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Il dr. Antonio Romano, uno della terna commissariale al comune di Taurianova, ha finalmente strappato a Federico II il primato, che l’innalzava a “stupore del mondo”. Il detto commissario, infatti, ci stupisce per una novità e per un relitto medievale. La novità è - trascrivendo dalle sue labbra- che “l’omicidio di Tony Battaglia rappresenta la testimonianza di un fatto: non è vero l’assunto che i mafiosi si ammazzano tra di loro”. Il relitto medeievale sta nella manifesta intenzione punitiva d’un disgraziato adolescente con la costituzione di parte civile del Comune la cui immagine, già virginea, avrebbe sporcata con l’irresponsabile gesto. E noi invece sapevamo che non solo l’immagine, ma anche il midollo spinale di Taurianova sono stati stati deformati dalla sua immutabile classe dominante.


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Primato storico per Caligiuri se spegne il Roccella Jazz GIOVANNI DROGO

Roccella Jazz, patrimonio della Calabria intera, ancora rischia di chiudere i battenti. La manifestazione, scudo di manovre parolaie dei politici sorteggiati a turno, fatica a respirare. Ogni anno, dopo la dieci giorni di viziose emozioni, tutti gridano al miracolo, all’evento capace di inorgoglire Calabria e calabresi, tinto di sana rivalsa sudista e locridea, zeppo di prospettive elettorali di assessori alla cultura e starlette della politica. L’intonazione del Roccella Jazz insomma ammalia ogni uomo della Res Pubblica che ne canta, in prosa, versi d’amore spassionato, finendo poi per dimenticare la rima solo dopo pochi giorni che ha abbandonato il castello roccellese. I soldi non arrivano, le banche bussano alla porta degli organizzatori e soprattutto la macchina che deve pensare a camminare verso l’edizione del 2011, la 31esima, è senza benzina. Spinta dai soliti quattro mentre alla guida c’è Dio, che speriamo ce la mandi buona. Rumori Mediterranei 2011 rischia di saltare. Non ci sono più portafogli che riescono a sostenere il peso della manifestazione, e se la

colati da Enti provinciali, comuni e Regione, che spendono con discreta puntualità. Quello che come sempre arranca è il Roccella Jazz, che non costa poco, e poco non riceve, ma che in termini di risultati non ha confronto. Il progetto, l’idea di ogni persona di buon senso è quella di crescere, migliorare, andare avanti e se ci si riesce anche oltre. Per fare si che Rumori Mediterranei diventi quella manifestazione “oltre”, più di quanto già non lo sia, serve pianificazione, studio e applicazione, tutte cose che tradotte in due parole significano stabilità economica e tranquillità. Due cose che da sempre il Festival di Roccella non ha, e nonostante questo riesce a correre più di altri. Inutile stare qui a elencare gli artisti, di calibro mondiale, che hanno calcato il palco roccellese, inutile elencare le professionalità nate col Festival. Inutile sottolineare l’eco internazionale della manifestazione, tutto è fin troppo noto. E’ giusto però che il pubblico e gli appassionati sappiano che spesso le stesse persone che al Roccella Jazz tessono elogi, poi voltano le spalle sopraffatti dalla burocrazia e dalla pigrizia.

Se l’assessore Caligiuri non invita la Regione Calabria a mettere le mani in tasca, il festival Jazz di Roccella salta

Rumori Mediterranei per risultati non ha confronto con il 99 per cento degli eventi calabresi

Regione Calabria non si appresta a mettere le mani in tasca, per sganciare tra l’altro quello che ha promesso e sottoscritto, il banco salta. Per dire la verità è da quattro o cinque anni che l’Associazione Culturale Jonica tra gennaio e febbraio si allarma e grida alla sventura, salvo poi come sempre, e per fortuna, riuscire ad allestire uno spettacolo incredibilmente colmo di genialità. Ma la questione è un’altra, è il progetto, il canto delle sirene che da anni scuote il territorio senza incantarlo. Da Governatori ad assessori, da giudici a magistrati, da prefetti a consoli, ogni anno ad agosto tutti spendono fiato per ergere ad esempio della Calabria capace, colta e pulita il Roccella Jazz. In altre parole tutti dicono che se ci fossero questo tipo di manifestazione la nostra Regione avrebbe qualche chance di fare bella figura. E in effetti negli ultimi dieci anni di eventi, simili, ma mai eguali, in Calabria ne sono nati. Tutti, o quasi, gli ultimi arrivati sono ben coc-

Le stesse facce che in televisione e sui giornali sfilano a favore di Rumori Mediterranei, filano via alle insistenti telefonate dell’Associazione Culturale Jonica che chiede di vedersi riconosciuta la moneta promessa e sulla quale ha basato l’impostazione di un evento. La domanda poi è sempre la stessa, quella che farebbe anche un bambino: perché se è così straordinariamente bello il Roccella Jazz deve faticare a sopravvivere? L’arcano come sempre sta nelle maglie della politica. Fatto che come ogni anno l’Associazione ha lanciato l’allarme, il Festival 2011 è a un passo da baratro. Poi, speriamo si farà. Ma l’Assessore alla Cultura Caligiuri, è pronto a rischiare e a legare il suo nome al tempo in cui Rumori Mediterranei ha calato il sipario? La Calabria è pronta a rinunciare a tutto questo? Non serve aprire la bocca e dire no, serve mettere le firme sulla burocrazia assassina e sulla volontà di portare avanti un capolavoro tutto calabrese.

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A proposito Loiero«Autonomia e diritti avrà i suoi candidati» di... Circa un mese addietro Agazio Loiero (passato dal Pd ad Autonomia e diritti) ha speso

A volte ritornano DOMENICA 27 FEBBRAIO 2010

parole positive su Valerio Donato, docente universitario, quale candidato a Sindaco di Catanzaro. Ma veti interni e litigiosità del gruppo dirigente del Pd hanno scartato questa candidatura. Adesso l’ex governatore della Regione Calabria esce allo scoperto dichiarando che Autonomia e diritti, a maggio, non solo presenterà le proprie liste ma indicherà, finanche, i propri candidati a sindaco.

la settimana NORDICI E SUDICI

Cinque banche e un’ombra GIOCCHINO CRIACO

Le mie profezie si sono sempre avverate e quindi magari sarete buoni con me. Mi crederete ancora. Parlo con le ombre, sono loro a svelarmi il futuro. Delle rivoluzioni attuali, ve ne parlo da un bel po', l'ombra che me le ha predette viene dalla terra santa, sponda ebrea. La stessa mi ha parlato dei soldi della rivoluzione. Il grosso dei beni dei dittatori deposti, o in via di detronizzazione, dai popoli fratelli del Mediterraneo, è al sicuro nei forzieri dell'Occidente. E, in Occidente, le ricchezze rubate agli arabi, ci resteranno. A ogni rivoluzione, il copione si ripete. E' successo così ogni volta che noi sudici ci siamo ribellati, i soldi sono sempre rimasti nei forzieri nordici. L'ombra mi spiega che cinque banche controllano il novanta per cento del mercato finanziario mondiale. Che duecentocinquanta persone, in carne e ossa, siedono nei consigli di amministrazione delle cinquanta multinazionali più importanti sul pianeta. I duecentocinquanta prodi sono espressione delle cinque banche. Il controllo mondiale dell'economia è assoluto. Il piede dei banchieri comanda i mercati, governa la politica, dirige i consumi. La testa delle banche controlla il mondo. Da fuori di testa queste idee, vero? Be anch'io pensavo che la mia ombra israeliana fosse fuori di testa. Me ne ha raccontate di paranoie sfrenate il mio amico. Ma in vent'anni, mai una sua soffiata s'è rivelata panzana. Si diverte l'ombra, a farmi sgranare gli occhi, ride ogni volta che gli do del pazzo. Mi aveva detto per tempo del fuoco rivoluzionario, anzi esattamente da dodici anni. I soldi e le ricchezze dei nostri sudici fratelli sono già via, e a casa non ci torneranno più. E' il capitalismo, sudici fratelli; è lui il mostro che decide: il pane alle nostre bocche e l'oppio alle nostre menti. C'è la mano del capitale dietro alle rivoluzioni, questo è ovvio. Dovremmo essere furbi; prendere una bella rincorsa dal sud del mondo, e portare la corsa sino in su, nel nord estremo. E al polo che dovremmo correre, a riprenderci beni e cervello. Ma a me, le conversazioni con l'ombra fanno male, apro il cuore a desideri troppo grandi. Torno a terra, e per adesso mi accontenterei che la corsa sudicia arrivasse sino a Roma, a riprendere soldi e anima.

PROVINCIA DI REGGIO

BOVA E TRIPODI MARCIANO VERSO IL POLO FUDA BRUNO GEMELLI

Pierferdinando Casini per assecondare i desiderata di Pasquale Maria Tripodi, tesi ad ottenere l’autonomia nella provincia reggina, avrebbe dovuto concedere la deroga della deroga. La prima deroga è quella che consente, che ha consentito, all’Udc calabrese di consolidare l’alleanza organica con Scopelliti. Le minacce dei giorni scorsi di Berlusconi di cacciare l’Udc dalle regioni dove governano insieme (Calabria, Campania, Lazio e Sardegna) sono sembrate subito una tigre di carta per spaventare i passeri. Tripodi “gioca” con il suo partito, l’Udc, come fa il gatto con il topo. Come Tom & Jerry dei fumetti. Al lettore il compito di dire chi è il gatto opportunista e chi il topo veloce e solido. La sub deroga doveva consentire a Tripodi di sperimentare il terzo polo a Reggio. Troppo per Gino Tematerra che ha disarcionato Tripodi sostituendolo con Alfonso Dattolo. Ma troppo anche per Tripodi. E poi. Tre forni sono troppi. Anche per l’Udc. Ma un forno potrebbe aprirlo Pietro Fuda. O forse lo ha già aperto. Per ritornare, da presidente, alla Provincia di Reggio Calabria. Si può fare, avrà pensato l’ingegnere. Rimettersi in gioco politicamente attraverso il ritorno in provincia. Una sfida intrigante. Ma ci vogliono

due fornai dalle braccia all’amianto per cuocere il pane buono. E chi meglio di Pasquale Maria Tripodi e Peppe Bova (in riunione mentre il giornale va in stampa) possono cimentarsi visto che i due da una vita impastano farina e politica? La situazione – dicono i ben informati – è, come si dice in questi casi, in nuce. Ma a far lievitare l’impasto e a infornarlo potrebbero aggregarsi altri fornai. Pardon: altre sigle. E chi di grazia? I più prossimi sono Fli e Api. Dunque un rassemblemant che potrebbe anche avvalersi di “Autonomia e diritti” di Agazio Loiero, già alleato di Pietro Fuda; sino al punto da farlo senatore. A volte ritornano. Dunque Tripodi, in rotta con l’Udc per non aver trovato ristoro nell’equidistanza nazionale in riva allo Stretto, potrebbe essere più equivicino che equilontano dall’inedita soluzione terzista.

IN BREVE

RIACE CHIAMA I PROFUGHI LIBICI Domenico Lucano, in una dichiarazione all'Ansa, si è dichiarato disponibile a dare il proprio contributo “davanti al rischio di un nuovo esodo di esseri umani in fuga dalla guerra e dalla miseria”. Neanche questa volta, il sindaco di Riace, si è tirato indietro di fronte all'emergenza di una possibile diaspora in Italia di migliaia di profughi provenienti dalla Libia. Secondo Lucano è impossibile rifiutarsi di soccorrere chi chiede aiuto perché sta sfuggendo “ alla fame, alla miseria e, in questo, caso a inaudite violenze “. Il valore dell'azione politica di Lucano è oramai riconosciuto da tutti.

RICONOSCIMENTI

ROMA PREMIA LA CALABRIA MIGLIORE Erano più di mille le persone che, al teatro Quirino di Roma, hanno assistito alla premiazione del “Galà delle eccellenze calabresi”, ideato e diretto da Piero Muscari. Un vero e proprio “Made in Calabria”, durante il quale sono stati premiati Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi, il cantautore Peppe Voltarelli (nella foto), Sandra Savaglio, astrofisica, ed il regista Pier Francesco Pingitore. Visibilmente soddisfatti Giuseppe Scopelliti ed il sindaco Alemanno (che si è detto attento ai calabresi che ogni giorno contribuiscono alla crescita economica e culturale di Roma). Per Domenico Naccari, le numerose personalità in platea confermano che la serata è stata “un’importante vetrina attraverso cui rilanciare l’immagine della regione”.


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Urne Aperte

15 maggio, ecco dove si voterà in Calabria

Sembra quasi certo, oramai, che sarà il 15 maggio il giorno in cui più di un milione calabresi si recheranno alle urne. Dei cinque capoluoghi solo a Vibo non si voterà per il rinnovo del consiglio comunale. Reggio, Catanzaro, Cosenza e Crotone aspettano di eleggere il nuovo sindaco. Per il comune si voterà, tra gli altri, anche a Siderno, Locri, Bova, Ardore. A Reggio, inoltre, ci sono le elezioni provinciali, con il centrosinistra che ripresenterà Pino Morabito. Bisogna ricordare, infine, che la legge Calderoli ridurrà il numero dei consiglieri e degli assessori.

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IL DIAVOLO NERO IL CONVEGNO

L’ALTRA FACCIA DELLA ‘NDRANGHETA Il titolo già la dice lunga su quasto sia scottante il tema del convegno organizzato dall’Associazione, tutta al femminile, Ladyterranea, in collaborazione con l’Assessorato Provinciale alle politiche sociali e col Museo della ‘Ndrangheta. La ‘Ndrangheta, entra anche nell’universo femminile, visto che le nostre donne sono sia carnefici che vittime di una delle piaghe sociali più grandi del nostro Secolo. Nel Palazzo della Provincia di Reggio Calabria si è discusso di questo duplice ruolo; tantissimi i pareri autorevoli da parte dei tanti invitati che hanno ana-

PILLOLE di Anna Laura Tringali

lizzato il fenomeno da più punti di vista, da quello sociologico, a quello psicologico o ancora a quello giudiziario e culturale. A prendere la parola oltre alle due fondatrici dell’Associazione Ladyterraneatra, Giovanna D’Agostino e Serena Cara, Mario Caligiuri, assessore regionale alla Cultura, Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Dda di Reggio, Claudio La Camera, direttore del Museo della ‘ndrangheta, Cecilia Alecci, figlia di una vittima della criminalità organizzata. Il convegno prevedeva anche un’interessantissima mostra, “Silent Witness”, testimoni silenziose. Le 20 sagome ad altezza naturale, raccontano la storia di alcune donne e quella della loro morte violenta. La mostra, partita dagli Usa, ha già fatto il giro del mondo, arrivando per la prima volta nel Sud Italia grazie alle due Ladyterranee. Sulla facciata di Palazzo Foti campeggia ancora un telo gigante che ripropone lo slogan provocatorio “La ‘Ndrangheta è donna?”, un modo originale per cercare di scuotere le coscienze della gente, uomini e donne, che vivono costantemente a contatto della ‘ndrangheta... Un male che non guarda il sesso al quale appartieni...

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La comunità di Lamezia Terme vede riaprirsi una ferita dolorosa e ancora fresca. Sale ancora, infatti, il bilancio delle vittime di quel tremendo 5 dicembre ; Nell’ospedale di Cosenza è morto mercoledì l’avv. Domenico Strangis , ottava vittima della strage di ciclisti provocata da un immigrato marocchino.

Siamo piccoli già grandi , recitava una canzone di qualche anno fa. E loro lo sono veramente. Gli studenti di una scuola media di Catanzaro hanno rinunciato ad una gita di classe in segno di protesta contro la dirigente dell'istituto che aveva negato ad un ragazzo affetto da sindrome di down di prendere parte al viaggio d’istruzione. Aspre critiche verso l’atteggiamento di ottusa discriminazione si sono levate unanimemente dal mondo politico, alcune hanno chiesto che la protagonista del misfatto venisse destituita dall’incarico.

Riparte a Reggio il corso di sommelier promossa dalla Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino. L’ inizio del corso è previsto per il prossimo 28 febbraio, e attraverso un percorso di 21 tappe didattico -formative, una ventina di aspiranti assaggiatori della nostra città, si cimenteranno nell’arte del riconoscimento e dell’assaggio dei vini.

Quando la protesta è donna. Neanche la neve è riuscita a fermare le centinaia di donne di San Giovanni in Fiore, che sfidando il gelo hanno bloccato le strade di accesso al paese per protestare contro la chiusura di alcuni reparti dell'ospedale prevista dal Piano di rientro sanitario. ''Sei venuto a prendere migliaia di voti ed ora sei scappato via. Ma San Giovanni in Fiore aspetta e non dimentica ” hanno gridato contro il Governatore Scopelliti .

Il sommergibile Come ci è stato già raccontato in prosa strillante e strisciante dai giornali quotidiani, il consiglio comunale di Roccaforte, a direzione socialista, è stato sciolto per infiltrazione mafiosa con rito abbreviato che il ministro Maroni non ha ritenuto d'applicare al consiglio comunale di Fondi, a direzione pdiellina. Sindaco del paesello, dove sembra non esser arrivato né Cristo né Giuda, era fino scioglimento Ercole Nucera, esponente d primo piano dei socialisti reggini e calabresi. Un persona perbene, un combattente per il riscatto della Calabria, con retroterra di dirigente sindacalista e fila della CGIL. Alla notizia dello scioglimento del Consiglio comunale, che, tra l'altro, non poteva peccare per la mancanza di materia prima- quattro case e una popolazione vecchia Roccaforte- Ercole Nucera ha dichiarato: “Siamo sorpresi e sconcertati”. Non poteva immaginare, però, che sarebbe rimasto solo. come un monaco orientale, nella difesa dell'onore e della dignità del laborioso paese. Ma così è stato. Perché, quando il reato imputato è di ndrangheta, le vestali del garantismo e della remissione della fiducia nella magistratura si ritraggono dal fuoco per non avere qualche bruciacchiatura, per evitare, cioè, che qualche macchia posa cadere sulle loro verginali vesti. Sicché, come nei dolenti versi di Ada Negri, traslati al nostro caso: “Tutto d’intorno è pace/Chiuso in oblio profondo/Indifferente il mondo/ Tace”. Ha taciuto anche chi aveva l'obbligo di parlare. Ha taciuto , insomma, il Presidente della Provincia. Ma Ercole Nucera è o non è assessore con delega della Giunta provinciale? E allora: questo è Rodi e qui l'avv. Morabito deve saltare. E fuori di metafora: o dà la solidarietà ad Ercole Ncera o gli revoca la delega. Perché non si può contaminati al comune di Rocaforte e guerrieri della antimafia alla Provincia di Reggio Calabria. La contraddizion nol consente. A meno che l'avv. Morabito non voglia comportarsi come un sommergibile: star sott'acqua per non vedere, tenendo fermo al di sopra della superficie marina il periscopio che ha la specialità, tutta sua, di cogliere cose lontane e di non accorgersi di quello che gli esplode a pochi metri.


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Il giallo Il bando Stillitani

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500 borse lavoro, ovvero oltre quattro milioni di euro sono state concentrate nelle mani operose della ABRAMO Printing, Logistics e CustomerCare, notevole famiglia catanzarese di

industriali con affaccio importante sulla politica con Sergio Abramo,emerito sindaco di Catanzaro

La notte in cui tutte le vacche erano grigie Abramo recita la parte del leone CARMELO CARABETTA

Dare lavoro, è la religione di Francescantonio Stillitani, che già fu assessore nella giunta Chiaravalloti e che ora è assessore regionale alle politiche del lavoro sotto l’alto patrocinio di Giuseppe Scopelliti . Per il lavoro, in nome del lavoro, destinato ad alleviare l’intensa disoccupazione calabrese, egli ha fatto di tutto, ha osato tutto. È finito, addirittura, nel registro degli indagati per abusivismo edilizio. Bisogna dargli una medaglia a questo imprenditoreassessore, non anticipargli il banco degli imputati. Per il lavoro, in nome del lavoro, Francescantonio Stillitani s’è fatto promotore d’un bando per borse lavoro, giunto a conclusione con la pubblicazione della graduatoria relativa - veniamo informati- alle imprese calabresi che hanno usufruito dei contributi che permetteranno l'assunzione di 3119 giovani disoccupati. Cifra modesta, ma che fa sobbalzare di soddisfazione l’assessore-imprenditore, gaio anche del nuovo modo d’operare. E così esulta: “ Non più contributi elargiti a pioggia”. Infatti,

ben 500 delle totali borse lavoro sono state concentrate nelle mani operose della ABRAMO Printing, Logistics e CustomerCare, notevole famiglia catanzarese di industriali con affaccio importante sulla politica con Sergio Abramo,emerito sindaco di Catanzaro, sconfitto candidato del centrodestra a

Nella foto in alto - lo stabilimento tipografico Abramo Printing In basso - Sergio Abramo e l’assessore al lavoro Francescoantonio Stllitani

presidente della Regione Calabria e, dopo l’avvento del Governatore Scopelliti. Presidente della Sorical. Ma non possiamo fare punto e daccapo. Poiché il bando Stillitani s’è colorato di giallo. Orbene, stentiamo a comprendere perché mai quasi tutte le domande delle aziende sono

state presentate alla mezzanotte del primo giorno utile a mezzo dei servizi delle poste private e non delle poste statali. Spedizione postale , recita asciuttamente il bando. E non doveva essere precisato se con lettera semplice o con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno? Tutto sospeso in aria come i salami. E certo non è di secondaria importanza che il Dipartimento del Lavoro abbia sollecitamente chiesto lumi sulla legittimità della presentazione del dette domande. Orbene ancora, noi abbiamo il cervello tardo e lento. Invidiamo il cervello prodigioso del Governatore, dell’assessore-imprenditore, degli assessori che in non più di 7 minuti sono riusciti a esaminare 988 domande, stabilendo con la graduatoria delle imprese vincitrici. Infine, poiché l’autore di questo giallo è l’assessore Stillitani e supervisore il Governatore, chiediamo ai due guaritori magici della piaga della disoccupazione di sciogliere il mistero della notte in cui tutte le vacche furono grigie, come s’ addice quando c’è mercato.


NUOVA APERTURA ROCCELLA JONICA VIA TRASTEVERE 174/A. WWW.IDEALUCESNC.COM- INFO@IDEALUCESNC.COM

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Arredare con la

luce

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dea Luce si rinnova. L'azienda roccellese, presente da 20 anni sul mercato nazionale ed internazionale come produttore di paralumi, viste le crescenti ambizioni, ha recentemente unificato la produzione di Via Girolamo e il punto vendita di via Roma, nell'unica sede che ora conta di ben 300 mq sita in Via Trastevere 174, a Roccella Jonica. La nuova collocazione dell'azienda che conta di uno accogliente show room, vi darà la possibilità di toccare con mano le varie soluzioni luce che l'azienda vi saprà offrire. Un nuovo restiling, nuove idee, nuove soluzioni per continuare ad illuminare ed arredare la vostra casa. Il nuovo showroom, infatti, è un vero atelier della luce, che vi fara' conoscere un mondo nuovo, dove le lampade e i paralumi si coniugano in modo armonioso con tanti altri articoli d'arredo (quadri,tappeti, vasi ecc.) in un' atmosfera di raffinata eleganza, stile ed artigianalita'. Idea Luce non è solo, quindi, vendita al dettaglio, ma saprà offrire interessanti soluzioni anche per gli architetti, per gli arredatori, per i negozi di illuminazione, complementi d'arredo e per le tappezzerie. Idea Luce è anche produttore, infatti ha creato Ifles, un marchio per tutti i negozi che vorranno distribuire i prodotti; Ifles fornirà un espositore e una campionatura di paralumi, lampade e accessori, che permetterà loro di offriEdward Hopper re ai propri clienti un servizio unico di vendita utilizzando tessuti sempre nuovi e personalizzabili. Tantissime, infatti, sono le aziende italiane ed estere che, da più di 10 anni, distribuiscono i paralumi Idea Luce in tutto il mondo, tra cui la prestigiosa "divani e divani" by Natuzzi. Idea Luce arreda con la luce, infatti, Elisa e tutto lo staff, vi faranno conoscere un mondo di appliques, abat jour, lampade da tavolo, nel quale potrete abbandonarvi ad un insieme di colori: fasci di luce, immersi in una vasta gamma di stoffe e rifiniture pregiate, in un'atmosfera di raffinata eleganza, stile e artigianalità. Sapranno curare l'illuminazione delle vostre case con lampade su misura per ogni stile d'arredamento, facendovi vivere emozioni uniche ed originali. Visitare il nuovo punto vendita, vi farà conoscere un mondo fatto di luce e colori, un mondo nel quale, Idea Luce, le sue lampade, i suoi paralumi, i suoi colori, vi sapranno coccolare.

“ Quello che vorrei dipingere è la luce del sole

sulla parete di una casa”

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Primo piano

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NOSTRA INTERVISTA ALL’ONOREVOLE ANGELA NAPOLI

Governatore, faccia i nomi degli esponenti della nuova classe dirigente in arme contro la ‘ndrangheta Il

NATALINA MISOGANO

profilo di Angela Napoli è quello della deputata, che, rompendo la micragnosa linea dei deputati meridionali e calabresi balbettanti e annuenti, ha spinto in avanti, in tanti anni di battaglie parlamentari, un’idea alta della Calabria. E ciò ha fatto con spirito critico, con salda e onorata mente meridionalista, che la ha portata spesso al contrasto anche con il partito e il gruppo parlamentare di cui ha fatto parte. Segno perspicuo d’una personalità, segnata dal pensiero meridionalista la cui cifra inossidabile è che i meridionali veri stanno sempre all’opposizione. E non dicono parole mai parole vane e fatue. Per questo abbiamo voluta intervistarla sul capolavoro assolutorio della ‘ ndrangheta, autore massimo e unico in Consiglio regionale lo speculativo e speculatore Giuseppe Scopelliti. Il Governatore ha fatto in consiglio regionale uno straordinario annuncio, e cioè che ora la ndrangheta può essere combattuta e sconfitta poiché a Palazzo Campanella finalmente “esiste una nuova classe politica realmente capace di combattere la criminalità organizzata”. Dobbiamo piangere o ridere? Dovremmo solo piangere di fronte al barbaro coraggio con il quale il Governatore calabrese osa fare certe dichiarazioni. Occorrerebbe rivolgergli la richiesta dei nominativi di questa “nuova classe politica realmente capace di combattere la criminalità organizzata”. Ho cercato di

Il Governatore Scopelliti continua a fingere di tenere chiusi gli occhi, così come li ha tenuti chiusi durante la formazione delle liste per le ultime elezioni regionali

ANGELA NAPOLI DEPUTATO FLI, E MEMBRO DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIAE DELLA II COMMISSIONE (GIUSTIZIA), a fianco Pasqualina Straface, sindaco di Corigliano

n’altra fumata grigia. Si sono aggiornati, infatti, a mercoledì prossimo, senza trovare un’intesa sui nomi, i rappresentanti regionali dei partiti del centrosinistra riuniti a Lamezia Terme per fare il punto sulla situazione delle candidature per le prossime amministrative. Alla riunione hanno partecipato il commissario regionale del Pd, Adriano Musi; Maurizio Feraudo per Idv; per la Federazione della sinistra, Michelangelo Tripodi e Rocco Tassone; per i Socialisti, Luigi Incarnato, e per Sinistra ecologia e libertà, Ferdinando Aiello ed Eva Catizone. Uno degli scogli da superare é quello delle primarie, chieste da Sel. Una richiesta che però non ha trovato il sostegno delle altre forze della coalizione ed in particolare del Pd, che per bocca di Musi ha sostenuto che il tempo a disposizione è ormai troppo poco per realizzarle. Una posizione che ha portato ad una frizione le altre forze del centrosinistra con la delegazione di Sel che ha abbandonato il tavolo puntando l’indice contro Musi. E’ emerso un atteggiamento ondivago ed ambiguo del commissario del Pd – recita un documento redatto dall’assemblea regionale calabrese di Sinistra ecologia e libertà che ha provveduto anche ad eleggere il nuovo segretario regionale, Ferdinando Aiello - che offrendo per magnanimità un tavolo di pari dignità politica alla

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scorrere i nomi, ma ho avuto notevoli difficoltà nell’individuare la capacità annunciata dal Governatore. Forse qualcuno da subito reclutare nella nuova classe politica in guerra contro la ‘ndrangheta potrebbe essere il sindaco di Corigliano , che ha due fratelli sottoposti al regime del 41 bis . Non sappiamo se credere ai nostri occhi. Leggiamo infatti , autore

Scopelliti: “ Per troppo tempo in Calabria si è detto che la politica convive con la ‘ndrangheta: credo che ci siano contatti ma non vedo personalità in grado di sedersi con esponenti della criminalità organizzata e concordare strategie”. Lei crede ai suoi occhi ? Il Governatore Scopelliti continua a fingere di tenere chiusi gli occhi, così come li ha tenuti chiusi durante la formazione delle liste per le ultime elezioni regionali. La verità era ed è secondo gli storici, i meridionalisti veri d’un tempo, le inchieste giudiziarie che la vita politica è dominata e deformata dal rapporto ndranghetapolitica. La verità secondo Scopelliti è che “che molti accusano la politica per mascherare il vero male della Calabria, quella borghesia mafiosa composta da imprenditorialità corrotta e pubblica amministrazione disposta ad assecondarne i voleri per arricchirsi sulle spalle dei cittadini.”. Tra queste due verità quale è la sua scelta? A me sembra che Scopelliti viva nelle nuvole, anzi che abbia assunto i metodi di Berlusconi. Mi piacerebbe sapere da Scopelliti cosa intende per “borghesia mafiosa” e se all’interno di questa ritenga che ci sia o meno

Lo scoglio del Sel NICOLE CAFARELLI

coalizione di centrosinistra, in realtà, con tattica dilatoria, tende ad imporre la propria volontà. Fatto sta che ormai a meno di tre mesi dalle amministrative, forse tranne Crotone, in tutte le altre province calabresi non c’è ancora nessuna convergenza su liste e candidati. Musi in queste ultime ore ha provato a ricompattare le forze in campo. Il Partito democratico – ha fatto sapere il commissario regionale - proporrà alle altre forze del centrosinistra le proprie indicazioni per le candidature ma solo dopo una verifica della disponibilità delle persone per evitare di commettere gli errori del passato, chiaro il riferimento alla rinuncia per la corsa a primo cittadino di Reggio Calabria del senatore Luigi De Sena e a quanto accaduto a Catanzaro dove i due candidati proposti dal Pd, Valerio Donato prima e Raffaele Salerno poi, alla fine hanno rifiutato l’offerta. Per quanto riguarda le primarie Musi ha aggiunto: “il no alle primarie non è una decisione del Pd ma una decisione assunta collegialmente dalla coalizione nel novem-

bre scorso, presente anche Sel. Era una valutazione unanime. Se poi anche per le novit‡ nella dirigenza di Sel, sono andati in una direzione diversa, ne pendiamo atto”. Pronta la replica di Ferdinando Aiello. “Il senatore Musi – ha sottolineato il segretario regionale di Sel - ci ha oramai abituati ad invenzioni giornalistiche, tanto da sfiorare il paradosso”. Nelle sue ultime esternazioni asserisce che Sinistra Ecologia e Libertà non ha mai posto al tavolo del centrosinistra il problema delle primarie. Siamo senza parole. Comunque, poichè il commissario del Pd ci invita sempre ad indicare nomi capaci di superare strumenti di democrazia come le primarie, ci sentiamo in dovere di proporre, anche se non è iscritto a Sel, una personalità autorevole da candidare a sindaco di Reggio Calabria, Marco Minniti, persona eticamente e moralmente ineccepibile, che saprà ricomporre il tavolo del centrosinistra nella sua dimensione più alta. Infine i Verdi che hanno annunciato la presentazione di proprie liste autonome alle prossime amministrative che si svolgeran-

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anche la “politica”. Così come mi piacerebbe sapere da Scopelliti se è proprio convinto di non avere attorno a sé alcun elemento appartenente alla “borghesia mafiosa”. Come giudica le proposte del Consiglio regionale ai fini d’una battaglia non pleonastica contro la ndrangheta? Spot pubblicitari “; è inutile far varare leggi regionali da un consiglio che ha già visto un suo componente in galera, con altri cinque candidati ed attualmente altri quattro candidati con avvisi di garanzia, tutti con accuse per reati legati ad associazione mafiosa e a voto di scambio. E’ inutile parlare di eticità e moralità dopo essere stati eletti; occorrerebbe prima delle elezioni far sottoscrivere un codice etico da parte di ciascun candidato E cosa Lei propone ? La politica dovrebbe davvero assumersi la responsabilità di riuscire a fare vera pulizia al proprio interno senza più dover delegare il tutto alla Magistratura. Occorrerebbe quindi un intervento preventivo e la volontà di saper gestire la vita amministrativa nell’esclusivo interesse della collettività.

no nella provincia di Reggio Calabria. “Come ribadito da mesi – hanno dichiarato congiuntamente il presidente provinciale dei Verdi, Nico Pangallo ed il commissario regionale, Franco Criaco - vogliamo riportare le idee e i contenuti al primo punto della discussione politica e per tale motivo avvieremo a breve alcuni incontri con tutte le altre forze politiche, non esclusivamente appartenenti al centrosinistra, nel tentativo di trovare un’intesa sui programmi. Valuteremo, inoltre, la modalità della nostra presenza alle prossima tornata elettorale, non escludendo un percorso di autonomia anche alle elezioni comunali”. “Noi Verdi – hanno sostenuto inoltre Pangallo e Criaco - da quasi un anno abbiamo evidenziato il nostro dissenso rispetto alla conferma del presidente uscente Morabito supportato da forti perplessità relative non alla persona, ma alle pregresse modalità di gestione dell’Amministrazione e alla necessità di stabilire nuove regole di partecipazione. In maniera silenziosa ci siamo messi da parte e abbiamo iniziato a lavorare su una nostra candidatura autonoma senza polemizzare o interferire su altri percorsi elettorali. Oggi questa linea non appare essere più perseguibile. Non ci piace assistere a esternazioni politiche che appaiono essere funzionali ad esigenze di parte, se non direttamente personali”.

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la Riviera DOMENICA 27 FEBBRAIO 2011

Focus

Consiglio Regionale

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Giuseppe Scopelliti nella seduta consiliare del 22 febbraio, ha dato segno della sua stoffa: « La verità è che molti accusano la politica per mascherare il vero male della Calabria, quella borghesia mafiosa composta da imprenditorialità corrotta e pubblica amministrazione disposta ad assecondarne i voleri per arricchirsi sulle spalle dei cittadini»

Le alluminazioni del Governatore PASQUINO CRUPI

La prosa oratoria del governatore Scopelliti è affliggente. Ascoltarlo fino in fondo è una tortura simile a quella d’un detenuto al 41bis. E, perciò, vogliamo ringraziarlo per la brevità cesariana del suo storico intervento in Consiglio regionale sulle vie maestre onde sconfiggere la ‘ndrangheta . Ciò che ci ha risparmiato una prolungata ed agonizzante sofferenza . Questo quanto alla forma. Quanto al contenuto. Eravamo tutti al buio, Giuseppe Scopelliti ha acceso un lume. Poiché non c’è legittimo dubbio che il Governatore , pur essendo un pragmatico, anzi un pratico, nella seduta consiliare del 22 febbraio, ha dato segno della sua stoffa, fin qui ignorata, di teorico, capace d’una visione, cioè d’una allucinazione, forse d’una alluminazione, che uguaglia e batte l’ammalata fantasia dei riarsi cammellieri del deserto , lesti a scambiare la sabbia con fluenti acque fresche. Infatti, egli ha consegnato al Consiglio regionale questa immensa scoperta : con le elezioni vittoriose del maggio 2009 “esiste una nuova classe politica”. Basterebbe leggere Guido Dorso per comprendere come e dove si formi “una nuova classe politica” e che cos’è una “classe politica”. Ma non vogliamo disturbare il Governatore Scopelliti, come ha fatto il suo padrone centrale con Gheddafi. Ossia, non vogliamo toglierlo dalle sue alluminazioni la più importante è quella del rovesciamento epocale d’una tesi storicamente e politicamente confermata: il rapporto ndrangheta-politica come fonte principale della degenerazione della vita istituzionale e civile. Leggete e tremate: “Per

IN EVIDENZA Leggete e tremate: “Per troppo tempo in Calabria si è detto che la politica convive con la ‘ndrangheta: credo che ci siano contatti ma non vedo personalità in grado di sedersi con esponenti della criminalità organizzata e concordare strategie”. In effetti, a Bovalino, l’ex consigliere regionale dr. Santi Zappalà sedeva in casa di Giuseppe Pelle, con Giuseppe Pelle per recitare il rosario

troppo tempo in Calabria si è detto che la politica convive con la ‘ndrangheta: credo che ci siano contatti ma non vedo personalità in grado di sedersi con esponenti della criminalità organizzata e concordare strategie”. In effetti, a Bova-

lino, l’ex consigliere regionale dr. Santi Zappalà sedeva in casa di Giuseppe Pelle, con Giuseppe Pelle per recitare il rosario . Non è il solo fatto che si può richiamare. Non è finita. Il cervello del governatore

Scopelliti è inesauribile. Produce in continuo alluminazioni come il mare le onde. La alluminazione più alluminata , eccola: “La verità è che molti accusano la politica per mascherare il vero male della Calabria, quella borghesia mafiosa composta da imprenditorialità corrotta e pubblica amministrazione disposta ad assecondarne i voleri per arricchirsi sulle spalle dei cittadini”. Via la maschera, dunque, anche siamo a carnevale, ma vogliamo domandarci: la borghesia mafiosa si muove nel vuoto come accade agli astronauti lanciati nello spazio? O si muove dentro la realtà governata dalla classe al governo? In attesa d’una ulteriore alluminazione del geniale Governatore restiamo fermi a questa povera convinzione, criminosamente intesa a mascherare il vero male della Calabria, che il suo grande e penitente cuore vuole debellare con una legge antimafia, copiata interamente, rigo per rigo, dalla legge antimafia dell’Assemblea siciliana, con i cartelloni di Magarò con la recitazione del codice etico, con la assoluzione della classe governante contrabbandata come classe politica. E questa classe governante- riconosciamolo- dovendo e volendo marciare con il pié veloce e sopra l’ali leggera nella sacra crociata contro la ndrangheta- pardon- contro la borghesia mafiosa, fa d’uopo che si sbarazzi da ogni peso, dal peso d’ogni responsabilità per la persistenza e la consistenza del vero male. Il che non la configura come una classe dirigente, ma come un ceto politico a rimorchio di interessi insani.

La legge consente alla Regione Calabria di dotarsi di 16 dirigenti esterni, ma il presidente Scopelliti ne nomina 40 in violazione del decreto Brunetta e della decisione della Consulta

Il Governatore aggiunge posti a tavola: Ma il Cdm toglie la sedia ai commensali Sta apprendendo in fretta il nostro Presidente regionale. Sta applicando alla lettera le forme e i modi di fare politica dell'Uomo che nessuno può giudicare, nonostante che sia stato chiamato a sedere su banco degli imputati il 6 aprile prossimo venturo. Ma diversamente dal Priapo di Arcore, il Governatore delle Calabrie non emana leggi ad personam, essendo consapevole forse d'essere dantescamente una “vanità che par persona”. Quindi, leggi ad amicos amicorum. Anche in questo diverso dal Cavaliere arrapato. Per cui se Mister B elargisce cariche a giovinette procaci, Mister S. (per esteso Superman!) distribuisce cariche e incarichi ai suoi ex colleghi comunali.

Tutta la grande famiglia al completo. E i posti da aggiungere a tavola sono tanti e debordanti. Oltre il numero fissato dal decreto Brunetta per i dirigenti esterni. Infatti, stabilisce stabilisce il decreto che la percentuale dei dirigenti esterni incaricabili è pari al 10% di tutti i dirigenti in servizio. Pertanto, se la dotazione organica è di 164, i posti disponibili sono 16. Ma gli amici di Peppe sono 40 e anche stringendosi un po', piegandosi al sacrificio di stare due su una sedia, non ci entrano. Che fare dunque? Come insegna Culo Flaccido, se nessuna legge ti para il tuo fondo schiena, flaccido o no che sia, beh allora tocca trascorrere una notte insonne con Angelino e Ghe-

Palzzo Campanella sede del Consiglio Regionale della Calabria

dini a pensare a un modo per aggirarla, la legge. E così ha fatto il nostro Peppe, la sera dello scorso 28 dicembre, non con Angelino e Ghedini ma probabilmente insieme a tutti i 40 apostoli. Il 29 mattina ecco sfornata una legge regionale a cui Mister S e compagni, ridestandosi dal mondo dei sogni, annaspanti si aggrappano come a un salvagente, pensando (o facendo finta di pensare) che il decreto che stabiliva il limite del 10% per i dirigenti esterni risalisse al 17 novembre 2010. A questa data, invece, risale la sentenza della Corte Costituzionale che ribadiva tale percentuale, dopo i ricorsi delle regioni Piemonte, Marche e Toscana. Ribadiva appunto. Non stabiliva alcun nuovo principio. Perché la legge

c'era già. Dal 2009. Perciò, anche se le nomine dei 40 dirigenti sono anteriori al 17 novembre 2010, non sono valide, perché stabilite dopo l'entrata in vigore del decreto Brunetta. E non ci sono “eccezionali ragioni di continuità nell'azione amministrativa” che tengano. La norma regionale del 29 dicembre 2010 ha come unico obiettivo quello di allungare il brodo, il doppio brodo Peppe. Al quale ora il Consiglio dei Ministri, dove c'è naturalmente qualche cavallo o figlio di Troia, ha rifilato una sberla da stordire persino un toro. Infatti, la legge ad amicos è stata annullata. Il misfatto è stato spazzato via, ma non per questo sono cancellate le racce del malfattore. Maria Giovanna Cogliandro


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Reggio

Affetto da una strana forma di senso civico Pietro Iaria, un uomo che da solo fa concorrenza alla Leonia. Una missione, quella di tenere pulita la sua città, che svolge a mani nude. Si potrebbe malignamente pensare che sia affetto da una malattia come quella di Howard Hughes, una malattia psicologica che lo porta a ripugnare la sporcizia. E invece no: questo è quello che viene comunemente detto SENSO CIVICO! Un senso civico davvero fuori dal normale. Persone così sono da apprezzare come una ricchezza rara. Non avrà una piazza a ricordarlo, ma quantomeno merita un angolino sul giornale e un minuto dei suoi concittadini da dedicargli. Giuseppe Patamia

DOMENICA 27 FEBBRAIO 2011

Attualità ELEZIONI

LA COLAZIONE CHE NON C’È GIULIA POLITO

mpazzano le elezioni e impazzisce il centro sinistra reggino. “Siamo qui per mettere un punto all’infinta polemica sulle primarie”. Esordisce così il consigliere comunale Demetrio Delfino alla conferenza stampa indetta da Prc giorno 23 febbraio, alla quale hanno preso parte anche il segretario provinciale Antonio Larosa, il consigliere regionale Nino De Gaetano e quello provinciale Omar Minniti. Prosegue Delfino affermando che “i tempi ormai sono ristrettissimi e per questo siamo qui a dichiarare ancora una volta l’urgenza di organizzarle, come estremo tentativo di unire tutta la coalizione”. Loro non ne avrebbero bisogno, come sottolinea Larosa: “Noi il candidato ce l’abbiamo da mesi e si chiama Massimo Canale”. Ma il sogno, come sempre, è quello di unire tutta la coalizione di centro sinistra intorno ad un progetto comune, intorno ad un candidato comune, intorno ad un’alternativa che sia in grado di spodestare ciò che resta dei massimi vertici del regno di Scopelliti e della sua corte dorata. Fino a questo momento le certezze sono due: la prima è che Massimo Canale viaggia alla velocità della luce - seppur a bordo di un pulmino - grazie anche al lavoro di uno staff giovane e determinato che sostiene un’idea chiara: quella della necessità di riproporre un modello politico che parta dal basso. La seconda è che il PD, blaterando di possibili ma inverosimili coalizioni “alternative” a livello locale ma anche nazionale, ha definitivamente perso di vista l’elettorato di sinistra, sfiduciato e povero, come non mai, di contenuti politici e culturali. In questo tragicomico contesto persino i pezzi da novanta della classe politica dirigente reggina sembra che preferiscano tacere: penso a Naccari Carlizzi o a Marco Minniti ai quali di certo non mancano le carte in regola per portare avanti la candidatura a sindaco della Città ma dei quali tuttavia, ad oggi, non si sente parlare. Sembra piuttosto che l’ultima tendenza in fatto di elezioni sia quella di candidare il prescelto senza che lui lo sappia: è quanto è accaduto tra dicembre e gennaio al Senatore De Sena, costretto a smentire per ben due volte l’ipotesi della sua discesa in campo per le prossime amministrative. Preoccupante sotto questo punto di vista anche il fronte Idv dal quale, dispiace ammetterlo, non si intravedono proposte valide. Sostenitori di Canale in un primo momento, sembra che abbiano preferito tirarsi indietro, per motivi ancora oggi rimasti oscuri (sembra che manchi un candidato “credibile”), per lanciare invece l’alternativa di Di Pietro a Palazzo San Giorgio. Un’alternativa smentita poco dopo dallo stesso Di Pietro, il quale ha così argomentato: “Il sindaco dev’essere l’espressione della realtà territoriale (…) Costruire i salvatori della patria immaginando l’intervento di persone esterne, a me pare, semplicemente, una via di mezzo tra il gossip e l’incapacità della politica di trovare una soluzione”. Alla ricerca della coalizione che non c’è.

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PROVE DI RIVOLUZIONE

I COSTRUTTORI REGGINI SMASCHERANO IL COMUNE “ PIÙ BELLO D’ITALIA” “La protesta dei Costruttori reggini conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, quello che è sotto gli occhi di tutti. Il modello Reggio altro non era che l’illusione di una città festante, costruita solo contraendo debiti e sottraendo risorse allo sviluppo”. E’ quanto ha affermato Girolamo Demaria, coordinatore provinciale PD, dopo la protesta dei costruttori reggini di venerdì 25 febbraio. Una settantina di camion, difatti, sono partiti dal porto e, dopo aver percorso tutta la via marina, hanno atteso di sapere l’esito dell’incontro tra il prefetto vicario Di Natolo, il viceprefetto Martino, il sindaco Raffa, una rappresentanza dell’Ance ed i sindacati. Dopo aver sottolineato che « i costruttori reggini hanno tirato la cinghia per anni e adesso non ce la fanno più” perché i ritardi nei pagamenti si accumulano e le ditte (soprattutto piccole imprese) rischiano il fal-

limento, il presidente della sezione reggina dell’Ance, Andrea Cuzzocrea, ha parlato di una “riunione proficua”. Il sindaco Giuseppe Raffa, difatti, ha indossato i panni del conciliatore assicurando «un milione e mezzo di euro, dei cinque che anticiperà il Banco di Napoli, per le imprese» ed invitando, inoltre, l’Ance ad indicare i casi più disperati «per dare loro una corsia preferenziale». Secondo Cuzzocrea, però, dopo questa soluzione temporanea, si dovrà cercare di trovare un accordo con le banche attraverso la predisposizione di un apposito protocollo d’intesa che permetta il passaggio “da una “gestione pro solvendo” a una “gestione pro soluto”. Solo

così, ha spiegato il presidente dell’Ance, “si creerebbe una situazione buona per gli imprenditori, i quali trasferirebbero i loro crediti alle banche e così non avrebbero più problemi nel fronteggiare i ritardi nei pagamenti degli Enti». Irrisorio e tagliente il commento di Demetrio Naccari: “ E’ stato bello vedere per la prima volta il più bel chilometro d’Italia finalmente saturo di nuovi arrivi…. solo una cosa non mi sono saputo spiegare. Perché tutti i mezzi esponevano manifestini con i quali veniva richiesto al Comune di pagare gli arretrati di anni alle imprese dichiarando di essere rovinati?”. D. S.

LA RAGNATELA CHE SI RITESSE

NUOVO FERMO PER IL CLAN LO GIUDICE Nella complessa trappola della Direzione Distrettuale Antimafia cade l’ennesimo sospetto affiliato della cosca Lo Giudice, Giuseppe Gangemi. Come per gli altri recenti arresti, si parla sempre di detenzione e trasferimento di armi. Si pensa che abbia ricevuto dal capocosca Nino, pentitosi, l’incarico di trasferire il materiale dal deposito di Viale Calabria ad un posto più protetto, dopo l’arresto di Paolo Sesto Cortese, nel maggio del 2006. Difficile ritrovare tutti i pezzi del puzzle, facile invece farsi un’idea della figura che ne verrà fuori. Esiste un arsenale nascosto che non ha fissa dimora. Viene clandestinamente trasferito quando variano le percentuali di rischio. E quindi, chi di mestiere non fa l’inquirente, cosa dovrebbe pensare? Forse che si stanno organizzando, o forse che lo sono sempre stati. Quello che ci è dato sapere è che il “ripostiglio” di quella che, a conti fatti, pare essere una vera e propria armeria, non è quasi mai un casolare abbandonato ma una tranquilla residenza cittadina. Il fatto più sorprendente è che, nonostante la rete di patti e di accordi appaia sempre più fragile, pare esista sempre un’organizzazione alternativa, un nuovo assetto da neutralizzare. L’impressione è quella di una ragnatela bene intessuta che, se distrutta, sia in grado di rigenerarsi al tempo di un battito d’ali. Giovanna Cento


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Anche se in orizzontale piacciono lo stesso! Boom di visite per i bellimbusti di Riace. Più di 96 mila i visitatori che nel 2010 sono andati a trovarli in “clinica”, presso il salone Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria. Nell’attesa che venga ultimata la loro nuova “casa”, i Bronzi si sono concessi un check-up di tutto rispetto. In posizione orizzontale, imbracati a dovere, hanno visto tantissimi fans al loro capezzale. Un affetto che hanno continuato a dimostrare gli oltre 5 mila visitatori dei primi due mesi del 2011.

DOMENICA 27 FEBBARIO 2011

SORPRESA RAFFA Secondo un sondaggio di Euromedia Research, nella corsa al comune di Reggio, l’attuale primo cittadino avrebbe cinque punti di vantaggio su Demetrio Arena

JIM BRUZZESE Reggio Calabria, una città che non ha dinanzi a sé un orizzonte e quel poco che si può intravedere, è assai poco chiaro. Una povera Reggio senza l’ombra d’ un progetto, senza un’indicazione di prospettiva che non sia una nuvolaglia di parole d’ordine, ripetute come un rosario, il cui non senso è a prova di bomba. Insomma, una città che s ‘avverte viva solo per gli schiamazzi nel pollaio- detto senza offesa- dove militano due galli a cresta alta per la candidatura a sindaco: Giuseppe Raffa e Demetrio Arena. Ed è arrivata la bomba, la bomba sondaggista. Cinque i punti di vantaggio per il sindaco facente funzione, indicato inoltre come

candidato presidente alla provincia. I Reggini lo preferirebbero, nonostante la sua insensibilità a Scopelliti, a Pedà, Amedeo Canale e Porcino, fratelli di latte dell’attuale Governatore della Calabria. L’ attuale primo cittadino è quello che secondo un campione di reggini potrebbe battere il centrosinistra. Un sondaggio di Euromedia Research di Alessandra Ghisleri è un brivido che da oggi in poi correrà lungo la schiena di tutti quelli che girano e entrano in quell’alveo scopellitiano e che, rispetto ai ribaltoni, hanno sempre tentato di sopire e troncare, di troncare e sopire qualsiasi novità sovversiva dell’ordine costituito nella città sullo Stretto. Saranno lotte furibonde se il test condotto da quella

che è considerata la sondaggista del Cavaliere dovesse essere confermato. Alessandra Ghisleri quando li fa , li azzecca i sondaggi. È successo più di una volta alle Politiche: gli altri istituti davano numeri che si rivela-

vano errati mentre il suo, Euromedia Research, consentiva a Berlusconi di far bella figura con molti giorni di anticipo. Ma il dato importante è politico. Come mai la candidatura di Demetrio Arena a sindaco di Reggio, definitiva nelle stanze più alte del Pdl calabrese, è stata sondata, molto probabilmente su richiesta di Verdini, uno dei tre coordinatori nazionali del Pdl? Forse c’è incomprensione o rottura tra Berlusconi e Scopelliti. Chissà. Ma se il sondaggio sarà criterio della scelta del candidato- sindaco, Demetrio Arena farà la fine di quel “garrulo scrittore/ Che sognandosi berel’onda aganippa/ S’accorse poi benissimo al sapore/ Ch’era la sciacquatura d’una trippa”.

LA DEFENESTRAZIONE DI GATTO

Tu quoque, Raffa? Proprio così, il facente funzioni di Reggio ha letteralmente silurato l’amico e collega Paolo Gatto, sollevandolo dalla sua carica di assessore comunale alle manutenzioni con delega ai rapporti con le società miste. Un bel mattino il fuoriuscito del PDL Gatto si reca sul posto di lavoro per scoprire che il giorno prima Giuseppe Raffa aveva revocato il suo incarico. Le sue colpe? “Atteggiamenti incompatibili con gli obiettivi di Governo e con l’indirizzo politico di cui è portatore in giunta”. In parole spicciole: ha aderito a FLI “tradendo” il gran capo Scopelliti. Peccato però la memoria sia corta, la gratitudine pari a zero. Ha dimenticato, il buon Raffa, l’appoggio incondizionato fornitogli dall’ormai ex assessore Paolino nella sua politicamente torrida estate reggina, quando l’intero partito gli voltò le spalle lasciandolo solo alla mercè degli attacchi provenienti da ogni dove. In quell’agosto rovente c’era Gatto a difenderlo a spada tratta, ad appoggiare il suo operato nel non facile post-Scopelliti. Ma si capisce, la poltrona di Palazzo Foti è una succulenta tentazione a cui pochi rinuncerebbero. Una machiavellica pugnalata alle spalle è lo scotto da pagare per una candidatura alla Provincia reggina. Speriamo almeno ne sia valsa la pena. Giuseppe Pedà e Luigi Fedele avanzano. Valentina Elia


Piana

la Riviera DOMENICA 27 FEBBRAIO 2011

ISABELLA GALIMI

A quasi un anno dal suo mandato elettorale, il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, dedica ai lettori della Riviera un’analisi sulla situazione della sua città. In un clima elettorale teso ed incerto ,il giovane sindaco ho ottenuto una forte maggioranza alle urne, interpretando il segnale come “ una forte richiesta di cambiamento anche alla luce dei disastri che sono stati compiuti nei precedenti 5 anni, Polistena non era più il punto di riferimento che ha sempre rappresentato, stiamo lavorando per riportarla al centro della piana”. L’analisi del sindaco sottolinea la difficoltà ed il problematico contesto economico del quale, una volta assunto il nuovo ruolo, è venuto a conoscenza, ovvero le innumerevoli opere pubbliche cominciate proprio nel periodo della pre -campagna elettorale: “ I

Concretezza e trasparenza: il sindaco Michele Tripodi analizza i work in progress di Polistena precedenti amministratori avevano speso una fetta di bilancio importante, destinata in realtà ai servizi sociali, attivando delle opere pubbliche ai soli fini della visibilità e soprattutto, cosa ancor più grave e non conosciuta da parte dei cittadini, senza alcuna copertura finanziaria, come nel caso della costruzione della “Città dei ragazzi”. Immediato è stato quindi l’intervento della nuova amministrazione,che è subito intervenuta facendo recedere il contratto dei lavori in corso ed indirizzando i fondi verso la costruzione di un “Parco dello sport”, utilizzabile dai giovani e dalle numerose associazioni sportive presenti nel territorio. “ Diamo quindi dei servizi reali alla gente senza promettere sogni che non siamo in grado di realizzare” aggiunge Tripodi” le nuove opere saranno lotti funzionali e non cattedrali nel deserto”. E proprio nell’ambito delle nuove opere emerge la riapertura del Mattatoio, servizio assente nel territorio circostante ed mezzo fondamentale per il controllo pubblico sulla carne. Dalla Provincia sono stati stanziati 130.000 che, insieme a dei fondi comunali, provvederanno a dotare la città di un servizio importante come quello dell’elisoccorso, mentre è già in atto un progetto ambizioso che prevede la deviazione del Torrente Jerulli , al fine di monitorare e ridurre il rischio idraulico, con dei fondi pari a 2.500.000. Ma il progetto più innovativo è sicuramente quello legato ai servizi sociali: mentre precedentemente tali servizi venivano affidati a dalle Associazioni, i cui soggetti coinvolti erano retribuiti come volontari, si è ora provveduto all’utilizzo di cooperative che assumono regolarmente, versando i contributi , con l’impegno di far ruotare i differenti gruppi di lavoro e ampliare il raggio di possibilità lavorative. Il modello

potrebbe essere sicuramente utilizzato da altri Comuni ma, aggiunge il sindaco,” Con molto rammarico ciò non avviene, la trasparenza comporta dei rischi, mette in luce criteri che prima rimanevano in ombra”. Qualche polemica è sorta in merito al piano di viabilità, non ancora terminato, alla quale il giovane sindaco risponde :”La viabilità è principalmente dei cittadini, Nel caso della via Trieste, abbiamo incrementato il flusso verso il centro cittadino, ma restiamo comunque aperti al dialogo con i commercianti”. Tesi i rapporti con gli avversari politici, al punto di scatenare una “ guerra di manifesti”, così come è stata definita la botta e risposta cartacea che ha interessato Polistena. “ Abbiamo vinto da soli e senza alleati, per cui tutti i partiti sono alla ricerca di un secondo primato nel ruolo dell’opposizione”, ci rivela Tripodi. Il politico è sceso recentemente in campo in prima persona in una battaglia contro la nuova regolamentazione dei ticket sanitari, abbinando la manifestazione alla difesa dell’ospedale di Polistena:” Avevo invitato il Presidente Scopelliti alla visita del nostro ospedale, totalmente abbandonato dalla Asp provinciale, ma non ho avuto risposta. E’ la sola struttura ospedaliera che da servizi a tutti gli abitanti della piana, grazie soprattutto all’impegno degli operatori che lavorano in situazioni difficili”. Alle accuse, sorte in sede di campagna elettorale, sulla giovane età rispetto al ruolo ottenuto, Michele Tripodi risponde: “ Chi attacca i giovai è come se attaccasse i propri figli, il proprio diritto di affermarsi nella società e di avere un futuro”. L’esperienza politica è già attestata dai ruoli ricoperti in ambito provinciale e comunale.

Gioia Tauro copia e incolla Taurianova Nella presentazione di una proposta di delibera, il comune di Gioia Tauro diventa improvvisamente Taurianova Può succedere che durante la presentazione di una proposta di delibera in seno al consiglio comunale di Gioia Tauro, cioè l’approvazione di un regolamento per il patrocinio legale, all’articolo 6, comma 2, sparisca il comune di Gioia per lasciare il posto a quello di Taurianova. Come può succedere? A spiegare l’inconveniente, che a dire il vero fa sorride-

re e non indignarsi, la consigliera del Pdl Anna Maria Stanganelli, che ironizza sul maldestro copia e incolla. Che tutto ciò sia dovuto alla doppia carica della segretaria generale del comune, Romanò, che guardacaso ricopre lo stesso ruolo nel comune di Taurianova. Che la stanganelli ci abbia visto bene? Alla Romanò ricordiamo, doppio stipendio; doppia attenzione.

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L’inchiesta

la Riviera DOMENICA 27 FEBBRAIO 2011

Sperpero di soldi pubblici

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La situazione attuale del centro mercatale di Via Messina, un caso sospeso tra mala gestione e profondo degrado. Finanziata con gli ormai noti fondi del

Decreto Reggio, la struttura è abbandonata da anni. Inizialmente è stata sede provvisoria di qualche attività. Ora è di proprietà del Comune

Il “Girasole” perde i semi ANTONIO CORMACI REGGIO C.

Le infrastrutture sono uno dei punti cardini sui quali si fonda lo sviluppo della collettività, per una serie di aspetti che vanno dalla fruibilità pubblica delle stesse, all'impatto che esse hanno nel sistema urbano e per le responsabilità che investono potenziali gestori. Aspetti, questi, totalmente ignorati e sottratti alle pubbliche aspettative: parliamo del caso ormai patologico della struttura a potenziale uso mercatale “Il Girasole”, sita in via Messina. La storia della struttura è, nemmeno a dirsi, un miscuglio di bugie, interessi sovrapposti, ostentazione di una politica malsana mirata a formare un volto fallace (il “modello Reggio”) di una città che presenta problemi sempre più incisivi. Nata sotto l'amministrazione Falcomatà, la struttura è sempre stata al centro di un dibattito politico che non ha saputo gestire questa eredità. Il primo utilizzo è stato ridotto ad una mostra di antiquariato pubblicizzata dal Comune ed utilizzata come evento inaugurale della struttura. Ma la vera destinazione dello stabile, ovvero la sede di un mercato che avrebbe dovuto sostituire il mercato coperto di Via Aschenez, non è mai stata messa in atto, visti i problemi locativi sorti tra i proprietari dei piccoli mercati e i proprietari della struttura. La struttura rimase inutilizzata per molti anni, in attesa di sviluppi societari. Questo standby dura ormai da una decina di anni; c'è chi ha proposto di farne un centro civico, un polo culturale della parte sud della città con annesso teatro, c'è chi ha proposto di usare la struttura come centro ricreativo, come punto di aggregazione per i giovani, ma finora quello che si vede è una struttura abbandonata: vetri rotti, immondizia di ogni genere, un orticello con annesso pollaio nel cortile più interno, un agguerrito cane da guardia sul tetto, telecamere di sorveglianza su ogni

lato, sono contorno e sostanza di quello che doveva essere un orgoglio cittadino. Ma le ragioni della politica hanno fatto da padrone: il sempre più diffuso decentramento amministrativo ha fatto sì che nella finanziaria 2009 le circoscrizioni venissero totalmente tagliate fuori e quindi fosse negato ogni minimo proposito di recupero della struttura. La stessa quinta circoscrizione aveva richiesto parte della struttura per farne uffici comunali. Dall'osservare alcuni documenti comunali, emerge un dato curioso. Nel bilancio comunale preventivo del 2010 , nel capitolo delle entrate è assente la voce “Risorse derivanti da proventi annonari”, risorse ,

Sopra - Cortile interno: magazzini abbandonati e aiuole adibite a pollaio, probabilmente di qualche guardiano. Sotto - La facciata centrale della struttura in evidente stato di abbandono

quindi, derivanti da strutture collaterali, i mercati appunto. Se, però, si confronta il bilancio 2010 con i bilanci di anni precedenti, in questi ultimi la voce in entrata è presente per un valore di 41.000 euro, provenienti dall'affitto annuale della struttura di Via Messina. Che senso ha avuto tenere per tutti questi anni una struttura che, costata quasi il triplo, ha fruttato solo questa cifra irrisoria? Non si sa, tuttavia il Comune, qualche mese, fa ha risolto il contratto con la misteriosa società oggetto di tanta generosità, acquistando il bene definitivamente. Questi 41.000 euro, cifra che fa il solletico alle casse comunali, devono far riflettere sui possibili interessi paralleli che ci sono in gioco. Non

è infatti strano che il Comune avesse accettato queste cifre condizioni? Ad avvalorare questa tesi della stranezza è il rifiuto della proposta di vendita dell'Asp 5, che aveva ripetutamente fatto offerte al Comune, mettendo sul piatto delle trattative, oltre ad una potenziale proposta di acquisto definitivo (che avrebbe giovato non poco alle povere casse comunali, a differenza dei bruscolini precedentemente guadagnati), cifre molto più consistenti per il canone d'affitto. Ma evidentemente il Comune non ne ha bisogno visto che a rimpolpare le casse ci pensano i cittadini, con un aumento notevole della pressione fiscale, come nel caso dell'aumento del canone idrico, o della TARSU (tassa smaltimento rifiuti solidi urbani). Altro che sussidiarietà! Pur pagando cifre salatissime da cittadini con il reddito pro capite più basso d'Italia, non possiamo neanche esprimere il nostro diritto di usufruire di una struttura pubblica, vuoi perché son mal gestite, vuoi perché non esistono affatto! La politica tutela interessi che evidentemente non sono pubblici, e pur di dimostrarsi efficiente va avanti a sopralluoghi (l'ultimo del sindaco facente funzioni Raffa, nel maggio del 2010, prima dell'acquisto) che sfociano in un immobilismo tipico. Gli interrogativi sono tanti: ovvero di che natura sono gli interessi che ci sono dietro questa inerzia che alimenta l'indifferenza dell'amministrazione? Che progetti concreti ci sono per il recupero di una struttura mai utilizzata e pagata con i soldi dei contribuenti? Qual è il passo successivo all'acquisto? Occorre un intervento efficace affinché tra un paio di anni non ci si ritrovi un altro mostro di cemento nel centro cittadino. Aspettiamo le nuove elezioni comunali per vedere se si deciderà di dare un volto nuovo ad una struttura dall'alto potenziale che potrebbe essere utile senza alcun esborso economico. Fino ad allora, la speranza che per questo fiore il sole sorga di nuovo.


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Locride

IERI MIMMO PANETTA HA PRESENTATO LA SUA SIDERNO A Siderno, il candidato a Sindaco del Partito Democratico, Domenico Panetta, nel corso di una affollata riunione tenutasi presso la segreteria locale, alla presenza di simpatizzanti e dei rappresentanti degli organi d'informazione ha illustrato il progetto di programma elettorale elaborato dopo una serie di incontri politici che lo stesso ha effettuato su tutto il territorio cittadino coinvolgendo i cittadini che hanno manifestato le problematiche più importanti da risolvere. Panetta, con a lato Maria Teresa Fragomeni e Paolo Fragomeni ha letto il progetto di programma che si basa sostanzialmente sul tema del rispetto della legalità, dell'ambiente e sulla necessità di risanare il bilancio comunale

DOMENICA 27 FEBBRAIO 2011

Attualità ABBONDONI

GIOIOSA MARINA, BOTTA E RISPOSTA PARCO (IN)URBANO CRISTINA BRIGULIO

La storia di questa settimana inizia qualche anno fa ed è ambientata nel cuore di Marina di Gioiosa Jonica, in quel potenziale polmone verde rappresentato dall'area comunemente nota come ex Calabro-Lucane. Dicevamo qualche anno fa, quando, infatti, la Provincia di Reggio Calabria ha installato, di fronte al Palasport, un cartello con l'indicazione: “Parco Antropico Zaleuco”. Qualcuno, allora, prese sul serio quella che, più che un'indicazione geografica o turistica, rappresentava, oggi come ieri, una speranza, un suggestivo auspicio. Qualcuno, allora, prese sul serio quella che, più che un'indicazione geografica o turistica, rappresentava, oggi come ieri, una speranza, un suggestivo auspicio. Il Comune, sin da subito, concluse un protocollo d'intesa con Facoltà di Architettura dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria per l'avvio, da parte dei docenti e degli studenti dell'Ateneo, di uno studio per la realizzazione in quell'area di un Parco Urbano. Il frutto di questa attività scaturii in una pubblicazione del 2001, edita da l'editore la Biblioteca del Cenide di Reggio Calabria, con le idee-progetto sviluppate e la realizzazione di alcuni plastici dell'opera. Successivamente venne sottoscritto un altro protocollo d'intesa, stavolta con Ferrovie della Calabria, ente proprietario del suolo, per la piena valorizzazione dell'intera area in questione, compresa parte dell'attuale rimessa degli autobus, un bellissimo esempio di archeologia industriale, da recuperare per convegni, esposizioni e altra attività culturale. Le cose stabilite nell'accordo iniziano a concretizzarsi rapidamente: le Ferrovie della Calabria cominciano la dismissione e la ricollocazione degli autobus in disuso e abbandonati, con indubbi vantaggi anche dal punto di vista ambientale. Il progetto continua a camminare, si arriva, addirittura, a contattare Paolo Pejrone, uno dei più noti architetti di giardini e del paesaggio. Pejrone, a sue spese, scende dal Piemonte in Calabria e trascorre un'intera giornata a Marina di Gioiosa Jonica. L'architetto è un vulcano di idee. Visita, studia, annota e inizia a concepire qualche interessante progetto. E' prodigo di consigli e suggerimenti. Le belle idee come i sogni, da soli non bastano e nel marzo del 2005 la Regione Calabria (erano in scadenza i mandati del Presidente della Regione Chiaravalloti e del Sindaco Macrì), concede un finanziamento , per un concorso internazionale di idee, di ben 500.00,00 Euro. Da quella data sono trascorsi oltre sei anni, ma del Parco Urbano nessuna traccia. Il cartello “Parco antropico” è ancora li, quasi illegibile, autentico monumento al non senso. Una sola domanda, aperta a chi vorrà rispondere: cosa è accaduto dopo?

NOVA BOVALINO «INCREDULI» Gentile Direttore, basiti, esterrefatti, increduli: c’è bisogno di almeno tre aggettivi per descrivere lo stato d’animo del Movimento “Nova Bovalino” alla lettura dell’articolo “Mittiga licenzia Vadalà e tutto intorno è silenzio” a pag. 19 dell’edizione de “La Riviera” del 20.02.2011. Basiti, per l’arroganza di chi si accinge a scrivere su un giornale attento, come “La Riviera”, senza minimamente darsi la pena di informarsi sugli sforzi fatti da una minoranza, ed in particolare dal Gruppo consiliare “Nova Bovalino”, per farsi portavoce delle esigenze della Comunità, attraverso la produzione di una serie mai riscontrata, a Bovalino, di interrogazioni ed interpellanze a 360 gradi, di cui mai peraltro si è avuto il piacere di avere un rendiconto mediatico a firma dell’ineffabile Vincenzo Gallo. Esterrefatti, per quella che altrimenti non è possibile definire se non sfacciataggine di chi, dopo avere sponsorizzato dalle pagine del Suo giornale (quando Lei non era ancora Direttore) la campagna elettorale del prof. Tommaso Mittiga, alla stregua di un mero segretario personale, e per giunta usando uno pseudonimo, si permette, oggi, di esprimere valutazioni del tutto tendenziose con il solo evidente scopo di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle “male-fatte” (anzi, dalle “nonfatte” di Mittiga che, in dieci mesi di sindacatura, non ha portato a compimento uno-che-sia-uno dei problemi strutturali, quelli veri, di Bovalino, col rischio di una emarginazione ancor più pesante della capitale del distretto sud della Locride) del Monocrate Sindaco, nonché Presidente del Consiglio, nonché Assessore ai Lavori

Pubblici, nonché Assessore al Turismo, nonché Assessore alla Cultura, nonché Assessore all’Ambiente, nonché Assessore alla Sanità, nonché Assessore al Bilancio e quant’altro (e c’è da domandarsi come mai all’Ineffabile non è venuto in mente di chiedersi il senso della battaglia di Mittiga per avere cinque Assessori, se poi le deleghe se l’è tenute tutte lui…), al presunto (e solo presunto, perché la realtà e ben diversa) immobilismo delle minoranze. Increduli, perché sul come portare avanti l’ attività di movimento d’opposizione non si ha certo bisogno di lezioni (e gli atti prodotti in questi dieci mesi sono lì a testimoniarlo), men che meno da un “giornalista” (le virgolette son d’obbligo) che con i suoi articoli ha dimostrato di ignorare la realtà bovalinese, sollevando il “legittimo sospetto”che egli scriva sotto dettatura per ottenere (o forse rendere) chissà quale risultato. “Spostare il tiro” dalla crisi sfociata con la “cacciata” del vicesindaco alla lamentata inefficienza dell’opposizione travisa, artatamente e subdolamente, la realtà dei fatti. Infatti la minoranza ha potuto solo registrare l’accaduto, ottenendo l’ulteriore conferma del teorema (già espresso al momento della competizione elettorale) nei confronti dell’attuale compagine governativa, formata non per amministrare la città, ma solo per vincere le elezioni. Onestà politica, ma soprattutto intellettuale, impone di evidenziare che la responsabilità di una crisi fondata sull’inerzia

amministrativa non può ricadere su una minoranza dinamica, attenta e propositiva ma su una maggioranza disgregata e priva di un credibile progetto politico. Pertanto, al fine di proseguire in quella linea di correttezza di informazione che la Sua direzione ha sempre tenuto, La si invita a consigliare caldamente al solerte Vincenzo Gallo di presenziare ai Consigli Comunali e di informarsi delle attività e sollecitazioni che arrivano dagli scranni del Gruppo consiliare di Nova Bovalino e di sforzarsi di riportare il tutto con l’obiettività che la professione di giornalista impone. Nova Bovalino I responsabili di “Nova Bovalino” si dichiarano “basiti, esterrefatti, increduli”. Benissimo. Non a caso il Padreterno ci ha fatto dono del libero arbitrio, che, in realtà, consiste nella libertà di rompersi le gambe. Comunque, ognuno ha la facoltà di sentirsi basito, esterrefatto, incredulo così come ognuno ha la facoltà di sentirsi intelligente come Einstein , idiota come l'idiota di Dostoevkj, effervescente come il citrato. Si tratta, dopo tutto, di stati d'animo per quali non manifestiamo nessun giudizio, non volendo rubare il mestiere agli psicologi. Quanto al nostro Vincenzo Gallo non ha bisogno della nostra solidarietà per il suo diritto pensare e per la sua scrittura onesta. il Direttore

URBANIZZAZIONE SIDERNO SUPERIORE

CASIGNANA PROTESTA

Ma Caccamo dov’era?

Soppresso il portalettere

Spett. “La Riviera” Leggiamo su “La Riviera” di Domenica 20 febbraio u.s. a pag. 18 la lettera dell'ex consigliere Aldo Caccamo rivolta al Commissario Prefettizio di Siderno per lamentare il mancato appalto della Piazza di Siderno Superiore e del campo di calcio, per i cui lavori l'Amministrazione Comunale ha stipulato un mutuo di 350.000,00 oltre un accordo di programma con l'Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria per 100.000,00. E' opportuno rilevare su quanto scrive Aldo Caccamo che il progetto di cui egli parla: “Opere di Urbanizzazione in Siderno Superiore: 1. Infrastrutture ricreative nel centro storico, 2.Verde attrezzato nel quartiere Cavone” è stato redatto e depositato presso il Comune di Siderno nell'anno 2005. Che il progetto venne poi approvato il 18 aprile dell'anno 2008 e che il mutuo per finanziare l'opera venne contratto nel 2010. Durante quei cinque anni, dall'anno 2005 all'anno 2010, il cosiddetto “delegato alle problematiche per Siderno Superiore” probabilmente si occupava di tutt'altre problematiche, altrimenti, non solo l'appalto, ma l'intera opera poteva già essere stata realizzata. Sta di fatto che oggi, a causa di quei ritardi “biblici” e onde rendere possibile l'appalto di quelle opere, si è reso necessario rivedere l'intero progetto ai sensi delle più recenti disposizioni sugli appalti pubblici, ossia: aggiornare i prezzi con riduzione delle opere previste, rifare il capitolato generale d'appalto e quant'altro ancora necessario. Ing.Raffaele Macry Coreale Progettista delle opere in oggetto

I cittadini di Casignana si stanno mobilitando contro la soppressione del servizio di recapito postale che, in pratica, significherà non ricevere mai più la posta di mattina. Le Poste Italiane, difatti, intendono affidare la distribuzione della corrispondenza di Casignana al portalettere di Samo. Ma a Casignana i cittadini si stanno già mobilitando e sono veramente tante le firme di protesta che si stanno raccogliendo. Anche l'Amministrazione Comunale attraverso un comunicato stampa, ha fatto sentire il suo dissenso contro questa inammissibile decisione che “causerà un disservizio gravissimo ai cittadini”. Casignana ha un ampio centro abitato, se si considera che la frazione di Palazzi (dove si trova la Villa Romana) dista circa 10 km dal paese. La cosa più ragionevole, quindi, si presenterebbe quella di mantenere un portalettere per l'intero comune (Casignana più frazione Palazzi). Non si comprende, difatti, che tipo di qualità del servizio può assicurare un dipendente delle poste che “deve sopraggiungere da Samo e lavorare, di pomeriggio, per poco più di un'ora”. Sentiamo spesso parlare del rischio concreto dell'abbandono dei piccoli paesi dell'entroterra, luoghi che hanno una loro precisa fisionomia sul piano storico-antropologico ma che sembrano condannati da un'inesorabile destino. Per questo l'Amministrazione guidata da Pietro Crinò, da tempo, dedica una somma importante del suo bilancio al sociale (benefit a studenti, giovani coppie, ecc...), affinché i suoi cittadini non risultino svantaggiati rispetto ad altre realtà. Il paradosso è che, adesso, l'efficienza dei servizi viene ridimensionata da chi i servizi li dovrebbe garantire. Dunque, il perché, giustamente, negli altri centri si mantiene pressoché inalterata l'attuale situazione e si stabilisce di “penalizzare” solo il paese di Casignana è una domanda che merita una risposta sensata. Anche se, a quanto pare, sarà molto difficile convincere gli abitanti che questa decisione rappresenti cosa buona e giusta.


la Riviera

STIGNANO E IL PROFESSORE BURLONE Alunni indisciplinati? Zero attenzione alle vostre spiegazioni? I professori di tutta Italia potranno stare, tranquilli. Basta minacciarli! Perchè no, anche con delle cartucce, meglio se di fucile. E’ a dir poco rivoluzionario il metodo attuato da un professore della scuola media di Stignano, che ha risposto minacciando “fuoco” alle urla e agli schiamazzi dei suoi alunni. Ok che il “Metodo Montessori” sarà ormai superato, ma questo rasenta il far west, altro che cultura della legalità. Di sicuro nessuno pensa a regolamenti di “compiti” fuori dai cancelli, ma l’idea, sicuramente nata come minaccia scherzosa ha del terribile. Il professore burlone, che sicuramente avrà rimpianto abbondantemente l’accaduto, non deve dimenticare il suo ruolo di educatore. Per questa volta se la cava con un paio di orecchie di orecchie d’asino e mezz’ora in punizione dietro la lavagna!

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DOMENICA 27 FEBBARIO 2011

LOCRI, E SE TORNA L’UOMO FORTE? Probabile la candidatura dell’ex sindaco Pepè Lombardo a sindaco della città CARMELO CARABETTA

febbraio ha fatto maturare, a Locri, i primi impasti della politica per le amministrative di primavera. Oramai consolidata, difatti, la candidatura a sindaco di Calabrese, sugli scudi degli opliti e senza alcuna paura scaramantica (non ricorda, il temerario Giovanni, che, sugli scudi, gli spartani riportavano a casa i morti caduti in battaglia). Scontata pure la ricandidatura di Francesco Macrì, che si espone nuovamente, ma con assetto diverso e altra IDEA al giudizio degli elettori. I suoi amici di giunta gli assicurano

il sostegno, anche se in un orecchio gli sussurrano anche un’altra via:Palazzo Foti, sede della provincia. Macrì calcola di tagliare un paio di nastri, sperando che l’inebriata delle inaugurazioni contagi il popolo elettore. Sainato e Cappuccio non si aggregano al nemico/amico, perché ne prevedono il disastro e provano a mettere assieme i tasselli di un’ipotetica lista (ma troveranno gli impavidi?). Il loro occhio strabico potrebbe, finanche, guardare a sinistra (chi lo direbbe?). A sinistra, infatti, bolle il gran pentolone di LocRinasce di Pepè Lombardo, che sembra

aver aggregato Barbaro e Mammoliti (che sono vecchie signorine con le sottane logorate da troppa politica ma, che sotto, nascondono l’interessante novità di una ritrovata unità. Insomma non signorine vergini ma appetibili). Schirripa, dall’esterno, spinge verso tale soluzione e la benedice (non per niente è cattolico), lavorando affinché l’associazionismo fornisca un supporto ed un sostegno all’impresa che potrebbe permettere alla città la tanto sperata inversione di tendenza. L’unica incognita resta Pepè Lombardo, che mai dichiarerà le proprie

intenzioni prima dell’ultimo minuto (come del resto fa da cinquanta anni). Sarebbe, pertanto, un miracolo se lo stesso Lombardo, nella riunione di LocRinasce di lunedì, sciogliesse la riserva. Una bomba di novità politica e di cronaca. Anche perché Sainato e Cappuccio potrebbero essere interessati a questa musica ed a queste sirene. Per ora nint’altro da questo importante baricentro, dove il gli emarginati dalle maggioranze bulgare di Macrì, ha capito che può puntare soltanto nel ritorno dell’uomo forte. Nient’altro fino alla prossima settimana.

A Siderno, riunione del Comitato. I sindaci recitano il “mea culpa” su Locride Ambiente e Locride Sviluppo PIANO STRATEGICO

I sindaci pronti ad incontrare Scopelliti

LOCRIDE, C’È TEMPO FINO A GIUGNO Dopo la delicata riunione del 30 dicembre, qual’ è il punto della situazione? Il 30 dicembre - ci dice Vincenzo Loiero (nella foto) presidente del Consorzio Locride Ambienteabbiamo prorogato lo Statuto del Consorzio Locride Ambiente (che era in scadenza) fino al 2020. Durante questa seduta, attraverso una delibera alla quale hanno aderito 25 comuni, c’è stata la trasformazione dell’Ente da società di “funzione” a società di “gestione”. Adesso, esattamente giorno 1 marzo, ci sarà un’assemblea per definire gli organismi del Consorzio. Passeremo, di seguito, al Piano Strategico, per il quale la Regione ci ha dato tempo fino a giugno. Cosa è cambiato? Il Piano Strategico è l’unico progetto da spendere a livello regionale, nazionale o comunitario. Con la nuova delibera vogliamo rilanciare la società , stabilire nuove regole e, soprattutto, dare più sicurezza ai lavoratori. Intendiamo, inoltre, diminuire i poteri

dell’Amministratore Delegato ed aumentare quelli del CDA. Ultimamente il Consorzio è rientrato anche nella raccolta “porta a porta”… Siamo rientrati nella raccolta differenziata con il sistema “porta a porta” dopo essere stati esclusi per un punto. Presto, inoltre, pubblicheremo una brochure per dire quello che abbiamo fatto e quello che abbiamo intenzione di fare. Abbiamo preso posizione, ad esempio, per “caldeggiare” i finanziamenti dei centri storici, visto che la Regione dice di non avere fondi per questi progetti. Sono convinto che, a riguardo, una protesta forte dovrebbe essere avviata anche dall’Associazione dei Comuni. DS

Si è discusso dell'incontro con Giuseppe Scopelliti, previsto a Catanzaro per il 9 marzo, durante la riunione del Comitato dei Sindaci svoltosi ieri a Siderno. I primi cittadini della Locride, difatti, convocati dal Presidente della Giunta Regionale, attendono dei riscontri concreti riguardo le proposte fatte dall'Assemblea dei Sindaci (attinenti le innumerevoli emergenze del nostro territorio). Per Pietro Crinò, Presidente dell'Assemblea dei Sindaci, è innegabile la situazione di disagio che si sta vivendo. E, sebbene, il “ritardo” di Scopelliti può essere anche giustificato, gli amministratori non sono disponibili a ricevere delle semplici notifiche. L'unica strada percorribile è, di conseguenza, quella del confronto, fondamentale per portare avanti idee e progetti. Il primo cittadino di Caulonia, Ilario Ammendolia, si è augurato, pertanto, che quello con il Presidente della Regione possa essere un appuntamento costruttivo. “Senza risposte concrete bisogna scendere in piazza” ha, invece, intimato Rocco Femia, sindaco di Marina di

Gioiosa. Anche Giuseppe Certomà, sindaco di Roccella, è pronto a protestare se non ci saranno riscontri tangibili. Per non correre rischi, quindi, Salvatore Galluzzo ha proposto un incontro preparatorio. Un'altra questione affrontata dall'Assemblea è stata la programmazione per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Si pensa, difatti, di ripercorrere questo importante momento politico e culturale coinvolgendo Scuola ed Istituzioni. Si è parlato, poi, dell'assemblea del Consorzio Locride Ambiente, che si terrà giorno 1 marzo. A tal proposito, bisogna segnalare il “mea culpa” di Galluzzo riguardo l'indifferenza dei primi cittadini a proposito della gestione di Locride Ambiente e Locride Sviluppo. Infine, c'è stata un'adesione globale, da parte di tutti i comuni, per accogliere i nuovi profughi che stanno per arrivare dalla Libia, tanto che Ammendolia ha suggerito di denominare questo piano di solidarietà: “ La Locride Accogliente”. DS


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RISPONDE Il direttore

150° ANNIVERSARIO

Né crani né coccarde Gentile direttore, il 20 Febbraio Beppe Severgnini ha lanciato sul corriere.it la proposta di indossare una coccarda tricolore il 17Marzo. Che ne pensa Lei se noi, gente sudicia, indossassimo una coccarda tricolore sulla quale affiggere l'imma-

gine del cranio delbrigante Villella, cranio nel quale il Lombroso vi trovò la famosa fossetta occipitale, emblema incontrovertibile della congenita inclinazione a delinquere dei nostri antenati briganti? Non dovremmo riportare a più degna memoria il nostro passato di briganti, rivangandoi soprusi che i contadini subirono all'indomani dell'Unità? Quale modo migliore per festeggiare criticamente i 150 anni? ciccior5@tiscali.it L'idea è macabra. Sarà per una altra volta.

La trasparenza del Premio Stella Lo scrivente è venuto a conoscenza che durante la manifestazione “FORUM SULLA MAFIA” che si è svolta a Roccella Jonica, giorno 19 febbraio 2011, al Convento dei Minimi, promossa dall’associazione “Roccella in movimento” con il patrocinio della Provincia e la collaborazione dell’emittente “Telemia”, alla presenza di autorevoli esponenti politici (tra cui la parlamentare Angela Napoli), autorità militari e di numerose scuole del territorio comprensiva di diffusione in diretta televisiva (anche in collegamento con altri plessi scolastici del territorio), nel prendere la parola il signor Mario Congiusta, ha inopportunamente citato il conferimento del Premio Stella ad imprenditori locali, dichiarando testualmente: “si parla di Operazione “Cinque Stelle” ( per la precisione trattasi di operazione antimafia svolta sul territorio di M. di Gioiosa) ma molti dimenticano che il Premio Stella è stato dato a dodici imprenditori dei quali otto sono in galera”. Ed ancora “Sono talmente infiltrati questi signori che si creano anche i premi”. Trattasi, di affermazioni destituite da ogni fondamento e palesemente false e diffamatorie, poiché il premio Stella nasce non per premiare delinquenti e/o criminali ma per promuovere quanto di positivo esista nella riviera ionica, spaziando dallo sport (anno 2007), all’associazionismo (anno 2008), passando per i liberi imprenditori (2009) , dove sono state premiate 29 aziende e non 12 e le attività produttive di tutta la provincia (2010). L’intento promozionale messo in atto dalla organizzazione del Premio Stella, pertanto, ha il solo scopo di promuovere le positività del nostro comprensorio e non già altro, come le negatività della criminalità. Se il Sig. Mario Congiusta è a conoscenza di fatti che possano configurare ipotesi di reato può benissimo rivolgersi all’autorità giudiziaria competente. Se intende, invece, diffondere nella nostra società ed in particolare tra i giovani, il verbo della legalità e del rispetto delle regole, lo faccia invitando gli uditori alla pratica quotidiana del rispetto della legalità, ricordando loro che oltre a rispettare la legge devono assumere il coraggio di denunciare i fatti penalmente rilevanti, uscendo dall’omertà e/o peggio dal convincimento che nel caso in cui si è vittima di reati vari, la soluzione migliore sia quella di rivolgersi “alle famiglie di ndrangheta”.. Questo è il migliore consiglio che si possa dare alla nostra società ed ai giovani, insegnando loro la “pratica” della legalità e la denuncia dell’illegalità, come chi scrive nelle occasioni in cui è stato vittima di attenzioni criminali ha fatto, senza emulare certo chi per risolvere il “problema” ha preferito o preferisce rivolgersi all’ anti-Stato. Antonio Tassone

Viabilità sidernese, anno zero come da oggetto, risulta inutile ogni altra spiegazione. tra circhi equestri che hanno trovato una solida posizione geografica, lavori idraulici degni della diga sul fiume azzurro e rondò presenti almeno nelle intenzioni... si nota l'assidua assenza della pur corposa polizia municipale. saluti, enzo cristina.

Comunicazione I nostri amati lettori comprenderanno che i loro interventi non possono essere chilometrici, e, del resto, chilometrici non sono neppure gli articoli del direttore e dei collaboratori. Preghiamo, pertanto, i lettori di contenere le loro lettere al direttore dentro il limite di 20 righe.

RADICI

Da Platì aTorino, e ritorno Sono nata a Platì e lì ho vissuto l'adolescenza e la prima fase della mia giovinezza. Sono stata sempre fiera e orgogliosa di dire che la mia formazione è avvenuta in un contesto familiare di sani principi morali, dove i miei genitori hanno prestato attenzione per la crescita dei figli e hanno investito le loro risorse nella cultura. Nel 1974 mio papà, al quale devo molto della mia formazione, prematuramente è venuto a mancare e mia madre, supportata da noi figli, ha portato a termine i progetti della famiglia. In quegli stessi anni, tante altre famiglie a Platì hanno fatto come la mia, hanno mandato i figli a studiare, i quali si sono laureati e hanno raggiunto traguardi importanti. Io mi sono laureata nel 1975 e due anni dopo mi sono sposata. Dopodiché mi sono trasferita a Torino per motivi di lavoro, ho vissuto per quindici anni e ho avuto due figli. Nel corso degli anni '90 sono ritornata alla terra d'origine, stabilendo la mia residenza a Bovalino Marina dove tuttora presto servizio come docente di materie letterarie presso l'Istituto Secondario di Primo Grado. Spesso rimpiango gli anni dell'adolescenza che hanno segnato la mia vita per i valori profondi che mi sono stati trasmessi; purtroppo, ultimamente, sono venuti meno per via di un egoismo dilagante che non mette più al centro dell'interesse la persona umana, bensì il consumismo della società attuale. Francesca Mittiga

RAPPORTI RAVVICINATI

Il signor consiglio Questo sconosciuto che a volte riappare in paese, ma che rimane avvolto in un alone di mistero. E' stato proposto di mandare un appello a “Chi l'ha visto”. Forse , con i loro mezzi, riusciranno a scovare qualche indizio, che potra' portare al ritrovamento il signor Consiglio, un signore sui 65 anni circa di bell'aspetto e grandi speranze per la comunità. E' stato visto passare da queste parti come una meteora. I più lo indicano come un essere alieno non meglio identificato. E' sparito da Placanica verso l'anno 2007, dopo la conquista del palazzo di città da parte di un commando, armato di arroganza e prepotenza. Questo signore che era stato messo a guardia della Democrazia, non si è fatto più vedere, se non in qualche sporadica circostanza,dal momento in cui è stato deciso che questo esercizio,cioè quello della democrazia,non serviva più. Con la sua scomparsa,viene a mancare un elemento importante,che in passato ha vivacizzato la dialettica politica a Placanica. Per evitare che il paese, venga completamente narcotizzato con un arma biologica di distruzione di massa che si

chiama indifferenza,i cittadini non si vogliono rassegnare a questa perdita ed invitano tutti a radunare le forze nella ricerca di questo signore così importante per la vita sociale e politica di Placanica. Si ringrazia quanti vorranno unirsi in questo intento. Pasquale Aiello

MONASTERACE

Aspettando la pioggia... Piove. Un evento abbastanza normale. Una pioggia leggera, nessun nubifragio e nessun uragano all’orizzonte, davvero niente di eccezionale. Ma tanto basta in via degli Emigrati a Caulonia per fare saltare l’elettricità in tutte le case. Il resto del paese è illuminato, persino i lampioni della via sono accesi. Ogni tanto leggere a lume di candela è anche piacevole ma qui da troppi mesi appena cade una goccia di pioggia non c’è più corrente. Salta intorno alle 23 e chiamo l’Enel, non tanto per segnalare il guasto quanto per provare a capirne le cause e perché non provvedano a rimediarvi una volta per tutte. * Pronto? * Buonasera, non c’è luce in via degli Emigrati a Caulonia marina. * Ce l’hanno già segnalato, una squadra sta arrivando. * Bene, ma qui il problema dura da mesi, lei ha idea da cosa sia causato? * La squadra sta arrivando. * Ok, me l’ha già detto, ma io le chiedevo se ha notizie sulle cause di questa continua interruzione… * Non si preoccupi anche altri ci hanno detto che il problema si ripete. Al che, non capendo se sto parlando con un fesso o con uno che fa il fesso, rinuncio. La luce torna dopo un’ora e mezze, resta per un’ora, poi si spegne di nuovo e tornerà solo alle 6 di mattina. Buonanotte. G.M.

CONTINUANO LE RICERCHE

La mia storia... Dopo avervi raccontato brevemente la mia storia nel giornale “La Riviera” del 09/01/2011 volevo rivolgermi dinuovo ai lettori, perché nel frattempo sono venuta a conoscenza di un po’ di particolari . Ho avuto una piccola

pista che ho seguivo ma mi hanno fatto capire che era quella sbagliata. Non so se sia davvero così. Le coincidenze sono tante. Ma accetto continuerò. Ho saputo anche che a all’ epoca solo 4 le donne lavoravano al comune di Locri. Io rispetto la Privacy di tutti. Rispetto che nessuno a distanza di tutti questi anni vuole mettere in pubblico cose successe 71 anni fa. Mi hanno chiesto perché dopo tanti anni, propriamente adesso ho pensato di cercare? La risposta e quella che possono dare tutti… Dopo sposata ho cercato insieme a

mio marito di costruire una famiglia. Ho avuto 6 figli che grazie a Dio sono tutti in buona salute e tutti realizzati. Ho avuto una vita molto movimentata andando su e giù Germania/Sicilia. I miei Figli sono tutti sposati e 10 anni fa si è ammalato mio marito. Ancora oggi stiamo in queste condizioni. Ed è per mio marito che siamo ritornati in Germania dove vivono 5 dei miei Figli. Dove mio marito riceve le cure e i soccorsi di cui ha bisogno. Forse si crede che io cerchi beni o proprietà da queste persone. Io ho detto e ribadisco che l’ unica cosa che voglio sapere e’ “”chi IO sono””. Non voglio beni materiali ma almeno una volta nella mia vita, vorrei guardare allo specchio e dire con certezza da chi ho i miei occhi, la bocca, i capelli… e abbracciandoli dire questo e mio fratello o questa e mia sorella. Non sapere chi sono è stato per me da sempre una sofferenza, una tortura.. Spero tanto che questa storia venga letta da persone che sanno qualcosa. Mi basta avere anche una sola fotografia dei miei veri genitori almeno, come avevo gia detto prima, sapere a chi somiglio e avere un ricordo da lasciare di chi mi ha messa al mondo. In questa foto avevo 40 anni e somiglia di piu alla signora che mi ha messa al mondo. GIOVANNA BRUZZANITI

SBAGLIAMO ANCHE NOI Su la <<La Riviera>> del 20 febbraio nella rubrica SCINTILLE si legge al rigo quinto : “ Il sindaco è un esponente sociale”. Sbagliato. Va letto:” Il sindaco è un esponente socialista”. Ce ne scusiamo con Ercole Nucera e con i nostri lettori.

CARA MILANA Tratto da

* POSTA@INTERNAZIONALE.IT

VORREI ROMPERE CON LA MIA RAGAZZA MA NON TROVO IL CORAGGIO. COSA DOVREI FARE? Per prima cosa dovresti chiederti se veramente vuoi rompere. Se sì, ecco alcuni ingloriosi modi per farla finita. Il primo è al telefono, così non devi guardarla in faccia nel momento in cui le comunicherai la triste verità. Il secondo, tramite amici comuni. Ma è un modo di fare offensivo, solo per i codardi o per quelli senza cuore. Il terzo è con un sms. Ma è una cosa brutta ed estremamente umiliante. Il quarto: una lunga lettera dove spieghi in modo dettagliato i motivi della rottura. Il quinto modo è la rottura come conseguenza di una lite creata ad arte. Se questi metodi non ti piacciono, devi farti coraggio e troncare in modo umano: guardando negli occhi la

persona che stai per lasciare, anche se rischia di essere una scena tristissima. E di solito lo è. Soprattutto perché sai che quella tristezza durerà ancora a lungo, in particolare se i sentimenti dall’altra parte sono forti. Per questo bisogna avere un buon motivo. Preferibilmente, non per un’altra donna. Perché ogni ferita che provochiamo un giorno verrà inflitta anche a noi. Dobbiamo prenderci cura del nostro partner, anche se non contiamo più su di lui o su di lei. Le ferite sono inevitabili, ma la domanda è: quante ferite profonde dobbiamo e possiamo lasciare dietro di noi? Riguarda anche gli amici traditi e i genitori delusi. Non siamo a questo mondo per ferire.


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NOTE E SCHERMAGLIE LOQUI E SPROLOQUI

IL VELO DI MAYA

FILOMENA CATALDO Qualcosa di sconvolgente accade lungo il Mediterraneo. Qualcosa che è maturato in silenzio mentre si stabilivano apparenti equilibri. Il velo di Maya è caduto. Dietro gli ori, i giochi di potere e le strette di mano, le danze del ventre e le ville di lusso solo dissapori, dolori e fame. Dietro la perfezione dei regimi solo l'imperfezione della miseria umana. E viene da chiedersi che cosa ci abbiano insegnato i secoli scorsi, i passati genocidi, le fosse comuni e le violenze gratuite. Nulla. Ma non è solo una questione di ignoranza. Sarebbe troppo semplicistico. Purtroppo l'uomo non impara. Reitera. E mentre questo tempo insegue fantasmi del passato il velo di Maya è caduto. Prendiamone coscienza.

CORSIVO 12

CARCERI PER GLI INDIZIATI Debbo credere ai miei occhi, a quel che scrive Giovanna Dagostino sul n. 8 de <<La Riviera”. Lei proviene dalle fila di Idv , il partito del poliziotto Anto Di Pietro, e si capiscono il suo piglio patibolare e la sua redentrice richiesta di carcere, anche di carcere duro, per chiunque sia “indiziato di reato”. Nel nostro codice penale non è riservato questo trattamento agli indiziati di reato e neppure ai rinviati a giudizio. Comunque, converrà con noi Giovanna Dagostino che il suo desiderio di purificazione totale è irrealizzabile. Non disponiamo ad oggi carceri capaci di contenere tutti gli indiziati di reato. Ma si può sempre rimediare, mettendo mano alla costruzione di case di detenzione a ciò destinate. Si darebbe finalmente lavoro alle migliaia e migliaia di giovani calabresi disoccupati. I quali dapprincipio costruirebbero le carceri, indi andrebbero ad abitarle per non lasciarle vuote. Essendo ineluttabile che o prima poi sarebbero indiziati di reato.

PARADISO D’ASPROMONTE RUGGERO CALVANO

ate e ninfe, oggi è tempo di fiabe per voi che stoici seguite le mie Hanno ogni ben di Dio. Tutto è coltivato o allevato secondo rigidissimi cristrampalate cronache, dalla terra di Zefiro. Sebastiano mi ha porta- teri biologici. La chimica qua non ci ha mai messo piede. Kike conserva to fra i monti. E' l'alba, seduti su un masso fumiamo un po' del suo ancora il suo accento teutonico, e con quello mi spiega la sua visione del tabacco per prepararci alla lunga marcia che ci attende. Machno è conten- mondo: sulla terra, dice, tutto è controllato dalle multinazionali. to, il ragazzo gli piace, ed è uno dei pochi ai quali concede un veloce sguar- Decidono cosa dobbiamo bere, mangiare, vedere, pensare. Loro hanno do dolce. Si parte, scendiamo fra le querce spoglie, passiamo fra i lecci scelto la libertà. Rocco mi dice che conservano e riproducono sementi umidi, attraversiamo un fiume e siamo fra gli ulivi. Due ore di marcia ed antiche, fra un po' in giro non ce ne saranno più. Le sementi ogm del merentriamo in paradiso: il clima è mite, marino quasi. Non credo ai miei cato globale sono ibride, e non sono in grado di riprodursi. Stanno scomocchi; noci, castagni, peri, gelsi, meli, viti. E' l'eden. I due che ci accolgono parendo le api, le lucciole, altrove. Il loro paradiso è integro, uguale a milnon devono essere dei ragazzi, eppure l'aspetto è sano, di vita forte. Rocco lenni or sono. Il pranzo che mettono in tavola è squisito. Latte, formaggi, e Kike, si presentano. Mi cereali, il mitico caicino. Evitamostrano il loro regno. Un no la carne. Amano troppo le lembo di terra ai piedi dei monti. loro bestie per macellarle. La Ci fanno l'olio, il vino, il miele. parte finale del pranzo è quella Tutto, ogni cosa che serve a viveche preferisco. re. L'unica cosa che accettano Ecco da dove viene, l'erba che dal mondo esterno sono le pile Sebastiano mi regala. Machno che Sebastiano si è portato dieabbia felice, anche lui ha capitro. Hanno una minuscola radio to. Lascio a malincuore i due che li informa della tristezza del vecchi, nel pomeriggio. Compianeta. Kike è del 17, era in prendo quanto poco cervello ci Calabria l'otto settembre del 43; hanno lasciato in testa i un caccia americano mitragliò la demiurghi del sistema: prefecolonna tedesca in fuga nella riamo tapparci in casa con uno quale era intruppato. Rocco lo schermo parlante, invece di raccolse sanguinante e gli salvò ululare con i lupi nella notte. la vita. Vivono in Aspromonte Non so per quanto ancora legdal 43. Non hanno mai lasciato gerete le mie stupidaggini, ho la montagna. Pochi sanno dove due amici in Aspromonte, e un stanno, e hanno il permesso di letto in più a casa loro per quei venirli a trovare. Kike ha a traragazzi non è un problema. colla uno sturmgewehr calibro 8 Machno ringhia. Ma si, anche luger, e ha l'aria di saperlo usare. una cuccia è una questione di Mi portano in giro, mi mostrano poco conto per i no global d'AFoto associazione escursionista “Gente in Aspromonte” orgogliosi il loro giardino. spromonte.

F

RASSEGNA STAMPA da Zoomsud.it

LA PARABOLA. Il teorema dei “cretini” e il centro sinistra calabrese ALDO VARANO Alla fine, quando ‘teorema dei cretini’ sembrò troppo aggressivo, venne chiamato ‘Teorema Tortorella’ dal nome di chi per primo capì come sarebbe andata a finire: Tortorella Aldo, deputato di Milano, dirigente nazionale tra i più autorevoli del Pci. Il teorema cominciò a girare, rasserenando l’animo dei più pessimisti, nell’ultima fase della vita di Enrico Berlinguer quando, finita l’esperienza dell’unità nazionale, il Pci cominciò a perdere voti in tutte le tornate elettorali (unica eccezione, le europee a ridosso della morte del grande leader) e diventò evidente l’incapacità dei dirigenti comunisti, ormai paralizzati, a rinnovarsi per trovare una via d’uscita. Tortorella a un giornalista che alla Camera gli chiese conto, spiegò: “Non è vero che non rinnoveremo. Il meccanismo è già in moto”. L’altro, sorpreso, reagì: “Per la verità, onorevole, non mi pare proprio”. Tortorella, con pazienza e sapienza antiche, non si smontò: “Stia attento. Noi del Pci siamo un gruppo dirigente vecchio. E’ vero. Ma abbiamo giovani. Ne promuoviamo in continuazione a posti di altissima responsabilità. Li scegliamo con cura e attenzione. Ovviamente, non devono essere cretini. Ma neanche troppo intelligenti. Diciamo che li scegliamo un po’ meno bravi e capaci di noi che dirigiamo il partito. I bravi li teniamo fuori. Gli spezziamo le gambe. Oh, metaforicamente”, aggiunse con dolcezza. “Ha, ha capito perché siamo dei grandi rinnovatori?”. Si racconta che la faccia stralunata del giornalista abbia spinto Tortorella a un più marcato piglio pedagogico: “Vede, noi abbiamo elaborato, con spirito di unità, un meccanismo per preservare il nostro potere. Siamo lì da decenni, abbiamo tradizione. I nuovi li scegliamo sempre un pochino meno intelligenti di noi che, a nostra volta, col passare del tempo, diventiamo sempre un po’ più rincoglioniti. E siccome quelli che scegliamo devono essere non migliori di noi che invecchiamo, saranno sempre un po’ più mediocri. E qui – aggiunse energico - scatta la molla del rinnovamento radicale”. “Non capisco”, pare abbia interloquito il giornalista. Tortorella, erre moscia molto marcata, reagì: “Mi fa rabbia. Si concentri. Noi facciamo attenzione a scegliere sempre quelli un po’ meno bravi di noi. Ma siccome

diventiamo sempre più rincoglioniti, la nostra capacità di scelta avrà, è una valutazione scientifica, un progressivo logoramento. Così, dopo avere scelto stuoli di cretini incapaci di qualsiasi iniziativa, sceglieremo non un cretino ma uno che, sbagliando, ci sembra più cretino degli altri. Invece, sarà uno bravo e intelligentissimo, che né noi anziani, né gli altri cretini giovani che abbiamo scelto noi anziani, potrà fermare. Lui, messo lì come cretino, farà fuori tutti con grande intelligenza politica. Insomma, si realizzerà un rinnovamento vero e radicale. Anzi, rivoluzionario” aggiunse srotolando un tripudio di erre. “Ha capito?”, e piantò l’interlocutore su un divanetto rosso del Transatlantico. La storia – assolutamente vera – mi è stata ricordata nei giorni scorsi da un autorevole esponente del centro sinistra calabrese che viene dal vecchio Pci. Coi giornali aperti alle pagine dove si raccontavano le nefandezze, le incertezze e le difficoltà di Catanzaro, Cosenza e Reggio sul rinnovo dei Consigli comunali, ha sospirato: “Vedi? Non se ne esce. Usciranno o a pezzi o sempre più deboli. Tutti appassionatamente uno contro l’altro. Non per idee diverse ma perché ormai il parere è determinato da dove uno ha il sedere: la poltrona. Quella reale, virtuale o desiderata. Musi e i suoi colleghi regionali e provinciali, i parlamentari del Pd, ma anche quelli di Idv, i consiglieri regionali e tutti gli altri, i candidati di servizio che in realtà sbavano per acchiappare, la polvere del centrosinistra polverizzato. Quelli che si salvano li devi contare sulle dita di mezza mano”. S’è fermato un attimo e poi: “Tutti insieme sono come il vecchio gruppo dirigente del Pci di Tortorella: sceglieranno sempre gente più debole rispetto a loro fin quando, la natura è natura, a un certo punto, anche loro al massimo del rincoglionimento, non rendendosi conto, sceglieranno un cretino che cretino non è e quello li farà fuori tutti liberandoci”. Difficile capire se andrà veramente così. Anche il mio amico è sembrato incerto: “Il popolo del centro sinistra, che ancora c’è, si sta interrogando sul grado di lucidità di quelli che dirigono che, dopo un anno, sono ancora incapaci di reagire alla botta delle regionali, pugili suonati. Certo – ha sorriso - sarebbe bello alzarsi una mattina e scoprire che, rincoglioniti come sono, hanno dato un incarico a un cretino che cretino non è”.


NOTE E SCHERMAGLIE FOLIDARIETÀ

“Sabato 5 marzo vieni anche tu in piazza” coordinamento delle scuole della Locride ha sentito forte la necessità di aderire e contribuire alla realizzazione del progetto “Un tetto per il mio paese” promosso da Caritas Internationalis. Il progetto è teso alla realizzazione di 50 unità abitative per la popolazione di Haiti, colpita dal grave sisma a tutti noto, e, ad oggi, ancora priva, oltre che di abitazioni e di mezzi, anche della dignità che la miseria quasi sempre vitupera. Al fine, dunque, di apportare un contributo concreto, i giovani, nella speranza di riuscire, seppur in minima parte, a sollevare dal grave disagio in cui versano i loro coetanei privi persino dei mezzi essenziali per vivere hanno quindi cercato di impegnare il loro tempo e le loro energia alla ricerca di sistemi e mezzi atti alla raccolta di fondi, ma, soprattutto alla sensibilizzazione della collettività e delle istituzioni al fianco delle quali hanno cercato di lavorare, per un problema che non può e non deve, secondo loro, essere ignorato. A tal fine sono state realizzate diverse iniziative quali, concerto di Natale a Siderno, un torneo di calcetto, una serata di intrattenimento in piazza San Vittorio a Roccella Jonica e la ven-

Il

dita di biglietti con estrazione finale; la serata conclusiva si svolgerà SABATO 5 MARZO 2011 alle ore 20.30 nella piazza Portosalvo di Siderno dove saranno allestiti numerosi gazebo per la degustazione di prodotti dell’enogastronomia locale (panino con la salsiccia). La serata sarà allietata dalle ragazze della scuola di danza “Tersicore” di Roccella Jonica, nonché dalle note musicali dei “White” quartetto di giovani liceali; verranno inoltre proiettati i video delle diverse fasi del progetto. Nella stessa serata si darà luogo all’estrazione dei biglietti vincitori del concorso a premi. Ciò che i giovani chiedono alla Città di Siderno non è solo un’offerta in termini economici, ma è, ancor prima, la partecipazione all’evento, momento di festa e di ristoro con il pensiero rivolto a chi vive nel costante bisogno. Fiduciosi che la cittadinanza in genere, e giovani in particolare, vorranno sposare tale iniziativa umanitaria, Vi aspettiamo numerosi in piazza. AIUTATECI AD AIUTARE, GRAZIE e BUON DIVERTIMENTO.

La serata sarà allietata dalle ragazze della scuola di danza “Tersicore” di Roccella Jonica

FUEGO di FRANCO CRINÒ

Episodi che contraddicono la storia L’intervento di Roberto Benigni su Risorgimento e su Mameli è suscettibile di qualche puntualizzazione storica anche se resta ugualmente eccezionale

.Ci sono stati articoli che hanno ricordato i difficili rapporti di Cavour con Mazzini, Garibaldi, i contadini, sulla esportazione del grano, dove poteva avere interessi privati, i direttori dei giornali che intervennero su quella questione. Il politico piemontese non lavorava all’unità del paese,l’eroe dei due mondi così lo attaccò in un discorso alla Camera. La Rai valorizza l’appuntamento dei 150 anni dell’unità d’Italia con spot significativi mentre a Sanremo alcuni passaggi non sono sembrati privi della tentazione di strumentalizzazione politica, con una prevalente forza scenica contro il presidente del consiglio. C’è,invece,chi ricorda che tanti da studenti non impazzivano per il tricolore e per la bandiera americana. Il concetto di squadra di Morandi rimanda comunque ad un capitano: non ce l’ha la sinistra, non ce l’ha Confindustria se la Fiat si affranca, non ce l’ha l’Azienda Sanitaria di Locri se il Direttore Generale opera da Reggio Calabria, non ce l’ha la Roma se Totti sta in panchina. Un mio amico insiste nel dire che La Russa è “fascista già dalla faccia” e mi pare francamente l’affermazione di un complessato; so di un mio vicino di casa

Il coordinamento delle Scuole della Locride

che vota a destra che ha regolarizzato con enorme sacrificio tre extracomunitari e un altro che vota a sinistra fare il Don Rodrigo e rimproverare con asprezza una lavoratrice ucraina che non si è scostata arrivandogli di fronte per strada. Meno male che gli schieramenti si rappresentano con i programmi e con i comportamenti collettivi, non con l’ “estemporanea “, con l’episodio che contraddice la storia. Al liceo,il professore Mantovani di storia e filosofia,austero e preparato, quando ci “scappava “ di dichiarare che “la storia è maestra di vita” ci rispondeva “però non dimenticate chi ha sbagliato”. La storia cambiata, la natura stravolta non assicurano successi: il governo Prodi è stato messo in grande difficoltà da Bertinotti, oggi Bocchino cerca Vendola, che per non dire no si gira verso Casini, il quale non si fa trovare. Con tutti i problemi che abbiamo,soffermarci a parlare di Elisabetta Canalis è una fuga dalla realtà o il pensiero sublime e ostinato di farla tornare migliore(la realtà). Anche perché-trova il modo di scherzare un giornalista-“lei ha occhi solo per George Clooney,è tempo perso”

CONTROMANO di FILIPPO TODARO

Gli insegnamenti dei grandi Quasi a venire incontro allo scoramento che l’omicidio recente di Taurianova aveva seminato in tutti noi e ad alimentare, in qualche modo, un qualche barlume di speranza dopo il crimine del quindicenne che ha sparato e ucciso un altro giovane, per futili motivi, arriva la notizia da Catanzaro. Meno male! Gli alunni di una Scuola Media, quindi quasi coetanei del quindicenne assassino di Taurianova, si sono rifiutati, tutti, di andare in gita scolastica. Motivo? La stessa gita era stata vietata ad un loro compagno, perché affetto da sindrome di Down. Un vero e proprio ammutinamento in grande stile. Una lezione di umanità e solidarietà. Le cronache ci riferiscono addirittura che il dirigente scolastico in questione aveva invitato gli alunni del suo Istituto a non parlare mai col loro compagno diverso di eventuali altre uscite scolastiche collettive, proprio per evitare di dovergli dire altri no: “… perché, tanto – avrebbe aggiunto l’illuminata dirigente, per puntellare la tesi della sua richiesta - cosa mai capirebbe costui delle cose che facciamo in gita e delle cose che andiamo a vedere?...”. Da restare allibiti e increduli. Da non sottrarsi, soprattutto, ad alcune considerazioni che forse ci aiutano a leggere e completano il parere che abbiamo della gioventù che ci circonda e ci vive accanto. E ci mettono davanti alle nostre responsabilità, in modo netto e inesorabile. Nessun adulto, neanche uno, può esimersi dal constatare che si è tutti responsabili, quotidianamente e in tutto quello che facciamo o diciamo, della maturazione e della educazione dei ragazzi, a prescindere dal ruolo che ognuno occupa nella società (che si sia genitore, o insegnante, o nonno, o amministratore), che si sia impiegato o funzionario di un qualsiasi servizio pubblico, che si abbia figli o no. E’ il caso proprio di dire che le giovani generazioni, ma meglio, senza generalizzare, i ragazzi, gli adolescenti, gli uomini di domani, (ciascun ragazzo, ciascun adolescente, ciascun futuro uomo) sono o diventano in un certo modo (buono o cattivo) a seconda di ciò che è stato loro impartito. Direi meglio, fornito con la pratica quotidiana e l’esempio, anche silenzioso, ma costante, di comportamenti in sintonia con l’etica e l’onestà. Una grande lezione ci è venuta dai ragazzini di Catanzaro. Loro hanno preferito non tenere conto dell’insegnamento della loro preside, semplicemente non l’hanno preso in considerazione, e hanno scelto di trasgredire, sicuramente in sintonia coi loro genitori cui nella circostanza va il merito di una educazione esemplare a favorire e mettere in pratica la vera solidarietà, non quella di facciata. E un’altra lezione, sia pure molto più amara e di una tristezza infinita, ci è venuta nei giorni scorsi dai genitori del ragazzino assassino di Taurianova. “Non ci siamo accorti – hanno più o meno detto (cito a memoria) – dei cambiamenti di nostro figlio negli ultimi tempi. Il suo traviamento e la pericolosa china che stava prendendo ci sono sfuggiti di mano. Non abbiamo capito in tempo per salvarlo e salvare la sua vittima. D’ora in poi, nonostante sia in galera, gli saremo vicini”. I bambini, i fanciulli, quelli che poi diventano adulti, non sono cattivi e non nascono con la pistola in tasca. Sono le cattive lezioni degli adulti e della società che li circonda (che poi è la stessa cosa) che li traviano e li fanno perdere, spesso per sempre.


la Riviera DOMENICA 27 FEBBRAIO 2011 20


Su la Riviera FB protagonisti i lettori A differenza del ragazzo di Calabria di Comencini, i nuovi Ragazzi di Calabria non hanno più sogni. L’omicidio di Tony Battaglia a Taurianova è la metafora di una terra che peggiora. La cultura del “drittismo” continuerà a mietere vittime. Ecco come la pensano i nostri lettori...

Giuseppe Larosa Veramente, egregio signor Zecca, visto che ho fatto il primo commento mi sento messo in causa, e se lei leggerà ho parlato di piaga sociale senza averlo letto ma solo dando uno sguardo al titolo. Credo che in queste cose sia inutile entrare in polemica.... poi in secondo luogo si apprezza il pezzo e l'autore come credo sia normale in un paese normale fatta di gente normale Gioacchino Criaco Non è polemica quella che fate. E' che l'argomento è troppo coinvolgente e doloroso, per noi tutti. Ma è necessario parlarne, soprattutto in famiglia. Grazie a La Riviera, che ci dedica questo spazio, e a voi che intervenite.

Maria G. Cogliandro Urge più che mai un saggio ritorno al vecchio detto "Botti e panelli fannu i figghioli belli"!

Giovanni Zecca La strada da fare è tanta per tutti,basta leggere i commenti,si interessano più decantare all'autore del pezzo,certamente bravo,ma non al contenuto che purtroppo è reale

Giuseppe Larosa Un triste evento in una piaga sociale giovanile... spero che ciò aiuta tutti a riflettere profondamente

Giovanni Zecca aihmè! sig.CRIACO mi sa che è tutto tempo perso: il suo messaggio di denuncia mi sembrava chiaro ma noi genitori siamo troppo impegnati a specchiarci nello stagno invece di vedere il fondo della bottiglia.Sig IERACI crede che sono uno pol...emico,forse ha ragione lei, ma io la vivo la calabria,ne sento gli odori,i suoni e i lamenti della gente comune e sento i discorsi forbiti, i bla bla dei consigli comunali ed i convegni fatti per soddisfare la vanità del bello di turno e se questa mia riflessione da fastidio stia tranquillo: non sono uno che si fà impressionare.

Emilio Ierace I miei più affettuosi e sentiti auguri signor Gioacchino, per il suo futuro percorso, senza dubbio ricco di successi, vista la mole di sapienza che sa imprimere nelle sue riflessioni..

Daniela Larosa Apprezzabile articolo, mi auspico che insieme ad altro induca a serie riflessioni, noi adulti in primis. Bisogna smetterla di spegnere quella luce a cui accenna l'autore, anzi, mi auguro che la si accenda per vedere davvero.

Mara Rechichi Questo articolo è un pugno nello stomaco. E' una fotografia senza ritocchi, tutto è dove è veramente. Cosa vogliamo ...fare? Sussultare e svegliarci o girarci dall'altra parte? A cominciare da qui, potremmo (si legga dovremmo) fare rivoluzioni. I padri, e le madri non andrebbero lasciati soli, e invece mi sa che le istituzioni e le "agenzie educative" non comunichino più tra loro. Ripeto, non più. Pochissimo tempo fa era tutto un fiorire di servizi di contrasto al disagio e di promozione dell'agio. Si, dell'agio. E' ciò a cui bisognerebbe tendere negli obiettivi di governo di un Paese. Agio non significa avere tutto e più del necessario. Significa creare opportunità sane,costruendole insieme alle famiglie, che aiutino i nostri ragazzi e ragazze, bambini e bambine a comprendere che "dritto è chi è svelto di testa e non di mano". A parole non lo capiranno mai, i ragazzi e le ragazze, i bambini e le bambine, hanno bisogno di fare esperienza delle cose che noi predichiamo, hanno bisogno di sperimentare le sane opportunità. Imparano ciò che conoscono. Non sarebbe male vedere i genitori che si incontrano per promuovere azioni comuni a favore dei figli propri e di tutti i figli che, diciamocelo, in qualche modo sentiamo anche nostri.

Il Brizzolato

di Ruggero Brizzi

Le Note

di Mara Rechichi

Solidarietà ai popoli in lotta Un bacio, non fuori luogo Che la verità stia nel mezzo non ne sono proprio sicuro. Piuttosto, sono convinto del fatto che la verità stia nella coppia. È come un bersaglio sta verità. C'è il centro: reale, circolare, piccolo, difficile da colpire che, talvolta, solo la minimale intimità tra due soggetti svela. Attorno ad esso ci sono altri cerchi sempre più grandi, ognuno dei quali traccia l'invasione di un soggetto nuovo nella discussione, segnala la lacuna dell'attendibilità del messaggio. La verità sta nelle stanze buie, dove si è certi di non averi altri ascoltatori. Sta nelle discussioni tra due persone. Due, solo due. La vedi la verità, soprattutto quando litigano ad alta voce o, silenti, si scambiano confidenze. I gruppetti già mentono, perdono parti di se per quieto vivere. Le platee poi, il pubblico a cui si parla: gente a cui bisogna raccontare ciò che vuole sentirsi dire. Niente di più falso di quella parola. Spesso, sempre più spesso. Platealmente. Veramente. Poi c'è il tuo mondo. Quello solitario. Quello sincero di una stanza o di una doccia, una confidenza non catalogabile tra i cerchi del bersaglio, una verità che è il bersaglio stesso, intero, completo. La tua verità, coscienza e vergogna, amore e odio di se. Una preghiera per la vita, una consapevolezza da registrare controvoglia, la protezione dai ricordi, l'allegria della comprensione, l'autostima e il disprezzo. Nel 1939, il 13% della popolazione libica era italiana. Se ancora oggi fosse così, saremmo molto più abili a capire i problemi di quella gente e non solo quelli di casa nostra, con le nostre intolleranze verso lo straniero. Non si tratta di costruire autostrade a Tripoli, ma di far venire fuori la verità e compensare i soprusi di Gheddafi, che prima erano di Mussolini, accogliendo, comprendendo, tollerando, amando il prossimo. “Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, L'imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un' insopportabile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno” M. Ghandi. Con immensa solidarietà ai popoli in lotta. Che la verità centri il bersaglio senza staccarsi mai più da esso.

Alzi la mano chi non ha mai sognato di andare a New York. Tranne quei due o tre che ancora hanno paura di volare, un pensierino lo abbiamo fatto tutti. Ah, poter mordere la Grande Mela a passi da turista curioso di scoprire il tutto oppure da turista che conosce già tutto! Sogno comune a tanti. Meno comune appare il sogno di Nicoletta Crisponi, anni 24, da Como, studentessa di Design presso il Politecnico di Milano: vorrebbe andare a NY a studiare presso il gruppo Improv Everywhere, fondato da Charlie Todd, già professore di teatro. Questo gruppo si occupa di creare situazioni di caos o gioia in luoghi pubblici, come performance artistiche. La filosofia che sta alla base delle loro azioni è quella di rendere luoghi i non-luoghi, di rendere più umani quei posti in cui non c’è socialità. Questi non-luoghi ci circondano, sono i centri commerciali, sono i mezzi di trasporto, le autostrade, gli aeroporti, i campi profughi, per esempio. Per attirare l’attenzione del Gruppo, Nicoletta ha ideato l’operazione1kiss4NewYork, e ha pensato di distribuire baci sulla guancia dei passanti in piazza Duomo a Milano, con tanto di stampo di rossetto, per lasciare un’impronta che trasformi la distanza in avvicinamento, fino al solidalizio per la sua causa. Ne stanno parlando tutti, la stanno invitando dappertutto a distribuire baci, solo le case cosmetiche non si sono ancora fatte sentire, eppure di rossetto ne consuma! E’ probabile, anche possibile, che Nicoletta parta in tour con i suoi baci. E se arrivasse anche da noi? Dove la porteremmo? In quali nostri luoghi e nonluoghi? Signor TomTom si rilassi, vada in ferie, non serve! Andremmo ad accoglierla al nonluogo aeroporto; poi le faremmo percorrere il nonluogo autostrada famosissima; certamente le faremmo fare un giro su uno dei pullman su rotaia (non chiamatemeli treni); l’accompagneremmo per un salutino al CPT di Crotone (se non sarà esploso prima); e un giretto nelle grandi gallerie commerciali? non si nega agli amici ecchepalle!, figurarsi ad una che viene per motivi di studio! Mentre lei distribuirebbe baci. Poi, però, la porteremmo in qualche catoio, che aveva vissuto con i proprietari fino a quando non partirono per la ‘Merica, in seguito era morto d’abbandono e adesso rivive per testa e mano di qualche giovane intraprendente che ha voluto ridare senso a quel luogo, colmandolo di arte, cibi, vini, musica e parole. Vieni, Nicoletta, ti presenteremo altre e altri Nicoletta che saranno contenti di ricevere il tuo bacio, e saranno ancora più felici di regalartene. Potrai portare i loro baci alla ‘Merica e dire che ogni non-luogo viene da un luogo; e che ogni luogo ha un senso; e che per comprenderne il senso, questi luoghi devono essere sentiti, percorsi e capiti. Baciamoci, dunque, non è fuori luogo.


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la Riviera DOMENICA 27 FEBBRAIO 2011

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Domani Milan Napoli ci farà conoscere le reali velleità della squadra di Mazzarri in ottica scudetto

Roccella, non c’è due senza tre. Figliomeni, dopo Scalea e Castrovillari, sembra aver trovato la ricetta giusta

Oggi Siderno - Brancaleone. L’ultima chance dei biancazzurri. Dito puntato contro i senatori

A Vicenza, cuore Reggina La Reggina, grazie alla rete di Cosenza, batte il Vicenza e consolida il quinto posto L’angolo Ritorto sportlariviera@gmail.com

Il pupo e il pupone “Lascio per darvi una scossa”, queste le parole, tristi, affrante, addolorate, di Claudio Ranieri, allenatore, anzi ex, e uomo buono; costretto a rinunciare alla sua panchina, alla sua Roma, all’indomani della sconfitta, assura, subita in rimonta dal Genoa. Stavolta, a pagare per tutti un innocente. A Ranieri difficile rimproverare qualcosa; ancora di più farlo se si considera la campagna acquisti degna della recessione che sta colpendo il paese, o ancora, se si considera l’apporto dei suoi gladiatori, pecorelle smarrite in un campionato che non gli ha concesso nulla. Il capitano ha abbandonato la nave, un altro, quello vero, che risponde al nome di Francesco Totti, pronto a prendersi il comando. Totti e Ranieri, Ranieri e Totti, il tran tran mediatico tra i due ha colpito il più debole; il secondo sfilandosi l’elmetto avrà forse gioito anche della sconfitta. Sulla panchina Vincenzo Montella, zero esperienza in panchina, catapultato sul palcoscenico della A dalla necessità di trovare un “pupo” che sposasse al meglio le idee del “pupone”, che ora potrà muoverne i fili. Lui dice di non sentirsi un traghettatore, vuole costruire un progetto serio e a lunga scadenza; non ci crede nessuno. Più che traghettatore, un traghettato che non si metterà contro i senatori, Totti in primis, che lo aiuteranno a gestire questa fine di campionato. E a fine stagione? Se su quella panchina si sedesse da subito Ciccio Totti non si scandalizzerebbe nessuno, le bandiere hanno la precendenza, evidentemente, anche sulla preparazione, sul lavoro, sull’esperienza. Come quella di Ranieri, un uomo buono, da oggi un disoccupato, vittima, forse, dei suoi senatori...

Una Reggina attenta, con due mediani a supporto di Tedesco. E' questa la nuova formula provata da Atzori dopo la partenza di Missiroli. E Tedesco, migliore in campo, ricambia la fiducia del Mister dimostrando di avere una buona visione del gioco, il passaggio, la velocità e un buon tiro. In attacco il giovane Viola, dopo la “non esperienza a Benevento, trova la seconda maglia da titolare e diventa partner fisso di Bonazzoli in attacco. I calabresi danno subito prova di essere in ripresa dopo il momento “no” attraversato fino a un mese fa e, per la prima mezz'ora, si difendono con ordine. Per il Vicenza, intorno al '32, da segnalare un tiro pericoloso di Cellini, che si vede vanificare il goal da uno strepitoso Puggioni. Nel calcio d'angolo che segue alla parata del portiere amaranto, il capitano vicentino Martinelli riesce a mancare un goal praticamente fatto, sparando il pallone alto sulla traversa. Quando il primo tempo sem-

bra concludersi sul risultato di zero a zero, oltre il '45, la Reggina passa in vantaggio. Tedesco batte rapidamente una punizione dal limite, sorprendendo la difesa avversaria e favorendo l'inserimento, sulla sinistra, di Rizzato. Il difensore mette la palla al centro dove il più abile è Cosenza che sigla il vantaggio per gli ospiti. Subito dopo,

ghiotta occasione per Abbruscato che però vanifica, a tu per tu con Puggioni, un istantaneo pareggio. Nella ripresa la Reggina si difende bene e rallenta, con intelligenza tattica, i ritmi del gioco, anche se Tedesco, con un bel tiro, sfiora il raddoppio. Il Vicenza tenta in tutti i modi di pervenire al pareggio ma la difesa avversaria si difende con

solidità. “Era una partita che temevamo molto - ha dichiarato un soddisfatto Atzori - e per questo in settimana abbiamo curato ogni minimo particolare. È stato un match molto equilibrato ed il Vicenza poteva anche pareggiare. Noi, però, potevamo chiuderla. La cosa importante, comunque, è che ci siamo difesi bene, evitando di fare barricate”. Con questa vittoria la Reggina consolida il quinto posto in classifica, una posizione che, se mantenuta fino a fine torneo, significherebbe play off promozione, il giusto merito per questi ragazzi che stanno dando, ogni domenica, l’anima in campo. Le inseguitrici, però, sono agguerrite e non perdono terreno. Ieri, infatti, Pescara, Torino e Empoli hanno vinto, restando così alle calcagna della Reggina, pronte, alla prima disattenzione a “soffiarle” il posto play off. Conosciamo l’orgoglio di questa squadra e del suo tecnico, bisogna tenere gli occhi aperti, e il coltello ben stretto tra i denti. Questo campionato è ancora tutto da giocare. D.S.

GIORNATA 28

MARCATORI

Sala stampa:

Atzori fiducioso, “non guardo la classifica” Il tecnico si gode il momento propizio. “Modena ci ha sbloccato” Gira bene la Reggina, dopo la vittoria di Modena qualcosa, nel morale della squadra, è cambiato, e i frutti iniziano ad arrivare. Lo riconosce anche il tecnico, Gianluca Atzori, sentito da Radio Touring. "E' stata una partita combattuta, i complimenti sono superflui per i miei ragazzi ma li faccio volentieri quando offriamo prestazioni così importanti. Godiamoci questi tre punti perchè sono davvero importanti, ma dobbiamo continuare a camminare. La vittoria di Modena ci ha sbloccato, la palla nei piedi non scotta più e questo ai fini del risultato finale è importantissimo. Davanti avevamo una buonissima squadra che ha lottato fino alla fine per ottenere il pareggio. Fisicamente stiamo molto bene, mentalmente

stiamo recuperando le sicurezze che ci permettono di correre con un senso logico, in funzione del sapere dove va la palla, dove il compagno ti vuole. Sono felice della personalità che i tanti giovani stanno acquisendo, perchè era questo che Jack ed il presidente mi avevano chiesto. La crescita è evidente attraverso i risultati, questi ragazzi sono cresciuti acquisendo la mentalità per giocarsela con tutti. Per vincere le partite bisogna crederci, dare tutto durante la settimana. La classifica continuo a non guardarla, perchè la Reggina, ad oggi, ha ampi margini di miglioramento. Il mio lavoro riprende domani mattina, perchè martedì abbiamo una gara importante. La squalifica di Cosenza? Vediamo chi in settimana si meriterà di prendere il suo posto”

PADOVA - PIACENZA LIVORNO - ASCOLI ATALANTA - SASSUOLO CROTONE - TRIESTINA EMPOLI - CITTADELLA FROSINONE - GROSSETO MODENA - SIENA NOVARA - VARESE PESCARA - ALBINOLEFFE PORTOGRUARO - TORINO VICENZA - REGGINA

0-0 1-1 1-0 2-1 2-0 0-0 0-1 1-1 2-0 0-1 0-1

16 RETI CACIA (PIACENZA) 15 RETI SUCCI (PADOVA), CORALLI (EMPOLI) 13 RETI BIANCHI (TORINO) 12 RETI BONAZZOLI (REGGINA), GONZALES (NOVARA), BERTANI (NOVARA)

CLASSIFICA ATALANTA NOVARA SIENA VARESE REGGINA PESCARA TORINO EMPOLI LIVORNO VICENZA PADOVA

55 52 52 45 42 41 41 39 39 38 36

GROSSETO ALBINOLEFFE CROTONE PIACENZA SASSUOLO MODENA ASCOLI CITTADELLA PORTOGRUARO TRIESTINA FROSINONE

35 34 33 32 31 31 28 28 28 27 26


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Mancini, accusato di stupro. Il brasiliano nega tutto Amantino Mancini ex giocatore di Roma, Inter e Milan, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano per una presunta violenza sessuale commessa dal calciatore nei confronti di una ballerina bra-

siliana durante un party organizzato da Ronaldinho approfittando di uno stato di semi-incoscienza della giovane costringendola ad avere più rapporti sessuali durante quella notte provocandole diverse escoria-

zioni e lasciandole dei segni inequivocabili che dimostrassero l’avvenuto abuso. Alle accuse il calciatore risponde di non aver violentato nessuno, la donna al momento dei rapporti era consenziente

Il Napoli alla prova “scudetto” In caso di risultato utile a San Siro, i partenopei di Walter Mazzarri proveranno fino alla fine a dire la loro in ottica scudetto

MARCATORI

GIORNATA 27 JUVENTUS - BOLOGNA CATANIA - GENOA BARI - FIORENTINA BRESCIA - LECCE CAGLIARI - LAZIO CESENA - CHIEVO PALERMO - UDINESE ROMA - PARMA SAMPDORIA - INTER MILAN - NAPOLI

20 RETI CAVANI (NAPOLI)

18 RETI DI NATALE (UDINESE)

15 RETI ETO ‘O (INTER)

14 RETI DI VAIO (BOLOGNA), MATRI (JUVENTUS)

13 RETI IBRAHIMOVIC (MILAN)

CLASSIFICA MILAN NAPOLI INTER LAZIO UDINESE JUVENTUS PALERMO ROMA CAGLIARI GENOA

In attesa del big match tra le prime due della classe che si sfideranno domani sera a San Siro, la serie A chiude il mese di febbraio con gare che offrono, per svariati motivi, elementi su cui soffermarci. Due le partite su cui maggiormente si concentrerà l'attenzione: una è Roma - Parma, che ci dirà se l' “aeroplanino Montella” continua il suo volo dopo il recupero vittorioso di Bologna di mercoledì scorso. E visto che formazione che vince non si cambia, il neo tecnico Montella opta per un solo cambio rispetto al Dall'Ara: fuori Borriello, dentro Totti. L'altra partita di cartello è Sampdoria - Inter, dove entrambe le formazioni hanno bisogno vitale di punti: i blucerchiati per uscire da una situazione di classifica a dir poco imbarazzante, i nerazzurri per recuperare punti considerato lo scontro fratricida tra Milan e Napoli. Il campionato per i milanesi, ora più che mai, diventa di basilare

importanza, considerato l'harakiri di mercoledì in Champions contro i bavaresi. Problemi di formazione per l'Inter che tra infortuni e squalifiche, riproporrà capitan Zanetti come terzino destro e il rumeno Chivu a fianco di Lucio al centro della difesa. Perdere ulteriore terreno nei confronti della coppia di testa potrebbe dire una stagione da “zeru tituli”. A proposito di genovesi, i rossoblu di Ballardini aprono la domenica al Massimino. Contro il Catania, il Genoa spera di continuare la striscia positiva per raggiungere una posizione tranquilla di classifica. Classifica che assolutamente non è tranquilla per la squadra di casa. Simeone dopo la sconfitta del San Paolo, sceglie una formazione meno rinunciataria proponendo Maxi Lopez dal primo minuto. Nel Genoa dentro l'eroe del derby Rafinha e una maglia da titolare dovrebbe averla anche Mesto.

L’ascensore della settimana

Andrea Bertolacci: Il ventenne che mette in ginocchio la vecchia signora. L’8 in pagella la dice lunga sulle potenzialità del ragazzino scuola Roma. Predestinato Le Italiane in Europa: Milan, Roma, Inter e Napoli, tutte sconfitte, tutte a rischio eliminazione. La prova tangibile che il nostro calcio è rimasto indietro. Perdenti

I l Rompipallone

Berlusconi assicura il suo appoggio a Roma 2020: "Le atlete del beach volley possono dormire a casa mia".

Una Fiorentina senza particolari velleità va di scena a Bari contro l'ultima della classe. Il cambio tecnico sulla panchina biancorossa non ha portato per il momento i frutti sperati; la matematica ancora non lo condanna, ma difficilmente il prossimo anno vedremo il Bari in serie A. Il Lecce, che domenica scorsa ha provocato alla Juve una settimana tribolata, gioca a Brescia. Può giocare per due risultati la squadra di De Canio, mentre le rondinelle hanno l'obbligo dei tre punti vista la terzultima posizione di classifica. La quarta forza del campionato, la Lazio gioca in casa del Cagliari, ancora scottato per la sconfitta subita sabato scorso contro l'Inter. Donadoni schiera la formazione titolare con Nené e Acquafresca in avanti coadiuvati da Cossu. Tra i pali biancocelesti non ci sarà Muslera, fuori una ventina di giorni per infortunio, mentre torna Lichsteiner sulla fascia di sinistra. Sorta di derby tra Cesena e Chievo visto che i due presidenti sono omonimi. Il Campedelli cesenate ha vissuto una settimana difficile causa intemperanze di una frangia degli ultrà che è contro Ficcadenti. È più tranquillo invece Pioli, che dopo l'uno a due di sette giorni fa contro il Milan, potrebbe accontentarsi anche di un punto. Partita da amarcord per Francesco Guidolin che con l'Udinese ritrova il “suo” Palermo al Barbera. Sempre accolto con affetto dalla sua vecchia tifoseria, nei novanta minuti dovrà mettere da parte le emozioni, cercando di strappare punti pesanti che potrebbero valere l'Europa. Ma di Europa ha bisogno anche la squadra di Delio Rossi, che dopo le due sconfitte consecutive, non può permettersi ulteriori passi falsi, per non compromettere quanto di buono fatto fino ad ora. L' Europa del calcio non ci sorride, tra eliminazioni certe e molto probabili. Speriamo che il Campionato ci faccia tornare il buon umore. Massimo Petrungaro

Sala stampa

55 52 50 48 44 41 40 39 35 35

FIORENTINA BOLOGNA CHIEVO SAMPDORIA PARMA LECCE CATANIA BRESCIA CESENA BARI

33 32 31 31 27 27 26 23 22 15

Allegri, “anche se il Napoli si nasconde sarà sfida-scudetto”

L’allenatore del Milan è coscente del valore dei partenopei Sarà sfida scudetto. A due giorni da Milan-Napoli, Massimiliano Allegri invita i Mazzarri e i suoi a uscire allo scoperto. L'esclusione di Cavani dall'undici iniziale nella gare di Europa League contro il Villarreal è per il tecnico rossonero la prova che anche a Napoli sono consapevoli della posta in palio. "Speravo che lo schierasse ma è stato molto furbo - dice a proposito della scelta di Mazzarri - anche se si nascondono o tentano di nascondersi, è una sfida scudetto. "Quella col collega azzurro, toscano come lui, sarà "una sfida dentro la sfida. Lui ha allenato a Livorno, io ci abito, siamo molto differenti ma siamo due sanguigni, anche se lui lo esprime in modo diverso dal mio. Per quanto mi riguarda, penso che non serve sempre alzare la voce o arrabbiarsi, ci sono vari modi per poter essere lo stesso autorevoli". MilanNapoli è anche il confronto tra Ibrahimovic e Cavani. L'attaccante uruguaiano "è ancora molto lontano da Ibra, anche se è un giocatore straordinario. Ibra ha detto che per Mourinho avrebbe ucciso? Io non gli chiedo di uccidere, ma di continuare a fare quello che fatto finora. E' stato un acquisto straimportante per noi e gli chiedo di continuare a dare quel contributo che ci ha dato finora, di fare la differenza in campo".

Trovarsi sulla panchina rossonera è quasi un privilegio per Allegri: "Sono al terzo anno in serie A e avere la possibilità di allenare il Milan può fare invidia a tante persone, per cui mi ritengo fortunato. Ma ora ci sono due mesi decisivi, si decidono lo scudetto, la Coppa Italia e la Champions, noi siamo in corsa su tutti e tre i fronti e speriamo di portare a casa qualcosa".


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CND

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Dopo la pausa si ricomincia con un derby La Valle Grecanica testerà le ambizioni dell’Hinterreggio E’ costato caro alla Valle Grecanica il derby perso quindici giorni fa contro il Sambiase. Due posizioni perse, che possono compromettere la lotta per i play off. A scavalcare i melitesi, sia gli stessi cugini lametini, che anche la Turris, grazia al colpaccio esterno a Noto. La lotta per la

vittoria del campionato rimane una “cosa a 3”; oltre alla capolista Ebolitana restano in scia anche Casertana e Forza e Coraggio. Le inseguitrici si dovranno accontentare degli spareggi promozione. A contendersi gli ultimi due posti ancora da assegnare una rosa di cinque squadre. Oltre alle due

Eccellenza

calabresi anche Nissa, Turris e Sapri. Oggi i ragazzi della Valle Grecanica sono chiamati a un altro derby, stavolta contro l’Hinterreggio che sta attraversando un ottimo momento di forma. Partita difficilissima anche per il Sambiase che riceve i beneventani della Forza e Coraggio.

CLASSIFICA

GIORNATA 28 ACIREALE - CASERTANA HINTERREGGIO - V. GRECANICA INTERPIANA - MESSINA MARSALA - NOTO MODICA - MAZARA NISSA - EBOLITANA REAL NOCERA - SAPRI SAMBIASE - F& CORAGGIO TURRIS - ATLETICO NOLA RIPOSA: ROSSANESE

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EBOLITANA CASERTANA FORZA E CORAGGIO NISSA SAMBIASE TURRIS VALLE GRECANICA SAPRI HINTERREGGIO NOTO

59 54 53 45 43 42 41 40 38 33

MESSINA REAL NOCERA INTERPIANA ACIREALE MARSALA MODICA MAZARA ROSSANESE ATLETICO NOLA

33 32 30 24 24 23 22 22 6

Figliomeni ha trovato la ricetta giusta? Dopo la vittoria contro lo Scalea, battuto anche il Castrovillari (in trasferta). Il quinto posto è consolidato, anche se l’Isola...

Un Roccella semplicemente strepitoso riesce a sbancare il Mimmo Rende di Castrovillari al cospetto dei padroni di casa lontano parenti della formazione battuta nel girone di andata grazie ad un calcio di rigore trasformato dall'inossidabile Criaco e concesso per un netto fallo subito da Pascu. Dal cosentino la truppa del patron Giannitti porta a casa tre punti pesanti e importanti, per il morale ma soprattutto per la classifica. Consolidato il quinto posto,

comunque anche l'Isola Capo Rizzuto che segue a due lunghezze ha vinto in trasferta a Scalea, di conseguenza la formazione bianco stellata (Scalea) raggiunta in classifica dal Soverato al terzo posto, è a soli tre punti. Non era facile battere la formazione cara alla famiglia Di Diego, il Roccella ci è riuscito a conclusione di una gara quasi perfetta, solo nella prima parte dei primi quarantacinque minuti gli amaranto hanno sofferto, anche se dopo essere passati in svantaggio

sono riusciti dopo appena quattro minuti a riequilibrare il risultato grazie ad una zampata da pochi passi di capitan Calabrese. Il primo tempo si è concluso con la formazione di Figliomeni in vantaggio, rete del sorpasso messa a segno da Carrà. Nella seconda frazione i locali hanno tentato di pervenire al pari senza comunque mai rendersi seriamente pericolosi, solo due tiri dal limite che hanno sorvolato anche se di poco, prima la traversa e poi il palo alla destra del por-

tiere Tropepi. Alla mezz'ora di fatto si chiude la contesa, terzo goal del neo entrato Libri, con gli amaranto che poi hanno sprecato tre - quattro nitide palle goal. Ormai comunque la pratica Castrovillari è andata in archivio e si dovrà pensare alla gara odierna, con la consapevolezza di essere in grande crescita fisica e mentale. Al “N. Muscolo” sarà ospitato il Sersale, una formazione che si gioca le ultime possibilità di entrare nella griglia play off, proprio a

Bovalinese

discapito dei padroni di casa che comunque al momento hanno cinque lunghezze di vantaggio. Ma la formazione di Rosati deve fare i conti con Calabrese e compagni che vogliono anch'essi i tre punti da mettere in cascina, e anche per “vendicare” sportivamente parlando ovviamente, l'immeritata sconfitta subita all'andata. E poi da sempre si dice non c'è due senza tre? Allora, vittoria con lo Scalea, vittoria col Castrovillari e infine. vittoria col... Lorbuon

Dopo le botte, a Guardavalle ritorna il calcio giocato Tutto sommato il punto conquistato domenica scorsa al Cartisano deve essere bene accetto. La formazione di mister Panarello ha incontrato il Montalto sceso sul terreno di gioco prima del fischio di inizio da capolista, dopo la vittoria dell'Acri a Cutro sono ora i rossoneri di Andreoli a guidare da soli la classifica. Dicevamo del punto che infatti fa muovere la classifica con i ragazzi del presidente Ferrigno che così hanno avuto la possibilità di avvicinarsi al quint'ultimo posto, distante una sola lunghezza, dopo il passo falso interno del Castrovillari. Comunque l'obiettivo è quello di conquistare quanto meno il sest'ultimo posto, che consente di disputare lo spareggio retrocessione in condizioni di vantaggio, gara di ritorno in casa, oltre al fatto che in caso di parità

di punti e di goal dopo il doppio confronto vorrà dire mantenimento della categoria. Il che significa al momento tenere lontano il Bocale, a cinque punti, senza dimenticare che la formazione del popoloso rione sarà ospitata fra qualche domenica, alla dodicesima giornata, e che all'andata Milano e compagni come si ricorderà si sono imposti in trasferta per 2 a 1. Comunque è meglio fare un passo alla volta e pensare di partita in partita, fin dalla giornata odierna. Gli amaranto viaggeranno alla volta di Guardavalle per affrontare una formazione che si gioca forse le ultime speranze di poter guadagnare un posto nei play off. Sarà un brutto ostacolo, ma è giusto crederci. Non saranno della gara perché squalificati, Alvaro, Ebanista e Romeo. A difendere la porta l'esperto Pelle.

CLASSIFICA

GIORNATA 24 ACRI - SOVERATO MONTALTO - SCALEA GUARDAVALLE - BOVALINESE ISOLA C.R. - CASTROVILLARI BOCALE - N. GIOIESE R. SERSALE - CUTRO ROCCELLA - SERSALE RENDE - PALMESE

ACRI MONTALTO SCALEA SOVERATO ROCCELLA ISOLA C.R. SERSALE GUARDAVALLE

51 49 41 41 38 36 33 31

PALMESE N. GIOIESE RENDE CASTROVILLARI BOVALINESE BOCALE CUTRO REAL SERSALE

29 28 24 22 21 16 15 14


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Promozione

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Siderno, l’ultimo appello La partita contro il Brancaleone, solo fino a qualche settimana fa, doveva essere la gara della verità. Ora l’entusiasmo è scomparso come sono scomparse le vittoriedel Siderno. Se si vince domani si può sperare. Gli altri due risultati condannerebbero i biancazzurri a sicuri play off Meno di un mese fa Siderno - Brancaleone avrebbe avuto una cornice di pubblico mai vista, entusiasmo alle stelle, e fasti degli anni passati, rinverditi, come le speranze di rivedere il Siderno in una categoria più consona al paese. Oggi, dopo le evidenti defaillances di Africo, Bagnara e Marina di Gioiosa, le chance di vincere il campionato rasentano lo zero. La capolista Brancaleone, nel frattempo, ha sbagliato poco e niente, ha accumulato lunghezze e punti di vantaggio, e si è assestato a un rassicurante più 7 che toglie, decisamente, speranze e certezze ai biancazzurri. Ovviamente, in caso di vittoria, la vittoria del campionato potrebbe tornare in discussione. A quattro punti, e conoscendo il calendario, non di certo semplice (gli uomini di mister Brando dovranno afforntare tre trasferte difficili come Marina di Gioiosa, Bagnara, e Africo all’ultima giornata) degli amaranto, è lecito continuare a sperare, o meglio a sognare. Ma allo stato attuale è quantomeno lecito chiedersi, con quale spirito, con quale entusiasmo il Siderno può pensare di vincere questa gara. Il Brancaleone arriva al Raciti col morale alle stelle, sa che a Siderno (beffa del destino) potrebbe festeggiare la promozione (anche se non matematica) in Eccellenza; di contro, il Siderno si lecca le ferite e ancora si chiede perchè un campionato, con il girone d’andata da incornicare, è stato buttato alle ortiche. Di sicuro sono venuti a mancare, in un momento così importante, gli uomini cardine della squadra, i vari Mammolenti, Carabetta, lo stesso Catalano, o ancora Accinni, hanno clamorosamente “bucato” le ultime prestazioni, mettendo a rischio un intero campionato. Questi calciatori “navigati” dovrebbero prendere esempio dagli “under”, il cui supporto in termini di fatica e sudore non è mai mancato, come non è mai mancata quella cattiveria agonistica che è latitata negli uomini con più esperienza. Oggi si può vincere, solo se il Siderno si convincerà di poter fare il Siderno. Quello che ha concluso il girone d’andata senza perdere mai e subendo solo 4 reti. Quel Siderno non avrebbe paura del Brancaleone, quel Siderno getterebbe il cuore oltre l’ostacolo per un risultato positivo. Non quello delle ultime gare; purtroppo. Ritornando al calcio giocato, oggi si registrerà l’assenza dello squalificato Accinni, in campo al suo posto Serra, i supporters sperano nel gran cuore del ragazzo, in passato capace di decidere qualche altra partita “bollente”. In dubbio anche Antonio Marulla e Candido, infortunati e non ancora al 100%. Oggi serve vincere, il resto sono solo parole... Peppe Rit

CLASSIFICA BRANCALEONE SIDERNO REGGIO SUD TAURIANOVESE CATONA M. DI GIOIOSA MAMERTRESELICESE DAVOLI

57 50 43 42 38 37 29 29

Marina di Gioiosa

E sono dieci... Ormai i giallorossi non possono più nascondere le loro ambizioni play off Ormai il Marina di Gioiosa non si può nascondere, può ambire a conquistare un posto nella griglia play off, anche se è giusto dire che l'obiettivo stagionale ad inizio stagione della società era quello di raggiungere una tranquilla salvezza, cercando allo stesso tempo di mettere in vetrina qualche giovane, la maggior parte sono indigeni, che compongono l'organico guidato sapientemente da Cosimo Silvano. Infatti il quinto posto è a solo un punto dopo che l'ultima giornata, l'ottava del girone di ritorno, è stata favorevole ai giallo rossi che hanno chiuso positivamente la pratica Bagnarese, ancora protagonista il fantasista Carbone autore di una doppietta nel 3 a 1 finale. Sono quattro le formazioni che da qui alla fine della regular season si giocano i tre posti per partecipare alla tanta desiderata appendice del campionato. Oltre alla truppa di mister Silvano, Taurianovese, Reggio Sud e Catona, ed infatti tutti e tre hanno perso. L'altra formazione sarà una fra Brancaleone e Siderno, al

Gli anticipi

Africo, sconfitto nello scontro salvezza Non è andato a buon fine per l’Africo, l’incontro-scontro salvezza che , ieri li ha visti difronte alla Cittanovese. Entrambe, bisognose di punti pesanti in ottica salvezza (i pianigiani stanno un po meglio), conoscevano l’importanza della gara. A fare la differenza, forse, solo il fattore campo, che, a fine partita, ha regalto i tre punti alla compagine della piana, grazie alla rete di Musumeci. Altra gara con i riflettori puntati sul fondo della classifica, quella vinta dalla Bagnarese ai danni della Gallicese. Con questa sconfitta i reggini, sono quasi condannati ai play out. I biancazzurri di Bagnara, invece, dopo un inizio di campionato “difficile” hanno trovato la strada giusta e stanno cercando una “comoda” salvezza. Tre a due il finale, in una gara ricca di reti e di colpi di scena In ottica Play Off, vince, invece, il Reggio Sud, che, tra le mura amiche, batte il Davoli di Ciccio Esposito, grazie a una rete del capocannoniere del torneo Chirico. Lr

* una gara in più

MONTEPAONE BAGNARESE N. RIZZICONESE CITTANOVESE GALLICESE AFRICO SAN LUCA LOCRI

27 27 26 24 22 21 20 16

GIORNATA 24 SAN LUCA - LOCRI SIDERNO - BRANCALEONE TAURIANOVESE - MAMER BAGNARESE - GALLICESE 3-2 CITTANOVESE - AFRICO 1-0 CATONA - RIZZICONESE MONTEPAONE - M. DI GIOIOSA REGGIOSUD - DAVOLI 1-0

momento la più indiziata è quest'ultima, oggi comunque ci sarà lo scontro diretto. Il Brancaleone di conseguenza sarà promosso in Eccellenza, anche se nel calcio mai dire mai, ed i ragazzi di Fiorenza per sperare nel miracolo dovranno assolutamente nella gara odierna al Raciti, vincere. Sette giorni fa Frascà e compagni hanno ottenuto il decimo risultato utile consecutivo, otto vittorie e due pareggi, un cammino da prima della classe. Nel girone di ritorno conquistati ben venti punti (sei vittorie e due pareggi), solo la capolista Brancaleone ha fatto meglio avendo guadagnato un punto in più. Il rammarico aver disputato un brutto girone di andata, solo diciassette i punti al giro di boa. Per la gara in riva al Tirreno comunque, mister Silvano dovrà fare a meno di Scattereggia e Carbone, entrambi squalificati. Pesante l'assenza del fantasista (Carbone) in forma smagliante, determinante nelle ultime gare.


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Sport

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Mammola, tre punti dopo la rissa Dopo la sospensione della gara contro il Gioiosa, il Mammola torna al calcio giocato e ai tre punti Arrivano altri tre punti per il Gioiosa Jonica, questa volta dal Giudice Sportivo, dopo che il difensore Murdocca ( sospeso dalla società fino al termine campionato) ha aggredito il direttore di gara , domenica scorsa nel derby della vallata del torbido a Gioiosa con i locali in vantaggio dopo una rete contestata di Papalia con il fischio del direttore di gara qualche secondo prima per un fallo dei difensori mammolesi sullo scatenato Tavernese . Il presidente del Mammola Salvatore Pazzano dopo la decisione in settimana della lega afferma “ Sono molto dispiaciuto della decisione del giudice sportivo , in quanto ha penalizzato un nostro calciatore Giuseppe Vallellonga squalificandolo fino al trenta giugno

malgrado il calciatore non fosse coinvolto nei fatti accaduti domenica scorsa questa è stata una vera ingiustizia. Come facilmente si può evincere dal filmato televisivo che durante questi giorni la televisione presente alla gara ha trasmesso. Quindi come società presenteremo il ricorso per evidenziare la realtà dei fatti. Gli uomini di mister Rocco Logozzo proseguono intanto il loro cammino e dopo 21 giornate rimangono ancora imbattute, ma avranno di fronte ancora 9 battaglie per portare a compimento il loro obiettivo quello della promozione che fino ad oggi la squadra gioiosana merita ampiamente per l'ottimo gioco messo in mostra e per i risultati ottenuti. Intanto ieri il Bianco è uscito sconfit-

CLASSIFICA GIOIOSA J. BIANCO POLISTENA MAMMOLA ANTONIMINA N. DELIESE LAZZARO MOTTA S.G.

47 42 40 38 37 35 35 33

GIORNATA 22

BENESTARNATILESE 31 29 SANGIORGESE 26 CAULONIA 22 SAN ROBERTO 22 REAL 16 S. CRISTINA 14 ACCIARELLO FALCHI MAROPATI 10

BENESTARNAT - SAN ROBERTO CAULONIA - S. CRISTINA LAZZARO - BIANCO FALCHI - MOTTA S.G. MAMMOLA - ACCIARELLO N. DELIESE - GIOIOSA J. POLISTENA - ANTONIMINA SANGIORGESE - REAL

2-0 4-3 2-1

1-0

to sul terreno di Lazzaro per 4 -3 un risultato rocambolesco che conferma comunque gli alti e bassi della squadra del presidente Carone che a questo punto dice quasi addio ai sogni di aggancio alla capolista. Oggi per i ragazzi del presidente Celestino Rossi grande opportunità per allungare ulteriormente in classifica, anche se contro la N. Deliese non sarà facile; il Gioiosa cercherà di continuare la sua striscia positiva ormai da record. I pianigiani invece sono alla ricerca di un piazzamento play off. Ritorna alla vittoria la BenestareNatilese di Peppone Amato e di Blefari che con un secco 2-0 rimanda battuto un discreto San Roberto. Il Mammola dopo i fatti di Gioiosa ha trovato ieri una buona vittoria contro un bel Acciarello che per 38 minuti è stato in vantaggio grazie alla prodezza di Aiello che con un gran calcio di punizione ha trafitto il giovane portiere Prestia. Al 38' ci ha pensato Lombardo migliore in campo insieme a Scali e Laarib a riequilibrare le sorti della gara, il difensore ha fatto tutto da solo sulla sinistra e poi dal limite dell'area con un bel diagonale ha trafitto il portiere reggino per il pareggio mammolese. Nella ripresa il Mammola è sembrato più determinato il solito Nicodemo Scali al minuto numero otto con una bella girata in area ha regalato la rete vittoria al mammola con il centrocampista mammolese che ha dedicato la rete

CONCORSO N 12

Regolamento - Le schedine possono essere convalidate GRATUITAMENTE, a fronte di un acquisto minimo solo presso il bar tabaccheria Rescigno di Gioiosa Jonica - Le giocate devono pervenire entro le ore 12.00 del sabato che precede le gare - In Caso di più 14 e 14 +1 il premio verrà estratto tra chi ne ha diritto (i pronosticatori non estratti avranno diritto a caffè per una settimana)

I premi 14+1: Cellulare Nokia C3 14 pronostici: Buono da E 60,00 spendibile presso Pneumatici Rescigno 13 pronostici: Cappuccino + Cornetto per una settimana 12 pronostici: 2 Aperitivi (Crodino) 11 pronostici: 1 Aperitivo (Crodino) Da 6 a 10 pronostici: 1 Caffè

Gare del 5 e 6 Marzo 1) SCALEA - GUARDAVALLE 2) PALMESE - ROCCELLA 3) N. GIOIESE - RENDE 4) BOVALINESE - ACRI 5) BRANCALEONE - CITTANOVESE 6) AFRICO - BAGNARESE 7) DAVOLI - TAURIANOVESE 8) RIZZICONESE - SAN LUCA 9) M. DI GIOIOSA - REGGIO SUD 10) GIOIOSA J. - BENESTARNAT 11) ANTONIMINA - FALCHI M. 12) BIANCO - CAULONIA 13) REAL - MAMMOLA 14) S. CRISTINA - POLISTENA 14 + 1) LOCRI - SIDERNO(RIS.ESATTO)

Viale delle Rimembranze, 160 Gioiosa Jonica (Rc)

Convalid

1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 14 + 1)

a

vittoria alla sua ragazza Giulia presente in tribuna. Il finale con L'Acciarello in avanti ma con il Mammola che ha controllato molto bene grazie all'ottimo reparto difensivo guidato da Commisso e Raschellà molto autoritari, i viola di mister Larosa in contropiede hanno sfiorato la terza rete con Laarib e Spatari. Oggi tute da seguire il resto delle gare di prima categoria soprattutto la super sfida Polistena Antonimina e Caulonia Santa Cristina con i ragazzi di mister Gianni Scigliano non vogliono fallire l'appuntamento con la vittoria tra le mura amiche del Dicone. Nicodemo Barillaro

Giudice sportivo, un anno al portiere Franco Un anno di squalifica, tanto sono costati gli isterismi che hanno rapito il portiere del Mammola Franco, in occasione della gara di domenica scorsa. Gioiosa - Mammola sospesa durante il primo tempo per un’aggressione all’arbitro dell’incontro. Franco, da quanto si legge nel comunicato del Giudice Sportivo, è reo di aver preso per il collo l’arbitro. Squalificato fino al 30 giugno, invece Vallelonga, anche lui colpevole di aver spintonato il direttore di gara, finito poi a terra. La gara, al momento d e l l a sospensione sull’ 10 a favore dei locali, è stata assegnata, a tavolino alla stessa compagine gioiosana.

Prima Categoria D

Il Monasterace in cerca di certezze Riprova oggi a Filogaso il Monasterace a ricominciare una nuova serie positiva dopo il ritorno alla vittoria di domenica scorsa al Bosco-Lombardo contro il Gimigliano. Un 3 a 0 firmato dalle reti di capitan A. Zannino e degli under, Cavallaro e De Leo, che hanno consentito oltre che di interrompere la serie negativa che durava da tre giornate nelle quali la formazione di mister Condemi è uscita dal terreno di gioco senza punti, anche di acciuffare in graduatoria l'ultima antagonista, con la quale peraltro si è in vantaggio, visto che in terra catanzarese il risultato è stato positivo per i padroni di casa che hanno trionfato per 3 a 1. E la rete messa a segno a Gimigliano da Schiavone fa pesare l'ago della bilancia a favore dei ragazzi cari al presidente Zannino, nel caso le due formazioni dovessero terminare la regular season a pari punti. Un' affermazione piena che è servita pure per fare un salto triplo in graduatoria, in virtù delle sconfitte di altre rivali, nello specifico Petrizzi e Badolato, l'altra come detto era l'ultima antagoni-

sta (Gimigliano) ospitata sul terreno di contrada Bua. Ora il quint'ultimo posto occupato appunto dal Petrizzi è a due lunghezze. Il girone di ritorno era iniziato con una vittoria interna, battuta la N. Limbadi, a cui era seguito il pareggio esterno con la N. Filadelfia, gara giocata in campo neutro a Santa Maria di Catanzaro. Adesso si dovrà dare continuità al risultato positivo, fin dalla gara odierna nel secondo consecutivo scontro diretto, visto che la formazione del vibonese ha gli stessi punti del Monasterace. Sarà il quarto confronto stagionale, all'andata Coniglio e compagni si sono imposti con un perentorio 3 a 0. Doppio confronto in Coppa Calabria nei quarti di finale. Pareggio interno, mentre poi in terra vibonese un 2 a 1 che ha consentito ai ragazzi cari al factotum “Turi” di approdare alla semifinale della competizione. Mercoledì prossimo 2 marzo gara di andata a Polistena, il 16 dello stesso mese ovviamente a campo invertito, retour match. Ma è meglio fare un passo alla volta è pensare al campionato.


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Cacio e sociale

Scuola Calcio Gioiosa, piovono borse di studio Il 21 Marzo prossimo verrà presentato il progetto che vede l’assegnazione di oltre 100 borse di studio Continuano le iniziative a favore dei ragazzi, grazie alla scuola calcio Us Gioiosa Jonica, che insieme al comune e alla partnership della Provincia di Reggio Calabria, hanno istituito più di 100 borse di studio da distribuire ai ragazzi della scuola calcio, 3 alle scuole calcio del territorio che si iscriveranno e parteciperanno al torneo del 13 Marzo e una alla scuola media del comune gioiosano. Il progetto rientra in una serie di iniziative, con base triennale, che prevedono la tutela della corretta crescita dei bambini. Dopo "Sosteniamoci" questa è un'altra iniziativa nata dall'idea di Domenico Rescigno, attivissimo responsabile della scuola calcio Us Gioiosa(coadiuvato da Luigi Demartino nell’organizzazione del progetto), attento oltre che al calcio giocato, anche alle problematiche sociali, che spesso affliggono la gente, e di riflesso anche

i bambini del nostro territorio. Il progetto si dividerà in tre fasi. La prima, prenderà il via già il 13 Marzo. Infatti, un torneo, che celebrerà la ricorrenza dei 150

dell'unità d'Italia, prevede la partecipazione di qualunque scuola calcio voglia aderire (per informazioni potete contattare il responsabile Domenico Rescigno

al 339-7699361), assegnerà le prime tre alle migliori classificate, per un totale di 1.000,00 euro. Il torneo, che si svolgerà in'unica giornata infatti metterà a confronto le tante scuole calcio esistenti nel comprensorio creando la base per una futura collaborazione tra le scuole. Poi, la presentazione, prevista per la giornata del 21 marzo, che vedrà la presenza, oltre che delle Istituzioni, con a capo l'assessore Provinciale allo Sport Attilio Tucci, Rocco Agrippo, Antonio Scali, l'assessore regionale Candeloro Imbalzano, le amministrazioni comunali della zona, quella del responsabile e organizzatore del progetto con un gruppo di partner privati che hanno sposato l'iniziativa, e di un grande calciatore che milita in una grande societa' professionistica, il cui nome sara' comunicato a breve. Il torneo dovrebbe prevedere

anche la presenza di Monsignor Morosini, vescovo di Locri, che benedirà la manifestazione. Anche le scuole poi, sono chiamate in causa; infatti un'altra borsa di studio sarà assegnata alla scuola Media di Gioiosa Jonica. Gli alunni, infatti, saranno protagonisti dovendo svolgere un tema a scelta tra le tre tracce che verranno proposte, che saggeranno i loro propositi di crescita culturale e sociale. I tre vincitori, oltre a ricevere un premio, avranno anche diritto a uno stage di un giorno presso la redazione de "La Riviera", testata giornalistica partner dell'iniziativa. L'assegnazione delle restanti borse di studio, avverrà a favore di 100 bambini, iscritti alla scuola calcio, che saranno premiati, a seconda di alcuni requisiti (che verranno resi noti in occasione della conferenza stampa). Peppe Rit

Scuole Calcio

Scuole Calcio

Il giovanissimo De Leo verso il Visita alla scuola calcio sidernese di Attila Malfatti, mister dei giovanissimi della Juventus Benfica

Un mister targato Juve per i bambini dell’Accademy Arti Marziali

Accademia Depaim, successi anche a Velletri Grande successo dell'Accademia arti marziali e kickboxing, diretta dal professore Giuseppe Cavallo, al campionato nazionale di combattimento sportivo del settore kickjitsu FIKBMS e arti marziali vietnamite della WTKA. Nell'efficiente palazzetto dello sport di Velletri, in provincia di Roma, dove erano stati posizionati ben dieci quadrati di gara, considerata la presenza di oltre 1.200 atleti, gli atleti del dottore Cavallo hanno ottenuto piazzamenti prestigiosi in tutte le categorie e classi di gara nonché nel combattimento armato. Straordinarie le prestazioni di: Carlo, Micaela e Silvia Cataldo, tre gemelli che hanno mostrato una classe e una tecnica che ha suscitato l'ammirazione generale; Domenico Panetta e Pierangelo Perrucci Tundo, che hanno eliminato tutti gli avversari, evidenziando delle doti tecnico - atletiche eccellenti e si sono dovuti scontrare nella finale dove ha prevalso il primo; Greta Garelli, che ha ottenuto il primo posto nella categoria femminile e il secondo in quella mista, superando molti avversari di sesso maschile; Matteo Renna, primo classificato, che ha sbaragliato tutti gli avversari

trovandosi di fronte il compagno di palestra, Giuseppe Romanello; Antonio Congiusta, che alla sua prima esperienza assoluta in un torneo nazionale, ha vinto il primo posto; Rosanna Fuda, Giovanni Briguglio, Domenico Legato e Dario Riggio, che hanno combattuto benissimo e sono stati superati, nella finale; Debora Palumbo, che ha dimostrato una tecnica eccellente classificandosi prima; Valeria Crucitti, seconda in varie categorie. Ottima la prestazione di Rocco Garelli junior, nel combattimento armato e bene hanno fatto anche i due gemelli Angelo e Rocco Garelli, Maria Spanò, Andrea Palumbo e Andrea Gerace. Da evidenziare, infine, l'impeccabile e professionale comportamento dei presidenti di giuria e degli ufficiali di gara, che hanno operato sotto l'attenta supervisione del maestro Mastrulli, responsabile del settore vietnamita FIWUK - WTKA. Per la grande e storica vittoria ottenuta, al maestro Cavallo sono giunti i complimenti sia da parte del presidente del CONI Praticò, sia dell'assessore provinciale allo sport Tucci, oltre che dal presidente del CONI provinciale, Filocamo.

Si è svolta a Siderno, lunedì 21 febbraio 2011, la terza visita ufficiale della stagione 2010-2011 a cura della National Academy Juventus presso l'ASD Football Five Siderno'94, prima ed unica società dilettantistica della provincia reggina ad essere affiliata ufficialmente alla Juventus Soccer School. L'allenatore dei Giovanissimi della FC Juventus, mister Malfatti, ha fatto visita all' Academy Juventus di Siderno sotto l'occhio vigile di una moltitudine di genitori giunti a Siderno da ogni parte della Locride al fine di osservare la seduta d'allenamento dei propri bambini diretta magistralmente dal tecnico juventino. La prima parte dell'allenamento ha visto protagonisti i bambini appartenenti alla categoria ESORDIENTI, allenati da mister Carlo Romeo, i quali sono stati sottoposti ad una serie di esercitazioni tecniche e test atletici di

particolare intensità. A seguire, è stato il turno dei bambini delle categorie PICCOLI AMICI e PULCINI, allenati rispettivamente da mister Francesco Falotico e mister Raffaele Iannopollo, i quali hanno partecipato a giochi ed esercizi molto divertenti e coinvolgenti. Al termine della seduta d'allenamento, mister Malfatti con la dirigenza dell'ASD Football Five Siderno '94 (Presidente Andrea Racco, Ds Lello Roberto, Responsabile tecnico Boris Campo e addetto stampa Pasquale Archinà) hanno incontrato i genitori dei bambini presso la sede dello Juventus Club Doc Siderno "Gianluca Pessotto" per esporre loro con estrema competenza le linee guida e gli obiettivi del progetto Juventus Soccer School. Appuntamento a tutti ai primi di aprile quando avrà luogo la quarta visita ufficiale della stagione.

Potrebbe essere portoghese il futuro del giovanissimo attaccante Lorenzo De Leo, attualmente nel settore giovanile del Catanzaro. Causa i gravi problemi societari del sodalizio calabrese, il giovane ha avuto modo di gravitare nel giro della Prima Squadra. E'il Benfica la squadra che ha posato gli occhi su di lui. De Leo, assistito dal manager calabrese Domenico Mafrica, è stato osservato da un emissario della società portoghese, convincendo lo stesso osservatore. Nei prossimi giorni, il manager del ragazzo e il Benfica potrebbero definire la trattativa.


Provincia Reggio Calabria

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Newsletter informativa

Provincia: un sostegno per l’accesso al credito e lo sviluppo delle PMI “Rilancio degli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese nell’ambito di tutto il territorio provinciale e possibilità, per le stesse, di diversificare il proprio business favorendo dinamiche occupazionali”. Con questo importante obiettivo, il settore Attività Produttive della Provincia di Reggio Calabria, in collaborazione con Fidart Calabria (Consorzio Fidi Unitario dell’artigianato Calabrese), ha elaborato un progetto per facilitare l’accesso al credito delle piccole imprese. Gli Istituti di credito convenzionati, allo scopo, con la Provincia di Reggio e con Fidart Calabria, già in questa prima fase di sviluppo del progetto, sono la Banca Popolare del Mezzogiorno, la Carime e l’Unicredit. Il progetto che la Provincia intende sviluppare attiva un plafond di 14 milioni ed 824 mila euro. “Le agevolazioni di questo progetto fortemente voluto e finanziato dalla Provincia –ha evidenziato l’Assessore alle AttiSINTESI PROGETTO vità Produttive, Antonio Scali- riguardano il *Per la realizzazione del progetto, la Conpossibile ottenimento, venzione prevede la partecipazione della da parte delle piccole Provincia di Reggio Calabria, di Fidart imprese attive ed ubiCalabria e di tre Istituti di Credito (Banca cate nell’ambito del Popolare del Mezzogiorno, Carime e Uniterritorio provinciale, credit) con una rete di sportelli sufficientedi una garanzia di mente ampia sul territorio; copertura -che sarà *I beneficiari sono le Piccole e Medie rilasciata da Fidart Imprese in attività (per come previsto Calabria- fino al 70% dalla normativa europea); del capitale erogato *Le agevolazioni riguardano soltanto la dalla banche in congaranzia sino al 70% del capitale erogato venzione con l’Ente dalle banche convenzionate, sino ad un Provincia”. massimo di 200.000 euro, con limite di “Il finanziamento bandurata di 84 mesi e senza l'obbligo di cario attivabile –ha garanzie patrimoniali da parte delle continuato l’Assessoimprese; re Scali- può arrivare *Intervento di FIDART Calabria con propri fondi per 100.000 euro che, insieme al fino a 200.000 euro, da fondo della Provincia di Rc, vanno a costirestituire entro 7 anni, tuire un plafond di 14.824.000 euro per a tasso agevolato e investimenti; senza l’obbligo di for*Per gli investimenti superiori ai 200.000 nire garanzie patrimoeuro, Fidart garantirà il capitale con il proniali da parte delle prio Fondo Consortile; aziende. Per finanzia*Eliminazione dei costi delle spese per menti superiori ai l'attuazione della Convenzione; 200.000 euro, Fidart *Realizzazione di un efficace Piano di Calabria garantirà il comunicazione dell'iniziativa, con il coincapitale con il proprio volgimento delle Banche aderenti alla fondo consortile”. Convenzione; Un sincero ringrazia*Presenza di un rappresentante della Promento alle Associavincia di Reggio Calabria nel Comitato zioni di categoria Tecnico per il rilascio della garanzia degli artigiani ed alle fideiussoria; Banche l’ha formula*Fare emergere energie imprenditoriali to il Presidente della inespresse sulla base della bontà del proProvincia, Giuseppe getto da finanziare superando l'ostacolo delle garanzie patrimoniali; Morabito, il quale, *Rilancio degli investimenti su tutto il tervalorizzando l’imporritorio provinciale con la possibilità di tanza della collaboradiversificare il proprio business, favorendo zione sviluppata ha dinamiche occupazionali; rimarcato come *Analisi del contesto da parte del settore “risulta evidente che attività produttive della Provincia di Regcon il finanziamento di gio Calabria con l'indicazione dei possibili questo progetto, in un investimenti innovativi. periodo di crisi come l’attuale, la Provincia ha inteso facilitare l’accesso al credito delle imprese, alleviando il rischio nei confronti del sistema bancario, con un ruolo anticiclico importante, al fine di salvaguardare la competitività ed i livelli occupazionali”. Il modello di domanda per la presentazione delle pratiche sarà reperibile, già nei prossimi giorni, presso le Associazioni di categoria e le banche convenzionate o scaricabile dal sito internet della Provincia (www.provincia.rc.it) o da quello di Fidart Calabria.

NELLAFOTO GIUSEPPE MORABITO E ANTONIO SCALI

O fferte e domande

DAI MERCATI ESTERI

OFFERTE

DOMANDE

Settore: Caffè Paese: Macao Azienda offre caffè verde in chicchi, torrefatto.

Settore: Mangimi ecologici Paese: Spagna Azienda cerca granturco, soia, piselli e fave.

Settore: Pesce d'allevamento Paese: Norvegia Azienda offre salmoni e trote salmonate intere, a filetti e a porzioni, fresche o congelate.

Settore: Olio e grassi Paese: Taiwan Azienda cerca produttori di sansa di olio d'oliva.

Settore : Cocco Paese : Vietnam Azienda offre noci di cocco fresche.

Settore: Frutta fresca Paese: Paesi Bassi Azienda cerca 24 t di frutta fresca, mele, arance.

Settore : Funghi secchi Paese : Polonia Azienda offre funghi secchi confezionati.

Settore: Ortofrutticolo Paese: Romania Azienda cerca patate fresche, cipolle, carote, frutta e verdura.

Settore: Rubinetteria Paese: Taiwan Azienda offre rubinetti per bagno e cucina, soffioni doccia e accessori per il bagno.

Settore: Bevande Paese: Giappone Azienda cerca birra di malto italiana.

Settore: Articoli sanitari Paese: Hong Kong Azienda offre articoli sanitari, accessori e arredo bagno. Settore: Attrezzature da giardino Paese: Regno Unito Azienda offre carriole. Settore: Attrezzature agricole Paese: Cina Azienda offre spandiconcime. Settore: Macchine agricole usate Paese: Romania Azienda offre macchina seminatrice mais a 4 fila. Settore: Legname Paese: Regno Unito Azienda offre tronchi e legname segato.

Settore: Enogastronomico Paese: Canada Azienda cerca prodotti alimentari e vini di qualità medio-alta. Settore: Agroalimentare Paese: Giappone Azienda cerca formaggi grattugiati, pomodori pelati a pezzetti in tetrapak, olio di semi di girasole in PET da 1 lt. Settore: Segatrici Paese: Uruguay Azienda cerca squadratrice circolare per tronchi di diametro 30cm, sega circolare multipla per tronchi di diametro 12cm; linea semi-automatica per la produzione di pallets. Settore: Materiale da ferramenta Paese: Portogallo Azienda cerca produttori di viti, ferramenta per mobili, materiale elettrico e di fissaggio.


PALAZZO FOTI REGGIO CALABRIA

F iere

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in Italia

SAMOTER - 28° Salone Internazionale Triennale Macchine Movimento Terra, da Cantiere e per l'Edilizia - Verona - dal 2 al 6 marzo, organizzatore: Veronafiere, www.samoter.com NAUTICSUD 2011 - Salone Internazionale della Nautica - Napoli - dal 12 al 20 marzo, organizzatore: Editalia srl, www.nauticsud.info FILO 2011 - 35° Salone Internazionale di Filati e Fibre per Tessitura - Milano dal 15 al 16 marzo, organizzatore: AssoServizi Biella srl, www.filo.it LEGNO & EDILIZIA - Mostra Internazionale sull'Impiego del Legno nell'Edilizia - Verona - dal 17 al 20 marzo, organizzatore: Piemmeti s.p.a., www.legnoeedilizia.com COSMOPACK 2011 - Salone Internazionale del Packaging - Bologna - dal 18 al 21 marzo, organizzatore: SoGeCos s.p.a., www.cosmoprof.com MECSPE 2011 - Fiera Internazionale della Meccanica Specializzata e dell'Industria Manifatturiera - Parma - dal 24 al 26 marzo, organizzatore: Senaf srl, www.mecspe.com COMOCREA Textile Design Show-Fiera Internazionale di Tessuti per Abbigliamento e Arredamento, Filati e Merceria - Cernobbio (CO) - dal 20 al 21 marzo, organizzatore: Villa Erba s.p.a., www.villaerba.it

F iere

all’estero

CORROSION PROTECTION COATINGS 2011 - Salone Internazionale della Protezione contro la Corrosione e dei Rivestimenti - Minsk (Bielorussia) - dal 22 al 25 marzo, organizzatore: MinskExpo JSC, www.minskexpo.com EXPOFOREST 2011 - 9^ Fiera Internazionale Industria Forestale, Legno & Tecnologia - Santa Cruz (Bolivia) - dal 23 al 26 marzo, organizzatore: Fexpocruz, www.fexpocruz.com.bo EMAQH 2011 - Fiera Internazionale di Macchine Utensili, Ferramenta e Strumenti correlati - Buenos Aires (Argentina) - dal 25 al 30 marzo, organizzatore: AAFMHA, www.emaqh.com ALIMENTARIA & HOREXPO LISBOA - Salone Internazionale dell'Alimentazione, Ospitalità e Tecnologia per l'Industria Alimentare - Lisbona (Portogallo) - dal 27 al 30 marzo, organizzatore: Alimentaria Exhibitions S.A., www.alimentariahorexpo-lisboa.com BOSTON GIFT SHOW - Fiera Internazionale Fabbricanti & Venditori all'ingrosso di Regali - Boston (Stati Uniti d'America) - dal 27 al 30 marzo, organizzatore: Urban Expositions, www.bostongiftshow.com MOTEXHA - Fiera Internazionale di Abbigliamento - Dubai (Emirati Arabi Uniti) - dal 29 al 31 marzo, organizzatore: IIR Middle East, www.motexhaonline.com

OFFERTE

DOMANDE

Settore: Mobili per giardino Paese: Svizzera Azienda offre mobili da giardino dal design moderno in materiale sintetico di vimini, in tessuto nautico, in alluminio spazzolato e acciaio inox.

Settore: Infissi Paese: Grecia Azienda cerca infissi in legno e alluminio.

Settore : Sedute da ufficio Paese : Stati Uniti Azienda offre sedie da ufficio anche ergonomiche. Settore : Tessile Paese : India Azienda offre prodotti di cotone, filati e vari tipi di tessuti. Settore: Trapunte per il letto Paese : Australia Azienda offre copripiumini con strato superiore intercambiabile. Settore: Reti anti-insetto Paese: Cina Azienda offre schermo porta/finestra anti-insetto, baldacchini, tende da campeggio e contenitori anti-insetto per alimenti ed indumenti. Settore: Tubetti in plastica Paese: Hong Kong Azienda offre tubetti in plastica estrusa PE per uso cosmetico. Settore: Confezioni in plastica Paese: Cina Azienda offre confezioni in plastica trasparente in PVC/PET/PP di vario formato e per usi differenti anche con stampa lenticolare 3D.

Settore: Ferramenta Paese: Giappone Azienda cerca tenaglie. Settore: Porte Paese: Arabia Saudita Azienda cerca produttori di porte cave in acciaio inox. Settore: Impianti Paese: Libano Azienda cerca impianti per la produzione di blocchi di cemento. Settore: Piastrelle Paese: Canada Azienda cerca mosaico, ceramica, porcellana, pietre e piastrelle. Settore: Rivestimenti d'interni Paese: Croazia Azienda cerca ceramica per rivestimenti, parquet, laminati e prodotti idro-sanitari. Settore : Prodotti chimici Paese : Libano Azienda cerca produttori di pesticidi e polverizzatori in acciaio inox per l'agricoltura. Settore: Oreficeria Paese: Portogallo Azienda cerca articoli di gioielleria ed oreficeria.

Per informazioni su offerte e domande pubblicate potete contattare il Trade Point Calabria all’email tradepoint@provincia.rc.it

G are d’appalto internazionali Paese Gara: Svizzera Titolo: Porte in legno Descrizione: Porte interne in legno incluse di intelaiature Scadenza: 04/03/2011

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Paese Gara: Irlanda Titolo: Sacchi di plastica riciclata per rifiuti Descrizione: Fornitura di sacchetti di plastica riciclata per la raccolta differenziata dei rifiuti secchi riciclabili. (CPV: 19500000) Scadenza: 15/03/2011 Paese Gara: Belgio Titolo: Indumenti professionali Descrizione: Indumenti ad uso professionale, indumenti speciali da lavoro e accessori Scadenza: 30/03/2011

Le

nostre sedi

REGGIO CALABRIA Località Spirito Santo Via Sant’Anna- II Tronco Tel 0965 364479 - Fax 0964 793111 tradepoint@provincia.rc.it LOCRI Circondario della Provincia di RC Via 1° Maggio,88 Tel 0965 364479 - Fax 0964 793111 tradepoint@provincia.rc.it Newsletter realizzata a cura del Trade Point Calabria


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CULTURA STORIA MERIDIONALISTA DELLA LETERATURA CALABRESE. VIII

Il secolo di Tommaso Campanella PASQUINO CRUPI

Possiamo cominciare così. Il Seicento è un secolo assai complesso: tanto complesso che la storiografia non è ancora pervenuta a conclusioni concordi. Vorrei subito ricordare che Benedetto Croce nella sua poderosa Storia dell’età barocca in Italia aveva connotato il Seicento come il secolo del Barocco, e questa connotazione lasciava fuori problemi e questioni, destinati successivamente ad emergere. In definitiva, del Seicento il Filosofo dello Spirito considerava il pensiero filosofico e storico, la poesia e la letteratura, la vita morale. E non c’è dubbio che il Croce e i crociani guardavano al Seicento come al secolo della decadenza. Un po’ prima, assai prima pesa sul Seicento, secolo dello sfarzo esteriore e del vuoto interiore, la rappresentazione negativa che il Manzoni ne fa ne I promessi sposi. Più recentemente, Rosario Villari ha realizzato un volume dal titolo L’Uomo barocco (Laterza, Bari 1991). In questo ampio e rigoroso saggio antologico l’orizzonte è spostato dalla cultura del secolo alle “istituzioni, ideologie, mentalità e strutture sociali”1, e il Seicento ci viene innanzi come il secolo del ribellismo, e dell’inquietudine, della transizione, come “un’epoca di accelerazione delle trasformazioni” (2). Sfilano nell’antologico saggio la figura dello statista, del soldato, del finanziere, del segretario, del ribelle, del predicatore, del missionario, della religiosa, della strega, dello scienziato, dell’artista, del borghese. Il Seicento è un secolo che ricomincia dalla sconfitta del secolo precedente. Il Cinquecento, infatti, si può qualificare come il secolo della sconfitta: la Riforma di Martin Lutero ha il suo contrario nella Controriforma, Huldreich Zwingli, che operò in Svizzera, pagò con la vita lo sforzo di novità. E assai pesante fu la sconfitta degli anabattisti nel cui programma c’erano forti tensioni sociali. Schiacciate furono pure le correnti ereticali italiane e calabresi. Il XVII secolo eredita dal secolo precedente la crisi della riforma religiosa e, in un certo senso, anche dell’aspirazione ad una vita migliore. Secolo inquieto, che non promuove però nessun progresso. È il secolo delle grandi guerre, è il secolo in cui la cultura, nel suo insieme, assolve ad una funzione conservatrice e reazionaria. E la poesia, se proprio vogliamo ricorrere ad una terminologia moderna, è poesia d’evasione, di fuga dai problemi reali. Non si può dire che la letteratura italiana abbia sempre avuto questa spinta a fuggire dalla realtà. Vocazione, peraltro, non episodica e antica.

umanista di Taverna dove visse e morì nella seconda parte del Seicento. Il Della Valle è autore di due raccolte poetiche: le Rime, pubblicate a Roma nel 1618, e le Lettere delle Dame e degli Eroi, che videro la luce a Venezia nel 1622. Benedetto Croce ne fa menzione nel suo Lirici marinisti (Laterza, Bari 1910). Poeta marinista nel significato estremo della parola non lo fu. Solo le antitesi concettuali lo qualificano come poeta barocco, che procede dalla lezione di Francesco Petrarca. Né metafore né iperboli abbondano nel suo registro poetico. Marinista estremo fu, viceversa, il Monizio, autore di due poemetti, La Talia (Napoli 1647) e Il Vesbo furioso (Ivi, 1647). Nei quali dà piena dimostrazione di essere centrale rispetto ai due maggiori canoni del marinismo: la rappresentazione di temi, mai prima sfiorati dalla letteratura

Gli intellettuali napoletani e calabresi introdussero la nuova scienza nel vecchio regno di Napoli con le opere di Cartesio, Leibniz, Newton e Galilei. E il sardo Carlo Buragna e il cosentino Pirro Schettini mandarono in frantumi la gonfia poesia barocca.

La poesia barocca in Calabria In questa sede – voi lo capite – a me non tocca fare un discorso puntuale sulla poesia barocca. Mi tocca, semmai, l’obbligo di dirvi che alla scuola, divenuta asfissiante corte, di Giambattista Marino si segnalano poeti barocchi calabresi di buona qualità, come il misurato Francesco Della Valle, nato ad Aiello Calabro negli ultimi anni del XVII secolo e morto a Cosenza, forse dopo il 1627, e lo smisurato Cesare Monizio, medico

DA SINISTRA BENEDETTO CROCE

E

ANTONIO PIROMALLI

italiana, come il neo, il guanto, il salasso, il fazzoletto, l’oriolo, la lucciola, la pulce, i pidocchi, il vino, e il rovesciamento ironico dei grandi poemi dei poeti classici. Così è La Talia, poemetto, intonato al vino. Così è Il Vesbo furioso, che rifà il verso all’Orlando furioso. Né alcuno aveva osato interrompere il pudore della letteratura italiana in fatto di sesso, che è cantato sempre come amore: il primo impasto sessuale, senza l’anticamera del matrimonio, si ha nell’Orlando furioso. C’è, però, qui il fatto, l’unione di Medoro e Angelica, ma non la descrizione del fatto. Un prete di Aprigliano, Duonnu Pantu, vissuto nel XVI secolo, scrive il poema degli organi genitali. Cosa del tutto straordinaria sol che si pensi che il poema è genere letterario alto, destinato a illustri eroi dei quali vengono cantate le gesta. I due poemetti – ma non vor-

rei urtare i sentimenti dei lettori – La cazzeide e La cunneide sono pubblicati per la prima volta da Luigi Gallucci nel 1896 a Castrovillari nella raccolta Poesie Calabre. Gli studiosi di Duonnu Pantu – da Piromalli agli altri – animati da spirito ghibellino, hanno esaltato in Lui il poeta- sacerdote che rivendica la libertà della carne contro l’occlusione secolare del corpo. L’errore di ottica è evidente: i due poemetti sono incorniciati dalla poetica del barocco, poetica dello sbalordente e dello stupefacente. Il movimento è verso lo sbalordente e lo stupefacente, e lo strumento è la materia oscena. Nel solco della tradizione cinquecentesca si svolge Scipione Pasquale, nato a Cosenza nel 1580, e morto a Casale di Monferrato, nel 1624. Le Rime e prose di Scipione Pasquale, scritte nel periodo romano, videro la luce soltanto nel 1703 (ora Soveria Mannelli 2005) ad opera di Niccolò Amenta, che vi premise un ritratto biografico dell’Autore. Vi si legge visibilissimo un marinista purgato. Scipione Pasquale, che non ha dimenticato il Petrarca, letto negli anni dell’adolescenza, è un conseguente e rigoroso seguace di mons. Giovanni Della Casa. Scrisse pure in lingua latina una Storia della guerra di Monferrato. Come vedete, i letterati calabresi, per nulla slegati da quel che succede altrove, sono presenti nella poesia barocca. Questo è importante sottolineare. Anche se non è stato sottolineato.

La reazione antimarinista E passiamo ad altro. Dall’Italia meridionale, dalla Calabria, da Napoli da dove si era issato Giovambattista Marino, parte, nella seconda metà del Seicento, il moto di reazione contro le forme tronfie del barocco, che avevano invaso prosa e poesia. Ad opera di un folto gruppo d’intellettuali napoletani, come Francesco D’Andrea, Leonardo di Capua, Giovanni Alfonso Borrelli, e d’intellettuali calabresi, come Gregorio Caloprese, Gaetano Argento, Serafino Biscardi, Tommaso Cornelio la nuova scienza penetra nel vecchio regno di Napoli con l’introduzione delle opere di Cartesio, Gassendi, Leibniz, Newton, Galilei. Né stette ferma la cultura letteraria. I calabresi Pirro Schettini e Carlo d’Aquino, il sardo Carlo Buragna (Cagliari 1634-Napoli 1679) produssero nella poesia lo stesso urto antibarocco e antimarinista della cultura scientifica. “E perciò nella prosa (come contemporaneamente nel verso col Buragna e con lo Schettini, e con la ricezione dell’Arcadia) ripresero a modello i toscani o, se usarono il latino, lo ricondussero alle migliori fonti; e molti cominciarono a scrivere in stile andante e di conversazione, avendo l’occhio unicamente all’ordine e alla chiarezza” 3. Dunque, tra i protagonisti attivi del rientro nella poesia classica un posto di primaria importanza spetta al cosentino Pirro Schettini. E scusate se è poco.

NOTE 1 R. Villari, Introduzione a L’Uomo barocco (Laterza Bari 1991), p. XIII. 2 Ivi, p. XIV.


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CULTURA LIBRI: “ IL MIRACOLO SCIPPATO” DI MARCO PIVATO

CANTAMI O DIVA (MA IN DIALETTO)

C’

era una volta una nazione all’avanguardia nei settori della informatica, del petrolchimico, del nucleare e della medicina. Una classe politica mediocre e servile, insieme agli interessi contrastanti degli Stati Uniti, ha determinato negli anni 60 del secolo scorso, l’interruzione degli esperimenti di Adriano Olivetti, di Enrico Mattei, di Felice Ippolito e di Domenico Marotta. L’Italia sta tuttora pagando le conseguenze del ritardo in questi settori strategici. I quattro eroici personaggi, ostacolati, uccisi o processati dallo Stato che avevano fatto progredire ed emancipare, sono i protagonisti del libro edizione Donzelli. Adriano Olivetti è l’imprenditore illuminato che intende conciliare capitalismo e socialismo i quali separatamente si erano dimostrati incapaci di rispondere ai bisogni dell’uomo. Egli unisce l’interesse dell’impresa e quello dei lavoratori per i quali realizza case, asili, attività culturali, integrando persino le prestazioni sanitarie pubbliche. Per questo è visto con diffidenza dagli industriali tradizionali. L’ingegnere Olivetti, oltre ad essere anticonformista per natura, è anche lungimirante: in collaborazione con l’università di Pisa produce nel 1959 l’Elea 9003, il primo calcolatore a transistor commerciale della storia che alla fiera campionaria di Milano vince il premio Compasso d’oro per il design. E’ il primo calcolatore al mondo interamente transistorizzato , ed è concepito per la produzione in serie. I successi informatici della Olivetti subiscono un duro colpo il 9 novembre 1961 quando Mario Tchou, il geniale ingegnere del laboratorio di ricerche elettroniche Olivetti, pioniere dell’informatica italiana, muore in uno scontro con un camion. L’incidente suscitò dubbi sull’esistenza di un complotto per uccidere Tchou, considerato il contesto politico nazionale e internazionale. L’azienda italiana stava facendo concorrenza agli Stati Uniti che miravano al monopolio in un settore importante dal punto di vista militare e civile. Inoltre, l’ingegnere Tchou, di origini cinesi, era stato contattato dalla ambasciata della Cina che era interessata a sviluppare studi sui calcolatori. Il computer P101 realizzato nel 1965 dall’ing. Pier Giorgio Perotto è l’ultimo gioiello della Divisione elettronica dell’Olivetti (Deo). Considerate le sue dimensioni ridotte e il suo prezzo, circa due milioni, rappresenta il primo personal computer della storia. Dopo la morte di Adriano Olivetti, le società pubbliche e private che subentrano nella proprietà dell’azienda cedono

ITALIA PASQUALE FAVASULI

In alto: Adriano Olivetti. In basso: Enrico Mattei

Italia eri grandi e pulita, ma d'acchjdunu tu fusti docchjàta! Cumanda a tutti parti 'a malavita, no 'nc'è città chi non è ddrogata!

Sangue e manette contro il progresso scientifico la Deo alla General Eletric. E’ la fine della gloriosa avventura informatica italiana. Il 27 ottobre 1962 si conclude il sogno di Enrico Mattei il cui contributo alla indipendenza energetica e alla formazione del polo petrolchimico, consentono all’Italia di fare parte dei paesi più industrializzati del pianeta. La vicenda del nucleare italiano è altrettanto travagliata. La ricerca in questo campo, promossa dal fisico Enrico Fermi che si trova in America, è sostenuta particolarmente dal suo collega Edoardo Amaldi e dall’ing. Felice Ippolito che dirige il Centro informazioni studi ed esperienze (Cise), una società senza scopo di lucro che intende favorire lo sfruttamento industriale dell’energia nucleare, diventerà segretario del Comitato nazionale per l’energia nucleari (Cnen), Il Cise, che è composto da aziende private, è contrario alla nazionalizzazione dell’energia elettrica che avverrà nel 1962 con la costituzione dell’Enel. Ippolito diventa consigliere dell’Enel e mantiene la carica nel Cnen. Nel giro di pochi anni, dal 1962 al 1964 vengono costruite tre centrali nucleari che pongono l’Italia al terzo posto fra le potenze occidentali per produzione di energia elettrica da fonte atomica, dopo Gran Bretagna e Stati Uniti. Nasce subito un dissidio tra il Cnen di Ippolito che spinge sul nucleare e l’Enel che è contraria. Il leader del Partito socialista democratico Giuseppe Saragat appoggia l’Enel e attacca Ippolito, accusandolo di dilapidare il denaro pubblico. Dalle accuse politiche all’intervento della magistratura che arresta Ippolito, il passo è breve. Anche in questa occasione si ipotizza l’intervento statunitense per favorire le multinazionali del petrolio e bloccare la tecnologia nucleare in un paese troppo condizionato dai partiti di sinistra e per questo a rischio. Un anno dopo, nel 1964, viene ingiustamente arrestato anche Domenico Marotta, che aveva commesso solo degli illeciti amministrativi per sveltire la burocrazia dell’Istituto superiore di sanità che sotto la sua guida erano diventato leader nella produzione farmaceutica e nella ricerca terapeutica. Anche in questo caso la burocrazia, unita alla miopia di alcuni politici e di alcuni magistrati italiani, saranno determinanti per bloccare lo sviluppo scientifico.

In alto: Felice Ippolito In basso: Giuseppe Saragat

Ora lejìmu sempri brutti fatti, e ssimu chjìni ggià cchjù d'i 'na butti! Si guvemata, Italia, 'i ggenti matti, vidi sempri li stessi farabutti. 'Sti guvemanti toi nui 'ndi scialamu, 'ndi dassanu 'i facimu chi volimu: licenza 'i mmazzamu e 'i rrobbamu, abbasta però dopu 'i 'ndi pentimu! Pòvara Italia undi tu rrivasti... Pòvara tia 'nda cchi mani cadisti! Tu tanti belli figghj stramandasti, e dda virgogna 'u pettu non ti pisti. Tu eri 'nu giardinu chjìnu 'i hjuri, ma ora ti vindisti pe' dinari! Perdisti tuttu: 'a facci e ll'onùri, cosi chi non si ponnu rriparari. Italia, Italia chi ti pozzu fari, si ttuni no 'ndai ricchj pe' sentiri? 'Ndi fai gghjuttìri gròmuli amari, cu' Cavalieri a festini tutt'i siri!

PASQUALE FAVASULI (Africo 23 novembre 1936) pubblica nel 2003 la sua prima raccolta di poesie in lingua dialettale Non sacciu comu faci stu mundu pe' mi gira presso l'importante editore Luigi Pellegrini di Cosenza . Analfabeta come Mastru Brunu, la poesia gli venne dal cuore. L'occhio suo s'aggira nella realtà, e la descrive con grande precisione. Temi paesani e temi nazionali s'intrecciano. Non risparmia davvero il mondo politico, il mondo televisivo e il mondo del calcio, così come la modernità, che ha invaso e sconvolto la civiltà contadina. Cronaca dei nostri poveri tempi e cronaca del tempo che fu. Cronaca del tempo del dominio della 'ndrangheta e dei festini di Berlusconi.


CINEMA & MUSICA la Riviera DOMENICA 27 FEBBRAIO 2011

Sider no, 5

TH

36

Avenue

NINO FRASSICA & LOS PLAGGERS

La grande comicità dal vivo sbarca in Calabria. Il concerto - cabaret, con molti riscontri al botteghino, del comico siciliano vedrà il coinvolgimento dello stesso pubblico in una girandola esilarante di balli e musica. L'ambientazione è quella tipicamente newyorkese del 5th Avenue, lui, Nino Frassica, eclettico comico cabarettista che ha fatto le fortune di Quelli della notte e Indietro Tutta, i programma di Renzo Arbore che lo hanno lanciato nel mondo della comicittà che conta. Lo spettacolo, invece, unico nel suo genere si avvarrà dei “plaggers”, un gruppo di 6 eclettici musicisti che insieme al cabarettista siciliano reinterpreteranno in maniera “frassichiana” pezzi come Cacao Meravigliao, Grazie dei Fiori bis, Viva la mamma col pomodoro o ancora Mamma mia dammi cento lire, e Voglio andare a vivere con i cugini di campagna”. Due ore di show, cabaret, risate musica e divertimento, due ore in cui il pubblico diventerà protagonista perchè direttamente chiamato in causa dall'irresistibile comicità di Frassica e della sua band. Appuntamento, quindi, per l’1 Marzo, finalmente, almeno per una sera, la locride può tornare a ridere...

Vinci il Cinema

Vinci un biglietto per il film “Femmine contro maschi” rispondendo alla nostra domanda

larivieraonline@gmail.com

Saranno premiate con un biglietto gratis le prime due mail con la risposta corretta

Gregorio Calabretta mette in scena Garibaldi I

MARILENE BONAVITA

Il testo fonde in un’unica trama i racconti di Leonida Repaci, Francesco Perri e Saverio Strati

SUNSET BOULEVARD

n questo clima di fervore e di preparativi per la celebrazione di 150 anni dell'Unità d'Italia ben si colloca lo spettacolo di Gregorio Calabretta:“Apettando ancora Garibaldi”, presentato venerdì scorso,18 febbraio presso l'Auditorium del “Palazzo della Cultura” a Locri Con un titolo alquanto ironico, ma che ben rende l'idea di quello che è stato e che forse ancora stiamo aspettando che ci sia, uno spettacolo oseremmo dire storico, oltre che educativo. Finalmente una reale rappresentazione di quello che fu l'arrivo dei garibaldini nel 1860 e l’eccidio dei braccianti di Torre Melissa che semplicemente reclamavano

le loro terre all'epoca dell'Italia repubblicana del 1949. La vera storia raccontata in un monologo che ha interessato tutti gli spettatori e tenuto l'attenzione dall'inizio alla fine dello spettacolo. Una produzione Teatro studio Mediter-

di Antonio Falcone

Rocky (1976)

P

Nancy Brilli e Claudio Bisio sono una coppia con mamma al seguito. Chi interpreta la mamma in questione?

ASPETTANDO GARIBALDI

hiladelphia. Rocky Balboa (Sylvester Stallone), pugile male in arnese, partecipa ad un incontro in un club di periferia, vincendolo ed intascando il relativo premio; dotato di prestanza fisica e di buon cuore, Rocky tira a campare facendo da tirapiedi ad un gangster italoamericano; corteggia goffamente una ragazza, la timida Adriana (Talia Shire), commessa in un negozio d’animali, riuscendo ad invitarla fuori una sera grazie all’insistenza del fratello di lei, Paulie (Burt Young). L’amore nascente e ricambiato lo spinge ad abbandonare la vita da sbandato, il non impegnarsi seriamente nell’attività sportiva, come gli rimprovera l’allenatore ed ex boxeur Mickey (Burgess Meredith), mandandolo via dalla palestra. L’occasione per riscattarsi gli viene offerta dal campione dei pesi massimi di colore Apollo Creed (Carl Weathers), che, in prossimità dei festeggiamenti per il bicentenario della nascita della nazione americana, mancando al momento un avversario famoso con cui battersi per il campionato mondiale, decide, furbamente, di dare un’opportunità “a un poveraccio di pelle bianca”; Rocky, lo “stallone italiano”, accetta l’incontro, si allena duramente e nonostante l’evidente inferiorità resiste sino al 12° round, rialzandosi ad ogni caduta e reagendo agli attacchi, risultando il vincitore morale, visto che la vittoria è assegnata al campione ai punti. Film a basso costo dall’inaspettato successo di pubblico e vincitore di tre Oscar nel ’77 (miglior film, regia, montaggio), Rocky lancia nell’olimpo dello star system un attore allora pressoché sconosciuto, Sylvester Stallone, autore anche della sceneggiatura, e dà rilievo ad un regista certo poliedrico ma discontinuo e strettamente di mestiere, John G. Avildsen, circostanza che li lega entrambi, curiosamente, al tema di base del film, oltre a quello dello sport quale spinta alla rivalsa sociale. E’ la filosofia espressa a suo tempo da registi come Frank Capra: gli uomini onesti e di buona volontà, anche se apparentemente “perdenti” e spesso ai margini della “normalità” del vivere sociale, anche nei momenti più tristi e confusi, magari facendosi forza di sentimenti quali l’amicizia e l’amore, possono perseguire il diritto alla conquista se non propriamente della felicità, almeno di un loro successo personale. Non a caso lungo la narrazione ad ognuno dei vari losers (Adriana, il fratello Paulie, l’allenatore Mickey) è concessa una possibilità di riscatto; collegato strettamente alla figura di Stallone, al suo fisico, interprete apparentemente afasico, ma dotato di un minimo funzionale d’espressività, il film è certamente un prodotto commerciale, che darà vita a 5 seguiti, ma girato con cura, un melodramma che miscela abilmente classici ingredienti, a partire da quelli più propriamente sentimentali, concretizzandosi in uno speranzoso ottimismo di fondo, quello espresso dalla capacità di cadere in piedi, dell’importanza della lotta e del resistere rispetto alla vittoria pura e semplice. Memorabile il tema portante della colonna sonora (Bill Conti), Gonna fly now.


CURIOSITÀ

E

OSCAR 2011, IL DISCORSO DEL RE FA LA VOCE GROSSA, 12 NOMINATION

CINEMA & MUSICA

cco le candidature ufficiali per gli Oscar 2011. Il discorso del Re, è in corsa per 12 candidature; 10 invece, quelle per il western dei fratelli Coen Il Grinta; 8 ciascuno per The social network e Inception; The fighter ne conquista 7. Il premio Miglior pellicola se lo giocheranno Black Swan , The fighter , Inception , I ragazzi stanno bene , The King s Speech (Il discorso del Re), 127 ore, The social network, Toy story 3, Il Grinta e Winter’s bone . L’Italia non è purtroppo in corsa per il miglior film straniero “La prima cosa bella del nostro Virzì non è nemmeno arrivato alla selezione finale. Peccato.

Andiamo al

Cinema

MULTISALA LUMIERE

Reggio Calabria, info: 0965/ 51036

SALA DE CURTIS

AI CONFINI DEL SUD

Paola Turci in concerto & Luciano Pezzano in mostra LUCIA FEMIA

raeo, interamente allestita dall'autore, regista ed interprete che, arricchendolo con video ed immagini,alternando dialoghi dialettali all'italiano, è riuscito a portare sulla scena la storia di una famiglia calabrese, il cui capofamiglia era tal Ciccio Barbaro, e dei suoi figli. Insomma tre generazioni con le loro storie che s'intrecciano con quelle di tutto un popolo: quello calabrese. Il testo, spiega l’autore, “fonde in un’unica trama i racconti di tre scrittori, Leonida Repaci (La marcia dei braccianti di Melissa), Francesco Perri (Emigranti, 1928) e Saverio Strati (Mani vuote) che nel corso del ‘900 hanno affrontato il dramma delle lotte dei contadini del Sud e dell’emigrazione massiccia che ha svuotato campagne e paesi del Mezzogiorno” Un monologo minuzioso, forse anche troppo nella parte centrale, ma che, pur essendo tale, è stato apprezzatissimo dai presenti, affascinati e finalmente felici che qualcuno avesse descritto la realtà storica della nostra terra. Soddisfatto l'Assessore alla Cultura, prof. Commisso:”noi abbiamo il dovere di ricomporre la nostra identità che è stata massacrata all'epoca. Oggi siamo i maggiori sostenitori dell'Unità d'Italia, ma vorremmo che la realtà storica finalmente fosse conosciuta da tutti!”

Paola Turci e Luciano Pezzano. Una musicista ed uno sculture. Due singolari personalità artistiche per due importanti eventi – un concerto ed una mostra – racchiusi in un solo appuntamento: quello di questa domenica pomeriggio presso il Palazzo della Cultura, sito in via Trieste, a Locri. L’incontro con la mostra “Fiume di pietra” di Pezzano, a cura di Marò D’Agostino, è previsto a partire dalle ore 17:30, mentre il concerto della cantautrice romana, che suonerà insieme a Massimo Cusato, alle percussioni e batteria, e a Pierpaolo Ranieri, al basso e contrabbasso, aprirà i battenti alle 18:30. Dopo il concerto, alle 20:30 circa, seguirà un terzo momento nel quale lo scultore Pezzano presenterà le sue opere al pubblico. Tali incontri artistico-culturali sono il frutto della rinascita del famoso festival di musica etnica e dintorni “Ai confini del Sud”che, dopo dieci anni di brillante attività, in cui era riuscito a fondere il radicamento nel territorio meridionale e mediterraneo alla visibilità nazionale, nel 2008 ha chiuso i battenti. La sua odierna ripresa è avvenuta grazie all’iniziativa della Etna Productions di Massimo Cusato – storico fondatore e direttore artistico della kermesse – che, in collaborazione con Cine Vittoria, FM Eventi e Arkè Studio, e con il supporto logistico del Comune di Locri, di Studio54 Network e del settimanale “La Riviera”, propone questa “Anteprima Musica e Arte” all’insegna della musica d’autore italiana e di una scultura “catartica” realizzata nelle pietre di granito del mar Ionio. Se il concerto ripercorrerà la migliore produzione artistica della Turci, la cui intensità e versatilità l’ha portata più volte a cimentarsi in esperienze fuori dai canoni standard della canzone italiana (si pensi, ad esempio, alle sue collaborazioni con il coreografo e danzatore Giorgio Rossi, ma anche a quelle con Max Gazzé, Marina Rei e Carmen Consoli), le “parole di pietra” di Pezzano, nelle loro rappresentazioni archetipiche, mireranno a liberare l’essenza dalla forma e a disvelare i segreti dell’universo e i misteri dell’animo umano.

Manuale d’amore 3 / 17.30 - 20.00 - 22.30

SALA SORDI 127 ore / 19.00 - 21.00 - 23.00

SALA DE SICA Il cigno nero / 18.30 - 20.30 - 22.30

SALA MASTROIANNI I fantastici viaggi di Gulliver / 17.00 Il discorso del re / 19.00 Il Grinta / 21.00 Sono il numero quattro / 23.00

CINEMA NUOVA PERGOLA Reggio Calabria, info: 0965/ 21515 Manuale d’amore 3 / 18.00 - 20.30 - 23.00

CINEMA ODEON Reggio Calabria, info: 0965/ 898168 Femmine contro maschi / 18:00-20:00-22:00

CINEMA AURORA Reggio Calabria, info: 0965/ 45373 Immaturi / 18.10 - 20.20 - 22.30

CINEMA GARIBALDI Polistena, info: 0966/ 932622 Femmine contro Maschi / 15.30 - 17-30 19.45 - 22.00

CINEMA POLITEAMA Gioia Tauro, info: 0966/ 51498 Manuale d’amore 3 / 18.00 - 21.00

CINEMA MODERNO Vibo Valentia, info: 0963/ 41173 Manuale d’amore 3 / 16.30 - 19.00 - 21.30 Immaturi / 17.00 - 19.15 - 21.30 Vallanzasca, gli angeli del male / 16.30 19.00 - 21.30

CINEMA NUOVO Siderno, info: 0964/ 342776 Manuale d’amore 3 / 17.30 20.00 - 22.00

CINEMA GOLDEN Roccella J. info: 0964/ 85409 - 333/7672151 I fantastici viaggi di Gulliver / 16.00 - 18.00 Femmine Contro Maschi / 20.00 - 22.00

CINEMA VITTORIA Locri, info: 339/7153696 Immaturi / 18.00 - 20.00 - 22.00

Box office LA RECENSIONE

di Antonio Falcone

Femmine contro maschi

F

emmine contro Maschi è uno spin-off del precedente Maschi contro Femmine, sempre Fausto Brizzi alla regia e stesso team di sceneggiatori (il regista, M. Martani, M. Bruno, Pulsatilla), i quali non sono riusciti ad andare oltre la mesta conferma dei propri limiti, sia per l’impostazione, formalmente corale ma tendenzialmente volta a visualizzare una serie di sketch, sia per la banalizzazione dell’ eterno conflitto tra i sessi, pur con una maggiore attenzione alla interazione tra i vari personaggi e alle sfumature sentimentali. Protagonisti quanti nell’episodio precedente erano semplici comprimari e viceversa, la trama scorre, ancora una volta, su 4 binari essenziali: Valeria (Francesca Inaudi), maestra elementare, è la compagna del bidello Rocco (Salvo Ficarra), eterno bambinone collezionista di figurine e musicista in una cover band dei Beatles insieme al suo grande amico Michele (Valentino Picone), sposato con Diana (Serena Autieri), convinta invece che il marito abbia abbandonato gli intenti “artistici” e sia dedito solo al lavoro; Anna (Luciana Littizzetto), androloga, e Piero (Emilio Solfrizzi), benzinaio, sono sposati da 20 anni, lei sensibile e colta, lui rozzo ed infedele. Persa la memoria causa un banale incidente, Piero sarà “riformattato” da Anna nell’uomo dei suoi sogni; Marcello (Claudio Bisio), chirurgo plastico, e Paola (Nancy Brilli), impiegata, divorziati da anni, tanto che lei ha ormai un nuovo compagno, sono costretti a tornare a vivere insieme alla notizia che l’anziana madre di lui (Wilma De Angelis), sempre tenuta all’oscuro di tutto, ha pochi giorni di vita. Anche se nell’impianto messo in scena si avverte una maggiore concretezza, a livello stilistico e drammaturgico, rispetto al citato precedente, il film naufraga nel mare della delusione estrema, tra luoghi comuni, ovvietà e citazioni troppo tristi ed impudiche (la dettatura della lettera tra Ficarra e Picone, da Totò, Peppino e…la malafemmina) per poter essere definite omaggi, vignette visualizzate (una per tutte, la botta contro un palo causa visione di una procace fanciulla) e qualche situazione divertente; tutto fa brodo nel consueto minestrone “Brizzi e lazzi”, donne leonesse ma non atte al divertimento puro e semplice, a meno che non sia quello di rompere le palle a mariti e compagni, ovviamente farfalloni e zuzzurelloni, per plasmarli a proprio uso e consumo, giustificato dalla didascalia iniziale, una frase di Charles Darwin, “il maschio scelto dalla femmina non è colui che sembra più attraente, ma colui che la disgusta di meno”. Parafrasando, lo stesso può dirsi degli spettatori che, sull’onda crescente dell’intrattenimento leggero e non volgare, sul quale mi sono spesso soffermato, finiscono, loro malgrado, per accettare un po’ di tutto, complici la scarsa volontà degli autori di voler osare qualcosa in più, per esempio una maggiore articolazione e conseguente approfondimento, sempre restando nel campo della commedia, quella vera, senza ammiccamenti alle fiction televisive.

La classifica dei film più visti al cinema questa settimana

1

Femmine contro maschi

€ 1.347.585,00 di Enrico Brizzi con Ficarra e Picone,

2

Claudio Bisio, Luciana Littizzetto

Amore & altri rimedi

€ 1.274.948,00 di Edward Zwick con Jake Gyllenhaal,

3

Anne Hathaway, Oliver Platt

Il cigno nero

€ 1.098.966,00 di Darren Aronofsky con Mila Kunis, Nata-

lie Portman, Winona Rider, Vincent Cassel


la Riviera DOMENICA 27 FEBBRAIO 2011

CASIGNANA RADDOPPIA

Ritorna l'appuntamento settimanale col cinema d'autore al cinema Vittoria di Locri

Rai più Magna Grecia Teatro!

Per il terzo anno consecutivo tornano le rassegne CINEMATOGRAFICHE

C'è anche Casignana tra i tredici comuni calabresi che hanno sottoscritto il protocollo d'intesa con Regione Calabria e il Ministero per i Beni Culturali per la messa in opera del Magna Grecia Teatro Festival (biennio 2011-2013). Il palcoscenico ideale della manifestazione sarà naturalmente la Villa Romana di Contrada Palazzi. Intanto proprio tra i mosaici della Villa Romana, venerdì 25, è stata trasmessa la diretta televisiva del seguitissimo programma di Rai Tre, Buongiorno Regione.

“I Giovedì al Vittoria”, spazio curato dal direttore artistico Vincenzo Caricari. Da febbraio fino a giugno il giovedi sarà dedicato a: - film d'autore che hanno avuto poca visibilità nelle sale italiane; - film di autori emergenti; - incontri con l'autore. Giovedi 3 marzo ci sarà il film “THE TOURIST” di Florian Henckel von Donnersmarck, con Johnny Depp, Angelina Jolie, Christian De Sica, Nino Frassica, Neri Marcorè, Raoul Bova

38

TRAMA Frank Tupelo è un professore di matematica del Wisconsin, diretto in Italia per dimenticare una delusione d’amore. Elise è una donna del mistero, bellissima e controllata dalla polizia internazionale. Elise farà di Frank il suo ospite, nella meravigliosa suite di un hotel veneziano, avvolgendolo volontariamente in una rete di pericoli, inseguimenti e appuntamenti al buio. Dal regista del film “Le vite degli altri” premio oscar 2007. Orari spettacoli: 18.00 - 21.00

Il turismo ecosostenibile come punto di forza della nostra regione. Istituito il premio “Calabria Maior”

La Calabria alla Bit di Milano Dalla Borsa internazionale per il turismo allo Zoo di Reggio: premio città “animal friendly” porto di Lamezia non esiste treno diretto da Reggio ma da Villa San Giovanni). Chiamiamolo pure “caso fortuito”, peccato che sia capitato anche a tanti altri viaggiatori. Le istituzioni calabresi hanno un grande pecca di deriva berlusconiana, si concentrano in campagne pubblicitarie pro consenso (il premio ne è un chiaro esempio) senza accorgersi che il cittadino ormai è in grado di riconoscere i biechi tentativi di eludere un problema reale, quale l'assenza di strategie turistiche che dovrebbe rappresentare il primo punto di forza produttivo del territorio. È inutile essere diffidenti o tantomeno prevenuti, per il momento godiamoci il nostro premio. C'è tempo per pensare alle vacanze.

FRANCESCA RAPPOCCIO Anche la Calabria ha partecipato alla 31^ edizione del Bit, la Borsa internazionale per il turismo, tenutasi a Milano dal 17 al 20 febbraio. Quest'anno la città dello Stretto ha perfino ottenuto un rilevante riconoscimento. Procediamo però con ordine. La tradizionale kermesse ha offerto agli stand provenienti da ogni regione d'Italia la possibilità di proporre strategie di marketing e tecniche di valorizzazione delle sedi turistiche. Tante le iniziative proposte dalla stessa Calabria sono state improntate sui principi del turismo ecosostenibile: la rivalutazione dei parchi, la peculiarità dei comuni dell'entroterra e delle cinque Province. Inoltre la Regione Calabria ha presentato anche il Premio “Calabria Maior”, un riconoscimento istituito quale segno di apprezzamento e riconoscenza rivolta a quanti, nel mondo dell'informazione, hanno dedicato giusta attenzione alla regione. Tra le novità importanti, anche il potenziamento dell'attività aeroportuale con l'avvio di nuovi voli da e per la Calabria e riguardano Air Malta, che attiverà il collegamento Roma - Reggio; Eagles Airlines aumenterà da tre a quattro i voli settimanali dal “Tito Minniti” per Venezia; saranno attivati due voli per Bologna e riprenderà anche la tratta Lamezia - Venezia. Dall'incontro all'evento milanese, è emersa anche l'intenzione di attivare, nel periodo estivo, due voli internazionali da Reggio con destinazione Germania e Francia del Sud. Eppure il momento maggiormente gratificante è stato il conferimento, da parte della Ministra del Turismo Michela Brambilla, del premio città “animal friendly” (amica degli animali) al Comune di Reggio Calabria, nella persona dell'Assessore al ramo Enzo Sidari. Ebbene sì, non a una struttura, a un progetto turistico o a un'idea imprenditoriale, ma all'attenzione per gli animali che viaggiano a seguito dei loro padroni, disciplinati grazie a una bella ordinanza emanata dal sindaco Raffa. Da un certo punto di vista il riso è inevitabile. È meravigliosa l'idea che la città abbia questa sensibilità nei confronti degli animali, ma fa sorridere che a tal evento si premi un aspetto che dovrebbe essere successivo alla creazione di reali strutture e servizi accattivanti per il turista, oggi quanto mai carenti. Analizziamo una delle tante criticità per fare turismo: il trasporto aereo. Nonostante i buoni propositi, un turista come arriva in città se non ci sono mezzi per raggiungere le varie località interne o costiere e non esistano strutture, ad esempio balneari, che possano definirsi tali? Oppure, al contrario, pensiamo al reggino che decida di fare il turista. Esperienza diretta. La sottoscritta, col volo prenotato all'Eagles per Reggio - Venezia, è stata avvertita (solo qualche giorno prima) che questo sarebbe stato cancellato e per non perdere la vacanza ha dovuto contattare una nuova compagnia (Alitalia, a prezzo più alto), un nuovo aeroporto (Lamezia) e affrontare il disagio dei collegamenti tra Reggio e Lamezia (per raggiungere l'aero-

SIDERNO

IN CLIMA DI ELEZIONI UFFICIALI

Il nuovo minisindaco Laura Oliveto Molto interessante l'iniziativa della prof.ssa Rita Commisso, alla quale vanno tutti i complimenti , referente del progetto scolastico “Educazione alla legalità" all'interno della Scuola media “Pedulla”. Anche quest'anno le elezioni ufficiali, che hanno visto l'insediamento al posto di babySindaco della giovane Laura Oliveto, subentrata all'uscente babysindaco Dario Barranca. Un nuovo modo di insegnare, nella pratica, quella che era la vecchia educazione civica, facendo toccare con “mano” cosa significhi anche l'amministrazione comunale. E proprio all'interno del Comune, nell'aula consiliare, che si è svolta l'elezione della giovane minisindaco, alla presenza del Commissario prefettizio e del difensore civico e naturalmente del dirigente scolastico Pellegrino Rinaldi. Dalla cerimonia è emersa la necessità di creare un ponte tra scuola e associazioni e probabilmente il consiglio dei ragazzi rientrerà all’interno della Consulta delle Associazioni. L'elezione dei piccoli amministratori, iniziata con l'inno di Mameli, suonato dagli stessi ragazzi della scuola sotto la direzione del maestro Benvenuto, vuole essere un augurio affinche le nostre nuove giovani leve possano essere il vero futuro della politica! Marilene Bonavita

BURRACO

SI E’ SVOLTO AL BEAT WINE IL PRIMO TORNEO

Trionfa la coppia Romeo - Stranges Grande successo ha riscosso, domenica 13 febbraio, presso la sala del Beat Wine, il primo torneo di Burraco. L'evento, organizzato dal neo circolo di Burraco, ha visto la partecipazione di 30 partecipanti che si sono sfidati sin dal primo pomeriggio fino a sera. Il torneo ha rappresentato un'occasione per divertirsi e per stare insieme. Al termine della serata sono stati consegnati i premi alle coppie vincitrici. Al primo posto si è classificata la coppia Romeo Marisa - Stranges Luciana, al secondo posto Cotroneo Pina Pecchia Anna, ed infine al terzo posto si è classificata la coppia composta da Ferreri Anna - Romania Maria. A tutti i partecipanti è stato offer-

to un ricco buffet e delle strepitose pennette all'arrabbiata accompagnate da un buonissimo vino di Aglianico. Tanta è stata la soddisfazione del dinamico Pino Caminiti, coordinatore del circolo, il quale informa tutti quanti gli amanti del burraco che molto presto le competenze del gruppo saranno messe a disposizione di quanti vogliono avvicinarsi a questo gioco. Un ringraziamento particolare per la realizzazione della serata va a Rocco Scarfò, per aver messo a disposizione del gruppo la sala del Beat Wine, e alla squadra che affianca il coordinatore, Antonella Bumbaca, Enzo Antico, Maria Ruso, Maria Stella Pinto per l'aiuto dato per la realizzazione dell'evento. Per tutti coloro che volessero tenersi informati sui prossimi eventi segnaliamo la pagina facebook del Gruppo Burraco Ymca. Arrivederci al prossimo torneo.


CERIMONIA DEGLI ADII

la Riviera DOMENICA 27 FEBBRAIO 2011

PER CARLO CURATOLA on ha voluto né preti al suo capezzale né suono di campane al suo funerale Carlo Curatola. Non per disprezzo agonistico del Dio dei cattolici, ma per un supremo rispetto della fede, che egli non ebbe, e che, da intellettuale onesto, sua non ha voluto fare in limine mortis, come atterrito dall'orrore del vuoto. E se ne è andato ugualmente quieto, certamente non sereno. Ci vuole un cuore di ghiaccio per staccarsi senza emozioni dal mondo, che ci ha circondato e dalla cerchia domestica degli affetti, accompagna la nostra esistenza. Tale m'appare Carlo- noi lo chiamavamo Carletto- Curatola nell'ora del tramonto. Il cuore di Carlo Curatola era cuore di socialista, di socialista sentimentale, come è il proprio dei socialisti, in ciò divisi dal socialismo scientifico, che fu dei comunisti. Lui non fu mai un dottrinario. La realtà veniva prima della dottrina. Il che non significa che fu un socialista pragmatico, la peggiore specie di socialista che si conosca, incapace, come s'è rivelata, d'orientare l'azione secondo i principi, e capace solo di svolgerla nell'orizzonte di piccoli interessi di tattica elettorale. Carlo Curatola, intellettuale moderno, avvocato di peso, amministratore acuto e disinteressato della cosa pubblica, è stato il galantuomo del socialismo reggino e calabrese. Né un macchia, e sarebbe immaginare l'impossibile, né un' ombra, e sarebbe umanamente possibile, si sono depositati sulla sua vita familiare, professionale e politica. Non ha avuto bisogno della cranica distinzione tra vita privata e vita pubblica, tra peccati e reati, come è necessità di tanti farabutti, per sottrarre la sua azione politica e la sia intima vita alla rampogna e alla critica. Etica e politica non solo in lui furono possibili. Furono una unità ardente di sempre, per sempre come il fuoco della fiaccola d'Atene. E la politica in Lui s'alimentava e si nutriva dal moto morale della coscienza che chieda al più presto la fine delle disuguaglianze, delle storture, dei privilegi. Era, perciò, fuori del nostro tempo. Un uomo, un socialista fuori dell'attualità Carlo Curatola non appartiene al nostro tempo . Il suo tempo è il futuro, quando chissà quando, ma ciò saràgli opportunisti e i trasformisti saranno un lontano e fastidioso ricordo. P.C.

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PREMIO LETTERARIO “PINO MUSCATELLO”

PER ONORARE DAVVERO UN LIBERO PENSATORE i è svolto lo scorso 18 Febbraio nella aula magna dell'Istituto di Istruzione Superiore “P. Mazzone” di Roccella Jonica, il premio letterario “Pino Muscatello”organizzato dalla famiglia del giovane roccellese spentosi prematuramente lo scorso anno. Il concorso, supportato dal Circolo di Lettura dell'ARAS di Roccella Jonica, ha visto impegnate le quarte classi del Liceo Scientifico, grazie al sostegno del Preside, prof. Vito Pirruccio, di tutto il personale docente e delle insegnanti Rosamaria Cappelleri ed Elisa Scali. Ad aggiudicarsi la targa ricordo è stato il gruppo di studenti della IVa D. La famiglia ha fatto una donazione alla scuola per l'acquisto di attrezzature scolastiche. Gli studenti hanno realizzato dei lavori multimediali e cartacei sulla lettura del libro di Hermann Hesse “Narciso e Boccadoro”. All'incontro hanno partecipato il Sindaco di Roccella Jonica, prof. Giuseppe Certomà, la dott.ssa Caterina Coluccio, presidente dell'ARAS, l'avv. Vincenzo Bombardieri, la preside Tonina Ferrigno e il dott. Salvatore Spagnolo. Una scelta diversa, una manifestazione insolita, una commemorazione lontana dai dogmi della religiosità. Non c'erano né altari né omelie a ricordare Pino, né strette di mano dovute, solo presenze sentite. Perché è così che bisognava rendere omaggio ad un uomo che ha vissuto la propria vita fino in fondo andando spesso controcorrente; un giovane che amava la vita e che aveva posto al centro del proprio essere la cultura. Non una cultura accademica, acquisita sui banchi di scuola o su testi universitari, la sua era brama di sapere, di conoscere tutto: dai trattati filosofici, politici o empirici, ai metodi di coltivazione della terra. Pino amava, amava la famiglia, amava la gente ma amava anche la natura dalla montagana al mare indistintamente. Una persona che sapeva trattare con tutti, dagli avvocati ai pescatori, dai medici ai contadini, con la semplicità che lo distingueva. Proprio così lo hanno ricordato tutte le persone presenti. Ognuno ha portato la propria testimonianza, il proprio vissuto custodito gelosamente dentro al cuore, cosciente che un uomo così non lo si incontra spesso. L'incontro di venerdì è stato un esempio di come la scuola, interagendo con associazioni culturali, possa essere da stimolo per i giovani e di conforto per la famiglia. Emma Loiero

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VINCENZO DE CICCO Se un giorno la storia del Partito socialista sarà fatta dal basso, Vincenzo De Cicco occuperà un posto di tutto rilievo. Era un militante di base, rimasto fedele a Mancini fino all'ultimo. Un militante che non perse mai la fede e che adesso la custodisce, intoccabile, nella tomba in cui è sceso qualche settimana fa a Reggio, che era divenuta la sua città e dove era stato anche presidente- presidente popolare e sagace- d'una Circoscrizione Militanti come De Cicco sono il sale dei partiti, anche se i partiti, oggi più di ieri, non ne tengono conto. Ma è anche per lui che ha potuto farsi grande la storia dei socialisti reggini e calabresi. Gli altri, senza fatica, si sono limitati a disfarla. P.C.

AL TERZO ANNIVERSARIO Per dimenticare GINO PROCHILO

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Personaggi, fatti e malefatte nella storia della Costa dei Gelsomini di Rocco Ritorto

I PALERMO I Palermo erano di origine messinese. Fuggito da Messina per ragioni politiche nel XV secolo, Gian Tommaso Palermo, si rifugiò a Gioiosa Jonica e, nella seconda metà del secolo, i suoi discendenti si trasferirono a Grotteria, dove nacque Giovan Battista, che morì a Gerace il 30 agosto 1861. Quella dei Palermo fu una illustre famiglia di patrioti, perseguitata dai Borboni per gli ideali di libertà che animavano i suoi componenti. Nel 1799, Gian Battista Palermo e il fratello Giuseppe Maria, furono coinvolte nelle vicende politiche del tempo e fu loro incendiata e saccheggiata la casa di Rione Ponte, un attentato, però che non li a ripensamento e a cambiamento di rotta. Ancora diciottenne, Gian Battista si arruolò nelle “Guardie d'Onore”, per passare poi al reparto dei “Veliti a Cavallo” dell'esercito napoleonico, col quale presse parte alla battaglia di Waterloo. Fu un intrepido combattente ed ebbe conferita, da Murat, la “Croce delle due sicilie e quindi il cavalierato. Con la restaurazione borbonica, venne nominato capitano comandante le milizie del circondario di Grotteria (1818), con le quali presidiò Messina allorché, nel 1820 quelle di stanza dovettero accorrere a paleremo per fronteggiare l'insurrezione per l'autonomia amministrativa. Nel 1821, con l'abolizione della Costituzione, concessa meno di un anno prima, iniziarono le persecuzioni contro i liberali e Gian Battista Palermo venne sottoposto a sorveglianza e solo per caso evitò il carcere, ma ci pensò alcuni anni dopo Don Correale, un sacerdote di Siderno, che lo accusò di cospirazione, facendogli subire carcere, processo e condanna, con condono della pena inflittagli. Nel 1824 sposò la vedova di Vincenzo Fagiani che morì prematuramente, a 51 anni, dopo avergli dato tre figli: Nicodemo, Nicola e Rosalia. Angustiato per la morte della moglie, si trasferì a Messina per seguire meglio i figli negli studi. Dopo sei anni rientrò a Grotteria a seguito di una malattia contratta dal figlio Nicola. Coma già detto sopra, nel 1837, accusato dal prete sidernese, venne imprigionato per cospirazione, ma poi liberato¸nel 1848, assieme ai figli organizzò un manipolo per la sfortunata spedizione dell'Angitola, il 16 marzo 1851 venne processato assieme ai figli Nicola e Nicodemo per attività cospiratrice, e condannato a venticinque anni di carcere, mentre al figlio Nicodemo furono inflitti dicennove anni e a Nicola la pena di morte comminata in trent'anni di ferri. Liberato nell'aprile del 1853, andò a Napoli per visitare i figli colà detenuti, e venne nuovamente arrestato sotto l'accusa di essere andato per raccogliere fondi per una setta antiborbonica e per essere stato “latore di missive segrete, stilate ad inchiostro “simpatico”, dirette al suo figlio minore, nonché a Carlo Poerio, Michele Pironti, Nicola Nisco, Sigismondo Castromediano”, tutti patrioti ristretti tutti nello stesso penitenziario con il figlio. Malgrado fosse stato assolto dall'accusa, fu lo stesso trattenuto nell'orrida prigione di Castelcapuano per circa sei mesi e inviato poi al confino a Castelvetere (odierna Caulonia) per trenta nesi. Scontato il confino e rientrato a Grotteria, fu tenuto d'occhio dalla polizia borbonica, ma, nel 1859, a seguito della concessione della Costituzione da parte dell'ultimo Borbone e la raggiunta unità d'Italia. Nicodemo Palermo, figlio di Giovan Battista, nato a Grotteria il 6 agosto 1825, morì nel paese natale il 12 febbraio 1901. Studiò nel collegio di Monteleone (odierna Vibo Valentia), nella stessa scuola in cui aveva studia-

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to Michele Bello. Nel 1838, dopo la morte della madre, Donna Maria Macedonio, già vedova Fabiani, passò a Messina e da qui a Napoli, presso quella università, per frequentare la facoltà di Belle Lettere e Filosofia e Giurisprudenza, manifestando grande inclinazione per gli studi letterari, linguistici e glottologici. Arrestato assieme al padre e al fratello Nicola per le idee e le attività giacobine (fu oratore di ferventi discorsi contro il governo borbonico), come già detto, condannato a diciannove anni di carcere, fatta l'Unità d'Italia e ottenuta la libertà, con decreto del Luogotenente Generale del Re delle Province Napoletane, venne nominato ricevitore esattoriale del distretto di Gerace, al posto di Michele Sergio. Sposò Rosa Macedonio dalla quale ebbe sette tigli. Non gli mancarono i riconoscimenti per le sue qualità di uomo di cultura e di patriota. Fu, infatti, socio benemerito del Circolo Accademico “La Flora Italica” di Napoli, socio d'onore dell'Accademia delle giovane Italiane, Presidente del Comitato Regionale della Croce Rossa Italiana, socio onorario della Società Italiana di Mutuo Soccorso di Grotteria, delegato scolastico del mandamento. Il più noto dei Palermo, però, rimane Nicola, fratello di Nicodemo nato a Grotteria il 28 dicembre.1826 e morto a Siderno Marina il 10 marzo 1876, a soli cinquanta anni di età. Ricevuti i primi rudimenti culturali in paese, frequentò a Mammola le lezioni del teologo Giuseppanttonio Agostani, per passare poi a Messina per gli studi superiori. Allevato alla scuola di libertà e patriottismo del padre, divenne un fervente cospiratore. Durante i moti del distratto di Gerace del 1647, era ammalato e diede come poté il suo contributo al movimento insurrezionale e per questo fu tra i perseguitati di quella vicenda, riuscendo a sfuggire ai rigori che si adottarono. Nell'ottobre del 1847 si trasferì a Napoli per gli studi universitari, dove frequentò le riunioni dei patrioti che si tenevano nella villa del Marchese Ruffo e in casa del Barone Mazziotti, per lo più presiedute da Carlo Poerio. La Costituzione del 29 gennaio 1848, promulgata il 10 febbraio e giurata dal sovrano il 24 dello stesso mese nella chiesa di San Francesco di Paola, lo trovò a Napoli, dove non nascose la sua esultanza e, quando il 15 maggio dello stesso anno, il bprbone la rinnegò, fu tra le barricate. Individuato, scampò alla cattura per l'aiuto datogli da un popolano che lo nascose per 24 ore in un pozzo. Travestito da sguattero, riuscì ad imbarcarsi su un vascello francese e, sbarcato in Sicilia, rientrò a Grotteria, Assieme al padre, al fratello e ad atri, fece perte del manipolo della sfortunata impresa dall'Angitola (27 gugno1848), una protesta per i fatti di Napoli del 15 maggio e per il richiamo del corpo di spedizione nella valle Padana. Erano i giorni cruciali della Rivoluzione Calabrese del 1848, unica regione del Regno a sollevarsi, e “le balze di Capotenese e le rive dell'Angitola e le alture della Grazia e i Pianini della Corona furono testimoni del generoso, per quanto infelice tentativo”: le truppe regie del generale Nunziante, il 29 giugno 1850, sopraffecero gli ardimentosi patrioti che ripiegarono disperatamente. Nicola Palermo riuscì a sottrarsi all'arresto, ma, blandito dal Nunziante, il 29 giugno 1850, lasciò la latitanza e si costituì al carcere di Grotteria. Processato fu condannato dal pretore a trenta mesi di carcere, ma

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venne subito coinvolto in un altro processo, assieme al padre e al fratello, e il 26 maggio, la corte criminale di Reggio Calabria, lo condannò alla pena di morte col terzo grado di pubblico esempio per “cospirazione e attentato, mirante a distruggere e cambiare la forma del Governo, per avere eccitato i sudditi ad armarsi contro l'autorità reale, per avere aperto una sottoscrizione all'oggetto di arruolare gente e combattere contro le regie truppe,eccitandola alla rivolta, e per avere strappato lo stemma borbonico dal petto di una guardia, calpestandolo ripetutamente: in Giugno e Luglio 1848”. Da Reggio Calabria, assieme al fratello e ad altri detenuti politici e comuni, venne trasferito al Bagno Penale del Carmine di Napoli. Qui fu legato con catena al piede assiemem al fratello e con lo stesso passò prima a Castellnuovo e poi a Procida. Nel 1852 venne separato dal fratello e trasferito nell'orribile prigione di Montefusco. Il distacco dal Fratello fu fortemente doloroso: “So che i miei occhi e quelli del fratel mio s'incontrarono spaventati - scrisse lo stesso patriota -,e si riempirono di lacrime, e la parola mancò; so ch'eravamo l'uno nelle braccia dell'altro quando i crudi ci divisero, ne mai più ci vedemmo”. A Montefusco, assieme a Nicola Palermo vi erano Carlo Poerio, ex ministro della P.I. e direttore generale della polizia borbonica durante il periodo costituzionale del 1848; Michele Pironti, Giudice della Ggran Corte Costituzionale; Cesare Braico, deputato di Brindisi; Luigi Cavallo, notaio salernitano;; Vincenzo Dono, farmacista salernitano; Gaetano Mellucci; L'Avvocato Luigi Sticco; Francesco Morello e tanti altri noti patrioti. A seguito di delazioni calunniose da parte di detenuti comuni che cercavano così di guadagnare favori, Nicola Palermo e gli altri, furono trasferiti a Montesarchio (28 maggio 1855), nel castello feudale del Carafa, trasformato in lugubre prigione. Il 27 dicembre 1858, in occasione delle nozze del futuro “Franceschiello”, i condannati politici alla pena dell'ergastolo, ebbero commutata la condanna nell'esilio perpetuo e tra questi vi era il Palermo. In realtà non si trattava di un vero e proprio esilio, ma di colonia agricola in continente americano. Fu un espediente per liberarsi di prigionieri polittici divenuti scomodi per via delle proteste da parte di numerosi Stati che contestavano la disumana condizione in cui venivano tenuti, cosa che non piaceva e non faceva onore al Borbone, e che gli procurava non pochi fastidi. Nel gennaio del \858 fu deciso l'invio in esilio dei prigionieri e i vapore ”Stromboli” prima e la fregata “Fieramosaca”, raccolsero 66 detenuti, tra cui il Palermo, Carlo Poerio, Luigi Settembrini e Silvio Spaventa, e li trasportarono a Cadige. Qui furono trasbordati sulla “David Steward”, noleggiato dal Borbone per portare i “graziati” a New York. La nave era comandata da Samuel Prentiss di Baltimora, al quale fu giocato un brutto scherzo. Quando la “David Stewart” era in alto marre e la “Fieramosca” ormai lontana, il figlio di Settembrini, Raffaele, ufficiale della marina inglese che, fornito di armi e travestito, era riuscito ad inserirsi tra l'equipaggio, prese il comando della nave e, deviata la rotta, la mattina del 6 marzo giunse nella Baia di Cork, in Irlanda, sbarcando unitamente agli esiliati, nella città di Quenstown. Da qui, Nicola Palermo passò a Londra dove incontrò e strinse amicizia con Massimo D'Azeglio. Assieme al quale, unitamente a Poerio e Spaventa, rientrò in Italia, a Firenze, dove incontrò Cesare Cantù. A Firenze il Palermo Pubblicò a puntate, su “La Nazione” le proprie memorie carcerarie, sotto il titolo “Otto anni d galera” ossia “I carcerati di Montefusco”, che vennero tradotte in diverse lingue. Iniziata l'impresa dei Mille, lasciò Firenze e raggiunse Garibaldi a Messina, indossò la camicia rossa con il grado di maggiore del reggimento “Cacciatori d'Aspromonte” e marciò verso Teano. Realizzata l'unità d'Italia, venne nominato Delegato Capo Provinciale di Pubblica Sicurezza di Reggio Calabria. Nel dicembre 1862 sposò una gentil donna genovese, Maria Sciaccaluga, dalla quale ebbe quattro figli Nel 1863 fu trasferito al Corpo di Pubblica Sicurezza di Catanzaro e poi a quello di Avellino, e, nel 1865, a Messina. Nel 1867 lasciò il servizio per motivi di salute e si ritirò a Grotteria, occupandosi del romanzo sociale che aveva iniziato a scrivere a Montefusco: “L'ipocrita, ossia i misteri di Calabria nell'ultima dominazione borbonica” , opera pubblicata a Messina in tre volumi. Numerosi furono i riconoscimenti tributati a Nicola Palermo per le sue idee e per il suo patriottismo, con nomine a socio o presidente d'onore di accademie e di cari sodalizi culturali. Nel 1868, quando il suo compagno di galera, Miche Pironti, fu nominato ministro di Grazia e Giustizia, lo volle a Caposezione dell'Economato Generale dei Benefici Vacanti del Culto per la Toscana, incarico che dovette lasciare nel 1873 perché colpito da malattia cardiaca, ritirandosi a vita privata a Siderno Marina, dove concluse i suoi giorni immaturamente. Oltre alle opere itate, pubblicò un opuscolo dal titolo “Raffinamento della tirannide borbonica”, un volume di versi (“Pesie”), e lasciò inediti.


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of the week

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I tre che, per la Rai alla Villa Romana, hanno allestito un bachetto degno di un Imperatore!

Quando l’ordine è pane quotidiano

Un « pruppu» in bicicletta

ET l’extraterrestre

Gli ultimi dei Mohicani

TANTI AUGURI A TONINO PER I SUOI 40ANNI

La II classe della scuola elementare di gerace. L'anno è 1977/1978.

Cena di Gala per la Regione Calabria alla Bit di Milano L’angolo di Parrello Nelle belle serate d'estate degli anni '50, le persone la sera si radunavano nella propria “ruga”. Non c'era ancora la televisione e solo pochi leggevano il giornale. Ogni persona doveva portarsi la sedia da casa. Iniziava così, quando c'erano tutti, la “critica” delle persone assenti. Si partiva da quelle più' lontane; se c'erano novità e qualche fidanzamento in vista. Solo gli adulti potevano parlare, i ragazzi dovevano ascoltare. Un sera mi chiesero se avessi visto qualcosa in mattinata. Risposi di aver notato una ragazza che raccoglieva fichi su un albero e un giovane che, da sotto, le parlava. Subito iniziò l'interrogatorio. Tutti volevano sapere chi fossero i due giovani. Riferii che ero molto distante da loro, quindi impossibilitato a riconoscerli. Non mi credettero, tranne una vicina di casa. Dicevano che avessi lavorato di fantasia. Si criticava così fino alla mezzanotte; poi si rientrava a casa soddisfatti, sicuri di aver dato un valido contributo alle “critiche” e di non aver dimenticato nessuno. (Franco Parrello)

La “Ruga”…. un'ora di critica

Tanti Auguri a Rita Trimboli per essere entrata nel club degli “anta” la tua famiglia


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BIBLIOTECA MERIDIONALISTA

on Francesco Saverio Nitti la questione meridionale tende a liberarsi dalla cappa gracchista che ne faceva una totalizzante questione contadina. Nacque a Melfi il 19 luglio 1868 da famiglia borghese illuminata e patriotticamente intesa. Studiò a Napoli, che gli rimase nel cuore, e colà si laureò in giurisprudenza nel 1890. Conobbe giovanissimo Giustino Fortunato e fu dal grande meridionalista conservatore introdotto negli ambienti intellettuali avanzati del tempo. Aveva vent’anni quando pubblicò nel 1888 l’iridiscente saggio “L’emigrazione italiana e i suoi avversari”. Ma rivelazione di prima grandezza per quanti dilatavano gli occhi fuori dal Mezzogiorno d’Italia fu il volume, uscito presso l’editore Roux di Torino nel 1891, “Il socialismo cattolico”. Nel 1900 la torsione è di nuovo verso il Mezzogiorno con i due saggi “Il bilancio dello Stato dal 1862 al 1896-1897” e “Nord e Sud”. E di seguito “Napoli e la questione meridionale” (Luigi Pierro , Napoli 1903). Partecipò attivamente alla vita politica e fu Presidente del Consiglio negli anni assai difficili 1919-1920. Fieramente avverso al fascismo, che fieramente lo avversò, nel 1924 riparò esule prima a Zurigo e poi a Parigi. Caduto nelle mani dei tedeschi nell’agosto 1943 e deportato in Germania, tornò in libertà alla fine della guerra. Ebbe nel 1947 l’incarico per la formazione del governo, ma vi rinunciò subito. Morì a Roma il 20 febbraio 1953. Francesco Saverio Nitti entra nel dibattito sulla questione meridionale con il piglio del demolitore. E suo merito grande fu quello di avere revocato in dubbio e restituito alla certezza della verità storica il dogma, forgiato sull’incudine antimeridionale della menzogna calcolata, di un Mezzogiorno, palla di piombo al piede della settentrionale Italia produttiva, corpo inerte, ma beneficiario delle ricchezze del Nord e placido consumatore di queste ricchezze. Tutta la verità fu detta e dimostrata nel saggio “Il bilancio dello Stato dal 1862 al 1896-7 “ (Società Anonima Cooperativa, Napoli 1900), poi semplificato e riassunto in “Nord e Sud” (Roux e Viarengo, Torino 1900), che offre la definitiva dimostrazione, per ieri e per oggi, nonostante gli avversi latrati, che “l’Italia meridionale, in un primo periodo, ha funzionato come una colonia di consumo e ha permesso lo svolgersi della grande industria del Nord” . E, quindi, come colonia politica, adatta “ a formare maggioranze ministeriali” . Indubbiamente. Comunque, il vero colpo d’ala del Nitti consistette nella individuazione della questione meridionale non più come questione contadina, ma come questione industriale. Non ci può essere un Mezzogiorno produttivo senza puntare all’industrializzazione. Non è a dire che i terroni debbano scendere in città, ma è dalle città, dalla maggiore città del Mezzogiorno, Napoli, e dalla loro industrializzazione che bisogna partire per agganciare la locomotiva del Nord. Proposta inevasa. P.C.

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Francesco Saverio Nitti Il sud ha avuto tutte le colpe dell’affarismo Per oltre trent'anni l'Italia del Nord ha invaso d'impiegati lo Stato: qualche paese del nobile Piemonte si è dopo il 1860 quasi spopolato: si è ripetuto che i meridionali invadono tutto. Le province del Sud pagano per imposte più che molte fra le più prospere del Nord: e per molti anni si è detto che i meridionali quasi non pagano im¬poste. La questione meridionale ora [1903] è messa di fronte alla nazione: ogni sforzo per occultarla, ogni artifizio per evitarla, è vano […]. Fino a qualche anno fa è stato ammesso quasi come un assioma una serie di affermazioni del tutto contrarie alla verità. Le leggi unitarie e uniformi han giovato sopra tutto al Nord d’Italia; si è detto che il Sud ne avesse più grande vantaggio. Il Mezzogiorno ha accettato il debito del Nord, ha venduto i suoi demani, ha ceduto le sue ricchezze monetarie: e pure è stato detto che l’antico reame di Napoli avesse molto guadagnato nell’unità. Per oltre trent’anni l’Italia del Nord ha invaso d’impiegati lo Stato: qualche paese del nobile Piemonte si è dopo il 1860 quasi spopolato: si è ripetuto che i meridionali invadono tutto. Alcune fra le più povere province del Sud pagano per imposte più che molte fra le più prospere del Nord: e per molti anni si è detto che i meridionali quasi non pagano imposte. Le spese per i lavori pubblici sono state fatte principalmente nel Nord; si è detto invece che le ferrovie del Sud hanno rovinato il bilancio. L’Italia ha dedicato la più gran parte delle entrate dello Stato all’esercito; e quelle masse ingenti di capitale sono state prese quasi tutte, almeno in grandissima parte, dal Sud. Ma le colpe del militarismo sono state attribuite ai meridionali. Quando masse di capitali e di ricchezza sono state trasportate dal Sud al Nord è venuta la tariffa doganale di protezione: i meridionali hanno in molta parte pagata la prosperità industriale del Nord. Pure è stato affermato, si afferma ancora che sono i baroni del Mezzogiorno (o come morosi nel pagamento dei debiti!) a imporre il protezionismo, mentre nulla doveano proteggere Ma da qualche tempo a questa parte una più severa visione si è diffusa in Italia: la verità si è fatta, si fa ogni giorno strada. È sorta anzi la questione meridionale: un fatto nuovo, un fatto quasi inatteso, molto molesto, molto antipatico agli uomini politici importanti; ma pure un fatto, cioè una cosa che non si può negare. In che cosa consiste la questione meridionale? Essa si basa sopra tutto in una constatazione: fra l’Italia del Nord e l’Italia del Sud la differenza di condizioni economiche e sociali è ora assai maggiore che nel 1860. Vi sono ora due Italie: una progredisce rapidamente, entra già nella zona della civiltà industriale; l’altra si dibatte in strettezze crescenti. L’Italia del Nord non aveva quasi grande industria nel 1860; in ogni modo non ne aveva più che il Regno delle Due Sicilie: da che dipende la differenza attuale? la libertà è stata dunque un veleno per le genti meridionali? Un esame profondo della questione ha menato a conclusione cui non è possibile sfuggire. L’unità politica ha giovato molto disegualmente: le leggi economiche, tributarie, le stesse leggi di

carattere sociale giovano al Nord e spesso nocciono al Sud. Il Mezzogiorno sopporta un carico tributario molto superiore alle forze: in compenso riceve dall’unità vantaggi molto minori. Così dunque l’opera dello Stato piuttosto che diminuire accentua ogni giorno le differenze. Vi è poi un altro lato della questione. Il Mezzogiorno è molto ignorante: più ancora è deplorevole in esso la mancanza dì ogni coscienza politica; è spesso un grande elemento di disordine. L’azione politica del Mezzogiorno non è utile all’Italia; spesso è dannosa. Non è solo un’energia ritardatrice; è spesso un’energia dissolvitrice. La colpa è dei meridionali; non però solo di essi. Ogni Governo «lavora» sopra tutto nel Mezzogiorno: per la stessa ragione per cui il Governo di Vienna «lavora» più volentieri le masse elettorali della Slavonia. Onde i meridionali chiedono spesso ciò che è inutile, ciò che è superfluo, ciò che è dannoso e non hanno nessuna vera resistenza al male. Richiamare l’attenzione degl’italiani su ciò che accadeva nel Sud era un dovete: ma la questione meridionale diventa anche un pericolo meno per colpa dei settentrionali che per colpa dei meridionali stessi. Nel Nord d’Italia la verità ha fatto molta strada; nel Sud è meno la verità che si cerca che il modo di trame vantaggio eccessivo e imminente. Poiché non esiste coscienza politica gli stessi uomini che più hanno responsabilità dei mali passati, ex ministri, deputati, amministratori cosi detti autorevoli chiedono a gran voce concessioni più o meno utili, costruzioni più o meno superflue. Alcuni politici del Mezzogiorno domandano nello stesso tempo ciò che è assurdo riunire: il capitale a buon mercato e le grandi costruzioni ferroviarie: spese di vero lusso e diminuzioni di imposte. Ogni nobile causa ha i suoi traviamenti, come opera di giustizia può facilmente degenerare. Vi sono intelletti speculativi e intelletti speculatori: questi ultimi abbondano sopra tutta fra coloro che nel Mezzogiorno prevalgono. Anche la questione meridionale diventa una speculazione per cavar «qualche cosa»: così, basse passioni fermentano ogni giorno, nuove cupidigie si accendono. Tutto ciò può essere molto dannoso all’Italia: spingere alla dissipazione dove più necessaria è l’economia, destare nuove illusioni quando occorre sopra tutto abbattere le antiche. È necessario dunque un grande sforzo di sincerità: e questo sforzo deve essere ingrato sopra tutto ai meridionali e a chi prevale fra essi. Niuno può negare ormai che l’Italia meridionale presenti tutti i sintomi della depressione: in pochi anni anzi la sua situazione si è assai peggiorata. La legislazione unitaria sopra tutto è stata la causa maggiore di depressione. Bisogna dunque, non solo per il bene del Mezzogiorno, ma per quello dì tutta Italia trovare nuove vie e rinunziare a quelle seguite sinora. Ma quali sono le forze vive che dovranno operare?

IN ALTO GIUSEPPE BIANCHIERI, IN BASSO

GIUSEPPE ZANANRDELLI A RIONERO IN VULTURE

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BIBLIOTECA MERIDIONALISTA L’Italia del Mezzogiorno non possiede ancora una coscienza collettiva: le masse popolari, troppo povere, quasi non partecipano ancora alla lotta; la borghesia è, presa nel suo insieme, troppo ignorante per reagire al male, per volere con fermezza qualche cosa. I rappresentanti politici del Mezzogiorno sono generalmente mediocri: la disonestà non è fra essi assai maggiore che fra quelli del Nord; piuttosto essi sono servi di piccoli interessi invece che di grandi. La delinquenza non segnalata dalle statistiche, il brigantaggio bancario, la spoliazione del pubblico e dello Stato, spettano in gran parte al Nord: ciò che ha il Sud è la prevalenza delle clientele, è la mancanza di una vera vita pubblica […]. Il Governo, non ostante ogni affermazione degli uomini che lo compongono, è stato, è sempre nel Mezzogiorno la più grande causa di disordine morale. Il Governo attuale non è migliore dei precedenti: spesso è peggiore. Gli uomini che ora sono all’opposizione, a lor volta, se diventeranno Governo, faranno quasi egualmente male o faranno anche peggio, se la coscienza pubblica non si rinnoverà. La tentazione di formare nel Sud delle maggioranze è troppo grande per poterle resistere. Onde il Governo a sua volta subisce le clientele, ma anche le determina: qualche volta n’è figlio, spesso n’è padre. Strana mischianza, tormentoso incesto di piccoli interessi che prevalgono e s’impongono […]. I politici italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi dì larga importanza. Onde dal Governo così com’esso è, com’esso opera, vi è poco o nulla da sperare per la rinnovazione del Mezzogiorno: per necessità di cose, per ignoranza di esse, per quieto vivere, il Governo seconda il male o almeno non lo combatte. Onde la rinnovazione politica del Mezzogiorno non può venire che da due cose: da un miglioramento nella situazione economica, da un maggiore spirito di opposizione; e questo a sua volta da un risveglio, sia pure violento, delle classi popolari. Quando, per esempio, Napoli diventerà una città industriale, alcuni abusi dovranno necessariamente scomparire. Una classe operaja più ricca e più colta, una borghesia più intelligente e sopra tutto meno povera, renderanno impossibili forme dì abuso che fino adesso sono state ritenute quasi inevitabili.D’altra parte si sveglierà il senso politico nel Mezzogiorno solo quando si potrà destare nelle masse un più grande spirito di opposizione: gli uomini più utili al Mezzogiorno sono per conseguenza quelli che seminano il malcontento, che danno lo spirito di diffidenza, prima condizione di una politica di resistenza. In quanto al Governo esso è nello stesso tempo padrone e servo delle clientele: e difficilmente avrà un’azione utile ed efficace almeno per parecchi anni ancora. Del resto il Parlamento italiano, così com’è, non sembra adatto a compiere alcuna opera che esca fuori della mediocrità. Cresce in esso ogni giorno anzi l’amore delle cose mediocri, l’avversione per ogni forma di audacia intellettuale […].. È tale in esso la mancanza di energie nuove, nei partiti di governo, che si è venuto a stabilire come un premio alla longevità. L’Italia è il solo paese del mondo che nelle tre più alte funzioni di Stato abbia chiamato i tre più anziani. Il presidente del Senato, il presidente della Camera, il presidente del Consiglio (1), indipendentemente da ogni altra considerazione, sono almeno i tre più vecchi parlamentari e ciò basta ad attutire le diffidenze. La sopravvivenza è il maggior requisito e l’Italia è troppo spesso costretta a subire il frigido

amplesso di pochi vecchi, burocratici lenti, politici esausti e sospettosi. Il Parlamento non concepisce né meno che un ministro non possa essere altra cosa che un parlamentare più o meno navigato . Così i problemi che più interessano la vita nazionale sono affidati a persone che non li intendono, a uomini che per vecchiaia del corpo e per vecchiaia dello spirito non fanno più parte del loro tempo. Nella vita del Parlamento, del resto, tutto è artificioso: uomini che hanno tutte le responsabilità dei peggiori atti di reazione sono ritenuti liberali, anzi democratici; altri indicati all’odio popolare per colpe assai meno gravi. Tutto è artifizioso e falso e le stesse persone sono giudicate diversamente, secondo interessi di fazioni o di frazioni parlamentari. Il Mezzogiorno non potrà dunque almeno per ora politicamente rinnovarsi per opera di Governo: e i meridionali cominceranno anzi a rinnovarsi quando saranno penetrati di diffidenza verso l’azione politica del Governo. Mutate le condizioni, è solo in seguito che il Governo, quando crederà di aver convenienza, seconderà il movimento rinnovatore. Ma ora nulla si deve sperare: e le basse adulazioni che i meridionali fanno ai politicanti diventati ministri sono piuttosto causa di preoccupazione (2). Ogni meridionale ministro è a sua volta una causa di nuovo disordine e di nuove preoccupazioni. Fatta eccezione di pochissimi casi, i ministri meridionali sono stati gli uomini più dannosi al Mezzogiorno. Poiché nel Sud la coscienza politica è scarsa, tutte le volte che bisogna proporre cosa contraria agli interessi meridionali, si ricorre appunto a un meridionale. Assai di recente un ministro meridionale, elevato per strano caso alle altezze del Governo, forse per riconoscenza ai suoi protettori, ha mentito contro il suo paese, negando perfino l’esistenza di una questione meridionale. Ma se l’opera morale di rinnovazione non può venire dal Governo, quest’ultimo ha però, sopra tutto in Italia, una grande azione nella vita economica del paese. Il regime ferroviario, il regime dei trasporti marittimi, il regime doganale, l’ordinamento delle acque pubbliche, la nuova orientazione della finanza saranno decisi negli anni prossimi: onde il Mezzogiorno potrà diventare ancora più povero, o avere un’alba di rinnovazione, secondo la politica che si seguirà. [F. S. NittiLa questione meridionale, in F. S. Nitti, Napoli e la questione meridionale (Luigi Pierro, Napoli 1903), pp. 4-12]

La questione meridionale è complessa; è prevalentemente, essenzialmente, economica e finanziaria; ma non è solo tale.

Il Governo, non ostante ogni affermazione degli uomini che lo compongono, è stato, è sempre nel Mezzogiorno la più grande causa di disordine morale.

NOTE 1. Essi sono entrati alla Camera per la prima volta:GIUSEPPE SARACCO , Legislatura IV, 5 ottobre 1851; GIUSEPPE BIANCHIERI, Legislatura V, 11 dicembre 1853; GIUSEPPE ZANARDELLI, Legislatura VIII, 26 gennaio 1861 [Nota di Francesco Saverio Nitti].

Il Governo esso è nello stesso tempo padrone e servo delle clientele: e difficilmente avrà un'azione utile ed efficace almeno per parecchi anni ancora

2. II viaggio dell’on. Zanardelli in Basilicata fu mosso da alto ideale e fu per un vecchio uomo impresa ardita. Ma nulla è più deplorevole delle adulazioni che i politicanti credettero di emettere in quell’occasione. In tempo recente si è visto – fatto vergognosissimo e tristissimo – una commissione di elettori del collegio di Monopoli in Puglia, recarsi dal presidente del Consiglio e chiedergli la designazione del candidato; e poscia votare senza vergogna per il capo di gabinetto del ministro. In regime borbonico non si giungeva a più grande bassezza [Nota di Francesco Saverio Nitti].

Una (croni)storia della Calabria attraverso i “forestieri”

Le ragioni di Cetto La qualunque GIUSEPPE FIORENZA In questa cronistoria cercheremo di effettuare un viaggio a ritroso partendo, come avete notato nel secondo capitolo, da avvenimenti e personaggi più recenti per risalire a quello più antichi nel tempo. Questo viaggio a ritroso crediamo sia il più utile per farci capire come sia stato costruita, più che una Calabria in idea (espressione felice coniata dal Prof. Augusto Placanica, che indicava un ideale di Calabria “percepita, immaginata, sognata” che non corrispondeva a quella di fatto ma a cui faceva da schermo), un concetto di calabritudine, che spesso viene usata a sproposito per connotare un popolo e una identità. In questo capitolo ci occuperemo del personaggio creato da Antonio Albanese, Cetto La Qualunque, politico calabrese che ne combina di cotte e di crude, conia improbabili slogan e utilizza spesso il dialetto calabrese. Antonio Albanese, il magnifico attore comico che ha creato il personaggio, è nato in Lombardia da genitori siciliani. Ha un talento istrionico e versatile che gli consente di spaziare da personaggi a tutto tondo delle più svariate categorie sociali e dei luoghi più diversi. Ciò presuppone anche una buona padronanza linguistica dei dialetti. Abbiamo detto sopra che utilizza il dialetto non che lo parla. La cosa si spiega col fatto che il coautore del personaggio è lo scrittore Piero Guerrera, calabrese nato a Palmi, autore televisivo di successo dei testi dei più noti comici italiani. La prima domanda che ci facciamo è la seguente: Perché Cetto La Qualunque è calabrese? Questo film (e gli sketch televisivi in cui appare il personaggio) parla dell’Italia, di un certo modo di far politica, i cui epigoni sono ben rappresentati a livello nazionale, parla di una morale calpestata e di un’etica inesistente…e allora perché il protagonista è calabrese? Abbiamo visto, e ce lo abbiamo tutt’ora sotto gli occhi, che la realtà, quel tipo di realtà che il film (e gli sketch) vorrebbe rappresentare (ma che poi è superato dalla stessa), viene messa in atto principalmente, vuoi per il livello di estensione sovranazionale dello scandalo vuoi per la quantificazione finanziaria dello stesso vuoi per le categorie sociali interessate, da persone che appartengono a una economia non di riserva come quella calabrese, allora….perché il protagonista è calabrese? Basta solo che uno dei coautori sia nato in Calabria per giustificare la tipizzazione della perfetta maschera del politico truffaldino in un calabrese per di più generico e che cita, più che parlare, anche il dialetto, correndo il rischio così di estendere il giudizio al cittadino calabrese (che non è il mafioso o il politico calabrese)? Il politico truffaldino non è un prodotto locale, non viene all’ex mondo contadino, quello che in Calabria non esiste più, semmai viene dagli strati sfilacciati di una borAugusto ghesia che si è dissoluta nel tempo e che ha Placanica ramificato le sue propaggini in tutta l’Italia. E’ un politico che ha acquisito una identità nazionale, non è caratterizzato da elementi che sono solo regionali che lo spingono a rubare o a dedicarsi al malaffare: questi elementi sono il comune denominatore degli italiani che fanno una politica truffaldina, appunto. Non è pertinente, diremmo, per il calabrese. Allora perché Cetto è calabrese? Anzi precisiamo, perché Albanese usa il dialetto calabrese per identificare il suo personaggio in maniera così precisa e voluta? Per dare vita alla sua bravura istrionica? Le battute sulla Salerno-Reggio Calabria, l’unico elemento che potrebbe connotare l’essere regionale (il che non è poi del tutto vero perché L’A3 attraversa anche la Campania e la Basilicata), le fa chiunque, calabrese e non calabrese, mentre per tutto il resto non è essenziale che il personaggio sia di una regione o di un’altra. Lasciamo irrisolta questa domanda e analizziamo il personaggio. Innanzitutto si veste con uno stile indefinibile ma appariscente e…cafone. Meglio esagerato. Questo può essere funzionale all’interprete ma anche alla storia che racconta. Sappiamo però che la criminalità organizzata non è cafona né tamarra, ma è raffinata, scolarizzata, progredita. Allora perché Cetto è un tamarro, grossolano ed esagerato? Facendo così non si riferisce al male più radicato e pericoloso della società non solo calabrese, appunto la criminalità organizzata, ma alla gente calabrese. Per far capire il nostro pensiero, in tutti i testi satirici messi in campo non c’è ne uno che faccia riferimento ai grandi mali, oltre che alla criminalità (ma quello è il risultato secondo noi), che hanno afflitto e affliggono il territorio e la società calabra: emigrazione (se non in termini bozzettistici come fanno altri comici), la miseria, l’ingiustizia sociale, l’assenza di economia e la irresponsabilità di politici e imprenditori locali e nazionali. Dobbiamo dire che negli ultimi dieci anni molti cabarettisti hanno scoperto quanto sia comico sia l’essere calabrese sia il dialetto calabrese. Lo vedremo in questa e nelle prossime puntate. E’ bello pensare dunque che questo sia il solo motivo che spinge molti a fare satira su di noi. Volenti o nolenti, è ciò che viene rappresentato ad essere percepito a livello nazionale e che diventa luogo comune. Anzi vorremmo dire che ciò rafforza un luogo comune che esiste già perché la satira, quel tipo di satira, si poggia su quello. Chiudiamola così: ci vuole molta cultura e intelligenza perché ciò non avvenga, ma noi sappiamo che spesso, anche in presenza di questi due elementi, gli stereotipi possono venire usati perfidamente a fini di strumentalizzazione politica. Questo rischia di inquinare fortemente il tono di sincera denuncia che il personaggio può contenere. (3. – continua)


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di Benjamin Boson

LA VERITÀ DEI PAZZI “Il mondo, con le sue debolezze e le sue fragilità, ha bisogno di essere custodito e governato”, questo è il motto fondante dell'American Taste, l'organizzazione globale che controlla la terra. Kismi è stravolto, leggo nei suoi occhi la convinzione che io abbia necessità di cure psichiatriche. Lo incalzo da giorni, ormai è allo stremo. Gli ho detto che anche le armi in mano alla sua organizzazione ce le ha messe la Taste. A dire il vero, sono partito con lo sbarco sulla luna, “è una frottola gigantesca” gli ho rivelato. Poi sono passato a spiegargli che la storia che conosciamo è una scrittura plausibile degli eventi per come conviene che noi li conosciamo. I monaci, nel medioevo, ci hanno confezionato un racconto, deciso a tavolino. Ho concluso il discorso, sostenendo che c'è un gruppo criminale che domina il mondo e dirige i nostri gusti, i nostri desideri, controlla e condiziona le nostre vite. E' stanco, Kismi, di ribattere alle mie argomentazioni. Mi dice, “allora qual è il senso della fuga, che mi proponi?”. Ora sono io a essere in crisi. Kismi mi è essenziale, per i conti che devo regolare in giro per l'Europa. Come posso, dopo ciò che gli ho detto, convincerlo che possiamo fare la guerra alla Taste? Lo so, in fondo, che è ridicola la mia guerra. Per quello di cui sono a conoscenza, dovrei annodare la cintura alle sbarre e infilarci la testa. Con sei disperati, dovrei fare la guerra al mondo. Meglio convincerli a rintronarsi di fumo e farmaci, e attendere le frittes del sabato sera. Non voglio finire i miei giorni a Fleury. Terrò ben nascoste le mie verità, d'ora in poi. La smetterò con le spy stories. Volerò via da questa merda. Se avessi amato meno la droga il mio cervello non sarebbe andato in pappa. A quest'ora sarei dalle parti di Belem a rosolare le mie ossa al sole, con al fianco una sventola dalla pelle d'ambra, invece di sparare cazzate in questa fogna francese. Se qualcuno vi riempie di soldi per portare in giro la coca, state nei ranghi. Non fatevi irretire dalle sirene della rivoluzione, se siete companeros non fatevi rincoglionire dalla coca e dalla suerte. Potreste ritrovarvi a fare gli oracoli in un carcere di merda. Ed è complicato trovare dei coglioni che vi aiutino in un'impresa impossibile. Le verità, quando sono scomode diventano le farneticazioni dei pazzi.

L’oroscopo

di ZiTata

ARIETE La corsa per arrivare primi è iniziata e voi avete già da tempo avete tagliato il traguardo,vi necessita un nuovo traguardo questa volta aspettate il “via” forse vi annoierete di meno. In amore siate più sportivi passando la palla al vostro partner. GEMELLI Diplomazia, responsabilità e pessimismo..ooohh!!! Rilassatevi magari leggendo l'oroscopo! In amore per scacciare la noia non servono riti wodoo, lasciatevi guidare dalla fantasia.

CANCRO Forse questo non è il momento per osare ma sicuramente è quello giusto per fare il punto della situazione. Amore e fantasia allieteranno le vostre giornate, lasciate perdere lo stile burlesque, la seduzione per voi è classe e sguardi osate in questo.

LEONE Coltivate il vostro orticello come sapete fare, con tenacia e determinazione e vedrete i frutti che non tarderanno ad arrivare. In amore il tempo della caccia è finito. Non temete, un “si” vi attende.

VERGINE Rilassatevi, lo sanno tutti che ci sapete fare! Una pausa è d'obbligo per riacquistare la vostra innata precisione. In amore rimandare non serve, una serata cena ed essenze profumate è la risposta.

BILANCIA Avete messo a dura prova il vostro fisico con sport alternativi di tutti i tipi e arti marziali. Prendetevi una pausa! In amore …facebook non è la risposta!

SCORPIONE Non ci saranno soddisfazioni economiche da quel progetto piuttosto impegnatevi nella beneficenza. In amore vi conviene non lottare, ricordate il vostro partner ha una certa abilità nelle arti marziali.

SAGITTARIO Passate da “la testa fra le nuvole” a “la testa fra i numeri”, sognare fa bene ma le bollette arrivano puntuali. In amore uscite allo scoperto, la vostra fedeltà verrà premiata.

CAPRICORNO Girano le idee e le voglia di fare spesso vi rapisce, attenti! Essere riflessivi non guasta. In amore le esperienze passate hanno preso il largo, è il momento di giocare al dottore con un paziente speciale.

ACQUARIO Non è il momento di andare su un’isola deserta tanto al vostro ritorno nulla sarà cambiato. Impegnatevi attivando i neuroni. In amore l' arbitro ha fischiato uscite dall'area di difesa e attaccate!

PESCI Aspetti l’uomo della tua vita? Il principe azzurro? Scordatelo! Il tuo lui non avrà il cavallo bianco, e neanche un mantello lucente, ok ok, neanche la “macchina grossa” e il portafoglio pieno... Si hai ragione, forse è meglio tornare a sognare. Mutuo permettendo...

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LE INFILTRATE

LA NDRANGHETA SIAMO NOI! La Ndrangheta nn si combatte con i proclami o con le leggine.La si combatte emarginando e ripudiando gli esponenti mafiosi,nn avendo verso di essi riverenza,rispetto ed addirittura servilismo.Nella mia Regione e nella mia Provincia di Reggio Calabria lì si tratta troppo spesso con i guanti d'oro.Gli si sta attorno come fossero i padroni indiscussi del territorio,gli si riserva corsie di preferenza in ogni settore,gli si prenota il tavolo migliore nei ristoranti,nei locali,la stanza migliore in ospedale,li si serve prima nei negozi di abbigliamento e ci si inchina alla loro prepotenza senza fiatare.Ci si rivolge a loro per qualsiasi favore facendo accrescere il loro senso di onnipotenza.Il politico gli chiede i voti promettendo sua completa disponibilità,il poliziotto o il carabiniere si fa comprare e chiude non un occhio ma due occhi,l'amministrazione pubblica gli elargisce soldi tramite appalti,bandi truccati ed assunzioni e il cittadino lo coinvolge nella sua vita privata.Da noi, ad es., gli elementi ndranghetisti

TORO La matassa è lunga e i nodi sono fitti ma la costanza e un po di testardaggine vi porteranno alla meta. In amore siate più decisi, volete l'amore? Cercatelo senza troppe pubbliche relazioni!

delle note famiglie De Stefano,Tegano,Condello,Lo Giudice,Labate,Pesce,Mancuso,Piromalli,Iamonte,Mo rabito,Pelle,Commisso,Barbaro,Mazzaferro li vedi in giro assieme a giovani perbene e di buona famiglia,li vedi salutare da chiunque con riverenza,li vede attorniati e desiderati dalle donne piu belle,li vedi trattati con riverenza dai nostri politici,da giornalisti e persino dai preti...E questo è l'elemento che mi fa piu schifo e piu ripugnanza.Dimostra che la Ndrangheta siamo noi,che la Ndrangheta la vogliamo noi.Sputi e non saluti,indifferenza e non accoglienza,isolamento e non integrazione per uomini di odio e violenza,per uomini di merda che sanno solo vivere nella merda.

Ragazza straniera cerca lavoro come colf/badante in famiglia per info. 328.7270911


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riviera 27-02-2011  

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