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CONTROCOPERTINA

Bollicine

Biondo Ape in

Caligiuri e Varacalli chi ha dato ha dato

Vittorio Sgarbi, Caligiuri e Varacalli foto tratta dal profilo facebook del sindaco Varacalli

Pare che il sindaco di Gerace Giuseppe Varacalli non sia rimasto del tutto soddisfatto della presenza estiva nella cittadella dell'assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, che ha goduto di un soggiorno pagato in un B&B e di un'accoglienza affettuosa a base di offerte di granite, cucina locale e di ossequi. Infatti, il sindaco, che si è beato di “photo opportunities” e della indubbia promozione d'immagine del suo Comune, avrebbe chiesto timidamente aiuto all'assessore regionale per una cooperativa di giovani, ma Caligiuri avrebbe svicolato consigliandolo di mandare avanti con quello che si ha in cassa (niente) quello che già si fa (poco).

Pavimento 1 Palazzo “De Mojà” a Siderno

Al “MoMa” di New York i ruderi di Montegiordano?

Alla mirabile facciata del restaurato Palazzo De Mojà di Siderno Superiore si contrappone l'estetica orribile della I ruderi ottocenteschi della Chiesetta della Madonna del Carmine a nuova pavimentazione interna: piastrelle rettangolari in Montegiordano, in provincia di Cosenza, si trovano abbandonati su un gres di colore antracite. Bisognerebbe mettere un cartello di terreno privato. Ciò ha stimolato un artista di origine bresciana e di adowanted, per individuare il responsabile di tale zione milanese, Francesco Vezzoli, a concepire provocatoriamente un obbrobrio, aggravato da un'altra bruttura: la progetto di “smontaggio” dell'architettura superstite per ricostruirla nel copertura con lastre di policarbonato di cortile del “MoMA”, il celebre museo di arte moderna di New alcune parti crollate, con inserzioni qua e York. Se nessun ente pubblico vieterà la demolizione del là di miseri travetti (“cervuni”) del vecchio manufatto, che probabilmente è bene storicotetto. Ma l'esimio professor Marco ambientale e quindi soggetto a vincolo, i mattoni Dezzi Bardeschi, progettista capo, e le pietre (come li scomporrà Vezzoli, pezzo a avrebbe consentito lo stesso sfrepezzo, senza far crollare il tutto?) andranno gio in un restauro a Firenze? dunque oltreoceano, mentre Voci di amministrazione avrebnel terreno di bero indicato l'ideatore in un Montegiordano rimarrà tecnico aggregato per sparsa per ricordo la calcigrazia politica. Sembra che la pavimentaziona. Come si fa per i Domanda: ne in cotto moderno della restaucadaveri cremati. quanto rata chiesa sconsacrata di San Ovviamente, è sono Giovanni a Gerace non sia andata a montata la protesta costate genio allo storico dell'arte Vittorio Sgarbi, della comunità all'erache dopo una visita avrebbe scagliato locale contro l'irio dea di far emigraimproperi contro i progettisti, alla presenza quelle re gli imponenti degli imbarazzati notabili locali. Se gli piastrelle resti della chiesa. anatemi di Sgarbi potessero “cogliee quelle Non basta già l'espare”, i cimiteri italiani sarebbero lastre? trio dei cristiani autocaffollati di tecnici del restautoni? ro.

Pavimento 2 “San Francesco” a Gerace

Un calabrese...di Pomezia alla biennale di Mosca Alla “Biennale” di Mosca, presso la Galleria delle Arti di Zurab Tsereteli e l'Accademia russa di arte, sono in mostra opere di venti giovani artisti italiani, uno per ogni regione. L'esposizione, che da qualche anno ha carattere itinerante, s'intitola: «Venti per una: venti regioni per un'Italia; venti artisti per una mostra. Uno sguardo Laterale». La Calabria è rappresentata dall'ingegno foto-creativo multiforme di Pietro Mancini: nativo di Tropea, però vive e lavora a Pomezia.

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Parlando

di...

LA SETTIMANA Tronista di uomini e donne stacca a morsi orecchio al cauloniese RemoRullo

Da uomo a puffo Lo strano caso di un turista e dei lavori per riverniciare il pontile di Siderno

Sabato mattina un bagnante nei pressi del pontile di Siderno appena uscito dall'acqua ha notato che il suo corpo stava subendo una metamorfosi, da uomo a puffo. Si trattava solo di un falso allarme in quanto il suo corpo si stava tingendo di blu per via dello sversamento della pittura usata dagli operai per ridipingere il pontile. Immaginate fosse successo in piena estate… i turisti avrebbero potuto scambiare Siderno per il villaggio dei puffi.

Rapinato portavalori a Melito Porto Salvo Stanno proseguendo le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria per individuare gli autori della rapina ad un furgone portavalori che si è consumata nei giorni scorsi a Melito Porto Salvo. Al momento non si ha nessuna novità in merito all'episodio. Tre o quattro malviventi hanno assaltato un furgone portavalori all'altezza dell'esercizio commerciale Lidl sul Viale della Libertà. Erano le 19.40 di una settimana fa quando gli uomini armati e con il volto travisato da passamontagna hanno preso di mira il mezzo blindato in una zona centrale

Mezzanotte di fuoco in via Marco Simone a Roma, lo scontro del secolo. Remo Rullo, cauloniese, nell'angolo destro del ring, al lato opposto l'ex tronista di “Uomini e donne” Karim Capuano, si sono sfidati in un incontro degno del peggiore di Mike Tyson, con tanto di orecchio staccato a morsi. L'incontro ha avuto luogo lo scorso 25 settembre e ad avere la peggio è stato il dell'orecchio di Remo Rullo. È stato lo stesso Karim Capuano, il cannibale, a raccontare l'accaduto nel programma di Barbara D'Urso “Pomeriggio5” e ad affermare:«spero che il mio insano gesto non resta indigesta la nostra amicizia».

Professore paga taglio di capelli a rate

del comune. La banda armata ha legato e disarmato gli occupanti del mezzo minacciandoli con delle pistole. Subito dopo la banda si è dileguata facendo perdere le proprie tracce. Gli agenti di custodia del mezzo hanno lanciato subito dopo l'allarme e dopo pochi minuti sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Melito Porto Salvo che hanno avviato le indagini. Secondo le prime ricostruzioni, il bottino della rapina sarebbe ammontato a 70 mila euro oltre alle armi degli occupanti del portavalori. Francesco Iriti

Due euro a settimana su un totale di otto. A Siderno, esattamente al salone barba e capelli denominato Woodstock, un professore dell'Istituto Tecnico Commerciale della principale cittadina della Locride , dopo aver preteso la fattura per l'intero importo, mostrando il portafoglio vuoto ha chiesto gentilmente al titolare dell'attività di poter saldare in quattro rate. Sorpreso il barbiere dopo aver arricciato i baffi e alzato le spalle ha acconsentito. La crisi si sente pure per i capelli. Addirittura in quelli dei professori. Ai tanti disoccupati conviene a questo punto diventare capelloni, naturalmente.

I nuovi vicepresidenti del Comitato piccola industria

Nel corso della seduta dell'organo di Confindustria Calabria, che si è riunito a Reggio sono stati nominati i quattro vicepresidenti per la piccola impresa, ma si è discusso anche di ciclo economico e programmazione comunitaria. Il presidente della sezione reggina, Filippo Arecchi: «Economia locale in profonda stagnazione, le risorse europee da sole non bastano». Alla riunione, coordinata dal presidente Aldo Ferrara, hanno partecipato i massimi rappresentanti degli organi provinciali del Comitato e i delegati, che hanno proceduto alla elezione dei quattro vicepresidenti, ciascuno dei quali espressione di una sezione territoriale. Si tratta di Paolo Falzea (Reggio Calabria), Demetrio Metallo (Cosenza), Alessandro Cuomo (Crotone) e Domenico Calafati (Vibo Valentia).

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la Riviera

Solidarietà militante ai morti di Lampedusa

CARTOLINE MERIDIONALI Antonio Calabrò

Il canale di Sicilia è la più grande tomba collettiva del dopoguerra..Nessuno sa dire con precisione quanti sono gli annegati tra quanti iniziano il viaggio della speranza. Noi, come Einstein, consideriamo tutti gli uomini appartenenti alla “razza umana” e ci sentiamo fraternamente vicini ai bambini, alle donne incinte, a tutti coloro che sono morti mentre tentavano la fuga dall'Inferno. Siamo calabresi, l'ospitalità, l'accoglienza è nel nostro dna, non facciamoci corrompere dalla mentalità consumistica rinnegando quel che siamo stati e quel che siamo. Accogliendo il monito del Papa , non chiudiamo le nostre porte, le nostre menti e i nostri cuori a chi bussa per aver salva la vita.. “La Riviera” ha condotto in passato questa battaglie di civiltà e di doverosa solidarietà verso gli ultimi della terra e con maggiore determinazione la condurrà nel prossimo futuro.

Navi dal futuro nella terra del passato Passano le navi alate dalle coste calabresi, oggi come allora, e quelle vele destinate a sparire in lontananza sono le illusioni che svaniscono come le stagioni, mentre respiriamo l'aria profumata di mare, incoraggiati dalla sola vista di velieri. Ci torna in mente Ulisse, ed il suo viaggio senza fine, e i mille pericoli superati e quelli ancora da affrontare, e la tenerezza del sogno supera la realtà, per questa terra amata, ricca di bellezza e di insidie, e di tramonti ogni sera da strappare al cielo e custodire tra le gioie.

Le notizie più lette della settimana su larivieraonline.com 1) LA CLASSIFICA DELL’ESTATE 2013. I PAESI DELLA LOCRIDE

2)

TRAGEDIA ROBERTO LEONARDO, UN’AGGHIACCIANTE COINCIDENZA

3) GIOIOSA JONICA: RAPINA IN PIENO CENTRO. ASSALTATA GIOIELLERIA MARI 4) LOCRIDE IN CRISI: PROFESSORE PAGA A RATE IL TAGLIO DI CAPELLI

Paolo Commisso: « Anche il Banco di Napoli scende in campo con il Jeremie per le imprese» Anche il Banco di Napoli avvia i fondi Jeremie per le piccole medie imprese regionali. L'istituto del Gruppo Intesa ha sottoscritto nel maggio scorso l'accordo quadro nell'ambito del Jeremie Calabria per un'azione congiunta della Commissione Europea e del gruppo BEI, Banca Europea degli Investimenti e FEI, Fondo Europeo degli Envestimenti, di concerto con l'Investment Bord Jeremie Calabria, presieduto dal dott. Paolo Commisso dal quale apprendiamo che anche il Banco di Napoli è pronto ad avviare la fase operativa di accoglimento delle domande di finanziamento e l'avvio della fase istruttoria e deliberativa. Le singole filiali distribuite sull'intero territorio regionale già nel mese di ottobre saranno nelle condizioni di avviare Jeremie e di ciò

darà grande evidenza lo stesso istituto anche sui mezzi stampa regionali per raggiungere la massima e più efficace comunicazione. Al programma del Jeremie, ci tiene a sottolineare il dott. Commisso, sono state ammesse dopo selezione della fondo europeo degli investimenti, oltre al Banco di Napoli anche

il Medio Credito Centrale che ha avviato la misura già partire da giugno scorso e già deliberato finanziamenti e fondi a favore delle imprese regionali. Nell'ambito del Jeremie sono ammissibili i finanziamenti destinati ad investimenti in beni immateriali (spese relative a costi capitalizzati per ricerca, brevetti, ecc.) e materiali quali impianti, macchinari attrezzature, ed il capitale circolante collegato ai suddetti investimenti nonché in relazione alla creazione, al sostegno o all'espansione di attività della di aziende nuove o già esistenti, quali, a titolo esemplificativo l'acquisto di scorte, il finanziamento dei crediti esigibili e forniture di servizi strettamente legati al ciclo produttivo e/o commerciale. Importo minimo del finanziamento e pari a

10.000 mentre quello massimo può raggiungere i 900.000. La durata massima è di 120 ti mesi per i finanziamenti ipotecari è di 84 mesi per i finanziamenti chirografari con la possibilità di un pre ammortamento. Sono ammissibili al finanziamento e quindi eleggibili le imprese piccole e medie come definite dalla Raccomandazione della Commissione 2003/361/EC con sede operativa o unità produttiva in Regione Calabria e l'iniziativa riguardi investimenti in una o più di dette sedi operative. Non si tratta di somme erogate a fondo perduto ma a tassi agevolati a parità di condizioni ordinarie e del più importante fondo rotativo mai costituito e destinato ad agevolare l'accesso al credito per l'impresa bancariamente meritevoli.

5) SIDERNO TENTATO FURTO IN UN BAR IN VIA GRAMSCI

6) DA UOMO A PUFFO: TURSITA RIEMERGE BLU DOPO UN TUFFO NELLE ACQUE DI SIDERNO

7) KARIM CAPUANO, TRONISTA DI UOMINI E DONNE, STACCA A MORSI L’ORECCHIO DEL CAULONIESE REMO RULLO

8) SIDERNESI FAI DA TE: DOMENICA CON LA PICHETTA

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COMUNI DELLA LOCRIDE

L’ASSOCIAZIONE METAFISICA FALLIMENTI. L’UNICO PRODOTTO COSTANTE DEL PALAZZO DEI PALAZZI che la logica della “mega opera” non paga. Sindaci vittime di un Stato che li ha abbandonati e che sì esso stes’elemento che debilita l’associazione dei sin- so evapora in organi sovradimensionati, cioè sovranadaci della Locride è quell’ipertrofia della zionali, che nulla sanno delle esigenze quotidiane della rappresentanza che aumenta la distanza fra Locride, oppure sindaci in qualche misura responsabili politica e territorio. Purtroppo, c’è poco da fare: della frattura con il comprensorio? Da quando viviamo nell’epoca in cui la democrazia rappre- Imperitura, primo cittadino di Martone, ha sostituito sentativa è chiamata a fare i conti con i suoi limiti Pietro Crinò alla guida dell’assemblea, il 19 giugno delinterni. E ancor di più la gente ne percepisce il l’anno scorso, le fasce tricolori, tutte insieme, si saranno malfunzionamento man mano che sale di livello riunite sì e no un paio di volte. Un po’ di più, ma non la posizione dei rappresentanti. Nel nostro caso, oltre le dita di una mano, le sedute promosse dal bracdal Comune al sovracomunale. Si dirà ma è nella natura di AssoComuni essere un organismo che sopravanza i singoli municipi. Giusto. Quindi che fare? La sciogliamo, come nelle settimane scorse ha suggerito qualcuno? Il punto è, prima di giungere a conclusioni nichiliste, se i sindaci se lo siano posto il problema del gap. Evidentemente, no. Allora, se la questione non emerge diventa assai difficile correggere il tiro e provare a rimediare. L’associazione dei primi cittadini si dimostra un

ANGELO NIZZA

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cio esecutivo dell’Associazione, vale a dire dal Comitato diretto da Giuseppe Strangio di Sant’Agata del Bianco, eletto il 31 ottobre 2012 al posto di Ilario Ammendolia. Si badi, la crisi di AssoComuni non è affatto da imputare in modo esclusivo ai suoi attuali dirigenti. Sarebbe davvero facile e pure banale. Tutto sommato, il carattere evanescente del Palazzo dei Palazzi c’è sempre stato, con differenze e attenuazioni, ma comunque tratto saliente del suo profilo. Ora, l’evanescenza sembra essersi cronicizzata, non lasciando spazio alla realizzazione di azioni sanguigne.

LA PRIME DONNE

L’associazione dei primi cittadini si dimostra un soggetto lunare. A volte squarcia il velo che nasconde la realtà proponendo documenti che tuttavia restano in cielo soggetto lunare, impalpabile, dai tratti metafisici. A volte squarcia il velo che nasconde la realtà proponendo documenti e risoluzioni che tuttavia restano in cielo senza mai incontrare la terra. Le ultime idee, risalenti ad agosto 2012, su ambiente, viabilità, sanità e le consuete parole chiave, costavano 300 milioni di euro. «Puntiamo al massimo per ottenere il minimo», fu la ricetta del presidente dell’assemblea, Giorgio Imperitura. La verità è

SOLO DUE ASSEMBLEE IN 15 MESI DI REGGENZA IMPERITURA Riparto da una delle ultime “scintille” di Pasquino, quando parlando dei sindaci della Locride, scrisse: “M’è venuto in sogno Giorgio imperitura e …” , ed io, nel riprendere il discorso sui sindaci non posso che ripartire da Pasquino. Per prima cosa vorrei spiegare ad Imperitura che noi non siamo suoi nemici, noi di mestiere facciamo i cronisti e spesso riportiamo le parole del popolo che lui non può, o non vuole, sentire. Del resto la cosa è molto semplice, caro Giorgio. Tu sei stato eletto presidente dell’assemblea dei sindaci della Locride il 19 giugno 2012, ora, dico io, se ci avessi messo impegno avresti fatto un’assembla al mese, mentre invece sei riuscito ad organizzarne solo 2 in 15 mesi. Che colpa ne abbiamo noi. Purtroppo questi dati si possono tradurre solo in un modo, si chiama gestione fallimentare. Come altro si può definire una gestione che non riesce neanche a far riunire i suoi associati. Io potrei sbagliarmi, e, se così fosse, tu potrai scrivere una lettera al giornale e dire quello che tu hai fatto e a noi è sfuggito. Per adesso e con i dati che abbiamo non penso che tu possa continuare a fare il presidente dei sindaci. Le risposte sul tuo operato le devi al popolo della Locride che sta vivendo una delle sue peggiori stagioni. Sarà la gente a giudicare le iniziative intraprese sotto la tua gestione dall’assemblea dei sindaci. La gente nel nostro territorio ha fame, sola e senza risposte su alcune questioni di primaria importanza: dalla sanità al lavoro, dai trasporti all’ambiente. “M’è venuto in sogno Giorgio Imperitura e …” Una Scintilla o un incubo? Rosario Vladimir Condarcuri

GIORGIO IMPERITURA, GIUSEPPE STRANGIO presidenti Assemblea e Comitato dei sindaci

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Un popolo orfano del suo vescovo. Due cattolici intervengono nel dibattito interno alla Chiesa

Locride, la “città” senza Dio GIUSEPPE GIARMOLEO 'addio di un vescovo che, per trasferimento, lascia la propria diocesi non interessa solo il mondo ecclesiale. Anche i nostri tempi secolarizzati richiedono voci autorevoli che sanno interpretare il disagio e dare speranza, ancor più quando la crisi economica-sociale è “completata” dalla sfiducia nelle rappresentanze politiche e sindacali. È quanto avviene anche nella Locride: crisi atavica resa ancor più grave dalla congiuntura nazionale e mondiale. Il riferimento a tale contesto sociale è necessario per comprendere il

L

CON IL TRASFERIMENTO A REGGIO CALABRIA DI MONS. GIUSEPPE FIORINI MOROSINI LA DIOCESI DI LOCRI-GERACE E’ RIMASTA SENZA IL SUO PASTORE SPIRITUALE.

particolare “peso” che ha avuto nei fedeli e nelle persone di “buona volontà” sia la conclusione brusca e inattesa dell'episcopato di Mons. Bregantini sia quella del troppo breve episcopato di Mons. Morosini. Le autorità religiose responsabili di tali decisioni hanno agito secondo precise e sensate logiche, ma ciò

non modifica le conseguenze che hanno avuto i due ultimi trasferimenti: sensazione di smarrimento, di sfiducia che rinforzano una mentalità collettiva che già non è incline all'ottimismo e all'operatività costruttiva. Forse, per consuetudine, alcune diocesi sono considerate di “passaggio” e altre “definitive”, di certo la Locride necessita di un Pastore che possa avere tempo per comprendere e agire. Un Vescovo, che come è avvenuto in altri periodi storici, sappia dare voce con autorevolezza e credibilità al disagio della nostra gente, interpretando e irrobustendo la speranza, il desiderio di non arrendersi, di “restare”. Ma un Vescovo interessato alla “questione sociale” non è realtà solo per i momenti di crisi, anche se in questi casi è particolarmente urgente: è realtà normale e coerente con i principi stessi del cristianesimo. La presenza del Vescovo, e della Comunità che presiede, nelle questioni “civili”non ha il senso di acquisire posizioni di potere, ma nasce dall'amore verso la persona umana, verso tutte le dimensioni della persona: naturali e soprannaturali. La Locride necessità di tutte le forze disponibili e interessate al Bene comune: l'area cristiana ha potenzialità inespresse ed è una di quelle realtà, non l'unica di certo, che può dare un contributo affinché si possa riprendere un cammino di crescita economica e civile. Riportare le persone, credenti e non, all'impegno per il bene di tutti è fondamentale: i cristiani, in modo particolare, devono riscoprire il valore dell'unità di vita: cristiani anche fuori dalle chiese! Infatti, il successore di Mons. Morosini potrà fare ben poco, aldilà delle sue capacità, se non avrà il sostegno di sacerdoti e laici: se dal Vescovo ci si aspetta chiarezza, coraggio e conferma nella speranza e nella fede, devono essere i laici a sviluppare azioni coerenti, nelle modalità che riterranno più opportune senza pensare a riesumare vecchie esperienze politiche unitarie che oggi non hanno più senso! E' urgente un impegno che completi quello personale che già molti vivono non solo in parrocchia, ma anche sul lavoro e in famiglia: un impegno da non svalutare e che rende la vita sociale migliore! Forse si può cominciare a cambiare qualcosa accettando l'idea che la Politica non è solo malaffare e realtà indegna di una persona onesta, qualcosa da tenere lontano dalla propria esistenza, ma può essere un campo di impegno anche per persone corrette: credere che ciò possa essere possibile è già cambiare in meglio!

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Forse, per consuetudine, alcune diocesi sono considerate di “passaggio” e altre “di carriera”. La Locride necessita di un Pastore che possa avere tempo per comprendere e agire.

aveva verificato che il “fumo di Satana”, per usare una celebre locuzione di Paolo VI, era riuscito a insinuarsi anche nella Diocesi. Monsignor Bregantini avrebbe dunque cercato di porvi rimedio, con qualche soluzione non esibita pubblicamente, immagino per dovere di misericordia verso qualche prevosto, qualche chierico o qualche laico intromesso. Già un vecchio sacerdote di Locri, il compianto don Santo Gullace, si era doluto con alcuni suoi ex - parrocchiani delle invadenze di certi laici, che a volte deformavano l'immagine della Chiesa nella pubblica opinione, e del cedimento di certi preti alle lusinghe dei richiami profani. Anche l'associazionismo cattolico, il cui compito è di testimoniare realmente e quindi di attualizzare il messaggio evangelico nei diversi contesti attraverso l'impegno di carità e i percorsi di formazione, rischia di essere usato in certi casi come una palestra di vanità, o peggio come una pratica di sottopotere, talvolta con l'accondiscendenza di qualche ministro di culto. L'universo cattolico soffre per il vento neo-

Attenti al fumo

di Satana

FRANCESCO D. CARIDI nota la “ricognizione” che Papa Francesco ha ordinato nella Curia vaticana per rimodellarla secondo la sua volontà risanatrice dopo i vari scandali mondani che hanno sconvolto la Chiesa, indebolendola, fino al “gran rifiuto” di Benedetto XVI. Ma si coglie nei moniti continui di Papa Francesco l'intenzione di risanare anche tutta l'organizzazione ecclesiale periferica, minata spesso da ambizioni, da vizi e da venalità, peccati talvolta accresciuti dalla presenza nelle strutture di servizio parrocchiale o diocesano di laici disinvolti che scambiano il manto della Chiesa per un grembiulino massonico, servendosene per finalità di carriera personale o per interessate mediazioni profane. Il vescovo Gian Carlo Bregantini, che ha operato nella Locride con solida fede e con chiari messaggi,

È

modernista, irenista e un po' esibizionistico che soffia tra le navate. Per di più si percepisce tra i fedeli uno stato di confusione che origina da messaggi contraddittori, da cedimenti dottrinari, da comportamenti non conformi alla tradizione, dal timore di non essere “politicamente corretti” sui temi etici e quindi di subire la censura o la riprovazione dai laici “illuminati”, che ne sanno una più del diavolo… Anche la comunità diocesana della Locride che fronteggiò nei decenni lontani pesanti offensive ateistiche e gnostiche, foriere di divisioni, oggi sembrerebbe impreparata a contrastare da una parte la secolarizzazione, dall'altra il proselitismo dei culti protestanti. Non dimentichiamo che la prima sfida della evangelizzazione cattolica è educare al “confronto con l'Assoluto”.

L’INNOVATORE PAPA FRANCESCO TERRA’ CONTO DELLA PARTICOLARE E GRAVISSIMA SITUAZIONE POLITICO- SOCIALE DELLA LOCRIDE?

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TERRA DI NESSUNO

an Leo è periferia, storicamente la meno mafiosa tra le contrade sidernesi. Forse proprio per questo viene violenta e sfruttata da tutti e i suoi cittadini non sembrano meritare la stessa considerazione degli altri.

S

a fiumara Novito è divenuta discarica e terra di nessuno in cui l'illegalità e l'inciviltà dilagano. È solo l'esempio più vicino, più visibile dell'incuria e dell'inciviltà a cui la Locride si sta abbandonando/abituando.

L

Uno zerbino

tra Siderno e Locri

ELEONORA ARAGONA Terra di nessuno, territorio di periferia lasciato a se stesso. Tra Siderno e Locri la fiumara del Novito, in contrada San Leo, è una zona abbandonata, senza legge e senza regole. È come lo zerbino sotto cui si nasconde la sporcizia. E guai a sollevarlo. L'abbandono e l'illegalità sono la chiara conseguenza del manifesto disinteresse di chi dovrebbe amministrarla. Lo stato in cui versa la relega ad un'appendice di poca importanza di cui ci si dimentica. Strade dissestate, polverose e con crateri che puntano dritti al centro della terra, talmente profondi da far pericolosamente barcollare i camion diretti all'impianto di trattamento degli rsu. Discariche a

cielo aperto con frigoriferi e materassi da far invidia alle raccolte straordinarie organizzate dai comuni. E una puzza nauseabonda che accompagna costantemente la vita della contrada e dei contradaioli. L'odore che tra spazzatura e depuratore impregna l'aria di un acre olezzo a cui si fatica a fare l'abitudine anche dopo anni. San Leo è periferia, storicamente la meno mafiosa, se così si può dire, tra le contrade sidernesi. Forse proprio per questo viene violenta e sfruttata da tutti e i suoi cittadini non sembrano meritare la stessa considerazione degli altri. I cittadini che vi abitano si sentono soli e vedono chiunque approfittare della posizione isolata della loro contrada per fare i propri comodi. Per esempio sei il proprietario di una betoniera e la devi

lavare, vai lì e non curante dei danni ambientali che provochi la sciacqui nella fiumara. Tanto chi ti vede in quel deserto di polvere e brecciolino. Per non parlare delle mille discariche di piastrelle, cucine abbandonate, mattoni rotti. E ancora, qualcuno pulendo il proprio terreno e/o giardino ha ben pensato di trasportare lungo la fiumara le erbacce estirpate. Come, d'altra parte, un altro mister X ha bruciato una palma e ha lasciato la carcassa carbonizzata a due passi dalla strada. C'è poi un silos inutilizzato, rotto, e lasciato al suo destino, come una vecchia betoniera della Fiat tutta arrugginita parcheggiata nello stesso punto da chissà quanto tempo. Tutto viene abbandonato in qualche angolo più o meno nascosto tra i canneti e gli argini delle fiu-

mara. Senza chiedersi se sia un comportamento corretto, civile, da buon cittadino. Semplicemente, forse, perché si è abituati a fare così. E nessuno può dire di non sapere in che condizioni versa quella strada, quella contrada. Tra il depuratore, l'impianto per il trattamento dei rifiuti, le serre e l'azienda di bitume c'è un via vai di operai che tutti i giorni constatano con mano quanto sia degradata quella zona. Per non parlare delle proteste dei contradaioli. San Leo non è l'unica contrada/periferia zerbino. La fiumara del Novito non è l'unica discarica a cielo aperto della Locride. È solo l'esempio più vicino, più visibile dell'incuria e dell'inciviltà a cui la Locride si sta abbandonando/abituando. DOMENICA

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Il lusso della semplicità emplicità, eleganza, cura dei dettagli e atmosfera familiare. Questi sono gli ingredienti base scelti da Eufemia e Enzo per accogliere i clienti del loro ristorante, il Minuetto a Locri. In ogni angolo il locale è stato studiato per mettere a proprio agio gli avventori e fargli vivere un'esperienza sensoriale. Aiutando a riscoprire il piacere di sedersi a tavola e dimenticare il solito tran tran quotidiano. Il sottofondo musicale invita alla conversazione e a dedicarsi completamente a gustare i piatti. Il cibo è il protagonista assoluto quando si varca la porta del Minuetto. Materie prime di stagione, di qualità e nessun insaporitore artificiale. Ogni mattina i cuochi preparano brodi di carne, pesce e verdure e poi sperimentano le ricette della tradizione rivisitandole con spezie e accostamenti inusuali. Anche la più classica delle paste e fagioli può diventare un piatto nuovo e ricercato. In cucina si usa solo olio extra vergine d'oliva di varietà autoctone calabresi, pasta Mancini e riso Acquerello, prodotti ottimi che vengono accompagnati da vini come il Montepulciano

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d'Abruzzo delle cantine Cirelli o della cantina Castello Romitorio di Montalcino, o ancora da vini rossi o bianchi della cantina cosentina Colacino. Vini che si possono gustare anche al bicchiere. La cantina segue la filosofia del locale e della cucina, sperimentazione e ricerca di prodotti emergenti ma che non hanno nulla da invidiare alle affermate e rinomate etichette. Una filosofia della novità che si lega alla tradizione per rivisitarla. Il Minuetto è una trattoria moderna. Una trattoria che avvolge con colori caldi e il sorriso e la genuinità del personale, ma che smussa gli angoli e acquista in raffinatezza e ricerca dei piatti. Il must di questo periodo sono i piatti con i funghi, rigorosamente aspromontani; le ricciole grigliate o al vapore; la pasta, fagioli e cozze. E i dolci freschi e unici come la mousse di ricotta con frutta secca e con gocce di cioccolato francese. Al Minuetto ogni mattina la cucina prepara Dolci, Pane e Pasta Fresca. Ottimo il rapporto qualità prezzo: il Minuetto guarda e vede famiglie, giovani e lavoratori. Proprio per i lavoratori è stato

pensato un menu pranzo, fatto di due pietanze a scelta, biscottini cannella e uva passa, cantucci e acqua, da 20 . E il pranzo domenicale, quello per intenderci a cui eravamo abituati da piccoli, quello in cui tutta la famiglia si riuniva e per cui nonne e mamme iniziavano a preparare alle 9 di mattina, è studiato e curato per farvi ritrovare quell'atmosfera unica che si crea in casa vostra. Il menù di oggi Domenica 06 ottobre propone: zuppa di ceci con crostini, crudo di parma e funghi porcini; pici con ragù di maiale nero al ginepro; “Peposo al Chianti Classico” (muscolo di manzo stufato al Chianti ed erbe aromatiche); patate montate all'olio extra vergine di oliva profumate al limone e, per finire, una Mousse di cioccolato al caffè. Per chi volesse il Minuetto può anche essere una piacevole alternativa al classico dopo cena, per trascorre un po' di tempo in pieno relax tra buona musica, un buon bicchiere di vino o di rum e magari gustando un dolce fatto in casa. Il Minuetto è la vostra trattoria, la vostra cucina, il vostro salotto. Il posto in cui ritrovarsi e sentirsi a casa propria.

Orario d’apertura Mattina 12:30-14:00 Sera 19:30-23:00 Chiuso domenica sera e lunedì

RISTORANTE MINUETTO Via Vittorio Veneto, 13 Locri Info: 0964/20884 - 380/4738413 Website: www.ristoranteminuetto.com Mali: info@ristoranteminuetto.com

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PRIMO PIANO

Nessuno può mollare entiamo il bisogno di sussurrare a Rocca di non farsi strumentalizzare. In questi giorni ho visto girare tanti avvoltoi sui nostri cieli. La tecnica è sperimentata ed ha avuto un successo costante nel passato: utilizzare i nostri drammi per denigrare la nostra Terra ed il nostro popolo. La “vittima” portata alla ribalta viene utilizzato al pari di un prodotto “usa e getta”.

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Rosario Rocca è una persona seria, matura e saggia, tocca a Lui decidere se restare sindaco oppure rendere operative le sue dimissioni . Umanamente comprendiamo il suo stato d'animo e quello dei suoi familiari, politicamente siamo sicuri che farà la scelta giusta: ritirare le dimissioni e tenere la difficile postazione che la nostra gente gli ha assegnato. Ne ha bisogno innanzitutto la Locride dove la sua presenza tra i sindaci è tra le poche a brillare in un universo che si va spegnendo.. Inoltre, sentiamo il bisogno di sussurrare sommessamente a Rocca( che è persona umile ed accorta) di non farsi strumentalizzare. In questi giorni ho visto girare tanti avvoltoi sui nostri cieli. La tecnica è sperimentata ed ha avuto un successo costante nel passato: utilizzare i nostri drammi per denigrare la nostra Terra ed il nostro popolo. La “vittima” portata alla ribalta viene utilizzato al pari di un prodotto “uso e getta” Usato per denigrarci e buttato per inquinare l'ambiente. Sono sicuro che questo Rosario non lo consentirà Personalmente, apprezzo molto la lettera del sindaco di Benestare, soprattutto nella parte in cui, rifiutando ogni vittimismo, mette sotto accusa la ndrangheta e la delinquenza di qualsiasi risma e natura ma , con altrettanta determinazione , individua le responsabilità dello Stato. Rosario sa che noi siamo stati impegnati in questi anni in una lotta difficilissima che molti hanno tentato di mistificare.. La delinquenza non è mai stata arginata dalla giustizia sommaria e meno ancora dalla violenza arbitraria dello Stato, anzi tanto più lo Stato è ingiusto tanto più i delinquenti trovano linfa e legittimità Una democrazia forte, una società giusta sono gli antidoti di una lotta efficace e vincente.. Nel mese di agosto , Rosario Rocca mi ha invitato a parlare nel suo Paese

durante una manifestazione in cui si rendeva onore ai quattro partigiani di Benestare che , con le armi in pugno, hanno combattuto al Nord la guerra di liberazione nazionale. L'unico sopravvissuto era seduto accanto a noi, legittimamente fiero, ed ha preso la parola per spiegare con accenti commossi le ragioni di una scelta che “ha ridato all'Italia l'onore e la libertà”. Quei giorni sono lontani. Oggi l'Italia è una Repubblica ed ha una Costituzione, ma ancora oggi soprattutto nel Sud, in Calabria, nella Locride bisogna “Resistere”. Resistere contro i delinquenti, resistere per cambiare lo Stato e riscattare il Sud. Rosario Rocca, in linea storica, ed in quanto sindaco di Benestare, è l'erede di quei partigiani del suo Paese che hanno difeso l'onore e la libertà dell'Italia. Ben più drammatica e coraggiosa è stata la loro scelta con il nemico di fronte ed un governo che li chiamava “banditi”. Mercoledì scorso ho partecipato alla manifestazione di Benestare ed ho avuto la stessa sensazione che , in precedenza, ho percepito in tutte i nostri paesi. Non siamo un popolo in ginocchio, né prono ai voleri mafiosi , quanto e piuttosto un popolo che non si riconosce in una classe dirigente usurpatrice che, salvo rarissime eccezioni, è senza dignità e senza onore. “Non mollare” era il titolo di un foglio clandestino che i pochi “fuorilegge” che resistevano alla dittatura fascista si passavano da una mano all'altra. Anche in loro nome vorremmo dire sommessamente a Rosario, se puoi, “NON MOLLLARE”. Ilario Ammendolia

Aund’è ‘u statu FRANCO BLEFARI Brusciàru 'n'atta màchina, stanotti, comu si usa ormai nta sti rupati; ma nugliu vitti nenti, ca non mpotti, ch'era tempu di lupi e venticati. Ma puru si vidìa, si stacìa ccittu, comu si usa ormai pa tradizioni, pacchì l'omu ch'è orbu è 'n'omu ddrittu, com'è chi simu, nta stu Meridioni. Tantu 'u sapimu tutti stu cuncertu, 'a solita preghiera e fiaccolata, ccocchj Cunsigghju cumunali apertu, spettandu 'n'atta machina…brusciata. Und'ennu i carbineri e li casermi, si nugliu rresta i latri e li briganti? Forzi, com''o guvernu, sunnu fermi, ca pur''a leggi è d''i politicanti! Und'è 'u statu cu li cambionetti, chi cacciava d''a buggia li catini? Ora no n'avi cchjù mancu manetti e mancu cu' si menti all'assassini… 24/06/2012

DOMENICA

( L'avevo scritta per l'ultimo automezzo del Comune di Benestare dato alle fiamme nel giugno di quest'anno, dopo l'incendio dell'auto dell'Avvocatessa Antonella Rocca, sorella del sindaco di Benestare. Ve la ripropongo - presago che il fatto si sarebbe ripetuto - con l'aggiunta delle ultime due quartine, scritta ora, dopo l'incendio intimidatorio dell'auto del primo cittadino, facendomi la solita domanda: il prossimo chi sarà? ).

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COLPITO IL SINDACO DI BENESTARE ROSARIO ROCCA CHE DENUNCIA : “ COME SINDACO SONO STATO LASCIATO SOLO A COMBATTERE CONTRO LE FORZE DEL MALE”. EPPURE, APPENA POCHI MESI FA, DALLE COLONNE DEL NOSTRO GIORNALE AVEVAMO ANTICIPATO CHE SE NON CI FOSSE STATO UN INTERVENTO AUTOREVOLE DA PARTE DELLO STATO, LA SITUAZIONE SI SAREBBE ULTERIORMENTE AGGRAVATA. MA NESSUNO CI HA ASCOLTATO.

THRILLER

ANCHE A BENESTARE: Gravidi di 'ndrangheta, gli zombi avanzano a cricche tra la gente perbene, attorno e lungo quella valle “sana” dei fuochi d'Ottobre

ERCOLE MACRÌ avevamo scritto il 20 gennaio scorso che Benestare era “Nera come il cuore di Satana”. Avevamo registrato che il virus submafioso stava contagiando uno dei pochi paesi sani a valle di Pietra Kappa; che qualcosa stava infettando quella bella innocenza all'interno di 800 case abbracciate strette le une alle altre come bambini che hanno paura di

L'

stare da soli; che, porcaccia miseria, a Benestare c'era lo stesso sentore di Bovalino 1970 e di Bianco 1980. Thriller: gli zombi avanzano tra la gente perbene. “Fermeremo quei balordi” disse allora il sindaco Rosario Rocca. Era appena tornato da Reggio, da quella Prefettura che rimbomba d'autorità, ma fa solo finta di mettersi dall'altra parte, che si affligge di protocolli, ma che invece nien-

te le sta a cuore, che non alza mai il sedere dal comando per raggiungere gli avamposti malati, ma fa piaghe nelle poltrone della burocrazia. Intanto, per l'ennesima volta, in un paese che avrebbe dovuto proteggere, che era stata invitata a proteggere, il tamarro ha sposato il pistolero. La somma di questi due subumani ti dà lo 'ndranghetista, pure nel caso, come sosteneva il mio professore di matematica Ezio

Marta, in cui ti sforzi a cambiare l'ordine degli addendi e, come hanno confermato più volte, Tano Santagata in tanti articoli coraggiosi e Franco Blefari in rime crudeli. L'unione Tamarro+Pistolero è uno stile di vita gravido di 'ndrangheta, di ragazzi che formavano cricche, che si muovono a frotte e sviluppano negli anni una gran capacità nell'individuare i punti deboli dei più deboli. Poi si organizzano, anche attorno e lungo quella che fu la meravigliosa

valle dei fuochi d'ottobre, attendendo il momento propizio per condensarsi in associazione mafiosa e farci discendere sottoterra, da Osiride, nelle tenebre delle mummie. Come zombi barcolleremo, cadremo a peso morto e, dal nostro corpo sconfitto, inutile, fuoriuscirà un pus dello stesso colore del peccato originale. Verde, mela verde.

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Polaroid

LOCRIDE

L’intervista

Filocamo Giovanni Mario

“Si è predisposto il rinvio di alcune udienze per consentire il ripristino di tutto. In materia civile abbiamo trasferito più di seimila fascicoli ancora cartacei, l'informatizzazione dei quali non si è fatta perché il Ministero ci ha inviato in ritardo i programmi per procedere. Ci vuole un pò di tempo, ho calcolato tre settimane per farlo e destinato un gruppo di lavoro che si occuperà solo di questo. Molti fascicoli devono semplicemente essere archiviati, ma con gli adempimenti necessari.”

Accorpare per cercare di razionalizzare le risorse EMANUELA ALVARO

«Decidere di ricollocare tutto a Locri condividendo il da farsi, significa razionalizzare meglio le risorse e rendere tutto più pratico. Un lavoro congiunto che nel tempo darà i suoi frutti, si opererà meglio e la gente avrà risposte più rapide». Il giorno prima del pensionamento con il presidente del Tribunale di Locri, Mario Giovanni Filocamo, si è parlato della chiusura della sede distaccata di Siderno, decisione non da molti considerata vincente. L'accorpamento della sezione distaccata del Tribunale di Siderno a Locri rientra in un piano di razionalizzazione degli uffici giudiziari che riguarda tutta Italia, dipendente dal decreto “taglia tribunali” numero 155 del 2012. Un decreto che per il presidente Filocamo tra le finalità da perseguire non ha solo quella di risparmiare, nell'ottica di una riforma che da tantissimi anni non si riusciva a concretizzare, ma che il Governo tecnico ha realizzato non dovendo dare conto ai partiti politici. «Della riforma delle circoscrizioni giudiziarie in Italia se ne parla da circa cinquant'anni senza mai essere arrivati a nulla. Revisione delle circoscrizioni perché la distribuzione sul territorio delle stesse è vecchia e non tiene più conto di una serie di mutamenti che ci sono stati nel corso degli anni che hanno reso alcu-

LIDIA ZITARA In queste settimane via Amendola e via Turati sono state clamorosamente rese senso unico in direzione nord. Siderno è una “catrica” per quel che riguarda il traffico e molte strade avrebbero bisogno di attenzione, di essere resi sensi unici o divieti di sosta, ma stavolta la scelta della direzione ha lasciato di stucco gli automobilisti ed anche numerosi esercenti di via Amendola e corso Garibaldi. Il nuovo ordine di tragitto impedisce infatti l’afflusso degli automobilisti in direzione mare, e la svolta a destra dal semaforo del Commissariato, oltre che il traffico da un semaforo all’altro (direzione Commissariato-Sbarre). Questo ha penalizzato fortemente molti esercizi commerciali che si sono rivolti ai tre commissari, al responsabile del settore urbanistica e a quello delle attività produttive. Per quanto riguarda i tre commissari, prossimi alla beatificazione per la loro instancabile capacità di “firmare”, possiamo dire

ni uffici troppo piccoli, insufficienti per servire un determinato bacino di utenza ed altri inutili perché nel frattempo il bacino di utenza si è svuotato». Siderno quindi accorpato a Locri per il presidente Filocamo è solo un piccolo aspetto di questa grande riforma nazionale, ricordando come in Piemonte sono stati accorpati al tribunale di Torino sette, non sezioni distaccate, ma tribunali. «Una volta erano presenti in quasi tutti i paesi della zona le Preture, ad un certo punto sono state accorpate a Locri perché da Preture mandamentali con una propria autonomia perdendo la stessa sono diventate “circondariali di Locri con sezioni

staccate”. A seguito della Riforma del giudice unico sono scomparse e accorpate al Tribunale di Locri. Da qui Siderno da Pretura è diventata sezione distaccata del Tribunale». Una sezione quella di Siderno che ha avuto competenze solo su alcuni affari giudiziari, per quanto riguarda il penale sui dibattimenti penali monocratici e per il civile le cause monocratiche. «A mio modo di vedere a Siderno non c'erano le forze necessarie e l'accorpamento serve per gestire meglio le risorse. Se noi avessimo avuto più personale di cancelleria, più mezzi materiali e più giudici allora forse poteva anche essere mantenuta, ma così non funzionava, nonostante gli sforzi del Comune di Siderno che devo dire essere stato esemplare da questo punto di vista, ampliando anche i locali. Ho preso questa decisione, nonostante il dispiacere di dover lasciare una struttura dove si lavorava bene con gli spazi necessari, ma i giudici trasferiti, non venivano sostituiti con la rapidità necessaria e questo portava ad un “congelamento” dei processi, non si riusciva a lavorare bene nonostante si cercasse di sostituirli con i magistrati ordinari». I problemi con il trasferimento ci sono stati e ancora ce ne sono, Il presidente Filocamo lo sottolinea, nonostante i quali lui pone l'accento sul fatto che l'attività non si è bloccata. «Il lavoro a Siderno

il giorno dopo è proseguito a Locri, ora si è predisposto il rinvio di alcune udienze per consentire il ripristino di tutto. In materia civile abbiamo trasferito più di seimila fascicoli ancora cartacei, l'informatizzazione dei quali non si è fatta perché il Ministero ci ha inviato in ritardo i programmi per procedere. Ci vuole un po' di tempo, ho calcolato tre settimane per farlo e destinato un gruppo di lavoro che si occuperà solo di questo. Molti fascicoli devono semplicemente essere archiviati, ma con gli adempimenti necessari». E sulle difficoltà manifestate dagli avvocati in più occasioni, prima che questa chiusura diventasse definitiva il presidente si dice convinto che la maggior parte dei professionisti abbia capito. «Chi si è ribellato sono non tanto gli avvocati in genere, ma quanti di Siderno a pensare che il venir meno della sede impoverisca il paese, quindi più per un affetto verso lo stesso che per altro. Capisco e mi rendo conto del loro punto di vista, ma questo stato di cose andava a discapito dell'efficienza». Nulla di ufficiale sulla destinazione dei locali, la triade commissariale ha prospettato la possibilità del trasferimento della Caserma dei Carabinieri, «noi stiamo cercando di fare in fretta per liberarli completamente i locali e dare l'opportunità al Comune di destinarla come meglio crede».

Siderno:il senso unico di via Amendola non piace ai commercianti

Scusi, ma per andare dove devo andare, per dove devo andare? che è molto probabile che la topografia di Siderno la conoscano solo da Google Maps, e che l’appello cadrà nel vuoto. Cosa succederà non lo sapremo. Ciò che possiamo dire è che la scelta della direzione è stata inaccurata e mal concepita, tanto che per giorni si sono viste automobili percorrere i divieti senza accorgersene, automobilisti incasinati in retromarce e manovre per uscire dal senso vietato, finché non si è resa necessaria una postazione semipermanente dei Vigili Urbani. Naturalmente il Commissariato ha diritto di

avere il parcheggio riservato, ma un divieto di sosta realmente funzionante sarebbe stato più comprensibile. Inoltre non si capisce perché accorpare a questa scelta via Turati (su cui il Commissariato ha l’uscita dei mezzi), che è abbastanza ampia da contenere macchine in sosta su ambo i lati e da andare in leggera difficoltà solo agli orari di entrata e uscita dalle scuole elementari. Venendo da Locri la prima strada utile per entrare a Siderno è via delle Magnolie, da cui si poteva svoltare in via Turati e inserirsi anche nell’intrico delle viuzze paesane.

Ora non conviene più seguire questo percorso, ma raggiungere il semaforo delle Sbarre e svoltare a sinistra, con conseguenti rallentamenti e ingorghi quotidiani. Naturalmente bisogna vivere osservando le regole, ma quando queste siano rispettose anche delle richieste dei cittadini. In particolare ci auguriamo che l’appello dei commercianti di via Amendola e corso Garibaldi sia accolto con celerità: la richiesta, poi, è minima: semplicemente quella di invertire il divieto. Una chiara testimonianza dell’infelice scelta.

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la proposta

Le “incompiute”di Siderno sono antiche almeno quanto la stessa formazione della Marina, ma non occorre andare troppo lontano nel tempo. Dagli Anni Sessanta in poi le “incompiute” sono troppo vistose per non essere viste. Se completate, potrebbero dar vita, dignità ed economia alla città. Ma non si sa se saranno mai completate.

cambiare Siderno

Altre storiche e attuali incompiute di Siderno Discutendo delle opere “incompiute” di Siderno non ci si può nascondere dietro un dito, con osservazione riduttiva (ché alle strutture non finite occorre aggiungere le opere pubbliche necessarie e ancora inesistenti). Le “incompiute” di Siderno sono antiche almeno quanto la stessa formazione della Marina, ma non occorre andare troppo lontano nel tempo. Nel 1900 a Siderno fu iniziata la fabbrica della Concattedrale, dedicata al Redentore, un santuario a croce latina che avrebbe occupato l'area dell'attuale Municipio, della scuola elementare Pascoli e del mercato coperto, un monumento di 60 metri di lunghezza (poco più corto, per ragionevoli motivi gerarchici, della cattedrale di Gerace, 76 metri), prestigiosa (e vantaggiosa) “incompiuta”, sulla cui area sono sorti poi i tre modesti edifici prima nominati. Negli anni Trenta del Novecento, persa la grande occasione della Concattedrale (che oggi sarebbe la Cattedrale della Diocesi di Gerace-Siderno) - piccola e cadente la chiesetta della Madonna di Portosalvo del 1809 - l'arciprete Raschellà pensò ad una nuova chiesa, della quale s'iniziarono subito i lavori ma, a parte l'intervallo bellico, quando nel 1946 ebbero inizio le sacre funzioni, la chiesa non era ancora ultimata e, nonostante la chiesa sia stata integrata di canonica e oratorio, l'edificio dell'ingegnere Foderaro è ancora una “incompiuta”. Sì? Sì sì! Proprio così: manca, in vetta al campanile, la cuspide prevista in progetto, mancanza che rende la torre campanaria come mozza, come se il velivolo di un kamikaze l'avesse decapitata. Nel sacro edificio sono state impiegate somme ingenti per integrazioni, decorazioni, consolidamenti e

opere di presunto comfort (la climatizzazione, però, è sotto pavimento, che contrasta con il precetto della Scuola Medica Salernitana: “Testa fresca e piedi caldi per tenere lontano il medico”). Ciononostante, neanche una piccola somma è stata destinata a concludere il campanile “acefalo”, decapitato. Nella metà degli anni Cinquanta

s'iniziò il muro di contenimento a valle del Lungomare. Dopo alcuni anni di pausa, per rinsaldare le finanze, il Comune continuò i lavori del Lungomare ma - da notare, eh! - il corso Garibaldi rimaneva una superficie lunare sterrata, diffusa di crateri, che spesso causavano i ruzzoloni dei tanti e malcapitati ciclisti di allora: un'altra

“incompiuta”, subordinata alla priorità politico-elettoralistica del Lungomare: “panem et circenses” (prima gli svaghi), rilevava sarcasticamente Giovenale! La pavimentazione del corso Garibaldi poi fu realizzata a tratti negli inoltrati Anni Sessanta. Di quel periodo sono, poi, “incompiute” troppo vistose per non essere viste che, se completare, potrebbero dar vita, dignità ed economia notevole alla città. Ma non si sa se saranno mai completate. Dal 1968 di là di piazza Portosalvo, oltre la ferrovia, una “incompiuta” soffoca l'ariosità del punto storico più antico della Marina da quasi mezzo secolo. Come mai nessun osservatore si accorge di questo baluardo, immenso cubo “spertugiato” da incalcolabili forature quadrangolari? Argomento tabù! Tuttavia, tra le tantissime “incompiute” vi è un'opera paradossale, la quale è compiuta ed incompiuta nel contempo, terminata nella sua soluzione tecnica, dimenticata e mai entrata in funzione. Si tratta della strada che corre dalla statale 106 a Vennarello, lungo l'argine destro del torrente Lordo, a valle della diga. Progettata e costruita no si sa per quale utilità (non tocca abitati, sarebbe stata un doppione inutile, parallelo all'antica strada di Vennarello), conclusa a fine anni Novanta (o primi del 2000), mai aperta allo sbocco sulla 106 Ionica, invasa da erbacce e sterpi, ora scomparsa alla vista ed all'utilizzo, opera terminata nella costruzione, “incompiuta” nella funzione: chi ne sa nulla? E forse gli esempi non finiscono qui: incompiuta anche la definizione dell'ex pastificio, a fronte mare nord, di cui La Riviera ha già scritto più volte. Vincenzo Papa

Opere senza opera PINO ROMEO Guardare all'incompiuto, cercare di comprenderne i perché, arrendersi o combattere per un'opera, un'idea, un qualcosa che vorremmo, che riteniamo utile, non è solo da attribuire alle circostanze o alla volontà politica di fare o non fare. È un momento nel quale una comunità, una popolazione decide di cosa ha bisogno per poter migliorare la propria qualità della vita, assicurarsi un adeguato quotidiano e guardare con fiducia al futuro. Riflessioni semplici, forse troppo e stucchevolmente scontate. Ma così non lo sono perché siamo in Calabria. Una terra dove tutto ciò che è scontato altrove si presenta sul terreno delle novità, delle eccellenze dichiarate ma spesso targate come tali solo perché ciò è politicamente corretto. Idee, quando manifestate, che si sovrappongono tra possibili opere e fantasie quasi disneyane. Idee estemporaneamente lanciate lì, lasciando il dubbio che siano più il risultato di un

capriccio piuttosto che di ragionati e condivisi obiettivi maturati all'interno di una onesta, consapevole strategia complessiva di rilancio di un territorio dove ogni singolo progetto è parte di un sistema. Opere da compiere, e quali, e quante? Non ci dovrebbero essere dubbi su ciò che serve, su ciò che manca e andrebbe realizzato o su ciò che esiste e andrebbe rivisitato, adeguato o ri-strutturato. Ogni anno si parla sempre di opere pubbliche. Pubbliche perché dovrebbero riguardare tutti, ma tutti se ne dimenticano se non coinvolti dalla necessità personale o perché cedono l'interesse ad averle alla apatica rassegnazione della stagnazione, non solo economica, ma ideologica ed ideale; un'impasse rimovibile, però, se l'opera esprime un interesse politico. Certo, non è una patologia solo calabrese, l'Italia insegna molto su questo. Tuttavia vi sono realtà, e la nostra non fa eccezione, in cui l'evidenza supera ogni limite, dove ogni cortina di elegante fumus progettuale è destinata a franare sulla realtà. E si

torna, così, alla domanda di sempre: opere incompiute o da compiere? In che modo? Per rispondere basta guardarsi attorno. Strade, con assi che non realizzano una piena integrazione viaria tra di esse, una costa dove la variante ai paesi che si succedono man mano sulla Statale stenta da anni a essere realizzata. Un territorio dove l'interoperabilità tra sistemi di trasporto si risolve tra una ferrovia anemizzata senza capacità di trasformazione in una sorta di metropolitana intercomunale ( quella jonica) e una Alta Velocità che si ferma a Napoli mentre a Torino si discute se la TAV Lione - Torino sia più strategica del completare l'asse Milano-Roma-NapoliReggio Calabria. Aeroporti che assicurano l'arrivo ma non la destinazione finale in tempi e modi ragionevoli. Un sistema portuale senza capacità di movimentazione perché non esiste una Alta Capacità di trasporto ferroviario per le merci o un cargo per i voli commerciali facendo si

che il cosiddetto transhipment si “areni” con costi poco competitivi - dalle nostre parti. Idee rocambolesche di ogni estate di portualizzare i comuni della costa magari con un bel getto di cemento per strutture foranee. Un modo di guardare “a largo” dimenticandosi delle maree e del loro andamento, pensando che l'erosione delle coste sia la conseguenza di un miraggio e non anche una risposta geologica del mare allo spazio sottrattogli, relegando a miseri orpelli paesaggistici le fiumane dimenticando, che in un lontano passato, ingegneri idraulici molto speditivi avevano realizzato con successo nel loro letto dei porti-canale. Opere incompiute? Una sanità demoltiplicata in reparti con degenze che spesso rispondono a primarie esigenze senza guardare al risparmio da perseguire nella rimodulazione dei costi con piani sanitari che investano nei reparti di Medicina d'Urgenza, che assicurino la tempestività dell'intervento, le capacità chirurgiche, la qualità diffusa dell'offerta del

servizio e l'assistenza a domicilio alle categorie più deboli. E così l'istruzione vista nella prospettiva di una formazione continua, qualificata e qualificante nell'offerta di capacità che siano assorbibili sul territorio offrendo competenze. Una formazione coordinata a possibili programmi di crescita che dovrebbe essere parte di qualunque disegno di progresso economico-produttivo. Ma ci sono anche delle opere. Poche e, in genere, eccellenze in solitudine perché pianificazione, progettazione, sistema, rete, integrazione, interoperabilità sono ancora oggi parole prive di senso pratico. Parole da lessico tecnico-mediatico sempre ben amalgamate in un politichese di circostanza che si consuma dal bar ai quotidiani mentre qualcuno, ogni giorno, dal finestrino di un treno, percorrendo una strada, aspettando che il figlio esca da scuola, o in attesa in una corsia o in un'astanteria d'ospedale immagina, fantasticando, le opere che vorrebbe.

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la Riviera Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri

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NOTE E SCHERMAGLIE

REPLICHE ALL’ARTICOLO DI DOMENICA 29 SETTEMBRE 2013

Comuni Archeologici di Qualità?...

Ecco perchè ci azzecca Locri Egr. Direttore, ringraziandoLa per lo spazio che vorrà concedermi, vorrei riportare alla realtà, storica ed attuale, alcune riflessioni comparse nell'edizione di domenica scorsa sotto il titolo "Comuni Archeologici di Qualità, che ci azzecca Locri". Senza intenzione di sollevare polemiche con l'autore delle stesse, mi preme porre l'attenzione su alcuni elementi oggettivi, difficilmente confutabili se non attraverso un'incauta e distorta visione degli ambiti territoriali dei comuni locridei, ma anche su alcune verità storiche mai messe in discussione. Si affermava nell'articolo che Locri moderna non ospita il parco archeologico di Locri Epizefiri, che, secondo l'autore, invece, ricadrebbe nel territorio di Portigliola. Da qui l'interrogativo "che ci azzecca Locri?" Ebbene, mi sembra di non affermare alcuna assurdità se dicessi che l'attuale Museo Nazionale ricade nei limiti territoriali locresi, e che stessa sorte è toccata ai resti di Centocamere, al Tempio di Marasà, al Santuario di Demetra, al Casino Macrì e numerose altre evidenze. Inoltre, mi pare sia noto a tutti che Il parco archeologico comprende sia Locri che Portigliola, ospitando quest'ultimo i resti del Teatro grecoromano, la Teca Marafioti, il Palatium in c/da quote S. Francesco, Torre Castellace e Torre Marzano, ecc . Dunque, la presenza anche di Locri, oltre che di Portigliola, all'interno dei comuni archeologici di qualità è legittimata da questa indiscutibile circostanza di carattere logistico, e non solo. Locri è presente a pieno titolo tra i comuni archeologici, oltre che per motivi logistico territoriali, anche per il legame storico dei fondatori dell'allora Neo Locri, poi Gerace Marina, poi Locri, con la antica colonia magnogreca. Legami evidenti che sono da individuare nella stretta relazione che i fondatori avevano con la millenaria Gerace. Si potrebbe forse negare che i diretti discendenti dell'antica Lokroi Epizephyrioi, a seguito

dell'abbandono del sito costiero, si trasferirono sulla vicina collina dove sorse Gerace? Si può negare che, a parere degli storici, per molti anni, e forse anche qualche secolo, la stessa diocesi (trasferita da Locri a Gerace) era prima indicata col nome di Locri e poi di Santa Ciriaca, da cui secondo alcuni deriverebbe il nome, appunto di Gerace? E al contempo, si potrebbe negare che l'attuale Locri vide i primi insediamenti moderni ad opera dei geracesi, tanto da prendere il nome di Gerace Marina? Questa è la storia resa nota e, dunque, fino ad oggi, veridica e non falsa, come non false sono le testimonianze ricadenti nel perimetro del comune di Locri, a meno che, incomprensibilmente, non si voglia smentire quello che è sotto gli occhi di tutti. Aggiungo che Locri potrebbe ben rivestire oggi la doppia veste di città più antica e, al contempo, più moderna della Locride, proprio perchè dalla stessa popolazione, geneticamente influenzata dalle contaminazioni storiche, nacque Locri Epizefiri, Gerace e Locri Moderna, quest'ultima nel 1905. Esprimo, quindi, perplessità sul carattere negazionista e polemico delle riflessioni di domenica scorsa, sforzandomi di trovare la motivazione di quanto scritto. Non serve a nulla cercare di denigrare una città attaccando il suo indiscutibile punto di forza, il legame con la storia, mi pare un tentativo insensato, se non altro perché ci si scontra con la verità vera. Il progetto avanzato dalla dott.ssa Crea, già Commissario del Comune di Locri, deve essere, invece, l'occasione per unire storici, studiosi, appassionati e istituzioni di fronte all'impegno comune di abbandonare sterili e controproducenti dispute di campanile per ritrovarsi sull'unica strada possibile, la valorizzazione di ciò che la storia ci ha consegnato, senza limitazioni territoriali o di appartenenza. Fabio Mammoliti *Presidente Pro Loco Locri

Le precisazioni di Vincenzo Papa Gentile Direttore, La prego di concedermi breve spazio su la Riviera per alcune precisazioni sui commenti al mio intervento circa i Comuni archeologici, notazioni per le quali ringrazio gli interlocutori. 1 - Non essendo io calabrese, non posso essere tacciato di campanilismo. 2 - Non mi è chiara la dicitura “Marchio dei Comuni Archeologici di Qualità”: qualcuno vuole equiparare l'Archeologia alla qualità delle arance, dell'olio d'oliva e del vino greco, che sono eccellenze calabresi, mai sufficientemente valorizzate? 3 Un Comune è archeologico non quando sul suo territorio giacciono alcune pietre diroccate, ma quando da antica storia e tradizione custodisce vestigia dell'Antichità. La città di Neolocri (Rohlfs), già Gerace Marina, si è formata negli Anni Quaranta del secolo XIX, perché i notabili di Gerace, che avevano chiesto ospitalità ai Sidernesi, non ottennero accoglienza. Sicché si stabilirono nella Marina di Gerace, dov'erano i loro fondi agricoli, costruirono un piccolo pontile “scaricatore” per commerciare i loro prodotti e, sviluppati i traffici, accolsero i mercanti greci, siciliani e partenopei, accrescendo la popolazione e diventando Comune di Gerace Marina e poi Locri, per D.R. degli Anni Trenta. Molti cittadini di Locri si chiedono se gli storici si siano sbagliati. Alcuni autori conoscono la verità storica, ma preferiscono parlare d'altro (così è avvenuto anche con Castelvetere-Caulonia), ed allora gli storici locresi di oggi confondono e assimilano la vecchia Gerace Marina con la polis dei Lokroi oi Epizephyrioi (Locri per i Romani). Non

esiste alcun rapporto storico, geografico, culturale e antropologico tra la Neolocri del 184047, figlia di Gerace, e la Locri classica. Qualche decennio prima di Cristo, un certo Ottaviano Turino (che poi sarebbe diventato Augusto), passando per Locri si trovò in grave pericolo e fuggi verso i monti (Svetonio). Perché non si rifugiò a Locri? Perché Locri era ormai decaduta e non forniva più sufficienti garanzie di sicurezza. Le più recenti indagini archeologiche condotte dalla Soprintendenza di Reggio danno, come ultime tracce di Locri, un po' di ceramica scadente risalente ai secc. V-VI. La guerra grecogotica del 553 fece tabula rasa del territorio di tutta la Terra dei Bruzi (gli armigeri, provenienti dalla Sicilia, sciamarono sulla costa ionica, la più praticabile, desertificandola). Le citazioni dei vescovi altomedievali partecipanti ai Concili di Costantinopoli e di Nicea 2 parlano di Loukritia (territorio di Locri) e di Santa Ciriaca (Gerace). Citazioni più tarde fanno riferimento alla memoria di Locri e non alla città. La cronaca della Trinità di Cava dei Tirreni, è spuria (D'Agostino). Dunque, Locri moderna, che detiene tracce anche importanti dei ruderi della polis greca può essere considerata città archeologica solo dai suoi orgogliosi cittadini, anche se la storia non lo concede, perché è Comune di recentissima istituzione. Grazie e saluti agli amici interlocutori, con l'augurio di proficuo successo dell'iniziativa e con l'auspicio di estendere il proposito a tutta la fascia della Costa dei Gelsomini, omogeneamente archeologica. (Vincenzo Papa)

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HANNO COLLABORATO Giuseppe Patamia, ,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta,

COPERTINE Dal 2003 a cura di Paola D’Orsa

Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili.

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Il grande ciclismo in Calabria è finito? Qualche giorno fa l'UCI ha pubblicato il calendario 2014 delle gare ciclistiche, e rispetto agli scorsi anni non c'è il Giro della Provincia di Reggio Calabria-Challenge Calabria cancellato per problemi di soldi (per ora?), il Giro d'Italia farà il punto più a sud a 60 km dalla Calabria a Viggiano, (solo nel 1974 e nel 1984 e nel 1990 nei giri in cui non c'è stato il passaggio in Calabria si è sfiorata la regione). Ma prima che venisse scelta Viggiano c'erano altre località calabresi a contendersi l' arrivo più a sud del Giro, ma per problemi di soldi hanno rinunciato. E nei anni precedenti ci sono state altre città calabresi (tra cui Camigliatello, Terme Luigiane e Locri) che si sono viste scippare il

ILARIA AMMEDNOLIA

A

Giro per cambi di percorso improvvisi della Rcs Sport. E ci sono timori che il Giro non torni in Calabria per molti anni, sia per problemi di soldi e sia se partono da Catania nel 2015 c'è la possibilità che dopo la Sicilia, si fa il giorno di riposo e si va in Campania tagliando ahi noi la

nostra regione. Forse l' arrivo di Serra San Bruno sarà ricordato per molti anni come l' ultimo arrivo calabrese della storia del Giro ? E questo significherebbe la fine del ciclismo professionistico agonistico in Calabria. Una regione che ha

applaudito i vari Binda, Coppi, Bartali, Baldini, Merckx, Gimondi, Moser, Saronni, Hinault, Lemond e Pantani, e che ha avuto ottimi ciclisti come Faraca, Coppollillo e Sgambelluri, ma adesso il futuro è nero. Alessandro Impellizzieri

Da molti anni la società che si occupa di organizzare il Giro d’Italia, la Rcs sport, esclude “scientificamente” la Calabria dal tracciato del Giro d’Italia principalmente,a suo dire, per motivi logistici e, secondariamente, per motivi economici. Appare lapalissiano sottolineare che per poter ospitare tutta la carovana dei “girini”servirebbero ingenti capitali. Soldi, tanti soldi che dovrebbero arrivare dagli sponsor e dalle istituzioni (anche sotto forma di impegni di spesa per rimettere a nuovo le “disastrate”strade calabresi). L’unico modo per farsi sentire è quello di esprimere disappunto nei confronti del prestigioso giornale che organizza il giro d’Italia, facendo notare che è inutile varcare le Alpi per andare fuori dai confini nazionali, quando, grazie alle tv di tutto il mondo che pagano i diritti, ai proventi degli abbonati Rai ed agli sponsor, c’è la possibilità di mettere in vetrina alcuni straordinari “angoli di paradiso” presenti nella nostra regione. Ma questo è chiedere troppo.

umido. Queste secondo un calendario stabilito verranno ritirate da mezzi controllati dal satellite per verificare quotidianamente l'iter presso ogni punto di raccolta. La parola d'ordine sarà “Meno inquini, meno paghi” nel senso che più l'utente sarà ordinato e scrupoloso nella raccolta meno tasse pagherà. In questo caso la difesa dell'ambiente si andrà a coniugare tanto ad un risparmio del Comune quanto di ogni singolo cittadino. Infatti il Comune pagherà meno in quanto conferirà prodotti selezio-

TERZA PUNTATA La terra tremava e gli alberi sembravano crollare. Enzo si spaventò e fuggì come un pazzo scatenato e all'improvviso perse tutti i sensi. Era una giornata d'estate, il sole si mostrava a finestrelle tra quegli antichi alberi ombrosi dove i penetravano quei cocenti raggi del sole, tra quelle larghe e lunghe foglie proiettandosi sul viso di Enzo. Una zanzara gli girava intorno cose se volesse dirgli qualcosa e all'improvviso gli tornò l'intelletto, la sapienza e i geniosi sensi nella mente di Enzo che si svegliò, si alzò e si guardò intorno e si vide tutto sporco di sangue. Si toccò tutto il corpo per trovare qualche ferita ma era sano e non ricordava niente di quello che era successo. Si rimise a camminare sotto i raggi cocenti del sole, camminava a tutte le ore del giorno per trovare una strada o una via d'uscita , aveva voglia di tornare a casa per rivedere la sua famiglia. Mamma e papà gli mancavano e non sapeva più cosa pensare, poi esclamò “sicuramente mia madre mi butta fuori di casa quando torno perché sono stato disubbidiente, mi aveva solo dato il permesso di andare a una battuta di caccia e non sono più tornato”. Mille pensieri maligni gli frullarono nella testa ed era sconfortato al massimo, non sapeva quale strada doveva prendere e non sapeva dove doveva andare. Tutto ad un tratto gli venne un pensiero brillante e quella luce lo dirigeva verso il nord e si avventurò. Andando avanti la strada era

la Riviera

Risponde il direttore

Ardore: differenziare e risparmiare rdore si prepara al grande salto verso la raccolta differenziata con il porta a porta. Il progetto concepito e sviluppato durante l'amministrazione guidata da Giuseppe Campisi sta prendendo sempre più forma e si prepara a decollare. La data di inizio avrebbe dovuto essere un po' di tempo fa, ma le vicende politiche del Comune di Ardore e l'insediamento della Commissione Straordinaria ne hanno ritardato l'avvio. Un progetto interessante e vantaggioso dal punto di vista anche economico è quello che partirà lunedì, 7 ottobre. La gara è stata vinta dall'Associazione Temporanea di Imprese, costituita dalle società ASED s.r.l. e RA.DI. s.r.l. Durante un'intervista il Responsabile Tecnico della Società ASED, Gabriele Familiari, ci ha chiarito alcuni dei punti essenziali del progetto. Ogni famiglia avrà a disposizione in comodato d'uso gratuito cinque biopattumiere multicolori, per il conferimento e il ritiro dei rifiuti in maniera differenziata: plastica, vetro, carta, indifferenziate e

PUBBLICITÀ Per richieste di pubblicità rivolgersi a: PI GRECO Comunication srl Via Gramsci, 72/A info 0964383251

nati e valorizzabili, mentre il cittadino sarà “premiato” per la sua collaborazione civica. Ovviamente il progetto prevede appositi controlli per individuare e punire con relativa ammenda chiunque pensasse di fare il furbo spacciando indifferenziata per rifiuti selezionati. E' inutile soffermarsi sui potenziali benefici anche dai punti di vista occupazionali che il porta a porta può provocare. Infatti, per esempio dall'umido si può produrre compost e tutti gli altri prodotti possono essere rici-

clati e valorizzati. Il ritorno che avrà Ardore è indiscutibile, infatti al posto di accumuli disordinati di immondizia o dei tradizionali cassoni emananti odori nauseabondi, si avranno i contenitori multicolori come avviene nelle società più avanzate. Un progetto di sicuro mirabile, che con un po' d'impegno, darà l'opportunità di vivere in un ambiente pulito e consegnare un paese migliore alle future generazioni.

Un viaggio senza ritorno

piena di siepi e correva ma un vento caldo e le foglie degli alberi che cadevano per terra facendo un rumore strano, che fece tremare Enzo dalla paura e che raccomandava la sua anima a Dio. Nessuna vita umana si vedeva in quel bosco maledetto e pregava Dio e tutti i Santi di fargli la grazia di tornare a casa. In quel posto si vedeva solo terra, alberi secolari e nel buio sulle foglie apparve una luce intermittente e riscaldava quelle foglie ombrose. La terra era fertile ed Enzo camminava scalzo e ogni volta che faceva un

passo, faceva un lamento e un grido di dolore per l'erba secca che si insinuava come spine pungenti nei suoi piedi sanguinanti. Ormai era passato tanto tempo da quando si era perso dentro quel bosco, i suoi occhi ormai avevano preso l'abitudine di vedere solo alberi, siepi, foglie secche e piante selvatiche. Sembrava una giungla e i suoi pensieri vagavano nella mente “quando sarò a casa mangerò una minestra calda e andrò a letto per dormire”. Era già notte e aveva caldo e si rifugiò sotto un alberi per riposare un po'. Aveva perso ogni speranza e udì una voce “Enzo vattene da questo luogo torna nella tua città, qui non c'è posto per te, non ti farò vedere il mio volto perché sono orribile, ti potrò fare del male e potrai morire, questo paese non ti appartiene, se vai avanti non tornerai mai a casa”. Scomparirono quelle voci nel nulla e si vedeva solo una nuvola nera fra quegli alberi ombrosi. Enzo non sapeva cosa fare, forse quella era la via giusta per tornare a casa ma chi era quella voce lontana? Una luce accese il suo cervello “voglio andare in fondo, cercare di scoprire chi era quella donna, ma non riusciva a prendere una decisione, i sentimenti e il pensiero lo spinsero ad andare avanti e lui chiese consiglio all'intelletto e si abbandonò all'intelligenza che guida l'anima che lo costrinse ad andare avanti dicendo: “ se riusciamo a uscire fuori da questa maledetta giungla saremo felici, troveremo la

pace nel cuore”. Dentro di se sorse una voglia, un desiderio chi diede la forza e la volontà di camminare e andare avanti a trovare il mistero di quel maledetto e selvaggio bosco. Si mise a seguire una scia di fumo nero e dentro quel bosco scorreva un vento caldo e la fronte di Enzo era bagnata di sudore; aveva tanto voglia di salvarsi la vita, correva come un cavallo e non badava a nessun pericolo, saltava quelle siepi con un grande coraggio, cercava la libertà che quel maledetto bosco gli aveva tolto per tanto tempo. La nuvola nera scomparve dai suoi occhi e perse ogni speranza; cadde per terra sconvolto, triste e malinconico, infine decise di andare ancora avanti. Da lontano vide una luce che adagiava sopra quei fitti alberi che sembravano formare un tunnel di luce, gridando correva, per minuti pensava che fosse salvo. Si mise a gridare “mamma! Papà! Venite a prendermi” si mise a piangere come un bambino poi esclamò “ma dove sono? Che luogo è questo?” non c'era anima viva, il cielo era azzurro e il sole splendeva su quella valle. Tutta l'erba era secca e faceva un caldo terribile; Enzo si tolse la giacca e la lasciò cadere sulle spalle, non sapeva dove doveva andare e prese la via verso il nord, il suo pensiero era sempre rivolto a Dio: pregava con cuore e animo sincero “oh Vergine Maria oh Santa Trinità vi prego fatemi questa grazia, non sono che un povero uomo che non ha fatto male a DOMENICA

nessuno e mai sono andato contro la vostra volontà. Sono sempre stato ubbidiente e ho tanta fede in Dio, se ho peccato ho pagato soffrendo dentro questo maledetto e dannato bosco, ora fatemi tornare a casa, riabbracciare i miei genitori”. Si fece il segno della croce si inginocchiò e baciò la terrà, si alzò e prese la strada verso nord. Non aveva più forza fisica, quel caldo d'estate gli bloccava la circolazione. Sentiva la presenza di qualcuno dietro di se che gli dava la forza di andare avanti, di camminare di notte e giorno senza sosta in quella immensa valle che non finiva mai. Guardava ovunque e vedeva solo ciel, terra, fiori selvatici, stormi di colombe, alberi di peri e prugna. Fece un grosso sospiro di speranza pensando che lì ci fosse qualche vita umana. La notte scese lentamente e le stelle brillavano e illuminando quella valle. Stanco e sfinito, Enzo si appartò e si mise a dormire. Prima che il sole spuntasse sentì un rumore di un motore e si svegliò ringraziando Dio, si mise a correre dirigendosi verso l'origine di quel rumore, da lontano vide un trattore che stava arando la terra. Tutto contento gli andò incontro e quando era vicino sentì la voce di una donna: “chi sei tu? Da dove vieni? Chi ti ha mandato fino a qui? Vattene fuori dal mio seminato, non calpestare la mia semenza!”. (continua...) Domenico Ubaldo

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Il calcio italiano è in sofferenza CALCIO

Champions League In una potenziale mini classifica in cui si tenga conto solo dei risultati e dei punti portati a casa dal terzetto italiano di Champions nei rispettivi gironi, comanderebbe il Milan a quota 4 (una vittoria e un pareggio), seguono Napoli a 3 (una vittoria e una sconfitta) e Juve a 2 (due pareggi). le alterne fortune dei protagonisti, più che diretta conseguenza dei singoli valori e delle insite potenzialità di squadra, sembrerebbero in un certo senso diretta espressione della tradizione storica di alcuni club nostrani.

ANGELO LETIZIA

Se in Italia Juve e Napoli sorridono e al Milan, se non proprio al pianto, siamo quantomeno ai bronci e ai musi lunghi, gli stati d'animo s'invertono, o quasi, oltre confine. In una potenziale mini classifica in cui si tenga conto solo dei risultati e dei punti portati a casa dal terzetto italiano di Champions nei rispettivi gironi, comanderebbe infatti il Milan a quota 4 (una vittoria e un pareggio), seguono Napoli a 3 (una vittoria e una sconfitta) e Juve a 2 (due pareggi). Al di là delle graduatorie, sono però altri gli elementi a destare riflessioni. A partire da un aspetto: le alterne fortune dei protagonisti, più che diretta conseguenza dei singoli valori e delle insite potenzialità di squadra, sem-

brerebbero in un certo senso diretta espressione della tradizione storica di alcuni club nostrani fuori dall'ambito nazionale. Si chiami DNA, mentalità vincente, approccio sempre e comunque positivo anche in momenti di evidente difficoltà o in qualsiasi altro modo, di certo non si tratta solo di chiacchiere e fortuna. Il discorso è un altro e, da questo di vista, non c'è dubbio che le parole pronunciate a favore del il Milan sembrino avere più consistenza ed essere ampiamente supportate dai fatti, non solo a fronte dei 18 trofei portati a casa tra Europa e resto del mondo che ne fanno, tra l'altro, la squadra più titolata di tutte a pari merito con gli argentini del Boca Juniors. A impressionare infatti sono soprattutto le vittorie finali

rapportate alle partecipazioni, perché si può vincere per caso o per bravura, farlo come il Milan 18 volte in 44 competizioni richiede però qualcosa in più. La Juve di partecipazioni, tra Champions e altre coppe, ne conta in tutto 50, 6 in più dei rossoneri, ma i titoli in bacheca sono 11, non molti in meno in termini complessivi, un abisso però in confronto alla singola Champions League, con un netto parziale di 7 a 2 per i rossoneri; il Napoli invece nelle 25 occasioni che ha partecipato a tornei all'estero (4 volte in Champions), si è fermato a quota un successo, la Coppa Uefa (più o meno l'attuale Europa League) vinta nella stagione 1988-89, ai tempi del Pibe de Oro. Mettendo da parte qualsiasi considerazione tecnica, partendo da questi

presupposti, ecco perché se il Milan da una parte barcolla ma non crolla nei primi minuti di Amsterdam e il Napoli dall'altra soffre dall'inizio e va sotto di due reti già alla mezz'ora a Londra, alla fine ci sta e non sorprende per niente; così come pure molto meno casuale può apparire il fatto che il Milan all'ultimo minuto riacciuffi con un rigore discutibile i "lancieri" olandesi raddrizzando partita e classifica di girone, mentre più o meno allo stesso minuto la Juve butti via una gara sbloccata con merito ma tra mille patimenti solo un attimo prima, rimettendo in gioco il Galatasaray e in salita la qualificazione. Piccole coincidenze o strane analogie da sole di sicuro ininfluenti, ma che sommate al resto fanno riflettere e incuriosiscono.

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Parlando

di...

Il presidente della Lnd Carlo Tavecchio, peraltro vicario di Giancarlo Abete in Figc, è giunto nei giorni scorsi in visita a Catanzaro nella sede della Lega Calcio Calabrese di via Contessa Clemenza, anche per verificare lo stato d’avanzamento dei lavori di rifacimento dell’attiguo Campo Federale di Sala. “Ci premono molto i profili relativi al taglio delle spese per l’illuminazione del terre-

Il Presidente della L..N.D Carlo Tavecchio in visita al Comitato Regionale Calabria

SPORT

Il Roccella ospita il temibile Bocale E’ strano il calcio. Il Roccella mercoledì ha battuto nettamente il Bocale in Coppa Italia e questo pomeriggio se lo ritroverà nuovamente di fronte in campionato. Mistrer Galati opterà probabilmente per rinnovare il 3-5-2 che diventa 3-4-3 in fase di attacco, con Laaribi e Figliomeni a fare da incursori. Al “Campoli” di Bocale, alcuni giorni addietro, la compagine di mister Galati è sembrata particolarmente in palla. In particolare è stato bravo Femia a superare Cambareri in uscita ed regalare il vantaggio al Roccella. Dopo una traversa di Figliomeni in chiusura di tempo, mister Lo Gatto del Bocale ha cercato di giocarsi subito la carta Saviano. La sostituzione in un primo momento sembrava aver dato i frutti sperati tanto che arrivava per i locali il pareggio di Crea su assist dello stesso

Saviano. Lo stesso Crea ne, rifinita da un pregevole tacco di Saviano. Lo stesso Crea dopo pochi minuti falliva il possibile 2-1 calciando alto sulla traversa. Minervino del Roccella, sugli sviluppi di un corner, riportava il Roccella in vantaggio che con una ripartenza di Canfri chiudeva il match sul 3-1 . Oggi però al Comunale di Viale degli Ulivi sarà sicuramente una partita diversa in quanto non toccherà al Bocale fare la partita ma al Roccella. E gli amaranto hanno dimostrato che riescono spesso a giocare meglio sulle ripartenze. Ma l’occasione per poter arrivare a quota 10 in classifica e quindi inserirsi nelle primissime posizioni del campionato è davvero ghiotta per sprecarla ecco perchè siamo sicuri che anche oggi il Roccella non lascerà nulla d’intentato per centrare la vittoria.

IL SIDERNO SONDA IL RIZZICONI Il Siderno guarda al futuro con un certo ottimismo dopo che è riuscito ad ottenere 4 punti nelle ultime due gare di campionato. Prima la vittoria contro il Soriano e domenica scorsaè arrivato il pareggio nel derby contro il Marina di Gioiosa. Peccato perchè se capitan Carabetta avesse realizzato il calcio di rigore per i giallorossi di mister Rotondo , ridotti in 8 per le tre consecutive espulsioni, sarebbe stato difficilissimo poter rimediare allo svantaggio. Il tiro dagli undici metri del capitano si è stampato sul palo e successivamente, per i 20 minuti finali,

Marina di Gioiosa: troppo “nervosismo”, che ti succede?

L’amarezza di mister Pasquale Rotondo nel fine gara del derby pareggiato contro il Siderno è la testimonianza più eloquente di una stagione iniziata male e che si sta caratterizzando per il troppo nervosismo che anche oggi penalizzerà la squadra giallorossa che non potrà contare su giocatori importanti come capitan Ieraci, Agrippo, Mesiti e Nucera. Indubbiamente pesa tanto l’impossibilità di non poter avere un campo a disposizion su cui potersi allenare ma il troppo nervosismo che aleggia nell’entourage della squadra giallorossa sembra eccessivo. I risultati si ottengono con sacrifici ed impegno e siamo sicuri che da oggi in poi inizierà il vero campionato del Marina di Gioiosa. A.T.

l’undici di mister Telli non ha saputo concretizzare la doppia superiorità numerica . Oggi al Comunale “F.Raciti” arriverà la temibile Rizziconese indicata da molti come una delle più autorevoli pretendenti alla vittoria finale del campionato. Un match che il Siderno dovrà giocare con il cuore e soprattutto con la testa perchè anche un pareggio potrebbe, alla fine, risultare utile in prospettiva futura. La squadra si

è allenata con la consueta verve in settimana e tutti gli effettivi sono sembrati smaniosi di mettersi in mostra per poter mettere in difficoltà mister Telli che dovrà decidere la formazione iniziale che si opporrà alla Rizziconese dovendo risolvere ancora qualche problemino soprattutto in attacco. Il fatto che Mimmo Serra sia tornato al gol è comunque un fatto positivo così come appare positivo il fatto che fatta eccezione per Ebanista e Spanò, tutti gli altri calciatori sono ragazzi di Siderno che si stanno comportando bene in questo campionato. (lr)

Bovalinese a caccia di un attaccante Chiuso definitivamente il capitolo Accinni dal DG della Bovalinese Ciccio Costabile, che in un suo sfogo sulla pagina facebook dell'ASD Bovalinese ha fatto capire che anche se la squadra è a caccia di un attaccante, non sarà sicuramente Accinni. "In questa settimana -scrive Costabilemolti amici, nonché tifosi della Bovalinese mi evidenziano il fatto che alla squadra manchi un attaccante che faccia gol. La Società ne è cosciente e stiamo lavorando per questo. Vogliamo però fare una precisazione per quanto riguarda il calciatore Accinni. L' A.S.D. Bovalinese ha aspettato il calciatore Accinni, dai primi di Luglio fino a Martedì 24.09.2013, quando il sottoscritto lo ha contattato telefonicamente, davanti alla sua richiesta economica ho sciolto le riserve chiudendo la trattativa. La Società A.S.D. Bovalinese a partire da quest'anno ha messo dei paletti per quanto riguarda gli stipendi. E quando sento dire che l'A.S.D. Bovalinese non vuole Accinni rimango sbigottito, noi lo abbiamo cercato e aspettato, perdendo anche qualche buona occasione. Ora - conclude Costabile vogliamo lavorare tranquilli, a fine campionato tireremo le somme, e per quanto riguarda i giocatori qualcuno arriverà". tratto da Stadioradio

Le designazioni per la V giornata d’Eccellenza Questi gli arbitri designati dall’associazione calabrese arbitri : ROCCELLA- BOCALE Sicilia di Cosenza SERSALE-PALMESE Contini di Matera CORIGLIANO- I.C. RIZZUTO Belligerante di Locri GALLICOCAT.- CASTROVILLARI Pennino di Palermo GUARDAVALLE- CALCIO ACRI Rispoli di Locri NAUSICAA - SAMBIASE Baratta di Rossano SAN LUCIDO-AUDACE ROSS. Colacresi di Locri TAURIANOVESE - PAOLANA Gatto di Lamezia

Le designazioni arbitrali della Promozione Questi gli arbitri designati dall’AIA: BENESTARNATILESE-M.GIOIOSA Sacca' di Reggio Calabria BIANCO-VILLESE Marasco di Crotone DELIESE-SORIANO 2010 Gigliotti di Cosenza REGGIOMED-BRANCALEONE Monesi di Crotone SIDERNO-RIZZICONI Molinaro Martina di Lamezia Terme TAUREANA-FILOGASO Carvelli di Crotone POLISTENA-BAGNARESE Fanara di Cosenza GIOIOSA JONICA-BOVALINESE Palmieri di Crotone

Gioiosa Jonica: “bello” in Coppa Italia, “brutto” in campionato Una partita importante per il Gioiosa Jonica che ha assoluta necessità di vincere la sfida odierna contro la Bovalinese che è reduce da due sconfitte consecutive rimediate contro la BenestarNatilese e la Deliese. Dal canto suo il Gioiosa Jonica dopo aver subito 4 reti dal Brancaleone è andato a perdere a Filogaso sabato scorso rimanendo da solo all’ultimo posto in classifica con 1 solo punto. Mercoledì scorso il Gioiosa Jonica ha battuto la Nausicaa, squadra d’eccellenza, con un calcio di rigore di Loccisano, dimostrando che sotto l’aspetto tecnico la squadra ha ampi margini di miglioramento. Oggi pomeriggio la verità . DOMENICA

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no di gioco e degli spogliatoi - ha dichiarato Cralo Tavecchio- nonché per assicurare l’acqua calda e i riscaldamenti dei campi dilettantistici. Somme che si aggirano intorno ai 200 milioni di euro annui. Una cifra esorbitante che con l’utilizzo delle cosiddette energie rinnovabili quali la solare, l’eolica, le biomasse e così via, potrebbe essere decurtata addirittura del 40-45%, ovvero di 90 milioni di euro. Ecco perché le strutture che sorgeranno in futuro, compreso quelle sostitutive del vecchio Federale di Catanzaro, oltre al manto in sintetico, avranno i fari formati da led luminosi”. lr

Domani il derby Crotone-Reggina

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Alla fine è prevalso il “buon senso” del presidente Lillo Foti anche se, a dire la verità, la panchina di mister Atzori sembra inevitabilmente legata al risultato del derby di domani sera che si disputerà allo “Scida” di Crotone. Il derby calabrese è sempre una partita particolare e siamo sicuri che le due compagini si affronteranno per ottenere il risultato pieno anche se alla fine, come spesso accade, potrebbero accontentarsi entrambe del pareggio che servirebbe comunque a muovere la classifica.

2ª di campionato serie a Figc, serie a c5 femminile lo Sporting Locri va a Salandra Dopo la vittoria nella prima giornata di campionato contro il Castellana Grotte, lo Sporting Locri va in trasferta a Salandra. C’è il match delle emozioni contro l’Ita. Per la seconda di campionato lo Sporting Locri approda in Basilicata per lo scontro con l’Ita Matera previsto per domenica 6 ottobre ore 17 al “Pala M. Saponara”. Una settimana tranquilla dopo la bella vittoria delle amaranto, la squadra si sta preparando al meglio per questa sfida. Sarà una partita delle emozioni, per le ex, oltre l’allenatrice Sergiano, le atlete De Vita e Fragola e Ponzo, ex ufficio stampa; una sfida avvincente dove lo Sporting Locri metterà tutta

la propria forza per espugnare l’ostico campo lucano. La partita dirà tanto sul reale valore delle squadre e darà dei punti di riferimento per la stagione, anche se è solo la seconda giornata di campionato e quindi tutto potrà essere rimesso in discussione. Nicoletta Sergiano che ben conosce le avversarie è determinata a far bene, a Salandra ha vissuto anni stupendi ora però da gran professionista pensa solo a far bene con il Locri, squadra che ha puntato tanto sulle sua capacità professionali. In settimana si sta lavorando molto per migliorare l’assetto in campo e dei nuovi movimenti che potrebbero portare a Corio & compagne nuovi

benefici, movimenti coadiuvati dal lavoro atletico del preparatore atletico Ilario Capocasale ed incastrati con il lavoro dei portieri di Danilo Campo.Le atlete stanno vivendo il momento con la massima serenità consapevoli che, come ogni trasferta, sarà più difficile l’impresa ma non impossibile, la squadra si sta amalgamando e giocare una partita di questa portata con una squadra già rodata può far solo bene alle ragazze. La squadra, insieme al suo staff partirà sabato per la Basilicata, la partita che si potrà vedere sul sito dello Sporting Locri in streaming così da poter tifare da casa per le amaranto. lr

La Sensation si fonde col Lokron e si affida a coach Ferrara «L’A.S.D. “Sensation”, dopo quattro stagioni da protagonista nei campionati di Calcio a 5 Serie C2 e serie D, rinuncia all’iscrizione al Campionato di Serie D e decide di investire pienamente sul settore giovanile sin da questa stagione, infatti, l’ASD Sensation punterà alla vittoria del campionato Juniores e parteciperà a pieno titolo al campionato regionale Allievi calcio a 5. Contestualmente, per quanto riguarda la prima squadra, parte dei soci e tutti i tesserati hanno deciso di abbracciare il progetto del “Lokron Calcio a 5”, intraprendendo una nuova avventura e sfruttando quindi

l’occasione per poter vivere la magica esperienza del massimo campionato regionale, la serie C1. Un’occasione importante per confrontarsi con il miglior calcio a 5 su scala regionale, una vetrina fondamentale per sviluppare il progetto Sensation e per valorizzare l’impiantistica sportiva di Gioiosa Jonica.Il “Lokron Calcio a 5” - rilevato dalla dirigenza ex Sensation - disputerà le proprie gare interne presso l’impianto Sportivo “Ai Campetti” di Gioiosa Ionica, offrendo ai cittadini della Vallata del Torbido la possibilità di veder giocare sul campo gioiosano le migliori squadre del massimo campi-

onato regionale. Una sorta di fusione in itinere per la neonata Sensation/Lokron, fusione che si concretizzerà nella prossima estate e che rilancerà su basi nuove il progetto della compagine gioiosana.La squadra sarà sostanzialmente composta dagli stessi giocatori che hanno partecipato al progetto “Sensation” sin dalla fondazione del 2009, con l’aggiunta del talentuoso Giuseppe Longo (unico superstite della compagine locrese). L’allenatore, dopo la breve esperienza ad interim di Mr Ierinò Francesco, sarà Salvatore Ferrara – una guida sicura e di assoluta qualità, viste le precedenti esperienze

maturate con squadre del calibro di “Reggio calcio a 5”, “Licogest Vibo” e “Lokron”. Per la stagione 2013/2014, Sensation/Lokron si pone due obiettivi fondamentali: il primo, di natura prettamente calcistica, è quello di raggiungere la salvezza e di mantenere la categoria; il secondo, con una valenza più ampia, è quella di fa crescere il calcio a 5 nella Vallata del Torbido e nel comprensorio locrideo, valorizzando la bellezza di uno sport che – anche a livello locale – non vuole più essere considerato una sorta di parente povero del calcio a 11». lr

Calcio a cinque: colpo del Futsal Ardore che prende Cremona. Altro acquisto per la Futsal Ardore che dalla Fantastic Five prende il talentuoso Cremona Gabriele, classe ’92 ha esperienza sia in C1 che C2, l’ultimo hanno è stato protagonista con la Fantastic Five raggiungendo in serie D i play off. Cremona Gabriele si allena già da una settimana insieme al gruppo, agli ordini di mister Crescimbini e Mallamo, ci ha detto di aver scelto la piazza ardorese perché:” la mia prospettiva è quella di cercare di arrivare più in alto possibile e chissà magari vincere il campionato! Sono arrivato da poco ma ho già visto un bellissimo gruppo e degli ottimi compagni sia a livello tecnico che a livello umano! La società è davvero seria e attenta a tutto ciò che riguarda il gruppo! Per quanto riguarda il mister Crescimbini l'ho già avuto in passato nella

Football Five in C1 e mi sono trovato davvero bene, grandissima persona, mi ha fatto piacere ritrovarlo nella Futsal Ardore! Spero di poter dare il meglio di me in questa squadra e poter raggiungere gli obiettivi dichiarati dalla società nonostante l’iniziale passo falso. Per ultimo vorrei ringraziare il Presidente e il vice presidente Sarroino e il mister della Fantastic Five che hanno sempre creduto in me, con loro sono cresciuto umanamente e tecnicamente.” Continua con Cremona Gabriele a puntellare e rafforzare la rosa a disposizione di mister Crescimbini la società del presidente Teotino, molto presto potrebbe arrivare un ultimo colpo che aumenterebbe di molto le quotazioni della Futsal Ardore per la vittoria finale del campionato.

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Polaroid

TRADIZIONI

ISantiCosmaeDamiano

emigratiaTorino PINO CARELLA Il treno del sole inghiottiva uomini e donne giù alla stazione, una scena straziante, sempre lo stesso film in bianco e nero visto e rivisto più volte. Madre e figli in lacrime a salutare le braccia forti di casa. I più audaci si avventuravano con l'intera famiglia ed a versare lacrime erano allora le vecchie madri, minute e smunte nel corpo, venute in stazione a maledire la vita, povere donne loro, lasciate sole a far ancor vivere i vicoli di Riace. La scena che si ripeteva era quasi quotidiana, oggi toccava ai Trimboli, domani ai Meli, domani l'altro ai Carnà e così via. Quattrocento volte almeno, lo stesso fotogramma, la valigia di cartone piena di sogni, ed una notte intera, insonne sulla linea ferrata prima dell'alba nebbiosa e fredda del nord. Arrivavano su a frotte, senza pensare al domani, ciò che più contava era il presente, legato spesso alla stessa sopravvivenza. I bimbi più piccoli sonnecchianti dalla lunga notte, stretti alla veste della madre a cercare protezione. I padri già col pensiero di come e dove sarà la loro prima notte in Piemonte. Riace a quel tempo pagò un prezzo pesantissimo, si era privata perfino dei bambini, portati su in tenerissima età spesso a dar manforte alle braccia dei padri. L'ingresso al grande parco dietro la residenza estiva di Cavour che aveva già di par suo goduto della spoliazione meridionale, al mattino faceva da punto di raccolta per le giovani vite in cerca di lavoro per poi al pomeriggio trasformarsi a luogo di giochi per i bimbi spesso cenciosi dalla povertà

manifesta oltre misura dai miseri panni portati dal sud. Il riscatto dei piccoli riacesi parte da quelle giornate al parco, inseguendo scoiattoli ed inneggiando alla vita. Una piccola Riace oggi la trovi nascosta in ognuno di loro, nei loro occhi che parlano di quanto sia stato duro ritrovarsi, in una terra non loro, a dividere le giornate con i coetanei del posto, non sempre accondiscendenti per tale intrusione. Ed oggi con la fronte rugosa puntuali a cadenza annuale tornano alla terra natia quasi solo ad annusare l'aria della casa lasciata in tenera età. Gli occhi sfavillano rabbia e

Viaggio in Piemonte dove ogni anno si raduna la comunità calabrese in onore dei Santi Medici

orgoglio quando parlano della loro Riace, delle distese di grano e degli ulivi secolari per poi fatalmente bagnarsi al ricordo dei santi medici. I santi Cosma e Damiano ricorrono come una nenia nostalgica nei nomi dei loro figli e a loro volta in quello dei nipoti, come un marchio indelebile, un senso di appartenenza ad un popolo. Per tale marchio 50 anni orsono si sono inventati una festa per i medici eccelsi, venerati anche qui a Santena un comune del hinterland Torinese . Ci siamo recati fin qui per incontrare queDOMENICA

sta nostra gente, che reclama con assoluta fierezza l'essere “Riacioti”. - Arrivai qui a tre anni il ricordo nitido che mi è rimasto di quel giorno è la moltitudine di gente che c'era in piazza per la festa di San Lorenzo, patrono di questo posto, la visione di tutti quei colori, io tanta gente insieme non l'avevo mai vista- esordisce cosi Giuseppe, Riacese (Riaciotu) fino al midollo. Mi parla di suo padre di tutti sacrifici che la sua famiglia ha fatto per affermarsi, qui nel freddo nord. L'incontro con i coetanei, la lingua diversa (parlavano solo il dialetto Calabrese) a stento riuscivano a capirsi. Il linguaggio universale dei bimbi fece da collante, e poi, negli anni successivi, i primi giorni di scuola in aula con solo meridionali. Era come un marchio indelebile che si portavamo addosso, e forse ancora lo portano un pò sbiadito ma ancora c'è, esiste ed è palpabile specie nei giorni di festa, il luogo prescelto assomiglia ad una enclave Calabrese si parla quasi esclusivamente il dialetto. Grandi sforzi stanno facendo il tal senso il primo cittadino di Santena Ugo Baldi insieme al presidente del sodalizio per i Santi Medici Tonino Trimboli per avere un'integrazione ancora più efficace tra Piemontesi e Calabresi. Tornando alla festa, cominciata quasi 50 anni fa, proprio da coloro che per primi arrivarono nella cittadina torinese, forse per non sentirsi più soli o per cercare protezione quotidiana si fecero costruire le statue dei Santi Medici oggi venerati da numerosi Calabresi del Nord e non solo, giungono anche dall'estero.

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Parlando

di...

Il diario della

motocicletta LOCRI

La strada della morte V

ivo da circa vent'anni in via Cusmano e sento che uscendo di casa possa succedere qualcosa di inaspettato. Il numero di incidenti stradali raggiunge cifre fuori dal comune. Allora mi chiedo come potrei continuare a vivere in tranquillità venendo a conoscenza del fatto che due giorni su tre, accidentalmente, si verifica un incidente proprio sotto la porta della mia stessa abitazione. Fino al 2005 vi era, all'incrocio con la Don Vittorio, uno "stop" che regolava tutto e che, grazie a questo, certe incombenze non c'erano. La segnaletica è stata invertita e il numero di incidenti aumenta notevolmente. Come fare? Si tratta di un centro abitato e non di una strada extraurbana! Si vive ormai di terrore, anche nelle prime ore del giorno, quando si sentono brusche frenate o addirittura sirene del soccorso stradale. Penso sia ora di darci una mossa. Essendo una zona abitata è ovvio che ci siano dei bambini e se questi ultimi vanno per strada rischiano di rimanerci, non per negligenza dei genitori, ma a causa di uno stop. È solo un segnale, il quale determina la vita di un bambino, ma non solo, anche di un adulto considerando il fatto che gli incidenti si verificano soprattuto all'incrocio con la perpendicolare che porta alla struttura ospedaliera vicina. Brutto da dire, ma la suddetta, è la strada della morte! È più facile invertire un segnale e farlo tornare quindi com'era un tempo oppure stare col patema d'animo a vita? Oggi investe un tizio, domani potrebbe capitare a chiunque di noi chissà! "Meglio prevenire che curare" recita così un proverbio, ma qui non si previene, infatti nella migliore delle ipotesi si cura soltanto. Dobbiamo continuare a vivere di terrore? Veramente pensiamo di poter continuare così? Se così fosse tra un paio d'anni Locri sarebbe spopolata. Nessuno è mai rimasto illeso da un incidente qui avvenuto. Non penso sia una cosa monotona il fatto che venga fatto reclamo per la salvezza del popolo, non credo dunque che bisogna starsene con le mani in mano mentre centinaia di persone rischino la vita. Solleciterei dunque chi di competenza a rendere la via cusmano tranquilla come un tempo. La nostra salute è nelle vostre mani. Nazareno Murdaca

IL VIAGGIO “Dopo 15 anni di nuovo nella Locride, al termine del viaggio a ostacoli ancora sulla famigerata A3 Salerno- Reggio Calabria. E una volta arrivato, ti senti a casa senza sapere bene perchè

Da Roma alla Locride su due ruote. Vivere, annusare metro dopo metro la SalernoReggio Calabria. E un diario della motocicletta che si scrive da solo. Anche se soltanto nella mente. Per chi in quella porzione d’Italia non tornava da quindici anni - se non di passaggio per poi ‘saltare’ subito in Sicilia - la smania di arrivare è tanta. Superi Cosenza e ti auguri che quei cinquanta chilometri fino a Nocera Scalo si consumino in un baleno. Il Tirreno è lì che aspetta e dice: “Questo sono io, dimenticati di Fregene e Ladispoli”. È a quel punto che, proiettato verso Pizzo, senti lo svincolo di Rosarno ormai a due rilanci del motore. È già da lì che immagini di sfilare sulla statale 682 col manubrio puntato verso Siderno e quindi lo Jonio. È già da lì che ti senti di nuovo a casa e non sai bene perché. Ti ci senti un po’ adottato ma quanto è difficile convincere un amico ad accompagnarti. Tu, invece, hai ancora tanta voglia di riaffacciarti. Un desiderio messo a dura prova dagli ostacoli che frenano il cammino. Però a destinazione ci arrivi, seppure con quasi due ore di ritardo rispetto ai tempi previsti dai ‘navigatori’. Gliel’hai fatta. Abbracci e baci ai vecchi amici. Ti presentano persone

MOSTRE MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE

Sestito

espone a Reggio Per Marcello Sestito, artista ed architetto, si apre lo storico portone di Palazzo Piacentini; la mostra apre un varco nella sua caleidoscopica e sterminata produzione. Arte, architettura, e anche design, contrassegnano la lunga e ricca attività di Sestito, sin dagli anni della Domus Academy, quando ha lavorato fianco a fianco con Pierre Restany e Rodolfo Bonetto. Negli anni '80 Sestito ha frequentato i maggiori designer del mondo: Sottsass, Munari, Mendini, Bellini, Branzi, Santachiara. Laureato in Architettura con Eugenio Battisti, si è formato progettualmente con Franco Purini e Alessandro Anselmi. «Mi sono occupato di aspetti precognitivi legati all'arte e all'architettura con un profondo rispetto per il mondo animale e la linea dell'orizzonte che, dalle rive dello Jonio dove sono nato, osservavo da bambino. Tra i molti progetti d'architettura, disegni, auto sperimentali e accendini solari, ho realizzato circa 6000 animali di pane nati dalla manipolazione incessante della mollica, una mania da entomologo che mi distende e mi estende».

Franco Purini, in un saggio contenuto nel catalogo, scrive di lui: «La sua autentica magia gli consente di sovvertire ogni antecedenza, ciò non stupisce nessuno di coloro che da anni seguono la sua ricerca ispirata e assidua; Marcello Sestito è prima di tutto un uomo storico. Per questo semplice motivo egli riesce a vedere ogni volta il nuovo come il luogo più avanzato e sorprendente della conoscenza e dell'invenzione. Un nuovo poeticamente sentito che ha la forza dell'utopia, uno spazio estremo dell'innovazione che ha saputo esplorare trovando temi inediti e inconsueti oltre a bellezze inattese, guidato in questa avventura delle idee e dei linguaggi dalla sapienza poetica del suo conterraneo Tommaso Campanella e dallo spirito illuminato e straniante di Eugenio Battisti». All'apertura della Mostra sarà presentato il prestigioso catalogo realizzato da Città del sole edizioni che raccoglie, in 250 pagine finemente stampate in quadricromia, gran parte della sterminata produzione dell'artista oltre a testi e testimonianze firmati dai più importanti architetti del mondo.

che forse un giorno amiche diverranno. E, con un arrosto di pesce in riva al mare, ti rinfranchi, dimentichi gli stenti patiti sulla strada. Infine sei rilassato. Ed ecco quella sensazione di familiarità. “Ma perché mi sento adottato? In fondo qui conosco dieci persone in tutto ed è passato così tanto tempo dall’ultima volta”. La risposta è che la Locride, per chi viene dalla galassia romana, può sembrare proprio una dimora accogliente. Alla quale magari torni dopo un’eternità. Ma che, quando ne varchi la soglia, ti accoglie come se acqua e gas li avessi chiusi solo il giorno prima. Tutto intorno, però, pare nulla sia cambiato. Chiacchieri, ascolti, tenti di capire. In silenzio, perché così deve fare un forestiero. E afferri che questa sorta di cementificazione della realtà per molti non è un problema. Anzi. Che motivo c’è di preoccuparsi, quando puoi fare ciò che vuoi? La ‘ndrangheta? Di solito è così lontana, incasellata nella cronaca nera dei giornali. Anche se così vicina, perché Roma stessa ne è da molto tempo pervasa. Ma sulla Costa dei Gelsomini, tra Marina di Gioiosa Ionica e Reggio, si parla di morti ammazzati come di un forte mal di testa che ogni tanto si sca-


la Riviera

tena. T’informano che l’ultimo omicidio ‘di mafia’ risale al 2007. Tuttavia senti pure dire che un mese e mezzo fa – il 25 agosto - un panettiere è stato ammazzato nei pressi di Ciminà, sullo Zomaro, con un fucile caricato a pallettoni. Non si sa ancora chi sia stato. Se la ‘ndrangheta c’entri qualcosa. Parli ancora. Aguzzi l’udito. Cerchi di raccogliere più elementi possibili nei racconti anche di coloro cui l’immane fatica di frantumare il ‘cemento’ fa dire: “Fosse per me, qui ci starei massimo cinque mesi all’anno”. E a quel punto ti viene tanta voglia di capire. Perché, solo cinque mesi? Perché, quando potrebbe essere tutto così bello? Esci in moto dal garage a Roma con dentro le orecchie ancora cento, mille voci che prima della partenza ti hanno detto: “Ma tu sei pazzo, quella strada infernale con l’Honda te la vuoi fare?”. L’affaire A3 alimenta da anni ironie e critiche. È trito, ritrito e mai digerito. Proprio per questo non può essere archiviato. “Come una strada infernale?”, ti chiedi inasprito e preoccupato al tempo stesso. Possibile che dopo oltre trent’anni ci sia ancora chi ti consiglia di partire col treno? Della serie: ti leggi un libro e passa la paura. Ma se a me piace guidare? Eppure avevo letto che secondo l’Anas su quella striscia d’asfalto lunga circa 440 chilometri, sarebbe tutto a posto. La verità è che i lavori di riammodernamento imposti molti anni fa dall’Unione europea hanno subìto svariati rinvii e anche la scadenza del 2013 è destinata a passare alla storia fra gli impegni non rispettati. Bloccati restano gli interventi su una sessantina di chilometri. I men at work si contano su una mano. Non ci sono soldi. Sessanta

chilometri. Non tutti filati. Spezzettati. Sembrano pochi ma se sommi i vari segmenti lungo i

in BREVE

Inaugurato a Locri il “Museo dei ragazzi”

quali sei costretto a camminare massimo a sessanta chilometri orari - dove invece potresti trottare a 100/110 - quei chilometri ti pesano come altri 440. La stanchezza aumenta. La meta sembra sempre così lontana. Il rimpianto di non aver preso il treno ogni minuto più intenso. L’ultimo tratto di Salerno/Reggio C., da Pizzo a Rosarno, è il più snervante. Non ti passa mai, complici anche il dolore alle mani, alle braccia, alla schiena e alle gambe. La moto ti chiede tanto. In più quei lavori eternamente in corso. Quaranta chilometri quasi tutti a una carreggiata. E questo quando pensavi di avercela ormai fatta. Poi però, toccata la meta, sei certo che comunque ne sia valsa la pena. Stefano Marzetti

Nella sede del Museo archeologico di Locri è stato inaugurato lo scorso 30 settembre il “Museo dei ragazzi”, sorto nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio e della Notte dei Musei 2013. Ancora si tratta della prima fase del progetto, ma già gli enti e le istituzioni si sentono soddisfatti da come sia partita questa iniziativa. Giochi, mestieri, tradizioni dell'antica città di Zaleuco vengono raccontate con un linguaggio semplice, da una “famiglia di Locri” rappresentata su dei panelli allestiti all'interno della struttura. Per le stanze del Museo si snoda un percorso ludico didattico, che di sicuro desterà attenzione e curiosità per i ragazzi che potranno interfacciarsi con la Storia attraverso la ricostruzione di giochi, puzzle ecc.

FOTO NOTIZIE Tony White saluta il Vescovo Morosini Saluti affettuosi al neo Vescovo di Reggio CalabriaBova, Mons. Giuseppe Fiorini Morosini da Vincenzo e company, con l’augurio di un buon e proficuo lavoro.

La manifestazione che ha avuto luogo il 28 settembre a Massa non ha avuto la fortuna di avere come ospite la protagonista del Premio speciale alla critica che se l'è meritato a pieno con le sua raccolta di poesie nella quale coglie il senso più intimo e profondo delle cose. Il libro che è la continuazione del discorso poetico iniziato in Icaro, comprende 60 poesie. Incentrato sull'amore verso la filosofia classica, fusa con la lucida consapevolezza del “male di vivere” dell'uomo moderno, raccoglie versi intimistici, “ora sommessi”, ora pacatamente sensuali, ora accesi e vibranti”, ma sempre perfettamente nitidi. Contiene assonanze con il mondo ellenico. Non a caso Alberto Trifoglio in una suo

Daniela Ferraro premiata al Premio Letterario Europeo a Massa Carrara Per i lettori de La Riviera Daniela Ferraro non ha bisogno di presentazioni, visto che ogni domenica ci dona la bellissima rubrica “Messaggi nel Tempo”, dove l'amore per la sua terra trapela da ogni sua singola parola. Molte sono le passioni che appartengono alla sua persona. L'arte o meglio la passione che mette nell'arte in tutte le sue forme, ha fatto di lei un grande vanto per noi suoi conterranei. La pittura, la scultura e la scrittura ormai sono parte integrante della sua vita. Ed è forse per questo che Daniela

Ferraro la sua penna non l'abbandona mai. Dalla sua raccolta di poesie Icaro a Cerchi Concentrici (sul cadere dell'alba), ha adesso concluso il suo terzo libro, del quale ancora non ci ha svelato niente, ma sappiamo che presto verrà pubblicato. Un crescendo di soddisfazioni hanno forse incoraggiato Daniela che mira sempre più in alto. Infatti con il suo libro Cerchi Concentrici (sul cadere dell'alba) ha ricevuto il Premio speciale della critica alla sua VII edizione del Premio Letterario Europeo “Massa, città fiabesca di mare e di marmo".

articolo dice: «Ascoltandola, mi ha fatto pensare ad una dea greca scesa tra noi mortali per illuminarci sul mondo con parole degne di essere subito scritte purché non si perdano». Certamente il lettore che, come noi avrà la fortuna di leggere il libro di Daniela, non lo dimenticherà nella vita. Sono versi che sembrano andare oltre i confini del tempo mentre si muovono leggere diffondendo ovunque il profumo di delicatezza ed un tocco di eleganza. Ilaria Ammendolia

Aspromonte sindaco Dopo aver valutato la situazione, resosi conto che potrebbe dare il suo prezioso contributo alla rinascita di Marina di Gioiosa, Aspromonte ha sciolto le riserve decidendo di candidarsi a Sindaco. Potrà contare sul sostegno di Rocco Panetta, noto per le sue “accorate” proteste, andate spesso in onda sulle tv nazionali. DOMENICA

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Parlando

di...

ATTUALITÀ

Filosofando

una coppia solida Nando e Nato

Mistery Man

A

Guardando

Alla carica!!! Brindando

La nipote venuta da lontano

il Re degli Abissi

Lettera di un Tour Operator Canadese indirizzata a Sindaci/ Amministratori /Operatori Turistici/Politici/Cittadini della locride

Che peccato la locride senza turisti Carissimi Sigg.ri Sindaci /Amministratori /Operatori Turistici/Politici/Cittadini della LOCRIDE Mi chiamo Fernando Spatolisano e sono un responsabile fondatore della Società Solbec Tour / Chanteclerc uno dei più impegnati Tour Operator del Quebec / Canada che da oltre venti anni organizza viaggi intorno al Mondo,in Europa ed in particolare in Italia e che include dei soggiorni anche in Calabria. In tutti questi Viaggi, Tour, Soggiorni quelli che mi interessano di più, sono quelli che organizzo nel territorio della Locride, perché io sono originario di Ardore e porto sempre nel cuore la mia terra e la mia Calabria. Vi scrivo perché ormai dopo tanti anni che vengo in questo territorio, ho avuto occasione di conoscere molto bene questa realtà e soprattutto le cose più importanti, più caratteristiche che piacciono ai turisti e che li fanno affezionare a questa

del posto che li hanno circondati da tanto calore umano e familiarità. I gruppi che si soffermano ad Ottobre avranno la possibilità di partecipare anche alla raccolta delle olive e quindi poter apprezzare l'ottima qualità dell'olio che già da tempo viene spedito nella città di Montreal e ad altre città del Quebec. In conclusione con questa mia lettera mi permetto di evidenziarVI che avete delle risorse immense e di grande terra. In media organizzo 10 gruppi quasi tutti nel mese di Settembre e Ottobre. I giorni che trascorrono nella Locride sono quelli che maggiormente entusiasmano i miei clienti perché gli propongo cose tipiche che gli fanno vivere esperienze indimenticabili. Oltre alla storia e alla cultura della Vostra terra, che apprezzano molto, le metto in contatto con la gente, con le Aziende che producono i vostri prodotti di eccellenza

valore per il turismo. Dovete però organizzarVi meglio e promuoverle e pubblicizzarle di più; avete una storia di oltre 2000 anni che pochi hanno in Italia, avete queste risorse e questi prodotti d'eccellenza, avete il calore della gente, avete tutte le condizioni per far arrivare turisti tutto l'anno. Sopratutto avete dei modelli e dei Pacchetti Turistici che sono ormai collaudati e che sono molto apprezzati.Già alcuni Alberghi da tempo stan-

nelle vostre colline, nelle vostre cittadine storiche (Bergamotto, Vini ,Formaggi, Salumi, Stocco…). Quest'anno ho aggiunto nei nostri programmi la partecipazione di un'intera giornata nella zona di Bianco per la raccolta dell'uva, che da origine al vino Greco e Mantonico, e ho fatto conoscere ai miei clienti tutto il processo di lavorazione. E' stato un grande successo, sono stati felicissimi di consumare il pranzo con le famiglie

no vendendo questi pacchetti con grande successo. Cercate di allargare,di promuovere,di sviluppare questa vendita. I Canadesi,gli Americani queste cose vogliono. CULTURA / STORIA / NATURA/ACCOGLIENZA/BUONA CUCINA. POTETE VENDERE QUESTE COSE DURANTE TUTTI I MESI DELL'ANNO!!!! Nella struttura dove ci troviamo noi, abbiamo incontrato altri gruppi di Turisti di altre Nazionalità e anche loro dicono che è un peccato non sfruttare queste ricchezze che producono economia e tanto lavoro soprattutto per i giovani. Da parte mia continuerò a venire e a fare tanta pubblicità perché questa è la mia terra e ho il dovere di farla crescere e creare possibilità di lavoro . E' importante che tutti Voi lavorate insieme e collaborate. Vi ringrazio per l'attenzione e Vi saluto tutti affettuosamente. Fernando Spatolisano Solbec Tour / Chanteclerc Montreal / Quebec

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Il


la Riviera

tempo

Messaggi

nel

di Daniela Ferraro

Pitagora e i Crotoniati Tris d’assi per Pasquino, Vito Teti, Gangemi e Salerno

Ac Siderno 1984-1985 Roccella

Auguri Giuseppe per il tuo secondo compleanno. Dai nonni Pino e Rosetta, e da zio Marco

Gerace

l più dolce, il più amato dalle zanzare

Storie di fanti, regine e re

Arteedintorni...

In trasferta

di Domenico Spanò

Donne di Calabria nello sport

Marcella Violi da Staiti alla Lazio serie A C5 Femminile. Marcella Violi è una giovanissima ragazza originaria di Staiti, paesino del basso Jonio all'estremo confine a sud del Parco nazionale dell'Aspromonte. Arroccato su un enorme ammasso roccioso con le sue piccole casette in pietra intorno alle quali svetta la Chiesa di Santa Maria della Vittoria. Il nome di Vittoria (latino: Victoria), nella mitologia romana è la dea personificante la vittoria in battaglia. Identificata con la greca Nike, era raffigurata come una giovane donna alata. A Roma aveva un tempio sul Palatino per il suo culto e la venerazione. Forse nasce dal nome Vittoria, in tempi non sospetti, il legame e la forze tra la giovane Marcella e la Capitale, la partenza e l'arrivo. Marcella Violi classe 1990, fisico atletico e grinta da vendere. Sin da ragazzina, a differenza delle sue compagne, amava passare il suo tempo libero appresso ad un pallone. Roba da maschiacci probabilmente gli dicevano, ma lei guardava e sognava oltre la vallata mozzafiato che si intravede dalla piazza principale del paesino. Tra i primi calci verso la porta senza rete dell'oratorio di S. Anna di Staiti e quelli delle reti dei principali palazzetti dello sport di tutta Italia il passo è stato rapido. Un tiro forte e preciso insaccato in rete.

Marcella sin da giovanissima faceva notare doti atletiche e tecnica fuori dal comune, dedizione, amore e passione per lo sport del calcio a 5. Queste doti sono state notate, apprezzate e valorizzate da esperti del settore che in breve tempo l'hanno arruolata nella squadra professionistica della Pro Reggina. Cosi il primo passo nel trasformare una passione in qualcosa di più concreto. Con la squadra reggina l'atleta calabrese

“Non fare cosa che sia turpe ad altri o a te stesso ma, soprattutto, rispetta te stesso” ( dai “Versi aurei “ pitagorici) Quando Pitagora, esule da Samo nel 535 a. Cr., raggiunse la colonia achea di Crotone, era già in avanti negli anni (secondo alcune fonti ne aveva una sessantina) ma niente aveva perso del suo naturale carisma presso chi lo ascoltava quasi fosse un messaggero della Parola divina. Dopo la dura sconfitta subita ad opera dei Locresi sul fiume Sagra, imperavano nella città forte depressione morale e disorientamento politico ma Pitagora parlò all'assemblea degli anziani con la sua voce suadente e tutti ne furono entusiasti tanto da affidargli subito un ruolo importante che egli ricoprì con tale capacità da legare alla propria persona, e per lungo tempo, lo stesso destino della città. Ed ecco nascere a Crotone le prime logge pitagoriche che poi si sarebbero da lì diffuse per tutta la Magna Grecia : si trattava di fratellanze politicoreligiose (le eterìae) che davano grande importanza alla cura del corpo con tutta una serie di minuziose prescri-

insieme alle sue compagne si è tolta moltissime soddisfazioni vincendo lo Scudetto della Serie A Calcio a 5 Femminile 2012-2013 e la Supercoppa italiana, risultando tra le atlete con il miglior rendimento in campo. Una summa di tenacia, forza, grinta e determinazione da vendere, da vera donna calabra. Nelle sue recenti imprese ritorna di consueto la parole “vittoria” che sempre la accompagna in ogni sua

forma. Dopo l'esperienza alla Pro Reggina è cresciuta sempre più la consapevolezza che fare la calciatrice di C5 potesse essere una professione stabile nel mondo dello sport e non solo un passatempo. Questa estete durante il calciomercato si è concretizzata la possibilità di approdare alla squadra capitolina della Lazio C5, società ambiziosa per la nuova stagione agonistica del massimo campionato italiano, che ha voluto fortemente puntare su Marcella e altre due sue colleghe reggine Valentina Siclari e Pamela Presto neocapitano laziale, per rincorrere tutti assieme una nuova vittoria. Così per la Violi già a fine estate è stato il momento di preparare le valige, iter classico della gente del sud ambiziosa, lasciare gli affetti più cari della famiglia, degli amici e il luogo natio con un pizzico di malinconia ma con tanta voglia e determinazione per una nuova vittoria, omaggiando la voglia di tutte le donne calabresi che hanno voglia di affermarsi. Una nuova esperienza non solo professionale ed agonistica ma anche umana e sociale con l'inserimento e il confronto in un ambiente nuovo, dinamico e stimolante, molto professionale e composto da atlete eccelse provenienti da tutta Italia, Brasile, America, Argentina e anche della nostra amata Calabria; tutte ragazze unite e legate ad un sogno unico rincorrendo un pallone. L'esordio della Lazio della Violi e compagne è stato ottimo con un secco 7-1 sulla squadra del Salinis, sontuosa come sempre la prestazione di Marcella e delle sue compagne. La prossima partita sarà contro l'Olympus e Marcella sarà sempre li in campo per una nuova battaglia da protagonista per urlare a fine gara la consueta parola “vittoria”!!

zioni che gli adepti dovevano rigidamente osservare, pena l'esclusione dalla scuola. Alle norme relative alla pulizia del corpo, alle prescrizioni di diete che rifuggissero dal consumo di “cibi immondi”, agli esercizi ginnici, alla cura dell'animo, i Pitagorici associavano lo studio della natura e dell'universo, scienza e filosofia miranti alla ricerca di una Verità assoluta. Politicamente, la loro filosofia offriva una giustificazione etica al governo oligarchico di Crotone in quanto identificava la nobiltà d'animo con l'aristocrazia. La stessa dottrina della metempsicosi (cioè della trasmigrazione dell'anima da un corpo all'altro) finiva col rivestire un fine politico oltre che morale in quanto queste migrazioni avrebbero avuto termine nel momento in cui l'anima si fosse totalmente purificata anche tramite l'obbedienza ai canoni morali dei Pitagorici. Così sanamente condotta e ritemprata nell'animo, Crotone riuscì a prendere e a distruggere la potente colonia rivale di Sibari estendendo il proprio territorio dal corso del Traente a nord fino a Caulonia a sud. Ma scarsa fu a lui la riconoscenza dei Crotoniati : la congiura ordita per invidia e rivalità politica dall'aristocratico Cilone lo privò dei suoi adepti costringendolo anche alla fuga. Stanco ed amareggiato, colui che ormai tutti chiamavano “l'Annunciatore del Pizio” (Apollo), dopo un lungo errare, si rifugiò a Metaponto dove però (secondo diverse fonti) avrebbe trovato una terribile morte per fame nel tempio delle Muse. Ancora una volta virtù e saggezza soccombevano all'ambizione e alla violenza le quali ultime, però, rimanevano vittime anch'esse del proprio smodato livore : Senza più la retta guida di Pitagora e dilaniata da continui contrasti interni, Crotone si avviò ad una progressiva decadenza subendo alfine, nel 277 a.Cr, l'occupazione romana. DOMENICA

06 OTTOBRE 2013

LA RIVIERA

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La Riviera n°41 del 06-10-2013  
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