadre del torneo consolidando anche il gemellaggio con i Giovanotti Siderno dove siamo riusciti a creare un ottimo legame che vogliamo ulteriormente consolidare. Il

gruppo è l'elemento principale. I risultati positivi non fanno altro che rafforzare il nostro legame, ma la nostra vera forza è l'amicizia che ci lega da tanti anni. Ci incontriamo sempre anche al di fuori del calcio e siamo quasi tutti amici di infanzia. Chi viene da noi a giocare viene accolto in una vera famiglia: è questa la sensazione che si ha quando ci si allena e si gioca qui”. Inoltre di positivo c'è da registrare anche il comportamento corretto di tutti i componenti della squadra con una sola espulsione durante la stagione a tal proposito la vice presidente Arianna Neve ringrazia tutti : “ Ritengo opportuno al termine della stagione di ringraziare tutti i giocatori per il rispetto delle regole e il fair play che rimane la componente principale della nostra società, sapendo che anche in questa

stagione ambiamo per la conquista della coppa disciplina, un trofeo che ci appartiene avendolo vinto nelle precedenti stagioni. La nostra è una realtà sana e fatta di valori veri: siamo per il calcio pulito e le tradizioni. Odiamo tutto ciò che è rappresentato dal calcio moderno e cerchiamo di mantenere questi valori all'interno della nostra società”. Si è conferma bomber della squadra Domenico Bruzzese che ha realizzato 18 reti senza calciare rigori,l questa appena conclusasi è la sua migliore stagione realizzativa nel campionato amatoriale. Da segnalare anche le positive prove del libero Francesco Agostino, Nicodemo Giovinazzo e del capitano Salvatore Giurleo .Intanto si pensa già alla prossima stagione 2013/ 2014, dove vengono riconfermate le cariche dirigenziali, e

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Bovalinese: che ne sarà? I soci si dimettono in blocco "Dopo una serie di incontri tra le persone che hanno aderito all’azionariato popolare, preso atto della scarsa partecipazione della cittadinanza all’iniziativa portata avanti con tanti sacrifici personali da una ventina di soci, considerato il netto calo degli sponsors commerciali ed il riscontro di sole tre persone all’appello lanciato con il precedente comunicato stampa dello scorso 5 febbraio, constatata la perdurante totale assenza sia del Comune di Bovalino sia dei referenti politici locali, che non hanno fornito il benché minimo contributo, né economico né personale (fatta eccezione per la consueta generosa parte-

cipazione dell’assessore Sergio Delfino e del consigliere Vincenzo Maesano) i soci dell’A.S.D. Bovalinese rassegnano in blocco le proprie dimissioni dalla società, manifestando la propria indisponibilità a far parte di un nuovo assetto societario. Gli amministratori, i politici locali, gli operatori commerciali, i professionisti e la cittadinanza di Bovalino sono invitati a prendere atto della decisione presa ed a manifestare il loro interesse per la prosecuzione dell’attività calcistica nel loro paese". La Dirigenza

l'innesto di nuovi soci, la novità riguarda il settore tecnico, la squadra sarà affidata a Checco Spatari, il mister Luigi scarfò avrà l'incarico di supervisore tecnico,ci sarà ancora il capitano Giurleo con l' innesto di nuovi calciatori ,e un nuovo sponsor. Per il futuro la società amatoriale Mammola calcio e stata inviata a partecipare ad un triangolare che si svolgerà a Maggio 2014 in Lussemburgo, con la squadra locale , la A.S. Chavanay, squadra Francese. Avviati i primi contatti con l'organizzatore del torneo Vincenzo Fiorenzi per la programmazione dell'evento, dopo la trasferta in Francia , i calciatori Mammolesi saranno impegnati ad onorare i colori viola in Lussemburgo dove esiste una grande comunità Mammolese. Nicodemo Barillaro

concreto nella realtà. La speranza del Catona Calcio non è quella di dar vita ad una fusione, ma bensì di trovare nuovi soci, che portino risorse economiche ed organizzative. L'alternativa, che stando così le cose assumerebbe i contorni della concretezza, riguarda la cessione del titolo: in tale direzione, dopo che l'interessamento del Bianco sembra ormai sfumato, una trattativa potrebbe sorgere con la Gallicese. Non resta che attendere dunque, col la consapevolezza che sarebbe veramente un peccato, se questa favola dovesse finire.

E' iniziato allo Sport Village di Catona il “1° Memorial” di calcetto dedicato alla nostra concittadina Anna Multari. Il torneo è organizzato dal Cral del Consiglio regionale della Calabria ossia il circolo ricreativo dei dipendenti del consiglio. Anna Multari, infatti, faceva parte del comitato direttivo. Da quest'anno si è deciso di dare inizio al “Memorial” e cosi martedì 4 giugno, per la prima giornata del torneo, erano presenti i genitori di Anna, la sorella Serena con il marito Rosario e la piccola Francesca che ha dato il calcio d'inizio al torneo. Ai genitori sono stati consegnati dal presidente del Cral, Franco Criaco, e dal componente, Enzo Romeo, la divisa del torneo con la stampa del nome di Anna (la maglia n.10) e una targa ricordo. Presenti tanti colleghi di Anna.

Antonino De Luca-rnp

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Catona, nuovi soci o cessione del titolo Fermarsi ad un ciclo straordinario, che nel giro di 4 anni ha portato i colori biancazzurri dalla Prima categoria ad una storica Eccellenza. Il rischio, in casa Catona, è molto concreto. La società reggina, scruta all'orizzonte nubi minacciose: continuare grazie all'impegno ed ai sacrifici del solito gruppo dirigenziale, è cosa ormai impossibile, anche perchè il paese, inutile negarlo, ha risposto in modo deludente in termini di partecipazione, mostrandosi quasi indifferente agli splendidi risultati della propria squadra. Di sicuro, le tante ipotesi di fusione avanzate in questi giorni, non trovano alcun riscontro

Un torneo per ricordare Anna Multari

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SIDERNO

Siderno:il caso “La face” e le riserve per l’iscrizione Ancora non sono state sciolte le riserve in casa Siderno. C’è da risolvere in primis la questione ormai nota dell’ex allenatore Filippo La face per la stagione 2011/12 che contrariamente a quanto pattuito all’atto della firma del contratto ha chiesto attraverso il deposito della vertenza economica circa 5.000,00 euro in più, rispetto al pattuito ovvero 7.500,00 omnia comprensivi delle spese di viaggio. Precisiamo che il mister ha firmato a dicembre perciò tale somma si riferisce a 4 mesi di attività. Da quando si è creato il calcio l’accordo economico che viene raggiunto con l’allenatore è inteso comprensivo anche delle spese di viaggio, altrimenti nel nostro caso, qualora l’allenatore avesse preteso oltre al rimborso spese per la gestione tecnica anche l’indennità chilometrica, certamente facendo bene i conti,

per la serietà che riteniamo di avere sempre dimostrato, avremmo affidato l’incarico ad un altro allenatore. Per di più, lui stesso, all’avvio della stagione appena conclusa aveva rinunciato di sua volontà a 1.500,00 euro da scorporarsi sui 7.500,00 e chiudere la passata stagione a 6.000,00, anche perché a causa di problemi di salute è stato assente per oltre un mese. Invece, nel momento in cui si è dimesso, per sua volontà, ha chiesto tutt’altra cifra. Il rammarico è che nè le autorità competenti né il Presidente degli allenatori hanno tutelato la nostra posizione. Noi riteniamo che la cifra giusta sia quella pattuita nel contratto e quella abbiamo intenzione di corrispondere. Se così non sarà, vista soprattutto la grande crisi economica che attanaglia la locride, sicuramente neanche iscriveremo la squadra al

prossimo campionato poiché non è giusto essere penalizzati in classifica per tali fatti. Preferiamo piuttosto non iscrivere la squadra e devolvere i soldi dell’iscrizione e che avremmo dovuto dare all’allenatore in beneficenza. Ricordiamo che dopo i D.A.S.P.I. inflitti ad inizio stagione, la società che aveva programmato la stagione, ha abbandonato la squadra a se stessa. Noi dirigenti che successivamente abbiamo preso in mano la “patata bollente”, facendo enormi sacrifici, l’abbiamo fatto solo per una questione di dignità e serietà nei confronti del paese che non meritava il ritiro dal campionato e quindi di fare una pessima figura dopo anni di storia. In questo momento ci sentiamo svuotati e abbandonati da tutti poiché nessuno ad oggi ha espresso vicinanza alla squadra. Per quanto ci riguarda il titolo spor-

Locri, la Giornata dello Sport in ricordo di Lello Franco L’Amministrazione comunale di Locri guidata dal sindaco Giovanni Calabrese ad una settimana dall’insediamento non ha voluto perdere l’occasione di celebrare la “Giornata nazionale dello sport” indetta dal Coni con la collaborazione dei propri comitati territoriali, quest’anno celebrata il 2 insieme alla festa della Repubblica, con lo slogan “Questa è l’Italia. Sogna, cresce, vince”. Nonostante i tempi ristretti, e dovendo posticipare la data dal 2 al 9 giugno, vista la contemporaneità della celebrazione del Corpus Domini, il sindaco Calabrese ha ritenuto doveroso non perdere un altro anno per celebrare questo importante momento non solo per gli sportivi ma per tutta la comunità. Si svolgerà dunque il 9 giugno sul lungomare di Locri, lato sud area parco giochi, dalle ore 17 e vedrà coinvolte tutte le società sportive di Locri e del comprensorio, con l’animazione musicale e allestimento mercatini ed esposizioni prodotti artigianali con la collaborazione dell’associazione Anthesterie. L’organizzazione è stata celere ma è stato semplice coinvolgere le società sportive, entusiaste di poter vivere questo momento. “È importante riprendere il cammino intrapreso con le società sportive- ha detto il primo cittadino locrese- e questa giornata segna un momento importante per tutti quanti. È nostra intenzione rendere questo momento l’appuntamento per tutti gli sportivi, associando alla giornata nazionale, tantissime altre progettualità”. Subito dopo la celebrazione della festa dello sport è, infatti, in programma un incontro con le società sportive perché insieme si possa dialogare e costruire insieme una città di sport. “Tutti i consiglieri – continua Calabrese- stanno lavorando per la realizzazione dell’evento, anche se in pochissimo tempo, perché questa giornata, quest’anno, ha un significato ancora più importante: sarà dedicata ad uomo di sport, a Lello Franco, scomparso prematuramente un mese fa. Alla sua famiglia rinnoviamo la nostra vicinanza e nel suo ricordo, come lui amava, Locri vivrà una giornata di sport ed aggregazione”. “Il programma – annuncia la consigliera Domenica Bumbaca, che sta curando gli aspetti logistici dell’evento, insieme all’assessore Giuseppe Fontana, e coinvolgendo le associazioni e le scuole con l’ausilio dell’assessore all’Istruzione Anna Sofia - prevede un intenso pomeriggio di attività sportive

dove ogni società potrà esibire la propria disciplina. Il parco giochi, grazie ai dipendenti comunali e a molti volontari, si trasformerà in un grande campo polifunzionale, dove si potrà giocare a calcio, basket, pallavolo, tennis, scacchi, correre e saltare, accompagnati dall’animazione e musica curata da Nicola Procopio. Ogni referente sportivo coordinerà le proprie attività e alla presenza delle Istituzioni, del delegato di zona del Coni di Reggio Calabria, professor Salvatore Papa, del delegato Locride Figc Carmine Barbaro, si ricorderà la figura dello sportivo e uomo esemplare del presidente Lello Franco, a cui la squadra del Lokron c5, dedicherà una partita.. lr

tivo è in regalo per chiunque ne faccia richiesta. Oggi è diventato difficile vivere dignitosamente figuriamoci fare calcio. Solo attraverso la disponibilità di tanti commercianti e imprenditori si potrebbe rivedere il discorso ma per adesso c’è il buio totale. Ci dispiace dire ciò ma è la verità e siccome non siamo abituati a fare pessime figure meglio non iniziare che iniziare vendendo fumo. Ci auguriamo che da qui ai primi di luglio qualche sidernese con a cuore le sorti della squadra dia il proprio apporto, anche materiale, perché si possa programmare una stagione a costo minimo limitando solo le spese per le trasferte senza rimborsi per i calciatori che di loro volontà vorranno aderire al nostro progetto. La società

Successo a Locri per il raduno delle Fiat 500

Si conferma un appuntamento di successo il raduno delle Fiat 500 che, per il sesto anno consecutivo, ha visto decine di appassionati “cinquecentisti” raggiungere la Città di Locri per celebrarne il mito attorniata da numerosi curiosi che hanno accompagnato la sfilata delle 500 per le vie del paese. Una passione, quella della 500, che nasce da due appassionati Mimmo Tallura e Roberto Longo che hanno organizzato il raduno che, in questa edizione, ha registrato tantissime adesioni e diversi altri che sono giunti nel corso della sfilata. Per tutti i partecipanti sono state consegnate coppe, targhe e riconoscimenti vari. Soddisfazione è stata espressa dagli organizzatori che hanno ringraziato gli sponsor privati l’ Amministrazione Comunale di Locri. DOMENICA 09 GIUGNO 2013

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Ricchi e povari Salvatore Filocamo (1902-1984) Stu mundu chi criau nostru Signuri cu la so’ menti chi non d’avi uguali, fu criatu cu li reguli e misuri: lu cielu, a terra, l’omu e li nimali.

Prima li beni eranu an cumuni ca l’omini n’tra iddi eranu uguali prìncipi non ndvia, mancu baruni non patruni, non do’, non principali. Lu prepotenti ‘ncatastau dinari senza cuntu, non pisi e non misuri e lu spagnusu, chi non seppi fari, si cuntentau mi campa cu l’aduri.

Siderno a passo di “gambero”: un passo avanti e due indietro Non è certamente un buon momento per Siderno. La nostra “città” ha sofferto, e sta soffrendo, il peso di una situazione di degrado e d'abbandono che viene veramente difficile sopportare ulteriormente. Il problema rifiuti è certamente quello più serio ma tra le emergenze più gravi sono da ricordare la cattiva depurazione che può compromettere quel poco di turismo balneare che ancora esiste , il dissesto idrogeologico che pesa come un macigno su molte zone del territorio e la stessa mancata applicazione della raccolta “differenziata” dei rifiuti. Queste sono le vere emergenze strutturali che si

accompagnano anche ad una forte disoccupazione, non solo giovanile, e ad un sistema economico in grave crisi che non sembra avere possibilità di ripresa anche per la pesante pressione fiscale che impedisce alle aziende di guardare al futuro con un minimo di speranza. Le banche cittadine e la loro politica creditizia, inoltre, colpevolmente, non consentono, ove si volesse tentare qualcosa, di dare “fiato” alle attività commerciali. Eppure basterebbe pensare ad una città forte di tantissime potenzialità che se opportunamente sfruttate potrebbero da sole creare sviluppo e occupazione e favorire un rilancio tanto auspicato

quanto disatteso per tantissimi anni. Basti pensare, ad esempio, alle presenze archeologiche di grande respiro, al potenziale turistico mare-monti che si può accompagnare ad un clima salutare che potrebbe diventare attrattiva notevole per gli anziani e soprattutto per gli stranieri, le qualificate possibilità enogastronomiche, la presenza di un artigianato di prim'ordine ed anche a taluni aspetti che potrebbero sembrare secondari, come il turismo religioso, il calore dei centri interni, l'innata ospitalità della nostra gente . Gli sforzi che si stanno facendo, la storia di Siderno, sembra ultimamente legata al

cammino di un gambero. Si fa appena in tempo a fare un passo in avanti che arriva subito qualcosa che ti porta a fare due passi indietro. Le reali “conquiste” negli ultimi anni sono state poche o addirittura nulle. Se non si interverrà su questi punti programmatici l'immagine di quella che poteva essere una delle cittadine turistiche piu' belle e piu' appetibili della Calabria non potrà che rimanere per sempre “offuscata” vanificando così tutti gli sforzi ed i progetti che una classe politica “illuminata” aveva portato avanti con decisione dalla metà del secolo scorso. Antonio Tassone

A proposito di incompiute: che fine farà il teatro comunale di Siderno ? Teatro comunale di Siderno: riuscira’ mai ad essere completato ? La struttura che doveva essere inaugurata piu’ di cinque anni or sono, e’ una di quelle incompiute che pesa enormemente sull’immagine ( o quello che ne resta…) della citta’, un tempo ,anche in questo campo, preciso punto di riferimento dell’intero territorio della Locride. Ubicata in una delle zone residenziali della citta’, la via Amendola, l’opera era stata pressocche’ ultimata sotto la gestione dell’ex sindaco Alessandro Figliomeni, ( 2005) tanto che si aspettava il tanto atteso taglio del nastro, anticipato, a quel tempo, da una serie di considerazioni positive indirizzate ad esaltare il suo disegno e la sua architettura in uno con la prevista tecnologia gia’ all’avan-

guardia. Una struttura su tre piani forte di 528 posti con spazi polifunzionali circostanti. Un’opera per la quale sono gia’ stati spesi quattro miliardi delle vecchie lire e che, adesso, e’ semiabbandonata nel centro della citta’. Dopo il suo insediamento il Commissario prefettizio Luca Rotondi aveva cercato di muovere le acque e,

sulla base di un preventivo dell’Ufficio tecnico comunale, aveva avanzato, alla Regione, una richiesta di circa tre milioni di euro per completare la realizzazione del Teatro. Una cifra enorme se si rapporta al calcolo iniziale che prevedeva che con i quattro miliardi di vecchie lire, o poco piu’, oggetti del primo finanziamento, l’opera sarebbe stata completata. Adesso bisogna rimarcare che se effettivamente la necessita’

finanziaria per il completamento dell’opera e’ quella riportata dai tecnici progettisti neppure i tre milioni di euro richiesti a suo tempo dal Commissario prefettizzio Luca Rotondi ( che peraltro e’ difficile vengano accordati dalla Regione) potrebbero bastare per il completamento dell’opera in quanto si continuerebbe a sottostimare la necessita’ finanziaria per il suo regolare completamento. Sin qui le notizie che si accompagnano all’ attuale situazione. Resta sempre da chiedersi se, con la crisi economica esistente, l’opera riuscira’ ad essere completata oppure se restera’ un’altra delle grandi incompiute della nostra terra. Aristide Bava

E mo’ pi chissu nui simu spartuti e simu ricchi e poviri chiamati: li ricchi ‘ngurdi e di novu vistuti li poviri addiunu e spinnizzati. Poviri e ricchi non simu ‘cchiù frati comu na vota nenti ‘cchiù ndi liga non paura i diu e non caritati lu riccu mangia e u povaru fatiga. E vui Signuri, chi tuttu viditi pirchi sti cosi storti i suppurtati? Dui sunnu i cosi: o vui non ci siti, oppuru vui di ricchi vi spagnati!

Progetto : "Imprenditori del riciclo" Il prossimo 12 giugno, alle ore 15,30 si terrà presso l’aula magna della scuola Media “Maresca” di Locri, la serata conclusiva del progetto “IMPRENDITORI DEL RICICLO”. Nel corso della manifestazione, gli alunni della scuola, dopo aver aderito all’iniziativa, racconteranno e si confronteranno sull’esperienza vissuta con amministratori, operatori del settore, docenti, genitori e cittadini e verranno consegnati i “riconoscimenti” alle classi ed agli alunni più “virtuosi”. Per l’occasione, il consigliere delegato dell’ASCOA (Associazione Regionale Piccola e media impresa) di Locri, Fabio Mammoliti, sponsor del progetto, ideato dalla scuola De Amicis-Maresca di Locri, in collaborazione con il Comune di Locri, la società “LocrideAmbiente” e il Conai, intende manifestare un particolare plauso per la importante iniziativa che ha riguardato tutti gli allievi del medesimo Istituto ( dalla scuola d’infanzia alla scuola secondaria) al dirigente scolastico, Dott.ssa Agata Alafaci, ed a tal fine, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Abbiamo inteso aderire con convinzione questo progetto, condividendone i contenuti, principalmente per due ordini di motivi: il primo è per le finalità educative in materia ambientale e, secondariamente, perché per noi dell’Ascoa, il settore delle “Green economy” potrebbe essere un importante “volano” di sviluppo del territorio con importanti risvolti aziendali ed occupazionali”. “ Attraverso la pratica quotidiana – continua Mammoliti - bisognerà concentrare gli obiettivi della raccolta differenziata ricavandone un modello efficiente per tutta la comunità in maniera tale che questo tipo di raccolta non venga più considerata come una cosa straordinaria ma il vero modello da seguire". "In questo- conclude - un ruolo fondamentale lo avranno le famiglie considerando che ormai è un obbligo collettivo interessarsi quelle questioni ambientali anche per andare incontro alla fase emergenziale in tema di raccolta e smaltimento dei rifiuti indifferenziati che purtroppo siamo costretti a registrare e che impongono una necessaria svolta delle nostre abitudini quotidiane”. lr

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BIBLIOTECA MERIDIONALISTA

Il maresciallo dei RR.CC.

Divenuto infallibile come il papa, non pochi magistrati - anzi la quasi totalità giurano in verbo marescialli con assoluta convinzione. Ipse dixit, come Aristotele.

GUIDO DORSO Se il prefetto costituisce l’architrave dello Stato storico, il maresciallo dei RR. CC. ne costituisce quello che gli architetti chiamano la voltina. Tutta l’Italia è divisa in una fitta rete di stazioni di RR. CC., comandate da un maresciallo o da un brigadiere a piedi o a cavallo poco monta. Ed a questo sottufficiale è affidata la vita e l’onore di tutti i cittadini italiani. Non c’è argomento o pratica, non solo politica o amministrativa, ma di tutta la vita sociale, che non vada a finire nelle mani di questi sottufficiali, che esercitano uno sconfinato potere e, quel che è peggio, senza possibilità di controllo. Se voi dovete concorrere ad un’asta pubblica, se volete partecipare ad un concorso per un pubblico impiego, oppure aspirare ad entrare in una scuola militare per divenire ufficiale, state sicuri che il buon esito della vostra aspirazione dipenderà soltanto dal beneplacito del maresciallo o del brigadiere del RR. CC. i quali, in mille faccende affaccendati, molto probabilmente affideranno l’incarico di assumere le informazioni che vi riguardano, ad un appuntato loro dipendente, milite, per definizione impromovibile. E questi non sapendo come fare, si rivolgerà al vostro vicino di casa, o all’abituale confidente, sicché voi sarete facilmente alla mercé dei variabili umori di queste persone. E questo abnorme potere, che si attenua soltanto nei centri burocratici e nei confronti di personalità troppo note per essere esaltate o diminuite a piacere, si estende nella sua massima espansione nei piccoli comuni e nelle campagne: specialmente nel Mezzogiorno, ove l’unica cura dei sottuffìciali dei carabinieri è quella di essere in buoni rapporti con i sindaci e con i deputati in carica, che, con il pieno assenso del prefetto, reg-

gono il mestolo della politica. Ma la cosa più sorprendente è che su questo schema organizzativo, che certamente non rasenta la perfezione, la rettorica regia ha costruito per ottanta cinque anni le sue insperate fortune. E dico insperate, perché il sistema dei capo-urbani, di borbonica memoria, che certamente non era migliore, non era nemmeno tanto peggiore, sicché si deve attribuire soltanto al giuoco delle derivazioni la fede inverosimile e grottesca che fino al 1943 si è avuta negli oracoli dei nostri bravi marescialli, i quali avranno fatto anche del loro meglio per giustificare l’integrale fiducia che in loro si aveva, ma, per deficienza culturale, e per essere inquadrati in un sistema politico-amministrativo certo non commendevole, verosimilmente non erano in grado di giustificare la fama di infallibilità che si erano procacciata. Eppure, il maresciallo dei RR. CC. era divenuto infallibile come il Papa, e non pochi magistrati - anzi la quasi totalità - giuravano in verbo Marescialli con assoluta convinzione. Ipse dixit, come Aristotele. E non poche volte Anatole France è stato di moda nelle nostre Corti di giustizia con le ironiche considerazioni che concludono il malinconico racconto del caso Crainquebille. Di fronte alla guardia municipale che asseriva di essere stata oltraggiata con l’apostrofe di vache, il presidente routinier optava per il potere costituito, e il grande scrittore non poteva non concludere: in quel tempo in Francia gli scienziati erano in ribasso. Il che è stato vero in Italia per ottantacinque anni, e forse lo è ancora. Ma il problema non è di natura tanto semplice, anche perché si è inciprignito col tempo. Il regime

fascista lo ha certamente aggravato […]. Poi è avvenuta la catastrofe e l’anarchia, e, nel grande sommovimento tellurico, che ne è seguito, la piccola ma robusta voltina è emersa tra i calcinacci, mostrando la sua intima connessione con

l’architrave prefettizio e con le altre principali strutture deIl’ edificio. La stazione dei RR. CC. aveva dunque un contenuto istituzionale, e la sua funzione di garantire la quiete pubblica ed assicurare il rispetto della legge penale a sten-

to riusciva a mascherare funzioni politico-istituzionali più importanti, che si esaurivano nell’oscuro e silenzioso compito di alterare continuamente i dati fondamentali della lotta politica, per assicurare la permanenza al potere di una classe politica ingloriosa e miserabile, abbarbicata alle colonne di uno Stato moderno nell’aspetto, ma feudale nell’intima sua essenza. È naturale, quindi, che oggi il problema si ponga in tutta la sua estensione e non v’è sforzo rettorico che possa impedirne l’impostazione razionale. Certo la conservazione inintelligente, di cui abbiamo altra volta discorso profitterà dei momenti di calma per rivarare il mito della «fedelissima» (a chi?) e per suggerirci l’ idea di non privarci dell’ausilio dei nostri simpatici marescialli. Ma non si tratta delle loro rispettabili persone, e la riaffermazione della loro buona volontà è inutile. Essi potranno anche essere sistemati in altri organi di polizia da crearsi, e potranno nel nuovo inquadramento dare esemplare prova della loro devozione al Paese. Il problema, perciò, non riguarda le loro persone, riguarda l’istituto […]. Se noi riusciremo ad abbattere l’architrave prefettizio, che anche osservatori stranieri hanno identificato come la chiave di voIta del sistema istituzionale italiano, noi non potremo lasciare in piedi la voltina che si appoggiava all’architrave e lo completava. Il popolo italiano deve poter articolare tutte le sue forze in libere istituzioni che non gli mozzino il respiro, e per la povera gente, soprattutto nel Mezzogiorno, le cellule rurali di polizia sono le più esose anche quando siano rette da bravi sottufficiali. («L’Azione » di Napoli, I3 novembre 1945).

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CULTURA E SOCIETÀ Marina di Gioiosa Jonica

La famiglia, un Legame per la Vita Le docenti del plesso di Possessione, Taverniti, Meleca, Piscioneri e Lavorata, hanno proposto agli alunni della Scuola Primaria del Plesso di Possessione a Marina di Gioiosa Jonica, il progetto extracurriculare “ La famiglia, un Legame per la Vita”. Il progetto ha avuto come obiettivo trasmettere agli alunni e ai genitori l’importanza del ruolo che la famiglia ha per ciascuno di noi. Con canti e versi in rima, sono stati resi evidente i ruoli e l’importanza che ogni membro ricopre nell’ambito familiare, inteso come nucleo allargato che include non solo genitori e figli, ma anche nonni, cugini, zii e tutte le persone che hanno un ruolo di supporto e di riferimento per la formazione educativa del bambino. Negli ultimi trent’anni, i cambiamenti socio-culturali che hanno caratterizzato le società occidentali hanno mutato il volto della famiglia, in molti casi destabilizzandola. Sono aumentate le conflittualità coniugali e di conseguenza le separazioni e i divorzi. È in queste situazioni di difficoltà che spesso entra in gioco la famiglia “allargata”: nonni, zii, fratelli pronti sempre a fornire sostegno al bambino o al ragazzo coinvolto nella conflittualità del rapporto dei propri genitori. Allargata, con un solo genitore o in crisi, la famiglia rimane comunque il pilastro fondamentale per ognuno di noi. È un punto di riferimento e una sorgente di valori essenziale, soprattutto in una società difficile e complessa quale quella moderna, in cui i giovani sono costantemente esposti a rischi quali droga e violenza, o a sentimenti e valori negativi quali chiusure verso gli altri e indifferenza. Genitori e alunni hanno accolto il progetto con grande entusiasmo e disponibilità, sia nella fase di preparazione sia durante la rappresentazione finale, cui hanno partecipato numerosi mostrando soddisfazione per il lavoro svolto. Anche il Dirigente Scolastico, Dottoressa Maddalena Laganà, si è complimentato con le docenti per il successo della manifestazione.

ANTONIMINA

«Volete che io vi narri un’eccellente Canzone? Questa canzone parla di Carlo Magno, un Re molto vigoroso e del Duca di Naimes, consigliere da lui tanto elogiato. I francesi non ebbero mai un consigliere così valido.... Ascoltatemi adesso se volete, vi narrerò una maestosa canzone»

La regione Calabria riscopre La Chanson d’Aspremont «La riscoperta di un’opera epica e preziosa come la Chanson d’Aspremont rientra nel recupero e valorizzazione del grande scrigno della cultura calabrese». È quanto ha affermato l’Assessore Regionale alla Cultura Mario Caligiuri nel comunicare la sua partecipazione del testo della Chanson d’Aspremont al convegno che si è tenuto sabato 1 giugno 2013 alle ore 11 presso le Terme del Comune Antonimina, in provincia di Reggio Calabria. Risalente probabilmente al XII secolo la “Chanson d’Aspremont” è composta da circa 10 mila versi in f r a n c e s e arcaico, mai tradotta in italiano. Secondo la leggenda, così come altre chanson de geste del ciclo carolingio, nate in Francia, veniva raccontata ai crociati che par-

tivano o tornavano dalla Terrasanta. Il racconto culmina nella battaglia in cui Rolando salvando Carlo Magno che stava

I nuovi progetti firmati Taranproject

Istituto Tecnico Paritario “G. Leopardi”

Due importanti esperienze formative Anche quest’anno l’Istituto Tecnico Paritario “G. Leopardi” di Siderno ha arricchito la propria offerta formativa con l’organizzazione di due importanti esperienze per i propri studenti che si sono rivelati per i ragazzi veri e propri momenti di crescita. Nel mese di maggio, gli allievi del triennio, nell’ambito del progetto “Students at work” hanno avuto l’opportunità di incontrare due funzionari dell’Agenzia delle Entrate, l’incontro, che si è svolto presso i locali dell’Istituto, ha visto i ragazzi diventare protagonisti di un progetto volto a favorire sempre più l’inserimento degli studenti nella vita sociale e nel mondo del lavoro. L’incontro si è svolto in tre diversi momenti, il responsabile dell’azienda ha fatto una digressione storica per descrivere la nascita dell’azienda, dopo ha tenuto una lezione sulla degustazione dei vini ed infine è passato alla descrizione dell’azienda sotto il profilo commerciale e amministrativo che ha interessato i ragazzi. Questa scuola vuole essere una risorsa per il territorio, promuovere uno scambio, aprire le porte cogliendo tutte le potenzialità e nello stesso tempo far sì che il territorio consideri la scuola un patrimonio da preservare. La scuola cerca ormai da tempo di dare un nuovo senso al proprio operato promuovendo una cultura della partecipazione che ha lo scopo di proiettare i ragazzi nel mondo del lavoro. A tal proposito, l’istituto, dal prossimo anno scolastico, nella sua offerta formativa ha inserito il Liceo Scientifico Sportivo. I frutti di questo lavoro si raccolgono ogni anno, quando gli studenti che raggiungono l’obiettivo diploma esprimono la piena soddisfazione per il percorso formativo compiuto che ha offerto loro validi strumenti.

per essere sopraffatto dal figlio del re saraceno, conquista la spada la Durendal, dai poteri magici. E Carlo Magno, ricono-

scente, lo investe come cavaliere proprio in Aspromonte. Durante il convegno, alla presenza di autorità istituzionali e rappresentanti del mondo della cultura regionale, è stata presentata una pubblicazione, curata a livello scientifico da Jacques Guenot e Vita Lentini dell’Università della Calabria. Nel testo sono state tradotte in italiano e in vernacolo calabrese le parti più significative della Chanson, corredate da suggestivi bozzetti. Quasi un fumetto per rimettere in pista una bella operazione culturale da proseguire magari con la traduzione integrale e una mostra mobile, «un’operazione culturale - ha detto Caligiuri - che intende trasformare l’immagine dell’Aspromonte da luogo oscuro in luogo di cultura, di musica, di vita».

Nizzardo e Barillà premiati a Gioiosa Jonica Gioiosa Jonica ha ringraziato Vincenzo Nizzardo e Chiara Barillà con una riuscita manifestazione organizzata dal Comitato Spontaneo popolare con il patrocinio del Comune di Gioiosa Jonica, della Provincia e della Regione. Vincenzo e Chiara sono stati straordinari in questo loro esempio positivo vincendo la competizione di RAI UNO Mattina in Famiglia tra i 32 “Conservatori italiani eccellenti a confronto” portando il Conservatorio “F. Cilea”di Reggio Calabria ad essere il primo Conservatorio in Italia. Alla fine Vincenzo e Chiara

hanno consegnato un premio alla RAI, portando il messaggio del Comitato spontaneo popolare di Gioiosa Jonica. Domenica sera nel Teatro di Gioiosa i due ragazzi hanno strabiliato il pubblico presente. Gli artisti sono stati premiati insieme a Francesco Barillà, direttore del Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria. Un ulteriore riconoscimento di “Maestro d’Arte” sarà conferito a Vincenzo Nizzardo oggi, domenica 9 giugno a Reggio Calabria da parte della Camera Regionale della Moda Calabria

Gli indiscussi maestri della musica popolare Mimmo Cavallaro e Cosimo Papandrea con i Taranproject sono ormai i protagonisti di un successo clamoroso. Alla guida di un vero e proprio movimento culturale hanno coinvolto la Calabria, raggiungendo oggi la meritata ribalta nazionale. Il prossimo 7 giugno, infatti, dall’Uliveto Principessa di Cittanova, partirà il Sonu Tour 2013, la nuova tournèe dei Taranproject. Grandi soddisfazioni per la band che si esibirà sui palchi di tutta Italia e non solo, da prestigiosi festival fino a gran-

di tour internazionali che comprendono anche quello australiano previsto per novembre 2013. Inoltre in autunno, la CNI pubblicherà Sonu, il loro nuovo album. È il disco della maturità per i Taranproject, un album nel quale la band mette insieme suggestioni, tradizioni, orgoglio e sogni di una terra pronta a riscattarsi attraverso una musica che sa di essere antica eppure moderna. Una musica che racchiude in se l’antico sentimento di un popolo e lo proietta verso il futuro attraverso il lavoro discografico che non mancherà di sorprendere tutti gli appassionati del genere

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A San Luca la premiazione della II edizione del premio di narrativa “La Giara” Presso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Corrado Alvaro” sono stati illustrati gli esiti finali della fase regionale della II edizione del Premio di narrativa La Giara, indetto da Rai e RaiEri. La tavola rotonda si è sviluppata sul tema: ”La scrittura creativa in Calabria”. Alla manifestazione hanno partecipato molti ragazzi della Scuola media. Presenti il Comandante territoriale dell’Arma Benemerita, col. Giuseppe Di Liso, il comandante della compagnia di Bianco Francesco Donvito, il dirigente

capo del commissariato di PS di Bovalino Giovanni Arcidiacono e vari rappresentanti della polizia di Stato e del Corpo forestale. All’incontro vi erano anche rappresentanti della Fondazione Alvaro, guidati dal vicepresidente e parroco di San Luca, don Pino Strangio, il quale nel corso del suo intervento, ha sottolineato la circostanza che la Regione Calabria non sostiene come dovrebbe, il premio della Fondazione che «ha varcato i confini d’Italia e tutti ci invidiano». Nel corso dei lavori sono stati esposti dati

sorprendenti sul numero delle opere presentate per la fase regionale, in base ai quali la Calabria figura nelle posizioni di avanguardia in Italia per produzione letteraria e volume di scrittura creativa. La dottoressa Paola Gaglianone, ha reso noti i nomi dei vincitori della sezione regionale per gli anni (2011 – 2012) e (2012 – 2013). Il premio, è riservato ad autori giovani, ed è, come ha ricordato il prof. Bozzo «un vero e proprio osservatorio capillare sulla narrativa giovanile, perché, ha proseguito, la letteratura è come

un’autostrada. Chi legge cammina e chi cammina cresce, conosce nuovi mondi perché un libro è come un lungo e affascinante viaggio». Per la dott.ssa Domenica Cacciatore, il dirigente scolastico, l’importante evento culturale ha rappresentato «un’occasione che serve a dare motivi di ulteriore divulgazione alla cultura alvariana come terapia propria dei mali di questa regione, ma anche come strumento di sensibilizzazione civile e come momento di amplificazione di una volontà di rigenerazione comunitaria.

Questo appuntamento è servito per rilanciare la necessità della creazione di una vera e propria rete istituzionale, che, dalla scuola all’università, alla Regione, al mondo della comunicazione e delle fondazioni culturali, ad altri soggetti come le associazioni e le autonomie locali, sia finalizzata a lavorare, in modo concreto e progettuale, in direzione del riscatto della Calabria, motivando in questo senso, la scuola, l’impegno del mondo delle nuove generazioni».

Misticismo, solidarietà, vicinanza

Un libro di padre Rocco Spagnolo Quest’ultimo lavoro editoriale, che verte sulla figura e l’opera di Fratel Cosimo Fragomeni, di padre Rocco Spagnolo, superiore generale della Congregazione dei Missionari dell’Evangelizzazione. La località, dove si svolge l’interessante vicenda umana e spirituale di Fratel Cosimo, è Santa Domenica di Placanica. In questo luogo, padre Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo della diocesi di Locri-Gerace, nella sua profonda e preziosa prefazione al libro, ravvisa la presenza del soprannaturale, che lo connota come “ambiente di preghiera e di riconciliazione con Dio”.

Il libro è un “omaggio a un amico speciale”, a Fratel Cosimo Fragomeni, francescano secolare, di cui l’autore è stato per tanti anni padre spirituale. Il Padre prende per mano Fratel Cosimo e ripercorre con lui nello svolgimento del libro tutte le fasi della sua vita, dalla prima apparizione allo Scoglio della Madonna, avvenuta l’11 maggio 1968, ai primi momenti organizzativi, all’accoglienza delle persone che frequentano il luogo, per trovare la pace, la salute dell’anima e del corpo e la speranza di una vita migliore. Nelle pagine del volume ci fa assaporare la quiete, la letizia e la propensione

ELEZIONI MISS E MISTER LICEO

Gabriele Sabbadini e Gaia Ursino conquistano la corona tanto ambita Grazie all'impegno dei rappresentanti d'Istituto del Liceo scientifico di Roccella Jonica anche quest'anno si è potuto svolgere il tanto atteso ballo di fine anno. A conclusione dei festeggiamenti però il momento più atteso: l'elezione di Miss e Mister Liceo Scientifico. In perfetto stile americano, l'aria di rivalità soprattutto fra le ragazze già da giorni fra i corridoi della scuola si tagliava con un coltello. Idem per i signorini, quintali di gel per il ciuffo perfetto, a prova di uragano, e vestiti dai colori sgargianti con l'immancabile cravattino. Che invidia hanno suscitato nei ragazzi delle classi inferitori che dovranno attendere il prossimo anno per poter essere ammessi a questo evento. A conquistare la fascia: Gaia Ursino che frequenta il secondo anno del liceo e Gabriele Sabbadini ormai diplomando dello stesso istituto.

alla preghiera, che dominano, si respirano e si avvertono nella “spianata di Santa Domenica”, stracolma di gente di ogni ceto e condizione, proveniente da ogni dove, nonostante la difficoltà a raggiungerla. Tutto è mirato alla “conversione del mondo” e a ciò sono finalizzate anche le preghiere composte da Fratel Cosimo. Succedono in quel luogo, aspro e selvaggio ma che, a volte, promana profumo di fiori, “fornace di Spirito Santo”, fatti straordinari, ordinarissimi per Fratel Cosimo che sa chi è il Fattore, che hanno dell’incredibile e del mirabile.

Dalle pagine del libro emerge che Dio si serve di gente semplice e umile, come il mistico dello Scoglio, che non ha sete di potere, che non ha alcun fine di lucro, per operare cose mirabili. È questo un libro edificante, composto di sette capitoli più la conclusione, scritto con uno stile sobrio, accurato e colto, dal contenuto profondo, ma accessibile a tutti, ricco di cultura teologica; esso va letto con attenzione. Affina il sentimento religioso, arricchisce di spiritualità mariana, induce alla meditazione e apre nuovi orizzonti nella ricerca di Dio, vivo, vivente e vivificatore.

Scuola e famiglia in dialogo Ricordando BRIGANTI

Sono trascorsi circa sei mesi da quando genitori, alunni, insegnanti e collaboratori della scuola primaria di “Donisi” hanno detto “Basta, vogliamo una scuola dignitosa e sicura in cui lavorare e studiare!”. Da tanti anni infatti, inascoltati cori di proteste si erano levate contro le istituzioni, che non hanno mai provveduto a rendere la struttura degna di essere chiamata tale. Tante promesse sono state fatte, ma non sono mai state mantenute. Anche quest’ anno scolastico si era aperto con le stesse prerogative ma quando si è iniziato a capire che le cose stavano riprendendo quella solita brutta piega, l’esasperazione è sfociata in protesta. Ci sono state anche porte chiuse e sembrava non arrivare mai ad un punto d’incontro. Poi finalmente uno spiraglio di luce con l’ospitalità e l’accoglienza da parte della comunità di “Vennarello”. Per circa due mesi, mentre il cancello della nostra scuola rimaneva chiuso, i bambini partivano con il pulmino per raggiungere l’altra sede dove potevano conti-

Massimo Troisi

nuare a svolgere le loro attività scolastiche. È stata la parola “COLLABORAZIONE” la protagonista di questa vicenda, un pò triste, che ha visto coinvolti genitori e insegnanti e che ha portato a sviluppare una serie di interessanti progetti. Si tratta del progetto di “Arte e immagine” e “Educazione musicale” dove alcune mamme esperte hanno dato il loro valido contributo, riscontrando tanto entusiasmo e gioia da parte dei bambini. Lunedì 10 giugno 2013 alle ore

10.00, gli alunni si esibiranno in uno spettacolo di fine anno, che li vedrà coinvolti in canti, balli e una breve rappresentazione teatrale. In particolare quelli di quinta in questa occasione, soffermeranno meglio lo sguardo sulla loro scuola, che finalmente dopo tanti problemi è rinata. Si congederanno con l’augurio che possa continuare a sorridere anche ai futuri alunni. Insegnanti e genitori della Scuola Primaria di “Donisi” DOMENICA

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Il giorno in cui Massimo morì, il 4 giugno del 1994, mi è rimasto impresso nella memoria. E' stato come vivere un lutto familiare. Massimo era capace di far ridere come pochi ma, al contempo, la sua ironia faceva riflettere senza risultare mai volgare, mai fuori luogo. Non aveva bisogno di ricorrere al luogo comune o di giocare sul filo del pregiudizio per suscitare facile ilarità, al contrario, la sua comicità era tutta volta a demolire i pregiudizi ed i luoghi comuni, perchè Massimo amava Napoli e Napoli, come sempre ha fatto quando riconosce una simile corrispondenza, ricambiava di un amore eguale e contrario. Massimo era un comico vero, un genio della risata come Totò ed Eduardo, ed anche se è morto troppo presto, quello che lui ha rappresentato e rappresenta per la nostra città non morirà mai


Parlando

di... Tutto sui motori

Arrivano gli ecobus Fiat per le vetture a metano e Gpl

La manutenzione di un veicolo a gas ha dei costi contenuti rispetto alla manutenzione di un normale veicolo. Fiat ha deciso infatti di concedere un ecobonus ai clienti che sceglieranno un modello Natural Power. L’offerta a benzina e metano comprende 500, Bravo, Punto, la nuova Panda e la Panda Classic, o EasyPower, la gamma di modelli alimentati a benzina e gplannovera Punto, Panda, Qubo e Doblò. L’ecobonus avrà un valore massimo di 5000 euro e, ovviamente, varierà in base al modello scelto. Per i modelli a metano c’è la possibilità di avere, oltre agli sconti fatti dalla Casa, l’esenzione del pagamento del bollo auto per cinque anni, arrivando ad un’esenzione totale per tutta la vita della vettura nel caso in cui il modello sia dotato di impianto OEM, ovvero installato in fabbrica come avviene per tutte le vetture Fiat Natural Power. Il costruttore, in ogni caso, consente la possibilità di accedere al finanziamento SAVA a 48 mesi con anticipo zero e TAN 0 per cento. Al lancio di

questa grande offerta, negli show room Fiat, sarà possibile osservare anche la 500L in anteprima, affinché gli interessati possano avere un preventivo. Per pubblicizzare ulteriormente questa campagna, la Fiat ha deciso di lanciare, come ormai consuetudine, una FacebookOffer. In questo modo, i clienti interessati potranno ordinare in anteprima la 500L Trekking con degli optional in più compresi nel prezzo. Il coupon per accedere alla promozione sarà scaricabile fino al 12 giugno direttamente dalla pagina ufficiale Fiat su Facebook e si accompagnerà alla cosiddetta “Google Offer”, cioè un’offerta specifica sulla 500L Trekking proposta agli internauti che cercheranno la parola chiave “500L” sul motore di ricerca di Google. Tramite il tasto “getOffer” si è indirizzati su una pagina dedicata dalla quale si potrà scaricare un coupon con offerta dedicata da presentare poi al rivenditore. Daniele Zindato

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Benny Nonasky:«Sono poesia e di questo mi alimento» Benny Nonasky è di origine cauloniese, ma attualmente vive a Torino. Finalista e vincitore di diversi premi. Attore e scrittore di teatro. Presente con performance di letture poetiche in diverse manifestazioni in Italia. Ha pubblicato (ottobre 2009) la silloge poetica “Nelle trasparenze caotiche di nuvola perpetua”, Ed. Montag, un quaderno poetico intitolato “Vestito a nozze, carne e trenta lamette”, GDS Edizioni e la silloge poetica “Imàgenes Trasmundo” per Albeggi Editore. È cofondatore della rivista online “Trasumanar” e gestisce un blog dedicato alla poesia, con video-letture e recensioni. Come inizia la tua passione per la scrittura? La prima volta che ho messo una penna su un foglio per scrivere una storia ero Kafka. Avevo quindici anni e tutto ebbe inizio credendomi Kafka. Mi trovavo a bighellonare davanti al banco di una mia compagna, quando i miei occhi caddero su di un libro, copertina spessa e blu, con su scritto, giallo oro: “America” di Franz Kafka. Presi quel libro e la mia compagna non lo riebbe più. Poi lessi tutti i suoi racconti e romanzi. E, meravigliandomi di quella scrittura così perfetta e magica, sentendomi posseduto dal suo spirito inquieto, ho cominciato a scrivere i miei primi racconti. La poesia è arrivata dopo. Diventando e apprendendo

e amando Neruda, Lorca, Darwish, Majakovskij e Ungaretti e altri centinaia di poeti. Con la poesia ho un rapporto intimo e incisivo molto più affine al mio modo di esprimermi e di interpretare il mondo. Ho trovato una sorella nei versi e nelle metafore. Ho e sto concentrando tutto il mio mondo (e il mondo esterno) nel riverbero della Signora Poesia. È diventata la mia voce. E come tutti: sono poesia e di questa mi alimento. Come mai hai scelto questo pseudonimo? Nonasky è un neologismo tra le parole “No” e “Narici” (Nasche in dialetto calabrese). Ho lavorato per diversi anni in una associazione di volontariato e mi è capitato spesso di essere a contatto col sangue altrui. Questo ha un odore acidulo e violento. Si insinuava nel naso e ci rimaneva per parecchi giorni. Allora ho pensato a tutte quelle persone che, per via di guerre e soprusi vari, sono quotidianamente a contatto col sangue e mi son detto: «Non basta la vista, il tatto, ci si mette pure l'olfatto? Allora è meglio non avere il naso». Ed ecco da dove deriva lo pseudonimo. “Sky” è un omaggio ai poeti rivoluzionari russi. Perché hai preso la decisione di andare lontano dalla tua terra? Per varie esigenze sia di crescita professionale, sia di problemi legati alla mia libertà

di espressione (nel criticare la realtà della mia terra, le sue lacune e sofferenze) censurata e vittima di varie pressioni da parte di gente mafiosa o con poca attitudine verso la legalità e il vivere sano, con pace e tran-

quillità. Avendo la possibilità ti piacerebbe rientrare in Calabria? Sì. Brani, poesie che tu scrivi sono frutto di esperienze vissute o immaginazione?

Quasi tutto quello che scrivo sono cose che vivo a livello sentimentale. Non tutto può essere visto con gli occhi. Ci sono cose che partono dal cuore e vanno avanti fino a diventare vita. Ma anche questo deriva da fattori scaturiti dall'esterno. Io scrivo spesso di morte e oppressione, parlo di China, Iran e Russia, di dittature e muri che dividono. Tutto questo lo so grazie ai giornali, internet, i miei contatti sul posto. Loro diventano dati che io trasformo in poesia. Diventando loro: il debole, lo sconfitto. Ho brividi ovunque quando sento certe storie. Mi immedesimo e divento bocca di chi non ha più voce per denunciare e far valere i propri diritti. Non do soluzioni: cerco di mettere in scena uno spettacolo che in molti tentano di evitare e di vedere. Lo chiamo Poetry Journalism. Questo è amore verso il mondo. E questo amore lo metto anche in quelle poesie dove è solo il cuore a parlare verso un altro cuore - che è mia musa e dea. Ma quell'amore ha un mondo a parte (sorriso). Progetti futuri? In questo momento sto scrivendo un nuovo libro di poesie, che uscirà nel gennaio 2014. Inoltre sto per finire diversi libricini con storie per bambini. E poi ho altri libri da scrivere, tanti spero. Sempre. Ilaria Ammendolia

DOMENICA 09 GIUGNO

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LA RIVIERA

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la Riviera

Gli alunni della 1ª C della scuola secondaria di 1º grado "Corrado Alvaro" ringraziano calorosamente Mr Frank per avergli fatto trascorrere una freschissima "full immersion" in lingua inglese offrendogli anche un gustosissimo gelato Grazie, I ragazzi della 1ª C

Minchia, faccio tutto io

Confermati nella fede e nell amore dalle parole di Papa Francesco ritornano in Calabria. Il gruppo guidato da Vincenzo e Nicola

La combriccola del Sisto

Messaggi nel

tempodi

Una volta giocavamo allo stadio Santoto Cocciobeo

Vincenzo e Cosimo se non ci fossero dovrebbero inventarli

Daniela Ferraro

La grotta della monaca E dalle profonde viscere della terra, l’impervia corsa verso la luce laddove si spalanca la grande fauce assetata di sole…..È la larga imboccatura della “Grotta della monaca”(CS) che si apre maestosa attraverso uno squarcio dei calcari dolomitici del Trias dominando, da circa 600 metri di altitudine, la valle del fiume Esaro. All’interno , ambienti dalle volumetrie e morfologie più diverse, dai più bassi e stretti cunicoli terminali alla “sala dei pipistrelli” fino all’ampio ingresso della pregrotta. Conosciuta da tempo ma mai esplorata a fondo, solo nell’anno 2000 le prime, sistematiche ricerche a cura dell’Università degli studi di Bari poi proseguite anche grazie all’intesa istituzionale tra Provincia, Comune e Parco Nazionale del Pollino sulle cui pendici si apre la profonda cavità naturale risalente a circa 3,5 milioni di anni fa. Le prime interessanti scoperte relative alla duplice funzione della grotta in età pre-protostorica: sepolcreto ipogeo ma anche miniera diretta allo sfruttamento di minerali di rame e di ferro (tra questi ultimi, la yuconite, miner le presente al mondo solo in Canada). Attente ricerche hanno infatti portato alla luce diversi utensili adoperati per l’attività estrattiva dai minatori di circa 20 mila anni fa (picconi in palco di cervo e in corno di capra, utensili in osso, mazze in pietra) che hanno pure lasciato impronte più o meno ben conservate sulle ampie superfici interne della caverna. Si ritiene, comunque, che lo sfruttamento minerario (iniziato tra la metà del V e l’inizio del IV millennio a. Cr.) si sia concluso nel corso dell’età del bronzo (II millennio a. Cr.) perché il luogo venisse adibito a finalità funerarie. Una ripresa dell’attività estrattiva potreb-

mente all’interno delle sue plaghe più remote per meglio conoscere, per meglio conoscersi poiché la storia, unica e vera maestra di vita, sempre, immancabilmente..docet!

Maria, Piero e l'adorabile figlia Jessica, la famiglia più vera che io conosca Un abbraccio Paola

Auguri a Giorgia per il suo compleanno Tanti auguri dai cugini Giuseppe e Laura

Viste le tante richieste che giungono alla redazione per la pubblicazione di foto di auguri, non riuscendo ad accontentare tutti, ricordiamo ai nostri lettori che le foto sono a pagamento

be essersi verificata in età post-medioevale alla quale probabilmente risalgono le gallerie artificiali della parte iniziale della cavità e realizzate con picconi metallici. Una fornita equipe di speleologi, geologi, archeologi, antropologi, zoologi sta ancora attivamente operando all’interno degli anfratti della roccia nel tentativo di svelarne ulteriori misteri mentre i turisti accorrono da ogni dove per ammirarne le stupefacenti bellezze. Ancora una volta il passato ritorna e l’uomo indaga febbrilDOMENICA 09 GIUGNO LA RIVIERA

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La Riviera n°24 del 09-06-2013